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Incubo al supermercato

Ditemi che è solo un incubo.
Ditemi che almeno i My Chemical Romance non agonizzeranno affogando in un mare di pucciosità slashose o strangolati da appiccicaticce MarySue. E cercate di essere convincenti.
Ditemelo, perchè quando stamattina ho aperto EFP cercando una cura spirituale al mio mal di stomaco (dato che la camomilla non sembrava sortire nessun effetto), ho trovato questo.

Il titolo è "Al supermercato" e l’autrice è The_death_in_the_nigthmare.
Guardiamo il commento di presentazione:
Vi avviso che questa ff è stata pubblicata sull’altro nick Demolition Lovers,che condivido con due mie amiche
La ff l’ho spostata su questo nick e leggermente modificata.
[Da notare: il commento è stato cambiato mentre io scrivevo la recensione. Prima, queste due righe erano in MAIUSCOLO. Le ha riscritte daccapo, ma l’errore rimane: l’Italiano, quel grande sconosciuto, impone uno spazio dopo qualsiasi segno di punteggiatura. E visto che siamo in argomento, permettimi di ricordarti l’importanza dei congiuntivi. Devo forse CapsLockarlo, affinché il messaggio arrivi?]
Tutte le attenzioni caddero su Frank Iero. [Di solito questa espressione si usa al singolare. Ma in effetti lui è famoso, dunque ne ha di più.]
Stava urlando. [Qualcosa doveva pur fare per attirare su di lui tanti sguardi interessati.]
In 1 supermarket. ["un" era decisamente troppo lungo, da scrivere.]
E per cosa?
Per un inutile e stupido mango.

Le tags mi avvertono che sarà un’opera comica, ma non per tutte le età (arancione).

La scena si apre con un Frank Iero (il chitarrista del gruppo My Chemical Romance) al supermercato. Giunto il suo turno, porge tre (maxi)pacchettoni di caramelle alla cassiera, premurandosi di renderla partecipe di un dubbio lacerante: basteranno fino all’indomani mattina? Ora o mai più: ridete, per favore. E’ una fyccy comica, questa.
Lei (personaggio assolutamente inutile) viene descritta con veloci pennellate. Così veloci che l’italiano piange – no, non citerò: sono contro la violenza gratuita, io. E’ una rossina, con lunghi capelli fluenti, lentiggini segna-età ed occhioni verdi sottolineati da un soffio di matita. Voilà la nostra Mary… Ma cosa andate a pensare! Mi sono forse dimenticata di dirvi che è una slash, questa? Beh, negli avvisi non c’era.
La donna rimane giustamente perplessa, ma come ogni brava cassiera non presta molta attenzione ai vaneggiamenti del cliente. Sennonché lo spettacolino è solo all’inizio: il nostro Frank viene presto raggiunto dal suo aMMore, Gerard Way (il cantante dei MCR), che da bravo salutista è andato a prendere anche un po’ di frutta. Il ragazzo ha in mano due sacchetti, probabilmente neri e senza scritte – come notamente si usa in tutti i supermercati del mondo -, poichè Frank deve chiedergli cosa contengano.
Il mistero è presto svelato: -Banane…Mele…e basta.-
Niente di personale, ma in effetti i sacchetti erano due. A meno che Gerard non si sia dato al taccheggio, non vedo il motivo della precisazione. Cioè, il motivo lo vedo anche, ma è dannatamente forzata.
La comicità si perde. Sarebbe stato più efficace un solo "e basta?", quello pronunciato da Frank.
Comunque sia, quell’ "e basta" è lo spunto per una perfetta crisi isterica made in Frank. Il nostro ex-chitarrista neo-moglie incinta e pronta a scattare per un nonnulla si mette a strillare contro il suo povero maritino che – lodiamone il singolare coraggio – è costretto a chiederle cosa diamine abbia dimenticato.
Nonostante abbia già tutte le ragioni per una scenata, Frank (che in fondo in fondo è ragionevole) tenta di venirgli incontro: -Immagino che il mango non c’era.-
Perchè – come tutti sanno -, i supermercati sono soliti tenere nei loro scaffali un solo esemplare di codesto frutto prelibato, da vendersi a discrezione del commesso, possibilmente in cambio di favori sessuali da parte del fortunato cliente.

Non dimentichiamo che la "felice" coppietta è ancora di fronte alla cassiera. La quale si guarda bene dall’interrompere una scena così dolce e comica (probabilmente è troppo occupata a prendere appunti per la sua prossima fyccy da pubblicare al Tempio). L’onere ricade dunque su un’acida vecchietta senza cuore, la quale sgarbatamente li attacca con un "Scusate… State bloccando la fila…" (che non è citazione in quanto qua l’ortografia è corretta).
Sfortunatamente l’anziana signora, nonostante i capelli nivei e gli occhialoni in bilico sul nasino, non riesce a catturare l’attenzione di Frank, che continua imperterrito ad incalzare il maritino sul perchè non abbia preso il dannato mango. Quest’ultimo (Gerard, non il mango) azzarda una debole difesa facendogli presente (a Frank, non al mango) che non gli aveva chiesto di comprarlo (il mango, finalmente).

Lezione #1 per maritini inesperti: quando siete colti in fallo non cercate di accampare scuse, non serve a nulla se non a peggiorare la situazione.
Ci fu una breve pausa che ogni marito conosce come la calma prima della tempesta, ma non la povera nonnina i cui neuroni sono stati intaccati dall’età: si azzarda infatti a ribadire il concetto di prima, cioè che la fila dietro di loro sta diventando chilometrica.
Stavolta il risultato è leggermente migliore: Mrs Iero la degna di un’occhiata fulminea (e qua ho un dubbio: non è che volesse fulminarla, piuttosto?) e si rigira verso Gerard, che ormai è davvero impaurito: Frank appare scocciato! Si salvi chi può!
-Allora vallo a prendere,ancora non ho pagato.- [eggià, e la gente dietro sta iniziando ad infilzare le bambole voodoo e ad affilare le asce.]

Lezione #2 per maritini inesperti: se avete la rara fortuna di individuare il problema prima della tempesta, non sprecate la vostra ultima possibilità con un’uscita sarcastica. Potrebbe succedervi questo:
-UN’INVITO A SPICCIARTI A PRENDERE IL MANGO GERARD ATRHUR WAY,UN CAZZO DI INVITO A PRENDERE QUEL CAZZO DI MANGO!!!!!!!-
… il che francamente non è bello. Soprattutto se la mogliettina in questione è facile all’ira e alle urla. Soprattutto se siete due celebrità in incognito e se lei tende a scordarselo urlando il vostro codice fiscale nel bel mezzo di un supermercato. Perchè potrebbe succedere che degli emo borchiati e tinti sbuchino fuori dalle loro tane nascoste tra gli anfratti degli scaffali, impazienti di incontrare il loro idolo.
Notare: i suddetti fan non saltano addosso a Gerard, non riconoscono i loro due "dei" e si limitano a chiedere stupidamente: "Dove? Dove?". Sospettavo che nello smalto nero ci fossero sostanze nocive alla salute, ma non pensavo che danneggiassero la cornea.
Fortunatamente qualcuno di "normale" c’è: la prode vecchietta, che ancora tenta di rendere nota la situazione ai nostri eroi. E stavolta ci riesce, purtroppo per lei:
-SENTA SIGNORA,SE LEI MI ROMPE UN’ALTRA VOLTA I COGLIONI IO LE PRENDO IL SUO CARRELLO PIENO DI SCHIFEZZE E PRUGNE SECCHE E GLIELO LANCIO IN TESTA!!!!!!!-
Che caro ragazzo Frank! Che raffinatezza! (E dire che è così gentile, nella realtà. *Ruka getta un’occhiata adorante al suo autografo e rivive quei magici momenti*).
La reazione della vecchia signora? Indovinate, su! Chi ha detto: il carrello in testa e le prugne secche dove non batte il sole? Tutti? Mi deludete davvero: si zittisce e si gira indignata. Abbiamo perso l’unico personaggio credibile della fyccy: un minuto di silenzio e un po’ di rispetto, per favore.

Lezione #3 per maritini inesperti: approfittate di qualsiasi mezzo per confondere le acque, disfarvi dei panni del cattivo ed allearvi con la moglie isterica. Prendete esempio da Gerard: con una voce rassicurante e carezzevole (dettaglio made in me), esorta Frank a calmarsi e gli promette di portargli non uno ma ben due mango! Uno anche per il cognatino! Scusate, devo asciugarmi la lacrimuccia di commozione… Che volete farci, anche noi streghe siamo sensibili ai Principi Azzurri (poi li imprigioniamo e torturiamo, ma questa è un’altra storia).
Dicevamo, cari neo-maritini, tenete bene a mente questo terzo consiglio. Funziona, e prova indiscutibile ne sono le ultime tre righe della fyccy: Frank sorride, improvvisamente calmo, rilassato e pieno d’aMMore per il suo uomo, tanto da schioccargli un bel bacio sulle labbra.

Ovviamente i ragazzi presenti sono così fan che non fanno foto, non svengono, non urlano "Yay! Do it again!" (perchè in effetti sono tanto miopi che non sono ancora riusciti ad individuare i loro idoli) e la gente, pur abbagliata da cotale concentrato di puccipuccilove, si disperde.
Ovviamente Frank rimane appiccicato alla cassa in attesa del suo Gee (non sia mai che perdano il posto e debbano rifare la fila!) e nessuno dice più nulla.
Ovviamente il mio mal di stomaco è peggiorato.

Rimane valida la mia richiesta di un Elfo del Catino, che intanto inizio a pensare al suo nome (bugiarda, so già come chiamarlo).

Ruka – che ringrazia di cuore Chezia per la betatura. Chu! >*<

Una ventata di novità… Real Person, gente!

Giuro, avrei tanto, tanto, tanto voluto presentarmi con una classica Mary Sue atterrata nell’oscuro Malfoy Manor o con un’altrettanto tradizionale H/D (non trovate che suoni molto meglio di D/H? E poi, parliamoci chiaro: non vale la pena di rendere Draco omosessuale se non è anche uke) … Purtroppo questo fandom mi ha stomacata.
Lo so, inizio male. Anzi, visto che siamo ancora nell’area "comunicazioni private di servizio": qualcuno gentilmente mi affitterebbe un Elfo del Catino?

Giusto per raccontarvi qualcosa di me, da un po’ di tempo mi sono rifugiata tra le RP. Ebbene, indovinate cosa va tanto di moda, da qualche mesetto a questa parte, su EFP? Esatto, le Real Person.
Allora, se io vi dico: ragazzine con gli ormoni alle stelle e RP, voi a cosa pensate? Tokio Hotel, of course.
La cosa buffa è che uno scappa da un fandom perché ormai disgustato dalle Yaoi/Slash fantascientifiche e dalle Mary Sue assurde, e che succede? Il "nuovo" fandom viene contaminato dallo stesso mortale virus. E’ triste, ma è la vita.
Per chi non ne fosse al corrente: in pochissimo tempo le fyccy (sì! Con due "y"!) sui TH sono dilagate a macchia d’olio, anche se forse dire che erano sui Tokio Hotel è inesatto dato che solo mezza band veniva presa in considerazione: erano Twincest, signori e signore! Poche o nulle Mary Sue, solo una marea di Twincest!
Tralasciamo il livello medio (basso) di codeste "creazioni". Di fronte a questo fenomeno assolutamente fuori controllo, l’amministrazione di EFP ha vietato la pubblicazione di RPS Twincest. Piazza pulita di questi orrori! Libertà?
No.
Vedendosi proibito l’amore incestuoso (che era così trendy, uffa!), le nostre giovani Vestali si sono presto consolate ripiegando su delle scelte naturalmente più classiche e banali (perché ammettiamolo, è difficile innovare, oramai!).
E così fiorirono le Mary Sue.

Tutta questa lunga e pomposa introduzione per presentarvi REDEN [http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=180348&i=1] di Lady Vibeke.
Il primo capitolo (nonché unico, per ora) è una narrazione in prima persona da parte di Tom Kaulitz, protagonista quasi assoluto della fanfiction, universalmente conosciuto come un (diciassettenne? Diciottenne? Quanti anni ha in questa fiction?) ninfomane sciupafemmine.
La presentazione è la seguente:
Lei mi guardava come se mi stesse compatendo, come se io fossi stato solo un mucchietto di ossa [Ora, che Tom e il fratello siano al limite dell’anoressia, sono d’accordo. Mucchietto d’ossa… orsù, non esageriamo!] senza significato che girava il mondo cercando un significato da attaccarsi addosso, uno scopo comprato con i soldi che guadagnavo a palate o con la fama che aveva reso il mio nome una specie di mantra [Eh?] internazionale [Addirittura!].
Avrei potuto odiarla – avrei dovuto – ma era una sfida servita su un piatto d’argento, e mai e poi mai avrei privato me stesso della soddisfazione di divertirmi con un giocattolo proibito. [Ah! La forza attrattiva delle Mary Sue!]
Giocare col fuoco era sempre stato uno dei miei vizi di prerogativa. [Dire "una mia prerogativa" sarebbe stato più che sufficiente.]
Non mi aveva mai nemmeno sfiorato la mente che un giorno avrei potuto scottarmi. [Quella madre snaturata che è Simone ti ha almeno detto di non accettare caramelle dagli sconosciuti e di lavarti le mani prima di pranzo?]
L’autrice avvisa che la fanfiction sarà una triste introspezione. Rating: verde.
Che il sipario si alzi.

I Tokio Hotel sono approdati anche in Finlandia, ma dato che i nostri quattro ragazzi amano le sfide difficili e sanno che è impossibile non adorarli, decidono di fissare un concerto in una piccola cittadina della Finlandia del sud, Kitee, che Google mi informa non raggiungere i 10.000 abitanti. Probabilmente vogliono sperimentare l’ebbrezza di suonare di fronte a delle seggiole vuote, dato che, come scopriremo in seguito, in questa landa desolata nessuno sembra conoscerli.
Il nostro giovine playboy si chiede perché diamine quell’idiota del loro manager li abbia costretti ad arrivare con tre giorni d’anticipo sulla data del concerto in quel luogo freddo ed inospitale. In effetti, secondo chiunque altro sarebbe stata solo una buona occasione per prenderci una bella polmonite. Brutto e cattivo David Jost che vuoi assassinare i tuoi protetti! Li fai dormire per strada senza giacche!
… Ovviamente le nostre quattro rockstar sono alloggiate in un non meglio specificato hotel e là decidono di approfondire la conoscenza della fauna locale (adesso qualcuno mi spieghi: PICCOLA cittadina e nessuno sembrava avere la più pallida idea di chi fossero i Tokio Hotel. Con chi socializzano ‘sti poveri ragazzi? Con le cameriere? Con le tessere magnetiche? Oh! Ho capito. David, non avendo mai studiato finlandese -male, male- ha prenotato quattro stanze in un bordello.)
Tom stranamente (mi cade un mito, davvero) quella sera ha voglia di restare solo. E allora che fa? Si chiude nella sua suite extra-lusso con un cartello Don’t disturb attaccato alla porta? Ovviamente, no.
Il chitarrista esce. L’atmosfera è molto da film di vampiri, ma non c’è l’avviso "soprannaturale" ed io mi fido.
Fa un freddo polare e giustamente non c’è un cane per strada, ma Tom continua a camminare, finché non si rende conto di stare rischiando l’ipotermia.
Et voilà, Tom decide che la solitudine ed il freddo non fanno proprio per lui: entra in un pub (ma sono sempre e solo io quella che quando cerca qualcosa non la trova mai?), e dato che quella sera si sente un po’ lunatico e giù di tono decide che la cura migliore è un mix di superalcolici e sesso. Sesso etero! Yay!
Dall’alto della sua decennale esperienza Tom ci informa che è il posto ideale per una sbornia, anche se non è il locale più in della città (se ne accorge – a colpo d’occhio, tra l’altro – a causa della scarsa clientela): un ex-vichingo prepara cocktail e due troll di montagna si scolano botti di birra. Botti, signori miei! Ma Tom, da bravo crucco, non si scandalizza e ordina in un inglese mnemonico (?) una miscela esplosiva, probabilmente una sostanza di 99 gradi detta "lakka" che ovviamente a lui non fa un baffo.
Lo confesso: sono astemia e quindi non parlo per esperienza personale, però mi lascia molto perplessa questo Tom che regge l’alcool meglio di Colin Farrell. Insomma, gli danno un superalcolico che stenderebbe un toro e lui che fa? Ne beve quattro di seguito! Per quanto lui possa essere assuefatto all’alcool (a diciassette/diciotto anni?), è un ragazzo di 180cm per 55Kg scarsi!
Ma, per citare, non me ne curai. Ecco, appunto, non curiamocene…

Ed ora attenzione! Che i violini attacchino una celestiale melodia, che gli angeli spargano petali candidi di ciliegio, che le ninfe profumino l’aria di incenso e pesca (e sandalo, e lillà, e quant’altro)!

Lei non vuole essere disturbata da nessuno ma purtroppo il locale si sta lentamente riempiendo, così finisce seduta accanto a Tom. Ma quale inaspettata ed imprevedibile coincidenza!
Con la coda dell’occhio, Tom scorge una fanciulla dalle mani ceree che sembra un’habituée del posto, data la confidenza con cui il barista la serve [Per chi avesse letto la fyccy, chiedo delucidazioni: come si fa a tagliare i capelli in ciocche liscissime? Anzi, come si fa a tagliare i capelli in ciocche?].
Costei è un perfetto esemplare di dea nordica dai capelli nivei, dagli occhi color verde acqua profondi, algidi e magnetici, dalla bocca a forma di cuore (il sommo GoS ci salvi). Ma scopriamo che un po’ di sangue umano scorre anche nelle sue vene: le labbra sono screpolate, il fisico perfetto non viene granché sottolineato dalla tuta blu sgualcita ed è anche un pochettino scarsa sul davanti (a me Word segnala "pochettino", non so a voi).
Capii subito [ma perché lo deve "capire"? Perchè?] che mi sarebbe piaciuta molto di più con una minigonna audace e un velo di trucco […].
Insomma, sarebbe anche una bella figa (perdonate il linguaggio scurrile), se solo si vestisse come ogni Mary Sue dovrebbe! Lo capisce pure Tom!
La nostra Mary-ancora-senza-nome-Sue (d’ora in avanti la chiameremo confidenzialmente Mary), che tra poco folgorerà Tom grazie all’indifferenza che sprigiona dai suoi occhioni, è coinvolta in un’accesa quanto breve discussione da un tizio inutilissimo e sfigatissimo che viene presto liquidato e che scompare con la coda tra le gambe. E’ una dura, la ragazza, e pure maleducata: per tutto il tempo non scolla gli occhi dal tavolo (perchè li tiene bassi) o dal barista (poichè sono anche fissi avanti a sé).
Improvvisamente Mary si gira verso Tom che nel frattempo aveva azzardato uno sguardo più intenso: essendo lei l’unica ragazza presente nel locale, Tom non può proprio far finta di star guardando da un’altra parte ed è colto in fallo.
La nostra eroina lo apostrofa con un brusco "Che hai da fissarmi?" e lui nemmeno si accorge subito che lei gli ha parlato in tedesco. Dato che è risaputo che i gemelli Kaulitz sono delle capre quando si tratta di parlare una qualsiasi lingua che non sia il crucco, mi chiedo se non abbia pensato di avere un traduttore automatico nell’orecchio. Massì, diamo la colpa all’alcool. In ogni caso ancora una volta le barriere della lingua cadono e la nostra Mary è accessoriata con un tedesco perfetto.
Finalmente Tom fa due più due e capisce che se la tizia gli ha – gentilmente – parlato nella sua (di Tom) lingua madre è perché lo conosce, almeno di fama. Anzi, dallo sguardo sprezzante di lei, Tom deduce di non esserle troppo simpatico.
Ma è solo un dettaglio che certo non basta a scoraggiarlo, al contrario: il playboy che vive in lui viene punto nell’orgoglio. Adesso lui la vuole:
La provocai, perché sapevo che era il solo modo di convincerla a parlare con me, e funzionò.

Dato che Tom Kaulitz non ha tatuato in fronte "sono crucco", la ragazza sa chi é. E posso anche accettare il fatto che, trovandoselo accanto in un pub finlandese in una sera gelida, lei associ subito la sua faccia alle foto di copertina del Cioè finlandese – sono solo io la svampita che non controlla ogni volta se il tipo che siede accanto a lei al bancone di un bar non sia per caso Tom Kaulitz? O forse in Finlandia non esistono rastari col piercing al labbro? Lei non lo ha nemmeno guardato bene (non sia mai che si abbassi a tanto!) ma già lo disprezza, fatto facilmente esplicabile: probabilmente la sua migliore amica è una pazza fanatica dei Tokio Hotel e le ripete cinquanta volte al giorno vita morte e miracoli di Bill&Co, dunque è al corrente del rapporto di Tom con le donne. Con un po’ di fantasia, regge.
Però ora qualcuno mi spieghi: perché lui dovrebbe sentirsi punto nell’orgoglio? Oh, giusto, non gli è svenuta ai piedi. Personalmente se una tipa che non ho mai visto prima mi guardasse sprezzante la manderei all’istante a quel paese, per essere delicati. Ma, ehi! Lei è già il centro del suo mondo.
E, se mi è concesso, come diamine fa a provocarla?
Improvvisa uno streap-tease?
La sfida a "Nomi cose animali"?
Boh?
Resta il fatto che iniziano a parlare di frivolezze come Claudia e Stacey del Club delle Baby-sitter (probabilmente Tom cerca di consigliarle la marca di ombretto del fratello) e poi aprono – aehm, pardon-, Tom apre il suo cuore e le racconta i suoi segreti per tuuuuutta la notte. La scena sarebbe stata senza dubbio più commovente se fossero stati sdraiati al buio, sotto delle coperte e con una torcia accesa fra loro, ma si sa: chi si accontenta gode.
[E qui potrebbe finire il capitolo ma la nostra autrice decide di approfondire, in linea con l’avviso "introspettivo"].
Tom, palesemente annebbiato dai fumi dell’alcool, si rende vagamente conto che la situazione è un po’ paradossale ma non ne fa un dramma, perché lei ha cambiato espressione! Eggià, ormai edotta della vita di Tom Kaulitz da Tom Kaulitz in persona, la nostra Mary lo compatisce!
Non ero niente, ai suoi occhi, perché non possedevo uno status universale [Un cosa?] […], e tutto ciò che lei vedeva era un giovane un po’ bizzarro come ne aveva visti a milioni [A milioni!?], e via di seguito.
Il povero Tom non se n’è accorto ma l’alcool gli ha mandato in pappa quei due neuroni che erano sfuggiti al congelamento.
Lei, che pur conosce perfettamente il tedesco, si limita a fissarlo: forse è shockata dalla scoperta che Tom Kaulitz è la cugina segreta di Britney Spears.
Mary prova anche a mettere fine alle sue sofferenze trafiggendolo con gli occhi! Purtroppo (per lui, per noi) fallisce. Cara, se gli avessi dato una forbice almeno si sarebbe tagliato i rasta, così, giusto per coronare la crisi esistenziale.
Vedeva la persona, non il personaggio, scrutava i difetti, non i pregi, e non era un dio che stava fissando, ma semplicemente un ragazzo. […]
Forse aveva ragione.
[Concedetemelo: O.o]

E lui che fa? L’ignora? Le sputa in un occhio ed ordina un quinto bicchiere di "lakka"? Se ne va dopo averle dato un pugno in faccia? Mi andrebbe bene anche un "la sbatte sul tavolo e la bacia violentemente". E invece no!
Tom resta immobile accanto a lei con una voglia […] di lasciarmi insultare liberamente [Così scoprimmo che Tom è masochista…] solo perché mi piaceva la sua voce calma e saputa e quel suo modo di tenere il bicchiere tra l’indice e il medio, […] come se un po’ la disgustasse quello che c’era dentro [E te pareva. Se non arriccia il suo nasino da Mary Sue non è soddisfatta].
Da notare, la tipa non apre bocca (o almeno non ci è dato saperlo) se non per insultarlo; questi sono tutti viaggi mentali del nostro chitarrista.
Non capisco bene dove Tom legga la sfida nell’atteggiamento di lei, ma decide di stare al gioco. Non sia mai che il prode Kaulitz getti la spugna, soprattutto di fronte a un frutto proibito!
Il sipario si chiude sulla profezia di ustioni di quarto grado a danno del povero Tom, naturalmente.

Ora: a parte l’uso improprio di alcuni vocaboli, la grammatica e l’ortografia reggono, quindi la ficcy in questione è di -molti- gradini sopra alle sue consorelle. La pagina è pulita, la lettura non viene intralciata da discutibili faccine, nemmeno nel disclaimer o nel commento finale dell’autrice.
I problemi giungono con la trama.
Tom è presentato come un amante dell’alcool e del gentil sesso, che normalmente considera solo in funzione ai suoi bisogni sessuali. Fin qua, nulla da ridire, è abbastanza in linea con la comune credenza.
L’autrice afferma che Tom ha raggiunto una certa fama, quindi suppongo che abbia almeno diciassette anni. Nel caso sia minorenne (ma anche se non lo fosse…) dubito che David lo lasci uscire -da solo!- di notte con venti gradi sotto zero all’esterno, non tre giorni prima di un concerto. Ma freghiamocene dei manager/tutori e passiamo ad un altro piccolo dettaglio: i Tokio Hotel, famosi ormai in "tutto" il mondo, per conquistare il pubblico finlandese partono da una piccola cittadina dove nessuno li conosce?! Io avrei puntato alla capitale, per lo meno. David, stai invecchiando.
Continuiamo.
Credo che non fosse davvero intenzione dell’autrice creare una Mary Sue, almeno a giudicare dal fatto che la divina fanciulla ha qualche difetto (ovviamente per vestiti e trucco non ci vuole molto a rimediare), ma qualcuno mi sveli il suo perché nella storia! Insomma, basta un’occhiata sprezzante (magari il barista ha solo dimenticato la menta nel suo drink) e puff! partono le seghe mentali?
Personalmente non butterei via una serata a "lanciare invettive" su uno che disprezzo o, se lo facessi, poi non inizierei a parlare con lui di frivolezze o altro! E visto che siamo in argomento, il "parlare" ("reden", il titolo). Cosa si dicono, esattamente? E, qualcuno mi illumini, cosa gli dice lei per insultarlo?
… E tanto meno mi metterei a raccontare la mia vita a una perfetta sconosciuta che mi ha guardato come se fossi un povero idiota e che, per quanto ne so, potrebbe essere una giornalista in cerca di uno scoop. Non critico il Tom complessato – abbiamo tutti diritto alle crisi esistenziali, soprattutto se hai passato l’adolescenza sotto i riflettori -, ma ha proprio bisogno di farlo sapere in giro? Tom sembra più che cosciente della sua posizione e del fatto che nel suo mondo basta un passo falso per rovinarsi. Ti pare che potrebbe esplodere e sfogarsi con una qualsiasi ragazza incontrata per caso?
In poche parole: quello che vorrei capire è se la ragazza compare in funzione della crisi di Tom o se la crisi di Tom arriva in funzione della ragazza.
Attendo il secondo capitolo per eventuali chiarimenti.

Ruka