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Tolkienverse: la Quarta Era del Crossover

Miei cari giacobini mafiosi, come ve la passate?
Inscatolato addobbi, calciato via Magi ritardatari dal presepio?
Avete ripreso a offrire Vestali Grifondoro ai vogliosi desideri del GoS?

Scommetto di sì, quindi non cianciamo oltre. Come Unici Difensori del Perculamento -è bello avere ammiratori che ci forniscono epiteti evergreen- dobbiamo continuare a perpetrare la nostra originalità e alzare fieramente i giacobini nasetti all’ insù  passando oltre a plagiatori e abili copiatori. Ma ammettiamolo pure, per un attimo: questo significa che siamo famosi! *O*
Finita l’ esultazione?
No, perché qui non c’è tempo da perdere.
Dobbiamo essere dinamici e veloci, pronti a colpi di scena serrati, personaggi che spuntano come funghi a ogni riga e a rigogliosi, intricati alberi genealogici tali da far impallidire un certo Docente di Oxford prima e un certo Sirius Black poi.
Ebbene sì; non è ancora tempo di tornare a Hogwarts o ripiombare sul sedile posteriore di nere macchine d’ epoca, scostando da sotto i nostri regali deretani bottiglie di acqua santa e sacchi di sale. Agenti del Mossad e virili esponenti di agenzie governative dovranno ancora attendere prima di dimostrare il loro vero cuore.
Un cuore di ficcynesca panna.

Rinnovate le scorte di Lembas, di Erbapipa e affilate le spade.



Prego l’ angolo slasher del blog di non ridere troppo, perché qui la vicenda è seria! E quando mai qualcosa non è minimo serio nella Terra di Mezzo?
Stiamo per addentrarci in una terra di magia, mistero e battaglie. Una terra che LadyArien (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=264970&i=1) ci propone con una marcia in più.


Ok, ok. La battuta stavolta ci stava tutta. Chiedo venia.

Noi tutti inutili recensori malefici e senza cuore abbiamo conosciuto le razze che popolano l’ immaginario creato dal caro Professore: Elfi, Uomini, Numenoreani, Hobbit, Orchi…ma dimenticavamo un importante tassello della piramide sociale.
Parliamo del popolo girovago per eccellenza. Degli zingari.
Sono ben conscia che mai, in tre libri, centinaia di appendici, un Silmarillion e svariate altre opere, Tolkien non abbia menzionato qualcosa di simile; e non vale dire che gli Esterlings nella trilogia filmica sono stati caratterizzati da una bella passata di kajal sugli occhi. E per una volta, miei machiavellici malpensanti, non possiamo fare ironia  a buon mercato.
No.
Proprio no.
…Ameno non subito.

Perché, incredibile a dirsi, questa storia presenta qualcosa di raro, rarissimo. Più raro di un congiuntivo usato correttamente.
Insomma, parliamo dell’ Arca dell’ Alleanza del ficcyverse.
Il disclaimer.
*Il Maestro, coinvolto per l’ occasione, fa partire una overtoure d’ uopo con l’orchestra al completo*

Un tempo obbligatorio, questo doveroso avviso è dovuto soccombere causa aumento di Vestali, Merisiù, Gheristiù e siti che mirano più alla quantità che alla qualità. Tra parentesi: meno male, miei cari. Altrimenti noi non potremmo fare il lavoro sporco e non avremmo rivelato al mondo l’ esistenza di Dio! Lucius Malfoy. Tanto per citarne uno. Ora però, diversi esemplari affiorano coraggiosamente; che sia merito di alcuni pazzi, pochi e sparuti, a cui nessuno dà retta quando dicono che il 90% del Tempio dovrebbe venir svuotato di tutti gli altari?
Ma non è il momento di divagare.
 Dicevamo: il disclaimer. Veniamo a sapere che i gitani alle porte di Gondor sono lì grazie a un crossover con un manga pubblicato molto tempo fa su una rivista famosa per rivendere come fumetti nipponici prodotti dell’ italico genio imbrigliato dal Moige. L’ opera in questione si chiama "La storia di Luna".

Bene, benissimo! No, dico davvero. Ma tali presupposti non devono farci dimenticare che, anche se debitamente avvisati, dei lettori che nulla sanno di Tolkien o del perché di un simile Crossover tra due realtà completamente all’ opposto si aspettano uno straccio di spiegazione. Un alito di vento appena accennato d’ introduzione.
Niente di niente.

E con questa granitica certezza, andiamo a cominciare a conoscere questa Corte dei Miracoli declinata nella Quarta Era del regno di Gondor.
In un campo gitano nelle pianure di Gondor una giovane si aggirava cantando, era allegra e spensierata. Era vestita come una zingara, ma la sua grazia e la sua bellezza la facevano sembrare una principessa. Aveva lunghi capelli neri, pelle chiara, occhi verdi e lineamenti delicati, al collo aveva un antico medaglione color ambra. La ragazza si chiamava (…Esmeralda) Aranel ed aveva sedici anni.
…Aranel? Ma siamo sicuri? Sicurisicurisicuri?
Allora metto via "Notre Dame de Paris" del Maestro Hugo, eh…
La fanciulla in questione trova nei pressi di un albero la sua cara zia, che piange. Brillantemente, Aranel deduce che tali calde lacrime sono dovute al peso di ricordi terribili per l’ anziana parente…e da qui in poi, la vicenda ingrana una figurata settima marcia e vola a vincere il Gran Premio di Montecarlo staccando Ferrari e McLaren di sette secondi buoni!
Pronti?…Via!
A quel nome la zingara si riscosse, fissò Aranel con i suoi profondi occhi neri e le disse: “Aranel, devi sapere che Lyrith non era veramente mia figlia!”
Ma come? E lo dici così, senza preavviso, senza comprensibili ritrosie, reticenze e quanto altro? E il seguito non è da meno.
“In una piovosa sera di sedici anni fa (Era una notte buia e tempestosa…), negli ultimi anni del regno di Re Elessar, una bellissima signora molto giovane venne verso di me piangendo, con una bimba in braccio. Prima di morire me l’affidò, perché la crescessi come figlia mia: quella bambina era Lyrith.” Ah, non Georgie? Ma…ma…la pioggia. La donna bellissima…
Lo stupore di Aranel cresceva:
“E chi era Lyrith in realtà, zia?”
“Era Luthien, la figlia del principe dell’Ithilien!”
->*O*!!!!!
Alt. Fermi tutti. Proviamo a ragionare. Sinisfildo, il mio fido Elfo del Catino, mi assiste porgendomi la mia copia del Signore degli Anelli. La sfoglio pure, al colmo del masochismo. Ah, ecco: Regno di Re Elessar. Quindi, nell’ Ithilien regnava Faramir con la sua signora, tale Eowyn sorella del sovrano di Rohan. Un certo Eomer. Li conoscete? A me sono famigliari, lo dico con modestia. Ora. Ce lo vedo  Faramir far abbandonare la propria progenie.
Forse sbaglio; ma ho il Fido Tomo con la trilogia completa al mio fianco! Consiglio a tutti di fare altrettanto, specie da questo momento in poi.
Aranel incassa con filosofia la notizia e torna alla vita di sempre ma il giorno dopo sua zia decide che ci vogliono ancora colpi di scena altrimenti, non si riesce a mettere on line un capitolo senza un minimo di un milione di svolte iiiincreddibbilii. Il milione è una cifra stimata dopo diverse statistiche e numerose esperienze nel ficcyverse.
Come ormai mia abitudine, sto per far partire l’ angolo più amato delle mie recensioni.
…Avete capito bene. Preparate le mascherine per l’ ossigeno…
Nel giro di poche righe la zia ciarlona rivela ad Aranel che pure lei è principessa dell’ Ithilien causa AnticoMedaglioneClassico che lei aveva da picciridda; Aranel frigna e ci regala un momento di puro "SonoUnaRagazzaLiberaEtSelvaggiaIo!"  fornitoci senza alcuna spiegazione -perché amava vivere come una "zingaaaaraa di cui nessuno sa nulla di lei?" – quindi fugge dal campo gitano e senza saperlo s’incammina lungo la strada che porterà a Minas Tirith che mille dolori inflisse alla cugina-che-cugina-non-era.
Piccolo momento di pausa, mentre vi cambio le bombole.
 Minas Tirith. Focalizzatela.
Una città su sette livelli scavata nel fianco di una montagna. Una enorme, colossale, gigantesca torta nuziale su sette piani, per dirla con l’impietosa descrizione di una Giacobina Onoraria. Stravisibile dalle pianure del Pelennor, figuriamoci da Osgiliath che è la città da cui poi si estente l ‘Ithilien.
…E Aranel non la vede. Manco una lucetta piccina picciò accendono questi Gondoriani! In fondo il capisco, dopo quella faccenda dei Fuochi di Segnalazione sono rimasti scottati.
Aranel vaga disperata lungo la strada e per poco non muore.
Perché, se si finisce sotto le zampe di un cavallo in corsa, la morte è sicura eh! Ma lei no. Cade e basta, subito soccorsa dal cavaliere che era in sella. Lui nota subito, al buio pesto solito citato poco prima, il medaglione.
 Nel giro di poche parole Aranel informa lo sconosciuto -che potrebbe essere un bruto ma oh, son pareri!- che ha il gioiello fin da piccola, che sua cugina-non-più-tale ne aveva uno uguale, che quest’ultima si chiamava Lirith e lei, a proposito, si chiama Aranel. Il nostro eroe per non essere da meno si presenta, si chiama Elboron e quale meraviglia!, lo stesso nome dell’uomo che avrebbe dovuto sposare la vera madre di Lirith il cui  nome è Laurelin che aveva un’ altra bimba di cui disgraziatamente l’appena conosciuto Principe dell’ Ithilien -…sì. Un altro – non ricorda il nome. Il tempo di prendere sotto la propria protezione la fanciulla zingara che-tale-non sembra- e scortarla a Gondor che veniamo a conoscere tutte le puntate di Beautiful- ehm, la complessa araldica dei regnanti della ridente regione che pullula di principi e principesse.
Il principe -arridaje!!- Minardil amava  Laurelin e per lei aveva scaricato la sposa designata, Elfwing Dama di Rohan; quindi la felice coppia aveva avuto due piccine, ovvero Luthien e una senza nome ma Elfwing, rancorosa e umiliata, voleva una strage e mandò i suoi sicari a perpetrarla così Laurelin, Luthien e SenzaNome sparirono dalla vicenda con grande sgomento del fratello minore di Elfwing, Elboron appunto. Principe sia del Mark che dell’ Ithilien -ancora??- . Minardil sposa Elfwing ma lui muore consumato dal dolore, da qui inizia la sfiga perché muore poco dopo pure il principe Faramir -cicciato fuori così per tentare di dare un senso a tutto ciò-, muore il figlio maggiore di questo, Elboron e il nipote figlio dell’ ultimogenita Silmariel, un altro Minardil, perciò il potere passa a quest’ultima.

…Ci siete ancora? Sappiate che vi ho privato della citazione in toto del blocco in questione per darvi modo di prendervi diversi emboli nel leggere tutto d’un fiato informazioni tali che di ficcy potevano nascerne dieci. E non è ancora finita…no. E questa volta…citiamo per un raffronto.
Poi, tre anni prima, era corsa voce che una delle bambine, (ovviamente. Chi è stata la Talpa?!) Luthien, era sopravvissuta, cresciuta in una famiglia di zingari con il nome di Lyrith,(Pure il nome falso sapevano! *_*) e che si trovava a Minas Tirith, ospite di una nobile famiglia. La principessa Silmarien aveva voluto incontrarla ed era avvenuto il riconoscimento, dopo di che Lyrith era andata a vivere in Ithilien. Lì Elboron aveva conosciuto Lyrith, si era innamorato di lei e l’aveva chiesta in sposa. Elfwing, la sua crudele sorella, avrebbe voluto opporsi alle nozze del fratello con la figlia della sua rivale di un tempo, ma in quei giorni era anche lei molto ammalata ed era morta poco tempo dopo. (In tutto questo, Elfwing è rimasta a far la zitellona in una Corte non sua?) Le nozze così erano state fissate. Nessuno però sapeva che Lyrith in realtà amava il giovane nobile che si era preso cura di lei a Minas Tirith, Artamir. La notte prima delle nozze, Artamir e Lyrith fuggirono dall’Ithilien a Minas Tirith, dove la principessa madre li ritrovò (…quanto ci mise, dal momento che da Osgiliath a Minas Tirith ci sono poche ore a passo di cavallo?) e li condannò a tre anni di esilio. Alla fine di questi tre anni Artamir era ritornato nella Città, ma senza la sua Lyrith, morta di febbre pochi mesi prima. (poche parole per liquidare un personaggio tanto importante. Comincio a credere che tale ecatombe serva a qualcosa. Cosa? …A dar luce solo alla protagonista, magari?) Il terribile colpo aveva indurito e invecchiato anzitempo la principessa Silmarien. Non avendo altri eredi diretti, la Dama aveva deciso di lasciare il regno a Elboron, che non assomigliava per nulla alla sua malvagia sorella (…ed era principe del Mark. Gondor perde i pezzi!), aveva tanto amato la defunta Lyrith e inoltre per uno strano scherzo del destino portava lo stesso nome del suo perduto fratello!
Non siete sconvolti da tutti questi stravolgimenti?
Non siete sorpresi che, a conti fatti, l’unica erede diretta è rimasta una certa Miriel? Sì, è il nome dell’ altra bimba! E anche lei forse è stata messa in salvo nella stessa tribù di zingari della sorellina!
E chiunque stia dicendo che forse siamo un po’ saturi di colpi di scena e siamo già giunti all’ovvissima conclusione, va punito perché sono inutili cavilli!
I pensieri del giovane si interruppero quando il suo cavallo giunse a Minas Tirith, e nella Città si recò subito verso il palazzo nel quale era stata ospitata Lyrith per studiare musica. Dopo la morte di Lyrith il comune dolore aveva avvicinato Elboron alla famgilia di Artamir e i due giovani erano diventati buoni amici.
Ovviamente. Sia mai che questa ficcy possa venir turbata da qualcosa che si possa definire "complessità dei personaggi", eh.

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Un amore infinito

Buondì, confratelli e consorelle del Male.

Inizio la mia attività fra voi con il cuore (ma noi cattivoni abbiamo un cuore? Vabbè, quella cosa lì che pulsa) colmo di gioia. Per l’occasione mi sono permessa di portarvi in dono una piccola delizia che ho scovato fresca fresca ieri sera. Datemi retta, è troppo bella per essere vera.

Vi chiedo ora gentilmente di fare attenzione nello scartarla: è piuttosto umidiccia (troppe lacrime versate), potrebbe bagnare per terra e farvi scivolare.  

Ecco… bravi… attenzione che parte…

Eccola!

UN AMORE INFINITO, di strega12.(http://www.manga.it/fanfic/view.php?c=90773)

 

La nostra ficcy inizia con Rose gemente e piangente nei pressi della Statua della Libertà, poco dopo essere stata tratta in salvo dal naufragio dell’Inaffondabile, ovvero il Titanic. Piove e tira vento, come da migliore tradizione. E, giusto per non mancare nemmeno un clichè, la consecutio temporum è momentaneamente assente:

Aveva perso Jack… l’unico uomo che abbia mai amato…

gli aveva promesso che avrebbe vissuto fino alla fine… lo ricorderà per sempre come un colpo di fulmine”.

Tempo passato, tempo presente, poi di nuovo passato, poi di nuovo presente: Ahò! Ferma la giostra che mi sento male!

Comunque. Rose si fa un epico viaggio mentale, incerta se vivere o morire, se andarsene o restare, se pane o polenta, se cacio o cavallo. Nel bel mezzo di questi amletici dilemmi, un uomo si avvicina alla povera ragazza chiedendole il nome.

Chi è costui? Non lo sappiamo, né lo sapremo mai, perché non viene detto. Per noi potrebbe essere un impiegato portuale, un medico, un supereroe in calzamaglia, un vigile urbano, un amico di Roger Rabbit. Non si sa, quindi mettetevi il cuore in pace e rassegnatevi all’inevitabile incertezza dell’essere.

La nostra protagonista il problema non se lo pone e con grande nonchalance risponde dandosi il cognome Dawson, in omaggio al suo defunto innamorato.

E qui si giunge a vette altissime di lirismo: La ragazza sviene. Anzi, letteralmente, “svenì”. Si, svenì. Perché “svenne” se n’è andato a Majorca in vacanza con “venne”, il suo gemello eterozigote (dovete scusarli, troppo stress, anche i verbi hanno bisogno di una vacanza ogni tanto).

Ma proseguiamo. Rose si sveglia (presumibilmente in ospedale, visto che ha alcuni “medici di fronte a lei”, ma non ne siamo sicuri) e le viene data una notizia: aspetta un bambino. Colpo di scena!

E lei che fa? Piange (che strano, in questa ficcy Rose non piange mai). Piange di tristezza ma anche un po’ di felicità:  Jack è ora un cubetto di ghiaccio in fondo all’Oceano, ma le ha lasciato qualcosa prima di morire. E non una casa a Cortina o un attico in Via Monte Napoleone. No! Un bebè. Un piccolo Jack con gli occhioni sbrillucciconi e il ciuffo impomatato! Sono già commossa (però, quanto sono venale quando mi ci metto).

 

E qui abbiamo il primo salto temporale. Il primo di una lunga serie.

Nove mesi dopo, Rose da’ alla luce il piccolo Jack, così chiamato in onore del papà (ma dai, pensavo del postino), che come era prevedibile è un bambino stupendo.  Null’altro si dice. Né dove madre e figlio vivano, né come Rose mantenga se stessa e il bambino, nemmeno una minuscola descrizione fisica del piccolo. Non che ci serva, eh, dicevo così per dire, anche perché come sia il pupo ce lo immaginiamo tutti molto bene.

 

Vai col secondo salto temporale.

Dieci anni dopo: al piccolo Jack viene regalato dalla mamma un kit da disegno.

“Che palle, mamma! Non bastava il nome di papà, adesso pure mi devo mettere a disegnare! Non è che se papà era un netturbino mi regalavi ramazza e paletta*”. 

No.

Non disse così il piccolo Jack.

In realtà, non sappiamo realmente cosa disse, né cosa fece.

Dobbiamo proprio rassegnarci: la vita è breve e incerta.

 

Siore e siori, ecco a voi il terzo e ultimo salto temporale.

Trent’anni  dopo: Jack vince un concorso per artisti con un’opera dal titolo “Il Titanic di Jack e Rose, il mio papà e la mia mamma”.

A trent’anni.

Ce lo vedo proprio il Piccolo Jack spremersi le meningi per dare un titolo così poetico e commovente a quello che verrà definito il suo capolavoro.

Ma non ha degli amici quest uomo? Una donna? Dei figli? Qualcuno che possa fermarlo? Basta anche solo la prima parte del titolo: “Il Titanic di Jack e Rose”. Non è così male. Ma no!E’ necessaria anche la precisazione! “Il mio papà e la mia mamma”… gnè gnè!

La madre non riesce ad essere presente (alla premiazione suppongo). Che fine ha fatto? E’ morta? Ammalata? Al lavoro? In coda in autostrada? A comprare il Sapientino per il figlio? Altri interrogativi a cui non verrà mai data una risposta.

Fine.

 

Esatto, fine, miei cari amici.

Ricapitoliamo. Prime quattordici righe: Introspezione psicologica a manetta. L’azione si svolge in circa mezzora al massimo.

Ultime sette righe: Introspezione psicologica: nulla. L’azione si svolge in trent’anni e nove mesi.

Disclaimer dell’autrice: “NON HO SCRITTO TANTO, PERCHè UN FOGLIO NON BASTA PER RACCONTARE UN AMORE GRANDE COME L’OCEANO, BELLO COME LA PASSIONE E TRISTE COME QUEL MALEDETTO ICEBERG”.

E perché, probabilmente, a una cert’ora si fa tardi e si deve anche andare a cena.

 

 

*lessico familiare (ovvero: non è che mi sono messa a cannare i congiuntivi).

Gary, ti presento Mary

Signori, pirati, eccoci di nuovo ad Hogwarts.

Niente Mangiamorte, i miei colleghi sono rimasti a casa o ricoverati al S.Mungo: l’ulcera è una brutta cosa.

Veniamo avvertiti che il racconto non è adatto ai deboli di cuore, ma io sono una DE coraggiosa e proseguo nella lettura.

Cruciatevi qua.

 

Scopriamo che la “guerra tra case” non è più solo una competizione per la conquista della coppa o inezie simili, ma questa volta si tratta della conquista del mondo magico.
Voldemort nel frattempo si gratta il sedere?

Poi, unamattinaarrivaGaryStuchecomesempreèfighissimosenefregadituttivadaSilentevienecondottonellasuastanzadisfalevaligieescendeinsalacomune.

 Sì, il tutto spiegato più o meno a questa velocità.
Gary, palestrato albino, incontra e si scontra con Lic… Hem, con una ragazza Serpeverde.
Gli occhi di lei son pieni di lacrime; si presentano, lei è Helena Blackblood, Lui Sephiroth Omega.

 …

SEPHIROTH COSAAA!?!

Scusate.

Se… Seph… Non riesco nemmeno a scriverlo… Gary Stu scopre così che Helena è la figlia di Bellatrix ( che lui conosce molto bene).

Sono abbastanza calma al momento, perché Bellatrix fa Lestrange di cognome, e non Blackblood.

Gary chiede ad Helena perché piange, e scopriamo l’affronto: il suo ragazzo, Draco Malfoy vuole portarsi a letto le Mezzosangue.

 Sephiroth la guardò -Si abbassa a tanto? Eppure l’Oscuro sembrava soddisfatto di lui- disse tranquillo.

Gary, hai detto la prima cosa sensata in questa storia.

Il Serpeverde alzò le sPalle

Scritto così…

La Blackblood seduce quindi Gary in riva al lago, davanti agli occhi di un Draco parecchio incazzato.

Helena lo spinse contro la brecciolina del lago ed iniziò a baciarlo. La rabbia che covava era immensa, si Draco l’avrebbe rimpianta

Dopo ore, si ritrovarono sulla riva del lago, mentre Helena accarezzava lascivamente il Serpeverde.

 Scusate, ma i professori? Gli studenti? Cazzo, è una fottutissima scuola! Da quelle parti girano degli undicenni, e voi scopazzate così impunemente all’aria aperta?

-Sai- disse ridendo- sei davvero un serpeverde DOC-

Ha il marchio (nero) di garanzia sulla chiappa? Solo i Serpeverde sanno fare sesso? “Sei un vero Serpeverde” equivale a “Sei un vero uomo”? Rispondetemi, io sono confusa.

Gary incontra quindi Draco, ed in un noioso battibecco dove fanno a gara a chi ce l’ha più lun… Hem, a chi è il “Pupillo preferito dell’Oscuro”. Draco litiga anche con Helena, ma fanno pace perché si amano tanto.

Helena non smise di provare rancore verso la mezzosangue, non le avrebbe parlato mai più

Perché prima erano amiche? Bella amicizia, una chiama l’altra con termini razzisti, l’altra limona col ragazzo dell’amica!

GaryeDracos’incontranosichiarisconoediventanoottimiamici.

Conosciamo quindi la stronza che ha baciato il ragazzo dell’amica: Luana, Grifondoro, che baciando Draco ha messo fine alla sua storia con Fred Weasley.

 Povero Fred, anche lui vittima delle Sue.

Scena madre, in cui Luana tenta di chiarire con Helena: laBlackbloodhaunacrisiistericaesenevaDraco la segueGaryeLuanainizianoadinsultarsi.

Professori, tutti in ferie? Siamo in sala grande e scoppian risse così?

-Pulisciti la bocca, prima di nominare i Grifondoro, serpentello-
Qua mi vedo un’ Avada Kedavra, lanciata direttamente dal tavolo dei professori…

A suon di “serpentello”, “Grifonessa”, “Grifonfessa” ed amenità simili, Gary minaccia di far del male a Fred se lei si avvicina ancora a dei Serpeverde.
A me risulta che tale Weasley sappia difendersi da solo, ma comunque…

 
Secondo capitolo!

Quel giorno, dopo la scena in sala grande, Seph  decise di andare a fare un giro per Hogsmeade.[Perché, giustamente, chiunque può decidere di lasciare il castello quando vuole!] Entrò in un locale, dove intravide la professoressa di Aritmanzia, Sary Taylor.[Chi!?!] Sary era una donna socievole, con i capelli e gli occhi castani.[E chissenefrega?] (…) Sary salutò ed uscì, aveva un impegno con suo fratello, Roger.[Interessava a qualcuno?]

Nel frattempo arriva Luana (che da questo momento chiamerò Mary), si siede, ordina due Burrobirre e due Sidri.

Fermi tutti: ma non era minorenne? E le servono il Sidro?

Mary inizia a bere, dopo il primo boccale è già brilla (e ce ne vuole, dato che la Burrobirra è ANALCOLICA); chiede altre due Burrobirre ( che vescica ha, quella di un bue?), sotto gli occhi schifati di Gary, poi lo invita a bere con lei;  fa per alzarsi, gli lancia un bicchiere (ma i proprietari, sbatterla fuori?) e cade a terra svenuta. Gary, per farla riprendere, le fa un Innerva ( ma non serviva contro gli schiantesimi? E non sarebbe stato meglio lasciarla lì, nella speranza he soffocasse nel proprio vomito? Sei un Serpeverde, dannazione!), iniziano a litigare come siamo usi vedere nelle ficcine ( ovvero con dialoghi patetici, improbabili ed infantili).

-No, caro, per niente. Ma non accetto che il toro dica cornuto all’asino, a buon intenditor poche parole, giusto?- chiese la gryffindor
Non ci sono più le mezze stagioni ma, effettivamente, una rondine non fa primavera.

-Beh, anche tu-Sai-Chi è un mezzosangue mi pare, per non parlare di un vecchio professore di Hogwarts, direttore della tua casa.
Vecchio un cazzo, nei libri non ha nemmeno quarant’anni!

disse Seph alzando le sPalle.
È un vizio…

E con questo, per oggi, concludo.

Turbo-Fan'sFiction e Maxi Stronzate

Micro recensione-pausa pubblicitaria prima di commentare nuovamente Una Nuova Storia di Miki.

La turbo-storiella che andrò ad illustrarvi è La battaglia finale di _Pan_.

Allora. Non andrò a riportare citazioni di questa storia, anche perchè non c’è niente da riportare. La storia viene classificata nel genere de "Il principe uccise la strega cattiva e portò via la principessa e vissero felici e contenti" . Persino questa frase è più esauriente della fan’s fiction.

Essendo la fyccia ambientata nel magico mondo di Pichi Pichi Pitch (Mermaid Melody) troviamo il prode Kaito che non riesce a dormire per via di un incubo che lo perseguita. Allora va a passeggiare in spiaggia, trovando la "sua" Lucia che canta:

"L’arcobaleno è la mia scia
che navigo in cerca…" ecc..

Perchè "ecc."? Nel senso che lei alla fine della strofa diceva eccetera per sbrigarsi prima? Voleva aggiungere un tono mistico alla canzone? E’ un verso di un canto mitologico sirenico che risveglia le anguille dei Mari del Sud? O, più semplicemente, all’autrice non ingozzava a ricopiare la BELLISSIMA canzone?

Da un punto di vista, la ringrazio di non averlo fatto.

Si mise dietro una roccia ad ascoltare e a guardare Lucia, la canzone seppur bella era molto triste, Ma stiamo parlando sempre di Dolce Melodia? Di una canzoncina alla Cristina D’Avena? E quella sarebbe triste?

Già è assai dire che è bella, ma triste…

Provate ad ascoltare Roxanne e poi ne riparliamo.

Finalmente, quell’altro incompetente di Hippo riuscì a localizzare il palazzo di Gaito e le principesse sirene potevano liberare il mare da quell’incomodo. […]Arrivano nella "sala del trono" dove si trova Gaito più tranquillo di un uccello sul trespolo.
Ha senso questo periodo? Ridurre ciò che sarebbe stata già una puntata dell’anime a si e no 5 righe? E’ giusto dare dell’incompetente e dei cretini a dei personaggi di cui sta scrivendo? Ha un senso tutto ciò?

Ma siccome Gaito non è un idiota come le Dark Lovers, non venne sconfitto da questa banalissima canzone, anche perchè, come viene detto, Gaito non può essere sconfitto se non sono tutte e sette, effettivamente, Sara era sotto il controllo di Gaito, che contrattaccò imprigionandole in sfere di luce diverse e dalle quali non poteva uscire la loro voce. Prima di venire rinchiusa in quella specie di bara di cristallo, Lucia pensò a Kaito e al fatto che non lo aveva nemmeno salutato, così pianse e le sue lacrime finirono sulla conchiglia, facendola splendere di una luce abbagliante. Così mentre lei usava il suo potere per allontanare le sue amiche, che si risvegliarono sulla spiaggia poco più tardi, le sue forze vennero a mancare, il palazzo crollò a causa della luce emanata dalla sua perla e, l’ultima cosa che vide prima di morire, furono gli occhi del suo amato Kaito, e, contemporaneamente anche lui riuscì a perdersi per l’ultima volta nei suoi profondi occhi blu, sentendo per l’ennesima volta Dolce Melodia che gli fece capire che non avrebbe mai più rivisto la sua Lucia.
Fine.

Questo è un vero turbo-finale. In 12 righe ha scritto quello che i disegnatori giapponesi avrebbero fatto in 2-3 puntate. Assurdo. Il periodo spettacolo: Ma siccome Gaito non è un idiota come le Dark Lovers, Perchè? Perchè? Se giudichi tutto ciò idiota che scrivi a fare? Che guardi a fare questo cartone? Che modo di scrivere e di esprimersi è? Non sto criticando il fatto che tu abbia detto "cretino", ma che tu l’abbia usato per scrivere una storia, rendendola una specie di riassunto da Sorrisi e Canzoni.

Ho già abbastanza commenti che dicono che è troppo frettolosa, può bastare, ho capito. E’ forse un crimine cercare di far immaginare le situazioni ai lettori? Possibile che solo poche persone abbiano capito e apprezzato? Mah..

Ma mi dici cosa hai tentato di trasmettermi? Qual’era il messaggio? Mi dici cosa hai fatto? Avrai impiegato 10 minuti a scrivere tutto ciò. Cosa c’è da apprezzare? Cosa, che situazione mi hai fatto immaginare? Io non ho visto nulla. Solo una manciata di frasi, un riassunto buttato lì, veramente deprimente.

Con questo chiudo.