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Lady Draco Awakens

Giacobini, giacobine, coinquilini burloni: benvenuti allo speciale di Natale di Fastidious Geographic, che siamo certi apprezzerete come i fan di Star Wars hanno apprezzato questo.

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Esiste davvero, anche se persino gli attori si ostinano a negarlo. Lucas non si vergogna di Jar Jar Binks, ma di questo sì.

Bel tentativo, ma le porte sono chiuse dall’esterno. Tornate a sedervi prima che vi schianti tutti.

Ecco, bravi. Dicevamo, la puntata di oggi è Bodyguard, di fefi97. Potete trovarla qui:
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3271438.

Tecnico, le luci!

Tanto tempo fa, in una galass– no, scusate. Sbagliato incipit.
Tanto tempo fa, in un passato senza magia (in cui però alcuni uomini a caso possono restare gravidi; non ci è dato sapere come), Draco è sposato con il conte Nott, un matrimonio profondamente infelice. Nott vuole un erede, un erede maschio che gli permetta di accedere al trono. Quando Draco rimane gravido,Nott, per la sicurezza del nascituro assume il capitano Potter come guardia del corpo di Draco.

Ovviamente noi, zoccole frigide e scafate, sappiamo già che sarà Draco a montare la guardia. Nott, che ha letto molte meno ficcy di noi, non ha invece la minima idea di star prenotando un elegante palco di corna.

Convocato Harry, Conte Nott di Casa Baratheon gli spiega la situazione.

-Mio zio, il re, è vecchio e senza eredi. I suoi fratelli, Vincent e Gregory, sono dei totali idioti, del tutto inabili a governare. Gli unici candidati possibili per il trono siamo io e mio fratello maggiore Marcus che, sfortunatamente- e il conte velò la parola di sottile ironia – ha sposato una donna che sembra irrimediabilmente sterile. […] – Il popolo vuole stabilità, capitano Potter, è terribilmente spaventato dai vuoti di potere, ed è mia opinione che il consiglio del re affiderà la corona a colui che per primo sarà in grado di dare un erede alla nazione.

Nel corso dell’incontro, Harry continua a pensare che vorrebbe tanto avere Hermione con sé, e fa bene: Hermione ci metterebbe un nanosecondo a fargli sapere che Nott non ha per nulla chiaro il funzionamento delle successioni dinastiche. Passi per i fratelli deficienti, che in effetti si possono tagliare fuori per manifesta incapacità, ma il trono andrebbe comunque al maggiore dei due nipoti, figli o meno. Poi, morto anche lui senza eredi, andrebbe al fratello minore. O al di lui figlio, se nel frattempo il suddetto fratello minore dovesse aver tirato le cuoia.

Il nostro esperto concorda?

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Si ringrazia l’Unico Vero Re di Westeros – che, contrariamente a quanto si mormora, NON HA bruciato la figlia – per la conferma.

-Suo marito è a conoscenza di questo, Milord? – domandò comunque Harry […]
-Mio marito è una delle principali ragioni per cui voglio una guardia del corpo, Capitano. Draco è troppo imprudente e indipendente, rischia di mettere a rischio [rischio al quadrato] questa già delicata gravidanza. Se lei accetterà l’incarico, oggi stesso la presenterò a mio marito in modo che possiate cominciare ad abituarvi l’uno all’altro. –

Vabbe’, Nott, dillo che li shippi anche tu! Siamo al livello di Silente che papponeggia costringendo due persone che si detestano a passare del tempo insieme per far sbocciare l’ammoreh. Le vuoi proprio, ‘ste corna.

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Foto d’archivio del Conte Nott.

Harry intuisce che Draco potrebbe non gradire la sua presenza, e Nott gli fa sapere subito che lui, dell’opinione di Draco, se ne fotte: del resto, Draco è buono solo per fare figli. Che, speravate di aver schivato questo clichè? Illusi.

Trattenendosi a malapena dallo sfancularlo, Harry sta per andarsene quando, improvvisamente, un paio di neuroni fanno contatto e gli viene in mente una domanda intelligente.

prima ha detto che suo marito è di nuovo gravido. Non ha già l’erede che tanto desidera? –
Harry rimase quasi sconvolto nel notare l’odio puro che corrose i tratti del conte […]
-Una femmina – sputò infine, con estremo disgusto.

Nott, amore della zia. Se le successioni funzionassero come dici tu – e no, non funzionano così, ma ammettiamolo per ipotesi – una figlia femmina ti sarebbe comunque sufficiente. Gli zii cerebrolesi sono esclusi a priori; tuo fratello non ha figliato e, a quanto pare, non lo farà in futuro (causa moglie sterile). Una figlia è meglio del nulla cosmico; sul trono inglese, in mancanza di eredi maschi, le donne ci salivano eccome anche ai tempi andati. Per ora il lasciapassare per il trono lo avresti già, batacchio o meno. Non hai motivo di schifarla tanto.

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‘Sup, bitches.

Ma il nome della pargola non è Elizabeth, bensì Lilian. Alla notizia, Harry rimane folgorato e accetta l’incarico.

-Perfetto, Capitano. Permetta allora che le presenta mio marito, dovrebbe trovarsi al piano di sopra, in questo momento. –
Harry annuì, lo sguardo vuoto e i pugni che tremavano leggermente, chiedendosi se non si fosse appena andato a ficcare in un enorme guaio.

Di sicuro, entro la fine di tutto questo, qualcosa verrà ficcato da qualche parte. Cosa e dove lo possiamo benissimo immaginare.

Nel secondo capitolo, veniamo a sapere che il cavallo di Draco è stato trovato con le zampe fratturate. Nott sospetta che sia opera del fratello Marcus, che chiaramente capisce il funzionamento delle successioni dinastiche male quanto lui e lo considera davvero una minaccia.

Nott fece una smorfia. -Chi altro se non lui potrebbe avere interesse a che Draco cada da cavallo? Non so come, ma sono convinto che sia venuto a sapere del bambino o che perlomeno sospetti che stiamo provando ad averne un altro.

Certo che, se spezzare le zampe a cavalli a caso è il piano malvagggio per far abortire Draco, questo Marcus si potrebbe tranquillamente escludere dalla linea di successione per manifesta imbecillità insieme agli zii. Se un cavallo ha piú zampe fratturate si vede: zoppicherebbe o sarebbe direttamente a terra, e nessuno sano di mente ci salirebbe sopra lo stesso. Non è proprio come sabotare i freni di un’auto, eh.

Mentre Nott va a controllare lo stato del cavallo, Harry ode una risata e va ad investigare. Si trova davanti, oltre ad un’improbabile McGranitt in versione governante, una scena zuccherosa da far venire il diabete.

C’era un ragazzo biondo al centro della stanza, gli dava le spalle, ma in braccio teneva una bambina sui cinque anni e la faceva volteggiare in aria ruotando velocemente su se stesso, i lunghi capelli neri di lei che si mescolavano con quelli biondi di lui, la sua risata gioiosa e bambina che invadeva l’aria.

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I capelli che si mescolano e invadono l’aria hanno un che di inquietante. Ora Lilian me la immagino così.

Estasiato dalla scena smielata, per nulla inquietato dai capelli che si mescolano, Harry si ritrovò a sorridere e appoggiò la spalla allo stipite della porta, per poter osservare meglio la scena.

– Mon petite fleur, je t’aime, mais tu le sais, n’est-ce pas, Amour? – mormorò il ragazzo con una dolcezza quasi insostenibile, mentre baciava su tutto il volto la ridacchiante e scalciante bimba.

Cosa che dovrebbe riempirgli la bocca di capelli, visto che un momento fa svolazzavano e si mescolavano a caso.

Mentre Harry si ingrifa nell’ascoltarlo parlare in francese, la McGranitt versione governante sbotta di non sopportarlo. Cosa strana, considerato che saper parlare francese era praticamente obbligatorio per qualsiasi nobile europeo. Forse non sopporta di sentirlo parlare male, visto che dalla regia mi dicono che Draco ha toppato l’aggettivo possessivo all’inizio della frase.

Dopo un altro po’ di melassa direttamente in vena, Lilian e Draco si rendono conto della presenza di Harry. Sapendo che la sua vita potrebbe essere in pericolo, Draco prende sorprendentemente bene il fatto di trovarsi di fronte uno sconosciuto armato in casa sua.

-Sei per caso qui per uccidermi? – domandò il ragazzo in tono sarcastico, indicando con una mano la spada di Harry, un po’ di nervosismo a sporcargli comunque la voce. – No, perché mio marito non credo ne sarà felice. – continuò inarcando un sopracciglio e condendo l’affermazione con palese ironia.

Il Draco che conosciamo avrebbe iniziato ad indietreggiare e declamare le cose orribili che suo padre il GoS potrebbe fare ad un eventuale aggressore nel caso gli torcesse anche un solo capello, essendo fondamentalmente un codardo. Qui, invece, non sembra nemmeno troppo preoccupato per l’incolumità dell’amatissima Lilian.

Harry ha comunque il tempo per trovare Draco estremamente gnocco prima che Nott faccia la sua comparsa, puntuale come la prozia che urla “Tombola!” quando a te manca un solo numero su ciascuna cartella.

Avanti, ne abbiamo tutti una. Non posso essere la sola. Mi rifiuto di accettarlo.

Affidata la bambina alla governante, la coppia di sposi inizia a litigare come… be’, come una coppia di sposi.

-Ti ho detto mille volte che non voglio che usi il bambino per sminuire Lily! – esclamò, furioso.
Nott ricambiò lo sguardo, imperturbabile – E io ti ho detto mille volte che non voglio che parli francese con lei, che non devi affaticarti e non devi prenderla in braccio, ma non mi sembra tu mi abbia mai dato retta.- replicò, calmo ma deciso.
Draco fece per aprire la bocca, ribelle, ma Nott lo interruppe con uno spazientito svolazzamento [non un cenno, uno svolazzamento. Praticamente sta scacciando mosche] della mano.
-Ad ogni modo, lascia che ti presenti Harry James Potter, Draco, Capitano delle guardie del re.

Ah, giusto. Nella sua immensa astuzia, Nott ha affidato questo compito segretissimo al capitano delle guardie del re. Che chiaramente non si chiederà affatto per quale motivo il suo capitano delle guardie non sia piú a palazzo. Nessuno a corte lo noterebbe. E, se mai qualcuno dovesse notarlo, mai penserebbe di chiedersi dove minchia se ne sia andato. È cosa nota che, se sei il capitano delle guardie reali, hai tutto il tempo del mondo per lavorare da freelance senza che nessuno lo noti.

Draco, prevedibilmente, non prende affatto bene la notizia di una guardia del corpo. Ma noi, perfidi membri della setta a delinquere, siamo maliziosi per natura e ci immaginiamo benissimo quanto bene prenderà altro in futuro.

Io, invece, mi prendo una fetta di pandoro. Concedetevela anche voi. Dopo questo, direi che– che dicono in regia? Tredicesima? Certo, certo. Nel duemilacredici. Prendetevi il pandoro e ringraziate, plebei.

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Il panettone no. Il panettone è bleah.*

 

*Dalla cabina di betaggio, Harl si dissocia fermamente. Ma tanto ho ragione io.

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Fifty Shades of Grey (Pants)

Se hai bisogno di soldi io ne ho molti…

Ti aspetto a casa mia.

Severus

… E questo è l’incipit della nostra favola di Natale, miei piccoli Mangiamorte. Una favola che parla di buoni sentimenti, di generosità… Nel miglior spirito di certe favole romantiche, se capite cosa intendo.

Solo per soldi”, di VelenoDolce

Il buon vecchio Lupin (ma potrebbe anche essere il buon giovane Lupin: per almeno due capitoli la fanfiction non ha una collocazione temporale precisa, se non che Severus e Remus hanno finito la scuola) si trova davanti alla fatiscente (ma solo in apparenza: scopriremo poi che all’interno le cose sono ben diverse) casa di Severus Snape.

Ho ancora stretta tra le mani la sua lettera. Poche parole mi hanno convinto a venire qui.

… Ora.
Chiunque, se Severus Snape millantasse un discreto patrimonio, gli riderebbe in faccia.
Chiunque, figuriamoci uno dei malandrini…
E, a questo proposito: James è davvero pieno di soldi, è risaputo. Chiedere ad un amico, invece che rispondere alla chiamata di un tizio che hai vessato per anni?
Anche perché il debito in questione è ingente:

“Quasi un milione di galeoni… Sono parecchi. Se vuoi io posso darteli.” Lo guardo stupito, cosa vorrà in cambio?

Eh, cosa vorrà mai…
Parlando d’altro, wiki alla mano, i Galeoni valgono parecchio: nel 2001 un Galeone valeva ben CINQUE sterline. Continuiamo a non sapere quando questa fanfiction sia ambientata, ma anche svalutandola di cinque volte il suo valore, si parlerebbe di un milione di sterline. Che sono un sacco di soldi, se qualcuno non lo sapesse.
Come ha fatto la famiglia di Lupin a indebitarsi tanto?
Severus caga oro?
Domande a cui non avremo, almeno a breve, risposta.

“Ma non sono gratis. Diventerai il mio schiavo finchè non mi avrai ripagato…” Sarò il suo schiavo?

“Non mi sembra così male come scambio. Ma devi decidere subito… Dimmi, accetti?” Come? Ora? Ma non ci posso pensare? Severus si alza e si avvicina alla porta. Devo decidere…

“Va bene. Sarò il tuo schiavo.” Non ho altra scelta. Se non pago i debiti i miei genitori andranno in carcere…

BAM. Così, nemmanco firmano una carta del formaggino Mio con scritte tre regoline e i termini dell’accordo. Nemmeno si stringono la mano dopo averci sputato sopra. NIENTE.
(Soprassiedo sul padre di Lupin, morto anni prima, perché è davvero un’inezia rispetto alla mancanza di assennatezza di DUE brillanti maghi).

“Signore deve fare doccia. Signore non deve disubbidire a padrone. Se signore ha bisogno chieda a Plin. Plin aiuterà. Plin bravo in tutto.”

Plin è l’elfo domestico di Severus, e io mi sto chiedendo cosa comprenda questo “tutto”. So di avere una mente perversa ma, ammettiamolo: viste le premesse, non ho forse ragione a preoccuparmi per la verginità degli orifizi di questa povera creatura magica?

Mentre si rotola in un morbidissimo accappatoio, Remus si chiede come Severus possa permettersi mobili costosi e lenzuola di seta, visto che ai tempi della scuola era palesemente un poraccio (sono abbastanza sicura che ci sarà una spiegazione poraccia quanto il Severus adolescente; ma non divaghiamo e non spoileriamoci la soluzione di questo avvincente mistero, suvvia); i suoi intelligenti pensieri vengono tuttavia interrotti dall’arrivo di Severus stesso.

“Forse non devo parlare se non me lo ordini prima tu?” Gli domando, spero non mi punisca…

“No, puoi parlare…” Tentenna. Vorrei proprio sapere cosa pensa. Si siede vicino a me. Sembra indeciso. Si gira e mi guarda negli occhi.

… A posto così: questo Severus fa tanto il figo, ma non si è nemmeno organizzato la prima serata da padrone/master/dom/quant’altro. Mi spiace pure un pochino: da Severus mi sarei aspettata qualcosa di meglio, non una copia-carbone di quell’inetto con velleità da dominatore di Christian Gray.
Ma, essendo un uomo pieno di impegni, Severus non può nemmeno godersi il suo schiavo quella prima sera: Lord Malfoy (addirittura?) esige la sua presenza, e Remus si addormenta pacificamente, come qualsiasi uomo che si è venduto ad un altro senza nemmeno firmare un contratto con delle clausole.
E, mentre il sospetto che persino Cinquanta sfumature di grigio sia più sensato di questa cosa diventa certezza, ci viene presentato il pov di Severus.

Ma sono impazzito a mandargli un messaggio simile? Se lo fa leggere ad Albus? Sarebbe proprio un guaio.

Ah, adesso ci pensi? Non eri la superspiatriplogiochista, Severus? E rischi di farti beccare così? I miei complimenti!

Apro il libro. Lo chiudo. Guardo fuori dalla finestra. In strada non c’è nessuno… Riapro il libro… Lo richiudo… Non viene? Scaglio il libro contro la finestra. Per fortuna è un vetro trattato con la magia e il libro rimbalza… Mi metto le mani fra i capelli. Possibile che Remus mi debba sempre ridurre in queste condizioni? [AWWWWWW, MaCHECCARIIIIIIINOOOoOOo!!1! :3 L’universo aveva proprio bisogno di leggere di un Severus tanto vulnerabile quando si tratta della sua cotta, vero? Com’è patato!] Guardo ancora fuori dalla finestra. Plin raccoglie il libro e lo posa sul leggio lontano da me.
(…)
Mi copro il viso e sorrido. Remus è qui! Con me… [AAAAAAAAAAAAW :3] Devo calmarmi. [… Questa non sarà la pallida cortigiana, ma io me lo sto immaginando mentre si fa aria con una aggraziata manina] Ritorno a sedermi sul divano. Cerco invano di far calmare il mio cuore [ODDIODDIODDIO!]. Ormai batte impazzito. Non deve… Remus è qui perché l’ho costretto [Ecco, meno male che ti ricordi questo particolare]. Se fosse stato per lui non sarebbe mai venuto. Sospiro e mi prendo il viso fra le mani. Merlino aiutami, cosa sto facendo? Lo sto costringendo con la forza a starmi accanto. Voglio davvero costringerlo a restare con me? Non ho altra alternativa. Ho bisogno di lui! Da solo non riesco più a resistere. Sospiro e mi alzo. Devo sembrare il solito, cattivo e stronzo. L’unico Severus che gli altri conoscono. Salgo le scale lentamente. A ogni gradino riacquisto un po’ della mia falsa freddezza.

Cccccccé, non lo capite? Povero Severus, è che lo disegnano così! È vittima di un complotto del crudele destino, DEVE comportarsi da stronzo e costringere l’uomo che ama a stare con lui col ricatto perché gli eventi della vita l’hanno portato a questo!
Non siamo tutti in pena per lui? Non gli vogliamo più bene del solito?

Voi due, là in fondo. Sì, voi che state annuendo commosse, alzatevi in piedi… CRUCIO!

… Stavamo dicendo?
Ah, sì: Severus Snape, novello Christian Gray con vaneggiamenti alla Elsa (conceal, don’t feel, don’t let them know eccetera) si reca nella propria camera, dove Remus lo attende. Però continua a comportarsi da adolescente con disturbi della personalità:

L’ho costretto a stare con me. Non dovevo. Ma non riesco più ad andare avanti. Ho bisogno di aiuto. Non posso passare i giorni a disperarmi come ho fatto finora. Poi è troppo difficile rimettermi la maschera di malvagio mangiamorte. Non che per me sia mai stato facile metterla… Ma ultimamente è sempre peggio. Sospiro ed esco dal bagno indossando l’accappatoio [… e la maschera di malvagio Mangiamorte l’ha lasciata vicino al bagnoschiuma?].

Alcune righe di piccoli problemi di cuore nati da un’inimicizia che profuma di cliché dopo, scopriamo che Malfoy è da Severus per conto del sommo (Voldemort, vedo che anche tu a disturbi mentali stai peggiorando!), che vuole vederlo.

“Ho saputo che Potter [Ci siamo, un riferimento temporale, per quanto vago!]è stato spostato dal luogo in cui lo tengono… Perché non mi hai informato?” Stringo i pugni, non lo sapevo…

“In questi giorni Silente è in viaggio. Gli altri hanno ritenuto superfluo avvisarmi. Quegli schifosi non mi ritengono alla loro altezza.” Dico fingendomi schifato. Ora mi punirà.

Severus comunque inventa una scusa che vorrebbe essere convincente e un piano che giustificherebbe la presenza di Remus in casa sua, ma Voldemort lo tortura lo stesso.

Perché?
Per la scena in cui Remus fa la crocerossina nel capitolo successivo, ovviamente:

(…) Deve stare molto male anche se non dice nulla. Stringe il mio pigiama, trema. Non posso fare nulla per lui… Posso solo scaldarlo col mio corpo. Gli accarezzo la schiena.

Lentamente sento che si rilassa e smette di tremare. Poco dopo si addormenta. Vorrei sapere cosa è successo. Deve essere stato sottoposto alla cruciatus per parecchio tempo per ridurlo in questo stato. Ora dorme tranquillo stretto a me.

… Io ora farò finta di nulla, negherò l’ovvio e parlerò di sindrome di Stoccolma. Ne va della mia sanità mentale.

Non so cosa fare. Si arrabbierà se vado a fare colazione? Forse non vuole che me ne vada in giro per la sua casa.

… Certo che Remus c’è proprio portato, per la “sindrome di Stoccolma”. O per quella borderline, visto che dopo avergli fatto le coccole nel sonno ed aver ammesso che

Il suo viso sembra quasi bello

Dice di non aver avuto altra scelta che vendersi a lui, che ha paura e che si fa schifo da solo.

Poi anche l’altro fulgido esempio di coerenza si sveglia e, nell’ordine:
Si incazza.
Tenta di limonare il suo schiavo.
Si incazza perché il suo schiavo non ci sta.
Dice che va in bagno, e che quando tornerà vorrà che il suo schiavo sia disponibile.
Torna, e dice al suo schiavo di cambiarsi ed andare a fare colazione.

Durante questo intero periodo, nel quale persino Ana Steel avrebbe capito che il riccastro è cotto e può rigirarselo intorno al dito mignolo, Remus non fa altro che temere per la propria vita. Persino quando Severus lo spedisce in cucina.

Un po’ mi sento in colpa per come l’ho trattato. Lui si alza e mi guarda con cattiveria. Dovevo fare di peggio.

… A scanso di equivoci, questo è ancora il POV di Remus.

Dunque Severus se ne va, dandogli la possibilità di uscire, di vedere Silente e un computer con trentadue giga di RAM ah, no, quello no. Ma comunque ci siamo capiti: Remus è schiavo tanto per dire.

Senza Severus in giro mi viene più facile sorridere…

… Vabbeh, Lupin, però sei un ingrato!

 

 

Canotte a rete e sindromi scandinave

Sanguinari seguaci di Robespierre, algide peripatetiche, loschi contrabbandieri di boa rosa, giganti del ghiaccio caduti in disgrazia e miserrime quote azzurre di Fastidious, bentornati nella sala autopsie della nostra setta-a-delinquere. Proprio così, noi perfidi individui senza vita sociale lavoriamo anche sotto il sole (e la pioggia) d’agosto. Vi prego di accomodarvi mentre gli elfi del catino (all’occorrenza anche assistenti, ovviamente senza retribuzione alcuna) estraggono il corpo dalla formalina.

Vi consigliamo di stare attenti, cari giacobini, in quanto stasera abbandoneremo i sicuri lidi del Tempio per esplorare i meandri di Archive of Our Own. Non siate amareggiati, in quanto questo spostamento ci ha permesso di mettere le nostre avide e rinsecchite mani artigliate su qualcosa di colossale, un’autentica rarità, una toccante favola romantica che vede protagonista la coppia più gettonata del decennio.

Voce fuori campo: E allora Antonio e Rosita?

… che vede protagonista la seconda coppia più gettonata del decennio. Ebbene sì, è una Thorki.

Prima di cominciare, è bene far presente che questa fanfiction è una rape non-con. Consigliamo pertanto a tutti i minorenni, ai cardiopatici, alle donne in gravidanza e a chi è allergico alle arachidi di astenersi dalla lettura.

Il fatto che sia una non-con, tuttavia, non giustifica una serie di strafalcioni da capogiro, specialmente l’OOC folle eppure non segnalato. E forse non basterebbe neanche come avvertimento, in quanto questa è la fiera della follia, da Thor in preda a quella che si potrebbe descrivere come una grave crisi d’astinenza da steroidi a Loki simil-principessa ostinata che finisce per godere delle violenze subite, fino ad una Frigga chiaramente alienata che si rifiuta di vedere lo scempio davanti ai propri occhi, preferendo occuparsi di arredamento e fastose serate di gala. Ma procediamo con calma.

Il corpo da esaminare, gentilmente recapitatoci da LaraDAmore, si apre con Loki che si riprende da uno stato di incoscienza grazie al lieve suono del suo stesso respiro. Speriamo che il dio degli inganni non russi né digrigni i denti di notte: trascorrere l’eternità a svegliarsi di soprassalto e riprendere sonno non deve essere piacevole.

Una volta ripresi i sensi, Loki si accorge di essere nelle proprie stanze. Fatto strano, in quanto l’ultima cosa che ricorda è quella di essersi lasciato cadere nel vuoto durante la distruzione del Bifrost ad opera di Thor. Il dio ricorda bene di aver preferito la morte proprio davanti al fratellastro, con quello sguardo cristallino dentro al suo (gioia e tripudio, gli sguardi penetranti! I classici non passano mai di moda). Ma non è quella l’unica cosa fuori posto: Loki è infatti incatenato con i polsi bloccati dietro la schiena

“Ma com’è possibile? L’inferno può avere un aspetto tanto familiare?”

Noi navigati giacobini non possiamo fare a meno di sorridere (o meglio, ghignare mostrando i nostri denti aguzzi) di fronte a tanta ingenuità. Sapete già cosa sta per succedere, vero?

Nel giro di pochi minuti, Thor fa il suo ingresso nella stanza. Vorrà forse chiedere a Loki il motivo del suo tradimento? Vorrà comprendere il perché dell’insano gesto?

« Cosa è successo? Perché sono qui? »

Lo interpella il prigioniero, dimenandosi disperato.

La caparbietà con la quale tenta di sfuggire al morboso abbraccio non gli fa ottenere null’altro che maggior vigore nella morsa.

Il fiato gli si spezza quando il fragile petto viene oppresso da quello possente del suo carceriere, inorridisce nel sentire il suo respiro caldo mischiarsi al proprio.

« Sei stato soccorso, fratello mio. Ti ho voluto salvare. »

Che culo!

Scopriamo infatti che Thor, probabilmente in seguito alla lettura compulsiva di Misery, ha deciso di imprigionare Loki al fine di convincerlo ad aprire il proprio cuore (e anche altro, come già avrete intuito) a lui e a lui soltanto. Non è difficile immaginare quali siano i metodi scelti dal principe asgardiano.

Un violento manrovescio termina la crudele ilarità e stordisce il ribelle a tal punto da ammorbidirsi all’abbraccio del suo aggressore.

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« Ti ho sempre amato, fratello, il mio affetto era sincero, puro, forse più di quanto avrei dovuto. »

Pensate se fosse stato malizioso!

Le dita delineano i contorni della bocca di colui che lo tradì e gli spezzò il cuore (in cambio Thor gli sta spezzando le ossa, ma vabbè), gli occhi ben chiusi mentre lentamente si avvicina fino ad appropriarsene.

Nasce così un devoto e casto bacio.

 

Devoto e casto… devoto e casto… devoto e casto… devoto e casto… devoto e casto… vedo attraverso il tempo… l’umanità è condannata… iä iä Shub Niggurath! Ph’nglui Mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn…

Che c’è? Ah sì, la recensione. Scusate, ho avuto un attimo di smarrimento. Procediamo.

Fra una descrizione barocca e lamenti da operetta (vorrei ricordare che Loki è quello che se ne è uscito con un “vulvetta lamentosa”), Thor fa un’altra sconcertante rivelazione:

« Hai una piccola scheggia del mio martello sottopelle, una necessaria precauzione affinchè i tuoi poteri non possano infliggermi alcun danno. »

Qui devo ringraziare sia ~Elianto che Hyena88 per aver creato l’immagine mentale più bella fra tutte quelle nate dalla lettura di questa ficcy. Immaginate Loki che se ne sta per i fatti suoi (se mai riuscirà ad uscire da quell’incubo pseudo-sadiano), magari mentre sta facendo due passi o è in bagno… e improvvisamente si ritrova a sfrecciare per Asgard perché quel genio di Thor ha pensato bene di richiamare il Mjollnir. D’altra parte, Thor non deve passarsela meglio: si mette in posa tutto gasato in attesa che arrivi il martello… e invece gli piomba addosso Loki con la stessa velocità di un MiG-35.

Questa teoria pare infatti trovare conferma poche righe più sotto.

« Intendi restituirmi il titolo? » Gli chiede incredulo Loki, affrontando a disagio quegli intensi occhi cristallini, irresistibili calamite che lo attraggono (che vi dicevo?) e gli annebbiano inesorabilmente i pensieri.

Due specchi di cielo si immergono in acque smeraldine, si seducono, si legano, si vincolano.

Non potete immaginare la commozione (cerebrale, s’intende) che questa frase mi provoca. Gli occhi di cielo e le verdi acque! Altro che classici delle ficcy, qui siamo ai livelli del mito. E gli occhi vincolati non sono forse l’apice del romanticismo?

Il sorriso di Thor affiora sincero (no, ma ci crediamo, eh) e Loki si sente irradiare di serenità in maniera incomprensibile (sottolineerei “incomprensibile”), i capelli dorati e l’armatura argentea gli accecano la vista.

Splende il figlio di Odino, di una luce forte, abbagliante.

Meravigliosa quanto il dolore che gli provoca.

La luce del giusto sovrasta le tenebre del vinto.

Dopo una cavalcata di crudeltà fisica e mentale spacciata per amore, mi sembra il minimo parlare di “meraviglioso dolore” e dare del giusto a Thor. Continuiamo così, facciamoci del male…

« Ti ho già detto di non chiamarmi così, noi non siamo fratelli! » Protesta Loki, che scuote il capo per destare la lucidità perduta.

Ora. Thor e Loki non saranno fratelli biologicamente, ma l’aver trascorso l’infanzia insieme nella stessa famiglia mi sembra che sia più che sufficiente. Ciò nonostante, un incurante Lannis-Thor espone il suo folle piano:

« E’ vero. Non lo siamo. (Thor stahp!) Per questo ho preso ben altra decisione, in modo da poterti avere per sempre accanto a me. Un legame oltretutto ben visto da Odino, antico alleato di Laufey, poiché capace di rinnovare l’alleanza perduta tra i nostri due popoli. »

Segue un altro bacio forzato. Pardon, il bacio di due amanti. Loki, o per meglio dire lo schiavo sottomesso che ha preso il suo posto, geme e piange quando si sente afferrare senza alcuna gentilezza i glutei, trema nel percepire la durezza dell’erezione di lui contro lo stomaco. (ma che meraviglia!)

Terminata questa sessione di molestie, Thor annuncia trionfale: « Tu sei promesso a me. Diverrai amante devoto e fedele compagno, e insieme apriremo un’era nuova su Asgard, che suona di pace e armonia fra i nostri popoli. »

Un’era di pari opportunità, senza dubbio, come conferma Thor subito dopo rispondendo freddamente alle minacce di Loki:

« Non sarai consenziente, non subito almeno. Ma non m’importa. »

Non vi tragga in inganno questa frase. Thor è un dio dalle molte sfumature (cinquanta, a voler essere pignoli) e la ficcy ci tiene a specificare che egli lo ama, irrazionalmente, con tutto se stesso. Sarà che noi giacobini siamo figli dell’Età dei Lumi, ma un po’ di sano razionalismo non farebbe male.

« Mi spiace redarguirti, quindi. Anche se digiuni, io esigerò i tuoi doveri sotto le lenzuola ugualmente. Ogni notte. »

Anche questo è chiaramente amore. Siamo noi ad essere maliziosi.

Fra una violenza e l’altra, Thor si diletta anche a scegliere gli abiti che Loki dovrà indossare. Ed ecco che il dio degli inganni si ritrova prigioniero di lunghe vesti velate, con le gambe fasciate in aderenti pantaloni neri e ai piedi stivali di pelle, erotici accessori alti fino a coprirgli le delicate ginocchia.

Al termine di una cena con tanto di battibecco ed ennesimo promemoria di Thor su come il matrimonio lo renderà anche l’indiscusso signore di Loki (ci sarà anche il delitto d’onore su Asgard?), Loki è costretto a recarsi nella stanza dove Thor intende consumare la notte. E qui il dio degli inganni, in un inaspettato momento di orgoglio e IC, decide di cogliere l’occasione per pugnalare il suo aguzzino.

Tranquilli, questa sanità mentale dura poco. Loki si spoglia davanti a Thor, che subito procede a sedurlo.

“E’ solo un bacio … è solo uno stupido bacio insignificante … non può compensare la perdita di un trono che mi spetta di diritto!” Si ripete disperato Loki, mentre assapora con gusto le morbide labbra del suo tentatore.

Il dio degli inganni ormai non inganna altri che sé stesso. Sarebbe divertente se la situazione non fosse così terribilmente malsana. E così Loki si lascia andare alla scriteriata passione, estasiato dalla sintonia delle loro lingue che insieme danzano sensualmente a lungo (le lingue danzanti! L’emozione sta facendo battere il mio cuore colmo di polvere e sabbia).

Ogni astio nutrito l’uno verso l’altro viene assopito attraverso quel bacio, risveglio del piacere dei sensi carnali.

L’amore (leggi: il condizionamento mentale) sopprime l’odio, il desiderio (leggi: la sindrome di Stoccolma) prevale sulla vendetta.

Le dita dell’audace amante scivolano impudiche sulla pelle delicata del giovane disteso sotto di sé, si beano di quella straordinaria morbidezza, dei suoi gemiti sommessi (Le dita hanno le orecchie?).

Improvvisamente, l’odio di Loki si ridesta, afferra l’arma nascosta sotto il cuscino e… fallisce. A Thor che lo trattiene per i polsi, Loki rinfaccia di non averlo mai amato.

Mente Loki, anche a se stesso.

La fierezza gli impedisce di ammettere la verità, la brama di potere gli impone di seppellire nei meandri della sua anima nera le piacevoli sensazioni provate.

Ma certo! A chi non piace subire simili abusi?

Thor, ormai entrato in piena modalità Annie Wilkes, decide di prendere Loki con la forza. Altra violenza, per altro fatta passare come una battaglia cavalleresca, con i due antichi avversari che si sfidano ancora una volta, in un campo di battaglia fatto di candide lenzuola di seta e di sensualità.

Koba, tieni pronto il catino.

Violenza, violenza, descrizione opulenta della violenza, altra violenza finché la sfida si conclude alla pari, senza un vinto nè un vincitore.

Koba, prendi il catino grande! Quello da dieci litri!

Lascia perdere, vai a prendere secchio e straccio.

Il giorno successivo, Loki inizia a contrastare l’influenza della scheggia manipolando la mente di una serva. Nel frattempo, Frigga si strugge di angoscia. Sarà perché Thor è diventato uno stupratore? Ovviamente no, bensì perché teme il crollo emotivo del primogenito, straziato dal rifiuto di un promesso sposo che lo disprezza e non intende riconosce né come consorte, tantomeno quale legittimo erede di Asgard.

Capito adesso? È tutta colpa di quel cattivaccio di Loki!

« Figlio mio, ascoltami. Il tuo tentativo è inutile, accetta il fallimento. » Enuncia con tono afflitto la regina. « Non riuscirai mai a umanizzare Loki, devi arrenderti. »

Frigga, ha mai pensato di cambiare spacciatore? O di prendersi a martellate in testa con il Mjollnir fino a riacquistare il senno perduto?

« Loki non è più il tuo caro fratello, ha giurato di ucciderti! (chissà come mai) E di certo non ti ama come meriteresti (infatti lo ama fin troppo). L’abbiamo perso per sempre, figlio mio. »

In preda ad un’overdose di Real Time, Frigga decide di organizzare una festa in grande stile e dona a Thor un anello per il suo fidanzamento.

Nel frattempo, la passeggiata di Loki nella sua gabbia dorata viene interrotta dall’arrivo di Sif, Hogun, Fandral e Volstagg.

« Che cosa fai!? »

La voce di Loki si spezza, i suoi occhi riflettono quelli ambigui del proprio aggressore e gli trasmettono tutto il suo timore.

Fandral si perde a contemplarne l’androgina avvenenza, fischiando volgarmente per creargli ulteriore imbarazzo.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=R4ySVTCAcUk%5D

« Tu non sarai mai un vero principe, sei solo il temporaneo giocattolo erotico di Thor, sei la sua puttana. » Gli sussurra ad un orecchio.

La sconcertante rivelazione (una sorpresona, proprio!) trafigge l’orgoglio di Loki, pallido e silenzioso, tra le sue braccia, da restare senza fiato all’ascolto delle sue parole.

« Devi sapere che di solito il nostro signore ama condividere ogni cosa con i suoi amici. Ogni cosa, anche i suoi balocchi preferiti … »

Altra violenza? No, perché Sif a un certo punto decide che Loki ne ha avuto abbastanza (quanta premura!) e comunica a Loki il motivo per cui sono lì: per ricondurlo da Thor.

Seguono smancerie, descrizioni inutilmente barocche, ulteriore instabilità emotiva da parte di entrambi i fratelli. Ordinaria amministrazione, insomma, almeno finché Loki non si ribella e dice a Thor che quella notte non sarà suo. Thor rimane con il cuore spezzato e l’anello in mano (più tardi anche altro, forse) a domandarsi perché Loki lo abbia rifiutato. Ora, Thor non è mai stato il più brillante fra gli Avengers, ma fin lì dovrebbe arrivarci.

Il biondo principe, tuttavia, non si dà per vinto e, dopo una bella bevuta, riesce a ritrovare il fratello.

‹‹ Fandral mi ha raccontato del tuo lusinghevole corteggiamento ai giardini, nel tentativo di piegare la sua mente con la tua magia! ››

[…]

‹‹ Loki adesso basta! Molti testimoniano l’inspiegabile attrazione nei tuoi confronti da parte del valente spadaccino asgardiano e l’improvvisa effusione che ne è conseguita ha sollevato palesi sospetti! ››

Questo non è Thor, è un carabiniere con la parrucca di Lucius che sta redigendo un verbale.

La voglia di concedersi è evidente in Loki dai suoi lunghi sospiri, gli occhi ben chiusi quando esperte le mani del fratello armeggiano con le rispettive cinture e le dita impudenti si fanno spazio tra il tessuto aderente, smaniose di eliminare ogni ostacolo tra il vestiario e il suo sesso ormai turgido.

E poi, diciamocelo, Loki aveva la gonna troppo corta. Se l’è andata a cercare.

Entrambi in difesa della propria dignità, sfregiano il cuore l’uno dell’altro senza alcuna compassione.

A parte il fatto che ormai la dignità di Thor è integra quanto il Bifrost, questa equiparazione fra stupratore e vittima comincia a darmi sui nervi.

‹‹ Fa male … fa male … ›› Gli riesce a dire in un debole bisbiglio l’amante punito, sottomesso in un atto carnale privo di qualsiasi piacere fisico o mentale.

‹‹ Credimi, è più lancinante quello che hai inflitto a me! ›› Gli risponde Thor, mentre una lacrima solitaria gli riga il volto provato dal dolore.

Dolore.

Ineguagliabile, insopportabile.

Il supplizio di Thor a causa di Loki.

Koba! Il catino da venti litri!

Terminata l’ennesima violenza, Loki chiede a Thor di perdonarlo e Thor si chiede come sia possibile nutrire fiducia verso il Signore degli Inganni.

Mi sa che dovrò concedere un giorno di vacanza al mio elfo del catino dopo tutto questo lavoro.

Ma arriviamo all’evento più glamour della ficcyna. Ebbene sì, è grande festa alla corte di Asgard. In mezzo allo sfarzo, ai tessuti pregiati, a cibi e vini sopraffini e ad altre sciccherie, Loki ha finalmente l’occasione di incontrare Frigga. Comprensibilmente disperato, prega la madre di liberarlo dalla prigionia nella quale si trova. Come risponderà Frigga?

‹‹ Figlio mio, non pensare a Thor come tuo carceriere, ma come al tuo salvatore. ›› Lo riprende con dolcezza nell’asciugargli alcune lacrime ‹‹ E’ grazie a lui se sei vivo, e sempre a lui devi il tuo ritorno a palazzo con tutti gli onori. ››

Koba, mentre vai a prendere il catino modello Esorcista, ricordati di declinare gentilmente l’invito ad Asgard.

‹‹ Loki, figlio mio, onora chi ti ama così immensamente da perdonare il tuo tradimento. ››

Osservate, signore e signori, queste sezioni di tessuto cerebrale. Esse mostrano chiaramente come la demenza senile colpisca anche le divinità nordiche. Se cercate un’ulteriore conferma, eccovi serviti.

Dal tuo ventre nascerà il futuro erede di Asgard, tu sarai strumento e fato di questo regno! ››

D’accordo, Loki ha avuto qualche bizzarra scappatella, ma una gravidanza imposta non è che l’ennesima umiliazione totalmente gratuita che il dio deve subire.

La festa procede secondo il protocollo, ma Thor finge soltanto di essere contento. L’assenza di Loki lo tormenta perché, come confessa a Sif, il suo amore per lui è smisurato e sincero. E quale modo migliore per dimostrarlo se non nel seguente modo?

‹‹ Miei amici, ascoltatemi bene, ›› li richiama a gran voce ‹‹ Lo sconvenevole atteggiamento libertino di Loki è l’ultima delle sue pungenti ripicche, e come tale dovrà essere archiviata anche da voi. Ieri notte io e il mio promesso abbiamo chiarito ogni cosa, e non ho intenzione di entrare in piccanti dettagli con voi … ››

Mentre Sif, toccata da queste meravigliose parole, propone un brindisi al vèroH ammòreH, Loki fa il suo ingresso nel salone. E qui vi consiglio di mettervi comodi e di allacciare le cinture, perché il banchetto è giunto alla pièce de résistance.

Loki assottiglia malizioso gli occhi nell’incrociare quelli incantati del suo futuro sposo, compiaciuto avanza tra gli asgardiani, stregati dal suo oscuro fascino ambiguo.

Nella sala cala un silenzio assoluto, tanto da udire il suadente fruscio dell’ampio strascico che ondeggia come un serpente ad ogni suo passo, enunciato dai tacchi degli alti stivali di pelle, impreziositi ai lati da piccole gemme verdi (questa ficcy ricorda sempre più i peccaminosi festini dei Serpeverde nella Stanza della Necessità).

La casacca di raso rivela tra le velate trasparenze il suo petto glabro castigato da una canotta a rete che ne esalta l’androgina sensualità (cinquanta bocca, cento amore), stretta da una deliziosa cintura argentata, si rilassa dalla vita in giù come un sipario quando le sue snelle gambe avanzano verso il centro della sala, mostrandosi fasciate in aderenti pantaloni di pelle nera (Thor deve aver svaligiato il guardaroba di una qualche popstar degli anni ’80 prima di distruggere il Bifrost).

Sul suo volto delicato sono dipinti tatuaggi che ammorbidiscono le linee decise sugli zigomi e riprendono perfettamente il colore dei suoi occhi, esaltati anche da un ombretto di identiche tonalità.

Lucenti pietre ornamentali verdi o argento sono preziosi accessori tra i suoi capelli, morbida seta mora sulle sue nude spalle, il candore delle sue braccia è un delizioso contrasto con i veli che le avvolgono, sulle dita affusolate spiccano altri tatuaggi simili ai disegni sul suo ovale gentile.

E su questa sublime immagine di Loki cigno nero vi saluto e vi do appuntamento alla seconda parte dell’autopsia. Ma prima di lasciarci, vorrei ricordare una cosa. Nel sistema giudiziario asgardiano, i reati a sfondo sessuale sono considerati particolarmente esecrabili… ah no. Niente. Ma neanche uno schiaffetto sulle mani? Come dite? Ah, è per la nuova era di pace e armonia. Bella roba. Vabbè, fate partire la sigla.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=6JfPMGLuyEM%5D

Hermiglia e il biondo tremendo – Prima parte

Giacobini dimmerda, stizzite nobildonne, promiscui accoliti della setta-a-delinquere, spingitori di thestral, aspiranti Umbridge, troll, trolley e trollini assortiti, buonasera. Siamo qui riuniti per piangere la scomparsa di Hermione Granger, che d’ora in poi sarà rimpiazzata dalla ben più procace e voluttuosa Hermiglia. Le cause del decesso non sono ancora del tutto chiarite, ma si sospetta siano legate ad un brutto caso di OOC unito all’azione del Divin Pargolo (non che lui se la passi meglio, comunque). Il referto autoptico, compilato da thedragontosaphira, ci aiuterà a far chiarezza sul tragico evento.
La nostra storia, ambientata cinque anni dopo la caduta di Voldemort, si apre con Hermione che fa visita ai propri genitori, ricoverati all’Ospedale di San Mungo. Il motivo?

Li aveva obliviati per proteggerli, ed ora che la guerra era finita, dopo averli ritrovati, aveva provato ad annullare l’incantesimo senza alcun risultato. Sembrava che tutto si ritorcesse contro di lei. Infatti per quanto buffo, aveva peggiorato la situazione, cancellando così la memoria completamente, ora erano come due sacchi vuoti, non sapevano nè chi erano, nè qual’era il loro posto nel mondo (neanche l’apostrofo lo sa), erano privi di emozioni, ricordi, ma sopratutto anima.

Mi pare logico. La strega più in gamba della propria generazione (e non ci riferiamo allo stacco di coscia, come erroneamente riportano certe ficcy) è riuscita a far più danni di un Dissennatore. Non solo, ma le cure per i suoi genitori hanno intaccato le sue finanze, costringendola a trasferirsi in un monolocale a ridosso dei due mondi (citofonare Walter Bishop, astenersi perditempo). Almeno, penserete, c’è Ron ad aiutarla a superare questo periodo nero.

Che adorabile ingenuità.

Quel bacio nella camera dei segreti con Ronald aveva fatto capire ad entrambi, che non potevano essere una coppia, erano troppo amici.

Sicuri che l’Oblivion non abbia colpito Hermione invece dei suoi genitori? Perché altrimenti non si spiegherebbe la scelta di porre la parola fine ad una storia che non era mai iniziata. Ora, va detto che l’inizio non era stato uno dei più promettenti, ma zia Rowling un paio di righe per sviluppare la relazione le ha scritte. Giusto un paio, magari a qualcuno sono sfuggite.
Ma se Atene piange, Sparta non ride: la diagnosi per Draco lascia poche speranze. Trattasi, anche in questo caso, di un terribile attacco di OOC. Dopo la fine della guerra, infatti, il Divin Pargolo si è rifugiato nel mondo babbano (seeeee), ha conseguito una laurea in medicina (come no, e ha iniziato a portare regali ai bambini poveri ogni Natale) che poi ha trasformato in quella magica, probabilmente con l’aiuto del Trota. Tra verdi ci si intende. Il referto riporta inoltre che, durante una battaglia ha riportato danni le cui conseguenze pesano tuttora sulla sua vita. Trattandosi dell’unico erede di Lucius, possiamo immaginare quale sia la zona interessata.
Per sua fortuna, la situazione sta per cambiare. Armato di un savoir faire da Christian Grey platinato, Draco ha intenzione di proporre ad Hermione un certo “affare”, e anche qui la nostra immaginazione non ha bisogno di spaziare troppo. Ma poi, chi ha bisogno di immaginazione, quando Draco rifulge già in tutta la sua garystuaggine?

Il suo passato militare come medico, gli aveva insegnato a non farsi travolgere dalle emozioni, ma quello era stato un dettaglio irrilevante per lui, educato nei dogmi purosangue

Certo, certo…

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=NBDHwr7RJDY%5D

Dicevamo… nonostante la laurea babbana, Draco ha un posto di rilievo al San Mungo, dove incontra Hermione mentre questa sta facendo visita ai genitori.

– Chiudi la bocca Granger o ci entreranno le mosche.- Disse con un mezzo sorrisetto sul viso.

Il video è giusto un paio di righe sopra, non sto a ripostarlo. Ok?

Colpita (con probabile trauma cranico) da una simile esibizione di empatia e professionalità, Hermione si perde nella contemplazione del Divin Pargolo, giacché il corpo acerbo e spigoloso del ragazzo aveva lasciato posto ad un fisico asciutto e muscoloso (i camici sono più aderenti di quanto ricordassi), mentre questi esamina il caso.
A quanto pare a Draco poco importa di rischiare la terapia intensiva, dato che inizia a fare il misterioso con Hermione fino a provocare la di lei furia. Ma se il suo comportamento può apparire nebuloso al lettore più ingenuo, noi giacobini maliziosi e navigati sappiamo dove andare a cercare. E infatti…

Il suo fisico flessuoso gli si dipinse con chiarezza nella mente, doveva ammettere che era nettamente migliorata dai tempi della scuola,si era riempita nei posti giusti (Hermiella la ciambella?), i lineamenti del viso si erano affinati, la massa informe di capelli, che lui ricordava, si era trasformata in una lussureggiante cascata di morbidi ricci (a quanto pare Madama Chips, sfinita dal lavoro extra dopo la battaglia di Hogwarts, si è licenziata per fare l’estetista)

Il fine settimana trascorre fra una sega mentale e l’altra, finché una sera Draco non si presenta a casa di Hermione con la proposta di un contratto. Fissando il suo sguardo argenteo in quello dorato di lei (no, ragazzi, al limite con gli Uniposca ci si colorano le unghie!), pronuncia la fatale richiesta:

– Mezzosangue, sposami e dammi un figlio!-


Il video è ancora lassù, se a qualcuno fosse sfuggito.

Grazie al cielo, Hermione non mostra ancora i sintomi più preoccupanti dell’OOC e, con un colpo di bacchetta, schianta Malfoy sul posto e lascia che Grattastinchi lo usi come lettiera.

Magari.

In realtà si limita a gridargli contro e a buttarlo fuori di casa. Ci sarebbero anche gli estremi per una denuncia, visto che si tratta di un ricatto bello e buono, oltre che di un comportamento contrario a qualsiasi deontologia, ma sono sottigliezze.
Purtroppo, le parole di Draco hanno un cattivo effetto su Hermione, che trascorre una notte insonne e, il giorno dopo, decide di fissare un appuntamento con Malfoy. E no, non cerca di incastrarlo con l’ausilio di un registratore nascosto e qualche goccia di Veritaserum.

Voleva sapere di più e stavolta non si sarebbe accontentata di poche criptiche parole.

Cosa ci può essere di criptico in “Mezzosangue, sposami e dammi un figlio”?
Comunque, Hermione si presenta all’appuntamento indossando uno dei suoi vestiti più eleganti, in quanto non vuole che Malfoy possa criticare il suo abbigliamento com’era stato durante gli anni trascorsi ad Hogwarts. Era un’adolescente insicura e lui l’aveva colpita dove le avrebbe fatto più male. (Quello “sporca Mezzosangue”, invece, era un simpatico appellativo tra colleghi.)

– Ok! E’ molto semplice. Io ho la cura. Tu mi sposi e mi dai un figlio. Ed io farò in modo che tu possa riabbracciare tuoi genitori. Come vedi, non è nulla di complicato o impossibile.- […] un matrimonio magico, con contratto, giusto perchè tu non ti scordi qualche piccolo dettaglio ed in cambio la cura per i tuoi. –

Non sentite già nell’aria un profumo di cinquanta sfumature dimmerd di verde? E poi, sadismo a parte, perché Malfoy dovrebbe costringere Hermione a dargli un figlio, quando vi sono orde di streghe purosangue (e qualche Zabini o Potter di passaggio, a seconda della ficcy) che baciano il suolo su cui cammina l’erede del GoS?

– Ma posso dirti, che gradirei avere un figlio con una mente brillante e non con una fotocopia di una purosangue, a cui insegnano solo l’arte dello shopping. –

Infatti Bellatrix ha ucciso Sirius prendendolo a borsettate.

Draco concede ad Hermione tempo fino al lunedì successivo, quindi ritorna nel suo attico, in cui esercitava ancora, come eminente chirurgo (non so, secondo me una laparoscopia sul divano damascato stona un po’), e telefona ad un certo Tom. Che sia Tom Riddle? Abbiamo le nostre riserve in merito, incluso il fatto che il Signore Oscuro con un i-Phone sarebbe un’immagine quanto mai bizzarra, anche se una pagina Facebook intitolata “I selfie di Voldy” avrebbe sicuramente successo.
Dopodiché, per assicurarsi che Hermione affronti le cose nel modo più tranquillo possibile, Draco fa trasferire i genitori della ragazza nell’ala privata dell’ospedale senza dirle nulla.

– Che succede? – Chiese facendosi largo il medimago di turno. – Perchè non mi avete chiamato? Sono la figlia, per Merlino, ed era un mio diritto vederli, prima che fossero portati via! Stamani stavano bene, com’è potuto accadere? Cos’è successo? – Chiese con la voce rotta. Lui si accucciò vicino alla donna e, prendendole le mani, disse – Credo che ci sia stato un equivoco, i coniugi Granger stanno bene, sono solo stati spostati nell’ala privata..Non so se mi sono spiegato. Insomma, nella clinica privata del professor Malfoy, ci sono solo dieci stanze, ed hanno ogni comfort, l’ambiente è un po’ più “ricercato”, insomma è un po’ come un albergo di lusso da un certo punto di vista. –

Non so voi, ma se questa è la prassi ospedaliera per Draco, è un miracolo che qualcuno non l’abbia già ridotto a camminare come il dottor House.

Ma la cosa che la scioccò di più fu il grande schermo al plasma che troneggiava appeso al muro.
” Magia e tecnologia babbana, un buon connubio ” pensò.

A parte il fatto che Draco storcerebbe il diafano e marmoreo naso di fronte ad un oggetto così sfacciatamente babbano, uno schermo al plasma in un luogo magico come il San Mungo potrebbe sintonizzarsi solo su due canali, a parte Radio Maria: non funzionante oppure esploso.
Ritrovati i genitori, Hermione inizia a ponderare sulla proposta.

L’unica nota stonata di quella proposta era il figlio (sicuri che sia proprio l’unica?),il ciò (Fa pipì? Fa popò? Ha per caso un oblò?) comportava fare sesso con il biondo, non che lui fosse poco prestante, anzi doveva ammettere che aveva un corpo da schianto (non in quel senso, ahimè), il sedere sembrava parlare (io ci andrei piano con i fagioli), e che dire dei pettorali, sicuramente erano ben definiti (che siano i cari vecchi allenamenti di Quidditch?), lo si denotava attraverso le camicie che lo fasciavano, come se fossero cucite addosso. Ma d’altronde lui era un Malfoy, generazioni e generazioni di selezione della razza… (i Gaunt approvano)

Dopo questa solfa sconclusionata, Hermione decide di accettare un contratto, ma non senza cercare di imporsi. Dopotutto, è un Legismago.
Giusto, è un Legismago.
E allora perché non si rivolge alla legge? Con il cervello, la determinazione e la meritata fama di eroina che si ritrova, Hermione potrebbe prendere il Divin Pargolo per le metaforiche palline e porre fine a quello che, non fa male ricordarlo, è un ricatto in piena regola.
Niente di tutto ciò. Ormai in preda alla confusione più totale, Hermione arriva a sbagliare l’accento nella laconica risposta a Malfoy

Si.
H.G.

e si prepara a ricevere il contratto, ovviamente tramite il magicavvocato [sic] Zabini. E qui non posso non riportare questo capolavoro nella sua interezza, perla dopo perla, affinché tutti voi frigidi giacobini possiate goderne appieno:

– Il mio cliente ha diritto decisionale su tutto quello che sarà lo svolgimento della cerimonia (abiti, testimoni, fiori, rinfresco, invitati e quant’altro).
– Il mio cliente fisserà la dimora familiare per se, la propria la consorte e la prole.
– Il mio cliente assolverà alla promessa fatta alla sposa, nel momento in
cui lei resterà incinta.
– Il mio cliente pretende la discrezione più assoluta sulla sua privacy, passata, presente e futura. Nulla deve trapelare al di fuori delle mure domestiche.
– Il matrimonio sarà indissolubile. La sposa prenderà il cognome del marito e si atterrà alle decisioni di quest’ultimo, senza discutere, poiché egli sarà patriarca indiscusso della famiglia. –
– La controparte si comporterà alla stregua di una purosangue : vedi libretto allegato.
– Si accetteranno tutti i vincoli magici sulle nozze, ma esso possiederà la esclusiva patria potestà sul figlio/i e qualsiasi scelta di vita od educativa aspetterà solo a lui. –
– La controparte si impegna a fornire almeno un erede al consorte entro due anni.-
– La controparte si comporterà in maniera consona ed adeguata in pubblico,rispettando il consorte. –
– Il committente si riserva di modificare, o aggiungere, se necessario, qualsiasi clausola. –

Ed è a questo punto che Hermione va a sventolare il contratto sotto il naso di un giudice, il quale dichiara necessaria la chiusura di Malfoy in un istituto psichiatrico a causa di instabilità dovuta a megalomania.
Vi piacerebbe, eh? Illusi. Hermione si limita a far pervenire una risposta piccata a Zabini, risposta alla quale Malfoy neanche presta attenzione, e si sottopone ad un prelievo di sangue per qualche motivo che per il momento resta oscuro quanto la deontologia di Dracuccio. Per risollevarsi, decide di accettare l’invito a cena di tale Jonas, un sottosegretario del Ministero della Magia e, incredibilmente, una persona normale. Avete già intuito come andrà a finire, vero?

– Complimenti Granger, vedo che ti diverti! – Esclamò sibilando, per poi proseguire – Quanto a te, damerino, metti giù le mani dalla mia fidanzata!! –

E ad uno così lasciano maneggiare un bisturi?

In men che non si dica Hermione stupefatta si trovò all’anulare l’anello di fidanzamento dei Malfoy, non fece nemmeno in tempo a reagire, le forti mani di Draco le avevano imprigionato la mano e forzato l’anello al dito.
Lei alzò un sopracciglio, mentre lo fissava assassina, cercava di sfilarsi la veretta senza riuscirci e, vedendo il ghigno divertito di Draco, ringhiando chiese
– Non c’è nulla da ridere, grandissimo idiota, cosa credi di avere concluso così? –
– E’ semplice, una volta che hai al dito l’anello destinato alle spose Malfoy, forgiato dai folletti con antica magia, accetti le nozze e di conseguenza il contratto matrimoniale stipulato. –

Ma bene! Dopo il ricatto, anche un’aggressione e un matrimonio forzato. Vantiamocene!

Il capitolo si chiude con la pubblicazione del matrimonio sulla prima pagina della Gazzetta del Profeta (certo che dopo la sconfitta di Voldie il mondo magico è diventato un posto davvero noioso) e questa comicissima scenetta:

Harry Potter che stava leggendo il giornale, come tutte le mattine facendo colazione, sputò tutto quello che stava bevendo, rimanendo a bocca aperta.
“Merlino!” Pensò “Ho le traveggole!”

E pensa che hai letto solo l’articolo, caro!

Che succederà adesso? Draco riuscirà a ravvedersi? Qualcuno si accorgerà di questo infame ricatto? Ma, soprattutto, Hermione saprà trovare dentro di sé la forza di fare la cosa giusta, tipo un Cruciatus? Lo scopriremo nei prossimi capitoli, ma temo che la risposta sia scontata.

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=FXiWwNiilpA%5D

Si ringrazia Winola per la betatura.

Dossier 00013: Harmony&Splatter, nuove frontiere del vero amore.

Gentili pazienti del manicomio, onorati giacobini, pallide cortigiane e rigonfi cadaveri dei miei nemici (che galleggiano nel fiume sulla cui riva io sto seduta ad attendere), buona sera a voi.
Quest’oggi mi è stato recapitato il diario segreto di Hermione Granger, trovato sotto il materasso qui alla casa di cura.
Dentro c’era un foglietto tutto spiegazzato il cui inchiostro era sbavato da macchie sulla cui natura preferisco non indagare.
Ringraziamo l’assistente www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=862592&i=1 che gentilmente lo ha portato qui in direzione. L’opera è firmata Mikilily.
Il titolo che capeggia sul fogliettino è Calde Emozioni: non sentite il brivido torrido dell’Harmony correre lungo la vostra schiena? No? Forse è perché un brivido d’orrore, o forse è perché noi tutte siamo delle vecchiacce frigide. Si, anche i ragazzi.

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La nostra storia si apre con Draco ed Hermione che corrono alla torre dei Grifoni tutti accaldati dalla lunga corsa.
Perché i poveri grifondoro vengano sempre presi per animali io non lo so, magari è dovuto alle loro pessime abitudini a tavola. In ogni caso, incuranti della gente che presumibilmente si sta facendo i fatti propri nella sala comune, inforcano le scale già togliendosi i vestiti e corrono nella stanza privata della Caposcuola di Grifondoro.

Queste stanze private, assegnate agli studenti meritevoli, nell’ultimo periodo non fanno che mettere anche i ragazzi più ligi alle regole sulla via della perdizione. Si mormora che siano spesso utilizzate per le copulazioni improvvisate!
In una scuola seria e rispettata come Hogwarts tale tradizione va abolita: scriverò domani stesso a Silente sperando di trovarlo lucido e collaborativo.

Tutti noi sappiamo che certe cose è meglio farle in aule dell’ultimo piano, nella torre dei gufi o ai festini di Serpeverde nei sotterranei. Farlo nelle camere è proprio sconveniente!
Ma torniamo a noi e ai nostri protagonisti: i due piccioncini si guardano, lei accende il fuoco perché le piace l’atmosfera e Draco la trovava eccitante. Draco il gran romanticone, proprio in canon.
Bene, lo dirò una sola volta, poi la responsabilità di seguire il mio consiglio sta a voi: se siete deboli di cuore, se siete minorenni, se siete facilmente impressionati dall’assurdo e dagli inutili dettagli non procedete oltre.

I due si guardano imbambolati per qualche minuto, probabilmente rendendosi conto della figura fatta con la gente in sala comune, poi Draco a passo lento si avvicina ad Hermione e con un semplice gesto gli slegò i capelli. In un solo pronome ci viene reso noto che Hermione non è una lei ma bensì un lui: J.K.Rowling deve aver avuto un bel senso dell’umorismo per metterla nel dormitorio delle ragazze per ben sei anni!

I ricci ricaddero morbidi su esse e lì (sulle spalle) che Draco affondo le sue lunghe dita bianche. In un impeto di violenza passionale Draco affonda le sue lunghe dita dentro le spalle di Hermione, ma evidentemente a lei un po’ di sadomaso non dispiace visto che non fa una piega e Rimasero per un po’ in quella posizione senza dire e fare nulla poi i due Si guardarono, incatenando i loro occhi, fuoco e passione prorompeva da essi.
Oh che dolore, spero che per incatenare gli occhi abbiano usato acciaio chirurgico, altrimenti oltre che al dolore chissà l’infezione! Da questi occhi incatenati prorompono tale fuoco e passione che Silente ha già provveduto a chiamare i pompieri: non si sa mai che si debba intervenire d’urgenza per spegnere le fiamme prima che tutto il castello vada a fuoco!

Incuranti del fuoco e delle fiamme, resi ciechi dalla passione, i due non si fermano e Le mani di Hermione sfiorarono il petto scolpito da anni di quidditch, muscoli che io non ho mai capito come facciano a svilupparsi tanto stando seduti a cavallo di una scopa. Magari potrei capire i quadricipiti, ma i pettorali? Draco è un cercatore e come tale deve essere affusolato e leggero, quelli con le spalle grosse sono i battitori se vogliamo essere precisi.

Ma non interroghiamoci su questioni che mai avranno risposta: l’atmosfera si sta appena scaldando, ma mentre Hermione comincia a spogliare e accarezzare Draco, lui si perde in sogni da dolce fanciulla, odorando come un grosso San Bernardo il profumo di vaniglia di Hermione. Sì, vaniglia. Ancora.

E’ un po’ come le bambole: Ginny-fragola, Hermione-Vaniglia, ormai le fanno di serie!

Draco però sembra risvegliarsi un poco: con la flemma di un ottantenne toglie la camicia di Hermione Piano piano, bottone dopo bottone.

Inizio ad essere preoccupata: questo non è il normale comportamento di un diciassettenne arrapato.

Placido come una pasqua, mentre lei si contorce e cerca di strappargli i pantaloni, si lascia andare in digressioni senza senso: era ogni giorno più bella, ogni giorno più donna la sua stupenda Emi. Emi? Deve essere il soprannome della Hermione maschio di cui sopra. Tra l’altro come si fa ad essere ogni giorno più donna? Magari sono gli ormoni che assume?
Hermione tuttavia non ci sta, non vuole essere contemplata La sua pelle era sempre più calda, eccitata, pronta ad essere accarezzata, ad essere baciata, ad essere amata ancora. Insomma, penso che ci stiamo chiedendo tutti che cosa diavolo stia combinando Draco.

Baciò le mani, le braccia, le spalle e il collo da cigno(il collo di Hermione è lungo, bianco e piumato?)della bella riccia, poi uscì per portare a passeggio il cane, prendere un caffè al baretto dell’angolo, poi tornò alla torre e finita la passeggiata tornò in sé (adolescente, diciassette anni: un miracolo di pazienza sto ragazzo) sganciò il reggiseno accarezzando il seno morbido prima di dedicarsi ai capezzoli della ragazza rendendoli turgidi. Baciò con dolcezza la sua rosea corolla provocandole un piccolo brivido. Della rosea corolla volevo davvero saperlo. Grazie. Dopo che Draco è tornato dal bar la situazione sembra progredire un po’, i particolari aulici proprio si sprecano e tutti noi siamo davvero entusiasti di conoscere ogni più piccolo dettaglio… Draco comincio a leccare, mordicchiare e succhiare il suo piccolo e sodo seno mentre con la mano accarezzava e stuzzicava l’altro.


Si distesero nel tappeto di fronte al camino, uno di fronte all’altro

perché in effetti farlo ai due capi opposti della stanza pareva difficile, anche se Draco lo ha suggerito più volte.

Le mani di Hermione accarezzavano il petto del biondo dove incominciavano ad spuntare i primi peli, talmente biondi che si potevano scorgere solo al tatto. Signori, dita con visore incorporato, non le volete anche voi? Le vendono al sexy shop di Hogwarts, quello gestito dalla professoressa Sprite nelle serre.

Per un attimo Hermione torna a fare la parte della ragazzina romantica Forse, anche lui stava provando le sue stesse emozioni, forse anche lui stava togliendo le maschere e si abbandonava al piacere e forse un giorno si sarebbe abbandonato all’amore.
Forse non credo di aver capito bene il costrutto di questa frase, sicuramente però la risposta a tutti questi interrogativi è: NO, forse si è solo accorto di stare sopra a una ragazza mezza nuda.

Comunque, lasciata andare la vena romantica, Hermione torna all’attacco
sbottonò i pantaloni neri e avvolgenti del ragazzo lasciandolo i boxer, osservò con bramosia il rigonfiamento e lui le dice: <-Non subito, Emi->.
Le dice no. Le dice no perché <devo prima finire di assaporare la tua delicata pelle->
Questa storia inizia a sembrarmi un condensato dei quattro libri di Twilight, solo che in Twilight a un certo punto finiva con una testata di letto spezzata (molto ilare, devo confessare) mentre qui inizio a sospettare che finirà a giocare a rubamazzo.
Seppure in maniera incerta Draco procede verso la meta fino a sfiorare con le dita il bordo delle mutandine rosa della ragazza.
<- Non avevi previsto alcun incontro per oggi?-> Chiese osservando la biancheria intima poco seducente della riccia.

E a questo punto Hermione si rompe le scatole di questo parla-parla e della sua biancheria criticata, prende le sue cose e se ne va.
No, purtroppo no, bensì si ripromette di non usare più biancheria simile perchè troppo anonime rispetto al pizzo e alla seta che utilizzava di solito.

Hermione Granger, l’amica di Harry e Ron, la so-tutto-io, la denti da castoro, la capelli crespi senza speranza usa pizzo e seta? Avere a che fare coi Malfoy ti cambia, senza dubbio.

E poi ovviamente cerca di scusarsi <-Avevamo litigato->rispose con voce roca dovuta all’eccitazione.
Draco non aspettava altro che sentirsi dire che per lei era l’unico.
Sua, sua, solo e unicamente sua.

Quindi, fin dall’inizio, per dargli una svegliata bastava dirgli che indossava biancheria di cotone perché quando litigavano non la dava in giro? Ah bene, basta saperle certe cose!

Saputo questo Malfoy torna improvvisamente un adolescente arrappato e si avventa sulla povera Hermione che finalmente fa salti di gioia: Cominciò a stuzzicare con le dita la sua femminilità, ritrovandosi inebriato del suo particolare profumo. Impressionante, un profumo che invade tutta la stanza? Hermione, mia cara, cosa ne dici di una doccia?
Anche lei si sentì obbligata nel ricambiare quel fantastico piacere, sfilò i boxer del biondo prendendo tra le mani il suo membro e con movimenti lenti andava su e giù sfiorando di tanto i tanto con il pollice il glande.

Grazie dei dettagli, ancora. Lui almeno questa volta non le si rivolta contro gridandole “no, per carità divina, fammi assaporare la tua pelle!” o avrei cominciato a sospettarlo di cannibalismo.

Questa magnifica scena culmina Quando entrambi erano giunti al limite (Ma perché giungere al limite? Perché?) lei si sedette sopra le sue gambe e grazie al liquido che scorreva caldo nella sua piccola apertura L’elfo col catino, presto, svegliate l’elfo col catino!

Giunsero all’apice del piacere nello stesso identico momento (grazie, erano al limite, mi sorprende siano durati tanto e che lui non sia venuto immediatamente, visto che limite tende a significare… limite) e dopo aver riversato il liquido seminale dentro il corpo della ragazza rimasero ancora cosi, abbracciati stretti stretti. Questa frase è un misto di horror e grottesco. Comunque auguri e figli maschi. Grazie Igor, puoi portare via il catino.
Draco capì in quell’istante che quella ragazza gli era entrata dentro no, veramente è il contrario e che niente e nessuna gli avrebbe mai fatto provare le stesse sensazioni su di questo avrei qualche riserva, se permettete.
Dirglielo sarebbe stato troppo, anche se sapeva che lei voleva sentirsi dire le parole dolci, ma per quella sera il Sepeverde aveva parlato abbastanza, beh, almeno lo riconosce.
Nella migliore tradizione Harmony la ficcy non si conclude con una sigaretta ma con la doccia insieme scambiandosi ancora baci e carezze e infinea letto addormentandosi abbracciati.

Orbene, miei cari giacobini, vado a stendermi per un po’ perché questa miriade di dettagli non graditi hanno messo in subbuglio il mio povero stomaco.
Perdonate se di tanto in tanto ho abbandonato il mio contegno, ma sono rimasta un po’ basita da questo scritto. Sono abbastanza sicura che Hermione, la nostra virginea paziente, abbia bisogno di un po’ di svago. Settimana prossima le permetterò di andare in città con la sua minigonna preferita, magari ritorna con una visione più definita di certe questioni.

Edit finale by Blaze of Glory.

Para bailar el ballet se necesita un poco de tiempo

Giacobini e giacobine, malandrini e mangiamorte assortiti, ben ritrovati!
Sono ritornato dalla mia pausa per ricaricare le batterie con la testa sgombra e una valigia piena di buone intenzioni. Sono ancora tutte lì, che occhieggiano imploranti da uno spiraglio della cerniera lampo, ma non mi faccio commuovere.
Vi voglio confidare una cosa: sono un fan sfegatato di Final Fantasy VII. Quanto sfegatato? Beh, diciamo che, anni dopo aver abbandonato il mondo delle console, delle riviste specializzate e dei pellegrinaggi nei “Game stop” più vicini, nel periodo in cui gli scaffali si riempivano delle appena arrivate PlayStation 3 io mi sono comprato una PlayStation 2; ma solo per rigiocare al glorioso capolavoro (avevo un conto in sospeso con le due Weapon, chi ha giocato mi può capire).
Con una passione così, potevo forse esimermi, prima o poi, dal visitare la sezione del Tempio dedicato a Cloud e compagni? Certo che no, e infatti nei giorni scorsi gironzolavo da quelle parti quando un’introduzione cattura i miei occhi:
Era una notte gelida, e tortuosa (tortuosa?) quando alla giovane Lucrezia gli iniettarono nell’ utero fecondo il Jenova, per far nascere il santo del mondo, da allora nacque Sephiroth.
Skeight, vecchio mio, vuoi vedere che hai trovato la prossima ficcyna da recensire?
Ed eccomi cliccare su “Final Fantasy VII. Dove inizia il tutto” di Ayuki (http://efpfanfic.net/viewstoryv.php?sid=902276). Ma più leggo e più cresce la perplessità, di fronte a frasi come: Dopo qualche anno il divorzio da Ojio si innamoro perdutamente del dottor Valentain, Di cui aveva già avuto un figlio da un altra donna di cui non a mai detto detto il suo nome.
Oppure: Dopo qualche anno venne messa sotto protezione dai Tarsth, il cui conobbe il figlio del suo amato dottor Valentain, si chiamava Vinsant un uomo di cui si innamoro platonicamente, quasi materno fu qull’ amore che provo verso i confronti di Vinsent, niente di più.
O anche: Dopo qualche anno (“Dopo qualche anno” è il refrain di questa storia) che Ojio scopri la relazione fra Lucrezia e Vinsent gli sparo a brucia pelo, ordinandogli ha Lucrezia di lasciarlo morire. Lei non lo ascolto e porto Vinsent nel suo laboratorio segreto, facendogli esperimenti pe rnon farlo morire aplicandogli il mako e delle materie.
Insomma, la sensazione di trovarsi di fronte a un fake è molto forte. Ma cercando un po’ su Efp, questa ipotesi sembra smentita da altre circostanze, quindi non mi pronuncio.
Certo però che a leggere frasi come Si trovavano nel terzo settore quello dove andranno messi i vari reattori del mako, Molto probabilmente ci sarà l’ inaugurazione del terzo reattore che era stato terminato due giorni prima che partisse, sarà al solita obbrobriosità  del caro del presidente della Shinra, sbuffo scocciato, sentendo che la sorella si sveglio sorrise passa la voglia… d’accordo recensire obbrobri, ma qui è come sparare sulla Croce Rossa. È scritta talmente male da non suscitare nemmeno spunti comici.
Per farla breve, ho citato questa storia solo per condividere con voi la mia perplessità, e anche per meglio disporvi verso la ficcyna che è, stavolta davvero, il piatto forte della serata, e cioè “Devilish Angel” di Sweety Lover, che potete leggere qui: http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=863061.
La storia si apre con uno scenario che di Final Fantasy VII ha ben poco, ricorda più l’ottavo, con una giovincella che corre e va a sbattere contro un ragazzo sconosciuto: “Mi dispiace, è colpa mia, non ti avevo visto,” si scusò al ragazzo, che invece era rimasto in piedi. Aveva capelli argentei che gli arrivavano alle spalle e gli coprivano quasi completamente la parte destra del suo viso angelico. La sua corporatura era proporzionata: non esile, ma neanche troppo robusta.
Chi è questo emo di carta stagnola? Bisognerà aspettare i prossimi capitoli per saperlo, ma ve lo rivelo subito: è Kadaj, uno dei personaggi inseriti in Advent Children, il mirabile spin-off cinematografico in confronto al quale persino i sequel dei film Disney sembrano opere di Fellini. Ma non voglio sembrare prevenuto.
Chiara, la ragazza di cui sopra, nella caduta si è fatta molto male alla caviglia, ma riprende a correre per arrivare alla palestra dove sono in corso le prove per un saggio di danza classica. Aveva promesso alla sua amica che avrebbe sostituito una ballerina che si era infortunata poco prima dell’esibizione, il che è lodevole, soprattutto se avesse preferito fare l’usciere; ma poco dopo leggiamo che Si unì subito alle prove, ma per lei fu difficile, sia perchè non aveva mai praticato quello sport, sia a causa del dolore alla caviglia, che si faceva sempre più intenso. Da ignorante, chiedo a eventuali lettori e lettrici che hanno fatto danza classica se è credibile che una ragazza che non ha mai provato in vita sua possa in pochi giorni imparare il ruolo di prima ballerina per un saggio; risposte senza insulti, grazie.
E comunque, se io fossi la ballerina che si è infortunata, mi riterrei offeso (o offesa? Come impiccarsi con le proprie mani…) da questa scelta per la sostituzione.
Non voglio divagare – oddio, ormai il più è fatto – quindi torno al punto: Chiara danza stoicamente nonostante il dolore, ma a un certo punto cede, cade a terra e interrompe le prove per quel giorno. Sulla strada di casa, si siede su una panchina per via del male alla caviglia, e inizia la scena che segue:
Ad un tratto sentì qualcuno rivolgersi a lei in tono beffardo (non si capisce perché specificarlo, visto che nel resto del dialogo non c’è traccia di prese in giro) “Ciao, ragazzina!”
Si voltò e vide in piedi di fianco a lei lo stesso ragazzo che aveva urtato qualche ora prima, che la fissava con quegli occhi felini (avrà una faccia da salame), a cui lei non resse il contatto, quindi abbassò i suoi.
“Oh.. ehm.. ciao. Io.. mi dispiace per prima” gli disse imbarazzata.
“Fa niente. Senti, ho una domanda da farti. Hai mai sentito parlare della ShinRa?” chiese osservandola, attendendo una risposta.
Questa vince il premio per la peggior frase da rimorchio di sempre.
Chiara restò in silenzio per un paio di secondi, poi disse “L’industria multinazionale? Sì, mio padre è spesso in contatto con il presidente per lavoro” (notevole, considerato che il presidente della Shinra è di fatto il padrone del mondo)
Il ragazzo si fece più interessato. “Bene! E sai niente degli esperimenti che vengono condotti al suo interno?”
[…] “Beh, ho sentito parlare di esperimenti che hanno a che fare con cellule non umane, ma non ne so molto..” (cosa è meno credibile, che Chiara racconti segreti industriali a uno sconosciuto o che qualcuno li abbia raccontati a lei?)
“Forse può già bastare. Seguimi, andiamo a discutere da un’altra parte.”
Il primo capitolo non è ancora finito, e già abbiamo Kadaj che ferma la prima che incontra per chiederle informazioni riservate e di fondamentali importanza. E le trova. Sono coincidenze che ti fanno tornare la fiducia nel mondo.
Ma meglio non esagerare con la fiducia, altrimenti si finisce come Chiara che, a causa della caviglia malmessa, non segue subito Kadaj, e quest’ultimo per fare prima la prende in braccio e la porta con sé.
‘Cavolo, sono a cavalluccio di un ragazzo che neanche conosco, e che non so dove mi sta portando. Eppure.. eppure mi sento.. come dire.. al sicuro, non ho paura. E’ strano.. chissà chi è..’

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Per fortuna, Kadaj non è il maniaco che il suo atteggiamento indurrebbe a pensare. Seduti al tavolino di un bar, i due riprendono la loro conversazione sulla Shinra:
“Ecco.. come ti ho detto non so molto, so solo che stanno facendo degli esperimenti con delle cellule e che tengono la fonte di queste cellule custodita in un luogo segreto”
Detto che il padre di Chiara andrebbe licenziato in tronco per la facilità con cui racconta in famiglia dettagli delicatissimi, Kadaj non è da meno, visto che si fa sfuggire un riferimento sulla Madre e, di fronte all’ovvia perplessità della ragazza, la fissò per qualche istante prima di decidere se raccontarle tutto su di lui, quindi le parlò dei SOLDIER, di Sephiroth, di Jenova, la Madre,un essere misterioso che arrivò sul pianeta decine di anni fa (migliaia, se dobbiamo dirla tutta) e di lui, del motivo della sua ricerca.
Non sapeva con precisione perchè le avesse raccontato tutto con tanta facilità, proprio lui che di norma non si fidava di nessuno (ma per la figlia di una persona che lavora con i suoi nemici fa un’eccezione). Probabilmente per poter ricevere da lei informazioni più precise, si disse.
Considerando che gli aveva appena detto le uniche cose che sapeva… Noi lettori, a dire il vero, non sappiamo con precisione nemmeno perché stia succedendo tutto questo, per quale misterioso intuito Kadaj abbia abbordato una perfetta sconosciuta che guarda caso è a conoscenza di qualcosa sulla Shinra. Probabilmente il nostro è in grado di recepire l’aura di marysuaggine che emana da Chiara, la donna che impara danza classica dall’oggi al domani.
La discussione non fa passi avanti rilevanti, se non nel finale, quando i due si salutano con un grazie e un sorriso di lei, un po’ di stupore in lui, timidi segni di amor che nasce. Il giorno dopo, la scena si ripete: Chiara termina le prove, esce e incontra Kadaj che la fa salire in moto e la porta alla Forgotten City, in un luogo pieno di alberi spogli e ghiacciati, con un grosso lago al centro.
Quello che mi chiedo io è: da dove sono partiti? In assenza di descrizioni più precise, il luogo in cui vive Chiara assomiglia più a una normale città italiana che a una qualsiasi location di Final Fantasy VII. Quindi l’unico luogo che potrebbe vagamente (molto vagamente) essere adeguato è Midgar. Peccato che Midgar e Forgotten City si trovino in due continenti diversi. Ma, a pensarci bene, anche senza considerare questo piccolo inconveniente, resta che per arrivare a Forgotten City dal più vicino insediamento umano occorre attraversa una foresta stregata, superare monti e valli e addentrarsi in un canyon… O la moto di Kadaj spacca di brutto o c’è una qualche incongruenza, a voi la scelta.
Torniamo alla storia: una volta arrivati, Chiara incontra Loz e Yazoo, i fratelli di Kadaj (raro caso in cui i nomi dei personaggi originali sono peggiori di quelli inventati dalle vestali), e si ripete la solita solfa: “Dicci quello che sai” intervenne Loz.
Chiara spiegò tutto, cercando di non tralasciare nulla, per non deludere quegli strani ragazzi; ma spiegare cosa, per Depp, se ha già detto tutto il poco che sa a Kadaj? Il quale, dopo millanta km, si limita a dire “Per ora vedremo di farcelo bastare” e scioglie il meeting.
Chiara si fa accompagnare all’aeroporto per salutare il suo migliore amico che va a studiare all’estero. Sì, lo scenario è sempre meno Final Fantasy VII e sempre più Italia MMXII, ma poi leggiamo questo scambio:“Ciao, Kevin! Sono arrivata in tempo, per fortuna!”
“Ciao, Chiara! Al pelo, stavo per salire sull’aereo!”
e possiamo tranquillizzarci: se “stava per salire sull’aereo” vuol dire che la ragazza ha tranquillamente bypassato i controlli ed è entrata nell’area riservata ai viaggiatori, quindi un po’ di fantasia c’è.
Comunque questo excursus aeroportuale ha il solo scopo di far vedere Kadaj che si ingelosisce per la confidenza di Chiara con un altro ragazzo, e per permettere a Tseng – il leader dei Turks, il gruppo che fa il lavoro sporco per la Shinra – di avere una delle sue malvage idee.
Il losco figaccione, infatti, ha seguito i nostri eroi all’aeroporto, e avendo notato l’evidente cotta di Kadaj per la Carla Fracci de’ noantri decide di rapirla. Il rapimento avviene due giorni dopo, il tempo di far rattristare Chiara per l’improvviso dileguarsi di Kadaj e per farle ballare lo Schiaccianoci con grandissimo successo (nello spogliatoio, tutte le ballerine le facevano i complimenti – e nel frattempo le mettevano le punes nelle scarpine per liberarsi della nuova rivale – dopotutto imparare la danza classica in meno di una settimana non era un’impresa facile! Povere ingenue, ignorano che per una Sue è una bazzecola).
Dopo essersi cambiata uscì dal teatro, ma fu sorpresa da un ragazzo in giacca e cravatta, che la colpì alle spalle.
Ora, non per battere sempre sullo stesso chiodo, ma dico io: Chiara avrebbe potuto dedicare meno di una settimana anche a un corso di autodifesa, no? Vista la sua prodigiosa capacità di imparare, probabilmente dopo la terza lezione avrebbe sviluppato dei sensi di ragno e sarebbe stata in grado di avvertire l’arrivo di malfattori dietro di lei, e reagire di conseguenza. E invece nada, poi uno si lamenta che avvengono i rapimenti!
Dopo il sequestro, gli eventi sono sostanzialmente due: 1) Tseng telefona a Kadaj e gli comunica che, se non lo raggiungerà, ucciderà Chiara; 2) Kadaj e i suoi fratelli raggiungono Tseng, ascoltano il suo ricatto, lo massacrano e liberano Chiara.
Se è vero che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, si vede che chi va con Reno e Rude impara a fallire. Nel caso specifico, Tseng sembrava piuttosto IC nella fase “rapimento giovane donna”, ma dare appuntamento a tre persone pericolose, armate e arrabbiate, e affrontarli da solo, peraltro con le mani occupate per tenere fermo l’ostaggio, non è proprio quello che si aspetterebbe da lui; ultima umiliazione, si salva solo perché Chiara grida a Kadaj di fermarsi (detto da lei ha senso, non ha costretto nessuno a scendere in guerra per salvarla – scusate, ma ancora non riesco a cancellare del tutto quella storia).
Non mi soffermerò a lungo sulla scena di Kadaj che consola la ragazza piangente, non è la parte peggiore della fan fiction, a parte l’inquietante trasformazione degli occhi di lui in smeraldi felini; ma una volta tornati in città, cosa fanno? Vanno a casa di Chiara, magari per tranquillizzare i suoi genitori, visto che alla fin fine c’è stato un rapimento? Troppo mainstream, meglio andare al luna park, che è l’occasione per  dichiarare finalmente urbi et orbi che tra i due è sbocciata la grande A:
Chiara in quel momento capì che gli smeraldi felini (aridaje…) di lui ormai non le incutevano più timore, come la prima volta che li aveva visti (le incutevano così tanto timore che dopo cinque minuti si faceva portare in braccio da lui); per lei erano gli occhi di colui che l’aveva salvata, avevano visto tante vittime innocenti perire a causa sua (ma sua di chi, ma dove, ma come, ma quando?), ma lei vide soltanto il suo aspetto angelico, quello della persona a cui vorrebbe essere sempre accanto, quello del suo amore (e qui ci starebbe bene Kadaj che grida “Cassandra!”).
Sino ad ora, la storia è filata avanti in maniera lineare. Il prossimo capitolo, che è anche il penultimo, invece inizia di punto in bianco da una situazione nuova: I ragazzi dai capelli d’argento si diressero alla ShinRa, accompagnati da Chiara: avevano scoperto finalmente dove tevevano nascosta una parte delle cellule di Jenova.
Mi sfugge il motivo per cui, in una situazione che potrebbe essere pericolosa, i fratelli Domopak debbano portarsi dietro una persona da proteggere – a meno che, nel salto temporale dal capitolo precedente, Chiara non abbia accolto il mio consiglio di imparare in pochi giorni l’autodifesa – ma i tre sono troppo eccitati all’idea di ritrovare la Madre per badare a queste sottigliezze. Mentre entrano nei locali della Shinra, fantasticano su come distruggeranno il mondo una volta compiuta la Reunion, discorsi che sconvolgono Chiara.
‘Mi sono sbagliata su di loro, credevo volessero trovare Jenova per stare con lei come una famiglia, non per distruggere tutto!’
E meno male che Kadaj le aveva spiegato cos’era Jenova!


Ormai è andata così; Chiara scappa via dai tre, Kadaj se ne rende conto solo quando è a un passo dal suo obiettivo, si volge a cercarla coi suoi occhi smeraldi di ramarro e non la vede, e dopo una breve lotta interiore il carro di buoi Jenova perde, e il nostro corre in cerca della ragazza, la trova, si baciano, il tutto mentre Yazoo urla disperato: “Sbrigati, lo sai che se non agiamo ora, sarà impossibile recuperare la Madre! Entro oggi distruggeranno il laboratorio!”
A conferma di questa esclamazione, il settimo e ultimo capitolo (Final chapter: VII) inizia con: Kadaj, Yazoo e Loz avevano finalmente recuperato la testa di Jenova in possesso di Rufus Shinra. Ovviamente nessuna spiegazione su come e quando, se la testa era quel che cercavano nel laboratorio o qualcos’altro, solo un altro cambio improvviso di scena, un altro inserimento a pene di segugio di location della storia originale (Kadaj aveva raggiunto una piccola chiesetta, ricoperta di fiori), e un altro remix del dilemma di Kadaj che deve scegliere tra la sua missione e la sua nuova fiamma. Non è bastato salvare Chiara da Tseng nonostante la sua evidente inutilità, non è bastato andare da lei mandando all’aria (così sembrava) il recupero della madre; come si suol dire, non c’è due senza tre. E quindi godiamoci (si fa per dire) lo spettacolo di Kadaj che decide di tentare la Reunion.
In quel momento Cloud lo raggiunse, pronto a combattere per impedirgli di portare a termine il suo progetto.
Non perdete tempo a chiedervi come mai di punto in bianco spunti fuori Cloud. Da questo momento, il capitolo ricalca il duello finale del film, compresa la parte con Sephiroth; solo è più scarna e meno tamarra, quindi vi conviene vedervi la scena originale:

La differenza sostanziale tra film e fanfiction è che la sconfitta di Sephiroth non nasce dal flashback di Cloud (che come idea non è nemmeno ‘sto granché, a dirla tutta), ma dall’intrusione di Chiara che cerca tracce del suo amato; Sephiroth prima la sbeffeggia, poi cerca di soffocarla, e viene fermato da Kadaj, che invece di dissolversi è ancora cosciente e riesce a reagire:
‘Distruggi pure il mondo, ma non lascerò che tu le faccia del male!’
Se si doveva arrivare a questo, tanto valeva non iniziare proprio la Reunion…
Per farla breve: Sephiroth viene sconfitto da Cloud, Kadaj sopravvive, bacia Chiara – che così dà un nuovo significato all’espressione “Avere l’argento vivo addosso”.

“Non mi sono mai sentito così.. Io.. credo di amarti..”, l’hai già detto nel capitolo precedente, l’abbiamo capito!  E così dicendo se ne va insieme a lei e ai due fratelli. Tutto qui.
La storia potrebbe essere racchiusa in una frase: “Un tizio chiede aiuto ad una persona sconosciuta a caso per raggiungere un obiettivo che alla fine lascia perdere per amore di quella stessa persona”. Struggente, no? No?
No.

I centouno parenti immaginari di Severus

Quando piove, l’occupazione principale di una vecchia inacidita, resa ancora più acida dal maltempo, è scrivere recensioni. Più la storia è brutta e più siamo contente. E più siamo contente più sputiamo veleno. Ecco, in questo caso, sommando tutti gli addendi e considerando che piove, tira vento, la fan fiction è imbarazzante nel suo essere brutta e che sono al momento totalmente indisponente nei confronti dell'umanità, il risultato non può che essere lo sputazzamento di fiele da qui a Timbuctu. Poi non lamentatevi se in curva la macchina perde aderenza.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=791599&i=1 di IlarySnape dal titolo “Serpeverde  e Tassorosso?”

Ecco, il titolo magari avrebbe dovuto contenere un paio di segni di punteggiatura in più. Magari così: “Serpeverde… e Tassorosso??” o, ancora meglio: “SERPEVERDE E TASSOROSSOOOOO???!!!???!!!” O, se proprio vogliamo: “Questi non sono un Serpeverde e una Tassorosso ma due dementi presi da un romanzo di Liala (mi perdoni la Signora Liala) e trasportati a forza a Hogwarts, comunque li facciamo accoppiare e imparentare con mezzo mondo magico e vivere felici e contenti, yuppidu!”. Dite che è troppo lungo?

La coppia è Hannah Abbott/ Vincent Tiger. So già a cosa state pensando: lei sfigatina, invisibile, lui ingombrante e tonto, coppia interessante. Certo. Se ci fosse un minimo di assennatezza in tutta questa storia. Se tutto questo non fosse così delirante da farci pensare “minchia, questa non è una fan fiction, questa è una tortura medievale aggravata dalla presenza di un branco di chihuahua che abbaiano”. E’ vero che c’è l’avviso di OOC, ma ragazzi miei, qui siamo al limite del waterboarding.

Già l’avviso iniziale dà da pensare: Hannah è la figlia adottiva di Severus Piton. Perché? Boh. Bellatrix è la fidanzata di Severus Piton. Ariperchè? Ariboh. Insomma, in questa fan fiction gente a caso viene imparentata con Severus Piton. Vi interessa? C’è un posto libero per cugina di secondo grado da parte di mamma e per vecchio zio che canta l’inno nazionale coi rutti.

All’inizio della nostra storia, Hannah viene colta da un improvviso attacco di fame notturna e decide di visitare le cucine per rubacchiare qualche leccornia. Una volta entrata nel locale sente dei rumori e afferra la prima cosa che trova: un mestolo di legno.

Mi avvicinai verso le credenze e vidi un ragazzo girato di spalle intendo a mangiare un panino con la mortadella. Non avendolo riconosciuto, appena si girò gli diedi il mestolo in piena faccia.

Ora. Con un mestolo in mano, si suppone che tu abbia l’intenzione di darlo in testa a qualche malintenzionato. Tipo un maniaco omicida con l’impermeabile deciso ad approfittare di dolci verginelle (cosa che mi ricorda una vecchia fan fiction da me recensita in cui Piton… ma non divaghiamo). In questo caso tu, cara la mia demente di una Abbott, vedi che si tratta di un ragazzo. Vedi che si sta facendo bellamente gli affari suoi, nella fattispecie fai pure in tempo a notare che si tratta di un amante dei prodotti Bologna I.G.P, e che non è minimamente interessato a importunarti. Allora, per Diana, perché mai lo prendi a mestolate? Che ti ha fatto? Lui giustamente reagisce, ma non come noi tutti speravamo, cioè appendendola per i malleoli al primo gancio da macello disponibile.

«Aia! Ehi Tassofessa sei per caso impazzita?» Urlò per il dolore lui mentre gli usciva del sangue dal naso.«Adesso non si più più mangiare in santa pace?» «Oh santo Merlino, scusa Tiger! E comunque non sono una Tassofessa! Serpidiota!» Risposi mentre gli tamponavo il sangue.

Ah, insultalo anche. Già che ci sei chiedigli se sua madre e sua sorella praticano prezzi di favore sulla Tangenziale Nord.

«Stavo pensando di andare a vedere le stelle sulla torre di Astronomia. Vieni con me?» Mi chiese alzandosi. io annuii solamente e mi alzai

Ma gli ha appena dato una mestolata in faccia!

Ci appoggiammo alla ringhiera ed iniziammo ad osservare il cielo stellato. Fece comparire il telescopio magico con un polpo di bacchetta (poi ci mette un filo d’olio, una fetta di limone e lo serve in tavola accompagnato da un buon bianco)(…)inconsciamente lo baciai (del tipo: “Guarda là! SMACK! Oh per Giove, scusa, era il mio inconscio”).Lui rispose e ci fu un bacio casto, innocente e puro. Mi cinse per i fianchi e mi trasse a se abbracciandomi

 GLI HA APPENA DATO UNA MESTOLATA IN FACCIA!

Il bacio durò a lungo e appena le nostre labbra si staccarono lui mi guardò e mi bacio di nuovo ma questa volta il bacio fu tutt'altro che casto.

MESTOLATA! FACCIA! APPENA! Oh, basta, andate al diavolo.

Mai viste meno stelle di quella sera. I due infatti limonano duro per circa tre ore e un quarto (iscriviamoli al sollevamento pesi con la lingua alle prossime olimpiadi. Medaglia assicurata) e, quando albeggia, si separano, con la promessa di rivedersi a Pozioni di lì a qualche ora.

La Abbott segamentalizza (ma poi neanche tanto. Possiamo risparmiarci la fatica dell’introspezione) sul fatto che Tiger è un Serpeverde e quindi un nemico. Capirai. Io mi preoccuperei di più della dignità persa nell’averlo, ripetiamolo a futura memoria, colpito con un mestolo e poi slinguazzato per ore senza alcuna soluzione di continuità.

Dimenticavo di dirvi che Vincent è nel frattempo diventato un bel figone dagli occhi castano-verdi. Una strabiliante trasformazione nel giro di poco.

Da così

a così

 

Ditemi cos’ha preso, servirebbe a parecchia gente che conosco. Anche a me, a volerla dire tutta.

Nel secondo capitolo Tiger raggiunge i compagnucci di merenda in sala comune e poi via tutti a lezione da Piton (così, senza neanche fare colazione. A Hogwarts si segue la dieta a zona).

«Girate a pagina 394.» «Ehm.. Professore siamo a Pozioni non a Difesa Contro le Arti Oscure.» Gli studenti di Tassorosso risero ma noi Serpi restammo in silenzio.

L’esatto motivo per il quale ridono mi sfugge.

Il professore odiava essere interrotto e deriso.

A tutti gli altri docenti, invece, immagino piaccia da morire. “Hey, Mc Gonagall, certo che sei proprio un cesso!” E giù tutti a ridere, vecchia babbiona compresa.

Piton, da aquila qual è, si accorge subito delle occhiatine di intesa dei due piccioncini, e alla fine della lezione, come un buon padre di famiglia, dà un avvertimento a Tiger: “Se farai soffrire la mia dolce bambina ti spezzerò le gambine”. 

Trovate le cinque differenze.

Tiger e Hannah escono dall’aula e ne approfittano subito per un limone da record bacio appassionato. A cui Piton assiste. E sul quale non proferisce verbo. Ha appena minacciato di morte Tiger e nemmeno un’alzata di sopracciglio se subito dopo lo becca con sei metri di lingua in bocca a sua figlia? Altro che Vin Diesel, semmai Don Lurio.

Capitolo tre, e si sfiora l’acme tragicomico della storia. Tragicomico per noi, che a volte ridiamo e a volte piangiamo. Ma più spesso piangiamo.

I due passano ogni notte nella Stanza delle Necessità, eletta a boudoir, e, a quanto pare,

Tutti, studenti, quadri, professori e animali erano a conoscenza delle notti di fuoco nella Stanza Delle Necessità, tutti tranne Piton, che, se fosse venuto a conoscenza delle scappatelle della figlia con Tiger, gli sarebbe venuto un'infarto

A parte l’italiano scappato con i turchi, ma che, davero davero? Silente fa finta di niente? Ma cazz’è diventata Hogwarts, la Casa delle Delizie di Madame Sophie, due lire una sveltina, asciugamano e sapone compresi? E soprattutto: Piton in questa fan fiction ci fa poco poco la figura dell’ebete o è un’impressione solo mia?

Insomma, arriva il Natale e Hannah e Severus fanno lo stesso pensiero: passare la festività a casa, a Spinner’s End, a fare le cosacce coi rispettivi partner. Peccato che entrambi inventino una balla colossale: Hannah dice al padre che andrà da un’amica, Severus che partirà per nonsocheisola con la sua fidanzata. Che rimane sempre Bellatrix. Non dimentichiamocelo che è importante.

… No, non lo è. Scherzavo.

Insomma, destino vuole che alla fine si trovino tutti nella stessa dimora lo stesso giorno. Più o meno, la trama dell’ultimo Vacanze di Natale, Natale a Spinner’s End.

I due piccioncini, giunti a casa e sapendo che era libera iniziarono a spogliarsi già per le scale. Arrivata davanti alla porta della camera del padre di lei, completamente nudi, la aprirono e trovarono Piton vestito da Babbo Natale e Bella vestita da Befana intenta a leccare il membro del futuro marito. 

Ora.

Lo so, sono crudele.

Ve l’ho messa così, senza nemmeno un po’ di lubrificante preparazione.

Ma almeno ora lo sapete, no?

Dai, non mi vogliate male.

Va bene, proseguo.

Il CREDIBILISSIMO Piton, a questo punto rincorre il futuro genero (immagino con il viril membro al vento) per tutta la casa urlandogli “tu non scoperai mia figlia”. Certo. Prima rimettiti le mutande e poi ne parliamo.

Insomma, dopo un siparietto padre-figlia del tipo “tu mi hai mentito!” “no tu!” “No, prima tu!”, i quattro si mettono a tavola. Così, come niente fosse. C’è da sperare che il Credibile Padre Di Famiglia si sia a questo punto rivestito: immagino che lo sfregamento della sedia sugli attributi nudi sia poco piacevole.

Alla fine della cena (immaginate l’atmosfera di gioia e serenità), e dopo (ricordiamolo) che Piton ha, nell’ordine:

-Minacciato di morte Vincent;

– Rincorso lo stesso con il reale augello di fuori per tutta la casa urlandogli che non avrebbe scopato con sua figlia;

Bellatrix invita Tiger a restare a dormire nel letto di Hannah. Ah, la meravigliosa intesa dei due futuri sposi. E per tutta risposta il buon professore punta un coltello alla gola del ragazzo (le bacchette magiche a cosa servono in questa storia? A scaccolarsi?) con l’avvertimento a non mettere incinta Hannah. Ma un divano in questa casa per far dormire il povero ragazzo non ce l’hanno? E’ proprio necessaria questa promiscuità?

I due accolgono il suggerimento nemmeno troppo implicito della Fu Sig.ra Lestrange (nel senso che la Signora, nel leggere ciò è morta, risorta e rimorta), e ci danno dentro tutta la notte. Evvai!

Undici anni dopo.

I due psicopatici anziani si sono sposati e riprodotti, riversando la loro pazzia pure sulla scelta del nome del pargolo, Cygnus Severus Piton.

Cercate di soffocare le bestemmie, per favore, ci sono i bambini.

I due psicopatici giovani, invece, convivono. Vincent chiede ad Hannah di sposarlo e poi mostra segni di turbamento alla richiesta della fidanzata di dare la bella notizia ai due vecchi pazzi. Ne ha ben donde, dato che il figlio primogenito della felice coppia di scoppiati taglia le testoline degli orsacchiotti come hobby.

Insomma, alla notizia del matrimonio segue quella ancora più sconcertante della futura gravidanza di Hannah. Bellatrix stappa una bottiglia, il piccolo maniaco saltella e a Piton va per traverso il brodino. Più o meno.

Da qui, salto temporale vertiginoso: I due si sposano e Hannah partorisce. A giudicare dalla velocità della narrazione minimo minimo il pargolo viene espulso alla seconda spinta già lavato, pulito, pettinato e pronto per il college.

In un guizzo di originalità il marmocchio viene chiamato Vincent Severus. (Ricordate: nel dubbio, Severus è sempre il secondo nome migliore).

La storia si conclude con un mare di lacrime: quelle di Bellatrix e Vincent di gioia, quelle di Piton di disperazione. Le mie, di sollievo.

Certe volte me le vado a cercare.

Doverosi ringraziamenti: Ire e Bella resesi disponibili a betare, Skeight e Odiolarow per il betaggio. Tanto amore e tanta stima.