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Il figliol prodigo

Amanti dei Serpeverde trasgressivi, delle dee interiori e delle favole romantiche, siete ancora tra noi? Pensavate fossi andata in pensione?
In effetti…
In effetti pensavo fossero finiti i tempi delle fanfiction così brutte da risultare esilaranti. Già piangevo le ficcy divenute leggenda! Fortunatamente negli ultimi mesi ho dovuto ricredermi notando… un’inversione di tendenza, se vogliamo chiamarla così. Se non volessimo, però, potremmo usare la corretta definizione: ficcyne brutte da sembrare fake, roba che manco nel 2005 si trovavano cose simili.
Credevo che certi cliché fossero ormai caduti in disuso, conosciuti ed evitati persino dagli autori più inesperti, e invece… E invece eccomi qui a recensire una fyccyna, osservandola con gli occhi lucidi della vecchia zia che rivede la nipotina dopo tanti, troppi anni… Troppo pochi, a osservarla bene.

La nipotastra è Demons, di lady94; il link è qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3149185&i=1
(Le note sono lemon, OOC e what if?, dunque cercheremo di soprassedere alle assurdità della trama e ai personaggi stravolti… Più o meno.)

Harry ha ormai sedici anni e, come tutti gli adolescenti, attraversa quella fase in cui ci si atteggia e abbiglia da perfetti imbecilli in nome dell’originalità… No, non è diventato un hipster: è diventato MALVAGGGGIO.

Ebbene sì: Harry ha dato via la sua civetta e si è preso un pitone di “estrema bellezza” lungo tre metri (compensazione?) che risponde all’originalissimo nome di Death. Cioè, che Edvige sia stata data via lo suppongo io, giacché non sappiamo né sapremo mai che fine abbia fatto: potrebbe, in effetti, essere stata la prima cena di Death. Chissà.

Oltre ad avere un animaletto che difficilmente verrebbe ammesso a Hogwarts, Harry ha cambiato Casa:

infatti non era più uno stupido Grinfodoro ma un perfetto e spietato Serpeverde

1) Qualcuno qua non ha letto un solo libro di Harry Potter, se questa è la miglior definizione delle Case che sa dare.
2) In ogni caso, pure se Harry diventasse il re degli stronzi, rimarrebbe un Grifondoro. Peter Minus, tanto per fare un esempio, è rimasto a Grifondoro nonostante sia palese che durante quello smistamento il Cappello Parlante fosse in fase di trollaggio pesante.

 

La malvagità, comunque, si addice a Harry: è diventato più tonico, più alto, e quegli orribili occhiali erano scomparsi sul suo viso (mica l’avevo capito che quella di Harry fosse una voglia a forma di occhiali e non un accessorio!) adesso c’erano due stupendi smeraldi

cucciolo-smeraldi

Ma la domanda che tutti ci poniamo è: le persone nascono malvagie, o la crudeltà viene loro crudelmente imposta? Dopotutto, lui aveva un padre. Aveva una madre, come tanti.¹ E proprio sua madre ci aiuta a capire cosa sia successo, grazie a una lettera che Petunia (che è peggio di Poste Italiane) avrebbe dovuto consegnare ad Harry “al suo primo anno” a Hogwarts.

Devi sapere che nel mondo magico sei famoso per aver ucciso Tom Marvolo Riddle alias Lord Voldemort (Lily doveva avere doti di preveggenza) ma devi sapere che la profezia non è del tutto vera Voldemort non ti uccise perché anche tu sei l’ erede di Salazaar Serpeverde ma sei anche il compagno di vita di Tom (VE LO AVEVO DETTO che questa è una ficcy come quelle di una volta!! Soulmates a cazzo, NON NE SIETE CONTENTI?!) […]devi sapere che io discendo dalla famiglia reaele dei demoni (Così.). Un’altra cosa tuo padre non è James Potter ma Lucius Malfoy, […] successe tutto in fretta quando venni a  sapere che dovevo sposare James (no, capito? Doveva. Per volere di chi non lo sappiamo, ma dubito che mamma e papà demoni reAEali abbiano combinato un matrimonio tanto scellerato, dunque boh… È che il matrimonio imposto faffigoh, suppongo), sono scappata e andai da Lucius lui era la persona che amavo più della mia vita e da quella sera sei nato tu piccolo, il tuo vero nome è Artemis Ambrax Malfoy (Narcissa sarà stata contentissima, immagino).[…] un ultima cosa non fidarti mai di Silente è un monipolatore e ti userà per farti uccidere di nuovo Tom come ha già fatto (Io non so cosa sia un mOnipolatore, ma se avrò dei figli ne vorrò assolutamente uno come babysitter, viste le strabilianti capacità nel convincere gli infanti a rinunciare alla propria libertà di scegliere cosa fare –piangere, piangere, piangere- per imporgli cose che tali poppanti non saprebbero altrimenti fare.) […]
Con affetto tua madre Lilly.^

Ah, Lilly, non Lily. Chissà chi sarà questa demone reAEale che si bomba Lucius alle spalle di Narcissa… E chissà se tra i demoni reAEali è uso comune sganciare bombe come “Tuo padre è più cornuto così che in forma animale e tu sei destinato ad essere il compagno di vita di un mago oscuro che hai ammazzato, o così sembra, ma in realtà l’hai solo quasi-ammazzato e adesso è una caccola pelata e senza naso ma devi trovarlo; siate felici” sui pargoli undicenni.
Harry, comunque, questa lettera la riceve che di anni ne ha sedici (non sappiamo il perché), dunque reagisce con calma, dignità e classe e, va detto, con grande capacità di sintesi, tant’è che quando Death gli chiede cosa ci sia scritto, Harry risponde:

~ sono figlio di Malfoy e sono il sovrano dei demoni e il mio compagno è Tom.~

In quel momento sentì un gran dolore al petto che fu talmente forte che vidi tutto nero e poi il buio 

E che avevo detto io? Calma, dignità e classe!
La mattina dopo, le cose vanno di male in peggio, anche se Harry non sembra notarlo, anzi, apprezza:

Si alzo dal letto e camminò vicino allo specchio, quello che vide era un’altro se stesso, i capelli erano diventati biondo platino e lunghi come a Lucius (a parte la terribile sintassi, capisco l’incantesimo per non far insospettire James ma non perché i capelli dovrebbero anche crescere: non è una cosa genetica!), i suoi occhi erano bicolori (David Bowie, io ti amo ma hai fatto più danni tu del Pon farr, fandomicamente parlando!) quello destro era blu ghiaccio (… Ossia?) e il sinistro verde come il colore della morte (… Va bene, torniamo al blu ghiaccio.), era cresciuto di 2 cm (non mi sembra un miglioramento tanto degno di nota, considerato che rimarrebbe comunque un soldo di cacio… Sempre se stiamo parlando dell’altezza, ovvio!), insomma era meglio di quando poteva immaginare (A me sembra la descrizione di un cesso a pedali che per fare l’alternativo ha messo due lenti colorate a caso, ma va bene: se ti piaci, Artemis, io non sono nessuno per giudicare).

Siccome il suo look alternativo non è abbastanza estremo, Harry indossa degli skinny aderenti (esistono gli skinny non aderenti? Soprattutto, la definizione “skinny” nel 1996?!) neri, una maglia blu e delle scarpe bianche, suppongo con l’intento di causare la prematura morte di Enzo e Carla.

Prese Death e lo mise intorno al collo. Uscito di casa chiamò il nottetempo.

Harry tesoro, sono dell’idea che ognuno debba vestirsi come preferisce, ma intorno al collo si usa il boa, non il pitone! 

Il Novello Divin Pargolo Numero Due incontra suo padre poco dopo, al Ghirigoro, sezione libri oscuri, dove Lucius dimostra un debole per chiunque gli somigli. Harry ha chiaramente preso il tatto di mamma nell’informarlo:

<< Grazie accetto il suo consiglio, padre>>
<< Cosa?>>

Harry gli sgancia la lettera e se ne va. Lucius legge la lettera e, colmo di gioia per il figlio ritrovato (suppongo abbia già deciso che Draco come erede è una sega), bypassando strategicamente la parte in cui viene informato che tal figliolo prima o poi farà sesso col suo capo, lo incontra il giorno dopo.

A parlare è Lucius, che si è però dimenticato come si fa:

<< Ho pensato se per te va bene, di venire a vivere al Malfoy Mannor, di conoscere Draco (Oh rincoglionito, si conoscono già!) e Narcissa (Che sarà contentissima di avere in casa il figlio bastardo del marito), sai come una famiglia >>
Harry è contento, perché sebbene sia MALVAGGIOH ciò che ha sempre desiderato è avere una famiglia, ma solleva dei dubbi legittimi (gli stessi che ci siamo posti noi). Lucius, però, ha già pensato a tutto:

<< A Draco farebbe piacere avere un fratello e Narcissa voleva tanto avere un’altro figlio >>
… Suppongo che l’avvertimento OOC sia piazzato per giustificare Draco contento di non essere più l’unico e viziato Malfoy e Narcissa contenta di indossare in pubblico un decorativo palco di corna.
Harry però vuole essere portato da Riddle, e Malfoy, da genitore responsabile, acconsente:
<< Sono d’accordo, ti porterò a Riddle Manor. Prendi le tue cose è andiamo a casa>>
Riddle Manor?!

Ma torniamo a noi, che qua abbiamo le presentazioni più assurde della storia
<< siediti Narcissa. Lui è Artemis, il figlio mio figlio e di Lilly DeLarose. Il suo vecchio nome era Harry Potter. La nostra migliore amica ed è tuo fratello Draco>>

… Giuro che mi è venuto il dubbio di aver incasinato io la frase mentre la copia-incollavo, invece è proprio un puzzle di suo. Ma porcocazzo, per certe cose basterebbe una rilettura veloce! Il lettore non dovrebbe faticare per rielaborare il tutto.
E comunque sì, LilLy era la migliore amica di Narcissa: pensate a come sarebbe andata se le fosse stata sul culo! Invece Cissa non sembra volergliene, accoglie Artemis in famiglia con tanto di abbraccio. Draco, dal canto suo, brama un fratello ma teme che Artemis lo rifiuti. Invece anche loro, dopo un breve chiarimento, si abbracciano.

vennero interotti da Narcissa dicendo che era pronto da magiare e che Lucy la sua elfa li avrebbe mostrato la sua camera

Io so che non è così, ma mi piace pensare che Narcissa si sia vendicata del marito dando il suo nome all’elfa domestica. Lasciatemelo credere.

Nell’ultimo capitolo pubblicato, Artemis viene portato da un Tom Riddle:

Dopo aver finito la colazione persero la polvere volante (… Rubata da Campanellino? E perché la perdono? Un refuso o un aborto di plot twist? Non lo sapremo mai… ) e si materilizzarono (… Perché avevano perso la polvere, appunto.) nella sala riunione del Manor. (riunionE, che se ne fa una sola in tutta l’esistenza. La cosa che mi sconvolge è che abbiano una sala “dedicata” in un maniero che si presume essere di un certo stile, con stanze per gli ospiti, salotti e una biblioteca, ma non una sala riunioni – o riunionE, che dir si voglia. Ok, ora prendo un bel respiro e trovo una logica in tutto questo: si tratta di bonifica e rivalutazione dell’edificio, una qualche supercazzola burocratica per non pagarci le tasse: si sa, Riddle ha le pezze al culo. Ecco, così ha senso: andiamo avanti) In quel momento vide Tom che stava crucianto Bellatrix (così, senza nemmeno darci un motivo, o lasciarci intendere se sia una punizione o se stiano provando qualcosa per scacciare la noia a letto… Niente.)
Harry spiega anche a Riddle la delirante lettera di sua madre, e quando Tom gli chiede cosa ci guadagni ad allearsi con lui, Artemis riesce a risultare ancora più inquietante, nonostante l’aspetto da freak-show (a proposito: ma il serpente che fine ha fatto?)

<< Ahahahhaha…Tom tu non puoi neanche immaginare cosa otterrò da tutto questo. Dico solo che alla fine il tuo cuore appartenerà a me come il mio a te. Perchè io e te Tom siamo compagni e amanti destinati a stare insieme per sempre.>>

 

Eh Tom? Stai sereno, che adesso Artemis ti prepara la torta dei sette vasetti!

 

 
¹Non ho resistito… Immaginatemi svolazzare in un’enorme bolla di sapone sulle note di Wicked.

 

 

 

 

 

 

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Upper Hogwarts Side

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrottissimi funzionari del Ministero
giacobini asserviti al sistema di merda e frigide baldracche
adorati purosangue.
Sì, siamo tornati.
Sappiamo di avervi fatto prendere un mezzo infarto dall’altra parte ma suvvia! Non siamo adorabili quando facciamo i burloni?
Quindi sì, adesso potete venire a trovarci qui su WordPress, tappa del grande esodo che senza l’opera dell’Admin Suprema Lestrange e allo Splinder Importer di Aioros, cui vanno i ringraziamenti più sinceri dell’intero staff, non sarebbe stato possibile.

Personalmente, sono reduce da un’impresa epica, una full immersion nella Summa della Fyccina, un revival di ognuno dei cliché che ci ha fatto accapponare la pelle in tutti questi anni di onorato servizio: ebbene, ce li ho tutti. Ma proprio tutti. Da Lucius Malfoy trapanatore folle a Severus Piton senza il suo zavorrante “always”; da pacchiani festini e ricevimenti tra Hogwarts e le magioni della gente che conta (eh no, casa Malfoy non sarà esente) a scene di sesso al limite (ampiamente valicato) del trash; da descrizioni di abiti di dubbio gusto e comunque fuori moda (e so di dare una notizia sconvolgente alle eventuali Vestali in ascolto affermando che negli anni Novanta non ci si vestiva come adesso!) a… attenzione attenzione! Certosine descrizioni di colori e sfumature persino del maquillage! Del quale però le nostre protagoniste, essendo splendide di per loro, non avrebbero nemmeno bisogno. Oh, sì, avete letto bene: le nostre protagoniste. Nel fandom le disgrazie non vengono mai da sole.

Davanti ad un simile carnet, i sessantatré capitoli (e non è ancora finita) di Volami Nel Cuore di Viols (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=764176) non possono di certo farmi paura.

Orsù dunque, armatevi di bacchette magiche, ripassate le vostre Maledizioni Senza Perdono preferite e scegliete su quale stecca di questo ampio ventaglio di personaggi originali o, nel migliore dei casi, out of character (ovviamente non segnalato), preferite lanciarle. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Le due pulzelle sulle quali s’apre il primo capitolo frequentano il sesto anno della prestigiosa Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts quando, ATTENZIONE ATTENZIONE, si svolgono gli eventi narrati ne La Camera dei Segreti. E forse questo è, insieme con il buon italiano che scivola solo una tantum, uno dei punti di merito della fyccina, che farebbe prevedere un’interazione con Harry&co. poco più che poppanti e quindi inabili all’accoppiamento… ma forse abbiamo torto ad esser tanto ottimisti.

Come nelle migliori fyccine sulle best-frienz-forevah, Rebecca, per gli amici Rebbi e Letizia, per gli amici Leti (simili nomi e, soprattutto, nomignoli, non vi fanno giungere alle nari un fastidioso lezzo profumoso di self-insertion?) sono diverse come il giorno e la notte, partendo dalle origini: anglosassoni la prima, mediterranee la seconda. Rebecca discendeva infatti da una famiglia di nobili inglesi, purosangue mi permetto di intromettermi nella narrazione per focalizzare l’attenzione dei piccoli lettori sulle genealogie: sono più fondamentali di quanto non siano nelle Cronache di George R.R. Martin o nelle opere di Tolkien suo padre, Christopher Knight, era un funzionario del Ministero mentre sua madre, Charlotte Lowett Knight, curava la casa e le relazioni interfamiliari, a cui veniva data un’importanza quasi morbosa. Ok, ricapitoliamo: tra i poveri mortali babbani, si dice casalinga, disperata nei casi più kitch. I nobili inglesi purosangue hanno invece le curatrici di case e di relazioni interfamiliari. Ma torniamo a noi, non avrete mica pensato di cavarvela così! Letizia aveva invece parenti di nazionalità differenti, ma anche loro purosangue la cosa era così ovvia che precisarla è ridondante Julio Maeder, il padre, era un famoso giornalista spagnolo che lavorava per la Gazzetta del Profeta e la consorte italiana, Eleonora Dellafiore Maeder, era l’igienista dental l’assistente del Ministro della Magia (…) Rebecca discendeva da una famiglia che fu sempre Serpeverde ma il Cappello Parlante decise di smistarla nei Grifondoro, mentre la sua migliore amica era l’unica Serpeverde in una famiglia di Grifondoro da generazioni.

Letizia era di statura media, con un fisico normale che si faceva però notare per il seno prosperoso e le gambe quasi perfette Al quasi, mi sono seriamente commossa… quasi, QUASI perfette! Il viso era indecifrabile: spesso pareva angelico, spesso fin troppo malizioso. Oh. So cuteAveva lunghi capelli dorati dire biondi è banale e fa poco radical chic, lisci e sempre ordinati, con una frangia che copriva la parte destra della fronte ma non arrivava all’occhio Dio! Lucius, l’emo-leccata di mucca. Le sopracciglia castane daaaaaaaah, sarà mica una bionda finta?! e fini seguivano la forma degli occhi in modo perfetto occhebbello, qui è tutta perfetta e le ciglia erano allungate dal mascara. Mascara che, a rigore, la professoressa McGranitt dovrebbe far sparire: a Hogwarts non è concesso truccarsi (seconda notizia sconvolgente per le Vestali in un giorno solo; sopravviveranno?) anche se l’assenza di trucco rischia di rendere l’ambientazione molto meno trash. Gl’iridi neri apprezziamo la sineddoche e l’aulico apostrofo (ma anche no) ma ci dispiace informare l’utenza che il sostantivo iride è femminile  come la pece impedivano quasi di definire la pupilla: l’oscurità di quello sguardo, valorizzato dall’ombretto verde-oro e dall’eye-liner sempre presenti, risaltava tantissimo con i capelli dorati. Visto che la inutile descrizione del trucco c’era, Mangiamorte di poca fede? Ma tanto arriva Minerva, IO LO SO. Le labbra erano fini e di un rosa pallido ma rese lucide dall’immancabile lucidalabbra se il lucidalabbra non le rendesse lucide, credo si chiamerebbe scartavetralabbra ed era quella stessa bocca a dare un non so ché che di malizioso al viso: infatti il sorriso in cui si allargavano invitava quasi sempre a pensieri conturbanti. Insomma, la parodia dozzinale e volgare della Lolita di Nabokov. Le mani erano piccole e carine, con unghie ben curate e colorate con smalti scuri. Mi chiedo se le ditina verranno mozzate o sciolte nell’acido dalla solerte insegnante di Trasfigurazione che, per certo non tollererà una simile oscenità. Caratterialmente era tutt’altro che piccola: egocentrica, ambiziosa, un po’ sadica e superba ma anche davvero dolce con le persone importanti. Come i chihuahua: piccoli piccoli, ma grandi rompicazzi abbaiatori. Era anche molto contraddittoria e spesso tendeva a mostrarsi distaccata anche con le persone più care per paura che la vedessero debole. Probabilmente era questo il motivo che la faceva trovare tra i Serpeverde. No, cara: questo è il motivo per il quale quei due omoni vestiti di bianco ti stanno venendo a prendere. E non preoccuparti, le maniche della camicia non sono troppo lunghe: è per annodarle meglio dietro.

Rebecca era agli antipodi TI PREGO, dicci qualcosa che non sappiamo. Viso tondeggiante, con lineamenti delicati. Il naso particolare in quanto estremamente semplice, dalla linea perfetta qualcuno mi spiega come sarebbe un naso non semplice? Savoia, cappuccino, francescano come i nodi marinari? Comunque, al prossimo perfetta faccio una strage, LO GIURO labbra carnose quanto bastava e di un rosa tendente al rosso COME TUTTE LE LABBRA DEL MONDO, PER LA SACRA VERGA DEL GOS! Sovrastata da sopracciglia fini e leggermente arcuate, dalla forma inspiegabile, vagamente squadrata tipo… banalissime ali di gabbiano? Aye, sir la linea degli occhi era tempestata con ciglia lunghe e nerissime come le pupille al di là del fatto che ora io mi immagino gli occhi trafitti dalle ciglia tipo tempesta di frecce alle Termopili, che senso ha descrivere LA PUPILLA? E’ nera per tutti, è uno dei pochi organi democratici! incastonate in due brillanti smeraldi Quindi, o Rebecca ha gli occhi verdi o siamo autorizzati ad immaginarla così:

 

 La carnagione chiara risaltava a contrasto con la cornice dei capelli corvini, lunghi e mossi che le ricadevano morbidi sulle spalle. Il collo prolungava la linea del viso sino alle spalle dritte, da cui due braccia femminili che terminano in mani affusolate, delicate, con unghie curate e neutre. Credo che mai come adesso ci sia stata tanta meticolosa scientificità nell’inutile descrizione dell’ovvio: quasi quasi mi immaginavo braccia maschili. Il seno era bello, della misura giusta. E dal momento che ogni uomo ha gusti diversi in materia di tette, apprendiamo che Rebecca può ingrandire o rimpiccolire le proprie a seconda di chi si trova davanti, in modo che per tutti siano della misura giusta: dalla coppa di champagne all’acceleratore di positroni del Cern. Il busto si stringeva leggermente sul punto vita per poi riallargarsi di poco dando vita a fianchi proporzionati, uniti a gambe lunghe, snelle e sode I fianchi direttamente connessi alle gambe sono qualcosa di inconcepibile, sì, anche se le gambe sono lunghe, snelle e sode. I polpacci si assottigliavano mano a mano che si avvicinavano ai piedi rendendo le caviglie sottili ma forti. TUTTI ABBIAMO LE CAVIGLIE PIU’ SOTTILI DEI POLPACCI, ANCHE L’OMINO MICHELIN!!! Era una ragazza orgogliosa, riflessiva e altruista. Una buona ascoltatrice, ma egoista per quanto riguardava i suoi pensieri e le sue emozioni. Sarcastica e ironica, era davvero abile nell’uso della parola, sagace ed intelligente. Se voleva davvero bene ad una persona, avrebbe anche potuto dare la vita per proteggerla: ecco perché, forse, era tra i Grifondoro. No, Rebecca è dei Grifondoro perché le va e davvero non vediamo il motivo per il quale non dovrebbe dare la propria vita ADESSO, prima che si diverta a dare altro tra un paio di capitoli.

E non ditemi che vi ho rovinato la sorpresa.

Lo so, lo so, questa descrizione estenuante e puntigliosa che, a questo punto, manca solo del computo dei peli sulle ascelle delle due amiche tra una ceretta e l’altra ha lasciato stremati voi quanto me. Ma come potevo esimermi? Qui non ci si limita ai capelli, agli occhi, alla perfezione dei tratti del volto e del fisico tutto; si va oltre, si raggiunge la descrizione della banale anatomia umana rendendo meraviglioso perfino il fatto che le protagoniste abbiano braccia e gambe articolate col tronco. Ma dobbiamo essere stoici come è nostro solito e… andare avanti.

Come potremmo altrimenti sapere dalle labbra lucide di Leti che Rebbi ha ottenuto il massimo dei voti nei G.U.F.O? E che ha preso Eccellente in tutte le materie tranne Pozioni nonostante fosse la migliore del corso?

Dite che non ce ne fregava un’emerita, vero? Beh, nemmeno a me, però fa sempre tenerezza quando si tenta di dare en passant informazioni sulla bravura di un personaggio con il risultato di renderlo semplicemente più irritante. Più irritante ancora è venire a sapere che:

1. Rebbi e Leti sono inspiegabilmente amiche di Fred e George Weasley, noti nel fandom per passare il tempo a circondarsi di Mary Sue;
2. abbiamo definitivamente perduto Draco Malfoy, e prima ancora che fiorisse: alla domanda legittima che fa a Leti (e, stranamente, perfettamente IC) Allora, Maeder, ancora con certa gente? gli viene risposto un non vedo perché le sei così ostile. Mi è giunta voce che non ti dispiacerebbe fare certe cose con lei che lo lascia tramortito, tanto da farlo fuggire per evitare di far notare le guance rosse. Notate bene: Malfoy frequenta il secondo anno. Le due bestfrienz il sesto. Direi che possiamo tranquillamente definirle bulle, almeno in questo contesto. Nei contesti a seguire, ci limiteremo a puttane;
3. Rebbi è amicona di Harry, Ron ed Hermione, con i quali passa molto del suo tempo. Perché? Beh. Alla Perfezione Incarnata non poteva mancare essere nelle grazie del Bambino Sopravvissuto. Anche se a passare il tempo con tre ragazzini di almeno quattro anni più piccoli di me (e nella fascia di età considerata quattro anni fanno davvero la differenza)… beh, inizierei a pormi delle domande;
4. la McGranitt non solo NON scioglie nell’acido proprio nessuno, anzi, l’indomani Rebbi si complimenta con Leti per il bellissimo trucco argentato. Sobrio, soprattutto, considerato che siamo in una scuola inglese di mattina e che comunque è VIETATO TRUCCARSI AD HOGWARTS;
5. Per un attimo sembrò che le loro menti fossero collegate, cosa che succedeva abbastanza spesso alle due poiché legate da una profonda amicizia. Perché il talento profonda amicizia è un prerequisito per ottenere telepatia;
6. “abborda il personaggio inutile creato ad hoc, possibilmente Corvonero o Tassorosso, tanto poi sai che trombi con uno o più dei personaggi della Rowling” è lo sport più praticato durante il primo giorno di scuola;
7. l’arguzia di Rebbi ha un potere ammaliatore su Piton, che si comporta come un cretino disperatamente attaccato a una fallimentare parvenza di IC;
8. Gilderoy Allock, probabilmente per la parlata piemontese (Non resisti proprio lontano dalla mia materia, né?), reo di non piacere a Rebbi e Leti, diviene spietata vittima di bashing. Cielo, le Mary Sue che odiano Allock sono più patetiche della corte di studentesse adoranti che il professore di Difesa si trascina dietro. Ma Allock che ci prova con Rebbi che, ricordiamolo, è ancora una studentessa e anche minorenne, è più patetico ancora;
9. Rebbi suonava il pianoforte da quando aveva 6 anni e cantava divinamente, anche se lei non ne era così convinta. Ah, la falsa modestia della voce narrante… no, non chiedetemi perché la McGranitt, deux ex machina dal noto dolce sorriso occupi la già chiassosa sala comune dei Grifondoro col pianoforte di Rebbi. Potrei essere maligna e dire che è per renderla più perfettamente Suosa di quanto non sia già ed in effetti… è per quello. La cosa è così sensazionale che Leti, per quanto Serpeverde, ottiene dalla stessa McGranitt (o meglio, dalla sua controfigura sotto effetto di stupefacenti) il permesso di accedervi solo e soltanto per sentire cantare e suonare la sua amica. RAGIONIERE!!! 

Ecco.
Ma sono buona e su questa torta a nove piani di zuccheroso liquame ci metto anche l’orrida ciliegina: la controfigura-sotto-effetto-di-stupefacenti-della-McGranitt, estasiata da una simile esibizione, propone a Rebbi di suonare e cantare alla cena che si terrà domenica sera (…) con tutti i professori, i consiglieri e il Ministro per l’apertura dell’anno scolastico. Ah, sì, la famosa cena d’apertura dell’anno scolastico, COME NO. La Rowling la descrive in ogni libro, settimo compreso. Alla nostra fanciulla non toccherà di certo esibirsi in canzoncine ridicole come quelle del Cappello Parlante o “Hogwarts, Hogwarts, cara vecchia Hogwarts”, ma in un vero e proprio repertorio da combattimento: liquidati con un colpo di spugna Beethoven, Mozart e Debussy, la platea adorante dovrà sorbirsi Vulnerable dei Secondhand Serenade (2005), Angel e All I Need Dei Within Temptation (2004 e 2007), Behind Blue Eyes nella versione dei Limp Bizkit (un genio, la versione degli Who del ’75 poteva salvarla e invece no, buttiamoci sui Limp Bizkit e sul 2003!), My Immortal degli Evanescence (2000) oltre a Wonderwall degli Oasis (1995) che, credetemi, odierete a fine fyccina (ambientata, giova ricordarlo, tra il 1992 e il 1993). Professor Vitious, signori del Coro, spostatevi che fate ombra a Nostra Signora della Perfezione più Figa. Sono curiosa di sapere come i maghi purosangue, Serpeverde uber alles, tollereranno di ascoltare una simile menata di musica babbana. Draco vorrebbe provvedere, ma non sa ancora che, in questa fyccina, lui non ha un padre, ma LUI.

E nemmeno fossero i pastorelli del presepe, Leti, i gemelli (i Weasley sono gli unici fratelli gemelli di tutta Hogwarts, evidentemente) Ron, Hermione, Neville, Harry, Ginny e altri si propongono come camerieri per il lieto evento. Speriamo che la Cometa, oltre ad indicare la strada, si schianti sul pianoforte ed incenerisca tutti i figuranti di questa fyccina, malamente spacciati per i personaggi della Rowling. Sì, dico figuranti di questa fyccina malamente spacciati per i personaggi della Rowling perché una che dice ad una studentessa Abito da sera di lunghezza variabile ma compresa fra ginocchia e caviglie; scollatura adeguata; colore che preferisce e scarpe preferibilmente col tacco. Riguardo ai gioielli metti pure ciò che vuoi, l’importante è che il tuo aspetto non rimandi poi a un albero di Natale continua a non essere Minerva McGranitt: è solo un altro fastidioso espediente per mettere ancora più in risalto la perfezione a trecentosessanta gradi (più tardi passeremo ai novanta) di Rebbi. In questi anni ci è passato sotto gli occhi -e le mani- praticamente di tutto, ma qui abbiamo valicato il limite del troppo, stiamo stroppiando!

Dopo una insulsa domenica mattina trascorsa ad Hogsmeade al solo scopo di introdurre l’ennesima nota trash alla desolazione della trama (una toccata e fuga dell’unico ed incommensurabile God of Sex, Lucius Malfoy, che guardatevoiilcaso inizia a marpionare Leti e anche un po’ Rebbi), arriviamo al momento clou. “Il concerto?” direte voi. No. La descrizione dell’abito di Rebbi.

Le sue forme non potevano trovare posto migliore di quell’abito di seta blu notte senza spalline che si fermava appena sopra il ginocchio. Fortuna che è un abito da sera. I fianchi fasciati e il seno avvolto perfettamente erano resi ancora più belli dal nastro bianco, anch’esso di seta, appena sotto il decolté parente prossimo del décolleté, presumibilmente e che si allacciava in un piccolo fiocco sul davanti liquidarlo con uno stile impero non avrebbe reso onore. Le scarpe open-toe col tacco, abbinate al fiocco ma opache, lasciavano intravedere le unghie bordeaux. … scarpe aperte e bianche di sera? SCARPE APERTE E BIANCHE DI SERA?!? Anche le mani erano perfette con quello smalto facciamo un gioco: conteggiamo la parola perfetto/a/i/e in tutta la fycci? Secondo me sbanchiamo e l’anulare destro portava con estrema eleganza il piccolo anello con uno smeraldo incastonato in una piccola circonferenza di diamanti neri, uguale alla collana e ai pendenti, tutto un regalo dei suoi genitori. Gioielli neri e verdi su un abito blu e bianco con smalto bordeaux? Rebbi, ti presento Enzo e Carla: avrebbero due parole da dirti.


I capelli erano sciolti e le onde corvine più morbide e definite che mai. La frangia mossa ricadeva delicata sulla fronte, mentre a sinistra i capelli erano puntati con un fermacapelli di porcellana raffigurante un candido fior di loto non più grande di cinque centimetri di diametro. I cinque centimetri di diametro sono un Horcrux, ecco perché vanno specificati. Gli occhi verdi erano sublimi con l’ombretto blu, la matita nera e le ciglia rese ancora più lunghe dal mascara color pece. Le labbra sembravano petali di rosa grazie al lip-gloss lucido, che faceva brillare maggiormente il suo sorriso di perle. Rebbi…

E siccome sono buona, ma buona buona, vi risparmio la puntigliosa descrizione di una serata della quale Hogwarts avrebbe fatto volentieri a meno. Però di Piton che fa i complimenti e non solo per le doti canore (sic!) non posso proprio tacere. Così come non posso tacere che, ancora a due mesi dalla pregevole esibizione, I Grifondoro erano fieri della loro compagna, vagavano per il castello vantando una così brava musicista; i Corvonero e i Tassorosso non potevano che trovarsi d’accordo ed elogiavano anche la sua voce sublime; i Serpeverde erano divisi tra chi aveva il coraggio di ammettere la sua bravura e chi la scherniva, con ovvia invidia.. Poi squallore su patetismo, con Allock ridotto a zerbino ai piedi di Rebbi e Leti e Piton che perde completamente la dignità nei confronti dialettici con la Grifondoro (*risate registrate*) rendendo sempre più difficile sostenere qualsivoglia argomentazione sulla sua credibilità. E ancora pessimismo e fastidio, orrore e raccapriccio finché, TA-DAN! non arriviamo all’annuncio della fatidica festona dell’anno: il party di Natale a casa Malfoy. Eh sì, i Malfoy sono dei rinomati festaioli. Ma dobbiamo comprendere questo espediente narrativo perché, se così non fosse, Rebbi non avrebbe potuto incontrare, sei anni prima, la coetanea ex-Beauxbatons, ora Corvonero Claudine Dumas (perché tutti i francesi si chiamano Dubois o Dumas, al massimo Delacour), per gli amici Clau. Che cosa ce ne facciamo del terzo personaggio originale, mi chiedete? Oh. Non ne avete idea, ma portate pazienza. Siamo solo al capitolo dodici.

Vostra

Odio Umbridge

aspirante curatrice di case e di relazioni interfamiliari

I centouno parenti immaginari di Severus

Quando piove, l’occupazione principale di una vecchia inacidita, resa ancora più acida dal maltempo, è scrivere recensioni. Più la storia è brutta e più siamo contente. E più siamo contente più sputiamo veleno. Ecco, in questo caso, sommando tutti gli addendi e considerando che piove, tira vento, la fan fiction è imbarazzante nel suo essere brutta e che sono al momento totalmente indisponente nei confronti dell'umanità, il risultato non può che essere lo sputazzamento di fiele da qui a Timbuctu. Poi non lamentatevi se in curva la macchina perde aderenza.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=791599&i=1 di IlarySnape dal titolo “Serpeverde  e Tassorosso?”

Ecco, il titolo magari avrebbe dovuto contenere un paio di segni di punteggiatura in più. Magari così: “Serpeverde… e Tassorosso??” o, ancora meglio: “SERPEVERDE E TASSOROSSOOOOO???!!!???!!!” O, se proprio vogliamo: “Questi non sono un Serpeverde e una Tassorosso ma due dementi presi da un romanzo di Liala (mi perdoni la Signora Liala) e trasportati a forza a Hogwarts, comunque li facciamo accoppiare e imparentare con mezzo mondo magico e vivere felici e contenti, yuppidu!”. Dite che è troppo lungo?

La coppia è Hannah Abbott/ Vincent Tiger. So già a cosa state pensando: lei sfigatina, invisibile, lui ingombrante e tonto, coppia interessante. Certo. Se ci fosse un minimo di assennatezza in tutta questa storia. Se tutto questo non fosse così delirante da farci pensare “minchia, questa non è una fan fiction, questa è una tortura medievale aggravata dalla presenza di un branco di chihuahua che abbaiano”. E’ vero che c’è l’avviso di OOC, ma ragazzi miei, qui siamo al limite del waterboarding.

Già l’avviso iniziale dà da pensare: Hannah è la figlia adottiva di Severus Piton. Perché? Boh. Bellatrix è la fidanzata di Severus Piton. Ariperchè? Ariboh. Insomma, in questa fan fiction gente a caso viene imparentata con Severus Piton. Vi interessa? C’è un posto libero per cugina di secondo grado da parte di mamma e per vecchio zio che canta l’inno nazionale coi rutti.

All’inizio della nostra storia, Hannah viene colta da un improvviso attacco di fame notturna e decide di visitare le cucine per rubacchiare qualche leccornia. Una volta entrata nel locale sente dei rumori e afferra la prima cosa che trova: un mestolo di legno.

Mi avvicinai verso le credenze e vidi un ragazzo girato di spalle intendo a mangiare un panino con la mortadella. Non avendolo riconosciuto, appena si girò gli diedi il mestolo in piena faccia.

Ora. Con un mestolo in mano, si suppone che tu abbia l’intenzione di darlo in testa a qualche malintenzionato. Tipo un maniaco omicida con l’impermeabile deciso ad approfittare di dolci verginelle (cosa che mi ricorda una vecchia fan fiction da me recensita in cui Piton… ma non divaghiamo). In questo caso tu, cara la mia demente di una Abbott, vedi che si tratta di un ragazzo. Vedi che si sta facendo bellamente gli affari suoi, nella fattispecie fai pure in tempo a notare che si tratta di un amante dei prodotti Bologna I.G.P, e che non è minimamente interessato a importunarti. Allora, per Diana, perché mai lo prendi a mestolate? Che ti ha fatto? Lui giustamente reagisce, ma non come noi tutti speravamo, cioè appendendola per i malleoli al primo gancio da macello disponibile.

«Aia! Ehi Tassofessa sei per caso impazzita?» Urlò per il dolore lui mentre gli usciva del sangue dal naso.«Adesso non si più più mangiare in santa pace?» «Oh santo Merlino, scusa Tiger! E comunque non sono una Tassofessa! Serpidiota!» Risposi mentre gli tamponavo il sangue.

Ah, insultalo anche. Già che ci sei chiedigli se sua madre e sua sorella praticano prezzi di favore sulla Tangenziale Nord.

«Stavo pensando di andare a vedere le stelle sulla torre di Astronomia. Vieni con me?» Mi chiese alzandosi. io annuii solamente e mi alzai

Ma gli ha appena dato una mestolata in faccia!

Ci appoggiammo alla ringhiera ed iniziammo ad osservare il cielo stellato. Fece comparire il telescopio magico con un polpo di bacchetta (poi ci mette un filo d’olio, una fetta di limone e lo serve in tavola accompagnato da un buon bianco)(…)inconsciamente lo baciai (del tipo: “Guarda là! SMACK! Oh per Giove, scusa, era il mio inconscio”).Lui rispose e ci fu un bacio casto, innocente e puro. Mi cinse per i fianchi e mi trasse a se abbracciandomi

 GLI HA APPENA DATO UNA MESTOLATA IN FACCIA!

Il bacio durò a lungo e appena le nostre labbra si staccarono lui mi guardò e mi bacio di nuovo ma questa volta il bacio fu tutt'altro che casto.

MESTOLATA! FACCIA! APPENA! Oh, basta, andate al diavolo.

Mai viste meno stelle di quella sera. I due infatti limonano duro per circa tre ore e un quarto (iscriviamoli al sollevamento pesi con la lingua alle prossime olimpiadi. Medaglia assicurata) e, quando albeggia, si separano, con la promessa di rivedersi a Pozioni di lì a qualche ora.

La Abbott segamentalizza (ma poi neanche tanto. Possiamo risparmiarci la fatica dell’introspezione) sul fatto che Tiger è un Serpeverde e quindi un nemico. Capirai. Io mi preoccuperei di più della dignità persa nell’averlo, ripetiamolo a futura memoria, colpito con un mestolo e poi slinguazzato per ore senza alcuna soluzione di continuità.

Dimenticavo di dirvi che Vincent è nel frattempo diventato un bel figone dagli occhi castano-verdi. Una strabiliante trasformazione nel giro di poco.

Da così

a così

 

Ditemi cos’ha preso, servirebbe a parecchia gente che conosco. Anche a me, a volerla dire tutta.

Nel secondo capitolo Tiger raggiunge i compagnucci di merenda in sala comune e poi via tutti a lezione da Piton (così, senza neanche fare colazione. A Hogwarts si segue la dieta a zona).

«Girate a pagina 394.» «Ehm.. Professore siamo a Pozioni non a Difesa Contro le Arti Oscure.» Gli studenti di Tassorosso risero ma noi Serpi restammo in silenzio.

L’esatto motivo per il quale ridono mi sfugge.

Il professore odiava essere interrotto e deriso.

A tutti gli altri docenti, invece, immagino piaccia da morire. “Hey, Mc Gonagall, certo che sei proprio un cesso!” E giù tutti a ridere, vecchia babbiona compresa.

Piton, da aquila qual è, si accorge subito delle occhiatine di intesa dei due piccioncini, e alla fine della lezione, come un buon padre di famiglia, dà un avvertimento a Tiger: “Se farai soffrire la mia dolce bambina ti spezzerò le gambine”. 

Trovate le cinque differenze.

Tiger e Hannah escono dall’aula e ne approfittano subito per un limone da record bacio appassionato. A cui Piton assiste. E sul quale non proferisce verbo. Ha appena minacciato di morte Tiger e nemmeno un’alzata di sopracciglio se subito dopo lo becca con sei metri di lingua in bocca a sua figlia? Altro che Vin Diesel, semmai Don Lurio.

Capitolo tre, e si sfiora l’acme tragicomico della storia. Tragicomico per noi, che a volte ridiamo e a volte piangiamo. Ma più spesso piangiamo.

I due passano ogni notte nella Stanza delle Necessità, eletta a boudoir, e, a quanto pare,

Tutti, studenti, quadri, professori e animali erano a conoscenza delle notti di fuoco nella Stanza Delle Necessità, tutti tranne Piton, che, se fosse venuto a conoscenza delle scappatelle della figlia con Tiger, gli sarebbe venuto un'infarto

A parte l’italiano scappato con i turchi, ma che, davero davero? Silente fa finta di niente? Ma cazz’è diventata Hogwarts, la Casa delle Delizie di Madame Sophie, due lire una sveltina, asciugamano e sapone compresi? E soprattutto: Piton in questa fan fiction ci fa poco poco la figura dell’ebete o è un’impressione solo mia?

Insomma, arriva il Natale e Hannah e Severus fanno lo stesso pensiero: passare la festività a casa, a Spinner’s End, a fare le cosacce coi rispettivi partner. Peccato che entrambi inventino una balla colossale: Hannah dice al padre che andrà da un’amica, Severus che partirà per nonsocheisola con la sua fidanzata. Che rimane sempre Bellatrix. Non dimentichiamocelo che è importante.

… No, non lo è. Scherzavo.

Insomma, destino vuole che alla fine si trovino tutti nella stessa dimora lo stesso giorno. Più o meno, la trama dell’ultimo Vacanze di Natale, Natale a Spinner’s End.

I due piccioncini, giunti a casa e sapendo che era libera iniziarono a spogliarsi già per le scale. Arrivata davanti alla porta della camera del padre di lei, completamente nudi, la aprirono e trovarono Piton vestito da Babbo Natale e Bella vestita da Befana intenta a leccare il membro del futuro marito. 

Ora.

Lo so, sono crudele.

Ve l’ho messa così, senza nemmeno un po’ di lubrificante preparazione.

Ma almeno ora lo sapete, no?

Dai, non mi vogliate male.

Va bene, proseguo.

Il CREDIBILISSIMO Piton, a questo punto rincorre il futuro genero (immagino con il viril membro al vento) per tutta la casa urlandogli “tu non scoperai mia figlia”. Certo. Prima rimettiti le mutande e poi ne parliamo.

Insomma, dopo un siparietto padre-figlia del tipo “tu mi hai mentito!” “no tu!” “No, prima tu!”, i quattro si mettono a tavola. Così, come niente fosse. C’è da sperare che il Credibile Padre Di Famiglia si sia a questo punto rivestito: immagino che lo sfregamento della sedia sugli attributi nudi sia poco piacevole.

Alla fine della cena (immaginate l’atmosfera di gioia e serenità), e dopo (ricordiamolo) che Piton ha, nell’ordine:

-Minacciato di morte Vincent;

– Rincorso lo stesso con il reale augello di fuori per tutta la casa urlandogli che non avrebbe scopato con sua figlia;

Bellatrix invita Tiger a restare a dormire nel letto di Hannah. Ah, la meravigliosa intesa dei due futuri sposi. E per tutta risposta il buon professore punta un coltello alla gola del ragazzo (le bacchette magiche a cosa servono in questa storia? A scaccolarsi?) con l’avvertimento a non mettere incinta Hannah. Ma un divano in questa casa per far dormire il povero ragazzo non ce l’hanno? E’ proprio necessaria questa promiscuità?

I due accolgono il suggerimento nemmeno troppo implicito della Fu Sig.ra Lestrange (nel senso che la Signora, nel leggere ciò è morta, risorta e rimorta), e ci danno dentro tutta la notte. Evvai!

Undici anni dopo.

I due psicopatici anziani si sono sposati e riprodotti, riversando la loro pazzia pure sulla scelta del nome del pargolo, Cygnus Severus Piton.

Cercate di soffocare le bestemmie, per favore, ci sono i bambini.

I due psicopatici giovani, invece, convivono. Vincent chiede ad Hannah di sposarlo e poi mostra segni di turbamento alla richiesta della fidanzata di dare la bella notizia ai due vecchi pazzi. Ne ha ben donde, dato che il figlio primogenito della felice coppia di scoppiati taglia le testoline degli orsacchiotti come hobby.

Insomma, alla notizia del matrimonio segue quella ancora più sconcertante della futura gravidanza di Hannah. Bellatrix stappa una bottiglia, il piccolo maniaco saltella e a Piton va per traverso il brodino. Più o meno.

Da qui, salto temporale vertiginoso: I due si sposano e Hannah partorisce. A giudicare dalla velocità della narrazione minimo minimo il pargolo viene espulso alla seconda spinta già lavato, pulito, pettinato e pronto per il college.

In un guizzo di originalità il marmocchio viene chiamato Vincent Severus. (Ricordate: nel dubbio, Severus è sempre il secondo nome migliore).

La storia si conclude con un mare di lacrime: quelle di Bellatrix e Vincent di gioia, quelle di Piton di disperazione. Le mie, di sollievo.

Certe volte me le vado a cercare.

Doverosi ringraziamenti: Ire e Bella resesi disponibili a betare, Skeight e Odiolarow per il betaggio. Tanto amore e tanta stima.

Gli occhi di Sirius.

Azkaban è un posto brutto.
Lo so, è un’ovvietà. Quello che però non è così ovvio sono le torture mentali a cui vengono sottoposti i prigionieri (io) dai Dissennatori.
Le allucinazione di cui sono vittima dopo tanti anni in questa prigione sono temibili: pensate che, mentre me ne stavo tranquilla nella mia cella (non è che ci sia molto da fare, qui!) ho perfino immaginato che Sirius Black e il figlio dei Weasley fossero ancora vivi. Pazzesco!
Quando ho finalmente ripreso il controllo sulla mia mente, mi sono ritrovata riversa sulla mia povera e cenciosa branda, lo stomaco ancora sconvolto dagli spasmi mentre Trentaquattro, il mio nuovo elfo del catino, guardava preoccupato e perplesso la poltiglia color arcobaleno nella ciotola sbeccata.
Ma andiamo con ordine.
La fanfiction è qui http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=714590&i=1; l'autrice è Fedi_Fede
 
Sirius  vivo, dicevamo. Di più: invita a vivere a casa sua Hermione, Harry e Ron mentre studiano per diventare Auror.
E, dato che i Weasley sono una famiglia di scrocconi, si sono trasferiti in blocco. Hermione, che vorrebbe pure studiare (e io che pensavo che per diventare Auror servisse più che altro la pratica!), viene continuamente infastidita dai gemelli che, essendosi bevuti il cervello, non riescono più ad inventarsi qualcosa di decente per il negozio.
Invece di piangere con noi per il potenziale di quei due così orrendamente sprecato, Harry e Sirius guardano la scena da lontano, ridacchiando. Cioè, Harry guarda la scena, Sirius guarda Hermione.
Fred inizia a fare il solletico a Hermione (pare infatti che farle il solletico sia il passatempo preferito di tutti), dato che lei si è incantata a pensare a Sirius (così, mentre la gente le parla…).
Hermione fuggendo dai Weasley s’incontra e si scontra con Mir- ehm, Sirius e così… Il petto muscoloso di Sirius nei suoi pensieri ora c’è.
 
E lì rimane anche mentre Sirius è “fuori con l’Ordine
* (saranno usciti per una pizza e poi un film?), rendendola nervosa.
–          Hermione tutto ok? – Chiese Harry preoccupato per l’amica
–          Si Harry tranquillo sono solo un po’ stanca – Lo rassicurò lei
–          Va bene Hermione, ma sappi che se hai bisogno io ci sarò sempre – disse così e la abbracciò, subito ricambiato dalla sua migliore amica.
È peculiare che Harry, dopo sette anni di amicizia, si faccia venire lo scrupolo di ricordarle la sua fedeltà proprio in questo periodo dato che, a parte un certo nervosismo (e potrebbe essere SPM), non ha intuito nulla.
 
 
La giornata passò molto lentamente per Hermione Granger, che non faceva altro che aspettare che la porta di Grimmauld Place si aprisse e vedere due occhi grigrio-verdi davanti a lei.
Questa scena me la sono immaginata più volte…
Qualcuno bussa, Hermione va ad aprire. Si guarda intorno perplessa, poi abbassa lo sguardo su un pacchettino lasciato lì, sull’uscio; quando si china a prenderlo, un bigliettino scivola fuori:
 
Sapevo che ci tenevi ad averli.
                                        Bellatrix
**

Nella piccola scatola, due inconfondibili bulbi oculari.
 
Purtroppo Sirius torna a casa tutto intero e i suoi occhi incrociano quelli di Hermione. Poi rimane lì impalato e i due affogano l’uno negli occhi dell’altra. Questa sera gli occhi di Sirius stanno facendo gli straordinari.
 
A spezzare questo patetico momento sono i gemelli (Che il GoS li abbia in gloria!).
 
Sirius è attanagliato dalla gelosia (e io dalla tristezza per la sua palese crisi di mezza età) fino a che Molly non richiama i figli per “qualcosa”. L’autrice non si prende nemmeno la briga di inventarsi una motivazione seria: i gemelli hanno probabilmente combinato qualche casino dei loro (ed è triste vedere due giovani e svegli maggiorenni, con un’attività redditizia quale i Tiri Vispi Weasley che vengono ancora tiranneggiati da loro madre, ma pazienza), ergo Molly li richiama, ergo Sirius ha la possibilità di stare da solo con Hermione. Ergo ci piace vincere facile in questa fanfiction.
 
Black ha due occhiaie terribili perché l’uomo quella notte non aveva dormito per sistemare delle cose dell’Ordine*** e anche perché aveva pensato molto a Hermione prima di addormentarsi (non voglio sapere i dettagli, né in che stato si trovino i pantaloni del pigiama di Sirius). Hermione, risentendo dell’influenza di Molly Weasley, si preoccupa oltremodo per l’aspetto sciupato di Sirius (no, davvero… Ha passato dodici anni in galera e ti preoccupi se una mattina si sveglia con le occhiaie?!).
 
Lei gli accarezza una guancia, lui fa in modo che la mano di lei rimanga lì.; intanto Cristina D’Avena canta la sigla di “Piccoli problemi di cuore”, dato che i protagonisti ricordano molto la demenzialità di quelli dell’Anime (e almeno quelli erano adolescenti).
 
Sirius ed Hermione si abbracciano, ma l’arrivo di Harry e Ron (giuro, non li ho mai apprezzati come in questo momento!) li interrompe.
 
La storia finisce qui? No.
 
Il Natale è vicino e si sa che è portatore di regali imbarazzanti, chili difficilmente smaltibili e risvolti da commedia romantica scontati. E, dato che qua ci piace vincere facile, le cose sono ulteriormente semplificate.
 
Hermione legge. Sirius arriva e le toglie il libro dalle mani. Hermione lo ammazza.
No, scherzavo:  Hermione, a differenza di Belle, trova che farsi togliere un libro dalle mani mentre sei immersa nella lettura per farsi poi mettere le mani addosso sia sexy quanto trovarsi davanti Michael Fassbender nudo, ammiccante e con una bomboletta di panna spray in mano.
 
Questa irritante pantomima, ovviamente, serve per iniziare a fare solletico a Hermione (sport nazionale, lo sapete già) e per finire in posizioni compromettenti sul divano.
 
Lui era su di Lei, con le mani sui fianchi, e Lei con le braccia sulle spalle di Lui, inoltre lei era tutta rossa, sia per le risate sia per l’imbarazzo, senza contare il cuore a mille.

Qualcuno di voi soffre di solletico? Io sì. E se soffri il solletico, tendi ad allontanare il solleticatore, non importa quanto sexy sia. Appallottolarsi a riccio e tirare gomitate o pugni fino a che il nemico è a debita distanza è la prassi.
 
Comunque, nemmeno questa volta Hermione e Sirius riescono a combinare qualcosa: è il turno di Ginny di entrare nella stanza e sgamarli; dopo aver fatto il terzo grado a Hermione, purtroppo per noi,  decide che è il caso di intraprendere l’onorata carriera di ruffiana.
 
Ginny decise che quella storia non poteva più andare avanti [lo penso anche io, ma la soluzione che suggerirei è differente], quei due dovevan darsi una mossa! Perciò fece attaccare ad Harry un vischio sul soffitto del salotto, davanti alla finestra dove di solito si affacciava Hermione la sera.
Capito signore e signori? Bastano tre foglie di vischio e due bacche ed ecco la coppia combinata! Ci piace vincere facile, no?
 
Hermione va ovviamente alla solita finestra, preoccupata: la chiacchierata avuta con Ginny ha sortito l’effetto opposto rispetto all’entusiasmo della Weasley: teme un rifiuto.
 
Sì, perché dopo dodici anni di galera un quarantenne ancora (miracolosamente) piacente potrebbe certo rifiutare una ragazza, dopo tre capitoli passati a dire che tra i due c’è una certa attrazione.
 
I due si guardano. Momenti carichi d’attrazione e d’apprensione. Uno sbadiglio (il mio).
Questo è il momento in cui, di solito, in questa fanfiction qualcuno entra nella stanza. C’è da dire che i gemelli ci provano, ma Ginny li blocca, aiutata da Harry (il bambino che è sopravvissuto e ora fa il pappone).
 
Proprio sulle teste di Sirius e Hermione c’era il vischio posto da Harry e Ginny, e il primo ad accorgersene fu proprio Sirius.
Con l’aria di un cane che ha appena visto un pollo arrosto incustodito, Sirius fa notare il vischio ad Hermione.
Lei flirta, gli prende il volto tra le mani, lui risponde al flirt scrocchiando impaziente la lingua**** Si baciano.
Fu un bacio dolce, un po’ come quello dei film [Io ora sto pensando a quei due romanticoni di Jessica Alba e Danny Trejo in Machete… Dolcissimi! ], dove due labbra si toccano timidamente, quasi per conoscersi, e poi prendendo confidenza si modellarono perfettamente [Creepy!]per poi approfondire il bacio. Sirius passò un braccio intorno alla vita della ragazza e la alzò alla sua altezza [C’è la palestra ad Azkaban? Mi iscrivo subito!], mentre con l’altra le accarezzava il viso, braccia, mani, schiena, e Lei passò le mani dietro la nuca di Lui per poi iniziare a giocare coi capelli neri dell’uomo. E si persero in quel bacio, che durò forse qualche minuto, o ore, o forse giorni [Lui la tiene sempre su con un braccio solo, ricordiamocelo!]… Per loro non contava … A loro bastava solo la presenza dell’altro, e si rifugiarono ancora una volta nella loro bolla personale.

Ok, qua servirebbe qualcosa di forte per riprendersi dal trauma; volevo inserire nella recensione delle foto di attori (e attrici) da urlo, ma vagando per la rete ho scoperto che nemmeno le più spregiudicate immagini di gnoccoloni e gnoccolone dello spettacolo possono aiutare, in questo caso. Mi spiace ma temo che una lunga terapia sia l'unico modo per tornare a vivere serenamente dopo questa scena.
Ma non è finita! Il bacio viene descritto come “turbinio di emozioni, era dolce e passionale al tempo stesso, era un bacio che ti faceva sciogliere il cuore ed eccitare nello stesso tempo. Un bacio che sapeva di Sirius insomma.” Però lavateli i denti, cavolo!
I due piccioncini debbono separarsi e subito i dubbi sorgono. Ognuno si confida con chi può: a Hermione tocca Ginny.

è stato un errore. È troppo grande per me! E Harry e Ron come la prenderebbero? Si arrabbierebbero sicuro, soprattutto Ron! E onestamente non credo neanche di piacergli!
E va bene Hermione: prima ci poteva anche stare che qualche insicurezza ci fosse, dopotutto sei poco più che una ragazzina… Ma se dopo quattro palmi di lingua in bocca pensi ancora di non piacergli, almeno fisicamente, allora sei cretina.
Sirius, invece, trova una buona scusa per segamentalizzare con Harry (che lo aveva invece raggiunto per fargli il discorsetto evergreen “lei è la mia migliore amica, se la fai soffrire ti ammazzo”). Ma questo dialogo è talmente bello che devo, DEVO quotarlo:

–          Harry devo essere sincero con te, non so se sono innamorato di lei [Ergo l’hai baciata perché sei in calore? Ai cani capita, ma di solito si fanno le gambe dei tavoli quando sono così disperati!]. So soltanto che quando la vedo mi batte forte il cuore, e quando prima ci siamo baciati mi è sembrato di toccare il cielo con un dito [Sirius avrà tanti pregi, ma di certo non è perspicace. Ma quanto è inquietante un quarantenne che si esprime così?]. Inoltre quando sono via con l’Ordine, il mio pensiero và sempre e solo a lei [Ok, effettivamente potresti solo essere molto, molto arrapato e bisognoso di sfogare i tuoi istinti]. Oppure quando la vedo lì sul divano a leggere, con la sua espressione concentrata e la fronte leggermente corrucciata, bè mi viene qualcosa allo stomaco [Influenza intestinale] e una voglia irrefrenabile di andare lì e prenderla tra le mie braccia– rispose l’uomo.
–          Amico tu sei innamorato cotto! – disse Harry ridendo [Harry Potter, psicomago]
–          Ah davvero? Bè allora farò di tutto per conquistarla, anche una dichiarazione se è necessario. Non riesco a stare senza di lei. – sentenziò Sirius
–          Bravo Sirius, così voglio sentirti parlare. Ora, ho una leggera fame, andiamo a sgranocchiare qualcosa in cucina? – propose Harry facendo l’occhiolino e dirigendosi alla porta del salotto.
Non so se sia più sconvolgente Sirius che oh, non so se la amo, ma se me lo dici tu Harry mi fido e anzi, farò DI TUTTO per conquistarla PERSINO dichiararmi, o Harry che, dopo tutto questo discorso gli dice bravo e poi se ne va in cucina che, oh, lui ha fame.
La scena è così surreale che, se in cucina comparisse Medico Maceti reclamante il suo orzo, non me ne stupirei. Ma che dico, Maceti sarebbe un personaggio troppo serio per questa trama!
Infatti:
Quando i due entrarono in cucina videro Ginny ed Hermione con il grembiule da cucina e tutto il viso sporco di farina. Vedendole, Sirius e Harry scoppiarono a ridere, e così partì una guerra con la farina, con sottofondo le urla di Molly che, averli rimproverati ed averli cacciati dalla cucina, iniziò a pulire tutto a colpi di bacchetta.

Quattro deficenti.
Ginny vuole lasciare Hermione e Sirius da soli, così trascina via Harry con una scusa e una minaccia al diretto interessato (che si può riassumere in quattro parole: “non te la do”).
I due dementi ricominciano a farsi i dispetti (che palle!) finché non si trovano in un angolo buio del terzo piano. Come da copione, iniziano a pomiciare.*****
 
Sirius passò un bracco attorno la vita di Hermione e la tirò velocemente a sé facendola, quindi, sbattere contro il proprio petto [praticamente una carcassa]. Le si avvicinò lentamente [Ma non erano andati a sbattere? Cosa fanno, si compenetrano?], entrambi bramavano quel contatto esattamente da quando Hermione era andata in cucina, o, ancora prima, quando lui l’aveva abbracciata [ma se si stavano già abbracciando, cosa bramavano? Ah, sì, la compenetrazione]. Finalmente le labbra di Padfoot si posarono su quelle di Herm, e il bacio, dapprima dolce e sensuale, diventò passionale e lussurioso [E, di nuovo, i quattro palmi di lingua di Sirius in azione!]. Quello che si scambiarono il pomeriggio, quello dolce e passionale al tempo stesso, quello che sapeva di Sirius, non aveva niente a che fare con quello che si stavano scambiando in quel momento [nel frattempo si è lavato i denti. Meno male!]. Le mani di Sirius corsero alla vita della ragazza, e dopo un piccolo salto, Hermione si ritrovò con le gambe incrociate alla vita di Padfoot. Felpato sbattè dolcemente [prendiamo una decisione: o roba violenta o roba pucciosa. Insieme fanno ridere]al muro Hermione, e continuò a baciarla, fin quando non sentirono una porta sbattere [ma sbattono tutti!]al piano inferiore, e sobbalzando si staccarono immediatamente, temendo fosse Ron o Molly, ma fortunatamente era solo Ginny che usciva da una stanza per entrare in bagno, la si riconosceva dalla sua voce che chiamava seducente Harry, invitandolo a seguirla [Con Molly in cucina e tre dei fratelli che vagano per casa. Idilliaco.].
 
Sirius decide che è il momento giusto per una dichiarazione d’amore. Nel vano scale, con lei arrampicata tipo koala sul… tronco della felicità di Sirius, Ginny e Harry che giocano al dottore in bagno, Molly che sistema la cucina e altri tre Weasley, compreso l’ex di Hermione, che scorrazzano per la casa. Lei  lo interrompe, ma solo per dirgli che lo ama anche lei, e che devono tenere la relazione segreta (mancano giusto Molly e Ron e poi lo sanno TUTTI, ma sono dettagli insignificanti, suppongo). Poi tornano a dispettucci e prese in giro melense.
 
–          Grazie per lo scemo, ma io non sono uno scemo! Sono semplicemente un Malandrino! E comunque ti amo anche io – e con un ultimo bacio suggellarono il loro amore, prima di scendere giù dagli altri per il pranzo.
Senza la maiuscola: è un aggettivo. Sì, LO SO che potrebbe essere una battuta, ma siccome non farebbe affatto ridere (anzi) mi rifiuto di considerarla tale e correggo il testo.
 
Seguente capitolo: Hermione fa piedino a Sirius durante la cena, finita la cena dichiarano l’inizio della loro relazione (clandestina) a Ginny e Harry (che già sapevano, ma evidentemente il concetto andava ribadito), Ginny e Harry se ne vanno di sopra perché “sapete com’è … è un po’ che non …” (no, è da quel pomeriggio, in bagno. Lo sappiamo, vi abbiamo sentiti mentre ci tagliavamo le vene alla dichiarazione da liceale di Sirius!), Sirius e Hermione tornano a limonare (cheppalle!!!).
 
Ella, dapprima sorpresa e furiosa,pian piano si lasciò andare al bacio. Sirius le mordicchiò e succhiò il labbro inferiore con una muta richiesta [cliché!], che Herm accettò al volo dischiudendo le labbra per far iniziare una danza passionale alle loro lingue [ammettetelo, la danza delle lingue vi era mancata!]. Era un rincorrersi e ritrovarsi,[la virgola passava per caso ed è stata coinvolta contro la sua volontà nei palpeggiamenti tra i due patetici figuri]per poi fuggire un’altra volta [che razza di cavità orali hanno?].  Le mani di lui corsero al sedere di lei, e quelle di lei sul petto di lui, ansiose di conoscere i muscoli dell’uomo [di grazia, QUALI muscoli? Ah, già, la palestra di Azkaban]. Era un turbinio di emozioni, si poteva sentire l’eccitazione nell’aria.

Ovviamente Molly li vede (anche perché a interrompere i loro patetici momenti di intimità mancava solo lei) e non è molto contenta che i due pomicino in cucina.
–          Ah no? E spiegami Sirius il perché tu ed Hermione vi stavate baciando [lungi da me giustificarli, ma sarebbero un po’ fatti loro eh…], quando lei è la ex di mio figlio, nonché migliore amico del tuo figlioccio [se stavi cercando delle motivazioni legittime e convincenti hai fallito], e tu hai vent’anni in più di lei [motivazione opinionabile, ma almeno ha senso]! Non avete futuro [Molly che fai, gufi?]!! E alla reazione dei suoi genitori non ci pensi Sirius [In quel caso scopriremo se è più veloce un incantesimo o un trapano da dentista infilato in un occhio. Sì, in un occhio, perché gli occhi di Sirius ci hanno ormai rotto le balle]?! Non pensi al fatto che potresti essere suo padre [so che non è inteso così, ma… questo s’ che sarebbe un risvolto originale!]?! – disse Molly più che furiosa.
 
Sirius difende la loro  relazione amorosa (possiamo già chiamarla “relazione amorosa”? Limonano da meno di ventiquattro ore, ricordiamocelo!), ma la sfuriata della signora Weasley è un ottimo pretesto per Hermione, che torna a segamentalizzare. Fortuna vuole (vabbè, diciamo“fortuna”) che Sirius convinca ancora una volta la ragazza dell’onestà dei suoi sentimenti.
 
È finita? No.
I colpi di scena si susseguono all’infinito (… Sarà!), in questa storia, ed ecco comparire i gemelli (ma accostare la porta della cucina, coppietta acefala?).
Per amore dei personaggi sorvolerò su questi due squallidi individui che hanno preso il posto dei gemelli, che nemmeno sanno mandare avanti il loro famosissimo e frequentatissimo negozio e che, nonostante l’età devono giustificarsi con mammina. Sì, di nuovo.
I gemelli, strappata la promessa d’aiuto a Hermione, se ne vanno, lasciando i due piccioncini a limonare (Ron ancora non sa, magari è la volta buona che li sgama anche lui). Ma sono solo Ginny e Harry in una delle loro inutili comparsate.

Nell’ottavo capitolo (sì, non ci crederete, ma quella che vi ho raccontato è la trama di ben sette capitoli pieni di NULLA. Non è colpa mia) Harry e Sirius giocano agli scacchi magici e le rispettive ragazze li arrapano per farli distrarre (evidentemente avevano scommesso sull’avversario del proprio uomo). E sui vezzeggiamenti (e sui vezzeggiativi) tra i protagonisti sorvolo perché anche la mia sopportazione ha un limite.

Il nono capitolo… Confesso di non aver diviso la recensione in più parti solo per farvi gustare questo.
Premessa: ho un debole per gli oggetti (spesso regali) trash delle ficcine. Accozzaglie di colori, metalli e pietre preziose che farebbero impallidire qualsiasi persona dotata di buongusto, significati reconditi al limite del diabete e (nel caso di ficcy su Harry Potter) poteri magici legati a tali oggetti totalmente inutili (o direttamente deleteri).

Long story short: Hermione non sa cosa regalare a Sirius per Natale (non siate maliziosi, non ce n’è motivo), va a fare shopping con Ginny che ha già preso il regalo per Harry (un braccialetto):

Era d’argento e abbastanza largo, spesso per lo più un centimetro. Sopra c’erano incisi i nomi di Harry e Ginny con una calligrafia molto elegante.
 
No, non è di questo che parlavo prima. Questo era per dire che Hermione non solo non sa scegliere i regali, ma tende anche a scopiazzarli.

tutta la sua attenzione andò ad un braccialetto esposto in vetrina di un negozio. Era d’oro bianco, abbastanza largo e spesso, e vicino all’aggancio c’era una pallina, sottile come un dischetto, incastonata nel bracciale. Affianco ce n’era uno uguale solo che era leggermente più sottile.
 
Io sono contraria alle fotografie nelle ficcy per evitare le descrizioni, ma in questo caso un disegnino lo gradirei. La pallina sottile come un dischetto mi sta causando parecchi problemi.
 
Non è finita. La commessa richiama i bracciali (“Accio bracciali in vetrina”… Roba che avrebbe dovuto trovarsi mezzo negozio in mano, le vetrine da rifare e qualche contusione).
 
 
–          Vede signorina, questi due bracciali sono uno per l’uomo – disse indicando quello più spesso – e uno per la donna – indicando quello sottile – e sono molto particolari: i dischetti sottili vicino all’aggancio del braccialetto prendono il colore degli occhi dell’altra persona che indossa il braccialetto. Poi quando una persona che indossa il braccialetto pronuncia il nome dell’altra, a quest’ultima vibra lievemente il bracciale. Stessa cosa se uno dei due è in pericolo, solo che la vibrazione è più intensa. – spiegò la commessa.
 
Non sono stupendamente trash?
Sorvoliamo sul pesante e sempre presente kink per gli occhi di Sirius e poniamo attenzione sull’incantesimo: è deleterio.
Poniamo questa ipotesi: Sirius sta combattendo (i peli superflui, sono rimasti solo quelli!)
per l’Ordine. Si trova ovviamente in una situazione di pericolo, quindi il braccialetto di Hermione inizia a vibrare intensamente (magari mentre si sta facendo la ceretta anche lei… Dolore!); Hermione, a questo punto, esclama preoccupata “Ohibò, sta accadendo qualcosa a Sirius!”.
E così, proprio nel momento in cui il nostro eroe sta per lanciare l’incantesimo di protezione che lo salverebbe da una morte dolorosissima, il braccio che impugna la bacchetta inizia a vibrare, sfanculando il movimento perfetto e annullando così la protezione.
Ciao ciao Sirius.
 
Vedete? Gli effetti della presenza dei Dissennatori si fanno sentire ancora, e mi trovo a sognare ad occhi aperti.
Ma non sono sola: dopo una scena identica a quelle descritte per ormai altri otto capitoli, anche Sirius e Hermione sognano:
 
Quella notte i sogni di Hermione Granger furono popolati da Sirius Black.
Quella notte i sogni di Sirius Black furono popolati da Hermione Granger.
Questa notte non riuscirò a dormire.
 
 
 

 
 
 
*A ben vedere, Harry, Ron ed Hermione (oltre a Fred e George) potrebbero far parte a pieno titolo dell’Ordine, ora che sono maggiorenni… Certo è che tutte queste uscite senza giovincelli sono sospette, ora che Voldemort è bello che andato.


** Tanto non è morto nessuno in questa fanfiction…

*** Probabilmente camera sua, dato che l’Ordine ha sede in quella stessa casa e che, dalla caduta di Voldemort, non hanno occupazioni migliori.

****La disgustosa idea di Sirius che fa “scrocchiare” la lingua per prepararsi a baciare Hermione non è mia ma della deliziosa Christine Black, che ringrazio per avermi dato la possibilità di arricchire con questa inestimabile perla trash la mia recensione.

*****Mentre scrivevo “pomiciare” si è sentito un tuono, e qualcuno (probabilmente senza ombrello) ha appena commentato con una bestemmia. Combo epica!


 

La rivoluzione non è una crociera

Giacobine e giacobini, piccoli fili d’erba intirizziti nella desolata tundra del fandom, bentornati su questi lidi! Sono il vostro ospite di questa sera (se poi leggete di mattina, fatti vostri) e la pietanza di oggi è quanto di più appropriato ci possa essere all’epiteto che noi di Fastidious ci portiamo dietro da tempo immemore. In altre parole, la ficcyna del giorno è ispirata a Versailles no Bara, vale a dire Lady Oscar, ma noi siamo puristi e ci facciamo fighi con i titoli originali; anche se forse è meglio attenerci all’italiano, perché qui Versailles non la si vedrà nemmeno con il binocolo. Sto parlando di “Love boat” di Tetide, che potete trovare a questo link: http://efpfanfic.net/viewstoryv.php?sid=554388.
Noi di Fastidious siamo severi ma giusti, quindi iniziamo dando a Cesare quel che è di Cesare, ovvero notando che c’è l’avviso di OOC, e anche quello di AU: troppa grazia, Sant’Antonio! Sarebbe ancor più grazioso se l’OOC non fosse una scusa per prendere degli ebeti sconosciuti e appiccicarci sopra i nomi di personaggi famosi che però nulla c’entrano, ma in fondo siamo qui per questo, no?
Ciancio alle bande, quindi, e iniziamo a leggere. La storia inizia al porto di Barcellona, dove una folla di turisti si prepara a salire su una nave da crociera. E in mezzo a costoro…
“André, accidenti, ma dove cavolo hai messo i teli da mare? Nella borsa non riesco proprio a trovarli! Sono in valigia, per caso?”,
“Stà tranquilla, Oscar: non ci sono, semplicemente perché non li ho portati. Li troveremo in cabina”,
“E come fai ad esserne certo?”,
“Perché me lo ha detto il tizio dell’agenzia. Su queste navi fighe non ti fanno mai mancar niente. Te ne accorgerai”.
La gioia di vedere la coppia più tragica dei manga per una volta unita e felice ci può fare anche passare sopra questo e altri inutili dialoghi che allietano il primo capitolo; ma i due piccioncini non sono soli, infatti han deciso di portarsi dietro Rosalie, per l’occasione promossa a sorella di Oscar. Ma come mai questa compagnia? Forse per portare la giovine nell’unico posto dove di sicuro non può essere investita da una carrozza? Ebbene, no: lo scopo è in realtà aiutare Rosalie a riprendersi dalla depressione in cui è piombatada quando aveva sorpreso il suo fidanzato Bernard a fare sesso con la loro comune collega Jeanne, in ufficio per di più.
Ammetto che è forte la tentazione di andare sotto casa del fedifrago con uno striscione “Bernard, ti capiamo!”, ma resisto perché siamo ancora all’inizio.
Sin dal primo capitolo è subito chiaro che sulla nave da crociera si affolleranno, nei ruoli più disparati ma tutti rigorosamente out of character, tutti i personaggi dell’originale, a partire da colui che è stato nominato comandante della nave, Maximilien de Robespierre (sarebbe divertente conoscere i mezzi con cui mantiene la disciplina a bordo); in questa folla variopinta, la buona notizia è che Rosalie si distingue dall’originale in positivo, nel senso che non piange mai; la cattiva notizia è che, in compenso, è diventata una squilibrata.
Oddio, forse il termine è un po’ forte; diciamo che ha assunto numerosi altri difetti tra cui nevrastenia e una preoccupante predisposizione alle seghe mentali. Il primo capitolo è un fiorire di mugugni emo e resistenze all’idea di andare in crociera, e quando la sua amica Charlotte prova a suggerirle che potrebbe trovare un uomo durante il viaggio la risposta è: “Ah, no, eh? Non venirmi a parlare di uomini!! Sono stufa ed arcistufa!! Per un po’, non voglio nemmeno sentirne parlare, chiaro?” Fin qua, ci siamo. Naturalmente, siccome siamo tutti lettori scafatissimi, sappiamo già che dopo una frase così è scontato che Rosalie si innamorerà eccome. E volete sapere di chi?
Per scoprirlo, bisogna superare tutta la descrizione della fila dei personaggi alla reception – dove però l’uomo misterioso appare, ma per ora non ve lo svelo – nonché una mortale panoramica della stanza (La cabina era abbastanza grande per essere chiamata cabina, chicca che introduce 253 parole per dire che era spaziosa, luminosa e ben arredata), ma ecco finalmente che Uscì, chiudendo la porta della cabina, e si accorse di un profumo sempre più forte che veniva dal fondo del corridoio verso di lei; aveva un che di… conturbante, quel profumo: muschio selvatico misto a sandalo, un’impronta maschile fortemente seducente… ma… un momento… era desiderio, quello che aveva avvertito?
Questo degno emulo del Gos scambia qualche battuta con Rosalie, che nel giro di pochi istanti dimentica il suo rifiuto degli uomini appena enunciato: Ma per tutto il giorno, non era riuscita a toglierselo dalla testa; continuava a ripensare a quell’uomo, che l’aveva tanto incuriosita sin dal momento dell’imbarco e che… sì, doveva ammettere che le piaceva. Ma insomma, chi è questo Apollo dai capelli fulvi? A metà del secondo capitolo, bontà sua, si presenta: Louis Saint-Just. Con Rosalie.
Saint-Just. E Rosalie.
Con Saint-Just.
Provo a ripeterlo fino a che le parole, diventando semplici suoni senza significato, rendano più accettabile una simile accoppiata. Ma non siamo qui a discutere della liceità dei pairing, anche perché qui la cosa che veramente lascia perplessi è l’effetto che il nostro bravo rivoluzionario ha sulle donne. A riprova, ecco un florilegio di pensieri, parole, opere e omissioni di Rosalie:
1. Schizofrenia paranoide: Ma che vai a pensare, stupida? Ti stai facendo delle paranoie per uno che appena conosci! D’accordo, ti ha baciato la mano, è molto bello, e allora? A te non deve importare nulla: ti sei imposta di non interessarti agli uomini per un po’, e devi mantenere la tua promessa! Vuoi cadere in un’altra trappola? Vuoi che finisca come con Bernard, stupida inetta? Non provarci neanche!! Questa è un’altra trappola, non caderci! Non avvicinarti nemmeno!!
Pericolo, pericolo, pericolo!
Però, quel profumo… mi fa sentire caldo all’improvviso… e quello sguardo obliquo…
Basta, deficiente!! Tu vuoi proprio passare un guaio! Poi, non dire che non ti avevo avvertita, quando il tuo bell’ometto ti farà piangere per qualcun’altra: gli uomini sono tutti uguali, lo vuoi capire o no?!?
2. Sbalzi di temperatura: Rosalie si sentì invasa da un’ondata di calore, calore che aumentò quando si accorse che Louis indossava una camicia aperta fino all’ombelico (cioè… che tamarro è Saint-Just in questa storia?!).
3. I dialoghi della vagina: Ma che vado a pensare! Mi sto montando decisamente la testa! Stai buona, tu!! Non ne hai avuto già abbastanza con quel cretino, a Parigi?, disse mentalmente rivolta alla sua parte più intima sotto la lunga gonna di seta colorata a fiori, la quale al ricordo della camicia aperta di Saint-Just le aveva manifestato un deciso pizzicore.
4. Allergie olfattive: Un’altra fortissima ondata di profumo investì la povera Rosalie, mandando in subbuglio le sue parti basse.
5. Allarme tsunami: Non potevi trattenerti, vero? Non potevi cercare in qualunque modo di frenare l’alluvione che avevi sotto le sottane, iersera, vero? No!!

Bisogna anche dire, però, che Saint-Just non è da meno: oltre ad avere questo effetto erotico sulla giovane sembra voler fare lo sborone a tutti i costi e in ogni occasione. Così eccolo che, nel ristorante più chic della nave, si offre volontario, insieme a André e Alain, per “uno spogliarello in stile Full Monty” (avranno equivocato su quali fossero i cannoni necessari per abbattere la Bastiglia), poi nella sala del karaoke seduto su di uno sgabello sotto una fumosa e soffusa luce rossastra, senza la giacca e con le maniche della camicia rivoltate, cantava Cigarettes and Coffee, suonando una chitarra. Potrei andare avanti, ma il succo è che ovunque ci sia Rosalie c’è anche il nostro giacobino preferito, intento a farle la corte con una dedizione che rasenta lo stalking. Anzi, quando tutti scendono a visitare Casablanca e solo Rosalie resta sulla nave per non incontrare Saint-Just, e lui invece si fa trovare in piscina, direi che il confine è ampiamente superato.
(dalla cabina di betaggio, Hyena mi fa notare la somiglianza di comportamento con Edward Cullen, ma per il buon nome della Rivoluzione è meglio non sottolineare questo aspetto…)
Ma sembra che tanta insistenza alla fine dia dei frutti: soli in piscina, Saint-Just le si avvicina dicendole dolci parole, e…
Ma chi ha riscaldato all’improvviso l’acqua?!?
È l’emozione, suppongo, ma mi piace immaginare un Saint-Just burlone (tanto, OOC per OOC…) che si diverte a fare la pipì in piscina. E invece no, lo scambio romantico continua, si dilunga con una interruzione a opere di turisti spagnoli, l’ennesima fuga di Rosalie, un altro giro di riflessioni dolenti, ma ecco che finalmente, in chiusura del capitolo 4, i due si baciano, e il lieto fine chiude il libro di questo improbabile amore.
Chiude? Ah ah, stavo scherzando! Ci sono ancora sette capitoli, in cui Rosalie, nell’ordine: fa sesso con Saint-Just, in un tripudio di braccia calde e forti e labbra infuocate (avrà la malaria), si dispera per averlo fatto  e va a sfogarsi con Oscar (“Oscar, ti prego, non scherzare: sto affogando in mezzo alla merda!!”, “Ma non mi dire! E com’è che la tua merda profuma di muschio?”), decide di lasciare la crociera, scende ad Alessandria, sale su un taxi il cui autista è un drogato che cerca di violentarla (non c’è niente da fare, con i mezzi di trasporto della terraferma non va d’accordo), viene salvata da Saint-Just, che l’ha seguita sino a lì e picchia l’aggressore. E qui noterei che il salvataggio mette in secondo piano il fatto l’atteggiamento quanto meno morboso del nostro bonazzo: se Rosalie avesse beccato un taxi normale l’avrebbe seguita sino all’aeroporto?
Vabbe’, di fatto l’ha salvata e quindi tutti sono felici, Rosalie torna sulla nave, la sera i due dormono di nuovo insieme, ma senza fare nulla, tanto recuperano qualche giorno dopo con una tripla razione in un alberghetto a Rodi, prima in stanza e poi in piscina, e chissà la gioia degli altri clienti; dopo di che, per gli ultimi tre-quattro capitoli… non succede niente. Scene di vita in crociera, dialoghi al glucosio tra i due piccioncini che discutono di quanto è bello e profondo il loro amore, e l’unico brivido in chiusura quando tutti scendono e Rosalie trova ad aspettarla Bernard, che vorrebbe tornare con lei (ritiro gli striscioni), ma quando scopre di essere stato rimpiazzato da Saint-Just – e, obiettivamente, non c’è partita… – perde la testa, diventa manesco e dà un pugno all’incolpevole André, colpendolo all’occhio. Fortunatamente non con le conseguenze dell’originale.
No, in realtà il vero brivido di chiusura non è questo: è Rosalie, che dopo aver stabilito che Saint-Just e’ quello giusto […]. Non ci credevo, ma debbo ammetterlo, ora. Voglio presentarlo a mamma e papà (questa donna non conosce le mezze misure), gli dice “[…] siamo appena all’inizio, dovrai sopportarmi per i prossimi cinquant’anni!”
Dopo una frase così, persino il Terrore sembra più accettabile.

Aria nuova a Hogwarts -prima parte-

Signore e signore, vi annuncio che Elfo, il mio elfo del catino, è morto.
Questa tragedia mi ha gettata in uno stato di sconforto così profondo che gli unici Dissennatori che bazzicano per la mia cella sono quelli a cui il Medimago ha ordinato una dieta povera di colesterolo; l'unica consolazione è quella di sapere che è morto contento, mentre adempiva al compito che gli avevo affidato: in effetti è stato proprio un catino troppo pesante a stroncarlo.

Il decesso è avvenuto mentre leggevo " Phoenix – complicanze a hogwarts" opera di Lady Greece… Che per poco non ammazzava anche me.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=585630&i=1

Protagonista di questa storia è Phoenix (sì, si chiama così, ed ogni volta che ne leggo il nome ho la sgradevole visione di Ikky che si pavoneggia e se la tira come questa Marysue di bassissima lega), membro del SEP Ovvero la " Società per Eroi Potenti" (non oso immaginare come suonerebbe in inglese).

-La ragazza si era avvicinata a Voldemort, aveva chiuso gli occhi, e questo era subito morto. Subito. Senza nemmeno un avada kedavra.-

Harry, giovane e un po' naif, è sbalordito come un babbano davanti ad un banale gioco di magia e si chiede che incantesimo potente deve aver utilizzato questa ragazza. Noi vecchie streghe, con età ed esperienza dalla nostra, alla luce dei fatti non possiamo che scuotere la testa e sorridere: evidentemente la nostra Sue deve aver confuso gli ingredienti, utilizzando i fagioli magici per la fagiolata… E cccon quelli un peto diventa letale.

Peto o non peto, Voldemort muore e, tempo dopo (non ci è dato sapere quanto), Phoenix è a Hogwarts, per parlare con Silente.
In una storia sensata incontrerebbe Minerva che, alzato scettica un sopracciglio, le farebbe notare che è arrivata tardi e le consiglierebbe, dati i suoi strabilianti poteri, di provare a resuscitare il Preside con un rutto. Ma in questo universo nessuno si preoccupa del fatto che Silente sia vivo e che, differentemente da quanto accade di solito nelle fanfiction, non apprezza Phoenix. Il che è indice di quanto questa donna sia una spina nel deretano.

-Buongiorno. Potter, Weasley, io sono Phoenix. Solo Phoenix. Non mi conviene rivelare tutto di me, non vi pare? [Guarda che nessuno ti aveva chiesto niente…]
Potter non le strinse la mano, e Ron nemmeno. –Vi ho forse offeso? Uccidere Voldemort è stato uno dei compiti più facili che mi hanno assegnato
[effettivamente non ci vuole un genio per espellere aria]. E poi, si sa com’è, quando uno conosce i punti deboli dell’altro … – spiegò lei. Ron diede un’occhiata a Harry, ma anche questo diede segno di non aver capito niente [non è che non hanno capito niente, autrice, diciamoci le cose come stanno: non hai spiegato un cazzo, che è ben diverso!]. La ragazza sorrise. –Non mi aspettavo che capiste qualcosa. Ah, dimenticavo. Stai in guardia, Weasley. Credo che il mio prossimo compito riguardi te e la tua famiglia [appunto perché non le conveniva rivelare tutto, non vi pare?]. Ma si sta facendo tardi, devo andare- annunciò lei, e si smaterializzò [ smaterializzò 'sta ceppa: non ci si smaterializza ad Hogwarts.].

Chi o cosa sia ci viene prontamente spiegato da Hermione spuntata da chissà dove (no, davvero: "disse pronta Hermione, spuntata da chissà dove"), che ci sciorina la definizione del SEP:

C’è scritto su “scuola delle antiche e prestigiose scuole di magia” [Eh?] sotto il capitolo “Società prestigiose per l’insegnamento della magia e la sua applicazione in missioni” [Che definizioni del menga dà questo libro?]. Il SEP, o Società per Eroi Potenti è la più importante società di magia e autodifesa sulla faccia della terra [Guarda, non ne avevamo dubbi…]. I suoi allievi sono molto potenti e sono molto più forti e istruiti di noi [Hermione non lo direbbe mai. E, se lo dovesse dire, non lo direbbe comunque, perché nel frattempo si starebbe mangiando il tavolo degli insegnanti per l'incazzatura]. Imparano anche la magia nera, e sanno praticare ogni sorta di incantesimi. Inoltre sono specializzati anche negli scontri con spade, archi e anche pistole del mondo babbano [Perché se puoi ammazzare con scoregge silenziose imparare ad usare spade e pistole ti tornerà sicuramente utile. Gli scontri con gli archi… Come si fa uno scontro con gli archi? Ho immagini di combattimenti rocamboleschi in cui gente nascosta tra gli alberi, tenendo saldamente una estremità dell'arco, fa scattare l'altra contro i polpacci degli avversari mentre questi cercano di accecare i primi utilizzando l'arco come uno stocco. Sì, è una cazzata, ma se queste autrici utilizzassero i termini giusti invece di scrivere parole a caso io non mi farei questi filmini mentali!!]. Sanno fare tutto [anche la marmellata di marroni!]. Una volta che qualcuno esce di lì ottiene una missione da portare a compimento [Non è una scuola normale, è il Garden di Balamb]. Naturalmente molti di loro aspirano al potere personale e ucciderebbero anche il ministro della magia stesso per ottenerlo [E giustamente il Ministro se ne sta bello tranquillo mentre vengono addestrati dei Terminator pronti ad ucciderlo]. Comu7nque, i più che frequentano il SEP sono principalmente buoni, se vi interessa. Un po’ strafottenti, ma buoni [Anche questo era scritto sul libro?]-.

Qua ho seriamente sperato che Silente la guardasse stralunato e le chiedesse che si era fumata. Purtroppo ciò non accade, anzi. Ci viene riferito che anche Lucius (che in questa fanfiction per ora nemmeno si è visto ma si sa, inserire Malfoy in una ficcina fa chic e non impegna) fa parte del SEP (veramente a me risultava che avesse studiato ad Hogwarts), ma che ovviamente è un incapace (ma non erano dei superfighi in tutto, in quella scuola?).

Nessuno sa perché Phoenix sia lì, ma in ogni caso "-Ad ogni modo bisogna ostacolarla. Non si sa mai- concluse Harry.". Giusto perché Snape è morto e bisogna accanirsi su qualcuno che obbiettivamente, fino ad ora, gli ha fatto solo favori.

-Phoenix arrivò alla sede del SEP pochi minuti dopo. Si fermò prima a bere un caffè. Salutò i suoi colleghi e guardò le missioni disponibili.- [Io l'ho detto che è il Garden.]
Liberare il piccolo villaggio di Whispers dai giganti [Pure il nome del villaggio pare preso da Final Fantasy!], processare Weasley Arthur per aver svelato il mondo magico ai babbani ( trovare prove) [Perché prima si decide di processare qualcuno e POI si trovano le prove, no?] e bloccare l’ascesa di Potter [ascesa a COSA esattamente?].
-Beh, bloccare l’ascesa di Potter sarebbe divertente, ma prima voglio fargliela pagare a Weasley.
[Perché?] – pensò Phoenix. Quindi si recò dal Capo Missioni [Fatemi indovinare: si chiama Cid Kramer…] e gli disse la missione che intendeva compiere, e quale intendeva prenotare. Al villaggio di Whispers avrebbe pensato qualcun altro [Irvine, probabilmente. O Seifer… E preferirei seguire le loro vicende, erano più carini, specie quel gran manzo platinato di Seifer].

L'indomani Phoenix inizia a pedinare Arthur. In ordine, lo vede lavorare, prendere il té, anzi, pregustare una tazza di té, usare un telefono cellulare, lavorare, fare una pausa, uscire dal ministero, smaterializzarsi, ricomparire in un luogo imprecisato di Londra (bella forza, il Ministero della Magia è a Londra…), entrare in un bar, fare una telefonata, incontrare una donna in abiti babbani, fare un Wingardium Leviosa davanti a lei, baciarla e andarsene.

L'unica che potrebbe avere da ridire su tutto questo è Molly, a mio avviso… E invece no: sono una serie di prove della Malvagità di Arthur, che vengono documentate con fotografie e video.
Il bere té è ovviamente da babbanofili perché si sa, i maghi si nutrono esclusivamente di burrobirra e cioccorane; il cellulare è ovviamente rubato perché a Londra è difficilissimo reperire un telefonino e per riuscire a procurartene uno devi commettere un "reato di furto" (ricordiamoci che Arthur ha una Ford Anglia… Ha rubato anche quella? E la videocamera se la sono inventata i maghi, dato che Phoenix ne utilizza una?); la scelta del luogo è da babbanofili perché a Londra abitano i babbani (e c'è la sede del Ministero, il binario 9 e 3/4 a Kings Cross e Il Paiolo Magico, che è l'accesso a Diagon Alley, ma sono dettagli); infine, dato che in Inghilterra devi mostrare un documento che dimostri che sei un babbano per comprare vestiti, la donna non può essere che babbana.
Che detective!

-A Phoenix, per ora, le prove potevano bastare. Guardò le foto e il video. Doveva portarli al SEP, da Ikarius, capo del SEP e suo futuro marito [arrampicatrice sociale] . Ma prima voleva vendicarsi di quello stupido ragazzino che l’aveva in qualche modo offesa [nel senso che non sa nemmeno lei come l'ha offesa, ma ha deciso che deve vendicarsi]. –

Phoenix si materializza ad Hogwarts (aridaje…) e, trovato Ron gli fa vedere le foto di Arthur che bacia la bionda.

"–deludente, no?- disse – le porterò a Ikarius. Presto tuo padre sarà ad azkaban. Grazie a me. E io riceverò lauti guadagni e molta fama. Meno male che tuo padre lavora al ministero e si occupa delle cose babbane … mi darà più fama, sai?- "

In questo momento mi piacerebbe prendere sotto braccio Phoenix e, da vecchia strega quale sono, farle capire come va la vita e come gira il mondo.
Con la pazienza di Merlino ne "La spada nella roccia" le farei sapere che per ogni men c'è sempre un più e che di Arthur Weasley non gliene frega un fico secco a nessuno, e che non sarebbe certo il dipendente del Ministero più importante o in vista al centro di uno scandalo. Con l'accondiscendenza che si dimostra ai più giovani le farei notare che l'amore è la forza più potente al mondo, anche più potente della gravità in un certo senso, ma che mostrare un Wingardium Leviosa a qualcuno ti può portare al massimo ad un provvedimento disciplinare e non al carcere. Dopo averle raccomandato di mirare sempre in alto ed averle spiegato che se non rischia non rosicchierà un bel niente, la disilluderei sul fatto che baciare i babbani non è un reato e che anzi, ci sono maghi sposati a babbani: i mezzosangue non li porta la cicogna. Infine, prima di partire per Honolulu, le farei presente che l'unico motivo valido per rinchiudere Arthur ad Azkaban sarebbe per proteggerlo da una Molly comprensibilmente incazzata per il bacio alla bionda.

Purtroppo non posso farlo e così la nostra protagonista se ne va a dormire beata, convinta che la sua missione sia l'equivalente magico di una operazione per incastrare Don Corleone, quando in realtà è più simile ad una multa per divieto di sosta ad opera di un ausiliario del traffico.

Eau de finesse.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
"Ancora?!" direte voi, senz’altro già sazi del notevole carnet che di recente vi abbiamo proposto.
Ebbene sì, miei cari, ce n’è ancora. I pout-pourri di Mary Sue interpretate da attrici piacenti ma attempate che vestono Dolce&Pakkiana e che si esprimono come la versione volgare di uno scaricatore di porto paiono non essere intenzionati a finire. E per ripicca dovere di cronaca, noi li riferiamo a voi.
A "normal" year at Hogwarts, opera prima di Jenn_and_Alex è consultabile in versione integrale all’indirizzo http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=453672 ed il suo contenuto è sconsigliato ai minori di 18 anni, alle donne gravide, ai cardiopatici, ai deboli di stomaco e a chiunque abbia un minimo di buon gusto. E ora capirete perché.
L’incipit della storia, ahinoi, segue l’abitudine ignominiosa di piazzare a secco, senza nemmeno un po’ di vaselina, il nome della/e protagonista/e con accanto il link al relativo prestavolto. Il che è abbastanza avvilente, perché una descrizione ben fatta, magari in medias res, vale più di mille immagini di attricette slavate e della sconclusionata lista della spesa con la quale pregi (tanti) e difetti (pochi) delle due protagoniste ci vengono esposti: Jennifer Dawson, una ragazza americana che vive sola con la madre a Los Angeles, mora con gli occhi azzurri, alta e magra, intelligente e furba, un po’ deboluccia di carattere mah, io un furbo non lo immagino proprio debole di carattere… il concetto di furbizia implica una certa dose di carisma e di abilità nel raggiro (giocare a D&D inizia a far male), il che implica a sua volta confrontarsi e averla vinta sugli altri… cosa che una persona debole di carattere non dovrebbe, per definizione, riuscire a fare molto dolce e sensibile, ma anche coraggiosa insomma, un incrocio tra Teddy Ruxpin e Rambo con poco stile nel vestire vedremo più avanti il discutibile concetto che l’autrice attribuisce alla parola stile anche se bellissima e affascinante come ragazza solo come ragazza: come bipolare malvestita, au contraire, non è credibile e Alexis Crawford che vive a Liverpool con la sua famiglia, molto bella anche lei ci mancherebbe, ci manche! bionda con gli occhi quasi color ghiaccio azzurri, insomma alta, magra, decisa, intelligente, simpatica, coraggiosa e anche con cerchi in lega, vernice metallizzata, climatizzatore, ABS, trazione anteriore e chiavi in mano un po’ stronza ma sì, andiamone fieri! D’altra parte, le autrici stesse tengono a specificare che vogliono solo raccontare la società giovanile d’oggi (…) perchè è inutile vivere nel mondo dei sogni dove tutti sono buoni, tranquilli e casti. Secondo questo principio, allora, è anche inutile scrivere di Harry Potter, per un’ottima serie di motivi (Dolores Umbridge mode: ON):
1. La società giovanile d’oggi non è quella di quando Harry è ad Hogwarts: lo sfregiato entra a scuola nel 1991;
2. Non si chiede che tutti siano buoni, tranquilli e casti, ma è anche vero che Hogwarts è una scuola molto, molto, MOLTO rigorosa e non ci sono sale comuni o stanze delle necessità che tengano anche se qualche studente ha l’impellente bisogno di lenire i propri pruriti: ad Hogwarts andare in bagno (Neville docet) ha più dignità di una sana trombata;
3. Visto che ormai è la regola piazzare in prima pagina foto varie ed eventuali dell’attrice che interpreta la/e Mary Sue di turno, perché non si schiaffano i volti di Daniel Radcliffe o di Tom Felton accanto ai nomi dei Gary Stu di una fanfiction originale ambientata in quella che sembra una scuola di magia ma che in realtà è uno squallido e sboccato lupanare? Anche perché a un certo punto vien fuori come un fungo un certo Nicholas Linley, ragazzo alto e muscoloso, capelli castani e occhi verdi, dal carattere molto simile a quello di Draco, per questo è il suo migliore amico, anche se forse era leggermente meno acido del quale la Rowling non ha mai parlato e del quale noi avremmo fatto volentieri a meno;
4. Ron che dice che ne dite facciamo un po’ di casino stasera in sala comune? Giusto per divertirci un po’ non è credibile nemmeno in un’OOC;
5. Hermione che dice merda non è credibile nemmeno in un’OOC.

Hogwarts non è turpiloquio, non è festini a base di alcol, sesso e rock ‘n’ roll, non è indossare il cavolo che si vuole e riceverne in cambio una smorfia al succo di limone. Ricordiamo tutti il Ballo del Ceppo e i Lumaparty: ad Hogwarts ci si diverte così. Mi rendo conto che siano situazioni poco piccanti, ma d’altra parte cambiare ambientazione è un attimo… visto e considerato che, nomi e aspetto fisico a parte, i protagonisti sono già stati belli che snaturati (Dolores Umbridge mode: OFF).
…so di avere spezzato il ritmo di una descrizione incalzante, miei piccoli lettori, ma non possiamo dimenticare che tale eviscerazione di vizi, di stili e di virtù ha luogo mentre le due donzelle stanno correndo verso l’aula di Difesa, in ritardo maximo come solo una (anzi, due) Mary Sue ha diritto d’essere.

Ma la sorpresa è dietro l’angolo: il professor Piton le punisce, infischiandosene bellamente della loro fulgida suosità. V’invito tuttavia a non esaltare, perché per il crudele volere del destino, sono in punizione anche Potter, Malfoy, Zabini e il succitato Linley. E la punizione è esemplare: scrivere un tema sul quanto sia sciocco non seguire le regole.
Tronfio e soddisfatto della durezza della pena da far scontare ai castigati, Piton in versione maestro unico abbandona sulla scrivania i cappelli di carta con le orecchie d’asino per chi sbaglia gli apostrofi e lascia da soli i suoi studenti, non immaginando di certo che di lì a poco un’aula di un’antichissima e rigorosissima scuola di arti magiche si sarebbe trasformata in un ghetto suburbano, dove austeri Serpeverde si trasformano in papponi che picchiano e prendono per i capelli stupide puttane (sic!) Grifondoro la cui massima capacità d’espressione è pregevolmente sintetizzata in un secco ti spacco il culo!
Dopo una rissa al confronto della quale Lil’ Kim diventa la regina Elisabetta con tanto di cappellino, e dopo una gratuita profusione di volgarità che non fa altro che aumentare l’irritante illegibilità della fyccina, l’attenzione si sposta sul covo dei Grifondoro dove, guardate voi il caso, Ron e Dean stanno organizzando un festino e Seamus Finnigan è alla disperata ricerca di una gamba con la quale accoppiarsi.
Ora, i veterani e non solo sanno bene che in genere la narrazione di un festino (alle Vestali piace dir così, eccheccevolemofa’) è preceduta da una nauseabonda quanto inutile descrizione di quel che la/e Mary Sue indosseranno per far cadere ai propri piedi la preda designata. Ed ecco quindi Alexis in pantaloncini corti bianchi, una maglia nera scollata a maniche lunghe e i tacchi. Jennifer invece si mise i suoi Jeans stracciati, le scarpe da tennis e una felpa nera. La voce narrante tiene a far sapere che Jennifer non aveva molti abiti di classe. Ma Alexis può star tranquilla: nemmeno lei ha abiti di classe.

La sala comune era ricca di alcool tra cui Vodka e Ruhm No, ccioè, voddka e rrumm, trooooooppo avanti, troooooppo ribbelle! Varie bottiglie di Limoncello Limoncello?? LIMONCELLO?!?! e alcune Burrobirre no, ccioè, trooooppo di contrabbando la bburrobbirra… e fu così che si scoprì che i Tre Manici di Scopa era in realtà uno dei peggiori bar di Caracas. Per i “santarellini” invece erano poggiati in un tavolino a parte succo di zucca e acqua. (l’eventualità che tra un superalcolico e un altro tu abbia bisogno di sedare l’arsura non è contemplata: se bevi acqua sei sfigato e punto). Ovviamente, la scena che ci viene proposta non è diversa dai millemila festini dei quali abbiamo letto tutti questi anni: fumo, scambi di effusioni, baci, abbracci, dormitori pieni di studenti che facevano sesso e sale comuni in cui alcuni addirittura si scambiavano “piaceri” in sala comune (dopo questa, non guarderò più con gli stessi occhi chi si presenterà dicendo "piacere!"), Ron mezzo ubriaco che ci prova con Jennifer, Alexis che fa la danza dell’amore con due innominati compagni di Casa… e notizie di concerti rock a Diagon Alley.
Alla fine della fiera ci resta solo uno sgradevole amaro in bocca, accentuato da due sconcertanti rivelazioni:
1. Jennifer ha un segreto (ooooooh) e Draco ovviamente sa tutto (come, non è necessario spiegarlo); 2. Tra uno stronzo, un cazzo, un idiota e un vaffanculo, in fondo in fondo, quello tra Alexis e Nick è un rapporto di “odio&amore” (che sembra troppo, ma troppo, il titolo di un libro di Moccia… no, no, signor Moccia, faccia conto che io non abbia detto niente!).
3. Stanca dei vestiti da verginella impaurita, Jennifer prende una decisione importante: tornerà quella di prima: capelli sciolti al vento, trucco visibile ma leggero e vestiti sexy e provocanti. La McGranitt ne sarà FELICE.

E fu così che, già il giorno successivo, Jennifer era tornata la “barbie” di sempre (…) Le ragazze erano sempre state invidiose di Alexis. E lo sarebbero state anche di Jennifer. Da quel giorno le due amiche, sarebbero state le più ammirate e invidiate di tutta la scuola, e non solo per l’aspetto fisico, andando ad allungare la lista di supermiglioriamichestrafichissime che ammorba il potterverse dacché è stato contagiato dal virus delle fyccine.
Come pronosticato, la mini-gonna, davvero MINI, la maglia che lasciava intravedere il piercing all’ombelico, le scarpe tacco 8 (il tacco 8 è fondamentale!) e tutto il resto dell’ambaradan liquidato con un accessori vari (quindi io sono in diritto di immaginare qualunque tipo di accessorio… e quando dico qualunque intendo QUALUNQUE) non risultano molto graditi alla McGranitt.
”Signorina Dawson! Le sembra l’abbigliamento corretto per presentarsi ad una lezione?”
”Beh no, ma è l’abbigliamento corretto per far colpo non trova prof?”
Ma la McGranitt (lei sì!) è donna di classe, e mentre un boato di risate si dileguò (dileguossi, lol! No, a parte lo scherzo, il verbo non c’entra una fava, ma d’altra parte controllare il vocabolario è troppo impegnativo) per tutta l’aula, arbitra la contesa tra una Jennifer ampiamente troia e un Draco punto nel vivo come un Pierluigi Collina del Mondo Magico, sventolando il cartellino giallo con tanto di punizione: entrambi verrete nel mio ufficio e passerete il tempo a scrivere “IO NON SONO IL PADRONE DELLA SCUOLA”.
Con la McGranitt, Hogwarts conta già due maestri unici. Solo che lei alle orecchie d’asino preferisce mettere gli studenti in castigo dietro la lavagna.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, abbiamo ormai appurato che in questa Hogwarts parallela, le ore di punizione sono più galeotte del libro e di chi lo scrisse. Volete quindi che Jennifer non si accorga di essere innamorata di Draco? Volete che Draco non riveli a noi assetati lettori che qualcuno, in passato, ha tentato di violentare Jennifer? Che Jennifer, per tutto questo tempo, era convinta di averlo ucciso quando invece Draco spiega che lo stupratore non solo non era morto, ma era anche un Mangiamorte? Volete che Draco non provi a baciare Jennifer dopo che quest’ultima lo invita a ficcarsi nel culo (sic!) false promesse non meglio specificate, rimediando solo un avvilente calcio nei coglioni (mi adeguo al registro della fyccina) che lo spedisce dritto dritto da Madama Chips?
Lo so che non volevate. Ma purtroppo è successo.

Dicembre arriva col suo carico di neve e con uno studente, un certo Eric, che nessuno ha mai visto prima e del quale nessuno ha capito l’utilità. In compenso, siamo nel giorno dell’annuale gita natalizia ad Hogsmeade e questo forse ci interessa un po’ di più… perché in una versione riveduta e scorretta infarcita di turpiloqui fuori luogo, ci riallacciamo al passo del Principe Mezzosangue in cui Potter con il libro di Pozioni Avanzate fa pure il bagno, va in paranoia con Mangiamorte-Malfoy e chiede a Jennifer di spiarlo da parte sua (è già stato sgamato troppe volte). Ooookkeeeei, quest’ultima parte nel libro non c’era. Però introduce nella fyccina un tema di grande attualità: il conflitto di interessi. E copre Draco di ridicolo: veniamo a sapere infatti che il figlio di Dio! Lucius si trova in infermeria per cause non meglio specificate e che, in preda al delirio, lascia in bella mostra il braccio marchiato. In questo modo non solo può scoprirlo non solo Jennifer (che lo fa, eh. Per puro caso, ma lo fa), ma tuuuuuuuuuuutta Hogwarts, Gazza compreso.
Nella vana speranza di mettere una pezza dopo essere stato sgamato (e ora Voldemort chi lo sente…), Draco gioca la carta jolly della fyccina: la carta emo. Tu non capisci. Non potrai mai capire. Per te sono solo stronzate certo, tu, Potter e tutti i tuoi amici mezzosangue avete vissuto una vita di merda. WTF? Mentre io sono sempre stato fortunato e viziato finalmente un Draco che non viene seviziato dal padre! quindi questo in confronto alle vostre sfortune è niente vero? Ma credimi quando ti dico che… STO MALE.. Ok, ho parlato troppo presto.
En passant Katie Bell rischia di morire, ma l’episodio della collana è nulla in confronto a quello che sta per succedere ad Alexis, che quella stessa sera ha un appuntamento con il bello e tenebroso Eric…


…sì, esattamente quello. Lui cerca di violentarla (però prima stanno per circa un’ oretta a parlare del più e del meno), ma dovete comprenderlo, insomma… appuntamento al lago, lei che indossa un paio di pantaloni attillati bianchi, una maglione non troppo scollato, un paio di converse chiare e un filo di? trucco e che per prima cosa dopo essere arrivata gli si inginocchia vicino (sic!)… va da sé, no? Soprattutto in un filone letterario in cui la gravità con la quale viene descritta una violenza sessuale è pari a quella con la quale si narrerebbe di uno sgambetto.
Alexis tuttavia riesce a scappare (ricorrendo come l’amica Jennifer all’espediente del calcio ai coglioni), ovviamente in lacrime, e chi volete che siano le prime persone che incontra una volta arrivata al castello? Nicholas "amore&odio" e l’ormai onnipresente Zabini.
E come se fosse normale che due Serpeverde diventino cavalieri serventi di una Grifondoro, Zabini porta Alexis in sala comune (Serpeverde, ovviamente), mentre Nicholas decolla per dare una lezione ad Eric. Scazzottate, direte voi? Non solo. In una scena liberamente ispirata a Uomini che odiano le donne, il nostro eroe con la bacchetta prima lo svestì no, purtroppo non è una scena slash e poi scrisse “SONO UN MALATO DI SESSO, IL MIO MIGLIORE AMICO VIVE TRA LE MIE GAMBE” nel suo petto.
Eric reagisce con dignità.
"No aspetta ti prego non lasciarmi qui…tra poco arriveranno tutti per la cena. Lo dico a mia madre eh?”
Nicholas se ne va lasciando Eric nudo e ferito. E, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, me ne andrei anche io perché da qui la storia prende una piega più prevedibile di quella che l’ha preceduta. E’ prevedibile che Nicholas resti a parlare con Alexis in sala comune e che parlino sospesi in un limbo d’ammoreh finché non cadono entrambi tra le braccia di Morfeo, è prevedibile che Pansy sia vittima di un bashing spietato, è prevedibile che Zabini s’invaghisca di Jennifer facendo ingelosire ammorte Draco… è prevedibile che, complice una canzone dei Low Shoulder (materializzati direttamente da Jennifer’s Body durante il concerto ad Hogsmeade… oddio, ora ho capito perché una delle due si chiama Jennifer o_O), Alexis e Nicholas coronino il loro sogno d’ammoreh e che nel frattempo, uscendo a prendere una boccata d’aria, Jennifer svenga e che con i suoi occhi si chiuda anche il capitolo. E, ci auguriamo, anche la fiera delle banalità.
Un sentitissimo grazie a .xXTsubakiXx. per la segnalazione!