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Dieci anni e non sentirli.

Casa di riposo “La Vispa Teresa”.
Alba.

I primi raggi del sole illuminano dolcemente la scena, gli uccellini cinguettano e nell’aria c’è una dolce melodia…

All’improvviso una voce roca e decisamente incazzata : “Giovanotto, abbassi quella musica, che qui c’è gente che vuole dormire!”
“E va bene” ribatte l’infermiere chiudendo nuovamente le tende “vi lascio dormire un’altra oretta, ma poi dovete alzarvi.”
Gli risponde solo un russare asmatico, intervallato da qualche colpo di tosse.
L’infermiere scuote le spalle e se ne va.

Molte ore dopo.

Il sole tramonta dietro le colline, gli uccellini ritornano al nido, i gufi… gufano e alla casa di riposo “La Vispa Teresa” finalmente è l’ora delle visite.

Ad aprire la porta ai visitatori è un uomo alto e biondo, dallo sguardo altero che seduce. Osserva le persone in attesa che a loro volta osservano il suo sopracciglio, sogno erotico di intere generazioni…

“Allora, volete entrare o state sulla porta tutta la notte?”
“Oh, ci scusi infermiere Malfoy: ci eravamo distratti.”

I visitatori lo seguono lungo il corridoio ed entrano in una grande sala dove il chiacchiericcio copre la musica da camera: gli ospiti stanno ricordando i bei vecchi tempi.

L’infermiere Malfoy inizia il giro serale delle pillole, abbandonando i coraggiosi visitatori al loro destino.

Un’anziana donna seduta su una vecchia poltrona borbotta tra sé e sé, ma appena si accorge degli ospiti li richiama affabile. Ha gli occhi vispi incorniciati dagli occhiali e i capelli puntati in uno chignon disordinato tenuto fermo dai ferri da calza… di qualcun altro.

“Avvicinatevi, ragazzi…” mormora trepidante spargendo saliva -e qualche pezzo di broccolo, residuo della cena serale- sui malcapitati. “Sapete, oggi sono proprio contenta: esce l’ultimo libro di quel giovanotto che mi piace tanto… ora chiedo all’infermiere… Infermiere!”

Un uomo pallido dalle spalle larghe alza gli occhi scuri al cielo e si avvicina, tenendosi però appena fuori portata dalle mani rapaci della vecchia, che tenta inutilmente di palpargli il posteriore.

“Ma è uscito il nuovo di Martin?”

“No, signora Valpur, lo ha chiesto venti minuti fa e da cinque anni a questa parte la risposta è sempre la stessa”.

“Ah, giusto. Maaaa senta un po’, giovinotto: il nuovo di Martin è uscito?”

L’infermiere alza nuovamente gli occhi al cielo poi guarda i visitatori con la sua tipica espressione addolorata. Gli ospiti si allontanano senza fare domande: nonna Valpur sembra molto confusa e l’infermiere Snow, beh… conosciamo tutti la portata della sua ignoranza.

L’infermiera Granger si avvicina a una donna intenta a giocare una partita di scala quaranta che, nonostante tutto, non si è accorta dell’arrivo dei visitatori e le tocca una spalla per richiamare la sua attenzione.

“Signora Quinzell, lo vuole lo yogurt alla banana?”

“CHE? LUCIUS E DANANA?” urla la vecchia sorda, facendo sobbalzare i visitatori, che si allontanano prima di venire coinvolti nella conversazione.

Gironzolano per la sala senza meta, quando una signora fa loro cenno di avvicinarsi. Sorride e si sistema gli occhiali sul naso, prima di volgere lo sguardo alla finestra.
“Adoro gli uccelli”.

“Cos-” balbettano confusi.

“Mi piacciono gli uccelli.” ribatte seria. Un infermiere emaciato e chiaramente affetto da calvizie precoce si avvicina di corsa e zittisce la donna.

“Ma che ho detto di male, Draco?!” domanda Winola confusa.

“Dovete scusarla, proprio non ce la fa coi doppi sensi… è il suo fardello…”

“QUALCUNO HA DETTO CAMMELLO?” chiosa la signora Quinzell, e tutto nella sala si ferma per qualche istante, mentre i vecchi rimbalzano una serie di rime in -ELLO.

Draco sospira. “Dovete scusarli. È un gioco puerile tra di loro che va avanti da… da sempre. Non siamo riusciti a levargli il vizio!”

Un anziano lo guarda torvo. “Voi giovani non capite le tradizioni!” lo rimprovera.

“Ai miei tempi era tutta un’altra cosa!”

Una vecchia si aggiunge al discorso. Fa per alzarsi, tremolante sulle caviglie malmesse, e guarda il vecchio di prima con una muta richiesta negli occhi. Questi si alza con non poca fatica e sposta la carrozzina su cui è seduta la vecchia, che ora ha ricominciato a parlare.

“Una volta portavate rispetto, voialtri! Una volta eravate grati! Noi abbiamo fatto la guerra per voi, per la vostra sanità mentale” ricorda la vecchia stronza. “Fare gli spavaldi, ma noi ce lo ricordiamo come era qui… cioè, io non me lo ricordo, ma lei sì.” ammette, indicando la vecchia degli uccelli che al momento sta cercando di scavalcare la finestra con una corda di lenzuola sotto braccio. “Lei si ricorda di quando eravamo noi a prenderci cura di voi durante le vostre crisi d’identità! L’ex direttrice Abigale ha fatto tanto per voi, e voi adesso ci trattate come se fossimo rincoglioniti! Stronzi irriconoscenti!” spiega, mentre Fox, appoggiandosi alla sedia a rotelle, bandisce minacciosamente il bastone per enfatizzare i concetti espressi da Bella Lestrange.

A sedarlo ci pensa l’infermiere Snape, i cui capelli neri accendono dolci ricordi nella mente del vecchio.
“Mi dica, buon uomo…” mormora sistemando gli occhiali ormai inutili sugli occhi velati dalla cataratta “L’agente Prentiss è tornata? Al Bureau hanno bisogno di lei…”

L’interessante discussione viene però interrotta da un urlo: uno degli infermieri si allontana infuriato da nonna Valpur e dalla signora Quinzell, che si guardano ridacchiando e si danno il cinque.

“Basta, io me ne vado! Me ne vado! Quelle due vecchie mi molestano!”
Lucius Malfoy si avvicina per calmare il suo sottoposto.
“Avanti, infermiere Laufeyson, torni qua!” sbotta, facendo un cenno della testa a Zabini, che si avvicina alle due vecchiacce malefiche per separarle.

“Lei è proprio una ragazzina graziosa, sa?”

“Signora Quinzell, sono l’infermiere Zabini…”

“Come ti pare, cocca.”

L’infermiera Granger si avvicina e tenta di distrarre le due vecchiette.

“Signora Valpur, le ho portato la sua acqua.”

“Ma è piena di fervore? Sennò non la voglio!”

“Signora!” sbotta l’infermiera infastidita “La smetta!”

Poi si allontana di corsa, tallonata da Fox che brandisce minacciosamente il bastone mirando agli stinchi della malcapitata, rea di avergli servito verdure bollite per cena.

I visitatori, sempre più spaesati si avvicinano ad un altro vecchio, dall’aria decisamente più simpatica, ma vengono investiti da un olezzo (sensualissimo, eh!) di vaniglia, cannella, cioccolato e Chanel n.5.

Quando riprendono i sensi sono a terra con una vecchia incazzosa che troneggia su di loro, martoriandogli di calcetti gli stinchi e un gran mal di testa, non si sa se dovuto alla botta (“Nessuno che muoia accasciandosi con grazia!” bercia la vecchia) o al profumo che la pazza sta spruzzando ovunque.

“Oh! Ma siete ancora vivi? Oooh!! Infermieri, togliere queste persone morte dal tappeto! Qua la pulizia fa proprio schifo… E il personale! Sono tutti in disordine, calmi ma irrequieti e quei due non hanno nemmeno le curve al posto giusto!” sbraita Leochan, indicando gli infermieri Winchester, che stanno inutilmente tentando di convincere unanziana donna a ingoiare le pillole.

“Chiaramente è un caso di ficcynite” sta dicendo la vecchia “ora chiamo Brad e Jhonny, si prenderanno cura di voi e sarete presto come nuovi!”

“Signora Abigale, non è più la direttrice e Brad e Jhonny non lavorano più qui. Ora è una paziente e deve prendere le pillole.” sbotta Dean inutilmente, dato che la vecchia nemmeno lo ascolta e si allontana borbottando di cartelle cliniche da riordinare, terapie da assegnare e gravi casi di OOC cronico.

I due Winchester si scambiano uno sguardo rassegnato, poi si accorgono dei visitatori a terra e, mossi da pietà, allontano la pazza spruzza-profumo dai loro stinchi.

Finalmente liberi e con un mal di testa da primato, i malcapitati visitatori si avvicinano al vecchio dall’aria simpatica, sperando di non venire nuovamente malmenati.

“Sono un maschio!” esordisce il vecchio.

I visitatori si guardano perplessi.

“Sapete, sempre meglio specificare” continua imperterrito. Poi aggiunge, indicando le vecchie pazze sparse per la sala “per colpa loro sono anni che ho un’identità di genere confusa! E poi mi shippano con qualunque uomo passi di qua. Chiedete a Fox se non mi credete, è successo anche a lui…”

I visitatori si voltano verso il signor Fox, che sta agitando il bastone con aria minacciosa, e decidono di soprassedere. Nel mentre, la dottoressa Leila si avvicina al vecchio.

“Signor Skeight, l’infermiera di turno mi ha detto che ha rifiutato la cena…”

E lo credo bene! Da settimane chiedo di mangiare una cosa, e invece di nuovo patate lesse!”

Perché, cosa aveva chies-” inizia a chiedere la dottoressa prima di pentirsene subitamente.

“Patate scrisse.”

L’aria attorno all’uomo si fa improvvisamente gelida.
Se ne accorge anche Arwen che si alza felice, cercando di richiamare l’attenzione di Valpur

“Val! Vaaal! È l’Inverno! Sta finalmente arrivando!” esclama, ma Skeight scuote la testa. “Arwen, sono io…” borbotta.

I visitatori si allontano per non congelare, ma inciampano in una donna che, senza guardare dove cammina, lancia ordini a destra e a manca.

“TECNICO! LE LUCI! E vedete di inquadrare tutte le curve ai posti giusti, mi raccomando! Noi facciamo divulgazione scientifica!” esclama Hyena roteando le braccia.

“PUNIZIONE!” urla un’altra donna vestita di rosa, con vaporosi capelli biondi agitando una lunga bacchetta “NON SI INCIAMPA SUGLI INSEGNATI!”

“Signora Hyena, signora OdiolaRow, lasciate stare i visitatori, non sono né tecnici, né studenti” tenta di mediare l’infermiere Potter “o sarò costretto a sedarvi”.

“NON DEVI DIRE BUGIE” gli urla la vecchia vestita di rosa e l’infermiere Potter nasconde rapidamente la mano in tasca, con aria quasi impaurita.

I visitatori si guardano intorno straniti e decidono di cercare qualcuno più sano di mente.

Una nonnetta dall’aria furtiva sta girando tra i tavoli e ogni tanto si infila in tasca qualche lettera, ovviamente non sua.
Ad un certo punto si avvicina a all’infermiera Weasley e le allunga una delle lettere.

“Ha di nuovo rubato la posta, signora Civetta?” dice la Weasley.

“Rubato? Io non ho rubato niente, io sono Edvige la Civetta, io la posta la consegno, mica la rubo” ribatte la vecchia.

L’infermiera Weasley scuote la testa e torna a distribuire pasticcini alla vaniglia tra i tavoli.

“Signora Magnolia, vuole un pasticcino alla vaniglia?” domanda a un’altra vecchia, intenta a parlare, anzi urlare, con un attaccapanni.

“JETHRO, ORA DEVO ANDARE” dice all’attaccapanni e poi, rivolta all’infermiera “HERMIGLIA? PERDIO!”

“No signora, vaniglia, pasticcini alla vaniglia.”

“CHE? TEGAMINI AD HERMIGLIA? MA LA VOLETE PICCHIARE? MA ASPETTATEMI, MI RACCOMANDO!” strilla Steel Magnolia.

E a proposito di risse, proprio in quel momento si sente un rumore sordo.

VADO RETRO, PURITANO REPRESSO! TU E TUTTE LE TUE STRONZATE PATRIARCALI SULLA PROTEZIONE DELLE DONZELLE E SUL SESSO PREMATRIMONIALE!” esclama Irechan, ritta come un fuso e incazzata come una furia, brandendo l’asta porta-flebo -ormai deformata- contro l’infermiere Cullen. Sembra volerlo impalettare, pare si sia dimenticata che con loro non funziona.

Sempre più perplessi e ormai convinti che più che una casa di riposo quello sia un manicomio (e non hanno tutti i torti), gli ormai esausti visitatori tentano di guadagnare l’uscita senza essere visti, ma vengono immediatamente intercettati.

JETHRO” strilla in faccia a uno dei malcapitati la vecchia sorda, scambiandolo per, beh, l’attaccapanni “LA VUOI UNA MENTINA?” e gli ficca in mano una mentina appiccicaticcia a cui evidentemente è stato ciucciato lo zucchero che la ricopriva.

Richiamati dagli strilli gli altri vecchi si avvicinano chi minacciando col bastone, chi porgendo lettere, chi domandando se anche a loro piacciono gli uccelli, chi chiedendo notizie del libro di Martin, chi strillando indicazioni a un inesistente tecnico del suono.

I visitatori, sempre più frastornati, vengono salvati dall’infermiere Malfoy che con un’alzata di sopracciglio attira l’attenzione dei vecchietti.

L’ora delle visite è finita!”

I visitatori sollevati si allontanano dai vecchietti che continuano imperterriti i loro insensati discorsi, seguendo l’infermiere Malfoy (e il suo divino sopracciglio) verso l’uscita.

Alla casa di riposo “La Vispa Teresa” è ora di mettere a letto le mummie, l’infermiere Sparrow fa l’ultimo giro della sera distribuendo i pappagalli, tutto è pace, tutto è polvere, biscotti stantii e tisane digestive…

“Signori, ne ho trovata un’altra”

Con uno schiocco indefinito di legno e ossa, una voce vecchia, più acuta e stridula che mai risponde.

“HO CAPITO, HO CAPITO! VADO!

 

 

 

 

E niente, ieri era il decimo compleanno di Fastidious e questo è il nostro regalo per tutti quelli che ci hanno seguito in questi dieci anni.
Lo so che avreste preferito una recensione (abbiate fiducia, arriverà anche quella), ma neanche il compleanno ci ha reso meno culopesi e speriamo lo stesso di strapparvi un sorriso con questo er… delirio collettivo.

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Tra miti e mitomani (parte II)

Odisseo è giustamente incazzato.

Come disse Marlon Brando in Via col vento: “Cazzo ci faccio in questo film?”
Paolo Cananzi

Uno sfondo stellato.
Parte la musichetta di Star Wars, appare un testo in scorrimento:
“Tempi duri per gli Achei. Nonostante i mangiamorte abbiano subito lo smacco di vedere la moglie di uno dei loro rappresentanti più prestigiosi, Brendon, cornificarlo allegramente insieme a Odisseo, quest’ultimo è ora braccato insieme a Saphira, l’adultera, dai seguaci dell’Oscuro Signore, desiderosi di lavare l’onta. E intanto il parto di Saphira è sempre più vicino, e tutti aspettano di sapere chi sia il padre…”
Fermiamoci qua. Se non conoscete l’antefatto, probabilmente non ci avrete capito niente. Può essere utile a tale proposito leggere la prima parte della recensione oppure, se avete poco tempo, affidarsi al

*papparapà papààà*
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

Saphira è figlia di Bellatrix e Rodolphus Lestrange. I genitori la promettono in sposa a un mangiamorte di nome Brendon, ma la ragazza è innamorata di un ragazzo che vede a volte per strada e di cui non sa niente.
Il giorno del matrimonio, Saphira incontra il ragazzo al matrimonio e iniziano a parlare davanti a tutti, e senza che nessuno se ne accorga. Si rincontrano altre volte e si scopre che lo sconosciuto è Odisseo, arrivato dal passato insieme a famiglia e Diomede (come canon dantesco vuole, i due sono inseparabili) e ringiovanito, perché altrimenti il pairing della ficcyna sarebbe stato poco glamour.
Saphira diventa l’amante di Odisseo e nel frattempo va a scuola a Hogwarts, dove si comporta da Serpeverde modello, anche se tutti si rendono conto che ha un amante a causa delle lettere che vanno e vengono. Rimane incinta, ma non si sa se di Brendon o di Odisseo.
Brendon scopre la tresca su soffiata di Draco, e picchia Odisseo, che a questo punto decide di rapire Saphira, ancora incinta.

Lo so, lo so. Riassunta in questo modo la storia sembra ridicola, ma non lasciatevi ingannare: è veramente ridicola. È La storia di saphira, di Lady Crystal, e ricominciamo a seguirla dal capitolo 18.
Il giorno del parto arriva, e Odisseo porta Saphira in ospedale. Lì incontrano Brendon e i Lestrange.Molto probabilmente avevano fatto il calcolo di quando Saphira avrebbe odvuto partorire. E l’astuto Odisseo non ha pensato di portarla a un ospedale diverso, ovviamente.
(Nè Odisseo nè Saphira seppero mai come aveva fatto Brendon a sapere che lei era stata con odisseo. Molto probabilmente qualcuno aveva fatto la spia. A dire il vero, nel capitolo 16 Draco aveva detto esplicitamente a Saphira che avrebbe riferito della loro tresca ai suoi genitori e a Brendon, ma a quanto pare la memoria a lungo termine non esiste nell’universo di questa ficcyna).
Brendon minaccia Odisseo e promette di riprendersi la moglie subito dopo il parto. Ventiquattro righe dopo, Odisseo, Saphira e il neonato Scapparono. Non fu difficile. Questi mangiamorte sono talmente delle schiappe da sembrare quasi IC, ma nessuno vi bada perché nel frattempo è arrivata la sconvolgente notizia: la bambina appena nata è figlia di Brendon. E, ancora peggio, è stata battezzata Cristal Kim: come crescerà questo povero caso umano?
Odisseo, una volta tanto, reagisce con signorilità: parla a Saphira e le dice che All’inizio avevo deciso che se il bambino non fosse stato mio ti avrei lasciato qui. Ma poi ho scoperto quanto ti amo. Ho scoperto che non posso vivere senza di te, ho scoperto che senza di te sarei u  nonnulla, non sarei nessuno (mi piace pensare che questa sia una citazione che strizza l’occhio; e pazienza se l’occhio è quello di Polifemo) Andiamo a casa mia, adesso. […] Aspetteremo che Cristal sia un po’ cresciuta e io e i  miei amici faremo un colpo di stato, qualcosa, e prenderemo il potere, scacceremo via Brendon e chi vuoi tu.
Dieci anni di guerra a Troia non gli hanno fatto capire che quando si tratta di donne non è il caso di esagerare. Ma un colpo di stato contro chi, poi? La risposta successiva arriva nel capitolo successivo: dopo circa due mesi che stavano da Diomede vennero a sapere che Brendon aveva preso il potere.
Chissà che brutta atmosfera deve esserci stata, in quei due mesi. Odisseo che gira nervoso per casa di Diomede, l’amico che gli fa: “Allora, questo colpo di stato lo facciamo oppure no?”
“E abbi un po’ di pazienza! Dobbiamo aspettare che Brendon prenda il potere, se no come facciamo a toglierglielo?”
“Sì, ma quando si muove? Qua i soldati si lamentano.”
“Miiii, possono aspettare. Abbiamo fatto dieci anni di guerra, possono aspettare qualche altra settimana.”
E quando sono lì lì per accapigliarsi, entra un messo tutto trafelato e grida: “Brendon ha preso il potere!”
“Grazie agli dei! Iniziavo a temere il peggio” esclama Odisseo, sollevato. Tutto va bene, la storia può riprendere.
Mentre gli uomini progettano la guerra, Saphira si gode la vita: Con Odisseo lei si sentiva troppo felice. Non solo tutte le mattine egli le regalava delle rose (qualcosa da nascondere…), ma andavano a cena fuori tutte le sere. Lui le stava sempre vicino, in adorazione, sì, perchè lui adorava Saphira. Lei era la luce dei suoi occhi e diceva che senza di lei molto probabilmente sarebbe cieco (sgrammaticato lo è già). Che senza di lei non vivrebbe e che se lei non fosse mai nata, neppure lui sarebbe mai nato (quando sono così entusiasti di solito finisce male).
Insomma, Saphira è così felice che non può che commettere una cazzata random per mettere fine a tale felicità. Nel caso specifico, esce da sola con la figlia neonata e gironzola per… vabbe’, non l’ho ancora capito dov’è che vivono, ma tanto Erano nel mondo non-magico, nessuno poteva farle del male. Infatti incontrano subito Bellatrix, fuggono, nel fuggire Saphira entrò in un vortice senza fine e si ritrovò, circa un minuto dopo, a Diagon Alley. -Oh no- sussurrò. saphira si girò verso la figlia. ora Cristal aveva cinque anni. Questo perché, come aveva detto Telemaco in precedenza, Noi stiamo fuori dal mondo magico … papàmi ha detto che se porti un bambino piccolo come Cristal lì, quello cresce fino ad avere circa cinque o sei anni-
Ora: perché tutto questo? Da dove sbucano questi strani effetti del mondo magico? Se Odisseo e gli altri Achei sono ringiovaniti, perché i neonati dovrebbero crescere? E perché ciò non ha effetto solo sui babbani ma anche sui maghi, come la figlia di Saphira e Brendon? Come ha fatto Cristal, passando improvvisamente da quattro mesi a cinque anni di età, a imparare a parlare (sì, parla, in modo sgrammaticato – come tutti gli altri protagonisti, quindi)? Perché introdurre questa fiera dell’assurdo se poi non ha alcun peso nella trama?
Infatti, pur essendo noto che è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti, la trasformazione di Cristal non sembra sconvolgere più di tanto gli altri: Diomede si limita a commentare “oh, che guaio. Comunque, abbiamo pensato ad un modo per spodestare Brendon?”, poco dopo Saphira lo imita.
-Amore, hai pensato a qualcosa da fare? dico per spodestare Brendon- disse Saphira. -Oooh ma perchè me lo chiedete tutti a me? Pensateci un po’ voi- replicò odisseo, stufato. -ma mi hai promesso0 che ci pensavi tu!- brontolò Saphira.
Ragazzi, state organizzando un colpo di stato, non dovete portare fuori il cane. Un po’ di serietà, Giuda ballerino!
Tra supposte di vita quotidiana e seghe senti/mentali sulle note di Valerio Scanu, scopriamo che Brendon e Bellatrix si sono alleati con l’Ordine della Fenice contro Odisseo. Questa è talmente grossa che anche l’autrice ha dovuto prenderne atto, e in una nota spiega che il fatto che Bellatrix & rodolphus si sono alleati con l’ordine della fenice è solo una supposizione di Odisseo, e che però l’ordine della fenice è comunque contro di lui e Saphira, perchè quest’ultima è figlia di Bellatrix. No, per Depp, no, anche Sirius è parente di Bellatrix! L’Ordine non distingue i nemici in base alle parentele!
Ma stiamo entrando nel vivo: Odisseo e Diomede convocano un’assemblea con Achille, Agamennone e Menelao (sono arrivati anche loro nel mondo magico per cercare Odisseo, mi ero dimenticato di dire) per chiedere il loro aiuto nello spodestare Brendon, e Diomede si abbandona a una orazione, come dire… be’, leggetela.
Cosa diventò quella voglia di vivere che ora non c’è più? cosa diventò cosa diventò e come mai non ricordi più? (Diomede cita Vasco Rossi: perché Diomede dovrebbe citare Vasco Rossi?!)  o meglio non ricordiamo… Io e Odisseo siamo stati per parecchi giorni a piangere. Piangere la nostra patria, la nostra sfortuna, la nostra … condanna. Abbiamo perso la nostra vecchia voglia di vivere. Quella che ci dava il motivo per cui combattere (ma non stavate combattendo), per andare avanti, per colpa di Brendon, infatti per colpa sua dobbiamo spendere tutti i nostri giorni segregati in casa altyrimenti ci uccideranno (andavano a cena fuori tutte le sere!). Hanno saputo che lo sto aiutando, anche se non sanno in che modo… aiutateci a ritrovarla e la vostra gloria sarà grande.
Forse rattristati dall’evidente demenza del loro compagno d’armi, gli altri eroi decidono di aiutare Diomede e Odisseo, e decidono di tornare nel loro mondo per cercare alleati presso gli altri popoli greci.
A partire sono Diomede e Agamennone, che tornano nel loro mondo senza troppi problemi. Anzi, senza nessun problema, per cui mi viene da chiedere: perché non ci hanno mai provato prima? Ma scemo io che faccio queste domande.
Diomede ai suoi concittadini: Signori e signore ho bisogno di aiuto. Il mio amico Odisseo è nei guai. Era andato a fare uno dei suoi tanti viaggi con moglie e figlio, ed è finito in un posto del futuro. 3000 anni, più o meno, dopo di noi (arrivare a questo punto del discorso senza essere preso a pernacchie mi sembra già un buon successo).
Si è innamorato di una signorotta del luogo, sposata, l’ha portata via da casa sua, un po’ come ha fatto Paride con Elena, ed ora il marito della ragazza di Odisseo vuole ucciderci tutti (raccontata così, sembra quasi giustificato). Noi vorremmo attaccar battaglia, ma abbiamo bisogno di molti soldati…. Chi è con me?- urlò, e molti, quasi tutti urlarono (insulti, suppongo).
I due condottieri raccolgono volontari in tutte le città greche, e alla fine si rivolgono anche ai troiani (se ricordate la prima parte della recensione, tutta la mitologia greca è in realtà una finzione costruita con vile denaro dai protagonisti). Ettore, giustamente, fa notare che chiedere aiuto a loro per aiutare un rapitore di mogli altrui sa molto di presa per il culo, ma Diomede gli svela il trucco del cavallo di legno, dicendo che era stato lui a impedire di metterlo in pratica perché si era impietosito per il destino di Troia. E indovinate un po’? Ettore gli crede. E accetta di combattere contro Brendon. Da cui l’espressione: “Stupida Troia”.
Parlando di stupidità: Ettore decide di portare con sé la moglie Andromaca e il figlio Astianatte, e anche Agamennone si fa accompagnare da moglie e figli. Del resto si sta solo andando in guerra contro dei maghi oscuri, no? Che pericolo vuoi che ci sia…
In un modo o nell’altro – non vado a cercare un filo logico, ormai mi sono arreso – dopo aver reclutato mezza Ellade i nostri eroi tornano nel futuro, e in assemblea cercano di decidere la strategia.
-Dobbiamo chiedere una guerra senza magia. Nessuno di noi sa  farle- disse Odisseo.
Fossi stato negli altri Achei, dopo questa frase avrei mandato a quel paese Odisseo e le sue beghe e me ne sarei tornato a casa. Persino Saphira arriva a capire che nessuno concederebbe un simile vantaggio in guerra. Purtroppo il suo comprendonio si ferma qua, perché quando Diomede propone che Odisseo e Brendon si confrontino in duello per risolvere la questione faccia a faccia, la giovane si oppone: -Io non lo farò combattere contro mio marito. è un duello all’ultimo sangue… e se Odisseo morisse? Che ci vada uno di voi!-
Seconda ottima occasione per abbandonare i due piccioncini al loro destino. Stanno combattendo per te e Odisseo, bella, non per altri. Ma sulla stronzaggine di Saphira si è già detto, quindi inutile insistere.
Insomma, il duello è deciso, ma prima di arrivarci c’è un intermezzo melanconico, un capitolo intitolato “Ti amo”, ma che potrebbe chiamarsi anche “Tristezza a palate”, in quanto vediamo, nell’ordine:
–          Menelao triste per Elena (da Troia è arrivato anche Paride, che con sommo buon gusto si è portato la moglie);
–          Agamennone triste per Clitennestra;
–          Diomede triste per Egialea;
–          Ettore triste per Andromaca;
–          Odisseo triste che dalla finestra Guardava la gente. tutti felici. Cambia lenti.

Dopo questo intermezzo, arriva finalmente il duello. Brendon e Odisseo combattono, quest’ultimo ferisce il rivale e sta per vincere, quando il mangiamorte, vista la mala parata, fugge (-VIOLAMENTO DEI PATTI!-  urlò Agamennone.), al che gli Achei attaccano l’immenso esercito magico.
Erano preoccupati di dover combattere contro dei maghi senza conoscere la magia, giusto? Dimenticatelo:
Inh questo primo giorno, nonostante le fatture, i greci erano in vantaggio. Per questa storia ci vorrebbe la categoria “qui lo dico e qui lo nego”, anzi, mi sa che l’aggiungo.
Highlights dalla battaglia: Il più bravo a scansare le fatture era Diomede, che sembrava essere nato per quello (Diomede ha un futuro come evasore del fisco). Odisseo aveva trovato il modo di scansare le fatture e di fare in modo che esse colpiscano i nemici (specchietti?). Menelao si prese qualche stupeficium, però la sua spada  uccise un gran numero di nemici (una spada dotata di vita propria, carina). Agamennone, uccise anche egli molti maghi, ma era bravissimo nel dare gli ordini (una cosa dovrebbe escludere l’altra?).. Anche lì, come a Troia, tutti scappavano alla vista di Achille (Pelide, lavati!).
Già abbastanza umiliati dall’essere messi in difficoltà da babbani vestiti con tuniche e calzari di cuoio, i mangiamorte decidono di cadere ancora più in basso reclutando, per la guerra, gli studenti di Hogwarts.
-Questi sono gli allievi di Silente. Lo ho praticamente obbligato a farli combattere. se li faceva restare ad hogwarts, io l’avrei presa con la forza, facendoli combattere lo stesso- spiegò Brendon.
A parte che Silente probabilmente avrebbe trasformato Brendon in un petauro prima ancora di fargli aprire bocca, ma per quale motivo dovrebbe spiegare ai nemici le sue mosse? Vuole precedere Wikileaks?
Dalla schiera degli studenti ecco s’avanza uno strano soldato: Harry Potter.
di certo odiava combattere al fianco dei suoi più acerrimi nemici, ma era anche felice di uccidere saphira (deve odiarla proprio per usare il minuscolo nei suoi confronti), Odisseo e tutti gli altri achei.
Chi è questo psicopatico che ha preso il posto di Harry?
-Morirete tutti voi, e dopo di voi anche i mangiamote e assieme a loro anche Voldemort- affermò Harry.
Ah, quindi in questa storia Voldemort è vivo. E accetta senza battere ciglio che Brendon prenda il potere e usi i mangiamorte per combattere una guerra personale contro un babbano che lo ha reso cornuto. Intorno a me i Queen cantano Is this the real life? Is this just fantasy?, i Pink Floyd vedono Emily giocare e Paul e John fanno l’amore su campi di fragole, forever. Mi do un pizzicotto e riprendo a recensire, siamo alle battute finali.
Odisseo affronta Harry.-Saphira mi ha parlato di te-disse.-e so che l’hai sempre fatta stare male- continuò, avvicinandosi a lui. -e te ne pentirai- disse fra i denti.
Veramente era lei che insieme agli altri Serpeverde prendeva in giro Harry e Ron. Ma alla fin fine Odisseo ha sempre avuto un rapporto distorto con verità e menzogna, quindi solo in questo caso si può lasciar correre. La cosa che in realtà fa impressione è che tutta questa parte con Harry Potter serve solo a inserire delle assurdità gratuite, perché il duello tra il maghetto e Odisseo dura due righe, nessuno dei due muore, e con questo pareggio finisce anche il ruolo degli studenti di Hogwarts, e di chiunque altro. E questo perché…
Dopo 2 mesi di guerra successe una cosa incredibile.
Odisseo si era infilato nella mischia, ed ora combatteva contro Brendon.
Stavolta è davvero il duello finale, e se in quelli precedenti la tensione era pari a zero, qui saliamo addirittura a 0,1. Odisseo sconfigge Brendon, e sta per ucciderlo quando Saphira interviene.
-Fermo-gli disse.-Uccidere non è bello (dall’Averno, i morti dei due mesi di guerra per lei la mandano cordialmente affanculo). Lo so che siamo in guerra ma … ho riflettuto molto, molto, non sai quanto (molto?). e ho capito che ognuno di noi ha la sua seconda possibilità.
Brendon consuma la sua seconda possibilità cercando di uccidere Odisseo quando lui gli volta le spalle, e viene fatto fuori da una freccia di Paride.
La guerra finisce così. Per motivi ignoti ai più, uccidendo Brendon gli Achei diventano di fatto padroni del mondo perché, a quanto si legge nel capitolo conclusivo, Odisseo prese il potere su tutto mondo della magia, rende gli altri capi suoi vassalli dando a Agamennone la parte est del mondo magico, a Menelao il nord, a Achille il sud e a Ettore l’ovest (mi immagino le liti: “Ma io volevo la Kamchatka!”).
E io che pensavo che il ministero della magia controllasse solo il Regno Unito! Ma il piatto forte spetta a Diomede, che si prende tutto il mondo babbano, che pure in questa guerra non c’entrava nulla. Ora, essendo Diomede il fondatore di Arpi potrei commentare questa notizia con “Frega niente, forza Foggia!”, ma immagino tutti i non foggiani che si alzano la mattina e scoprono che il mondo ha un nuovo viceré:
“Oddio, ma come è successo?”
“Eh, purtroppo i maghi hanno perso una guerra contro gli antichi Greci.”
“…WTF?”
Qualcosa di simile, insomma.

Ora vi dirò una cosa: dopo questa fan fiction ne inizia subito un’altra che racconta le vicende successive di Odisseo e Saphira, ora sposati e in attesa di un figlio. Ma non aspettatevi che la recensisca: i trenta capitoli di questa storia mi hanno portato a un’overdose di incongruenze, grottesco, trash e ridicolaggini assortite. Devo staccare un po’. Magari andrò a Delfi, a chiedere consigli all’oracolo. Oppure tornerò nella rassicurante certezza delle self insertion con i Tokio Hotel, del twincest tra i Weasley o delle Mary Sue alla Wammy’s House. Ma un po’ di recupero ci vuole.
Goodbye, so soon…

Tra miti e mitomani (parte I)

Giacobine e giacobini, riproduzioni in miniatura dell’uomo iperuranico, ben ritrovati!
Dopo un’assenza tanto prolungata, è il caso di ritornare in grande stile, e per fortuna ho qui sotto mano  una storia che fa al caso nostro: La storia di saphira, di Lady Crystal (http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=471714&i=1). È solo una svista, naturalmente, ma ammetterete che l’iniziale della protagonista in minuscolo è un ottimo biglietto da visita.
Questa ff è un cross-over tra Harry Potter e…
Aspetta un attimo! Ma non eri l’unico di Fastidious a non aver letto Harry Potter? Come fai a recensire in questo fandom?

Come vedete, accetto le critiche con pacatezza e serenità ^_^
Scherzi a parte, innanzitutto ho finalmente colmato la lacuna, ma poi quello che conta qui è il cross-over: nientemeno che la mitologia greca, nello specifico i poemi omerici. Ma se vi aspettate un confronto tra Minerva McGonagall e Minerva-e-basta, una centauromachia che coinvolga Florenzio o un qui pro quo tra Voldemort e Ade versione disneyana, resterete delusi: la protagonista qui è Saphira Lestrange, sedicente figlia di Rodolphus e Bellatrix, diciassettenne e in procinto di sposarsi. Saphira ricordava quando suo padre, soddisfatto, perchè aveva trovato un bel partrito (un partito che si è scisso in tre fazioni?) per sua figlia,  e glielo presentava (fare l’analisi logica di questa frase è più doloroso della maledizione crucio): Brendon aveva gli occhi piccoli e neri, baffi a spazzola, capelli neri e corti. Questo incrocio tra Stalin e Hitler è un mago di sangue purissimo, un mangiamorte, nonché arrogante, possessivo e sgrammaticato (una volta era uscita con lui, ed aveva guardato un ragazzo, così, pechè rideva a voce alta, e Brendon gli aveva dato uno schiaffo dicendo che quando si sposerà con lui, lei non potrà guardare altri uomini, o sarà peggio per lei); Saphira comprensibilmente lo odia, e ama un altro, un ragazzo di vent’anni cogli occhi gentili visto solo una volta per strada, per la serie “vado con il primo che incontro”. Cerca di incontrarlo il giorno stesso del matrimonio, poche ore prima della cerimonia, usando come scusa che doveva andare a comprarsi le ultime cose. Bellatrix la lascia uscire (anni di Azkaban hanno lasciato segni sul suo cervello), Saphira va in giro sperando di incontrarlo davanti alla biblioteca “papirus”, non lo trova, torna triste triste a casa, va in chiesa (suvvia, vi sembra un luogo strano per un matrimonio di maghi e mangiamorte? … Sì) e lì incontra il ragazzo, tra gli ospiti.
Non sapeva come fare. doveva per forza andargli davanti, ma un po' si vergognava. fu lui a girare lo sguardo e a notarla. -Ciao- gli disse Saphira. -Buongiorno- rispose lui. Saphira si chiedeva come aveva fatto a essere così stupida. eramlogico che doveva dirgli buongiorno, e non ciao, cioè era uno sconosciuto, e lei era purosangue e doveva dire per forza buongiorno a nche a chi conosceva, a chi aveva la sua età, e a leio era uscito un ciao, come ai mezzosangue!!!!
Piuttosto che delirare su come si saluta uno sconosciuto, se fossi Saphira mi preoccuperei del fatto di essermi messa a chiacchierare come se niente fosse subito dopo essere scesa dall’altare, di fronte a decine e decine di invitati. Infatti mica si limitano a salutarsi, no no: continuano a parlare, il ragazzo passa con disinvoltura dal tu al lei (“Prima dica il suo nome […] Particolare, quasi quanto il mio… che però non ti dico. […] Mi dica la sua età, signorina […]) per tutto il dialogo prima di chiederle cosa preferisce, le racconta con disinvoltura di avere più corna di un cesto di lumache, le dà appuntamento per il giorno dopo, e se ne va. Così, non si ferma nemmeno al banchetto, non saluta nessuno. In pratica è venuto al matrimonio solo per provarci con la sposa. Respect.
Com’è come non è, la cerimonia finisce, i novelli sposi vanno a casa e Brendon subito si fionda in camera da letto. Saphira, per non dover fare sesso, accusa una finta nausea e si chiude in bagno per vomitare; -lo faremo quando avrai finito- le urlò lui. Ora, se permettete, l’idea di far sesso con una che ha appena finito di vomitare non rientra nella top ten delle mie pratiche erotiche favorite, ma in effetti per chi è abituato a “mangiar morte” non deve essere niente di strano.
Saphira fugge dalla finestra del bagno, si cala in un tombino in cui passa la nottata, e al mattino si reca in biblioteca per incontrare l’uomo misterioso. Dopo tante ore in una fogna non deve essere molto pulita, ma a quanto pare il porco ragazzo, al pari di Brendon, non è schizzinoso.
Mi sono dimenticato di dirvi che il giorno prima, durante il dialogo nel mezzo della chiesa, lo sconosciuto ha dato questo indizio sul suo nome: Gli estremi sono uguali (e Saphira si chiese cosa mai volesse dire. Che deve voler dire? Che la prima lettera è uguale all’ultima!). Adesso, ovviamente, Saphira cerca di indovinare, ma senza successo, così riceve un nuovo indizio: il mio migliore amico si chiama Diomede. Con questa informazione si lasciano, non prima però che lei chieda all’uomo che ha conosciuto da appena un giorno se poteva andare a vivere da lui. In un soprassalto di coscienza, l’innominato rifiuta, ma su questa disponibilità di Saphira a coabitare con uno sconosciuto vorrei un commento del nostro opinionista di fiducia:

(l’immagine originale qui)
 

In un culmine di realismo, nonostante la fuga della sera prima, il giorno dopo Saphira può uscire di nuovo, si rivede con il ragazzo e tenta di nuovo di indovinare: Io penso che, cosa impossibile, tu sia Odisseo. La cosa impossibile, semmai, è che in casa Lestrange si leggano libri di miti babbani, ma figuriamoci se a qualcuno importa. Comunque, il giovane conferma di chiamarsi Odisseo, e Saphira sbotta: Ma è impossibile!!! […] Cioè, Odisseo è vissuto migliaia di anni fa!!! non puoi essere ancora vivo, e sopratutto … così giovane!!!
In effetti, quale può essere la spiegazione a un simile fenomeno? Semplice: è un omonimo. In un mondo in cui i genitori possono chiamare i figli Albus Severus o Scorpius senza subire la revoca della patria potestà, che volete che sia Odisseo?
Il tizio, che come abbiamo visto ha ovvie intenzioni riguardo Saphira, invece di confessare di condividere solamente il nome con l’eroe omerico, si inventa una storia assurda in cui, dopo essere tornato a Itaca, riparte insieme a Penelope e Telemaco: ci dirigemmo allora fino alle colonne d'ercole. Arrivati, feci per virare, e ritornare in patria, visto che lì finiva il mondo, ma ci imbattemmo in un vortice molto violento, che ci risucchiò insieme alla nave. Contrariamente a quanto avevamo immaginato eravamo ancora vivi. Ma ci trovavamo in un posto diverso: quello che tu vedi qui adesso. Nel viaggio io ero ringiovanito, e mia moglie e mio figlio pure. Insieme a me c'era anche Diomede, che, anch'egli, come tutti noi è diventato più giovane (ma se avevi detto di essere partito con moglie e figlio, contaballe!).
Come dite? Non è un invenzione di un playboy da strapazzo ma è la vera trama della ficcyna? Ma che, per caso non ho letto con attenzione la saga e in Harry Potterc’è davvero un incantesimo che porta le persone nel futuro facendole ringiovanire allo stesso tempo? No, eh?
Ok, rieccomi, ho la conferma ufficiale: ci troviamo di fronte alla più colossale arrampicata sugli specchi da quando Ron ha imitato il serpentese. E di fronte a cotanta rivelazione, non possiamo che sorbirci con paralizzata rassegnazione anche ciò che segue: Molto di quello che sapete voi non è mai accaduto: per esempio, Agamennone non è stato ucciso da sua moglie, Penelope non mi è stata mai fedele, Achille non è mai stato ucciso, ecc. E sai perchè? Clitennestra, per vendicarsi di tutte le corna di suo marito aveva convinto un aedo a narrare la loro storia diversamente, come la sapete voi oggi, inventandosi di egisto, ecc. ecc. (quindi, per non passare da tradita, ha deciso di passare alla storia come fedifraga e assassina? Furba)mia moglie a usato lo stesso trucco, ma per farsi spacciare da una donna fedele e Achille ha convinto un altro aedo a far narrare la sua morte per aumentare la sua gloria per i posteri.
Più vado avanti con questa storia e più difficoltà ho a decidere quali pezzi citare, perché in pratica ogni singola frase è in sé un capolavoro trash. Cerco di tagliare un po’: Saphira perde la testa alla prospettiva di mettersi con un eroe greco, chiede a Odisseo di portarla via, lui risponde che non può, che prima ci vuole un piano (Saphira: io ho l’armonica, va bene lo stesso? No, vabbe’, questa l’ho messa io…), ma che nel frattempo puoi darmi tutto quello che voglio ora, e si baciano. In altre parole, se ne approfitta senza dar nulla in cambio, ha imparato bene alla scuola di Circe, tanto che dopo se ne va e le dà appuntamento per la settimana successiva. Saphira prende bene la separazione, già il giorno dopo inizia ad avere allucinazioni di Odisseo.

(nonostante il tentativo di tagliare il più possibile, questa cosa la devo dire. Saphira abita in un castello, sostiene l’autrice. Vicino al castello c’è un lago, sostiene. Un giorno Saphira si allontanò a grandi passi dal castello, e si avvicinò alla città. Sostiene l’autrice che vicino alla città c’è il mare. Quindi nel giro di pochi chilometri lago e mare. Il castello di Brendon è a Lesina)

I giorni passarono lentamente, ed alla fine, arrivò il settimo giorno nel quale Dio si riposò Saphira dovrà vedere Odisseo, sperando che non sia fuggito come la consecutio temporum. Per fortuna c’è, si presenta in compagnia di Diomede, e suggerisce di aspettare un mese dopo il ritorno a Hogwarts di Saphira prima di fuggire, per non correre rischi. E già, perché la nostra protagonista è una Serpeverde, e la vediamo anche andare a Diagon Alley in compagnia di Draco, Zabini e Pansy Parkinson a comprare i libri. Qui incontrano il Trio (no, non Pavarotti Domingo e Carreras, ma Harry, Hermione e Ron), Draco ovviamente ne approfitta per dileggiare Ron sulla povertà della famiglia: Potter e Weasley urlarono all'unisono- Taci Malfoy!-, e Saphira replicò- Però, come è ristretto il vostro vocabolario!!!! Sapte dire soltanto Taci, o, sta' zitto Malfoy!!! Certo, da voi c'è da aspettarselo!- e Blaise, Pansy, draco e lei scoppiarono a ridere.
Ora, dico io, da una che è costretta dai genitori a sposare un purosangue, e lo tradisce con un babbano (perché Odisseo, checché dica di se stesso al matrimonio, mago non è) ci si aspetterebbe un atteggiamento meno serpeverdesco, o almeno più comprensivo. Ma Saphira è, sostanzialmente, una stronza, e nel seguito della storia si vedrà ancora meglio. Ad esempio, una volta tornata a casa decide di esercitarsi su la maledizione cruciatus, non era un compito per scuola ma faceva comodo. Prese come cavia un canarino, e lo torturò finchè esso non cadde a terra, tramortito. Ma non lo uccise. Bontà sua.
Passano i mesi, i capitoli, e se li conti anche i minuti: Saphira continua a andare a scuola, si tiene in contatto con Odisseo via lettere, nel capitolo 11 ha un attacco di nausea e nel 14, dopo  tre capitoli di nulla con salsa di soia, scopre di essere incinta, ma non sa chi è il padre tra marito e amante. Vorrebbe scriverlo a Odisseo, ma è così indecisa su come dirglielo che alla fine è lui a presentarsi a Hogwarts (“Conosco Silente. gli ho detto una piccola bugia e mi ha fatto venire volentieri”). Mentre i due parlano, Draco si improvvisa Alvaro Vitali e li spia dal buco della serratura, e dopo la partenza di Odisseo affronta Saphira a quattrocchi, dicendole che riferirà tutto ai Lestrange e a Brendon. Così avviene, Brendon incontra per strada Odisseo che prima nega con scuse puerili (Quando avrei visto tua moglie, se non la fai mai uscire di casa, sentiamo? me lo hai detto tu stesso " non la faccio uscire mai di casa, così non mi tradirà"; infatti il tutto è avvenuto a Hogwarts), poi, dopo essere stato pestato, ammette tutto e decide di fuggire con Saphira subito dopo il parto. Anzi no, decide di partire subito. Poi ritorna al proposito originario, aspettare di scoprire di chi è il bambino. La risposta definitiva è rapire il giorno dopo Saphira e fuggire insieme. Se fosse stato così deciso anche ai vecchi tempi, probabilmente oggi sarebbe concime per l’orto di Polifemo.
Sta di fatto che il rapimento avviene, con un piano talmente geniale che il cavallo di Troia in confronto sembra il cagnolino di Paris Hilton: Diomede distrae Silente (no, non con uno spogliarello, ma chiacchierando), Achille e Agamennone controllano che nessuno entri nella sala comune di Serpeverde, Odisseo va a prendere Saphira e fuggono tutti insieme per un passaggio segreto che Saphira gli aveva citato, una volta.
Ora, a parte che Achille e Agamennone insieme probabilmente avrebbero passato il tempo a litigare piuttosto che a fare la guardia, però quello che non è chiaro nel piano è: come fanno a controllare che non arrivi nessuno sia dall’interno che dall’esterno? Uno sta sulla porta d’ingresso della Casa senza che il guardiano abbia nulla da ridire? E ammettiamo che qualcuno fosse effettivamente passato: cosa avrebbero fatto? Lanciato urla di avvertimento, facendo accorrere mezza Hogwarts? Sbudellato il malcapitato?
Già che ci siamo: chiudiamo un occhio su Achille che aveva una madre immortale quindi magari un po’ di sangue magico ci stava pure, ma Agamennone e Diomede per quanto ne so io erano umani al 100%, e non mi pare che i miti riportino grandi magie fatte dai due. Ergo, sono babbani; ergo, come hanno fatto a entrare a Hogwarts?
Domande che resteranno senza risposta, e nel frattempo Odisseo porta Saphira a casa sua, e la presenta a Telemaco (Penelope se ne è andata, probabilmente sperava di non doversi più trovare ragazzine tra i piedi dopo Nausicaa). Vale la pena di rilevare che quella casa era totalmente diversa da quella di Brendon, più spartana. Quindi potrebbe anche essere la casa di Menelao.
Chiudo qui. Ma se la chiusura vi sembra lassa, non preoccupatevi: si tratta di riprendere fiato prima della seconda parte della recensione. E vi garantisco che lì si vedrà davvero di tutto: parti e dipartite, duelli e duetti, colpi di stato e magomachie. Stay tuned, non ve ne pentirete.

Aria nuova a Hogwarts -prima parte-

Signore e signore, vi annuncio che Elfo, il mio elfo del catino, è morto.
Questa tragedia mi ha gettata in uno stato di sconforto così profondo che gli unici Dissennatori che bazzicano per la mia cella sono quelli a cui il Medimago ha ordinato una dieta povera di colesterolo; l'unica consolazione è quella di sapere che è morto contento, mentre adempiva al compito che gli avevo affidato: in effetti è stato proprio un catino troppo pesante a stroncarlo.

Il decesso è avvenuto mentre leggevo " Phoenix – complicanze a hogwarts" opera di Lady Greece… Che per poco non ammazzava anche me.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=585630&i=1

Protagonista di questa storia è Phoenix (sì, si chiama così, ed ogni volta che ne leggo il nome ho la sgradevole visione di Ikky che si pavoneggia e se la tira come questa Marysue di bassissima lega), membro del SEP Ovvero la " Società per Eroi Potenti" (non oso immaginare come suonerebbe in inglese).

-La ragazza si era avvicinata a Voldemort, aveva chiuso gli occhi, e questo era subito morto. Subito. Senza nemmeno un avada kedavra.-

Harry, giovane e un po' naif, è sbalordito come un babbano davanti ad un banale gioco di magia e si chiede che incantesimo potente deve aver utilizzato questa ragazza. Noi vecchie streghe, con età ed esperienza dalla nostra, alla luce dei fatti non possiamo che scuotere la testa e sorridere: evidentemente la nostra Sue deve aver confuso gli ingredienti, utilizzando i fagioli magici per la fagiolata… E cccon quelli un peto diventa letale.

Peto o non peto, Voldemort muore e, tempo dopo (non ci è dato sapere quanto), Phoenix è a Hogwarts, per parlare con Silente.
In una storia sensata incontrerebbe Minerva che, alzato scettica un sopracciglio, le farebbe notare che è arrivata tardi e le consiglierebbe, dati i suoi strabilianti poteri, di provare a resuscitare il Preside con un rutto. Ma in questo universo nessuno si preoccupa del fatto che Silente sia vivo e che, differentemente da quanto accade di solito nelle fanfiction, non apprezza Phoenix. Il che è indice di quanto questa donna sia una spina nel deretano.

-Buongiorno. Potter, Weasley, io sono Phoenix. Solo Phoenix. Non mi conviene rivelare tutto di me, non vi pare? [Guarda che nessuno ti aveva chiesto niente…]
Potter non le strinse la mano, e Ron nemmeno. –Vi ho forse offeso? Uccidere Voldemort è stato uno dei compiti più facili che mi hanno assegnato
[effettivamente non ci vuole un genio per espellere aria]. E poi, si sa com’è, quando uno conosce i punti deboli dell’altro … – spiegò lei. Ron diede un’occhiata a Harry, ma anche questo diede segno di non aver capito niente [non è che non hanno capito niente, autrice, diciamoci le cose come stanno: non hai spiegato un cazzo, che è ben diverso!]. La ragazza sorrise. –Non mi aspettavo che capiste qualcosa. Ah, dimenticavo. Stai in guardia, Weasley. Credo che il mio prossimo compito riguardi te e la tua famiglia [appunto perché non le conveniva rivelare tutto, non vi pare?]. Ma si sta facendo tardi, devo andare- annunciò lei, e si smaterializzò [ smaterializzò 'sta ceppa: non ci si smaterializza ad Hogwarts.].

Chi o cosa sia ci viene prontamente spiegato da Hermione spuntata da chissà dove (no, davvero: "disse pronta Hermione, spuntata da chissà dove"), che ci sciorina la definizione del SEP:

C’è scritto su “scuola delle antiche e prestigiose scuole di magia” [Eh?] sotto il capitolo “Società prestigiose per l’insegnamento della magia e la sua applicazione in missioni” [Che definizioni del menga dà questo libro?]. Il SEP, o Società per Eroi Potenti è la più importante società di magia e autodifesa sulla faccia della terra [Guarda, non ne avevamo dubbi…]. I suoi allievi sono molto potenti e sono molto più forti e istruiti di noi [Hermione non lo direbbe mai. E, se lo dovesse dire, non lo direbbe comunque, perché nel frattempo si starebbe mangiando il tavolo degli insegnanti per l'incazzatura]. Imparano anche la magia nera, e sanno praticare ogni sorta di incantesimi. Inoltre sono specializzati anche negli scontri con spade, archi e anche pistole del mondo babbano [Perché se puoi ammazzare con scoregge silenziose imparare ad usare spade e pistole ti tornerà sicuramente utile. Gli scontri con gli archi… Come si fa uno scontro con gli archi? Ho immagini di combattimenti rocamboleschi in cui gente nascosta tra gli alberi, tenendo saldamente una estremità dell'arco, fa scattare l'altra contro i polpacci degli avversari mentre questi cercano di accecare i primi utilizzando l'arco come uno stocco. Sì, è una cazzata, ma se queste autrici utilizzassero i termini giusti invece di scrivere parole a caso io non mi farei questi filmini mentali!!]. Sanno fare tutto [anche la marmellata di marroni!]. Una volta che qualcuno esce di lì ottiene una missione da portare a compimento [Non è una scuola normale, è il Garden di Balamb]. Naturalmente molti di loro aspirano al potere personale e ucciderebbero anche il ministro della magia stesso per ottenerlo [E giustamente il Ministro se ne sta bello tranquillo mentre vengono addestrati dei Terminator pronti ad ucciderlo]. Comu7nque, i più che frequentano il SEP sono principalmente buoni, se vi interessa. Un po’ strafottenti, ma buoni [Anche questo era scritto sul libro?]-.

Qua ho seriamente sperato che Silente la guardasse stralunato e le chiedesse che si era fumata. Purtroppo ciò non accade, anzi. Ci viene riferito che anche Lucius (che in questa fanfiction per ora nemmeno si è visto ma si sa, inserire Malfoy in una ficcina fa chic e non impegna) fa parte del SEP (veramente a me risultava che avesse studiato ad Hogwarts), ma che ovviamente è un incapace (ma non erano dei superfighi in tutto, in quella scuola?).

Nessuno sa perché Phoenix sia lì, ma in ogni caso "-Ad ogni modo bisogna ostacolarla. Non si sa mai- concluse Harry.". Giusto perché Snape è morto e bisogna accanirsi su qualcuno che obbiettivamente, fino ad ora, gli ha fatto solo favori.

-Phoenix arrivò alla sede del SEP pochi minuti dopo. Si fermò prima a bere un caffè. Salutò i suoi colleghi e guardò le missioni disponibili.- [Io l'ho detto che è il Garden.]
Liberare il piccolo villaggio di Whispers dai giganti [Pure il nome del villaggio pare preso da Final Fantasy!], processare Weasley Arthur per aver svelato il mondo magico ai babbani ( trovare prove) [Perché prima si decide di processare qualcuno e POI si trovano le prove, no?] e bloccare l’ascesa di Potter [ascesa a COSA esattamente?].
-Beh, bloccare l’ascesa di Potter sarebbe divertente, ma prima voglio fargliela pagare a Weasley.
[Perché?] – pensò Phoenix. Quindi si recò dal Capo Missioni [Fatemi indovinare: si chiama Cid Kramer…] e gli disse la missione che intendeva compiere, e quale intendeva prenotare. Al villaggio di Whispers avrebbe pensato qualcun altro [Irvine, probabilmente. O Seifer… E preferirei seguire le loro vicende, erano più carini, specie quel gran manzo platinato di Seifer].

L'indomani Phoenix inizia a pedinare Arthur. In ordine, lo vede lavorare, prendere il té, anzi, pregustare una tazza di té, usare un telefono cellulare, lavorare, fare una pausa, uscire dal ministero, smaterializzarsi, ricomparire in un luogo imprecisato di Londra (bella forza, il Ministero della Magia è a Londra…), entrare in un bar, fare una telefonata, incontrare una donna in abiti babbani, fare un Wingardium Leviosa davanti a lei, baciarla e andarsene.

L'unica che potrebbe avere da ridire su tutto questo è Molly, a mio avviso… E invece no: sono una serie di prove della Malvagità di Arthur, che vengono documentate con fotografie e video.
Il bere té è ovviamente da babbanofili perché si sa, i maghi si nutrono esclusivamente di burrobirra e cioccorane; il cellulare è ovviamente rubato perché a Londra è difficilissimo reperire un telefonino e per riuscire a procurartene uno devi commettere un "reato di furto" (ricordiamoci che Arthur ha una Ford Anglia… Ha rubato anche quella? E la videocamera se la sono inventata i maghi, dato che Phoenix ne utilizza una?); la scelta del luogo è da babbanofili perché a Londra abitano i babbani (e c'è la sede del Ministero, il binario 9 e 3/4 a Kings Cross e Il Paiolo Magico, che è l'accesso a Diagon Alley, ma sono dettagli); infine, dato che in Inghilterra devi mostrare un documento che dimostri che sei un babbano per comprare vestiti, la donna non può essere che babbana.
Che detective!

-A Phoenix, per ora, le prove potevano bastare. Guardò le foto e il video. Doveva portarli al SEP, da Ikarius, capo del SEP e suo futuro marito [arrampicatrice sociale] . Ma prima voleva vendicarsi di quello stupido ragazzino che l’aveva in qualche modo offesa [nel senso che non sa nemmeno lei come l'ha offesa, ma ha deciso che deve vendicarsi]. –

Phoenix si materializza ad Hogwarts (aridaje…) e, trovato Ron gli fa vedere le foto di Arthur che bacia la bionda.

"–deludente, no?- disse – le porterò a Ikarius. Presto tuo padre sarà ad azkaban. Grazie a me. E io riceverò lauti guadagni e molta fama. Meno male che tuo padre lavora al ministero e si occupa delle cose babbane … mi darà più fama, sai?- "

In questo momento mi piacerebbe prendere sotto braccio Phoenix e, da vecchia strega quale sono, farle capire come va la vita e come gira il mondo.
Con la pazienza di Merlino ne "La spada nella roccia" le farei sapere che per ogni men c'è sempre un più e che di Arthur Weasley non gliene frega un fico secco a nessuno, e che non sarebbe certo il dipendente del Ministero più importante o in vista al centro di uno scandalo. Con l'accondiscendenza che si dimostra ai più giovani le farei notare che l'amore è la forza più potente al mondo, anche più potente della gravità in un certo senso, ma che mostrare un Wingardium Leviosa a qualcuno ti può portare al massimo ad un provvedimento disciplinare e non al carcere. Dopo averle raccomandato di mirare sempre in alto ed averle spiegato che se non rischia non rosicchierà un bel niente, la disilluderei sul fatto che baciare i babbani non è un reato e che anzi, ci sono maghi sposati a babbani: i mezzosangue non li porta la cicogna. Infine, prima di partire per Honolulu, le farei presente che l'unico motivo valido per rinchiudere Arthur ad Azkaban sarebbe per proteggerlo da una Molly comprensibilmente incazzata per il bacio alla bionda.

Purtroppo non posso farlo e così la nostra protagonista se ne va a dormire beata, convinta che la sua missione sia l'equivalente magico di una operazione per incastrare Don Corleone, quando in realtà è più simile ad una multa per divieto di sosta ad opera di un ausiliario del traffico.

Il demone pecora

Giacobine e giacobini, testimoni del GoS e paladini del libero pensiero, l’estate è iniziata e finalmente anche il clima sembra essersene accorto, e quindi è giunto il momento di tuffarsi. Non in una piscina colma di acqua piena di fervore, ça va sans dire, ma in un fandom piuttosto trafficato, e a cui da un po’ non mi avvicinavo: quello di Inuyasha. Ma oggi ci ritorno grazie a questa chicca di marrion: ONLY HOPE….UNICA SPERANZA, che trovate al link http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=515555&i=1.

Trattasi di una one shot su uno dei pairing più gettonati del manga: Sesshomaru/Rin. Non ci sono riferimenti precisi alla trama originale, ci viene solo detto che Sesshomaru, dopo aver portato con sé Rin per dieci anni, la lascia in un villaggio umano, per poi rendersi conto, dopo altri due anni, che la ama. Che acume! Eh, questi uomini che ci mettono una vita per capire le cose (ah, vero, sono uomo anche io… vabbe’ lasciamo perdere). In realtà, però, non di durezza di comprendonio si tratta, ma di consumata scaltrezza: essendo Rin nel manga una bambina, Sesshomaru aspetta saggiamente che raggiunga la maggiore età, in modo da non essere scambiato per un volgare pedofilo.

Passiamo alla storia vera e propria: è divisa in due parti, le cui voci narranti sono rispettivamente Rin e Sesshomaru. Ed entrambi utilizzano continuamente per quest’ultimo il titolo di “principe dei demoni”; titolo in realtà quanto meno dubbio, visto che appare nel nome di una puntata dell’anime e poi mai più, e del resto il padre era un generale, e non un re. Tanta protervia va punita con una robusta dose di perculatio. Dicevamo quindi che Rin e il principe del menga si alternano come voci narranti, e raccontano i propri patimenti amorosi. Sul monologo di Rin possiamo anche non soffermarci, non è nulla di eccezionale, ma nemmeno è paragonabile a certi obbrobri apparsi sui nostri lidi. Certo, potremmo dire qualcosa sulla forma, potremmo confutare la sua dichiarazione “Eppure adesso mio principe non mi lamento” quando invece la sua orazione è tutta una geremiade (ma come dicono i bannerini su FB, questa è “roba da donne”), così come potrebbe perplimerci che, avendo la giovane imparato a cantare, dedichi a Sesshomaru come regalo d’addio una canzone di Mandy Moore (Only hope, come da titolo) del 2004, ovvero parecchi secoli successivi all’era Sengoku in cui la storia è ambientata. Ma può anche darsi che Rin sia passata per il pozzo, sia arrivata nel presente, abbia imparato l’inglese e si sia fatta una subcultura musicale, quindi lasciamole il beneficio del dubbio.

Anche perché, diciamolo, queste sono piccolezze rispetto a ciò che leggeremo nel pezzo di Sesshomaru, che dilapida tutto il fascino accumulato in 558 capitoli di alterigia in poche righe di ficcyna in cui riassume tutte le storture del maschio contemporaneo. Andiamo a vedere come.

Il nostro principe degli sboroni esordisce dichiarando il suo dolore da quando si è separato da Rin, alla quale attribuisce una precisa conoscenza delle cause di questa situazione, come si evince da queste frasi: Rin sai spiegarmi cos’è questa stretta che sento al cuore. Sai spiegarmi perché quando ti penso soffro. Gli editor mi suggeriscono che siano invece domande i cui punti interrogativi sono scomparsi nella melassa, ma sono semplici illazioni, che comunque nulla tolgono allo struggimento del principe degli albini, che passa a rivolgersi al padre: Padre sapete spiegarmi perché non riesco a smettere di pensare a lei? Sapete dirmi perché sento un peso enorme al cuore?

Il sollievo per il ritrovamento dei punti interrogativi vivi e vegeti non può però impedirmi di chiedere perché continui a fare a tutti le stesse domande. Chi sarà il prossimo, la redazione di Cioè? Per fortuna, prima che si arrivi a tanto degrado, Sesshomaru sente una voce, è il canto di Rin. A quanto pare, per una delle solite incredibili coincidenze si trova vicino proprio al suo villaggio, ma non impuntiamoci: a parte che ha un udito di cane, ma ricordiamo che il Giappone di Inuyasha è notoriamente più piccolo del campo di calcio di Holly e Benji…

Sta di fatto che il principe degli emo incontra Rin nel bosco, e inizia a belare. Voi direte “Ma come, belare? Sesshomaru è un demone cane, qui per giunta allupato, al massimo potrebbe ululare, o al più abbaiare.” Sono d’accordo, ma non è colpa mia se nel giro di poche righe leggiamo queste tre frasi:

Be, si posso fare questo effetto ma non a lei. […]

Be, si devo ammettere è irritante. […]

Non la facevo così sicura di se e sfrontata. Be, mi intriga.

Forse qualche h o degli apostrofi avrebbero trasformato questi belati in intercalari, ma in loro assenza siamo legittimati a fare ipotesi animalesche.

E comunque, il principe degli ovini si intriga con poco.

Rin non sembra affatto contenta di incontrare Sesshomaru, e a ben vedere: dopo due anni di separazione, ha finalmente deciso di sposarsi, le nozze sono prossime. E proprio ora il principe dei macho viene a dichiararle il suo amore! Ma quando viene a sapere che c’è un altro uomo, assume un tono inquisitorio – che non potrebbe permettersi, visto che l’ha abbandonata, ma almeno su questo il personaggio non è ooc:

“è Buono con te Rin?”

Lei annuisce […]

“ E dolce Rin?”

Lei annuì di nuovo […] (e i tempi verbali a casaccio salutano il loro affezionato pubblico)

“ Rin, è protettivo?”

“ SI, per quello che può si […]”

“Come si chiama Rin?”

“A’ principe dei poveri, ho capito che stai parlando con me, non c’è bisogno che ripeti ogni istante il mio nome! Rin non è il diminutivo di Rincoglionita!”

No, quest’ultima frase non la dice, ma sarebbe stata appropriata. Fatto sta che se citassi tutte le battute in cui Sesshomaru  ripete il nome di Rin sforerei abbondantemente il limite del 15% di citazioni, quindi vi basti.

Tra un vocativo e l’altro, emerge che Rin non ama Taro (il nome del suo promesso; e, tra l’altro, il nomignolo per indicare gli scarafaggi in Excel Saga e Fullmetal Alchemist. Info da otaku… questo è Fastidious!), ma lo sposa solo per dimenticare Sesshomaru, che invece adesso è lì, sfoggia un repertorio da innamorato adorante e fa il grande passo: chiede a Rin di sposarlo.

Lei sgrana gli occhi più di quanto non avessi mai immaginato, ma posso comprenderla; non tutti i giorni si riceve una proposta di matrimonio dal principe dei demoni. Non l’ha ricevuta nemmeno oggi, non essendo lui principe, ma il senso è chiaro, e comunque Rin accetta di sposarlo. Dopo aver superato le fasi “stalker” e “seduttore”, il principe degli arrapati giunge finalmente allo stadio “grand’uomo”: Sorrido soddisfatto e la bacio con passione. Un bacio tira l’ altro e siamo finiti con il fare l’  amore.

Due volte.

Ma sì, vantiamoci! Un attimo prima sei disperato per riconquistare una ragazza e appena ci riesci subito vuoi fare il figo sulla tua prestanza sessuale. Che poi, ricordo mestamente che i confronti vanno fatti non con la media umana, ma con la media canina, ma meglio non addentrarsi su questo argomento.

Non insisto oltre su queste meschine vanterie perché stiamo arrivando al culmine. I due amanti si stanno godendo il relax post-coito, quando Rin si alza di scatto e guarda un punto terrorizzata. Un punto nero? Il punto vita? No, è Taro.

Oh, il fidanzato di Rin. Mi dispiace bello lei è mia.

Il principe dei simpatici è approdato alla fase padronale: nonostante Taro si dimostri sin da subito rassegnato e comprensivo, non tollera comunque che la giovane mostri tenerezza o affetto verso l’ex futuro sposo. Rin si alza prende il mio Kimono lo indossa [perché non indossa il suo? Le misure non dovrebbero essere proprio uguali…] e si avvicina a quel Taro e lo abbraccia. Metti giù le mani umano.

“Metti giù le mani, stolto umano!”

Ora, a parte che semmai le mani dovrebbe metterle giù Rin visto che l’ha abbracciato lei, non si capisce perché si debba ripetere due volte lo stesso concetto; lo aveva già fatto in precedenza, lo rifà subito dopo:

“ ah ah ah ah. E’ normale Rin è geloso!” esclama Taro.

Io geloso? Mai.

“Sesshomaru geloso? No, Mai Taro semmai possessivo.”

Mancava solo che il principe delle reiterazioni utilizzasse la più abusata delle giustificazioni per la gelosia. Ma Rin, in quanto a sensibilità, non sembra poi essere molto meglio: a Taro che ammonisce Sesshomaru di renderla felice dice “Taro tranquillo. Solo il fatto che lui è qui e mi ha chiesta in moglie mi da felicità. Una felicità immensa credimi.” Che ok, sarà anche vero, ma non è proprio una frase carina da dire all’uomo che hai appena mollato – anzi, visto che ufficialmente non lo avevi lasciato, che hai appena tradito e mollato. E anche quando Taro le dice che la amava da due anni non ha reazione, tranne il rispondere alla battuta di Sesshomaru sulla lentezza degli umani (“Senti chi parla, tu ci ai messo dieci anni per renderti conto di amarmi e chiedermi in moglie.”), e alla fine liquida questa scena di teatro dell’assurdo con la seguente frase: “ Dai, ciao Taro ci vediamo. Sesshomaru vestiti [suppongo con i vestiti di Rin, visto che lei ha messo i suoi; quindi può fare anche il principe dei travestiti] e andiamo.”

Ciao Taro ci vediamo. Cioè, si può dire una cosa così all’uomo che hai appena eccetera, ormai lo sapete. Ma pensiamoci un attimo: tutto il racconto verte intorno alla tensione sessuale e sentimentale tra Rin e Sesshomaru, non c’è una parola, per quanto smielata, che non sia indirizzata a costruire questa atmosfera di amore, passione e tutti gli annessi e i connessi, e appena la coppia si riunisce si manda tutto all’aria con un abbruttimento dei protagonisti, con un dialogo così sconclusionato? Se si arriva a questo poi non si può chiedere indulgenza per la punteggiatura intermittente, per l’abuso di retorica, per gli anacronismi musicali, per le coincidenze impossibili.

Più comprensivo di noi, Taro non reagisce come avrebbe diritto di fare, sfanculando Rin e il suo principe degli zebedei, ma di fronte a quel capolavoro di cinismo che è stata l’ultima frase della giovane commenta, all’unisono con Sesshomaru, con una esclamazione: “Donne!” E il principe dei marpioni sente la necessità di concludere con una massima come quelle che tramandavano le nostre nonne: Già donne! Sono una disgrazia, ma senza di loro non potresti vivere. Fatevelo dire dal principe dei demoni che si è appena scoperto innamorato.

Con una dichiarazione che sembra uscita dalla Vedova Allegra (che rispetto a Mandy Moore è un bel passo in avanti, se mi è concesso un parere!), termina la ficcyna. Il mio giudizio sulla storia in generale l’ho dato qualche capoverso più su, ma in chiusura cosa possiamo dire di questo Sesshomaru? Ultimamente, quelli che millantano il titolo di principe finiscono a Sanremo o a Ballando con le stelle. Qualcosa tipo questo:

 

Sì, lo ricorderemo così.

 

 

P.S. Oggi Fastidious compie quattro anni. Champagne!

Inglourious Kaulitz Basterds

Giacobine di illustri casate, sanculotti dell’ultimo minuto, vandeane d’accatto e pazienti girondini, ben ritrovati!

Il precedente profluvio di epiteti storici non è senza un perché, anche se si potrebbe polemizzare sul percome: la ficcyna che oggi vengo a sottoporre alle vostre fameliche fauci è infatti di ambientazione storica; roba per gente colta, quindi, come voi Fastidious Readers siete senza dubbio.

Si tratta quindi di una storia storica; e meno male che non è destinata a rimanere nell’immaginario, altrimenti diventerebbe una storica storia storica. Ma non divaghiamo: si tratta di Ready, Set, Go, it’s time to run.., venuta alla luce dalla leggiadra penna (o tastiera) di dark483, e la potete trovare a questo link: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=403461&i=1.

Lo so, il titolo sembra suggerire sviluppi più sportivi che storici, ma abbiate pazienza, in fondo l’autrice, come lei stessa dice nell’avvertenza iniziale, non ha studiato il periodo storico in cui la ff è ambientata perciò le affermazioni che seguono potrebbero non essere attendibili al 100%. Non storcete il naso, cari lettori e lettrici, di fronte allo spettacolo di un racconto storico scritto senza conoscere la storia: pensate a quante ficcyne avete letto scritte in lingua italiana da vestali che non sanno l’italiano, e la cosa vi sembrerà quasi normale. Qui almeno non ci sono linguaggio sms ed errori ogni due parole. Un po’ di indulgenza, per Depp!

Però mi rendo conto che ancora non ho specificato di quale periodo storico stiamo parlando. Ce lo chiarisce subito l’introduzione alla storia stessa: Una storia romantica che nasce, ai tempi della seconda guerra mondiale, nei campi di concentramento.

E fu così che ogni possibile indulgenza andò a farsi benedire.

Cioè, no, seriamente: tra tutti i possibili periodi storici in cui si può ambientare una storia d’amore contrastata (perché di questo si tratta, come vedremo) proprio quello più delicato, e su cui occorrerebbe un minimo di preparazione? A quanto pare, sì.

Ora, come dico sempre io, mai giudicare troppo presto: magari, nonostante le premesse non siano delle migliori (a partire dal titolo: cosa c’entra con i lager?), l’autrice saprà trattare la materia storica con la delicatezza che merita.

Le speranze si incrinano quando si considera che la fan fiction è una real person sui Tokio Hotel, in cui Bill, come gli altri tre membri del gruppo, è un soldato come tanti altri. Tuttavia, visto che i quattro debosciati nella storia si occupano di eliminare gli ebrei e lavorano in un campo di concentramento, è più facile che si tratti di SS, visto che nei lager la Wermacht non aveva incarichi. Chissà come saranno felici questi poveri musicisti di essere accomunati all’esercito più efferato della storia europea, e per giunta dalle fan: non oso pensare se fossero detrattori…

Comunque, la presenza dei Tokio Hotel in questa ficcy è già il segno che la sensibilità storica ha comprato un biglietto di sola andata per Gotham City. Come si sa, i nazisti non hanno sterminato solo ebrei, slavi e rom, ma anche oppositori politici ed omosessuali. E d’accordo, nonostante le numerose ed autorevoli voci i Tokio Hotel gay non sono, ma ciò non toglie che è molto difficile che un uomo con questo aspetto

venga accettato dalle SS o da qualsivoglia gruppo armato della Germania nazista. Dovremmo magari immaginarci Bill Kaulitz con i capelli corti, o magari rasato a zero, struccato e senza tette ma con tutta la buona volontà non ci riesco.

Vabbe’, soprassediamo, e passiamo alla trama vera e propria. Protagonista di questa storia è Gretel, una ragazza tedesca che vive da sola da quando il padre se n’è andato, durante la di lei infanzia (e pensare che doveva accudirla e impararle tante cose! La grammatica, tra le altre) e la madre è morta di un male incurabile. Per dirla in una parola, è una Sue, e sono certo che non avreste mai indovinato se non ve lo avessi detto io. Ed è proprio la pu-pulzella a raccontarci il contesto storico della ff: Tre anni fa nel 1933 i Tedeschi hanno fatto la scelta più stupida che avrebbero potuto fare, votarono Hitler come cancelliere. E sin qua, ci siamo.

All’inizio sembrava solo avere attitudini strane ma mai nessuno avrebbe capito quello che la sua mente diabolica in realtà aveva partorito. Mah, diciamo che ben prima di prendere il potere aveva idee ben chiare (Mein Kampf), altro che “attitudini strane”… forse queste:

In pochi anni, un paese democratico come il nostro è diventato un regime soprannominato : il Terzo Reicht. Reich senza t, ma non impuntiamoci.

E al suo comando Hitler ha preso il nome di Fürher, ha attaccato la polonia e così era scoppiata la seconda guerra mondiale. A parte che non si capisce cosa abbia fatto di male la Polonia per meritarsi l’iniziale minuscola e i tempi verbali per essere mescolati a casaccio, se Gretel ha esordito con “tre anni fa” allora siamo nel 1936. Ma la Polonia viene invasa nel 1939. Quindi i casi sono tre:

1.   Gretel è una veggente;

2.   Gretel è stata la prima astronauta della storia e ha subito una serie di paradossi temporali;

3.   Gretel è vittima del primo errore storico di questa ficcyna.

Propendo per la terza ipotesi; ma in fondo si tratta di soli tre anni, cosa volete che sia successo di importante tra il 1936 e il 1939, a parte guerra di Spagna, occupazione dell’Albania, anschluss dell’Austria, conferenza di Monaco e occupazione della Cecoslovacchia? Bruscolini.

Ok, meglio non accanirsi. Il racconto di Gretel prosegue con una descrizione (semplicistica ma passabile) delle atrocità antisemite dei nazisti.

Qui finisce l’introduzione pseudo-storica, e torniamo in casa di Gretel, dove c’è un’altra persona.

No, non è Hansel.

Si tratta di Ester, ragazza ebrea, che si nasconde dalla sua amica Gretel dopo che la sua famiglia è stata catturata.

I soldati nazisti perquisiscono casa di Gretel, senza trovare nessuno, e una volta che se ne vanno Ester esce dal nascondiglio, depressa (e vorrei vedere), e l’amica per distrarla la invita a giocare: cominciamo a rincorrerci fra tutte le cose che poco prima [i soldati] hanno messo in disordine. E quando l’afferrò, ci buttiamo per terra senza fiato e ridiamo a crepapelle.

Fermiamoci un attimo. Tutte le testimonianze di chi si è nascosto in case private per sfuggire ai nazisti, dal Diario di Anna Frank a Maus, coincidono sotto un aspetto: gli ebrei nascosti avevano spazi ridottissimi e facevano il minor rumore possibile, evitando anche di avvicinarsi alle finestre per non farsi scorgere da altri, in quanto il rischio di essere denunciati dai vicini, per fanatismo, paura o avidità, era molto elevato. E queste due invece corrono e ridono?

Stando così le cose, non stupisce ciò che avviene nel capitolo successivo: Gretel va a fare delle compere, e quando torna trova la porta aperta e più nessuna traccia di Ester: è stata portata via. Stupisce invece che non venga arrestata anche Gretel, per aver nascosto degli ebrei, eventualità che era stata carezzata nel primo capitolo (se prendono lei prendono anche me, anche se sono tedesca). Ennesimo sfondone storico, a cui però Gretel decide di rimediare: per raggiungere l’amica e morire con lei, si cuce sui vestiti una stella di David e esce in strada, per farsi passare come ebrea e arrestare dai nazisti.

Sino a qui, se non fosse per gli errori storici e lo stile zoppicante, la trama in sé non sarebbe male (dalla regia mi fanno segno che non sono d’accordo, ma a volte mi piace essere indulgente): un dramma dell’amicizia con possibili risvolti interessanti. E quindi la domanda è: era proprio necessario mandare tutto in vacca inserendo i Tokio Hotel? (per esser chiari, l’effetto sarebbe stato lo stesso anche con Who, Pink Floyd, Queen o Radiohead, non è una questione di qualità musicale)

La narrazione si alterna tra Gretel e Bill. Quest’ultimo, insieme agli altri tre TH, lavora in un lager, ma odia il suo lavoro e non vuole uccidere, da cui uno stato di crisi permanente; Gustav sembra condividere il suo stato d’animo, mentre Tom e Georg si divertono un mondo (suppongo che ciò sia un riflesso della classifica di gradimento dell’autrice). Comunque, nonostante tutto, è proprio Bill a trovarsi di fronte Ester – la quale gli dice senza mezzi termini “ora sbrigati..uccidimi!” – e con qualche riluttanza la uccide, per trovarsi poi ovviamente pieno di rimorsi. Solo che, nelle sue amare riflessioni, appare anche questa: Ester…già, doveva chiamarsi così.

Me lo ha detto con un tono di speranza.

Come se io avrei dovuto salvarla da quel destino crudele.

Come, prego? Ester gli ha detto di sbrigarsi ad ucciderla, e lui ci vede la speranza?

Oltre che nazista, in questa ficcyna Bill Kaulitz è pure tonto (nel suo caso, probabilmente, SS sta per So Stupid!).

È proprio per non sparare sulla Croce Rossa che evito di far notare che l’arruolamento nelle SS era di natura volontaria, non obbligatoria come per l’esercito, e che pertanto se Bill si trovava a lavorare in un lager non poteva lamentarsi di esserci stato costretto, quindi i rimorsi sono a dir poco non credibili [toh, evitando di farlo notare, l’ho fatto notare…].

Ritorniamo alla storia. Mentre Bill è preda dei rimorsi per aver ucciso Ester, arriva il gruppo di deportati in cui si trova Gretel. Lui e lei ovviamente si scorgono a vicenda, si guardano a lungo. Come si suol dire, è amore a prima vista, per entrambi.

Un soldato mi sta portando da qualche parte.

Non so dove.

L’unica cosa a cui penso sono gli occhi di uno di loro.

Ma che dico.

Uno di noi.

Perchè io sono tedesca.

Eh, la forza dell’ammmoreh! Gretel si è finta ebrea per morire insieme all’amica, e basta uno sguardo per innamorarsi di un soldato, cioè uno di quelli che perseguitava l’amica (nel caso specifico, proprio dell’assassino). Adoro la coerenza. Ma Bill fa di meglio, inizia a correre istintivamente verso di lei. La scena va riportata per intero perché merita:

Sta correndo verso di me.

-LASCIALA!!-urla liberandomi-lei no!-

Lo osservo confusa.

Che vuole questo da me?

Mi abbraccia forte e mi accarezza i capelli.

Non so perchè ma, mi sento bene, benissimo.

Proprio il tipico stato d’animo di chi è appena stato portato in un lager, no?

Bill viene trascinato via da un generale, Gretel si sente un in colpa perché per quel gesto potrebbe essere condannato a morte. In effetti è proprio ciò che dovrebbe succedere, ma il generale, portato in disparte Bill, dice di non poterlo deferire e farlo uccidere. Il motivo? È suo nonno.

Non ho la forza di commentare questo coup de theatre, ma penso che potrete farlo benissimo voi in vece mia.

Negli ultimi due capitoli, i piccioncini passano la notte a pensarsi reciprocamente. Bill sente già che senza di lei non può andare avanti (a fare l’SS?), mentre a Gretel quel soldato tedesco […] l’ha colpita al cuore come mai nessuno ha fatto (“colpire al cuore” parlando di soldati, soprattutto in un lager, non è la metafora migliore…). La giovane si trova al di fuori di quello che potrebbe essere un dormitorio, perché ovviamente le prigioniere nei campi di concentramento potevano stare dove volevano loro, e viene raggiunta da un’altra internata, che intuisce i suoi problemi di cuore e le chiede di chi si tratti.

-è un soldato..Bill..si chiama Bill!-

-Quel Bill ..-

Com’è, tutti i prigionieri lo conoscono? Già, ma con quei capelli, figuriamoci se non si notava, in mezzo agli altri nazisti…

-l’ha fatto anche con una mia amica..poi l’ha uccisa- mente la misteriosa-non fidarti e toglietelo dalla testa!- e soddisfatta per averla ferita si alza e se ne va.

E certo, il campo di concentramento diventa teatro di diatribe amorose nemmeno fosse un college da telefilm americano. Infatti, “stupida” grida dentro di sè Gretel “ti eri illusa di nuovo? Vaffanculo Bill!!”, mentre dall’altra parte del campo Bill pensa “beh notte, Gretel” e sorride di nuovo, e su questo saluto si interrompe la storia sinora pubblicata. E direi che una buona notte sia la cosa migliore da darci anche di fronte a questa ficcyna.

RincoBella & TamarrEddy in ficcyland

Carissimi, oggi vengo a voi dopo tanto tempo porgendovi le mie scuse: miei dolci animalini, vi ho lasciati a lungo senza nutrimento e vi ritrovo ora deperiti e tutt’ossa.

Non come Lindsay Lohan ma quasi.

Che volete, noi megere abbiamo talvolta una vita sociale: ogni centocinquant’anni, è vero, ogni congiunzione astrale, ogni morte di Albus Dumbledore, ma ce l’abbiamo.

Insomma, vi porto oggi questa meeeeeraviglia di ficcy in un fandom per me ancora inesplorato: Twilight.

Vi sento già rumoreggiare: buoni che non ho ancora iniziato!

E poi, insomma, a me Twilight in sé non è dispiaciuto. I seguiti non li ho apprezzati, ma il primo libro l’ho letto con piacere. Ergo mi inoltro nel fandom con particolare sofferenza, ma non senza un che di gioia sadomasochistica.

Ma bando alle ciance e ciancio alle bande, è ora di iniziare.

 

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=392360 : Tutto può cambiare, di valenessie.

 

Allora, prima di tutto chiariamo subito alcune delle Verità Fondamentali di questa ficcy:

1) Isabella Swan è un affarino lagnoso e rompipalle, e pure vagamente rincoglionito;

2) Edward Cullen è un tamarro che fa fatica a tenere il suo affare dentro i pantaloni per più di dodici secondi;

3) Tutti i personaggi secondari sembrano essere stati colpiti da un vaso di gerani: in sostanza sono uno più imbecille dell’altro.

 

E no, l’OOC non è dichiarato. Neppure l’AU.

 

Bella, Alice e Rosalie prendono casa insieme per l’università con bagaglio a seguito. Ovvero Emmet, Jasper e Edward, che però, nel ficcy-time, non sta con Bella.

Iniziamo subito con due domande. Domanda Prima: Perché mai le tre squinzie si portano dietro anche Edward, dato che a Bella sta pure sulle balle? (Simpatica l’assonanza Bella- balle). Non sanno dove parcheggiarlo? A casa mamma e papà non lo vogliono in mezzo ai piedi perché ha l’alito pesante?

Domanda Seconda: negli USA esistono i college, i quali forniscono agli studenti vitto e alloggio (e ci credo, con tutto quello che  si spende di tasse….) Perché le belle figheire dovrebbero preferire un alloggio privato? Perchè fa fiko o molto più semplicemente perché la ficcy altrimenti non avrebbe ragione di esistere?

Ovviamente si tratta di domande retoriche, dato che non riceveremo mai risposta. Piuttosto, vediamo di proseguire.

 

<< Bella, lo sai che si fa ora? >>,(spazio)mi stuzzicò Alice(punto)
<< Dovrei? >>,
(spazio)chiesi confusa(punto)
<< Ma come?
(spazio)non vorrai venire all’università con quei vestiti,vero? >>,(spazio)mi chiese scioccata(punto)
<< Perchè
(virgola)cos’hanno?(spazio)a me piacciono >>,(spazio)replicai.
<< Si, si.
(spazio)Come no!(spazio)Bella(virgola)
non puoi presentarti così. E poi ci serve qualcosa per la festa!!! >>
<< Rose
(virgola) di che festa parli? >>,(spazio)chiesi scocciata(punto)

<< Bella
(virgola) abbiamo preso casa(virgola) è ovvio che dobbiamo inaugurarla con una festa! Su(virgola) preparati(virgola) che andiamo al centrocommerciale >>.
Risposi alle ragazze con una smorfia, la più brutta che riuscii a fare, ma non essendo capace le feci scoppiare in una rumorosa risata che contaggiò anche me.

Bella non vi sembra tanto una deficiente, qui?

 

Ecco che, mentre l’allegra brigata porta a termine il trasloco, la nostra protagonista si rende conto che qualcosa non va:

mentre mi dirigevo in camera mia, sentii delle urla provenire da camera di Edward.

Sarebbe il caso che qualcuno andasse a controllare, no?

Fantastico aveva già inaugurato la sua camera,pensai.

Aaaaaah, ma in quel senso!

 

Così, nel troiaio che dal detto al fatto è diventato l’appartamento, arriva pure Jacob. Ora, chi mi conosce sa che ho un debole per Jacob (molto meglio di quel merluzzo gelido di Edward), indi per cui io so già che da qui in poi soffrirò tanto. Ma proprio tanto.

Bella chiede a Jacob di fermarsi da loro per un po’, con un ragionamento del tipo “massì, dove si mangia in sei si mangia anche in sette!” Ora, se avete capito almeno un pochino come funziona il cervello della nostra RincoBella, dovreste essere pure in grado di intuire dove gli offrirà il posto per dormire.

No, non sul divano, come farebbe qualsiasi persona normale.

Neppure sul tappeto. E niente sacchi a pelo.

Esatto, direttamente nel suo letto. Che sorpresona, eh?

Fra l’altro, cose come queste

<< Torniamo a casa >>,proposi quando ormai il sole era sparito.
Con un segno del capo acconsentii.

Mi fanno seriamente pensare che la nostra protagonista soffra pure di un disturbo da personalità multipla.

 

I due si mettono a tavola con gli altri, (in tutto ciò i vampiri cosa mangiano? Sugoli umani?) e, con uno scambio di battute veramente *YAWN*, Edward e Jacob si beccano come i galli cedroni nell’arena. Ma è quando Bella da’ la buonanotte a tutti che si scatena l’ira funesta, e non del Pelide Achille, ma del nostro tamarro preferito:

<< Dove credi di andare?!? >>,(spazio)mi intimò Edward con voce profonda. Il suo alito fresco mi colpì in pieno viso.

Mentos, the freshmaker!

<< Che hai Cullen?(spazio)hai bevuto un troppo stasera? >>. Non capivo cos’aveva(virgola) gli occhi avevano cambito espressione(punto)

Il Sangue Alcolico è una specialità della casa. La preparazione è semplice: pigliate un umano, attaccatelo ad una bottiglia di Alchermes et voilà. Servire fresco.

<< Tu non dormirai nello stesso letto con quello! >>,ringhiò furioso stringendo più forte la presa.

Edward versione Macho Man mi mancava.

Ovviamente la nostra RincoBella non si capacita del comportamento di Edward. Non se ne spiega proprio il motivo, povera innocente. E sta lì a macerarsi, come una fetta di limone nello spritz (si, è l’ora dell’aperitivo, problemi?), cercando una risposta ai suoi mille perché. Perché Edward si comporta così? Perché mi guarda in quel modo strano? Perché non trovo più le mutande? Perché Jacob mi palpeggia sotto il lenzuol… ok, no, questo me lo sono inventato.

 

La mattina dopo i due si trovano in cucina.

Era a dorso nudo e anche di prima mattina era stupendo.

In sostanza aveva uno di quei maglini da transessuale, presente quali? Quelli traforati sul davanti che lasciano la schiena nuda…

<< Dormito bene? >>(spazio)gli chiesi (punto)
<< mmm… >>,
(spazio)era troppo aspettarsi una risposta concreta da lui.

No, cretina, semplicemente i vampiri non dormono.

Dopo avergli servito la colazione (probabilmente plasma alla coque), Jacob fa il suo ingresso approfittando per dare alla nostra protagonista una bella palpata sul culo, senza peraltro ottenere da lei alcuna reazione. Edward, dal canto suo, reagisce anche troppo, facendo una scena madre da crisi premestruale e sbattendo la porta (e pure un po’ il tavolo).

No, mie bestiole, non è finita qui. Ora dobbiamo sorbirci la stessa pappardella dal punto di vista del nostro Edward Faccia di Culo.

Scherzavo, dai. Solo un paio di genialate, giusto perché non si dica che vi lascio a stecchetto.

 Genialata numero 1:

Non capiva cosa provavo. No. Non poteva saperlo.(spazio)Nessuno sapeva che la desiderava, che la volevo e che nessuno l’avrebbe toccata.

Tre subordinate e tre soggetti diversi. Come dire, sono estasiata. Ma esplicitiamo il periodo:

“Nessuno sapeva che la desiderava”. Le ipotesi a questo punto sono due: o il soggetto sottinteso è Jacob, e se Jacob la desiderava, non è corretto dire che nessuno lo sapeva, perché almeno lui avrebbe dovuto saperlo, oppure “desiderava” è un errore di battitura al posto di “desideravo”. Cosa che mi sembra parecchio più probabile.

“Nessuno sapeva che la volevo”, e ok.

“Nessuno sapeva che nessuno l’avrebbe toccata”. Ma nessuno nel senso di nessuno o nel senso di “Nessuno” che poi si scopre essere uno che ha fatto come Ulisse con Polifemo? Perché ha senso solo in questo caso, il che è un po’ grave.

 

Genialata numero 2:

Quella notte non dormii bene perciò mi alzai presto

MA SE SEI UN VAMPIRO MI SPIEGHI COME FAI A DORMIR BENE? Solo nel sonno eterno, e poi neanche, visti i satanassi che ti troverai attaccati ai malleoli.

 

Genialata numero 3:

Fantasticavo su come sarebbe stato farlo con lei, terribilmente impacciata ma decisamente sexy,sentirla urlare per il piacere con la sua calda voce

Eddy, vabbè che sei tamarro, ma ‘sta mania di farle urlare…

 

Genialata numero 4:

mentre il cane si dirisse verso di lei

Incommentabile. Davvero.

 

Ok, siete a posto? Dovete fare pipì? No, ve la tenete, che qua stiamo arrivando al meglio.

 

Capitolo due:

mi voltai e lo vidi appoggiato contro la porta a scquadrarmi dalla testa ai piedi.

…Ve l’avevo detto che sarebbe arrivato il meglio!

 

In quella che pare una sceneggiatura perfetta per un porno, Edward si offre di aiutare la nostra RincoBella a sistemare l’armadio, e, arrapato come pochi, afferra un suo reggiseno (di Bella, non di Edward) uscendosene con un<< Perchè non mi fai vedere come ti sta? >> di fronte al quale Bella capitola. E CHI non lo farebbe?

… Vabbè, dai, si fa per dire.

Segue bacio appassionato, nel bel mezzo del quale i due vengono interrotti da Jacob, che come al solito fa la figura del coglione.

Diciamo che nel gruppo almeno non stona.

 

Passarono un paio di ore e mentre ero intenta a scendere le scale suonò il campanello.
Apri la porta
(chi, io?) e mi ritovai davanti una spilungona bionda (la Sellerona!)
 
<< Qual’è la camera di Eddy?
(Oddio, credevo di essere solo io a chiamarlo così o_O)
>>,mi chiese l’oca
e la accompagnai in camera sua
(… Brava pirla.)

<< Cullen ci sono visite per te >>,dissi nel tono di voce più acido che riuscissi a fare
(meglio un congiuntivo in più che uno in meno.)
<< Ah Shelly che piacere vederti! >>,rispose entusiasto
(doppio ARGH) lui
<< Mi fai schifo >>,sussurrai mentre mi voltavo per diriggermi
(voce del verbo diriggere) in camera mia

 

Dopo di ciò, Bella va al cinema con Jacob (il fatto che blateri contemporaneamente di gente senza cuore e di ragazzi stronzi non lo insospettisce nemmeno un po’, e già da qui ho detto tutto). Una volta tornati, assistiamo ad un pietoso siparietto di ritorsioni e ripicche in cucina fra i nostri due beneamati, che termina più o meno così:

Mi afferrò per il polso e mi girò verso di lui andando a sbattere contro i suoi pettorali duri come il marmo.

Va a sbattere contro se stesso? Minchia, questo c’ha un ego che manco Silvio!

Sentivo il suo eccitamento attraverso i vestiti.

Se è come i pettorali ci credo.

 

Andiamo al capitolo tre, che non è altro che il due dal punto di vista di Edward. Anche qui mi limito per evitare di provocarvi latte alla ginocchia: In sostanza scopriamo che Eddy caro ha problemi di prestazione con le fanciulle perché pensa troppo a Bella.

Amore, c’hai provato a fare il God of Sex, ma non c’hai il fisico.

 

Dopo il teatrino di cui sopra, in cucina si presenta Rosalie:

<< Ragazzi ma sempre a litigare state? >>,chiese Rosalie

Meeeeeeeeeeeeeenghia!

<< Non stiamo litigando! >>,la ammonimmo insieme

Fallo in area! E mica il fallo che pensate voi, maiali! Cartellino giallo!

<< Oh beh,se lo dite voi… >>,e uscii dalla stanza

Ma chi, Edward? E le pianta lì così?

<< Allora dove eravamo…? >>,dissi riavvicinandomi a lei

Ma non era uscito?

(…)

E un sorriso di sfida mi si aprì in volto.

Io vorrei capire perché ‘sta gente ha la mania di farsi aprire sorrisi in faccia. Per colpa loro Joker s’é rotto le palle ed è andato in pensione, e gli unici a cui Batman può dare la caccia sono i quattro pirla del pulmino della Tim.

 

All’inizio del capitolo quarto troviamo un avvertimento da parte dell’autrice:

Si, i Cullen in questa ff sono dei vampiri solo che mangiano e dormono proprio come degli umani ma i loro istitnti da cacciatori non mancheranno!!!

E’ molto utile che ciò venga aggiunto a questo punto, quando non c’è uno straccio di avvertimento di AU nell’introduzione.

Niente sugoli umani, mi dispiace.

 

Ma torniamo alla storia: Alice piomba in camera di Bella e Jacob di prima mattina, non preoccupandosi minimamente della possibilità di trovarli a culo nudo.

No, non li trova a culo nudo, tranquilli. Evidentemente conosce i nostri polli meglio di noi.

Bella si rifiuta di indossare per la festa che si svolgerà quella sera il vestito che l’amica ha comprato per lei, preoccupandosi perché troppo corto e appariscente; d’altro canto Jacob non ne vuol sapere di camicia e cravatta.

E c’hanno ragione, è una festa in casa, mica un party di Vanity Fair!

Alla fine raggiungono un accordo: ognuno dei due indosserà il suo abito se l’altro farà lo stesso.

Alice, che pare una pazza sotto anfetamine, saltella via felice.

 

Colazione, shopping, blablabla, Bella arriva a casa e si fa un bagno.

E ovviamente cosa succede?

Che proprio mentre sta uscendo col suo mini asciugamano addosso, incontra Edward.

Care protagoniste delle ficcyne, mi appello al vostro buon senso. Ammesso che ne abbiate uno.

Esiste una cosa che si chiama ACCAPPATOIO. Dai, ripetiamolo tutte insieme, non è difficile. E sapete a che serve? Serve ad asciugarsi senza mostrare la vostra lei (scusatemi, gentili lettori, devo parlare come loro, altrimenti non mi capiscono) e il vostro culetto sodo e le vostre curvealpostogiusto a tutto l’universo creato che puntualmente andrete ad incontrare una volta uscite dalla doccia.

 

Ma andiamo alla festa. Bella è, non c’è bisogno che lo dica, fighissima, fasciata nel suo abito da battona di periferia, e tutti ci provano con lei, pure quel povero cristo di Quil (il quale, trascinato in questa follia collettiva, ha tutta la mia solidarietà). La nostra amica beve un po’ troppo, forse anche a causa di Eddy che balla il ballo del mattone con un’altra, e ad un certo punto comincia ad usare Jake e Quil come pali per la lap dance, prima di essere trascinata via da una mano ignota.

Si, vabbè, si fa per dire.

 

Soddisfatti, piccolotti? Giuro che non starò via a lungo e che vi porterò da gustare la seconda parte di questa meraviglia quanto prima. Nel frattempo buoni, cuccia e se dovete fare pipì usate pure l’albero in fondo al giardino.