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L'amore rende stupidi e ciechi (e anche un po' Tokio Hotel).

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
pare che al Tempio si stia diffondendo una nuova moda: quella di gettare ai pesci la bozza per una fycci e di continuare a scriverla -se non iniziarla del tutto- nel caso in cui si riscontrino adeguati consensi.
Al di là della filosofia ti piace vincere facile? Bonzi-bonzi-bò-bò-bo, le perle che si raccolgono lasciano il discutibile tempo che trovano, e l’amore rende stupidi e ciechi di maby (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=487377&i=1) non è di certo l’eccezione che conferma la regola.
Volete per il dichiarato contenuto sessista (Ciao ragazze! Eccomi qui con una nuova storia!), volete perché sul tourbus di una boyband non ci vedo la girlfriend del frontman (su Fastidious siamo international), volete perché la girlfriend del frontman si accorge di non amarlo più proprio quando il frontman le chiede di sposarlo considerato oltretutto che la ragazza aveva avuto rapporti sessuali con Tom, il gemello; e per puro caso, compra un test di gravidanza e scopre di essere incinta. Ma di chi? Bill oppure Tom?… insomma, fate vobis.

E’ alla fine di uno dei soliti, sfiancanti concerti che inizia la fine (e la fycci): il giorno tanto atteso da lui e molto meno da lei (quando in genere *quel* giorno è MOOOOOOLTO atteso da lei e MOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLTO meno da lui).
Il moro (Otello!) entra nella stanza della girlfriend (andare in giro con il tourbus è una cosa, ma avere anche una stanza propria nel backstage non è un po’ eccessivo?), cogliendola pressoché di sorpresa mentre lei nasconde (sic!) qualcosa nella borsa. Il test di gravidanza, probabilmente.
“Hey, che fai?” (…)
“Hey, è già finito il concerto?”

HEEEEY!
In un momento di affettuosità nel quale riesce a vincere le leggi fisiche imposte dalla straordinaria capigliatura, Bill si tende per cingere la sua ragazza, ma lei lo rifugge con una formula che farebbe sudar freddo qualunque uomo. “Bill, ti devo parlare”
Jennifer non ha nemmeno il tempo di dire sonoincintamanonsonosicurachesiatuovistochemisonofattailtuogemelloquindimisachenonloscopriremonemmenoilgiornodelpartoahahahah, che Bill la interrompe.
“Aspetta, scusami ma mi vado a cambiare, la tuta pesa
E doveva essere una tuta ben pesante, dal momento che, mentre Bill si cambia, Jennifer ha tutta la calma per scrivere uno struggente biglietto in cui rivela che era incinta e probabilmente del gemello, e cosa peggiore e che non lo amava più. Quando si dice esser delicati e accorti!
Jennifer ha appena riposto il biglietto che il biondo Gustav entra -senza bussare- e le riferisce che Tom la vuole. Se le voglia parlare o la voglia e punto, non ci è dato sapere ancora.
Ma propenderei per la seconda ipotesi dal momento che, non appena Jenny lo raggiunge, le chiede così, su due piedi, di uscire con lui.
“Per poi andare a letto insieme? No grazie” (…)
“Puoi chiudere sta cazzo di porta per favore?” esortò di nuovo Tom
, con finezza e sicura conoscenza del significato del verbo esortare. Come Jennifer prima di lui, d’altra parte.
Prendendo il tempo necessario per mettere Tom a parte della probabile paternità (ovvero un secondo e mezzo, secondo i dettami standard di una fycci), Jennifer spiattella l’amara verità. E Tom la prende molto, ma molto bene.
“Oh cazzo! Siamo nella merda! Co…come cazzo si fa ora?!” esortò.
Ora, il fatto che i verbi esortare ed ESCLAMARE inizino entrambi per e non mi pare una scusa sufficiente per interscambiarli!
“Ti chiedo la massima segretezza su questa cosa..per favore, ho lasciato un bigliettino sul tavolo della mia stanza, che di sicuro è un luogo riservatissimo et nascosto! me ne andrò sta notte.
Pia illusione. Jennifer non ha nemmeno il tempo di pensare di scappare che Bill, vestito di una tuta in fibra, la placca e le chiede, giustamente, cosa avesse da dirgli.
“Ah, vero..ma non ti devo dire più niente..”
Incassando il colpo con magistrale nonchalance, Bill fa spallucce e chiede a Jennifer di seguirlo di sopra, ove darà una strafighissima notizia ai ragazzi: lo scioglimento della band si sarebbe andati a cena sta sera..in un ristorante.
Ma no! Pensavo che sarebbero andati a mangiare, che so, dal parrucchiere o dall’elettrauto.
Le feste, le cene, i party sono annoverati tra i momenti topici di ogni fyccina, e sapete perché? Perché per l’occasione le vestali si sentono giustificate ad addentrarsi nei meandri dei capi indossati dai protagonisti, descrivendone puntigliosamente ogni più notevole insignificatività. E infatti:
Bill voleva essere più elegante possibile, così optò per una maglia nera, un paio di jeans scuri e degli stivali alti. I capelli all’indietro e sopratutto quella sera non si sarebbe truccato, cosa che faceva raramente. Insomma, è Lady Gaga senza trucco.
Tom invece, era sempre della stessa idea, una cosa valeva l’altra, quella serata sarebbe stata come una festa, quindi lo stesso stile pop-urban.
PEZZENTE!
Georg, a parer suo era il più felice di tutti. Voleva molto bene a Bill quindi se era felice lui, lui lo era anche. Perché lui sa! Così si legò i capelli in una coda, una camicetta nera, e dei pantaloni scuri, e per finire un paio di scarpe di cuoio sempre di colore scuro. Se invece fosse stato triste o molto arrabbiato, si sarebbe vestito interamente di bianco, tipo lutto cinese.
Gustav, anche lui come Tom; maglia, pantaloncini e scarpe da ginnastica. Evidentemente non era troppo contento nemmeno lui.
E, per ultima, la protagonista della nostra storia. La Mary Sue che non può che essere piuccheperfetta.
Jennifer indossò un tubino di color rosso che metteva in risalto le prosperose forme eringraziamoilgoss che non sono perfette! tacchi neri senza scarpe! e qualcosa per ornare il proprio corpo, chiamansi banalmente accessori.

E in poco tempo arrivarono al ristorante.
Dopo aver ordinato silenziosamente, cade ancora di più un silenzio ostile, ingiustificato, tra l’altro, il quale venne rotto da Georg, che fece ridere tutti con una delle sue battute.
La serata procede più o meno tranquillamente (certo, c’è quel silenzio ostile che aleggia e che un po’ inquieta…) finché per Bill non arriva il momento tanto atteso: toccò la tasca della propria tasca è l’emozzzioooneh, poverino! assicurandosi che ci fosse lui sé medesimo o la tasca? Si alzò dal tavolo, fissato da tutti lui o il tavolo? e si avvicinò alla ragazza, dove si piegò alle sue gambe. Scritta così, mi fa pensare che alla ragazza sia un luogo alle pendici del quale Bill si è piegato
.
Jennifer ovviamente non capisce (le alternative erano o una proposta di matrimonio o l’invito a un’insolita pratica sessuale, per di più pubblicamente esibita). Bill, conoscendola, arriva subito al dunque, ma abbiamo appurato che Jennifer è una figa di legno e la cosa la stizzisce. La stizzisce Bill, la stizziscono i bodyguard che le sussurravano un lieve: “sì, sì!” e che, in una scena che è ritenuta imbarazzante dall’autrice stessa, prendono ad abbracciarsi affettuosamente. Ma io ritengo che più imbarazzante ancora sia la scena che segue.
“Lasciali stare, sono felici!”
“A me sembrano un po’, sai…fri fri” disse Gustav, continuandoli a fissare.
“Perché? Che hai contro i gay?” domandò Georg.
“Io? Niente! Niente! Anzi sono convinto che prima o poi tutti diventeranno così..” ammise il biondo.
“Tutti?” sorrise maliziosamente il piastrato.
E che è, il piastrato è un tipo di carne?
“Oh Geo!” esclamò Gustav sentendosi a disagio.



Nemmeno nel Potterverse ho letto di tali velate corrispondenze d’amorosi, slashosi sensi! Anche perché di punto in bianco i due bodyguard decidono di sbaciucchiarsi (sic). Se mi concedete una parentesi seria tra tanti amari sorrisi, mi chiedo perché ci si ostini a trattare il tema dell’omosessualità in modo così superficiale ed avvilente, ad infilarlo nei punti meno opportuni ed a considerarlo un fenomeno da baraccone giusto per dare un po’ di pepe quando si è palesemente nell’impossibilità di comprenderlo e gestirlo, sia anche nel contesto della scrittura amatoriale.
Ma torniamo a noi.
Già che aveva rovinato il momento della proposta di matrimonio, esibendosi in improbabili contorsioni davanti a tre totali brocchi, Bill decide di dare il caricone e di andare a festeggiare in discoteca. IN DISCOTECA, E CON ALTRE PERSONE ESTRANEE A LUI E ALLA FIDANZATA (ah, sì… dimenticavo: contrariamente ai pronostici, Jennifer ha accettato).
La serata iniziò con musica a palla, risate, alcol e sesso …tra chi? E in pubblico? o_O Quasi tutti erano completamente ubriachi hanno bevuto per dimenticare?
tutti tranne Georg, che a differenza di loro, era solamente brillo Cos’è, il carosello delle precisazioni inutili?

Jennifer a causa del troppo alcol si sentì male così Bill disse alle guardie di tagliarle la testa riportarla a casa.
Che caro, la donna alla quale hai appena chiesto di sposarti sta male e tu la fai riportare a casa da due energumeni perché devi continuare a goderti la serata… tenero! ^O^
Dopo un’ora gli venne un dubbio. Meglio tardi che mai…
“Starà bene? Meglio che vado a casa? Non lo so..” balbettò al gemello.
“Vuoi che vada a vedere?” domandò.
“Come vuoi, tanto ritorni vero?”
MA CHE STRONZI SONO, TUTTI E DUE?!
“Certo, allora vado a dopo..” salutò Tom allontanandosi.
Dieci punti alla Casa di chi mi riesce a dire chi dice cosa a chi. E possibilmente anche quando.

“Georg, puoi andare a vedere che è successo? Tom non è più ritornato e il cellulare di Jennifer e il suo sono spenti..ho paura che Jennifer si sia sentita male..” disse Bill a Georg. MA MUOVI IL CULO, RAZZA DI CHIAPPONE! “Anzi, vado io va..” aggiunse subito dopo. Ah, meno male…
“Nono, vado io, non ti preoccupare! Tu resta qui con Gustav” Georg uscì dal locale e si fece scortare fino a casa dalle guardie del corpo, che nel frattempo si erano moltiplicate, dal momento che non ci è dato sapere se quelle guardie del corpo fossero le stesse che avevano riaccompagnato a casa Jennifer. E che, nel secondo caso, saranno molto felici di rifare la strada altre due volte.
Comunque Bill è veramente senza dignità.
Oh, ma io penso sempre male. In realtà la riluttanza di Bill nell’andare da Jennifer è del tutto funzionale alla trama. Se così non fosse, infatti, Tom non potrebbe trovare Jennifer semi nuda sul divano, non potrebbe caderle *accidentalmente* addosso e non si sarebbe potuto figurare il seguente scenario. Entrambi erano ubriachi e inconsci, beh, inconsci mica tanto… Involontariamente la giuria tutta ci sta credendo, sì sì Tom portò una mano sul seno della ragazza, la quale questo gesto lo prese come se Tom volesse fare qualcosa, così portò una mano sulla lampo dei pantaloni di Tom. Osserverei cinque minuti di silenzio per l’italiano morto sul costrutto di quest’ultima frase ed altri cinque per la coerenza di Jennifer, morta sulla lampo dei pantaloni di Tom. “Mmm…” mugugnò “che vuoi fare?” domandò alzando gli occhi verso Jennifer.
Mah, boh, non saprei. Trivial Pursuit o Risiko? O magari Scarabeo?
“Non lo so..qualcosa! Bill, Bill non mi soddisfa mai abbastanza!” esortò e basta con queste esortazioni! Possiamo aprire un vocabolario, una volta ogni tanto, o dobbiamo solo concentrarci sulle lampo dei pantaloni altrui? calando lentamente la cerniera.
“Tanto siamo entrambi ubriachi, il giorno dopo non ci ricorderemo di niente..” disse
In realtà non erano fatti di alcol, ma di roipnol.
" nemmeno di questo..” sussurrò, infilando la mano dentro i boxer del chitarrista. Jennifer si sistemò a cavalcioni su di lui e abbassò completamente i boxer e gli fece una serie di “servizi” con mano e bocca. Perché tanto l’importante è non commettere l’irreparabile… di nuovo.
Tom raggiunse l’apice presto ma Jennifer continuò; come presto, anche, arrivò davanti casa Georg. Che raggiunge il luogo ove si sta consumando il delitto proprio mentre Tom sta entrando (sic!) nel corpo di Jennifer con la mano. E’ la mia prima scena di fhisting, sono emozionata!
Georg reagisce come una donnetta. Jennifer si precipita ad esortare il doveroso “Ti posso spiegare tutto! Non è come sembra!” E Tom rincara. “Georg io… non lo so che mi è preso… adesso Bill ha chiesto se la vuole sposare, lei è incita ma non sa di chi.. oddio è tutto un grande orrore errore!” Georg sbianca come chi sta per svenire, o vomitare. Ma il Paolo e la Francesca de noantri non sono ancora soddisfatti.
“Sì Georg…sono incinta” continuò lei.
“Di Bill?” chiese.

“Non lo so…perché ho avuto rapporti anche con…Tom (…) Georg, ti prego non dire niente finché non saprò di chi è! E’ possibile che sia anche di Bill! Chi lo sa!”
“E come fai a saperlo? Sono gemelli!” rispose Georg.
“Porterò con me Tom e faremo delle analisi del sangue. C’è sempre qualcosa di diverso..e li scopriremo di chi è!”

*Angolino dr House*
I gemelli omozigoti (e i Kaulitz, a occhio e croce, mi sembra che lo siano) hanno in comune non solo il codice genetico, ma anche quello epigenetico. Insomma, non li distingui, biologicamente parlando, nemmeno se preghi in aramaico.
*Fine angolino dr House*

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
a tutt’oggi non ci è dato sapere del destino di Bill, Tom e quella zoccola di Jenny.
Nell’attesa di ulteriori, scandalosi e sconvolgenti risvolti, io vi esorto: ESORTATE ANCHE VOI!

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The Marilyn Horror Picture Show

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
prima d’immergerci nel torbido mondo delle real-person-fycci, urge una doverosa precisazione:

Alla sottoscritta piace Marilyn Manson. La sottoscritta apprezza il personaggio che Brian Warner si è creato addosso e la musica che compone e propone. La sottoscritta ne possiede inoltre l’intera discografia, quindi nulla di quanto verrà qui di seguito esposto è stato dettato da sentimenti quali antipatia, intolleranza o perbenismo assolutista.

Ciò esplicitato, ave a voi!
Quest’oggi v’imbatterete in qualcosa in cui mai vi siete imbattuti.
Quest’oggi dimenticherete gli addominali guizzanti scolpiti dai faticosi allenamenti di Quidditch, le chiappette tornite dei calciatori del Sol Levante, il fascino nascosto tra i capelli unti di un professore di Hogwarts a caso e il dialetto burino degli Elfi dei Boschi della Terra di Mezzo.
Quest’oggi, miei cari, avremo a che fare con:
1. un’ingenua ragazzina innamorata dell’uomo nero, dell’uomo che popola gli incubi dei bambini e dei genitori, dell’uomo che "tutti temono"
2. un tale maledettamente bello e dannato. Così fuori dal comune…
Per chi se lo stia chiedendo, non è una fyccina su Twilight. E nemmeno sulla coppia d’oro dell’iperglicemia Pattinson/Stewart. E’ piuttosto una piccola storia d’amore che ha per protagonista…


Marilyn Manson. No, non il signor Warner. Proprio Marilyn Manson.
L’autrice è missymanson e amore dannato potete trovarla qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=499471&i=1

Il macabro sipario si apre su un passo a due dal retrogusto vagamente vampiresco -ed anche un po’ trash. Era lì, davanti ai miei occhi innamorati, in tutto il suo splendore lunare. E, in effetti, lo splendore lunare potrebbe trarre in inganno e farci pensare proprio ad Edward Cullen… ma attenzione, mascherine! I glitter di Edward Cullen sbrilluccicano al giorno, non alla luce della luna. E a far pensare a un tuailaittoso vampiro sarebbe anche il fatto che ad aver perso la testa per lui è una ragazzina cui manca una chiara e netta visione delle priorità, tanto che si compiace nel perdersi nel sapore di alcool di quelle labbra vellutate. Ehm. Ora. Finché il sapore di alcol è sulle labbra va bene… potrebbe avere anche un che di poetico. Ma alla retrostante fiatella ci pensate? No, perché io uno così non lo vedo accontentarsi di un Vodka Martini agitato, non mescolato.
Colto alla sprovvista da un gesto così maledettamente sbagliato, così fottutamente immorale, Marilyn (lo chiameremo come è chiamato nella fycci, non abbiatene a male), solleva un sopracciglio in una magistrale imitazione del figlio illegittimo di Severus Piton e Lucius Malfoy e con voce calda e fredda allo stesso tempo (e qui potete sbizzarrirvi con gli ossimori più quotati nel fycciworld: sgarbata ma gentile, tenera ma dura, spigliata ma timida, buona ma cattiva… etc etc etc… etc.), tiene a specificare: saresti solo l’ennesima ragazza che lascio in lacrime!.
Io sono il predatore più pericoloso che ci sia al mondo. Ogni cosa, tutto di me, tutto ti attrae: la mia voce, la mia faccia, il mio odore perfino. Come se io avessi bisogno di questo. Come se tu potessi sfuggirmi! O potessi respingermi. Io sono fatto per uccidere.
La ragazzina tuttavia non demorde, anzi: mette in atto la tecnica di convincimento più antica di tutte, quella che le donne si tramandano di generazione in generazione: il sesso oral il pianto. Ebbene sì, si mette a piangere davanti a quel kattivone acattolico di Marilyn Manson. Il quale, secondo canon (laddove per canon intendo ciò che il personaggio lascia intendere di sé, non certo la persona che noi NON conosciamo), dovrebbe continuare a guardarla con il solito sopracciglio alzato o tutt’al più consolarla con un salomonico e laveyano il diavolo non esiste, il satanismo è il culto di se stessi, e invece no! Prima si scusa. Poi le chiede di non piangere. Poi la bacia, anzi no: la descrizione della scena è talmente BellaSwannesca che ve la propongo per intero;
Mi tirò a sè e mi baciò con forza. Un bacio, molto diverso dal primo, ci univa. Le gambe mi cedettero. Marilyn (visto? Lo chiama Marilyn! Non è assolutamente lol?) mi sostenne stringendomi a se, con l’accento.
Mi venne il dubbio se mi stesse baciando o succhiando via l’anima. Ma che importanza poteva avere? La mia anima gli apparteneva da sempre.
Ma perchè ora mi baciava con tanta foga? Aveva appena finito di dirmi che non c’era speranza con lui. Forse era solo impietosito dalle mie lacrime e mi stava accontentando per non avere dei sensi di colpa. Tuttavia non ce l’avevo con lui, anzi lo trovavo carino da parte sua.
Carino? CARINO?!? Le parole Marilyn+Manson+carino non vanno assolutissimamente d’accordo! Stonano più di Ozzy+Osborne+orsottodipeluche!! Mi faceva un po’ di paura. Ma lui era tutta la mia vita; se mi avesse uccisa, sarei morta felice.
Ovviamente, di tutto questo non viene specificato il perché.
Perché una ragazzina che non ha ancora varcato le soglie dell’adolescenza (se non fisica, mentale) si è trovata faccia a faccia con Marilyn Manson?
Perché questo amore così appassionato e folle, da cosa è nato, perché è nato?
Perché questo abbandonarsi in modo così totalizzante, financo immaginarsi felice a morire uccisa da lui (probabilmente dalla fiatella di cui sopra)?
E perché lui, dalla fase nonteladaròmmai è d’emblée passato alla fase emo-love?
Prese un coltello che passava di lì per caso e si fece un piccolo taglio sul polso.

*SPOT*
Al prossimo San Valentino, regala un grumo di sangue.
Non sarà per sempre come un diamante, ma perlomeno l’idea è originale e costa meno del ketchup.
*FINE SPOT*

Nonostante il tenero pensiero, però, la nostra protagonista pare non apprezzare del tutto. Lui non sapeva e non doveva sapere che il sangue mi faceva ribrezzo. Toh, ecco. Bastan due parole, dico due, e l’atmosfera romantic-gothic-emo va a balengo. Fortuna che ci pensa Marilyn a stemperare eventuali tensioni e a vincere titubanze quantomai inopportune. Che ti prende? Non ti voglio mica uccidere!
Abbèh, grazie tante!
Mi tolse la maglietta, prese con un dito dell’altra mano un po’ del sangue che gli colava dal polso e mi disegnò un cuore sul seno.
…Marilyn Manson che disegna cuoricini, anche se con sangue altrui, è più agghiacciante di… di… di questo.
Guarda che se ridi sei più bello sostiene lei. Sarà che de gustibus non disputandum est, potrà anche essere ovest, ma alla luce della foto poco sopra linkata, ne siamo proprio sicuri sicuri? Preferivo la sua espressione di pietra marmorea!

Fatto sta che com’è, come non è, comm’a Mmosé, diciamo che la mattina successiva a questa del tutto inaspettata risoluzione delle controversie, la luce del sole che riscalda il viso della protagonista non è stata l’unica cosa a penetrare e che i vetri della finestra non sono stata l’unica cosa penetrata. E qui non mi si dica che non siamo bravi a paracular parafrasare.
Ovviamente, essendo giorno, il bel vampiro (sic!! sicchissimo!!) se la ronfa ancora della bella, dando modo alla nostra innmominata ragazzina di contemplare la sua bellezza. E di giungere, infine, alla suprema verità fyccinesca:
Oh Marilyn, come eri bello tra quelle lenzuola nere! Splendevi di luce propria come la più bella delle stelle che popola il firmamento. La luna doveva essere proprio invidiosa perchè in quella notte di passione lei non brillava nel cielo!
La luna tiene ad informarci che se non brillava nel cielo non era perché fosse invidiosa, ma perché ha lo stomaco delicato e certe scene la debilitano. Ed aggiunge che è anche abbastanza scocciata di venir sempre chiamata in causa come invidiosa praticamente da Shakespeare in poi, ma insomma, ma perché giusto lei dovrebbe essere invidiosa? Solo perché è una palla con la faccia bianchiccia e butterata che ha la gobba a settimane alterne (tipo Igor di Frankenstein jr) e il ciclo perenne?
Ad ogni modo.
La contemplazione delle morbide labbra, del petto marmoreo (Quidditch anche lui?) e del volto struccato del bel demone (ipsa dixit), dura finché questi non si sveglia e le propone un bel giro turistico di Los Angeles. Ma di giorno, eh! Tanto che, per difendersi dai paparazzi, Marilyn ovviamente era struccato e indossava degli spessi occhiali da sole. Mano nella mano con la giovane fidanzatina.
I nostri due innamorati passeggiano per le vie della città raccogliendo margherite e ben attenti a non smarrire il cestino di focacce per la nonna finché, di punto in bianco, non si mette a piovere. E anziché imprecare in assortiti idiomi perché non hanno uno straccio di ombrello dietro, loro due cosa fanno? Ridendo come bambini, ci rifuggiammo in un vicolo cieco sotto il riparo offertoci da un balcone. Eravamo completamente fradici e così tremendamente felici.
Evidentemente nessuno dei due aveva le scarpe nuove, magari scamosciate. Ma non è finita qui.
Il signor Warner è evidentemente un po’ gracilino. Tutto pelle e ossa, lungo lungo e smunto smunto. Pallidino, anche. E’ plausibile che un bell’acquazzone possa causargli crisi febbrili immediate e conseguenti deliri. Tant’è che la stessa protagonista è colta alla sprovvista quando lui sussurrò un dolce "Ti amo" mentre mi prendeva il viso fra le mani (…) "Io ti amo, Bechy!"
Aaaaaah, ma è Ronco si chiama Bechy!

 
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
ritengo che ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Lascio a voi l’auditorium. Prendete parola e diffondete il Verbo! 

Paul is dead? Paul is slash!

Giacobine e giacobini, frigide zoccole e sfigati impotenti, ben ritrovati!

Ritorniamo oggi nel mondo delle real person, per la precisione tra le fanfiction dedicate ai cantanti. Sino ad ora spesso e volentieri ci siamo concentrati sui Tokio Hotel, qua e là, sotto e sopra, ma per una volta si può cambiare. No, non è senso di colpa dopo che Gustav è stato preso a botte da un imbecille, è semplicemente voglia di guardare anche altrove…

… e tornare immediatamente sui propri passi. Perché sì, diciamocelo, se i fratelli Kaulitz vanno in giro per le ficcy ad ingravidare adolescenti o a fornicare come se fossero Sam e Dean, in fondo non cambia la vita a nessuno; ma se ad essere calati in simili situazioni sono musicisti di ben altra caratura, allora si può avvertire un fastidioso restringimento alla bocca dello stomaco.

Prendete ad esempio If I fell di _Saruwatari_ (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=375309). Il titolo è una citazione beatlesiana, e dovrebbe significare “Se cadessi”, ma non è da escludere che fell sia contrazione di fellatio, visto quel che ci aspetta.

I protagonisti di questa storia sono John e Paul. Vorrei potervi dire che si tratta di John Cena e Paul Donahoe, ma il wrestling non c’entra. C’entrano invece i Beatles, e i sopraccitati sono Paul McCartney e John Lennon, con quest’ultimo che fa anche da voce narrante.

La storia inizia con un momento di confusione dovuto al disclamer: ovviamente è ambientata nel vecchio anno ’65, a cui fa seguito un PS= Come in ogni mia fan fic sui Fab, tutto è ambientato ai giorni d’oggi. Delle due? Mah, ma tanto non è importante ai fini della trama: si trombava nel ’65 e si tromba tutt’oggi, per fortuna, e non è che ci sia molto altro qui…

Il casus belli è un weekend che, per motivi non del tutto chiari, John e Paul decidono di passare insieme da soli. Non ci vedevamo da un bel po’… è la motivazione ufficiale. Un po’ strano, considerato che nel 1965 hanno fatto solo due album, tre Ep, un tour in Europa e uno negli Stati Uniti. Ma si sa, il tempo è sempre relativo, soprattutto se si pasteggia a LSD, quindi chiudiamo un occhio.

Cynthia, l’ allora moglie di John, nel lasciarlo davanti casa di Paul si raccomanda: “Sei sicuro che non ci saranno delle ragazze? Cioè… me lo giuri?”. John la rassicura, e bisogna ammettere che dice la verità, anche se probabilmente non nel senso che Cynthia si augurava. Ma forse aveva subodorato qualcosa, dal momento che prima di ripartire esclama: “non combinate porcherie!” Della serie, quando scherzando si dice la verità.

Una volta andata via la donna, il migliore dei Beatles entra in casa con Paul (che indossa una vestaglia di raso viola, che fa molto film porno, oltre ad essere segno di rara tamarraggine) e si chiede come mai non ci siano anche George Harrison e Ringo Starr, in fondo erano nostri cari amici pure loro e ormai condividevamo tutto, pure la forchetta. Il lirismo di questa metafora mi fa sorvolare su tutte le possibili, ambigue interpretazioni, ma mi limito a osservare che l’interrogativo di John è, quanto meno, ingenuo.

La stanza era di colore celeste, spaziosa e luminosa. Vi erano delle grandi imposte color turchese che poi davano ad un grande balcone, erano queste che facevano entrare tanta luce solare nella stanza.

La collezione “descrizioni inutili” si arricchisce ogni giorno che passa… sta di fatto che Paul congeda il maggiordormo, chiude a chiave la porta, si avvicina a John (Le mie mani cominciarono a tremare: anche le dita sulla tastiera, se può consolare), si spoglia e lo bacia.

Adesso capivo per quale motivo non avesse invitato pure Geo e Rings.

Tralasciando che: a) era chiaro come il sole da principio, e b) non è esattamente il tipo di pensiero che verrebbe in mente nel momento in cui si è baciati da un collega/rivale… che soprannomi sono Geo e Rings?!

Vabbè, ovvio che in questo momento non sia l’interrogativo più pressante: chi si sarebbe mai aspettato che tra Cynthia e Yoko ci fosse stata anche quest’ avventura, nella vita di John Lennon? E chi si sarebbe mai aspettato la frase che segue? Strinsi i suoi capelli tra le dita, baciai le sue labbra così rosse e invitanti giocando con la sua lingua usando la propria. Frase che andrebbe benissimo se la storia fosse narrata in terza persona ma non nel caso specifico, a meno che John, nell’emozione del momento, non sia passato a parlare di sé come di un altro: il che spiegherebbe la volta in cui cantò I am he as you are he… in “I am the walrus” (e the walrus was Paul! disse poi in “Glass onion”: tutto torna!).

Segue la descrizione dell’amplesso che coinvolge i due Beatles: la scena dovrebbe essere molto erotica, e forse lo sarebbe se non fosse per la pesantezza delle descrizioni delle azioni: Mi tolse la giacca tirandola sopra una sedia in fondo alla stanza, nel mentre mi spingeva verso il letto dove mi sedetti, tanto per dirne una, e continua in questo modo per parecchie righe, sino a che John prende il preservativo che avevo messo lì (non) per caso (tutto calcolato, eh) e la descrizione della penetrazione prende un po’ più di ritmo. Basculante, direi. Ma dopo che i nostri eroi consumano, ecco che la narrazione riprende la ricchezza di particolari superflui a cui ci aveva abituato: Toccai questi con la mano destra, portandola dietro al suo collo, e con il pollice dell’altra mano sfiorai il labbro inferiore leggermente più carnoso e scarlatto.

La storia si chiude con Paul e John che si scambiano promesse di eterno amore citando la canzone del titolo, i romanticoni, ma non prima che Lennon faccia in tempo a lamentarsi della moglie: Ultimamente le cose tra noi due non andavano a gonfie vele… l’avevo tradita molte volte, litigavamo…
…E quando le dicevo di amarla lei cominciava a prendersi gioco di me e dei miei sentimenti.
In effetti è difficile prendere sul serio le dichiarazioni d’amore di un adultero seriale (però almeno Cynthia non ha scritto a Repubblica per lamentarsi).

“Paulie (continua la fiera dei soprannomi arguti)… se mi innamorassi di te… per favore, solo… non ferire il mio orgoglio come fa lei…” […]“Non farei mai una cosa del genere…” scrollò la testa in segno negativo. Già. Tanto è vero che nel 1971 McCartney dedicò nell’album “Ram” le seguenti parole a Lennon: piss off yeah, too many people going underground, you took your lucky break and broke it in two. E Lennon reagì massacrandolo in “How do you sleep?”, che in effetti potrebbe anche essere interpretata come la reazione di un amante deluso…

Se inizio a vedere anche io elementi slash è segno che le frequentazioni giacobine stanno iniziando ad influenzarmi più del previsto.

 

NOTE

Da alcuni mesi Fastidious Notes ha anche una fanpage su FaceBook. Se anche voi siete stati avviluppati dal malefico social network, iscrivetevi per ricevere aggiornamenti ed altro sulle giacobine attività!

BiNbiminkia alla corte dei Tokio Hotel

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Il Tempio, si sa, è custode di splendide perle sapientemente modellate e polite dal tempo e dall’amorevole talento delle Vestali sue accolite. Questa ci è stata giacobinamente segnalata sul forum da Mondenkind, alla quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.

Meky 94 ci dice:
Questa è  la prima ff che scrivo, spero vi piaca,…buona lettura.
Sinceramente non so se sarà una buona lettura… non credo che questa storia mi piacherà molto. E credo non piacherà molto neanche a voi, che siete di bocca buona. Già il primo errore è nel titolo: Eins traum. La nostra linguista, Lady Ofelia, ci fa sapere che si dice “Ein Traum”. Ma, cara Ofelia, quando vengono bellamente ignorati italiano e buonsenso, cosa vuoi che sia una esse in più o in meno in una lingua ostica come il tedesco? Il tedesco è la lingua che va per la maggiore grazie ai Tokio Hotel, basta fingere di saperla e si è tanto, tanto fiqui comunque. N’est pas?

Il primo capitolo (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=303234&i=1) si apre sulla protagonista della nostra storia, che narra in prima persona. Quale sia il suo nome, non è dato sapere. Sappiamo però che due delle sue migliori amiche sono rika e yle. Strani nomi, nevvero? Soprattutto perché scritti in minuscolo. Soprattutto se, come in questo caso, non ci viene dato uno straccio di indicazione sul luogo ove si svolgono i fatti. Potrebbe essere la Germania, patria dei quattro talentuosi (*coff coff*… Haldir, catino!) giovanotti. Potrebbe essere l‘Italia, e in tal modo la fyccina non sarebbe che la trascrizione di un sogno ad occhi aperti dell‘autrice. Potrebbe persino essere la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, ed entro poche righe capirete il perché…
Nel bel mezzo di una vera e propria invasione di puntini di sospensione (che farebbe invidia a quella degli alieni de La Guerra dei Mondi… ma almeno in quel film c’era Tom Cruise e l’occhio godeva), l’innominata nostra eroina prende il proprio cellulare per chiamare yle.
– Yleee!!!!! preparati per domani !! si va al concertooooo!!! Le MAIUSCOLEEEEEEEEEEEEEEE!!! ieri dopo che ho messaggiato con te alle  18.00 (non è tenerissimo, questo neologismo? Senza contare che sapere che le due hanno messaggiato il giorno prima alle sei del pomeriggio è fondamentale ai fini della trama. Come tutto ciò che seguirà) ho chiamato l’ hotel e ho prenotato (…)
Ovviamente, una Mary Sue non deve preoccuparsi dell’eventualità di non trovare posto in albergo pur chiamando due giorni prima di partire. Per una Mary -Power- Sue c’è sempre posto, in qualsiasi albergo e in qualsiasi data. 
Neanche l’amica yle pare avere grossa dimestichezza con la lingua di Dante e Boccaccio:
– si va benissimo!! Hem-hem. Avete trovato i due piccoli errori? Va bene, si tratta di un accento e di una virgola, in fondo… robine piccine picciò, puntinini che magari nemmeno si vedono… ma che, ahimè, sono capaci di stravolgere una frase. Se io scrivo si va benissimo, lascio intendere che NOI si va benissimo, che stiamo alla grande. Se, invece, yle voleva rispondere che, sì, per lei andava benissimo la prenotazione dell’amica, avrebbe dovuto scrivere con l’accento e poi mettere una piccola piccola virgola. Ma la vestale ci spiega ben presto il motivo delle pecche grammaticali di yle: domani concerto e dopodomani si studia per la maturità!!! 
Giusto. Prima il concerto e poi la maturità. Ma no, non è come state pensando voi… non è disinteresse nei confronti di una tappa importante della vita. E’ una denuncia non troppo velata del sistema scolastico italiano, che costringe i poveri studenti a preferire ai libri un concerto tenuto da pischelli con gravi, gravissimi problemi d’immagine… capito Mary Star?
Ad ogni modo, è giunto proprio il momento di chiudere la gioiosa telefonata. Yle e Boh (battezziamola così finché non ne scopriremo il nome) si lasciano, dandosi appuntamento per le nove di quella sera alla passerella.
“Cosa, dove sarà mai la passerella?” si chiederanno i miei piccoli lettori. Non lo sappiamo, né lo sapremo mai temo. Di certo, yle è tanto conti all‘idea. Altra informazione che ci perviene sull‘ameno luogo di ritrovo scelto per la sera, è che richiede un abbigliamento di tutto rispetto.
allora…. come mi vesto sta sera??? penso ancora più sclerata di prima …..
Accidenti, deve essere proprio un posto importante per fare andare tanto in confusione Boh da farle dimenticare di usare un misero paio di virgolette per separare i pensieri dal resto dello scritto. All’assenza di maiuscole e alla Cesar salad di puntini di sospensione direi che ci siamo già abituati. Segue un puntiglioso resoconto della mise scelta per l’occasione, un inno all’eleganza ed alla sobrietà: jeans con gli stivali neri (i jeans portano gli stivali? O_O),maglietta arancione  fosforescente (quelle finesse, quel charme!) e, (questa virgola qui risveglierà orribili ricordi nei giacobini di lunga data e vecchio pelo) borsa arancione e nera (le freak c‘est chic), coda alta trucco pesante, tanto ci sto benissimo mi trucco sempre così !!!
Sappiate che mi sto sforzando proprio tanto per non associare la maglietta arancione fosforescente di Boh ad una qualche forma di segnale sul ciglio di una strada buia… magari di una tangenziale.
e per il concerto??? Giusto. È la parte fondamentale della storia, il concerto. È giusto che venga celebrato a dovere. mini di jeans decoltè color argento (a questo proposito, mi permetto di quotare il nostro capo: Ma le cazzo di virgole? Sono dieci minuti che mi scervello per capire che cazzo è una Mini decoltè, convinta che il color argento fosse spalmato (come andava qualche anno fa) sul jeans!) e maglia argentata (potrei imitare Edipo e cavarmi gli occhi in questo preciso istante), con la borsa nera e argento!!!  si !! sono una grande mi so vestire troppo bene !!! Qualcosa da ridire su questa moda gretta e burina?  Ma non è finita. Già che c’è, Boh ci informa pure sul bagaglio che porterà con sé in viaggio. Allora  mi porto lo zaino dell’EASTPAK arancione e dentro ci metto un paio di jeans e il top nero e le Vans nere e la borsa nera , poi metto i pantaloncini corti di jeans decoltè (che bello, i jeans decoltè devono essere un must dell‘ultima stagione. Io conoscevo le decolletè) nere e fuxia (sono in serio imbarazzo per Boh), maglia fuxia e borsa fuxia e non si sa mai faccia freddo mi porto un copri spalle nero…..allora dentro la borsa nera metto il biglietto dell’ aereo e poi domani metto le chiavi e il borsellino con i soldi (…)
Invece di mettere così tante cose nello zaino, l’autrice avrebbe potuto mettere un po’ più di virgole nel periodo. E lo zelo nel descrivere inutili orpelli sarebbe stato meglio indirizzato se avesse dato una ripassata a grammatica e segni d‘interpunzione.
Non ancora stanca dopo lo sforzo d’aver scelto cosa indossare per farsi notare come un albero di Natale a Ferragosto, Boh chiama rika, la seconda migliore amica. Ed è proprio da rika che veniamo finalmente messi a parte del vero nome di Boh: miky. Ovviamente, minuscolo anche lei.
Ma non importa: rika ha davvero grandi notizie: mia madre mi ha detto che vanno bene 2 giorni a Parigi quindi se domani mattina puoi chiamare l’ hotel per dire che stiamo un giorno in più io sarei più che felice!!!!
E certo. In una città che ha orde di turisti in qualsiasi periodo dell’anno, cosa volete che sia bloccare tre posti letto per un giorno in più con nemmeno ventiquattro ore d’anticipo?
Ad ogni modo, miky ha da protestare: ma scusa perchè non chiami tu??? lo sai il francese !! no????
– si !! ma non lo so come te!! e se poi sbaglio a dire qualcosa??
(sbagli a dire qualcosa… tipo decolletè? Peggio di miky, rika, non puoi proprio andare) in fondo tu sei quella che ha voluto fare il liceo linguistico per diventare un’ interprete!!!  Ma beeeeeeene. Spero che il massimo che miky faccia da grande sia interpretare Moccia durante le interviste. Perché se dovesse malauguratamente finire a lavorare alle Nazioni Unite, è la volta che scoppia la Terza Guerra Mondiale.
Davanti ad un’argomentazione di tale portata, comunque, miky non può proprio fare a meno di assecondare la richiesta di rika e la congeda con un ci vediamo al mec alle 21.30!!
Se mec sta per Mc Donald’s, consiglio a miky di lasciare il liceo linguistico e dedicarsi all’apicoltura. I piccoli lettori obietteranno “ma l’appuntamento non era alla passerella?”. Eh, sì. Evidentemente la passerella è tanto resistente che riesce a sostenere il peso di un fast food.
Terminata anche la telefonata con rika, miky ci confessa a bassa voce che la sua amica non viene tanto per vedere il concerto dei tokio hotel , ma viene di più perchè vuole distrarsi un pò dalla scuola (giusto; la maturità è stressante, il momento per distrarsi è proprio questo!) anche se mi ha confessato che un pò gli (rika è un uomo? O_O) piace Gustav!!!
Dopodiché ci viene introdotta (via sms) milena un’ altra mia migliore amica.
E così si chiude il primo capitolo.
La vestale si augura che ci abbia incuriosito… no, non lo ha fatto.
Ci chiede altresì di recensire. E su questo, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, noi non ci tiriamo mai indietro.

Il secondo capitolo è… imbarazzante. Seriamente imbarazzante. E’ imbarazzante come quando Sirius Black ci lascia le penne scivolando su una buccia di banana. La punteggiatura continua ad essere ignorata, così come la coerenza e l’economia dell’intera storia. Dobbiamo dribblare madri analfabete (ma dopo del mec dove andate???), descrizioni del discutibile abbigliamento delle amykette (pantaloni al ginocchio ballerine rosa con un pò di tacco e maglia rosa scollata più gli orecchini da una parte neri e da una parte rosa…), bollettini veterinari (abbiamo portato il piccione a fare una visita perche mia madre aveva lasciato un pezzo di chiave rotta vicino alla sua gabbia e lui l’ ha mangiata!!), viaggi in lande sconosciute (arriviamo al resentello…) e innamoramenti che si consumano a tempo di record prima di vedere il sole calare.
Come, prego? C’è chi mi sta chiedendo il motivo per il quale si dovrebbe sprecare (sì, sprecare) un intero capitolo per descrivere l’incontro al resentello di rampanti giovanotti in piena crisi ormonale? Perché c’è un poco di Hogwarts in ogni fyccina, miei cari. E perché il fatto che le sgallettate incontrino (vi pare che non li incontreranno dal vivo? Suvvia, this is fycci!) i Tokio Hotel quando ormai hanno dato in pegno il loro cuore ad altri rende il tutto più drammatico.
Certo, non drammatico quanto il francese della aspirante interprete:
-bonjou!! HOTEL MERIDIENE!!!
– bonjour je sui michela remoto je vudrai prolungée mon sojourn avec l’ hotel.. de une journ!!
– mais qui !!! se possible!! allor 2 chambe un multiple e ancor un single…puor deux journs!!! va bien???
– qui merci becoup!!!  A’ bientot!!!

Né quanto il vivaio di nuove conoscenze nelle quali siamo costretti ad imbatterci (kika, l‘ennesima amica, e lo zio SAKI -tutto maiuscolo, stavolta… mai che si trovi una via di mezzo- la guardia del corpo dei tokio…………. avete capito, miei cari? E’ la guardia del corpo. Guarda caso) o quanto altre relazioni che sbocciano con la stessa velocità alla quale Costantino cambia gel per capelli. O quanto cellulari col blotoot, o ancora milck scake da consumare in gelateria. Come se una real person sui Tokio Hotel con Mary Sue assortite non fosse già abbastanza pesante di per sé.

Terzo capitolo. Da Monaco (credo il Principato, per ovvietà geografica… sarebbe stato più corretto dire Montecarlo onde evitare equivoci), le nostre fanghèrl raggiungono l’aeroporto di Nizza, dove le aspetta zio Saki. Ovviamente con i Tokio Hotel. Bella guardia del corpo che si ritrovano: li porta in giro come cagnolini mentre sbriga le proprie commissioni!
Dopo un siparietto di presentazioni in pieno stile fyccina, dove tutti ben presto diventano amici di tutti (Tom si rivolge a miky chiamandola bambola)… anzi, dove miky diventa amica di tutti (davanti al trionfo di testosterone sprigionato dai quattro tedeschi, rika e kika diventano banali pianticelle di contorno), la carovana s’imbarca sull’aereo che raggiungerà Parigi. Il posto a sedere di miky, che sta
sclerando di brutto, è casualmente accanto a quello di Bill.
Ed ora, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, preparatevi ad entrare nel vivo della storia. Perché il dramma sta iniziando a consumarsi.
Dopo l’annuncio da parte del personale di bordo in un italiano quanto meno bislacco (preghiamo a tutti i passeggeri di spegnere i cellulari e di allacciare le cinture di sicurezza!), miky va nel panico più totale:
-no!!!!!!! dobbiamo spegnere il cellulare e se mi chiama Andrea????-
Perché la tratta Nizza-Parigi è seconda in lunghezza solo alla Londra-Hong Kong. Non si può tenere spento il cellulare per un periodo di tempo così lungo… ma non lasciatevi trarre in inganno, miei piccoli lettori. Anche questo è uno studiato espediente letterario, che ha il fine di introdurre il fantasma di Andrea nel rapporto che si instaurerà tra la protagonista e l’effeminato Bill Kaulitz:
– chi è Andrea????- domanda infatti il ragazzo, in uno sfarfallio di ciglia appesantite dal mascara.
– il mio ragazzo-
– ah!!….-mi sa che c’è rimasto male e infatti non mi ha dato più retta fin quando io non gli ho rivolto la parola..
Ne aveva anche motivo credo… se non rivolgi la parola a qualcuno, come fai ad aver data ragione o torto?
-ehi!! ti sei incazzato???-
– e per cosa????-
– perchè ho detto che sono fidanzata!!!!-

Ricordiamo alla gentile clientela che miky e Andrea si sono messi assieme due giorni orsono. E poi vi lamentate che i giovani d’oggi vogliono solo cazzeggiare senza impegnarsi e pensare al futuro!
– sai pensavo che avevo la strada spianata per stare con te!!!-mi dice facendo un sorriso a 32 denti
Non è romantico? Non appena ha visto miky, Bill ha subito deciso di stare con lei. Anche se c’è una strada da spianare… chissà perché, ho una nitida immagine di Andrea che finisce spiaccicato sotto un rullo compressore… tipo Wile E. Coyote. *Beep Beep!!*
– sai è la cosa che ho sempre sognato!!-
– cosa??-
– stare con te ! ma… ho sempre saputo che è impossibile stare con te!-
-perchè è impossibile stare con me???-
– perchè tu sei famoso???-

Mi chiedo poi perché si urlino a vicenda. Iniziano a farmi male le orecchie… Haldir! I tappi!
– no cazzo!! sbotta con femminea grazia Bill, avendo cura di rassettare la ciocca di capelli che copre l’occhio bistrato, non devi vedermi come un ragazzo famoso e che non potrai mai avere voglio che mi vedi come un ragazzo normale!!- Soprattutto, devi vedermi come un ragazzo sobrio, classico e dai sani principi… uno all’antica, insomma. Come il principe di Cenerentola. Che le ha rubato trucco e vestiti, però.
-peccato che non lo sei!-
– non dire così!! –
– dai basta!! devo dormire !! se no sclero-
Chissà qual è la traduzione tedesca per sclerare… perché i dialoghi sono in tedesco, vero?
– ok!!! allora buona notte!!! -si gira verso di me e mi bacia!!!! *O*
– ehi!! sono fidanzata!!non posso!!!- Meno male che se l’è ricordata… anche perché, meno di quarantott’ore prima, aveva brigato tanto per Andrea.
– dai ma ora non c’ è il tuo fidanzato!!!-
– lo so ma questo non vuol dire che siccome lui ora non c’è io posso fare cosa voglio!!!-
– dai smettila ! lo so che lo vuoi anche tu!!-
– lo so anche io !! ma …no posso !!-
– dai vieni qui! -lui si avvicina si avvicina sempre di più a me e… mi bacia dinuovo .. questa volta ci baciammo con molta foga
(e saltiamo dal presente al passato con allegria!) . sentivo il suo pircing (pircing? O_O) che strisciava contro la mia lingua
… non posso farlo! ma infondo andrea non era qua!!! e quindi… se faccio questo sbaglio lui non lo verrà mai a sapere!!! ma si!! cosa me ne frega !!! viviamoci la vita!!! (eccheschifo)
Ma sì! Viviamoci la vita! Slinguazziamoci col primo che incontriamo! Passiamo dal discorso diretto all’indiretto alla narrazione senza dar conto a niente e a nessuno, liberiamoci dal pesante vincolo della consecutio temporum! Allegria, amici ascoltatori!
– miky!!!! sei fidanzata cazzo!!! con il ragazzo della tua vita e vuoi rovinare tutto per stare con un ragazzo che dopo oggi non lo vedrai più????- mi dice rika interrompendo quel bacio molto speciale..
– e dai rika!!! tanto Andrea non lo verrà mai a sapere !! vero???-
– stai tranquilla da me non lo saprà mai !! questo e sicuro!! ma da ylenia non credo!! ti ricordi a jessica!!-
-e si!! che stronza che è stata!!!va bè l’ importante e che ylenia non lo sappia !!!-
– e si!! però se vedi che io mi bacio con Gustav…. non dire niente a Stefano!! ok???-
– e brava rika !!! continua così!! brava brava!!!-

Temo che queste righe si commentino da sole. Non viene da chiedersi per quale motivo l’autrice si sia affrettata tanto a far “fidanzare” le protagoniste della sua storia se poi, il capitolo successivo, spuntano più corna che in un cesto di lumache?
Ora che sono di nuovo soli, Bill continua la sua danza di seduzione. Si sa, l’aereo concede numerosi anfratti nei quali ci si può lasciare andare ad effusioni senza esser visti. E no, il fatto che la prima classe è prenotata solo per noi quindi non c’è nessuno apparte noi!!! non basta.
Tra mani che raggiungono reggiseni, mini che si alzano e s’abbassano come saracinesche e sorrisetti sexi… urge un bagno. No, non per vuotare il catino, Haldir ha imparato a farne a meno. Miky deve semplicemente rifarsi il trucco e i capelli. Con il suo idolo a lato, in un cunicolo claustrofobico di un metro cubo. Ed io inizio ad avvertire una fastidiosa puzza di gattamorta. Ed è proprio qui, sul " muretto" vicino al lavabo, a mille mila metri d‘altezza che il rituale di seduzione di Bill raggiunge momenti di puro lirismo:
mi abbassa la gonna e rimango con le culot (saranno la versione minimal delle coulotte?) con scritto " OPEN 24 OUR " (letteralmente, “APERTO 24 NOSTRO”)
Nonostante il suo approccio irresistibilmente fine e suadente, il nostro Bill non riesce a varcar la carnea soglia di miky. Quando la porta del bagno si riapre sono ancora candide colombe. E gemello dell’uno e zio dell’altra si sono appostati proprio là davanti per non perdersi le reazioni a caldo.
– divertiti???
– si tanto zio!!! mio zio mi guarda male

Ah beh. Meno male che ALMENO la guarda male. Capisco che bisogna essere famiglie moderne. Ma non so quanto piacere possa fare sapere che la propria nipote si sbombazza qualcuno in più e più posizioni a pochi centimetri dal posto in cui si è seduti.
– Bill non voglio che finisca come le solite ragazze che vi scopate !!!
Ma quanto è trendy e all’avanguardia questo zio! Dice le parolacce davanti alla nipote! Ora sì che abbiamo mostrato tutti la nostra fiquosità! *O*
– tranquillo Saki !! ah Tom fra 4 giorni si va a vedere l’ esame di maturità di miky e le altre!!
Quindi miky e le altre sono andate a sculettare per le strade del paesello e a far esplorare le tonsille ai maschietti della fauna locale -oltre che organizzarsi per il concerto- a meno di una settimana dall’esame di maturità?
Per usare un gergo che s’addica agli standard della fyccina:


Come, come non è, come a Mosé, i nostri eroi finalmente atterrano sul suolo parigino.
Sarà il profumo delle baguettes che lì si tengono rigorosamente sotto l’ascella sudata.
Saranno i croissant con lo champagne.
Saranno i velenosi fumi della Senna.
Sarà, sarà quel che sarà, a questo punto della storia inizia a non capirsi più niente. Tranne che:

  1. I binbiminkia (sì, è binbominkia anche lo zio) vengono smistati in due diversi furgoni. Speriamo siano portavalori e che subiscano una rapina a mano armata. Che non lasci sopravvissuti.
  2. Yle rivela ai cornuti a casa l’amara verità. A tempo di record.
  3. Rika riceve un sms di rara finezza (amore…. Cos’è sta sta storia che stai con un certo frocio ?? com’ è che si chiama… ah si!!! Gustavo???? sei una puttana!!!!). Sempre a tempo di record.
  4. Rika e Yle ingaggiano una rissa che manco in Smack Down vs Raw.
  5. Andrea ha i superpoteri:

Andrea mi richiama e questa volta con la video chiamata… io rispondo…- che c’è??? gli dico io
– ah!! ancora mi dici che c’è????
– senti andre non ci rompere il cazzo!!!
– io????sono io quello che va a Parigi per vedere un concerto e intanto ti fa le corna???
– basta!! finiamola qua!!! lo sapevo che non potevo stare con uno come te!!!
– allora ok!!!finiamola qua!! ciao!!

Un teatrino di bassa lega al quale non siamo abituati e per il quale ci indigniamo, nevvero Mangiamorte? Tali picchi di squallore non sono mai stati raggiunti, nemmeno nei vicoli dei più sperduti e degradati bassi babbani.

Si potrebbe pensare d’aver raggiunto il fondo. Di aver assistito al massimo che un’accozzaglia di atrocità potrebbe concedere. Ebbene, non è così.
A consolare miky non basta Bill, che sta male se lei sta male. Come un deus ex machina, squilla il cellulare. E chi è?
sono David Jost il menager dei Tokio Hotel!!
I colpi di scena si susseguono. Il primo è: come fa il mAnager dei Tokio Hotel ad avere il numero di una sbarbina qualunque?
– allora , lei farà l’ università studiando sul pulman con i ragazzi tramite un computer e… però inizierà già dal primo giorno che starà con loro a intraprendere la sua attività da interprete!!!!
Sapete chi ho chiamato per dare un senso a questa frase? Stephen H. Hawking. Ed anche lui ha avuto seri problemi a tradurre.
Dunque.
Ricapitoliamo.
Miky non ha ancora passato l’esame di maturità. Né lo passerà, perché ha una conoscenza delle lingue pessima. Così, dal nulla, il mAnager della boyband che va per la maggiore, la chiama per proporle di lavorare come interprete senza avere nemmeno una laurea. Laurea che acquisirà… studiando via computer in una carretta.
È una cazzata così colossale che la Rowling guadagna punti.

So quanto siete sensibili, miei cari. Non vi narrerò cosa accade dopo, credo d’aver raggiunto una controproducente saturazione.
D’altra parte, come si fa a non saturarsi quando ci si trova davanti ad un copione assolutamente sragionato e sragionevole, popolato da gallinacci isterici affetti da gravi forme di disturbo bipolare? Come si fa a torturare in pace un babbano quando si vedono maiuscole che mancano, quando le virgole vengono inghiottite da vere e proprie Voragini del Fato? Quando si presta più attenzione al colore delle scarpe tacco 10 che a colorare il carattere e il vissuto del personaggio del quale si scrive? Quando la trasgressione viene spinta ad un punto tale da non esser più trasgressione, ma mera, cieca, coatta stupidità?
Con questi interrogativi, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti miei membri del Ministero, io vi saluto.
E non dimenticate di mettere la mini nel bagaglio a mano.



No, Haldir, non mi interessa se la Mini è una macchina. Ce l’ha fatta miky, a farla entrare nel bagaglio, DEVO farcela anch’io!

The Phantom of the Opera: Mary Sue never dies

Carissimi giacobini e carissime giacobine, balocchi difettosi quindi privi di una vita sessuale soddisfacente, credevate forse che vi avessi dimenticato?

Lo so, suona come una minaccia.Cosa che in effetti è. Ma il mondo della ficcyna non è mai dolce e non potevo starne lontana; specie quando i miei odiosi occhietti di inutile donna sono tornati a posarsi su un fandom che in Italia si era sempre preservato, nei limiti del possibile. Dopo la nostra Ire, sono dovuta accorrere io al capezzale del Maestro, lasciando ovviamente a casa qualsiasi derivato dal cacao ed evitando di azzardare il minimo cenno a come lui starebbe bene in un completo Armani. Ovviamente, non ho trovato uno straccio di linea metropolitana che mi conducesse in un lampo a Parigi e questo m’irrita alquanto.

Ci sarebbe da benedire il fatto che Gerard Butler, attore scozzese reso celebre con 300 e in rapida ascesa, non sia un giovinetto di primo pelo come fu Orlando Bloom ai tempi di Legolas ma gli ormoni sono ormoni, le Vestali sono Vestali e l’Italia sportiva ci ha deluso alle Olimpiadi. Questi ultime tre asserzioni hanno profonde basi scientifiche e dal momento che è stato appurato quanto qui siamo maleducati e malvagi, le impongo comunque perché la parola crudeltà è quella che di gran lungo preferisco.

Ma prima d’iniziare, le coordinate spazio-temporali per accedere alla Dimora sul Lago!

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=226596&i=1

L’autrice è Nydrali.

Siamo ormai in autunno e pare che tra meno di un anno vedremo la nascita di un nuovo musical sul nostro adorato Maestro; so che la cosa irriterà non poco il fandom perché questo significherà porre fine a un’ epoca di tormentoni, di mode ripescate, di glitter sparsi su cose palesemente viste, riviste e già ampiamente digerite.

Solo un assioma non potrà mai venir abbandonato: l’osservazione delle Mary Sue. Perché le Mary Sue sono eterne, con teorie certe come il teorema di Pitagora applicato alla ficcyna.

Un rapido ripasso?Lo so che scuole e università sono ampiamente iniziate, ma voglio verificare che siate sempre ben preparati.Diamo quindi il via alla prima lezione del Nuovo Anno Accademico di noi Giacobini!Prego signori e signore, prendete posto nei banchi.E no, non fate caso a quei simpatici signori dietro di voi.

Sì.

Lo so.

Sono armati. E hanno sprangato le porte. Ma è per rendervi più partecipi e attenti qui…non avrete pensato male? *Arwen sfoggia un sorriso che rasenta il ghigno mefistofelico.Ma facciamo finta di nulla*

Cosa deve avere una Merisù per essere degna del titolo che spetta solo alle più fulgide rappresentanti?Andiamo a esplorare i vari teoremi.

Teorema "namber uan":

I feeenomenali poteri cosmici. Andiamo a dimostrarlo:

« Schiocco le dita ed ottengo l’obbedienza d’eserciti interi,(considerata l’epoca storica, stiamo parlando dell’Imperatore d’Austria!) zittisco papi e vescovi con un’inarcar di ciglio(i papi ringraziano.Pensavano di essere uno solo), mi tiro dietro come cagnolini ammaestrati re ed imperatori, gestisco complicati balletti fra nazioni nemiche… e non riesco a farti uscire dalla mia stanza! Subito! ».

Siamo di fronte alla presenza di fenomenali attitudini, rendiamocene conto!Ma il dilemma si spalanca assieme a tale dispiegamento di forze. La nostra impavida protagonista è niente meno che la "Mano di Dio" (no, non è una mia licenza poetica, giuro!) e nulla c’entrano certi inquietanti cacciatori di vampiri dal grande cappello e un film che è una perla di comicità involontaria.

Eccoci di fronte all’apparizione mirabolante della nostra amata fanciulla. Ovviamente, siamo a Parigi.Altrettanto ovviamente, è trascorso un lasso di tempo ragionevole dalla fine degli avvenimenti visti nel film "The Phantom of the Opera". Il fatto che tale film e musical siano chiaramente frutto di fantasia mescolata a storia- il 1870 non fu un anno annoverato per la Pace e la calma, in Francia…- dovrebbe rasserenarci, eppure qualcosa stona.

Chissaràmmai questa ragazza in grado simili prodezze?La figlia di Napoleone III? L’Imperatrice Eugenia moglie di suddetto Imperatore?

E’ ora di passare al…

Teorema "namber tù"

-Un lignaggio che faccia sparire dalla faccia della terra qualsiasi altro personaggio previsto nel Canon ufficiale. Il che ci porta a chiedere perché mai si azzardino anche solo ad esistere, questi personaggi originali così poco trendy, così poco fighi.

Ma fosse così, dovremmo già sbaraccare tutto e andarcene a casa. Perché la Comune spazzò via la monarchia imperiale restaurata dei Bonaparte e i nobili per un certo periodo non furono ben visti a Parigi. Ma allora, chi può far tacere papi, dire a uno chi sposare, all’altro chi alleare chi?

Un’esponente dell’illustre famiglia dei Lorena, un tempo ramo imparentato con gli Asburgo, la cui ultima rappresentante col rango di regina fu ghigliottinata. Tocchiamo ferro e proseguiamo.

I Lorena, dopo la perdita del principato con lo stesso nome hanno guadagnato il Granducato di Toscana ma non sono certo tra le famiglie più illustri del continente europeo di allora.

Queste cose però sono quinsquiglie, nel mondo della ficcina.E io che cerco sempre di dar loro un senso…

Non è questo il luogo per aprire una disquisizione su alberi genealogici di Famiglie Reali; i Lorena non esistettero più come unica discendenza dal 1700; finirono con l’amalgamarsi attraverso matrimoni ed alleanze ad altre famiglie e finirono con…lo sparire.

Tragico eh?

Incredibile vero?

Wikipedia lo dice!E noi amiamo Wiki cara, anzi, siamo addirittura suo servi.Almeno, così ci dissero…e pondero di mettere su Wiki anche questi interessanti teoremi, a uso e consumo delle Vestali.Ecco gli ultimi due!

-Un aspetto fisico che riassuma quanto di più bbono ci sia al mondo ma che abbia qua e là dei difetti che renderanno sicuramente tanto simpatica questa ragazzaal lettore.

-Un carattere dispotico, fiero, che però sarà capace di svelarsi in tutta la sua dolcezza nascosta causa genitori infami/traumi spicologici subiti da bambina/altri evvenimenti che però l’autore non sempre spiegherà perché ci devono apparire ovvi.

Finito il ripasso propedeutico, avventuriamoci adesso all’atto pratico e vediamo applicata tale formula a un fandom che, come ho detto poche righe sopra, in Italia ha relativamente attecchito.

Se poi volete farvi male e andare a fare un giro su fanfiction.net per voi è solo un sadico diversivo, fate pure.Non sapete a cosa andate incontro e là le botole in cui incappare sono molte di più che nel nostro sempre più scalcinato Stivale. Vi ho avvertito, quindi ora procedo alla verifica con metodo scientifico di quanto ho prima affermato: anche se, pare, nemmeno così siamo sicuri di scansare accuse di crudeltà mentale, sovradimensionamento dell’io a discapito di poveri autori in erba che trucidiamo nelle notti di luna piena.

Per farvi capire meglio chi abbiamo davanti, vi porgo altri passi significativi.

« Non fa così freddo », commentò Francesca, ignorando deliberatamente la sua osservazione circa il disperato strabismo del vescovo.

« Oh, to’, un pinguino! », esclamò Eleonora di rimando, fingendo d’indicare qualcosa fuori dal finestrino.

Sì, l’umorismo mordace di questa frase è davvero sublime.

Avrete sicuramente notato che nei passi citati non vi sono errori grammaticali, la struttura è scorrevole, la scelta dei termini e le battute a volte strappano un sorriso. Perché allora tanto accanimento?

Sarà che odio le sviste.Sarà che non sopporto un personaggio originale buttato subito al centro della storia senza un perché, un come, un quando. Voglio una spiegazione e vorrei, per una volta, non dovermi annoiare di fronte all’ennesima presentazione di qualcuno che sicuramente riuscirà a redimere un personaggio contorto come il Fantasma dell’Opera nel giro di pochi capitoli. E’ un insulto, credo, verso il canon originale e un appiattimento insopportabile che ormai puzza di visto e rivisto. Perché è avvilente essere al secondo capitolo della storia e intuire già come andrà avanti.

Eleonora Matilde Lorena parla come uno scaricatore di porto, ma rende l’Arcivescovo di Notre Dame inerme e assolutamente succube. E’ dispotica e tagliente nel parlare, viziata e ostinata.

Ci viene ribattutto questo concetto ogni riga e a ogni punto. La noia subentra al secondo paragrafo, insieme all’insofferenza per un personaggio che si smonta da solo.Basta una ricerca su Wikipedia e un passaggio come: Il lungo abito azzurro ghiaccio le conferiva una maestà algida, lontana, intoccabile, nemmeno fosse una dea del nord giunta a farsi rimirare dai comuni mortali. L’arcivescovo di Notre Dame – che a mala pena aveva chinato il capo di fronte a Sua Santità il papa – di colpo ebbe l’urgenza di inchinarsi, di piegare ginocchia e schiena di fronte a quella creatura di pura superbia e grandezza, imponente e magnifica come nessuna imperatrice o regina era mai stata nella storia dell’umanità mi suona un tantino esagerato.

Specie considerato il fatto che circa un decennio prima, era nato il Regno d’Italia, era stata aperta la breccia a Porta Pia e tutta una serie di altri simpatici fatti che sono noti a pochi eletti col nome di Risorgimento.

Possiamo tranquillamente passare oltre l’ennesimo sfoggio di bellezza, grandezza, nobiltà austera ma teniamo a mente come Eleonora ci è stata subito presentata. Un raro caso di doppia personalità?

E quale delle due prende il sopravvento quando, di punto in bianco, apprendiamo che questa Altezza Reale vuole acquistare l’intera, distrutta Opèra Populaire? Così, la notizia ci viene sbattuta in faccia in questa maniera. E il lettore deve digerirla, magari non avendo mai visto il film in questione o sentito il musical da cui è nato. E c’è chi nei commenti confessa candidamente queste lacune…ma la storia è "beeeeelaaaaa" e bisogna "continuarlaaa!!!!"

Ed è così che l’elemento "mostro sputato dall’Inferno che ha incendiato un intero teatro" salta nella storia. Se per Eleonora si sono spese parole su parole, il fatto che lei compri teatri e musei e ora voglia l’Opèra è liquidato con due.

Maestro, essenzialmente, lei che ci sta a fare qui?

A parte l’avere ora questa fobia insulsa per qualsiasi cosa contenente la cioccolata, intendo!

Il punto è questo, giacobini e giacobine, lurker e simpatizzanti, Vestali e loro difensori. Non mi rassegno a questo ripetersi di cliché che dopo un po’ generano da soli ironia e frecciate; spunti notevoli si perdono in un marasma di cose già scritte e diventate a torto famose. E’ un grido da idealista il mio, questa volta. Smonterò ancora questa storia ma non sarò per questo soddisfatta.

Preparatevi a prossimi, mirabolanti eventi assolutamente imprevedibili.

Perché ovviamente nessuno di voi si aspetterà davvero l’acquisto di un teatro semidistrutto, una visita a tali ruderi e poi un’ulteriore ritorno perché così si ha il motivo per far sbucare un’ombra sospetta dal palco distrutto…vero?

 

 

L'amo dell'ammoreh.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero
La canicola, si sa, è insostenibile per tutti. In particolare per noi purosangue dai nivei zigomi, dai lunghi colli di cigno e, soprattutto, da tutte le curve al posto giusto (sì, anche i giacobini maschi).
Solo la Fyccina pare resistere a questo sfiancante aumento di temperatura: le novità al Tempio continuano a galleggiare come a mare i liquami di una discarica abusiva, ed è giunta l’ora di fare un po’ di pulizia.
Per restare in tema, tra l’altro, ho selezionato per voi l’opera di Vale92, che reca l’accattivante titolo l’amo dell’amore (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=252224&i=1).  
Non illudetevi: il titolo inganna, ma non è un porno. Anche se si parla di ami, canne, pesci e… ami, appunto.
Il paring principale di questa storia è Tom/Nuovo personaggio.
Non è un po’ di cattivo gusto parlare di “personaggi”, quando si tratta di persone reali? Anzi, non è un po’ di cattivo gusto scrivere di persone reali da far accoppiare? Ma il discorso sulle real person è lungo e ostico, e non è questa la sede più adatta per affrontarlo.
Per quanto riguarda la fiction sappiate che non è a scopo di lucro (ci mancherebbe pagare per leggere certe cose) e Tom Felton appartiene a se stesso (Tom ne sarà grato) quanto i personaggi inventati appartengono a me (ho idea che non sia esattamente la stessa cosa, ma posso sbagliarmi).
Quindi, dopo il solito, immancabile invito a recensire lo scritto, veniamo introdotti alla storia, passando per le elucubrazioni mentali di un giovane attore allo sbaraglio.
Se Tom Felton avesse voluto riassumere la sua vita con una parola quella sarebbe stata lavoro. Mi immagino un piccolo Tom a lavorare in miniera: un Rosso Malpelo di verghiana memoria, con la sola differenza dei capelli ossigenati. Lui, oramai giovane ventenne (capisco che i giovani d’oggi maturano in fretta, ma considerare i vent’anni come la soglia della senescenza temo sia un filino esagerato), infatti era oramai già diventato un’attore (sì che nelle slash Draco è sempre in passivo, ma un’attore è crudeltà gratuita) abbastanza famoso grazie i film di Harry Potter che aveva oramai finito di girare da un’anno (slashiamo, anche l’anno? Threesome!). Nel suo paesino, dove era tornato ad abitare alla fine delle riprese, veniva oramai considerato una specie celebrità. Beh. È considerato una celebrità anche in signore città come Londra, figuriamoci in un paesino dove passa per famoso pure quello che fa le ghirlande a Natale. I suoi compaesani lo consideravano una specie di attore genio (er Mozart de noantri) che aveva portato benessere al villaggio, che era diventato una specie di meta turistica per i fan accaniti del ragazzo. Mi immagino la cittadina natale di Felton diventare meta di pellegrinaggio per vestali e sacerdos del culto del divin pargolo. All’ingresso una grotta e, nel sacro antro, una statua del Divino in drappi verdi e argento. A fianco della statua una sorgente dalla quale sgorga perenne acqua ossigenata, da raccogliere e portare ai propri cari in bottigliette che richiamano le effigie della celebrità o, per i più fedeli, di forma fallica. Anche in famiglia aveva una situazione più che rosea; tutti lo stimavano: sua madre, suo padre, i suoi due fratelli e la sua sorella maggiore. Se non fosse diventato attore, invece, il padre l’avrebbe preso a cinghiate da mattina a sera, e la madre l’avrebbe mandato a prostituirsi al parco. Una vita perfetta quindi…. o almeno, lo era da un punto di vista di un’estraneo (l’estraneo, in quanto estraneo, sarà lieto di farsi slashare a propria volta). Difatti Tom non era felice. E te pareva. Soldi, fama, fans-zerbini… tutto questo non dona la felicità. Anzi, alla lunga diventa persino noioso.
c’era qualcosa che gli mancava della vita precedente (quando era un trafficante di schiavi dell’Africa sub sahariana?), quando era un bambino come tutti gli altri (ah, ecco, specifichiamo), quando nessuno lo conosceva. In verità Felton ha iniziato a recitare da piccolissimo. Magari non era conosciuto come lo è adesso, ma in giro la sua faccia la si vedeva. Per questo invidiava segretamente i ragazzi comuni (non quanto i ragazzi comuni invidiano lui) che si potevano permettere di andare in giro per strada tranquillamente, senza doversi travestire (Tom Felton è una drag queen) per non essere assaliti da un’orda assatanata di ragazze con l’unico obbiettivo di portarsi via un ricordino (le fans coprofile, mi mancavano!) e quindi rischiare, se scoperto, di tornare a casa in mutande (sì, e secondo te, dopo tanta fatica, gli lasciavano addosso giusto le mutande??). Invidiava tutto di loro, perfino la loro possibilità di andare a scuola (i ragazzi comuni vorrebbero obiettare qualcosa) e, perchè no, di avere una ragazza senza che tutto il mondo lo sappia (lo sapesse) e ne parli (parlasse) per mesi. Qui si evince come, in realtà, il povero Felton sappia ben poco dei ragazzi normali. Perché, e questo vale soprattutto per i signori uomini, se si fa centro è obbligo morale andare a scrivere sulle porte dei bagni della scuola “M SN FATTO KUELLA VAKKA DI DHEBHORAH”, perché il mondo sappia che non è vero che si continua a sbavare guardando le mutandine di Bulma di Dragonball. Li invidiava soprattutto per il fatto che non avevano nessuna etichetta come era successo a lui (voglio sapere dove gliel’hanno attaccata, l’etichetta, e soprattutto… è rimasto spazio per Potter?), che era conosciuto a posteri solo come Draco Malfoy.
Dunque Tom Felton ha il dono della preveggenza. Perché lui sa, lo sa e ne è certo, che AI posteri sarà conosciuto solo ed esclusivamente come Draco Malfoy. Un po’ pessimista, in effetti. L’altra opzione è che l’autrice non abbia la minima idea di che cosa significhi posteri, che è decisamente più probabile.
Fu il desiderio di una vita normale che portò Tom a fare una scelta; ed è da qui che incomincia la nostra storia…
 
…e quale modo migliore di iniziare una storia, se non facendosi scaricare da un camionista trentenne in un paesino di campagna molto isolato con un piccolo fiumiciattolo dall’aria molto pescosa? Ovviamente, cotanto trionfo di carne fresca non può sfuggire a tre vecchiette che prendono l’immancabile tea in piazza (così quella italiana, anche l’economia inglese si basa sul bar), che così commentano:
-Sarà un cittadino.-
-Mica sarà un criminale? Pensateci bene: quale cittadino altrimenti verrebbe qui di sua spontanea volontà?-
-Magari sarà un turista!-
-Perchè non facciamo una scommessa? (…) terremo d’occhio il ragazzo e la prima di noi che avrà ragione sulla sua identità vincerà… (…) …Dieci confezioni giganti di tè verde!-
Io spero che abbia ragione quella del criminale: sai che bella scena, un cadavere di cui si è fatto scempio che stringe gongolante dieci confezioni giganti di tea verde?
Mentre Grazia, Graziella e l’amica meno simpatica scommettono bustine di tea (e poi non venitemi a dire che le fyccine non sono politically correct), il nostro eroe raggiunge la meta del viaggio alla ricerca di se stesso, una piccola casa colorata di un giallo oramai sbiadito da tempo, e bussa alla porta.
“Chi è?” domandò una vocina in falsetto al di là dell’uscio.
“Sono Cappuccetto Rosso…”
“Vade retro, comunista!”
No, scusate, ho sbagliato fiaba.
Dicevamo.
Il nostro eroe bussa alla porta, e ad aprirgli è un arzillo vecchietto che gestiva da anni un negozio di pesca, a sua volta appartenuto a suo padre. E indovinate? Dal momento che il vecchietto è solo al mondo e non ha a chi smollare la baracca, il biondino con gli occhi azzurri è una vera e propria manna dal cielo. Anche se, al suo occhio esperto, Tom appariva come il classico cittadino che conosceva che cos’era una canna da pesca grazie ai libri illustrati.
Va bene. Non penserò male.
Davvero… non sto pensando male.
Sul serio.
No, non è vero.
Non ha imparato cos’è una canna da pesca dai libri illustrati. Ha conosciuto ben altri tipi di canne. Grazie alle fyccine slash.
Ecco, l’ho detto.
 
Ad ogni modo, al vecchio Bill non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di lasciare l’amato negozio al pischello.
Così, in un’atmosfera carica di aspettative e tensione e di disgustoso odore di cavolo fritto, si arriva ad un compromesso: al nostro Tom verrà dato un mese di prova per dimostrarsi degno ed idoneo, per dimostrare di aver messo piede in un fiume almeno una volta nella vita, per dimostrare che non ha mani troppo curate per essere un pescatore.
Carta da bollo, dunque, e stretta di mano. E una richiesta da parte del giovane:
Potrebbe evitare di chiamarmi Tom Felton? Potrei incappare in seri guai se non lo facesse (…) Sono solo un ex-attore molto famoso e  …ehm… diciamo… che ho ancora problemi con i miei ex fans… quindi  mi chiami Charlie, Charlie Black, per favore.
Perché non presentarsi già dall’inizio come Charlie Black, anziché con un allegro sono Tom Felton?
Conoscendo le fanghèrl medie, poi, che hanno occhi e orecchie ovunque… non ci sono paesini di campagna e tanfi di cavolo fritto che tengano, quando una fanghèrl ci si mette.
Tra Bill e Charlie (eh, mica è colpa mia!) è subito amoreh. Già dal primo giorno di lavoro, il titolare fa sgobbare l’aspirante pescatore, armandolo di stracci, pezze e secchi nemmeno fosse Cenerentola. Ed è proprio durante il primo giorno di lavoro, mentre Bill è già ad ubriacarsi in uno dei peggiori bar di Caracas e Charlie, chino sul pavimento, schiaccia blatte e pantegane sulle note di “Canta Usignol”, che appare… che appare lei. Lei. Jane Brown, una  giovane ragazza che non doveva avere più di 20 anni. Aveva gli occhi color menta e dei bellissimi capelli castani. E’ talmente bella che Tom rimase bloccato ad osservarla per un pò con uno sguardo trasognato. E con un rivoletto di bava all’angolo delle labbra, non dimentichiamolo.
-P-piacere io sono Charlie Black.-
-Charlie, eh? Bel nome.-
-Grazie Jane anche il tuo lo è!-
Ricordiamo ai gentili lettori che stanno assistendo all’ipotetica conversazione tra due ventenni.
La fyccina è ancora work in progress, anche se siamo tutti in possesso delle facoltà per indovinarne svolgimento e finale.
Ma consolatevi, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero: l’autric ci consola con una chicca, un delizioso off-fycci-self-insertion intitolata le recensioni del pescatore, che lenirà la sofferenza dell’attesa spasmodica per il prossimo capitolo.