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Quando MarySue dovrebbe rivedere le sue priorità… (prima parte)

Cari i miei Grinch e le mie Grinchesse (sembra un insulto, lo so; ma condivido con voi questo fardello, come quello di essere zoccola e frigida… Evidentemente siamo Grinchesse dalla personalità pepatissima e dal fascino sottile, visto che nonostante tutto siamo ancora in attività), cari Grinch e Grinchesse, dicevo, eccoci per la consueta recensione di Natal- Ehm, Santo Stefano.
Pensate, ancora qualche anno e sarà la tradizionale recensione di Capodanno.

Ed effettivamente, questa recensione sarebbe perfetta per Capodanno: c’è il solito cotechino dalla bianca cotica, e le solite lenticchie (trama insensata, personaggi snaturati e invertebrati, relazioni inutili e senza alcun senso) che si portano appresso tutti i pruriti del caso (parlavo dell’allergia, razza di depravati!). Sì, sarebbe una recensione perfetta per Capodanno, questa.
Bene, ci vediamo tra cinque giorni allora.

Ahi, AHI! Va bene, razza d’ingrati! E recensione di Santo Stefano sia!

*Il cenone di Capodanno anticipato è gentilmente offerto da EbbylineSwarovski, l’unta e bisunta trattoria che l’ASL chiuderebbe senza nemmeno varcare la porta è la solita unta e bisunta trattoria dove ceniamo ogni anno. Il tavolo è prenotato a nome “ Il ritrovo del cuore.”, ma se non riuscite a trovare la via consegnate questo ( http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1445086&i=1) indirizzo al tassista: saprà dove portarvi.*

Il cotechino, dicevamo.

Ebbyline (sì, come l’autrice), strega quindicenne, subisce un grave lutto: la morte della sorella gemella. Invece di circondarsi dell’amore dei suoi amici, decide di cambiare scuola e trasferirsi nell’istituto frequentato dalla defunta sorella: Hogwarts.
Ah, Ebbyline è stata anche ad Azkaban, ma suppongo non stesse studiando lì.

“Che cosa sarà successo?” è quello che ci chiediamo noi.
L’autrice, invece, con la sua storia vuole svelarci ben altre risposte a domande che lei stessa pone:

Questa ragazza, riuscirà a riaprire il suo cuore al mondo?

Beh, magari intende dire che dopo il lutto è diventata una persona introversa…

O per lei è davvero finita?

Suvvia, sarà una giovane forte e nonostante il dolore si riprend-

Ci penserà un ragazzo, anzi, vari ragazzi.

… Io voglio pensare bene: starà sicuramente parlando di un gruppo di amici che saprà sostenerla e volerle bene!

Ma riusciranno nella loro impresa apocalittica?

Ancora, mi sembra un po’ troppo melodrammatico questo scenario…

Si farà degli amici e manderà a quel paese la tradizione di odio che si è sempre manifestata tra Serpeverde e Grifondoro.

Ma… E ‘sti cazzi no? Ma soprattutto: pure Lily Evans aveva un amico a Serpeverde, ma non mi sembra fosse questo il suo merito più grande!

Lei, l’unica persona al mondo in grado di usare la magia senza bacchetta, sarà accettata?
Unica, certo. Silente, la smetta di ridere: lei è morto, i morti non ridono. Si dia un contegno!

Lei, senza più una famiglia al mondo, verrà amata?
… Chi ha detto ai violinisti che potevano iniziare? Il concerto di Capodanno è tra sei giorni, eccheccazzo!

Lei, che cambierà il destino del mondo magico, ne sarà all’altezza?

Se già mi dici che lo cambierà perché dovrei pensare che potrebbe non esserne all’altezza? Dai, cazzo, mi hai già rovinato il finale!

Ebbyline Swarovski ritroverà la parte della sua anima che ha perduto in una notte nuvolosa d’estate?

Violinisti, TACETE, che adesso c’è l’angolo dell’autrice da riassumere!
In poche parole: l’autrice ha già scritto due libri su Harry Potter per noia e dunque adesso scrive una fanfiction che rispecchi pienamente ciò che voglio per il mio personaggio. No, non lo so cosa voglia dire, ma andiamo avanti.

Troviamo Ebbyline china sulla bara dell’amata sorella, sconvolta:

(…) gli occhi grigi serrati con le ciglia folte ricurvate dal trucco [però, che efficienza ‘ste onoranze funebri, pure il piegaciglia ed il mascara incurvante!], il naso che tante avrebbero bramato pallido come il resto del corpo [Rallegriamoci un po’ per la felice sorte di una contendente: basterà corrompere il guardiano del cimitero e procurarsi una pala, un seghetto ed un bisturi ed il tanto bramato naso andrà all’intrepida fanciulla!], le labbra rosee immobili [Sinceramente, è meglio così: solitamente se ad un morto si muovono le labbra non è un buon segno. Nel migliore dei casi potete aspettarvi uno sbavino scuro nonostante la tanatoprassi, nel peggiore… Mirate alla testa.], (…) Tutto di lei era stato curato nei minimi dettagli [Ci credo, con quel che costa un funerale!] eppure, niente di tutto quello lasciava trasparire che fosse… morta [Come dicevo, hanno fatto un buon lavoro].

Ma Ebbyline ha promesso alla sorella che non avrebbe pianto, al suo funerale, nonostante si senta come se metà della sua anima fosse morta.

Era come se avessi una mela e dopo averla tagliata la lasciassi li, per poi tornare e notare che solo una metà era marcita.

… A parte la metafora criptica… Ma se non aveva appena detto che sembrava viva? E adesso è marcita, tutta d’un tratto?

Ecco, lei si sentiva la metà che era rimasta bella e succosa [facile, quando ci si confronta con un cadavere]. (…) Avrebbe dovuto morire insieme a lei, come si erano ripromesse da piccole [Eh, certo. Proprio quei giuramenti intelligenti che uno fa a quattro anni]. Avrebbero fatto tutto insieme: il primo bacio [kinky!], il matrimonio [interessante prima notte di nozze…] e persino la morte.

E così, tra pessime metafore e ripetizione di concetti, ecco che Ebbyline ripensa a tutta la sua tragedia familiare:

Prima sua madre, malata di cancro, le aveva lasciate in custodia al padre. Poi suo padre, afflitto dal dolore, si era tolto la vita. A seguire il ragazzo che lei amava l’aveva tradita e scaricata. Adesso lei.

… E il cane, Pongo, è stato investito da una carrozza; il pesce rosso, Goldie, divorato dal gatto… ed il gatto si è strozzato con il pesce rosso, presumo [cit.].

Ma Ebbyline non può permettersi di crogiolarsi troppo nel dolore: deve commemorare la defunta con un discorso che parla per quelli che persino a lei paiono secoli, davanti ad una folla che si fa forza ascoltandola e vedendola lì. Tra di loro, defilato in un angolo remoto della chiesa, un ragazzo moro dagli occhi verdi (no, non Harry: questo è Mattew, il ragazzo della defunta. Lo si distingue da Harry perché Mattew ha lo sguardo saettante, non la saetta sulla fronte).

Ebbyline è sempre stata gelosa di loro due, ma felice per la sorella. Gelosia immotivata, comunque: come vedremo ora, Mattew è fuori di testa (o c’è finito per il dolore):

– Perché non mi ami più, Rose? – sussurrò il ragazzo fissando la ragazza.

– Io non sono Rose, Mattew – rispose la ragazza turbata da quel suo comportamento.

Lui la lasciò andare sofferente e chiuse gli occhi: presto sarebbe tutto finito.

Ma i più accorti avranno notato l’assenza di una lenticchia: conosciamo l’aspetto fisico di Ebbyline solo grazie alla descrizione della sorella defunta. Un abile trucco letterario, dite? Un totale disinteresse per un aspetto così frivolo, durante una scena tanto tragica e toccante, da me smontata con tanta cattiveria e battute di pessimo gusto?
No:

P.s: Qui trovate il vestito di Ebbyline al funerale: http://www.polyvore.com/cgi/set?id=60500445&.locale=it
P.p.s: Ebbyline è sempre vestita impeccabilmente e siccome non riesco mai a descriverla (sono un disastro!) metterò il link di Polyvore, dove creo io i set.

Ecco. E con questo ho il culo parato per ogni accusa di cattivo gusto durante questa recensione.

Stendiamo una pietra tombale pietosa (l’ho detto, ho il culo parato!) sulla scelta di inserire il link a Polyvore col vestito del funerale e passiamo al prossimo capitolo e lasciamoci travolgere dal nonsense.

Ebbyline torna a casa e si lascia investire dai ricordi: le due sorelle si volevano così bene che mai avevano litigato, pensate. E questo perché anche Rose, come la madre, aveva il cancro (“eh, ma è bello essere a casa, vero padron Robin?!”).

Da qui parte una bella divagazione sulle case a Durmstrang (scuola frequentata da Ebbyline):

Venivano smistati al secondo anno, dopo aver compilato un test d’intelligenza. Alfa, dove la ragazza era stata smistata, era
[ovviamente!]per quelli che anche se non studiavano prendevano voti eccellenti. [Insomma, quelli che potrebbero pure levarsi dalle palle e lasciare spazio ai comuni mortali: a che serve la scuola se sai già tutto? ]

Beta, Gamma e Delta erano per quelli con voti scarsi. La vergogna della scuola, diceva il preside.
La via di mezzo non esiste.

Per dare maggiori probabilità a quelli meno dotati ogni anno venivano dati dei test, e se li superavano venivano trasferiti nelle classi Alfa.

Gli altri a coltivar patate.

Aveva scelto di andare a Durmstrang perché la sua intelligenza nelle materie oscure era pari solo a quella di Voldemort [Voldemort non ha “un’intelligenza nelle materie oscure”: ha studiato le arti oscure ed è uno stronzo, fine.] e si sentiva decisamente sprecata in una scuola come Hogwarts [Nessun problema: non mancavi proprio a nessuno, razza di attention whore con aspirazioni da BAMF].

Dunque lei non vuole tornare a Durmstrang, perché la gente l’avrebbe guardata con pietà: meglio andare a Hogwarts (dove tutti la guarderanno come se avessero visto un fantasma, presumibilmente).

Qualcuno bussò alla porta interrompendo il filo dei suoi pensieri. Si tirò su dal morbido letto e, con ancora il vestito del funerale [per chi non se lo ricordasse, il link a polyvore è qua sopra], scese le scale per vedere chi fosse.

È Matthew (l’acca l’ha recuperata tra un capitolo e l’altro), ed assistiamo ad uno dei momenti WTF? Della ficcy: il giovane le dice che era lei, e non Rose, che avrebbe dovuto morire:

– Hai capito bene. Scommetto che muori dalla voglia di sapere perché l’ho fatto –

Pessima scelta di parole, a mio avviso.

– Ci sei arrivata, finalmente. Sai, al sicario avevo detto di chiamarti per cognome ma non credevo che avrebbe risposto Rose al telefono[omicidio telefonico?],… – il sorriso sul viso del ragazzo si allargò ancora di più – Rose non rispondeva mai al telefono [Ah, beh… Un piano infallibile!]. Quando sono arrivato e ho visto Rose tra la vita e la morte non capii immediatamente come potesse essere successo; e poi sei arrivata tu. L’hai presa tra le tue braccia. Ma in quel momento io dovevo prenderla tra le mie braccia, e così, me la sono presa con l’unica persona che si stava crogiolando del bel lavoro svolto… –

(…)
Non era sorpresa del fatto che Matthew volesse sbarazzarsi di lei [Ah, beh…]. Era geloso, e troppo innamorato per vedere oltre quell’amore asfissiante [ma nel capitolo prima non invidiava la storia tra lui e la sorella?]. Non avrebbe mai capito che Rose l’avrebbe lasciato seduta stante se lei fosse morta [Mi sono persa: l’avrebbe lasciato –comprensibilmente!- se avesse saputo che era lui il mandante o l’avrebbe lasciato e basta?].

Matthew mostra sempre più segni di sociopatia:

Ma, ripensandoci, ora che Rose è morta potrò finalmente avere ciò che puntavo da anni: te

Ricapitoliamo: Matthew era geloso del rapporto tra le sorelle, dunque decide di… uccidere quella che ama, per rimanere con la sorella che non ama ma con cui è fidanzato. Ma il sicario sbaglia ed uccide la fidanzata che per lui era un intralcio a loro due, dunque va dalla donna che ama e dice “Beh, poco male, adesso posso stare con te”.
Siamo sicuri che non sia un trucco per avere attenuanti quali la semi-infermità mentale?

Lei strabuzzò gli occhi. Lei? Come poteva volere lei dopo due anni insieme alla sorella?

Vai così, Ebbyline: è proprio questo il punto focale della situazione!

– Ma io non ho ma voluto Rose. Perché prendere la metà della mela marcia, quando potrei avere quella sana? –

Continua pure tu così, Matthew: stai perorando la tua causa con arguzia e sensibilità uniche!

Matthew le dice che voleva ucciderla perché non ricambiava il suo amore, Ebbyline lo rifiuta una volta ancora  e lui è pronto ad ammazzarla. Ebbyline coglie l’opportunità (prima cosa intelligente in tre capitoli!): lo disarma fantafigheggiando con gli incantesimi senza bacchetta e lo ammazza.

Presto quelli del Ministero sarebbero arrivati ad arrestarla per aver praticato la magia fuori dalla sua scuola.

Mica perché ha usato l’Avada Kedavra (che comunque era di legittima difesa).

Non le importava se sarebbe finita ad Azkaban.

Assassino di tua sorella, che già aveva cercato di uccidere la protagonista ed anche in quel momento era lì per ammazzarla… In effetti nemmeno io mi preoccuperei di finire ad Azkaban: nemmeno un coglione ti manderebbe ad Azkaban, in questo caso!
… nemmeno a dirlo, persino il processo è delirante. Ma quello ve lo propino la prossima volta, insieme al resto del quarto capitolo.

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Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – quarta (e ultima) parte

Signore e signori eccoci con il piatto forte di questa recensione in più portate: “Scambio di Ruolo”, di Dama Galadriel.
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

Ora, vi confido una cosa: mentre leggevo la fanfiction ero indecisa se recensirla o meno: aveva delle chicche meravigliose, certo, e citazioni più o meno velate che rivelavano spiccatamente la mancanza di una trama seriamente studiata, ma era anche lenta ed aveva dei punti morti. Insomma, si correva il rischio di risultare noiosi.
Poi ho letto questo capitolo e mi sono resa conto che, se non avessi recensito questa cosa, tanto valeva chiudere Fastidious, perché una scena scritta in questo modo difficilmente ricapiterà.
Forse sono troppo ottimista, ma leggete… Questo.  

Tredicesimo capitolo: metafore isteriche.

Sorvolieremo su Sarah che va a farsi un bagno caldo (tra un po’ diverrà una rana) e Jareth che invece si fa una doccia fredda (lui è già diventato un represso); sorvoleremo su Sarah che nel cuore della notte trova un pianoforte nel castello ed attacca a suonare mentre sul soffitto si addensano nubi (Sala Grande di Harry Potter o nuvoletta fantozziana?); sorvoleremo anche sul fatto che Sarah si metta a cantare “Set Fire to the Rain” con quel ventennio abbondante d’anticipo sull’uscita della canzone. E, infine, sorvoleremo anche su Jareth in versione fanboy adorante che pensa (più o meno) “oh, come è potente Sarah, il Labirinto l’ha già riconosciuta come sua regina!”.

Sorvoleremo su un sacco di belle cose, me ne rendo conto, ma la parte migliore è quella su cui stiamo per planare come avvoltoi, statene certi.

Prima di tutto, l’abbigliamento di Sarah:
aveva indosso solo un pigiama corto di seta blu che lasciava ben poco spazio all'immaginazione
Io mi sto interrogando da ore sul modello di questo pigiama, ma lasciate che lo dica: un pigiamone in flanella avrebbe salvato almeno in parte questa fanfiction. Davvero. Non sottovalutate il potere riequilibrante di un pigiamone in flanella!

Ora Sarah si trovava sotto di lui e poteva sentire tutto il peso del suo corpo, percepiva il suo desiderio crescere e questo le fece emettere un piccolo gemito, forse di desiderio o forse di paura.
Oh, di nuovo il DESIDERIO percepibile di Jareth!

Sarah comprese che era arrivato il momento della sua metamorfosi
No, non in fae o qualcos’altro. Giuro che ho sperato anche io che intendesse qualsiasi altra cosa, ma no. Intende proprio quello che avete capito.

quei pensieri non erano esattamente “consoni” ad una ragazza ancora vergine
Se sei vergine non puoi eccitarti o fare pensieri osé. Strano, ricordavo diversamente.

cominciò a slacciargli i bottoni della camicia scoprendo quel petto così perfetto e muscoloso.
A me spiace sempre dover disilludere la gente, ma… Andiamo, stiamo parlando di David Bowie, superbo esemplare della sottospecie di umani abitanti l’inghilterra chiamata Homo Rachiticus.

ma prima di arrivare al punto di non ritorno (Fantasma dell’Opera, sciò. Non è il momento), i nostri fanno una breve pausa, assolutamente illogica visto che a questo punto Sarah dovrebbe essere nella condizione di voler sbranare i pantaloni di Jareth coi denti pur di toglierglieli; Jareth però decide diversamente: le porta il Gingillo Inutile, in questo caso una collana d’oro bianco col falcetto simbolo di Jareth che funge da teletrasporto (la definizione data dall’autrice è “ponte tra i due mondi”, ma non vorrei che il Fantasma dell’Opera si galvanizzasse troppo).
Poi tornano a pomiciare come se nulla fosse accaduto.

Jareth l’aiuta a sistemarsi la collana e ne approfitta per farle cadere gli spallini del pigiama:

Quel tocco, così piacevole, fece trasalire Sarah che si girò di scatto mettendosi a cavalcioni su Jareth.
Ancora, sono dell’idea che girarsi di scatto mentre qualcuno ha il naso a dieci centimetri dai propri capelli non sia una idea delle migliori, a meno che non si abbia una avversione per la forma del naso del proprio partner…
 
sembrava che le sue labbra non avessero mai assaporato la pelle di una donna
Infatti c’ha dato dentro solo con esponenti del Piccolo Popolo…

Le mani, quasi in possesso di vita propria[Dunque contro il suo volere?], scesero sotto la maglia fino ad arrivare ai suoi boccioli di rosa[…ARGH.]. Delicatamente le sfilò l'ostacolo di seta[è il pigiama: “ostacolo di seta” è immotivatamente aulico] e accarezzò i suoi seni prima con le mani poi con le labbra.
(…)gli sfilò la camicia e potè ammirare, in tutto il suo splendore, il petto di Jareth che si stagliava maestoso di fronte al suo viso arrossato per l'emozione.
Questo kink (riscontrato anche in altre fanfiction su Labyrinth) per il muscoloso petto di Jareth non ha assolutamente ragione di esistere.

Sarah poteva sentire la virilità[no… La virilità no… Per favore!] di Jareth crescere costretta sotto i pantaloni e decise di liberarla [Free Dick]; con un gesto che le sembrò il più naturale del mondo, gli slacciò i pantaloni e glieli tolse. Il suo corpo era perfetto e Sarah lo contemplò come se davanti avesse la statua di un dio greco [Immaginatevelo, un dio greco con quella pettinatura].

Jareth infilò la mano nei suoi pantaloni fino ad arrivare agli slip e sentì che un umido innocente le aveva bagnate.
Non so come funzioni tra ferie, ma quell’umido lo si può chiamare in qualsiasi modo fuorché innocente: non lo è per definizione.

Ora i suoi movimenti si fecero più insistenti e la sua virilità[E daje…],ormai matura [è… un cocomero?], premeva per entrare nel luogo più intimo di Sarah[… Mi sono persa. Jareth vuole infilare un cocomero nel cervello di Sarah?].

Sentì la pressione del Re [Per chi non l’avesse capito, “la pressione” è il cocomero] farsi strada nella sua intimità [il femminile di virilità], fino a quando non incontrò l'ostacolo primordiale [Oh per Bowie, chiama le cose con il loro nome! Imene! IMENE! Ed è all’apertura della vagina, quindi la pressione, che poi è un banalissimo PENE, non si è fatto strada da nessuna parte!], e prima di entrare definitivamente nella sua alcova [VAGINAAAAAAAAAA!] (…) quando l'inevitabile dolore [In realtà non è così inevitabile. C’è a chi la prima volta non fa male. Beate loro, comunque.] arrivò, s'irrigidì e chiuse gli occhi.
In quel momento la metamorfosi di Sarah fu completa, abbandonò infine l'ultimo barlume della sua adolescenza ed entrò definitivamente nella vita adulta.
…Chissà se le sono spuntate le ali.

Ora. In questo tripudio di idiozie (la prima volta che ho letto “l’ostacolo primordiale” ho squittito e  fatto un balzo sulla sedia. Non ho riso apertamente perché erano le tre di mattina), Jareth fa l’unica cosa IC, l’unica azione che reputo degna di lui di tutta la fanfiction e l’unica per cui provo un po’ di rispetto: chiede a Sarah di pronunciare il suo nome mentre viene.
Per un attimo Jareth torna ad essere il bastardo faerie calcolatore che amo tanto. Poi inizia a segamentalizzare e rovina questo bel momento. Purtroppo capita, quando ci sono Mary Sue in giro (questa versione di Sarah corrisponde ai parametri).
 

Quattordicesimo capitolo: incredibile rivelazione e il colpo di scena
che MAI ci saremmo aspettati.

So che già lo sospettate, ma ve lo dico lo stesso: nel titolo del capitolo ho mentito.
In soldoni: Sarah si sveglia e Jareth non c’è. È seduto sul trono (no, non ha avuto un attacco di dissenteria… Il trono vero!) a segamentalizzare.

Dopo tanto tempo era riuscito ad averla tra le sue braccia, accarezzare la sua pelle di seta bianca come porcellana, baciare le sue labbra rosee ed inesplorate e poi cogliere l'essenza della sua innocenza che lei gli donò amorevolmente[Gli avesse donato delle concordanze, insieme all’innocenza, non sarebbe stato male. Invece ci becchiamo la frase melensa e pure scritta male. It's not fair!].

Non poteva sopportare l'idea di quello che le aveva appena fatto[già, essere IC è così insopportabile…]. Lui l'amava, terribilmente, totalmente, fisicamente, mentalmente [supercalifragilisticamente no?], ma aveva anche una missione da portare a termine [His name is Bond. Jareth Bond]e questo tormento interiore gli stava lacerando l'animo[ La famosissima moralità dei Faerie, sì. Perché esiste un film intero per dimostrarci che Jareth non ragiona secondo gli schemi dei mortali quando poi le autrici di fanfiction se ne sbattono e lo rendono il classico belloccio da Harmony?].

Sarah sta per pronunciare per la terza volta il nome di Jareth, ma lui la ferma e le spiega cosa deve fare per salvare il Labirinto. Cosa che avrebbe potuto sentire  dal Saggio, non fosse corsa via, ma serviva il Momento di Disperazione per arrivare alla scena di sesso e la Grande Rivelazione dopo la scena di sesso, così da fare allontanare i protagonisti. Imbastire una trama complicata è difficile, e a noi piace vincere facile (bom xibom xibom bombom!). Jareth rivela anche che, se l’Underground venisse distrutto, il mondo di Sarah farebbe la stessa fine. Motivazione che, a mio parere, renderebbe chiunque molto più propenso a salvare capre e cavoli… Chiunque tranne (ovviamente) Sarah l’isterica che, nel frattempo, capisce (oddio, in realtà Jareth glielo rivela senza troppi problemi) il trucco del nome.

“Mi ami!?!? Mi ami?!?! Tu sei una grandissimo stronzo bastardo!!! Io ti ho donato la cosa più importante che avessi[Oh, Bowie… ] . Io ti ho donato il mio cuore e tu mi hai ingannata!! IO TI ODIO, TI DISPREZZO PROFONDAMENTE!! Non mi interessa proprio niente di questo dannato Regno[Ma hai sentito cosa ha detto prima? Non è solo il suo regno ad essere in pericolo, idiota…] e non mi interessa niente di te!!” Sarah aveva le lacrime agli occhi. Era stata ferita e tradita. Si avvicinò e gli diede un sonoro schiaffone.
Olè, la scena da shojo manga.
Sarah-chan, ascolta i buoni consigli della sensei Bellatrix: considerato che non c’è scampo, ti tocca accettarlo questo ruolo nel Labirinto. E pensa, ha dei lati positivi: ti renderebbe ben più potente (sic!) del tizio con cui sei incazzata a morte, oltre che la sua sovrana indiscussa.
Pensa al ventaglio di opportunità, e ricordati che anche Malefica era una fata, solo che aveva i coglioni girati.

Ma anche qui, se Sarah si fermasse a cogitare una seria vendetta ai danni di Jareth, mancherebbe l’angosciosa scena che vogliamo A TUTTI I COSTI avere (no? No. Ma ce la pigliamo e senza vaselina) prima dello scontatissimo happy ending. E dunque Sarah sfiora il comunicatore, dice “Scotty, teletrasporto!” e si ritrova a Dublino.
Sarah aveva toccato il ciondolo che le aveva regalato la sera prima, pensò intensamente alla sua stanza a Dublino e scomparve in una nuvola dorata.
Per non essere ancora una ferie, Sarah ha già preso le glitterate abitudini di Jareth.
 

Quindicesimo capitolo: la vecchia parente e il racconto strappalacrime
che convince la protagonista a tornare dal suo eterno ammoreh

Io… No, dai, lo salto questo capitolo: tanto è una cosa trita e ritrita.
Sarah si dispera, la zia col nome assurdo le racconta la storia della figlia, Cathy, deceduta dopo un due di picche. Così, dopo aver visitato la tomba di Catherine (che non dorme sulla collina ma è seppellita nel giardino/cimitero dietro casa), Sarah capisce che deve tornare da Jareth.

Sedicesimo capitolo: La bella e la bestia (e Sailor Jareth colpisce ancora)

Jareth si deprime. Martinus gli suggerisce di dare la sua vita immortale (pare che, grazie alla dichiarazione di Sarah, sia “guarito”. Io ricordavo che dovesse anche sceglierlo come sposo, ma dettagli).

Ancora non poteva crederci.
Era successo tutto così in fretta.
Stava morendo per colpa di Sarah.
Sarah era tornata nel labirinto per aiutarlo.
Sarah gli aveva dichiarato il suo amore.
Sarah lo aveva guarito dalla maledizione.
Lui aveva tradito Sarah.
Sarah era fuggita.
Lui doveva morire.
… L’avesse scritta così l’avrei preferita. Almeno non sarebbero stati SEDICI CAPITOLI in cui due personaggi non fanno nulla di sensato.

Dunque Jareth tocca l’obelisco e gli trasferisce la sua forza (sono abbastanza sicura di aver visto le altre Sailor morte, sullo sfondo) proprio mentre Sarah torna nel Labirinto. In una scena che ricorda molto il dialogo tra Atreyu e l’Imperatrice, Sarah e Martinus parlano del futuro imminente del Labirinto (ma cercate di salvare quel povero idiota là dietro, piuttosto!); Sarah perde altri momenti preziosi e Jareth muore. Solo allora Martinus (che abbiamo capito essere una grandissima stronza) ricorda a Sarah che può ancora salvare ciò che è rimasto, pronunciando il nome di Jareth per la terza volta.

“No! Non posso! Non capisci, non posso abbandonare i miei genitori, i miei amici, la mia vita!”
Ricordiamolo ancora una volta per chi si fosse messo solo ora all’ascolto: tutti e due i mondi verranno distrutti se lei non prende il suo posto, quindi di genitori, amici e vita non rimarrà nemmeno il ricordo.
Sono queste le scene che ti fanno invocare un fulmine sul server di EFP: perché, per il sospensorio di Jareth, o si crea una Mary Sue o una cretina. Una Mary Sue cretina è irritante oltre ogni limite. Ed a riprova di questo:

“Smettila!! Smettila di ripetermi che sono la Regina di questo posto! Lui è il legittimo Re!” disse indicando il corpo di Jareth.
Bravi, legatelo al suo cavallo (quale?) così magari le truppe (quali?) si sentono motivate e il Nulla prende paura e scappa. Con El Cid si dice abbia funzionato.
Per farla breve, Sarah accetta solo quando Martinus (che ricordiamo essere una stronza) le rivela che, accettando il suo compito, potrebbe resuscitare Jareth.
… Ma dirlo prima?
Sarah pronuncia il nome di Jareth, salva il mondo (è una Sailor anche lei) e si risveglia come fae.
 

Diciottesimo capitolo: e ogni dignità fu spazzata via, insieme a Nulla e logica.

Sarah si risveglia in versione Mary Sue potenziata, torna al Labirinto, scambia saliva con Jareth resuscitato come il Medico Maceti, si sussurrano dolci parole d’amore (io vomito arcobaleni), decidono di sposarsi (arcobaleni… ARCOBALENI OVUNQUEEEE!), trombano (una sveltina, quasi a secco e lei viene dopo poche spinte. È la sua seconda volta. Certe cose sono troppo anche per una storia in cui uno dei protagonisti è il Re dei Goblin, bisognerebbe ricordarselo).

Il giorno dopo Sarah inizia la ricostruzione, aiutata da Jareth. Prima comunque si crea degli abiti da regina moderna (jeans, maglione e scarpe da ginnastica. Sigh.). Ma non è finita.
Ricostruiscono il castello:

Sarah immaginò un castello molto diverso dal precedente, quasi fiabesco, con alte mura bianche, torri con guglie a punta, bandiere sventolanti.
Jareth ride, credo a causa di un attacco isterico. Io piangerei.

Ricostruiscono il Labirinto, ma senza la Gora.
“Io ci sono passata e, ti assicuro, che era una cosa insopportabile. Non voglio che nel mio Regno esista una cosa del genere”
Ma santo cielo! Jareth, fa qualcosa, opponiti, Organizza un referendum! Dai il via ad una petizione per evitare che l’habitat di Sir Didymus sparisca per sempre… QUALCOSA!
 
Cooomunque… Tra rose e fior, nasce l’amor, Sarah e Jareth si vanno a sposar. Lui dice sì, lei dice sì, si danno un bacio e lei ritrova i suoi amici (che lui le aveva “nascosto” per farli apparire il giorno delle nozze, come suo regalo, mentre lei si preoccupava per loro. Roba da prenderlo a testate). Poi è il turno di Sarah di svelare il suo (scontatissimo) regalo allo sposo. Per chi non ci fosse ancora arrivato, finisco la canzoncina:

partono in due
tornano in tre
questo vuol dire che è nato un bebè!

*Fine*

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – parte seconda

Se pensavate che avrei lasciato passare (come al solito) mesi prima di pubblicare il seguito della recensione, vi siete sbagliati di grosso: questa volta non sarò così magnanima.
Puppatevi la seconda parte!

Il titolo del piatto del giorno (riscaldato: sono sedici capitoli, non vorrei farvi fare indigestione servendoveli tutti in una volta) è “ Scambio di Ruolo”, l’autrice è sempre  Dama Galadriel e il link è ancora http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

 

Quinto capitolo: spiegazioni farlocche e profezie assurde

Oh, questo è uno dei miei momenti preferiti, nelle fanfiction. Già saprete che la mia grande passione sono quei gingilli di bassa bigiotteria che spesso e volentieri appaiono nelle fanfiction, carichi di pietre preziose, metalli pregiati e poteri inutili, ma non posso negare un piccolo feticcio anche per le profezie/maledizioni/altro, specie quando sono in rima (comunque non disperate, poi arriva anche il gingillo inutile).

La nostra profezia ci viene mostrata durante un flashback in cui Jareth, ancora bambino, riceve tale interessante ammonimento da una Sibilla (non la Cooman).

Vedrò un mondo che non mi sarà caro:
estate senza fiori,
mucche senza latte,
 
Un età empia e piena di odio
riempirà molte ere.

 [Io questa cosa l’ho letta e mi è sembrata sensata. Fino a qui. Poi peggiorava in maniera sospetta mi è venuto il dubbio che, come altre mille cose in questa storia, non fosse farina del sacco dell’autrice. E di fatti è tratta dalle profezie della Mórrígan; http://bifrost.it/CELTI/Fonti/LiricaIrlandese-ProfezieMorrigan.html]
 

Un giorno lontano, però,
quando il sole e la luna
si baceranno
un bambino con gli occhi color cielo nascerà,
il grido di dolore
in gioia si trasformerà
e il sogno del labirinto a brillare ritornerà.

[Se mezza profezia scopiazzata verrà, l’autrice sforzarsi dovrà, di scrivere qualcosa di altrettanta intensità. Altrimenti il risultato sarà una vaccatà. Trallallero trallallà. ]

 

Quando il simbolo verrà dato al legittimo Re
molte ere di pace vivremo
finchè un giorno
una fanciulla con occhi color smeraldo
risolverà l'enigma,
il labirinto la sua vera Guardiana avrà
e il Re deposto verrà.

[E io lo dicevo che era una schifezzà!]

 
In pratica, Sarah ha risolto il labirinto per salvare il fratellino (che altrimenti sarebbe diventato un goblin) e dunque è destinata a diventare lei stessa una Fae e regnare sul Labirinto. She fought the law and the law won, evidentemente. Se non accetterà il suo compito, il labirinto si sgretolerà (devo dire che non ricordo mura molto solide nemmeno prima) e verrà preso d’assalto da un nemico; il tutto mentre Jareth sta perdendo nemmeno troppo lentamente i suoi poteri, cosa che lo condurrà alla morte.

Ora, per fare avverare la profezia, Sarah deve pronunciare il nome di Jareth tre volte (sì, sì, signor Burton, comprendo il suo disappunto. Ma adesso, per favore, prenda il numerino e aspetti il suo turno, che non posso raccogliere tutte le lamentele in una sola volta. Devo ancora trascrivere quella del signor Gaiman per il discorso sulle divinità che hanno bisogno che qualcuno creda in loro, quindi si sieda lì buono buono, ok?). Per fare sopravvivere Jareth, invece, “Lei ti dovrà dichiarare il suo amore, in maniera sincera e completa, senza inganni e senza trucchi e reclamarti come suo Re”.
Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, che ci fa qui? Ah, reclama per “La Bella e la Bestia”? D'accordo, si metta in fila, ma sappiamo entrambe che ci sono versioni discordanti riguardo i suoi diritti su quella fiaba; vedrò che posso fare, ma per ora dobbiamo andare avanti col…


Sesto capitolo: le inutili seghe mentali di Sarah.

Sarah si sveglia e segamentalizza. Compare una delle sfere di cristallo di Jareth e Sarah segamentalizza. Compare Jareth e Sarah segamentalizza ancora; però un po’ sbava anche perché Jareth è – come sempre – un figo. Jareth capisce che Sarah lo vuole e il suo Ego ne è rinfrancato. Battibeccano un po’ sul fatto che lei ha pronunciato il suo nome, e no, non è vero sì, è vero (Sarah sai meglio di me che non posso manifestarmi ad un umano senza che lui mi chiami e, per quanto tu mi stia a cuore, non fai eccezione a questa regola… no, ma da quando? Non può rubare bambini senza una precisa richiesta, ma ‘sta cosa del manifestarsi è del tutto nuova), no vattene. Jareth fa vedere a Sarah, tramite una delle solite sfere, che nel sonno lei ha davvero invocato il suo nome (il solito guardone…). Jareth le dice ciò che a noi viene ripetuto da sei maledetti capitoli, ovvero che, nel salvare il fratellino, ha compromesso l’equilibrio dell’Underground.

Improvvisamente capì di essere stata molto egoista ed ora ha paura.
Ha salvato il fratellino da un futuro verdognolo tra le galline, rischiando più volte la vita. Egoista è proprio il termine che mi viene in mente per descriverla, senza dubbio. Ma sappiamo che Sarah è bipolare, dunque andremo avanti nella lettura senza porci troppe domande (sì, lo so, dovrei dire qualcosa anche sui tempi verbali, ma questa ficcy è tutta scritta così, ormai non ci faccio quasi più caso. Ho detto QUASI).

Jareth fa dunque leva sul senso di colpa di Sarah e i due tornano nell’Underground, dove tenteranno di salvare il Labirinto nei tredici giorni rimasti alla sua inesorabile fine. E già che c’è Jareth tenterà di fare innamorare Sarah.

Settimo capitolo: imbarazzi francamente inutili.

Dunque, i nostri arrivano al Labirinto. Abbracciati, perché si sa che è così che ci si arriva. Nelle ficcy.
La realtà era che Sarah non aveva mai abbracciato un uomo, a parte suo padre naturalmente e questo le procurava un certo imbarazzo.

Con tutte le ragioni possibili per avere una Sarah imbarazzata da un abbraccio con Jareth (faccio un solo esempio abbastanza eclatante: gli aderentissimi fuseaux di Sua Maestà), “ha diciotto anni ed ha abbracciato solo il papà” non è una opzione.

  Quella foresta in cui lei era capitolata sotto l'incantesimo di Jareth ora emanava malvagità e lei sentì un brivido attraversarle la schiena.
 Prima invece era un posticino per bene.
 Jareth le spiega come cambiarsi i vestiti con la magia e partono per il disfattissimo labirinto.
 

Ottavo capitolo: fantasia (Fantàsia) portami via

Nulla di interessante da segnalare fino alla Scena Madreh, quella tipica di ogni ficcina in cui i protagonisti partono da una situazione di “mi ispiri tanto sesso, provo anche dei sentimenti per te ma comunque piuttosto che dirtelo mi strapperei tutte le unghie.”: il salvataggio dell’Amato da un Pericolo Improvviso con successivo capitombolo in Posizione Imbarazzante.

Lui non fece in tempo ad alzare la testa che Sarah, con un balzo felino [e nessuna abile mossa? Sono contrariata.], gli fu addosso e lo spinse lontano dalla frana, salvandogli la vita.
Quando corse verso di lui, Sarah era completamente preda dell'istinto e tutte le sue inibizioni e paure per un momento scomparvero.

Sì, beh, Bowie fa questo effetto a molte (il video successivo, dal minuto tre, ne è una prova lampante).
 

 

Il suo seno era premuto sul suo petto liscio e caldo, le sue braccia erano saldamente aggrappate alla sua schiena, i suoi fianchi combaciavano perfettamente a quelli di lui e le sue labbra erano a meno di un centimetro dal suo bellissimo viso.
Questa gli si lancia addosso a razzo e semplicemente si trovano stesi l’una sopra l’altro. Per cose molto meno acrobatiche la gente rischia il trauma cranico e due incisivi.
 
Sarah respirò lentamente inebriandosi del suo odore, i suoi polpastrelli gli accarezzavano dolcemente il petto imprimendo nella mente la mappa dei suoi muscoli perfetti [Quali muscoli?]. Per un istante le loro intimità si sfiorarono mentre le loro labbra erano talmente vicine che rischiò di abbandonarsi definitivamente a quella passione tanto temuta e bramata.

No, aspettate… Cos’è che ho appena letto?
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
No, dai… No. Non ci credo.
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
Per un istante le loro intimità si sfiorarono

Ok, cedo all’evidenza.
A parte che l’osso pubico di Sarah, dato l’impatto, dovrebbe aver appena fatto molto molto molto e ancora molto male al nostro Re (la prossima volta ci penserà due volte prima di indossare quei pantaloni!), le intimità che si sfiorano sono… Agghiaccianti. Le metafore e le similitudini sessuali sono agghiaccianti quasi sempre, e “intimità” inteso come pene o vagina è usurato. Ma vi anticipo che questa è la prima di una serie di metafore esilaranti (la scena di sesso meriterebbe una recensione a parte e una pagina Facebook tutta per sé per quanto è assurda).

Jareth sentiva il calore del suo corpo sopra di lui, eccitandolo
Sto immaginando cose brutte. Una erezione alla Ryo Saeba, per dirne una. Jareth prova a baciarla, lei si scansa.
Ma non poteva immaginare che Jareth aveva anche percepito il desiderio che lei provava nei suoi confronti.
 

Vostra maestà, invece che percepire e gongolare, dovreste preoccuparvi del vostro, di desiderio, dato che con quei fuseaux è praticamente impossibile non… Percepirlo.

*Fine seconda parte*

 

P.S.:  il resto della recensione arriverà nei prossimi giorni, probabilmente entro domenica arriveremo alla fine.

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili

Pensavo…  Ogni tanto bisogna cambiare, no?
Ebbene, mi sono resa conto di non recensire altro che fanfiction su Harry Potter da ben TRE ANNI.
Non ho scuse, sono stata davvero monotematica. È ora di rimediare.

Nonostante i ventisei anni si avvicinino, mi sento sempre un po’ bambina, quindi rimarrò sul genere libri/film per ragazzi (beh, in questo caso film/libro). Stasera Labyrinth signore e signori.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

Il titolo del piatto del giorno è “ Scambio di Ruolo”, l’autrice è Dama Galadriel.

Primo capitolo: stelline e tempi verbali a caso.

********* [Si deve essere incastrato un tasto…]Sono passati ormai 3 anni dalla sua avventura nel labirinto, ma Sarah non riesce proprio a dimenticare i suoi amici [Non era nei piani, infatti… Solo io ricordo qualcosa sul fatto che i suoi amici sarebbero rimasti per sempre con lei, nella sua fantasia eccetera? O la versione italiana è differente? Il DVD effettivamente l’ho comprato in Germania… ], Hoogle, Sir Dydimus, il suo adorato bestione Ludo e neanche Lui [Lui chiiii èèèèè… No, ok. È solo che la lettera maiuscola per far capire che è proprio quella persona specialespeciale è così patetico…]…purtroppo per quanto si sforzasse, l'unica persona che avrebbe voluto dimenticare continuava a restare nella sua mente e nel suo cuore….. Aveva ancora vivido davanti agli occhi il loro scontro nella stanza di Escher e le parole che aveva detto le riecheggiano nella mente come palle di cannone… “Tu non hai nessun potere su di me”, e poi fu il buio [il mio cervello sta implodendo: i tempi verbali di questa fanfiction sono meno coerenti della gravità della stanza di Escher]. Si ritrovò nella sua stanza contenta che la sua avventura fosse finita, che il piccolo Toby dormisse tranquillo nella sua culla, ma non poteva neanche immaginare a quali conseguenze avrebbe portato la sua tanto sospirata vittoria contro il Re di Goblin.
Ora, dopo un’introduzione del genere, dovremmo aspettarci qualcosa. Azione. Tempo e spazio messi in discussione, insomma, QUALCOSA.
Ma ancora non è tempo.
 

Secondo capitolo: diamo tutte le colpe del mondo a Jareth

Long story short: Sarah ha una adolescenza di merda. Capita, con le adolescenze, penso che possano concordare quasi tutti su questo. Il problema è che Sarah affronta tutto questo come ha sempre fatto: si rinchiude in casa e legge libri, rifiutando le persone (e i ragazzi) per avere il totale controllo del suo piccolo mondo.
Non so, mi sembrava ci fosse stata una crescita, alla fine del film. Mi sarò sbagliata.
Ogni tanto si fermava a pensare a lui e nella sua mente urlava più forte che poteva:
“Dannato Re di Goblin, mi hai veramente rovinato l'adolescenza!!!!”

Obiezione! Per una volta, il mio cliente (la Sua Glitterosa Maestà) non ha colpe. Perché inveire così contro di lui?

I suoi genitori, o meglio suo padre [Ci sarebbe pure una bistrattata matrigna, in realtà], proprio non capiva o forse non voleva capire come si sentiva e cosa stava passando in quel momento, voleva tanto sua madre, ma lei purtroppo non c'era più.
Io non vorrei traumatizzare qualcuno, ma, ma… La madre di Sarah è viva. Giuro.
Se avete letto il libro, saprete che è una attrice ed ha un nuovo compagno, attore anche lui, bono come il pane e per il quale Sarah ha una adolescenziale cotta (e che, ci scommetto, assomiglia parecchio a Jareth).
Se non avete letto il libro (ma avete visto il film così spesso da avere “consumato il dvd a forza di vederlo e rivederlo”), avrete potuto notare questo:

 

Photobucket


Comunque, è tempo di College e Mark, da sempre innamorato di Sarah, le chiede dove andrà. Lei risponde al Trinity College e lui le chiede perché è così ansiosa di andare a New York ( Mark, sei un cretino: l’unica Trinity di NY è una scuola per bambini dai cinque ai dodici anni. Il Trinity College americano è nel Connecticut), ma Sarah parlava, invece, del Trinity di Dublino.

I mesi seguenti all’ammissione sono stati infernali per Sarah, la matrigna la costringeva a maratone estenuanti di shopping per rinnovare interamente il suo guardaroba e il padre non smetteva di raccomandarsi.(…) ma in fondo le faceva piacere questo senso di protezione che sentiva.
Sarah è bipolare o masochista. Ho letto l’intera storia e ancora non riesco a decidere.
Ma tagliamo corto: Sarah fa un sogno, prima di partire, in cui il labirinto è nel “caos più totale” (non è che me lo ricordassi ordinato e sensato, quel posto. C’era gente che giocava a palla con la propria testa e muri che scomparivano da un momento all’altro e delle galline nella sala del trono. E una stanza in cui la gravità era molto molto relativa. Credo che il caos fosse già di casa, lì.)
Sarah si svegliò con una strana sensazione di inquietudine addosso ma l'aveva attribuita al viaggio che le avrebbe cambiato la vita…almeno così pensava o sperava.
“Stupidi sogni!!!!” disse tra sé e sé.

Certo, sogni il labirinto nel caos (dunque… Ordinato?) e pensi sia perché stai per trasferirti. Per fortuna che hai scelto Teatro, Sarettah, perché come psicologa faresti schifo.

Terzo capitolo: cambiamenti (e primi accenni di plagio)

Mentre nell’Aboveground Sarah è invecchiata di tre anni (rendendo la fanfiction pubblicabile su EFP e con tanto di scena di sesso, essendo Sarah maggiorenne), down in the underground sono passate solo poche settimane. Ma a Jareth stanno comunque venendo le rughe.

La vergogna per aver perso contro un essere umano lo fece sentire un fallito come Fae ma soprattutto come Re, nonostante i suoi sentimenti nei confronti di quella strana creatura fossero immutati.
Capisco che bruci, ma Toby non è sicuramente il primo bambino che viene salvato dal popolo fatato. Insomma, può capitare!
Era seduto sul trono, nella sua classica posizione stanca con una gamba spenzolante sul bracciolo e il mento appoggiato sulla sua mano che dilaniava i suoi pensieri sperando di capire come una ragazzina di 15 anni innocente e inesperta fosse riuscita a risolvere l'enigma del labirinto.
Jareth, finché dilani pensieri a mani nude non riuscirai a capire nulla, fidati: i pensieri vanno formulati ed elaborati (specie prima di trascriverli, onde evitare frasi sconnesse).

Jareth era come rapito da quella voce e si diresse istintivamente verso il labirinto, in un luogo nascosto di cui neanche lui sapeva l'esistenza. [centinaia d’anni a disposizione e siamo sempre stati col culo poggiato sul trono, Maestà?]
Li si ritrovò davanti a una bambina, con lunghi capelli biondi, aveva un lungo abito bianco, un barbagianni appollaiato sulla spalla sinistra e uno strano ciondolo al petto. [Sono indecisa: Infanta Imperatrice o Luna Lovegood?]
Riassumendo: Jareth non ha più un Regno perché Sarah l’ha spodestato (non funziona proprio così…). E questo ci porta a…

Quarto capitolo: Sarah sempre più bipolare


Sarah, che:
si voltò in cerca di quella voce pungente che chiamava il suo nome cossì insistentemente e finalmente la vide… sua zia Pittipat.
Pure sorvolando sulla “voce pungente”… Zia COSA?

(dato che comunque qualcosa mi ricordava e che anche la mia beta aveva la stessa sensazione, abbiamo cercato tale nome. Nessun risultato per Pittipat, in compenso Pittypat è il cognome della zia di Rossella O’Hara. Abituatevi a questo genere di sorprese…)

La nostra eroina è a Dublino dalla prozia paterna, che le organizza una festa:

Sarah non conosceva veramente NESSUNO a quella festa, era come in un incubo, ma per non offendere la zia fece buon viso a cattivo gioco e intrattenne, più o meno, conversazione con tutti. L'ospitalità e il legame parentale degli irlandesi era inconfondibile, Sarah si sentiva stranamente a proprio agio con tutti quegli estranei, si sentiva accettata molto più che a casa sua. Era come se avesse trovato finalmente il suo posto nel mondo.
Sarah (e autrice), decidetevi: O è un incubo O ci si trova bene. O prima le sembra un incubo ma poi scopre che ci si trova bene, ma me lo devi dire (autrice), non è che debba supporlo io. Io posso anche pensare che Sarah sia veramente bipolare, se TU non mi spieghi le cose.

Quella notte Sarah sogna un piazzale di mattoni bianchi con al centro un obelisco di marmo bianco e lei se ne stava in piedi davanti all'obelisco.
Era una bambina forse di otto anni, con lunghi capelli, vestita di bianco e le sue vesti erano bordate di rosso e oro e portava un ciondolo alquanto strano.
 

La bambina dice a Sarah che se non accetterà il suo destino, l’Underground cesserà di esistere. Una persona normale a questo punto chiederebbe qualche informazione riguardo a tale destino (magari si tratta solo di indossare dei jeans piuttosto che un vestito a fiori), invece Sarah risponde:

“Avete un re che vi protegge, non avete bisogno del mio aiuto” disse lei in tono fermo e sprezzante.
Ora, qua ci vorrebbero Hoggle, Sir Didymus e Ludo incazzati neri, ma ok, non importa. Andiamo avanti!

Sarah vede Jareth morto, nel suo sogno, e si sveglia pronunciando il suo nome.
 

*Fine prima parte*

Aria nuova a Hogwarts -prima parte-

Signore e signore, vi annuncio che Elfo, il mio elfo del catino, è morto.
Questa tragedia mi ha gettata in uno stato di sconforto così profondo che gli unici Dissennatori che bazzicano per la mia cella sono quelli a cui il Medimago ha ordinato una dieta povera di colesterolo; l'unica consolazione è quella di sapere che è morto contento, mentre adempiva al compito che gli avevo affidato: in effetti è stato proprio un catino troppo pesante a stroncarlo.

Il decesso è avvenuto mentre leggevo " Phoenix – complicanze a hogwarts" opera di Lady Greece… Che per poco non ammazzava anche me.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=585630&i=1

Protagonista di questa storia è Phoenix (sì, si chiama così, ed ogni volta che ne leggo il nome ho la sgradevole visione di Ikky che si pavoneggia e se la tira come questa Marysue di bassissima lega), membro del SEP Ovvero la " Società per Eroi Potenti" (non oso immaginare come suonerebbe in inglese).

-La ragazza si era avvicinata a Voldemort, aveva chiuso gli occhi, e questo era subito morto. Subito. Senza nemmeno un avada kedavra.-

Harry, giovane e un po' naif, è sbalordito come un babbano davanti ad un banale gioco di magia e si chiede che incantesimo potente deve aver utilizzato questa ragazza. Noi vecchie streghe, con età ed esperienza dalla nostra, alla luce dei fatti non possiamo che scuotere la testa e sorridere: evidentemente la nostra Sue deve aver confuso gli ingredienti, utilizzando i fagioli magici per la fagiolata… E cccon quelli un peto diventa letale.

Peto o non peto, Voldemort muore e, tempo dopo (non ci è dato sapere quanto), Phoenix è a Hogwarts, per parlare con Silente.
In una storia sensata incontrerebbe Minerva che, alzato scettica un sopracciglio, le farebbe notare che è arrivata tardi e le consiglierebbe, dati i suoi strabilianti poteri, di provare a resuscitare il Preside con un rutto. Ma in questo universo nessuno si preoccupa del fatto che Silente sia vivo e che, differentemente da quanto accade di solito nelle fanfiction, non apprezza Phoenix. Il che è indice di quanto questa donna sia una spina nel deretano.

-Buongiorno. Potter, Weasley, io sono Phoenix. Solo Phoenix. Non mi conviene rivelare tutto di me, non vi pare? [Guarda che nessuno ti aveva chiesto niente…]
Potter non le strinse la mano, e Ron nemmeno. –Vi ho forse offeso? Uccidere Voldemort è stato uno dei compiti più facili che mi hanno assegnato
[effettivamente non ci vuole un genio per espellere aria]. E poi, si sa com’è, quando uno conosce i punti deboli dell’altro … – spiegò lei. Ron diede un’occhiata a Harry, ma anche questo diede segno di non aver capito niente [non è che non hanno capito niente, autrice, diciamoci le cose come stanno: non hai spiegato un cazzo, che è ben diverso!]. La ragazza sorrise. –Non mi aspettavo che capiste qualcosa. Ah, dimenticavo. Stai in guardia, Weasley. Credo che il mio prossimo compito riguardi te e la tua famiglia [appunto perché non le conveniva rivelare tutto, non vi pare?]. Ma si sta facendo tardi, devo andare- annunciò lei, e si smaterializzò [ smaterializzò 'sta ceppa: non ci si smaterializza ad Hogwarts.].

Chi o cosa sia ci viene prontamente spiegato da Hermione spuntata da chissà dove (no, davvero: "disse pronta Hermione, spuntata da chissà dove"), che ci sciorina la definizione del SEP:

C’è scritto su “scuola delle antiche e prestigiose scuole di magia” [Eh?] sotto il capitolo “Società prestigiose per l’insegnamento della magia e la sua applicazione in missioni” [Che definizioni del menga dà questo libro?]. Il SEP, o Società per Eroi Potenti è la più importante società di magia e autodifesa sulla faccia della terra [Guarda, non ne avevamo dubbi…]. I suoi allievi sono molto potenti e sono molto più forti e istruiti di noi [Hermione non lo direbbe mai. E, se lo dovesse dire, non lo direbbe comunque, perché nel frattempo si starebbe mangiando il tavolo degli insegnanti per l'incazzatura]. Imparano anche la magia nera, e sanno praticare ogni sorta di incantesimi. Inoltre sono specializzati anche negli scontri con spade, archi e anche pistole del mondo babbano [Perché se puoi ammazzare con scoregge silenziose imparare ad usare spade e pistole ti tornerà sicuramente utile. Gli scontri con gli archi… Come si fa uno scontro con gli archi? Ho immagini di combattimenti rocamboleschi in cui gente nascosta tra gli alberi, tenendo saldamente una estremità dell'arco, fa scattare l'altra contro i polpacci degli avversari mentre questi cercano di accecare i primi utilizzando l'arco come uno stocco. Sì, è una cazzata, ma se queste autrici utilizzassero i termini giusti invece di scrivere parole a caso io non mi farei questi filmini mentali!!]. Sanno fare tutto [anche la marmellata di marroni!]. Una volta che qualcuno esce di lì ottiene una missione da portare a compimento [Non è una scuola normale, è il Garden di Balamb]. Naturalmente molti di loro aspirano al potere personale e ucciderebbero anche il ministro della magia stesso per ottenerlo [E giustamente il Ministro se ne sta bello tranquillo mentre vengono addestrati dei Terminator pronti ad ucciderlo]. Comu7nque, i più che frequentano il SEP sono principalmente buoni, se vi interessa. Un po’ strafottenti, ma buoni [Anche questo era scritto sul libro?]-.

Qua ho seriamente sperato che Silente la guardasse stralunato e le chiedesse che si era fumata. Purtroppo ciò non accade, anzi. Ci viene riferito che anche Lucius (che in questa fanfiction per ora nemmeno si è visto ma si sa, inserire Malfoy in una ficcina fa chic e non impegna) fa parte del SEP (veramente a me risultava che avesse studiato ad Hogwarts), ma che ovviamente è un incapace (ma non erano dei superfighi in tutto, in quella scuola?).

Nessuno sa perché Phoenix sia lì, ma in ogni caso "-Ad ogni modo bisogna ostacolarla. Non si sa mai- concluse Harry.". Giusto perché Snape è morto e bisogna accanirsi su qualcuno che obbiettivamente, fino ad ora, gli ha fatto solo favori.

-Phoenix arrivò alla sede del SEP pochi minuti dopo. Si fermò prima a bere un caffè. Salutò i suoi colleghi e guardò le missioni disponibili.- [Io l'ho detto che è il Garden.]
Liberare il piccolo villaggio di Whispers dai giganti [Pure il nome del villaggio pare preso da Final Fantasy!], processare Weasley Arthur per aver svelato il mondo magico ai babbani ( trovare prove) [Perché prima si decide di processare qualcuno e POI si trovano le prove, no?] e bloccare l’ascesa di Potter [ascesa a COSA esattamente?].
-Beh, bloccare l’ascesa di Potter sarebbe divertente, ma prima voglio fargliela pagare a Weasley.
[Perché?] – pensò Phoenix. Quindi si recò dal Capo Missioni [Fatemi indovinare: si chiama Cid Kramer…] e gli disse la missione che intendeva compiere, e quale intendeva prenotare. Al villaggio di Whispers avrebbe pensato qualcun altro [Irvine, probabilmente. O Seifer… E preferirei seguire le loro vicende, erano più carini, specie quel gran manzo platinato di Seifer].

L'indomani Phoenix inizia a pedinare Arthur. In ordine, lo vede lavorare, prendere il té, anzi, pregustare una tazza di té, usare un telefono cellulare, lavorare, fare una pausa, uscire dal ministero, smaterializzarsi, ricomparire in un luogo imprecisato di Londra (bella forza, il Ministero della Magia è a Londra…), entrare in un bar, fare una telefonata, incontrare una donna in abiti babbani, fare un Wingardium Leviosa davanti a lei, baciarla e andarsene.

L'unica che potrebbe avere da ridire su tutto questo è Molly, a mio avviso… E invece no: sono una serie di prove della Malvagità di Arthur, che vengono documentate con fotografie e video.
Il bere té è ovviamente da babbanofili perché si sa, i maghi si nutrono esclusivamente di burrobirra e cioccorane; il cellulare è ovviamente rubato perché a Londra è difficilissimo reperire un telefonino e per riuscire a procurartene uno devi commettere un "reato di furto" (ricordiamoci che Arthur ha una Ford Anglia… Ha rubato anche quella? E la videocamera se la sono inventata i maghi, dato che Phoenix ne utilizza una?); la scelta del luogo è da babbanofili perché a Londra abitano i babbani (e c'è la sede del Ministero, il binario 9 e 3/4 a Kings Cross e Il Paiolo Magico, che è l'accesso a Diagon Alley, ma sono dettagli); infine, dato che in Inghilterra devi mostrare un documento che dimostri che sei un babbano per comprare vestiti, la donna non può essere che babbana.
Che detective!

-A Phoenix, per ora, le prove potevano bastare. Guardò le foto e il video. Doveva portarli al SEP, da Ikarius, capo del SEP e suo futuro marito [arrampicatrice sociale] . Ma prima voleva vendicarsi di quello stupido ragazzino che l’aveva in qualche modo offesa [nel senso che non sa nemmeno lei come l'ha offesa, ma ha deciso che deve vendicarsi]. –

Phoenix si materializza ad Hogwarts (aridaje…) e, trovato Ron gli fa vedere le foto di Arthur che bacia la bionda.

"–deludente, no?- disse – le porterò a Ikarius. Presto tuo padre sarà ad azkaban. Grazie a me. E io riceverò lauti guadagni e molta fama. Meno male che tuo padre lavora al ministero e si occupa delle cose babbane … mi darà più fama, sai?- "

In questo momento mi piacerebbe prendere sotto braccio Phoenix e, da vecchia strega quale sono, farle capire come va la vita e come gira il mondo.
Con la pazienza di Merlino ne "La spada nella roccia" le farei sapere che per ogni men c'è sempre un più e che di Arthur Weasley non gliene frega un fico secco a nessuno, e che non sarebbe certo il dipendente del Ministero più importante o in vista al centro di uno scandalo. Con l'accondiscendenza che si dimostra ai più giovani le farei notare che l'amore è la forza più potente al mondo, anche più potente della gravità in un certo senso, ma che mostrare un Wingardium Leviosa a qualcuno ti può portare al massimo ad un provvedimento disciplinare e non al carcere. Dopo averle raccomandato di mirare sempre in alto ed averle spiegato che se non rischia non rosicchierà un bel niente, la disilluderei sul fatto che baciare i babbani non è un reato e che anzi, ci sono maghi sposati a babbani: i mezzosangue non li porta la cicogna. Infine, prima di partire per Honolulu, le farei presente che l'unico motivo valido per rinchiudere Arthur ad Azkaban sarebbe per proteggerlo da una Molly comprensibilmente incazzata per il bacio alla bionda.

Purtroppo non posso farlo e così la nostra protagonista se ne va a dormire beata, convinta che la sua missione sia l'equivalente magico di una operazione per incastrare Don Corleone, quando in realtà è più simile ad una multa per divieto di sosta ad opera di un ausiliario del traffico.

Gloria in excelsis

Una grande casa.
Sembra vecchia. Lo è.
-Zoom-
La porta. Si apre e cigola.
Corridoio buio. Tappezzeria muffa e stinta.
In fondo, sul pavimento di legno sollevato dall’umidità, una botola.
-Zoom-
Una cantina. Soffitto a basse volte di mattoni anneriti.
Nell’angolo, a terra, un oggetto nero, lungo due metri circa.
Una cassa da morto.
Uno scricchiolio. Il coperchio si solleva.
E lì…

Cosa ci fate in casa mia? Eh? Una vecchia signora non può requiescere in pace, o farsi un sonnellino che dir si voglia, senza essere disturbata?
Mah, che tempi, che tempi!
Va bene, ormai sono sveglia. E non stupitevi, con la lombaggine che ho è proprio il caso che dorma sul duro.
Comunque. Prima di chiudere i miei presbiti occhietti coperti da graziose cataratte grigio pallido stavo leggendo. Questo: efpfanfic.net/viewstory.php?sid=468647&i=1, opera di Pinca.
Perché dovete sapere che sono nostalgica. Ah, i giorni di Hogwarts, quel vetusto castello pieno di spifferi, con le sue aule gonfie di ragnatele e conoscenza, con le stesse facce rassicuranti… almeno, credevo fosse ancora così.
A quanto pare a Hogwarts c’è una tipa nuova.
Ancora. Spuntano come verruche. Questa si chiama Gloria Weston.
Ci si presenta con una sequela di lagne senza fine: lei è serpeverde (perdona le maiuscole, Salazar, sono scivolate via dalla pagina), ma non piace a nessuno. La Parkinson la insulta, Zabini è sfacciato con lei (cosa che mi stupisce, era un ragazzo tanto posato e sulle sue!), e per farla breve la cricca di Malfoy le fa i dispetti. Cattivo Draco, dovrei sgridarti ma ti darò delle caramelline.
La dolcissima Gloria ci comunica che, quando non viene sfottuta, viene ignorata come un misterioso arazzo di Tonny il tonnone, noto solo a lei. Piccola cara, quella è la pescheria. Hogwarts è due traverse avanti.
Ma la povera fanciulla non viene mal tollerata solo dai suoi compagni di Casa: pure Ginny, che lei vede come “viziata” (mi sfugge come quei morti di fame dei suoi genitori possano viziarla, visto che vive di abiti smessi e libri di seconda mano), la ritiene origine di ogni male del mondo. E dire che la nostra cara Gloria ha persino salvato la vita a Potter, cosa di cui nessuno la ringrazierebbe.
E allora perché nessuno la sopporta? Perché di colpo da opossum morto spalmato sull’asfalto è diventata, a suo dire, mascotte dei Serpeverde e male elementale per tutti gli altri?
La risposta ci viene astutamente suggerita già nel primo, frizzante capitolo, ma solo nel secondo (ebbene sì, miei adorati licheni da lapide) questa scottante verità ci prende come un pugno e ci gela di sconforto.
Ma anche no.
Gloria è figlia di Voldemort.
Ora, ciccina, non è che questo ti renda speciale eh! Là fuori, nel cupo mondo delle ficcyne, pullula di rampolli più o meno ufficiali del Signore Oscuro (a lui ogni benedizione). Mettiti in coda.
Ma torniamo un attimo al primo capitolo.
Vi ricordate che vi avevo detto che i Serpeverde (sì, la S è maiuscola) ce l’avevano un pochino con lei? E magari non vi siete chiesti perché?
Lei vive in orfanotrofio e non è Purosangue.
Certo, non fa una grinza. Io me lo vedo proprio Tom Orvoloson Riddle, Lord Voldemort, il Signore Oscuro, Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato, quello che si vergognava di avere un padre Babbano tanto da ammazzare lui e relativa famiglia… dicevo, me lo vedo proprio questo protonazi senza naso che prende, va da una Babbana a caso e la ingravida.
Ma sono ingenua, non riesco a comprendere che questo improvvido accoppiamento darà alla luce nientemeno che… Gloria Weston. E sticazzi.
Silente, all’alba dei quindici anni della giovincella, la convoca; probabilmente nel suo ufficio aleggiava un dolciastro fumo azzurrino, e sulla scrivania facevano bella mostra di sé filtri, cartine lunghe, sigarette mezze svuotate e magari una elegante pipa ad acqua alta settanta centimetri.
Voglio credere che fosse sotto effetto di stupefacenti, visto che ha il tatto di dire a una sua – per quanto trascurabile – studentessa “Tuo padre è Lord Voldemort”.
“No ma comunque vai tra, tipella! Ti faccio proteggere dall’Ordine della Fenice!”.
Al che, considerato che la protagonista ha l’età di Harry&Co. O giù di lì, la reazione sarebbe dovuta essere “L’ordine di chi?”.
E invece no. Gloria non è che si sconvolga poi molto. Capisce di essere una pedina importante per entrambi gli schieramenti e fa i capricci.
Voglio entrare nell’ordine della fenice. Voglio sapere tutto ciò che c’è da sapere, altrimenti non mi farò problemi a cambiare fazione” e pappappero!
Non so cosa abbia fatto per convincere il vecchio Silly, magari gli ha sequestrato l’MDMA minacciando di non ridarglielo più. Il Preside non si scompone. Fa sostanzialmente spallucce e acconsente. Cioè, ammette in una segretissima organizzazione guerrigliera una tizia minorenne che ammette candidamente di poter passare al lato oscuro giusto per ripicca. Ah, la serietà.
Ah, forse non avete notato: la narrazione prosegue a scatti e voli pindarici; una riga qui, due nel futuro, tre paragrafi due anni prima, mezzo dopodomani. Quindi non stupitevi e mantenete i nervi saldi.
Riassumendo per chi ha ormai la nausea per tutti questi balzelli: Gloria si autodefinisce molto carina, al quarto anno scopre di essere figlia di Voldemort ed entra nell’Ordine, il quinto anno ha il Marchio Nero sul braccio destro. Ce lo comunica così, d’amblè, lamentandosi di nuovo perché fa sempre male.
Ma questo non ci deve interessare, non ancora.
Dopo la fatidica chiacchierata col vecchio cannaiolo Gloria sbuffa e si annoia nel suo vecchio orfanotrofio durante l’estate; una bella fetta di Ordine la raccatta e la porta… dai Weasley.
Che culo eh?
(Che poi io ve lo dico pure, un giretto alla Tana, ai miei tempi, me lo sarei pure fatto: tanti bei giovanotti nel fiore degli anni, e quello che cura i draghi e ti prego domami, e i due Battitori che su su battete un po’anche me, e quello che cerca tesori e potrebbe esplorarmi quanto vuole… insomma, ce n’è per tutti! Ormai sono avvizzita come una prugna e rimpiango i bei tempi in cui potevo camminare senza inciampare nelle tette.)
Scopriamo che Parassita Potter è sempre lì, parcheggiato dai Weasley. E scopriamo anche che s’è rincoglionito ulteriormente col tempo.
Non ha passato Pozioni, niente G.U.F.O.
Sfigato.
Lupin glielo comunica col tatto di una mietitrebbia che passa su un nido di allodole. E, con la stessa delicatezza, aggiunge che sarà Gloria a dargli ripetizioni in vista di un esame di riparazione con Piton. Il tutto mentre mastica cibo, visto che poco prima si era tuffato sulle tartine al formaggio senza fare complimenti.
No, spiegatemi una cosa: se andate male in una materia la scuola ordina a un tizio a caso, che a malapena conosci, di un’altra classe e, presumibilmente, più giovane di te di preparati per saldare il debito?
Va bene che da voi Babbani la scuola va un po’a donnine facili, ma non siamo ancora arrivati a questo livello. Per ora. Spero.
L’ideona, comunque, è di Silente. Ah-ha! Così me la paghi, ragazzina, che mi hai chiesto di entrare nell’Ordine e io ti ho detto di sì mentre ero scimmiatissimo!
Strana didattica, devo confessare.
Vabbe’, gli adulti se ne vanno, i due giovini fanno conoscenza: Potter è imbarazzante, Gloria fa la sostenuta ma si sta già bagnando, e alla pessima figura di Harry che le chiede se è a Tassorosso la fanciullina sente un suono. Avete presente il rumore del ghiaccio secco, quando si spacca? Ecco, quello!
Io ho sentito il ghiaccio incrinarsi, quello secco proprio mai, ma la nostra protagonista ha i superpoteri: sente lo spezzarsi dei gas, il rumore di una sola mano che applaude e ha persino contraddetto Chuck Norris sopravvivendo.
D’altro canto, la povera Gloria alla Tana è a disaggio.
I gemelli cercano di farle uno scherzo ma lei, prima fra tutti –tutti!- i personaggi anche solo citati nella saga, li fa fessi. Ooooh! Ma allora è furrrba! Gloria sopporta poco tutti quanti, tranne Hermione, cui probabilmente fa pena. In realtà la nostra originalissima e misteriosa protagonista pensa che lei e la Granger siano simili, infondo. Anzi, infondo io. Gloria si scopre essere una bustina di tè.
In una manciata di righe Gloria e Hermione si alleano, fiere dei loro cervelli (gassoso ed evanescente il primo, concreto e brillante il secondo, ma comunque unici nel loro genere), fanno argute osservazioni sulla nazionalità delle capre (turche o tibetane? Dipende dal clima, diamine!) per inculcare un po’di scienza nel cranio rimbombante di Harry; in tutto questo Ginny rosica e fa il broncio e ha le mestruazioni per tutta estate.
Fine, per ora.
Essì! Mi spiace deludervi, cari i miei Stafilinidi dall’addome olezzante, ma la storia si sospende, in attesa di nuovi, scintillanti aggiornamenti.
Come andrà avanti questo stillicidio di maiuscole fuggite dallo schermo?
Scommettiamo che a Gloria, nonostante la sua giovane età, verrà affidato un compito analogo a quello del ben più esperto (e sexy) Severus? E che il Marchio Nero sul braccio destro avrà un ruolo (sempre che non serva solo a dimostrare come i Mangiamorte siano spesso poco più che bestie prive pure della nozione destra-sinistra)? E che in breve finirà a copulare come un coyote con Potter? E che l’OOC non verrà mai segnalato?
Quanti interrogativi, quale ansia pervade le mie vecchie membra rattrappite!
Bene, ora una tisanina di cicuta e digitale per tutti e poi a nanna!
Non vorrete mica che la strega cattiva venga a portarvi via?
O, peggio, che Gloria Weston vi si infili nelle mutande?

Mary Sue a Nuova Luxor – Parte II

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Avete presente il déja-vu?
Sì, quella strana sensazione di cosa vista e rivista, che mette addosso un senso di disagio profondo dal quale ci si riesce a liberare dopo un tempo che pare infinito… ecco.
Continuando a bazzicare nella sezione del Tempio dedicata ai Cavalieri dello Zodiaco sono inciampata su la mia vita con i Cavalieri di Athena, di xxxArtemidexxx (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=217888&i=1): la storia di un’altra Mary Sue infilata a forza nella storia che ha il compito di proteggere a costo della vita uno dei Cavalieri di Bronzo e monitorare gli altri e che, come d’incanto, si troverà innamorata di Crystal il Cigno.
Ad ogni modo Airish (è questo il nome della protagonista) ha un pregio rispetto a Sabrina l’angelo bianco: è figlia di Nathaniel e Elsbeth di Crillyn, (…): loro sono la reincarnazione delle divinità Ares e Afrodite. In più, dichiara lei stessa: non sono una vera e propria divinità,e apparte controllare le energie fredde non ho un potere specifico da divintà anzi,posseggo solamente in me i poteri di Ares e quelli di Afrodite. Se poi aggiungete che il dolce fiore è la figlia (badate bene: figlia, non erede) di una delle più ricche famiglie del mondo
Un “me cojoni”, concederete, ci sta tutto.
…vi state chiedendo qual è il pregio che l’angelo bianco non ha? Beh. Perlomeno il concetto di “reincarnazione di divinità” è ben noto a chi segue la saga.
Per il resto, i cliché viaggiano su binari assolutamente paralleli:
1. anche Airish ha un’antipatia epidermica per Pegasus e Lady Isabel;
2. anche Airish vede per la prima volta Crystal in occasione dell’incontro con Aspides durante la Guerra Galattica;
3. anche Airish, in barba a sangue e imprecazioni, sente il cuore battere più forte e le guance accendersi come mai prima di quel momento solo dopo pochi istanti che i suoi occhi si sono posati sulla figura atletica ed abbronzata del Cavaliere del Cigno;
4. anche Airish pone gli avvenimenti ai quali assiste su un piano del tutto secondario rispetto al suo batticuore adolescenziale per il biondino col fascino del mammone sensibile;
5. anche Airish, che dovrebbe proteggere i Cavalieri, si rivela del tutto inconcludente (eccezion fatta per l‘angolo “posta del cuore“ con Andromeda che le confida come il fratello sia cambiato dai tempi dell‘infanzia… cosa che Sabrina aveva almeno condito con un po‘ di incantesimi random, anche se completamente Out of Universe), rivestendo così la parte della svenevole donnetta da salvare nonostante i grandi poteri che possiede. Un po‘ come la Isabel contro la quale le fanghèrl amano tanto berciare (…l‘invasione delle Sue mi sta facendo parteggiare per la dea tettona; ho seriamente bisogno di uno psichiatra).
Giusto durante lo scontro decisivo con Phoenix alle pendici del monte Fuji, giusto quando, immischiandosi in affari che ovviamente non le competono, rischia seriamente di tirare le cuoia, Airish si ricorda di avere in sé i poteri di Ares ed Afrodite. E, visto che il colpo “Perfect Brushing di Jean Louis David” non avrebbe granché effetto, la fanciulla decide di ripiegare su Furia della Guerra, come le ha insegnato papà. Phoenix ha appena il tempo di sbottare con un piccato WHAT THE FUCK che Pegasus riprende prontamente la situazione in mano, riportandoci alla storyline originale. Con la stessa cura per i particolari che avrebbe un chirurgo di guerra: il colpo andò a segno e Phoenix venne colpito mortalmente e Phoenix prima di morire rivelò a Pegasus che i Cavalieri di Bronzo erano tutti fratelli,tutti figli di Alman di Thule,Pegasus non ci credè e anch’io rimasi alquanto sconvolta,intanto un forte terremoto stava squotendo quelle grotte era ora di andare.
In tre righe e mezzo, siori e siore, non solo viene fatto fuori uno dei personaggi più forti della saga ma, con una carrambata che farebbe invidia alla stessa Carrà, viene spiattellata brutalmente la verità sul concepimento non di uno, non di due e nemmeno di tre, ma di ben cento pargoletti ormai giunti alle soglie dell’adolescenza. Il tutto condito non con uno, ma con due orrori grammaticali (che ho sottolineato per agevolare i distrattoni), simpatiche virgole a singhiozzo e punti latitanti.
Cosa ne sarà dei nostri eroi?
Sopravvivranno al crollo delle grotte?
Scopriranno mai chi sia Airish in verità?
Airish scoprirà mai qual è il Cavaliere che deve proteggere?
Quando la darà a Crystal (perché, come voi m’insegnate, con le Mary Sue non è mai questione di se, ma di quando)?
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, sono spiacente di non potervi dare una risposta.
La fyccina giace incompiuta tra le rovine del Tempio da quasi un anno, come un canovaccio perduto…
…e proprio io dovevo beccarla.