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High School Hogwarts

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
ritorno ora da un lungo eremitaggio trascorso sulle più alte vette dell’Himalaya alla ricerca della pace interiore, dell’equilibrio e della tolleranza .
Il tempo passa, ma c’è qualcosa che immutabile è e immutabile resterà, anche quando ha orde di giacobini assetati di sangue rosa shocking glitterato (e non è la Bastiglia, quella è stata una facile conquista): la Fyccina e le Mary Sue che impenitenti ed imperterrite la infarciscono rigo per rigo.
Davanti ad una Fyccina, a nulla servono Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, ed i lunghi mesi passati a meditare e ad imparare le arti di mediazione e tolleranza sfumano d’improvviso in un bel flambé. Se poi la Sue, anzi, le Sue hanno i volti insipidi e brufolosi delle protagoniste dell’immondizia che mamma Disney ha deciso di propinarci al posto delle care, adoVabiliH storie di principesse, mi svesto del monacale abito arancione, salgo in cattedra e riprendo in pugno la mia amata bacchetta.
Ehm ehm. Punizione, Potter!

Sadica come mio solito, o forse troppo clemente, non vi anticiperò nulla se non quanto già rivelato nell’eloquente presentazione:
marti arriva a scuola, diventa migliore amica di pansy e daphne. si innamora corrisposta di malfoy!!! miley cyrus è martina. ashley tisdale è daphne. vanessa hudgens è pansy
Scritto da marti_XOXO, diretto da Federico Moccia e Silvio Muccino. Musiche di Marco Carta con la collaborazione di Gigi d’Alessio e Anna Tatangelo, costumi di Truzzo & Pacchiana. Solo nei migl… qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=415758&i=1

Ora, io so di essere pignola: il mio ministero me lo impone. E’ pur vero, però, che l’incipit di una qualsivoglia storia debba essere… un incipit, appunto. Non per forza un "c’era una volta", ma di sicuro non un elenco dei nomi dei protagonisti affiancato ai link fangherlosi ove trovare i rispettivi volti.
Anche perché si rischia di trovarsi orrori concettuali tipo:

1. Pansy Parkinson, che la Rowling sua propria manu associa ad un carlino  (e nel film sono stati anche troppo buoni, perchè avrebbe dovuto essere così), diventa una latina precoce dal dubbio talento.
2. Theodore Nott, che la Rowling sua propria manu definisce conigliesco, diventa un
casalingo disperato.
3. Blaise Zabini, che non esattamente la Rowling definisce giovane, bello ed anche abbronzato, diventa
il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi centocinquant’an… ops, sbagliato link. Dicevo, passa da così a così.
Ora, dal momento che in questa storia è preferita la forma (e di certo non quella grammaticale) alla sostanza, mi regolerò di conseguenza. Giacobini avvisati, mezzi salvati.

Il banchetto di ben tornato era già comparso di fronte a tutti gli alunni, che dopo le vacanze estive, si erano diretti nuovamente verso la loro scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.
Gli studenti del primo anno, invece, si nutriranno di muschi e licheni nel ripostiglio del sottoscala di casa Dursley.
Segue la scena che sta alla fyccina come la macchina impantanata nel fango sta ad un film di zombie: Albus Silente richiama l’attenzione dell’intera Sala Grande con la solita scusa degli annunci -tutti rigorosamente AU non segnalato.
Piton ottiene la Cattedra di Difesa contro le Arti Oscure. I Serpeverde son contenti come è giusto che sia. Agli altri alunni, la cosa non cambiava più di tanto. Certamente. Grifondoro in prima fila.
Il posto di Piton viene preso da una certa professoressa Smith non altrimenti specificata, ma tanto chissenefrega… perché quello dopo è il momento topico. Il momento di dare un altro ben venuto a un alunna che si è appena trasferita qui da noi, frequentava l’altra scuola in Scozia! Lei è al 7° anno, quindi frequenterà le lezioni con voi altri dell’ultimo anno. Una volta entrata sarà sottoposta al cappello parlante, come di normale procedura, per scoprire la casa che le farà da abitazione per il prossimo anno!
A parte il fatto che le scuole di magia non hanno filiali tipo CEPU (anche se le Sue del Potterverse pare abbiano studiato tutte con Valentino Rossi, Del Piero e l’uccellino), i nuovi studenti sono nuovi studenti e basta. Se al primo o all’ultimo anno, non fa differenza: tutti devono essere smistati? Lo siano tutti insieme. Anche se c’è da ammettere che a fare lo smistamento tutti insieme si perdono capolavori di involontaria ilarità.
La ragazza camminava lungo i tavoli delle varie casa, con lo sguardo dritto di fronte a se. Evidentemente, la ragazza deve avere quattro gambe a mo’ di tentacolo se può camminare contemporaneamente lungo i tavoli. Era alta, non molto, nella media Nella media di quale paese, esattamente? Perché la media italiana è molto al di sotto di quella svedese, eh. Ma figuratevi se davanti a cotal trionfo di beltà ci si possa crucciare per banali dati antropometrici: aveva dei capelli lunghi bellissimi ondulati, neri con qualche colpo di sole rosso (i colpi di sole sono SOLO biondi… perchè sono appunto colpi di sole. Tutto il resto è mèche, oltre che tediosa noia) qua e la, portava un ciuffo sull’occhio sinistro. Gli occhi, erano bellissimi anche loro bellissimi!, scuri, profondi, fieri. Il fisico era perfetto E te pareva. Aveva tutte le curve nei posti giusti e rette e semirette nei posti sbagliati, blablabla. Portava dei semplici jeans stretti, una canottiera bianca e un cardigan ficsia colore suesco della nuova collezione autunno-inverno
sopra, e ai piedi delle carinissime scarpe nere con un po’ di tacco.
Ed abbiamo anche la
documentazione fotografica.
Le reazioni:
1.
la faccio finita
2.
non guardare, cara, è solo una fyccina
3.
WTF?
Provando per un momento ad esser seri, Hogwarts è una scuola in cui una ragazza viene guardata male dagli insegnanti se non tiene i capelli raccolti. Esiste una divisa alla quale non è concesso alcun tipo di deroga. Chi si veste da zoccoletta der quartierino, secondo Canon, non dovrebbe neanche varcarne la soglia. Ma suvvia, cosa è questo sciocco Canon!
Martina Cyrus (Martina è un nome tipicamente scozzese, così come il Cyrus è da considerarsi del tutto casuale, invero) viene presentata allo strabiliato pubblico in sala, e davanti al pubblico in sala viene fatta accomodare per lo Smistamento. Dal quale il Cappello Parlante, ahinoi, purtroppo non si esime:
bene bene! Guarda che abbiamo qui. Bella mente, coraggio, voglia di amicizia, ma vedo anche…- il cappello non terminò la frase, perché la ragazza lo interruppe.
-no! Zitto! Non parlare di cose che non conosci!!- disse la giovane sibilando.
-e perché mai? Non vuoi che tutti sappiano che tu…-
-basta! Finiscila!-
-ok ok sarà meglio… Serpeverde!- annunciò il cappello, senza poi dire altro.
Ed è meglio così perché, francamente, non c’è nulla di più urticante di sentire il Cappello Parlante dire ok ok, enumerare le innumerevoli qualità della self insertion dell’autrice e svelare parte di un segreto insvelabile…


…scommettiamo che Martina è almeno almeno figlia segreta di Lord Voldie? Sorella putativa di Lucius Malfoy? Cugina illegittima di Bellatrix Lestrange?
Da notare il delizioso cameo di Albus Silente versione animatore Alpitour:
molto bene signorina Cyrus! Hogwarts le da il benvenuto! Spero si troverà bene qui!
Quasi quasi mi aspetterei il gioco aperitivo alle diciotto al Lago Nero. Martina raggiunge il tavolo dei Serpeverde, che per qualche straordinario motivo non la linciano nonostante l’abbigliamento pakkian-babban. Tutt’altro: un ragazzo della sua stessa età, con i capelli neri e dei bellissimi occhi blu, la fece accomodare accanto a lui. -piacere! Io sono Blaise Zabini, per qualsiasi informazione non esitare a chiedermelo! Sono Caposcuola, insieme a lui.- disse indicando un ragazzo seduto di fronte a lui.
Ricapitoliamo, per i distrattoni:
ragazzo con i capelli neri e bellissimi occhi blu vs Blaise Zabini. E nemmeno Zabini, da quel che ci narrano, pare abbia mai lavorato alla Alpitour.
Ma mentre noi ci scervelliamo per comprendere il perché di scelte non così tanto artistiche, sta accadendo l’irreparabile. Nessuno che abbia idea di chi fosse il ragazzo seduto di fronte a lui? E di che cosa stia per succedere? E’ facile, ma vi do un aiutino:
I loro sguardi per la prima volta si incrociarono. Bianco e nero. Giorno e notte. -Malfoy. Draco Malfoy, picere! Dal picere del primo incontro, è tutto un susseguirsi di surreali coccole alla saccarina fatte di un ariano Blaise che, dopo trenta secondi, chiama Martina Marti (suo nome abbreviato… usare diminuitivo sarebbe stato banale; poi, si sa che io sono particolarmente suscettibile, ma se qualcuno immediatamente dopo le presentazioni osa chiamarmi Odio anziché Odiolarow come dovrebbe essere, io mi irrito); di Pansy Parkinson e Daphne Greengrass che, ancora inebriate delle canzonette di High School Musical, sperano di diventare presto buone amiche di MartiSue…e di un la trovava bellissima che fa sempre pathos. Con una succulenta ciliegina sopra che altro non è che la parola d’accesso ai dormitori di Serpeverde: victoria forever. Che potrebbe essere intesa come:
1. Semper victoria: un misunderstanding delle reali intenzioni della Rowling e del suo latino un po’ maccheronico. Solo che non si sarebbe mai spinta fino a questo punto.
2. Forever victory: decisamente più tamarra della sua forma latina, sarebbe la negazione totale delle reali intenzioni della Rowling
3.
Victoria forever: la più papabile visto le alte punte di lirismo alle quali aspira la fyccina.
E infatti…
-bella parola d’ordine!- disse Marti entrando nella sala comune. Che vi avevo detto in merito alle alte punte di lirismo?
-bene Marti! Benvenuta ufficialmente a Serpeverde!!- disse pimpante Daphne. -vi ringrazio di avermi accolto subito!- disse la mora sorridendo. -e ora le presentazioni!- disse Pansy, rivolgendosi alla nuova amica. -Marti, loro sono Theodor Nott, Vincent Tiger e Gregory Goyle.- disse indicando i ragazzi ogni nome. -piacere ragazzi!- -piacere!- risposero in coro. -perfetto adesso che hai fatto la conoscenza di tutti i Serpeverde più importanti, ti portiamo a vedere la tua stanza, che poi è anche la nostra!- disse Daphne.
Sapete cosa mi piace delle fyccine? Che è tutto facile. Si può liquidare con tutti i Serpeverde più importanti il fatto che per la Rowling sarebbe stato difficile elencare uno per uno gli studenti Serpeverde, ed il fatto che di alcuni si parli nei libri e di altri no non implica necessariamente che siano i più importanti della Casa. Ma importanti in che senso, poi? In più, ti presentano una volta ed ecco che il tuo nome rimane impresso nella memoria di chi ti ha vista di sfuggita anche a distanza d’anni. Senza contare che fai colpo almeno su qualcuno. Di solito sul figo di turno e su uno o più sfigati, con relative polluzioni mentali del migliore amico del figo di turno:
-accidenti è proprio carina!! Quasi quasi inizio a farci in pensierino!!- annunciò Vincent. E una. E due e tre: Blaise di nascosto guardava il suo migliore amico. Sapeva che a lui stava iniziando a interessare la morettina (la moglie di quello del caffè?)
lo aveva capito dal modo in cui l’aveva guardata. (…) Lui aveva visto quegli occhi! E sapeva cosa volevano dire! Draco Malfoy voleva quella ragazza.
La vogliamo anche noi. Morta, però.
E mi piace anche il fatto che l’unica preoccupazione della adolescente media sia parlare di ragazzi e di chi sia stata con chi. E che il migliore amico lo trovi sempre dietro l’angolo. Anche se un’ombra oscura s’affaccia sul futuro di Martina… perché questa volta nulla sarebbe andato storto. No. Non lo avrebbe permesso. Non di nuovo. Quale ombra oscura, dite voi? Beh. Potrebbe essere quella prodotta dalla immensa mole di Millicent Bullstrode che, rea di non essere mai apparsa nei musical Disney, viene guardata con odio da TUTTI i nuovi amici di Martina solo perché chiede, legittimamente, perché abbia ordinato al Cappello Parlante di tacere. E perché, di conseguenza, il Cappello Parlante non l’abbia mandata nel ridente paese di Fanculo.
La domanda avviluppa ancor di più Martina nel suo velo di patetico mistero. E fa diventare lei e le sue nuove amyke forever un ibrido tra un camionista (non me ne vogliano i camionisti), uno scaricatore di porto (non me ne vogliano gli scaricatori di porto) una corteggiatrice di Uomini e Donne, ma più volgare, ed una naufraga dell’Isola dei Famosi ancora più volgare.
Ovviamente, la nuova corte organizzatasi attorno a MartiSue è indignata dal trattamento osceno che le è stato riservato dalla poco ocheggiante Bullstrode. Tutti la rispettavano. Tutti! Tranne quella stupida. Tanto che, se fossero mere leccaculo, nella scena che chiude il primo capitolo Pansy e Daffy sarebbero meno squallide. Dannata Bulstrode! Se la becco le faccio male! Come cazzo si è permessa? Cioè io e te che bene o male abbiamo instaurato un rapporto avete instaurato un rapporto in… quindici secondi netti? Va’ che instaurare un rapporto non vuol dire confrontarsi le unghie dei piedi per vedere chi le ha più lunghe!
non ci saremmo mai azzardate a fare una cosa del genere!(…)
-Sono contenta che sia con noi! Sono sicura che diventeremo grandi amiche! Mi è piaciuta da subito!

Un raggio di luce si posa candidamente sull’inizio del secondo capitolo, raggio di luce offuscato dal ricordo del litigio avuto con quella stronza; nulla che una sana, inutile descrizione di una tenuta da camera un po’ tamarra non possa in qualche modo lenire. E’ ancora presto per le lezioni, persino per indossare la divisa. E allora MartiSue fa quello che fa lo studente medio di Hogwarts: trascorre il suo tempo in sala comune a inseguire pensieri che come farfalline le svolazzano nella zucca vuota. E chi volete che incontri quando tutti ancora sono a dormire?
Malfoy.
Ecco, appunto. Ed è pure premuroso, lui. La Bulstrode è troppo pedante! disse colui che schifò Potter quando questi si rifiutò di stringergli la mano, prima di cadere nella trappola. Di MartiSue, non di Potter.
Draco pensò che il suo sorriso fosse uno di quelli più belli, che lui avesse mai visto. Quando rideva, le si illuminavano gli occhi. Era proprio una bella ragazza, simpatica, dolce..
“che cazzo pensi Draco??? Non c’è tempo per fare i sentimentali! Fra poco probabilmente verrò marchiato
Draco è una mucca o un vitello? o_O quindi niente distrazioni! Devo solo concentrarmi per trovare un modo perché questo non avvenga! Non voglio diventare un mostro come mio padre!"
Hem hem. Chi mi trova il momento storico in cui Draco Malfoy principe delle serpi ad honorem, considera un mostro il suo adorato padre? Non c’è? Bene, cinquanta punti a Serpeverde. E no, non mi interessa se a rispondere è stata la solita Tassorosso-kapò!
Il secondo ingresso in Sala Grande di Marti-Sue non è di certo meno trionfale del primo. E si chiede anche il motivo, l’ingenua Martina. Sarà il sobrio abbigliamento con il quale si è presentata la sera prima? Sarà il fatto che il Cappello Parlante ha voluto fare lo splendido e l’ha quasi pubblicamente sputtanata? Sarà che una come Martina sta a Serpeverde come Harry Potter sta ai California Dream Men? No. E’ per riuscire a capire come sei realmente!. Ed è per capire come sia realmente MartiSue che Harry Potter si trasforma da
paladino della giustizia un po’ sfigatello con il quale Madre Natura non è stata particolarmente benevola  a Harry Potter! Piacere di conoscerti! L’unica cosa che mi dispiace è che sei una Serpe, altrimenti avremmo potuto divertirci un po’.. non trovi? 
L’epilogo è dei più drammatici:
già è vero, non ci siamo presentati! Ma sinceramente visto che ho vissuto 18 anni senza conoscerti, credo di poter continuare a vivere lo stesso! Ciao ciao!- disse la riccia girandosi e lasciando il gruppo di Grifondoro a bocca aperta, mentre quello di Serpeverde la seguì, con un sorriso sulle labbra. Era proprio una vera Serpe. Per questo loro la trovavano così speciale!
Capito? Lei ha risposto male, lei è faiga! E’ Serpeverde d.o.c.!
Ora, io capisco che in un mondo fatto di uvetta passa e di canditi, il semplice fatto di avere "cazzo" in bocca una volta su due (e non parlo di una pratica sessuale) e di indossare stracci di dubbio gusto sia very alternative-cool e che tirarsela fino a strapparsela via sia motivo di vanto tanto da farci una spilletta; il problema è che qualunque persona non affetta da zoccolite cronica recidivante risponderebbe in quel modo ad un cafone che si approccia come a Martina si è approcciato il clone pessimamente riuscito di Potter. Non vedo in che modo una simile risposta potrebbe associarsi all’appartenere o meno ad una Casa di Hogwarts. Forse che le Tassorosso si fanno violentare? Le Corvonero sproloquiano di letteratura facendo allontanare il malcapitato? Le Grifondoro la danno via subito perché stanno sul culo alla protagonista?
La verità è che in questa storia, l’universo è stato stravolto perché secondo alcuni Tom Felton è carino, ed un ragazzo carino non può essere stronzo. Non in una fyccina perfetta, quantomeno. Così come, in una fyccina perfetta, non può esserci un ragazzo che abbia la pelle scura anziché gli occhi di cobalto. Così come, in una fyccina perfetta, le migliori amiche della protagonista strafiga non possono non essere strafighe anche loro. Così come l’antagonista dell’ammoreh della protagonista non può non essere stronzo/cafone/borioso. Il che è esattamente quello che è il VERO Draco Malfoy nel VERO Potterverse. Indipendentemente da Tom Felton. In questo modo, i Serpeverde diventano i buoni, i Grifondoro i cattivi -persino la McGranitt, da austera ed imparziale vicepreside, diventa la megera pettegola del paesello, giusto perché il vittimismo non può mai mancare- e in questo marasma di AU, What if e OoC, perfino una come Martina, la cui massima ambizione è pastrugnarsi un adolescente macilento o fare shopping ad Hogsmeade (non sapevate che Noi studenti maggiorenni possiamo andarci quando non abbiamo lezioni? Sapevatelo!), può ingrossare le fila dell’augusta Casa verde e argento.

Ah, siete ancora qui perché non potevate andare senza che Marti svelasse il suo segreto, giusto?
Va bene. Ma ricordatevi di accomodarvi sui lettoni piumosi dei vostri dormitori, di aggranfare cuscini e pelouche e di insonorizzare la stanza per non rischiare che le idiozie assortite che stanno per essere pronunciate vadano a far danno altrove.

(…)circa due anni fa, la mia vecchia scuola, faceva degli scambi tra studenti di altri paesi. Capitò quindi che un giorno arrivasse un ragazzo molto carino, di cui subito mi invaghì! Io mi invaghii. Lui si invaghì. All’inizio nessuno dei due si rivolgeva parola, poi però abbiamo iniziato ad uscire, e poi alla fine ci siamo innamorati.. Pausa lacrima solitaria che riga lo splendido volto e amiche affrante che consolano. (…) ma purtroppo pochi mesi dopo, lui dovette tornare alla sua scuola. Il giorno prima che lui partisse, io mi resi conto di essere.. di.. di essere.. incinta.. Pausa sconcerto amiche affrante. Così la mattina della sua partenza, io…. lo presi da parte e glielo dissi! Lui la prese malissimo! E te credo! Mi disse che non era un problema suo, in quanto non era vero che mi amava… mi disse che aveva la ragazza a casa e che si era solo voluto divertire con me! Pausa che grandissimo bastardo figlio di puttana!. E ora inizia il climax. Io ovviamente, non persi nemmeno un secondo in più e me ne tornai a casa. Sembrava che quello per me non fosse un bel momento, infatti appena tornata arrivò mia.. madre in lacrime a dirmi che papà non ce l’aveva fatta!- Marti si interruppe di nuovo perché aveva le lacrime avevano iniziato a scendere copiose. Non aveva retto alla notizia. Mio padre era il mio unico consigliere, perché con mia.. madre, non avevo un buon rapporto! Lei era attaccata al nome, al potere! Una sera decisi di parlarle del mio problema! Pensavo che almeno un po’ mi avrebbe capito e sostenuto! Invece, appena terminai di dirglielo, lei mi disse che era delusa, che mi ripugnava, che non voleva più saperne di me, che avevo infangato il nome dei Cyrus e che se avesse potuto mi avrebbe tolto il cognome!(…) mi puntò la bacchetta contro, e con un incantesimo uccise il mio bambino, e inizialmente credevo che avesse ucciso anche me! Ma così non fu.. in quanto mi sveglia alcuni giorni dopo all’ospedale dei maghi! Non so chi mi ci abbia portato, ma accanto al comodino trovai una lettera di quella donna, che diceva che non voleva più saperne di me, ne di quello che sarebbe stato il mio futuro. Per lei ero semplicemente morta!
Mi chiedo se in questo drammatico resoconto ci sia più Candy Candy, Georgie o Lovely Sara, o se se la giochino in parità.
D’altra parte, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, la cosa è risaputa: se non sapete come raschiare il fondo del barile, ricorrete al jolly gravidanze/aborti/abusi, magari conditi da un po’ di autolesionismo gratuito, e vedrete che di legno non ne rimarrà neanche una scheggia.

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Chiamate Giacobbo!

Cari piccoli resti ammuffiti del pranzo di Pasqua, come state?

La vostra Magnolia è reduce da luuuunghe giornate a sistemare la sua topaia, cercando di renderla un luogo abitabile. Ho spolverato, pulito e gettato tutti i calderoni vecchi. Ho comprato delle nuove tendine con fantasia a macchie di Rorschach e ho acquistato l’Ambi-Pour all’afrore di Sangue dal Naso. Ho lavato i vetri e scrostato il wc, nutrito le nutrie e cambiato la lettiera del gatto. Poi mi sono ricordata che il gatto l’hanno magiato le nutrie, ho fatto spallucce e buttato la lettiera.

Insomma, reduce dalle pulizie di primavera, ho deciso di rilassarmi davanti al mio fido Will-Sue (il pc che ogni megera dovrebbe avere) cercando bocconcini succulenti.

E ho trovato questo:http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=337327&i=1I. Il fandom? Il nostro solito, beneamato, affezionato, partorito dalla penna di mamma Row.

Titolo: un amicizia un amore, di fandracofiction.

Trovate l’errore.

 

All’inzio dell’allegra storiellina, il piccolo Draco, dopo una dura sessione di shopping,  si trova su un autobus babbano con la sua augusta madre, per non destare sospetti ovviamente.  Il fatto che la Signora Narcissa IC probabilmente si farebbe amputare un elegante piedino, costosissimo stiletto incluso, pure di evitare di mescolarsi ai babbani… penso sia questione trascurabile, no? Ma una smaterializzazione pareva brutta?

Comunque. Draco ha quattro anni  ci viene spiegato che si tratta della prima volta in cui incontra la sua amata Hermione.

 

davanti a me stava una bambina di circa la mia età, indossava una minigonna in jeans, una camicetta maniche lunghe, ai piedi scarpe da ginnastica con calzino corto, in testa una fascetta che lasciava però libera la frangia di ricadere sulla fronte , icapelli le ricoprivano tutta la lunghezza della schiena in morbidi boccoli color del caramello e sulle labbra un dolce sorriso che si estendeva fino agli occhi color dell’ ambra scheggiati da piccole pagliuzze d’oro, dimenticavo di dire che tutto quello che indossava era bianco e trasmetteva la sua purezza e rigorosamente firmato ( la ricchezza!)

 Sticazzi!

 il mio (nome, ndr) è il più lungo del mondo, Hermione Jane Isabella Samantha Hilary Rosalie Vaniglia Bianca Chiara Emma Granger

 Ari-sticazzi!

A parte la meraviglia del merisuesco nome (Vaniglia? VANIGLIA? Questa non è Hermione. La chiamerò Hermiglia, la Sue Usurpatrice), qualcuno mi deve spiegare come fa una bambina tanto spocchiosa ad essere ancora viva. E’ fortunata che nessuno l’abbia ancora rapita, immobilizzata e impagliata.

No, non sono cattiva, è che mi disegnano così.

La nostra  Hermiglia non è babbana. E’ nientemeno che una purosangue, figlia del ministro babbano, nonostante sia un mago. Ministro di quale ministero, è un mistero.  E la madre?

mia madre fa la donna ricca e viziata che fa sempre schooping (???)mentre io sono la bambina della famiglia ! L’ erede che sono stati costretti a mettere al mondo nel loro matrimonio combinato e purtroppo mi lasciano sempre con le baby setter

A parte che la madre dovrebbe ESSERE una donna ricca e viziata, non FARE la donna ricca e viziata (a meno che non si sia, ma ci faccia)… La baby setter è una genialata. Ve la consiglio, è economica, docile, si accontenta di qualche osso o, al massimo, dello stinco del postino. In alternativa abbiamo delle magnifiche baby shitzu, delle babi golden, e pure delle baby meticcio. Non vi consiglio le baby chihuahua, sono piuttosto nervose.

Draco e Hermiglia continuano a parlare del futuro. La piccola Sue vuole essere iscritta a Beuxbetton. Poi immagino manchi una frase, perché non si capisce più una cippa. Così, a braccio, pare che Draco chieda a Hermy di frequentare Hogwards con lui.

Si, però se avessi avuto voglia di darmi ai rompicapo avrei giocato a shangai con le ossicine del pollo dell’altroieri.

 

Draco e Hermy sono due poppanti prodigio, perché a quattro anni non solo sono in grado di parlare in maniera coerente, logica e intendibile da chiunque (vabbè… frasi mancanti a parte. Strafalcioni grammaticali e virgole assenti, ma noi siamo puntigliose), di dare giudizi morali sui genitori e di conoscere espressioni quali “matrimonio combinato” e “erede da mettere al mondo”, ma sanno pure scrivere. Hermiglia infatti passa il suo indirizzo al marmocchio e gli chiede di scriverle presto, e Draco l’accontenta.

 

Nel capitolo secondo ci troviamo sparaflesciati a qualche giorno prima di iniziare la scuola. Le famiglie dei due rampolli si sono conosciute e piaciute (fra purosangue ci si capisce) e ora i due si trovano, non si sa per quale motivo, a dormire nello stesso luogo. Quale sia non si sa. Tutti questi misteri mi stanno uccidendo.

Fattostà che Hermy  con suesco passo entra nella stanzina di Dracuccio, il quale è in preda al dubbio e al dilemma. Il poverino ha un problema, uno di quelli che non ti fanno dormire la notte.

 Non so se vestirmi con la tuta della LONSDALE o della PUMA .

 Pensavate voi fosse una cosa del tipo “cazzarola, il debito del terzo mondo” oppure “perdirindina, non mi ricordo se ho chiuso il gas”, o anche “ma le ho pulite le impronte di sangue dopo l’ultimo sacrificio umano?”. Invece no, amici belli. Poco importa che nel mondo magico “lonsdale” e “puma” abbiano lo stesso significato che per noi hanno “cuccuruccuccù paloma” o “pimpiripettenusa pimpiripettepà”. Fa fyko, capito, fessacchiotti?

Comunque. Dopo essersi vestiti come Pinco Panco e Panco Pinco, ovvero con la stessa tutina, azzurra lui e rosa lei, e dopo un dialogo da crudeltà mentale  (leggere per credere), i due si danno appuntamento dal buon Olivander, che sembra essersi incarnato in Morgan, indi per cui d’ora in poi verrà chiamato Morganvander.

 Olivander era un anziano signore con capelli bianchi un po’ cotonati, quel giorno vestiva con un bel completo color bordeux e delle scarpe nero laccate

 Morganvander da’ sfoggio della sua immensa intelligenza notando immediatamente che i due sono vestiti allo stesso modo. E qui ci andrebbe un bel commento caustico alla Morgan, una cosa del tipo “ecco, ora io so come mai voi due non combinerete mai nulla nella vita”, ma inspiegabilmente esso non giunge. Che l’assenza di neuroni collettiva si sia estesa come una piaga anche al povero cantante che per hobby si diletta a vendere bacchette?

In compenso, le bacchette assegnate ai due contengono una zanna di basilisco e un pelo di grifone. Minchia, potremmo fondare una ONLUS e chiamarla UNAL: Uomo Natura Animali Leggendari. Fermiamo lo sterminio di animaletti innocenti per farne pezzi di bacchetta! Combatti anche tu l’estinzione, uccidi una MarySue!

 

La ficcy prosegue fiaccamente. Tra uno strafalcione grammaticale e l’altro (Hogs Made ne è un fulgido esempio) e discorsi diretti di cui non si capisce una cippa, cominciamo a intuire quello che sarò il Grande Dramma Di Questa Ficcy: i nostri due amichetti del cuore non potranno essere loro stessi a scuola, dovranno frequentarsi di nascosto! E questo perché verranno  probabilmente smistati nelle due case Nemiche Per Eccellenza!

 I genitori di lei l’ avevano obbligata a giurare ( voto infrangibile) che per i sette anni della scuola si sarebbe finta una mezzosangue, mentre i genitori di lui discriminavano i mezzosangue e quindi li era stato proibito di instaurare un rapporto di amicizia con essi ! ( Purtroppo hermione era inclusa )

 Non sentite il sottofondo di violini straziati e unghie sulla lavagna? No? Teopisto, per Melino, alza la musica, coglionazzo! Tu, con quella mano alzata, che diavolo vuoi? No, il perché di questa pantomima non è spiegato. No, io non ho idea di quale sia. No, non ci provo nemmeno a fare un’ipotesi! E adesso vieni qui e aiuta Teopisto con le unghie sulla lavagna.

Risulta chiaro da subito che i genitori di Dracucciolo e Hermiglia vanno d’amore e d’accordo. Ma la cosa che più mi lascia basita è questa:

 Inoltre grazie al padrino di Draco Severus Pitton (Sneip)era gia diventata un incredibile Legimens .

 Sneip suppongo sia la traslitterazione del più noto Snape. Cosa che mi fa sospettare fortemente che questa storia sia un fake, cosa che mi fa quantomeno incavolare dato che è una settimana che sto lavorando a questa recensione, cosa che mi fa deprimere perché in effetti ciò dimostra che tra pulire la topaia e scrivere recensioni non ho uno straccio di vita sociale, cosa che mi fa dare ragione a tutte le Vestali del Tempio. Ergo, spero non sia un fake perché tutte le mie convinzioni potrebbero crollare, la mia testa implodere e i miei pupazzetti di Winnie The Pooh prendere vita e uccidermi nottetempo.

 

Ecco, ora io non so se sia perché sono piuttosto stanca, ma a questo punto non ho più capito una mazza. Si parla di una misteriosa missione che interessa i nuovi studenti, di Harry Potter, che suppongo sia stato nominato per educazione, di Draco che ha provato ad avvicinarlo ma non si sa a che scopo (no, perdiana, è troppo piccolo per voler fare le cosacce con lui! E che cavolo), di un elenco di personaggi fra cui Blease Zabbini… Quindi ci mettiamo un post-it con un enorme BOH e proseguiamo.

La mattina successiva, Hermiglia si costruisce un enorme pippa mentale per informarci che sarà assai tristissima di lasciare il suo amicoperlapellepuccipù Dracucciolo, che considera la famiglia di lui come la sua (Signor Malfoy, stia seduto tranquillo, nulla di tutto questo è reale), e che non sa usare consecutio temporum.

E io continuo a non capire perché ‘sti due dormono nello stesso posto.

Comuque. Hermy sveglia Draco, e dopo la noiosissima telecronaca della vestizione vanno ad allenarsi al campo di quidditch. Chiamate Giacobbo e per favore fatemi spiegare da lui dov’è ‘sto campo, perché si allenano, che anno è, che giorno è, questo è il tempo di vivere con me. Questa ficcy sta sollevando più interrogativi della profezia dei Maya sul 21 dicembre 2012.

Hermy torna a Manor, dove Narcissa l’aspetta per imbruttirla. E qui la ragazza intona la canzone del Cantante Canino, che non è un povero Cristo che canta male ma si chiama proprio così, com’anche ricordato dall’autrice. No, davvero, leggere per credere.

La versione della canzone che conosco io mi piace leggermente di più:

Bruuuuutta, ammazza quanto sei bruuuuutta, sei arrivata alla fruuuuutta, non te se po’ guardà…

Bruuuuutta, ammazza quanto sei bruuuutta, c’è dario Argento che aspeeeeetta, te vole scritturà…

Basta, ve l’ho detto, è inutile che facciate domande: Giacobbo ha detto che è troppo impegnato con l’Area 51, non ce la fa a passare cinque minuti per spiegarci per quale assurdo motivo Narcissa dovrebbe imbruttire la nostra Hermiglia, che comunque resta bella dentro. E no, purtroppo per noi non ha alcuna intenzione di farsi squartare per controllare.

Per oggi, amici, io mi fermo qui. C’è un momento nella vita di tutti noi in cui uno deve fare i conti con i propri limiti.

 

Comunque, una cosa l’abbiamo imparata: chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo?

Cos’è che ci trascina fuori dalla macchina, cos’è che ci fa stare sotto ad un portone?

Che diavolo di senso ha questa storia?

Mi-mi-mi-mi-mistero! 

  

Tony è un piccolo orsetto del cuore.

Amici e amiche, quest’oggi la reccy vede, con la vostra Magnolia, la partecipazione straordinaria di un’esperta non comune nel campo in cui ci addentreremo, che per ragioni fiscali (cit.) decide di rimanere anonima.

Sappiate che abbiamo riso non poco scrivendo questo pezzo. In ogni caso, la storia che recensiremo la trovate qui:

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=139497&i=1

“Non lasciarmi!” Di Jud_91

Si tratta di un fandom inesplorato, dai tesori tutti ancora da scoprire: NCIS vi dice niente? No?

Crediamo che pure ai protagonisti di questa storia il termine non dica molto, non temete. Perché questi non sono i nostri beniamini, ma dei miserandi che si aggirano loschi tentando di prendere il posto degli autentici. Le prove? Il buon Ducky diventa improvvisamente Dacky, McGee muta forma in Mcghee e Tony fa di queste strane affermazioni: Io sono solo un po’ credente,su un 100% la mia percentuale di credenza è 30%. Siccome la nostra percentuale di armadio è invece dell’84,5%, crediamo che vi basti quanto sopra enunciato per convincervi a seguirci nel nostro mondo fatato per sognar.

 

Piccolo riassunto: Ziva, in missione con Tony e Gibbs, viene colpita da un proiettile. Trasportata in ospedale, è sotto i ferri mentre Tony segamentalizza.

Ed ora sono qui,da più di due ore ad aspettare che un maledetto dottore esca da quella sala infernale .

Certo, se dai del maledetto al dottore e dell’infernale alla sala operatoria, non è che poi puoi pretendere. Se va bene te la rimandano indietro con il colon al posto del pancreas e le vertebre al posto dei denti.

Tutti i colleghi si stringono a Tony, che, disperato, ci rivela che la pallottola avrebbe dovuto beccarsela lui, se Ziva coraggiosamente non gli avesse fatto scudo col suo corpo.

Il buon Tony (o quel che ne rimane) si aggira per i corridoi dell’ospedale finché non trova la cappella e vi entra a pregare. (Ce lo vedete? Noi no, ma la disperazione fa brutti scherzi.) E qui appare il coprotagonista di questa storia.

No, non è Gibbs che tenta di abusare di lui. Che cavolo, siamo in chiesa!

E’ il Signore.

Non il Signore del piano di sopra. Proprio Dio. L’onnivor… l’Onnipotente.

Lo strano personaggio è vestito con un jeans azzurro,scolorito sulle cosce e una felpa. Dio indossa jeans scoloriti? Allora da noi che vogliono? La prossima volta che ci faranno osservazione per i jeans a vita bassa risponderemo citando questa ficcy.

Comunque. Dopo un allegro siparietto (“Chi sei?” “Sono Dio!” “Io chi?” ecc), Tony osserva meglio l’Altissimo. I suoi occhi,mi fanno paura,nel senso buono di paura eh! Eh. Dopo il soggetto non va la virgola, capito? E si, anche noi quando vogliamo facciamo paura, ma nel senso buono di paura, non nel senso cattivo, nel senso che se ci impegniamo incutiamo terrore, ma non nel senso cattivo, nel senso che facciam presto a andar via di brocca… metteteci giù, siamo sane! Solo che facciamo paur… oh, insomma, basta!

Il signor Signore informa Tony che tutto fa parte di un piano, anche la morte di Kate (pace all’anima), di cui lui (Dio) aveva bisogno in Paradiso. “Le donne delle pulizie si erano licenziate, e dove ne vado a trovare di nuove, Tony? Qualificate, con delle referenze, non è mica facile! E poi non le posso mica pagare in nero, vogliono i contributi…” Ok, scherziamo. Dio non dice così, ma secondo noi l’ha pensato.

Tony ammette di amare la bella israeliana (Ziva, non Kate), e Dio si siede e rimaniamo in silenzio,fino a quando non sono io a romperlo.

Chi, Dio?

Tony, a quel punto, fa l’unica domanda sensata di questa ficcy: Ziva si salverà? Ma, sorpresa, l’Onnipotente non può rispondere. Ma perché, diciamo noi? A chi deve chiedere il permesso, al suo superiore? Al Direttore Galattico? A Darth Vader? Diamine, è Dio! Colui che tutto può!

Anzi no, è Colui Che Tutto Può Salvo Rispondere A Domande Di Tony. Ma vabbè. Tralasciamo e proseguiamo.

Dopo l’utilissimo consiglio di Dio (“zitto e prega”), e dopo aver snocciolato una sfilza di litanie tale da far impallidire la più pia delle vecchiette, ecco che Dio misteriosamente svanisce per essere sostituito da una personalità altrettanto carismatica: Gibbs. Quale posto poteva prendere il capo infatti, se non quello precedentemente occupato dall’Onnipotente in persona?

Ovvio poi che non può essere un semplice latore di buone notizie. E che lo diciamo a fà.  Ziva è in coma.

Tony si catapulta da lei, e qui la scena madre.

con una macchina che l’ aiuta a respirare e un’ altra che fa strani BIP,mi rendo conto che quei strani BIP emessi dalla macchina non sono altro che i battiti cardiaci della mia Ziva
Minchia, Tony, per essere un agente speciale dell’NCIS ne hai di intuito!

Gibbs va fuori dalle balle e Tony è così libero di piangere quanto vuole. Ce lo vediamo tantisssssssimo, ma così è. Dopo una sequela di lamenti (“Dovevo esserci io e non tu, è colpa mia, che fretta c’era, maledetta primavera”) giunge la fatidica domanda:

perché proprio quando capisco di amare una donna,questa deve sempre morire o rimanere ferita?

Perché porti sfiga, magari? Ora alzati e vattene prima che qualcuno sia colto da infarto leggendo questa recensione.

Che poi, Tony non è mai stato innamorato di Kate. Ma son dettagli, via!

Come nelle più belle fiabe, la principessa si sveglia alla promessa d’amore del bel fustacchione. Peccato che la principessa in questione sia un agente del Mossad capace di spezzare le gambine con un puntaspilli e uccidere con una graffetta. Ma siamo all’ NCIS, qui può succedere di tutto! Allegria!

 

Al termine della storiellina troviamo questo bell’idillio: Gibbs rincoglionisce che è una bellezza facendo il nonno a tempo pieno per nipotini non suoi: tre figlii (perché son tre, se erano due erano solo figli) di Abby e McGee, due dell’allegra coppia e un altro in arrivo. Li tirerà su con gaudio a suon di scappellotti (o meglio, di sprangate, dato che coi suoi pupilli gli scappellotti a quanto pare non hanno funzionato) costruendo con loro l’ennesima barca in cantina, che poi non riuscirà a tirar fuori di lì. E da qui si capiscono molte cose.

Ora, ci chiediamo: con tutte ‘ste donne in maternità, in squadra chi ci va? Palmer e la donna delle pulizie?

Con questo interrogativo aperto vi lasciamo, amori santi. Mille baci e felice Epifania dalle vostre Befane preferite!

La Necst Generescion colpisce ancora.

Salve giovani amici.

Io vi voglio bene, lo sapete, vero, che vi voglio bene? E per dimostrarvi il mio affetto porto oggi alla vostra attenzione una fanfy veramente fyka.

Avrei potuto mandarvi rose e cioccolatini, scrivere una canzone per voi, farmi bannare da EFP come pegno del mio amore… Invece ho preferito fare le cose per bene e sottoporvi questa bella storiellina sulla Necst Generescion.  

Dite che vi mancava.

Ma rimediamo subito, non temete. 

La trovate qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=281405

“Oh my god”è il suo titolo. Esatto, con la minuscola. Il Signor Padreterno ringrazia.

 

Non sono passati più di diciassette/diciott’anni dalla fine della guerra, ci informa l’autrice. E i pargoli delle famiglie Potter, Weasley e Malfoy son nati prima di quanto voi crediate.

Ecco… Non è che lo crediamo noi, è mamma Row che ce lo dice: nell’epilogo c’è scritto chiaramente che sono passati diciannove anni dagli avvenimenti dell’ultimo libro, e Rose ha undici anni. Facciamo due conti…

Fa lo stesso, andiamo avanti.

La ficcy comincia con Rose  che si sveglia dopo una nottata di bagordi in discoteca. Anzi, in disco, che fa più Generazione di Fenomeni (non sentite già il tunzatunzatunza?). E’ il primo giorno di scuola (Ma dai? In TUTTE le ficcyne sulla Next Generation che ho letto l’incipit è sempre e invariabilmente collocato al primo giorno di scuola. Fantasia portami via).

La nostra amica decide di farsi una doccia, e grazie al cielo, perché da puzzona non l’avremmo neppure presa in considerazione. E poi, mi dispiace per voi, ma ci dobbiamo sorbire tutto il rituale della vestizione:

Quando vi uscì spazzolò i capelli buccolosi (non vi fa un po’ senso?) e rossi, mise la divisa scolastica e il distintivo da Caposcuola e poi si truccò con un filo di matita un po’ di mascara e un lip gloss alla frutta che inevitabilmente accentuava le sue labbra già rosse, ereditate dalla mamma. (I’m too sexy for my shirt…).

Compagni giacobini, tutti insieme: E AR POPOLO?

Dopo i preparativi di cui non potevamo proprio fare a meno, Rose, da quella gran donna delicata che è, decide di dedicarsi alla sua attività preferita.

Non è quello che pensate, tranquilli. Semplicemente si reca in camera del fratello per svegliarlo con tanto affetto, che manifesta nella fattispecie con una secchiata d’acqua gelida.

Simpatica, non c’è che dire.

 

Adesso facciamo un giochino divertente.

Prendete un bel respiro… fffffatto?

Ok, beccatevi questa:

Entrò silenziosamente in una stanza, questa era completamente all’oscuro poteva vedersi qualche spiraglio di luce dalla porta semiaperta, all’interno vi erano una serie di libri gettati in un angolo su di una scrivania, piume e boccette di inchiostro erano sparse per tutta la camera all’interno dominavano i colori caldi che variavano dall’oro al rosso con poster dei Cannoni di Chudley a sfondo arancione per tutta la camera e su un letto a baldacchino una grande sciarpa Grifondoro appuntata con due spilli.

Fatta questa, pure la scalata delle cime del Nepal senza ossigeno vi sembrerà una passeggiata.

 

Ovviamente, i dialoghi sono in stile copione.

Ovviamente, nessuno si degna di dare nessuna spiegazione in merito.

Ovviamente, ad un certo punto spuntano una serie di punti di domanda per indicare che ancora non si sa chi sia colui o colei che pronuncia quelle parole.

Proprio così:

Hugo:Oh miseriaccia Rose sei una stronza!!!

???:Hugo Arthur Weasley!!!

Ma che diavolo di bisogno c’è di fare un tal caos? Siamo forse a teatro? C’è forse un ometto seduto su una sedia da picnic con l’aria sfatta e un cappellino da baseball in testa che vi bercia di metterci più sentimento?

NO! Quindi, mi dispiace: niente Spielberg, niente copione.

 

Dopo un simpatico siparietto a cui partecipa anche mamma Hermione, che cazzia a dovere i due pargoli, la scenetta si sposta in cucina.

Sta scritto infatti (no, non cito le Scritture, grazie al Cielo):

Rose afferrò due fette di pane tostato ancora caldi(hanno improvvisamente subito un cambio di sesso) li mise nel suo piatto e si versò un succo di frutta all’albicocca in un bicchiere di vetro (vetro, plastica o carta, basta che sia riciclabile), poi diede un bacio al uomo (elle e apostrofo non pervenuti)che sedeva a capotavola.

Che altri non è se non il signor Ronald Weasley, il quale, l’autrice ci informa, ha concepito Rose durante il settimo anno di scuola.

Esattamente in quale dei tanti momenti di intimità trascorsi con Hermione sotto una tenda nei boschi, con Harry nella brandina a fianco, durante la ricerca degli Horcrux?

Ah, ma siamo in AU. Ok.

Ehm…  Dov’è che è scritto?

 

Ci informano che Rose nel frattempo sorseggia falsamente il suo succo.

Parte la musichina: tutti in fila per tre che si fa il ballo di gruppo!

Vero, che c’era il succo

Falso che l’ho bevuto

Falso, ho fatto un rutto

Vero, non l’ho finito…

 Hugo scende dabbasso. Manfrina su come abbia ereditato occhi dal padre, capelli dalla madre, ascelle da entrambi e alluce valgo da zio Tore . Penosa scena che descrive come il pargolo si ingozzi di salsiccia. Finalmente la famigliola si decide a salire in macchina e andar fuori dalle ball… alla stazione di King’s Cross, dove incontra i Potter. Ora, attenzione. In relazione a tal famiglia si dice che Rose  aveva sopportato per tanti anni e che rendeva meno dispiacevole solo l’adorata zia Ginny.

A parte il “dispiacevole”, che non si sa da dove sia venuto fuori, che cosa ne deducete? Che Rose non sta volentieri in compagnia dello zio e dei cugini, e che l’unica a salvarsi è zia Ginny.

SBAGLIATOOOOO! Perché due righe (DUE!) più sotto si racconta della grande amicizia che lega la ragazza al cugino Albus.

Ora.

O Rose è bipolare, o qui c’è qualcosa che non va.

Dopo qualche delirante riga (leggere per credere, non posso mica citare tutto, che poi mi arrivano i Finanzieri, la Polizia, i Carabinieri, la Croce Rossa e le Guardie Svizzere in casa, per Giove!)Rose, chiacchierando col cugino, gli chiede conto della sua vita sessuale durante la sua vacanza a Sharm e Shake, (ma i cazzacci suoi…?) che mi informano essere due bellissime cittadine egiziane dove la gente ama rifarsi l’immagine e bere frullati.

Vabbè, faceva schifo, ma capitemi! Sharm e Shake! Rabbrividisco.

Segue interessante discussione: perché Rose è un po’ come la Sora Camilla, che tutti la vogliono ma nessuno la piglia? Albus ipotizza che la cugina incuta timore all’altro sesso. Son tutte balle, l’amara verità è che in realtà Rose è un uomo.

No, scherzavo.

Entra nello scompartimento un ragazzo la cui descrizione è tutto un programma:

biondo cono(“fragola e pistacchio da due euro, per favore” ) gli occhi verde oscuro (come il Cavaliere Oscuro o il Signore Oscuro?) quasi grigio del dire Cangianti o Smeraldini(???)

Chi è il misterioso? Dai che lo sapete.

… Ma si che è Scorpius! *O* Visto? Ci siete arrivati da soli. Siete talmente bravini che vi lascio un ultimo piccolo regalo:

Eterna sopportazione per loro da quando la guerra era finita non esisteva ne amicizia ne odio per loro non esisteva nulla tranne che quel saluto innocuo…innocuo solo all’apparenza…

Due virgole in più non ci sarebbero state male, eh. Pure due accenti sui né.

 

Noticina dell’autrice:

Mi scuso con chi voleva leggere le mia Fa fiction su Harry e Ginny ma purtroppo sto avendo poco tempo per quella nella mia testa e penso che con l’arrivare del Natale mi riuscirà qualcosa questa riuesco a pensarla anche durante la sucola è particolarmente facile scriverla visto che non ce ne sono molto su questi penrsonaggi!!!

“A Natale puoooooooi fare quello che non puoi fare maaaaaaai…”

… Il correttore automatico di Word sta impazzendo. E’ meglio che vi saluti.

 

Ringrazio Chris, Ire e Odiolarow  per la betatura. Vi lovvo! ❤

 

The Phantom of the Opera: Mary Sue never dies

Carissimi giacobini e carissime giacobine, balocchi difettosi quindi privi di una vita sessuale soddisfacente, credevate forse che vi avessi dimenticato?

Lo so, suona come una minaccia.Cosa che in effetti è. Ma il mondo della ficcyna non è mai dolce e non potevo starne lontana; specie quando i miei odiosi occhietti di inutile donna sono tornati a posarsi su un fandom che in Italia si era sempre preservato, nei limiti del possibile. Dopo la nostra Ire, sono dovuta accorrere io al capezzale del Maestro, lasciando ovviamente a casa qualsiasi derivato dal cacao ed evitando di azzardare il minimo cenno a come lui starebbe bene in un completo Armani. Ovviamente, non ho trovato uno straccio di linea metropolitana che mi conducesse in un lampo a Parigi e questo m’irrita alquanto.

Ci sarebbe da benedire il fatto che Gerard Butler, attore scozzese reso celebre con 300 e in rapida ascesa, non sia un giovinetto di primo pelo come fu Orlando Bloom ai tempi di Legolas ma gli ormoni sono ormoni, le Vestali sono Vestali e l’Italia sportiva ci ha deluso alle Olimpiadi. Questi ultime tre asserzioni hanno profonde basi scientifiche e dal momento che è stato appurato quanto qui siamo maleducati e malvagi, le impongo comunque perché la parola crudeltà è quella che di gran lungo preferisco.

Ma prima d’iniziare, le coordinate spazio-temporali per accedere alla Dimora sul Lago!

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=226596&i=1

L’autrice è Nydrali.

Siamo ormai in autunno e pare che tra meno di un anno vedremo la nascita di un nuovo musical sul nostro adorato Maestro; so che la cosa irriterà non poco il fandom perché questo significherà porre fine a un’ epoca di tormentoni, di mode ripescate, di glitter sparsi su cose palesemente viste, riviste e già ampiamente digerite.

Solo un assioma non potrà mai venir abbandonato: l’osservazione delle Mary Sue. Perché le Mary Sue sono eterne, con teorie certe come il teorema di Pitagora applicato alla ficcyna.

Un rapido ripasso?Lo so che scuole e università sono ampiamente iniziate, ma voglio verificare che siate sempre ben preparati.Diamo quindi il via alla prima lezione del Nuovo Anno Accademico di noi Giacobini!Prego signori e signore, prendete posto nei banchi.E no, non fate caso a quei simpatici signori dietro di voi.

Sì.

Lo so.

Sono armati. E hanno sprangato le porte. Ma è per rendervi più partecipi e attenti qui…non avrete pensato male? *Arwen sfoggia un sorriso che rasenta il ghigno mefistofelico.Ma facciamo finta di nulla*

Cosa deve avere una Merisù per essere degna del titolo che spetta solo alle più fulgide rappresentanti?Andiamo a esplorare i vari teoremi.

Teorema "namber uan":

I feeenomenali poteri cosmici. Andiamo a dimostrarlo:

« Schiocco le dita ed ottengo l’obbedienza d’eserciti interi,(considerata l’epoca storica, stiamo parlando dell’Imperatore d’Austria!) zittisco papi e vescovi con un’inarcar di ciglio(i papi ringraziano.Pensavano di essere uno solo), mi tiro dietro come cagnolini ammaestrati re ed imperatori, gestisco complicati balletti fra nazioni nemiche… e non riesco a farti uscire dalla mia stanza! Subito! ».

Siamo di fronte alla presenza di fenomenali attitudini, rendiamocene conto!Ma il dilemma si spalanca assieme a tale dispiegamento di forze. La nostra impavida protagonista è niente meno che la "Mano di Dio" (no, non è una mia licenza poetica, giuro!) e nulla c’entrano certi inquietanti cacciatori di vampiri dal grande cappello e un film che è una perla di comicità involontaria.

Eccoci di fronte all’apparizione mirabolante della nostra amata fanciulla. Ovviamente, siamo a Parigi.Altrettanto ovviamente, è trascorso un lasso di tempo ragionevole dalla fine degli avvenimenti visti nel film "The Phantom of the Opera". Il fatto che tale film e musical siano chiaramente frutto di fantasia mescolata a storia- il 1870 non fu un anno annoverato per la Pace e la calma, in Francia…- dovrebbe rasserenarci, eppure qualcosa stona.

Chissaràmmai questa ragazza in grado simili prodezze?La figlia di Napoleone III? L’Imperatrice Eugenia moglie di suddetto Imperatore?

E’ ora di passare al…

Teorema "namber tù"

-Un lignaggio che faccia sparire dalla faccia della terra qualsiasi altro personaggio previsto nel Canon ufficiale. Il che ci porta a chiedere perché mai si azzardino anche solo ad esistere, questi personaggi originali così poco trendy, così poco fighi.

Ma fosse così, dovremmo già sbaraccare tutto e andarcene a casa. Perché la Comune spazzò via la monarchia imperiale restaurata dei Bonaparte e i nobili per un certo periodo non furono ben visti a Parigi. Ma allora, chi può far tacere papi, dire a uno chi sposare, all’altro chi alleare chi?

Un’esponente dell’illustre famiglia dei Lorena, un tempo ramo imparentato con gli Asburgo, la cui ultima rappresentante col rango di regina fu ghigliottinata. Tocchiamo ferro e proseguiamo.

I Lorena, dopo la perdita del principato con lo stesso nome hanno guadagnato il Granducato di Toscana ma non sono certo tra le famiglie più illustri del continente europeo di allora.

Queste cose però sono quinsquiglie, nel mondo della ficcina.E io che cerco sempre di dar loro un senso…

Non è questo il luogo per aprire una disquisizione su alberi genealogici di Famiglie Reali; i Lorena non esistettero più come unica discendenza dal 1700; finirono con l’amalgamarsi attraverso matrimoni ed alleanze ad altre famiglie e finirono con…lo sparire.

Tragico eh?

Incredibile vero?

Wikipedia lo dice!E noi amiamo Wiki cara, anzi, siamo addirittura suo servi.Almeno, così ci dissero…e pondero di mettere su Wiki anche questi interessanti teoremi, a uso e consumo delle Vestali.Ecco gli ultimi due!

-Un aspetto fisico che riassuma quanto di più bbono ci sia al mondo ma che abbia qua e là dei difetti che renderanno sicuramente tanto simpatica questa ragazzaal lettore.

-Un carattere dispotico, fiero, che però sarà capace di svelarsi in tutta la sua dolcezza nascosta causa genitori infami/traumi spicologici subiti da bambina/altri evvenimenti che però l’autore non sempre spiegherà perché ci devono apparire ovvi.

Finito il ripasso propedeutico, avventuriamoci adesso all’atto pratico e vediamo applicata tale formula a un fandom che, come ho detto poche righe sopra, in Italia ha relativamente attecchito.

Se poi volete farvi male e andare a fare un giro su fanfiction.net per voi è solo un sadico diversivo, fate pure.Non sapete a cosa andate incontro e là le botole in cui incappare sono molte di più che nel nostro sempre più scalcinato Stivale. Vi ho avvertito, quindi ora procedo alla verifica con metodo scientifico di quanto ho prima affermato: anche se, pare, nemmeno così siamo sicuri di scansare accuse di crudeltà mentale, sovradimensionamento dell’io a discapito di poveri autori in erba che trucidiamo nelle notti di luna piena.

Per farvi capire meglio chi abbiamo davanti, vi porgo altri passi significativi.

« Non fa così freddo », commentò Francesca, ignorando deliberatamente la sua osservazione circa il disperato strabismo del vescovo.

« Oh, to’, un pinguino! », esclamò Eleonora di rimando, fingendo d’indicare qualcosa fuori dal finestrino.

Sì, l’umorismo mordace di questa frase è davvero sublime.

Avrete sicuramente notato che nei passi citati non vi sono errori grammaticali, la struttura è scorrevole, la scelta dei termini e le battute a volte strappano un sorriso. Perché allora tanto accanimento?

Sarà che odio le sviste.Sarà che non sopporto un personaggio originale buttato subito al centro della storia senza un perché, un come, un quando. Voglio una spiegazione e vorrei, per una volta, non dovermi annoiare di fronte all’ennesima presentazione di qualcuno che sicuramente riuscirà a redimere un personaggio contorto come il Fantasma dell’Opera nel giro di pochi capitoli. E’ un insulto, credo, verso il canon originale e un appiattimento insopportabile che ormai puzza di visto e rivisto. Perché è avvilente essere al secondo capitolo della storia e intuire già come andrà avanti.

Eleonora Matilde Lorena parla come uno scaricatore di porto, ma rende l’Arcivescovo di Notre Dame inerme e assolutamente succube. E’ dispotica e tagliente nel parlare, viziata e ostinata.

Ci viene ribattutto questo concetto ogni riga e a ogni punto. La noia subentra al secondo paragrafo, insieme all’insofferenza per un personaggio che si smonta da solo.Basta una ricerca su Wikipedia e un passaggio come: Il lungo abito azzurro ghiaccio le conferiva una maestà algida, lontana, intoccabile, nemmeno fosse una dea del nord giunta a farsi rimirare dai comuni mortali. L’arcivescovo di Notre Dame – che a mala pena aveva chinato il capo di fronte a Sua Santità il papa – di colpo ebbe l’urgenza di inchinarsi, di piegare ginocchia e schiena di fronte a quella creatura di pura superbia e grandezza, imponente e magnifica come nessuna imperatrice o regina era mai stata nella storia dell’umanità mi suona un tantino esagerato.

Specie considerato il fatto che circa un decennio prima, era nato il Regno d’Italia, era stata aperta la breccia a Porta Pia e tutta una serie di altri simpatici fatti che sono noti a pochi eletti col nome di Risorgimento.

Possiamo tranquillamente passare oltre l’ennesimo sfoggio di bellezza, grandezza, nobiltà austera ma teniamo a mente come Eleonora ci è stata subito presentata. Un raro caso di doppia personalità?

E quale delle due prende il sopravvento quando, di punto in bianco, apprendiamo che questa Altezza Reale vuole acquistare l’intera, distrutta Opèra Populaire? Così, la notizia ci viene sbattuta in faccia in questa maniera. E il lettore deve digerirla, magari non avendo mai visto il film in questione o sentito il musical da cui è nato. E c’è chi nei commenti confessa candidamente queste lacune…ma la storia è "beeeeelaaaaa" e bisogna "continuarlaaa!!!!"

Ed è così che l’elemento "mostro sputato dall’Inferno che ha incendiato un intero teatro" salta nella storia. Se per Eleonora si sono spese parole su parole, il fatto che lei compri teatri e musei e ora voglia l’Opèra è liquidato con due.

Maestro, essenzialmente, lei che ci sta a fare qui?

A parte l’avere ora questa fobia insulsa per qualsiasi cosa contenente la cioccolata, intendo!

Il punto è questo, giacobini e giacobine, lurker e simpatizzanti, Vestali e loro difensori. Non mi rassegno a questo ripetersi di cliché che dopo un po’ generano da soli ironia e frecciate; spunti notevoli si perdono in un marasma di cose già scritte e diventate a torto famose. E’ un grido da idealista il mio, questa volta. Smonterò ancora questa storia ma non sarò per questo soddisfatta.

Preparatevi a prossimi, mirabolanti eventi assolutamente imprevedibili.

Perché ovviamente nessuno di voi si aspetterà davvero l’acquisto di un teatro semidistrutto, una visita a tali ruderi e poi un’ulteriore ritorno perché così si ha il motivo per far sbucare un’ombra sospetta dal palco distrutto…vero?

 

 

Pigiama, parti?

E’ estate; starete certamente leggendo queste righe lunghi distesi sotto l’ombrellone armati di sudoku o di Settimana Enigmistica (un piccolo suggerimento: il dieci verticale di nove lettere, “lo era Robespierre”, è “G-I-A-C-O-B-I-N-O”). Se siete delle Sue starete sfoggiando un push-up in cemento armato sulla riviera romagnola sperando che il GoS in vacanza con pargolo, moglie e treno di amanti vi noti, se siete un pairing yaoi OOC starete facendo con l’anguria e la crema solare strane cose di cui i membri del nostro club politico non vorranno sentire oltre. Pertanto, glissons.

Com’è noto, la fyccina non è mai in vacanza (no, non era il crimine!). E se del clima festaiolo dell’estate, con notti bianche e compagnia bella, ne avete fin sopra le orecchie, sarete felici di apprendere che anche alla Wammy’s House, noto riformatorio per giovani virgulti gravemente deviati, ci si diverte come può; ce lo racconta una storia dal titolo emblematico, “Pigiama Party” di Elly_Mello: -http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=231287&i=1-

< Non ne ho voglia Matt…ho sonno.>

Voi perversi politicanti vi sarete già convinti che a) a parlare sia Mello, b) il biondo affiliato alla mafia stia respingendo una delle avances sessuali del suo insistente braccio destro (o mano amica, a seconda). Incorreggibili stolti! Se la prima ipotesi è immancabilmente corretta, caschetto biondo sta semplicemente rifiutando un invito a partecipare a uno spassosissimo pigiama party. Neppure senza motivo: lui quei ragazzi non li sopporta. Non è chiaro a chi alluda, forse a un corteo di spogliarellisti capitanato da Roger in lingerie. Matt non si arrende: informa l’amico che alla festa presenzieranno anche diverse ragazzine. Oh beh, questo cambia tutto. In effetti no. Mello osserva che, per dolci fanciulle che siano, finiranno certamente per ubriacarsi. Ma con cosa? Roger cresce i suoi rampolli a pane, Vodka e Martini con ghiaccio?

Indovinate? Bravi: Matt riesce a trascinare lo sventurato – e poco convinto – Mello in camera di un compagno. D’armi? Di vita? “Piccoli geni di tutto il mondo unitevi”? Chissà. Mello, però,

Odiava quei ragazzi

e odiava il loro modo di fare

Se c’è una cosa che io amo di questa storia, invece, è il modo in cui è formattata. Un enorme fossato separa una sentenza dall’altra, lo stesso entro cui dev’essere precipitata la punteggiatura.

Birra, droga…sesso…

E rock’n’roll. Jim Morrison ha frequentato la Wammy’s, sapevate? No, no, un momento, fate con me un bel respiro e ragioniamo assieme: come può tutto questo avvenire in un gruppo di orfani e genialoidi studenti di un istituto che più che al rigore morale di Bob Marley farebbe pensare a quello di Jane Eyre?

Sento il coro dell’Antoniano che canta “sono solo fan fictioooons” sulle note di “volevo un gatto nero”, pertanto non ragioniam di lor, ma guardiamo e passiamo.

Apprendiamo che a Mello piace bere (sul serio? A quanti anni, dieci? E cosa, soprattutto? Tequila?) ma non si drogherebbe nemmeno a pagarlo, e naturale: è uno dei successori di L!

Tutti in coro: EH?!

Tolti i due elementi, ne resta uno che voi maliziosi ben conoscete: le giostre.

riguardo il sesso…non gli interessava nemmeno quello, sopratutto quella sera, quando un terribile mal di testa aveva deciso di impossessarsi del suo corpo.

Mello sta copulando col suo mal di testa. Qualcuno ponga fine a tutto questo, per favore. Preferivo le classiche e sonore ingroppate a opera di Matt, Roger, L, Raito, Mikami, Watari o Misa (sì, Misa).

Nonostante ciò (sì, era tutto nella testa di Mello: la narrazione deve ancora entrare nel suo vivo! YAAY!), Mello accetta di recarsi a questo benedetto pigiama party. Mi andrebbe di precisare che il tipo di party a cui il Nostro allude si chiama piuttosto “rave”, e che i pigiama party degli anni d’infanzia sono generalmente delle occasioni più o meno innocenti per esibire la nuova camicia da notte di Barbie o dell’orso Yogi. Cambio di scena improvviso (emozionati, eh? Eh?): un ragazzo dall’identità imprecisata apre la porta al duo M&M, designandoli come attesissimi ultimi arrivati.

Entrarono nella stanza dove li attendevano un gruppo di ragazzi seduti , o meglio, sdraiati sui divani, con delle ragazzine in intimo e delle bottiglie di birra in mano.

Giacobinenigmistica per voi raffinati vacanzieri: trovate l’errore.

1) “Attendevano” non concordato con “gruppo”?

2) La cameretta assimilata a uno stand di “Divani&Divani”?

3) I “ragazzi” accostati a “ragazziNE” in maniera un attimino disgustosa?

4) Le ragazzine non in pigiama bensì in intimo con tanto di bottiglie di birra alla mano, in un’affascinante atmosfera da video di Ludacris, mentre i ragazzi non è ben chiaro cosa indossino (magari sono nudi)?

5) L’intera frase o meglio l’intera storia o meglio eccetera eccetera eccetera?

La risposta esatta è la numero 5. I fortunati del giorno vincono le autoreggenti di Roger.

Ci si premura di darci delucidazioni riguardo all’età degli invitati: tra 16 e 18 anni, mentre Mello e Matt ne hanno 14. Ma perché? La malandrina coppia ama imbucarsi alle feste dei seniors? Non è dato saperlo. Coro dell’Antoniano, abbi pietà di noi.

Matt abbranca una lattina di coca cola (con chissà quali meravigliose sostanze disciolte all’interno), Mello si guarda attorno disgustato, che è più o meno quello che sto facendo io al momento presente. Finalmente, il quesito che tutti noi stavamo già ponendoci da diverse ore:

Possibile che Roger non si rendesse conto di quello che succedeva all’interno dell’istituto?

Mi sorprende che Mello, dopo aver dimostrato tanta perspicacia, non arrivi alla risposta corretta: “no”. Devia invece su smanettamenti mentali di perfetta inutilità, dicendosi che non le feste non sono roba per lui (“non ho l’etààà”), mentre Matt è come a casa sua perché è uno che ama festeggiare a tarallucci e vino, stare con gli altri e naturalmente distrarre il biondino che ultimamente non pensa che ai libri.

Un pietoso avventore della malfamata locanda “da Wammy” invita Mello a sedersi. Non so voi, ma io ho immaginato una scena del genere: tutti seduti o distesi sul triclinio a bere e giocare a canasta, Mello in piedi a farsi traghettate mentali infinite con lo sguardo da cernia perso nel vuoto siderale.

Si sedette e nemmeno mezzo minuto dopo una ragazza gli piombò addosso sedendosi sulle sue gambe.

Eccheccosera. Manco c’avesse un cartello “fammiti entro domani” appeso al collo. Fortuna che il Nostro è ancora sufficiente IC e sano di mente da apostrofare in toni freddi la fanciulla ed invitarla ad andarsene.

< Su su…non fare il duro…>

La dialettica di questa signorina cela una malizia impenetrabile, degna del migliore “Orrore a Hogwarts”. Mello s’arrabbia non poco, la tizia finalmente si toglie di mezzo, qualcuno domanda al poveretto se abbia le paturnie (uno sputo in un occhio
a questo punto sarebbe appropriato). L’infelice continua a sentirsi fuori posto, e piuttosto perplesso accetta di tracannare un po’ di sana, vecchia birra. A esser precisi, una lattina. Poi un’altra. Poi un’altra ancora. Poi rischia di svenire. E’ uno che si ubriacherebbe col succo di frutta.

Ma per amor della propria immagine, Mello di fronte agli altri finge d’avere un semplice mal di testa. Un ignoto qualcuno gli propone una pasticca bianca per liberarsi dal male. La prossima volta che mi verrà un’emicrania, invece dell’ Aulin prenderò dell’ecstasy. Con l’aranciata.

Un po’ meno pirla di quanto ci si aspetterebbe in un contesto simile, caschetto biondo getta un’occhiata a Matt che di lui se ne strafrega (questo amore è una camera a gas). Poi ingoia il pillolone come fosse zucchero. E poi muore. No, sto scherzando.

E poi, e poi, e poi abbiamo un climax ascendente di avvenimenti dal sapore mistico:

– Mello spalanca gli occhi di scatto, le sue pupille d’improvviso si dilatano (mi ricorda la trasformazione in lupo mannaro del Lupin cinematografico, in senso inverso – che sia un X-men?) tanto da celare, quasi, l’azzurro dell’iride (che non è azzurra se non nell’anime, tengo a precisarlo);

– Mello vomita le budella mentre Matt gli sorregge la pancia. Non la fronte, la pancia. Con tutta probabilità, Mello è incinto;

– Mello trema come d’autunno sugli alberi le foglie;

– Mello piomba al suolo come corpo morto cade, perduti definitivamente i sensi.

Matt vorrebbe chiamare Roger, ma c’è chi teme l’espulsione (non proprio a torto) e lo trattiene per i polsi.

< Ma che stai dicendo idiota! Mello stà male! Me ne sbatte di quello che succederà dopo! Roger può anche buttarmi fuori dall’istituto, ma prima devo aiutare Mello! fammi passare!

Non siete commossi (dai monosillabi accentati a caso)? No? Nemmeno io. Ho voglia di uccidere un coniglietto di pelouche. Ma il cammino di Matt è irrimediabilmente impedito.

Ci fù un forte rumore

Come qualcosa che si rompeva

Chissà cosa sarà

Siamo molto curiosi

Ci sono buone probabilità che si tratti degli attributi dell’audience

Un dolore allucinante alla testa

Sangue

Elephant: qualcuno deve aver tirato fuori un mitra e fatto piazza pulita degli alunni. Se così fosse, meriterebbe una medaglia al valore per aver prematuramente soppresso questa fonte di tedio senza fine. Invece, i corpi dei ragazzi sono integri benché ofuscati agli occhi di Matt, che d’improvviso si trova di fronte Mello col corpo “rivolto verso l’alto”. Mello deve avere una struttura analoga a quegli scatoloni con la scritta “tenere sempre in alto questo lato” sul fianco. Sui suoi occhi pende la frangia. Questo dettaglio è essenziale all’economia del racconto (ma che racconto?).

Per farla breve: qualcuno dei genietti, magari uno schizzato studente di fisica nucleare, ha fracassato una bottiglia sulla nuca di Matt il cui degno compare, lo ricordiamo, dorme già il sonno dei giusti grazie a tre birre e una pasticca magica (sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria).

< Che ne facciamo di loro?>

Later on, when it’s dark, we’ll take it to some secret place and bury it.

Yeah… of course we could do that. But… you know me. Seems a downright shame… seems an awful waste…

Il ghignante bottigliatore chiama a sé tali Carl e David (Copperfield) intimando loro di portare Matt e Mello in quell posto là.

Vale a dire, laddove possano qualificarsi come partner passivi in un rapporto tra maschi adulti consenzienti?

Scopriremo ora che la Wammy’s House cela anfratti segreti e mortiferi quali nemmeno il collegio di Rule of Rose. Il quoziente di follia omicida degli orfani è pressappoco il medesimo.

I due ragazzi presero i corpi portandoli via, pensando di agire senza essere visti.

Errato

Il narratore di questa graziosa vicenda dev’essere il computer di Watari, visto il linguaggio che adopera. Due occhietti vispi stanno osservando la scena da dietro la porta di camera di Mello (ma come? Attraverso il buco della serratura? Con la vista a raggi X?), mentre il loro proprietario trema per via dei tuoni. Era una notte buia e tempestosa? Sì, ma soltanto da questo momento in poi: difatti attacca a piovere a dirotto, come di buona norma in qualsiasi fan fiction angsty su Death Note che si rispetti (mancano le campane che suonano a festa, e siamo a posto). I ragazzi (ma quali?) nel frattempo dormono felici e beati sotto le lensuola (i ragazzi sono veneti). Roger, invece, è intento a chiudere il portone dell’edificio. Ma che, alle tre di notte? Questa gente dorme con la porta aperta? Ti credo che entrano gli spacciatori e i contrabbandieri d’armi.

Due corpi, sporchi di sangue e fango giacevano accatastati l’uno all’altro in mezzo al boschetto dell’ istituto.

Hanno ucciso l’Uomo Ragno, chi sia stato non si sa

Forse quelli della mala, forse la pubblicità…

Bene. Abbiamo Matt e Mello agonizzanti nel boschetto. Attendiamo l’arrivo di Cappuccetto Rosso e del lupo che banchetterà coi loro resti. Saremo grati a quest’ultimo.

Ma no: Matt si muove appena, emette un gemito, sente il sangue che gli scorre lungo le tempie e la testa che pulsa, riesce ad alzarsi in piedi, sobbalza udendo i tuoni, di colpo s’immobilizza.

la mano destra sfiorò qualcosa di morbido e fradicio sotto di se

Mio Dio, che schifo. Ah no, sono capelli. Matt ha dunque un flash. Mi viene in mente Willy Wonka che confessa “scusate, stavo avendo un flashback”. In breve, Matt ricorda tutto quello che è successo durante il mirabolante party dieci minuti prima. Vorrà mica gli applausi? Fortuna che si ricorda d’essere in compagnia di Mello.

Indietreggiò di scatto spostando anche l’amico che, con la testa immersa nella pozza d’acqua dello stagno, non riusciva a respirare.

La pozza d’acqua dello stagno…? Li avranno scaricati del parco di Yellowstone? Fossi in loro starei attenta ai geyser (e agli orsi). Tempo un minuto, e Mello verrà proiettato sulla luna. Matt, però, non trova proprio niente di meglio da fare che stringerlo forteforteforte a sé, nel buio e nel silenzio (e i tuoni, scusate? Sono in sordina?). State già chiedendovi quanto ci metterà a violentarlo, confessate.

In realtà, il casto fanciullo continua a tenerselo stretto mentre la testolina bionda ricade all’indietro con un’espressione neutra (cioé da imbecille), occhi e bocca chiusi, un pallore vampiresco che stinge sul viso, un freddo mortifero che tutto lo avvolge (è una dollfie).

< Mello…avanti non…non scherzare > sul volto del rosso si dipinse un sorriso tra la disperazione e la pazzia

Matt è il Joker. Dopotutto: why so serious? Non dimentichiamoci che sta parlando a un individuo privo di sensi come se potesse sentirlo.

Il corpo di Mello casca a terra con un tonfo. E’ una dollfie after all.

Bright eyes, b
urning like fire… bright eyes, how can you close and fail…

Mentre Matt sta lì a scoprirsi necrofilo, Near corre su e giù per i corridoi dell’istituto con un orsacchiotto sottobraccio. Naturalmente (?) è lui ad aver visto tutto, e da bravo Sherlock Holmes dei poveri adesso vuol scoprire che fine abbiano fatto i corpi esanimi e sanguinolenti degli amici.

La storia si tinge di toni noir. L’aspetto sconvolgente della faccenda è: potevamo benissimo farne a meno.

Near ripercorre con la mente gli avvenimenti della serata e si reca prontamente in questo misterioso boschetto idilliaco che circonda la Wammy’s House (cose che manco Hogwarts).

Sicuramente era stata tutta una montatura per prendere in trappola i due ragazzini…

Elementary, Near. Ma che trappola? Qualcuno vuol morti i due? E chi? Il cervello del lettore rischia l’implosione.

Un rombo di tuono interrompe Near e lo fa rovinare a terra, tanta è la fifa che ha dei temporali quando Mello non c’è; perchè Mello si, era duro con lui, visto che noi amiamo i doppi sensi, ma durante i temporali se lo infilava nel letto e lo stringeva a sé come un orsetto di pezza (e chissà quante altre belle cose faceva pur di placare il suo terrore).

Mi domando perché Near, da personaggio freddo e del tutto padrone di sé (al contrario ad esempio di Mello, che è dominato dall’impulsività) si trasformi puntualmente o in parte della mobilia o in un accessorio adorabile, puccioso e peloso che tiene il pollice in bocca, frigna e chiama la mamma.

Near raggiunge il boschetto e corre, ma gli prende male quando assiste allo spettacolo di Mello abbracciato a Matt.

Lui chi è?

Come mai l’hai portato con te?

Il suo ruolo, mi spieghi qual è?

Io volevo incontrarti da solo, semmai!

Il triangolo no, non l’avevo considerato; ma Matt, direi giustamente, è disperato e poco se ne cura.

< Near ti prego aiutami…Mel Non si sveglia…>

Mel?! Ma chi sarebbe ‘Mel’? Mel C? Mel B? Mello è una Spice Girl in incognito. E nell’incavo del suo collo di cigno si immergono Matt e la sua disperazione. Persino Near, sempre tremante, si porta il caschetto biondo al petto, come fosse frutto del suo grembo. No, non ho idea della ragion d’essere di tutta questa melassa che tracima, tutti questi gesti affettuosi privi di senso, tutto questo OOC gratuito, tutta questa violenza nello sciagurato mondo d’oggi.

Il sangue colava dai suoi capelli macchiandogli il volto. A malapena riusciva a distinguere il rosso dei capelli da quello del liquido.

Che Matt abbia i capelli color rosso sangue mi giunge nuovo (“volevo una fan fiction, fiction, fiction, mi hai dato ‘sta boiata, con te non gioco più” canta l’Antoniano sempre sulle note di “volevo un gatto nero”).

Near, improvvisatosi medico legale, annuncia che Mello è sì vivo, ma va subito portato al chiuso. Propone così di raggiungere la casetta dietro l’istituto.

Miiii, una casetta!

Sono il conte Near, colui che viene nella notte, che vaga a destra e a manca; e ciò che manca a manca, non manca a destra.

I due si caricano il peso morto di Mello in spalla, mentre a Matt vengon su una rabbia e un desiderio di vendetta incommensurabili.

Matt, un consiglio spassionato: never forget, never forgive.

Continua…

O anche no.

Non per Ozzy, almeno, che è caduto a testa in giù in un catino; e non per me, che sto già pensando ad organizzare un esclusivo pigiama party del club giacobino, con soluzione al 7% di cocaina e rhum al cocco gratis per tutti.

Harmony a Hogwards, Capitolo Secondo

Questa recensione può essere seguita in onde medie su RadioFastidious e con i sottotitoli alla pagina 777. Trattasi di recensione con contenuti espliciti, poco adatti ad un pubblico minorenne. Come si dice dalle mie parti, fatevene in conto.

 

Riassunto della puntata precedente: Una nuova, fighissima Sue stimola le voglie dell’esimio Snape, più OOC di un piccolo orsetto del cuore che si dedica al traffico internazionale d’organi. Si scopre poi che il suddetto Snape ama nascondersi nel buio (corre, corre, è Batman Baaaaatman) e palpeggiare il sedere alla nostra protagonista. I due si scambiano un bacio appassionato, dopodiché la Sue scappa.

Link alla puntata odierna: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=211068&i=1

 

La nostra fanciulla si ritira nelle sue stanze, in preda ad un conflitto interiore senza pari:

Sentivo due parti emergere dentro di me, l’una l’opposto dell’altra.[Lilian è una trans.]

Una mi diceva di andarmene, di finire questo gioco che mi avrebbe solo fatto del male; l’altra desiderava continuare, andare fino in fondo, fino a sentire il piacere che mi avrebbe fatto conoscere quel mondo di malizia…

Malizia, profumo d’intesa!

La nostra figherrima protagonista non sa che fare: è maggiorenne, vaccinata, ma rimane una studentessa di Hogwarst (sic!). La poverina è piuttosto confusa, e continua a porsi il dubbio amletico ( e intelligentissssssimo): “Ma siamo sicuri che fosse Snape? Non l’ho visto in faccia, dopotutto.”

Ma porca paletta, riflettiamo.

Porno-Lilian si reca nell’ufficio di Snape e gli fa delle esplicite avances facendo palesi le sue sordide intenzioni (e non mi dite che massaggiarsi il petto non è provarci. Almeno avesse avuto il Viks Vaporub, gliel’ avrei tenuta buona).

Lui è visibilmente agitato.

In giorno seguente la guarda come Silvestro guarda Titti il canarino.

Appena se ne va a gironzolare da sola un losco figuro la assalta.

Chi potrà mai essere? No, dico, ragioniamo insieme! Voi avete un’altra idea plausibile? Devo avvertirvi che io non sono stata di sicuro, ho un alibi per quel giorno e quell’ora. E preferisco gli uomini.

Le Sue me le ricordavo più intelligenti.

 

A fugare i dubbi di Lilian è l’incontro successivo, nell’ufficio del professore: ella è imbarazzata, e fissa il pavimento. Tesoro, mi sembra un po’ tardi per imbarazzarsi: ci hai già slinguazzato, con Snape, non vedo come la situazione possa farsi più compromettente. (Si, signori/e, abbiamo appreso che la calda striscia è la lingua. Ringraziamo tutti insieme il nuovo giacobino onorario che ci ha aiutato nel rebus, il mio uomo).

Lilian ha voglia di lui (anzi, per dirla alla Moccia, HVDL). Lui passa in maniera imbarazzante dal tu al lei. Tripudio di virgole a caso. E poi accade questo, che mi ha lasciata più basita di tutto ciò che segue (e ce ne vuole, eh!)

Snape si avvicina sempre più, poggiando come l’ultima volta le sue mani sui bracci della sedia, fino a farmi sentire il suo caldo alito annacquarmi il volto.

I bracci della sedia sono un po’ come i diti nel naso, e il volto annacquato dall’alito caldo mi ha fatto ricordare quel vecchio rimedio che mia nonna utilizzava per farmi passare il raffreddore: viso sopra una pignatta d’acqua bollente e asciugamano in testa. Mai provato? Ve lo consiglio. Una goduria.

Snape la smena tre quarti d’ora con la storia del cazzeggio durante la lezione, e io comincio ad innervosirmi. Lo sappiamo tutti dove vuoi arrivare, Bell’ Antonio, quindi vediamo di muoverci, che ho da fare (Non è vero, ma fa’ tanto fyko).

Ma Snape pare costipato, e non se ne fa nulla. Io comincio a vedere uno spiraglio di luce. Forse il Nc-17 rimarrà una dichiarazione d’intenti non realizzata!

(Lilian, tanto per cambiare, HVDL. Ancora.)

 

E invece no.

Ritiro tutto e mi batto il cilicio sulla schiena.

Lilian decide di infrangere le regole ed esce dalla sua stanza in piena notte. Che mossa assolutamente prevedibile, penso io, e non sono l’unica a pensarla così: la solita ombra di cui sopra la osserva. Solo che stavolta si manifesta: ed è proprio Snape, pelle bianca e lunghi capelli corvini. (E unti, aggiungo io. E naso a becco d’aquila).

Carramba, che sorpresa! E lui dove la porta? No, non ad un raduno di fricchettoni pentiti, e neppure a cogliere le nespole. La porta nel suo ufficio per fare le porcate.

Si, lo so, siete basiti. Ma in qualche modo dovevo dirvelo, e “via il dente, via il dolore”, no?

 

Ora signori/e, dovrei porvi una domanda. Non vi imbarazzate, per favore.

Sono solo io che quando vado a dormire adotto delle mise assolutamente terrificanti? Tipo pigiama con scritta imbarazzante del tipo “You are so… Chick!” e il disegno di una gallina, pantofole di Paperina e crema da notte sul muso per idratare la pelle e prevenire le rughe? Si, lo so, io non sono esattamente un bel bocconcino (diciamo pure che sono cessa), ma anche se fossi una bel pezzo di figliuola dubito che mi abbiglierei come tale Lilian per una sana notte di riposo. A meno che una non abbia in mente il celeberrimo sport del fiki-fiki… Solo allora, forse, indosserebbe una corta camicetta da notte di seta, color verde smeraldo e con una larga scollatura. Ma i gusti sono gusti, e non si discutono. E le Sue sono Sue, non si sindacano. Andiamo avanti, che qua si fa tardi e non siamo ancora arrivati al punto.

Snape, da Batman che era, diventa in un batter d’occhio il cugino primo del Conte Dracula, avido di saziare le sue voglie, ecc ecc. Lilian si avvicina, i loro occhi si incrociano, pathos incredibile, ormoni a mille e frase che non sono sicura di aver compreso:

(…) ma soprattutto sembrava piacergli la mia mano strusciargli invogliata in petto.

Una mano invogliata? Che sarà mai? A me viene in mente un sofficino che va su e giù sulla camicia… Si apre il televoto, al primo che risponderà in modo plausibile in regalo un set di tergicristalli nuovi e una camicia da notte uguale a quella di Lilian.

 

Allora, siete pronti? Siete saliti tutti in corriera? Devo fare l’appello? Dai, veloci, che dobbiamo andare alla Fiera del Pornosoft. Se poi ci avanza tempo vi porto anche a fare un giretto a Fiabilandia, contenti? E non vi azzardate a cantare “Se succede un incidente muore solo il conducente”, che dopo ci lascia tutti in autogrill come l’ultima volta.

Partiti!

A destra osservate mani che afferrano ai fianchi e voglia che cresce. A sinistra potete vedere  mani che passano sul seno e poi sul collo e fiato ansimante. A destra, ora, abbiamo mani che vanno in basso, poi in alto, poi in qua, poi in là… Ahò, autista, piano, che non ci sto più dietro! Vogliamo lasciarlo respirare ‘sto povero uomo?

Ora potete ammirare le vere attrazioni turistiche:

 

Genialata n. 1.

Mentre lentamente scivolavo in quell’eccitamento solenne

Lo voglio anch’io un eccitamento solenne! Come sarà? Immagino mezzosoprani che intonano un’aria in si bemolle e campane che suonano.

 

Genialata n. 2.

mi lasciai andare tra le sue forti braccia, soppesando tutta me stessa su di lui

Magari non soppesando, ma appoggiando. Che c’è una sottile ma fondamentale differenza, eh.

 

Genialata, n. 3.

con un piccolo tocco, quasi innocente, sfiorò la mia lei

La sua… LEI??? Ma dico, nemmeno mia nonna (quella di prima, del rimedio dell’acqua calda), che ha ottantadue anni ed è molto morigerata saprebbe creare una siffatta espressione! Al massimo direbbe “laggiù”, oppure “dove non batte il sole”.

 

Genialata, n. 4 (quel che c’è in mezzo ve lo risparmio, sono troppo frigida per capirne la poesia):

facendo uscire fuori da me un’acqua piena di fervore

Questa è ancora meglio di “lacrimava di donna”! Giacobbini, il vostro cuore non esulta col mio?

Ma perchè l’eccitazione femminile deve sempre sembrare un’esperienza pari ad un autolavaggio a gettoni, ad una cascata dei laghi di Plitvice, ad un gavettone? Perché? Rispondetemi, esigo una risposta!

 

E dopo ciò, amici, vi saluto. Parto. Vado a cercare la mia Lei.