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Dieci anni e non sentirli.

Casa di riposo “La Vispa Teresa”.
Alba.

I primi raggi del sole illuminano dolcemente la scena, gli uccellini cinguettano e nell’aria c’è una dolce melodia…

All’improvviso una voce roca e decisamente incazzata : “Giovanotto, abbassi quella musica, che qui c’è gente che vuole dormire!”
“E va bene” ribatte l’infermiere chiudendo nuovamente le tende “vi lascio dormire un’altra oretta, ma poi dovete alzarvi.”
Gli risponde solo un russare asmatico, intervallato da qualche colpo di tosse.
L’infermiere scuote le spalle e se ne va.

Molte ore dopo.

Il sole tramonta dietro le colline, gli uccellini ritornano al nido, i gufi… gufano e alla casa di riposo “La Vispa Teresa” finalmente è l’ora delle visite.

Ad aprire la porta ai visitatori è un uomo alto e biondo, dallo sguardo altero che seduce. Osserva le persone in attesa che a loro volta osservano il suo sopracciglio, sogno erotico di intere generazioni…

“Allora, volete entrare o state sulla porta tutta la notte?”
“Oh, ci scusi infermiere Malfoy: ci eravamo distratti.”

I visitatori lo seguono lungo il corridoio ed entrano in una grande sala dove il chiacchiericcio copre la musica da camera: gli ospiti stanno ricordando i bei vecchi tempi.

L’infermiere Malfoy inizia il giro serale delle pillole, abbandonando i coraggiosi visitatori al loro destino.

Un’anziana donna seduta su una vecchia poltrona borbotta tra sé e sé, ma appena si accorge degli ospiti li richiama affabile. Ha gli occhi vispi incorniciati dagli occhiali e i capelli puntati in uno chignon disordinato tenuto fermo dai ferri da calza… di qualcun altro.

“Avvicinatevi, ragazzi…” mormora trepidante spargendo saliva -e qualche pezzo di broccolo, residuo della cena serale- sui malcapitati. “Sapete, oggi sono proprio contenta: esce l’ultimo libro di quel giovanotto che mi piace tanto… ora chiedo all’infermiere… Infermiere!”

Un uomo pallido dalle spalle larghe alza gli occhi scuri al cielo e si avvicina, tenendosi però appena fuori portata dalle mani rapaci della vecchia, che tenta inutilmente di palpargli il posteriore.

“Ma è uscito il nuovo di Martin?”

“No, signora Valpur, lo ha chiesto venti minuti fa e da cinque anni a questa parte la risposta è sempre la stessa”.

“Ah, giusto. Maaaa senta un po’, giovinotto: il nuovo di Martin è uscito?”

L’infermiere alza nuovamente gli occhi al cielo poi guarda i visitatori con la sua tipica espressione addolorata. Gli ospiti si allontanano senza fare domande: nonna Valpur sembra molto confusa e l’infermiere Snow, beh… conosciamo tutti la portata della sua ignoranza.

L’infermiera Granger si avvicina a una donna intenta a giocare una partita di scala quaranta che, nonostante tutto, non si è accorta dell’arrivo dei visitatori e le tocca una spalla per richiamare la sua attenzione.

“Signora Quinzell, lo vuole lo yogurt alla banana?”

“CHE? LUCIUS E DANANA?” urla la vecchia sorda, facendo sobbalzare i visitatori, che si allontanano prima di venire coinvolti nella conversazione.

Gironzolano per la sala senza meta, quando una signora fa loro cenno di avvicinarsi. Sorride e si sistema gli occhiali sul naso, prima di volgere lo sguardo alla finestra.
“Adoro gli uccelli”.

“Cos-” balbettano confusi.

“Mi piacciono gli uccelli.” ribatte seria. Un infermiere emaciato e chiaramente affetto da calvizie precoce si avvicina di corsa e zittisce la donna.

“Ma che ho detto di male, Draco?!” domanda Winola confusa.

“Dovete scusarla, proprio non ce la fa coi doppi sensi… è il suo fardello…”

“QUALCUNO HA DETTO CAMMELLO?” chiosa la signora Quinzell, e tutto nella sala si ferma per qualche istante, mentre i vecchi rimbalzano una serie di rime in -ELLO.

Draco sospira. “Dovete scusarli. È un gioco puerile tra di loro che va avanti da… da sempre. Non siamo riusciti a levargli il vizio!”

Un anziano lo guarda torvo. “Voi giovani non capite le tradizioni!” lo rimprovera.

“Ai miei tempi era tutta un’altra cosa!”

Una vecchia si aggiunge al discorso. Fa per alzarsi, tremolante sulle caviglie malmesse, e guarda il vecchio di prima con una muta richiesta negli occhi. Questi si alza con non poca fatica e sposta la carrozzina su cui è seduta la vecchia, che ora ha ricominciato a parlare.

“Una volta portavate rispetto, voialtri! Una volta eravate grati! Noi abbiamo fatto la guerra per voi, per la vostra sanità mentale” ricorda la vecchia stronza. “Fare gli spavaldi, ma noi ce lo ricordiamo come era qui… cioè, io non me lo ricordo, ma lei sì.” ammette, indicando la vecchia degli uccelli che al momento sta cercando di scavalcare la finestra con una corda di lenzuola sotto braccio. “Lei si ricorda di quando eravamo noi a prenderci cura di voi durante le vostre crisi d’identità! L’ex direttrice Abigale ha fatto tanto per voi, e voi adesso ci trattate come se fossimo rincoglioniti! Stronzi irriconoscenti!” spiega, mentre Fox, appoggiandosi alla sedia a rotelle, bandisce minacciosamente il bastone per enfatizzare i concetti espressi da Bella Lestrange.

A sedarlo ci pensa l’infermiere Snape, i cui capelli neri accendono dolci ricordi nella mente del vecchio.
“Mi dica, buon uomo…” mormora sistemando gli occhiali ormai inutili sugli occhi velati dalla cataratta “L’agente Prentiss è tornata? Al Bureau hanno bisogno di lei…”

L’interessante discussione viene però interrotta da un urlo: uno degli infermieri si allontana infuriato da nonna Valpur e dalla signora Quinzell, che si guardano ridacchiando e si danno il cinque.

“Basta, io me ne vado! Me ne vado! Quelle due vecchie mi molestano!”
Lucius Malfoy si avvicina per calmare il suo sottoposto.
“Avanti, infermiere Laufeyson, torni qua!” sbotta, facendo un cenno della testa a Zabini, che si avvicina alle due vecchiacce malefiche per separarle.

“Lei è proprio una ragazzina graziosa, sa?”

“Signora Quinzell, sono l’infermiere Zabini…”

“Come ti pare, cocca.”

L’infermiera Granger si avvicina e tenta di distrarre le due vecchiette.

“Signora Valpur, le ho portato la sua acqua.”

“Ma è piena di fervore? Sennò non la voglio!”

“Signora!” sbotta l’infermiera infastidita “La smetta!”

Poi si allontana di corsa, tallonata da Fox che brandisce minacciosamente il bastone mirando agli stinchi della malcapitata, rea di avergli servito verdure bollite per cena.

I visitatori, sempre più spaesati si avvicinano ad un altro vecchio, dall’aria decisamente più simpatica, ma vengono investiti da un olezzo (sensualissimo, eh!) di vaniglia, cannella, cioccolato e Chanel n.5.

Quando riprendono i sensi sono a terra con una vecchia incazzosa che troneggia su di loro, martoriandogli di calcetti gli stinchi e un gran mal di testa, non si sa se dovuto alla botta (“Nessuno che muoia accasciandosi con grazia!” bercia la vecchia) o al profumo che la pazza sta spruzzando ovunque.

“Oh! Ma siete ancora vivi? Oooh!! Infermieri, togliere queste persone morte dal tappeto! Qua la pulizia fa proprio schifo… E il personale! Sono tutti in disordine, calmi ma irrequieti e quei due non hanno nemmeno le curve al posto giusto!” sbraita Leochan, indicando gli infermieri Winchester, che stanno inutilmente tentando di convincere unanziana donna a ingoiare le pillole.

“Chiaramente è un caso di ficcynite” sta dicendo la vecchia “ora chiamo Brad e Jhonny, si prenderanno cura di voi e sarete presto come nuovi!”

“Signora Abigale, non è più la direttrice e Brad e Jhonny non lavorano più qui. Ora è una paziente e deve prendere le pillole.” sbotta Dean inutilmente, dato che la vecchia nemmeno lo ascolta e si allontana borbottando di cartelle cliniche da riordinare, terapie da assegnare e gravi casi di OOC cronico.

I due Winchester si scambiano uno sguardo rassegnato, poi si accorgono dei visitatori a terra e, mossi da pietà, allontano la pazza spruzza-profumo dai loro stinchi.

Finalmente liberi e con un mal di testa da primato, i malcapitati visitatori si avvicinano al vecchio dall’aria simpatica, sperando di non venire nuovamente malmenati.

“Sono un maschio!” esordisce il vecchio.

I visitatori si guardano perplessi.

“Sapete, sempre meglio specificare” continua imperterrito. Poi aggiunge, indicando le vecchie pazze sparse per la sala “per colpa loro sono anni che ho un’identità di genere confusa! E poi mi shippano con qualunque uomo passi di qua. Chiedete a Fox se non mi credete, è successo anche a lui…”

I visitatori si voltano verso il signor Fox, che sta agitando il bastone con aria minacciosa, e decidono di soprassedere. Nel mentre, la dottoressa Leila si avvicina al vecchio.

“Signor Skeight, l’infermiera di turno mi ha detto che ha rifiutato la cena…”

E lo credo bene! Da settimane chiedo di mangiare una cosa, e invece di nuovo patate lesse!”

Perché, cosa aveva chies-” inizia a chiedere la dottoressa prima di pentirsene subitamente.

“Patate scrisse.”

L’aria attorno all’uomo si fa improvvisamente gelida.
Se ne accorge anche Arwen che si alza felice, cercando di richiamare l’attenzione di Valpur

“Val! Vaaal! È l’Inverno! Sta finalmente arrivando!” esclama, ma Skeight scuote la testa. “Arwen, sono io…” borbotta.

I visitatori si allontano per non congelare, ma inciampano in una donna che, senza guardare dove cammina, lancia ordini a destra e a manca.

“TECNICO! LE LUCI! E vedete di inquadrare tutte le curve ai posti giusti, mi raccomando! Noi facciamo divulgazione scientifica!” esclama Hyena roteando le braccia.

“PUNIZIONE!” urla un’altra donna vestita di rosa, con vaporosi capelli biondi agitando una lunga bacchetta “NON SI INCIAMPA SUGLI INSEGNATI!”

“Signora Hyena, signora OdiolaRow, lasciate stare i visitatori, non sono né tecnici, né studenti” tenta di mediare l’infermiere Potter “o sarò costretto a sedarvi”.

“NON DEVI DIRE BUGIE” gli urla la vecchia vestita di rosa e l’infermiere Potter nasconde rapidamente la mano in tasca, con aria quasi impaurita.

I visitatori si guardano intorno straniti e decidono di cercare qualcuno più sano di mente.

Una nonnetta dall’aria furtiva sta girando tra i tavoli e ogni tanto si infila in tasca qualche lettera, ovviamente non sua.
Ad un certo punto si avvicina a all’infermiera Weasley e le allunga una delle lettere.

“Ha di nuovo rubato la posta, signora Civetta?” dice la Weasley.

“Rubato? Io non ho rubato niente, io sono Edvige la Civetta, io la posta la consegno, mica la rubo” ribatte la vecchia.

L’infermiera Weasley scuote la testa e torna a distribuire pasticcini alla vaniglia tra i tavoli.

“Signora Magnolia, vuole un pasticcino alla vaniglia?” domanda a un’altra vecchia, intenta a parlare, anzi urlare, con un attaccapanni.

“JETHRO, ORA DEVO ANDARE” dice all’attaccapanni e poi, rivolta all’infermiera “HERMIGLIA? PERDIO!”

“No signora, vaniglia, pasticcini alla vaniglia.”

“CHE? TEGAMINI AD HERMIGLIA? MA LA VOLETE PICCHIARE? MA ASPETTATEMI, MI RACCOMANDO!” strilla Steel Magnolia.

E a proposito di risse, proprio in quel momento si sente un rumore sordo.

VADO RETRO, PURITANO REPRESSO! TU E TUTTE LE TUE STRONZATE PATRIARCALI SULLA PROTEZIONE DELLE DONZELLE E SUL SESSO PREMATRIMONIALE!” esclama Irechan, ritta come un fuso e incazzata come una furia, brandendo l’asta porta-flebo -ormai deformata- contro l’infermiere Cullen. Sembra volerlo impalettare, pare si sia dimenticata che con loro non funziona.

Sempre più perplessi e ormai convinti che più che una casa di riposo quello sia un manicomio (e non hanno tutti i torti), gli ormai esausti visitatori tentano di guadagnare l’uscita senza essere visti, ma vengono immediatamente intercettati.

JETHRO” strilla in faccia a uno dei malcapitati la vecchia sorda, scambiandolo per, beh, l’attaccapanni “LA VUOI UNA MENTINA?” e gli ficca in mano una mentina appiccicaticcia a cui evidentemente è stato ciucciato lo zucchero che la ricopriva.

Richiamati dagli strilli gli altri vecchi si avvicinano chi minacciando col bastone, chi porgendo lettere, chi domandando se anche a loro piacciono gli uccelli, chi chiedendo notizie del libro di Martin, chi strillando indicazioni a un inesistente tecnico del suono.

I visitatori, sempre più frastornati, vengono salvati dall’infermiere Malfoy che con un’alzata di sopracciglio attira l’attenzione dei vecchietti.

L’ora delle visite è finita!”

I visitatori sollevati si allontanano dai vecchietti che continuano imperterriti i loro insensati discorsi, seguendo l’infermiere Malfoy (e il suo divino sopracciglio) verso l’uscita.

Alla casa di riposo “La Vispa Teresa” è ora di mettere a letto le mummie, l’infermiere Sparrow fa l’ultimo giro della sera distribuendo i pappagalli, tutto è pace, tutto è polvere, biscotti stantii e tisane digestive…

“Signori, ne ho trovata un’altra”

Con uno schiocco indefinito di legno e ossa, una voce vecchia, più acuta e stridula che mai risponde.

“HO CAPITO, HO CAPITO! VADO!

 

 

 

 

E niente, ieri era il decimo compleanno di Fastidious e questo è il nostro regalo per tutti quelli che ci hanno seguito in questi dieci anni.
Lo so che avreste preferito una recensione (abbiate fiducia, arriverà anche quella), ma neanche il compleanno ci ha reso meno culopesi e speriamo lo stesso di strapparvi un sorriso con questo er… delirio collettivo.

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Tolkienverse: la Quarta Era del Crossover

Miei cari giacobini mafiosi, come ve la passate?
Inscatolato addobbi, calciato via Magi ritardatari dal presepio?
Avete ripreso a offrire Vestali Grifondoro ai vogliosi desideri del GoS?

Scommetto di sì, quindi non cianciamo oltre. Come Unici Difensori del Perculamento -è bello avere ammiratori che ci forniscono epiteti evergreen- dobbiamo continuare a perpetrare la nostra originalità e alzare fieramente i giacobini nasetti all’ insù  passando oltre a plagiatori e abili copiatori. Ma ammettiamolo pure, per un attimo: questo significa che siamo famosi! *O*
Finita l’ esultazione?
No, perché qui non c’è tempo da perdere.
Dobbiamo essere dinamici e veloci, pronti a colpi di scena serrati, personaggi che spuntano come funghi a ogni riga e a rigogliosi, intricati alberi genealogici tali da far impallidire un certo Docente di Oxford prima e un certo Sirius Black poi.
Ebbene sì; non è ancora tempo di tornare a Hogwarts o ripiombare sul sedile posteriore di nere macchine d’ epoca, scostando da sotto i nostri regali deretani bottiglie di acqua santa e sacchi di sale. Agenti del Mossad e virili esponenti di agenzie governative dovranno ancora attendere prima di dimostrare il loro vero cuore.
Un cuore di ficcynesca panna.

Rinnovate le scorte di Lembas, di Erbapipa e affilate le spade.



Prego l’ angolo slasher del blog di non ridere troppo, perché qui la vicenda è seria! E quando mai qualcosa non è minimo serio nella Terra di Mezzo?
Stiamo per addentrarci in una terra di magia, mistero e battaglie. Una terra che LadyArien (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=264970&i=1) ci propone con una marcia in più.


Ok, ok. La battuta stavolta ci stava tutta. Chiedo venia.

Noi tutti inutili recensori malefici e senza cuore abbiamo conosciuto le razze che popolano l’ immaginario creato dal caro Professore: Elfi, Uomini, Numenoreani, Hobbit, Orchi…ma dimenticavamo un importante tassello della piramide sociale.
Parliamo del popolo girovago per eccellenza. Degli zingari.
Sono ben conscia che mai, in tre libri, centinaia di appendici, un Silmarillion e svariate altre opere, Tolkien non abbia menzionato qualcosa di simile; e non vale dire che gli Esterlings nella trilogia filmica sono stati caratterizzati da una bella passata di kajal sugli occhi. E per una volta, miei machiavellici malpensanti, non possiamo fare ironia  a buon mercato.
No.
Proprio no.
…Ameno non subito.

Perché, incredibile a dirsi, questa storia presenta qualcosa di raro, rarissimo. Più raro di un congiuntivo usato correttamente.
Insomma, parliamo dell’ Arca dell’ Alleanza del ficcyverse.
Il disclaimer.
*Il Maestro, coinvolto per l’ occasione, fa partire una overtoure d’ uopo con l’orchestra al completo*

Un tempo obbligatorio, questo doveroso avviso è dovuto soccombere causa aumento di Vestali, Merisiù, Gheristiù e siti che mirano più alla quantità che alla qualità. Tra parentesi: meno male, miei cari. Altrimenti noi non potremmo fare il lavoro sporco e non avremmo rivelato al mondo l’ esistenza di Dio! Lucius Malfoy. Tanto per citarne uno. Ora però, diversi esemplari affiorano coraggiosamente; che sia merito di alcuni pazzi, pochi e sparuti, a cui nessuno dà retta quando dicono che il 90% del Tempio dovrebbe venir svuotato di tutti gli altari?
Ma non è il momento di divagare.
 Dicevamo: il disclaimer. Veniamo a sapere che i gitani alle porte di Gondor sono lì grazie a un crossover con un manga pubblicato molto tempo fa su una rivista famosa per rivendere come fumetti nipponici prodotti dell’ italico genio imbrigliato dal Moige. L’ opera in questione si chiama "La storia di Luna".

Bene, benissimo! No, dico davvero. Ma tali presupposti non devono farci dimenticare che, anche se debitamente avvisati, dei lettori che nulla sanno di Tolkien o del perché di un simile Crossover tra due realtà completamente all’ opposto si aspettano uno straccio di spiegazione. Un alito di vento appena accennato d’ introduzione.
Niente di niente.

E con questa granitica certezza, andiamo a cominciare a conoscere questa Corte dei Miracoli declinata nella Quarta Era del regno di Gondor.
In un campo gitano nelle pianure di Gondor una giovane si aggirava cantando, era allegra e spensierata. Era vestita come una zingara, ma la sua grazia e la sua bellezza la facevano sembrare una principessa. Aveva lunghi capelli neri, pelle chiara, occhi verdi e lineamenti delicati, al collo aveva un antico medaglione color ambra. La ragazza si chiamava (…Esmeralda) Aranel ed aveva sedici anni.
…Aranel? Ma siamo sicuri? Sicurisicurisicuri?
Allora metto via "Notre Dame de Paris" del Maestro Hugo, eh…
La fanciulla in questione trova nei pressi di un albero la sua cara zia, che piange. Brillantemente, Aranel deduce che tali calde lacrime sono dovute al peso di ricordi terribili per l’ anziana parente…e da qui in poi, la vicenda ingrana una figurata settima marcia e vola a vincere il Gran Premio di Montecarlo staccando Ferrari e McLaren di sette secondi buoni!
Pronti?…Via!
A quel nome la zingara si riscosse, fissò Aranel con i suoi profondi occhi neri e le disse: “Aranel, devi sapere che Lyrith non era veramente mia figlia!”
Ma come? E lo dici così, senza preavviso, senza comprensibili ritrosie, reticenze e quanto altro? E il seguito non è da meno.
“In una piovosa sera di sedici anni fa (Era una notte buia e tempestosa…), negli ultimi anni del regno di Re Elessar, una bellissima signora molto giovane venne verso di me piangendo, con una bimba in braccio. Prima di morire me l’affidò, perché la crescessi come figlia mia: quella bambina era Lyrith.” Ah, non Georgie? Ma…ma…la pioggia. La donna bellissima…
Lo stupore di Aranel cresceva:
“E chi era Lyrith in realtà, zia?”
“Era Luthien, la figlia del principe dell’Ithilien!”
->*O*!!!!!
Alt. Fermi tutti. Proviamo a ragionare. Sinisfildo, il mio fido Elfo del Catino, mi assiste porgendomi la mia copia del Signore degli Anelli. La sfoglio pure, al colmo del masochismo. Ah, ecco: Regno di Re Elessar. Quindi, nell’ Ithilien regnava Faramir con la sua signora, tale Eowyn sorella del sovrano di Rohan. Un certo Eomer. Li conoscete? A me sono famigliari, lo dico con modestia. Ora. Ce lo vedo  Faramir far abbandonare la propria progenie.
Forse sbaglio; ma ho il Fido Tomo con la trilogia completa al mio fianco! Consiglio a tutti di fare altrettanto, specie da questo momento in poi.
Aranel incassa con filosofia la notizia e torna alla vita di sempre ma il giorno dopo sua zia decide che ci vogliono ancora colpi di scena altrimenti, non si riesce a mettere on line un capitolo senza un minimo di un milione di svolte iiiincreddibbilii. Il milione è una cifra stimata dopo diverse statistiche e numerose esperienze nel ficcyverse.
Come ormai mia abitudine, sto per far partire l’ angolo più amato delle mie recensioni.
…Avete capito bene. Preparate le mascherine per l’ ossigeno…
Nel giro di poche righe la zia ciarlona rivela ad Aranel che pure lei è principessa dell’ Ithilien causa AnticoMedaglioneClassico che lei aveva da picciridda; Aranel frigna e ci regala un momento di puro "SonoUnaRagazzaLiberaEtSelvaggiaIo!"  fornitoci senza alcuna spiegazione -perché amava vivere come una "zingaaaaraa di cui nessuno sa nulla di lei?" – quindi fugge dal campo gitano e senza saperlo s’incammina lungo la strada che porterà a Minas Tirith che mille dolori inflisse alla cugina-che-cugina-non-era.
Piccolo momento di pausa, mentre vi cambio le bombole.
 Minas Tirith. Focalizzatela.
Una città su sette livelli scavata nel fianco di una montagna. Una enorme, colossale, gigantesca torta nuziale su sette piani, per dirla con l’impietosa descrizione di una Giacobina Onoraria. Stravisibile dalle pianure del Pelennor, figuriamoci da Osgiliath che è la città da cui poi si estente l ‘Ithilien.
…E Aranel non la vede. Manco una lucetta piccina picciò accendono questi Gondoriani! In fondo il capisco, dopo quella faccenda dei Fuochi di Segnalazione sono rimasti scottati.
Aranel vaga disperata lungo la strada e per poco non muore.
Perché, se si finisce sotto le zampe di un cavallo in corsa, la morte è sicura eh! Ma lei no. Cade e basta, subito soccorsa dal cavaliere che era in sella. Lui nota subito, al buio pesto solito citato poco prima, il medaglione.
 Nel giro di poche parole Aranel informa lo sconosciuto -che potrebbe essere un bruto ma oh, son pareri!- che ha il gioiello fin da piccola, che sua cugina-non-più-tale ne aveva uno uguale, che quest’ultima si chiamava Lirith e lei, a proposito, si chiama Aranel. Il nostro eroe per non essere da meno si presenta, si chiama Elboron e quale meraviglia!, lo stesso nome dell’uomo che avrebbe dovuto sposare la vera madre di Lirith il cui  nome è Laurelin che aveva un’ altra bimba di cui disgraziatamente l’appena conosciuto Principe dell’ Ithilien -…sì. Un altro – non ricorda il nome. Il tempo di prendere sotto la propria protezione la fanciulla zingara che-tale-non sembra- e scortarla a Gondor che veniamo a conoscere tutte le puntate di Beautiful- ehm, la complessa araldica dei regnanti della ridente regione che pullula di principi e principesse.
Il principe -arridaje!!- Minardil amava  Laurelin e per lei aveva scaricato la sposa designata, Elfwing Dama di Rohan; quindi la felice coppia aveva avuto due piccine, ovvero Luthien e una senza nome ma Elfwing, rancorosa e umiliata, voleva una strage e mandò i suoi sicari a perpetrarla così Laurelin, Luthien e SenzaNome sparirono dalla vicenda con grande sgomento del fratello minore di Elfwing, Elboron appunto. Principe sia del Mark che dell’ Ithilien -ancora??- . Minardil sposa Elfwing ma lui muore consumato dal dolore, da qui inizia la sfiga perché muore poco dopo pure il principe Faramir -cicciato fuori così per tentare di dare un senso a tutto ciò-, muore il figlio maggiore di questo, Elboron e il nipote figlio dell’ ultimogenita Silmariel, un altro Minardil, perciò il potere passa a quest’ultima.

…Ci siete ancora? Sappiate che vi ho privato della citazione in toto del blocco in questione per darvi modo di prendervi diversi emboli nel leggere tutto d’un fiato informazioni tali che di ficcy potevano nascerne dieci. E non è ancora finita…no. E questa volta…citiamo per un raffronto.
Poi, tre anni prima, era corsa voce che una delle bambine, (ovviamente. Chi è stata la Talpa?!) Luthien, era sopravvissuta, cresciuta in una famiglia di zingari con il nome di Lyrith,(Pure il nome falso sapevano! *_*) e che si trovava a Minas Tirith, ospite di una nobile famiglia. La principessa Silmarien aveva voluto incontrarla ed era avvenuto il riconoscimento, dopo di che Lyrith era andata a vivere in Ithilien. Lì Elboron aveva conosciuto Lyrith, si era innamorato di lei e l’aveva chiesta in sposa. Elfwing, la sua crudele sorella, avrebbe voluto opporsi alle nozze del fratello con la figlia della sua rivale di un tempo, ma in quei giorni era anche lei molto ammalata ed era morta poco tempo dopo. (In tutto questo, Elfwing è rimasta a far la zitellona in una Corte non sua?) Le nozze così erano state fissate. Nessuno però sapeva che Lyrith in realtà amava il giovane nobile che si era preso cura di lei a Minas Tirith, Artamir. La notte prima delle nozze, Artamir e Lyrith fuggirono dall’Ithilien a Minas Tirith, dove la principessa madre li ritrovò (…quanto ci mise, dal momento che da Osgiliath a Minas Tirith ci sono poche ore a passo di cavallo?) e li condannò a tre anni di esilio. Alla fine di questi tre anni Artamir era ritornato nella Città, ma senza la sua Lyrith, morta di febbre pochi mesi prima. (poche parole per liquidare un personaggio tanto importante. Comincio a credere che tale ecatombe serva a qualcosa. Cosa? …A dar luce solo alla protagonista, magari?) Il terribile colpo aveva indurito e invecchiato anzitempo la principessa Silmarien. Non avendo altri eredi diretti, la Dama aveva deciso di lasciare il regno a Elboron, che non assomigliava per nulla alla sua malvagia sorella (…ed era principe del Mark. Gondor perde i pezzi!), aveva tanto amato la defunta Lyrith e inoltre per uno strano scherzo del destino portava lo stesso nome del suo perduto fratello!
Non siete sconvolti da tutti questi stravolgimenti?
Non siete sorpresi che, a conti fatti, l’unica erede diretta è rimasta una certa Miriel? Sì, è il nome dell’ altra bimba! E anche lei forse è stata messa in salvo nella stessa tribù di zingari della sorellina!
E chiunque stia dicendo che forse siamo un po’ saturi di colpi di scena e siamo già giunti all’ovvissima conclusione, va punito perché sono inutili cavilli!
I pensieri del giovane si interruppero quando il suo cavallo giunse a Minas Tirith, e nella Città si recò subito verso il palazzo nel quale era stata ospitata Lyrith per studiare musica. Dopo la morte di Lyrith il comune dolore aveva avvicinato Elboron alla famgilia di Artamir e i due giovani erano diventati buoni amici.
Ovviamente. Sia mai che questa ficcy possa venir turbata da qualcosa che si possa definire "complessità dei personaggi", eh.

Pensierino per il Nuovo Anno 

 

Piripiccoli miei, come state?
State pensando a come rimpinzarvi per queste feste?

Siete in prima fila per la micidiale tirata che è partita dal 25 e prosegue, in un tripudio di calorie e pandori, fino al primo di gennaio?

Sappiate che vi odio.

Così, random.

Io non potrò vedere un dolce farcito nemmeno dipinto e per questo vi -uh- odio!>.<

Giusto per dare nuova tempra acida alla mia amata orticaria cutanea, vi voglio aiutare la digestione con una deliziosa perla che da tempo ochieggiavo.

Questa volta lasciate a casa Ciobar, mappe della metropolitana magiche, abiti di Armani e nodose bacchette magiche. Sì, mollate pure Giratempo e i sempre pucciosi Dalek.

…Bella, ho detto di lasciar stare il Dalek. Guarda che lo riporto agli studios della BBC eh!

Ora che avete le manine belle sgombre, procedete a prendere sacchi di sale, acqua benedetta, fucili, libri di salmi e proiettili d’argento che danno un tocco fashion al tutto. Rubate un’auto -meglio se nera, perfetto se è un’ Impala, ottimo se è un pezzo originale degli anni Sessanta- apritene il baule e shiaffate dentro il tutto, in rigoroso disordine. Dean Winchester è allergico all’ordine così come alla fedeltà alla prima Merisiù.

Ebbene sì, stiamo per partire lungo le mitiche free road americane al seguito dei fratelli Cacciatori più affascinanti del momento; si consiglia per il viaggio una raccolta dei successi dei Metallica rigorosamente su nastro analogico! (Perché qui gli I-pod, al massimo, possono diventare proiettili non convenzionali)

Spianata la mappa, vediamo come arrivare nell’ Ohio e a indagare sui misteri di questa storia.

L’autrice è Kikatattauga.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=281395—>questo è l’indirizzo vergato dalla Sacra Mano di Santo John Winchester sulla sua agenda.

*La Direzione si premura d’informare i gentili lettori -giacobini e non, perché in fondo siamo buoni- che viene declinata qualsiasi responsabilità se vi sentirete attanagliati da continui, disturbanti sensi di deja vu dovuti alle frequenti ripetizioni nel testo originale. Potete sempre segnalare l’evento alla redazione di Voyager, per la gioia del signor Giacobbo!

La Direzione si premura d’informare i gentili lettori- giacobini e non, perché in fondo siamo buo-…ahehm, cerchiamo di proseguire!*

 

Al bar, come al solito, con la musica a tutto volume, come al solito, quella musica cubana dovuta a Juan, il proprietario dell

unico bar nelle vicinanze dellisolata cittadina dellOhio in cui ci trovavamo.

…Siete ancora tutti interi? E’ bello provare la sensazione d’inciampare in una frase a ogni parola e non potevo esimermi dal farlo provare a tutti voi. Il corsivo ovviamente è mio, ma il merito si limita a quello.

Era un posto isolato dal resto del mondo , ma in fondo, me lo avevo voluto io.

…e io mi ho voluto farmi male leggendo una cosa simile. Forse per guarire dai miei acciacchi di vecchia stregaccia non è il massimo ma sotto le feste mi trasformo in una piccola creatura infida, che volete farci?

La nostra protagonista, ancora senza nome, è un’esule riluttante dalla frenetica New York.
Nulla di strano fin qui; chi siamo noi per sindacare sulla fuga dalla grande metropoli? E in qualche maniera bisognerà rispettare l’ambientazione canon di Supernatural che prevede motel pacchiani, cittadine sonnolente immerse nel vasto nulla o ai limiti di grandi foreste…bene.

Le stranezze iniziano proprio qui, nella maniera più innoqua. Seguite le tracce con me e non vi troverete più nell’ Ohio ma molto più a Nord. Nel piovoso e uggioso Nord. Il cui posto dimenticato da Dio più famoso si chiama…Forks.
Non ci siete ancora arrivati all’anomalia? Tranquilli, sono qui per questo!

Mi avvicinai lentamente al bancone, per cercare di capire al meglio i due nuovi arrivati, e subito mi colpisce l’odore buonissimo di uno dei due, era così aspro, ma allo stesso tempo così piacevole, non era un vero profumo, era il suo odore, quello vero, e mi aveva stordita.

Giacobine e giacobini, le ipotesi sono due:
– Dean Winchester non si lava e quindi non si può dar torto alla povera fanciulla che è rimasta stordita dal suo olezzo.
– Dean Winchester in realtà ha gli occhi castani, capelli scuri, colorito sensualmente pallido e si chiama… Bella Swan. L’unica umana con un parfume irresistibile. Lo dice Edward Cullen, non io eh! Esaminiamo anche l’apposizione degli aggettivi, che ricorda tanto i "calmo ma infuriato", "pacifico ma anche collerico". Ormai tale costruzione grammaticale è stato classificato come chiaro indicatore della presenza di un personaggio orginale dai feeenomenali poteri cosmici. O il tentativo di caratterizzare in qualche modo un personaggio che piace tanto all’autore; in questo caso, il nostro caro Dean che deve risultare sescsiii ma anche Cacciatore vissuto perché ogni tanto ci si ricorda del Canon.

Proseguiamo nel narrare questa insolita serata che anima il solito bar sperdutissimo, desolatissimo, dimenticatissimo con il momento "Vi voglio bene, sapete che vi voglio bene vero?"
Perché io ve ne voglio. Sinceramente, eh. Sto preparandovi un set di bombole d’ossigeno per prepararvi al prossimo pezzo! I miei commenti dopo, ovviamente. Non vorrete che le mie pause vi aiutino a spezzare la grande tensione, la struttura narrativa e sintattica, nevvero?

Quindi silenzio, prendete le vostre mascherine e auguri.

Quando li vidi capii subito da chi proveniva l’odore, erano due ragazzi completamente diversi, uno altissimo, superava sicuramente il metro e novanta, aveva i capelli un po’ buttati sulla fronte, gli occhi scuri e una bocca piccola e sicura, aveva l’aria del ragazzo tremendamente bastonato. L’altro invece, anche lui era un ragazzo, ma aveva quell’aria così sicura, come di chi ne ha passate così tante che ormai non sarebbe mai cambiato niente nella sua vita, aveva occhi così profondi e verdi. Capii subito che il secondo era quello che mi aveva stordita, quella sua aria così sicura era sicuramente una facciata, nascondevano qualcosa, ma non riuscivo a capire cosa.

…Serve che commenti? Sì, perché amo cercare il pelo nell’ uovo. Mi chiedo come Sam Winchester -sì, quello con i capelli un po’ buttati sulla fronte, la bocca piccola e sicura– possa essere appunto, sicuro e avere l’aria del ragazzo tremendamente bastonato. Scopriamo poi che Dean, ma guarda, era anche lui un ragazzo -mi sarei preoccupata del contrario, in effetti… ma se davvero è Bella Swan il dubbio è legittimo- ma non solo: aveva quell’ aria così sicura, da scafato navigatore del Mondo…eppure, la nostra eroina è tanto sensibile da capire che il maggiore dei fratelli in realtà è così per una facciata.
Che colpo di scena!

Il temuto, tesissimo incontro tra la nostra Sue ancora senza nome segue il più classico dei copioni imposto dal ficcy-world.
Lei vede loro.
Lei fa una gaffe ridicola (ridicola per chi la legge, non per lei).
Loro la guardano. Dean in maniera più interessata, ovvio.
Lei esce dal locale tutta confusa (non mi spiego perché altrimenti continui a ripetere che deve andare a casa, che pagherà la birra a Juan la prossima volta, che deve tornare a casa, che pagherà la birra a Juan la prossima volta, che deve tornare a ca- scusatemi).
Loro la seguono. La fermano. (Perché è sera e c’è buio!! Non lo sapevate? Sapevatelo U_U)
Lei fa la sostenuta, perché è scafata-indipendente-forte.(risultanto di un’infantilità imbarazzante. Introspezione psicologica, portami via…)
Lei alla fine cede, naturalmente è riuscita a dare filo da torcere al nostro Dean e a conquistarsi le attenzioni di Sam che, tutto premuroso, le posa la giacca sulle fragili spalle.

…Ho già scritto che Sam non sa nemmeno il nome di questa ragazza?

Vi lascio con un utile, dilettevole esercizio che vi servirà e tenere attive le sinapsi tra un’ abuffata e l’altra. Prendete questo scarno riassunto schematico e divertitevi a sostituire i protagonisti con tutti quelli dei più svariati fandom. Otterrete la trama dell’ 80% delle storie del nostro amato Tempio e senza alcuna fatica!

Tornate pure a torroni, panettoni e pandori.
…Sappiate che vi odio, sempre random.
E che il secondo capitolo di questa appassionante avventura arriverà presto; crogiolatevi nell’ illusione che succeda qualcosa di orginale!

 

 

 

 

 

 

The Phantom of the Opera: Mary Sue never dies

Carissimi giacobini e carissime giacobine, balocchi difettosi quindi privi di una vita sessuale soddisfacente, credevate forse che vi avessi dimenticato?

Lo so, suona come una minaccia.Cosa che in effetti è. Ma il mondo della ficcyna non è mai dolce e non potevo starne lontana; specie quando i miei odiosi occhietti di inutile donna sono tornati a posarsi su un fandom che in Italia si era sempre preservato, nei limiti del possibile. Dopo la nostra Ire, sono dovuta accorrere io al capezzale del Maestro, lasciando ovviamente a casa qualsiasi derivato dal cacao ed evitando di azzardare il minimo cenno a come lui starebbe bene in un completo Armani. Ovviamente, non ho trovato uno straccio di linea metropolitana che mi conducesse in un lampo a Parigi e questo m’irrita alquanto.

Ci sarebbe da benedire il fatto che Gerard Butler, attore scozzese reso celebre con 300 e in rapida ascesa, non sia un giovinetto di primo pelo come fu Orlando Bloom ai tempi di Legolas ma gli ormoni sono ormoni, le Vestali sono Vestali e l’Italia sportiva ci ha deluso alle Olimpiadi. Questi ultime tre asserzioni hanno profonde basi scientifiche e dal momento che è stato appurato quanto qui siamo maleducati e malvagi, le impongo comunque perché la parola crudeltà è quella che di gran lungo preferisco.

Ma prima d’iniziare, le coordinate spazio-temporali per accedere alla Dimora sul Lago!

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=226596&i=1

L’autrice è Nydrali.

Siamo ormai in autunno e pare che tra meno di un anno vedremo la nascita di un nuovo musical sul nostro adorato Maestro; so che la cosa irriterà non poco il fandom perché questo significherà porre fine a un’ epoca di tormentoni, di mode ripescate, di glitter sparsi su cose palesemente viste, riviste e già ampiamente digerite.

Solo un assioma non potrà mai venir abbandonato: l’osservazione delle Mary Sue. Perché le Mary Sue sono eterne, con teorie certe come il teorema di Pitagora applicato alla ficcyna.

Un rapido ripasso?Lo so che scuole e università sono ampiamente iniziate, ma voglio verificare che siate sempre ben preparati.Diamo quindi il via alla prima lezione del Nuovo Anno Accademico di noi Giacobini!Prego signori e signore, prendete posto nei banchi.E no, non fate caso a quei simpatici signori dietro di voi.

Sì.

Lo so.

Sono armati. E hanno sprangato le porte. Ma è per rendervi più partecipi e attenti qui…non avrete pensato male? *Arwen sfoggia un sorriso che rasenta il ghigno mefistofelico.Ma facciamo finta di nulla*

Cosa deve avere una Merisù per essere degna del titolo che spetta solo alle più fulgide rappresentanti?Andiamo a esplorare i vari teoremi.

Teorema "namber uan":

I feeenomenali poteri cosmici. Andiamo a dimostrarlo:

« Schiocco le dita ed ottengo l’obbedienza d’eserciti interi,(considerata l’epoca storica, stiamo parlando dell’Imperatore d’Austria!) zittisco papi e vescovi con un’inarcar di ciglio(i papi ringraziano.Pensavano di essere uno solo), mi tiro dietro come cagnolini ammaestrati re ed imperatori, gestisco complicati balletti fra nazioni nemiche… e non riesco a farti uscire dalla mia stanza! Subito! ».

Siamo di fronte alla presenza di fenomenali attitudini, rendiamocene conto!Ma il dilemma si spalanca assieme a tale dispiegamento di forze. La nostra impavida protagonista è niente meno che la "Mano di Dio" (no, non è una mia licenza poetica, giuro!) e nulla c’entrano certi inquietanti cacciatori di vampiri dal grande cappello e un film che è una perla di comicità involontaria.

Eccoci di fronte all’apparizione mirabolante della nostra amata fanciulla. Ovviamente, siamo a Parigi.Altrettanto ovviamente, è trascorso un lasso di tempo ragionevole dalla fine degli avvenimenti visti nel film "The Phantom of the Opera". Il fatto che tale film e musical siano chiaramente frutto di fantasia mescolata a storia- il 1870 non fu un anno annoverato per la Pace e la calma, in Francia…- dovrebbe rasserenarci, eppure qualcosa stona.

Chissaràmmai questa ragazza in grado simili prodezze?La figlia di Napoleone III? L’Imperatrice Eugenia moglie di suddetto Imperatore?

E’ ora di passare al…

Teorema "namber tù"

-Un lignaggio che faccia sparire dalla faccia della terra qualsiasi altro personaggio previsto nel Canon ufficiale. Il che ci porta a chiedere perché mai si azzardino anche solo ad esistere, questi personaggi originali così poco trendy, così poco fighi.

Ma fosse così, dovremmo già sbaraccare tutto e andarcene a casa. Perché la Comune spazzò via la monarchia imperiale restaurata dei Bonaparte e i nobili per un certo periodo non furono ben visti a Parigi. Ma allora, chi può far tacere papi, dire a uno chi sposare, all’altro chi alleare chi?

Un’esponente dell’illustre famiglia dei Lorena, un tempo ramo imparentato con gli Asburgo, la cui ultima rappresentante col rango di regina fu ghigliottinata. Tocchiamo ferro e proseguiamo.

I Lorena, dopo la perdita del principato con lo stesso nome hanno guadagnato il Granducato di Toscana ma non sono certo tra le famiglie più illustri del continente europeo di allora.

Queste cose però sono quinsquiglie, nel mondo della ficcina.E io che cerco sempre di dar loro un senso…

Non è questo il luogo per aprire una disquisizione su alberi genealogici di Famiglie Reali; i Lorena non esistettero più come unica discendenza dal 1700; finirono con l’amalgamarsi attraverso matrimoni ed alleanze ad altre famiglie e finirono con…lo sparire.

Tragico eh?

Incredibile vero?

Wikipedia lo dice!E noi amiamo Wiki cara, anzi, siamo addirittura suo servi.Almeno, così ci dissero…e pondero di mettere su Wiki anche questi interessanti teoremi, a uso e consumo delle Vestali.Ecco gli ultimi due!

-Un aspetto fisico che riassuma quanto di più bbono ci sia al mondo ma che abbia qua e là dei difetti che renderanno sicuramente tanto simpatica questa ragazzaal lettore.

-Un carattere dispotico, fiero, che però sarà capace di svelarsi in tutta la sua dolcezza nascosta causa genitori infami/traumi spicologici subiti da bambina/altri evvenimenti che però l’autore non sempre spiegherà perché ci devono apparire ovvi.

Finito il ripasso propedeutico, avventuriamoci adesso all’atto pratico e vediamo applicata tale formula a un fandom che, come ho detto poche righe sopra, in Italia ha relativamente attecchito.

Se poi volete farvi male e andare a fare un giro su fanfiction.net per voi è solo un sadico diversivo, fate pure.Non sapete a cosa andate incontro e là le botole in cui incappare sono molte di più che nel nostro sempre più scalcinato Stivale. Vi ho avvertito, quindi ora procedo alla verifica con metodo scientifico di quanto ho prima affermato: anche se, pare, nemmeno così siamo sicuri di scansare accuse di crudeltà mentale, sovradimensionamento dell’io a discapito di poveri autori in erba che trucidiamo nelle notti di luna piena.

Per farvi capire meglio chi abbiamo davanti, vi porgo altri passi significativi.

« Non fa così freddo », commentò Francesca, ignorando deliberatamente la sua osservazione circa il disperato strabismo del vescovo.

« Oh, to’, un pinguino! », esclamò Eleonora di rimando, fingendo d’indicare qualcosa fuori dal finestrino.

Sì, l’umorismo mordace di questa frase è davvero sublime.

Avrete sicuramente notato che nei passi citati non vi sono errori grammaticali, la struttura è scorrevole, la scelta dei termini e le battute a volte strappano un sorriso. Perché allora tanto accanimento?

Sarà che odio le sviste.Sarà che non sopporto un personaggio originale buttato subito al centro della storia senza un perché, un come, un quando. Voglio una spiegazione e vorrei, per una volta, non dovermi annoiare di fronte all’ennesima presentazione di qualcuno che sicuramente riuscirà a redimere un personaggio contorto come il Fantasma dell’Opera nel giro di pochi capitoli. E’ un insulto, credo, verso il canon originale e un appiattimento insopportabile che ormai puzza di visto e rivisto. Perché è avvilente essere al secondo capitolo della storia e intuire già come andrà avanti.

Eleonora Matilde Lorena parla come uno scaricatore di porto, ma rende l’Arcivescovo di Notre Dame inerme e assolutamente succube. E’ dispotica e tagliente nel parlare, viziata e ostinata.

Ci viene ribattutto questo concetto ogni riga e a ogni punto. La noia subentra al secondo paragrafo, insieme all’insofferenza per un personaggio che si smonta da solo.Basta una ricerca su Wikipedia e un passaggio come: Il lungo abito azzurro ghiaccio le conferiva una maestà algida, lontana, intoccabile, nemmeno fosse una dea del nord giunta a farsi rimirare dai comuni mortali. L’arcivescovo di Notre Dame – che a mala pena aveva chinato il capo di fronte a Sua Santità il papa – di colpo ebbe l’urgenza di inchinarsi, di piegare ginocchia e schiena di fronte a quella creatura di pura superbia e grandezza, imponente e magnifica come nessuna imperatrice o regina era mai stata nella storia dell’umanità mi suona un tantino esagerato.

Specie considerato il fatto che circa un decennio prima, era nato il Regno d’Italia, era stata aperta la breccia a Porta Pia e tutta una serie di altri simpatici fatti che sono noti a pochi eletti col nome di Risorgimento.

Possiamo tranquillamente passare oltre l’ennesimo sfoggio di bellezza, grandezza, nobiltà austera ma teniamo a mente come Eleonora ci è stata subito presentata. Un raro caso di doppia personalità?

E quale delle due prende il sopravvento quando, di punto in bianco, apprendiamo che questa Altezza Reale vuole acquistare l’intera, distrutta Opèra Populaire? Così, la notizia ci viene sbattuta in faccia in questa maniera. E il lettore deve digerirla, magari non avendo mai visto il film in questione o sentito il musical da cui è nato. E c’è chi nei commenti confessa candidamente queste lacune…ma la storia è "beeeeelaaaaa" e bisogna "continuarlaaa!!!!"

Ed è così che l’elemento "mostro sputato dall’Inferno che ha incendiato un intero teatro" salta nella storia. Se per Eleonora si sono spese parole su parole, il fatto che lei compri teatri e musei e ora voglia l’Opèra è liquidato con due.

Maestro, essenzialmente, lei che ci sta a fare qui?

A parte l’avere ora questa fobia insulsa per qualsiasi cosa contenente la cioccolata, intendo!

Il punto è questo, giacobini e giacobine, lurker e simpatizzanti, Vestali e loro difensori. Non mi rassegno a questo ripetersi di cliché che dopo un po’ generano da soli ironia e frecciate; spunti notevoli si perdono in un marasma di cose già scritte e diventate a torto famose. E’ un grido da idealista il mio, questa volta. Smonterò ancora questa storia ma non sarò per questo soddisfatta.

Preparatevi a prossimi, mirabolanti eventi assolutamente imprevedibili.

Perché ovviamente nessuno di voi si aspetterà davvero l’acquisto di un teatro semidistrutto, una visita a tali ruderi e poi un’ulteriore ritorno perché così si ha il motivo per far sbucare un’ombra sospetta dal palco distrutto…vero?

 

 

"Caro zio Jack…"

…ma anche no.
Mie amate consorelle, la vostra delicata Regina di Gondor accusa male il caldo. Selene-Sue di Spartaland non si fa più vedere, evidentemente troppo presa a lottare nei famosissimi giochi in onore di Artemide e Draco mi ha fatto sapere tramite Winola che lui non ha mai toccato una tela in vita sua. Capirete che cose simili lasciano un segno profondo e indelebile.
Forse dovrei prendere in considerazione l’idea di smettere di soffrire, magari cavandomi il cuore  per dopo chiuderlo in un bel forziere ma poi ho fatto un giro di penitenza al Tempio e ho scoperto una terribile verità.
Le Vestali non hanno rispetto nemmeno per Davy Jones, per il tanga del GoS!

Quindi prendete il vostro boccale di rum ghiacciato, legatevi all’occorrenza a testa in giù all’albero maestro per esorcizzare i conati che sicuramente avrete durante la lettura e lasciatemi girare i vari pezzi di questa mappa.Siete pronte a tuffarvi nel cuore del Maelstrom che questa nuova, deliziosa Vestale ha approntato per noi?…

La mappa è stata tracciata dalla leggiadra mano di: Luluzza
Il venerabilissimo Tempio da cui rubarla è: il solito

Diamo le coordinate, mie pirate impavide.
Voi avete tutte visto la trilogia di film su corsari, maledizioni, impavidi fabbri figli di pirati e figlie di governatori coraggiose e "cazzute". Stiamo a guardare i fatti, senza gl’infiocchettamenti delle nostre opinioni personali.
Quindi ricoderete Jack Sparrow, il Capitano Jack Sparrow, Will Turner, Elizabeth Swann che non vedeva l’ora di divenire la signora Turner e questo la cacciò subito in un grosso, maledetto guaio.
Avete ricordato?Brindato con del rum?
Bene.
Ora dimenticate tutto.
Non troverete traccia di loro in questa "prima lemon" che va festeggiata con tanti bei fuochi artificiali. Troverete solo una coppia appena sposata, un pirata chiaramente bisognoso dell’aiuto di uno bravo e una punteggiatura deliziosamente asfittica; il tutto chiuso da una trama semplicemente *o*

Dunque: L’Olandese ha un nuovo Capitano, Lizzy non solo è la signora Turner ma anche la moglie di suddetto Capitano e ora si pone un terribile dilemma. I due colombi hanno un solo giorno per consumare le nozze prima di dieci anni di separazione.
Ma Jack, il Capitano, l’uomo dalle mille risorse non può accettare un tale, drammatico fato. Egli infatti " avrebbe potuto lasciar morire William e tenersi la ragazza, o almeno provarci, ma era troppo persino per la sua sporca anima da pirata."
Jack, ma berti del rum e non pensarci? No? E sei pure recidivo…" la sua mente impastava amore e raziocinio, sentimenti e logica". Te lo ripeto: un po’ di rum e non penserai più a fare il Dottor Stranamore.

Mentre Jack si fa prendere da rimorsi di coscienza (rimorsi?) e decide di fare altre buone azioni per Elizabeth (altre buone azioni?), sull’isoletta scopriamo la passione dei freschi coniugi Turner: Will sfoggia doti amatorie insospettabili con un "tocco" assai particolare.
I lirismi inopportuni dipingono frasi-capolavoro.

Will, il cavaliere dalla pesante armatura: "la camicia di Will cadde pesantemente sulla sabbia facendo schizzare dei granelli che luccicarono al sole"

Il momento è *o*: "poi il loro amore divenne danza, su quella spiaggia"

Tra nocche che sbiancano, fruscii non proprio romantici di ruvide coperte e unici corali gridi, il dramma piomba sull’amore: Will deve tornare all’Olandese, l’incantesimo è finito ma… Qui la bobina del film che tutte avevamo visto s’inceppa, lo schermo diventa bianco; dopo questo delirio potremmo anche tirare un sospiro di sollievo ma ecco che Jack Sparrow arriva, opportuno come un mal di pancia e porta la lieta novella.
Il "Piccolo Problema" di Will, che tanto fa arricciare di sdegno i delicati nasini di Vestali olezzanti può essere risolto! Ma certo! A che scopo affrontare Davy Jones, la flotta di Beckett, un Maelstrom da nulla quando arriva la prima autrice che passava là per caso che tira fuori una brillante soluzione, un colpo di genio che fa vergognare gli sceneggiatori di POTC?

Leggete e punitevi, sgualdrine amanti dell’IC e della coerenza! " E’…è bello sentirtelo dire, figliolo…perché, vedi, si tratta di…passare la notte con LEI…"
E per quelle dure d’orecchio, ecco la spiegazione ulteriore: "Ahemmm…solo l’amore di Calipso può annullare la maledizione…quindi…comprendi?…o vuoi che ti spieghi i particolari…"

Se siete sopravvissute all’overdose di puntini di sospensioni e alle virgole assassine seriali, passiamo all’analisi deliziosamente scevra di catini colmi e lacrime defunte: Will e Lizzy finalmente hanno avuto la loro notte di nozze, si amano, sanno che dovranno vedere il loro amore messo alla prova per dieci anni ma, che ci vuole?Basta che Will -il prode,coraggioso, nobile e LEALE Will- passi una notte con Calipso e il gioco è fatto!
Cosa volete che sia l’amore per sua moglie, la rabbia e l’amarezza di tale moglie, la coerenza con un briciolo di quelle che si chiamano "reazioni umane"?! Perché sono l’unica che se un pirata dicesse al mio novello sposo "vai, fatti la Dea del Mare anche se sei appena stato con tua moglie perché così sarai libero", mi girerebbero alquanto e piglierei a schiaffi Jack e pure Will, già che ci sono?

Quindi, tra lotte interiori risolte in tre righe tre e allegre bevute di rum in onore di una moglie "rispettabilissima" (a casa mia si chiamerebbe con un altro, ramificato aggettivo…), Will ovviamente va incontro alla sua notte d’ammmooore con una… Lascio a voi la sorpresa. Come vi aspettate che sia una Dea vista con gli occhioni sbrilluccicanti e puri di una Vestale?

Coerenza? Nemmeno un refolo.
Quindi se il vostro amore di una vita deve stare con un’altra donna, piangete "d’amarezza e gioia" ma sappiate che dopo sarà solo vostro per tutta una zuccherosa, caramellosa vita di pucci-pu e luv-luv.
Siamo noi quelle stupide che non capiamo; del resto ricordiamoci chi siamo: le acide, stronze e senza vita sessuale.
Yo-ho, beviamoci su!


 

Sparta: il dramma prosegue.

La zia Selenya ha ragione, adorate e preziose Consorelle; questo pessimismo da Mary Sue non mi si addice. Bisogna guardare avanti e nonostante porti ancora i segni del mio orgoglio violato, sono pronta a rialzarmi e levare lodi al GoS.
Come riprendersi, dunque? Come ritrovare slancio, come non indietreggiare più e non arrendersi? Da brava malefica creatura, sono tornata al Tempio e lì, raccolta in purificatrice preghiera ho deciso che era ora di reagire.
Devo portare a voi le nuove, incredibili, mirabolanti, esaltanti e soprattutto imprevedibili avventure di Selene figlia di Aristarco.

Care sorelle, non tremate!Non mostrate la vostra comprensibile palpitazione!
…E non provate a scappare. Ho fatto sigillare le porte.
Non valgono come giustificazioni dire: "Ma non è successo nulla", "Non ho capito metà capitolo" e "Il mio elfo del Catino è in vacanza".
Perciò fate le brave e come tutti i cittadini spartani, confluite alla famosissima arena lacone per assistere al compimento del Volere Divino! *una misteriosa musica trionfale accompagna le ultime parole, rendendo drammatico e ricco di pathos un inutile delirio*

Avevamo lasciato Selene e simpatica famiglia alle prese con lo sconvolgente vaticinio dell’Oracolo.Nel senso che l’Oracolo ormai è chiaramante sconvolto e non sa più che dire.
Finalmente il gran giorno è arrivato. Le gare in onore di Artemide, unica divintà a risiedere in una chiesa aperta ai devoti, stanno per iniziare.
Ma prima di lasciarvi alla caterva di colpi di scena del capitolo, l’autrice ha un messaggio per voi.

scusate se sono sempre corti i capitoli! Ma non ho mai tempo!TT

Cara, lo avevamo capito ma c’è un modo più intelligente per nascondere il fatto che non sai dove far andare una trama che definire abbozzata è un eufemismo. Puoi migliorare.
Aristarco è un vero padre spartano, la più perfetta definizione di tale ruolo. Infatti "Il tempo passò fin troppo in fretta per Selene, che il giorno delle gare indossò la veste che il padre le aveva fatto cucire apposta ".
Padre comprensivo e premuroso!Avanti, quale padre di Sparta non regalerebbe alla propria figlia una veste da combattimento su misura?
*Leonida distoglie lo sguardo, Stelio all’improvviso deve sistemare un’ammaccatura sul suo scudo, il Capitano decide che è il momento perfetto per passare in rivista la truppa*

Qui qualcosa non torna… – Mi chiamo Astinos .- L’ aveva colta impreparata, per cui le ci vollero un paio di secondi per capire cosa dovesse rispondergli e farlo.

-Selene.- Strinse il palmo (della mano)che le porgeva. Non sapeva se dovesse prendere questo gesto come una dimostrazione di rispetto, visto che solito fra uomini, o un’offesa al suo sesso (ma che vuol dire?!Rileggetevi questa frase e spiegatemene il senso!Ti stringe la mano, e allora?Un’offesa sarebbe stata se uno non ti avesse rivolto la parola, due se non te l’avesse stretta!)

Finalmente sappiamo il nome!La Grande Rivelazione si è compiuta!Ma dato che la protagonista, evidentemente frastornata dagli allenamenti col padre non capisce molto, dopo la presentazione e un insentato augurio a rivedersi in finale, decide che deve andare in finale per battersi con lui.

Perché? Lo scopriremo solo leggendo, care sorelle. La puntata di "Stargate, la Linea di Confine secondo le Vestali" si conclude qui. Godetevi il riassuno della prossima e restate sintonizzate.

This is…Sparta?

…In effetti ho finito col domandarmelo pure io, stimate e adorate sorelle.
Dovete capirmi: sto vedendo anni di studio e convinzioni andare in fumo e quealcuno dovrà renderne conto.
Quindi, torniamo là dove il Taigeto e gli altri monti coronano la Laconia, per scoprire le nuove e mirabolanti avventure di Selene figlia di Aristarco (Valerio Massimo Manfredi ringrazia. Ma anche no.)

E no… nessuna di voi può usare come scusa il fatto che in ben due capitoli due non sia accaduta una beneamata cippa. Anche i vostri elfidel catino devono sgobbare, altrimenti il mio Sinisfildo si offende. (La par condicio, questa subdola arma…)

Siccome vi voglio bene, ho deciso che questa recensione necessita di qualcuno che possa chiarire i nostri tormentosi dubbi nati dopo la lettura di questa ficcyna; perciò signora Lestrange, le consiglio di tenersi pronta per aggiornare le quote delle nostre scommesse su chi possa essere il fantomatico giovine (no Maestro, non parlo di Voi…devo smettere di usare aggettivi riconducibili alla parola Fantasma!) che nel primo capitolo sarà sicuramente rimasto colpito dallo spartano sfoggio d’alterigia della nostra Selene.

NdelMisteriosoOspiteConVoceProfondaEtAutoritaria: ma se ha tenuto gli occhi incollati a terra per tutto il tempo…

Sire!Avete rovinato la sorpresa!

SempreNdelMisteriosoOspite: sono gli Ateniesi soliti a cavillare, o Sovrana di Gondor. Non io di certo.

Care sorelle, avrete già capito che il prode Leonida ha acconsentito ad aiutarmi in questa ricerca antropoligica atta a sfatare miti inopportuni su Sparta.All’ombra di un pergolato di vite, nel silenzio del cortile della reggia, ci accingiamo a portare avanti l’ingrato compito. L’espressione della Regina Gorgo basta a far capire come qui sono tutti contenti di tale ficcyna; in effetti la reggia mi pare un poco affollata…scorgo il cantore guerriero Delio, un accigliato Capitano e persino Stelio ha uno sguardo che dire adombrato è un eufemismo…

Leonida: come puoi vedere, l’entusiasmo per questa…*fa fatica a trovare una definizione* storia ha coinvolto tutti noi.

Allora non cavilliamo oltre, dato che non ci si addice…

Era una notte buia e tempestosa: Era buio e faceva freddo. Un sottile strato di neve ricopriva l’intera foresta. Una leggera, ma gelida brezza notturna le muoveva i capelli lunghi, scuri e ondulati, raccolti in un’alta coda. Quando entrò in una piccola valle fra gli alberi, strinse la lancia. Era stata seguita. Con un’unica mossa fluida e aggraziata, ma allo stesso tempo micidiale, si girò e scagliò l’arma, che si andò a conficcare nel collo di un grosso lupo nero poco lontano dalla ragazza. Un tiro perfetto, ma che non bastò ad uccidere la bestia. 

Allora, io ammetto candidamente di non essere stata spedita in una foresta da sola ma una lancia conficcata nel collo dovrebbe mandarmi presso le Aule di Mandos nel giro di pochissimi istanti. In più non mi pare di ricordare che un fanciullo di Sparta, durante la sua iniziazione, avesse a disposizione lancia, pugnale e spada…

Il soggetto, questo sconosciuto:Tirò fuori il pugnale dalla cintura di pelle e lo lanciò. Con un sibilo appena percettibile, volò dritto verso l’animale, che si spostò appena in tempo per evitarlo.

Fatemi capire; chi o cosa è volato verso il lupo mutante,dato che non è ancora morto?No, Sire, non lo voglio sapere…
Naturalmente la lotta tra la bestia e l’indomita fanciulla si conclude a favore del lupo…vi sarebbe piaciuto,vero?Illuse.
Selene esce vittoriosa, recupera il pugnale e decide di tosare la carcassa;a casa mia s’intende il tosare quando di parla di "portare il pelo".
Ma durante lo "squogliamento" (i neologismi, questa raffinatezza), un altro lupo decide di voler pranzare con la nostra Xena-Lady Oscar spartana e di nuovo, il colpo di scena! Un giovane la salva e lei, destandosi dal sogno, capisce che è lo stesso contro cui è andata a sbattere il giorno prima…ma ora mi sorge un dubbio…

Leonida: come fa a sapere che sono la stessa persona se durante quell’incontro cotale fanciulla ha studiato molto bene il terreno?

Maestà, come si vede che conoscete poco le Vestali! Per loro non esiste l’assioma azioni=conseguenze concatenate. Questa è arte che noi comuni mortali non possiamo comprendere e personalmente ne faccio a meno.
Il giorno dopo, la nostra eroina torna al tempio di Artemide. O alla Chiesa di Artemide. Sono ancora confusa a dire il vero; ho studiato che un tempio greco non è accessibile a ogni cittadino e che per penetrare nel Naos e ammirare il Simulacro del Dio come minimo bisogna essere dei sacerdoti ma anche questa mia illusione va in frantumi. Selene è Selene. E io devo solo stare zitta.

Le famosissime festività in onore di Artemide, celebri in tutta la Laconia (ehm, il Re mi sta sguardando sconsolato, mi chiedo come mai) giungono alfine al culmine e lo stesso sovrano, che sappiamo essere amico e confidente degli Efori, interroga il loro oracolo per sapere se la Dea ha gradito la devozione comunitaria.

Leonida: io e quei porci incestuosi…CHE COSA?!

Sire, per favore, non è il momento di chiamare a raccolta la falange degli Opliti!Qui c’è scritto così, perciò serbate ancora la vostra furia e leggete dell’ultima nota.

Volere divino?… Artemide ha grandemente gradito le onorificenze da noi dedicatele, ma desidera ancora qualcos’altro.(Venir lasciata in pace?) Qualcosa che non mi sarei mai aspettato. Un tributo dai giovani Spartani fra i 15 e i 16 anni di vita, ma anche dalle giovani Spartane della stessa età.(detto così mi ricorda sinistramente il mito di Teseo e del Minotauro…) La dea desidera che si organizzino delle gare maschili e delle gare femminili e che il vincitore di ogni categoria maschile sfidi la vincitrice della rispettiva categoria femminile. (chiamate Grissom: voglio sapere la composizione chimica delle droghe che l’Oracolo ha sniffato per dire simili idiozie!)

Dunque…secondo voi, Sorelle mie e spartani coraggiosi, cosa non torna?Il fatto che nel primo capitolo Selene sia stata cresciuta segretamente come un uomo perché in questa Sparta da ficcyna le donne dovevano solo tacere, segregarsi e aprire le gambe senza emettere "bih"? Il fatto che, alla luce di ciò, le altre faciulle laconi saranno campionesse del Lancio del Coriandolo a voler essere buone? Il fatto che, per sostenere una trama esile, dopo Xena e Lady Oscar, si vada a pescare nel Torneo di Atena che vedrà assegnata l’Armatura d’ Oro?

E tra tutto questo ancora non sappiamo chi sia il giovine che salvò Selene (ma perché???) e che si è scontrato con lei. Un indizio criptico però lo abbiamo: "aveva gli occhi marroni". Semplicemente *o*
Rimaniamo tutti qui, in attesa di un responso. Da Sparta è tutto…per ora.