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Nel mezzo del cammin di nostra fanfy…

Second possibility: gli errori del passato.
Di Elly

Era una notte buia e tempestosa (no, non state per leggere il romanzo che da tempo innumerevole tenta di scrivere Snoopy, purtroppo) e mi trovavo nella locanda dell’Orso Bevitore, qualche minuto prima di mezzanotte.

Ora, non chiedetemi che diavolo stessi facendo in un posto del genere, perché non lo sapevo nemmeno io. Avevo ricevuto un biglietto, rigorosamente anonimo, che mi suggeriva di trovarmi in quel posto per mezzanotte: avrei visto qualcosa che non avrei mai più dimenticato in vita mia.

Si dice che la curiosità uccise il gatto, ma non sono la McGranitt, perciò mi recai all’appuntamento, stingendo la bacchetta nascosta nella tasca dell’impermeabile, pronta a scattare al primo segnale di pericolo.

Entrata, mi si presentò d’innanzi una ragazzina e un vecchio. Quest’uomo, affetto senz’ombra di dubbio da arteriosclerosi in stato avanzato, si divertiva a tiraneggiare la nipote.
Aveva appena alzato la testa, che subito la richiamò: "Ci sono i piatti da lavare!"
Niente scuse, nonostante la ragazza cercasse di avvertirlo che qualcosa di strano stava accandendo fuori, la intimò di continuare a lavorare perché con un tempo simile non sarebbe arrivato nessuno.

Dal mio angolo semibuio, appoggiai il bicchiere che avevo in mano e alzai un sopracciglio. Se le cose stavano in questa maniera, perché non andare tutti a letto e chiudere la baracca?

Katrina, invece di chiamare il Telefono Azzurro, un sindacato o un centro di aiuto per donne maltrattate, obbediva agli ordini senza discutere.
Eh sì, sorella, la vita è dura per tutti. Ma non disperare, piccola, prima o poi arriverà il principe azzurro a salvarti!
Ehm, come dite? Non siamo in "Cenerentola"?
Oh, ehm, scusate, come non detto…

Una donna, se non vuole essere considerata una poco di buono, non deve stare alla finestra, lo sappiamo tutti. Poi il popolo crede che stia attirando clienti, per cui il bravo nonnino, per conservare intatte le virtù della nipote, la trascina (leteralmente!) via da quel luogo grondante di depravazione (sì stiamo parlando sempre della finestra).

Pochi istanti dopo, la porta si spalancò. Folate di vento entrarono prepotentemente nella stanza, un lampo illuminò la notte, subito dopo il tuono. Sull’uscio, cinque tetre figure nere ed incappucciate.
Mi si illuminò lo sguardo: erano forse colleghi Mangiamorte?
No, ovviamente.
Come ovviamente l’entrata in scena dei figuri non è descritta così. Nonostante questo, Katrina rimase stupita. Entrano clienti, e lei si stupisce. Non deve essere davvero un posto molto frequentato, evidentemente. Posso capire l’ora tarda, ma se la locanda è aperta, ci si aspetta che qualcuno entri. Se la porta fosse stata chiusa, mi sarei stupita anche io.

Il cliente doveva essere davvero un animale esotico, dal momento che la fanciulla superò addirrittura il nonno e si avvicinò con le stesse movenze di un gatto che vede, per la prima volta, un topolino meccanico.

Il vecchio fece gli onori di casa e il più alto sfoggiò un paio di occhi profondi compresi di ciuffi di capelli. Una visita dall’oculista per risorlvere il problema no, eh?
Dal canto suo, Katrina subì una mutazione genetica paurosa: il suo viso andò a fuoco per combustione spontanea e il cuore le saltò in gola.
Che il principe azzurro sia infine arrivato?

Il nonnino aveva altri progetti; si sfregò le mani compiaciuto: magari quella poteva essere la volta buona per vendere sua nipote levandosi di torno un’inutile femmina guadagnandoci su anche un discreto gruzzoletto.
Il vecchio porco avvertì i nuovi clienti che in cambio di denaro avrebbero ricevuto qualsiasi cosa.

Nel mio angolino, rabbrividì, immaginandomelo nudo ballare la lap-dance.
Dentro di me, pregai l’Oscuro Signore che l’autrice non fosse una gerontofila.
Le mie preghiere furono ascolate, perché fu Katrina a sorridere, farli accomodare ed esultare alla scoperta che i cinque figuri erano tutti ragazzi. E che ragazzi! Parevano infatti modelli fuggiti da una sfilata di Armani.
La ragazza non ebbe il tempo di riempire il suo secchiello di bava che il nonno la richiamò all’ordine. Sarebbe stato un bel guaio se gli sconosciuti avessero goduto delle gioie della nipote senza prima aver… pagato!

Rimasti soli, i super fotomodelli sbocciarono in tutta la loro beltà: capelli e occhi di sabbia, di foglia, di cenere e così via.
Mi domadai come avessero fatto a non volare via nonostante il vento. Ma che ne potevo sapre io, comune mortale dai banali occhi e capelli marroni?

Iniziarono a parlottare tra loro, tesi le orecchie per capire i loro discorsi.
Solite banalità: fame, stanchezza, blabla vari, finché non avvertii un "Dante".
Dante? *Quel* Dante?
Per caso, mi ritrovai in tasca una moneta da due euro. Confrontati il ritratto inciso con il volto del ragazzo ed alzai un sopracciglio.
D’accordo, la chirurgia estetica oggigiorno fa miracoli, ma non pensavo che resuscitasse persino i morti.
Continuando ad origliare, appresi i nomi degli altri: Alessandro, Virgilio, Ugo e Carlo. Sì, esattamente: *quel* Virgilio, Alessandro Manzoni, Ugo Foscolo e Carlo Goldoni.

*Comunicazione di servizio: la recensitrice ha avuto un mancamento. Il commento riprenderà il prima possibile. Scusate il disagio.*

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