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Quando MarySue dovrebbe rivedere le sue priorità… (prima parte)

Cari i miei Grinch e le mie Grinchesse (sembra un insulto, lo so; ma condivido con voi questo fardello, come quello di essere zoccola e frigida… Evidentemente siamo Grinchesse dalla personalità pepatissima e dal fascino sottile, visto che nonostante tutto siamo ancora in attività), cari Grinch e Grinchesse, dicevo, eccoci per la consueta recensione di Natal- Ehm, Santo Stefano.
Pensate, ancora qualche anno e sarà la tradizionale recensione di Capodanno.

Ed effettivamente, questa recensione sarebbe perfetta per Capodanno: c’è il solito cotechino dalla bianca cotica, e le solite lenticchie (trama insensata, personaggi snaturati e invertebrati, relazioni inutili e senza alcun senso) che si portano appresso tutti i pruriti del caso (parlavo dell’allergia, razza di depravati!). Sì, sarebbe una recensione perfetta per Capodanno, questa.
Bene, ci vediamo tra cinque giorni allora.

Ahi, AHI! Va bene, razza d’ingrati! E recensione di Santo Stefano sia!

*Il cenone di Capodanno anticipato è gentilmente offerto da EbbylineSwarovski, l’unta e bisunta trattoria che l’ASL chiuderebbe senza nemmeno varcare la porta è la solita unta e bisunta trattoria dove ceniamo ogni anno. Il tavolo è prenotato a nome “ Il ritrovo del cuore.”, ma se non riuscite a trovare la via consegnate questo ( http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1445086&i=1) indirizzo al tassista: saprà dove portarvi.*

Il cotechino, dicevamo.

Ebbyline (sì, come l’autrice), strega quindicenne, subisce un grave lutto: la morte della sorella gemella. Invece di circondarsi dell’amore dei suoi amici, decide di cambiare scuola e trasferirsi nell’istituto frequentato dalla defunta sorella: Hogwarts.
Ah, Ebbyline è stata anche ad Azkaban, ma suppongo non stesse studiando lì.

“Che cosa sarà successo?” è quello che ci chiediamo noi.
L’autrice, invece, con la sua storia vuole svelarci ben altre risposte a domande che lei stessa pone:

Questa ragazza, riuscirà a riaprire il suo cuore al mondo?

Beh, magari intende dire che dopo il lutto è diventata una persona introversa…

O per lei è davvero finita?

Suvvia, sarà una giovane forte e nonostante il dolore si riprend-

Ci penserà un ragazzo, anzi, vari ragazzi.

… Io voglio pensare bene: starà sicuramente parlando di un gruppo di amici che saprà sostenerla e volerle bene!

Ma riusciranno nella loro impresa apocalittica?

Ancora, mi sembra un po’ troppo melodrammatico questo scenario…

Si farà degli amici e manderà a quel paese la tradizione di odio che si è sempre manifestata tra Serpeverde e Grifondoro.

Ma… E ‘sti cazzi no? Ma soprattutto: pure Lily Evans aveva un amico a Serpeverde, ma non mi sembra fosse questo il suo merito più grande!

Lei, l’unica persona al mondo in grado di usare la magia senza bacchetta, sarà accettata?
Unica, certo. Silente, la smetta di ridere: lei è morto, i morti non ridono. Si dia un contegno!

Lei, senza più una famiglia al mondo, verrà amata?
… Chi ha detto ai violinisti che potevano iniziare? Il concerto di Capodanno è tra sei giorni, eccheccazzo!

Lei, che cambierà il destino del mondo magico, ne sarà all’altezza?

Se già mi dici che lo cambierà perché dovrei pensare che potrebbe non esserne all’altezza? Dai, cazzo, mi hai già rovinato il finale!

Ebbyline Swarovski ritroverà la parte della sua anima che ha perduto in una notte nuvolosa d’estate?

Violinisti, TACETE, che adesso c’è l’angolo dell’autrice da riassumere!
In poche parole: l’autrice ha già scritto due libri su Harry Potter per noia e dunque adesso scrive una fanfiction che rispecchi pienamente ciò che voglio per il mio personaggio. No, non lo so cosa voglia dire, ma andiamo avanti.

Troviamo Ebbyline china sulla bara dell’amata sorella, sconvolta:

(…) gli occhi grigi serrati con le ciglia folte ricurvate dal trucco [però, che efficienza ‘ste onoranze funebri, pure il piegaciglia ed il mascara incurvante!], il naso che tante avrebbero bramato pallido come il resto del corpo [Rallegriamoci un po’ per la felice sorte di una contendente: basterà corrompere il guardiano del cimitero e procurarsi una pala, un seghetto ed un bisturi ed il tanto bramato naso andrà all’intrepida fanciulla!], le labbra rosee immobili [Sinceramente, è meglio così: solitamente se ad un morto si muovono le labbra non è un buon segno. Nel migliore dei casi potete aspettarvi uno sbavino scuro nonostante la tanatoprassi, nel peggiore… Mirate alla testa.], (…) Tutto di lei era stato curato nei minimi dettagli [Ci credo, con quel che costa un funerale!] eppure, niente di tutto quello lasciava trasparire che fosse… morta [Come dicevo, hanno fatto un buon lavoro].

Ma Ebbyline ha promesso alla sorella che non avrebbe pianto, al suo funerale, nonostante si senta come se metà della sua anima fosse morta.

Era come se avessi una mela e dopo averla tagliata la lasciassi li, per poi tornare e notare che solo una metà era marcita.

… A parte la metafora criptica… Ma se non aveva appena detto che sembrava viva? E adesso è marcita, tutta d’un tratto?

Ecco, lei si sentiva la metà che era rimasta bella e succosa [facile, quando ci si confronta con un cadavere]. (…) Avrebbe dovuto morire insieme a lei, come si erano ripromesse da piccole [Eh, certo. Proprio quei giuramenti intelligenti che uno fa a quattro anni]. Avrebbero fatto tutto insieme: il primo bacio [kinky!], il matrimonio [interessante prima notte di nozze…] e persino la morte.

E così, tra pessime metafore e ripetizione di concetti, ecco che Ebbyline ripensa a tutta la sua tragedia familiare:

Prima sua madre, malata di cancro, le aveva lasciate in custodia al padre. Poi suo padre, afflitto dal dolore, si era tolto la vita. A seguire il ragazzo che lei amava l’aveva tradita e scaricata. Adesso lei.

… E il cane, Pongo, è stato investito da una carrozza; il pesce rosso, Goldie, divorato dal gatto… ed il gatto si è strozzato con il pesce rosso, presumo [cit.].

Ma Ebbyline non può permettersi di crogiolarsi troppo nel dolore: deve commemorare la defunta con un discorso che parla per quelli che persino a lei paiono secoli, davanti ad una folla che si fa forza ascoltandola e vedendola lì. Tra di loro, defilato in un angolo remoto della chiesa, un ragazzo moro dagli occhi verdi (no, non Harry: questo è Mattew, il ragazzo della defunta. Lo si distingue da Harry perché Mattew ha lo sguardo saettante, non la saetta sulla fronte).

Ebbyline è sempre stata gelosa di loro due, ma felice per la sorella. Gelosia immotivata, comunque: come vedremo ora, Mattew è fuori di testa (o c’è finito per il dolore):

– Perché non mi ami più, Rose? – sussurrò il ragazzo fissando la ragazza.

– Io non sono Rose, Mattew – rispose la ragazza turbata da quel suo comportamento.

Lui la lasciò andare sofferente e chiuse gli occhi: presto sarebbe tutto finito.

Ma i più accorti avranno notato l’assenza di una lenticchia: conosciamo l’aspetto fisico di Ebbyline solo grazie alla descrizione della sorella defunta. Un abile trucco letterario, dite? Un totale disinteresse per un aspetto così frivolo, durante una scena tanto tragica e toccante, da me smontata con tanta cattiveria e battute di pessimo gusto?
No:

P.s: Qui trovate il vestito di Ebbyline al funerale: http://www.polyvore.com/cgi/set?id=60500445&.locale=it
P.p.s: Ebbyline è sempre vestita impeccabilmente e siccome non riesco mai a descriverla (sono un disastro!) metterò il link di Polyvore, dove creo io i set.

Ecco. E con questo ho il culo parato per ogni accusa di cattivo gusto durante questa recensione.

Stendiamo una pietra tombale pietosa (l’ho detto, ho il culo parato!) sulla scelta di inserire il link a Polyvore col vestito del funerale e passiamo al prossimo capitolo e lasciamoci travolgere dal nonsense.

Ebbyline torna a casa e si lascia investire dai ricordi: le due sorelle si volevano così bene che mai avevano litigato, pensate. E questo perché anche Rose, come la madre, aveva il cancro (“eh, ma è bello essere a casa, vero padron Robin?!”).

Da qui parte una bella divagazione sulle case a Durmstrang (scuola frequentata da Ebbyline):

Venivano smistati al secondo anno, dopo aver compilato un test d’intelligenza. Alfa, dove la ragazza era stata smistata, era
[ovviamente!]per quelli che anche se non studiavano prendevano voti eccellenti. [Insomma, quelli che potrebbero pure levarsi dalle palle e lasciare spazio ai comuni mortali: a che serve la scuola se sai già tutto? ]

Beta, Gamma e Delta erano per quelli con voti scarsi. La vergogna della scuola, diceva il preside.
La via di mezzo non esiste.

Per dare maggiori probabilità a quelli meno dotati ogni anno venivano dati dei test, e se li superavano venivano trasferiti nelle classi Alfa.

Gli altri a coltivar patate.

Aveva scelto di andare a Durmstrang perché la sua intelligenza nelle materie oscure era pari solo a quella di Voldemort [Voldemort non ha “un’intelligenza nelle materie oscure”: ha studiato le arti oscure ed è uno stronzo, fine.] e si sentiva decisamente sprecata in una scuola come Hogwarts [Nessun problema: non mancavi proprio a nessuno, razza di attention whore con aspirazioni da BAMF].

Dunque lei non vuole tornare a Durmstrang, perché la gente l’avrebbe guardata con pietà: meglio andare a Hogwarts (dove tutti la guarderanno come se avessero visto un fantasma, presumibilmente).

Qualcuno bussò alla porta interrompendo il filo dei suoi pensieri. Si tirò su dal morbido letto e, con ancora il vestito del funerale [per chi non se lo ricordasse, il link a polyvore è qua sopra], scese le scale per vedere chi fosse.

È Matthew (l’acca l’ha recuperata tra un capitolo e l’altro), ed assistiamo ad uno dei momenti WTF? Della ficcy: il giovane le dice che era lei, e non Rose, che avrebbe dovuto morire:

– Hai capito bene. Scommetto che muori dalla voglia di sapere perché l’ho fatto –

Pessima scelta di parole, a mio avviso.

– Ci sei arrivata, finalmente. Sai, al sicario avevo detto di chiamarti per cognome ma non credevo che avrebbe risposto Rose al telefono[omicidio telefonico?],… – il sorriso sul viso del ragazzo si allargò ancora di più – Rose non rispondeva mai al telefono [Ah, beh… Un piano infallibile!]. Quando sono arrivato e ho visto Rose tra la vita e la morte non capii immediatamente come potesse essere successo; e poi sei arrivata tu. L’hai presa tra le tue braccia. Ma in quel momento io dovevo prenderla tra le mie braccia, e così, me la sono presa con l’unica persona che si stava crogiolando del bel lavoro svolto… –

(…)
Non era sorpresa del fatto che Matthew volesse sbarazzarsi di lei [Ah, beh…]. Era geloso, e troppo innamorato per vedere oltre quell’amore asfissiante [ma nel capitolo prima non invidiava la storia tra lui e la sorella?]. Non avrebbe mai capito che Rose l’avrebbe lasciato seduta stante se lei fosse morta [Mi sono persa: l’avrebbe lasciato –comprensibilmente!- se avesse saputo che era lui il mandante o l’avrebbe lasciato e basta?].

Matthew mostra sempre più segni di sociopatia:

Ma, ripensandoci, ora che Rose è morta potrò finalmente avere ciò che puntavo da anni: te

Ricapitoliamo: Matthew era geloso del rapporto tra le sorelle, dunque decide di… uccidere quella che ama, per rimanere con la sorella che non ama ma con cui è fidanzato. Ma il sicario sbaglia ed uccide la fidanzata che per lui era un intralcio a loro due, dunque va dalla donna che ama e dice “Beh, poco male, adesso posso stare con te”.
Siamo sicuri che non sia un trucco per avere attenuanti quali la semi-infermità mentale?

Lei strabuzzò gli occhi. Lei? Come poteva volere lei dopo due anni insieme alla sorella?

Vai così, Ebbyline: è proprio questo il punto focale della situazione!

– Ma io non ho ma voluto Rose. Perché prendere la metà della mela marcia, quando potrei avere quella sana? –

Continua pure tu così, Matthew: stai perorando la tua causa con arguzia e sensibilità uniche!

Matthew le dice che voleva ucciderla perché non ricambiava il suo amore, Ebbyline lo rifiuta una volta ancora  e lui è pronto ad ammazzarla. Ebbyline coglie l’opportunità (prima cosa intelligente in tre capitoli!): lo disarma fantafigheggiando con gli incantesimi senza bacchetta e lo ammazza.

Presto quelli del Ministero sarebbero arrivati ad arrestarla per aver praticato la magia fuori dalla sua scuola.

Mica perché ha usato l’Avada Kedavra (che comunque era di legittima difesa).

Non le importava se sarebbe finita ad Azkaban.

Assassino di tua sorella, che già aveva cercato di uccidere la protagonista ed anche in quel momento era lì per ammazzarla… In effetti nemmeno io mi preoccuperei di finire ad Azkaban: nemmeno un coglione ti manderebbe ad Azkaban, in questo caso!
… nemmeno a dirlo, persino il processo è delirante. Ma quello ve lo propino la prossima volta, insieme al resto del quarto capitolo.

Para bailar el ballet se necesita un poco de tiempo

Giacobini e giacobine, malandrini e mangiamorte assortiti, ben ritrovati!
Sono ritornato dalla mia pausa per ricaricare le batterie con la testa sgombra e una valigia piena di buone intenzioni. Sono ancora tutte lì, che occhieggiano imploranti da uno spiraglio della cerniera lampo, ma non mi faccio commuovere.
Vi voglio confidare una cosa: sono un fan sfegatato di Final Fantasy VII. Quanto sfegatato? Beh, diciamo che, anni dopo aver abbandonato il mondo delle console, delle riviste specializzate e dei pellegrinaggi nei “Game stop” più vicini, nel periodo in cui gli scaffali si riempivano delle appena arrivate PlayStation 3 io mi sono comprato una PlayStation 2; ma solo per rigiocare al glorioso capolavoro (avevo un conto in sospeso con le due Weapon, chi ha giocato mi può capire).
Con una passione così, potevo forse esimermi, prima o poi, dal visitare la sezione del Tempio dedicato a Cloud e compagni? Certo che no, e infatti nei giorni scorsi gironzolavo da quelle parti quando un’introduzione cattura i miei occhi:
Era una notte gelida, e tortuosa (tortuosa?) quando alla giovane Lucrezia gli iniettarono nell’ utero fecondo il Jenova, per far nascere il santo del mondo, da allora nacque Sephiroth.
Skeight, vecchio mio, vuoi vedere che hai trovato la prossima ficcyna da recensire?
Ed eccomi cliccare su “Final Fantasy VII. Dove inizia il tutto” di Ayuki (http://efpfanfic.net/viewstoryv.php?sid=902276). Ma più leggo e più cresce la perplessità, di fronte a frasi come: Dopo qualche anno il divorzio da Ojio si innamoro perdutamente del dottor Valentain, Di cui aveva già avuto un figlio da un altra donna di cui non a mai detto detto il suo nome.
Oppure: Dopo qualche anno venne messa sotto protezione dai Tarsth, il cui conobbe il figlio del suo amato dottor Valentain, si chiamava Vinsant un uomo di cui si innamoro platonicamente, quasi materno fu qull’ amore che provo verso i confronti di Vinsent, niente di più.
O anche: Dopo qualche anno (“Dopo qualche anno” è il refrain di questa storia) che Ojio scopri la relazione fra Lucrezia e Vinsent gli sparo a brucia pelo, ordinandogli ha Lucrezia di lasciarlo morire. Lei non lo ascolto e porto Vinsent nel suo laboratorio segreto, facendogli esperimenti pe rnon farlo morire aplicandogli il mako e delle materie.
Insomma, la sensazione di trovarsi di fronte a un fake è molto forte. Ma cercando un po’ su Efp, questa ipotesi sembra smentita da altre circostanze, quindi non mi pronuncio.
Certo però che a leggere frasi come Si trovavano nel terzo settore quello dove andranno messi i vari reattori del mako, Molto probabilmente ci sarà l’ inaugurazione del terzo reattore che era stato terminato due giorni prima che partisse, sarà al solita obbrobriosità  del caro del presidente della Shinra, sbuffo scocciato, sentendo che la sorella si sveglio sorrise passa la voglia… d’accordo recensire obbrobri, ma qui è come sparare sulla Croce Rossa. È scritta talmente male da non suscitare nemmeno spunti comici.
Per farla breve, ho citato questa storia solo per condividere con voi la mia perplessità, e anche per meglio disporvi verso la ficcyna che è, stavolta davvero, il piatto forte della serata, e cioè “Devilish Angel” di Sweety Lover, che potete leggere qui: http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=863061.
La storia si apre con uno scenario che di Final Fantasy VII ha ben poco, ricorda più l’ottavo, con una giovincella che corre e va a sbattere contro un ragazzo sconosciuto: “Mi dispiace, è colpa mia, non ti avevo visto,” si scusò al ragazzo, che invece era rimasto in piedi. Aveva capelli argentei che gli arrivavano alle spalle e gli coprivano quasi completamente la parte destra del suo viso angelico. La sua corporatura era proporzionata: non esile, ma neanche troppo robusta.
Chi è questo emo di carta stagnola? Bisognerà aspettare i prossimi capitoli per saperlo, ma ve lo rivelo subito: è Kadaj, uno dei personaggi inseriti in Advent Children, il mirabile spin-off cinematografico in confronto al quale persino i sequel dei film Disney sembrano opere di Fellini. Ma non voglio sembrare prevenuto.
Chiara, la ragazza di cui sopra, nella caduta si è fatta molto male alla caviglia, ma riprende a correre per arrivare alla palestra dove sono in corso le prove per un saggio di danza classica. Aveva promesso alla sua amica che avrebbe sostituito una ballerina che si era infortunata poco prima dell’esibizione, il che è lodevole, soprattutto se avesse preferito fare l’usciere; ma poco dopo leggiamo che Si unì subito alle prove, ma per lei fu difficile, sia perchè non aveva mai praticato quello sport, sia a causa del dolore alla caviglia, che si faceva sempre più intenso. Da ignorante, chiedo a eventuali lettori e lettrici che hanno fatto danza classica se è credibile che una ragazza che non ha mai provato in vita sua possa in pochi giorni imparare il ruolo di prima ballerina per un saggio; risposte senza insulti, grazie.
E comunque, se io fossi la ballerina che si è infortunata, mi riterrei offeso (o offesa? Come impiccarsi con le proprie mani…) da questa scelta per la sostituzione.
Non voglio divagare – oddio, ormai il più è fatto – quindi torno al punto: Chiara danza stoicamente nonostante il dolore, ma a un certo punto cede, cade a terra e interrompe le prove per quel giorno. Sulla strada di casa, si siede su una panchina per via del male alla caviglia, e inizia la scena che segue:
Ad un tratto sentì qualcuno rivolgersi a lei in tono beffardo (non si capisce perché specificarlo, visto che nel resto del dialogo non c’è traccia di prese in giro) “Ciao, ragazzina!”
Si voltò e vide in piedi di fianco a lei lo stesso ragazzo che aveva urtato qualche ora prima, che la fissava con quegli occhi felini (avrà una faccia da salame), a cui lei non resse il contatto, quindi abbassò i suoi.
“Oh.. ehm.. ciao. Io.. mi dispiace per prima” gli disse imbarazzata.
“Fa niente. Senti, ho una domanda da farti. Hai mai sentito parlare della ShinRa?” chiese osservandola, attendendo una risposta.
Questa vince il premio per la peggior frase da rimorchio di sempre.
Chiara restò in silenzio per un paio di secondi, poi disse “L’industria multinazionale? Sì, mio padre è spesso in contatto con il presidente per lavoro” (notevole, considerato che il presidente della Shinra è di fatto il padrone del mondo)
Il ragazzo si fece più interessato. “Bene! E sai niente degli esperimenti che vengono condotti al suo interno?”
[…] “Beh, ho sentito parlare di esperimenti che hanno a che fare con cellule non umane, ma non ne so molto..” (cosa è meno credibile, che Chiara racconti segreti industriali a uno sconosciuto o che qualcuno li abbia raccontati a lei?)
“Forse può già bastare. Seguimi, andiamo a discutere da un’altra parte.”
Il primo capitolo non è ancora finito, e già abbiamo Kadaj che ferma la prima che incontra per chiederle informazioni riservate e di fondamentali importanza. E le trova. Sono coincidenze che ti fanno tornare la fiducia nel mondo.
Ma meglio non esagerare con la fiducia, altrimenti si finisce come Chiara che, a causa della caviglia malmessa, non segue subito Kadaj, e quest’ultimo per fare prima la prende in braccio e la porta con sé.
‘Cavolo, sono a cavalluccio di un ragazzo che neanche conosco, e che non so dove mi sta portando. Eppure.. eppure mi sento.. come dire.. al sicuro, non ho paura. E’ strano.. chissà chi è..’

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Per fortuna, Kadaj non è il maniaco che il suo atteggiamento indurrebbe a pensare. Seduti al tavolino di un bar, i due riprendono la loro conversazione sulla Shinra:
“Ecco.. come ti ho detto non so molto, so solo che stanno facendo degli esperimenti con delle cellule e che tengono la fonte di queste cellule custodita in un luogo segreto”
Detto che il padre di Chiara andrebbe licenziato in tronco per la facilità con cui racconta in famiglia dettagli delicatissimi, Kadaj non è da meno, visto che si fa sfuggire un riferimento sulla Madre e, di fronte all’ovvia perplessità della ragazza, la fissò per qualche istante prima di decidere se raccontarle tutto su di lui, quindi le parlò dei SOLDIER, di Sephiroth, di Jenova, la Madre,un essere misterioso che arrivò sul pianeta decine di anni fa (migliaia, se dobbiamo dirla tutta) e di lui, del motivo della sua ricerca.
Non sapeva con precisione perchè le avesse raccontato tutto con tanta facilità, proprio lui che di norma non si fidava di nessuno (ma per la figlia di una persona che lavora con i suoi nemici fa un’eccezione). Probabilmente per poter ricevere da lei informazioni più precise, si disse.
Considerando che gli aveva appena detto le uniche cose che sapeva… Noi lettori, a dire il vero, non sappiamo con precisione nemmeno perché stia succedendo tutto questo, per quale misterioso intuito Kadaj abbia abbordato una perfetta sconosciuta che guarda caso è a conoscenza di qualcosa sulla Shinra. Probabilmente il nostro è in grado di recepire l’aura di marysuaggine che emana da Chiara, la donna che impara danza classica dall’oggi al domani.
La discussione non fa passi avanti rilevanti, se non nel finale, quando i due si salutano con un grazie e un sorriso di lei, un po’ di stupore in lui, timidi segni di amor che nasce. Il giorno dopo, la scena si ripete: Chiara termina le prove, esce e incontra Kadaj che la fa salire in moto e la porta alla Forgotten City, in un luogo pieno di alberi spogli e ghiacciati, con un grosso lago al centro.
Quello che mi chiedo io è: da dove sono partiti? In assenza di descrizioni più precise, il luogo in cui vive Chiara assomiglia più a una normale città italiana che a una qualsiasi location di Final Fantasy VII. Quindi l’unico luogo che potrebbe vagamente (molto vagamente) essere adeguato è Midgar. Peccato che Midgar e Forgotten City si trovino in due continenti diversi. Ma, a pensarci bene, anche senza considerare questo piccolo inconveniente, resta che per arrivare a Forgotten City dal più vicino insediamento umano occorre attraversa una foresta stregata, superare monti e valli e addentrarsi in un canyon… O la moto di Kadaj spacca di brutto o c’è una qualche incongruenza, a voi la scelta.
Torniamo alla storia: una volta arrivati, Chiara incontra Loz e Yazoo, i fratelli di Kadaj (raro caso in cui i nomi dei personaggi originali sono peggiori di quelli inventati dalle vestali), e si ripete la solita solfa: “Dicci quello che sai” intervenne Loz.
Chiara spiegò tutto, cercando di non tralasciare nulla, per non deludere quegli strani ragazzi; ma spiegare cosa, per Depp, se ha già detto tutto il poco che sa a Kadaj? Il quale, dopo millanta km, si limita a dire “Per ora vedremo di farcelo bastare” e scioglie il meeting.
Chiara si fa accompagnare all’aeroporto per salutare il suo migliore amico che va a studiare all’estero. Sì, lo scenario è sempre meno Final Fantasy VII e sempre più Italia MMXII, ma poi leggiamo questo scambio:“Ciao, Kevin! Sono arrivata in tempo, per fortuna!”
“Ciao, Chiara! Al pelo, stavo per salire sull’aereo!”
e possiamo tranquillizzarci: se “stava per salire sull’aereo” vuol dire che la ragazza ha tranquillamente bypassato i controlli ed è entrata nell’area riservata ai viaggiatori, quindi un po’ di fantasia c’è.
Comunque questo excursus aeroportuale ha il solo scopo di far vedere Kadaj che si ingelosisce per la confidenza di Chiara con un altro ragazzo, e per permettere a Tseng – il leader dei Turks, il gruppo che fa il lavoro sporco per la Shinra – di avere una delle sue malvage idee.
Il losco figaccione, infatti, ha seguito i nostri eroi all’aeroporto, e avendo notato l’evidente cotta di Kadaj per la Carla Fracci de’ noantri decide di rapirla. Il rapimento avviene due giorni dopo, il tempo di far rattristare Chiara per l’improvviso dileguarsi di Kadaj e per farle ballare lo Schiaccianoci con grandissimo successo (nello spogliatoio, tutte le ballerine le facevano i complimenti – e nel frattempo le mettevano le punes nelle scarpine per liberarsi della nuova rivale – dopotutto imparare la danza classica in meno di una settimana non era un’impresa facile! Povere ingenue, ignorano che per una Sue è una bazzecola).
Dopo essersi cambiata uscì dal teatro, ma fu sorpresa da un ragazzo in giacca e cravatta, che la colpì alle spalle.
Ora, non per battere sempre sullo stesso chiodo, ma dico io: Chiara avrebbe potuto dedicare meno di una settimana anche a un corso di autodifesa, no? Vista la sua prodigiosa capacità di imparare, probabilmente dopo la terza lezione avrebbe sviluppato dei sensi di ragno e sarebbe stata in grado di avvertire l’arrivo di malfattori dietro di lei, e reagire di conseguenza. E invece nada, poi uno si lamenta che avvengono i rapimenti!
Dopo il sequestro, gli eventi sono sostanzialmente due: 1) Tseng telefona a Kadaj e gli comunica che, se non lo raggiungerà, ucciderà Chiara; 2) Kadaj e i suoi fratelli raggiungono Tseng, ascoltano il suo ricatto, lo massacrano e liberano Chiara.
Se è vero che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, si vede che chi va con Reno e Rude impara a fallire. Nel caso specifico, Tseng sembrava piuttosto IC nella fase “rapimento giovane donna”, ma dare appuntamento a tre persone pericolose, armate e arrabbiate, e affrontarli da solo, peraltro con le mani occupate per tenere fermo l’ostaggio, non è proprio quello che si aspetterebbe da lui; ultima umiliazione, si salva solo perché Chiara grida a Kadaj di fermarsi (detto da lei ha senso, non ha costretto nessuno a scendere in guerra per salvarla – scusate, ma ancora non riesco a cancellare del tutto quella storia).
Non mi soffermerò a lungo sulla scena di Kadaj che consola la ragazza piangente, non è la parte peggiore della fan fiction, a parte l’inquietante trasformazione degli occhi di lui in smeraldi felini; ma una volta tornati in città, cosa fanno? Vanno a casa di Chiara, magari per tranquillizzare i suoi genitori, visto che alla fin fine c’è stato un rapimento? Troppo mainstream, meglio andare al luna park, che è l’occasione per  dichiarare finalmente urbi et orbi che tra i due è sbocciata la grande A:
Chiara in quel momento capì che gli smeraldi felini (aridaje…) di lui ormai non le incutevano più timore, come la prima volta che li aveva visti (le incutevano così tanto timore che dopo cinque minuti si faceva portare in braccio da lui); per lei erano gli occhi di colui che l’aveva salvata, avevano visto tante vittime innocenti perire a causa sua (ma sua di chi, ma dove, ma come, ma quando?), ma lei vide soltanto il suo aspetto angelico, quello della persona a cui vorrebbe essere sempre accanto, quello del suo amore (e qui ci starebbe bene Kadaj che grida “Cassandra!”).
Sino ad ora, la storia è filata avanti in maniera lineare. Il prossimo capitolo, che è anche il penultimo, invece inizia di punto in bianco da una situazione nuova: I ragazzi dai capelli d’argento si diressero alla ShinRa, accompagnati da Chiara: avevano scoperto finalmente dove tevevano nascosta una parte delle cellule di Jenova.
Mi sfugge il motivo per cui, in una situazione che potrebbe essere pericolosa, i fratelli Domopak debbano portarsi dietro una persona da proteggere – a meno che, nel salto temporale dal capitolo precedente, Chiara non abbia accolto il mio consiglio di imparare in pochi giorni l’autodifesa – ma i tre sono troppo eccitati all’idea di ritrovare la Madre per badare a queste sottigliezze. Mentre entrano nei locali della Shinra, fantasticano su come distruggeranno il mondo una volta compiuta la Reunion, discorsi che sconvolgono Chiara.
‘Mi sono sbagliata su di loro, credevo volessero trovare Jenova per stare con lei come una famiglia, non per distruggere tutto!’
E meno male che Kadaj le aveva spiegato cos’era Jenova!


Ormai è andata così; Chiara scappa via dai tre, Kadaj se ne rende conto solo quando è a un passo dal suo obiettivo, si volge a cercarla coi suoi occhi smeraldi di ramarro e non la vede, e dopo una breve lotta interiore il carro di buoi Jenova perde, e il nostro corre in cerca della ragazza, la trova, si baciano, il tutto mentre Yazoo urla disperato: “Sbrigati, lo sai che se non agiamo ora, sarà impossibile recuperare la Madre! Entro oggi distruggeranno il laboratorio!”
A conferma di questa esclamazione, il settimo e ultimo capitolo (Final chapter: VII) inizia con: Kadaj, Yazoo e Loz avevano finalmente recuperato la testa di Jenova in possesso di Rufus Shinra. Ovviamente nessuna spiegazione su come e quando, se la testa era quel che cercavano nel laboratorio o qualcos’altro, solo un altro cambio improvviso di scena, un altro inserimento a pene di segugio di location della storia originale (Kadaj aveva raggiunto una piccola chiesetta, ricoperta di fiori), e un altro remix del dilemma di Kadaj che deve scegliere tra la sua missione e la sua nuova fiamma. Non è bastato salvare Chiara da Tseng nonostante la sua evidente inutilità, non è bastato andare da lei mandando all’aria (così sembrava) il recupero della madre; come si suol dire, non c’è due senza tre. E quindi godiamoci (si fa per dire) lo spettacolo di Kadaj che decide di tentare la Reunion.
In quel momento Cloud lo raggiunse, pronto a combattere per impedirgli di portare a termine il suo progetto.
Non perdete tempo a chiedervi come mai di punto in bianco spunti fuori Cloud. Da questo momento, il capitolo ricalca il duello finale del film, compresa la parte con Sephiroth; solo è più scarna e meno tamarra, quindi vi conviene vedervi la scena originale:

La differenza sostanziale tra film e fanfiction è che la sconfitta di Sephiroth non nasce dal flashback di Cloud (che come idea non è nemmeno ‘sto granché, a dirla tutta), ma dall’intrusione di Chiara che cerca tracce del suo amato; Sephiroth prima la sbeffeggia, poi cerca di soffocarla, e viene fermato da Kadaj, che invece di dissolversi è ancora cosciente e riesce a reagire:
‘Distruggi pure il mondo, ma non lascerò che tu le faccia del male!’
Se si doveva arrivare a questo, tanto valeva non iniziare proprio la Reunion…
Per farla breve: Sephiroth viene sconfitto da Cloud, Kadaj sopravvive, bacia Chiara – che così dà un nuovo significato all’espressione “Avere l’argento vivo addosso”.

“Non mi sono mai sentito così.. Io.. credo di amarti..”, l’hai già detto nel capitolo precedente, l’abbiamo capito!  E così dicendo se ne va insieme a lei e ai due fratelli. Tutto qui.
La storia potrebbe essere racchiusa in una frase: “Un tizio chiede aiuto ad una persona sconosciuta a caso per raggiungere un obiettivo che alla fine lascia perdere per amore di quella stessa persona”. Struggente, no? No?
No.

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – quarta (e ultima) parte

Signore e signori eccoci con il piatto forte di questa recensione in più portate: “Scambio di Ruolo”, di Dama Galadriel.
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

Ora, vi confido una cosa: mentre leggevo la fanfiction ero indecisa se recensirla o meno: aveva delle chicche meravigliose, certo, e citazioni più o meno velate che rivelavano spiccatamente la mancanza di una trama seriamente studiata, ma era anche lenta ed aveva dei punti morti. Insomma, si correva il rischio di risultare noiosi.
Poi ho letto questo capitolo e mi sono resa conto che, se non avessi recensito questa cosa, tanto valeva chiudere Fastidious, perché una scena scritta in questo modo difficilmente ricapiterà.
Forse sono troppo ottimista, ma leggete… Questo.  

Tredicesimo capitolo: metafore isteriche.

Sorvolieremo su Sarah che va a farsi un bagno caldo (tra un po’ diverrà una rana) e Jareth che invece si fa una doccia fredda (lui è già diventato un represso); sorvoleremo su Sarah che nel cuore della notte trova un pianoforte nel castello ed attacca a suonare mentre sul soffitto si addensano nubi (Sala Grande di Harry Potter o nuvoletta fantozziana?); sorvoleremo anche sul fatto che Sarah si metta a cantare “Set Fire to the Rain” con quel ventennio abbondante d’anticipo sull’uscita della canzone. E, infine, sorvoleremo anche su Jareth in versione fanboy adorante che pensa (più o meno) “oh, come è potente Sarah, il Labirinto l’ha già riconosciuta come sua regina!”.

Sorvoleremo su un sacco di belle cose, me ne rendo conto, ma la parte migliore è quella su cui stiamo per planare come avvoltoi, statene certi.

Prima di tutto, l’abbigliamento di Sarah:
aveva indosso solo un pigiama corto di seta blu che lasciava ben poco spazio all'immaginazione
Io mi sto interrogando da ore sul modello di questo pigiama, ma lasciate che lo dica: un pigiamone in flanella avrebbe salvato almeno in parte questa fanfiction. Davvero. Non sottovalutate il potere riequilibrante di un pigiamone in flanella!

Ora Sarah si trovava sotto di lui e poteva sentire tutto il peso del suo corpo, percepiva il suo desiderio crescere e questo le fece emettere un piccolo gemito, forse di desiderio o forse di paura.
Oh, di nuovo il DESIDERIO percepibile di Jareth!

Sarah comprese che era arrivato il momento della sua metamorfosi
No, non in fae o qualcos’altro. Giuro che ho sperato anche io che intendesse qualsiasi altra cosa, ma no. Intende proprio quello che avete capito.

quei pensieri non erano esattamente “consoni” ad una ragazza ancora vergine
Se sei vergine non puoi eccitarti o fare pensieri osé. Strano, ricordavo diversamente.

cominciò a slacciargli i bottoni della camicia scoprendo quel petto così perfetto e muscoloso.
A me spiace sempre dover disilludere la gente, ma… Andiamo, stiamo parlando di David Bowie, superbo esemplare della sottospecie di umani abitanti l’inghilterra chiamata Homo Rachiticus.

ma prima di arrivare al punto di non ritorno (Fantasma dell’Opera, sciò. Non è il momento), i nostri fanno una breve pausa, assolutamente illogica visto che a questo punto Sarah dovrebbe essere nella condizione di voler sbranare i pantaloni di Jareth coi denti pur di toglierglieli; Jareth però decide diversamente: le porta il Gingillo Inutile, in questo caso una collana d’oro bianco col falcetto simbolo di Jareth che funge da teletrasporto (la definizione data dall’autrice è “ponte tra i due mondi”, ma non vorrei che il Fantasma dell’Opera si galvanizzasse troppo).
Poi tornano a pomiciare come se nulla fosse accaduto.

Jareth l’aiuta a sistemarsi la collana e ne approfitta per farle cadere gli spallini del pigiama:

Quel tocco, così piacevole, fece trasalire Sarah che si girò di scatto mettendosi a cavalcioni su Jareth.
Ancora, sono dell’idea che girarsi di scatto mentre qualcuno ha il naso a dieci centimetri dai propri capelli non sia una idea delle migliori, a meno che non si abbia una avversione per la forma del naso del proprio partner…
 
sembrava che le sue labbra non avessero mai assaporato la pelle di una donna
Infatti c’ha dato dentro solo con esponenti del Piccolo Popolo…

Le mani, quasi in possesso di vita propria[Dunque contro il suo volere?], scesero sotto la maglia fino ad arrivare ai suoi boccioli di rosa[…ARGH.]. Delicatamente le sfilò l'ostacolo di seta[è il pigiama: “ostacolo di seta” è immotivatamente aulico] e accarezzò i suoi seni prima con le mani poi con le labbra.
(…)gli sfilò la camicia e potè ammirare, in tutto il suo splendore, il petto di Jareth che si stagliava maestoso di fronte al suo viso arrossato per l'emozione.
Questo kink (riscontrato anche in altre fanfiction su Labyrinth) per il muscoloso petto di Jareth non ha assolutamente ragione di esistere.

Sarah poteva sentire la virilità[no… La virilità no… Per favore!] di Jareth crescere costretta sotto i pantaloni e decise di liberarla [Free Dick]; con un gesto che le sembrò il più naturale del mondo, gli slacciò i pantaloni e glieli tolse. Il suo corpo era perfetto e Sarah lo contemplò come se davanti avesse la statua di un dio greco [Immaginatevelo, un dio greco con quella pettinatura].

Jareth infilò la mano nei suoi pantaloni fino ad arrivare agli slip e sentì che un umido innocente le aveva bagnate.
Non so come funzioni tra ferie, ma quell’umido lo si può chiamare in qualsiasi modo fuorché innocente: non lo è per definizione.

Ora i suoi movimenti si fecero più insistenti e la sua virilità[E daje…],ormai matura [è… un cocomero?], premeva per entrare nel luogo più intimo di Sarah[… Mi sono persa. Jareth vuole infilare un cocomero nel cervello di Sarah?].

Sentì la pressione del Re [Per chi non l’avesse capito, “la pressione” è il cocomero] farsi strada nella sua intimità [il femminile di virilità], fino a quando non incontrò l'ostacolo primordiale [Oh per Bowie, chiama le cose con il loro nome! Imene! IMENE! Ed è all’apertura della vagina, quindi la pressione, che poi è un banalissimo PENE, non si è fatto strada da nessuna parte!], e prima di entrare definitivamente nella sua alcova [VAGINAAAAAAAAAA!] (…) quando l'inevitabile dolore [In realtà non è così inevitabile. C’è a chi la prima volta non fa male. Beate loro, comunque.] arrivò, s'irrigidì e chiuse gli occhi.
In quel momento la metamorfosi di Sarah fu completa, abbandonò infine l'ultimo barlume della sua adolescenza ed entrò definitivamente nella vita adulta.
…Chissà se le sono spuntate le ali.

Ora. In questo tripudio di idiozie (la prima volta che ho letto “l’ostacolo primordiale” ho squittito e  fatto un balzo sulla sedia. Non ho riso apertamente perché erano le tre di mattina), Jareth fa l’unica cosa IC, l’unica azione che reputo degna di lui di tutta la fanfiction e l’unica per cui provo un po’ di rispetto: chiede a Sarah di pronunciare il suo nome mentre viene.
Per un attimo Jareth torna ad essere il bastardo faerie calcolatore che amo tanto. Poi inizia a segamentalizzare e rovina questo bel momento. Purtroppo capita, quando ci sono Mary Sue in giro (questa versione di Sarah corrisponde ai parametri).
 

Quattordicesimo capitolo: incredibile rivelazione e il colpo di scena
che MAI ci saremmo aspettati.

So che già lo sospettate, ma ve lo dico lo stesso: nel titolo del capitolo ho mentito.
In soldoni: Sarah si sveglia e Jareth non c’è. È seduto sul trono (no, non ha avuto un attacco di dissenteria… Il trono vero!) a segamentalizzare.

Dopo tanto tempo era riuscito ad averla tra le sue braccia, accarezzare la sua pelle di seta bianca come porcellana, baciare le sue labbra rosee ed inesplorate e poi cogliere l'essenza della sua innocenza che lei gli donò amorevolmente[Gli avesse donato delle concordanze, insieme all’innocenza, non sarebbe stato male. Invece ci becchiamo la frase melensa e pure scritta male. It's not fair!].

Non poteva sopportare l'idea di quello che le aveva appena fatto[già, essere IC è così insopportabile…]. Lui l'amava, terribilmente, totalmente, fisicamente, mentalmente [supercalifragilisticamente no?], ma aveva anche una missione da portare a termine [His name is Bond. Jareth Bond]e questo tormento interiore gli stava lacerando l'animo[ La famosissima moralità dei Faerie, sì. Perché esiste un film intero per dimostrarci che Jareth non ragiona secondo gli schemi dei mortali quando poi le autrici di fanfiction se ne sbattono e lo rendono il classico belloccio da Harmony?].

Sarah sta per pronunciare per la terza volta il nome di Jareth, ma lui la ferma e le spiega cosa deve fare per salvare il Labirinto. Cosa che avrebbe potuto sentire  dal Saggio, non fosse corsa via, ma serviva il Momento di Disperazione per arrivare alla scena di sesso e la Grande Rivelazione dopo la scena di sesso, così da fare allontanare i protagonisti. Imbastire una trama complicata è difficile, e a noi piace vincere facile (bom xibom xibom bombom!). Jareth rivela anche che, se l’Underground venisse distrutto, il mondo di Sarah farebbe la stessa fine. Motivazione che, a mio parere, renderebbe chiunque molto più propenso a salvare capre e cavoli… Chiunque tranne (ovviamente) Sarah l’isterica che, nel frattempo, capisce (oddio, in realtà Jareth glielo rivela senza troppi problemi) il trucco del nome.

“Mi ami!?!? Mi ami?!?! Tu sei una grandissimo stronzo bastardo!!! Io ti ho donato la cosa più importante che avessi[Oh, Bowie… ] . Io ti ho donato il mio cuore e tu mi hai ingannata!! IO TI ODIO, TI DISPREZZO PROFONDAMENTE!! Non mi interessa proprio niente di questo dannato Regno[Ma hai sentito cosa ha detto prima? Non è solo il suo regno ad essere in pericolo, idiota…] e non mi interessa niente di te!!” Sarah aveva le lacrime agli occhi. Era stata ferita e tradita. Si avvicinò e gli diede un sonoro schiaffone.
Olè, la scena da shojo manga.
Sarah-chan, ascolta i buoni consigli della sensei Bellatrix: considerato che non c’è scampo, ti tocca accettarlo questo ruolo nel Labirinto. E pensa, ha dei lati positivi: ti renderebbe ben più potente (sic!) del tizio con cui sei incazzata a morte, oltre che la sua sovrana indiscussa.
Pensa al ventaglio di opportunità, e ricordati che anche Malefica era una fata, solo che aveva i coglioni girati.

Ma anche qui, se Sarah si fermasse a cogitare una seria vendetta ai danni di Jareth, mancherebbe l’angosciosa scena che vogliamo A TUTTI I COSTI avere (no? No. Ma ce la pigliamo e senza vaselina) prima dello scontatissimo happy ending. E dunque Sarah sfiora il comunicatore, dice “Scotty, teletrasporto!” e si ritrova a Dublino.
Sarah aveva toccato il ciondolo che le aveva regalato la sera prima, pensò intensamente alla sua stanza a Dublino e scomparve in una nuvola dorata.
Per non essere ancora una ferie, Sarah ha già preso le glitterate abitudini di Jareth.
 

Quindicesimo capitolo: la vecchia parente e il racconto strappalacrime
che convince la protagonista a tornare dal suo eterno ammoreh

Io… No, dai, lo salto questo capitolo: tanto è una cosa trita e ritrita.
Sarah si dispera, la zia col nome assurdo le racconta la storia della figlia, Cathy, deceduta dopo un due di picche. Così, dopo aver visitato la tomba di Catherine (che non dorme sulla collina ma è seppellita nel giardino/cimitero dietro casa), Sarah capisce che deve tornare da Jareth.

Sedicesimo capitolo: La bella e la bestia (e Sailor Jareth colpisce ancora)

Jareth si deprime. Martinus gli suggerisce di dare la sua vita immortale (pare che, grazie alla dichiarazione di Sarah, sia “guarito”. Io ricordavo che dovesse anche sceglierlo come sposo, ma dettagli).

Ancora non poteva crederci.
Era successo tutto così in fretta.
Stava morendo per colpa di Sarah.
Sarah era tornata nel labirinto per aiutarlo.
Sarah gli aveva dichiarato il suo amore.
Sarah lo aveva guarito dalla maledizione.
Lui aveva tradito Sarah.
Sarah era fuggita.
Lui doveva morire.
… L’avesse scritta così l’avrei preferita. Almeno non sarebbero stati SEDICI CAPITOLI in cui due personaggi non fanno nulla di sensato.

Dunque Jareth tocca l’obelisco e gli trasferisce la sua forza (sono abbastanza sicura di aver visto le altre Sailor morte, sullo sfondo) proprio mentre Sarah torna nel Labirinto. In una scena che ricorda molto il dialogo tra Atreyu e l’Imperatrice, Sarah e Martinus parlano del futuro imminente del Labirinto (ma cercate di salvare quel povero idiota là dietro, piuttosto!); Sarah perde altri momenti preziosi e Jareth muore. Solo allora Martinus (che abbiamo capito essere una grandissima stronza) ricorda a Sarah che può ancora salvare ciò che è rimasto, pronunciando il nome di Jareth per la terza volta.

“No! Non posso! Non capisci, non posso abbandonare i miei genitori, i miei amici, la mia vita!”
Ricordiamolo ancora una volta per chi si fosse messo solo ora all’ascolto: tutti e due i mondi verranno distrutti se lei non prende il suo posto, quindi di genitori, amici e vita non rimarrà nemmeno il ricordo.
Sono queste le scene che ti fanno invocare un fulmine sul server di EFP: perché, per il sospensorio di Jareth, o si crea una Mary Sue o una cretina. Una Mary Sue cretina è irritante oltre ogni limite. Ed a riprova di questo:

“Smettila!! Smettila di ripetermi che sono la Regina di questo posto! Lui è il legittimo Re!” disse indicando il corpo di Jareth.
Bravi, legatelo al suo cavallo (quale?) così magari le truppe (quali?) si sentono motivate e il Nulla prende paura e scappa. Con El Cid si dice abbia funzionato.
Per farla breve, Sarah accetta solo quando Martinus (che ricordiamo essere una stronza) le rivela che, accettando il suo compito, potrebbe resuscitare Jareth.
… Ma dirlo prima?
Sarah pronuncia il nome di Jareth, salva il mondo (è una Sailor anche lei) e si risveglia come fae.
 

Diciottesimo capitolo: e ogni dignità fu spazzata via, insieme a Nulla e logica.

Sarah si risveglia in versione Mary Sue potenziata, torna al Labirinto, scambia saliva con Jareth resuscitato come il Medico Maceti, si sussurrano dolci parole d’amore (io vomito arcobaleni), decidono di sposarsi (arcobaleni… ARCOBALENI OVUNQUEEEE!), trombano (una sveltina, quasi a secco e lei viene dopo poche spinte. È la sua seconda volta. Certe cose sono troppo anche per una storia in cui uno dei protagonisti è il Re dei Goblin, bisognerebbe ricordarselo).

Il giorno dopo Sarah inizia la ricostruzione, aiutata da Jareth. Prima comunque si crea degli abiti da regina moderna (jeans, maglione e scarpe da ginnastica. Sigh.). Ma non è finita.
Ricostruiscono il castello:

Sarah immaginò un castello molto diverso dal precedente, quasi fiabesco, con alte mura bianche, torri con guglie a punta, bandiere sventolanti.
Jareth ride, credo a causa di un attacco isterico. Io piangerei.

Ricostruiscono il Labirinto, ma senza la Gora.
“Io ci sono passata e, ti assicuro, che era una cosa insopportabile. Non voglio che nel mio Regno esista una cosa del genere”
Ma santo cielo! Jareth, fa qualcosa, opponiti, Organizza un referendum! Dai il via ad una petizione per evitare che l’habitat di Sir Didymus sparisca per sempre… QUALCOSA!
 
Cooomunque… Tra rose e fior, nasce l’amor, Sarah e Jareth si vanno a sposar. Lui dice sì, lei dice sì, si danno un bacio e lei ritrova i suoi amici (che lui le aveva “nascosto” per farli apparire il giorno delle nozze, come suo regalo, mentre lei si preoccupava per loro. Roba da prenderlo a testate). Poi è il turno di Sarah di svelare il suo (scontatissimo) regalo allo sposo. Per chi non ci fosse ancora arrivato, finisco la canzoncina:

partono in due
tornano in tre
questo vuol dire che è nato un bebè!

*Fine*

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – parte terza

Signore e signori, questa sera l’avete quasi scampata: il mio computer è entrato in coma stamane, portando con sé il contenuto dell’hard disk.
Per vostra sfortuna la recensione è stata recuperata e possiamo così continuare con le avventure nel Labirinto.

La minestra e la cuoca sono sempre le stesse:  “Scambio di Ruolo” di  Dama Galadriel http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1
 

Nono capitolo: Noia e Nulla.

Lasciandosi alle spalle il semi assalto sessuale narrato ieri sera, i nostri eroi continuano il loro viaggio fino ad incontrare il Saggio, che spiega loro chi è il nemico che dovranno affrontare:

“La coltre che sta per divorare il tuo Regno, giovane Fae, è il Chaos(1). (…) molti esseri viventi vi precipitano volontariamente, spinti dalla propria mancanza di speranza. Il Chaos è effetto della passività e del disordine: quando si guarda al suo interno, si prova una terribile sensazione di svuotamento e di attrazione verso di esso. Gli abitanti del Regno che vi sono già entrati sono passati nel mondo degli Uomini, ma solo sotto forma di menzogne[Questo era pure un concetto carino, peccato che si perda nella fanfiction].
 “(…)Nonostante lui, apparentemente, non abbia potere su di te, quelle parole hanno avuto un potere enorme sul giovane Fae. La sua energia e il suo potere si sono notevolmente ridotti e questo ha fatto si che anche la sua capacità di vegliare sui sogni e le speranze dei propri sudditi venisse meno. Gli abitanti del Regno hanno smesso di sognare e sperare, la disperazione ha cominciato a farsi largo nei loro cuori e il Chaos, infine, si è manifestato”.
Come l’autrice ammette nelle note “La descrizione del Chaos è ispirata a quella del Nulla della Storia Infinita.” (sì, grazie, avevamo già sospettato qualcosa quando ci hai descritto il piazzale e la bambina vestita di bianco); la cosa che più mi lascia perplessa è il Saggio. Io questo Saggio me lo ricordavo molto laconico nelle sue risposte, narcolettico e con un principio di Alzheimer, mentre qua se la cava benissimo. Devo ancora capire questo strano principio per cui i vecchi nelle fanfiction rincoglioniscono quando sono sani di mente e rinsaviscono quando in originale sono rincitrulliti.
Ma non divaghiamo!

Sarah, sconvolta da questa nuova rivelazione (e non capisco perché, dato che in pratica le ha spiegato con qualche parola in più ciò che Jareth le sta dicendo da tre capitoli), scappa piangendo (come Jean Claude!).
Data la descrizione del Chaos/Nulla, il seguito di questa scena è scontato.

Decimo e undicesimo capitolo: Noia, Nulla e Nebbia (x2)

Sarah viene catturata dal Nul- volevo dire dal Chaos e in esso vive in una specie di realtà parallela in cui sua madre è viva (non è così parallela, in effetti…). Vive tranquillamente la sua vita, fino a che non trova il libro di Labyrinth che le ricorda qualcosa. Poco dopo Jareth riesce ad entrare nel suo sogno sotto forma di barbagianni (perché quello è un barbagianni. Autrice, l’avessi chiamato almeno una volta col nome appropriato, invece che pennuto, animale e volatile!). Sarah ha l’impulso di baciarlo (voi, là nell’angolino, smettetela di ridere. L’abbiamo pensato TUTTI, ma se adesso iniziamo con le battute sugli uccelli non la finiamo più).
Quando finalmente Sarah bacia l’uccello ( … Non potevo resistere: come Edvigelacivetta ha tragicamente scoperto, adoro i doppi sensi sugli uccelli!) ricorda tutto ciò che è accaduto e decide di tornare indietro.

Il problema principale di questi due capitoli non sono il sogno di Sarah o le sue preoccupanti tendenze zoofile, ma le fregnacce sparate da Jareth nel frattempo.

“Non ti prenderai la mia unica ragione di vita. Io la salverò ad ogni costo. Non te la lascerò portare via da me” ringhiò Jareth contro la Nebbia.
Jareth, lo stalker, calcolatore, egoista e un po’ bastardo che noi tutte amavamo, addio. Ciao Jareth l’inutile bamboccio innamorato; prego, prendi pure posto tra i mille personaggi fighi resi dei babbei innamorati dalle ficcine.

Una voce s'insinuò nella mente di Jareth. La Nebbia stava comunicando telepaticamente con lui.
A Heidi le caprette facevano ciao. Nebbia ha fatto il salto di qualità e parla telepaticamente con l’aristocrazia.
Apro una parentesi: per fare le cose in maniera interessante, di solito, queste entità non le si fa parlare. Si insinuano nel cervello dell’eroe di turno e gli fanno credere quello che vogliono (che poi è la scelta fatta da questa stessa autrice per fare in modo che il Nu… Chaos fregasse Sarah). Non capisco perché rischiare di far sembrare la propria opera un episodio di Sailor Moon.
Jareth si protegge con una delle sue bolle e si avventura nella Nebbia (no, non fa una rettoscopia al cane, a molestare animali vari già ci pensa Sarah. Siate seri, su!). La Nebbia, ovviamente, continua coi suoi discorsi demotivanti, ma:

Anche se lei mi odiasse con tutta se stessa, anche se il vedermi le procurasse dolore fisico [esagerato], i miei sentimenti non cambierebbero. Quella sciocca ragazzina umana, come la chiami tu, mi ha insegnato che la forza dell'amore sta nel fatto che è un sentimento gratuito e disinteressato. Se ami realmente qualcuno vuoi solo il suo bene a prescindere dal fatto che ricambi o meno i tuoi sentimenti”.
Che noia. Che tristezza. Che avvilimento. Mi sembra di sentire parlare Tarabas (a proposito di personaggi potenzialmente fighi da impazzire che vengono ridotti all’ombra di se stessi dalla Mary Sue di turno). Manca solo che decida di diventare buono e non usare più i suoi poteri e siamo a cavallo. Jareth, se continui così vomiterò arcobaleni per una settimana!

Ma certo!!! Non esiste potere più grande dell'amore che provo per Sarah! Il mio amore mi condurrà da lei”.
… Come vuoi Sailor Jareth.

Il nostro eroe di pan di zucchero giunge finalmente innanzi la sua bella:

Sarah galleggiava priva di sensi come sostenuta da migliaia di palloncini.
Sul serio, autrice, lascerei perdere le figure retoriche, perché fino ad ora hai dimostrato solo che non sono proprio il tuo forte.

Dodicesimo capitolo: hai fame?

Jareth dunque salva Sarah (o Sarah si salva da sola, dipende dai punti di vista); ormai allo stremo, la porta al castello e cerca di recuperare un po’ di energie… Almeno finché quella rompicoglioni di Martinus (la plagiata Imperatrice) non irrompe nei suoi sogni.

Come se avesse usato La Spezia (1), Jareth viaggiò senza muoversi e, in un battito di ciglia, si ritrovò al cospetto di Martinus.

Il numerino tra parentesi è la nota dell’autrice che ci fa sapere che La Spezia è una sostanza che viene dal pianeta Dune, dal film omonimo di David Lynch. Io ricordavo che La Spezia fosse il capoluogo dell’omonima provincia ligure (quella di Dune è la spezia Melange, più comunemente detta la spezia. Ogni tanto scritto anche la Spezia. Fatto sta che “la” non è maiuscolo, non essendo realmente parte del nome ma un semplice articolo determinativo).
Fino ad ora sono stati citati metà dei film fantasy degli anni ottanta: se ci fate caso mancano solo una bella citazione a Willow, un paio di unicorni direttamente da Legend e una maledizione alla Ladyhawke e il quadro è completo.

“Il tempo nella Nebbia scorre più velocemente del normale. Ti rimangono solo tre giorni per convincerla a pronunciare il tuo nome altre due volte e farle prendere posto sul trono come Regina”.
Figuriamoci se il tempo nella nebbia non scorreva più velocemente! Che colpo di scena.

Ricordati che se non riuscirai a convincerla, anche l'Aboveground cadrà nelle mani del Cahos, e sarà la fine per tutti!
No su questa frase non ho nulla da dire, oggi, ma mi riservo il diritto di richiamare il teste nell’ultima parte della recensione. Capirete il perché.

Mentre pronunciava queste parole, Martinus abbandonò la sua forma bambinesca e assunse quella di un maestoso gigante, a conferma del fatto che non stava scherzando affatto.
 Toh, Gandalf. Mancava eh.

Jareth lo guardò spaventato [Bilbo, magari. Jareth che si spaventa per un trucco simile non ce lo vedo proprio] e disse:
“Hai ragione Martinus. Non posso fallire, non questa volta. Ne va della sopravvivenza di due mondi. Ormai non posso fare nulla per la mia vita
[Imbecille, per salvarti ti basta che lei si innamori di te e ti scelga come suo compagno. La motivazione ancora mi sfugge, ma comunque mi sembra che buona parte della cosa sia già avviata], quindi mi giocherò il tutto per tutto. A costo di ingannarla per l'ennesima volta [Se fossi IC non sarebbe un problema]”.
Tutti si svegliano, Sarah raggiunge Jareth.

Il giorno stava calando e un raggio di sole accarezzò dolcemente la guancia di Jareth donando al viso una bellissima sfumatura pesca.
Re dei Goblin, la smetta di rubarmi il phard!

Dopo un dialogo tra l’illogico e l’irreale (e non provate a giustificare la cosa con il fatto che nel Labirinto tutto funziona al contrario perché NON È UNA SCUSA VALIDA!), i due decidono di cenare insieme (dopotutto hanno solo tre giorni per salvare l’Underground E l’Aboveground… Che fretta c’è?)

“E dimmi, cosa ti andrebbe di mangiare?”
 Sarah ci pensò qualche secondo e poi disse:
 “Carne arrosto e vino bianco. Se non è troppo disturbo Maestà!”

Tre giorni e stanno lì a discutere il menù.
.
Sarah va a farsi un bagno e indossa il vestito blu che Jareth le ha fatto trovare sul letto e le ballerine di seta dorata (no, dai, le ballerine dorate no! Ok che sono gli anni ’90, ma… No.).
I due mangiano, ballano e limonano duro… No, facciamo un passo indietro: i due ballano sulle note di “Your Song” di Elton John. Che perlomeno all’epoca in cui è ambientata la fanfiction era già uscita da una ventina d’anni, ma quando hai “As the world falls down” a disposizione e David davanti, quanto è brutto ripiegare su una canzone di Elton?

 “Io non ho mai baciato nessuno” (…)“Neanche io ho mai baciato…un'umana…” [tra le righe posso scorgere un “in compenso ci sono andato pesantissimo con faerie di vario tipo”.] (…) la lingua di Jareth entrò delicatamente quasi chiedendo il permesso [è stata qui vagliata l’ipotesi che Jareth abbia una lingua vampira].

“Sarah perchè piangi?”
 Sarah si voltò verso di lui e gli disse semplicemente:
 “Perchè sono la persona più felice del mondo in questo momento”.

E perché non maaaaangiiiii? Ora non mi vaaaaaaah!
Dimmi perché striiiingiiii… Forte le mie maaaaniiiii…
E coi tuoi pensieri ti allontani!
Come non detto, ridatemi Elton.

Poi Sarah, in un picco in “insensatness” scappa via. La ritroviamo nei prossimi giorni nel tredicesimo glorioso capitolo.

*Fine terza parte*

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – parte seconda

Se pensavate che avrei lasciato passare (come al solito) mesi prima di pubblicare il seguito della recensione, vi siete sbagliati di grosso: questa volta non sarò così magnanima.
Puppatevi la seconda parte!

Il titolo del piatto del giorno (riscaldato: sono sedici capitoli, non vorrei farvi fare indigestione servendoveli tutti in una volta) è “ Scambio di Ruolo”, l’autrice è sempre  Dama Galadriel e il link è ancora http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

 

Quinto capitolo: spiegazioni farlocche e profezie assurde

Oh, questo è uno dei miei momenti preferiti, nelle fanfiction. Già saprete che la mia grande passione sono quei gingilli di bassa bigiotteria che spesso e volentieri appaiono nelle fanfiction, carichi di pietre preziose, metalli pregiati e poteri inutili, ma non posso negare un piccolo feticcio anche per le profezie/maledizioni/altro, specie quando sono in rima (comunque non disperate, poi arriva anche il gingillo inutile).

La nostra profezia ci viene mostrata durante un flashback in cui Jareth, ancora bambino, riceve tale interessante ammonimento da una Sibilla (non la Cooman).

Vedrò un mondo che non mi sarà caro:
estate senza fiori,
mucche senza latte,
 
Un età empia e piena di odio
riempirà molte ere.

 [Io questa cosa l’ho letta e mi è sembrata sensata. Fino a qui. Poi peggiorava in maniera sospetta mi è venuto il dubbio che, come altre mille cose in questa storia, non fosse farina del sacco dell’autrice. E di fatti è tratta dalle profezie della Mórrígan; http://bifrost.it/CELTI/Fonti/LiricaIrlandese-ProfezieMorrigan.html]
 

Un giorno lontano, però,
quando il sole e la luna
si baceranno
un bambino con gli occhi color cielo nascerà,
il grido di dolore
in gioia si trasformerà
e il sogno del labirinto a brillare ritornerà.

[Se mezza profezia scopiazzata verrà, l’autrice sforzarsi dovrà, di scrivere qualcosa di altrettanta intensità. Altrimenti il risultato sarà una vaccatà. Trallallero trallallà. ]

 

Quando il simbolo verrà dato al legittimo Re
molte ere di pace vivremo
finchè un giorno
una fanciulla con occhi color smeraldo
risolverà l'enigma,
il labirinto la sua vera Guardiana avrà
e il Re deposto verrà.

[E io lo dicevo che era una schifezzà!]

 
In pratica, Sarah ha risolto il labirinto per salvare il fratellino (che altrimenti sarebbe diventato un goblin) e dunque è destinata a diventare lei stessa una Fae e regnare sul Labirinto. She fought the law and the law won, evidentemente. Se non accetterà il suo compito, il labirinto si sgretolerà (devo dire che non ricordo mura molto solide nemmeno prima) e verrà preso d’assalto da un nemico; il tutto mentre Jareth sta perdendo nemmeno troppo lentamente i suoi poteri, cosa che lo condurrà alla morte.

Ora, per fare avverare la profezia, Sarah deve pronunciare il nome di Jareth tre volte (sì, sì, signor Burton, comprendo il suo disappunto. Ma adesso, per favore, prenda il numerino e aspetti il suo turno, che non posso raccogliere tutte le lamentele in una sola volta. Devo ancora trascrivere quella del signor Gaiman per il discorso sulle divinità che hanno bisogno che qualcuno creda in loro, quindi si sieda lì buono buono, ok?). Per fare sopravvivere Jareth, invece, “Lei ti dovrà dichiarare il suo amore, in maniera sincera e completa, senza inganni e senza trucchi e reclamarti come suo Re”.
Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, che ci fa qui? Ah, reclama per “La Bella e la Bestia”? D'accordo, si metta in fila, ma sappiamo entrambe che ci sono versioni discordanti riguardo i suoi diritti su quella fiaba; vedrò che posso fare, ma per ora dobbiamo andare avanti col…


Sesto capitolo: le inutili seghe mentali di Sarah.

Sarah si sveglia e segamentalizza. Compare una delle sfere di cristallo di Jareth e Sarah segamentalizza. Compare Jareth e Sarah segamentalizza ancora; però un po’ sbava anche perché Jareth è – come sempre – un figo. Jareth capisce che Sarah lo vuole e il suo Ego ne è rinfrancato. Battibeccano un po’ sul fatto che lei ha pronunciato il suo nome, e no, non è vero sì, è vero (Sarah sai meglio di me che non posso manifestarmi ad un umano senza che lui mi chiami e, per quanto tu mi stia a cuore, non fai eccezione a questa regola… no, ma da quando? Non può rubare bambini senza una precisa richiesta, ma ‘sta cosa del manifestarsi è del tutto nuova), no vattene. Jareth fa vedere a Sarah, tramite una delle solite sfere, che nel sonno lei ha davvero invocato il suo nome (il solito guardone…). Jareth le dice ciò che a noi viene ripetuto da sei maledetti capitoli, ovvero che, nel salvare il fratellino, ha compromesso l’equilibrio dell’Underground.

Improvvisamente capì di essere stata molto egoista ed ora ha paura.
Ha salvato il fratellino da un futuro verdognolo tra le galline, rischiando più volte la vita. Egoista è proprio il termine che mi viene in mente per descriverla, senza dubbio. Ma sappiamo che Sarah è bipolare, dunque andremo avanti nella lettura senza porci troppe domande (sì, lo so, dovrei dire qualcosa anche sui tempi verbali, ma questa ficcy è tutta scritta così, ormai non ci faccio quasi più caso. Ho detto QUASI).

Jareth fa dunque leva sul senso di colpa di Sarah e i due tornano nell’Underground, dove tenteranno di salvare il Labirinto nei tredici giorni rimasti alla sua inesorabile fine. E già che c’è Jareth tenterà di fare innamorare Sarah.

Settimo capitolo: imbarazzi francamente inutili.

Dunque, i nostri arrivano al Labirinto. Abbracciati, perché si sa che è così che ci si arriva. Nelle ficcy.
La realtà era che Sarah non aveva mai abbracciato un uomo, a parte suo padre naturalmente e questo le procurava un certo imbarazzo.

Con tutte le ragioni possibili per avere una Sarah imbarazzata da un abbraccio con Jareth (faccio un solo esempio abbastanza eclatante: gli aderentissimi fuseaux di Sua Maestà), “ha diciotto anni ed ha abbracciato solo il papà” non è una opzione.

  Quella foresta in cui lei era capitolata sotto l'incantesimo di Jareth ora emanava malvagità e lei sentì un brivido attraversarle la schiena.
 Prima invece era un posticino per bene.
 Jareth le spiega come cambiarsi i vestiti con la magia e partono per il disfattissimo labirinto.
 

Ottavo capitolo: fantasia (Fantàsia) portami via

Nulla di interessante da segnalare fino alla Scena Madreh, quella tipica di ogni ficcina in cui i protagonisti partono da una situazione di “mi ispiri tanto sesso, provo anche dei sentimenti per te ma comunque piuttosto che dirtelo mi strapperei tutte le unghie.”: il salvataggio dell’Amato da un Pericolo Improvviso con successivo capitombolo in Posizione Imbarazzante.

Lui non fece in tempo ad alzare la testa che Sarah, con un balzo felino [e nessuna abile mossa? Sono contrariata.], gli fu addosso e lo spinse lontano dalla frana, salvandogli la vita.
Quando corse verso di lui, Sarah era completamente preda dell'istinto e tutte le sue inibizioni e paure per un momento scomparvero.

Sì, beh, Bowie fa questo effetto a molte (il video successivo, dal minuto tre, ne è una prova lampante).
 

 

Il suo seno era premuto sul suo petto liscio e caldo, le sue braccia erano saldamente aggrappate alla sua schiena, i suoi fianchi combaciavano perfettamente a quelli di lui e le sue labbra erano a meno di un centimetro dal suo bellissimo viso.
Questa gli si lancia addosso a razzo e semplicemente si trovano stesi l’una sopra l’altro. Per cose molto meno acrobatiche la gente rischia il trauma cranico e due incisivi.
 
Sarah respirò lentamente inebriandosi del suo odore, i suoi polpastrelli gli accarezzavano dolcemente il petto imprimendo nella mente la mappa dei suoi muscoli perfetti [Quali muscoli?]. Per un istante le loro intimità si sfiorarono mentre le loro labbra erano talmente vicine che rischiò di abbandonarsi definitivamente a quella passione tanto temuta e bramata.

No, aspettate… Cos’è che ho appena letto?
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
No, dai… No. Non ci credo.
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
Per un istante le loro intimità si sfiorarono

Ok, cedo all’evidenza.
A parte che l’osso pubico di Sarah, dato l’impatto, dovrebbe aver appena fatto molto molto molto e ancora molto male al nostro Re (la prossima volta ci penserà due volte prima di indossare quei pantaloni!), le intimità che si sfiorano sono… Agghiaccianti. Le metafore e le similitudini sessuali sono agghiaccianti quasi sempre, e “intimità” inteso come pene o vagina è usurato. Ma vi anticipo che questa è la prima di una serie di metafore esilaranti (la scena di sesso meriterebbe una recensione a parte e una pagina Facebook tutta per sé per quanto è assurda).

Jareth sentiva il calore del suo corpo sopra di lui, eccitandolo
Sto immaginando cose brutte. Una erezione alla Ryo Saeba, per dirne una. Jareth prova a baciarla, lei si scansa.
Ma non poteva immaginare che Jareth aveva anche percepito il desiderio che lei provava nei suoi confronti.
 

Vostra maestà, invece che percepire e gongolare, dovreste preoccuparvi del vostro, di desiderio, dato che con quei fuseaux è praticamente impossibile non… Percepirlo.

*Fine seconda parte*

 

P.S.:  il resto della recensione arriverà nei prossimi giorni, probabilmente entro domenica arriveremo alla fine.

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili

Pensavo…  Ogni tanto bisogna cambiare, no?
Ebbene, mi sono resa conto di non recensire altro che fanfiction su Harry Potter da ben TRE ANNI.
Non ho scuse, sono stata davvero monotematica. È ora di rimediare.

Nonostante i ventisei anni si avvicinino, mi sento sempre un po’ bambina, quindi rimarrò sul genere libri/film per ragazzi (beh, in questo caso film/libro). Stasera Labyrinth signore e signori.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

Il titolo del piatto del giorno è “ Scambio di Ruolo”, l’autrice è Dama Galadriel.

Primo capitolo: stelline e tempi verbali a caso.

********* [Si deve essere incastrato un tasto…]Sono passati ormai 3 anni dalla sua avventura nel labirinto, ma Sarah non riesce proprio a dimenticare i suoi amici [Non era nei piani, infatti… Solo io ricordo qualcosa sul fatto che i suoi amici sarebbero rimasti per sempre con lei, nella sua fantasia eccetera? O la versione italiana è differente? Il DVD effettivamente l’ho comprato in Germania… ], Hoogle, Sir Dydimus, il suo adorato bestione Ludo e neanche Lui [Lui chiiii èèèèè… No, ok. È solo che la lettera maiuscola per far capire che è proprio quella persona specialespeciale è così patetico…]…purtroppo per quanto si sforzasse, l'unica persona che avrebbe voluto dimenticare continuava a restare nella sua mente e nel suo cuore….. Aveva ancora vivido davanti agli occhi il loro scontro nella stanza di Escher e le parole che aveva detto le riecheggiano nella mente come palle di cannone… “Tu non hai nessun potere su di me”, e poi fu il buio [il mio cervello sta implodendo: i tempi verbali di questa fanfiction sono meno coerenti della gravità della stanza di Escher]. Si ritrovò nella sua stanza contenta che la sua avventura fosse finita, che il piccolo Toby dormisse tranquillo nella sua culla, ma non poteva neanche immaginare a quali conseguenze avrebbe portato la sua tanto sospirata vittoria contro il Re di Goblin.
Ora, dopo un’introduzione del genere, dovremmo aspettarci qualcosa. Azione. Tempo e spazio messi in discussione, insomma, QUALCOSA.
Ma ancora non è tempo.
 

Secondo capitolo: diamo tutte le colpe del mondo a Jareth

Long story short: Sarah ha una adolescenza di merda. Capita, con le adolescenze, penso che possano concordare quasi tutti su questo. Il problema è che Sarah affronta tutto questo come ha sempre fatto: si rinchiude in casa e legge libri, rifiutando le persone (e i ragazzi) per avere il totale controllo del suo piccolo mondo.
Non so, mi sembrava ci fosse stata una crescita, alla fine del film. Mi sarò sbagliata.
Ogni tanto si fermava a pensare a lui e nella sua mente urlava più forte che poteva:
“Dannato Re di Goblin, mi hai veramente rovinato l'adolescenza!!!!”

Obiezione! Per una volta, il mio cliente (la Sua Glitterosa Maestà) non ha colpe. Perché inveire così contro di lui?

I suoi genitori, o meglio suo padre [Ci sarebbe pure una bistrattata matrigna, in realtà], proprio non capiva o forse non voleva capire come si sentiva e cosa stava passando in quel momento, voleva tanto sua madre, ma lei purtroppo non c'era più.
Io non vorrei traumatizzare qualcuno, ma, ma… La madre di Sarah è viva. Giuro.
Se avete letto il libro, saprete che è una attrice ed ha un nuovo compagno, attore anche lui, bono come il pane e per il quale Sarah ha una adolescenziale cotta (e che, ci scommetto, assomiglia parecchio a Jareth).
Se non avete letto il libro (ma avete visto il film così spesso da avere “consumato il dvd a forza di vederlo e rivederlo”), avrete potuto notare questo:

 

Photobucket


Comunque, è tempo di College e Mark, da sempre innamorato di Sarah, le chiede dove andrà. Lei risponde al Trinity College e lui le chiede perché è così ansiosa di andare a New York ( Mark, sei un cretino: l’unica Trinity di NY è una scuola per bambini dai cinque ai dodici anni. Il Trinity College americano è nel Connecticut), ma Sarah parlava, invece, del Trinity di Dublino.

I mesi seguenti all’ammissione sono stati infernali per Sarah, la matrigna la costringeva a maratone estenuanti di shopping per rinnovare interamente il suo guardaroba e il padre non smetteva di raccomandarsi.(…) ma in fondo le faceva piacere questo senso di protezione che sentiva.
Sarah è bipolare o masochista. Ho letto l’intera storia e ancora non riesco a decidere.
Ma tagliamo corto: Sarah fa un sogno, prima di partire, in cui il labirinto è nel “caos più totale” (non è che me lo ricordassi ordinato e sensato, quel posto. C’era gente che giocava a palla con la propria testa e muri che scomparivano da un momento all’altro e delle galline nella sala del trono. E una stanza in cui la gravità era molto molto relativa. Credo che il caos fosse già di casa, lì.)
Sarah si svegliò con una strana sensazione di inquietudine addosso ma l'aveva attribuita al viaggio che le avrebbe cambiato la vita…almeno così pensava o sperava.
“Stupidi sogni!!!!” disse tra sé e sé.

Certo, sogni il labirinto nel caos (dunque… Ordinato?) e pensi sia perché stai per trasferirti. Per fortuna che hai scelto Teatro, Sarettah, perché come psicologa faresti schifo.

Terzo capitolo: cambiamenti (e primi accenni di plagio)

Mentre nell’Aboveground Sarah è invecchiata di tre anni (rendendo la fanfiction pubblicabile su EFP e con tanto di scena di sesso, essendo Sarah maggiorenne), down in the underground sono passate solo poche settimane. Ma a Jareth stanno comunque venendo le rughe.

La vergogna per aver perso contro un essere umano lo fece sentire un fallito come Fae ma soprattutto come Re, nonostante i suoi sentimenti nei confronti di quella strana creatura fossero immutati.
Capisco che bruci, ma Toby non è sicuramente il primo bambino che viene salvato dal popolo fatato. Insomma, può capitare!
Era seduto sul trono, nella sua classica posizione stanca con una gamba spenzolante sul bracciolo e il mento appoggiato sulla sua mano che dilaniava i suoi pensieri sperando di capire come una ragazzina di 15 anni innocente e inesperta fosse riuscita a risolvere l'enigma del labirinto.
Jareth, finché dilani pensieri a mani nude non riuscirai a capire nulla, fidati: i pensieri vanno formulati ed elaborati (specie prima di trascriverli, onde evitare frasi sconnesse).

Jareth era come rapito da quella voce e si diresse istintivamente verso il labirinto, in un luogo nascosto di cui neanche lui sapeva l'esistenza. [centinaia d’anni a disposizione e siamo sempre stati col culo poggiato sul trono, Maestà?]
Li si ritrovò davanti a una bambina, con lunghi capelli biondi, aveva un lungo abito bianco, un barbagianni appollaiato sulla spalla sinistra e uno strano ciondolo al petto. [Sono indecisa: Infanta Imperatrice o Luna Lovegood?]
Riassumendo: Jareth non ha più un Regno perché Sarah l’ha spodestato (non funziona proprio così…). E questo ci porta a…

Quarto capitolo: Sarah sempre più bipolare


Sarah, che:
si voltò in cerca di quella voce pungente che chiamava il suo nome cossì insistentemente e finalmente la vide… sua zia Pittipat.
Pure sorvolando sulla “voce pungente”… Zia COSA?

(dato che comunque qualcosa mi ricordava e che anche la mia beta aveva la stessa sensazione, abbiamo cercato tale nome. Nessun risultato per Pittipat, in compenso Pittypat è il cognome della zia di Rossella O’Hara. Abituatevi a questo genere di sorprese…)

La nostra eroina è a Dublino dalla prozia paterna, che le organizza una festa:

Sarah non conosceva veramente NESSUNO a quella festa, era come in un incubo, ma per non offendere la zia fece buon viso a cattivo gioco e intrattenne, più o meno, conversazione con tutti. L'ospitalità e il legame parentale degli irlandesi era inconfondibile, Sarah si sentiva stranamente a proprio agio con tutti quegli estranei, si sentiva accettata molto più che a casa sua. Era come se avesse trovato finalmente il suo posto nel mondo.
Sarah (e autrice), decidetevi: O è un incubo O ci si trova bene. O prima le sembra un incubo ma poi scopre che ci si trova bene, ma me lo devi dire (autrice), non è che debba supporlo io. Io posso anche pensare che Sarah sia veramente bipolare, se TU non mi spieghi le cose.

Quella notte Sarah sogna un piazzale di mattoni bianchi con al centro un obelisco di marmo bianco e lei se ne stava in piedi davanti all'obelisco.
Era una bambina forse di otto anni, con lunghi capelli, vestita di bianco e le sue vesti erano bordate di rosso e oro e portava un ciondolo alquanto strano.
 

La bambina dice a Sarah che se non accetterà il suo destino, l’Underground cesserà di esistere. Una persona normale a questo punto chiederebbe qualche informazione riguardo a tale destino (magari si tratta solo di indossare dei jeans piuttosto che un vestito a fiori), invece Sarah risponde:

“Avete un re che vi protegge, non avete bisogno del mio aiuto” disse lei in tono fermo e sprezzante.
Ora, qua ci vorrebbero Hoggle, Sir Didymus e Ludo incazzati neri, ma ok, non importa. Andiamo avanti!

Sarah vede Jareth morto, nel suo sogno, e si sveglia pronunciando il suo nome.
 

*Fine prima parte*

Aria nuova a Hogwarts -seconda parte-

Eccoci dunque al secondo capitolo della saga di Phoenix (e, ricordo ai nuovi lettori, non stiamo parlando di Saint Seya).

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=585630&i=1
 
Avevamo lasciato la nostra protagonista al suo sonno ristoratore ed ai suoi sogni di gloria; ritroviamo invece Ron dopo una nottata in bianco.
 
-Il sole sorse lentamente davanti a Hogwarts, la foresta proibita immediatamente s’illuminò. Era un bello spettacolo: la foresta oscura, che è sempre buia durante il giorno, nell’alba si illumina. È il solo momento in cui si illumina.-
Scegliete voi: siamo nel bel mezzo di un film Disney oppure Mr.Burns è riuscito ad aprire una discarica abusiva in Scozia.
 
Ma torniamo a Ron che, in vestaglia, va a trovare Silente nel suo ufficio. Quasi mi spiace che non parta un siparietto slash, che avrebbe distolto almeno un po' l'attenzione da Phoenix.
 
Silente rassicura Ron:
 
– Ciò che ha visto e detto quella ragazza è vero. Ma si sbaglia su due punti: tuo padre non ha mai svelato il mondo magico e né ha un’amante [Silente, ti stai confutando da solo…].Sai perché sta facendo ciò? Gliel’ho ordinato io. Quella donna babbana è stata, beh, può sembrare strano. Ma è stata un’amante di Voldemort [che si evirerebbe, rendendo così il suo profilo ancora più simile ad una tavola da surf, piuttosto che accoppiarsi con una babbana]. Stiamo cercando di farle dire qualcosa su di lui, e il compito è stato affidato a tuo padre: conquistandola gli potrebbe dire tutto [se dovessi lasciarmi sedurre da un membro dell'Ordine della Fenice, questi sarebbe SICURAMENTE Arthur Weasley. Impossibile resistere a tutto quel fascino, non trovate?]. Sai, noi crediamo che Voldemort non sia morto[no, è solo andato in apnea]. Credo che abbia un altro horcrux da qualche parte, un ottavo horcrux, che noi non abbiamo mai trovato. I mangia morte condannati, praticamente tutti i mangia morte, erano troppo tranquilli. Voglio dire, se Voldemort fosse davvero morto, sarebbero agitati, tristi, delusi [tutti ricordano la fascia a lutto portata dai Malfoy ai tempi della prima caduta di Voldemort, no? No? No.]. Ma no, hanno partecipato al processo tranquilli e beati [tanto ormai loro Azkaban l'hanno addobbata…]. Perciò bisogna indagare- .
 
Tuttavia, Arthur non può essere scagionato: l'Ordine è una associazione illegale (perché? Perché? una spiegazione, una sola e sarò una donna realizzata!) e per scagionare Arthur verrebbero condannati tutti i suoi membri.
In pratica 'zzi suoi. Silente è quasi IC, ma sono sicura che sia una svista dell'autrice.
 
Mentre Ron piange lacrime amare, Phoenix si alza con tutta calma, pregustando la sua vittoria: sa che gli amici di Arthur sono membri dell'Ordine ma, non avendo prove, conta sul fatto che si sacrifichino tutti per salvare Arthur."Vide Weasley che parlava con Silente, e la guardava. A quanto pare il figlio di Arthur Weasley aveva detto tutto al preside. Bene. Così è più facile incastrarli."
No, streghetta mia: se sanno quello che tu sai, o possono usarlo contro di te o non possono usarlo contro di te. In nessun caso è un vantaggio per te, al massimo può essere ininfluente per tutti.
 
Il Ministro le chiede se ha intenzione di processare Arthur (ma dai?) e Phoenix gli fa sapere che a fare il pelo e contropelo ad Arthur sarà Ikarus che, stellina, è tanto bravo come avvocato e sa anche tutte le leggi (beh, sai com'è, uno dovrebbe studiarsele per fare l'avvocato. Dicono eh.). Il processo è fissato per il giorno dopo.
 
Vi risparmio il siparietto da romantici innamorati di Ikarus e Phoenix (ripeto, non è una fanfiction slash sui Cavalieri dello Zodiaco…), tanto ve ne beccate uno allo zucchero filato nel prossimo capitolo e vorrei farvi risparmiare sull'insulina fino ad allora.
 
Torniamo dunque ad Hogwarts, il mattino dopo. Mentre gli studenti fanno colazione, arriva Ikarus, ora presentatoci in tutta la sua tamarra magnificenza:
 
"Colui che stava venendo[… No, non è il soprannome di Voldemort quando fa sesso. O forse sì. Dovremmo chiederlo ad Arthur, lui che è così in intimità con la sua ex amante…] era un uomo alto, aveva circa 27-28 anni, era vestito elegantemente e raffinatamente. Era magro, ma anche molto muscoloso. Aveva dei capelli biondi, un po’ lunghi gli occhi di un azzurro intenso e dei tatuaggi azzurri sulla faccia[è il figlio segreto di Seifer e Zell]. Dietro di lui c’era Phoenix. –deve essere il leggendario Ikarius- disse Hermione. –è l’eroe più potente di tutti. Il più famoso- spiegò."
 
Ikarus avverte Silente: rischia di finire ad Azkaban pure lui, se non sta attento. Considerato che vogliono incarcerare l'intero Ordine mi chiedo perché avvertirlo, ma andiamo avanti: Silente fa notare ad Ikarus che, prima di incontrare Phoenix, era un bravo ragazzo. In uno scatto d'ira il coatto afferra Silente per il collo (bella fortuna beccarlo al primo colpo, con tutta quella barba), ma Phoenix lo ferma.
 
"–stai attento, Silente. Un giorno ti pentirai di tutto quello che hai fatto. E di quello che hai detto oggi. E quel giorno sarà domani, alle ore  14:30-  lo minacciò Ikarius, e poi se ne andò.
"
Mi ricorda quelle belle frasi dei cattivi dei Power Rangers, quando dovevano uscirsene con qualcosa di figo per riprendersi dal misero fallimento della missione di quella puntata.
 
E, come i più sfigati tra i cattivi dei Power Rangers, Phoenix tornerà presto sulle nostre pagine.