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Serpentina e Spetteguless

Giacobini stercorari, coinquilini burloni e quote azzurre di Fastidious più solitarie delle particelle di sodio nell’acqua minerale, bentornati nella sala autoptica della setta-a-delinquere. Mi aggiravo per il laboratorio bevendo birra da discount e spolverando come un casalingo disperato sorseggiando champagne e sovrintendendo alle annuali pulizie di primavera della sala autoptica quando, improvvisamente, è suonato il campanello. Aprendo la porta, il fidato Koba ha trovato un cadavere fresco fresco, cortesemente recapitatomi da Fleur Isabelle Delacour. Il cartellino identificativo appeso all’alluce recava la scritta Fuck.
Potevo forse lasciarmi sfuggire una simile occasione?

No, no, non quello, malpensanti che non siete altro! Parlavo della recensione!
Il cadavere è stato prontamente sezionato e non potete immaginare la mia sorpresa al momento di determinare le cause del decesso. Mi sono reso conto di trovarmi di fronte ad una ficcynite hogwartsiana acuta come non ne vedevo da anni! Ci sono proprio tutte le tracce del caso: da una Mary Sue acida e spocchiosa ad una scuola di magia nella quale si copula anziché studiare, fino all’intramontabile festino nella Stanza della Necessità.
Ma bando alle ciance e procediamo a compilare il referto autoptico.

Protagonista della storia è Roxanne Alicia Kathleen Weasley, figlia di George e Angelina. La ragazza non solo non ha ereditato i tipici capelli rossi dei Weasley (cosa che, tutto sommato, è anche comprensibile), ma sembra cresciuta da una congrega di isterici, slavati Mangiamorte.

Odio la mia famiglia. Sì, li odio perchè io sono diversa da loro e loro non accettano questa mia diversità. Sono tutti Grifondoro, perfetti Grifondoro. Sapete il motto no? Audacia, fegato, cavalleria. Beh, è una cazzata. Quelli hanno manie d’eroismo. Audacia…direi più sventatezza. Fegato…istinti suicidi. Cavalleria…uhm, se cavalleria significa ‘faccio io state tranquilli’, allora è egocentrismo.

Ora. I Grifondoro non saranno i migliori strateghi del mondo (anche il piano megagalattico di Silente aveva le sue falle), ma trattarli come una manica di Robb Stark avventati sempliciotti è indegno, considerando le menti che hanno fatto parte di quella casa. Ça va sans dire, Roxanne è Serpeverde e non si sente affatto parte della famiglia Weasley.

servono dei requisiti per farne parte, e sono capelli rossi (fiera della mia chioma corvina), stupidità (mi dispiace per te ma ho tutte E e O) (te pareva) e…Grifondoro (sia ringraziato Salazar dato che non lo sono).

Dopo questo sfoggio di maturità degno di Draco Malfoy, la nostra amabilissima Roxanne si prepara per tornare a Hogwarts, indossando un completo decisamente adatto al settembre inglese: un paio di jeans, un top bianco e dei tacchi neri non troppo alti e, per concludere in bellezza, un paio di occhiali da sole grandi e neri (utilissimi). Abbigliata di tutto punto, Roxanne è pronta per la colazione.
Scendo le scale per fare colazione ed entro in cucina. Mamma sta preparando le uova e il bacon.
-Io le uova non le mangio: ingrassano- la informo freddamente quando si volta verso di me.
(Il bacon, invece, garantisce un vitino da vespa.)
Mi guarda. Porco Godric, odio questo sguardo! Ci leggo tenerezza e amore, ma anche delusione e tristezza. Mi fa quasi sentire sbagliata! (Poniti due domande, cara.)

-Buongiorno Freddie- lo saluta lei, sorridendogli.
Hahaha Freddie. E’ un nome da bambino di due anni e mio fratello lo sa.

j9vl7

Prima di accompagnare i figli a King’s Cross, George e Angelina li mettono al corrente di un lieto evento: Angelina sta aspettando un bambino.

Porco Godric. Già sopporto a malapena sti tre e ora ci si mette pure un marmocchio. Cazzo, no.
-Cari i miei trentottenni, lo sapete che esistono gli anticoncezionali? Il preservativo e la pillola per esempio, o più semplicemente gli incantesimi Anti-Fecondante o Anti-Concepimento- dico fredda e sarcastica.

In effetti avrebbero potuto pensarci sedici anni prima… se solo esistesse la televisione nel mondo dei maghi!

Terminate le amenità famigliari, finalmente si arriva a King’s Cross, dove Roxanne ritrova le sue due amiche del cu… ore, Helena Nott e Lucretia Greengrass.

Con loro mi sento a casa. Sono me stessa. Non devo tenere a bada il mio istinto di vipera (mentre a casa, come abbiamo appena visto, è l’angelo del focolare). Siamo Sepeverde per qualcosa. A loro voglio davvero bene.

In una nuova (de)generazione che si rispetti non può mancare un Nott maschio. Va da sé che il soggetto non ha ereditato la corporatura secca e l’aspetto conigliesco del Nott descritto dalla Rowling. Per carità!

Occhi blu scuro, capelli color mogano, sorrisetto strafottente e…bello…no, no…di più.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=atI5O9n_j18%5D

Durante il viaggio, Roxanne si diletta a offendere un gruppo di Grifondoro, il che sarebbe perfetto per una Serpeverde se solo lo facesse con un minimo di perfidia e di eleganza. Invece no, si limita a proferire qualche parolaccia e a minacciare di prendere a pedate la sventurata Alicia Baston, rea di aver saputo che Angelina è in dolce attesa. Alicia rientra nello scompartimento (mi piace pensare che stia scuotendo la testa alla ricerca di dieci… facciamo cinque motivi validi per non schiantare sul posto quell’emorroide verde e argento) e il terribile trio trascorre il resto del viaggio immerso in discorsi sul festino clandestino che abbiamo organizzato nella Stanza delle Necessità.

O gaudio, o tripudio! Quando mi sono trovato di fronte ad un simile must della ficcy, il mio cuore avvizzito ha avuto un sussulto. Il festino nella Stanza delle Necessità, per di più il giorno dell’arrivo a Hogwarts. Un esemplare di tutto rispetto da conservare sotto formalina nel Museo della Ficcy.

Dopo una nottata di canne, sigarette e Whisky Incendiario, Roxanne si prepara per il primo giorno di lezioni.

mi vesto con la divisa di Serpeverde, leggermente modificata (non avevamo dubbi): gonna grigia e piuttosto accorciata, maglioncino in cachemire dello stesso colore e camicia bianca. Non metto la cravatta, la odio (comincio ad avere nostalgia della Umbridge). Infilo delle ballerine nere e mi trucco: solo un po’ di eyeliner e del mascara nero.

Il suo ingresso nella Sala Grande è nientemeno che trionfale. Altrettanto trionfali, almeno dal punto di vista della nostra eroina, sono gli exploit con cui riempie le sue giornate: continuare a offendere Alicia, reputandola una troietta da quattro soldi, appendere Fred al soffitto con un Levicorpus e trasformare la capigliatura di una Tassorosso in un groviglio di serpenti. Tutte azioni che la fanno passare più per una bulla col cimurro che non per la quintessenza della casa Serpeverde che tanto si vanta di essere.

Tanta sublime malvagità non rimane impunita, comunque: durante un’uscita a Hogsmeade, Roxanne (che d’ora in poi chiameremo Serpentina) viene invitata da Freddie a raggiungere il resto della famiglia al negozio dei Tiri Vispi Weasley.

-Fratello, credevi veramente che io accettassi l’invito? Illuso-
-Roxie tu verrai: papà mi ha dato il permesso di usare Maledizioni Senza Perdono se non ti presenti-
-Come se papà fosse capace di far del amle a chicchessia-
-No, infatti: lui ha proposto un semplice Imperio-

Dov’è finita la buona vecchia regola secondo la quale l’uso di una Maledizione Senza Perdono, incluso l’Imperius…

Ti-procura-un-biglietto-di-sola-andata-per-Azkaban!

Gliel’avevo detto di non leggere questa ficcy, professor Moody…

Nell’amabile scenetta famigliare che segue, George viene a sapere che Serpentina frequenta il giovane Nott. Questo, tuttavia, non è che uno dei tanti pettegolezzi che si aggirano per Hogwarts e dintorni. E a chi è da imputare, secondo voi, questa mancanza di privacy?

a) Rita Skeeter, ancora rampante nonostante l’età e una serie ormai infinita di diffide
b) Varys, capitato a Hogwarts per sbaglio dopo aver confuso lo stemma dei Lannister con quello di Grifondoro
c) Signorini
d) La brutta copia di una serie TV già trash e pacchiana di suo

Mi dispiace per i numerosi fan di Signorini che seguono Fastidious, ma la risposta giusta è la d.

‘Gossip Hogwarts’ è una rivista di pettegolezzi della scuola. L’autrice è anonima e si firma ‘Gossip Queen’. Questo giornale parla della vita privata dell’elite, non tratta le faccende di normali studenti. Fatto sta che nessuno può tenere segreto niente ad Hogwarts.

Bei tempi quando c’era solo Colin Canon a stalkerare Harry.

Dato che ne ho appena trovata una copia ai piedi del mio baldacchino, osservo la copertina.
Ci sono io con una canna in mano. Porco Godric!

Ecco il problema principale della nostra protagonista. Fosse solo una stronza Serpeverde, nessun problema. Ma questa è una stronza Serpeverde stupida, che continua a fregiarsi del titolo di Regina delle Serpi (i poteri di questo monarca, creazione esclusiva del fandom, mi sono sempre sfuggiti) mentre si fa beccare una volta sì e l’altra pure a compiere azioni che garantirebbero a chiunque, se non l’espulsione, svariate notti di castigo nella Foresta Proibita.

Buon giorno Hogwartiane (la S si sta ancora riprendendo dai bagordi di ieri notte). È Gossip Queen (avanguardia pura) che vi parla, la vostra unica fonte di informazioni sulle scandalose vite dell’elite di Hogwarts (studiare mai, eh?). La Top Story sulla mia home page? (home page de che?) Roxanne Weasley, la numero uno, la più temuta da tutti (avranno paura che sia un virus), pur essendo appena tornata dopo una lunga estate, flirta senza timore con Maximilian Nott. Purtroppo per loro vengono interrotti dal gemello della Regina: quel figo assurdo del suo gemello Fred.

Serpentina dà prova ancora una volta della sua mirabile astuzia quando decide di fare una scommessa con Max.

-E sfida sia. Scommetto che entro un mese sarai mia-
-Oh, fai anche due, non sono così facile da conquistare- e gli sorrido velenosa.
-Fatta. Se vinco…non andrai più a letto con nessuno che non sia il sottoscritto- wow.
-E’ una proposta di matrimonio?- rido io.
-Può essere- ghigna lui. Si si, se vuoi morire giovane allora è la giusta strada: mio padre ti ucciderebbe all’istante.
-Ok…e tu invece, quando vincerò, mi accompagnerai ad Hogsmeade a fare shopping fino alla fine dell’anno- ok, ci sono andata piano.

Sei fortunata a non essere Babbana, Roxanne. Saresti una manna per le concessionarie d’auto usate.

Nel giro di una notte, la notizia arriva a Gossip Queen. Per complicare il tutto, Max decide di mettersi con Victoire, cugina di Serpentina, descritta dal Dipiù di Hogwarts come la ragazza più bella, più femminile, più intelligente di Hogwarts, ma c’è qualcosa di sbagliato a quel livello di perfezione… deve essere violato (non voglio sapere in che senso)

Fra amici che si carpiscono a vicenda i segreti con la Legilimanzia (un incantesimo che abbiamo visto praticare solo da maghi del calibro di Piton e Voldemort, ma pazienza), Roxanne che si accomoda su un divanetto in pelle di drago (magari di un Ungaro Spinato) e non un accenno alla vita scolastica che sia uno, arriva finalmente il Natale. Siccome Victoire ha lasciato Max, Serpentina decide di trascorrere le feste dai Nott, scatenando le ire del fratello Fred.

-Dai NOTT?! Non ti daranno mai il permesso! Roxie, va bene sei una viscida Serpe, ma ricordati che rimani sempre una Weasley- parole sbagliate fratellino. Io non sono come voi. Non sono una Weasley.
-Non osare! Io faccio ciò che voglio, non mi serve il permesso di nessuno. Non trascorrerò le vacanze con dei decerebrati babbanofili- tiè.
-Roxie ma ti senti?! Babbanofili?!-
-E’ quello che siete-
-E tu cosa sei allora? Una di quei razzisti Purosangue?-
-Sì- sono le mie idee, cosa c’entri tu?
-Mi fai schifo- oho, non osare parlarmi in questo modo Freddie.
-Sì un’altra volta una cosa del genere e andrai a fare compagnia a zio Fred- sibilo puntandogli la bacchetta sul petto. Devo fargli paura perchè non ribatte -E questo sarebbe il leggendario coraggio dei Grifoni?- infierisco.

Confesso che, prima di questo scambio di battute, provavo ancora un minimo di simpatia per Serpentina. Che volete farci, la bella vita e i piaceri dei piani alti possono rammollire. Finora, Roxanne mi era parsa poco più di una bulletta acida, riprovevole ma in qualche modo patetica, piena di sé ma tutto sommato risibile nei suoi tentativi di malfaccità, nel complesso un’adolescente “ribelle” destinata, prima o poi, a scontrarsi con la dura realtà. Ora invece si rivela essere una creatura di rara ingratitudine, incapace di mettere a frutto l’educazione che i suoi genitori le hanno dato. Insomma, George sarà stato anche un combinaguai non da poco, ma anche lui ha difeso Hogwarts e non possiamo neanche immaginare che trauma sia stato per lui, come per tutta la sua famiglia, la morte di Fred.

Un’altra cosa mi perplime: in questi primi sette capitoli (ce ne sono ben cinquantuno, per la nostra gioia) del mondo magico creato dalla Rowling si è visto ben poco, a parte il treno per Hogwarts e alcune magie, generalmente fuori luogo. Perché sprecare in questo modo un universo per dar voce alla megalomania di una Mary Sue che con quel mondo ha ben poco a che fare? Perché non scrivere una fanfiction direttamente su Gossip Girl o, al limite, un’originale? E quand’è che questi ninfomani trovano il tempo per studiare, visti i voti esorbitanti che prendono? Queste domande, ahimè, sono destinate a rimanere senza risposta. Possiamo però consolarci cercando la risposta a quesiti ben più importanti. Come andrà a finire tra Max e Rox (che carini, sembrano degli snack)? E chi si cela dietro lo pseudonimo di Gossip Queen? Lo scopriremo nella prossima puntata, se mai ci sarà.

-No principessa, adesso mi ascolti- sussurra con il volto ad un centimetro dal mio -Non sei una puttana, è vero, ma non sei nemmeno una suora. Non voglio che tu vada con altri, tutto qui-

-Ah, e perchè se posso saperlo?-

-Perchè tu sei mia-

Non poteva mancare qualche sfumatura di Gray… cioè Nott, vi pare?

Foxoxo, Gossip Fox

“Padrone, quella firma è davvero atroce…”
“Zitto, Koba, e pensa a lucidare il catino!”

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Approdo della Mary Sue

Signore e signori, giacobini e giacominkia, massa informe ripiena di cotechino, buonasera e buon anno! Benvenuti ad una nuova puntata di Fastidious Geographic. A causa di un piccolo incidente con l’Altofuoco, il galeone che abbiamo lasciato ormeggiato alla Baia delle Acque nere è ormai un ex galeone. Ma non preoccupatevi, una carissima signora vestita di rosso ci ha promesso un passaggio, gentilmente offerto da un tizio di nome R’hllor. In cambio abbiamo solo dovuto darle un paio di cameraman. Tanto possiamo farne a meno.

Mentre preparano la pira, approfittiamo della permanenza a Westeros per ammirare questa perla, gentilmente offerta da mrsfassfox.
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=2641793&i=1%5Dwww.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=2641793&i=1
Ci troviamo ad Approdo del Re, dove un’inedita sorella di Margaery si sta recando per assistere al matrimonio della sorella con re Joffrey il Sociopatico. Facciamo subito conoscenza con questo originalissimo personaggio.

Era sempre stata la pecora nera della famiglia, la ribelle, colei che non aveva fede negli dei o nelle casate, ma semplicemente nelle persone, almeno, cercava di trovarla.
Sorpresona, proprio.

Alyssa è la bastarda di casa Tyrell, ma non era una semplice bastarda. E te pareva. No, la nostra Alyssa è un fiocco di neve speciale perché nelle sue vene scorre del sangue Targaryen. Cosa che non dovrebbe renderla particolarmente gradita a corte (già il fatto di essere una bastarda basterebbe a farla schifare da tutti alla Fortezza Rossa: manco Ned Stark si è voluto portare il figlio bastardo a corte!), ma c’è di più. Il sangue Targaryen non le viene certo da qualche cugino di terzo grado della vecchia famiglia regnante: non sarebbe abbastanza faigo. Chi è stato, dunque, a fornire il DNA necessario a creare questa piaga?

Era nata dall’amore impossibile ma passionale di Mace Tyrell e Rhaella Targaryen.
Ora.
A parte il fatto che viene difficile pensare ad “amore passionale” guardando ‘sto tizio, la domanda sorge spontanea: come ha fatto il nostro barilotto ad ingravidare la regina, a prendersi la figlia e a non farsi mettere alla griglia? No, perché mi riesce difficile immaginare il Re folle che porta senza problemi più corna dello stemma dei Baratheon. L’avranno fatta passare per figlia sua? Ma allora perché non è stata fatta secca durante il saccheggio di Approdo del Re, insieme a TUTTI i Targaryen su cui sono riusciti a mettere le mani (ed Elia Martell, diciamo il nome se no Oberyn s’incazza)?

Ma che ce frega, ma che ce ‘mporta. Cioè, a noi fregherebbe, specie se l’oste ar vino cià messo l’acqua. Però niente spiegazioni. La tizia esiste, Mace non è stato messo alla graticola per aver ingravidato la regina e anzi, ha potuto avere e crescere la sua bastarda. Crescendola male, perché la nostra eroina, nel tentativo di sembrare ribbbbelle, si dimostra subito una cafona.

Arrivata ad Approdo del Re, trovò ad attenderla un ometto, con una cicatrice sul volto, che la guardava incantato (Tyrion, ripijati). Si schiarì la voce e la aiutò a scendere dalla carrozza.
Grazie, ma non ho bisogno dell’aiuto di un uomo.” Disse Alyssa rifiutando la mano del piccolo uomo.
Lo dicevo, che è ‘na cafona.

Ma Tyrion non si scompone (effettivamente ha avuto a che fare con gente peggiore), si presenta e da parte del re Joffrey le do il benvenuto ad Approdo del Re. Perché notoriamente qualsiasi bastardo di passaggio, oltre ad essere invitato alle nozze del re, riceve anche il benvenuto personale da parte del suddetto re tramite il di lui zio.
Ellaria Sand puzzava, sarà per questo che lei l’hanno schifata.

Data prova della propria cafonaggine, Alyssa non perde tempo a sfoggiare anche un’imbecillità che ha dell’epico, roba da far vergognare Ned e Robb Stark.

Ah, Joffrey Baratheon, mia sorella non ha mai avuto buon gusto nel scegliere uomini virili.”
A parte il fatto che lei non ha scelto nulla (Renly è morto e il re sul trono quello è, se si vuol fare l’alleanza quello le tocca), che cosa intelligente da dire in casa di uno psicopatico che sarebbe il re. A rigor di logica, questa ad Approdo del Re non dovrebbe durare un giorno.

Tyrion non se la passa molto meglio.
A quell’affermazione Tyrion rimase perplesso (e lo credo, trovarsi davanti un’aspirante suicida deve fare effetto), non era il solo a pensare che Joffrey non fosse adatto per essere un buon re.
A dire il vero lei ne ha commentato solo la virilità, eh, e di solito un regno non si governa col pene (Robert ci ha provato, e guarda che casino). Ma, Tyrion, ad Approdo del Re nessuno pensa che Joffrey sia adatto a fare il re. Nessuno tranne, be’, Joffrey. Manco sua madre, e pazienza se ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia. Solo che di solito sono un po’ più intelligenti di questa tizia e hanno voglia di tenersi la testa sulle spalle, ergo non vanno a declamarlo al mondo. Ned Stark docet.

Prevedibilmente, i due cominciano a passeggiare e a parlare del più e del meno. Nel senso che Alyssa blatera e Tyrion annuisce.

Sì, anche se venire qua, penso sia stato un grosso sbaglio. Ad Approdo del Re la gente è abile solo in due cose: uccidere e mentire. Non me ne vogliate signor Tyrion (signor Tyrion, meravigliosa. Tanto vale chiamarlo ragionier Tyrion o commendatore, nel contesto stona uguale), ma io con gente avara (… avida?) di potere non voglio averci a che fare.”. Disse Alyssa dura.
L’ipotesi si tratti di un’aspirante suicida mi pare sempre più fondata, se va parlando così al primo Lannister che incontra ad Approdo del Re pur avendo capito come funzionano le cose. (O vinci o muori, ma di solito muori.)

Chiacchiera che chiacchiera, Alyssa ha sete e i due finiscono in un ostello che si rivelerà essere un bordello. Sente i rumori di un’orgia, apre la porta e rimane imbarazzate nel vedere, pensate un po’, un’orgia.
Sempre più acuta. Tutta suo padre.

Tra i partecipanti abbiamo, ovviamente, Oberyn Martell, che immediatamente si rivolge alla nostra eroina.
E tu meravigliosa creatura, chi saresti?”
Meeeeravigliosa creatuuura, sei sola al mooondo
Meeeeravigliosa pauuuura…

Siparietti musicali a parte, la nostra Alyssa deve essere presentata a Oberyn. Ed ecco il colpo di scena. Avete presente tutta la palla sui bastardi che hanno un cognome predefinito a seconda di dove sono nati/dove vivono? Snow al Nord, Flowers all’ Altopiano, Rivers nelle Terre dei Fiumi, Sand a Dorne eccetera? Avete presente tutte le pippe mentali di Gionsnò che boohoo, non è uno Stark? Avete presente la logica?

Dimenticatela.

La bellezza dei sette regni, Alyssa Tyrell Targaryen.”

Si ringrazia il Re Oltre la Barriera per la sua pacata opinione.

Capito, signori? Questa non solo si prende il cognome del padre, ma pure quello della madre, in bundle. Perché? Perché boh. In teoria l’unico modo per un bastardo di essere legittimato ad usare il cognome paterno (e SOLO paterno, quello materno non contava una mazza) sarebbe per regio decreto, ma
a) a quel punto sarebbe figlia legittima e non una bastarda, come viene definita dall’inizio
b) fatico ad immaginare Robert Baratheon che legittima una bastarda Targaryen nata dalla precedente regina (ergo con possibili pretese sul trono una volta legittimata).
Bastarda Targaryen che, ricordiamolo, viene accolta ad Approdo del Re come una lady. Ariperché? Ariboh.

Dalla stanza uscì Oberyn, ma questa volta con una tunica oro con lo stemma della sua casta, un sole.
Lady Alyssa, ho sentito tanto parlare di voi.”
La gente parla troppo.” Disse fredda.
Beh ma di voi cosa c’è di male da dire? Siete bellissima, forte e Targaryen.”
No, ma continuiamo a sottolinearlo. Sarebbe solo la Casata a cui il, ehm, padre del re ha tolto il trono tentando poi di sterminarli fino all’ultimo. E comunque sì, Oberyn interrompe l’orgia apposta per dire ‘ste due cazzate alla tizia (nel caso non si fosse capito, lei è speciale) e per chiederle se sarà al matrimonio. Poi, grazie a Dio, Ellaria se lo riporta a letto.

I due salirono su di una carrozza e iniziarono a chiacchierare molto, c’era una strana sintonia e un legame tra loro, sembrava che si conoscessero da anni.
Tyrion, non per gufare, ma l’ultima volta è finita maluccio.
Sai Tyrion, sei davvero simpatico ed intelligente, spero solo che tu non sia anche un traditore.” Disse Alyssa.
Ah, e ci pensa adesso, dopo avergli spiattellato tutte le sue opinioni sul re sociopatico prima ancora che avesse finito di dire il suo nome?
Perché pensi questo?”
Mi sono stancata di essere tradita dalle persone che mi circondano.”
Di sicuro non hai imparato una sega.

Durante la cena tra Tyrell e Lannister, Alyssa dovette presentarsi ai Lannister.
Perché ai Lannister di questa bastarda dovrebbe fottere qualcosa.
Nel tavolo di fronte al suo c’erano proprio tutti: Tywin, Cersei, Jaime, Tommen, Myrcella e Tyrion.
Joffrey no, sta giocando ai pupazzetti con le teste sulle picche. In compenso abbiamo Myrcella, che dovrebbe essere a Dorne e invece no, rieccola qui senza motivo.
Provava molto disgusto per quelle persone, tranne ovviamente per Tyrion.
Così, anche i bambini. Tranne Tyrion, ovviamente, e non si sa per quale motivo: lo ha incontrato due ore fa e ha detto di non poter manco dire per certo che non sia un traditore (traditore de che?) pure lui!

Piacere di fare la vostra conoscenza, il mio nome è Alyssa Tyrell Targaryen.”
No, a rigor di canon dovresti chiamarti Alyssa Flowers. Al limite Alyssa Waters se sei nata ad Approdo del Re.
Ah, la bastarda.” Sussurò Cersei.
Finalmente qualcuno che non ha perso del tutto il senso del canon e si chiede che ci faccia qui ‘sta tizia.

Applausi in sala, prego

Lord Tywin si alzò e le porse i suoi saluti.

No, non così, purtroppo. So che ci speravate (e che la ficcy ne avrebbe improvvisamente guadagnato), ma niente: Tywin mostra preoccupanti segni di demenza senile e, non pago di darle ufficialmente il benvenuto, mette il figlio maggiore a sua disposizione senza una ragione logica.
“Benvenuta ad Approdo del Re, lady Alyssa. Se le servirà una guida può sempre far riferimento a mio figlio Jaime Lannister.” Tywin indicò Jaime che sembrava scocciato dalle parole del padre.
E lo credo bene, degradato da guardia reale a guida turistica per una bastarda a caso.
Tyrion, non è nemmeno arrivata che già le hai fatto la corte?” Cersei si divertiva a umiliare il fratello.
A dire il vero sta constatando l’ovvio. Finora Tyrion ha fatto uno splendido lavoro nell’umiliarsi da solo.

Dopo cena la Bestia mostra la biblioteca a Belle, che ne rimane incantata e… no, scusate, sbagliato storia. Dicevo, Tyrion mostra la biblioteca ad Alyssa, che ne rimane estasiata.
Ho pensato che una donna colta come te amasse leggere.”
In nessun momento di questa tortura medievale travestita da ficcy hanno parlato di libri o cultura, ma se lo dice lui ci credo.

A fine capitolo veniamo informati, con tanto di foto, che Alyssa La Bastarda Tanto Figa Da Avere Due Cognomi Alla Faccia Tua Jon ha il volto di Megan Fox. Al posto della Fox mi offenderei alquanto.

Nel secondo capitolo, dopo una passeggiata con Tyrion e chiacchiere sullo squallore del matrimonio combinato (benvenuta nel medioevo, baby), Alyssa Fox dimostra di essere tutto meno che una volpe, o quantomeno di star corteggiando la morte con una certa insistenza.
Quando si presentò al banchetto la maggior parte degli invitati era seduta, che beveva e discuteva felicemente. Quando arrivò si girarono tutti a guardarla, Alyssa vedeva nei loro sguardi un accenno di scandalo: stava indossando un vestito nero e rosso, per una volta avrebbe voluto far uscire la Targaryen che era in sé, che tanto faceva stupire e scandalizzare gli altri e intimorire i nemici.
Guarda, amore della zia, non credo nessuno ti calcoli abbastanza da considerarti una nemica. E ti conviene sperare che le cose restino così. Olenna, miseria ladra, ma non hai insegnato proprio nulla a ‘sta nipote illegittima?

Riciccia fuori Oberyn, che presente Ellaria ad Alyssa.
Lady Ellaria, lei sarebbe la sua compagna?” chiese Alyssa.
Unioni di fatto a Westeros.
“Ah ah ah, no sono una bastarda non c’è bisogno di chiamarmi così. Io e Oberyn siamo, ecco…” non concluse la frase perché continuò Oberyn.
Lei è la mia amante.” Rispose Oberyn.
Alyssa continuava a non capire cosa fossero davvero quei due insieme.
Ma se ti ha appena detto che è la sua amante, e li hai pure beccati a prendere parte ad un’orgia… vuoi un disegnino?

Oberyn congedò Ellaria e fece capire a Tyrion di andarsene.
Lady Alyssa?” chiese Tyrion, quasi come se non volesse lasciarla nelle mani del perverso e diabolico Oberyn.
Il perverso e diabolico Oberyn sarebbe uno dei pochi personaggi maschili a Westeros che considerano lo stupro una cosa aberrante e inaccettabile, eh. Mi sentirei più tranquilla sola in sua presenza che col 99% della popolazione del continente. A meno che non gli abbia fatto qualche dispettuccio tipo stuprare la sorella, ammazzarla e ammazzarne i figli.
Lady Alyssa non deve sentirsi minacciata da me, fidatevi, sarei l’ultima persona di cui doversi preoccupare.”
Ecco, appunto.
Beh, la fiducia si conquista con il tempo.” Risposi.
Se sei Tyrion Lannister bastano dieci minuti e quattro chiacchiere.

Chiacchiera chiacchiera, Oberyn fa un pippone su quanto belli siano i suoi occhi e praticamente la invita ad unirsi alla prossima orgia. Alyssa rifiuta (ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che non è una persona sveglia) e Oberyn rimase colpito da quelle parole, quasi fossero una sfida che avrebbe voluto a tutti i costi vincere.
Ed io che pensavo avesse altre bazzecole su cui concentrarsi. Tipo, che so, vendicare una sorella violentata e uccisa e i di lei figli.

La ficcy prosegue con la morte di Joffrey, l’arresto di Tyrion, Oberyn e la tizia che trombano come ricci (e meno male che ci voleva tempo per conquistarne la fiducia!).
La puntata si chiude qui, penso che il tecnico delle luci sia appena morto fulminato. Che seccatura, questo era quasi nuovo.
Proseguite l’esplorazione da soli, e buon 2015!

Canotte a rete e sindromi scandinave

Sanguinari seguaci di Robespierre, algide peripatetiche, loschi contrabbandieri di boa rosa, giganti del ghiaccio caduti in disgrazia e miserrime quote azzurre di Fastidious, bentornati nella sala autopsie della nostra setta-a-delinquere. Proprio così, noi perfidi individui senza vita sociale lavoriamo anche sotto il sole (e la pioggia) d’agosto. Vi prego di accomodarvi mentre gli elfi del catino (all’occorrenza anche assistenti, ovviamente senza retribuzione alcuna) estraggono il corpo dalla formalina.

Vi consigliamo di stare attenti, cari giacobini, in quanto stasera abbandoneremo i sicuri lidi del Tempio per esplorare i meandri di Archive of Our Own. Non siate amareggiati, in quanto questo spostamento ci ha permesso di mettere le nostre avide e rinsecchite mani artigliate su qualcosa di colossale, un’autentica rarità, una toccante favola romantica che vede protagonista la coppia più gettonata del decennio.

Voce fuori campo: E allora Antonio e Rosita?

… che vede protagonista la seconda coppia più gettonata del decennio. Ebbene sì, è una Thorki.

Prima di cominciare, è bene far presente che questa fanfiction è una rape non-con. Consigliamo pertanto a tutti i minorenni, ai cardiopatici, alle donne in gravidanza e a chi è allergico alle arachidi di astenersi dalla lettura.

Il fatto che sia una non-con, tuttavia, non giustifica una serie di strafalcioni da capogiro, specialmente l’OOC folle eppure non segnalato. E forse non basterebbe neanche come avvertimento, in quanto questa è la fiera della follia, da Thor in preda a quella che si potrebbe descrivere come una grave crisi d’astinenza da steroidi a Loki simil-principessa ostinata che finisce per godere delle violenze subite, fino ad una Frigga chiaramente alienata che si rifiuta di vedere lo scempio davanti ai propri occhi, preferendo occuparsi di arredamento e fastose serate di gala. Ma procediamo con calma.

Il corpo da esaminare, gentilmente recapitatoci da LaraDAmore, si apre con Loki che si riprende da uno stato di incoscienza grazie al lieve suono del suo stesso respiro. Speriamo che il dio degli inganni non russi né digrigni i denti di notte: trascorrere l’eternità a svegliarsi di soprassalto e riprendere sonno non deve essere piacevole.

Una volta ripresi i sensi, Loki si accorge di essere nelle proprie stanze. Fatto strano, in quanto l’ultima cosa che ricorda è quella di essersi lasciato cadere nel vuoto durante la distruzione del Bifrost ad opera di Thor. Il dio ricorda bene di aver preferito la morte proprio davanti al fratellastro, con quello sguardo cristallino dentro al suo (gioia e tripudio, gli sguardi penetranti! I classici non passano mai di moda). Ma non è quella l’unica cosa fuori posto: Loki è infatti incatenato con i polsi bloccati dietro la schiena

“Ma com’è possibile? L’inferno può avere un aspetto tanto familiare?”

Noi navigati giacobini non possiamo fare a meno di sorridere (o meglio, ghignare mostrando i nostri denti aguzzi) di fronte a tanta ingenuità. Sapete già cosa sta per succedere, vero?

Nel giro di pochi minuti, Thor fa il suo ingresso nella stanza. Vorrà forse chiedere a Loki il motivo del suo tradimento? Vorrà comprendere il perché dell’insano gesto?

« Cosa è successo? Perché sono qui? »

Lo interpella il prigioniero, dimenandosi disperato.

La caparbietà con la quale tenta di sfuggire al morboso abbraccio non gli fa ottenere null’altro che maggior vigore nella morsa.

Il fiato gli si spezza quando il fragile petto viene oppresso da quello possente del suo carceriere, inorridisce nel sentire il suo respiro caldo mischiarsi al proprio.

« Sei stato soccorso, fratello mio. Ti ho voluto salvare. »

Che culo!

Scopriamo infatti che Thor, probabilmente in seguito alla lettura compulsiva di Misery, ha deciso di imprigionare Loki al fine di convincerlo ad aprire il proprio cuore (e anche altro, come già avrete intuito) a lui e a lui soltanto. Non è difficile immaginare quali siano i metodi scelti dal principe asgardiano.

Un violento manrovescio termina la crudele ilarità e stordisce il ribelle a tal punto da ammorbidirsi all’abbraccio del suo aggressore.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=AwRB1sVqVZI%5D

« Ti ho sempre amato, fratello, il mio affetto era sincero, puro, forse più di quanto avrei dovuto. »

Pensate se fosse stato malizioso!

Le dita delineano i contorni della bocca di colui che lo tradì e gli spezzò il cuore (in cambio Thor gli sta spezzando le ossa, ma vabbè), gli occhi ben chiusi mentre lentamente si avvicina fino ad appropriarsene.

Nasce così un devoto e casto bacio.

 

Devoto e casto… devoto e casto… devoto e casto… devoto e casto… devoto e casto… vedo attraverso il tempo… l’umanità è condannata… iä iä Shub Niggurath! Ph’nglui Mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn…

Che c’è? Ah sì, la recensione. Scusate, ho avuto un attimo di smarrimento. Procediamo.

Fra una descrizione barocca e lamenti da operetta (vorrei ricordare che Loki è quello che se ne è uscito con un “vulvetta lamentosa”), Thor fa un’altra sconcertante rivelazione:

« Hai una piccola scheggia del mio martello sottopelle, una necessaria precauzione affinchè i tuoi poteri non possano infliggermi alcun danno. »

Qui devo ringraziare sia ~Elianto che Hyena88 per aver creato l’immagine mentale più bella fra tutte quelle nate dalla lettura di questa ficcy. Immaginate Loki che se ne sta per i fatti suoi (se mai riuscirà ad uscire da quell’incubo pseudo-sadiano), magari mentre sta facendo due passi o è in bagno… e improvvisamente si ritrova a sfrecciare per Asgard perché quel genio di Thor ha pensato bene di richiamare il Mjollnir. D’altra parte, Thor non deve passarsela meglio: si mette in posa tutto gasato in attesa che arrivi il martello… e invece gli piomba addosso Loki con la stessa velocità di un MiG-35.

Questa teoria pare infatti trovare conferma poche righe più sotto.

« Intendi restituirmi il titolo? » Gli chiede incredulo Loki, affrontando a disagio quegli intensi occhi cristallini, irresistibili calamite che lo attraggono (che vi dicevo?) e gli annebbiano inesorabilmente i pensieri.

Due specchi di cielo si immergono in acque smeraldine, si seducono, si legano, si vincolano.

Non potete immaginare la commozione (cerebrale, s’intende) che questa frase mi provoca. Gli occhi di cielo e le verdi acque! Altro che classici delle ficcy, qui siamo ai livelli del mito. E gli occhi vincolati non sono forse l’apice del romanticismo?

Il sorriso di Thor affiora sincero (no, ma ci crediamo, eh) e Loki si sente irradiare di serenità in maniera incomprensibile (sottolineerei “incomprensibile”), i capelli dorati e l’armatura argentea gli accecano la vista.

Splende il figlio di Odino, di una luce forte, abbagliante.

Meravigliosa quanto il dolore che gli provoca.

La luce del giusto sovrasta le tenebre del vinto.

Dopo una cavalcata di crudeltà fisica e mentale spacciata per amore, mi sembra il minimo parlare di “meraviglioso dolore” e dare del giusto a Thor. Continuiamo così, facciamoci del male…

« Ti ho già detto di non chiamarmi così, noi non siamo fratelli! » Protesta Loki, che scuote il capo per destare la lucidità perduta.

Ora. Thor e Loki non saranno fratelli biologicamente, ma l’aver trascorso l’infanzia insieme nella stessa famiglia mi sembra che sia più che sufficiente. Ciò nonostante, un incurante Lannis-Thor espone il suo folle piano:

« E’ vero. Non lo siamo. (Thor stahp!) Per questo ho preso ben altra decisione, in modo da poterti avere per sempre accanto a me. Un legame oltretutto ben visto da Odino, antico alleato di Laufey, poiché capace di rinnovare l’alleanza perduta tra i nostri due popoli. »

Segue un altro bacio forzato. Pardon, il bacio di due amanti. Loki, o per meglio dire lo schiavo sottomesso che ha preso il suo posto, geme e piange quando si sente afferrare senza alcuna gentilezza i glutei, trema nel percepire la durezza dell’erezione di lui contro lo stomaco. (ma che meraviglia!)

Terminata questa sessione di molestie, Thor annuncia trionfale: « Tu sei promesso a me. Diverrai amante devoto e fedele compagno, e insieme apriremo un’era nuova su Asgard, che suona di pace e armonia fra i nostri popoli. »

Un’era di pari opportunità, senza dubbio, come conferma Thor subito dopo rispondendo freddamente alle minacce di Loki:

« Non sarai consenziente, non subito almeno. Ma non m’importa. »

Non vi tragga in inganno questa frase. Thor è un dio dalle molte sfumature (cinquanta, a voler essere pignoli) e la ficcy ci tiene a specificare che egli lo ama, irrazionalmente, con tutto se stesso. Sarà che noi giacobini siamo figli dell’Età dei Lumi, ma un po’ di sano razionalismo non farebbe male.

« Mi spiace redarguirti, quindi. Anche se digiuni, io esigerò i tuoi doveri sotto le lenzuola ugualmente. Ogni notte. »

Anche questo è chiaramente amore. Siamo noi ad essere maliziosi.

Fra una violenza e l’altra, Thor si diletta anche a scegliere gli abiti che Loki dovrà indossare. Ed ecco che il dio degli inganni si ritrova prigioniero di lunghe vesti velate, con le gambe fasciate in aderenti pantaloni neri e ai piedi stivali di pelle, erotici accessori alti fino a coprirgli le delicate ginocchia.

Al termine di una cena con tanto di battibecco ed ennesimo promemoria di Thor su come il matrimonio lo renderà anche l’indiscusso signore di Loki (ci sarà anche il delitto d’onore su Asgard?), Loki è costretto a recarsi nella stanza dove Thor intende consumare la notte. E qui il dio degli inganni, in un inaspettato momento di orgoglio e IC, decide di cogliere l’occasione per pugnalare il suo aguzzino.

Tranquilli, questa sanità mentale dura poco. Loki si spoglia davanti a Thor, che subito procede a sedurlo.

“E’ solo un bacio … è solo uno stupido bacio insignificante … non può compensare la perdita di un trono che mi spetta di diritto!” Si ripete disperato Loki, mentre assapora con gusto le morbide labbra del suo tentatore.

Il dio degli inganni ormai non inganna altri che sé stesso. Sarebbe divertente se la situazione non fosse così terribilmente malsana. E così Loki si lascia andare alla scriteriata passione, estasiato dalla sintonia delle loro lingue che insieme danzano sensualmente a lungo (le lingue danzanti! L’emozione sta facendo battere il mio cuore colmo di polvere e sabbia).

Ogni astio nutrito l’uno verso l’altro viene assopito attraverso quel bacio, risveglio del piacere dei sensi carnali.

L’amore (leggi: il condizionamento mentale) sopprime l’odio, il desiderio (leggi: la sindrome di Stoccolma) prevale sulla vendetta.

Le dita dell’audace amante scivolano impudiche sulla pelle delicata del giovane disteso sotto di sé, si beano di quella straordinaria morbidezza, dei suoi gemiti sommessi (Le dita hanno le orecchie?).

Improvvisamente, l’odio di Loki si ridesta, afferra l’arma nascosta sotto il cuscino e… fallisce. A Thor che lo trattiene per i polsi, Loki rinfaccia di non averlo mai amato.

Mente Loki, anche a se stesso.

La fierezza gli impedisce di ammettere la verità, la brama di potere gli impone di seppellire nei meandri della sua anima nera le piacevoli sensazioni provate.

Ma certo! A chi non piace subire simili abusi?

Thor, ormai entrato in piena modalità Annie Wilkes, decide di prendere Loki con la forza. Altra violenza, per altro fatta passare come una battaglia cavalleresca, con i due antichi avversari che si sfidano ancora una volta, in un campo di battaglia fatto di candide lenzuola di seta e di sensualità.

Koba, tieni pronto il catino.

Violenza, violenza, descrizione opulenta della violenza, altra violenza finché la sfida si conclude alla pari, senza un vinto nè un vincitore.

Koba, prendi il catino grande! Quello da dieci litri!

Lascia perdere, vai a prendere secchio e straccio.

Il giorno successivo, Loki inizia a contrastare l’influenza della scheggia manipolando la mente di una serva. Nel frattempo, Frigga si strugge di angoscia. Sarà perché Thor è diventato uno stupratore? Ovviamente no, bensì perché teme il crollo emotivo del primogenito, straziato dal rifiuto di un promesso sposo che lo disprezza e non intende riconosce né come consorte, tantomeno quale legittimo erede di Asgard.

Capito adesso? È tutta colpa di quel cattivaccio di Loki!

« Figlio mio, ascoltami. Il tuo tentativo è inutile, accetta il fallimento. » Enuncia con tono afflitto la regina. « Non riuscirai mai a umanizzare Loki, devi arrenderti. »

Frigga, ha mai pensato di cambiare spacciatore? O di prendersi a martellate in testa con il Mjollnir fino a riacquistare il senno perduto?

« Loki non è più il tuo caro fratello, ha giurato di ucciderti! (chissà come mai) E di certo non ti ama come meriteresti (infatti lo ama fin troppo). L’abbiamo perso per sempre, figlio mio. »

In preda ad un’overdose di Real Time, Frigga decide di organizzare una festa in grande stile e dona a Thor un anello per il suo fidanzamento.

Nel frattempo, la passeggiata di Loki nella sua gabbia dorata viene interrotta dall’arrivo di Sif, Hogun, Fandral e Volstagg.

« Che cosa fai!? »

La voce di Loki si spezza, i suoi occhi riflettono quelli ambigui del proprio aggressore e gli trasmettono tutto il suo timore.

Fandral si perde a contemplarne l’androgina avvenenza, fischiando volgarmente per creargli ulteriore imbarazzo.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=R4ySVTCAcUk%5D

« Tu non sarai mai un vero principe, sei solo il temporaneo giocattolo erotico di Thor, sei la sua puttana. » Gli sussurra ad un orecchio.

La sconcertante rivelazione (una sorpresona, proprio!) trafigge l’orgoglio di Loki, pallido e silenzioso, tra le sue braccia, da restare senza fiato all’ascolto delle sue parole.

« Devi sapere che di solito il nostro signore ama condividere ogni cosa con i suoi amici. Ogni cosa, anche i suoi balocchi preferiti … »

Altra violenza? No, perché Sif a un certo punto decide che Loki ne ha avuto abbastanza (quanta premura!) e comunica a Loki il motivo per cui sono lì: per ricondurlo da Thor.

Seguono smancerie, descrizioni inutilmente barocche, ulteriore instabilità emotiva da parte di entrambi i fratelli. Ordinaria amministrazione, insomma, almeno finché Loki non si ribella e dice a Thor che quella notte non sarà suo. Thor rimane con il cuore spezzato e l’anello in mano (più tardi anche altro, forse) a domandarsi perché Loki lo abbia rifiutato. Ora, Thor non è mai stato il più brillante fra gli Avengers, ma fin lì dovrebbe arrivarci.

Il biondo principe, tuttavia, non si dà per vinto e, dopo una bella bevuta, riesce a ritrovare il fratello.

‹‹ Fandral mi ha raccontato del tuo lusinghevole corteggiamento ai giardini, nel tentativo di piegare la sua mente con la tua magia! ››

[…]

‹‹ Loki adesso basta! Molti testimoniano l’inspiegabile attrazione nei tuoi confronti da parte del valente spadaccino asgardiano e l’improvvisa effusione che ne è conseguita ha sollevato palesi sospetti! ››

Questo non è Thor, è un carabiniere con la parrucca di Lucius che sta redigendo un verbale.

La voglia di concedersi è evidente in Loki dai suoi lunghi sospiri, gli occhi ben chiusi quando esperte le mani del fratello armeggiano con le rispettive cinture e le dita impudenti si fanno spazio tra il tessuto aderente, smaniose di eliminare ogni ostacolo tra il vestiario e il suo sesso ormai turgido.

E poi, diciamocelo, Loki aveva la gonna troppo corta. Se l’è andata a cercare.

Entrambi in difesa della propria dignità, sfregiano il cuore l’uno dell’altro senza alcuna compassione.

A parte il fatto che ormai la dignità di Thor è integra quanto il Bifrost, questa equiparazione fra stupratore e vittima comincia a darmi sui nervi.

‹‹ Fa male … fa male … ›› Gli riesce a dire in un debole bisbiglio l’amante punito, sottomesso in un atto carnale privo di qualsiasi piacere fisico o mentale.

‹‹ Credimi, è più lancinante quello che hai inflitto a me! ›› Gli risponde Thor, mentre una lacrima solitaria gli riga il volto provato dal dolore.

Dolore.

Ineguagliabile, insopportabile.

Il supplizio di Thor a causa di Loki.

Koba! Il catino da venti litri!

Terminata l’ennesima violenza, Loki chiede a Thor di perdonarlo e Thor si chiede come sia possibile nutrire fiducia verso il Signore degli Inganni.

Mi sa che dovrò concedere un giorno di vacanza al mio elfo del catino dopo tutto questo lavoro.

Ma arriviamo all’evento più glamour della ficcyna. Ebbene sì, è grande festa alla corte di Asgard. In mezzo allo sfarzo, ai tessuti pregiati, a cibi e vini sopraffini e ad altre sciccherie, Loki ha finalmente l’occasione di incontrare Frigga. Comprensibilmente disperato, prega la madre di liberarlo dalla prigionia nella quale si trova. Come risponderà Frigga?

‹‹ Figlio mio, non pensare a Thor come tuo carceriere, ma come al tuo salvatore. ›› Lo riprende con dolcezza nell’asciugargli alcune lacrime ‹‹ E’ grazie a lui se sei vivo, e sempre a lui devi il tuo ritorno a palazzo con tutti gli onori. ››

Koba, mentre vai a prendere il catino modello Esorcista, ricordati di declinare gentilmente l’invito ad Asgard.

‹‹ Loki, figlio mio, onora chi ti ama così immensamente da perdonare il tuo tradimento. ››

Osservate, signore e signori, queste sezioni di tessuto cerebrale. Esse mostrano chiaramente come la demenza senile colpisca anche le divinità nordiche. Se cercate un’ulteriore conferma, eccovi serviti.

Dal tuo ventre nascerà il futuro erede di Asgard, tu sarai strumento e fato di questo regno! ››

D’accordo, Loki ha avuto qualche bizzarra scappatella, ma una gravidanza imposta non è che l’ennesima umiliazione totalmente gratuita che il dio deve subire.

La festa procede secondo il protocollo, ma Thor finge soltanto di essere contento. L’assenza di Loki lo tormenta perché, come confessa a Sif, il suo amore per lui è smisurato e sincero. E quale modo migliore per dimostrarlo se non nel seguente modo?

‹‹ Miei amici, ascoltatemi bene, ›› li richiama a gran voce ‹‹ Lo sconvenevole atteggiamento libertino di Loki è l’ultima delle sue pungenti ripicche, e come tale dovrà essere archiviata anche da voi. Ieri notte io e il mio promesso abbiamo chiarito ogni cosa, e non ho intenzione di entrare in piccanti dettagli con voi … ››

Mentre Sif, toccata da queste meravigliose parole, propone un brindisi al vèroH ammòreH, Loki fa il suo ingresso nel salone. E qui vi consiglio di mettervi comodi e di allacciare le cinture, perché il banchetto è giunto alla pièce de résistance.

Loki assottiglia malizioso gli occhi nell’incrociare quelli incantati del suo futuro sposo, compiaciuto avanza tra gli asgardiani, stregati dal suo oscuro fascino ambiguo.

Nella sala cala un silenzio assoluto, tanto da udire il suadente fruscio dell’ampio strascico che ondeggia come un serpente ad ogni suo passo, enunciato dai tacchi degli alti stivali di pelle, impreziositi ai lati da piccole gemme verdi (questa ficcy ricorda sempre più i peccaminosi festini dei Serpeverde nella Stanza della Necessità).

La casacca di raso rivela tra le velate trasparenze il suo petto glabro castigato da una canotta a rete che ne esalta l’androgina sensualità (cinquanta bocca, cento amore), stretta da una deliziosa cintura argentata, si rilassa dalla vita in giù come un sipario quando le sue snelle gambe avanzano verso il centro della sala, mostrandosi fasciate in aderenti pantaloni di pelle nera (Thor deve aver svaligiato il guardaroba di una qualche popstar degli anni ’80 prima di distruggere il Bifrost).

Sul suo volto delicato sono dipinti tatuaggi che ammorbidiscono le linee decise sugli zigomi e riprendono perfettamente il colore dei suoi occhi, esaltati anche da un ombretto di identiche tonalità.

Lucenti pietre ornamentali verdi o argento sono preziosi accessori tra i suoi capelli, morbida seta mora sulle sue nude spalle, il candore delle sue braccia è un delizioso contrasto con i veli che le avvolgono, sulle dita affusolate spiccano altri tatuaggi simili ai disegni sul suo ovale gentile.

E su questa sublime immagine di Loki cigno nero vi saluto e vi do appuntamento alla seconda parte dell’autopsia. Ma prima di lasciarci, vorrei ricordare una cosa. Nel sistema giudiziario asgardiano, i reati a sfondo sessuale sono considerati particolarmente esecrabili… ah no. Niente. Ma neanche uno schiaffetto sulle mani? Come dite? Ah, è per la nuova era di pace e armonia. Bella roba. Vabbè, fate partire la sigla.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=6JfPMGLuyEM%5D

Disney’s A Game of Thrones

Giacobini, giacobine, membri della setta-a-delinquere e culi, nuove leve, donnacce di pessimi costumi ed esseri dal sesso incerto (ciao, Skeight!), buonasera e benvenuti alla puntata di Natale Fastidious Geographic. A ognuno il suo: ai Whovians un episodio speciale di Doctor Who, a noi sgualdrine frigide (la cui acidità, come abbiamo di recente appreso, è nota a tutto il cyberspazio) la recensione di Natale. Perché, come disse Hannibal Lecter, a Natale si è tutti più buoni.

Allacciate la cintura, perché in questa puntata lasceremo il pur interessante habitat di Sue e trame improbabili che la cara vecchia Hogwarts ci offre e andremo a visitare un luogo ben diverso: il continente di Westeros. Quindi avanti, tutti a bordo del veliero gentilmente messo a disposizione da Durmstrang. Non allarmatevi durante l’inabissamento, per cortesia, è così che si viaggia da queste parti. Ecco, bravi, così… e riemergiamo nella baia delle Acque Nere. Visto, non era poi così difficile: abbiamo perso solo una mezza dozzina di persone. Che volete, la piovra gigante esige un pedaggio, quindi non state a fare i sindacalisti. Ringraziate di essere tra i fortunati che ce l’hanno fatta e godetevi questa perla: A Lannister Always Pays His Debts, di Nina Lannister. Il fandom, nel caso non si fosse capito, è Il Trono di Spade.

Ordunque, la guerra per il Trono di Spade è finita da sette anni. Lasciandosi dietro una scia infinita di morti illustri, direte voi, memori delle tendenze sadiche del caro vecchio Martin. E invece no: a quanto pare una buona fetta dei personaggi principali è viva e vegeta. Il che, essendo finita la guerra dei Cinque Re, pare strano: non è che Cersei se ne fosse uscita con quel “o vinci o muori” tanto per il gusto di fare una battuta figa. Sarete perplessi: lo ero anch’io. Ma non preoccupatevi, andando avanti lo sarete sempre di più.

Apprendiamo così che Joffrey Baratheon era stato legittimato a sedervici [si parla del Trono, eh!] quando aveva sconfitto Stannis, con il lauto intervento del Primo Cavaliere Tywin Lannister [in sostanza il nonno ha fatto tutto mentre lui si grattava il culo, come al solito], e dopo aver sottoscritto un armistizio con Robb Stark. La pace era tornata nei Sette Regni.

Già dalle prime righe il nonsense impera. In poche parole ci viene detto che:
– personaggi da nulla come i Greyjoy e tutti i simpaticoni delle Isole di Ferro, Daenerys Targaryen e i suoi draghi, Popolo Libero ed Estranei sono spariti. Puff. Svaniti nel nulla. Evaporati. Perché chiaramente l’unica minaccia per il regno di Joffrey erano Stannis e Robb: tolti loro, tutto a posto.
– Joffrey Baratheon (troverete la sua foto sul dizionario accanto alla voce ‘sociopatia’), quello che “sono dei traditori, nessuna pietà, ammazziamoli tutti!”, ha accettato un armistizio. Perché?

La risposta arriva subito: a bersi il cervello non è stato Joffrey (che sarebbe comunque morto di sete). È stato Robb.
Il Nord aveva ricevuto la sua indipendenza, sebbene fosse ancora formalmente sotto il controllo della corona
Cioè è tornato tutto esattamente come prima: il signore di Grande Inverno a regnare sul Nord, ma a sue volta soggetto al controllo del re. Quindi la guerra è stata una gran perdita di tempo, magari Robb voleva solo avere un po’ di compagnia mentre portava Vento Grigio a spasso. Ma sì, movimentiamo un po’ le cose, inventiamoci uno slogan figo… Re del Nord, dite? Suona bene! Ma mica facciamo sul serio con ‘sta storia dell’indipendenza, eh! Giusto un po’ di casino e poi tutto come prima, me ne torno a casa a fare il lord. Sì, mi hanno decapitato papà, ma in fondo ‘sti cazzi.
Suona familiare.

lega-nord-stark

Si ringrazia Capoh per il lavoro di photoshop

Insomma, Robb è solo un allegro cazzone. O così o è profondamente deficiente. Ancora più di quanto non lo sia in canon, intendo.
… Gente, non guardatemi così: voglio tanto bene agli Stark, ma che né Eddard né Robb fossero proprio due volpi artiche era chiaro più o meno dall’inizio.

Intanto, l’Estate era ritornata a fiorire dopo un solo Inverno poco duraturo e poco glaciale.
E via, ecco liquidate così svariate migliaia di pagine passate a frullarcele con questa storia dell’Inverno che arriva, degli Estranei, del Re oltre la Barriera, del Popolo Libero, gente copritevi che mo’ fa freddo, ora arriva, aspettate un attimo, tirate fuori le sciarpe, giuro che mo’ arriva.

Dopo questa sequela di cazzate introduzione, ecco che la narrazione si focalizza su Sansa.
Sansa avrebbe potuto far ritorno al Nord, dai suoi fratelli e da Arya.
A dire il vero, da un fratello e basta. Posso immaginare che Arya sia riuscita a riunirsi alla famiglia una volta tornata la pace, ma con Bran e Rickon la cosa è più complicata: dal momento che Jaime nella storia è già monco canon vuole che Grande Inverno sia già stato raso al suolo e, di conseguenza, i due Stark più piccoli se ne siano entrambi andati a zonzo per il mondo.
Magari Rickon sarà stato riportato alla famiglia, ma Bran se n’è andato in Culandia oltre la Barriera e sarebbe bello sapere come diavolo lo hanno recuperato. A proposito di Barriera: no, nessuna notizia nemmeno di Jon Snow. Inutile chiedere a lui lumi sullo stravolgimento in corso a Westeros, comunque: con ogni probabilità non sa un cazzo di niente.

Tornando ad Approdo del Re, apprendiamo che Joffrey e Margaery sono sposati e hanno già un erede, Jams. Nome discutibile, ma dal momento che il caro vecchio Martin ha dato ai suoi personaggi nomi anche più improbabili (tipo Chett, che un giorno qualcuno mi dovrà spiegare) per questa volta transeat.

Il nostro Jams ha, ovviamente, capelli biondi e occhi verdi (i Tyrell non sono portatori di geni e sfornano solo cloni altrui) e a soli cinque anni prometteva di essere un vero Lannister.
Il che, considerato che Margaery è di nuovo incinta, potrebbe essere un problema. Altezza, se viene fuori una bimba speditela subito da qualche altra parte; ovunque purché lontana dal pargolo. Credetemi, è meglio così.
Ancora ignara del sesso del nascituro, Margaery è radiosa. Chiunque la osservasse, scorgeva in lei una gioia e un brio tali da ispirare ogni Lady all’interno della Fortezza Rossa.
Soprattutto Cersei.

Ma Margaery non è la sola nella Fortezza Rossa ad essere in dolce attesa: anche Sansa lo è.
Cazzo ci fa Sansa a Roma ladrona ad Approdo del Re a guerra finita? Tirate a indovinare.

Il matrimonio con Lord Tyrion Lannister non era ancora stato consumato, grazie alla bontà di cuore di suo marito, e la ragazza pura e casta avrebbe potuto risposarsi con un altro signore. Robb in fondo l’aveva pregata di farlo sette anni prima.
Più che di sposarsi subito con un altro signore penso che Robb le avrebbe chiesto di sfanculare i Lannister e tornare a casa, che ad eventuali matrimoni ci avrebbero pensato dopo.

Insomma, Sansa ha la possibilità di annullare un matrimonio che nessuno dei due voleva nella maniera più assoluta; eppure quando l’aveva guardato negli occhi, dinanzi a suo padre, a sua sorella, a suo fratello e ai suoi due nipoti, non aveva avuto cuore di lasciarlo.
Tengo a ricordare ai telespettatori che Tyrion aveva tanta voglia di sposarsela quanto di infilare l’uccello nelle fauci di un Metalupo. Dubito che non avere più attorno una moglie che lo ha sposato perché costretta lo ucciderebbe.
suo marito, seduto dinanzi al tavolo delle trattative, era sobbalzato sul posto, aveva sgranato gli occhi e l’aveva guardata come se avesse appena pronunciato un’assurdità.

Forse perché è esattamente quello che hai fatto, Sansa cara. Tyrion è buono e caro, ma
– tu non lo ami e lo hai sposato perché costretta
– lui non ti ama e ti ha sposata perché costretto
– la vita coniugale fin qui è stata deprimente per tutti e due
– il matrimonio è ormai inutile: vi siete dovuti sposare durante la guerra per permettere ai Lannister di mettere le zampe su Grande Inverno alla morte di Robb. A guerra finita e con Robb vivo non c’è trippa per gatti, figlia mia.

La reazione di sua madre fu la più contenuta
Faccio presente per chi si fosse sintonizzato solo ora che la reazione di Tyrion è stata un sobbalzo, occhi sgranati e un muto “ma che cazzo stai a di’?”, quindi è abbastanza contenuta di suo. E la reazione di Catelyn nel vedere la figlia maggiore che decide di restare ad Approdo del Re, moglie di Tyrion Lannister e circondata da chi ha fatto ammazzare Eddard e cercato di far assassinare Bran dopo averlo reso paralitico… sarebbe più contenuta di così?

La contenuta reazione di Cat

Perché va bene l’autocontrollo, ma a tutto c’è un limite.

Sette anni dopo la nostra Sansa non si è pentita della scelta, ma non so quanto sia il caso di prestare fede alla sua parola: la ragazza mi pare confusa, almeno abbastanza da non ricordarsi esattamente quando si sarebbe effettivamente innamorata del marito.
Suo marito le aveva donato un figlio due anni prima, quando s’era sentita pronta e innamorata tanto da concedersi a lui.
[…]
Era stato in quel momento, quando Tyrion aveva preso tra le braccia il loro bambino dopo il parto, che Sansa aveva realizzato di amarlo.

L’importante è crederci, Sansa. Ma del resto tu sei pur sempre quella che si è inventata un bacio mai avvenuto (‘tacci tua, Martin!) e ci credeva pure, quindi saremo comprensivi.

Tra l’altro, esattamente come Jams (che ha uno sguardo furbo, arguto e anche superiore), anche questo pupo – si chiama Tanos, by the way – mostra una luce di scaltrezza e di perspicacia degna di un Lannister.
Mi sfugge da dove venga questa fissa della scaltrezza come comune denominatore dei Lannister. Gli unici realmente scaltri nel mucchio sono Tywin e Tyrion, per il resto è abbastanza un pianto: Jamie risolverebbe qualsiasi problema a spadate, Cersei si crede furba ma infila cazzate su cazzate (ha “vinto” solo contro Robert e Ned, ma è stato come rubare caramelle a bambini tonti), Joffrey – Lannister che più Lannister non si può – è coglione come pochi altri a Westeros (non sono i geni Baratheon, non provateci!), Tommen è tanto caruccio quanto tonto… e, se non ricordo male, il padre dello stesso Tywin era noto per essere fondamentalmente un allegro coglione. Insomma, in quanto a scaltrezza siamo messi male: Tywin e Tyrion sono più che altro eccezioni.
Intanto Tyrion è ancora il Maestro del Conio, oltre che l’erede di Castel Granito, ed è al momento impegnato…

Macheccazz…?
Signori spettatori, scusate l’interruzione: pare ci sia un problema in sala di registrazione, dicono che è entrato un piccione… ah, non è un piccione? Un corvo? Ma che diav… Oh, un messaggio! Da parte di Tywin Lannister, dite? Date qui, non state a cincischiare! No, niente ospedale finché non avete finito il turno; tanto gli occhi sono due e il corvo si meritava un spuntino.
Dicevo, è un messaggio di Tywin Lannister; pare abbia a che vedere con l’affermazione secondo la quale Tyrion sarebbe l’erede di Castel Granito. Vediamo un po’…

*La carta è un po’ ingiallita, e sembra un pezzo di pagina strappato da un libro. Curioso, è come se avessero voluto scriverci in fretta e furia. Ci sono solo due parole che prendono tutto il foglio, vergate con tanta foga che la carta è stata quasi bucata in più punti. Ma queste due parole sono tanto sentite e profonde da far dimenticare tali dettagli.*
“COR CAZZO.”

Mi par di capire che Lord Tywin abbia qualcosa da ridire; in effetti mi pareva di ricordare che lui, prima di dare Castel Granito a Tyrion, si sarebbe tagliato le palle. C’è in allegato una missiva del suo avvocato: si dichiara che la voce secondo la quale Tyrion Lannister sarebbe erede di Castel Granito è priva di fondamento e che chiunque l’abbia messa in giro sarà perseguito severamente.

Lo spiritosone in sala audio che ha fatto partire Rains of Castamere è licenziato.

Dicevamo, in quanto Maestro del Conio Tyrion sta cercando di far quadrare i conti e ne sta uscendo matto. A complicare le cose ci sono le imminenti nozze della nipote.
« La piccola Myrcella ha deciso di sposarsi ad Approdo del Re, mia cara,» le comunicò con voce lieve prima di abbandonarsi contro lo schienale della sedia e chiudere gli occhi
Suvvia, potrebbe andare peggio. Pensa se avesse deciso di sposarsi alle Torri Gemelle, con Walder Frey come wedding planner, Roose Bolton al servizio catering e Gordon Ramsay Bolton ai fornelli.
Era un bell’uomo, suo marito, nonostante l’altezza. E il pezzo di naso mancante.
la presenza di Tanos l’aveva ringiovanito e badare a lui gli faceva brillare gli occhi verdi, segno distintivo dei Lannister.

Aggiunti gli occhi catarifrangenti ai segni distintivi dei Lannister, scopriamo che i rapporti tra Tyrion e Cersei sarebbero migliorati.
Non perdeva mai l’occasione per tormentare Cersei, sebbene il loro rapporto fosse divenuto più umano da quando lei e Jaime si erano ritrovati.
Ma sì, adesso tutto a posto. Lasciamo perdere il fatto che lei abbia tentato di farlo ammazzare e che lui lo sappia benissimo: son scaramucce tra fratelli, nulla di cui tener conto.
Non aveva sposato Loras Tyrell che era stato battuto in duello proprio da suo fratello, che l’aveva sconfitto anche senza la destra con una prontezza strabiliante, un giorno prima delle nozze.
Sì, anche a me risulta che Loras fosse con combattente coi controcoglioni e che Jamie con la sinistra fosse una miserabile pippa, ma non perdiamoci in dettagli. Chiediamoci piuttosto come possano Jamie e Cersei essere ancora vivi dopo una genialata del genere: immaginate la gioia di Tywin quando non solo il figlio ha fatto saltare un ottimo matrimonio, ma ha pure dato ulteriore credito alle voci di incesto tra i due gemelli duellando per impedire che Cersei si sposasse.

Ma non c’è tempo di angustiarci su dettagli quali intrighi di corte e alleanze tra potenti – dettagli del tutto secondari nella saga, come sappiamo – e passiamo al momento angst con Tommen Baratheon.
No, non il bimbo cicciotto e pacioccone che conosciamo: qui abbiamo un giovane ribbbelle, ma tanto ribbbelle che era andavo via, arrabbiato con il mondo intero. Aveva solo tredici anni e di lui non s’era sentito più nulla delle sue sorti per quasi un anno. Sapevano solo che era chiamato il leone solitario e che da solo aveva combattuto contro predoni e delinquenti sconfiggendoli e scacciandoli da molti territori del centro di Westeros. 
E tutto questo perché Joffrey lo ha trattato come un ragazzino stupido e inetto.

Ora. Avete presente Joffrey, sì? Il sociopatico, quello che da piccolo ha squartato una gatta incinta per tirare fuori i feti? Quello che fa ammazzare la gente tanto per? Che ha fatto picchiare Sansa perché gli girava? Lo avete presente, sì? Ecco, se dovessi vivere sotto il suo stesso tetto sarei immensamente felice di cavarmela così facilmente.
Eppure il solo aver trattato come un ragazzino il fratello costa a Joffrey uno schiaffo da parte della madre, che come noto si taglierebbe quasi più volentieri una mano. Da parte sua, Tyrion avrebbe dato lui stesso una lezione esemplare a quel ragazzino di suo nipote, ma suo padre l’aveva bloccato dicendogli che non era suo compito educarlo, ma di Cersei.
A parte il fatto che Tywin era perfettamente al corrente dell’incapacità di Cersei di controllare il figlio – e meditava di dargli una lezione lui stesso – mi pare un po’ tardino per delle lezioni: anni dopo gli eventi della saga Joffrey è adulto e dovrebbe, almeno ufficialmente, governare per conto suo. Il lasso di tempo valido per provare a dargli una raddrizzata (senza rimetterci la testa, s’intende) è bello che passato.
O forse, semplicemente, anche nonno Tywin concorda che trattare il fratello minore come un cretino non è certo il peggio crimine che quello psicopatico di suo nipote abbia mai commesso. Comunque sia, Tommen è tanto arrabbiato che non risponde nemmeno alla missiva della madre; inviata non si sa bene come, visto che nessuno sa dove trovare ‘sto benedetto ragazzo. Sarà stata una lettera aperta pubblicata sulla Gazzetta di Westeros?

Intanto Sansa è un po’ rattristata dal fatto che Myrcella non avrà il fratello accanto il giorno del suo matrimonio; considerato come funzionano le cose tra Lannister, francamente, mi pare meglio così.

Il capitolo, per ora l’unico pubblicato, si conclude con una bella iniezione di saccarina direttamente in vena tra Tyrion che se ne esce con roba tipo Come sta la mia splendida stella? e averla al suo fianco era la sua gioia e lo sarebbe stata per il resto della sua vita.
Per pietà, riprendetevi quest’orsetto gommoso – credibile quanto Robert Baratheon fedele e devoto – e ridateci Tyrion Lannister, quello che “se potessi pregare con il mio cazzo sarei un tipo molto più religioso”.

Il racconto termina qui, ma attendiamo con ansia il prossimo cap– ehi, dove state andando tutti? La nonna vi insegue coi resti del panettone? Ah, vi capisco. Pure la mia è così, finché non hai ingozzato tutto non è contenta. Il che mi ricorda che farei bene a levare le tende anch’io prima che mi trovi.

Che palle il Natale.

Quando MarySue dovrebbe rivedere le sue priorità… (prima parte)

Cari i miei Grinch e le mie Grinchesse (sembra un insulto, lo so; ma condivido con voi questo fardello, come quello di essere zoccola e frigida… Evidentemente siamo Grinchesse dalla personalità pepatissima e dal fascino sottile, visto che nonostante tutto siamo ancora in attività), cari Grinch e Grinchesse, dicevo, eccoci per la consueta recensione di Natal- Ehm, Santo Stefano.
Pensate, ancora qualche anno e sarà la tradizionale recensione di Capodanno.

Ed effettivamente, questa recensione sarebbe perfetta per Capodanno: c’è il solito cotechino dalla bianca cotica, e le solite lenticchie (trama insensata, personaggi snaturati e invertebrati, relazioni inutili e senza alcun senso) che si portano appresso tutti i pruriti del caso (parlavo dell’allergia, razza di depravati!). Sì, sarebbe una recensione perfetta per Capodanno, questa.
Bene, ci vediamo tra cinque giorni allora.

Ahi, AHI! Va bene, razza d’ingrati! E recensione di Santo Stefano sia!

*Il cenone di Capodanno anticipato è gentilmente offerto da EbbylineSwarovski, l’unta e bisunta trattoria che l’ASL chiuderebbe senza nemmeno varcare la porta è la solita unta e bisunta trattoria dove ceniamo ogni anno. Il tavolo è prenotato a nome “ Il ritrovo del cuore.”, ma se non riuscite a trovare la via consegnate questo ( http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1445086&i=1) indirizzo al tassista: saprà dove portarvi.*

Il cotechino, dicevamo.

Ebbyline (sì, come l’autrice), strega quindicenne, subisce un grave lutto: la morte della sorella gemella. Invece di circondarsi dell’amore dei suoi amici, decide di cambiare scuola e trasferirsi nell’istituto frequentato dalla defunta sorella: Hogwarts.
Ah, Ebbyline è stata anche ad Azkaban, ma suppongo non stesse studiando lì.

“Che cosa sarà successo?” è quello che ci chiediamo noi.
L’autrice, invece, con la sua storia vuole svelarci ben altre risposte a domande che lei stessa pone:

Questa ragazza, riuscirà a riaprire il suo cuore al mondo?

Beh, magari intende dire che dopo il lutto è diventata una persona introversa…

O per lei è davvero finita?

Suvvia, sarà una giovane forte e nonostante il dolore si riprend-

Ci penserà un ragazzo, anzi, vari ragazzi.

… Io voglio pensare bene: starà sicuramente parlando di un gruppo di amici che saprà sostenerla e volerle bene!

Ma riusciranno nella loro impresa apocalittica?

Ancora, mi sembra un po’ troppo melodrammatico questo scenario…

Si farà degli amici e manderà a quel paese la tradizione di odio che si è sempre manifestata tra Serpeverde e Grifondoro.

Ma… E ‘sti cazzi no? Ma soprattutto: pure Lily Evans aveva un amico a Serpeverde, ma non mi sembra fosse questo il suo merito più grande!

Lei, l’unica persona al mondo in grado di usare la magia senza bacchetta, sarà accettata?
Unica, certo. Silente, la smetta di ridere: lei è morto, i morti non ridono. Si dia un contegno!

Lei, senza più una famiglia al mondo, verrà amata?
… Chi ha detto ai violinisti che potevano iniziare? Il concerto di Capodanno è tra sei giorni, eccheccazzo!

Lei, che cambierà il destino del mondo magico, ne sarà all’altezza?

Se già mi dici che lo cambierà perché dovrei pensare che potrebbe non esserne all’altezza? Dai, cazzo, mi hai già rovinato il finale!

Ebbyline Swarovski ritroverà la parte della sua anima che ha perduto in una notte nuvolosa d’estate?

Violinisti, TACETE, che adesso c’è l’angolo dell’autrice da riassumere!
In poche parole: l’autrice ha già scritto due libri su Harry Potter per noia e dunque adesso scrive una fanfiction che rispecchi pienamente ciò che voglio per il mio personaggio. No, non lo so cosa voglia dire, ma andiamo avanti.

Troviamo Ebbyline china sulla bara dell’amata sorella, sconvolta:

(…) gli occhi grigi serrati con le ciglia folte ricurvate dal trucco [però, che efficienza ‘ste onoranze funebri, pure il piegaciglia ed il mascara incurvante!], il naso che tante avrebbero bramato pallido come il resto del corpo [Rallegriamoci un po’ per la felice sorte di una contendente: basterà corrompere il guardiano del cimitero e procurarsi una pala, un seghetto ed un bisturi ed il tanto bramato naso andrà all’intrepida fanciulla!], le labbra rosee immobili [Sinceramente, è meglio così: solitamente se ad un morto si muovono le labbra non è un buon segno. Nel migliore dei casi potete aspettarvi uno sbavino scuro nonostante la tanatoprassi, nel peggiore… Mirate alla testa.], (…) Tutto di lei era stato curato nei minimi dettagli [Ci credo, con quel che costa un funerale!] eppure, niente di tutto quello lasciava trasparire che fosse… morta [Come dicevo, hanno fatto un buon lavoro].

Ma Ebbyline ha promesso alla sorella che non avrebbe pianto, al suo funerale, nonostante si senta come se metà della sua anima fosse morta.

Era come se avessi una mela e dopo averla tagliata la lasciassi li, per poi tornare e notare che solo una metà era marcita.

… A parte la metafora criptica… Ma se non aveva appena detto che sembrava viva? E adesso è marcita, tutta d’un tratto?

Ecco, lei si sentiva la metà che era rimasta bella e succosa [facile, quando ci si confronta con un cadavere]. (…) Avrebbe dovuto morire insieme a lei, come si erano ripromesse da piccole [Eh, certo. Proprio quei giuramenti intelligenti che uno fa a quattro anni]. Avrebbero fatto tutto insieme: il primo bacio [kinky!], il matrimonio [interessante prima notte di nozze…] e persino la morte.

E così, tra pessime metafore e ripetizione di concetti, ecco che Ebbyline ripensa a tutta la sua tragedia familiare:

Prima sua madre, malata di cancro, le aveva lasciate in custodia al padre. Poi suo padre, afflitto dal dolore, si era tolto la vita. A seguire il ragazzo che lei amava l’aveva tradita e scaricata. Adesso lei.

… E il cane, Pongo, è stato investito da una carrozza; il pesce rosso, Goldie, divorato dal gatto… ed il gatto si è strozzato con il pesce rosso, presumo [cit.].

Ma Ebbyline non può permettersi di crogiolarsi troppo nel dolore: deve commemorare la defunta con un discorso che parla per quelli che persino a lei paiono secoli, davanti ad una folla che si fa forza ascoltandola e vedendola lì. Tra di loro, defilato in un angolo remoto della chiesa, un ragazzo moro dagli occhi verdi (no, non Harry: questo è Mattew, il ragazzo della defunta. Lo si distingue da Harry perché Mattew ha lo sguardo saettante, non la saetta sulla fronte).

Ebbyline è sempre stata gelosa di loro due, ma felice per la sorella. Gelosia immotivata, comunque: come vedremo ora, Mattew è fuori di testa (o c’è finito per il dolore):

– Perché non mi ami più, Rose? – sussurrò il ragazzo fissando la ragazza.

– Io non sono Rose, Mattew – rispose la ragazza turbata da quel suo comportamento.

Lui la lasciò andare sofferente e chiuse gli occhi: presto sarebbe tutto finito.

Ma i più accorti avranno notato l’assenza di una lenticchia: conosciamo l’aspetto fisico di Ebbyline solo grazie alla descrizione della sorella defunta. Un abile trucco letterario, dite? Un totale disinteresse per un aspetto così frivolo, durante una scena tanto tragica e toccante, da me smontata con tanta cattiveria e battute di pessimo gusto?
No:

P.s: Qui trovate il vestito di Ebbyline al funerale: http://www.polyvore.com/cgi/set?id=60500445&.locale=it
P.p.s: Ebbyline è sempre vestita impeccabilmente e siccome non riesco mai a descriverla (sono un disastro!) metterò il link di Polyvore, dove creo io i set.

Ecco. E con questo ho il culo parato per ogni accusa di cattivo gusto durante questa recensione.

Stendiamo una pietra tombale pietosa (l’ho detto, ho il culo parato!) sulla scelta di inserire il link a Polyvore col vestito del funerale e passiamo al prossimo capitolo e lasciamoci travolgere dal nonsense.

Ebbyline torna a casa e si lascia investire dai ricordi: le due sorelle si volevano così bene che mai avevano litigato, pensate. E questo perché anche Rose, come la madre, aveva il cancro (“eh, ma è bello essere a casa, vero padron Robin?!”).

Da qui parte una bella divagazione sulle case a Durmstrang (scuola frequentata da Ebbyline):

Venivano smistati al secondo anno, dopo aver compilato un test d’intelligenza. Alfa, dove la ragazza era stata smistata, era
[ovviamente!]per quelli che anche se non studiavano prendevano voti eccellenti. [Insomma, quelli che potrebbero pure levarsi dalle palle e lasciare spazio ai comuni mortali: a che serve la scuola se sai già tutto? ]

Beta, Gamma e Delta erano per quelli con voti scarsi. La vergogna della scuola, diceva il preside.
La via di mezzo non esiste.

Per dare maggiori probabilità a quelli meno dotati ogni anno venivano dati dei test, e se li superavano venivano trasferiti nelle classi Alfa.

Gli altri a coltivar patate.

Aveva scelto di andare a Durmstrang perché la sua intelligenza nelle materie oscure era pari solo a quella di Voldemort [Voldemort non ha “un’intelligenza nelle materie oscure”: ha studiato le arti oscure ed è uno stronzo, fine.] e si sentiva decisamente sprecata in una scuola come Hogwarts [Nessun problema: non mancavi proprio a nessuno, razza di attention whore con aspirazioni da BAMF].

Dunque lei non vuole tornare a Durmstrang, perché la gente l’avrebbe guardata con pietà: meglio andare a Hogwarts (dove tutti la guarderanno come se avessero visto un fantasma, presumibilmente).

Qualcuno bussò alla porta interrompendo il filo dei suoi pensieri. Si tirò su dal morbido letto e, con ancora il vestito del funerale [per chi non se lo ricordasse, il link a polyvore è qua sopra], scese le scale per vedere chi fosse.

È Matthew (l’acca l’ha recuperata tra un capitolo e l’altro), ed assistiamo ad uno dei momenti WTF? Della ficcy: il giovane le dice che era lei, e non Rose, che avrebbe dovuto morire:

– Hai capito bene. Scommetto che muori dalla voglia di sapere perché l’ho fatto –

Pessima scelta di parole, a mio avviso.

– Ci sei arrivata, finalmente. Sai, al sicario avevo detto di chiamarti per cognome ma non credevo che avrebbe risposto Rose al telefono[omicidio telefonico?],… – il sorriso sul viso del ragazzo si allargò ancora di più – Rose non rispondeva mai al telefono [Ah, beh… Un piano infallibile!]. Quando sono arrivato e ho visto Rose tra la vita e la morte non capii immediatamente come potesse essere successo; e poi sei arrivata tu. L’hai presa tra le tue braccia. Ma in quel momento io dovevo prenderla tra le mie braccia, e così, me la sono presa con l’unica persona che si stava crogiolando del bel lavoro svolto… –

(…)
Non era sorpresa del fatto che Matthew volesse sbarazzarsi di lei [Ah, beh…]. Era geloso, e troppo innamorato per vedere oltre quell’amore asfissiante [ma nel capitolo prima non invidiava la storia tra lui e la sorella?]. Non avrebbe mai capito che Rose l’avrebbe lasciato seduta stante se lei fosse morta [Mi sono persa: l’avrebbe lasciato –comprensibilmente!- se avesse saputo che era lui il mandante o l’avrebbe lasciato e basta?].

Matthew mostra sempre più segni di sociopatia:

Ma, ripensandoci, ora che Rose è morta potrò finalmente avere ciò che puntavo da anni: te

Ricapitoliamo: Matthew era geloso del rapporto tra le sorelle, dunque decide di… uccidere quella che ama, per rimanere con la sorella che non ama ma con cui è fidanzato. Ma il sicario sbaglia ed uccide la fidanzata che per lui era un intralcio a loro due, dunque va dalla donna che ama e dice “Beh, poco male, adesso posso stare con te”.
Siamo sicuri che non sia un trucco per avere attenuanti quali la semi-infermità mentale?

Lei strabuzzò gli occhi. Lei? Come poteva volere lei dopo due anni insieme alla sorella?

Vai così, Ebbyline: è proprio questo il punto focale della situazione!

– Ma io non ho ma voluto Rose. Perché prendere la metà della mela marcia, quando potrei avere quella sana? –

Continua pure tu così, Matthew: stai perorando la tua causa con arguzia e sensibilità uniche!

Matthew le dice che voleva ucciderla perché non ricambiava il suo amore, Ebbyline lo rifiuta una volta ancora  e lui è pronto ad ammazzarla. Ebbyline coglie l’opportunità (prima cosa intelligente in tre capitoli!): lo disarma fantafigheggiando con gli incantesimi senza bacchetta e lo ammazza.

Presto quelli del Ministero sarebbero arrivati ad arrestarla per aver praticato la magia fuori dalla sua scuola.

Mica perché ha usato l’Avada Kedavra (che comunque era di legittima difesa).

Non le importava se sarebbe finita ad Azkaban.

Assassino di tua sorella, che già aveva cercato di uccidere la protagonista ed anche in quel momento era lì per ammazzarla… In effetti nemmeno io mi preoccuperei di finire ad Azkaban: nemmeno un coglione ti manderebbe ad Azkaban, in questo caso!
… nemmeno a dirlo, persino il processo è delirante. Ma quello ve lo propino la prossima volta, insieme al resto del quarto capitolo.

A Stereotype of Ice and Fire

WARNING: potrebbero esserci degli spoiler (molto vaghi) relativi ad “A Song of Ice and Fire”. Io vi avviso, poi fate come vi pare, ma se poi venite a lamentarvi vi metto il toluene nel caffè.

All’ombra di una sgangherata veranda ornata da tralci di rovi e cespugli di ortiche morenti due sagome curve e minute si stagliano ingobbite su sedie dall’alto schienale. Sul tintinnio della porcellana si distinguono due vecchie voci cinguettanti.
Oh, siete voi.
Di nuovo.
Mph. Una signora non può prendere un tè di gramigna con una cara amica e pam! Eccovi lì a dar fastidio.
E va bene, va bene. Accomodatevi, se proprio dovete.
Non conoscete l’adorabile Lady Olenna, immagino. Non ve la presenterò, è perfettamente in grado di farlo da sola. E non chiedetele l’età, se ci tenete a vivere. Né perché la chiamino la Regina di Spine. E, so che sembra assurdo, ma siate accorti con i suoi regali.
Sapete, solitamente lei non si addentra nei meandri delle spaventevoli realtà che sorgono come bubboni attorno alle grandi storie che amiamo. D’altro canto al suo mondo è sempre stato risparmiato, almeno pubblicamente, tale tristo destino.
Ma, o tempora o mores!, la società si evolve, la tecnologia avanza, sbucano le serie tv di successo e Sean Bean indossa di nuovo piastre di metallo per fare lesto una brutta fine.
Sì, miei dolci acari della polvere –cui la vostra povera nonna Valpur è orrendamente allergica, quindi ora sapete quanto mi fa piacere che mi appestiate casa- sto parlando proprio di Game of Thrones. O meglio, di A Song of Ice and Fire, perché il vecchio zio George quando non è impegnato ad uccidere personaggi di successo fa ipotetiche retromarce riguardo i divieti di scrivere fanfiction sulle sue opere.
Pare. Forse. Non si sa.
Di fatto, dopo l’uscita della serie si direbbe che le fanfiction a riguardo siano fiorite come le verruche dopo una camminata a bordo piscina.
E con esse, puntuali che neanche la sindrome premestruale, arrivano le solite protagoniste improbabili.
Solite, proprio.

Never forget what you are, ci mette in guardia l’autrice (SyriaStark, tho che caso!). What, appunto. Nemmeno who. E cosa è, quindi, la immancabile protagonista?
Non ve lo dico neanche, tanto già lo sapete.
Questa graziosa fanciulla si chiama Syria. Nome originalissimo, come mi ha prontamente fatto notare un certo spadaccino Braavosiano che si portava dietro un enorme cane nero con gli occhi chiari.
Syria Snow. Una bastarda, quindi. Un’ennesima figlia di Stark che, dimentichi dell’onore e dei propri voti, piantano seme in ogni utero disponibile.
Questa volta, quanto meno, non si tratta del solito Ned (che per la cronaca NO non credo sia il padre di quel cumulo di sfiga di Jon Snow, NO) ma del fratello Brandon.
L’autrice si premura di fornirci una graziosa fotina della cara Syria, che sembra una Stark più o meno come Joffrey sembra un Baratheon. E no, non ha preso dalla madre.
Facciamo la conoscenza della mirabolante protagonista quando, tho che caso, Robb Stark e Theon Greyjoy le piombano in casa. Un Robb Stark coi poteri magicissimi:
Syria sgranò gli occhi grigi e rimase immobile come una delle statue nella cripta di Winterfell: in quel momento, un brivido percorse la schiena di Robb… la somiglianza era davvero innegabile, a quel punto.
Eh be’, un po’difficile a dirsi, vero, piccolo, stupido Robb? Non per altro, ma per quanto lo zio possa somigliare a papà tu… ecco… non lo hai mai visto. E’ morto tipo due anni prima della tua nascita, se i conti non mi tradiscono. E no, non aiuta il fatto che tu ci dica che l’hai riconosciuta dalle statue nella cripta di Winterfell. Anzi, direi che peggiora la situazione, perché ora io Syria me la immagino così:

La splendida Syria: grigia, granulosa, dai lineamenti indefiniti.

Syria, al di là dell’aspetto fisico, è proprio Starkissima: non solo non ha paura di Greywind (che, ricordiamolo, è una bestia incazzosa tutta denti e mascelle della dimensione di un bovino adulto di media stazza) ma possiede un metalupo.
Pure lei. E un po’si risente quando Robb se ne stupisce.
Stanno diventando più diffusi dei chihuahua all’epoca di Paris Hilton, vedrete se tra qualche anno i canili non saranno invasi di metalupi abbandonati perché passati di moda.
(Il problema è che se una creatura del genere ti fa la cacca al parchetto ti ci vuole una ruspa per rimuovere la deiezione).
Tale metalupo, comunque, si chiama Shadow ed è nero, tutto nero, che in contrasto con Ghost sta una meraviglia.
Ma torniamo alla protagonista. Poooovera stella, è orfana e vive in una baracca. Aveva le mucche e i polli ma sono morti.

Il bestiame di Syria si è suicidato preventivamente.
La dolce fanciulla ha giusto un orticello. Diciamo che quanto meno la sfiga che tende ad aleggiare attorno agli Stark è riportata abbastanza fedelmente.
Dopo esser stata oggetto della cavalleria di Robb (“Dormo per terra” “no dormo io per terra” “Ma guarda, insisto, dormo io per terra”) e del solito fascino da sventrapapere di Theon (“Scopatela Robb dai dai dai! Ihihi come sono malizioso ihihi non maschero assolutamente la mia frustrazione per una storia personale tragica e un padre rompiballe col machismo da operetta!”) pare scendere la calma su questa casa.
Ma no. Robb non dorme (credo abbia un principio di erezione che non gli permette di tenere giù le coperte), quindi si alza e va di là, dove Syria ronfa.
Si avvicinò, invece, in modo cauto e la scrollò per una spalla. Syria aprì un poco le palpebre, strofinandosi gli occhi, e si mise seduta. “Avete bisogno di qualcosa, ser?”
“No, volevo solo… parlare un po’”.

Fallo a me, bel roscetto, e ti pianto una scure nella fronte.
Syria, ovviamente, no. Si alza –sicuramente senza un minimo di fiatella mattutina- e ascolta pazientemente.
E Robb le rivela tutto l’ambaradan di chi potrebbe essere suo padre, e sai Syria è facile parlare con te e se andiamo avanti così prima di domani mattina ti avrò ingravidata.
Troppo facile, fin qui. Sorge il sole e il terzetto si dirige verso il campo così vediamo se qualcun altro riconosce ‘sta sciacquetta.
La cosa buffa è che c’è una frase preimpostata per salutare Robb quando non lo si vede da un po’, usata sia da Theon all’inizio che da Armigero Generico N°1. La formula rituale comprende “Per tutti gli déi!” e “Mi sono preoccupato/Eravamo preoccupati” e “Temo vi/ti avessero preso”. Segnatelo nel vostro prontuario “Come accogliere un signorotto feudale che non vedo per un periodo compreso tra i quindici minuti e le otto ore”.
I giorni passano e Syria si abbandona ai flashback.
Tipo quando si era seduta sulla tomba di mamma.
[…]si era seduta, fissando quella pietra tombale, e aveva aspettato per una reazione. “Cosa devo fare, madre? Sono davvero chi dice quel ragazzo?” aveva chiesto, ma sua madre non aveva risposto.
E ci mancherebbe altro. E’ morta. Certo, se fosse emersa dalla tomba in un tripudio di carni putrescenti e larve necrofaghe la trama ne avrebbe improvvisamente guadagnato.
(Meglio non dirlo troppo forte, che poi Martin mi prende sul serio. Sappiamo benissimo che non è nuovo a questo genere di cose!)
“Perché non me l’hai mai detto?” implorò, riferita al vento.
“Perché sono solo una corrente d’aria. Cosa vuoi da me? Sono solo di passaggio. Ciao.”
Vabbe’, dicevamo. Syria è lì che fa da zavorra al campo di Robb, che già ha i suoi problemi e ora si porta appresso questa qua che già si fa chiamare “una di famiglia”.
Viene –ovviamente- importunata da Theon che, come tutti ben sanno, non sembra essere in grado di tenere il pene nelle braghe. Ma la cosa qui si fa creepy. Shadow, essendo scontatamente astuto e dotato di proverbiale sesto senso, ringhia ogni volta che il giovane Greyjoy si avvicina.
Per una settimana intera, Theon non aveva fatto altro che corrergli dietro, neanche fosse un cane in calore.
Theon! Tieni giù le zampe dal metalupo o ti denunzio alla Protezione Animali!
La presenza di Syria, oltre a scatenare discutibili istinti zoofili nei rampolli del Kraken, rende scemi gli altri.
“È arrivata una lettera da King’s Landing” esclamò poi, in un sussurro dal tono quasi rabbioso.
“Dalla capitale?” fece ser Rodrik.

No, ser Rodrik. La nuova capitale è Ancona, non te l’avevano detto?
Giunge il momento delle presentazioni in famiglia. Era un po’anche l’ora, Robb. Sei il solito cafone.
Catelyn, cara lei, non la prende bene. E un po’la capisco, cornuta e mazziata prima dal promesso sposo mancato e poi (FORSE, sia chiaro) pure dal marito di riserva, morto pure lui.
Cat, porti rogna, lasciatelo dire.
Nel giro di una settimana Syria viene accolta dagli Stark (condoglianze), fa imbarzottire tutti i protagonisti under 30 e viene ufficiosamente nominata consigliera ufficiale di Robb.
Questo spiega un sacco di cose sull’esito della guerra. Bravo Robb, bravo. Grandi scelte strategiche.
Siamo ora in territorio Frey e i due mezzicugini disquisiscono di politica.
Quelle due parole, ′matrimonio′ e ′combinato′, non si sarebbero mai dovute trovare nella stessa frase, secondo lei: non riusciva a capire, o meglio non le piaceva, il pensiero di due persone che dovevano passare insieme il resto delle loro vite, dormire insieme e avere dei figli, per la decisione di qualcun altro.
Welcome to Middle Age, darling.
Si vira quindi sui massimi sistemi, su Syria che prevedibilmente è uno spirito libero, un’eccezione nel mondo in cui vive, una che ignora le consuetudini sociali e decide che si sposerà solo per amore.
Syria rimase immobile, poi abbassò lo sguardo e vide Shadow che la fissava. “Non guardarmi così, neanche io ci ho capito nulla” gli disse.
E non ce ne stupiamo. Anche tu, lascia stare quel povero metalupo che è ancora provato dal tentacle rape di Theon.
Il vecchio, adorabile Walder (feh!) pone le ben note condizioni. Nel giro di qualche anno Arya dovrà sposare uno dei suoi mocciosi, e Robb un’altra.
E qui Theon, per una volta, indirizza il suo torrente circolatorio verso il cervello invece che verso i corpi cavernosi.
Molliamo questa tizia, Syria, al vecchio e ci teniamo Robb. Tanto ormai l’avete ufficialmente presa in casa senza rifletterci troppo, no? A posto!
Invece no. Cat, che a quanto pare i cagnotti nel cervello li ha sempre avuti, preferisce tenersi una sconosciuta e mollare il figlio ai casini che seguiranno. Figlio che prende e va in battaglia e forse sotto sotto un po’spera di lasciarci le penne.
No, Shadow, nemmeno io ci sto capendo qualcosa. Riprenditi, però, ti prego. Quando te la sentirai ne possiamo parlare, non ti metterò fretta.
Dopo una discussione strappalacrime coi cagnotti di Cat che evidentemente sente così tanto la nostalgia delle sue figlie da fare le coccole a una semisconosciuta, le armate tornano.
Con Azzurr… ehm… Jaime.

Spot the differences.
Jaime che viene malmenato, fa il figo, viene malmenato di nuovo, poi se c’è tempo fa il figo ancora per un attimo, si piglia qualche altro schiaffo e poi nota Syria. Che oooh è uguale a suo padre.
Ci sarà stato ripetuto almeno ventordicimila volte.
L’ha capito pure Shadow, questo.
Giunge un corvo –versione Westerosi di Twitter- con un messaggio.

oOJeoffrey_BaratheonOo Just beheaded Stark moron asd @RobbWolfStark #frikkinasshole

Forse lo shock, forse si sono impupati e hanno smesso di dar fastidio, i cagnotti del cervello di Cat lasciano spazio ai neuroni.
Nel fitto del dolore condiviso tra una madre e un figlio che hanno perso l’uomo, il punto di riferimento, il marito e padre, Syria salta su per fare la consolatrice di stocazzo.
E Cat sbrocca un attimo.
“Qualsiasi cosa tu stia provando, o pensi di provare, per mio figlio, toglitelo dalla testa: lui si sposerà con una lady, alla fine di questa guerra”.
Là. Così si fa.
Ma Syria… non capisce. Mi odia? Ma come mai? Ma perché? Solo perché mio padre doveva sposare lei e invece ha ingravidato un’altra? Fa l’acida per questa inezia?
Sì.
Da brava prezzemolina, Syria viene poi invitata al concilio di guerra in quanto cugggina e poi perché i cagnotti sono ereditari e ce li ha anche Robb, che la vuole lì. Così, senza un motivo preciso.
E mentre il giovane lupo viene acclamato King in the North, Theon allunga il tentacolino e propone a Syria di sposarlo. Syria, un po’giustamente, lo sfancula.
Povero, povero calamaretto. Non te ne va bene una. Torna a molestare gli animali che forse hai più successo.
Dopo l’ebbrezza di aver tirato un due di picche all’uomo già più umiliato dell’intero continente, la nostra amichetta va a trovare Jaime. Che fa il figo nonostante sia stato, come detto poco fa, pestato come un tasso in un sacco.
Altra luuuunga chiacchierata su cose che chiunque abbia letto i libri sa già (ovvero: Aerys era fulminato, tuo padre è morto, ciao). Il povero Kingslayer ha preso delle botte in testa e quindi è confuso alla vista di Shadow.
“È un meta-lupo” affermò.
No, è un lemure.
Pure Syria non brilla per coerenza nelle risposte.
“È mio. Mia madre diceva che mio padre era venuto per proteggermi”
Jaime ha mandato una lettera tramite il suo legale per far presente che no, non gliene fregava una beneamata mazza della storia di ‘sto cane acromegalico. Si chiamano domande retoriche, dolcezza, presente?
Syria però decide di rischiarsela: sfida Jaime a una gara di figosità.
“Forse, Sterminatore, ucciderò te” disse in un bisbiglio appena udibile. “E sarò ricordata come colei che ha ucciso lo Sterminatore di Re” e sorrise.
Mettiti in coda, stellina. L’ultima che ha detto una cosa del genere ha finito per perdere pezzi di faccia e mettere ai saldi la propria verginità (che è, ahimè, rimasta invenduta).
Il povero Lannister è chiaramente alterato dal trauma cranico perché ha paura. E Syria lo lascia lì a delirare e presumibilmente a perdere il controllo delle funzioni fisiologiche per l’emorragia.
Riciccia fuori Theon che non è mai stufo delle palate di merda. Ha appena saputo di dover andare a Pyke e decide di riprovarci. E quale modo migliore per far capitolare una donzella che dirle “Ti scopi Jaime Lannister! Ah-ha!”

Tipico humor sottile delle Iron Island.
Syria lo sfancula. Di nuovo. E gli aizza contro Shadow.
“Stavi per stuprarmi, Theon” riuscì a dire. “Se Shadow non fosse arrivato, tu mi avresti stuprato”.
Stronza! Per salvarti dai in pasto il tuo cucciolo a quella bestia ingrifata! Vergogna! Denunzio anche te!
Una gitarella nel cervello di Theon ci rivela che Syria gli serve sia come svuotapalle che come scaricaparanoie, dopo esser stato cazziato dal padre.
Ma soprattutto, se Syria fosse stata con lui, a quell’ora avrebbe già sfogato tutta la frustrazione della giornata su di lei.
Vi risparmio ulteriori repliche abbastanza fedeli delle pagine dei libri, differenti solo per la spocchia di Syria che rovina gli stemmi dei Tully in quel di Riverrun. Capisco che la trota sia un po’discutibile come simbolo, ma tu Syria sei una cafona a cucirci sopra il blasone degli Stark.

Grandi scelte per i blasoni.
Il povero Jaime, portato a spasso come un gatto in un trasportino, risente ancora dei postumi del trauma.
Giunge un altro twitter:

StannisBADASSBaratheon: Cersei&Jaime twincesting. No rightful heir. WTF @Westeros

“Sei il padre di Joffrey, Tommen e Myrcella?” chiese a bruciapelo, guardandolo. Gli occhi dello Sterminatore si spalancarono, e non disse niente. “Allora? È vero quello che dice Stannis?”
“Stannis?”

No, banana. Ma ripigliati, dyo!
C’è di buono che sputtana Syria. Syria ama Robb, Syria ama Robb pappappero!
No ma non ce lo aspettavamo, no no.
Povero Robb, confermiamo l’ipotesi delle larve in testa. Soprattutto quando, a occhio non più di un mese dopo averla incontrata, il lupacchiotto la trasforma da Snow in Stark. Anche questo è inaspettato eh? Quasi come l’adipe dopo le vacanze di Natale.
E mentre Theon continua a progettare nuovi modi per fare figure imbarazzanti, ci trasliamo con un agile colpo di reni fino a King’s Landing.
Dove Cersei, radunato il consiglio ristretto, dimentica di essere se stessa e scorda le buone maniere.
“Oh taglia corto: Jamie è vivo o no?”
Eccheccazzo.
Il tema principale è lo stato dell’imene di Syria, se sia stato o meno lacerato da Jaime.
Il legale dei Lannister continua a mandare note in cui sottolinea che il suo cliente non tollererà altri attacchi alla sua reputazione. Assassino incestuoso sì, scemo no.
Purtroppo la storia è ancora in corso, e chissà quanto durerà.
Non sappiamo quindi ancora chi si prenderà la verginità di Syria, nonostante l’attenzione del narratore vaghi senza meta tra l’estremo Nord, casa Baratheon, Pyke, grufolando tra personaggi e avvenimenti e limitandosi a inserire il nome di Syria ogni volta che si rende possibile. Badando, ovviamente, a lasciarla sempre al centro dell’attenzione.
La vediamo nelle fiamme.
No, non esultate. Sono le fiamme di quella sciroccata di Melisandre, che per motivi che conosce solo lei e che credo siano riconducibili a disturbi cognitivi vorrebbe usare Syria come arma in mano a Stannis.
Ma anche no.
Ecco, mi avete fatto freddare il tè ora.
Vi lascio in sospeso e torno ad aspettare l’evolversi della faccenda.
Olenna, tesoro, hai ancora qualcuna di quelle deliziose caramelline viola?

Upper Hogwarts Side

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrottissimi funzionari del Ministero
giacobini asserviti al sistema di merda e frigide baldracche
adorati purosangue.
Sì, siamo tornati.
Sappiamo di avervi fatto prendere un mezzo infarto dall’altra parte ma suvvia! Non siamo adorabili quando facciamo i burloni?
Quindi sì, adesso potete venire a trovarci qui su WordPress, tappa del grande esodo che senza l’opera dell’Admin Suprema Lestrange e allo Splinder Importer di Aioros, cui vanno i ringraziamenti più sinceri dell’intero staff, non sarebbe stato possibile.

Personalmente, sono reduce da un’impresa epica, una full immersion nella Summa della Fyccina, un revival di ognuno dei cliché che ci ha fatto accapponare la pelle in tutti questi anni di onorato servizio: ebbene, ce li ho tutti. Ma proprio tutti. Da Lucius Malfoy trapanatore folle a Severus Piton senza il suo zavorrante “always”; da pacchiani festini e ricevimenti tra Hogwarts e le magioni della gente che conta (eh no, casa Malfoy non sarà esente) a scene di sesso al limite (ampiamente valicato) del trash; da descrizioni di abiti di dubbio gusto e comunque fuori moda (e so di dare una notizia sconvolgente alle eventuali Vestali in ascolto affermando che negli anni Novanta non ci si vestiva come adesso!) a… attenzione attenzione! Certosine descrizioni di colori e sfumature persino del maquillage! Del quale però le nostre protagoniste, essendo splendide di per loro, non avrebbero nemmeno bisogno. Oh, sì, avete letto bene: le nostre protagoniste. Nel fandom le disgrazie non vengono mai da sole.

Davanti ad un simile carnet, i sessantatré capitoli (e non è ancora finita) di Volami Nel Cuore di Viols (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=764176) non possono di certo farmi paura.

Orsù dunque, armatevi di bacchette magiche, ripassate le vostre Maledizioni Senza Perdono preferite e scegliete su quale stecca di questo ampio ventaglio di personaggi originali o, nel migliore dei casi, out of character (ovviamente non segnalato), preferite lanciarle. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Le due pulzelle sulle quali s’apre il primo capitolo frequentano il sesto anno della prestigiosa Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts quando, ATTENZIONE ATTENZIONE, si svolgono gli eventi narrati ne La Camera dei Segreti. E forse questo è, insieme con il buon italiano che scivola solo una tantum, uno dei punti di merito della fyccina, che farebbe prevedere un’interazione con Harry&co. poco più che poppanti e quindi inabili all’accoppiamento… ma forse abbiamo torto ad esser tanto ottimisti.

Come nelle migliori fyccine sulle best-frienz-forevah, Rebecca, per gli amici Rebbi e Letizia, per gli amici Leti (simili nomi e, soprattutto, nomignoli, non vi fanno giungere alle nari un fastidioso lezzo profumoso di self-insertion?) sono diverse come il giorno e la notte, partendo dalle origini: anglosassoni la prima, mediterranee la seconda. Rebecca discendeva infatti da una famiglia di nobili inglesi, purosangue mi permetto di intromettermi nella narrazione per focalizzare l’attenzione dei piccoli lettori sulle genealogie: sono più fondamentali di quanto non siano nelle Cronache di George R.R. Martin o nelle opere di Tolkien suo padre, Christopher Knight, era un funzionario del Ministero mentre sua madre, Charlotte Lowett Knight, curava la casa e le relazioni interfamiliari, a cui veniva data un’importanza quasi morbosa. Ok, ricapitoliamo: tra i poveri mortali babbani, si dice casalinga, disperata nei casi più kitch. I nobili inglesi purosangue hanno invece le curatrici di case e di relazioni interfamiliari. Ma torniamo a noi, non avrete mica pensato di cavarvela così! Letizia aveva invece parenti di nazionalità differenti, ma anche loro purosangue la cosa era così ovvia che precisarla è ridondante Julio Maeder, il padre, era un famoso giornalista spagnolo che lavorava per la Gazzetta del Profeta e la consorte italiana, Eleonora Dellafiore Maeder, era l’igienista dental l’assistente del Ministro della Magia (…) Rebecca discendeva da una famiglia che fu sempre Serpeverde ma il Cappello Parlante decise di smistarla nei Grifondoro, mentre la sua migliore amica era l’unica Serpeverde in una famiglia di Grifondoro da generazioni.

Letizia era di statura media, con un fisico normale che si faceva però notare per il seno prosperoso e le gambe quasi perfette Al quasi, mi sono seriamente commossa… quasi, QUASI perfette! Il viso era indecifrabile: spesso pareva angelico, spesso fin troppo malizioso. Oh. So cuteAveva lunghi capelli dorati dire biondi è banale e fa poco radical chic, lisci e sempre ordinati, con una frangia che copriva la parte destra della fronte ma non arrivava all’occhio Dio! Lucius, l’emo-leccata di mucca. Le sopracciglia castane daaaaaaaah, sarà mica una bionda finta?! e fini seguivano la forma degli occhi in modo perfetto occhebbello, qui è tutta perfetta e le ciglia erano allungate dal mascara. Mascara che, a rigore, la professoressa McGranitt dovrebbe far sparire: a Hogwarts non è concesso truccarsi (seconda notizia sconvolgente per le Vestali in un giorno solo; sopravviveranno?) anche se l’assenza di trucco rischia di rendere l’ambientazione molto meno trash. Gl’iridi neri apprezziamo la sineddoche e l’aulico apostrofo (ma anche no) ma ci dispiace informare l’utenza che il sostantivo iride è femminile  come la pece impedivano quasi di definire la pupilla: l’oscurità di quello sguardo, valorizzato dall’ombretto verde-oro e dall’eye-liner sempre presenti, risaltava tantissimo con i capelli dorati. Visto che la inutile descrizione del trucco c’era, Mangiamorte di poca fede? Ma tanto arriva Minerva, IO LO SO. Le labbra erano fini e di un rosa pallido ma rese lucide dall’immancabile lucidalabbra se il lucidalabbra non le rendesse lucide, credo si chiamerebbe scartavetralabbra ed era quella stessa bocca a dare un non so ché che di malizioso al viso: infatti il sorriso in cui si allargavano invitava quasi sempre a pensieri conturbanti. Insomma, la parodia dozzinale e volgare della Lolita di Nabokov. Le mani erano piccole e carine, con unghie ben curate e colorate con smalti scuri. Mi chiedo se le ditina verranno mozzate o sciolte nell’acido dalla solerte insegnante di Trasfigurazione che, per certo non tollererà una simile oscenità. Caratterialmente era tutt’altro che piccola: egocentrica, ambiziosa, un po’ sadica e superba ma anche davvero dolce con le persone importanti. Come i chihuahua: piccoli piccoli, ma grandi rompicazzi abbaiatori. Era anche molto contraddittoria e spesso tendeva a mostrarsi distaccata anche con le persone più care per paura che la vedessero debole. Probabilmente era questo il motivo che la faceva trovare tra i Serpeverde. No, cara: questo è il motivo per il quale quei due omoni vestiti di bianco ti stanno venendo a prendere. E non preoccuparti, le maniche della camicia non sono troppo lunghe: è per annodarle meglio dietro.

Rebecca era agli antipodi TI PREGO, dicci qualcosa che non sappiamo. Viso tondeggiante, con lineamenti delicati. Il naso particolare in quanto estremamente semplice, dalla linea perfetta qualcuno mi spiega come sarebbe un naso non semplice? Savoia, cappuccino, francescano come i nodi marinari? Comunque, al prossimo perfetta faccio una strage, LO GIURO labbra carnose quanto bastava e di un rosa tendente al rosso COME TUTTE LE LABBRA DEL MONDO, PER LA SACRA VERGA DEL GOS! Sovrastata da sopracciglia fini e leggermente arcuate, dalla forma inspiegabile, vagamente squadrata tipo… banalissime ali di gabbiano? Aye, sir la linea degli occhi era tempestata con ciglia lunghe e nerissime come le pupille al di là del fatto che ora io mi immagino gli occhi trafitti dalle ciglia tipo tempesta di frecce alle Termopili, che senso ha descrivere LA PUPILLA? E’ nera per tutti, è uno dei pochi organi democratici! incastonate in due brillanti smeraldi Quindi, o Rebecca ha gli occhi verdi o siamo autorizzati ad immaginarla così:

 

 La carnagione chiara risaltava a contrasto con la cornice dei capelli corvini, lunghi e mossi che le ricadevano morbidi sulle spalle. Il collo prolungava la linea del viso sino alle spalle dritte, da cui due braccia femminili che terminano in mani affusolate, delicate, con unghie curate e neutre. Credo che mai come adesso ci sia stata tanta meticolosa scientificità nell’inutile descrizione dell’ovvio: quasi quasi mi immaginavo braccia maschili. Il seno era bello, della misura giusta. E dal momento che ogni uomo ha gusti diversi in materia di tette, apprendiamo che Rebecca può ingrandire o rimpiccolire le proprie a seconda di chi si trova davanti, in modo che per tutti siano della misura giusta: dalla coppa di champagne all’acceleratore di positroni del Cern. Il busto si stringeva leggermente sul punto vita per poi riallargarsi di poco dando vita a fianchi proporzionati, uniti a gambe lunghe, snelle e sode I fianchi direttamente connessi alle gambe sono qualcosa di inconcepibile, sì, anche se le gambe sono lunghe, snelle e sode. I polpacci si assottigliavano mano a mano che si avvicinavano ai piedi rendendo le caviglie sottili ma forti. TUTTI ABBIAMO LE CAVIGLIE PIU’ SOTTILI DEI POLPACCI, ANCHE L’OMINO MICHELIN!!! Era una ragazza orgogliosa, riflessiva e altruista. Una buona ascoltatrice, ma egoista per quanto riguardava i suoi pensieri e le sue emozioni. Sarcastica e ironica, era davvero abile nell’uso della parola, sagace ed intelligente. Se voleva davvero bene ad una persona, avrebbe anche potuto dare la vita per proteggerla: ecco perché, forse, era tra i Grifondoro. No, Rebecca è dei Grifondoro perché le va e davvero non vediamo il motivo per il quale non dovrebbe dare la propria vita ADESSO, prima che si diverta a dare altro tra un paio di capitoli.

E non ditemi che vi ho rovinato la sorpresa.

Lo so, lo so, questa descrizione estenuante e puntigliosa che, a questo punto, manca solo del computo dei peli sulle ascelle delle due amiche tra una ceretta e l’altra ha lasciato stremati voi quanto me. Ma come potevo esimermi? Qui non ci si limita ai capelli, agli occhi, alla perfezione dei tratti del volto e del fisico tutto; si va oltre, si raggiunge la descrizione della banale anatomia umana rendendo meraviglioso perfino il fatto che le protagoniste abbiano braccia e gambe articolate col tronco. Ma dobbiamo essere stoici come è nostro solito e… andare avanti.

Come potremmo altrimenti sapere dalle labbra lucide di Leti che Rebbi ha ottenuto il massimo dei voti nei G.U.F.O? E che ha preso Eccellente in tutte le materie tranne Pozioni nonostante fosse la migliore del corso?

Dite che non ce ne fregava un’emerita, vero? Beh, nemmeno a me, però fa sempre tenerezza quando si tenta di dare en passant informazioni sulla bravura di un personaggio con il risultato di renderlo semplicemente più irritante. Più irritante ancora è venire a sapere che:

1. Rebbi e Leti sono inspiegabilmente amiche di Fred e George Weasley, noti nel fandom per passare il tempo a circondarsi di Mary Sue;
2. abbiamo definitivamente perduto Draco Malfoy, e prima ancora che fiorisse: alla domanda legittima che fa a Leti (e, stranamente, perfettamente IC) Allora, Maeder, ancora con certa gente? gli viene risposto un non vedo perché le sei così ostile. Mi è giunta voce che non ti dispiacerebbe fare certe cose con lei che lo lascia tramortito, tanto da farlo fuggire per evitare di far notare le guance rosse. Notate bene: Malfoy frequenta il secondo anno. Le due bestfrienz il sesto. Direi che possiamo tranquillamente definirle bulle, almeno in questo contesto. Nei contesti a seguire, ci limiteremo a puttane;
3. Rebbi è amicona di Harry, Ron ed Hermione, con i quali passa molto del suo tempo. Perché? Beh. Alla Perfezione Incarnata non poteva mancare essere nelle grazie del Bambino Sopravvissuto. Anche se a passare il tempo con tre ragazzini di almeno quattro anni più piccoli di me (e nella fascia di età considerata quattro anni fanno davvero la differenza)… beh, inizierei a pormi delle domande;
4. la McGranitt non solo NON scioglie nell’acido proprio nessuno, anzi, l’indomani Rebbi si complimenta con Leti per il bellissimo trucco argentato. Sobrio, soprattutto, considerato che siamo in una scuola inglese di mattina e che comunque è VIETATO TRUCCARSI AD HOGWARTS;
5. Per un attimo sembrò che le loro menti fossero collegate, cosa che succedeva abbastanza spesso alle due poiché legate da una profonda amicizia. Perché il talento profonda amicizia è un prerequisito per ottenere telepatia;
6. “abborda il personaggio inutile creato ad hoc, possibilmente Corvonero o Tassorosso, tanto poi sai che trombi con uno o più dei personaggi della Rowling” è lo sport più praticato durante il primo giorno di scuola;
7. l’arguzia di Rebbi ha un potere ammaliatore su Piton, che si comporta come un cretino disperatamente attaccato a una fallimentare parvenza di IC;
8. Gilderoy Allock, probabilmente per la parlata piemontese (Non resisti proprio lontano dalla mia materia, né?), reo di non piacere a Rebbi e Leti, diviene spietata vittima di bashing. Cielo, le Mary Sue che odiano Allock sono più patetiche della corte di studentesse adoranti che il professore di Difesa si trascina dietro. Ma Allock che ci prova con Rebbi che, ricordiamolo, è ancora una studentessa e anche minorenne, è più patetico ancora;
9. Rebbi suonava il pianoforte da quando aveva 6 anni e cantava divinamente, anche se lei non ne era così convinta. Ah, la falsa modestia della voce narrante… no, non chiedetemi perché la McGranitt, deux ex machina dal noto dolce sorriso occupi la già chiassosa sala comune dei Grifondoro col pianoforte di Rebbi. Potrei essere maligna e dire che è per renderla più perfettamente Suosa di quanto non sia già ed in effetti… è per quello. La cosa è così sensazionale che Leti, per quanto Serpeverde, ottiene dalla stessa McGranitt (o meglio, dalla sua controfigura sotto effetto di stupefacenti) il permesso di accedervi solo e soltanto per sentire cantare e suonare la sua amica. RAGIONIERE!!! 

Ecco.
Ma sono buona e su questa torta a nove piani di zuccheroso liquame ci metto anche l’orrida ciliegina: la controfigura-sotto-effetto-di-stupefacenti-della-McGranitt, estasiata da una simile esibizione, propone a Rebbi di suonare e cantare alla cena che si terrà domenica sera (…) con tutti i professori, i consiglieri e il Ministro per l’apertura dell’anno scolastico. Ah, sì, la famosa cena d’apertura dell’anno scolastico, COME NO. La Rowling la descrive in ogni libro, settimo compreso. Alla nostra fanciulla non toccherà di certo esibirsi in canzoncine ridicole come quelle del Cappello Parlante o “Hogwarts, Hogwarts, cara vecchia Hogwarts”, ma in un vero e proprio repertorio da combattimento: liquidati con un colpo di spugna Beethoven, Mozart e Debussy, la platea adorante dovrà sorbirsi Vulnerable dei Secondhand Serenade (2005), Angel e All I Need Dei Within Temptation (2004 e 2007), Behind Blue Eyes nella versione dei Limp Bizkit (un genio, la versione degli Who del ’75 poteva salvarla e invece no, buttiamoci sui Limp Bizkit e sul 2003!), My Immortal degli Evanescence (2000) oltre a Wonderwall degli Oasis (1995) che, credetemi, odierete a fine fyccina (ambientata, giova ricordarlo, tra il 1992 e il 1993). Professor Vitious, signori del Coro, spostatevi che fate ombra a Nostra Signora della Perfezione più Figa. Sono curiosa di sapere come i maghi purosangue, Serpeverde uber alles, tollereranno di ascoltare una simile menata di musica babbana. Draco vorrebbe provvedere, ma non sa ancora che, in questa fyccina, lui non ha un padre, ma LUI.

E nemmeno fossero i pastorelli del presepe, Leti, i gemelli (i Weasley sono gli unici fratelli gemelli di tutta Hogwarts, evidentemente) Ron, Hermione, Neville, Harry, Ginny e altri si propongono come camerieri per il lieto evento. Speriamo che la Cometa, oltre ad indicare la strada, si schianti sul pianoforte ed incenerisca tutti i figuranti di questa fyccina, malamente spacciati per i personaggi della Rowling. Sì, dico figuranti di questa fyccina malamente spacciati per i personaggi della Rowling perché una che dice ad una studentessa Abito da sera di lunghezza variabile ma compresa fra ginocchia e caviglie; scollatura adeguata; colore che preferisce e scarpe preferibilmente col tacco. Riguardo ai gioielli metti pure ciò che vuoi, l’importante è che il tuo aspetto non rimandi poi a un albero di Natale continua a non essere Minerva McGranitt: è solo un altro fastidioso espediente per mettere ancora più in risalto la perfezione a trecentosessanta gradi (più tardi passeremo ai novanta) di Rebbi. In questi anni ci è passato sotto gli occhi -e le mani- praticamente di tutto, ma qui abbiamo valicato il limite del troppo, stiamo stroppiando!

Dopo una insulsa domenica mattina trascorsa ad Hogsmeade al solo scopo di introdurre l’ennesima nota trash alla desolazione della trama (una toccata e fuga dell’unico ed incommensurabile God of Sex, Lucius Malfoy, che guardatevoiilcaso inizia a marpionare Leti e anche un po’ Rebbi), arriviamo al momento clou. “Il concerto?” direte voi. No. La descrizione dell’abito di Rebbi.

Le sue forme non potevano trovare posto migliore di quell’abito di seta blu notte senza spalline che si fermava appena sopra il ginocchio. Fortuna che è un abito da sera. I fianchi fasciati e il seno avvolto perfettamente erano resi ancora più belli dal nastro bianco, anch’esso di seta, appena sotto il decolté parente prossimo del décolleté, presumibilmente e che si allacciava in un piccolo fiocco sul davanti liquidarlo con uno stile impero non avrebbe reso onore. Le scarpe open-toe col tacco, abbinate al fiocco ma opache, lasciavano intravedere le unghie bordeaux. … scarpe aperte e bianche di sera? SCARPE APERTE E BIANCHE DI SERA?!? Anche le mani erano perfette con quello smalto facciamo un gioco: conteggiamo la parola perfetto/a/i/e in tutta la fycci? Secondo me sbanchiamo e l’anulare destro portava con estrema eleganza il piccolo anello con uno smeraldo incastonato in una piccola circonferenza di diamanti neri, uguale alla collana e ai pendenti, tutto un regalo dei suoi genitori. Gioielli neri e verdi su un abito blu e bianco con smalto bordeaux? Rebbi, ti presento Enzo e Carla: avrebbero due parole da dirti.


I capelli erano sciolti e le onde corvine più morbide e definite che mai. La frangia mossa ricadeva delicata sulla fronte, mentre a sinistra i capelli erano puntati con un fermacapelli di porcellana raffigurante un candido fior di loto non più grande di cinque centimetri di diametro. I cinque centimetri di diametro sono un Horcrux, ecco perché vanno specificati. Gli occhi verdi erano sublimi con l’ombretto blu, la matita nera e le ciglia rese ancora più lunghe dal mascara color pece. Le labbra sembravano petali di rosa grazie al lip-gloss lucido, che faceva brillare maggiormente il suo sorriso di perle. Rebbi…

E siccome sono buona, ma buona buona, vi risparmio la puntigliosa descrizione di una serata della quale Hogwarts avrebbe fatto volentieri a meno. Però di Piton che fa i complimenti e non solo per le doti canore (sic!) non posso proprio tacere. Così come non posso tacere che, ancora a due mesi dalla pregevole esibizione, I Grifondoro erano fieri della loro compagna, vagavano per il castello vantando una così brava musicista; i Corvonero e i Tassorosso non potevano che trovarsi d’accordo ed elogiavano anche la sua voce sublime; i Serpeverde erano divisi tra chi aveva il coraggio di ammettere la sua bravura e chi la scherniva, con ovvia invidia.. Poi squallore su patetismo, con Allock ridotto a zerbino ai piedi di Rebbi e Leti e Piton che perde completamente la dignità nei confronti dialettici con la Grifondoro (*risate registrate*) rendendo sempre più difficile sostenere qualsivoglia argomentazione sulla sua credibilità. E ancora pessimismo e fastidio, orrore e raccapriccio finché, TA-DAN! non arriviamo all’annuncio della fatidica festona dell’anno: il party di Natale a casa Malfoy. Eh sì, i Malfoy sono dei rinomati festaioli. Ma dobbiamo comprendere questo espediente narrativo perché, se così non fosse, Rebbi non avrebbe potuto incontrare, sei anni prima, la coetanea ex-Beauxbatons, ora Corvonero Claudine Dumas (perché tutti i francesi si chiamano Dubois o Dumas, al massimo Delacour), per gli amici Clau. Che cosa ce ne facciamo del terzo personaggio originale, mi chiedete? Oh. Non ne avete idea, ma portate pazienza. Siamo solo al capitolo dodici.

Vostra

Odio Umbridge

aspirante curatrice di case e di relazioni interfamiliari