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L'eneide perduta

È con la morte nel cuore, miei pulcini, che vi comunico la drammatica perdita dell’Eneide, quindi mai sapremo che l’amica lesbica di Elettra era un’alcolizzata.
Sono davvero affranta, mi ritiro a meditare con Dean Winchester.

Eneide (Seconda Parte)

Delicati guanciali Serpeoro, pensavate fosse finita?
No, ovviamente, Enea ed Elettra hanno ancora molto da raccontarci e noi siamo ben lieti d’ascoltarli.
Prendete una tazza di tè alla vaniglia e sedetevi davanti camino.

L’inizio ha per protagonista lo statuario Enea; egli –appena uscito dalla doccia, caldo e bagnato quanto basta per farvi sbocciare i gelsomini- si domanda perché la sorella, pur non essendo stupida, sia una gatta attacca ai testicoli di qualsiasi uomo le ostruisca la strada.
La risposta: “Perché è una MarySue, non è accettata”.
“Da tempo Enea sapeva che il suo legame con Elettra non era il solito legame tra sorella e fratello, però preferiva non chiedersi cosa fosse in realtà.”
Ne siamo incredibilmente lieti, ma ora basta con le pause introspettive.
“Elettra si stese sul letto e cominciò a leggere svogliatamente una rivista di pettegolezzi. [da lei non mi aspetto che legga Vctor Hugo]
Aveva sempre odiato le riviste di pettegolezzi, sembrava quasi che ai giornalisti piaceva [questa frase è perfetta, salta agli occhi la brillante cultura di Elettra. Vestale, sistema i verbi, almeno quelli]solo farsi i cazzi degli altri, o meglio, non è sembrava, ai giornalisti piace farsi i cazzi degli altri. [profonda analisi del mestiere del giornalista. Riferirò ad Enzo Biagi]  E poi , onestamente, Elettra aveva così tanti problemi per la testa che dei pettegolezzi su quell’attore o su quel cantante non glie ne fregava proprio niente.”
I problemi, suppongo siano mettere insieme un periodo di senso compiuto ed evitare i miei accidenti.
Appurato, che alla splendida donzella, nulla importa di quella rivista, perché la sfoglia?
Perché è in camera sua?
Misoginia preoccupante: “Il secondo motivo per il quale odiava le riviste di pettegolezzi era che[lo spazio messo qui, è un amore] , irrimediabilmente, le collegava alle ragazze oche. [indi a se stessa. Ah… Le elucubrazioni sui giornali, ci hanno stancato, a questo punto, pretendo di tornare ad Enea nudo, che si masturba]
Non sapeva ne come, ne quando fosse nata questa associazione , [né quando avesse abolito gli accenti e messi gli spazi dove più l’aggradava] ma ormai era così, punto e basta. [giusto, Elettra ordina. Il mondo si piega]
Elettra odiava le ragazze oche, anche se fingeva di esserlo. [non fingeva, lo era. Ora, comunque, vediamo dietro quale delicato dito si nasconderà] Un conto era far finta di essere oca, l’altro è esserlo sul serio, e il fatto di esserlo sul serio era davvero preoccupante.”
Il fatto d’aver banalizzato la rispettabile carriera di giornalista, pur non sapendo azzeccare un verbo, d’aver imbastito una storia decisamente mediocre, con dei protagonisti tanto insipidi, quanto inutili, è invece normale.
Elettra aggiunge che Enea s’accompagna solo a fanciulle di scarso spessore, che saranno abbandonate da questo Dean Winchester della mutua e lei, Elettra, sarebbe rimasta.
Suona più come una minaccia…
Il vero bastardo: “Elettra aveva sempre sfruttato i suoi ragazzi, [circa un centinaio. Non so voi, ma io comincio a vedere Elettra, tipo una squillo di lusso] mentre Enea era sempre stato dolce e premuroso nei confronti delle sue ragazze , [altro spazio e… Non le picchiava e drogava, per poi lasciarle, coperte di lividi, con i vestiti a brandelli sul ciglio della strada?
No?
Sono commossa] per questo aveva la fama di essere l’uomo ideale. [Basta non violentare una ragazza, per essere l’uomo ideale. Siamo cadute in basso, donne] In contrasto con questo suo modo di fare, Enea mollava le sue ragazze dopo poco tempo. Sembrava quasi che gli interessasse altro e che tutta quella dolcezza in realtà fosse solo finzione.”
Gli interessava altro, fingeva d’essere innamorato e poi… Una pedata nel deretano.
Un vero figo, il nostro Enea!
Chi non sogna di essere presa in giro da un tizio simile?
Giunge un messaggio e la nostra eroina spera sia della collega: Marianna. Si tratta, però, della diabolica Viola.
Non un’oca, ma una ragazza con la testa sulle spalle, con cui Enea stava da un mese (erano praticamente sposati).
Fiducia: “Un giorno Luca , il migliore amico di Enea, gli aveva detto di aver visto Viola che pomiciava con un altro ragazzo. [Luca, i fatti tuoi, non te li fai mai?]
Ovviamente Enea, che riponeva piena fiducia in Luca, aveva chiesto a Viola spiegazioni. [Che essendo donna, quindi troia, non poteva che inginocchiarsi e chiedere perdono, per il Peccato che germogliava nel suo seno]
Viola negò di averlo tradito e disse che molto probabilmente Luca aveva scambiato un’altra ragazza per lei. [Io li avrei mandati a fanculo entrambi, ma Viola è gentile]
Qualche ora dopo la discussione con Viola, Enea ricevette una chiamata da un ragazzo che gli disse che Viola lo tradiva con lui da due settimane. [Uno sconosciuto ti dice: “Io mi faccio la tua ragazza” e tu, verme, gli dai retta?
Ti fidi del tuo bavoso, impiccione migliore amico e di uno sconosciuto?
Non pensi che possa essere invidia? Non hai uno straccio di dignità alla ragazza?]
Dopo aver avuto conferma del tradimento, Enea mollò Viola immediatamente.”
Era la conferma, quella?
Io, ripeto, l’avrei mandato a cagare. Un po’ di fiducia nel pater, per Polluce!
Viola domanda ad Enea di parlare, non capisce perché lui la schivi come la peste, avendo a suffragio della tesi del tradimento, la parola di due imbecilli.
Elettra, spaventata alla prospettiva di perdere il fratello, risponde a Viola, che scopriamo essere un’altra collega, con questa raffinata prosa:
“Cosa c’è brutta troia, non hai più nessuno con cui scopare? Mi dispiace ma non mi interessa, posso scopare con un sacco di ragazze che sono molto meglio di te, quindi…”.
Quindi, sciacquati la bocca, sottospecie di essere umano.
Enea, dopo una snervante sessione di trucco, esce dalla doccia e reclama il cellulare. La crisi  scongiurata: Enea non è tipo da tenersi una ragazza normale!
Viola, carissima, sei salva.
Elettra si prepara ad uscire con Lucrezia, l’amica lesbica.

Che trama avvincente!
L’autrice risponde: “La prima persona che ha recensito! È vero, le storie di incesto sono sempre strane, è difficile capire come si evolverà la vicenda. Io ,personalmente, le adoro perché mi piacciono le storie maledette! Non mi piacciono le storie d’amore troppo facili! Preferisco le storie con un sacco di complicazioni!
Perché urli?
Io personalmente, la trovo una storia “maledetta”, ma sotto un altro aspetto. Le complicazioni ci sono, ma con la Lingua Italiana.
Femminismo: “A quanto pare non sono l’unica ad amare l’incesto! Ho deciso di fare che lei sia la provocatrice perché , il più delle volte, la sorella è succube del fratello e questo , onestamente, proprio non mi andava giù! La donna in un rapporto di amore sincero, non deve essere succube dell’uomo, se no che razza di amore è?”
L’ incesto non è propriamente l’esempio di una relazione sana, almeno nella realtà.
Il resto del mio commento preferisco censurarlo.Eneide, parte seconda.

Non ci posso credere

Ho riflettuto a lungo, prima d’iniziare questa recensione: non volevo annoiarvi con un monologo moralista, ho cercato di commentare con la consueta ironia, spero comunque che la presenza di codeste “gemme” possa farvi riflettere un po’.

I Malfoy come mai l’abbiamo visti: sereni. Non voglio che stappiate lo champagne, perché il divin pargolo ha dei seri problemi, che analizzeremo in questa sede.
All’ apparenza, Malfoy Manor ospita una normale ed armoniosa famiglia di maghi: Narcissa è una madre dolce e premurosa, oltre che bella; Lucius è un uomo severo ma affezionato all’unico figlio.
Una coppia tranquilla, insomma. Hanno pochi ma fidati amici, come Severus Piton.
Il piccolo Draco è allevato con amore, conosce la disciplina, ma i genitori lo accontentano in tutto ed è quindi viziato.
Questo lo sapevamo da circa sei libri.
Ignoravamo che Malfoy fosse più diligente di Hermione (nessuno può esserlo, per Bowie!), che Draco oziasse su un materasso ad acqua e che trangugiasse bevande in stile anni’80.
Nelle nuvole in cielo, Draco scorge Dobby, Lucius “io ci vedo un gelato servito in noci di cocco corretto abbondantemente con Pigña Colada!”.
Un vero tocco di classe, non trovate ?
I Malfoy non toccherebbero un liquido così cafone e babbano neppure se rischiassero di morire di sete. Disidratati, ma puri.
Il God of Sex non si smentisce mai, il carisma divino si palesa in piccoli dettagli: “Alzando un sopracciglio, l’uomo trasformò l’amaca in un comodo divanetto stile Medioevo, con varie intarsiature.”
L’amaca a Malfoy Manor farebbe venire la febbre a Cissy, mentre il divano in stile Medioevo con varie intarsiatore non voglio neppure immaginarlo.
Cosa succede in codesta storiella, pulcini?
Draco bacia il padre. No, non è un casto bacio d’amore filiare, un comune gesto fra parenti, no. Il bacio di Draco è un bacio diverso, così viene descritto e percepito dal genitore.
“quegli occhi grigi fecero capolino tra i petali di pesco che li racchiudevano.”
*o*
Lucius riapre gli occhi, volevo rendervi condividere la descrizione.
L’uomo è ovviamente frastornato dal gesto del ragazzino, ma non vuole indagare, o meglio, fa domande assurde.
Domanda perché non cerchi simili attenzioni in Severus o nella stessa madre, ovvero la tipica reazione di padre preoccupato. Un comportamento assurdo, che non so spiegare.
Le risposte di Draco sono altrettanto illogiche: la madre è una splendida Dea e Severus non è esteticamente gradevole.
Il piccolo è attratto sessualmente dal padre; una notizia simile farebbe saltare le coronarie a chiunque.
Se il tipico padre si chiuderebbe in una cupa riflessione sul proprio ruolo educativo e su eventuali errori compiuti, ricordando ogni singolo momento trascorso con la prole; Lucius scrolla le spalle e rimanda la questione a quando Draco sarà più grande.
Malfoy, in uno dei libri, sarebbe andato al San Mungo spendendo una fortuna per curare Draco. Ed è giusto che sia così: è suo padre.
Draco ha evidentemente qualche problema nel relazionarsi con la realtà.
Narcissa, povera donna, si sarebbe fatta forza per la terapia di famiglia.
Bellatrix cruciava il cognato: per essere sicura…
Qui, non accade nulla di ciò: Lucius acconsente e Draco lo bacia una seconda volta.
La storia è già di per sé imperdonabile, ma vediamo cosa ne pensa il volgo:
Bar Sport: “Draco è veramente dolcissimo, e Lucius…beh se avessi un padre così anch’io ci farei un pensierino!!!!”
Un’acuta recensione: la storia è stata sviscerata perché il significato assumesse una valenza sociale. Sono commossa.
“Draco e Lucius? Non ci avevo mai pensato!!!”
Siamo in due.

Vi lascio credere che sia stata cancellata?
No, eccovi il link:
Gothika85 racconta.

E' nato un genio

Etemenanki è il mio pupillo: mi aspetto grandi cose da questo immenso artista.
Un "!!!" come minimo.
**
Fare una brutta copia dei libri di Isabella Santacroce è (per la chioma dorata di Lucius !) francamente impossibile !

Prigioniera senza capelli

Non ho voglia di sorbirmi un’intera Fyccina con Draco Satine che s’affaccia al balcone per calare le bionde trecce al suo amato cavalier Potter.
Ho deciso di portarvi decisamente “oltre”. Vi porterò da ArchiMarghe ed il nostro Halloween sarà spaventoso.

"Mi si chiudeva in faccia la porta della cella dove mi avevano appena rinchiuso. [Era ora. La Giustizia italiana ha appena guadagnato dei punti]
Era buia e maleodorante,uno spiraglio entrava da una piccola finestra in alto,senza vetro,con un sospiro freddo d’aria che violentemente mi veniva imposto. [Tu guarda l’ arroganza di questi elementi atmosferici, che osano disturbare la protagonista senza il suo consenso !]
A terra era sporco,sentivo la polvere sollevarsi ad ogni mio passo. [ma era incarcerata nel deserto ?]
Poi mi fecero sedere,su una sedia di legno,o forse sarebbe meglio dire uno sgabello .[ed allora dì sgabello, no ?
Pulcini, reggetivi: stanno per rasare qualcuno ! °-°]
Un uomo dal viso severo,inalterabile,[era una statura. Li vuoi cambiare questi occhiali ?]era entrato in cella con me,senza farmi domande o darmi risposte. [era in silenzio, isomma]
Un asciugamano di pessima qualita’ [no, qualità non qualita’… Uffa !] mi era stato stretto al collo,quasi a punirmi,a soffocarmi. [E magari ! Ma poi stai in prigione e ti preoccupi della mantellina ?]
Passarono pochi secondi da quel momento a quello in cui sentii un prepotente ronzio che mi sfiorava la fronte. [Oh… Dio no ! La scena di "V per Vendetta" no! Basta ! Sono anni che l’infili ad ogni racconto !]
Un rasoio elettrico mi privava della mia femminilita’, [infibulazione ?]in silenzio,senza espressione di sentimenti. [Un rasoio elettrico non ha una vasta gamma d’emozioni in memoria]
E insieme alle ciocche copiose cadevano giu due lacrime dai miei occhi. [Che introspezione narrativa]
Avrei voluto toccarmi la testa,familiarizzare con la mia nuova condizione,ma due fredde manette me lo impedivano. [la parentesi sadomaso, che non manca mai]
Dovevo aspettare che me le togliessero per farlo,ma non ne ebbi il tempo.Da un polso la guardia mi portava via,alle docce. [ma a questo punto, Alan Moore ti citi per plagio !]Mi privava di ogni mio vestito,col suo sguardo severo e quasi un sorrisino di fronte alle mie forme esili femminili. [Forme esili ? o.O]Mi gettava acqua addosso,ad alta pressione,mi lavava. [Abbiamo finito i plagi ?]
<<divarica le gambe>>parole fredde pronunciate appena prima di purificarmi dai miei peccati con un getto possente. [Un idrante nella vagina. Roba da farti sputare le ovaie. Questa purificazione dai peccati mi fa pensare a Silas… E’ il Codice Da Marghe ?]
Non mi fu concesso di asciugarmi, mi buttò in faccia dei luridi vestiti grigiastri che da allora mi avrebbero resa un numero,uno tra mille altri volti senza identita’. [ALT. Se parla dei campi di sterminio, io vado a *** e le sputo in faccia]
ero stata ammanettata,ne’ il contatto con le mie mani ne’ la luce riflessa da uno specchio avrebbe potuto mostrarmi il mio nuovo aspetto. [Sei stata imprigionata, t’hanno messo un idrante nella vagina e tu pensi al tuo aspetto ?] Solo il contatto della mia testa col materasso poteva farmi rendere conto di cio’ che mi avevano sottratto. [I capelli. Sì, ti avevano tagliato i capelli ! Ed allora ? Vuoi mettere con l’idrante nell’urna del piacere?]
Mi rannicchiai su me stessa,svolgendo il compito che i quattro stracci che mi avevano messo addosso uniti a un magro lenzuolo svolgevano a malapena. [Traducete per favore]
Nessuna lacrima,le avevo sciupate tutte,forse stupidamente,per i miei capelli. [togli il forse] Forse perche erano il simbolo della dignità che avevo perso e che avrei perso ogni giorno passato in quell’inferno.[Domani è un altro giorno]."

Può bastare così, vi vedo provati.

Shame shame shame!

Signori e signore, questa non è una vera e propria recensione, bensì una segnalazione.
Cosa voglio segnalare? È presto detto: un’autrice che si nasconde dietro al classico "l’ho scritta anni fa, avevo solo undici anni e non l’ho corretta perchè sono affezionata ai vecchi errori".
Peccato che non abbia fatto bene i conti!

Mariposa87 asserisce di aver scritto la storia otto anni fa.
2006 – 8 = 1998
La fanfiction, a cui l’autrice afferma di non aver messo mano da quando l’ha scritta, fa riferimento a nozioni ( il legame tra Sirius ed Harry) conosciute soltanto a chi ha letto il quarto libro di Harry Potter, già dai primi capitoli.
La fanfiction, lasciata come quando fu scritta, entro il secondo capitolo cita fatti (l’amicizia nata tra Hermione e Viktor) accaduti solo nel quarto libro.
Pubblicazione italiana de "Il Calice di Fuoco" in Italia: anno 2001.
Prima pubblicazione di "The Goblet of Fire": anno 2000.
2006 – 2000 = 6
L’autrice ripete più volte di aver scritto la fanfiction a undici-dodici anni, vantandosi di aver composto un opera veramente lunga per una ragazzina di quell’età. Ora ha diciannove anni.

Lascio a voi le dovute conclusioni.

Modifica del 28 ottobre: dopo un breve dialogo con mariposa87 l’arcano è stato svelato: si è trattato di un errore matematico dell’autrice. Da parte mia mi scuso per la malizia nel commentare la cosa, purtroppo le autrici che si spacciano per più giovani pur di ricevere applausi esistono.