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Optional, metà lupi e fanciulle alla Barriera.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
Frigide giacobine promiscue e impotenti giacobini
Lord e Lady dei Sette Regni e delle Libere Città di Westeros
A voi tutti, ave.

Di nuovo, mi sono immersa in uno dei miei lunghi viaggi alla ricerca della Verità, di risposte a domande esistenziali quali chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando? Perché i personaggi originali nelle fanfiction tendono ad essere così irritanti qualunque sia il fandom e perché infilati così a cazzo così stridenti rispetto al canon?
Chissà che Il Corvo e il Pettirosso di PrincesMonica (http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1052665) non riesca a illuminarci. Con la benedizione degli Antichi Dei e di quelli Nuovi.

***ATTENZIONE***

La recensione che segue potrebbe contenere qualche blando spoiler della serie A Song of Ice and Fire di George R.R. Martin, almeno fino al libro A Storm of Swords.

***TORNATE PURE A DISTRARVI***

Le premesse non sono delle migliori; già dalle prime righe l’autrice rende noto che cambierà parecchie cose rispetto ai libri in quanto dotata di un cuore tenero e non sadica come George R.R Martin. Odio far morire personaggi come fossero mosche. Soprattutto i personaggi che amo. Mi ricorda qualcuno:

L’incipit è un tributo mirabile alla specificazione dell’ovvio, puntualizzando come, nelle terre del Nord, il sole era un optional. Optional è esattamente una delle parole che mi aspetterei di trovare in un libro di Martin, o di sentir pronunciare nel corso della serie tv, più o meno quanto trazione anteriore, chiavi in mano ed ecoincentivi.
Così come mi aspetterei di trovare un Jon Snow con un mezzo lupo come famiglio che si fa coccolare da una sconosciuta e grattare la pancia pelosa anziché sbranarla. Poi l’autrice si correggerà con un bel metà lupo, ma pur cambiando l’ordine degli addendi il risultato è sempre quello: you fail, but thanks for trying.

Come prevedibile, la suddetta sconosciuta, inspiegabilmente rinvenuta nelle nevi durante una discutibile spedizione dei Guardiani della Notte a Città della Talpa, non solo ha la straordinaria capacità di trasformare un feroce metalupo in uno Yorkshire da compagnia, ma può concedersi un inchino quasi derisorio e di farsi squadrare dal povero Jon che praticamente le radiografa.
Vi prego di porre particolare rilievo ai due vividi occhi scuri che sembrava brillassero, è importante, e al passaggio logico secondo il quale lo stesso Jon decreta che non doveva essere una puttana della città delle Talpe e chi aveva pensato venisse da lì? a meno che non fosse particolarmente brava ecco spiegato il rating rosso o la protetta di qualcuno di importante.
Non avete trovato il passaggio logico? Peccato, speravo avreste aiutato anche me a scovarlo.
Il siparietto che segue, con Jon-Snow-boccalone e Mary-Sue-figa-di-porfido-perché-il-legno-non-rende-abbastanza-l-idea si conclude con una scena che ha del raccapricciante: i due si separano e Spettro, anziché seguire il suo padrone, cosa fa? Le feste. A lei. E non si schioda, tanto che Jon non può tornare alla Barriera. E ha anche la giustificazione per Lord Mormont! Basterà solo dirgli che aveva dovuto controllare delle cose sospette. Io immagino la reazione del Vecchio Orso più o meno così:

La passeggiatina fuori programma ha termine in una casetta in mezzo al nulla che, purtroppo per noi, non è né quella dei sette nani né quella di quei brutti film dell’orrore alla fine dei quali l’unica sopravvissuta resta la videocamera. No, è il luogo dove Robyn, la nostra originalissima e imprevedibilissima protagonista dal corpo quantomeno avvenente (Jon Snow dixit, anzi, cogitavit in quanto troppo Stark per arrischiare di offendere la sua ospite) vive e lavora (trascrivendo le storie del Nord e mandandole alla Cittadella… perché pensate sempre male?) in barba al piatto appetibile che potrebbe essere per potenziali ladri e/o stupratori. Ma lei pare non avere alcun timore a riguardo: perché venire a rischiare l’ira del Nord profanando me?
Perché pensare che al Nord gliene freghi realmente qualcosa?

Ma il peggio non è arrivato ancora: Robyn ha un pugnale in acciaio di Valyria (questo metallo sta iniziando ad esser troppo inflazionato, per i miei gusti); tanto quanto basta, insomma, per spronare Jon Snow a diventare cretino: verrò comunque più spesso a vedere come te la cavi e se stai bene. Il perché della minchiata bizzarra decisione, per fortuna, se lo pone la stessa Robyn. Ma è un attimo di fyccinosa lucidità che dura poco giacché, poche righe più avanti, veniamo rapiti dalla descrizione delle labbra sottili e rosse di lei, della pelle pallida che pareva quasi porcellana, dei capelli di un intenso color mogano con dei riflessi ramati che splendevano solo alla luce del fuoco e dei succitati occhi in grado di guarargli dentro, scavargli il cuore e la mente. Ve l’avevo detto che erano importanti. Vi è anche una descrizione da manuale fyccinico di Jon, di qui in avanti definito “Diversamente Stark”, ma ve la risparmio per pietà nei vostri confronti.

Purtroppo per voi non posso risparmiarvi la successiva visita di Diversamente Stark a Robyn, che non aspettando ospiti casualmente affiora sull’uscio con un bel vestito rosso che risalta i dolci seni pieni ed abbondanti e le dolci curve della vita e con la solita cafonaggine da ce-l-ho-solo-io, almeno finché non l’invita ad entrare. E finché lui non le chiede di cantargli qualcosa.

Comunque… no.  Neanche nel corso di questo secondo, intenso incontro finiscono in seconda base. Ho idea che sarà una cosa lunga.  Anche Robyn deve pensarlo, forse è per questo che è così interessata a Jon.

E’ proprio il pensiero del Diversamente Stark che, nei freddi giorni a venire, a fronte del tempo più impervio scalda il cuore di Robyn. Insieme al disgusto per Joffrey (sì, quel Joffrey), reo di avere ucciso il suo unico vero amico (…) Spike, il suo bellissimo gatto nero.
E non fate quelle facce. Adesso spiega.
Era stato un regalo di suo padre quando aveva compiuto otto anni ed era solo un cucciolo. Erano cresciuti assieme e quel bamboccio glielo aveva infilzato con la freccia di una balestra. Avrebbe voluto schiaffeggiarlo a sangue per quel poco che le mani le sarebbero rimaste ancora attaccate alle braccia ma la Regina Cercei parente prossima della più nota Cersei l’aveva fulminata col potere di Thor? e pochi giorni dopo lei era partita. Peccato che la moda “metti la testa su una picca” sia esplosa anni dopo.
Di quale elevato lignaggio possa mai essere questa Robyn, tale da renderla degna di fare da compagna di giochi a un futuro re, fa parte del mistero che avvolge il suo passato e che ci verrà rivelato nel corso della storia a spizzichi e bocconi  non del tutto coerenti tra loro.

Proprio mentre Robyn si perde nel ricordo di queste piacevolezze, toh, caso vuole che qualcuno raspi alla porta. No, non è ancora il Diversamente Stark, di ritorno dall’aver accompagnato alcuni attendenti alla città per comprare scorte di cibo, anche se ormai in questa storia nessuno si stupirebbe di vederlo sbavare e camminare a quattro zampe, ma Spettro. Che, provvidenzialmente, salta addosso a Robyn, e talmente la inzacchera di fango da costringerla a cambiarsi. Sarà che anziché esser metalupo è metà lupo, ma se un animale di quella stazza ti caracolla addosso, nel migliore dei casi ti uccide per schiacciamento. Invece i metà lupi ti danno solo una scusa per cambiarti alle spalle di un Guardiano della Notte che per definizione non dovrebbe vedere figa da un po’.

Dopo altre righe superflue di contemplazione della nuova mise di Robyn, e di quanto possa somigliare a Lady Stark, la perla: Diversamente Stark le chiede di lavorare per i Guardiani della notte.

E no, signori miei. OOC e What if? tra le note alla storia non sono sufficienti a giustificare quello che è un vero e proprio Alternate Universe e nemmeno dei più blandi. Tanto più che, come vedrete più avanti, le argomentazioni addotte a un simile sconvolgimento di una tradizione secolare sono quanto mai ridicole.
Quella lucida, paradossalmente, è di nuovo Robyn. Alle sue perplessità viene risposto con lodi alla buona libreria del Castello Nero, di come lei potrebbe occuparsi dei libri, aiutare Sam nelle cose e dare ai Guardiani della notte un utile lavoro.



Uhm. Di lavori che una donna potrebbe fare in un casermone di reietti che hanno fatto praticamente voto di castità me ne viene in mente soltanto uno.

Vi avevo detto di non pensar male.

Certo, il problema che adesso potrebbe porsi è come convincere Mormont. Ovviamente convincendo Maestro Aemon. Perché se è vecchio allora è anche rincoglionito, dunque l’uomo sul quale puntare per spezzare un’istituzione antica di secoli.
… se dovesse servire, ti verrò a prendere e ti riporterò a casa ogni giorno (…) in fono me lo hai detto tu che se non trovavi qualcuno che ti finanziasse, saresti dovuta partire (…) Mormont non permetterà che una ragazza sola intraprenda il viaggio verso il sud con questa guerra: motivazioni che un sempre più ingenuo Diversamente Stark snocciola come realmente convincenti.
Come dite voi Stark, The winter is coming. Mi sa che c’avete ragione.

Vi sarebbe piaciuto. E invece no: Diversamente Stark non solo non la trucida per avere sbagliato il motto (IL MOTTO, SANTISETTEDDEI!) ma piagnucola anche di non essere uno Stark. Robyn, però, è ancora pronta a stupirci: lei sa che Jon è uno Stark, perché è tale e quale a suo padre.
Sì, miei lord e mie lady. Robyn ha avuto l’onore di essere ricevuta da Eddard Stark e dalla moglie per ottenere il permesso per poter vivere al nord come suggerito dal suo Maestro alla Cittadella perché sarebbe stato più onorevole.

Francamente, come espediente per mettere maggiormente in risalto il lato emo di Diversamente Stark, il passato misterioso sul quale Robyn mente (una figlia di mercanti mandata alla Cittadella per diventare Septa che finisce a fare la scrivana è, lo ribadiamo, esattamente la compagna d’infanzia ideale per il futuro re degli Andali e dei Primi Uomini, lord dei Sette Regni e protettore del reame) e per farle prendere tra le proprie la mano di lui con relativo scompenso ormonale, mi aspettavo di meglio.
No. Non è vero. Anche se il peggio ha da venire.

Come da previsione, Maestro Aemon e Lord Mormont si sono lasciati convincere con estrema facilità all’idea di un’inedita presenza femminile nella Confraternita; certo, prima di prendere una decisione finale, volevano vederla e parlarle. E immagino sarà un colloquio difficilissimo.  Godiamoci i preliminari.
Robyn era entrata nella corte del castello seduta sul cavallo di Jon alla amazzone perché la signorina è in grado di combattere e procacciarsi il cibo da sola, ma siccome ora dobbiam fare bella figura e stupire con effetti speciali e figosi cavalchiamo all’amazzone come una lady con lui che la sosteneva tenendo le redini. Cielo. E’ così prevedibile che potrebbe farmi tenerezza. Quella mattina Robyn si era vestita come meglio poteva e in effetti Aemon e Mormont sono Enzo Miccio e Carla Gozzi aveva indossato il vestito blu che tanto era piaciuto a Jon e per coprirsi una pesanta cappa bianca di pelliccia di coniglio con cucito, sul cuore, lo stemma di un gatto bianco su sfondo blu. Aaaaaah, ecco. Era giusto una scusa per fare scorgere lo stemma di famiglia, capito. E ovviamente per far perdere Diversamente Stark nella contemplazione della mirabile fattura di ogni cosa lei portasse addosso e del suo corpo tonico e scattante, non certo pingue come quello di alcune donne. L’arrivo di Robyn, di qui in avanti definita “DrizzaCazzi”, causa stupore e soprattutto turgore nei poveri Confratelli, che non tardano ad esibirsi in quei commenti poco signorili che ritroviamo sempre nelle brutte fyccine in cui la protagonista capita casualmente in un covo di ragazzacci; ma non preoccupatevi, poiché era bastata una ringhiata di Spettro e si erano zittiti tutti.

Il colloquio d’ammissione ha un che di imbarazzante. Nell’ordine:
– alla domanda di Mormont su cosa farebbe se la fortezza fosse assediata, DrizzaCazzi risponde corro a casa per non intralciarvi;
– alla replica casa tua è a un miglio e mezzo da qui. Pensi di poteci arrivare senza essere presa da qualcuno?, come se ce ne importasse veramente qualcosa, interviene a sproposito maestro Aemon: non credo che riceveremo minacce di assedio troppo a breve le ultime parole famose e se mai dovesse succedere qualcosa, uno dei nostri confratelli, uno fidato, la riporterà a casa. Perché i Guardiani della Notte sono così tanti da potersi permettere di fare da scorta alla Mary Sue di turno;
– messo a tacere Mormont, di qui in avanti definito “Povero Orso”, Aemon tocchiccia il volto di DrizzaCazzi e chiede a Diversamente Stark di che colore abbia gli occhi. Lui all’inizio si salva, rispondendo con un normalissimo “castani”. Ma poi ci mette il carico da novanta: scuri come il tronco di un pino, ma brillanti come un rubino;
– niente cazzi: Aemon vuole che lavori in biblioteca e in biblioteca lei lavorerà. Perché non possiamo farci accecare dall’orgoglio del nostro sesso e scacciare la mano di chi ce la tende. Dai, su. Lo scherzo è bello finché dura poco: ridateci il Targaryen originale e riprendetevi nonno Abraham;
Snow, sia ben chiaro: Lady Robyn è sotto la tua resposabilità decreta Povero Orso.

I pipponi mentali sulle occhiate colme di lussuria, curiosità e odio che le scoccano i confratelli, su come venga considerata come una leccornia piuttosto che come una semplice lavorante e su come Diversamente Stark la guardi con desiderio, anche se magari non se ne era reso conto si sprecano. Ma lui è giustificato: almeno c’era del sincero affetto per lei. E Sam avrà reazioni più dignitose con Gilly. Insomma, in confronto al disagio che prova la nostra bella protagonista che, protetta del Castello Nero, verrà trattata con i massimi riguardi, come se fosse una regina, e non le sarà torto un capello, pena la morte per chi la disonora il fatto che Jon si sia accidentalmente lasciato scappare con lei che Maestro Aemon è un Targaryen passa del tutto in secondo piano.

Dimenticavo: le verrà dato cibo ed un tetto se ella lo desidera e lavorerà per i Guardiani come scrittrice. Al minimo cenno di pericolo faremo in modo che ritorni a casa perfettamente scortata. Perché in realtà la Barriera non è l’ultimo baluardo dei Sette Regni contro Bruti ed Estranei composto al 90% dalla feccia della società, non è una confraternita che vive in condizioni al limite dell’umanamente tollerabile e non ha un numero di membri così esiguo: in realtà è una spa con tanto di terme eretta nel profondo Nord per consentire un soggiorno dotato di ogni comfort, ivi compresa una scorta personale semmai qualche nemico dovesse far capolino e disturbare la quiete del resort.
Neanche l’attacco notturno alle stanze del Povero Orso, durante il quale Diversamente Stark si ustiona la mano, riesce a porre fine a questo sodalizio agghiacciante. Anzi. Eventi quali l’odio di Alliser Thorne per Jon (e, di riflesso, per lei, che gli tiene verbalmente testa da figa-di-porfido quale è), la decapitazione di Eddard Stark, il tentativo di fuga di Jon continuano ad essere espedienti assai poco originali per porre in evidenza pensieri, opere ed omissioni di DrizzaCazzi, che si prende anche il merito di convincere Diversamente Stark a non disertare. Non che Sam, Grenn e Pyp non si siano scapicollati a rincorrerlo anche loro, eh. Solo che, per ammissione dello stesso Pyp, Robyn ha delle motivazioni migliori delle nostre per farlo restare qui, perché tira più un pelo di figa di un giuramento solenne fatto davanti agli dèi propri e del proprio padre, di onore e di amicizia.
Suvvia, cosa volete che sia un giuramento solenne, in confronto ad una bocca che sapeva di menta, usata per lavarsi i denti prima del sonno?

L’ultimo degli otto capitoli finora pubblicati si chiude con Diversamente Stark che, al seguito del Povero Orso, lascia la Barriera per spostarsi a Nord -non prima di aver donato a DrizzaCazzi una pacchiana spilla di dubbio gusto.
DrizzaCazzi resterà ovviamente al Castello Nero, con Maestro Aemon a prendersi cura di lei e Hobb Tre Dita a provare tenerezza, con il suo passato a gravarle sulle delicate spalle ed i suoi dubbi.
Alcuni dubbi, invero, sono restati anche a noi. Primo tra tutti… dopo il piccolo incidente che avverrà con Ygritte, Robyn riuscirà a passare ancora dalle porte senza andarci a sbattere con le corna?

L'amore rende stupidi e ciechi (e anche un po' Tokio Hotel).

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
pare che al Tempio si stia diffondendo una nuova moda: quella di gettare ai pesci la bozza per una fycci e di continuare a scriverla -se non iniziarla del tutto- nel caso in cui si riscontrino adeguati consensi.
Al di là della filosofia ti piace vincere facile? Bonzi-bonzi-bò-bò-bo, le perle che si raccolgono lasciano il discutibile tempo che trovano, e l’amore rende stupidi e ciechi di maby (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=487377&i=1) non è di certo l’eccezione che conferma la regola.
Volete per il dichiarato contenuto sessista (Ciao ragazze! Eccomi qui con una nuova storia!), volete perché sul tourbus di una boyband non ci vedo la girlfriend del frontman (su Fastidious siamo international), volete perché la girlfriend del frontman si accorge di non amarlo più proprio quando il frontman le chiede di sposarlo considerato oltretutto che la ragazza aveva avuto rapporti sessuali con Tom, il gemello; e per puro caso, compra un test di gravidanza e scopre di essere incinta. Ma di chi? Bill oppure Tom?… insomma, fate vobis.

E’ alla fine di uno dei soliti, sfiancanti concerti che inizia la fine (e la fycci): il giorno tanto atteso da lui e molto meno da lei (quando in genere *quel* giorno è MOOOOOOLTO atteso da lei e MOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLTO meno da lui).
Il moro (Otello!) entra nella stanza della girlfriend (andare in giro con il tourbus è una cosa, ma avere anche una stanza propria nel backstage non è un po’ eccessivo?), cogliendola pressoché di sorpresa mentre lei nasconde (sic!) qualcosa nella borsa. Il test di gravidanza, probabilmente.
“Hey, che fai?” (…)
“Hey, è già finito il concerto?”

HEEEEY!
In un momento di affettuosità nel quale riesce a vincere le leggi fisiche imposte dalla straordinaria capigliatura, Bill si tende per cingere la sua ragazza, ma lei lo rifugge con una formula che farebbe sudar freddo qualunque uomo. “Bill, ti devo parlare”
Jennifer non ha nemmeno il tempo di dire sonoincintamanonsonosicurachesiatuovistochemisonofattailtuogemelloquindimisachenonloscopriremonemmenoilgiornodelpartoahahahah, che Bill la interrompe.
“Aspetta, scusami ma mi vado a cambiare, la tuta pesa
E doveva essere una tuta ben pesante, dal momento che, mentre Bill si cambia, Jennifer ha tutta la calma per scrivere uno struggente biglietto in cui rivela che era incinta e probabilmente del gemello, e cosa peggiore e che non lo amava più. Quando si dice esser delicati e accorti!
Jennifer ha appena riposto il biglietto che il biondo Gustav entra -senza bussare- e le riferisce che Tom la vuole. Se le voglia parlare o la voglia e punto, non ci è dato sapere ancora.
Ma propenderei per la seconda ipotesi dal momento che, non appena Jenny lo raggiunge, le chiede così, su due piedi, di uscire con lui.
“Per poi andare a letto insieme? No grazie” (…)
“Puoi chiudere sta cazzo di porta per favore?” esortò di nuovo Tom
, con finezza e sicura conoscenza del significato del verbo esortare. Come Jennifer prima di lui, d’altra parte.
Prendendo il tempo necessario per mettere Tom a parte della probabile paternità (ovvero un secondo e mezzo, secondo i dettami standard di una fycci), Jennifer spiattella l’amara verità. E Tom la prende molto, ma molto bene.
“Oh cazzo! Siamo nella merda! Co…come cazzo si fa ora?!” esortò.
Ora, il fatto che i verbi esortare ed ESCLAMARE inizino entrambi per e non mi pare una scusa sufficiente per interscambiarli!
“Ti chiedo la massima segretezza su questa cosa..per favore, ho lasciato un bigliettino sul tavolo della mia stanza, che di sicuro è un luogo riservatissimo et nascosto! me ne andrò sta notte.
Pia illusione. Jennifer non ha nemmeno il tempo di pensare di scappare che Bill, vestito di una tuta in fibra, la placca e le chiede, giustamente, cosa avesse da dirgli.
“Ah, vero..ma non ti devo dire più niente..”
Incassando il colpo con magistrale nonchalance, Bill fa spallucce e chiede a Jennifer di seguirlo di sopra, ove darà una strafighissima notizia ai ragazzi: lo scioglimento della band si sarebbe andati a cena sta sera..in un ristorante.
Ma no! Pensavo che sarebbero andati a mangiare, che so, dal parrucchiere o dall’elettrauto.
Le feste, le cene, i party sono annoverati tra i momenti topici di ogni fyccina, e sapete perché? Perché per l’occasione le vestali si sentono giustificate ad addentrarsi nei meandri dei capi indossati dai protagonisti, descrivendone puntigliosamente ogni più notevole insignificatività. E infatti:
Bill voleva essere più elegante possibile, così optò per una maglia nera, un paio di jeans scuri e degli stivali alti. I capelli all’indietro e sopratutto quella sera non si sarebbe truccato, cosa che faceva raramente. Insomma, è Lady Gaga senza trucco.
Tom invece, era sempre della stessa idea, una cosa valeva l’altra, quella serata sarebbe stata come una festa, quindi lo stesso stile pop-urban.
PEZZENTE!
Georg, a parer suo era il più felice di tutti. Voleva molto bene a Bill quindi se era felice lui, lui lo era anche. Perché lui sa! Così si legò i capelli in una coda, una camicetta nera, e dei pantaloni scuri, e per finire un paio di scarpe di cuoio sempre di colore scuro. Se invece fosse stato triste o molto arrabbiato, si sarebbe vestito interamente di bianco, tipo lutto cinese.
Gustav, anche lui come Tom; maglia, pantaloncini e scarpe da ginnastica. Evidentemente non era troppo contento nemmeno lui.
E, per ultima, la protagonista della nostra storia. La Mary Sue che non può che essere piuccheperfetta.
Jennifer indossò un tubino di color rosso che metteva in risalto le prosperose forme eringraziamoilgoss che non sono perfette! tacchi neri senza scarpe! e qualcosa per ornare il proprio corpo, chiamansi banalmente accessori.

E in poco tempo arrivarono al ristorante.
Dopo aver ordinato silenziosamente, cade ancora di più un silenzio ostile, ingiustificato, tra l’altro, il quale venne rotto da Georg, che fece ridere tutti con una delle sue battute.
La serata procede più o meno tranquillamente (certo, c’è quel silenzio ostile che aleggia e che un po’ inquieta…) finché per Bill non arriva il momento tanto atteso: toccò la tasca della propria tasca è l’emozzzioooneh, poverino! assicurandosi che ci fosse lui sé medesimo o la tasca? Si alzò dal tavolo, fissato da tutti lui o il tavolo? e si avvicinò alla ragazza, dove si piegò alle sue gambe. Scritta così, mi fa pensare che alla ragazza sia un luogo alle pendici del quale Bill si è piegato
.
Jennifer ovviamente non capisce (le alternative erano o una proposta di matrimonio o l’invito a un’insolita pratica sessuale, per di più pubblicamente esibita). Bill, conoscendola, arriva subito al dunque, ma abbiamo appurato che Jennifer è una figa di legno e la cosa la stizzisce. La stizzisce Bill, la stizziscono i bodyguard che le sussurravano un lieve: “sì, sì!” e che, in una scena che è ritenuta imbarazzante dall’autrice stessa, prendono ad abbracciarsi affettuosamente. Ma io ritengo che più imbarazzante ancora sia la scena che segue.
“Lasciali stare, sono felici!”
“A me sembrano un po’, sai…fri fri” disse Gustav, continuandoli a fissare.
“Perché? Che hai contro i gay?” domandò Georg.
“Io? Niente! Niente! Anzi sono convinto che prima o poi tutti diventeranno così..” ammise il biondo.
“Tutti?” sorrise maliziosamente il piastrato.
E che è, il piastrato è un tipo di carne?
“Oh Geo!” esclamò Gustav sentendosi a disagio.



Nemmeno nel Potterverse ho letto di tali velate corrispondenze d’amorosi, slashosi sensi! Anche perché di punto in bianco i due bodyguard decidono di sbaciucchiarsi (sic). Se mi concedete una parentesi seria tra tanti amari sorrisi, mi chiedo perché ci si ostini a trattare il tema dell’omosessualità in modo così superficiale ed avvilente, ad infilarlo nei punti meno opportuni ed a considerarlo un fenomeno da baraccone giusto per dare un po’ di pepe quando si è palesemente nell’impossibilità di comprenderlo e gestirlo, sia anche nel contesto della scrittura amatoriale.
Ma torniamo a noi.
Già che aveva rovinato il momento della proposta di matrimonio, esibendosi in improbabili contorsioni davanti a tre totali brocchi, Bill decide di dare il caricone e di andare a festeggiare in discoteca. IN DISCOTECA, E CON ALTRE PERSONE ESTRANEE A LUI E ALLA FIDANZATA (ah, sì… dimenticavo: contrariamente ai pronostici, Jennifer ha accettato).
La serata iniziò con musica a palla, risate, alcol e sesso …tra chi? E in pubblico? o_O Quasi tutti erano completamente ubriachi hanno bevuto per dimenticare?
tutti tranne Georg, che a differenza di loro, era solamente brillo Cos’è, il carosello delle precisazioni inutili?

Jennifer a causa del troppo alcol si sentì male così Bill disse alle guardie di tagliarle la testa riportarla a casa.
Che caro, la donna alla quale hai appena chiesto di sposarti sta male e tu la fai riportare a casa da due energumeni perché devi continuare a goderti la serata… tenero! ^O^
Dopo un’ora gli venne un dubbio. Meglio tardi che mai…
“Starà bene? Meglio che vado a casa? Non lo so..” balbettò al gemello.
“Vuoi che vada a vedere?” domandò.
“Come vuoi, tanto ritorni vero?”
MA CHE STRONZI SONO, TUTTI E DUE?!
“Certo, allora vado a dopo..” salutò Tom allontanandosi.
Dieci punti alla Casa di chi mi riesce a dire chi dice cosa a chi. E possibilmente anche quando.

“Georg, puoi andare a vedere che è successo? Tom non è più ritornato e il cellulare di Jennifer e il suo sono spenti..ho paura che Jennifer si sia sentita male..” disse Bill a Georg. MA MUOVI IL CULO, RAZZA DI CHIAPPONE! “Anzi, vado io va..” aggiunse subito dopo. Ah, meno male…
“Nono, vado io, non ti preoccupare! Tu resta qui con Gustav” Georg uscì dal locale e si fece scortare fino a casa dalle guardie del corpo, che nel frattempo si erano moltiplicate, dal momento che non ci è dato sapere se quelle guardie del corpo fossero le stesse che avevano riaccompagnato a casa Jennifer. E che, nel secondo caso, saranno molto felici di rifare la strada altre due volte.
Comunque Bill è veramente senza dignità.
Oh, ma io penso sempre male. In realtà la riluttanza di Bill nell’andare da Jennifer è del tutto funzionale alla trama. Se così non fosse, infatti, Tom non potrebbe trovare Jennifer semi nuda sul divano, non potrebbe caderle *accidentalmente* addosso e non si sarebbe potuto figurare il seguente scenario. Entrambi erano ubriachi e inconsci, beh, inconsci mica tanto… Involontariamente la giuria tutta ci sta credendo, sì sì Tom portò una mano sul seno della ragazza, la quale questo gesto lo prese come se Tom volesse fare qualcosa, così portò una mano sulla lampo dei pantaloni di Tom. Osserverei cinque minuti di silenzio per l’italiano morto sul costrutto di quest’ultima frase ed altri cinque per la coerenza di Jennifer, morta sulla lampo dei pantaloni di Tom. “Mmm…” mugugnò “che vuoi fare?” domandò alzando gli occhi verso Jennifer.
Mah, boh, non saprei. Trivial Pursuit o Risiko? O magari Scarabeo?
“Non lo so..qualcosa! Bill, Bill non mi soddisfa mai abbastanza!” esortò e basta con queste esortazioni! Possiamo aprire un vocabolario, una volta ogni tanto, o dobbiamo solo concentrarci sulle lampo dei pantaloni altrui? calando lentamente la cerniera.
“Tanto siamo entrambi ubriachi, il giorno dopo non ci ricorderemo di niente..” disse
In realtà non erano fatti di alcol, ma di roipnol.
" nemmeno di questo..” sussurrò, infilando la mano dentro i boxer del chitarrista. Jennifer si sistemò a cavalcioni su di lui e abbassò completamente i boxer e gli fece una serie di “servizi” con mano e bocca. Perché tanto l’importante è non commettere l’irreparabile… di nuovo.
Tom raggiunse l’apice presto ma Jennifer continuò; come presto, anche, arrivò davanti casa Georg. Che raggiunge il luogo ove si sta consumando il delitto proprio mentre Tom sta entrando (sic!) nel corpo di Jennifer con la mano. E’ la mia prima scena di fhisting, sono emozionata!
Georg reagisce come una donnetta. Jennifer si precipita ad esortare il doveroso “Ti posso spiegare tutto! Non è come sembra!” E Tom rincara. “Georg io… non lo so che mi è preso… adesso Bill ha chiesto se la vuole sposare, lei è incita ma non sa di chi.. oddio è tutto un grande orrore errore!” Georg sbianca come chi sta per svenire, o vomitare. Ma il Paolo e la Francesca de noantri non sono ancora soddisfatti.
“Sì Georg…sono incinta” continuò lei.
“Di Bill?” chiese.

“Non lo so…perché ho avuto rapporti anche con…Tom (…) Georg, ti prego non dire niente finché non saprò di chi è! E’ possibile che sia anche di Bill! Chi lo sa!”
“E come fai a saperlo? Sono gemelli!” rispose Georg.
“Porterò con me Tom e faremo delle analisi del sangue. C’è sempre qualcosa di diverso..e li scopriremo di chi è!”

*Angolino dr House*
I gemelli omozigoti (e i Kaulitz, a occhio e croce, mi sembra che lo siano) hanno in comune non solo il codice genetico, ma anche quello epigenetico. Insomma, non li distingui, biologicamente parlando, nemmeno se preghi in aramaico.
*Fine angolino dr House*

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
a tutt’oggi non ci è dato sapere del destino di Bill, Tom e quella zoccola di Jenny.
Nell’attesa di ulteriori, scandalosi e sconvolgenti risvolti, io vi esorto: ESORTATE ANCHE VOI!

The Marilyn Horror Picture Show

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
prima d’immergerci nel torbido mondo delle real-person-fycci, urge una doverosa precisazione:

Alla sottoscritta piace Marilyn Manson. La sottoscritta apprezza il personaggio che Brian Warner si è creato addosso e la musica che compone e propone. La sottoscritta ne possiede inoltre l’intera discografia, quindi nulla di quanto verrà qui di seguito esposto è stato dettato da sentimenti quali antipatia, intolleranza o perbenismo assolutista.

Ciò esplicitato, ave a voi!
Quest’oggi v’imbatterete in qualcosa in cui mai vi siete imbattuti.
Quest’oggi dimenticherete gli addominali guizzanti scolpiti dai faticosi allenamenti di Quidditch, le chiappette tornite dei calciatori del Sol Levante, il fascino nascosto tra i capelli unti di un professore di Hogwarts a caso e il dialetto burino degli Elfi dei Boschi della Terra di Mezzo.
Quest’oggi, miei cari, avremo a che fare con:
1. un’ingenua ragazzina innamorata dell’uomo nero, dell’uomo che popola gli incubi dei bambini e dei genitori, dell’uomo che "tutti temono"
2. un tale maledettamente bello e dannato. Così fuori dal comune…
Per chi se lo stia chiedendo, non è una fyccina su Twilight. E nemmeno sulla coppia d’oro dell’iperglicemia Pattinson/Stewart. E’ piuttosto una piccola storia d’amore che ha per protagonista…


Marilyn Manson. No, non il signor Warner. Proprio Marilyn Manson.
L’autrice è missymanson e amore dannato potete trovarla qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=499471&i=1

Il macabro sipario si apre su un passo a due dal retrogusto vagamente vampiresco -ed anche un po’ trash. Era lì, davanti ai miei occhi innamorati, in tutto il suo splendore lunare. E, in effetti, lo splendore lunare potrebbe trarre in inganno e farci pensare proprio ad Edward Cullen… ma attenzione, mascherine! I glitter di Edward Cullen sbrilluccicano al giorno, non alla luce della luna. E a far pensare a un tuailaittoso vampiro sarebbe anche il fatto che ad aver perso la testa per lui è una ragazzina cui manca una chiara e netta visione delle priorità, tanto che si compiace nel perdersi nel sapore di alcool di quelle labbra vellutate. Ehm. Ora. Finché il sapore di alcol è sulle labbra va bene… potrebbe avere anche un che di poetico. Ma alla retrostante fiatella ci pensate? No, perché io uno così non lo vedo accontentarsi di un Vodka Martini agitato, non mescolato.
Colto alla sprovvista da un gesto così maledettamente sbagliato, così fottutamente immorale, Marilyn (lo chiameremo come è chiamato nella fycci, non abbiatene a male), solleva un sopracciglio in una magistrale imitazione del figlio illegittimo di Severus Piton e Lucius Malfoy e con voce calda e fredda allo stesso tempo (e qui potete sbizzarrirvi con gli ossimori più quotati nel fycciworld: sgarbata ma gentile, tenera ma dura, spigliata ma timida, buona ma cattiva… etc etc etc… etc.), tiene a specificare: saresti solo l’ennesima ragazza che lascio in lacrime!.
Io sono il predatore più pericoloso che ci sia al mondo. Ogni cosa, tutto di me, tutto ti attrae: la mia voce, la mia faccia, il mio odore perfino. Come se io avessi bisogno di questo. Come se tu potessi sfuggirmi! O potessi respingermi. Io sono fatto per uccidere.
La ragazzina tuttavia non demorde, anzi: mette in atto la tecnica di convincimento più antica di tutte, quella che le donne si tramandano di generazione in generazione: il sesso oral il pianto. Ebbene sì, si mette a piangere davanti a quel kattivone acattolico di Marilyn Manson. Il quale, secondo canon (laddove per canon intendo ciò che il personaggio lascia intendere di sé, non certo la persona che noi NON conosciamo), dovrebbe continuare a guardarla con il solito sopracciglio alzato o tutt’al più consolarla con un salomonico e laveyano il diavolo non esiste, il satanismo è il culto di se stessi, e invece no! Prima si scusa. Poi le chiede di non piangere. Poi la bacia, anzi no: la descrizione della scena è talmente BellaSwannesca che ve la propongo per intero;
Mi tirò a sè e mi baciò con forza. Un bacio, molto diverso dal primo, ci univa. Le gambe mi cedettero. Marilyn (visto? Lo chiama Marilyn! Non è assolutamente lol?) mi sostenne stringendomi a se, con l’accento.
Mi venne il dubbio se mi stesse baciando o succhiando via l’anima. Ma che importanza poteva avere? La mia anima gli apparteneva da sempre.
Ma perchè ora mi baciava con tanta foga? Aveva appena finito di dirmi che non c’era speranza con lui. Forse era solo impietosito dalle mie lacrime e mi stava accontentando per non avere dei sensi di colpa. Tuttavia non ce l’avevo con lui, anzi lo trovavo carino da parte sua.
Carino? CARINO?!? Le parole Marilyn+Manson+carino non vanno assolutissimamente d’accordo! Stonano più di Ozzy+Osborne+orsottodipeluche!! Mi faceva un po’ di paura. Ma lui era tutta la mia vita; se mi avesse uccisa, sarei morta felice.
Ovviamente, di tutto questo non viene specificato il perché.
Perché una ragazzina che non ha ancora varcato le soglie dell’adolescenza (se non fisica, mentale) si è trovata faccia a faccia con Marilyn Manson?
Perché questo amore così appassionato e folle, da cosa è nato, perché è nato?
Perché questo abbandonarsi in modo così totalizzante, financo immaginarsi felice a morire uccisa da lui (probabilmente dalla fiatella di cui sopra)?
E perché lui, dalla fase nonteladaròmmai è d’emblée passato alla fase emo-love?
Prese un coltello che passava di lì per caso e si fece un piccolo taglio sul polso.

*SPOT*
Al prossimo San Valentino, regala un grumo di sangue.
Non sarà per sempre come un diamante, ma perlomeno l’idea è originale e costa meno del ketchup.
*FINE SPOT*

Nonostante il tenero pensiero, però, la nostra protagonista pare non apprezzare del tutto. Lui non sapeva e non doveva sapere che il sangue mi faceva ribrezzo. Toh, ecco. Bastan due parole, dico due, e l’atmosfera romantic-gothic-emo va a balengo. Fortuna che ci pensa Marilyn a stemperare eventuali tensioni e a vincere titubanze quantomai inopportune. Che ti prende? Non ti voglio mica uccidere!
Abbèh, grazie tante!
Mi tolse la maglietta, prese con un dito dell’altra mano un po’ del sangue che gli colava dal polso e mi disegnò un cuore sul seno.
…Marilyn Manson che disegna cuoricini, anche se con sangue altrui, è più agghiacciante di… di… di questo.
Guarda che se ridi sei più bello sostiene lei. Sarà che de gustibus non disputandum est, potrà anche essere ovest, ma alla luce della foto poco sopra linkata, ne siamo proprio sicuri sicuri? Preferivo la sua espressione di pietra marmorea!

Fatto sta che com’è, come non è, comm’a Mmosé, diciamo che la mattina successiva a questa del tutto inaspettata risoluzione delle controversie, la luce del sole che riscalda il viso della protagonista non è stata l’unica cosa a penetrare e che i vetri della finestra non sono stata l’unica cosa penetrata. E qui non mi si dica che non siamo bravi a paracular parafrasare.
Ovviamente, essendo giorno, il bel vampiro (sic!! sicchissimo!!) se la ronfa ancora della bella, dando modo alla nostra innmominata ragazzina di contemplare la sua bellezza. E di giungere, infine, alla suprema verità fyccinesca:
Oh Marilyn, come eri bello tra quelle lenzuola nere! Splendevi di luce propria come la più bella delle stelle che popola il firmamento. La luna doveva essere proprio invidiosa perchè in quella notte di passione lei non brillava nel cielo!
La luna tiene ad informarci che se non brillava nel cielo non era perché fosse invidiosa, ma perché ha lo stomaco delicato e certe scene la debilitano. Ed aggiunge che è anche abbastanza scocciata di venir sempre chiamata in causa come invidiosa praticamente da Shakespeare in poi, ma insomma, ma perché giusto lei dovrebbe essere invidiosa? Solo perché è una palla con la faccia bianchiccia e butterata che ha la gobba a settimane alterne (tipo Igor di Frankenstein jr) e il ciclo perenne?
Ad ogni modo.
La contemplazione delle morbide labbra, del petto marmoreo (Quidditch anche lui?) e del volto struccato del bel demone (ipsa dixit), dura finché questi non si sveglia e le propone un bel giro turistico di Los Angeles. Ma di giorno, eh! Tanto che, per difendersi dai paparazzi, Marilyn ovviamente era struccato e indossava degli spessi occhiali da sole. Mano nella mano con la giovane fidanzatina.
I nostri due innamorati passeggiano per le vie della città raccogliendo margherite e ben attenti a non smarrire il cestino di focacce per la nonna finché, di punto in bianco, non si mette a piovere. E anziché imprecare in assortiti idiomi perché non hanno uno straccio di ombrello dietro, loro due cosa fanno? Ridendo come bambini, ci rifuggiammo in un vicolo cieco sotto il riparo offertoci da un balcone. Eravamo completamente fradici e così tremendamente felici.
Evidentemente nessuno dei due aveva le scarpe nuove, magari scamosciate. Ma non è finita qui.
Il signor Warner è evidentemente un po’ gracilino. Tutto pelle e ossa, lungo lungo e smunto smunto. Pallidino, anche. E’ plausibile che un bell’acquazzone possa causargli crisi febbrili immediate e conseguenti deliri. Tant’è che la stessa protagonista è colta alla sprovvista quando lui sussurrò un dolce "Ti amo" mentre mi prendeva il viso fra le mani (…) "Io ti amo, Bechy!"
Aaaaaah, ma è Ronco si chiama Bechy!

 
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
ritengo che ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Lascio a voi l’auditorium. Prendete parola e diffondete il Verbo! 

High School Hogwarts

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
ritorno ora da un lungo eremitaggio trascorso sulle più alte vette dell’Himalaya alla ricerca della pace interiore, dell’equilibrio e della tolleranza .
Il tempo passa, ma c’è qualcosa che immutabile è e immutabile resterà, anche quando ha orde di giacobini assetati di sangue rosa shocking glitterato (e non è la Bastiglia, quella è stata una facile conquista): la Fyccina e le Mary Sue che impenitenti ed imperterrite la infarciscono rigo per rigo.
Davanti ad una Fyccina, a nulla servono Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, ed i lunghi mesi passati a meditare e ad imparare le arti di mediazione e tolleranza sfumano d’improvviso in un bel flambé. Se poi la Sue, anzi, le Sue hanno i volti insipidi e brufolosi delle protagoniste dell’immondizia che mamma Disney ha deciso di propinarci al posto delle care, adoVabiliH storie di principesse, mi svesto del monacale abito arancione, salgo in cattedra e riprendo in pugno la mia amata bacchetta.
Ehm ehm. Punizione, Potter!

Sadica come mio solito, o forse troppo clemente, non vi anticiperò nulla se non quanto già rivelato nell’eloquente presentazione:
marti arriva a scuola, diventa migliore amica di pansy e daphne. si innamora corrisposta di malfoy!!! miley cyrus è martina. ashley tisdale è daphne. vanessa hudgens è pansy
Scritto da marti_XOXO, diretto da Federico Moccia e Silvio Muccino. Musiche di Marco Carta con la collaborazione di Gigi d’Alessio e Anna Tatangelo, costumi di Truzzo & Pacchiana. Solo nei migl… qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=415758&i=1

Ora, io so di essere pignola: il mio ministero me lo impone. E’ pur vero, però, che l’incipit di una qualsivoglia storia debba essere… un incipit, appunto. Non per forza un "c’era una volta", ma di sicuro non un elenco dei nomi dei protagonisti affiancato ai link fangherlosi ove trovare i rispettivi volti.
Anche perché si rischia di trovarsi orrori concettuali tipo:

1. Pansy Parkinson, che la Rowling sua propria manu associa ad un carlino  (e nel film sono stati anche troppo buoni, perchè avrebbe dovuto essere così), diventa una latina precoce dal dubbio talento.
2. Theodore Nott, che la Rowling sua propria manu definisce conigliesco, diventa un
casalingo disperato.
3. Blaise Zabini, che non esattamente la Rowling definisce giovane, bello ed anche abbronzato, diventa
il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi centocinquant’an… ops, sbagliato link. Dicevo, passa da così a così.
Ora, dal momento che in questa storia è preferita la forma (e di certo non quella grammaticale) alla sostanza, mi regolerò di conseguenza. Giacobini avvisati, mezzi salvati.

Il banchetto di ben tornato era già comparso di fronte a tutti gli alunni, che dopo le vacanze estive, si erano diretti nuovamente verso la loro scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.
Gli studenti del primo anno, invece, si nutriranno di muschi e licheni nel ripostiglio del sottoscala di casa Dursley.
Segue la scena che sta alla fyccina come la macchina impantanata nel fango sta ad un film di zombie: Albus Silente richiama l’attenzione dell’intera Sala Grande con la solita scusa degli annunci -tutti rigorosamente AU non segnalato.
Piton ottiene la Cattedra di Difesa contro le Arti Oscure. I Serpeverde son contenti come è giusto che sia. Agli altri alunni, la cosa non cambiava più di tanto. Certamente. Grifondoro in prima fila.
Il posto di Piton viene preso da una certa professoressa Smith non altrimenti specificata, ma tanto chissenefrega… perché quello dopo è il momento topico. Il momento di dare un altro ben venuto a un alunna che si è appena trasferita qui da noi, frequentava l’altra scuola in Scozia! Lei è al 7° anno, quindi frequenterà le lezioni con voi altri dell’ultimo anno. Una volta entrata sarà sottoposta al cappello parlante, come di normale procedura, per scoprire la casa che le farà da abitazione per il prossimo anno!
A parte il fatto che le scuole di magia non hanno filiali tipo CEPU (anche se le Sue del Potterverse pare abbiano studiato tutte con Valentino Rossi, Del Piero e l’uccellino), i nuovi studenti sono nuovi studenti e basta. Se al primo o all’ultimo anno, non fa differenza: tutti devono essere smistati? Lo siano tutti insieme. Anche se c’è da ammettere che a fare lo smistamento tutti insieme si perdono capolavori di involontaria ilarità.
La ragazza camminava lungo i tavoli delle varie casa, con lo sguardo dritto di fronte a se. Evidentemente, la ragazza deve avere quattro gambe a mo’ di tentacolo se può camminare contemporaneamente lungo i tavoli. Era alta, non molto, nella media Nella media di quale paese, esattamente? Perché la media italiana è molto al di sotto di quella svedese, eh. Ma figuratevi se davanti a cotal trionfo di beltà ci si possa crucciare per banali dati antropometrici: aveva dei capelli lunghi bellissimi ondulati, neri con qualche colpo di sole rosso (i colpi di sole sono SOLO biondi… perchè sono appunto colpi di sole. Tutto il resto è mèche, oltre che tediosa noia) qua e la, portava un ciuffo sull’occhio sinistro. Gli occhi, erano bellissimi anche loro bellissimi!, scuri, profondi, fieri. Il fisico era perfetto E te pareva. Aveva tutte le curve nei posti giusti e rette e semirette nei posti sbagliati, blablabla. Portava dei semplici jeans stretti, una canottiera bianca e un cardigan ficsia colore suesco della nuova collezione autunno-inverno
sopra, e ai piedi delle carinissime scarpe nere con un po’ di tacco.
Ed abbiamo anche la
documentazione fotografica.
Le reazioni:
1.
la faccio finita
2.
non guardare, cara, è solo una fyccina
3.
WTF?
Provando per un momento ad esser seri, Hogwarts è una scuola in cui una ragazza viene guardata male dagli insegnanti se non tiene i capelli raccolti. Esiste una divisa alla quale non è concesso alcun tipo di deroga. Chi si veste da zoccoletta der quartierino, secondo Canon, non dovrebbe neanche varcarne la soglia. Ma suvvia, cosa è questo sciocco Canon!
Martina Cyrus (Martina è un nome tipicamente scozzese, così come il Cyrus è da considerarsi del tutto casuale, invero) viene presentata allo strabiliato pubblico in sala, e davanti al pubblico in sala viene fatta accomodare per lo Smistamento. Dal quale il Cappello Parlante, ahinoi, purtroppo non si esime:
bene bene! Guarda che abbiamo qui. Bella mente, coraggio, voglia di amicizia, ma vedo anche…- il cappello non terminò la frase, perché la ragazza lo interruppe.
-no! Zitto! Non parlare di cose che non conosci!!- disse la giovane sibilando.
-e perché mai? Non vuoi che tutti sappiano che tu…-
-basta! Finiscila!-
-ok ok sarà meglio… Serpeverde!- annunciò il cappello, senza poi dire altro.
Ed è meglio così perché, francamente, non c’è nulla di più urticante di sentire il Cappello Parlante dire ok ok, enumerare le innumerevoli qualità della self insertion dell’autrice e svelare parte di un segreto insvelabile…


…scommettiamo che Martina è almeno almeno figlia segreta di Lord Voldie? Sorella putativa di Lucius Malfoy? Cugina illegittima di Bellatrix Lestrange?
Da notare il delizioso cameo di Albus Silente versione animatore Alpitour:
molto bene signorina Cyrus! Hogwarts le da il benvenuto! Spero si troverà bene qui!
Quasi quasi mi aspetterei il gioco aperitivo alle diciotto al Lago Nero. Martina raggiunge il tavolo dei Serpeverde, che per qualche straordinario motivo non la linciano nonostante l’abbigliamento pakkian-babban. Tutt’altro: un ragazzo della sua stessa età, con i capelli neri e dei bellissimi occhi blu, la fece accomodare accanto a lui. -piacere! Io sono Blaise Zabini, per qualsiasi informazione non esitare a chiedermelo! Sono Caposcuola, insieme a lui.- disse indicando un ragazzo seduto di fronte a lui.
Ricapitoliamo, per i distrattoni:
ragazzo con i capelli neri e bellissimi occhi blu vs Blaise Zabini. E nemmeno Zabini, da quel che ci narrano, pare abbia mai lavorato alla Alpitour.
Ma mentre noi ci scervelliamo per comprendere il perché di scelte non così tanto artistiche, sta accadendo l’irreparabile. Nessuno che abbia idea di chi fosse il ragazzo seduto di fronte a lui? E di che cosa stia per succedere? E’ facile, ma vi do un aiutino:
I loro sguardi per la prima volta si incrociarono. Bianco e nero. Giorno e notte. -Malfoy. Draco Malfoy, picere! Dal picere del primo incontro, è tutto un susseguirsi di surreali coccole alla saccarina fatte di un ariano Blaise che, dopo trenta secondi, chiama Martina Marti (suo nome abbreviato… usare diminuitivo sarebbe stato banale; poi, si sa che io sono particolarmente suscettibile, ma se qualcuno immediatamente dopo le presentazioni osa chiamarmi Odio anziché Odiolarow come dovrebbe essere, io mi irrito); di Pansy Parkinson e Daphne Greengrass che, ancora inebriate delle canzonette di High School Musical, sperano di diventare presto buone amiche di MartiSue…e di un la trovava bellissima che fa sempre pathos. Con una succulenta ciliegina sopra che altro non è che la parola d’accesso ai dormitori di Serpeverde: victoria forever. Che potrebbe essere intesa come:
1. Semper victoria: un misunderstanding delle reali intenzioni della Rowling e del suo latino un po’ maccheronico. Solo che non si sarebbe mai spinta fino a questo punto.
2. Forever victory: decisamente più tamarra della sua forma latina, sarebbe la negazione totale delle reali intenzioni della Rowling
3.
Victoria forever: la più papabile visto le alte punte di lirismo alle quali aspira la fyccina.
E infatti…
-bella parola d’ordine!- disse Marti entrando nella sala comune. Che vi avevo detto in merito alle alte punte di lirismo?
-bene Marti! Benvenuta ufficialmente a Serpeverde!!- disse pimpante Daphne. -vi ringrazio di avermi accolto subito!- disse la mora sorridendo. -e ora le presentazioni!- disse Pansy, rivolgendosi alla nuova amica. -Marti, loro sono Theodor Nott, Vincent Tiger e Gregory Goyle.- disse indicando i ragazzi ogni nome. -piacere ragazzi!- -piacere!- risposero in coro. -perfetto adesso che hai fatto la conoscenza di tutti i Serpeverde più importanti, ti portiamo a vedere la tua stanza, che poi è anche la nostra!- disse Daphne.
Sapete cosa mi piace delle fyccine? Che è tutto facile. Si può liquidare con tutti i Serpeverde più importanti il fatto che per la Rowling sarebbe stato difficile elencare uno per uno gli studenti Serpeverde, ed il fatto che di alcuni si parli nei libri e di altri no non implica necessariamente che siano i più importanti della Casa. Ma importanti in che senso, poi? In più, ti presentano una volta ed ecco che il tuo nome rimane impresso nella memoria di chi ti ha vista di sfuggita anche a distanza d’anni. Senza contare che fai colpo almeno su qualcuno. Di solito sul figo di turno e su uno o più sfigati, con relative polluzioni mentali del migliore amico del figo di turno:
-accidenti è proprio carina!! Quasi quasi inizio a farci in pensierino!!- annunciò Vincent. E una. E due e tre: Blaise di nascosto guardava il suo migliore amico. Sapeva che a lui stava iniziando a interessare la morettina (la moglie di quello del caffè?)
lo aveva capito dal modo in cui l’aveva guardata. (…) Lui aveva visto quegli occhi! E sapeva cosa volevano dire! Draco Malfoy voleva quella ragazza.
La vogliamo anche noi. Morta, però.
E mi piace anche il fatto che l’unica preoccupazione della adolescente media sia parlare di ragazzi e di chi sia stata con chi. E che il migliore amico lo trovi sempre dietro l’angolo. Anche se un’ombra oscura s’affaccia sul futuro di Martina… perché questa volta nulla sarebbe andato storto. No. Non lo avrebbe permesso. Non di nuovo. Quale ombra oscura, dite voi? Beh. Potrebbe essere quella prodotta dalla immensa mole di Millicent Bullstrode che, rea di non essere mai apparsa nei musical Disney, viene guardata con odio da TUTTI i nuovi amici di Martina solo perché chiede, legittimamente, perché abbia ordinato al Cappello Parlante di tacere. E perché, di conseguenza, il Cappello Parlante non l’abbia mandata nel ridente paese di Fanculo.
La domanda avviluppa ancor di più Martina nel suo velo di patetico mistero. E fa diventare lei e le sue nuove amyke forever un ibrido tra un camionista (non me ne vogliano i camionisti), uno scaricatore di porto (non me ne vogliano gli scaricatori di porto) una corteggiatrice di Uomini e Donne, ma più volgare, ed una naufraga dell’Isola dei Famosi ancora più volgare.
Ovviamente, la nuova corte organizzatasi attorno a MartiSue è indignata dal trattamento osceno che le è stato riservato dalla poco ocheggiante Bullstrode. Tutti la rispettavano. Tutti! Tranne quella stupida. Tanto che, se fossero mere leccaculo, nella scena che chiude il primo capitolo Pansy e Daffy sarebbero meno squallide. Dannata Bulstrode! Se la becco le faccio male! Come cazzo si è permessa? Cioè io e te che bene o male abbiamo instaurato un rapporto avete instaurato un rapporto in… quindici secondi netti? Va’ che instaurare un rapporto non vuol dire confrontarsi le unghie dei piedi per vedere chi le ha più lunghe!
non ci saremmo mai azzardate a fare una cosa del genere!(…)
-Sono contenta che sia con noi! Sono sicura che diventeremo grandi amiche! Mi è piaciuta da subito!

Un raggio di luce si posa candidamente sull’inizio del secondo capitolo, raggio di luce offuscato dal ricordo del litigio avuto con quella stronza; nulla che una sana, inutile descrizione di una tenuta da camera un po’ tamarra non possa in qualche modo lenire. E’ ancora presto per le lezioni, persino per indossare la divisa. E allora MartiSue fa quello che fa lo studente medio di Hogwarts: trascorre il suo tempo in sala comune a inseguire pensieri che come farfalline le svolazzano nella zucca vuota. E chi volete che incontri quando tutti ancora sono a dormire?
Malfoy.
Ecco, appunto. Ed è pure premuroso, lui. La Bulstrode è troppo pedante! disse colui che schifò Potter quando questi si rifiutò di stringergli la mano, prima di cadere nella trappola. Di MartiSue, non di Potter.
Draco pensò che il suo sorriso fosse uno di quelli più belli, che lui avesse mai visto. Quando rideva, le si illuminavano gli occhi. Era proprio una bella ragazza, simpatica, dolce..
“che cazzo pensi Draco??? Non c’è tempo per fare i sentimentali! Fra poco probabilmente verrò marchiato
Draco è una mucca o un vitello? o_O quindi niente distrazioni! Devo solo concentrarmi per trovare un modo perché questo non avvenga! Non voglio diventare un mostro come mio padre!"
Hem hem. Chi mi trova il momento storico in cui Draco Malfoy principe delle serpi ad honorem, considera un mostro il suo adorato padre? Non c’è? Bene, cinquanta punti a Serpeverde. E no, non mi interessa se a rispondere è stata la solita Tassorosso-kapò!
Il secondo ingresso in Sala Grande di Marti-Sue non è di certo meno trionfale del primo. E si chiede anche il motivo, l’ingenua Martina. Sarà il sobrio abbigliamento con il quale si è presentata la sera prima? Sarà il fatto che il Cappello Parlante ha voluto fare lo splendido e l’ha quasi pubblicamente sputtanata? Sarà che una come Martina sta a Serpeverde come Harry Potter sta ai California Dream Men? No. E’ per riuscire a capire come sei realmente!. Ed è per capire come sia realmente MartiSue che Harry Potter si trasforma da
paladino della giustizia un po’ sfigatello con il quale Madre Natura non è stata particolarmente benevola  a Harry Potter! Piacere di conoscerti! L’unica cosa che mi dispiace è che sei una Serpe, altrimenti avremmo potuto divertirci un po’.. non trovi? 
L’epilogo è dei più drammatici:
già è vero, non ci siamo presentati! Ma sinceramente visto che ho vissuto 18 anni senza conoscerti, credo di poter continuare a vivere lo stesso! Ciao ciao!- disse la riccia girandosi e lasciando il gruppo di Grifondoro a bocca aperta, mentre quello di Serpeverde la seguì, con un sorriso sulle labbra. Era proprio una vera Serpe. Per questo loro la trovavano così speciale!
Capito? Lei ha risposto male, lei è faiga! E’ Serpeverde d.o.c.!
Ora, io capisco che in un mondo fatto di uvetta passa e di canditi, il semplice fatto di avere "cazzo" in bocca una volta su due (e non parlo di una pratica sessuale) e di indossare stracci di dubbio gusto sia very alternative-cool e che tirarsela fino a strapparsela via sia motivo di vanto tanto da farci una spilletta; il problema è che qualunque persona non affetta da zoccolite cronica recidivante risponderebbe in quel modo ad un cafone che si approccia come a Martina si è approcciato il clone pessimamente riuscito di Potter. Non vedo in che modo una simile risposta potrebbe associarsi all’appartenere o meno ad una Casa di Hogwarts. Forse che le Tassorosso si fanno violentare? Le Corvonero sproloquiano di letteratura facendo allontanare il malcapitato? Le Grifondoro la danno via subito perché stanno sul culo alla protagonista?
La verità è che in questa storia, l’universo è stato stravolto perché secondo alcuni Tom Felton è carino, ed un ragazzo carino non può essere stronzo. Non in una fyccina perfetta, quantomeno. Così come, in una fyccina perfetta, non può esserci un ragazzo che abbia la pelle scura anziché gli occhi di cobalto. Così come, in una fyccina perfetta, le migliori amiche della protagonista strafiga non possono non essere strafighe anche loro. Così come l’antagonista dell’ammoreh della protagonista non può non essere stronzo/cafone/borioso. Il che è esattamente quello che è il VERO Draco Malfoy nel VERO Potterverse. Indipendentemente da Tom Felton. In questo modo, i Serpeverde diventano i buoni, i Grifondoro i cattivi -persino la McGranitt, da austera ed imparziale vicepreside, diventa la megera pettegola del paesello, giusto perché il vittimismo non può mai mancare- e in questo marasma di AU, What if e OoC, perfino una come Martina, la cui massima ambizione è pastrugnarsi un adolescente macilento o fare shopping ad Hogsmeade (non sapevate che Noi studenti maggiorenni possiamo andarci quando non abbiamo lezioni? Sapevatelo!), può ingrossare le fila dell’augusta Casa verde e argento.

Ah, siete ancora qui perché non potevate andare senza che Marti svelasse il suo segreto, giusto?
Va bene. Ma ricordatevi di accomodarvi sui lettoni piumosi dei vostri dormitori, di aggranfare cuscini e pelouche e di insonorizzare la stanza per non rischiare che le idiozie assortite che stanno per essere pronunciate vadano a far danno altrove.

(…)circa due anni fa, la mia vecchia scuola, faceva degli scambi tra studenti di altri paesi. Capitò quindi che un giorno arrivasse un ragazzo molto carino, di cui subito mi invaghì! Io mi invaghii. Lui si invaghì. All’inizio nessuno dei due si rivolgeva parola, poi però abbiamo iniziato ad uscire, e poi alla fine ci siamo innamorati.. Pausa lacrima solitaria che riga lo splendido volto e amiche affrante che consolano. (…) ma purtroppo pochi mesi dopo, lui dovette tornare alla sua scuola. Il giorno prima che lui partisse, io mi resi conto di essere.. di.. di essere.. incinta.. Pausa sconcerto amiche affrante. Così la mattina della sua partenza, io…. lo presi da parte e glielo dissi! Lui la prese malissimo! E te credo! Mi disse che non era un problema suo, in quanto non era vero che mi amava… mi disse che aveva la ragazza a casa e che si era solo voluto divertire con me! Pausa che grandissimo bastardo figlio di puttana!. E ora inizia il climax. Io ovviamente, non persi nemmeno un secondo in più e me ne tornai a casa. Sembrava che quello per me non fosse un bel momento, infatti appena tornata arrivò mia.. madre in lacrime a dirmi che papà non ce l’aveva fatta!- Marti si interruppe di nuovo perché aveva le lacrime avevano iniziato a scendere copiose. Non aveva retto alla notizia. Mio padre era il mio unico consigliere, perché con mia.. madre, non avevo un buon rapporto! Lei era attaccata al nome, al potere! Una sera decisi di parlarle del mio problema! Pensavo che almeno un po’ mi avrebbe capito e sostenuto! Invece, appena terminai di dirglielo, lei mi disse che era delusa, che mi ripugnava, che non voleva più saperne di me, che avevo infangato il nome dei Cyrus e che se avesse potuto mi avrebbe tolto il cognome!(…) mi puntò la bacchetta contro, e con un incantesimo uccise il mio bambino, e inizialmente credevo che avesse ucciso anche me! Ma così non fu.. in quanto mi sveglia alcuni giorni dopo all’ospedale dei maghi! Non so chi mi ci abbia portato, ma accanto al comodino trovai una lettera di quella donna, che diceva che non voleva più saperne di me, ne di quello che sarebbe stato il mio futuro. Per lei ero semplicemente morta!
Mi chiedo se in questo drammatico resoconto ci sia più Candy Candy, Georgie o Lovely Sara, o se se la giochino in parità.
D’altra parte, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, la cosa è risaputa: se non sapete come raschiare il fondo del barile, ricorrete al jolly gravidanze/aborti/abusi, magari conditi da un po’ di autolesionismo gratuito, e vedrete che di legno non ne rimarrà neanche una scheggia.

RincoBella & TamarrEddy in ficcyland

Carissimi, oggi vengo a voi dopo tanto tempo porgendovi le mie scuse: miei dolci animalini, vi ho lasciati a lungo senza nutrimento e vi ritrovo ora deperiti e tutt’ossa.

Non come Lindsay Lohan ma quasi.

Che volete, noi megere abbiamo talvolta una vita sociale: ogni centocinquant’anni, è vero, ogni congiunzione astrale, ogni morte di Albus Dumbledore, ma ce l’abbiamo.

Insomma, vi porto oggi questa meeeeeraviglia di ficcy in un fandom per me ancora inesplorato: Twilight.

Vi sento già rumoreggiare: buoni che non ho ancora iniziato!

E poi, insomma, a me Twilight in sé non è dispiaciuto. I seguiti non li ho apprezzati, ma il primo libro l’ho letto con piacere. Ergo mi inoltro nel fandom con particolare sofferenza, ma non senza un che di gioia sadomasochistica.

Ma bando alle ciance e ciancio alle bande, è ora di iniziare.

 

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=392360 : Tutto può cambiare, di valenessie.

 

Allora, prima di tutto chiariamo subito alcune delle Verità Fondamentali di questa ficcy:

1) Isabella Swan è un affarino lagnoso e rompipalle, e pure vagamente rincoglionito;

2) Edward Cullen è un tamarro che fa fatica a tenere il suo affare dentro i pantaloni per più di dodici secondi;

3) Tutti i personaggi secondari sembrano essere stati colpiti da un vaso di gerani: in sostanza sono uno più imbecille dell’altro.

 

E no, l’OOC non è dichiarato. Neppure l’AU.

 

Bella, Alice e Rosalie prendono casa insieme per l’università con bagaglio a seguito. Ovvero Emmet, Jasper e Edward, che però, nel ficcy-time, non sta con Bella.

Iniziamo subito con due domande. Domanda Prima: Perché mai le tre squinzie si portano dietro anche Edward, dato che a Bella sta pure sulle balle? (Simpatica l’assonanza Bella- balle). Non sanno dove parcheggiarlo? A casa mamma e papà non lo vogliono in mezzo ai piedi perché ha l’alito pesante?

Domanda Seconda: negli USA esistono i college, i quali forniscono agli studenti vitto e alloggio (e ci credo, con tutto quello che  si spende di tasse….) Perché le belle figheire dovrebbero preferire un alloggio privato? Perchè fa fiko o molto più semplicemente perché la ficcy altrimenti non avrebbe ragione di esistere?

Ovviamente si tratta di domande retoriche, dato che non riceveremo mai risposta. Piuttosto, vediamo di proseguire.

 

<< Bella, lo sai che si fa ora? >>,(spazio)mi stuzzicò Alice(punto)
<< Dovrei? >>,
(spazio)chiesi confusa(punto)
<< Ma come?
(spazio)non vorrai venire all’università con quei vestiti,vero? >>,(spazio)mi chiese scioccata(punto)
<< Perchè
(virgola)cos’hanno?(spazio)a me piacciono >>,(spazio)replicai.
<< Si, si.
(spazio)Come no!(spazio)Bella(virgola)
non puoi presentarti così. E poi ci serve qualcosa per la festa!!! >>
<< Rose
(virgola) di che festa parli? >>,(spazio)chiesi scocciata(punto)

<< Bella
(virgola) abbiamo preso casa(virgola) è ovvio che dobbiamo inaugurarla con una festa! Su(virgola) preparati(virgola) che andiamo al centrocommerciale >>.
Risposi alle ragazze con una smorfia, la più brutta che riuscii a fare, ma non essendo capace le feci scoppiare in una rumorosa risata che contaggiò anche me.

Bella non vi sembra tanto una deficiente, qui?

 

Ecco che, mentre l’allegra brigata porta a termine il trasloco, la nostra protagonista si rende conto che qualcosa non va:

mentre mi dirigevo in camera mia, sentii delle urla provenire da camera di Edward.

Sarebbe il caso che qualcuno andasse a controllare, no?

Fantastico aveva già inaugurato la sua camera,pensai.

Aaaaaah, ma in quel senso!

 

Così, nel troiaio che dal detto al fatto è diventato l’appartamento, arriva pure Jacob. Ora, chi mi conosce sa che ho un debole per Jacob (molto meglio di quel merluzzo gelido di Edward), indi per cui io so già che da qui in poi soffrirò tanto. Ma proprio tanto.

Bella chiede a Jacob di fermarsi da loro per un po’, con un ragionamento del tipo “massì, dove si mangia in sei si mangia anche in sette!” Ora, se avete capito almeno un pochino come funziona il cervello della nostra RincoBella, dovreste essere pure in grado di intuire dove gli offrirà il posto per dormire.

No, non sul divano, come farebbe qualsiasi persona normale.

Neppure sul tappeto. E niente sacchi a pelo.

Esatto, direttamente nel suo letto. Che sorpresona, eh?

Fra l’altro, cose come queste

<< Torniamo a casa >>,proposi quando ormai il sole era sparito.
Con un segno del capo acconsentii.

Mi fanno seriamente pensare che la nostra protagonista soffra pure di un disturbo da personalità multipla.

 

I due si mettono a tavola con gli altri, (in tutto ciò i vampiri cosa mangiano? Sugoli umani?) e, con uno scambio di battute veramente *YAWN*, Edward e Jacob si beccano come i galli cedroni nell’arena. Ma è quando Bella da’ la buonanotte a tutti che si scatena l’ira funesta, e non del Pelide Achille, ma del nostro tamarro preferito:

<< Dove credi di andare?!? >>,(spazio)mi intimò Edward con voce profonda. Il suo alito fresco mi colpì in pieno viso.

Mentos, the freshmaker!

<< Che hai Cullen?(spazio)hai bevuto un troppo stasera? >>. Non capivo cos’aveva(virgola) gli occhi avevano cambito espressione(punto)

Il Sangue Alcolico è una specialità della casa. La preparazione è semplice: pigliate un umano, attaccatelo ad una bottiglia di Alchermes et voilà. Servire fresco.

<< Tu non dormirai nello stesso letto con quello! >>,ringhiò furioso stringendo più forte la presa.

Edward versione Macho Man mi mancava.

Ovviamente la nostra RincoBella non si capacita del comportamento di Edward. Non se ne spiega proprio il motivo, povera innocente. E sta lì a macerarsi, come una fetta di limone nello spritz (si, è l’ora dell’aperitivo, problemi?), cercando una risposta ai suoi mille perché. Perché Edward si comporta così? Perché mi guarda in quel modo strano? Perché non trovo più le mutande? Perché Jacob mi palpeggia sotto il lenzuol… ok, no, questo me lo sono inventato.

 

La mattina dopo i due si trovano in cucina.

Era a dorso nudo e anche di prima mattina era stupendo.

In sostanza aveva uno di quei maglini da transessuale, presente quali? Quelli traforati sul davanti che lasciano la schiena nuda…

<< Dormito bene? >>(spazio)gli chiesi (punto)
<< mmm… >>,
(spazio)era troppo aspettarsi una risposta concreta da lui.

No, cretina, semplicemente i vampiri non dormono.

Dopo avergli servito la colazione (probabilmente plasma alla coque), Jacob fa il suo ingresso approfittando per dare alla nostra protagonista una bella palpata sul culo, senza peraltro ottenere da lei alcuna reazione. Edward, dal canto suo, reagisce anche troppo, facendo una scena madre da crisi premestruale e sbattendo la porta (e pure un po’ il tavolo).

No, mie bestiole, non è finita qui. Ora dobbiamo sorbirci la stessa pappardella dal punto di vista del nostro Edward Faccia di Culo.

Scherzavo, dai. Solo un paio di genialate, giusto perché non si dica che vi lascio a stecchetto.

 Genialata numero 1:

Non capiva cosa provavo. No. Non poteva saperlo.(spazio)Nessuno sapeva che la desiderava, che la volevo e che nessuno l’avrebbe toccata.

Tre subordinate e tre soggetti diversi. Come dire, sono estasiata. Ma esplicitiamo il periodo:

“Nessuno sapeva che la desiderava”. Le ipotesi a questo punto sono due: o il soggetto sottinteso è Jacob, e se Jacob la desiderava, non è corretto dire che nessuno lo sapeva, perché almeno lui avrebbe dovuto saperlo, oppure “desiderava” è un errore di battitura al posto di “desideravo”. Cosa che mi sembra parecchio più probabile.

“Nessuno sapeva che la volevo”, e ok.

“Nessuno sapeva che nessuno l’avrebbe toccata”. Ma nessuno nel senso di nessuno o nel senso di “Nessuno” che poi si scopre essere uno che ha fatto come Ulisse con Polifemo? Perché ha senso solo in questo caso, il che è un po’ grave.

 

Genialata numero 2:

Quella notte non dormii bene perciò mi alzai presto

MA SE SEI UN VAMPIRO MI SPIEGHI COME FAI A DORMIR BENE? Solo nel sonno eterno, e poi neanche, visti i satanassi che ti troverai attaccati ai malleoli.

 

Genialata numero 3:

Fantasticavo su come sarebbe stato farlo con lei, terribilmente impacciata ma decisamente sexy,sentirla urlare per il piacere con la sua calda voce

Eddy, vabbè che sei tamarro, ma ‘sta mania di farle urlare…

 

Genialata numero 4:

mentre il cane si dirisse verso di lei

Incommentabile. Davvero.

 

Ok, siete a posto? Dovete fare pipì? No, ve la tenete, che qua stiamo arrivando al meglio.

 

Capitolo due:

mi voltai e lo vidi appoggiato contro la porta a scquadrarmi dalla testa ai piedi.

…Ve l’avevo detto che sarebbe arrivato il meglio!

 

In quella che pare una sceneggiatura perfetta per un porno, Edward si offre di aiutare la nostra RincoBella a sistemare l’armadio, e, arrapato come pochi, afferra un suo reggiseno (di Bella, non di Edward) uscendosene con un<< Perchè non mi fai vedere come ti sta? >> di fronte al quale Bella capitola. E CHI non lo farebbe?

… Vabbè, dai, si fa per dire.

Segue bacio appassionato, nel bel mezzo del quale i due vengono interrotti da Jacob, che come al solito fa la figura del coglione.

Diciamo che nel gruppo almeno non stona.

 

Passarono un paio di ore e mentre ero intenta a scendere le scale suonò il campanello.
Apri la porta
(chi, io?) e mi ritovai davanti una spilungona bionda (la Sellerona!)
 
<< Qual’è la camera di Eddy?
(Oddio, credevo di essere solo io a chiamarlo così o_O)
>>,mi chiese l’oca
e la accompagnai in camera sua
(… Brava pirla.)

<< Cullen ci sono visite per te >>,dissi nel tono di voce più acido che riuscissi a fare
(meglio un congiuntivo in più che uno in meno.)
<< Ah Shelly che piacere vederti! >>,rispose entusiasto
(doppio ARGH) lui
<< Mi fai schifo >>,sussurrai mentre mi voltavo per diriggermi
(voce del verbo diriggere) in camera mia

 

Dopo di ciò, Bella va al cinema con Jacob (il fatto che blateri contemporaneamente di gente senza cuore e di ragazzi stronzi non lo insospettisce nemmeno un po’, e già da qui ho detto tutto). Una volta tornati, assistiamo ad un pietoso siparietto di ritorsioni e ripicche in cucina fra i nostri due beneamati, che termina più o meno così:

Mi afferrò per il polso e mi girò verso di lui andando a sbattere contro i suoi pettorali duri come il marmo.

Va a sbattere contro se stesso? Minchia, questo c’ha un ego che manco Silvio!

Sentivo il suo eccitamento attraverso i vestiti.

Se è come i pettorali ci credo.

 

Andiamo al capitolo tre, che non è altro che il due dal punto di vista di Edward. Anche qui mi limito per evitare di provocarvi latte alla ginocchia: In sostanza scopriamo che Eddy caro ha problemi di prestazione con le fanciulle perché pensa troppo a Bella.

Amore, c’hai provato a fare il God of Sex, ma non c’hai il fisico.

 

Dopo il teatrino di cui sopra, in cucina si presenta Rosalie:

<< Ragazzi ma sempre a litigare state? >>,chiese Rosalie

Meeeeeeeeeeeeeenghia!

<< Non stiamo litigando! >>,la ammonimmo insieme

Fallo in area! E mica il fallo che pensate voi, maiali! Cartellino giallo!

<< Oh beh,se lo dite voi… >>,e uscii dalla stanza

Ma chi, Edward? E le pianta lì così?

<< Allora dove eravamo…? >>,dissi riavvicinandomi a lei

Ma non era uscito?

(…)

E un sorriso di sfida mi si aprì in volto.

Io vorrei capire perché ‘sta gente ha la mania di farsi aprire sorrisi in faccia. Per colpa loro Joker s’é rotto le palle ed è andato in pensione, e gli unici a cui Batman può dare la caccia sono i quattro pirla del pulmino della Tim.

 

All’inizio del capitolo quarto troviamo un avvertimento da parte dell’autrice:

Si, i Cullen in questa ff sono dei vampiri solo che mangiano e dormono proprio come degli umani ma i loro istitnti da cacciatori non mancheranno!!!

E’ molto utile che ciò venga aggiunto a questo punto, quando non c’è uno straccio di avvertimento di AU nell’introduzione.

Niente sugoli umani, mi dispiace.

 

Ma torniamo alla storia: Alice piomba in camera di Bella e Jacob di prima mattina, non preoccupandosi minimamente della possibilità di trovarli a culo nudo.

No, non li trova a culo nudo, tranquilli. Evidentemente conosce i nostri polli meglio di noi.

Bella si rifiuta di indossare per la festa che si svolgerà quella sera il vestito che l’amica ha comprato per lei, preoccupandosi perché troppo corto e appariscente; d’altro canto Jacob non ne vuol sapere di camicia e cravatta.

E c’hanno ragione, è una festa in casa, mica un party di Vanity Fair!

Alla fine raggiungono un accordo: ognuno dei due indosserà il suo abito se l’altro farà lo stesso.

Alice, che pare una pazza sotto anfetamine, saltella via felice.

 

Colazione, shopping, blablabla, Bella arriva a casa e si fa un bagno.

E ovviamente cosa succede?

Che proprio mentre sta uscendo col suo mini asciugamano addosso, incontra Edward.

Care protagoniste delle ficcyne, mi appello al vostro buon senso. Ammesso che ne abbiate uno.

Esiste una cosa che si chiama ACCAPPATOIO. Dai, ripetiamolo tutte insieme, non è difficile. E sapete a che serve? Serve ad asciugarsi senza mostrare la vostra lei (scusatemi, gentili lettori, devo parlare come loro, altrimenti non mi capiscono) e il vostro culetto sodo e le vostre curvealpostogiusto a tutto l’universo creato che puntualmente andrete ad incontrare una volta uscite dalla doccia.

 

Ma andiamo alla festa. Bella è, non c’è bisogno che lo dica, fighissima, fasciata nel suo abito da battona di periferia, e tutti ci provano con lei, pure quel povero cristo di Quil (il quale, trascinato in questa follia collettiva, ha tutta la mia solidarietà). La nostra amica beve un po’ troppo, forse anche a causa di Eddy che balla il ballo del mattone con un’altra, e ad un certo punto comincia ad usare Jake e Quil come pali per la lap dance, prima di essere trascinata via da una mano ignota.

Si, vabbè, si fa per dire.

 

Soddisfatti, piccolotti? Giuro che non starò via a lungo e che vi porterò da gustare la seconda parte di questa meraviglia quanto prima. Nel frattempo buoni, cuccia e se dovete fare pipì usate pure l’albero in fondo al giardino.

Mary Sue a Nuova Luxor – Parte II

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Avete presente il déja-vu?
Sì, quella strana sensazione di cosa vista e rivista, che mette addosso un senso di disagio profondo dal quale ci si riesce a liberare dopo un tempo che pare infinito… ecco.
Continuando a bazzicare nella sezione del Tempio dedicata ai Cavalieri dello Zodiaco sono inciampata su la mia vita con i Cavalieri di Athena, di xxxArtemidexxx (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=217888&i=1): la storia di un’altra Mary Sue infilata a forza nella storia che ha il compito di proteggere a costo della vita uno dei Cavalieri di Bronzo e monitorare gli altri e che, come d’incanto, si troverà innamorata di Crystal il Cigno.
Ad ogni modo Airish (è questo il nome della protagonista) ha un pregio rispetto a Sabrina l’angelo bianco: è figlia di Nathaniel e Elsbeth di Crillyn, (…): loro sono la reincarnazione delle divinità Ares e Afrodite. In più, dichiara lei stessa: non sono una vera e propria divinità,e apparte controllare le energie fredde non ho un potere specifico da divintà anzi,posseggo solamente in me i poteri di Ares e quelli di Afrodite. Se poi aggiungete che il dolce fiore è la figlia (badate bene: figlia, non erede) di una delle più ricche famiglie del mondo
Un “me cojoni”, concederete, ci sta tutto.
…vi state chiedendo qual è il pregio che l’angelo bianco non ha? Beh. Perlomeno il concetto di “reincarnazione di divinità” è ben noto a chi segue la saga.
Per il resto, i cliché viaggiano su binari assolutamente paralleli:
1. anche Airish ha un’antipatia epidermica per Pegasus e Lady Isabel;
2. anche Airish vede per la prima volta Crystal in occasione dell’incontro con Aspides durante la Guerra Galattica;
3. anche Airish, in barba a sangue e imprecazioni, sente il cuore battere più forte e le guance accendersi come mai prima di quel momento solo dopo pochi istanti che i suoi occhi si sono posati sulla figura atletica ed abbronzata del Cavaliere del Cigno;
4. anche Airish pone gli avvenimenti ai quali assiste su un piano del tutto secondario rispetto al suo batticuore adolescenziale per il biondino col fascino del mammone sensibile;
5. anche Airish, che dovrebbe proteggere i Cavalieri, si rivela del tutto inconcludente (eccezion fatta per l‘angolo “posta del cuore“ con Andromeda che le confida come il fratello sia cambiato dai tempi dell‘infanzia… cosa che Sabrina aveva almeno condito con un po‘ di incantesimi random, anche se completamente Out of Universe), rivestendo così la parte della svenevole donnetta da salvare nonostante i grandi poteri che possiede. Un po‘ come la Isabel contro la quale le fanghèrl amano tanto berciare (…l‘invasione delle Sue mi sta facendo parteggiare per la dea tettona; ho seriamente bisogno di uno psichiatra).
Giusto durante lo scontro decisivo con Phoenix alle pendici del monte Fuji, giusto quando, immischiandosi in affari che ovviamente non le competono, rischia seriamente di tirare le cuoia, Airish si ricorda di avere in sé i poteri di Ares ed Afrodite. E, visto che il colpo “Perfect Brushing di Jean Louis David” non avrebbe granché effetto, la fanciulla decide di ripiegare su Furia della Guerra, come le ha insegnato papà. Phoenix ha appena il tempo di sbottare con un piccato WHAT THE FUCK che Pegasus riprende prontamente la situazione in mano, riportandoci alla storyline originale. Con la stessa cura per i particolari che avrebbe un chirurgo di guerra: il colpo andò a segno e Phoenix venne colpito mortalmente e Phoenix prima di morire rivelò a Pegasus che i Cavalieri di Bronzo erano tutti fratelli,tutti figli di Alman di Thule,Pegasus non ci credè e anch’io rimasi alquanto sconvolta,intanto un forte terremoto stava squotendo quelle grotte era ora di andare.
In tre righe e mezzo, siori e siore, non solo viene fatto fuori uno dei personaggi più forti della saga ma, con una carrambata che farebbe invidia alla stessa Carrà, viene spiattellata brutalmente la verità sul concepimento non di uno, non di due e nemmeno di tre, ma di ben cento pargoletti ormai giunti alle soglie dell’adolescenza. Il tutto condito non con uno, ma con due orrori grammaticali (che ho sottolineato per agevolare i distrattoni), simpatiche virgole a singhiozzo e punti latitanti.
Cosa ne sarà dei nostri eroi?
Sopravvivranno al crollo delle grotte?
Scopriranno mai chi sia Airish in verità?
Airish scoprirà mai qual è il Cavaliere che deve proteggere?
Quando la darà a Crystal (perché, come voi m’insegnate, con le Mary Sue non è mai questione di se, ma di quando)?
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, sono spiacente di non potervi dare una risposta.
La fyccina giace incompiuta tra le rovine del Tempio da quasi un anno, come un canovaccio perduto…
…e proprio io dovevo beccarla.

Mary Sue a Nuova Luxor – Parte I

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Smielati latinisti convinti e ipocriti adoratori di grammatica e vocabolari,
Giacobini.
Le fyccine hanno il potere di farci viaggiare nel tempo, nello spazio e negli universi alternativi.
“Anche i libri”, direte voi. Ma c’è una cosa che i libri (in generale, poi ci sono eccezioni come Moccia e la Scavia che confermano la regola) non sono in grado di fare: desiderare di non aver mai avuto gli occhi per leggere. O, come in questo caso, di non aver mai avuto un’infanzia.
Dopo il grande successo di critica e pubblico raccolto dall’antico fandom dei Cavalieri dello Zodiaco (i piccioni di Piazza Duomo, tre burine cafone con gravi carenze lessicali… vi ricorda qualcosa?), ho deciso di concedervi il bis. Ma, questa volta, i morti restano al loro posto (anche perché non è ancora morto nessuno) e lasciano la scena ad Astris Knight (My version) di Sabry92 (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=266221&i=1). La protagonista è un mezzo angelo bianco che vaga per le vie di Nuova Luxor alla disperata ricerca di un taxi che la accompagni alla villa della ricca e viziatissima Isabel Saori che non si è degnata neanche di darle l’indirizzo della sua lussuosissima abitazione.
No, non siete i soli a chiedervi che cosa sia un mezzo angelo bianco. Per quel che mi riguarda, non ho nemmeno idea di cosa sia un angelo bianco tutto intero. Né lasciate che i vostri cuori palpitino nell’attesa di una spiegazione, perché non ne riceveranno. In compenso, consolatevi sapendo che la nostra peregrina ha sedici anni ed è bionda con gli occhi neri, alta all’incirca un metro e sessantacinque. Le classiche informazioni necessarie e sufficienti ad imbastire la trama di una fyccina standard, insomma: Mary Sue della quale si tende a far conoscere persino la lunghezza delle unghie dei piedi catapultata controvoglia nella vita del figo/fighi di turno.
Sclerando di brutto, il mezzo angelo bianco decide di sedersi su una panchina nella speranza che un taxi si muova a pietà. Ma a muoversi a pietà non è di certo il taxi: è solo il primo di una lunga serie di personaggi ai quali questa fyccina sconvolgerà l’esistenza.
"Comunque io sono Pegasus, tu sei…?”
“Sabrina"

Toh, la self-insertion. Quanti bei ricordi. Notare la completa assenza di cognomi nelle presentazioni. Sembra di assistere alla discussione tra il quarterback del liceo e la cheerleader un po’ svampitella.
Pegasus si offre di accompagnare Sabrina a casa Kido (cerco di fare un po’ d’ordine nel saltellare continuo tra nomi italiani e giapponesi; operazione non completamente impossibile, ma ci si potrebbe confondere), ove la maggiorata incarnazione della dea Atena spiega alla protagonista il motivo per il quale l’ha convocata.
“I miei cavalieri non hanno una vita abbastanza movimentata. Tra l’altro, manca la Sue di rito che faccia ribollire un po’ il testosterone nel sangue e che offra l’ennesima versione riveduta e corretta di quello che hanno dovuto passare dalla prima puntata del cartone/manga” è la sostanza. Diplomaticamente edulcorata con un “Tu dovresti essere l’angelo bianco, o nel tuo caso il mezzo angelo bianco, dei cavalieri di bronzo”.
Evidentemente a tutti, tranne che alla sottoscritta, è dato sapere cosa sia un angelo bianco. Ho provato ad immaginare un angelo azzurro senza blue curaçao ma, diamine, io adoro il curaçao!
“Sarai anche al corrente che io sono la reincarnazione della dea Atena, una delle più potenti dee greche”
…sono io l’unica a ricordare che Lady Isabel stava ceccando la mamma a Mylock quando, a prima serie inoltrata, rivela questo piccolo particolare ai cavalieri di bronzo?
Ed ecco che, in barba a prudenza e remore, il segreto viene rivelato all’ultima arrivata dopo cinque minuti (se ci si arriva) di blanda conversazione. Ma forse Isabel sapeva di poterglielo rivelare. Sapeva che il segreto era al sicuro.
“Fiducia incondizionata nell’angelo bianco”, dite?
No.
Certezza che l’unico pensiero trasmesso dai due neuroni della fanciulla sarebbe stato spero che gli altri cavalieri non siano brutti quanto Pegasus. Chissà… forse ce n’è uno carino.


Il primo match della Guerra Galattica al quale dovrà assistere Sabrina, l’inizio della fine per i nostri eroi, è giusto l’indomani. Si ritiene che, per prepararsi ad un evento di simile portata, che promette come premio nientepopodimeno che un’armatura d’oro, i duellanti necessitino di calma e concentrazione. Non certo di presentazioni a raffica e descrizioni che lasciano parecchio a desiderare: uno ha capelli neri e occhi neri, il secondo capelli castano chiaro e occhi uguali, mentre il terzo ha gli occhi verdi e i capelli simili.
Anch’io voglio gli occhi uguali ed i capelli simili!
Le persone con le quali sta parlando, di lì a poco, sputeranno sangue dagli occhi, ma il segnale elettrico trasmesso dai due neuroni dell’angioletto è sempre il solito: non ce n’è uno carino, povera me =(.
A farle cambiare idea è, dopo qualche minuto un ragazzo con capelli biondi, che gli arrivano fino alle spalle, e gli occhi incredibilmente azzurri: Crystal il Cigno. Il quale, dopo aver avuto facile ragione su Aspides come i più fedeli fan ricorderanno, raggiunge Sabrina non appena sceso dal ring, come i più fedeli fan NON ricorderanno:
“Ciao, sei nuova di qui?”
“Si, sono arrivata ieri ma non credo che t’interessi” (…)
“Capisco, comunque io sono Crystal”
“Io Sabrina” gli dico sorridendogli “Anche tu non sei di qui o sbaglio?”
“No, non sbagli, sono nato in Siberia, in un piccolo villaggio”
“Per quale motivo prima eri così presuntuoso e ora con me sei…” dico non riuscendo a finire la frase per l’imbarazzo.
“Sono come?” mi chiede curioso
“…Beh… sei adorabile, comunque perché?”
“Perché essere presuntuoso prima mi ha dato la possibilità di essere adorabile qui con te”

E’ una scena… beh. Romantica, non trovate?
Crystal bulletto di periferia appena uscito vincitore da una rissa che abborda la compagna di scuola che non ha mai frequentato (la scuola, non la compagna).

Alea iacta est, dunque. Sabrina ha finalmente trovato uno carino, tutto il resto passa in secondo piano.
Che Phoenix abbia fatto la sua entrata trionfale per rubare l’armatura è narrato con un’enfasi che non farebbe invidia nemmeno ad un tronista della De Filippi.
I concitati momenti che seguono, la strategia per recuperare i pezzi mancanti della Sacra Armatura trovano il loro culmine in dopo qualche noiosa e lunga ora che passo a pensare a quando torna Crystal (Ok, lo ammetto mi piace), ritornano i cavalieri con alcuni pezzi della sacra armatura. Spiega (chi? Noli me petere) loro perché sono lì e dice anche che sono metà strega e metà angelo bianco (…) Poi riprendono i loro discorsi su come riparare le armature e come recuperare il resto della sacra armatura, tutte cose che a me no interessano e che a stento ascolto, dato che sono occupata a fare altro, cioè a fissare Crystal. I successivi scontri con i Cavalieri Neri subirebbero l’identico, triste destino se non fosse che Sabrina… combatte.
Cioè, insomma. Lancia qualche incantesimo alla Harry Potter, come levitazione di sassi e materializzazione di serpenti. Il che farebbe un baffo persino allo sfregiato. Figuriamoci ad individui con fenomenali poteri cosmici in grado di muoversi alla velocità del suono (e questo nel peggiore dei casi).
Lo scontro, come immaginerete (sono buona e sensibile, ve lo risparmio volentieri!), è epico. La sua conclusione, sublime: quando spuntano altri tre cavalieri neri, l’altro lo segue e se ne vanno con la solita promessa che fanno tutti i cattivi, che sarebbero ritornati, che non finiva lì, bla bla bla, la solita solfa insomma.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, è straordinario come possa venir considerata solita solfa la conclusione di una battaglia in cui i Cavalieri di Bronzo devono affrontare praticamente se stessi e come invece non sia solita solfa il tubare (assolutamente OoC, ma figuriamoci se viene segnalato) di Crystal e Sabrina. Come non lo sia il fatto che Sabrina (nonostante la ben dimostrata poca utilità) venga trascinata a mo’ di portachiavi fino al luogo dello scontro finale con Phoenix, mentre la morte di Phoenix non è che un apostrofo rosa tra le parole e dopo questo penso si torni a casa, almeno spero, questo posto non mi piace per niente.
Ed è straordinario come questa Mary Sue, tra negozi di magia, smaterializzazioni e surrogati di Pozioni Polisucco riesca ad esser fuori luogo in modo irritante.