Archivi categoria: le improbabili di odiolarow

Dieci anni e non sentirli.

Casa di riposo “La Vispa Teresa”.
Alba.

I primi raggi del sole illuminano dolcemente la scena, gli uccellini cinguettano e nell’aria c’è una dolce melodia…

All’improvviso una voce roca e decisamente incazzata : “Giovanotto, abbassi quella musica, che qui c’è gente che vuole dormire!”
“E va bene” ribatte l’infermiere chiudendo nuovamente le tende “vi lascio dormire un’altra oretta, ma poi dovete alzarvi.”
Gli risponde solo un russare asmatico, intervallato da qualche colpo di tosse.
L’infermiere scuote le spalle e se ne va.

Molte ore dopo.

Il sole tramonta dietro le colline, gli uccellini ritornano al nido, i gufi… gufano e alla casa di riposo “La Vispa Teresa” finalmente è l’ora delle visite.

Ad aprire la porta ai visitatori è un uomo alto e biondo, dallo sguardo altero che seduce. Osserva le persone in attesa che a loro volta osservano il suo sopracciglio, sogno erotico di intere generazioni…

“Allora, volete entrare o state sulla porta tutta la notte?”
“Oh, ci scusi infermiere Malfoy: ci eravamo distratti.”

I visitatori lo seguono lungo il corridoio ed entrano in una grande sala dove il chiacchiericcio copre la musica da camera: gli ospiti stanno ricordando i bei vecchi tempi.

L’infermiere Malfoy inizia il giro serale delle pillole, abbandonando i coraggiosi visitatori al loro destino.

Un’anziana donna seduta su una vecchia poltrona borbotta tra sé e sé, ma appena si accorge degli ospiti li richiama affabile. Ha gli occhi vispi incorniciati dagli occhiali e i capelli puntati in uno chignon disordinato tenuto fermo dai ferri da calza… di qualcun altro.

“Avvicinatevi, ragazzi…” mormora trepidante spargendo saliva -e qualche pezzo di broccolo, residuo della cena serale- sui malcapitati. “Sapete, oggi sono proprio contenta: esce l’ultimo libro di quel giovanotto che mi piace tanto… ora chiedo all’infermiere… Infermiere!”

Un uomo pallido dalle spalle larghe alza gli occhi scuri al cielo e si avvicina, tenendosi però appena fuori portata dalle mani rapaci della vecchia, che tenta inutilmente di palpargli il posteriore.

“Ma è uscito il nuovo di Martin?”

“No, signora Valpur, lo ha chiesto venti minuti fa e da cinque anni a questa parte la risposta è sempre la stessa”.

“Ah, giusto. Maaaa senta un po’, giovinotto: il nuovo di Martin è uscito?”

L’infermiere alza nuovamente gli occhi al cielo poi guarda i visitatori con la sua tipica espressione addolorata. Gli ospiti si allontanano senza fare domande: nonna Valpur sembra molto confusa e l’infermiere Snow, beh… conosciamo tutti la portata della sua ignoranza.

L’infermiera Granger si avvicina a una donna intenta a giocare una partita di scala quaranta che, nonostante tutto, non si è accorta dell’arrivo dei visitatori e le tocca una spalla per richiamare la sua attenzione.

“Signora Quinzell, lo vuole lo yogurt alla banana?”

“CHE? LUCIUS E DANANA?” urla la vecchia sorda, facendo sobbalzare i visitatori, che si allontanano prima di venire coinvolti nella conversazione.

Gironzolano per la sala senza meta, quando una signora fa loro cenno di avvicinarsi. Sorride e si sistema gli occhiali sul naso, prima di volgere lo sguardo alla finestra.
“Adoro gli uccelli”.

“Cos-” balbettano confusi.

“Mi piacciono gli uccelli.” ribatte seria. Un infermiere emaciato e chiaramente affetto da calvizie precoce si avvicina di corsa e zittisce la donna.

“Ma che ho detto di male, Draco?!” domanda Winola confusa.

“Dovete scusarla, proprio non ce la fa coi doppi sensi… è il suo fardello…”

“QUALCUNO HA DETTO CAMMELLO?” chiosa la signora Quinzell, e tutto nella sala si ferma per qualche istante, mentre i vecchi rimbalzano una serie di rime in -ELLO.

Draco sospira. “Dovete scusarli. È un gioco puerile tra di loro che va avanti da… da sempre. Non siamo riusciti a levargli il vizio!”

Un anziano lo guarda torvo. “Voi giovani non capite le tradizioni!” lo rimprovera.

“Ai miei tempi era tutta un’altra cosa!”

Una vecchia si aggiunge al discorso. Fa per alzarsi, tremolante sulle caviglie malmesse, e guarda il vecchio di prima con una muta richiesta negli occhi. Questi si alza con non poca fatica e sposta la carrozzina su cui è seduta la vecchia, che ora ha ricominciato a parlare.

“Una volta portavate rispetto, voialtri! Una volta eravate grati! Noi abbiamo fatto la guerra per voi, per la vostra sanità mentale” ricorda la vecchia stronza. “Fare gli spavaldi, ma noi ce lo ricordiamo come era qui… cioè, io non me lo ricordo, ma lei sì.” ammette, indicando la vecchia degli uccelli che al momento sta cercando di scavalcare la finestra con una corda di lenzuola sotto braccio. “Lei si ricorda di quando eravamo noi a prenderci cura di voi durante le vostre crisi d’identità! L’ex direttrice Abigale ha fatto tanto per voi, e voi adesso ci trattate come se fossimo rincoglioniti! Stronzi irriconoscenti!” spiega, mentre Fox, appoggiandosi alla sedia a rotelle, bandisce minacciosamente il bastone per enfatizzare i concetti espressi da Bella Lestrange.

A sedarlo ci pensa l’infermiere Snape, i cui capelli neri accendono dolci ricordi nella mente del vecchio.
“Mi dica, buon uomo…” mormora sistemando gli occhiali ormai inutili sugli occhi velati dalla cataratta “L’agente Prentiss è tornata? Al Bureau hanno bisogno di lei…”

L’interessante discussione viene però interrotta da un urlo: uno degli infermieri si allontana infuriato da nonna Valpur e dalla signora Quinzell, che si guardano ridacchiando e si danno il cinque.

“Basta, io me ne vado! Me ne vado! Quelle due vecchie mi molestano!”
Lucius Malfoy si avvicina per calmare il suo sottoposto.
“Avanti, infermiere Laufeyson, torni qua!” sbotta, facendo un cenno della testa a Zabini, che si avvicina alle due vecchiacce malefiche per separarle.

“Lei è proprio una ragazzina graziosa, sa?”

“Signora Quinzell, sono l’infermiere Zabini…”

“Come ti pare, cocca.”

L’infermiera Granger si avvicina e tenta di distrarre le due vecchiette.

“Signora Valpur, le ho portato la sua acqua.”

“Ma è piena di fervore? Sennò non la voglio!”

“Signora!” sbotta l’infermiera infastidita “La smetta!”

Poi si allontana di corsa, tallonata da Fox che brandisce minacciosamente il bastone mirando agli stinchi della malcapitata, rea di avergli servito verdure bollite per cena.

I visitatori, sempre più spaesati si avvicinano ad un altro vecchio, dall’aria decisamente più simpatica, ma vengono investiti da un olezzo (sensualissimo, eh!) di vaniglia, cannella, cioccolato e Chanel n.5.

Quando riprendono i sensi sono a terra con una vecchia incazzosa che troneggia su di loro, martoriandogli di calcetti gli stinchi e un gran mal di testa, non si sa se dovuto alla botta (“Nessuno che muoia accasciandosi con grazia!” bercia la vecchia) o al profumo che la pazza sta spruzzando ovunque.

“Oh! Ma siete ancora vivi? Oooh!! Infermieri, togliere queste persone morte dal tappeto! Qua la pulizia fa proprio schifo… E il personale! Sono tutti in disordine, calmi ma irrequieti e quei due non hanno nemmeno le curve al posto giusto!” sbraita Leochan, indicando gli infermieri Winchester, che stanno inutilmente tentando di convincere unanziana donna a ingoiare le pillole.

“Chiaramente è un caso di ficcynite” sta dicendo la vecchia “ora chiamo Brad e Jhonny, si prenderanno cura di voi e sarete presto come nuovi!”

“Signora Abigale, non è più la direttrice e Brad e Jhonny non lavorano più qui. Ora è una paziente e deve prendere le pillole.” sbotta Dean inutilmente, dato che la vecchia nemmeno lo ascolta e si allontana borbottando di cartelle cliniche da riordinare, terapie da assegnare e gravi casi di OOC cronico.

I due Winchester si scambiano uno sguardo rassegnato, poi si accorgono dei visitatori a terra e, mossi da pietà, allontano la pazza spruzza-profumo dai loro stinchi.

Finalmente liberi e con un mal di testa da primato, i malcapitati visitatori si avvicinano al vecchio dall’aria simpatica, sperando di non venire nuovamente malmenati.

“Sono un maschio!” esordisce il vecchio.

I visitatori si guardano perplessi.

“Sapete, sempre meglio specificare” continua imperterrito. Poi aggiunge, indicando le vecchie pazze sparse per la sala “per colpa loro sono anni che ho un’identità di genere confusa! E poi mi shippano con qualunque uomo passi di qua. Chiedete a Fox se non mi credete, è successo anche a lui…”

I visitatori si voltano verso il signor Fox, che sta agitando il bastone con aria minacciosa, e decidono di soprassedere. Nel mentre, la dottoressa Leila si avvicina al vecchio.

“Signor Skeight, l’infermiera di turno mi ha detto che ha rifiutato la cena…”

E lo credo bene! Da settimane chiedo di mangiare una cosa, e invece di nuovo patate lesse!”

Perché, cosa aveva chies-” inizia a chiedere la dottoressa prima di pentirsene subitamente.

“Patate scrisse.”

L’aria attorno all’uomo si fa improvvisamente gelida.
Se ne accorge anche Arwen che si alza felice, cercando di richiamare l’attenzione di Valpur

“Val! Vaaal! È l’Inverno! Sta finalmente arrivando!” esclama, ma Skeight scuote la testa. “Arwen, sono io…” borbotta.

I visitatori si allontano per non congelare, ma inciampano in una donna che, senza guardare dove cammina, lancia ordini a destra e a manca.

“TECNICO! LE LUCI! E vedete di inquadrare tutte le curve ai posti giusti, mi raccomando! Noi facciamo divulgazione scientifica!” esclama Hyena roteando le braccia.

“PUNIZIONE!” urla un’altra donna vestita di rosa, con vaporosi capelli biondi agitando una lunga bacchetta “NON SI INCIAMPA SUGLI INSEGNATI!”

“Signora Hyena, signora OdiolaRow, lasciate stare i visitatori, non sono né tecnici, né studenti” tenta di mediare l’infermiere Potter “o sarò costretto a sedarvi”.

“NON DEVI DIRE BUGIE” gli urla la vecchia vestita di rosa e l’infermiere Potter nasconde rapidamente la mano in tasca, con aria quasi impaurita.

I visitatori si guardano intorno straniti e decidono di cercare qualcuno più sano di mente.

Una nonnetta dall’aria furtiva sta girando tra i tavoli e ogni tanto si infila in tasca qualche lettera, ovviamente non sua.
Ad un certo punto si avvicina a all’infermiera Weasley e le allunga una delle lettere.

“Ha di nuovo rubato la posta, signora Civetta?” dice la Weasley.

“Rubato? Io non ho rubato niente, io sono Edvige la Civetta, io la posta la consegno, mica la rubo” ribatte la vecchia.

L’infermiera Weasley scuote la testa e torna a distribuire pasticcini alla vaniglia tra i tavoli.

“Signora Magnolia, vuole un pasticcino alla vaniglia?” domanda a un’altra vecchia, intenta a parlare, anzi urlare, con un attaccapanni.

“JETHRO, ORA DEVO ANDARE” dice all’attaccapanni e poi, rivolta all’infermiera “HERMIGLIA? PERDIO!”

“No signora, vaniglia, pasticcini alla vaniglia.”

“CHE? TEGAMINI AD HERMIGLIA? MA LA VOLETE PICCHIARE? MA ASPETTATEMI, MI RACCOMANDO!” strilla Steel Magnolia.

E a proposito di risse, proprio in quel momento si sente un rumore sordo.

VADO RETRO, PURITANO REPRESSO! TU E TUTTE LE TUE STRONZATE PATRIARCALI SULLA PROTEZIONE DELLE DONZELLE E SUL SESSO PREMATRIMONIALE!” esclama Irechan, ritta come un fuso e incazzata come una furia, brandendo l’asta porta-flebo -ormai deformata- contro l’infermiere Cullen. Sembra volerlo impalettare, pare si sia dimenticata che con loro non funziona.

Sempre più perplessi e ormai convinti che più che una casa di riposo quello sia un manicomio (e non hanno tutti i torti), gli ormai esausti visitatori tentano di guadagnare l’uscita senza essere visti, ma vengono immediatamente intercettati.

JETHRO” strilla in faccia a uno dei malcapitati la vecchia sorda, scambiandolo per, beh, l’attaccapanni “LA VUOI UNA MENTINA?” e gli ficca in mano una mentina appiccicaticcia a cui evidentemente è stato ciucciato lo zucchero che la ricopriva.

Richiamati dagli strilli gli altri vecchi si avvicinano chi minacciando col bastone, chi porgendo lettere, chi domandando se anche a loro piacciono gli uccelli, chi chiedendo notizie del libro di Martin, chi strillando indicazioni a un inesistente tecnico del suono.

I visitatori, sempre più frastornati, vengono salvati dall’infermiere Malfoy che con un’alzata di sopracciglio attira l’attenzione dei vecchietti.

L’ora delle visite è finita!”

I visitatori sollevati si allontanano dai vecchietti che continuano imperterriti i loro insensati discorsi, seguendo l’infermiere Malfoy (e il suo divino sopracciglio) verso l’uscita.

Alla casa di riposo “La Vispa Teresa” è ora di mettere a letto le mummie, l’infermiere Sparrow fa l’ultimo giro della sera distribuendo i pappagalli, tutto è pace, tutto è polvere, biscotti stantii e tisane digestive…

“Signori, ne ho trovata un’altra”

Con uno schiocco indefinito di legno e ossa, una voce vecchia, più acuta e stridula che mai risponde.

“HO CAPITO, HO CAPITO! VADO!

 

 

 

 

E niente, ieri era il decimo compleanno di Fastidious e questo è il nostro regalo per tutti quelli che ci hanno seguito in questi dieci anni.
Lo so che avreste preferito una recensione (abbiate fiducia, arriverà anche quella), ma neanche il compleanno ci ha reso meno culopesi e speriamo lo stesso di strapparvi un sorriso con questo er… delirio collettivo.

Surprise!

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, mia fedele ciurma.
Liberiamoci dei nostri mantelli neri e godiamoci il venticello che spira sull’impavesata della H.M.S. Surprise.
Il mio vecchio amico Jack Aubrey mi ha offerto quella brodaglia scura che sulle fregate è nota come caffè, e con la morte nel cuore mi ha confessato il motivo per il quale nessuno più lo chiama Jack il Fortunato.
“Miss Umbridge”, ha esordito, mentre asciugava le lacrime con un fazzoletto d’organza, “hanno violato il nome mio e del mio fedele amico Maturin. Siamo stati menzionati in quella forma letteraria che a voi è nota come fyccina. Il caro Maturin, così cagionevole, giace svenuto nella sua branda: nemmeno i mercuriali hanno avuto effetto. Io ho tentato di affogare il mio dispiacere nel grog. Ma il grog è finito, ed ora vado avanti a flaconi di colluttorio, che tanto l’igiene orale dei miei uomini lascia parecchio a desiderare. Sarà che prevenire è meglio che curare, ma le robe stratificate sui loro denti hanno avuto il coraggio di studiarle solo al CERN di Ginevra”.
 
La storia del mio amico Aubrey è caratterizzata da picchi di inenarrabile drammaticità.
Tutto comincia il giorno in cui l’onorata H.M.S. Surprise ha finalmente la meglio sulla Acheron, fregata dell’odiato Corso.
Contrariamente alle usanze, il capitano della ciurma sconfitta venne incaprettato come nei migliori sequestri di mafia e trascinato di peso sulla nave inglese.
Non che la cosa sia stata facile, eh.
Ovviamente il duello tra Aubrey e le capitain ha avuto un che di apocalittico: nessuno dei due riusciva a soverchiare l’altro, Aubrey non era mai stato tanto in difficoltà, le capitain si muoveva con grazia ed eleganza, oltre che con la solita destrezza, eccetera, eccetera.
Sì, insomma.
Per farla breve… il capitano della Acheron ha un nome che inizia con Mary e finisce con Sue.
“Una donna?!” esclamò sconvolto e con una punta di disprezzo il capitano.
Noi sconvolti non siamo più di tanto, nevvero Mangiamorte?
“Cosa? Una donna a capo di una ciurma, ma è inaudito!” aggiunse il Signor Pullings.
Inaudito? THIS IS FYCCIIIIIIIIIIH!!!
Perché? Una donna secondo la mentalità inglese non può essere degna di tale ruolo?
A parte il fatto che non mi risulta che i Francesi fossero tanto più tolleranti degli Inglesi sul ruolo della donna… ma su, cara, non giustificarti: sei una Sue, un ingrediente fondamentale per ogni fycci che si rispetti. Le tue parole riescono a zittire tutti, anche quelli più loquaci. Hai veramente un bel caratterino, vuoi farti rispettare sempre e comunque… suvvia, non c’è davvero motivo di aggiungere altro.
No, scherzavo.
Era molto diversa dalle donne normali che subivano le diverse sottomissioni da parte dell’uomo in silenzio.
Non trovate memorabile il concetto espresso da questa frase? E la costruzione, il modo in cui le parole si susseguono l’un l’altra? Confesso che mi sto un po’ innamorando.
No, lei era un tipo determinato (mai che ci fosse una pappamoscia… tutte toste, le Sue! *o*) e, forse per l’istruzione che aveva ricevuto (istruzione?? o_O) o per la sua indole, reputava che tutte le persone fossero alla pari, sia uomini che donne e che quest’ultime dovevano ribellarsi alla loro condizione di schiavitù ed inferiorità (perché lei ha un sogno: lei è MarySue Luther King).
Oltretutto, visto che la cosa non può essere taciuta, la fanciulla del paese del Camembert non è quella che si definirebbe un autentico cesso: per capitan Jack era in assoluto quella più bella che avesse mai visto, e sicuramente lo era anche per il resto della ciurma (beh, dopo mesi passati in mare tra soli uomini, il marinaio medio si infoierebbe anche per Margherita Hack). I suoi capelli erano nerissimi, talmente scuri da avere dei riflessi bluastri (perché il nero semplice è decisamente OUT) (…) Erano mossi ma non troppo (mossi moderati?), poiché le onde che i capelli formavano erano molto morbide (anche perché le onde dure fanno male assai) e le scendevano sulla schiena fin quasi alla vita (e questo esplicherebbe il concetto del mosse ma non troppo? Mi perplimo).
E ancora.
Era alta (ma non mi dire), con un gran bel fisico (ma non mi dire!), snello e longilineo, ma con le sue “ciccette” nei punti giusti.
C… c… ciccetteeeeeeeh??
Ossantopiripillo.
*Odio rovina malamente sulle scale che portano sottocoperta*
Dicevo, dunque.
Se le “ciccette” sono nei punti giusti, che fine hanno fatto le nostre amate curve? Saranno mica finite nei posti sbagliati?
Ad ogni modo.
Nancy Marton, parente del più famoso Sandy, vanta un passato che farebbe invidia alla migliore puntata de L’isola dei famosi, come lei stessa racconta: lui era venuto in francia (minuscolo! *o*) per lavoro, dove incontrò mia madre. Si sono innamorati, sposati ed eccomi qua (d’oh! Mai che i Sue-genitori guardino la tv, alla sera). I miei genitori hanno sempre voluto rimanere in francia (e due!), ma io so parlare anche l’inglese, non vi eravate ancora chiesto perché ci siamo capiti fino ad ora?
Perché, non si sa per quale motivo, non c’è film/libro/manga in cui le barriere linguistiche non siano un problema, no?
E poi, si sa, l’ammoreeh vince ogni cosa.
Sì, perché, nonostante l’umiliazione della sconfitta, Nancy-Sue non può proprio fare a meno che uno altro sentimento di…come definirlo, forse di simpatia e ammirazione verso il suo peggior nemico stava nascendo dentro di lei.
E te pareva.
Quantomeno, Maturin e Pullings sono stati risparmiati, e di questo sono lieta.
Giusto per dimostrarle quanto i suoi sentimenti siano condivisi, Aubrey ordina che venga sbattuta in cella. E Nancy-Sue inizia a farsela candidamente sotto. Ma, a ben vedere, nemmeno quello costituisce un problema: molte volte era scampata da situazioni difficili usando il suo influente carisma; si, perché quando voleva sapeva anche essere molto convincente, e non vedeva il motivo per cui non sarebbe dovuta riuscirci un’altra volta ancora (soprattutto durante una fycci. Mica possiamo fare brutte figure, su!).
In qualche modo sarebbe riuscita a farsi amare dalla ciurma, e allora da li il gioco era fatto (sono in astinenza da… tipo sette mesi, sarà difficile il contrario).
L’arrivo della fanciulla turba non poco il capitano della Surprise, che reagisce come ogni vero uomo deve reagire: sfogandosi con l’amyketto del cuore.
“E allora? Non vedo cosa ci sia di male”
Maturin è così naif… è adorabile, sul serio.
Ma la carne è la carne, e ogni scusa è buona, per il capitano, per andare a trovare la sua avvenente prigioniera. Persino un buco nella stiva. Perché ogni manuale di navigazione recita a chiare lettere “se vi si sforacchia la nave e rischiate di affondare, andate a trovare la Sue che avete appena imprigionato: non serve a niente, ma crea l’atmosfera. Soprattutto se sotto i castigati abiti maschili che indossa s’intravede un bellissimo fisico, snello e abbastanza formoso”.
Ma no, scusatemi.
Tutti questi anni passati negli umidi antri del Ministero mi hanno resa sospettosa e malpensante.
In realtà, Aubrey vuole solo sapere il nome delle altre navi francesi che solcano i mari, e soprattutto la loro posizione.
Certo, la sua richiesta funge da spunto ad un lungo scambio di opinioni sulla fedeltà alla patia natale, sulla simpatia degli Inglesi e sull’importanza del fare valere i propri diritti e le proprie idee… che si conclude con la condanna di Nancy-Sue a tre settimane di lavori forzati.
Così, per simpatia.
*o*
 
E così io vi lascio, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero.
Io e Aubrey abbiamo finito il nostro caffè e, comunque, da parte mia sarebbe troppo crudele continuare a raccontare la sua triste sorte… anche perché l’autrice interrompe bruscamente questo diario di bordo dalle pagine profumate di sandalo e lillà.
Il mio fiero amico capitano oggi si è alzatopresto, per approntarmi una degna accoglienza. Sembra davvero uno zombie, e a nulla gli è valso tamponare il viso con i suoi “asciugamani”. Ora, comunque, raggiungerà Maturin e Pullings nello slashoso talamo, e lì cadrà nel profondo sonno del giusto.
A me non resta che raggiungere il timoniere, indicandogli la rotta in questo mare di liquame.
Le coordinate?
Archivio: manga.it
Titolo: Un capitano davvero insolito
Autore: embrido
E speriamo che non arrivi l’onda.
 

Una vacanza non si nega a nessuno.

E’ vero, è vero, in questo periodo sto davvero esagerando… considerateli gli effetti collaterali del cazzeggio.
Radicale, violento, traumatizzante cambio di fandom, per questa volta.
Abbandono per una volta il meraviglioso mondo di Harry Potter, fatto di addominali scolpiti dai duri allenamenti di Quidditch, occhi smeraldini o chiari come il ghiaccio e membri eretti e nodosi.
Lo abbandono, sì, per celebrare questo tributo ad una saga che ha segnato ogni singola tappa della nostra vita.
Miei cari Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, ricorderete senz’altro i gloriosi Cavalieri dello Zodiaco.
Sì.
Quelli che prima che se li comprasse Mediaset te li dovevi andare a cercare su improbabili reti private.
Quelli che prima che se li comprasse Mediaset sanguinavano come cristiani ortodossi, senza fermo immagine.
Quelli che se non se li fosse comprati Mediaset sarebbero rimasti prezioso Graal di noi, classe prima metà degli anni Ottanta, anziché finire nelle mani delle Vestali che danzano attorno ai fuochi del Tempio. E no, non quello di Atena.
Già il titolo è tutto un programma (Mediaset anche quello, sì): Vacanze Italiane.
La domanda lecita è: se sono tutti morti e stramorti, chi è che ci va, in vacanza?
La vestale Natzuki Uzumaki ha già risolto il problema per toglierci dall’imbarazzo: Atena, riuscì a convincere suo padre, il sommo Zeus, a riportare in vita tutti i cavalieri caduti in quegli anni. I Gold Saint, i Silver, i Bronze, i Saint di Asgard, i Saint di Poseidon e altri che parteciparono alla battaglia, furono tutti resuscitati.
Non siete meno imbarazzati?
No?
Nemmeno io.
Dopo tutto il casino fatto per ammazzarsi gli uni con gli altri, credo che i resuscitati, da qualsiasi parte della barricata stiano, siano decisamente inalberati.
No, per dire… non si poteva urlare un corale “volemose bbene” all’inizio della prima battaglia e chi si era visto si era visto?
Ma non è finita qui.
Atena, aveva deciso di dare un periodo di pausa ai dodici Gold Saint.
“All’anima de li mortacci tua”, imprecano i cavalieri di rango inferiore. E mai imprecazione fu più azzeccata, visto il contesto.
Per l’occasione, le dodici Case del Grande Tempio hanno cessato di essere roccaforti di meditazione e difesa, e si sono trasformate in deliziose villette a schiera (esemplare la frase Kanon, gemello di Saga, aveva accettato di vivere nella terza casa con il fratello e, a questo punto, io PRETENDO il coinquilino gay).
In questo giorno di magno gaudio et giubilo, dunque, l’incarnazione di Atena e il suo rappresentante in terra Shion, richiamano al Tempio (no, di nuovo, NON è EFP) i loro tredici paladini.
Sì, tredici.
Compreso Aiolos di Sagitter (sì, proprio lui, e cercate di non farvi venire le convulsioni, che la cosa è lunga!) e quell’esserino viola con l’enfisema che risponde al nome di Dohko.
La notizia ha dello sconvolgente, per i poveri tredici eroi che non hanno idea del titolo della fyccina nella quale si son cacciati.
Lady Saori, ha pensato di mandarvi per tre mesi in Italia. Non è per una missione, ma solo per rilassarvi e scaricare un po’ lo stress, annuncia il Grande Sacerdote.
State scherzando spero!! obietta Death Mask, cavaliere del Cancro. E noi speriamo con lui.
Siamo serissimi cavaliere, conferma Saori. E domani mattina partirete per Milano.
Niente da fare, allora: è ufficiale.
Per il viaggio avrete a disposizione un aereo privato.
Ehm… ma… visto che i Cavalieri d’Oro possono muoversi alla velocità della luce e quindi raggiungere Milano prima che si riesca a dire “Ministero della Magia”… perché mandarceli in aereo? Che, oltretutto, se atterrano a Malpensa, fregano pure le valigie?
Ad ogni modo.
La decisione presa dalla dea perplime non poco i nostri eroi
Camus:”Capisco che non ci sono più pericoli, ma mi pare un po’ esagerato mandarci tutti in vacanza.”
Anche a noi, carissimo. Anche a noi.
Milo:”Vedila dal lato positivo! Almeno abbiamo un’occasione per rilassarci seriamente e vedere un po’ le bellezze storico-culturali di un paese straniero!”
Parla uno che distrugge roba vecchia di secoli sparando Cuspidi Scarlatte a destra e a manca, ricordiamolo.
Shaka:”Al massimo gli piacciono le bellezze fisico-femminili di un paese.”
Perché Shaka tiene gli occhi chiusi, ma SA.
Il teatrino che segue ha del delizioso.
Lo amo, davvero:
Milo:”MA NON è VEROOOOOO!!!!”
Tutti:”Se, se! Raccontala a qualcun altro!”
Milo:”Ma uffaaaa! Siete cattivi, me ne ritorno a casa!”
Camus:”Tu non te ne vai! La prossima è la mia casa, dalla quale non ti lascerò passare! Devi rimanere qui a farti prendere per il culo!!”
Stralol. Rotfl. Finché:
Aphrodite:”Io lo prenderei volentieri!”
*erbacce secche vengono sollevate dal vento del deserto*
Cioè… sì, si sapeva.
Non era una novità.
Qui il fandom non c’entra, è proprio canon.
MA, SANTO MINISTERO, METTETE UN CARTELLONE DI AVVISO, PRIMA DI FARE CERTE BATTUTE!!
 
Il giorno dopo, veniamo eruditi sulle tradizioni perpetuate all’interno delle dodici Villette A Schiera dello Zodiaco.
Sì, perché l’assetto pre-partenza di un Cavaliere d’Oro medio è come quello di Camus, della Villetta A Schiera dell’Acquario: aveva i capelli tutti scompigliati(stile dita nella presa di corrente!N.d.A.XD), un asciugamano poggiato sulle spalle e indossava solo i boxer azzurrini, come se non bastasse, si presentò con lo spazzolino in bocca.
Impariamo una importante lezione, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero: resuscitare i morti comporta GRAVI effetti collaterali.
Gravi effetti collaterali che si estrinsecano magistralmente quando giunge il momento di schiodare dal letto il suo caro amico Milo di Scorpio, che proprio non vuole saperne di alzarsi:
Camus:”Ci penso io!”
Sparì dietro la porta della stanza dello Scorpione e tempo un minuto un urlo lancinante squarciò il silenzio.
Milo:”STRONZOOO!”
Camus:”Non ti svegliavi!”
Milo:”E C’ERA BISOGNO DI CONGELARMI L’UCCELLO??!!”
*altre erbacce secche vengono sollevate dal vento del deserto*
Vi risparmio la sofferenza del volo.
Davvero.
Preferireste incontrare turbolenze a gogò, piuttosto che sapere che i nostri hanno i boxer col proprio segno zodiacale puccioso, ve lo assicuro.
Una mezz’oretta dopo, il piloto annunciò l’imminente atterraggio e chiese di allacciare le cinture di sicurezza.
Il pilota ci comunica che il fatto che il suo mestiere finisca con la A non lo fa sentire meno uomo, e fosse stato per lui avrebbe lasciato quella vocale lì dov’era.
Per coloro che si fossero messi all’ascolto soltanto adesso, ricordiamo che stiamo parlando di gente che le cinture di sicurezza potrebbe distruggerle con un semplice guizzo degli addominali scolpiti dai duri allenamenti (e non di Quidditch).
L’ingresso dei tredici nell’aeroporto non resto di sicuro inosservato, soprattutto tra le rappresentati del sesso femminile. Cominci il carosello, dunque. Insomma, erano obbiettivamente dei bei ragazzi (non generalizziamo, su) e poi ce n’era di tutti i gusti! Pelle chiara, scura, normale (che vuol dire pelle normale?!); capelli corti, lunghi fino a metà schiena o anche più, mossi, lisci, di tutti i colori (Cavalieri Mary Sue: questa mi mancava); occhi azzurri, blu, castani, verdi, neri, rossi, viola (e tutti che cambiano sfumature col tempo! WOW!)! Ma il comune denominatore era un fisico da statue greche!
…anche Dohko??
L’unico che godeva di tutte quelle attenzioni era Death Mask; si divertiva come un matto a mandare occhiate sensuali, frammiste alla sua solita sadicità, ai gruppetti di ragazze che puntualmente arrossivano.
Ehm-ehm… solo una domanda.
Cos’, è, esattamente, la sadicità?
E dire che noi Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, le virtù negative le abbiamo tutte… giusto la sadicità, quella ci manca.
Non contento, ad un certo punto, con non curanza e fingendo di avere improvvisamente caldo, si slacciò tutti i bottoni della camicia nera a maniche corte che indossava. La camicia a maniche corte… che cafonissima caduta di stile! Manca giusto il tappetino di peli sul petto e il crocefisso d’oro diciotto carati, magari con qualche brillotto.
Individuò Milo e Camus (…) con uno scatto fulmineo slacciò le cerniere dei maglioncini gemelli molto leggeri dei due (che sono pucciosi, hanno i maglioncini gemelli… come i Weasley!), che rimasero pietrificati, increduli (lo sono anche i Weasley). Errore madornale. Death Mask sfruttando il momento, afferrò i colletti dei maglioncini di cotone e li tirò giù, scoprendo quasi completamente il dorso e la schiena nudi dei ragazzi.
Ma… ma… perché!?
Fuori dall’aeroporto li aspettavano dei taxi noleggiati da Lady Saori.
Comunissimi taxi?
Sono Cavalieri d’Oro, per il Ministero! I taxi vanno bene per i cavalieri di rango inferiore… per quelli d’Oro, ci voleva come minimo la limousine!
In un’ora erano a Milano e ci volle un’altra ora per raggiungere l’hotel.
Torno a ricordare ai nostri protagonisti che sono ancora in grado di muoversi alla velocità della luce. Sì, bagagli e scarpine fantasiose compresi.
Fecero una doccia veloce, si cambiarono e scesero a mangiare nel ristorante dell’hotel. Rimasero a tavola fino alle 15:00! Godendosi a pieno un vero pasto Italiano.
Che li lasciò boccheggianti ad implorare che il cameriere praticasse loro l’eutanasia. È così che si conclude un vero pasto Italiano. Con la I maiuscola, of course.
Il resto del pomeriggio lo passarono nel salotto dell’albergo (ma che palle!) e tornarono in sala da pranzo solo alle 20:30 (o_O). mangiarono qualcosa di leggero (meno male) e verso le 21:35 tornarono in stanza. Fecero un’altra doccia veloce, chiacchierarono un altro po’ nella stanza di Dohko (ragazzeeeeee! Pigiama party per tutteeeeee!!) e alle 23:00 erano tutti nel mondo dei sogni. Come, niente capatina all’Hollywood?
Arrivati a questo punto, una domanda sorge spontanea: “…ma… esattamente, checcenefregavaannoi?”
Per onorare tali Cavalieri Mary Sue, con tali meravigliose pelli, capelli e occhi, la guida che si presenta il giorno dopo non può certo sfigurare. Ed ecco che abbiamo Alessandro: aveva un aspetto ordinato, un viso simpatico e gentile incorniciato da ricci castani, indossava un paio di jeans blu scuro e una camicia a maniche corte azzurra.
Ribadisco che le camicie a maniche corte gli uomini dovrebbero bruciarle su una pira.
Cartolina da Piazza Duomo:
Shura:”Figa, ma quanti piccioni ci sono?!”
Il Cavaliere del Capricorno ha subito imparato la lingua, rielaborandone le più erudite finezze. Minchia!
Dopo un teatrino di dubbio gusto sul modo migliore per liberarsi dei mortali pennuti, tre scie, dai colori forti, sfrecciarono dirette verso il lato del Duomo. Urtarono una Aiolia, una Milo e la terza Camus.
Già sappiamo in cosa siamo incappati, vero miei prodi?
Non sentite puzza di gelsomino, sandalo, lillà… muschio bianco?
Erano vestite decisamente originali. Che tradotto sta per “prepariamoci al peggio”.
Tutte e tre in stile metal. Truzze tamarre, dunque. Una indossava dei pantaloni rossi sopra al ginocchio, una maglietta nera e bianca, un cravattino e due cinture incrociate con le borchie a piramide (ho appena ricevuto un pugno nell’occhio; notare le borchie a piramide: sono fondamentali, se fossero state circolari la storia avrebbe preso un corso differente). La seconda dei pantaloni lunghi neri con inserti bianchi, molte cerniere e corte catene che li univano (eh?), una maglietta nera con stampe di teschi bianchi (oh, GoS!) e una cintura a due file di borchie killer (non sapevo che le borchie avessero la licenza di uccidere; me ne ricorderò per il futuro). La terza portava una corta minigonna nera (bbottana!) da cui spuntavano tre o quattro strati di tulle viola (puro trash), una camicia nera senza maniche che lasciava scoperta quasi tutta la schiena (se sulla schiena scoperta sta disegnato pure un bersaglio stiamo a cavallo, cari), cravattino viola (o_O) e una catena e una striscia di pelle con le killer al fianco (moda giovane? Moda emo!).
Completavano l’abbigliamento di tutte e tre polsini e collari con le killer e stivaloni in pelle nera con le fibbie e le suole altre 10 cm.
Perché noi non ci accontentiamo mica, siore e siori!
Il pensiero comune di tutti e tredici i cavalieri fu il medesimo.
“VOGLIAMO TORNARE A CASA!”
Plausibile, ma… no.
Ma come mischia fanno a correre con quelle cose ai piedi?!?
Di certo, con tutto il ben di GoS che hanno addosso, vi andate a preoccupare delle scarpe.
Le tre fanciulle non sono certo bocciuoli di rose, tant’è che vengono inseguite da un gruppo di ragazzi che le apostrofano con appellativi ben poco cortesi.
Che poi siano gli stessi appellativi con i quali le stavamo silenziosamente apostrofando tra noi e noi è un fattore del tutto secondario.
Ovviamente, i nostri eroi non possono esimersi dal salvare le donzelle in difficoltà.
Ronf, lo so, lo so.
Un piede, che indossava uno stivale di pelle con la suola da 10cm, si abbatté sulla testa dell’ultimo ragazzo ancora in piedi. Lo stivale apparteneva alla ragazza con i pantaloni dalle mille cerniere e catene. Le altre due avevano già finito e si stavano spolverando i vestiti.
Ri-ronf, già.
”Nooo cazzo, sangue!”
“Augh!” È vero, eliminare i verbi rende tutto molto più facile.
Ragazza:”Macché fatta male! Uno di quegli stronzi deve avermi sputato sangue addosso!”
Credo che sputare sangue addosso sia diventata una nuova manifestazione d’affetto. AIDS ed epatite ringraziano, comunque.
Ragazza2:”Oh, porc… anche a me!”
Ragazza:”Smacchiatore universale n’altra volta!”
“Versace n’antro litro”. Ci stava nu babbà!
Ragazza3:”Ma vacca troia è la terza volta in due giorni! I miei pantaloni preferiti!”
Esclamò lo schizzo di sangue, che imbrattava un paio di catene. Perché ora gli schizzi di sangue parlano.
Quando i tre delicati virgulti si accorgono di essere osservate, si preparano alla seconda rissa del pomeriggio. Poi, inaspettata come un’appendicite, arriva la rivelazione.
Ragazza2:”Ehy! Quei tre sono quelli che abbiamo urtato in Piazza Duomo!”
Diciamo che non passano inosservati, i cicci.
Ragazza3:”Cazzo, è vero!”
Ragazza:”Mischia, c’hai ragione!”
Porca puttana, che figata!
Ragazza:”Allora possiamo fidarci! Piacere di conoscervi, io mi chiamo Nemesi!”
Ragazza3:”Io sono Sizuku, piacere!”
Ragazza2:”Piacere, Sara!”
Ecco, finalmente abbiamo i nomi delle Sue che circuiranno i tre turisti più appetibili. Credetemi, Sizuku e Nemesi non mi stupiscono. Non più, almeno.
Già lo stile copione è intollerabile di suo.
Mettici pure ragazza, ragazza2 e ragazza3… ragazza8, tappete, tippete e un biscotto?
Immancabile il primo litigio, preludio ad una tormentata storia d’ammmoreeeeh.
Sizuku:”SEI UNO STRONZO, CAFONE, DEFICIENTE! IO TI PESTO A SANGUE!”
Milo:”EHY! CHE CAZZO TI URLI?!”
Sizuku:”COGLIONE! TI SEI MESSO AD URLARE PURE TU!”
Milo:”SI! MA HAI COMUINCIATO TE!”
Sizuku:”CERTO! TU MI OFFENDI COME SE NIENTE FOSSE, E MANCO MI CONOSCI!”
Milo:”QUELLA CHE OFFENDE, QUI, SEI TU!”
Sizuku:”IO OFFENDO IN RISPOSTA ALLE TUE OSSERVAZIONI POCO CARINE, CAFONE!”
Milo:”E NON CHIAMARMI CAFONE!”
Sizuku:”NON TI DEVO CHIAMARE CAFONE?! MA SAI ALMENO COSA VUOL DIRE?”
Milo:”NO, SI, NON PROPRIO, PERO’…”
Rivoglio il Cavaliere dello Scorpione. Qui, adesso, e sano di mente.
Tra vederlo così e pensarlo morto, in pace, con i vermi che se lo mangiano… preferisco i vermi, davvero.
Nemesi:”Lasciate perdere quei due!”
Consigliò agli altri ragazzi.
Sara:”Si, giusto! Tanto non finiranno di certo alle mani!”
Aiolos:”Ok!”
Acconsentì easyssimo, come al solito.
Ok.
Ok.
Respiro.
Haldir, l’ossigeno per favore.
Respiro.
Ossigeno.
EASYSSIMO?!?
Purissimo?
Levissimo?
Non mi riprenderò più, me lo sento.
Questa è roba che segna, mica bruscolini.
Camus:”Sono d’accordo. Tanto il mio migliore amico è un pirla e tale rimane.”
Sì, hai ragione. L’abbiamo perso da quando gli hai congelato l’uccello, più o meno.
Shura:”Figa! Certo che ci sapete proprio fare con le botte!”
E’ sempre bello quando un artista concede il bis.
Aphrodite:”Shura caro, non usare certi termini con delle dolci fanciulle.”
Ma taci, per cortesia!
Sara:”Tranquillo! Con queste due la volgarità è di casa! Io non mi scandalizzo più… e visto che Nemesi è più scaricatrice di porto di voi tutti messi assieme non s’impressiona manco lei!”
Eh, andiamone fiere…
Nemesi:”Mh… ha parlato eau de fines…”
Eau de finesse, comunque. Che battuta banale, comunque. Perché non è ancora diventato chiaro come il sole che le battute ad effetto, dopo un certo tempo che vengono ripetute, il benedetto effetto lo perdono?
Kanon:”Vi conoscete da tanto?”
Ma che te ne frega??
Sara:”Beh, si!”
Nemesi:”Praticamente da quando abbiamo memoria! Siamo sempre vissute assieme!”
Un coro di “cavoli” e “caspita”, si alzò dai dodici.
Mai sentito parlare di amici di infanzia, neh?
Sara:”E voi? Vi conoscete da tanto?”
Aiolos:”Beh… alcuni di noi sono grandi e quindi, si conoscono gli altri molto meglio, comunque si, ci conosciamo da tanto! Non abbiamo mai vissuto insieme, a parte i fratelli ovviamente, però siamo sempre stati vicini di casa.”
Eh?
Sara:”Lol!”
La nota nerd… non la trovate deliziosa?
Con un’imprecazione blasfema che mi rifiuto di ricordare (e che potrebbe valere una segnalazione coi controfiocchi), i tre fenomeni da baraccone si congedano, dando appuntamento per stesso posto e stessa ora.
E sulla sibillina nota della guida io, infastidita, vi lascio, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero.
Che la sensatezza scenda su di voi e con voi rimanga sempre.
Ad maiora.
Mezza Milano sa chi sono! E per una certa fascia d’età è praticamente impossibile non conoscerle! (…) Beh, tra una cosa, quell’altra e quell’altra si fanno parecchi amici. Diciamo che è perché sono molto interessanti!
 

Scambi interQulturali? No, grazie.

Non ne avete avuto abbastanza di studenti salutanti, genitori piangenti, bambini schiamazzanti e animali piuttosto depressi rinchiusi nelle loro rispettive gabbie, rassegnati ad un altro anno di voli ed altre esperienze stressanti e pericolose, vero?
No?
E allora seguitemi in questo nuovo viaggio nel meraviglioso mondo della fyccina, fedeli compari.
Continuo a non aver niente da fare, e sono febbricitante.
Non toglietemi quest’unica gioia rimastami.
Gioia.
Beh.
Ora non esageriamo.
Come ogni anno i Grifondoro e i Serpeverde appena scorgono o fiutano uno della fazione opposta si ringhiano contro come bestie feroci sul punto di azzannare alla gola una preda succulenta.
Sapevatelo! Su Animal Channel.
I nostri eroi (sì, i soliti… non fatemi ripetere Harry, Ron, Hermione Ginny e Neville, su!) cercano un posto a sedere.
E indovinate chi occupa l’unico scompartimento libero del treno?
Sì, la solita sconosciuta.
La solita sconosciuta che non conosce le minimeminimeminime regole di educazione.
La solita sconosciuta dalla fluente massa di capelli castani mossi, in parte raccolti sulla nuca, dagli occhi color grigio azzurrino, come il cielo in tempesta, che ha occupato tutto lo scompartimento con cappotto, borsa, baule, gabbia del corvo e corvo. Corvo che, per inciso, si chiama Cagliostro.
Harry Potter, invece che lanciarle una simpatica maledizione senza perdono, si presenta.
Ovviamente agli altri ciò non necessita, perché alla fanciulla-dagli-occhi-improponibili basta fare due più due per riconoscere e dare un nome ai suoi amici.
Dalle labbra di Ginny, veniamo a sapere che Asharos di Neraserpe (no, non è uno dei Cavalieri dello Zodiaco… almeno credo), è una studentessa in trasferta.
Italiana, ovviamente.
Suvvia, chi di noi non ha una parente che si chiama Asharos? È un nome così comune…
Brava… hai vinto il mongolino d’oro…
A parte che credo che il concetto di mongolino d’oro sia tipicamente italiano, e che quindi i nostri eroi non potrebbero afferrare l’ironia.
A parte che io non sentivo la formula mongolino d’oro da quando ero alle elementari.
A parte che la discriminante per entrare ad Hogwarts dovrebbe esser la buona educazione, e non l’attinenza con la magia…
Sono nel progetto SIGME, Scambio Intereuropeo di Giovani Maghi Eccellenti.
Io direi che SIGME sta per Scambio Intereuropeo di Gesù, MarySue, Eccheppalle!!
 
Una volta giunti a scuola, immancabile è il trito e ritrito teatrino del Cappello Parlante:
Oh! ma cosa abbiamo qui? Un pollo. Su, Cappe’, cosa vuoi che abbiamo? Una studentessa straniera!Ecco, appunto. Non è rifiutando la realtà, che cambiano le cose. Sei una personcina interessante, tu… Eh, figurarsi se se la liquidava in un secondo. non Tassorosso, non ne hai la pazienza… Eufemismo per “sfiga”. non Corvonero che, per quanto ingegno tu abbia, non potrebbe sopportare la tua poca voglia di studiare… Guai se fosse stupida, la protagonista. Non è perché non è intelligente, che non va a Corvonero, ma perché non ha voglia di studiare, stellina. neanche Grifondoro. Il nome stesso della tua famiglia lo esige…. Ma che, al nome della famiglia non potevi pensarci prima, ché risparmiavamo tutti mezz’ora di vita? Mi sembra che tu possa stare solo a SERPEVERDE!
Asharos, accolta personalmente dal Divin Pargolo, viene nominata Caposcuola onoraria. Così, forse avanzava una spilla.
Perché, vi chiedete?
Per farla sentire più partecipe alla vita della nostra scuola, spiega il Preside.
Hmmm… perché non nominarla Regina del Ballo di questo Ceppo, allora?
L’utilità della carica è la stessa, mi pare.
Al tavolo dei Serpeverde, il Divin Pargolo chiede GIUSTAMENTE che razza di nome sia Asharos.
E allora che razza di nome è ‘Draco’?
Giacobini, alla ghigliottina!
Ha osato aver da ridire sui gusti del GoS!
Perché Draco è stato un nome scelto e benedetto dal GoS e dal suo seme. Mettere in dubbio la sua fulgida bellezza è blasfemo.
Ma il giovin signore non se ne cura, guarda e passa:
Mi rispondi tono su tono, eh?
Draco, puccipù, sei sconvolto.
Si dice, a-hem, “rispondere a tono”, caro.
Tono su tono si fa la tinta per capelli.
Ma il delirio continua.
Mi piace il tuo modo di fare.
Ricordiamoci, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, che Draco Malfoy ha iniziato ad odiare Harry Potter perché si è rifiutato di stringerli la mano. Credo che dirgli “hai un nome di merda” sia ben peggio, ma ciononostante Egli (con la E maiuscola) le presenta l’intera compagnia.
Su, non fatemi ripetere Vincent Tiger, Gregory Goyle, Daphne Greengrass, Pansy Parkinson, Millicent Bullstrode, Theodore Nott e Blaise Zabini, che sennò facciamo notte.
Qui veniamo a sapere (da quel gran viveur che è Zabini, ovviamente) che, come Serpeverde, si ha il diritto di partecipare a qualunque festa illegale si tenga all’interno della scuola.
Ma… prefetti, capiscuola e professori che accidenti stanno a pattugliare se si riescono a tenere feste illegali??
Inoltre Asharos, che dagli amici si fa chiamare Ros (che credo stia per “radicale libero dell’ossigeno”), ci informa che ha un cavallo di nome Akbar.
“Eccheccene?” direte voi.
In effetti nulla, ma mi serve un’ottima palla curva da ribattere per continuare la recensione, perché Blaise (sempre lui) la invita entusiasta per le vacanze di Natale, spiegando che ha una scuderia di purosangue.
Ecco dove si radunano i Mangiamorte.
Tutti a casa Zabini, su!
Ros, come se non bastasse, vuole entrare nella squadra di Quidditch.
Come Cercatrice.
Draco, ovviamente, le fa notare che il posto è già occupato, e per di più da lui. Ma, invece di fanculizzarla come meriterebbe, accetta la sfida più vista e rivista della storia di manga, anime e fyccine:
Ti sfido a una partita cercatore contro cercatore. Chi prende per primo il boccino vince e diventa cercatore ufficiale.
Non serve andare avanti nella lettura per sapere chi vincerà.
Ma noi siamo masochisti.
 
Tralasciamo l’osservazione il professor Piton era la fotocopia vivente di un cantante italiano (SAAACRILEEEEGIOOOOO!!).
Tralasciamo il fatto che lei ed Hermione fanno a gara a chi risponde meglio alle domande di Renat… ehm, di Piton.
Tralasciamo le frecciatine tra lei e Draco.
Tralasciamo Blaise amico del cuore.
Tralasciamo il sono la miglior cercatrice della mia scuola! Una volta sono riuscita a prendere il boccino prima ancora che qualcuno segnasse un punto.
Tralasciamo l’attenta, ragazza. Potresti trovarti a navigare in acque pericolose se ti metti a tampinare un dongiovanni come lui.
Tralasciamo Daphne e Pansy amiche del cuore forse più di Blaise.
Possiamo tralasciare il primo party dell’anno?
No.
E nemmeno la festa a sorpresa per lei organizzata dai suoi compagni.
La sala comune viene addobbata come la Tana dei Weasley: torte, bottiglie di burrobirra e idromele e anche un po’ di firewhisky campeggiavano sul tavolo più grande della grande stanza.
I Serpeverde non me li immaginavo tipi da torte.
Li facevo più minimalisti.
Quando le tre ragazze entrarono nella stanza, era tutto buio, poi Draco e Blaise si erano avvicinati e avevano acceso la luce gridando a squarciagola -Benvenuta tra i Serpeverde!- e causandole un mezzo infarto.
Uffa, perché solo mezzo?
Capisco che chi ben comincia è a metà dell’opera, ma così mi pare davvero troppo poco.
Asharos non bevve molto. Confidò a Draco e Blaise che lei non reggeva troppo bene l’alcol e che preferiva non esagerare.
Meno male.
L’orgia è scongiurata, almeno per questa sera.
 
Arriva il fatidico giorno.
No, Ros non se ne va affan.
Parlavo dell’attesissima sfida di Quidditch, no?
Ovviamente, la nostra eroina ha come manico di scopa una maestosa Firebolt, lucida e dalle forme perfette.
Ora non solo le padroncine, ma anche le scope hanno forme perfette!
Veniamo altresì informati che i Serpeverde hanno la Nimbus 2001 di quattro anni prima.
Povero GoS.
I soldi che era solito devolvere alle attrezzature di Quidditch della squadra, adesso li devolve per pagare gli alimenti ai figli che gli hanno dato le MarySue che ha stuprato o che ha ingravidato semplicemente alzando il sopracciglio.
Dimenticavo: Ros diventa la nuova cercatrice.
E Zabini esulta.
E Pansy e Daphne diventano le nuove cheerleader ufficiali di Ros.
 
Okkei…. premettendo che ho notato punti poco chiari e almeno un paio di controsensi, e perché non hai corretto? ho deciso di postarvi anche il capitolo 1, tanto per fare…. massì, tanto… mi dite qualcosa? Qualcosa. Fatto. Ho già 17 persone che hanno letto e non hanno detto nulla… Non mi stupisce siano rimaste senza parole. come dice il mio prof di anatomia, faccio già fatica a capire quando le persone parlano, figuriamoci quando stanno zitte… Il mio dice “signorina, si ripresenti al prossimo appello”. Due volte. Stronzo! mi sapete dire com’è la storia? Aah, ecco. Sapevo che era lì che si doveva andare a parare. Potete anche dire che fa schifo, così la tolgo subito ed evito di farmi male da sola… Non mentire, sappiamo entrambe che non lo faresti mai.
 
Le feste illegali che si svolgevano ad Hogwarts erano solitamente memorabili, soprattutto da quando i Serpeverde avevano preso in mano la loro organizzazione. Eh? I luoghi erano sempre scelti con cura, lontano dagli occhi scrutatori di Gazza e quelli spioni della sua malefica gatta. Massì, in fondo è per le feste illegali che sale come la Stanza delle Necessità sono state create… In quelle sere di esagerazione le cucine erano saccheggiate e gli elfi erano mandati a fare commissioni di alcolici da miscelare nei cocktail più astrusi che si potessero immaginare. Certo. Perché gli elfi domestici sono i migliori barman mai partoriti dalle viscere della nostra madre Terra. In un particolare punto di una delle serre di Erbologia, cresceva ben nascosta la pianta più utilizzata entro le mura del castello. Ecco perché la Sprite (e Silente) hanno sempre quell’aria un po’ così…
Oh, ma per favore!!
Ci rendiamo conto? Sì? No?
E noi, Mangiamorte fedeli al sangue puro, veniamo a conoscenza della terribile verità: la signorina Parkinson e la signorina Greengrass, fiore all’occhiello della futura generazione di seguaci dell’Oscuro, sono due volgari, disgustose babbanofile:
-Quest’estate mi sono sbizzarrita! Ho fatto shopping selvaggio, con mia madre. L’unica cosa a cui servono i babbani credo che sia fare vestiti.-.
Così detto sfoderò un abito di Valentino rosso fuoco, senza spalline.
Daphne rise e mostrò alle altre due abiti di Vuitton e uno di Yves Saint Laurent.
Theodore Nott si abbassa a fare il dj.
Hermione è fasciata in un sensuale abito scarlatto piuttosto corto, dalla generosa scollatura.  Che la scollatura sia generosa o meno, ricordiamo che la signorina è comunque piatta come se ci fosse passato san Giuseppe con la pialla.
Ginny sfoggiava una corta gonna a pieghe nera e una canottiera rossa con pizzi scuri. Per la felicità di Ron, immagino.
Asharos prende in prestito da Daphne un abito in stile impero ma corto al ginocchio, di un azzurro chiarissimo. Ai piedi delle semplici ballerine nere.
COOOOSA E’ SUCCESSO?!
Dove sono le curve mozzafiato, la scollatura generosa? Dove sono le gonne giropassera? E… semplici ballerine? Come una casta novizia?
Ron e Harry concludono la collezione autunno/inverno degli Hogwarts stylists, vestiti sobriamente con jeans scuri e camicia bianca.
Che classe, che classe!
Draco ci prova tutta la sera ma, visto che Asharos si limita a bere un irish coffee, per questa volta non rimedia niente.
 
Tra uno sbadiglio e una pennica, arriviamo alla doverosa partita Grifondoro-Serpeverde, in occasione della quale veniamo a sapere che Zabini possiede una Lamborghini.
Informazione fondamentale ai fini della trama, sembra di leggere la Rowling.
Serpeverde vince per merito di Ros.
E, stendendo il solito, pietosissimo velo su:
-E per Asharos, hip hip!-
-Urrà!-
Ci spostiamo negli spogliatoi, dove entriamo nell’agognato vivo della fyccina.
La nostra fanciulla, appena uscita dalla doccia, ha appena il tempo di indossare la gonna e di restare con solo il reggiseno nero nella parte superiore.
Sinceramente, io non immagino nessun reggiseno, di nessun colore, nella parte inferiore.
Mentre si frizionava i capelli con l’asciugamano, qualcuno la abbracciò da dietro.
Sì, proprio lui.
-Sei un bastardo.- ringhiò la ragazza.
-No, Serpeverde!- fece lui divertito -Il che comporta anche essere bastardo…-
Uhm… sì? Cioè… sì?
Il ragazzo posò le sue labbra su quelle di Asharos, che sulle prime si irrigidì. Occielo. Non è che Asharos ha una sorpresina per Draco, nelle parti basse? Draco le affondò una mano nei capelli, mentre con l’altra le percorreva la schiena. Arrivato alla chiappa, svoltare a destra… tom tom! Sotto il tocco di lui Asharos si ammorbidì, permettendo al ragazzo di penetrare oltre le labbra, fino a poco prima serrate duramente. Le loro lingue si incontrarono, approfondendo il bacio. Prima di approfondire il bacio, sarebbe stato carino che le loro lingue si salutassero. Maleducate!
Il Serpeverde si allontanò da lei e la guardò intensamente.
-Baci bene, italiana…-
-Italians do it better, si dice così, no?
Sì.
Io una maglietta con un cane spiaccicato con su scritto “Lassie non torna a casa”, già che c’eri potevi dirgli pure quello. E un’altra con “Luca Toni: Venduto”. Credo che Draco avrebbe condiviso.
Arrivati in sala comune, comunque, l’entusiasmo del Divin Pargolo non è ancora scemato, e le propone una cavalcata notturna.
Mi avrai strappato un bacio, ma ti assicuro che quella che sta più in basso non la me la prendi con altrettanta facilità.
Quelle finesse.
Ma terrei a portare la vostra attenzione sull’annosa domanda che l’autrice pone a fine capitolo a noi lettori: non che qualcuno sa come si chiamano quei 4 inutili cosi dei Tele Tubbies?
Oh, cielo, che domande fai? James, Sirius, Remus e Peter, ovviamente!
 
Segue insostenibile cancan di feste, strafeste e controfeste, con fastidiose manifestazioni d’amicizia intercasa.
Poi, come un pugno nello stomaco, il colpo di scena: la famiglia Neraserpe è una famiglia di mafiosi, insomma, non è che lo sono veramente, ma l’organizzazione che hanno è uguale… Coppola e lupara? sanno tutto di tutti, mi fanno controllare e se faccio un solo passo falso me lo fanno pagare con gli interessi del duecento per cento. Oh, beh, quello non è essere mafiosi: stai tratteggiando il modello comportamentale del genitore ossessivo. Non è mafia, è malattia. Quando finirò la scuola mi costringeranno a sposarmi (…che colpaccio di scena, neh?) e l’unica cosa di cui potrò occuparmi, sarà sfornare un erede per il mio amatissimo marito. Il rifiuto del figlio potrebbe essere spia di una forte personalità narcisistica, stiamoci attenti che sennò son guai. E l’erede deve essere maschio. Perché noi le inutili femmine non le vogliamo. I miei hanno firmato un contratto prematrimoniale in cui si dice che se entro tre anni dalla celebrazione del matrimonio non sarà nato un erede maschio, mio marito potrà ripudiarmi, fregandoci un sacco di soldi. Questo è il contratto prematrimoniale più minchione in cui mi sia mai imbattuta.
 
A Natale tutti, Grifondoro compresi, vengono invitati a casa Zabini. E anche Luna, venuta fuori come un fungo, con la quale Nott ci prova spudoratamente.
Zabini ha quattro elfi domestici che si chiamano come i Teletubbies (ecco il perché dell’annosa questione).
Essendo Natale, ci tocca sorbirci l’ennesima festa e l’ennesima passerella di abiti d’haute couture.
E anche il solito anonimo sfigato che importuna la protagonista.
E anche il solito Draco-cavalier-servente che la salva.
Dopo giorni e giorni di tentativi d’approccio, comunque, Asharos non si ribella più alle attenzioni di Draco.
Allora è proprio vero che la terza volta è quella buona… è il commento del giovin signore.
Vergogna! A tuo padre basta un’alzata di sopracciglio per far cadere un’inutile femmina ai suoi piedi!
 
 

Quando la Sue ti sorprende, sorprendila con una Cruciatus.

Mi riferiscono che sparare sulla Croce Rossa non è un passatempo politicamente corretto.
Non lo è nemmeno giustificare il falso in bilancio, eppure c’è chi lo fa ed è pure profumatamente pagato.
 
Cari Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, buongiorno.
Dimenticatevi il triangolo Torino-Praga-Lione, vertici della Magia Bianca.
Dimenticatevi il triangolo Torino-Londra-San Francisco, vertici della Magia Nera.
Ma non dimenticatevi mai il triangolo Pigalle-Rossebuurt-Hogwarts, vertici della più alta concentrazione di donne dai facilissimi costumi.
La vestale che porto davanti al nostro augusto Consiglio risponde al nome di LCassieP, la quale ci comunica che i personaggi appartengono alla Rowling (donna che infiniti lutti infilsse agli Achei, ma ciò meriterebbe un editoriale a parte), e che lei li utilizza solo per costruire una versione un po’ diversa di come si è svolto il 6 anno di Harry e gli altri; la differenza più importante è che Sirius non è morto nel quinto libro.
Eh, hai detto niente… ed io temo, temo, TEMO FORTEMENTE il motivo per il quale il discendente rinnegato dell’onorata casata dei Black non sia malamente inciampato sul membro del GoS (sempre sia lodato) cadendo al di là del famigerato Velo. Fareste bene a temere anche voi.
L’opera si apre con il vecchio Silente, vittima dello stesso identico sogno da ben due settimane: una ragazza bruna che cavalcava un cavallo pezzato in una prateria.
Non si sa se la ragazza sia nuda o meno. Ma penso di sì, visto che la scena pare presa da un porno.
È strano che, con le tante fanciulle compiacenti che hanno animato Hogwarts dacché è stata creata, il povero preside non abbia avuto occasione di molestarne qualcuna.
L’amazzone (sì, GIACOBINI, riapro una ferita fresca… ma noi siamo forti, nevvero? Liberté, Egalité, Trezeguet, San Bitter!) ha i lineamenti marcati, tipici di una ragazza mediterranea. Sì, è un porno.
Invece di darsi (letteralmente) una mano per calmare i bollenti spiriti, Silente scrive a Remus Lupin poche righe, ma inquietanti:

Remus,
Forse ho finalmente trovato una soluzione ai nostri problemi.
Raduna l’Ordine e dì (non DI’, mi raccomando: ) loro di venire subito ad Hogwarts.
E’ urgente. Vi aspetto.
A.S.
 
Se fossi una malpensante, direi che Silente, dall’alto della sua venerabile saggezza, sta suggerendo a Lupin e a tutti i membri dell’Ordine che non battono chiodo da anni e che pertanto si stanno riempiendo di fastidiosi brufoli, che un semplice video può porre fine a tutti i loro problemi. Oh, al diavolo. Io SONO malpensante!
E poi, va beh. Che l’Ordine abbia una segretissima base per riunirsi proprio per evitare di esporsi è assolutamente irrilevante. Famose der male, su!
Poi convocò nel suo ufficio una certa donna di nome Minerva e un uomo di nome Severus.
Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò… oh, scusate. Sbagliato libro.
Segue l’arrivo degli altri membri dell’Ordine.
<<Vi ho chiamato qui per annunciarvi che ho trovato chi ci potrà aiutare nella Guerra contro Voldemort.>>
Occielo, vuol far vedere un porno anche a lui. Altro che Horcrux!
<<Preside, mi consenta di esprimere il mio disappunto nel dover comunicarle quanto poco abbia capito nel nesso logico presente, secondo lei, tra il sogno che ha avuto e la Guerra contro l’Oscuro Signore.>>
Severus Piton: santo subito.
Silente rivela di avere una nipote in Italia.
Carramba, che sorpresa!
Tale nipote ha una figlia, tale Cassie: è lei l’arma da usare contro Voldemort.
«E perché?» domandate?
Perché Cassie ha una grande forza nelle arti magiche, una forza non comune sia nelle persone di stirpe Purosangue che nei figli di Babbani. Ovvero saper apprendere molte cose senza neanche averle mai provate prima e saper eseguire i più difficili incantesimi con estrema facilità. Ovvero conoscere certe erbe o pozioni senza mai aver studiato teoria prima.
Questa non è forza, mio caro Silente: è puro culo. Culo mostruoso.
<<Ma non esiste una persona capace di fare tutte queste cose, Silente! Sarebbe una creatura assolutamente fuori dal comune, particolare da ogni punto di vista!>> obietta ingenuamente Sirius. Troppi anni trascorsi ad Azkaban, poverino.
<<Oh, ti assicuro che esiste, Sirius. Questa persona è lei, la mia pronipote Cassandra. E per quello che riguarda l’essere particolare, ti assicuro che lei lo è, da tutti i punti di vista!>>
Ecco il fenomeno Mary Sue spiegato da Albus Silente, dunque:
1)      fanciulla imparentata con uno dei personaggi più importanti della saga;
2)      avere poteri fuori dal comune;
3)      essere bbona (sì, perché credo che se a cavalcare un pezzato fosse stata una come Platinette, Silente sarebbe morto sommerso dal proprio vomito);
4)      frequentare Hogwarts (sì, credevate che almeno questo cliché ci venisse risparmiato?? Suvvia, siamo Mangiamorte, mica banali Auror!).
Il primo capitolo si conclude con Silente che dà appuntamento ai suoi compari per il giorno dopo a Grimmauld Place. E dice anche a Tonks, Lupin, Moody e Kingsley di portarsi dietro fotocamera digitale (quella analogica non è trendy), bermuda Hotbuttered e infradito Reef, ché partiranno per il Bel Paese per andare a prendere Cassandra.
E, visto come sta messa l’Alitalia, credo che sarà una lunga vacanza.
Lascio che un velo pietoso si stenda sulla richiesta di pareri e recensioni.
 
Il secondo capitolo dell’opera si apre con una descrizione di Harry Potter perfettamente calzante con il fanciullo che tutti conosciamo: era alto, magro (anche se attraverso la canottiera si potevano intravedere pettorali e addominali abbastanza scolpiti), con due stupendi occhi verdi e capelli neri scalati e disordinati.
Ehm-ehm. Questa.è.una.bugia! Detto alla Umbridge, ovviamente.
Conosciamo altresì la beneamata Cassie, in quel della sua italica dimora.
1)      Ha un Labrador di nome Laika (originale; perché non chiamarlo Bobby?);
2)      Ama cavalcare (i cavalli… fino ad ora);
3)      Abita in una bella villa (figuriamoci se una Sue poteva abitare in un monolocale a Trastevere);
4)      Alle pareti della camera ha appesi poster di Avril Lavigne, Pink e dei Linkin Park, che sembravano volerle urlare; <<(…)Datti alla droga, al sesso e al Rock’n’Roll!!>>.Se non sono icone della disobbedienza queste, non vedo chi altri potrebbe esserlo, neh?
5)      E’ un Animalista (sì, maiuscola e senza apostrofo), e passa ogni giorno a sperare che il negozio di pellicceria della madre vada a fuoco (mia cara, senza negozio con questo grande ciufolo che ti mantieni la villa);
6)      Ha una mamma-Sue (d’altra parte, è nipote di Silente, quindi figuriamoci) con
capelli castano
(a-hem… magari castani no, eh?), molto mossi, mesciati di biondo. Il mesciati di biondo mi ha Schiantata, giuro. Era slanciata e dimostrava la metà degli anni che in reAltà aveva; gli splendidi occhi azzurro-grigi (…);
7)      E’ una formosa quindicenne, e te pareva, che ha preso tutto da mamma-Sue: ha un bel corpo sinuoso, due occhi verdebosco e capelli castano, mossi, con tanti ciuffi tinti di biondo e qualcuno tinto di rosa. Cielo. Cassie è una truzza.
8)      Ha un insegnante privato di istruzione magica.
Haldir, porta catino ed ansiolitici, ché siamo arrivati al terzo capitolo!
<<Quante volte ti ho detto di non mettere mai la bacchetta in quel posto, Potter?!>>
Moody alludeva alla tasca dei jeans, che pensavate?!?
Harry, comunque, ha le mestruazioni: litiga con gli zii, che lo buttano fuori di casa. Litiga con Sirius, in una scena dalla lirica drammaticità:
<<Non ci posso credere!! Dopo tutti questi mesi che non mi vedi, hai il coraggio di dire " Bè, allora io vado di sopra, sono molto stanco"?!? Neanche un saluto, un abbraccio, niente?! Ma chi ti credi di essere?!?! (…) E neanche un biglietto di auguri per il mio compleanno!! E tu dovresti essere il mio padrino? Guarda, se avere un padrino significa ricevere questo tipo di attenzioni, allora preferisco non averlo!>>
Sirius, dagli occhi lampeggianti (sic… più o meno), replica:
<<Ma cosa vuoi che ti dica, Harry?! Che sono molto contento di vederti?! Che sono felice di averti quì? Cosa?!? Vuoi queste smancerie, questo tipo di affetto, Harry?!>>
Occielo. Sirius ha iniziato a leggere slash!
<< Sì!! >> urlò di rimando Harry << Hai mai pensato, per un attimo, che è proprio questo di cui ho bisogno, eh, Sirius?! Hai mai pensato che io non voglia avere una persona triste e arrabbiata con il mondo, affianco a me, che le uniche parole che riesce a rivolgermi sono: " Sei identico a tuo padre "?! (…) Non ho intenzione di far finta di niente, Sirius. Tu non potrai mai considerarmi per quello che realmente sono, perchè in realtà, di me non ti importa. Bè, se hai intenzione di continuare su questa strada, io ho solo una cosa da dirti: vaffanculo. >>
o_O”: questa è più o meno l’espressione di tutti coloro che hanno assistito alla scena. Ed anche la nostra, mi sa.
Al punto in cui siamo arrivati, non possiamo non prestare orecchio all’accorata richiesta di pareri dell’autrice.
Allora? Com’è, vi piace?
No.
Ehilà!! Ho aggiornato presto, questa volta! Sto migliorando, no?
E qui si comprende come il Tempio non sia un sito di scrittura amatoriale, ma una pista dove correre tapine gare di velocità.
Il premio per i vincitori, infatti, sono le nostre recensioni.
Ad ogni modo.
Mentre Silente e i suoi prescelti si Materializzano nei pressi di Milano, Sirius tenta di far pace con il figlioccio.
Età cerebrale media dei protagonisti della scena? Due anni, non di più.
<<Perchè non provi ad essere serio? Perchè non provi a prenderti le tue responsabilità? Almeno con me, ti prego. E’ così tanto, quello che ti stò (sarebbe STO, ma non stiamo lì a spaccare il capello) chiedendo, forse?>>
e scoppiò in un pianto disperato.
Manca “tu devi capire le mie esigenze di donna! Non sono solo un paio di tette!”
<<Vieni qui, dài, parliamone con calma…>>
<<No! Lasciami! >> gridò Harry che, preso ormai dallo sconforto, dopo molte resistenze, si stava abbandonando alle muscolose braccia di Sirius.
Qualcuno mi cita il passo del libro in cui si parla dei muscoli di Sirius?
Grazie.
Harry si scostò da lui e lo fissò, gli occhi ancora gonfi di pianto:
<< Perchè sono stanco, Sirius. Voglio avere qulacuno che mi stia accanto, che mi voglia bene. Voglio avere qualcuno che mi consoli, quando la mia ragazza mi lascia o quando litigo con il mio migliore amico… Voglio avere una famiglia, Sirius. Non voglio una persona che è incavolata dal mattino alla sera con il mondo e non ha nè il tempo, nè la voglia di badare al proprio figlioccio!>>
Wow.
Nemmeno io sono presa così male, in quei giorni.
Sirius (…) lo guardò negli occhi, attraverso la frangia liscia e nera, attraverso quelle lenti a contatto trasparenti (Harry Potter con le lenti a contatto… è così KEWL!!) (…) E allora capì che lui doveva cambiare, per quel ragazzo, doveva comportarsi meglio e dare il buon esempio: niente più musi lunghi, niente più litigate furiose con tutti quelli che gli capitavano a tiro, niente più sbronze perchè la sua vita andava a puttane.
Questo non è Sirius Black. È Chuck Norris. È Renegade. È… John Constantine.
<<Io ti voglio bene. Io voglio essere quella persona. Voglio starti vicino e fare tutto ciò che, purtroppo, Lily e James non hanno potuto fare con te. Io sono la tua famiglia.>>
Haldir, caro, dov’è il fazzoletto di seta che uso per raccogliere le mie lacrime defunte? Questa scena è commovente.

Cassie, intanto, si rivela una grande, enorme, infinita cafona.
Non vuole andare ad Hogwarts manco per le palle (non esultate, sappiamo TUTTI come andrà a finire), non vuole essere esaminata e valutata come una cavia da laboratoio (cos’è un laboratoio?), né vuole lasciare casa e amici.
Beh, con il carattere che si ritrova, credo che la parte degli amici se la stia inventando.
Silente osa rispondere che se lo aspettava.
E lei parte di nuovo per la tangente.
<<Neanche mi conosce e subito spara sentenze? Ma come si permette? E tu! >> e qui si girò, rabbiosa, verso sua madre, ritornando a parlare in Italiano << Come hai potuto fare entrare in casa degli sconosciuti?!! E come hai potuto chiamare lui "nonno"? Cos’è, uno scherzo, per caso?>>
Eh, purtroppo no.
La madre di Cassie è DAVVERO nipote di Silente.
Cassie è DAVVERO la pronipote si Silente.
Cassie ha un padre e un fratello, che si chiamano Gianni e Luca. Utilità ai fini della storia? Metter su un teatrino di discutibile gusto.
Comunque, Sua Maestà dei Testicoli, finalmente, si toglie il cetriolo dal deretano e si degna di ascoltare ciò che Silente ha da dirle.
Nulla di nuovo sotto il sole, comunque: Cassie, ovviamente, sa tutto di Voldemort e della guerra.
Poi, Lupin e Moody la mettono alla prova per accertarsi che sia una vera Mary Sue: il primo le fa spostare gli oggetti con la sola forza del pensiero (come Jean Grey degli X-Men); il secondo le lancia contro un Imperius, e lei non dà  segno, neanche per un secondo, di cedimento alcuno.
Ovviamente, non sono ammesse repliche: Cassie andrà a studiare ad Hogwarts, che lei lo voglia o no.
Lei, tutto sommato, la prende bene: si era dimenata, aveva urlato contro i suoi genitori per più di mezz’ora, aveva preso a pugni e calci chiunque cercasse di tenerla ferma.
L’autrice è così gentile da tacerci la parte in cui Cassie vomita verde, fa fare alla sua testolina di cazzo un giro di trecentosessanta gradi e si svergina con la bacchetta.
 
Arrivata a Grimmauld Place, la signorina non può proprio proprio proprio fare a meno di dare aria alle tonsille.
Definisce la dimora dei Black casa dei fantasmi (come stupiscono poco questi effetti speciali), e all’annosa domanda
chi potrebbe mai vivere qui con un immancabile, detestabile accento sulla ì, le si presenta alla vista Sirius, di cui fornisce una descrizione ben poco lusinghiera: sembrava non conoscesse la parola "bagno" da molto tempo. Era forse stitico? Era ricoperto da capo a piedi da quella che, ne era sicura, era una divisa di Azkaban (cioè, in un anno e passa nessuno gli ha portato un cambio d’abiti?), che lasciava intravedere un tatuaggio strano, sul petto magro e muscoloso. Sul petto muscoloso sono stanca di pronunciarci.
Cassie lo trovò fin dall’inizio affascinante nel suo essere così "selvatico". Rimase colpita dai suoi occhi grigi, che sembravano volerle leggere dentro l’anima, e dai suoi lunghi capelli neri.
In una semplice parola, ne rimase attratta.
La piccola ribelle che si innamora del bello e maledetto. Sì, già vista.
Sirius sorrise intuendo, dal suo lieve rossore sulle guance, ai suoi occhi luccicanti, quali fossero i pensieri non proprio casti che la nuova arrivata stava facendo su di lui.
Ah, proprio una ninfomane dichiarata!
Seguono le doverose, patetiche presentazioni con gli altri membri dell’Ordine.
Arrivato il turno di Harry, il famigerato cetriolo torna ad insinuarsi tra le chiappe di Cassie: << Grazie per avermi reso partecipe del tuo rapporto con il mondo estrerno, ma potevi anche farne a meno. Io so già tutto ciò che c’è da sapere su di te e, per quanto mi riguarda, uno sfregio sulla pelle non ti rende nè migliore, nè diverso dagli altri. >>
Io l’avrei cruciata. C’è modo e modo di odiare Harry Potter. E il nostro, stimati colleghi, è decisamente più distinto e chic.
La fine del capitolo è inquietante.
< Bè, non si può certo dire che non ha carattere>> esclamò Sirius. Che non abbia carattere, Sirius. Che non ABBIA carattere, santissimo Iddio! poggiando entrambe le mani sui fianchi della diretta interessata, che sussultò, sorpresa, ma non si scostò. Sgualdrina assatanata. <<Scusa>> mormorò lui, fingendosi dispiaciuto di averla sorpresa, e spostò con lentezza esasperante le sue mani dai fianchi di Cassie alle spalle, provocandole dei brividi involontari. Sirius, capisco che la tua vita va a puttane, ma così stai esagerando!
A quel punto lei si spostò e gli lanciò uno sguardo di avvertimento.
Magari leccandosi voluttuosa le labbra.
Sirius sorrise, strafottente, e afferrò Harry per la collottola, gridando: <<Te lo meriti!! Così la smetti di fare il coglione!>>
Cazzo c’entra??

A questo punto, un AVVISO IMPORTANTEviene dato agli interessati lettori:
Visto che, fin ad ora, ho avuto pochi riscontri sulla mia fan fic (leggasi: disgustose reccy e beeeelaaaati), avviso tutti i lettori che ho intenzione di postare ancora due o tre capitoli (d’oh!), poi, se non vedrò risultati più notevoli, sarò costretta a chiudere la storia (magari).
Mi dispiacerebbe moltissimo farlo, perchè amo scriverla (non si nota) ed è da tanto che volevo postarla (questo si nota di più), quindi vi pregherei con tutto il cuore di non obbligarmi a farlo (giuro che non sono stata io ad obbligarla a non postare più, anche se avrei voluto).
Voglio quindi invitare tutti i lettori di questa fan fic a farsi avanti e a recensire la storia, quando e se possono ovviamente, se no, sarò costretta a finire quì.
A parte la “i” accentata su “qui”… il messaggio è: “siccome pubblico solo per avere recensioni e della storia, come avete notato dalla cura che ci metto, non me ne frega poi granchè, recensitemi o non perdo più nemmeno tempo ad accendere il computer”.
Ma qualcuno ha recensito.
E la storia continua, purtroppo.
Sì, continua con Sirius che sbava per Cassandra, che si concentra sul suo corpo formoso (ricordiamoci che ha quindici anni), sulle sue coscie (no, non siete i soli a vedere una “i” di troppo), sulla scollatura provocante che non nascondeva per niente il seno prosperoso, per non parlare del suo…
Sirius, sei un porco.
Cassie, sei di una banalità sconcertante.
Remus, (giustamente) stizzito, lo trascina via per fargli un cazziatone con i controfiocchi. Nel montar su cotale cazziatone, comunque, nemmeno lui può fare a meno di tessere le lodi della nuova arrivata: Bella, formosa, introversa, misteriosa… fanculo, Remus, e, soprattutto, MINORENNE! Ah, meno male che qualcuno ci è arrivato. La replica di Sirius è da denuncia al Tribunale: Ti ricordo che un tempo, noi ce la spassavamo alla grande con tipe come quelle! (…) E tu non ti sei mai lamentato!! Sì, immagino il giovane Remus Lupin, che stava male un giorno sì e l’altro pure, inseminare felicemente minorenni compiacenti. E tu ti dovresti rendere conto del fatto che ora le ragazze della sua età sono già più sveglie, e che io ho trascorso dodici anni in prigione e non ti dovresti sorprendere, se quando vedo una così perdo la tetsa!!
Bene.
Sirius non era mai stato un adolescente in crisi ormonale: ora lo è diventato. Grazie, Cassie.
Segue altra sfuriata: Cassie ad Hogwarts non ci vuole proprio andare.
“Ma chi ti vuole!” urlano Grifondoro e Serpeverde, che tanto sanno che è lì che la nuova Sue andrà a finire.

Tempo due secondi che si accendeva una sigaretta ed aveva appena iniziato a piovere.
Truzza, dark e fumatrice. Non mi stupirei, se venisse fuori che è anche emo.
Per certo, non sa coniugare i verbi.
Nel bel mezzo di una notte buia e tempestosa, in piena homesickness, Cassie afferra il cellulare e chiama la sua migliore amica Clarissa. O Clari. E così, come se niente fosse, decide di tornare in Italia in barba a Silente ed alle precauzioni che ha preso perché Voldemort non venga mai a sapere di lei.
Tutto andrebbe liscio come la sua pelle abbronzata, se Harry non la cogliesse in flagrante.
E lei come lo convince a non dir nulla?
Non provate a indovinare?
Chi ha detto “gliela dà”?
Beh, non proprio.
Diciamo che prima gli slinguazza la guancia, poi il collo. Gli morde il collo, gli si attacca a mo’ di patella, tanto da accorgersi chiaramente quanto il fisico di Harry stesse reagendo alle sue provocazioni. Però lo lascia a metà del lavoro, con un malizioso complimenti, sei messo piuttosto bene. Ci farò un pensierino, se mai ci rincontreremo.
<<Stronza>>, rimbrotta Harry, deluso, e per tutta risposta, denuncia la sua fuga a Sirius.
Fino alla prima parte potevamo esser d’accordo, Harry caro. Ma non potevi lasciare che se ne andasse bellamente vaffanculo?
Cassie, comunque, che certo non brilla per intelligenza, si fa accompagnare dal Nottetempo alla stazione di King’s Cross.
Ora, mi sovvengono un paio di dubbi:
1)      Perché diavolo non si fa accompagnare in un aeroporto (Londra ne ha quattro, ricordiamolo), così arriva a casa in tre ore al massimo?
2)      I treni per il continente non partono da Waterloo Station?
3)      Perché non c’è una Sue, e dico una, che non venga molestata?
Sì, perché proprio mentre Cassie sta prendendo l’ultimo treno, un uomo la afferra e le punta un coltello alla gola, stringendolo così forte che un rivolo di sangue uscì dalla ferita da lui provocata.
L’uomo piegò la testa e leccò via il sangue dal suo collo, baciando e succhiando.
Cassie si lamentò, un po’ per rabbia un po’ per altro.
PER ALTRO?!?
L’uomo avvicinò le labbra al lobo dell’orecchio di Cassie e sussurrò: << Adesso ce ne andiamo in un posto, io e te. Ma tu devi promettermi che farai la brava. Niente scenate, altrimenti… >> e fece scivolare il coltello vicino alla scollatura provocante di Cassie, fino al seno. Cassie rabbrividì e il fiato le divenne corto.
Peccato che il presunto molestatore altri non sia…
…che Sirius Black.
<<Eh dài! Era solo uno scherzo! Volevo solo farti prendere male! Dài, non te la prendere!! Dài, facciamo pace?>>
Dài è SBAGLIATO! E poi, ce lo vedete Sirius a comportarsi come un bambino di due anni?
<<La pace UN CAZZO!!>>
Quanto vorrei essere lì per cruciarla.
Soprattutto perché alla fine cede e decide di dar fiducia all’Ordine… e quindi infesterà Hogwarts.
 
AVVISO IMPORTANTE NUMERO 2:
Causa influenza intestinale, il proseguimento della storia subirà un ritardo: sinceramente non è ancora nelle mie capacità il saper scrivere tra una sosta in bagno a vomitare e un’altra. Scrivere non saprei. Leggere sì, però. Anche se avere Haldir e il suo catino qui accanto a me mi risparmiano un po’ di strada.
Va bene, comunque, invece che aspettare un’ora per un capitolo ne aspetteremo due. La vita è crudele, ma va affrontata con coraggio.
 
Continua la fiera delle varietà.
1)      Cassie e Sirius vengono trovati a cazzeggiare bellamente per le vie di Londra.
2)      Segue cazziatone da parte dei membri dell’Ordine sani di mente.
3)      Remus e Sirius litigano per la seconda volta (pare la Via Crucis).
4)      Cassie sente la loro discussione e quasi quasi decide di darsi una calmata.
Cassie sta per tornarsene mogia mogia in camera sua, quando sentì distintamente dei gemiti sommessi provenire dalla camera di fronte. Non indovinate che sta succedendo, eh? Ginny, (…) a cavalcioni sopra Harry (…) spingeva contro di lui in modo lento e profondo. Harry si aggrappava a lei, gemendo e ansimando. Harry si accorge di lei, e la guarda impunemente; abbracciò e baciò Ginny con ardore e, dopo urlò, raggiungendo (o simulando) un orgasmo.
Qualcuno dica a Cassie che un uomo non può simulare un orgasmo neanche pregando intensamente.
Amen.
Dimenticavo: il patatrac succede quando Ron è in camera con loro.
Dimenticavo: anche Sirius assiste alla memorabile scena.
I giorni a venire, Cassie continua a stronzeggiare all’ennesima potenza.
Molly la odia.
Harry non perde occasione di infilare la lingua in bocca a Ginny quando lei è nei paraggi.
Sirius se la gode come un beota idiota.
E apprendiamo che Cassie non è ceca.
Sì, aveva già detto di essere italiana, no?
 
La lezione di Legilimanzia con Piton ha un che di… beh. Alternativo, ecco.
Quello è un Cartellone Magico, spiega Piton. E i fili collegati ad esso portano ad un attrezzatura (…) Vedete questi fili sottilissimi attaccati all’attrezzatura? Questi, ad un mio ordine, si attaccheranno alle tempie della persona su cui voglio usare la Legilimanzia e i pensieri di questa persona non appariranno solo a me, ma a tutti i presenti, poichè compariranno sul Cartellone Magico.
Non ho parole.
Dite qualcosa voi, vi prego.
Comunque, adesso abbiamo la conferma che l’arma che distruggerà Voldemort è effettivamente un porno, perché sul Cartellone Magico si succedono immagini di:
1)      Cassie che litigava con i suoi genitori;
2)      Cassie che piangeva sulla tomba di suo nonno;
3)      Cassie che fumava, di sera, al parco con gli amici;
4)      Cassie in discoteca che baciava un ragazzo;
5)      Cassie che, con la fronte appoggiata ad un cavallo, lo accarezzava lentamente;
6)      Cassie che, coricata in un letto con un ragazzo, lo baciava e si faceva tastare il seno;
7)      Cassie che litigava con lo stesso ragazzo di prima;
8)      Cassie che piangeva in un bagno.
9)      Odiolarow che si aggrappa disperata al catino di Haldir. Al catino, ho detto!
Nessuno ha il vago sospetto che il delizioso carattere di Cassie sia dovuto a una precedente esperienza di violenza sessuale, vero?
Avete ragione, sarebbe così banale…
Cassie inizia sciopero di parola, fame e simpatia (beh, quella l’aveva iniziato da parecchio) finché Sirius non tenta il più banale degli approcci, stringendola tra le solite braccia muscolose, che non la lasciare andare per nulla al mondo.
Eccheppalle.
Sirius la portò nel suo letto e lì Cassie dormì abbracciata a lui.
Cassie non fece altro che piangere e infine addormentarsi tra le sue braccia, e Sirius non fece altro che guardarla tutta la notte.
Ricordiamoci che solo qualche giorno prima, Sirius l’avrebbe penetrata in ogni orifizio naturale ed artificiale.
E alla fine, sicuro che lei stesse dormendo, le sussurrò in un orecchio:
<< Sei la cosa migliore che mi sia mai capitata. >>
Come direbbe Piton, sto per vomitare.
Ma in quella notte, dove qualcosa si era rotto (li nostri cojoni) e qualcos’altro era cominciato (il processo di involuzione testicolare di Sirius), nessuno, neanche Sirius, seppe mai cosa si erano detti Cassie e suo nonno in quella stanza.
Ce ne faremo una ragione.
Tra un non lo sai che il fumo fa male, una camicia nera, slacciata nei primi tre bottoni, da cui si poteva intravedere il petto abbastanza muscoloso e panorama romantico, passando per il battito estremamente irregolare del suo cuore (Haldir! Digitale e defibrillatore, subito!), Sirius avvicinò ancora il proprio viso al suo e la baciò. È profondo, impetuoso, irruento. Insomma, Sirius è il miglior baciatore che abbia mai incontrato. Non le era mai capitato che qualcuno la dominasse così!
Anvedi, oh!
Segue scena melodrammatica sulle note di “io vorrei, non vorrei, ma se vuoi”, che si conclude con un banale ho bisogno di te. Che suona ancora più banale se a dirlo è Sirius Black.
 
Dopo un addio abbastanza singolare (lingue mulinanti, addominali scolpiti, corpi che reagiscono, sbattimenti al muro), Cassie sale sull’Espresso per Hogwarts.
Indovinate con chi fa conoscenza (oltre ai soliti ed onnipresenti Neville Paciock e Luna Lovegood, claro).
Sì, lui.
Il Divin Pargolo, il Giovin Signore, il frutto dei lombi del divino Lucius Abraxas Malfoy.
Davanti a lui, Cassie torna la solita cafona dal solito cetriolo nel sedere.
E Draco, invece di crucciarla come gli hanno ben insegnato papà Lucius e zia Bella cosa fa?
Cosa fa?
Draco Malfoy rimase un attimo colpito di fronte alla durezza di quelle parole; non pensava certo che lei avrebbe avuto il fegato di rispondergli!
Strano che, dopo 76097889076 Mary Sue che nel corso della storia hanno avuto il fegato di rispondergli, il poveretto continui ancora a stupirsi.
La osservò bene dalla testa ai piedi: era una bella brunetta, con i capelli mossi e gli occhi sul verde. Hm. Aveva un fisico niente male; aveva più curve lei di una strada di montagna! Che delicato accostamento, signorino Malfoy. Le ciocche rosa dei capelli e i sette o otto orecchini che portava le davano un’aria ribelle che le donava molto. No, pure quelli no!
Sì, decisamente, aveva passato tutti i "test alla Malfoy."
Sì, Draco, prova a portare uno scherzo della natura di questo tipo in Casa Malfoy… e poi vediamo se tuo padre non ti fa un buz del cul così!
Lo stronzeggio continua.
Cielo, questa Cassie è così banale nella sua trasgressione forzata!
Ovviamente, la delicata donzella non può fare proprio a meno di dare spettacolo anche nel momento in cui deve esser smistata.
<<Bene, bene, ma chi abbiamo qui? La nipote di Albus Silente, in persona! Eh, non sia mai che tutta Hogwarts non sappia che lei è una vip. Bè, ed ora dove ti metto?>>
<<Guarda, siceramente non è che mi importi tanto! Solo, ti spiacerebbe darti una mossa? Mi sento un tantino osservata a stare qui come un’idiota!!>>
Qualcuno le cavi il cuore a morsi, io sono troppo stanca.
Il Cappello Parlante, però, è masochista, ed ama essere umiliato.
<<Ovviamente dovrei metterti a Grifondoro, essendo la nipote di Albus Silente (ma va?), ma… ma vedo tanta ambizione, troppa forse, per una Grifondoro… però, però vedo anche coraggio… il coraggio di scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è facile (banaleeeee!!), il coraggio di amare (non era il titolo di una telenovela o di un film di discutibile gusto?)… ma poi vedo anche tanto orgoglio e tanta voglia di dimostrare agli altri le proprie doti o, forse, la propria diversità…>>
Diversità che, ricordiamolo, si estrinseca con i poster di Avril Lavigne, Pink e Linkin Park, piercing e sigarette. Sì, proprio una persona fuori dal comune.
La vestale ci tiene sulle spine, aspettando il capitolo successivo per rivelarci la Casa alla quale verrà destinata Cassie.
Siete sulle spine?
Su… un pochino?
Piccino piccino?
Insensibili senza cuore che non siete altro. Tzè.
INSPIEGABILMENTE, il Cappello decide per Serpeverde.
La reazione dei discreti, distaccati Purosangue è esemplare: la tavolata alla sua destra esplose in acclamazioni e grida: occhi languidi, di alcuni ragazzi, si posarono sul suo corpo (o sulle sue curve)…
Sinceramente, con tutte queste curve mi sta venendo il mal d’auto.
Come era prevedibile, Pansy Parkinson diventa la nuova vittima della cafona stronzaggine di Cassie (e del solito cetriolo nel solito posto): la sempre fine, italica fanciulla ce la descrive come una brutta, sgradevole vacca, laddove la Rowling si limita a riferire che ha una semplice faccia da carlino. Draco le dà corda, giustificando la vergognosa mancanza di educazione con un <<Visto? Che vi dicevo? E’ una Serpeverde in tutto e per tutto; ha il veleno nel sangue!!>>
Ho già detto patetico, squallido e banale, vero?
Beh, patetico, squallido e banale.
Segue discorso che Silente ha già fatto ad Harry ne “la Camera dei Segreti”: non è importante la Casa… che sono le scelte che contano… che Serpeverde non vuol dire per forza cattivo… che comunque Cassie non ha perso gli amici che ha a Grifondoro, e chiede a Lupin (che passava di lì per caso, evidentemente) di accompagnarla fino alla loro sala comune.
Hermione la accoglie entusiasta.
Ron un po’ meno.
<<Cosa ci fai qui? Tu non hai il permesso di stare qui!>>
Perché Weasley è il nostro Re…
<<Bè, io ce l’ho, il permesso. Silente me l’ha dato. Posso entrare qui quando voglio, e venire a trovarvi.>> Manca il delizioso “gnegnegne” finale, carissima.
<<Davvero?! Ma tu guarda, non a caso sei sua nipote!! Ad altri non avrebbe mai concesso dei privilegi del genere!!>>
PERCHE’ WEASLEY E’ IL NOSTRO REEEEE!!
<<Che cosa vorresti dire con questo, Ron?! Che mio nonno fa dei favoritismi?! Eppure non mi sembrava che tu ti lamentassi, quando ti salvava il culo gli anni scorsi!>>
Signorina, la sua bocca è così linda che potresti lavarti i denti con uno scopino per il cesso.
Ron ed Harry, ovviamente, litigano per colpa sua.
Cassie corre via in lacrime, nonostante i tentativi di Remus di consolarla (ronf).
Ah, e quando raggiunge la sala comune dei Serpeverde incontra un ragazzo misterioso.

Bene, bene!! Che faticaccia, ragazzi!!
Non dirlo a me. È dalle due che lavoro a questa recensione.
Ora, visto che devo dire una cosa moooooolto importante, ve la scrivo in grande, così non potrà essere ingorata:
Tranquilla, noi non ingoriamo nessuno.
AVVISO IMPORTANTE NUMERO 3:
io partirò per le vacanze l’8 (vale a dire domenica) e tornerò il 18 di Luglio! Inutile dire che non potrò aggiornare, in tutto il periodo in cui starò via. Ma vi prometto che mi farò venire in mente il seguito!!
Non sentirti obbligata, davvero.
Intanto, vi lascio con tre quesiti:
1.      Cassie ha fatto bene a rifiutare il trasferimento da Grifondoro a Serpeverde? Mah. Non so cosa sia peggio.
2.      Secondo voi, cari lettori, come si sono comportati Ron e Ginny? In quel momento mi sarei fatta Ron. Davanti a Ginny.
3.      E chi sarà il ragazzo misterioso, apparso davanti a Cassie, nella Sala Comune di Serpeverde?? Blaise Zabini. Ci scommetto il patrimonio.
Beh, miei cari Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero.
Questo affascinante viaggio in compagnia di una delle Mary Sue più cafone e insostenibili della storia della fyccina si è finalmente concluso.
L’impresa è stata faticosa, mi ha lasciata stremata.
Ma era mio preciso dovere portare il caso Cassie davanti al nostro augusto Consiglio.
Agli Auror che dovessero trovarsi a porsi la domanda: no, non avevo niente di meglio da fare.

I sogni son desideri…

Un nuovo sole si leva sullo sfarzoso maniero della famigia Malfoy per celebrare la mattina speciale del Divin Pargolo.
Cosa cosa cosa accadrà, si chiederanno i miei piccoli lettori.
La sua attesa iniziazione a Mangiamorte? Il suo primo Cruciatus ufficiale? La sua definitiva vittoria su Harry Potter?
Nonono, miei fedeli compagni. So che noi tutti aneliamo ad accogliere tra noi il frutto dei lombi del God of Sex (anche tu, DK), ma non è questo il giorno.
Ebbene, finalmente gli era stato concesso stare solo in casa senza essere sorvegliato da parenti e elfi domestici. *o*! In effetti, a ventun anni è un bel traguardo. (…) non intendeva sprecare la sua vita a obbedire a ‘Draco di qua, Draco di là, Draco di su, Draco di giù, Draco portami l’acqua (ma questo è un favore, non un ordine… e possibile che i Malfoy non abbiano trovato nessun elfo domestico dopo Dobby?), Draco non puoi uscire, Draco… sei pronto a prendere moglie. Così, d’emblé? Createmi almeno l’atmosfera giusta, perdio! Ma questo non è tutto perché, dopo avergli comunicato la loro volontà di vederlo quanto prima ammogliato, i coniugi Malfoy gli avevano lasciato 24 ore di tempo per trovare una ragazza adatta a lui.
Behbehbeh. Considerato che al protagonista di una fyccina basta molto meno per innamorarsi per la vita, ventiquattro ore mi sembrano una scadenza più che ragionevole.
A questo punto, una domanda sorge spontanea: ma non potevano occuparsene direttamente Lucius e Narcissa, così erano sicuri che il figlio si sarebbe sposato con la purosangue giusta?
Eh no. Perché erano a fare chissà cosa ai Caraibi! MA VE LO IMMAGINATE IL GOS A BALLARE IL LIMBO IN UN VILLAGGIO VACANZE?! A partecipare ad un torneo di biliardino? O al GIOCO APERITIVO?? Mentre Cissa si lascia sedurre dal prestante bagnino dalle natiche di bronzo?
Approfittando dell’assenza dei genitori (ma deliziato dalla voce di una sorella che passava di lì per caso), il giovin signore esce a fare una passeggiata bardato in un giubbotto di pelle verde. Oh.My.God.Of.Sex!
Passeggiata, dicevamo. Draco percorre stradine deserte, trasportato dalle acute urla del vento, dal calore estivo… e a volte anche solo dall’ istinto. Ma… in Inghilterra hanno la stagione dei monsoni?
Lasciandosi guidare dall’istinto (evidentemente la stagione dei monsoni è finita), Draco entra in un bar. E indovinate chi incontra?
La riccioluta Hermione con la sorellina Demetra.
Sì, siete liberi di porvi la domanda: “ma che è, c’era una svendita di sorelle, per caso? E, se sì, perché io non ho rottamato la mia per avere in cambio un nuovo computer/borsa/qualsiasicosapiùutilediunasorella?”.
Ora, invece di comportarsi da Malfoy rivolgendo loro uno sguardo schifato ed ordinando un Martini agitato, non mescolato, Dracouccioucciouccio cosa fa? Cosa fa?
Raggiunge l’odiata Grifondoro e attacca bottone con la sua sorellina.
– Oh, vedo che non porti nessuna fede al dito, come dispiace, non sei ancora sposato – Disse Hermione sorridendo entusiasta.
– Ehm… sto cercando moglie.
Ora, i paladini della giustizia verranno qui agitando gli scettri e urlando “chi sei tu per dire cosa avrebbe detto Hermione?”.
Beh, sono una che pensa che Hermione usi la punteggiatura pure mentre parla. E che non gliene freghi molto della situazione sentimentale dell’odiato Serpeverde.
La piccola Demetra coglie al volo l’occasione di accaparrarsi il ricco rampollo di una nobile famiglia; pianta Hermione al bancone del bar (ed Hermione, portandosi una mano alla testa pensa che ci mancava solo che sua sorella s’ innamorasse di Malfoy ed affoga il dispiacere in un caffè) e corre dietro al giovin signore. E non si perde nemmeno in inutili ciance, compari miei:
Io… tu… ecco… tu mi piaci. Lo so che non ci conosciamo neanche ma subito, appena ti ho visto ho capito che per me eri speciale. Ti prego, mettiti con me!
Insieme, in coro: *O*!
Dovremmo prendere tutti esempio da lei. Giochiamo a “placchiamo l’ereditiere”, su!
Al pensiero dell’eventuale reazione dei genitori, Draco fa un po’ di resistenza. Ma un po’, eh! Demetra scappa. Ma lui ci ripensa e la rincorre in un vicolo ceco. Oh, divin pargolo. I tuoi orgasmici poteri ti hanno fatto arrivare a Praga in men che non si fosse detto!
– Demetra… io non posso sposarti, ma se vuoi… possiamo fidanzarci per un po’, finché i miei non lo verranno a scoprire (…)
– Va bene – 
Massì, fidanziamoci un po’.
Poi andiamo a mangiare una pizza.
Poi un cinemino?
Salvo cambiare idea dopo mezzo minuto mezzo:
Senti… scusami, ma ho cambiato idea. Addio per sempre Little Granger! – Le fece l’occhiolino e se ne andò.
Questa frase merita di essere analizzata con tutti i crismi del caso.
Dunque.
1.       Senti… scusami, ma ho cambiato idea, io non posso stare con te. Si ricollega direttamente al “fidanziamoci un po’”. La drammaticità del momento è la stessa.
2.       Addio per sempre Little Granger! Cielo, Draco è un tamarro. Sarà la versione fyka di “Piccola Ketty”?
3.       Le fece l’occhiolino e se ne andò. Se Draco farà mai un occhiolino in vita sua, sarà per via dei tic dovuti allo stress.
Ma Demetra è brillante, intelligente e deduttiva come la sorella maggiore: aveva capito. Lui voleva evitare di farla soffrire, perché un giorno si sarebbero lasciati, e non avrebbero più potuto incontrarsi, mai più.
Fresco e pettinato come una deliziosa rosellina di campo bagnata dalla rugiada, Draco convola a giuste nozze con Annalise, una ricca purosangue scelta per lui dagli zelanti genitori.
 
Esattamente un anno dopo, lui e Demetra si incontrano nuovamente. E Draco, approfittando dell’assenza della moglie, la porta a casa per “coronare il loro sogno d’amore”. Leggasi “accoppiarsi”.
Lucius e Cissa, lontani dal nido d’amore del loro pargolo, si chiedono cosa stia combinando. Notare come la sorella-che-passava-di-lì-per-caso non venga più menzionata:
          Lucius, forse dovremmo andare a controllare cosa combina Draco, intendo dire… ora che Annalise non c’è non voglio immaginarmi cosa starà combinando – Disse Narcissa preoccupata.
– Oh tesoro, cosa credi che possa combinare? In fondo non è più un bambino – Disse lui veemente, conoscendo gli ideali degli uomini. 
DK, quali sono gli ideali degli uomini?
Narcissa si teletrasportò a metà strada fino a casa del figlio.
Teletrasportami, Scotty!
No, seriamente. Non si teletrasportavano solo a Star Trek e Dragonball? E poi… perché a metà strada? E… che vuol dire a metà strada fino alla casa del figlio?
Sensualità a corte:  
Madre?!- Disse Draco spaventato. 
          DRACO!- Urlò lei inorridita dalla vista della ragazza. Nemmeno fosse un mostro dalle mille teste, eh?
E godetevi questo scambio di battute in tutta la sua magnificenza.
Vi prego.
          Cosa stavi facendo con lei?- Disse Narcissa indicando con un dito Demetra. 
– Io… sono maggiorenne, madre, ho ventidue anni!- Disse lui sicuro. 
– Ah, benissimo – Disse lei arrabbiata – Almeno l’avessi fatto con tua moglie, no, meglio tradirla!-
– Ma… MADRE IO AMAVO DEMETRA! NON ANNALISE, POSSIBILE CHE TU NON CAPISCA?- Urlò lui. 
– Quindi Annalise non ti piace?- Chiese lei in tono sbalordito. 
– Sì, è bella, ma non alla pari con Demetra – Disse lui. 
– Ma perché non hai detto di voler sposare Demetra allora? – Chiese Narcissa un po’ più calma e con un’ espressione di compassione. 
– Be’… ti spiegherò tutto dopodomani, quando ci sarà anche Anna, è giusto lo sappia anche lei – Disse lui abbassando la testa, poi andò a rimboccare le coperte dell’amante. 
L’angolino dei perché:
1.       che vuol dire “l’avessi fatto con tua moglie”?? Cioè, Cissa sperava che, in un anno di matrimonio, suo figlio non avesse consumato?
2.       si può dire “alla pari con” in quel contesto?
3.       perché Demetra, con tutto quel casino, non si è svegliata?
 
Arriva il momento del confronto familiare. Ci sono tutti: Draco, la moglie cornificata, Cissa, Lucius e il suo Divino Sopracciglio.
Ovviamente, gli insensibili genitori non si commuovono nel vedere il pargoletto battere i piedi e ripetere “blablabla… i miei sentimenti non contano niente… blablabla”… e tutto questo urlando così forte che gli sembrava di rigarsi la gola con il pomo d’Adamo.
L’angolino di Gregory House: o_O???
Draco esce di casa, sbattendosi la porta alle spalle come una donnetta isterica. E destino vuole che incontri proprio il pomo di Adam… ehm, della discordia. E vuole anche che il suddetto pomo sia incinta. *o*
Draco alzò la testa a guardarla (ma quanto è alta, ‘sta qui??), poi la prese per un braccio e salì a piedi tutte le scale che portavano al piano di Malfoy Manor (ma quante scale ha casa Malfoy?).
I signori Malfoy fanno dunque la conoscenza della piccola mezzosangue, e nello stesso istante apprendono che è incinta.
 Allora dovrà abortire. Narcissa ha sempre la soluzione a portata di mano. Che tenerezza, sembra quasi una vestale, nevvero?
Demetra spalancò gli occhi e si abbracciò la pancia con le braccia.
E là si comprese che Demetra in realtà è la Donna Insolitamente Flessibile di “Drawn Together”.
MADRE! NON SEI TU A DOVER DECIDERE DELLA MIA VITA E DI QUELLA DI DEMETRA! E NEANCHE DEL DESTINO DI MIO FIGLIO!
Io ci metterei anche “Nnoooooo!! Il gloss glitterato colorato nnoooooooo!!”
E, siccome il Divino voleva un amore con la persona che amava veramente, non con quella che amava per finta, lui e la sua bella fuggono insieme nella luce del sole che tramonta.
 

Perché me lo merito.

Sottotitolo: noi invece no, purtroppo. Ma tant’è…
 
Ave, sorelle.
Ormai l’azione legale che ho intrapreso contro le Mary Sue ha assunto tutti i caratteri distintivi di una vera e propria crociata. Qualcuno dirà che è perché anch’io voglio essere bella, popolare, potente e con uno zerbino di pretendenti lungo da qui (l’armadio di Chris Griffin dal quale scrivo, appunto) ai più sordidi angoli del Tempio. E ha ragione.
 
La donzelletta della quale ci troviamo a parlare oggi porta l’evocativo nome di Serena van der Woodsen (evocativo di cosa? Ma di Mary Sue, naturalmente!), opera della penna di Shannon213.
La storia in realtà è un sequel: è l’autrice stessa a consigliarci di leggere prima “Voglio tutto…. ”, perché altrimenti non capiremmo… ma io a capire il perché di certi fenomeni ho rinunciato da un pezzo, ed ho preferito entrare nella Congregazione Vaticana per la Dottrina della Fede.
Ma non dilunghiamoci, ché la tastiera è ansiosa di partire!
 
Inizio sesto anno, binario 9 e &frac34;: i fantastici 4 (sic) si riuniscono.
Chi sono i fantastici 4? Ma Draco, Blaise, Pansy… e Serena, naturalmente:
Erano le 9 e 45, Serena sarebbe dovuta arrivare alle 9 e 30.
Perché i vip devono sempre farsi aspettare.
Serena comparve in tutta la sua bellezza (…), i lunghi capelli biondi svolazzavano, il bel viso s’illuminò di cristallina felicità quando vide gli amici (…). attorno a loro l’aria era satura del suo profumo inebriante a base di miele, sandalo e lillà la sua miscela di oli essenziali composta su ordinazione. Ma, pace del Signore, che tanfo!
Indi apprendiamo che Serena è la ragazza di Draco: infatti lo bacia con le sue labbra carnose velate di lucidalabbra alla pesca. Più miele, sandalo e lillà… e Draco non è ancora svenuto?
Dopo numerose effusioni, decisamente al limite del buongusto, i due colombelli si accorgono del pubblico che hanno attirato. Ovviamente le ragazze sospirano perché anche il rampollo dei Malfoy ha dimostrato di avere un cuore (oh, nostro lussurioso sire! Scendi tra noi e rimedia a questo affronto!), e i ragazzi lo odiano perché sta con Serena. Mi chiedo perché le ragazze non odino lei, per par condicio.
Dopo l’amplesso, arriva il momento dei saluti (è già la seconda Mary Sue che mi capita che saluta alla fine… sarà un’epidemia?? L’aviaria no, vero??) a Bla (sì. Blaise Zabini, l’espediente letterario, il deus ex machina per eccellenza viene liquidato con un “Bla”. Signor Zabini, risorga e faccia qualcosa!), Vincy (Tiger) e Greg (House… no, scusate. Goyle). Poi si sale sul treno, dove, udite udite, Serena e Dracucciouccio non potranno stare insieme perché ora lui è un Prefetto… ma lei arriccia il nasino, e visto che è perfetto è contenta così.
 
Il secondo capitolo si apre con uno stream of consciousness da far paura a James Joyce: C’erano davvero poche cose che Serena odiava: i broccoli, i tipi grassi e sudaticci che la vogliono baciare sulle guance (!!) e Daphne Greengrass, era bionda, con gli occhi azzurri, molti dicevano che era una sua brutta copia ma non era questo a infastidirla(nooooo… figuriamoci se una personcina così profonda tiene a certe cose…) ma il fatto che ci provasse con Draco, il suo Draco ed era una cosa che non poteva tollerare. Inoltre, Daphne è avvolta in un profumo dolciastro e veramente disgustoso. Più di miele, sandalo e lillà con lucidalabbra alla pesca io non immagino niente. Potere allo Chanel n°5!!
Ps: sto aprendo un fan club per Daphne Greengrass. Chiunque voglia farne parte entri pure nel mio armadio!
 
Più profonde della Fossa delle Marianne:
Daphne: Raccontami tutto di Beaxbatons , assolutamente tutto, chissà con quanti ragazzi sei andata a letto, voglio dire i francesi sono molto più… porchi… giusto? (…) Draco, dov’è?
Serena: Alla riunione dei prefetti…
Daphne: Vorrà dire che lo andrò a trovare…
S: Una novità ce l’ho… (…) Io e Draco stiamo insieme….
D: Ti trovo… come si può dire? Ingrassata direi…
 
Dopodiché, arriva il classico Tassorosso, anonimo e trafelato, che avverte Blaise e Serena che il professor Lumacorno li vuole nel vagone ristorante. E te pareva che lei non fosse famosissima… ma c’è dell’altro: Medea , la madre di Blaise è una delle donne più belle che Hogwarst abbia mai visto E questo lo sapevamo. Niente da ridire. Lineare, direi.  così come la madre di Serena, una Veela….
Come direbbe il mio mentore Aldo Baglio, VI-A-EFFE-EFFE-NGUUUUUULOOOOO!
No, fermi. Analizziamo la situation. Fleur Delacour è la ragazza più bella che si sia mai vista ad Hogwarts, ed ha solo la NONNA Veela. Quindi solo &frac14; del suo sangue è “veeloso”. Proviamo ad immaginare come sia una fanciulla veelosa per metà…
 
Reputazione violata:
Daphne: è vero che S è incinta?…
Pansy: Primo punto: Solo io, Draco e Blaise possiamo chiamare Serena S; Secondo punto: Serena non è incinta; Terzo Punto: Vai a cagare brutta stronza…
Mais parbleu, quelle finesse!
E il carosello di ipotesi continua non appena arrivati ad Hogwarts:
(…) molte persone fremevano sulle panche attente a capire il primo bagliore che avrebbe annunciato l’arrivo della brillante Serpeverde, quasi si fosse trattato di una specie di celebrità. No, quasi si fosse trattato del GoS. Mi sento offesa.
Siore e siori, si accettano scommesse:
1)      Serena è stata buttata fuori da Beauxbatons perché si drogava?
2)      Serena è incinta?
3)      Serena ha già partorito?
A fare chiarezza, è senz’altro il parere maschile di Roger Davies, altrimenti detto il Santo: Vuoi scherzare? Potrebbe avere anche 10 bambini, ma quella ragazza a letto dev’essere una bomba… Malfoy ha fatto il terno all’otto…
Ora, non sono una giocatrice, quindi mi sbaglierò… ma non era “terno al lotto”? Vabbé che gli anglosassoni hanno il Bingo…
Finalmente, dopo questi bei discorsi da balera, arriva la nostra protagonista:
la ragazza percorse la navata centrale con leggerezza,fra gli applausi e i fischi d’approvazione provenienti da tutti i 4 tavoli (anche dai Tassorosso? Ragazzi, mi deludete!) e mulinando (mulinando???)  i lunghi capelli biondi si sedette di fianco a Draco.
Di nuovo, Hogwarts si è trasformata in uno dei peggiori bar di Caracas.
Ci aspettano cose mirabolanti.