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Il cucciolo di Draco e Hermione

Miei delicati piumini di cipria, siete per caso soffocati nel talco argenteo delle più raffinate Mary Sue?
Sono tornata per potarvi un po’ di sana dolcezza e rigida moralità, dopo i bagordi del Carnevale.
Siamo tutti nauseati dalla depravazione che regna nello scalcinato bordello di quella drag queen di Silente (cit.) ed in qualità di vedova, madre, zia, mangiamorte disoccupata, adepta al culto dei Gods of Sex, amica (oramai intima, mia cara Bellatrix) di un Time Lord, ho il dovere di presentarvi la nuova enciclica vestalica.
Canta anche tu!

E leggi, va!

Per convolare l’idilliaco messaggio, ci pieghiamo alle esigenze dei più ggggiovani, citando una canzone di Nek.
Se le vostre teste esploderanno, simile a quelle degli sventurati marziani di “Mars Attacks” di Tim Burton, potete evitate di cantare con la mano sul cuore la suprema aria.
Avete in mano la vostra cioccolata all’ assenzio?
Bene, procediamo, implumi rivoluzionari.
Il Pargol Divino sta per diventare padre a sua volta, una tappa fondamentale nella vita di ogni uomo, figuratevi per il figlio del Re dei talami!
L’idea di aver ingravidato la Mezzosangue deve averlo condotto alla pazzia, chiama il futuro erede “cucciolo” e sono d’accordo: l’unione con la Zannuta può portare unicamente alla nascita di un ibrido di cui i Malfoy non reggerebbero la vista; ciancia come un ubriaco ma non disdegna l’idea di truccarsi da donna per insegnare al suo indegno erede le più sottili armi della seduzione.
Cucciolo (lo chiameremo così) si agita nel corpo di Hermione, che naturalmente non vuole partorire una sdolcinata creatura, come lo è il padre ora.
La dignità dei Malfoy viene meno.
La sempre saggia Granger ha preso in considerazione l’idea di abortire un ibrido che già gioca nel suo corpo, ma come può uccidere il frutto del grembo suo, Cucciolo?
Draco cerca di dissuadere la ragazza: troverà un impiego pur essendo ricco, tanto per non restare addosso a Hermione come una cozza allo scoglio, venderà una motocicletta talmente truzza da far impallidire gli orologi d’oro da tre chili per comprare al nascituro profumi e balocchi.
Il che mi porta a credere che abbiano pignorato Malfoy Manor.
Una famiglia senza più un soldo e con un erede folle.
“Lui sta vivendo dentro di te, sta crescendo. Magari in questo momento sta anche ridendo, [un po’ come me?] o per lo meno ci sta provando, [perché è un feto e quindi non ha la bocca] per dimostrarti che lui è lì, che ti vuole bene perchè lo stai accudendo, [Envie, i Sali!] perchè lo proteggi dal freddo e lo fai vivere. [ma spero per poco…]Chissà se adesso starà dormendo. [i bimbi dormono molto più vanti, tu stai parlando ad un embrione] Magari invece è sveglio e ci sta ascoltando.”
In tal caso, opterebbe per l’aborto spontaneo.
Le raccapriccianti descrizioni proseguono, pulcini e dovrete farvi forza: Cucciolo si accuccerà fra i seni della Granger, a quanto pare piatti come bistecche, quindi berrà avidamente il latte materno, farà il ruttino, farà pipì e popò e verrà pulito. Posto fra i genitori, che non hanno i soldi per una culla, scalcerà sognando Fyccine ma poi la pianterà di rompere; inoltre a undici anni, Cucciolo Malfoy andrà a Hogwarts liberando il letto.
Questo porta alla felice conclusione: “Gioca, e ad ogni sua mossa tu sobbalzi, portandoti una mano sul pancione. Ma poi ti lasci andare in un sorriso, felice di aver fatto quella scelta importante, di aver tenuto il figlio. E ora non sei più sicura che questo sia il figlio che non volevi.”
E qui, persino la zietta si asciuga furtive lacrime che le gote solcavano, a causa di tanta banalità.

Buon San Valentino e speriamo siate tutte ingravidate.

La raccomandata

Carissimi pulcini dalle penne verdi ed il sangue argenteo, voglio sancire la chiusura di un altro anno trascorso insieme con una splendida favola, che si potrebbe definire gotica. Ma anche no.
Un’emozionante e trasgressiva epopea scritta da CissYMalfoY dal titolo evocativo “Cuore di ghiaccio”, come la tradizione Harmony suggerisce.
Bene, stringetevi nelle copertine color topazio infuocato e fatevi trascinare a viva forza nella coinvolgente trama.

http://www.efpfanfic.net/viewuser.php?uid=25453 -> qui.

Entriamo subito nel cuore della vicenda; nella solita stanza avvolta dal manto dell’oscurità, un numero imprecisato di disgraziati sta celebrando un rituale, arcano e per fortuna sconosciuto.
Osserviamoli:
“molte avevano cappucci neri sulla testa, [siamo felici che non siano ben altri cappucci] altri erano a volto scoperto, al centro due uomini coperti da capo a piedi, [da ciò, ne arguisco che le altre otto anime sono nude] con solo gli occhi visibili [se li bendavano pure, facevano coppia con i poveracci incappucciati] stavano accendendo tredici candele bianche e quattro nere, [diciassette, numero che porta un poco sfiga, ma vedremo che s’intona con l’ambiente] l’uomo dagli occhi verdi si mise in piedi davanti a una porta mentre l’altro, dagli occhi azzurro cielo, si apprestò a sedersi”.
Interessante, davvero.
La numerologia sta gridando vendetta al mio fianco, mentre il buongusto storta il nasino per l’ accostamento fra candele bianche e nere.
In quel mentre, un altro maschio vestito fa entrare una femmina con lunga mantella e capelli “marroncini”, che cadevano a ciocche sul viso – segno evidente che serviva l’intervento di Cesare Ragazzi- naturalmente diafano; lo sguardo della signora indugia sui presenti, che non trovano di meglio da fare che prodursi in un imbarazzante: “Ave alla Dea Madre!”
*o*
Envie, i Sali presto!
Ora, fingerò che siate al corrente della cultura pagana, che niente ha a che spartire con tale pagliacciata e confido che l’autrice non creda sinceramente a codesta pantomima.
Proseguiamo.
La Dea Madre (e qui mi sorge dubbio: è stata eletta democraticamente? Si è autoproclamata tale? Qualcuno ha battuto la testa e gli altri si sono accodati al nuovo culto?) si lancia in un mirabolante monologo:
“in questa riunione festeggiamo il nostro primo anno di operato, [ho capito: è una congrega di parrucchiere] la nostra comunità di Deathwoman, [il nome porta una sfortuna pazzesca, non so voi, ma io non sarei felice di definirmi “Una donna morta”, ma è un titolo strong, un po’ punc e very trasgressive, yeah!]che da un anno [sì, abbiamo capito] si precorre lo scopo di ostacolare Voldemort e Potter… perché il vero potere è nostro, è delle donne, delle mangiamorte rinnegate!”
Sì!
*applausi in sala*
Date fuoco ai bustini vittoriani, ai reggiseni neri e marciate verso la libertà: lontano da Voldemort e da Potter (che ha l’autorità di un mollusco), prendete il potere e ribellatevi al God of Sex!
Uccidiamo Bellatrix e le altre giacobine asservite al sistema: noi siamo le Donne Morte!
*ovazioni da tutto il personale della clinica psichiatrica*
La Dea Madre (vabbè…) indica le nuove leve, raccattate in qualche bar di Caracas o trovate nello sgabuzzino di Gazza, insieme alle scope. L’ultima dalla Somma annunziata ha però qualcosa di speciale: è una bambina di circa undici anni ed è figlia della Dea.
“BUUUU! RACCOMANDATA!” urlano i più, ma signori miei tacete, perché non l’avete ancora veduta.
Sally Anne Perks è infatti una deliziosa e malevola riccioli d’oro, con pelle candita e ghiaccio nei bulbi oculari. La mocciosa, essendo una lattante, non sarà una Donna Morta ma una Ragazza Morta, dicasi “Deathgirl”.
*o*
Lo vorrei tatuato sulla natica destra e voi?
Il compito della raccomandata SallySue sarà controllare Pottah.
La motivazione di questa scelta?
“ha dimostrato potenziali capacità, freddezza fuori dal comune e determinata nei suoi scopi, vi presento la ragazza che ha preso il massimo dei punteggi ad ogni prova”.
Senti, Cosa Madre ma pretendi che ci creda?
Rispondi con sincerità. Avevi questa zavorra di marmocchia e hai pensato bene di darle un calcione ed infilarla nella setta, ma dato che sei la loro Vate (gente disperata, lo riconosco) hai inventato che SallySue non è soltanto capelli dorati e due occhi azzurri brillanti e vivaci, che vedono il mondo di rose fiorito, ma senza spine che pungano il dito.
C’è chi partorisce le sorelle Black, Luna Lovegood, Hermione Granger ed a te è toccata Sally: mi spiace.
La piccina, alla prospettiva di vegliare sullo Sfregiato “usci un bagliore di luce maniacale negli occhi” ad indicare:
a) La voglia di sedurre il figlio di Lily;
b) L’odio comprensibile verso mamma.
Ridendo e delirando siamo arrivati al rito di iniziazione delle novizie: Alina Heperkins si cosparge di Vagisil… Ehm… No, volevo dire che uccide la cugina mezzosangue; Tansy McDougal fa spirare la madre che l’aveva giustamente cacciata a pedate; Anbeta fa fuori l’amica delle elementari, una Magonò ma senza “rancore” perché l’amicizia va oltre queste quisquiglie; May Dolovh (parente mutilata dei Dolohov?) si leva dai piedi il fratellastro Benjy Fenwick e lo fa a pezzi per poi mangiarlo in allegria con le altre.
Il compito di Sally è uccidere il proprio adorabile coniglietto.
Sono allibita: posso capire che una stermini la propria famiglia, ne sventri i membri e se ne cibi, ma un indifeso coniglio, no!
La giustificazione?
“per Sally, siccome è una membro inferiore, ho deciso di non dargli da uccidere una persona”.
Questa smaccata spinta della Cosa Madre mi sta seccando, comunque, SallySue termina il battufolo di peli e va a dormire.
Pulcini miei, vi abbraccio tutti, sconvolta da tanta violenza!

I GoS ci liberino di queste scriteriate Donne Morte e torni a splendere  la potenza fallica.

Buon 2008!

Come fermare una lingua che gioca

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=167451&i=1 -> qui è pubblicata la favola di "Heroes".

Miei piumati giacobini, la vostra zietta è stata assai impegnata di recente, ma a colmare la mia assenza sono bastati i primi voli dei più coraggiosi della nidiata.
Ora, andate nei vostri baldacchini dai drappeggi in velluto argentato, sorseggiate la vostra tazza di assenzio caldo ed ascoltate la mirabolante favola di Peter e Nathan Petrelli.
“Eroe, fratello, amante” di AmarA.
È il compleanno del giovine eroe, ma non è affatto un dì di festa: Simone si è rivelata un’inutile femmina e l’ha scaricato, ancora prima che Peter le chiedesse di cominciare una relazione.
Sono cose che accadono, se ti piantano due proiettili negli organi vitali e non rispondi al nome di Claire Bennet…
Angela Petrelli è corsa da una non meglio specificata sorella, che potrebbe essere la gemella nascosta di Nathan, oppure la zia ammalata.
Desumo che Angie sia corsa ad assicurasi, che nel testamento fosse stata nominata.
Certo, coraggiosi piumini di cipria, cosa volete che importi a Peter di due squallidi, sozzi, monumenti del Peccato?
Dei Vascelli del Demonio e della Malattie più impensabili?
Niente, vadano dal loro creatore –il Diavolo- Simone ed Angela, si trascinino dietro pure la cognata, la nipote e tutte le sgualdrine, che con il loro respiro, avvelenano la società.
Peter desidera Nathan e non per una sana chiacchierata tra fratelli.
Il piccolo di casa Petrelli al terzo bicchiere è già sbronzo e barcolla sino alla porta, trovando ad aspettarlo…
Sylar!
No, eroici pulcini, ho invano sperato, ma fu mera illusione.
Alla porta c’è l’uomo volante, meglio conosciuto come "L’unica voce al mondo capace di fargli perdere il respiro aveva parlato! L’unica persona al mondo capace di fargli fermare il cuore per un istante era lì!”
YATTA!
*o* aggiungo.
L’entusiasmo mi ha contagiata, sono così garrula che potrei divorare l’intera genia Petrelli.
Nathan è un uomo di potere, capace di ammaliare con il suo adorabile modo di fare, persino un intero governo, come da testimonianza diretta: “Li ho mandati a stendere. Ho detto loro: ehi, è il compleanno del mio fratellino, fatevelo da soli, il congresso, che io devo festeggiare con lui!”
I membri del Congresso hanno, ovviamente, annuito e sono andati a stendere… I panni, credo.
Il che non è OOC, è qualcosa che sfiora la follia con la punta delle dita, non trovate?
Non c’è solo Nathan che se ne infischia della carriera, ma pure il Congresso che si ritira perché Peter compie gli anni. Peter, lo sperticato “fratellino” di Nathan.
Quando Nathan s’accorge che il fratello è ubriaco, gli strizza l’occhio, per avere accesso alle scorte di alcolici.
“Il respiro gli si era mozzato. Quella strizzatina d’occhio era tutta per lui. Suo fratello era lì per lui.”
I casi sono molteplici: Peter soffre di problemi cardio- vascolari.
Peter è una ragazzina di tredici anni davanti al cantante (?) dei Tokio Hotel.
Peter ha sniffato qualcosa in bagno.
Io, implumi eroi, mi scolo una bottiglia di Vodka per dimenticare e chiamo Envie, perché ne avremo bisogno.
Visto che Peter ha deciso di imitare Jack Sparrow, barcollando e parlando in maniera sibillina, Nathan lo aiuta a scartare la scatolina contenete l’anello di fidanzamento.
Ci siete cascati?
Sì, beh… Non siete lontani dalla tragica realtà, mentre Envie porta i sali alla signora Petrelli, proseguiamo.
Il contatto delle calde mani di Nathan (ha preso il potere di Ted? Sarà lui, l’uomo che esplode?) manda in estasi la fanciulla… Volevo dire, Peter.
Il dono è un album delle fotografie, qualcosa di sconosciuto a questa famiglia di debosciati.
Scorriamo Nathan sul vasetto, Peter fare pipì senza il pannolino, Nathan che va in bicicletta, Peter che va sul triciclo, Nathan a letto con Jessica… Oops… Questa la togliamo?
E pure quella in cui Peter è a letto con Simone?
Bene, innanzi a tale idilliaco tuffo nel passato, il sentimento ha la meglio sulla ragione: Peter ammette di essere innamorato del fratello, gli accarezza il labbro con un dito e lo bacia.
Envie, un catino, prego.
Intanto, tutti insieme facciamo: *o*
Nathan, invece, di spingerlo via e chiamare un esorcista, un genetista, uno psichiatra e trecento suoi collaboratori, nonché la madre; ricambia.
*o*
E catino.
*o*
E catino.
“aprì istintivamente la bocca alla lingua dell’uomo che gli stava di fronte.”
A me farebbe impressione: una lingua snudata davanti a te, manco fossi un medico!
Petrelli, un po’ di contegno, su!
“La sua lingua giocava a nascondino con quella di Nathan: si rincorrevano, si inseguivano, si trovavano e si accarezzavano”.
Qualcuno, di grazia, può fare un disegno di questo aberrante contatto?
Le lingue sono in giro per l’appartamento e giocano, con stridule grida di gioia?
Le lingue hanno le mani per accarezzarsi?
Hanno le gambe?
La signora Petrelli sta vomitando e maledicendo i suoi figli, suo marito, la sorella, la nonna, la mamma.
Io sono d’accordo con lei.
Questa toccante, struggente, delicata scena d’amore si chiude con un minaccioso “Dimostramelo” di Nathan a Peter e no… Non stanno parlando di abilità speciali, ma di vero, turgido sentimento incestuoso.
Io preferisco immaginarli avvinti dalla passione, con le lingue a spasso per casa, dimentichi di tutto.
Li vedo e scorgo Sylar giungere da loro, sopportare maschiamente il ribrezzo, scoperchiare loro il cranio e cibarsi dei loro cervelli.
Sì, per me, la storia, si conclude così.
*o*
C’è sempre un lieto fine.

L'eneide perduta

È con la morte nel cuore, miei pulcini, che vi comunico la drammatica perdita dell’Eneide, quindi mai sapremo che l’amica lesbica di Elettra era un’alcolizzata.
Sono davvero affranta, mi ritiro a meditare con Dean Winchester.

Eneide (Seconda Parte)

Delicati guanciali Serpeoro, pensavate fosse finita?
No, ovviamente, Enea ed Elettra hanno ancora molto da raccontarci e noi siamo ben lieti d’ascoltarli.
Prendete una tazza di tè alla vaniglia e sedetevi davanti camino.

L’inizio ha per protagonista lo statuario Enea; egli –appena uscito dalla doccia, caldo e bagnato quanto basta per farvi sbocciare i gelsomini- si domanda perché la sorella, pur non essendo stupida, sia una gatta attacca ai testicoli di qualsiasi uomo le ostruisca la strada.
La risposta: “Perché è una MarySue, non è accettata”.
“Da tempo Enea sapeva che il suo legame con Elettra non era il solito legame tra sorella e fratello, però preferiva non chiedersi cosa fosse in realtà.”
Ne siamo incredibilmente lieti, ma ora basta con le pause introspettive.
“Elettra si stese sul letto e cominciò a leggere svogliatamente una rivista di pettegolezzi. [da lei non mi aspetto che legga Vctor Hugo]
Aveva sempre odiato le riviste di pettegolezzi, sembrava quasi che ai giornalisti piaceva [questa frase è perfetta, salta agli occhi la brillante cultura di Elettra. Vestale, sistema i verbi, almeno quelli]solo farsi i cazzi degli altri, o meglio, non è sembrava, ai giornalisti piace farsi i cazzi degli altri. [profonda analisi del mestiere del giornalista. Riferirò ad Enzo Biagi]  E poi , onestamente, Elettra aveva così tanti problemi per la testa che dei pettegolezzi su quell’attore o su quel cantante non glie ne fregava proprio niente.”
I problemi, suppongo siano mettere insieme un periodo di senso compiuto ed evitare i miei accidenti.
Appurato, che alla splendida donzella, nulla importa di quella rivista, perché la sfoglia?
Perché è in camera sua?
Misoginia preoccupante: “Il secondo motivo per il quale odiava le riviste di pettegolezzi era che[lo spazio messo qui, è un amore] , irrimediabilmente, le collegava alle ragazze oche. [indi a se stessa. Ah… Le elucubrazioni sui giornali, ci hanno stancato, a questo punto, pretendo di tornare ad Enea nudo, che si masturba]
Non sapeva ne come, ne quando fosse nata questa associazione , [né quando avesse abolito gli accenti e messi gli spazi dove più l’aggradava] ma ormai era così, punto e basta. [giusto, Elettra ordina. Il mondo si piega]
Elettra odiava le ragazze oche, anche se fingeva di esserlo. [non fingeva, lo era. Ora, comunque, vediamo dietro quale delicato dito si nasconderà] Un conto era far finta di essere oca, l’altro è esserlo sul serio, e il fatto di esserlo sul serio era davvero preoccupante.”
Il fatto d’aver banalizzato la rispettabile carriera di giornalista, pur non sapendo azzeccare un verbo, d’aver imbastito una storia decisamente mediocre, con dei protagonisti tanto insipidi, quanto inutili, è invece normale.
Elettra aggiunge che Enea s’accompagna solo a fanciulle di scarso spessore, che saranno abbandonate da questo Dean Winchester della mutua e lei, Elettra, sarebbe rimasta.
Suona più come una minaccia…
Il vero bastardo: “Elettra aveva sempre sfruttato i suoi ragazzi, [circa un centinaio. Non so voi, ma io comincio a vedere Elettra, tipo una squillo di lusso] mentre Enea era sempre stato dolce e premuroso nei confronti delle sue ragazze , [altro spazio e… Non le picchiava e drogava, per poi lasciarle, coperte di lividi, con i vestiti a brandelli sul ciglio della strada?
No?
Sono commossa] per questo aveva la fama di essere l’uomo ideale. [Basta non violentare una ragazza, per essere l’uomo ideale. Siamo cadute in basso, donne] In contrasto con questo suo modo di fare, Enea mollava le sue ragazze dopo poco tempo. Sembrava quasi che gli interessasse altro e che tutta quella dolcezza in realtà fosse solo finzione.”
Gli interessava altro, fingeva d’essere innamorato e poi… Una pedata nel deretano.
Un vero figo, il nostro Enea!
Chi non sogna di essere presa in giro da un tizio simile?
Giunge un messaggio e la nostra eroina spera sia della collega: Marianna. Si tratta, però, della diabolica Viola.
Non un’oca, ma una ragazza con la testa sulle spalle, con cui Enea stava da un mese (erano praticamente sposati).
Fiducia: “Un giorno Luca , il migliore amico di Enea, gli aveva detto di aver visto Viola che pomiciava con un altro ragazzo. [Luca, i fatti tuoi, non te li fai mai?]
Ovviamente Enea, che riponeva piena fiducia in Luca, aveva chiesto a Viola spiegazioni. [Che essendo donna, quindi troia, non poteva che inginocchiarsi e chiedere perdono, per il Peccato che germogliava nel suo seno]
Viola negò di averlo tradito e disse che molto probabilmente Luca aveva scambiato un’altra ragazza per lei. [Io li avrei mandati a fanculo entrambi, ma Viola è gentile]
Qualche ora dopo la discussione con Viola, Enea ricevette una chiamata da un ragazzo che gli disse che Viola lo tradiva con lui da due settimane. [Uno sconosciuto ti dice: “Io mi faccio la tua ragazza” e tu, verme, gli dai retta?
Ti fidi del tuo bavoso, impiccione migliore amico e di uno sconosciuto?
Non pensi che possa essere invidia? Non hai uno straccio di dignità alla ragazza?]
Dopo aver avuto conferma del tradimento, Enea mollò Viola immediatamente.”
Era la conferma, quella?
Io, ripeto, l’avrei mandato a cagare. Un po’ di fiducia nel pater, per Polluce!
Viola domanda ad Enea di parlare, non capisce perché lui la schivi come la peste, avendo a suffragio della tesi del tradimento, la parola di due imbecilli.
Elettra, spaventata alla prospettiva di perdere il fratello, risponde a Viola, che scopriamo essere un’altra collega, con questa raffinata prosa:
“Cosa c’è brutta troia, non hai più nessuno con cui scopare? Mi dispiace ma non mi interessa, posso scopare con un sacco di ragazze che sono molto meglio di te, quindi…”.
Quindi, sciacquati la bocca, sottospecie di essere umano.
Enea, dopo una snervante sessione di trucco, esce dalla doccia e reclama il cellulare. La crisi  scongiurata: Enea non è tipo da tenersi una ragazza normale!
Viola, carissima, sei salva.
Elettra si prepara ad uscire con Lucrezia, l’amica lesbica.

Che trama avvincente!
L’autrice risponde: “La prima persona che ha recensito! È vero, le storie di incesto sono sempre strane, è difficile capire come si evolverà la vicenda. Io ,personalmente, le adoro perché mi piacciono le storie maledette! Non mi piacciono le storie d’amore troppo facili! Preferisco le storie con un sacco di complicazioni!
Perché urli?
Io personalmente, la trovo una storia “maledetta”, ma sotto un altro aspetto. Le complicazioni ci sono, ma con la Lingua Italiana.
Femminismo: “A quanto pare non sono l’unica ad amare l’incesto! Ho deciso di fare che lei sia la provocatrice perché , il più delle volte, la sorella è succube del fratello e questo , onestamente, proprio non mi andava giù! La donna in un rapporto di amore sincero, non deve essere succube dell’uomo, se no che razza di amore è?”
L’ incesto non è propriamente l’esempio di una relazione sana, almeno nella realtà.
Il resto del mio commento preferisco censurarlo.Eneide, parte seconda.

Eneide (Prima parte)

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=160176&i=1

Delicati piumini cipria della zia, sono tornata a voi con una storia che stringerà le vostre viscere nella dolorosa morsa della passione.
“!! Avviso importante !! In questa storia verrà trattano il tema del twincest, se la cosa vi urta particolarmente, potete anche non andare avanti nella lettura. Uomo avvisato, mezzo salvato. Ho messo il rating Arancione perché non penso di descrivere scene troppo scabrose, se devo alzarlo fatemelo sapere. Detto questo, buon proseguimento di lettura!”
Hai capito, ottuagenario asmatico dietro al monitor?
Hai recepito il messaggio, sorella Adalgisa, del sacro ordine delle Vergini Pentite?
Sei uscito a picchiare un coetaneo, delizioso undicenne con coltello serramanico in tasca?
Bene, proseguiamo.
Tanto tempo fa, in un regno lontano lontano… Una coppia di coniugi dedita alle droghe, affibbiò ai propri gemelli gli strambi nomi di Enea ed Elettra, in onore alla mitologia greca.
Siamo loro grati che i piccini non siano Atena e Menelao, Hera e Zeus, Ade e Demetra e vi elencando nomi noti al Fandom di Harry Potter…
Idilliaci paesaggi: “Un’aria profumata di primavera entrava dalla finestra aperta insieme ad alcuni dorati raggi di sole.”
Se ti chiami Enea, non ti svegli in città, con l’aria intrisa di smog, il rumore dei motorini che sfrecciano sulle strisce pedonali ed il vicino di casa che rutta sul balcone; se ti chiami Enea ti svegli nel Valinor.
Amor di fratelli: “Enea si coprì il volto con la coperta. Quella cretina di Elettra ,come al solito, durante la notte era andata ad alzare la tapparella. Molto probabilmente lo faceva perché sapeva che Enea preferiva dormire nell’oscurità totale.”
Elettra, che simpatica briccona!
Sono certa, che Enea non andrà a portare le sue rimostranze alla gentil donzella, ma subirà in silenzio il suo Fato.
Genitori snaturati: “I due gemelli si sentivano continuamente sotto pressione perché dovevano essere perfetti. Dovevano essere belli, impeccabili e portare sempre buoni voti a casa. Se non facevano tutto questo diventavano figli ingrati che non ripagavano i genitori per il loro duro lavoro.”
Il lavoro dei genitori era portarli alle esposizioni canine, senza ombra di dubbio.
Detto in confidenza, pulcini, ma con quale arroganza un genitore chiede al figlio di essere bello?
Il DNA chi l’ha fornito? Il lattaio, per caso?
Sorvoliamo.
Elettra Da Vinci: “Elettra era sempre stata straordinariamente abile nel cambiare atteggiamento. Spesso le piaceva fare finta di essere oca e , se serviva, all’occorrenza sapeva sfoderare la sua immensa intelligenza.”
Sono in mistica contemplazione di codesto splendore di Madre Natura.
*o*
Dovrebbe essere stuprata ad oltranza da Lucius, non credete?
Ha un corpo per il peccato, un cervello per gli affari ed una bocca per le scemenze. È divina.
Si finge cretina, poi lascia tutti di stucco con la pirlata del secolo, vorrei fosse mia amica.
Il Diavolo veste Elettra: “Era consapevole del suo fascino, con cui incantava gli uomini che trattava come zerbini. Li maltrattava, li faceva fare tutto quello che voleva e sapeva quando l’uomo stava per arrivare al limite di sopportazione perché allora , e solo allora, lo riempiva carezze e moine. Ci sapeva proprio fare con gli uomini la cara Elettra.”
Se lo fa Elettra, signore, tutte a maltrattare i ragazzi, ad usarli come zerbini, a comandarli a bacchetta, per poi mollarla al primo colpo: è la formula giusta per trovare l’amore!
Ragazza mia, ma davvero credi, che il genere maschile sia così becero ed inferiore?
Sì, lo è, però, non mi piegherei mai ad onorare dei miei ordini, un ragazzo che non ha una personalità spiccata ed una volontà di ferro.
Che gusto c’è, altrimenti?
Vi faccio notare l’amore della Vestale per “li”, lo trovo commuovente.
L’immancabile descrizione: “Anche la mattina appena svegliata , senza un filo di trucco e con i capelli scarmigliati, Elettra era bellissima. [Non lo è Nicole Kidman e lo è questa scoreggina?]
Aveva grandi occhi color smeraldo, [verde è banale] un nasino piccolo e perfetto, [*o* Il suo nasino] una bocca scarlatta [se la morde a sangue?] carnosa al punto giusto [sarebbe? Tipo canotto? Giubbotto imbottito?] e un viso dai tratti perfetti [che è perfetta è chiaro] incorniciato dai suoi bellissimi capelli color ebano [non neri, scuri, ecc…] che le arrivavano alla schiena. [ci vuole tanto poco]
Era alta nella media, snella e aveva un corpo davvero sodo. [Nella media? 1,65 m? Sodo? Era un uovo?]”.

Queste descrizioni, non so perché, mi fanno immaginare esseri mostruosi, con in naso minuscolo, le labbra gonfie ed arrossate ed i capelli di Loredana Bertè.
Particolari interessanti: “Ci teneva molto alla sua forma fisica, infatti andava in palestra tre volte alla settimana e a tavola non esagerava quasi mai.”
In compenso, tirava di coca. Una domanda: Elettra, aveva la sua naturale regolarità?
“Era un ragazzo molto alto con un fisico armonioso conferitogli dai 9 anni di piscina che aveva fatto.”
Se non faceva nove anni di piscina, diventava Homer Simpson.
JereD Leto: “aveva i suoi stessi capelli neri portati un po’ lunghetti e quel naso uguale al suo. Le uniche cose veramente diverse erano i profondi occhi ghiaccio e quel sottile strato di barba  ben tenuto che gli conferiva grande fascino.”
Era lui.
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Psicotica: “Elettra aveva fatto alla madre e al padre una scenata storica. Aveva urlato, bestemmiato e spaccato alcuni oggetti.”
I genitori la portarono da un bravo veterinario. No?
Poi ci meravigliamo se crescono male, vero?
Non so voi, ma se io fracassavo mezza casa imprecando in turco, i miei genitori:
a) Chiamavano il medico.
b) Mi facevano pulire tutto, non uscivo sino a quando non chiedevo scusa.
Una Elettra in famiglia: “Per questo motivo spesso girava per casa con una camicia da notte aderentissima senza reggiseno, [mamma e papà dove erano? Al solito club sadomaso?] oppure si spogliava d’avanti a Enea per cambiarsi i vestiti, [con adeguata colonna sonora] oppure , dopo aver fatto la doccia, rimaneva d’avanti a lui con una scusa qualsiasi con addosso solo un asciugamano ridottissimo.”
Lui, come Lino Banfi, deglutiva ed assaporava il proibito desiderio.
Ogni mattina: “in quel momento sapeva che lui la stava guardando mentre cercava i suoi cereali integrali, per questo motivo “casualmente” fece scivolare la spallina  della camicia da notte.”
In sottofondo: “Sex Colletion ’70”.
I cereali integrali sono importanti ai fini della trama.
I due conversano: lei ha baciato Claudio, perché Enea s’appartava con le galline. Sono certa che la loro mamma era un capra, il padre un pastore.
Il primo capitolo si chiuse con i due perfidi gemelli, intenti a tessere loschi intrighi.
Da uno a dieci, quanto siete arrapati, giacobini?

Non si uccidono così anche i Dolohov?

Il caldo è torrido, miei piumati ventagli Serpeoro e la zia ha deciso di regalarvi una di quelle storie che lasciano il segno.
Un omaggio a telefilm prematuramente scomparsi, a graziosi film splatter (sì, io trovo graziosi i film splatter, ma lo sapevate già, vero?) ed a qualcosa che adesso mi sfugge, forse De Sade.

La cognata di Bella Lestrange.

Il tutto ha inizio con il testo, giustamente tradotto in italica volgata, di una canzone degli “The Rasmus”, dopo Avril –dire voi- è grasso che cola.
Coliamo oltre.
Questa è la morte di Dolohov per mano di Dark Angel.
Potete fare “Guh?” in coro.

L’Hilton: “La pioggia batteva incessante contro il vetro sporco della finestra, la stanza tremava per il passaggio del treno lì vicino, ma a nessuno dei due importava.”
Io abito vicino ad una ferrovia, non è sempre piacevole lo ammetto, ma la casa non trema al passaggio dei veicoli.
La storia ha il suo incipit in una baracca fatta di cartone, con vetri bisunti ed insetti nei cuscini.
Uno scenario affascinate.
Amor Cortese: “Antonin Dolohov accarezzò il viso della ragazza che era a cavalcioni su di lui, gli occhi di lei brillarono alla luce del fulmine. [Ha gli occhi catarifrangenti]
– Come hai detto che ti chiami?
La ragazza ridacchiò e gli tolse la camicia
– Non te l’ho detto…
Anche il Mangiamorte rise, poi, mentre lei gli sfilò i pantaloni, disse
– Mi hai detto quanti anni hai?
– No”.
Abbiamo compreso che la lunga conversazione ha acceso in Antonin la scintilla del fulmine, che gli illumina gli occhi.
Ho notato un’avversione per i punti fermi.
Pretty Woman: “i pantaloni di pelle le fasciavano le gambe magre e toniche, un top, anche quello di pelle, le metteva in evidenza il seno”.
Comincio ad intuire la natura del rapporto. Lei ha classe, comunque, sono sicura che porta un tanga nero di pelle finta.
*o*
Il top di pelle è davvero da urlo.
Envie, il catino!
Il clone di Jessica Alba: “la pelle pallida, cosparsa di cicatrici, una sulla clavicola, una nel fianco, una nella schiena… ma queste non le toglievano niente, rimaneva così: bella, sensuale e letale come poche.”
C’è lo splendido tatuaggio da carcerata, qualcosa che ricordi “Prison Break”?
Antonin, che era un Mangiamorte non proprio un pivello, sta con questa feccia?
Mio signore, ma li prendete nei manicomi i vostri servitori…
La Fanciulla: “Antonin la guardò, non doveva avere più di vent’anni circa, era molto giovane, ma le si leggeva negli occhi che d’esperienza ne aveva.”
Non ne dubitavamo, Tony, ci stupisce che tu sia lì… Con una donna che può attaccarti anche la rogna!
All’ improvviso… Le manette: “Hai intenzione di spogliarti anche tu o no? [Con quello che ti avrà pagato]
Lo sguardo della ragazza cambiò, divenne freddo, cattivo… sulle sue labbra si aprì un ghigno che le deformò il volto, Antonin cercò di togliersela di dosso, ma lei lo aveva ammanettato al letto.”
Fermi!
Quando Dolohov, un DE, s’è fatto ammanettare da una sgualdrina da strada e senza la bacchetta (quella magica, signori!) a portata di mano?
Mio signore, ma Tony non può morire così, è come cadere dietro un velo!
Pura paura: “La ragazza tirò fuori un coltello, a doppio taglio, [che arma *o* l’hai presa a Dean o a Buffy?] brillava in modo irreale alla luce dei fulmini. [Aveva i colori dell’iride, tipo sigla de “I miei mini pony”]
Sul viso di Antonin si dipinse un’espressione di puro terrore”.
Che pensò: -Oh cazzo, proprio stasera che ho lasciato la bacchetta a casa.
Atti poco igienici: “Lei non rispose e gli passò il coltello sul petto, aprendo grandi squarci fra i peli; prima che lui potesse iniziare ad urlare, lei gli aveva infilato una calza in bocca”.
Se la delicata pulzella è vestita, immagino che Tony abbia in bocca un suo pedalino di cotone sudato.
Quanto è peloso Dolohov?
È il gemello di Greyback, suppongo, per avere una maglia di peli sotto gli abiti.
Giustizia si compie: “Lurido Mangiamorte
Disse la ragazza mentre gli piantava il coltello nell’arteria femorale, poi fece risalire il coltello, fino al suo pene.”
In spregio alla punteggiatura!
Scusate la domanda, ma se pianto un coltello a doppio taglio nella femorale, quanta forza fisica mi occorre per raggiungere il pene senza estrarre l’arma?
Posso compiere questo gesto senza sporcarmi di sangue?
Non consenziente:”Antonin che aveva le guance inondate di lacrime fece segno di no con la testa, e dicendole qualcosa, attutito dalla calza che aveva in bocca.”
In questa scena ho vomitato, per simpatia verso Tony.
Bad girl: “Oh, tesoro, non abbiamo neanche incominciato.”
È una traversa di Puttan Alley, tra Sin City ed il bordello di Cornelius.
Mutilato: “La stessa fine del pene, l’ebbero le dita delle mani e dei piedi.”
Tutto quello che conta per un uomo. Notate la poesia della frase…
Strazio senza fine: “Poi le si alzò, impugnò la bacchetta e sussurrò
– Crucio
L’uomo si contorse nel letto, sfregò i polsi contro le manette, cercando di liberarsi, ma l’unico risultato che ottenne fu di tagliarseli.”

Non è morto?
È un monco umano, ma vivo?
Questo è Logan degli X-Men.
Clemenza: “La ragazza si scostò alcuni capelli dal viso, macchiandoli di sangue e disse piano, puntando la bacchetta verso il Mangiamorte
– Avada Kedavra”.
Dopo quest’agonia, che ha lasciato disgustati un po’ tutti, anche il Cannaiolo, il God of Sex e Pottah. Lei lo uccide.
Un sollievo.
Povero Dolohov.
La diva se ne va: “Lei s’infilò il mantello, aprì la finestra, e si calò giù dalla scala antincendio, non infilò il cappuccio, lasciò che la pioggia la bagnasse, la ripulisse dal sangue. [doccia all’aperto?]
Salì sulla sua moto e partì, la sua fuga fu coperta solo da tuono.”
La moto di Sirius, che si dissocia da questa mattanza?
Questo è uno dei motivi per cui “Dark Angel” non mi è mai piaciuto; sapevo che avrei vomitato leggendo il titolo della fycci.
Il riassunto: “Un mondo distrutto, una guerra che incombe da otto anni:cattivi che si fingono buoni, buoni che in realtà sono cattivi, una giustiziera, lei Dark Angel. [Max, ovvero Jessica Alba] Una negromante, un’Auror, una sorella, un’amante: [Marion Zimmer Bradley per l’omaggio sentitamente non ringrazia] Lux Lestrange. [Lux -> “Le Vergini Suicide” come si nota dall’avatar dell’autrice. Io piango per Kiki Dunst e Sofia Coppola, ma anche per Marion. Rodo, Rabastan, mi spiace che abbiate questo aborto come sorella] Alcuni Mangiamorte hanno una missione e questa missione è: catturare e portare al cospetto di Voldemort Lux Lestrange e uccidere Dark Angel. [Sono la stessa persona, Voldemort non è così fesso. Ora, però, manco gli Aurors saranno contenti d’avere peni, dita e frattaglie sparse da catalogare. Tonks inciampa negli intestini di Tony e giusto Moody può fare Horatio Caine]
Lasciate un commento, please”.
Fatto.