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Upper Hogwarts Side

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrottissimi funzionari del Ministero
giacobini asserviti al sistema di merda e frigide baldracche
adorati purosangue.
Sì, siamo tornati.
Sappiamo di avervi fatto prendere un mezzo infarto dall’altra parte ma suvvia! Non siamo adorabili quando facciamo i burloni?
Quindi sì, adesso potete venire a trovarci qui su WordPress, tappa del grande esodo che senza l’opera dell’Admin Suprema Lestrange e allo Splinder Importer di Aioros, cui vanno i ringraziamenti più sinceri dell’intero staff, non sarebbe stato possibile.

Personalmente, sono reduce da un’impresa epica, una full immersion nella Summa della Fyccina, un revival di ognuno dei cliché che ci ha fatto accapponare la pelle in tutti questi anni di onorato servizio: ebbene, ce li ho tutti. Ma proprio tutti. Da Lucius Malfoy trapanatore folle a Severus Piton senza il suo zavorrante “always”; da pacchiani festini e ricevimenti tra Hogwarts e le magioni della gente che conta (eh no, casa Malfoy non sarà esente) a scene di sesso al limite (ampiamente valicato) del trash; da descrizioni di abiti di dubbio gusto e comunque fuori moda (e so di dare una notizia sconvolgente alle eventuali Vestali in ascolto affermando che negli anni Novanta non ci si vestiva come adesso!) a… attenzione attenzione! Certosine descrizioni di colori e sfumature persino del maquillage! Del quale però le nostre protagoniste, essendo splendide di per loro, non avrebbero nemmeno bisogno. Oh, sì, avete letto bene: le nostre protagoniste. Nel fandom le disgrazie non vengono mai da sole.

Davanti ad un simile carnet, i sessantatré capitoli (e non è ancora finita) di Volami Nel Cuore di Viols (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=764176) non possono di certo farmi paura.

Orsù dunque, armatevi di bacchette magiche, ripassate le vostre Maledizioni Senza Perdono preferite e scegliete su quale stecca di questo ampio ventaglio di personaggi originali o, nel migliore dei casi, out of character (ovviamente non segnalato), preferite lanciarle. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Le due pulzelle sulle quali s’apre il primo capitolo frequentano il sesto anno della prestigiosa Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts quando, ATTENZIONE ATTENZIONE, si svolgono gli eventi narrati ne La Camera dei Segreti. E forse questo è, insieme con il buon italiano che scivola solo una tantum, uno dei punti di merito della fyccina, che farebbe prevedere un’interazione con Harry&co. poco più che poppanti e quindi inabili all’accoppiamento… ma forse abbiamo torto ad esser tanto ottimisti.

Come nelle migliori fyccine sulle best-frienz-forevah, Rebecca, per gli amici Rebbi e Letizia, per gli amici Leti (simili nomi e, soprattutto, nomignoli, non vi fanno giungere alle nari un fastidioso lezzo profumoso di self-insertion?) sono diverse come il giorno e la notte, partendo dalle origini: anglosassoni la prima, mediterranee la seconda. Rebecca discendeva infatti da una famiglia di nobili inglesi, purosangue mi permetto di intromettermi nella narrazione per focalizzare l’attenzione dei piccoli lettori sulle genealogie: sono più fondamentali di quanto non siano nelle Cronache di George R.R. Martin o nelle opere di Tolkien suo padre, Christopher Knight, era un funzionario del Ministero mentre sua madre, Charlotte Lowett Knight, curava la casa e le relazioni interfamiliari, a cui veniva data un’importanza quasi morbosa. Ok, ricapitoliamo: tra i poveri mortali babbani, si dice casalinga, disperata nei casi più kitch. I nobili inglesi purosangue hanno invece le curatrici di case e di relazioni interfamiliari. Ma torniamo a noi, non avrete mica pensato di cavarvela così! Letizia aveva invece parenti di nazionalità differenti, ma anche loro purosangue la cosa era così ovvia che precisarla è ridondante Julio Maeder, il padre, era un famoso giornalista spagnolo che lavorava per la Gazzetta del Profeta e la consorte italiana, Eleonora Dellafiore Maeder, era l’igienista dental l’assistente del Ministro della Magia (…) Rebecca discendeva da una famiglia che fu sempre Serpeverde ma il Cappello Parlante decise di smistarla nei Grifondoro, mentre la sua migliore amica era l’unica Serpeverde in una famiglia di Grifondoro da generazioni.

Letizia era di statura media, con un fisico normale che si faceva però notare per il seno prosperoso e le gambe quasi perfette Al quasi, mi sono seriamente commossa… quasi, QUASI perfette! Il viso era indecifrabile: spesso pareva angelico, spesso fin troppo malizioso. Oh. So cuteAveva lunghi capelli dorati dire biondi è banale e fa poco radical chic, lisci e sempre ordinati, con una frangia che copriva la parte destra della fronte ma non arrivava all’occhio Dio! Lucius, l’emo-leccata di mucca. Le sopracciglia castane daaaaaaaah, sarà mica una bionda finta?! e fini seguivano la forma degli occhi in modo perfetto occhebbello, qui è tutta perfetta e le ciglia erano allungate dal mascara. Mascara che, a rigore, la professoressa McGranitt dovrebbe far sparire: a Hogwarts non è concesso truccarsi (seconda notizia sconvolgente per le Vestali in un giorno solo; sopravviveranno?) anche se l’assenza di trucco rischia di rendere l’ambientazione molto meno trash. Gl’iridi neri apprezziamo la sineddoche e l’aulico apostrofo (ma anche no) ma ci dispiace informare l’utenza che il sostantivo iride è femminile  come la pece impedivano quasi di definire la pupilla: l’oscurità di quello sguardo, valorizzato dall’ombretto verde-oro e dall’eye-liner sempre presenti, risaltava tantissimo con i capelli dorati. Visto che la inutile descrizione del trucco c’era, Mangiamorte di poca fede? Ma tanto arriva Minerva, IO LO SO. Le labbra erano fini e di un rosa pallido ma rese lucide dall’immancabile lucidalabbra se il lucidalabbra non le rendesse lucide, credo si chiamerebbe scartavetralabbra ed era quella stessa bocca a dare un non so ché che di malizioso al viso: infatti il sorriso in cui si allargavano invitava quasi sempre a pensieri conturbanti. Insomma, la parodia dozzinale e volgare della Lolita di Nabokov. Le mani erano piccole e carine, con unghie ben curate e colorate con smalti scuri. Mi chiedo se le ditina verranno mozzate o sciolte nell’acido dalla solerte insegnante di Trasfigurazione che, per certo non tollererà una simile oscenità. Caratterialmente era tutt’altro che piccola: egocentrica, ambiziosa, un po’ sadica e superba ma anche davvero dolce con le persone importanti. Come i chihuahua: piccoli piccoli, ma grandi rompicazzi abbaiatori. Era anche molto contraddittoria e spesso tendeva a mostrarsi distaccata anche con le persone più care per paura che la vedessero debole. Probabilmente era questo il motivo che la faceva trovare tra i Serpeverde. No, cara: questo è il motivo per il quale quei due omoni vestiti di bianco ti stanno venendo a prendere. E non preoccuparti, le maniche della camicia non sono troppo lunghe: è per annodarle meglio dietro.

Rebecca era agli antipodi TI PREGO, dicci qualcosa che non sappiamo. Viso tondeggiante, con lineamenti delicati. Il naso particolare in quanto estremamente semplice, dalla linea perfetta qualcuno mi spiega come sarebbe un naso non semplice? Savoia, cappuccino, francescano come i nodi marinari? Comunque, al prossimo perfetta faccio una strage, LO GIURO labbra carnose quanto bastava e di un rosa tendente al rosso COME TUTTE LE LABBRA DEL MONDO, PER LA SACRA VERGA DEL GOS! Sovrastata da sopracciglia fini e leggermente arcuate, dalla forma inspiegabile, vagamente squadrata tipo… banalissime ali di gabbiano? Aye, sir la linea degli occhi era tempestata con ciglia lunghe e nerissime come le pupille al di là del fatto che ora io mi immagino gli occhi trafitti dalle ciglia tipo tempesta di frecce alle Termopili, che senso ha descrivere LA PUPILLA? E’ nera per tutti, è uno dei pochi organi democratici! incastonate in due brillanti smeraldi Quindi, o Rebecca ha gli occhi verdi o siamo autorizzati ad immaginarla così:

 

 La carnagione chiara risaltava a contrasto con la cornice dei capelli corvini, lunghi e mossi che le ricadevano morbidi sulle spalle. Il collo prolungava la linea del viso sino alle spalle dritte, da cui due braccia femminili che terminano in mani affusolate, delicate, con unghie curate e neutre. Credo che mai come adesso ci sia stata tanta meticolosa scientificità nell’inutile descrizione dell’ovvio: quasi quasi mi immaginavo braccia maschili. Il seno era bello, della misura giusta. E dal momento che ogni uomo ha gusti diversi in materia di tette, apprendiamo che Rebecca può ingrandire o rimpiccolire le proprie a seconda di chi si trova davanti, in modo che per tutti siano della misura giusta: dalla coppa di champagne all’acceleratore di positroni del Cern. Il busto si stringeva leggermente sul punto vita per poi riallargarsi di poco dando vita a fianchi proporzionati, uniti a gambe lunghe, snelle e sode I fianchi direttamente connessi alle gambe sono qualcosa di inconcepibile, sì, anche se le gambe sono lunghe, snelle e sode. I polpacci si assottigliavano mano a mano che si avvicinavano ai piedi rendendo le caviglie sottili ma forti. TUTTI ABBIAMO LE CAVIGLIE PIU’ SOTTILI DEI POLPACCI, ANCHE L’OMINO MICHELIN!!! Era una ragazza orgogliosa, riflessiva e altruista. Una buona ascoltatrice, ma egoista per quanto riguardava i suoi pensieri e le sue emozioni. Sarcastica e ironica, era davvero abile nell’uso della parola, sagace ed intelligente. Se voleva davvero bene ad una persona, avrebbe anche potuto dare la vita per proteggerla: ecco perché, forse, era tra i Grifondoro. No, Rebecca è dei Grifondoro perché le va e davvero non vediamo il motivo per il quale non dovrebbe dare la propria vita ADESSO, prima che si diverta a dare altro tra un paio di capitoli.

E non ditemi che vi ho rovinato la sorpresa.

Lo so, lo so, questa descrizione estenuante e puntigliosa che, a questo punto, manca solo del computo dei peli sulle ascelle delle due amiche tra una ceretta e l’altra ha lasciato stremati voi quanto me. Ma come potevo esimermi? Qui non ci si limita ai capelli, agli occhi, alla perfezione dei tratti del volto e del fisico tutto; si va oltre, si raggiunge la descrizione della banale anatomia umana rendendo meraviglioso perfino il fatto che le protagoniste abbiano braccia e gambe articolate col tronco. Ma dobbiamo essere stoici come è nostro solito e… andare avanti.

Come potremmo altrimenti sapere dalle labbra lucide di Leti che Rebbi ha ottenuto il massimo dei voti nei G.U.F.O? E che ha preso Eccellente in tutte le materie tranne Pozioni nonostante fosse la migliore del corso?

Dite che non ce ne fregava un’emerita, vero? Beh, nemmeno a me, però fa sempre tenerezza quando si tenta di dare en passant informazioni sulla bravura di un personaggio con il risultato di renderlo semplicemente più irritante. Più irritante ancora è venire a sapere che:

1. Rebbi e Leti sono inspiegabilmente amiche di Fred e George Weasley, noti nel fandom per passare il tempo a circondarsi di Mary Sue;
2. abbiamo definitivamente perduto Draco Malfoy, e prima ancora che fiorisse: alla domanda legittima che fa a Leti (e, stranamente, perfettamente IC) Allora, Maeder, ancora con certa gente? gli viene risposto un non vedo perché le sei così ostile. Mi è giunta voce che non ti dispiacerebbe fare certe cose con lei che lo lascia tramortito, tanto da farlo fuggire per evitare di far notare le guance rosse. Notate bene: Malfoy frequenta il secondo anno. Le due bestfrienz il sesto. Direi che possiamo tranquillamente definirle bulle, almeno in questo contesto. Nei contesti a seguire, ci limiteremo a puttane;
3. Rebbi è amicona di Harry, Ron ed Hermione, con i quali passa molto del suo tempo. Perché? Beh. Alla Perfezione Incarnata non poteva mancare essere nelle grazie del Bambino Sopravvissuto. Anche se a passare il tempo con tre ragazzini di almeno quattro anni più piccoli di me (e nella fascia di età considerata quattro anni fanno davvero la differenza)… beh, inizierei a pormi delle domande;
4. la McGranitt non solo NON scioglie nell’acido proprio nessuno, anzi, l’indomani Rebbi si complimenta con Leti per il bellissimo trucco argentato. Sobrio, soprattutto, considerato che siamo in una scuola inglese di mattina e che comunque è VIETATO TRUCCARSI AD HOGWARTS;
5. Per un attimo sembrò che le loro menti fossero collegate, cosa che succedeva abbastanza spesso alle due poiché legate da una profonda amicizia. Perché il talento profonda amicizia è un prerequisito per ottenere telepatia;
6. “abborda il personaggio inutile creato ad hoc, possibilmente Corvonero o Tassorosso, tanto poi sai che trombi con uno o più dei personaggi della Rowling” è lo sport più praticato durante il primo giorno di scuola;
7. l’arguzia di Rebbi ha un potere ammaliatore su Piton, che si comporta come un cretino disperatamente attaccato a una fallimentare parvenza di IC;
8. Gilderoy Allock, probabilmente per la parlata piemontese (Non resisti proprio lontano dalla mia materia, né?), reo di non piacere a Rebbi e Leti, diviene spietata vittima di bashing. Cielo, le Mary Sue che odiano Allock sono più patetiche della corte di studentesse adoranti che il professore di Difesa si trascina dietro. Ma Allock che ci prova con Rebbi che, ricordiamolo, è ancora una studentessa e anche minorenne, è più patetico ancora;
9. Rebbi suonava il pianoforte da quando aveva 6 anni e cantava divinamente, anche se lei non ne era così convinta. Ah, la falsa modestia della voce narrante… no, non chiedetemi perché la McGranitt, deux ex machina dal noto dolce sorriso occupi la già chiassosa sala comune dei Grifondoro col pianoforte di Rebbi. Potrei essere maligna e dire che è per renderla più perfettamente Suosa di quanto non sia già ed in effetti… è per quello. La cosa è così sensazionale che Leti, per quanto Serpeverde, ottiene dalla stessa McGranitt (o meglio, dalla sua controfigura sotto effetto di stupefacenti) il permesso di accedervi solo e soltanto per sentire cantare e suonare la sua amica. RAGIONIERE!!! 

Ecco.
Ma sono buona e su questa torta a nove piani di zuccheroso liquame ci metto anche l’orrida ciliegina: la controfigura-sotto-effetto-di-stupefacenti-della-McGranitt, estasiata da una simile esibizione, propone a Rebbi di suonare e cantare alla cena che si terrà domenica sera (…) con tutti i professori, i consiglieri e il Ministro per l’apertura dell’anno scolastico. Ah, sì, la famosa cena d’apertura dell’anno scolastico, COME NO. La Rowling la descrive in ogni libro, settimo compreso. Alla nostra fanciulla non toccherà di certo esibirsi in canzoncine ridicole come quelle del Cappello Parlante o “Hogwarts, Hogwarts, cara vecchia Hogwarts”, ma in un vero e proprio repertorio da combattimento: liquidati con un colpo di spugna Beethoven, Mozart e Debussy, la platea adorante dovrà sorbirsi Vulnerable dei Secondhand Serenade (2005), Angel e All I Need Dei Within Temptation (2004 e 2007), Behind Blue Eyes nella versione dei Limp Bizkit (un genio, la versione degli Who del ’75 poteva salvarla e invece no, buttiamoci sui Limp Bizkit e sul 2003!), My Immortal degli Evanescence (2000) oltre a Wonderwall degli Oasis (1995) che, credetemi, odierete a fine fyccina (ambientata, giova ricordarlo, tra il 1992 e il 1993). Professor Vitious, signori del Coro, spostatevi che fate ombra a Nostra Signora della Perfezione più Figa. Sono curiosa di sapere come i maghi purosangue, Serpeverde uber alles, tollereranno di ascoltare una simile menata di musica babbana. Draco vorrebbe provvedere, ma non sa ancora che, in questa fyccina, lui non ha un padre, ma LUI.

E nemmeno fossero i pastorelli del presepe, Leti, i gemelli (i Weasley sono gli unici fratelli gemelli di tutta Hogwarts, evidentemente) Ron, Hermione, Neville, Harry, Ginny e altri si propongono come camerieri per il lieto evento. Speriamo che la Cometa, oltre ad indicare la strada, si schianti sul pianoforte ed incenerisca tutti i figuranti di questa fyccina, malamente spacciati per i personaggi della Rowling. Sì, dico figuranti di questa fyccina malamente spacciati per i personaggi della Rowling perché una che dice ad una studentessa Abito da sera di lunghezza variabile ma compresa fra ginocchia e caviglie; scollatura adeguata; colore che preferisce e scarpe preferibilmente col tacco. Riguardo ai gioielli metti pure ciò che vuoi, l’importante è che il tuo aspetto non rimandi poi a un albero di Natale continua a non essere Minerva McGranitt: è solo un altro fastidioso espediente per mettere ancora più in risalto la perfezione a trecentosessanta gradi (più tardi passeremo ai novanta) di Rebbi. In questi anni ci è passato sotto gli occhi -e le mani- praticamente di tutto, ma qui abbiamo valicato il limite del troppo, stiamo stroppiando!

Dopo una insulsa domenica mattina trascorsa ad Hogsmeade al solo scopo di introdurre l’ennesima nota trash alla desolazione della trama (una toccata e fuga dell’unico ed incommensurabile God of Sex, Lucius Malfoy, che guardatevoiilcaso inizia a marpionare Leti e anche un po’ Rebbi), arriviamo al momento clou. “Il concerto?” direte voi. No. La descrizione dell’abito di Rebbi.

Le sue forme non potevano trovare posto migliore di quell’abito di seta blu notte senza spalline che si fermava appena sopra il ginocchio. Fortuna che è un abito da sera. I fianchi fasciati e il seno avvolto perfettamente erano resi ancora più belli dal nastro bianco, anch’esso di seta, appena sotto il decolté parente prossimo del décolleté, presumibilmente e che si allacciava in un piccolo fiocco sul davanti liquidarlo con uno stile impero non avrebbe reso onore. Le scarpe open-toe col tacco, abbinate al fiocco ma opache, lasciavano intravedere le unghie bordeaux. … scarpe aperte e bianche di sera? SCARPE APERTE E BIANCHE DI SERA?!? Anche le mani erano perfette con quello smalto facciamo un gioco: conteggiamo la parola perfetto/a/i/e in tutta la fycci? Secondo me sbanchiamo e l’anulare destro portava con estrema eleganza il piccolo anello con uno smeraldo incastonato in una piccola circonferenza di diamanti neri, uguale alla collana e ai pendenti, tutto un regalo dei suoi genitori. Gioielli neri e verdi su un abito blu e bianco con smalto bordeaux? Rebbi, ti presento Enzo e Carla: avrebbero due parole da dirti.


I capelli erano sciolti e le onde corvine più morbide e definite che mai. La frangia mossa ricadeva delicata sulla fronte, mentre a sinistra i capelli erano puntati con un fermacapelli di porcellana raffigurante un candido fior di loto non più grande di cinque centimetri di diametro. I cinque centimetri di diametro sono un Horcrux, ecco perché vanno specificati. Gli occhi verdi erano sublimi con l’ombretto blu, la matita nera e le ciglia rese ancora più lunghe dal mascara color pece. Le labbra sembravano petali di rosa grazie al lip-gloss lucido, che faceva brillare maggiormente il suo sorriso di perle. Rebbi…

E siccome sono buona, ma buona buona, vi risparmio la puntigliosa descrizione di una serata della quale Hogwarts avrebbe fatto volentieri a meno. Però di Piton che fa i complimenti e non solo per le doti canore (sic!) non posso proprio tacere. Così come non posso tacere che, ancora a due mesi dalla pregevole esibizione, I Grifondoro erano fieri della loro compagna, vagavano per il castello vantando una così brava musicista; i Corvonero e i Tassorosso non potevano che trovarsi d’accordo ed elogiavano anche la sua voce sublime; i Serpeverde erano divisi tra chi aveva il coraggio di ammettere la sua bravura e chi la scherniva, con ovvia invidia.. Poi squallore su patetismo, con Allock ridotto a zerbino ai piedi di Rebbi e Leti e Piton che perde completamente la dignità nei confronti dialettici con la Grifondoro (*risate registrate*) rendendo sempre più difficile sostenere qualsivoglia argomentazione sulla sua credibilità. E ancora pessimismo e fastidio, orrore e raccapriccio finché, TA-DAN! non arriviamo all’annuncio della fatidica festona dell’anno: il party di Natale a casa Malfoy. Eh sì, i Malfoy sono dei rinomati festaioli. Ma dobbiamo comprendere questo espediente narrativo perché, se così non fosse, Rebbi non avrebbe potuto incontrare, sei anni prima, la coetanea ex-Beauxbatons, ora Corvonero Claudine Dumas (perché tutti i francesi si chiamano Dubois o Dumas, al massimo Delacour), per gli amici Clau. Che cosa ce ne facciamo del terzo personaggio originale, mi chiedete? Oh. Non ne avete idea, ma portate pazienza. Siamo solo al capitolo dodici.

Vostra

Odio Umbridge

aspirante curatrice di case e di relazioni interfamiliari

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Il ritorno della pallida cortigiana – la vendetta

Giacobine, giacobini (ci sono momenti in cui rivolgermi ai nostri esimi colleghi uomini mi fa ancora uno strano effetto, sappiatelo), benvenuti. Prego, accomodatevi: sono lieta di potervi offrire una sistemazione migliore rispetto alla stanza d’ospedale dove ci siamo lasciati la scorsa puntata: a quanto pare il mio rattrappito cuore di megera acida ha reagito abbastanza bene all’infarto che mi colse tempo addietro, nel riscoprire questa ficcy che credevo ormai perduta nei meandri del Tempio. Aggiornata, naturalmente, perché le disgrazie capitano due a due come le ciliegie.

 

Ma bando alle ciance e riprendiamo la puntata. Dov’eravamo rimasti? Ah, giusto: al terzo capitolo di “Punto debole” di AngevilRickman  (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=151644)

Suggerimento: se odiate Renato Zero, amate il canon o siete diabetici, tutto questo non fa per voi. Se proprio volete continuare, vi consiglio di tenere a portata di mano elfo del catino e insulina. Ma tanta insulina, eh.

 

Severus Snape percorreva gli interminabili corridoi di Hogwarts

Immagino quindi che da questo momento il nostro professore di Pozioni sparirà dalla storia, essendo impegnato a percorrere dei corridoi che, in quanto interminabili, non finiscono mai. Ciò significa che non potrà strusciarsi addosso a Potter, andare a letto con Voldemort e provocare accessi di gelosia nel GoS. Un peccato, ma ce ne faremo una ragione.

…sentite, ma vi costa tanto lasciarmelo sperare?

 

Mentre il nostro eroe (?) percorre corridoi che tanto interminabili, purtroppo, non sono, veniamo informati della sua opinione nei confronti del vecchio pippaiolo.

lui lo vedeva solo come un essere subdolo per cui tutti sono sacrificabili, trattava le persone come i pezzi di una scacchiera da muovere correttamente per vincere la partita e Severus odiava essere trattato così

Se essere trattato così gli fa tanto schifo, perché tanta fretta di saltare di nuovo nel letto di di zio Vol…ehm, nel carrozzone dei Mangiamorte? Non mi risulta che l’ Oscuro Signore (il vero Oscuro Signore, santa pace, non zio Voldy) sia noto per preoccuparsi poi tanto dei suoi seguaci.

almeno Voldemort non usava quella falsa gentilezza di cui invece Silente abbondava.

Mistero risolto: alla Pallida Cortigiana il sesso piace violento, ed effettivamente il vecchio pappone è troppo avanti con gli anni per essere il macho della situazione.

Prendi un Severus,

trattalo male…

 

“Preside (una virgola qui faceva schifo, suppongo) le devo parlare (punto. No, non mi metterò a correggere tutta la punteggiatura, ci staremmo fino a domani.)

“Tra noi è finita, Albus.”

“Perché, Sev? Dimmi perché!”

“Non puoi soddisfarmi, Alby, io voglio essere maltrattato, mentre tu puoi a malapena…”

 …no, va bene, non è andata esattamente così.

“Dell’incontro che hai avuto con Voldemort?” chiede invece Silente, e Sev Sev intuisce che Potter lo ha già messo al corrente. No, non per tentare di mettere in guardia il mondo magico da una potenziale spia, che pensate?

era stato più ingenuo di un Tassorosso… (perché, si sa, i Tassorosso sono i fessacchiotti della situazione. Sempre. Gente come Cedric Diggory finisce lì solo per errore) Potter aveva capito ciò che provava per Voldemort e per qualche motivo aveva fatto il possibile per farlo tornare da lui..

 

Tu che hai alzato la mano, cosa dici? Sì, certo, lo so che è una cosa che non sta né in cielo né in terra, ma ehi, this is ficcy.

Tu che saltelli? Sì, mi rendo conto che una cosa del genere avrebbe più che altro avuto l’effetto di far finire la pallida cortigiana ad Azkaban in meno di dieci minuti che non quello ci farlo ‘tornare da lui’. Ma di nuovo, this is ficcy. La logica è un optional.

 

La pallida cortigiana, dunque, confeziona al volo una storiella per il vecchio cannaiolo (storiella da cui si evince che a qualunque ex Mangiamorte che abbia tradito lo zio Voldy basterebbe tornare e dire “ehi, sono di nuovo dei vostri!” per riavere la sua immediata fiducia) che ci casca con tutte le babbucce. Non solo, ma reduce dalla quotidiana dose di cannabis, comincia a blaterare:

 Ricordo la prima volta che arrivasti da me Severus, fu poco prima della caduta di Voldemort, una sera ti ritrovai nel mio ufficio con Minerva, eri depresso, sembrava che per te la vita non contasse più nulla, quando mi dicesti di essere un Mangiamorte sentii il tuo dolore…

Il discorsetto andrebbe avanti, ma sono buona e ho deciso di risparmiarvi. Sì, so che vi state chiedendo per quale motivo Silente dovrebbe ripetere tutta ‘sta pappardella visto che Sevvie ne è stato protagonista e sa benissimo come sono andate le cose, ma non sforzatevi troppo. Certe domande sono destinate a restare senza risposta.

 

Chiaramente seccato dalla tiritera (e chi non lo sarebbe?) Sevvie tenta di squagliarsela, ma non riesce a dribblare un’ultima domanda del vecchio pappone:

“Questa sera non ti farà del male giusto?”

No, gli darà la caramella col buco e il bacetto in fronte. Considerato che l’ha tradito e che il Silente ignora – beato lui! – la vera natura della loro relazione, la domanda corretta sarebbe “non credi che ti ammazzerebbero a vista?”

La risposta è illuminante: “Penso di essere punito per il tradimento ma nulla di grave, sa che devo essere in grado di tenere le lezioni.

Però, ed io che pensavo che i traditori venissero fatti secchi senza preoccupazioni per i loro futuri impegni. Ma d’altronde, non tutti i traditori sono impelagati in una storia di sesso violento con il capo. No, Bella, non tu – dopottutto, noi siamo più aperti dei Mangiamorte: tutti si paxano e/o slashano con tutti.

 

Lasciato l’ufficio del vecchio cannaiolo, un incontro con Potter è, temo, inevitabile. Dopo aver tolto punti a Grifondoro (uno sprazzo di IC, come un raggio di luce nelle tenebre! Puoi farcela, Sev!) ogni speranza di redenzione viene infranta in poche, sgrammaticate frasi:

Severus lo prese per i fianchi girandosi e premendo il ragazzo contro il muro, avvicinò le labbra al suo orecchio sussurrando “Invece sappiamo entrambi cosa vuoi Potter, mi odi, mi disprezzi ma mi vuoi. Vorresti starmi sopra non è vero?

Insomma, un solo raggio di luce prima che le tenebre dell’ OOC piombassero nuovamente sulla mente del povero professore. Risparmierò ai poveri spettatori la scena nella quale Sev si struscia un po’ contro Potter (sì, dopo aver piantato a Voldy un tragedia nelle precedente puntata  perché ‘si era scopato Bellatrix’) prima di andarsene, lasciandolo lì nel corridoio arrapato e incazzato come una biscia. Insomma, glielo fa annusare e poi non glielo da.

…santa pace, che brutta immagine. Mi sa che d’ora in poi userò questa frase solo al femminile…

 

A questo punto, miei cari spettatori (siete ancora lì? Ne avete di coraggio, devo ammetterlo), direi che ci meritiamo tutti una pausa. Seguitemi, ordunque: allontaniamoci dal presente – guisto per non sapere in che modo Harry risolverà l’ingombrante problema che Sev gli ha lasciato strusciandoglisi addosso – per assistere ad un mirabolante flashback. E non un flashback qualunque, bensì un flashback del GoS.

Un giovane dai lunghi capelli biondi, si trovava nella sua stanza privata, privilegio dei prefetti

Tu, con la mano alzata? No, Ron ed Hermione non hanno avuto una stanza privata quando sono diventati Prefetti. Solo il GoS ha avuto tale privilegio – non vi aspetterete mica che concupisca le vergini a lui destinate in un dormitorio pieno di guardoni, no?

Ma stavolta a presentarsi la creature tremebonda che entra nella sua stanze e si avvicina al suo giaciglio non è un’inutile femmina qualunque, bensì il giovane Severus.

…no, non vincete nulla se avete indovinato. Era troppo facile.

 

E no, il giovane Sev Sev non trema perché eccitato alla prospettiva di una notte col GoS (considerato che Lucius ha almeno sei anni più di Severus e che, di conseguenza, avrebbero rispettivamente qualcosa come diciassette e undici anni, è bello sapere che almeno la pedofilia l’abbiamo scampata): il piccolo Sev trema a causa della pioggia poche gli ricorda il giorno in cui gli Auror erano entrati in casa sua ad annunciare che il padre era entrato a far parte di un gruppo di pericolosi fanatici chiamati Mangiamorte e che era stato ucciso durante un conflitto. Severus non aveva mai smesso di odiare né gli Auror né la pioggia, adorava il padre, tutto ciò che sapeva lo aveva imparato da lui

No, spettatori, il fatto che Tobias Snape fosse un Babbano non ve lo siete sognato. E no, non vi siete sognati nemmeno il fatto che Severus non nutrisse per lui qualcosa anche solo vagamente simile ad ‘adorazione’. La Rowling è stata parecchio chiara su certi dettagli ma che volete farci – ancora una volta, this is ficcy!

 

Insomma, per motivi in chiaro contrasto col canon, il nostro Sevvie ha bisogno di conforto, che gli viene prontamente offerto da Lucius, che gli infila le mani sotto la maglietta e…

…ehi, non guardatemi così, ho già detto che almeno stavolta Lucius-il-pedofilo ci è stato risparmiato!

infilò le mani sotto la maglietta del ragazzo più giovane iniziando a fargli il solletico.

Visto? Del tutto innocente. Giacobine latiniste malpensanti che non siete altro!

Lucius gli posò un dolce bacio sulle labbra accarezzandogli lentamente la guancia poi se lo strinse al petto. “Dormi, ci sono io con te e quando saremo grandi sarò al tuo fianco nel momento in cui compirai la tua vendetta”

Va bene, ritiro tutto. Abbiamo visto di peggio, certamente, ma…sì, insomma, l’autrice lo SA che qui Severus può avere al massimo undici, dodici anni mentre Lucius ne avrebbe almeno diciassette, sì?

 

Insomme, Sevvie-Orsetto-Del-Cuore si addormenta, ed eccoci catapultati fuori dal flashback e di nuovo nel presente, per la precisione a Malfoy Manor. Ed ora, amici spettatori, è il momento della Posta del Cuore di Narcissa Black in Malfoy – il tutto sulle note di “Magari” di Renato Zero. Sì, sono seria. Sono l’unica ad avere problemi a collegare quella canzone a Lucius Malfoy e Severus Snape?

Tralasciando il testo della canzone (ho un cuore anch’io, per quanto malandato, quindi vi risparmio) ecco alcuni pezzi sparsi tratti da “La Posta del Cuore” di Narcissa:

“Dimentichiamo la sistemazione dei mobili, mi dici cos’è successo? E’ da quando sei tornato dal ministero che sei strano!”

Gli occhi di Lucius, di solito freddi, in quel momento mostravano solo malinconia e dolore. “Severus è venuto da me, penso voglia recuperare la nostra… amicizia”

E mo’ se chiama amicizia…

“Se fosse rimasto lì due minuti in più non sarei riuscito ad impedirmi di stringerlo e baciarlo fino a fargli dimenticare il suo nome”

Nulla da eccepire. Lui è il GoS. Lui tutto può.

“Capisco.. Lucius rispondi sinceramente: sei disposto a lottare per Sev?”

Contro Voldemort? Con rispetto parlando, sarebbe un suicidio.

 

A quanto pare, Narcissa Malfoy sta tentando di spingere il marito a farsi ammazzare. Le farebbe comodo, probabilmente: ovviamente Narcissa è sempre cornuta, ma non sembra turbata dall’infedeltà del marito in quanto lo cornifica a sua volta…e anche piuttosto apertamente, dal momento che il GoS  arriva a chiederle se almeno questo è carino. Che fa tanto quattordicenne intenta a spettegolare con la compagna di banco, ma tant’è. Certo, la risposta non è propriamente matura:

“Più di te sicuramente”. Pappappero, aggiungerei.

 Il GoS, tuttavia, non da alcun peso alle sue parole (perché dovrebbe? Sappiamo tutte che non è GoS per niente): a quanto pare, ha ben altro per la testa. No, non quello – ha un piano per rendere Severus do nuovo suo. Mi auguro che tra lui, Voldemort e Potter ci si possa mettere d’accordo, che i passaggi di proprietà possono essere una rogna se le parti in causa non concordano.

 

Ma adesso lasciamo il GoS e Renato Zero e torniamo a vedere cosa sta facendo Snape. Che in effetti a Renato Zero somiglia abbastanza nella versione cinematografica, ma son dettagli.

La riunione era prevista per mezzanotte. Alle 21:35 (accidenti, che precisione svizzera) Severus decise di non voler aspettare

‘azzo, figlio mio, sei proprio arrapato forte, eh.

Insomma, il nostro Sevvie arriva alla residenza dell’Oscuro con largo anticipo, ritrovandosi da solo con Voldemort. Se avete un brutto presentimento, sappiate che è fondato: dopo una breve discussione su un presunto doppiogioco di Greyback (sì, Greyback. Quell Greyback. Quello a cui interessa solo poter soddisfare la propria sete di sangue e che è entrato nelle file dei Mangiamorte solo perché gli lasciano sbudellare mezzosangue e babbani senza problemi. Ce lo vedo proprio, a fare il doppio gioco per Silente…) Lord Voldemort passa all’azione:

Il suo signore lo guardò divertito, facendolo alzare e conducendolo poi verso la sua camera da letto.“Direi che ne abbiamo abbastanza per rendere la serata interessante”

Non conosco le opinioni degli esimi spettatori, ma io direi che ne abbiamo abbastanza e basta.

 

Giacobine, giacobini, latinisti, questa puntata di Fastidious Geographic si chiude qui. Vorrei ringraziare il tecnico delle luci, EFP, la mamma e il computer per non essere esploso dopo le prime tre righe di ficcy – è stato anche grazie a loro se sono riuscita a portare questa puntata sui vostri schermi.

…come sarebbe a dire “non lo fare mai più”…?

Uccelli di rovo… E mai titolo fu così ambiguo!

Miei piccole befane svolazzanti come uccelli di rovo, come state?

Avete sbrindellato le calzette dei bambini a voi assegnati? Avete progettato di mettere la colla nei camini, così che l’anno prossimo Babbo Natale rimanga incastrato lasciando a voi tutta la gloria delle feste?

Bene, me ne compiaccio, ma ora torniamo alle recensioni, per favore.

Questa sera parleremo di “The Unforgiven” di queenseptienna.

Prima di darvi il link vi avviso: parla di incest, e di rapporti sessuali in una chiesa e di canzoni dei Metallica usate male.

Parla anche di Harry Potter, ma questo è un dettagli insignificante.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=314932


La voce di Lucius risuona fredda, nella chiesa vuota.

No, davvero, Lucius: il Tempio è un’altra cosa, una chiesa cristiana è consacrata alla concorrenza… Non vorrai creare un incidente diplomatico, vero?

Lucius comunque va a confessarsi perché ha peccato.

Parlerà dei babbani ammazzati? Di quando ha mentito per salvare la sua reputazione nella comunità magica? Di quando ha corrotto, ferito, ricattato?

No.

Potrebbe (i peccati non gli mancano) ma non lo fa: parla di quando è andato a letto con suo figlio.

Sì, è bello sapere che nel ficcyword i classici non cambiano mai, nemmeno quando mamma Row tenta di indicarci una via: Blaise è stata l’unica eccezione, probabilmente perché gli autori avevano esaurito le possibili combinazioni di Zabini Transformer prima che la Rowling desse la giusta soluzione al puzzle.

Tornando a noi, Lucius è addolorato ed affranto (pentito? Naaa) per quanto successo e, per l’atto impuro commesso –un estratto da The Unforgiven dei Metallica dovrebbe calarci di più nella drammaticità del momento– ha bisogno dell’assoluzione.

E da chi andare se non dalla Pallida Cortigiana, oggi in versione Padre Ralph?

Non è stupito.

… Delle incest in casa Malfoy non si stupisce più nessuno!

Si… è un peccato gravissimo, fratello. L’incesto ti porterà all’inferno, lo sai?
Fuori dalla Grazia di Dio e, se descritta, da quella di EFP. Ma qua l’autrice è furba e l’incesto è solo un pretesto per una scopata con Padre Ral… Sev. Giusto per dare quel tocco scabroso in più che affascina i lettori.

Ma Lucius sa che andrà all’inferno: ha strappato le ali a suo figlio, dopotutto (addio Draco Angelo Tentatore… Ci mancherai.). Gli ha impedito di volare per sempre.

Io pensavo che in un rapporto sessuale tra due uomini le cose andassero differentemente: non avevo mai sentito parlare di ali. Dieci anni da slasher ed i racconti di alcuni amici e mi era sfuggito questo particolare saliente!

Mentre Lucius racconta delle ali strappate (come Angelo degli X-men!) Severus guarda un ritratto di Santa Rita, protettrice dei disperati (non era esattamente così: Santa Rita è considerata la “Santa dei casi impossibili, avvocata dei casi disperati”. Il che la fa da una parte la santa di tutte le ficcine, dall’altra l’avvocata della lingua italiana. Uno strano conflitto d’interesse insomma).

Severus chiede a Lucius se Draco era o meno consenziente. Malfoy guarda il quadro di Santa Rita (probabilmente chiedendo invano protezione dalle ficcy-writers) e –con un altro estratto da The Unforgiven –  e informa Sev del fatto che Draco era consenziente. Eccome.

Sev a questo punto alza gli occhi su di un crocefisso. Senza essere Legimens posso intuire il pensiero del Potion Master, ora, ed è qualcosa di simile a “Fa che cada un fulmine così che possa morire prima di sentire il resto”. Il Cristo morente gli ricambia lo sguardo, probabilmente sottintendendo “Sev, hanno slashato anche me, che pretendi? Perdonale perché non sanno quello che fanno!”.

Sev, scosso, se ne esce con un

-Hai peccato di troppo amore, fratello mio… ma questo non alleggerisce la tua pena.-

Padre Sev, un consiglio: dovrebbe smetterla di sniffare l’incenso.

-Ma ho scopato mio figlio… [Lucius, sei in Chiesa! Modera il linguaggio! ] lui mi ha supplicato… ha voluto che esaudissi il suo sogno più grande-

Io pensavo fosse vincere la coppa delle case, mettendolo metaforicamente nel sedere ai Grifondoro oppure umiliare Harry, mettendolo metaforicamente nel sedere al suo peggior nemico. Anche trovare una soluzione contro la calvizie precoce, magari, mettendolo metaforicamente nel sedere alla sua creatrice.

Invece il suo sogno più grande è farselo mettere nel sedere in modo NON metaforico da Lucius.

Lucius piange una sola lacrima (è Johnny Depp in Cry Baby *O*) E Severus l’asciuga e poi si lecca il dito. La lacrima è salata (ma dai?), ha un sapore pieno di sofferenza (cioè?), quasi insopportabile (WTF?!)

Insopportabile come la presenza di loro due in quel luogo sacro. Entrambi peccatori, entrambi esseri perversi.

…Entrambi incredibilmente OOC.

Altro estratto da The Unforgiven, tanto per giustificare il titolo, mentre Lucius tenta di giustificare suo figlio:

–Lui non ha peccato, padre. Lui mi ama e ha voluto essere solo amato intensamente. Gli ho dato quel che voleva.-

Draco è così Bohemien!

–Parlami di ciò che hai nel cuore, fratello.-

Che probabilmente, nel linguaggio da innamorati di Sev e Lucius, sta per “Slacciati i pantaloni e fatti scopare”, dato quello che accadrà a breve.

-Lui è… lui è così bello… è così simile a me….-

Lucius, non ti bastava una sega davanti allo specchio per placare questo tuo patologico narcisismo, vero?

Severus inizia a provarci e, tra altre citazioni dai Metallica, scopriamo che Severus sa da anni che il modo in cui geme un Malfoy è assolutamente delizioso da ascoltare… sorpreso, eccitato, vizioso… assolutamente perverso.

Me cojoni. Mica è GoS per niente!

Sev si siede a cavalcioni su Lucius (che, scritto così, potrebbe anche essere un movimento sensuale… Peccato che Sev in questa ficcy è un prete, e sedersi a gambe divaricate su qualcuno con una tunica stretta porta a manovre tutt’altro che provocanti, specie se è un uomo a doverlo fare…)

-Padre… come posso espiare i miei peccati? Sono un imperdonabile… sono un misero individuo…. padre… mio figlio mi ha chiesto un amore che non posso dargli…-

Lucius, per una volta nel ficcyverse sii uomo fino in fondo e abbi la decenza di piantarla con questo giochetto, prendere Severus e trascinarlo fuori da quella Chiesa, così da farti scopare in luogo non consacrato. E non tirare in ballo l’amore, che ciò che ti ha chiesto Draco è ben altro e comunque già glielo hai dato!

Seguono mani su visi, baci casti, braccia intorno al collo e lingue incrociate (gha?).

Le loro erezioni intense (oooh! *O*) si scontrano (deve far male…), si accarezzano (solo io sto immaginando due peni con le manine?) e scatenano reazioni al limite dell’umano (ma di che si son fatti prima di scopare? Acidi?).

-Perdono padre, perchè sto peccando……-

Ora sono io ad invocare un fulmine; e pure i Metallica lo invocano.

Si sono spogliati e sono nudi dentro la chiesa vuota. Il silenzio è intenso [“Intenso” è la parola del mese], sembra costruito ad arte per quella situazione. I santi li guardano con estremo disprezzo, disgustati dal quel comportamento contro natura [no, è che si son rotti pure loro di questa trasgressione così, tanto per fare]

Sev copre con un drappo tutte le raffigurazioni dei santi –dev’essere un drappo parecchio grande –, mentre la da sua personale versione di un’assoluzione. Ci chiediamo il perché di tanta premura: avete fatto trenta, fate addirittura trentuno, no?

Con un singhiozzo soffocato Lucius accoglie in se ogni centimetro dell’amore del suo amante…

Abbiamo capito: “Amore” è una raffinata metafora per dire cazzo. Il che ricorda quelle trucide frasi d’abbordaggio alla “Cara, ho trenta centimetri d’amore da darti!”

Lucius accetta di essere passivo nonostante detesti quella posizione, ma –Ehi!– Severus ci sa fare e

La nebbia del suo cervello si dissolve, lasciando solo immagini e suoni chiari, il piacere travolgendo dell’esperienza che sta provando.

Se Lucius è il Dio del Sesso, Severus è Lucifero, il portatore di luce o, in alternativa, un buon faro antinebbia.

Lucius cerca di averlo ancora più dentro più in là del possibile umano.

Qualcuno dica a questi due che non c’è bisogno di esagerare: il sesso può essere grandioso anche senza dover estremizzare tutto.

Il fulcro della storia pare essere non tanto il peccato dell’incesto, quanto il tradimento di Lucius. No, non nei confronti di Narcissa, piccoli illusi:

–Perdono padre, perchè ti ho tradito… perdonami amore mio… perdona se puoi, un imperdonabile essere… –

Perdonami buonsenso no? Eppure mi sembra che, in questa storia, sia quello che ne esce peggio, insieme al Canon.
In tutto questo, Lucius viene. E Pure Severus, tra frasi sconnesse (vi prego, preferisco pensarla così!), urlando come una bestia ferita. Detto così non è affatto bello, seppiatelo.

–La tua pietà e il tuo amore cancellano il marchio che volgare calunnia mi impresse sulla fronte…-
-Che importa se di me parlano bene o male, se tu sotterri il male e il bene riconosci?-

Severus, che ora è tornato “il pozionista” (teoria: era tutto un gioco erotico. La chiesa era in realtà l’ufficio del preside ad Hogwarts, i dipinti dei santi erano in realtà i quadri dei presidi e via dicendo.), continua a discutere in maniera poetica ed incomprensibile con Lucius; un certo linguaggio, a letto, è alquanto improbabile, specialmente considerando che non siamo in epoca elisabettiana e che quei due stanno ancora cercando di ricomporsi dopo una sessione di ginnastica da… Confessionale in cui hanno cercato di fare cose al di là del possibile umano e che li ha fatti venire urlando come bestie. In una situazione del genere nessuno si metterebbe a citare Shakespeare.

Tacciono, finalmente il silenzio, prima rotto dai loro gemiti, ora è tornato a regnare. Il suono del silenzio è di nuovo immutato.

Come potrebbe il silenzio non solo essere un suono, ma mutare? Il rumore può essere variabile, il silenzio è inalterabile o non è più silenzio.

Lucius riceve l’assoluzione (dopo aver ricevuto altro) e cammina al di fuori della chiesa di fianco a Severus.

E qua c’è la chicca. E ve la lascio per intero:

-Padre, ho una domanda.- dice Lucius, fermandosi di botto.
Severus si ferma a sua volta, inarcando curiosamente un sopracciglio. –Dimmi, fratello.-
Lucius si stampa in volto un’espressione maliziosa. –Padre… ma non è peccato fottersi il prete?-
Severus, dapprima serio, scoppia a ridere. –Beh… dipende dal prete!-

Ci voleva un tocco di finezza a questo punto, non trovate?

Il ritorno della pallida cortigiana

Buonasera, giacobini, e benvenuti a Fastidious Geographic.
Mi rincresce essere comparsa sui vostri schermi in questo modo distogliendovi da tutti quei deliziosi preparativi (girare sotto pioggia/neve/grandine per acchiappare regali all’ultimo secondo senza rovinarvi, inciampare sulla presa elettrica delle lucine di Natale, riempirvi i vestititi d’ aghi nel fare l’albero…)che anticipano la venuta del Falso Natale (perché il Natale vero, lo sappiamo tutte, cade il giorno della nascita del nostro Divin Pargolo).
 
Vi ringrazio dunque per aver lascito a metà tali incarichi per seguire questa puntata nella mia stanza d’ospedale. Chiedo perdono se lo spazio è alquanto angusto e vi prego d’ignorare l’irritante beep delle macchine che si assicurano che il mio rattrappito cuore continui ad adempiere al suo incarico – so che è disagevole ma la ficcy, vi assicuro, merita.
 
Perchè mi trovo qui in ospedale, chiedete voi? Vedete, miei cioccolatini all’arsenico, io avevo già da tempo adocchiato tale meraviglia…e vedere adesso che nuovi capitoli sono stati nel frattempo aggiunti è stata un’emozione troppo forte per il mio malandato organo cardiaco.
Ma proseguo ora a mostrarvi questa fulgida gemma, chiaro esempio del fenomeno a noi tristemente noto come "Severus pallida cortigiana". La ficcy a cui mi riferisco è “Punto Debole” 
Già dall’introduzione veniamo informati che si tratta di una Severus/Harry Severus/Lucius Severus/Voldemort ed altri.
In sostanza, una Severus/tutti. I minorenni farebbero bene ad allontanarsi, la storia non fa per loro. 
 
Nel primo capitolo troviamo la pallid…ehm, il nostro professore di Pozioni nel suo studio, intento a dispensare pessimi voti. E fin qui, direte voi, è perfettamente IC.
L’idillio, purtroppo, si spezza quando una ‘figura’ fa irruzione nell’ufficio del professore e, senza una parola, gli salta addosso baciandolo famelico. Severus, probabilmente sotto effetto di allucinogeni, ricambia.
La figura famelica si rileva essere nientepopodimeno che Harry Potter. Sì, quel Potter.
La pallida cortigiana vorrebbe spupazzarselo un po’, ma le sue speranza sono presto deluse: “Non ho tempo di scopare, ci sono gli allenamenti oggi, sono passato solo per un saluto.”
All’anima del saluto…e poi, Harry, che celestiale delicatezza!
 
Deluso, Severus lo spedisce fuori dal suo ufficio, dopodiché procede ad informarci che no, loro non si amano (eh, lo avevamo notato…a partire dal primo libro, direi). La loro è una storia di solo sesso per calmare i bollori perché l’astinenza, si sa, gioca brutti scherzi e può far fare anche ai personaggi più intelligenti e controllati cose alquanto stupide…tipo, che so, invischiarsi in una storia di sesso con un alunno minorenne.
Temo il nostro Severus si sia perso il cervello, e non sono certa di voler sapere dove.
 
Veniamo anche informati del fatto che Severus aveva pensato qualche volta prima di Potter ad iniziare una qualche relazione per passare il tempo, in fondo era pur sempre un uomo ma non aveva mai trovato qualcuno che fosse adatto. Un paio di volte era arrivato a pensare persino a Remus Lupin ma se l’era velocemente tolto dalla testa; non fosse bastato il ricordo del tentato omicidio di quando erano ragazzi, il fatto di averlo visto più di una volta in posizioni inequivocabili in vari anfratti della scuola con Black gli aveva fatto scartare l’idea.
Il fatto che Lupin lo disgusti (non si fa problemi a dimostrarcelo già dal terzo libro…ma questo non dovrebbe essere un problema, dato che in questa ficcy fare sesso con le persone che più odia lo attizza parecchio) non conta, immagino. E no, non siete le uniche ad avere qualche problema ad immaginarvi Lupin che si struscia addosso a Black sotto gli occhi di terzi.
 
Qualche ora dopo Potter torna alla carica (bleah) e Severus sembra pronto a concupirlo, quando…
“Devi sempre essere così fiscale Sevvie?”
Mai parole furono più fuori luogo: in un mirabolante flashback, vediamo il professore di pozioni bisticciare come una dodicenne con qualcuno che, con sua grande irritazione, insiste a chiamarlo ‘Sevvie’. Finalmente (?) il suo interlocutore si stufa di battibeccare:
 
“Non usare quel tono con me, dovresti imparare a tacere qualche volta Sev oppure utilizzare la bocca per qualcosa di più piacevole” terminata la frase si avventò sulle sue labbra spostandosi lungo la mascella e mordendolo a sangue sul collo, lasciandolo poi eccitato ed imbambolato a sussurrare “Si, mio signore”.
…non so voi, ma personalmente preferivo il battibecco. E quel “mio signore” alla fine mi fa star male – è mai poi possibile che fosse Lord Voldemort il misterioso interlocutore? Sante pace…
Comunque sia, il flashback sconvolge Sevvie (ha sconvolto un po’ tutti, credo) che butta Potter fuori dalla stanza. Di nuovo. Intuendo che qualcosa non va (e questo si era capito dall’introduzione, credo) il nostro Harry consiglia a Sevvie di ‘parlare’ con colui o colei che è responsabile del suo turbamento.
 
Un momento, ma ‘sti due non si odiavano? Non era una storia di sesso tra persona che si detestano? Perché Potter dovrebbe dargli consigli a mo’ di “posta del cuore”?
Ovviamente il nostro Sevvie segue il consiglio…e i nostri peggiori timori trovano conferma: sì, si tratta proprio di lord Voldemort. Va bene, va bene, lo SO che non dovrebbe sorprendermi…
 
“Desideravo parlarti di noi…ciò che c’è stato in passato”
Immaginatevi il Severus Snape della Row’ rivolgere queste parole a Lord Voldemort. Io personalmente mi sono ribaltata sul lettino d’ospedale in preda ad un accesso di risa isteriche, strappandomi una flebo dal braccio.
Alla fredda risposta dell’ Oscuro, Sevvie risponde con un momento di pura poesia.
“Immagino che tu non abbia avuto problemi a rimpiazzarmi, io ho trovato molto appagante sbattermi Potter”
Pappapero, aggiungerei io.
 
In un improvviso momento di lucidità, Voldemort lo crucia. Snape gli chiede di ucciderlo…e, visto come è stato trattato il suo personaggio, tutti noi ci uniamo alla richiesta. In certi casi una morte dignitosa (?) è l’unica via d’uscita, signori miei.
Ma l’Oscuro non cede, e si limita a leggere la mente del nostro Sevvie. Veniamo così informati del VERO motivo per cui Snape aveva lasciato il servizio di Voldemort per unirsi alle file di Silente.
“[…]Stupendo ti sei scopato Bellatrix mentre stavi con ME una sola volta ora si che è tutto a posto”
“Severus lei non era nulla per me”
“E ALLORA PERCHE’ CAZZO TE LA SEI SCOPATA?”
Dovrebbe essere una scena drammatica, piena di patos, di quelle che fanno commuovere…sì, io mi sto ancora rotolando sul letto in preda ad accessi di risa.
 
Dopo una sequela alquanto prevedibile di scuse (lei non voleva dire nulla, è stata solo una volta, tu non c’eri ed io mi annoiavo, è stato un errore, tu sei tutto per me…), la romantica dichiarazione:
Lo strinse a sé è depose una scia di baci sul suo collo fino ad arrivare all’orecchio “Significa che se non sei troppo impegnato con quel presto-morto di Potter puoi tornare da me”
E Sevvie, ovviamente, si scioglie come un ghiacciolo nel microonde e accetta.
 
Nel secondo capitolo, Harry tenta disperatamente di convincere Silente che Severus li ha traditi ed è passato dall’altra parte (come esattamente lo abbia capito non ci è dato saperlo…Snape ha smesso di saltargli addosso?), ma il vecchio pippaiolo s’impunta: io mi fido di Severus, sei troppo giovane per capire, fila via che mi preparo un’altra canna.
 
Harry obbedisce, ma i suoi pensieri restano chiaramente rivolti a Sevvie del momento che comincia a fare sogni erotici che hanno per protagonista il succitato professore, fantasticando su ciò che accadeva nel suo studio durante le…punizioni.
Un momento quando cavolo aveva iniziato a masturbarsi? Non se ne era neanche accorto preso com’era da… dannazione ed era pure venuto pensando a lui! Ok era ufficialmente un cretino…
Almeno sul suo ultimo pensiero, concordo pienamente…
 
Dopo essere stati deliziati dalle fantasie di Potter, non poteva ovviamente mancare la scena di sesso tra Sevvie e Voldie, no? Ma vi vedo provato, quindi vi risparmierò questa scena emozionante, scritta in perfetto stile ‘telecronaca sportiva’ sportiva e con tanto di orgasmo lampo.
 
Il mattino seguente, Voldie convince Sevvie (non chiedetemi di usare i nomi dati loro dalla Rowling quando dei loro veri caratteri non resta nulla, vi prego. E’ troppo doloroso) a tornare ad Hogwarts come spia, e Sevvie accetta…a patto di poter prima passare a dare personalmente la notizia del suo ritorno fra i Mangiamorte a Lucius Malfoy “perché Lucius è Lucius”. E, dal momento che è del GoS che stiamo parlando, non possiamo dargli torto.
 
La reazione del GoS, tuttavia, non è propriamente entusiastica: “Ora cosa? Hai fatto pace con l’Oscuro quindi vieni a riprenderti anche me? Non sono il tuo giocattolo, Severus.”
Ovvio che no! Il GoS, un giocattolo? Non sia mai!
 
E, con un melenso flashback sui trascorsi scolastico di Sevvie e del GoS, si concluse il secondo capitolo. E qui, giacobini, il mio cuore inacidito comincia a dar segni di cedimento: credo chiamerò l’infermiera…ma non temete, la ficcy non finisce qui!
Nella prossima puntata scopriremo insieme come Lucius progetta, dietro consiglio di Narcissa (cornuta come sempre, ma almeno stavolta ne è felice) di riprendersi il suo Sevvie…il tutto sulle note di “Magari”, di Renato Zero.

…no, non sto scherzando.

Nuova pagina 1

Prego signori, entrino e si accomodino.

Lei, laggiù, così alto, non si sieda in prima fila, la prego…
E voialtri, vedete di non spargere popcorn ovunque, grazie tante.

Le luci in sala si spengono e sul grande schermo viene
proiettato il titolo del film di stasera:

 

Ritorno al futuro

 

Accompagnato da una musichetta cupa e minacciosa, vediamo un
libro capeggiare sul suo piedistallo, le pagine volteggiare mosse da una mano
invisibile.

Mi arrampico sul librone della Disney e mentre Doc si sistema
il camice bianco e si accomoda sul bordo del leggio, imbraccio il mandolino di
Cantagallo ed inizio a narrare.

 

Nelle fantasie di molti di noi, il sommo Lucius Malfoy può da
sempre fare ciò che vuole, come vuole e a chi vuole.

Chiaramente non è lo stesso che ci aspettiamo dalle
fanfiction: certe cose tanto fèscion sarebbero di cattivo gusto, specie se
finisse per trattarsi di rapporti tra un adulto e un minore.

Ma ormai tali restrizioni si possono aggirare.

Ora, grazie al grazioso espediente letterario di gokychan
ne La vendetta del serpente, possiamo gustare e miscelare i nostri
personaggi preferiti in salsa rosa, senza preoccupazioni.

Assaporateli qui:
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=136457

Siamo sfortunati e lo staff di
EFP ha già provveduto a correggere smsese ed assenza di html, altrimenti avremmo
avuto l’onore di rivedere il caro signor Monoblocco anche quest’oggi; mi dolgo
assai per tale perdita.

 

C’era una volta una lezione di Pozioni dove come di consueto
Harry Potter tentava di incassare in silenzio il sottile sarcasmo di Piton; ciò
che non è consueto è la sconcertante abitudine di Piton di dissertare sulle
origini Babbane di Mrs Potter davanti a tutti i suoi studenti, così come l’uso
di Harry di lanciare improperi con italiche inflessioni dialettali:

 


“ BRUTTO STRONZO STATTI ZITTO!!!”


 

E certo.

Tolto che Harry non ha mai risposto con tale soavità neanche
alla Umbridge, tolto che è ormai appurato che Piton non passasse le sue giornate
bofonchiando “Lily Evans, schifosa sanguesporco” su e più per il castello… Tolto
tutto ciò, nel sentirsi additato con certi appellativi un insegnante con un
minimo di decenza avrebbe appeso Potter per i pollici.

Nella Foresta Proibita.

Sopra ai figli di Aragog.

 

Harry invece rimedia solo di dover riordinare l’ufficio di
Gazza, presentato peggio del letamaio personale di Jabba e lamentandosi neanche
fosse la principessa sul pisello (ma guarda, il mio inconscio vi rammenta che
questa sarà una slash-fic).

Eppure, invece di fare il bravo Cenerentolo, Harry si mette a
giocherellare con un tale oggetto da identificare potenzialmente
pericoloso e lasciato lì per il primo che passa, ovvero un ciondolo con la forma
di serpente e due occhi di rubino: è il ciondolo Mary Sue *o*.

 

Non appena Potter lo tocca, quello si trasforma diventando
enorme (Chiave del Sigillo, rivelami la tua vera potenza!), inizia a
chiacchierare informando cortesemente il ragazzo di stare per vendicarsi – non
chiedetemi di cosa – e lo trasporta magicamente in una Hogwarts del passato. Doc
qui accanto sta starnazzando per convincermi che lui non c’entra niente.

 

Harry, in un primo momento scambiato per James, incontra
quasi subito i Malandrini che su queste pagine brillano dell’ardente profondità
emotiva di un cucchiaino da tè.

Potter Senior in primis: dopo che lui ed Harry svengono l’uno
alla vista dell’altro, istantanei come neanche Laura e Sophia hanno mai saputo
essere, passa dalle urla isteriche alle grida esultanti non appena il figlio gli
svela che riuscirà ad ingravidare la Evans.

Essendo un vecchio burlone, Silente presenta Harry alla
scolaresca come il gemello di James, perché tanto ormai tra sorelle di Draco,
cugini di Blaise e figlie di Sirius, gli studenti di Hogwarts sono abituati a
vedersi comparire tra i piedi i parenti dei personaggi più fyghi; poi, pur
sapendo che nel futuro Harry è un Grifondoro, decide di sottoporlo di nuovo allo
smistamento… Indovinate un po’ dove finirà *o*.

Ecco, vabbeh, chi ha risposto Tassorosso sparisca
cortesemente dalla mia vista: chiaramente è smistato a Serpeverde.

E così, umiliato per aver deluso Sirius e suo padre (che
invece sembrano fregarsene bellamente), Harry va verso il suo nuovo dormitorio e
si crogiola nell’angoscia finché un’apparizione straordinaria non si manifesta
innanzi ai suoi fondi di bottiglia: è finalmente Malfoy Senior, che aspettavamo
da capitoli di trepide aspettative.

Era alto,fiero,altero,e terribilmente sexy, come ogni
serpeverde che si rispetti
e soprattutto (ancora non ci credo) gioviale.

Poi, proprio a dirla tutta, dovrebbe anche aver già finito la
scuola.


 

Embè, tutto qui? Lucius uniformato alla massa? Lucius
equiparato ai progenitori di quei figoni di Tyger e Goile?

God of Sex, ma allora mi ha sempre ingannato. Ero certa che
già nella culla lei fosse eccelso e magnifico più di ogni altro, si mormorava
che avesse sedotto la sua stessa balia…

Non avrei mai detto che avrebbe potuto deludermi; non ha
neppure gli addominali scolpiti dal Quiddich, e quelli sono proprio merce in
saldo.

 

Harry reagisce a tale smacco iniziando a vantarsi del proprio
essere Serpeverde e quando Lucius gli porge la mano lui gliela stringe con
fierezza per non inimicarselo come aveva fatto con Draco (dev’essere un
siparietto di famiglia, me li vedo i Malfoy che fanno le prove). Che gioia, un
“Potter opportunista” mancava alla mia collezione; la prossima rarità di cui mi
metterò a caccia sarà un “Chiunque IC”.

Felice di aver chiarito la questione, Harry entra nel
dormitorio che dovrà dividere nientepopodimeno che con Severus Piton.

Questo perché la Vestale non ha ancora deciso se la fiction
sarà una Lucius/Harry o una Severus/Harry, come ci racconta candidamente nelle
note di fine capitolo.

 

Seppur pronto al peggio, Harry (che, povero tesoro, non
immagina nemmeno lontanamente a cosa sta andando incontro) si risolve ad entrare
e si ritrova di fronte ad un ragazzo sorridente e dagli occhi d’onice.
Spero che si alluda all’onice nera, mi inquieterebbe non poco vedere Piton con
le iridi bianche alle Marilyn Manson.

Il valente Potter si para subito il popò dicendo all’altro
che capirebbe il suo odio, visto come lo tratta James, ma lo strabiliante
Severus lo rassicura commentando che non odierebbe mai qualcuno per gli sbagli
di un suo parente (il Piton del futuro è un fesso); anzi, inizia subito a
raccontargli le sue pene, cioè che non ha amici oltre a Lucius (che però è un
GoS e dovrebbe valere doppio, come minimo) e vorrebbe tanto che Harry lo
chiamasse Sev e diventasse il suo orsetto del cuore.

 

Ora, capisco che ormai trionfa il credo secondo cui se un
buon personaggio non si trasforma in un’adolescente isterica in crisi
premestruale allora una fyccy non è degna di essere letta, ma davvero non
comprendo certe Vestali.

Voglio dire, quando hai un personaggio fiero, tenace,
drammatico e ambiguo quale è Severus Piton… perché cambiarlo?

Cosa ci guadagni nel trasformare un uomo simile in un
puccioso ragazzino strisciante che elemosina attenzioni dal primo venuto?

 

“Grazie per avermi notato” sputacchia Robin di Locksley
prostrandosi dinnanzi a un Harry piuttosto sorpreso. Poi si guarda attorno e
scuote il capo.

“Oh, scusate, sbagliato film. Sapete, stesso castello, poi
seguivo Alan e…”.

 

Insomma, una scena commovente che neanche Anna dai capelli
rossi:


“Ti va di essere mio amico?”
chise
tutto giulivo.


“Mi mostri le tue Barbie, Harry? Io ho Ken e Teresa, e la
casa ripiegabile!”.


 

Di fronte a un Piton così dolce e coccoloso, Harry si
stupisce di sentirsi come una tassorosso innamorata e promette senza
ulteriori indugi la propria sempiterna amicizia, ammettendo di accettare quella
di Severus con gran felicità.


 “ E così sono a due. Due
amici!!! È tantissimo!!! Grazie grazie grazie!!!”


 

Si, piccolo Severus, bravo. Ora vieni con la tata Ev e questo
gentile signore, che ti portano in un bel posto, okay?

Mentre Doc si accolla i compitacci e trascina Sev-Sev alla
Stregaccoglienza del San Mungo per chiedere a qualcuno di competente cosa abbia
potuto ridurlo così, noi continuiamo ed estasiamoci nel vedere Harry che, come
fyccyna vuole, cade tra le braccia di Morfeo.

Non so voi, ma io comincio a chiedermi se Morfeo non sia il
nome in codice di un qualche amante; forse invece di raccontare in giro di aver
giaciuto tra le braccia del GoS o di qualche altro Degno i personaggi si sono
inventati questo alibi mitologico.

Altro che "mammà, stanotte sto a guardare film da un’amica".
Prendete appunti, giacobine: le Vestali ci danno lezioni di vita e di
scaltrezza.

 

L’indomani Harry si sveglia di buon umore e, infischiandosene
dei sentimenti del Misterioso Signor Morfeo che probabilmente giace ancora al
suo fianco, si abbandona alla contemplazione del suo compagno di stanza per
alcuni indimenticabili istanti.

Riscossosi, il ragazzo scende in Sala Grande ed incontra
Lucius (amichevolmente chiamato “il biondino dall’autrice) che
manifesta ancora una volta la sua divinità: contemporaneamente fa un cenno per
salutare Potter, ghigna ironicamente, ma non malevolmente e resta compito; una
volta a colazione inizia però a divenire anche ansiogeno chiedendosi dove sia
Sev-Sev, sfoderando un linguaggio da bambino di prima elementare (Ma
dove cavolo è finito Sev?
Voglio il mio amichetto, uffiii) ed infine
afferrando Harry per un braccio e trascinandoselo dietro finché si odono le voci
dei Malandrini. <

 

Più tardi ci domanderemo perché Lucius Malfoy, Caposcuola e
carismatico Serpeverde, non abbia nessuno pronto a spalleggiarlo in difesa di un
suo compagno di casa; non ditemi che è perché tutti considerano Piton uno
sfigato, perché se Draco che è una mezzacalzetta ha due gorilloni ai suoi ordini
mi aspetto che Lucius avesse almeno i più valenti compagni di Casa al suo fianco
anche solo quando decideva di andare al gabinetto.

 

Tanto per cambiare i due trovano James che deride Snivellus
davanti a una folla festante, Piton che lancia improperi, Sirius che propone di
lasciarlo in mutande e la mirabolante Lily Evans, regina delle cause perse, che
arriva a fare la predica.

Che nostalgia, mi ricorda tanto la scena del Pensatoio; com’è
stata premurosa questa Vestale con noi lettori, ripetendo una scena amata invece
di crearne una nuova.

 

La differenza è che stavolta c’è Harry a salvare la
situazione *o*

Scopriamo subito che è consideratissimo, perché non appena
parla gli prestano orecchio tutti, nessuno incluso; è un eufemismo per
dire che non se lo filano neanche di striscio? Quale che sia l’attenzione del
pubblico, Harry libera con un incantesimo Piton che viene salvato dalle forti
braccia di Malfoy prima che possa sfracellarsi a terra.

Ma usare il buon vecchio vingardium leviosa? Qualcuno può
dire a Lucius che correre per afferrare qualcuno che cade dal cielo come un
sacco di patate non è elegante?

Per fare abbassare la cresta ai Malandrini, Harry mette in
pratica un incantesimo che non voglio sapere in che circostanze ha imparato: li
lascia con le chiappe al vento tra gli ansiti terrificati dei presenti
(qualche brutta sorpresa?).

 

Questo intervento fa guadagnare a Potter la gratitudine di
Severus (si, è lo stesso ragazzo che insulta la Evans quando lo difende) qui
tramutatosi da Pallida Cortigiana a Pavida Pulzella, l’ammirazione di Lucius che
per motivi misteriosi non era capace di liberarsi da solo di James e la
venerazione di Lily.

 

Gli occhi di Piton e Malfoy lampeggiano e guizzano di gelosia
mandando bagliori fluorescenti (perché, piccolo, potresti andartene dalle
miehh mani
) quando la Evans va a complimentarsi con Harry, che rimane
atterrito all’idea che sua madre possa essersi innamorata di lui.

Non per minare il tuo narcisismo, Harry caro, ma ti ha solo
ringraziato e la conosci da cinque minuti; al massimo puoi pensare che le
interessi.

 

Ma vi prego, abbandoniamo le elucubrazioni di Potter per
passare al suo momento di gloria: i provini per entrare nella squadra di
Quiddich di Serpeverde, inaugurati dal  “che la caccia abbia inizio” di
Madama Bumb. Cioè devono andare nella Foresta Proibita a procacciarle la cena?

 

Severus e Lucius hanno ovviamente seguito Harry come due
cagnolini ed ora sono sulle tribune che osservano quel giovane e attraente
corpo,
cosa che sta facendo anche Lily nascosta in un punto
imprecisato dello stadio. 

Pottolo mio, sei lì da due giorni e quanti fan che hai *o*

Presissimi osservano Nott disarcionare il loro Harry
che riesce però ad afferrare il Boccino prima di precipitare al suolo, dove
morirà eroicamente spiaccicato.

No, magari. Sopravvive.

 

Nessuno ha una bacchetta tranne Piton che evidentemente sta
dormendo in piedi e Lucius che sta escogitando una tecnica di seduzione
infallibile: sarà costretto a farsi avanti per circondare Harry con le
sue possenti braccia, sollevarlo di peso e sussurrargli con voce lieve:


“ Tranquillo piccolo adesso ti
portiamo in infermeria”

La scena si conclude con Piton e Malfoy che pensano pieni di
coraggio che proteggeranno sempre Harry da chiunque.

 


Un giorno, se il destino lo vorrà, sacrificherò la mia vita
per te. Te lo giuro, te lo giuro, Osc- Harry!

 

Vi risparmierò la descrizione di come l’indomani Sirius sia
offeso con Harry, che sente il proprio cuore scivolare in un limbo senza fine,
poiché rivedere il padrino lo aveva fatto rinascere (quand’è successo,
ciò?).

Sorvolerò sulla poca astuzia del GoS che adesca Harry in
camera per parlare e, spero, per rendere lo scritto degno
dell’appellativo "erotico" che c’è tra le avvertenze, ma che perdendosi in
chiacchiere da casalinga che mostra l’appartamento agli ospiti non ha ancora
combinato niente quando Piton li raggiunge.

E si, tacerò sul fatto che una certa fanciulla dai capelli
rossi si sia davvero invaghita di Harry.

Tu quoque, Lily!

Non vi ricorda qualcosa? Marty McFly che va nel passato e per
errore fa innamorare di sé la propria madre?

 

Eppure è in questa terribile incertezza che la fyccy è
sospesa.

 

Non sapremo mai se, come nel film, Harry riuscirà a fare
innamorare papà e mammà o se deciderà che tanto vale assecondarla.

Potrebbe benissimo accadere che le si conceda e la metta
inconsapevolmente incinta di un marmocchio riccioluto che porti il suo stesso
nome; tornato Harry nel futuro, Lily sarà costretta ad un matrimonio riparatore
con James, l’unico che somigli abbastanza al suo perduto amore? Se così fosse,
uno dei punti più incomprensibili della saga sarebbe chiarito.

 

Sono angustiata, miei infidi.

 

Blaise

Lo so che questo post in questo blog c’entra come i cavoli a merenda.
Ma una notizia così andrebbe urlata ai megafoni di ogni piazza d’Europa.
Dopo averlo avuto/a come protagonista in qualcosa come 100000000000000 ficcyne slash, crossover, OOC, OC ed anche anche ASL, è stato scritturato il discepolo più devoto del GoS, l’Amanda Lear dell’Universo Potteriano, il Principe Mezzosesso che sottomette purosangue e mezzosangue socchiudendo le labbra umide.
Il Ranma che al primo anno è una donna, al terzo è un gufo, ed al sesto un uomo,
Si vocifera che la Rowling in persona sia intervenuta per porre fine allo scempio di questa mera comparsa dei suoi romanzi.
Miladies, Loui Cordice nel prossimo film sarà Blaise Zabini.
Squillo di trombe (ehm)

Questo ragazzo, anche se avrà mezza battuta nel film, non sa che sta per dare volto a una Leggenda.

Oh ladyladylady Draco!

 

Sanguinari Mangiamorte, pirati ubriachi e graziosi cacciatori dalla frangia sbarazzina, buongiorno.

 

In questo lieto giorno come non parlare del felice avvento che cambiò per sempre la storia dell’uomo?

Esatto, la nascita di Draco Lucius Malfoy riscritta da tsubychan1984.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=153013&i=1

 

Il divin padre attende e non lascia trasparire sentimento alcuno mentre, nel suo studio, fa le parole crociate e si gratta il seder… Hem, legge un libro e sorseggia vino davanti al camino acceso, sfizio del divino al cinque di giugno.

 

Qualcosa però non segue i piani divini: l’erede del divino Dio del Sesso (non per voler nostro, intendiamoci, ma dopo tante ficcane ci pieghiamo -a novanta- al volere popolare) non è un infante già padrone del suo fascino e pronto a deflorare giovani MarySue, bensì un’inutile femmina… Ma le vie del GoS sono infinite ed Egli non si scompone più di tanto (‘nsomma…): picchia la moglie, rea di aver partorito un essere debole, le comunica che non le sarà concesse di essere ingravidata una seconda volta e decide di crescere la pargola come un uomo.

 

Vi ricorda qualcosa? Vi frullan per la mente parole quali “Nella culla ti ha messo un fioretto lady dal fiocco blu”? Sostituite il fioretto con la bambola gonfiabile (è pur semrpe un Malfoy!) e ci siamo.

 

Passano gli anni e Draco Lucius Malfoy cresce forte e sano, mentre Cissa viene sfondata di Imperius ed incantesimi di memoria con risultati che nemmeno l’Haitiano saprebbe raggiungere.

 

La giovane Draco presenta parecchie turbe psichiche e la ferma convinzione di essere un maschio, nonché re dei Serpeverde (autoproclamata, un po’ come quei pazzi che credon di essere Napoleone).

Questa sua psicologia deviata e l’impossibilità di potersi confidare con altre donne la portano ad approcciarsi con la sua natura femminile nel solo modo che le è conosciuto: quello dei maschi adolescenti.

Per questo motivo gli ormoni diventano una scusa per il suo essere lunatica, isterica e immotivatamente lunatica (per carità lo si può essere, ma non a quei livelli!), ed altamente piagnucolosa.

 

Esatto, sto cercando di cercare una motivazione alle cavolate sulle donne scritte in questa fanfiction.

 

E tra una cotta per Lupin e l’amore per Harry, Draco si dirige spocchiosa ed insopportabile verso il binario 9 e &frac34;, scenario nel quale una insipida Pansy Parkinson (oca, stupida e rincoglionita come nella migliore tradizione ficcyniana) ah almeno il pregio di far perdere l’equilibrio un paio di volte a questa insopportabile pustola che porta il nome dei Malfoy, ochetta che dovrebbe sembrare un uomo ma risulta la pallida imitazione di una checca isterica.

Davvero, considerato il carattere di questo Draco, credo di capire la reazione di Lucius alla sua nascita.

 

Tra isterie da mestruazioni (non credo di aver mai visto una donna comportarsi in quella maniera in alcun periodo del mese!), e bagni bollenti post ceretta (bambine, non fatelo MAI: anche l’acqua tiepida risulta particolarmente fastidiosa sui capillari irritati, posso solo immaginare il dolore che dell’acqua quasi bollente potrebbe procurare e la tonalità purpurea che prenderebbero le gambe della malcapitata), a Draco viene l’idea del secolo: dare ripetizioni di Pozioni a Potter.

 

In tutto questo, proprio perché ha abbondanti perdite di sangue, non mangia quasi nulla e tira avanti a caffè, Draco decide di allenarsi a Quidditch… Indovinate chi incontra vicino al campo?

Sì, Harry.

Cosa che non ci fa certo supporre che la sua debolezza momentanea ampliata dal digiuno sia solo un mero trucchetto dell’autrice per farla quasi svenire tra le braccia del grifondoro… No, ma che dico, certi trucchetti sono così scontati che nemmeno si usa… Occazzo, ma cosa vedo? Draco sviene tra le braccia di Harry!

 

Harry, colpito dalla sindrome della crocerossina soccorre Draco (ma non lo odiava?), gli porta da mangiare (ma non lo detestava?) e si preoccupa della sua salute (ma nel canon non rischiava di ammazzarlo?), dandogli così la possibilità di offrirgli il suo aiuto in Pozioni.

 

 

E per oggi, tra un colpo di tosse e uno starnuto, mi fermo.