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Dieci anni e non sentirli.

Casa di riposo “La Vispa Teresa”.
Alba.

I primi raggi del sole illuminano dolcemente la scena, gli uccellini cinguettano e nell’aria c’è una dolce melodia…

All’improvviso una voce roca e decisamente incazzata : “Giovanotto, abbassi quella musica, che qui c’è gente che vuole dormire!”
“E va bene” ribatte l’infermiere chiudendo nuovamente le tende “vi lascio dormire un’altra oretta, ma poi dovete alzarvi.”
Gli risponde solo un russare asmatico, intervallato da qualche colpo di tosse.
L’infermiere scuote le spalle e se ne va.

Molte ore dopo.

Il sole tramonta dietro le colline, gli uccellini ritornano al nido, i gufi… gufano e alla casa di riposo “La Vispa Teresa” finalmente è l’ora delle visite.

Ad aprire la porta ai visitatori è un uomo alto e biondo, dallo sguardo altero che seduce. Osserva le persone in attesa che a loro volta osservano il suo sopracciglio, sogno erotico di intere generazioni…

“Allora, volete entrare o state sulla porta tutta la notte?”
“Oh, ci scusi infermiere Malfoy: ci eravamo distratti.”

I visitatori lo seguono lungo il corridoio ed entrano in una grande sala dove il chiacchiericcio copre la musica da camera: gli ospiti stanno ricordando i bei vecchi tempi.

L’infermiere Malfoy inizia il giro serale delle pillole, abbandonando i coraggiosi visitatori al loro destino.

Un’anziana donna seduta su una vecchia poltrona borbotta tra sé e sé, ma appena si accorge degli ospiti li richiama affabile. Ha gli occhi vispi incorniciati dagli occhiali e i capelli puntati in uno chignon disordinato tenuto fermo dai ferri da calza… di qualcun altro.

“Avvicinatevi, ragazzi…” mormora trepidante spargendo saliva -e qualche pezzo di broccolo, residuo della cena serale- sui malcapitati. “Sapete, oggi sono proprio contenta: esce l’ultimo libro di quel giovanotto che mi piace tanto… ora chiedo all’infermiere… Infermiere!”

Un uomo pallido dalle spalle larghe alza gli occhi scuri al cielo e si avvicina, tenendosi però appena fuori portata dalle mani rapaci della vecchia, che tenta inutilmente di palpargli il posteriore.

“Ma è uscito il nuovo di Martin?”

“No, signora Valpur, lo ha chiesto venti minuti fa e da cinque anni a questa parte la risposta è sempre la stessa”.

“Ah, giusto. Maaaa senta un po’, giovinotto: il nuovo di Martin è uscito?”

L’infermiere alza nuovamente gli occhi al cielo poi guarda i visitatori con la sua tipica espressione addolorata. Gli ospiti si allontanano senza fare domande: nonna Valpur sembra molto confusa e l’infermiere Snow, beh… conosciamo tutti la portata della sua ignoranza.

L’infermiera Granger si avvicina a una donna intenta a giocare una partita di scala quaranta che, nonostante tutto, non si è accorta dell’arrivo dei visitatori e le tocca una spalla per richiamare la sua attenzione.

“Signora Quinzell, lo vuole lo yogurt alla banana?”

“CHE? LUCIUS E DANANA?” urla la vecchia sorda, facendo sobbalzare i visitatori, che si allontanano prima di venire coinvolti nella conversazione.

Gironzolano per la sala senza meta, quando una signora fa loro cenno di avvicinarsi. Sorride e si sistema gli occhiali sul naso, prima di volgere lo sguardo alla finestra.
“Adoro gli uccelli”.

“Cos-” balbettano confusi.

“Mi piacciono gli uccelli.” ribatte seria. Un infermiere emaciato e chiaramente affetto da calvizie precoce si avvicina di corsa e zittisce la donna.

“Ma che ho detto di male, Draco?!” domanda Winola confusa.

“Dovete scusarla, proprio non ce la fa coi doppi sensi… è il suo fardello…”

“QUALCUNO HA DETTO CAMMELLO?” chiosa la signora Quinzell, e tutto nella sala si ferma per qualche istante, mentre i vecchi rimbalzano una serie di rime in -ELLO.

Draco sospira. “Dovete scusarli. È un gioco puerile tra di loro che va avanti da… da sempre. Non siamo riusciti a levargli il vizio!”

Un anziano lo guarda torvo. “Voi giovani non capite le tradizioni!” lo rimprovera.

“Ai miei tempi era tutta un’altra cosa!”

Una vecchia si aggiunge al discorso. Fa per alzarsi, tremolante sulle caviglie malmesse, e guarda il vecchio di prima con una muta richiesta negli occhi. Questi si alza con non poca fatica e sposta la carrozzina su cui è seduta la vecchia, che ora ha ricominciato a parlare.

“Una volta portavate rispetto, voialtri! Una volta eravate grati! Noi abbiamo fatto la guerra per voi, per la vostra sanità mentale” ricorda la vecchia stronza. “Fare gli spavaldi, ma noi ce lo ricordiamo come era qui… cioè, io non me lo ricordo, ma lei sì.” ammette, indicando la vecchia degli uccelli che al momento sta cercando di scavalcare la finestra con una corda di lenzuola sotto braccio. “Lei si ricorda di quando eravamo noi a prenderci cura di voi durante le vostre crisi d’identità! L’ex direttrice Abigale ha fatto tanto per voi, e voi adesso ci trattate come se fossimo rincoglioniti! Stronzi irriconoscenti!” spiega, mentre Fox, appoggiandosi alla sedia a rotelle, bandisce minacciosamente il bastone per enfatizzare i concetti espressi da Bella Lestrange.

A sedarlo ci pensa l’infermiere Snape, i cui capelli neri accendono dolci ricordi nella mente del vecchio.
“Mi dica, buon uomo…” mormora sistemando gli occhiali ormai inutili sugli occhi velati dalla cataratta “L’agente Prentiss è tornata? Al Bureau hanno bisogno di lei…”

L’interessante discussione viene però interrotta da un urlo: uno degli infermieri si allontana infuriato da nonna Valpur e dalla signora Quinzell, che si guardano ridacchiando e si danno il cinque.

“Basta, io me ne vado! Me ne vado! Quelle due vecchie mi molestano!”
Lucius Malfoy si avvicina per calmare il suo sottoposto.
“Avanti, infermiere Laufeyson, torni qua!” sbotta, facendo un cenno della testa a Zabini, che si avvicina alle due vecchiacce malefiche per separarle.

“Lei è proprio una ragazzina graziosa, sa?”

“Signora Quinzell, sono l’infermiere Zabini…”

“Come ti pare, cocca.”

L’infermiera Granger si avvicina e tenta di distrarre le due vecchiette.

“Signora Valpur, le ho portato la sua acqua.”

“Ma è piena di fervore? Sennò non la voglio!”

“Signora!” sbotta l’infermiera infastidita “La smetta!”

Poi si allontana di corsa, tallonata da Fox che brandisce minacciosamente il bastone mirando agli stinchi della malcapitata, rea di avergli servito verdure bollite per cena.

I visitatori, sempre più spaesati si avvicinano ad un altro vecchio, dall’aria decisamente più simpatica, ma vengono investiti da un olezzo (sensualissimo, eh!) di vaniglia, cannella, cioccolato e Chanel n.5.

Quando riprendono i sensi sono a terra con una vecchia incazzosa che troneggia su di loro, martoriandogli di calcetti gli stinchi e un gran mal di testa, non si sa se dovuto alla botta (“Nessuno che muoia accasciandosi con grazia!” bercia la vecchia) o al profumo che la pazza sta spruzzando ovunque.

“Oh! Ma siete ancora vivi? Oooh!! Infermieri, togliere queste persone morte dal tappeto! Qua la pulizia fa proprio schifo… E il personale! Sono tutti in disordine, calmi ma irrequieti e quei due non hanno nemmeno le curve al posto giusto!” sbraita Leochan, indicando gli infermieri Winchester, che stanno inutilmente tentando di convincere unanziana donna a ingoiare le pillole.

“Chiaramente è un caso di ficcynite” sta dicendo la vecchia “ora chiamo Brad e Jhonny, si prenderanno cura di voi e sarete presto come nuovi!”

“Signora Abigale, non è più la direttrice e Brad e Jhonny non lavorano più qui. Ora è una paziente e deve prendere le pillole.” sbotta Dean inutilmente, dato che la vecchia nemmeno lo ascolta e si allontana borbottando di cartelle cliniche da riordinare, terapie da assegnare e gravi casi di OOC cronico.

I due Winchester si scambiano uno sguardo rassegnato, poi si accorgono dei visitatori a terra e, mossi da pietà, allontano la pazza spruzza-profumo dai loro stinchi.

Finalmente liberi e con un mal di testa da primato, i malcapitati visitatori si avvicinano al vecchio dall’aria simpatica, sperando di non venire nuovamente malmenati.

“Sono un maschio!” esordisce il vecchio.

I visitatori si guardano perplessi.

“Sapete, sempre meglio specificare” continua imperterrito. Poi aggiunge, indicando le vecchie pazze sparse per la sala “per colpa loro sono anni che ho un’identità di genere confusa! E poi mi shippano con qualunque uomo passi di qua. Chiedete a Fox se non mi credete, è successo anche a lui…”

I visitatori si voltano verso il signor Fox, che sta agitando il bastone con aria minacciosa, e decidono di soprassedere. Nel mentre, la dottoressa Leila si avvicina al vecchio.

“Signor Skeight, l’infermiera di turno mi ha detto che ha rifiutato la cena…”

E lo credo bene! Da settimane chiedo di mangiare una cosa, e invece di nuovo patate lesse!”

Perché, cosa aveva chies-” inizia a chiedere la dottoressa prima di pentirsene subitamente.

“Patate scrisse.”

L’aria attorno all’uomo si fa improvvisamente gelida.
Se ne accorge anche Arwen che si alza felice, cercando di richiamare l’attenzione di Valpur

“Val! Vaaal! È l’Inverno! Sta finalmente arrivando!” esclama, ma Skeight scuote la testa. “Arwen, sono io…” borbotta.

I visitatori si allontano per non congelare, ma inciampano in una donna che, senza guardare dove cammina, lancia ordini a destra e a manca.

“TECNICO! LE LUCI! E vedete di inquadrare tutte le curve ai posti giusti, mi raccomando! Noi facciamo divulgazione scientifica!” esclama Hyena roteando le braccia.

“PUNIZIONE!” urla un’altra donna vestita di rosa, con vaporosi capelli biondi agitando una lunga bacchetta “NON SI INCIAMPA SUGLI INSEGNATI!”

“Signora Hyena, signora OdiolaRow, lasciate stare i visitatori, non sono né tecnici, né studenti” tenta di mediare l’infermiere Potter “o sarò costretto a sedarvi”.

“NON DEVI DIRE BUGIE” gli urla la vecchia vestita di rosa e l’infermiere Potter nasconde rapidamente la mano in tasca, con aria quasi impaurita.

I visitatori si guardano intorno straniti e decidono di cercare qualcuno più sano di mente.

Una nonnetta dall’aria furtiva sta girando tra i tavoli e ogni tanto si infila in tasca qualche lettera, ovviamente non sua.
Ad un certo punto si avvicina a all’infermiera Weasley e le allunga una delle lettere.

“Ha di nuovo rubato la posta, signora Civetta?” dice la Weasley.

“Rubato? Io non ho rubato niente, io sono Edvige la Civetta, io la posta la consegno, mica la rubo” ribatte la vecchia.

L’infermiera Weasley scuote la testa e torna a distribuire pasticcini alla vaniglia tra i tavoli.

“Signora Magnolia, vuole un pasticcino alla vaniglia?” domanda a un’altra vecchia, intenta a parlare, anzi urlare, con un attaccapanni.

“JETHRO, ORA DEVO ANDARE” dice all’attaccapanni e poi, rivolta all’infermiera “HERMIGLIA? PERDIO!”

“No signora, vaniglia, pasticcini alla vaniglia.”

“CHE? TEGAMINI AD HERMIGLIA? MA LA VOLETE PICCHIARE? MA ASPETTATEMI, MI RACCOMANDO!” strilla Steel Magnolia.

E a proposito di risse, proprio in quel momento si sente un rumore sordo.

VADO RETRO, PURITANO REPRESSO! TU E TUTTE LE TUE STRONZATE PATRIARCALI SULLA PROTEZIONE DELLE DONZELLE E SUL SESSO PREMATRIMONIALE!” esclama Irechan, ritta come un fuso e incazzata come una furia, brandendo l’asta porta-flebo -ormai deformata- contro l’infermiere Cullen. Sembra volerlo impalettare, pare si sia dimenticata che con loro non funziona.

Sempre più perplessi e ormai convinti che più che una casa di riposo quello sia un manicomio (e non hanno tutti i torti), gli ormai esausti visitatori tentano di guadagnare l’uscita senza essere visti, ma vengono immediatamente intercettati.

JETHRO” strilla in faccia a uno dei malcapitati la vecchia sorda, scambiandolo per, beh, l’attaccapanni “LA VUOI UNA MENTINA?” e gli ficca in mano una mentina appiccicaticcia a cui evidentemente è stato ciucciato lo zucchero che la ricopriva.

Richiamati dagli strilli gli altri vecchi si avvicinano chi minacciando col bastone, chi porgendo lettere, chi domandando se anche a loro piacciono gli uccelli, chi chiedendo notizie del libro di Martin, chi strillando indicazioni a un inesistente tecnico del suono.

I visitatori, sempre più frastornati, vengono salvati dall’infermiere Malfoy che con un’alzata di sopracciglio attira l’attenzione dei vecchietti.

L’ora delle visite è finita!”

I visitatori sollevati si allontanano dai vecchietti che continuano imperterriti i loro insensati discorsi, seguendo l’infermiere Malfoy (e il suo divino sopracciglio) verso l’uscita.

Alla casa di riposo “La Vispa Teresa” è ora di mettere a letto le mummie, l’infermiere Sparrow fa l’ultimo giro della sera distribuendo i pappagalli, tutto è pace, tutto è polvere, biscotti stantii e tisane digestive…

“Signori, ne ho trovata un’altra”

Con uno schiocco indefinito di legno e ossa, una voce vecchia, più acuta e stridula che mai risponde.

“HO CAPITO, HO CAPITO! VADO!

 

 

 

 

E niente, ieri era il decimo compleanno di Fastidious e questo è il nostro regalo per tutti quelli che ci hanno seguito in questi dieci anni.
Lo so che avreste preferito una recensione (abbiate fiducia, arriverà anche quella), ma neanche il compleanno ci ha reso meno culopesi e speriamo lo stesso di strapparvi un sorriso con questo er… delirio collettivo.

Il destino di un cavaliere

Sorelle sgualdrine, compari Mangiamorte, Auror e Giacobini di merda all’ascolto, è con la morte nel cuore ed i Blind Guardian a palla nelle orecchie che mi accingo a recensire una (l’unica, grazie al Sommo) ficcy su “Il destino di un cavaliere”, film discreto con Heath Ledger come protagonista e Paul Bettany nei panni di Geoffrey Chaucer, scrittore realmente esistito soventemente definito il padre della letteratura inglese.

L’unica cosa da tenere a mente per questa ficcy è che Chaucer, l’araldo del protagonista, e Wat Falhurst, amico collerico oltre ogni limite, non si sopportano. O meglio, Geoffrey lo provoca, e l’altro non vede l’ora di poter reagire e spappolare il naso del povero scrittore.

Questo dovrebbe farvi immediatamente capire che genere di ficcy mi accingo a recensire. Esatto, una slash!

Lo sappiamo tutti qual è il ragionamento delle Vestali, no? “Ti odio oltre ogni limite e ti vorrei morto, ergo non posso non desiderare di infilarmi nei tuoi pantaloni con la stessa forza e determinazione”.

L’opera è di Siz, il titolo “Una notte speciale”.

Non siete emozionati? No? Nemmeno un pochetto? Bah, io ci ho provato.

Veniamo anzitutto illuminati sul fatto che “NdS” = “Nota di Siz”. Cosa capiamo da questo criptico messaggio? Esatto! Interruzioni nel mezzo della narrazione.

Piacevoli come una martellata sui denti o come una coltellata nell’arteria femorale, che dir si voglia.

E uno… : “Dio, quanto mi piacerebbe accarezzare quei suoi bellissimi capelli rossi!” (io ADORO i capelli rossi!!!!! NdS)

Tanto piacere, zucchero, mi spieghi l’utilità di palesare i tuoi gusti in fatto di capelli ai fini della narrazione? Potevi mettere una notina in fondo alla ficcy, sarebbe andata bene uguale.

…E due… : “ora lui è un cavaliere e di certo il padre di Jocelyn preferirà dare sua figlia a Sir William che non al perdente conte Adhemar. (ricordate quando Adhemar dice di essere in trattative con il padre?NdS)”

Giusto una spiegazioncina piccina picciò: se non avessi visto il film, sta’ pur certa che non mi metterei a leggere ‘ste cose. Non ho il gusto dell’orrido, io. O meglio, ce l’ho, ma almeno mi concentro su cose che conosco.

Per il resto. Il caro GeoffreySue ci delizia con tante pare mentali ed altrettanta melassa. Ci manca solo che sospiri e che disegni cuoricini al posto dei puntini sulle “i”, ed abbiamo riempito l’album.

Poi arriva il diretto interessato, e lui Non nascondo il diario perché tanto so che lui non sa leggere…se così non fosse lo avrei eclissato in fretta e furia.

Complimenti, Chaucer. Wat è una nevrosi ambulante, se ti avesse visto reagire da donnetta isterica come minimo ti avrebbe fatto sputare tutti i denti a calci in un tentativo di estorcerti le informazioni (perché tu non saresti stato così idiota da dirgli tutto, vero? Vero?!), in caso di un tuo nuovo rifiuto ti avrebbe picchiato a morte e poi avrebbe convinto qualcuno a leggergli i tuoi sproloqui.

Furbo.

Delirio, chiacchiere, birra, sbronza di proporzioni bibliche, un parco illuminato da nient’altro che dalla luna.

Che a me sembra più l’ambientazione di un film horror, piuttosto che quella di un porno di bassa lega, ma tant’è…

Ci informano che L’erba era alta e umida, ma soffice. I reumatismi ringraziano.

Ma soprattutto, sfatiamo il mito dell’erba morbida! Sotto il manto c’è terra. Dura, secca, terra. O fangosa, come in questo caso.

Rotolarcisi sopra e fare le proprie porcate non è come usufruire di un materasso, lo sapete? Idioti.

…E tre… : Restammo qualche secondo così: a sentire il lieve venticello estivo (facciamo che è estate, ok? NdS)

Lo sapevo che sarebbe arrivato!! Lo sapevo!!

“-Conosci qualche costellazione, poeta?-

-Mh? Costellazioni?…- ero sorpreso, non sapevo gli interessasse l’astronomia, oppure era solo affascinato da quella miriade di piccole luci nel firmamento?”

…Ma qual è la differenza tra le due cose?

“Guardò la parte di cielo dove indicavo

-???…Mah…si vede che le stelle non fanno per me!-“

No, si vede che sei ubriaco pappo e che non riesci a capire dove indica quel poverocristo di Chaucer, Dio l’abbia in gloria.

Blablabla, carezze fugaci, baci mozzafiato, lingue danzanti, il (ci tengo a precisarlo) padre della letteratura inglese che commenta con un “naa”…Finalmente i due decidono di far roba. E sorvolando sul fatto che il mio adorabile GeoffreySue perde la sua verginità anale senza nemmeno uno stramaledetto lubrificante (signorine, fate un piccolo calcolo e rendetevi conto che per certe cose ci vuole un “aiutino” esterno. Altrimenti fa male.), io vorrei farvi ragionare su questo:

“Le mie mani gli slacciarono in fretta i pantaloni e quella destra si infilava nei suoi slip”

Zucchero, chiariamoci. Nel 1370 circa, non esistevano slip (ringrazio Dio che tu non abbia chiamato in causa i boxer), esistevano mutandoni immensi, ma quelli erano per i ricchi. Se tutto andava bene, la povera gente poteva beneficiare di un paio di pantaloni di lana grezza. Al massimo.

Gli slip, non sono compresi nel guardaroba.

…E quattro! : “-Ora non puoi più dire che sono una donna…- (Geoffrey l’ha detto quando stavano insegnando a William a ballare NdS)”

Certo, perché dopo essere stato penetrato senza lubrificante, nel bel mezzo del nulla cosmico indefinito dove potenzialmente nessuno dei due riuscirà ad orientarsi una volta finito di far porcate, con le zanzare (è estate, no?) che stanno banchettando sulla sua pelle scoperta…Il suo unico problema & pensiero è venirti a ribadire che sei una donna. Wat, ma i tuoi genitori, quella sera, non potevano giocare a carte?

“venne anche lui, dentro di me. Una parte di lui, il suo frutto era dentro di me ora…la sensazione di benessere procuratami da quel pensiero è indescrivibile.”

Ussignur, Chaucer, amore di mamma tua, non crederai veramente di poter restare incinto?!

Babbe’, epilogo pucci-pù in cui i due si dichiarano eterno ammmmoreh (MELPOMENE! SCANSAFATICHE!! IL CATINO!!) e se ne tornano mano nella mano all’accampamento.

Sono due uomini, eh.

E siamo verso la fine del ‘300.

In pieno medioevo, con la chiesa che dice cosa pensare e tutti che obbediscono.

Posso ricordarti, zucchero, che i sodomiti (e, come hai detto tu stessa, lo sono) vengono impiccati finché morte non sopraggiunga? Posso ricordarti che, per quanto amici, tutti quanti li schiferebbero come la peste se li scoprissero?

Posso ricordartelo, ed intendo farlo. Io non ho pregiudizi di sorta, penso sia stato abbondantemente dimostrato.

Ma, Onnipotente GoS…Si tratta di un’epoca in cui le donne venivano bruciate vive su pire, impalate, affogate, sottoposte a torture indicibili…Perché accusate di stregoneria. La stregoneria, capisci?

La gente era paranoica.

Se mi scrivi di due povericristi che tornano in un posto dove tutti, potenzialmente, potrebbero vederli, mi salta la mosca al naso. Ok, sono gay. Dovrebbero cercare in tutti i modi di dissimularlo, perché è un peccato mortale ed un reato. Non dovrebbero comportarsi come due adolescenti idioti che dopo aver fatto l’amore in un parco se ne tornano a casa facendosi le coccole strada facendo. Lo capisci questo?

Informati, prima di scrivere certe cose. Io stessa mi sono andata a spulciare la biografia di Chaucer, per avere un timeline un po’ più preciso del tuo “si svolge la sera dopo la vittoria di Will al torneo”.

“Speriamo il vero Geoffrey Chaucer non si rivolti nella tomba…”

Geoffrey Chaucer non si sta rivoltando nella tomba. E’ uscito, mi è venuto a trovare, ed assieme abbiamo deciso di iniettarci vicendevolmente sedativi via endovena.

“Io ho solo cercato di fare un ff sui miei due personaggi preferiti del film…ci sarò riuscita?Mah…”

No.