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Disney’s A Game of Thrones

Giacobini, giacobine, membri della setta-a-delinquere e culi, nuove leve, donnacce di pessimi costumi ed esseri dal sesso incerto (ciao, Skeight!), buonasera e benvenuti alla puntata di Natale Fastidious Geographic. A ognuno il suo: ai Whovians un episodio speciale di Doctor Who, a noi sgualdrine frigide (la cui acidità, come abbiamo di recente appreso, è nota a tutto il cyberspazio) la recensione di Natale. Perché, come disse Hannibal Lecter, a Natale si è tutti più buoni.

Allacciate la cintura, perché in questa puntata lasceremo il pur interessante habitat di Sue e trame improbabili che la cara vecchia Hogwarts ci offre e andremo a visitare un luogo ben diverso: il continente di Westeros. Quindi avanti, tutti a bordo del veliero gentilmente messo a disposizione da Durmstrang. Non allarmatevi durante l’inabissamento, per cortesia, è così che si viaggia da queste parti. Ecco, bravi, così… e riemergiamo nella baia delle Acque Nere. Visto, non era poi così difficile: abbiamo perso solo una mezza dozzina di persone. Che volete, la piovra gigante esige un pedaggio, quindi non state a fare i sindacalisti. Ringraziate di essere tra i fortunati che ce l’hanno fatta e godetevi questa perla: A Lannister Always Pays His Debts, di Nina Lannister. Il fandom, nel caso non si fosse capito, è Il Trono di Spade.

Ordunque, la guerra per il Trono di Spade è finita da sette anni. Lasciandosi dietro una scia infinita di morti illustri, direte voi, memori delle tendenze sadiche del caro vecchio Martin. E invece no: a quanto pare una buona fetta dei personaggi principali è viva e vegeta. Il che, essendo finita la guerra dei Cinque Re, pare strano: non è che Cersei se ne fosse uscita con quel “o vinci o muori” tanto per il gusto di fare una battuta figa. Sarete perplessi: lo ero anch’io. Ma non preoccupatevi, andando avanti lo sarete sempre di più.

Apprendiamo così che Joffrey Baratheon era stato legittimato a sedervici [si parla del Trono, eh!] quando aveva sconfitto Stannis, con il lauto intervento del Primo Cavaliere Tywin Lannister [in sostanza il nonno ha fatto tutto mentre lui si grattava il culo, come al solito], e dopo aver sottoscritto un armistizio con Robb Stark. La pace era tornata nei Sette Regni.

Già dalle prime righe il nonsense impera. In poche parole ci viene detto che:
– personaggi da nulla come i Greyjoy e tutti i simpaticoni delle Isole di Ferro, Daenerys Targaryen e i suoi draghi, Popolo Libero ed Estranei sono spariti. Puff. Svaniti nel nulla. Evaporati. Perché chiaramente l’unica minaccia per il regno di Joffrey erano Stannis e Robb: tolti loro, tutto a posto.
– Joffrey Baratheon (troverete la sua foto sul dizionario accanto alla voce ‘sociopatia’), quello che “sono dei traditori, nessuna pietà, ammazziamoli tutti!”, ha accettato un armistizio. Perché?

La risposta arriva subito: a bersi il cervello non è stato Joffrey (che sarebbe comunque morto di sete). È stato Robb.
Il Nord aveva ricevuto la sua indipendenza, sebbene fosse ancora formalmente sotto il controllo della corona
Cioè è tornato tutto esattamente come prima: il signore di Grande Inverno a regnare sul Nord, ma a sue volta soggetto al controllo del re. Quindi la guerra è stata una gran perdita di tempo, magari Robb voleva solo avere un po’ di compagnia mentre portava Vento Grigio a spasso. Ma sì, movimentiamo un po’ le cose, inventiamoci uno slogan figo… Re del Nord, dite? Suona bene! Ma mica facciamo sul serio con ‘sta storia dell’indipendenza, eh! Giusto un po’ di casino e poi tutto come prima, me ne torno a casa a fare il lord. Sì, mi hanno decapitato papà, ma in fondo ‘sti cazzi.
Suona familiare.

lega-nord-stark

Si ringrazia Capoh per il lavoro di photoshop

Insomma, Robb è solo un allegro cazzone. O così o è profondamente deficiente. Ancora più di quanto non lo sia in canon, intendo.
… Gente, non guardatemi così: voglio tanto bene agli Stark, ma che né Eddard né Robb fossero proprio due volpi artiche era chiaro più o meno dall’inizio.

Intanto, l’Estate era ritornata a fiorire dopo un solo Inverno poco duraturo e poco glaciale.
E via, ecco liquidate così svariate migliaia di pagine passate a frullarcele con questa storia dell’Inverno che arriva, degli Estranei, del Re oltre la Barriera, del Popolo Libero, gente copritevi che mo’ fa freddo, ora arriva, aspettate un attimo, tirate fuori le sciarpe, giuro che mo’ arriva.

Dopo questa sequela di cazzate introduzione, ecco che la narrazione si focalizza su Sansa.
Sansa avrebbe potuto far ritorno al Nord, dai suoi fratelli e da Arya.
A dire il vero, da un fratello e basta. Posso immaginare che Arya sia riuscita a riunirsi alla famiglia una volta tornata la pace, ma con Bran e Rickon la cosa è più complicata: dal momento che Jaime nella storia è già monco canon vuole che Grande Inverno sia già stato raso al suolo e, di conseguenza, i due Stark più piccoli se ne siano entrambi andati a zonzo per il mondo.
Magari Rickon sarà stato riportato alla famiglia, ma Bran se n’è andato in Culandia oltre la Barriera e sarebbe bello sapere come diavolo lo hanno recuperato. A proposito di Barriera: no, nessuna notizia nemmeno di Jon Snow. Inutile chiedere a lui lumi sullo stravolgimento in corso a Westeros, comunque: con ogni probabilità non sa un cazzo di niente.

Tornando ad Approdo del Re, apprendiamo che Joffrey e Margaery sono sposati e hanno già un erede, Jams. Nome discutibile, ma dal momento che il caro vecchio Martin ha dato ai suoi personaggi nomi anche più improbabili (tipo Chett, che un giorno qualcuno mi dovrà spiegare) per questa volta transeat.

Il nostro Jams ha, ovviamente, capelli biondi e occhi verdi (i Tyrell non sono portatori di geni e sfornano solo cloni altrui) e a soli cinque anni prometteva di essere un vero Lannister.
Il che, considerato che Margaery è di nuovo incinta, potrebbe essere un problema. Altezza, se viene fuori una bimba speditela subito da qualche altra parte; ovunque purché lontana dal pargolo. Credetemi, è meglio così.
Ancora ignara del sesso del nascituro, Margaery è radiosa. Chiunque la osservasse, scorgeva in lei una gioia e un brio tali da ispirare ogni Lady all’interno della Fortezza Rossa.
Soprattutto Cersei.

Ma Margaery non è la sola nella Fortezza Rossa ad essere in dolce attesa: anche Sansa lo è.
Cazzo ci fa Sansa a Roma ladrona ad Approdo del Re a guerra finita? Tirate a indovinare.

Il matrimonio con Lord Tyrion Lannister non era ancora stato consumato, grazie alla bontà di cuore di suo marito, e la ragazza pura e casta avrebbe potuto risposarsi con un altro signore. Robb in fondo l’aveva pregata di farlo sette anni prima.
Più che di sposarsi subito con un altro signore penso che Robb le avrebbe chiesto di sfanculare i Lannister e tornare a casa, che ad eventuali matrimoni ci avrebbero pensato dopo.

Insomma, Sansa ha la possibilità di annullare un matrimonio che nessuno dei due voleva nella maniera più assoluta; eppure quando l’aveva guardato negli occhi, dinanzi a suo padre, a sua sorella, a suo fratello e ai suoi due nipoti, non aveva avuto cuore di lasciarlo.
Tengo a ricordare ai telespettatori che Tyrion aveva tanta voglia di sposarsela quanto di infilare l’uccello nelle fauci di un Metalupo. Dubito che non avere più attorno una moglie che lo ha sposato perché costretta lo ucciderebbe.
suo marito, seduto dinanzi al tavolo delle trattative, era sobbalzato sul posto, aveva sgranato gli occhi e l’aveva guardata come se avesse appena pronunciato un’assurdità.

Forse perché è esattamente quello che hai fatto, Sansa cara. Tyrion è buono e caro, ma
– tu non lo ami e lo hai sposato perché costretta
– lui non ti ama e ti ha sposata perché costretto
– la vita coniugale fin qui è stata deprimente per tutti e due
– il matrimonio è ormai inutile: vi siete dovuti sposare durante la guerra per permettere ai Lannister di mettere le zampe su Grande Inverno alla morte di Robb. A guerra finita e con Robb vivo non c’è trippa per gatti, figlia mia.

La reazione di sua madre fu la più contenuta
Faccio presente per chi si fosse sintonizzato solo ora che la reazione di Tyrion è stata un sobbalzo, occhi sgranati e un muto “ma che cazzo stai a di’?”, quindi è abbastanza contenuta di suo. E la reazione di Catelyn nel vedere la figlia maggiore che decide di restare ad Approdo del Re, moglie di Tyrion Lannister e circondata da chi ha fatto ammazzare Eddard e cercato di far assassinare Bran dopo averlo reso paralitico… sarebbe più contenuta di così?

La contenuta reazione di Cat

Perché va bene l’autocontrollo, ma a tutto c’è un limite.

Sette anni dopo la nostra Sansa non si è pentita della scelta, ma non so quanto sia il caso di prestare fede alla sua parola: la ragazza mi pare confusa, almeno abbastanza da non ricordarsi esattamente quando si sarebbe effettivamente innamorata del marito.
Suo marito le aveva donato un figlio due anni prima, quando s’era sentita pronta e innamorata tanto da concedersi a lui.
[…]
Era stato in quel momento, quando Tyrion aveva preso tra le braccia il loro bambino dopo il parto, che Sansa aveva realizzato di amarlo.

L’importante è crederci, Sansa. Ma del resto tu sei pur sempre quella che si è inventata un bacio mai avvenuto (‘tacci tua, Martin!) e ci credeva pure, quindi saremo comprensivi.

Tra l’altro, esattamente come Jams (che ha uno sguardo furbo, arguto e anche superiore), anche questo pupo – si chiama Tanos, by the way – mostra una luce di scaltrezza e di perspicacia degna di un Lannister.
Mi sfugge da dove venga questa fissa della scaltrezza come comune denominatore dei Lannister. Gli unici realmente scaltri nel mucchio sono Tywin e Tyrion, per il resto è abbastanza un pianto: Jamie risolverebbe qualsiasi problema a spadate, Cersei si crede furba ma infila cazzate su cazzate (ha “vinto” solo contro Robert e Ned, ma è stato come rubare caramelle a bambini tonti), Joffrey – Lannister che più Lannister non si può – è coglione come pochi altri a Westeros (non sono i geni Baratheon, non provateci!), Tommen è tanto caruccio quanto tonto… e, se non ricordo male, il padre dello stesso Tywin era noto per essere fondamentalmente un allegro coglione. Insomma, in quanto a scaltrezza siamo messi male: Tywin e Tyrion sono più che altro eccezioni.
Intanto Tyrion è ancora il Maestro del Conio, oltre che l’erede di Castel Granito, ed è al momento impegnato…

Macheccazz…?
Signori spettatori, scusate l’interruzione: pare ci sia un problema in sala di registrazione, dicono che è entrato un piccione… ah, non è un piccione? Un corvo? Ma che diav… Oh, un messaggio! Da parte di Tywin Lannister, dite? Date qui, non state a cincischiare! No, niente ospedale finché non avete finito il turno; tanto gli occhi sono due e il corvo si meritava un spuntino.
Dicevo, è un messaggio di Tywin Lannister; pare abbia a che vedere con l’affermazione secondo la quale Tyrion sarebbe l’erede di Castel Granito. Vediamo un po’…

*La carta è un po’ ingiallita, e sembra un pezzo di pagina strappato da un libro. Curioso, è come se avessero voluto scriverci in fretta e furia. Ci sono solo due parole che prendono tutto il foglio, vergate con tanta foga che la carta è stata quasi bucata in più punti. Ma queste due parole sono tanto sentite e profonde da far dimenticare tali dettagli.*
“COR CAZZO.”

Mi par di capire che Lord Tywin abbia qualcosa da ridire; in effetti mi pareva di ricordare che lui, prima di dare Castel Granito a Tyrion, si sarebbe tagliato le palle. C’è in allegato una missiva del suo avvocato: si dichiara che la voce secondo la quale Tyrion Lannister sarebbe erede di Castel Granito è priva di fondamento e che chiunque l’abbia messa in giro sarà perseguito severamente.

Lo spiritosone in sala audio che ha fatto partire Rains of Castamere è licenziato.

Dicevamo, in quanto Maestro del Conio Tyrion sta cercando di far quadrare i conti e ne sta uscendo matto. A complicare le cose ci sono le imminenti nozze della nipote.
« La piccola Myrcella ha deciso di sposarsi ad Approdo del Re, mia cara,» le comunicò con voce lieve prima di abbandonarsi contro lo schienale della sedia e chiudere gli occhi
Suvvia, potrebbe andare peggio. Pensa se avesse deciso di sposarsi alle Torri Gemelle, con Walder Frey come wedding planner, Roose Bolton al servizio catering e Gordon Ramsay Bolton ai fornelli.
Era un bell’uomo, suo marito, nonostante l’altezza. E il pezzo di naso mancante.
la presenza di Tanos l’aveva ringiovanito e badare a lui gli faceva brillare gli occhi verdi, segno distintivo dei Lannister.

Aggiunti gli occhi catarifrangenti ai segni distintivi dei Lannister, scopriamo che i rapporti tra Tyrion e Cersei sarebbero migliorati.
Non perdeva mai l’occasione per tormentare Cersei, sebbene il loro rapporto fosse divenuto più umano da quando lei e Jaime si erano ritrovati.
Ma sì, adesso tutto a posto. Lasciamo perdere il fatto che lei abbia tentato di farlo ammazzare e che lui lo sappia benissimo: son scaramucce tra fratelli, nulla di cui tener conto.
Non aveva sposato Loras Tyrell che era stato battuto in duello proprio da suo fratello, che l’aveva sconfitto anche senza la destra con una prontezza strabiliante, un giorno prima delle nozze.
Sì, anche a me risulta che Loras fosse con combattente coi controcoglioni e che Jamie con la sinistra fosse una miserabile pippa, ma non perdiamoci in dettagli. Chiediamoci piuttosto come possano Jamie e Cersei essere ancora vivi dopo una genialata del genere: immaginate la gioia di Tywin quando non solo il figlio ha fatto saltare un ottimo matrimonio, ma ha pure dato ulteriore credito alle voci di incesto tra i due gemelli duellando per impedire che Cersei si sposasse.

Ma non c’è tempo di angustiarci su dettagli quali intrighi di corte e alleanze tra potenti – dettagli del tutto secondari nella saga, come sappiamo – e passiamo al momento angst con Tommen Baratheon.
No, non il bimbo cicciotto e pacioccone che conosciamo: qui abbiamo un giovane ribbbelle, ma tanto ribbbelle che era andavo via, arrabbiato con il mondo intero. Aveva solo tredici anni e di lui non s’era sentito più nulla delle sue sorti per quasi un anno. Sapevano solo che era chiamato il leone solitario e che da solo aveva combattuto contro predoni e delinquenti sconfiggendoli e scacciandoli da molti territori del centro di Westeros. 
E tutto questo perché Joffrey lo ha trattato come un ragazzino stupido e inetto.

Ora. Avete presente Joffrey, sì? Il sociopatico, quello che da piccolo ha squartato una gatta incinta per tirare fuori i feti? Quello che fa ammazzare la gente tanto per? Che ha fatto picchiare Sansa perché gli girava? Lo avete presente, sì? Ecco, se dovessi vivere sotto il suo stesso tetto sarei immensamente felice di cavarmela così facilmente.
Eppure il solo aver trattato come un ragazzino il fratello costa a Joffrey uno schiaffo da parte della madre, che come noto si taglierebbe quasi più volentieri una mano. Da parte sua, Tyrion avrebbe dato lui stesso una lezione esemplare a quel ragazzino di suo nipote, ma suo padre l’aveva bloccato dicendogli che non era suo compito educarlo, ma di Cersei.
A parte il fatto che Tywin era perfettamente al corrente dell’incapacità di Cersei di controllare il figlio – e meditava di dargli una lezione lui stesso – mi pare un po’ tardino per delle lezioni: anni dopo gli eventi della saga Joffrey è adulto e dovrebbe, almeno ufficialmente, governare per conto suo. Il lasso di tempo valido per provare a dargli una raddrizzata (senza rimetterci la testa, s’intende) è bello che passato.
O forse, semplicemente, anche nonno Tywin concorda che trattare il fratello minore come un cretino non è certo il peggio crimine che quello psicopatico di suo nipote abbia mai commesso. Comunque sia, Tommen è tanto arrabbiato che non risponde nemmeno alla missiva della madre; inviata non si sa bene come, visto che nessuno sa dove trovare ‘sto benedetto ragazzo. Sarà stata una lettera aperta pubblicata sulla Gazzetta di Westeros?

Intanto Sansa è un po’ rattristata dal fatto che Myrcella non avrà il fratello accanto il giorno del suo matrimonio; considerato come funzionano le cose tra Lannister, francamente, mi pare meglio così.

Il capitolo, per ora l’unico pubblicato, si conclude con una bella iniezione di saccarina direttamente in vena tra Tyrion che se ne esce con roba tipo Come sta la mia splendida stella? e averla al suo fianco era la sua gioia e lo sarebbe stata per il resto della sua vita.
Per pietà, riprendetevi quest’orsetto gommoso – credibile quanto Robert Baratheon fedele e devoto – e ridateci Tyrion Lannister, quello che “se potessi pregare con il mio cazzo sarei un tipo molto più religioso”.

Il racconto termina qui, ma attendiamo con ansia il prossimo cap– ehi, dove state andando tutti? La nonna vi insegue coi resti del panettone? Ah, vi capisco. Pure la mia è così, finché non hai ingozzato tutto non è contenta. Il che mi ricorda che farei bene a levare le tende anch’io prima che mi trovi.

Che palle il Natale.

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – quarta (e ultima) parte

Signore e signori eccoci con il piatto forte di questa recensione in più portate: “Scambio di Ruolo”, di Dama Galadriel.
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

Ora, vi confido una cosa: mentre leggevo la fanfiction ero indecisa se recensirla o meno: aveva delle chicche meravigliose, certo, e citazioni più o meno velate che rivelavano spiccatamente la mancanza di una trama seriamente studiata, ma era anche lenta ed aveva dei punti morti. Insomma, si correva il rischio di risultare noiosi.
Poi ho letto questo capitolo e mi sono resa conto che, se non avessi recensito questa cosa, tanto valeva chiudere Fastidious, perché una scena scritta in questo modo difficilmente ricapiterà.
Forse sono troppo ottimista, ma leggete… Questo.  

Tredicesimo capitolo: metafore isteriche.

Sorvolieremo su Sarah che va a farsi un bagno caldo (tra un po’ diverrà una rana) e Jareth che invece si fa una doccia fredda (lui è già diventato un represso); sorvoleremo su Sarah che nel cuore della notte trova un pianoforte nel castello ed attacca a suonare mentre sul soffitto si addensano nubi (Sala Grande di Harry Potter o nuvoletta fantozziana?); sorvoleremo anche sul fatto che Sarah si metta a cantare “Set Fire to the Rain” con quel ventennio abbondante d’anticipo sull’uscita della canzone. E, infine, sorvoleremo anche su Jareth in versione fanboy adorante che pensa (più o meno) “oh, come è potente Sarah, il Labirinto l’ha già riconosciuta come sua regina!”.

Sorvoleremo su un sacco di belle cose, me ne rendo conto, ma la parte migliore è quella su cui stiamo per planare come avvoltoi, statene certi.

Prima di tutto, l’abbigliamento di Sarah:
aveva indosso solo un pigiama corto di seta blu che lasciava ben poco spazio all'immaginazione
Io mi sto interrogando da ore sul modello di questo pigiama, ma lasciate che lo dica: un pigiamone in flanella avrebbe salvato almeno in parte questa fanfiction. Davvero. Non sottovalutate il potere riequilibrante di un pigiamone in flanella!

Ora Sarah si trovava sotto di lui e poteva sentire tutto il peso del suo corpo, percepiva il suo desiderio crescere e questo le fece emettere un piccolo gemito, forse di desiderio o forse di paura.
Oh, di nuovo il DESIDERIO percepibile di Jareth!

Sarah comprese che era arrivato il momento della sua metamorfosi
No, non in fae o qualcos’altro. Giuro che ho sperato anche io che intendesse qualsiasi altra cosa, ma no. Intende proprio quello che avete capito.

quei pensieri non erano esattamente “consoni” ad una ragazza ancora vergine
Se sei vergine non puoi eccitarti o fare pensieri osé. Strano, ricordavo diversamente.

cominciò a slacciargli i bottoni della camicia scoprendo quel petto così perfetto e muscoloso.
A me spiace sempre dover disilludere la gente, ma… Andiamo, stiamo parlando di David Bowie, superbo esemplare della sottospecie di umani abitanti l’inghilterra chiamata Homo Rachiticus.

ma prima di arrivare al punto di non ritorno (Fantasma dell’Opera, sciò. Non è il momento), i nostri fanno una breve pausa, assolutamente illogica visto che a questo punto Sarah dovrebbe essere nella condizione di voler sbranare i pantaloni di Jareth coi denti pur di toglierglieli; Jareth però decide diversamente: le porta il Gingillo Inutile, in questo caso una collana d’oro bianco col falcetto simbolo di Jareth che funge da teletrasporto (la definizione data dall’autrice è “ponte tra i due mondi”, ma non vorrei che il Fantasma dell’Opera si galvanizzasse troppo).
Poi tornano a pomiciare come se nulla fosse accaduto.

Jareth l’aiuta a sistemarsi la collana e ne approfitta per farle cadere gli spallini del pigiama:

Quel tocco, così piacevole, fece trasalire Sarah che si girò di scatto mettendosi a cavalcioni su Jareth.
Ancora, sono dell’idea che girarsi di scatto mentre qualcuno ha il naso a dieci centimetri dai propri capelli non sia una idea delle migliori, a meno che non si abbia una avversione per la forma del naso del proprio partner…
 
sembrava che le sue labbra non avessero mai assaporato la pelle di una donna
Infatti c’ha dato dentro solo con esponenti del Piccolo Popolo…

Le mani, quasi in possesso di vita propria[Dunque contro il suo volere?], scesero sotto la maglia fino ad arrivare ai suoi boccioli di rosa[…ARGH.]. Delicatamente le sfilò l'ostacolo di seta[è il pigiama: “ostacolo di seta” è immotivatamente aulico] e accarezzò i suoi seni prima con le mani poi con le labbra.
(…)gli sfilò la camicia e potè ammirare, in tutto il suo splendore, il petto di Jareth che si stagliava maestoso di fronte al suo viso arrossato per l'emozione.
Questo kink (riscontrato anche in altre fanfiction su Labyrinth) per il muscoloso petto di Jareth non ha assolutamente ragione di esistere.

Sarah poteva sentire la virilità[no… La virilità no… Per favore!] di Jareth crescere costretta sotto i pantaloni e decise di liberarla [Free Dick]; con un gesto che le sembrò il più naturale del mondo, gli slacciò i pantaloni e glieli tolse. Il suo corpo era perfetto e Sarah lo contemplò come se davanti avesse la statua di un dio greco [Immaginatevelo, un dio greco con quella pettinatura].

Jareth infilò la mano nei suoi pantaloni fino ad arrivare agli slip e sentì che un umido innocente le aveva bagnate.
Non so come funzioni tra ferie, ma quell’umido lo si può chiamare in qualsiasi modo fuorché innocente: non lo è per definizione.

Ora i suoi movimenti si fecero più insistenti e la sua virilità[E daje…],ormai matura [è… un cocomero?], premeva per entrare nel luogo più intimo di Sarah[… Mi sono persa. Jareth vuole infilare un cocomero nel cervello di Sarah?].

Sentì la pressione del Re [Per chi non l’avesse capito, “la pressione” è il cocomero] farsi strada nella sua intimità [il femminile di virilità], fino a quando non incontrò l'ostacolo primordiale [Oh per Bowie, chiama le cose con il loro nome! Imene! IMENE! Ed è all’apertura della vagina, quindi la pressione, che poi è un banalissimo PENE, non si è fatto strada da nessuna parte!], e prima di entrare definitivamente nella sua alcova [VAGINAAAAAAAAAA!] (…) quando l'inevitabile dolore [In realtà non è così inevitabile. C’è a chi la prima volta non fa male. Beate loro, comunque.] arrivò, s'irrigidì e chiuse gli occhi.
In quel momento la metamorfosi di Sarah fu completa, abbandonò infine l'ultimo barlume della sua adolescenza ed entrò definitivamente nella vita adulta.
…Chissà se le sono spuntate le ali.

Ora. In questo tripudio di idiozie (la prima volta che ho letto “l’ostacolo primordiale” ho squittito e  fatto un balzo sulla sedia. Non ho riso apertamente perché erano le tre di mattina), Jareth fa l’unica cosa IC, l’unica azione che reputo degna di lui di tutta la fanfiction e l’unica per cui provo un po’ di rispetto: chiede a Sarah di pronunciare il suo nome mentre viene.
Per un attimo Jareth torna ad essere il bastardo faerie calcolatore che amo tanto. Poi inizia a segamentalizzare e rovina questo bel momento. Purtroppo capita, quando ci sono Mary Sue in giro (questa versione di Sarah corrisponde ai parametri).
 

Quattordicesimo capitolo: incredibile rivelazione e il colpo di scena
che MAI ci saremmo aspettati.

So che già lo sospettate, ma ve lo dico lo stesso: nel titolo del capitolo ho mentito.
In soldoni: Sarah si sveglia e Jareth non c’è. È seduto sul trono (no, non ha avuto un attacco di dissenteria… Il trono vero!) a segamentalizzare.

Dopo tanto tempo era riuscito ad averla tra le sue braccia, accarezzare la sua pelle di seta bianca come porcellana, baciare le sue labbra rosee ed inesplorate e poi cogliere l'essenza della sua innocenza che lei gli donò amorevolmente[Gli avesse donato delle concordanze, insieme all’innocenza, non sarebbe stato male. Invece ci becchiamo la frase melensa e pure scritta male. It's not fair!].

Non poteva sopportare l'idea di quello che le aveva appena fatto[già, essere IC è così insopportabile…]. Lui l'amava, terribilmente, totalmente, fisicamente, mentalmente [supercalifragilisticamente no?], ma aveva anche una missione da portare a termine [His name is Bond. Jareth Bond]e questo tormento interiore gli stava lacerando l'animo[ La famosissima moralità dei Faerie, sì. Perché esiste un film intero per dimostrarci che Jareth non ragiona secondo gli schemi dei mortali quando poi le autrici di fanfiction se ne sbattono e lo rendono il classico belloccio da Harmony?].

Sarah sta per pronunciare per la terza volta il nome di Jareth, ma lui la ferma e le spiega cosa deve fare per salvare il Labirinto. Cosa che avrebbe potuto sentire  dal Saggio, non fosse corsa via, ma serviva il Momento di Disperazione per arrivare alla scena di sesso e la Grande Rivelazione dopo la scena di sesso, così da fare allontanare i protagonisti. Imbastire una trama complicata è difficile, e a noi piace vincere facile (bom xibom xibom bombom!). Jareth rivela anche che, se l’Underground venisse distrutto, il mondo di Sarah farebbe la stessa fine. Motivazione che, a mio parere, renderebbe chiunque molto più propenso a salvare capre e cavoli… Chiunque tranne (ovviamente) Sarah l’isterica che, nel frattempo, capisce (oddio, in realtà Jareth glielo rivela senza troppi problemi) il trucco del nome.

“Mi ami!?!? Mi ami?!?! Tu sei una grandissimo stronzo bastardo!!! Io ti ho donato la cosa più importante che avessi[Oh, Bowie… ] . Io ti ho donato il mio cuore e tu mi hai ingannata!! IO TI ODIO, TI DISPREZZO PROFONDAMENTE!! Non mi interessa proprio niente di questo dannato Regno[Ma hai sentito cosa ha detto prima? Non è solo il suo regno ad essere in pericolo, idiota…] e non mi interessa niente di te!!” Sarah aveva le lacrime agli occhi. Era stata ferita e tradita. Si avvicinò e gli diede un sonoro schiaffone.
Olè, la scena da shojo manga.
Sarah-chan, ascolta i buoni consigli della sensei Bellatrix: considerato che non c’è scampo, ti tocca accettarlo questo ruolo nel Labirinto. E pensa, ha dei lati positivi: ti renderebbe ben più potente (sic!) del tizio con cui sei incazzata a morte, oltre che la sua sovrana indiscussa.
Pensa al ventaglio di opportunità, e ricordati che anche Malefica era una fata, solo che aveva i coglioni girati.

Ma anche qui, se Sarah si fermasse a cogitare una seria vendetta ai danni di Jareth, mancherebbe l’angosciosa scena che vogliamo A TUTTI I COSTI avere (no? No. Ma ce la pigliamo e senza vaselina) prima dello scontatissimo happy ending. E dunque Sarah sfiora il comunicatore, dice “Scotty, teletrasporto!” e si ritrova a Dublino.
Sarah aveva toccato il ciondolo che le aveva regalato la sera prima, pensò intensamente alla sua stanza a Dublino e scomparve in una nuvola dorata.
Per non essere ancora una ferie, Sarah ha già preso le glitterate abitudini di Jareth.
 

Quindicesimo capitolo: la vecchia parente e il racconto strappalacrime
che convince la protagonista a tornare dal suo eterno ammoreh

Io… No, dai, lo salto questo capitolo: tanto è una cosa trita e ritrita.
Sarah si dispera, la zia col nome assurdo le racconta la storia della figlia, Cathy, deceduta dopo un due di picche. Così, dopo aver visitato la tomba di Catherine (che non dorme sulla collina ma è seppellita nel giardino/cimitero dietro casa), Sarah capisce che deve tornare da Jareth.

Sedicesimo capitolo: La bella e la bestia (e Sailor Jareth colpisce ancora)

Jareth si deprime. Martinus gli suggerisce di dare la sua vita immortale (pare che, grazie alla dichiarazione di Sarah, sia “guarito”. Io ricordavo che dovesse anche sceglierlo come sposo, ma dettagli).

Ancora non poteva crederci.
Era successo tutto così in fretta.
Stava morendo per colpa di Sarah.
Sarah era tornata nel labirinto per aiutarlo.
Sarah gli aveva dichiarato il suo amore.
Sarah lo aveva guarito dalla maledizione.
Lui aveva tradito Sarah.
Sarah era fuggita.
Lui doveva morire.
… L’avesse scritta così l’avrei preferita. Almeno non sarebbero stati SEDICI CAPITOLI in cui due personaggi non fanno nulla di sensato.

Dunque Jareth tocca l’obelisco e gli trasferisce la sua forza (sono abbastanza sicura di aver visto le altre Sailor morte, sullo sfondo) proprio mentre Sarah torna nel Labirinto. In una scena che ricorda molto il dialogo tra Atreyu e l’Imperatrice, Sarah e Martinus parlano del futuro imminente del Labirinto (ma cercate di salvare quel povero idiota là dietro, piuttosto!); Sarah perde altri momenti preziosi e Jareth muore. Solo allora Martinus (che abbiamo capito essere una grandissima stronza) ricorda a Sarah che può ancora salvare ciò che è rimasto, pronunciando il nome di Jareth per la terza volta.

“No! Non posso! Non capisci, non posso abbandonare i miei genitori, i miei amici, la mia vita!”
Ricordiamolo ancora una volta per chi si fosse messo solo ora all’ascolto: tutti e due i mondi verranno distrutti se lei non prende il suo posto, quindi di genitori, amici e vita non rimarrà nemmeno il ricordo.
Sono queste le scene che ti fanno invocare un fulmine sul server di EFP: perché, per il sospensorio di Jareth, o si crea una Mary Sue o una cretina. Una Mary Sue cretina è irritante oltre ogni limite. Ed a riprova di questo:

“Smettila!! Smettila di ripetermi che sono la Regina di questo posto! Lui è il legittimo Re!” disse indicando il corpo di Jareth.
Bravi, legatelo al suo cavallo (quale?) così magari le truppe (quali?) si sentono motivate e il Nulla prende paura e scappa. Con El Cid si dice abbia funzionato.
Per farla breve, Sarah accetta solo quando Martinus (che ricordiamo essere una stronza) le rivela che, accettando il suo compito, potrebbe resuscitare Jareth.
… Ma dirlo prima?
Sarah pronuncia il nome di Jareth, salva il mondo (è una Sailor anche lei) e si risveglia come fae.
 

Diciottesimo capitolo: e ogni dignità fu spazzata via, insieme a Nulla e logica.

Sarah si risveglia in versione Mary Sue potenziata, torna al Labirinto, scambia saliva con Jareth resuscitato come il Medico Maceti, si sussurrano dolci parole d’amore (io vomito arcobaleni), decidono di sposarsi (arcobaleni… ARCOBALENI OVUNQUEEEE!), trombano (una sveltina, quasi a secco e lei viene dopo poche spinte. È la sua seconda volta. Certe cose sono troppo anche per una storia in cui uno dei protagonisti è il Re dei Goblin, bisognerebbe ricordarselo).

Il giorno dopo Sarah inizia la ricostruzione, aiutata da Jareth. Prima comunque si crea degli abiti da regina moderna (jeans, maglione e scarpe da ginnastica. Sigh.). Ma non è finita.
Ricostruiscono il castello:

Sarah immaginò un castello molto diverso dal precedente, quasi fiabesco, con alte mura bianche, torri con guglie a punta, bandiere sventolanti.
Jareth ride, credo a causa di un attacco isterico. Io piangerei.

Ricostruiscono il Labirinto, ma senza la Gora.
“Io ci sono passata e, ti assicuro, che era una cosa insopportabile. Non voglio che nel mio Regno esista una cosa del genere”
Ma santo cielo! Jareth, fa qualcosa, opponiti, Organizza un referendum! Dai il via ad una petizione per evitare che l’habitat di Sir Didymus sparisca per sempre… QUALCOSA!
 
Cooomunque… Tra rose e fior, nasce l’amor, Sarah e Jareth si vanno a sposar. Lui dice sì, lei dice sì, si danno un bacio e lei ritrova i suoi amici (che lui le aveva “nascosto” per farli apparire il giorno delle nozze, come suo regalo, mentre lei si preoccupava per loro. Roba da prenderlo a testate). Poi è il turno di Sarah di svelare il suo (scontatissimo) regalo allo sposo. Per chi non ci fosse ancora arrivato, finisco la canzoncina:

partono in due
tornano in tre
questo vuol dire che è nato un bebè!

*Fine*

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – parte terza

Signore e signori, questa sera l’avete quasi scampata: il mio computer è entrato in coma stamane, portando con sé il contenuto dell’hard disk.
Per vostra sfortuna la recensione è stata recuperata e possiamo così continuare con le avventure nel Labirinto.

La minestra e la cuoca sono sempre le stesse:  “Scambio di Ruolo” di  Dama Galadriel http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1
 

Nono capitolo: Noia e Nulla.

Lasciandosi alle spalle il semi assalto sessuale narrato ieri sera, i nostri eroi continuano il loro viaggio fino ad incontrare il Saggio, che spiega loro chi è il nemico che dovranno affrontare:

“La coltre che sta per divorare il tuo Regno, giovane Fae, è il Chaos(1). (…) molti esseri viventi vi precipitano volontariamente, spinti dalla propria mancanza di speranza. Il Chaos è effetto della passività e del disordine: quando si guarda al suo interno, si prova una terribile sensazione di svuotamento e di attrazione verso di esso. Gli abitanti del Regno che vi sono già entrati sono passati nel mondo degli Uomini, ma solo sotto forma di menzogne[Questo era pure un concetto carino, peccato che si perda nella fanfiction].
 “(…)Nonostante lui, apparentemente, non abbia potere su di te, quelle parole hanno avuto un potere enorme sul giovane Fae. La sua energia e il suo potere si sono notevolmente ridotti e questo ha fatto si che anche la sua capacità di vegliare sui sogni e le speranze dei propri sudditi venisse meno. Gli abitanti del Regno hanno smesso di sognare e sperare, la disperazione ha cominciato a farsi largo nei loro cuori e il Chaos, infine, si è manifestato”.
Come l’autrice ammette nelle note “La descrizione del Chaos è ispirata a quella del Nulla della Storia Infinita.” (sì, grazie, avevamo già sospettato qualcosa quando ci hai descritto il piazzale e la bambina vestita di bianco); la cosa che più mi lascia perplessa è il Saggio. Io questo Saggio me lo ricordavo molto laconico nelle sue risposte, narcolettico e con un principio di Alzheimer, mentre qua se la cava benissimo. Devo ancora capire questo strano principio per cui i vecchi nelle fanfiction rincoglioniscono quando sono sani di mente e rinsaviscono quando in originale sono rincitrulliti.
Ma non divaghiamo!

Sarah, sconvolta da questa nuova rivelazione (e non capisco perché, dato che in pratica le ha spiegato con qualche parola in più ciò che Jareth le sta dicendo da tre capitoli), scappa piangendo (come Jean Claude!).
Data la descrizione del Chaos/Nulla, il seguito di questa scena è scontato.

Decimo e undicesimo capitolo: Noia, Nulla e Nebbia (x2)

Sarah viene catturata dal Nul- volevo dire dal Chaos e in esso vive in una specie di realtà parallela in cui sua madre è viva (non è così parallela, in effetti…). Vive tranquillamente la sua vita, fino a che non trova il libro di Labyrinth che le ricorda qualcosa. Poco dopo Jareth riesce ad entrare nel suo sogno sotto forma di barbagianni (perché quello è un barbagianni. Autrice, l’avessi chiamato almeno una volta col nome appropriato, invece che pennuto, animale e volatile!). Sarah ha l’impulso di baciarlo (voi, là nell’angolino, smettetela di ridere. L’abbiamo pensato TUTTI, ma se adesso iniziamo con le battute sugli uccelli non la finiamo più).
Quando finalmente Sarah bacia l’uccello ( … Non potevo resistere: come Edvigelacivetta ha tragicamente scoperto, adoro i doppi sensi sugli uccelli!) ricorda tutto ciò che è accaduto e decide di tornare indietro.

Il problema principale di questi due capitoli non sono il sogno di Sarah o le sue preoccupanti tendenze zoofile, ma le fregnacce sparate da Jareth nel frattempo.

“Non ti prenderai la mia unica ragione di vita. Io la salverò ad ogni costo. Non te la lascerò portare via da me” ringhiò Jareth contro la Nebbia.
Jareth, lo stalker, calcolatore, egoista e un po’ bastardo che noi tutte amavamo, addio. Ciao Jareth l’inutile bamboccio innamorato; prego, prendi pure posto tra i mille personaggi fighi resi dei babbei innamorati dalle ficcine.

Una voce s'insinuò nella mente di Jareth. La Nebbia stava comunicando telepaticamente con lui.
A Heidi le caprette facevano ciao. Nebbia ha fatto il salto di qualità e parla telepaticamente con l’aristocrazia.
Apro una parentesi: per fare le cose in maniera interessante, di solito, queste entità non le si fa parlare. Si insinuano nel cervello dell’eroe di turno e gli fanno credere quello che vogliono (che poi è la scelta fatta da questa stessa autrice per fare in modo che il Nu… Chaos fregasse Sarah). Non capisco perché rischiare di far sembrare la propria opera un episodio di Sailor Moon.
Jareth si protegge con una delle sue bolle e si avventura nella Nebbia (no, non fa una rettoscopia al cane, a molestare animali vari già ci pensa Sarah. Siate seri, su!). La Nebbia, ovviamente, continua coi suoi discorsi demotivanti, ma:

Anche se lei mi odiasse con tutta se stessa, anche se il vedermi le procurasse dolore fisico [esagerato], i miei sentimenti non cambierebbero. Quella sciocca ragazzina umana, come la chiami tu, mi ha insegnato che la forza dell'amore sta nel fatto che è un sentimento gratuito e disinteressato. Se ami realmente qualcuno vuoi solo il suo bene a prescindere dal fatto che ricambi o meno i tuoi sentimenti”.
Che noia. Che tristezza. Che avvilimento. Mi sembra di sentire parlare Tarabas (a proposito di personaggi potenzialmente fighi da impazzire che vengono ridotti all’ombra di se stessi dalla Mary Sue di turno). Manca solo che decida di diventare buono e non usare più i suoi poteri e siamo a cavallo. Jareth, se continui così vomiterò arcobaleni per una settimana!

Ma certo!!! Non esiste potere più grande dell'amore che provo per Sarah! Il mio amore mi condurrà da lei”.
… Come vuoi Sailor Jareth.

Il nostro eroe di pan di zucchero giunge finalmente innanzi la sua bella:

Sarah galleggiava priva di sensi come sostenuta da migliaia di palloncini.
Sul serio, autrice, lascerei perdere le figure retoriche, perché fino ad ora hai dimostrato solo che non sono proprio il tuo forte.

Dodicesimo capitolo: hai fame?

Jareth dunque salva Sarah (o Sarah si salva da sola, dipende dai punti di vista); ormai allo stremo, la porta al castello e cerca di recuperare un po’ di energie… Almeno finché quella rompicoglioni di Martinus (la plagiata Imperatrice) non irrompe nei suoi sogni.

Come se avesse usato La Spezia (1), Jareth viaggiò senza muoversi e, in un battito di ciglia, si ritrovò al cospetto di Martinus.

Il numerino tra parentesi è la nota dell’autrice che ci fa sapere che La Spezia è una sostanza che viene dal pianeta Dune, dal film omonimo di David Lynch. Io ricordavo che La Spezia fosse il capoluogo dell’omonima provincia ligure (quella di Dune è la spezia Melange, più comunemente detta la spezia. Ogni tanto scritto anche la Spezia. Fatto sta che “la” non è maiuscolo, non essendo realmente parte del nome ma un semplice articolo determinativo).
Fino ad ora sono stati citati metà dei film fantasy degli anni ottanta: se ci fate caso mancano solo una bella citazione a Willow, un paio di unicorni direttamente da Legend e una maledizione alla Ladyhawke e il quadro è completo.

“Il tempo nella Nebbia scorre più velocemente del normale. Ti rimangono solo tre giorni per convincerla a pronunciare il tuo nome altre due volte e farle prendere posto sul trono come Regina”.
Figuriamoci se il tempo nella nebbia non scorreva più velocemente! Che colpo di scena.

Ricordati che se non riuscirai a convincerla, anche l'Aboveground cadrà nelle mani del Cahos, e sarà la fine per tutti!
No su questa frase non ho nulla da dire, oggi, ma mi riservo il diritto di richiamare il teste nell’ultima parte della recensione. Capirete il perché.

Mentre pronunciava queste parole, Martinus abbandonò la sua forma bambinesca e assunse quella di un maestoso gigante, a conferma del fatto che non stava scherzando affatto.
 Toh, Gandalf. Mancava eh.

Jareth lo guardò spaventato [Bilbo, magari. Jareth che si spaventa per un trucco simile non ce lo vedo proprio] e disse:
“Hai ragione Martinus. Non posso fallire, non questa volta. Ne va della sopravvivenza di due mondi. Ormai non posso fare nulla per la mia vita
[Imbecille, per salvarti ti basta che lei si innamori di te e ti scelga come suo compagno. La motivazione ancora mi sfugge, ma comunque mi sembra che buona parte della cosa sia già avviata], quindi mi giocherò il tutto per tutto. A costo di ingannarla per l'ennesima volta [Se fossi IC non sarebbe un problema]”.
Tutti si svegliano, Sarah raggiunge Jareth.

Il giorno stava calando e un raggio di sole accarezzò dolcemente la guancia di Jareth donando al viso una bellissima sfumatura pesca.
Re dei Goblin, la smetta di rubarmi il phard!

Dopo un dialogo tra l’illogico e l’irreale (e non provate a giustificare la cosa con il fatto che nel Labirinto tutto funziona al contrario perché NON È UNA SCUSA VALIDA!), i due decidono di cenare insieme (dopotutto hanno solo tre giorni per salvare l’Underground E l’Aboveground… Che fretta c’è?)

“E dimmi, cosa ti andrebbe di mangiare?”
 Sarah ci pensò qualche secondo e poi disse:
 “Carne arrosto e vino bianco. Se non è troppo disturbo Maestà!”

Tre giorni e stanno lì a discutere il menù.
.
Sarah va a farsi un bagno e indossa il vestito blu che Jareth le ha fatto trovare sul letto e le ballerine di seta dorata (no, dai, le ballerine dorate no! Ok che sono gli anni ’90, ma… No.).
I due mangiano, ballano e limonano duro… No, facciamo un passo indietro: i due ballano sulle note di “Your Song” di Elton John. Che perlomeno all’epoca in cui è ambientata la fanfiction era già uscita da una ventina d’anni, ma quando hai “As the world falls down” a disposizione e David davanti, quanto è brutto ripiegare su una canzone di Elton?

 “Io non ho mai baciato nessuno” (…)“Neanche io ho mai baciato…un'umana…” [tra le righe posso scorgere un “in compenso ci sono andato pesantissimo con faerie di vario tipo”.] (…) la lingua di Jareth entrò delicatamente quasi chiedendo il permesso [è stata qui vagliata l’ipotesi che Jareth abbia una lingua vampira].

“Sarah perchè piangi?”
 Sarah si voltò verso di lui e gli disse semplicemente:
 “Perchè sono la persona più felice del mondo in questo momento”.

E perché non maaaaangiiiii? Ora non mi vaaaaaaah!
Dimmi perché striiiingiiii… Forte le mie maaaaniiiii…
E coi tuoi pensieri ti allontani!
Come non detto, ridatemi Elton.

Poi Sarah, in un picco in “insensatness” scappa via. La ritroviamo nei prossimi giorni nel tredicesimo glorioso capitolo.

*Fine terza parte*

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – parte seconda

Se pensavate che avrei lasciato passare (come al solito) mesi prima di pubblicare il seguito della recensione, vi siete sbagliati di grosso: questa volta non sarò così magnanima.
Puppatevi la seconda parte!

Il titolo del piatto del giorno (riscaldato: sono sedici capitoli, non vorrei farvi fare indigestione servendoveli tutti in una volta) è “ Scambio di Ruolo”, l’autrice è sempre  Dama Galadriel e il link è ancora http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

 

Quinto capitolo: spiegazioni farlocche e profezie assurde

Oh, questo è uno dei miei momenti preferiti, nelle fanfiction. Già saprete che la mia grande passione sono quei gingilli di bassa bigiotteria che spesso e volentieri appaiono nelle fanfiction, carichi di pietre preziose, metalli pregiati e poteri inutili, ma non posso negare un piccolo feticcio anche per le profezie/maledizioni/altro, specie quando sono in rima (comunque non disperate, poi arriva anche il gingillo inutile).

La nostra profezia ci viene mostrata durante un flashback in cui Jareth, ancora bambino, riceve tale interessante ammonimento da una Sibilla (non la Cooman).

Vedrò un mondo che non mi sarà caro:
estate senza fiori,
mucche senza latte,
 
Un età empia e piena di odio
riempirà molte ere.

 [Io questa cosa l’ho letta e mi è sembrata sensata. Fino a qui. Poi peggiorava in maniera sospetta mi è venuto il dubbio che, come altre mille cose in questa storia, non fosse farina del sacco dell’autrice. E di fatti è tratta dalle profezie della Mórrígan; http://bifrost.it/CELTI/Fonti/LiricaIrlandese-ProfezieMorrigan.html]
 

Un giorno lontano, però,
quando il sole e la luna
si baceranno
un bambino con gli occhi color cielo nascerà,
il grido di dolore
in gioia si trasformerà
e il sogno del labirinto a brillare ritornerà.

[Se mezza profezia scopiazzata verrà, l’autrice sforzarsi dovrà, di scrivere qualcosa di altrettanta intensità. Altrimenti il risultato sarà una vaccatà. Trallallero trallallà. ]

 

Quando il simbolo verrà dato al legittimo Re
molte ere di pace vivremo
finchè un giorno
una fanciulla con occhi color smeraldo
risolverà l'enigma,
il labirinto la sua vera Guardiana avrà
e il Re deposto verrà.

[E io lo dicevo che era una schifezzà!]

 
In pratica, Sarah ha risolto il labirinto per salvare il fratellino (che altrimenti sarebbe diventato un goblin) e dunque è destinata a diventare lei stessa una Fae e regnare sul Labirinto. She fought the law and the law won, evidentemente. Se non accetterà il suo compito, il labirinto si sgretolerà (devo dire che non ricordo mura molto solide nemmeno prima) e verrà preso d’assalto da un nemico; il tutto mentre Jareth sta perdendo nemmeno troppo lentamente i suoi poteri, cosa che lo condurrà alla morte.

Ora, per fare avverare la profezia, Sarah deve pronunciare il nome di Jareth tre volte (sì, sì, signor Burton, comprendo il suo disappunto. Ma adesso, per favore, prenda il numerino e aspetti il suo turno, che non posso raccogliere tutte le lamentele in una sola volta. Devo ancora trascrivere quella del signor Gaiman per il discorso sulle divinità che hanno bisogno che qualcuno creda in loro, quindi si sieda lì buono buono, ok?). Per fare sopravvivere Jareth, invece, “Lei ti dovrà dichiarare il suo amore, in maniera sincera e completa, senza inganni e senza trucchi e reclamarti come suo Re”.
Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, che ci fa qui? Ah, reclama per “La Bella e la Bestia”? D'accordo, si metta in fila, ma sappiamo entrambe che ci sono versioni discordanti riguardo i suoi diritti su quella fiaba; vedrò che posso fare, ma per ora dobbiamo andare avanti col…


Sesto capitolo: le inutili seghe mentali di Sarah.

Sarah si sveglia e segamentalizza. Compare una delle sfere di cristallo di Jareth e Sarah segamentalizza. Compare Jareth e Sarah segamentalizza ancora; però un po’ sbava anche perché Jareth è – come sempre – un figo. Jareth capisce che Sarah lo vuole e il suo Ego ne è rinfrancato. Battibeccano un po’ sul fatto che lei ha pronunciato il suo nome, e no, non è vero sì, è vero (Sarah sai meglio di me che non posso manifestarmi ad un umano senza che lui mi chiami e, per quanto tu mi stia a cuore, non fai eccezione a questa regola… no, ma da quando? Non può rubare bambini senza una precisa richiesta, ma ‘sta cosa del manifestarsi è del tutto nuova), no vattene. Jareth fa vedere a Sarah, tramite una delle solite sfere, che nel sonno lei ha davvero invocato il suo nome (il solito guardone…). Jareth le dice ciò che a noi viene ripetuto da sei maledetti capitoli, ovvero che, nel salvare il fratellino, ha compromesso l’equilibrio dell’Underground.

Improvvisamente capì di essere stata molto egoista ed ora ha paura.
Ha salvato il fratellino da un futuro verdognolo tra le galline, rischiando più volte la vita. Egoista è proprio il termine che mi viene in mente per descriverla, senza dubbio. Ma sappiamo che Sarah è bipolare, dunque andremo avanti nella lettura senza porci troppe domande (sì, lo so, dovrei dire qualcosa anche sui tempi verbali, ma questa ficcy è tutta scritta così, ormai non ci faccio quasi più caso. Ho detto QUASI).

Jareth fa dunque leva sul senso di colpa di Sarah e i due tornano nell’Underground, dove tenteranno di salvare il Labirinto nei tredici giorni rimasti alla sua inesorabile fine. E già che c’è Jareth tenterà di fare innamorare Sarah.

Settimo capitolo: imbarazzi francamente inutili.

Dunque, i nostri arrivano al Labirinto. Abbracciati, perché si sa che è così che ci si arriva. Nelle ficcy.
La realtà era che Sarah non aveva mai abbracciato un uomo, a parte suo padre naturalmente e questo le procurava un certo imbarazzo.

Con tutte le ragioni possibili per avere una Sarah imbarazzata da un abbraccio con Jareth (faccio un solo esempio abbastanza eclatante: gli aderentissimi fuseaux di Sua Maestà), “ha diciotto anni ed ha abbracciato solo il papà” non è una opzione.

  Quella foresta in cui lei era capitolata sotto l'incantesimo di Jareth ora emanava malvagità e lei sentì un brivido attraversarle la schiena.
 Prima invece era un posticino per bene.
 Jareth le spiega come cambiarsi i vestiti con la magia e partono per il disfattissimo labirinto.
 

Ottavo capitolo: fantasia (Fantàsia) portami via

Nulla di interessante da segnalare fino alla Scena Madreh, quella tipica di ogni ficcina in cui i protagonisti partono da una situazione di “mi ispiri tanto sesso, provo anche dei sentimenti per te ma comunque piuttosto che dirtelo mi strapperei tutte le unghie.”: il salvataggio dell’Amato da un Pericolo Improvviso con successivo capitombolo in Posizione Imbarazzante.

Lui non fece in tempo ad alzare la testa che Sarah, con un balzo felino [e nessuna abile mossa? Sono contrariata.], gli fu addosso e lo spinse lontano dalla frana, salvandogli la vita.
Quando corse verso di lui, Sarah era completamente preda dell'istinto e tutte le sue inibizioni e paure per un momento scomparvero.

Sì, beh, Bowie fa questo effetto a molte (il video successivo, dal minuto tre, ne è una prova lampante).
 

 

Il suo seno era premuto sul suo petto liscio e caldo, le sue braccia erano saldamente aggrappate alla sua schiena, i suoi fianchi combaciavano perfettamente a quelli di lui e le sue labbra erano a meno di un centimetro dal suo bellissimo viso.
Questa gli si lancia addosso a razzo e semplicemente si trovano stesi l’una sopra l’altro. Per cose molto meno acrobatiche la gente rischia il trauma cranico e due incisivi.
 
Sarah respirò lentamente inebriandosi del suo odore, i suoi polpastrelli gli accarezzavano dolcemente il petto imprimendo nella mente la mappa dei suoi muscoli perfetti [Quali muscoli?]. Per un istante le loro intimità si sfiorarono mentre le loro labbra erano talmente vicine che rischiò di abbandonarsi definitivamente a quella passione tanto temuta e bramata.

No, aspettate… Cos’è che ho appena letto?
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
No, dai… No. Non ci credo.
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
Per un istante le loro intimità si sfiorarono

Ok, cedo all’evidenza.
A parte che l’osso pubico di Sarah, dato l’impatto, dovrebbe aver appena fatto molto molto molto e ancora molto male al nostro Re (la prossima volta ci penserà due volte prima di indossare quei pantaloni!), le intimità che si sfiorano sono… Agghiaccianti. Le metafore e le similitudini sessuali sono agghiaccianti quasi sempre, e “intimità” inteso come pene o vagina è usurato. Ma vi anticipo che questa è la prima di una serie di metafore esilaranti (la scena di sesso meriterebbe una recensione a parte e una pagina Facebook tutta per sé per quanto è assurda).

Jareth sentiva il calore del suo corpo sopra di lui, eccitandolo
Sto immaginando cose brutte. Una erezione alla Ryo Saeba, per dirne una. Jareth prova a baciarla, lei si scansa.
Ma non poteva immaginare che Jareth aveva anche percepito il desiderio che lei provava nei suoi confronti.
 

Vostra maestà, invece che percepire e gongolare, dovreste preoccuparvi del vostro, di desiderio, dato che con quei fuseaux è praticamente impossibile non… Percepirlo.

*Fine seconda parte*

 

P.S.:  il resto della recensione arriverà nei prossimi giorni, probabilmente entro domenica arriveremo alla fine.

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili

Pensavo…  Ogni tanto bisogna cambiare, no?
Ebbene, mi sono resa conto di non recensire altro che fanfiction su Harry Potter da ben TRE ANNI.
Non ho scuse, sono stata davvero monotematica. È ora di rimediare.

Nonostante i ventisei anni si avvicinino, mi sento sempre un po’ bambina, quindi rimarrò sul genere libri/film per ragazzi (beh, in questo caso film/libro). Stasera Labyrinth signore e signori.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

Il titolo del piatto del giorno è “ Scambio di Ruolo”, l’autrice è Dama Galadriel.

Primo capitolo: stelline e tempi verbali a caso.

********* [Si deve essere incastrato un tasto…]Sono passati ormai 3 anni dalla sua avventura nel labirinto, ma Sarah non riesce proprio a dimenticare i suoi amici [Non era nei piani, infatti… Solo io ricordo qualcosa sul fatto che i suoi amici sarebbero rimasti per sempre con lei, nella sua fantasia eccetera? O la versione italiana è differente? Il DVD effettivamente l’ho comprato in Germania… ], Hoogle, Sir Dydimus, il suo adorato bestione Ludo e neanche Lui [Lui chiiii èèèèè… No, ok. È solo che la lettera maiuscola per far capire che è proprio quella persona specialespeciale è così patetico…]…purtroppo per quanto si sforzasse, l'unica persona che avrebbe voluto dimenticare continuava a restare nella sua mente e nel suo cuore….. Aveva ancora vivido davanti agli occhi il loro scontro nella stanza di Escher e le parole che aveva detto le riecheggiano nella mente come palle di cannone… “Tu non hai nessun potere su di me”, e poi fu il buio [il mio cervello sta implodendo: i tempi verbali di questa fanfiction sono meno coerenti della gravità della stanza di Escher]. Si ritrovò nella sua stanza contenta che la sua avventura fosse finita, che il piccolo Toby dormisse tranquillo nella sua culla, ma non poteva neanche immaginare a quali conseguenze avrebbe portato la sua tanto sospirata vittoria contro il Re di Goblin.
Ora, dopo un’introduzione del genere, dovremmo aspettarci qualcosa. Azione. Tempo e spazio messi in discussione, insomma, QUALCOSA.
Ma ancora non è tempo.
 

Secondo capitolo: diamo tutte le colpe del mondo a Jareth

Long story short: Sarah ha una adolescenza di merda. Capita, con le adolescenze, penso che possano concordare quasi tutti su questo. Il problema è che Sarah affronta tutto questo come ha sempre fatto: si rinchiude in casa e legge libri, rifiutando le persone (e i ragazzi) per avere il totale controllo del suo piccolo mondo.
Non so, mi sembrava ci fosse stata una crescita, alla fine del film. Mi sarò sbagliata.
Ogni tanto si fermava a pensare a lui e nella sua mente urlava più forte che poteva:
“Dannato Re di Goblin, mi hai veramente rovinato l'adolescenza!!!!”

Obiezione! Per una volta, il mio cliente (la Sua Glitterosa Maestà) non ha colpe. Perché inveire così contro di lui?

I suoi genitori, o meglio suo padre [Ci sarebbe pure una bistrattata matrigna, in realtà], proprio non capiva o forse non voleva capire come si sentiva e cosa stava passando in quel momento, voleva tanto sua madre, ma lei purtroppo non c'era più.
Io non vorrei traumatizzare qualcuno, ma, ma… La madre di Sarah è viva. Giuro.
Se avete letto il libro, saprete che è una attrice ed ha un nuovo compagno, attore anche lui, bono come il pane e per il quale Sarah ha una adolescenziale cotta (e che, ci scommetto, assomiglia parecchio a Jareth).
Se non avete letto il libro (ma avete visto il film così spesso da avere “consumato il dvd a forza di vederlo e rivederlo”), avrete potuto notare questo:

 

Photobucket


Comunque, è tempo di College e Mark, da sempre innamorato di Sarah, le chiede dove andrà. Lei risponde al Trinity College e lui le chiede perché è così ansiosa di andare a New York ( Mark, sei un cretino: l’unica Trinity di NY è una scuola per bambini dai cinque ai dodici anni. Il Trinity College americano è nel Connecticut), ma Sarah parlava, invece, del Trinity di Dublino.

I mesi seguenti all’ammissione sono stati infernali per Sarah, la matrigna la costringeva a maratone estenuanti di shopping per rinnovare interamente il suo guardaroba e il padre non smetteva di raccomandarsi.(…) ma in fondo le faceva piacere questo senso di protezione che sentiva.
Sarah è bipolare o masochista. Ho letto l’intera storia e ancora non riesco a decidere.
Ma tagliamo corto: Sarah fa un sogno, prima di partire, in cui il labirinto è nel “caos più totale” (non è che me lo ricordassi ordinato e sensato, quel posto. C’era gente che giocava a palla con la propria testa e muri che scomparivano da un momento all’altro e delle galline nella sala del trono. E una stanza in cui la gravità era molto molto relativa. Credo che il caos fosse già di casa, lì.)
Sarah si svegliò con una strana sensazione di inquietudine addosso ma l'aveva attribuita al viaggio che le avrebbe cambiato la vita…almeno così pensava o sperava.
“Stupidi sogni!!!!” disse tra sé e sé.

Certo, sogni il labirinto nel caos (dunque… Ordinato?) e pensi sia perché stai per trasferirti. Per fortuna che hai scelto Teatro, Sarettah, perché come psicologa faresti schifo.

Terzo capitolo: cambiamenti (e primi accenni di plagio)

Mentre nell’Aboveground Sarah è invecchiata di tre anni (rendendo la fanfiction pubblicabile su EFP e con tanto di scena di sesso, essendo Sarah maggiorenne), down in the underground sono passate solo poche settimane. Ma a Jareth stanno comunque venendo le rughe.

La vergogna per aver perso contro un essere umano lo fece sentire un fallito come Fae ma soprattutto come Re, nonostante i suoi sentimenti nei confronti di quella strana creatura fossero immutati.
Capisco che bruci, ma Toby non è sicuramente il primo bambino che viene salvato dal popolo fatato. Insomma, può capitare!
Era seduto sul trono, nella sua classica posizione stanca con una gamba spenzolante sul bracciolo e il mento appoggiato sulla sua mano che dilaniava i suoi pensieri sperando di capire come una ragazzina di 15 anni innocente e inesperta fosse riuscita a risolvere l'enigma del labirinto.
Jareth, finché dilani pensieri a mani nude non riuscirai a capire nulla, fidati: i pensieri vanno formulati ed elaborati (specie prima di trascriverli, onde evitare frasi sconnesse).

Jareth era come rapito da quella voce e si diresse istintivamente verso il labirinto, in un luogo nascosto di cui neanche lui sapeva l'esistenza. [centinaia d’anni a disposizione e siamo sempre stati col culo poggiato sul trono, Maestà?]
Li si ritrovò davanti a una bambina, con lunghi capelli biondi, aveva un lungo abito bianco, un barbagianni appollaiato sulla spalla sinistra e uno strano ciondolo al petto. [Sono indecisa: Infanta Imperatrice o Luna Lovegood?]
Riassumendo: Jareth non ha più un Regno perché Sarah l’ha spodestato (non funziona proprio così…). E questo ci porta a…

Quarto capitolo: Sarah sempre più bipolare


Sarah, che:
si voltò in cerca di quella voce pungente che chiamava il suo nome cossì insistentemente e finalmente la vide… sua zia Pittipat.
Pure sorvolando sulla “voce pungente”… Zia COSA?

(dato che comunque qualcosa mi ricordava e che anche la mia beta aveva la stessa sensazione, abbiamo cercato tale nome. Nessun risultato per Pittipat, in compenso Pittypat è il cognome della zia di Rossella O’Hara. Abituatevi a questo genere di sorprese…)

La nostra eroina è a Dublino dalla prozia paterna, che le organizza una festa:

Sarah non conosceva veramente NESSUNO a quella festa, era come in un incubo, ma per non offendere la zia fece buon viso a cattivo gioco e intrattenne, più o meno, conversazione con tutti. L'ospitalità e il legame parentale degli irlandesi era inconfondibile, Sarah si sentiva stranamente a proprio agio con tutti quegli estranei, si sentiva accettata molto più che a casa sua. Era come se avesse trovato finalmente il suo posto nel mondo.
Sarah (e autrice), decidetevi: O è un incubo O ci si trova bene. O prima le sembra un incubo ma poi scopre che ci si trova bene, ma me lo devi dire (autrice), non è che debba supporlo io. Io posso anche pensare che Sarah sia veramente bipolare, se TU non mi spieghi le cose.

Quella notte Sarah sogna un piazzale di mattoni bianchi con al centro un obelisco di marmo bianco e lei se ne stava in piedi davanti all'obelisco.
Era una bambina forse di otto anni, con lunghi capelli, vestita di bianco e le sue vesti erano bordate di rosso e oro e portava un ciondolo alquanto strano.
 

La bambina dice a Sarah che se non accetterà il suo destino, l’Underground cesserà di esistere. Una persona normale a questo punto chiederebbe qualche informazione riguardo a tale destino (magari si tratta solo di indossare dei jeans piuttosto che un vestito a fiori), invece Sarah risponde:

“Avete un re che vi protegge, non avete bisogno del mio aiuto” disse lei in tono fermo e sprezzante.
Ora, qua ci vorrebbero Hoggle, Sir Didymus e Ludo incazzati neri, ma ok, non importa. Andiamo avanti!

Sarah vede Jareth morto, nel suo sogno, e si sveglia pronunciando il suo nome.
 

*Fine prima parte*

I centouno parenti immaginari di Severus

Quando piove, l’occupazione principale di una vecchia inacidita, resa ancora più acida dal maltempo, è scrivere recensioni. Più la storia è brutta e più siamo contente. E più siamo contente più sputiamo veleno. Ecco, in questo caso, sommando tutti gli addendi e considerando che piove, tira vento, la fan fiction è imbarazzante nel suo essere brutta e che sono al momento totalmente indisponente nei confronti dell'umanità, il risultato non può che essere lo sputazzamento di fiele da qui a Timbuctu. Poi non lamentatevi se in curva la macchina perde aderenza.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=791599&i=1 di IlarySnape dal titolo “Serpeverde  e Tassorosso?”

Ecco, il titolo magari avrebbe dovuto contenere un paio di segni di punteggiatura in più. Magari così: “Serpeverde… e Tassorosso??” o, ancora meglio: “SERPEVERDE E TASSOROSSOOOOO???!!!???!!!” O, se proprio vogliamo: “Questi non sono un Serpeverde e una Tassorosso ma due dementi presi da un romanzo di Liala (mi perdoni la Signora Liala) e trasportati a forza a Hogwarts, comunque li facciamo accoppiare e imparentare con mezzo mondo magico e vivere felici e contenti, yuppidu!”. Dite che è troppo lungo?

La coppia è Hannah Abbott/ Vincent Tiger. So già a cosa state pensando: lei sfigatina, invisibile, lui ingombrante e tonto, coppia interessante. Certo. Se ci fosse un minimo di assennatezza in tutta questa storia. Se tutto questo non fosse così delirante da farci pensare “minchia, questa non è una fan fiction, questa è una tortura medievale aggravata dalla presenza di un branco di chihuahua che abbaiano”. E’ vero che c’è l’avviso di OOC, ma ragazzi miei, qui siamo al limite del waterboarding.

Già l’avviso iniziale dà da pensare: Hannah è la figlia adottiva di Severus Piton. Perché? Boh. Bellatrix è la fidanzata di Severus Piton. Ariperchè? Ariboh. Insomma, in questa fan fiction gente a caso viene imparentata con Severus Piton. Vi interessa? C’è un posto libero per cugina di secondo grado da parte di mamma e per vecchio zio che canta l’inno nazionale coi rutti.

All’inizio della nostra storia, Hannah viene colta da un improvviso attacco di fame notturna e decide di visitare le cucine per rubacchiare qualche leccornia. Una volta entrata nel locale sente dei rumori e afferra la prima cosa che trova: un mestolo di legno.

Mi avvicinai verso le credenze e vidi un ragazzo girato di spalle intendo a mangiare un panino con la mortadella. Non avendolo riconosciuto, appena si girò gli diedi il mestolo in piena faccia.

Ora. Con un mestolo in mano, si suppone che tu abbia l’intenzione di darlo in testa a qualche malintenzionato. Tipo un maniaco omicida con l’impermeabile deciso ad approfittare di dolci verginelle (cosa che mi ricorda una vecchia fan fiction da me recensita in cui Piton… ma non divaghiamo). In questo caso tu, cara la mia demente di una Abbott, vedi che si tratta di un ragazzo. Vedi che si sta facendo bellamente gli affari suoi, nella fattispecie fai pure in tempo a notare che si tratta di un amante dei prodotti Bologna I.G.P, e che non è minimamente interessato a importunarti. Allora, per Diana, perché mai lo prendi a mestolate? Che ti ha fatto? Lui giustamente reagisce, ma non come noi tutti speravamo, cioè appendendola per i malleoli al primo gancio da macello disponibile.

«Aia! Ehi Tassofessa sei per caso impazzita?» Urlò per il dolore lui mentre gli usciva del sangue dal naso.«Adesso non si più più mangiare in santa pace?» «Oh santo Merlino, scusa Tiger! E comunque non sono una Tassofessa! Serpidiota!» Risposi mentre gli tamponavo il sangue.

Ah, insultalo anche. Già che ci sei chiedigli se sua madre e sua sorella praticano prezzi di favore sulla Tangenziale Nord.

«Stavo pensando di andare a vedere le stelle sulla torre di Astronomia. Vieni con me?» Mi chiese alzandosi. io annuii solamente e mi alzai

Ma gli ha appena dato una mestolata in faccia!

Ci appoggiammo alla ringhiera ed iniziammo ad osservare il cielo stellato. Fece comparire il telescopio magico con un polpo di bacchetta (poi ci mette un filo d’olio, una fetta di limone e lo serve in tavola accompagnato da un buon bianco)(…)inconsciamente lo baciai (del tipo: “Guarda là! SMACK! Oh per Giove, scusa, era il mio inconscio”).Lui rispose e ci fu un bacio casto, innocente e puro. Mi cinse per i fianchi e mi trasse a se abbracciandomi

 GLI HA APPENA DATO UNA MESTOLATA IN FACCIA!

Il bacio durò a lungo e appena le nostre labbra si staccarono lui mi guardò e mi bacio di nuovo ma questa volta il bacio fu tutt'altro che casto.

MESTOLATA! FACCIA! APPENA! Oh, basta, andate al diavolo.

Mai viste meno stelle di quella sera. I due infatti limonano duro per circa tre ore e un quarto (iscriviamoli al sollevamento pesi con la lingua alle prossime olimpiadi. Medaglia assicurata) e, quando albeggia, si separano, con la promessa di rivedersi a Pozioni di lì a qualche ora.

La Abbott segamentalizza (ma poi neanche tanto. Possiamo risparmiarci la fatica dell’introspezione) sul fatto che Tiger è un Serpeverde e quindi un nemico. Capirai. Io mi preoccuperei di più della dignità persa nell’averlo, ripetiamolo a futura memoria, colpito con un mestolo e poi slinguazzato per ore senza alcuna soluzione di continuità.

Dimenticavo di dirvi che Vincent è nel frattempo diventato un bel figone dagli occhi castano-verdi. Una strabiliante trasformazione nel giro di poco.

Da così

a così

 

Ditemi cos’ha preso, servirebbe a parecchia gente che conosco. Anche a me, a volerla dire tutta.

Nel secondo capitolo Tiger raggiunge i compagnucci di merenda in sala comune e poi via tutti a lezione da Piton (così, senza neanche fare colazione. A Hogwarts si segue la dieta a zona).

«Girate a pagina 394.» «Ehm.. Professore siamo a Pozioni non a Difesa Contro le Arti Oscure.» Gli studenti di Tassorosso risero ma noi Serpi restammo in silenzio.

L’esatto motivo per il quale ridono mi sfugge.

Il professore odiava essere interrotto e deriso.

A tutti gli altri docenti, invece, immagino piaccia da morire. “Hey, Mc Gonagall, certo che sei proprio un cesso!” E giù tutti a ridere, vecchia babbiona compresa.

Piton, da aquila qual è, si accorge subito delle occhiatine di intesa dei due piccioncini, e alla fine della lezione, come un buon padre di famiglia, dà un avvertimento a Tiger: “Se farai soffrire la mia dolce bambina ti spezzerò le gambine”. 

Trovate le cinque differenze.

Tiger e Hannah escono dall’aula e ne approfittano subito per un limone da record bacio appassionato. A cui Piton assiste. E sul quale non proferisce verbo. Ha appena minacciato di morte Tiger e nemmeno un’alzata di sopracciglio se subito dopo lo becca con sei metri di lingua in bocca a sua figlia? Altro che Vin Diesel, semmai Don Lurio.

Capitolo tre, e si sfiora l’acme tragicomico della storia. Tragicomico per noi, che a volte ridiamo e a volte piangiamo. Ma più spesso piangiamo.

I due passano ogni notte nella Stanza delle Necessità, eletta a boudoir, e, a quanto pare,

Tutti, studenti, quadri, professori e animali erano a conoscenza delle notti di fuoco nella Stanza Delle Necessità, tutti tranne Piton, che, se fosse venuto a conoscenza delle scappatelle della figlia con Tiger, gli sarebbe venuto un'infarto

A parte l’italiano scappato con i turchi, ma che, davero davero? Silente fa finta di niente? Ma cazz’è diventata Hogwarts, la Casa delle Delizie di Madame Sophie, due lire una sveltina, asciugamano e sapone compresi? E soprattutto: Piton in questa fan fiction ci fa poco poco la figura dell’ebete o è un’impressione solo mia?

Insomma, arriva il Natale e Hannah e Severus fanno lo stesso pensiero: passare la festività a casa, a Spinner’s End, a fare le cosacce coi rispettivi partner. Peccato che entrambi inventino una balla colossale: Hannah dice al padre che andrà da un’amica, Severus che partirà per nonsocheisola con la sua fidanzata. Che rimane sempre Bellatrix. Non dimentichiamocelo che è importante.

… No, non lo è. Scherzavo.

Insomma, destino vuole che alla fine si trovino tutti nella stessa dimora lo stesso giorno. Più o meno, la trama dell’ultimo Vacanze di Natale, Natale a Spinner’s End.

I due piccioncini, giunti a casa e sapendo che era libera iniziarono a spogliarsi già per le scale. Arrivata davanti alla porta della camera del padre di lei, completamente nudi, la aprirono e trovarono Piton vestito da Babbo Natale e Bella vestita da Befana intenta a leccare il membro del futuro marito. 

Ora.

Lo so, sono crudele.

Ve l’ho messa così, senza nemmeno un po’ di lubrificante preparazione.

Ma almeno ora lo sapete, no?

Dai, non mi vogliate male.

Va bene, proseguo.

Il CREDIBILISSIMO Piton, a questo punto rincorre il futuro genero (immagino con il viril membro al vento) per tutta la casa urlandogli “tu non scoperai mia figlia”. Certo. Prima rimettiti le mutande e poi ne parliamo.

Insomma, dopo un siparietto padre-figlia del tipo “tu mi hai mentito!” “no tu!” “No, prima tu!”, i quattro si mettono a tavola. Così, come niente fosse. C’è da sperare che il Credibile Padre Di Famiglia si sia a questo punto rivestito: immagino che lo sfregamento della sedia sugli attributi nudi sia poco piacevole.

Alla fine della cena (immaginate l’atmosfera di gioia e serenità), e dopo (ricordiamolo) che Piton ha, nell’ordine:

-Minacciato di morte Vincent;

– Rincorso lo stesso con il reale augello di fuori per tutta la casa urlandogli che non avrebbe scopato con sua figlia;

Bellatrix invita Tiger a restare a dormire nel letto di Hannah. Ah, la meravigliosa intesa dei due futuri sposi. E per tutta risposta il buon professore punta un coltello alla gola del ragazzo (le bacchette magiche a cosa servono in questa storia? A scaccolarsi?) con l’avvertimento a non mettere incinta Hannah. Ma un divano in questa casa per far dormire il povero ragazzo non ce l’hanno? E’ proprio necessaria questa promiscuità?

I due accolgono il suggerimento nemmeno troppo implicito della Fu Sig.ra Lestrange (nel senso che la Signora, nel leggere ciò è morta, risorta e rimorta), e ci danno dentro tutta la notte. Evvai!

Undici anni dopo.

I due psicopatici anziani si sono sposati e riprodotti, riversando la loro pazzia pure sulla scelta del nome del pargolo, Cygnus Severus Piton.

Cercate di soffocare le bestemmie, per favore, ci sono i bambini.

I due psicopatici giovani, invece, convivono. Vincent chiede ad Hannah di sposarlo e poi mostra segni di turbamento alla richiesta della fidanzata di dare la bella notizia ai due vecchi pazzi. Ne ha ben donde, dato che il figlio primogenito della felice coppia di scoppiati taglia le testoline degli orsacchiotti come hobby.

Insomma, alla notizia del matrimonio segue quella ancora più sconcertante della futura gravidanza di Hannah. Bellatrix stappa una bottiglia, il piccolo maniaco saltella e a Piton va per traverso il brodino. Più o meno.

Da qui, salto temporale vertiginoso: I due si sposano e Hannah partorisce. A giudicare dalla velocità della narrazione minimo minimo il pargolo viene espulso alla seconda spinta già lavato, pulito, pettinato e pronto per il college.

In un guizzo di originalità il marmocchio viene chiamato Vincent Severus. (Ricordate: nel dubbio, Severus è sempre il secondo nome migliore).

La storia si conclude con un mare di lacrime: quelle di Bellatrix e Vincent di gioia, quelle di Piton di disperazione. Le mie, di sollievo.

Certe volte me le vado a cercare.

Doverosi ringraziamenti: Ire e Bella resesi disponibili a betare, Skeight e Odiolarow per il betaggio. Tanto amore e tanta stima.

La rivoluzione non è una crociera

Giacobine e giacobini, piccoli fili d’erba intirizziti nella desolata tundra del fandom, bentornati su questi lidi! Sono il vostro ospite di questa sera (se poi leggete di mattina, fatti vostri) e la pietanza di oggi è quanto di più appropriato ci possa essere all’epiteto che noi di Fastidious ci portiamo dietro da tempo immemore. In altre parole, la ficcyna del giorno è ispirata a Versailles no Bara, vale a dire Lady Oscar, ma noi siamo puristi e ci facciamo fighi con i titoli originali; anche se forse è meglio attenerci all’italiano, perché qui Versailles non la si vedrà nemmeno con il binocolo. Sto parlando di “Love boat” di Tetide, che potete trovare a questo link: http://efpfanfic.net/viewstoryv.php?sid=554388.
Noi di Fastidious siamo severi ma giusti, quindi iniziamo dando a Cesare quel che è di Cesare, ovvero notando che c’è l’avviso di OOC, e anche quello di AU: troppa grazia, Sant’Antonio! Sarebbe ancor più grazioso se l’OOC non fosse una scusa per prendere degli ebeti sconosciuti e appiccicarci sopra i nomi di personaggi famosi che però nulla c’entrano, ma in fondo siamo qui per questo, no?
Ciancio alle bande, quindi, e iniziamo a leggere. La storia inizia al porto di Barcellona, dove una folla di turisti si prepara a salire su una nave da crociera. E in mezzo a costoro…
“André, accidenti, ma dove cavolo hai messo i teli da mare? Nella borsa non riesco proprio a trovarli! Sono in valigia, per caso?”,
“Stà tranquilla, Oscar: non ci sono, semplicemente perché non li ho portati. Li troveremo in cabina”,
“E come fai ad esserne certo?”,
“Perché me lo ha detto il tizio dell’agenzia. Su queste navi fighe non ti fanno mai mancar niente. Te ne accorgerai”.
La gioia di vedere la coppia più tragica dei manga per una volta unita e felice ci può fare anche passare sopra questo e altri inutili dialoghi che allietano il primo capitolo; ma i due piccioncini non sono soli, infatti han deciso di portarsi dietro Rosalie, per l’occasione promossa a sorella di Oscar. Ma come mai questa compagnia? Forse per portare la giovine nell’unico posto dove di sicuro non può essere investita da una carrozza? Ebbene, no: lo scopo è in realtà aiutare Rosalie a riprendersi dalla depressione in cui è piombatada quando aveva sorpreso il suo fidanzato Bernard a fare sesso con la loro comune collega Jeanne, in ufficio per di più.
Ammetto che è forte la tentazione di andare sotto casa del fedifrago con uno striscione “Bernard, ti capiamo!”, ma resisto perché siamo ancora all’inizio.
Sin dal primo capitolo è subito chiaro che sulla nave da crociera si affolleranno, nei ruoli più disparati ma tutti rigorosamente out of character, tutti i personaggi dell’originale, a partire da colui che è stato nominato comandante della nave, Maximilien de Robespierre (sarebbe divertente conoscere i mezzi con cui mantiene la disciplina a bordo); in questa folla variopinta, la buona notizia è che Rosalie si distingue dall’originale in positivo, nel senso che non piange mai; la cattiva notizia è che, in compenso, è diventata una squilibrata.
Oddio, forse il termine è un po’ forte; diciamo che ha assunto numerosi altri difetti tra cui nevrastenia e una preoccupante predisposizione alle seghe mentali. Il primo capitolo è un fiorire di mugugni emo e resistenze all’idea di andare in crociera, e quando la sua amica Charlotte prova a suggerirle che potrebbe trovare un uomo durante il viaggio la risposta è: “Ah, no, eh? Non venirmi a parlare di uomini!! Sono stufa ed arcistufa!! Per un po’, non voglio nemmeno sentirne parlare, chiaro?” Fin qua, ci siamo. Naturalmente, siccome siamo tutti lettori scafatissimi, sappiamo già che dopo una frase così è scontato che Rosalie si innamorerà eccome. E volete sapere di chi?
Per scoprirlo, bisogna superare tutta la descrizione della fila dei personaggi alla reception – dove però l’uomo misterioso appare, ma per ora non ve lo svelo – nonché una mortale panoramica della stanza (La cabina era abbastanza grande per essere chiamata cabina, chicca che introduce 253 parole per dire che era spaziosa, luminosa e ben arredata), ma ecco finalmente che Uscì, chiudendo la porta della cabina, e si accorse di un profumo sempre più forte che veniva dal fondo del corridoio verso di lei; aveva un che di… conturbante, quel profumo: muschio selvatico misto a sandalo, un’impronta maschile fortemente seducente… ma… un momento… era desiderio, quello che aveva avvertito?
Questo degno emulo del Gos scambia qualche battuta con Rosalie, che nel giro di pochi istanti dimentica il suo rifiuto degli uomini appena enunciato: Ma per tutto il giorno, non era riuscita a toglierselo dalla testa; continuava a ripensare a quell’uomo, che l’aveva tanto incuriosita sin dal momento dell’imbarco e che… sì, doveva ammettere che le piaceva. Ma insomma, chi è questo Apollo dai capelli fulvi? A metà del secondo capitolo, bontà sua, si presenta: Louis Saint-Just. Con Rosalie.
Saint-Just. E Rosalie.
Con Saint-Just.
Provo a ripeterlo fino a che le parole, diventando semplici suoni senza significato, rendano più accettabile una simile accoppiata. Ma non siamo qui a discutere della liceità dei pairing, anche perché qui la cosa che veramente lascia perplessi è l’effetto che il nostro bravo rivoluzionario ha sulle donne. A riprova, ecco un florilegio di pensieri, parole, opere e omissioni di Rosalie:
1. Schizofrenia paranoide: Ma che vai a pensare, stupida? Ti stai facendo delle paranoie per uno che appena conosci! D’accordo, ti ha baciato la mano, è molto bello, e allora? A te non deve importare nulla: ti sei imposta di non interessarti agli uomini per un po’, e devi mantenere la tua promessa! Vuoi cadere in un’altra trappola? Vuoi che finisca come con Bernard, stupida inetta? Non provarci neanche!! Questa è un’altra trappola, non caderci! Non avvicinarti nemmeno!!
Pericolo, pericolo, pericolo!
Però, quel profumo… mi fa sentire caldo all’improvviso… e quello sguardo obliquo…
Basta, deficiente!! Tu vuoi proprio passare un guaio! Poi, non dire che non ti avevo avvertita, quando il tuo bell’ometto ti farà piangere per qualcun’altra: gli uomini sono tutti uguali, lo vuoi capire o no?!?
2. Sbalzi di temperatura: Rosalie si sentì invasa da un’ondata di calore, calore che aumentò quando si accorse che Louis indossava una camicia aperta fino all’ombelico (cioè… che tamarro è Saint-Just in questa storia?!).
3. I dialoghi della vagina: Ma che vado a pensare! Mi sto montando decisamente la testa! Stai buona, tu!! Non ne hai avuto già abbastanza con quel cretino, a Parigi?, disse mentalmente rivolta alla sua parte più intima sotto la lunga gonna di seta colorata a fiori, la quale al ricordo della camicia aperta di Saint-Just le aveva manifestato un deciso pizzicore.
4. Allergie olfattive: Un’altra fortissima ondata di profumo investì la povera Rosalie, mandando in subbuglio le sue parti basse.
5. Allarme tsunami: Non potevi trattenerti, vero? Non potevi cercare in qualunque modo di frenare l’alluvione che avevi sotto le sottane, iersera, vero? No!!

Bisogna anche dire, però, che Saint-Just non è da meno: oltre ad avere questo effetto erotico sulla giovane sembra voler fare lo sborone a tutti i costi e in ogni occasione. Così eccolo che, nel ristorante più chic della nave, si offre volontario, insieme a André e Alain, per “uno spogliarello in stile Full Monty” (avranno equivocato su quali fossero i cannoni necessari per abbattere la Bastiglia), poi nella sala del karaoke seduto su di uno sgabello sotto una fumosa e soffusa luce rossastra, senza la giacca e con le maniche della camicia rivoltate, cantava Cigarettes and Coffee, suonando una chitarra. Potrei andare avanti, ma il succo è che ovunque ci sia Rosalie c’è anche il nostro giacobino preferito, intento a farle la corte con una dedizione che rasenta lo stalking. Anzi, quando tutti scendono a visitare Casablanca e solo Rosalie resta sulla nave per non incontrare Saint-Just, e lui invece si fa trovare in piscina, direi che il confine è ampiamente superato.
(dalla cabina di betaggio, Hyena mi fa notare la somiglianza di comportamento con Edward Cullen, ma per il buon nome della Rivoluzione è meglio non sottolineare questo aspetto…)
Ma sembra che tanta insistenza alla fine dia dei frutti: soli in piscina, Saint-Just le si avvicina dicendole dolci parole, e…
Ma chi ha riscaldato all’improvviso l’acqua?!?
È l’emozione, suppongo, ma mi piace immaginare un Saint-Just burlone (tanto, OOC per OOC…) che si diverte a fare la pipì in piscina. E invece no, lo scambio romantico continua, si dilunga con una interruzione a opere di turisti spagnoli, l’ennesima fuga di Rosalie, un altro giro di riflessioni dolenti, ma ecco che finalmente, in chiusura del capitolo 4, i due si baciano, e il lieto fine chiude il libro di questo improbabile amore.
Chiude? Ah ah, stavo scherzando! Ci sono ancora sette capitoli, in cui Rosalie, nell’ordine: fa sesso con Saint-Just, in un tripudio di braccia calde e forti e labbra infuocate (avrà la malaria), si dispera per averlo fatto  e va a sfogarsi con Oscar (“Oscar, ti prego, non scherzare: sto affogando in mezzo alla merda!!”, “Ma non mi dire! E com’è che la tua merda profuma di muschio?”), decide di lasciare la crociera, scende ad Alessandria, sale su un taxi il cui autista è un drogato che cerca di violentarla (non c’è niente da fare, con i mezzi di trasporto della terraferma non va d’accordo), viene salvata da Saint-Just, che l’ha seguita sino a lì e picchia l’aggressore. E qui noterei che il salvataggio mette in secondo piano il fatto l’atteggiamento quanto meno morboso del nostro bonazzo: se Rosalie avesse beccato un taxi normale l’avrebbe seguita sino all’aeroporto?
Vabbe’, di fatto l’ha salvata e quindi tutti sono felici, Rosalie torna sulla nave, la sera i due dormono di nuovo insieme, ma senza fare nulla, tanto recuperano qualche giorno dopo con una tripla razione in un alberghetto a Rodi, prima in stanza e poi in piscina, e chissà la gioia degli altri clienti; dopo di che, per gli ultimi tre-quattro capitoli… non succede niente. Scene di vita in crociera, dialoghi al glucosio tra i due piccioncini che discutono di quanto è bello e profondo il loro amore, e l’unico brivido in chiusura quando tutti scendono e Rosalie trova ad aspettarla Bernard, che vorrebbe tornare con lei (ritiro gli striscioni), ma quando scopre di essere stato rimpiazzato da Saint-Just – e, obiettivamente, non c’è partita… – perde la testa, diventa manesco e dà un pugno all’incolpevole André, colpendolo all’occhio. Fortunatamente non con le conseguenze dell’originale.
No, in realtà il vero brivido di chiusura non è questo: è Rosalie, che dopo aver stabilito che Saint-Just e’ quello giusto […]. Non ci credevo, ma debbo ammetterlo, ora. Voglio presentarlo a mamma e papà (questa donna non conosce le mezze misure), gli dice “[…] siamo appena all’inizio, dovrai sopportarmi per i prossimi cinquant’anni!”
Dopo una frase così, persino il Terrore sembra più accettabile.