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Lady Draco Awakens

Giacobini, giacobine, coinquilini burloni: benvenuti allo speciale di Natale di Fastidious Geographic, che siamo certi apprezzerete come i fan di Star Wars hanno apprezzato questo.

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Esiste davvero, anche se persino gli attori si ostinano a negarlo. Lucas non si vergogna di Jar Jar Binks, ma di questo sì.

Bel tentativo, ma le porte sono chiuse dall’esterno. Tornate a sedervi prima che vi schianti tutti.

Ecco, bravi. Dicevamo, la puntata di oggi è Bodyguard, di fefi97. Potete trovarla qui:
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3271438.

Tecnico, le luci!

Tanto tempo fa, in una galass– no, scusate. Sbagliato incipit.
Tanto tempo fa, in un passato senza magia (in cui però alcuni uomini a caso possono restare gravidi; non ci è dato sapere come), Draco è sposato con il conte Nott, un matrimonio profondamente infelice. Nott vuole un erede, un erede maschio che gli permetta di accedere al trono. Quando Draco rimane gravido,Nott, per la sicurezza del nascituro assume il capitano Potter come guardia del corpo di Draco.

Ovviamente noi, zoccole frigide e scafate, sappiamo già che sarà Draco a montare la guardia. Nott, che ha letto molte meno ficcy di noi, non ha invece la minima idea di star prenotando un elegante palco di corna.

Convocato Harry, Conte Nott di Casa Baratheon gli spiega la situazione.

-Mio zio, il re, è vecchio e senza eredi. I suoi fratelli, Vincent e Gregory, sono dei totali idioti, del tutto inabili a governare. Gli unici candidati possibili per il trono siamo io e mio fratello maggiore Marcus che, sfortunatamente- e il conte velò la parola di sottile ironia – ha sposato una donna che sembra irrimediabilmente sterile. […] – Il popolo vuole stabilità, capitano Potter, è terribilmente spaventato dai vuoti di potere, ed è mia opinione che il consiglio del re affiderà la corona a colui che per primo sarà in grado di dare un erede alla nazione.

Nel corso dell’incontro, Harry continua a pensare che vorrebbe tanto avere Hermione con sé, e fa bene: Hermione ci metterebbe un nanosecondo a fargli sapere che Nott non ha per nulla chiaro il funzionamento delle successioni dinastiche. Passi per i fratelli deficienti, che in effetti si possono tagliare fuori per manifesta incapacità, ma il trono andrebbe comunque al maggiore dei due nipoti, figli o meno. Poi, morto anche lui senza eredi, andrebbe al fratello minore. O al di lui figlio, se nel frattempo il suddetto fratello minore dovesse aver tirato le cuoia.

Il nostro esperto concorda?

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Si ringrazia l’Unico Vero Re di Westeros – che, contrariamente a quanto si mormora, NON HA bruciato la figlia – per la conferma.

-Suo marito è a conoscenza di questo, Milord? – domandò comunque Harry […]
-Mio marito è una delle principali ragioni per cui voglio una guardia del corpo, Capitano. Draco è troppo imprudente e indipendente, rischia di mettere a rischio [rischio al quadrato] questa già delicata gravidanza. Se lei accetterà l’incarico, oggi stesso la presenterò a mio marito in modo che possiate cominciare ad abituarvi l’uno all’altro. –

Vabbe’, Nott, dillo che li shippi anche tu! Siamo al livello di Silente che papponeggia costringendo due persone che si detestano a passare del tempo insieme per far sbocciare l’ammoreh. Le vuoi proprio, ‘ste corna.

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Foto d’archivio del Conte Nott.

Harry intuisce che Draco potrebbe non gradire la sua presenza, e Nott gli fa sapere subito che lui, dell’opinione di Draco, se ne fotte: del resto, Draco è buono solo per fare figli. Che, speravate di aver schivato questo clichè? Illusi.

Trattenendosi a malapena dallo sfancularlo, Harry sta per andarsene quando, improvvisamente, un paio di neuroni fanno contatto e gli viene in mente una domanda intelligente.

prima ha detto che suo marito è di nuovo gravido. Non ha già l’erede che tanto desidera? –
Harry rimase quasi sconvolto nel notare l’odio puro che corrose i tratti del conte […]
-Una femmina – sputò infine, con estremo disgusto.

Nott, amore della zia. Se le successioni funzionassero come dici tu – e no, non funzionano così, ma ammettiamolo per ipotesi – una figlia femmina ti sarebbe comunque sufficiente. Gli zii cerebrolesi sono esclusi a priori; tuo fratello non ha figliato e, a quanto pare, non lo farà in futuro (causa moglie sterile). Una figlia è meglio del nulla cosmico; sul trono inglese, in mancanza di eredi maschi, le donne ci salivano eccome anche ai tempi andati. Per ora il lasciapassare per il trono lo avresti già, batacchio o meno. Non hai motivo di schifarla tanto.

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‘Sup, bitches.

Ma il nome della pargola non è Elizabeth, bensì Lilian. Alla notizia, Harry rimane folgorato e accetta l’incarico.

-Perfetto, Capitano. Permetta allora che le presenta mio marito, dovrebbe trovarsi al piano di sopra, in questo momento. –
Harry annuì, lo sguardo vuoto e i pugni che tremavano leggermente, chiedendosi se non si fosse appena andato a ficcare in un enorme guaio.

Di sicuro, entro la fine di tutto questo, qualcosa verrà ficcato da qualche parte. Cosa e dove lo possiamo benissimo immaginare.

Nel secondo capitolo, veniamo a sapere che il cavallo di Draco è stato trovato con le zampe fratturate. Nott sospetta che sia opera del fratello Marcus, che chiaramente capisce il funzionamento delle successioni dinastiche male quanto lui e lo considera davvero una minaccia.

Nott fece una smorfia. -Chi altro se non lui potrebbe avere interesse a che Draco cada da cavallo? Non so come, ma sono convinto che sia venuto a sapere del bambino o che perlomeno sospetti che stiamo provando ad averne un altro.

Certo che, se spezzare le zampe a cavalli a caso è il piano malvagggio per far abortire Draco, questo Marcus si potrebbe tranquillamente escludere dalla linea di successione per manifesta imbecillità insieme agli zii. Se un cavallo ha piú zampe fratturate si vede: zoppicherebbe o sarebbe direttamente a terra, e nessuno sano di mente ci salirebbe sopra lo stesso. Non è proprio come sabotare i freni di un’auto, eh.

Mentre Nott va a controllare lo stato del cavallo, Harry ode una risata e va ad investigare. Si trova davanti, oltre ad un’improbabile McGranitt in versione governante, una scena zuccherosa da far venire il diabete.

C’era un ragazzo biondo al centro della stanza, gli dava le spalle, ma in braccio teneva una bambina sui cinque anni e la faceva volteggiare in aria ruotando velocemente su se stesso, i lunghi capelli neri di lei che si mescolavano con quelli biondi di lui, la sua risata gioiosa e bambina che invadeva l’aria.

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I capelli che si mescolano e invadono l’aria hanno un che di inquietante. Ora Lilian me la immagino così.

Estasiato dalla scena smielata, per nulla inquietato dai capelli che si mescolano, Harry si ritrovò a sorridere e appoggiò la spalla allo stipite della porta, per poter osservare meglio la scena.

– Mon petite fleur, je t’aime, mais tu le sais, n’est-ce pas, Amour? – mormorò il ragazzo con una dolcezza quasi insostenibile, mentre baciava su tutto il volto la ridacchiante e scalciante bimba.

Cosa che dovrebbe riempirgli la bocca di capelli, visto che un momento fa svolazzavano e si mescolavano a caso.

Mentre Harry si ingrifa nell’ascoltarlo parlare in francese, la McGranitt versione governante sbotta di non sopportarlo. Cosa strana, considerato che saper parlare francese era praticamente obbligatorio per qualsiasi nobile europeo. Forse non sopporta di sentirlo parlare male, visto che dalla regia mi dicono che Draco ha toppato l’aggettivo possessivo all’inizio della frase.

Dopo un altro po’ di melassa direttamente in vena, Lilian e Draco si rendono conto della presenza di Harry. Sapendo che la sua vita potrebbe essere in pericolo, Draco prende sorprendentemente bene il fatto di trovarsi di fronte uno sconosciuto armato in casa sua.

-Sei per caso qui per uccidermi? – domandò il ragazzo in tono sarcastico, indicando con una mano la spada di Harry, un po’ di nervosismo a sporcargli comunque la voce. – No, perché mio marito non credo ne sarà felice. – continuò inarcando un sopracciglio e condendo l’affermazione con palese ironia.

Il Draco che conosciamo avrebbe iniziato ad indietreggiare e declamare le cose orribili che suo padre il GoS potrebbe fare ad un eventuale aggressore nel caso gli torcesse anche un solo capello, essendo fondamentalmente un codardo. Qui, invece, non sembra nemmeno troppo preoccupato per l’incolumità dell’amatissima Lilian.

Harry ha comunque il tempo per trovare Draco estremamente gnocco prima che Nott faccia la sua comparsa, puntuale come la prozia che urla “Tombola!” quando a te manca un solo numero su ciascuna cartella.

Avanti, ne abbiamo tutti una. Non posso essere la sola. Mi rifiuto di accettarlo.

Affidata la bambina alla governante, la coppia di sposi inizia a litigare come… be’, come una coppia di sposi.

-Ti ho detto mille volte che non voglio che usi il bambino per sminuire Lily! – esclamò, furioso.
Nott ricambiò lo sguardo, imperturbabile – E io ti ho detto mille volte che non voglio che parli francese con lei, che non devi affaticarti e non devi prenderla in braccio, ma non mi sembra tu mi abbia mai dato retta.- replicò, calmo ma deciso.
Draco fece per aprire la bocca, ribelle, ma Nott lo interruppe con uno spazientito svolazzamento [non un cenno, uno svolazzamento. Praticamente sta scacciando mosche] della mano.
-Ad ogni modo, lascia che ti presenti Harry James Potter, Draco, Capitano delle guardie del re.

Ah, giusto. Nella sua immensa astuzia, Nott ha affidato questo compito segretissimo al capitano delle guardie del re. Che chiaramente non si chiederà affatto per quale motivo il suo capitano delle guardie non sia piú a palazzo. Nessuno a corte lo noterebbe. E, se mai qualcuno dovesse notarlo, mai penserebbe di chiedersi dove minchia se ne sia andato. È cosa nota che, se sei il capitano delle guardie reali, hai tutto il tempo del mondo per lavorare da freelance senza che nessuno lo noti.

Draco, prevedibilmente, non prende affatto bene la notizia di una guardia del corpo. Ma noi, perfidi membri della setta a delinquere, siamo maliziosi per natura e ci immaginiamo benissimo quanto bene prenderà altro in futuro.

Io, invece, mi prendo una fetta di pandoro. Concedetevela anche voi. Dopo questo, direi che– che dicono in regia? Tredicesima? Certo, certo. Nel duemilacredici. Prendetevi il pandoro e ringraziate, plebei.

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Il panettone no. Il panettone è bleah.*

 

*Dalla cabina di betaggio, Harl si dissocia fermamente. Ma tanto ho ragione io.

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Fifty Shades of Grey (Pants)

Se hai bisogno di soldi io ne ho molti…

Ti aspetto a casa mia.

Severus

… E questo è l’incipit della nostra favola di Natale, miei piccoli Mangiamorte. Una favola che parla di buoni sentimenti, di generosità… Nel miglior spirito di certe favole romantiche, se capite cosa intendo.

Solo per soldi”, di VelenoDolce

Il buon vecchio Lupin (ma potrebbe anche essere il buon giovane Lupin: per almeno due capitoli la fanfiction non ha una collocazione temporale precisa, se non che Severus e Remus hanno finito la scuola) si trova davanti alla fatiscente (ma solo in apparenza: scopriremo poi che all’interno le cose sono ben diverse) casa di Severus Snape.

Ho ancora stretta tra le mani la sua lettera. Poche parole mi hanno convinto a venire qui.

… Ora.
Chiunque, se Severus Snape millantasse un discreto patrimonio, gli riderebbe in faccia.
Chiunque, figuriamoci uno dei malandrini…
E, a questo proposito: James è davvero pieno di soldi, è risaputo. Chiedere ad un amico, invece che rispondere alla chiamata di un tizio che hai vessato per anni?
Anche perché il debito in questione è ingente:

“Quasi un milione di galeoni… Sono parecchi. Se vuoi io posso darteli.” Lo guardo stupito, cosa vorrà in cambio?

Eh, cosa vorrà mai…
Parlando d’altro, wiki alla mano, i Galeoni valgono parecchio: nel 2001 un Galeone valeva ben CINQUE sterline. Continuiamo a non sapere quando questa fanfiction sia ambientata, ma anche svalutandola di cinque volte il suo valore, si parlerebbe di un milione di sterline. Che sono un sacco di soldi, se qualcuno non lo sapesse.
Come ha fatto la famiglia di Lupin a indebitarsi tanto?
Severus caga oro?
Domande a cui non avremo, almeno a breve, risposta.

“Ma non sono gratis. Diventerai il mio schiavo finchè non mi avrai ripagato…” Sarò il suo schiavo?

“Non mi sembra così male come scambio. Ma devi decidere subito… Dimmi, accetti?” Come? Ora? Ma non ci posso pensare? Severus si alza e si avvicina alla porta. Devo decidere…

“Va bene. Sarò il tuo schiavo.” Non ho altra scelta. Se non pago i debiti i miei genitori andranno in carcere…

BAM. Così, nemmanco firmano una carta del formaggino Mio con scritte tre regoline e i termini dell’accordo. Nemmeno si stringono la mano dopo averci sputato sopra. NIENTE.
(Soprassiedo sul padre di Lupin, morto anni prima, perché è davvero un’inezia rispetto alla mancanza di assennatezza di DUE brillanti maghi).

“Signore deve fare doccia. Signore non deve disubbidire a padrone. Se signore ha bisogno chieda a Plin. Plin aiuterà. Plin bravo in tutto.”

Plin è l’elfo domestico di Severus, e io mi sto chiedendo cosa comprenda questo “tutto”. So di avere una mente perversa ma, ammettiamolo: viste le premesse, non ho forse ragione a preoccuparmi per la verginità degli orifizi di questa povera creatura magica?

Mentre si rotola in un morbidissimo accappatoio, Remus si chiede come Severus possa permettersi mobili costosi e lenzuola di seta, visto che ai tempi della scuola era palesemente un poraccio (sono abbastanza sicura che ci sarà una spiegazione poraccia quanto il Severus adolescente; ma non divaghiamo e non spoileriamoci la soluzione di questo avvincente mistero, suvvia); i suoi intelligenti pensieri vengono tuttavia interrotti dall’arrivo di Severus stesso.

“Forse non devo parlare se non me lo ordini prima tu?” Gli domando, spero non mi punisca…

“No, puoi parlare…” Tentenna. Vorrei proprio sapere cosa pensa. Si siede vicino a me. Sembra indeciso. Si gira e mi guarda negli occhi.

… A posto così: questo Severus fa tanto il figo, ma non si è nemmeno organizzato la prima serata da padrone/master/dom/quant’altro. Mi spiace pure un pochino: da Severus mi sarei aspettata qualcosa di meglio, non una copia-carbone di quell’inetto con velleità da dominatore di Christian Gray.
Ma, essendo un uomo pieno di impegni, Severus non può nemmeno godersi il suo schiavo quella prima sera: Lord Malfoy (addirittura?) esige la sua presenza, e Remus si addormenta pacificamente, come qualsiasi uomo che si è venduto ad un altro senza nemmeno firmare un contratto con delle clausole.
E, mentre il sospetto che persino Cinquanta sfumature di grigio sia più sensato di questa cosa diventa certezza, ci viene presentato il pov di Severus.

Ma sono impazzito a mandargli un messaggio simile? Se lo fa leggere ad Albus? Sarebbe proprio un guaio.

Ah, adesso ci pensi? Non eri la superspiatriplogiochista, Severus? E rischi di farti beccare così? I miei complimenti!

Apro il libro. Lo chiudo. Guardo fuori dalla finestra. In strada non c’è nessuno… Riapro il libro… Lo richiudo… Non viene? Scaglio il libro contro la finestra. Per fortuna è un vetro trattato con la magia e il libro rimbalza… Mi metto le mani fra i capelli. Possibile che Remus mi debba sempre ridurre in queste condizioni? [AWWWWWW, MaCHECCARIIIIIIINOOOoOOo!!1! :3 L’universo aveva proprio bisogno di leggere di un Severus tanto vulnerabile quando si tratta della sua cotta, vero? Com’è patato!] Guardo ancora fuori dalla finestra. Plin raccoglie il libro e lo posa sul leggio lontano da me.
(…)
Mi copro il viso e sorrido. Remus è qui! Con me… [AAAAAAAAAAAAW :3] Devo calmarmi. [… Questa non sarà la pallida cortigiana, ma io me lo sto immaginando mentre si fa aria con una aggraziata manina] Ritorno a sedermi sul divano. Cerco invano di far calmare il mio cuore [ODDIODDIODDIO!]. Ormai batte impazzito. Non deve… Remus è qui perché l’ho costretto [Ecco, meno male che ti ricordi questo particolare]. Se fosse stato per lui non sarebbe mai venuto. Sospiro e mi prendo il viso fra le mani. Merlino aiutami, cosa sto facendo? Lo sto costringendo con la forza a starmi accanto. Voglio davvero costringerlo a restare con me? Non ho altra alternativa. Ho bisogno di lui! Da solo non riesco più a resistere. Sospiro e mi alzo. Devo sembrare il solito, cattivo e stronzo. L’unico Severus che gli altri conoscono. Salgo le scale lentamente. A ogni gradino riacquisto un po’ della mia falsa freddezza.

Cccccccé, non lo capite? Povero Severus, è che lo disegnano così! È vittima di un complotto del crudele destino, DEVE comportarsi da stronzo e costringere l’uomo che ama a stare con lui col ricatto perché gli eventi della vita l’hanno portato a questo!
Non siamo tutti in pena per lui? Non gli vogliamo più bene del solito?

Voi due, là in fondo. Sì, voi che state annuendo commosse, alzatevi in piedi… CRUCIO!

… Stavamo dicendo?
Ah, sì: Severus Snape, novello Christian Gray con vaneggiamenti alla Elsa (conceal, don’t feel, don’t let them know eccetera) si reca nella propria camera, dove Remus lo attende. Però continua a comportarsi da adolescente con disturbi della personalità:

L’ho costretto a stare con me. Non dovevo. Ma non riesco più ad andare avanti. Ho bisogno di aiuto. Non posso passare i giorni a disperarmi come ho fatto finora. Poi è troppo difficile rimettermi la maschera di malvagio mangiamorte. Non che per me sia mai stato facile metterla… Ma ultimamente è sempre peggio. Sospiro ed esco dal bagno indossando l’accappatoio [… e la maschera di malvagio Mangiamorte l’ha lasciata vicino al bagnoschiuma?].

Alcune righe di piccoli problemi di cuore nati da un’inimicizia che profuma di cliché dopo, scopriamo che Malfoy è da Severus per conto del sommo (Voldemort, vedo che anche tu a disturbi mentali stai peggiorando!), che vuole vederlo.

“Ho saputo che Potter [Ci siamo, un riferimento temporale, per quanto vago!]è stato spostato dal luogo in cui lo tengono… Perché non mi hai informato?” Stringo i pugni, non lo sapevo…

“In questi giorni Silente è in viaggio. Gli altri hanno ritenuto superfluo avvisarmi. Quegli schifosi non mi ritengono alla loro altezza.” Dico fingendomi schifato. Ora mi punirà.

Severus comunque inventa una scusa che vorrebbe essere convincente e un piano che giustificherebbe la presenza di Remus in casa sua, ma Voldemort lo tortura lo stesso.

Perché?
Per la scena in cui Remus fa la crocerossina nel capitolo successivo, ovviamente:

(…) Deve stare molto male anche se non dice nulla. Stringe il mio pigiama, trema. Non posso fare nulla per lui… Posso solo scaldarlo col mio corpo. Gli accarezzo la schiena.

Lentamente sento che si rilassa e smette di tremare. Poco dopo si addormenta. Vorrei sapere cosa è successo. Deve essere stato sottoposto alla cruciatus per parecchio tempo per ridurlo in questo stato. Ora dorme tranquillo stretto a me.

… Io ora farò finta di nulla, negherò l’ovvio e parlerò di sindrome di Stoccolma. Ne va della mia sanità mentale.

Non so cosa fare. Si arrabbierà se vado a fare colazione? Forse non vuole che me ne vada in giro per la sua casa.

… Certo che Remus c’è proprio portato, per la “sindrome di Stoccolma”. O per quella borderline, visto che dopo avergli fatto le coccole nel sonno ed aver ammesso che

Il suo viso sembra quasi bello

Dice di non aver avuto altra scelta che vendersi a lui, che ha paura e che si fa schifo da solo.

Poi anche l’altro fulgido esempio di coerenza si sveglia e, nell’ordine:
Si incazza.
Tenta di limonare il suo schiavo.
Si incazza perché il suo schiavo non ci sta.
Dice che va in bagno, e che quando tornerà vorrà che il suo schiavo sia disponibile.
Torna, e dice al suo schiavo di cambiarsi ed andare a fare colazione.

Durante questo intero periodo, nel quale persino Ana Steel avrebbe capito che il riccastro è cotto e può rigirarselo intorno al dito mignolo, Remus non fa altro che temere per la propria vita. Persino quando Severus lo spedisce in cucina.

Un po’ mi sento in colpa per come l’ho trattato. Lui si alza e mi guarda con cattiveria. Dovevo fare di peggio.

… A scanso di equivoci, questo è ancora il POV di Remus.

Dunque Severus se ne va, dandogli la possibilità di uscire, di vedere Silente e un computer con trentadue giga di RAM ah, no, quello no. Ma comunque ci siamo capiti: Remus è schiavo tanto per dire.

Senza Severus in giro mi viene più facile sorridere…

… Vabbeh, Lupin, però sei un ingrato!

 

 

Stay strong Ramsay

Attenzione: Questa recensione contiene spoiler relativi alla 3° stagione de Il trono di spade.

Giacobini dimmerda asserviti al sistema, corrottissimi membri del Concilio Ristretto, frigidi piani alti della setta-a-delinquere, buonasera. Si sa, il Tempio è oscuro e pieno di terrori, e la sezione dedicata a Game of Thrones offre delle ghiotte occasioni: il testo che vi propongo oggi, scritto su una pergamena di pelle umana nella lingua comune di Westeros e proveniente da Forte Terrore, è stato prontamente recapitato da LadyArien.

La ficcy si apre con un Ramsay Bolton decisamente malconcio, disteso sul letto a causa di un terribile attacco di OOC una brutta slogatura della caviglia. Sarà scivolato sul sangue sparso durante l’ultima sessione di torture, penseranno subito i più arguti. E invece no: la colpa di questo infortunio è da imputarsi a Theon Greyjoy.
Come dite? Ha trovato il modo di liberarsi e di fuggire? Signori, questo è chiedere troppo. Qualcuno lo ha soccorso, recapitando una provvidenziale mazzolata al giovane Bolton? Bel tentativo, ma ancora troppo credibile. I fatti si sono svolti in questo modo:

Si era fidato di Theon, gli aveva concesso di uscire senza catene, lo aveva trattato molto meglio di un qualunque servo e lui… lui era fuggito, lo aveva lasciato solo, lo aveva abbandonato

Sono allibito oltre ogni dire. Che tempi, signore mie, non c’è più religione! Dove sono finite le buone maniere? E dire che Ramsay con Theon si è sempre comportato bene: mai uno sgarbo, mai un dispetto. E Theon non se la passava certo male, giusto? L’ultima volta che l’abbiamo visto era felice, spensierato e in buona salute, con l’unico, piccolissimo inconveniente di essere…

Dicevamo… quell’ingrato di Theon fugge senza una valida motivazione e lascia il povero Ramsay pesto e dolorante. Ma più che del corpo le ferite, da Ramsay son sentite le bramosie d’amor. Il ragazzo, infatti, è vittima di piccoli problemi di cuore. No, il cuore in questione non gli è caduto di mano dopo che l’aveva estratto da una cassa toracica. È successo di peggio.

La verità era che Theon gli mancava e che era deluso soprattutto perché lo aveva tradito e abbandonato.

Sicuramente si riferisce al fatto di non averlo potuto scuoiare e mutilare ulteriormente. Certo, è sicuramente così. Deve essere così.
Per la nostra giuoia (un po’ meno per la sua), Theon viene riacciuffato quasi subito, ma Ramsay si rifiuta di vedere il prigioniero e preferisce trascorrere la notte a segamentalizzare. Solo il mattino seguente, dopo aver riordinato con cura le copie di Piangersi addosso 2000 e aver provato l’espressione imbronciata che ogni divaH capricciosaH deve saper sfoderare in qualsiasi circostanza, decide di scendere nelle segrete.
Preparate gli occhialini 3D (la D sta per “delirio”), cari giacobini, perché inizia la parata dell’assurdo.

“Come osi sorridere, maledetto bugiardo? Io mi sono fidato di te, ti ho concesso tanto e tu… e tu… alla prima occasione tu…hai rovinato tutto!” gridò Ramsay, avventandosi su di lui e prendendolo a pugni e a schiaffi. “Hai rovinato tutto, hai rovinato tutto!” continuò, picchiandolo più con disperazione che con rabbia.

Più che di Roose Bolton, in questo momento Ramsay sembra il figlio di un altro genio del male.
Dopo aver frignato e strepitato ancora per un po’, correndo il serio rischio di essere incenerito da un Loki vestalico di passaggio geloso del proprio Lamentino d’Oro, Ramsay si volta e fa per andarsene, quand’ecco che Theon riesce a farlo restare:

volevo tornare da te, ho solo te al mondo

Non preferiresti dei deliziosi cereali Cheerios?
Ad ogni modo, Ramsay torna sui propri passi perché, ci viene detto, nemmeno lui vuole perdere Theon ed è in cerca di una scusa per riprenderselo. E io che pensavo che tenerlo chiuso in una segreta fosse più che sufficiente.
Chiaramente rimbambito dall’aria gelida del Nord, Ramsay inizia a liberare Theon (Forte Terrore si sta trasformando in una tana di volpi, a quanto pare) e, nel pallido tentativo di convincerci di avere ancora qualche sprazzo di IC, minaccia di tagliargli le dita dei piedi la prossima volta che tenterà di scappare. In tutta risposta, Theon usa il braccio appena liberato per stringere Ramsay a sé e lo soffoca con l’ausilio dell’ascella commossa lo bacia appassionatamente.

Arrivato a questo punto, ero tentato di spezzare una lancia (e anche un braccio random, perché senza torture Forte Terrore non è la stessa cosa) a favore della ficcy. Avevo pensato che facesse tutto parte di un piano di Theon. “Sì, ma certo!” avevo esclamato ad alta voce, facendo trasalire i miei scagnozzi “Adesso è tutto chiaro! Theon ha intenzione di approfittare del fatto che Ramsay è vittima di un grave stordimento, chiaramente dovuto all’aver soffiato troppo a lungo nel corno, per liberarsi e fuggire di nuovo, non prima di aver gambizzato per bene il caro Bolton.”
Ma, ahinoi, le mie aspettative sono state presto deluse. Già le intenzioni iniziali di Theon non andavano oltre il tira e molla sentimentale, poi accade questo:

si rese conto che anche a lui era mancato (no, non si sta riferendo ad un certo organo), che anche lui lo desiderava, così lo baciò sempre più profondamente e appassionatamente. Ramsay, colto alla sprovvista, si abbandonò al giovane Greyjoy, sentendo che dentro di sé tutte le emozioni rabbiose e negative che lo avevano tormentato si stavano sciogliendo.

Scusate se non sentite ancora il violino: mi sono fatto male alla mandibola nel tentativo di non scoppiare a ridere e non riesco a tenerlo fermo. Non appena Koba sarà di ritorno con il fidato catino, gli assegnerò il compito di fornire un’adeguata colonna sonora.
Al termine del bacio, Ramsay-Orsetto-Del-Cuore finisce di slegare Theon, il quale in tutta risposta lo abbraccia. Silenzio in terza fila, non cercherà di strangolarlo se è questo che pensate.
Dopo l’ennesima occasione sprecata, Ramsay torna nella propria stanza da letto con il rampollo dei Greyjoy tenuto saldamente in braccio, la camicia bianca aperta sul petto imponente e tornito, i lunghi capelli scompigliati dal vento, sullo sfondo il tramonto infuocato che illumina la foresta selvaggia… ah no, scusate, quella era la copertina di un Harmony. Mi sono confuso un attimo.
Theon viene fatto lavare e vestire, quindi Ramsay gli permette di dormire con sé nel letto. Ed è a questo punto che Theon si rivela per quel mostro di astuzia ed aggressività passiva che è sempre stato e lo pugnala nel sonno.
Ci speravate, eh? Se pensate che questa ficcy abbia un lieto fine, non avete fatto attenzione. Come dite? Troppo crudele? Beh, qualcuno deve pur compensare.
In realtà, non ho detto proprio una bugia. Il problema è che quello usato da Theon non è esattamente un pugnale.

Theon si accorse che il giovane Lord era totalmente in sua balìa e, sempre baciandolo e accarezzandolo, si fece più appassionato, lo strinse, lo penetrò e lo possedette

Fermi tutti! Qualcosa non torna…

(Si ringrazia Hyena88 per il link)

Il vendicatore calvo di Theon non era stato recapitato a Balon in una truculenta parodia della pizza alla salsiccia? Oppure è stato finalmente trovato un altro uso per quel maledetto corno? Ci interessa davvero saperlo? (A Jon Snow forse sì, dato che l’unica cosa che sa è dove metterlo e potrebbe approfondire gli studi in tal senso, ma non divaghiamo.) Ramsay è forse entrato nel tunnel del latte di papavero? Il corno fa parte degli ‘mbuti? I Greyjoy sono dei subbaqqui? Questo ed altro su Fastidious Channel!

Persino per Theon era in fondo piacevole addormentarsi stringendo Ramsay tra le braccia…

Siano ringraziati i sette dei, Koba è tornato appena in tempo con il catino.

Quando MarySue dovrebbe rivedere le sue priorità… (prima parte)

Cari i miei Grinch e le mie Grinchesse (sembra un insulto, lo so; ma condivido con voi questo fardello, come quello di essere zoccola e frigida… Evidentemente siamo Grinchesse dalla personalità pepatissima e dal fascino sottile, visto che nonostante tutto siamo ancora in attività), cari Grinch e Grinchesse, dicevo, eccoci per la consueta recensione di Natal- Ehm, Santo Stefano.
Pensate, ancora qualche anno e sarà la tradizionale recensione di Capodanno.

Ed effettivamente, questa recensione sarebbe perfetta per Capodanno: c’è il solito cotechino dalla bianca cotica, e le solite lenticchie (trama insensata, personaggi snaturati e invertebrati, relazioni inutili e senza alcun senso) che si portano appresso tutti i pruriti del caso (parlavo dell’allergia, razza di depravati!). Sì, sarebbe una recensione perfetta per Capodanno, questa.
Bene, ci vediamo tra cinque giorni allora.

Ahi, AHI! Va bene, razza d’ingrati! E recensione di Santo Stefano sia!

*Il cenone di Capodanno anticipato è gentilmente offerto da EbbylineSwarovski, l’unta e bisunta trattoria che l’ASL chiuderebbe senza nemmeno varcare la porta è la solita unta e bisunta trattoria dove ceniamo ogni anno. Il tavolo è prenotato a nome “ Il ritrovo del cuore.”, ma se non riuscite a trovare la via consegnate questo ( http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1445086&i=1) indirizzo al tassista: saprà dove portarvi.*

Il cotechino, dicevamo.

Ebbyline (sì, come l’autrice), strega quindicenne, subisce un grave lutto: la morte della sorella gemella. Invece di circondarsi dell’amore dei suoi amici, decide di cambiare scuola e trasferirsi nell’istituto frequentato dalla defunta sorella: Hogwarts.
Ah, Ebbyline è stata anche ad Azkaban, ma suppongo non stesse studiando lì.

“Che cosa sarà successo?” è quello che ci chiediamo noi.
L’autrice, invece, con la sua storia vuole svelarci ben altre risposte a domande che lei stessa pone:

Questa ragazza, riuscirà a riaprire il suo cuore al mondo?

Beh, magari intende dire che dopo il lutto è diventata una persona introversa…

O per lei è davvero finita?

Suvvia, sarà una giovane forte e nonostante il dolore si riprend-

Ci penserà un ragazzo, anzi, vari ragazzi.

… Io voglio pensare bene: starà sicuramente parlando di un gruppo di amici che saprà sostenerla e volerle bene!

Ma riusciranno nella loro impresa apocalittica?

Ancora, mi sembra un po’ troppo melodrammatico questo scenario…

Si farà degli amici e manderà a quel paese la tradizione di odio che si è sempre manifestata tra Serpeverde e Grifondoro.

Ma… E ‘sti cazzi no? Ma soprattutto: pure Lily Evans aveva un amico a Serpeverde, ma non mi sembra fosse questo il suo merito più grande!

Lei, l’unica persona al mondo in grado di usare la magia senza bacchetta, sarà accettata?
Unica, certo. Silente, la smetta di ridere: lei è morto, i morti non ridono. Si dia un contegno!

Lei, senza più una famiglia al mondo, verrà amata?
… Chi ha detto ai violinisti che potevano iniziare? Il concerto di Capodanno è tra sei giorni, eccheccazzo!

Lei, che cambierà il destino del mondo magico, ne sarà all’altezza?

Se già mi dici che lo cambierà perché dovrei pensare che potrebbe non esserne all’altezza? Dai, cazzo, mi hai già rovinato il finale!

Ebbyline Swarovski ritroverà la parte della sua anima che ha perduto in una notte nuvolosa d’estate?

Violinisti, TACETE, che adesso c’è l’angolo dell’autrice da riassumere!
In poche parole: l’autrice ha già scritto due libri su Harry Potter per noia e dunque adesso scrive una fanfiction che rispecchi pienamente ciò che voglio per il mio personaggio. No, non lo so cosa voglia dire, ma andiamo avanti.

Troviamo Ebbyline china sulla bara dell’amata sorella, sconvolta:

(…) gli occhi grigi serrati con le ciglia folte ricurvate dal trucco [però, che efficienza ‘ste onoranze funebri, pure il piegaciglia ed il mascara incurvante!], il naso che tante avrebbero bramato pallido come il resto del corpo [Rallegriamoci un po’ per la felice sorte di una contendente: basterà corrompere il guardiano del cimitero e procurarsi una pala, un seghetto ed un bisturi ed il tanto bramato naso andrà all’intrepida fanciulla!], le labbra rosee immobili [Sinceramente, è meglio così: solitamente se ad un morto si muovono le labbra non è un buon segno. Nel migliore dei casi potete aspettarvi uno sbavino scuro nonostante la tanatoprassi, nel peggiore… Mirate alla testa.], (…) Tutto di lei era stato curato nei minimi dettagli [Ci credo, con quel che costa un funerale!] eppure, niente di tutto quello lasciava trasparire che fosse… morta [Come dicevo, hanno fatto un buon lavoro].

Ma Ebbyline ha promesso alla sorella che non avrebbe pianto, al suo funerale, nonostante si senta come se metà della sua anima fosse morta.

Era come se avessi una mela e dopo averla tagliata la lasciassi li, per poi tornare e notare che solo una metà era marcita.

… A parte la metafora criptica… Ma se non aveva appena detto che sembrava viva? E adesso è marcita, tutta d’un tratto?

Ecco, lei si sentiva la metà che era rimasta bella e succosa [facile, quando ci si confronta con un cadavere]. (…) Avrebbe dovuto morire insieme a lei, come si erano ripromesse da piccole [Eh, certo. Proprio quei giuramenti intelligenti che uno fa a quattro anni]. Avrebbero fatto tutto insieme: il primo bacio [kinky!], il matrimonio [interessante prima notte di nozze…] e persino la morte.

E così, tra pessime metafore e ripetizione di concetti, ecco che Ebbyline ripensa a tutta la sua tragedia familiare:

Prima sua madre, malata di cancro, le aveva lasciate in custodia al padre. Poi suo padre, afflitto dal dolore, si era tolto la vita. A seguire il ragazzo che lei amava l’aveva tradita e scaricata. Adesso lei.

… E il cane, Pongo, è stato investito da una carrozza; il pesce rosso, Goldie, divorato dal gatto… ed il gatto si è strozzato con il pesce rosso, presumo [cit.].

Ma Ebbyline non può permettersi di crogiolarsi troppo nel dolore: deve commemorare la defunta con un discorso che parla per quelli che persino a lei paiono secoli, davanti ad una folla che si fa forza ascoltandola e vedendola lì. Tra di loro, defilato in un angolo remoto della chiesa, un ragazzo moro dagli occhi verdi (no, non Harry: questo è Mattew, il ragazzo della defunta. Lo si distingue da Harry perché Mattew ha lo sguardo saettante, non la saetta sulla fronte).

Ebbyline è sempre stata gelosa di loro due, ma felice per la sorella. Gelosia immotivata, comunque: come vedremo ora, Mattew è fuori di testa (o c’è finito per il dolore):

– Perché non mi ami più, Rose? – sussurrò il ragazzo fissando la ragazza.

– Io non sono Rose, Mattew – rispose la ragazza turbata da quel suo comportamento.

Lui la lasciò andare sofferente e chiuse gli occhi: presto sarebbe tutto finito.

Ma i più accorti avranno notato l’assenza di una lenticchia: conosciamo l’aspetto fisico di Ebbyline solo grazie alla descrizione della sorella defunta. Un abile trucco letterario, dite? Un totale disinteresse per un aspetto così frivolo, durante una scena tanto tragica e toccante, da me smontata con tanta cattiveria e battute di pessimo gusto?
No:

P.s: Qui trovate il vestito di Ebbyline al funerale: http://www.polyvore.com/cgi/set?id=60500445&.locale=it
P.p.s: Ebbyline è sempre vestita impeccabilmente e siccome non riesco mai a descriverla (sono un disastro!) metterò il link di Polyvore, dove creo io i set.

Ecco. E con questo ho il culo parato per ogni accusa di cattivo gusto durante questa recensione.

Stendiamo una pietra tombale pietosa (l’ho detto, ho il culo parato!) sulla scelta di inserire il link a Polyvore col vestito del funerale e passiamo al prossimo capitolo e lasciamoci travolgere dal nonsense.

Ebbyline torna a casa e si lascia investire dai ricordi: le due sorelle si volevano così bene che mai avevano litigato, pensate. E questo perché anche Rose, come la madre, aveva il cancro (“eh, ma è bello essere a casa, vero padron Robin?!”).

Da qui parte una bella divagazione sulle case a Durmstrang (scuola frequentata da Ebbyline):

Venivano smistati al secondo anno, dopo aver compilato un test d’intelligenza. Alfa, dove la ragazza era stata smistata, era
[ovviamente!]per quelli che anche se non studiavano prendevano voti eccellenti. [Insomma, quelli che potrebbero pure levarsi dalle palle e lasciare spazio ai comuni mortali: a che serve la scuola se sai già tutto? ]

Beta, Gamma e Delta erano per quelli con voti scarsi. La vergogna della scuola, diceva il preside.
La via di mezzo non esiste.

Per dare maggiori probabilità a quelli meno dotati ogni anno venivano dati dei test, e se li superavano venivano trasferiti nelle classi Alfa.

Gli altri a coltivar patate.

Aveva scelto di andare a Durmstrang perché la sua intelligenza nelle materie oscure era pari solo a quella di Voldemort [Voldemort non ha “un’intelligenza nelle materie oscure”: ha studiato le arti oscure ed è uno stronzo, fine.] e si sentiva decisamente sprecata in una scuola come Hogwarts [Nessun problema: non mancavi proprio a nessuno, razza di attention whore con aspirazioni da BAMF].

Dunque lei non vuole tornare a Durmstrang, perché la gente l’avrebbe guardata con pietà: meglio andare a Hogwarts (dove tutti la guarderanno come se avessero visto un fantasma, presumibilmente).

Qualcuno bussò alla porta interrompendo il filo dei suoi pensieri. Si tirò su dal morbido letto e, con ancora il vestito del funerale [per chi non se lo ricordasse, il link a polyvore è qua sopra], scese le scale per vedere chi fosse.

È Matthew (l’acca l’ha recuperata tra un capitolo e l’altro), ed assistiamo ad uno dei momenti WTF? Della ficcy: il giovane le dice che era lei, e non Rose, che avrebbe dovuto morire:

– Hai capito bene. Scommetto che muori dalla voglia di sapere perché l’ho fatto –

Pessima scelta di parole, a mio avviso.

– Ci sei arrivata, finalmente. Sai, al sicario avevo detto di chiamarti per cognome ma non credevo che avrebbe risposto Rose al telefono[omicidio telefonico?],… – il sorriso sul viso del ragazzo si allargò ancora di più – Rose non rispondeva mai al telefono [Ah, beh… Un piano infallibile!]. Quando sono arrivato e ho visto Rose tra la vita e la morte non capii immediatamente come potesse essere successo; e poi sei arrivata tu. L’hai presa tra le tue braccia. Ma in quel momento io dovevo prenderla tra le mie braccia, e così, me la sono presa con l’unica persona che si stava crogiolando del bel lavoro svolto… –

(…)
Non era sorpresa del fatto che Matthew volesse sbarazzarsi di lei [Ah, beh…]. Era geloso, e troppo innamorato per vedere oltre quell’amore asfissiante [ma nel capitolo prima non invidiava la storia tra lui e la sorella?]. Non avrebbe mai capito che Rose l’avrebbe lasciato seduta stante se lei fosse morta [Mi sono persa: l’avrebbe lasciato –comprensibilmente!- se avesse saputo che era lui il mandante o l’avrebbe lasciato e basta?].

Matthew mostra sempre più segni di sociopatia:

Ma, ripensandoci, ora che Rose è morta potrò finalmente avere ciò che puntavo da anni: te

Ricapitoliamo: Matthew era geloso del rapporto tra le sorelle, dunque decide di… uccidere quella che ama, per rimanere con la sorella che non ama ma con cui è fidanzato. Ma il sicario sbaglia ed uccide la fidanzata che per lui era un intralcio a loro due, dunque va dalla donna che ama e dice “Beh, poco male, adesso posso stare con te”.
Siamo sicuri che non sia un trucco per avere attenuanti quali la semi-infermità mentale?

Lei strabuzzò gli occhi. Lei? Come poteva volere lei dopo due anni insieme alla sorella?

Vai così, Ebbyline: è proprio questo il punto focale della situazione!

– Ma io non ho ma voluto Rose. Perché prendere la metà della mela marcia, quando potrei avere quella sana? –

Continua pure tu così, Matthew: stai perorando la tua causa con arguzia e sensibilità uniche!

Matthew le dice che voleva ucciderla perché non ricambiava il suo amore, Ebbyline lo rifiuta una volta ancora  e lui è pronto ad ammazzarla. Ebbyline coglie l’opportunità (prima cosa intelligente in tre capitoli!): lo disarma fantafigheggiando con gli incantesimi senza bacchetta e lo ammazza.

Presto quelli del Ministero sarebbero arrivati ad arrestarla per aver praticato la magia fuori dalla sua scuola.

Mica perché ha usato l’Avada Kedavra (che comunque era di legittima difesa).

Non le importava se sarebbe finita ad Azkaban.

Assassino di tua sorella, che già aveva cercato di uccidere la protagonista ed anche in quel momento era lì per ammazzarla… In effetti nemmeno io mi preoccuperei di finire ad Azkaban: nemmeno un coglione ti manderebbe ad Azkaban, in questo caso!
… nemmeno a dirlo, persino il processo è delirante. Ma quello ve lo propino la prossima volta, insieme al resto del quarto capitolo.

Optional, metà lupi e fanciulle alla Barriera.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
Frigide giacobine promiscue e impotenti giacobini
Lord e Lady dei Sette Regni e delle Libere Città di Westeros
A voi tutti, ave.

Di nuovo, mi sono immersa in uno dei miei lunghi viaggi alla ricerca della Verità, di risposte a domande esistenziali quali chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando? Perché i personaggi originali nelle fanfiction tendono ad essere così irritanti qualunque sia il fandom e perché infilati così a cazzo così stridenti rispetto al canon?
Chissà che Il Corvo e il Pettirosso di PrincesMonica (http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1052665) non riesca a illuminarci. Con la benedizione degli Antichi Dei e di quelli Nuovi.

***ATTENZIONE***

La recensione che segue potrebbe contenere qualche blando spoiler della serie A Song of Ice and Fire di George R.R. Martin, almeno fino al libro A Storm of Swords.

***TORNATE PURE A DISTRARVI***

Le premesse non sono delle migliori; già dalle prime righe l’autrice rende noto che cambierà parecchie cose rispetto ai libri in quanto dotata di un cuore tenero e non sadica come George R.R Martin. Odio far morire personaggi come fossero mosche. Soprattutto i personaggi che amo. Mi ricorda qualcuno:

L’incipit è un tributo mirabile alla specificazione dell’ovvio, puntualizzando come, nelle terre del Nord, il sole era un optional. Optional è esattamente una delle parole che mi aspetterei di trovare in un libro di Martin, o di sentir pronunciare nel corso della serie tv, più o meno quanto trazione anteriore, chiavi in mano ed ecoincentivi.
Così come mi aspetterei di trovare un Jon Snow con un mezzo lupo come famiglio che si fa coccolare da una sconosciuta e grattare la pancia pelosa anziché sbranarla. Poi l’autrice si correggerà con un bel metà lupo, ma pur cambiando l’ordine degli addendi il risultato è sempre quello: you fail, but thanks for trying.

Come prevedibile, la suddetta sconosciuta, inspiegabilmente rinvenuta nelle nevi durante una discutibile spedizione dei Guardiani della Notte a Città della Talpa, non solo ha la straordinaria capacità di trasformare un feroce metalupo in uno Yorkshire da compagnia, ma può concedersi un inchino quasi derisorio e di farsi squadrare dal povero Jon che praticamente le radiografa.
Vi prego di porre particolare rilievo ai due vividi occhi scuri che sembrava brillassero, è importante, e al passaggio logico secondo il quale lo stesso Jon decreta che non doveva essere una puttana della città delle Talpe e chi aveva pensato venisse da lì? a meno che non fosse particolarmente brava ecco spiegato il rating rosso o la protetta di qualcuno di importante.
Non avete trovato il passaggio logico? Peccato, speravo avreste aiutato anche me a scovarlo.
Il siparietto che segue, con Jon-Snow-boccalone e Mary-Sue-figa-di-porfido-perché-il-legno-non-rende-abbastanza-l-idea si conclude con una scena che ha del raccapricciante: i due si separano e Spettro, anziché seguire il suo padrone, cosa fa? Le feste. A lei. E non si schioda, tanto che Jon non può tornare alla Barriera. E ha anche la giustificazione per Lord Mormont! Basterà solo dirgli che aveva dovuto controllare delle cose sospette. Io immagino la reazione del Vecchio Orso più o meno così:

La passeggiatina fuori programma ha termine in una casetta in mezzo al nulla che, purtroppo per noi, non è né quella dei sette nani né quella di quei brutti film dell’orrore alla fine dei quali l’unica sopravvissuta resta la videocamera. No, è il luogo dove Robyn, la nostra originalissima e imprevedibilissima protagonista dal corpo quantomeno avvenente (Jon Snow dixit, anzi, cogitavit in quanto troppo Stark per arrischiare di offendere la sua ospite) vive e lavora (trascrivendo le storie del Nord e mandandole alla Cittadella… perché pensate sempre male?) in barba al piatto appetibile che potrebbe essere per potenziali ladri e/o stupratori. Ma lei pare non avere alcun timore a riguardo: perché venire a rischiare l’ira del Nord profanando me?
Perché pensare che al Nord gliene freghi realmente qualcosa?

Ma il peggio non è arrivato ancora: Robyn ha un pugnale in acciaio di Valyria (questo metallo sta iniziando ad esser troppo inflazionato, per i miei gusti); tanto quanto basta, insomma, per spronare Jon Snow a diventare cretino: verrò comunque più spesso a vedere come te la cavi e se stai bene. Il perché della minchiata bizzarra decisione, per fortuna, se lo pone la stessa Robyn. Ma è un attimo di fyccinosa lucidità che dura poco giacché, poche righe più avanti, veniamo rapiti dalla descrizione delle labbra sottili e rosse di lei, della pelle pallida che pareva quasi porcellana, dei capelli di un intenso color mogano con dei riflessi ramati che splendevano solo alla luce del fuoco e dei succitati occhi in grado di guarargli dentro, scavargli il cuore e la mente. Ve l’avevo detto che erano importanti. Vi è anche una descrizione da manuale fyccinico di Jon, di qui in avanti definito “Diversamente Stark”, ma ve la risparmio per pietà nei vostri confronti.

Purtroppo per voi non posso risparmiarvi la successiva visita di Diversamente Stark a Robyn, che non aspettando ospiti casualmente affiora sull’uscio con un bel vestito rosso che risalta i dolci seni pieni ed abbondanti e le dolci curve della vita e con la solita cafonaggine da ce-l-ho-solo-io, almeno finché non l’invita ad entrare. E finché lui non le chiede di cantargli qualcosa.

Comunque… no.  Neanche nel corso di questo secondo, intenso incontro finiscono in seconda base. Ho idea che sarà una cosa lunga.  Anche Robyn deve pensarlo, forse è per questo che è così interessata a Jon.

E’ proprio il pensiero del Diversamente Stark che, nei freddi giorni a venire, a fronte del tempo più impervio scalda il cuore di Robyn. Insieme al disgusto per Joffrey (sì, quel Joffrey), reo di avere ucciso il suo unico vero amico (…) Spike, il suo bellissimo gatto nero.
E non fate quelle facce. Adesso spiega.
Era stato un regalo di suo padre quando aveva compiuto otto anni ed era solo un cucciolo. Erano cresciuti assieme e quel bamboccio glielo aveva infilzato con la freccia di una balestra. Avrebbe voluto schiaffeggiarlo a sangue per quel poco che le mani le sarebbero rimaste ancora attaccate alle braccia ma la Regina Cercei parente prossima della più nota Cersei l’aveva fulminata col potere di Thor? e pochi giorni dopo lei era partita. Peccato che la moda “metti la testa su una picca” sia esplosa anni dopo.
Di quale elevato lignaggio possa mai essere questa Robyn, tale da renderla degna di fare da compagna di giochi a un futuro re, fa parte del mistero che avvolge il suo passato e che ci verrà rivelato nel corso della storia a spizzichi e bocconi  non del tutto coerenti tra loro.

Proprio mentre Robyn si perde nel ricordo di queste piacevolezze, toh, caso vuole che qualcuno raspi alla porta. No, non è ancora il Diversamente Stark, di ritorno dall’aver accompagnato alcuni attendenti alla città per comprare scorte di cibo, anche se ormai in questa storia nessuno si stupirebbe di vederlo sbavare e camminare a quattro zampe, ma Spettro. Che, provvidenzialmente, salta addosso a Robyn, e talmente la inzacchera di fango da costringerla a cambiarsi. Sarà che anziché esser metalupo è metà lupo, ma se un animale di quella stazza ti caracolla addosso, nel migliore dei casi ti uccide per schiacciamento. Invece i metà lupi ti danno solo una scusa per cambiarti alle spalle di un Guardiano della Notte che per definizione non dovrebbe vedere figa da un po’.

Dopo altre righe superflue di contemplazione della nuova mise di Robyn, e di quanto possa somigliare a Lady Stark, la perla: Diversamente Stark le chiede di lavorare per i Guardiani della notte.

E no, signori miei. OOC e What if? tra le note alla storia non sono sufficienti a giustificare quello che è un vero e proprio Alternate Universe e nemmeno dei più blandi. Tanto più che, come vedrete più avanti, le argomentazioni addotte a un simile sconvolgimento di una tradizione secolare sono quanto mai ridicole.
Quella lucida, paradossalmente, è di nuovo Robyn. Alle sue perplessità viene risposto con lodi alla buona libreria del Castello Nero, di come lei potrebbe occuparsi dei libri, aiutare Sam nelle cose e dare ai Guardiani della notte un utile lavoro.



Uhm. Di lavori che una donna potrebbe fare in un casermone di reietti che hanno fatto praticamente voto di castità me ne viene in mente soltanto uno.

Vi avevo detto di non pensar male.

Certo, il problema che adesso potrebbe porsi è come convincere Mormont. Ovviamente convincendo Maestro Aemon. Perché se è vecchio allora è anche rincoglionito, dunque l’uomo sul quale puntare per spezzare un’istituzione antica di secoli.
… se dovesse servire, ti verrò a prendere e ti riporterò a casa ogni giorno (…) in fono me lo hai detto tu che se non trovavi qualcuno che ti finanziasse, saresti dovuta partire (…) Mormont non permetterà che una ragazza sola intraprenda il viaggio verso il sud con questa guerra: motivazioni che un sempre più ingenuo Diversamente Stark snocciola come realmente convincenti.
Come dite voi Stark, The winter is coming. Mi sa che c’avete ragione.

Vi sarebbe piaciuto. E invece no: Diversamente Stark non solo non la trucida per avere sbagliato il motto (IL MOTTO, SANTISETTEDDEI!) ma piagnucola anche di non essere uno Stark. Robyn, però, è ancora pronta a stupirci: lei sa che Jon è uno Stark, perché è tale e quale a suo padre.
Sì, miei lord e mie lady. Robyn ha avuto l’onore di essere ricevuta da Eddard Stark e dalla moglie per ottenere il permesso per poter vivere al nord come suggerito dal suo Maestro alla Cittadella perché sarebbe stato più onorevole.

Francamente, come espediente per mettere maggiormente in risalto il lato emo di Diversamente Stark, il passato misterioso sul quale Robyn mente (una figlia di mercanti mandata alla Cittadella per diventare Septa che finisce a fare la scrivana è, lo ribadiamo, esattamente la compagna d’infanzia ideale per il futuro re degli Andali e dei Primi Uomini, lord dei Sette Regni e protettore del reame) e per farle prendere tra le proprie la mano di lui con relativo scompenso ormonale, mi aspettavo di meglio.
No. Non è vero. Anche se il peggio ha da venire.

Come da previsione, Maestro Aemon e Lord Mormont si sono lasciati convincere con estrema facilità all’idea di un’inedita presenza femminile nella Confraternita; certo, prima di prendere una decisione finale, volevano vederla e parlarle. E immagino sarà un colloquio difficilissimo.  Godiamoci i preliminari.
Robyn era entrata nella corte del castello seduta sul cavallo di Jon alla amazzone perché la signorina è in grado di combattere e procacciarsi il cibo da sola, ma siccome ora dobbiam fare bella figura e stupire con effetti speciali e figosi cavalchiamo all’amazzone come una lady con lui che la sosteneva tenendo le redini. Cielo. E’ così prevedibile che potrebbe farmi tenerezza. Quella mattina Robyn si era vestita come meglio poteva e in effetti Aemon e Mormont sono Enzo Miccio e Carla Gozzi aveva indossato il vestito blu che tanto era piaciuto a Jon e per coprirsi una pesanta cappa bianca di pelliccia di coniglio con cucito, sul cuore, lo stemma di un gatto bianco su sfondo blu. Aaaaaah, ecco. Era giusto una scusa per fare scorgere lo stemma di famiglia, capito. E ovviamente per far perdere Diversamente Stark nella contemplazione della mirabile fattura di ogni cosa lei portasse addosso e del suo corpo tonico e scattante, non certo pingue come quello di alcune donne. L’arrivo di Robyn, di qui in avanti definita “DrizzaCazzi”, causa stupore e soprattutto turgore nei poveri Confratelli, che non tardano ad esibirsi in quei commenti poco signorili che ritroviamo sempre nelle brutte fyccine in cui la protagonista capita casualmente in un covo di ragazzacci; ma non preoccupatevi, poiché era bastata una ringhiata di Spettro e si erano zittiti tutti.

Il colloquio d’ammissione ha un che di imbarazzante. Nell’ordine:
– alla domanda di Mormont su cosa farebbe se la fortezza fosse assediata, DrizzaCazzi risponde corro a casa per non intralciarvi;
– alla replica casa tua è a un miglio e mezzo da qui. Pensi di poteci arrivare senza essere presa da qualcuno?, come se ce ne importasse veramente qualcosa, interviene a sproposito maestro Aemon: non credo che riceveremo minacce di assedio troppo a breve le ultime parole famose e se mai dovesse succedere qualcosa, uno dei nostri confratelli, uno fidato, la riporterà a casa. Perché i Guardiani della Notte sono così tanti da potersi permettere di fare da scorta alla Mary Sue di turno;
– messo a tacere Mormont, di qui in avanti definito “Povero Orso”, Aemon tocchiccia il volto di DrizzaCazzi e chiede a Diversamente Stark di che colore abbia gli occhi. Lui all’inizio si salva, rispondendo con un normalissimo “castani”. Ma poi ci mette il carico da novanta: scuri come il tronco di un pino, ma brillanti come un rubino;
– niente cazzi: Aemon vuole che lavori in biblioteca e in biblioteca lei lavorerà. Perché non possiamo farci accecare dall’orgoglio del nostro sesso e scacciare la mano di chi ce la tende. Dai, su. Lo scherzo è bello finché dura poco: ridateci il Targaryen originale e riprendetevi nonno Abraham;
Snow, sia ben chiaro: Lady Robyn è sotto la tua resposabilità decreta Povero Orso.

I pipponi mentali sulle occhiate colme di lussuria, curiosità e odio che le scoccano i confratelli, su come venga considerata come una leccornia piuttosto che come una semplice lavorante e su come Diversamente Stark la guardi con desiderio, anche se magari non se ne era reso conto si sprecano. Ma lui è giustificato: almeno c’era del sincero affetto per lei. E Sam avrà reazioni più dignitose con Gilly. Insomma, in confronto al disagio che prova la nostra bella protagonista che, protetta del Castello Nero, verrà trattata con i massimi riguardi, come se fosse una regina, e non le sarà torto un capello, pena la morte per chi la disonora il fatto che Jon si sia accidentalmente lasciato scappare con lei che Maestro Aemon è un Targaryen passa del tutto in secondo piano.

Dimenticavo: le verrà dato cibo ed un tetto se ella lo desidera e lavorerà per i Guardiani come scrittrice. Al minimo cenno di pericolo faremo in modo che ritorni a casa perfettamente scortata. Perché in realtà la Barriera non è l’ultimo baluardo dei Sette Regni contro Bruti ed Estranei composto al 90% dalla feccia della società, non è una confraternita che vive in condizioni al limite dell’umanamente tollerabile e non ha un numero di membri così esiguo: in realtà è una spa con tanto di terme eretta nel profondo Nord per consentire un soggiorno dotato di ogni comfort, ivi compresa una scorta personale semmai qualche nemico dovesse far capolino e disturbare la quiete del resort.
Neanche l’attacco notturno alle stanze del Povero Orso, durante il quale Diversamente Stark si ustiona la mano, riesce a porre fine a questo sodalizio agghiacciante. Anzi. Eventi quali l’odio di Alliser Thorne per Jon (e, di riflesso, per lei, che gli tiene verbalmente testa da figa-di-porfido quale è), la decapitazione di Eddard Stark, il tentativo di fuga di Jon continuano ad essere espedienti assai poco originali per porre in evidenza pensieri, opere ed omissioni di DrizzaCazzi, che si prende anche il merito di convincere Diversamente Stark a non disertare. Non che Sam, Grenn e Pyp non si siano scapicollati a rincorrerlo anche loro, eh. Solo che, per ammissione dello stesso Pyp, Robyn ha delle motivazioni migliori delle nostre per farlo restare qui, perché tira più un pelo di figa di un giuramento solenne fatto davanti agli dèi propri e del proprio padre, di onore e di amicizia.
Suvvia, cosa volete che sia un giuramento solenne, in confronto ad una bocca che sapeva di menta, usata per lavarsi i denti prima del sonno?

L’ultimo degli otto capitoli finora pubblicati si chiude con Diversamente Stark che, al seguito del Povero Orso, lascia la Barriera per spostarsi a Nord -non prima di aver donato a DrizzaCazzi una pacchiana spilla di dubbio gusto.
DrizzaCazzi resterà ovviamente al Castello Nero, con Maestro Aemon a prendersi cura di lei e Hobb Tre Dita a provare tenerezza, con il suo passato a gravarle sulle delicate spalle ed i suoi dubbi.
Alcuni dubbi, invero, sono restati anche a noi. Primo tra tutti… dopo il piccolo incidente che avverrà con Ygritte, Robyn riuscirà a passare ancora dalle porte senza andarci a sbattere con le corna?

Uomini e Donne

Giacobine, giacobini, buonasera e ben ritrovati per un nuovo appuntamento con Fastidious Geographic. Sì, so che il mio ritardo nel portare sui vostri schermi questa nuova puntata è imperdonabile, ma cercate di capirmi: girare e montare tutto da sola richiede tempo. Non mi ero mai resa conto quando importante fosse l’aiuto della troupe finché Bear Grylls non ha fatto irruzione nella sala di registrazione dichiarando che erano tutti ricchi di proteine. Presumo sia un complimento, quindi mi sono assicurata che tale affermazione fosse incisa sulle lapidi; sono certa che vedove e orfani apprezzeranno.

Ma bando alla tristezza e passiamo subito al capolavoro di questa puntata: Uomo: Severus Piton. Donna: Hermione Granger, di fredlove. Sì, come titolo è insolito, ma si tratta di una doverosa precisazione: dopo aver visto certe cose i lettori si potrebbero anche confondere.

La ficcy, ci viene fatto sapere, si svolge due anni appena dopo la fine della guerra…in un ipotetico settimo anno di scuola. E già qui qualcosa non torna: l’anno in cui la guerra è finita sarebbe stato, a tutti gli effetti, il settimo anno del Tiro dei miracoli. Canon vuole che Hermione sia stata la sola dei tre a tornare ad Hogwarts dopo la guerra, con un solo anno da recuperare; ergo, due anni dopo la fine della guerra dovrebbe aver finito. Salvo bocciature, certo, ma è di Hermione Granger che stiamo parlando; più probabile che zio Voldie abbia deciso di gettare il sudario alle ortiche e di girare per orfanotrofi babbani regalando caramelle.

O forse la fine della guerra è stata anticipata al quinto libro. Almeno spiegherebbe il motivo per cui, come ci informano, nessuno è morto. Tranne Voldie, si presume, essendo finita la guerra. Rimane il dubbio su come sia morto, visto che gli Horcrux sarebbero ancora in gran parte integri, ma pazienza; magari l’incantesimo di Bellatrix ha mancat Sirius, ha dribblato Lupin ed è scivolato tra le gambe di Moody per andare a spedire proprio zio Voldie oltre il velo. Tentativo di aiutare il suo Signore miseramente fallito. Mi ricorda qualcosa.

Comunque sia, siamo al settimo anno (o ottavo, o nono, non ci è dato saperlo esattamente) di Hermione a Hogwarts. L’ora di pozioni è appena finita; un redivivo Piton vuole tutti gli studenti fuori dalle scatole e tuona loro con voce melliflua e acida di andarsene.
Non solo doppiogiochista, quindi, ma anche finissimo ventriloquo: altrimenti non si spiega come abbia potuto parlare – anzi, tuonare – in maniera “falsamente dolce e cortese” e “aspra e astiosa” al tempo stesso.

Hermione, anziché cimentarsi nel suo consueto scatto da centometrista in direzione della biblioteca o verso l’aula dove si terrà la lezione successiva – cosa che, essendo una ripetente, non sarebbe una cattiva idea – rimane nell’aula che si va svuotando e sospira.
– signorina Granger, quale parola della frase ” sparite in fretta, prima che vi avveleni a cena” non ha capito? – la guardò di sottecchi, senza soffermarsi sulla sua figura.
Allora la guarda di sfuggita, non di sottecchi (che significa, banalmente, guardare qualcuno a palpebre socchiuse).
– adoro la calma….- disse sospirando ancora una volta, disse rivolta più al professore che a se stessa.
Be’, sì, di solito quando le persone parlano con qualcuno si rivolgono proprio all’interlocutore. È normale. Semmai è il contrario ad essere degno di nota.
Tra un sospiro e l’altro Hermione rimane tra le palle, e oltre a chiedersi per quale motivo la nostra eroina continui a sospirare il nostro Severus la fissa.

I capelli , a boccoli, (no. Sono crespi, non ‘a boccoli’) castani con riflessi dorati (no. Sono castani e basta) , sciolti sulle spalle. La fronte tesa, gli occhi dorati (no. Sono castani), un pò cupi – notò. (Si sarà resa conto di essere passata da studentessa più brillante di Hogwarts a ripetente. E ci credo che sospira.)
Certo rimaneva sempre petulante ed insopportabile.
Veramente ha detto sì e no tre frasi. Pardon, sospirato sì e no tre frasi. Sei tu a rompere le palle, Sev.
Insomma, sospira e sospira, il nostro professore di Pozioni preferito perde la pazienza, la butta fuori dall’aula e va a farsi una tisana alla cicuta, determinato a morire con dignità piuttosto che affrontare questa ficcy.
Ok, ora cancellatevi pure quelle espressioni sollevate dalla faccia: stavo scherzando.
– cosa c’è che non va? – la guardò attentamente. Si diede dello stupido, che cavolo gli doveva importare?

Povero caro, ancora non ha capito cosa significa questo strano odore di sandalo, vaniglia e lillà che aleggia attorno a questo sospirante essere che ha preso possesso del corpo di Hermione Jane Granger. Fate silenzio, lì dietro: non vorrete mica che questa temibile creatura ci senta mentre la osserviamo nel suo habitat. Mi rivolgo soprattutto ai maschietti: voi davvero non volete che rivolga le sue attenzioni a voi. Ha effetti devastanti sulla mente di un uomo, addirittura peggiori di quelli che può avere un pomeriggio di shopping forzato: si narra abbia il potere di cambiare drasticamente la personalità della vittima designata!

Forse per una volta poteva essere gentile.
…ecco, che vi avevo detto?
– Granger, mi guardi –
Lei lo fece. Oro e pece si mescolarono.

Ah, la magia… rende tutto possibile, anche mescolare i bulbi oculari! Ma se anche voi babbani volete provarci, ecco le istruzioni: cavate un occhio a voi stessi e alla vostra metà, metteteli nel frullatore e tenetelo in funzione per qualche minuto. Il risultato dovrebbe essere pressappoco questo:

Ormai incapace di sottrarsi al sortilegio che gli sta offuscando la mente, Piton le chiede – di nuovo – cosa c’è che non va.
– sono solo stanca…di Ron, di Harry…di Draco, Pansy…Ginny…devo continuare?
Visto che, a rigor di canon, di tutte queste persone nessuno avrebbe motivo di trovarsi a Hogwarts due anni dopo la fine della guerra (o sono tutti ripetenti?), ci basta sapere esattamente dove hai sbattuto la testa, Hermione. Anche perché tu mai nella vita ti sei riferita a Malfoy o Parkinson col loro nome di battesimo.
– lei, professore, non è stanco?-
Fu la volta di Piton, per sospirare – certo Granger. Come tutti del resto….ma si va avanti…- ” idiota, sembri Silente! Ma che cavolo blateri?” si disse mentalmente, mentre la fissava negli occhi.
Non riesco seriamente a decidermi: il povero professore è più OOC quando parla o quando pensa?

– Granger, quanti anni ha?- disse (ah, non lo sta chiedendo?) all’improvviso.
Anziché guardarlo con aria di compassione e dirgli che, essendo stato il suo professore da quando non aveva manco dodici anni, potrebbe anche di farsi due conti, Hermione chiede il motivo della domanda. Una richiesta logica, in effetti.
– perchè sto per fare qualcosa , che non avrei mai creduto di poter fare (la sta per uccidere, vero? Vero?) – la guardò – avanti, mi dica quanti anni ha? (punti interrogativi a caso).
– quasi venti, (lo dicevo che era ripetente: da Hogwarts si esce a diciassette anni, diciotto al massimo) perchè?-
– Granger, parla troppo per i miei gusti!-

Piton è uno psicolabile che fa domande e si fa girare le palle se riceve una risposta. Bene. Ok. Gli anni di doppiogioco qualche danno lo dovevano pur causare, dopotutto. Aspettatemi qui, chiamo il San Mungo… e anche con urgenza, perché qui va peggiorando.
Un sorriso, spontaneo.
Chiaro caso di stress post-traumatico.
– dannata ragazzina, petulante, saccente…- era a qualche millimetro dalle sue labbra – quanti anni, ha detto di avere?-
I traumi subiti in guerra hanno causato anche vuoti di memoria. O forse è colpa delle virgole sparse a manciate dove non dovrebbero stare: a me stanno facendo venire il singhiozzo.
– le ripeto che non si chiede l’età ad una donna…-
– mi risponda, nuovamente – ancor più vicino alle labbra.
– quasi venti….perchè?-

Perché? Hermione, un tempo eri una persona intelligente.
– Granger , già detto che parla troppo?-
Sì, professore, e senza una ragione logica. Ma non si preoccupi, colpa dei traumi. Qualche decennio al San Mungo e sarà come nuovo.
Un attimo dopo, aveva posato le sue labbra su quelle della ragazza.
Professore, la prego, ci dica che è una strategia per farla smettere di parlare!

Certo, non capita tutti i giorni che un professore prenda e baci un’alunna… di sicuro non a Hogwarts, e certamente non se il professore in questione è Severus Piton, per quanto traumatizzato. Quindi immaginiamo che Hermione avrà un milione di dubbi, domande, conflitti interiori e…
– professore…ma non mi ha detto la sua età! – borbottò, una volta staccatisi.
…è la prima domanda che viene in mente quando un professore prende e ti caccia la lingua in bocca, in effetti.
– trentasette…..-
Ma anche no. Nel settimo libro – 1998 – Severus Piton ha trentotto anni. Due anni dopo la guerra ne dovrebbe avere quaranta, non trentasette. Perché lui ringiovanisce mentre Hermione invecchia precocemente? Ingiustizia!
– strano, la credevo più vecchio! – azzardò.
Lo è. Ma non perdiamoci in dettagli, giacobini: dopotutto i nostri sono un professore ed una studentessa che si sono appena slinguati senza un motivo apparente, e di certo ne hanno di questioni da discutere…

…e invece no. Vanno a cena, e fine del capitolo.

Nel capitolo successivo scopriamo che, effettivamente, Hermione non è la sola ripetente: anche Ron e Harry – anzi, no: l’ idiota accanto all’altro semidiota – stanno ripetendo l’anno con lei. Ma almeno loro hanno la scusa del danno cerebrale chiaramente riportato durante la guerra, che li ha trasformati in una coppia di esseri belanti (- ti preeeeeeeeeeeeego -) incapaci di intendere semplici monosillabi come ‘no’.
Esasperata dai loro tentativi di farsi passare i compiti di Pozioni (il loro piano per ottenerli, a quanto pare, è belarle contro fino allo sfinimento), Hermione finge un mal di testa improvviso per andare in infermeria ed esce dall’aula. E chi incontrerà mai la nostra eroina mentre bivacca su una panca? Un piccolo aiuto: non è Gazza.

Il professore la guardò – cosa ci fa , fuori dall’aula? –
Dieci punti in meno a Grif…
Fortunatamente il professore, aveva allungato il braccio per sorreggerla – vada in infemeria, Granger –
Ah, no?
No.
Mi pareva troppo bello.
La nostra sospirante eroina giunge dunque in infermeria, dove riceve un analgesico da Madama Chips (le pozioni sono fuori moda, ormai) e si addormenta di botto.
Madama Chips, la prossima volta che decide di abbandonare le care vecchie pozioni in favore di medicinali babbani si assicuri di aver letto bene i dosaggi consigliati. Grazie.

Stranamente, tuttavia, questo errore di dosaggio si rivelerà provvidenziale: Hermione, in ritardo per la lezione di Pozioni, si metterà a correre verso i sotterranei. E, prevedibilmente, andrà a sbattere contro qualcuno, rovinando a terra.
Ancora una volta, no. Non è Gazza, piantatela di sperarci.
Ovviamente, anziché fracassarsi gli incisivi nello schianto, la nostra è finita a terra in una posa sexy che più sexy non si può.
Qualche ciuffo castano dorato, le cadeva intorno al viso ed appena davanti agli occhi dorati,le gote arrossate, il seno che si alzava e abbassava frenetico per la corsa, la gonna a tubino stretto , eccetto un lembo sollevato che mostrava la coscia liscia e soda, velata da un’ autoreggente, trasparente.
Come dite? Un tonfo? Ah, sì, giusto. È la McGranitt che ha appena avuto un collasso. Non temete, qualcuno del San Mungo sta già venendo a prenderla; si rimetterà. Ignorate pure i suoi deliri a proposito di una fantomatica divisa scolastica, prima o poi si rassegnerà anche lei.
Nonostante la gonna a tubino stretto (professoressa, smetta di urlare, la prego!) Hermione prova a rialzarsi, ma, fato beffardo, rischiò di crollare a terra, finendo invece tra le braccia del professore.
Il fato, già.
– Granger parla troppo – sbuffò, chinandosi su un ginocchio e infilandole la scarpa al piede, delicatamente, urtando appena con le dita la caviglia.
Severus, tesoro, mi sembri confuso. Tu sei il Principe Mezzosangue, non il Principe Azzurro. Sì, so che papà tuo era babbano, ma non è questione di sangue blu annacquato.

– sarà meglio andare …ora…- si allontanò ancora, senza successo. L’uomo l’aveva fermata per un braccio. Un movimento solo, e l’aveva tratta a sè per baciarla. Di nuovo – dopo una settimana.
– p..profesmppff…- i baci di lui la zittivano. Continuando come se niente fosse, incurante , se da un momento all’altro sbucasse qualcuno nel corridoio.
– professore – si staccò lentamente – c’è..una lezione – si allontanò ancora, indietreggiando, verso il muro – e dandosi della scema dopo.
– il ritardo è giustificato – la provocò di nuovo, baciandola.
– non..non c’entra…- borbottò, cercando lentamente di allontanarlo inutilmente.-
– Granger , merlino…non sta mai zitta o ferma?-

Vi prego di osservare attentamente la scena, signori spettatori. Cosa abbiamo qui? Abbiamo un professore, adulto, che si sta imponendo su una studentessa e continua a baciarla dicendole di stare “zitta e ferma” nonostante i suoi tentativi di tirarsi indietro.
Non so voi, ma ai miei babbanissimi occhi questo rientra tranquillamente nella categoria “molestie sessuali”. Sì, anche se lei poi dice di apprezzare i suoi baci.
Lo seguì in silenzio, fino all’aula- dove lui le tenne la porta aperta – prego Granger, sa la galanteria esiste ancora – le bisbigliò.
Non qui, però.

Nel corso della lezione, oltre ad incontrare altre facce note (Neville e Malfoy… ripetenti pure loro, com’è ovvio) scopriamo anche un dettaglio inedito: Piton sa leggere nel pensiero, una capacità malamente spacciata come Legilimanzia. Malamente spacciata perché, come ben sappiamo, la Legilimanzia non è lettura del pensiero: lo stesso Piton s’incazzò non poco con quando Potter si azzardò a definirla tale.
Ma aspettate, non avete sentito il meglio: questa misteriosa abilità non solo permette di leggere nel pensiero, ma anche di conversare telepaticamente.
No, non è un crossover con X-Men.
No, non siete nemmeno su Candid Camera.
Il tempo passa, la lezione è pallosa, e i nostri finiscono per avere – telepaticamente – dialoghi al limite dell’assurdo.

” non sono pensieroso…”
” professore, non si dicono le bugie…”
” confesso….”
” allora? ”
” allora…ho assolutamente, bisogno di…” la guardò, mentre lei faceva la vaga con Ginny ” di baciarti ”
” davvero?” sorrise appena.
” accidenti a te, Granger!”
” ci vediamo a lezione…tra un’ora…”
” si, si…vai prima che ti rapisca!!!” si trovò a dirle.

…per l’ultima volta: NO, l’OOC non è segnalato. Smettete di chiedermelo.

Prima che la scena si sposti nei sotterranei, abbiamo il dubbio piacere di rivedere i due gorilla con problemi di apprendimento che hanno preso il posto di Harry e Ron. Che riescono a non ricordare le lezioni del giorno anche se la scuola è ormai cominciata da almeno qualche settimana.
– allora Herm…che abbiamo oggi?-
– voi avete divinazione ed io babbanologia prima ora, poi pozioni insieme –
– po..po…po…-
– pozioni, Ron –
– po…pozioni, dimmi solo un ripasso…-
– tesi di due pagine sul Distillato della morte vivente, ed una sull’Artemisia –

Due pergamene, semmai. Ad Hogwarts si scrive su pergamena. O al limite cartapecora (cit.)

Lasciati i due gibboni a riflettere sul loro triste destino, Hermione raggiunge Piton nel sotterraneo. No, non è in punizione. No, non dovrà riempire barattoli di occhi di salamandra. Non siamo così fortunati.
-geniale…- un bacio – vorrei…averci…- due baci – pensato prima…- ancora baci. Sempre più appassionati, quasi affamati.
– lo ammetto…- bacio – mi – bacio – sono mancati…- bacio, ed ancora bacio.

Da mi basìa mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum
deinde usque altera mille, deinde centum…

Mi perdoni, signor Catullo, non ho saputo resistere. Non lo faccio più, promesso.

La sequela di baci (da non più di tre secondi ciascuno, a giudicare da quantità e frequenza) sta per diventare altro, ma – misericordia – bussano alla porta.
Aprì la porta – perchè stai bussando, ininterrotto? (… ininterrottamente?)– guardò il ragazzino. Forse uno del primo anno…del Tassorosso, dalla cravatta.
Cinquanta punti a Tassorosso.
– …Silente mi ha mandato…a chiamarla…mi scusi…-
Il motivo per cui il preside della scuola dovrebbe usare un ragazzino a caso come galoppino mi sfugge, ma poco importa, perché grazie a lui possiamo tirare un sospiro di sollievo: ci siamo risparmiati una pessima scena di sesso. Per ora.
Dopo arriva, non rilassatevi troppo.

Una volta tornato dallo studio di Silente (che a quanto pare si sta rimbambendo e voleva solo sapere da Piton dove fosse il suo cappello… il motivo per cui Piton dovesse saperlo mi sfugge; forse il vecchio pappone pensava il nostro insegnante di Pozioni preferito lo avesse preso per sbaglio al posto delle mutande dopo uno dei consueti droga party nello studio del Preside), Piton Si passò leggermente una mano tra i capelli neri – se prova ad appoggiarsi da qualche parte con quella mano scivola – e si dirige verso l’aula per la lezione.
ntanto Hermione è alle prese coi due cercopitechi che hanno preso il posto di Harry e Ron, infuriati perché la nostra non ha fatto copiare loro i compiti. Cosa che ha rifiutato loro innumerevoli volte nel corso di sette (e più, a quanto pare) anni scolastici senza che la cosa causasse tragedie greche… ma quando si deve fare character bashing, amici spettatori, non c’è logica che tenga. Almeno Harry prova ad essere conciliante, il che lo promuove al rango di Homo Habilis; quanto a Piton, nel corso della lezione assume l’inequivocabile atteggiamento dell’ Homo Erectus.

Guardando, Hermione che tamburellava il tavolo con le dita. Si era raccolta i capelli sulla nuca, con qualche ciocca che le sfuggiva sul collo. Deglutì.Sapeva che era liscio…e profumato. Quasi dolce.
Severus Cullen.

Il solco del seno, che intravedeva , visti i primi bottoni slacciati.
Dal San Mungo ci fanno sapere che la McGranitt è in preda a crisi isterica, ma non temete: è sopravvissuta a svariati Schiantesimi in contemporanea, supererà anche questo.
– dannata ragazza!- mentre , il suo…bassoventre accennava un leggero movimento – ok, sono fritto – borbottò, lasciandosi andare contro lo schienale della poltrona.
Ora, gentili spettatori, fate uno sforzo. Cercate di ignorare l’immensa tristezza di questo Piton in versione quarantenne arrapato e concentratevi sul fatto che ha detto ok, sono fritto. Parole che in bocca a lui stridono più delle proverbiali unghie sulla proverbiale lavagna.

La notte stessa – destino beffardo, per citare la ficcy – a Ron (degradato a protozoo, dal momento che non riesce nemmeno a capire il significato della parola ‘ripetizioni’) e Hermione tocca fare la ronda nei sotterranei. No, non vincete nulla se indovinate in chi s’ imbatteranno, ma potete divertirvi ugualmente a provarci. Tu, laggiù, con la mano alzata? NO, non Gazza. Piantatela di sperarci.
– signorina Granger, venga subito nel mio ufficio –
Avanti, potete smettere di fingervi sorpresi: sapevate sarebbe successo.
Brace yourselves: winter horribly written sex is coming.

Infastidito , piacevolmente dal contatto e dal fatto che lei lo stava eccitando , le sollevò la gonna, incontrando la mutandina di pizzo nero. Gliela strappò, affondando subito un dito dentro di lei.
Facciamo un gioco, giacobini. Sì, anche i maschietti.
Procuratevi delle mutande di pizzo e indossatele. Poi afferratele e provate a strapparle via.
Ci sono due risultati possibili:
1) Le mutande non si strapperanno e vi si incastreranno tra le chiappe.
2) Le mutande prima vi si incastreranno tra le chiappe, poi si strapperanno.
In entrambi i casi, prevedo gemiti. Di dolore.

La telecronaca:
Un movimento ed un gemito a seguire. Un’altro dito. Un’altro gemito. Affondando in lei, sempre di più. Aggiunse un terzo dito, portandola a gemere ancora di più.
[…]
Un attimo dopo, la penetrò con veemenza. Facendola inarcare ancora di più verso di lui. La baciò, affondando nuovamente. Portandola a gemere forte. Ancora un’affondo. Ancora gemiti.

Non so voi, ma io mi sto immaginando una narrazione tipo questa.
– da dio – ammise, prima di affondare nuovamente e per l’ultima volta, raggiungendo così l’orgasmo insieme a lei.
GOAL!
Abituatevi agli orgasmi sincronizzati, cari telespettatori. Questo è solo il primo di una lunga serie.
gli accarezzò i capelli neri – notando che non erano unti – portandoglieli indietro
Non erano…?
Ecco spiegato l’OOC! Per forza qualcosa non tornava: questo non è Piton. Elementare, caro Watson.

Il capitolo successivo sostanzialmente una gran sega mentale. Piton segamentalizza. E’ la sua coscienza che gli parla, prende vita.

(Veramente a prendere vita era il burattino, ma non stiamo a fare i pignoli.)

Hermione segamentalizza. Perché lui è un professore, lei è una studentessa, non dovrebbero eccetera – tutte cose ragionevolissime, peccato non ci abbiano pensato prima

– è colpa sua – disse ad alta voce – del suo essere donna, e non accadrà mai più –
Severus, tesoro, due cose. La prima: vaffanculo. Fino a prova contraria, tu sei il professore e tu hai cominciato. “Colpa sua” una sega.
La seconda: piantala, tanto lo hanno capito pure in guferia che nel prossimo capitolo trombate di nuovo.
E infatti, nonostante gli sforzi del professore per evitarla, lei gli va a sbattere addosso.
Ancora.
E l’Homo Erectus si risveglia.

Convincendosi di non guardarle la camicia sbottonata, il solco del seno…o la gonna appena sollevata , convincendosi di non guardarle le gambe. Cercò di far qualcosa,ma sbagliò. La prese per mano e la trasse a sè.
Baciandola con foga, accarezzandole la schiena per finire appena sul fondoschiena.

Giusto perché non sarebbe accaduto più. Sarò strana io, ma da un uomo che ha fatto il triplo gioco in una guerra magica per anni mi aspetterei un autocontrollo leggermente superiore a quello di una scimmia Bonobo.
– profmpfffpfff…-
In pratica gli sta sbuffando in bocca. Sexy.
Lottando con se stesso pur di non sbatterla – dolcemente , s’intende – contro il muro
Dolcemente, sì.
e annegare nuovamente in lei.
Se questo non è sufficiente a risvegliare un ricordo nelle perverse menti dei giacobini di vecchia data, ecco un piccolo aiuto: acqua piena di fervore.

Accarezzandosi, baciandosi, levandosi i vestiti lentamente, eppur in modo così urgente. Lei, interamente nuda sotto di lui, lo fece impazzire di desiderio, ancor di più. La baciò sul collo, scendendo sui seni. Baciandoli, leccandoli, succhiandoli, mordendoli. Continuare la discesa sul ventre, intorno all’ombellico, scendendo ancora, alternando a carezze e baci, sulle cosce toniche.
Attenzioneeee… INZAGHI!
… scusate, mi ero distratta.
Ancora baci lussuriosi, affamati, ancora sguardi e il piacere sopraggiunse. Per entrambi , allo stesso momento.
E due.
Ancora movimenti, per raccogliere il piacere ed incanalarlo nei loro corpi.
Sev, quello non si chiama “piacere”. E, a meno che Hermione non stia già prendendo le dovute precauzioni, il mio consiglio spassionato è di incanalarlo altrove.

Dopo l’amplesso, Piton tenta di rassicurarsi… recitando a se stesso il decalogo delle Scuse dello Stupratore, a quanto pare.
Cercava , in qualche modo, di dar colpa a lei – donna. Che sapeva destreggiarsi bene, usando le tanto declamate arti seduttrici di una donna. Ma l’uomo, si diceva, è debole davanti ad una donna. E se lei era bella, sensuale, seducente, e non dimenticando , intelligente (in canon, sì. In questa ficcy, no), il mix era perfetto. E lui è un uomo.
Dalla cabina di betaggio, Capoh ci fa sapere che è già dal primo “è colpa sua” che medita d’incularlo con la sabbia. Non posso darle torto.
Hermione, intanto, continua ad avere problemi con l’orango che ha preso il posto di Ron.
– ti ho detto di no, Ronald! – si volta a guardare il ragazzo e sibila scandendo le parole – ho detto di no, fatteli da solo i compiti!-
Insomma, secondo ‘sta ficcyna dovremmo credere che, per sette (e più…) anni Ron sia andato avanti copiando i compiti da Hermione. I pomeriggi passati a studiare insieme a Harry nei libri ce li siamo sognati tutti.
Ma, come prevedibile, si tratta solo di una scusa per far allontanare Hermione da Ron e Ginny e farla andare in biblioteca, a studiare finché non sarà ora di andare a lezione.

…no, non è vero. Finisce in un’aula vuota con Piton, ovviamente. E non per giocare a rubamazzo.
l’orgasmo li raggiunse nello stesso momento.
E tre.
– merlino…- disse dopo un pò, una volta ripreso a respirare con calma.
Sev, mi pare un pessimo momento per lasciarsi sfuggire il nome di qualcun altro.

Il giorno successivo a lezione, tra una provocazione e l’altra, Hermione sfancula Piton con gran sorpresa di Harry e Ron – o chi ne fa le veci.
– ma..ma..ma..Herm tu sei quella pacata, gentile…anche con Malfoy…-
Ron. Lo ha schiaffeggiato, Malfoy. Al terzo anno. Tu eri lì. E hai quasi avuto un orgasmo.
Voi, invece, sarete sorpresi di sapere che Piton ha approfittato della scusa per convocarla quella sera nel suo ufficio, ufficialmente per punizione.
Ah, non lo siete?
Neanche un po’?
Io ci ho provato.
Un movimento e la penetrò con vigore. Affondando in lei sempre di più. Muovendosi, all’unisono. Gemendo e sospirando.Si guardarono , prima ancora di raggiunger l’orgasmo, baciandosi ancora.
E quattro.

l sole, pallidamente, era penetrato dalla finestrella, illuminandolo pian piano.
Ma non erano nei sotterranei?
– non invado i tuoi spazi –
Lui si sollevò appena, portandosi una mano sotto la guancia per sorreggersi.- …ti sembrerà strano….ma potresti essere l’unica a poterlo fare –
– cosa?-
– invadere i miei spazi –

Ecco, se dopo quest’equivoca conversazione lei fosse uscita per tornare con un gingillo tipo questo, la ficcy avrebbe improvvisamente riguadagnato punti. E invece niente. Peccato.

Nel frattempo, dal momento che Hermione non è rientrata in dormitorio per la notte (gran furbata, ragazza), Ginny ha mangiato la foglia; a quanto pare la porzione di cervello tolta al fratello in questa ficcy se l’è presa lei. E, da brava Weasley, sonda con delicatezza il terreno.
– hai una relazione con il professor Piton!?-
Panico. Hermione contatta telepaticamente Piton (no, ancora non so come questo sia possibile); Piton quasi si strozza, poi le dice di negare. Un raggio di luce nelle tenebre, la sua prima azione intelligente dall’inizio della ficcy! Puoi farcela, Sev! Puoi–

era ” tipo appuntamento, ma solo per comprare degli ignredienti per le pozioni “.
…come non detto, lo abbiamo perso. Andato. Un abilissimo doppiogiochista e spia che allaccia una relazione clandestina con un’alunna e, dopo aver saputo che una studentessa ha forti sospetti su di loro, la porta ad Hogsmeade per uno pseudoappuntamento anziché stare doppiamente attento.
La successiva descrizione degli abiti e del trucco di Hermione è tanto inutile quanto pallosa, ma siccome sono brutta, acida e cattiva ve la propino lo stesso.
Quindi , optò per una maglia bordeaux, un paio di jeans scuri e delle converse che andavano da nero a bordeaux – che impermealizzò – ed una ghiacchetta di jeans scura. Legandosi i capelli in una coda, sottolineando lo sguardo con una matita nera, e ammorbidendo le labbra con un burrocacao dolce.
Nel caso qualcuno degli spettatori fosse più ferrato di me in moda, gradirei sapere cos’è una ghiacchetta. Potete mandare la risposta a zoccolafrigida@giacobinedimmerda.it.

Ok. Sapevano entrambi, che visti da lontano sembravano due ad un appuntamento. Ma insomma…lasciar perdere ciò che pensavano gli altri e godersi il loro rapporto, anche per andare a comprare solo degli ingredienti per le pozioni.
Il che avrebbe pure un senso se non fosse per il fatto che, almeno in teoria, starebbero cercando di tenere la cosa segreta. E per ottime ragioni.
Di nuovo, piangiamo la perdita di Severus Piton, abile doppiogiochista e spia che ha saputo ingannare l’Oscuro Signore per anni. Non che per ingannare l’Oscuro ci voglia molto, in effetti, ma son dettagli.
I nostri si avviano verso Hogsmeade e, nel mezzo del cammin di nostra vita, si rendono conto di essere seguiti. Io per un momento ho sperato fosse, non so, Fenrir Greyback pronto a sbranarli, ma non siamo così fortunati: sono Harry, Ron e Ginny. Non viene spiegato come li seguissero, ma si presume fossero avvolti nel Mantello dell’Invisibilità. Come Hermione abbia capito di essere seguita non ci è dato saperlo.
– prego signorina Weasley, signor Potter, oh…signor Weasley. Uscite fuori – I tre, chiamati, uscirono allo scoperto.
Mentre i due babbuini che fungono da controfigure per Ron e Harry – presumo avessero gli allenamenti di Quidditch – si limitano a balbettare e più spesso a stare zitti, Ginny è decisamente più diretta:
-veramente, professore, volevamo…ehmmm come dire. Seguirvi. …- guardò Hermione – qualcosa bolle in pentola… –

Ora, un uomo con mezzo cervello funzionante avrebbe finto di cadere dalle nuvole e avrebbe detto di non avere la più pallida idea di cosa si stesse parlando, suggerendo altresì alla signorina Weasley di fare un salto in infermeria ed informare Madama Chips del trauma cranico che ha chiaramente ricevuto.
Ma al nostro povero professore, purtroppo, non è rimasto nemmeno un quarto del cervello. Capita, quando tutto il sangue normalmente destinato alle cellule cerebrali è costantemente deviato verso l’inguine. E cosa risponde, dunque?
– signorina Weasley, se lo metta in chiare lettere stampate nella mente, depravata. Non ho nessuna relazione – extrascolastica – con la presente Granger. –
Che non è per niente una cosa sospetta da dire, soprattutto dal momento che Ginny si è limitata a dire che “qualcosa bolla in pentola”.

La sua spiegazione sul motivo della passeggiata è ancora più ridicola:
Le ho chiesto di accompagnarmi, soltanto per un parere di opinioni (eh?), in quanto la signorina Granger è molto più portata di voi.
Di loro, sì. Ma tu sei un pozionista, Sev. Sei IL pozionista. Le tue pozioni sanno fare pozioni. Sei il Nick Fury delle pozioni. Che ti serva l’assistenza di una studentessa (ripetente!) per scegliere gli ingredienti non la berrebbe nemmeno Luna Lovegood.
Ginny e gli scimpanzé si allontanano e, carramba che sorpresa…
-vuoi che ammetta…che è stata una scusa, per uscire….a cena, in una tavola calda, con te? – la guardò – ok, lo ammetto – disse schietto.

– cosa c’è tra noi due, Severus?-
– qualsiasi cosa sia, mi va di accettarla così come viene – ammise.
– e…se fosse…-
– amore?-
-si –
-lo accetterei comunque – la guardò – ti ho detto, che sei l’unica che può invadere i miei spazi –

Io insisto a dire che un dildo migliorerebbe di gran lunga la trama.

Il capitolo successivo è… è il nulla. Il vuoto cosmico, non succede niente di rilievo. Rientrano ad Hogwarts, si salutano, Hermione va da lui durante la notte (senza che nessuno se ne accorga, in camicia da notte, scalza e senza il minimo timore di essere beccata… vabbe’), scopano e si addormentano.
Noia, noia, noia.

l mattino seguente, a colazione, in Sala Grande c’è una nuova arrivata.
Era niente mentre sedeva al tavolo. Poi….sperò di star in mezzo ad un incubo. Vecchio…ma incubo. Silente stava dicendo qualcosa, riguardo la nuova commissione d’esami. Ma la sua attenzione era rivolta verso la donna seduta vicino al professor Piton.
Bella, a dir poco…rossa di capelli, occhi verdi, ed uno sguardo dolce. Sentì un gemito strozzato provenire dall’amico, sedutole affianco. Harry. Quella donna , assomigliava incredibilmente a Lily Evans. La mamma di Harry, la donna …amata in passato, per anni, da Severus Piton.

Ora, considerato che Harry si ritrova a guardare il clone della mamma morta, personalmente mi aspetterei da Hermione un minimo di empatia nei suoi confronti. Ma proprio un minimo, eh.

E invece no: dimentica di Harry e delle sue reazioni, si limita ad essere gelosa marcia per… al momento nessun vero motivo apparente, direi, a parte la sua somiglianza con Lily. Non abbiamo nemmeno modo di sapere in che modo lo stesso Piton la stia guardando, a dire il vero; ci è solo dato sapere che Hermione è tanto disperata da chiudersi in bagno e scoppiare in lacrime davanti a Ginny.
Me la ricordavo più controllata, la ragazza.

Segue un siparietto che farebbe ridere anche gli sceneggiatori di Beautiful:
Gin, sono innamorata di lui – ammise.-
-allora, farò di tutto per aiutarti…-
-no…grazie…-
-dai…-
-Gin…ho paura –
-hai paura, perchè hai ammesso di amarlo. Ma la paura che hai, ti darà la forza o la spinta per combattere…- le sorrise – è sempre quello che mi dici, no?-

Ma combattere cosa, per le mutande di Merlino? Cosa? La tizia – tale Evelyn Green, commissionante degli esami – somiglia a Lily, e basta. Non ha ancora detto né fatto nulla, eh. Né Piton è stato visto sbavarle dietro, quindi finora è pura paranoia. Ginny, se le sei davvero amica dille di farsi vedere da uno bravo. Anzi, avresti già dovuto capire che qualcosa non andava quando Hermione Granger ha cominciato a farti discorsi sdolcinati sulla paura e la spinta per combattere.

Piton la raggiunge, butta fuori Ginny e dà il via ad un’altra conversazione, il sui momento clou è questo:
– ….ami ancora Lily?-
L’ennesimo sospiro di lui, e poi – no.

Always.
Always.
ALWAYS.
…scusate, dev’essersi inceppato il disco.
– ti amo, Hermione – e la strinse a sè.
-…ti amo, anche io….- lo guardò e lo baciò sulla punta delle labbra – non piangerò più…prometto
-piangere non è debolezza…e ti rende più bella…-

Severus Piton – quello secondo canon – avrebbe un paio di parole da dire.

…toh, si è inceppato di nuovo il disco.

Nel capitolo successivo, tanto per dare un senso logico alla paure preventive di Hermione, questa Evelyn Green si struscia addosso a Piton. Letteralmente.
La nuova donna era ferma, davanti a loro, parlando con il professor Piton. Lo guardava, sognante. Cercando un contatto. Hermione, strinse le labbra, e strinse ancor di più il braccio all’amico. E peggio, fu quando Evelyn sorrise al professor Piton, avvicinandosigli e poggiando la mano sul suo petto, scendendo verso il braccio.
Ora.
Abbiamo una dipendente del Ministero della Magia che sta palpando un professore in mezzo al corridoio di una scuola; sono abbastanza sicura che tale professore – anche un professore capace di portarsi a letto una studentessa – avrebbe qualcosina da ridire. Almeno si scosterebbe, o direbbe qualcosa di sarcastico. E invece nulla. O, almeno, di presume: di nuovo, non ci è dato sapere quale sia la reazione di Piton… sempre che ce ne sia una.

Harry, intanto, ha capito tutto e si mette a dare consigli non richiesti.
– Herm, non permetterle di farti questo – le si avvicinò e l’abbbracciò –
Ma non le sta facendo nulla, Harry. Si sta strusciando addosso ad un professore, al limite è lui che potrebbe avere un’obiezione o due. Per quel che ne sapete, la tizia non ha la minima idea della relazione con Hermione. Ed è un’ottima cosa, perché con ogni probabilità costerebbe a Piton il posto di lavoro.
– so, benissimo e lo vedo…che hai una relazione con Severus – le bisbigliò in serpentese, sapendo che lei lo capiva.
Harry, riprenditi. Tu non hai mai chiamato Piton “Severus”. Mai. E perché parli in Serpentese? Hermione non…
Entrambi, infatti parlavano il serpentese…
Ma anche no.

Soltanto Harry parla Serpentese: Hermione non ha questa capacità. Ed Harry parla Serpentese solo perché ha un pezzo dell’anima di Voldemort in corpo; se Voldie è morto, e lo è, questo pezzo d’anima non dovrebbe più esserci, ed Harry dovrebbe aver perso con esso la capacità di parlare Serpentese.
Insomma, nessuno dei due dovrebbe capire una cippa di Serpentese, a questo punto.

Comunque sia, dopo tanto segamentalizzare ecco il primo contatto diretto tra Hermione e Evelyn Green. Un contatto da cui deduciamo che la tipa ha seri problemi.
-bene….oh, mi dica…- le si avvicinò – sa per caso …se il professor Piton è impegnato?-
Ed Hermione, anziché farsi qualche domanda sulla professionalità di una dipendente del Ministero che fa alle alunne domande sulla vita sentimentale dei professori – e possibilmente pensare di parlarne alla McGranitt – si sente gelosa… e basta.
– oh….non saprei….non è che siamo amici…e poi , perchè chiederlo a me? Lo chieda a lui….-
– certo…ma per bon ton, non sta bene che una donna lo chieda esplicitamente ad un uomo…-

Invece chiedere alle alunne lo stato sentimentale dei professori è tanto di classe.

Il successivo dialogo tra Piton e Hermione è un tale capolavoro di nonsense che non posso non riportarvelo per intero.
-è sbagliato –
-perchè?- si poggiò contro il banco.- perchè siamo noi – le disse.
– ma poco fa…-
– e lo ribadisco, ti amo…- la guardò – ma…ho una strana sensazione. Il marchio mi brucia…e lo odio…..- si toccò il petto – e qui dentro….giuro , che batte per te ora più che mai , ma ho paura…-
– di cosa?-
– appunto di questo, non so di cosa si tratta. – la guardò e le si avvicinò – ti amo, ma quella donna mi spaventa. Potrebbe…-
– combinare qualcosa? –
– forse. Quando mi ha toccato, ho sentito freddo. Freddo , glaciale – sospirò, poggiandole un bacio sulla fronte – e lo sento ancora…eppure mi sei vicino…-

Bene, ricapitoliamo.
La ama. Ma il Marchio brucia. Il cuore batte per lei, ma lui ha paura. E poi la sosia di Lily lo spaventa. Ha freddo.
Tra tutte queste informazioni ne vedete una importante, una che abbia senso?
Tu, con la mano alzata?
Esatto, il Marchio Nero brucia. E, con Voldie morto, il Marchio Nero non dovrebbe bruciare. L’ultima volta che ha bruciato dopo anni di quiete era perché l’Oscuro Signore, presunto morto, era tornato. Non mi sembra un segno da ignorare.
E Severus Piton, abilissimo doppiogiochista e spia, se ne fotte. Anziché filare da Silente per fargli sapere che oh, il Marchio Nero gli brucia all’improvviso da quando ‘sta tizia gli ronza intorno, rimane in aula a blaterare un polpettone romantico che sembra uscito da un pessimo Harmony; e, come unica precauzione, scarica Hermione. Avvertire Silente? Nah. L’Ordine? Macché. Scarica l’alunna e risolverai tutti i problemi.

– quindi…mi ami, ma non …-
– non c’è più un noi, Hermione –

Credo, a questo punto, di dovere al pubblico una spiegazione.
C’è un motivo per cui questa recensione chilometrica non si è conclusa pagine fa.
C’è un motivo per cui mi sono imposta di resistere fino a questo capitolo prima di farmi da parte e lasciarvi esplorare il resto della ficcy da soli.
E il motivo è che non potevo, non potevo non includere nella puntata questa gemma che infinite risa addusse ai giacobini (e va bene, lo ammetto, a me e a Capoh in primis).

Non c’è più un noi. E sì che la parola “noi” non è stata nemmeno pronunciata fino a quel momento. Se Hermione avesse azzardato un “ma noi” avrebbe avuto un senso, ma così questo “non c’è più un noi” ad minchiam ci sta come i cavoli a merenda.
Dovrebbe rattristarmi, e mi fa schiantare dalle risate. È… è sublime.
E contagioso, a quanto pare:
– non c’è più un noi, Harry. Ha chiuso….- singhiozzò.

Non temete, amici spettatori, questa non è che una crisi-lampo per aumentare il phatos: i due saranno l’uno nelle braccia dell’altra nel prossimo capitolo. Vedere per credere: la ficcy sapete dov’è.
Io mi fermo qui: la ficcy mi ha seriamente provata e necessito di riposo.

Si ringraziano annarita18 per la segnalazione, Capoh per il sostegno morale e i giacobini tutti per la betatura.
C’È UN NOI!

Para bailar el ballet se necesita un poco de tiempo

Giacobini e giacobine, malandrini e mangiamorte assortiti, ben ritrovati!
Sono ritornato dalla mia pausa per ricaricare le batterie con la testa sgombra e una valigia piena di buone intenzioni. Sono ancora tutte lì, che occhieggiano imploranti da uno spiraglio della cerniera lampo, ma non mi faccio commuovere.
Vi voglio confidare una cosa: sono un fan sfegatato di Final Fantasy VII. Quanto sfegatato? Beh, diciamo che, anni dopo aver abbandonato il mondo delle console, delle riviste specializzate e dei pellegrinaggi nei “Game stop” più vicini, nel periodo in cui gli scaffali si riempivano delle appena arrivate PlayStation 3 io mi sono comprato una PlayStation 2; ma solo per rigiocare al glorioso capolavoro (avevo un conto in sospeso con le due Weapon, chi ha giocato mi può capire).
Con una passione così, potevo forse esimermi, prima o poi, dal visitare la sezione del Tempio dedicato a Cloud e compagni? Certo che no, e infatti nei giorni scorsi gironzolavo da quelle parti quando un’introduzione cattura i miei occhi:
Era una notte gelida, e tortuosa (tortuosa?) quando alla giovane Lucrezia gli iniettarono nell’ utero fecondo il Jenova, per far nascere il santo del mondo, da allora nacque Sephiroth.
Skeight, vecchio mio, vuoi vedere che hai trovato la prossima ficcyna da recensire?
Ed eccomi cliccare su “Final Fantasy VII. Dove inizia il tutto” di Ayuki (http://efpfanfic.net/viewstoryv.php?sid=902276). Ma più leggo e più cresce la perplessità, di fronte a frasi come: Dopo qualche anno il divorzio da Ojio si innamoro perdutamente del dottor Valentain, Di cui aveva già avuto un figlio da un altra donna di cui non a mai detto detto il suo nome.
Oppure: Dopo qualche anno venne messa sotto protezione dai Tarsth, il cui conobbe il figlio del suo amato dottor Valentain, si chiamava Vinsant un uomo di cui si innamoro platonicamente, quasi materno fu qull’ amore che provo verso i confronti di Vinsent, niente di più.
O anche: Dopo qualche anno (“Dopo qualche anno” è il refrain di questa storia) che Ojio scopri la relazione fra Lucrezia e Vinsent gli sparo a brucia pelo, ordinandogli ha Lucrezia di lasciarlo morire. Lei non lo ascolto e porto Vinsent nel suo laboratorio segreto, facendogli esperimenti pe rnon farlo morire aplicandogli il mako e delle materie.
Insomma, la sensazione di trovarsi di fronte a un fake è molto forte. Ma cercando un po’ su Efp, questa ipotesi sembra smentita da altre circostanze, quindi non mi pronuncio.
Certo però che a leggere frasi come Si trovavano nel terzo settore quello dove andranno messi i vari reattori del mako, Molto probabilmente ci sarà l’ inaugurazione del terzo reattore che era stato terminato due giorni prima che partisse, sarà al solita obbrobriosità  del caro del presidente della Shinra, sbuffo scocciato, sentendo che la sorella si sveglio sorrise passa la voglia… d’accordo recensire obbrobri, ma qui è come sparare sulla Croce Rossa. È scritta talmente male da non suscitare nemmeno spunti comici.
Per farla breve, ho citato questa storia solo per condividere con voi la mia perplessità, e anche per meglio disporvi verso la ficcyna che è, stavolta davvero, il piatto forte della serata, e cioè “Devilish Angel” di Sweety Lover, che potete leggere qui: http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=863061.
La storia si apre con uno scenario che di Final Fantasy VII ha ben poco, ricorda più l’ottavo, con una giovincella che corre e va a sbattere contro un ragazzo sconosciuto: “Mi dispiace, è colpa mia, non ti avevo visto,” si scusò al ragazzo, che invece era rimasto in piedi. Aveva capelli argentei che gli arrivavano alle spalle e gli coprivano quasi completamente la parte destra del suo viso angelico. La sua corporatura era proporzionata: non esile, ma neanche troppo robusta.
Chi è questo emo di carta stagnola? Bisognerà aspettare i prossimi capitoli per saperlo, ma ve lo rivelo subito: è Kadaj, uno dei personaggi inseriti in Advent Children, il mirabile spin-off cinematografico in confronto al quale persino i sequel dei film Disney sembrano opere di Fellini. Ma non voglio sembrare prevenuto.
Chiara, la ragazza di cui sopra, nella caduta si è fatta molto male alla caviglia, ma riprende a correre per arrivare alla palestra dove sono in corso le prove per un saggio di danza classica. Aveva promesso alla sua amica che avrebbe sostituito una ballerina che si era infortunata poco prima dell’esibizione, il che è lodevole, soprattutto se avesse preferito fare l’usciere; ma poco dopo leggiamo che Si unì subito alle prove, ma per lei fu difficile, sia perchè non aveva mai praticato quello sport, sia a causa del dolore alla caviglia, che si faceva sempre più intenso. Da ignorante, chiedo a eventuali lettori e lettrici che hanno fatto danza classica se è credibile che una ragazza che non ha mai provato in vita sua possa in pochi giorni imparare il ruolo di prima ballerina per un saggio; risposte senza insulti, grazie.
E comunque, se io fossi la ballerina che si è infortunata, mi riterrei offeso (o offesa? Come impiccarsi con le proprie mani…) da questa scelta per la sostituzione.
Non voglio divagare – oddio, ormai il più è fatto – quindi torno al punto: Chiara danza stoicamente nonostante il dolore, ma a un certo punto cede, cade a terra e interrompe le prove per quel giorno. Sulla strada di casa, si siede su una panchina per via del male alla caviglia, e inizia la scena che segue:
Ad un tratto sentì qualcuno rivolgersi a lei in tono beffardo (non si capisce perché specificarlo, visto che nel resto del dialogo non c’è traccia di prese in giro) “Ciao, ragazzina!”
Si voltò e vide in piedi di fianco a lei lo stesso ragazzo che aveva urtato qualche ora prima, che la fissava con quegli occhi felini (avrà una faccia da salame), a cui lei non resse il contatto, quindi abbassò i suoi.
“Oh.. ehm.. ciao. Io.. mi dispiace per prima” gli disse imbarazzata.
“Fa niente. Senti, ho una domanda da farti. Hai mai sentito parlare della ShinRa?” chiese osservandola, attendendo una risposta.
Questa vince il premio per la peggior frase da rimorchio di sempre.
Chiara restò in silenzio per un paio di secondi, poi disse “L’industria multinazionale? Sì, mio padre è spesso in contatto con il presidente per lavoro” (notevole, considerato che il presidente della Shinra è di fatto il padrone del mondo)
Il ragazzo si fece più interessato. “Bene! E sai niente degli esperimenti che vengono condotti al suo interno?”
[…] “Beh, ho sentito parlare di esperimenti che hanno a che fare con cellule non umane, ma non ne so molto..” (cosa è meno credibile, che Chiara racconti segreti industriali a uno sconosciuto o che qualcuno li abbia raccontati a lei?)
“Forse può già bastare. Seguimi, andiamo a discutere da un’altra parte.”
Il primo capitolo non è ancora finito, e già abbiamo Kadaj che ferma la prima che incontra per chiederle informazioni riservate e di fondamentali importanza. E le trova. Sono coincidenze che ti fanno tornare la fiducia nel mondo.
Ma meglio non esagerare con la fiducia, altrimenti si finisce come Chiara che, a causa della caviglia malmessa, non segue subito Kadaj, e quest’ultimo per fare prima la prende in braccio e la porta con sé.
‘Cavolo, sono a cavalluccio di un ragazzo che neanche conosco, e che non so dove mi sta portando. Eppure.. eppure mi sento.. come dire.. al sicuro, non ho paura. E’ strano.. chissà chi è..’

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Per fortuna, Kadaj non è il maniaco che il suo atteggiamento indurrebbe a pensare. Seduti al tavolino di un bar, i due riprendono la loro conversazione sulla Shinra:
“Ecco.. come ti ho detto non so molto, so solo che stanno facendo degli esperimenti con delle cellule e che tengono la fonte di queste cellule custodita in un luogo segreto”
Detto che il padre di Chiara andrebbe licenziato in tronco per la facilità con cui racconta in famiglia dettagli delicatissimi, Kadaj non è da meno, visto che si fa sfuggire un riferimento sulla Madre e, di fronte all’ovvia perplessità della ragazza, la fissò per qualche istante prima di decidere se raccontarle tutto su di lui, quindi le parlò dei SOLDIER, di Sephiroth, di Jenova, la Madre,un essere misterioso che arrivò sul pianeta decine di anni fa (migliaia, se dobbiamo dirla tutta) e di lui, del motivo della sua ricerca.
Non sapeva con precisione perchè le avesse raccontato tutto con tanta facilità, proprio lui che di norma non si fidava di nessuno (ma per la figlia di una persona che lavora con i suoi nemici fa un’eccezione). Probabilmente per poter ricevere da lei informazioni più precise, si disse.
Considerando che gli aveva appena detto le uniche cose che sapeva… Noi lettori, a dire il vero, non sappiamo con precisione nemmeno perché stia succedendo tutto questo, per quale misterioso intuito Kadaj abbia abbordato una perfetta sconosciuta che guarda caso è a conoscenza di qualcosa sulla Shinra. Probabilmente il nostro è in grado di recepire l’aura di marysuaggine che emana da Chiara, la donna che impara danza classica dall’oggi al domani.
La discussione non fa passi avanti rilevanti, se non nel finale, quando i due si salutano con un grazie e un sorriso di lei, un po’ di stupore in lui, timidi segni di amor che nasce. Il giorno dopo, la scena si ripete: Chiara termina le prove, esce e incontra Kadaj che la fa salire in moto e la porta alla Forgotten City, in un luogo pieno di alberi spogli e ghiacciati, con un grosso lago al centro.
Quello che mi chiedo io è: da dove sono partiti? In assenza di descrizioni più precise, il luogo in cui vive Chiara assomiglia più a una normale città italiana che a una qualsiasi location di Final Fantasy VII. Quindi l’unico luogo che potrebbe vagamente (molto vagamente) essere adeguato è Midgar. Peccato che Midgar e Forgotten City si trovino in due continenti diversi. Ma, a pensarci bene, anche senza considerare questo piccolo inconveniente, resta che per arrivare a Forgotten City dal più vicino insediamento umano occorre attraversa una foresta stregata, superare monti e valli e addentrarsi in un canyon… O la moto di Kadaj spacca di brutto o c’è una qualche incongruenza, a voi la scelta.
Torniamo alla storia: una volta arrivati, Chiara incontra Loz e Yazoo, i fratelli di Kadaj (raro caso in cui i nomi dei personaggi originali sono peggiori di quelli inventati dalle vestali), e si ripete la solita solfa: “Dicci quello che sai” intervenne Loz.
Chiara spiegò tutto, cercando di non tralasciare nulla, per non deludere quegli strani ragazzi; ma spiegare cosa, per Depp, se ha già detto tutto il poco che sa a Kadaj? Il quale, dopo millanta km, si limita a dire “Per ora vedremo di farcelo bastare” e scioglie il meeting.
Chiara si fa accompagnare all’aeroporto per salutare il suo migliore amico che va a studiare all’estero. Sì, lo scenario è sempre meno Final Fantasy VII e sempre più Italia MMXII, ma poi leggiamo questo scambio:“Ciao, Kevin! Sono arrivata in tempo, per fortuna!”
“Ciao, Chiara! Al pelo, stavo per salire sull’aereo!”
e possiamo tranquillizzarci: se “stava per salire sull’aereo” vuol dire che la ragazza ha tranquillamente bypassato i controlli ed è entrata nell’area riservata ai viaggiatori, quindi un po’ di fantasia c’è.
Comunque questo excursus aeroportuale ha il solo scopo di far vedere Kadaj che si ingelosisce per la confidenza di Chiara con un altro ragazzo, e per permettere a Tseng – il leader dei Turks, il gruppo che fa il lavoro sporco per la Shinra – di avere una delle sue malvage idee.
Il losco figaccione, infatti, ha seguito i nostri eroi all’aeroporto, e avendo notato l’evidente cotta di Kadaj per la Carla Fracci de’ noantri decide di rapirla. Il rapimento avviene due giorni dopo, il tempo di far rattristare Chiara per l’improvviso dileguarsi di Kadaj e per farle ballare lo Schiaccianoci con grandissimo successo (nello spogliatoio, tutte le ballerine le facevano i complimenti – e nel frattempo le mettevano le punes nelle scarpine per liberarsi della nuova rivale – dopotutto imparare la danza classica in meno di una settimana non era un’impresa facile! Povere ingenue, ignorano che per una Sue è una bazzecola).
Dopo essersi cambiata uscì dal teatro, ma fu sorpresa da un ragazzo in giacca e cravatta, che la colpì alle spalle.
Ora, non per battere sempre sullo stesso chiodo, ma dico io: Chiara avrebbe potuto dedicare meno di una settimana anche a un corso di autodifesa, no? Vista la sua prodigiosa capacità di imparare, probabilmente dopo la terza lezione avrebbe sviluppato dei sensi di ragno e sarebbe stata in grado di avvertire l’arrivo di malfattori dietro di lei, e reagire di conseguenza. E invece nada, poi uno si lamenta che avvengono i rapimenti!
Dopo il sequestro, gli eventi sono sostanzialmente due: 1) Tseng telefona a Kadaj e gli comunica che, se non lo raggiungerà, ucciderà Chiara; 2) Kadaj e i suoi fratelli raggiungono Tseng, ascoltano il suo ricatto, lo massacrano e liberano Chiara.
Se è vero che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, si vede che chi va con Reno e Rude impara a fallire. Nel caso specifico, Tseng sembrava piuttosto IC nella fase “rapimento giovane donna”, ma dare appuntamento a tre persone pericolose, armate e arrabbiate, e affrontarli da solo, peraltro con le mani occupate per tenere fermo l’ostaggio, non è proprio quello che si aspetterebbe da lui; ultima umiliazione, si salva solo perché Chiara grida a Kadaj di fermarsi (detto da lei ha senso, non ha costretto nessuno a scendere in guerra per salvarla – scusate, ma ancora non riesco a cancellare del tutto quella storia).
Non mi soffermerò a lungo sulla scena di Kadaj che consola la ragazza piangente, non è la parte peggiore della fan fiction, a parte l’inquietante trasformazione degli occhi di lui in smeraldi felini; ma una volta tornati in città, cosa fanno? Vanno a casa di Chiara, magari per tranquillizzare i suoi genitori, visto che alla fin fine c’è stato un rapimento? Troppo mainstream, meglio andare al luna park, che è l’occasione per  dichiarare finalmente urbi et orbi che tra i due è sbocciata la grande A:
Chiara in quel momento capì che gli smeraldi felini (aridaje…) di lui ormai non le incutevano più timore, come la prima volta che li aveva visti (le incutevano così tanto timore che dopo cinque minuti si faceva portare in braccio da lui); per lei erano gli occhi di colui che l’aveva salvata, avevano visto tante vittime innocenti perire a causa sua (ma sua di chi, ma dove, ma come, ma quando?), ma lei vide soltanto il suo aspetto angelico, quello della persona a cui vorrebbe essere sempre accanto, quello del suo amore (e qui ci starebbe bene Kadaj che grida “Cassandra!”).
Sino ad ora, la storia è filata avanti in maniera lineare. Il prossimo capitolo, che è anche il penultimo, invece inizia di punto in bianco da una situazione nuova: I ragazzi dai capelli d’argento si diressero alla ShinRa, accompagnati da Chiara: avevano scoperto finalmente dove tevevano nascosta una parte delle cellule di Jenova.
Mi sfugge il motivo per cui, in una situazione che potrebbe essere pericolosa, i fratelli Domopak debbano portarsi dietro una persona da proteggere – a meno che, nel salto temporale dal capitolo precedente, Chiara non abbia accolto il mio consiglio di imparare in pochi giorni l’autodifesa – ma i tre sono troppo eccitati all’idea di ritrovare la Madre per badare a queste sottigliezze. Mentre entrano nei locali della Shinra, fantasticano su come distruggeranno il mondo una volta compiuta la Reunion, discorsi che sconvolgono Chiara.
‘Mi sono sbagliata su di loro, credevo volessero trovare Jenova per stare con lei come una famiglia, non per distruggere tutto!’
E meno male che Kadaj le aveva spiegato cos’era Jenova!


Ormai è andata così; Chiara scappa via dai tre, Kadaj se ne rende conto solo quando è a un passo dal suo obiettivo, si volge a cercarla coi suoi occhi smeraldi di ramarro e non la vede, e dopo una breve lotta interiore il carro di buoi Jenova perde, e il nostro corre in cerca della ragazza, la trova, si baciano, il tutto mentre Yazoo urla disperato: “Sbrigati, lo sai che se non agiamo ora, sarà impossibile recuperare la Madre! Entro oggi distruggeranno il laboratorio!”
A conferma di questa esclamazione, il settimo e ultimo capitolo (Final chapter: VII) inizia con: Kadaj, Yazoo e Loz avevano finalmente recuperato la testa di Jenova in possesso di Rufus Shinra. Ovviamente nessuna spiegazione su come e quando, se la testa era quel che cercavano nel laboratorio o qualcos’altro, solo un altro cambio improvviso di scena, un altro inserimento a pene di segugio di location della storia originale (Kadaj aveva raggiunto una piccola chiesetta, ricoperta di fiori), e un altro remix del dilemma di Kadaj che deve scegliere tra la sua missione e la sua nuova fiamma. Non è bastato salvare Chiara da Tseng nonostante la sua evidente inutilità, non è bastato andare da lei mandando all’aria (così sembrava) il recupero della madre; come si suol dire, non c’è due senza tre. E quindi godiamoci (si fa per dire) lo spettacolo di Kadaj che decide di tentare la Reunion.
In quel momento Cloud lo raggiunse, pronto a combattere per impedirgli di portare a termine il suo progetto.
Non perdete tempo a chiedervi come mai di punto in bianco spunti fuori Cloud. Da questo momento, il capitolo ricalca il duello finale del film, compresa la parte con Sephiroth; solo è più scarna e meno tamarra, quindi vi conviene vedervi la scena originale:

La differenza sostanziale tra film e fanfiction è che la sconfitta di Sephiroth non nasce dal flashback di Cloud (che come idea non è nemmeno ‘sto granché, a dirla tutta), ma dall’intrusione di Chiara che cerca tracce del suo amato; Sephiroth prima la sbeffeggia, poi cerca di soffocarla, e viene fermato da Kadaj, che invece di dissolversi è ancora cosciente e riesce a reagire:
‘Distruggi pure il mondo, ma non lascerò che tu le faccia del male!’
Se si doveva arrivare a questo, tanto valeva non iniziare proprio la Reunion…
Per farla breve: Sephiroth viene sconfitto da Cloud, Kadaj sopravvive, bacia Chiara – che così dà un nuovo significato all’espressione “Avere l’argento vivo addosso”.

“Non mi sono mai sentito così.. Io.. credo di amarti..”, l’hai già detto nel capitolo precedente, l’abbiamo capito!  E così dicendo se ne va insieme a lei e ai due fratelli. Tutto qui.
La storia potrebbe essere racchiusa in una frase: “Un tizio chiede aiuto ad una persona sconosciuta a caso per raggiungere un obiettivo che alla fine lascia perdere per amore di quella stessa persona”. Struggente, no? No?
No.