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Dieci anni e non sentirli.

Casa di riposo “La Vispa Teresa”.
Alba.

I primi raggi del sole illuminano dolcemente la scena, gli uccellini cinguettano e nell’aria c’è una dolce melodia…

All’improvviso una voce roca e decisamente incazzata : “Giovanotto, abbassi quella musica, che qui c’è gente che vuole dormire!”
“E va bene” ribatte l’infermiere chiudendo nuovamente le tende “vi lascio dormire un’altra oretta, ma poi dovete alzarvi.”
Gli risponde solo un russare asmatico, intervallato da qualche colpo di tosse.
L’infermiere scuote le spalle e se ne va.

Molte ore dopo.

Il sole tramonta dietro le colline, gli uccellini ritornano al nido, i gufi… gufano e alla casa di riposo “La Vispa Teresa” finalmente è l’ora delle visite.

Ad aprire la porta ai visitatori è un uomo alto e biondo, dallo sguardo altero che seduce. Osserva le persone in attesa che a loro volta osservano il suo sopracciglio, sogno erotico di intere generazioni…

“Allora, volete entrare o state sulla porta tutta la notte?”
“Oh, ci scusi infermiere Malfoy: ci eravamo distratti.”

I visitatori lo seguono lungo il corridoio ed entrano in una grande sala dove il chiacchiericcio copre la musica da camera: gli ospiti stanno ricordando i bei vecchi tempi.

L’infermiere Malfoy inizia il giro serale delle pillole, abbandonando i coraggiosi visitatori al loro destino.

Un’anziana donna seduta su una vecchia poltrona borbotta tra sé e sé, ma appena si accorge degli ospiti li richiama affabile. Ha gli occhi vispi incorniciati dagli occhiali e i capelli puntati in uno chignon disordinato tenuto fermo dai ferri da calza… di qualcun altro.

“Avvicinatevi, ragazzi…” mormora trepidante spargendo saliva -e qualche pezzo di broccolo, residuo della cena serale- sui malcapitati. “Sapete, oggi sono proprio contenta: esce l’ultimo libro di quel giovanotto che mi piace tanto… ora chiedo all’infermiere… Infermiere!”

Un uomo pallido dalle spalle larghe alza gli occhi scuri al cielo e si avvicina, tenendosi però appena fuori portata dalle mani rapaci della vecchia, che tenta inutilmente di palpargli il posteriore.

“Ma è uscito il nuovo di Martin?”

“No, signora Valpur, lo ha chiesto venti minuti fa e da cinque anni a questa parte la risposta è sempre la stessa”.

“Ah, giusto. Maaaa senta un po’, giovinotto: il nuovo di Martin è uscito?”

L’infermiere alza nuovamente gli occhi al cielo poi guarda i visitatori con la sua tipica espressione addolorata. Gli ospiti si allontanano senza fare domande: nonna Valpur sembra molto confusa e l’infermiere Snow, beh… conosciamo tutti la portata della sua ignoranza.

L’infermiera Granger si avvicina a una donna intenta a giocare una partita di scala quaranta che, nonostante tutto, non si è accorta dell’arrivo dei visitatori e le tocca una spalla per richiamare la sua attenzione.

“Signora Quinzell, lo vuole lo yogurt alla banana?”

“CHE? LUCIUS E DANANA?” urla la vecchia sorda, facendo sobbalzare i visitatori, che si allontanano prima di venire coinvolti nella conversazione.

Gironzolano per la sala senza meta, quando una signora fa loro cenno di avvicinarsi. Sorride e si sistema gli occhiali sul naso, prima di volgere lo sguardo alla finestra.
“Adoro gli uccelli”.

“Cos-” balbettano confusi.

“Mi piacciono gli uccelli.” ribatte seria. Un infermiere emaciato e chiaramente affetto da calvizie precoce si avvicina di corsa e zittisce la donna.

“Ma che ho detto di male, Draco?!” domanda Winola confusa.

“Dovete scusarla, proprio non ce la fa coi doppi sensi… è il suo fardello…”

“QUALCUNO HA DETTO CAMMELLO?” chiosa la signora Quinzell, e tutto nella sala si ferma per qualche istante, mentre i vecchi rimbalzano una serie di rime in -ELLO.

Draco sospira. “Dovete scusarli. È un gioco puerile tra di loro che va avanti da… da sempre. Non siamo riusciti a levargli il vizio!”

Un anziano lo guarda torvo. “Voi giovani non capite le tradizioni!” lo rimprovera.

“Ai miei tempi era tutta un’altra cosa!”

Una vecchia si aggiunge al discorso. Fa per alzarsi, tremolante sulle caviglie malmesse, e guarda il vecchio di prima con una muta richiesta negli occhi. Questi si alza con non poca fatica e sposta la carrozzina su cui è seduta la vecchia, che ora ha ricominciato a parlare.

“Una volta portavate rispetto, voialtri! Una volta eravate grati! Noi abbiamo fatto la guerra per voi, per la vostra sanità mentale” ricorda la vecchia stronza. “Fare gli spavaldi, ma noi ce lo ricordiamo come era qui… cioè, io non me lo ricordo, ma lei sì.” ammette, indicando la vecchia degli uccelli che al momento sta cercando di scavalcare la finestra con una corda di lenzuola sotto braccio. “Lei si ricorda di quando eravamo noi a prenderci cura di voi durante le vostre crisi d’identità! L’ex direttrice Abigale ha fatto tanto per voi, e voi adesso ci trattate come se fossimo rincoglioniti! Stronzi irriconoscenti!” spiega, mentre Fox, appoggiandosi alla sedia a rotelle, bandisce minacciosamente il bastone per enfatizzare i concetti espressi da Bella Lestrange.

A sedarlo ci pensa l’infermiere Snape, i cui capelli neri accendono dolci ricordi nella mente del vecchio.
“Mi dica, buon uomo…” mormora sistemando gli occhiali ormai inutili sugli occhi velati dalla cataratta “L’agente Prentiss è tornata? Al Bureau hanno bisogno di lei…”

L’interessante discussione viene però interrotta da un urlo: uno degli infermieri si allontana infuriato da nonna Valpur e dalla signora Quinzell, che si guardano ridacchiando e si danno il cinque.

“Basta, io me ne vado! Me ne vado! Quelle due vecchie mi molestano!”
Lucius Malfoy si avvicina per calmare il suo sottoposto.
“Avanti, infermiere Laufeyson, torni qua!” sbotta, facendo un cenno della testa a Zabini, che si avvicina alle due vecchiacce malefiche per separarle.

“Lei è proprio una ragazzina graziosa, sa?”

“Signora Quinzell, sono l’infermiere Zabini…”

“Come ti pare, cocca.”

L’infermiera Granger si avvicina e tenta di distrarre le due vecchiette.

“Signora Valpur, le ho portato la sua acqua.”

“Ma è piena di fervore? Sennò non la voglio!”

“Signora!” sbotta l’infermiera infastidita “La smetta!”

Poi si allontana di corsa, tallonata da Fox che brandisce minacciosamente il bastone mirando agli stinchi della malcapitata, rea di avergli servito verdure bollite per cena.

I visitatori, sempre più spaesati si avvicinano ad un altro vecchio, dall’aria decisamente più simpatica, ma vengono investiti da un olezzo (sensualissimo, eh!) di vaniglia, cannella, cioccolato e Chanel n.5.

Quando riprendono i sensi sono a terra con una vecchia incazzosa che troneggia su di loro, martoriandogli di calcetti gli stinchi e un gran mal di testa, non si sa se dovuto alla botta (“Nessuno che muoia accasciandosi con grazia!” bercia la vecchia) o al profumo che la pazza sta spruzzando ovunque.

“Oh! Ma siete ancora vivi? Oooh!! Infermieri, togliere queste persone morte dal tappeto! Qua la pulizia fa proprio schifo… E il personale! Sono tutti in disordine, calmi ma irrequieti e quei due non hanno nemmeno le curve al posto giusto!” sbraita Leochan, indicando gli infermieri Winchester, che stanno inutilmente tentando di convincere unanziana donna a ingoiare le pillole.

“Chiaramente è un caso di ficcynite” sta dicendo la vecchia “ora chiamo Brad e Jhonny, si prenderanno cura di voi e sarete presto come nuovi!”

“Signora Abigale, non è più la direttrice e Brad e Jhonny non lavorano più qui. Ora è una paziente e deve prendere le pillole.” sbotta Dean inutilmente, dato che la vecchia nemmeno lo ascolta e si allontana borbottando di cartelle cliniche da riordinare, terapie da assegnare e gravi casi di OOC cronico.

I due Winchester si scambiano uno sguardo rassegnato, poi si accorgono dei visitatori a terra e, mossi da pietà, allontano la pazza spruzza-profumo dai loro stinchi.

Finalmente liberi e con un mal di testa da primato, i malcapitati visitatori si avvicinano al vecchio dall’aria simpatica, sperando di non venire nuovamente malmenati.

“Sono un maschio!” esordisce il vecchio.

I visitatori si guardano perplessi.

“Sapete, sempre meglio specificare” continua imperterrito. Poi aggiunge, indicando le vecchie pazze sparse per la sala “per colpa loro sono anni che ho un’identità di genere confusa! E poi mi shippano con qualunque uomo passi di qua. Chiedete a Fox se non mi credete, è successo anche a lui…”

I visitatori si voltano verso il signor Fox, che sta agitando il bastone con aria minacciosa, e decidono di soprassedere. Nel mentre, la dottoressa Leila si avvicina al vecchio.

“Signor Skeight, l’infermiera di turno mi ha detto che ha rifiutato la cena…”

E lo credo bene! Da settimane chiedo di mangiare una cosa, e invece di nuovo patate lesse!”

Perché, cosa aveva chies-” inizia a chiedere la dottoressa prima di pentirsene subitamente.

“Patate scrisse.”

L’aria attorno all’uomo si fa improvvisamente gelida.
Se ne accorge anche Arwen che si alza felice, cercando di richiamare l’attenzione di Valpur

“Val! Vaaal! È l’Inverno! Sta finalmente arrivando!” esclama, ma Skeight scuote la testa. “Arwen, sono io…” borbotta.

I visitatori si allontano per non congelare, ma inciampano in una donna che, senza guardare dove cammina, lancia ordini a destra e a manca.

“TECNICO! LE LUCI! E vedete di inquadrare tutte le curve ai posti giusti, mi raccomando! Noi facciamo divulgazione scientifica!” esclama Hyena roteando le braccia.

“PUNIZIONE!” urla un’altra donna vestita di rosa, con vaporosi capelli biondi agitando una lunga bacchetta “NON SI INCIAMPA SUGLI INSEGNATI!”

“Signora Hyena, signora OdiolaRow, lasciate stare i visitatori, non sono né tecnici, né studenti” tenta di mediare l’infermiere Potter “o sarò costretto a sedarvi”.

“NON DEVI DIRE BUGIE” gli urla la vecchia vestita di rosa e l’infermiere Potter nasconde rapidamente la mano in tasca, con aria quasi impaurita.

I visitatori si guardano intorno straniti e decidono di cercare qualcuno più sano di mente.

Una nonnetta dall’aria furtiva sta girando tra i tavoli e ogni tanto si infila in tasca qualche lettera, ovviamente non sua.
Ad un certo punto si avvicina a all’infermiera Weasley e le allunga una delle lettere.

“Ha di nuovo rubato la posta, signora Civetta?” dice la Weasley.

“Rubato? Io non ho rubato niente, io sono Edvige la Civetta, io la posta la consegno, mica la rubo” ribatte la vecchia.

L’infermiera Weasley scuote la testa e torna a distribuire pasticcini alla vaniglia tra i tavoli.

“Signora Magnolia, vuole un pasticcino alla vaniglia?” domanda a un’altra vecchia, intenta a parlare, anzi urlare, con un attaccapanni.

“JETHRO, ORA DEVO ANDARE” dice all’attaccapanni e poi, rivolta all’infermiera “HERMIGLIA? PERDIO!”

“No signora, vaniglia, pasticcini alla vaniglia.”

“CHE? TEGAMINI AD HERMIGLIA? MA LA VOLETE PICCHIARE? MA ASPETTATEMI, MI RACCOMANDO!” strilla Steel Magnolia.

E a proposito di risse, proprio in quel momento si sente un rumore sordo.

VADO RETRO, PURITANO REPRESSO! TU E TUTTE LE TUE STRONZATE PATRIARCALI SULLA PROTEZIONE DELLE DONZELLE E SUL SESSO PREMATRIMONIALE!” esclama Irechan, ritta come un fuso e incazzata come una furia, brandendo l’asta porta-flebo -ormai deformata- contro l’infermiere Cullen. Sembra volerlo impalettare, pare si sia dimenticata che con loro non funziona.

Sempre più perplessi e ormai convinti che più che una casa di riposo quello sia un manicomio (e non hanno tutti i torti), gli ormai esausti visitatori tentano di guadagnare l’uscita senza essere visti, ma vengono immediatamente intercettati.

JETHRO” strilla in faccia a uno dei malcapitati la vecchia sorda, scambiandolo per, beh, l’attaccapanni “LA VUOI UNA MENTINA?” e gli ficca in mano una mentina appiccicaticcia a cui evidentemente è stato ciucciato lo zucchero che la ricopriva.

Richiamati dagli strilli gli altri vecchi si avvicinano chi minacciando col bastone, chi porgendo lettere, chi domandando se anche a loro piacciono gli uccelli, chi chiedendo notizie del libro di Martin, chi strillando indicazioni a un inesistente tecnico del suono.

I visitatori, sempre più frastornati, vengono salvati dall’infermiere Malfoy che con un’alzata di sopracciglio attira l’attenzione dei vecchietti.

L’ora delle visite è finita!”

I visitatori sollevati si allontanano dai vecchietti che continuano imperterriti i loro insensati discorsi, seguendo l’infermiere Malfoy (e il suo divino sopracciglio) verso l’uscita.

Alla casa di riposo “La Vispa Teresa” è ora di mettere a letto le mummie, l’infermiere Sparrow fa l’ultimo giro della sera distribuendo i pappagalli, tutto è pace, tutto è polvere, biscotti stantii e tisane digestive…

“Signori, ne ho trovata un’altra”

Con uno schiocco indefinito di legno e ossa, una voce vecchia, più acuta e stridula che mai risponde.

“HO CAPITO, HO CAPITO! VADO!

 

 

 

 

E niente, ieri era il decimo compleanno di Fastidious e questo è il nostro regalo per tutti quelli che ci hanno seguito in questi dieci anni.
Lo so che avreste preferito una recensione (abbiate fiducia, arriverà anche quella), ma neanche il compleanno ci ha reso meno culopesi e speriamo lo stesso di strapparvi un sorriso con questo er… delirio collettivo.

Serpentina e Spetteguless

Giacobini stercorari, coinquilini burloni e quote azzurre di Fastidious più solitarie delle particelle di sodio nell’acqua minerale, bentornati nella sala autoptica della setta-a-delinquere. Mi aggiravo per il laboratorio bevendo birra da discount e spolverando come un casalingo disperato sorseggiando champagne e sovrintendendo alle annuali pulizie di primavera della sala autoptica quando, improvvisamente, è suonato il campanello. Aprendo la porta, il fidato Koba ha trovato un cadavere fresco fresco, cortesemente recapitatomi da Fleur Isabelle Delacour. Il cartellino identificativo appeso all’alluce recava la scritta Fuck.
Potevo forse lasciarmi sfuggire una simile occasione?

No, no, non quello, malpensanti che non siete altro! Parlavo della recensione!
Il cadavere è stato prontamente sezionato e non potete immaginare la mia sorpresa al momento di determinare le cause del decesso. Mi sono reso conto di trovarmi di fronte ad una ficcynite hogwartsiana acuta come non ne vedevo da anni! Ci sono proprio tutte le tracce del caso: da una Mary Sue acida e spocchiosa ad una scuola di magia nella quale si copula anziché studiare, fino all’intramontabile festino nella Stanza della Necessità.
Ma bando alle ciance e procediamo a compilare il referto autoptico.

Protagonista della storia è Roxanne Alicia Kathleen Weasley, figlia di George e Angelina. La ragazza non solo non ha ereditato i tipici capelli rossi dei Weasley (cosa che, tutto sommato, è anche comprensibile), ma sembra cresciuta da una congrega di isterici, slavati Mangiamorte.

Odio la mia famiglia. Sì, li odio perchè io sono diversa da loro e loro non accettano questa mia diversità. Sono tutti Grifondoro, perfetti Grifondoro. Sapete il motto no? Audacia, fegato, cavalleria. Beh, è una cazzata. Quelli hanno manie d’eroismo. Audacia…direi più sventatezza. Fegato…istinti suicidi. Cavalleria…uhm, se cavalleria significa ‘faccio io state tranquilli’, allora è egocentrismo.

Ora. I Grifondoro non saranno i migliori strateghi del mondo (anche il piano megagalattico di Silente aveva le sue falle), ma trattarli come una manica di Robb Stark avventati sempliciotti è indegno, considerando le menti che hanno fatto parte di quella casa. Ça va sans dire, Roxanne è Serpeverde e non si sente affatto parte della famiglia Weasley.

servono dei requisiti per farne parte, e sono capelli rossi (fiera della mia chioma corvina), stupidità (mi dispiace per te ma ho tutte E e O) (te pareva) e…Grifondoro (sia ringraziato Salazar dato che non lo sono).

Dopo questo sfoggio di maturità degno di Draco Malfoy, la nostra amabilissima Roxanne si prepara per tornare a Hogwarts, indossando un completo decisamente adatto al settembre inglese: un paio di jeans, un top bianco e dei tacchi neri non troppo alti e, per concludere in bellezza, un paio di occhiali da sole grandi e neri (utilissimi). Abbigliata di tutto punto, Roxanne è pronta per la colazione.
Scendo le scale per fare colazione ed entro in cucina. Mamma sta preparando le uova e il bacon.
-Io le uova non le mangio: ingrassano- la informo freddamente quando si volta verso di me.
(Il bacon, invece, garantisce un vitino da vespa.)
Mi guarda. Porco Godric, odio questo sguardo! Ci leggo tenerezza e amore, ma anche delusione e tristezza. Mi fa quasi sentire sbagliata! (Poniti due domande, cara.)

-Buongiorno Freddie- lo saluta lei, sorridendogli.
Hahaha Freddie. E’ un nome da bambino di due anni e mio fratello lo sa.

j9vl7

Prima di accompagnare i figli a King’s Cross, George e Angelina li mettono al corrente di un lieto evento: Angelina sta aspettando un bambino.

Porco Godric. Già sopporto a malapena sti tre e ora ci si mette pure un marmocchio. Cazzo, no.
-Cari i miei trentottenni, lo sapete che esistono gli anticoncezionali? Il preservativo e la pillola per esempio, o più semplicemente gli incantesimi Anti-Fecondante o Anti-Concepimento- dico fredda e sarcastica.

In effetti avrebbero potuto pensarci sedici anni prima… se solo esistesse la televisione nel mondo dei maghi!

Terminate le amenità famigliari, finalmente si arriva a King’s Cross, dove Roxanne ritrova le sue due amiche del cu… ore, Helena Nott e Lucretia Greengrass.

Con loro mi sento a casa. Sono me stessa. Non devo tenere a bada il mio istinto di vipera (mentre a casa, come abbiamo appena visto, è l’angelo del focolare). Siamo Sepeverde per qualcosa. A loro voglio davvero bene.

In una nuova (de)generazione che si rispetti non può mancare un Nott maschio. Va da sé che il soggetto non ha ereditato la corporatura secca e l’aspetto conigliesco del Nott descritto dalla Rowling. Per carità!

Occhi blu scuro, capelli color mogano, sorrisetto strafottente e…bello…no, no…di più.

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Durante il viaggio, Roxanne si diletta a offendere un gruppo di Grifondoro, il che sarebbe perfetto per una Serpeverde se solo lo facesse con un minimo di perfidia e di eleganza. Invece no, si limita a proferire qualche parolaccia e a minacciare di prendere a pedate la sventurata Alicia Baston, rea di aver saputo che Angelina è in dolce attesa. Alicia rientra nello scompartimento (mi piace pensare che stia scuotendo la testa alla ricerca di dieci… facciamo cinque motivi validi per non schiantare sul posto quell’emorroide verde e argento) e il terribile trio trascorre il resto del viaggio immerso in discorsi sul festino clandestino che abbiamo organizzato nella Stanza delle Necessità.

O gaudio, o tripudio! Quando mi sono trovato di fronte ad un simile must della ficcy, il mio cuore avvizzito ha avuto un sussulto. Il festino nella Stanza delle Necessità, per di più il giorno dell’arrivo a Hogwarts. Un esemplare di tutto rispetto da conservare sotto formalina nel Museo della Ficcy.

Dopo una nottata di canne, sigarette e Whisky Incendiario, Roxanne si prepara per il primo giorno di lezioni.

mi vesto con la divisa di Serpeverde, leggermente modificata (non avevamo dubbi): gonna grigia e piuttosto accorciata, maglioncino in cachemire dello stesso colore e camicia bianca. Non metto la cravatta, la odio (comincio ad avere nostalgia della Umbridge). Infilo delle ballerine nere e mi trucco: solo un po’ di eyeliner e del mascara nero.

Il suo ingresso nella Sala Grande è nientemeno che trionfale. Altrettanto trionfali, almeno dal punto di vista della nostra eroina, sono gli exploit con cui riempie le sue giornate: continuare a offendere Alicia, reputandola una troietta da quattro soldi, appendere Fred al soffitto con un Levicorpus e trasformare la capigliatura di una Tassorosso in un groviglio di serpenti. Tutte azioni che la fanno passare più per una bulla col cimurro che non per la quintessenza della casa Serpeverde che tanto si vanta di essere.

Tanta sublime malvagità non rimane impunita, comunque: durante un’uscita a Hogsmeade, Roxanne (che d’ora in poi chiameremo Serpentina) viene invitata da Freddie a raggiungere il resto della famiglia al negozio dei Tiri Vispi Weasley.

-Fratello, credevi veramente che io accettassi l’invito? Illuso-
-Roxie tu verrai: papà mi ha dato il permesso di usare Maledizioni Senza Perdono se non ti presenti-
-Come se papà fosse capace di far del amle a chicchessia-
-No, infatti: lui ha proposto un semplice Imperio-

Dov’è finita la buona vecchia regola secondo la quale l’uso di una Maledizione Senza Perdono, incluso l’Imperius…

Ti-procura-un-biglietto-di-sola-andata-per-Azkaban!

Gliel’avevo detto di non leggere questa ficcy, professor Moody…

Nell’amabile scenetta famigliare che segue, George viene a sapere che Serpentina frequenta il giovane Nott. Questo, tuttavia, non è che uno dei tanti pettegolezzi che si aggirano per Hogwarts e dintorni. E a chi è da imputare, secondo voi, questa mancanza di privacy?

a) Rita Skeeter, ancora rampante nonostante l’età e una serie ormai infinita di diffide
b) Varys, capitato a Hogwarts per sbaglio dopo aver confuso lo stemma dei Lannister con quello di Grifondoro
c) Signorini
d) La brutta copia di una serie TV già trash e pacchiana di suo

Mi dispiace per i numerosi fan di Signorini che seguono Fastidious, ma la risposta giusta è la d.

‘Gossip Hogwarts’ è una rivista di pettegolezzi della scuola. L’autrice è anonima e si firma ‘Gossip Queen’. Questo giornale parla della vita privata dell’elite, non tratta le faccende di normali studenti. Fatto sta che nessuno può tenere segreto niente ad Hogwarts.

Bei tempi quando c’era solo Colin Canon a stalkerare Harry.

Dato che ne ho appena trovata una copia ai piedi del mio baldacchino, osservo la copertina.
Ci sono io con una canna in mano. Porco Godric!

Ecco il problema principale della nostra protagonista. Fosse solo una stronza Serpeverde, nessun problema. Ma questa è una stronza Serpeverde stupida, che continua a fregiarsi del titolo di Regina delle Serpi (i poteri di questo monarca, creazione esclusiva del fandom, mi sono sempre sfuggiti) mentre si fa beccare una volta sì e l’altra pure a compiere azioni che garantirebbero a chiunque, se non l’espulsione, svariate notti di castigo nella Foresta Proibita.

Buon giorno Hogwartiane (la S si sta ancora riprendendo dai bagordi di ieri notte). È Gossip Queen (avanguardia pura) che vi parla, la vostra unica fonte di informazioni sulle scandalose vite dell’elite di Hogwarts (studiare mai, eh?). La Top Story sulla mia home page? (home page de che?) Roxanne Weasley, la numero uno, la più temuta da tutti (avranno paura che sia un virus), pur essendo appena tornata dopo una lunga estate, flirta senza timore con Maximilian Nott. Purtroppo per loro vengono interrotti dal gemello della Regina: quel figo assurdo del suo gemello Fred.

Serpentina dà prova ancora una volta della sua mirabile astuzia quando decide di fare una scommessa con Max.

-E sfida sia. Scommetto che entro un mese sarai mia-
-Oh, fai anche due, non sono così facile da conquistare- e gli sorrido velenosa.
-Fatta. Se vinco…non andrai più a letto con nessuno che non sia il sottoscritto- wow.
-E’ una proposta di matrimonio?- rido io.
-Può essere- ghigna lui. Si si, se vuoi morire giovane allora è la giusta strada: mio padre ti ucciderebbe all’istante.
-Ok…e tu invece, quando vincerò, mi accompagnerai ad Hogsmeade a fare shopping fino alla fine dell’anno- ok, ci sono andata piano.

Sei fortunata a non essere Babbana, Roxanne. Saresti una manna per le concessionarie d’auto usate.

Nel giro di una notte, la notizia arriva a Gossip Queen. Per complicare il tutto, Max decide di mettersi con Victoire, cugina di Serpentina, descritta dal Dipiù di Hogwarts come la ragazza più bella, più femminile, più intelligente di Hogwarts, ma c’è qualcosa di sbagliato a quel livello di perfezione… deve essere violato (non voglio sapere in che senso)

Fra amici che si carpiscono a vicenda i segreti con la Legilimanzia (un incantesimo che abbiamo visto praticare solo da maghi del calibro di Piton e Voldemort, ma pazienza), Roxanne che si accomoda su un divanetto in pelle di drago (magari di un Ungaro Spinato) e non un accenno alla vita scolastica che sia uno, arriva finalmente il Natale. Siccome Victoire ha lasciato Max, Serpentina decide di trascorrere le feste dai Nott, scatenando le ire del fratello Fred.

-Dai NOTT?! Non ti daranno mai il permesso! Roxie, va bene sei una viscida Serpe, ma ricordati che rimani sempre una Weasley- parole sbagliate fratellino. Io non sono come voi. Non sono una Weasley.
-Non osare! Io faccio ciò che voglio, non mi serve il permesso di nessuno. Non trascorrerò le vacanze con dei decerebrati babbanofili- tiè.
-Roxie ma ti senti?! Babbanofili?!-
-E’ quello che siete-
-E tu cosa sei allora? Una di quei razzisti Purosangue?-
-Sì- sono le mie idee, cosa c’entri tu?
-Mi fai schifo- oho, non osare parlarmi in questo modo Freddie.
-Sì un’altra volta una cosa del genere e andrai a fare compagnia a zio Fred- sibilo puntandogli la bacchetta sul petto. Devo fargli paura perchè non ribatte -E questo sarebbe il leggendario coraggio dei Grifoni?- infierisco.

Confesso che, prima di questo scambio di battute, provavo ancora un minimo di simpatia per Serpentina. Che volete farci, la bella vita e i piaceri dei piani alti possono rammollire. Finora, Roxanne mi era parsa poco più di una bulletta acida, riprovevole ma in qualche modo patetica, piena di sé ma tutto sommato risibile nei suoi tentativi di malfaccità, nel complesso un’adolescente “ribelle” destinata, prima o poi, a scontrarsi con la dura realtà. Ora invece si rivela essere una creatura di rara ingratitudine, incapace di mettere a frutto l’educazione che i suoi genitori le hanno dato. Insomma, George sarà stato anche un combinaguai non da poco, ma anche lui ha difeso Hogwarts e non possiamo neanche immaginare che trauma sia stato per lui, come per tutta la sua famiglia, la morte di Fred.

Un’altra cosa mi perplime: in questi primi sette capitoli (ce ne sono ben cinquantuno, per la nostra gioia) del mondo magico creato dalla Rowling si è visto ben poco, a parte il treno per Hogwarts e alcune magie, generalmente fuori luogo. Perché sprecare in questo modo un universo per dar voce alla megalomania di una Mary Sue che con quel mondo ha ben poco a che fare? Perché non scrivere una fanfiction direttamente su Gossip Girl o, al limite, un’originale? E quand’è che questi ninfomani trovano il tempo per studiare, visti i voti esorbitanti che prendono? Queste domande, ahimè, sono destinate a rimanere senza risposta. Possiamo però consolarci cercando la risposta a quesiti ben più importanti. Come andrà a finire tra Max e Rox (che carini, sembrano degli snack)? E chi si cela dietro lo pseudonimo di Gossip Queen? Lo scopriremo nella prossima puntata, se mai ci sarà.

-No principessa, adesso mi ascolti- sussurra con il volto ad un centimetro dal mio -Non sei una puttana, è vero, ma non sei nemmeno una suora. Non voglio che tu vada con altri, tutto qui-

-Ah, e perchè se posso saperlo?-

-Perchè tu sei mia-

Non poteva mancare qualche sfumatura di Gray… cioè Nott, vi pare?

Foxoxo, Gossip Fox

“Padrone, quella firma è davvero atroce…”
“Zitto, Koba, e pensa a lucidare il catino!”

Hermiglia e il biondo tremendo – Prima parte

Giacobini dimmerda, stizzite nobildonne, promiscui accoliti della setta-a-delinquere, spingitori di thestral, aspiranti Umbridge, troll, trolley e trollini assortiti, buonasera. Siamo qui riuniti per piangere la scomparsa di Hermione Granger, che d’ora in poi sarà rimpiazzata dalla ben più procace e voluttuosa Hermiglia. Le cause del decesso non sono ancora del tutto chiarite, ma si sospetta siano legate ad un brutto caso di OOC unito all’azione del Divin Pargolo (non che lui se la passi meglio, comunque). Il referto autoptico, compilato da thedragontosaphira, ci aiuterà a far chiarezza sul tragico evento.
La nostra storia, ambientata cinque anni dopo la caduta di Voldemort, si apre con Hermione che fa visita ai propri genitori, ricoverati all’Ospedale di San Mungo. Il motivo?

Li aveva obliviati per proteggerli, ed ora che la guerra era finita, dopo averli ritrovati, aveva provato ad annullare l’incantesimo senza alcun risultato. Sembrava che tutto si ritorcesse contro di lei. Infatti per quanto buffo, aveva peggiorato la situazione, cancellando così la memoria completamente, ora erano come due sacchi vuoti, non sapevano nè chi erano, nè qual’era il loro posto nel mondo (neanche l’apostrofo lo sa), erano privi di emozioni, ricordi, ma sopratutto anima.

Mi pare logico. La strega più in gamba della propria generazione (e non ci riferiamo allo stacco di coscia, come erroneamente riportano certe ficcy) è riuscita a far più danni di un Dissennatore. Non solo, ma le cure per i suoi genitori hanno intaccato le sue finanze, costringendola a trasferirsi in un monolocale a ridosso dei due mondi (citofonare Walter Bishop, astenersi perditempo). Almeno, penserete, c’è Ron ad aiutarla a superare questo periodo nero.

Che adorabile ingenuità.

Quel bacio nella camera dei segreti con Ronald aveva fatto capire ad entrambi, che non potevano essere una coppia, erano troppo amici.

Sicuri che l’Oblivion non abbia colpito Hermione invece dei suoi genitori? Perché altrimenti non si spiegherebbe la scelta di porre la parola fine ad una storia che non era mai iniziata. Ora, va detto che l’inizio non era stato uno dei più promettenti, ma zia Rowling un paio di righe per sviluppare la relazione le ha scritte. Giusto un paio, magari a qualcuno sono sfuggite.
Ma se Atene piange, Sparta non ride: la diagnosi per Draco lascia poche speranze. Trattasi, anche in questo caso, di un terribile attacco di OOC. Dopo la fine della guerra, infatti, il Divin Pargolo si è rifugiato nel mondo babbano (seeeee), ha conseguito una laurea in medicina (come no, e ha iniziato a portare regali ai bambini poveri ogni Natale) che poi ha trasformato in quella magica, probabilmente con l’aiuto del Trota. Tra verdi ci si intende. Il referto riporta inoltre che, durante una battaglia ha riportato danni le cui conseguenze pesano tuttora sulla sua vita. Trattandosi dell’unico erede di Lucius, possiamo immaginare quale sia la zona interessata.
Per sua fortuna, la situazione sta per cambiare. Armato di un savoir faire da Christian Grey platinato, Draco ha intenzione di proporre ad Hermione un certo “affare”, e anche qui la nostra immaginazione non ha bisogno di spaziare troppo. Ma poi, chi ha bisogno di immaginazione, quando Draco rifulge già in tutta la sua garystuaggine?

Il suo passato militare come medico, gli aveva insegnato a non farsi travolgere dalle emozioni, ma quello era stato un dettaglio irrilevante per lui, educato nei dogmi purosangue

Certo, certo…

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=NBDHwr7RJDY%5D

Dicevamo… nonostante la laurea babbana, Draco ha un posto di rilievo al San Mungo, dove incontra Hermione mentre questa sta facendo visita ai genitori.

– Chiudi la bocca Granger o ci entreranno le mosche.- Disse con un mezzo sorrisetto sul viso.

Il video è giusto un paio di righe sopra, non sto a ripostarlo. Ok?

Colpita (con probabile trauma cranico) da una simile esibizione di empatia e professionalità, Hermione si perde nella contemplazione del Divin Pargolo, giacché il corpo acerbo e spigoloso del ragazzo aveva lasciato posto ad un fisico asciutto e muscoloso (i camici sono più aderenti di quanto ricordassi), mentre questi esamina il caso.
A quanto pare a Draco poco importa di rischiare la terapia intensiva, dato che inizia a fare il misterioso con Hermione fino a provocare la di lei furia. Ma se il suo comportamento può apparire nebuloso al lettore più ingenuo, noi giacobini maliziosi e navigati sappiamo dove andare a cercare. E infatti…

Il suo fisico flessuoso gli si dipinse con chiarezza nella mente, doveva ammettere che era nettamente migliorata dai tempi della scuola,si era riempita nei posti giusti (Hermiella la ciambella?), i lineamenti del viso si erano affinati, la massa informe di capelli, che lui ricordava, si era trasformata in una lussureggiante cascata di morbidi ricci (a quanto pare Madama Chips, sfinita dal lavoro extra dopo la battaglia di Hogwarts, si è licenziata per fare l’estetista)

Il fine settimana trascorre fra una sega mentale e l’altra, finché una sera Draco non si presenta a casa di Hermione con la proposta di un contratto. Fissando il suo sguardo argenteo in quello dorato di lei (no, ragazzi, al limite con gli Uniposca ci si colorano le unghie!), pronuncia la fatale richiesta:

– Mezzosangue, sposami e dammi un figlio!-


Il video è ancora lassù, se a qualcuno fosse sfuggito.

Grazie al cielo, Hermione non mostra ancora i sintomi più preoccupanti dell’OOC e, con un colpo di bacchetta, schianta Malfoy sul posto e lascia che Grattastinchi lo usi come lettiera.

Magari.

In realtà si limita a gridargli contro e a buttarlo fuori di casa. Ci sarebbero anche gli estremi per una denuncia, visto che si tratta di un ricatto bello e buono, oltre che di un comportamento contrario a qualsiasi deontologia, ma sono sottigliezze.
Purtroppo, le parole di Draco hanno un cattivo effetto su Hermione, che trascorre una notte insonne e, il giorno dopo, decide di fissare un appuntamento con Malfoy. E no, non cerca di incastrarlo con l’ausilio di un registratore nascosto e qualche goccia di Veritaserum.

Voleva sapere di più e stavolta non si sarebbe accontentata di poche criptiche parole.

Cosa ci può essere di criptico in “Mezzosangue, sposami e dammi un figlio”?
Comunque, Hermione si presenta all’appuntamento indossando uno dei suoi vestiti più eleganti, in quanto non vuole che Malfoy possa criticare il suo abbigliamento com’era stato durante gli anni trascorsi ad Hogwarts. Era un’adolescente insicura e lui l’aveva colpita dove le avrebbe fatto più male. (Quello “sporca Mezzosangue”, invece, era un simpatico appellativo tra colleghi.)

– Ok! E’ molto semplice. Io ho la cura. Tu mi sposi e mi dai un figlio. Ed io farò in modo che tu possa riabbracciare tuoi genitori. Come vedi, non è nulla di complicato o impossibile.- […] un matrimonio magico, con contratto, giusto perchè tu non ti scordi qualche piccolo dettaglio ed in cambio la cura per i tuoi. –

Non sentite già nell’aria un profumo di cinquanta sfumature dimmerd di verde? E poi, sadismo a parte, perché Malfoy dovrebbe costringere Hermione a dargli un figlio, quando vi sono orde di streghe purosangue (e qualche Zabini o Potter di passaggio, a seconda della ficcy) che baciano il suolo su cui cammina l’erede del GoS?

– Ma posso dirti, che gradirei avere un figlio con una mente brillante e non con una fotocopia di una purosangue, a cui insegnano solo l’arte dello shopping. –

Infatti Bellatrix ha ucciso Sirius prendendolo a borsettate.

Draco concede ad Hermione tempo fino al lunedì successivo, quindi ritorna nel suo attico, in cui esercitava ancora, come eminente chirurgo (non so, secondo me una laparoscopia sul divano damascato stona un po’), e telefona ad un certo Tom. Che sia Tom Riddle? Abbiamo le nostre riserve in merito, incluso il fatto che il Signore Oscuro con un i-Phone sarebbe un’immagine quanto mai bizzarra, anche se una pagina Facebook intitolata “I selfie di Voldy” avrebbe sicuramente successo.
Dopodiché, per assicurarsi che Hermione affronti le cose nel modo più tranquillo possibile, Draco fa trasferire i genitori della ragazza nell’ala privata dell’ospedale senza dirle nulla.

– Che succede? – Chiese facendosi largo il medimago di turno. – Perchè non mi avete chiamato? Sono la figlia, per Merlino, ed era un mio diritto vederli, prima che fossero portati via! Stamani stavano bene, com’è potuto accadere? Cos’è successo? – Chiese con la voce rotta. Lui si accucciò vicino alla donna e, prendendole le mani, disse – Credo che ci sia stato un equivoco, i coniugi Granger stanno bene, sono solo stati spostati nell’ala privata..Non so se mi sono spiegato. Insomma, nella clinica privata del professor Malfoy, ci sono solo dieci stanze, ed hanno ogni comfort, l’ambiente è un po’ più “ricercato”, insomma è un po’ come un albergo di lusso da un certo punto di vista. –

Non so voi, ma se questa è la prassi ospedaliera per Draco, è un miracolo che qualcuno non l’abbia già ridotto a camminare come il dottor House.

Ma la cosa che la scioccò di più fu il grande schermo al plasma che troneggiava appeso al muro.
” Magia e tecnologia babbana, un buon connubio ” pensò.

A parte il fatto che Draco storcerebbe il diafano e marmoreo naso di fronte ad un oggetto così sfacciatamente babbano, uno schermo al plasma in un luogo magico come il San Mungo potrebbe sintonizzarsi solo su due canali, a parte Radio Maria: non funzionante oppure esploso.
Ritrovati i genitori, Hermione inizia a ponderare sulla proposta.

L’unica nota stonata di quella proposta era il figlio (sicuri che sia proprio l’unica?),il ciò (Fa pipì? Fa popò? Ha per caso un oblò?) comportava fare sesso con il biondo, non che lui fosse poco prestante, anzi doveva ammettere che aveva un corpo da schianto (non in quel senso, ahimè), il sedere sembrava parlare (io ci andrei piano con i fagioli), e che dire dei pettorali, sicuramente erano ben definiti (che siano i cari vecchi allenamenti di Quidditch?), lo si denotava attraverso le camicie che lo fasciavano, come se fossero cucite addosso. Ma d’altronde lui era un Malfoy, generazioni e generazioni di selezione della razza… (i Gaunt approvano)

Dopo questa solfa sconclusionata, Hermione decide di accettare un contratto, ma non senza cercare di imporsi. Dopotutto, è un Legismago.
Giusto, è un Legismago.
E allora perché non si rivolge alla legge? Con il cervello, la determinazione e la meritata fama di eroina che si ritrova, Hermione potrebbe prendere il Divin Pargolo per le metaforiche palline e porre fine a quello che, non fa male ricordarlo, è un ricatto in piena regola.
Niente di tutto ciò. Ormai in preda alla confusione più totale, Hermione arriva a sbagliare l’accento nella laconica risposta a Malfoy

Si.
H.G.

e si prepara a ricevere il contratto, ovviamente tramite il magicavvocato [sic] Zabini. E qui non posso non riportare questo capolavoro nella sua interezza, perla dopo perla, affinché tutti voi frigidi giacobini possiate goderne appieno:

– Il mio cliente ha diritto decisionale su tutto quello che sarà lo svolgimento della cerimonia (abiti, testimoni, fiori, rinfresco, invitati e quant’altro).
– Il mio cliente fisserà la dimora familiare per se, la propria la consorte e la prole.
– Il mio cliente assolverà alla promessa fatta alla sposa, nel momento in
cui lei resterà incinta.
– Il mio cliente pretende la discrezione più assoluta sulla sua privacy, passata, presente e futura. Nulla deve trapelare al di fuori delle mure domestiche.
– Il matrimonio sarà indissolubile. La sposa prenderà il cognome del marito e si atterrà alle decisioni di quest’ultimo, senza discutere, poiché egli sarà patriarca indiscusso della famiglia. –
– La controparte si comporterà alla stregua di una purosangue : vedi libretto allegato.
– Si accetteranno tutti i vincoli magici sulle nozze, ma esso possiederà la esclusiva patria potestà sul figlio/i e qualsiasi scelta di vita od educativa aspetterà solo a lui. –
– La controparte si impegna a fornire almeno un erede al consorte entro due anni.-
– La controparte si comporterà in maniera consona ed adeguata in pubblico,rispettando il consorte. –
– Il committente si riserva di modificare, o aggiungere, se necessario, qualsiasi clausola. –

Ed è a questo punto che Hermione va a sventolare il contratto sotto il naso di un giudice, il quale dichiara necessaria la chiusura di Malfoy in un istituto psichiatrico a causa di instabilità dovuta a megalomania.
Vi piacerebbe, eh? Illusi. Hermione si limita a far pervenire una risposta piccata a Zabini, risposta alla quale Malfoy neanche presta attenzione, e si sottopone ad un prelievo di sangue per qualche motivo che per il momento resta oscuro quanto la deontologia di Dracuccio. Per risollevarsi, decide di accettare l’invito a cena di tale Jonas, un sottosegretario del Ministero della Magia e, incredibilmente, una persona normale. Avete già intuito come andrà a finire, vero?

– Complimenti Granger, vedo che ti diverti! – Esclamò sibilando, per poi proseguire – Quanto a te, damerino, metti giù le mani dalla mia fidanzata!! –

E ad uno così lasciano maneggiare un bisturi?

In men che non si dica Hermione stupefatta si trovò all’anulare l’anello di fidanzamento dei Malfoy, non fece nemmeno in tempo a reagire, le forti mani di Draco le avevano imprigionato la mano e forzato l’anello al dito.
Lei alzò un sopracciglio, mentre lo fissava assassina, cercava di sfilarsi la veretta senza riuscirci e, vedendo il ghigno divertito di Draco, ringhiando chiese
– Non c’è nulla da ridere, grandissimo idiota, cosa credi di avere concluso così? –
– E’ semplice, una volta che hai al dito l’anello destinato alle spose Malfoy, forgiato dai folletti con antica magia, accetti le nozze e di conseguenza il contratto matrimoniale stipulato. –

Ma bene! Dopo il ricatto, anche un’aggressione e un matrimonio forzato. Vantiamocene!

Il capitolo si chiude con la pubblicazione del matrimonio sulla prima pagina della Gazzetta del Profeta (certo che dopo la sconfitta di Voldie il mondo magico è diventato un posto davvero noioso) e questa comicissima scenetta:

Harry Potter che stava leggendo il giornale, come tutte le mattine facendo colazione, sputò tutto quello che stava bevendo, rimanendo a bocca aperta.
“Merlino!” Pensò “Ho le traveggole!”

E pensa che hai letto solo l’articolo, caro!

Che succederà adesso? Draco riuscirà a ravvedersi? Qualcuno si accorgerà di questo infame ricatto? Ma, soprattutto, Hermione saprà trovare dentro di sé la forza di fare la cosa giusta, tipo un Cruciatus? Lo scopriremo nei prossimi capitoli, ma temo che la risposta sia scontata.

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=FXiWwNiilpA%5D

Si ringrazia Winola per la betatura.

Stay strong Ramsay

Attenzione: Questa recensione contiene spoiler relativi alla 3° stagione de Il trono di spade.

Giacobini dimmerda asserviti al sistema, corrottissimi membri del Concilio Ristretto, frigidi piani alti della setta-a-delinquere, buonasera. Si sa, il Tempio è oscuro e pieno di terrori, e la sezione dedicata a Game of Thrones offre delle ghiotte occasioni: il testo che vi propongo oggi, scritto su una pergamena di pelle umana nella lingua comune di Westeros e proveniente da Forte Terrore, è stato prontamente recapitato da LadyArien.

La ficcy si apre con un Ramsay Bolton decisamente malconcio, disteso sul letto a causa di un terribile attacco di OOC una brutta slogatura della caviglia. Sarà scivolato sul sangue sparso durante l’ultima sessione di torture, penseranno subito i più arguti. E invece no: la colpa di questo infortunio è da imputarsi a Theon Greyjoy.
Come dite? Ha trovato il modo di liberarsi e di fuggire? Signori, questo è chiedere troppo. Qualcuno lo ha soccorso, recapitando una provvidenziale mazzolata al giovane Bolton? Bel tentativo, ma ancora troppo credibile. I fatti si sono svolti in questo modo:

Si era fidato di Theon, gli aveva concesso di uscire senza catene, lo aveva trattato molto meglio di un qualunque servo e lui… lui era fuggito, lo aveva lasciato solo, lo aveva abbandonato

Sono allibito oltre ogni dire. Che tempi, signore mie, non c’è più religione! Dove sono finite le buone maniere? E dire che Ramsay con Theon si è sempre comportato bene: mai uno sgarbo, mai un dispetto. E Theon non se la passava certo male, giusto? L’ultima volta che l’abbiamo visto era felice, spensierato e in buona salute, con l’unico, piccolissimo inconveniente di essere…

Dicevamo… quell’ingrato di Theon fugge senza una valida motivazione e lascia il povero Ramsay pesto e dolorante. Ma più che del corpo le ferite, da Ramsay son sentite le bramosie d’amor. Il ragazzo, infatti, è vittima di piccoli problemi di cuore. No, il cuore in questione non gli è caduto di mano dopo che l’aveva estratto da una cassa toracica. È successo di peggio.

La verità era che Theon gli mancava e che era deluso soprattutto perché lo aveva tradito e abbandonato.

Sicuramente si riferisce al fatto di non averlo potuto scuoiare e mutilare ulteriormente. Certo, è sicuramente così. Deve essere così.
Per la nostra giuoia (un po’ meno per la sua), Theon viene riacciuffato quasi subito, ma Ramsay si rifiuta di vedere il prigioniero e preferisce trascorrere la notte a segamentalizzare. Solo il mattino seguente, dopo aver riordinato con cura le copie di Piangersi addosso 2000 e aver provato l’espressione imbronciata che ogni divaH capricciosaH deve saper sfoderare in qualsiasi circostanza, decide di scendere nelle segrete.
Preparate gli occhialini 3D (la D sta per “delirio”), cari giacobini, perché inizia la parata dell’assurdo.

“Come osi sorridere, maledetto bugiardo? Io mi sono fidato di te, ti ho concesso tanto e tu… e tu… alla prima occasione tu…hai rovinato tutto!” gridò Ramsay, avventandosi su di lui e prendendolo a pugni e a schiaffi. “Hai rovinato tutto, hai rovinato tutto!” continuò, picchiandolo più con disperazione che con rabbia.

Più che di Roose Bolton, in questo momento Ramsay sembra il figlio di un altro genio del male.
Dopo aver frignato e strepitato ancora per un po’, correndo il serio rischio di essere incenerito da un Loki vestalico di passaggio geloso del proprio Lamentino d’Oro, Ramsay si volta e fa per andarsene, quand’ecco che Theon riesce a farlo restare:

volevo tornare da te, ho solo te al mondo

Non preferiresti dei deliziosi cereali Cheerios?
Ad ogni modo, Ramsay torna sui propri passi perché, ci viene detto, nemmeno lui vuole perdere Theon ed è in cerca di una scusa per riprenderselo. E io che pensavo che tenerlo chiuso in una segreta fosse più che sufficiente.
Chiaramente rimbambito dall’aria gelida del Nord, Ramsay inizia a liberare Theon (Forte Terrore si sta trasformando in una tana di volpi, a quanto pare) e, nel pallido tentativo di convincerci di avere ancora qualche sprazzo di IC, minaccia di tagliargli le dita dei piedi la prossima volta che tenterà di scappare. In tutta risposta, Theon usa il braccio appena liberato per stringere Ramsay a sé e lo soffoca con l’ausilio dell’ascella commossa lo bacia appassionatamente.

Arrivato a questo punto, ero tentato di spezzare una lancia (e anche un braccio random, perché senza torture Forte Terrore non è la stessa cosa) a favore della ficcy. Avevo pensato che facesse tutto parte di un piano di Theon. “Sì, ma certo!” avevo esclamato ad alta voce, facendo trasalire i miei scagnozzi “Adesso è tutto chiaro! Theon ha intenzione di approfittare del fatto che Ramsay è vittima di un grave stordimento, chiaramente dovuto all’aver soffiato troppo a lungo nel corno, per liberarsi e fuggire di nuovo, non prima di aver gambizzato per bene il caro Bolton.”
Ma, ahinoi, le mie aspettative sono state presto deluse. Già le intenzioni iniziali di Theon non andavano oltre il tira e molla sentimentale, poi accade questo:

si rese conto che anche a lui era mancato (no, non si sta riferendo ad un certo organo), che anche lui lo desiderava, così lo baciò sempre più profondamente e appassionatamente. Ramsay, colto alla sprovvista, si abbandonò al giovane Greyjoy, sentendo che dentro di sé tutte le emozioni rabbiose e negative che lo avevano tormentato si stavano sciogliendo.

Scusate se non sentite ancora il violino: mi sono fatto male alla mandibola nel tentativo di non scoppiare a ridere e non riesco a tenerlo fermo. Non appena Koba sarà di ritorno con il fidato catino, gli assegnerò il compito di fornire un’adeguata colonna sonora.
Al termine del bacio, Ramsay-Orsetto-Del-Cuore finisce di slegare Theon, il quale in tutta risposta lo abbraccia. Silenzio in terza fila, non cercherà di strangolarlo se è questo che pensate.
Dopo l’ennesima occasione sprecata, Ramsay torna nella propria stanza da letto con il rampollo dei Greyjoy tenuto saldamente in braccio, la camicia bianca aperta sul petto imponente e tornito, i lunghi capelli scompigliati dal vento, sullo sfondo il tramonto infuocato che illumina la foresta selvaggia… ah no, scusate, quella era la copertina di un Harmony. Mi sono confuso un attimo.
Theon viene fatto lavare e vestire, quindi Ramsay gli permette di dormire con sé nel letto. Ed è a questo punto che Theon si rivela per quel mostro di astuzia ed aggressività passiva che è sempre stato e lo pugnala nel sonno.
Ci speravate, eh? Se pensate che questa ficcy abbia un lieto fine, non avete fatto attenzione. Come dite? Troppo crudele? Beh, qualcuno deve pur compensare.
In realtà, non ho detto proprio una bugia. Il problema è che quello usato da Theon non è esattamente un pugnale.

Theon si accorse che il giovane Lord era totalmente in sua balìa e, sempre baciandolo e accarezzandolo, si fece più appassionato, lo strinse, lo penetrò e lo possedette

Fermi tutti! Qualcosa non torna…

(Si ringrazia Hyena88 per il link)

Il vendicatore calvo di Theon non era stato recapitato a Balon in una truculenta parodia della pizza alla salsiccia? Oppure è stato finalmente trovato un altro uso per quel maledetto corno? Ci interessa davvero saperlo? (A Jon Snow forse sì, dato che l’unica cosa che sa è dove metterlo e potrebbe approfondire gli studi in tal senso, ma non divaghiamo.) Ramsay è forse entrato nel tunnel del latte di papavero? Il corno fa parte degli ‘mbuti? I Greyjoy sono dei subbaqqui? Questo ed altro su Fastidious Channel!

Persino per Theon era in fondo piacevole addormentarsi stringendo Ramsay tra le braccia…

Siano ringraziati i sette dei, Koba è tornato appena in tempo con il catino.

Optional, metà lupi e fanciulle alla Barriera.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
Frigide giacobine promiscue e impotenti giacobini
Lord e Lady dei Sette Regni e delle Libere Città di Westeros
A voi tutti, ave.

Di nuovo, mi sono immersa in uno dei miei lunghi viaggi alla ricerca della Verità, di risposte a domande esistenziali quali chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando? Perché i personaggi originali nelle fanfiction tendono ad essere così irritanti qualunque sia il fandom e perché infilati così a cazzo così stridenti rispetto al canon?
Chissà che Il Corvo e il Pettirosso di PrincesMonica (http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1052665) non riesca a illuminarci. Con la benedizione degli Antichi Dei e di quelli Nuovi.

***ATTENZIONE***

La recensione che segue potrebbe contenere qualche blando spoiler della serie A Song of Ice and Fire di George R.R. Martin, almeno fino al libro A Storm of Swords.

***TORNATE PURE A DISTRARVI***

Le premesse non sono delle migliori; già dalle prime righe l’autrice rende noto che cambierà parecchie cose rispetto ai libri in quanto dotata di un cuore tenero e non sadica come George R.R Martin. Odio far morire personaggi come fossero mosche. Soprattutto i personaggi che amo. Mi ricorda qualcuno:

L’incipit è un tributo mirabile alla specificazione dell’ovvio, puntualizzando come, nelle terre del Nord, il sole era un optional. Optional è esattamente una delle parole che mi aspetterei di trovare in un libro di Martin, o di sentir pronunciare nel corso della serie tv, più o meno quanto trazione anteriore, chiavi in mano ed ecoincentivi.
Così come mi aspetterei di trovare un Jon Snow con un mezzo lupo come famiglio che si fa coccolare da una sconosciuta e grattare la pancia pelosa anziché sbranarla. Poi l’autrice si correggerà con un bel metà lupo, ma pur cambiando l’ordine degli addendi il risultato è sempre quello: you fail, but thanks for trying.

Come prevedibile, la suddetta sconosciuta, inspiegabilmente rinvenuta nelle nevi durante una discutibile spedizione dei Guardiani della Notte a Città della Talpa, non solo ha la straordinaria capacità di trasformare un feroce metalupo in uno Yorkshire da compagnia, ma può concedersi un inchino quasi derisorio e di farsi squadrare dal povero Jon che praticamente le radiografa.
Vi prego di porre particolare rilievo ai due vividi occhi scuri che sembrava brillassero, è importante, e al passaggio logico secondo il quale lo stesso Jon decreta che non doveva essere una puttana della città delle Talpe e chi aveva pensato venisse da lì? a meno che non fosse particolarmente brava ecco spiegato il rating rosso o la protetta di qualcuno di importante.
Non avete trovato il passaggio logico? Peccato, speravo avreste aiutato anche me a scovarlo.
Il siparietto che segue, con Jon-Snow-boccalone e Mary-Sue-figa-di-porfido-perché-il-legno-non-rende-abbastanza-l-idea si conclude con una scena che ha del raccapricciante: i due si separano e Spettro, anziché seguire il suo padrone, cosa fa? Le feste. A lei. E non si schioda, tanto che Jon non può tornare alla Barriera. E ha anche la giustificazione per Lord Mormont! Basterà solo dirgli che aveva dovuto controllare delle cose sospette. Io immagino la reazione del Vecchio Orso più o meno così:

La passeggiatina fuori programma ha termine in una casetta in mezzo al nulla che, purtroppo per noi, non è né quella dei sette nani né quella di quei brutti film dell’orrore alla fine dei quali l’unica sopravvissuta resta la videocamera. No, è il luogo dove Robyn, la nostra originalissima e imprevedibilissima protagonista dal corpo quantomeno avvenente (Jon Snow dixit, anzi, cogitavit in quanto troppo Stark per arrischiare di offendere la sua ospite) vive e lavora (trascrivendo le storie del Nord e mandandole alla Cittadella… perché pensate sempre male?) in barba al piatto appetibile che potrebbe essere per potenziali ladri e/o stupratori. Ma lei pare non avere alcun timore a riguardo: perché venire a rischiare l’ira del Nord profanando me?
Perché pensare che al Nord gliene freghi realmente qualcosa?

Ma il peggio non è arrivato ancora: Robyn ha un pugnale in acciaio di Valyria (questo metallo sta iniziando ad esser troppo inflazionato, per i miei gusti); tanto quanto basta, insomma, per spronare Jon Snow a diventare cretino: verrò comunque più spesso a vedere come te la cavi e se stai bene. Il perché della minchiata bizzarra decisione, per fortuna, se lo pone la stessa Robyn. Ma è un attimo di fyccinosa lucidità che dura poco giacché, poche righe più avanti, veniamo rapiti dalla descrizione delle labbra sottili e rosse di lei, della pelle pallida che pareva quasi porcellana, dei capelli di un intenso color mogano con dei riflessi ramati che splendevano solo alla luce del fuoco e dei succitati occhi in grado di guarargli dentro, scavargli il cuore e la mente. Ve l’avevo detto che erano importanti. Vi è anche una descrizione da manuale fyccinico di Jon, di qui in avanti definito “Diversamente Stark”, ma ve la risparmio per pietà nei vostri confronti.

Purtroppo per voi non posso risparmiarvi la successiva visita di Diversamente Stark a Robyn, che non aspettando ospiti casualmente affiora sull’uscio con un bel vestito rosso che risalta i dolci seni pieni ed abbondanti e le dolci curve della vita e con la solita cafonaggine da ce-l-ho-solo-io, almeno finché non l’invita ad entrare. E finché lui non le chiede di cantargli qualcosa.

Comunque… no.  Neanche nel corso di questo secondo, intenso incontro finiscono in seconda base. Ho idea che sarà una cosa lunga.  Anche Robyn deve pensarlo, forse è per questo che è così interessata a Jon.

E’ proprio il pensiero del Diversamente Stark che, nei freddi giorni a venire, a fronte del tempo più impervio scalda il cuore di Robyn. Insieme al disgusto per Joffrey (sì, quel Joffrey), reo di avere ucciso il suo unico vero amico (…) Spike, il suo bellissimo gatto nero.
E non fate quelle facce. Adesso spiega.
Era stato un regalo di suo padre quando aveva compiuto otto anni ed era solo un cucciolo. Erano cresciuti assieme e quel bamboccio glielo aveva infilzato con la freccia di una balestra. Avrebbe voluto schiaffeggiarlo a sangue per quel poco che le mani le sarebbero rimaste ancora attaccate alle braccia ma la Regina Cercei parente prossima della più nota Cersei l’aveva fulminata col potere di Thor? e pochi giorni dopo lei era partita. Peccato che la moda “metti la testa su una picca” sia esplosa anni dopo.
Di quale elevato lignaggio possa mai essere questa Robyn, tale da renderla degna di fare da compagna di giochi a un futuro re, fa parte del mistero che avvolge il suo passato e che ci verrà rivelato nel corso della storia a spizzichi e bocconi  non del tutto coerenti tra loro.

Proprio mentre Robyn si perde nel ricordo di queste piacevolezze, toh, caso vuole che qualcuno raspi alla porta. No, non è ancora il Diversamente Stark, di ritorno dall’aver accompagnato alcuni attendenti alla città per comprare scorte di cibo, anche se ormai in questa storia nessuno si stupirebbe di vederlo sbavare e camminare a quattro zampe, ma Spettro. Che, provvidenzialmente, salta addosso a Robyn, e talmente la inzacchera di fango da costringerla a cambiarsi. Sarà che anziché esser metalupo è metà lupo, ma se un animale di quella stazza ti caracolla addosso, nel migliore dei casi ti uccide per schiacciamento. Invece i metà lupi ti danno solo una scusa per cambiarti alle spalle di un Guardiano della Notte che per definizione non dovrebbe vedere figa da un po’.

Dopo altre righe superflue di contemplazione della nuova mise di Robyn, e di quanto possa somigliare a Lady Stark, la perla: Diversamente Stark le chiede di lavorare per i Guardiani della notte.

E no, signori miei. OOC e What if? tra le note alla storia non sono sufficienti a giustificare quello che è un vero e proprio Alternate Universe e nemmeno dei più blandi. Tanto più che, come vedrete più avanti, le argomentazioni addotte a un simile sconvolgimento di una tradizione secolare sono quanto mai ridicole.
Quella lucida, paradossalmente, è di nuovo Robyn. Alle sue perplessità viene risposto con lodi alla buona libreria del Castello Nero, di come lei potrebbe occuparsi dei libri, aiutare Sam nelle cose e dare ai Guardiani della notte un utile lavoro.



Uhm. Di lavori che una donna potrebbe fare in un casermone di reietti che hanno fatto praticamente voto di castità me ne viene in mente soltanto uno.

Vi avevo detto di non pensar male.

Certo, il problema che adesso potrebbe porsi è come convincere Mormont. Ovviamente convincendo Maestro Aemon. Perché se è vecchio allora è anche rincoglionito, dunque l’uomo sul quale puntare per spezzare un’istituzione antica di secoli.
… se dovesse servire, ti verrò a prendere e ti riporterò a casa ogni giorno (…) in fono me lo hai detto tu che se non trovavi qualcuno che ti finanziasse, saresti dovuta partire (…) Mormont non permetterà che una ragazza sola intraprenda il viaggio verso il sud con questa guerra: motivazioni che un sempre più ingenuo Diversamente Stark snocciola come realmente convincenti.
Come dite voi Stark, The winter is coming. Mi sa che c’avete ragione.

Vi sarebbe piaciuto. E invece no: Diversamente Stark non solo non la trucida per avere sbagliato il motto (IL MOTTO, SANTISETTEDDEI!) ma piagnucola anche di non essere uno Stark. Robyn, però, è ancora pronta a stupirci: lei sa che Jon è uno Stark, perché è tale e quale a suo padre.
Sì, miei lord e mie lady. Robyn ha avuto l’onore di essere ricevuta da Eddard Stark e dalla moglie per ottenere il permesso per poter vivere al nord come suggerito dal suo Maestro alla Cittadella perché sarebbe stato più onorevole.

Francamente, come espediente per mettere maggiormente in risalto il lato emo di Diversamente Stark, il passato misterioso sul quale Robyn mente (una figlia di mercanti mandata alla Cittadella per diventare Septa che finisce a fare la scrivana è, lo ribadiamo, esattamente la compagna d’infanzia ideale per il futuro re degli Andali e dei Primi Uomini, lord dei Sette Regni e protettore del reame) e per farle prendere tra le proprie la mano di lui con relativo scompenso ormonale, mi aspettavo di meglio.
No. Non è vero. Anche se il peggio ha da venire.

Come da previsione, Maestro Aemon e Lord Mormont si sono lasciati convincere con estrema facilità all’idea di un’inedita presenza femminile nella Confraternita; certo, prima di prendere una decisione finale, volevano vederla e parlarle. E immagino sarà un colloquio difficilissimo.  Godiamoci i preliminari.
Robyn era entrata nella corte del castello seduta sul cavallo di Jon alla amazzone perché la signorina è in grado di combattere e procacciarsi il cibo da sola, ma siccome ora dobbiam fare bella figura e stupire con effetti speciali e figosi cavalchiamo all’amazzone come una lady con lui che la sosteneva tenendo le redini. Cielo. E’ così prevedibile che potrebbe farmi tenerezza. Quella mattina Robyn si era vestita come meglio poteva e in effetti Aemon e Mormont sono Enzo Miccio e Carla Gozzi aveva indossato il vestito blu che tanto era piaciuto a Jon e per coprirsi una pesanta cappa bianca di pelliccia di coniglio con cucito, sul cuore, lo stemma di un gatto bianco su sfondo blu. Aaaaaah, ecco. Era giusto una scusa per fare scorgere lo stemma di famiglia, capito. E ovviamente per far perdere Diversamente Stark nella contemplazione della mirabile fattura di ogni cosa lei portasse addosso e del suo corpo tonico e scattante, non certo pingue come quello di alcune donne. L’arrivo di Robyn, di qui in avanti definita “DrizzaCazzi”, causa stupore e soprattutto turgore nei poveri Confratelli, che non tardano ad esibirsi in quei commenti poco signorili che ritroviamo sempre nelle brutte fyccine in cui la protagonista capita casualmente in un covo di ragazzacci; ma non preoccupatevi, poiché era bastata una ringhiata di Spettro e si erano zittiti tutti.

Il colloquio d’ammissione ha un che di imbarazzante. Nell’ordine:
– alla domanda di Mormont su cosa farebbe se la fortezza fosse assediata, DrizzaCazzi risponde corro a casa per non intralciarvi;
– alla replica casa tua è a un miglio e mezzo da qui. Pensi di poteci arrivare senza essere presa da qualcuno?, come se ce ne importasse veramente qualcosa, interviene a sproposito maestro Aemon: non credo che riceveremo minacce di assedio troppo a breve le ultime parole famose e se mai dovesse succedere qualcosa, uno dei nostri confratelli, uno fidato, la riporterà a casa. Perché i Guardiani della Notte sono così tanti da potersi permettere di fare da scorta alla Mary Sue di turno;
– messo a tacere Mormont, di qui in avanti definito “Povero Orso”, Aemon tocchiccia il volto di DrizzaCazzi e chiede a Diversamente Stark di che colore abbia gli occhi. Lui all’inizio si salva, rispondendo con un normalissimo “castani”. Ma poi ci mette il carico da novanta: scuri come il tronco di un pino, ma brillanti come un rubino;
– niente cazzi: Aemon vuole che lavori in biblioteca e in biblioteca lei lavorerà. Perché non possiamo farci accecare dall’orgoglio del nostro sesso e scacciare la mano di chi ce la tende. Dai, su. Lo scherzo è bello finché dura poco: ridateci il Targaryen originale e riprendetevi nonno Abraham;
Snow, sia ben chiaro: Lady Robyn è sotto la tua resposabilità decreta Povero Orso.

I pipponi mentali sulle occhiate colme di lussuria, curiosità e odio che le scoccano i confratelli, su come venga considerata come una leccornia piuttosto che come una semplice lavorante e su come Diversamente Stark la guardi con desiderio, anche se magari non se ne era reso conto si sprecano. Ma lui è giustificato: almeno c’era del sincero affetto per lei. E Sam avrà reazioni più dignitose con Gilly. Insomma, in confronto al disagio che prova la nostra bella protagonista che, protetta del Castello Nero, verrà trattata con i massimi riguardi, come se fosse una regina, e non le sarà torto un capello, pena la morte per chi la disonora il fatto che Jon si sia accidentalmente lasciato scappare con lei che Maestro Aemon è un Targaryen passa del tutto in secondo piano.

Dimenticavo: le verrà dato cibo ed un tetto se ella lo desidera e lavorerà per i Guardiani come scrittrice. Al minimo cenno di pericolo faremo in modo che ritorni a casa perfettamente scortata. Perché in realtà la Barriera non è l’ultimo baluardo dei Sette Regni contro Bruti ed Estranei composto al 90% dalla feccia della società, non è una confraternita che vive in condizioni al limite dell’umanamente tollerabile e non ha un numero di membri così esiguo: in realtà è una spa con tanto di terme eretta nel profondo Nord per consentire un soggiorno dotato di ogni comfort, ivi compresa una scorta personale semmai qualche nemico dovesse far capolino e disturbare la quiete del resort.
Neanche l’attacco notturno alle stanze del Povero Orso, durante il quale Diversamente Stark si ustiona la mano, riesce a porre fine a questo sodalizio agghiacciante. Anzi. Eventi quali l’odio di Alliser Thorne per Jon (e, di riflesso, per lei, che gli tiene verbalmente testa da figa-di-porfido quale è), la decapitazione di Eddard Stark, il tentativo di fuga di Jon continuano ad essere espedienti assai poco originali per porre in evidenza pensieri, opere ed omissioni di DrizzaCazzi, che si prende anche il merito di convincere Diversamente Stark a non disertare. Non che Sam, Grenn e Pyp non si siano scapicollati a rincorrerlo anche loro, eh. Solo che, per ammissione dello stesso Pyp, Robyn ha delle motivazioni migliori delle nostre per farlo restare qui, perché tira più un pelo di figa di un giuramento solenne fatto davanti agli dèi propri e del proprio padre, di onore e di amicizia.
Suvvia, cosa volete che sia un giuramento solenne, in confronto ad una bocca che sapeva di menta, usata per lavarsi i denti prima del sonno?

L’ultimo degli otto capitoli finora pubblicati si chiude con Diversamente Stark che, al seguito del Povero Orso, lascia la Barriera per spostarsi a Nord -non prima di aver donato a DrizzaCazzi una pacchiana spilla di dubbio gusto.
DrizzaCazzi resterà ovviamente al Castello Nero, con Maestro Aemon a prendersi cura di lei e Hobb Tre Dita a provare tenerezza, con il suo passato a gravarle sulle delicate spalle ed i suoi dubbi.
Alcuni dubbi, invero, sono restati anche a noi. Primo tra tutti… dopo il piccolo incidente che avverrà con Ygritte, Robyn riuscirà a passare ancora dalle porte senza andarci a sbattere con le corna?

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – parte terza

Signore e signori, questa sera l’avete quasi scampata: il mio computer è entrato in coma stamane, portando con sé il contenuto dell’hard disk.
Per vostra sfortuna la recensione è stata recuperata e possiamo così continuare con le avventure nel Labirinto.

La minestra e la cuoca sono sempre le stesse:  “Scambio di Ruolo” di  Dama Galadriel http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1
 

Nono capitolo: Noia e Nulla.

Lasciandosi alle spalle il semi assalto sessuale narrato ieri sera, i nostri eroi continuano il loro viaggio fino ad incontrare il Saggio, che spiega loro chi è il nemico che dovranno affrontare:

“La coltre che sta per divorare il tuo Regno, giovane Fae, è il Chaos(1). (…) molti esseri viventi vi precipitano volontariamente, spinti dalla propria mancanza di speranza. Il Chaos è effetto della passività e del disordine: quando si guarda al suo interno, si prova una terribile sensazione di svuotamento e di attrazione verso di esso. Gli abitanti del Regno che vi sono già entrati sono passati nel mondo degli Uomini, ma solo sotto forma di menzogne[Questo era pure un concetto carino, peccato che si perda nella fanfiction].
 “(…)Nonostante lui, apparentemente, non abbia potere su di te, quelle parole hanno avuto un potere enorme sul giovane Fae. La sua energia e il suo potere si sono notevolmente ridotti e questo ha fatto si che anche la sua capacità di vegliare sui sogni e le speranze dei propri sudditi venisse meno. Gli abitanti del Regno hanno smesso di sognare e sperare, la disperazione ha cominciato a farsi largo nei loro cuori e il Chaos, infine, si è manifestato”.
Come l’autrice ammette nelle note “La descrizione del Chaos è ispirata a quella del Nulla della Storia Infinita.” (sì, grazie, avevamo già sospettato qualcosa quando ci hai descritto il piazzale e la bambina vestita di bianco); la cosa che più mi lascia perplessa è il Saggio. Io questo Saggio me lo ricordavo molto laconico nelle sue risposte, narcolettico e con un principio di Alzheimer, mentre qua se la cava benissimo. Devo ancora capire questo strano principio per cui i vecchi nelle fanfiction rincoglioniscono quando sono sani di mente e rinsaviscono quando in originale sono rincitrulliti.
Ma non divaghiamo!

Sarah, sconvolta da questa nuova rivelazione (e non capisco perché, dato che in pratica le ha spiegato con qualche parola in più ciò che Jareth le sta dicendo da tre capitoli), scappa piangendo (come Jean Claude!).
Data la descrizione del Chaos/Nulla, il seguito di questa scena è scontato.

Decimo e undicesimo capitolo: Noia, Nulla e Nebbia (x2)

Sarah viene catturata dal Nul- volevo dire dal Chaos e in esso vive in una specie di realtà parallela in cui sua madre è viva (non è così parallela, in effetti…). Vive tranquillamente la sua vita, fino a che non trova il libro di Labyrinth che le ricorda qualcosa. Poco dopo Jareth riesce ad entrare nel suo sogno sotto forma di barbagianni (perché quello è un barbagianni. Autrice, l’avessi chiamato almeno una volta col nome appropriato, invece che pennuto, animale e volatile!). Sarah ha l’impulso di baciarlo (voi, là nell’angolino, smettetela di ridere. L’abbiamo pensato TUTTI, ma se adesso iniziamo con le battute sugli uccelli non la finiamo più).
Quando finalmente Sarah bacia l’uccello ( … Non potevo resistere: come Edvigelacivetta ha tragicamente scoperto, adoro i doppi sensi sugli uccelli!) ricorda tutto ciò che è accaduto e decide di tornare indietro.

Il problema principale di questi due capitoli non sono il sogno di Sarah o le sue preoccupanti tendenze zoofile, ma le fregnacce sparate da Jareth nel frattempo.

“Non ti prenderai la mia unica ragione di vita. Io la salverò ad ogni costo. Non te la lascerò portare via da me” ringhiò Jareth contro la Nebbia.
Jareth, lo stalker, calcolatore, egoista e un po’ bastardo che noi tutte amavamo, addio. Ciao Jareth l’inutile bamboccio innamorato; prego, prendi pure posto tra i mille personaggi fighi resi dei babbei innamorati dalle ficcine.

Una voce s'insinuò nella mente di Jareth. La Nebbia stava comunicando telepaticamente con lui.
A Heidi le caprette facevano ciao. Nebbia ha fatto il salto di qualità e parla telepaticamente con l’aristocrazia.
Apro una parentesi: per fare le cose in maniera interessante, di solito, queste entità non le si fa parlare. Si insinuano nel cervello dell’eroe di turno e gli fanno credere quello che vogliono (che poi è la scelta fatta da questa stessa autrice per fare in modo che il Nu… Chaos fregasse Sarah). Non capisco perché rischiare di far sembrare la propria opera un episodio di Sailor Moon.
Jareth si protegge con una delle sue bolle e si avventura nella Nebbia (no, non fa una rettoscopia al cane, a molestare animali vari già ci pensa Sarah. Siate seri, su!). La Nebbia, ovviamente, continua coi suoi discorsi demotivanti, ma:

Anche se lei mi odiasse con tutta se stessa, anche se il vedermi le procurasse dolore fisico [esagerato], i miei sentimenti non cambierebbero. Quella sciocca ragazzina umana, come la chiami tu, mi ha insegnato che la forza dell'amore sta nel fatto che è un sentimento gratuito e disinteressato. Se ami realmente qualcuno vuoi solo il suo bene a prescindere dal fatto che ricambi o meno i tuoi sentimenti”.
Che noia. Che tristezza. Che avvilimento. Mi sembra di sentire parlare Tarabas (a proposito di personaggi potenzialmente fighi da impazzire che vengono ridotti all’ombra di se stessi dalla Mary Sue di turno). Manca solo che decida di diventare buono e non usare più i suoi poteri e siamo a cavallo. Jareth, se continui così vomiterò arcobaleni per una settimana!

Ma certo!!! Non esiste potere più grande dell'amore che provo per Sarah! Il mio amore mi condurrà da lei”.
… Come vuoi Sailor Jareth.

Il nostro eroe di pan di zucchero giunge finalmente innanzi la sua bella:

Sarah galleggiava priva di sensi come sostenuta da migliaia di palloncini.
Sul serio, autrice, lascerei perdere le figure retoriche, perché fino ad ora hai dimostrato solo che non sono proprio il tuo forte.

Dodicesimo capitolo: hai fame?

Jareth dunque salva Sarah (o Sarah si salva da sola, dipende dai punti di vista); ormai allo stremo, la porta al castello e cerca di recuperare un po’ di energie… Almeno finché quella rompicoglioni di Martinus (la plagiata Imperatrice) non irrompe nei suoi sogni.

Come se avesse usato La Spezia (1), Jareth viaggiò senza muoversi e, in un battito di ciglia, si ritrovò al cospetto di Martinus.

Il numerino tra parentesi è la nota dell’autrice che ci fa sapere che La Spezia è una sostanza che viene dal pianeta Dune, dal film omonimo di David Lynch. Io ricordavo che La Spezia fosse il capoluogo dell’omonima provincia ligure (quella di Dune è la spezia Melange, più comunemente detta la spezia. Ogni tanto scritto anche la Spezia. Fatto sta che “la” non è maiuscolo, non essendo realmente parte del nome ma un semplice articolo determinativo).
Fino ad ora sono stati citati metà dei film fantasy degli anni ottanta: se ci fate caso mancano solo una bella citazione a Willow, un paio di unicorni direttamente da Legend e una maledizione alla Ladyhawke e il quadro è completo.

“Il tempo nella Nebbia scorre più velocemente del normale. Ti rimangono solo tre giorni per convincerla a pronunciare il tuo nome altre due volte e farle prendere posto sul trono come Regina”.
Figuriamoci se il tempo nella nebbia non scorreva più velocemente! Che colpo di scena.

Ricordati che se non riuscirai a convincerla, anche l'Aboveground cadrà nelle mani del Cahos, e sarà la fine per tutti!
No su questa frase non ho nulla da dire, oggi, ma mi riservo il diritto di richiamare il teste nell’ultima parte della recensione. Capirete il perché.

Mentre pronunciava queste parole, Martinus abbandonò la sua forma bambinesca e assunse quella di un maestoso gigante, a conferma del fatto che non stava scherzando affatto.
 Toh, Gandalf. Mancava eh.

Jareth lo guardò spaventato [Bilbo, magari. Jareth che si spaventa per un trucco simile non ce lo vedo proprio] e disse:
“Hai ragione Martinus. Non posso fallire, non questa volta. Ne va della sopravvivenza di due mondi. Ormai non posso fare nulla per la mia vita
[Imbecille, per salvarti ti basta che lei si innamori di te e ti scelga come suo compagno. La motivazione ancora mi sfugge, ma comunque mi sembra che buona parte della cosa sia già avviata], quindi mi giocherò il tutto per tutto. A costo di ingannarla per l'ennesima volta [Se fossi IC non sarebbe un problema]”.
Tutti si svegliano, Sarah raggiunge Jareth.

Il giorno stava calando e un raggio di sole accarezzò dolcemente la guancia di Jareth donando al viso una bellissima sfumatura pesca.
Re dei Goblin, la smetta di rubarmi il phard!

Dopo un dialogo tra l’illogico e l’irreale (e non provate a giustificare la cosa con il fatto che nel Labirinto tutto funziona al contrario perché NON È UNA SCUSA VALIDA!), i due decidono di cenare insieme (dopotutto hanno solo tre giorni per salvare l’Underground E l’Aboveground… Che fretta c’è?)

“E dimmi, cosa ti andrebbe di mangiare?”
 Sarah ci pensò qualche secondo e poi disse:
 “Carne arrosto e vino bianco. Se non è troppo disturbo Maestà!”

Tre giorni e stanno lì a discutere il menù.
.
Sarah va a farsi un bagno e indossa il vestito blu che Jareth le ha fatto trovare sul letto e le ballerine di seta dorata (no, dai, le ballerine dorate no! Ok che sono gli anni ’90, ma… No.).
I due mangiano, ballano e limonano duro… No, facciamo un passo indietro: i due ballano sulle note di “Your Song” di Elton John. Che perlomeno all’epoca in cui è ambientata la fanfiction era già uscita da una ventina d’anni, ma quando hai “As the world falls down” a disposizione e David davanti, quanto è brutto ripiegare su una canzone di Elton?

 “Io non ho mai baciato nessuno” (…)“Neanche io ho mai baciato…un'umana…” [tra le righe posso scorgere un “in compenso ci sono andato pesantissimo con faerie di vario tipo”.] (…) la lingua di Jareth entrò delicatamente quasi chiedendo il permesso [è stata qui vagliata l’ipotesi che Jareth abbia una lingua vampira].

“Sarah perchè piangi?”
 Sarah si voltò verso di lui e gli disse semplicemente:
 “Perchè sono la persona più felice del mondo in questo momento”.

E perché non maaaaangiiiii? Ora non mi vaaaaaaah!
Dimmi perché striiiingiiii… Forte le mie maaaaniiiii…
E coi tuoi pensieri ti allontani!
Come non detto, ridatemi Elton.

Poi Sarah, in un picco in “insensatness” scappa via. La ritroviamo nei prossimi giorni nel tredicesimo glorioso capitolo.

*Fine terza parte*

Labyrinth – Dove le concordanze sono impossibili – parte seconda

Se pensavate che avrei lasciato passare (come al solito) mesi prima di pubblicare il seguito della recensione, vi siete sbagliati di grosso: questa volta non sarò così magnanima.
Puppatevi la seconda parte!

Il titolo del piatto del giorno (riscaldato: sono sedici capitoli, non vorrei farvi fare indigestione servendoveli tutti in una volta) è “ Scambio di Ruolo”, l’autrice è sempre  Dama Galadriel e il link è ancora http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=745312&i=1

 

Quinto capitolo: spiegazioni farlocche e profezie assurde

Oh, questo è uno dei miei momenti preferiti, nelle fanfiction. Già saprete che la mia grande passione sono quei gingilli di bassa bigiotteria che spesso e volentieri appaiono nelle fanfiction, carichi di pietre preziose, metalli pregiati e poteri inutili, ma non posso negare un piccolo feticcio anche per le profezie/maledizioni/altro, specie quando sono in rima (comunque non disperate, poi arriva anche il gingillo inutile).

La nostra profezia ci viene mostrata durante un flashback in cui Jareth, ancora bambino, riceve tale interessante ammonimento da una Sibilla (non la Cooman).

Vedrò un mondo che non mi sarà caro:
estate senza fiori,
mucche senza latte,
 
Un età empia e piena di odio
riempirà molte ere.

 [Io questa cosa l’ho letta e mi è sembrata sensata. Fino a qui. Poi peggiorava in maniera sospetta mi è venuto il dubbio che, come altre mille cose in questa storia, non fosse farina del sacco dell’autrice. E di fatti è tratta dalle profezie della Mórrígan; http://bifrost.it/CELTI/Fonti/LiricaIrlandese-ProfezieMorrigan.html]
 

Un giorno lontano, però,
quando il sole e la luna
si baceranno
un bambino con gli occhi color cielo nascerà,
il grido di dolore
in gioia si trasformerà
e il sogno del labirinto a brillare ritornerà.

[Se mezza profezia scopiazzata verrà, l’autrice sforzarsi dovrà, di scrivere qualcosa di altrettanta intensità. Altrimenti il risultato sarà una vaccatà. Trallallero trallallà. ]

 

Quando il simbolo verrà dato al legittimo Re
molte ere di pace vivremo
finchè un giorno
una fanciulla con occhi color smeraldo
risolverà l'enigma,
il labirinto la sua vera Guardiana avrà
e il Re deposto verrà.

[E io lo dicevo che era una schifezzà!]

 
In pratica, Sarah ha risolto il labirinto per salvare il fratellino (che altrimenti sarebbe diventato un goblin) e dunque è destinata a diventare lei stessa una Fae e regnare sul Labirinto. She fought the law and the law won, evidentemente. Se non accetterà il suo compito, il labirinto si sgretolerà (devo dire che non ricordo mura molto solide nemmeno prima) e verrà preso d’assalto da un nemico; il tutto mentre Jareth sta perdendo nemmeno troppo lentamente i suoi poteri, cosa che lo condurrà alla morte.

Ora, per fare avverare la profezia, Sarah deve pronunciare il nome di Jareth tre volte (sì, sì, signor Burton, comprendo il suo disappunto. Ma adesso, per favore, prenda il numerino e aspetti il suo turno, che non posso raccogliere tutte le lamentele in una sola volta. Devo ancora trascrivere quella del signor Gaiman per il discorso sulle divinità che hanno bisogno che qualcuno creda in loro, quindi si sieda lì buono buono, ok?). Per fare sopravvivere Jareth, invece, “Lei ti dovrà dichiarare il suo amore, in maniera sincera e completa, senza inganni e senza trucchi e reclamarti come suo Re”.
Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, che ci fa qui? Ah, reclama per “La Bella e la Bestia”? D'accordo, si metta in fila, ma sappiamo entrambe che ci sono versioni discordanti riguardo i suoi diritti su quella fiaba; vedrò che posso fare, ma per ora dobbiamo andare avanti col…


Sesto capitolo: le inutili seghe mentali di Sarah.

Sarah si sveglia e segamentalizza. Compare una delle sfere di cristallo di Jareth e Sarah segamentalizza. Compare Jareth e Sarah segamentalizza ancora; però un po’ sbava anche perché Jareth è – come sempre – un figo. Jareth capisce che Sarah lo vuole e il suo Ego ne è rinfrancato. Battibeccano un po’ sul fatto che lei ha pronunciato il suo nome, e no, non è vero sì, è vero (Sarah sai meglio di me che non posso manifestarmi ad un umano senza che lui mi chiami e, per quanto tu mi stia a cuore, non fai eccezione a questa regola… no, ma da quando? Non può rubare bambini senza una precisa richiesta, ma ‘sta cosa del manifestarsi è del tutto nuova), no vattene. Jareth fa vedere a Sarah, tramite una delle solite sfere, che nel sonno lei ha davvero invocato il suo nome (il solito guardone…). Jareth le dice ciò che a noi viene ripetuto da sei maledetti capitoli, ovvero che, nel salvare il fratellino, ha compromesso l’equilibrio dell’Underground.

Improvvisamente capì di essere stata molto egoista ed ora ha paura.
Ha salvato il fratellino da un futuro verdognolo tra le galline, rischiando più volte la vita. Egoista è proprio il termine che mi viene in mente per descriverla, senza dubbio. Ma sappiamo che Sarah è bipolare, dunque andremo avanti nella lettura senza porci troppe domande (sì, lo so, dovrei dire qualcosa anche sui tempi verbali, ma questa ficcy è tutta scritta così, ormai non ci faccio quasi più caso. Ho detto QUASI).

Jareth fa dunque leva sul senso di colpa di Sarah e i due tornano nell’Underground, dove tenteranno di salvare il Labirinto nei tredici giorni rimasti alla sua inesorabile fine. E già che c’è Jareth tenterà di fare innamorare Sarah.

Settimo capitolo: imbarazzi francamente inutili.

Dunque, i nostri arrivano al Labirinto. Abbracciati, perché si sa che è così che ci si arriva. Nelle ficcy.
La realtà era che Sarah non aveva mai abbracciato un uomo, a parte suo padre naturalmente e questo le procurava un certo imbarazzo.

Con tutte le ragioni possibili per avere una Sarah imbarazzata da un abbraccio con Jareth (faccio un solo esempio abbastanza eclatante: gli aderentissimi fuseaux di Sua Maestà), “ha diciotto anni ed ha abbracciato solo il papà” non è una opzione.

  Quella foresta in cui lei era capitolata sotto l'incantesimo di Jareth ora emanava malvagità e lei sentì un brivido attraversarle la schiena.
 Prima invece era un posticino per bene.
 Jareth le spiega come cambiarsi i vestiti con la magia e partono per il disfattissimo labirinto.
 

Ottavo capitolo: fantasia (Fantàsia) portami via

Nulla di interessante da segnalare fino alla Scena Madreh, quella tipica di ogni ficcina in cui i protagonisti partono da una situazione di “mi ispiri tanto sesso, provo anche dei sentimenti per te ma comunque piuttosto che dirtelo mi strapperei tutte le unghie.”: il salvataggio dell’Amato da un Pericolo Improvviso con successivo capitombolo in Posizione Imbarazzante.

Lui non fece in tempo ad alzare la testa che Sarah, con un balzo felino [e nessuna abile mossa? Sono contrariata.], gli fu addosso e lo spinse lontano dalla frana, salvandogli la vita.
Quando corse verso di lui, Sarah era completamente preda dell'istinto e tutte le sue inibizioni e paure per un momento scomparvero.

Sì, beh, Bowie fa questo effetto a molte (il video successivo, dal minuto tre, ne è una prova lampante).
 

 

Il suo seno era premuto sul suo petto liscio e caldo, le sue braccia erano saldamente aggrappate alla sua schiena, i suoi fianchi combaciavano perfettamente a quelli di lui e le sue labbra erano a meno di un centimetro dal suo bellissimo viso.
Questa gli si lancia addosso a razzo e semplicemente si trovano stesi l’una sopra l’altro. Per cose molto meno acrobatiche la gente rischia il trauma cranico e due incisivi.
 
Sarah respirò lentamente inebriandosi del suo odore, i suoi polpastrelli gli accarezzavano dolcemente il petto imprimendo nella mente la mappa dei suoi muscoli perfetti [Quali muscoli?]. Per un istante le loro intimità si sfiorarono mentre le loro labbra erano talmente vicine che rischiò di abbandonarsi definitivamente a quella passione tanto temuta e bramata.

No, aspettate… Cos’è che ho appena letto?
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
No, dai… No. Non ci credo.
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
Per un istante le loro intimità si sfiorarono
Per un istante le loro intimità si sfiorarono

Ok, cedo all’evidenza.
A parte che l’osso pubico di Sarah, dato l’impatto, dovrebbe aver appena fatto molto molto molto e ancora molto male al nostro Re (la prossima volta ci penserà due volte prima di indossare quei pantaloni!), le intimità che si sfiorano sono… Agghiaccianti. Le metafore e le similitudini sessuali sono agghiaccianti quasi sempre, e “intimità” inteso come pene o vagina è usurato. Ma vi anticipo che questa è la prima di una serie di metafore esilaranti (la scena di sesso meriterebbe una recensione a parte e una pagina Facebook tutta per sé per quanto è assurda).

Jareth sentiva il calore del suo corpo sopra di lui, eccitandolo
Sto immaginando cose brutte. Una erezione alla Ryo Saeba, per dirne una. Jareth prova a baciarla, lei si scansa.
Ma non poteva immaginare che Jareth aveva anche percepito il desiderio che lei provava nei suoi confronti.
 

Vostra maestà, invece che percepire e gongolare, dovreste preoccuparvi del vostro, di desiderio, dato che con quei fuseaux è praticamente impossibile non… Percepirlo.

*Fine seconda parte*

 

P.S.:  il resto della recensione arriverà nei prossimi giorni, probabilmente entro domenica arriveremo alla fine.