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Sgradevolezza superflua

Una spianata deserta si allarga davanti a un nero cancello irto di guglie crudeli. Una figura in armatura rugginosa, in sella a un ciuco sciancato, marcia avanti e indietro di fronte a un esercito schierato. E male in arnese, per altro. Nel silenzio assordante di un temporale che si addensa, una voce stridula s’innalza.
Restate ferme! Restate… no, fermi, scusate, so che ci sono anche degli uomini all’ascolto. Restate fermi!
Giacobini di merda, asserviti al sistema, fratelli culi. Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore, se solo ne avessi uno.
Ci sarà una storia in cui Hogwarts sarà un rispettabile college per l’istruzione di giovani maghi, in cui verranno indossate divise e rispettati i superiori… ma non è questa storia!
Ci sarà una storia in cui i personaggi rispetteranno l’opera dell’autrice originaria, e in cui potremo rivedere scorci di quella storia che abbiamo tanto amato… ma non è questa storia!
Quest’oggi affronteremo una storia kattiva. Per tutto ciò che ritenete caro in questo vasto fandom, vi invito a resistere!
La figura si strozza con le ultime parole esplodendo in una tosse catarrosa e asmatica; si toglie l’elmo, più simile a un vecchio calderone malconcio, rivelando pelle vizza e qualche dente tra uno spazio e l’altro.
Oh, io vi ho avvisati. Anche l’autrice Roxelle, se è per questo. Gloria al nemico, come si suol dire.
Rimpiango i tempi in cui le protagoniste, figlie smaccate della self insertion, erano solo belle, belle in modo assurdo, avevano occhi cangianti, curve al posto giusto, ormoni da battaglia capaci di stroncare ogni maschietto nel raggio di chilometri.
Per questo vi ho convocati qui, oggi, davanti ai cancelli di questo luogo oscuro, di questo Mondo Capovolto: http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=185373&i=1

Siamo chiamati a combattere una creatura malvagia e pericolosa, affascinante e spietata, gradevole come le emorroidi e simpatica come l’herpes: Indil Seamoon.
Ma non è prudente avvicinarci subito a questa figura così inquietante: partiamo dai suoi minion. Il Principe, innanzitutto.
Chi? Chiederete voi. Ma sì, ma sì, il solito algido principe delle Serpi (che può fregiarsi di tale titolo solo in quanto figlio del Sovrano dell’Amplesso Focoso). Lo incontriamo nella Stanza delle Necessità con gli altri Serpeverde, che, veniamo a scoprire, da Casa in cui si possono trovare individui astuti, spesso di buona famiglia, talvolta ricchi, sicuramente snob si è trasformata nella casa dei metallari. Ricordo ancora con ribrezzo un’immagine di emo!Draco, questo nuovo sviluppo mi inquieta pure di più.
Un Draco, quindi, ribelle (?), innamorato come al solito di una Hermione che analizzeremo nel dettaglio più in là, intento a farsi fare un simpatico ciuccione da ragazzine a caso. Sì, nella Stanza delle Necessità è in corso un’orgia. Sesso droga e rock’n roll. Alleluia.
La stanza è invasa dal fumo, dai System of a Down a tutto volume. Ormai sembra proprio che questa Stanza speciale venga usata solo per i festini. Benissimo. Capisco che sia un “mondo capovolto”, ma Hogwarts in tutto questo non c’azzecca una ciolla. Così come non c’azzecca quello strano figuro con gli occhi di zaffiro che ha apparentemente rubato l’identità al solito grazioso ragazzo di colore che risponde al nome di Blaise Zabini. Ma ricordate, ricordate sempre: in questo strano posto in cui nemmeno io metterei piede (e quando ancora avevo sangue e non cenere nelle vene ne ho fatte di follie!) accadono cose strane: il Purosangue giovane Malfoy fa amicizia con la succitata pericolosa Indil (che già si fa viscida come un’alga al solo guardarlo) che gli propone, in pagamento di un certo favore di cui non potrò fare a meno di parlarvi, dei CD. A Draco, che disprezza tutto ciò che è Babbano, propone i CD. Che ad Hogwarts non funzionano nemmeno. Ma non siamo a Hogwarts, qui, vero? Vero? Ditemi di sì!
Ma passiamo ad un’altra figurina in quest’album degli orrori. Vi ricordate la presuntuosa, coraggiosa, intelligente Hermione Granger? Non fiori ma opere di bene, visto che pare aver fatto una brutta fine. C’è un’impostora al suo posto. Un’impostora per altro pure inquietante, con quegli occhi caramellosi che col caldo le appiccicano le ciglia e se piange le colano fuori dalle orbite.

I meravigliosi occhi di Hermione.

La sedicente Hermione è, in parole povere, una ninfomane squilibrata. Si è accoppiata pure con i gargoyle delle grondaie epperò ama così tanto il suo Ron, tanto scemo (ecco, lui un po’ lo riconosco) da crederla ancora vergine. E, infingarda, ha spezzato il cuore del povero Dracuccio, gli ha fatto lanciare il suo bratwurst nel suo traforo del Frejus, lui s’è innamorato e lei lo ha scaricato.
Draco, sei patetico. Hermione, o chiunque tu sia, un po’ zoccola.
Ora, però, riallacciamo le fila di questo zoo popolato di deficienti e psicopatici. Siamo partiti dall’indiscussa protagonista, Indil, e ora, dopo aver saltabeccato tra capitoli stile crisi epilettica, torniamo a lei.
Lei che è trasgressiva. Lei che fuma le Camel (ah be’). Lei che si mette le catene e si fa gli strappi nei jeans perché è emo e dark e goticona (uh, provate anche voi a scrivere quest’ultima parola in Word, il correttore automatico vi dimostrerà di essere più sveglio del previsto!) ed è troppo fica per indossare la divisa. Lei che ha i capelli di colori improponibili perché è speciale. Lei che risponde male ai professori, che poteva essere una Serpeverde perché è una cattiva ragazza ma che ha scelto (eccheppalle) Corvonero perché è troppo un genio. Lei che mi ha già sfarinato le gonadi, visto che non c’era davvero bisogno di tutto quest’ambaradan per attirare attenzioni su di sé.
Scopriamo, tipo alla quarta riga o poco più, che Indil ha deciso di odiare La Studentessa Precedentemente Nota come Hermione; dapprima la sottopone ad atti di bullismo tali che, fosse capitato a me, avrei chiamato Grop per far provare a questa Seamoon le gioie del sesso anale.
Atti di bullismo, per giunta, giustificati solo dal fatto che Hermione, da brava Caposcuola (ah, le maiuscole sono intermittenti), l’ha ripresa perché stava fumando dove non poteva. L’ Hermione che conosco io avrebbe risposto ai vari incantesimi barocchi di Indil con una sequela di Maledizioni da manuale, questa no. Indil viene punita, giustamente, dalla McGranitt (altresì nota come Vecchiaccia Frigida), per poi andarsene e a frignare nella Stanza delle Necessità da un Dracuccio Amoruccio persino più lagnoso.
‘Buuuu Hermione non mi fa più pucciare il biscotto e io non sono abbastanza uomo da fargliela pagare, Indil pensaci tu!’

Draco Malfoy, un uomo che non deve chiedere. Mai. Si limita a uggiolare.

Indil prende sul serio la questione, spargendo per la scuola dei sostanziali manifesti che sputtanano i facili costumi di quella che si fa passare per Hermione. E che, più si va avanti più lo si scopre, non è sicuramente lei, visto che per vendetta molla la bacchetta e prende la rivale a cazzotti.
Scusate? A cazzotti? Questa reazione me la sarei aspettata dal caro Voldemort, all’ennesima prova della non efficacia di certi incantesimi su quel cretino di Potter. Ma da Hermione, dai! Certo, ha tirato un ceffone a Draco, ma la roid rage mi sembra fuori luogo!

Hermione, troppi steroidi fanno male!

E invece no! Perché, a livello di trama, il pestaggio è essenziale per farci scoprire un dettaglio incredibile!
Il tuo sangue è argenteo?!
Ooooh! Incredibile! Indil non è solo super fichissima e intelligentissima e ribellissima, ma è… qualcosa di misterioso!
E ‘sti cazzi.
Confesso di aver comunque goduto un po’ nel vedere la beniamina delle mazze da baseball di tutti noi prendere una manica di botte.
Indil si sveglia in Infermeria.
Apro finalmente gli occhi. Silente mi guarda, preoccupato. Ha le occhiaie che gli arrivano fino alle ginocchia, anzi, fino al pavimento e degli occhi rossi da far paura. Sicuro che è Silente?
Sì, credo sia proprio lui, è solo sotto l’effetto del THC come suo solito. Invece non sono sicura dei tempi verbali.
La trama si complica, sorpresa sorpresa. Indil non si chiama Indil, ma Layana (che fa rima con… sultana, ovviamente) è un qualche tipo di prescelta, anche lei (Neo e Potter si imbronciano: ormai è diventato così mainstream!), dotata del potere di rimarginare le ferite. Lo fa giusto adesso, forse perché Silente sa che lei è speciale, forse solo perché vuole fare la più fyka di tutti mentre blatera di una Madre e di Sorelle e Artigiani e ConfConsumatori.
Lei sarà la vittima sacrificale.
Potter si imbroncia ancora di più, visto che quel ruolo doveva toccare a lui. Vai via, Potter, sei uno sfigato.
Dopo qualche capitolo di mestruo fine a se stesso, gossip e scenate da soap su cui non vi tedierò, salta fuori che, dopo aver riempito di sterco Hermione, Indil è riuscita nel suo intento: far sorridere di nuovo Draco. La nostra eroina si sta fumando una sigaretta di Draco; se la fuma per bene, e intanto chiacchiera col piccolo Malfoy che le fa una richiesta ardita: una canzone.
Il dialogo è delirante, assolutamente privo di senso, e sapete perché? Quella non era una sigaretta, era una pericolosissima canna di maria. Santi numi, era da almeno quindici anni che non sentivo chiamare così la marijuana. Mi stupisce che Indil, così navigata, non si renda conto al primo tiro che non è tabacco… insomma, se Draco deve assumere stupefacenti mi auguro che quanto meno abbia un pusher affidabile, e invece s’è fatto rifilare della cicoria.
E poi dovete sapere che…
Un campanello suona in lontananza.
Scusate, torno subito.
Ciabattare che si fa sempre più lontano, suono di voci concitate all’ingresso. Nonna Valpur torna.
Per tutte le menadi danzanti! Ci mancava giusto questo! Ora vi spiego brevemente. Draco, accompagnando Indil a un pianoforte di sua proprietà per farsi cantare quella cazzo di canzoncina, le mostra una ferita sul petto.
Un foro perfettamente circolare dal diametro di una decina di centimetri sanguina, abbastanza profondo da poter intravedere le ossa, troppo poco per ucciderlo.[…] “Mio padre…ha fatto questo, per ricordarmi che nella mia vita, dovrò ubbidirgli sempre. Non si rimargina mai. Non smette mai di fare male”.
Mi aveva fatto venire in mente qualcosa, questo passaggio, però non capivo cosa fosse. Alla porta, poco fa, erano due vecchi amici, Dalamar e Raistlin. Erano entrambi molto infastiditi, oserei dire incazzati, per il fatto che i loro metodi vengano sfruttati in simili abomini travestiti da storia. Mi hanno pregata di far presente questa cosa. Ecco cos’era, dunque!

Bitch please.

Che poi… risulta solo a me che i Malfoy siano due genitori fin troppo amorevoli nei confronti del loro bambino? E che nessuno dei due si permetterebbe mai di alzare un dito su Dracolino? No, lo chiedo perché ho un sacco di anni sulle spalle e la memoria fa cilecca.
Love is in the air tra i due, comunque, anche se ancora non sboccia come una rafflesia circondata da mosche.
Le due primedonne di questa storia, Indil ed Hermione, si incontrano nuovamente. Come se ce ne fosse bisogno riceviamo ulteriori prove del fatto che quella lì con le Alpenliebe incastonate nel cranio non è chi dice di essere:
“Semplicemente, non puoi essere umana. Allora, hai sangue di Banshee? Magari hai la nonna sirena? Mi sorprende che ti abbiano permesso di frequentare questa scuola. Sai, sei una creatura semiumana di intelligenza presumibilmente discreta, che dovrebbe baciare la terra dove noi, veri maghi, camminiamo”
Sono d’accordo con questa tizia sul fatto che Indil non sia completamente umana, e io propenderei per qualcosa come per metà stronza, per un quarto scaffale del ferramenta e per un quarto bottiglia di Anitra WC, ma quella manfrina sui veri maghi mi fa venire i conati. Posso tollerare tante cose, ma Hermione, stravolgetemela quanto vi pare, rimane una Mudblood, simili frasi dette da lei non hanno senso. Le due ricominciano con la loro catfight, quando appare un’altra sagoma che si spaccia per Ginny (ma ha gli occhi azzurri, cosa che a me non risulta) e che fa la leccaculo con Indil a livelli improbabili. Farà da PR per una festa con karaoke (che roba anni ’90!) e la McGranitt dovrà dare l’autorizzazione (e ridare la chitarra a Indil, che ce la mena da dieci capitoli con ‘sta chitarra che le hanno tolto eccheppalle).
Draco scopre della festa e schecca di brutto. ‘Ma coooome! Ma non ho il tempo di provare! E non ho niente da mettermiiih!’.
Di nuovo, la nostra Indil/Layana parla con un Silente strafatto, solita storia di Voldemort che è immortale (toh, qui ce l’ha fatta, son contenta per lui), guerra, morte e sindrome premestruale per tutti. Riciccia fuori ‘sto Artigiano misterioso, e non è che ce ne freghi granché.
Ma finalmente eccola, la festa! Che palle. Indil e Draco hanno attorno un alone violaceo che può essere una malattia sessualmente trasmissibile oppure è solo amore. Partono brani melensi e oh, così darkettoni, e Indil si ammazza si seghe mentali perché si è innamorata di Draco e non avrebbe dovuto ma si è innamorata lo stesso perché lui è così bellissimo e no lei è condannata e non dovrebbe eccetera eccetera. Noia a palate. Il capitolo dopo è praticamente identico, con tanto di brani copincollati per allungare il brodo, solo che siamo nel rimbombante cranio di Draco che si masturba cerebralmente a sua volta e capisce che l’ammmore è giunto anche per lui e ha dei pessimi capelli verdi.
Dopo ulteriori testi di canzoni di cui non sentivamo la mancanza si torna alla trama misteriosissima. Layana la Rana deve tornare indietro nel tempo e sconfiggere Voldemort prima della faccenda della profezia. Ci va con Harry, ripescato dal cilindro così, a caso.
E niente, Indil si sacrifica e Draco resta solo senza quella verruca attaccata alle chiappe. Per farla breve breve, insomma. Ma neanche così breve, il finale è proprio così.
Quindi… è finita? Ce l’abbiamo fatta? Abbiamo salvato la Terra di Me… la sanità mentale anche dopo tutte queste peripezie?
Pare di sì.
Ma non sospirate di sollievo, figli dei gatti di polvere sotto i mobili: c’è un seguito.
La lotta contro il cattivo gusto e i personaggi imbarazzanti non è finita.
Vigilanza costante!

Mary Sue a Nuova Luxor – Parte II

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Avete presente il déja-vu?
Sì, quella strana sensazione di cosa vista e rivista, che mette addosso un senso di disagio profondo dal quale ci si riesce a liberare dopo un tempo che pare infinito… ecco.
Continuando a bazzicare nella sezione del Tempio dedicata ai Cavalieri dello Zodiaco sono inciampata su la mia vita con i Cavalieri di Athena, di xxxArtemidexxx (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=217888&i=1): la storia di un’altra Mary Sue infilata a forza nella storia che ha il compito di proteggere a costo della vita uno dei Cavalieri di Bronzo e monitorare gli altri e che, come d’incanto, si troverà innamorata di Crystal il Cigno.
Ad ogni modo Airish (è questo il nome della protagonista) ha un pregio rispetto a Sabrina l’angelo bianco: è figlia di Nathaniel e Elsbeth di Crillyn, (…): loro sono la reincarnazione delle divinità Ares e Afrodite. In più, dichiara lei stessa: non sono una vera e propria divinità,e apparte controllare le energie fredde non ho un potere specifico da divintà anzi,posseggo solamente in me i poteri di Ares e quelli di Afrodite. Se poi aggiungete che il dolce fiore è la figlia (badate bene: figlia, non erede) di una delle più ricche famiglie del mondo
Un “me cojoni”, concederete, ci sta tutto.
…vi state chiedendo qual è il pregio che l’angelo bianco non ha? Beh. Perlomeno il concetto di “reincarnazione di divinità” è ben noto a chi segue la saga.
Per il resto, i cliché viaggiano su binari assolutamente paralleli:
1. anche Airish ha un’antipatia epidermica per Pegasus e Lady Isabel;
2. anche Airish vede per la prima volta Crystal in occasione dell’incontro con Aspides durante la Guerra Galattica;
3. anche Airish, in barba a sangue e imprecazioni, sente il cuore battere più forte e le guance accendersi come mai prima di quel momento solo dopo pochi istanti che i suoi occhi si sono posati sulla figura atletica ed abbronzata del Cavaliere del Cigno;
4. anche Airish pone gli avvenimenti ai quali assiste su un piano del tutto secondario rispetto al suo batticuore adolescenziale per il biondino col fascino del mammone sensibile;
5. anche Airish, che dovrebbe proteggere i Cavalieri, si rivela del tutto inconcludente (eccezion fatta per l‘angolo “posta del cuore“ con Andromeda che le confida come il fratello sia cambiato dai tempi dell‘infanzia… cosa che Sabrina aveva almeno condito con un po‘ di incantesimi random, anche se completamente Out of Universe), rivestendo così la parte della svenevole donnetta da salvare nonostante i grandi poteri che possiede. Un po‘ come la Isabel contro la quale le fanghèrl amano tanto berciare (…l‘invasione delle Sue mi sta facendo parteggiare per la dea tettona; ho seriamente bisogno di uno psichiatra).
Giusto durante lo scontro decisivo con Phoenix alle pendici del monte Fuji, giusto quando, immischiandosi in affari che ovviamente non le competono, rischia seriamente di tirare le cuoia, Airish si ricorda di avere in sé i poteri di Ares ed Afrodite. E, visto che il colpo “Perfect Brushing di Jean Louis David” non avrebbe granché effetto, la fanciulla decide di ripiegare su Furia della Guerra, come le ha insegnato papà. Phoenix ha appena il tempo di sbottare con un piccato WHAT THE FUCK che Pegasus riprende prontamente la situazione in mano, riportandoci alla storyline originale. Con la stessa cura per i particolari che avrebbe un chirurgo di guerra: il colpo andò a segno e Phoenix venne colpito mortalmente e Phoenix prima di morire rivelò a Pegasus che i Cavalieri di Bronzo erano tutti fratelli,tutti figli di Alman di Thule,Pegasus non ci credè e anch’io rimasi alquanto sconvolta,intanto un forte terremoto stava squotendo quelle grotte era ora di andare.
In tre righe e mezzo, siori e siore, non solo viene fatto fuori uno dei personaggi più forti della saga ma, con una carrambata che farebbe invidia alla stessa Carrà, viene spiattellata brutalmente la verità sul concepimento non di uno, non di due e nemmeno di tre, ma di ben cento pargoletti ormai giunti alle soglie dell’adolescenza. Il tutto condito non con uno, ma con due orrori grammaticali (che ho sottolineato per agevolare i distrattoni), simpatiche virgole a singhiozzo e punti latitanti.
Cosa ne sarà dei nostri eroi?
Sopravvivranno al crollo delle grotte?
Scopriranno mai chi sia Airish in verità?
Airish scoprirà mai qual è il Cavaliere che deve proteggere?
Quando la darà a Crystal (perché, come voi m’insegnate, con le Mary Sue non è mai questione di se, ma di quando)?
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, sono spiacente di non potervi dare una risposta.
La fyccina giace incompiuta tra le rovine del Tempio da quasi un anno, come un canovaccio perduto…
…e proprio io dovevo beccarla.

I piccoli problemi di cuore di lui e lei

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero
Dopo le avventure di Moko, la Terra di Mezzo mi reclamava ancora, e non ho davvero avuto cuore di abbandonarla. Anche perché io ed Haldir (sapete, quando si tratta della Terra di Mezzo, lui diventa più solerte del solito) avevamo appena fatta in tempo a smistare l’ultima Sue (nella casa dei Serpedoro, come tutte le Sue che si rispettino) che ce n’è arrivata un’altra, la giovane e bella Evelyn, sorella di Aragorn.
Evidentemente, al discount hanno messo in saldo i nomi che con l’universo tolkieniano c’entrano ben poco.
Ora, dico, non è che se un nome finisce in yn è necessariamente tolkieniano.
E… sì, è la sorella di Aragorn, erede di Isiltur .
Più precisamente, dopo la morte di Arathorn, la madre di Aragorn, prima di morire,ebbe una breve relazione con un elfo. Gilraen, che donnaccia di malaffare. Darla via a un elfo con la e minuscola, per giunta!
Glielo diciamo che Aragorn ha ottantasette anni, quando inizia l’avventura della Compagnia?
Glielo diciamo che Gilraen muore quando il figlio ne ha circa cinquanta?
Glielo diciamo, dunque, che Evelyn non può avere meno di trent’anni?
E com’è una mezzelfa di trent’anni? Faiga quanto una coniglietta adolescente di Playwizard, ovviamente. Infatti, la nostra eroina aveva dei lunghi capelli biondi che le percorrevano quasi tutta la schiena e degli occhi splendidi (ma non mi si dica, non mi si! *o*), ereditati dalla madre, sul grigio-azzurro, e ovviamente le caratteristiche orecchie a punta degli elfi ereditate dal padre (per la serie: chi somiglia ai suoi non è bastardo).
Ignari dei reciproci natali, Aragorn ed Evelyn avevano trascorso (vi sto graziando sulla consecutio temporum, siete ancora in tempo per mandarmi un cesto di teste mozzate) la loro infanzia con Re Elrod (credo sia il fratello raffreddato di Elrond) come semplici amici, (…) poi venne il giorno in cui Elrod gli (DAAH!) rivelò la loro storia (…), questo non li sconvolse più di tanto perché oramai si volevano bene e passavano molto tempo insieme.
Alt alt alt alt.
Non attendiamo il punto di sospensione che, tanto, non arriverà, ed analizziamo la situazione.
La storia della vita di Evelyn ed Aragorn è stata raccontata alla stessa velocità alla quale si stilerebbe una lista della spesa. Dura meno della descrizione dei lunghi capelli e degli occhi brillanti della protagonista.
Fastidioso, ma ci siamo abituati.
Evelyn apprende di essere la sorella di Aragorn, e reagisce alla cosa come farebbe Paris Hilton davanti alla teoria della relatività di Einstein: GHUH!
Ma che la stessa cosa la faccia Aragorn… Haldir ci comunica che gli toglierà il saluto.
Riprendiamo la narrazione.
(…) poi però con il passare del tempo Aragorn, diventato grande (se ci atteniamo ai calcoli, Aragorn ed Evelyn dovrebbero togliersi vent‘anni; capisco che gli uomini non crescono mai, ma non mi sembra il caso di descriverlo come il bimbo della pubblicità della Plasmon), seguì la via del Ramingo (all’incrocio tra piazza dei Sovrintendenti e corso dell’Elfo Figo) e rimaneva spesso lontano da casa; Evelyn intanto, diventando sempre di più una bellissima mezz’elfa (…) e presto divenne una formidabile guerriera e curatrice.
Sì, avete letto bene. In più, come se non fosse già (ri)piena di grazie, Evelyn è pure una guaritrice.
È stata lei, infatti, a rimettere in sesto Frodo Baggins dopo la battaglia contro gli Spettri dell’Anello.
E, in quanto valorosa guerriera, non può esimersi dal partecipare ad Consiglio indetto da Elrond. Scusate, da Elrod.
Né esimersi dal far parte della Compagnia, c’est clair.
 
Dopo aver ricevuto le direttive di Elrod, ai Compagni dellAnello viene concesso del tempo per preparare le proprie cose. Mentre Evelyn stava andando nella sua camera per preparare un po’ di cose arriva Aragorn, che interpreta uno dei più mirabili must della Fyccina (l’ho scritto maiuscolo perché va intesa come genere, e non come fyccina nello specifico): il cazziatone del fratello maggiore, isterico come Bill Kaulitz come nelle peggiori twincest, che si conclude con uno straziante va bene verrai con me…ti voglio bene!
Non li trovate pucciosamente lovvosi?!
La stessa sera, poi, come se non ne avessimo avuto già abbastanza, facciamo la conoscenza di Fiona, il prode destriero di Evelyn, una cavalla alata di una straordinaria bellezza (è un Mio Mini Pony! **), e di un Legolas davvero bello, ma con la profondità emotiva di Riccardo Scamarcio in 3msctvtttbb.
Ebbene sì: come nelle migliori fycci che si rispettino, la Sue di turno si innammoraah del migliore amico del fratellino. E questo fa andare in confusione la bella Evelyn, che fino a quel momento non aveva mai pensato ad un ragazzo perché troppo indaffarata con Elrod e Gandalf (ossantoministero, m‘è sovvenuta un‘immagine brutta, ma brutta brutta brutta).
Ci viene indi narrato il viaggio della Compagnia, senza lesinare dettagli sui piccoli problemi di cuore di Argon ed Evelyn.
Alla mancanza di html ho messo le pezze perché a Natale siamo tutti più buoni.
-Senti già la mancanza di Arwen?-
-Beh un pò mi manca…ma spero di vederla presto!! (Aragorn, non hai mai usato due punti esclamativi di fila in vita tua, perché proprio adesso?) Tu piuttosto…Legolas mi ha parlato del vostro incontro di ieri sera..che ne pensi di lui?-
“Mmaccheddomande fai, Ary!! Leggy è fichissimo, lovvosissimo è bllssm, lo amo troppissimo!!” vorrebbe rispondere lei, ma dalle labbra non le esce che un timido è un bel ragazzo…niente di più!!
Tra “castelli" che crollano, incomprensioni, frasi mal formulate ed un Aragorn che proprio un tegamino di cavoli suoi non se lo riesce a fare, Legolas si fa scappare una dichiarazione che farebbe arrossire una ragazzina delle medie.
-Tu mi piaci molto e ti voglio bene…..ma….non so se come amico o altro….-
Sei la sorella di un mio grande amico, non posso rischiare di rovinare tutto per un sentimento così…no ma che dico??Dalla prima volta che l’ho incontrata mi sono perso in quegli occhi così belli…
Ma questo non è il momento di simili pensieri…c’è la guerra…
Sì, ci sarebbe anche la guerra, sì.
-Non c’è problema…..però non ti aspetterò per sempre Legolas….ricordalo!-
-Possiamo essere amici per ora?-
-Non ti aspettare molto…..comunque va bene….-in quel momento una lacrima rigò il viso di lei, ma per non farlo vedere a Legolas l’asciugò subito e se ne andò dicendo un lieve "ciao…".
Osserviamo cinque minuti di silenzio per i testicoli di Legolas, spirati nel momento in cui il biondo, nevrotico principe ha fatto la sua prima comparsa in questa storia.
-Chi sarebbe il nevrotico???-disse Legolas in modo arrabbiato-scherzoso (…).
-Beh….Principe di Bosco Atro….proprio lei!!!-esclamò gioiosa Evy.
Haldir, i sali per cortesia.
Oh, professor Tolkien, è ri-risorto anche lei… ben trovato. Eh, lo so che “ben” è del tutto fuori luogo, ma che avevo da di’?
Che? Dice che devo stringere? Perché? Perché dall’ingresso alle Miniere di Moria a Lothlórien è solo un riassunto mal riuscito del suo libro? Va bene, ora lo scrivo.
Dall’ingresso alle Miniere di Moria a Lothlórien, ci dobbiamo sorbire la solita scodellata di orchetti e cadaveri mummificati di Nani, e la solita brutta fine di Gandalf.
Err… prof, guardi, qui la Sue si ferisce e piange, devo scriverlo?
Dice che è facilmente intuibile?
Spostiamo la scena a quando Evy-Sue si sveglia e Legolas ed Haldir si contendono il suo cuore di bellissima mezzelfa?
Professore, Haldir ha di nuovo le convulsioni, le goccine gliele dà lei mentre io chiudo qui? La ringrazio.
Dicevamo, mia rampante scuderia di purosangue?
Ah, sì.
Siamo a Lothlórien, adesso, ed Evy si è ripresa dalla brutta ferita che si era procurata a Moria.
E, forse grazie all’aria pulita del Bosco d’Oro, Aragorn prende la prima decisione giusta della storia: quella di posteggiare la sorella dai suoceri (o in qualunque modo si chiamino i genitori della suocera) e liberare finalmente la Compagnia dall’irritante presenza di un’Inutile Femmina.
Ovviamente, Leggy la consola con un pucciosissimo bacetto, e le promette che si rivedranno presto, che passeranno l’eternità insieme… bla, bla e bla, insomma.
Le solite cose che dicono gli uomini per sbolognarsi una pulzella, insomma.
Povero Legolas.
Non sa che Evy lo raggiungerà con Haldir al Fosso di Helm.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero
non appena il professore ha sentito accostare le parole Haldir e Fosso di Helm, s’è fatto sopraffare da un improvviso attacco isterico.
Haldir si sta riprendendo adesso dal suo attacco epilettico, e non può darmi aiuto.
Ah, dimenticavo una cosa.
Punizione, signor Potter!
No, non quella.
Autrice: kessachan
Ad maiora, giacobini!

Splinder non formatta più come una volta.

 

…con la storia c’entra poco, ma adesso sta iniziando ad irritarmi, ecco.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
anche quest’oggi metto da parte la solita caccia a babbani, mezzosangue e infidi babbanofili, poiché in quanto membro decano di questo tribunale ho il dovere morale di sottoporre alla vostra attenzione l’ennesimo caso di marysuaggine entro le colonne del nostro amato Tempio.
È atroce il modo in cui certi delitti continuino a perpetrarsi, nonostante l’impegno che mettiamo nel nostro lavoro.
Inoltre, visto il delicato fandom che stiamo per trattare, io ed il mio fedele elfo del catino Haldir ci siamo scambiati i ruoli: è lui quello che sta male, quello il cui cuore è stato trafitto e i cui occhi versano lacrime defunte. Io, mentre vi scrivo, sorreggo solerte il catino di opale.
Ivi si riprende infatti il discorso lì dove il professor Tolkien l’aveva lasciato: l’opera consiste nel continuo del Signore degli Anelli di Tolkien, tutto ambientato a Eressea, nelle Terre Immortali!
Scripted (sic!!) by: Meky
 
Suvvia, mettete da parte il vostro banale inglese oxfordiano e venite a far compagnia a Legolas e Gimli nel loro lungo viaggio verso Valinor.
Insomma, lo può fare una Sue che spunta all’improvviso (sì, spunta all’improvviso in una barca in mezzo al mare) e non possiamo farlo noi?
Perché, adesso, il viaggio verso le Terre Immortali non solo è low cost, ma anche last minute.
Haldir, lo so che non avete mai aperto agenzie di viaggi, voi Elfi.
Si narra anche che il GoS non abbia mai stuprato una vergine, ma a chi dobbiamo credere?
-Ma tu non puoi! Sei Mortale!- obietta, giustamente, Legolas.
-Anche lui lo è!- disse indicando il Nano (…)
Gimli, invece di pensare “perché, dolce fiore, non ti fai un tegamino di cavoli tuoi? E comunque, a differenza tua, con la Compagnia dell’Anello mi sono fatto un mazzo a tarallo grosso così per guadagnarmi le Terre Immortali. Eppoi, da quale pulpito: mica sei poi tanto più alta di me. Va’ a caghé!”, delira: "Ha qualcosa d’elfico ma anche qualcosa di regale. Perché qui la figaggine la si dà via come il pane! Deve essere d’alto lignaggio quella lì. Che i pezzenti tornino al loro paese! Noi l’abbiamo duro. Oltretutto è molto bella, chissà da quale regno salta fuori. Se sei povero, ti tirano le pietre. Gondor o Rohan? Ma anche Hogwarts."
-Lui ha il permesso di qualcuno più in alto di me, di quelli con molto potere in mano, gente che tu non sai neanche chi sia-
Legolas, stellina: perché parli come un dodicenne che marina la scuola?
Legolas siamo costretti a portarla con noi- gli disse Gimli in un orecchio (immagino Gimli che scivola nelle trombe di Eustachio di Legolas: decisamente, l’immagine non è piacevole)-Non possiamo buttarla in mezzo al mare, affogherebbe!! Il che è esattamente ciò che vorremmo noi. È meglio lasciare discutere con questa chi ha potere-
Gradirei che qualcuno mi facesse capire CHI abbia potere, a questo punto. Saranno mica He-Man e She-Ra?
Legolas è quasi d’accordo con l’amico, anche se puntualizza: alcune cose deve almeno dirmele per farmi un’idea di chi sia.
Legolas Verdefoglia, Inquisitore. *o*
(…) se vuoi mi puoi chiamare Moko-
Il Professore sta rantolando nella tomba, lo sento.
Capisco sia solo un nome in codice… ma, proprio perché nome in codice, non dovrebbe dare meno nell’occhio? Beh, in questo caso, nell’orecchio…
Ad ogni modo, su richiesta del biondo principe di Bosco Atro, la nostra eroina narra la sua impresa dall’inizio.
(…) Sono partita da casa mia…-
-Frena! (Ma cristoddio, Legolas! FRENA?!) Dove abiti?-
-Non so se te lo posso dire… va bene, abito a Gondor- Io abito a Italia. Augh! -E sono andata all’Anduil (la bella la va al fooosoooo…) dove vi ho trovati. La notte in cui tu avevi appena finito la barca, io mi sono intrufolata sotto queste coperte che servono in caso di pioggia (…) Poi ho aspettato, finché non mi avete trovata.
Ora, non per essere pignoli, ma gli Elfi hanno una supervista e un superudito da fare impressione agli X-Men e ad Heroes. Volete forse farmi credere che Leggie non si è accorto di niente?
-Cavolo Legolas, perdi colpi!- rise Gimli.
Dopo frena!, cavolo, perdi colpi!, in effetti, è un manifesto di coerenza.
Nonostante i tentativi di Legolas, Moko non si sbottona (letteralmente) nemmeno un pochino. L’altra piccola informazione che riusciamo a racimolare è la seguente: 
-Potrei sembrare una ragazzina ma non lo sono più da tante estati. So che se te lo dicessi tu capiresti chi sono e io non ho nessuna intenzione di aiutarti a capirlo!-
Mi sembra di assistere a una conversazione sui motorini appostati davanti McDonald’s.
Alle chiacchiere da motorini si adeguano i turbinosi pensieri dell’elfo più effeminato della Terra di Mezzo (Haldir, tu sei il secondo):
"Ha qualcosa di famigliare… ma non so cosa! Sono molti anni che non torno a Gondor, da quando Aragon ha avuto il terzo figlio (Aragorn! Incinto! *o*), se non sbaglio una femmina (sei suo amico! Non dico il nome, ma almeno il sesso dovresti ricordarlo!). Anche un’altra volta vi ho fatto ritorno ma trovai suo figlio a governarvi e mi disse tutto (eh?). Povera Arwen, chissà quanto ha sofferto per le sua morte" pensò Legolas diventando grigio in volto: il ricordo della tomba dell’amico gli era tornata in mente (bella come sei? O forse ancor di più?).
Sbaglio o nell’intreccio della vicenda c’è qualche passaggio che non torna?
Sicuri sia andata proprio così?
Moko, come leggendogli il pensiero, capì ciò cui stava pensando e divenne triste anche lei. Gimli, non capendo più niente… perché è uno stupido nano. I Nani sono brutti, ergo non hanno l’intelligenza superiore di chi è bello bello in modo assurdo.  
"Dunque possiede qualcosa d’elfico (lo ripeti per chi si fosse messo in ascolto soltanto adesso, vero?)" pensò Legolas "Come pensavo non deve essere una semplice ragazza (vedi sopra); né nella saggezza, né nel lignaggio"
Grammatica, questa sconosciuta.  
-Avete finito con le domande? (…) ora tocca a me- disse Moko
-Spara- sbuffò Legolas
OMG, WTF??
In quale universo parallelo Legolas sbuffa e dice spara?!
Il Signore degli Anelli secondo Moko:
Se non sbaglio gli Elfi e i Nani non sono più amici da secoli tranne per quella Compagnia in cui partecipavarono (una chicca degna della migliore Anna Marchesini! *o*) due uomini, Sire Aragon e Sire Boromir, quattro Hobbit tra cui i Portatori dell’Anello Frodo e Sam, gli altri due se non sbaglio sono Meriadoc (se preferite Merry (mettiamoli, i dannati puntini sulle i! >_<)) e Pipino; infine vi siete voi due che avete rivoluzionato la storia dei Nani e degli Elfi con la vostra amicizia.
Sì, mia cara, è andata proprio così.
L’amicizia tra Legolas e Gimli, poi, è diventata la più osannata icona gay dopo Cher, i Village People, il cast di Cats e le Sirius/Remus.
Insomma, Moko non riesce proprio a tollerare che uno come Gimli, basso, grasso, brutto e peloso, possa raggiungere le Terre Immortali senza problemi mentre lei, amabile Mary Sue dagli augustissimi natali (che ancora non ci vengono rivelati, ma sono ben facilmente intuibili) deve sudare sette camicie firmate Vera Wong.  
-Ok signorina! (Gimli! Capisco che sei sconvolto dalla perniciosa insistenza di questa donnaccia, ma… OK?!) Io ho avuto il permesso di Dama Galadriel. Gné-gné.
-Costei gli ha concesso il permesso per qualche ragione ignota- disse Legolas tappando la bocca all’amico per non permettergli di iniziare a sparare notizie sulla bellezza di Galadriel. Perché, che Galadriel sia bella, è top secret. Sparare notizie violerebbe un secreto di stato. Sparare. Sono indignata.
"Se sapessero…" penso trattenendo il riso che le sgorgava dalle labbra: voleva che rimanessero a bocca aperta quando avranno scoperto chi è lei.
Analisi del testo.
Se sapessero, ci sta.
Penso: voce del verbo pensare, prima persona, tempo presente. Errore di battitura per pensò. Vagamente perdonabile.
Il riso che le sgorgava dalle labbra: improprio come il nero sul marrone.
Quando avranno scoperto: strafalcione grammaticale imbarazzante quanto un foruncolo al primo appuntamento.
Signorina Moko, la aspetto nel mio ufficio per scrivere “i libri di grammatica non servono per fare polvere” finché il messaggio non sarà penetrato.
Ma torniamo al nostro Legolas.
Cioè, Legolas è una parola grossa… chiamiamolo Orlando Bloomcon la parrucca bionda e le lenti a contatto azzurre.
E se fosse… (…) veramente figlia di… (…)(dove?!) si spiegherebbe il perché di tutto, anche l’averlo chiamato Sire e non Re, sempre che lei non abbia mentito sul luogo d’origine…
Invece dell’agognata risposta, la nostra vestale lascia un rigo bianco.
Una piccola ellissi per creare suspaaaans.
Il segreto viene così rivelato ai suoi due compagni di barca, ma non a noi, che abbiamo avuto la pazienza di seguirla fino ad ora. Come se noi non l’avessimo già capito…
-Non ci credo! Sei veramente tu?!- rise Gimli
-No guarda, sono te! (ma.che.tristezza.di.battuta.)– disse imbronciata: le avevano rovinato la sorpresa e, oltretutto gliela avevano fatta loro
Ah, ora si svela l’arcano: voleva fare un’entrata ad effetto, da vera Sue, con tanto di damigelle adoranti che ornavano il sentiero con petali di gelsomino e lillà… peccato, sarà per la prossima volta.
-Non te la prendere ci sarà molta gente nelle Terre Immortali cui fargli lo scherzo- disse Legolas
Nelle Terre Immortali sono dei burloni. Immagno i Valar schierati come nell’Olimpo di Pollon. A Maranello, d’altra parte, mettono i ciccioli nel serbatoio delle Ferrari.
Moko-Sue, tra le altre cose, si è portata dietro una piccola tangente per convincere chi di dovere a farla restare a Valinor: alla nostra già provata fiera delle banalità, infati, si aggiunge una bellissima collana in argento con incastonate otto piccole gemme bianche, che assomigliavano più a stelle che a monili.
La collana Sue, non la trovate commovente? ç.ç
E poi, quanto amo le tangenti!
-E’ la chiave per le Terre Immortali! (mi chiedo… cosa ci sarà scritto sul campanello? Ing. Arch. Dott. Terre Immortali?)spiega la ragazza, piccolo regalo della sua mamma.
Occielo, mica tanto piccolo. A detta di Legolas, se quello è piccolo, io sono un hobbit con tanto di cappello!
Basta, Legolas, smettila con le babbanate!
Come precisa la tua tenera amica, il dono è piccolo ma grande nell’importanza.
Era un piccolo grande regalo.
Avevo detto di smetterla con le babbanate o sbaglio?
Seguono momenti di puro nonsense:
-Quello che mi chiedo è come tua madre potesse averlo!Ma per il momento non è importante, godiamoci quest’attraversata (voleva dire questa traversata, magari?) che probabilmente sarà l’unica che faremo e se tu- disse rivolgendosi a Moko (ma non stava già parlando con lei?) -ne farai un’altra te le godrai tutte e due! Nel caso in cui la buttino fuori a calci dalle Terre Immortali? Ci sto!
Il sole tramonta, finalmente, e i nostri cadono addormentati in un sonno profondo.
Pure Legolas.
Intanto mi è apparso il fantasma del professor Tolkien. Professore, metta giù quella corda! Haldir, molla il catino e dai una mano al Creatore, su. No, non l’uno e trino, l’altro!
 
Il giorno successivo, il risveglio dei nostri eroi ha un che di estremamente romantico.
Sveglia pigroni!-li urlò la ragazza emozionata (questa Sue è talmente Sue che riesce a urlare non le cose, ma le persone! *o*)-Siamo quasi arrivati!Da qui si riescono perfino a vedere le Terre!-
In realtà, dunque, Legolas non aveva costruito una semplice barca, ma la Nina, la Pinta e la Santa Maria.
La reazione di Legolas?
-Uao!-
Mes jacobins, la figura nella quale si stanno contorcendo il Professore e il mio Haldir ha un che di apocalittico.
Quel uao! li ha sconvolti più del fatto che una inutile femmina mortale sia riuscita a vedere più in là di un elfo.
Gimli commenta con un rutto, che scuote Moko dalla contemplazione.
-Stupido Nano! (Inutile femmina!) Se fosse per me ti butterei giù dalla barca perché non sai godere lo splendore di tutto ciò!-
Si gode di qualcosa, non qualcosa, Moko. E comunque… sei simpatica quanto un’uretrite gonococcica.
Fortunatamente, la navigata si conclude il terzo giorno dalla scoperta di Moko sulla barca.
C’è chi conta dalla nascita di Cristo, chi dalla scoperta di Moko sulla barca… de gustibus come sempre, ma non viene difficile abbreviare in a.s.d.M.s.b. e d.s.d.M.s.b.?
Solo allora Legolas si rese conto che erano in grossi guai: avevano un Mortale con se (sarebbe … e, Legolas, sei un idiota! Ce l’hai dietro da tre giorni!)! Come avrebbero spiegato tutto? Spero non come lo state spiegando a noi, perché sto entrando in confusione. Cercò di trovare una risposta mentre entravano nel golfo naturale che formava un semicerchio di scogli (cioè, un golfo).
All’imbarcadero, una guardia chiede nome, patente, libretto e permesso di soggiorno dell’inattesa ospite.
Legolas, allora, racconta dell’avventura appena trascorsa, ben precisando che non potevano rispedirla indietro tramite posta prioritaria perché sarebbe annegata a nuoto (perché, si può annegare a piedi?).
-Venite! ordina la guardia. Condurremo questa clandestina davanti ai saggi e al Re-
Ora ho capito: Legolas e Gimli sono due scafisti!  
Attraversarono un ponte che collegava il porto galleggiante (err… come fa un porto a galleggiare? o_O) alla terraferma. (…) c’ erano molte barche attraccate ai numerosi moli, ma nessuna di loro era in partenza
"Forse le tengono per casi come il mio?" pensò
Casi umani, Moko? Forse.
Con la guida di un certo Halen (Van Halen), l’Elfo, il Nano e la Sue attraversano luoghi in cui sbocciano fiori che rendevano l’aria pura e profumata (capisco il profumo… ma la purezza?) e rose d’oro che sfavillavano come stelle di giorno e di notte ininterrottamente e con la stessa intensità (me cojoni!)prima di arrivare alla meta: un palazzo di cristallo, resistente come la Torre d’Orthanc (la Torre di Ecthelion si sta risentendo) ma bella come la primavera (*o*).
Adesso, un po’ di dizionario Moko-Lingua Comune, ovvero ciò a cui Tolkien non avrebbe mai osato pensare:
Perlhen: Castello di Helbim, il Re di Eressea, dagli occhi belli come il mare ma freddi come una spada.
Sheav: materiale feeko tipo marmo che però si trova solo nelle Terre Immortali.Forse il corrispettivo del mithril, ma meno da nani terroni.
Consiglio: raduno del Ku-Kux-Klan, od orgia in pieno stile Eyes Wide Shut. I membri sono incappucciati, oltre che disposti in inquietanti gironi. Ne fanno parte Galadriel, Celeborn, Elrond, Gandalf, Paolo, Francesca e il conte Ugolino.
Professore, la prego, si sieda e si calmi.
Haldir, preparagli del tè alla vaniglia.
 
Dopo un discutibile quanto fuori luogo siparietto sulla Moko-famiglia, il Re solleva la sua prima obiezione: 
-Nome strano non trovi?-
-Se lei la pensa così, allora non pensiamo allo stesso modo-
Non l’avrei detto, sono sconvolta.
Il Re rimase alquanto turbato dalla sfrontataggine (sfrontataggine?) di quella ragazza, era come se fosse abituata ad avere a che fare con autorità importanti come il re (va bene che repetita iuvant, ma questo pare un po’ troppo).
Attraverso un sentiero lastricato di orrori grammaticali e concettuali che, forse, farebbero rabbrividire persino Costantino, tipo parole sgorgate dal cuore come suggerite da un’altra mente,pensieri che fanno di tutto per non essere capiti (non che sia difficile, attenzione), e menti chiuse da cancelli (sic!), Moko mostra al sovrano la collana dell’augusta mamma.
Appena Elrond vede il monile, va decisamente di matto.
Gustiamoci insieme la scena.
"La collana di…" pensò Elrond. Si voltò e vide che anche Galadriel e Celeborn erano sorpresi quanto lui; se sapessero qualcosa, Elrond non lo sapeva ed era troppo turbato per occuparsene.
Più che sorpresa, io mi sento confusa. E non felice, no.
L’intero Consiglio era sbalordito e alcuni elfi incappucciati gridavano in elfico (chissà perché, pensavo parlassero la lingua puffa): -Guardate! Guardate! (Le streghe son tornate!). La Chiave è tornata dalla Terra di Mezzo!-
Qualcosa mi suggerisce che Moko-Sue non sarà rispedita indietro a furia di calci. Peccato.
Moko, che capiva e parlava l’elfico (e te pareva), sorrise soddisfatta del lavoro svolto: il colpo di scena le era riuscito (ah, già, mi ero dimenticata dell’entrata trionfale) e molto probabilmente l’avrebbero fatta rimanere per osservarla meglio (tipo esperimenti alieni? Le infileranno una sonda nel sedere come con Cartman di South Park?).
Il Re, infastidito come un’inutile femmina nel primo giorno di ciclo, congeda tutti per rimanere solo con i suoi fidi Consiglieri. Alla sua ipotesi che la collana possa esser stata rubata, Elrond ribatte con altrettanta veemenza che no, non è possibile, perché se no, non avrebbe brillato così.
-Se quello che dici è vero allora lei è…-gli disse Galadriel
-È lei, ma non diciamo nulla!- disse guardando le facce stupite dei suoi compagni -Si vuole solo divertire un po’, non vi pare?-
Sire Elrond, stai coglionando, vero?
-Hai ragione. Allora è meglio che ci togliamo dalla mente chi è se non vogliamo essere presi per traditori!-disse Celeborn.
Tu quoque, Celeborn?!
Certo, è più grave smontare il gioco a una ragazzina intelligente come Paris Hilton che non tradire la fiducia del proprio Re.
Anche Galadriel ha la sua dose di colpa, comunque:
-Vedo che ti sei divertita con il Re e noi!- disse divertita rivolgendosi a Moko. Mia signora, dica la verità: Gandalf ha importanto clandestinamente dell’erba pipa del Decumano Sud, non è vero? -Non sai in che guaio ti sei cacciata (…) Molta gente cercherà di capire chi sei! Non Gli è proprio andata giù la tua sfida-
Ora, non per essere pignoli, ma, se davvero questo Helbim esistesse, sarebbe il più fyko di tutti i fyki di Valinor, giusto?
E, nonostante la fykaggine e i poteri superminchiapower, non riesce a capire chi è questa robina slavata?? Ma per cortesia!!
Come un’affilata lama delle nostre fedeli ghigliottine, cala la notte sulla testa dei malcapitati di Valinor.
Giusto il tempo, per Legolas e Gimli, di riprendersi dalla traversata, visto che, il giorno dopo, si ritrovano costretti (indovinate da chi?) a fare un giro per i luoghi in cui gli elfi abitavano, ecc. (sic!), tra casette in pienissimo stile Mulino Bianco eboschi argentati, con Moko in testa, ad un ritmo che neanche un cervo la superava.
Il cervo no, ma Legolas?
Manco lui riusciva a tenere il passo?
Ecco, alla notizia, Haldir ha avuto un altro collasso.
E ora chi si prende cura del Professore? Mica sta tanto bene.
Oh, ma di che ci stupiamo. In fondo, Moko, semplicemente camminando, riesce a coprire i 10 km/h. In più, vede persone che gli altri non vedono… tipo la sua mamma, che le ricorda che l’aspetta un duro compito. Che palle, queste mamme, sempre a rompere con i compiti. >.>
No, scusate, mi sono distratta.
Dicevamo, l’elfica mamma di Moko la mette in guardia con un messaggio in codice (ho provato a chiamare Dan Brown, ma si vergogna come un ladro di rispondermi):
Guarda verso il mare, mi raccomando! Il pericolo materiale verrà da quella parte ma guarda anche nel tuo cuore. Non sempre la luce è sinonimo di bene
Meditate su questo, miei diletti purosangue.
E anche su:
Oh, Draconian Devil
Oh, Lame Saint
So dark the con of man.
 
Dopo un siparietto da bruciare sul rogo, con l’immancabile self-insertion, e un inconcludente discorso di Gandalf spinto dal Re ad usare il suo metodo migliore per carpire i segreti di Moko (sì, Haldir, lo so che è avvilente che il Re del Mondo non riesca a fregare una deficiente come ‘sta qui, porta pazienza e porgi i Sali al Professore), assistiamo ad uno dei cliché delle fyccine.
Una di quella roba che è, praticamente, sempre presente, e che viene infilata a forza nel corso della vita di ogni Mary Sue: un ballo. In maschera.
Haldir tiene a precisare caldamente che, gli Elfi, le maschere le indossano in occasioni molto particolari e molto privat… Haldir, ma che schifo!!
Dame e signori ballavano in sontuosi vestiti (alla faccia dell’elfica semplicità), con una maschera al volto (dicevamo, sulle maschere?). Una musica quasi silenziosa attraversava la sala (in quei casi, si alza il volume), mentre i danzatori si muovevano senza emettere o provocare suono (occielo, che palle di festa! °_°). (…) La ragazza indossava un abito bianco scollato ed un giglio fra i capelli neri (grazie al cielo, non abbiamo curve al posto giusto… almeno per ora). Il contrasto era stupefacente (i colori della Juve, ciò mi allieta il cuore), senza contare che gli occhi grigi brillavano come di luce propria (visto il periodo, gli occhi me li immagino come le lucine dell’albero di Natale: se si fulminassero, sarebbe esilarante *o*), fra le mani aveva una maschera come tutti gli altri; lei però non la voleva indossare (perché lei vale, lei è diversa). Improvvisamente la musica cessò (vergogna! L’orchestra del Titanic è rimasta a suonare fino alla fine e qua la musica sparisce per una semplice Mary Sue! Ma un po’ di dignità, per cortesia!). Tutto si bloccò e un gelo (due geli, tre geli, quattro geli) attraversò la stanza. La ragazza rimase immobile, non riuscendo a muoversi (eh, sarebbe stato patologico se fosse rimasta immobile potendosi muovere… ma qui entriamo nell’ambito di avanzatissime ricerche mediche effettuate dalla CIA, non posso mettervene a parte); una velo di ghiaccio coprì ogni cosa, ogni persona, salvando solo Moko (E te pareva… comunque, queste non sono le Terre Immortali: è Narnia). (…) La stanza si trasformò: le persone scomparvero, insieme agli oggetti e a tutto. Rimase solo il bianco (che più bianco non si può? Detta così, sembra la pubblicità di un detersivo) e lei in piedi, senza nulla addosso (mi ricredo sul detersivo); l’unica cosa che rimaneva era il gelo…
Buono, il gelo.
Soprattutto con un pizzico di canella e un po’ di gelsomino.
Segue dettagliata descrizione di uno dei migliori trip acidi mai vissuti.
Poi, Moko si sveglia.
Era solo un incubo, capito?
Niente abiti lussuosi, niente maschere, niente orchestra che affonda del Titanic: era solo un incubo.
Non c’è speranza che lo sia anche questa fyccina, vero?
Ad ogni modo, come ogni suesco incubo che si rispetti, ciò che Moko sogna diventa realtà: il tempo di svegliarsi, infatti, e vede il mare coperto da una lastra di ghiaccio.
-Se il ghiaccio lo ricopre tutto raggiungerà la Terra di Mezzo e chiunque potrà arrivare qua!
Mi ricorda un po’ i tucani paranoici de l’era glaciale (erano tucani, vero?). Suvvia, per un po’ di ghiaccio non è mai morto nessuno. Al più, ci si può organizzare per una pattinata. Ma no, come non detto. Con una velocità che farebbe invidia al signor Flash Gordon, orde di Orchetti residui dall’ultima, devastante guerra contro Sauron, sono già pronti per invadere Valinor.
Non trovate che siano un po’ troppo raggiungibili per essere le Terre Immortali?
Non è che, come Cristoforo Colombo, hanno scoperto l’America al posto delle Indie?
 
Tra sogni che diventano realtà, Moko nuda nel corpo e nell’anima, mani morte (nel senso che appartengono a gente morta, non a maniaci), e sigilli incastrati nei muri, tra bizzarri fantasmi che fanno indovinellie gattini (sempre fantasma) che si trasformano in tigri, apparel’autrice.
Sì.
L’autrice.
Conciata, per capirci alla Chidori in Full Metal Panic 4.
Punizione, signor Potter!
Come sarebbe a dire “perché”?!
Questa storia mi sta frustrando, necessito di uno sfogo.
Di nuovo, tra altri spettri antropomorfi e ricreazione dello spazio, tra rabbia dell’imbroglio che esplodono dentro e luci potentissime che cavalcano le vie dell’aria con la benedizione della Stella del Vespro e della Stella dei Dunèndain (credo la dessero in saldo… anche perché, altrimenti, i meno svegli non sarebbero giunti alla verità sui poco intuibili genitori di Moko, anzi, di Lawy), l’avventura, finalmente, si conclude.
In quanto VIP, Helbim le concede di restare.
Tutto sembra finire a tarallucci e vino, se non fosse che lontano da lì, in una grotta nell’acqua, in una cappa senz’acqua….
-Oh… ce lo hanno portato via… Cattivi cattivi! Ma ora pensiamo noi a loro, vero tesssoro? Ora, però, nessuno ci può battere…
Quindi, o è Winola che sta parlando con Ailoren, e fin qui nulla di preoccupante, o è un ben noto hobbit corrotto che dovrebbe aver fatto la fine di un pollo arrosto.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, io temo sia la seconda. 
 

Il destino di un cavaliere

Sorelle sgualdrine, compari Mangiamorte, Auror e Giacobini di merda all’ascolto, è con la morte nel cuore ed i Blind Guardian a palla nelle orecchie che mi accingo a recensire una (l’unica, grazie al Sommo) ficcy su “Il destino di un cavaliere”, film discreto con Heath Ledger come protagonista e Paul Bettany nei panni di Geoffrey Chaucer, scrittore realmente esistito soventemente definito il padre della letteratura inglese.

L’unica cosa da tenere a mente per questa ficcy è che Chaucer, l’araldo del protagonista, e Wat Falhurst, amico collerico oltre ogni limite, non si sopportano. O meglio, Geoffrey lo provoca, e l’altro non vede l’ora di poter reagire e spappolare il naso del povero scrittore.

Questo dovrebbe farvi immediatamente capire che genere di ficcy mi accingo a recensire. Esatto, una slash!

Lo sappiamo tutti qual è il ragionamento delle Vestali, no? “Ti odio oltre ogni limite e ti vorrei morto, ergo non posso non desiderare di infilarmi nei tuoi pantaloni con la stessa forza e determinazione”.

L’opera è di Siz, il titolo “Una notte speciale”.

Non siete emozionati? No? Nemmeno un pochetto? Bah, io ci ho provato.

Veniamo anzitutto illuminati sul fatto che “NdS” = “Nota di Siz”. Cosa capiamo da questo criptico messaggio? Esatto! Interruzioni nel mezzo della narrazione.

Piacevoli come una martellata sui denti o come una coltellata nell’arteria femorale, che dir si voglia.

E uno… : “Dio, quanto mi piacerebbe accarezzare quei suoi bellissimi capelli rossi!” (io ADORO i capelli rossi!!!!! NdS)

Tanto piacere, zucchero, mi spieghi l’utilità di palesare i tuoi gusti in fatto di capelli ai fini della narrazione? Potevi mettere una notina in fondo alla ficcy, sarebbe andata bene uguale.

…E due… : “ora lui è un cavaliere e di certo il padre di Jocelyn preferirà dare sua figlia a Sir William che non al perdente conte Adhemar. (ricordate quando Adhemar dice di essere in trattative con il padre?NdS)”

Giusto una spiegazioncina piccina picciò: se non avessi visto il film, sta’ pur certa che non mi metterei a leggere ‘ste cose. Non ho il gusto dell’orrido, io. O meglio, ce l’ho, ma almeno mi concentro su cose che conosco.

Per il resto. Il caro GeoffreySue ci delizia con tante pare mentali ed altrettanta melassa. Ci manca solo che sospiri e che disegni cuoricini al posto dei puntini sulle “i”, ed abbiamo riempito l’album.

Poi arriva il diretto interessato, e lui Non nascondo il diario perché tanto so che lui non sa leggere…se così non fosse lo avrei eclissato in fretta e furia.

Complimenti, Chaucer. Wat è una nevrosi ambulante, se ti avesse visto reagire da donnetta isterica come minimo ti avrebbe fatto sputare tutti i denti a calci in un tentativo di estorcerti le informazioni (perché tu non saresti stato così idiota da dirgli tutto, vero? Vero?!), in caso di un tuo nuovo rifiuto ti avrebbe picchiato a morte e poi avrebbe convinto qualcuno a leggergli i tuoi sproloqui.

Furbo.

Delirio, chiacchiere, birra, sbronza di proporzioni bibliche, un parco illuminato da nient’altro che dalla luna.

Che a me sembra più l’ambientazione di un film horror, piuttosto che quella di un porno di bassa lega, ma tant’è…

Ci informano che L’erba era alta e umida, ma soffice. I reumatismi ringraziano.

Ma soprattutto, sfatiamo il mito dell’erba morbida! Sotto il manto c’è terra. Dura, secca, terra. O fangosa, come in questo caso.

Rotolarcisi sopra e fare le proprie porcate non è come usufruire di un materasso, lo sapete? Idioti.

…E tre… : Restammo qualche secondo così: a sentire il lieve venticello estivo (facciamo che è estate, ok? NdS)

Lo sapevo che sarebbe arrivato!! Lo sapevo!!

“-Conosci qualche costellazione, poeta?-

-Mh? Costellazioni?…- ero sorpreso, non sapevo gli interessasse l’astronomia, oppure era solo affascinato da quella miriade di piccole luci nel firmamento?”

…Ma qual è la differenza tra le due cose?

“Guardò la parte di cielo dove indicavo

-???…Mah…si vede che le stelle non fanno per me!-“

No, si vede che sei ubriaco pappo e che non riesci a capire dove indica quel poverocristo di Chaucer, Dio l’abbia in gloria.

Blablabla, carezze fugaci, baci mozzafiato, lingue danzanti, il (ci tengo a precisarlo) padre della letteratura inglese che commenta con un “naa”…Finalmente i due decidono di far roba. E sorvolando sul fatto che il mio adorabile GeoffreySue perde la sua verginità anale senza nemmeno uno stramaledetto lubrificante (signorine, fate un piccolo calcolo e rendetevi conto che per certe cose ci vuole un “aiutino” esterno. Altrimenti fa male.), io vorrei farvi ragionare su questo:

“Le mie mani gli slacciarono in fretta i pantaloni e quella destra si infilava nei suoi slip”

Zucchero, chiariamoci. Nel 1370 circa, non esistevano slip (ringrazio Dio che tu non abbia chiamato in causa i boxer), esistevano mutandoni immensi, ma quelli erano per i ricchi. Se tutto andava bene, la povera gente poteva beneficiare di un paio di pantaloni di lana grezza. Al massimo.

Gli slip, non sono compresi nel guardaroba.

…E quattro! : “-Ora non puoi più dire che sono una donna…- (Geoffrey l’ha detto quando stavano insegnando a William a ballare NdS)”

Certo, perché dopo essere stato penetrato senza lubrificante, nel bel mezzo del nulla cosmico indefinito dove potenzialmente nessuno dei due riuscirà ad orientarsi una volta finito di far porcate, con le zanzare (è estate, no?) che stanno banchettando sulla sua pelle scoperta…Il suo unico problema & pensiero è venirti a ribadire che sei una donna. Wat, ma i tuoi genitori, quella sera, non potevano giocare a carte?

“venne anche lui, dentro di me. Una parte di lui, il suo frutto era dentro di me ora…la sensazione di benessere procuratami da quel pensiero è indescrivibile.”

Ussignur, Chaucer, amore di mamma tua, non crederai veramente di poter restare incinto?!

Babbe’, epilogo pucci-pù in cui i due si dichiarano eterno ammmmoreh (MELPOMENE! SCANSAFATICHE!! IL CATINO!!) e se ne tornano mano nella mano all’accampamento.

Sono due uomini, eh.

E siamo verso la fine del ‘300.

In pieno medioevo, con la chiesa che dice cosa pensare e tutti che obbediscono.

Posso ricordarti, zucchero, che i sodomiti (e, come hai detto tu stessa, lo sono) vengono impiccati finché morte non sopraggiunga? Posso ricordarti che, per quanto amici, tutti quanti li schiferebbero come la peste se li scoprissero?

Posso ricordartelo, ed intendo farlo. Io non ho pregiudizi di sorta, penso sia stato abbondantemente dimostrato.

Ma, Onnipotente GoS…Si tratta di un’epoca in cui le donne venivano bruciate vive su pire, impalate, affogate, sottoposte a torture indicibili…Perché accusate di stregoneria. La stregoneria, capisci?

La gente era paranoica.

Se mi scrivi di due povericristi che tornano in un posto dove tutti, potenzialmente, potrebbero vederli, mi salta la mosca al naso. Ok, sono gay. Dovrebbero cercare in tutti i modi di dissimularlo, perché è un peccato mortale ed un reato. Non dovrebbero comportarsi come due adolescenti idioti che dopo aver fatto l’amore in un parco se ne tornano a casa facendosi le coccole strada facendo. Lo capisci questo?

Informati, prima di scrivere certe cose. Io stessa mi sono andata a spulciare la biografia di Chaucer, per avere un timeline un po’ più preciso del tuo “si svolge la sera dopo la vittoria di Will al torneo”.

“Speriamo il vero Geoffrey Chaucer non si rivolti nella tomba…”

Geoffrey Chaucer non si sta rivoltando nella tomba. E’ uscito, mi è venuto a trovare, ed assieme abbiamo deciso di iniettarci vicendevolmente sedativi via endovena.

“Io ho solo cercato di fare un ff sui miei due personaggi preferiti del film…ci sarò riuscita?Mah…”

No.