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Lady Grey… e no, non è il fantasma

Giacobini, giacobine, vandeani sotto mentite spoglie, Babbani, Mezzosangue, Tassorosso dimenticati e quote azzurre di Fastidious (so che ci siete), segretarie sottopagate ai comandi di Mr Grey, bentornati nella sala delle autopsie della nostra setta-a-delinquere. Il corpo che andremo testé ad esaminare è stato prontamente recapitato da Wrecking. L’aspetto del cadavere non era dei migliori, tutto coperto di lividi e segni di legature. Lo potete vedere qui, tenendo presente il rating rosso (e l’assenza di un avvertimento per l’OOC, della cui necessità vi accorgerete fra pochissimo).

Gli esami preliminari hanno immediatamente indirizzato i nostri sospetti sulla pericolosa Hermiglia, che da tempo gode di tremebonda fama presso questi lidi. La sua specialità è la sorprendente capacità di adattamento alle più nocive mode letterarie. Dopo averla vista sottomessa ai capricci del Divin Pargolo, quale poteva essere il passo successivo se non il repentino ribaltamento della situazione, ovvero una Hermiglia (anzi, Herr Miglia) in modalità Lady Heather da discount che gestisce Hogwarts con il pugno di ferro con indumenti in pelle nera e umiliazioni d’ogni sorta.

A quanto pare, Hogwarts non ha imparato nulla dall’esperienza della Thatcher. No, aspettate, era la Umbridge. O era la Thatcher? Vabbè, scegliete voi.

In qualità di Regina della Magia,io, Hermione Granger, che per voi divento Lady Hermione Granger, come primo atto in mio potere decido di riazzerare gli ultimi 7 anni di scuola ad Hogwarts, ovviamente escludendo me, tutti gli studenti che si sono diplomati l’anno scorso dovranno tornare da domani a scuola

Dopo il Signore Oscuro e l’Inquisitore Supremo, mancava solo la Regina della Magia. Le sedute al Ministero della Magia devono essere la versione politica delle partite tra vecchietti al bar. “Un Bambino Sopravvissuto e tre Sottosegretari Anziani!” “Rilancio con due membri onorari del Wizengamot!” “Regina della Magia piglia tutto!” “Ma cosa cali la Regina della Magia in prima mano!” E iniziano a volare le sedie.

Comunque, Herr Miglia è potente, bella e fotomodella. Ok. Ci sfugge solo qualche piccolo particolare: com’è possibile che abbia “riazzerato” gli ultimi sette anni? Come ha fatto Hermione ad assumere il titolo di Bella Figheira Regina della Magia? Dopo la battaglia contro Voldy, nessuno si è premurato di controllare che altri maghi talentuosi non sbarellassero? Forse avevano ragione i Serpeverde fissati con la purezza del sangue, dato che gli ultimi maghi che si sono fritti il cervello erano tutti Mezzosangue?

Fortunatamente, esami più approfonditi hanno fornito delle esaustive risposte a tutti i quesiti sopraelencati. Nessuno si è azzardato a contraddire Herr Miglia dopo che ella è riuscita a sconfiggere Voldemort da sola grazie all’incantesimo “Abigail Sectrum”, di cui solo lei sa l’origine e il potere che nasconde. La pronuncia del nome è tuttora incerta, ma riteniamo che sia simile a “paraculata”.

Ma Herr Miglia non si è fermata qui. Con un altro incantesimo di sua invenzione, “Sefundus Liberati”, ha provveduto ad azzerare la personalità e il potere magico dei pochi maghi famosi rimasti in vita (pure Regina del Celebrità adesso?), che sono poi stati esiliati nei luoghi più sperduti della terra. E tutto questo è stato fatto da Herr Miglia, teniamolo bene a mente. Anche perché l’idea di Hermione che, dopo anni di prese in giro per le sue origini Babbane, il terrore di perdere i propri genitori durante la Seconda Guerra dei Maghi e il pur benintenzionato flop del C.R.E.P.A, si dedica all’autocrazia, al confino e alle centoventi giornate di Sodoma mi sembra lievemente forzato. E poi, l’Espresso per Hogwarts arrivava già in orario.

Non bisogna avere paura, comunque. La nostra eroina ha fatto tutto questo per il bene degli altri studenti, come ella stessa sottolinea.

chi mi conosce sa quanto io ami i libri e lo studio, e quanto lo ritenga importante,quindi ritengo che sia doveroso che le persone della mia generazione abbino la formazione che io ritengo opportuna..

It’s like raaaaaaain on your wedding day, it’s a free ride when you’ve already paid…

Scusate, meglio chiudere la finestra. Fuori c’è Alanis che continua a cantare a squarciagola.

Come si scopre molto presto, nella nuova società creata da Herr Miglia le persone sono giudicate in base alla formazione culturale (crediamoci) e al sesso. Tali sono gli stravolgimenti apportati che, il primo giorno di scuola, un Draco palesemente spaesato promette a Harry di essere più socievole nei suoi confronti. E questa è la parte più credibile della ficcy, vorrei specificare. Dopodiché i maschietti raggiungono Hogwarts rigorosamente a piedi, e senza guida. I Thestral, le carrozze e Hagrid sono impegnati sul Fronte Orientale, probabilmente.

Arrivarono ad Hogwarts ed entrati nella sala grande notarono subito delle grosse differenze, non c’erano piu i 4 tavoli che dividevano le casate, ma ce n’erano soltanto due, e dietro al tavolo dei professori c’erano soltanto un trono grande al centro, che doveva essere sicuramente quella di Lady Hermione, e quattro sedie, due per lato del trono.

Soffermiamoci un istante sulle quattro maîtresse… cioè, sulle quattro insegnanti che aiutano Herr Miglia: Angelina Johnson (ci può stare), Daphne Greengrass (una Serpeverde a caso), Cho Chang (che, se ricordo bene, non era proprio in ottimi rapporti con la capa suprema) e… Pansy Parkinson. O Herr Miglia ha deciso di essere magnanima con chi l’aveva tormentata durante gli anni scolastici, oppure ha estratto i nomi delle sue collaboratrici insieme ai numeri del lotto.

E cosa insegneranno queste collaboratrici? Una sola materia: Comportamento e disciplina tra ragazze e ragazzi dotati di magia.

Gli studenti maschi sono obbligati a tenere dei comportamenti remissivi, umili, e il piu possibile sottomessi alle studentesse della scuola,nonche alle professoresse ovviamente, hanno il diritto (eh?) e l’obbligo di andar in giro vestiti solamente con dei pantaloncini e nient’altro addosso, non han diritto di scelta su nulla e qualsiasi attività, che sia anche il solo parlare, al di fuori del loro dormitorio, luogo in cui avranno i loro unici momenti di riposo, inoltre le studentesse e ovviamente anche le professoresse, possono ordinare ciò che più le aggrada a loro, ed essi avranno l’obbligo di ubbidire ciecamente senza fiatare.

Mi sa che la formazione culturale di cui si parlava prima è incentrata su 50 Shades, Eyes Wide Shut (Stanley, perdonami) e sugli epigoni del Divin Marchese, con un tocco di misandria che contribuisce grandemente al clima di trash generale.

Pansy tirò fuori la bacchetta e la puntò verso il tavolo dei maschi, mentre avanzava verso di loro con un passo spedito, sicuro di se, come se nessuno avesse potuto farle del male..ed erà (la grammatica è così maschilista!) effettivamente cosi

Scopriamo che Pansy è addirittura la vicepreside e che i quadri sono stati rimossi dagli ingressi delle Sale Comuni al fine di consentire alle ragazze l’accesso a loro completo piacimento. In questo marasma sadiano di basso livello, si potrebbe pensare che almeno a Harry e Ron sia riservato un trattamento di favore in quanto migliori amici della Regina della Magia, del BDSM e dell’Universo Tutto.

Siete proprio ingenui.

da quando sconfisse Voldemort non ebbe piu stretti contatti con lei, ci sarà riuscito a parlare due o tre volte e tutte i primissimi tempi, da quando lei acquisi tutti i poteri politici nel mondo della magia fece sempre finta che Harry e Ron non esistevano.

Come la consecutio temporum.

Sulla pregevolissima immagine di Ron preoccupato che Lavanda Brown possa vendicarsi per essere stata lasciata durante il quarto anno trasformandolo nella sua puttanella, si chiude il terzo capitolo. Il quarto si apre praticamente col botto, con Angelina che entra senza preavviso nel dormitorio maschile sbattendo violentemente la porta (ci manca, signor Mosconi, ci manca infinitamente).

non si poteva negare che grazie anche al fascino esotico della sua carnagione color ebano non fosse una splendida ragazza.

Spiacente, Angelina, ma la sintassi ti vuole racchia.

Professoressa non è il termine adatto che dovrai usare nei miei confronti, direi che Divina Lady Angelina è un termine più adatto a me,

In effetti anche The Lady figurerebbe bene all’interno della preparazione culturale nel mondo di Herr Miglia, dati i livelli di assurdità (e di povertà grammatico-sintattica) raggiunti.

Il capitolo si conclude con una furiosa Divina Lady che inveisce contro Draco e lo obbliga a lucidarle gli stivali con la lingua, lasciando noi lettori a ponderare su quali altre amenità attendano i protagonisti. Strap-on? Fruste? Catene? Letture obbligatorie dei testi di Allock? Lo scopriremo solo vivendo! O forse soffrendo, non ricordo bene.

FINE PRIMO TEMPO

«Altro che “fine”! Avreste dovuto scrivere “volgare primo tempo”.»
«Gliel’avevo detto di non leggerla, professoressa McGranitt…»

(Si ringrazia Tremotina per la segnalazione.)

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Canotte a rete e sindromi scandinave

Sanguinari seguaci di Robespierre, algide peripatetiche, loschi contrabbandieri di boa rosa, giganti del ghiaccio caduti in disgrazia e miserrime quote azzurre di Fastidious, bentornati nella sala autopsie della nostra setta-a-delinquere. Proprio così, noi perfidi individui senza vita sociale lavoriamo anche sotto il sole (e la pioggia) d’agosto. Vi prego di accomodarvi mentre gli elfi del catino (all’occorrenza anche assistenti, ovviamente senza retribuzione alcuna) estraggono il corpo dalla formalina.

Vi consigliamo di stare attenti, cari giacobini, in quanto stasera abbandoneremo i sicuri lidi del Tempio per esplorare i meandri di Archive of Our Own. Non siate amareggiati, in quanto questo spostamento ci ha permesso di mettere le nostre avide e rinsecchite mani artigliate su qualcosa di colossale, un’autentica rarità, una toccante favola romantica che vede protagonista la coppia più gettonata del decennio.

Voce fuori campo: E allora Antonio e Rosita?

… che vede protagonista la seconda coppia più gettonata del decennio. Ebbene sì, è una Thorki.

Prima di cominciare, è bene far presente che questa fanfiction è una rape non-con. Consigliamo pertanto a tutti i minorenni, ai cardiopatici, alle donne in gravidanza e a chi è allergico alle arachidi di astenersi dalla lettura.

Il fatto che sia una non-con, tuttavia, non giustifica una serie di strafalcioni da capogiro, specialmente l’OOC folle eppure non segnalato. E forse non basterebbe neanche come avvertimento, in quanto questa è la fiera della follia, da Thor in preda a quella che si potrebbe descrivere come una grave crisi d’astinenza da steroidi a Loki simil-principessa ostinata che finisce per godere delle violenze subite, fino ad una Frigga chiaramente alienata che si rifiuta di vedere lo scempio davanti ai propri occhi, preferendo occuparsi di arredamento e fastose serate di gala. Ma procediamo con calma.

Il corpo da esaminare, gentilmente recapitatoci da LaraDAmore, si apre con Loki che si riprende da uno stato di incoscienza grazie al lieve suono del suo stesso respiro. Speriamo che il dio degli inganni non russi né digrigni i denti di notte: trascorrere l’eternità a svegliarsi di soprassalto e riprendere sonno non deve essere piacevole.

Una volta ripresi i sensi, Loki si accorge di essere nelle proprie stanze. Fatto strano, in quanto l’ultima cosa che ricorda è quella di essersi lasciato cadere nel vuoto durante la distruzione del Bifrost ad opera di Thor. Il dio ricorda bene di aver preferito la morte proprio davanti al fratellastro, con quello sguardo cristallino dentro al suo (gioia e tripudio, gli sguardi penetranti! I classici non passano mai di moda). Ma non è quella l’unica cosa fuori posto: Loki è infatti incatenato con i polsi bloccati dietro la schiena

“Ma com’è possibile? L’inferno può avere un aspetto tanto familiare?”

Noi navigati giacobini non possiamo fare a meno di sorridere (o meglio, ghignare mostrando i nostri denti aguzzi) di fronte a tanta ingenuità. Sapete già cosa sta per succedere, vero?

Nel giro di pochi minuti, Thor fa il suo ingresso nella stanza. Vorrà forse chiedere a Loki il motivo del suo tradimento? Vorrà comprendere il perché dell’insano gesto?

« Cosa è successo? Perché sono qui? »

Lo interpella il prigioniero, dimenandosi disperato.

La caparbietà con la quale tenta di sfuggire al morboso abbraccio non gli fa ottenere null’altro che maggior vigore nella morsa.

Il fiato gli si spezza quando il fragile petto viene oppresso da quello possente del suo carceriere, inorridisce nel sentire il suo respiro caldo mischiarsi al proprio.

« Sei stato soccorso, fratello mio. Ti ho voluto salvare. »

Che culo!

Scopriamo infatti che Thor, probabilmente in seguito alla lettura compulsiva di Misery, ha deciso di imprigionare Loki al fine di convincerlo ad aprire il proprio cuore (e anche altro, come già avrete intuito) a lui e a lui soltanto. Non è difficile immaginare quali siano i metodi scelti dal principe asgardiano.

Un violento manrovescio termina la crudele ilarità e stordisce il ribelle a tal punto da ammorbidirsi all’abbraccio del suo aggressore.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=AwRB1sVqVZI%5D

« Ti ho sempre amato, fratello, il mio affetto era sincero, puro, forse più di quanto avrei dovuto. »

Pensate se fosse stato malizioso!

Le dita delineano i contorni della bocca di colui che lo tradì e gli spezzò il cuore (in cambio Thor gli sta spezzando le ossa, ma vabbè), gli occhi ben chiusi mentre lentamente si avvicina fino ad appropriarsene.

Nasce così un devoto e casto bacio.

 

Devoto e casto… devoto e casto… devoto e casto… devoto e casto… devoto e casto… vedo attraverso il tempo… l’umanità è condannata… iä iä Shub Niggurath! Ph’nglui Mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn…

Che c’è? Ah sì, la recensione. Scusate, ho avuto un attimo di smarrimento. Procediamo.

Fra una descrizione barocca e lamenti da operetta (vorrei ricordare che Loki è quello che se ne è uscito con un “vulvetta lamentosa”), Thor fa un’altra sconcertante rivelazione:

« Hai una piccola scheggia del mio martello sottopelle, una necessaria precauzione affinchè i tuoi poteri non possano infliggermi alcun danno. »

Qui devo ringraziare sia ~Elianto che Hyena88 per aver creato l’immagine mentale più bella fra tutte quelle nate dalla lettura di questa ficcy. Immaginate Loki che se ne sta per i fatti suoi (se mai riuscirà ad uscire da quell’incubo pseudo-sadiano), magari mentre sta facendo due passi o è in bagno… e improvvisamente si ritrova a sfrecciare per Asgard perché quel genio di Thor ha pensato bene di richiamare il Mjollnir. D’altra parte, Thor non deve passarsela meglio: si mette in posa tutto gasato in attesa che arrivi il martello… e invece gli piomba addosso Loki con la stessa velocità di un MiG-35.

Questa teoria pare infatti trovare conferma poche righe più sotto.

« Intendi restituirmi il titolo? » Gli chiede incredulo Loki, affrontando a disagio quegli intensi occhi cristallini, irresistibili calamite che lo attraggono (che vi dicevo?) e gli annebbiano inesorabilmente i pensieri.

Due specchi di cielo si immergono in acque smeraldine, si seducono, si legano, si vincolano.

Non potete immaginare la commozione (cerebrale, s’intende) che questa frase mi provoca. Gli occhi di cielo e le verdi acque! Altro che classici delle ficcy, qui siamo ai livelli del mito. E gli occhi vincolati non sono forse l’apice del romanticismo?

Il sorriso di Thor affiora sincero (no, ma ci crediamo, eh) e Loki si sente irradiare di serenità in maniera incomprensibile (sottolineerei “incomprensibile”), i capelli dorati e l’armatura argentea gli accecano la vista.

Splende il figlio di Odino, di una luce forte, abbagliante.

Meravigliosa quanto il dolore che gli provoca.

La luce del giusto sovrasta le tenebre del vinto.

Dopo una cavalcata di crudeltà fisica e mentale spacciata per amore, mi sembra il minimo parlare di “meraviglioso dolore” e dare del giusto a Thor. Continuiamo così, facciamoci del male…

« Ti ho già detto di non chiamarmi così, noi non siamo fratelli! » Protesta Loki, che scuote il capo per destare la lucidità perduta.

Ora. Thor e Loki non saranno fratelli biologicamente, ma l’aver trascorso l’infanzia insieme nella stessa famiglia mi sembra che sia più che sufficiente. Ciò nonostante, un incurante Lannis-Thor espone il suo folle piano:

« E’ vero. Non lo siamo. (Thor stahp!) Per questo ho preso ben altra decisione, in modo da poterti avere per sempre accanto a me. Un legame oltretutto ben visto da Odino, antico alleato di Laufey, poiché capace di rinnovare l’alleanza perduta tra i nostri due popoli. »

Segue un altro bacio forzato. Pardon, il bacio di due amanti. Loki, o per meglio dire lo schiavo sottomesso che ha preso il suo posto, geme e piange quando si sente afferrare senza alcuna gentilezza i glutei, trema nel percepire la durezza dell’erezione di lui contro lo stomaco. (ma che meraviglia!)

Terminata questa sessione di molestie, Thor annuncia trionfale: « Tu sei promesso a me. Diverrai amante devoto e fedele compagno, e insieme apriremo un’era nuova su Asgard, che suona di pace e armonia fra i nostri popoli. »

Un’era di pari opportunità, senza dubbio, come conferma Thor subito dopo rispondendo freddamente alle minacce di Loki:

« Non sarai consenziente, non subito almeno. Ma non m’importa. »

Non vi tragga in inganno questa frase. Thor è un dio dalle molte sfumature (cinquanta, a voler essere pignoli) e la ficcy ci tiene a specificare che egli lo ama, irrazionalmente, con tutto se stesso. Sarà che noi giacobini siamo figli dell’Età dei Lumi, ma un po’ di sano razionalismo non farebbe male.

« Mi spiace redarguirti, quindi. Anche se digiuni, io esigerò i tuoi doveri sotto le lenzuola ugualmente. Ogni notte. »

Anche questo è chiaramente amore. Siamo noi ad essere maliziosi.

Fra una violenza e l’altra, Thor si diletta anche a scegliere gli abiti che Loki dovrà indossare. Ed ecco che il dio degli inganni si ritrova prigioniero di lunghe vesti velate, con le gambe fasciate in aderenti pantaloni neri e ai piedi stivali di pelle, erotici accessori alti fino a coprirgli le delicate ginocchia.

Al termine di una cena con tanto di battibecco ed ennesimo promemoria di Thor su come il matrimonio lo renderà anche l’indiscusso signore di Loki (ci sarà anche il delitto d’onore su Asgard?), Loki è costretto a recarsi nella stanza dove Thor intende consumare la notte. E qui il dio degli inganni, in un inaspettato momento di orgoglio e IC, decide di cogliere l’occasione per pugnalare il suo aguzzino.

Tranquilli, questa sanità mentale dura poco. Loki si spoglia davanti a Thor, che subito procede a sedurlo.

“E’ solo un bacio … è solo uno stupido bacio insignificante … non può compensare la perdita di un trono che mi spetta di diritto!” Si ripete disperato Loki, mentre assapora con gusto le morbide labbra del suo tentatore.

Il dio degli inganni ormai non inganna altri che sé stesso. Sarebbe divertente se la situazione non fosse così terribilmente malsana. E così Loki si lascia andare alla scriteriata passione, estasiato dalla sintonia delle loro lingue che insieme danzano sensualmente a lungo (le lingue danzanti! L’emozione sta facendo battere il mio cuore colmo di polvere e sabbia).

Ogni astio nutrito l’uno verso l’altro viene assopito attraverso quel bacio, risveglio del piacere dei sensi carnali.

L’amore (leggi: il condizionamento mentale) sopprime l’odio, il desiderio (leggi: la sindrome di Stoccolma) prevale sulla vendetta.

Le dita dell’audace amante scivolano impudiche sulla pelle delicata del giovane disteso sotto di sé, si beano di quella straordinaria morbidezza, dei suoi gemiti sommessi (Le dita hanno le orecchie?).

Improvvisamente, l’odio di Loki si ridesta, afferra l’arma nascosta sotto il cuscino e… fallisce. A Thor che lo trattiene per i polsi, Loki rinfaccia di non averlo mai amato.

Mente Loki, anche a se stesso.

La fierezza gli impedisce di ammettere la verità, la brama di potere gli impone di seppellire nei meandri della sua anima nera le piacevoli sensazioni provate.

Ma certo! A chi non piace subire simili abusi?

Thor, ormai entrato in piena modalità Annie Wilkes, decide di prendere Loki con la forza. Altra violenza, per altro fatta passare come una battaglia cavalleresca, con i due antichi avversari che si sfidano ancora una volta, in un campo di battaglia fatto di candide lenzuola di seta e di sensualità.

Koba, tieni pronto il catino.

Violenza, violenza, descrizione opulenta della violenza, altra violenza finché la sfida si conclude alla pari, senza un vinto nè un vincitore.

Koba, prendi il catino grande! Quello da dieci litri!

Lascia perdere, vai a prendere secchio e straccio.

Il giorno successivo, Loki inizia a contrastare l’influenza della scheggia manipolando la mente di una serva. Nel frattempo, Frigga si strugge di angoscia. Sarà perché Thor è diventato uno stupratore? Ovviamente no, bensì perché teme il crollo emotivo del primogenito, straziato dal rifiuto di un promesso sposo che lo disprezza e non intende riconosce né come consorte, tantomeno quale legittimo erede di Asgard.

Capito adesso? È tutta colpa di quel cattivaccio di Loki!

« Figlio mio, ascoltami. Il tuo tentativo è inutile, accetta il fallimento. » Enuncia con tono afflitto la regina. « Non riuscirai mai a umanizzare Loki, devi arrenderti. »

Frigga, ha mai pensato di cambiare spacciatore? O di prendersi a martellate in testa con il Mjollnir fino a riacquistare il senno perduto?

« Loki non è più il tuo caro fratello, ha giurato di ucciderti! (chissà come mai) E di certo non ti ama come meriteresti (infatti lo ama fin troppo). L’abbiamo perso per sempre, figlio mio. »

In preda ad un’overdose di Real Time, Frigga decide di organizzare una festa in grande stile e dona a Thor un anello per il suo fidanzamento.

Nel frattempo, la passeggiata di Loki nella sua gabbia dorata viene interrotta dall’arrivo di Sif, Hogun, Fandral e Volstagg.

« Che cosa fai!? »

La voce di Loki si spezza, i suoi occhi riflettono quelli ambigui del proprio aggressore e gli trasmettono tutto il suo timore.

Fandral si perde a contemplarne l’androgina avvenenza, fischiando volgarmente per creargli ulteriore imbarazzo.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=R4ySVTCAcUk%5D

« Tu non sarai mai un vero principe, sei solo il temporaneo giocattolo erotico di Thor, sei la sua puttana. » Gli sussurra ad un orecchio.

La sconcertante rivelazione (una sorpresona, proprio!) trafigge l’orgoglio di Loki, pallido e silenzioso, tra le sue braccia, da restare senza fiato all’ascolto delle sue parole.

« Devi sapere che di solito il nostro signore ama condividere ogni cosa con i suoi amici. Ogni cosa, anche i suoi balocchi preferiti … »

Altra violenza? No, perché Sif a un certo punto decide che Loki ne ha avuto abbastanza (quanta premura!) e comunica a Loki il motivo per cui sono lì: per ricondurlo da Thor.

Seguono smancerie, descrizioni inutilmente barocche, ulteriore instabilità emotiva da parte di entrambi i fratelli. Ordinaria amministrazione, insomma, almeno finché Loki non si ribella e dice a Thor che quella notte non sarà suo. Thor rimane con il cuore spezzato e l’anello in mano (più tardi anche altro, forse) a domandarsi perché Loki lo abbia rifiutato. Ora, Thor non è mai stato il più brillante fra gli Avengers, ma fin lì dovrebbe arrivarci.

Il biondo principe, tuttavia, non si dà per vinto e, dopo una bella bevuta, riesce a ritrovare il fratello.

‹‹ Fandral mi ha raccontato del tuo lusinghevole corteggiamento ai giardini, nel tentativo di piegare la sua mente con la tua magia! ››

[…]

‹‹ Loki adesso basta! Molti testimoniano l’inspiegabile attrazione nei tuoi confronti da parte del valente spadaccino asgardiano e l’improvvisa effusione che ne è conseguita ha sollevato palesi sospetti! ››

Questo non è Thor, è un carabiniere con la parrucca di Lucius che sta redigendo un verbale.

La voglia di concedersi è evidente in Loki dai suoi lunghi sospiri, gli occhi ben chiusi quando esperte le mani del fratello armeggiano con le rispettive cinture e le dita impudenti si fanno spazio tra il tessuto aderente, smaniose di eliminare ogni ostacolo tra il vestiario e il suo sesso ormai turgido.

E poi, diciamocelo, Loki aveva la gonna troppo corta. Se l’è andata a cercare.

Entrambi in difesa della propria dignità, sfregiano il cuore l’uno dell’altro senza alcuna compassione.

A parte il fatto che ormai la dignità di Thor è integra quanto il Bifrost, questa equiparazione fra stupratore e vittima comincia a darmi sui nervi.

‹‹ Fa male … fa male … ›› Gli riesce a dire in un debole bisbiglio l’amante punito, sottomesso in un atto carnale privo di qualsiasi piacere fisico o mentale.

‹‹ Credimi, è più lancinante quello che hai inflitto a me! ›› Gli risponde Thor, mentre una lacrima solitaria gli riga il volto provato dal dolore.

Dolore.

Ineguagliabile, insopportabile.

Il supplizio di Thor a causa di Loki.

Koba! Il catino da venti litri!

Terminata l’ennesima violenza, Loki chiede a Thor di perdonarlo e Thor si chiede come sia possibile nutrire fiducia verso il Signore degli Inganni.

Mi sa che dovrò concedere un giorno di vacanza al mio elfo del catino dopo tutto questo lavoro.

Ma arriviamo all’evento più glamour della ficcyna. Ebbene sì, è grande festa alla corte di Asgard. In mezzo allo sfarzo, ai tessuti pregiati, a cibi e vini sopraffini e ad altre sciccherie, Loki ha finalmente l’occasione di incontrare Frigga. Comprensibilmente disperato, prega la madre di liberarlo dalla prigionia nella quale si trova. Come risponderà Frigga?

‹‹ Figlio mio, non pensare a Thor come tuo carceriere, ma come al tuo salvatore. ›› Lo riprende con dolcezza nell’asciugargli alcune lacrime ‹‹ E’ grazie a lui se sei vivo, e sempre a lui devi il tuo ritorno a palazzo con tutti gli onori. ››

Koba, mentre vai a prendere il catino modello Esorcista, ricordati di declinare gentilmente l’invito ad Asgard.

‹‹ Loki, figlio mio, onora chi ti ama così immensamente da perdonare il tuo tradimento. ››

Osservate, signore e signori, queste sezioni di tessuto cerebrale. Esse mostrano chiaramente come la demenza senile colpisca anche le divinità nordiche. Se cercate un’ulteriore conferma, eccovi serviti.

Dal tuo ventre nascerà il futuro erede di Asgard, tu sarai strumento e fato di questo regno! ››

D’accordo, Loki ha avuto qualche bizzarra scappatella, ma una gravidanza imposta non è che l’ennesima umiliazione totalmente gratuita che il dio deve subire.

La festa procede secondo il protocollo, ma Thor finge soltanto di essere contento. L’assenza di Loki lo tormenta perché, come confessa a Sif, il suo amore per lui è smisurato e sincero. E quale modo migliore per dimostrarlo se non nel seguente modo?

‹‹ Miei amici, ascoltatemi bene, ›› li richiama a gran voce ‹‹ Lo sconvenevole atteggiamento libertino di Loki è l’ultima delle sue pungenti ripicche, e come tale dovrà essere archiviata anche da voi. Ieri notte io e il mio promesso abbiamo chiarito ogni cosa, e non ho intenzione di entrare in piccanti dettagli con voi … ››

Mentre Sif, toccata da queste meravigliose parole, propone un brindisi al vèroH ammòreH, Loki fa il suo ingresso nel salone. E qui vi consiglio di mettervi comodi e di allacciare le cinture, perché il banchetto è giunto alla pièce de résistance.

Loki assottiglia malizioso gli occhi nell’incrociare quelli incantati del suo futuro sposo, compiaciuto avanza tra gli asgardiani, stregati dal suo oscuro fascino ambiguo.

Nella sala cala un silenzio assoluto, tanto da udire il suadente fruscio dell’ampio strascico che ondeggia come un serpente ad ogni suo passo, enunciato dai tacchi degli alti stivali di pelle, impreziositi ai lati da piccole gemme verdi (questa ficcy ricorda sempre più i peccaminosi festini dei Serpeverde nella Stanza della Necessità).

La casacca di raso rivela tra le velate trasparenze il suo petto glabro castigato da una canotta a rete che ne esalta l’androgina sensualità (cinquanta bocca, cento amore), stretta da una deliziosa cintura argentata, si rilassa dalla vita in giù come un sipario quando le sue snelle gambe avanzano verso il centro della sala, mostrandosi fasciate in aderenti pantaloni di pelle nera (Thor deve aver svaligiato il guardaroba di una qualche popstar degli anni ’80 prima di distruggere il Bifrost).

Sul suo volto delicato sono dipinti tatuaggi che ammorbidiscono le linee decise sugli zigomi e riprendono perfettamente il colore dei suoi occhi, esaltati anche da un ombretto di identiche tonalità.

Lucenti pietre ornamentali verdi o argento sono preziosi accessori tra i suoi capelli, morbida seta mora sulle sue nude spalle, il candore delle sue braccia è un delizioso contrasto con i veli che le avvolgono, sulle dita affusolate spiccano altri tatuaggi simili ai disegni sul suo ovale gentile.

E su questa sublime immagine di Loki cigno nero vi saluto e vi do appuntamento alla seconda parte dell’autopsia. Ma prima di lasciarci, vorrei ricordare una cosa. Nel sistema giudiziario asgardiano, i reati a sfondo sessuale sono considerati particolarmente esecrabili… ah no. Niente. Ma neanche uno schiaffetto sulle mani? Come dite? Ah, è per la nuova era di pace e armonia. Bella roba. Vabbè, fate partire la sigla.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=6JfPMGLuyEM%5D

Uomini e Donne

Giacobine, giacobini, buonasera e ben ritrovati per un nuovo appuntamento con Fastidious Geographic. Sì, so che il mio ritardo nel portare sui vostri schermi questa nuova puntata è imperdonabile, ma cercate di capirmi: girare e montare tutto da sola richiede tempo. Non mi ero mai resa conto quando importante fosse l’aiuto della troupe finché Bear Grylls non ha fatto irruzione nella sala di registrazione dichiarando che erano tutti ricchi di proteine. Presumo sia un complimento, quindi mi sono assicurata che tale affermazione fosse incisa sulle lapidi; sono certa che vedove e orfani apprezzeranno.

Ma bando alla tristezza e passiamo subito al capolavoro di questa puntata: Uomo: Severus Piton. Donna: Hermione Granger, di fredlove. Sì, come titolo è insolito, ma si tratta di una doverosa precisazione: dopo aver visto certe cose i lettori si potrebbero anche confondere.

La ficcy, ci viene fatto sapere, si svolge due anni appena dopo la fine della guerra…in un ipotetico settimo anno di scuola. E già qui qualcosa non torna: l’anno in cui la guerra è finita sarebbe stato, a tutti gli effetti, il settimo anno del Tiro dei miracoli. Canon vuole che Hermione sia stata la sola dei tre a tornare ad Hogwarts dopo la guerra, con un solo anno da recuperare; ergo, due anni dopo la fine della guerra dovrebbe aver finito. Salvo bocciature, certo, ma è di Hermione Granger che stiamo parlando; più probabile che zio Voldie abbia deciso di gettare il sudario alle ortiche e di girare per orfanotrofi babbani regalando caramelle.

O forse la fine della guerra è stata anticipata al quinto libro. Almeno spiegherebbe il motivo per cui, come ci informano, nessuno è morto. Tranne Voldie, si presume, essendo finita la guerra. Rimane il dubbio su come sia morto, visto che gli Horcrux sarebbero ancora in gran parte integri, ma pazienza; magari l’incantesimo di Bellatrix ha mancat Sirius, ha dribblato Lupin ed è scivolato tra le gambe di Moody per andare a spedire proprio zio Voldie oltre il velo. Tentativo di aiutare il suo Signore miseramente fallito. Mi ricorda qualcosa.

Comunque sia, siamo al settimo anno (o ottavo, o nono, non ci è dato saperlo esattamente) di Hermione a Hogwarts. L’ora di pozioni è appena finita; un redivivo Piton vuole tutti gli studenti fuori dalle scatole e tuona loro con voce melliflua e acida di andarsene.
Non solo doppiogiochista, quindi, ma anche finissimo ventriloquo: altrimenti non si spiega come abbia potuto parlare – anzi, tuonare – in maniera “falsamente dolce e cortese” e “aspra e astiosa” al tempo stesso.

Hermione, anziché cimentarsi nel suo consueto scatto da centometrista in direzione della biblioteca o verso l’aula dove si terrà la lezione successiva – cosa che, essendo una ripetente, non sarebbe una cattiva idea – rimane nell’aula che si va svuotando e sospira.
– signorina Granger, quale parola della frase ” sparite in fretta, prima che vi avveleni a cena” non ha capito? – la guardò di sottecchi, senza soffermarsi sulla sua figura.
Allora la guarda di sfuggita, non di sottecchi (che significa, banalmente, guardare qualcuno a palpebre socchiuse).
– adoro la calma….- disse sospirando ancora una volta, disse rivolta più al professore che a se stessa.
Be’, sì, di solito quando le persone parlano con qualcuno si rivolgono proprio all’interlocutore. È normale. Semmai è il contrario ad essere degno di nota.
Tra un sospiro e l’altro Hermione rimane tra le palle, e oltre a chiedersi per quale motivo la nostra eroina continui a sospirare il nostro Severus la fissa.

I capelli , a boccoli, (no. Sono crespi, non ‘a boccoli’) castani con riflessi dorati (no. Sono castani e basta) , sciolti sulle spalle. La fronte tesa, gli occhi dorati (no. Sono castani), un pò cupi – notò. (Si sarà resa conto di essere passata da studentessa più brillante di Hogwarts a ripetente. E ci credo che sospira.)
Certo rimaneva sempre petulante ed insopportabile.
Veramente ha detto sì e no tre frasi. Pardon, sospirato sì e no tre frasi. Sei tu a rompere le palle, Sev.
Insomma, sospira e sospira, il nostro professore di Pozioni preferito perde la pazienza, la butta fuori dall’aula e va a farsi una tisana alla cicuta, determinato a morire con dignità piuttosto che affrontare questa ficcy.
Ok, ora cancellatevi pure quelle espressioni sollevate dalla faccia: stavo scherzando.
– cosa c’è che non va? – la guardò attentamente. Si diede dello stupido, che cavolo gli doveva importare?

Povero caro, ancora non ha capito cosa significa questo strano odore di sandalo, vaniglia e lillà che aleggia attorno a questo sospirante essere che ha preso possesso del corpo di Hermione Jane Granger. Fate silenzio, lì dietro: non vorrete mica che questa temibile creatura ci senta mentre la osserviamo nel suo habitat. Mi rivolgo soprattutto ai maschietti: voi davvero non volete che rivolga le sue attenzioni a voi. Ha effetti devastanti sulla mente di un uomo, addirittura peggiori di quelli che può avere un pomeriggio di shopping forzato: si narra abbia il potere di cambiare drasticamente la personalità della vittima designata!

Forse per una volta poteva essere gentile.
…ecco, che vi avevo detto?
– Granger, mi guardi –
Lei lo fece. Oro e pece si mescolarono.

Ah, la magia… rende tutto possibile, anche mescolare i bulbi oculari! Ma se anche voi babbani volete provarci, ecco le istruzioni: cavate un occhio a voi stessi e alla vostra metà, metteteli nel frullatore e tenetelo in funzione per qualche minuto. Il risultato dovrebbe essere pressappoco questo:

Ormai incapace di sottrarsi al sortilegio che gli sta offuscando la mente, Piton le chiede – di nuovo – cosa c’è che non va.
– sono solo stanca…di Ron, di Harry…di Draco, Pansy…Ginny…devo continuare?
Visto che, a rigor di canon, di tutte queste persone nessuno avrebbe motivo di trovarsi a Hogwarts due anni dopo la fine della guerra (o sono tutti ripetenti?), ci basta sapere esattamente dove hai sbattuto la testa, Hermione. Anche perché tu mai nella vita ti sei riferita a Malfoy o Parkinson col loro nome di battesimo.
– lei, professore, non è stanco?-
Fu la volta di Piton, per sospirare – certo Granger. Come tutti del resto….ma si va avanti…- ” idiota, sembri Silente! Ma che cavolo blateri?” si disse mentalmente, mentre la fissava negli occhi.
Non riesco seriamente a decidermi: il povero professore è più OOC quando parla o quando pensa?

– Granger, quanti anni ha?- disse (ah, non lo sta chiedendo?) all’improvviso.
Anziché guardarlo con aria di compassione e dirgli che, essendo stato il suo professore da quando non aveva manco dodici anni, potrebbe anche di farsi due conti, Hermione chiede il motivo della domanda. Una richiesta logica, in effetti.
– perchè sto per fare qualcosa , che non avrei mai creduto di poter fare (la sta per uccidere, vero? Vero?) – la guardò – avanti, mi dica quanti anni ha? (punti interrogativi a caso).
– quasi venti, (lo dicevo che era ripetente: da Hogwarts si esce a diciassette anni, diciotto al massimo) perchè?-
– Granger, parla troppo per i miei gusti!-

Piton è uno psicolabile che fa domande e si fa girare le palle se riceve una risposta. Bene. Ok. Gli anni di doppiogioco qualche danno lo dovevano pur causare, dopotutto. Aspettatemi qui, chiamo il San Mungo… e anche con urgenza, perché qui va peggiorando.
Un sorriso, spontaneo.
Chiaro caso di stress post-traumatico.
– dannata ragazzina, petulante, saccente…- era a qualche millimetro dalle sue labbra – quanti anni, ha detto di avere?-
I traumi subiti in guerra hanno causato anche vuoti di memoria. O forse è colpa delle virgole sparse a manciate dove non dovrebbero stare: a me stanno facendo venire il singhiozzo.
– le ripeto che non si chiede l’età ad una donna…-
– mi risponda, nuovamente – ancor più vicino alle labbra.
– quasi venti….perchè?-

Perché? Hermione, un tempo eri una persona intelligente.
– Granger , già detto che parla troppo?-
Sì, professore, e senza una ragione logica. Ma non si preoccupi, colpa dei traumi. Qualche decennio al San Mungo e sarà come nuovo.
Un attimo dopo, aveva posato le sue labbra su quelle della ragazza.
Professore, la prego, ci dica che è una strategia per farla smettere di parlare!

Certo, non capita tutti i giorni che un professore prenda e baci un’alunna… di sicuro non a Hogwarts, e certamente non se il professore in questione è Severus Piton, per quanto traumatizzato. Quindi immaginiamo che Hermione avrà un milione di dubbi, domande, conflitti interiori e…
– professore…ma non mi ha detto la sua età! – borbottò, una volta staccatisi.
…è la prima domanda che viene in mente quando un professore prende e ti caccia la lingua in bocca, in effetti.
– trentasette…..-
Ma anche no. Nel settimo libro – 1998 – Severus Piton ha trentotto anni. Due anni dopo la guerra ne dovrebbe avere quaranta, non trentasette. Perché lui ringiovanisce mentre Hermione invecchia precocemente? Ingiustizia!
– strano, la credevo più vecchio! – azzardò.
Lo è. Ma non perdiamoci in dettagli, giacobini: dopotutto i nostri sono un professore ed una studentessa che si sono appena slinguati senza un motivo apparente, e di certo ne hanno di questioni da discutere…

…e invece no. Vanno a cena, e fine del capitolo.

Nel capitolo successivo scopriamo che, effettivamente, Hermione non è la sola ripetente: anche Ron e Harry – anzi, no: l’ idiota accanto all’altro semidiota – stanno ripetendo l’anno con lei. Ma almeno loro hanno la scusa del danno cerebrale chiaramente riportato durante la guerra, che li ha trasformati in una coppia di esseri belanti (- ti preeeeeeeeeeeeego -) incapaci di intendere semplici monosillabi come ‘no’.
Esasperata dai loro tentativi di farsi passare i compiti di Pozioni (il loro piano per ottenerli, a quanto pare, è belarle contro fino allo sfinimento), Hermione finge un mal di testa improvviso per andare in infermeria ed esce dall’aula. E chi incontrerà mai la nostra eroina mentre bivacca su una panca? Un piccolo aiuto: non è Gazza.

Il professore la guardò – cosa ci fa , fuori dall’aula? –
Dieci punti in meno a Grif…
Fortunatamente il professore, aveva allungato il braccio per sorreggerla – vada in infemeria, Granger –
Ah, no?
No.
Mi pareva troppo bello.
La nostra sospirante eroina giunge dunque in infermeria, dove riceve un analgesico da Madama Chips (le pozioni sono fuori moda, ormai) e si addormenta di botto.
Madama Chips, la prossima volta che decide di abbandonare le care vecchie pozioni in favore di medicinali babbani si assicuri di aver letto bene i dosaggi consigliati. Grazie.

Stranamente, tuttavia, questo errore di dosaggio si rivelerà provvidenziale: Hermione, in ritardo per la lezione di Pozioni, si metterà a correre verso i sotterranei. E, prevedibilmente, andrà a sbattere contro qualcuno, rovinando a terra.
Ancora una volta, no. Non è Gazza, piantatela di sperarci.
Ovviamente, anziché fracassarsi gli incisivi nello schianto, la nostra è finita a terra in una posa sexy che più sexy non si può.
Qualche ciuffo castano dorato, le cadeva intorno al viso ed appena davanti agli occhi dorati,le gote arrossate, il seno che si alzava e abbassava frenetico per la corsa, la gonna a tubino stretto , eccetto un lembo sollevato che mostrava la coscia liscia e soda, velata da un’ autoreggente, trasparente.
Come dite? Un tonfo? Ah, sì, giusto. È la McGranitt che ha appena avuto un collasso. Non temete, qualcuno del San Mungo sta già venendo a prenderla; si rimetterà. Ignorate pure i suoi deliri a proposito di una fantomatica divisa scolastica, prima o poi si rassegnerà anche lei.
Nonostante la gonna a tubino stretto (professoressa, smetta di urlare, la prego!) Hermione prova a rialzarsi, ma, fato beffardo, rischiò di crollare a terra, finendo invece tra le braccia del professore.
Il fato, già.
– Granger parla troppo – sbuffò, chinandosi su un ginocchio e infilandole la scarpa al piede, delicatamente, urtando appena con le dita la caviglia.
Severus, tesoro, mi sembri confuso. Tu sei il Principe Mezzosangue, non il Principe Azzurro. Sì, so che papà tuo era babbano, ma non è questione di sangue blu annacquato.

– sarà meglio andare …ora…- si allontanò ancora, senza successo. L’uomo l’aveva fermata per un braccio. Un movimento solo, e l’aveva tratta a sè per baciarla. Di nuovo – dopo una settimana.
– p..profesmppff…- i baci di lui la zittivano. Continuando come se niente fosse, incurante , se da un momento all’altro sbucasse qualcuno nel corridoio.
– professore – si staccò lentamente – c’è..una lezione – si allontanò ancora, indietreggiando, verso il muro – e dandosi della scema dopo.
– il ritardo è giustificato – la provocò di nuovo, baciandola.
– non..non c’entra…- borbottò, cercando lentamente di allontanarlo inutilmente.-
– Granger , merlino…non sta mai zitta o ferma?-

Vi prego di osservare attentamente la scena, signori spettatori. Cosa abbiamo qui? Abbiamo un professore, adulto, che si sta imponendo su una studentessa e continua a baciarla dicendole di stare “zitta e ferma” nonostante i suoi tentativi di tirarsi indietro.
Non so voi, ma ai miei babbanissimi occhi questo rientra tranquillamente nella categoria “molestie sessuali”. Sì, anche se lei poi dice di apprezzare i suoi baci.
Lo seguì in silenzio, fino all’aula- dove lui le tenne la porta aperta – prego Granger, sa la galanteria esiste ancora – le bisbigliò.
Non qui, però.

Nel corso della lezione, oltre ad incontrare altre facce note (Neville e Malfoy… ripetenti pure loro, com’è ovvio) scopriamo anche un dettaglio inedito: Piton sa leggere nel pensiero, una capacità malamente spacciata come Legilimanzia. Malamente spacciata perché, come ben sappiamo, la Legilimanzia non è lettura del pensiero: lo stesso Piton s’incazzò non poco con quando Potter si azzardò a definirla tale.
Ma aspettate, non avete sentito il meglio: questa misteriosa abilità non solo permette di leggere nel pensiero, ma anche di conversare telepaticamente.
No, non è un crossover con X-Men.
No, non siete nemmeno su Candid Camera.
Il tempo passa, la lezione è pallosa, e i nostri finiscono per avere – telepaticamente – dialoghi al limite dell’assurdo.

” non sono pensieroso…”
” professore, non si dicono le bugie…”
” confesso….”
” allora? ”
” allora…ho assolutamente, bisogno di…” la guardò, mentre lei faceva la vaga con Ginny ” di baciarti ”
” davvero?” sorrise appena.
” accidenti a te, Granger!”
” ci vediamo a lezione…tra un’ora…”
” si, si…vai prima che ti rapisca!!!” si trovò a dirle.

…per l’ultima volta: NO, l’OOC non è segnalato. Smettete di chiedermelo.

Prima che la scena si sposti nei sotterranei, abbiamo il dubbio piacere di rivedere i due gorilla con problemi di apprendimento che hanno preso il posto di Harry e Ron. Che riescono a non ricordare le lezioni del giorno anche se la scuola è ormai cominciata da almeno qualche settimana.
– allora Herm…che abbiamo oggi?-
– voi avete divinazione ed io babbanologia prima ora, poi pozioni insieme –
– po..po…po…-
– pozioni, Ron –
– po…pozioni, dimmi solo un ripasso…-
– tesi di due pagine sul Distillato della morte vivente, ed una sull’Artemisia –

Due pergamene, semmai. Ad Hogwarts si scrive su pergamena. O al limite cartapecora (cit.)

Lasciati i due gibboni a riflettere sul loro triste destino, Hermione raggiunge Piton nel sotterraneo. No, non è in punizione. No, non dovrà riempire barattoli di occhi di salamandra. Non siamo così fortunati.
-geniale…- un bacio – vorrei…averci…- due baci – pensato prima…- ancora baci. Sempre più appassionati, quasi affamati.
– lo ammetto…- bacio – mi – bacio – sono mancati…- bacio, ed ancora bacio.

Da mi basìa mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum
deinde usque altera mille, deinde centum…

Mi perdoni, signor Catullo, non ho saputo resistere. Non lo faccio più, promesso.

La sequela di baci (da non più di tre secondi ciascuno, a giudicare da quantità e frequenza) sta per diventare altro, ma – misericordia – bussano alla porta.
Aprì la porta – perchè stai bussando, ininterrotto? (… ininterrottamente?)– guardò il ragazzino. Forse uno del primo anno…del Tassorosso, dalla cravatta.
Cinquanta punti a Tassorosso.
– …Silente mi ha mandato…a chiamarla…mi scusi…-
Il motivo per cui il preside della scuola dovrebbe usare un ragazzino a caso come galoppino mi sfugge, ma poco importa, perché grazie a lui possiamo tirare un sospiro di sollievo: ci siamo risparmiati una pessima scena di sesso. Per ora.
Dopo arriva, non rilassatevi troppo.

Una volta tornato dallo studio di Silente (che a quanto pare si sta rimbambendo e voleva solo sapere da Piton dove fosse il suo cappello… il motivo per cui Piton dovesse saperlo mi sfugge; forse il vecchio pappone pensava il nostro insegnante di Pozioni preferito lo avesse preso per sbaglio al posto delle mutande dopo uno dei consueti droga party nello studio del Preside), Piton Si passò leggermente una mano tra i capelli neri – se prova ad appoggiarsi da qualche parte con quella mano scivola – e si dirige verso l’aula per la lezione.
ntanto Hermione è alle prese coi due cercopitechi che hanno preso il posto di Harry e Ron, infuriati perché la nostra non ha fatto copiare loro i compiti. Cosa che ha rifiutato loro innumerevoli volte nel corso di sette (e più, a quanto pare) anni scolastici senza che la cosa causasse tragedie greche… ma quando si deve fare character bashing, amici spettatori, non c’è logica che tenga. Almeno Harry prova ad essere conciliante, il che lo promuove al rango di Homo Habilis; quanto a Piton, nel corso della lezione assume l’inequivocabile atteggiamento dell’ Homo Erectus.

Guardando, Hermione che tamburellava il tavolo con le dita. Si era raccolta i capelli sulla nuca, con qualche ciocca che le sfuggiva sul collo. Deglutì.Sapeva che era liscio…e profumato. Quasi dolce.
Severus Cullen.

Il solco del seno, che intravedeva , visti i primi bottoni slacciati.
Dal San Mungo ci fanno sapere che la McGranitt è in preda a crisi isterica, ma non temete: è sopravvissuta a svariati Schiantesimi in contemporanea, supererà anche questo.
– dannata ragazza!- mentre , il suo…bassoventre accennava un leggero movimento – ok, sono fritto – borbottò, lasciandosi andare contro lo schienale della poltrona.
Ora, gentili spettatori, fate uno sforzo. Cercate di ignorare l’immensa tristezza di questo Piton in versione quarantenne arrapato e concentratevi sul fatto che ha detto ok, sono fritto. Parole che in bocca a lui stridono più delle proverbiali unghie sulla proverbiale lavagna.

La notte stessa – destino beffardo, per citare la ficcy – a Ron (degradato a protozoo, dal momento che non riesce nemmeno a capire il significato della parola ‘ripetizioni’) e Hermione tocca fare la ronda nei sotterranei. No, non vincete nulla se indovinate in chi s’ imbatteranno, ma potete divertirvi ugualmente a provarci. Tu, laggiù, con la mano alzata? NO, non Gazza. Piantatela di sperarci.
– signorina Granger, venga subito nel mio ufficio –
Avanti, potete smettere di fingervi sorpresi: sapevate sarebbe successo.
Brace yourselves: winter horribly written sex is coming.

Infastidito , piacevolmente dal contatto e dal fatto che lei lo stava eccitando , le sollevò la gonna, incontrando la mutandina di pizzo nero. Gliela strappò, affondando subito un dito dentro di lei.
Facciamo un gioco, giacobini. Sì, anche i maschietti.
Procuratevi delle mutande di pizzo e indossatele. Poi afferratele e provate a strapparle via.
Ci sono due risultati possibili:
1) Le mutande non si strapperanno e vi si incastreranno tra le chiappe.
2) Le mutande prima vi si incastreranno tra le chiappe, poi si strapperanno.
In entrambi i casi, prevedo gemiti. Di dolore.

La telecronaca:
Un movimento ed un gemito a seguire. Un’altro dito. Un’altro gemito. Affondando in lei, sempre di più. Aggiunse un terzo dito, portandola a gemere ancora di più.
[…]
Un attimo dopo, la penetrò con veemenza. Facendola inarcare ancora di più verso di lui. La baciò, affondando nuovamente. Portandola a gemere forte. Ancora un’affondo. Ancora gemiti.

Non so voi, ma io mi sto immaginando una narrazione tipo questa.
– da dio – ammise, prima di affondare nuovamente e per l’ultima volta, raggiungendo così l’orgasmo insieme a lei.
GOAL!
Abituatevi agli orgasmi sincronizzati, cari telespettatori. Questo è solo il primo di una lunga serie.
gli accarezzò i capelli neri – notando che non erano unti – portandoglieli indietro
Non erano…?
Ecco spiegato l’OOC! Per forza qualcosa non tornava: questo non è Piton. Elementare, caro Watson.

Il capitolo successivo sostanzialmente una gran sega mentale. Piton segamentalizza. E’ la sua coscienza che gli parla, prende vita.

(Veramente a prendere vita era il burattino, ma non stiamo a fare i pignoli.)

Hermione segamentalizza. Perché lui è un professore, lei è una studentessa, non dovrebbero eccetera – tutte cose ragionevolissime, peccato non ci abbiano pensato prima

– è colpa sua – disse ad alta voce – del suo essere donna, e non accadrà mai più –
Severus, tesoro, due cose. La prima: vaffanculo. Fino a prova contraria, tu sei il professore e tu hai cominciato. “Colpa sua” una sega.
La seconda: piantala, tanto lo hanno capito pure in guferia che nel prossimo capitolo trombate di nuovo.
E infatti, nonostante gli sforzi del professore per evitarla, lei gli va a sbattere addosso.
Ancora.
E l’Homo Erectus si risveglia.

Convincendosi di non guardarle la camicia sbottonata, il solco del seno…o la gonna appena sollevata , convincendosi di non guardarle le gambe. Cercò di far qualcosa,ma sbagliò. La prese per mano e la trasse a sè.
Baciandola con foga, accarezzandole la schiena per finire appena sul fondoschiena.

Giusto perché non sarebbe accaduto più. Sarò strana io, ma da un uomo che ha fatto il triplo gioco in una guerra magica per anni mi aspetterei un autocontrollo leggermente superiore a quello di una scimmia Bonobo.
– profmpfffpfff…-
In pratica gli sta sbuffando in bocca. Sexy.
Lottando con se stesso pur di non sbatterla – dolcemente , s’intende – contro il muro
Dolcemente, sì.
e annegare nuovamente in lei.
Se questo non è sufficiente a risvegliare un ricordo nelle perverse menti dei giacobini di vecchia data, ecco un piccolo aiuto: acqua piena di fervore.

Accarezzandosi, baciandosi, levandosi i vestiti lentamente, eppur in modo così urgente. Lei, interamente nuda sotto di lui, lo fece impazzire di desiderio, ancor di più. La baciò sul collo, scendendo sui seni. Baciandoli, leccandoli, succhiandoli, mordendoli. Continuare la discesa sul ventre, intorno all’ombellico, scendendo ancora, alternando a carezze e baci, sulle cosce toniche.
Attenzioneeee… INZAGHI!
… scusate, mi ero distratta.
Ancora baci lussuriosi, affamati, ancora sguardi e il piacere sopraggiunse. Per entrambi , allo stesso momento.
E due.
Ancora movimenti, per raccogliere il piacere ed incanalarlo nei loro corpi.
Sev, quello non si chiama “piacere”. E, a meno che Hermione non stia già prendendo le dovute precauzioni, il mio consiglio spassionato è di incanalarlo altrove.

Dopo l’amplesso, Piton tenta di rassicurarsi… recitando a se stesso il decalogo delle Scuse dello Stupratore, a quanto pare.
Cercava , in qualche modo, di dar colpa a lei – donna. Che sapeva destreggiarsi bene, usando le tanto declamate arti seduttrici di una donna. Ma l’uomo, si diceva, è debole davanti ad una donna. E se lei era bella, sensuale, seducente, e non dimenticando , intelligente (in canon, sì. In questa ficcy, no), il mix era perfetto. E lui è un uomo.
Dalla cabina di betaggio, Capoh ci fa sapere che è già dal primo “è colpa sua” che medita d’incularlo con la sabbia. Non posso darle torto.
Hermione, intanto, continua ad avere problemi con l’orango che ha preso il posto di Ron.
– ti ho detto di no, Ronald! – si volta a guardare il ragazzo e sibila scandendo le parole – ho detto di no, fatteli da solo i compiti!-
Insomma, secondo ‘sta ficcyna dovremmo credere che, per sette (e più…) anni Ron sia andato avanti copiando i compiti da Hermione. I pomeriggi passati a studiare insieme a Harry nei libri ce li siamo sognati tutti.
Ma, come prevedibile, si tratta solo di una scusa per far allontanare Hermione da Ron e Ginny e farla andare in biblioteca, a studiare finché non sarà ora di andare a lezione.

…no, non è vero. Finisce in un’aula vuota con Piton, ovviamente. E non per giocare a rubamazzo.
l’orgasmo li raggiunse nello stesso momento.
E tre.
– merlino…- disse dopo un pò, una volta ripreso a respirare con calma.
Sev, mi pare un pessimo momento per lasciarsi sfuggire il nome di qualcun altro.

Il giorno successivo a lezione, tra una provocazione e l’altra, Hermione sfancula Piton con gran sorpresa di Harry e Ron – o chi ne fa le veci.
– ma..ma..ma..Herm tu sei quella pacata, gentile…anche con Malfoy…-
Ron. Lo ha schiaffeggiato, Malfoy. Al terzo anno. Tu eri lì. E hai quasi avuto un orgasmo.
Voi, invece, sarete sorpresi di sapere che Piton ha approfittato della scusa per convocarla quella sera nel suo ufficio, ufficialmente per punizione.
Ah, non lo siete?
Neanche un po’?
Io ci ho provato.
Un movimento e la penetrò con vigore. Affondando in lei sempre di più. Muovendosi, all’unisono. Gemendo e sospirando.Si guardarono , prima ancora di raggiunger l’orgasmo, baciandosi ancora.
E quattro.

l sole, pallidamente, era penetrato dalla finestrella, illuminandolo pian piano.
Ma non erano nei sotterranei?
– non invado i tuoi spazi –
Lui si sollevò appena, portandosi una mano sotto la guancia per sorreggersi.- …ti sembrerà strano….ma potresti essere l’unica a poterlo fare –
– cosa?-
– invadere i miei spazi –

Ecco, se dopo quest’equivoca conversazione lei fosse uscita per tornare con un gingillo tipo questo, la ficcy avrebbe improvvisamente riguadagnato punti. E invece niente. Peccato.

Nel frattempo, dal momento che Hermione non è rientrata in dormitorio per la notte (gran furbata, ragazza), Ginny ha mangiato la foglia; a quanto pare la porzione di cervello tolta al fratello in questa ficcy se l’è presa lei. E, da brava Weasley, sonda con delicatezza il terreno.
– hai una relazione con il professor Piton!?-
Panico. Hermione contatta telepaticamente Piton (no, ancora non so come questo sia possibile); Piton quasi si strozza, poi le dice di negare. Un raggio di luce nelle tenebre, la sua prima azione intelligente dall’inizio della ficcy! Puoi farcela, Sev! Puoi–

era ” tipo appuntamento, ma solo per comprare degli ignredienti per le pozioni “.
…come non detto, lo abbiamo perso. Andato. Un abilissimo doppiogiochista e spia che allaccia una relazione clandestina con un’alunna e, dopo aver saputo che una studentessa ha forti sospetti su di loro, la porta ad Hogsmeade per uno pseudoappuntamento anziché stare doppiamente attento.
La successiva descrizione degli abiti e del trucco di Hermione è tanto inutile quanto pallosa, ma siccome sono brutta, acida e cattiva ve la propino lo stesso.
Quindi , optò per una maglia bordeaux, un paio di jeans scuri e delle converse che andavano da nero a bordeaux – che impermealizzò – ed una ghiacchetta di jeans scura. Legandosi i capelli in una coda, sottolineando lo sguardo con una matita nera, e ammorbidendo le labbra con un burrocacao dolce.
Nel caso qualcuno degli spettatori fosse più ferrato di me in moda, gradirei sapere cos’è una ghiacchetta. Potete mandare la risposta a zoccolafrigida@giacobinedimmerda.it.

Ok. Sapevano entrambi, che visti da lontano sembravano due ad un appuntamento. Ma insomma…lasciar perdere ciò che pensavano gli altri e godersi il loro rapporto, anche per andare a comprare solo degli ingredienti per le pozioni.
Il che avrebbe pure un senso se non fosse per il fatto che, almeno in teoria, starebbero cercando di tenere la cosa segreta. E per ottime ragioni.
Di nuovo, piangiamo la perdita di Severus Piton, abile doppiogiochista e spia che ha saputo ingannare l’Oscuro Signore per anni. Non che per ingannare l’Oscuro ci voglia molto, in effetti, ma son dettagli.
I nostri si avviano verso Hogsmeade e, nel mezzo del cammin di nostra vita, si rendono conto di essere seguiti. Io per un momento ho sperato fosse, non so, Fenrir Greyback pronto a sbranarli, ma non siamo così fortunati: sono Harry, Ron e Ginny. Non viene spiegato come li seguissero, ma si presume fossero avvolti nel Mantello dell’Invisibilità. Come Hermione abbia capito di essere seguita non ci è dato saperlo.
– prego signorina Weasley, signor Potter, oh…signor Weasley. Uscite fuori – I tre, chiamati, uscirono allo scoperto.
Mentre i due babbuini che fungono da controfigure per Ron e Harry – presumo avessero gli allenamenti di Quidditch – si limitano a balbettare e più spesso a stare zitti, Ginny è decisamente più diretta:
-veramente, professore, volevamo…ehmmm come dire. Seguirvi. …- guardò Hermione – qualcosa bolle in pentola… –

Ora, un uomo con mezzo cervello funzionante avrebbe finto di cadere dalle nuvole e avrebbe detto di non avere la più pallida idea di cosa si stesse parlando, suggerendo altresì alla signorina Weasley di fare un salto in infermeria ed informare Madama Chips del trauma cranico che ha chiaramente ricevuto.
Ma al nostro povero professore, purtroppo, non è rimasto nemmeno un quarto del cervello. Capita, quando tutto il sangue normalmente destinato alle cellule cerebrali è costantemente deviato verso l’inguine. E cosa risponde, dunque?
– signorina Weasley, se lo metta in chiare lettere stampate nella mente, depravata. Non ho nessuna relazione – extrascolastica – con la presente Granger. –
Che non è per niente una cosa sospetta da dire, soprattutto dal momento che Ginny si è limitata a dire che “qualcosa bolla in pentola”.

La sua spiegazione sul motivo della passeggiata è ancora più ridicola:
Le ho chiesto di accompagnarmi, soltanto per un parere di opinioni (eh?), in quanto la signorina Granger è molto più portata di voi.
Di loro, sì. Ma tu sei un pozionista, Sev. Sei IL pozionista. Le tue pozioni sanno fare pozioni. Sei il Nick Fury delle pozioni. Che ti serva l’assistenza di una studentessa (ripetente!) per scegliere gli ingredienti non la berrebbe nemmeno Luna Lovegood.
Ginny e gli scimpanzé si allontanano e, carramba che sorpresa…
-vuoi che ammetta…che è stata una scusa, per uscire….a cena, in una tavola calda, con te? – la guardò – ok, lo ammetto – disse schietto.

– cosa c’è tra noi due, Severus?-
– qualsiasi cosa sia, mi va di accettarla così come viene – ammise.
– e…se fosse…-
– amore?-
-si –
-lo accetterei comunque – la guardò – ti ho detto, che sei l’unica che può invadere i miei spazi –

Io insisto a dire che un dildo migliorerebbe di gran lunga la trama.

Il capitolo successivo è… è il nulla. Il vuoto cosmico, non succede niente di rilievo. Rientrano ad Hogwarts, si salutano, Hermione va da lui durante la notte (senza che nessuno se ne accorga, in camicia da notte, scalza e senza il minimo timore di essere beccata… vabbe’), scopano e si addormentano.
Noia, noia, noia.

l mattino seguente, a colazione, in Sala Grande c’è una nuova arrivata.
Era niente mentre sedeva al tavolo. Poi….sperò di star in mezzo ad un incubo. Vecchio…ma incubo. Silente stava dicendo qualcosa, riguardo la nuova commissione d’esami. Ma la sua attenzione era rivolta verso la donna seduta vicino al professor Piton.
Bella, a dir poco…rossa di capelli, occhi verdi, ed uno sguardo dolce. Sentì un gemito strozzato provenire dall’amico, sedutole affianco. Harry. Quella donna , assomigliava incredibilmente a Lily Evans. La mamma di Harry, la donna …amata in passato, per anni, da Severus Piton.

Ora, considerato che Harry si ritrova a guardare il clone della mamma morta, personalmente mi aspetterei da Hermione un minimo di empatia nei suoi confronti. Ma proprio un minimo, eh.

E invece no: dimentica di Harry e delle sue reazioni, si limita ad essere gelosa marcia per… al momento nessun vero motivo apparente, direi, a parte la sua somiglianza con Lily. Non abbiamo nemmeno modo di sapere in che modo lo stesso Piton la stia guardando, a dire il vero; ci è solo dato sapere che Hermione è tanto disperata da chiudersi in bagno e scoppiare in lacrime davanti a Ginny.
Me la ricordavo più controllata, la ragazza.

Segue un siparietto che farebbe ridere anche gli sceneggiatori di Beautiful:
Gin, sono innamorata di lui – ammise.-
-allora, farò di tutto per aiutarti…-
-no…grazie…-
-dai…-
-Gin…ho paura –
-hai paura, perchè hai ammesso di amarlo. Ma la paura che hai, ti darà la forza o la spinta per combattere…- le sorrise – è sempre quello che mi dici, no?-

Ma combattere cosa, per le mutande di Merlino? Cosa? La tizia – tale Evelyn Green, commissionante degli esami – somiglia a Lily, e basta. Non ha ancora detto né fatto nulla, eh. Né Piton è stato visto sbavarle dietro, quindi finora è pura paranoia. Ginny, se le sei davvero amica dille di farsi vedere da uno bravo. Anzi, avresti già dovuto capire che qualcosa non andava quando Hermione Granger ha cominciato a farti discorsi sdolcinati sulla paura e la spinta per combattere.

Piton la raggiunge, butta fuori Ginny e dà il via ad un’altra conversazione, il sui momento clou è questo:
– ….ami ancora Lily?-
L’ennesimo sospiro di lui, e poi – no.

Always.
Always.
ALWAYS.
…scusate, dev’essersi inceppato il disco.
– ti amo, Hermione – e la strinse a sè.
-…ti amo, anche io….- lo guardò e lo baciò sulla punta delle labbra – non piangerò più…prometto
-piangere non è debolezza…e ti rende più bella…-

Severus Piton – quello secondo canon – avrebbe un paio di parole da dire.

…toh, si è inceppato di nuovo il disco.

Nel capitolo successivo, tanto per dare un senso logico alla paure preventive di Hermione, questa Evelyn Green si struscia addosso a Piton. Letteralmente.
La nuova donna era ferma, davanti a loro, parlando con il professor Piton. Lo guardava, sognante. Cercando un contatto. Hermione, strinse le labbra, e strinse ancor di più il braccio all’amico. E peggio, fu quando Evelyn sorrise al professor Piton, avvicinandosigli e poggiando la mano sul suo petto, scendendo verso il braccio.
Ora.
Abbiamo una dipendente del Ministero della Magia che sta palpando un professore in mezzo al corridoio di una scuola; sono abbastanza sicura che tale professore – anche un professore capace di portarsi a letto una studentessa – avrebbe qualcosina da ridire. Almeno si scosterebbe, o direbbe qualcosa di sarcastico. E invece nulla. O, almeno, di presume: di nuovo, non ci è dato sapere quale sia la reazione di Piton… sempre che ce ne sia una.

Harry, intanto, ha capito tutto e si mette a dare consigli non richiesti.
– Herm, non permetterle di farti questo – le si avvicinò e l’abbbracciò –
Ma non le sta facendo nulla, Harry. Si sta strusciando addosso ad un professore, al limite è lui che potrebbe avere un’obiezione o due. Per quel che ne sapete, la tizia non ha la minima idea della relazione con Hermione. Ed è un’ottima cosa, perché con ogni probabilità costerebbe a Piton il posto di lavoro.
– so, benissimo e lo vedo…che hai una relazione con Severus – le bisbigliò in serpentese, sapendo che lei lo capiva.
Harry, riprenditi. Tu non hai mai chiamato Piton “Severus”. Mai. E perché parli in Serpentese? Hermione non…
Entrambi, infatti parlavano il serpentese…
Ma anche no.

Soltanto Harry parla Serpentese: Hermione non ha questa capacità. Ed Harry parla Serpentese solo perché ha un pezzo dell’anima di Voldemort in corpo; se Voldie è morto, e lo è, questo pezzo d’anima non dovrebbe più esserci, ed Harry dovrebbe aver perso con esso la capacità di parlare Serpentese.
Insomma, nessuno dei due dovrebbe capire una cippa di Serpentese, a questo punto.

Comunque sia, dopo tanto segamentalizzare ecco il primo contatto diretto tra Hermione e Evelyn Green. Un contatto da cui deduciamo che la tipa ha seri problemi.
-bene….oh, mi dica…- le si avvicinò – sa per caso …se il professor Piton è impegnato?-
Ed Hermione, anziché farsi qualche domanda sulla professionalità di una dipendente del Ministero che fa alle alunne domande sulla vita sentimentale dei professori – e possibilmente pensare di parlarne alla McGranitt – si sente gelosa… e basta.
– oh….non saprei….non è che siamo amici…e poi , perchè chiederlo a me? Lo chieda a lui….-
– certo…ma per bon ton, non sta bene che una donna lo chieda esplicitamente ad un uomo…-

Invece chiedere alle alunne lo stato sentimentale dei professori è tanto di classe.

Il successivo dialogo tra Piton e Hermione è un tale capolavoro di nonsense che non posso non riportarvelo per intero.
-è sbagliato –
-perchè?- si poggiò contro il banco.- perchè siamo noi – le disse.
– ma poco fa…-
– e lo ribadisco, ti amo…- la guardò – ma…ho una strana sensazione. Il marchio mi brucia…e lo odio…..- si toccò il petto – e qui dentro….giuro , che batte per te ora più che mai , ma ho paura…-
– di cosa?-
– appunto di questo, non so di cosa si tratta. – la guardò e le si avvicinò – ti amo, ma quella donna mi spaventa. Potrebbe…-
– combinare qualcosa? –
– forse. Quando mi ha toccato, ho sentito freddo. Freddo , glaciale – sospirò, poggiandole un bacio sulla fronte – e lo sento ancora…eppure mi sei vicino…-

Bene, ricapitoliamo.
La ama. Ma il Marchio brucia. Il cuore batte per lei, ma lui ha paura. E poi la sosia di Lily lo spaventa. Ha freddo.
Tra tutte queste informazioni ne vedete una importante, una che abbia senso?
Tu, con la mano alzata?
Esatto, il Marchio Nero brucia. E, con Voldie morto, il Marchio Nero non dovrebbe bruciare. L’ultima volta che ha bruciato dopo anni di quiete era perché l’Oscuro Signore, presunto morto, era tornato. Non mi sembra un segno da ignorare.
E Severus Piton, abilissimo doppiogiochista e spia, se ne fotte. Anziché filare da Silente per fargli sapere che oh, il Marchio Nero gli brucia all’improvviso da quando ‘sta tizia gli ronza intorno, rimane in aula a blaterare un polpettone romantico che sembra uscito da un pessimo Harmony; e, come unica precauzione, scarica Hermione. Avvertire Silente? Nah. L’Ordine? Macché. Scarica l’alunna e risolverai tutti i problemi.

– quindi…mi ami, ma non …-
– non c’è più un noi, Hermione –

Credo, a questo punto, di dovere al pubblico una spiegazione.
C’è un motivo per cui questa recensione chilometrica non si è conclusa pagine fa.
C’è un motivo per cui mi sono imposta di resistere fino a questo capitolo prima di farmi da parte e lasciarvi esplorare il resto della ficcy da soli.
E il motivo è che non potevo, non potevo non includere nella puntata questa gemma che infinite risa addusse ai giacobini (e va bene, lo ammetto, a me e a Capoh in primis).

Non c’è più un noi. E sì che la parola “noi” non è stata nemmeno pronunciata fino a quel momento. Se Hermione avesse azzardato un “ma noi” avrebbe avuto un senso, ma così questo “non c’è più un noi” ad minchiam ci sta come i cavoli a merenda.
Dovrebbe rattristarmi, e mi fa schiantare dalle risate. È… è sublime.
E contagioso, a quanto pare:
– non c’è più un noi, Harry. Ha chiuso….- singhiozzò.

Non temete, amici spettatori, questa non è che una crisi-lampo per aumentare il phatos: i due saranno l’uno nelle braccia dell’altra nel prossimo capitolo. Vedere per credere: la ficcy sapete dov’è.
Io mi fermo qui: la ficcy mi ha seriamente provata e necessito di riposo.

Si ringraziano annarita18 per la segnalazione, Capoh per il sostegno morale e i giacobini tutti per la betatura.
C’È UN NOI!

Dossier 00013: Harmony&Splatter, nuove frontiere del vero amore.

Gentili pazienti del manicomio, onorati giacobini, pallide cortigiane e rigonfi cadaveri dei miei nemici (che galleggiano nel fiume sulla cui riva io sto seduta ad attendere), buona sera a voi.
Quest’oggi mi è stato recapitato il diario segreto di Hermione Granger, trovato sotto il materasso qui alla casa di cura.
Dentro c’era un foglietto tutto spiegazzato il cui inchiostro era sbavato da macchie sulla cui natura preferisco non indagare.
Ringraziamo l’assistente www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=862592&i=1 che gentilmente lo ha portato qui in direzione. L’opera è firmata Mikilily.
Il titolo che capeggia sul fogliettino è Calde Emozioni: non sentite il brivido torrido dell’Harmony correre lungo la vostra schiena? No? Forse è perché un brivido d’orrore, o forse è perché noi tutte siamo delle vecchiacce frigide. Si, anche i ragazzi.

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La nostra storia si apre con Draco ed Hermione che corrono alla torre dei Grifoni tutti accaldati dalla lunga corsa.
Perché i poveri grifondoro vengano sempre presi per animali io non lo so, magari è dovuto alle loro pessime abitudini a tavola. In ogni caso, incuranti della gente che presumibilmente si sta facendo i fatti propri nella sala comune, inforcano le scale già togliendosi i vestiti e corrono nella stanza privata della Caposcuola di Grifondoro.

Queste stanze private, assegnate agli studenti meritevoli, nell’ultimo periodo non fanno che mettere anche i ragazzi più ligi alle regole sulla via della perdizione. Si mormora che siano spesso utilizzate per le copulazioni improvvisate!
In una scuola seria e rispettata come Hogwarts tale tradizione va abolita: scriverò domani stesso a Silente sperando di trovarlo lucido e collaborativo.

Tutti noi sappiamo che certe cose è meglio farle in aule dell’ultimo piano, nella torre dei gufi o ai festini di Serpeverde nei sotterranei. Farlo nelle camere è proprio sconveniente!
Ma torniamo a noi e ai nostri protagonisti: i due piccioncini si guardano, lei accende il fuoco perché le piace l’atmosfera e Draco la trovava eccitante. Draco il gran romanticone, proprio in canon.
Bene, lo dirò una sola volta, poi la responsabilità di seguire il mio consiglio sta a voi: se siete deboli di cuore, se siete minorenni, se siete facilmente impressionati dall’assurdo e dagli inutili dettagli non procedete oltre.

I due si guardano imbambolati per qualche minuto, probabilmente rendendosi conto della figura fatta con la gente in sala comune, poi Draco a passo lento si avvicina ad Hermione e con un semplice gesto gli slegò i capelli. In un solo pronome ci viene reso noto che Hermione non è una lei ma bensì un lui: J.K.Rowling deve aver avuto un bel senso dell’umorismo per metterla nel dormitorio delle ragazze per ben sei anni!

I ricci ricaddero morbidi su esse e lì (sulle spalle) che Draco affondo le sue lunghe dita bianche. In un impeto di violenza passionale Draco affonda le sue lunghe dita dentro le spalle di Hermione, ma evidentemente a lei un po’ di sadomaso non dispiace visto che non fa una piega e Rimasero per un po’ in quella posizione senza dire e fare nulla poi i due Si guardarono, incatenando i loro occhi, fuoco e passione prorompeva da essi.
Oh che dolore, spero che per incatenare gli occhi abbiano usato acciaio chirurgico, altrimenti oltre che al dolore chissà l’infezione! Da questi occhi incatenati prorompono tale fuoco e passione che Silente ha già provveduto a chiamare i pompieri: non si sa mai che si debba intervenire d’urgenza per spegnere le fiamme prima che tutto il castello vada a fuoco!

Incuranti del fuoco e delle fiamme, resi ciechi dalla passione, i due non si fermano e Le mani di Hermione sfiorarono il petto scolpito da anni di quidditch, muscoli che io non ho mai capito come facciano a svilupparsi tanto stando seduti a cavallo di una scopa. Magari potrei capire i quadricipiti, ma i pettorali? Draco è un cercatore e come tale deve essere affusolato e leggero, quelli con le spalle grosse sono i battitori se vogliamo essere precisi.

Ma non interroghiamoci su questioni che mai avranno risposta: l’atmosfera si sta appena scaldando, ma mentre Hermione comincia a spogliare e accarezzare Draco, lui si perde in sogni da dolce fanciulla, odorando come un grosso San Bernardo il profumo di vaniglia di Hermione. Sì, vaniglia. Ancora.

E’ un po’ come le bambole: Ginny-fragola, Hermione-Vaniglia, ormai le fanno di serie!

Draco però sembra risvegliarsi un poco: con la flemma di un ottantenne toglie la camicia di Hermione Piano piano, bottone dopo bottone.

Inizio ad essere preoccupata: questo non è il normale comportamento di un diciassettenne arrapato.

Placido come una pasqua, mentre lei si contorce e cerca di strappargli i pantaloni, si lascia andare in digressioni senza senso: era ogni giorno più bella, ogni giorno più donna la sua stupenda Emi. Emi? Deve essere il soprannome della Hermione maschio di cui sopra. Tra l’altro come si fa ad essere ogni giorno più donna? Magari sono gli ormoni che assume?
Hermione tuttavia non ci sta, non vuole essere contemplata La sua pelle era sempre più calda, eccitata, pronta ad essere accarezzata, ad essere baciata, ad essere amata ancora. Insomma, penso che ci stiamo chiedendo tutti che cosa diavolo stia combinando Draco.

Baciò le mani, le braccia, le spalle e il collo da cigno(il collo di Hermione è lungo, bianco e piumato?)della bella riccia, poi uscì per portare a passeggio il cane, prendere un caffè al baretto dell’angolo, poi tornò alla torre e finita la passeggiata tornò in sé (adolescente, diciassette anni: un miracolo di pazienza sto ragazzo) sganciò il reggiseno accarezzando il seno morbido prima di dedicarsi ai capezzoli della ragazza rendendoli turgidi. Baciò con dolcezza la sua rosea corolla provocandole un piccolo brivido. Della rosea corolla volevo davvero saperlo. Grazie. Dopo che Draco è tornato dal bar la situazione sembra progredire un po’, i particolari aulici proprio si sprecano e tutti noi siamo davvero entusiasti di conoscere ogni più piccolo dettaglio… Draco comincio a leccare, mordicchiare e succhiare il suo piccolo e sodo seno mentre con la mano accarezzava e stuzzicava l’altro.


Si distesero nel tappeto di fronte al camino, uno di fronte all’altro

perché in effetti farlo ai due capi opposti della stanza pareva difficile, anche se Draco lo ha suggerito più volte.

Le mani di Hermione accarezzavano il petto del biondo dove incominciavano ad spuntare i primi peli, talmente biondi che si potevano scorgere solo al tatto. Signori, dita con visore incorporato, non le volete anche voi? Le vendono al sexy shop di Hogwarts, quello gestito dalla professoressa Sprite nelle serre.

Per un attimo Hermione torna a fare la parte della ragazzina romantica Forse, anche lui stava provando le sue stesse emozioni, forse anche lui stava togliendo le maschere e si abbandonava al piacere e forse un giorno si sarebbe abbandonato all’amore.
Forse non credo di aver capito bene il costrutto di questa frase, sicuramente però la risposta a tutti questi interrogativi è: NO, forse si è solo accorto di stare sopra a una ragazza mezza nuda.

Comunque, lasciata andare la vena romantica, Hermione torna all’attacco
sbottonò i pantaloni neri e avvolgenti del ragazzo lasciandolo i boxer, osservò con bramosia il rigonfiamento e lui le dice: <-Non subito, Emi->.
Le dice no. Le dice no perché <devo prima finire di assaporare la tua delicata pelle->
Questa storia inizia a sembrarmi un condensato dei quattro libri di Twilight, solo che in Twilight a un certo punto finiva con una testata di letto spezzata (molto ilare, devo confessare) mentre qui inizio a sospettare che finirà a giocare a rubamazzo.
Seppure in maniera incerta Draco procede verso la meta fino a sfiorare con le dita il bordo delle mutandine rosa della ragazza.
<- Non avevi previsto alcun incontro per oggi?-> Chiese osservando la biancheria intima poco seducente della riccia.

E a questo punto Hermione si rompe le scatole di questo parla-parla e della sua biancheria criticata, prende le sue cose e se ne va.
No, purtroppo no, bensì si ripromette di non usare più biancheria simile perchè troppo anonime rispetto al pizzo e alla seta che utilizzava di solito.

Hermione Granger, l’amica di Harry e Ron, la so-tutto-io, la denti da castoro, la capelli crespi senza speranza usa pizzo e seta? Avere a che fare coi Malfoy ti cambia, senza dubbio.

E poi ovviamente cerca di scusarsi <-Avevamo litigato->rispose con voce roca dovuta all’eccitazione.
Draco non aspettava altro che sentirsi dire che per lei era l’unico.
Sua, sua, solo e unicamente sua.

Quindi, fin dall’inizio, per dargli una svegliata bastava dirgli che indossava biancheria di cotone perché quando litigavano non la dava in giro? Ah bene, basta saperle certe cose!

Saputo questo Malfoy torna improvvisamente un adolescente arrappato e si avventa sulla povera Hermione che finalmente fa salti di gioia: Cominciò a stuzzicare con le dita la sua femminilità, ritrovandosi inebriato del suo particolare profumo. Impressionante, un profumo che invade tutta la stanza? Hermione, mia cara, cosa ne dici di una doccia?
Anche lei si sentì obbligata nel ricambiare quel fantastico piacere, sfilò i boxer del biondo prendendo tra le mani il suo membro e con movimenti lenti andava su e giù sfiorando di tanto i tanto con il pollice il glande.

Grazie dei dettagli, ancora. Lui almeno questa volta non le si rivolta contro gridandole “no, per carità divina, fammi assaporare la tua pelle!” o avrei cominciato a sospettarlo di cannibalismo.

Questa magnifica scena culmina Quando entrambi erano giunti al limite (Ma perché giungere al limite? Perché?) lei si sedette sopra le sue gambe e grazie al liquido che scorreva caldo nella sua piccola apertura L’elfo col catino, presto, svegliate l’elfo col catino!

Giunsero all’apice del piacere nello stesso identico momento (grazie, erano al limite, mi sorprende siano durati tanto e che lui non sia venuto immediatamente, visto che limite tende a significare… limite) e dopo aver riversato il liquido seminale dentro il corpo della ragazza rimasero ancora cosi, abbracciati stretti stretti. Questa frase è un misto di horror e grottesco. Comunque auguri e figli maschi. Grazie Igor, puoi portare via il catino.
Draco capì in quell’istante che quella ragazza gli era entrata dentro no, veramente è il contrario e che niente e nessuna gli avrebbe mai fatto provare le stesse sensazioni su di questo avrei qualche riserva, se permettete.
Dirglielo sarebbe stato troppo, anche se sapeva che lei voleva sentirsi dire le parole dolci, ma per quella sera il Sepeverde aveva parlato abbastanza, beh, almeno lo riconosce.
Nella migliore tradizione Harmony la ficcy non si conclude con una sigaretta ma con la doccia insieme scambiandosi ancora baci e carezze e infinea letto addormentandosi abbracciati.

Orbene, miei cari giacobini, vado a stendermi per un po’ perché questa miriade di dettagli non graditi hanno messo in subbuglio il mio povero stomaco.
Perdonate se di tanto in tanto ho abbandonato il mio contegno, ma sono rimasta un po’ basita da questo scritto. Sono abbastanza sicura che Hermione, la nostra virginea paziente, abbia bisogno di un po’ di svago. Settimana prossima le permetterò di andare in città con la sua minigonna preferita, magari ritorna con una visione più definita di certe questioni.

Edit finale by Blaze of Glory.

A Natale anche Voldy è più buono – parte seconda –

Sì, sono finalmente tornata con la seconda parte.

Di cosa? Ma della fanfiction di Hangie! Quella di kinderbuena89 (ora LadyMerendina), ricordate?

Come no! Quella della figliadiVoldemortfidanzatadiDracoacuivienecancellatalamemoria! Dai che ve la ricordate, il link è questo: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=273657&i=1

Lo so, è passata una vita dalla prima parte ma cercate di capirmi: è da Natale (va bene, da Natale 2009, praticamente due anni fa… Che pignoli siete!) che guardo questo file con un misto di terrore e ribrezzo (intendiamoci: non tanto per la fanfiction in sé, che non è poi peggio di molte altre, ma proprio per la mole di lavoro… La prossima volta col cavolo che vi recensisco una long-fic!) senza nemmeno riuscire a rileggere gli appunti, ma ora è giunto il giorno.

Dopo tutto ve lo avevo promesso.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì…

Hermione scopre il suo passato con un viaggio nel tempo (un altro?) mentre è in visita dai genitori-nonni perché, com’è ben noto ai lettori della serie, gli studenti fanno spola tra Hogwarts (Scozia) e le proprie famiglie ogni pochi giorni.

Meglio, scopre quasi tutto: ancora non sa chi fosse il ragazzo di cui era innamorata… Come fai a fare un viaggio nel tempo e a non vedere un volto? Mistero della Ficcy! Non c’è da preoccuparsi, comunque: tra qualche giorno la nostra Hermione compirà quindici anni (per la seconda volta) e a quel punto si ricorderà tutto.

Ora, se pensavate che il resto dei personaggi riuscisse a sottrarsi al delirio, vi sbagliavate di grosso: Silente decide, infatti, di organizzare una festa per Hermione senza un motivo logico.

Albus alzò lo sguardo e sorrise.

“Proprio come avevo previsto! Bene, avremo un ottimo motivo per la festa.” Si alzò.

“La festa? Quale festa?”

Albus rise.

“Tra due giorni è il suo compleanno, ricordi? Come ben sai, proprio ieri Cindy le ha rivelato la verità. Per cui, adesso, quella povera ragazza è sotto pressione…e a dir poco scioccata!”

Minerva sospirò.

“Eh già…povera Angelica! Le ci vorrebbe proprio una distrazione!”

“Ed è quello che noi le daremo, cara Minerva. Le organizzeremo una festa spettacolare, con tanto di balli! Così magari…la aiuteremo anche a ricordarsi del suo grande amore! E per lei sarebbe un bene…”

No, il fatto che sia stata la migliore agli esami e che tra poco compirà gli anni non sono ragioni valide, e nemmeno che sia sotto pressione per via del suo passato è una buona scusa: dovrebbero esserci feste in onore di Potter ogni sera dell’anno, secondo lo stesso ragionamento! Quando Silente annuncia l’imminente festa, gli sguardi di Hermione e Draco s’incontrano.

Draco, infatti, si è ricordato del suo passato il giorno del suo quindicesimo compleanno (seguendo una timeline sana, è corretto: Draco compie gli anni a giugno e Hermione a settembre; peccato che nella fanfiction Angelica sia nata a marzo!) e non vede l’ora che anche Angelica si ricordi di lui. Nel frattempo langue d’amore per lei.

Hermione si presenta al ballo con un vestito rosa (forse quello del quarto film, forse un altro perché, da come si sviluppa questa trama, non sono solo convinta che l’autrice non abbia mai toccato un libro di HP, ma dubito seriamente abbia visto più di uno o due film; perlomeno non lo dimostra) e tutti sbavano (come previsto). Apre le danze con Harry sulle note di “Remember me this way” (e pensate, la fanfiction è stata scritta prima che venisse girato “I doni della morte”!), poi nota che i suoi nonni sono al ballo e, alle ventidue esatte, si ricorda di essere innamorata di Draco.

L’aria intorno a lei…fu come se fosse battuto il colpo di un grande gong…una grande voragine si aprì dentro di lei…ma non la vide minacciosa, perché di solito una voragine porta via le cose…

Quella le stava portando qualcosa…

Il resto dei suoi ricordi.

Lui si avvicina, lei si congeda da parenti e amici e iniziano a danzare sulla loro canzone: “When You Say Nothing at All” (suppongo nella versione originale del 1988, perché quella di Keating non era stata ancora incisa, nel 199… Ah, no, siamo nel 2004. Capita, con le ficcyne.).

Dai commenti, Wi Couch Potato mi fa notare che sarebbe comunque sbagliato, visto che Hermione è del ’79 ed ha quindi un anno in più dei suoi compagni. Chiedo perdono per la svista, potrei dare la colpa alla ficcyna che mi ha fuso il cervello, ma in realtà sono sempre stata così. Scusate.

I due si fermano, Draco le appioppa nuovamente l’orrorifico medaglione e al dito anulare sinistro di Angelica ricompare l’anello di fidanzamento (così, *puff!*, prima non c’era e adesso c’è, come ai Sims quando si sposano).

È dunque il momento delle spiegazioni: tra una sega mentale e l’altra, Hermione spiega la sua storia agli amici più cari.

“Lui alzò la bacchetta…e la colpì con l’Anatema Senza Ritorno…”

Cosa diavolo sarebbe l’Anatema Senza Ritorno? Proprio parlando di Voldemort, poi, a cui l’Avada Kedavra fa un effetto Boomerang pazzesco… Mah.

Draco e Angelica tornano in pista (sul brano “Favola” dei Modà…). Arrivati al ritornello, Draco inizia a cantarlo per Angelica. Il resto della scuola di mentecatti parte con gli applausi e la richiesta di bis (non sto scherzando, ora: c’è scritto).

La pace dei nostri idioti preferiti viene però interrotta a mezzanotte e mezzo: Tom e i suoi amici arrivano.

Le candele si spensero di colpo….le enormi finestre della Sala Grande si spalancarono e una forte folata di vento gelido si fece spazio fra gli studenti…a un tratto era calato un silenzio tombale…l’intera scuola rabbrividì, e se ne restò ferma; tutti si chiedevano “cosa succede?” Pensavano, forse, che fosse un ‘effetto speciale’ per la festa…ma poi…dalle finestre entrarono due o tre Mangiamorte…e uno in particolare, quello più alto, attirò l’attenzione di Draco…ma prima che il ragazzo potesse formulare anche un solo pensiero…ecco che l’immenso silenzio si trasformò in un gran rumore di grida e scalpiccii. Gente che fuggiva da tutte le parti, presa dal panico, professori che cercavano inutilmente di tranquillizzare gli studenti…

Quando però viene ricordato a Tom che è il compleanno della figlia, costui ha un tentennamento. Fortunatamente ci pensa quella idiota di Angelica a fargli tornare l’incazzatura.

Potrebbe cruciarla.

Potrebbe ucciderla.

Le tira uno schiaffo. No, in realtà nemmeno ci riesce, perché arriva Draco a fermargli la mano e a minacciarlo.Negli unici due secondi in tutta la fanfiction in cui Lucius dimostra un po’ di senno, dice a suo figlio che gli fa schifo.

Un’ultima scenata tra Tom e Angelica e poi i Mangiamorte se ne vanno (già, senza nemmeno una piccolissima strage…).

“Farai meglio ad andartene, padre. Voglio andarmene a dormire. Sono stanca morta…non sono come te, che non fai niente dalla mattina alla sera, sai?”

… Ma come, non cucina e rifà i letti a tutto i Mangiamorte, prima di preparare i discorsi di incitamento? Sfaccendato di un Voldemort!

Due mesi dopo, Angelica informa Harry del suo desiderio, frenato dalla paura, di fare l’amore con Draco. Harry le dice che non deve averne perché Draco è innamorato di lei (ma che palle, è la settordicesima volta che lo dice! Ormai l’hanno capito anche i sassi! Perché Hermione, che di solito è una persona intelligente, deve farselo spiegare da quel cretino di Potter?).

Dopo queste rassicurazioni, la ragazza informa Harry che quella notte rimarrà con Draco.

Complice un rave in Sala Grande (non c’è altra spiegazione: i Serpeverde tornano ai dormitori solo il mattino dopo!) i Nostri, tra candele, fiori e canzoni romantiche consumano il loro amore.

Draco le baciò la fronte.

“Shh. Calmati. Se non vuoi possiamo…”

Hangie scosse la testa.

“Voglio farlo, Draco. Però…potresti per favore tenermi le mani? È la sola cosa che ti chiedo.”

Draco deve aver imparato a volare… Poi si contorce come un lombrico e alla fine si addormentano. Il giorno dopo Angelica incontra i suoi amici e Luna si unisce a loro. Nota che Ron è cresciuto, rispetto all’anno precedente (secondo la linea temporale saremmo a maggio… Luna è meno sulle nuvole nei libri!). Nella stessa giornata, Angelica è costretta a farsi passare il compito di Incantesimi perché il terrore per suo padre le impedisce di concentrarsi (fino a due minuti prima non lo considerava quasi un problema… Qualcosa per gli sbalzi d’umore non le farebbe male).

Nelle note dell’autore kinderbuena LadyMerendina fa sapere che:

“So ke nei prox cap vi sembrerà la solita storiella d’amore…tutti baci e dichiarazioni…ma nn fatevi ingannare…è fatto apposta 😛 almeno così i personaggi vengono un po’ distratti dalle loro sofferenze e dai loro problemi…”

… E dove sarebbe la differenza con quanto scritto fino a ora?

Silente decide che è tempo, per Angelica, di fare outing davanti al resto della scuola (lui nisba, c’ha pensato la Rowling successivamente agli eventi narrati qui… Ma quella è un’altra storia, una decente).

Angelica dichiara quindi, davanti a tutti (durante la festa, quando Voldemort ha urlato “SONO TUO PADRE”, dormivano tutti) di essere la figlia di Voldemort. Siccome questa è una ficcina, il popolo ignorante e cafone passa dalla curiosità al disgusto in 0.5 secondi senza nemmeno passare dall’incredulità, dallo sgomento o da quel paio di reazioni umane che danno credibilità a una scena simile.

Nonostante le prime reazioni, appena Angelica assicura ai compagni che lei è buona e racconta loro la sua storia strappalacrime, tutti cambiano parere su di lei e parte pure l’applauso (logico: vivi per quattro, cinque anni con una persona e appena scopri che suo padre è un terrorista sospetti di lei, ma basta che lei ti parli del suo triste passato che parte la standing ovation. Non so Angelica, ma io questi allarmismi e questo patetismo alla Studio Aperto li trovo vagamente offensivi.)

Quella notte (o un’altra, non c’è dato saperlo), alle tre in punto (precise eh!) Lucius Arriva a Hogwarts; qualcuno lo vede? No. Arriva, dicevamo, col preciso scopo di insultare Angelica.

In realtà, non si capisce bene: arriva di notte, lui e Angelica si puntano rabbiosi le bacchette contro, si scambiano convenevoli, parlano di Draco, duellano, poi Lucius la mette sotto Imperio e le ordina di uccidersi.

Ginny arriva e riesce a dare l’allarme, Lucius lancia la spada contro ad Angelica e scappa.

“Non me ne andrò senza aver ucciso questa sporca Mezzosangue.” puntò la bacchetta verso la spada caduta a terra “Accio spada!” e una volta che l’ebbe avuta tra le mani…la lanciò verso Angelica!!

LadyMerendina, deciditi: o è mezzosangue o è figlia di Voldemort e di una strega.

Harry si lanciò in avanti, cercando di intercettare la spada…

Ma non riuscì a far sì che non colpisse la ragazza!

La spada la colpì proprio vicino al cuore!!

Ginny si lanciò verso l’amica a terra, in lacrime.

“ANGELICA!!”

Harry cadde a terra con l’amica tra le braccia.

Ron invece puntò la bacchetta verso Lucius…che però sparì subito.

La nostra protagonista viene portata in infermeria mentre nel resto del castello viene dato l’allarme. Draco giunge al capezzale di Angelica che, tra le smancerie del fidanzato e l’interrogatorio meno opportuno del secolo da parte di Silente, viene operata. Draco ottiene il permesso di rimanere a dormire con lei e si addormentano abbracciati (si sa che i punti non fanno male per niente…).

Quattro giorni dopo, Angelica è in piedi e pronta a sedurre Draco con il collaudato gioco della professoressa e l’alunno nella collaudata alcova da ficcy: la stanza delle Necessità.

La Stanza delle Necessità, come Angelica si aspettava, era vuota, e tutto era esattamente come lei lo aveva preparato e lasciato il giorno prima [è la Stanza delle Necessità, perché la prepari il giorno prima?]: le pareti erano azzurre, con nuvole bianche dipinte sul soffitto. C’era un piccolo divano in fondo alla stanza, e tutto intorno fiori, e candele a mezz’aria; il tocco di Angelica, erano i palloncini a forma di cuore che svolazzavano di qua e di là per tutta la stanza, che fecero sorridere Draco.[Oh, ora capisco: la stanza si è rifiutata di ricreare una stronzata simile!]

In questo luogo pacchiano, Angelica inizia la sua lezione:

“Allora… Primo. Amore, significa rispetto. Non devi offendere, o ferire, una persona che dici di amare, non pensi? Fino a qui tutto chiaro, credo. E poi, bè poi…ci vuole fiducia. Reciproca. Se ami una persona, devi fidarti di lei per tutto quanto. Non escluderla da niente.”

Angelica, non facevi prima a prestargli il Cioè?

“Quando stai con una persona, non devi soltanto essere suo amante…ma anche suo amico. Intendo un amico sincero. Il dialogo è la chiave dell’amore, e ricordalo sempre.” (…) “Draco. Ascoltami bene. Non dire mai più le cose che hai detto quel giorno, ok? Io non ho paura di loro. Cioè…sì, un po’… Ma tu sei la mia forza. Se ci sei tu, con me, io sono certa che riuscirò a batterli. E potremo finalmente stare insieme…ed essere felici.”

Stucchevole.

Nel capitolo successivo, Angelica va dai nonni, senza dire nulla a Draco (“il dialogo è la chiave dell’amore” ce lo siamo già dimenticato?). Questi cade così in una imboscata di suo padre e viene costretto a spiare Silente: se non lo farà, la vita di Angelica sarà in pericolo (ah, prima no?). Il marchio sul suo polso viene dunque risvegliato (Eh?); Draco è libero di tornare a Hogwarts, dove dovrà riuscire a mantenere il segreto con Angelica che, essendo empatica, potrebbe leggergli il pensiero (a parte che l’empatia funziona diversamente, ma… CE LO DICI AL DICIASSETTESIMO CAPITOLO CHE ‘STA RINCOGLIONITA È EMPATICA?); anche Angelica ha i suoi problemi: deve nascondere a tutti la sua Missione Segretissima e ha paura che Draco la scopra. E a me sono venute due palle come Bolidi a furia di queste paradossali situazioni nelle ficcy, ma andiamo avanti: abbiamo Draco e Angelica che parlano senza guardarsi negli occhi per paura di essere scoperti in un teatrino imbarazzante.

Angelica si confida con Harry, e anche qua mi sento imbarazzata, perché a furia di moine e bacini i due stanno quasi pomiciando.

Harry la abbracciò: i due erano molto legati, si sentivano come fratello e sorella. Sapevano di appartenere a due famiglie diverse, ma in un qual senso, era come se nelle loro vene scorresse lo stesso sangue, che li legava; in fondo erano Mezzosangue entrambi. [MA NOOOOOO!]

Harry se ne va, Angelica si mette a parlare con la madre morta, Draco la sente e pensa che sia pazza le dichiara ancora il suo amore, poi litigano, fanno pace, lui le mostra il marchio, lei s’incazza, lui le dice che l’ha fatto per proteggerla e si riappacificano ancora; Angelica svela il suo piano, si baciano, mi fanno venire il diabete. In pratica due capitoli con lo stesso spessore psicologico di una puntata di “Le magiche ballerine volanti” (ma almeno sono veloci e non ci smazziamo le seghe mentali dei protagonisti troppo a lungo).

Voldemort è invece nel suo castello e si sta congratulando con i Mangiamorte, quando Angelica fa la sua entrata nella stanza e chiede al paparino lezioni di difesa personale. Voldemort accetta. In realtà vuole metterla sotto Imperius e farla stronzeggiare in giro per Hogwarts, così che i suoi amici si allontanino.

Quella notte, Macy porta Tom nel mondo degli spiriti per cazziarlo. In una scena ancora più sbrigativa di quella tra Draco e Angelica, Voldemort si redime, bacia lo spirito della moglie e i due fanno pace.

Nel frattempo Angelica cammina in una maniera che a Harry non piace e i due iniziano a battibeccare (Voldemort non ha fatto in tempo a togliere la maledizione). Arrivano anche gli altri e, con buoni sentimenti e un bacio di Draco, l’incantesimo si scioglie. Angelica parla con suo padre, si riappacificano e lui le dice di aver visto sua madre, poi le raccontagli anni passati a vagare senza un corpo e… Questo dovrebbe essere un riassunto della fanfiction e per fare un riassunto si dovrebbe aver capito di cosa si sta parlando, ma l’unica spiegazione al pasticcio temporale qua descritto è che qualcuno abbia usato la Giratempo come in AVPS. Comunque, alla fine di questo capitolo, Tom e Angelica si lasciano da avversari ma non da nemici, Voldemort è ringiovanito e si è pure rincoglionito di parecchio.

Nel successivo capitolo, troviamo Angelica che segamentalizza: sua madre non è mai andata a farle visita dal mondo degli spiriti. La protagonista dunque passa quindici ore filate a deprimersi

“Capite? Mamma poteva portarmi da lei in qualsiasi istante…poteva vedermi…parlarmi…darmi dei consigli…o che so io!! E invece lei non l’hai mai fatto! Mi ha…abbandonata.”

poi Harry le svela che anche i suoi genitori non l’hanno mai contattato (né una cartolina né una telefonata né niente); Angelica non desiste e decide che, se Macy non la contatta dal mondo degli spiriti, sarà lei ad andarci. Detto questo, si taglia le vene e si lascia morire.

Fine della storia.

Scherzavo.

Per entrare nel mondo degli spiriti basta chiedere a Silente (si sa, le popolazioni antiche facevano uso di droghe per mettersi in contatto con i defunti… Chi meglio di Silente potrebbe conoscere il metodo?) E giacché Angelica è figlia di Maria, fuma in compagnia si porta dietro gli amici nel varco temporale per il mondo degli spiriti.

“Wow… Beh, Angelica, allora stanotte rivedrai tua madre! Da…quanti anni è che non…?”

“Tanti…12 anni per l’esattezza[No, zucchero, sono almeno sedici anni. Perché devo correggere io la linea temporale? Sono solo una lettrice, perché capisco meglio io la delirante trama di questa fanfiction dell’autrice stessa?]. Però…” guardò gli altri “Io non so… Beh, non la vedo da molto… Professore. Non è che gli altri potrebbero venire con me? Solo stavolta…”

Tra baci e abbracci le due inutili donne si riuniscono, poi Macy spiega ad Angelica che, per richiamarla a sé, doveva livellare un po’ come spirito: ora che è a livello ottanta e si è fatta l’armatura con pezzi viola, può fare un po’ come le pare, almeno finché non implementano Cataclysm.

Dunque si lamentano entrambe di Tom e, mentre Macy racconta al gruppetto come lei e Voldemort si sono innamorati, lui compare nel quadretto, bisticcia un po’ con la figlia, ma la moglie defunta devasta il momento di pathos dicendo che ha visto il futuro e che Tom porterà solo rogne. Angelica ha una crisi isterica ma Macy le dice che il futuro può cambiare (ho come idea che ci goda a far disperare le persone); tutti i ragazzini presenti fanno il loro discorsetto da gran finale della recita in oratorio, Voldemort amoreggia con Macy, piange un po’ e torna a casa. Anche Angelica e i suoi amici tornano a casa, e la ragazza giura di redimere suo padre.

Ma Voldemort colpisce Hogwarts proprio nel momento in cui i Nostri stanno marinando scuola(ed hanno incontrato nuovamente Macy che, implementato Cataclysm e arrivata al livello ottantacinque, è tornata in vita); decidono di tornare tutti a Hogwarts e lì incontrano anche Lily e James; il piano è semplice: travestirsi da Mangiamorte e tendere dunque un’imboscata all’”almeno un milione” di nemici. Sì, come in AVPS:

Arrivano anche Sirius e Remus (sempre in coppia, che carini!), il gruppo riesce nel suo piano sconclusionato (avevate qualche dubbio?) e arrivano da Voldemort, che sta personalmente controllando le catene dei prigionieri (oh, quanto è malvagio).

Scopriamo, dunque, che Voldemort non è cattivo: ha solo frequentato la gente sbagliata, tra cui Mortimer (CHI?), capo del Regno Infernale (COSA?) col quale stipola un contratto (QUANDO?). Voldemort aveva cercato, dopo aver ritrovato Macy nel regno degli spiriti, di recedere dal contratto, ma Mortimer era riuscito a soggiogarlo (in un modo descritto con una scelta di termini davvero infelice).

Le cose stavano così: Tom Riddle, all’apice del suo potere, fece un patto con il capo del Regno Infernale, perché lo aiutasse a mantenere il potere. Il patto era che Mortimer (questo il suo nome) avrebbe mandato le Forze Infernali verso Tom, con un incanto potente, che le avrebbe fatte entrare dentro [“dentro” è in corsivo nel testo!] Tom [Ci si chiede da che parte saranno entrate, ‘ste Forze Infernali!]. Ma il Signore Oscuro, dopo che nel Regno degli Spiriti aveva capito che la cosa più importante era la sua famiglia, si recò da Mortimer, scindendo il loro ‘contratto’; il furbo capo degli Inferi, però, diventato molto avido, e sperando in una parte del potere che Tom avrebbe ottenuto, aveva mandato le Forze Infernali…ancora una volta…dentro Tom.

Morty, forze infernali, a la smettiamo con ‘ste non-con gang bang? È una fanfiction per tutti, questa!

Ma Angelica ancora non lo sa (capisco la reticenza di Tom nel confidarsi… Dev’essere stato traumatico) e crede che Voldemort sia tornato un “cattivone”. E, mentre lui combatte contro le forze che lo governano, i marmocchi, gli adulti e i redivivi liberano i prigionieri (mentre la maggior parte dei Mangiamorte si gratta); Hogwarts è dunque libera (più che una battaglia seria sembra una partita di palla avvelenata). Dopo un’estenuante lotta e scaduto l’affitto di questo corpo idiota Tom si risveglia, e tutto finisce a tarallucci e vino (a Hogsmeade): persino Lucius abbandona l’ultimo barlume IC e si redime, dopo un discorsetto di Silente che pare Piero Angela.

La fanfiction si conclude con il classico “e vissero per sempre felici e contenti”, solo un po’ più lungo e zuccheroso:

Le guerre ci sono tutti i giorni, e le tempeste alle volte possono spazzare via i sogni, le speranze, i progetti di tutti. Ma se ci si crede con tutti se stessi, se si lotta con tutte le proprie energie per un mondo migliore, e per la pace, alla fine si ottiene tutto ciò che si vuole! E il Sole, come in questo caso, torna a splendere, più radioso e caldo che mai!!

… Oh mio dio, è finita DAVVERO. Stavo per morire. Certo, c’è ancora il seguito, ma dubito avrò la forza per recensire anche quello.

(Wolf)stars kidnapped by clouds

Romantici pervertiti frutto della mia mente corrotta dal Male e dai troppi anni passati in prigione, buonasera.

Qualche giorno fa ho deciso di tornare nella sezione Harry Potter, non per trovare qualche succulenta preda da sbranare ancora calda, ma per rispolverare il mio personale peccato di gola: le Wolfstar.

Lasciate che vi parli un po’ di noi: abbiamo passato un brutto periodo, io e le Wolfstar, un po’ per via della coglionaggine dei protagonisti nel canon, un po’ perché la trama delle fanfiction erano sempre uguali. Sono passati anni e io sono una sentimentale: qualche giorno fa ho deciso di riprovarci e ho effettivamente trovato una fanfiction che soddisfacesse abbastanza le mie aspettative. Su EFP, però, per una fanfiction decente ce ne sono dieci da recensire su Fastidious; e, infatti…

 

My fairy king [Omaggio ai Queen o insulto omofobo a Sirius?], di Ladyally; http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=244086

Riassunto:

Nella parte della moracciona abbiamo un accaldato Lupin che, tentando di non svegliare <s>Antonio</s> Sirius,
Cammina a piedi nudi verso la sala e si ferma davanti alla finestra aperta: cerca le stelle in cielo, ma le nuvole le hanno rapite, avide della loro luce, mostrandole ai mortali solo per brevissimi istanti.

Arwen, là in fondo, smetti di sghignazzare!

Tornando a noi, qualcuno sa dirmi perché gli autori di EFP hanno questo feticcio per le metafore su stelle e fenomeni metereologici?

E, mentre Remus prega Dio per un soffio di tramontana, Sirius lo raggiunge:

“Eccoti qua.” Smuovono l’aria pesante parole piumate
.

Non sarà così pesante, quest’aria, per essere smossa da semplici parole piumate. Avrei capito se a smuoverla fosse stato un discorso a pale o un phon di voci, ma sono sicura che le parole piumate smuovano meno aria del ventaglio di metafore senza senso usato da quest’autrice.


Quella voce.. quella voce rimbomba come un tuono nella pace del suo cuore
.

Sirius, ma ti pare bello arrivare alle spalle delle persone e spaventarle con l’incantesimo Sonorus?

“Remus ride piano, facendo dono alla notte del suo riso[Basmati]  prezioso, scatenato, come sempre, dall’uomo che gli stava accarezzando l’addome.[Nel senso che soffre il solletico e ride ogni qual volta che un uomo gli accarezza l’addome?]
“Sai, credo che tu abbia ragione,
[i]Pads. Scusa se non sempre mi affido alla tua mente fine.”
Le mani di Sirius salgono e catturano i pettorali marcati
[Stiamo parlando dello stesso Remus? Perché quello che conosco io nemmeno ha i soldi per mangiare, figuriamoci per andare in palestra!], mentre la sua schiena si inarca, piegata dal suo tocco. Le mani bruciano la carne ove si posano – o è forse la sua pelle a bruciargli le mani? – [certo è che, con tutti questi canidi grigliati, potremmo aprire un ristorante cinese di stampo fantozziano].


Remus ardentemente si aggrappa al davanzale, stringe il legno e ne trae la forza necessaria per stare in piedi
[Remus, il tarlo mannaro].

(…)

Sirius gli sorride e alza gli occhi, i quali appaiono a Remus più caldi del sole stesso e, per colpa loro e di quella bocca che dentro di sé accoglie il suo membro, sente la schiena inumidirsi di goccioline salate[Stavamo leggendo le sensazioni di Remus, c’era davvero bisogno di specificare che il suo sudore è salato, in questo frangente? Ora sto immaginando Remus che, girandosi, sfodera una lingua da camaleonte e si da una leccata poderosa alla schiena. Diventa una Chimera sempre più interessante.], poi la lingua morbida danza attorno al suo sesso duro, lo avvolge [anche Sirius è un camaleonte, oppure Remus ha un pisellino incredibilmente sottile].

(…)

L’altro gli tende una mano, lo cattura a sé, fondendosi con lui in un bacio che è torrido e afoso [Gli starà alitando in bocca?] come quella notte di estate, e sente le orecchie ronzare [una mosca! Svelto, estrofletti la lingua!], colpite come da tuoni che spezzano l’aria ferma [credevo fosse un pompino e invece era un trauma acustico].

(…)

Sirius si stacca, si allontana da lui e si libera dei boxer, sdraiandosi a terra in attesa del suo amante; l’altro non esita, come un fulmine si abbatte su di lui[Succede, quando sfoderi il parafulmine e lo punti verso l’alto!]
(…)

Remus sussurra nel silenzio della notte parole incantate, quasi da loro abusate, e, quando fanno il loro effetto, il ragazzo scivola in lui facendo fermare il mondo[si tratterà di un incantesimo di lubrificazione o di dilatazione? Lettori, voglio i vostri pareri… E le possibili formule per evocare tali incantesimi, ovviamente].

(…)

I baci cadono pesanti sulla labbra di Sirius come grandi gocce di pioggia [Povero Sirius: prima i fulmini e ora anche l’acquazzone!]che si spezzano non appena con esse si scontrano; parole piacevoli scorrono sul corpo dell’altro[se sono piumate come quelle di prima gli faranno un certo solletico!] (…)Remus gli bacia il collo, contro di esso adagia la bocca e gusta il sapore salato della sua pelle; lo sente gemere e quasi ululare al cielo [Mi complimento con me stessa per la scelta del video-riassunto: c’è anche l’ululato!]Sirius apre gli occhi, completamente affogati nel desiderio, e li lega a quelli dell’altro [Abbrustolito, fulminato, fradicio, ora sta affogando ed è pure legato: Sirius, stai iniziando a farmi davvero pena!] mentre l’estasi lo raggiunge e lo percuote con un tremore che fa crollare anche Remus [tra Tramontana e le precipitazioni sparse mi sa che un bel raffreddore non glielo toglie nessuno].
Nulla si ode in quella notte di mezza estate se non il loro respiro che corre rapido nell’etere immobile
[dovrebbero usare un dialogo condizionatore, in estate fa miracoli], poi Remus si scosta, esce tristemente dal corpo dell’amato e accanto si adagia, subito cinto dalle sue braccia.

Mentre Sirius e Remus riposano, io proporrei qualche riflessione.

Innanzitutto, come mai a determinati autori piacciono le metafore ridicole? Capisco in pieno boom Anne Rice, quando Lestat suonava il violino ed Akasha si perdeva tra note sublimi e improbabili metafore (almeno Anne ci sapeva fare: a mio avviso è una palla mostruosa, ma non ho mai gridato “WTF?!” leggendo un suo libro), ma ritrovare una scrittura così pesante in una fanfiction del 2008 mi sembra davvero anacronistico, specie parlando di due personaggi che di barocco non hanno nulla.
Ah, i personaggi: dove sono? Ok, ci sono due tizi che trombano, ma nulla mi fa recepire che si tratti di Sirius e Remus, niente che mi faccia pensare “Ah, ma certo! Sono proprio loro”. Io qua visualizzo solo due tizi nudi che fanno cose davanti ad una finestra, il tutto condito coi termini aulici e le metafore.                In questo contesto nemmeno il porno in sé riesce a catturarmi: come si fa a prendere sul serio una scena di sesso quando le parole sono piumate e la gente chiude gli occhi durante l’amplesso come se il piacere potesse fuggire da essi? Il lettore sta visualizzando le parole dell’autrice, e l’immagine è rovinata da gemiti alati e occhi che secernono… Non lo so, qualcosa, ma sicuramente non è una visione sexy.

… Mi sa che non leggerò altre Wolfstar, per un po’.

*Sigh*

Upper Hogwarts Side

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrottissimi funzionari del Ministero
giacobini asserviti al sistema di merda e frigide baldracche
adorati purosangue.
Sì, siamo tornati.
Sappiamo di avervi fatto prendere un mezzo infarto dall’altra parte ma suvvia! Non siamo adorabili quando facciamo i burloni?
Quindi sì, adesso potete venire a trovarci qui su WordPress, tappa del grande esodo che senza l’opera dell’Admin Suprema Lestrange e allo Splinder Importer di Aioros, cui vanno i ringraziamenti più sinceri dell’intero staff, non sarebbe stato possibile.

Personalmente, sono reduce da un’impresa epica, una full immersion nella Summa della Fyccina, un revival di ognuno dei cliché che ci ha fatto accapponare la pelle in tutti questi anni di onorato servizio: ebbene, ce li ho tutti. Ma proprio tutti. Da Lucius Malfoy trapanatore folle a Severus Piton senza il suo zavorrante “always”; da pacchiani festini e ricevimenti tra Hogwarts e le magioni della gente che conta (eh no, casa Malfoy non sarà esente) a scene di sesso al limite (ampiamente valicato) del trash; da descrizioni di abiti di dubbio gusto e comunque fuori moda (e so di dare una notizia sconvolgente alle eventuali Vestali in ascolto affermando che negli anni Novanta non ci si vestiva come adesso!) a… attenzione attenzione! Certosine descrizioni di colori e sfumature persino del maquillage! Del quale però le nostre protagoniste, essendo splendide di per loro, non avrebbero nemmeno bisogno. Oh, sì, avete letto bene: le nostre protagoniste. Nel fandom le disgrazie non vengono mai da sole.

Davanti ad un simile carnet, i sessantatré capitoli (e non è ancora finita) di Volami Nel Cuore di Viols (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=764176) non possono di certo farmi paura.

Orsù dunque, armatevi di bacchette magiche, ripassate le vostre Maledizioni Senza Perdono preferite e scegliete su quale stecca di questo ampio ventaglio di personaggi originali o, nel migliore dei casi, out of character (ovviamente non segnalato), preferite lanciarle. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Le due pulzelle sulle quali s’apre il primo capitolo frequentano il sesto anno della prestigiosa Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts quando, ATTENZIONE ATTENZIONE, si svolgono gli eventi narrati ne La Camera dei Segreti. E forse questo è, insieme con il buon italiano che scivola solo una tantum, uno dei punti di merito della fyccina, che farebbe prevedere un’interazione con Harry&co. poco più che poppanti e quindi inabili all’accoppiamento… ma forse abbiamo torto ad esser tanto ottimisti.

Come nelle migliori fyccine sulle best-frienz-forevah, Rebecca, per gli amici Rebbi e Letizia, per gli amici Leti (simili nomi e, soprattutto, nomignoli, non vi fanno giungere alle nari un fastidioso lezzo profumoso di self-insertion?) sono diverse come il giorno e la notte, partendo dalle origini: anglosassoni la prima, mediterranee la seconda. Rebecca discendeva infatti da una famiglia di nobili inglesi, purosangue mi permetto di intromettermi nella narrazione per focalizzare l’attenzione dei piccoli lettori sulle genealogie: sono più fondamentali di quanto non siano nelle Cronache di George R.R. Martin o nelle opere di Tolkien suo padre, Christopher Knight, era un funzionario del Ministero mentre sua madre, Charlotte Lowett Knight, curava la casa e le relazioni interfamiliari, a cui veniva data un’importanza quasi morbosa. Ok, ricapitoliamo: tra i poveri mortali babbani, si dice casalinga, disperata nei casi più kitch. I nobili inglesi purosangue hanno invece le curatrici di case e di relazioni interfamiliari. Ma torniamo a noi, non avrete mica pensato di cavarvela così! Letizia aveva invece parenti di nazionalità differenti, ma anche loro purosangue la cosa era così ovvia che precisarla è ridondante Julio Maeder, il padre, era un famoso giornalista spagnolo che lavorava per la Gazzetta del Profeta e la consorte italiana, Eleonora Dellafiore Maeder, era l’igienista dental l’assistente del Ministro della Magia (…) Rebecca discendeva da una famiglia che fu sempre Serpeverde ma il Cappello Parlante decise di smistarla nei Grifondoro, mentre la sua migliore amica era l’unica Serpeverde in una famiglia di Grifondoro da generazioni.

Letizia era di statura media, con un fisico normale che si faceva però notare per il seno prosperoso e le gambe quasi perfette Al quasi, mi sono seriamente commossa… quasi, QUASI perfette! Il viso era indecifrabile: spesso pareva angelico, spesso fin troppo malizioso. Oh. So cuteAveva lunghi capelli dorati dire biondi è banale e fa poco radical chic, lisci e sempre ordinati, con una frangia che copriva la parte destra della fronte ma non arrivava all’occhio Dio! Lucius, l’emo-leccata di mucca. Le sopracciglia castane daaaaaaaah, sarà mica una bionda finta?! e fini seguivano la forma degli occhi in modo perfetto occhebbello, qui è tutta perfetta e le ciglia erano allungate dal mascara. Mascara che, a rigore, la professoressa McGranitt dovrebbe far sparire: a Hogwarts non è concesso truccarsi (seconda notizia sconvolgente per le Vestali in un giorno solo; sopravviveranno?) anche se l’assenza di trucco rischia di rendere l’ambientazione molto meno trash. Gl’iridi neri apprezziamo la sineddoche e l’aulico apostrofo (ma anche no) ma ci dispiace informare l’utenza che il sostantivo iride è femminile  come la pece impedivano quasi di definire la pupilla: l’oscurità di quello sguardo, valorizzato dall’ombretto verde-oro e dall’eye-liner sempre presenti, risaltava tantissimo con i capelli dorati. Visto che la inutile descrizione del trucco c’era, Mangiamorte di poca fede? Ma tanto arriva Minerva, IO LO SO. Le labbra erano fini e di un rosa pallido ma rese lucide dall’immancabile lucidalabbra se il lucidalabbra non le rendesse lucide, credo si chiamerebbe scartavetralabbra ed era quella stessa bocca a dare un non so ché che di malizioso al viso: infatti il sorriso in cui si allargavano invitava quasi sempre a pensieri conturbanti. Insomma, la parodia dozzinale e volgare della Lolita di Nabokov. Le mani erano piccole e carine, con unghie ben curate e colorate con smalti scuri. Mi chiedo se le ditina verranno mozzate o sciolte nell’acido dalla solerte insegnante di Trasfigurazione che, per certo non tollererà una simile oscenità. Caratterialmente era tutt’altro che piccola: egocentrica, ambiziosa, un po’ sadica e superba ma anche davvero dolce con le persone importanti. Come i chihuahua: piccoli piccoli, ma grandi rompicazzi abbaiatori. Era anche molto contraddittoria e spesso tendeva a mostrarsi distaccata anche con le persone più care per paura che la vedessero debole. Probabilmente era questo il motivo che la faceva trovare tra i Serpeverde. No, cara: questo è il motivo per il quale quei due omoni vestiti di bianco ti stanno venendo a prendere. E non preoccuparti, le maniche della camicia non sono troppo lunghe: è per annodarle meglio dietro.

Rebecca era agli antipodi TI PREGO, dicci qualcosa che non sappiamo. Viso tondeggiante, con lineamenti delicati. Il naso particolare in quanto estremamente semplice, dalla linea perfetta qualcuno mi spiega come sarebbe un naso non semplice? Savoia, cappuccino, francescano come i nodi marinari? Comunque, al prossimo perfetta faccio una strage, LO GIURO labbra carnose quanto bastava e di un rosa tendente al rosso COME TUTTE LE LABBRA DEL MONDO, PER LA SACRA VERGA DEL GOS! Sovrastata da sopracciglia fini e leggermente arcuate, dalla forma inspiegabile, vagamente squadrata tipo… banalissime ali di gabbiano? Aye, sir la linea degli occhi era tempestata con ciglia lunghe e nerissime come le pupille al di là del fatto che ora io mi immagino gli occhi trafitti dalle ciglia tipo tempesta di frecce alle Termopili, che senso ha descrivere LA PUPILLA? E’ nera per tutti, è uno dei pochi organi democratici! incastonate in due brillanti smeraldi Quindi, o Rebecca ha gli occhi verdi o siamo autorizzati ad immaginarla così:

 

 La carnagione chiara risaltava a contrasto con la cornice dei capelli corvini, lunghi e mossi che le ricadevano morbidi sulle spalle. Il collo prolungava la linea del viso sino alle spalle dritte, da cui due braccia femminili che terminano in mani affusolate, delicate, con unghie curate e neutre. Credo che mai come adesso ci sia stata tanta meticolosa scientificità nell’inutile descrizione dell’ovvio: quasi quasi mi immaginavo braccia maschili. Il seno era bello, della misura giusta. E dal momento che ogni uomo ha gusti diversi in materia di tette, apprendiamo che Rebecca può ingrandire o rimpiccolire le proprie a seconda di chi si trova davanti, in modo che per tutti siano della misura giusta: dalla coppa di champagne all’acceleratore di positroni del Cern. Il busto si stringeva leggermente sul punto vita per poi riallargarsi di poco dando vita a fianchi proporzionati, uniti a gambe lunghe, snelle e sode I fianchi direttamente connessi alle gambe sono qualcosa di inconcepibile, sì, anche se le gambe sono lunghe, snelle e sode. I polpacci si assottigliavano mano a mano che si avvicinavano ai piedi rendendo le caviglie sottili ma forti. TUTTI ABBIAMO LE CAVIGLIE PIU’ SOTTILI DEI POLPACCI, ANCHE L’OMINO MICHELIN!!! Era una ragazza orgogliosa, riflessiva e altruista. Una buona ascoltatrice, ma egoista per quanto riguardava i suoi pensieri e le sue emozioni. Sarcastica e ironica, era davvero abile nell’uso della parola, sagace ed intelligente. Se voleva davvero bene ad una persona, avrebbe anche potuto dare la vita per proteggerla: ecco perché, forse, era tra i Grifondoro. No, Rebecca è dei Grifondoro perché le va e davvero non vediamo il motivo per il quale non dovrebbe dare la propria vita ADESSO, prima che si diverta a dare altro tra un paio di capitoli.

E non ditemi che vi ho rovinato la sorpresa.

Lo so, lo so, questa descrizione estenuante e puntigliosa che, a questo punto, manca solo del computo dei peli sulle ascelle delle due amiche tra una ceretta e l’altra ha lasciato stremati voi quanto me. Ma come potevo esimermi? Qui non ci si limita ai capelli, agli occhi, alla perfezione dei tratti del volto e del fisico tutto; si va oltre, si raggiunge la descrizione della banale anatomia umana rendendo meraviglioso perfino il fatto che le protagoniste abbiano braccia e gambe articolate col tronco. Ma dobbiamo essere stoici come è nostro solito e… andare avanti.

Come potremmo altrimenti sapere dalle labbra lucide di Leti che Rebbi ha ottenuto il massimo dei voti nei G.U.F.O? E che ha preso Eccellente in tutte le materie tranne Pozioni nonostante fosse la migliore del corso?

Dite che non ce ne fregava un’emerita, vero? Beh, nemmeno a me, però fa sempre tenerezza quando si tenta di dare en passant informazioni sulla bravura di un personaggio con il risultato di renderlo semplicemente più irritante. Più irritante ancora è venire a sapere che:

1. Rebbi e Leti sono inspiegabilmente amiche di Fred e George Weasley, noti nel fandom per passare il tempo a circondarsi di Mary Sue;
2. abbiamo definitivamente perduto Draco Malfoy, e prima ancora che fiorisse: alla domanda legittima che fa a Leti (e, stranamente, perfettamente IC) Allora, Maeder, ancora con certa gente? gli viene risposto un non vedo perché le sei così ostile. Mi è giunta voce che non ti dispiacerebbe fare certe cose con lei che lo lascia tramortito, tanto da farlo fuggire per evitare di far notare le guance rosse. Notate bene: Malfoy frequenta il secondo anno. Le due bestfrienz il sesto. Direi che possiamo tranquillamente definirle bulle, almeno in questo contesto. Nei contesti a seguire, ci limiteremo a puttane;
3. Rebbi è amicona di Harry, Ron ed Hermione, con i quali passa molto del suo tempo. Perché? Beh. Alla Perfezione Incarnata non poteva mancare essere nelle grazie del Bambino Sopravvissuto. Anche se a passare il tempo con tre ragazzini di almeno quattro anni più piccoli di me (e nella fascia di età considerata quattro anni fanno davvero la differenza)… beh, inizierei a pormi delle domande;
4. la McGranitt non solo NON scioglie nell’acido proprio nessuno, anzi, l’indomani Rebbi si complimenta con Leti per il bellissimo trucco argentato. Sobrio, soprattutto, considerato che siamo in una scuola inglese di mattina e che comunque è VIETATO TRUCCARSI AD HOGWARTS;
5. Per un attimo sembrò che le loro menti fossero collegate, cosa che succedeva abbastanza spesso alle due poiché legate da una profonda amicizia. Perché il talento profonda amicizia è un prerequisito per ottenere telepatia;
6. “abborda il personaggio inutile creato ad hoc, possibilmente Corvonero o Tassorosso, tanto poi sai che trombi con uno o più dei personaggi della Rowling” è lo sport più praticato durante il primo giorno di scuola;
7. l’arguzia di Rebbi ha un potere ammaliatore su Piton, che si comporta come un cretino disperatamente attaccato a una fallimentare parvenza di IC;
8. Gilderoy Allock, probabilmente per la parlata piemontese (Non resisti proprio lontano dalla mia materia, né?), reo di non piacere a Rebbi e Leti, diviene spietata vittima di bashing. Cielo, le Mary Sue che odiano Allock sono più patetiche della corte di studentesse adoranti che il professore di Difesa si trascina dietro. Ma Allock che ci prova con Rebbi che, ricordiamolo, è ancora una studentessa e anche minorenne, è più patetico ancora;
9. Rebbi suonava il pianoforte da quando aveva 6 anni e cantava divinamente, anche se lei non ne era così convinta. Ah, la falsa modestia della voce narrante… no, non chiedetemi perché la McGranitt, deux ex machina dal noto dolce sorriso occupi la già chiassosa sala comune dei Grifondoro col pianoforte di Rebbi. Potrei essere maligna e dire che è per renderla più perfettamente Suosa di quanto non sia già ed in effetti… è per quello. La cosa è così sensazionale che Leti, per quanto Serpeverde, ottiene dalla stessa McGranitt (o meglio, dalla sua controfigura sotto effetto di stupefacenti) il permesso di accedervi solo e soltanto per sentire cantare e suonare la sua amica. RAGIONIERE!!! 

Ecco.
Ma sono buona e su questa torta a nove piani di zuccheroso liquame ci metto anche l’orrida ciliegina: la controfigura-sotto-effetto-di-stupefacenti-della-McGranitt, estasiata da una simile esibizione, propone a Rebbi di suonare e cantare alla cena che si terrà domenica sera (…) con tutti i professori, i consiglieri e il Ministro per l’apertura dell’anno scolastico. Ah, sì, la famosa cena d’apertura dell’anno scolastico, COME NO. La Rowling la descrive in ogni libro, settimo compreso. Alla nostra fanciulla non toccherà di certo esibirsi in canzoncine ridicole come quelle del Cappello Parlante o “Hogwarts, Hogwarts, cara vecchia Hogwarts”, ma in un vero e proprio repertorio da combattimento: liquidati con un colpo di spugna Beethoven, Mozart e Debussy, la platea adorante dovrà sorbirsi Vulnerable dei Secondhand Serenade (2005), Angel e All I Need Dei Within Temptation (2004 e 2007), Behind Blue Eyes nella versione dei Limp Bizkit (un genio, la versione degli Who del ’75 poteva salvarla e invece no, buttiamoci sui Limp Bizkit e sul 2003!), My Immortal degli Evanescence (2000) oltre a Wonderwall degli Oasis (1995) che, credetemi, odierete a fine fyccina (ambientata, giova ricordarlo, tra il 1992 e il 1993). Professor Vitious, signori del Coro, spostatevi che fate ombra a Nostra Signora della Perfezione più Figa. Sono curiosa di sapere come i maghi purosangue, Serpeverde uber alles, tollereranno di ascoltare una simile menata di musica babbana. Draco vorrebbe provvedere, ma non sa ancora che, in questa fyccina, lui non ha un padre, ma LUI.

E nemmeno fossero i pastorelli del presepe, Leti, i gemelli (i Weasley sono gli unici fratelli gemelli di tutta Hogwarts, evidentemente) Ron, Hermione, Neville, Harry, Ginny e altri si propongono come camerieri per il lieto evento. Speriamo che la Cometa, oltre ad indicare la strada, si schianti sul pianoforte ed incenerisca tutti i figuranti di questa fyccina, malamente spacciati per i personaggi della Rowling. Sì, dico figuranti di questa fyccina malamente spacciati per i personaggi della Rowling perché una che dice ad una studentessa Abito da sera di lunghezza variabile ma compresa fra ginocchia e caviglie; scollatura adeguata; colore che preferisce e scarpe preferibilmente col tacco. Riguardo ai gioielli metti pure ciò che vuoi, l’importante è che il tuo aspetto non rimandi poi a un albero di Natale continua a non essere Minerva McGranitt: è solo un altro fastidioso espediente per mettere ancora più in risalto la perfezione a trecentosessanta gradi (più tardi passeremo ai novanta) di Rebbi. In questi anni ci è passato sotto gli occhi -e le mani- praticamente di tutto, ma qui abbiamo valicato il limite del troppo, stiamo stroppiando!

Dopo una insulsa domenica mattina trascorsa ad Hogsmeade al solo scopo di introdurre l’ennesima nota trash alla desolazione della trama (una toccata e fuga dell’unico ed incommensurabile God of Sex, Lucius Malfoy, che guardatevoiilcaso inizia a marpionare Leti e anche un po’ Rebbi), arriviamo al momento clou. “Il concerto?” direte voi. No. La descrizione dell’abito di Rebbi.

Le sue forme non potevano trovare posto migliore di quell’abito di seta blu notte senza spalline che si fermava appena sopra il ginocchio. Fortuna che è un abito da sera. I fianchi fasciati e il seno avvolto perfettamente erano resi ancora più belli dal nastro bianco, anch’esso di seta, appena sotto il decolté parente prossimo del décolleté, presumibilmente e che si allacciava in un piccolo fiocco sul davanti liquidarlo con uno stile impero non avrebbe reso onore. Le scarpe open-toe col tacco, abbinate al fiocco ma opache, lasciavano intravedere le unghie bordeaux. … scarpe aperte e bianche di sera? SCARPE APERTE E BIANCHE DI SERA?!? Anche le mani erano perfette con quello smalto facciamo un gioco: conteggiamo la parola perfetto/a/i/e in tutta la fycci? Secondo me sbanchiamo e l’anulare destro portava con estrema eleganza il piccolo anello con uno smeraldo incastonato in una piccola circonferenza di diamanti neri, uguale alla collana e ai pendenti, tutto un regalo dei suoi genitori. Gioielli neri e verdi su un abito blu e bianco con smalto bordeaux? Rebbi, ti presento Enzo e Carla: avrebbero due parole da dirti.


I capelli erano sciolti e le onde corvine più morbide e definite che mai. La frangia mossa ricadeva delicata sulla fronte, mentre a sinistra i capelli erano puntati con un fermacapelli di porcellana raffigurante un candido fior di loto non più grande di cinque centimetri di diametro. I cinque centimetri di diametro sono un Horcrux, ecco perché vanno specificati. Gli occhi verdi erano sublimi con l’ombretto blu, la matita nera e le ciglia rese ancora più lunghe dal mascara color pece. Le labbra sembravano petali di rosa grazie al lip-gloss lucido, che faceva brillare maggiormente il suo sorriso di perle. Rebbi…

E siccome sono buona, ma buona buona, vi risparmio la puntigliosa descrizione di una serata della quale Hogwarts avrebbe fatto volentieri a meno. Però di Piton che fa i complimenti e non solo per le doti canore (sic!) non posso proprio tacere. Così come non posso tacere che, ancora a due mesi dalla pregevole esibizione, I Grifondoro erano fieri della loro compagna, vagavano per il castello vantando una così brava musicista; i Corvonero e i Tassorosso non potevano che trovarsi d’accordo ed elogiavano anche la sua voce sublime; i Serpeverde erano divisi tra chi aveva il coraggio di ammettere la sua bravura e chi la scherniva, con ovvia invidia.. Poi squallore su patetismo, con Allock ridotto a zerbino ai piedi di Rebbi e Leti e Piton che perde completamente la dignità nei confronti dialettici con la Grifondoro (*risate registrate*) rendendo sempre più difficile sostenere qualsivoglia argomentazione sulla sua credibilità. E ancora pessimismo e fastidio, orrore e raccapriccio finché, TA-DAN! non arriviamo all’annuncio della fatidica festona dell’anno: il party di Natale a casa Malfoy. Eh sì, i Malfoy sono dei rinomati festaioli. Ma dobbiamo comprendere questo espediente narrativo perché, se così non fosse, Rebbi non avrebbe potuto incontrare, sei anni prima, la coetanea ex-Beauxbatons, ora Corvonero Claudine Dumas (perché tutti i francesi si chiamano Dubois o Dumas, al massimo Delacour), per gli amici Clau. Che cosa ce ne facciamo del terzo personaggio originale, mi chiedete? Oh. Non ne avete idea, ma portate pazienza. Siamo solo al capitolo dodici.

Vostra

Odio Umbridge

aspirante curatrice di case e di relazioni interfamiliari