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Tutti al mare

Miei stimatissimi montagnardi, inverno declina e, almeno dalle mie parti, un sole più carezzevole e la brezza primaverile già addolciscono le giornate. Le nevi si sciolgono, i fiori sbocciano, le ghigliottine si ricoprono d’edera, le Mary Sue entrano in calore e tutto il resto.
Se anche voi vi sentite rinfrancati dal cambiamento di clima, che ne dite di salire tutti sul nostro bus privato (quello con “La révolution est la guerre de la liberté contre ses ennemis” dipinto a lettere argentee sulla fiancata) e andare a fare una bella gita… che so, al mare?
Conduce ♠ † Gita Al Mare † ♠ di Nemia:
-http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=203240&i=1-
Coordinate spaziali: ci troviamo all’interno del fandom dell’agenda ammazzakattivi meglio nota, in un Engrish approssimativo, come Death Note.
Esordisce Mello, biondino puffettoloso che si dice incredulo: possibile che l’intera Wammy’s House si trovi su un pullman diretto in spiaggia (ma che spiaggia, poi)?
Er… no.
Matt gioca al Gameboy per ore filate; Mello si domanda d’improvviso dove sia Near, per poi rendersi conto che gli è seduto di fronte (s’è fatto orbo) ed è intento a comporre e disfare puzzle con la rapidità di un marine che smonta e rimonta il fucile (“Questo è il mio puzzle; ce ne sono tanti come lui, ma questo è il m…” *cough*).
Ma il nerd maliziosamente ridacchia; Mello lo mena, in barba alla quiete e al povero Roger che si sarà senz’altro raccomandato di non strillare e di non lasciare chewing-gum appiccicate sotto i sedili.
_ Stronzo! _ sibilò sottovoce, fulminandolo con lo sguardo.
Prima di partire, i nostri devono aver fatto un salto in osteria. Oppure in un autogrill estremamente malfamato.
Mello, quasi fosse stato sorpreso a commettere un crimine, di qui in poi è inquieto e in profonda crisi ormonale.
_ Matt, ce l’hai un fottutissimo cd da ascoltare?! _
Amico cioccolatomane, fossi in Roger mi munirei di acqua e sapone per dare una vigorosa strigliata alla tua cavità orale. Hai trascorso il weekend con tre scaricatori di porto nerboruti?
Matt ha con sé un lettore mp3 con sopra le canzoni dei Nirvana. Mello glielo sottrae, nella vana speranza di sedarsi.
Il pulmino, dopo un tempo che al biondo appare infinito, si ferma; le portiere si spalancano (per un momento avrei sperato che no). Mello salta fuori, trascinandosi dietro con veemenza il povero e inerme Matt.
Roger è – a ragione – piuttosto preoccupato.
L’azione viene paradossalmente e immediatamente proiettata nell’albergo:
Ma sembrava avere solo stanze..
WUT? Nevermind, dal momento che ignoriamo che albergo sia e dove si trovi, propongo d’ora in poi di designarlo come ‘Overlook Hotel’.
Mello si domanda se l’Overlook abbia cucine (non ho idea del perché, forse cerca qualcuno con lo shining). A conti fatti non ve ne sono, si cena in un ristorante distinto.
Boh.
Roger espone un discorso sul perché i pargoli si trovino presso l’Overlook… che a noi non è dato ascoltare, perché a Mello non interessa. A me interessa molto, invece, specie alla luce dell’inspiegabilità della cosa.
Tuttavia Mello ha altre priorità, tipo il guardare Near e arrossire. Cose indispensabili ai fini della trama.
La stanza assegnatagli ha l’aspetto di una suite dell’Hilton, peccato abbia un solo letto, e matrimoniale.
Niente panico, amici ghigliottinari. Possiamo sempre sperare che dorma con una tavoletta di cioccolato a grandezza umana.
O forse no.
_ TU?!!? _ gridò stupefatto.

Near si arrotolò una ciocca di capelli attorno all’indice, stordito.
…ecco, no.
Suvvia, aveva giudicato Roger un po’ rimbambito dall’età, ma.. arrivare a mettere LUI in camera con NEAR era pura follia!!
Con tutto il rispetto che provo per il povero Roger, temo di dover sottoscrivere in pieno.
O meglio, potrei capire se su due letti separati, ma un letto matrimoniale, magari a forma di cuore, denota un certo sadismo. Cattivo, Roger.
Mello dà in ovvie escandescenze, mentre le guance di Near si tingono di rosa bubblegum.
Quanto a me, ho la nausea.
Matt ridacchia (spero stavolta non si becchi un manrovescio in pieno volto), Mello strilla, e in tutta risposta il nerd gli alita in faccia.
Il mio disgusto cresce, ma c’è da dire che non riesco a comprendere le ragioni del gesto.
_ Ma si può sapere quando hai fumato che fino a poco fa eravamo sul pulmino? _
Se parliamo dei tempi della Wammy’s, possibile che Matt fumi come un ottomano, e soprattutto che ciò gli venga permesso?
La Wammy’s House è divenuta un centro sociale.
Matt frugò nelle tasche, recuperando un pacchetto di Lucky Strike.
_ Ma sei rincoglionito?! C’è Near qui accanto! Potrebbe riferirlo a Roger _
Ma sì, ma suvvia, una bella canna e poi tutti di corsa al Transpub, che è serata di cabaret e lap dancing con L e Raito ignudi che dimenano il posteriore.
Roger è ormai il pusher ufficiale della Casa. Il vecchio cannaiolo de noantri, insomma.
Matt è infastidito: lui vuol fumare, che diamine. Raccomanda inoltre a Mello di non seccare Near, ma Mello vuol solo batterlo (quelle ambiguité), null’altro.
_ Vedi di non fottertelo, più che altro _
ROGER! Niente osteria per una settimana per questi soggetti. E niente più canne.
Mello arrossisce (ancora? Devo ricorrere al conteggio parole?), subito dopo esclama di non esser gay. Uh. Er. Matt dice di non aver mai pensato di “dargli del gay" (OMGWUT?). No, perché lo considera più come una ragazza.
Devo chiedervi di tenermi per il mantello, o presto questo sbarbatello si ritroverà coi più begli occhi pesti della sua vita.
Fortuna che ci pensa Mello, che subito s’avventa su Matt e inizia a strillare, palesemente sull’orlo dell’isterismo.
Il rosso stupisce.
RISPONDI CAZZO!
Mello, se ti mostri in sindrome premestruale è naturale che la gente si faccia idee strane, sai. Matt è poco convinto.
_ Hai detto che me lo fai vedere, no? _ insistette l’altro.
Tenermi per il mantello temo non basti, meglio che proviate a fermare il sortilegio che ho appena intessuto ai suoi danni. Mello si fa color porpora (l’unica cosa che i personaggi di questa funsfycscions sappiano fare, in effetti), e ciò diverte il rossino.
Quando si arriverà al ‘rossetto’ fatemi sapere, fremo dal desiderio di vedere Matt marcato Maybelline New York.
Il simpatico alterco prosegue, la nostra pazienza si logora, Mello promette di farsi vedere in costume da bagno.
UARGH, posso dirlo?
E Matt sembrava.. arrapato da lui.
Tutto ciò mi ricorda l’accoppiamento delle coccinelle d’un famigerato spot, ora fortunatamente mutato.
Mi auguro Ozzy si sollevi dal torpore e smetta di scrivere lettere d’amore a una catina secsi, il peggio ha ancora da venire.
Ecco, Mello bello s’introduce nel gabinetto della suite e…
_ E’ microscopico! Rischiamo di finire nel cesso mentre facciamo la doccia! _
Ozzy, QUA!
Desidero sapere di qualcuno che sia precipitato dalla doccia al water, ad ogni modo. Quanto alla prima esclamazione, preferisco ignorarla.
Mello intende andare a recriminare da Roger (il poveretto sembra la causa di ogni male terreno e ultraterreno). Near lo trattiene saggiamente.
Mello piagnucola, lacrima (L gli ha insegnato bene il mestiere), si domanda se si trovino lì per fare ricerche (azzarderei perché Roger ha fumato un po’ troppo) su flora e fauna (e Serenella) locali, manco avessero sei anni e frequentassero una scuola statale. Sente poi il bisogno di masticar cioccolata. Peccato le sue barrette non le abbia lui bensì…
…orsù, lo sapete. Matt.
La cioccolata, la sua cioccolata.. ce l’aveva quel fumatore allupato!!
*Yawn* che emozione.
Near con un sorrisetto fa insinuazioni riguardo alla dipendenza di Mello dal dolce. Mello, in risposta, gli prende a calci il puzzle (come Lucy con Schroeder).
La faccenda si fa veri angsti, fortuna che compare Roger il quale, naturalmente, è costretto a fornire spiegazioni sull’assegnazione dei posti a dormire dei due.
Voleva farli trombare socializzare, a quanto pare. Roger, l’ineccepibile pedagogista del nuovo millennio.
Ma non badiamogli, l’escursione è alle porte e Mello deve metter su un bel costume nero. Per questa ragione si reca in bagno, e tutto filerebbe liscio se non fosse che a metà dell’operazione Near gli cade addosso dalla tendina della doccia.
Cos’è, una statua di cera? La doccia non ha uno straccio d’antiscivolo?
Near pensa bene di menare una ginocchiata sui gioielli di famiglia di Mello, che ulula e si copre con le mani la parte lesa, senza curarsi di avere ancora l’altro spalmato sopra.
E finendo per toccargli il sedere.
Desidero che NON mi chiediate cosa vi sia di eccitante in tutto ciò. Certo non è roba che leggerei prima di andare a dormire.
Mello scaraventa Near nel cubicolo doccia, per poi fuggire da quel dannato buco chiamato erroneamente con l’epiteto “bagno”.
L’epiteto, come in Omero. Il bagno è quello della famigerata stanza 237.
Vieni a giocare con noi, Mello.
Per sempre.
Per sempre.
Mello si rende conto d’essersi eccitato, e la cosa sconvolge lui e noi con lui.
Anche quel COSO poteva sbagliarsi no?
Il suo membro è dotato di facoltà intellettuali. Chissà se gli parla come una Whirlpool, “salve, sono il tuo arnese; scegli un programma…” Lo sconvolgimento del lettore cede il passo all’angoscia.
Il poveretto dalla verga intelligente è alla disperata ricerca di qualcosa da indossare sopra il costume. Opta infine per un allegro paio di pantaloni al cui riguardo Matt si pronunciò così:
“Ti fanno proprio un bel culetto, sai?”
Io e te tre metri sopra l’osteria.
Mello sbircia Near in costume e lo trova un gran porco gracile. Non che alla Wammy’s si siano viste molte creature paffute (L in primis). Indi ascolta ‘Rape me’ dei Nirvana… e pensa a Matt.
Ma che cacchio di canzone era andato a sentire?!
Una buona domanda.
Rape me..
..
“stuprami”?

Bravo Mello, ti sei risparmiato l’edizione completa di English I can. The brain is on the table, ad ogni modo, ricorda.
Mello non sa bene perché pensi a Matt, che certo non è un potenziale stupratore (Mello, leggi Transpub e poi se ne riparla). Forse per via del teatrino precedente?
Parli del nerd, spunta il crine porporino: Matt il Rosso (sa tanto di guerriero goto) si palesa all’orizzonte.
_ Ascolto la tua musica di merda _

Matt lo guardò sollevando le sopracciglia, sorpreso. _ Cazzo, sono i Nirvana! _
Cazzo, e farei pure bene a rivedere il mio vocabolario, minchia, cazzo, merda!
L’uomo dall’esprit de finesse senza pari fissa lo sguardo sul sedere di Mello il Biondo Efebo. Questi fantastica su una casetta da fiaba dei Grimm, circondata da un lago di cioccolata.
E lui lì nel laghetto a nuotare e leccare quel liquido delizioso..
Sono io che vedo doppi e tripli sensi ovunque, o qui stiamo un po’ a fare gli allusivi?
I nostri vanno infine presso il pullman, Mello ascolta i My Chemical Romance (anacronisticamente) e domanda a Roger della cioccolata. L’uomo è stupito da quanto in fretta il fanciullo abbia consumato le sue scorte.
“No, ce l’ha tutta Matt, ma siccome penso mi stupri a vista preferisco non prenderla”.
BLEURGH! Ozzy!
Fortuna che almeno questo exploit se lo risparmia, preferisce dire a Roger di non averla seco.
A Mello sembra d’intravedere L in spiaggia (no, L, salvati almeno tu! ;_;) e Roger è al rimorchio: parla con una donna con una maglietta rossa indosso.
Dio, un’animatrice no!
Per tutte le zollette di zucchero del pianeta, QUOTO.
L’amica di Roger (spero non del volgo) si chiama Martina. D’accordo, non ci è dato di sapere dove questi poveri infelici si trovino, ma essendo la Wammy’s House in Inghilterra dubito che possano essere in gita sulla riviera adriatica.
Dubito direttamente che possano essere in gita, in verità, ma tacerò.
L’isola d’Elba..
Giunge come un colpo apoplettico la rivelazione spaziale (dell’Apocalisse): siamo sull’isola d’Elba.
O sono tutti in esilio (e visto quanto sono degenerati, in tal caso Roger avrebbe il mio rispetto), o l’erba pipa è cresciuta in piantagioni nel cortile della Wammy’s House. Il pullman è divenuto un mezzo di trasporto dai connotati fantascientifici, paragonabile alla metropolitana.
L’animatrice propone un bel gioco: i ragazzini dovranno raccogliere ogni genere d’oggetto, sassi, conchiglie, rami, unghie di Roger, pedalò, siringhe usate, sangue del buonsenso e pesci uccisi dall’Out of Character per realizzare un museo del mare in miniatura.
Signo’, sono piccoli geni e lei me li tratta come seienni?
A Mello tocca, poveretto, di stare in coppia con Near, e malgrado le contingenze ne vien fuori un bel lavoro (te credo, in coppia con Near… avrà eretto una Tour Eiffel di tappi di bottiglia usati). L’animatrice è ammirata, tanto che ce ne becchiamo persino una descrizione fisica:
Aveva i capelli riccioluti sul rossiccio, raccolti con un’enorme pinza nera a forma di farfalla. Gli occhi erano grandi e castani, il viso gioviale.
Come commentare? Affidiamoci alle parole della stessa:
Wuao..!
Il premio è in cioccolata, il che rallegra il povero Mello che è prossimo alla crisi d’astinenza. A vincere sono Mello e Near, e il bionderello è ben felice di consumare una tavoletta prima che Roger dia a tutti la licenza di gettarsi in acqua.
Anche lui si tuffa, naturale.
Mello lo guardò sorpreso ma non fece in tempo a toccare il fondale con i piedi e rimettersi in piedi che Matt aveva già premuto le labbra sulle sue e lo aveva spinto sott’acqua.
Ritiro il premio ‘Marpione dell’anno’ a Raito e lo concedo a Matt, neo-piovra della laguna. Il povero Mello sta annegando e te credo, Matt magari ha le bombole d’ossigeno sulle spalle, ma 45 minuti sott’acqua senza un minimo di respirazione preliminare possono essere pericolosi.
Il capitolo che segue abbraccia lo stile aya, con mio sommo gaudio et tripudio. I due, per fortuna, vengon fuori dall’acqua e continuano a incrociar labbra e lingue come due moschettieri.
Mello rabbrividì. Per il freddo, ma anche per lo sguardo che aveva l’amico.

Malizioso.
Quasi lacrimo. Di donna, beninteso.
Le effusioni proseguono, e le dita del marpione s’intrufolano nel costume del povero Mello.
Mello sentì il fiato mancare. Vicino a venire .
Lasciatelo dire, Mello, ti ci vuol veramente poco. Ma dimenticavo il setting, nel ficcyworld ogni cosa è perfetta, turgida e soprattutto istantanea.
Finalmente il biondo efebico si divincola e guizza via che manco un’anguilla. Matt, per nostra sciagura, lo riacchiappa.
Le sue dita sul sedere.
Inizio ad annoiarmi, le coreografie non cambiano mai. Mello scappa di nuovo, stavolta se ne corre su per le scale dell’albergo, dove fa un incontro da non credersi con un moro del mistero.
_ L?! _ esclamò Mello dimentico del fatto che fino a qualche minuto prima era stato a rischio stupro.
Per l’ennesima volta, lo ripeto: era reaper. Non raper. English I can, o Magic English in alternativa. I personaggi di Death Note NON sono ossessionati dall’idea di stuprare qualche collega.
Mello è molto angosciato dal pensiero che questa versione vacanziera di L abbia assistito allo spettacolo (mi sembra difficile, anche se continuo a sperare siano tutti su Scherzi a Sparta, e prima o poi Leonida faccia la sua comparsa strillando “QUESTA-E’-UNA CANDID CAMERAAAAAAAAH!”). Il buon vecchio emo Elle, che io mi figuro con indosso un paio di bermuda multicolori decorati a ibiscus e con aspetto simile a Hercule Poirot al mare, gli offre dapprima un lecca lecca (stolti, non quello), poi lo manda a comprar una cioccolata al piano di sotto.
Mello ubbidisce, e sorbisce tranquillo della cioccolata aromatizzata.
Cacchio, era deliziosa..
Matt ricompare all’improvviso, Mello è così. Sempre con perfetta noncuranza e nessuna inibizione, il nerd gli impone un bacio al sapor di cioccolato.
Non era il bacio di uno stupratore impazzito quello.
Ne sono convinta.

Il ventre di Matt pulsa, e la cosa mi preoccupa. Mello si domanda perché non abbia la forza di scansarlo, la noia del lettore degenera in spleen e il coltello da torta al mio fianco luccica invitante (cit.).
Matt, dal canto suo, ha uno sguardo secsi.
Too sexy for his shirt.
Segue contorsionismo:
Matt insinuò una gamba tra le sue e Mello non fece resistenza. Matt lo baciò di nuovo e Mello non fece resistenza. Matt aprì gli occhi per guardarlo e allontanò la bocca dalla sua.
One, two, three, four, five, six, seven, eight! Okay ragazzi, adesso cerchiamo di farlo meglio! Ricordatevi che si parte sempre da dormire. Fate attenzione alla differenza tra camminare e nuotare, e nel finale due volte i saluti! Fatelo bene! Gioca jouer!
Di botto, Mello si ritrova, alle 11 di sera, nel letto che condivide con Near, con indosso un pigiama che non si ricorda d’aver indossato.
Near, il puccycoso della situazione, lo stringe a sé. Aspettate a dire “che tenero orsetto del cuore, ne vorrei uno a casa mia”: ecco che, nel sonno, le dita di Near prendono maggicamente a muoversi da sé…
Boccheggiò mentre si insinuavano nei pantaloni.
Una forma di sonnambulismo altresì desueta.
Si sa che i sonnambuli non vanno svegliati, e con l’esile pretesto Mello esita ad allontanare il tentacolo del bimbo peloso.
Ozzy è al suolo privo di sensi.
Sfilò con imbarazzo la mano del ragazzo dai propri boxer, arrossendo vistosamente.
Mello è un po’ il “tuttimivogliono” della situazione, a quanto pare. Le lotte per il potere, le sfrenate passioni, gli intrighi, i tradimenti…
Near inizia a ballare la danza del ventre su Mello. Sempre nel sonno.
Stava.. stava facendo un sogno erotico su di lui?!
Non è che facendone si debba per forza gridare a gran voce o darsi al latinoamericano, eh. Peccato che lo strusciarsi dell’orsetto sortisca un qualche effetto nei profondi recessi del nostro povero amico (davvero gli ci vuol poco):
Stava eccitando anche lui!
Ma ecco che Near grida un gemito, lasciando Mello ai suoi patemi esistenzialistici, alle sue fisime e ai suoi profondi interrogativi riguardo all’aMMore, che si concludono con le braccia del biondo efebico che si avvolgono intorno al collo dell’orsetto peloso.
Io ho paura d’aver preso un’insolazione, ma dopo un paio di decapitazioni starò meglio. Vi saluto e vi esorto ad attendere con ansia il prosieguo dell’escursione che-tutti-voi-avete-sempre-sognato-agitando-le-anche-nel-sonno.

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Sette minuti in ambulatorio

Dopo aver portato al Maestro la canonica cassetta di arance (non senza prima avergli tersa la fronte tumefatta con un fazzolettino di pizzo) credevo che nulla avrebbe più potuto condurmi in sala rianimazione.
Evidentemente sbagliavo. Evidentemente la metropolitana mi aveva allontanato troppo dalle venuste pietre del tempio.
Per fortuna che c’è .::Seven Minutes in Heaven::., di Chibi_Cute:
-http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=180674-
Fandom, Agendone Killerone… Death Note, pardon.
Pensa l’autrice ad avvertirci che in questa sua prima ficcy ad ogni capitolo si cambia pairing, quindi se non trovate subito la vostra coppia preferita non smettete di leggere, per carità.
Io continuerò a leggere finché non avrò trovato una Matsuda/petto di pollo. Staremo a vedere…
Ne vedremo di tutti i colori (e per tutti i gusti): pairing yaoi, pairing “normali” (het, suppongo), pairing tra pg di Death Note, pairing tra pg originali, e a questo punto aggiungerei tra Pippo e Topolino, Stanlio e Ollio, Gianni e Pinotto e scemo e più scemo.
Per (nostra, s’intende) fortuna la ficcy sarà leggera, ragion per cui i personaggi non si scambieranno altro che casti baci, con gran rammarico dell’autrice.
Commenterei la scelta, ma sono troppo impegnata ad accendere un cero in forma fallica al GoS e a piangere di gioia sulla spalla di Ozzy per far altro. Sapere in anteprima che qualcuno finirà (in buona compagnia, suppongo) chiuso nello sgabuzzino, tuttavia, mi fa presagire il peggio.
Il primo, epocale chappy si chiama ::..Green Mint..::, con tanto di punteggiatura random a profusione.
-Rai-chan,ma quando arrivano??? Dovrebbero essere già qui!-
-Lo so Crim,ma vedi che traffico c’è?-

…Fermate il tram!
Chi sono costoro (presto s’aggiungerà una Ally), dove vivono, quanti anni hanno, cosa fanno nella vita, che genere di rilevanza hanno per la storia?
Magari chiedo troppo. In fondo, era ora che la logica narrativa si prendesse la sospirata vacanza alle Hawaii.
So solo che le auguro di scottarsi.
Pe’ farla corta, pe’ farla breve, abbiamo un gruppo di ragazze di età imprecisata che si sparpaglia per il salone di questa Rai-chan. E’ evidentemente il suo compleanno: le fanno gli auguri, le porgono i regali e tutto il resto.
Il che è di un interesse estremo per il lettore.
Gli ospiti si siedono in circolo attorno alla festeggiata (ho sempre trovato che questa usanza avesse un che di tribale), la quale impone loro di presentarsi. Scatta in piedi una pimpante ragazza che s’avvinghia ad un convitato e lo denuncia come suo fidanzato, parlando, ahimé, in terza persona e chiamando se stessa Misa e il suo uomo Raito.
Prego non urlare.
Raito sfodera un sorriso che fa venire i brividi alle astanti (quello sguardo da pazzo assassino l’ho sempre trovato un po’ inquietante anch’io), poi si scosta, con gesto molto secsi, una ciocca dal volto, finendo col presentare il ragazzo al suo fianco: Ryuuzaki.
Questi dice “hm” (piuttosto IC, lo riconosco).
Questo bel ragazzo (il più bel ragazzo di tutto il mondo *çççççççççççççç* Eru-kun 4ever!!! NdA) si limita a fare un cenno con la testa e a portarsi un pollice alla bocca (qualcuno mi trattenga o gli salto addosso…NdA) [mi offro io].
Cos’è, è nato suo figlio?
Credete sia finita qua? Stolti.
-Io invece sono Matt, e lui è Mello-
Tipo coppia di fatto.
Mello, dal canto suo, addenta una tavoletta di cioccolata e saluta senza entusiasmo alcuno.
Lo comprendo e compatisco.
Crimson e Ally, queste sconosciute, pensano bene di dar via al gioco della serata, vale a dire Seven minutes in Heaven.
Evidentemente il gioco della bottiglia è in ribasso.
Quella esagitata di Misa dichiara di conoscere cotesto giuoco e tenta di illustrarlo ai convitati:
-Allora…. ci sono sette minuti in cui bisogna pregare per andare in paradiso, e se non ci si pente, si muore all’istante per mano di Kira!!!-
Divertente quanto una freddura inglese raccontata da un fenicottero con l’alzheimer.
Macchè, il gioco in realtà consiste in ciò: ci sono due cestini (di vimini?), l’uno contenente delle immagini, l’altro contenente dei colori. Eh? Ah, son tesserini disegnati. Devo supporre che la distribuzione delle tessere (di partito) sia già avvenuta, perché a ciascuno degli invitati toccherà scoprire la propria e chiudersi nel ripostiglio con la persona con la quale avrà formato una coppia (e come dovrebbe stabilirsi, l’associazione immagine/colore?).
Attenzione, amici che ci seguite, non rifatelo a casa. Specie se il ripostiglio è pieno di scope e vasetti di conserve di alghe del giurassico.
Ally pesca il disegno di una foglia, e siccome la foglia è verde le tocca l’invitato col tesserino verde. Bella! Bella minchiata. Chi l’avrà mai il verde?
*Rullo di tamburi*.
Chi sarà mai il fortunato destinato a venir sacrificato sull’altare della patria per compiacere l’esile personaggino di turno?
…Matt!
Poteva andar peggio, lo confesso.
Il nerd tenta invano di non far notare il rossore che si stava lentamente espandendo sulle sue guance.
Temo per lui. Chissà se ha già avuto il morbillo.
-Oddea Rai….mi raccomando non violentarlo, ricordati che poi ci dobbiamo entrare noi là dentro..-
La finezza è di casa, vedo.
Abbiam poco da temere, pare che i due non possano fare “nulla di bello”.
Nulla di bello… tipo? Manette e pelle di leopardo?
Qualcuno chiude i due nello sgabuzzino e inizia a contare (le ore che ci separano dall’Apocalisse, immagino).
La ragazza sente i capelli di Matt sfiorarle la guancia. Ora, o i capelli di Matt sono creature senzienti, semoventi e dotate d’una volontà propria, oppure sono lunghi quanto quelli del GoS; altrimenti, lo sgabuzzino misura quattro centimetri quadri.
Matt si scusa (di non aver ammaestrato bene i capelli, di cosa?), ma cotanta cortesia nasconde, naturalmente, degli intenti marpioni: ecco che la bacia sul collo (alla Nosferatu). Poi confessa che Rai gli piace.
No, ma sul serio?
Dopo un’approfondita conoscenza di trenta secondi ha stabilito che costei – donna d’aspetto e personalità ignote – è capace di risvegliare l’animale sopito in lui?
Matt, meno canne, per cortesia.
Lei balbetta, lui la interrompe con un bacio improvviso ma passionale, ponendole le mani sui fianchi. Rai-chan vorrebbe dir qualcosa, ma tra balbettamenti, bamboleggiamenti e colpetti di tosse (e slinguazzate varie) sembra aver qualche difficoltà.
Rai, non riuscendo ad esprimersi a parole dato il certo imbarazzo che provava (………=çççççççççççç= NdA)[O.o …maccheccos…] andò a baciare nuovamente il ragazzo, lasciandolo alquanto sorpreso
Dopo di ciò, Rai dichiara di ricambiarlo. Volete applaudire?
L’allippamento continua, e capitano cose mai viste:
Matt spostò le sue labbra sul collo di Rai[…]fino a che non si fermò in un punto, iniziando a baciarlo, finchè al posto del suo bacio non comparì un segno rosso.
Costui è il conte Draaaaaaculaaaaaaah, minchia!
I due continuano a smacellarsi fino a che non suggellano il loro amore con un ultimo, intenso bacio. D’accordo i colpi di fulmine, ma gradirei sapere come ci si possa innamorare perdutamente di qualcuno standoci chiuso assieme in uno sgabuzzino (odoroso di muschio, con tutta probabilità, e di pomodori essiccati) per sette minuti.
Misteri degni de Il Grande Fratello.
TOCTOCTOC!!!
Bussano alla porta a quest’ora del mattino; chi sarà mai? Andiamo a vedere…

Questo per fare una dotta citazione. I sette minuti sono terminati, e la nostra pazienza con loro; Rai sfila gli occhialini a Matt e li indossa. Sì, così, random. Prima d’uscire, però, sente un vento caldo sul collo.

E’ scirocco, oppure Matt ha mangiato ‘nduja e cipolle fritte?
Con una voce tremendamente sexy quest’uomo dall’alito micidiale le confessa d’aver trascorso sette minuti in paradiso.
Non provateci col vostro partner, amici da casa, gli esiti potrebbero essere differenti.
La ragazza, con un sorriso malizioso, promette nuove delizie al neomarpione Matt. Non so se a pagamento o meno.
Fuori i due, tale Ally chiama tale Crim(son) a pescare il prossimo tesserino. Quest’ultima ne pesca uno e lo gira (ma perché non guardarlo appena pescato, e soprattutto cosa previene dal comprendere di che tesserino si tratti semplicemente dando un’occhiata all’interno del cestino?).
-Mi è uscito…………………..
Ancora una volta, suspense accentuata da una tribù di puntini di sospensione sfollati (se volete offrire denaro per questa povera punteggiatura colpita dalle alluvioni, mandate un sms).
..::FiNe CaPiToLo 1 ::..
Ci Fa PiAcErE, mOlTo PiAcErE, nE tErReMo CoNtO.
Prima d’attaccare col capitolo secondo, sono rimasta colpita da quest’affermazione:
Si, in effetti la storia è difficile da articolare
No, ma sul serio…?
Il secondo chappy s’intitola ..::Yellow Sun::.. – il che, sì, lascia bene ad intendere che Crimson ha pescato il disegno d’un sole e le toccherà il personaggio che detiene il colore giallo.
Sto tremando.
Ho la fronte imperlata di sudore.
Scoloro.
Mello si alzò
…NNOOOOOOOOOOOOOH!
*Si ricompone*. Orbene. La porta dello sgabuzzino dell’aMMore non fa nemmeno in tempo a chiudersi che Mello sbatte Crimson contro il muro (credo, gridando “SNAP ON IT, WOMAN!”).
Siffatta veemenza non può che preludere a una scena deliziosamente pornosoft: Mello s’impossessa dolcemente (splendido splendente, con un tocco di liquore) delle labbra di Crimson, le morde, le lecca, le affitta a una famiglia di turisti per l’estate e ci pattina sul ghiaccio.
Le ultime due no, d’accordo, però sarebbe potuto accadere.
Alla ragazza serve un poco di tempo per riprendersi dallo shock.
Anche a me, per lustrare assieme ad Ozzy l’ultimo catino rimastomi.
Crim cercava di reimpossessarsi sia del suo orecchio che del suo fiato, e in quel fare Mello prese al volo l’occasione, mordendo più forte l’orecchio della ragazza
Io non capisco bene se si tratti di effusioni oppure di un torneo di lotta libera. Tanto più che la pulzella grida vendetta e prende, con le dita, a torturare il di lui petto.
Spiegatemi voi come, le forze mi abbandonano.
Altre banalità: è una sfida, sì, no, te la sei cercata, no, sì, SBADABAM e tutti contro il muro (giù per terra?). Crimson ha addirittura l’ardire di darsi all’esplorazione della schiena di Mello, in barba alla maglietta inamidata in similpelle che costui indossa (già la sento fare SQUEEEAK SQUEEEAK).
É il festival delle onomatopee, a quanto pare: la porta fa SBAM!!!!!!, i due prendono un colpo e sulla soglia si palesa Misa.
Una volta tanto devo dire che la apprezzo.
(è colpa sua!!!Uccidetela!NdA)(Ma se sei stata tu a farmi aprire la porta???NdMisa)(Infatti!Tu l’hai aperta!Crimson, odia Misa, non me ”’^-^ NdA)
Inserzioni adorabili, per quanto incomprensibili.
Misa si pente d’aver disturbato l’intimità dei due: strilla, invoca l’aiuto di Raito (non so se in quanto Raito o in quanto Kira-divinità) ; gli astanti ridono come matti, Rai e Matt inclusi, al risveglio della belva/Mello dal suo “sonno profondo del ripostiglio”.
Non ho idea di cosa significhi, ma figurarmi Mello che ruggisce (“Rawr I’m a Mello”) muovendosi come Beyoncé non è confortante.
Adesso tocca ad Ally pescare la carta; esito, per il momento, ignoto. Cosa succederà? Che combineranno i convitati, mentre nello sgabuzzino avviene l’indicibile?
Vogliamo saperlo?
No.
Vi saluto, corro a chiudermi nello sgabuzzino col mio coltello da torta più affilato. Chissà che non nasca l’aMMore.

Raito's believe it or not

Ovvero: tutto quel che avreste voluto saperlo su addolorato Raito ed emo Elle e non avete mai osato chiedere. Per timore della risposta.
Ora, miei Robespierriani, vi chiedo di compiere una semplice operazione mentale: prendete L e Raito (…per la collottola; che credevate, stolti?) e imbottiteli di testosterone, moscato d’Asti e droghe pesanti.
Fa-fatto?
Ebbene, ora cacciate loro in mano una rivista pornografica, cospargeteli d’abbondante colla vinilica e affidate le loro gesta a una sintassi sconnessa, singhiozzante, sovente incomprensibile e sorretta da un’ortografia che definire inquietante è poco.
Fa-fatto?
Brrrrrrene; complimenti, avete ottenuto Le marpionerie di due signori che credevamo integerrimi, ovvero TransPub di SeryChan, da ammirare qui: -http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=177899&i=1-.

Da qualche parte del mondo v’è un’anima che vaga per le ridenti lande del paradiso cercando l’inferno (sta tenendo, suppongo, la cartina al contrario), nonché amore viuuuulento e qualcosa che possa rinnovare la propria grigia esistenza.
Sta bene. A questo punto potremmo aggiungere che da qualche parte del mondo un orso polare sta scodellando la propria prole; un gibbone sta consumando il pasto; un impiegato di banca in attesa del tram sta cantando Frank Sinatra; una Mary Sue vestita da Armani sta seducendo Severus Snape con una smorfia delle sensuose labbra…
La sintesi è: che cosa c’azzecca col resto della narrazione?
Incredibile zoooooooooooom sui nostri mitomani preferiti: Raito, con una voce che spezzo ogni pensiero, chiama L: ha qualcosa da mostrargli.
Non è quel che pensate voi, doppiamente stolti, bensì qualcosa di peggio: il povero L si volge al televisore e ha modo di ammirare un video porno (di quelli amatoriali, immagino).
"Light!!!! Cosa minchia mi fai vedere eh? Non mi piacciono queste cose !!! sei veramente un porco!!! maiale!!!"
Mancava che gli gridasse “iiiiiiiihhh!!” e gli scagliasse contro un paio di fluffose ciabattine rosa.
Vista la reazione, Raito (non a torto, insomma) pensa bene di far dell’ironia, dubitando delle sue tendenze sessuali: gli domanda se non preferisca lui alle signore.
L diniega – aspettate a trarre sospiri di sollievo, aspettate! -, semplicemente non ama veder cose sozze, le donne le preferisce dal vivo.
…Prepreprego?
Non bastava il savoir faire da raffinato seduttore, L è divenuto un perfetto allupato.
Il personaggio solitario, poco socievole ed assolutamente estraneo al gentil sesso dell’opera originale è ufficialmente scappato in Venezuela.
E’ da parecchio, dice L, che non va a rastrellar pulzelle (da mai, a quanto mi risulta). Raito gli propone di andare a rimorchiare, giusto per risvegliare la libidine. Ivi scopriamo che ELLE è affetto da schizofrenia (sic – no, non è una battuta, è proprio così) e che parla a se stesso chiamandosi “Ryu” (insensato abbreviativo di “Ryuuzaki”, suppongo).
OMG GMO WTF FTW?
…Parla a se stesso, dicevamo, dicendosi che con la faccia che si ritrova il rimorchio potrebbe risultar complicato.
Io – e non sarei l’unica -, se vedessi in giro qualcuno con la sua faccia (e il suo aspetto tutto, possibilmente) credo sverrei ai suoi piedi.
E’ d’accordo con me l’altra personalità dell’ELLE, che gli fa notare come le donne amino i bei tenebrosi.
Ammetto di aver appena avuto una visione angosciante di L mascherato da vampiro transilvanense.
Il giorno dopo
Paradosso temporale dell’Apocalisse; L e Raito (appena usciti dall’osteria, si presume) sono alla ricerca di dolci pulzelle da accalappiare. Ne adocchiano due: Raito decanta le doti delle tette di una, L vuol farsele tutte, secondo uno slogan che a me personalmente ricorda i Pokémon.
Premettendo che non sono riuscita a comprendere la differenza tra una personalità di L e l’altra, premettendo che non afferro assolutamente il perché L provi l’irresistibile tentazione di zompare addosso a qualcosa che non sia una torta al formaggio, premettendo che non riesco a trovare una logica in tutto ciò, qualcuno mi spiegherebbe che significhi intusiasmato?
I nostri avvicinano le due, che si chiamano Ayumi e Sakura. Sakura, tira fuori lo scettro e menalo in testa a questi due pornolesi, per favore.
Raito si presenta come “il figo della scuola” (no, L non si annuncia come l’emo del vicinato) e chiede alle tizie che classe frequentino; queste sono della 2^B (2^B? Ma di che scuola, di che istituto e soprattutto di che nazione?).
In mezzo a tanta allegria i nostri stabiliscono di andare tutti al pub a prendere un gelato.
Capirei se volessero bere birra o ordinare costolette d’agnello, ma per quale motivo sulla terra qualcuno dovrebbe andare in un pub a prendere il gelato?
Cammin facendo, Raito si stava dileguando all’arte del palpare.
Fornisco alcune interpretazioni dell’enigmatica espressione (quando posso faccio un colpo di telefono al Getto):
La prima: L ha tentato di palpare Raito, che in tutta risposta s’è dileguato prontamente.
La seconda: Raito s’è dileguato mentre L tentava di illustrargli i fondamenti teorici della nobile arte del palpare.
La terza: Raito, invece di conversar pacatamente come fan tutti, durante il cammino ha palpato come la piovra della laguna le nuove amyke, di fronte a tutti e in perfetta tranquillità.
Il premio “marpione dell’anno” vorrei concederglielo comunque.
Arrivati al pub, sorpresa: le due ragazze desiderano gli stessi gusti di gelato, che pronunciano in simultanea. Raito, palesemente sconvolto, si domanda se oltre a far cose mirabbolanti come questa vadano anche al bagno assieme.
No, non so quale sia il nesso tra le due cose.
Ayumi ordina, Raito paga, L e Sakura sembrano esser scomparsi; a Raito che chiede dove siano, Ayumi risponde:
“la mia amica sarà andata al bagno per fargli un bel servizietto… se vuoi lo faccio anche a te”
Per questo ed altro, chiama lo zerozerozeroseiseiseiduecinque.
Raito e L come Alex di Arancia Meccanica. Anzi peggio, almeno lui aspettava d’essere a casa per combinar cose turche.
Raito, ancor più inquieto di prima (e te credo), schizza in bagno…
BAGNO MASCHILE
Dicitura della targa affissa alla porta della toilette o nuovo cambio di scena dell’Apocalisse?
Il Nostro inciampa in un ragazzo vagamente somigliante ad L (verrà dalla fiera di Lucca), che esclama piuttosto stizzito: “Mica sono una donna che puoi salterle addosso così eh!!”
Perchè alle inutili femmine puoi saltare addosso dove, come e soprattutto quando vuoi, agli uomini no.
Evidentemente costui parla sotto ispirazione del sommo GoS.
Tizio avanza il dubbio che Raito sia omosessuale. Questi dichiara di essere omofobo, commettendo il fatale errore: il tizio è gay, e per dispetto – nonché per piacere – ora vuol stuprarlo.
Premesso che detesto l’offesa, non credo questo sia il modo più adatto e spontaneo per mostrare disappunto.
Invece i pub, specie se affollati, sono notoriamente il luogo più adatto a commettere stupro.
Faccio presente che, a scanso di equivoci, nelle scanlations di Death Note quell’epiteto che compariva tanto di sovente era “reaper” e non “raper”.
Raito scalpita come un bambino che ha da farsi un’iniezione (sic), sfonda la porta del bagno a calci (va’ che roba) e strilla il nome di L a squarciagola, mentre il tipastro sta cacciandogli un metro di lingua in gola.
Sì, tutto questo contemporaneamente.
Per fortuna nostra e di Raito, dal BAGNO MASCHILE vien fuori proprio il nostro emo preferito, che subito scaccia l’ardito attentatore alla virtù del serial killer.
Stava pensando così intensamente che non si accorse del enorme cartello che c’era davanti a lui con sopra la mascot
No, sul serio, non ho capito niente.
Pare comunque che Raito abbia scorto Ayumi girata di spalle e abbia pensato bene di palparle il seno (sì, così. In mezzo al pub. Respect, Raito, son cose che nemmeno la piovra!). Lei si volta, e gli parla con voce maschile.
Mi piacerebbe potervi dire che è appena stata operata alle corde vocali, ma vi mentirei.
La fanciulla in questione non è Ayumi, bensì un trans.
Mi sorge, lo confesso, più d’un dubbio: come faccia Raito a confondere una persona con l’altra con tanta facilità, se questo sia un pub oppure un altro genere di locale, in che cosa Raito sia “cascato”, ma soprattutto come mai L non abbia già tirato fuori un massiccio coltellone da torta per porre fine a questa raccapricciante pantomima.
Sopraggiunge Ayumi, quella vera: Raito le chiede di… (sic), lei prontamente accetta. Addirittura, mentre Raito tenta di giustificare la propria spudorata marpioneria lei lo liquida con un “sì sì sì, tranquillo”. Siam noi a farci tanti problemi, capite? Qualsiasi persona normale si lascerebbe portare nel gabinetto di un pub a giocare alla cavallina dal primo polipo che passa.
Raito non sperava in un consenso sì spontaneo (come qualunque persona normale avrebbe fatto, in effetti), dopotutto prima aveva flertato con un altro.
Marpione palpapoppe e Ayumi la meretrice del sottoscala s’imboscano in bagno; piovono al suolo jeans (mi sorprende che Raito non porti il solito completo griffato) e mutande.
"ehi ma cos’è questo coso duro che senza stuzzicare il mio sederino carino?"
Mais comme tu es fine et elegante, mademoiselle!
Cosa vuoi che sia, poi, una pistola puntata alle terga?
Raito, da bravo violentatore, la tranquillizza dicendole che non le farà male. Raito, sappi che sei convincente quanto L quando parla in percentuali. Tuttavia, un momento dopo il Nostro ha una nuova rivelazione folle (io comincio a credere che sia orbo): anche Ayumi è un trans!
*O*
Commedia degli equivoci?
Minchiatona colossale?
Propendo per la seconda.
Raito scappa fuor di bagno urlando per chiedere aiuto all’infallibile compare L, ma si vede accogliere con un sorrisetto furbetto: l’intera, paradossale vicenda è stata, in realtà, organizzata a tavolino da L.
Come dite, vi sfugge qualcosa?
Beh, anche a me.
Ricostruiamo il fatto per sommi capi: L, terribilmente annoiato (come fycci insegna), ha ingaggiato due insospettabili drag queen che si son fatte passare per fanciulle in fiore, il tutto per fare uno spassosissimo (?) scherzo a Raito.
Come L abbia certe conoscenze mi sfugge, salvo pensare che le due non siano in realtà altri che Aizawa e Matsuda molto ben camuffati.
Il resto, a mio modesto parere, va oltre l’umana comprensione.

L riporta Raito in ufficio, in modo che possa finalmente tranquillizzarsi alla vista di “uomini vestiti da uomini”. Sono certa che alla vista di individui come Matsuda ci si tranquillizzi facilmente.

Il povero marpione è accolto da uno striscione che a occhio e croce misura un chilometro: AMORE MIO TI SEI DIVERTITO?? VISTO CHE NON LO FAI MAI CON ME HO CREDUTO CHE FOSSI GAY… Misa
Che tu fossi la squinzia più slavata mai vista non t’è mai venuto in mente, invece, no?
Ebbene sì, avete capito bene. L ha scelto di architettare questa terrificante stronzata assieme a Misa.
Son cose che mi fanno tremar le vene e i polsi.
Il sipario cala su un Raito davvero arrabbiaito, tanto da minacciare L della estrema unzione, e su un L che pare non mancherà, in futuro, di rivangare la vicenda in modo da ricattare Raito (ma per ottener cos… NOASPETTATENONVOGLIOSAPERLO).

Credo che inforcherò la scopa e volerò molto rapidamente verso il cielo dell’Ovest, sperando che stasera non piova.

Death Mary Sue Note

La vostra allevatrice di polli preferita, tramutatasi per l’occasione in una strega verde disadattata, si palesa in una nuvola di fumo rosso (dopotutto, we can’t all come and go by bubble) per mandare ogni singola scimmia alata al suo seguito a portarvi in tavola questa delizia:
 +Wicked Game+ di DarkRose86.

Inizio col chiarire che, malgrado il nome potenzialmente ingannevole, si tratta di una fan ficczion su Death Note (il vostro emo detective preferito – no, non Conan – vi mancava, ammettetelo). Un’altra cosa che mi sento in dovere di dire è che, come l’autrice stessa rimarca, le tematiche trattate in questa fanfiction sono piuttosto pesanti, dunque se ritenete che la sua lettura possa offendervi chiudete immediatamente quella dannata finestra.
Chiudetela, ho detto.

Io sono rimasta offesa, ma per ragioni piuttosto differenti.
Aggiungo che la bomba al tritolo contiene citazioni del romanzo di Death Note, " Another Note ". Ohé, non guardatemi così, ambasciator non porta pena.
Alcuni personaggi, soprattutto L, saranno OOC – cosa peraltro non segnalata tra gli avvertimenti – ma lo devono essere per esigenze di storia. E’ chiaro: se Maometto non va alla montagna, la montagna andrà da Maometto. Dopotutto chi glielo fa fa’, a questi personaggi, di essere così dannatamente IC? Un po’ di spensieratezza, perdiana.

Ma andiamo con l’opera. E uno. E due. E tre…
Mi chiamo Sarah, sono nata a Los Angeles e cresciuta in un orfanotrofio che si trova tutt’ora a Winchester, in Inghilterra…
Perfettamente sensato: tutti gli orfani di Los Angels vengono prontamente spediti in Inghilterra all’interno di grosse navi da cargo. La Wammy’s House, da istituto per pargoli particolarmente brillanti, è stata declassata ad un centro d’accoglienza profughi. Sento, tuttavia, la mancanza di qualcosa… una sorta di vuoto cosmico…
Sarah non è il mio vero nome.
Aaaaaahhhhhh, ecco.
Perchè ho deciso di farmi chiamare così?

Perché con tutta probabilità ti chiami Genoveffa Guinevere Rosabelle Dubois e non ti va d’esser presa in giro ogni volta che Roger fa l’appello. Oh, non t’offendere; olezzi di mughetto di montagna…

Ed eccola, la nostra incognita amica: ammessa (chissà come, poi – le avran fatto prima comporre un tangram?) alla Wammy’s House a tredici anni, troppo tardi rispetto agli altri (ma guarda te, che strano), viene presentata da Roger come Evangeline, una nuova arrivata.
Vi dico io cos’è successo dopo: trascorsi tre minuti di silenzio, le risate degli orfani sono diventate talmente assordanti da costringere Roger a sparare un colpo in aria per richiamare l’ordine; Mello ha accusato improvvisi dolori di stomaco, Near ha rovesciato un puzzle ed L è andato a nascondersi nell’armadio.

…e invece no. La nostra piccola amica ha tuttavia sorprendenti difficoltà a inserirsi, e diviene mesta e solitaria. Apprendiamo che i suoi genitori sono stati barbaramente uccisi; per l’orfanotrofio corre addirittura voce che sia stata lei a liquidarli, perché la maltrattavano. Smantellate pure il Telefono Azzurro, oramai ci pensano i ragazzini a difendere se stessi dai soprusi dei familiari. A colpi di machete.
Ma in realtà no, ad ammazzarli è stato un pluriomicida che si divertiva un mondo a "giocare" con i corpi delle sue vittime (li metteva tutti in piedi e ci faceva le tessere del domino), ma la ragazza non conosce nè il suo volto, nè il suo nome.
Scommetto che tiene ancora i genitori di Evangeline come portachiavi.

Per amor di cronaca, almeno quattro persone speciali la nostra amica le ha incontrate, in questa valle di lacrime (e noi, fidatevi, non le conosciamo). Al momento, tuttavia, un solo individuo osa avvicinarsi a questa creatura dai torbidi natali, ed è un tipo piuttosto, come dire… particolare.
E’ ossessionato dai dolciumi, è un detective eccezionale e, soprattutto, fa un uso massiccio di coltelli da torta.
< Ciao, tu sei Evangeline, vero? Piacere di conoscerti. >
L: un uomo comunicativo, dall’intensa vita sociale, famoso in tutto il globo per il suo savoir faire, playboy da febbre del sabato sera.
< Sono Evangeline Rose Carter, piacere mio. > risposi, calma e pacata, sforzandomi di sorridere.

In seguito a ciò, L di Death Note si sarebbe probabilmente grattato il sedere, per poi tornare paciosamente a saturare il caffellatte.
Come abbia reagito questo suo libertino doppio non si sa. Probabilmente sarà andato a chiudersi in bagno di corsa, per evitare che le risa risuonassero per l’Inghilterra intera.
Lui mi affascinava.

Troppo.
E questo è comprensibile, tesoro.
Ora, qualora volessi ritirarti in un convento di clausura per il resto della tua vita, sappi che hai chi ti sostiene.

Tre mesi dopo, la nostra leggiadra fanciulla trascorre una vita piuttosto lieta, grazie alla compagnia di quattro individui speciali che, purtroppo per noi, non sono gli inservienti del manicomio. Il tempo passa, tra pagine di romanzi e corse in giardino (mi ricordo montagne verdi…); insomma, la Wammy’s House è divenuta una sorta di giardino per l’infanzia che per qualche ragione a noi ignota non è ancora stato ribattezzato “Ore liete”.
Ma dite un po’, non morite dalla voglia di conoscere l’identità di questi quattro spostati che hanno il coraggio d’affiancarsi ad una persona del genere?
No?
Eh, spiacente.
Il primo ha nome Mello, ama il cioccolato, è abbastanza viziato, è ossessionato da (leggasi: vorrebbe sfasciare di mazzate) tale Near, un altro mattoide che passa le giornate a comporre sempre il medesimo puzzle tutto bianco (poveretto). Poi abbiamo Matt, nerdaccio che presta i videogames alla nostra donna, ed è anche il suo migliore amico.
…Aspettate. Non ponetevi lo stesso quesito che mi sto ponendo io in questo momento. Abbiate fede, fratelli. Abbiate fede.
Insomma, ognuno di noi aveva una propria passione; io avevo L.
Ho da dire una cosa soltanto, ed è questa.

Veniamo a scoprire che il giovine L intrattiene i compari – Sue inclusa – raccontando loro le storie della buona notte, e questi lo ascoltano rapiti dalla sua innata fantasia e dallo splendido suono della sua voce.
Non so voi, ma io sto cominciando a figurarmi L come una sorta di Frank Sinatra dei poveri.
Evangelion supporta (live, qual privilegio) il pairing MelloxMatt, cosa che ci riempie d’umano sconforto.
Lei ed Elle, nel frattempo, approfondiscono la conoscenza.
mi capitava spesso di pensare che lui fosse il mio uomo ideale; una tredicenne non dovrebbe pensare a queste cose.
Mi spiegate per quale legge di natura ciò non dovrebbe avvenire?
Non potevo fare a meno di osservarlo, sempre [spy story] soprattutto di guardarlo furtivamente dalla finestra della mia stanza quando camminava in giardino senza una meta precisa [decisamente ci troviamo in un manicomio], con lo sguardo fisso davanti a sè, attento, i suoi capelli che ondeggiavano sotto il vento leggero di primavera [*O*] , e la sua pelle chiara che pareva brillare [è fosforescente], sotto il sole alto nel cielo.

Lui mi piaceva; tanto.
Io provo ripugnanza. Tanta.
Rimango incuriosita dal fatto che Evangeline sia convinta che, in quanto tredicenne, invece di disperarsi, avvinta nei lacci d’amore, dovrebbe comportarsi in modo allegro e spensierato. Davvero è regola imposta che le preadolescenti debbano essere vacue, inconsistenti e lobotomizzate?

Nei giorni a venire, la signorina ha modo di scambiare due parole con L, e di rendersi conto che nonostante tutto, era una persona normalissima [no, esigo almeno 15 minuti di silenzio per l’enormità della cazzata] : con i suoi desideri, le sue paure, i suoi sorrisi e le sue preoccupazioni; era come me.
L era una Mary Sue.
E voi stolti che non l’avevate ancora capito. Come avete fatto a non vedere i boccoli biondi sotto la tintura nera?
Come tutti noi.
No – aspetta…
Ma ecco che insorge un problema: L deve partire (lo dice Roger) per andare ad occuparsi del caso di Kira, un pluriomicida di criminali.
La donnina commenta così la condotta del serial killer:
Santo cielo, quanto possono essere stupidi gli esseri umani; ma io non posso parlare.
Proprio tu, in effetti…

Serata tormentata: Mello urla, Near prova a metterlo a tacere (sapete, i vicini…) ed Evangeline torna a sentirsi un’estranea, ragion per cui decide di punto in bianco d’andare a fare una passeggiata in giardino. Si siede sull’erba (che dev’esser fradicia, non voglio sapere in che condizioni verserà il suo pigiama quando si sarà alzata), guarda il cielo, ammira le stelle che lo ornavano d’oro (*O*), e amenità del genere.
Poi passa accanto al topico cespo di rose (chissà chi è ad avere il buon gusto di curare le aiole, sempre Roger?) e qui casca l’asino, o meglio, l’allure pour homme de Chanel: un misterioso seduttore le pone una mano sulla spalla, coglie uno dei fiori (a mani nude – ahia) e lo intreccia ai biondi capelli della fanciulla.
Inutile dirlo, questo campione di romanticheria e di ars amandi è il nostro caro L.
Evangeline gli confessa d’esser triste, lui ne domanda il perché. E’ presto detto: la ragione è, naturalmente, la sua imminente partenza.
< Evangeline Rose… > sussurrò, voltandosi poi verso quella bellissima pianta, < …il tuo secondo nome è Rosa… il nome di questi fiori che tanto mi piacciono… > asserì, < …è curioso, non trovi? >
Quel che IO trovo curioso è che L possa comportarsi come se si trovasse in Quattro amiche e un paio di jeans, o un qualsiasi romanzetto per ragazzine di bassa lega. OOC a fini di trama, d’accordo – ma di L che resta, l’involucro mortale?

Lei piange, lui l’abbraccia, le accarezza i capelli, in sottofondo suona la messa da requiem in re minore di Mozart per il funerale del buonsenso (in realtà no, ma avrebbe anche potuto).
< Sai, tempo fa, mi capitò di dare un nome a questa pianta di rose. > disse, continuando ad abbracciarmi.
< Davvero? E quale? > chiesi, e mi sfuggì una sincera risata; era curioso, ciò che aveva appena detto.
< Sarah… >

In principio era il Verbo; poi venne L, e diede un Nome Senza Senso ad Ogni Cosa.

< Che ne dici se, da ora in poi, ti chiamiamo Sarah? >
< Ok ma… perchè? >
< Ho come la sensazione che il tuo nome non ti piaccia… >

Una parte di genio l’ha conservata, il nostro uomo. Certo che se io avessi un nome del genere, al momento mi troverei su un promontorio a picco sul mare con al collo un masso di settemila tonnellate.
Evangy – neobattezzata Sarah – gli sussurra “ti amo”, lui che ha buon udito sente tutto e le risponde che forse ricambia, lei ribatte che L non può volerla, perchè è troppo giovane (ora che ci penso, deve aver contratto un bel complesso di lolita, nel frattempo), e…
Non finiì la frase, perchè lui si appropriò velocemente delle mie labbra…
Con una visita al catasto e un contratto dal notaio.
…con un dolcissimo bacio; il mio primo bacio.
Ah, no.
Puro *O*.
Le promette che ritornerà, perché l’ama davvero; Evy gli domanda come possa esserne sicuro. Ma è chiaro: lei è ancora una bambina, ma nel suo profondo è in realtà adulta. Insomma: tra le varie disgrazie che la vita le ha riservato, vanno annoverate anche le personalità multiple.
L’emozione travolge la ragazza come una marea.

< Sei così bella… > disse poi, abbracciandomi di nuovo, teneramente.
Se io ed Ozzy non fossimo così impegnati a far scorte d’insulina per i prossimi tredici anni, potrebbe anche scapparmi un po’ di commozione.
Giusto per rifuggire ogni banalità e luogo comune, Evangeline gli domanda se è sempre così dolce. In verità no, confessa L, è la prima volta che si sente così. (Così come? Come un coglione?)
Per completare l’opera le sussurra all’orecchio il suo vero nome (sapete, con Kira a piede libero è cosa veramente saggia andare a sbandierare la propria identità ai quattro venti).

Per nostra fortuna, L parte l’indomani, come previsto. La gnappona corre a piangere in grembo a Mello (mi auguro che l’atto consolatorio sia rimasto circoscritto a questo). Addio, amor, è grande il mio dolor….
< Tornerò, te lo prometto. >
< Ti amo, L. >
< Anche io, Sarah… >

*Musica di Via col Vento* .
…l’avrei aspettato, per tutta la vita, se necessario.
Domani è un altro giorno; si vedrà.
Grosse lacrime scorrono copiose sulle mie guance (damn, tears, they burn like fire); mentre vado alla ricerca d’un fazzolettino di pizzo in cui affondare il viso prima che mi causino un’escoriazione, desidero che meditiate a lungo su quanto avete appena letto.

Al prossimo episodio, miei amati mozzatori di teste.

Ho vomitato.

La calura estiva non risparmia nemmeno l’allevamento dei Tweedy, dal quale la sottoscritta sta scrivendovi col consueto disappunto dipinto in viso.
Sapete cos’hanno le galline di davvero detestabile? La solida, abissale, irritante, trogloditica stupidità.
E cos’hanno di davvero detestabile le fyccies?
Indovinate.
Ma vedo che tra i miei volumi di contabilità occhieggia timidamente il polveroso albo ‘Death Note’, trafugato dal Tempio per l’occasione. Diamogli dunque un’occhiata. ATTENZIONE: Spoiler 8avo volume manga/25esimo episodio anime. E slash, temo. Solita storia, insomma…

Eclissi, di Nika Chan.

L’incipit di questo… er, scritto, consiste in una serie di termini separati in malo modo dal tasto ‘Enter’, del tutto insensati e apparentemente privi d’una relazione. Eccovene un assaggio:

Diviso

Meschino

Corrotto

Vuoto

…Ok, basta. Sembra l’abbecedario di Pinocchio. Vi risparmio il resto, salvo, naturalmente…

Marcio

Marcio

Marcio

Marcio

Perché, vedi, un po’ di anni fa vedevo mamma e papà dentro una scatola, dietro due psichiatri, ero solo un bambino…

[Ti ho ucciso…]

Ritorna assassino il dialogo fra parentesi quadre. Perchè? Ma è kool, naturale.
La voce di Raito si manifesta, e c’informa che, quando il suddetto ha cominciato a far uso e abuso del Death Note, s’è finalmente reso conto di cosa stesse facendo (?) e che veder L morire fra le sue braccia (fra le sue braccia?) è stato l’equivalente di un pugno tirato proprio in mezzo "ai suoi polmoni". Mi spiace per lui, dev’esser doloroso.
Raito, in quel momento, ha compreso (ma che cosa?); sì, perchè essere consapevoli è diverso dal prendere coscienza (è chiaro). Quando lo stronz… er, il ragazzo ha tolto la vita a L si è sentito esattamente come L lo aveva definito:

assassino

Johnny Stecchino insegna.

Vista da lontano la morte non ti fa un grande effetto. Vedi solo un uomo che si accartoccia su se stesso, raggrinzisce come carta bruciata e infine si spegne.

Mi son persa qualcosa. Prima d’ammazzarlo l’ha cosparso di benzina e incendiato?
Nulla si frapponeva tra i ragazzi, allora, solo i loro vestiti (e l’aria che sta in mezzo, no?)

E questo forse non mi ha permesso di sentire il calore che abbandonava il tuo corpo, ma non mi ha impedito di sentire che odore ha la morte. E l’odore… un odore non si dimentica.

Che schifo. L non usava deodorante.

Ma la morte, quella che ti coglie all’improvviso, non ha odore.

E’ L, invece, che puzza come una capra.

È stato proprio il non sentire più l’aroma del caffè che impregnava il tuo alito a farmi capire che era finita.

L non si lavava nemmeno i denti.
Raito afferma d’aver vomitato. E ce credo, ‘sto L era un puzzone. Vomitato, o meglio "rimesso tutto ciò che aveva nello stomaco". Buon GoS, e ora a digerire come fa…?
Si prosegue con una dettagliatissima descrizione di succhi gastrici che fuoriescono e bile che "macchia" la ceramica del bagno, mentre l’intestino s’acciambella come un gatto addormentato e un odore non proprio gradevole riempie la stanza (che disgusto, lasciatemelo dire). Questo, c’informa Raito, "è l’odore della morte dei vivi".

Ma per favore.

[Ti ho ucciso…]

Il dialogo in parentesi quadra sta per uccidere me.

Mi fa male qui… all’altezza del petto…

Dove, dove? Dai un colpo di tosse…

Ho odiato la tua voce

Ho odiato il tuo pensiero

Ti ho odiato quando non avevi un volto

Ti ho odiato ancora di più quando l’hai mostrato

Ho odiato i tuoi occhi

…ENOUGH. Mi spiace, ma questa storia continua ancora a lungo (anche le proposizioni ripetute finché il lettore non vomita le budella sono un trend, pare). Questo porcellino al mercato andò, questo porcellino L ammazzò…
Raito si domanda in cosa lui e ‘Ryuzaaki’ differissero. (Tutto, forse…?) Poi rivela che Misa apprezzava L, forse addirittura gli voleva bene. Oh, certo. Ozzy mio, vieni qua…

Mi fa male qui…

Aridagli. Ambulanza? Coltello da torte?
Raito dice di aver perso qualcosa. Cosa…? Ma l’innocenza, naturalmente. Oooh. *o* Però ha amato davvero L. E’ chiaro; le leggi dell’aMMore indicano apertamente che se due individui sono rivali e l’uno finisce con l’uccidere l’altro, costoro in verità si adorano.
In fondo, soggiunge Raito, la morte di L era un evento che non poteva essere evitato. L era per Raito come una fiamma "troppo bella" (miiiinghia, picciotti, troppo bello), ora spenta. Ma…

La falena ne ha accesa un’altra.

Una falena che accende lumi? Le falene semmai vanno a carbonizzarsi contro le lampadine elettriche, quando hanno il tempo.
Cos’avrà fatto Raito dopo aver compiuto il terribile gesto? Volete tirare a indovinare…?

Ho vomitato di nuovo, sulla moquette che ti piaceva tanto. (…) Sulle lenzuola bianche, su cui i nostri sogni si sono mescolati.

Manca che gli vomiti sulla tappezzeria dell’automobile, sul linoleum, sulla maglietta, sui pantaloni, su Watari, sulle tazze da té e sul computer da tavolo, e ha finito. Certo che poi si sente male, vomita l’anima peggio d’un ubriaco, e in ogni dove (un catino no, eh?). Se avete qualche dubbio su quel "i nostri sogni si sono mescolati" (espressione pregna di lirismo), abbiate presente che "abbiamo trombato" è ormai fuori moda.
Pare il nostro Raito abbia vomitato per "coprire la presenza di L". Beh, c’è riuscito. Posso solo immaginare che odore aleggi per quelle stanze, adesso. Ma, mi domando, perchè non intitolare la fyccie "Le budella di Raito Yagami"?

La leggenda di L. solo quello deve rimanere.

Come disse Marina Massironi, "ma lei… E’ ZORROOO?!"
Raito si dimostra più emo di Elle, dandosi in elucubrazioni mentali mai viste al mondo… che culminano nella maniera migliore al mondo.

Ho dimenticato…

Ho dimenticato qualcosa di importante.

Ho dimenticato la mia umanità.

Ho dimenticato quanto siamo piccoli e inutili.

Ridagli a oltranza. Giuro che se vedo un’altra accozzaglia di proposizioni inutilmente ripetute mi viene l’ulcera.

Lo senti, Ryuuzaki?

Piove

MA NON MI DIRE.

Chi è il Salvatore?

Un santo portato in processione alle feste di paese, credo.

Kira, ci vien detto, è soltanto un uomo, una piccola, fragile, delicata, spaurita creatura. Calza bene per "assassino di massa a sangue freddo con arie da divinità, dotato d’una mente spietata e calcolatrice".

Kira ha paura.

E ha freddo.

Anche lui? Signori, propongo una colletta per offrire una coperta ai personaggi di Death Note, tristemente intrappolati in questa sezione di EFP umida e intirizzita.
Ma mentre noi stiam qui a parlare a vanvera Kira si ferisce, incespicando tra i vetri infranti delle sue illusioni (ahia), arranca "sulla macchia dei suoi passi" (camminerà coi piedi imbrattati di olio per automobile?). Perchè il vero Kira, in realtà, è morto ("e questo è chiaro," direbbe Aldo Baglio). Infine, dimostrando ben scarse abilità di guida, va a sbattere "contro la verità più ovvia". Ahia, dev’essere roba più dura del plexiglass. Se cercate Kira, lo trovate nel reparto rianimazione dell’ospedale di S. Salvatore.
Ma infine ecco, salvifiche e veritiere, le Parole dell’Autrice.

Kira è un uomo. Solo questo noi dovremmo ricordarci…

Ma via. Ho sempre vissuto nella convinzione che fosse un alieno con sei occhi e otto zampe.
O, forse, un personaggio che non ha molto a che fare con quello di questa fyccie…

Lasciandovi con questo dilemma in mente, vado un a vomitare un po’ sul parquet.

La vostra Mrs Tweedy è meno soddisfatta del solito della conta delle uova e ha deciso, con la complicità del solerte Ozzy, di portarvi nuovamente in tavola una primizia a tema Death Note. La fyccie del giorno è di xEmmex ed è shounen ai, a paring RaitoxL, purtroppo per i nostri occhi malmenati dalla beltà di tanta produzione letteraria in merito. In teoria, questa cosa conterrebbe spoiler dal 7mo volume del manga/25esima puntata dell’anime in poi. In pratica, ci si capisce talmente una mazza che potrebbe benissimo risultare innocua. Beccatevela qua:

L’assassino e il detective.

L’autrice c’informa immediatamente che quella in questione è “una ff introspettiva e un po’ confusa a dir la verità”. Un po’? Se non altro la ragazza sa che significhi ‘eufemismo’. Applause! Poi però si strugge sulla sorte del povero “Ellino”. Ellino? Ellino?! Ellino e le storie tese.

L’incipit è poetico, e soprattutto trasuda originalità: piove (naturalmente). Strano che non suonino le campane…

[A che gioco giocano?]

[Che gioco è?]
Non so tesoro, potrebbe essere domino, i dadi, tana libera tutti. Colgo l’occasione per esprimere il mio disgusto nei confronti del clichè del ‘gioco da giocare’ che sempre ricorre quando si trattano storie d’indagine.

Gli arcinoti personaggi ci vengono dunque presentati: un assassino e un detective, costretti l’uno a scappare e l’altro a rincorrere. Ogni mattina, in Africa, un Raito si sveglia…
La voce fuori campo si domanda chi “vincerà” questo “circolo vizioso”. La mia domanda è un’altra: come si “vince” un circolo vizioso?

[Lui perderà perché non ha capito. Lui vincerà perché sa nascondere il nero, o ci prova.]

Innocence is what he knows, beauty is what she sees. Non so voi, ma io sono propensa a credere che il primo soggetto sia Raito e il secondo L, giusto perché quest’ultimo potrebbe più facilmente macchiarsi di cioccolata per poi tentare di ripulirsi di nascosto.

Assassino e detective sarebbero stati amici, se non fossero stati tali. Sì, insomma, se non fossero chiamati L e Raito ma Ignazio e Ubaldo, e non si fossero trovati in un manga chiamato ‘Death Note’.

A questo punto la prode Vestale ci propone un’immagine d’un lirismo appassionato: Raito che esorta L a venir dentro casa, “altrimenti ti ammalerai,” pigola teneramente. L è ovviamente in balcone a sbracciarsi gridando “SONO QUI UCCIDETEMI”, o, forse, sotto casa a parlare col portinaio. E senza ombrello.
Sì; perché nel frattempo piove, senti come piove, madonna come piove, senti come viene giù. UH!

“Mi odi Yagami-kun?”

“No”

“Mi ami Yagami-kun?”

“No”

“Cosa vuoi da me Yagami-kun?”

“Voglio la tua morte”
E’ il più bel dialogo che abbia mai letto. *asciuga una lacrima e tira su col naso* Quanto aMMore, ragazzi! “Come ti chiami?” “Raito”. “E la chitarra?” “Suoooona!”
Ma d’improvviso…

“Voglio le tue mani Ryuuzaki”
Come, ‘voglio le tue mani’? Vuol segargliele? Che se ne fa delle mani di L questo zozzaglione?

[Cadi. Cadi nella mia trappola. Amami fino ad impazzire. Ucciderti sarà dolce guardando i tuoi occhi feriti chiudersi. E Kira godrà. E Light piangerà. Ma questo è il prezzo. Il prezzo per il nuovo mondo.]
“Salve, sono una cosa chiamata IC”.
“Uhm… mai sentito”.
“Ha un catino per me?”

Ma il nostro Raito vorrà appropriarsi soltanto delle manine di L, il piccolo emo? Of course not.

[Il prezzo è l’umiliazione di averti dentro. Di dover fingere di amarti. Fingere, fingere. Che brutta parola.]
L’Allegra Enigmistica per voi lettori: trovate una sola bella parola in tutta la fyccie. In palio la videoregistrazione del primo, sofferto amplesso di Raito e L.

“Mi ami?”

“No”
L’apoteosi dell’amore fycciniano. Che dire se non *O* ?

“Mi ami?”

“Si”
Raito: uno schizofrenico.

[E’ freddo qui, mi senti?]
No, la neve cade copiosa e la linea è disturbata.

Dopo altri deliri di varia natura e nuovi fantasmagorici dialoghi immaginari, la sKrittrice ci regala un aureo compendio dei disturbi di personalità di Raito che manco Freud:
“Light ti ha amato. Kira ti ha odiato. E dato che io sono Light,ma sono anche Kira, io ti ho amato ed odiato perciò è meglio che sia finita o sarei impazzito”
Impazzito devi già esserlo, altrimenti certe stronzate non le diresti. Un sillogismo meraviglioso; il senso dov’è, in vacanza?
L gli fa notare che il suo cervello dev’esser già malfunzionante. Bravo L, sempre anni luce avanti agli altri.

[E fuori piove. Perché piove sempre?]
Me lo domando anche io. Perché accidenti piove SEMPRE in queste maledette fun fyctions?

[E’ il cielo che piange per te? O sono le lacrime che non riesco a versare?]
No, sono le mie lacrime defunte che si rifiutano di venire alla luce di fronte a tutto ciò…

[Io sono Light]

[Io sono Kira]

[Chi è Light?]

[Chi è Kira?]
Raito, non solo soffri di personalità multiple ma parli anche come il Danny di A.I. e, lasciatelo dire, sei da ospedale psichiatrico.

“E’ terribile”
Cristo se lo è.

[Un assassino di assassini e pur sempre un assassino.]
Cos’è, una litote? Il figlio storpio del sillogismo di prima?

[…]

[…]
Er… sì. Com’è… profondo. *singhiozza*

Raito afferma d’esser caduto nella sua stessa trappola e d’essersene accorto troppo tardi. Bravo pirla! Soggiunge poi che ha freddo. Solo lui? Pare abbia freddo tutta la sezione Death Note di EFP. Indubbiamente l’umanità s’appresta ad andare incontro a una glaciazione…

[Addio, Ryuuzaki]
Addio anche da parte mia. Tutto è finito; tutto è perduto. Dov’è il mio coltello da torte?
…dimenticavo: nei mistici commy alla grand’opera ‘Ellino’ si trasforma, da bravo mannaro, in ‘Ellino puccio’. *O*, non trovate?
Povero Ellino puccio.

L è emo

Sono al mio esordio su Fastidious; lacrimo, e il mio elfo Ozzy altrettanto. Oggi è una giornata afosa; il ghiaccio s’accumula sul mio laptop, Ozzy soffre di bassa pressione e io voglio regalarvi l’ennesima zuccherosa prova che L – L di Death Note, intendo – non è, purtroppo, rimasto immune alla tremebonda sindrome da emo.
La fun fiction del giorno è opera di tsubaki, s’intitola “L is for Lonely” (*O*) e potete ammirarla qua:

Segui le zollette di zucchero.

La gentile autrice attacca immediatamente con l’appassionato monologo d’un tenero L pre-caso Kira:

Che noia. Possibile che a questo mondo non esista nulla in grado di scuotere il mio cuore? Che sia davvero tutto qui quello che mi riserva la vita?
Povero piccolo, e come non compatirlo? E’ soltanto un giovanissimo detective di fama mondiale che si occupa di risolvere casi irrisolvibili, chissà che barba. E c’è chi si lamenta della propria pidocchiosa vita da liceale…

L riflette dunque sul fatto che ormai le ha provate tutte (in senso non perverso, naturalmente), e non c’è più nulla che possa ravvivargli i sensi. Nulla può più "farlo sentire" (calco dall’inglese?) nemmeno le torte alla fragola. Non che mangi solo quelle…
Non proverebbe dolore, dice, nemmeno se l’investisse un’auto. Beh, sì, senz’altro. Se (Dio non voglia) lo prendesse in pieno un camion, morirebbe talmente in fretta che non sentirebbe un accidente. Forse.
A una ragazzo sì nullafacente e disperato, che rimane dunque se non l’estrema soluzione…?
L sta giusto ponendosi appassionanti quesiti sull’aldilà, quando, d’un tratto, il coltello da torte al suo fianco luccica invitante.
…Aspettate; qualcuno ha mai provato a tagliarsi le vene con un coltello da torte? No? Bene. O L usa una mannaia per tagliare le sue torte, oppure l’arma è assolutamente inadatta allo scopo.

Ma questo coltello sembra quasi chiamarmi a gran voce.
“Elleeeeeee… Elleeeeeee… scappaaaaaaa da questa fyccieeeee…. Fuggiiiiii…”

Lo afferro. Lo giro. Lo guardo. E penso. Come sempre penso.
Mi tuffo. Mi bagno. Mi giro e mi rilasso. Mi bagno. M’asciugo, e inizia qui lo spasso…

Forse sarebbe ora di finirla qui.
Sì, lo penso anch’io. Perché continuare a oltranza questa roba OOC?

Nessuno mi capisce. E sono stanco di essere solo.
Piango lacrime defunte. L, sei emo, per la miseria. Hai pure il ciuffo di lato. Vuoi che ti abbracci?

Il coltello è sempre nella mia mano. La morte non mi spaventa. Tsk, neanche lei mi terrorizza ormai.
Tsk. Neanche la morte lo spaventa più. Cose da pazzi. Tsk.

Addio mondo. Addio esseri umani. Addio natura. E addio mie care fragole.
Ha dimenticato “addio mamma”. Ah già, è orfano. Le zollette di zucchero si sentono escluse.

L sta dunque per ammazzarsi. Contate fino a dieci. Uno… due… tre… quattro… cinque…

“Ryuzaki!” la voce roca di Watari mi blocca.
Watari, messo divino! *O* LxWatari OTP.
Elle scruta Watty, sempre tenendo il coltello sul polso (non si sa mai), e lo apostrofa con un gelido “dimmi”.

“La polizia giapponese richiede il tuo aiuto. Si tratta del caso Kira” continua Watari aspettando una mia risposta. “Di cosa si tratta?” chiedo con poco interesse.
Di cosa si tratta? Di cosa si tratta?! Ma Elle, ma COSA?! Vivi alle pendici del Kilimangiaro? Se così non è, come si spiega che un informatissimo detective non abbia sentito parlare di un caso così clamoroso quando ne sono a conoscenza i ragazzini delle elementari? Non ha mica accoltellato la suocera, ha spazzato via migliaia di criminali. E nessuno è in grado di fermarlo, tranne, pare, il nostro L, dice Watari.
E’ un uccello? E’ un aereo? No, è SUPERELLE! E’ rapidissimo, è fortissimo, è furbissimo…
L s’interroga sul da farsi, mentre Watari lo incalza. Infine, sospira e allontana finalmente il coltello dal polso. Decide d’accettare d’occuparsi del caso.

L non è il tuo schiavo. Prima o poi sarò libero, e tu dovrai cavartela da solo.
Sono nato per essere libero. E ci riuscirò.


No, non è L. E’ Jonathan Livingston.
Le lacrime defunte si sprecano, e i catini anche. Il ghiaccio s’è sciolto, e Ozzy è svenuto.
Good night, and good luck.