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Eau de finesse.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
"Ancora?!" direte voi, senz’altro già sazi del notevole carnet che di recente vi abbiamo proposto.
Ebbene sì, miei cari, ce n’è ancora. I pout-pourri di Mary Sue interpretate da attrici piacenti ma attempate che vestono Dolce&Pakkiana e che si esprimono come la versione volgare di uno scaricatore di porto paiono non essere intenzionati a finire. E per ripicca dovere di cronaca, noi li riferiamo a voi.
A "normal" year at Hogwarts, opera prima di Jenn_and_Alex è consultabile in versione integrale all’indirizzo http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=453672 ed il suo contenuto è sconsigliato ai minori di 18 anni, alle donne gravide, ai cardiopatici, ai deboli di stomaco e a chiunque abbia un minimo di buon gusto. E ora capirete perché.
L’incipit della storia, ahinoi, segue l’abitudine ignominiosa di piazzare a secco, senza nemmeno un po’ di vaselina, il nome della/e protagonista/e con accanto il link al relativo prestavolto. Il che è abbastanza avvilente, perché una descrizione ben fatta, magari in medias res, vale più di mille immagini di attricette slavate e della sconclusionata lista della spesa con la quale pregi (tanti) e difetti (pochi) delle due protagoniste ci vengono esposti: Jennifer Dawson, una ragazza americana che vive sola con la madre a Los Angeles, mora con gli occhi azzurri, alta e magra, intelligente e furba, un po’ deboluccia di carattere mah, io un furbo non lo immagino proprio debole di carattere… il concetto di furbizia implica una certa dose di carisma e di abilità nel raggiro (giocare a D&D inizia a far male), il che implica a sua volta confrontarsi e averla vinta sugli altri… cosa che una persona debole di carattere non dovrebbe, per definizione, riuscire a fare molto dolce e sensibile, ma anche coraggiosa insomma, un incrocio tra Teddy Ruxpin e Rambo con poco stile nel vestire vedremo più avanti il discutibile concetto che l’autrice attribuisce alla parola stile anche se bellissima e affascinante come ragazza solo come ragazza: come bipolare malvestita, au contraire, non è credibile e Alexis Crawford che vive a Liverpool con la sua famiglia, molto bella anche lei ci mancherebbe, ci manche! bionda con gli occhi quasi color ghiaccio azzurri, insomma alta, magra, decisa, intelligente, simpatica, coraggiosa e anche con cerchi in lega, vernice metallizzata, climatizzatore, ABS, trazione anteriore e chiavi in mano un po’ stronza ma sì, andiamone fieri! D’altra parte, le autrici stesse tengono a specificare che vogliono solo raccontare la società giovanile d’oggi (…) perchè è inutile vivere nel mondo dei sogni dove tutti sono buoni, tranquilli e casti. Secondo questo principio, allora, è anche inutile scrivere di Harry Potter, per un’ottima serie di motivi (Dolores Umbridge mode: ON):
1. La società giovanile d’oggi non è quella di quando Harry è ad Hogwarts: lo sfregiato entra a scuola nel 1991;
2. Non si chiede che tutti siano buoni, tranquilli e casti, ma è anche vero che Hogwarts è una scuola molto, molto, MOLTO rigorosa e non ci sono sale comuni o stanze delle necessità che tengano anche se qualche studente ha l’impellente bisogno di lenire i propri pruriti: ad Hogwarts andare in bagno (Neville docet) ha più dignità di una sana trombata;
3. Visto che ormai è la regola piazzare in prima pagina foto varie ed eventuali dell’attrice che interpreta la/e Mary Sue di turno, perché non si schiaffano i volti di Daniel Radcliffe o di Tom Felton accanto ai nomi dei Gary Stu di una fanfiction originale ambientata in quella che sembra una scuola di magia ma che in realtà è uno squallido e sboccato lupanare? Anche perché a un certo punto vien fuori come un fungo un certo Nicholas Linley, ragazzo alto e muscoloso, capelli castani e occhi verdi, dal carattere molto simile a quello di Draco, per questo è il suo migliore amico, anche se forse era leggermente meno acido del quale la Rowling non ha mai parlato e del quale noi avremmo fatto volentieri a meno;
4. Ron che dice che ne dite facciamo un po’ di casino stasera in sala comune? Giusto per divertirci un po’ non è credibile nemmeno in un’OOC;
5. Hermione che dice merda non è credibile nemmeno in un’OOC.

Hogwarts non è turpiloquio, non è festini a base di alcol, sesso e rock ‘n’ roll, non è indossare il cavolo che si vuole e riceverne in cambio una smorfia al succo di limone. Ricordiamo tutti il Ballo del Ceppo e i Lumaparty: ad Hogwarts ci si diverte così. Mi rendo conto che siano situazioni poco piccanti, ma d’altra parte cambiare ambientazione è un attimo… visto e considerato che, nomi e aspetto fisico a parte, i protagonisti sono già stati belli che snaturati (Dolores Umbridge mode: OFF).
…so di avere spezzato il ritmo di una descrizione incalzante, miei piccoli lettori, ma non possiamo dimenticare che tale eviscerazione di vizi, di stili e di virtù ha luogo mentre le due donzelle stanno correndo verso l’aula di Difesa, in ritardo maximo come solo una (anzi, due) Mary Sue ha diritto d’essere.

Ma la sorpresa è dietro l’angolo: il professor Piton le punisce, infischiandosene bellamente della loro fulgida suosità. V’invito tuttavia a non esaltare, perché per il crudele volere del destino, sono in punizione anche Potter, Malfoy, Zabini e il succitato Linley. E la punizione è esemplare: scrivere un tema sul quanto sia sciocco non seguire le regole.
Tronfio e soddisfatto della durezza della pena da far scontare ai castigati, Piton in versione maestro unico abbandona sulla scrivania i cappelli di carta con le orecchie d’asino per chi sbaglia gli apostrofi e lascia da soli i suoi studenti, non immaginando di certo che di lì a poco un’aula di un’antichissima e rigorosissima scuola di arti magiche si sarebbe trasformata in un ghetto suburbano, dove austeri Serpeverde si trasformano in papponi che picchiano e prendono per i capelli stupide puttane (sic!) Grifondoro la cui massima capacità d’espressione è pregevolmente sintetizzata in un secco ti spacco il culo!
Dopo una rissa al confronto della quale Lil’ Kim diventa la regina Elisabetta con tanto di cappellino, e dopo una gratuita profusione di volgarità che non fa altro che aumentare l’irritante illegibilità della fyccina, l’attenzione si sposta sul covo dei Grifondoro dove, guardate voi il caso, Ron e Dean stanno organizzando un festino e Seamus Finnigan è alla disperata ricerca di una gamba con la quale accoppiarsi.
Ora, i veterani e non solo sanno bene che in genere la narrazione di un festino (alle Vestali piace dir così, eccheccevolemofa’) è preceduta da una nauseabonda quanto inutile descrizione di quel che la/e Mary Sue indosseranno per far cadere ai propri piedi la preda designata. Ed ecco quindi Alexis in pantaloncini corti bianchi, una maglia nera scollata a maniche lunghe e i tacchi. Jennifer invece si mise i suoi Jeans stracciati, le scarpe da tennis e una felpa nera. La voce narrante tiene a far sapere che Jennifer non aveva molti abiti di classe. Ma Alexis può star tranquilla: nemmeno lei ha abiti di classe.

La sala comune era ricca di alcool tra cui Vodka e Ruhm No, ccioè, voddka e rrumm, trooooooppo avanti, troooooppo ribbelle! Varie bottiglie di Limoncello Limoncello?? LIMONCELLO?!?! e alcune Burrobirre no, ccioè, trooooppo di contrabbando la bburrobbirra… e fu così che si scoprì che i Tre Manici di Scopa era in realtà uno dei peggiori bar di Caracas. Per i “santarellini” invece erano poggiati in un tavolino a parte succo di zucca e acqua. (l’eventualità che tra un superalcolico e un altro tu abbia bisogno di sedare l’arsura non è contemplata: se bevi acqua sei sfigato e punto). Ovviamente, la scena che ci viene proposta non è diversa dai millemila festini dei quali abbiamo letto tutti questi anni: fumo, scambi di effusioni, baci, abbracci, dormitori pieni di studenti che facevano sesso e sale comuni in cui alcuni addirittura si scambiavano “piaceri” in sala comune (dopo questa, non guarderò più con gli stessi occhi chi si presenterà dicendo "piacere!"), Ron mezzo ubriaco che ci prova con Jennifer, Alexis che fa la danza dell’amore con due innominati compagni di Casa… e notizie di concerti rock a Diagon Alley.
Alla fine della fiera ci resta solo uno sgradevole amaro in bocca, accentuato da due sconcertanti rivelazioni:
1. Jennifer ha un segreto (ooooooh) e Draco ovviamente sa tutto (come, non è necessario spiegarlo); 2. Tra uno stronzo, un cazzo, un idiota e un vaffanculo, in fondo in fondo, quello tra Alexis e Nick è un rapporto di “odio&amore” (che sembra troppo, ma troppo, il titolo di un libro di Moccia… no, no, signor Moccia, faccia conto che io non abbia detto niente!).
3. Stanca dei vestiti da verginella impaurita, Jennifer prende una decisione importante: tornerà quella di prima: capelli sciolti al vento, trucco visibile ma leggero e vestiti sexy e provocanti. La McGranitt ne sarà FELICE.

E fu così che, già il giorno successivo, Jennifer era tornata la “barbie” di sempre (…) Le ragazze erano sempre state invidiose di Alexis. E lo sarebbero state anche di Jennifer. Da quel giorno le due amiche, sarebbero state le più ammirate e invidiate di tutta la scuola, e non solo per l’aspetto fisico, andando ad allungare la lista di supermiglioriamichestrafichissime che ammorba il potterverse dacché è stato contagiato dal virus delle fyccine.
Come pronosticato, la mini-gonna, davvero MINI, la maglia che lasciava intravedere il piercing all’ombelico, le scarpe tacco 8 (il tacco 8 è fondamentale!) e tutto il resto dell’ambaradan liquidato con un accessori vari (quindi io sono in diritto di immaginare qualunque tipo di accessorio… e quando dico qualunque intendo QUALUNQUE) non risultano molto graditi alla McGranitt.
”Signorina Dawson! Le sembra l’abbigliamento corretto per presentarsi ad una lezione?”
”Beh no, ma è l’abbigliamento corretto per far colpo non trova prof?”
Ma la McGranitt (lei sì!) è donna di classe, e mentre un boato di risate si dileguò (dileguossi, lol! No, a parte lo scherzo, il verbo non c’entra una fava, ma d’altra parte controllare il vocabolario è troppo impegnativo) per tutta l’aula, arbitra la contesa tra una Jennifer ampiamente troia e un Draco punto nel vivo come un Pierluigi Collina del Mondo Magico, sventolando il cartellino giallo con tanto di punizione: entrambi verrete nel mio ufficio e passerete il tempo a scrivere “IO NON SONO IL PADRONE DELLA SCUOLA”.
Con la McGranitt, Hogwarts conta già due maestri unici. Solo che lei alle orecchie d’asino preferisce mettere gli studenti in castigo dietro la lavagna.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, abbiamo ormai appurato che in questa Hogwarts parallela, le ore di punizione sono più galeotte del libro e di chi lo scrisse. Volete quindi che Jennifer non si accorga di essere innamorata di Draco? Volete che Draco non riveli a noi assetati lettori che qualcuno, in passato, ha tentato di violentare Jennifer? Che Jennifer, per tutto questo tempo, era convinta di averlo ucciso quando invece Draco spiega che lo stupratore non solo non era morto, ma era anche un Mangiamorte? Volete che Draco non provi a baciare Jennifer dopo che quest’ultima lo invita a ficcarsi nel culo (sic!) false promesse non meglio specificate, rimediando solo un avvilente calcio nei coglioni (mi adeguo al registro della fyccina) che lo spedisce dritto dritto da Madama Chips?
Lo so che non volevate. Ma purtroppo è successo.

Dicembre arriva col suo carico di neve e con uno studente, un certo Eric, che nessuno ha mai visto prima e del quale nessuno ha capito l’utilità. In compenso, siamo nel giorno dell’annuale gita natalizia ad Hogsmeade e questo forse ci interessa un po’ di più… perché in una versione riveduta e scorretta infarcita di turpiloqui fuori luogo, ci riallacciamo al passo del Principe Mezzosangue in cui Potter con il libro di Pozioni Avanzate fa pure il bagno, va in paranoia con Mangiamorte-Malfoy e chiede a Jennifer di spiarlo da parte sua (è già stato sgamato troppe volte). Ooookkeeeei, quest’ultima parte nel libro non c’era. Però introduce nella fyccina un tema di grande attualità: il conflitto di interessi. E copre Draco di ridicolo: veniamo a sapere infatti che il figlio di Dio! Lucius si trova in infermeria per cause non meglio specificate e che, in preda al delirio, lascia in bella mostra il braccio marchiato. In questo modo non solo può scoprirlo non solo Jennifer (che lo fa, eh. Per puro caso, ma lo fa), ma tuuuuuuuuuuutta Hogwarts, Gazza compreso.
Nella vana speranza di mettere una pezza dopo essere stato sgamato (e ora Voldemort chi lo sente…), Draco gioca la carta jolly della fyccina: la carta emo. Tu non capisci. Non potrai mai capire. Per te sono solo stronzate certo, tu, Potter e tutti i tuoi amici mezzosangue avete vissuto una vita di merda. WTF? Mentre io sono sempre stato fortunato e viziato finalmente un Draco che non viene seviziato dal padre! quindi questo in confronto alle vostre sfortune è niente vero? Ma credimi quando ti dico che… STO MALE.. Ok, ho parlato troppo presto.
En passant Katie Bell rischia di morire, ma l’episodio della collana è nulla in confronto a quello che sta per succedere ad Alexis, che quella stessa sera ha un appuntamento con il bello e tenebroso Eric…


…sì, esattamente quello. Lui cerca di violentarla (però prima stanno per circa un’ oretta a parlare del più e del meno), ma dovete comprenderlo, insomma… appuntamento al lago, lei che indossa un paio di pantaloni attillati bianchi, una maglione non troppo scollato, un paio di converse chiare e un filo di? trucco e che per prima cosa dopo essere arrivata gli si inginocchia vicino (sic!)… va da sé, no? Soprattutto in un filone letterario in cui la gravità con la quale viene descritta una violenza sessuale è pari a quella con la quale si narrerebbe di uno sgambetto.
Alexis tuttavia riesce a scappare (ricorrendo come l’amica Jennifer all’espediente del calcio ai coglioni), ovviamente in lacrime, e chi volete che siano le prime persone che incontra una volta arrivata al castello? Nicholas "amore&odio" e l’ormai onnipresente Zabini.
E come se fosse normale che due Serpeverde diventino cavalieri serventi di una Grifondoro, Zabini porta Alexis in sala comune (Serpeverde, ovviamente), mentre Nicholas decolla per dare una lezione ad Eric. Scazzottate, direte voi? Non solo. In una scena liberamente ispirata a Uomini che odiano le donne, il nostro eroe con la bacchetta prima lo svestì no, purtroppo non è una scena slash e poi scrisse “SONO UN MALATO DI SESSO, IL MIO MIGLIORE AMICO VIVE TRA LE MIE GAMBE” nel suo petto.
Eric reagisce con dignità.
"No aspetta ti prego non lasciarmi qui…tra poco arriveranno tutti per la cena. Lo dico a mia madre eh?”
Nicholas se ne va lasciando Eric nudo e ferito. E, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, me ne andrei anche io perché da qui la storia prende una piega più prevedibile di quella che l’ha preceduta. E’ prevedibile che Nicholas resti a parlare con Alexis in sala comune e che parlino sospesi in un limbo d’ammoreh finché non cadono entrambi tra le braccia di Morfeo, è prevedibile che Pansy sia vittima di un bashing spietato, è prevedibile che Zabini s’invaghisca di Jennifer facendo ingelosire ammorte Draco… è prevedibile che, complice una canzone dei Low Shoulder (materializzati direttamente da Jennifer’s Body durante il concerto ad Hogsmeade… oddio, ora ho capito perché una delle due si chiama Jennifer o_O), Alexis e Nicholas coronino il loro sogno d’ammoreh e che nel frattempo, uscendo a prendere una boccata d’aria, Jennifer svenga e che con i suoi occhi si chiuda anche il capitolo. E, ci auguriamo, anche la fiera delle banalità.
Un sentitissimo grazie a .xXTsubakiXx. per la segnalazione!

A Natale siamo tutti più *O*

Natale.

Freddo nelle strade, e nelle case il calore delle famiglie, dei pranzi da colite, dei parenti inopportuni.

E i regali. Già, i regali.

Persino il panettone più stantio assume un sapore piacevole.

A Natale siamo tutti più buoni, giusto?

Sbagliato!

Uhuh, nulla di più lontano dal vero. Tutta questa melassa, il mascarpone e i bambini chiassosi mi fanno salire l’acidità e mi stimolano all’azione.

Avete presente il Grinch? In questo momento ce l’ho acciambellato ai piedi della sedia a dondolo; mi guarda con devozione.

Gli ho giusto giusto chiesto di portarmi qualcosa da sbranare, e lui sè presentato con questa (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=189837 ). Sul pacchetto c’è scritto “___.:Buon Natale Granger:.___”, a quanto pare parto di una tal mewlulu.

 

Da sotto le sopracciglia cespugliose ho aguzzato lo sguardo. Mi sono beccata in faccia una scarica di puntini di sospensione, fortunatamente a salve, sennò a quest’ora sarei morta, oh! E poi quella cattiva sono io…

Quando son riuscita a liberare le rughe e le grinze dagli infidi segni d’interpunzione la scena che mi si è presentata è questa: Hermione scodinzola perchè è quasi Natale ("Al 24 Dicembre mancavano solo tre giorni": come sprecare parole per dire che era il 21 del mese) e lei se ne andrà alla Tana con Lenticchia e lo Sfregiato.

Mentre piega mutande e calzini la Mezzosangue medita e ricorda… no, non già i tempi dorati dell’infanzia o i successi accademici. No, ricorda… gli insulti del Divin Pargolo.

In un medley di tempi verbali scaraventati lì a casaccio, con voli pindarici dal passato prossimo al remoto al presente senza ragioni sondabili, Draco sputa.

No, dico davvero, sputa! Pure a denti stretti, per trattenere i pezzettoni. Tra uno schizzo di saliva e l’altro, comunque, si intuiscono degli insulti rivolti alla Granger.

“Cosa c’è? Sei diventata anche sorda adesso? Allora facciamo il conto: Mezzosangue, brutta, so-tutto-io, amica di Potter e Weasley, ruffiana, antipatica e sorda? Certo questi non sono gli unici modi in cui posso chiamarti, ma sorda è decisamente avvilente come insulto (ma io non direi, la sordità è una malattia o un sintomo di qualcosa; se mi dicessero "ah-ha, sei sorda/cieca/muta" penserei di aver davanti un decerebrato, visto che palesemente non è vero… ) e…”

Che classe! Che stile! Che… schifo.

Il Divin Pargolo ha la proprietà di linguaggio e la profondità di un bambino dell’asilo. Avete presente quando, ancora immersi nella soffice bambagia dell’infanzia, gli insulti peggiori erano "sei brutta! Hai i pidocchi! Puzzi!"?

Ecco, nel mio caso era anche vero, ma per l’amor di Loki Draco, sfoggia la tua alterigia e abbi un briciolo di fantasia!

In tutto questo Hermione, coperta di bava e d’improperi, sta zitta.

Tace, fa la superiore, finchè Draco fa un passo falso.

No, non le punta la bacchetta addosso. No, non le fa nemmeno vedere un ipotetico Marchio Nero.

Le chiede se abbia mai baciato qualcuno e si risponde da solo di no (Krum è solo una figurina dell’album del Quidditch, non esiste nella realtà).

Hermione perde il controllo: tira un ceffone in piena faccia al povero Malfoy, che quando finalmente reagisce e sta per dedicarsi ad un insulto come Voldemort comanda si becca pure uno Schiantesimo.

Ma mi chiedo, miei deliziosi avanzi di centro d’igiene mentale, se le avesse chiesto "Me la dai?" che sarebbe accaduto? Lo avrebbe impalato sulla torre di Astronomia?

Sarebbe stato certamente meglio di quel che sta per accadere.

Preparatevi, giacobini e schiavi del potere: ciò che temete sta arrivando.

 

Un Silente in gran forma e reduce da un droga party con la Sprite siede al centro del proprio ufficio, con un bong in mano… ah, no, quello era dieci minuti prima.

Com’è ovvio Draco e Hermione sono stati condotti dal Preside per scontare la propria insolenza.

Mentre le sagome dei due giovini usufruitori di magia emergono dai fumi della cara erba pipa di Albus, vi faccio una domanda:  quale sarà la punizione? Punti sottratti alla Casa, spilla da Prefetto gettata nella turca, o forse compiti supplementari e serate con Gazza?

Ci avete pensato? Bene, sappiate che ogni vostra scelta si rivelerà errata.

Se in una normale scuola (ma società in genere!) una mancanza corrisponde ad una coerente espiazione, nell’Hogwarts dei lunghi colli, dei seni perfetti, dei capelli verdi e del sangue argenteo di improbabili punkabbestia salvatrici di Pottah ciò non avviene.

SIlente, semplicemente, schiaffa i due praticamente a contatto forzato per tutte le vacanze, forse nella speranza che si ammazzino a vicenda.

Ci speravo anche io, ma il mio caro elfo Cincinnatus mi ha guardata sconsolato dimenando il testone. Persino il Grinch era abbacchiato.

Sapete già cosa succederà.

 

Finalmente l’autrice ci delizia con una descrizione di Hermione. No, no, state buoni, bimbi miei: niente capelli crespi e schiena incurvata dal peso dei libri. Il tempo ha trasformato la sudicia Mezzosangue nella solita strafiga di turno.

"I capelli ribelli e sempre inciampati ora erano morbidi boccoli lucenti. I soliti denti sporgenti si erano sistemati, con una magia sì…Ma erano comunque perfetti ora. L’esile corpo da ragazzina era ormai il corpo di una donna: il seno incipiente cominciava a sporgere anche dai maglioni più larghi, le gambe slanciante erano impossibili da non osservare."

Eccheppalle! Ma perchè? Perchè non si dà un po’di giustizia ai fisici normali, ai capelli non perfetti e alle piccole pecche estetiche? E quel seno sporgente mi fa un po’impressione, sembra una malattia rara…

Gnocca quanto volete, comunque, ma Hermione è single. E vergine, pure.

Per poco: la Divina Progenie divide con lei la punizione, non vorrete mica che la possanza erotica dei geni Malfoy rimanga assopita! Momentaneamente, però, Draco si accontenta di farsi scaldare il letto da Pansy, buona giusto per "pomiciare".

Povera signorina Parkinson: le fanno sempre fare la figura della meretrice. Mah.

Dopo aver dato buca all’algida Sepreverde, Draco, al solito, si sfonda di seghe mentali.

Nel giro di mezz’ora l’odio inveterato che lo lega a Hermione sfuma nella curiosità e in una malcelata attrazione. Dico io, è mai possibile che il tempo passi così in fretta? Un minuto prima due persone si scannano, e il minuto dopo stanno copulando giurandosi amore eterno tra un gemito e l’altro…

Ah, starò invecchiando: inizio a rimembrare i tempi in cui l’odio era genuino, l’antipatia perdurava e gli insulti erano sinceri. Bei ricordi, bei ricordi…

Scusate, zuccherini miei alla stricnina, mi sono lasciata andare alla nostalgia. Torniamo alla ficcyna, vi va?

 

 

Sorge una nuova aurora;  Silente fa colazione con cilum e cappuccino corretto e inizia subito a delirare di prima mattina.

Il giorno 23 ci sarà una ulteriore gita ad Hogsmeade, per tutti tranne che per i due piccioncini in punizione. Ma non è tutto!

"Volevo poi scusarmi con tutti voi per aver tardato a donare un’atmosfera più natalizia alla scuola, a causa di contrattempi…Ma non preoccupatevi! Caso ha voluto che, dopo molte esortazioni da parte della mia collega Minerva Mc.Granitt a decorare questo posto il più presto possibile, dal momento che sarebbe bastato un semplice gesto di bacchetta, io abbia trovato le persone giuste per  farlo…” Schioccò due occhiate dolci a Hermione e Draco. "

Occhiate dolci? Occhiate dolci?!

Cincinnatus! Subito, quel cati… no.

Troppo tardi, è inciampato nel Grinch. Tratterrò il conato.

Vi rendete conto? Siamo passati dalla droga agli ammiccamenti a due minorenni! ma forse sono solo maliziosa: forse quello sguardo languido era solo spento ed offuscato dalla droga. Voglio sperarlo.

Come dunque avrete capito, Draco ed Hermione rimarranno a scuola a trastullarsi con  gli abeti da decorare. Che delizia eh?

Bleah.

 

Inizia il nauseante siparietto delle decorazioni della misteriosa Sala Grange (in onore di Hermione?). Facendo lo slalom tra gli abusati punti di domanda e tra l’ottimismo dilagante nel corpo docenti (gita all’Unieuro?) si deduce che Draco non abbia proprio voglia di appender "fronzoli", mentre Hermione sarebbe più propositiva. Di nuovo fingono di litigare, arrivando -oibò!- alle mani!

Draco prende Hermione e la sbatte al muro, con l’intento di proseguire con gli insulti. Ma…

-Cazzo Granger perché sei così bella?-

I pensieri di Malfoy sono sempre così profondi. Una risposta degna di questo livello sarebbe "E tu che cacchio vuoi?" seguita da un calcio nei maroni. Ma non qui.

Draco guarda Hermione.

Hermione guarda Draco.

Io mi ravano un’unghia incarnita e sbadiglio, e per poco non mi perdo il fatidico bacio!

Immaginatevi la scena:

*smack*

Silenzio.

Imbarazzo.

Frasi assolutamente prive di senso in questo contesto  (e in ogni altro, direi) e… di nuovo, ceffone di Hermione.

Dev’essere un tic.

Draco rimane lì come un pirla con "le palle di Natale" in mano (ne ha un paio per ogni ricorrenza, questa sì che è eleganza!) e si mette a decorare l’albero a casaccio. Checchè ne dica l’autrice, il risultato sarà ovviamente un capolavoro, in quanto il God of Sex veglia dall’alto sull’operato del figlio, indirizzandone le mani.

La Grifona (bleah!) ha l’ardire di dirgli "che schifo", o qualcosa di simile, bullandosi del bel lavoro fatto invece da lei. Ovviamente il tutto è una messinscena per celare l’emozione che le torce le viscere (ah no, quella sono io, e non è emozione, è gastroenterite) e la sua femminilità che lacrima di donna. Altrettanto ovvio è il fatto che Malfoy "baci da Dio" (e ci mancherebbe, è di divina discendenza!).

In due giorni l’ammore sboccia e la glicemia si impenna.

Mentre Hogwarts viene agghindata, Pansy nuovamente è esposta alla pubblica gogna. Già, lei è la solita “Puttana” (parole di Draco: io mai mi sognerei di additar così una inclita Purosangue) che si fa tutta la scuola (compreso Gazza, Mrs Purr e Hagrid immagino), mentre la vergine-ma-ancora-per-poco Hermione è tanto leale da prenderne, invano, le difese sotto la gragnola di insulti del biondo Serpeverde.

Dopo la singhiozzante scenata di Pansy, i due amorini discutono in toni deliziosamente zuccherosi:

“[…]Si fa tutta Hogwarts e non devo dire che non è una puttana?”
“E tu allora? Sei un puttaniere! Se non un puttano!”

Ah, il lirismo! Ah, i neologismi! Ah, l’orticaria!
Ma si può?

Terminata l’opera di decoro (due persone che decorano tutta Hogwarts? Che solerzia…) persino il Vecchio Cannaiolo ne ammira l’eleganza, lanciando uno “sguardo furbo” a Draco. Questi giochi di sguardi iniziano a spaventarmi…

Di fatto però i due maghetti hanno fatto talmente un buon lavoro che la punizione vien loro sospesa, alla faccia della reputazione della scuola. Draco è mortalmente depresso perché può “scordarsi la verginità della Granger”, Hermione perché dovrà privarsi dei “baci da sogno” del Serpeverde dall’algido incarnato.
Eh certo, perché due che si detestano, si menano, si insultano per cinque anni nel giro di un quarto d’ora diventano appiccicosi come cozza e scoglio. Me lo potrei aspettare da Draco (in fondo si tratta pur sempre di emulare le gesta paterne), ma… con la Mezzobabbana?

Ri-Mah.

Passa un’altra manciata di  minuti. Draco fuma fuori dalla Stanza delle Necessità, risvegliando gli ormoni della riccia (cannibale, tra l’altro, in quanto rea di divorarsi Malfoy con pure i bulbi oculari).

-Hermione quando fuma è orrendo, è orrendo ripetilo! E’ più brutto di Gazza…Aaaa! Non ce la faccio…E’ sexy…E’ dannatamente sexyyyy!-  

Consorelle, piccoli virgulti di male, assaporate la profondità dei pensieri di questa giovine. Kierkegaard le fa una pippa, a lei!

Il tempo di scambiarsi mezza parola, e le due lingue iniziano una danza appassionata. Lo spirito del divino Lucius aleggia nell’aria, perché è sufficiente un bacio sul collo per far gemere di piacere Hermione. Mica pizza e fichi eh!

I secondi si rincorrono, le righe della ficcyna anche, ma sono davvero poche. Via i vestiti, giù per terra e…

Stavano facendo l’amore.

Be’, mi par giusto sottolinearlo, visto che qualcuno potrebbe non averlo capito. Normalmente due adolescenti con gli ormoni in fregole, trovandosi da soli in una stanza vuota, ignudi e –come fandom insegna- belli, belli in modo assurdo cosa farebbero? Scopone scientifico, o forse ramino…

Il dolore iniziale della ragazza lasciò spazio al piacere che coinvolse i due giovani in un amplesso che sembrò infinito, finchè  non raggiunsero l’apice del piacere.

Ma certo! Perché Hermione, casta verginella, dovrebbe sentire male? Dopotutto mica gratta e brucia, no! Draco è magistrale nel deflorarla, e riesce persino a condurla all’orgasmo. E ci mancherebbe, dico io!

Però, ancora una volta, che babbo Lucius non lo venga a sapere: il giovane rampollo non deve sprecare il proprio seme con una simil feccia!

 

Ora però basta col voyeurismo e passiamo oltre.

Arriva Natale, e l’Espresso sta per partire. Forse speravate che questo scempio fosse finito… e invece no!
Ci sono i regali.
Se non si fosse capito, io il Natale lo detesto. Troppe smancerie, formalità, regalini idioti…
Sì, ho detto idioti, e nemmeno questo caso fa eccezione.
La tamarraggine impera, moderata nel pensiero della Granger (“un calamaio e una penna verdi scuro con incise in argento le iniziali del suo nome: ‘D.M.’”, per evitare che Draco si scordi le proprie cifre), plateale in quello di Malfoy (“Un braccialetto con scritto: H..G . & D.M.’).

Io gliel’avrei tirato dietro, ma se ciò che mi regalano non è trasparente, durissimo e derivato dal carbone non sono soddisfatta.
A ben vedere anche l’Hermione della saga della cara vecchia Rowling l’avrebbe fatto. Alla terza riga della ficcyna si sarebbe voltata verso la vestale, avrebbe incrociato le braccia e, battendo il piede a terra, avrebbe elencato una serie di riferimenti bibliografici che attestano la reciproca intolleranza tra lei e Draco . Dal canto suo, quest’ultimo avrebbe fatto un cenno secco del capo a Tiger e Goyle, scagliandoli come furie contro una storiella che l’avrebbe visto accoppiato con l’essere femminile a lui più sgradito sulla Terra.

E invece no. Basta mezza giornata per cancellare, senza spiegazioni di sorta, anni di astio; due personaggi vengono affiancati sono perché “pucciosi”, ignorando ogni logica. Nel finale, come è ovvio, si parla di innamoramento e si sente puzza di grani promesse laddove ci sarebbe stata bene solo una sana rissa.

Ma Santa Albus mi ha privata anche di questa piccola soddisfazione.

Ora vi lascio: il Grinch ha fame, e Cinci è lento a scappare.

 

Milano, città dell'ammore

Quando una vecchiaccia acida come me è afflitta dal catarro e dalla raucedine cosa fa?
Suffumigi? Tisane puzzolenti? Impacchi caldi?
No!
Una ficcyna: se non t’ammazza, ti rimette in piedi.
E in effetti, leggendo questa (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=172127) perla ho riso così tanto che mi si sono stappate le trombe di Eustachio e almeno una narice mi si è liberata.
"Draco e il concerto rock" è il titolo, e la madre dell’opera tal the fly.
Il fandom di riferimento è il sempreverde Harry Potter, fonte inesauribile di chimere improbabili.
L’opera in questione è pure una Draco/Harry: per me è stato come tornare al primo ammmore, e i peli del mio augusto naso si son messi a fremere per l’emozione!

Dicevamo: lo Sfregiato e il Divin Pargolo sono la tipica coppia gay del ventesimo secolo, e l’autrice ci delizia con uno spaccato struggente della loro vita coniugale.
Innanzitutto si sono trasferiti in via Monte Napoleone, a Milano. Sgranate gli occhi, su. Così… un po’di più… ecco, ci siamo.
Draco, con la scusa “io sono un Auror (!!!) e sono bravo quindi il Ministero mi manda a far base all’estero e non è assolutamente perchè c’è la settimana della moda eh!” ha insistito per prender casa nel capoluogo lombardo. E fa pure il modello, con gran scorno del consorte (qualcuno ha detto Zoolander?).
Harry è il solito, patetico babbanofilo checca fino al midollo. Non solo si fa recapitare vari quotidiani non magici (credo Novella 2000, visto il tipo) e ne impesta la casa, ma s’è trasformato, in un momento non meglio identificato, in una strillante fangirl.
Essì, perchè all’Alcatraz a Milano (locale che è notoriamente tappa di magici pellegrinaggi) suonano i 30 Second to Mars,e Harry vuole andare al concerto!
Ci sorbiamo così qualche riga (sempre troppe) di “DracoDracuccioAmorinoAmoruccio mi porti al concerto ti prego ti prego ti prego?” con tanto di occhioni sbrilluccicosi e broncio finale, quando il figlio del GoS dice, saggiamente, di no.

Ma non temete, giacobine Wikipediamaniache, il peggio deve ancora arrivare.
La gayosità della scena deve ancora esplodere in tutta la tua follia di strass e ombretto azzurro.
Draco, che pur essendo un pelino più virile del consorte si diverte a leggere i giornali babbani (ho detto proprio “leggere”, non “dar fuoco”) a causa della sezione moda, s’imbatte in un articolo su Jared Leto e compagnia.
Al Divin Pargolo non va bene niente: non l’aspetto del frontman, che ci viene sciorinato nei minimi dettagli (dai “capelli color dell’ebano lisci e lucenti con le punte rosso fuoco” agli “occhi azzurro intenso” passando per l’eye-liner e i “lineamenti fanciulleschi”, tutte che ai fini della storia sono futili come un accendino scarico), non i nomi degli altri membri, su cui Draco ironizza in maniera abbastanza goffa. Ma soprattutto il meglio:

“E poi, che cavolo, si stira i capelli come una donniciola!”

… il tutto esclamato con l’algido nasino arricciato, proprio un secondo prima che Potter entri ancheggiando in camera, con le fantomatiche lenti a contatto (non sentite la mancanza degli addominali scolpiti dal Quidditch?) e l’espressione sognante.
Ci sono anche gli uccellini che cinguettano, non potete sentirli solo perchè li ho abbattuti io con la lupara.
Caro Draco, fammi capire: ti spupazzi tutte le sere una specie di checca isterica zompettante e lagnosa, e te la prendi con un povero tizio solo perchè ha dei capelli ridicoli? No, ma complimenti per la coerenza eh…

Harry ricompare al fianco del consorte, bello come un dio greco col suo fisico forgiato da Quidditch eccetera eccetera.
Ma alt! C’è qualcosa che non va.
Harry non porta gli occhiali: quelle lenti a contatto, cosa all’apparenza innocua, sono causa di uno screzio tra i due piccioncini.
Draco è geloso.
Geloso non si sa bene di chi: si spara una sacrosanta pippa mentale (e non dite che è una mia fissazione, è davvero così! Lo fa sempre!), supponendo che l’amato bene si sia tolto gli occhiali per sbatter le ciglia ad un losco figuro incontrato per caso.
Ma non temete, amate luride femmine! Arriva Potter a salvare la situazione!
Il miele inizia a grondare, e la mia glicemia s’impenna.

“Lo vide avvicinarsi a lui sopra il tavolo imbandito e poco dopo sentì chiaramente le sue mani incorniciare il suo volto attirandolo verso di sé.
Oddio Potter era un baciatore formidabile e Draco si sciolse come un ghiacciolo al sole non appena la sua morbida lingua si attorcigliò alla propria trattenendola possessivamente per buona parte del bacio.”

Perchè nella testa mi è balenata l’immagine di un polpo avvinto alla preda? Non è affatto romantico… soprattutto se a questo aggiungiamo un Draco che si liquefa e cola al suolo.

Bene, dopo altre infinite righe di battibecchi, infarcite di “il moro”, “Il biondo”, un misterioso “Il grifone” (Harry si metamorfa in un animale e Draco diventa zoofilo? Argh.) e altre amenità sulle guance nivee del divin pargolo, salta fuori che:
a) Harry al concerto ci va lo stesso, pappappero;
b) A Draco Jared Leto non fa così schifo. Al contrario. E te pareva.

Mentre il Potterverse si trasforma in una succursale malriuscita di Casa Vianello, la storia ristagna.
Harry e Draco si scambiano accuse e pestano i piedi, si rinfacciano il rinfacciabile e si tengono vicendevolmente un po’di sano muso. Alla fine Harry se ne va dalla stanza, furente.
Per richiamarlo, Draco caro ha la brillante pensata di punzecchiarlo ancora un po’, affermando che la concerto ci saranno orde di pruriginose adolescenti dalle vocette acute.
Sapete cosa gli risponde il caro Pottah? Che non sarà ovviamente così, visto che il gruppo riscuote un buon successo anche tra i maschi.
E Draco si impanica.

“Sarebbe stato pieno di giovani gay disponibili che gli sarebbero saltati addosso complice la confusione generale!”

Oi, facciamo il punto della situazione.
A me i 30stm non piacciono neanche un po’, ma dubito fortemente che il loro pubblico sia composto da una marea di giovanotti pronti a strusciarsi contro il primo maschione di passaggio!
Sniff sniff… questa rappresentazione dell’universo gay profuma un po’troppo di sandalo e lillà…

Tornamo alla storia, vi va? Perchè il bello… oh sì, il bello deve ancora arrivare!
Draco sclera. Vuole assolutamente un biglietto per quel maledettissimo concerto, visto che si sta rodendo di gelosia. E ha senso, no? Un mago che può Materializzarsi a piacere, che può Confondere un bigliettaio deve per forza trovare un biglietto, sennò come fa a entrare all’Alcatraz?
Santi numi, ci si riesce anche senza magia!
Gira e rigira, il nobile rampollo non combina niente.
Poi… l’illuminazione. Finnigan!
Seamus, a quanto pare, fa il bagarino.
Bene, ora pensiamo un attimo alle buone maniere. Voi vi fiondereste mai in casa di chiunque senza prima, quantomeno, bussare?
Draco lo fa, nonostante si suppone abbia ricevuto un’educazione particolarmente curata.
Lo fa, appunto, e sbuca dal camino del caro Seamus.
In camera da letto.
E ovviamente lo becca in atteggiamenti che non si possono nemmeno definire ambigui –erano palesi- con Zabini (qui in versione occhi blu. Chissene se nel libro è di colore).
A questo punto una persona normale cosa farebbe? A parte meravigliarsi di quanto l’omosessualità sia di moda tra gli ex studenti di Hogwarts (colpa di Silente, vedrete che salterà fuori anche questo), indietreggerebbe furtivamente verso la porta e farebbe finta di non aver visto niente.
Draco rimane lì imbambolato finchè gli altri due non han finito. Solo allora si lascia cadere sul materasso (io non l’avrei fatto, considerato ciò che stava accadendo, ma deh, son pareri) e spiattella a Seamus tutta la storia.
Dopo un’altra sessione di seghe mentali, si scopre che di biglietti non ce n’è.
Blaise e Seamus sono stati anche troppo cordiali: io avrei fracassato il lampadario in testa all’idiota che mi avesse interrotta sul più bello, restando a guardare, ma si sa, sono acida.
Con le pive nel sacco, Dracolove torna a casuccia, meditabondo.

Arrivati a questo punto ci si potrebbe aspettare di tutto.
Invece no, la ficcyna riserva ancora una meravigliosa sorpresa: un salto fuori dal carattere del personaggio tale da trasformare Draco (che già, fin qui, non brilla per sicurezza di sè e padronanza delle proprie capacità mentali) in una vedovella affranta.
Draco implora Harry di non andare.
Avete letto bene. Lo implora. L’erede della nobile casa dei Malfoy, schizzinoso e snob come nessun altro, abbastanza orgoglioso da risultare fastidioso (perdonate la rima, ma m’è scappato il lirismo) si piega a gemere davanti all’amato bene cose come “Portami con te ti prego”, frignando che sarebbe “morto di solitudine” se abbandonato per qualche ora a se stesso (come un Tamagotchi, solo con gli occhi algidi e la pelle nivea) e lasciandosi andare ai peggiori capricci.
Ma Harry è dolcemente irremovibile: no, non ce lo vuole l’altro al concerto, eccheddiamine! E soprattutto non gli lascerà usare la magia per entrare. Tiè.
Il capitolo si conclude con l’insonnia di Malfoy e la consueta bava sul corpo di Harry.
C’è un secondo capitolo, non siete felici, care vecchie megere?
Prevedibilmente, Draco un maledettissimo biglietto lo trova, approfittando della malattia di una povera ragazzuola.
Giunge così, tra altri litigi e piccole rappresaglie (eccheppalle, questa coppia è davvero irritante!) il fatidico momento del concerto.
La Splendida Coppia Gay n°2 (Seamus e Zabini) sbuca dal caminetto di via Monte Napoleone, dove si intrattiene per qualche istante col caro Divin Pargolo, ancora tutto ringufato e imbronciato (ciclo mestruale? Probabile).
Harry si sta dando il belletto. Fa un così buon lavoro che, quando ricompare, gli ormoni corrono impazziti.

  “Harry era semplicemente da prendere e sbattere al muro lì al momento pensò quando lo vide arrivare.”


Se è per massacrarlo di botte sono pienamente d’accordo, eh.

“Quei jeans neri scoloriti avevano il giro vita più basso che avesse mai visto, il primo bottone era almeno a cinque centimetri sotto l’ombelico, riusciva a vedere le ossa del bacino spuntare deliziosamente (???) oltre il bordo dei pantaloni. Per non parlare della maglia bianca che sembrava una seconda pelle sul suo corpo asciutto e atletico. Gli occhi verde smeraldo del moro erano incorniciati dalla stessa sottile linea nera che Draco aveva visto la sera prima ed erano a dir poco abbaglianti. I suoi ribelli capelli color notte erano leggermente umidi e qualche ciuffo ricadeva sulla sua fronte lasciando intravedere appena la piccola saetta.
Il biondo notò anche due polsini rossi con degli strani simboli bianchi incisi sopra che avvolgevano i polsi del suo ragazzo.” 

… ed ecco a voi emo!Potter!
Basta coi conati, applaudite, da brave!
Credetemi, è stata dura andare avanti dopo la visione paradisiaca del bacino di Potter e del suo ombelico di fuori. Avrei preferito evitare, giuro…

Come potete comunque ben immaginare, alla fine Draco ci va, a questo dannatissimo concerto; Seamus si cammuffa per un attimo da fatina di Cenerentola, e a colpi di bacchetta (niente malizia, giurin giurello!)  trasforma il sobrio ma pur sempre elegante completo beige dell’algido Serpeverde in un… un… qualcosa… che non stonasse di fianco ad Harry: quindi via di pantaloni bianchi (brrr), maglia nera senza maniche e con collo a V (per lasciar intravedere le nobili clavicole del giovin signore) e l’immancabile matita nera agli occhi.Il tocco di classe però è il “ciondolo a forma di teschio pendente da una piccola stringa nera di caucciù”.
Draco si trasforma in un tamarro da periferia, in sostanza; già me lo vedo, il Sommo Padre Lucius Malfoy, che colpisce l’indegna prole sulle rotule con l’impugnatura del bastone.
E fa pure bene!

Torniamo all’Alcatraz: Draco raggiunge Harry e gli caccia la lingua in bocca. Scremando il testo delle inutili divagazioni su quanto sia sexy Jared Leto, il succo è questo.
Si riappacificano, i due amorini… non siete sollevate? Io no.

Il piccolo, grande capolavoro si conclude con un cambio scena: i due amanti, sfiniti dopo l’amplesso (sono i geni del GoS che si risvegliano) consumato ascoltando il cd del 30stm si scambiano paroline dolci.
Ma per “dolci” intendo proprio “nauseanti”.
Draco di nuovo si trasforma in qualcosa che ha pochissimo a che fare con il personaggio che dovremmo conoscere, e giunge a sussurrare… anzi, miagolare all’orecchio dello Sfregiato:

 “Ti avrò tutto per me, sempre?” disse il serpeverde con l’espressione innocente di un bimbo che supplica i suoi genitori di confermare l’esistenza di Babbo Natale” 

Argh.
Cincinnatus, questo è troppo anche per me. Catino, subito!

Siamo prossime alla conclusione, giacobine mie adorate. Propongo un attimo di raccoglimento per prepararci spiritualmente all’estasi delle ultime righe, dove Draco, definito “piccola serpe ingorda” (ma santo Chtulu! No, questo no! Che Pazoozo emerga dagli inferi e purifichi questi regni immondi!) propone ad Harry caro di cambiare posizione e di rimettere su il cd.

Io propongo di rimettere e basta.

Avere delle passioni è bello e lecito.
Io, personalmente, distillo veleni e amo, al contempo, dedicarmi alla cucina.
Questo per dire che, spesso, unire i due ambiti che fanno palpitare i nostri piccoli cuori carbonizzati non è una buona idea.
E non lo dico solo perchè Harry e Draco finiscono, in troppe ficcyne pseudoslash, per sembrare due checche improbabili, finite assieme in una casetta tutta rosa e frufru in barba ad anni di angherie e rivalità; non lo dico solo perchè il mio stereo rigurgita le note stridule dei Satyricon, e ciò che fa meno rumore per me non è abbastanza “true”… lo dico perchè il miscuglio indiscriminato di Potterverse e Jared Leto  senza uno straccio di avviso che dica “ehi, questi personaggi non c’entrano una beneamata mazza con quelli creati da mamma Rowling” (mi sarebbe bastato un OOC. Avrei riso lo stesso, ma senza troppa malignità…) è proprio una chimera bizzarra.

Bah.
Miei piccoli embrioni di ratto sotto formalina, torno nel mio antro a dar da mangiare ai miei Nepenthes.
Vi lascio una manciata di caramelline all’amanita, non strafogatevi, mi raccomando!

 

 

Scambi interQulturali? No, grazie.

Non ne avete avuto abbastanza di studenti salutanti, genitori piangenti, bambini schiamazzanti e animali piuttosto depressi rinchiusi nelle loro rispettive gabbie, rassegnati ad un altro anno di voli ed altre esperienze stressanti e pericolose, vero?
No?
E allora seguitemi in questo nuovo viaggio nel meraviglioso mondo della fyccina, fedeli compari.
Continuo a non aver niente da fare, e sono febbricitante.
Non toglietemi quest’unica gioia rimastami.
Gioia.
Beh.
Ora non esageriamo.
Come ogni anno i Grifondoro e i Serpeverde appena scorgono o fiutano uno della fazione opposta si ringhiano contro come bestie feroci sul punto di azzannare alla gola una preda succulenta.
Sapevatelo! Su Animal Channel.
I nostri eroi (sì, i soliti… non fatemi ripetere Harry, Ron, Hermione Ginny e Neville, su!) cercano un posto a sedere.
E indovinate chi occupa l’unico scompartimento libero del treno?
Sì, la solita sconosciuta.
La solita sconosciuta che non conosce le minimeminimeminime regole di educazione.
La solita sconosciuta dalla fluente massa di capelli castani mossi, in parte raccolti sulla nuca, dagli occhi color grigio azzurrino, come il cielo in tempesta, che ha occupato tutto lo scompartimento con cappotto, borsa, baule, gabbia del corvo e corvo. Corvo che, per inciso, si chiama Cagliostro.
Harry Potter, invece che lanciarle una simpatica maledizione senza perdono, si presenta.
Ovviamente agli altri ciò non necessita, perché alla fanciulla-dagli-occhi-improponibili basta fare due più due per riconoscere e dare un nome ai suoi amici.
Dalle labbra di Ginny, veniamo a sapere che Asharos di Neraserpe (no, non è uno dei Cavalieri dello Zodiaco… almeno credo), è una studentessa in trasferta.
Italiana, ovviamente.
Suvvia, chi di noi non ha una parente che si chiama Asharos? È un nome così comune…
Brava… hai vinto il mongolino d’oro…
A parte che credo che il concetto di mongolino d’oro sia tipicamente italiano, e che quindi i nostri eroi non potrebbero afferrare l’ironia.
A parte che io non sentivo la formula mongolino d’oro da quando ero alle elementari.
A parte che la discriminante per entrare ad Hogwarts dovrebbe esser la buona educazione, e non l’attinenza con la magia…
Sono nel progetto SIGME, Scambio Intereuropeo di Giovani Maghi Eccellenti.
Io direi che SIGME sta per Scambio Intereuropeo di Gesù, MarySue, Eccheppalle!!
 
Una volta giunti a scuola, immancabile è il trito e ritrito teatrino del Cappello Parlante:
Oh! ma cosa abbiamo qui? Un pollo. Su, Cappe’, cosa vuoi che abbiamo? Una studentessa straniera!Ecco, appunto. Non è rifiutando la realtà, che cambiano le cose. Sei una personcina interessante, tu… Eh, figurarsi se se la liquidava in un secondo. non Tassorosso, non ne hai la pazienza… Eufemismo per “sfiga”. non Corvonero che, per quanto ingegno tu abbia, non potrebbe sopportare la tua poca voglia di studiare… Guai se fosse stupida, la protagonista. Non è perché non è intelligente, che non va a Corvonero, ma perché non ha voglia di studiare, stellina. neanche Grifondoro. Il nome stesso della tua famiglia lo esige…. Ma che, al nome della famiglia non potevi pensarci prima, ché risparmiavamo tutti mezz’ora di vita? Mi sembra che tu possa stare solo a SERPEVERDE!
Asharos, accolta personalmente dal Divin Pargolo, viene nominata Caposcuola onoraria. Così, forse avanzava una spilla.
Perché, vi chiedete?
Per farla sentire più partecipe alla vita della nostra scuola, spiega il Preside.
Hmmm… perché non nominarla Regina del Ballo di questo Ceppo, allora?
L’utilità della carica è la stessa, mi pare.
Al tavolo dei Serpeverde, il Divin Pargolo chiede GIUSTAMENTE che razza di nome sia Asharos.
E allora che razza di nome è ‘Draco’?
Giacobini, alla ghigliottina!
Ha osato aver da ridire sui gusti del GoS!
Perché Draco è stato un nome scelto e benedetto dal GoS e dal suo seme. Mettere in dubbio la sua fulgida bellezza è blasfemo.
Ma il giovin signore non se ne cura, guarda e passa:
Mi rispondi tono su tono, eh?
Draco, puccipù, sei sconvolto.
Si dice, a-hem, “rispondere a tono”, caro.
Tono su tono si fa la tinta per capelli.
Ma il delirio continua.
Mi piace il tuo modo di fare.
Ricordiamoci, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, che Draco Malfoy ha iniziato ad odiare Harry Potter perché si è rifiutato di stringerli la mano. Credo che dirgli “hai un nome di merda” sia ben peggio, ma ciononostante Egli (con la E maiuscola) le presenta l’intera compagnia.
Su, non fatemi ripetere Vincent Tiger, Gregory Goyle, Daphne Greengrass, Pansy Parkinson, Millicent Bullstrode, Theodore Nott e Blaise Zabini, che sennò facciamo notte.
Qui veniamo a sapere (da quel gran viveur che è Zabini, ovviamente) che, come Serpeverde, si ha il diritto di partecipare a qualunque festa illegale si tenga all’interno della scuola.
Ma… prefetti, capiscuola e professori che accidenti stanno a pattugliare se si riescono a tenere feste illegali??
Inoltre Asharos, che dagli amici si fa chiamare Ros (che credo stia per “radicale libero dell’ossigeno”), ci informa che ha un cavallo di nome Akbar.
“Eccheccene?” direte voi.
In effetti nulla, ma mi serve un’ottima palla curva da ribattere per continuare la recensione, perché Blaise (sempre lui) la invita entusiasta per le vacanze di Natale, spiegando che ha una scuderia di purosangue.
Ecco dove si radunano i Mangiamorte.
Tutti a casa Zabini, su!
Ros, come se non bastasse, vuole entrare nella squadra di Quidditch.
Come Cercatrice.
Draco, ovviamente, le fa notare che il posto è già occupato, e per di più da lui. Ma, invece di fanculizzarla come meriterebbe, accetta la sfida più vista e rivista della storia di manga, anime e fyccine:
Ti sfido a una partita cercatore contro cercatore. Chi prende per primo il boccino vince e diventa cercatore ufficiale.
Non serve andare avanti nella lettura per sapere chi vincerà.
Ma noi siamo masochisti.
 
Tralasciamo l’osservazione il professor Piton era la fotocopia vivente di un cantante italiano (SAAACRILEEEEGIOOOOO!!).
Tralasciamo il fatto che lei ed Hermione fanno a gara a chi risponde meglio alle domande di Renat… ehm, di Piton.
Tralasciamo le frecciatine tra lei e Draco.
Tralasciamo Blaise amico del cuore.
Tralasciamo il sono la miglior cercatrice della mia scuola! Una volta sono riuscita a prendere il boccino prima ancora che qualcuno segnasse un punto.
Tralasciamo l’attenta, ragazza. Potresti trovarti a navigare in acque pericolose se ti metti a tampinare un dongiovanni come lui.
Tralasciamo Daphne e Pansy amiche del cuore forse più di Blaise.
Possiamo tralasciare il primo party dell’anno?
No.
E nemmeno la festa a sorpresa per lei organizzata dai suoi compagni.
La sala comune viene addobbata come la Tana dei Weasley: torte, bottiglie di burrobirra e idromele e anche un po’ di firewhisky campeggiavano sul tavolo più grande della grande stanza.
I Serpeverde non me li immaginavo tipi da torte.
Li facevo più minimalisti.
Quando le tre ragazze entrarono nella stanza, era tutto buio, poi Draco e Blaise si erano avvicinati e avevano acceso la luce gridando a squarciagola -Benvenuta tra i Serpeverde!- e causandole un mezzo infarto.
Uffa, perché solo mezzo?
Capisco che chi ben comincia è a metà dell’opera, ma così mi pare davvero troppo poco.
Asharos non bevve molto. Confidò a Draco e Blaise che lei non reggeva troppo bene l’alcol e che preferiva non esagerare.
Meno male.
L’orgia è scongiurata, almeno per questa sera.
 
Arriva il fatidico giorno.
No, Ros non se ne va affan.
Parlavo dell’attesissima sfida di Quidditch, no?
Ovviamente, la nostra eroina ha come manico di scopa una maestosa Firebolt, lucida e dalle forme perfette.
Ora non solo le padroncine, ma anche le scope hanno forme perfette!
Veniamo altresì informati che i Serpeverde hanno la Nimbus 2001 di quattro anni prima.
Povero GoS.
I soldi che era solito devolvere alle attrezzature di Quidditch della squadra, adesso li devolve per pagare gli alimenti ai figli che gli hanno dato le MarySue che ha stuprato o che ha ingravidato semplicemente alzando il sopracciglio.
Dimenticavo: Ros diventa la nuova cercatrice.
E Zabini esulta.
E Pansy e Daphne diventano le nuove cheerleader ufficiali di Ros.
 
Okkei…. premettendo che ho notato punti poco chiari e almeno un paio di controsensi, e perché non hai corretto? ho deciso di postarvi anche il capitolo 1, tanto per fare…. massì, tanto… mi dite qualcosa? Qualcosa. Fatto. Ho già 17 persone che hanno letto e non hanno detto nulla… Non mi stupisce siano rimaste senza parole. come dice il mio prof di anatomia, faccio già fatica a capire quando le persone parlano, figuriamoci quando stanno zitte… Il mio dice “signorina, si ripresenti al prossimo appello”. Due volte. Stronzo! mi sapete dire com’è la storia? Aah, ecco. Sapevo che era lì che si doveva andare a parare. Potete anche dire che fa schifo, così la tolgo subito ed evito di farmi male da sola… Non mentire, sappiamo entrambe che non lo faresti mai.
 
Le feste illegali che si svolgevano ad Hogwarts erano solitamente memorabili, soprattutto da quando i Serpeverde avevano preso in mano la loro organizzazione. Eh? I luoghi erano sempre scelti con cura, lontano dagli occhi scrutatori di Gazza e quelli spioni della sua malefica gatta. Massì, in fondo è per le feste illegali che sale come la Stanza delle Necessità sono state create… In quelle sere di esagerazione le cucine erano saccheggiate e gli elfi erano mandati a fare commissioni di alcolici da miscelare nei cocktail più astrusi che si potessero immaginare. Certo. Perché gli elfi domestici sono i migliori barman mai partoriti dalle viscere della nostra madre Terra. In un particolare punto di una delle serre di Erbologia, cresceva ben nascosta la pianta più utilizzata entro le mura del castello. Ecco perché la Sprite (e Silente) hanno sempre quell’aria un po’ così…
Oh, ma per favore!!
Ci rendiamo conto? Sì? No?
E noi, Mangiamorte fedeli al sangue puro, veniamo a conoscenza della terribile verità: la signorina Parkinson e la signorina Greengrass, fiore all’occhiello della futura generazione di seguaci dell’Oscuro, sono due volgari, disgustose babbanofile:
-Quest’estate mi sono sbizzarrita! Ho fatto shopping selvaggio, con mia madre. L’unica cosa a cui servono i babbani credo che sia fare vestiti.-.
Così detto sfoderò un abito di Valentino rosso fuoco, senza spalline.
Daphne rise e mostrò alle altre due abiti di Vuitton e uno di Yves Saint Laurent.
Theodore Nott si abbassa a fare il dj.
Hermione è fasciata in un sensuale abito scarlatto piuttosto corto, dalla generosa scollatura.  Che la scollatura sia generosa o meno, ricordiamo che la signorina è comunque piatta come se ci fosse passato san Giuseppe con la pialla.
Ginny sfoggiava una corta gonna a pieghe nera e una canottiera rossa con pizzi scuri. Per la felicità di Ron, immagino.
Asharos prende in prestito da Daphne un abito in stile impero ma corto al ginocchio, di un azzurro chiarissimo. Ai piedi delle semplici ballerine nere.
COOOOSA E’ SUCCESSO?!
Dove sono le curve mozzafiato, la scollatura generosa? Dove sono le gonne giropassera? E… semplici ballerine? Come una casta novizia?
Ron e Harry concludono la collezione autunno/inverno degli Hogwarts stylists, vestiti sobriamente con jeans scuri e camicia bianca.
Che classe, che classe!
Draco ci prova tutta la sera ma, visto che Asharos si limita a bere un irish coffee, per questa volta non rimedia niente.
 
Tra uno sbadiglio e una pennica, arriviamo alla doverosa partita Grifondoro-Serpeverde, in occasione della quale veniamo a sapere che Zabini possiede una Lamborghini.
Informazione fondamentale ai fini della trama, sembra di leggere la Rowling.
Serpeverde vince per merito di Ros.
E, stendendo il solito, pietosissimo velo su:
-E per Asharos, hip hip!-
-Urrà!-
Ci spostiamo negli spogliatoi, dove entriamo nell’agognato vivo della fyccina.
La nostra fanciulla, appena uscita dalla doccia, ha appena il tempo di indossare la gonna e di restare con solo il reggiseno nero nella parte superiore.
Sinceramente, io non immagino nessun reggiseno, di nessun colore, nella parte inferiore.
Mentre si frizionava i capelli con l’asciugamano, qualcuno la abbracciò da dietro.
Sì, proprio lui.
-Sei un bastardo.- ringhiò la ragazza.
-No, Serpeverde!- fece lui divertito -Il che comporta anche essere bastardo…-
Uhm… sì? Cioè… sì?
Il ragazzo posò le sue labbra su quelle di Asharos, che sulle prime si irrigidì. Occielo. Non è che Asharos ha una sorpresina per Draco, nelle parti basse? Draco le affondò una mano nei capelli, mentre con l’altra le percorreva la schiena. Arrivato alla chiappa, svoltare a destra… tom tom! Sotto il tocco di lui Asharos si ammorbidì, permettendo al ragazzo di penetrare oltre le labbra, fino a poco prima serrate duramente. Le loro lingue si incontrarono, approfondendo il bacio. Prima di approfondire il bacio, sarebbe stato carino che le loro lingue si salutassero. Maleducate!
Il Serpeverde si allontanò da lei e la guardò intensamente.
-Baci bene, italiana…-
-Italians do it better, si dice così, no?
Sì.
Io una maglietta con un cane spiaccicato con su scritto “Lassie non torna a casa”, già che c’eri potevi dirgli pure quello. E un’altra con “Luca Toni: Venduto”. Credo che Draco avrebbe condiviso.
Arrivati in sala comune, comunque, l’entusiasmo del Divin Pargolo non è ancora scemato, e le propone una cavalcata notturna.
Mi avrai strappato un bacio, ma ti assicuro che quella che sta più in basso non la me la prendi con altrettanta facilità.
Quelle finesse.
Ma terrei a portare la vostra attenzione sull’annosa domanda che l’autrice pone a fine capitolo a noi lettori: non che qualcuno sa come si chiamano quei 4 inutili cosi dei Tele Tubbies?
Oh, cielo, che domande fai? James, Sirius, Remus e Peter, ovviamente!
 
Segue insostenibile cancan di feste, strafeste e controfeste, con fastidiose manifestazioni d’amicizia intercasa.
Poi, come un pugno nello stomaco, il colpo di scena: la famiglia Neraserpe è una famiglia di mafiosi, insomma, non è che lo sono veramente, ma l’organizzazione che hanno è uguale… Coppola e lupara? sanno tutto di tutti, mi fanno controllare e se faccio un solo passo falso me lo fanno pagare con gli interessi del duecento per cento. Oh, beh, quello non è essere mafiosi: stai tratteggiando il modello comportamentale del genitore ossessivo. Non è mafia, è malattia. Quando finirò la scuola mi costringeranno a sposarmi (…che colpaccio di scena, neh?) e l’unica cosa di cui potrò occuparmi, sarà sfornare un erede per il mio amatissimo marito. Il rifiuto del figlio potrebbe essere spia di una forte personalità narcisistica, stiamoci attenti che sennò son guai. E l’erede deve essere maschio. Perché noi le inutili femmine non le vogliamo. I miei hanno firmato un contratto prematrimoniale in cui si dice che se entro tre anni dalla celebrazione del matrimonio non sarà nato un erede maschio, mio marito potrà ripudiarmi, fregandoci un sacco di soldi. Questo è il contratto prematrimoniale più minchione in cui mi sia mai imbattuta.
 
A Natale tutti, Grifondoro compresi, vengono invitati a casa Zabini. E anche Luna, venuta fuori come un fungo, con la quale Nott ci prova spudoratamente.
Zabini ha quattro elfi domestici che si chiamano come i Teletubbies (ecco il perché dell’annosa questione).
Essendo Natale, ci tocca sorbirci l’ennesima festa e l’ennesima passerella di abiti d’haute couture.
E anche il solito anonimo sfigato che importuna la protagonista.
E anche il solito Draco-cavalier-servente che la salva.
Dopo giorni e giorni di tentativi d’approccio, comunque, Asharos non si ribella più alle attenzioni di Draco.
Allora è proprio vero che la terza volta è quella buona… è il commento del giovin signore.
Vergogna! A tuo padre basta un’alzata di sopracciglio per far cadere un’inutile femmina ai suoi piedi!
 
 

Gary, ti presento Mary

Signori, pirati, eccoci di nuovo ad Hogwarts.

Niente Mangiamorte, i miei colleghi sono rimasti a casa o ricoverati al S.Mungo: l’ulcera è una brutta cosa.

Veniamo avvertiti che il racconto non è adatto ai deboli di cuore, ma io sono una DE coraggiosa e proseguo nella lettura.

Cruciatevi qua.

 

Scopriamo che la “guerra tra case” non è più solo una competizione per la conquista della coppa o inezie simili, ma questa volta si tratta della conquista del mondo magico.
Voldemort nel frattempo si gratta il sedere?

Poi, unamattinaarrivaGaryStuchecomesempreèfighissimosenefregadituttivadaSilentevienecondottonellasuastanzadisfalevaligieescendeinsalacomune.

 Sì, il tutto spiegato più o meno a questa velocità.
Gary, palestrato albino, incontra e si scontra con Lic… Hem, con una ragazza Serpeverde.
Gli occhi di lei son pieni di lacrime; si presentano, lei è Helena Blackblood, Lui Sephiroth Omega.

 …

SEPHIROTH COSAAA!?!

Scusate.

Se… Seph… Non riesco nemmeno a scriverlo… Gary Stu scopre così che Helena è la figlia di Bellatrix ( che lui conosce molto bene).

Sono abbastanza calma al momento, perché Bellatrix fa Lestrange di cognome, e non Blackblood.

Gary chiede ad Helena perché piange, e scopriamo l’affronto: il suo ragazzo, Draco Malfoy vuole portarsi a letto le Mezzosangue.

 Sephiroth la guardò -Si abbassa a tanto? Eppure l’Oscuro sembrava soddisfatto di lui- disse tranquillo.

Gary, hai detto la prima cosa sensata in questa storia.

Il Serpeverde alzò le sPalle

Scritto così…

La Blackblood seduce quindi Gary in riva al lago, davanti agli occhi di un Draco parecchio incazzato.

Helena lo spinse contro la brecciolina del lago ed iniziò a baciarlo. La rabbia che covava era immensa, si Draco l’avrebbe rimpianta

Dopo ore, si ritrovarono sulla riva del lago, mentre Helena accarezzava lascivamente il Serpeverde.

 Scusate, ma i professori? Gli studenti? Cazzo, è una fottutissima scuola! Da quelle parti girano degli undicenni, e voi scopazzate così impunemente all’aria aperta?

-Sai- disse ridendo- sei davvero un serpeverde DOC-

Ha il marchio (nero) di garanzia sulla chiappa? Solo i Serpeverde sanno fare sesso? “Sei un vero Serpeverde” equivale a “Sei un vero uomo”? Rispondetemi, io sono confusa.

Gary incontra quindi Draco, ed in un noioso battibecco dove fanno a gara a chi ce l’ha più lun… Hem, a chi è il “Pupillo preferito dell’Oscuro”. Draco litiga anche con Helena, ma fanno pace perché si amano tanto.

Helena non smise di provare rancore verso la mezzosangue, non le avrebbe parlato mai più

Perché prima erano amiche? Bella amicizia, una chiama l’altra con termini razzisti, l’altra limona col ragazzo dell’amica!

GaryeDracos’incontranosichiarisconoediventanoottimiamici.

Conosciamo quindi la stronza che ha baciato il ragazzo dell’amica: Luana, Grifondoro, che baciando Draco ha messo fine alla sua storia con Fred Weasley.

 Povero Fred, anche lui vittima delle Sue.

Scena madre, in cui Luana tenta di chiarire con Helena: laBlackbloodhaunacrisiistericaesenevaDraco la segueGaryeLuanainizianoadinsultarsi.

Professori, tutti in ferie? Siamo in sala grande e scoppian risse così?

-Pulisciti la bocca, prima di nominare i Grifondoro, serpentello-
Qua mi vedo un’ Avada Kedavra, lanciata direttamente dal tavolo dei professori…

A suon di “serpentello”, “Grifonessa”, “Grifonfessa” ed amenità simili, Gary minaccia di far del male a Fred se lei si avvicina ancora a dei Serpeverde.
A me risulta che tale Weasley sappia difendersi da solo, ma comunque…

 
Secondo capitolo!

Quel giorno, dopo la scena in sala grande, Seph  decise di andare a fare un giro per Hogsmeade.[Perché, giustamente, chiunque può decidere di lasciare il castello quando vuole!] Entrò in un locale, dove intravide la professoressa di Aritmanzia, Sary Taylor.[Chi!?!] Sary era una donna socievole, con i capelli e gli occhi castani.[E chissenefrega?] (…) Sary salutò ed uscì, aveva un impegno con suo fratello, Roger.[Interessava a qualcuno?]

Nel frattempo arriva Luana (che da questo momento chiamerò Mary), si siede, ordina due Burrobirre e due Sidri.

Fermi tutti: ma non era minorenne? E le servono il Sidro?

Mary inizia a bere, dopo il primo boccale è già brilla (e ce ne vuole, dato che la Burrobirra è ANALCOLICA); chiede altre due Burrobirre ( che vescica ha, quella di un bue?), sotto gli occhi schifati di Gary, poi lo invita a bere con lei;  fa per alzarsi, gli lancia un bicchiere (ma i proprietari, sbatterla fuori?) e cade a terra svenuta. Gary, per farla riprendere, le fa un Innerva ( ma non serviva contro gli schiantesimi? E non sarebbe stato meglio lasciarla lì, nella speranza he soffocasse nel proprio vomito? Sei un Serpeverde, dannazione!), iniziano a litigare come siamo usi vedere nelle ficcine ( ovvero con dialoghi patetici, improbabili ed infantili).

-No, caro, per niente. Ma non accetto che il toro dica cornuto all’asino, a buon intenditor poche parole, giusto?- chiese la gryffindor
Non ci sono più le mezze stagioni ma, effettivamente, una rondine non fa primavera.

-Beh, anche tu-Sai-Chi è un mezzosangue mi pare, per non parlare di un vecchio professore di Hogwarts, direttore della tua casa.
Vecchio un cazzo, nei libri non ha nemmeno quarant’anni!

disse Seph alzando le sPalle.
È un vizio…

E con questo, per oggi, concludo.

Degno figlio di cotanto padre

ATTENZIONE: La fanfic in questione contiene scene scabrose e che potrebbero turbare.
Se siete minorenni o avete recentemente litigato con la famiglia Malfoy, siete pregati di non leggere quanto segue.
 
 
Per il mio “battesimo di fuoco” su Fastidious non potevo che presentarvi una storia che in qualche modo riguardasse la principale divinità che si adora in quel del Tempio, ovvero il GoS Lucius Malfoy (anche se, e credo che nessuna di voi me ne farà una colpa, io tendo a preferirgli la bistrattata consorte Narcissa. Lo so che le donne sono esseri indegni e Veicoli del Primigenio Male, ma che ci volete fare? Il qui presente Dk è una creatura abominevole, e non si vergogna ad ammetterlo).
 
Protagonista della vicenda è in realtà il suo dolce virgulto Draco, ma potrete ammirare la proverbiale finezza ed eleganza nell’esprimersi di Lucius grazie a questo link:
 
 
L’incipit della storia aggiunge al tutto un tocco di mistero, soprattutto perché non c’è traccia di un soggetto e quindi sulle prime non si capisce chi cacchio stia parlando. La stupidità del personaggio in questione (se sei un mago perché invece di tornare a casa a piedi non ti Smaterializzi?) mi induce a pensare che si tratti di Patatino Potter, e i miei sospetti trovano presto conferma.
 
In astinenza? :“Magari avesse anche lui qualcuno con cui scambiarsi dei baci… ma purtroppo la guerra e tutto il resto, non aveva mai avuto il tempo materiale di occuparsi di una relazione. Si, aveva avuto quel mezzo flirt con Ginny, ma a parte questo… il nulla più completo.
Non si vergognava ad ammettere che era vergine. Stava solo aspettando la persona giusta…”.
E chi sarà mai questa “persona giusta”? No, non si accettano scommesse, direi che è già piuttosto ovvio…
 
Comunque, Harry passa per un parcheggio dove non c’è neanche una macchina e neppure un lampione acceso; ciononostante Potter riesce a scorgere una automobile nera (nonostante, come detto due righe sopra, non ci siano macchine in quel parcheggio), a capire che è una monovolume, e che – dato che all’interno splendono delle piccole lucine – forse una coppietta sta combinando cose turche.
Non mi spiego, personalmente, il collegamento lucine = coppia in fase ricreativa. Che i maghi brillino al buio durante l’atto?
 
Ma non preoccupiamoci di problemi tanto triviali, e passiamo al succo della vicenda: dall’automobile esce, come sempre impeccabile, il God of Sex Lucius Malfoy, che con eburnea mano afferra Potter per la collottola, tipo gattino, e lo tira nell’auto. Quindi, dopo qualche minuto di silenzio, Lucius si ricorda la battuta che doveva dire, e informa Potter della sua volontà di “divertirsi” con lui.
Harry e il buongusto inorridiscono.
 
Oh, ma cosa sta entrando dalla finestra? Un gufo di Lucius in persona, quale onore! Leggiamolo subito: “Ci tengo a precisare per gli stimati lettori della recensione in questione che colui che abusa del mio nome in questi tristi frangenti altro non è se non un vile impostore, turpe e meschino, nonché alquanto sboccato, che si è appropriato della mia identità per coprire i suoi atti osceni. Ah, e le monovolume fanno pietà, se mai dovessi andare in giro con un volgare mezzo Babbano come minimo mi piglierei una Rolls Royce.
In fede,
Lucius Malfoy”.
 
Ricordatevi, gentili ascoltatori, di ringraziare il God of Sex per questo suo tempestivo intervento sacrificandogli una fyccina vergine (e per l’ennesima volta, no! Quelle con protagonista Ginny Weasley non vanno bene!) durante il prossimo plenilunio.
 
Patatino Potter vorrebbe scappare, ma è immobilizzato dalla paura, e anche da alcuni uomini che ne approfittano per spogliarlo. E qui vorrei precisare: ci troviamo in una monovolume, ricordatevelo. D’accordo che le auto dei maghi all’interno sono più grandi grazie alla magia, ma non credo ci sia comunque abbastanza spazio per un’orgia o qualunque cosa abbiano in mente Lucius e i suoi allegri compagni di merende.
 
All’improvviso comunque salta fuori Draco, che scopriamo innamorato di Harry. Il giovane Malfoy, invece di tentare di Schiantare il padre e i suoi amici ed aiutare così nella fuga il suo amato (che è un pirla, visto che ha avuto almeno duecento occasioni per Smaterializzarsi. Quando uno è di coccio…), si lascia andare a pensieri triti e ritriti, fino all’imperiosa richiesta paterna.
 
Ipse dixit : “Lucius sussurrò a suo figlio: “Prendilo.”
“Stronzo. Non puoi farmi fare questo.”
Il corpo di Draco si mosse, e anche i suoi vestiti sparirono. Si avvicinò ad Harry, quando suo padre ordinò: “daglielo in bocca.”
Draco eseguì, come un automa.
“Dio, credo che morirò. Ilmio cuore non può resistere a tanto. Perchè? Harry mi dispiace, amore non sei solo, ci sono io, lo so chenon pu sentirmi, ma ti prego, non soffrire troppo, io soffro con te.””.
Ma il bello deve ancora arrivare, signori miei…
 
Il momento è tipico : “Harry vide l’asta (asta? Ma può giocarci anche a biliardo?) di Draco avvicinarsi, sentì la sua bocca aprirsi sotto l’assalto di Malfoy, e ne percepì l’asta (e ridagli con l’asta!), lo stava quasi soffocando. Il suo sguardo incontrò qullo di Draco, implorando aiuto, ma quello che vide fu Malfoy che chiudeva gli occhi.
Harry sentì il membro di draco irrigidirsi nella sua bocca. (informazione di servizio: il pene si irrigidisce solo quando il sangue inizia ad affluirvi con maggior intensità rispetto al solito. Questo avviene quando si è eccitati o quando l’organo è stimolato fisicamente. Perciò non credo che a Draco alzerebbe la bandiera sull’asta in condizioni come queste… Però è vero, non dimentichiamoci che uno dei poteri che i baldi giovani di Hogwarts acquisiscono nelle fyccine yaoi è l’erezione istantanea sempre e comunque!)
Amore, Harry, non guardarmi cosi, con quegli occhi verdi che stanno diventando lucidi. Ti prego, non piangere. La mia vita già non ha alcun senso. Ti prego non piangere. Chiudo gli occhi per non vedere te. Lo so che ti sto uccidendo lentamente ma non voglio vedere i tuoi occhi che si spengono perchè non hanno più nulla di bello da vedere.” (lo sentite questo suono? E’ la banalità che va a nascondersi)
Draco continuava a spingere dentro la bocca di Harry, finché non venne… si riversò dentro Harry, che tenendo gli occhi chiusi, non vide la lacrima che era scesa dagli occhi di Draco.
Cosa ho fatto? Cosa ho fatto? Ti ho sporcato, ho macchiato la tua innocenza con la mia lussuria. Mi odio. Vorrei uccidermi, ma ti devo ancora macchiare. Dopo mi sentirò cosi male che vomiterò per giorni. Ma tu, amore, tu riuscirai ancora a vivere dopo che io ti avrò tolto la tua purezza?”
Harry non lo so, ma se fossi al suo posto qualche centinaio di vaffanculo – e pure un bel morso non dico dove – non te li avrebbe tolti nessuno.
 
La storia prosegue nel più avvilente e triste dei modi: Draco continua a piagnucolare sul fatto che Harry è il suo unico amore e lui lo sta distruggendo, ma ogni volta che Lucius apre bocca il figlio si affretta ad obbedire. Eh, è proprio vero che al God of Sex non si può dire di no! Anche perché non appena il capofamiglia Malfoy ordina imperioso al figlio: “Sbattiglielo dentro!” (sic…), scopriamo che Lucius deve avere studiato come Sith con Palpatine, dato che il corpo Draco inizia a muoversi senza controllo come sotto l’effetto dei famosi “trucchetti” jedi.
Vi risparmio altri particolari della squallida scena, e glisso direttamente sul finale di questo capitolo.
 
Arrivederci e grazie : “Draco finì l’amplesso svuotandosi dentro Harry.
Lucius scaraventò Potter fuori dalla macchina con un “Grazie per il divertimento. Mi raccomando, non raccontarlo a nessuno. Non vorrai rovinarti la reputazione.”(eh? Ciccio, siete stati voi a prenderlo e a stuprarlo, al massimo sarete voi che perderete la vostra reputazione in caso di denuncia, che spero Potter sia sufficientemente intelligente da sporgere. Rileggiti il vocabolario, prima di usare parole a caso)
La macchina partì.
Nel buio della notte harry fuggì, shockato.
Nel buio della sua anima Draco piangeva.”.
Nel buio della mia stanza anch’io piango lacrime defunte.
Amen.

Arcani svelati

Miei vogliosi pulcini, siete pronti per una nuova incursione nel magico tunnel di Draco Lucius Malfoy?
Suppongo di sì.
Esistono quesiti che tormentano le nostre già agitate notti, domande che minano il fragile equilibrio psichico delle Vestali, ma anche di chi serve le Tenebre.
Qual è il reale scopo dell’ umana esistenza?
Quella che chiamiamo anima è una rifrazione del nostro SuperIo oppure un soffio di coscienza divina?
Come potremmo definire un Dio, qualora fossimo persuasi della sua presenza?
Perché Draco Malfoy è passivo?
Darò la precedenza al più profondo dei dilemmi, grazie all’ erudita ma piacevole riflessione della Vestale Stateira.
Svela il mistero!
Il divin pargolo frequenta da tempo Potter, ma la relazione non procede secondo il volere del solo erede del God of Sex: ciò è dovuto agli arditi comportamenti di Harry.
“E quel maledetto non faceva altro che parcheggiare il suo bel pancino fra le sue gambe, sempre, ogni volta, e farsi i suoi comodi, divertirsi finchè voleva, tranquillamente spaparanzato su di lui con tutto il suo dolce peso!”
Un giocattolo sessuale biondo platino?
No, mai potrà essere!
Una simile vergogna non può essere portata innanzi allo sguardo algido del Sire.
Questa volta, Draco se la caverà da solo: “sfidò mentalmente il suo compagno ad avere qualsiasi cosa da obiettare circa la ramanzina che gli avrebbe fatto di lì alle prossime tre o quattro ore.”
Io, fossi nei panni di Potter, farei un pisolino mentre Malfoy arringa i fedeli. Quattro ore sono decisamente troppe, soltanto Lucius può dener desto un organo sessuale con la potenza della sua voce.
I due amanti, nella Stanza delle Necessità, affrontano lo spinoso problema con un dialogo oltremodo interessante.
La conclusione del verbiare è ovvia: Harry dovrà prendere… Una diversa posizione.
Draco realizza così il sogno di una vita, anche in IC.
Certo, il Grifondoro era un amante attento e premuroso, come testimonia la frase: “lui era stato letteralmente splendido, con Draco, la prima volta. Niente fretta, un sacco di parole carine, incoraggiamenti a tutto spiano, delicatezza da manuale”.
Tralasciando le virgole ingiustificate, mi viene da pensare che un patner non sia gentile perché attraverso l’amplesso dimostra il proprio (amoroso o non) sentimento, ma per mera buona educazione o per evitare una denuncia. Ciò è inquietante.
“Harry strinse istintivamente le natiche, contro il materasso.”
Tanti uomini sono d’accordo con lui.
Il figlio del GoS non ha tempo da perdere: ha ottanta MarySue al giorno da concupire, così aiuta il genio della casata di James a ricevere il dono:
“Draco alzò gli occhi al cielo, gli agguantò le caviglie e gli tirò le gambe fino a farle stendere completamente. Le lasciò un po’ divaricate, comunque, poi passò alle braccia, che sistemò ai lati del suo corpo.”
Una puntuale ed utile guida alla prima volta anale. Prendete appunti!
Ben presto, comunque, si ritorna nel fantasy: “Draco gli aveva afferrato l’erezione con ammirevole decisione, [applaudite, sgualdrine!] l’aveva rapidamente cosparsa di lubrificante e l’aveva puntata verso l’alto, ed ora ci si stava calando sopra.”
Si fa qualcosa di simile con il telescopio, ma senza lubrificante.
Le abitudini sono dure a morire, il nostro Malfoy, non desidera “cavalcare” semplicemente il prode Harry, ma stare sopra, per evitare l’ernia.
Geniale!
Degno figlio di suo padre.
“potè finalmente rilassare tutti i muscoli e godersi la sensazione di bollente pienezza che provava tutte le volte che quel Grifondoro testone gli entrava nel pancino”.
Sì, adesso si chiama pancino.
La bollente pienezza fa molto “Lindor extrafondente”.
“Harry sentì la testa che cominciava a vorticare e a riempirsi di miele, mentre si guardava entrare ed uscire dal corpo di Draco.”
La descrizione d’un orgasmo nella maniera meno eccitante possibile.
L’ultimo periodo ve lo regalo, gustatelo appieno, analizzatelo, amatelo e mostratelo a chiunque incontriate.
“Draco era un amante semplicemente divino, qualsiasi fosse la posizione che il suo cervello contorto lo convincesse ad assumere. Inoltre dovette ammettere che non era affatto una sensazione sgradevole tenerlo per i fianchi, e spingersi in su, verso di lui, mentre lui contrastava i suoi movimenti e faceva roteare prudentemente il bacino, facendogli vedere le stelle talmente bene che quando infine capitolò e venne dentro di lui Harry penso che non avrebbe avuto nessuna difficoltà a disegnare una mappa astronomica da manuale.”
Gli accenti sono svenuti.
La messa è finita.