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Dieci anni e non sentirli.

Casa di riposo “La Vispa Teresa”.
Alba.

I primi raggi del sole illuminano dolcemente la scena, gli uccellini cinguettano e nell’aria c’è una dolce melodia…

All’improvviso una voce roca e decisamente incazzata : “Giovanotto, abbassi quella musica, che qui c’è gente che vuole dormire!”
“E va bene” ribatte l’infermiere chiudendo nuovamente le tende “vi lascio dormire un’altra oretta, ma poi dovete alzarvi.”
Gli risponde solo un russare asmatico, intervallato da qualche colpo di tosse.
L’infermiere scuote le spalle e se ne va.

Molte ore dopo.

Il sole tramonta dietro le colline, gli uccellini ritornano al nido, i gufi… gufano e alla casa di riposo “La Vispa Teresa” finalmente è l’ora delle visite.

Ad aprire la porta ai visitatori è un uomo alto e biondo, dallo sguardo altero che seduce. Osserva le persone in attesa che a loro volta osservano il suo sopracciglio, sogno erotico di intere generazioni…

“Allora, volete entrare o state sulla porta tutta la notte?”
“Oh, ci scusi infermiere Malfoy: ci eravamo distratti.”

I visitatori lo seguono lungo il corridoio ed entrano in una grande sala dove il chiacchiericcio copre la musica da camera: gli ospiti stanno ricordando i bei vecchi tempi.

L’infermiere Malfoy inizia il giro serale delle pillole, abbandonando i coraggiosi visitatori al loro destino.

Un’anziana donna seduta su una vecchia poltrona borbotta tra sé e sé, ma appena si accorge degli ospiti li richiama affabile. Ha gli occhi vispi incorniciati dagli occhiali e i capelli puntati in uno chignon disordinato tenuto fermo dai ferri da calza… di qualcun altro.

“Avvicinatevi, ragazzi…” mormora trepidante spargendo saliva -e qualche pezzo di broccolo, residuo della cena serale- sui malcapitati. “Sapete, oggi sono proprio contenta: esce l’ultimo libro di quel giovanotto che mi piace tanto… ora chiedo all’infermiere… Infermiere!”

Un uomo pallido dalle spalle larghe alza gli occhi scuri al cielo e si avvicina, tenendosi però appena fuori portata dalle mani rapaci della vecchia, che tenta inutilmente di palpargli il posteriore.

“Ma è uscito il nuovo di Martin?”

“No, signora Valpur, lo ha chiesto venti minuti fa e da cinque anni a questa parte la risposta è sempre la stessa”.

“Ah, giusto. Maaaa senta un po’, giovinotto: il nuovo di Martin è uscito?”

L’infermiere alza nuovamente gli occhi al cielo poi guarda i visitatori con la sua tipica espressione addolorata. Gli ospiti si allontanano senza fare domande: nonna Valpur sembra molto confusa e l’infermiere Snow, beh… conosciamo tutti la portata della sua ignoranza.

L’infermiera Granger si avvicina a una donna intenta a giocare una partita di scala quaranta che, nonostante tutto, non si è accorta dell’arrivo dei visitatori e le tocca una spalla per richiamare la sua attenzione.

“Signora Quinzell, lo vuole lo yogurt alla banana?”

“CHE? LUCIUS E DANANA?” urla la vecchia sorda, facendo sobbalzare i visitatori, che si allontanano prima di venire coinvolti nella conversazione.

Gironzolano per la sala senza meta, quando una signora fa loro cenno di avvicinarsi. Sorride e si sistema gli occhiali sul naso, prima di volgere lo sguardo alla finestra.
“Adoro gli uccelli”.

“Cos-” balbettano confusi.

“Mi piacciono gli uccelli.” ribatte seria. Un infermiere emaciato e chiaramente affetto da calvizie precoce si avvicina di corsa e zittisce la donna.

“Ma che ho detto di male, Draco?!” domanda Winola confusa.

“Dovete scusarla, proprio non ce la fa coi doppi sensi… è il suo fardello…”

“QUALCUNO HA DETTO CAMMELLO?” chiosa la signora Quinzell, e tutto nella sala si ferma per qualche istante, mentre i vecchi rimbalzano una serie di rime in -ELLO.

Draco sospira. “Dovete scusarli. È un gioco puerile tra di loro che va avanti da… da sempre. Non siamo riusciti a levargli il vizio!”

Un anziano lo guarda torvo. “Voi giovani non capite le tradizioni!” lo rimprovera.

“Ai miei tempi era tutta un’altra cosa!”

Una vecchia si aggiunge al discorso. Fa per alzarsi, tremolante sulle caviglie malmesse, e guarda il vecchio di prima con una muta richiesta negli occhi. Questi si alza con non poca fatica e sposta la carrozzina su cui è seduta la vecchia, che ora ha ricominciato a parlare.

“Una volta portavate rispetto, voialtri! Una volta eravate grati! Noi abbiamo fatto la guerra per voi, per la vostra sanità mentale” ricorda la vecchia stronza. “Fare gli spavaldi, ma noi ce lo ricordiamo come era qui… cioè, io non me lo ricordo, ma lei sì.” ammette, indicando la vecchia degli uccelli che al momento sta cercando di scavalcare la finestra con una corda di lenzuola sotto braccio. “Lei si ricorda di quando eravamo noi a prenderci cura di voi durante le vostre crisi d’identità! L’ex direttrice Abigale ha fatto tanto per voi, e voi adesso ci trattate come se fossimo rincoglioniti! Stronzi irriconoscenti!” spiega, mentre Fox, appoggiandosi alla sedia a rotelle, bandisce minacciosamente il bastone per enfatizzare i concetti espressi da Bella Lestrange.

A sedarlo ci pensa l’infermiere Snape, i cui capelli neri accendono dolci ricordi nella mente del vecchio.
“Mi dica, buon uomo…” mormora sistemando gli occhiali ormai inutili sugli occhi velati dalla cataratta “L’agente Prentiss è tornata? Al Bureau hanno bisogno di lei…”

L’interessante discussione viene però interrotta da un urlo: uno degli infermieri si allontana infuriato da nonna Valpur e dalla signora Quinzell, che si guardano ridacchiando e si danno il cinque.

“Basta, io me ne vado! Me ne vado! Quelle due vecchie mi molestano!”
Lucius Malfoy si avvicina per calmare il suo sottoposto.
“Avanti, infermiere Laufeyson, torni qua!” sbotta, facendo un cenno della testa a Zabini, che si avvicina alle due vecchiacce malefiche per separarle.

“Lei è proprio una ragazzina graziosa, sa?”

“Signora Quinzell, sono l’infermiere Zabini…”

“Come ti pare, cocca.”

L’infermiera Granger si avvicina e tenta di distrarre le due vecchiette.

“Signora Valpur, le ho portato la sua acqua.”

“Ma è piena di fervore? Sennò non la voglio!”

“Signora!” sbotta l’infermiera infastidita “La smetta!”

Poi si allontana di corsa, tallonata da Fox che brandisce minacciosamente il bastone mirando agli stinchi della malcapitata, rea di avergli servito verdure bollite per cena.

I visitatori, sempre più spaesati si avvicinano ad un altro vecchio, dall’aria decisamente più simpatica, ma vengono investiti da un olezzo (sensualissimo, eh!) di vaniglia, cannella, cioccolato e Chanel n.5.

Quando riprendono i sensi sono a terra con una vecchia incazzosa che troneggia su di loro, martoriandogli di calcetti gli stinchi e un gran mal di testa, non si sa se dovuto alla botta (“Nessuno che muoia accasciandosi con grazia!” bercia la vecchia) o al profumo che la pazza sta spruzzando ovunque.

“Oh! Ma siete ancora vivi? Oooh!! Infermieri, togliere queste persone morte dal tappeto! Qua la pulizia fa proprio schifo… E il personale! Sono tutti in disordine, calmi ma irrequieti e quei due non hanno nemmeno le curve al posto giusto!” sbraita Leochan, indicando gli infermieri Winchester, che stanno inutilmente tentando di convincere unanziana donna a ingoiare le pillole.

“Chiaramente è un caso di ficcynite” sta dicendo la vecchia “ora chiamo Brad e Jhonny, si prenderanno cura di voi e sarete presto come nuovi!”

“Signora Abigale, non è più la direttrice e Brad e Jhonny non lavorano più qui. Ora è una paziente e deve prendere le pillole.” sbotta Dean inutilmente, dato che la vecchia nemmeno lo ascolta e si allontana borbottando di cartelle cliniche da riordinare, terapie da assegnare e gravi casi di OOC cronico.

I due Winchester si scambiano uno sguardo rassegnato, poi si accorgono dei visitatori a terra e, mossi da pietà, allontano la pazza spruzza-profumo dai loro stinchi.

Finalmente liberi e con un mal di testa da primato, i malcapitati visitatori si avvicinano al vecchio dall’aria simpatica, sperando di non venire nuovamente malmenati.

“Sono un maschio!” esordisce il vecchio.

I visitatori si guardano perplessi.

“Sapete, sempre meglio specificare” continua imperterrito. Poi aggiunge, indicando le vecchie pazze sparse per la sala “per colpa loro sono anni che ho un’identità di genere confusa! E poi mi shippano con qualunque uomo passi di qua. Chiedete a Fox se non mi credete, è successo anche a lui…”

I visitatori si voltano verso il signor Fox, che sta agitando il bastone con aria minacciosa, e decidono di soprassedere. Nel mentre, la dottoressa Leila si avvicina al vecchio.

“Signor Skeight, l’infermiera di turno mi ha detto che ha rifiutato la cena…”

E lo credo bene! Da settimane chiedo di mangiare una cosa, e invece di nuovo patate lesse!”

Perché, cosa aveva chies-” inizia a chiedere la dottoressa prima di pentirsene subitamente.

“Patate scrisse.”

L’aria attorno all’uomo si fa improvvisamente gelida.
Se ne accorge anche Arwen che si alza felice, cercando di richiamare l’attenzione di Valpur

“Val! Vaaal! È l’Inverno! Sta finalmente arrivando!” esclama, ma Skeight scuote la testa. “Arwen, sono io…” borbotta.

I visitatori si allontano per non congelare, ma inciampano in una donna che, senza guardare dove cammina, lancia ordini a destra e a manca.

“TECNICO! LE LUCI! E vedete di inquadrare tutte le curve ai posti giusti, mi raccomando! Noi facciamo divulgazione scientifica!” esclama Hyena roteando le braccia.

“PUNIZIONE!” urla un’altra donna vestita di rosa, con vaporosi capelli biondi agitando una lunga bacchetta “NON SI INCIAMPA SUGLI INSEGNATI!”

“Signora Hyena, signora OdiolaRow, lasciate stare i visitatori, non sono né tecnici, né studenti” tenta di mediare l’infermiere Potter “o sarò costretto a sedarvi”.

“NON DEVI DIRE BUGIE” gli urla la vecchia vestita di rosa e l’infermiere Potter nasconde rapidamente la mano in tasca, con aria quasi impaurita.

I visitatori si guardano intorno straniti e decidono di cercare qualcuno più sano di mente.

Una nonnetta dall’aria furtiva sta girando tra i tavoli e ogni tanto si infila in tasca qualche lettera, ovviamente non sua.
Ad un certo punto si avvicina a all’infermiera Weasley e le allunga una delle lettere.

“Ha di nuovo rubato la posta, signora Civetta?” dice la Weasley.

“Rubato? Io non ho rubato niente, io sono Edvige la Civetta, io la posta la consegno, mica la rubo” ribatte la vecchia.

L’infermiera Weasley scuote la testa e torna a distribuire pasticcini alla vaniglia tra i tavoli.

“Signora Magnolia, vuole un pasticcino alla vaniglia?” domanda a un’altra vecchia, intenta a parlare, anzi urlare, con un attaccapanni.

“JETHRO, ORA DEVO ANDARE” dice all’attaccapanni e poi, rivolta all’infermiera “HERMIGLIA? PERDIO!”

“No signora, vaniglia, pasticcini alla vaniglia.”

“CHE? TEGAMINI AD HERMIGLIA? MA LA VOLETE PICCHIARE? MA ASPETTATEMI, MI RACCOMANDO!” strilla Steel Magnolia.

E a proposito di risse, proprio in quel momento si sente un rumore sordo.

VADO RETRO, PURITANO REPRESSO! TU E TUTTE LE TUE STRONZATE PATRIARCALI SULLA PROTEZIONE DELLE DONZELLE E SUL SESSO PREMATRIMONIALE!” esclama Irechan, ritta come un fuso e incazzata come una furia, brandendo l’asta porta-flebo -ormai deformata- contro l’infermiere Cullen. Sembra volerlo impalettare, pare si sia dimenticata che con loro non funziona.

Sempre più perplessi e ormai convinti che più che una casa di riposo quello sia un manicomio (e non hanno tutti i torti), gli ormai esausti visitatori tentano di guadagnare l’uscita senza essere visti, ma vengono immediatamente intercettati.

JETHRO” strilla in faccia a uno dei malcapitati la vecchia sorda, scambiandolo per, beh, l’attaccapanni “LA VUOI UNA MENTINA?” e gli ficca in mano una mentina appiccicaticcia a cui evidentemente è stato ciucciato lo zucchero che la ricopriva.

Richiamati dagli strilli gli altri vecchi si avvicinano chi minacciando col bastone, chi porgendo lettere, chi domandando se anche a loro piacciono gli uccelli, chi chiedendo notizie del libro di Martin, chi strillando indicazioni a un inesistente tecnico del suono.

I visitatori, sempre più frastornati, vengono salvati dall’infermiere Malfoy che con un’alzata di sopracciglio attira l’attenzione dei vecchietti.

L’ora delle visite è finita!”

I visitatori sollevati si allontanano dai vecchietti che continuano imperterriti i loro insensati discorsi, seguendo l’infermiere Malfoy (e il suo divino sopracciglio) verso l’uscita.

Alla casa di riposo “La Vispa Teresa” è ora di mettere a letto le mummie, l’infermiere Sparrow fa l’ultimo giro della sera distribuendo i pappagalli, tutto è pace, tutto è polvere, biscotti stantii e tisane digestive…

“Signori, ne ho trovata un’altra”

Con uno schiocco indefinito di legno e ossa, una voce vecchia, più acuta e stridula che mai risponde.

“HO CAPITO, HO CAPITO! VADO!

 

 

 

 

E niente, ieri era il decimo compleanno di Fastidious e questo è il nostro regalo per tutti quelli che ci hanno seguito in questi dieci anni.
Lo so che avreste preferito una recensione (abbiate fiducia, arriverà anche quella), ma neanche il compleanno ci ha reso meno culopesi e speriamo lo stesso di strapparvi un sorriso con questo er… delirio collettivo.

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Tra miti e mitomani (parte II)

Odisseo è giustamente incazzato.

Come disse Marlon Brando in Via col vento: “Cazzo ci faccio in questo film?”
Paolo Cananzi

Uno sfondo stellato.
Parte la musichetta di Star Wars, appare un testo in scorrimento:
“Tempi duri per gli Achei. Nonostante i mangiamorte abbiano subito lo smacco di vedere la moglie di uno dei loro rappresentanti più prestigiosi, Brendon, cornificarlo allegramente insieme a Odisseo, quest’ultimo è ora braccato insieme a Saphira, l’adultera, dai seguaci dell’Oscuro Signore, desiderosi di lavare l’onta. E intanto il parto di Saphira è sempre più vicino, e tutti aspettano di sapere chi sia il padre…”
Fermiamoci qua. Se non conoscete l’antefatto, probabilmente non ci avrete capito niente. Può essere utile a tale proposito leggere la prima parte della recensione oppure, se avete poco tempo, affidarsi al

*papparapà papààà*
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

Saphira è figlia di Bellatrix e Rodolphus Lestrange. I genitori la promettono in sposa a un mangiamorte di nome Brendon, ma la ragazza è innamorata di un ragazzo che vede a volte per strada e di cui non sa niente.
Il giorno del matrimonio, Saphira incontra il ragazzo al matrimonio e iniziano a parlare davanti a tutti, e senza che nessuno se ne accorga. Si rincontrano altre volte e si scopre che lo sconosciuto è Odisseo, arrivato dal passato insieme a famiglia e Diomede (come canon dantesco vuole, i due sono inseparabili) e ringiovanito, perché altrimenti il pairing della ficcyna sarebbe stato poco glamour.
Saphira diventa l’amante di Odisseo e nel frattempo va a scuola a Hogwarts, dove si comporta da Serpeverde modello, anche se tutti si rendono conto che ha un amante a causa delle lettere che vanno e vengono. Rimane incinta, ma non si sa se di Brendon o di Odisseo.
Brendon scopre la tresca su soffiata di Draco, e picchia Odisseo, che a questo punto decide di rapire Saphira, ancora incinta.

Lo so, lo so. Riassunta in questo modo la storia sembra ridicola, ma non lasciatevi ingannare: è veramente ridicola. È La storia di saphira, di Lady Crystal, e ricominciamo a seguirla dal capitolo 18.
Il giorno del parto arriva, e Odisseo porta Saphira in ospedale. Lì incontrano Brendon e i Lestrange.Molto probabilmente avevano fatto il calcolo di quando Saphira avrebbe odvuto partorire. E l’astuto Odisseo non ha pensato di portarla a un ospedale diverso, ovviamente.
(Nè Odisseo nè Saphira seppero mai come aveva fatto Brendon a sapere che lei era stata con odisseo. Molto probabilmente qualcuno aveva fatto la spia. A dire il vero, nel capitolo 16 Draco aveva detto esplicitamente a Saphira che avrebbe riferito della loro tresca ai suoi genitori e a Brendon, ma a quanto pare la memoria a lungo termine non esiste nell’universo di questa ficcyna).
Brendon minaccia Odisseo e promette di riprendersi la moglie subito dopo il parto. Ventiquattro righe dopo, Odisseo, Saphira e il neonato Scapparono. Non fu difficile. Questi mangiamorte sono talmente delle schiappe da sembrare quasi IC, ma nessuno vi bada perché nel frattempo è arrivata la sconvolgente notizia: la bambina appena nata è figlia di Brendon. E, ancora peggio, è stata battezzata Cristal Kim: come crescerà questo povero caso umano?
Odisseo, una volta tanto, reagisce con signorilità: parla a Saphira e le dice che All’inizio avevo deciso che se il bambino non fosse stato mio ti avrei lasciato qui. Ma poi ho scoperto quanto ti amo. Ho scoperto che non posso vivere senza di te, ho scoperto che senza di te sarei u  nonnulla, non sarei nessuno (mi piace pensare che questa sia una citazione che strizza l’occhio; e pazienza se l’occhio è quello di Polifemo) Andiamo a casa mia, adesso. […] Aspetteremo che Cristal sia un po’ cresciuta e io e i  miei amici faremo un colpo di stato, qualcosa, e prenderemo il potere, scacceremo via Brendon e chi vuoi tu.
Dieci anni di guerra a Troia non gli hanno fatto capire che quando si tratta di donne non è il caso di esagerare. Ma un colpo di stato contro chi, poi? La risposta successiva arriva nel capitolo successivo: dopo circa due mesi che stavano da Diomede vennero a sapere che Brendon aveva preso il potere.
Chissà che brutta atmosfera deve esserci stata, in quei due mesi. Odisseo che gira nervoso per casa di Diomede, l’amico che gli fa: “Allora, questo colpo di stato lo facciamo oppure no?”
“E abbi un po’ di pazienza! Dobbiamo aspettare che Brendon prenda il potere, se no come facciamo a toglierglielo?”
“Sì, ma quando si muove? Qua i soldati si lamentano.”
“Miiii, possono aspettare. Abbiamo fatto dieci anni di guerra, possono aspettare qualche altra settimana.”
E quando sono lì lì per accapigliarsi, entra un messo tutto trafelato e grida: “Brendon ha preso il potere!”
“Grazie agli dei! Iniziavo a temere il peggio” esclama Odisseo, sollevato. Tutto va bene, la storia può riprendere.
Mentre gli uomini progettano la guerra, Saphira si gode la vita: Con Odisseo lei si sentiva troppo felice. Non solo tutte le mattine egli le regalava delle rose (qualcosa da nascondere…), ma andavano a cena fuori tutte le sere. Lui le stava sempre vicino, in adorazione, sì, perchè lui adorava Saphira. Lei era la luce dei suoi occhi e diceva che senza di lei molto probabilmente sarebbe cieco (sgrammaticato lo è già). Che senza di lei non vivrebbe e che se lei non fosse mai nata, neppure lui sarebbe mai nato (quando sono così entusiasti di solito finisce male).
Insomma, Saphira è così felice che non può che commettere una cazzata random per mettere fine a tale felicità. Nel caso specifico, esce da sola con la figlia neonata e gironzola per… vabbe’, non l’ho ancora capito dov’è che vivono, ma tanto Erano nel mondo non-magico, nessuno poteva farle del male. Infatti incontrano subito Bellatrix, fuggono, nel fuggire Saphira entrò in un vortice senza fine e si ritrovò, circa un minuto dopo, a Diagon Alley. -Oh no- sussurrò. saphira si girò verso la figlia. ora Cristal aveva cinque anni. Questo perché, come aveva detto Telemaco in precedenza, Noi stiamo fuori dal mondo magico … papàmi ha detto che se porti un bambino piccolo come Cristal lì, quello cresce fino ad avere circa cinque o sei anni-
Ora: perché tutto questo? Da dove sbucano questi strani effetti del mondo magico? Se Odisseo e gli altri Achei sono ringiovaniti, perché i neonati dovrebbero crescere? E perché ciò non ha effetto solo sui babbani ma anche sui maghi, come la figlia di Saphira e Brendon? Come ha fatto Cristal, passando improvvisamente da quattro mesi a cinque anni di età, a imparare a parlare (sì, parla, in modo sgrammaticato – come tutti gli altri protagonisti, quindi)? Perché introdurre questa fiera dell’assurdo se poi non ha alcun peso nella trama?
Infatti, pur essendo noto che è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti, la trasformazione di Cristal non sembra sconvolgere più di tanto gli altri: Diomede si limita a commentare “oh, che guaio. Comunque, abbiamo pensato ad un modo per spodestare Brendon?”, poco dopo Saphira lo imita.
-Amore, hai pensato a qualcosa da fare? dico per spodestare Brendon- disse Saphira. -Oooh ma perchè me lo chiedete tutti a me? Pensateci un po’ voi- replicò odisseo, stufato. -ma mi hai promesso0 che ci pensavi tu!- brontolò Saphira.
Ragazzi, state organizzando un colpo di stato, non dovete portare fuori il cane. Un po’ di serietà, Giuda ballerino!
Tra supposte di vita quotidiana e seghe senti/mentali sulle note di Valerio Scanu, scopriamo che Brendon e Bellatrix si sono alleati con l’Ordine della Fenice contro Odisseo. Questa è talmente grossa che anche l’autrice ha dovuto prenderne atto, e in una nota spiega che il fatto che Bellatrix & rodolphus si sono alleati con l’ordine della fenice è solo una supposizione di Odisseo, e che però l’ordine della fenice è comunque contro di lui e Saphira, perchè quest’ultima è figlia di Bellatrix. No, per Depp, no, anche Sirius è parente di Bellatrix! L’Ordine non distingue i nemici in base alle parentele!
Ma stiamo entrando nel vivo: Odisseo e Diomede convocano un’assemblea con Achille, Agamennone e Menelao (sono arrivati anche loro nel mondo magico per cercare Odisseo, mi ero dimenticato di dire) per chiedere il loro aiuto nello spodestare Brendon, e Diomede si abbandona a una orazione, come dire… be’, leggetela.
Cosa diventò quella voglia di vivere che ora non c’è più? cosa diventò cosa diventò e come mai non ricordi più? (Diomede cita Vasco Rossi: perché Diomede dovrebbe citare Vasco Rossi?!)  o meglio non ricordiamo… Io e Odisseo siamo stati per parecchi giorni a piangere. Piangere la nostra patria, la nostra sfortuna, la nostra … condanna. Abbiamo perso la nostra vecchia voglia di vivere. Quella che ci dava il motivo per cui combattere (ma non stavate combattendo), per andare avanti, per colpa di Brendon, infatti per colpa sua dobbiamo spendere tutti i nostri giorni segregati in casa altyrimenti ci uccideranno (andavano a cena fuori tutte le sere!). Hanno saputo che lo sto aiutando, anche se non sanno in che modo… aiutateci a ritrovarla e la vostra gloria sarà grande.
Forse rattristati dall’evidente demenza del loro compagno d’armi, gli altri eroi decidono di aiutare Diomede e Odisseo, e decidono di tornare nel loro mondo per cercare alleati presso gli altri popoli greci.
A partire sono Diomede e Agamennone, che tornano nel loro mondo senza troppi problemi. Anzi, senza nessun problema, per cui mi viene da chiedere: perché non ci hanno mai provato prima? Ma scemo io che faccio queste domande.
Diomede ai suoi concittadini: Signori e signore ho bisogno di aiuto. Il mio amico Odisseo è nei guai. Era andato a fare uno dei suoi tanti viaggi con moglie e figlio, ed è finito in un posto del futuro. 3000 anni, più o meno, dopo di noi (arrivare a questo punto del discorso senza essere preso a pernacchie mi sembra già un buon successo).
Si è innamorato di una signorotta del luogo, sposata, l’ha portata via da casa sua, un po’ come ha fatto Paride con Elena, ed ora il marito della ragazza di Odisseo vuole ucciderci tutti (raccontata così, sembra quasi giustificato). Noi vorremmo attaccar battaglia, ma abbiamo bisogno di molti soldati…. Chi è con me?- urlò, e molti, quasi tutti urlarono (insulti, suppongo).
I due condottieri raccolgono volontari in tutte le città greche, e alla fine si rivolgono anche ai troiani (se ricordate la prima parte della recensione, tutta la mitologia greca è in realtà una finzione costruita con vile denaro dai protagonisti). Ettore, giustamente, fa notare che chiedere aiuto a loro per aiutare un rapitore di mogli altrui sa molto di presa per il culo, ma Diomede gli svela il trucco del cavallo di legno, dicendo che era stato lui a impedire di metterlo in pratica perché si era impietosito per il destino di Troia. E indovinate un po’? Ettore gli crede. E accetta di combattere contro Brendon. Da cui l’espressione: “Stupida Troia”.
Parlando di stupidità: Ettore decide di portare con sé la moglie Andromaca e il figlio Astianatte, e anche Agamennone si fa accompagnare da moglie e figli. Del resto si sta solo andando in guerra contro dei maghi oscuri, no? Che pericolo vuoi che ci sia…
In un modo o nell’altro – non vado a cercare un filo logico, ormai mi sono arreso – dopo aver reclutato mezza Ellade i nostri eroi tornano nel futuro, e in assemblea cercano di decidere la strategia.
-Dobbiamo chiedere una guerra senza magia. Nessuno di noi sa  farle- disse Odisseo.
Fossi stato negli altri Achei, dopo questa frase avrei mandato a quel paese Odisseo e le sue beghe e me ne sarei tornato a casa. Persino Saphira arriva a capire che nessuno concederebbe un simile vantaggio in guerra. Purtroppo il suo comprendonio si ferma qua, perché quando Diomede propone che Odisseo e Brendon si confrontino in duello per risolvere la questione faccia a faccia, la giovane si oppone: -Io non lo farò combattere contro mio marito. è un duello all’ultimo sangue… e se Odisseo morisse? Che ci vada uno di voi!-
Seconda ottima occasione per abbandonare i due piccioncini al loro destino. Stanno combattendo per te e Odisseo, bella, non per altri. Ma sulla stronzaggine di Saphira si è già detto, quindi inutile insistere.
Insomma, il duello è deciso, ma prima di arrivarci c’è un intermezzo melanconico, un capitolo intitolato “Ti amo”, ma che potrebbe chiamarsi anche “Tristezza a palate”, in quanto vediamo, nell’ordine:
–          Menelao triste per Elena (da Troia è arrivato anche Paride, che con sommo buon gusto si è portato la moglie);
–          Agamennone triste per Clitennestra;
–          Diomede triste per Egialea;
–          Ettore triste per Andromaca;
–          Odisseo triste che dalla finestra Guardava la gente. tutti felici. Cambia lenti.

Dopo questo intermezzo, arriva finalmente il duello. Brendon e Odisseo combattono, quest’ultimo ferisce il rivale e sta per vincere, quando il mangiamorte, vista la mala parata, fugge (-VIOLAMENTO DEI PATTI!-  urlò Agamennone.), al che gli Achei attaccano l’immenso esercito magico.
Erano preoccupati di dover combattere contro dei maghi senza conoscere la magia, giusto? Dimenticatelo:
Inh questo primo giorno, nonostante le fatture, i greci erano in vantaggio. Per questa storia ci vorrebbe la categoria “qui lo dico e qui lo nego”, anzi, mi sa che l’aggiungo.
Highlights dalla battaglia: Il più bravo a scansare le fatture era Diomede, che sembrava essere nato per quello (Diomede ha un futuro come evasore del fisco). Odisseo aveva trovato il modo di scansare le fatture e di fare in modo che esse colpiscano i nemici (specchietti?). Menelao si prese qualche stupeficium, però la sua spada  uccise un gran numero di nemici (una spada dotata di vita propria, carina). Agamennone, uccise anche egli molti maghi, ma era bravissimo nel dare gli ordini (una cosa dovrebbe escludere l’altra?).. Anche lì, come a Troia, tutti scappavano alla vista di Achille (Pelide, lavati!).
Già abbastanza umiliati dall’essere messi in difficoltà da babbani vestiti con tuniche e calzari di cuoio, i mangiamorte decidono di cadere ancora più in basso reclutando, per la guerra, gli studenti di Hogwarts.
-Questi sono gli allievi di Silente. Lo ho praticamente obbligato a farli combattere. se li faceva restare ad hogwarts, io l’avrei presa con la forza, facendoli combattere lo stesso- spiegò Brendon.
A parte che Silente probabilmente avrebbe trasformato Brendon in un petauro prima ancora di fargli aprire bocca, ma per quale motivo dovrebbe spiegare ai nemici le sue mosse? Vuole precedere Wikileaks?
Dalla schiera degli studenti ecco s’avanza uno strano soldato: Harry Potter.
di certo odiava combattere al fianco dei suoi più acerrimi nemici, ma era anche felice di uccidere saphira (deve odiarla proprio per usare il minuscolo nei suoi confronti), Odisseo e tutti gli altri achei.
Chi è questo psicopatico che ha preso il posto di Harry?
-Morirete tutti voi, e dopo di voi anche i mangiamote e assieme a loro anche Voldemort- affermò Harry.
Ah, quindi in questa storia Voldemort è vivo. E accetta senza battere ciglio che Brendon prenda il potere e usi i mangiamorte per combattere una guerra personale contro un babbano che lo ha reso cornuto. Intorno a me i Queen cantano Is this the real life? Is this just fantasy?, i Pink Floyd vedono Emily giocare e Paul e John fanno l’amore su campi di fragole, forever. Mi do un pizzicotto e riprendo a recensire, siamo alle battute finali.
Odisseo affronta Harry.-Saphira mi ha parlato di te-disse.-e so che l’hai sempre fatta stare male- continuò, avvicinandosi a lui. -e te ne pentirai- disse fra i denti.
Veramente era lei che insieme agli altri Serpeverde prendeva in giro Harry e Ron. Ma alla fin fine Odisseo ha sempre avuto un rapporto distorto con verità e menzogna, quindi solo in questo caso si può lasciar correre. La cosa che in realtà fa impressione è che tutta questa parte con Harry Potter serve solo a inserire delle assurdità gratuite, perché il duello tra il maghetto e Odisseo dura due righe, nessuno dei due muore, e con questo pareggio finisce anche il ruolo degli studenti di Hogwarts, e di chiunque altro. E questo perché…
Dopo 2 mesi di guerra successe una cosa incredibile.
Odisseo si era infilato nella mischia, ed ora combatteva contro Brendon.
Stavolta è davvero il duello finale, e se in quelli precedenti la tensione era pari a zero, qui saliamo addirittura a 0,1. Odisseo sconfigge Brendon, e sta per ucciderlo quando Saphira interviene.
-Fermo-gli disse.-Uccidere non è bello (dall’Averno, i morti dei due mesi di guerra per lei la mandano cordialmente affanculo). Lo so che siamo in guerra ma … ho riflettuto molto, molto, non sai quanto (molto?). e ho capito che ognuno di noi ha la sua seconda possibilità.
Brendon consuma la sua seconda possibilità cercando di uccidere Odisseo quando lui gli volta le spalle, e viene fatto fuori da una freccia di Paride.
La guerra finisce così. Per motivi ignoti ai più, uccidendo Brendon gli Achei diventano di fatto padroni del mondo perché, a quanto si legge nel capitolo conclusivo, Odisseo prese il potere su tutto mondo della magia, rende gli altri capi suoi vassalli dando a Agamennone la parte est del mondo magico, a Menelao il nord, a Achille il sud e a Ettore l’ovest (mi immagino le liti: “Ma io volevo la Kamchatka!”).
E io che pensavo che il ministero della magia controllasse solo il Regno Unito! Ma il piatto forte spetta a Diomede, che si prende tutto il mondo babbano, che pure in questa guerra non c’entrava nulla. Ora, essendo Diomede il fondatore di Arpi potrei commentare questa notizia con “Frega niente, forza Foggia!”, ma immagino tutti i non foggiani che si alzano la mattina e scoprono che il mondo ha un nuovo viceré:
“Oddio, ma come è successo?”
“Eh, purtroppo i maghi hanno perso una guerra contro gli antichi Greci.”
“…WTF?”
Qualcosa di simile, insomma.

Ora vi dirò una cosa: dopo questa fan fiction ne inizia subito un’altra che racconta le vicende successive di Odisseo e Saphira, ora sposati e in attesa di un figlio. Ma non aspettatevi che la recensisca: i trenta capitoli di questa storia mi hanno portato a un’overdose di incongruenze, grottesco, trash e ridicolaggini assortite. Devo staccare un po’. Magari andrò a Delfi, a chiedere consigli all’oracolo. Oppure tornerò nella rassicurante certezza delle self insertion con i Tokio Hotel, del twincest tra i Weasley o delle Mary Sue alla Wammy’s House. Ma un po’ di recupero ci vuole.
Goodbye, so soon…

Tra miti e mitomani (parte I)

Giacobine e giacobini, riproduzioni in miniatura dell’uomo iperuranico, ben ritrovati!
Dopo un’assenza tanto prolungata, è il caso di ritornare in grande stile, e per fortuna ho qui sotto mano  una storia che fa al caso nostro: La storia di saphira, di Lady Crystal (http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=471714&i=1). È solo una svista, naturalmente, ma ammetterete che l’iniziale della protagonista in minuscolo è un ottimo biglietto da visita.
Questa ff è un cross-over tra Harry Potter e…
Aspetta un attimo! Ma non eri l’unico di Fastidious a non aver letto Harry Potter? Come fai a recensire in questo fandom?

Come vedete, accetto le critiche con pacatezza e serenità ^_^
Scherzi a parte, innanzitutto ho finalmente colmato la lacuna, ma poi quello che conta qui è il cross-over: nientemeno che la mitologia greca, nello specifico i poemi omerici. Ma se vi aspettate un confronto tra Minerva McGonagall e Minerva-e-basta, una centauromachia che coinvolga Florenzio o un qui pro quo tra Voldemort e Ade versione disneyana, resterete delusi: la protagonista qui è Saphira Lestrange, sedicente figlia di Rodolphus e Bellatrix, diciassettenne e in procinto di sposarsi. Saphira ricordava quando suo padre, soddisfatto, perchè aveva trovato un bel partrito (un partito che si è scisso in tre fazioni?) per sua figlia,  e glielo presentava (fare l’analisi logica di questa frase è più doloroso della maledizione crucio): Brendon aveva gli occhi piccoli e neri, baffi a spazzola, capelli neri e corti. Questo incrocio tra Stalin e Hitler è un mago di sangue purissimo, un mangiamorte, nonché arrogante, possessivo e sgrammaticato (una volta era uscita con lui, ed aveva guardato un ragazzo, così, pechè rideva a voce alta, e Brendon gli aveva dato uno schiaffo dicendo che quando si sposerà con lui, lei non potrà guardare altri uomini, o sarà peggio per lei); Saphira comprensibilmente lo odia, e ama un altro, un ragazzo di vent’anni cogli occhi gentili visto solo una volta per strada, per la serie “vado con il primo che incontro”. Cerca di incontrarlo il giorno stesso del matrimonio, poche ore prima della cerimonia, usando come scusa che doveva andare a comprarsi le ultime cose. Bellatrix la lascia uscire (anni di Azkaban hanno lasciato segni sul suo cervello), Saphira va in giro sperando di incontrarlo davanti alla biblioteca “papirus”, non lo trova, torna triste triste a casa, va in chiesa (suvvia, vi sembra un luogo strano per un matrimonio di maghi e mangiamorte? … Sì) e lì incontra il ragazzo, tra gli ospiti.
Non sapeva come fare. doveva per forza andargli davanti, ma un po' si vergognava. fu lui a girare lo sguardo e a notarla. -Ciao- gli disse Saphira. -Buongiorno- rispose lui. Saphira si chiedeva come aveva fatto a essere così stupida. eramlogico che doveva dirgli buongiorno, e non ciao, cioè era uno sconosciuto, e lei era purosangue e doveva dire per forza buongiorno a nche a chi conosceva, a chi aveva la sua età, e a leio era uscito un ciao, come ai mezzosangue!!!!
Piuttosto che delirare su come si saluta uno sconosciuto, se fossi Saphira mi preoccuperei del fatto di essermi messa a chiacchierare come se niente fosse subito dopo essere scesa dall’altare, di fronte a decine e decine di invitati. Infatti mica si limitano a salutarsi, no no: continuano a parlare, il ragazzo passa con disinvoltura dal tu al lei (“Prima dica il suo nome […] Particolare, quasi quanto il mio… che però non ti dico. […] Mi dica la sua età, signorina […]) per tutto il dialogo prima di chiederle cosa preferisce, le racconta con disinvoltura di avere più corna di un cesto di lumache, le dà appuntamento per il giorno dopo, e se ne va. Così, non si ferma nemmeno al banchetto, non saluta nessuno. In pratica è venuto al matrimonio solo per provarci con la sposa. Respect.
Com’è come non è, la cerimonia finisce, i novelli sposi vanno a casa e Brendon subito si fionda in camera da letto. Saphira, per non dover fare sesso, accusa una finta nausea e si chiude in bagno per vomitare; -lo faremo quando avrai finito- le urlò lui. Ora, se permettete, l’idea di far sesso con una che ha appena finito di vomitare non rientra nella top ten delle mie pratiche erotiche favorite, ma in effetti per chi è abituato a “mangiar morte” non deve essere niente di strano.
Saphira fugge dalla finestra del bagno, si cala in un tombino in cui passa la nottata, e al mattino si reca in biblioteca per incontrare l’uomo misterioso. Dopo tante ore in una fogna non deve essere molto pulita, ma a quanto pare il porco ragazzo, al pari di Brendon, non è schizzinoso.
Mi sono dimenticato di dirvi che il giorno prima, durante il dialogo nel mezzo della chiesa, lo sconosciuto ha dato questo indizio sul suo nome: Gli estremi sono uguali (e Saphira si chiese cosa mai volesse dire. Che deve voler dire? Che la prima lettera è uguale all’ultima!). Adesso, ovviamente, Saphira cerca di indovinare, ma senza successo, così riceve un nuovo indizio: il mio migliore amico si chiama Diomede. Con questa informazione si lasciano, non prima però che lei chieda all’uomo che ha conosciuto da appena un giorno se poteva andare a vivere da lui. In un soprassalto di coscienza, l’innominato rifiuta, ma su questa disponibilità di Saphira a coabitare con uno sconosciuto vorrei un commento del nostro opinionista di fiducia:

(l’immagine originale qui)
 

In un culmine di realismo, nonostante la fuga della sera prima, il giorno dopo Saphira può uscire di nuovo, si rivede con il ragazzo e tenta di nuovo di indovinare: Io penso che, cosa impossibile, tu sia Odisseo. La cosa impossibile, semmai, è che in casa Lestrange si leggano libri di miti babbani, ma figuriamoci se a qualcuno importa. Comunque, il giovane conferma di chiamarsi Odisseo, e Saphira sbotta: Ma è impossibile!!! […] Cioè, Odisseo è vissuto migliaia di anni fa!!! non puoi essere ancora vivo, e sopratutto … così giovane!!!
In effetti, quale può essere la spiegazione a un simile fenomeno? Semplice: è un omonimo. In un mondo in cui i genitori possono chiamare i figli Albus Severus o Scorpius senza subire la revoca della patria potestà, che volete che sia Odisseo?
Il tizio, che come abbiamo visto ha ovvie intenzioni riguardo Saphira, invece di confessare di condividere solamente il nome con l’eroe omerico, si inventa una storia assurda in cui, dopo essere tornato a Itaca, riparte insieme a Penelope e Telemaco: ci dirigemmo allora fino alle colonne d'ercole. Arrivati, feci per virare, e ritornare in patria, visto che lì finiva il mondo, ma ci imbattemmo in un vortice molto violento, che ci risucchiò insieme alla nave. Contrariamente a quanto avevamo immaginato eravamo ancora vivi. Ma ci trovavamo in un posto diverso: quello che tu vedi qui adesso. Nel viaggio io ero ringiovanito, e mia moglie e mio figlio pure. Insieme a me c'era anche Diomede, che, anch'egli, come tutti noi è diventato più giovane (ma se avevi detto di essere partito con moglie e figlio, contaballe!).
Come dite? Non è un invenzione di un playboy da strapazzo ma è la vera trama della ficcyna? Ma che, per caso non ho letto con attenzione la saga e in Harry Potterc’è davvero un incantesimo che porta le persone nel futuro facendole ringiovanire allo stesso tempo? No, eh?
Ok, rieccomi, ho la conferma ufficiale: ci troviamo di fronte alla più colossale arrampicata sugli specchi da quando Ron ha imitato il serpentese. E di fronte a cotanta rivelazione, non possiamo che sorbirci con paralizzata rassegnazione anche ciò che segue: Molto di quello che sapete voi non è mai accaduto: per esempio, Agamennone non è stato ucciso da sua moglie, Penelope non mi è stata mai fedele, Achille non è mai stato ucciso, ecc. E sai perchè? Clitennestra, per vendicarsi di tutte le corna di suo marito aveva convinto un aedo a narrare la loro storia diversamente, come la sapete voi oggi, inventandosi di egisto, ecc. ecc. (quindi, per non passare da tradita, ha deciso di passare alla storia come fedifraga e assassina? Furba)mia moglie a usato lo stesso trucco, ma per farsi spacciare da una donna fedele e Achille ha convinto un altro aedo a far narrare la sua morte per aumentare la sua gloria per i posteri.
Più vado avanti con questa storia e più difficoltà ho a decidere quali pezzi citare, perché in pratica ogni singola frase è in sé un capolavoro trash. Cerco di tagliare un po’: Saphira perde la testa alla prospettiva di mettersi con un eroe greco, chiede a Odisseo di portarla via, lui risponde che non può, che prima ci vuole un piano (Saphira: io ho l’armonica, va bene lo stesso? No, vabbe’, questa l’ho messa io…), ma che nel frattempo puoi darmi tutto quello che voglio ora, e si baciano. In altre parole, se ne approfitta senza dar nulla in cambio, ha imparato bene alla scuola di Circe, tanto che dopo se ne va e le dà appuntamento per la settimana successiva. Saphira prende bene la separazione, già il giorno dopo inizia ad avere allucinazioni di Odisseo.

(nonostante il tentativo di tagliare il più possibile, questa cosa la devo dire. Saphira abita in un castello, sostiene l’autrice. Vicino al castello c’è un lago, sostiene. Un giorno Saphira si allontanò a grandi passi dal castello, e si avvicinò alla città. Sostiene l’autrice che vicino alla città c’è il mare. Quindi nel giro di pochi chilometri lago e mare. Il castello di Brendon è a Lesina)

I giorni passarono lentamente, ed alla fine, arrivò il settimo giorno nel quale Dio si riposò Saphira dovrà vedere Odisseo, sperando che non sia fuggito come la consecutio temporum. Per fortuna c’è, si presenta in compagnia di Diomede, e suggerisce di aspettare un mese dopo il ritorno a Hogwarts di Saphira prima di fuggire, per non correre rischi. E già, perché la nostra protagonista è una Serpeverde, e la vediamo anche andare a Diagon Alley in compagnia di Draco, Zabini e Pansy Parkinson a comprare i libri. Qui incontrano il Trio (no, non Pavarotti Domingo e Carreras, ma Harry, Hermione e Ron), Draco ovviamente ne approfitta per dileggiare Ron sulla povertà della famiglia: Potter e Weasley urlarono all'unisono- Taci Malfoy!-, e Saphira replicò- Però, come è ristretto il vostro vocabolario!!!! Sapte dire soltanto Taci, o, sta' zitto Malfoy!!! Certo, da voi c'è da aspettarselo!- e Blaise, Pansy, draco e lei scoppiarono a ridere.
Ora, dico io, da una che è costretta dai genitori a sposare un purosangue, e lo tradisce con un babbano (perché Odisseo, checché dica di se stesso al matrimonio, mago non è) ci si aspetterebbe un atteggiamento meno serpeverdesco, o almeno più comprensivo. Ma Saphira è, sostanzialmente, una stronza, e nel seguito della storia si vedrà ancora meglio. Ad esempio, una volta tornata a casa decide di esercitarsi su la maledizione cruciatus, non era un compito per scuola ma faceva comodo. Prese come cavia un canarino, e lo torturò finchè esso non cadde a terra, tramortito. Ma non lo uccise. Bontà sua.
Passano i mesi, i capitoli, e se li conti anche i minuti: Saphira continua a andare a scuola, si tiene in contatto con Odisseo via lettere, nel capitolo 11 ha un attacco di nausea e nel 14, dopo  tre capitoli di nulla con salsa di soia, scopre di essere incinta, ma non sa chi è il padre tra marito e amante. Vorrebbe scriverlo a Odisseo, ma è così indecisa su come dirglielo che alla fine è lui a presentarsi a Hogwarts (“Conosco Silente. gli ho detto una piccola bugia e mi ha fatto venire volentieri”). Mentre i due parlano, Draco si improvvisa Alvaro Vitali e li spia dal buco della serratura, e dopo la partenza di Odisseo affronta Saphira a quattrocchi, dicendole che riferirà tutto ai Lestrange e a Brendon. Così avviene, Brendon incontra per strada Odisseo che prima nega con scuse puerili (Quando avrei visto tua moglie, se non la fai mai uscire di casa, sentiamo? me lo hai detto tu stesso " non la faccio uscire mai di casa, così non mi tradirà"; infatti il tutto è avvenuto a Hogwarts), poi, dopo essere stato pestato, ammette tutto e decide di fuggire con Saphira subito dopo il parto. Anzi no, decide di partire subito. Poi ritorna al proposito originario, aspettare di scoprire di chi è il bambino. La risposta definitiva è rapire il giorno dopo Saphira e fuggire insieme. Se fosse stato così deciso anche ai vecchi tempi, probabilmente oggi sarebbe concime per l’orto di Polifemo.
Sta di fatto che il rapimento avviene, con un piano talmente geniale che il cavallo di Troia in confronto sembra il cagnolino di Paris Hilton: Diomede distrae Silente (no, non con uno spogliarello, ma chiacchierando), Achille e Agamennone controllano che nessuno entri nella sala comune di Serpeverde, Odisseo va a prendere Saphira e fuggono tutti insieme per un passaggio segreto che Saphira gli aveva citato, una volta.
Ora, a parte che Achille e Agamennone insieme probabilmente avrebbero passato il tempo a litigare piuttosto che a fare la guardia, però quello che non è chiaro nel piano è: come fanno a controllare che non arrivi nessuno sia dall’interno che dall’esterno? Uno sta sulla porta d’ingresso della Casa senza che il guardiano abbia nulla da ridire? E ammettiamo che qualcuno fosse effettivamente passato: cosa avrebbero fatto? Lanciato urla di avvertimento, facendo accorrere mezza Hogwarts? Sbudellato il malcapitato?
Già che ci siamo: chiudiamo un occhio su Achille che aveva una madre immortale quindi magari un po’ di sangue magico ci stava pure, ma Agamennone e Diomede per quanto ne so io erano umani al 100%, e non mi pare che i miti riportino grandi magie fatte dai due. Ergo, sono babbani; ergo, come hanno fatto a entrare a Hogwarts?
Domande che resteranno senza risposta, e nel frattempo Odisseo porta Saphira a casa sua, e la presenta a Telemaco (Penelope se ne è andata, probabilmente sperava di non doversi più trovare ragazzine tra i piedi dopo Nausicaa). Vale la pena di rilevare che quella casa era totalmente diversa da quella di Brendon, più spartana. Quindi potrebbe anche essere la casa di Menelao.
Chiudo qui. Ma se la chiusura vi sembra lassa, non preoccupatevi: si tratta di riprendere fiato prima della seconda parte della recensione. E vi garantisco che lì si vedrà davvero di tutto: parti e dipartite, duelli e duetti, colpi di stato e magomachie. Stay tuned, non ve ne pentirete.

Crossover mulipli: Hogwarts in crisi d'identità

Miei cari, mie care,
Oggi è un giorno veramente glorioso. Veramente! E non solo perché sono ritornata fra voi in forma più che smagliante. No. Oggi dobbiamo esultare, prostrarci e ballare la conga di fronte al GoS perché una nuova LEI è fra noi.
Mica LEI nel senso di “organo genitale femminile”. Lo so che a leggere ficcyne si va col ficcynaro, ma io intendevo un’altra cosa. Precisamente LEI è una nuova Mary Sue.
Il suo nome è Lilian (che poi, in inglese i nomi sono tutti fighi. Provate un po’ a volgerli in italiano: Liliana pare il nome della prozia che abita a Spinimbecco).
Ed è già la seconda fan fiction che recensisco in cui la protagonista è una Sue e si chiama Lilian. Coincidenze? Destino? Fato? Mistero? Templari? Giacobbo?
La nostra Sue è talmente Sue che al suo passaggio i fiori sfioriscono vergognosi, le api non impollinano più e i cani ululano. Pure i gatti, per simpatia. Se non mi credete sono disposta a darvi una prova concreta:
Remus Lupin,ex insegnante di Difesa contro le Arti Oscure,accompagnava una ragazza dai lunghi capelli corvini e occhi con sfumature tra il blu elettrico e il viola.(Mandocazzomai l’avranno vista una persona con occhi di questo colore… Se vogliamo dirla tutta, mi terrorizzano pure.)
E ancora:
tutti ragazzi fissarono Lilian con desiderio.
E’ una scuola di arrapati.
Avete ancora dubbi? Ovviamente no.

La storia la potete trovare qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=474783&i=1
L’autrice è giuly_the princess, detta anche -: G!u£!@ :- (sic!) e il titolo è What is love? (Che a delle vecchie carampane come me fa automaticamente venire in mente il ritornello più dance delle estati dei primi anni ’90. Brutte, bruttissime immagini). Si ringrazia giuliapg89 per la segnalazione.

Si inizia subito con una filastrocca:

L’Oscuro Signore prepara battaglia (dù spaghi, mai)
molte saranno le avversità (ma pensa)
Hogwarts resiste e i suoi studenti
sempre nei secoli difenderà
ed il Prescelto
(evvai, c’è un Prescelto!) avrà il potere
che gli darà la forza promessa
(una forza promessaaa, un mondo diversooo…)
per liberare dal male il mondo
e contro Voldemort vittoria avrà
colei che splende di luce di luna
(Sailor Moon!)
immensi poteri erediterà (te pareva)
Regina di Grifondoro si scoprirà (non nel senso di spogliarsi, sporcaccioni!)
e il Mondo Magico salverà
sacrificando la vita per il biondo
serpente
(chi sarà mai?! Giacoooooooobboooooooo!)
Ma la forza di Godric la salverà
e con l’uomo che ama per sempre vivrà.
(Paraponziponzipà).

Me cojoni!
And this is just the prologue. A parte il fatto che qualcuno mi deve spiegare dove sta la difficoltà nel creare poesie in rima baciata, o anche alternata. Si può essere molto più originali in un nanosecondo:
Quando la parola mi manca
E la mia mente è troppo stanca,
sarò testarda come un mulo
ma preferisco farmi il c…
rimeggiando in libertà
e saltellando qua e là.

Basta poco, che ce vò?

L’autrice ci prega di recensire in tanti. E chi sono io per sottrarmi ad un cotal gentile invito?
La scena si apre… No, facciamo che lo indovinate voi, ok?
La scena si apre:
a) al banchetto di inizio anno, con Silente in trepida attesa della nuova strafiga di turno e uno smistamento a dir poco fuori tempo;
b) Al bar dietro l’angolo, con il Vecchio Cannaiolo strafatto d’erba pipa e un nugolo di elfi domestici che gli ballano nudi intorno.
Se avete risposto a), complimenti. Comunque non era difficile, dato che rientra nello schema classico della ficcy marysuemunita.
Se avete risposto b)… Allontanatevi, che mi fate paura.

Si, dicevamo. Attesa spasmodica, sguardi d’ammirazione, blablabla… La ragazza, presentata come Lilian Manson (che carina! Come Charles o come Marilyn?) viene smistata a Grifondoro da un povero cappello parlante da lei chiamato Caius. Probabilmente la versione rincoglionita del nostro fedele amico Cappello Parlante, appunto.
Ecco, facciamo che d’ora in poi io salterò tutti i “nd.me” “nd.tutti” “nd.tuasorella” che troverò, che mi sta già venendo l‘orticaria. Eh già, non potevano certo mancare, giusto per crearmi fastidi all’intestino crasso.
Lilian fa subito conoscenza con il maggggico trio, Hermione, Ron e Harry, e dopo cena si allontanano insieme:
-Vieni Lilian!Ti facciamo vedere la Sala Comune!-dissero Harry e Ron in coro.
“Mi aspetta un anno molto duro con questi due..”pensò Lilian.

Simpaticona, direi! E ovviamente…
Draco Malfoy la stava fissando.E la desiderava.
Eh, chi non lo farebbe?
A quanto pare la ricerca della sala comune si protrae per ore, perché all’inizio del nuovo capitolo si dice che è ormai notte fonda quando i nostri eroi e gli altri grifondoro giungono.
Ora. Ok che i grifondoro per natura sono vagamente rincoglioniti, ma che cacchio hanno fatto? Hanno impostato male il tomtom? Hanno svoltato a destra alla rotatoria invece di tirar dritti in direzione Cuneo? Non si tratta di ragazzini del primo anno, totalmente ignari dei percorsi all’interno del castello e del fatto che alle scale piace cambiare. L’unica ipotesi che mi viene in mente è che si siano fermati dal piadinaro per un bel panino unto con tanto ketchup.

In ogni caso La Bella Topolona da’ sfoggio di tutta la sua strafigheria bullandosi qua e là:
-Ho studiato un pò (eh, ma santa patata!) dappertutto,ma a causa del mio ruolo ho conoscenze al di fuori della norma.Comunque anche nel programma normale che avete qui sono molto più avanti
Amici, tutti in coro: STICAZZI!
Senza contare che Nostra Signora Della Sgnaccherosità maneggia la Magia Arcaica. Echemminchiaè, chiederete voi. Una cosa troooooppo avanti per i poveri rincoglioniti come voi, miei cari. (La verità è che non ho capito un accidenti secco nemmeno io, quindi boh).
Finché il gruppetto decide di separarsi, ognuno a casa sua e tutti a letto.
Ma nel bel mezzo della notte, Madame La Gnocca (bello, eh? Pare un nome di un night club) si sveglia, guarda Hermione dormire e…
No, non la uccide con un rasoio Wilkinson dopo aver cantato “rasa il pratino”.
Nè la importuna nel sonno.
Semplicemente volge lo sguardo fuori dalla finestra come una novella Jacopa Ortis e riflette sulla sua solitudine e sul peso del (indovinate) segreto segretissimo che porta.
Eh, beh.

Nel terzo capitolo ritoviamo Lilian al mattino. Qualcosa mi fa pensare che ci dovremo sorbire il solito rituale della vestizione. E infatti, dopo aver citato un certo Aphophis, che a detta dell’autrice ci verrà presentato più avanti (c’era bisogno di dirlo? Larsson, ad esempio, nei suoi tre libri ha sempre introdotto nuovi personaggi in medias res, e non se n’è mai uscito con un simpatico “Hey, bella vecchi, so che non ci capite una cippa, ma abbiate fede, che poi vi spiego tutto!”), la Nostra medita lungamente e con impegno sull’abbigliamento della giornata, dato che aveva ricevuto l’autorizzazione da Silente di vestirsi come voleva e così non infrangeva nessuna regola.
Volete anche voi l’autorizzazione di Silente per indossare quella magnifica maglietta degli Slipknot con una motosega stampata sul davanti ed un braccio mozzato sul retro, oppure quella mini giropassera con abbinato il toppino leopardato a scollo tondo che mostra i vostri seni sodi e alti? Vi attaccate, non vi chiamate Lilian Mary Sue Manson, quindi al massimo potrete ottenere l’autorizzazione della mamma.
Ma se fossi io la mamma vi sbarrerei la porta col mio corpo.

Dopo aver meditato a lungo sulle possibili opsioni (perchè Lilian vale),scelse una maglietta elasticizzata con un’enorme “V” dorata sul petto (minchia, fine),uno dei tanti regali natalizi di Caius dei Volturi (eh ma porca vacca, pure il crossover con Twilight, non posso farcela),dei jeans neri e stivali marroni al ginocchio.Senza natura
lmente scordare Tessayga,la sua spada,e le svariate armi ninja
(Ah. Pure l’autorizzazione a portarsi dietro armi le ha dato Silente. E poi? Magari anche l’autorizzazione a organizzare riti orgiastici con sacrifici umani?) (Senza contare che mi fanno notare che Tessayga è la versione fayga di Tessaiga, che come Wiki insegna, è “la spada magica posseduta dal mezzodemone Inuyasha nel manga omonimo”. Evvai con la fiera del crossover!)

Dopo aver finito di prepararsi,rifece il letto con un battito di ciglia(avvertenza:Lilian non usa la bacchetta magica perchè il potere ce l’ha dentro il corpo)( A casa mia si dice “indemoniata”).
Ma questo è il superpotere che ogni mamma vuole! E pure Gelsomina, la signora delle pulizie di mia zia.

Subito dopo, Figosità Incarnata fa una rivelazione sconcertante a Hermione:
Sono una Guardian Angel e il mio vero nome è Sereso.
Lo ammetto, ero impaurita dall’eventuale presenza del millesimo crossover. Per cui, siccome non conosco i Guardian Angels e il nome mi pareva familiare, ho cercato su WikiWiki:
I Guardian Angels sono una organizzazione privata e volontaria di sicurezza pubblica internazionale che è attiva in 60 città attorno al mondo. L’organizzazione venne fondata nel 1979 nella città di New York City da Curtis Sliwa ed oggi opera non soltanto negli Stati Uniti ma anche in Brasile, Europa, Filippine, Giappone, Nuova Zelanda e Sud Africa.
Bello! Ma un po’ fuori strada, è poco plausibile che Lilian si aggiri per le città proteggendoci dal male utilizzando le sole armi dell’ammmOre. Giunse quindi Win a illuminarmi, suggerendomi la possibilità che effettivamente si tratti di un crossover con una serie a fumetti/cartone animato tristissimo dal titolo Angel Friends. Le scommesse sono aperte.

Hermione e Graziadiddio decidono così dal detto al fatto di essere amiche. Fino all’altroieri manco sapevano di essere sullo stesso pianeta e ora se ne vanno a manina insieme: è proprio bello, vero? un bel sentimento di amicizia il loro.Il più puro.Almeno credo.
Eh, cosa mi guardate così? C’è scritto alla fine del capitolo!

Quindi le due si dirigono verso la sala comune, dove trovano i loro compagni che fanno colazione.
-Salve ragazze…zzz-rispose un assonnato Harry (…)
-Umorismo da oltretomba…Un momento…E Ron?-chiese Lilian imburrando una fetta di pane.

Madoveminchia lo vede l’umorismo? Probabilmente è morto assieme alla mia pazienza.
Insomma, dopo un tot di tempo Ron appare, disperato dall’eventualità di condividere quasi sempre l’aula con i Serpeverde quell’anno. E Lilian non capisce dove sia il problema.
Quelli di Serpeverde sono le persone più odiose sulla Terra!-intervenne Ron agguantando una brioche(l’ho scritta giusta??). (Come se in mezzo ad una scena di hackeraggio Larsson avesse interrotto la narrazione per chiedersi se era corretta la grafia di “hardware”. Ce lo vedo. Pace all’anima.)
Per concludere la scenetta, ci ritroviamo Draco che li spia dal buco della serratura.
Beh, magari proprio dal buco della serratura no, ma più o meno. Blaise Zabini, che nel frattempo si è trasformato in una donnicciola isterica e saltellante, gli spiega che il suo cattivo umore è tutto una conseguenza non del ciclo ma dell’amore. Ma quale amore? Chiede Draco e ci chiediamo noi. Ma quello per la Strafiga In Oggetto, ovviamente!
Sarà che io all’amore a prima vista ci credo poco, ma come si fa ad andare via di testa per una persona senza manco mai averci parlato? Magari apre la bocca e ti cascano le braccia. Magari scopri che colleziona insetti. Magari gli piacciono i Backstreet Boys o si lava dieci volte al giorno. O magari non si lava proprio. Si può parlare di cotta, infatuazione, delirio ormonale, ma l’amore è un’altra cosa. Credo. Vabbè che Bella Figheira è talmente sgnacchera da farci innamorare tutti, ma un po’ di misura, perbacco! Comunque sono opinioni personali, fate conto di non averle lette.

La storia per ora si conclude qui. Sono davvero curiosa di osservare i prossimi sviluppi, e spero davvero che siate disposti a seguirmi nel prossimo delirante viaggio. Perché deliro io, eh, mica per altro.
Doverosi ringraziamenti: grazie a Angelo, Harleen e Win (notate che vi ho messi in ordine alfabetico, così non vi picchiate) per la betatura. Amiketty, vadb, vvumdb, spakkate troooppo, kiss kiss!
Si, scherzavo.

Last minute: offertissime di settembre!

Dossier 0006: Azkaban Resort

Carissimi amici, pazienti e giacobini di merda buona sera.

Una bibita fresca?

Qui alla casa di cura regna la quiete assoluta, di ritorno dalle  terribili premiere di Harry Potter e il principe mezzo sangue abbiamo deciso di aumentare la dose di sedativi ai nostri cari pazienti.

Il fedele Brad, alla guida dello scuolabus che ha portato i ragazzi a destinazione, mi ha portato delle fotografie che mi hanno sconvolta: non avrebbero dovuto permettere a Ginny di giocare col rossetto rosso, ha già il complesso della squillo! D’altra parte la faccia di Draco e quella di Harry erano uno specchio della loro devastazione mentale.

Quindi, per riparare al danno, abbiamo deciso di portarli tutti a riprendersi in una S.p.a.: il prezzo vantaggioso e il pacchetto offerto mi hanno fatto scegliere l’Azkaban resort!

FRA CANTINE E TERME €. 150.00 a persona
Pacchetto week-end 3 gg / 2 notti comprensivo di:
* trattamento di Mezza Pensione * ingresso alle terme con possibilità di pacchetto “Relax sotto le stelle” * sabato cena tipica * domenica visita alle Cantine del Dis: degustazione vini con abbinamento di formaggi e salumi!

Determinante è stata la testimonianza di un caro amico (purtroppo passato a miglior vita) redatta dall’autrice Drachina nella sua opera più nuova http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=313246&i=1 , “La vera storia di Azkaban”.

Pronti?

Se temente danni celebrali permanenti niente paura: nelle vostre bibite è stato aggiunto GHB, domani mattina non ricorderete più nulla!

La nostra storia si svolge tra il secondo e il terzo anno, presumibilmente poco prima dell’evasione di Sirius Black.

Presto capirete il perché di quel gesto e no, Peter Minus non c’entra proprio niente: la colpa è di Tiziano Ferro.

Ma ci stiamo arrivando, non siate impazienti, prima è d’obbligo dare un occhio al meraviglioso stile adottato dall’autrice: il dialogo. Dialogo tra l’autrice e i personaggi, dialogo tra l’autrice e i lettori, dialogo tra l’autrice e i suoi amici!

Mica male, l’opera è già pronta per il teatro: è sempre bene pensare al futuro, per me siamo a un passo da Broadway. La colonna sonora è ovviamente ad opera di Tiziano Ferro.

Sirius Black si guardava intorno senza fare niente e senza sapere cosa diavolo fare. Stava per mettersi a dormire quando Dissy, il dissennatore di turno e un caro amico di Sirius, si avvicinò a lui con aria sospetta…

                    

Azkaban in realtà è un centro termale: le persone girano per la fortezza avvolte da nuvole di vapore(credevamo fosse il fiato gelido dei Dissennatori, invece sono esalazioni termali!) e non sanno cosa fare per ammazzare il tempo; menomale che ci sono i loro cari amici, i Dissy: massaggiatori pagati apposta per rendere il soggiorno piacevole. Non hanno un aspetto gradevole, ma si dice che le loro mani facciano i miracoli!

Tuttavia, se fossi una degli habitué diAzkaban, mi rivolgerei alla direzione visto che questi Dissy sono dei grandi villani: ma che modo di approcciarsi ai clienti è questo?

DISSY: Ehi Sir, guarda che ho trovato!

SIRIUS: E che cazzo è?

DISSY: Un mp3!

Sirius mette l’aggeggio alle orecchie e comincia ad ascoltare le canzoni tutto contento.

 Perché ad Hogwarts sono degli sfigati, diciamolo. Dai, questa storia che la tecnologia nei luoghi densi di magia non funziona…ad Azkaban sono avanti: hanno schermi al plasma 48”, impianti stereo che nemmeno l’ Alkatraz e si fanno i pop corn nei forni a microonde! Senza contare che sono temporalmente avanti di almeno 10 anni, visto che il terzo libro si svolge nel lontano 1993

Io andavo alle elementari e avevo un walkman della sony, verde serpeverde, in cui ascoltavo fivelandia 11!

Se tutto questo non fosse già abbastanza folle(e ricordiamoci che tra i warning abbiamo solo OCC, di AU non si è proprio parlato) Sirius canta amabilmente una canzone di Tiziano Ferro.

Ecco, archiaviamo il 1993 altrimenti non ne usciamo più, visto che il ’93 era l’anno di “come mai” degli 883…

Torniamo ad Azkaban dove dal nulla all’improvviso appare Tiziano Ferro in carne ed ossa.

A questo punto Sirius si butta nel mare tempestoso in cerca di una via di fuga, incurante della sua fine quasi certa.

Si, vi sareste buttati in mare pure voi: al terzo ritornello non ce la si fa più…

Purtroppo per tutti noi la dignità di Sirius Black non viene così salvata, il cammino verso l’oceano è ancora lungo e tortuoso.

Torniamo nella piccola cella umida e scura dove Rodolphus, Sirius, Dissy, l’autrice e Tiziano si stanno guardando nelle palle degli occhi.

Silenzio.

Silenzio.

SILENZIO.

Ho come l’impressione che sia piombato il silenzio ma Aya ringrazia per la citazione involontaria.

E magari restasse una dignitosa prigione silenziosa: ma certo che no! Il capitolo si conclude a coretti, tarallucci e vino.

I danni del maledetto lettore mp3 però non si fermano certo qui, la notte successiva è Katy Perry a materializzarsi ad Azkaban.

Ora dai, facciamo un ragionamento: ma come si materializza tutta questa gente dentro una prigione di massima sicurezza? Se non sbaglio,per evadere, i mangiamorte sono costretti a farla saltare in aria!

Probabilmente esseri dotati di cotanta intelligenza riescono a passare le difese magiche del luogo, tipo gli elfi domestici. Chissà se nel tempo libero Tiziano Ferro non si stira le dita o si chiude le orecchie nei cassetti…

La scena si sposta nella cella coniugale di Rodolphus e Bellatrix (che condividono per necessità con Tiziano Ferro e un’altro personaggio anonimo).

A un certo punto Rodolphus si accorge che Bellatrix ha un qualche segreto nascosto…

Mi chiedo da cosa lo abbia capito: che abbia ricevuto una soffiata? Forse Bellatrix emette rumorose flatulenze quando sta nascondendo qualcosa al marito?

Bellatrix, con un candore devastante confessa al marito di essere diventata lesbica.

Ecco, OCC non vuol dire esattamente “cambia i personaggi come diavolo vuoi, in due semplici righe”: quello era “sfilata di moda”.

Tuttavia la parentesi lesbo di Bellatrix lascia il tempo che trova, così come la discussione coniguale si estingue: torniamo a dedicarci al nostro personaggio principale!

KATY:[…]ma tu sei proprio bono!!!

SIRIUS: Ma perché sta pazza mi fissa in questo modo? Bono io? Grazie!!

Intanto Sirius finisce in tempo a parlare che Katy gli si butta addosso e lo bacia con passione.

l’aspetto di Sirius Black è questo:


 Gary Oldman ne ”la lettera scarlatta” o in “dracula” faceva la sua porca figura…Ma ora non vi pare di esagerare? Si, forse sotto gli stracci e il luridume si intravede la materia prima ma bisogna lavorarci.

Inciso: piccola parentesi omofaba che per rispetto alla decenza eviterò di commentare.

KATY: Ma tu baci proprio bene!! E poi con tutte le donne che ho dovuto baciare mi devo ripulire la bocca in qualche modo…

 Come se tutto ciò non bastasse è in arrivo un cross-over(ovviamente non segnalato, e che pignoli che siamo! Que serà, serà, no?) indovinate un po’ con cosa?

3…2…1

Chi ha detto Cloverfield è fuori strada, però l’idea non è poi tanto male…

Ma Twilight ovviamente!

Che ad Azkaban c’entra un po’ come i cavoli a merenda…Ricordo che ad Azkaban venivano rinchiusi anche i vampiri asserviti a Voldemort, ma i Cullen non mi sembrano certo vampiri di questo tipo: troppo Love and Peace, a mio parere.

Il cross-over interessa però solo Bella Swan e Alice, che in definitiva non fanno NIENTE per tutto il capitolo; ma allora perché inserirle? Perchè?

Forse perché Azkaban ha tante stanze! Periodio di crisi, miei cari vacanzieri, si cerca di procurarsi i clienti come meglio si può.

“Azkaban: antico castello situato su piccolo atollo. Spiagge deserte e mare spumeggiante”

Potrebbe anche funzionare! E a conti fatti è tutto vero…

BIS:


Non fate quelle facce, era la luce a non essere buona!

Come tanto mi piace dire: il non-sense imperat. E in maniera drammatica, questa volta.

Dopo una settimana di bollente relazione Katy(o Kety? L’ortografia continua a cambiare…) e Sirius si mollano: lei lo lascia per Mika.

…ha lasciato Sirius…per Mika…no, non posso crederci nemmeno ripetendolo due volte!



Erano passati due giorni e Mika e Katy, soprattutto Katy non tornavano. Sirius era depresso, molto depresso.

La spiegazione logica è: Akaban non è un centro termale, non è un’isola tropicale è… una prigione di massima sicurezza. PERCHE’ due persone sane di mente dovrebbero tornarci?

Forse è in questa ultima frase l’errore, trovatelo e vincere un bacio da Katy Perry! No?

SIRIUS: Sono sempre solo!!! Di nuovo solo… E lo continuerò ad essere per il resto della mia vita…


Si, Sirius, sei solo. E sai perché? Perché sei accusato di aver fatto saltare in aria una strada e di aver fatto fuori dodici babbani e un mago di cui è rimasto solo un mignolo. I maniaci psicopatici di solito li mettono in cella di isolamento!

La nostra ficcy potrebbe continuare nel caos assoluto. Invece no, arriva(dal nulla, anche lui) l’uomo che può risollevare la situazione: il mago Insignito dell’Ordine di Merlino di Prima Classe , famoso per aver scoperto i 12 usi del sangue di drago e per aver sconfitto il mago oscuro Grindelwald!

Albus Silente.

La sua comparsa nel carcere viene giustificata con la vendita porta a porta: si trova ad Azkanan per pubblicizzare le miniature di Harry Potter, con la prima uscita ci sono io!!

Pover’uomo, dovete anche capirlo: i genitori continuano a ritirare gli studenti dalla scuola, il prezzo del pane è aumentato, c’è crisi…E non sapete come cerca di sbarcare il lunario la Mc Granitt: a confronto il secondo lavoro che si è scelto Albus è più che dignitoso!

Ok, forse le sue ultime performance non sono state fenomenali: trasformare la scuola in un lupanare, liberalizzare il commercio di sostanze stupefacenti entro le mura di Hogwarts, intrattenere una relazione clandestina con la cugina di secondo grado di Voldemort…

Tuttavia la sua idea, in mezzo all’encefalogramma piatto di tutti gli altri non è poi male:

SILENTE: troviamogli una fidanzata!!

La discussione CERCA di proseguire, ma i siparietti demenziali non sembrano avere fine e nella loro totale inutilità non contribuiscono a mandare avanti la storia:

ALICE CULLEN: Ciao! Sono tornata!!

BELLA: Ci sono anch’io!

BELLATRIX: Ehi Bella! Che bella sciarpa gialla che hai!!

BELLA: Ti piace?

BELLATRIX: Si, si intona con i denti!

Come volevasi dimostrare…

In ogni caso l’allegra truppa di carcerati:


si mette all’opera: i cervelli ronzano, vengono fatti nomi di improbabili compagne come Raffaella Carrà, Minerva McGranitt, Marlyn Monroe e Grace Kelly che sono tutte morte…o lo saranno entro breve.

Ma non importa perché mentre questi geni  si spremono le loro meningi Sirius fa da se, scegliendo una centenaria…ma almeno all’apparenza giovane!

Mentre discutevano nessuno si era accorto che Sirius se l’era trovato da solo la fidanzata: Alice Cullen!

La ficcy si avvia verso l’ultimo capitolo disponibile, per fortuna, oso dire: quando appare Maria De Filippi io SO che è l’ora di abbandonare il campo.

Credo che questa donna sia in grado di rendere stupide le persone, sebbene lei non sia proprio la prima scema che passa: è un potere strano, tipo la telecinesi e la smateriliazzazione!

MARIA DE FILIPPI: Sentite, mo questi ragazzi qua di Amici mi hanno un po’ rotto e perciò li trasferisco in questa fan fiction va bene?

DRACHINA: Certo, qui c’è posto per tutti!

Un’ ora dopo alcuni dei ragazzi di Amici erano belli e pronti ad entrare nella prigione di Azkaban!

Tutti questi punti esclamativi disposti qua e là cominciano a provocarmi il mal di mare:ogni piccola frase si interrompe così bruscamente che se non avete la cintura sfondate il parabrezza!

Ai ragazzi di Amici un po’ di gavetta non farà certo danno; io propendevo per mandarli a zappare nei campi ma anche chiuderli ad Azkaban non è poi tanto male: magari qualcuno rinsavisce…

Non so se i partecipanti al famigerato programma televisivo siano così imbecilli: in questa ficcy tutto può succedere, però non mi sorprenderei granché se fossero davvero così piuttosto che “liberamente interpretati” dall’autrice.

Al termine del chappy, dopo ben sei capitoli (che però in lunghezza compongono un capitolo normale) viene fornito il primo barlume di trama: una versione alternativa della storia dell’ordine della fenice.

Non ci è dato di sapere molto ma lo straziante (dal punto di vista sintattico) discorso di Sirius non può che toccarci profondamente.

Evidentemente l’influsso dei Dissennatori gli ha sconvolto il cervello più di quanto la Row ci abbia mai voluto mostrare…

La verità è che quando ho terminato gli studi c’era un certo MortdeFam, con i suoi alleati i MangiaCibo assalivano i negozi alimentari e divoravano tutto. Così noi avevamo creato l’ “Ordine dell’Uccellino di Auchan” per contrastarli. Purtroppo però no sapevamo che un nostro amico Peter Menomatus era in realtà una spia per conto della Coop, la società che riforniva i nostri nemici ed aveva consegnato a MortdeFam i coniugi Potter, azionisti di Auchan. Il loro figlio Harry era riuscito a sopravvivere per motivi inspiegabili…

Luca Serianni annuncia con dolore la prematura dipartita della punteggiatura. Un minuto di silenzio.

Miei giacobini, nel bene e nel male (ma soprattuto nel male) siamo arrivati alla conclusione: la mia ultima dichiarazione è “non ho capito una beneamata cippa” e “le mary-sue sono più interessanti, come oggetti di studio”.

Per questo il dossier “00006” viene archiaviato, eventualmente bruciato e le ceneri sparse al vento (per evitare ritorni di sfiga).

Volevo lasciarvi con una perla, però.

TIZIANO: Ok, basta!! Su con il morale!! STOP DIMENTICA!

Ecco, dimenticate…la ficcy!

La grammatica, la consecutio, il buon senso e la costruzione di una trama ricordateveli SEMPRE.

Tolkienverse: la Quarta Era del Crossover

Miei cari giacobini mafiosi, come ve la passate?
Inscatolato addobbi, calciato via Magi ritardatari dal presepio?
Avete ripreso a offrire Vestali Grifondoro ai vogliosi desideri del GoS?

Scommetto di sì, quindi non cianciamo oltre. Come Unici Difensori del Perculamento -è bello avere ammiratori che ci forniscono epiteti evergreen- dobbiamo continuare a perpetrare la nostra originalità e alzare fieramente i giacobini nasetti all’ insù  passando oltre a plagiatori e abili copiatori. Ma ammettiamolo pure, per un attimo: questo significa che siamo famosi! *O*
Finita l’ esultazione?
No, perché qui non c’è tempo da perdere.
Dobbiamo essere dinamici e veloci, pronti a colpi di scena serrati, personaggi che spuntano come funghi a ogni riga e a rigogliosi, intricati alberi genealogici tali da far impallidire un certo Docente di Oxford prima e un certo Sirius Black poi.
Ebbene sì; non è ancora tempo di tornare a Hogwarts o ripiombare sul sedile posteriore di nere macchine d’ epoca, scostando da sotto i nostri regali deretani bottiglie di acqua santa e sacchi di sale. Agenti del Mossad e virili esponenti di agenzie governative dovranno ancora attendere prima di dimostrare il loro vero cuore.
Un cuore di ficcynesca panna.

Rinnovate le scorte di Lembas, di Erbapipa e affilate le spade.



Prego l’ angolo slasher del blog di non ridere troppo, perché qui la vicenda è seria! E quando mai qualcosa non è minimo serio nella Terra di Mezzo?
Stiamo per addentrarci in una terra di magia, mistero e battaglie. Una terra che LadyArien (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=264970&i=1) ci propone con una marcia in più.


Ok, ok. La battuta stavolta ci stava tutta. Chiedo venia.

Noi tutti inutili recensori malefici e senza cuore abbiamo conosciuto le razze che popolano l’ immaginario creato dal caro Professore: Elfi, Uomini, Numenoreani, Hobbit, Orchi…ma dimenticavamo un importante tassello della piramide sociale.
Parliamo del popolo girovago per eccellenza. Degli zingari.
Sono ben conscia che mai, in tre libri, centinaia di appendici, un Silmarillion e svariate altre opere, Tolkien non abbia menzionato qualcosa di simile; e non vale dire che gli Esterlings nella trilogia filmica sono stati caratterizzati da una bella passata di kajal sugli occhi. E per una volta, miei machiavellici malpensanti, non possiamo fare ironia  a buon mercato.
No.
Proprio no.
…Ameno non subito.

Perché, incredibile a dirsi, questa storia presenta qualcosa di raro, rarissimo. Più raro di un congiuntivo usato correttamente.
Insomma, parliamo dell’ Arca dell’ Alleanza del ficcyverse.
Il disclaimer.
*Il Maestro, coinvolto per l’ occasione, fa partire una overtoure d’ uopo con l’orchestra al completo*

Un tempo obbligatorio, questo doveroso avviso è dovuto soccombere causa aumento di Vestali, Merisiù, Gheristiù e siti che mirano più alla quantità che alla qualità. Tra parentesi: meno male, miei cari. Altrimenti noi non potremmo fare il lavoro sporco e non avremmo rivelato al mondo l’ esistenza di Dio! Lucius Malfoy. Tanto per citarne uno. Ora però, diversi esemplari affiorano coraggiosamente; che sia merito di alcuni pazzi, pochi e sparuti, a cui nessuno dà retta quando dicono che il 90% del Tempio dovrebbe venir svuotato di tutti gli altari?
Ma non è il momento di divagare.
 Dicevamo: il disclaimer. Veniamo a sapere che i gitani alle porte di Gondor sono lì grazie a un crossover con un manga pubblicato molto tempo fa su una rivista famosa per rivendere come fumetti nipponici prodotti dell’ italico genio imbrigliato dal Moige. L’ opera in questione si chiama "La storia di Luna".

Bene, benissimo! No, dico davvero. Ma tali presupposti non devono farci dimenticare che, anche se debitamente avvisati, dei lettori che nulla sanno di Tolkien o del perché di un simile Crossover tra due realtà completamente all’ opposto si aspettano uno straccio di spiegazione. Un alito di vento appena accennato d’ introduzione.
Niente di niente.

E con questa granitica certezza, andiamo a cominciare a conoscere questa Corte dei Miracoli declinata nella Quarta Era del regno di Gondor.
In un campo gitano nelle pianure di Gondor una giovane si aggirava cantando, era allegra e spensierata. Era vestita come una zingara, ma la sua grazia e la sua bellezza la facevano sembrare una principessa. Aveva lunghi capelli neri, pelle chiara, occhi verdi e lineamenti delicati, al collo aveva un antico medaglione color ambra. La ragazza si chiamava (…Esmeralda) Aranel ed aveva sedici anni.
…Aranel? Ma siamo sicuri? Sicurisicurisicuri?
Allora metto via "Notre Dame de Paris" del Maestro Hugo, eh…
La fanciulla in questione trova nei pressi di un albero la sua cara zia, che piange. Brillantemente, Aranel deduce che tali calde lacrime sono dovute al peso di ricordi terribili per l’ anziana parente…e da qui in poi, la vicenda ingrana una figurata settima marcia e vola a vincere il Gran Premio di Montecarlo staccando Ferrari e McLaren di sette secondi buoni!
Pronti?…Via!
A quel nome la zingara si riscosse, fissò Aranel con i suoi profondi occhi neri e le disse: “Aranel, devi sapere che Lyrith non era veramente mia figlia!”
Ma come? E lo dici così, senza preavviso, senza comprensibili ritrosie, reticenze e quanto altro? E il seguito non è da meno.
“In una piovosa sera di sedici anni fa (Era una notte buia e tempestosa…), negli ultimi anni del regno di Re Elessar, una bellissima signora molto giovane venne verso di me piangendo, con una bimba in braccio. Prima di morire me l’affidò, perché la crescessi come figlia mia: quella bambina era Lyrith.” Ah, non Georgie? Ma…ma…la pioggia. La donna bellissima…
Lo stupore di Aranel cresceva:
“E chi era Lyrith in realtà, zia?”
“Era Luthien, la figlia del principe dell’Ithilien!”
->*O*!!!!!
Alt. Fermi tutti. Proviamo a ragionare. Sinisfildo, il mio fido Elfo del Catino, mi assiste porgendomi la mia copia del Signore degli Anelli. La sfoglio pure, al colmo del masochismo. Ah, ecco: Regno di Re Elessar. Quindi, nell’ Ithilien regnava Faramir con la sua signora, tale Eowyn sorella del sovrano di Rohan. Un certo Eomer. Li conoscete? A me sono famigliari, lo dico con modestia. Ora. Ce lo vedo  Faramir far abbandonare la propria progenie.
Forse sbaglio; ma ho il Fido Tomo con la trilogia completa al mio fianco! Consiglio a tutti di fare altrettanto, specie da questo momento in poi.
Aranel incassa con filosofia la notizia e torna alla vita di sempre ma il giorno dopo sua zia decide che ci vogliono ancora colpi di scena altrimenti, non si riesce a mettere on line un capitolo senza un minimo di un milione di svolte iiiincreddibbilii. Il milione è una cifra stimata dopo diverse statistiche e numerose esperienze nel ficcyverse.
Come ormai mia abitudine, sto per far partire l’ angolo più amato delle mie recensioni.
…Avete capito bene. Preparate le mascherine per l’ ossigeno…
Nel giro di poche righe la zia ciarlona rivela ad Aranel che pure lei è principessa dell’ Ithilien causa AnticoMedaglioneClassico che lei aveva da picciridda; Aranel frigna e ci regala un momento di puro "SonoUnaRagazzaLiberaEtSelvaggiaIo!"  fornitoci senza alcuna spiegazione -perché amava vivere come una "zingaaaaraa di cui nessuno sa nulla di lei?" – quindi fugge dal campo gitano e senza saperlo s’incammina lungo la strada che porterà a Minas Tirith che mille dolori inflisse alla cugina-che-cugina-non-era.
Piccolo momento di pausa, mentre vi cambio le bombole.
 Minas Tirith. Focalizzatela.
Una città su sette livelli scavata nel fianco di una montagna. Una enorme, colossale, gigantesca torta nuziale su sette piani, per dirla con l’impietosa descrizione di una Giacobina Onoraria. Stravisibile dalle pianure del Pelennor, figuriamoci da Osgiliath che è la città da cui poi si estente l ‘Ithilien.
…E Aranel non la vede. Manco una lucetta piccina picciò accendono questi Gondoriani! In fondo il capisco, dopo quella faccenda dei Fuochi di Segnalazione sono rimasti scottati.
Aranel vaga disperata lungo la strada e per poco non muore.
Perché, se si finisce sotto le zampe di un cavallo in corsa, la morte è sicura eh! Ma lei no. Cade e basta, subito soccorsa dal cavaliere che era in sella. Lui nota subito, al buio pesto solito citato poco prima, il medaglione.
 Nel giro di poche parole Aranel informa lo sconosciuto -che potrebbe essere un bruto ma oh, son pareri!- che ha il gioiello fin da piccola, che sua cugina-non-più-tale ne aveva uno uguale, che quest’ultima si chiamava Lirith e lei, a proposito, si chiama Aranel. Il nostro eroe per non essere da meno si presenta, si chiama Elboron e quale meraviglia!, lo stesso nome dell’uomo che avrebbe dovuto sposare la vera madre di Lirith il cui  nome è Laurelin che aveva un’ altra bimba di cui disgraziatamente l’appena conosciuto Principe dell’ Ithilien -…sì. Un altro – non ricorda il nome. Il tempo di prendere sotto la propria protezione la fanciulla zingara che-tale-non sembra- e scortarla a Gondor che veniamo a conoscere tutte le puntate di Beautiful- ehm, la complessa araldica dei regnanti della ridente regione che pullula di principi e principesse.
Il principe -arridaje!!- Minardil amava  Laurelin e per lei aveva scaricato la sposa designata, Elfwing Dama di Rohan; quindi la felice coppia aveva avuto due piccine, ovvero Luthien e una senza nome ma Elfwing, rancorosa e umiliata, voleva una strage e mandò i suoi sicari a perpetrarla così Laurelin, Luthien e SenzaNome sparirono dalla vicenda con grande sgomento del fratello minore di Elfwing, Elboron appunto. Principe sia del Mark che dell’ Ithilien -ancora??- . Minardil sposa Elfwing ma lui muore consumato dal dolore, da qui inizia la sfiga perché muore poco dopo pure il principe Faramir -cicciato fuori così per tentare di dare un senso a tutto ciò-, muore il figlio maggiore di questo, Elboron e il nipote figlio dell’ ultimogenita Silmariel, un altro Minardil, perciò il potere passa a quest’ultima.

…Ci siete ancora? Sappiate che vi ho privato della citazione in toto del blocco in questione per darvi modo di prendervi diversi emboli nel leggere tutto d’un fiato informazioni tali che di ficcy potevano nascerne dieci. E non è ancora finita…no. E questa volta…citiamo per un raffronto.
Poi, tre anni prima, era corsa voce che una delle bambine, (ovviamente. Chi è stata la Talpa?!) Luthien, era sopravvissuta, cresciuta in una famiglia di zingari con il nome di Lyrith,(Pure il nome falso sapevano! *_*) e che si trovava a Minas Tirith, ospite di una nobile famiglia. La principessa Silmarien aveva voluto incontrarla ed era avvenuto il riconoscimento, dopo di che Lyrith era andata a vivere in Ithilien. Lì Elboron aveva conosciuto Lyrith, si era innamorato di lei e l’aveva chiesta in sposa. Elfwing, la sua crudele sorella, avrebbe voluto opporsi alle nozze del fratello con la figlia della sua rivale di un tempo, ma in quei giorni era anche lei molto ammalata ed era morta poco tempo dopo. (In tutto questo, Elfwing è rimasta a far la zitellona in una Corte non sua?) Le nozze così erano state fissate. Nessuno però sapeva che Lyrith in realtà amava il giovane nobile che si era preso cura di lei a Minas Tirith, Artamir. La notte prima delle nozze, Artamir e Lyrith fuggirono dall’Ithilien a Minas Tirith, dove la principessa madre li ritrovò (…quanto ci mise, dal momento che da Osgiliath a Minas Tirith ci sono poche ore a passo di cavallo?) e li condannò a tre anni di esilio. Alla fine di questi tre anni Artamir era ritornato nella Città, ma senza la sua Lyrith, morta di febbre pochi mesi prima. (poche parole per liquidare un personaggio tanto importante. Comincio a credere che tale ecatombe serva a qualcosa. Cosa? …A dar luce solo alla protagonista, magari?) Il terribile colpo aveva indurito e invecchiato anzitempo la principessa Silmarien. Non avendo altri eredi diretti, la Dama aveva deciso di lasciare il regno a Elboron, che non assomigliava per nulla alla sua malvagia sorella (…ed era principe del Mark. Gondor perde i pezzi!), aveva tanto amato la defunta Lyrith e inoltre per uno strano scherzo del destino portava lo stesso nome del suo perduto fratello!
Non siete sconvolti da tutti questi stravolgimenti?
Non siete sorpresi che, a conti fatti, l’unica erede diretta è rimasta una certa Miriel? Sì, è il nome dell’ altra bimba! E anche lei forse è stata messa in salvo nella stessa tribù di zingari della sorellina!
E chiunque stia dicendo che forse siamo un po’ saturi di colpi di scena e siamo già giunti all’ovvissima conclusione, va punito perché sono inutili cavilli!
I pensieri del giovane si interruppero quando il suo cavallo giunse a Minas Tirith, e nella Città si recò subito verso il palazzo nel quale era stata ospitata Lyrith per studiare musica. Dopo la morte di Lyrith il comune dolore aveva avvicinato Elboron alla famgilia di Artamir e i due giovani erano diventati buoni amici.
Ovviamente. Sia mai che questa ficcy possa venir turbata da qualcosa che si possa definire "complessità dei personaggi", eh.

Alla scoperta del Crossover Folle

Buonasera, giacobine, e benvenute a Fastidious Geographic.
Oggi ci occuperemo di uno dei numerosi fenomeni che abbiamo avuto modo di osservare nel mondo della scrittura amatoriale: la self-insertion.
Trattasi di casi nei quali l’autore di una fanfiction inserisce nella storia – solitamente in qualità di protagonista – un nuovo personaggio che, guarda caso, ha lo stesso nome dell’autore stesso. Non solo: in alcuni casi ne condivide persino interessi e – incredibile! – data di nascita.
Coincidenze, eh…
Mi accingo dunque senza indugio ad mostrarvi un fulgido esempio di questo fenomeno che sta prendendo sempre più piede negli archivi di fanfiction:
Harry Potter e Dragonball fanfiction 
Ebbene sì, si tratta di un crossover, altro fenomeno che miete, ahimè, numerose vittime. Vorrà dire che tratteremo entrambi gli argomenti, per la gioia (?) di chi ci segue da casa.
Il crossover è una fenomeno curioso. Consiste nell’inserire gli elementi di due o più differenti opere – che si tratti di film, libri, fumetti o altro – in un’unica storia.
Non è sempre un fenomeno negativo: usando bene gli elementi a disposizione, se ne possono trarre spunti estremamente interessanti.
Tali casi sono, purtroppo, più unici che rari. Molto spesso, il crossover altro non è che un calderone nel quale vengono buttati a caso elementi di due opere che nulla hanno a che vedere l’una con l’altra, senza alcuna motivazione logica.
Ma bando alle ciance e passiamo finalmente a sezionare la ficcy – priva, peraltro, di un paio di simpatici avvertimenti noti come “AU” e, appunto, “Crossover”. La loro assenza è un mistero.
Stazione di King’s cross binario 9 e tre quarti, sono le undici meno un quarto, gli studenti stanno arrivando pronti per un nuovo anno ad Hogwarts.  
10:50 tutti iniziano a salire sul treno, me compresa con la mia micina Ombra
La nostra protagonista è una fanciulla di nome Sabrina che, come avete letto, si appresta a salire sull’Espresso per Hogwarts.
Domanda per gli spettatori: chi di voi sa dirmi il nick dell’autrice di questa ficcy?
Chi ha risposto “Sabrina”? Ci siete andati vicino. Provate ad accorciare… Chi ha detto “Sabri”? Tutti?
Bravissimi.
Dopo poche righe scopriamo che la nostra Sabrina è pappa e ciccia con Harry, Ron, Hermione e gemelli. Così, senza nemmeno sprecare due righe per spiegarci come e quando si sono conosciuti e come sono diventati tanto amici. Fred sembra avere con lei più confidenza di chiunque altro.
Fred: sorellina hai visto Harry?
Che la misteriosa Sabrina sia la gemella segreta di Ginny, segregata nella cantina dei Weasley con una maschera di ferro a nasconderne il volto fino a quando non è riuscita a scambiarsi con la sorella (che, effettivamente, in questa ficcy non compare)?
Al momento non ci è dato saperlo.
 
Del resto mi pare giusto non dare alcuna informazione su questa giovinetta: inutile sprecare spazio con queste informazioni secondarie. Anzi, già che ci siamo non sprechiamolo neppure per segni di interpunzione (a che servono?) ed inutili descrizioni: la storia, scritta in stile da copione (con tanto di azioni tra parentesi!) non è altro che un continuo scambio di battute, con la punteggiatura che va e viene e senza la minima descrizione non dico dei pensieri dei personaggi, ma anche solo dell’ambiente che li circonda. Persino i cambi di scena vengono descritti semplicemente scrivendo “Sala Grande” o “Dormitorio femminile” prima di ogni scena. Nulla ci viene detto neppure circa l’aspetto fisico – non dico psicologico, non ci spero nemmeno – di questa Sabrina.
Ma non temete, l’autrice porrà rimedio a questa pecca più avanti. Pazientate e saprete perché.
 
Poco dopo l’arrivo ad Hogwarts, la presenza di una nuova professoressa, la Umbridge, ci f a capire che siamo al quinto anno.
Altra domanda per gli spettatori.
Se i nostri eroi sono al quinto anno, avranno presumibilmente quindici anni. Se, per assurdo (per assurdo, eh…) anche l’autrice avesse, oh caso, quindici anni, il suo anno di nascita sarebbe – presumibilmente – 1992.
Ora: chi di voi mi sa dire il nick COMPLETO della nostra autrice?
Chi ha detto “Sabri92”? Tutti? Di nuovo?
Ma io qui che ci sto a fare?
Dopo qualche scambio di battute e un paio di striminzite descrizioni, i nostri eroi si ritirano nei dormitori.
Sabrina si addormenta pensando al suo fidanzato…e chi sarà mai il suo fidanzato?
Aiutino: nel suo profilo, l’autrice dichiara di amare moltissimo Mirai Trunks.
Esatto, avete indovinato:
Penso al mio fidanzato Trunks che mi manca tanto
E, tanto per essere sicura che nessuno di noi si dimentichi chi è Mirai Trunks, l’autrice è tanto gentile da mettere una sua immagine alla fine del capitolo, oltre ad una doll della protagonista con tanto di sbrilluccicosa scritta “Sabrina”.
Luminoso esempio per tutti noi: anziché perdere tempo a descrivere un personaggio, basta farne una doll.
Un inchino, prego.
 
Nel secondo capitolo il copione (in tutti i sensi) non cambia più di tanto.
Botta e risposta continuo, praticamente nessuna descrizione, personaggi piatti come una sottiletta. Tuttavia scopriamo finalmente il cognome di Sabrina: Weasley.
Le nostre ipotesi si sono dunque rivelate corrette: la soave fanciulla è davvero sorella di Ron e dei gemelli. Ginny è realmente rinchiusa in cantina (con tanto di maschera di ferro) in attesa che qualcuno vada a salvarla. Dirlo subito no, eh…
Ma torniamo alla trama.
La nostra eroina – si fa per dire – si reca a Divinazione. E la Cooman, ovviamente, non perde occasione di predire disgrazie:
Succederà qualcosa di brutto a qualcuno a te molto caro.
La ragazza è preoccupatissima e, nonostante le rassicurazione di amici e fratelli, spedisce una lettera a Trunks per assicurarsi che stia bene.
E, con un’altra doll della protagonista (e sbrilluccicosa firma) si chiude il secondo capitolo.
 
Vi prego di notare come, nonostante la protagonista non faccia che parlare del suo Truks, non una sola riga venga spesa per dirci qualcosa di più sul loro rapporto o sul modo in cui si sono conosciuti. Nemmeno una: sappiamo che si sono conosciuti chissà come e che per qualche motivo stanno insieme. Punto.
Forse non sarebbe nemmeno corretto definire questa storia un crossover vero e proprio, dal momento che si tratta sostanzialmente di una ficcy su Harry Potter nella quale sono stati inseriti l’ater-ego dell’autrice e il personaggio di Trunks.Conciliare due universi come quello di Harry Potter e quello di Dragonball – completamente diversi – non è sicuramente facile. Ma limitarsi ad inserire nella storia un personaggio lasciando fuori l’intero universo a cui appartiene non ha senso.
Se proprio lo si vuole inserire, tanto varrebbe farne un AU in cui Trunks è un normale terrestre, babbano o mago che sia. Ma, anche in questo caso, bisognerebbe creare per lui un nuovo background. Cosa che, al momento, non c’è affatto.
Ma chissà, forse tutti i nostri dubbi saranno chiariti nei prossimi capitoli. Proseguiamo dunque nella lettura.
 
Nel terzo capito, Sabrina viene svegliata nottetempo da Trunks che, per non farla preoccupare troppo, ha deciso di raggiungerla a scuola entrando da una finestra.
No, mi dispiace: nessuno verrà ad illuminarci riguardo la loro storia. Si limitano a scambiarsi un paio di battute e a baciarsi, e Trunks rimane a dormire con lei per la notte. Apprendiamo così che Sabrina non sta in dormitorio come tutti i comuni mortali: no, lei ha una camera privata.
Perché mai? Talvolta l’esistenza di camere private viene giustificata, nelle ficcy, dalla ricchezza dell’alunno in questione. Ma questa Sabrina è una Weasley, quindi praticamente una morta di fame. Perché la camera privata?
Ma non soffermiamoci su certe piccolezze e proseguiamo. Vi sorprende che non approfondisca la scena che ho appena descritto e che non inserisca citazioni? Credetemi, non c’è nulla da approfondire e ben poco di significativo da citare. Niente pensieri né emozioni: vi sono solo tre battute in croce e un fiacco tentativo di descrivere Trunks dicendo che è un bravo baciatore e che è bello. Punto.
Ho letto liste della spesa scritte con più sentimento.
Il giorno dopo, Trunks se n’è andato lasciando un biglietto:
“Non preoccuparti per me, come ti ha detto tuo fratello Ron, badare a me stesso, ci vediamo il sei ottobre ad Hogsmade, ti amo tanto, tuo Trunks”
“So” con l’accento, rendiamoci conto. Come l’autrice abbia fatto a scriverlo è un mistero. A me word lo ha impedito: ogni volta che tento di scriverlo, mi cancella l’accento automaticamente.
Hagsmade, invece, è una ridente cittadina dell’universo di Dragonball gemellata con la più nota Hogsmeade Potteriana. In fondo si tratta pur sempre di un crossover, no?
Mi vesto e scendo nella sala comune con un buon umore, che giuro, niente ucciderà
Qualcosa mi dice che queste saranno le tipiche “ultime parola famose”.
Le lettere ci avvisano che Bill è ricoverato all’ospedale di San Mungo in seguito ad un incidente, ma non dice cosa è successo ne come sta
Scopriamo così che l’oggetto della profezia della Cooman non era Trunks, bensì il povero Bill. Ma c’è un’altra scioccante sorpresa: Ginny – che, notate, non era mai stata nemmeno nominata finora – ricompare improvvisamente ad Hogwarts per disperarsi insieme agli altri. Come avrà fatto a liberarsi dalla cantina? I tre moschettieri saranno accorsi per tirarla fuori? Non lo sapremo mai.
I nostri decidono di andare a chiedere a Silente il permesso di andare a trovare Bill, ed ecco cosa dice quel genio di Sabrina:
Sabrina: Venerdì andremo a chiedere il permesso a Silente
Ron: Quindi dopodomani
Sabrina: Dobbiamo aspettare solo tre giorni, ma mi sembrano un’eternità
La domanda sorge spontanea: perché dovresti aspettare tre giorni prima di chiedere a Silente il permesso di recarti al capezzale di tuo fratello che, per quanto ne sai, potrebbe essere in punto di morte?
Una sensibilità mostruosa…
La nostra eroina sente un gran bisogno di sostegno, e manda una lettera a Trunks per chiedergli di raggiungerla in camera. Di nuovo.
Lui la consola – a tratti con tutta la delicatezza di un elefante indiano, a mio parere – e i due si addormentano abbracciati. L’ ultimo pensiero di Sabrina è quanto lei ami il suo ragazzo e quanto abbia paura di perderlo.
Ma naturale: tuo fratello potrebbe star morendo e tu, anziché precipitarti da lui, pensi a quanto temi di perdere il tuo ragazzo (che sta benissimo, peraltro). Oltretutto, non potresti spedire lui – che, non dimentichiamolo, è un sayan e può volare – a vedere come sta Bill, anziché tenertelo in camera per spupazzarlo?
Non so voi, ma al posto di Bill l’avrei cordialmente mandata al diavolo.
 
Il capitolo si conclude non con la solita doll, bensì con un’ altra immagine di Trunks – giusto perché nessuno di dimentichi che faccia abbia, chiaro.
La scritta sbrilluccicosa (IO AMO TRUNKS) non può certo mancare. In effetti, non lo avevamo ben capito: è stato un bene che l’autrice abbia deciso di ribadire il concetto.
 
Nel terzo capitolo, Trunks (che ormai ha piantato le tende a Hogwarts, a quanto pare) esprime i suoi sospetti riguardo l’incidente di Bill:
Trunks: Credo, anzi sono sicuro che non sia stato un incidente, ma qualcuno l’ha aggredito, deve aver trovato qualcosa di importante in Egitto
Sabrina: Cosa?
Trunks: Forse ha trovato una delle sfere del drago
Sabrina: Cosa sono le sfere del drago?
Trunks: Sono sette sfere, che se riunite insieme, possono evocare un drago, che può realizzare tre desideri
Sabrina: E chi non vorrebbe un drago che realizza desideri?
Trunks: Non ne ho idea, ma ho sentito dire in giro che sono stati visti degli strani esseri, ho indagato un pò e me ne hanno descritto uno, dalla descrizione si deduce che sia Cell al suo primo stadio
Bene.
Fermi tutti.
Abbiamo finalmente appreso che Trunks non è semplicemente stato estrapolato dal suo universo per venir sbattuto nel Potterverse: l’universo di Dragonball esiste, in questa storia.
Ma allora, possibile che l’autrice si ostini ad ignorare questo universo?
In quale continuità temporale ci troviamo? Dal momento che è di Mirai Trunks che parliamo, dovremmo trovarci nel futuro dopo la sconfitta dei Cyborg e di Cell. Ma allora perché Cell sarebbe ancora in giro? E perché dei Cyborg non ne parliamo nemmeno? In fondo hanno solo devastato il pianeta…
L’unica conclusione a cui posso giungere è che l’autrice si sia limitata ad ignorare questi “dettagli” per evitare di dover dare una spiegazione su COME, esattamente, sia possibile conciliare un mondo come quello di Dragonball con la realtà e le società – sia magica che babbana – descritta nel Potterverse.
Molto carino. Ha senso fare una cosa del genere?
No. Così come non ha senso quel “po’” accentato.
Ma andiamo avanti.
Ottenuto il permesso da Silente, i nostri eroi vanno finalmente a trovare Bill. Da notare che i signori Weasley – i GENITORI di Bill, santo cielo! – non compaiono neppure, né si fa alcun riferimento a loro.
Ancora una volta, pochissime – praticamente assenti – le descrizioni dei pensieri e delle emozioni dei personaggi, che risultano assolutamente piatti. Seriamente, sembrano delle marionette.
Apprendiamo che Bill è stato aggredito dopo aver trovato un sfera del drago, presumibilmente da Cell.
Che, naturalmente, si è limitato a tramortirlo anziché farlo secco per evitare che raccontasse al mondo cosa aveva trovato. Lo stravolgimento dell’universo in cui viveva ha stordito anche lui, poverino.
Nel cortile di Hogwarts, Sabrina nota uno strano oggetto che luccica e se lo mette in borsa.
Per sapere di cosa si tratta dovete aspettare il prossimo capitolo
No, stavolta non vi chiedo di indovinare nulla. Sarebbe troppo facile.
Solita doll, solita scritta sbrilluccicosa e fine del capitolo.
 
Nel quinto capitolo, l’ultimo finora pubblicato, Trunks ci conferma (carramba, che sorpresa!) che l’oggetto trovato da Sabrina è nientemeno che una sfera del drago.
Trunks: Non so chi ce l’abbia messa, ma di sicuro l’ha messa lì in attesa di trovare anche le altre, stai molto attenta, se si accorge che è sparita e che ce l’hai tu sarai in serio pericolo, forse dovrei tenerla io?
Insomma, Cell – almeno, si presume si tratti di lui – ha nascosto la sfera che era riuscito a trovare in un angolo di un cortile il modo che il primo che passava potesse intascarsela.
Mi sembrate perplessi, cari spettatori. In effetti, lo sono anch’io: Cell me lo ricordavo un tantinello più furbo. Evidentemente, questo cambio di universo l’ ha scombussolato davvero tanto.
E’ un interessante effetto collaterale dei crossover: i personaggi che ne sono coinvolti tendono ad agire senza la minima logica.
La risposta di Sabrina:
Sabrina: Ti ricordo che non può trovarla qui
Perché no, di grazia? Se aveva – per motivi a noi ignoti – nascosta la sfera nel cortile della scuola stessa…
Segue un siparietto pseudo-angst:
Sabrina: però niente, (lo abbraccio) lo so che in teoria non potrei neppure essere la tua ragazza, perché il ministero della magia dice che siamo troppo diversi, però a me non importa lo stesso, perché ti amo
Mah. Onestamente, non mi risulta che il Ministero abbia mai creato troppi problemi, considerata la quantità di maghi sposati con babbani che troviamo nei libri. Al massimo sono le singole famiglie a dare problemi, ma francamente non ce li vedo i babbanofili Weasley ad impedire alla figlia di frequentare un non-mago.
Tu che hai alzato la mano, cosa vuoi chiedere? Se saremo finalmente messi al corrente del modo in cui quei due si sono conosciuti, sul perché stanno insieme e così via?
Ma è ovvio che no. Si conoscono “perché sì” e stanno insieme “perché sì”. Tanto vi basti.
La scena successiva si apre nel cortile di pietra dove Sabrina aveva trovato la sfera del drago.
E, come tutti voi saprete, tornare nel luogo del misfatto non è mai una buona idea: infatti viene aggredita da qualcuno la cui identità è a noi ancora ignota: tuttavia, dal momento che pare trattarsi di due persone, forse non è stato Cell a scatenare tutto questo macello. E meno male, almeno possiamo illuderci che non sia stato ridotto ad un totale decelebrato.
Il capitolo si conclude con ben DUE scritte sbrilluccicose (I MIEI OCCHI!) e un’altra immagine di Trunks a far compagnia alla solita doll.
 
E qui la storia si interrompe, mettendo fine al nostro viaggio fra i due interessanti fenomeni quali indubbiamente sono il crossover la self-insertion. Interessanti ma devastanti, specialmente quando vengono adoperati come scusa per un’ auto inserimento in una storia col proprio personaggio preferito fregandosene ampiamente della logica e della leggibilità di uno scritto: una serie ininterrotta di botta e risposta senza la minima descrizione e senza alcun approfondimento sui pensieri dei personaggi non è esattamente il massimo, ne converrete.
Grazie per essere stati con noi: vi auguro una buona serata e vi attendo per la prossima puntata di Fastidious Geographic.