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Dieci anni e non sentirli.

Casa di riposo “La Vispa Teresa”.
Alba.

I primi raggi del sole illuminano dolcemente la scena, gli uccellini cinguettano e nell’aria c’è una dolce melodia…

All’improvviso una voce roca e decisamente incazzata : “Giovanotto, abbassi quella musica, che qui c’è gente che vuole dormire!”
“E va bene” ribatte l’infermiere chiudendo nuovamente le tende “vi lascio dormire un’altra oretta, ma poi dovete alzarvi.”
Gli risponde solo un russare asmatico, intervallato da qualche colpo di tosse.
L’infermiere scuote le spalle e se ne va.

Molte ore dopo.

Il sole tramonta dietro le colline, gli uccellini ritornano al nido, i gufi… gufano e alla casa di riposo “La Vispa Teresa” finalmente è l’ora delle visite.

Ad aprire la porta ai visitatori è un uomo alto e biondo, dallo sguardo altero che seduce. Osserva le persone in attesa che a loro volta osservano il suo sopracciglio, sogno erotico di intere generazioni…

“Allora, volete entrare o state sulla porta tutta la notte?”
“Oh, ci scusi infermiere Malfoy: ci eravamo distratti.”

I visitatori lo seguono lungo il corridoio ed entrano in una grande sala dove il chiacchiericcio copre la musica da camera: gli ospiti stanno ricordando i bei vecchi tempi.

L’infermiere Malfoy inizia il giro serale delle pillole, abbandonando i coraggiosi visitatori al loro destino.

Un’anziana donna seduta su una vecchia poltrona borbotta tra sé e sé, ma appena si accorge degli ospiti li richiama affabile. Ha gli occhi vispi incorniciati dagli occhiali e i capelli puntati in uno chignon disordinato tenuto fermo dai ferri da calza… di qualcun altro.

“Avvicinatevi, ragazzi…” mormora trepidante spargendo saliva -e qualche pezzo di broccolo, residuo della cena serale- sui malcapitati. “Sapete, oggi sono proprio contenta: esce l’ultimo libro di quel giovanotto che mi piace tanto… ora chiedo all’infermiere… Infermiere!”

Un uomo pallido dalle spalle larghe alza gli occhi scuri al cielo e si avvicina, tenendosi però appena fuori portata dalle mani rapaci della vecchia, che tenta inutilmente di palpargli il posteriore.

“Ma è uscito il nuovo di Martin?”

“No, signora Valpur, lo ha chiesto venti minuti fa e da cinque anni a questa parte la risposta è sempre la stessa”.

“Ah, giusto. Maaaa senta un po’, giovinotto: il nuovo di Martin è uscito?”

L’infermiere alza nuovamente gli occhi al cielo poi guarda i visitatori con la sua tipica espressione addolorata. Gli ospiti si allontanano senza fare domande: nonna Valpur sembra molto confusa e l’infermiere Snow, beh… conosciamo tutti la portata della sua ignoranza.

L’infermiera Granger si avvicina a una donna intenta a giocare una partita di scala quaranta che, nonostante tutto, non si è accorta dell’arrivo dei visitatori e le tocca una spalla per richiamare la sua attenzione.

“Signora Quinzell, lo vuole lo yogurt alla banana?”

“CHE? LUCIUS E DANANA?” urla la vecchia sorda, facendo sobbalzare i visitatori, che si allontanano prima di venire coinvolti nella conversazione.

Gironzolano per la sala senza meta, quando una signora fa loro cenno di avvicinarsi. Sorride e si sistema gli occhiali sul naso, prima di volgere lo sguardo alla finestra.
“Adoro gli uccelli”.

“Cos-” balbettano confusi.

“Mi piacciono gli uccelli.” ribatte seria. Un infermiere emaciato e chiaramente affetto da calvizie precoce si avvicina di corsa e zittisce la donna.

“Ma che ho detto di male, Draco?!” domanda Winola confusa.

“Dovete scusarla, proprio non ce la fa coi doppi sensi… è il suo fardello…”

“QUALCUNO HA DETTO CAMMELLO?” chiosa la signora Quinzell, e tutto nella sala si ferma per qualche istante, mentre i vecchi rimbalzano una serie di rime in -ELLO.

Draco sospira. “Dovete scusarli. È un gioco puerile tra di loro che va avanti da… da sempre. Non siamo riusciti a levargli il vizio!”

Un anziano lo guarda torvo. “Voi giovani non capite le tradizioni!” lo rimprovera.

“Ai miei tempi era tutta un’altra cosa!”

Una vecchia si aggiunge al discorso. Fa per alzarsi, tremolante sulle caviglie malmesse, e guarda il vecchio di prima con una muta richiesta negli occhi. Questi si alza con non poca fatica e sposta la carrozzina su cui è seduta la vecchia, che ora ha ricominciato a parlare.

“Una volta portavate rispetto, voialtri! Una volta eravate grati! Noi abbiamo fatto la guerra per voi, per la vostra sanità mentale” ricorda la vecchia stronza. “Fare gli spavaldi, ma noi ce lo ricordiamo come era qui… cioè, io non me lo ricordo, ma lei sì.” ammette, indicando la vecchia degli uccelli che al momento sta cercando di scavalcare la finestra con una corda di lenzuola sotto braccio. “Lei si ricorda di quando eravamo noi a prenderci cura di voi durante le vostre crisi d’identità! L’ex direttrice Abigale ha fatto tanto per voi, e voi adesso ci trattate come se fossimo rincoglioniti! Stronzi irriconoscenti!” spiega, mentre Fox, appoggiandosi alla sedia a rotelle, bandisce minacciosamente il bastone per enfatizzare i concetti espressi da Bella Lestrange.

A sedarlo ci pensa l’infermiere Snape, i cui capelli neri accendono dolci ricordi nella mente del vecchio.
“Mi dica, buon uomo…” mormora sistemando gli occhiali ormai inutili sugli occhi velati dalla cataratta “L’agente Prentiss è tornata? Al Bureau hanno bisogno di lei…”

L’interessante discussione viene però interrotta da un urlo: uno degli infermieri si allontana infuriato da nonna Valpur e dalla signora Quinzell, che si guardano ridacchiando e si danno il cinque.

“Basta, io me ne vado! Me ne vado! Quelle due vecchie mi molestano!”
Lucius Malfoy si avvicina per calmare il suo sottoposto.
“Avanti, infermiere Laufeyson, torni qua!” sbotta, facendo un cenno della testa a Zabini, che si avvicina alle due vecchiacce malefiche per separarle.

“Lei è proprio una ragazzina graziosa, sa?”

“Signora Quinzell, sono l’infermiere Zabini…”

“Come ti pare, cocca.”

L’infermiera Granger si avvicina e tenta di distrarre le due vecchiette.

“Signora Valpur, le ho portato la sua acqua.”

“Ma è piena di fervore? Sennò non la voglio!”

“Signora!” sbotta l’infermiera infastidita “La smetta!”

Poi si allontana di corsa, tallonata da Fox che brandisce minacciosamente il bastone mirando agli stinchi della malcapitata, rea di avergli servito verdure bollite per cena.

I visitatori, sempre più spaesati si avvicinano ad un altro vecchio, dall’aria decisamente più simpatica, ma vengono investiti da un olezzo (sensualissimo, eh!) di vaniglia, cannella, cioccolato e Chanel n.5.

Quando riprendono i sensi sono a terra con una vecchia incazzosa che troneggia su di loro, martoriandogli di calcetti gli stinchi e un gran mal di testa, non si sa se dovuto alla botta (“Nessuno che muoia accasciandosi con grazia!” bercia la vecchia) o al profumo che la pazza sta spruzzando ovunque.

“Oh! Ma siete ancora vivi? Oooh!! Infermieri, togliere queste persone morte dal tappeto! Qua la pulizia fa proprio schifo… E il personale! Sono tutti in disordine, calmi ma irrequieti e quei due non hanno nemmeno le curve al posto giusto!” sbraita Leochan, indicando gli infermieri Winchester, che stanno inutilmente tentando di convincere unanziana donna a ingoiare le pillole.

“Chiaramente è un caso di ficcynite” sta dicendo la vecchia “ora chiamo Brad e Jhonny, si prenderanno cura di voi e sarete presto come nuovi!”

“Signora Abigale, non è più la direttrice e Brad e Jhonny non lavorano più qui. Ora è una paziente e deve prendere le pillole.” sbotta Dean inutilmente, dato che la vecchia nemmeno lo ascolta e si allontana borbottando di cartelle cliniche da riordinare, terapie da assegnare e gravi casi di OOC cronico.

I due Winchester si scambiano uno sguardo rassegnato, poi si accorgono dei visitatori a terra e, mossi da pietà, allontano la pazza spruzza-profumo dai loro stinchi.

Finalmente liberi e con un mal di testa da primato, i malcapitati visitatori si avvicinano al vecchio dall’aria simpatica, sperando di non venire nuovamente malmenati.

“Sono un maschio!” esordisce il vecchio.

I visitatori si guardano perplessi.

“Sapete, sempre meglio specificare” continua imperterrito. Poi aggiunge, indicando le vecchie pazze sparse per la sala “per colpa loro sono anni che ho un’identità di genere confusa! E poi mi shippano con qualunque uomo passi di qua. Chiedete a Fox se non mi credete, è successo anche a lui…”

I visitatori si voltano verso il signor Fox, che sta agitando il bastone con aria minacciosa, e decidono di soprassedere. Nel mentre, la dottoressa Leila si avvicina al vecchio.

“Signor Skeight, l’infermiera di turno mi ha detto che ha rifiutato la cena…”

E lo credo bene! Da settimane chiedo di mangiare una cosa, e invece di nuovo patate lesse!”

Perché, cosa aveva chies-” inizia a chiedere la dottoressa prima di pentirsene subitamente.

“Patate scrisse.”

L’aria attorno all’uomo si fa improvvisamente gelida.
Se ne accorge anche Arwen che si alza felice, cercando di richiamare l’attenzione di Valpur

“Val! Vaaal! È l’Inverno! Sta finalmente arrivando!” esclama, ma Skeight scuote la testa. “Arwen, sono io…” borbotta.

I visitatori si allontano per non congelare, ma inciampano in una donna che, senza guardare dove cammina, lancia ordini a destra e a manca.

“TECNICO! LE LUCI! E vedete di inquadrare tutte le curve ai posti giusti, mi raccomando! Noi facciamo divulgazione scientifica!” esclama Hyena roteando le braccia.

“PUNIZIONE!” urla un’altra donna vestita di rosa, con vaporosi capelli biondi agitando una lunga bacchetta “NON SI INCIAMPA SUGLI INSEGNATI!”

“Signora Hyena, signora OdiolaRow, lasciate stare i visitatori, non sono né tecnici, né studenti” tenta di mediare l’infermiere Potter “o sarò costretto a sedarvi”.

“NON DEVI DIRE BUGIE” gli urla la vecchia vestita di rosa e l’infermiere Potter nasconde rapidamente la mano in tasca, con aria quasi impaurita.

I visitatori si guardano intorno straniti e decidono di cercare qualcuno più sano di mente.

Una nonnetta dall’aria furtiva sta girando tra i tavoli e ogni tanto si infila in tasca qualche lettera, ovviamente non sua.
Ad un certo punto si avvicina a all’infermiera Weasley e le allunga una delle lettere.

“Ha di nuovo rubato la posta, signora Civetta?” dice la Weasley.

“Rubato? Io non ho rubato niente, io sono Edvige la Civetta, io la posta la consegno, mica la rubo” ribatte la vecchia.

L’infermiera Weasley scuote la testa e torna a distribuire pasticcini alla vaniglia tra i tavoli.

“Signora Magnolia, vuole un pasticcino alla vaniglia?” domanda a un’altra vecchia, intenta a parlare, anzi urlare, con un attaccapanni.

“JETHRO, ORA DEVO ANDARE” dice all’attaccapanni e poi, rivolta all’infermiera “HERMIGLIA? PERDIO!”

“No signora, vaniglia, pasticcini alla vaniglia.”

“CHE? TEGAMINI AD HERMIGLIA? MA LA VOLETE PICCHIARE? MA ASPETTATEMI, MI RACCOMANDO!” strilla Steel Magnolia.

E a proposito di risse, proprio in quel momento si sente un rumore sordo.

VADO RETRO, PURITANO REPRESSO! TU E TUTTE LE TUE STRONZATE PATRIARCALI SULLA PROTEZIONE DELLE DONZELLE E SUL SESSO PREMATRIMONIALE!” esclama Irechan, ritta come un fuso e incazzata come una furia, brandendo l’asta porta-flebo -ormai deformata- contro l’infermiere Cullen. Sembra volerlo impalettare, pare si sia dimenticata che con loro non funziona.

Sempre più perplessi e ormai convinti che più che una casa di riposo quello sia un manicomio (e non hanno tutti i torti), gli ormai esausti visitatori tentano di guadagnare l’uscita senza essere visti, ma vengono immediatamente intercettati.

JETHRO” strilla in faccia a uno dei malcapitati la vecchia sorda, scambiandolo per, beh, l’attaccapanni “LA VUOI UNA MENTINA?” e gli ficca in mano una mentina appiccicaticcia a cui evidentemente è stato ciucciato lo zucchero che la ricopriva.

Richiamati dagli strilli gli altri vecchi si avvicinano chi minacciando col bastone, chi porgendo lettere, chi domandando se anche a loro piacciono gli uccelli, chi chiedendo notizie del libro di Martin, chi strillando indicazioni a un inesistente tecnico del suono.

I visitatori, sempre più frastornati, vengono salvati dall’infermiere Malfoy che con un’alzata di sopracciglio attira l’attenzione dei vecchietti.

L’ora delle visite è finita!”

I visitatori sollevati si allontanano dai vecchietti che continuano imperterriti i loro insensati discorsi, seguendo l’infermiere Malfoy (e il suo divino sopracciglio) verso l’uscita.

Alla casa di riposo “La Vispa Teresa” è ora di mettere a letto le mummie, l’infermiere Sparrow fa l’ultimo giro della sera distribuendo i pappagalli, tutto è pace, tutto è polvere, biscotti stantii e tisane digestive…

“Signori, ne ho trovata un’altra”

Con uno schiocco indefinito di legno e ossa, una voce vecchia, più acuta e stridula che mai risponde.

“HO CAPITO, HO CAPITO! VADO!

 

 

 

 

E niente, ieri era il decimo compleanno di Fastidious e questo è il nostro regalo per tutti quelli che ci hanno seguito in questi dieci anni.
Lo so che avreste preferito una recensione (abbiate fiducia, arriverà anche quella), ma neanche il compleanno ci ha reso meno culopesi e speriamo lo stesso di strapparvi un sorriso con questo er… delirio collettivo.

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Amori proibiti ad Hogwarts, parte seconda.

Continuano le avventure di Harry Potter e del Divino Lucius, in quel di Hogwarts. Inutile fare un riassunto della prima parte tanto la storia la sapete. Il GoS è in realtà buono, Albus-gioioso-pappone lo chiama ad insegnare, i nostri eroi si innamorano…
Saltiamo i convenevoli e lanciamoci a capofitto nella seconda parte, la più succosa e ovviamente altamente erotica!

Si entra subito nel vivo della storia con una sublime descrizione dei pensieri di Potter che ovviamente immagina  Malfoy appena uscito dalla doccia tutto gocciolante….
E per calmare i bollenti spiriti si infila sotto la doccia.
Lucius nel frattempo decide di seguire i consigli di Severus e corre in camera dove inganna il tempo immaginadosi Potter  appena uscito dalla doccia.
Notevole come in circa quattro frasi la parola doccia venga ripetuta un’infinità di volte…

Segue la descrizione di rito del salavatore del mondo magico: un 17enne nel pieno delle forze con i capelli grondanti d’acqua, le cui goccioline scendevano a formare dei viottoli sul torace muscoloso.
Le goccie che formano ‘viottoli’ sono assolutamente divine.
Ma il Gos of Sex non è da meno dato che i suoi occhi, ovviamente di ghiaccio, sono impalati ad osservare ogni sua singola mossa.
Così tra goccie d’acqua che creano stradine di campagna e fastidiosi travi negli occhi di Lucius che spiegano il perchè della sua attrazione per Pottah si arriva finalmente al momento clou della vicenda.
Vi avverto, i dialoghi sono pieni di pathos, la grammatica è un’opinione e come sempre la vestale avrebbe bisogno di un buon corso di anatomia umana. Ma voi non ci fate caso, non è vero?
Bene, possiamo continuare.

Questo passaggio ha destato la mia perplessità: si ritrovò ad osservare due occhi azzurri che l’osservavano bramosi di vedere l’altro.
Il soggetto è Harry, gli occhi azzurri sono del famoso clone di Lucius (Lucios, l’elfo domestico forse? O è il fratello gemello giunto dalla Russia che fu padre di Sascha? Queste domande non troveranno mai risposta, lo so, ma è mio preciso dovere porle!) e l’altro chi è? Insomma, fanno un’orgia e neanche invitano?
Il passo che segue ha un che di magistrale. Lucius  si avvicinò ancheggiando lievemente al ragazzo che, dal canto suo, stava pensando di fare un attimo un salto al polo nord, farsi un bel tuffo, sguazzare fino all’ipotermia in mezzo al ghiaccio, e poi tornare… forse ancora con i bollenti, bollentissimi spiriti che la figura eterea davanti a lui gli stava procurando.

E da qui in poi il delirio prende il via.
Innanzitutto: il prato che guardava dal basso il cielo. È un classico, non poteva mancare!
La grammatica viene poi scordata dall’autrice ormai preda degli ormoni: diciamo pure che se volevano avrebbero potuto anche più che toccarsi…
A questo punto inizia anche ad inserire inutili commentini tra parentesi. Ve li evito perchè sono magnanima. Così come vi eviterò le dettagliate descrizioni dell’atto in se.
Cosa succede ora lo sapete. Harry-verginella-pudica perderà ogni candore e si donerà anima e corpo al God of Sex. E Lucius alla fine gli dichiarerà il suo amore perchè in realtà è buono.  
Ma analizziamo le parti salienti e colme di erotismo di quest’opera.

Vampirismo: Harry se prima possedeva ancora un po’ di autocontrollo, ora lo aveva perso completamente avendo davanti a sé il collo invitante del professore, mentre quest’ultimo oramai aveva perso il filo dei suoi pensieri non appena aveva sentito il respiro tutt’altro che regolare del giovane sul suo collo;

Abbracci appassionati: cominciò a rispondere al bacio abbracciando dietro il collo l’uomo, mentre questo fece ancora più pressione sul corpo del neo-amante e spinse ancora più verso di sé il viso premendo la mano dietro la nuca corvina.
A parte la nuca corvina che mi ha fatto ridere per almeno un quarto d’ora, che Lucius stesse tentando di soffocare Pottah per ordine dell’Oscuro?

Dialoghi al limite dell’assurdo:
–  Potter… Non pensavo che tu avessi questi istinti…-
Li ho scoperti da poco, Lucius, e potresti anche chiamarmi per nome…-

– D’ora in poi, Harry, fai fare a me… Modestamente credo di essere più bravo di te…-
Tzè… Se proprio credi… Accomodati pure…-

Potter capisce con chi ha a che fare:  mugugnò qualcosa di simile ad un “ Dio, Lucius…”.

Ancora dialoghi al limite dell’assurdo
:
Allora, come sono andato professore? Ho imparato la lezione?-
– Si, Potter, impara in fretta, ma dovrò darle delle ripetizioni…-
– Con piacere signore, e quando me le potrà dare?-
Anche ora, ragazzo… Hai impegni?-
-Si figuri, sono a sua completa disposizione per…- e guardò l’orologio sul cassetto – esattamente 9 ore…-
– Saranno più che sufficienti…-

Sesso? No, è ammore… E così dicendo si diedero un altro bacio pieno di desiderio ma anche di un altro sentimento, molto più dolce.

Contorsionismo:
lo prese in braccio, tolse le dita e lo penetrò con passionalità.

Ovviamente i due hanno un orgasmo simultaneo e prima di addormentarsi si dichiarano amore eterno.
Siamo giunti così alla conclusione della storia. Le ultime battute sono ovviamente quelle che danno un senso e un tocco di poesia al tutto. Il God of Sex, divenuto buono per amore, Potter, la Granger e un Severus al limite dell’assurdo si ritrovano insieme, non si sa dove, e si scambiano convenevoli:
-Bè, Harry, sono contenta per voi…-
-Grazie Herm, lo sono anche io per te e Piton…-
– Puoi anche chiamarmi Severus, Harry, ora non sei un mio alunno e ho smesso di detestarti da quando Hermione ed io stiamo insieme…-
-E’ stata proprio una sorpresa, Sev, non avrei mai creduto che l’alunna che frequentavi fosse la Granger…-
-Già… ma dimmi… Questi sentimenti li reputi ancora sacrileghi?-
Lucius, prima di rispondere, abbracciò Harry e poi disse:

-… (Spiegatemi che senso hanno questi puntini inseriti a casaccio all’inizio della frase!) Si, ma ora sono non più solo sentimenti, bensì… Amori Sacrileghi, e sinceramente mi ispira l’idea di stare infrangendo qualche regola… Anche solo morale…-

Questa volta è finita sul serio, stimati magiamorte e signori della giuria. Mi rimetto al vostro giudizio.
Winola Elladora Black, avvocato della famiglia Molfoy, perfida sepeverde, nobile purosangue e mangiamorte in prova vi augura la buona notte.

Amori proibiti ad Hogwarts, parte prima.

Per rendere degnamente lode al God of Sex vi propongo questa sera una splendida storia d’amore in cui il nostro Orgasmico Signore scopre l’amore sacrilego che lo lega all’eroico Golden Boy di Hogwarts.
Seguitemi al Tempio dove la vestale ekslytherin ci narra con sublime maestria questa dolce avventura.
(Le parti in corsivo ovviamente sono citazioni tratte dal racconto originale.)

La vicenda si apre con un Potter piuttosto distratto che, come spiega a una bella ragazza dai capelli castani mossi (Hermione ovviamente), invece di seguire la lezione di trasfigurazione pensa al nuovo professore di Difesa.
Ron si esprime ovviamente a favore delle scelte di Silente dichiarando che Hogwarts sta diventando un covo per i rinnegati, rivelandoci che il professore è nientemeno che lui, Lucius Malfoy, il God of Sex. (Sia sempre lode a Lui!)
Ma proseguiamo…
Dopo la prima lezione in cui vengono spiegate le maledizioni senza perdono vediamo come Harry rimanga in classe per discorrere con Lucius che riceve non poche occhiate infuocate da parte degli amici del ragazzo. Il perchè non è dato a saperci.
Qui scopriamo anche che Potter ha probabilmente subito danni irrebarabili al cervello durante il suo ultimo scontro con il Lord, dato il tenore dei suoi pensieri. Ovviamente attratto dal GoS decide di usare quella maschera che molti serpeverde portavano, quella maschera che aveva scoperto di portare spesso anch’egli. Non so che voglia dire, di quale maschera si tratti e del perchè la porti, ma spero fosse inteso in senso metaforico e non si volesse indicare la maschera d’argento dei mangiamorte.
Lucius è piuttosto basito e rivela sottovoce che è sempre stato bravo ad infliggere le maledizioni, non a spiegarle. Su questo nulla da obiettare, la bravura del Divino nell’infliggere dolore al prossimo è cosa nota alle sue umili ancelle.
Harry si perde nel tunnel dei ricordi dei giorni felici in cui subiva cruciatus dall’ormai ex mangiamorte, pentito di quello che aveva fatto, soprattutto a quell’angelo dagli occhi smeraldo che aveva davanti.
E qui cadiamo nel classico stereotipo dell’Harry-angelo che gioisce per essere riuscito a tenere una discussione con Malfoy senza litigare o arrivare a mostrare le bacchette! Su quest’ultimo punto credo la gioia non sia molta, in fondo a chi non piacerebbe vedere la bacchetta del Signore dell’Orgasmo?

In nostri eroi si dirigono quindi da Silente, che sicuramente era intento a fumare erba pipa dato che si presenta con un cappello a cono lunghissimo con disegnata sopra una fenice… E le piume erano vere!
Dopo un discorso da psicopatico in cui il preside trova una patetica scusa per farli dormire nella stessa stanza (dividerete una piccola sala comune nella torre est, dove non ci va mai nessuno e tutte le sere prima di fare ogni uno i fatti suoi vorrei che tu Lucius cominciassi ad insegnare un po’ di Arti Oscure ad Harry!) vediamo come la cosa venga presa da entrambi moooolto meglio del dovuto.
Questo è ovvio, dato che il dovuto sarebbe stato come minimo un paio di cruciatus ben assestate al vecchio e un rapido trasferimento al San Mungo, reparto malattie mentali. Ma questo è il bello della ficcyna, quindi non soffermiamoci più del dovuto sulla follia di Albus-gioioso-pappone che sicuramente ha contagiato anche i nostri eroi…

Come tutti sappiamo (?) quando la vita è calma e tranquilla il tempo passa veloce ed inesorabile, e i nostri eroi dormono ormai da un mese nella stessa stanza. Veniamo anche a sapere che Harry era sempre tempestato di domande da ammiratrici, e ammiratori, e dagli amici, anche perché… si, diciamo che era davvero cambiato da due anni a quella parte: era diventato più alto, raggiungendo l’amico Ron, i capelli li aveva fatti crescere ed ora toccavano le spalle anche se erano sempre in un perenne disordine, non portava più gli occhiali perché Silente aveva ritenuto più opportuno non indossarli qualora avesse dovuto scontrarsi  (questo è improbabile, il vecchio che pensa una cosa logica!) e il fisico era diventato ben scolpito ed asciutto grazie agli allenamenti che faceva per il volo e per imparare nuovi incantesimi per difendersi dagli attacchi dei Mangiamorte. Questa teoria non l’ho mai capita, qualcuno di voi mi può spiegare in che modo volare su un manico di scopa e lanciare incantesimi scolpisce il fisico? Capisco si allenasse per i cento mentri piani…
Ci viene anche rivelato che il fascino del God of Sex è dato da quei capelli lunghi ed argentati e quegli occhi azzurri che potevano sembrare trasparenti sotto particolari luci. Ecco svelato il mistero, questo non è affatto Lucius, ma il solito clone dagli occhi cangianti creato delle vestali per piegarlo ai loro scopi!

Il pettegolezzo, si sa, è il passatempo preferito nel mondo magico, subito dopo le orge e i festini a base di polverina bianca che pare neve e ben presto le voci sul rapporto alunno-professore iniziano a diffondersi. Harry, si appresta forse a smentirle? Ma no, questa è fyccyna signori e signore della giuria e quindi l’eroe si interroga su cosa sia il sentimento strano che prova dinnanzi al Divino Lucius, che qui scoprimo nascosto da una bella e tetra maschera di Malfoy. I Malfoy, si sa, hanno maschere adatte ad ogni occasione.
Lo strano sentimento sarà forse amore? Potter non lo sa e i Grifondoro quando non sanno qualcosa si rivolgono all’unica persona in grado di aiutarli. Lei, la ragazza riccioluta che tutto sa, Hermione Granger. Ovviamente, dato che ad Hogwarts anche i muri hanno orecchie scelgono un posto appartato per parlare, direte voi. Sbagliato. La logica Grifondoro è bizzarra, o meglio i Grifondoro non seguono la logica, e così eccoli a discutere nel bel mezzo della Sala Grande dato che gli abitanti della loro sala comune sono indiscreti e non fanno altro se non tempestare il povero Harry di domande sulla convienza con la sua nemesi. E qui Harry si pone la domanda che mi sono posta anch’io: ma fino all’anno prima la sua nemesi a scuola non era Draco Malfoy?! Draco, al momento in clinica come sapete, mi ha spedito un breve comunicato con cui rivendica il ruolo di nemesi di Potter, di suo amante e già che c’era anche di suo probabile assassino in caso scampi alle ire dell’Oscuro. Lucius, col suo impeccabile stile, si è limitato ad un sogghigno e scuotendo il biondo capo si è allontanato in direzione delle segrete. Era ora della pappa per Narcissa.
Tornando a noi, il dialogo tra Harry ed Hermione che segue il classico copione. Lui rivela la sua omosessualità e la sua passione per il bello di turno vergognandosene, lei lo rassicura sulla normalità di queste relazioni nel mondo magico (?) e cerca di convincerlo a dichiararsi, lui ringrazia e se ne va.
Ci viene anche rivelato che Grifondoro è in testa per la corsa alla coppa delle case. Non chiedetemi che importanza ha questa informazione, ma dà una nota di colore e realismo.

Nel frattempo anche Lucius è corso a confidarsi con la sua amica del cuore… no, scusate, il suo amico del cuore. Severus Piton, e chi se no?  Direttamente dalle sacre labbra del GoS sentiamo queste parole:
Tu mi stai illudendo, Severus… questo sentimento non sarebbe mai dovuto nascere, è sacrilego! Un professore non potrebbe mai innamorarsi di un suo alunno! Per di più se questo è Harry Potter e ti ha portato a cambiare vita mettendoti contro tutti…
E qui mi permetto di riportare il pensiero di Lucius che sbuffando ha detto: -Winola, mia cara, non ne posso più di queste illazioni. Avvisa i media che al più presto verrà pubblicata una mia intervista in cui svelerò tutta la verità sulla mia vita sessuale. E ovviamente te ne occuperai tu, visto che stai qui a fare nulla e per di più ti pago!- Detto questo ha ripreso la via per le segrete, credo volesse fare il bagnetto a Cissy…
Severus, per consolarlo, svela un piccolo segreto: anche lui si frequenta con un’alunna del settimo anno. Questa informazione vitale convince Lucius a dichiararsi, sebbene rimanga ancora incerto sulla reazione di Potter.
Curiosi di sapere chi è l’amore segereto di Piton? Seguiamolo lungo il corridoio buio fino al luogo dove incontrerà la sua amata e ascoltiamo l’arguto dialogo tra i due:
–  Allora com’è andata con Lucius, tesoro?-
– Bene, Hermione… E a te con Potter?-
– Altrettanto, grazie… Ed ora che abbiamo fatto la nostra buona azione quotidiana, perché non pensiamo un po’ a noi?-

Con questo scoop si chiude la prima puntata,  se siete curiosi di conoscere il seguito dovrete attendere qualche giorno e mi raccomando, non correte a sbirciare. Vi ricordo inoltre che il God of Sex ha promesso un’intervista-verità sulle sue avventure che presto sarà pubblicata. Alla prossima volta quindi, con succose novità.
La vostra Winola Elladora Black, perfida serpeverde, nobile purosangue e avvocatessa della famiglia Malfoy vi augura la buona notte!