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Paul is dead? Paul is slash!

Giacobine e giacobini, frigide zoccole e sfigati impotenti, ben ritrovati!

Ritorniamo oggi nel mondo delle real person, per la precisione tra le fanfiction dedicate ai cantanti. Sino ad ora spesso e volentieri ci siamo concentrati sui Tokio Hotel, qua e là, sotto e sopra, ma per una volta si può cambiare. No, non è senso di colpa dopo che Gustav è stato preso a botte da un imbecille, è semplicemente voglia di guardare anche altrove…

… e tornare immediatamente sui propri passi. Perché sì, diciamocelo, se i fratelli Kaulitz vanno in giro per le ficcy ad ingravidare adolescenti o a fornicare come se fossero Sam e Dean, in fondo non cambia la vita a nessuno; ma se ad essere calati in simili situazioni sono musicisti di ben altra caratura, allora si può avvertire un fastidioso restringimento alla bocca dello stomaco.

Prendete ad esempio If I fell di _Saruwatari_ (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=375309). Il titolo è una citazione beatlesiana, e dovrebbe significare “Se cadessi”, ma non è da escludere che fell sia contrazione di fellatio, visto quel che ci aspetta.

I protagonisti di questa storia sono John e Paul. Vorrei potervi dire che si tratta di John Cena e Paul Donahoe, ma il wrestling non c’entra. C’entrano invece i Beatles, e i sopraccitati sono Paul McCartney e John Lennon, con quest’ultimo che fa anche da voce narrante.

La storia inizia con un momento di confusione dovuto al disclamer: ovviamente è ambientata nel vecchio anno ’65, a cui fa seguito un PS= Come in ogni mia fan fic sui Fab, tutto è ambientato ai giorni d’oggi. Delle due? Mah, ma tanto non è importante ai fini della trama: si trombava nel ’65 e si tromba tutt’oggi, per fortuna, e non è che ci sia molto altro qui…

Il casus belli è un weekend che, per motivi non del tutto chiari, John e Paul decidono di passare insieme da soli. Non ci vedevamo da un bel po’… è la motivazione ufficiale. Un po’ strano, considerato che nel 1965 hanno fatto solo due album, tre Ep, un tour in Europa e uno negli Stati Uniti. Ma si sa, il tempo è sempre relativo, soprattutto se si pasteggia a LSD, quindi chiudiamo un occhio.

Cynthia, l’ allora moglie di John, nel lasciarlo davanti casa di Paul si raccomanda: “Sei sicuro che non ci saranno delle ragazze? Cioè… me lo giuri?”. John la rassicura, e bisogna ammettere che dice la verità, anche se probabilmente non nel senso che Cynthia si augurava. Ma forse aveva subodorato qualcosa, dal momento che prima di ripartire esclama: “non combinate porcherie!” Della serie, quando scherzando si dice la verità.

Una volta andata via la donna, il migliore dei Beatles entra in casa con Paul (che indossa una vestaglia di raso viola, che fa molto film porno, oltre ad essere segno di rara tamarraggine) e si chiede come mai non ci siano anche George Harrison e Ringo Starr, in fondo erano nostri cari amici pure loro e ormai condividevamo tutto, pure la forchetta. Il lirismo di questa metafora mi fa sorvolare su tutte le possibili, ambigue interpretazioni, ma mi limito a osservare che l’interrogativo di John è, quanto meno, ingenuo.

La stanza era di colore celeste, spaziosa e luminosa. Vi erano delle grandi imposte color turchese che poi davano ad un grande balcone, erano queste che facevano entrare tanta luce solare nella stanza.

La collezione “descrizioni inutili” si arricchisce ogni giorno che passa… sta di fatto che Paul congeda il maggiordormo, chiude a chiave la porta, si avvicina a John (Le mie mani cominciarono a tremare: anche le dita sulla tastiera, se può consolare), si spoglia e lo bacia.

Adesso capivo per quale motivo non avesse invitato pure Geo e Rings.

Tralasciando che: a) era chiaro come il sole da principio, e b) non è esattamente il tipo di pensiero che verrebbe in mente nel momento in cui si è baciati da un collega/rivale… che soprannomi sono Geo e Rings?!

Vabbè, ovvio che in questo momento non sia l’interrogativo più pressante: chi si sarebbe mai aspettato che tra Cynthia e Yoko ci fosse stata anche quest’ avventura, nella vita di John Lennon? E chi si sarebbe mai aspettato la frase che segue? Strinsi i suoi capelli tra le dita, baciai le sue labbra così rosse e invitanti giocando con la sua lingua usando la propria. Frase che andrebbe benissimo se la storia fosse narrata in terza persona ma non nel caso specifico, a meno che John, nell’emozione del momento, non sia passato a parlare di sé come di un altro: il che spiegherebbe la volta in cui cantò I am he as you are he… in “I am the walrus” (e the walrus was Paul! disse poi in “Glass onion”: tutto torna!).

Segue la descrizione dell’amplesso che coinvolge i due Beatles: la scena dovrebbe essere molto erotica, e forse lo sarebbe se non fosse per la pesantezza delle descrizioni delle azioni: Mi tolse la giacca tirandola sopra una sedia in fondo alla stanza, nel mentre mi spingeva verso il letto dove mi sedetti, tanto per dirne una, e continua in questo modo per parecchie righe, sino a che John prende il preservativo che avevo messo lì (non) per caso (tutto calcolato, eh) e la descrizione della penetrazione prende un po’ più di ritmo. Basculante, direi. Ma dopo che i nostri eroi consumano, ecco che la narrazione riprende la ricchezza di particolari superflui a cui ci aveva abituato: Toccai questi con la mano destra, portandola dietro al suo collo, e con il pollice dell’altra mano sfiorai il labbro inferiore leggermente più carnoso e scarlatto.

La storia si chiude con Paul e John che si scambiano promesse di eterno amore citando la canzone del titolo, i romanticoni, ma non prima che Lennon faccia in tempo a lamentarsi della moglie: Ultimamente le cose tra noi due non andavano a gonfie vele… l’avevo tradita molte volte, litigavamo…
…E quando le dicevo di amarla lei cominciava a prendersi gioco di me e dei miei sentimenti.
In effetti è difficile prendere sul serio le dichiarazioni d’amore di un adultero seriale (però almeno Cynthia non ha scritto a Repubblica per lamentarsi).

“Paulie (continua la fiera dei soprannomi arguti)… se mi innamorassi di te… per favore, solo… non ferire il mio orgoglio come fa lei…” […]“Non farei mai una cosa del genere…” scrollò la testa in segno negativo. Già. Tanto è vero che nel 1971 McCartney dedicò nell’album “Ram” le seguenti parole a Lennon: piss off yeah, too many people going underground, you took your lucky break and broke it in two. E Lennon reagì massacrandolo in “How do you sleep?”, che in effetti potrebbe anche essere interpretata come la reazione di un amante deluso…

Se inizio a vedere anche io elementi slash è segno che le frequentazioni giacobine stanno iniziando ad influenzarmi più del previsto.

 

NOTE

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Il ritorno della pallida cortigiana

Buonasera, giacobini, e benvenuti a Fastidious Geographic.
Mi rincresce essere comparsa sui vostri schermi in questo modo distogliendovi da tutti quei deliziosi preparativi (girare sotto pioggia/neve/grandine per acchiappare regali all’ultimo secondo senza rovinarvi, inciampare sulla presa elettrica delle lucine di Natale, riempirvi i vestititi d’ aghi nel fare l’albero…)che anticipano la venuta del Falso Natale (perché il Natale vero, lo sappiamo tutte, cade il giorno della nascita del nostro Divin Pargolo).
 
Vi ringrazio dunque per aver lascito a metà tali incarichi per seguire questa puntata nella mia stanza d’ospedale. Chiedo perdono se lo spazio è alquanto angusto e vi prego d’ignorare l’irritante beep delle macchine che si assicurano che il mio rattrappito cuore continui ad adempiere al suo incarico – so che è disagevole ma la ficcy, vi assicuro, merita.
 
Perchè mi trovo qui in ospedale, chiedete voi? Vedete, miei cioccolatini all’arsenico, io avevo già da tempo adocchiato tale meraviglia…e vedere adesso che nuovi capitoli sono stati nel frattempo aggiunti è stata un’emozione troppo forte per il mio malandato organo cardiaco.
Ma proseguo ora a mostrarvi questa fulgida gemma, chiaro esempio del fenomeno a noi tristemente noto come "Severus pallida cortigiana". La ficcy a cui mi riferisco è “Punto Debole” 
Già dall’introduzione veniamo informati che si tratta di una Severus/Harry Severus/Lucius Severus/Voldemort ed altri.
In sostanza, una Severus/tutti. I minorenni farebbero bene ad allontanarsi, la storia non fa per loro. 
 
Nel primo capitolo troviamo la pallid…ehm, il nostro professore di Pozioni nel suo studio, intento a dispensare pessimi voti. E fin qui, direte voi, è perfettamente IC.
L’idillio, purtroppo, si spezza quando una ‘figura’ fa irruzione nell’ufficio del professore e, senza una parola, gli salta addosso baciandolo famelico. Severus, probabilmente sotto effetto di allucinogeni, ricambia.
La figura famelica si rileva essere nientepopodimeno che Harry Potter. Sì, quel Potter.
La pallida cortigiana vorrebbe spupazzarselo un po’, ma le sue speranza sono presto deluse: “Non ho tempo di scopare, ci sono gli allenamenti oggi, sono passato solo per un saluto.”
All’anima del saluto…e poi, Harry, che celestiale delicatezza!
 
Deluso, Severus lo spedisce fuori dal suo ufficio, dopodiché procede ad informarci che no, loro non si amano (eh, lo avevamo notato…a partire dal primo libro, direi). La loro è una storia di solo sesso per calmare i bollori perché l’astinenza, si sa, gioca brutti scherzi e può far fare anche ai personaggi più intelligenti e controllati cose alquanto stupide…tipo, che so, invischiarsi in una storia di sesso con un alunno minorenne.
Temo il nostro Severus si sia perso il cervello, e non sono certa di voler sapere dove.
 
Veniamo anche informati del fatto che Severus aveva pensato qualche volta prima di Potter ad iniziare una qualche relazione per passare il tempo, in fondo era pur sempre un uomo ma non aveva mai trovato qualcuno che fosse adatto. Un paio di volte era arrivato a pensare persino a Remus Lupin ma se l’era velocemente tolto dalla testa; non fosse bastato il ricordo del tentato omicidio di quando erano ragazzi, il fatto di averlo visto più di una volta in posizioni inequivocabili in vari anfratti della scuola con Black gli aveva fatto scartare l’idea.
Il fatto che Lupin lo disgusti (non si fa problemi a dimostrarcelo già dal terzo libro…ma questo non dovrebbe essere un problema, dato che in questa ficcy fare sesso con le persone che più odia lo attizza parecchio) non conta, immagino. E no, non siete le uniche ad avere qualche problema ad immaginarvi Lupin che si struscia addosso a Black sotto gli occhi di terzi.
 
Qualche ora dopo Potter torna alla carica (bleah) e Severus sembra pronto a concupirlo, quando…
“Devi sempre essere così fiscale Sevvie?”
Mai parole furono più fuori luogo: in un mirabolante flashback, vediamo il professore di pozioni bisticciare come una dodicenne con qualcuno che, con sua grande irritazione, insiste a chiamarlo ‘Sevvie’. Finalmente (?) il suo interlocutore si stufa di battibeccare:
 
“Non usare quel tono con me, dovresti imparare a tacere qualche volta Sev oppure utilizzare la bocca per qualcosa di più piacevole” terminata la frase si avventò sulle sue labbra spostandosi lungo la mascella e mordendolo a sangue sul collo, lasciandolo poi eccitato ed imbambolato a sussurrare “Si, mio signore”.
…non so voi, ma personalmente preferivo il battibecco. E quel “mio signore” alla fine mi fa star male – è mai poi possibile che fosse Lord Voldemort il misterioso interlocutore? Sante pace…
Comunque sia, il flashback sconvolge Sevvie (ha sconvolto un po’ tutti, credo) che butta Potter fuori dalla stanza. Di nuovo. Intuendo che qualcosa non va (e questo si era capito dall’introduzione, credo) il nostro Harry consiglia a Sevvie di ‘parlare’ con colui o colei che è responsabile del suo turbamento.
 
Un momento, ma ‘sti due non si odiavano? Non era una storia di sesso tra persona che si detestano? Perché Potter dovrebbe dargli consigli a mo’ di “posta del cuore”?
Ovviamente il nostro Sevvie segue il consiglio…e i nostri peggiori timori trovano conferma: sì, si tratta proprio di lord Voldemort. Va bene, va bene, lo SO che non dovrebbe sorprendermi…
 
“Desideravo parlarti di noi…ciò che c’è stato in passato”
Immaginatevi il Severus Snape della Row’ rivolgere queste parole a Lord Voldemort. Io personalmente mi sono ribaltata sul lettino d’ospedale in preda ad un accesso di risa isteriche, strappandomi una flebo dal braccio.
Alla fredda risposta dell’ Oscuro, Sevvie risponde con un momento di pura poesia.
“Immagino che tu non abbia avuto problemi a rimpiazzarmi, io ho trovato molto appagante sbattermi Potter”
Pappapero, aggiungerei io.
 
In un improvviso momento di lucidità, Voldemort lo crucia. Snape gli chiede di ucciderlo…e, visto come è stato trattato il suo personaggio, tutti noi ci uniamo alla richiesta. In certi casi una morte dignitosa (?) è l’unica via d’uscita, signori miei.
Ma l’Oscuro non cede, e si limita a leggere la mente del nostro Sevvie. Veniamo così informati del VERO motivo per cui Snape aveva lasciato il servizio di Voldemort per unirsi alle file di Silente.
“[…]Stupendo ti sei scopato Bellatrix mentre stavi con ME una sola volta ora si che è tutto a posto”
“Severus lei non era nulla per me”
“E ALLORA PERCHE’ CAZZO TE LA SEI SCOPATA?”
Dovrebbe essere una scena drammatica, piena di patos, di quelle che fanno commuovere…sì, io mi sto ancora rotolando sul letto in preda ad accessi di risa.
 
Dopo una sequela alquanto prevedibile di scuse (lei non voleva dire nulla, è stata solo una volta, tu non c’eri ed io mi annoiavo, è stato un errore, tu sei tutto per me…), la romantica dichiarazione:
Lo strinse a sé è depose una scia di baci sul suo collo fino ad arrivare all’orecchio “Significa che se non sei troppo impegnato con quel presto-morto di Potter puoi tornare da me”
E Sevvie, ovviamente, si scioglie come un ghiacciolo nel microonde e accetta.
 
Nel secondo capitolo, Harry tenta disperatamente di convincere Silente che Severus li ha traditi ed è passato dall’altra parte (come esattamente lo abbia capito non ci è dato saperlo…Snape ha smesso di saltargli addosso?), ma il vecchio pippaiolo s’impunta: io mi fido di Severus, sei troppo giovane per capire, fila via che mi preparo un’altra canna.
 
Harry obbedisce, ma i suoi pensieri restano chiaramente rivolti a Sevvie del momento che comincia a fare sogni erotici che hanno per protagonista il succitato professore, fantasticando su ciò che accadeva nel suo studio durante le…punizioni.
Un momento quando cavolo aveva iniziato a masturbarsi? Non se ne era neanche accorto preso com’era da… dannazione ed era pure venuto pensando a lui! Ok era ufficialmente un cretino…
Almeno sul suo ultimo pensiero, concordo pienamente…
 
Dopo essere stati deliziati dalle fantasie di Potter, non poteva ovviamente mancare la scena di sesso tra Sevvie e Voldie, no? Ma vi vedo provato, quindi vi risparmierò questa scena emozionante, scritta in perfetto stile ‘telecronaca sportiva’ sportiva e con tanto di orgasmo lampo.
 
Il mattino seguente, Voldie convince Sevvie (non chiedetemi di usare i nomi dati loro dalla Rowling quando dei loro veri caratteri non resta nulla, vi prego. E’ troppo doloroso) a tornare ad Hogwarts come spia, e Sevvie accetta…a patto di poter prima passare a dare personalmente la notizia del suo ritorno fra i Mangiamorte a Lucius Malfoy “perché Lucius è Lucius”. E, dal momento che è del GoS che stiamo parlando, non possiamo dargli torto.
 
La reazione del GoS, tuttavia, non è propriamente entusiastica: “Ora cosa? Hai fatto pace con l’Oscuro quindi vieni a riprenderti anche me? Non sono il tuo giocattolo, Severus.”
Ovvio che no! Il GoS, un giocattolo? Non sia mai!
 
E, con un melenso flashback sui trascorsi scolastico di Sevvie e del GoS, si concluse il secondo capitolo. E qui, giacobini, il mio cuore inacidito comincia a dar segni di cedimento: credo chiamerò l’infermiera…ma non temete, la ficcy non finisce qui!
Nella prossima puntata scopriremo insieme come Lucius progetta, dietro consiglio di Narcissa (cornuta come sempre, ma almeno stavolta ne è felice) di riprendersi il suo Sevvie…il tutto sulle note di “Magari”, di Renato Zero.

…no, non sto scherzando.

Dossier 0003 Dissoluti pargoli di antiche casate nobiliari

Come state, oh miei piccoli squilibrati? 

Mi spiace avervi trascurati per così tanto tempo…ma qui alla clinica c’è stato qualche problemino.
I miei adorati infermieri hanno avuto da ridire sulle loro vacanze estive(a cui, per contratto non hanno diritto), inutile dire che rimuovere i loro cadaveri dai corridoi mi ha impegnato più di quanto non volessi, ma che ci posso fare? Quando mi parte l’avada kedavra…
Quindi vi presento i miei nuovi inservienti: giovani sani e vigorosi per portare avanti la mia attività qui alla clinica!

Jhonny

Bred

Forse li riconoscete, sono proprio loro, i ballerini del locale notturno di Piton: ho deciso di prenderli sotto la mia amorevole ala!
Ma veniamo a noi, siamo oggi qui riuniti per osservare un classico esempio di Serpeverde disadattati alle prese con la loro vita quotidiana. Non fate quelle facce,non sarà uno spasso ma è un dossier-http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=272025&i=1- che dobbiamo leggerci!
Prima di cominciare però è bene leggere la nota dell’autrice…

Ciao a tutti, vi chiderete “ma io questa storia l’ho già letta?”. Avete ragione. Ho pubblicato circa un anno fa i primi sei capitoli di questa fic, poi l’ho interrotta per mancanza di ispirazione e anche perchè non mi soddisfava a pieno.

Mi chido anche io cosa non la soddisfavasse della sua ficcy!
Queste premesse non sono certo rosee, ma prendiamoci per mano, buttiamo giù lo xanax e addentriamoci nel castello scozzese più affollato negli ultimi anni…

Conseguenze non desiderate

Ovvero: Ma non prendevi la pillola?

Capitolo 1°: Giornata alla Malfoy, alias Principini… si nasce !
Ovvero: Il papi mi ha comprato l’slk!

Il suono incessante della sveglia innonda le mie orecchie. Seccato lascio scivolare un braccio fuori dal torpore delle coperte per afferrare l’ orribile usurpatore e scagliarlo con regale forza dall’altro lato della stanza, il più lontano possibile da me.
-Azz… Chi diavolo è stato?-Vi chiederete a chi appartiene questo “raffinato” linguaggio verbale.(GHU?°_°)

C’è QUALCOSA che in questo periodo non mi convince…ma non riesco a capire cosa.
Non è forse la sveglia l’usurpatrice di Morfeo, re dei sogni, ogni mattina? E non hanno diritto le coperte,amiche di letto di Malfoy, di sentirsi intorpidite la mattina presto? E allora cosa siamo ancora qui a cavillare?!
Noto inoltre con piacere che Draco, in questa ficcy, sa comunicare tramite linguaggio verbale. Alcune ficcy in cui comunicava con il linguaggio non verbale, strusciandosi sull’asta di un microfono, hanno in passato turbato il mio sonno. Ah, ricordo quei tempi, quando la sveglia non era poi così usurpatrice!

Ma presto, conosciamo i protagonisti della nostra storia:
Blaise Zabini, l’amico
Purosangue, ricco sfondato bello e naturalmente Serpeverde.                         
Theodore Nott, l’ultimo bello e dannato. Draco, Blaise e Teo formano un Trio inseparabile altro che quello di Potty.   (GNE GNE GNE?)                           
Draco Malfoy, la voce narrante che ci accompagnerà per i capitoli. Piccolo esaltato “Al nostro passaggio tutti si voltano a guardanci, ragazze e ragazzi indistintamente”, bisex. 

Lentamente mi alzo dal letto e tiro le tende del mio accogliente letto a baldacchino.
Ancora intorpidito dal sonno il nostro principino(?!) fa un po’ di confusione con l’italiano…e con la sintassi, visto che dopo che Blaise gli fa una scenata perde il filo logico della narrazione.
Mi lancia la sveglia, che con presa sicura finisce tra le mie mani (cercatori si nasce!) e si chiude in bagno. La sveglia? La sveglia usurpatrice si chiude in bagno? Pure?! Deve essere molto offesa per essere stata lanciata…                                                                                                                                                                    Mentre Blaise si lava (in realtà era lui, nel bagno) Draco ci parla della sua vita e di come abbia accolto sotto la sua ala protettrice Tiger e Goyle, infatti Caratteristica di un nobile purosangue è quella di fare della beneficenza, assurdo lo so ma almeno serve per allegerirsi la coscienza dalle cattive azioni.
Tuttavia non tutti i mali vengono per nuocere, Draco infatti confessa che
i due sono veri e proprio scagnozzi: l’arma ideale per coprirmi le spalle durante le mie giocose marachelle.
Non capisco la ragione, tuttavia GIOIOSE MARACHELLE mi turba. Sembra il linguaggio di una maestra d’asilo che di notte fa l’adescatrice.

In bocca a Draco avrei visto meglio espressioni come “legittime azioni di purosangue” “sfottere Potter” o un sostituto del genere. 

Intanto segnate sull’agenda di pelle di babbano, miei nobili purosangue, propositi per il 2009:
fare beneficenza adottando un idiota.
Per alleggerirsi la coscienza dopo l’ennesima strage di babbani!

Blaise esce dal bagno e finalmente Draco può entrare e gingillarsi, vale la pena di riportare l’intero passaggio: michiudo la porta del bagno alle spalle e estasiato mi fermo davanti allo specchio compiacendomi dell’ immagine riflessa. Decisamente devo ringraziare l’ottimo lavoro fatto dai miei genitori 18 anni fa: “Grazie papi!”.
°_° PAPI? Il papi mi ha comprato l’slk? E poi la mami non la vogliamo ringraziare? Per quel che mi risulta c’era pure lei quando sei stato concepito, e mi pare anche che per 9 mesi le hai rovinato la forma!
Con un sorriso soddisfatto (esatto avete capito bene, tutto quello che riguarda la mia persona merita sorrisi e non i miei soliti ghigni) mi infilo sotto a doccia, facendomi avvolgere da un caldo torpore.
(Aridacci col torpore!)

Le mie mani scivolano sinuose sul mio corpo, leggeri tocchi alternati da audaci carezze.
L’autoerotismo non è cosa da farsi, a casa Malfoy! Dov’è la sgualdrina di turno quando serve, accidenti?!
Amo qualunque parte di me, se non l’avete ancora capito sono innamorato cronico e irriducibile di me stesso. E’ un amore totale che non mi tradirà mai. Chiudo il rubinetto e con un asciugamano in vita esco dalla doccia. Ancora gocciolante entro in camera attirando su di me lo sguardo di Blaise. -Invidioso?- Dico con strafottenza al suo indirizzo facendo un giro su me stesso, lasciando poi cadere l’asciugamano mostrandomi in tutta la mia stupefacente bellezza. Altro che adoni greci. Vedere per credere!
Benissimo, la modestia non è di casa tra i Malfoy, ma non è un pochino(solo un pochino) esagerato? Narciso non avrebbe saputo fare di meglio…E POI, diciamolo di nuovo perchè ci diverte: quando mai Draco Malfoy è stato figo?! QUANDO? Quel cosetto storto, rachitico e pallido come un cadavere? Ma non soffermiamoci in QUISQUIGLIE, the show must go on e finalmente arriviamo in sala grande, dove incontriamo Pansy.
Insieme andiamo in Sala Grande, ci sediamo ai soliti posti al centro tavola riservati a noi dal momento che nessuno osa occuparli.                                                    
Di questi tempi le virgole come le donne, inutili!

La colazione prosegue tra pettegolezzi inutili, virgole licenziate e periodi un pò instabili, ma la mia attenzione viene attirata da un discorso di Teo Nott. E io che avevo sperato che tra “il trio delle meraviglie-la vendetta” lui fosse quello sano!
Parlando di Potter infatti ci informa che Ci potrei fare un pensierino… trovo che abbia un fascino selvaggio. Mi ispira un sesso selvaggio tra frustini e catene! Yeah!

Teo, la seduta è di martedì, non dimenticartelo eh! Comunque, quale momento migliore della colazione, per parlare delle proprie preferenze sessuali? Lì, al centro della sala grande, con gente che sbadiglia, ripassa, si sbrodola di the e biscotti…              
E poi, Potty non ispira sesso selvaggio a tutte voi?! Quella consistenza di mozzarella, lo sguardo vuoto e un po’ stupido, quei capelli dal taglio imbarazzante! AWW! Me lo ricordo ancora, in sella a un cavallo bianco con i tonici glutei al vento! NO?!
(Teo) la serpe seduta al mio fianco è inesorabilmente gay. Non che sia schifato dai suoi gusti anzi, tenetevi forte perchè questa è una rivelazione con la “r” maiuscola : Draco Lucius Malfoy è bisessuale o meglio indeciso cronico.
Il gos approva: uomini, donne, cani, gatti, pecore, cassette delle lettere, pali del telefono, prese della corrente…

I nostri adoni greci si spostano a lezione, dove impiegano il loro tempo nell’utilissima attività della battaglia navale. Io onestamente al liceo preferivo il tris, ma i gusti sono gusti…La lezione è cominciata da una buona mezzora la vecchia parla ininterrottamente e la Granger avrà alzato la mano già una quindicina di volte. Da parte mia ho Blaise in pugno, la portaerei affondata insieme a due cacciatorpedinieri su quattro e a tre fregate, ma questa è magia! Stiamo per passare così, nel bel mezzo della frase, all’imperfetto!
Questa è rivoluzione, altro che Ungaretti!
mi mancavano solamente cinque navi e Capitan Malfoy avrebbe sbaragliato il nemico, che per la cronaca aveva affondato una sola nave. ANCORA MAGIA! Tutto tronfio stavo per fare la mia mossa quando un attacco “aereo” fa saltare in aria le mie navi e fine della gloria.
L’aereo non è che un messaggio di Teo, che informa i suoi allegri compari di essere venuto in possesso di un misteriosissimo biglietto indirizzato a Potter, che CASUALMENTE è caduto tra le sue grinfie.
Che cosa mai ci sarà scritto?
Lo scopriremo nel prossimo Chappy!

The exorcism of Nate 'Near' River

Sapevate che uno dei testi base del corso di Sociologia delle fanfiction è La partenogenesi del fandom?

Se la risposta è sì, avete preso una solenne cantonata: Sociologia delle fanfiction non esiste. Però la partenogenesi ci deve essere, altrimenti non si spiegherebbe la nascita di certi sotto-fandom che ormai fanno storia a parte rispetto alle storie originarie. Un buon esempio è Death Note, in cui la corrente delle ff dedicate ai gai (non gay – anche se, insomma, a volte sembrerebbe…), insomma, ai lieti passatempi della Wammy’s House ha ormai quasi monopolizzato quella sezione del Tempio, e forse anche di altri archivi. Bisognerebbe analizzare questo fenomeno per capirne i motivi.
Tutta questo discorso pseudo-accademico ha due obiettivi: allenarmi alla tesi e introdurre Lovely Bet di Serenity, long-fiction dedicata ai successori di L: si tratta infatti di una MelloXNear e una NearxMello, come ci informa, con grande amore per le sfumature, l’autrice. La suddetta ci informa anche che il linguaggio è un pò colorito,ma non è così fastidioso da urtare la vostra sensibilità. Mi fa piacere che la vestale ci conosca tutti così bene, spero solo che non sia una agente della CIA o, visto il contesto, dell’SPK. Infine, prima di lanciarci nella storia vera e propria, veniamo informati che nella fic (“Vesty, mi fai vedere la fic?” “Ma come ti permetti? Maiale! Porco!” “Ma che hai capito? Intendevo la fanfiction…”) Mello e Matt hanno quindici anni, e Near quattordici. Considerato che Mello lascia l’istituto quando Near ha tredici anni, questa notazione non sembra avere altro scopo se non quello di voler inserire a viva forza un anacronismo, ma non cerchiamo il pelo nell’uovo.
Non fatevi ingannare dalla definizione “commedia” e “comico”: questa fanfiction in realtà è la cronaca di un dramma, il dramma di un fanciullo innocente che cerca disperatamente di restare IC, ma purtroppo finisce per soccombere al diktat shonen ai che sembra vigere nel fandom dell’agendone killerone.
La storia inizia infatti con un Near con le migliori intenzioni, desideroso di trascorrere un pomeriggio con il suo puzzle monocromatico e i suoi robot giocattolo. Certo, molti potranno pensare che a quattordici anni sarebbe ora di cercare modi migliori per passare il tempo, ma ricordate che Near è più intelligente di tutti noi messi insieme, e sa bene che in quella succursale di Hogwarts che è diventata la Wammy’s House gli svaghi disponibili non sono adatti ad un giovinetto ancora illibato, quindi meglio restare per i fatti propri e non andare a cercare guai.
Pia illusione! Sono i guai che lo trovano, sotto forma di Matt, che lo raggiunge per fargli una proposta:
“E’ semplice: tu mi toglierai questa soddisfazione e io ti ricompenserò adeguatamente.”

So a cosa state pensando, ma tranquillizzatevi: è qualcosa di peggio. Matt vuole infatti fare uno scherzo memorabile a Mello, e questo scherzo dovrebbe consistere in un bacio a tradimento affibbiatogli dal suo grande rivale, vale a dire proprio Near. Memorabile davvero. Ma perché Matt vuole dar sfoggio di questo “brillante” senso dell’umorismo? Per vendicarsi dell’amico che gli ha cancellato una partita alla PSP.
Se L è un emo e Mello un truzzo, Matt si riserva un posto d’onore nella categoria dei bimbiminkia.
Near resiste stoicamente alla direzione che la trama sta prendendo, e risponde proprio come ci si aspetterebbe da lui: “Non se ne parla”.
A quel rifiuto,Matt assunse un’espressione esterreffatta
. Ovvio: un personaggio di manga che rifiuta di scambiare effusioni con il suo acerrimo nemico? È inaudito! Ma dove andremo a finire?
Di fronte alle insistenze del tossicomane, che lo tenta promettendogli un vecchio Game Boy argentato (quasi in tinta con Near), il nostro eroe cerca di ricorrere a spiegazioni logiche per evidenziare l’assurdità dell’idea e la pericolosità della reazione di Mello. A questo punto Matt, sconfitto sul piano dei ragionamenti – anche se in questo caso lo avrebbe battuto pure Matsuda – passa al piano di riserva: si inginocchia ed inizia a implorare: “Posso anche addossarmi tutta la colpa,ma non dirmi di no! Ti prego,ti prego,ti prego, ti prego!”
Illuso! Figuriamoci se di fronte a questa scena raccapricciante – e alla mancanza di spazi dopo le virgole – Near cederebbe, glaciale com’è!
“Immagino di non avere molta scelta. Accetto la tua scommessa.”

I beg your pardon?

Near, per carità! Come sarebbe a dire che non hai scelta? Puoi chiamare Roger e denunciare Matt per istigazione alla prostituzione, puoi fingere una crisi epilettica dovuta ai riflessi del sole sul puzzle bianco, puoi semplicemente continuare a rifiutarti, ma non puoi cedere così dopo esserti difeso così tanto e così bene dai tentacoli dell’OOC!
Niente da fare, Matt esulta e se lo trascina dietro come se fosse un orsacchiotto di pezza, e insieme vanno alla ricerca di Mello.
Lo trovano nel giardino, appoggiato ad un albero, addormentato e con un libro di poesie di Shakespeare al suo fianco. Non leggevo una descrizione così impregnata di lirismo dai tempi di Melissa P.
Alla vista del Mello addormentato nel bosco Near sente il cuore battere più velocemente, e non riuscì a spiegarsi il perché di ciò. Io una spiegazione ce l’avrei, ma vorrei tanto non fosse quella giusta.
Il tredicenne è esitante, ma il bimbominkia lo esorta all’azione, ed estrae una macchina fotografica.
“Allora siamo d’accordo: io mi nasconderò dietro ad un albero con la macchina fotografica e tu ti avvicinerai a Mello senza svegliarlo ed incollerai le tue labbra alle sue per un paio di minuti,giusto il tempo di fare,diciamo,tre o quattro scatti,dopodichè ce ne andremo alla svelta nelle nostre camere prima che si svegli. Hai capito tutto?”

Io ho capito che le vere intenzioni di Matt sono quanto meno equivoche.
Meglio non indagare, anche perché in tutto questo la cosa veramente sconcertante è che Near si presti al gioco. Eccolo che si avvicina al volto di Mello, e sente aumentare ulteriormente le palpitazioni, avverte il profumo dei suoi capelli,una fragranza delicata che invadeva piacevolmente le narici del naso. Near chiuse gli occhi per assaporarla a fondo e per ascoltare il ritmo regolare del suo respiro.
Potrei stare ore e ore qui

Ad accarezzare

La tua bocca ed i tuoi zigomi

Senza mai parlare

Senza ascoltare altro, nient’altro che

Il tuo respiro crescere

Senza sentire altro che noi

Nient’altro che noi
*O*
Ora sappiamo che alla Wammy’s House trasmettevano a ripetizione Max Pezzali, il che spiega anche la capacità di L di assorbire quantità industriali di zuccheri. Tra l’altro, dalla regia Red Ronnie mi segnala che ne La regola dell’amico tutti “prendon posto accanto a te / accanto ai tuoi capelli che / hanno quel profumo…”, quindi i casi sono due: o negli orfanotrofi Max rules, o l’ormai leggendario “biondino degli 883” è Mello.
Tornando alla storia, Near, mischinu, è preda dello smarrimento.
Possibile che bastasse così poco per provocargli quella reazione?

No.
Che si stesse innamorando di lui?

Neanche.
Si decise che avrebbe riflettuto con calma sulla situazione in camera sua.

Ecco, bravo, ritirati nella tua stanza e rifletti sulle prossime mosse per sconfiggere l’OOC.
Purtroppo, questo non avviene. Near continua ad indugiare sul volto di Mello, forse un po’ troppo visto che Matt, con il tatto di un orango, gli bisbiglia di muoversi. E così il successore del più grande detective del mondo indugiò per un secondo,indeciso se varcare una soglia che celava segreti sconosciuti,poi,con dolcezza,posò le labbra su quelle di Mello.
L si sta rivoltando nella tomba, e ora mi tocca rimboccargli la lapide.
Potremmo stendere un velo pietoso sulla sconfitta di Near, che perde tutto ciò che era rimasto del suo personaggio originale. O meglio, vorremmo, ma non possiamo, perché non è finita qui. Il laido Matt, infatti, gioisce per la sua vendetta e scatta le foto compromettenti, ma quando avverte Near che tutto è finito, l’altro non se ne accorge nemmeno, e continua a baciare Mello.
Improvvisamente capisco tutta la faccenda degli elfi del catino.
Matt lo richiama, ma Near persiste nel bacio. A questo punto è lecito supporre che sia stato posseduto dal GoS. Il bimbominkia, terrorizzato da ciò che Mello potrebbe fare se si svegliasse, alza la voce e inizia a sbracciarsi in maniera grottesca, ma niente, servirebbe un esorcismo per liberare il giovane River dal malefico influsso vestalico che ormai lo domina.
La situazione precipita quando Mello sta per svegliarsi: i due complottardi se ne accorgono, Matt scattò in avanti e corse verso il ragazzo dai capelli bianchi [perifrasi che aiuta davvero a esprimere la rapidità del tutto] Afferrò il collo della camicia con tutta la forza che aveva in corpo [e quanta forza ci vuole per afferrare una camicia?] e,con una velocità degna di un pilota di Formula 1 [qui ci vuole la forza!],lo trascinò,precipitandosi a nascondersi dietro ad un angolo dell’orfanotrofio e lasciando dietro di sé una scia polverosa [alla Wammy’s House non puliscono spesso, a quanto pare].
Mello si sveglia lentamente, come l’ippopotamo in tutù di Fantasia, e mentre si stiracchia si accorse di avere qualcosa di umido sul mento […] saliva… che non era sua e che non era fuoriuscita dalla sua bocca!
Ora, tralasciando il disgusto per l’immagine mentale di Near che sbava come un cane idrofobo – concediamogli l’attenuante del primo bacio – come diamine fa Mello a sapere che quella saliva non è sua? La riconosce dal sapore? Spero di no, perché vorrebbe dire che se la rimette in bocca, e c’è un limite a tutto; allora per il colore? Già più probabile, con tutta la cioccolata che mangia Mello deve avere una saliva marroncina, o al più beige, quindi se è di colore normale non è sua.
Sta di fatto che il nostro si infuria come un toro, e non ha tutti i torti, e inizia a gridare ai quattro venti in cerca del molestatore. Matt e Near ascoltano le sue urla dal loro nascondiglio, spaventati; ma se Near comunque cerca di dominare la paura e di mostrarsi impassibile, Matt invece è terrorizzato, e questo nonostante abbia convinto l’altro a prestarsi allo scherzo garantendo che Mello non sarebbe andato oltre qualche schiaffo, e che comunque lo avrebbe protetto da eventuali rappresaglie. L’abisso tra la spavalderia a parole e la paura nei fatti lo fissano per sempre nel ruolo di bimbominkia.
Su questa scena vagamente ispirata a Shining si chiude il primo capitolo. Che dire? Per parlare in tutta onestà la ff non è malaccio, è adeguata a ciò che si propone di essere, una storiella comica senza troppe pretese, a parte lo stile un po’ zoppicante in certi punti procede in maniera scanzonata come si addice ad una commedia, e la scena del bacio che non si interrompe è anche una trovata divertente. In più l’autrice spesso mostra ciò che avviene, più che descriverlo, ed è certo un punto a favore.
Solo che… Near!
Era riuscito a mantenere la sua dignità, grazie al grande successo del pairing Matt x Mello, speravo che almeno lui si salvasse, e invece niente, è stato posseduto anche lui, e come se non bastasse si comporta da perfetto allupato come nemmeno L in TransPub. In più, ora la sua vita è alla mercè di Kira, visto che è venuto meno lo scudo protettivo della mancanza di foto. Quindi ricapitoliamo: reputazione infranta, incolumità fisica in pericolo, vita a rischio. Danno, beffa e cocci, che altro si può desiderare dalla vita? E nonostante tutto questo, nonostante abbia accettato la proposta di Matt senza nessun motivo logico, nonostante abbia compromesso l’operazione baciando Mell oltre i limiti della decenza, il giovane Wert… Near ha anche il coraggio di prendersela con il suo compagno (di sventura, intendiamoci!) dicendogli, in chiusura di capitolo, “Te l’avevo detto”.
Ma inutile tergiversare: non ho scritto questa recensione per lodare Near, ma per seppellirlo: lievi gli siano la terra e, soprattutto, l’OOC.

Nuova pagina 1

Prego signori, entrino e si accomodino.

Lei, laggiù, così alto, non si sieda in prima fila, la prego…
E voialtri, vedete di non spargere popcorn ovunque, grazie tante.

Le luci in sala si spengono e sul grande schermo viene
proiettato il titolo del film di stasera:

 

Ritorno al futuro

 

Accompagnato da una musichetta cupa e minacciosa, vediamo un
libro capeggiare sul suo piedistallo, le pagine volteggiare mosse da una mano
invisibile.

Mi arrampico sul librone della Disney e mentre Doc si sistema
il camice bianco e si accomoda sul bordo del leggio, imbraccio il mandolino di
Cantagallo ed inizio a narrare.

 

Nelle fantasie di molti di noi, il sommo Lucius Malfoy può da
sempre fare ciò che vuole, come vuole e a chi vuole.

Chiaramente non è lo stesso che ci aspettiamo dalle
fanfiction: certe cose tanto fèscion sarebbero di cattivo gusto, specie se
finisse per trattarsi di rapporti tra un adulto e un minore.

Ma ormai tali restrizioni si possono aggirare.

Ora, grazie al grazioso espediente letterario di gokychan
ne La vendetta del serpente, possiamo gustare e miscelare i nostri
personaggi preferiti in salsa rosa, senza preoccupazioni.

Assaporateli qui:
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=136457

Siamo sfortunati e lo staff di
EFP ha già provveduto a correggere smsese ed assenza di html, altrimenti avremmo
avuto l’onore di rivedere il caro signor Monoblocco anche quest’oggi; mi dolgo
assai per tale perdita.

 

C’era una volta una lezione di Pozioni dove come di consueto
Harry Potter tentava di incassare in silenzio il sottile sarcasmo di Piton; ciò
che non è consueto è la sconcertante abitudine di Piton di dissertare sulle
origini Babbane di Mrs Potter davanti a tutti i suoi studenti, così come l’uso
di Harry di lanciare improperi con italiche inflessioni dialettali:

 


“ BRUTTO STRONZO STATTI ZITTO!!!”


 

E certo.

Tolto che Harry non ha mai risposto con tale soavità neanche
alla Umbridge, tolto che è ormai appurato che Piton non passasse le sue giornate
bofonchiando “Lily Evans, schifosa sanguesporco” su e più per il castello… Tolto
tutto ciò, nel sentirsi additato con certi appellativi un insegnante con un
minimo di decenza avrebbe appeso Potter per i pollici.

Nella Foresta Proibita.

Sopra ai figli di Aragog.

 

Harry invece rimedia solo di dover riordinare l’ufficio di
Gazza, presentato peggio del letamaio personale di Jabba e lamentandosi neanche
fosse la principessa sul pisello (ma guarda, il mio inconscio vi rammenta che
questa sarà una slash-fic).

Eppure, invece di fare il bravo Cenerentolo, Harry si mette a
giocherellare con un tale oggetto da identificare potenzialmente
pericoloso e lasciato lì per il primo che passa, ovvero un ciondolo con la forma
di serpente e due occhi di rubino: è il ciondolo Mary Sue *o*.

 

Non appena Potter lo tocca, quello si trasforma diventando
enorme (Chiave del Sigillo, rivelami la tua vera potenza!), inizia a
chiacchierare informando cortesemente il ragazzo di stare per vendicarsi – non
chiedetemi di cosa – e lo trasporta magicamente in una Hogwarts del passato. Doc
qui accanto sta starnazzando per convincermi che lui non c’entra niente.

 

Harry, in un primo momento scambiato per James, incontra
quasi subito i Malandrini che su queste pagine brillano dell’ardente profondità
emotiva di un cucchiaino da tè.

Potter Senior in primis: dopo che lui ed Harry svengono l’uno
alla vista dell’altro, istantanei come neanche Laura e Sophia hanno mai saputo
essere, passa dalle urla isteriche alle grida esultanti non appena il figlio gli
svela che riuscirà ad ingravidare la Evans.

Essendo un vecchio burlone, Silente presenta Harry alla
scolaresca come il gemello di James, perché tanto ormai tra sorelle di Draco,
cugini di Blaise e figlie di Sirius, gli studenti di Hogwarts sono abituati a
vedersi comparire tra i piedi i parenti dei personaggi più fyghi; poi, pur
sapendo che nel futuro Harry è un Grifondoro, decide di sottoporlo di nuovo allo
smistamento… Indovinate un po’ dove finirà *o*.

Ecco, vabbeh, chi ha risposto Tassorosso sparisca
cortesemente dalla mia vista: chiaramente è smistato a Serpeverde.

E così, umiliato per aver deluso Sirius e suo padre (che
invece sembrano fregarsene bellamente), Harry va verso il suo nuovo dormitorio e
si crogiola nell’angoscia finché un’apparizione straordinaria non si manifesta
innanzi ai suoi fondi di bottiglia: è finalmente Malfoy Senior, che aspettavamo
da capitoli di trepide aspettative.

Era alto,fiero,altero,e terribilmente sexy, come ogni
serpeverde che si rispetti
e soprattutto (ancora non ci credo) gioviale.

Poi, proprio a dirla tutta, dovrebbe anche aver già finito la
scuola.


 

Embè, tutto qui? Lucius uniformato alla massa? Lucius
equiparato ai progenitori di quei figoni di Tyger e Goile?

God of Sex, ma allora mi ha sempre ingannato. Ero certa che
già nella culla lei fosse eccelso e magnifico più di ogni altro, si mormorava
che avesse sedotto la sua stessa balia…

Non avrei mai detto che avrebbe potuto deludermi; non ha
neppure gli addominali scolpiti dal Quiddich, e quelli sono proprio merce in
saldo.

 

Harry reagisce a tale smacco iniziando a vantarsi del proprio
essere Serpeverde e quando Lucius gli porge la mano lui gliela stringe con
fierezza per non inimicarselo come aveva fatto con Draco (dev’essere un
siparietto di famiglia, me li vedo i Malfoy che fanno le prove). Che gioia, un
“Potter opportunista” mancava alla mia collezione; la prossima rarità di cui mi
metterò a caccia sarà un “Chiunque IC”.

Felice di aver chiarito la questione, Harry entra nel
dormitorio che dovrà dividere nientepopodimeno che con Severus Piton.

Questo perché la Vestale non ha ancora deciso se la fiction
sarà una Lucius/Harry o una Severus/Harry, come ci racconta candidamente nelle
note di fine capitolo.

 

Seppur pronto al peggio, Harry (che, povero tesoro, non
immagina nemmeno lontanamente a cosa sta andando incontro) si risolve ad entrare
e si ritrova di fronte ad un ragazzo sorridente e dagli occhi d’onice.
Spero che si alluda all’onice nera, mi inquieterebbe non poco vedere Piton con
le iridi bianche alle Marilyn Manson.

Il valente Potter si para subito il popò dicendo all’altro
che capirebbe il suo odio, visto come lo tratta James, ma lo strabiliante
Severus lo rassicura commentando che non odierebbe mai qualcuno per gli sbagli
di un suo parente (il Piton del futuro è un fesso); anzi, inizia subito a
raccontargli le sue pene, cioè che non ha amici oltre a Lucius (che però è un
GoS e dovrebbe valere doppio, come minimo) e vorrebbe tanto che Harry lo
chiamasse Sev e diventasse il suo orsetto del cuore.

 

Ora, capisco che ormai trionfa il credo secondo cui se un
buon personaggio non si trasforma in un’adolescente isterica in crisi
premestruale allora una fyccy non è degna di essere letta, ma davvero non
comprendo certe Vestali.

Voglio dire, quando hai un personaggio fiero, tenace,
drammatico e ambiguo quale è Severus Piton… perché cambiarlo?

Cosa ci guadagni nel trasformare un uomo simile in un
puccioso ragazzino strisciante che elemosina attenzioni dal primo venuto?

 

“Grazie per avermi notato” sputacchia Robin di Locksley
prostrandosi dinnanzi a un Harry piuttosto sorpreso. Poi si guarda attorno e
scuote il capo.

“Oh, scusate, sbagliato film. Sapete, stesso castello, poi
seguivo Alan e…”.

 

Insomma, una scena commovente che neanche Anna dai capelli
rossi:


“Ti va di essere mio amico?”
chise
tutto giulivo.


“Mi mostri le tue Barbie, Harry? Io ho Ken e Teresa, e la
casa ripiegabile!”.


 

Di fronte a un Piton così dolce e coccoloso, Harry si
stupisce di sentirsi come una tassorosso innamorata e promette senza
ulteriori indugi la propria sempiterna amicizia, ammettendo di accettare quella
di Severus con gran felicità.


 “ E così sono a due. Due
amici!!! È tantissimo!!! Grazie grazie grazie!!!”


 

Si, piccolo Severus, bravo. Ora vieni con la tata Ev e questo
gentile signore, che ti portano in un bel posto, okay?

Mentre Doc si accolla i compitacci e trascina Sev-Sev alla
Stregaccoglienza del San Mungo per chiedere a qualcuno di competente cosa abbia
potuto ridurlo così, noi continuiamo ed estasiamoci nel vedere Harry che, come
fyccyna vuole, cade tra le braccia di Morfeo.

Non so voi, ma io comincio a chiedermi se Morfeo non sia il
nome in codice di un qualche amante; forse invece di raccontare in giro di aver
giaciuto tra le braccia del GoS o di qualche altro Degno i personaggi si sono
inventati questo alibi mitologico.

Altro che "mammà, stanotte sto a guardare film da un’amica".
Prendete appunti, giacobine: le Vestali ci danno lezioni di vita e di
scaltrezza.

 

L’indomani Harry si sveglia di buon umore e, infischiandosene
dei sentimenti del Misterioso Signor Morfeo che probabilmente giace ancora al
suo fianco, si abbandona alla contemplazione del suo compagno di stanza per
alcuni indimenticabili istanti.

Riscossosi, il ragazzo scende in Sala Grande ed incontra
Lucius (amichevolmente chiamato “il biondino dall’autrice) che
manifesta ancora una volta la sua divinità: contemporaneamente fa un cenno per
salutare Potter, ghigna ironicamente, ma non malevolmente e resta compito; una
volta a colazione inizia però a divenire anche ansiogeno chiedendosi dove sia
Sev-Sev, sfoderando un linguaggio da bambino di prima elementare (Ma
dove cavolo è finito Sev?
Voglio il mio amichetto, uffiii) ed infine
afferrando Harry per un braccio e trascinandoselo dietro finché si odono le voci
dei Malandrini. <

 

Più tardi ci domanderemo perché Lucius Malfoy, Caposcuola e
carismatico Serpeverde, non abbia nessuno pronto a spalleggiarlo in difesa di un
suo compagno di casa; non ditemi che è perché tutti considerano Piton uno
sfigato, perché se Draco che è una mezzacalzetta ha due gorilloni ai suoi ordini
mi aspetto che Lucius avesse almeno i più valenti compagni di Casa al suo fianco
anche solo quando decideva di andare al gabinetto.

 

Tanto per cambiare i due trovano James che deride Snivellus
davanti a una folla festante, Piton che lancia improperi, Sirius che propone di
lasciarlo in mutande e la mirabolante Lily Evans, regina delle cause perse, che
arriva a fare la predica.

Che nostalgia, mi ricorda tanto la scena del Pensatoio; com’è
stata premurosa questa Vestale con noi lettori, ripetendo una scena amata invece
di crearne una nuova.

 

La differenza è che stavolta c’è Harry a salvare la
situazione *o*

Scopriamo subito che è consideratissimo, perché non appena
parla gli prestano orecchio tutti, nessuno incluso; è un eufemismo per
dire che non se lo filano neanche di striscio? Quale che sia l’attenzione del
pubblico, Harry libera con un incantesimo Piton che viene salvato dalle forti
braccia di Malfoy prima che possa sfracellarsi a terra.

Ma usare il buon vecchio vingardium leviosa? Qualcuno può
dire a Lucius che correre per afferrare qualcuno che cade dal cielo come un
sacco di patate non è elegante?

Per fare abbassare la cresta ai Malandrini, Harry mette in
pratica un incantesimo che non voglio sapere in che circostanze ha imparato: li
lascia con le chiappe al vento tra gli ansiti terrificati dei presenti
(qualche brutta sorpresa?).

 

Questo intervento fa guadagnare a Potter la gratitudine di
Severus (si, è lo stesso ragazzo che insulta la Evans quando lo difende) qui
tramutatosi da Pallida Cortigiana a Pavida Pulzella, l’ammirazione di Lucius che
per motivi misteriosi non era capace di liberarsi da solo di James e la
venerazione di Lily.

 

Gli occhi di Piton e Malfoy lampeggiano e guizzano di gelosia
mandando bagliori fluorescenti (perché, piccolo, potresti andartene dalle
miehh mani
) quando la Evans va a complimentarsi con Harry, che rimane
atterrito all’idea che sua madre possa essersi innamorata di lui.

Non per minare il tuo narcisismo, Harry caro, ma ti ha solo
ringraziato e la conosci da cinque minuti; al massimo puoi pensare che le
interessi.

 

Ma vi prego, abbandoniamo le elucubrazioni di Potter per
passare al suo momento di gloria: i provini per entrare nella squadra di
Quiddich di Serpeverde, inaugurati dal  “che la caccia abbia inizio” di
Madama Bumb. Cioè devono andare nella Foresta Proibita a procacciarle la cena?

 

Severus e Lucius hanno ovviamente seguito Harry come due
cagnolini ed ora sono sulle tribune che osservano quel giovane e attraente
corpo,
cosa che sta facendo anche Lily nascosta in un punto
imprecisato dello stadio. 

Pottolo mio, sei lì da due giorni e quanti fan che hai *o*

Presissimi osservano Nott disarcionare il loro Harry
che riesce però ad afferrare il Boccino prima di precipitare al suolo, dove
morirà eroicamente spiaccicato.

No, magari. Sopravvive.

 

Nessuno ha una bacchetta tranne Piton che evidentemente sta
dormendo in piedi e Lucius che sta escogitando una tecnica di seduzione
infallibile: sarà costretto a farsi avanti per circondare Harry con le
sue possenti braccia, sollevarlo di peso e sussurrargli con voce lieve:


“ Tranquillo piccolo adesso ti
portiamo in infermeria”

La scena si conclude con Piton e Malfoy che pensano pieni di
coraggio che proteggeranno sempre Harry da chiunque.

 


Un giorno, se il destino lo vorrà, sacrificherò la mia vita
per te. Te lo giuro, te lo giuro, Osc- Harry!

 

Vi risparmierò la descrizione di come l’indomani Sirius sia
offeso con Harry, che sente il proprio cuore scivolare in un limbo senza fine,
poiché rivedere il padrino lo aveva fatto rinascere (quand’è successo,
ciò?).

Sorvolerò sulla poca astuzia del GoS che adesca Harry in
camera per parlare e, spero, per rendere lo scritto degno
dell’appellativo "erotico" che c’è tra le avvertenze, ma che perdendosi in
chiacchiere da casalinga che mostra l’appartamento agli ospiti non ha ancora
combinato niente quando Piton li raggiunge.

E si, tacerò sul fatto che una certa fanciulla dai capelli
rossi si sia davvero invaghita di Harry.

Tu quoque, Lily!

Non vi ricorda qualcosa? Marty McFly che va nel passato e per
errore fa innamorare di sé la propria madre?

 

Eppure è in questa terribile incertezza che la fyccy è
sospesa.

 

Non sapremo mai se, come nel film, Harry riuscirà a fare
innamorare papà e mammà o se deciderà che tanto vale assecondarla.

Potrebbe benissimo accadere che le si conceda e la metta
inconsapevolmente incinta di un marmocchio riccioluto che porti il suo stesso
nome; tornato Harry nel futuro, Lily sarà costretta ad un matrimonio riparatore
con James, l’unico che somigli abbastanza al suo perduto amore? Se così fosse,
uno dei punti più incomprensibili della saga sarebbe chiarito.

 

Sono angustiata, miei infidi.

 

Blaise

Lo so che questo post in questo blog c’entra come i cavoli a merenda.
Ma una notizia così andrebbe urlata ai megafoni di ogni piazza d’Europa.
Dopo averlo avuto/a come protagonista in qualcosa come 100000000000000 ficcyne slash, crossover, OOC, OC ed anche anche ASL, è stato scritturato il discepolo più devoto del GoS, l’Amanda Lear dell’Universo Potteriano, il Principe Mezzosesso che sottomette purosangue e mezzosangue socchiudendo le labbra umide.
Il Ranma che al primo anno è una donna, al terzo è un gufo, ed al sesto un uomo,
Si vocifera che la Rowling in persona sia intervenuta per porre fine allo scempio di questa mera comparsa dei suoi romanzi.
Miladies, Loui Cordice nel prossimo film sarà Blaise Zabini.
Squillo di trombe (ehm)

Questo ragazzo, anche se avrà mezza battuta nel film, non sa che sta per dare volto a una Leggenda.

Oh ladyladylady Draco!

 

Sanguinari Mangiamorte, pirati ubriachi e graziosi cacciatori dalla frangia sbarazzina, buongiorno.

 

In questo lieto giorno come non parlare del felice avvento che cambiò per sempre la storia dell’uomo?

Esatto, la nascita di Draco Lucius Malfoy riscritta da tsubychan1984.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=153013&i=1

 

Il divin padre attende e non lascia trasparire sentimento alcuno mentre, nel suo studio, fa le parole crociate e si gratta il seder… Hem, legge un libro e sorseggia vino davanti al camino acceso, sfizio del divino al cinque di giugno.

 

Qualcosa però non segue i piani divini: l’erede del divino Dio del Sesso (non per voler nostro, intendiamoci, ma dopo tante ficcane ci pieghiamo -a novanta- al volere popolare) non è un infante già padrone del suo fascino e pronto a deflorare giovani MarySue, bensì un’inutile femmina… Ma le vie del GoS sono infinite ed Egli non si scompone più di tanto (‘nsomma…): picchia la moglie, rea di aver partorito un essere debole, le comunica che non le sarà concesse di essere ingravidata una seconda volta e decide di crescere la pargola come un uomo.

 

Vi ricorda qualcosa? Vi frullan per la mente parole quali “Nella culla ti ha messo un fioretto lady dal fiocco blu”? Sostituite il fioretto con la bambola gonfiabile (è pur semrpe un Malfoy!) e ci siamo.

 

Passano gli anni e Draco Lucius Malfoy cresce forte e sano, mentre Cissa viene sfondata di Imperius ed incantesimi di memoria con risultati che nemmeno l’Haitiano saprebbe raggiungere.

 

La giovane Draco presenta parecchie turbe psichiche e la ferma convinzione di essere un maschio, nonché re dei Serpeverde (autoproclamata, un po’ come quei pazzi che credon di essere Napoleone).

Questa sua psicologia deviata e l’impossibilità di potersi confidare con altre donne la portano ad approcciarsi con la sua natura femminile nel solo modo che le è conosciuto: quello dei maschi adolescenti.

Per questo motivo gli ormoni diventano una scusa per il suo essere lunatica, isterica e immotivatamente lunatica (per carità lo si può essere, ma non a quei livelli!), ed altamente piagnucolosa.

 

Esatto, sto cercando di cercare una motivazione alle cavolate sulle donne scritte in questa fanfiction.

 

E tra una cotta per Lupin e l’amore per Harry, Draco si dirige spocchiosa ed insopportabile verso il binario 9 e &frac34;, scenario nel quale una insipida Pansy Parkinson (oca, stupida e rincoglionita come nella migliore tradizione ficcyniana) ah almeno il pregio di far perdere l’equilibrio un paio di volte a questa insopportabile pustola che porta il nome dei Malfoy, ochetta che dovrebbe sembrare un uomo ma risulta la pallida imitazione di una checca isterica.

Davvero, considerato il carattere di questo Draco, credo di capire la reazione di Lucius alla sua nascita.

 

Tra isterie da mestruazioni (non credo di aver mai visto una donna comportarsi in quella maniera in alcun periodo del mese!), e bagni bollenti post ceretta (bambine, non fatelo MAI: anche l’acqua tiepida risulta particolarmente fastidiosa sui capillari irritati, posso solo immaginare il dolore che dell’acqua quasi bollente potrebbe procurare e la tonalità purpurea che prenderebbero le gambe della malcapitata), a Draco viene l’idea del secolo: dare ripetizioni di Pozioni a Potter.

 

In tutto questo, proprio perché ha abbondanti perdite di sangue, non mangia quasi nulla e tira avanti a caffè, Draco decide di allenarsi a Quidditch… Indovinate chi incontra vicino al campo?

Sì, Harry.

Cosa che non ci fa certo supporre che la sua debolezza momentanea ampliata dal digiuno sia solo un mero trucchetto dell’autrice per farla quasi svenire tra le braccia del grifondoro… No, ma che dico, certi trucchetti sono così scontati che nemmeno si usa… Occazzo, ma cosa vedo? Draco sviene tra le braccia di Harry!

 

Harry, colpito dalla sindrome della crocerossina soccorre Draco (ma non lo odiava?), gli porta da mangiare (ma non lo detestava?) e si preoccupa della sua salute (ma nel canon non rischiava di ammazzarlo?), dandogli così la possibilità di offrirgli il suo aiuto in Pozioni.

 

 

E per oggi, tra un colpo di tosse e uno starnuto, mi fermo.