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Dieci anni e non sentirli.

Casa di riposo “La Vispa Teresa”.
Alba.

I primi raggi del sole illuminano dolcemente la scena, gli uccellini cinguettano e nell’aria c’è una dolce melodia…

All’improvviso una voce roca e decisamente incazzata : “Giovanotto, abbassi quella musica, che qui c’è gente che vuole dormire!”
“E va bene” ribatte l’infermiere chiudendo nuovamente le tende “vi lascio dormire un’altra oretta, ma poi dovete alzarvi.”
Gli risponde solo un russare asmatico, intervallato da qualche colpo di tosse.
L’infermiere scuote le spalle e se ne va.

Molte ore dopo.

Il sole tramonta dietro le colline, gli uccellini ritornano al nido, i gufi… gufano e alla casa di riposo “La Vispa Teresa” finalmente è l’ora delle visite.

Ad aprire la porta ai visitatori è un uomo alto e biondo, dallo sguardo altero che seduce. Osserva le persone in attesa che a loro volta osservano il suo sopracciglio, sogno erotico di intere generazioni…

“Allora, volete entrare o state sulla porta tutta la notte?”
“Oh, ci scusi infermiere Malfoy: ci eravamo distratti.”

I visitatori lo seguono lungo il corridoio ed entrano in una grande sala dove il chiacchiericcio copre la musica da camera: gli ospiti stanno ricordando i bei vecchi tempi.

L’infermiere Malfoy inizia il giro serale delle pillole, abbandonando i coraggiosi visitatori al loro destino.

Un’anziana donna seduta su una vecchia poltrona borbotta tra sé e sé, ma appena si accorge degli ospiti li richiama affabile. Ha gli occhi vispi incorniciati dagli occhiali e i capelli puntati in uno chignon disordinato tenuto fermo dai ferri da calza… di qualcun altro.

“Avvicinatevi, ragazzi…” mormora trepidante spargendo saliva -e qualche pezzo di broccolo, residuo della cena serale- sui malcapitati. “Sapete, oggi sono proprio contenta: esce l’ultimo libro di quel giovanotto che mi piace tanto… ora chiedo all’infermiere… Infermiere!”

Un uomo pallido dalle spalle larghe alza gli occhi scuri al cielo e si avvicina, tenendosi però appena fuori portata dalle mani rapaci della vecchia, che tenta inutilmente di palpargli il posteriore.

“Ma è uscito il nuovo di Martin?”

“No, signora Valpur, lo ha chiesto venti minuti fa e da cinque anni a questa parte la risposta è sempre la stessa”.

“Ah, giusto. Maaaa senta un po’, giovinotto: il nuovo di Martin è uscito?”

L’infermiere alza nuovamente gli occhi al cielo poi guarda i visitatori con la sua tipica espressione addolorata. Gli ospiti si allontanano senza fare domande: nonna Valpur sembra molto confusa e l’infermiere Snow, beh… conosciamo tutti la portata della sua ignoranza.

L’infermiera Granger si avvicina a una donna intenta a giocare una partita di scala quaranta che, nonostante tutto, non si è accorta dell’arrivo dei visitatori e le tocca una spalla per richiamare la sua attenzione.

“Signora Quinzell, lo vuole lo yogurt alla banana?”

“CHE? LUCIUS E DANANA?” urla la vecchia sorda, facendo sobbalzare i visitatori, che si allontanano prima di venire coinvolti nella conversazione.

Gironzolano per la sala senza meta, quando una signora fa loro cenno di avvicinarsi. Sorride e si sistema gli occhiali sul naso, prima di volgere lo sguardo alla finestra.
“Adoro gli uccelli”.

“Cos-” balbettano confusi.

“Mi piacciono gli uccelli.” ribatte seria. Un infermiere emaciato e chiaramente affetto da calvizie precoce si avvicina di corsa e zittisce la donna.

“Ma che ho detto di male, Draco?!” domanda Winola confusa.

“Dovete scusarla, proprio non ce la fa coi doppi sensi… è il suo fardello…”

“QUALCUNO HA DETTO CAMMELLO?” chiosa la signora Quinzell, e tutto nella sala si ferma per qualche istante, mentre i vecchi rimbalzano una serie di rime in -ELLO.

Draco sospira. “Dovete scusarli. È un gioco puerile tra di loro che va avanti da… da sempre. Non siamo riusciti a levargli il vizio!”

Un anziano lo guarda torvo. “Voi giovani non capite le tradizioni!” lo rimprovera.

“Ai miei tempi era tutta un’altra cosa!”

Una vecchia si aggiunge al discorso. Fa per alzarsi, tremolante sulle caviglie malmesse, e guarda il vecchio di prima con una muta richiesta negli occhi. Questi si alza con non poca fatica e sposta la carrozzina su cui è seduta la vecchia, che ora ha ricominciato a parlare.

“Una volta portavate rispetto, voialtri! Una volta eravate grati! Noi abbiamo fatto la guerra per voi, per la vostra sanità mentale” ricorda la vecchia stronza. “Fare gli spavaldi, ma noi ce lo ricordiamo come era qui… cioè, io non me lo ricordo, ma lei sì.” ammette, indicando la vecchia degli uccelli che al momento sta cercando di scavalcare la finestra con una corda di lenzuola sotto braccio. “Lei si ricorda di quando eravamo noi a prenderci cura di voi durante le vostre crisi d’identità! L’ex direttrice Abigale ha fatto tanto per voi, e voi adesso ci trattate come se fossimo rincoglioniti! Stronzi irriconoscenti!” spiega, mentre Fox, appoggiandosi alla sedia a rotelle, bandisce minacciosamente il bastone per enfatizzare i concetti espressi da Bella Lestrange.

A sedarlo ci pensa l’infermiere Snape, i cui capelli neri accendono dolci ricordi nella mente del vecchio.
“Mi dica, buon uomo…” mormora sistemando gli occhiali ormai inutili sugli occhi velati dalla cataratta “L’agente Prentiss è tornata? Al Bureau hanno bisogno di lei…”

L’interessante discussione viene però interrotta da un urlo: uno degli infermieri si allontana infuriato da nonna Valpur e dalla signora Quinzell, che si guardano ridacchiando e si danno il cinque.

“Basta, io me ne vado! Me ne vado! Quelle due vecchie mi molestano!”
Lucius Malfoy si avvicina per calmare il suo sottoposto.
“Avanti, infermiere Laufeyson, torni qua!” sbotta, facendo un cenno della testa a Zabini, che si avvicina alle due vecchiacce malefiche per separarle.

“Lei è proprio una ragazzina graziosa, sa?”

“Signora Quinzell, sono l’infermiere Zabini…”

“Come ti pare, cocca.”

L’infermiera Granger si avvicina e tenta di distrarre le due vecchiette.

“Signora Valpur, le ho portato la sua acqua.”

“Ma è piena di fervore? Sennò non la voglio!”

“Signora!” sbotta l’infermiera infastidita “La smetta!”

Poi si allontana di corsa, tallonata da Fox che brandisce minacciosamente il bastone mirando agli stinchi della malcapitata, rea di avergli servito verdure bollite per cena.

I visitatori, sempre più spaesati si avvicinano ad un altro vecchio, dall’aria decisamente più simpatica, ma vengono investiti da un olezzo (sensualissimo, eh!) di vaniglia, cannella, cioccolato e Chanel n.5.

Quando riprendono i sensi sono a terra con una vecchia incazzosa che troneggia su di loro, martoriandogli di calcetti gli stinchi e un gran mal di testa, non si sa se dovuto alla botta (“Nessuno che muoia accasciandosi con grazia!” bercia la vecchia) o al profumo che la pazza sta spruzzando ovunque.

“Oh! Ma siete ancora vivi? Oooh!! Infermieri, togliere queste persone morte dal tappeto! Qua la pulizia fa proprio schifo… E il personale! Sono tutti in disordine, calmi ma irrequieti e quei due non hanno nemmeno le curve al posto giusto!” sbraita Leochan, indicando gli infermieri Winchester, che stanno inutilmente tentando di convincere unanziana donna a ingoiare le pillole.

“Chiaramente è un caso di ficcynite” sta dicendo la vecchia “ora chiamo Brad e Jhonny, si prenderanno cura di voi e sarete presto come nuovi!”

“Signora Abigale, non è più la direttrice e Brad e Jhonny non lavorano più qui. Ora è una paziente e deve prendere le pillole.” sbotta Dean inutilmente, dato che la vecchia nemmeno lo ascolta e si allontana borbottando di cartelle cliniche da riordinare, terapie da assegnare e gravi casi di OOC cronico.

I due Winchester si scambiano uno sguardo rassegnato, poi si accorgono dei visitatori a terra e, mossi da pietà, allontano la pazza spruzza-profumo dai loro stinchi.

Finalmente liberi e con un mal di testa da primato, i malcapitati visitatori si avvicinano al vecchio dall’aria simpatica, sperando di non venire nuovamente malmenati.

“Sono un maschio!” esordisce il vecchio.

I visitatori si guardano perplessi.

“Sapete, sempre meglio specificare” continua imperterrito. Poi aggiunge, indicando le vecchie pazze sparse per la sala “per colpa loro sono anni che ho un’identità di genere confusa! E poi mi shippano con qualunque uomo passi di qua. Chiedete a Fox se non mi credete, è successo anche a lui…”

I visitatori si voltano verso il signor Fox, che sta agitando il bastone con aria minacciosa, e decidono di soprassedere. Nel mentre, la dottoressa Leila si avvicina al vecchio.

“Signor Skeight, l’infermiera di turno mi ha detto che ha rifiutato la cena…”

E lo credo bene! Da settimane chiedo di mangiare una cosa, e invece di nuovo patate lesse!”

Perché, cosa aveva chies-” inizia a chiedere la dottoressa prima di pentirsene subitamente.

“Patate scrisse.”

L’aria attorno all’uomo si fa improvvisamente gelida.
Se ne accorge anche Arwen che si alza felice, cercando di richiamare l’attenzione di Valpur

“Val! Vaaal! È l’Inverno! Sta finalmente arrivando!” esclama, ma Skeight scuote la testa. “Arwen, sono io…” borbotta.

I visitatori si allontano per non congelare, ma inciampano in una donna che, senza guardare dove cammina, lancia ordini a destra e a manca.

“TECNICO! LE LUCI! E vedete di inquadrare tutte le curve ai posti giusti, mi raccomando! Noi facciamo divulgazione scientifica!” esclama Hyena roteando le braccia.

“PUNIZIONE!” urla un’altra donna vestita di rosa, con vaporosi capelli biondi agitando una lunga bacchetta “NON SI INCIAMPA SUGLI INSEGNATI!”

“Signora Hyena, signora OdiolaRow, lasciate stare i visitatori, non sono né tecnici, né studenti” tenta di mediare l’infermiere Potter “o sarò costretto a sedarvi”.

“NON DEVI DIRE BUGIE” gli urla la vecchia vestita di rosa e l’infermiere Potter nasconde rapidamente la mano in tasca, con aria quasi impaurita.

I visitatori si guardano intorno straniti e decidono di cercare qualcuno più sano di mente.

Una nonnetta dall’aria furtiva sta girando tra i tavoli e ogni tanto si infila in tasca qualche lettera, ovviamente non sua.
Ad un certo punto si avvicina a all’infermiera Weasley e le allunga una delle lettere.

“Ha di nuovo rubato la posta, signora Civetta?” dice la Weasley.

“Rubato? Io non ho rubato niente, io sono Edvige la Civetta, io la posta la consegno, mica la rubo” ribatte la vecchia.

L’infermiera Weasley scuote la testa e torna a distribuire pasticcini alla vaniglia tra i tavoli.

“Signora Magnolia, vuole un pasticcino alla vaniglia?” domanda a un’altra vecchia, intenta a parlare, anzi urlare, con un attaccapanni.

“JETHRO, ORA DEVO ANDARE” dice all’attaccapanni e poi, rivolta all’infermiera “HERMIGLIA? PERDIO!”

“No signora, vaniglia, pasticcini alla vaniglia.”

“CHE? TEGAMINI AD HERMIGLIA? MA LA VOLETE PICCHIARE? MA ASPETTATEMI, MI RACCOMANDO!” strilla Steel Magnolia.

E a proposito di risse, proprio in quel momento si sente un rumore sordo.

VADO RETRO, PURITANO REPRESSO! TU E TUTTE LE TUE STRONZATE PATRIARCALI SULLA PROTEZIONE DELLE DONZELLE E SUL SESSO PREMATRIMONIALE!” esclama Irechan, ritta come un fuso e incazzata come una furia, brandendo l’asta porta-flebo -ormai deformata- contro l’infermiere Cullen. Sembra volerlo impalettare, pare si sia dimenticata che con loro non funziona.

Sempre più perplessi e ormai convinti che più che una casa di riposo quello sia un manicomio (e non hanno tutti i torti), gli ormai esausti visitatori tentano di guadagnare l’uscita senza essere visti, ma vengono immediatamente intercettati.

JETHRO” strilla in faccia a uno dei malcapitati la vecchia sorda, scambiandolo per, beh, l’attaccapanni “LA VUOI UNA MENTINA?” e gli ficca in mano una mentina appiccicaticcia a cui evidentemente è stato ciucciato lo zucchero che la ricopriva.

Richiamati dagli strilli gli altri vecchi si avvicinano chi minacciando col bastone, chi porgendo lettere, chi domandando se anche a loro piacciono gli uccelli, chi chiedendo notizie del libro di Martin, chi strillando indicazioni a un inesistente tecnico del suono.

I visitatori, sempre più frastornati, vengono salvati dall’infermiere Malfoy che con un’alzata di sopracciglio attira l’attenzione dei vecchietti.

L’ora delle visite è finita!”

I visitatori sollevati si allontanano dai vecchietti che continuano imperterriti i loro insensati discorsi, seguendo l’infermiere Malfoy (e il suo divino sopracciglio) verso l’uscita.

Alla casa di riposo “La Vispa Teresa” è ora di mettere a letto le mummie, l’infermiere Sparrow fa l’ultimo giro della sera distribuendo i pappagalli, tutto è pace, tutto è polvere, biscotti stantii e tisane digestive…

“Signori, ne ho trovata un’altra”

Con uno schiocco indefinito di legno e ossa, una voce vecchia, più acuta e stridula che mai risponde.

“HO CAPITO, HO CAPITO! VADO!

 

 

 

 

E niente, ieri era il decimo compleanno di Fastidious e questo è il nostro regalo per tutti quelli che ci hanno seguito in questi dieci anni.
Lo so che avreste preferito una recensione (abbiate fiducia, arriverà anche quella), ma neanche il compleanno ci ha reso meno culopesi e speriamo lo stesso di strapparvi un sorriso con questo er… delirio collettivo.

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Il figliol prodigo

Amanti dei Serpeverde trasgressivi, delle dee interiori e delle favole romantiche, siete ancora tra noi? Pensavate fossi andata in pensione?
In effetti…
In effetti pensavo fossero finiti i tempi delle fanfiction così brutte da risultare esilaranti. Già piangevo le ficcy divenute leggenda! Fortunatamente negli ultimi mesi ho dovuto ricredermi notando… un’inversione di tendenza, se vogliamo chiamarla così. Se non volessimo, però, potremmo usare la corretta definizione: ficcyne brutte da sembrare fake, roba che manco nel 2005 si trovavano cose simili.
Credevo che certi cliché fossero ormai caduti in disuso, conosciuti ed evitati persino dagli autori più inesperti, e invece… E invece eccomi qui a recensire una fyccyna, osservandola con gli occhi lucidi della vecchia zia che rivede la nipotina dopo tanti, troppi anni… Troppo pochi, a osservarla bene.

La nipotastra è Demons, di lady94; il link è qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3149185&i=1
(Le note sono lemon, OOC e what if?, dunque cercheremo di soprassedere alle assurdità della trama e ai personaggi stravolti… Più o meno.)

Harry ha ormai sedici anni e, come tutti gli adolescenti, attraversa quella fase in cui ci si atteggia e abbiglia da perfetti imbecilli in nome dell’originalità… No, non è diventato un hipster: è diventato MALVAGGGGIO.

Ebbene sì: Harry ha dato via la sua civetta e si è preso un pitone di “estrema bellezza” lungo tre metri (compensazione?) che risponde all’originalissimo nome di Death. Cioè, che Edvige sia stata data via lo suppongo io, giacché non sappiamo né sapremo mai che fine abbia fatto: potrebbe, in effetti, essere stata la prima cena di Death. Chissà.

Oltre ad avere un animaletto che difficilmente verrebbe ammesso a Hogwarts, Harry ha cambiato Casa:

infatti non era più uno stupido Grinfodoro ma un perfetto e spietato Serpeverde

1) Qualcuno qua non ha letto un solo libro di Harry Potter, se questa è la miglior definizione delle Case che sa dare.
2) In ogni caso, pure se Harry diventasse il re degli stronzi, rimarrebbe un Grifondoro. Peter Minus, tanto per fare un esempio, è rimasto a Grifondoro nonostante sia palese che durante quello smistamento il Cappello Parlante fosse in fase di trollaggio pesante.

 

La malvagità, comunque, si addice a Harry: è diventato più tonico, più alto, e quegli orribili occhiali erano scomparsi sul suo viso (mica l’avevo capito che quella di Harry fosse una voglia a forma di occhiali e non un accessorio!) adesso c’erano due stupendi smeraldi

cucciolo-smeraldi

Ma la domanda che tutti ci poniamo è: le persone nascono malvagie, o la crudeltà viene loro crudelmente imposta? Dopotutto, lui aveva un padre. Aveva una madre, come tanti.¹ E proprio sua madre ci aiuta a capire cosa sia successo, grazie a una lettera che Petunia (che è peggio di Poste Italiane) avrebbe dovuto consegnare ad Harry “al suo primo anno” a Hogwarts.

Devi sapere che nel mondo magico sei famoso per aver ucciso Tom Marvolo Riddle alias Lord Voldemort (Lily doveva avere doti di preveggenza) ma devi sapere che la profezia non è del tutto vera Voldemort non ti uccise perché anche tu sei l’ erede di Salazaar Serpeverde ma sei anche il compagno di vita di Tom (VE LO AVEVO DETTO che questa è una ficcy come quelle di una volta!! Soulmates a cazzo, NON NE SIETE CONTENTI?!) […]devi sapere che io discendo dalla famiglia reaele dei demoni (Così.). Un’altra cosa tuo padre non è James Potter ma Lucius Malfoy, […] successe tutto in fretta quando venni a  sapere che dovevo sposare James (no, capito? Doveva. Per volere di chi non lo sappiamo, ma dubito che mamma e papà demoni reAEali abbiano combinato un matrimonio tanto scellerato, dunque boh… È che il matrimonio imposto faffigoh, suppongo), sono scappata e andai da Lucius lui era la persona che amavo più della mia vita e da quella sera sei nato tu piccolo, il tuo vero nome è Artemis Ambrax Malfoy (Narcissa sarà stata contentissima, immagino).[…] un ultima cosa non fidarti mai di Silente è un monipolatore e ti userà per farti uccidere di nuovo Tom come ha già fatto (Io non so cosa sia un mOnipolatore, ma se avrò dei figli ne vorrò assolutamente uno come babysitter, viste le strabilianti capacità nel convincere gli infanti a rinunciare alla propria libertà di scegliere cosa fare –piangere, piangere, piangere- per imporgli cose che tali poppanti non saprebbero altrimenti fare.) […]
Con affetto tua madre Lilly.^

Ah, Lilly, non Lily. Chissà chi sarà questa demone reAEale che si bomba Lucius alle spalle di Narcissa… E chissà se tra i demoni reAEali è uso comune sganciare bombe come “Tuo padre è più cornuto così che in forma animale e tu sei destinato ad essere il compagno di vita di un mago oscuro che hai ammazzato, o così sembra, ma in realtà l’hai solo quasi-ammazzato e adesso è una caccola pelata e senza naso ma devi trovarlo; siate felici” sui pargoli undicenni.
Harry, comunque, questa lettera la riceve che di anni ne ha sedici (non sappiamo il perché), dunque reagisce con calma, dignità e classe e, va detto, con grande capacità di sintesi, tant’è che quando Death gli chiede cosa ci sia scritto, Harry risponde:

~ sono figlio di Malfoy e sono il sovrano dei demoni e il mio compagno è Tom.~

In quel momento sentì un gran dolore al petto che fu talmente forte che vidi tutto nero e poi il buio 

E che avevo detto io? Calma, dignità e classe!
La mattina dopo, le cose vanno di male in peggio, anche se Harry non sembra notarlo, anzi, apprezza:

Si alzo dal letto e camminò vicino allo specchio, quello che vide era un’altro se stesso, i capelli erano diventati biondo platino e lunghi come a Lucius (a parte la terribile sintassi, capisco l’incantesimo per non far insospettire James ma non perché i capelli dovrebbero anche crescere: non è una cosa genetica!), i suoi occhi erano bicolori (David Bowie, io ti amo ma hai fatto più danni tu del Pon farr, fandomicamente parlando!) quello destro era blu ghiaccio (… Ossia?) e il sinistro verde come il colore della morte (… Va bene, torniamo al blu ghiaccio.), era cresciuto di 2 cm (non mi sembra un miglioramento tanto degno di nota, considerato che rimarrebbe comunque un soldo di cacio… Sempre se stiamo parlando dell’altezza, ovvio!), insomma era meglio di quando poteva immaginare (A me sembra la descrizione di un cesso a pedali che per fare l’alternativo ha messo due lenti colorate a caso, ma va bene: se ti piaci, Artemis, io non sono nessuno per giudicare).

Siccome il suo look alternativo non è abbastanza estremo, Harry indossa degli skinny aderenti (esistono gli skinny non aderenti? Soprattutto, la definizione “skinny” nel 1996?!) neri, una maglia blu e delle scarpe bianche, suppongo con l’intento di causare la prematura morte di Enzo e Carla.

Prese Death e lo mise intorno al collo. Uscito di casa chiamò il nottetempo.

Harry tesoro, sono dell’idea che ognuno debba vestirsi come preferisce, ma intorno al collo si usa il boa, non il pitone! 

Il Novello Divin Pargolo Numero Due incontra suo padre poco dopo, al Ghirigoro, sezione libri oscuri, dove Lucius dimostra un debole per chiunque gli somigli. Harry ha chiaramente preso il tatto di mamma nell’informarlo:

<< Grazie accetto il suo consiglio, padre>>
<< Cosa?>>

Harry gli sgancia la lettera e se ne va. Lucius legge la lettera e, colmo di gioia per il figlio ritrovato (suppongo abbia già deciso che Draco come erede è una sega), bypassando strategicamente la parte in cui viene informato che tal figliolo prima o poi farà sesso col suo capo, lo incontra il giorno dopo.

A parlare è Lucius, che si è però dimenticato come si fa:

<< Ho pensato se per te va bene, di venire a vivere al Malfoy Mannor, di conoscere Draco (Oh rincoglionito, si conoscono già!) e Narcissa (Che sarà contentissima di avere in casa il figlio bastardo del marito), sai come una famiglia >>
Harry è contento, perché sebbene sia MALVAGGIOH ciò che ha sempre desiderato è avere una famiglia, ma solleva dei dubbi legittimi (gli stessi che ci siamo posti noi). Lucius, però, ha già pensato a tutto:

<< A Draco farebbe piacere avere un fratello e Narcissa voleva tanto avere un’altro figlio >>
… Suppongo che l’avvertimento OOC sia piazzato per giustificare Draco contento di non essere più l’unico e viziato Malfoy e Narcissa contenta di indossare in pubblico un decorativo palco di corna.
Harry però vuole essere portato da Riddle, e Malfoy, da genitore responsabile, acconsente:
<< Sono d’accordo, ti porterò a Riddle Manor. Prendi le tue cose è andiamo a casa>>
Riddle Manor?!

Ma torniamo a noi, che qua abbiamo le presentazioni più assurde della storia
<< siediti Narcissa. Lui è Artemis, il figlio mio figlio e di Lilly DeLarose. Il suo vecchio nome era Harry Potter. La nostra migliore amica ed è tuo fratello Draco>>

… Giuro che mi è venuto il dubbio di aver incasinato io la frase mentre la copia-incollavo, invece è proprio un puzzle di suo. Ma porcocazzo, per certe cose basterebbe una rilettura veloce! Il lettore non dovrebbe faticare per rielaborare il tutto.
E comunque sì, LilLy era la migliore amica di Narcissa: pensate a come sarebbe andata se le fosse stata sul culo! Invece Cissa non sembra volergliene, accoglie Artemis in famiglia con tanto di abbraccio. Draco, dal canto suo, brama un fratello ma teme che Artemis lo rifiuti. Invece anche loro, dopo un breve chiarimento, si abbracciano.

vennero interotti da Narcissa dicendo che era pronto da magiare e che Lucy la sua elfa li avrebbe mostrato la sua camera

Io so che non è così, ma mi piace pensare che Narcissa si sia vendicata del marito dando il suo nome all’elfa domestica. Lasciatemelo credere.

Nell’ultimo capitolo pubblicato, Artemis viene portato da un Tom Riddle:

Dopo aver finito la colazione persero la polvere volante (… Rubata da Campanellino? E perché la perdono? Un refuso o un aborto di plot twist? Non lo sapremo mai… ) e si materilizzarono (… Perché avevano perso la polvere, appunto.) nella sala riunione del Manor. (riunionE, che se ne fa una sola in tutta l’esistenza. La cosa che mi sconvolge è che abbiano una sala “dedicata” in un maniero che si presume essere di un certo stile, con stanze per gli ospiti, salotti e una biblioteca, ma non una sala riunioni – o riunionE, che dir si voglia. Ok, ora prendo un bel respiro e trovo una logica in tutto questo: si tratta di bonifica e rivalutazione dell’edificio, una qualche supercazzola burocratica per non pagarci le tasse: si sa, Riddle ha le pezze al culo. Ecco, così ha senso: andiamo avanti) In quel momento vide Tom che stava crucianto Bellatrix (così, senza nemmeno darci un motivo, o lasciarci intendere se sia una punizione o se stiano provando qualcosa per scacciare la noia a letto… Niente.)
Harry spiega anche a Riddle la delirante lettera di sua madre, e quando Tom gli chiede cosa ci guadagni ad allearsi con lui, Artemis riesce a risultare ancora più inquietante, nonostante l’aspetto da freak-show (a proposito: ma il serpente che fine ha fatto?)

<< Ahahahhaha…Tom tu non puoi neanche immaginare cosa otterrò da tutto questo. Dico solo che alla fine il tuo cuore appartenerà a me come il mio a te. Perchè io e te Tom siamo compagni e amanti destinati a stare insieme per sempre.>>

 

Eh Tom? Stai sereno, che adesso Artemis ti prepara la torta dei sette vasetti!

 

 
¹Non ho resistito… Immaginatemi svolazzare in un’enorme bolla di sapone sulle note di Wicked.

 

 

 

 

 

 

Approdo della Mary Sue

Signore e signori, giacobini e giacominkia, massa informe ripiena di cotechino, buonasera e buon anno! Benvenuti ad una nuova puntata di Fastidious Geographic. A causa di un piccolo incidente con l’Altofuoco, il galeone che abbiamo lasciato ormeggiato alla Baia delle Acque nere è ormai un ex galeone. Ma non preoccupatevi, una carissima signora vestita di rosso ci ha promesso un passaggio, gentilmente offerto da un tizio di nome R’hllor. In cambio abbiamo solo dovuto darle un paio di cameraman. Tanto possiamo farne a meno.

Mentre preparano la pira, approfittiamo della permanenza a Westeros per ammirare questa perla, gentilmente offerta da mrsfassfox.
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=2641793&i=1%5Dwww.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=2641793&i=1
Ci troviamo ad Approdo del Re, dove un’inedita sorella di Margaery si sta recando per assistere al matrimonio della sorella con re Joffrey il Sociopatico. Facciamo subito conoscenza con questo originalissimo personaggio.

Era sempre stata la pecora nera della famiglia, la ribelle, colei che non aveva fede negli dei o nelle casate, ma semplicemente nelle persone, almeno, cercava di trovarla.
Sorpresona, proprio.

Alyssa è la bastarda di casa Tyrell, ma non era una semplice bastarda. E te pareva. No, la nostra Alyssa è un fiocco di neve speciale perché nelle sue vene scorre del sangue Targaryen. Cosa che non dovrebbe renderla particolarmente gradita a corte (già il fatto di essere una bastarda basterebbe a farla schifare da tutti alla Fortezza Rossa: manco Ned Stark si è voluto portare il figlio bastardo a corte!), ma c’è di più. Il sangue Targaryen non le viene certo da qualche cugino di terzo grado della vecchia famiglia regnante: non sarebbe abbastanza faigo. Chi è stato, dunque, a fornire il DNA necessario a creare questa piaga?

Era nata dall’amore impossibile ma passionale di Mace Tyrell e Rhaella Targaryen.
Ora.
A parte il fatto che viene difficile pensare ad “amore passionale” guardando ‘sto tizio, la domanda sorge spontanea: come ha fatto il nostro barilotto ad ingravidare la regina, a prendersi la figlia e a non farsi mettere alla griglia? No, perché mi riesce difficile immaginare il Re folle che porta senza problemi più corna dello stemma dei Baratheon. L’avranno fatta passare per figlia sua? Ma allora perché non è stata fatta secca durante il saccheggio di Approdo del Re, insieme a TUTTI i Targaryen su cui sono riusciti a mettere le mani (ed Elia Martell, diciamo il nome se no Oberyn s’incazza)?

Ma che ce frega, ma che ce ‘mporta. Cioè, a noi fregherebbe, specie se l’oste ar vino cià messo l’acqua. Però niente spiegazioni. La tizia esiste, Mace non è stato messo alla graticola per aver ingravidato la regina e anzi, ha potuto avere e crescere la sua bastarda. Crescendola male, perché la nostra eroina, nel tentativo di sembrare ribbbbelle, si dimostra subito una cafona.

Arrivata ad Approdo del Re, trovò ad attenderla un ometto, con una cicatrice sul volto, che la guardava incantato (Tyrion, ripijati). Si schiarì la voce e la aiutò a scendere dalla carrozza.
Grazie, ma non ho bisogno dell’aiuto di un uomo.” Disse Alyssa rifiutando la mano del piccolo uomo.
Lo dicevo, che è ‘na cafona.

Ma Tyrion non si scompone (effettivamente ha avuto a che fare con gente peggiore), si presenta e da parte del re Joffrey le do il benvenuto ad Approdo del Re. Perché notoriamente qualsiasi bastardo di passaggio, oltre ad essere invitato alle nozze del re, riceve anche il benvenuto personale da parte del suddetto re tramite il di lui zio.
Ellaria Sand puzzava, sarà per questo che lei l’hanno schifata.

Data prova della propria cafonaggine, Alyssa non perde tempo a sfoggiare anche un’imbecillità che ha dell’epico, roba da far vergognare Ned e Robb Stark.

Ah, Joffrey Baratheon, mia sorella non ha mai avuto buon gusto nel scegliere uomini virili.”
A parte il fatto che lei non ha scelto nulla (Renly è morto e il re sul trono quello è, se si vuol fare l’alleanza quello le tocca), che cosa intelligente da dire in casa di uno psicopatico che sarebbe il re. A rigor di logica, questa ad Approdo del Re non dovrebbe durare un giorno.

Tyrion non se la passa molto meglio.
A quell’affermazione Tyrion rimase perplesso (e lo credo, trovarsi davanti un’aspirante suicida deve fare effetto), non era il solo a pensare che Joffrey non fosse adatto per essere un buon re.
A dire il vero lei ne ha commentato solo la virilità, eh, e di solito un regno non si governa col pene (Robert ci ha provato, e guarda che casino). Ma, Tyrion, ad Approdo del Re nessuno pensa che Joffrey sia adatto a fare il re. Nessuno tranne, be’, Joffrey. Manco sua madre, e pazienza se ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia. Solo che di solito sono un po’ più intelligenti di questa tizia e hanno voglia di tenersi la testa sulle spalle, ergo non vanno a declamarlo al mondo. Ned Stark docet.

Prevedibilmente, i due cominciano a passeggiare e a parlare del più e del meno. Nel senso che Alyssa blatera e Tyrion annuisce.

Sì, anche se venire qua, penso sia stato un grosso sbaglio. Ad Approdo del Re la gente è abile solo in due cose: uccidere e mentire. Non me ne vogliate signor Tyrion (signor Tyrion, meravigliosa. Tanto vale chiamarlo ragionier Tyrion o commendatore, nel contesto stona uguale), ma io con gente avara (… avida?) di potere non voglio averci a che fare.”. Disse Alyssa dura.
L’ipotesi si tratti di un’aspirante suicida mi pare sempre più fondata, se va parlando così al primo Lannister che incontra ad Approdo del Re pur avendo capito come funzionano le cose. (O vinci o muori, ma di solito muori.)

Chiacchiera che chiacchiera, Alyssa ha sete e i due finiscono in un ostello che si rivelerà essere un bordello. Sente i rumori di un’orgia, apre la porta e rimane imbarazzate nel vedere, pensate un po’, un’orgia.
Sempre più acuta. Tutta suo padre.

Tra i partecipanti abbiamo, ovviamente, Oberyn Martell, che immediatamente si rivolge alla nostra eroina.
E tu meravigliosa creatura, chi saresti?”
Meeeeravigliosa creatuuura, sei sola al mooondo
Meeeeravigliosa pauuuura…

Siparietti musicali a parte, la nostra Alyssa deve essere presentata a Oberyn. Ed ecco il colpo di scena. Avete presente tutta la palla sui bastardi che hanno un cognome predefinito a seconda di dove sono nati/dove vivono? Snow al Nord, Flowers all’ Altopiano, Rivers nelle Terre dei Fiumi, Sand a Dorne eccetera? Avete presente tutte le pippe mentali di Gionsnò che boohoo, non è uno Stark? Avete presente la logica?

Dimenticatela.

La bellezza dei sette regni, Alyssa Tyrell Targaryen.”

Si ringrazia il Re Oltre la Barriera per la sua pacata opinione.

Capito, signori? Questa non solo si prende il cognome del padre, ma pure quello della madre, in bundle. Perché? Perché boh. In teoria l’unico modo per un bastardo di essere legittimato ad usare il cognome paterno (e SOLO paterno, quello materno non contava una mazza) sarebbe per regio decreto, ma
a) a quel punto sarebbe figlia legittima e non una bastarda, come viene definita dall’inizio
b) fatico ad immaginare Robert Baratheon che legittima una bastarda Targaryen nata dalla precedente regina (ergo con possibili pretese sul trono una volta legittimata).
Bastarda Targaryen che, ricordiamolo, viene accolta ad Approdo del Re come una lady. Ariperché? Ariboh.

Dalla stanza uscì Oberyn, ma questa volta con una tunica oro con lo stemma della sua casta, un sole.
Lady Alyssa, ho sentito tanto parlare di voi.”
La gente parla troppo.” Disse fredda.
Beh ma di voi cosa c’è di male da dire? Siete bellissima, forte e Targaryen.”
No, ma continuiamo a sottolinearlo. Sarebbe solo la Casata a cui il, ehm, padre del re ha tolto il trono tentando poi di sterminarli fino all’ultimo. E comunque sì, Oberyn interrompe l’orgia apposta per dire ‘ste due cazzate alla tizia (nel caso non si fosse capito, lei è speciale) e per chiederle se sarà al matrimonio. Poi, grazie a Dio, Ellaria se lo riporta a letto.

I due salirono su di una carrozza e iniziarono a chiacchierare molto, c’era una strana sintonia e un legame tra loro, sembrava che si conoscessero da anni.
Tyrion, non per gufare, ma l’ultima volta è finita maluccio.
Sai Tyrion, sei davvero simpatico ed intelligente, spero solo che tu non sia anche un traditore.” Disse Alyssa.
Ah, e ci pensa adesso, dopo avergli spiattellato tutte le sue opinioni sul re sociopatico prima ancora che avesse finito di dire il suo nome?
Perché pensi questo?”
Mi sono stancata di essere tradita dalle persone che mi circondano.”
Di sicuro non hai imparato una sega.

Durante la cena tra Tyrell e Lannister, Alyssa dovette presentarsi ai Lannister.
Perché ai Lannister di questa bastarda dovrebbe fottere qualcosa.
Nel tavolo di fronte al suo c’erano proprio tutti: Tywin, Cersei, Jaime, Tommen, Myrcella e Tyrion.
Joffrey no, sta giocando ai pupazzetti con le teste sulle picche. In compenso abbiamo Myrcella, che dovrebbe essere a Dorne e invece no, rieccola qui senza motivo.
Provava molto disgusto per quelle persone, tranne ovviamente per Tyrion.
Così, anche i bambini. Tranne Tyrion, ovviamente, e non si sa per quale motivo: lo ha incontrato due ore fa e ha detto di non poter manco dire per certo che non sia un traditore (traditore de che?) pure lui!

Piacere di fare la vostra conoscenza, il mio nome è Alyssa Tyrell Targaryen.”
No, a rigor di canon dovresti chiamarti Alyssa Flowers. Al limite Alyssa Waters se sei nata ad Approdo del Re.
Ah, la bastarda.” Sussurò Cersei.
Finalmente qualcuno che non ha perso del tutto il senso del canon e si chiede che ci faccia qui ‘sta tizia.

Applausi in sala, prego

Lord Tywin si alzò e le porse i suoi saluti.

No, non così, purtroppo. So che ci speravate (e che la ficcy ne avrebbe improvvisamente guadagnato), ma niente: Tywin mostra preoccupanti segni di demenza senile e, non pago di darle ufficialmente il benvenuto, mette il figlio maggiore a sua disposizione senza una ragione logica.
“Benvenuta ad Approdo del Re, lady Alyssa. Se le servirà una guida può sempre far riferimento a mio figlio Jaime Lannister.” Tywin indicò Jaime che sembrava scocciato dalle parole del padre.
E lo credo bene, degradato da guardia reale a guida turistica per una bastarda a caso.
Tyrion, non è nemmeno arrivata che già le hai fatto la corte?” Cersei si divertiva a umiliare il fratello.
A dire il vero sta constatando l’ovvio. Finora Tyrion ha fatto uno splendido lavoro nell’umiliarsi da solo.

Dopo cena la Bestia mostra la biblioteca a Belle, che ne rimane incantata e… no, scusate, sbagliato storia. Dicevo, Tyrion mostra la biblioteca ad Alyssa, che ne rimane estasiata.
Ho pensato che una donna colta come te amasse leggere.”
In nessun momento di questa tortura medievale travestita da ficcy hanno parlato di libri o cultura, ma se lo dice lui ci credo.

A fine capitolo veniamo informati, con tanto di foto, che Alyssa La Bastarda Tanto Figa Da Avere Due Cognomi Alla Faccia Tua Jon ha il volto di Megan Fox. Al posto della Fox mi offenderei alquanto.

Nel secondo capitolo, dopo una passeggiata con Tyrion e chiacchiere sullo squallore del matrimonio combinato (benvenuta nel medioevo, baby), Alyssa Fox dimostra di essere tutto meno che una volpe, o quantomeno di star corteggiando la morte con una certa insistenza.
Quando si presentò al banchetto la maggior parte degli invitati era seduta, che beveva e discuteva felicemente. Quando arrivò si girarono tutti a guardarla, Alyssa vedeva nei loro sguardi un accenno di scandalo: stava indossando un vestito nero e rosso, per una volta avrebbe voluto far uscire la Targaryen che era in sé, che tanto faceva stupire e scandalizzare gli altri e intimorire i nemici.
Guarda, amore della zia, non credo nessuno ti calcoli abbastanza da considerarti una nemica. E ti conviene sperare che le cose restino così. Olenna, miseria ladra, ma non hai insegnato proprio nulla a ‘sta nipote illegittima?

Riciccia fuori Oberyn, che presente Ellaria ad Alyssa.
Lady Ellaria, lei sarebbe la sua compagna?” chiese Alyssa.
Unioni di fatto a Westeros.
“Ah ah ah, no sono una bastarda non c’è bisogno di chiamarmi così. Io e Oberyn siamo, ecco…” non concluse la frase perché continuò Oberyn.
Lei è la mia amante.” Rispose Oberyn.
Alyssa continuava a non capire cosa fossero davvero quei due insieme.
Ma se ti ha appena detto che è la sua amante, e li hai pure beccati a prendere parte ad un’orgia… vuoi un disegnino?

Oberyn congedò Ellaria e fece capire a Tyrion di andarsene.
Lady Alyssa?” chiese Tyrion, quasi come se non volesse lasciarla nelle mani del perverso e diabolico Oberyn.
Il perverso e diabolico Oberyn sarebbe uno dei pochi personaggi maschili a Westeros che considerano lo stupro una cosa aberrante e inaccettabile, eh. Mi sentirei più tranquilla sola in sua presenza che col 99% della popolazione del continente. A meno che non gli abbia fatto qualche dispettuccio tipo stuprare la sorella, ammazzarla e ammazzarne i figli.
Lady Alyssa non deve sentirsi minacciata da me, fidatevi, sarei l’ultima persona di cui doversi preoccupare.”
Ecco, appunto.
Beh, la fiducia si conquista con il tempo.” Risposi.
Se sei Tyrion Lannister bastano dieci minuti e quattro chiacchiere.

Chiacchiera chiacchiera, Oberyn fa un pippone su quanto belli siano i suoi occhi e praticamente la invita ad unirsi alla prossima orgia. Alyssa rifiuta (ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che non è una persona sveglia) e Oberyn rimase colpito da quelle parole, quasi fossero una sfida che avrebbe voluto a tutti i costi vincere.
Ed io che pensavo avesse altre bazzecole su cui concentrarsi. Tipo, che so, vendicare una sorella violentata e uccisa e i di lei figli.

La ficcy prosegue con la morte di Joffrey, l’arresto di Tyrion, Oberyn e la tizia che trombano come ricci (e meno male che ci voleva tempo per conquistarne la fiducia!).
La puntata si chiude qui, penso che il tecnico delle luci sia appena morto fulminato. Che seccatura, questo era quasi nuovo.
Proseguite l’esplorazione da soli, e buon 2015!

Optional, metà lupi e fanciulle alla Barriera.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
Frigide giacobine promiscue e impotenti giacobini
Lord e Lady dei Sette Regni e delle Libere Città di Westeros
A voi tutti, ave.

Di nuovo, mi sono immersa in uno dei miei lunghi viaggi alla ricerca della Verità, di risposte a domande esistenziali quali chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando? Perché i personaggi originali nelle fanfiction tendono ad essere così irritanti qualunque sia il fandom e perché infilati così a cazzo così stridenti rispetto al canon?
Chissà che Il Corvo e il Pettirosso di PrincesMonica (http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1052665) non riesca a illuminarci. Con la benedizione degli Antichi Dei e di quelli Nuovi.

***ATTENZIONE***

La recensione che segue potrebbe contenere qualche blando spoiler della serie A Song of Ice and Fire di George R.R. Martin, almeno fino al libro A Storm of Swords.

***TORNATE PURE A DISTRARVI***

Le premesse non sono delle migliori; già dalle prime righe l’autrice rende noto che cambierà parecchie cose rispetto ai libri in quanto dotata di un cuore tenero e non sadica come George R.R Martin. Odio far morire personaggi come fossero mosche. Soprattutto i personaggi che amo. Mi ricorda qualcuno:

L’incipit è un tributo mirabile alla specificazione dell’ovvio, puntualizzando come, nelle terre del Nord, il sole era un optional. Optional è esattamente una delle parole che mi aspetterei di trovare in un libro di Martin, o di sentir pronunciare nel corso della serie tv, più o meno quanto trazione anteriore, chiavi in mano ed ecoincentivi.
Così come mi aspetterei di trovare un Jon Snow con un mezzo lupo come famiglio che si fa coccolare da una sconosciuta e grattare la pancia pelosa anziché sbranarla. Poi l’autrice si correggerà con un bel metà lupo, ma pur cambiando l’ordine degli addendi il risultato è sempre quello: you fail, but thanks for trying.

Come prevedibile, la suddetta sconosciuta, inspiegabilmente rinvenuta nelle nevi durante una discutibile spedizione dei Guardiani della Notte a Città della Talpa, non solo ha la straordinaria capacità di trasformare un feroce metalupo in uno Yorkshire da compagnia, ma può concedersi un inchino quasi derisorio e di farsi squadrare dal povero Jon che praticamente le radiografa.
Vi prego di porre particolare rilievo ai due vividi occhi scuri che sembrava brillassero, è importante, e al passaggio logico secondo il quale lo stesso Jon decreta che non doveva essere una puttana della città delle Talpe e chi aveva pensato venisse da lì? a meno che non fosse particolarmente brava ecco spiegato il rating rosso o la protetta di qualcuno di importante.
Non avete trovato il passaggio logico? Peccato, speravo avreste aiutato anche me a scovarlo.
Il siparietto che segue, con Jon-Snow-boccalone e Mary-Sue-figa-di-porfido-perché-il-legno-non-rende-abbastanza-l-idea si conclude con una scena che ha del raccapricciante: i due si separano e Spettro, anziché seguire il suo padrone, cosa fa? Le feste. A lei. E non si schioda, tanto che Jon non può tornare alla Barriera. E ha anche la giustificazione per Lord Mormont! Basterà solo dirgli che aveva dovuto controllare delle cose sospette. Io immagino la reazione del Vecchio Orso più o meno così:

La passeggiatina fuori programma ha termine in una casetta in mezzo al nulla che, purtroppo per noi, non è né quella dei sette nani né quella di quei brutti film dell’orrore alla fine dei quali l’unica sopravvissuta resta la videocamera. No, è il luogo dove Robyn, la nostra originalissima e imprevedibilissima protagonista dal corpo quantomeno avvenente (Jon Snow dixit, anzi, cogitavit in quanto troppo Stark per arrischiare di offendere la sua ospite) vive e lavora (trascrivendo le storie del Nord e mandandole alla Cittadella… perché pensate sempre male?) in barba al piatto appetibile che potrebbe essere per potenziali ladri e/o stupratori. Ma lei pare non avere alcun timore a riguardo: perché venire a rischiare l’ira del Nord profanando me?
Perché pensare che al Nord gliene freghi realmente qualcosa?

Ma il peggio non è arrivato ancora: Robyn ha un pugnale in acciaio di Valyria (questo metallo sta iniziando ad esser troppo inflazionato, per i miei gusti); tanto quanto basta, insomma, per spronare Jon Snow a diventare cretino: verrò comunque più spesso a vedere come te la cavi e se stai bene. Il perché della minchiata bizzarra decisione, per fortuna, se lo pone la stessa Robyn. Ma è un attimo di fyccinosa lucidità che dura poco giacché, poche righe più avanti, veniamo rapiti dalla descrizione delle labbra sottili e rosse di lei, della pelle pallida che pareva quasi porcellana, dei capelli di un intenso color mogano con dei riflessi ramati che splendevano solo alla luce del fuoco e dei succitati occhi in grado di guarargli dentro, scavargli il cuore e la mente. Ve l’avevo detto che erano importanti. Vi è anche una descrizione da manuale fyccinico di Jon, di qui in avanti definito “Diversamente Stark”, ma ve la risparmio per pietà nei vostri confronti.

Purtroppo per voi non posso risparmiarvi la successiva visita di Diversamente Stark a Robyn, che non aspettando ospiti casualmente affiora sull’uscio con un bel vestito rosso che risalta i dolci seni pieni ed abbondanti e le dolci curve della vita e con la solita cafonaggine da ce-l-ho-solo-io, almeno finché non l’invita ad entrare. E finché lui non le chiede di cantargli qualcosa.

Comunque… no.  Neanche nel corso di questo secondo, intenso incontro finiscono in seconda base. Ho idea che sarà una cosa lunga.  Anche Robyn deve pensarlo, forse è per questo che è così interessata a Jon.

E’ proprio il pensiero del Diversamente Stark che, nei freddi giorni a venire, a fronte del tempo più impervio scalda il cuore di Robyn. Insieme al disgusto per Joffrey (sì, quel Joffrey), reo di avere ucciso il suo unico vero amico (…) Spike, il suo bellissimo gatto nero.
E non fate quelle facce. Adesso spiega.
Era stato un regalo di suo padre quando aveva compiuto otto anni ed era solo un cucciolo. Erano cresciuti assieme e quel bamboccio glielo aveva infilzato con la freccia di una balestra. Avrebbe voluto schiaffeggiarlo a sangue per quel poco che le mani le sarebbero rimaste ancora attaccate alle braccia ma la Regina Cercei parente prossima della più nota Cersei l’aveva fulminata col potere di Thor? e pochi giorni dopo lei era partita. Peccato che la moda “metti la testa su una picca” sia esplosa anni dopo.
Di quale elevato lignaggio possa mai essere questa Robyn, tale da renderla degna di fare da compagna di giochi a un futuro re, fa parte del mistero che avvolge il suo passato e che ci verrà rivelato nel corso della storia a spizzichi e bocconi  non del tutto coerenti tra loro.

Proprio mentre Robyn si perde nel ricordo di queste piacevolezze, toh, caso vuole che qualcuno raspi alla porta. No, non è ancora il Diversamente Stark, di ritorno dall’aver accompagnato alcuni attendenti alla città per comprare scorte di cibo, anche se ormai in questa storia nessuno si stupirebbe di vederlo sbavare e camminare a quattro zampe, ma Spettro. Che, provvidenzialmente, salta addosso a Robyn, e talmente la inzacchera di fango da costringerla a cambiarsi. Sarà che anziché esser metalupo è metà lupo, ma se un animale di quella stazza ti caracolla addosso, nel migliore dei casi ti uccide per schiacciamento. Invece i metà lupi ti danno solo una scusa per cambiarti alle spalle di un Guardiano della Notte che per definizione non dovrebbe vedere figa da un po’.

Dopo altre righe superflue di contemplazione della nuova mise di Robyn, e di quanto possa somigliare a Lady Stark, la perla: Diversamente Stark le chiede di lavorare per i Guardiani della notte.

E no, signori miei. OOC e What if? tra le note alla storia non sono sufficienti a giustificare quello che è un vero e proprio Alternate Universe e nemmeno dei più blandi. Tanto più che, come vedrete più avanti, le argomentazioni addotte a un simile sconvolgimento di una tradizione secolare sono quanto mai ridicole.
Quella lucida, paradossalmente, è di nuovo Robyn. Alle sue perplessità viene risposto con lodi alla buona libreria del Castello Nero, di come lei potrebbe occuparsi dei libri, aiutare Sam nelle cose e dare ai Guardiani della notte un utile lavoro.



Uhm. Di lavori che una donna potrebbe fare in un casermone di reietti che hanno fatto praticamente voto di castità me ne viene in mente soltanto uno.

Vi avevo detto di non pensar male.

Certo, il problema che adesso potrebbe porsi è come convincere Mormont. Ovviamente convincendo Maestro Aemon. Perché se è vecchio allora è anche rincoglionito, dunque l’uomo sul quale puntare per spezzare un’istituzione antica di secoli.
… se dovesse servire, ti verrò a prendere e ti riporterò a casa ogni giorno (…) in fono me lo hai detto tu che se non trovavi qualcuno che ti finanziasse, saresti dovuta partire (…) Mormont non permetterà che una ragazza sola intraprenda il viaggio verso il sud con questa guerra: motivazioni che un sempre più ingenuo Diversamente Stark snocciola come realmente convincenti.
Come dite voi Stark, The winter is coming. Mi sa che c’avete ragione.

Vi sarebbe piaciuto. E invece no: Diversamente Stark non solo non la trucida per avere sbagliato il motto (IL MOTTO, SANTISETTEDDEI!) ma piagnucola anche di non essere uno Stark. Robyn, però, è ancora pronta a stupirci: lei sa che Jon è uno Stark, perché è tale e quale a suo padre.
Sì, miei lord e mie lady. Robyn ha avuto l’onore di essere ricevuta da Eddard Stark e dalla moglie per ottenere il permesso per poter vivere al nord come suggerito dal suo Maestro alla Cittadella perché sarebbe stato più onorevole.

Francamente, come espediente per mettere maggiormente in risalto il lato emo di Diversamente Stark, il passato misterioso sul quale Robyn mente (una figlia di mercanti mandata alla Cittadella per diventare Septa che finisce a fare la scrivana è, lo ribadiamo, esattamente la compagna d’infanzia ideale per il futuro re degli Andali e dei Primi Uomini, lord dei Sette Regni e protettore del reame) e per farle prendere tra le proprie la mano di lui con relativo scompenso ormonale, mi aspettavo di meglio.
No. Non è vero. Anche se il peggio ha da venire.

Come da previsione, Maestro Aemon e Lord Mormont si sono lasciati convincere con estrema facilità all’idea di un’inedita presenza femminile nella Confraternita; certo, prima di prendere una decisione finale, volevano vederla e parlarle. E immagino sarà un colloquio difficilissimo.  Godiamoci i preliminari.
Robyn era entrata nella corte del castello seduta sul cavallo di Jon alla amazzone perché la signorina è in grado di combattere e procacciarsi il cibo da sola, ma siccome ora dobbiam fare bella figura e stupire con effetti speciali e figosi cavalchiamo all’amazzone come una lady con lui che la sosteneva tenendo le redini. Cielo. E’ così prevedibile che potrebbe farmi tenerezza. Quella mattina Robyn si era vestita come meglio poteva e in effetti Aemon e Mormont sono Enzo Miccio e Carla Gozzi aveva indossato il vestito blu che tanto era piaciuto a Jon e per coprirsi una pesanta cappa bianca di pelliccia di coniglio con cucito, sul cuore, lo stemma di un gatto bianco su sfondo blu. Aaaaaah, ecco. Era giusto una scusa per fare scorgere lo stemma di famiglia, capito. E ovviamente per far perdere Diversamente Stark nella contemplazione della mirabile fattura di ogni cosa lei portasse addosso e del suo corpo tonico e scattante, non certo pingue come quello di alcune donne. L’arrivo di Robyn, di qui in avanti definita “DrizzaCazzi”, causa stupore e soprattutto turgore nei poveri Confratelli, che non tardano ad esibirsi in quei commenti poco signorili che ritroviamo sempre nelle brutte fyccine in cui la protagonista capita casualmente in un covo di ragazzacci; ma non preoccupatevi, poiché era bastata una ringhiata di Spettro e si erano zittiti tutti.

Il colloquio d’ammissione ha un che di imbarazzante. Nell’ordine:
– alla domanda di Mormont su cosa farebbe se la fortezza fosse assediata, DrizzaCazzi risponde corro a casa per non intralciarvi;
– alla replica casa tua è a un miglio e mezzo da qui. Pensi di poteci arrivare senza essere presa da qualcuno?, come se ce ne importasse veramente qualcosa, interviene a sproposito maestro Aemon: non credo che riceveremo minacce di assedio troppo a breve le ultime parole famose e se mai dovesse succedere qualcosa, uno dei nostri confratelli, uno fidato, la riporterà a casa. Perché i Guardiani della Notte sono così tanti da potersi permettere di fare da scorta alla Mary Sue di turno;
– messo a tacere Mormont, di qui in avanti definito “Povero Orso”, Aemon tocchiccia il volto di DrizzaCazzi e chiede a Diversamente Stark di che colore abbia gli occhi. Lui all’inizio si salva, rispondendo con un normalissimo “castani”. Ma poi ci mette il carico da novanta: scuri come il tronco di un pino, ma brillanti come un rubino;
– niente cazzi: Aemon vuole che lavori in biblioteca e in biblioteca lei lavorerà. Perché non possiamo farci accecare dall’orgoglio del nostro sesso e scacciare la mano di chi ce la tende. Dai, su. Lo scherzo è bello finché dura poco: ridateci il Targaryen originale e riprendetevi nonno Abraham;
Snow, sia ben chiaro: Lady Robyn è sotto la tua resposabilità decreta Povero Orso.

I pipponi mentali sulle occhiate colme di lussuria, curiosità e odio che le scoccano i confratelli, su come venga considerata come una leccornia piuttosto che come una semplice lavorante e su come Diversamente Stark la guardi con desiderio, anche se magari non se ne era reso conto si sprecano. Ma lui è giustificato: almeno c’era del sincero affetto per lei. E Sam avrà reazioni più dignitose con Gilly. Insomma, in confronto al disagio che prova la nostra bella protagonista che, protetta del Castello Nero, verrà trattata con i massimi riguardi, come se fosse una regina, e non le sarà torto un capello, pena la morte per chi la disonora il fatto che Jon si sia accidentalmente lasciato scappare con lei che Maestro Aemon è un Targaryen passa del tutto in secondo piano.

Dimenticavo: le verrà dato cibo ed un tetto se ella lo desidera e lavorerà per i Guardiani come scrittrice. Al minimo cenno di pericolo faremo in modo che ritorni a casa perfettamente scortata. Perché in realtà la Barriera non è l’ultimo baluardo dei Sette Regni contro Bruti ed Estranei composto al 90% dalla feccia della società, non è una confraternita che vive in condizioni al limite dell’umanamente tollerabile e non ha un numero di membri così esiguo: in realtà è una spa con tanto di terme eretta nel profondo Nord per consentire un soggiorno dotato di ogni comfort, ivi compresa una scorta personale semmai qualche nemico dovesse far capolino e disturbare la quiete del resort.
Neanche l’attacco notturno alle stanze del Povero Orso, durante il quale Diversamente Stark si ustiona la mano, riesce a porre fine a questo sodalizio agghiacciante. Anzi. Eventi quali l’odio di Alliser Thorne per Jon (e, di riflesso, per lei, che gli tiene verbalmente testa da figa-di-porfido quale è), la decapitazione di Eddard Stark, il tentativo di fuga di Jon continuano ad essere espedienti assai poco originali per porre in evidenza pensieri, opere ed omissioni di DrizzaCazzi, che si prende anche il merito di convincere Diversamente Stark a non disertare. Non che Sam, Grenn e Pyp non si siano scapicollati a rincorrerlo anche loro, eh. Solo che, per ammissione dello stesso Pyp, Robyn ha delle motivazioni migliori delle nostre per farlo restare qui, perché tira più un pelo di figa di un giuramento solenne fatto davanti agli dèi propri e del proprio padre, di onore e di amicizia.
Suvvia, cosa volete che sia un giuramento solenne, in confronto ad una bocca che sapeva di menta, usata per lavarsi i denti prima del sonno?

L’ultimo degli otto capitoli finora pubblicati si chiude con Diversamente Stark che, al seguito del Povero Orso, lascia la Barriera per spostarsi a Nord -non prima di aver donato a DrizzaCazzi una pacchiana spilla di dubbio gusto.
DrizzaCazzi resterà ovviamente al Castello Nero, con Maestro Aemon a prendersi cura di lei e Hobb Tre Dita a provare tenerezza, con il suo passato a gravarle sulle delicate spalle ed i suoi dubbi.
Alcuni dubbi, invero, sono restati anche a noi. Primo tra tutti… dopo il piccolo incidente che avverrà con Ygritte, Robyn riuscirà a passare ancora dalle porte senza andarci a sbattere con le corna?

A Stereotype of Ice and Fire

WARNING: potrebbero esserci degli spoiler (molto vaghi) relativi ad “A Song of Ice and Fire”. Io vi avviso, poi fate come vi pare, ma se poi venite a lamentarvi vi metto il toluene nel caffè.

All’ombra di una sgangherata veranda ornata da tralci di rovi e cespugli di ortiche morenti due sagome curve e minute si stagliano ingobbite su sedie dall’alto schienale. Sul tintinnio della porcellana si distinguono due vecchie voci cinguettanti.
Oh, siete voi.
Di nuovo.
Mph. Una signora non può prendere un tè di gramigna con una cara amica e pam! Eccovi lì a dar fastidio.
E va bene, va bene. Accomodatevi, se proprio dovete.
Non conoscete l’adorabile Lady Olenna, immagino. Non ve la presenterò, è perfettamente in grado di farlo da sola. E non chiedetele l’età, se ci tenete a vivere. Né perché la chiamino la Regina di Spine. E, so che sembra assurdo, ma siate accorti con i suoi regali.
Sapete, solitamente lei non si addentra nei meandri delle spaventevoli realtà che sorgono come bubboni attorno alle grandi storie che amiamo. D’altro canto al suo mondo è sempre stato risparmiato, almeno pubblicamente, tale tristo destino.
Ma, o tempora o mores!, la società si evolve, la tecnologia avanza, sbucano le serie tv di successo e Sean Bean indossa di nuovo piastre di metallo per fare lesto una brutta fine.
Sì, miei dolci acari della polvere –cui la vostra povera nonna Valpur è orrendamente allergica, quindi ora sapete quanto mi fa piacere che mi appestiate casa- sto parlando proprio di Game of Thrones. O meglio, di A Song of Ice and Fire, perché il vecchio zio George quando non è impegnato ad uccidere personaggi di successo fa ipotetiche retromarce riguardo i divieti di scrivere fanfiction sulle sue opere.
Pare. Forse. Non si sa.
Di fatto, dopo l’uscita della serie si direbbe che le fanfiction a riguardo siano fiorite come le verruche dopo una camminata a bordo piscina.
E con esse, puntuali che neanche la sindrome premestruale, arrivano le solite protagoniste improbabili.
Solite, proprio.

Never forget what you are, ci mette in guardia l’autrice (SyriaStark, tho che caso!). What, appunto. Nemmeno who. E cosa è, quindi, la immancabile protagonista?
Non ve lo dico neanche, tanto già lo sapete.
Questa graziosa fanciulla si chiama Syria. Nome originalissimo, come mi ha prontamente fatto notare un certo spadaccino Braavosiano che si portava dietro un enorme cane nero con gli occhi chiari.
Syria Snow. Una bastarda, quindi. Un’ennesima figlia di Stark che, dimentichi dell’onore e dei propri voti, piantano seme in ogni utero disponibile.
Questa volta, quanto meno, non si tratta del solito Ned (che per la cronaca NO non credo sia il padre di quel cumulo di sfiga di Jon Snow, NO) ma del fratello Brandon.
L’autrice si premura di fornirci una graziosa fotina della cara Syria, che sembra una Stark più o meno come Joffrey sembra un Baratheon. E no, non ha preso dalla madre.
Facciamo la conoscenza della mirabolante protagonista quando, tho che caso, Robb Stark e Theon Greyjoy le piombano in casa. Un Robb Stark coi poteri magicissimi:
Syria sgranò gli occhi grigi e rimase immobile come una delle statue nella cripta di Winterfell: in quel momento, un brivido percorse la schiena di Robb… la somiglianza era davvero innegabile, a quel punto.
Eh be’, un po’difficile a dirsi, vero, piccolo, stupido Robb? Non per altro, ma per quanto lo zio possa somigliare a papà tu… ecco… non lo hai mai visto. E’ morto tipo due anni prima della tua nascita, se i conti non mi tradiscono. E no, non aiuta il fatto che tu ci dica che l’hai riconosciuta dalle statue nella cripta di Winterfell. Anzi, direi che peggiora la situazione, perché ora io Syria me la immagino così:

La splendida Syria: grigia, granulosa, dai lineamenti indefiniti.

Syria, al di là dell’aspetto fisico, è proprio Starkissima: non solo non ha paura di Greywind (che, ricordiamolo, è una bestia incazzosa tutta denti e mascelle della dimensione di un bovino adulto di media stazza) ma possiede un metalupo.
Pure lei. E un po’si risente quando Robb se ne stupisce.
Stanno diventando più diffusi dei chihuahua all’epoca di Paris Hilton, vedrete se tra qualche anno i canili non saranno invasi di metalupi abbandonati perché passati di moda.
(Il problema è che se una creatura del genere ti fa la cacca al parchetto ti ci vuole una ruspa per rimuovere la deiezione).
Tale metalupo, comunque, si chiama Shadow ed è nero, tutto nero, che in contrasto con Ghost sta una meraviglia.
Ma torniamo alla protagonista. Poooovera stella, è orfana e vive in una baracca. Aveva le mucche e i polli ma sono morti.

Il bestiame di Syria si è suicidato preventivamente.
La dolce fanciulla ha giusto un orticello. Diciamo che quanto meno la sfiga che tende ad aleggiare attorno agli Stark è riportata abbastanza fedelmente.
Dopo esser stata oggetto della cavalleria di Robb (“Dormo per terra” “no dormo io per terra” “Ma guarda, insisto, dormo io per terra”) e del solito fascino da sventrapapere di Theon (“Scopatela Robb dai dai dai! Ihihi come sono malizioso ihihi non maschero assolutamente la mia frustrazione per una storia personale tragica e un padre rompiballe col machismo da operetta!”) pare scendere la calma su questa casa.
Ma no. Robb non dorme (credo abbia un principio di erezione che non gli permette di tenere giù le coperte), quindi si alza e va di là, dove Syria ronfa.
Si avvicinò, invece, in modo cauto e la scrollò per una spalla. Syria aprì un poco le palpebre, strofinandosi gli occhi, e si mise seduta. “Avete bisogno di qualcosa, ser?”
“No, volevo solo… parlare un po’”.

Fallo a me, bel roscetto, e ti pianto una scure nella fronte.
Syria, ovviamente, no. Si alza –sicuramente senza un minimo di fiatella mattutina- e ascolta pazientemente.
E Robb le rivela tutto l’ambaradan di chi potrebbe essere suo padre, e sai Syria è facile parlare con te e se andiamo avanti così prima di domani mattina ti avrò ingravidata.
Troppo facile, fin qui. Sorge il sole e il terzetto si dirige verso il campo così vediamo se qualcun altro riconosce ‘sta sciacquetta.
La cosa buffa è che c’è una frase preimpostata per salutare Robb quando non lo si vede da un po’, usata sia da Theon all’inizio che da Armigero Generico N°1. La formula rituale comprende “Per tutti gli déi!” e “Mi sono preoccupato/Eravamo preoccupati” e “Temo vi/ti avessero preso”. Segnatelo nel vostro prontuario “Come accogliere un signorotto feudale che non vedo per un periodo compreso tra i quindici minuti e le otto ore”.
I giorni passano e Syria si abbandona ai flashback.
Tipo quando si era seduta sulla tomba di mamma.
[…]si era seduta, fissando quella pietra tombale, e aveva aspettato per una reazione. “Cosa devo fare, madre? Sono davvero chi dice quel ragazzo?” aveva chiesto, ma sua madre non aveva risposto.
E ci mancherebbe altro. E’ morta. Certo, se fosse emersa dalla tomba in un tripudio di carni putrescenti e larve necrofaghe la trama ne avrebbe improvvisamente guadagnato.
(Meglio non dirlo troppo forte, che poi Martin mi prende sul serio. Sappiamo benissimo che non è nuovo a questo genere di cose!)
“Perché non me l’hai mai detto?” implorò, riferita al vento.
“Perché sono solo una corrente d’aria. Cosa vuoi da me? Sono solo di passaggio. Ciao.”
Vabbe’, dicevamo. Syria è lì che fa da zavorra al campo di Robb, che già ha i suoi problemi e ora si porta appresso questa qua che già si fa chiamare “una di famiglia”.
Viene –ovviamente- importunata da Theon che, come tutti ben sanno, non sembra essere in grado di tenere il pene nelle braghe. Ma la cosa qui si fa creepy. Shadow, essendo scontatamente astuto e dotato di proverbiale sesto senso, ringhia ogni volta che il giovane Greyjoy si avvicina.
Per una settimana intera, Theon non aveva fatto altro che corrergli dietro, neanche fosse un cane in calore.
Theon! Tieni giù le zampe dal metalupo o ti denunzio alla Protezione Animali!
La presenza di Syria, oltre a scatenare discutibili istinti zoofili nei rampolli del Kraken, rende scemi gli altri.
“È arrivata una lettera da King’s Landing” esclamò poi, in un sussurro dal tono quasi rabbioso.
“Dalla capitale?” fece ser Rodrik.

No, ser Rodrik. La nuova capitale è Ancona, non te l’avevano detto?
Giunge il momento delle presentazioni in famiglia. Era un po’anche l’ora, Robb. Sei il solito cafone.
Catelyn, cara lei, non la prende bene. E un po’la capisco, cornuta e mazziata prima dal promesso sposo mancato e poi (FORSE, sia chiaro) pure dal marito di riserva, morto pure lui.
Cat, porti rogna, lasciatelo dire.
Nel giro di una settimana Syria viene accolta dagli Stark (condoglianze), fa imbarzottire tutti i protagonisti under 30 e viene ufficiosamente nominata consigliera ufficiale di Robb.
Questo spiega un sacco di cose sull’esito della guerra. Bravo Robb, bravo. Grandi scelte strategiche.
Siamo ora in territorio Frey e i due mezzicugini disquisiscono di politica.
Quelle due parole, ′matrimonio′ e ′combinato′, non si sarebbero mai dovute trovare nella stessa frase, secondo lei: non riusciva a capire, o meglio non le piaceva, il pensiero di due persone che dovevano passare insieme il resto delle loro vite, dormire insieme e avere dei figli, per la decisione di qualcun altro.
Welcome to Middle Age, darling.
Si vira quindi sui massimi sistemi, su Syria che prevedibilmente è uno spirito libero, un’eccezione nel mondo in cui vive, una che ignora le consuetudini sociali e decide che si sposerà solo per amore.
Syria rimase immobile, poi abbassò lo sguardo e vide Shadow che la fissava. “Non guardarmi così, neanche io ci ho capito nulla” gli disse.
E non ce ne stupiamo. Anche tu, lascia stare quel povero metalupo che è ancora provato dal tentacle rape di Theon.
Il vecchio, adorabile Walder (feh!) pone le ben note condizioni. Nel giro di qualche anno Arya dovrà sposare uno dei suoi mocciosi, e Robb un’altra.
E qui Theon, per una volta, indirizza il suo torrente circolatorio verso il cervello invece che verso i corpi cavernosi.
Molliamo questa tizia, Syria, al vecchio e ci teniamo Robb. Tanto ormai l’avete ufficialmente presa in casa senza rifletterci troppo, no? A posto!
Invece no. Cat, che a quanto pare i cagnotti nel cervello li ha sempre avuti, preferisce tenersi una sconosciuta e mollare il figlio ai casini che seguiranno. Figlio che prende e va in battaglia e forse sotto sotto un po’spera di lasciarci le penne.
No, Shadow, nemmeno io ci sto capendo qualcosa. Riprenditi, però, ti prego. Quando te la sentirai ne possiamo parlare, non ti metterò fretta.
Dopo una discussione strappalacrime coi cagnotti di Cat che evidentemente sente così tanto la nostalgia delle sue figlie da fare le coccole a una semisconosciuta, le armate tornano.
Con Azzurr… ehm… Jaime.

Spot the differences.
Jaime che viene malmenato, fa il figo, viene malmenato di nuovo, poi se c’è tempo fa il figo ancora per un attimo, si piglia qualche altro schiaffo e poi nota Syria. Che oooh è uguale a suo padre.
Ci sarà stato ripetuto almeno ventordicimila volte.
L’ha capito pure Shadow, questo.
Giunge un corvo –versione Westerosi di Twitter- con un messaggio.

oOJeoffrey_BaratheonOo Just beheaded Stark moron asd @RobbWolfStark #frikkinasshole

Forse lo shock, forse si sono impupati e hanno smesso di dar fastidio, i cagnotti del cervello di Cat lasciano spazio ai neuroni.
Nel fitto del dolore condiviso tra una madre e un figlio che hanno perso l’uomo, il punto di riferimento, il marito e padre, Syria salta su per fare la consolatrice di stocazzo.
E Cat sbrocca un attimo.
“Qualsiasi cosa tu stia provando, o pensi di provare, per mio figlio, toglitelo dalla testa: lui si sposerà con una lady, alla fine di questa guerra”.
Là. Così si fa.
Ma Syria… non capisce. Mi odia? Ma come mai? Ma perché? Solo perché mio padre doveva sposare lei e invece ha ingravidato un’altra? Fa l’acida per questa inezia?
Sì.
Da brava prezzemolina, Syria viene poi invitata al concilio di guerra in quanto cugggina e poi perché i cagnotti sono ereditari e ce li ha anche Robb, che la vuole lì. Così, senza un motivo preciso.
E mentre il giovane lupo viene acclamato King in the North, Theon allunga il tentacolino e propone a Syria di sposarlo. Syria, un po’giustamente, lo sfancula.
Povero, povero calamaretto. Non te ne va bene una. Torna a molestare gli animali che forse hai più successo.
Dopo l’ebbrezza di aver tirato un due di picche all’uomo già più umiliato dell’intero continente, la nostra amichetta va a trovare Jaime. Che fa il figo nonostante sia stato, come detto poco fa, pestato come un tasso in un sacco.
Altra luuuunga chiacchierata su cose che chiunque abbia letto i libri sa già (ovvero: Aerys era fulminato, tuo padre è morto, ciao). Il povero Kingslayer ha preso delle botte in testa e quindi è confuso alla vista di Shadow.
“È un meta-lupo” affermò.
No, è un lemure.
Pure Syria non brilla per coerenza nelle risposte.
“È mio. Mia madre diceva che mio padre era venuto per proteggermi”
Jaime ha mandato una lettera tramite il suo legale per far presente che no, non gliene fregava una beneamata mazza della storia di ‘sto cane acromegalico. Si chiamano domande retoriche, dolcezza, presente?
Syria però decide di rischiarsela: sfida Jaime a una gara di figosità.
“Forse, Sterminatore, ucciderò te” disse in un bisbiglio appena udibile. “E sarò ricordata come colei che ha ucciso lo Sterminatore di Re” e sorrise.
Mettiti in coda, stellina. L’ultima che ha detto una cosa del genere ha finito per perdere pezzi di faccia e mettere ai saldi la propria verginità (che è, ahimè, rimasta invenduta).
Il povero Lannister è chiaramente alterato dal trauma cranico perché ha paura. E Syria lo lascia lì a delirare e presumibilmente a perdere il controllo delle funzioni fisiologiche per l’emorragia.
Riciccia fuori Theon che non è mai stufo delle palate di merda. Ha appena saputo di dover andare a Pyke e decide di riprovarci. E quale modo migliore per far capitolare una donzella che dirle “Ti scopi Jaime Lannister! Ah-ha!”

Tipico humor sottile delle Iron Island.
Syria lo sfancula. Di nuovo. E gli aizza contro Shadow.
“Stavi per stuprarmi, Theon” riuscì a dire. “Se Shadow non fosse arrivato, tu mi avresti stuprato”.
Stronza! Per salvarti dai in pasto il tuo cucciolo a quella bestia ingrifata! Vergogna! Denunzio anche te!
Una gitarella nel cervello di Theon ci rivela che Syria gli serve sia come svuotapalle che come scaricaparanoie, dopo esser stato cazziato dal padre.
Ma soprattutto, se Syria fosse stata con lui, a quell’ora avrebbe già sfogato tutta la frustrazione della giornata su di lei.
Vi risparmio ulteriori repliche abbastanza fedeli delle pagine dei libri, differenti solo per la spocchia di Syria che rovina gli stemmi dei Tully in quel di Riverrun. Capisco che la trota sia un po’discutibile come simbolo, ma tu Syria sei una cafona a cucirci sopra il blasone degli Stark.

Grandi scelte per i blasoni.
Il povero Jaime, portato a spasso come un gatto in un trasportino, risente ancora dei postumi del trauma.
Giunge un altro twitter:

StannisBADASSBaratheon: Cersei&Jaime twincesting. No rightful heir. WTF @Westeros

“Sei il padre di Joffrey, Tommen e Myrcella?” chiese a bruciapelo, guardandolo. Gli occhi dello Sterminatore si spalancarono, e non disse niente. “Allora? È vero quello che dice Stannis?”
“Stannis?”

No, banana. Ma ripigliati, dyo!
C’è di buono che sputtana Syria. Syria ama Robb, Syria ama Robb pappappero!
No ma non ce lo aspettavamo, no no.
Povero Robb, confermiamo l’ipotesi delle larve in testa. Soprattutto quando, a occhio non più di un mese dopo averla incontrata, il lupacchiotto la trasforma da Snow in Stark. Anche questo è inaspettato eh? Quasi come l’adipe dopo le vacanze di Natale.
E mentre Theon continua a progettare nuovi modi per fare figure imbarazzanti, ci trasliamo con un agile colpo di reni fino a King’s Landing.
Dove Cersei, radunato il consiglio ristretto, dimentica di essere se stessa e scorda le buone maniere.
“Oh taglia corto: Jamie è vivo o no?”
Eccheccazzo.
Il tema principale è lo stato dell’imene di Syria, se sia stato o meno lacerato da Jaime.
Il legale dei Lannister continua a mandare note in cui sottolinea che il suo cliente non tollererà altri attacchi alla sua reputazione. Assassino incestuoso sì, scemo no.
Purtroppo la storia è ancora in corso, e chissà quanto durerà.
Non sappiamo quindi ancora chi si prenderà la verginità di Syria, nonostante l’attenzione del narratore vaghi senza meta tra l’estremo Nord, casa Baratheon, Pyke, grufolando tra personaggi e avvenimenti e limitandosi a inserire il nome di Syria ogni volta che si rende possibile. Badando, ovviamente, a lasciarla sempre al centro dell’attenzione.
La vediamo nelle fiamme.
No, non esultate. Sono le fiamme di quella sciroccata di Melisandre, che per motivi che conosce solo lei e che credo siano riconducibili a disturbi cognitivi vorrebbe usare Syria come arma in mano a Stannis.
Ma anche no.
Ecco, mi avete fatto freddare il tè ora.
Vi lascio in sospeso e torno ad aspettare l’evolversi della faccenda.
Olenna, tesoro, hai ancora qualcuna di quelle deliziose caramelline viola?

Dossier 0012: Doppia Mary Sue con sorpresa!

Carissimi giacobini, pazienti della casa di cura, infermieri e funzionari, buonasera a voi.
Vi scrivo dalla mia nuovissima poltrona in pelle di Babb…babbuino nel mio studio della magione Zabini, che gentilmente Zabini Senior ci ha lasciato in eredità.
Se state per insinuare che io gli abbia fatto firmare le carte quando ormai era incapace di intendere e di volere state per ricevere un gufo dai miei legali: ho ben due testimoni che possono affermare il contrario. Come forse potete immaginare sono i miei adorabili nuovi assistenti, il cui nome ancora non ho deciso se rivelarvi o meno.
Orbene, nella magione Zabini abbiamo tutto lo spazio che desideriamo per ospitare i nostri gentilissimi pazienti nel migliore modo possibile, garantendo loro ogni genere di intrattenimento: chirurghi specializzati nel creare seni e colli perfetti , HairStylist che possono rendere la più innocente tassorosso una beniamina del pop e tatuatori che trasformano sagge corvonero in ribelli goticone (con una stellina sulla caviglia).
E ovviamente il nostro team di psichiatri specializzati in ogni genere di male che affligge la scuola di magia e stregoneria più tristemente nota: Howart, Howrsat, Hograst e qualsivoglia nome voi vogliate creare schiacciando le lettere G-W-R-T-S in maniera del tutto casuale e fantasiosa.
A digitazione avvenuta avrete anche voi la vostra personalissima copia di Hogwarts!
Ma di che mali stiamo parlando, voi vi chiederete: ebbene , sono molteplici.
Abbiamo schizofrenia, alterazione della realtà, persone convinte di dover salvare il mondo, ragazzine con stress-post-traumatico da shopping, adolescenti convinti di essere re delle serpi e tante altre tipologie che vi elencherei, ma poi dovrei rifarmi la manicure.
Ed è giusto di uno dei nostri ultimi casi che volevo parlarvi oggi: siamo davanti a un vero e proprio episodio di sdoppiamento della personalità!
Che banalità, mi direte voi, ne abbiamo già visti tanti! Ma non di questo genere, lo posso assicurare mettendo il mio nome e quello della mia casa di cura come garanzia!
Il caso è sottoposto alla commissione da SaritaBuskerita (www.efpfanfic.net/viewuser.php?uid=98942).
Tristemente la nostra giovane paziente è divisa tra due mondi paralleli che mai dovrebbero toccarsi tra di loro, i cui personaggi e le cui trame sono a mio avviso difficilmente conciliabili.
Sto parlando del Potterverse e del Twilightverse.
La nostra protagonista si chiama Charlotte Luna Potter (per la metà del tempo) e questa è la sua storia.
Nel 1980 nacque una bambina chiamata Charlotte Luna Potter , figlia di Lily e James Potter , la loro bambina non era come le altre lei era speciale perché dotata di poteri sorprendenti . Charlotte , insieme alla sua famiglia faceva parte del mondo dei mezzi umani , ora voi mi chiederete che cos’è un mezzo umano ? Bè un mezzo umano è una creatura che ha una parte umana e una parte con poteri sovrannaturali con la differenza che loro possono scegliere se diventare immortali o restare umani.
Charlotte è la figlia di Lily e James e ovviamente è speciale.
Appartiene a una razza di cui non ci è stata rivelata l’esistenza né in Harry Potter né in Twilight; probabilmente quando i due universi hanno colliso tra di loro per dare luogo a questo abom…adorabile ragazza, hanno coinvolto anche il tolkienverse, quindi Charlotte è un Hobbit.

No….no. Mi devo essere confusa, abbiate pazienza ma la mia scrivania è così piena di carte che le fotografie di un altro caso sono cadute tra quelle di Charlotte.
Dicevamo quindi che la collisione tra Harry Potter e Twilight ha dato luogo a un terzo mondo di cui non eravamo a conoscenza, il mondo dei mezzi umani (non mezzuomini, mi raccomando!).
In questo bellissimo posto vivono Charlotte e i suoi genitori, gli abitanti hanno poteri fantasmagorici e Charlotte è la più figa di tutti. Sarà forse a causa della sua genealogia?
Sua madre Lily era la figlia di Marcus , il mezzo umano che governava il loro mondo . Marcus aveva due fratelli Aro e Caius , i quali governavano , insieme il mondo dei vampiri e loro tre formavano i Volturi .La sede principale dei volturi era sulla Terra , precisamente in Italia a Volterra .
Per chi si fosse rifiutato di leggere Twilight ho la bontà di fare un breve riassunto, in qualità di capo del manicomio ho il dovere di informarmi accuratamente su ogni psicosi dei miei pazienti. E vi confesserò che leggere Twilight non è sicuramente la cosa peggiore che io abbia mai fatto.
Pertanto ecco la storia: i Volturi sono il clan più potente dei vampiri di Twilight, rappresentano un po’ “la legge”, hanno residenza a Volterra e tendono a non farsi mai gli affari loro.
Malgrado di mezzo ci sia un oceano i vampiri americani se la fanno sotto ogni volta che sentono “Vol..” (no, non Voldemort). Da questo possiamo dedurre che siano davvero MOLTO MOLTO MOLTO pericolosi e che dispongono di una forza militare non indifferente. O almeno, così si dice.
Ad oggi però non mi risulta che abbiano “sede” da nessuna parte, pare che ci tengano molto a restare in incognito: pertanto non troverete sulle pagine gialle l’indrizzo della loro sede di Volterra tra quello dei Vigili del fuoco e quello di una concessionaria di Volvo.
Nella nostra storia Marcus, rispettabile vampiro pluricentenario, è diventato improvvisamente capo di questo mondo parallelo che non abbiamo ancora capito dove si colloca: ci sono i Potter quindi dovrebbe essere Potterverse tuttavia i vampiri sono “umanizzati” e non “bestiali” come vengono descritti in Harry Potter. Dovremmo quindi essere nel Twilightverse se non fosse che i vampiri…sono mezzi umani.
Quindi non è né uno né l’altro. Abbiamo però un indizio fornito dall’autrice: Volterra è sulla Terra. Quindi il terzo universo si potrebbe anche trovare su Marte!
Siete confusi, vero? Le virgole stesse erano così confuse che hanno abbandonato in lacrime tutta la ficcy: le poche che ancora vedete sono solo quelle che non ce l’hanno fatta e sono collassate nella frase, senza poi più ritrovare la forza di continuare la fuga o perlomeno di mettersi in una posizione logica.
Ma torniamo alla nostra carissima Mary-Sue, non vorrei che le venisse la sindrome dell’abbandono mentre noi discutiamo di inezie.
Charlotte è la nipote di un vampiro-mezzo umano, che con altri due mezzi umani/vampiri forma i Volturi. Detta così sembra quasi un super-digi-robottone vampirico.

Ovviamente Marcus è il più gentile e generoso tra i tre Volturi e si è sobbarcato la responsabilità di regnare sull’ universo dei mezzi umani. Per questo la nascita della sua adorabile nipote è praticamente festa nazionale, oltre ad avere dei poteri unici la sua nascita era diventata un evento importantissimo per tutti i mezzi umani , un evento da festeggiare.

Insomma, quale Mary Sue prima di oggi poteva vantare la chiusura degli uffici postali e delle scuole il giorno del suo compleanno? In forma del tutto anonima ci è pervenuto il servizio del telegiornale con il video delle celebrazioni il giorno della nascita di Charlotte:


Ma veniamo ai magnifici poteri di questa popolazione: I poteri dei mezzi umani erano vari: ognuno di loro aveva il suo potere che lo caratterizzava e riuscivano a manipolare le emozioni dei loro compagni
Tra i poteri c’è anche quello di non riuscire a beccare una concordanza?
Non si capisce poi se si tratti del compagno per la vita, dei compagni di scuola, dei compagni di squadra…magari sono mezzi umani rigorosamente comunisti, chi lo sa!
E poi il potere più bello, quello che fa sognare ogni teen-ager e per cui molte persone venderebbero l’anima al diavolo: potevano mangiare senza mai ingrassare.
Ah! Direte voi! Anche io vorrei un potere del genere!
Ebbene, mi spiace ma è riservato esclusivamente a mezzi umani e alle pop-star.
Ricordo che anche io, pochi anni fa, avrei davvero dato di tutto per un potere del genere! Poi mi sono comprata una rispettabilissima casa di cura!
Tuttavia la nostra Sue è davvero speciale, quindi in aggiunta al pacchetto standard è dotata anche di diversi optional:
Lei riusciva a manipolare i quattro elementi , aveva il dono della vita ed era di una bellezza stupefacente superiore a qualsiasi mezzo umano.
E noi tutti che ci aspettavamo che fosse piccola, verde e pelosa!
Questo è un serio colpo di scena!
Charlotte è quindi una figa da paura e tra le altre cose ha il potere della vita…che vuol dire cosa? Mi piacerebbe tanto saperlo ma non sono pervenute ulteriori informazioni! C’è comunque una cosa che nella ficcy ci si tiene a sottolineare: per il resto anche lei poteva manipolare le emozioni e mangiare senza mai ingrassare.

Perché, nuovamente, mangiare senza ingrassare è importantissimo!
Più della bellezza folgorante, del dono della vita e del potere dei quatto elementi.
Come si può infatti essere una WITCH 5 in 1 se si è sovrappeso?! Lo sanno tutti che i costumi da eroina li vendono solo taglia XXS! (Gli elfi della casa di cura per primi: passano nottate intere ad applicare cartellini XXS e a scucire quelli M dai vestiti di tutte le nostre pazienti).
Voi vi starete chiedendo, anche un po’ annoiati: ma a cosa serviranno tutti questi magnifici poteri che tutti gli abitanti di marte hanno?
Ebbene, svelato il mistero, tra vampiri e mezzi uomini scorreva una grande amicizia e insieme avevano combattuto molte guerre contro i loro nemici : i licantropi e i lupi mannari e quando un lupo mannaro mordeva un mezzo umano, questo moriva immediatamente di una morte molto dolorosa . (viene successivamente spiegato in una nota dell’autrice che ovviamente Charlotte è immune, essendo lei di stirpe reale).
Io non sono certa che sceglierei dei mezzi umani come alleati contro i cattivissimi lupi mannari e i licantropi tutti (pantere mannare? Leopardi mannari? Ho dovuto leggere per la clinica così tanti libri pseudo-horror che la mia lista dei mannari è alquanto fornita. Che ne dite dei ratti mannari?).
Infatti i lupi mannari e i licantropi hanno questa spiacevole caratteristica: sono estremamente aggressivi, rabbiosi e tendenzialmente cercano di sbudellare e di mangiare gli organi interni delle loro vittime. Il cuore è il loro favorito. Cosa possono fare di utile in battaglia individui in grado di manipolare le emozioni e di mangiare senza ingrassare?
Ma è palese! I licantropi nel bel mezzo della battaglia cominciano a piangere disperati perché gli è stata imposta la tristezza e i mezzi umani che si nutrono avidamente dei corpi dei caduti, direttamente sul campo di battaglia.Tanto loro non ingrassano! Peccato che al primo morsetto da parte dei licantropi muoiano tutti, di morte istantanea ma dolorosa!Se pensavate che la morte istantanea fosse quella indolore, è evidente che vi stavate sbagliando…

Dopo questa doverosa premessa sulla nostra protagonista, sui suoi parenti, sulla sua gente e sul suo pianeta di origine possiamo addentrarci nella vicenda ben armati di elfi e catini. Se ne siete sprovvisti i miei assistenti ve li forniranno: sono 5 euro la coppia, molto gentili.
Salve, Mi chiamo Charlotte Luna Potter e i miei genitori si chiamano James e Lily Potter . Purtroppo loro sono morti a causa di Voldemort , un uomo crudele e malvagio che terrorizzò il mondo dei mezzi umani , prima che io nascessi .Mio nonno Marcus dopo la morte dei miei genitori mi spedì sulla terra cambiando la mia identità in Isabella Marie Swan e mi affidò alla sorella di mia madre , Reneè , allora sposata con Charlie Swan a Forks , da allora fingo di essere la loro figlia anche se mi manca essere Charlotte.
Gentili ospiti, non fate quella faccia! Ho omesso il titolo perché volevo proprio farvi una bella sorpresa per Natale!
La nostra protagonista, Charlotte, è Bella Swan. L’ultima volta che ho controllato era appena stata sbudellata dal suo bambino-mostro, ma forse mi sono sbagliata.
E oltre ad essere Bella Swan a quanto pare Charlie è anche Harry Potter.
Oh, che terribile segreto, esclamerete voi!
Tranquilli, è l’unica sorpresa che ha in serbo per voi riguardo alla sua tripla identità: se qualche Serpeverde voglioso volesse provare ad impalmarla proceda pure senza esitazione, non c’è pericolo. Come avrete notato la storia di Harry Potter è stata tranquillamente stravolta senza che nessun AU ci sia stato segnalato: a quanto pare Voldemort ha attaccato i mezzi uomini e il loro mondo la cui ubicazione ancora ci sfugge. Di Londra e dei maghi se n’è proprio infischiato! Tuttavia la parte più paradossale sta nel definire Voldemort un “Uomo crudele e malvagio”. Se J.K.Rowling fosse morta si ribalterebbe nella tomba, poichè al momento è viva mi giunge informazione via gufo che ha appena avuto un attacco epilettico! Vi terremo informati sulle sue precarie condizioni!

Ma riflettiamoci, questo nuovo universo non è un cambio estremamente vantaggioso? Abbiamo perso un noiosissimo ragazzetto con una cicatrice sulla fronte e mille paranoie per una fikissima ragazza che ha poteri strabilianti! Non ci mettereste una firma? No? No, nemmeno io.

Il concilio dei Volturi, presieduto dal vampiro Aro, ha espresso la sua solidarietà e ha rilasciato questo filmato dimostrativo sulla sorte che toccherà a tutte le Mary Sue che avranno la sfortuna di incrociare la loro strada:

Confesso che quando Charlotte l’ha visto ha pianto per tre giorni, poi è venuta da me e mi ha detto mormorando solennemente “ma però a me mi vuole tanto bene il mio nonnino”( confido che nessuno di voi riporti a Marcus questo mio Dossier!)

La nostra dolcissima Candy a parte ignorare la grammatica ha un cruccio: il suo magnifico volto è deturpato! mi guardo un ultima volta nello specchio e vedo nella mia fronte la cicatrice che mi fece Voldemort tanti anni fa dopo aver ucciso i miei genitori e per evitare che orribili ricordi mi assalgano subito distolgo lo sguardo dallo specchio e mi precipitò giù per le scale .
Allora, chi è stato? Chi ha precipitato giù dalle scale la nostra Mary Sue materializzandosi dal nulla? Avanti, confessate: avrete in regalo un massaggio anticellulite e una bella stretta di mano!
Malgrado la caduta Bella saluta Reneè e Charlie che incuranti dei libri, non hanno divorziato; anzi, vivono amabilmente insieme e si comportano da perfetta famiglia americana lobotomizzata.
Forse la loro unione ha resistito perché si sono accorti che quella piattola di Bella non era figlia loro ma dei loro parenti…
, mi raccomanda Reneè abbracciandomi . , mormorai in tono solenne . , aggiunge Charlie sorridendo .
Vi invito a fare una prova: mormorate solennemente. Io sembro un po’ un crossover tra il Papa e Lurch, sono curiosa di sapere qual è la vostra esperienza a proposito! Potremmo tutti insieme fare un nastro da consegnare a Charlotte, sono davvero convinta che ne sarebbe lieta!
Avrete forse intuito che la nostra adorata beniamina si sta preparando per tornare a Hogwarts, , la scuola di magia e stregoneria per i mezzi umani . I babbani, i purosangue e i mezzosangue sono stati tutti cacciati infatti. Al loro posto sono state messe delle controfigure così che Charlotte possa avere tra i migliori amici Fred e George Weasly , che presumiamo siano stati messi li al posto dei gemelli Weasley.
Charlie è proprio tutta fiore, cuore, amore e non si lascia sicuramente mancare una leziosa sviolinata su questi sui amiconi Secondo me loro sono i due ragazzi migliori del mondo , mi sento fortunata ad averli conosciuti e non vedo l’ora di rivederli ,
Persa nei suoi pensieri rosa big-bubble, Bella-Charlie-Harry saluta la sua matrigna-zia e ci rivela come si recherà a scuola: per andare a Hogwarts uso la smaterializzazione .
Voi come di consueto mi direte: “non ci si smaterializza ad Hogwarts” e questa volta io sarò costretta a rispondere: “veramente sì”.
Infatti la scuola è ha cambiato collocazione: la scuola si trova a Londra e mi materializzo sempre nel binario 9 ¾ .[…]Dopo averli salutati mi materializzai nel binario di Hogwarts sentendomi finalmente a casa. Silente, probabilmente in un momento particolarmente felice per via dell’LSD ha deciso di trasferire la scuola sui binari. Gira voce che i dormitori saranno nei vagoni, le lezioni si svolgeranno sulla banchina e i pasti saranno forniti da un McDonalds poco distante.
Si , Hogwarts era la mia casa !

E con questo la nostra ficcy si interrompe bruscamente, sebbene io sia abbastanza ansiosa di sapere se e come continuerà.
Perchè non è possibile che gli studenti siano costretti a dormire sui binari, è una vera indecenza!

Scriverò subito una lettera di protesta al Ministero della magia! O forse mi conviene indirizzarla al Ministero dei Mezzi Umani, valle dei cuori caramellati, Marte?

Edit finale by Blaze of Glory.

Tra miti e mitomani (parte II)

Odisseo è giustamente incazzato.

Come disse Marlon Brando in Via col vento: “Cazzo ci faccio in questo film?”
Paolo Cananzi

Uno sfondo stellato.
Parte la musichetta di Star Wars, appare un testo in scorrimento:
“Tempi duri per gli Achei. Nonostante i mangiamorte abbiano subito lo smacco di vedere la moglie di uno dei loro rappresentanti più prestigiosi, Brendon, cornificarlo allegramente insieme a Odisseo, quest’ultimo è ora braccato insieme a Saphira, l’adultera, dai seguaci dell’Oscuro Signore, desiderosi di lavare l’onta. E intanto il parto di Saphira è sempre più vicino, e tutti aspettano di sapere chi sia il padre…”
Fermiamoci qua. Se non conoscete l’antefatto, probabilmente non ci avrete capito niente. Può essere utile a tale proposito leggere la prima parte della recensione oppure, se avete poco tempo, affidarsi al

*papparapà papààà*
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

Saphira è figlia di Bellatrix e Rodolphus Lestrange. I genitori la promettono in sposa a un mangiamorte di nome Brendon, ma la ragazza è innamorata di un ragazzo che vede a volte per strada e di cui non sa niente.
Il giorno del matrimonio, Saphira incontra il ragazzo al matrimonio e iniziano a parlare davanti a tutti, e senza che nessuno se ne accorga. Si rincontrano altre volte e si scopre che lo sconosciuto è Odisseo, arrivato dal passato insieme a famiglia e Diomede (come canon dantesco vuole, i due sono inseparabili) e ringiovanito, perché altrimenti il pairing della ficcyna sarebbe stato poco glamour.
Saphira diventa l’amante di Odisseo e nel frattempo va a scuola a Hogwarts, dove si comporta da Serpeverde modello, anche se tutti si rendono conto che ha un amante a causa delle lettere che vanno e vengono. Rimane incinta, ma non si sa se di Brendon o di Odisseo.
Brendon scopre la tresca su soffiata di Draco, e picchia Odisseo, che a questo punto decide di rapire Saphira, ancora incinta.

Lo so, lo so. Riassunta in questo modo la storia sembra ridicola, ma non lasciatevi ingannare: è veramente ridicola. È La storia di saphira, di Lady Crystal, e ricominciamo a seguirla dal capitolo 18.
Il giorno del parto arriva, e Odisseo porta Saphira in ospedale. Lì incontrano Brendon e i Lestrange.Molto probabilmente avevano fatto il calcolo di quando Saphira avrebbe odvuto partorire. E l’astuto Odisseo non ha pensato di portarla a un ospedale diverso, ovviamente.
(Nè Odisseo nè Saphira seppero mai come aveva fatto Brendon a sapere che lei era stata con odisseo. Molto probabilmente qualcuno aveva fatto la spia. A dire il vero, nel capitolo 16 Draco aveva detto esplicitamente a Saphira che avrebbe riferito della loro tresca ai suoi genitori e a Brendon, ma a quanto pare la memoria a lungo termine non esiste nell’universo di questa ficcyna).
Brendon minaccia Odisseo e promette di riprendersi la moglie subito dopo il parto. Ventiquattro righe dopo, Odisseo, Saphira e il neonato Scapparono. Non fu difficile. Questi mangiamorte sono talmente delle schiappe da sembrare quasi IC, ma nessuno vi bada perché nel frattempo è arrivata la sconvolgente notizia: la bambina appena nata è figlia di Brendon. E, ancora peggio, è stata battezzata Cristal Kim: come crescerà questo povero caso umano?
Odisseo, una volta tanto, reagisce con signorilità: parla a Saphira e le dice che All’inizio avevo deciso che se il bambino non fosse stato mio ti avrei lasciato qui. Ma poi ho scoperto quanto ti amo. Ho scoperto che non posso vivere senza di te, ho scoperto che senza di te sarei u  nonnulla, non sarei nessuno (mi piace pensare che questa sia una citazione che strizza l’occhio; e pazienza se l’occhio è quello di Polifemo) Andiamo a casa mia, adesso. […] Aspetteremo che Cristal sia un po’ cresciuta e io e i  miei amici faremo un colpo di stato, qualcosa, e prenderemo il potere, scacceremo via Brendon e chi vuoi tu.
Dieci anni di guerra a Troia non gli hanno fatto capire che quando si tratta di donne non è il caso di esagerare. Ma un colpo di stato contro chi, poi? La risposta successiva arriva nel capitolo successivo: dopo circa due mesi che stavano da Diomede vennero a sapere che Brendon aveva preso il potere.
Chissà che brutta atmosfera deve esserci stata, in quei due mesi. Odisseo che gira nervoso per casa di Diomede, l’amico che gli fa: “Allora, questo colpo di stato lo facciamo oppure no?”
“E abbi un po’ di pazienza! Dobbiamo aspettare che Brendon prenda il potere, se no come facciamo a toglierglielo?”
“Sì, ma quando si muove? Qua i soldati si lamentano.”
“Miiii, possono aspettare. Abbiamo fatto dieci anni di guerra, possono aspettare qualche altra settimana.”
E quando sono lì lì per accapigliarsi, entra un messo tutto trafelato e grida: “Brendon ha preso il potere!”
“Grazie agli dei! Iniziavo a temere il peggio” esclama Odisseo, sollevato. Tutto va bene, la storia può riprendere.
Mentre gli uomini progettano la guerra, Saphira si gode la vita: Con Odisseo lei si sentiva troppo felice. Non solo tutte le mattine egli le regalava delle rose (qualcosa da nascondere…), ma andavano a cena fuori tutte le sere. Lui le stava sempre vicino, in adorazione, sì, perchè lui adorava Saphira. Lei era la luce dei suoi occhi e diceva che senza di lei molto probabilmente sarebbe cieco (sgrammaticato lo è già). Che senza di lei non vivrebbe e che se lei non fosse mai nata, neppure lui sarebbe mai nato (quando sono così entusiasti di solito finisce male).
Insomma, Saphira è così felice che non può che commettere una cazzata random per mettere fine a tale felicità. Nel caso specifico, esce da sola con la figlia neonata e gironzola per… vabbe’, non l’ho ancora capito dov’è che vivono, ma tanto Erano nel mondo non-magico, nessuno poteva farle del male. Infatti incontrano subito Bellatrix, fuggono, nel fuggire Saphira entrò in un vortice senza fine e si ritrovò, circa un minuto dopo, a Diagon Alley. -Oh no- sussurrò. saphira si girò verso la figlia. ora Cristal aveva cinque anni. Questo perché, come aveva detto Telemaco in precedenza, Noi stiamo fuori dal mondo magico … papàmi ha detto che se porti un bambino piccolo come Cristal lì, quello cresce fino ad avere circa cinque o sei anni-
Ora: perché tutto questo? Da dove sbucano questi strani effetti del mondo magico? Se Odisseo e gli altri Achei sono ringiovaniti, perché i neonati dovrebbero crescere? E perché ciò non ha effetto solo sui babbani ma anche sui maghi, come la figlia di Saphira e Brendon? Come ha fatto Cristal, passando improvvisamente da quattro mesi a cinque anni di età, a imparare a parlare (sì, parla, in modo sgrammaticato – come tutti gli altri protagonisti, quindi)? Perché introdurre questa fiera dell’assurdo se poi non ha alcun peso nella trama?
Infatti, pur essendo noto che è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti, la trasformazione di Cristal non sembra sconvolgere più di tanto gli altri: Diomede si limita a commentare “oh, che guaio. Comunque, abbiamo pensato ad un modo per spodestare Brendon?”, poco dopo Saphira lo imita.
-Amore, hai pensato a qualcosa da fare? dico per spodestare Brendon- disse Saphira. -Oooh ma perchè me lo chiedete tutti a me? Pensateci un po’ voi- replicò odisseo, stufato. -ma mi hai promesso0 che ci pensavi tu!- brontolò Saphira.
Ragazzi, state organizzando un colpo di stato, non dovete portare fuori il cane. Un po’ di serietà, Giuda ballerino!
Tra supposte di vita quotidiana e seghe senti/mentali sulle note di Valerio Scanu, scopriamo che Brendon e Bellatrix si sono alleati con l’Ordine della Fenice contro Odisseo. Questa è talmente grossa che anche l’autrice ha dovuto prenderne atto, e in una nota spiega che il fatto che Bellatrix & rodolphus si sono alleati con l’ordine della fenice è solo una supposizione di Odisseo, e che però l’ordine della fenice è comunque contro di lui e Saphira, perchè quest’ultima è figlia di Bellatrix. No, per Depp, no, anche Sirius è parente di Bellatrix! L’Ordine non distingue i nemici in base alle parentele!
Ma stiamo entrando nel vivo: Odisseo e Diomede convocano un’assemblea con Achille, Agamennone e Menelao (sono arrivati anche loro nel mondo magico per cercare Odisseo, mi ero dimenticato di dire) per chiedere il loro aiuto nello spodestare Brendon, e Diomede si abbandona a una orazione, come dire… be’, leggetela.
Cosa diventò quella voglia di vivere che ora non c’è più? cosa diventò cosa diventò e come mai non ricordi più? (Diomede cita Vasco Rossi: perché Diomede dovrebbe citare Vasco Rossi?!)  o meglio non ricordiamo… Io e Odisseo siamo stati per parecchi giorni a piangere. Piangere la nostra patria, la nostra sfortuna, la nostra … condanna. Abbiamo perso la nostra vecchia voglia di vivere. Quella che ci dava il motivo per cui combattere (ma non stavate combattendo), per andare avanti, per colpa di Brendon, infatti per colpa sua dobbiamo spendere tutti i nostri giorni segregati in casa altyrimenti ci uccideranno (andavano a cena fuori tutte le sere!). Hanno saputo che lo sto aiutando, anche se non sanno in che modo… aiutateci a ritrovarla e la vostra gloria sarà grande.
Forse rattristati dall’evidente demenza del loro compagno d’armi, gli altri eroi decidono di aiutare Diomede e Odisseo, e decidono di tornare nel loro mondo per cercare alleati presso gli altri popoli greci.
A partire sono Diomede e Agamennone, che tornano nel loro mondo senza troppi problemi. Anzi, senza nessun problema, per cui mi viene da chiedere: perché non ci hanno mai provato prima? Ma scemo io che faccio queste domande.
Diomede ai suoi concittadini: Signori e signore ho bisogno di aiuto. Il mio amico Odisseo è nei guai. Era andato a fare uno dei suoi tanti viaggi con moglie e figlio, ed è finito in un posto del futuro. 3000 anni, più o meno, dopo di noi (arrivare a questo punto del discorso senza essere preso a pernacchie mi sembra già un buon successo).
Si è innamorato di una signorotta del luogo, sposata, l’ha portata via da casa sua, un po’ come ha fatto Paride con Elena, ed ora il marito della ragazza di Odisseo vuole ucciderci tutti (raccontata così, sembra quasi giustificato). Noi vorremmo attaccar battaglia, ma abbiamo bisogno di molti soldati…. Chi è con me?- urlò, e molti, quasi tutti urlarono (insulti, suppongo).
I due condottieri raccolgono volontari in tutte le città greche, e alla fine si rivolgono anche ai troiani (se ricordate la prima parte della recensione, tutta la mitologia greca è in realtà una finzione costruita con vile denaro dai protagonisti). Ettore, giustamente, fa notare che chiedere aiuto a loro per aiutare un rapitore di mogli altrui sa molto di presa per il culo, ma Diomede gli svela il trucco del cavallo di legno, dicendo che era stato lui a impedire di metterlo in pratica perché si era impietosito per il destino di Troia. E indovinate un po’? Ettore gli crede. E accetta di combattere contro Brendon. Da cui l’espressione: “Stupida Troia”.
Parlando di stupidità: Ettore decide di portare con sé la moglie Andromaca e il figlio Astianatte, e anche Agamennone si fa accompagnare da moglie e figli. Del resto si sta solo andando in guerra contro dei maghi oscuri, no? Che pericolo vuoi che ci sia…
In un modo o nell’altro – non vado a cercare un filo logico, ormai mi sono arreso – dopo aver reclutato mezza Ellade i nostri eroi tornano nel futuro, e in assemblea cercano di decidere la strategia.
-Dobbiamo chiedere una guerra senza magia. Nessuno di noi sa  farle- disse Odisseo.
Fossi stato negli altri Achei, dopo questa frase avrei mandato a quel paese Odisseo e le sue beghe e me ne sarei tornato a casa. Persino Saphira arriva a capire che nessuno concederebbe un simile vantaggio in guerra. Purtroppo il suo comprendonio si ferma qua, perché quando Diomede propone che Odisseo e Brendon si confrontino in duello per risolvere la questione faccia a faccia, la giovane si oppone: -Io non lo farò combattere contro mio marito. è un duello all’ultimo sangue… e se Odisseo morisse? Che ci vada uno di voi!-
Seconda ottima occasione per abbandonare i due piccioncini al loro destino. Stanno combattendo per te e Odisseo, bella, non per altri. Ma sulla stronzaggine di Saphira si è già detto, quindi inutile insistere.
Insomma, il duello è deciso, ma prima di arrivarci c’è un intermezzo melanconico, un capitolo intitolato “Ti amo”, ma che potrebbe chiamarsi anche “Tristezza a palate”, in quanto vediamo, nell’ordine:
–          Menelao triste per Elena (da Troia è arrivato anche Paride, che con sommo buon gusto si è portato la moglie);
–          Agamennone triste per Clitennestra;
–          Diomede triste per Egialea;
–          Ettore triste per Andromaca;
–          Odisseo triste che dalla finestra Guardava la gente. tutti felici. Cambia lenti.

Dopo questo intermezzo, arriva finalmente il duello. Brendon e Odisseo combattono, quest’ultimo ferisce il rivale e sta per vincere, quando il mangiamorte, vista la mala parata, fugge (-VIOLAMENTO DEI PATTI!-  urlò Agamennone.), al che gli Achei attaccano l’immenso esercito magico.
Erano preoccupati di dover combattere contro dei maghi senza conoscere la magia, giusto? Dimenticatelo:
Inh questo primo giorno, nonostante le fatture, i greci erano in vantaggio. Per questa storia ci vorrebbe la categoria “qui lo dico e qui lo nego”, anzi, mi sa che l’aggiungo.
Highlights dalla battaglia: Il più bravo a scansare le fatture era Diomede, che sembrava essere nato per quello (Diomede ha un futuro come evasore del fisco). Odisseo aveva trovato il modo di scansare le fatture e di fare in modo che esse colpiscano i nemici (specchietti?). Menelao si prese qualche stupeficium, però la sua spada  uccise un gran numero di nemici (una spada dotata di vita propria, carina). Agamennone, uccise anche egli molti maghi, ma era bravissimo nel dare gli ordini (una cosa dovrebbe escludere l’altra?).. Anche lì, come a Troia, tutti scappavano alla vista di Achille (Pelide, lavati!).
Già abbastanza umiliati dall’essere messi in difficoltà da babbani vestiti con tuniche e calzari di cuoio, i mangiamorte decidono di cadere ancora più in basso reclutando, per la guerra, gli studenti di Hogwarts.
-Questi sono gli allievi di Silente. Lo ho praticamente obbligato a farli combattere. se li faceva restare ad hogwarts, io l’avrei presa con la forza, facendoli combattere lo stesso- spiegò Brendon.
A parte che Silente probabilmente avrebbe trasformato Brendon in un petauro prima ancora di fargli aprire bocca, ma per quale motivo dovrebbe spiegare ai nemici le sue mosse? Vuole precedere Wikileaks?
Dalla schiera degli studenti ecco s’avanza uno strano soldato: Harry Potter.
di certo odiava combattere al fianco dei suoi più acerrimi nemici, ma era anche felice di uccidere saphira (deve odiarla proprio per usare il minuscolo nei suoi confronti), Odisseo e tutti gli altri achei.
Chi è questo psicopatico che ha preso il posto di Harry?
-Morirete tutti voi, e dopo di voi anche i mangiamote e assieme a loro anche Voldemort- affermò Harry.
Ah, quindi in questa storia Voldemort è vivo. E accetta senza battere ciglio che Brendon prenda il potere e usi i mangiamorte per combattere una guerra personale contro un babbano che lo ha reso cornuto. Intorno a me i Queen cantano Is this the real life? Is this just fantasy?, i Pink Floyd vedono Emily giocare e Paul e John fanno l’amore su campi di fragole, forever. Mi do un pizzicotto e riprendo a recensire, siamo alle battute finali.
Odisseo affronta Harry.-Saphira mi ha parlato di te-disse.-e so che l’hai sempre fatta stare male- continuò, avvicinandosi a lui. -e te ne pentirai- disse fra i denti.
Veramente era lei che insieme agli altri Serpeverde prendeva in giro Harry e Ron. Ma alla fin fine Odisseo ha sempre avuto un rapporto distorto con verità e menzogna, quindi solo in questo caso si può lasciar correre. La cosa che in realtà fa impressione è che tutta questa parte con Harry Potter serve solo a inserire delle assurdità gratuite, perché il duello tra il maghetto e Odisseo dura due righe, nessuno dei due muore, e con questo pareggio finisce anche il ruolo degli studenti di Hogwarts, e di chiunque altro. E questo perché…
Dopo 2 mesi di guerra successe una cosa incredibile.
Odisseo si era infilato nella mischia, ed ora combatteva contro Brendon.
Stavolta è davvero il duello finale, e se in quelli precedenti la tensione era pari a zero, qui saliamo addirittura a 0,1. Odisseo sconfigge Brendon, e sta per ucciderlo quando Saphira interviene.
-Fermo-gli disse.-Uccidere non è bello (dall’Averno, i morti dei due mesi di guerra per lei la mandano cordialmente affanculo). Lo so che siamo in guerra ma … ho riflettuto molto, molto, non sai quanto (molto?). e ho capito che ognuno di noi ha la sua seconda possibilità.
Brendon consuma la sua seconda possibilità cercando di uccidere Odisseo quando lui gli volta le spalle, e viene fatto fuori da una freccia di Paride.
La guerra finisce così. Per motivi ignoti ai più, uccidendo Brendon gli Achei diventano di fatto padroni del mondo perché, a quanto si legge nel capitolo conclusivo, Odisseo prese il potere su tutto mondo della magia, rende gli altri capi suoi vassalli dando a Agamennone la parte est del mondo magico, a Menelao il nord, a Achille il sud e a Ettore l’ovest (mi immagino le liti: “Ma io volevo la Kamchatka!”).
E io che pensavo che il ministero della magia controllasse solo il Regno Unito! Ma il piatto forte spetta a Diomede, che si prende tutto il mondo babbano, che pure in questa guerra non c’entrava nulla. Ora, essendo Diomede il fondatore di Arpi potrei commentare questa notizia con “Frega niente, forza Foggia!”, ma immagino tutti i non foggiani che si alzano la mattina e scoprono che il mondo ha un nuovo viceré:
“Oddio, ma come è successo?”
“Eh, purtroppo i maghi hanno perso una guerra contro gli antichi Greci.”
“…WTF?”
Qualcosa di simile, insomma.

Ora vi dirò una cosa: dopo questa fan fiction ne inizia subito un’altra che racconta le vicende successive di Odisseo e Saphira, ora sposati e in attesa di un figlio. Ma non aspettatevi che la recensisca: i trenta capitoli di questa storia mi hanno portato a un’overdose di incongruenze, grottesco, trash e ridicolaggini assortite. Devo staccare un po’. Magari andrò a Delfi, a chiedere consigli all’oracolo. Oppure tornerò nella rassicurante certezza delle self insertion con i Tokio Hotel, del twincest tra i Weasley o delle Mary Sue alla Wammy’s House. Ma un po’ di recupero ci vuole.
Goodbye, so soon…