Archivi categoria: bocche a garage

L'amore rende stupidi e ciechi (e anche un po' Tokio Hotel).

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
pare che al Tempio si stia diffondendo una nuova moda: quella di gettare ai pesci la bozza per una fycci e di continuare a scriverla -se non iniziarla del tutto- nel caso in cui si riscontrino adeguati consensi.
Al di là della filosofia ti piace vincere facile? Bonzi-bonzi-bò-bò-bo, le perle che si raccolgono lasciano il discutibile tempo che trovano, e l’amore rende stupidi e ciechi di maby (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=487377&i=1) non è di certo l’eccezione che conferma la regola.
Volete per il dichiarato contenuto sessista (Ciao ragazze! Eccomi qui con una nuova storia!), volete perché sul tourbus di una boyband non ci vedo la girlfriend del frontman (su Fastidious siamo international), volete perché la girlfriend del frontman si accorge di non amarlo più proprio quando il frontman le chiede di sposarlo considerato oltretutto che la ragazza aveva avuto rapporti sessuali con Tom, il gemello; e per puro caso, compra un test di gravidanza e scopre di essere incinta. Ma di chi? Bill oppure Tom?… insomma, fate vobis.

E’ alla fine di uno dei soliti, sfiancanti concerti che inizia la fine (e la fycci): il giorno tanto atteso da lui e molto meno da lei (quando in genere *quel* giorno è MOOOOOOLTO atteso da lei e MOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLTO meno da lui).
Il moro (Otello!) entra nella stanza della girlfriend (andare in giro con il tourbus è una cosa, ma avere anche una stanza propria nel backstage non è un po’ eccessivo?), cogliendola pressoché di sorpresa mentre lei nasconde (sic!) qualcosa nella borsa. Il test di gravidanza, probabilmente.
“Hey, che fai?” (…)
“Hey, è già finito il concerto?”

HEEEEY!
In un momento di affettuosità nel quale riesce a vincere le leggi fisiche imposte dalla straordinaria capigliatura, Bill si tende per cingere la sua ragazza, ma lei lo rifugge con una formula che farebbe sudar freddo qualunque uomo. “Bill, ti devo parlare”
Jennifer non ha nemmeno il tempo di dire sonoincintamanonsonosicurachesiatuovistochemisonofattailtuogemelloquindimisachenonloscopriremonemmenoilgiornodelpartoahahahah, che Bill la interrompe.
“Aspetta, scusami ma mi vado a cambiare, la tuta pesa
E doveva essere una tuta ben pesante, dal momento che, mentre Bill si cambia, Jennifer ha tutta la calma per scrivere uno struggente biglietto in cui rivela che era incinta e probabilmente del gemello, e cosa peggiore e che non lo amava più. Quando si dice esser delicati e accorti!
Jennifer ha appena riposto il biglietto che il biondo Gustav entra -senza bussare- e le riferisce che Tom la vuole. Se le voglia parlare o la voglia e punto, non ci è dato sapere ancora.
Ma propenderei per la seconda ipotesi dal momento che, non appena Jenny lo raggiunge, le chiede così, su due piedi, di uscire con lui.
“Per poi andare a letto insieme? No grazie” (…)
“Puoi chiudere sta cazzo di porta per favore?” esortò di nuovo Tom
, con finezza e sicura conoscenza del significato del verbo esortare. Come Jennifer prima di lui, d’altra parte.
Prendendo il tempo necessario per mettere Tom a parte della probabile paternità (ovvero un secondo e mezzo, secondo i dettami standard di una fycci), Jennifer spiattella l’amara verità. E Tom la prende molto, ma molto bene.
“Oh cazzo! Siamo nella merda! Co…come cazzo si fa ora?!” esortò.
Ora, il fatto che i verbi esortare ed ESCLAMARE inizino entrambi per e non mi pare una scusa sufficiente per interscambiarli!
“Ti chiedo la massima segretezza su questa cosa..per favore, ho lasciato un bigliettino sul tavolo della mia stanza, che di sicuro è un luogo riservatissimo et nascosto! me ne andrò sta notte.
Pia illusione. Jennifer non ha nemmeno il tempo di pensare di scappare che Bill, vestito di una tuta in fibra, la placca e le chiede, giustamente, cosa avesse da dirgli.
“Ah, vero..ma non ti devo dire più niente..”
Incassando il colpo con magistrale nonchalance, Bill fa spallucce e chiede a Jennifer di seguirlo di sopra, ove darà una strafighissima notizia ai ragazzi: lo scioglimento della band si sarebbe andati a cena sta sera..in un ristorante.
Ma no! Pensavo che sarebbero andati a mangiare, che so, dal parrucchiere o dall’elettrauto.
Le feste, le cene, i party sono annoverati tra i momenti topici di ogni fyccina, e sapete perché? Perché per l’occasione le vestali si sentono giustificate ad addentrarsi nei meandri dei capi indossati dai protagonisti, descrivendone puntigliosamente ogni più notevole insignificatività. E infatti:
Bill voleva essere più elegante possibile, così optò per una maglia nera, un paio di jeans scuri e degli stivali alti. I capelli all’indietro e sopratutto quella sera non si sarebbe truccato, cosa che faceva raramente. Insomma, è Lady Gaga senza trucco.
Tom invece, era sempre della stessa idea, una cosa valeva l’altra, quella serata sarebbe stata come una festa, quindi lo stesso stile pop-urban.
PEZZENTE!
Georg, a parer suo era il più felice di tutti. Voleva molto bene a Bill quindi se era felice lui, lui lo era anche. Perché lui sa! Così si legò i capelli in una coda, una camicetta nera, e dei pantaloni scuri, e per finire un paio di scarpe di cuoio sempre di colore scuro. Se invece fosse stato triste o molto arrabbiato, si sarebbe vestito interamente di bianco, tipo lutto cinese.
Gustav, anche lui come Tom; maglia, pantaloncini e scarpe da ginnastica. Evidentemente non era troppo contento nemmeno lui.
E, per ultima, la protagonista della nostra storia. La Mary Sue che non può che essere piuccheperfetta.
Jennifer indossò un tubino di color rosso che metteva in risalto le prosperose forme eringraziamoilgoss che non sono perfette! tacchi neri senza scarpe! e qualcosa per ornare il proprio corpo, chiamansi banalmente accessori.

E in poco tempo arrivarono al ristorante.
Dopo aver ordinato silenziosamente, cade ancora di più un silenzio ostile, ingiustificato, tra l’altro, il quale venne rotto da Georg, che fece ridere tutti con una delle sue battute.
La serata procede più o meno tranquillamente (certo, c’è quel silenzio ostile che aleggia e che un po’ inquieta…) finché per Bill non arriva il momento tanto atteso: toccò la tasca della propria tasca è l’emozzzioooneh, poverino! assicurandosi che ci fosse lui sé medesimo o la tasca? Si alzò dal tavolo, fissato da tutti lui o il tavolo? e si avvicinò alla ragazza, dove si piegò alle sue gambe. Scritta così, mi fa pensare che alla ragazza sia un luogo alle pendici del quale Bill si è piegato
.
Jennifer ovviamente non capisce (le alternative erano o una proposta di matrimonio o l’invito a un’insolita pratica sessuale, per di più pubblicamente esibita). Bill, conoscendola, arriva subito al dunque, ma abbiamo appurato che Jennifer è una figa di legno e la cosa la stizzisce. La stizzisce Bill, la stizziscono i bodyguard che le sussurravano un lieve: “sì, sì!” e che, in una scena che è ritenuta imbarazzante dall’autrice stessa, prendono ad abbracciarsi affettuosamente. Ma io ritengo che più imbarazzante ancora sia la scena che segue.
“Lasciali stare, sono felici!”
“A me sembrano un po’, sai…fri fri” disse Gustav, continuandoli a fissare.
“Perché? Che hai contro i gay?” domandò Georg.
“Io? Niente! Niente! Anzi sono convinto che prima o poi tutti diventeranno così..” ammise il biondo.
“Tutti?” sorrise maliziosamente il piastrato.
E che è, il piastrato è un tipo di carne?
“Oh Geo!” esclamò Gustav sentendosi a disagio.



Nemmeno nel Potterverse ho letto di tali velate corrispondenze d’amorosi, slashosi sensi! Anche perché di punto in bianco i due bodyguard decidono di sbaciucchiarsi (sic). Se mi concedete una parentesi seria tra tanti amari sorrisi, mi chiedo perché ci si ostini a trattare il tema dell’omosessualità in modo così superficiale ed avvilente, ad infilarlo nei punti meno opportuni ed a considerarlo un fenomeno da baraccone giusto per dare un po’ di pepe quando si è palesemente nell’impossibilità di comprenderlo e gestirlo, sia anche nel contesto della scrittura amatoriale.
Ma torniamo a noi.
Già che aveva rovinato il momento della proposta di matrimonio, esibendosi in improbabili contorsioni davanti a tre totali brocchi, Bill decide di dare il caricone e di andare a festeggiare in discoteca. IN DISCOTECA, E CON ALTRE PERSONE ESTRANEE A LUI E ALLA FIDANZATA (ah, sì… dimenticavo: contrariamente ai pronostici, Jennifer ha accettato).
La serata iniziò con musica a palla, risate, alcol e sesso …tra chi? E in pubblico? o_O Quasi tutti erano completamente ubriachi hanno bevuto per dimenticare?
tutti tranne Georg, che a differenza di loro, era solamente brillo Cos’è, il carosello delle precisazioni inutili?

Jennifer a causa del troppo alcol si sentì male così Bill disse alle guardie di tagliarle la testa riportarla a casa.
Che caro, la donna alla quale hai appena chiesto di sposarti sta male e tu la fai riportare a casa da due energumeni perché devi continuare a goderti la serata… tenero! ^O^
Dopo un’ora gli venne un dubbio. Meglio tardi che mai…
“Starà bene? Meglio che vado a casa? Non lo so..” balbettò al gemello.
“Vuoi che vada a vedere?” domandò.
“Come vuoi, tanto ritorni vero?”
MA CHE STRONZI SONO, TUTTI E DUE?!
“Certo, allora vado a dopo..” salutò Tom allontanandosi.
Dieci punti alla Casa di chi mi riesce a dire chi dice cosa a chi. E possibilmente anche quando.

“Georg, puoi andare a vedere che è successo? Tom non è più ritornato e il cellulare di Jennifer e il suo sono spenti..ho paura che Jennifer si sia sentita male..” disse Bill a Georg. MA MUOVI IL CULO, RAZZA DI CHIAPPONE! “Anzi, vado io va..” aggiunse subito dopo. Ah, meno male…
“Nono, vado io, non ti preoccupare! Tu resta qui con Gustav” Georg uscì dal locale e si fece scortare fino a casa dalle guardie del corpo, che nel frattempo si erano moltiplicate, dal momento che non ci è dato sapere se quelle guardie del corpo fossero le stesse che avevano riaccompagnato a casa Jennifer. E che, nel secondo caso, saranno molto felici di rifare la strada altre due volte.
Comunque Bill è veramente senza dignità.
Oh, ma io penso sempre male. In realtà la riluttanza di Bill nell’andare da Jennifer è del tutto funzionale alla trama. Se così non fosse, infatti, Tom non potrebbe trovare Jennifer semi nuda sul divano, non potrebbe caderle *accidentalmente* addosso e non si sarebbe potuto figurare il seguente scenario. Entrambi erano ubriachi e inconsci, beh, inconsci mica tanto… Involontariamente la giuria tutta ci sta credendo, sì sì Tom portò una mano sul seno della ragazza, la quale questo gesto lo prese come se Tom volesse fare qualcosa, così portò una mano sulla lampo dei pantaloni di Tom. Osserverei cinque minuti di silenzio per l’italiano morto sul costrutto di quest’ultima frase ed altri cinque per la coerenza di Jennifer, morta sulla lampo dei pantaloni di Tom. “Mmm…” mugugnò “che vuoi fare?” domandò alzando gli occhi verso Jennifer.
Mah, boh, non saprei. Trivial Pursuit o Risiko? O magari Scarabeo?
“Non lo so..qualcosa! Bill, Bill non mi soddisfa mai abbastanza!” esortò e basta con queste esortazioni! Possiamo aprire un vocabolario, una volta ogni tanto, o dobbiamo solo concentrarci sulle lampo dei pantaloni altrui? calando lentamente la cerniera.
“Tanto siamo entrambi ubriachi, il giorno dopo non ci ricorderemo di niente..” disse
In realtà non erano fatti di alcol, ma di roipnol.
" nemmeno di questo..” sussurrò, infilando la mano dentro i boxer del chitarrista. Jennifer si sistemò a cavalcioni su di lui e abbassò completamente i boxer e gli fece una serie di “servizi” con mano e bocca. Perché tanto l’importante è non commettere l’irreparabile… di nuovo.
Tom raggiunse l’apice presto ma Jennifer continuò; come presto, anche, arrivò davanti casa Georg. Che raggiunge il luogo ove si sta consumando il delitto proprio mentre Tom sta entrando (sic!) nel corpo di Jennifer con la mano. E’ la mia prima scena di fhisting, sono emozionata!
Georg reagisce come una donnetta. Jennifer si precipita ad esortare il doveroso “Ti posso spiegare tutto! Non è come sembra!” E Tom rincara. “Georg io… non lo so che mi è preso… adesso Bill ha chiesto se la vuole sposare, lei è incita ma non sa di chi.. oddio è tutto un grande orrore errore!” Georg sbianca come chi sta per svenire, o vomitare. Ma il Paolo e la Francesca de noantri non sono ancora soddisfatti.
“Sì Georg…sono incinta” continuò lei.
“Di Bill?” chiese.

“Non lo so…perché ho avuto rapporti anche con…Tom (…) Georg, ti prego non dire niente finché non saprò di chi è! E’ possibile che sia anche di Bill! Chi lo sa!”
“E come fai a saperlo? Sono gemelli!” rispose Georg.
“Porterò con me Tom e faremo delle analisi del sangue. C’è sempre qualcosa di diverso..e li scopriremo di chi è!”

*Angolino dr House*
I gemelli omozigoti (e i Kaulitz, a occhio e croce, mi sembra che lo siano) hanno in comune non solo il codice genetico, ma anche quello epigenetico. Insomma, non li distingui, biologicamente parlando, nemmeno se preghi in aramaico.
*Fine angolino dr House*

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
a tutt’oggi non ci è dato sapere del destino di Bill, Tom e quella zoccola di Jenny.
Nell’attesa di ulteriori, scandalosi e sconvolgenti risvolti, io vi esorto: ESORTATE ANCHE VOI!

BiNbiminkia alla corte dei Tokio Hotel

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Il Tempio, si sa, è custode di splendide perle sapientemente modellate e polite dal tempo e dall’amorevole talento delle Vestali sue accolite. Questa ci è stata giacobinamente segnalata sul forum da Mondenkind, alla quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.

Meky 94 ci dice:
Questa è  la prima ff che scrivo, spero vi piaca,…buona lettura.
Sinceramente non so se sarà una buona lettura… non credo che questa storia mi piacherà molto. E credo non piacherà molto neanche a voi, che siete di bocca buona. Già il primo errore è nel titolo: Eins traum. La nostra linguista, Lady Ofelia, ci fa sapere che si dice “Ein Traum”. Ma, cara Ofelia, quando vengono bellamente ignorati italiano e buonsenso, cosa vuoi che sia una esse in più o in meno in una lingua ostica come il tedesco? Il tedesco è la lingua che va per la maggiore grazie ai Tokio Hotel, basta fingere di saperla e si è tanto, tanto fiqui comunque. N’est pas?

Il primo capitolo (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=303234&i=1) si apre sulla protagonista della nostra storia, che narra in prima persona. Quale sia il suo nome, non è dato sapere. Sappiamo però che due delle sue migliori amiche sono rika e yle. Strani nomi, nevvero? Soprattutto perché scritti in minuscolo. Soprattutto se, come in questo caso, non ci viene dato uno straccio di indicazione sul luogo ove si svolgono i fatti. Potrebbe essere la Germania, patria dei quattro talentuosi (*coff coff*… Haldir, catino!) giovanotti. Potrebbe essere l‘Italia, e in tal modo la fyccina non sarebbe che la trascrizione di un sogno ad occhi aperti dell‘autrice. Potrebbe persino essere la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, ed entro poche righe capirete il perché…
Nel bel mezzo di una vera e propria invasione di puntini di sospensione (che farebbe invidia a quella degli alieni de La Guerra dei Mondi… ma almeno in quel film c’era Tom Cruise e l’occhio godeva), l’innominata nostra eroina prende il proprio cellulare per chiamare yle.
– Yleee!!!!! preparati per domani !! si va al concertooooo!!! Le MAIUSCOLEEEEEEEEEEEEEEE!!! ieri dopo che ho messaggiato con te alle  18.00 (non è tenerissimo, questo neologismo? Senza contare che sapere che le due hanno messaggiato il giorno prima alle sei del pomeriggio è fondamentale ai fini della trama. Come tutto ciò che seguirà) ho chiamato l’ hotel e ho prenotato (…)
Ovviamente, una Mary Sue non deve preoccuparsi dell’eventualità di non trovare posto in albergo pur chiamando due giorni prima di partire. Per una Mary -Power- Sue c’è sempre posto, in qualsiasi albergo e in qualsiasi data. 
Neanche l’amica yle pare avere grossa dimestichezza con la lingua di Dante e Boccaccio:
– si va benissimo!! Hem-hem. Avete trovato i due piccoli errori? Va bene, si tratta di un accento e di una virgola, in fondo… robine piccine picciò, puntinini che magari nemmeno si vedono… ma che, ahimè, sono capaci di stravolgere una frase. Se io scrivo si va benissimo, lascio intendere che NOI si va benissimo, che stiamo alla grande. Se, invece, yle voleva rispondere che, sì, per lei andava benissimo la prenotazione dell’amica, avrebbe dovuto scrivere con l’accento e poi mettere una piccola piccola virgola. Ma la vestale ci spiega ben presto il motivo delle pecche grammaticali di yle: domani concerto e dopodomani si studia per la maturità!!! 
Giusto. Prima il concerto e poi la maturità. Ma no, non è come state pensando voi… non è disinteresse nei confronti di una tappa importante della vita. E’ una denuncia non troppo velata del sistema scolastico italiano, che costringe i poveri studenti a preferire ai libri un concerto tenuto da pischelli con gravi, gravissimi problemi d’immagine… capito Mary Star?
Ad ogni modo, è giunto proprio il momento di chiudere la gioiosa telefonata. Yle e Boh (battezziamola così finché non ne scopriremo il nome) si lasciano, dandosi appuntamento per le nove di quella sera alla passerella.
“Cosa, dove sarà mai la passerella?” si chiederanno i miei piccoli lettori. Non lo sappiamo, né lo sapremo mai temo. Di certo, yle è tanto conti all‘idea. Altra informazione che ci perviene sull‘ameno luogo di ritrovo scelto per la sera, è che richiede un abbigliamento di tutto rispetto.
allora…. come mi vesto sta sera??? penso ancora più sclerata di prima …..
Accidenti, deve essere proprio un posto importante per fare andare tanto in confusione Boh da farle dimenticare di usare un misero paio di virgolette per separare i pensieri dal resto dello scritto. All’assenza di maiuscole e alla Cesar salad di puntini di sospensione direi che ci siamo già abituati. Segue un puntiglioso resoconto della mise scelta per l’occasione, un inno all’eleganza ed alla sobrietà: jeans con gli stivali neri (i jeans portano gli stivali? O_O),maglietta arancione  fosforescente (quelle finesse, quel charme!) e, (questa virgola qui risveglierà orribili ricordi nei giacobini di lunga data e vecchio pelo) borsa arancione e nera (le freak c‘est chic), coda alta trucco pesante, tanto ci sto benissimo mi trucco sempre così !!!
Sappiate che mi sto sforzando proprio tanto per non associare la maglietta arancione fosforescente di Boh ad una qualche forma di segnale sul ciglio di una strada buia… magari di una tangenziale.
e per il concerto??? Giusto. È la parte fondamentale della storia, il concerto. È giusto che venga celebrato a dovere. mini di jeans decoltè color argento (a questo proposito, mi permetto di quotare il nostro capo: Ma le cazzo di virgole? Sono dieci minuti che mi scervello per capire che cazzo è una Mini decoltè, convinta che il color argento fosse spalmato (come andava qualche anno fa) sul jeans!) e maglia argentata (potrei imitare Edipo e cavarmi gli occhi in questo preciso istante), con la borsa nera e argento!!!  si !! sono una grande mi so vestire troppo bene !!! Qualcosa da ridire su questa moda gretta e burina?  Ma non è finita. Già che c’è, Boh ci informa pure sul bagaglio che porterà con sé in viaggio. Allora  mi porto lo zaino dell’EASTPAK arancione e dentro ci metto un paio di jeans e il top nero e le Vans nere e la borsa nera , poi metto i pantaloncini corti di jeans decoltè (che bello, i jeans decoltè devono essere un must dell‘ultima stagione. Io conoscevo le decolletè) nere e fuxia (sono in serio imbarazzo per Boh), maglia fuxia e borsa fuxia e non si sa mai faccia freddo mi porto un copri spalle nero…..allora dentro la borsa nera metto il biglietto dell’ aereo e poi domani metto le chiavi e il borsellino con i soldi (…)
Invece di mettere così tante cose nello zaino, l’autrice avrebbe potuto mettere un po’ più di virgole nel periodo. E lo zelo nel descrivere inutili orpelli sarebbe stato meglio indirizzato se avesse dato una ripassata a grammatica e segni d‘interpunzione.
Non ancora stanca dopo lo sforzo d’aver scelto cosa indossare per farsi notare come un albero di Natale a Ferragosto, Boh chiama rika, la seconda migliore amica. Ed è proprio da rika che veniamo finalmente messi a parte del vero nome di Boh: miky. Ovviamente, minuscolo anche lei.
Ma non importa: rika ha davvero grandi notizie: mia madre mi ha detto che vanno bene 2 giorni a Parigi quindi se domani mattina puoi chiamare l’ hotel per dire che stiamo un giorno in più io sarei più che felice!!!!
E certo. In una città che ha orde di turisti in qualsiasi periodo dell’anno, cosa volete che sia bloccare tre posti letto per un giorno in più con nemmeno ventiquattro ore d’anticipo?
Ad ogni modo, miky ha da protestare: ma scusa perchè non chiami tu??? lo sai il francese !! no????
– si !! ma non lo so come te!! e se poi sbaglio a dire qualcosa??
(sbagli a dire qualcosa… tipo decolletè? Peggio di miky, rika, non puoi proprio andare) in fondo tu sei quella che ha voluto fare il liceo linguistico per diventare un’ interprete!!!  Ma beeeeeeene. Spero che il massimo che miky faccia da grande sia interpretare Moccia durante le interviste. Perché se dovesse malauguratamente finire a lavorare alle Nazioni Unite, è la volta che scoppia la Terza Guerra Mondiale.
Davanti ad un’argomentazione di tale portata, comunque, miky non può proprio fare a meno di assecondare la richiesta di rika e la congeda con un ci vediamo al mec alle 21.30!!
Se mec sta per Mc Donald’s, consiglio a miky di lasciare il liceo linguistico e dedicarsi all’apicoltura. I piccoli lettori obietteranno “ma l’appuntamento non era alla passerella?”. Eh, sì. Evidentemente la passerella è tanto resistente che riesce a sostenere il peso di un fast food.
Terminata anche la telefonata con rika, miky ci confessa a bassa voce che la sua amica non viene tanto per vedere il concerto dei tokio hotel , ma viene di più perchè vuole distrarsi un pò dalla scuola (giusto; la maturità è stressante, il momento per distrarsi è proprio questo!) anche se mi ha confessato che un pò gli (rika è un uomo? O_O) piace Gustav!!!
Dopodiché ci viene introdotta (via sms) milena un’ altra mia migliore amica.
E così si chiude il primo capitolo.
La vestale si augura che ci abbia incuriosito… no, non lo ha fatto.
Ci chiede altresì di recensire. E su questo, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, noi non ci tiriamo mai indietro.

Il secondo capitolo è… imbarazzante. Seriamente imbarazzante. E’ imbarazzante come quando Sirius Black ci lascia le penne scivolando su una buccia di banana. La punteggiatura continua ad essere ignorata, così come la coerenza e l’economia dell’intera storia. Dobbiamo dribblare madri analfabete (ma dopo del mec dove andate???), descrizioni del discutibile abbigliamento delle amykette (pantaloni al ginocchio ballerine rosa con un pò di tacco e maglia rosa scollata più gli orecchini da una parte neri e da una parte rosa…), bollettini veterinari (abbiamo portato il piccione a fare una visita perche mia madre aveva lasciato un pezzo di chiave rotta vicino alla sua gabbia e lui l’ ha mangiata!!), viaggi in lande sconosciute (arriviamo al resentello…) e innamoramenti che si consumano a tempo di record prima di vedere il sole calare.
Come, prego? C’è chi mi sta chiedendo il motivo per il quale si dovrebbe sprecare (sì, sprecare) un intero capitolo per descrivere l’incontro al resentello di rampanti giovanotti in piena crisi ormonale? Perché c’è un poco di Hogwarts in ogni fyccina, miei cari. E perché il fatto che le sgallettate incontrino (vi pare che non li incontreranno dal vivo? Suvvia, this is fycci!) i Tokio Hotel quando ormai hanno dato in pegno il loro cuore ad altri rende il tutto più drammatico.
Certo, non drammatico quanto il francese della aspirante interprete:
-bonjou!! HOTEL MERIDIENE!!!
– bonjour je sui michela remoto je vudrai prolungée mon sojourn avec l’ hotel.. de une journ!!
– mais qui !!! se possible!! allor 2 chambe un multiple e ancor un single…puor deux journs!!! va bien???
– qui merci becoup!!!  A’ bientot!!!

Né quanto il vivaio di nuove conoscenze nelle quali siamo costretti ad imbatterci (kika, l‘ennesima amica, e lo zio SAKI -tutto maiuscolo, stavolta… mai che si trovi una via di mezzo- la guardia del corpo dei tokio…………. avete capito, miei cari? E’ la guardia del corpo. Guarda caso) o quanto altre relazioni che sbocciano con la stessa velocità alla quale Costantino cambia gel per capelli. O quanto cellulari col blotoot, o ancora milck scake da consumare in gelateria. Come se una real person sui Tokio Hotel con Mary Sue assortite non fosse già abbastanza pesante di per sé.

Terzo capitolo. Da Monaco (credo il Principato, per ovvietà geografica… sarebbe stato più corretto dire Montecarlo onde evitare equivoci), le nostre fanghèrl raggiungono l’aeroporto di Nizza, dove le aspetta zio Saki. Ovviamente con i Tokio Hotel. Bella guardia del corpo che si ritrovano: li porta in giro come cagnolini mentre sbriga le proprie commissioni!
Dopo un siparietto di presentazioni in pieno stile fyccina, dove tutti ben presto diventano amici di tutti (Tom si rivolge a miky chiamandola bambola)… anzi, dove miky diventa amica di tutti (davanti al trionfo di testosterone sprigionato dai quattro tedeschi, rika e kika diventano banali pianticelle di contorno), la carovana s’imbarca sull’aereo che raggiungerà Parigi. Il posto a sedere di miky, che sta
sclerando di brutto, è casualmente accanto a quello di Bill.
Ed ora, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, preparatevi ad entrare nel vivo della storia. Perché il dramma sta iniziando a consumarsi.
Dopo l’annuncio da parte del personale di bordo in un italiano quanto meno bislacco (preghiamo a tutti i passeggeri di spegnere i cellulari e di allacciare le cinture di sicurezza!), miky va nel panico più totale:
-no!!!!!!! dobbiamo spegnere il cellulare e se mi chiama Andrea????-
Perché la tratta Nizza-Parigi è seconda in lunghezza solo alla Londra-Hong Kong. Non si può tenere spento il cellulare per un periodo di tempo così lungo… ma non lasciatevi trarre in inganno, miei piccoli lettori. Anche questo è uno studiato espediente letterario, che ha il fine di introdurre il fantasma di Andrea nel rapporto che si instaurerà tra la protagonista e l’effeminato Bill Kaulitz:
– chi è Andrea????- domanda infatti il ragazzo, in uno sfarfallio di ciglia appesantite dal mascara.
– il mio ragazzo-
– ah!!….-mi sa che c’è rimasto male e infatti non mi ha dato più retta fin quando io non gli ho rivolto la parola..
Ne aveva anche motivo credo… se non rivolgi la parola a qualcuno, come fai ad aver data ragione o torto?
-ehi!! ti sei incazzato???-
– e per cosa????-
– perchè ho detto che sono fidanzata!!!!-

Ricordiamo alla gentile clientela che miky e Andrea si sono messi assieme due giorni orsono. E poi vi lamentate che i giovani d’oggi vogliono solo cazzeggiare senza impegnarsi e pensare al futuro!
– sai pensavo che avevo la strada spianata per stare con te!!!-mi dice facendo un sorriso a 32 denti
Non è romantico? Non appena ha visto miky, Bill ha subito deciso di stare con lei. Anche se c’è una strada da spianare… chissà perché, ho una nitida immagine di Andrea che finisce spiaccicato sotto un rullo compressore… tipo Wile E. Coyote. *Beep Beep!!*
– sai è la cosa che ho sempre sognato!!-
– cosa??-
– stare con te ! ma… ho sempre saputo che è impossibile stare con te!-
-perchè è impossibile stare con me???-
– perchè tu sei famoso???-

Mi chiedo poi perché si urlino a vicenda. Iniziano a farmi male le orecchie… Haldir! I tappi!
– no cazzo!! sbotta con femminea grazia Bill, avendo cura di rassettare la ciocca di capelli che copre l’occhio bistrato, non devi vedermi come un ragazzo famoso e che non potrai mai avere voglio che mi vedi come un ragazzo normale!!- Soprattutto, devi vedermi come un ragazzo sobrio, classico e dai sani principi… uno all’antica, insomma. Come il principe di Cenerentola. Che le ha rubato trucco e vestiti, però.
-peccato che non lo sei!-
– non dire così!! –
– dai basta!! devo dormire !! se no sclero-
Chissà qual è la traduzione tedesca per sclerare… perché i dialoghi sono in tedesco, vero?
– ok!!! allora buona notte!!! -si gira verso di me e mi bacia!!!! *O*
– ehi!! sono fidanzata!!non posso!!!- Meno male che se l’è ricordata… anche perché, meno di quarantott’ore prima, aveva brigato tanto per Andrea.
– dai ma ora non c’ è il tuo fidanzato!!!-
– lo so ma questo non vuol dire che siccome lui ora non c’è io posso fare cosa voglio!!!-
– dai smettila ! lo so che lo vuoi anche tu!!-
– lo so anche io !! ma …no posso !!-
– dai vieni qui! -lui si avvicina si avvicina sempre di più a me e… mi bacia dinuovo .. questa volta ci baciammo con molta foga
(e saltiamo dal presente al passato con allegria!) . sentivo il suo pircing (pircing? O_O) che strisciava contro la mia lingua
… non posso farlo! ma infondo andrea non era qua!!! e quindi… se faccio questo sbaglio lui non lo verrà mai a sapere!!! ma si!! cosa me ne frega !!! viviamoci la vita!!! (eccheschifo)
Ma sì! Viviamoci la vita! Slinguazziamoci col primo che incontriamo! Passiamo dal discorso diretto all’indiretto alla narrazione senza dar conto a niente e a nessuno, liberiamoci dal pesante vincolo della consecutio temporum! Allegria, amici ascoltatori!
– miky!!!! sei fidanzata cazzo!!! con il ragazzo della tua vita e vuoi rovinare tutto per stare con un ragazzo che dopo oggi non lo vedrai più????- mi dice rika interrompendo quel bacio molto speciale..
– e dai rika!!! tanto Andrea non lo verrà mai a sapere !! vero???-
– stai tranquilla da me non lo saprà mai !! questo e sicuro!! ma da ylenia non credo!! ti ricordi a jessica!!-
-e si!! che stronza che è stata!!!va bè l’ importante e che ylenia non lo sappia !!!-
– e si!! però se vedi che io mi bacio con Gustav…. non dire niente a Stefano!! ok???-
– e brava rika !!! continua così!! brava brava!!!-

Temo che queste righe si commentino da sole. Non viene da chiedersi per quale motivo l’autrice si sia affrettata tanto a far “fidanzare” le protagoniste della sua storia se poi, il capitolo successivo, spuntano più corna che in un cesto di lumache?
Ora che sono di nuovo soli, Bill continua la sua danza di seduzione. Si sa, l’aereo concede numerosi anfratti nei quali ci si può lasciare andare ad effusioni senza esser visti. E no, il fatto che la prima classe è prenotata solo per noi quindi non c’è nessuno apparte noi!!! non basta.
Tra mani che raggiungono reggiseni, mini che si alzano e s’abbassano come saracinesche e sorrisetti sexi… urge un bagno. No, non per vuotare il catino, Haldir ha imparato a farne a meno. Miky deve semplicemente rifarsi il trucco e i capelli. Con il suo idolo a lato, in un cunicolo claustrofobico di un metro cubo. Ed io inizio ad avvertire una fastidiosa puzza di gattamorta. Ed è proprio qui, sul " muretto" vicino al lavabo, a mille mila metri d‘altezza che il rituale di seduzione di Bill raggiunge momenti di puro lirismo:
mi abbassa la gonna e rimango con le culot (saranno la versione minimal delle coulotte?) con scritto " OPEN 24 OUR " (letteralmente, “APERTO 24 NOSTRO”)
Nonostante il suo approccio irresistibilmente fine e suadente, il nostro Bill non riesce a varcar la carnea soglia di miky. Quando la porta del bagno si riapre sono ancora candide colombe. E gemello dell’uno e zio dell’altra si sono appostati proprio là davanti per non perdersi le reazioni a caldo.
– divertiti???
– si tanto zio!!! mio zio mi guarda male

Ah beh. Meno male che ALMENO la guarda male. Capisco che bisogna essere famiglie moderne. Ma non so quanto piacere possa fare sapere che la propria nipote si sbombazza qualcuno in più e più posizioni a pochi centimetri dal posto in cui si è seduti.
– Bill non voglio che finisca come le solite ragazze che vi scopate !!!
Ma quanto è trendy e all’avanguardia questo zio! Dice le parolacce davanti alla nipote! Ora sì che abbiamo mostrato tutti la nostra fiquosità! *O*
– tranquillo Saki !! ah Tom fra 4 giorni si va a vedere l’ esame di maturità di miky e le altre!!
Quindi miky e le altre sono andate a sculettare per le strade del paesello e a far esplorare le tonsille ai maschietti della fauna locale -oltre che organizzarsi per il concerto- a meno di una settimana dall’esame di maturità?
Per usare un gergo che s’addica agli standard della fyccina:


Come, come non è, come a Mosé, i nostri eroi finalmente atterrano sul suolo parigino.
Sarà il profumo delle baguettes che lì si tengono rigorosamente sotto l’ascella sudata.
Saranno i croissant con lo champagne.
Saranno i velenosi fumi della Senna.
Sarà, sarà quel che sarà, a questo punto della storia inizia a non capirsi più niente. Tranne che:

  1. I binbiminkia (sì, è binbominkia anche lo zio) vengono smistati in due diversi furgoni. Speriamo siano portavalori e che subiscano una rapina a mano armata. Che non lasci sopravvissuti.
  2. Yle rivela ai cornuti a casa l’amara verità. A tempo di record.
  3. Rika riceve un sms di rara finezza (amore…. Cos’è sta sta storia che stai con un certo frocio ?? com’ è che si chiama… ah si!!! Gustavo???? sei una puttana!!!!). Sempre a tempo di record.
  4. Rika e Yle ingaggiano una rissa che manco in Smack Down vs Raw.
  5. Andrea ha i superpoteri:

Andrea mi richiama e questa volta con la video chiamata… io rispondo…- che c’è??? gli dico io
– ah!! ancora mi dici che c’è????
– senti andre non ci rompere il cazzo!!!
– io????sono io quello che va a Parigi per vedere un concerto e intanto ti fa le corna???
– basta!! finiamola qua!!! lo sapevo che non potevo stare con uno come te!!!
– allora ok!!!finiamola qua!! ciao!!

Un teatrino di bassa lega al quale non siamo abituati e per il quale ci indigniamo, nevvero Mangiamorte? Tali picchi di squallore non sono mai stati raggiunti, nemmeno nei vicoli dei più sperduti e degradati bassi babbani.

Si potrebbe pensare d’aver raggiunto il fondo. Di aver assistito al massimo che un’accozzaglia di atrocità potrebbe concedere. Ebbene, non è così.
A consolare miky non basta Bill, che sta male se lei sta male. Come un deus ex machina, squilla il cellulare. E chi è?
sono David Jost il menager dei Tokio Hotel!!
I colpi di scena si susseguono. Il primo è: come fa il mAnager dei Tokio Hotel ad avere il numero di una sbarbina qualunque?
– allora , lei farà l’ università studiando sul pulman con i ragazzi tramite un computer e… però inizierà già dal primo giorno che starà con loro a intraprendere la sua attività da interprete!!!!
Sapete chi ho chiamato per dare un senso a questa frase? Stephen H. Hawking. Ed anche lui ha avuto seri problemi a tradurre.
Dunque.
Ricapitoliamo.
Miky non ha ancora passato l’esame di maturità. Né lo passerà, perché ha una conoscenza delle lingue pessima. Così, dal nulla, il mAnager della boyband che va per la maggiore, la chiama per proporle di lavorare come interprete senza avere nemmeno una laurea. Laurea che acquisirà… studiando via computer in una carretta.
È una cazzata così colossale che la Rowling guadagna punti.

So quanto siete sensibili, miei cari. Non vi narrerò cosa accade dopo, credo d’aver raggiunto una controproducente saturazione.
D’altra parte, come si fa a non saturarsi quando ci si trova davanti ad un copione assolutamente sragionato e sragionevole, popolato da gallinacci isterici affetti da gravi forme di disturbo bipolare? Come si fa a torturare in pace un babbano quando si vedono maiuscole che mancano, quando le virgole vengono inghiottite da vere e proprie Voragini del Fato? Quando si presta più attenzione al colore delle scarpe tacco 10 che a colorare il carattere e il vissuto del personaggio del quale si scrive? Quando la trasgressione viene spinta ad un punto tale da non esser più trasgressione, ma mera, cieca, coatta stupidità?
Con questi interrogativi, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti miei membri del Ministero, io vi saluto.
E non dimenticate di mettere la mini nel bagaglio a mano.



No, Haldir, non mi interessa se la Mini è una macchina. Ce l’ha fatta miky, a farla entrare nel bagaglio, DEVO farcela anch’io!

Che maledioza di fic!

Le feste di Natale sono una cosa bellissima: la neve che cade, Lucius che appende lucette di forma fallica fuori da Malfoy Manor, L che affetta il panettone lanciando strane occhiate al coltello, i regali, i fuochi d’artificio e tante fyccine per tutti.

Come promesso sono rimasta ben lontana dalle fyccy originali e ho cercato di immergermi nella gioiosa atmosfera vacanziera con un bel ritorno al mio fandom preferito; la stellina in questione è l’ultima opera di harrytat, http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=260476&i=1

Universo Potteriano, naturalmente.

 

Sapete, miei cari, alla Tana è Natale: girano dolci, doni e spinelli di cacca di Doxy, Harry e Ginny pastrugnano su ogni superficie piana e non, e tutti sevvoglionobbene. Manca solo Hermione, che non appena concluso il primo quadrimestre del settimo anno è partita alla volta l’Australia per raccattare i signori Granger che, ricorderete, erano stati mandati a ramengo senza memoria più di un anno prima. Insomma, invece di andare a riprenderseli una volta sconfitto Voldemort, la devota figliuola se l’è presa comoda di qualche mesetto; avrà voluto provare l’ebbrezza dell’indipendenza, chi siamo noi per sindacare?

Ma questo non è un Natale qualunque, Harry ha deciso di accasarsi ed ora vuole fare le cose per bene: prima di chiedere ai signori Weasley la mano di Ginny, o soprattutto a Ginny la mano di Ginny, ne parla all’inseparabile Ron.

 

         IO VOGLIO DOMANDARE A GINEVRA DI SPOSARMI… INSOMMA.. NON SUBITO… MAGARI FRA DUE O TRE ANNI.. MA VOLEVO FARLE UNA SORPRESA IL GIORNO DI NATALE…

 

Ohhh, che dolce, Harry! E il mio sogno nel cassetto che il mio fidanzato diciottenne mi metta in crisi durante uno splendido cenone chiedendomi di sposarlo nonostante entrambi non abbiamo ancora finito la scuola. E che dopo averlo fatto rettifichi: No, mica adesso, fossi fesso. Tra due anni. Tre. Magari quattro. Senti, ma vuoi incastrarmi!? Perché dovremmo sposarci!? No, basta, questa relazione è opprimente, lasciamoci!.

Ma siccome gli uomini vengono da Marte e le vestali dal Tempio, non stiamo a spaccare il capello in quattro e prendiamo le cose come vengono.

Ron ha qualche dubbio, difatti, ma viene presto rassicurato dal fatto che sarà Ginny a scegliere la data del matrimonio-lontano-lontano ed Harry comincia a pensare a quando potrà parlare con la fidanzata, quand’ecco che la mattina successiva una lettera di Hermione arriva a fermare i giochi.

 

Ok, sembrerebbe la classica dichiarazione dell’ultimo minuto alla “ti-amo-perdutamente-avrei-dovuto-dirtelo-ogni-giorno-da-che-ti-ho-incontrato-non-sposare-quella-troietta-rossa-ti-prego!”, ma è qualcosa di molto peggio.

 

CARO HARRY, (e fin qui)
COME SAI SONO ANDATA IN AUSTRALIA A RIPRENDERE I MIEI GENITORI….
(manco dovesse riprendersi il gatto)
BE’,IO HARRY
(tu Jane) NON SO COME DIRTELO MA HO SCOPERTO UNA COSA,CHE ALL’ INIZIO MI HA LASCIATA
SORPRESA,MOLTO SORPRESA MA POI RIFLETTENDOCI,HO CAPITO CHE PER ME NON CAMBIA NULLA…
INSOMMA,NON CAMBIEREBBE IL NOSTRO RAPPORTO… MA PENSO CHE CAMBIEREBBE LA TUA VITA….
(Cambia la tua vita: con New Giorno e Notte Plus con fucopure puoi!)

OH HARRY,.NON SO COME DIRTELO….
ANZI, NON TE LO DICO… 
(Ahò, stronza, e diglielo!)

TI ASPETTO QUA  IN AUSTRALIA sarò nuda sul letto,NON PORTARE NESSUNO CON TE ti voglio mio,E UNA QUESTIONE PRIVATA ti prego spogliati.RIGURDA TE,ME E IL NOSTRO FUTURO.

 

Insomma, dopo questa lettera misteriosa Harry, che è già “abbastanza allarmato di suo”, non può fare a meno di seguire il consiglio di Hermione: levarsi le mutande e partire alla volta dell’Australia!

 

MEZZO GIRO SU SE STESSO E QUANDO APRI’ GLI OCCHI VIDE HERMIONE

 

Uh. Giusto. Può Smaterializzarsi. E allora, di grazia, perché Hermione non si era Materializzata a sua volta alla Tana per parlargli, invece di mandare quella strana letterina inquietante?

Perché vi assicuro: d’accordo che non sta bene Materializzarsi nei salotti altrui, ma quello che Hermione deve dirgli non è mica una cosina da niente. Prova ne è il fatto che non appena se lo trova davanti non si perde in chiacchiere, ma trascina l’amico in cucina (?) dove uno sconvolgente spettacolo mette a dura prova il palpitante cuoricino di Harry.

Lily e James Potter, quelli morti stecchiti quasi da vent’anni, quelli per i quali Snape è rimasto rispettivamente vergine e complessato, quelli che in sette libri hanno più volte chiacchierato dall’aldilà con Harry caro, quei Potter, se ne stanno a ciondolare per la stanza (la fyccy è disgraziatamente sprovvista di notazioni descrittive). Sono sorprendentemente vivi, sorprendentemente in Australia, sorprendentemente in contatto con Hermione.

 

Because impossible is nothing: forever adidas.

 

Lily corre ad abbracciare il figliuolo ritrovato, singhiozzando la solita filastrocca (sei uguale a James, gli occhi sono i miei, ma quanto è bbello il tesoro di mamma tua), lacrime e abbracci si sprecano, ma per fortuna cè Hermione a ricordare a Lily di fornire una spiegazione.


-HARRY,LEI
(prego, i riflettori illuminino Hermione) E’ TUA SORELLA…
-MIA SORELLA??
(prego, i paramedici sorreggano Harry)

-SI,HARRY,SONO TUA SORELLA…
e ci siamo ritrovati ai confini della Galassia dopo aver sconfitto la Morte Nera!
-MA COME,QUANDO,DOVE PERCHE’…

 

Giuro, giuro, giuro: l’ultima frase non l’ho aggiunta io U_U

 

Veniamo a sapere, miei prodi compagni di sofferenze e intrighi, che i signori Potter non sono mai stati uccisi da Voldemort: l’hanno astutamente ingannato, non si sa come – non perché si glissi ma proprio perché non se ne sono accorti loro stessi – e non appena il Signore Oscuro si fu DISSOLTO NEL NULLA dopo essere stato colpito dalla sua stessa MALEDIOZA, scaricarono Harry ad Hagrid (un Mezzogigante, una garanzia: lasciate anche i voi i vostri figli nelle mani del nostro delicato amico!) e se ne fuggirono via. Ovviamente quello che ora cercano di dare a bere è che l’hanno fatto per proteggere Harry.

Da Voldemort che si era appena dissolto.

Non appena le cose sembravano migliorare.

Ha senso.

Credo che la maledioza di Tom abbia colpito un po’ tutti i presenti, eh?

Ma attenzione, l’avvincente racconto continua:

E NOI AVEVEMO, CON UNA POZIONE ,ALTRE SEMBIANZE E POI SIAMO DIVENTATI MR, E MRS GRANGER….(false identità Babbane con specializzazione odontoiatrica in saldo per tutti!)POI,DOPO  POCHI MESI DIEDI ALLA LUCE HERMIONE e SCELSI DI NON USCIRE ANCORA ALLO SCOPERTO…..

Ma ora è il momento di fare coming out, la società è pronta, il mondo li attende!

 

Qualsiasi cosa possiate protestare sul fatto che Hermione in realtà sia più anziana di Harry, non cominciate nemmeno: l’autrice ci informa graziosamente che la storia è sua e quindi le cose vanno come vuole lei. Approfitto dell’occasione per informarla dell’esistenza di Alternative Universe tra le avvertenze.

 

         POI TU SEI ANDATO AD HOGWARTS E HAI LEGATO SUBITO CON TUA SORELLA E CON RON WEASLEY VERO?

         Legato? Mamma, ma Hermione… è incinta di mio figlio!

 

No, non dice davvero così, ma sarebbe stato tanto più interessante ._.

 

Harry, devo ammetterlo, sta prendendo la faccenda piuttosto bene. E’ tranquillo, comprensivo e fa una bella domanda sensata: perché non l’hanno contattato, in tutti quegli anni? L’hanno lasciato solo ad affrontare Dissennatori, Malfoy arrapati, serpenti giganti (ovvero sempre Malfoy arrapati) e schiere di Mangiamorte (blabla, Malfoy arrapati, blabla). Come hanno potuto?

 

-HARRY,VOLDEMORT NON ERA MORTO E TU ERI IN PERICOLO… Dicasi strizza, capiscici! Che dovevamo fare, andare in diretta televisiva  a fare "ciao-ciao, Signore Oscuro, facci a fettine"?  E sai che palle quando abbiamo capito che pure tua sorella si era messa a fare la piccola investigatrice di maghi oscuri, non si può mai avere una vita tranquilla. E COSI’ DIVENTAMMO SILENZIOSI SPETTATORI DI QUESTA TUA PARTITA…..E POI VENIMMO A SAPERE (ah, non fosse per le voci di corridoio) CHE VOLDEMORT ERA STATO BATTUTO…. (in un duello mortale o a Spara Schioppo?)

 

Questo è troppo per il piccolo Potter, che esce di casa con le lacrime agli occhi, consapevole di non poter perdonare diciassette anni DI SILENZI,DI BUGIE,DI SOTTERFUGI,DI DOLORE.

Hermione gli corre dietro per consolarlo e assistiamo alla scena topica in Luke/Leila style: ci sono abbracci, ci sono profferte di amore fraterno, mancano solo gli Ewoks saltellanti e Han Solo in procinto di spaccare la testa a Harry.

Ora fratello e sorella devono essere forti e perdonare i genitori per tutte le loro menzogne, la loro schifosa vigliaccheria, gli orrendi capelli ereditari, il pessimo gusto estetico e la passione per il golf: ora sono una famiglia. E POI MEGLIO VIVI CHE MORTI NO?

 

Lultima, inoppugnabile argomentazione degna dellarguzia di Hermione convince Harry, che torna in cucina per abbracciare i genitori ritrovati e confessare che li perdonerà, se gli prometteranno una cosa.

Cosa?, gli chiede James. Cosa?, ci chiediamo tutti.

-NON ABBANDONATEMI PIU’!

 

 

 

Pirla, in un momento simile avrebbe potuto chiedere qualsiasi cosa e lui la butta sul sentimentale…

 

Beh, spero che vi siate goduti l’Australia, abbiate preso la tintarella e abbiate fotografato i canguri perché è ormai tempo di tornare alla Tana; dove, vi ricorderete, ci si accingeva a festeggiare il Natale e un fidanzamento.

Consiglierei di premere il tastino “avanti veloce” sui nostri telecomandi e di non soffermarci sulla reazione di Molly nel trovarsi i non defunti Lily e James sull’uscio di casa (qualcosa di molto simile a “Toh, siete vivi?”), né sul predicozzo che Ginny impartisce ai due, che si conclude con Lily che le molla un ceffone (saggio inimicarsi la futura suocera, saggio).

Passiamo invece a quel che fa Hermione: tutta eccitata per la novità, corre a condividerla col suo (segretamente) amato Ron. E, devo dire, lo aggiorna manifestando la delicatezza di uno Schiopodo incazzato: lo saluta, lui le dice che quando c’è lei si sente meglio (Casanova inside) e lei sgancia la bomba.

-Mi dona il cognome Potter?

A Ron viene una sincope, cominciano a ballargli davanti agli occhi tanti Harry&Hermione che gli fanno “gnegnegne” al di là di una torta nuziale, e con le lacrime agli occhi molla lì Hermione come una scema per andare a fracassare la testa a Potter. Il capitano Han Solo era stato molto più discreto; impara, Ron, impara.

Volano insulti (ti-trombavi-mia-sorella-e-ti-sposi-la-mia-donna-io-ti-uccido!) e botte da orbi, prima che riescano a chiarirsi in una nuvoletta di pucciose banalità.

A questo punto, lo ammetto, non ho più continuato la lettura; dicasi istinto di sopravvivenza, signori miei. Scorrendo i prossimi capitoli scoprirete che ci saranno morti, matrimoni e la mirabolante apparizione di un Draco innamorato: se sarete forti, saprete superare tutto questo.

Buone feste, miei adorati, e un 2009 ricco di perfide ispirazioni e azioni malvagie!

The exorcism of Nate 'Near' River

Sapevate che uno dei testi base del corso di Sociologia delle fanfiction è La partenogenesi del fandom?

Se la risposta è sì, avete preso una solenne cantonata: Sociologia delle fanfiction non esiste. Però la partenogenesi ci deve essere, altrimenti non si spiegherebbe la nascita di certi sotto-fandom che ormai fanno storia a parte rispetto alle storie originarie. Un buon esempio è Death Note, in cui la corrente delle ff dedicate ai gai (non gay – anche se, insomma, a volte sembrerebbe…), insomma, ai lieti passatempi della Wammy’s House ha ormai quasi monopolizzato quella sezione del Tempio, e forse anche di altri archivi. Bisognerebbe analizzare questo fenomeno per capirne i motivi.
Tutta questo discorso pseudo-accademico ha due obiettivi: allenarmi alla tesi e introdurre Lovely Bet di Serenity, long-fiction dedicata ai successori di L: si tratta infatti di una MelloXNear e una NearxMello, come ci informa, con grande amore per le sfumature, l’autrice. La suddetta ci informa anche che il linguaggio è un pò colorito,ma non è così fastidioso da urtare la vostra sensibilità. Mi fa piacere che la vestale ci conosca tutti così bene, spero solo che non sia una agente della CIA o, visto il contesto, dell’SPK. Infine, prima di lanciarci nella storia vera e propria, veniamo informati che nella fic (“Vesty, mi fai vedere la fic?” “Ma come ti permetti? Maiale! Porco!” “Ma che hai capito? Intendevo la fanfiction…”) Mello e Matt hanno quindici anni, e Near quattordici. Considerato che Mello lascia l’istituto quando Near ha tredici anni, questa notazione non sembra avere altro scopo se non quello di voler inserire a viva forza un anacronismo, ma non cerchiamo il pelo nell’uovo.
Non fatevi ingannare dalla definizione “commedia” e “comico”: questa fanfiction in realtà è la cronaca di un dramma, il dramma di un fanciullo innocente che cerca disperatamente di restare IC, ma purtroppo finisce per soccombere al diktat shonen ai che sembra vigere nel fandom dell’agendone killerone.
La storia inizia infatti con un Near con le migliori intenzioni, desideroso di trascorrere un pomeriggio con il suo puzzle monocromatico e i suoi robot giocattolo. Certo, molti potranno pensare che a quattordici anni sarebbe ora di cercare modi migliori per passare il tempo, ma ricordate che Near è più intelligente di tutti noi messi insieme, e sa bene che in quella succursale di Hogwarts che è diventata la Wammy’s House gli svaghi disponibili non sono adatti ad un giovinetto ancora illibato, quindi meglio restare per i fatti propri e non andare a cercare guai.
Pia illusione! Sono i guai che lo trovano, sotto forma di Matt, che lo raggiunge per fargli una proposta:
“E’ semplice: tu mi toglierai questa soddisfazione e io ti ricompenserò adeguatamente.”

So a cosa state pensando, ma tranquillizzatevi: è qualcosa di peggio. Matt vuole infatti fare uno scherzo memorabile a Mello, e questo scherzo dovrebbe consistere in un bacio a tradimento affibbiatogli dal suo grande rivale, vale a dire proprio Near. Memorabile davvero. Ma perché Matt vuole dar sfoggio di questo “brillante” senso dell’umorismo? Per vendicarsi dell’amico che gli ha cancellato una partita alla PSP.
Se L è un emo e Mello un truzzo, Matt si riserva un posto d’onore nella categoria dei bimbiminkia.
Near resiste stoicamente alla direzione che la trama sta prendendo, e risponde proprio come ci si aspetterebbe da lui: “Non se ne parla”.
A quel rifiuto,Matt assunse un’espressione esterreffatta
. Ovvio: un personaggio di manga che rifiuta di scambiare effusioni con il suo acerrimo nemico? È inaudito! Ma dove andremo a finire?
Di fronte alle insistenze del tossicomane, che lo tenta promettendogli un vecchio Game Boy argentato (quasi in tinta con Near), il nostro eroe cerca di ricorrere a spiegazioni logiche per evidenziare l’assurdità dell’idea e la pericolosità della reazione di Mello. A questo punto Matt, sconfitto sul piano dei ragionamenti – anche se in questo caso lo avrebbe battuto pure Matsuda – passa al piano di riserva: si inginocchia ed inizia a implorare: “Posso anche addossarmi tutta la colpa,ma non dirmi di no! Ti prego,ti prego,ti prego, ti prego!”
Illuso! Figuriamoci se di fronte a questa scena raccapricciante – e alla mancanza di spazi dopo le virgole – Near cederebbe, glaciale com’è!
“Immagino di non avere molta scelta. Accetto la tua scommessa.”

I beg your pardon?

Near, per carità! Come sarebbe a dire che non hai scelta? Puoi chiamare Roger e denunciare Matt per istigazione alla prostituzione, puoi fingere una crisi epilettica dovuta ai riflessi del sole sul puzzle bianco, puoi semplicemente continuare a rifiutarti, ma non puoi cedere così dopo esserti difeso così tanto e così bene dai tentacoli dell’OOC!
Niente da fare, Matt esulta e se lo trascina dietro come se fosse un orsacchiotto di pezza, e insieme vanno alla ricerca di Mello.
Lo trovano nel giardino, appoggiato ad un albero, addormentato e con un libro di poesie di Shakespeare al suo fianco. Non leggevo una descrizione così impregnata di lirismo dai tempi di Melissa P.
Alla vista del Mello addormentato nel bosco Near sente il cuore battere più velocemente, e non riuscì a spiegarsi il perché di ciò. Io una spiegazione ce l’avrei, ma vorrei tanto non fosse quella giusta.
Il tredicenne è esitante, ma il bimbominkia lo esorta all’azione, ed estrae una macchina fotografica.
“Allora siamo d’accordo: io mi nasconderò dietro ad un albero con la macchina fotografica e tu ti avvicinerai a Mello senza svegliarlo ed incollerai le tue labbra alle sue per un paio di minuti,giusto il tempo di fare,diciamo,tre o quattro scatti,dopodichè ce ne andremo alla svelta nelle nostre camere prima che si svegli. Hai capito tutto?”

Io ho capito che le vere intenzioni di Matt sono quanto meno equivoche.
Meglio non indagare, anche perché in tutto questo la cosa veramente sconcertante è che Near si presti al gioco. Eccolo che si avvicina al volto di Mello, e sente aumentare ulteriormente le palpitazioni, avverte il profumo dei suoi capelli,una fragranza delicata che invadeva piacevolmente le narici del naso. Near chiuse gli occhi per assaporarla a fondo e per ascoltare il ritmo regolare del suo respiro.
Potrei stare ore e ore qui

Ad accarezzare

La tua bocca ed i tuoi zigomi

Senza mai parlare

Senza ascoltare altro, nient’altro che

Il tuo respiro crescere

Senza sentire altro che noi

Nient’altro che noi
*O*
Ora sappiamo che alla Wammy’s House trasmettevano a ripetizione Max Pezzali, il che spiega anche la capacità di L di assorbire quantità industriali di zuccheri. Tra l’altro, dalla regia Red Ronnie mi segnala che ne La regola dell’amico tutti “prendon posto accanto a te / accanto ai tuoi capelli che / hanno quel profumo…”, quindi i casi sono due: o negli orfanotrofi Max rules, o l’ormai leggendario “biondino degli 883” è Mello.
Tornando alla storia, Near, mischinu, è preda dello smarrimento.
Possibile che bastasse così poco per provocargli quella reazione?

No.
Che si stesse innamorando di lui?

Neanche.
Si decise che avrebbe riflettuto con calma sulla situazione in camera sua.

Ecco, bravo, ritirati nella tua stanza e rifletti sulle prossime mosse per sconfiggere l’OOC.
Purtroppo, questo non avviene. Near continua ad indugiare sul volto di Mello, forse un po’ troppo visto che Matt, con il tatto di un orango, gli bisbiglia di muoversi. E così il successore del più grande detective del mondo indugiò per un secondo,indeciso se varcare una soglia che celava segreti sconosciuti,poi,con dolcezza,posò le labbra su quelle di Mello.
L si sta rivoltando nella tomba, e ora mi tocca rimboccargli la lapide.
Potremmo stendere un velo pietoso sulla sconfitta di Near, che perde tutto ciò che era rimasto del suo personaggio originale. O meglio, vorremmo, ma non possiamo, perché non è finita qui. Il laido Matt, infatti, gioisce per la sua vendetta e scatta le foto compromettenti, ma quando avverte Near che tutto è finito, l’altro non se ne accorge nemmeno, e continua a baciare Mello.
Improvvisamente capisco tutta la faccenda degli elfi del catino.
Matt lo richiama, ma Near persiste nel bacio. A questo punto è lecito supporre che sia stato posseduto dal GoS. Il bimbominkia, terrorizzato da ciò che Mello potrebbe fare se si svegliasse, alza la voce e inizia a sbracciarsi in maniera grottesca, ma niente, servirebbe un esorcismo per liberare il giovane River dal malefico influsso vestalico che ormai lo domina.
La situazione precipita quando Mello sta per svegliarsi: i due complottardi se ne accorgono, Matt scattò in avanti e corse verso il ragazzo dai capelli bianchi [perifrasi che aiuta davvero a esprimere la rapidità del tutto] Afferrò il collo della camicia con tutta la forza che aveva in corpo [e quanta forza ci vuole per afferrare una camicia?] e,con una velocità degna di un pilota di Formula 1 [qui ci vuole la forza!],lo trascinò,precipitandosi a nascondersi dietro ad un angolo dell’orfanotrofio e lasciando dietro di sé una scia polverosa [alla Wammy’s House non puliscono spesso, a quanto pare].
Mello si sveglia lentamente, come l’ippopotamo in tutù di Fantasia, e mentre si stiracchia si accorse di avere qualcosa di umido sul mento […] saliva… che non era sua e che non era fuoriuscita dalla sua bocca!
Ora, tralasciando il disgusto per l’immagine mentale di Near che sbava come un cane idrofobo – concediamogli l’attenuante del primo bacio – come diamine fa Mello a sapere che quella saliva non è sua? La riconosce dal sapore? Spero di no, perché vorrebbe dire che se la rimette in bocca, e c’è un limite a tutto; allora per il colore? Già più probabile, con tutta la cioccolata che mangia Mello deve avere una saliva marroncina, o al più beige, quindi se è di colore normale non è sua.
Sta di fatto che il nostro si infuria come un toro, e non ha tutti i torti, e inizia a gridare ai quattro venti in cerca del molestatore. Matt e Near ascoltano le sue urla dal loro nascondiglio, spaventati; ma se Near comunque cerca di dominare la paura e di mostrarsi impassibile, Matt invece è terrorizzato, e questo nonostante abbia convinto l’altro a prestarsi allo scherzo garantendo che Mello non sarebbe andato oltre qualche schiaffo, e che comunque lo avrebbe protetto da eventuali rappresaglie. L’abisso tra la spavalderia a parole e la paura nei fatti lo fissano per sempre nel ruolo di bimbominkia.
Su questa scena vagamente ispirata a Shining si chiude il primo capitolo. Che dire? Per parlare in tutta onestà la ff non è malaccio, è adeguata a ciò che si propone di essere, una storiella comica senza troppe pretese, a parte lo stile un po’ zoppicante in certi punti procede in maniera scanzonata come si addice ad una commedia, e la scena del bacio che non si interrompe è anche una trovata divertente. In più l’autrice spesso mostra ciò che avviene, più che descriverlo, ed è certo un punto a favore.
Solo che… Near!
Era riuscito a mantenere la sua dignità, grazie al grande successo del pairing Matt x Mello, speravo che almeno lui si salvasse, e invece niente, è stato posseduto anche lui, e come se non bastasse si comporta da perfetto allupato come nemmeno L in TransPub. In più, ora la sua vita è alla mercè di Kira, visto che è venuto meno lo scudo protettivo della mancanza di foto. Quindi ricapitoliamo: reputazione infranta, incolumità fisica in pericolo, vita a rischio. Danno, beffa e cocci, che altro si può desiderare dalla vita? E nonostante tutto questo, nonostante abbia accettato la proposta di Matt senza nessun motivo logico, nonostante abbia compromesso l’operazione baciando Mell oltre i limiti della decenza, il giovane Wert… Near ha anche il coraggio di prendersela con il suo compagno (di sventura, intendiamoci!) dicendogli, in chiusura di capitolo, “Te l’avevo detto”.
Ma inutile tergiversare: non ho scritto questa recensione per lodare Near, ma per seppellirlo: lievi gli siano la terra e, soprattutto, l’OOC.

Harmony a Hogwarts – Prima parte

Da quando le Mary Sue sono diventate una piaga comune nel mondo della scrittura amatoriale ne abbiamo viste veramente di tutti i colori, e non metaforicamente: more, bionde, rosse, alte, piccine, ma tutte, incredibilmente, dotate di seni sodi, chiappe di marmo e curve al posto giusto (manco fossimo all’autodromo di Imola).

Quella che oggi e in una serie di puntate successive vi propongo per ora non pare avere feeeeeeenomenaaaaaali poteeeeeeri coooosmici, ma in compenso è in grado di introdurre ai piaceri della carne anche un professionale, retto (non l’intestino), cinico e piacevolmente sadico docente quale il professor Snape.

Signori, signore, dobbiamo rassegnarci a questo triste fatto. Una Mary Sue può volare senza scopa, cambiare il colore degli occhi e sedurre l’algido Snape.

Fermi tutti.

Ci deve essere un errore.

Possibile? Snape illibato (forse), Snape totalmente devoto a Lily, Snape così perfido e severo, eppure coraggioso e incorruttibile… Siamo dunque allo sbaraglio, dobbiamo arrenderci alla mancanza di punti fermi, di certezze? Dobbiamo dedurne che la mamma non è sempre la mamma, che chi va con lo zoppo non impara a zoppicare e che la lana a novanta gradi non si restringe?

Non è ancora detta l’ultima parola, miei valorosi amici. Seguitemi, e vedrete che non ci sarà nulla da temere, perché il Bene trionferà, come sempre.

Dlindlon. Comunicazione di servizio. L’utenza è informata che la storia è classificata come NC-17. Preghiamo gli amici minorenni di allontanarsi dallo schermo, o esso li fagociterà. Dlindlon.

 

Potete trovare qui una cronaca fedele dell’accaduto: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=196450.

 

Lilian è una bellissima, sensualissima, provocantissima studentessa (insomma, l’ennesima Sue) che durante l’ora di Pozioni ha la brillante idea di farsi i casi suoi (possiamo dedurre che sia toppo intelligente per ascoltare la lezione, oltre al fatto che dichiaratamente odia Snape. Ricordatevi questo particolare, lei lo odia). Snape la guarda come per incenerirla e la rimprovera aspramente. Ecco. Fissate questo momento nella memoria, perché sarà l’unico, e dico, l’unico momento in cui tale personaggio sarà IC.

Non sia mai! “Ma è il mio compleaaaaaaaannnnooooooo!”, frigna mentalmente la gattamorta, che ne compie diciotto, giusto per aggirare il regolamento che vieta rapporti espliciti fra professori e alunni minorenni. E che, come se non bastasse, ha la fantastica idea di replicare, giusto per sottolineare che LEI è fyka e anticonformista e non si fa problemi a rispondere male all’intero corpo docente.

Snape, come ci si aspettava, si altera e le assegna una punizione non meglio definita: “Dopo cena, nel mio ufficio. Subito dopo il banchetto, bella topolona”.

No, spè, questo l’ho aggiunto io, ma nel contesto non avrebbe stonato.

 

La fighissima Lilian (spero che il nome almeno sia preso a caso, non potrei sopportare una versione porno della mia dolce Lily) si reca dunque in serata all’ufficio di Snape:

Dopo questione di attimi la mia mano prese il sopravvento e due tocchi esplosero dalla porta.

Hem, si. Il fatto che la mano prenda il sopravvento mi inquieta non poco, dato che ciò sembra preludere uno sviluppo torbido della vicenda. I tocchi sono bombe a mano, ve lo rammento, e questo amore è una camera a gas.

Snape, che nel frattempo si è trasformato in Gola Profonda, la invita sensualmente ad accomodarsi. Nell’ufficio, eh, per i doppi sensi andremo alla pari dopo.

Indossavo la solita orrenda uniforme della scuola, ma era sbottonata con sotto una maglietta scollata e aderente, in modo da mettere in mostra le mie forme, e avevo mossi capelli rossi che precipitavano fino ai miei seni alti e prorompenti.

Seno alto, seno bluuuuuuu….

Snape  ammira tutto quel ben di Dio in maniera assolutamente sconveniente (almeno per noi zitelle sessualmente insoddisfatte), “Mioddddio-Quanto-Sono-Sgnacchera” se ne accorge, e mentalmente ne gode.

Eh, già. Anch’io se un professore con naso adunco e i capelli unticci mi guardasse nella scollatura sarei felice e realizzata come dopo una gita all’Italia in Miniatura. Ma tant’è.

E poi, ricordiamoci ciò che abbiamo detto prima: LEI lo odia. E notoriamente se si odia qualcuno si cerca di portarselo a letto. Non l’avete mai fatto? Allora siete delle vecchie e frigide zitelle represse, (anche se siete uomini, beninteso) proprio come me, che personalmente credo che l’introspezione psicologica di questa ficcyna sia più o meno quella di un fumetto di Tiramolla. Ma torniamo alla storia.

 

Troviamo ora un dialogo surreale fra alunna e insegnante, durante il quale la bella manza prende ad accavallare le gambe e a fare altre mossette equivoche, di cui abbiamo una diapositiva:

la mia mano che si massaggiava innocentemente in petto, nelle vicinanze del mio seno caldo e pungente.

Vola, vola, vola vola, vola l’ape Maia
gialla e nera nera e gialla, tanto gaia…

A Snape sta per venire un coccolone, non ce la fa più. E noi lo capiamo, povera stella, non è facile resistere ai tentacoli di una Sue arrapata.

Avevo paura! Paura che da un momento all’altro la mia voglia di giocare maliziosamente avesse causato la mia fine.

A casa mia la chiamiamo “troieggio”, comunque… Che cosa teme la nostra sgnaccherona? Che il prof le salti addosso? Ma non è quello che vuole? Oppure teme che la punisca ulteriormente? Ma soprattutto: Che senso ha questa frase? Che senso ha tutto questo?

Pare che il momento solenne sia giunto: Snape si avvicina, la Sue freme, Snape la blocca, la Sue protende le sue labbrone canottose,  Snape si avvicina… E poi si allontana. Sarà rinsavito? Avrà sentito al vocina della sua coscienza, modello Grillo Parlante? Avrà sentito la puzza di fiori, garofano e cannella che la Sue sprigiona? No, signori. Vuole semplicemente conservare il bocconcino per la sera seguente.

 

Il giorno dopo, a lezione e, successivamente, a pranzo, Snape non fa altro che fissare la cara ragazza, che a un certo punto ne ha piene le tasche e se ne va a passeggiare per i corridoi del secondo piano. Tutta sola. Furbissssssssima. Mi ricorda tanto le protagoniste dei film horror, che si cacciano sempre in un pasticcio andando ad aprire porte che non devono essere aperte, saltellando per i boschi dove si aggirano serial killer e trovandosi casualmente a cogliere violette nei pressi del castello del conte Vlad a mezzanotte. Delle complete deficienti, insomma.

OVVIAMENTE un’ombra la insegue e, al momento più opportuno, la abbranca. (Che vi avevo detto?)

Noi, che pure siamo arguti come un intero stormo di quaglie, non ci mettiamo molto a fare due più due e a capire chi sia il losco figuro. Ma la Sue no. Ella si crogiola nel dubbio. “Chi sarà mai che mi palpa il sederino? Di chi sarà mai questa voce così calda e sensuale che mi parla all’orecchio? Sarà forse il salumiere? Il tecnico della caldaia? Il metalmeccanico dell’angolo?”

Finchè, la rivelazione: “Sarà mica Snape?”

 

E qui il dubbio mi ha assalita.

Passi la voce calda e suadente (magari aveva una laringite). Passi la punizione nell’ufficio (anche miss Umbridge puniva gli studenti nelle proprie stanze). Passino anche le occhiate furtive a lezione (magari è stato colto da uno spasmo nervoso).

Ma l’inseguimento per i corridoi con annesso tentativo di stupro, no. Possibile che il nostro Snape si comporti in questo assurdo modo? E dire che l’OOC non è segnalato! Qui c’è qualcosa che non va.

 

Poi però ho pensato… fermi tutti, ma questo non è Snape. Infatti! Non è lui! Questo è il fantastico, il mitico, l’unico…

L’UOMO OMBRA!

Tattatà-tatatatà-tatàààà!

Ah, beh. Allora non ci son problemi.

Visto, amici? Anche per oggi il Canon è salvo.

 

Vi concedo qualche secondo per tirare un sospiro di sollievo e asciugarvi il sudore dopo questo attimo di suspance.

 

Ma non vi rilassate troppo: sta per arrivare il bello. Non posso non citare, qui, perché il momento è assolutamente catartico: Snape/Cavaliere Mascherato e la Sue si scambiano un appassionato bacio, a seguito del quale, fra lingue danzanti e mani palpeggianti, avviene ciò:

La sua calda striscia l’apprendevo fremere nella mia mentre le sue grandi mani mi accarezzavano il corpo…

Ormai è assodato che Snape “versione ficcyna” abbia dei badili al posto delle mani. Ma… La calda striscia? Cos’è, quella che si usa per fare la ceretta? Quella della carta moschicida? Si accettano scommesse.

E dopo tre quarti d’ora di slinguazzamenti la Sue pensa bene di scappare. Complimenti per il tempismo.

 

Fine primo tempo, signori. A risentirci dopo la pubblicità-tà-tà-tà-tà.

 

Ringrazio Half- Blood Rose per il titolo di questa recensione e per la preziosa segnalazione, e Odiolarow per il betaggio.

Come fermare una lingua che gioca

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=167451&i=1 -> qui è pubblicata la favola di "Heroes".

Miei piumati giacobini, la vostra zietta è stata assai impegnata di recente, ma a colmare la mia assenza sono bastati i primi voli dei più coraggiosi della nidiata.
Ora, andate nei vostri baldacchini dai drappeggi in velluto argentato, sorseggiate la vostra tazza di assenzio caldo ed ascoltate la mirabolante favola di Peter e Nathan Petrelli.
“Eroe, fratello, amante” di AmarA.
È il compleanno del giovine eroe, ma non è affatto un dì di festa: Simone si è rivelata un’inutile femmina e l’ha scaricato, ancora prima che Peter le chiedesse di cominciare una relazione.
Sono cose che accadono, se ti piantano due proiettili negli organi vitali e non rispondi al nome di Claire Bennet…
Angela Petrelli è corsa da una non meglio specificata sorella, che potrebbe essere la gemella nascosta di Nathan, oppure la zia ammalata.
Desumo che Angie sia corsa ad assicurasi, che nel testamento fosse stata nominata.
Certo, coraggiosi piumini di cipria, cosa volete che importi a Peter di due squallidi, sozzi, monumenti del Peccato?
Dei Vascelli del Demonio e della Malattie più impensabili?
Niente, vadano dal loro creatore –il Diavolo- Simone ed Angela, si trascinino dietro pure la cognata, la nipote e tutte le sgualdrine, che con il loro respiro, avvelenano la società.
Peter desidera Nathan e non per una sana chiacchierata tra fratelli.
Il piccolo di casa Petrelli al terzo bicchiere è già sbronzo e barcolla sino alla porta, trovando ad aspettarlo…
Sylar!
No, eroici pulcini, ho invano sperato, ma fu mera illusione.
Alla porta c’è l’uomo volante, meglio conosciuto come "L’unica voce al mondo capace di fargli perdere il respiro aveva parlato! L’unica persona al mondo capace di fargli fermare il cuore per un istante era lì!”
YATTA!
*o* aggiungo.
L’entusiasmo mi ha contagiata, sono così garrula che potrei divorare l’intera genia Petrelli.
Nathan è un uomo di potere, capace di ammaliare con il suo adorabile modo di fare, persino un intero governo, come da testimonianza diretta: “Li ho mandati a stendere. Ho detto loro: ehi, è il compleanno del mio fratellino, fatevelo da soli, il congresso, che io devo festeggiare con lui!”
I membri del Congresso hanno, ovviamente, annuito e sono andati a stendere… I panni, credo.
Il che non è OOC, è qualcosa che sfiora la follia con la punta delle dita, non trovate?
Non c’è solo Nathan che se ne infischia della carriera, ma pure il Congresso che si ritira perché Peter compie gli anni. Peter, lo sperticato “fratellino” di Nathan.
Quando Nathan s’accorge che il fratello è ubriaco, gli strizza l’occhio, per avere accesso alle scorte di alcolici.
“Il respiro gli si era mozzato. Quella strizzatina d’occhio era tutta per lui. Suo fratello era lì per lui.”
I casi sono molteplici: Peter soffre di problemi cardio- vascolari.
Peter è una ragazzina di tredici anni davanti al cantante (?) dei Tokio Hotel.
Peter ha sniffato qualcosa in bagno.
Io, implumi eroi, mi scolo una bottiglia di Vodka per dimenticare e chiamo Envie, perché ne avremo bisogno.
Visto che Peter ha deciso di imitare Jack Sparrow, barcollando e parlando in maniera sibillina, Nathan lo aiuta a scartare la scatolina contenete l’anello di fidanzamento.
Ci siete cascati?
Sì, beh… Non siete lontani dalla tragica realtà, mentre Envie porta i sali alla signora Petrelli, proseguiamo.
Il contatto delle calde mani di Nathan (ha preso il potere di Ted? Sarà lui, l’uomo che esplode?) manda in estasi la fanciulla… Volevo dire, Peter.
Il dono è un album delle fotografie, qualcosa di sconosciuto a questa famiglia di debosciati.
Scorriamo Nathan sul vasetto, Peter fare pipì senza il pannolino, Nathan che va in bicicletta, Peter che va sul triciclo, Nathan a letto con Jessica… Oops… Questa la togliamo?
E pure quella in cui Peter è a letto con Simone?
Bene, innanzi a tale idilliaco tuffo nel passato, il sentimento ha la meglio sulla ragione: Peter ammette di essere innamorato del fratello, gli accarezza il labbro con un dito e lo bacia.
Envie, un catino, prego.
Intanto, tutti insieme facciamo: *o*
Nathan, invece, di spingerlo via e chiamare un esorcista, un genetista, uno psichiatra e trecento suoi collaboratori, nonché la madre; ricambia.
*o*
E catino.
*o*
E catino.
“aprì istintivamente la bocca alla lingua dell’uomo che gli stava di fronte.”
A me farebbe impressione: una lingua snudata davanti a te, manco fossi un medico!
Petrelli, un po’ di contegno, su!
“La sua lingua giocava a nascondino con quella di Nathan: si rincorrevano, si inseguivano, si trovavano e si accarezzavano”.
Qualcuno, di grazia, può fare un disegno di questo aberrante contatto?
Le lingue sono in giro per l’appartamento e giocano, con stridule grida di gioia?
Le lingue hanno le mani per accarezzarsi?
Hanno le gambe?
La signora Petrelli sta vomitando e maledicendo i suoi figli, suo marito, la sorella, la nonna, la mamma.
Io sono d’accordo con lei.
Questa toccante, struggente, delicata scena d’amore si chiude con un minaccioso “Dimostramelo” di Nathan a Peter e no… Non stanno parlando di abilità speciali, ma di vero, turgido sentimento incestuoso.
Io preferisco immaginarli avvinti dalla passione, con le lingue a spasso per casa, dimentichi di tutto.
Li vedo e scorgo Sylar giungere da loro, sopportare maschiamente il ribrezzo, scoperchiare loro il cranio e cibarsi dei loro cervelli.
Sì, per me, la storia, si conclude così.
*o*
C’è sempre un lieto fine.

Eneide (Prima parte)

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=160176&i=1

Delicati piumini cipria della zia, sono tornata a voi con una storia che stringerà le vostre viscere nella dolorosa morsa della passione.
“!! Avviso importante !! In questa storia verrà trattano il tema del twincest, se la cosa vi urta particolarmente, potete anche non andare avanti nella lettura. Uomo avvisato, mezzo salvato. Ho messo il rating Arancione perché non penso di descrivere scene troppo scabrose, se devo alzarlo fatemelo sapere. Detto questo, buon proseguimento di lettura!”
Hai capito, ottuagenario asmatico dietro al monitor?
Hai recepito il messaggio, sorella Adalgisa, del sacro ordine delle Vergini Pentite?
Sei uscito a picchiare un coetaneo, delizioso undicenne con coltello serramanico in tasca?
Bene, proseguiamo.
Tanto tempo fa, in un regno lontano lontano… Una coppia di coniugi dedita alle droghe, affibbiò ai propri gemelli gli strambi nomi di Enea ed Elettra, in onore alla mitologia greca.
Siamo loro grati che i piccini non siano Atena e Menelao, Hera e Zeus, Ade e Demetra e vi elencando nomi noti al Fandom di Harry Potter…
Idilliaci paesaggi: “Un’aria profumata di primavera entrava dalla finestra aperta insieme ad alcuni dorati raggi di sole.”
Se ti chiami Enea, non ti svegli in città, con l’aria intrisa di smog, il rumore dei motorini che sfrecciano sulle strisce pedonali ed il vicino di casa che rutta sul balcone; se ti chiami Enea ti svegli nel Valinor.
Amor di fratelli: “Enea si coprì il volto con la coperta. Quella cretina di Elettra ,come al solito, durante la notte era andata ad alzare la tapparella. Molto probabilmente lo faceva perché sapeva che Enea preferiva dormire nell’oscurità totale.”
Elettra, che simpatica briccona!
Sono certa, che Enea non andrà a portare le sue rimostranze alla gentil donzella, ma subirà in silenzio il suo Fato.
Genitori snaturati: “I due gemelli si sentivano continuamente sotto pressione perché dovevano essere perfetti. Dovevano essere belli, impeccabili e portare sempre buoni voti a casa. Se non facevano tutto questo diventavano figli ingrati che non ripagavano i genitori per il loro duro lavoro.”
Il lavoro dei genitori era portarli alle esposizioni canine, senza ombra di dubbio.
Detto in confidenza, pulcini, ma con quale arroganza un genitore chiede al figlio di essere bello?
Il DNA chi l’ha fornito? Il lattaio, per caso?
Sorvoliamo.
Elettra Da Vinci: “Elettra era sempre stata straordinariamente abile nel cambiare atteggiamento. Spesso le piaceva fare finta di essere oca e , se serviva, all’occorrenza sapeva sfoderare la sua immensa intelligenza.”
Sono in mistica contemplazione di codesto splendore di Madre Natura.
*o*
Dovrebbe essere stuprata ad oltranza da Lucius, non credete?
Ha un corpo per il peccato, un cervello per gli affari ed una bocca per le scemenze. È divina.
Si finge cretina, poi lascia tutti di stucco con la pirlata del secolo, vorrei fosse mia amica.
Il Diavolo veste Elettra: “Era consapevole del suo fascino, con cui incantava gli uomini che trattava come zerbini. Li maltrattava, li faceva fare tutto quello che voleva e sapeva quando l’uomo stava per arrivare al limite di sopportazione perché allora , e solo allora, lo riempiva carezze e moine. Ci sapeva proprio fare con gli uomini la cara Elettra.”
Se lo fa Elettra, signore, tutte a maltrattare i ragazzi, ad usarli come zerbini, a comandarli a bacchetta, per poi mollarla al primo colpo: è la formula giusta per trovare l’amore!
Ragazza mia, ma davvero credi, che il genere maschile sia così becero ed inferiore?
Sì, lo è, però, non mi piegherei mai ad onorare dei miei ordini, un ragazzo che non ha una personalità spiccata ed una volontà di ferro.
Che gusto c’è, altrimenti?
Vi faccio notare l’amore della Vestale per “li”, lo trovo commuovente.
L’immancabile descrizione: “Anche la mattina appena svegliata , senza un filo di trucco e con i capelli scarmigliati, Elettra era bellissima. [Non lo è Nicole Kidman e lo è questa scoreggina?]
Aveva grandi occhi color smeraldo, [verde è banale] un nasino piccolo e perfetto, [*o* Il suo nasino] una bocca scarlatta [se la morde a sangue?] carnosa al punto giusto [sarebbe? Tipo canotto? Giubbotto imbottito?] e un viso dai tratti perfetti [che è perfetta è chiaro] incorniciato dai suoi bellissimi capelli color ebano [non neri, scuri, ecc…] che le arrivavano alla schiena. [ci vuole tanto poco]
Era alta nella media, snella e aveva un corpo davvero sodo. [Nella media? 1,65 m? Sodo? Era un uovo?]”.

Queste descrizioni, non so perché, mi fanno immaginare esseri mostruosi, con in naso minuscolo, le labbra gonfie ed arrossate ed i capelli di Loredana Bertè.
Particolari interessanti: “Ci teneva molto alla sua forma fisica, infatti andava in palestra tre volte alla settimana e a tavola non esagerava quasi mai.”
In compenso, tirava di coca. Una domanda: Elettra, aveva la sua naturale regolarità?
“Era un ragazzo molto alto con un fisico armonioso conferitogli dai 9 anni di piscina che aveva fatto.”
Se non faceva nove anni di piscina, diventava Homer Simpson.
JereD Leto: “aveva i suoi stessi capelli neri portati un po’ lunghetti e quel naso uguale al suo. Le uniche cose veramente diverse erano i profondi occhi ghiaccio e quel sottile strato di barba  ben tenuto che gli conferiva grande fascino.”
Era lui.
Image Hosted by ImageShack.us

Psicotica: “Elettra aveva fatto alla madre e al padre una scenata storica. Aveva urlato, bestemmiato e spaccato alcuni oggetti.”
I genitori la portarono da un bravo veterinario. No?
Poi ci meravigliamo se crescono male, vero?
Non so voi, ma se io fracassavo mezza casa imprecando in turco, i miei genitori:
a) Chiamavano il medico.
b) Mi facevano pulire tutto, non uscivo sino a quando non chiedevo scusa.
Una Elettra in famiglia: “Per questo motivo spesso girava per casa con una camicia da notte aderentissima senza reggiseno, [mamma e papà dove erano? Al solito club sadomaso?] oppure si spogliava d’avanti a Enea per cambiarsi i vestiti, [con adeguata colonna sonora] oppure , dopo aver fatto la doccia, rimaneva d’avanti a lui con una scusa qualsiasi con addosso solo un asciugamano ridottissimo.”
Lui, come Lino Banfi, deglutiva ed assaporava il proibito desiderio.
Ogni mattina: “in quel momento sapeva che lui la stava guardando mentre cercava i suoi cereali integrali, per questo motivo “casualmente” fece scivolare la spallina  della camicia da notte.”
In sottofondo: “Sex Colletion ’70”.
I cereali integrali sono importanti ai fini della trama.
I due conversano: lei ha baciato Claudio, perché Enea s’appartava con le galline. Sono certa che la loro mamma era un capra, il padre un pastore.
Il primo capitolo si chiuse con i due perfidi gemelli, intenti a tessere loschi intrighi.
Da uno a dieci, quanto siete arrapati, giacobini?