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Uomini e Donne

Giacobine, giacobini, buonasera e ben ritrovati per un nuovo appuntamento con Fastidious Geographic. Sì, so che il mio ritardo nel portare sui vostri schermi questa nuova puntata è imperdonabile, ma cercate di capirmi: girare e montare tutto da sola richiede tempo. Non mi ero mai resa conto quando importante fosse l’aiuto della troupe finché Bear Grylls non ha fatto irruzione nella sala di registrazione dichiarando che erano tutti ricchi di proteine. Presumo sia un complimento, quindi mi sono assicurata che tale affermazione fosse incisa sulle lapidi; sono certa che vedove e orfani apprezzeranno.

Ma bando alla tristezza e passiamo subito al capolavoro di questa puntata: Uomo: Severus Piton. Donna: Hermione Granger, di fredlove. Sì, come titolo è insolito, ma si tratta di una doverosa precisazione: dopo aver visto certe cose i lettori si potrebbero anche confondere.

La ficcy, ci viene fatto sapere, si svolge due anni appena dopo la fine della guerra…in un ipotetico settimo anno di scuola. E già qui qualcosa non torna: l’anno in cui la guerra è finita sarebbe stato, a tutti gli effetti, il settimo anno del Tiro dei miracoli. Canon vuole che Hermione sia stata la sola dei tre a tornare ad Hogwarts dopo la guerra, con un solo anno da recuperare; ergo, due anni dopo la fine della guerra dovrebbe aver finito. Salvo bocciature, certo, ma è di Hermione Granger che stiamo parlando; più probabile che zio Voldie abbia deciso di gettare il sudario alle ortiche e di girare per orfanotrofi babbani regalando caramelle.

O forse la fine della guerra è stata anticipata al quinto libro. Almeno spiegherebbe il motivo per cui, come ci informano, nessuno è morto. Tranne Voldie, si presume, essendo finita la guerra. Rimane il dubbio su come sia morto, visto che gli Horcrux sarebbero ancora in gran parte integri, ma pazienza; magari l’incantesimo di Bellatrix ha mancat Sirius, ha dribblato Lupin ed è scivolato tra le gambe di Moody per andare a spedire proprio zio Voldie oltre il velo. Tentativo di aiutare il suo Signore miseramente fallito. Mi ricorda qualcosa.

Comunque sia, siamo al settimo anno (o ottavo, o nono, non ci è dato saperlo esattamente) di Hermione a Hogwarts. L’ora di pozioni è appena finita; un redivivo Piton vuole tutti gli studenti fuori dalle scatole e tuona loro con voce melliflua e acida di andarsene.
Non solo doppiogiochista, quindi, ma anche finissimo ventriloquo: altrimenti non si spiega come abbia potuto parlare – anzi, tuonare – in maniera “falsamente dolce e cortese” e “aspra e astiosa” al tempo stesso.

Hermione, anziché cimentarsi nel suo consueto scatto da centometrista in direzione della biblioteca o verso l’aula dove si terrà la lezione successiva – cosa che, essendo una ripetente, non sarebbe una cattiva idea – rimane nell’aula che si va svuotando e sospira.
– signorina Granger, quale parola della frase ” sparite in fretta, prima che vi avveleni a cena” non ha capito? – la guardò di sottecchi, senza soffermarsi sulla sua figura.
Allora la guarda di sfuggita, non di sottecchi (che significa, banalmente, guardare qualcuno a palpebre socchiuse).
– adoro la calma….- disse sospirando ancora una volta, disse rivolta più al professore che a se stessa.
Be’, sì, di solito quando le persone parlano con qualcuno si rivolgono proprio all’interlocutore. È normale. Semmai è il contrario ad essere degno di nota.
Tra un sospiro e l’altro Hermione rimane tra le palle, e oltre a chiedersi per quale motivo la nostra eroina continui a sospirare il nostro Severus la fissa.

I capelli , a boccoli, (no. Sono crespi, non ‘a boccoli’) castani con riflessi dorati (no. Sono castani e basta) , sciolti sulle spalle. La fronte tesa, gli occhi dorati (no. Sono castani), un pò cupi – notò. (Si sarà resa conto di essere passata da studentessa più brillante di Hogwarts a ripetente. E ci credo che sospira.)
Certo rimaneva sempre petulante ed insopportabile.
Veramente ha detto sì e no tre frasi. Pardon, sospirato sì e no tre frasi. Sei tu a rompere le palle, Sev.
Insomma, sospira e sospira, il nostro professore di Pozioni preferito perde la pazienza, la butta fuori dall’aula e va a farsi una tisana alla cicuta, determinato a morire con dignità piuttosto che affrontare questa ficcy.
Ok, ora cancellatevi pure quelle espressioni sollevate dalla faccia: stavo scherzando.
– cosa c’è che non va? – la guardò attentamente. Si diede dello stupido, che cavolo gli doveva importare?

Povero caro, ancora non ha capito cosa significa questo strano odore di sandalo, vaniglia e lillà che aleggia attorno a questo sospirante essere che ha preso possesso del corpo di Hermione Jane Granger. Fate silenzio, lì dietro: non vorrete mica che questa temibile creatura ci senta mentre la osserviamo nel suo habitat. Mi rivolgo soprattutto ai maschietti: voi davvero non volete che rivolga le sue attenzioni a voi. Ha effetti devastanti sulla mente di un uomo, addirittura peggiori di quelli che può avere un pomeriggio di shopping forzato: si narra abbia il potere di cambiare drasticamente la personalità della vittima designata!

Forse per una volta poteva essere gentile.
…ecco, che vi avevo detto?
– Granger, mi guardi –
Lei lo fece. Oro e pece si mescolarono.

Ah, la magia… rende tutto possibile, anche mescolare i bulbi oculari! Ma se anche voi babbani volete provarci, ecco le istruzioni: cavate un occhio a voi stessi e alla vostra metà, metteteli nel frullatore e tenetelo in funzione per qualche minuto. Il risultato dovrebbe essere pressappoco questo:

Ormai incapace di sottrarsi al sortilegio che gli sta offuscando la mente, Piton le chiede – di nuovo – cosa c’è che non va.
– sono solo stanca…di Ron, di Harry…di Draco, Pansy…Ginny…devo continuare?
Visto che, a rigor di canon, di tutte queste persone nessuno avrebbe motivo di trovarsi a Hogwarts due anni dopo la fine della guerra (o sono tutti ripetenti?), ci basta sapere esattamente dove hai sbattuto la testa, Hermione. Anche perché tu mai nella vita ti sei riferita a Malfoy o Parkinson col loro nome di battesimo.
– lei, professore, non è stanco?-
Fu la volta di Piton, per sospirare – certo Granger. Come tutti del resto….ma si va avanti…- ” idiota, sembri Silente! Ma che cavolo blateri?” si disse mentalmente, mentre la fissava negli occhi.
Non riesco seriamente a decidermi: il povero professore è più OOC quando parla o quando pensa?

– Granger, quanti anni ha?- disse (ah, non lo sta chiedendo?) all’improvviso.
Anziché guardarlo con aria di compassione e dirgli che, essendo stato il suo professore da quando non aveva manco dodici anni, potrebbe anche di farsi due conti, Hermione chiede il motivo della domanda. Una richiesta logica, in effetti.
– perchè sto per fare qualcosa , che non avrei mai creduto di poter fare (la sta per uccidere, vero? Vero?) – la guardò – avanti, mi dica quanti anni ha? (punti interrogativi a caso).
– quasi venti, (lo dicevo che era ripetente: da Hogwarts si esce a diciassette anni, diciotto al massimo) perchè?-
– Granger, parla troppo per i miei gusti!-

Piton è uno psicolabile che fa domande e si fa girare le palle se riceve una risposta. Bene. Ok. Gli anni di doppiogioco qualche danno lo dovevano pur causare, dopotutto. Aspettatemi qui, chiamo il San Mungo… e anche con urgenza, perché qui va peggiorando.
Un sorriso, spontaneo.
Chiaro caso di stress post-traumatico.
– dannata ragazzina, petulante, saccente…- era a qualche millimetro dalle sue labbra – quanti anni, ha detto di avere?-
I traumi subiti in guerra hanno causato anche vuoti di memoria. O forse è colpa delle virgole sparse a manciate dove non dovrebbero stare: a me stanno facendo venire il singhiozzo.
– le ripeto che non si chiede l’età ad una donna…-
– mi risponda, nuovamente – ancor più vicino alle labbra.
– quasi venti….perchè?-

Perché? Hermione, un tempo eri una persona intelligente.
– Granger , già detto che parla troppo?-
Sì, professore, e senza una ragione logica. Ma non si preoccupi, colpa dei traumi. Qualche decennio al San Mungo e sarà come nuovo.
Un attimo dopo, aveva posato le sue labbra su quelle della ragazza.
Professore, la prego, ci dica che è una strategia per farla smettere di parlare!

Certo, non capita tutti i giorni che un professore prenda e baci un’alunna… di sicuro non a Hogwarts, e certamente non se il professore in questione è Severus Piton, per quanto traumatizzato. Quindi immaginiamo che Hermione avrà un milione di dubbi, domande, conflitti interiori e…
– professore…ma non mi ha detto la sua età! – borbottò, una volta staccatisi.
…è la prima domanda che viene in mente quando un professore prende e ti caccia la lingua in bocca, in effetti.
– trentasette…..-
Ma anche no. Nel settimo libro – 1998 – Severus Piton ha trentotto anni. Due anni dopo la guerra ne dovrebbe avere quaranta, non trentasette. Perché lui ringiovanisce mentre Hermione invecchia precocemente? Ingiustizia!
– strano, la credevo più vecchio! – azzardò.
Lo è. Ma non perdiamoci in dettagli, giacobini: dopotutto i nostri sono un professore ed una studentessa che si sono appena slinguati senza un motivo apparente, e di certo ne hanno di questioni da discutere…

…e invece no. Vanno a cena, e fine del capitolo.

Nel capitolo successivo scopriamo che, effettivamente, Hermione non è la sola ripetente: anche Ron e Harry – anzi, no: l’ idiota accanto all’altro semidiota – stanno ripetendo l’anno con lei. Ma almeno loro hanno la scusa del danno cerebrale chiaramente riportato durante la guerra, che li ha trasformati in una coppia di esseri belanti (- ti preeeeeeeeeeeeego -) incapaci di intendere semplici monosillabi come ‘no’.
Esasperata dai loro tentativi di farsi passare i compiti di Pozioni (il loro piano per ottenerli, a quanto pare, è belarle contro fino allo sfinimento), Hermione finge un mal di testa improvviso per andare in infermeria ed esce dall’aula. E chi incontrerà mai la nostra eroina mentre bivacca su una panca? Un piccolo aiuto: non è Gazza.

Il professore la guardò – cosa ci fa , fuori dall’aula? –
Dieci punti in meno a Grif…
Fortunatamente il professore, aveva allungato il braccio per sorreggerla – vada in infemeria, Granger –
Ah, no?
No.
Mi pareva troppo bello.
La nostra sospirante eroina giunge dunque in infermeria, dove riceve un analgesico da Madama Chips (le pozioni sono fuori moda, ormai) e si addormenta di botto.
Madama Chips, la prossima volta che decide di abbandonare le care vecchie pozioni in favore di medicinali babbani si assicuri di aver letto bene i dosaggi consigliati. Grazie.

Stranamente, tuttavia, questo errore di dosaggio si rivelerà provvidenziale: Hermione, in ritardo per la lezione di Pozioni, si metterà a correre verso i sotterranei. E, prevedibilmente, andrà a sbattere contro qualcuno, rovinando a terra.
Ancora una volta, no. Non è Gazza, piantatela di sperarci.
Ovviamente, anziché fracassarsi gli incisivi nello schianto, la nostra è finita a terra in una posa sexy che più sexy non si può.
Qualche ciuffo castano dorato, le cadeva intorno al viso ed appena davanti agli occhi dorati,le gote arrossate, il seno che si alzava e abbassava frenetico per la corsa, la gonna a tubino stretto , eccetto un lembo sollevato che mostrava la coscia liscia e soda, velata da un’ autoreggente, trasparente.
Come dite? Un tonfo? Ah, sì, giusto. È la McGranitt che ha appena avuto un collasso. Non temete, qualcuno del San Mungo sta già venendo a prenderla; si rimetterà. Ignorate pure i suoi deliri a proposito di una fantomatica divisa scolastica, prima o poi si rassegnerà anche lei.
Nonostante la gonna a tubino stretto (professoressa, smetta di urlare, la prego!) Hermione prova a rialzarsi, ma, fato beffardo, rischiò di crollare a terra, finendo invece tra le braccia del professore.
Il fato, già.
– Granger parla troppo – sbuffò, chinandosi su un ginocchio e infilandole la scarpa al piede, delicatamente, urtando appena con le dita la caviglia.
Severus, tesoro, mi sembri confuso. Tu sei il Principe Mezzosangue, non il Principe Azzurro. Sì, so che papà tuo era babbano, ma non è questione di sangue blu annacquato.

– sarà meglio andare …ora…- si allontanò ancora, senza successo. L’uomo l’aveva fermata per un braccio. Un movimento solo, e l’aveva tratta a sè per baciarla. Di nuovo – dopo una settimana.
– p..profesmppff…- i baci di lui la zittivano. Continuando come se niente fosse, incurante , se da un momento all’altro sbucasse qualcuno nel corridoio.
– professore – si staccò lentamente – c’è..una lezione – si allontanò ancora, indietreggiando, verso il muro – e dandosi della scema dopo.
– il ritardo è giustificato – la provocò di nuovo, baciandola.
– non..non c’entra…- borbottò, cercando lentamente di allontanarlo inutilmente.-
– Granger , merlino…non sta mai zitta o ferma?-

Vi prego di osservare attentamente la scena, signori spettatori. Cosa abbiamo qui? Abbiamo un professore, adulto, che si sta imponendo su una studentessa e continua a baciarla dicendole di stare “zitta e ferma” nonostante i suoi tentativi di tirarsi indietro.
Non so voi, ma ai miei babbanissimi occhi questo rientra tranquillamente nella categoria “molestie sessuali”. Sì, anche se lei poi dice di apprezzare i suoi baci.
Lo seguì in silenzio, fino all’aula- dove lui le tenne la porta aperta – prego Granger, sa la galanteria esiste ancora – le bisbigliò.
Non qui, però.

Nel corso della lezione, oltre ad incontrare altre facce note (Neville e Malfoy… ripetenti pure loro, com’è ovvio) scopriamo anche un dettaglio inedito: Piton sa leggere nel pensiero, una capacità malamente spacciata come Legilimanzia. Malamente spacciata perché, come ben sappiamo, la Legilimanzia non è lettura del pensiero: lo stesso Piton s’incazzò non poco con quando Potter si azzardò a definirla tale.
Ma aspettate, non avete sentito il meglio: questa misteriosa abilità non solo permette di leggere nel pensiero, ma anche di conversare telepaticamente.
No, non è un crossover con X-Men.
No, non siete nemmeno su Candid Camera.
Il tempo passa, la lezione è pallosa, e i nostri finiscono per avere – telepaticamente – dialoghi al limite dell’assurdo.

” non sono pensieroso…”
” professore, non si dicono le bugie…”
” confesso….”
” allora? ”
” allora…ho assolutamente, bisogno di…” la guardò, mentre lei faceva la vaga con Ginny ” di baciarti ”
” davvero?” sorrise appena.
” accidenti a te, Granger!”
” ci vediamo a lezione…tra un’ora…”
” si, si…vai prima che ti rapisca!!!” si trovò a dirle.

…per l’ultima volta: NO, l’OOC non è segnalato. Smettete di chiedermelo.

Prima che la scena si sposti nei sotterranei, abbiamo il dubbio piacere di rivedere i due gorilla con problemi di apprendimento che hanno preso il posto di Harry e Ron. Che riescono a non ricordare le lezioni del giorno anche se la scuola è ormai cominciata da almeno qualche settimana.
– allora Herm…che abbiamo oggi?-
– voi avete divinazione ed io babbanologia prima ora, poi pozioni insieme –
– po..po…po…-
– pozioni, Ron –
– po…pozioni, dimmi solo un ripasso…-
– tesi di due pagine sul Distillato della morte vivente, ed una sull’Artemisia –

Due pergamene, semmai. Ad Hogwarts si scrive su pergamena. O al limite cartapecora (cit.)

Lasciati i due gibboni a riflettere sul loro triste destino, Hermione raggiunge Piton nel sotterraneo. No, non è in punizione. No, non dovrà riempire barattoli di occhi di salamandra. Non siamo così fortunati.
-geniale…- un bacio – vorrei…averci…- due baci – pensato prima…- ancora baci. Sempre più appassionati, quasi affamati.
– lo ammetto…- bacio – mi – bacio – sono mancati…- bacio, ed ancora bacio.

Da mi basìa mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum
deinde usque altera mille, deinde centum…

Mi perdoni, signor Catullo, non ho saputo resistere. Non lo faccio più, promesso.

La sequela di baci (da non più di tre secondi ciascuno, a giudicare da quantità e frequenza) sta per diventare altro, ma – misericordia – bussano alla porta.
Aprì la porta – perchè stai bussando, ininterrotto? (… ininterrottamente?)– guardò il ragazzino. Forse uno del primo anno…del Tassorosso, dalla cravatta.
Cinquanta punti a Tassorosso.
– …Silente mi ha mandato…a chiamarla…mi scusi…-
Il motivo per cui il preside della scuola dovrebbe usare un ragazzino a caso come galoppino mi sfugge, ma poco importa, perché grazie a lui possiamo tirare un sospiro di sollievo: ci siamo risparmiati una pessima scena di sesso. Per ora.
Dopo arriva, non rilassatevi troppo.

Una volta tornato dallo studio di Silente (che a quanto pare si sta rimbambendo e voleva solo sapere da Piton dove fosse il suo cappello… il motivo per cui Piton dovesse saperlo mi sfugge; forse il vecchio pappone pensava il nostro insegnante di Pozioni preferito lo avesse preso per sbaglio al posto delle mutande dopo uno dei consueti droga party nello studio del Preside), Piton Si passò leggermente una mano tra i capelli neri – se prova ad appoggiarsi da qualche parte con quella mano scivola – e si dirige verso l’aula per la lezione.
ntanto Hermione è alle prese coi due cercopitechi che hanno preso il posto di Harry e Ron, infuriati perché la nostra non ha fatto copiare loro i compiti. Cosa che ha rifiutato loro innumerevoli volte nel corso di sette (e più, a quanto pare) anni scolastici senza che la cosa causasse tragedie greche… ma quando si deve fare character bashing, amici spettatori, non c’è logica che tenga. Almeno Harry prova ad essere conciliante, il che lo promuove al rango di Homo Habilis; quanto a Piton, nel corso della lezione assume l’inequivocabile atteggiamento dell’ Homo Erectus.

Guardando, Hermione che tamburellava il tavolo con le dita. Si era raccolta i capelli sulla nuca, con qualche ciocca che le sfuggiva sul collo. Deglutì.Sapeva che era liscio…e profumato. Quasi dolce.
Severus Cullen.

Il solco del seno, che intravedeva , visti i primi bottoni slacciati.
Dal San Mungo ci fanno sapere che la McGranitt è in preda a crisi isterica, ma non temete: è sopravvissuta a svariati Schiantesimi in contemporanea, supererà anche questo.
– dannata ragazza!- mentre , il suo…bassoventre accennava un leggero movimento – ok, sono fritto – borbottò, lasciandosi andare contro lo schienale della poltrona.
Ora, gentili spettatori, fate uno sforzo. Cercate di ignorare l’immensa tristezza di questo Piton in versione quarantenne arrapato e concentratevi sul fatto che ha detto ok, sono fritto. Parole che in bocca a lui stridono più delle proverbiali unghie sulla proverbiale lavagna.

La notte stessa – destino beffardo, per citare la ficcy – a Ron (degradato a protozoo, dal momento che non riesce nemmeno a capire il significato della parola ‘ripetizioni’) e Hermione tocca fare la ronda nei sotterranei. No, non vincete nulla se indovinate in chi s’ imbatteranno, ma potete divertirvi ugualmente a provarci. Tu, laggiù, con la mano alzata? NO, non Gazza. Piantatela di sperarci.
– signorina Granger, venga subito nel mio ufficio –
Avanti, potete smettere di fingervi sorpresi: sapevate sarebbe successo.
Brace yourselves: winter horribly written sex is coming.

Infastidito , piacevolmente dal contatto e dal fatto che lei lo stava eccitando , le sollevò la gonna, incontrando la mutandina di pizzo nero. Gliela strappò, affondando subito un dito dentro di lei.
Facciamo un gioco, giacobini. Sì, anche i maschietti.
Procuratevi delle mutande di pizzo e indossatele. Poi afferratele e provate a strapparle via.
Ci sono due risultati possibili:
1) Le mutande non si strapperanno e vi si incastreranno tra le chiappe.
2) Le mutande prima vi si incastreranno tra le chiappe, poi si strapperanno.
In entrambi i casi, prevedo gemiti. Di dolore.

La telecronaca:
Un movimento ed un gemito a seguire. Un’altro dito. Un’altro gemito. Affondando in lei, sempre di più. Aggiunse un terzo dito, portandola a gemere ancora di più.
[…]
Un attimo dopo, la penetrò con veemenza. Facendola inarcare ancora di più verso di lui. La baciò, affondando nuovamente. Portandola a gemere forte. Ancora un’affondo. Ancora gemiti.

Non so voi, ma io mi sto immaginando una narrazione tipo questa.
– da dio – ammise, prima di affondare nuovamente e per l’ultima volta, raggiungendo così l’orgasmo insieme a lei.
GOAL!
Abituatevi agli orgasmi sincronizzati, cari telespettatori. Questo è solo il primo di una lunga serie.
gli accarezzò i capelli neri – notando che non erano unti – portandoglieli indietro
Non erano…?
Ecco spiegato l’OOC! Per forza qualcosa non tornava: questo non è Piton. Elementare, caro Watson.

Il capitolo successivo sostanzialmente una gran sega mentale. Piton segamentalizza. E’ la sua coscienza che gli parla, prende vita.

(Veramente a prendere vita era il burattino, ma non stiamo a fare i pignoli.)

Hermione segamentalizza. Perché lui è un professore, lei è una studentessa, non dovrebbero eccetera – tutte cose ragionevolissime, peccato non ci abbiano pensato prima

– è colpa sua – disse ad alta voce – del suo essere donna, e non accadrà mai più –
Severus, tesoro, due cose. La prima: vaffanculo. Fino a prova contraria, tu sei il professore e tu hai cominciato. “Colpa sua” una sega.
La seconda: piantala, tanto lo hanno capito pure in guferia che nel prossimo capitolo trombate di nuovo.
E infatti, nonostante gli sforzi del professore per evitarla, lei gli va a sbattere addosso.
Ancora.
E l’Homo Erectus si risveglia.

Convincendosi di non guardarle la camicia sbottonata, il solco del seno…o la gonna appena sollevata , convincendosi di non guardarle le gambe. Cercò di far qualcosa,ma sbagliò. La prese per mano e la trasse a sè.
Baciandola con foga, accarezzandole la schiena per finire appena sul fondoschiena.

Giusto perché non sarebbe accaduto più. Sarò strana io, ma da un uomo che ha fatto il triplo gioco in una guerra magica per anni mi aspetterei un autocontrollo leggermente superiore a quello di una scimmia Bonobo.
– profmpfffpfff…-
In pratica gli sta sbuffando in bocca. Sexy.
Lottando con se stesso pur di non sbatterla – dolcemente , s’intende – contro il muro
Dolcemente, sì.
e annegare nuovamente in lei.
Se questo non è sufficiente a risvegliare un ricordo nelle perverse menti dei giacobini di vecchia data, ecco un piccolo aiuto: acqua piena di fervore.

Accarezzandosi, baciandosi, levandosi i vestiti lentamente, eppur in modo così urgente. Lei, interamente nuda sotto di lui, lo fece impazzire di desiderio, ancor di più. La baciò sul collo, scendendo sui seni. Baciandoli, leccandoli, succhiandoli, mordendoli. Continuare la discesa sul ventre, intorno all’ombellico, scendendo ancora, alternando a carezze e baci, sulle cosce toniche.
Attenzioneeee… INZAGHI!
… scusate, mi ero distratta.
Ancora baci lussuriosi, affamati, ancora sguardi e il piacere sopraggiunse. Per entrambi , allo stesso momento.
E due.
Ancora movimenti, per raccogliere il piacere ed incanalarlo nei loro corpi.
Sev, quello non si chiama “piacere”. E, a meno che Hermione non stia già prendendo le dovute precauzioni, il mio consiglio spassionato è di incanalarlo altrove.

Dopo l’amplesso, Piton tenta di rassicurarsi… recitando a se stesso il decalogo delle Scuse dello Stupratore, a quanto pare.
Cercava , in qualche modo, di dar colpa a lei – donna. Che sapeva destreggiarsi bene, usando le tanto declamate arti seduttrici di una donna. Ma l’uomo, si diceva, è debole davanti ad una donna. E se lei era bella, sensuale, seducente, e non dimenticando , intelligente (in canon, sì. In questa ficcy, no), il mix era perfetto. E lui è un uomo.
Dalla cabina di betaggio, Capoh ci fa sapere che è già dal primo “è colpa sua” che medita d’incularlo con la sabbia. Non posso darle torto.
Hermione, intanto, continua ad avere problemi con l’orango che ha preso il posto di Ron.
– ti ho detto di no, Ronald! – si volta a guardare il ragazzo e sibila scandendo le parole – ho detto di no, fatteli da solo i compiti!-
Insomma, secondo ‘sta ficcyna dovremmo credere che, per sette (e più…) anni Ron sia andato avanti copiando i compiti da Hermione. I pomeriggi passati a studiare insieme a Harry nei libri ce li siamo sognati tutti.
Ma, come prevedibile, si tratta solo di una scusa per far allontanare Hermione da Ron e Ginny e farla andare in biblioteca, a studiare finché non sarà ora di andare a lezione.

…no, non è vero. Finisce in un’aula vuota con Piton, ovviamente. E non per giocare a rubamazzo.
l’orgasmo li raggiunse nello stesso momento.
E tre.
– merlino…- disse dopo un pò, una volta ripreso a respirare con calma.
Sev, mi pare un pessimo momento per lasciarsi sfuggire il nome di qualcun altro.

Il giorno successivo a lezione, tra una provocazione e l’altra, Hermione sfancula Piton con gran sorpresa di Harry e Ron – o chi ne fa le veci.
– ma..ma..ma..Herm tu sei quella pacata, gentile…anche con Malfoy…-
Ron. Lo ha schiaffeggiato, Malfoy. Al terzo anno. Tu eri lì. E hai quasi avuto un orgasmo.
Voi, invece, sarete sorpresi di sapere che Piton ha approfittato della scusa per convocarla quella sera nel suo ufficio, ufficialmente per punizione.
Ah, non lo siete?
Neanche un po’?
Io ci ho provato.
Un movimento e la penetrò con vigore. Affondando in lei sempre di più. Muovendosi, all’unisono. Gemendo e sospirando.Si guardarono , prima ancora di raggiunger l’orgasmo, baciandosi ancora.
E quattro.

l sole, pallidamente, era penetrato dalla finestrella, illuminandolo pian piano.
Ma non erano nei sotterranei?
– non invado i tuoi spazi –
Lui si sollevò appena, portandosi una mano sotto la guancia per sorreggersi.- …ti sembrerà strano….ma potresti essere l’unica a poterlo fare –
– cosa?-
– invadere i miei spazi –

Ecco, se dopo quest’equivoca conversazione lei fosse uscita per tornare con un gingillo tipo questo, la ficcy avrebbe improvvisamente riguadagnato punti. E invece niente. Peccato.

Nel frattempo, dal momento che Hermione non è rientrata in dormitorio per la notte (gran furbata, ragazza), Ginny ha mangiato la foglia; a quanto pare la porzione di cervello tolta al fratello in questa ficcy se l’è presa lei. E, da brava Weasley, sonda con delicatezza il terreno.
– hai una relazione con il professor Piton!?-
Panico. Hermione contatta telepaticamente Piton (no, ancora non so come questo sia possibile); Piton quasi si strozza, poi le dice di negare. Un raggio di luce nelle tenebre, la sua prima azione intelligente dall’inizio della ficcy! Puoi farcela, Sev! Puoi–

era ” tipo appuntamento, ma solo per comprare degli ignredienti per le pozioni “.
…come non detto, lo abbiamo perso. Andato. Un abilissimo doppiogiochista e spia che allaccia una relazione clandestina con un’alunna e, dopo aver saputo che una studentessa ha forti sospetti su di loro, la porta ad Hogsmeade per uno pseudoappuntamento anziché stare doppiamente attento.
La successiva descrizione degli abiti e del trucco di Hermione è tanto inutile quanto pallosa, ma siccome sono brutta, acida e cattiva ve la propino lo stesso.
Quindi , optò per una maglia bordeaux, un paio di jeans scuri e delle converse che andavano da nero a bordeaux – che impermealizzò – ed una ghiacchetta di jeans scura. Legandosi i capelli in una coda, sottolineando lo sguardo con una matita nera, e ammorbidendo le labbra con un burrocacao dolce.
Nel caso qualcuno degli spettatori fosse più ferrato di me in moda, gradirei sapere cos’è una ghiacchetta. Potete mandare la risposta a zoccolafrigida@giacobinedimmerda.it.

Ok. Sapevano entrambi, che visti da lontano sembravano due ad un appuntamento. Ma insomma…lasciar perdere ciò che pensavano gli altri e godersi il loro rapporto, anche per andare a comprare solo degli ingredienti per le pozioni.
Il che avrebbe pure un senso se non fosse per il fatto che, almeno in teoria, starebbero cercando di tenere la cosa segreta. E per ottime ragioni.
Di nuovo, piangiamo la perdita di Severus Piton, abile doppiogiochista e spia che ha saputo ingannare l’Oscuro Signore per anni. Non che per ingannare l’Oscuro ci voglia molto, in effetti, ma son dettagli.
I nostri si avviano verso Hogsmeade e, nel mezzo del cammin di nostra vita, si rendono conto di essere seguiti. Io per un momento ho sperato fosse, non so, Fenrir Greyback pronto a sbranarli, ma non siamo così fortunati: sono Harry, Ron e Ginny. Non viene spiegato come li seguissero, ma si presume fossero avvolti nel Mantello dell’Invisibilità. Come Hermione abbia capito di essere seguita non ci è dato saperlo.
– prego signorina Weasley, signor Potter, oh…signor Weasley. Uscite fuori – I tre, chiamati, uscirono allo scoperto.
Mentre i due babbuini che fungono da controfigure per Ron e Harry – presumo avessero gli allenamenti di Quidditch – si limitano a balbettare e più spesso a stare zitti, Ginny è decisamente più diretta:
-veramente, professore, volevamo…ehmmm come dire. Seguirvi. …- guardò Hermione – qualcosa bolle in pentola… –

Ora, un uomo con mezzo cervello funzionante avrebbe finto di cadere dalle nuvole e avrebbe detto di non avere la più pallida idea di cosa si stesse parlando, suggerendo altresì alla signorina Weasley di fare un salto in infermeria ed informare Madama Chips del trauma cranico che ha chiaramente ricevuto.
Ma al nostro povero professore, purtroppo, non è rimasto nemmeno un quarto del cervello. Capita, quando tutto il sangue normalmente destinato alle cellule cerebrali è costantemente deviato verso l’inguine. E cosa risponde, dunque?
– signorina Weasley, se lo metta in chiare lettere stampate nella mente, depravata. Non ho nessuna relazione – extrascolastica – con la presente Granger. –
Che non è per niente una cosa sospetta da dire, soprattutto dal momento che Ginny si è limitata a dire che “qualcosa bolla in pentola”.

La sua spiegazione sul motivo della passeggiata è ancora più ridicola:
Le ho chiesto di accompagnarmi, soltanto per un parere di opinioni (eh?), in quanto la signorina Granger è molto più portata di voi.
Di loro, sì. Ma tu sei un pozionista, Sev. Sei IL pozionista. Le tue pozioni sanno fare pozioni. Sei il Nick Fury delle pozioni. Che ti serva l’assistenza di una studentessa (ripetente!) per scegliere gli ingredienti non la berrebbe nemmeno Luna Lovegood.
Ginny e gli scimpanzé si allontanano e, carramba che sorpresa…
-vuoi che ammetta…che è stata una scusa, per uscire….a cena, in una tavola calda, con te? – la guardò – ok, lo ammetto – disse schietto.

– cosa c’è tra noi due, Severus?-
– qualsiasi cosa sia, mi va di accettarla così come viene – ammise.
– e…se fosse…-
– amore?-
-si –
-lo accetterei comunque – la guardò – ti ho detto, che sei l’unica che può invadere i miei spazi –

Io insisto a dire che un dildo migliorerebbe di gran lunga la trama.

Il capitolo successivo è… è il nulla. Il vuoto cosmico, non succede niente di rilievo. Rientrano ad Hogwarts, si salutano, Hermione va da lui durante la notte (senza che nessuno se ne accorga, in camicia da notte, scalza e senza il minimo timore di essere beccata… vabbe’), scopano e si addormentano.
Noia, noia, noia.

l mattino seguente, a colazione, in Sala Grande c’è una nuova arrivata.
Era niente mentre sedeva al tavolo. Poi….sperò di star in mezzo ad un incubo. Vecchio…ma incubo. Silente stava dicendo qualcosa, riguardo la nuova commissione d’esami. Ma la sua attenzione era rivolta verso la donna seduta vicino al professor Piton.
Bella, a dir poco…rossa di capelli, occhi verdi, ed uno sguardo dolce. Sentì un gemito strozzato provenire dall’amico, sedutole affianco. Harry. Quella donna , assomigliava incredibilmente a Lily Evans. La mamma di Harry, la donna …amata in passato, per anni, da Severus Piton.

Ora, considerato che Harry si ritrova a guardare il clone della mamma morta, personalmente mi aspetterei da Hermione un minimo di empatia nei suoi confronti. Ma proprio un minimo, eh.

E invece no: dimentica di Harry e delle sue reazioni, si limita ad essere gelosa marcia per… al momento nessun vero motivo apparente, direi, a parte la sua somiglianza con Lily. Non abbiamo nemmeno modo di sapere in che modo lo stesso Piton la stia guardando, a dire il vero; ci è solo dato sapere che Hermione è tanto disperata da chiudersi in bagno e scoppiare in lacrime davanti a Ginny.
Me la ricordavo più controllata, la ragazza.

Segue un siparietto che farebbe ridere anche gli sceneggiatori di Beautiful:
Gin, sono innamorata di lui – ammise.-
-allora, farò di tutto per aiutarti…-
-no…grazie…-
-dai…-
-Gin…ho paura –
-hai paura, perchè hai ammesso di amarlo. Ma la paura che hai, ti darà la forza o la spinta per combattere…- le sorrise – è sempre quello che mi dici, no?-

Ma combattere cosa, per le mutande di Merlino? Cosa? La tizia – tale Evelyn Green, commissionante degli esami – somiglia a Lily, e basta. Non ha ancora detto né fatto nulla, eh. Né Piton è stato visto sbavarle dietro, quindi finora è pura paranoia. Ginny, se le sei davvero amica dille di farsi vedere da uno bravo. Anzi, avresti già dovuto capire che qualcosa non andava quando Hermione Granger ha cominciato a farti discorsi sdolcinati sulla paura e la spinta per combattere.

Piton la raggiunge, butta fuori Ginny e dà il via ad un’altra conversazione, il sui momento clou è questo:
– ….ami ancora Lily?-
L’ennesimo sospiro di lui, e poi – no.

Always.
Always.
ALWAYS.
…scusate, dev’essersi inceppato il disco.
– ti amo, Hermione – e la strinse a sè.
-…ti amo, anche io….- lo guardò e lo baciò sulla punta delle labbra – non piangerò più…prometto
-piangere non è debolezza…e ti rende più bella…-

Severus Piton – quello secondo canon – avrebbe un paio di parole da dire.

…toh, si è inceppato di nuovo il disco.

Nel capitolo successivo, tanto per dare un senso logico alla paure preventive di Hermione, questa Evelyn Green si struscia addosso a Piton. Letteralmente.
La nuova donna era ferma, davanti a loro, parlando con il professor Piton. Lo guardava, sognante. Cercando un contatto. Hermione, strinse le labbra, e strinse ancor di più il braccio all’amico. E peggio, fu quando Evelyn sorrise al professor Piton, avvicinandosigli e poggiando la mano sul suo petto, scendendo verso il braccio.
Ora.
Abbiamo una dipendente del Ministero della Magia che sta palpando un professore in mezzo al corridoio di una scuola; sono abbastanza sicura che tale professore – anche un professore capace di portarsi a letto una studentessa – avrebbe qualcosina da ridire. Almeno si scosterebbe, o direbbe qualcosa di sarcastico. E invece nulla. O, almeno, di presume: di nuovo, non ci è dato sapere quale sia la reazione di Piton… sempre che ce ne sia una.

Harry, intanto, ha capito tutto e si mette a dare consigli non richiesti.
– Herm, non permetterle di farti questo – le si avvicinò e l’abbbracciò –
Ma non le sta facendo nulla, Harry. Si sta strusciando addosso ad un professore, al limite è lui che potrebbe avere un’obiezione o due. Per quel che ne sapete, la tizia non ha la minima idea della relazione con Hermione. Ed è un’ottima cosa, perché con ogni probabilità costerebbe a Piton il posto di lavoro.
– so, benissimo e lo vedo…che hai una relazione con Severus – le bisbigliò in serpentese, sapendo che lei lo capiva.
Harry, riprenditi. Tu non hai mai chiamato Piton “Severus”. Mai. E perché parli in Serpentese? Hermione non…
Entrambi, infatti parlavano il serpentese…
Ma anche no.

Soltanto Harry parla Serpentese: Hermione non ha questa capacità. Ed Harry parla Serpentese solo perché ha un pezzo dell’anima di Voldemort in corpo; se Voldie è morto, e lo è, questo pezzo d’anima non dovrebbe più esserci, ed Harry dovrebbe aver perso con esso la capacità di parlare Serpentese.
Insomma, nessuno dei due dovrebbe capire una cippa di Serpentese, a questo punto.

Comunque sia, dopo tanto segamentalizzare ecco il primo contatto diretto tra Hermione e Evelyn Green. Un contatto da cui deduciamo che la tipa ha seri problemi.
-bene….oh, mi dica…- le si avvicinò – sa per caso …se il professor Piton è impegnato?-
Ed Hermione, anziché farsi qualche domanda sulla professionalità di una dipendente del Ministero che fa alle alunne domande sulla vita sentimentale dei professori – e possibilmente pensare di parlarne alla McGranitt – si sente gelosa… e basta.
– oh….non saprei….non è che siamo amici…e poi , perchè chiederlo a me? Lo chieda a lui….-
– certo…ma per bon ton, non sta bene che una donna lo chieda esplicitamente ad un uomo…-

Invece chiedere alle alunne lo stato sentimentale dei professori è tanto di classe.

Il successivo dialogo tra Piton e Hermione è un tale capolavoro di nonsense che non posso non riportarvelo per intero.
-è sbagliato –
-perchè?- si poggiò contro il banco.- perchè siamo noi – le disse.
– ma poco fa…-
– e lo ribadisco, ti amo…- la guardò – ma…ho una strana sensazione. Il marchio mi brucia…e lo odio…..- si toccò il petto – e qui dentro….giuro , che batte per te ora più che mai , ma ho paura…-
– di cosa?-
– appunto di questo, non so di cosa si tratta. – la guardò e le si avvicinò – ti amo, ma quella donna mi spaventa. Potrebbe…-
– combinare qualcosa? –
– forse. Quando mi ha toccato, ho sentito freddo. Freddo , glaciale – sospirò, poggiandole un bacio sulla fronte – e lo sento ancora…eppure mi sei vicino…-

Bene, ricapitoliamo.
La ama. Ma il Marchio brucia. Il cuore batte per lei, ma lui ha paura. E poi la sosia di Lily lo spaventa. Ha freddo.
Tra tutte queste informazioni ne vedete una importante, una che abbia senso?
Tu, con la mano alzata?
Esatto, il Marchio Nero brucia. E, con Voldie morto, il Marchio Nero non dovrebbe bruciare. L’ultima volta che ha bruciato dopo anni di quiete era perché l’Oscuro Signore, presunto morto, era tornato. Non mi sembra un segno da ignorare.
E Severus Piton, abilissimo doppiogiochista e spia, se ne fotte. Anziché filare da Silente per fargli sapere che oh, il Marchio Nero gli brucia all’improvviso da quando ‘sta tizia gli ronza intorno, rimane in aula a blaterare un polpettone romantico che sembra uscito da un pessimo Harmony; e, come unica precauzione, scarica Hermione. Avvertire Silente? Nah. L’Ordine? Macché. Scarica l’alunna e risolverai tutti i problemi.

– quindi…mi ami, ma non …-
– non c’è più un noi, Hermione –

Credo, a questo punto, di dovere al pubblico una spiegazione.
C’è un motivo per cui questa recensione chilometrica non si è conclusa pagine fa.
C’è un motivo per cui mi sono imposta di resistere fino a questo capitolo prima di farmi da parte e lasciarvi esplorare il resto della ficcy da soli.
E il motivo è che non potevo, non potevo non includere nella puntata questa gemma che infinite risa addusse ai giacobini (e va bene, lo ammetto, a me e a Capoh in primis).

Non c’è più un noi. E sì che la parola “noi” non è stata nemmeno pronunciata fino a quel momento. Se Hermione avesse azzardato un “ma noi” avrebbe avuto un senso, ma così questo “non c’è più un noi” ad minchiam ci sta come i cavoli a merenda.
Dovrebbe rattristarmi, e mi fa schiantare dalle risate. È… è sublime.
E contagioso, a quanto pare:
– non c’è più un noi, Harry. Ha chiuso….- singhiozzò.

Non temete, amici spettatori, questa non è che una crisi-lampo per aumentare il phatos: i due saranno l’uno nelle braccia dell’altra nel prossimo capitolo. Vedere per credere: la ficcy sapete dov’è.
Io mi fermo qui: la ficcy mi ha seriamente provata e necessito di riposo.

Si ringraziano annarita18 per la segnalazione, Capoh per il sostegno morale e i giacobini tutti per la betatura.
C’È UN NOI!

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A Natale anche Voldy è più buono – parte seconda –

Sì, sono finalmente tornata con la seconda parte.

Di cosa? Ma della fanfiction di Hangie! Quella di kinderbuena89 (ora LadyMerendina), ricordate?

Come no! Quella della figliadiVoldemortfidanzatadiDracoacuivienecancellatalamemoria! Dai che ve la ricordate, il link è questo: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=273657&i=1

Lo so, è passata una vita dalla prima parte ma cercate di capirmi: è da Natale (va bene, da Natale 2009, praticamente due anni fa… Che pignoli siete!) che guardo questo file con un misto di terrore e ribrezzo (intendiamoci: non tanto per la fanfiction in sé, che non è poi peggio di molte altre, ma proprio per la mole di lavoro… La prossima volta col cavolo che vi recensisco una long-fic!) senza nemmeno riuscire a rileggere gli appunti, ma ora è giunto il giorno.

Dopo tutto ve lo avevo promesso.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì…

Hermione scopre il suo passato con un viaggio nel tempo (un altro?) mentre è in visita dai genitori-nonni perché, com’è ben noto ai lettori della serie, gli studenti fanno spola tra Hogwarts (Scozia) e le proprie famiglie ogni pochi giorni.

Meglio, scopre quasi tutto: ancora non sa chi fosse il ragazzo di cui era innamorata… Come fai a fare un viaggio nel tempo e a non vedere un volto? Mistero della Ficcy! Non c’è da preoccuparsi, comunque: tra qualche giorno la nostra Hermione compirà quindici anni (per la seconda volta) e a quel punto si ricorderà tutto.

Ora, se pensavate che il resto dei personaggi riuscisse a sottrarsi al delirio, vi sbagliavate di grosso: Silente decide, infatti, di organizzare una festa per Hermione senza un motivo logico.

Albus alzò lo sguardo e sorrise.

“Proprio come avevo previsto! Bene, avremo un ottimo motivo per la festa.” Si alzò.

“La festa? Quale festa?”

Albus rise.

“Tra due giorni è il suo compleanno, ricordi? Come ben sai, proprio ieri Cindy le ha rivelato la verità. Per cui, adesso, quella povera ragazza è sotto pressione…e a dir poco scioccata!”

Minerva sospirò.

“Eh già…povera Angelica! Le ci vorrebbe proprio una distrazione!”

“Ed è quello che noi le daremo, cara Minerva. Le organizzeremo una festa spettacolare, con tanto di balli! Così magari…la aiuteremo anche a ricordarsi del suo grande amore! E per lei sarebbe un bene…”

No, il fatto che sia stata la migliore agli esami e che tra poco compirà gli anni non sono ragioni valide, e nemmeno che sia sotto pressione per via del suo passato è una buona scusa: dovrebbero esserci feste in onore di Potter ogni sera dell’anno, secondo lo stesso ragionamento! Quando Silente annuncia l’imminente festa, gli sguardi di Hermione e Draco s’incontrano.

Draco, infatti, si è ricordato del suo passato il giorno del suo quindicesimo compleanno (seguendo una timeline sana, è corretto: Draco compie gli anni a giugno e Hermione a settembre; peccato che nella fanfiction Angelica sia nata a marzo!) e non vede l’ora che anche Angelica si ricordi di lui. Nel frattempo langue d’amore per lei.

Hermione si presenta al ballo con un vestito rosa (forse quello del quarto film, forse un altro perché, da come si sviluppa questa trama, non sono solo convinta che l’autrice non abbia mai toccato un libro di HP, ma dubito seriamente abbia visto più di uno o due film; perlomeno non lo dimostra) e tutti sbavano (come previsto). Apre le danze con Harry sulle note di “Remember me this way” (e pensate, la fanfiction è stata scritta prima che venisse girato “I doni della morte”!), poi nota che i suoi nonni sono al ballo e, alle ventidue esatte, si ricorda di essere innamorata di Draco.

L’aria intorno a lei…fu come se fosse battuto il colpo di un grande gong…una grande voragine si aprì dentro di lei…ma non la vide minacciosa, perché di solito una voragine porta via le cose…

Quella le stava portando qualcosa…

Il resto dei suoi ricordi.

Lui si avvicina, lei si congeda da parenti e amici e iniziano a danzare sulla loro canzone: “When You Say Nothing at All” (suppongo nella versione originale del 1988, perché quella di Keating non era stata ancora incisa, nel 199… Ah, no, siamo nel 2004. Capita, con le ficcyne.).

Dai commenti, Wi Couch Potato mi fa notare che sarebbe comunque sbagliato, visto che Hermione è del ’79 ed ha quindi un anno in più dei suoi compagni. Chiedo perdono per la svista, potrei dare la colpa alla ficcyna che mi ha fuso il cervello, ma in realtà sono sempre stata così. Scusate.

I due si fermano, Draco le appioppa nuovamente l’orrorifico medaglione e al dito anulare sinistro di Angelica ricompare l’anello di fidanzamento (così, *puff!*, prima non c’era e adesso c’è, come ai Sims quando si sposano).

È dunque il momento delle spiegazioni: tra una sega mentale e l’altra, Hermione spiega la sua storia agli amici più cari.

“Lui alzò la bacchetta…e la colpì con l’Anatema Senza Ritorno…”

Cosa diavolo sarebbe l’Anatema Senza Ritorno? Proprio parlando di Voldemort, poi, a cui l’Avada Kedavra fa un effetto Boomerang pazzesco… Mah.

Draco e Angelica tornano in pista (sul brano “Favola” dei Modà…). Arrivati al ritornello, Draco inizia a cantarlo per Angelica. Il resto della scuola di mentecatti parte con gli applausi e la richiesta di bis (non sto scherzando, ora: c’è scritto).

La pace dei nostri idioti preferiti viene però interrotta a mezzanotte e mezzo: Tom e i suoi amici arrivano.

Le candele si spensero di colpo….le enormi finestre della Sala Grande si spalancarono e una forte folata di vento gelido si fece spazio fra gli studenti…a un tratto era calato un silenzio tombale…l’intera scuola rabbrividì, e se ne restò ferma; tutti si chiedevano “cosa succede?” Pensavano, forse, che fosse un ‘effetto speciale’ per la festa…ma poi…dalle finestre entrarono due o tre Mangiamorte…e uno in particolare, quello più alto, attirò l’attenzione di Draco…ma prima che il ragazzo potesse formulare anche un solo pensiero…ecco che l’immenso silenzio si trasformò in un gran rumore di grida e scalpiccii. Gente che fuggiva da tutte le parti, presa dal panico, professori che cercavano inutilmente di tranquillizzare gli studenti…

Quando però viene ricordato a Tom che è il compleanno della figlia, costui ha un tentennamento. Fortunatamente ci pensa quella idiota di Angelica a fargli tornare l’incazzatura.

Potrebbe cruciarla.

Potrebbe ucciderla.

Le tira uno schiaffo. No, in realtà nemmeno ci riesce, perché arriva Draco a fermargli la mano e a minacciarlo.Negli unici due secondi in tutta la fanfiction in cui Lucius dimostra un po’ di senno, dice a suo figlio che gli fa schifo.

Un’ultima scenata tra Tom e Angelica e poi i Mangiamorte se ne vanno (già, senza nemmeno una piccolissima strage…).

“Farai meglio ad andartene, padre. Voglio andarmene a dormire. Sono stanca morta…non sono come te, che non fai niente dalla mattina alla sera, sai?”

… Ma come, non cucina e rifà i letti a tutto i Mangiamorte, prima di preparare i discorsi di incitamento? Sfaccendato di un Voldemort!

Due mesi dopo, Angelica informa Harry del suo desiderio, frenato dalla paura, di fare l’amore con Draco. Harry le dice che non deve averne perché Draco è innamorato di lei (ma che palle, è la settordicesima volta che lo dice! Ormai l’hanno capito anche i sassi! Perché Hermione, che di solito è una persona intelligente, deve farselo spiegare da quel cretino di Potter?).

Dopo queste rassicurazioni, la ragazza informa Harry che quella notte rimarrà con Draco.

Complice un rave in Sala Grande (non c’è altra spiegazione: i Serpeverde tornano ai dormitori solo il mattino dopo!) i Nostri, tra candele, fiori e canzoni romantiche consumano il loro amore.

Draco le baciò la fronte.

“Shh. Calmati. Se non vuoi possiamo…”

Hangie scosse la testa.

“Voglio farlo, Draco. Però…potresti per favore tenermi le mani? È la sola cosa che ti chiedo.”

Draco deve aver imparato a volare… Poi si contorce come un lombrico e alla fine si addormentano. Il giorno dopo Angelica incontra i suoi amici e Luna si unisce a loro. Nota che Ron è cresciuto, rispetto all’anno precedente (secondo la linea temporale saremmo a maggio… Luna è meno sulle nuvole nei libri!). Nella stessa giornata, Angelica è costretta a farsi passare il compito di Incantesimi perché il terrore per suo padre le impedisce di concentrarsi (fino a due minuti prima non lo considerava quasi un problema… Qualcosa per gli sbalzi d’umore non le farebbe male).

Nelle note dell’autore kinderbuena LadyMerendina fa sapere che:

“So ke nei prox cap vi sembrerà la solita storiella d’amore…tutti baci e dichiarazioni…ma nn fatevi ingannare…è fatto apposta 😛 almeno così i personaggi vengono un po’ distratti dalle loro sofferenze e dai loro problemi…”

… E dove sarebbe la differenza con quanto scritto fino a ora?

Silente decide che è tempo, per Angelica, di fare outing davanti al resto della scuola (lui nisba, c’ha pensato la Rowling successivamente agli eventi narrati qui… Ma quella è un’altra storia, una decente).

Angelica dichiara quindi, davanti a tutti (durante la festa, quando Voldemort ha urlato “SONO TUO PADRE”, dormivano tutti) di essere la figlia di Voldemort. Siccome questa è una ficcina, il popolo ignorante e cafone passa dalla curiosità al disgusto in 0.5 secondi senza nemmeno passare dall’incredulità, dallo sgomento o da quel paio di reazioni umane che danno credibilità a una scena simile.

Nonostante le prime reazioni, appena Angelica assicura ai compagni che lei è buona e racconta loro la sua storia strappalacrime, tutti cambiano parere su di lei e parte pure l’applauso (logico: vivi per quattro, cinque anni con una persona e appena scopri che suo padre è un terrorista sospetti di lei, ma basta che lei ti parli del suo triste passato che parte la standing ovation. Non so Angelica, ma io questi allarmismi e questo patetismo alla Studio Aperto li trovo vagamente offensivi.)

Quella notte (o un’altra, non c’è dato saperlo), alle tre in punto (precise eh!) Lucius Arriva a Hogwarts; qualcuno lo vede? No. Arriva, dicevamo, col preciso scopo di insultare Angelica.

In realtà, non si capisce bene: arriva di notte, lui e Angelica si puntano rabbiosi le bacchette contro, si scambiano convenevoli, parlano di Draco, duellano, poi Lucius la mette sotto Imperio e le ordina di uccidersi.

Ginny arriva e riesce a dare l’allarme, Lucius lancia la spada contro ad Angelica e scappa.

“Non me ne andrò senza aver ucciso questa sporca Mezzosangue.” puntò la bacchetta verso la spada caduta a terra “Accio spada!” e una volta che l’ebbe avuta tra le mani…la lanciò verso Angelica!!

LadyMerendina, deciditi: o è mezzosangue o è figlia di Voldemort e di una strega.

Harry si lanciò in avanti, cercando di intercettare la spada…

Ma non riuscì a far sì che non colpisse la ragazza!

La spada la colpì proprio vicino al cuore!!

Ginny si lanciò verso l’amica a terra, in lacrime.

“ANGELICA!!”

Harry cadde a terra con l’amica tra le braccia.

Ron invece puntò la bacchetta verso Lucius…che però sparì subito.

La nostra protagonista viene portata in infermeria mentre nel resto del castello viene dato l’allarme. Draco giunge al capezzale di Angelica che, tra le smancerie del fidanzato e l’interrogatorio meno opportuno del secolo da parte di Silente, viene operata. Draco ottiene il permesso di rimanere a dormire con lei e si addormentano abbracciati (si sa che i punti non fanno male per niente…).

Quattro giorni dopo, Angelica è in piedi e pronta a sedurre Draco con il collaudato gioco della professoressa e l’alunno nella collaudata alcova da ficcy: la stanza delle Necessità.

La Stanza delle Necessità, come Angelica si aspettava, era vuota, e tutto era esattamente come lei lo aveva preparato e lasciato il giorno prima [è la Stanza delle Necessità, perché la prepari il giorno prima?]: le pareti erano azzurre, con nuvole bianche dipinte sul soffitto. C’era un piccolo divano in fondo alla stanza, e tutto intorno fiori, e candele a mezz’aria; il tocco di Angelica, erano i palloncini a forma di cuore che svolazzavano di qua e di là per tutta la stanza, che fecero sorridere Draco.[Oh, ora capisco: la stanza si è rifiutata di ricreare una stronzata simile!]

In questo luogo pacchiano, Angelica inizia la sua lezione:

“Allora… Primo. Amore, significa rispetto. Non devi offendere, o ferire, una persona che dici di amare, non pensi? Fino a qui tutto chiaro, credo. E poi, bè poi…ci vuole fiducia. Reciproca. Se ami una persona, devi fidarti di lei per tutto quanto. Non escluderla da niente.”

Angelica, non facevi prima a prestargli il Cioè?

“Quando stai con una persona, non devi soltanto essere suo amante…ma anche suo amico. Intendo un amico sincero. Il dialogo è la chiave dell’amore, e ricordalo sempre.” (…) “Draco. Ascoltami bene. Non dire mai più le cose che hai detto quel giorno, ok? Io non ho paura di loro. Cioè…sì, un po’… Ma tu sei la mia forza. Se ci sei tu, con me, io sono certa che riuscirò a batterli. E potremo finalmente stare insieme…ed essere felici.”

Stucchevole.

Nel capitolo successivo, Angelica va dai nonni, senza dire nulla a Draco (“il dialogo è la chiave dell’amore” ce lo siamo già dimenticato?). Questi cade così in una imboscata di suo padre e viene costretto a spiare Silente: se non lo farà, la vita di Angelica sarà in pericolo (ah, prima no?). Il marchio sul suo polso viene dunque risvegliato (Eh?); Draco è libero di tornare a Hogwarts, dove dovrà riuscire a mantenere il segreto con Angelica che, essendo empatica, potrebbe leggergli il pensiero (a parte che l’empatia funziona diversamente, ma… CE LO DICI AL DICIASSETTESIMO CAPITOLO CHE ‘STA RINCOGLIONITA È EMPATICA?); anche Angelica ha i suoi problemi: deve nascondere a tutti la sua Missione Segretissima e ha paura che Draco la scopra. E a me sono venute due palle come Bolidi a furia di queste paradossali situazioni nelle ficcy, ma andiamo avanti: abbiamo Draco e Angelica che parlano senza guardarsi negli occhi per paura di essere scoperti in un teatrino imbarazzante.

Angelica si confida con Harry, e anche qua mi sento imbarazzata, perché a furia di moine e bacini i due stanno quasi pomiciando.

Harry la abbracciò: i due erano molto legati, si sentivano come fratello e sorella. Sapevano di appartenere a due famiglie diverse, ma in un qual senso, era come se nelle loro vene scorresse lo stesso sangue, che li legava; in fondo erano Mezzosangue entrambi. [MA NOOOOOO!]

Harry se ne va, Angelica si mette a parlare con la madre morta, Draco la sente e pensa che sia pazza le dichiara ancora il suo amore, poi litigano, fanno pace, lui le mostra il marchio, lei s’incazza, lui le dice che l’ha fatto per proteggerla e si riappacificano ancora; Angelica svela il suo piano, si baciano, mi fanno venire il diabete. In pratica due capitoli con lo stesso spessore psicologico di una puntata di “Le magiche ballerine volanti” (ma almeno sono veloci e non ci smazziamo le seghe mentali dei protagonisti troppo a lungo).

Voldemort è invece nel suo castello e si sta congratulando con i Mangiamorte, quando Angelica fa la sua entrata nella stanza e chiede al paparino lezioni di difesa personale. Voldemort accetta. In realtà vuole metterla sotto Imperius e farla stronzeggiare in giro per Hogwarts, così che i suoi amici si allontanino.

Quella notte, Macy porta Tom nel mondo degli spiriti per cazziarlo. In una scena ancora più sbrigativa di quella tra Draco e Angelica, Voldemort si redime, bacia lo spirito della moglie e i due fanno pace.

Nel frattempo Angelica cammina in una maniera che a Harry non piace e i due iniziano a battibeccare (Voldemort non ha fatto in tempo a togliere la maledizione). Arrivano anche gli altri e, con buoni sentimenti e un bacio di Draco, l’incantesimo si scioglie. Angelica parla con suo padre, si riappacificano e lui le dice di aver visto sua madre, poi le raccontagli anni passati a vagare senza un corpo e… Questo dovrebbe essere un riassunto della fanfiction e per fare un riassunto si dovrebbe aver capito di cosa si sta parlando, ma l’unica spiegazione al pasticcio temporale qua descritto è che qualcuno abbia usato la Giratempo come in AVPS. Comunque, alla fine di questo capitolo, Tom e Angelica si lasciano da avversari ma non da nemici, Voldemort è ringiovanito e si è pure rincoglionito di parecchio.

Nel successivo capitolo, troviamo Angelica che segamentalizza: sua madre non è mai andata a farle visita dal mondo degli spiriti. La protagonista dunque passa quindici ore filate a deprimersi

“Capite? Mamma poteva portarmi da lei in qualsiasi istante…poteva vedermi…parlarmi…darmi dei consigli…o che so io!! E invece lei non l’hai mai fatto! Mi ha…abbandonata.”

poi Harry le svela che anche i suoi genitori non l’hanno mai contattato (né una cartolina né una telefonata né niente); Angelica non desiste e decide che, se Macy non la contatta dal mondo degli spiriti, sarà lei ad andarci. Detto questo, si taglia le vene e si lascia morire.

Fine della storia.

Scherzavo.

Per entrare nel mondo degli spiriti basta chiedere a Silente (si sa, le popolazioni antiche facevano uso di droghe per mettersi in contatto con i defunti… Chi meglio di Silente potrebbe conoscere il metodo?) E giacché Angelica è figlia di Maria, fuma in compagnia si porta dietro gli amici nel varco temporale per il mondo degli spiriti.

“Wow… Beh, Angelica, allora stanotte rivedrai tua madre! Da…quanti anni è che non…?”

“Tanti…12 anni per l’esattezza[No, zucchero, sono almeno sedici anni. Perché devo correggere io la linea temporale? Sono solo una lettrice, perché capisco meglio io la delirante trama di questa fanfiction dell’autrice stessa?]. Però…” guardò gli altri “Io non so… Beh, non la vedo da molto… Professore. Non è che gli altri potrebbero venire con me? Solo stavolta…”

Tra baci e abbracci le due inutili donne si riuniscono, poi Macy spiega ad Angelica che, per richiamarla a sé, doveva livellare un po’ come spirito: ora che è a livello ottanta e si è fatta l’armatura con pezzi viola, può fare un po’ come le pare, almeno finché non implementano Cataclysm.

Dunque si lamentano entrambe di Tom e, mentre Macy racconta al gruppetto come lei e Voldemort si sono innamorati, lui compare nel quadretto, bisticcia un po’ con la figlia, ma la moglie defunta devasta il momento di pathos dicendo che ha visto il futuro e che Tom porterà solo rogne. Angelica ha una crisi isterica ma Macy le dice che il futuro può cambiare (ho come idea che ci goda a far disperare le persone); tutti i ragazzini presenti fanno il loro discorsetto da gran finale della recita in oratorio, Voldemort amoreggia con Macy, piange un po’ e torna a casa. Anche Angelica e i suoi amici tornano a casa, e la ragazza giura di redimere suo padre.

Ma Voldemort colpisce Hogwarts proprio nel momento in cui i Nostri stanno marinando scuola(ed hanno incontrato nuovamente Macy che, implementato Cataclysm e arrivata al livello ottantacinque, è tornata in vita); decidono di tornare tutti a Hogwarts e lì incontrano anche Lily e James; il piano è semplice: travestirsi da Mangiamorte e tendere dunque un’imboscata all’”almeno un milione” di nemici. Sì, come in AVPS:

Arrivano anche Sirius e Remus (sempre in coppia, che carini!), il gruppo riesce nel suo piano sconclusionato (avevate qualche dubbio?) e arrivano da Voldemort, che sta personalmente controllando le catene dei prigionieri (oh, quanto è malvagio).

Scopriamo, dunque, che Voldemort non è cattivo: ha solo frequentato la gente sbagliata, tra cui Mortimer (CHI?), capo del Regno Infernale (COSA?) col quale stipola un contratto (QUANDO?). Voldemort aveva cercato, dopo aver ritrovato Macy nel regno degli spiriti, di recedere dal contratto, ma Mortimer era riuscito a soggiogarlo (in un modo descritto con una scelta di termini davvero infelice).

Le cose stavano così: Tom Riddle, all’apice del suo potere, fece un patto con il capo del Regno Infernale, perché lo aiutasse a mantenere il potere. Il patto era che Mortimer (questo il suo nome) avrebbe mandato le Forze Infernali verso Tom, con un incanto potente, che le avrebbe fatte entrare dentro [“dentro” è in corsivo nel testo!] Tom [Ci si chiede da che parte saranno entrate, ‘ste Forze Infernali!]. Ma il Signore Oscuro, dopo che nel Regno degli Spiriti aveva capito che la cosa più importante era la sua famiglia, si recò da Mortimer, scindendo il loro ‘contratto’; il furbo capo degli Inferi, però, diventato molto avido, e sperando in una parte del potere che Tom avrebbe ottenuto, aveva mandato le Forze Infernali…ancora una volta…dentro Tom.

Morty, forze infernali, a la smettiamo con ‘ste non-con gang bang? È una fanfiction per tutti, questa!

Ma Angelica ancora non lo sa (capisco la reticenza di Tom nel confidarsi… Dev’essere stato traumatico) e crede che Voldemort sia tornato un “cattivone”. E, mentre lui combatte contro le forze che lo governano, i marmocchi, gli adulti e i redivivi liberano i prigionieri (mentre la maggior parte dei Mangiamorte si gratta); Hogwarts è dunque libera (più che una battaglia seria sembra una partita di palla avvelenata). Dopo un’estenuante lotta e scaduto l’affitto di questo corpo idiota Tom si risveglia, e tutto finisce a tarallucci e vino (a Hogsmeade): persino Lucius abbandona l’ultimo barlume IC e si redime, dopo un discorsetto di Silente che pare Piero Angela.

La fanfiction si conclude con il classico “e vissero per sempre felici e contenti”, solo un po’ più lungo e zuccheroso:

Le guerre ci sono tutti i giorni, e le tempeste alle volte possono spazzare via i sogni, le speranze, i progetti di tutti. Ma se ci si crede con tutti se stessi, se si lotta con tutte le proprie energie per un mondo migliore, e per la pace, alla fine si ottiene tutto ciò che si vuole! E il Sole, come in questo caso, torna a splendere, più radioso e caldo che mai!!

… Oh mio dio, è finita DAVVERO. Stavo per morire. Certo, c’è ancora il seguito, ma dubito avrò la forza per recensire anche quello.

Upper Hogwarts Side

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrottissimi funzionari del Ministero
giacobini asserviti al sistema di merda e frigide baldracche
adorati purosangue.
Sì, siamo tornati.
Sappiamo di avervi fatto prendere un mezzo infarto dall’altra parte ma suvvia! Non siamo adorabili quando facciamo i burloni?
Quindi sì, adesso potete venire a trovarci qui su WordPress, tappa del grande esodo che senza l’opera dell’Admin Suprema Lestrange e allo Splinder Importer di Aioros, cui vanno i ringraziamenti più sinceri dell’intero staff, non sarebbe stato possibile.

Personalmente, sono reduce da un’impresa epica, una full immersion nella Summa della Fyccina, un revival di ognuno dei cliché che ci ha fatto accapponare la pelle in tutti questi anni di onorato servizio: ebbene, ce li ho tutti. Ma proprio tutti. Da Lucius Malfoy trapanatore folle a Severus Piton senza il suo zavorrante “always”; da pacchiani festini e ricevimenti tra Hogwarts e le magioni della gente che conta (eh no, casa Malfoy non sarà esente) a scene di sesso al limite (ampiamente valicato) del trash; da descrizioni di abiti di dubbio gusto e comunque fuori moda (e so di dare una notizia sconvolgente alle eventuali Vestali in ascolto affermando che negli anni Novanta non ci si vestiva come adesso!) a… attenzione attenzione! Certosine descrizioni di colori e sfumature persino del maquillage! Del quale però le nostre protagoniste, essendo splendide di per loro, non avrebbero nemmeno bisogno. Oh, sì, avete letto bene: le nostre protagoniste. Nel fandom le disgrazie non vengono mai da sole.

Davanti ad un simile carnet, i sessantatré capitoli (e non è ancora finita) di Volami Nel Cuore di Viols (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=764176) non possono di certo farmi paura.

Orsù dunque, armatevi di bacchette magiche, ripassate le vostre Maledizioni Senza Perdono preferite e scegliete su quale stecca di questo ampio ventaglio di personaggi originali o, nel migliore dei casi, out of character (ovviamente non segnalato), preferite lanciarle. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Le due pulzelle sulle quali s’apre il primo capitolo frequentano il sesto anno della prestigiosa Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts quando, ATTENZIONE ATTENZIONE, si svolgono gli eventi narrati ne La Camera dei Segreti. E forse questo è, insieme con il buon italiano che scivola solo una tantum, uno dei punti di merito della fyccina, che farebbe prevedere un’interazione con Harry&co. poco più che poppanti e quindi inabili all’accoppiamento… ma forse abbiamo torto ad esser tanto ottimisti.

Come nelle migliori fyccine sulle best-frienz-forevah, Rebecca, per gli amici Rebbi e Letizia, per gli amici Leti (simili nomi e, soprattutto, nomignoli, non vi fanno giungere alle nari un fastidioso lezzo profumoso di self-insertion?) sono diverse come il giorno e la notte, partendo dalle origini: anglosassoni la prima, mediterranee la seconda. Rebecca discendeva infatti da una famiglia di nobili inglesi, purosangue mi permetto di intromettermi nella narrazione per focalizzare l’attenzione dei piccoli lettori sulle genealogie: sono più fondamentali di quanto non siano nelle Cronache di George R.R. Martin o nelle opere di Tolkien suo padre, Christopher Knight, era un funzionario del Ministero mentre sua madre, Charlotte Lowett Knight, curava la casa e le relazioni interfamiliari, a cui veniva data un’importanza quasi morbosa. Ok, ricapitoliamo: tra i poveri mortali babbani, si dice casalinga, disperata nei casi più kitch. I nobili inglesi purosangue hanno invece le curatrici di case e di relazioni interfamiliari. Ma torniamo a noi, non avrete mica pensato di cavarvela così! Letizia aveva invece parenti di nazionalità differenti, ma anche loro purosangue la cosa era così ovvia che precisarla è ridondante Julio Maeder, il padre, era un famoso giornalista spagnolo che lavorava per la Gazzetta del Profeta e la consorte italiana, Eleonora Dellafiore Maeder, era l’igienista dental l’assistente del Ministro della Magia (…) Rebecca discendeva da una famiglia che fu sempre Serpeverde ma il Cappello Parlante decise di smistarla nei Grifondoro, mentre la sua migliore amica era l’unica Serpeverde in una famiglia di Grifondoro da generazioni.

Letizia era di statura media, con un fisico normale che si faceva però notare per il seno prosperoso e le gambe quasi perfette Al quasi, mi sono seriamente commossa… quasi, QUASI perfette! Il viso era indecifrabile: spesso pareva angelico, spesso fin troppo malizioso. Oh. So cuteAveva lunghi capelli dorati dire biondi è banale e fa poco radical chic, lisci e sempre ordinati, con una frangia che copriva la parte destra della fronte ma non arrivava all’occhio Dio! Lucius, l’emo-leccata di mucca. Le sopracciglia castane daaaaaaaah, sarà mica una bionda finta?! e fini seguivano la forma degli occhi in modo perfetto occhebbello, qui è tutta perfetta e le ciglia erano allungate dal mascara. Mascara che, a rigore, la professoressa McGranitt dovrebbe far sparire: a Hogwarts non è concesso truccarsi (seconda notizia sconvolgente per le Vestali in un giorno solo; sopravviveranno?) anche se l’assenza di trucco rischia di rendere l’ambientazione molto meno trash. Gl’iridi neri apprezziamo la sineddoche e l’aulico apostrofo (ma anche no) ma ci dispiace informare l’utenza che il sostantivo iride è femminile  come la pece impedivano quasi di definire la pupilla: l’oscurità di quello sguardo, valorizzato dall’ombretto verde-oro e dall’eye-liner sempre presenti, risaltava tantissimo con i capelli dorati. Visto che la inutile descrizione del trucco c’era, Mangiamorte di poca fede? Ma tanto arriva Minerva, IO LO SO. Le labbra erano fini e di un rosa pallido ma rese lucide dall’immancabile lucidalabbra se il lucidalabbra non le rendesse lucide, credo si chiamerebbe scartavetralabbra ed era quella stessa bocca a dare un non so ché che di malizioso al viso: infatti il sorriso in cui si allargavano invitava quasi sempre a pensieri conturbanti. Insomma, la parodia dozzinale e volgare della Lolita di Nabokov. Le mani erano piccole e carine, con unghie ben curate e colorate con smalti scuri. Mi chiedo se le ditina verranno mozzate o sciolte nell’acido dalla solerte insegnante di Trasfigurazione che, per certo non tollererà una simile oscenità. Caratterialmente era tutt’altro che piccola: egocentrica, ambiziosa, un po’ sadica e superba ma anche davvero dolce con le persone importanti. Come i chihuahua: piccoli piccoli, ma grandi rompicazzi abbaiatori. Era anche molto contraddittoria e spesso tendeva a mostrarsi distaccata anche con le persone più care per paura che la vedessero debole. Probabilmente era questo il motivo che la faceva trovare tra i Serpeverde. No, cara: questo è il motivo per il quale quei due omoni vestiti di bianco ti stanno venendo a prendere. E non preoccuparti, le maniche della camicia non sono troppo lunghe: è per annodarle meglio dietro.

Rebecca era agli antipodi TI PREGO, dicci qualcosa che non sappiamo. Viso tondeggiante, con lineamenti delicati. Il naso particolare in quanto estremamente semplice, dalla linea perfetta qualcuno mi spiega come sarebbe un naso non semplice? Savoia, cappuccino, francescano come i nodi marinari? Comunque, al prossimo perfetta faccio una strage, LO GIURO labbra carnose quanto bastava e di un rosa tendente al rosso COME TUTTE LE LABBRA DEL MONDO, PER LA SACRA VERGA DEL GOS! Sovrastata da sopracciglia fini e leggermente arcuate, dalla forma inspiegabile, vagamente squadrata tipo… banalissime ali di gabbiano? Aye, sir la linea degli occhi era tempestata con ciglia lunghe e nerissime come le pupille al di là del fatto che ora io mi immagino gli occhi trafitti dalle ciglia tipo tempesta di frecce alle Termopili, che senso ha descrivere LA PUPILLA? E’ nera per tutti, è uno dei pochi organi democratici! incastonate in due brillanti smeraldi Quindi, o Rebecca ha gli occhi verdi o siamo autorizzati ad immaginarla così:

 

 La carnagione chiara risaltava a contrasto con la cornice dei capelli corvini, lunghi e mossi che le ricadevano morbidi sulle spalle. Il collo prolungava la linea del viso sino alle spalle dritte, da cui due braccia femminili che terminano in mani affusolate, delicate, con unghie curate e neutre. Credo che mai come adesso ci sia stata tanta meticolosa scientificità nell’inutile descrizione dell’ovvio: quasi quasi mi immaginavo braccia maschili. Il seno era bello, della misura giusta. E dal momento che ogni uomo ha gusti diversi in materia di tette, apprendiamo che Rebecca può ingrandire o rimpiccolire le proprie a seconda di chi si trova davanti, in modo che per tutti siano della misura giusta: dalla coppa di champagne all’acceleratore di positroni del Cern. Il busto si stringeva leggermente sul punto vita per poi riallargarsi di poco dando vita a fianchi proporzionati, uniti a gambe lunghe, snelle e sode I fianchi direttamente connessi alle gambe sono qualcosa di inconcepibile, sì, anche se le gambe sono lunghe, snelle e sode. I polpacci si assottigliavano mano a mano che si avvicinavano ai piedi rendendo le caviglie sottili ma forti. TUTTI ABBIAMO LE CAVIGLIE PIU’ SOTTILI DEI POLPACCI, ANCHE L’OMINO MICHELIN!!! Era una ragazza orgogliosa, riflessiva e altruista. Una buona ascoltatrice, ma egoista per quanto riguardava i suoi pensieri e le sue emozioni. Sarcastica e ironica, era davvero abile nell’uso della parola, sagace ed intelligente. Se voleva davvero bene ad una persona, avrebbe anche potuto dare la vita per proteggerla: ecco perché, forse, era tra i Grifondoro. No, Rebecca è dei Grifondoro perché le va e davvero non vediamo il motivo per il quale non dovrebbe dare la propria vita ADESSO, prima che si diverta a dare altro tra un paio di capitoli.

E non ditemi che vi ho rovinato la sorpresa.

Lo so, lo so, questa descrizione estenuante e puntigliosa che, a questo punto, manca solo del computo dei peli sulle ascelle delle due amiche tra una ceretta e l’altra ha lasciato stremati voi quanto me. Ma come potevo esimermi? Qui non ci si limita ai capelli, agli occhi, alla perfezione dei tratti del volto e del fisico tutto; si va oltre, si raggiunge la descrizione della banale anatomia umana rendendo meraviglioso perfino il fatto che le protagoniste abbiano braccia e gambe articolate col tronco. Ma dobbiamo essere stoici come è nostro solito e… andare avanti.

Come potremmo altrimenti sapere dalle labbra lucide di Leti che Rebbi ha ottenuto il massimo dei voti nei G.U.F.O? E che ha preso Eccellente in tutte le materie tranne Pozioni nonostante fosse la migliore del corso?

Dite che non ce ne fregava un’emerita, vero? Beh, nemmeno a me, però fa sempre tenerezza quando si tenta di dare en passant informazioni sulla bravura di un personaggio con il risultato di renderlo semplicemente più irritante. Più irritante ancora è venire a sapere che:

1. Rebbi e Leti sono inspiegabilmente amiche di Fred e George Weasley, noti nel fandom per passare il tempo a circondarsi di Mary Sue;
2. abbiamo definitivamente perduto Draco Malfoy, e prima ancora che fiorisse: alla domanda legittima che fa a Leti (e, stranamente, perfettamente IC) Allora, Maeder, ancora con certa gente? gli viene risposto un non vedo perché le sei così ostile. Mi è giunta voce che non ti dispiacerebbe fare certe cose con lei che lo lascia tramortito, tanto da farlo fuggire per evitare di far notare le guance rosse. Notate bene: Malfoy frequenta il secondo anno. Le due bestfrienz il sesto. Direi che possiamo tranquillamente definirle bulle, almeno in questo contesto. Nei contesti a seguire, ci limiteremo a puttane;
3. Rebbi è amicona di Harry, Ron ed Hermione, con i quali passa molto del suo tempo. Perché? Beh. Alla Perfezione Incarnata non poteva mancare essere nelle grazie del Bambino Sopravvissuto. Anche se a passare il tempo con tre ragazzini di almeno quattro anni più piccoli di me (e nella fascia di età considerata quattro anni fanno davvero la differenza)… beh, inizierei a pormi delle domande;
4. la McGranitt non solo NON scioglie nell’acido proprio nessuno, anzi, l’indomani Rebbi si complimenta con Leti per il bellissimo trucco argentato. Sobrio, soprattutto, considerato che siamo in una scuola inglese di mattina e che comunque è VIETATO TRUCCARSI AD HOGWARTS;
5. Per un attimo sembrò che le loro menti fossero collegate, cosa che succedeva abbastanza spesso alle due poiché legate da una profonda amicizia. Perché il talento profonda amicizia è un prerequisito per ottenere telepatia;
6. “abborda il personaggio inutile creato ad hoc, possibilmente Corvonero o Tassorosso, tanto poi sai che trombi con uno o più dei personaggi della Rowling” è lo sport più praticato durante il primo giorno di scuola;
7. l’arguzia di Rebbi ha un potere ammaliatore su Piton, che si comporta come un cretino disperatamente attaccato a una fallimentare parvenza di IC;
8. Gilderoy Allock, probabilmente per la parlata piemontese (Non resisti proprio lontano dalla mia materia, né?), reo di non piacere a Rebbi e Leti, diviene spietata vittima di bashing. Cielo, le Mary Sue che odiano Allock sono più patetiche della corte di studentesse adoranti che il professore di Difesa si trascina dietro. Ma Allock che ci prova con Rebbi che, ricordiamolo, è ancora una studentessa e anche minorenne, è più patetico ancora;
9. Rebbi suonava il pianoforte da quando aveva 6 anni e cantava divinamente, anche se lei non ne era così convinta. Ah, la falsa modestia della voce narrante… no, non chiedetemi perché la McGranitt, deux ex machina dal noto dolce sorriso occupi la già chiassosa sala comune dei Grifondoro col pianoforte di Rebbi. Potrei essere maligna e dire che è per renderla più perfettamente Suosa di quanto non sia già ed in effetti… è per quello. La cosa è così sensazionale che Leti, per quanto Serpeverde, ottiene dalla stessa McGranitt (o meglio, dalla sua controfigura sotto effetto di stupefacenti) il permesso di accedervi solo e soltanto per sentire cantare e suonare la sua amica. RAGIONIERE!!! 

Ecco.
Ma sono buona e su questa torta a nove piani di zuccheroso liquame ci metto anche l’orrida ciliegina: la controfigura-sotto-effetto-di-stupefacenti-della-McGranitt, estasiata da una simile esibizione, propone a Rebbi di suonare e cantare alla cena che si terrà domenica sera (…) con tutti i professori, i consiglieri e il Ministro per l’apertura dell’anno scolastico. Ah, sì, la famosa cena d’apertura dell’anno scolastico, COME NO. La Rowling la descrive in ogni libro, settimo compreso. Alla nostra fanciulla non toccherà di certo esibirsi in canzoncine ridicole come quelle del Cappello Parlante o “Hogwarts, Hogwarts, cara vecchia Hogwarts”, ma in un vero e proprio repertorio da combattimento: liquidati con un colpo di spugna Beethoven, Mozart e Debussy, la platea adorante dovrà sorbirsi Vulnerable dei Secondhand Serenade (2005), Angel e All I Need Dei Within Temptation (2004 e 2007), Behind Blue Eyes nella versione dei Limp Bizkit (un genio, la versione degli Who del ’75 poteva salvarla e invece no, buttiamoci sui Limp Bizkit e sul 2003!), My Immortal degli Evanescence (2000) oltre a Wonderwall degli Oasis (1995) che, credetemi, odierete a fine fyccina (ambientata, giova ricordarlo, tra il 1992 e il 1993). Professor Vitious, signori del Coro, spostatevi che fate ombra a Nostra Signora della Perfezione più Figa. Sono curiosa di sapere come i maghi purosangue, Serpeverde uber alles, tollereranno di ascoltare una simile menata di musica babbana. Draco vorrebbe provvedere, ma non sa ancora che, in questa fyccina, lui non ha un padre, ma LUI.

E nemmeno fossero i pastorelli del presepe, Leti, i gemelli (i Weasley sono gli unici fratelli gemelli di tutta Hogwarts, evidentemente) Ron, Hermione, Neville, Harry, Ginny e altri si propongono come camerieri per il lieto evento. Speriamo che la Cometa, oltre ad indicare la strada, si schianti sul pianoforte ed incenerisca tutti i figuranti di questa fyccina, malamente spacciati per i personaggi della Rowling. Sì, dico figuranti di questa fyccina malamente spacciati per i personaggi della Rowling perché una che dice ad una studentessa Abito da sera di lunghezza variabile ma compresa fra ginocchia e caviglie; scollatura adeguata; colore che preferisce e scarpe preferibilmente col tacco. Riguardo ai gioielli metti pure ciò che vuoi, l’importante è che il tuo aspetto non rimandi poi a un albero di Natale continua a non essere Minerva McGranitt: è solo un altro fastidioso espediente per mettere ancora più in risalto la perfezione a trecentosessanta gradi (più tardi passeremo ai novanta) di Rebbi. In questi anni ci è passato sotto gli occhi -e le mani- praticamente di tutto, ma qui abbiamo valicato il limite del troppo, stiamo stroppiando!

Dopo una insulsa domenica mattina trascorsa ad Hogsmeade al solo scopo di introdurre l’ennesima nota trash alla desolazione della trama (una toccata e fuga dell’unico ed incommensurabile God of Sex, Lucius Malfoy, che guardatevoiilcaso inizia a marpionare Leti e anche un po’ Rebbi), arriviamo al momento clou. “Il concerto?” direte voi. No. La descrizione dell’abito di Rebbi.

Le sue forme non potevano trovare posto migliore di quell’abito di seta blu notte senza spalline che si fermava appena sopra il ginocchio. Fortuna che è un abito da sera. I fianchi fasciati e il seno avvolto perfettamente erano resi ancora più belli dal nastro bianco, anch’esso di seta, appena sotto il decolté parente prossimo del décolleté, presumibilmente e che si allacciava in un piccolo fiocco sul davanti liquidarlo con uno stile impero non avrebbe reso onore. Le scarpe open-toe col tacco, abbinate al fiocco ma opache, lasciavano intravedere le unghie bordeaux. … scarpe aperte e bianche di sera? SCARPE APERTE E BIANCHE DI SERA?!? Anche le mani erano perfette con quello smalto facciamo un gioco: conteggiamo la parola perfetto/a/i/e in tutta la fycci? Secondo me sbanchiamo e l’anulare destro portava con estrema eleganza il piccolo anello con uno smeraldo incastonato in una piccola circonferenza di diamanti neri, uguale alla collana e ai pendenti, tutto un regalo dei suoi genitori. Gioielli neri e verdi su un abito blu e bianco con smalto bordeaux? Rebbi, ti presento Enzo e Carla: avrebbero due parole da dirti.


I capelli erano sciolti e le onde corvine più morbide e definite che mai. La frangia mossa ricadeva delicata sulla fronte, mentre a sinistra i capelli erano puntati con un fermacapelli di porcellana raffigurante un candido fior di loto non più grande di cinque centimetri di diametro. I cinque centimetri di diametro sono un Horcrux, ecco perché vanno specificati. Gli occhi verdi erano sublimi con l’ombretto blu, la matita nera e le ciglia rese ancora più lunghe dal mascara color pece. Le labbra sembravano petali di rosa grazie al lip-gloss lucido, che faceva brillare maggiormente il suo sorriso di perle. Rebbi…

E siccome sono buona, ma buona buona, vi risparmio la puntigliosa descrizione di una serata della quale Hogwarts avrebbe fatto volentieri a meno. Però di Piton che fa i complimenti e non solo per le doti canore (sic!) non posso proprio tacere. Così come non posso tacere che, ancora a due mesi dalla pregevole esibizione, I Grifondoro erano fieri della loro compagna, vagavano per il castello vantando una così brava musicista; i Corvonero e i Tassorosso non potevano che trovarsi d’accordo ed elogiavano anche la sua voce sublime; i Serpeverde erano divisi tra chi aveva il coraggio di ammettere la sua bravura e chi la scherniva, con ovvia invidia.. Poi squallore su patetismo, con Allock ridotto a zerbino ai piedi di Rebbi e Leti e Piton che perde completamente la dignità nei confronti dialettici con la Grifondoro (*risate registrate*) rendendo sempre più difficile sostenere qualsivoglia argomentazione sulla sua credibilità. E ancora pessimismo e fastidio, orrore e raccapriccio finché, TA-DAN! non arriviamo all’annuncio della fatidica festona dell’anno: il party di Natale a casa Malfoy. Eh sì, i Malfoy sono dei rinomati festaioli. Ma dobbiamo comprendere questo espediente narrativo perché, se così non fosse, Rebbi non avrebbe potuto incontrare, sei anni prima, la coetanea ex-Beauxbatons, ora Corvonero Claudine Dumas (perché tutti i francesi si chiamano Dubois o Dumas, al massimo Delacour), per gli amici Clau. Che cosa ce ne facciamo del terzo personaggio originale, mi chiedete? Oh. Non ne avete idea, ma portate pazienza. Siamo solo al capitolo dodici.

Vostra

Odio Umbridge

aspirante curatrice di case e di relazioni interfamiliari

Tra miti e mitomani (parte II)

Odisseo è giustamente incazzato.

Come disse Marlon Brando in Via col vento: “Cazzo ci faccio in questo film?”
Paolo Cananzi

Uno sfondo stellato.
Parte la musichetta di Star Wars, appare un testo in scorrimento:
“Tempi duri per gli Achei. Nonostante i mangiamorte abbiano subito lo smacco di vedere la moglie di uno dei loro rappresentanti più prestigiosi, Brendon, cornificarlo allegramente insieme a Odisseo, quest’ultimo è ora braccato insieme a Saphira, l’adultera, dai seguaci dell’Oscuro Signore, desiderosi di lavare l’onta. E intanto il parto di Saphira è sempre più vicino, e tutti aspettano di sapere chi sia il padre…”
Fermiamoci qua. Se non conoscete l’antefatto, probabilmente non ci avrete capito niente. Può essere utile a tale proposito leggere la prima parte della recensione oppure, se avete poco tempo, affidarsi al

*papparapà papààà*
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

Saphira è figlia di Bellatrix e Rodolphus Lestrange. I genitori la promettono in sposa a un mangiamorte di nome Brendon, ma la ragazza è innamorata di un ragazzo che vede a volte per strada e di cui non sa niente.
Il giorno del matrimonio, Saphira incontra il ragazzo al matrimonio e iniziano a parlare davanti a tutti, e senza che nessuno se ne accorga. Si rincontrano altre volte e si scopre che lo sconosciuto è Odisseo, arrivato dal passato insieme a famiglia e Diomede (come canon dantesco vuole, i due sono inseparabili) e ringiovanito, perché altrimenti il pairing della ficcyna sarebbe stato poco glamour.
Saphira diventa l’amante di Odisseo e nel frattempo va a scuola a Hogwarts, dove si comporta da Serpeverde modello, anche se tutti si rendono conto che ha un amante a causa delle lettere che vanno e vengono. Rimane incinta, ma non si sa se di Brendon o di Odisseo.
Brendon scopre la tresca su soffiata di Draco, e picchia Odisseo, che a questo punto decide di rapire Saphira, ancora incinta.

Lo so, lo so. Riassunta in questo modo la storia sembra ridicola, ma non lasciatevi ingannare: è veramente ridicola. È La storia di saphira, di Lady Crystal, e ricominciamo a seguirla dal capitolo 18.
Il giorno del parto arriva, e Odisseo porta Saphira in ospedale. Lì incontrano Brendon e i Lestrange.Molto probabilmente avevano fatto il calcolo di quando Saphira avrebbe odvuto partorire. E l’astuto Odisseo non ha pensato di portarla a un ospedale diverso, ovviamente.
(Nè Odisseo nè Saphira seppero mai come aveva fatto Brendon a sapere che lei era stata con odisseo. Molto probabilmente qualcuno aveva fatto la spia. A dire il vero, nel capitolo 16 Draco aveva detto esplicitamente a Saphira che avrebbe riferito della loro tresca ai suoi genitori e a Brendon, ma a quanto pare la memoria a lungo termine non esiste nell’universo di questa ficcyna).
Brendon minaccia Odisseo e promette di riprendersi la moglie subito dopo il parto. Ventiquattro righe dopo, Odisseo, Saphira e il neonato Scapparono. Non fu difficile. Questi mangiamorte sono talmente delle schiappe da sembrare quasi IC, ma nessuno vi bada perché nel frattempo è arrivata la sconvolgente notizia: la bambina appena nata è figlia di Brendon. E, ancora peggio, è stata battezzata Cristal Kim: come crescerà questo povero caso umano?
Odisseo, una volta tanto, reagisce con signorilità: parla a Saphira e le dice che All’inizio avevo deciso che se il bambino non fosse stato mio ti avrei lasciato qui. Ma poi ho scoperto quanto ti amo. Ho scoperto che non posso vivere senza di te, ho scoperto che senza di te sarei u  nonnulla, non sarei nessuno (mi piace pensare che questa sia una citazione che strizza l’occhio; e pazienza se l’occhio è quello di Polifemo) Andiamo a casa mia, adesso. […] Aspetteremo che Cristal sia un po’ cresciuta e io e i  miei amici faremo un colpo di stato, qualcosa, e prenderemo il potere, scacceremo via Brendon e chi vuoi tu.
Dieci anni di guerra a Troia non gli hanno fatto capire che quando si tratta di donne non è il caso di esagerare. Ma un colpo di stato contro chi, poi? La risposta successiva arriva nel capitolo successivo: dopo circa due mesi che stavano da Diomede vennero a sapere che Brendon aveva preso il potere.
Chissà che brutta atmosfera deve esserci stata, in quei due mesi. Odisseo che gira nervoso per casa di Diomede, l’amico che gli fa: “Allora, questo colpo di stato lo facciamo oppure no?”
“E abbi un po’ di pazienza! Dobbiamo aspettare che Brendon prenda il potere, se no come facciamo a toglierglielo?”
“Sì, ma quando si muove? Qua i soldati si lamentano.”
“Miiii, possono aspettare. Abbiamo fatto dieci anni di guerra, possono aspettare qualche altra settimana.”
E quando sono lì lì per accapigliarsi, entra un messo tutto trafelato e grida: “Brendon ha preso il potere!”
“Grazie agli dei! Iniziavo a temere il peggio” esclama Odisseo, sollevato. Tutto va bene, la storia può riprendere.
Mentre gli uomini progettano la guerra, Saphira si gode la vita: Con Odisseo lei si sentiva troppo felice. Non solo tutte le mattine egli le regalava delle rose (qualcosa da nascondere…), ma andavano a cena fuori tutte le sere. Lui le stava sempre vicino, in adorazione, sì, perchè lui adorava Saphira. Lei era la luce dei suoi occhi e diceva che senza di lei molto probabilmente sarebbe cieco (sgrammaticato lo è già). Che senza di lei non vivrebbe e che se lei non fosse mai nata, neppure lui sarebbe mai nato (quando sono così entusiasti di solito finisce male).
Insomma, Saphira è così felice che non può che commettere una cazzata random per mettere fine a tale felicità. Nel caso specifico, esce da sola con la figlia neonata e gironzola per… vabbe’, non l’ho ancora capito dov’è che vivono, ma tanto Erano nel mondo non-magico, nessuno poteva farle del male. Infatti incontrano subito Bellatrix, fuggono, nel fuggire Saphira entrò in un vortice senza fine e si ritrovò, circa un minuto dopo, a Diagon Alley. -Oh no- sussurrò. saphira si girò verso la figlia. ora Cristal aveva cinque anni. Questo perché, come aveva detto Telemaco in precedenza, Noi stiamo fuori dal mondo magico … papàmi ha detto che se porti un bambino piccolo come Cristal lì, quello cresce fino ad avere circa cinque o sei anni-
Ora: perché tutto questo? Da dove sbucano questi strani effetti del mondo magico? Se Odisseo e gli altri Achei sono ringiovaniti, perché i neonati dovrebbero crescere? E perché ciò non ha effetto solo sui babbani ma anche sui maghi, come la figlia di Saphira e Brendon? Come ha fatto Cristal, passando improvvisamente da quattro mesi a cinque anni di età, a imparare a parlare (sì, parla, in modo sgrammaticato – come tutti gli altri protagonisti, quindi)? Perché introdurre questa fiera dell’assurdo se poi non ha alcun peso nella trama?
Infatti, pur essendo noto che è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti, la trasformazione di Cristal non sembra sconvolgere più di tanto gli altri: Diomede si limita a commentare “oh, che guaio. Comunque, abbiamo pensato ad un modo per spodestare Brendon?”, poco dopo Saphira lo imita.
-Amore, hai pensato a qualcosa da fare? dico per spodestare Brendon- disse Saphira. -Oooh ma perchè me lo chiedete tutti a me? Pensateci un po’ voi- replicò odisseo, stufato. -ma mi hai promesso0 che ci pensavi tu!- brontolò Saphira.
Ragazzi, state organizzando un colpo di stato, non dovete portare fuori il cane. Un po’ di serietà, Giuda ballerino!
Tra supposte di vita quotidiana e seghe senti/mentali sulle note di Valerio Scanu, scopriamo che Brendon e Bellatrix si sono alleati con l’Ordine della Fenice contro Odisseo. Questa è talmente grossa che anche l’autrice ha dovuto prenderne atto, e in una nota spiega che il fatto che Bellatrix & rodolphus si sono alleati con l’ordine della fenice è solo una supposizione di Odisseo, e che però l’ordine della fenice è comunque contro di lui e Saphira, perchè quest’ultima è figlia di Bellatrix. No, per Depp, no, anche Sirius è parente di Bellatrix! L’Ordine non distingue i nemici in base alle parentele!
Ma stiamo entrando nel vivo: Odisseo e Diomede convocano un’assemblea con Achille, Agamennone e Menelao (sono arrivati anche loro nel mondo magico per cercare Odisseo, mi ero dimenticato di dire) per chiedere il loro aiuto nello spodestare Brendon, e Diomede si abbandona a una orazione, come dire… be’, leggetela.
Cosa diventò quella voglia di vivere che ora non c’è più? cosa diventò cosa diventò e come mai non ricordi più? (Diomede cita Vasco Rossi: perché Diomede dovrebbe citare Vasco Rossi?!)  o meglio non ricordiamo… Io e Odisseo siamo stati per parecchi giorni a piangere. Piangere la nostra patria, la nostra sfortuna, la nostra … condanna. Abbiamo perso la nostra vecchia voglia di vivere. Quella che ci dava il motivo per cui combattere (ma non stavate combattendo), per andare avanti, per colpa di Brendon, infatti per colpa sua dobbiamo spendere tutti i nostri giorni segregati in casa altyrimenti ci uccideranno (andavano a cena fuori tutte le sere!). Hanno saputo che lo sto aiutando, anche se non sanno in che modo… aiutateci a ritrovarla e la vostra gloria sarà grande.
Forse rattristati dall’evidente demenza del loro compagno d’armi, gli altri eroi decidono di aiutare Diomede e Odisseo, e decidono di tornare nel loro mondo per cercare alleati presso gli altri popoli greci.
A partire sono Diomede e Agamennone, che tornano nel loro mondo senza troppi problemi. Anzi, senza nessun problema, per cui mi viene da chiedere: perché non ci hanno mai provato prima? Ma scemo io che faccio queste domande.
Diomede ai suoi concittadini: Signori e signore ho bisogno di aiuto. Il mio amico Odisseo è nei guai. Era andato a fare uno dei suoi tanti viaggi con moglie e figlio, ed è finito in un posto del futuro. 3000 anni, più o meno, dopo di noi (arrivare a questo punto del discorso senza essere preso a pernacchie mi sembra già un buon successo).
Si è innamorato di una signorotta del luogo, sposata, l’ha portata via da casa sua, un po’ come ha fatto Paride con Elena, ed ora il marito della ragazza di Odisseo vuole ucciderci tutti (raccontata così, sembra quasi giustificato). Noi vorremmo attaccar battaglia, ma abbiamo bisogno di molti soldati…. Chi è con me?- urlò, e molti, quasi tutti urlarono (insulti, suppongo).
I due condottieri raccolgono volontari in tutte le città greche, e alla fine si rivolgono anche ai troiani (se ricordate la prima parte della recensione, tutta la mitologia greca è in realtà una finzione costruita con vile denaro dai protagonisti). Ettore, giustamente, fa notare che chiedere aiuto a loro per aiutare un rapitore di mogli altrui sa molto di presa per il culo, ma Diomede gli svela il trucco del cavallo di legno, dicendo che era stato lui a impedire di metterlo in pratica perché si era impietosito per il destino di Troia. E indovinate un po’? Ettore gli crede. E accetta di combattere contro Brendon. Da cui l’espressione: “Stupida Troia”.
Parlando di stupidità: Ettore decide di portare con sé la moglie Andromaca e il figlio Astianatte, e anche Agamennone si fa accompagnare da moglie e figli. Del resto si sta solo andando in guerra contro dei maghi oscuri, no? Che pericolo vuoi che ci sia…
In un modo o nell’altro – non vado a cercare un filo logico, ormai mi sono arreso – dopo aver reclutato mezza Ellade i nostri eroi tornano nel futuro, e in assemblea cercano di decidere la strategia.
-Dobbiamo chiedere una guerra senza magia. Nessuno di noi sa  farle- disse Odisseo.
Fossi stato negli altri Achei, dopo questa frase avrei mandato a quel paese Odisseo e le sue beghe e me ne sarei tornato a casa. Persino Saphira arriva a capire che nessuno concederebbe un simile vantaggio in guerra. Purtroppo il suo comprendonio si ferma qua, perché quando Diomede propone che Odisseo e Brendon si confrontino in duello per risolvere la questione faccia a faccia, la giovane si oppone: -Io non lo farò combattere contro mio marito. è un duello all’ultimo sangue… e se Odisseo morisse? Che ci vada uno di voi!-
Seconda ottima occasione per abbandonare i due piccioncini al loro destino. Stanno combattendo per te e Odisseo, bella, non per altri. Ma sulla stronzaggine di Saphira si è già detto, quindi inutile insistere.
Insomma, il duello è deciso, ma prima di arrivarci c’è un intermezzo melanconico, un capitolo intitolato “Ti amo”, ma che potrebbe chiamarsi anche “Tristezza a palate”, in quanto vediamo, nell’ordine:
–          Menelao triste per Elena (da Troia è arrivato anche Paride, che con sommo buon gusto si è portato la moglie);
–          Agamennone triste per Clitennestra;
–          Diomede triste per Egialea;
–          Ettore triste per Andromaca;
–          Odisseo triste che dalla finestra Guardava la gente. tutti felici. Cambia lenti.

Dopo questo intermezzo, arriva finalmente il duello. Brendon e Odisseo combattono, quest’ultimo ferisce il rivale e sta per vincere, quando il mangiamorte, vista la mala parata, fugge (-VIOLAMENTO DEI PATTI!-  urlò Agamennone.), al che gli Achei attaccano l’immenso esercito magico.
Erano preoccupati di dover combattere contro dei maghi senza conoscere la magia, giusto? Dimenticatelo:
Inh questo primo giorno, nonostante le fatture, i greci erano in vantaggio. Per questa storia ci vorrebbe la categoria “qui lo dico e qui lo nego”, anzi, mi sa che l’aggiungo.
Highlights dalla battaglia: Il più bravo a scansare le fatture era Diomede, che sembrava essere nato per quello (Diomede ha un futuro come evasore del fisco). Odisseo aveva trovato il modo di scansare le fatture e di fare in modo che esse colpiscano i nemici (specchietti?). Menelao si prese qualche stupeficium, però la sua spada  uccise un gran numero di nemici (una spada dotata di vita propria, carina). Agamennone, uccise anche egli molti maghi, ma era bravissimo nel dare gli ordini (una cosa dovrebbe escludere l’altra?).. Anche lì, come a Troia, tutti scappavano alla vista di Achille (Pelide, lavati!).
Già abbastanza umiliati dall’essere messi in difficoltà da babbani vestiti con tuniche e calzari di cuoio, i mangiamorte decidono di cadere ancora più in basso reclutando, per la guerra, gli studenti di Hogwarts.
-Questi sono gli allievi di Silente. Lo ho praticamente obbligato a farli combattere. se li faceva restare ad hogwarts, io l’avrei presa con la forza, facendoli combattere lo stesso- spiegò Brendon.
A parte che Silente probabilmente avrebbe trasformato Brendon in un petauro prima ancora di fargli aprire bocca, ma per quale motivo dovrebbe spiegare ai nemici le sue mosse? Vuole precedere Wikileaks?
Dalla schiera degli studenti ecco s’avanza uno strano soldato: Harry Potter.
di certo odiava combattere al fianco dei suoi più acerrimi nemici, ma era anche felice di uccidere saphira (deve odiarla proprio per usare il minuscolo nei suoi confronti), Odisseo e tutti gli altri achei.
Chi è questo psicopatico che ha preso il posto di Harry?
-Morirete tutti voi, e dopo di voi anche i mangiamote e assieme a loro anche Voldemort- affermò Harry.
Ah, quindi in questa storia Voldemort è vivo. E accetta senza battere ciglio che Brendon prenda il potere e usi i mangiamorte per combattere una guerra personale contro un babbano che lo ha reso cornuto. Intorno a me i Queen cantano Is this the real life? Is this just fantasy?, i Pink Floyd vedono Emily giocare e Paul e John fanno l’amore su campi di fragole, forever. Mi do un pizzicotto e riprendo a recensire, siamo alle battute finali.
Odisseo affronta Harry.-Saphira mi ha parlato di te-disse.-e so che l’hai sempre fatta stare male- continuò, avvicinandosi a lui. -e te ne pentirai- disse fra i denti.
Veramente era lei che insieme agli altri Serpeverde prendeva in giro Harry e Ron. Ma alla fin fine Odisseo ha sempre avuto un rapporto distorto con verità e menzogna, quindi solo in questo caso si può lasciar correre. La cosa che in realtà fa impressione è che tutta questa parte con Harry Potter serve solo a inserire delle assurdità gratuite, perché il duello tra il maghetto e Odisseo dura due righe, nessuno dei due muore, e con questo pareggio finisce anche il ruolo degli studenti di Hogwarts, e di chiunque altro. E questo perché…
Dopo 2 mesi di guerra successe una cosa incredibile.
Odisseo si era infilato nella mischia, ed ora combatteva contro Brendon.
Stavolta è davvero il duello finale, e se in quelli precedenti la tensione era pari a zero, qui saliamo addirittura a 0,1. Odisseo sconfigge Brendon, e sta per ucciderlo quando Saphira interviene.
-Fermo-gli disse.-Uccidere non è bello (dall’Averno, i morti dei due mesi di guerra per lei la mandano cordialmente affanculo). Lo so che siamo in guerra ma … ho riflettuto molto, molto, non sai quanto (molto?). e ho capito che ognuno di noi ha la sua seconda possibilità.
Brendon consuma la sua seconda possibilità cercando di uccidere Odisseo quando lui gli volta le spalle, e viene fatto fuori da una freccia di Paride.
La guerra finisce così. Per motivi ignoti ai più, uccidendo Brendon gli Achei diventano di fatto padroni del mondo perché, a quanto si legge nel capitolo conclusivo, Odisseo prese il potere su tutto mondo della magia, rende gli altri capi suoi vassalli dando a Agamennone la parte est del mondo magico, a Menelao il nord, a Achille il sud e a Ettore l’ovest (mi immagino le liti: “Ma io volevo la Kamchatka!”).
E io che pensavo che il ministero della magia controllasse solo il Regno Unito! Ma il piatto forte spetta a Diomede, che si prende tutto il mondo babbano, che pure in questa guerra non c’entrava nulla. Ora, essendo Diomede il fondatore di Arpi potrei commentare questa notizia con “Frega niente, forza Foggia!”, ma immagino tutti i non foggiani che si alzano la mattina e scoprono che il mondo ha un nuovo viceré:
“Oddio, ma come è successo?”
“Eh, purtroppo i maghi hanno perso una guerra contro gli antichi Greci.”
“…WTF?”
Qualcosa di simile, insomma.

Ora vi dirò una cosa: dopo questa fan fiction ne inizia subito un’altra che racconta le vicende successive di Odisseo e Saphira, ora sposati e in attesa di un figlio. Ma non aspettatevi che la recensisca: i trenta capitoli di questa storia mi hanno portato a un’overdose di incongruenze, grottesco, trash e ridicolaggini assortite. Devo staccare un po’. Magari andrò a Delfi, a chiedere consigli all’oracolo. Oppure tornerò nella rassicurante certezza delle self insertion con i Tokio Hotel, del twincest tra i Weasley o delle Mary Sue alla Wammy’s House. Ma un po’ di recupero ci vuole.
Goodbye, so soon…

I centouno parenti immaginari di Severus

Quando piove, l’occupazione principale di una vecchia inacidita, resa ancora più acida dal maltempo, è scrivere recensioni. Più la storia è brutta e più siamo contente. E più siamo contente più sputiamo veleno. Ecco, in questo caso, sommando tutti gli addendi e considerando che piove, tira vento, la fan fiction è imbarazzante nel suo essere brutta e che sono al momento totalmente indisponente nei confronti dell'umanità, il risultato non può che essere lo sputazzamento di fiele da qui a Timbuctu. Poi non lamentatevi se in curva la macchina perde aderenza.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=791599&i=1 di IlarySnape dal titolo “Serpeverde  e Tassorosso?”

Ecco, il titolo magari avrebbe dovuto contenere un paio di segni di punteggiatura in più. Magari così: “Serpeverde… e Tassorosso??” o, ancora meglio: “SERPEVERDE E TASSOROSSOOOOO???!!!???!!!” O, se proprio vogliamo: “Questi non sono un Serpeverde e una Tassorosso ma due dementi presi da un romanzo di Liala (mi perdoni la Signora Liala) e trasportati a forza a Hogwarts, comunque li facciamo accoppiare e imparentare con mezzo mondo magico e vivere felici e contenti, yuppidu!”. Dite che è troppo lungo?

La coppia è Hannah Abbott/ Vincent Tiger. So già a cosa state pensando: lei sfigatina, invisibile, lui ingombrante e tonto, coppia interessante. Certo. Se ci fosse un minimo di assennatezza in tutta questa storia. Se tutto questo non fosse così delirante da farci pensare “minchia, questa non è una fan fiction, questa è una tortura medievale aggravata dalla presenza di un branco di chihuahua che abbaiano”. E’ vero che c’è l’avviso di OOC, ma ragazzi miei, qui siamo al limite del waterboarding.

Già l’avviso iniziale dà da pensare: Hannah è la figlia adottiva di Severus Piton. Perché? Boh. Bellatrix è la fidanzata di Severus Piton. Ariperchè? Ariboh. Insomma, in questa fan fiction gente a caso viene imparentata con Severus Piton. Vi interessa? C’è un posto libero per cugina di secondo grado da parte di mamma e per vecchio zio che canta l’inno nazionale coi rutti.

All’inizio della nostra storia, Hannah viene colta da un improvviso attacco di fame notturna e decide di visitare le cucine per rubacchiare qualche leccornia. Una volta entrata nel locale sente dei rumori e afferra la prima cosa che trova: un mestolo di legno.

Mi avvicinai verso le credenze e vidi un ragazzo girato di spalle intendo a mangiare un panino con la mortadella. Non avendolo riconosciuto, appena si girò gli diedi il mestolo in piena faccia.

Ora. Con un mestolo in mano, si suppone che tu abbia l’intenzione di darlo in testa a qualche malintenzionato. Tipo un maniaco omicida con l’impermeabile deciso ad approfittare di dolci verginelle (cosa che mi ricorda una vecchia fan fiction da me recensita in cui Piton… ma non divaghiamo). In questo caso tu, cara la mia demente di una Abbott, vedi che si tratta di un ragazzo. Vedi che si sta facendo bellamente gli affari suoi, nella fattispecie fai pure in tempo a notare che si tratta di un amante dei prodotti Bologna I.G.P, e che non è minimamente interessato a importunarti. Allora, per Diana, perché mai lo prendi a mestolate? Che ti ha fatto? Lui giustamente reagisce, ma non come noi tutti speravamo, cioè appendendola per i malleoli al primo gancio da macello disponibile.

«Aia! Ehi Tassofessa sei per caso impazzita?» Urlò per il dolore lui mentre gli usciva del sangue dal naso.«Adesso non si più più mangiare in santa pace?» «Oh santo Merlino, scusa Tiger! E comunque non sono una Tassofessa! Serpidiota!» Risposi mentre gli tamponavo il sangue.

Ah, insultalo anche. Già che ci sei chiedigli se sua madre e sua sorella praticano prezzi di favore sulla Tangenziale Nord.

«Stavo pensando di andare a vedere le stelle sulla torre di Astronomia. Vieni con me?» Mi chiese alzandosi. io annuii solamente e mi alzai

Ma gli ha appena dato una mestolata in faccia!

Ci appoggiammo alla ringhiera ed iniziammo ad osservare il cielo stellato. Fece comparire il telescopio magico con un polpo di bacchetta (poi ci mette un filo d’olio, una fetta di limone e lo serve in tavola accompagnato da un buon bianco)(…)inconsciamente lo baciai (del tipo: “Guarda là! SMACK! Oh per Giove, scusa, era il mio inconscio”).Lui rispose e ci fu un bacio casto, innocente e puro. Mi cinse per i fianchi e mi trasse a se abbracciandomi

 GLI HA APPENA DATO UNA MESTOLATA IN FACCIA!

Il bacio durò a lungo e appena le nostre labbra si staccarono lui mi guardò e mi bacio di nuovo ma questa volta il bacio fu tutt'altro che casto.

MESTOLATA! FACCIA! APPENA! Oh, basta, andate al diavolo.

Mai viste meno stelle di quella sera. I due infatti limonano duro per circa tre ore e un quarto (iscriviamoli al sollevamento pesi con la lingua alle prossime olimpiadi. Medaglia assicurata) e, quando albeggia, si separano, con la promessa di rivedersi a Pozioni di lì a qualche ora.

La Abbott segamentalizza (ma poi neanche tanto. Possiamo risparmiarci la fatica dell’introspezione) sul fatto che Tiger è un Serpeverde e quindi un nemico. Capirai. Io mi preoccuperei di più della dignità persa nell’averlo, ripetiamolo a futura memoria, colpito con un mestolo e poi slinguazzato per ore senza alcuna soluzione di continuità.

Dimenticavo di dirvi che Vincent è nel frattempo diventato un bel figone dagli occhi castano-verdi. Una strabiliante trasformazione nel giro di poco.

Da così

a così

 

Ditemi cos’ha preso, servirebbe a parecchia gente che conosco. Anche a me, a volerla dire tutta.

Nel secondo capitolo Tiger raggiunge i compagnucci di merenda in sala comune e poi via tutti a lezione da Piton (così, senza neanche fare colazione. A Hogwarts si segue la dieta a zona).

«Girate a pagina 394.» «Ehm.. Professore siamo a Pozioni non a Difesa Contro le Arti Oscure.» Gli studenti di Tassorosso risero ma noi Serpi restammo in silenzio.

L’esatto motivo per il quale ridono mi sfugge.

Il professore odiava essere interrotto e deriso.

A tutti gli altri docenti, invece, immagino piaccia da morire. “Hey, Mc Gonagall, certo che sei proprio un cesso!” E giù tutti a ridere, vecchia babbiona compresa.

Piton, da aquila qual è, si accorge subito delle occhiatine di intesa dei due piccioncini, e alla fine della lezione, come un buon padre di famiglia, dà un avvertimento a Tiger: “Se farai soffrire la mia dolce bambina ti spezzerò le gambine”. 

Trovate le cinque differenze.

Tiger e Hannah escono dall’aula e ne approfittano subito per un limone da record bacio appassionato. A cui Piton assiste. E sul quale non proferisce verbo. Ha appena minacciato di morte Tiger e nemmeno un’alzata di sopracciglio se subito dopo lo becca con sei metri di lingua in bocca a sua figlia? Altro che Vin Diesel, semmai Don Lurio.

Capitolo tre, e si sfiora l’acme tragicomico della storia. Tragicomico per noi, che a volte ridiamo e a volte piangiamo. Ma più spesso piangiamo.

I due passano ogni notte nella Stanza delle Necessità, eletta a boudoir, e, a quanto pare,

Tutti, studenti, quadri, professori e animali erano a conoscenza delle notti di fuoco nella Stanza Delle Necessità, tutti tranne Piton, che, se fosse venuto a conoscenza delle scappatelle della figlia con Tiger, gli sarebbe venuto un'infarto

A parte l’italiano scappato con i turchi, ma che, davero davero? Silente fa finta di niente? Ma cazz’è diventata Hogwarts, la Casa delle Delizie di Madame Sophie, due lire una sveltina, asciugamano e sapone compresi? E soprattutto: Piton in questa fan fiction ci fa poco poco la figura dell’ebete o è un’impressione solo mia?

Insomma, arriva il Natale e Hannah e Severus fanno lo stesso pensiero: passare la festività a casa, a Spinner’s End, a fare le cosacce coi rispettivi partner. Peccato che entrambi inventino una balla colossale: Hannah dice al padre che andrà da un’amica, Severus che partirà per nonsocheisola con la sua fidanzata. Che rimane sempre Bellatrix. Non dimentichiamocelo che è importante.

… No, non lo è. Scherzavo.

Insomma, destino vuole che alla fine si trovino tutti nella stessa dimora lo stesso giorno. Più o meno, la trama dell’ultimo Vacanze di Natale, Natale a Spinner’s End.

I due piccioncini, giunti a casa e sapendo che era libera iniziarono a spogliarsi già per le scale. Arrivata davanti alla porta della camera del padre di lei, completamente nudi, la aprirono e trovarono Piton vestito da Babbo Natale e Bella vestita da Befana intenta a leccare il membro del futuro marito. 

Ora.

Lo so, sono crudele.

Ve l’ho messa così, senza nemmeno un po’ di lubrificante preparazione.

Ma almeno ora lo sapete, no?

Dai, non mi vogliate male.

Va bene, proseguo.

Il CREDIBILISSIMO Piton, a questo punto rincorre il futuro genero (immagino con il viril membro al vento) per tutta la casa urlandogli “tu non scoperai mia figlia”. Certo. Prima rimettiti le mutande e poi ne parliamo.

Insomma, dopo un siparietto padre-figlia del tipo “tu mi hai mentito!” “no tu!” “No, prima tu!”, i quattro si mettono a tavola. Così, come niente fosse. C’è da sperare che il Credibile Padre Di Famiglia si sia a questo punto rivestito: immagino che lo sfregamento della sedia sugli attributi nudi sia poco piacevole.

Alla fine della cena (immaginate l’atmosfera di gioia e serenità), e dopo (ricordiamolo) che Piton ha, nell’ordine:

-Minacciato di morte Vincent;

– Rincorso lo stesso con il reale augello di fuori per tutta la casa urlandogli che non avrebbe scopato con sua figlia;

Bellatrix invita Tiger a restare a dormire nel letto di Hannah. Ah, la meravigliosa intesa dei due futuri sposi. E per tutta risposta il buon professore punta un coltello alla gola del ragazzo (le bacchette magiche a cosa servono in questa storia? A scaccolarsi?) con l’avvertimento a non mettere incinta Hannah. Ma un divano in questa casa per far dormire il povero ragazzo non ce l’hanno? E’ proprio necessaria questa promiscuità?

I due accolgono il suggerimento nemmeno troppo implicito della Fu Sig.ra Lestrange (nel senso che la Signora, nel leggere ciò è morta, risorta e rimorta), e ci danno dentro tutta la notte. Evvai!

Undici anni dopo.

I due psicopatici anziani si sono sposati e riprodotti, riversando la loro pazzia pure sulla scelta del nome del pargolo, Cygnus Severus Piton.

Cercate di soffocare le bestemmie, per favore, ci sono i bambini.

I due psicopatici giovani, invece, convivono. Vincent chiede ad Hannah di sposarlo e poi mostra segni di turbamento alla richiesta della fidanzata di dare la bella notizia ai due vecchi pazzi. Ne ha ben donde, dato che il figlio primogenito della felice coppia di scoppiati taglia le testoline degli orsacchiotti come hobby.

Insomma, alla notizia del matrimonio segue quella ancora più sconcertante della futura gravidanza di Hannah. Bellatrix stappa una bottiglia, il piccolo maniaco saltella e a Piton va per traverso il brodino. Più o meno.

Da qui, salto temporale vertiginoso: I due si sposano e Hannah partorisce. A giudicare dalla velocità della narrazione minimo minimo il pargolo viene espulso alla seconda spinta già lavato, pulito, pettinato e pronto per il college.

In un guizzo di originalità il marmocchio viene chiamato Vincent Severus. (Ricordate: nel dubbio, Severus è sempre il secondo nome migliore).

La storia si conclude con un mare di lacrime: quelle di Bellatrix e Vincent di gioia, quelle di Piton di disperazione. Le mie, di sollievo.

Certe volte me le vado a cercare.

Doverosi ringraziamenti: Ire e Bella resesi disponibili a betare, Skeight e Odiolarow per il betaggio. Tanto amore e tanta stima.

Tra miti e mitomani (parte I)

Giacobine e giacobini, riproduzioni in miniatura dell’uomo iperuranico, ben ritrovati!
Dopo un’assenza tanto prolungata, è il caso di ritornare in grande stile, e per fortuna ho qui sotto mano  una storia che fa al caso nostro: La storia di saphira, di Lady Crystal (http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=471714&i=1). È solo una svista, naturalmente, ma ammetterete che l’iniziale della protagonista in minuscolo è un ottimo biglietto da visita.
Questa ff è un cross-over tra Harry Potter e…
Aspetta un attimo! Ma non eri l’unico di Fastidious a non aver letto Harry Potter? Come fai a recensire in questo fandom?

Come vedete, accetto le critiche con pacatezza e serenità ^_^
Scherzi a parte, innanzitutto ho finalmente colmato la lacuna, ma poi quello che conta qui è il cross-over: nientemeno che la mitologia greca, nello specifico i poemi omerici. Ma se vi aspettate un confronto tra Minerva McGonagall e Minerva-e-basta, una centauromachia che coinvolga Florenzio o un qui pro quo tra Voldemort e Ade versione disneyana, resterete delusi: la protagonista qui è Saphira Lestrange, sedicente figlia di Rodolphus e Bellatrix, diciassettenne e in procinto di sposarsi. Saphira ricordava quando suo padre, soddisfatto, perchè aveva trovato un bel partrito (un partito che si è scisso in tre fazioni?) per sua figlia,  e glielo presentava (fare l’analisi logica di questa frase è più doloroso della maledizione crucio): Brendon aveva gli occhi piccoli e neri, baffi a spazzola, capelli neri e corti. Questo incrocio tra Stalin e Hitler è un mago di sangue purissimo, un mangiamorte, nonché arrogante, possessivo e sgrammaticato (una volta era uscita con lui, ed aveva guardato un ragazzo, così, pechè rideva a voce alta, e Brendon gli aveva dato uno schiaffo dicendo che quando si sposerà con lui, lei non potrà guardare altri uomini, o sarà peggio per lei); Saphira comprensibilmente lo odia, e ama un altro, un ragazzo di vent’anni cogli occhi gentili visto solo una volta per strada, per la serie “vado con il primo che incontro”. Cerca di incontrarlo il giorno stesso del matrimonio, poche ore prima della cerimonia, usando come scusa che doveva andare a comprarsi le ultime cose. Bellatrix la lascia uscire (anni di Azkaban hanno lasciato segni sul suo cervello), Saphira va in giro sperando di incontrarlo davanti alla biblioteca “papirus”, non lo trova, torna triste triste a casa, va in chiesa (suvvia, vi sembra un luogo strano per un matrimonio di maghi e mangiamorte? … Sì) e lì incontra il ragazzo, tra gli ospiti.
Non sapeva come fare. doveva per forza andargli davanti, ma un po' si vergognava. fu lui a girare lo sguardo e a notarla. -Ciao- gli disse Saphira. -Buongiorno- rispose lui. Saphira si chiedeva come aveva fatto a essere così stupida. eramlogico che doveva dirgli buongiorno, e non ciao, cioè era uno sconosciuto, e lei era purosangue e doveva dire per forza buongiorno a nche a chi conosceva, a chi aveva la sua età, e a leio era uscito un ciao, come ai mezzosangue!!!!
Piuttosto che delirare su come si saluta uno sconosciuto, se fossi Saphira mi preoccuperei del fatto di essermi messa a chiacchierare come se niente fosse subito dopo essere scesa dall’altare, di fronte a decine e decine di invitati. Infatti mica si limitano a salutarsi, no no: continuano a parlare, il ragazzo passa con disinvoltura dal tu al lei (“Prima dica il suo nome […] Particolare, quasi quanto il mio… che però non ti dico. […] Mi dica la sua età, signorina […]) per tutto il dialogo prima di chiederle cosa preferisce, le racconta con disinvoltura di avere più corna di un cesto di lumache, le dà appuntamento per il giorno dopo, e se ne va. Così, non si ferma nemmeno al banchetto, non saluta nessuno. In pratica è venuto al matrimonio solo per provarci con la sposa. Respect.
Com’è come non è, la cerimonia finisce, i novelli sposi vanno a casa e Brendon subito si fionda in camera da letto. Saphira, per non dover fare sesso, accusa una finta nausea e si chiude in bagno per vomitare; -lo faremo quando avrai finito- le urlò lui. Ora, se permettete, l’idea di far sesso con una che ha appena finito di vomitare non rientra nella top ten delle mie pratiche erotiche favorite, ma in effetti per chi è abituato a “mangiar morte” non deve essere niente di strano.
Saphira fugge dalla finestra del bagno, si cala in un tombino in cui passa la nottata, e al mattino si reca in biblioteca per incontrare l’uomo misterioso. Dopo tante ore in una fogna non deve essere molto pulita, ma a quanto pare il porco ragazzo, al pari di Brendon, non è schizzinoso.
Mi sono dimenticato di dirvi che il giorno prima, durante il dialogo nel mezzo della chiesa, lo sconosciuto ha dato questo indizio sul suo nome: Gli estremi sono uguali (e Saphira si chiese cosa mai volesse dire. Che deve voler dire? Che la prima lettera è uguale all’ultima!). Adesso, ovviamente, Saphira cerca di indovinare, ma senza successo, così riceve un nuovo indizio: il mio migliore amico si chiama Diomede. Con questa informazione si lasciano, non prima però che lei chieda all’uomo che ha conosciuto da appena un giorno se poteva andare a vivere da lui. In un soprassalto di coscienza, l’innominato rifiuta, ma su questa disponibilità di Saphira a coabitare con uno sconosciuto vorrei un commento del nostro opinionista di fiducia:

(l’immagine originale qui)
 

In un culmine di realismo, nonostante la fuga della sera prima, il giorno dopo Saphira può uscire di nuovo, si rivede con il ragazzo e tenta di nuovo di indovinare: Io penso che, cosa impossibile, tu sia Odisseo. La cosa impossibile, semmai, è che in casa Lestrange si leggano libri di miti babbani, ma figuriamoci se a qualcuno importa. Comunque, il giovane conferma di chiamarsi Odisseo, e Saphira sbotta: Ma è impossibile!!! […] Cioè, Odisseo è vissuto migliaia di anni fa!!! non puoi essere ancora vivo, e sopratutto … così giovane!!!
In effetti, quale può essere la spiegazione a un simile fenomeno? Semplice: è un omonimo. In un mondo in cui i genitori possono chiamare i figli Albus Severus o Scorpius senza subire la revoca della patria potestà, che volete che sia Odisseo?
Il tizio, che come abbiamo visto ha ovvie intenzioni riguardo Saphira, invece di confessare di condividere solamente il nome con l’eroe omerico, si inventa una storia assurda in cui, dopo essere tornato a Itaca, riparte insieme a Penelope e Telemaco: ci dirigemmo allora fino alle colonne d'ercole. Arrivati, feci per virare, e ritornare in patria, visto che lì finiva il mondo, ma ci imbattemmo in un vortice molto violento, che ci risucchiò insieme alla nave. Contrariamente a quanto avevamo immaginato eravamo ancora vivi. Ma ci trovavamo in un posto diverso: quello che tu vedi qui adesso. Nel viaggio io ero ringiovanito, e mia moglie e mio figlio pure. Insieme a me c'era anche Diomede, che, anch'egli, come tutti noi è diventato più giovane (ma se avevi detto di essere partito con moglie e figlio, contaballe!).
Come dite? Non è un invenzione di un playboy da strapazzo ma è la vera trama della ficcyna? Ma che, per caso non ho letto con attenzione la saga e in Harry Potterc’è davvero un incantesimo che porta le persone nel futuro facendole ringiovanire allo stesso tempo? No, eh?
Ok, rieccomi, ho la conferma ufficiale: ci troviamo di fronte alla più colossale arrampicata sugli specchi da quando Ron ha imitato il serpentese. E di fronte a cotanta rivelazione, non possiamo che sorbirci con paralizzata rassegnazione anche ciò che segue: Molto di quello che sapete voi non è mai accaduto: per esempio, Agamennone non è stato ucciso da sua moglie, Penelope non mi è stata mai fedele, Achille non è mai stato ucciso, ecc. E sai perchè? Clitennestra, per vendicarsi di tutte le corna di suo marito aveva convinto un aedo a narrare la loro storia diversamente, come la sapete voi oggi, inventandosi di egisto, ecc. ecc. (quindi, per non passare da tradita, ha deciso di passare alla storia come fedifraga e assassina? Furba)mia moglie a usato lo stesso trucco, ma per farsi spacciare da una donna fedele e Achille ha convinto un altro aedo a far narrare la sua morte per aumentare la sua gloria per i posteri.
Più vado avanti con questa storia e più difficoltà ho a decidere quali pezzi citare, perché in pratica ogni singola frase è in sé un capolavoro trash. Cerco di tagliare un po’: Saphira perde la testa alla prospettiva di mettersi con un eroe greco, chiede a Odisseo di portarla via, lui risponde che non può, che prima ci vuole un piano (Saphira: io ho l’armonica, va bene lo stesso? No, vabbe’, questa l’ho messa io…), ma che nel frattempo puoi darmi tutto quello che voglio ora, e si baciano. In altre parole, se ne approfitta senza dar nulla in cambio, ha imparato bene alla scuola di Circe, tanto che dopo se ne va e le dà appuntamento per la settimana successiva. Saphira prende bene la separazione, già il giorno dopo inizia ad avere allucinazioni di Odisseo.

(nonostante il tentativo di tagliare il più possibile, questa cosa la devo dire. Saphira abita in un castello, sostiene l’autrice. Vicino al castello c’è un lago, sostiene. Un giorno Saphira si allontanò a grandi passi dal castello, e si avvicinò alla città. Sostiene l’autrice che vicino alla città c’è il mare. Quindi nel giro di pochi chilometri lago e mare. Il castello di Brendon è a Lesina)

I giorni passarono lentamente, ed alla fine, arrivò il settimo giorno nel quale Dio si riposò Saphira dovrà vedere Odisseo, sperando che non sia fuggito come la consecutio temporum. Per fortuna c’è, si presenta in compagnia di Diomede, e suggerisce di aspettare un mese dopo il ritorno a Hogwarts di Saphira prima di fuggire, per non correre rischi. E già, perché la nostra protagonista è una Serpeverde, e la vediamo anche andare a Diagon Alley in compagnia di Draco, Zabini e Pansy Parkinson a comprare i libri. Qui incontrano il Trio (no, non Pavarotti Domingo e Carreras, ma Harry, Hermione e Ron), Draco ovviamente ne approfitta per dileggiare Ron sulla povertà della famiglia: Potter e Weasley urlarono all'unisono- Taci Malfoy!-, e Saphira replicò- Però, come è ristretto il vostro vocabolario!!!! Sapte dire soltanto Taci, o, sta' zitto Malfoy!!! Certo, da voi c'è da aspettarselo!- e Blaise, Pansy, draco e lei scoppiarono a ridere.
Ora, dico io, da una che è costretta dai genitori a sposare un purosangue, e lo tradisce con un babbano (perché Odisseo, checché dica di se stesso al matrimonio, mago non è) ci si aspetterebbe un atteggiamento meno serpeverdesco, o almeno più comprensivo. Ma Saphira è, sostanzialmente, una stronza, e nel seguito della storia si vedrà ancora meglio. Ad esempio, una volta tornata a casa decide di esercitarsi su la maledizione cruciatus, non era un compito per scuola ma faceva comodo. Prese come cavia un canarino, e lo torturò finchè esso non cadde a terra, tramortito. Ma non lo uccise. Bontà sua.
Passano i mesi, i capitoli, e se li conti anche i minuti: Saphira continua a andare a scuola, si tiene in contatto con Odisseo via lettere, nel capitolo 11 ha un attacco di nausea e nel 14, dopo  tre capitoli di nulla con salsa di soia, scopre di essere incinta, ma non sa chi è il padre tra marito e amante. Vorrebbe scriverlo a Odisseo, ma è così indecisa su come dirglielo che alla fine è lui a presentarsi a Hogwarts (“Conosco Silente. gli ho detto una piccola bugia e mi ha fatto venire volentieri”). Mentre i due parlano, Draco si improvvisa Alvaro Vitali e li spia dal buco della serratura, e dopo la partenza di Odisseo affronta Saphira a quattrocchi, dicendole che riferirà tutto ai Lestrange e a Brendon. Così avviene, Brendon incontra per strada Odisseo che prima nega con scuse puerili (Quando avrei visto tua moglie, se non la fai mai uscire di casa, sentiamo? me lo hai detto tu stesso " non la faccio uscire mai di casa, così non mi tradirà"; infatti il tutto è avvenuto a Hogwarts), poi, dopo essere stato pestato, ammette tutto e decide di fuggire con Saphira subito dopo il parto. Anzi no, decide di partire subito. Poi ritorna al proposito originario, aspettare di scoprire di chi è il bambino. La risposta definitiva è rapire il giorno dopo Saphira e fuggire insieme. Se fosse stato così deciso anche ai vecchi tempi, probabilmente oggi sarebbe concime per l’orto di Polifemo.
Sta di fatto che il rapimento avviene, con un piano talmente geniale che il cavallo di Troia in confronto sembra il cagnolino di Paris Hilton: Diomede distrae Silente (no, non con uno spogliarello, ma chiacchierando), Achille e Agamennone controllano che nessuno entri nella sala comune di Serpeverde, Odisseo va a prendere Saphira e fuggono tutti insieme per un passaggio segreto che Saphira gli aveva citato, una volta.
Ora, a parte che Achille e Agamennone insieme probabilmente avrebbero passato il tempo a litigare piuttosto che a fare la guardia, però quello che non è chiaro nel piano è: come fanno a controllare che non arrivi nessuno sia dall’interno che dall’esterno? Uno sta sulla porta d’ingresso della Casa senza che il guardiano abbia nulla da ridire? E ammettiamo che qualcuno fosse effettivamente passato: cosa avrebbero fatto? Lanciato urla di avvertimento, facendo accorrere mezza Hogwarts? Sbudellato il malcapitato?
Già che ci siamo: chiudiamo un occhio su Achille che aveva una madre immortale quindi magari un po’ di sangue magico ci stava pure, ma Agamennone e Diomede per quanto ne so io erano umani al 100%, e non mi pare che i miti riportino grandi magie fatte dai due. Ergo, sono babbani; ergo, come hanno fatto a entrare a Hogwarts?
Domande che resteranno senza risposta, e nel frattempo Odisseo porta Saphira a casa sua, e la presenta a Telemaco (Penelope se ne è andata, probabilmente sperava di non doversi più trovare ragazzine tra i piedi dopo Nausicaa). Vale la pena di rilevare che quella casa era totalmente diversa da quella di Brendon, più spartana. Quindi potrebbe anche essere la casa di Menelao.
Chiudo qui. Ma se la chiusura vi sembra lassa, non preoccupatevi: si tratta di riprendere fiato prima della seconda parte della recensione. E vi garantisco che lì si vedrà davvero di tutto: parti e dipartite, duelli e duetti, colpi di stato e magomachie. Stay tuned, non ve ne pentirete.

Dossier 0010: Astri nascenti del potterverse

Carissimi pazienti,

è con immenso piacere che ritorno qui alla clinica ad esaminare i casi limite del Potterverse. Sono stata fino a qualche giorno fa nel centro dell'Africa nera, a studiare le scimmie: avendo infatti esaurito tutte le idee per tentare di curare le patologie dei miei pazienti sono arrivata alla conclusione che lo studio dei primati mi avrebbe dato qualche suggerimento.
Che scoperte signori miei! Nulla è più simile del comportamento di una scimmia con quello di un adolescente di Hogwarts! L'unica differenza è che le scimmie almeno sono educate…
Ho riscontrato nella giungla dei comportamenti assimilabili a quelli degli studenti della più nota scuola di magia e stregoneria:

Esemplari di scimmia a un festino 

Esemplari partecipanti ad un'orgia 

Esemplare di scimmia sbronza 

Esemplare di scimmia figa 

Due esemplari di scimmie innamorate

Una squadra di scimmie con gli addominali scolpiti dal Quidditch

 

Quasi non ci potevo credere!

Quest'oggi voglio addentrarmi con voi nell'insidioso terreno del "cos'è successo alla fine del settimo libro ai figli dei nostri beniamini?". Ecco, la risposta sensata sarebbe "chissenefrega?" non l'ha scritto la Rowling perché dovremmo farlo noi?
Ma il terreno del "dopo il settimo libro" è fertile, tutto può succedere, tutto può essere, tutti possono copulare con tutti! Perché tanto nessuno ti verrà mai a dire "il personaggio è OOC!" "veramente hai sbagliato la cronologia degli eventi!" "tutto ciò non potrebbe mai succedere, sei AU!" perché nulla è stato scritto ufficialmente, quindi… Tutto è concesso. Non è meraviglioso? Non fate quelle facce orripilate, per favore, mi spaventate il gatto!

Ci accompagnerà alla scoperta di questo mondo ignoto Gansta_B, tramite le pagine di "you belong with me". Che orrore d'inglese, penserete voi, inizialmente l' avevo pensato anche io, ma poi youtube mi ha mostrato la verità!

Prego guardate (fate uno sfrozo!), queste sono le facce dei nostri protagonisti! In alcuni punti la ficcy riprende anche il testo parola a parola. Sicuramente è un modo innovativo per scrivere le song-fic; tuttavia, creditarlo da qualche parte piuttosto che lasciare all'intraprendenza del lettore, sarebbe un modo carino per far vedere che non è tutto esattamente farina del proprio sacco.

http://www.efpfanfic.net/viewuser.php?uid=104233

Protagonista della nostra storia è Rose Weasley, la pargola di Hermione Granger e di Ron Weasley, e del suo migliore amico: Scorpius Malfoy.

Ebbene si, anni di attriti mandati a puttane. Come due persone così diverse siano diventate amiche, considerando che difficilmente Hermione portava Rose al parco giochi dove la moglie di Draco portava Scorpius, non ci è dato saperlo.

Questa bella amicizia infatti, facendo due conti, è nata il primo anno di scuola quando entrambi i bambocci avevano già la testa piena di "suo padre era un mangiamorte, maghi oscuri. La feccia! Stai lontano da loro!" e "Quei pezzenti dei Weasley, Ron testa di carota e la secchiona coi denti da castoro!".

Però sapete, i bambini di sei anni sono più saggi dei loro genitori, quindi MAGARI- FORSE-POSSIBILISTICAMENTE questa amicizia è sbocciata.

La narrazione si apre con Rose che Cerca cerca cerca cerca… la punteggiatura, probabilmente. Infatti pare proprio averla persa, chissà dove l'ha lasciata! Nell'aula di Piton? Nella sala grande? Al bagno?

E invece no, ovviamente cerca il suo amico biondo alto elegante che, proprio come ogni bravo studente di Hogwarts, sta litigando/pomiciando con la sua ragazza piuttosto che essere a lezione.

Il motivo della lite è, ovviamente, l'amicizia molto stretta tra Scorpius e Rose che Leila Queen (sembra una troietta già dal nome) proprio non può sopportare.

Leila Queen è proprio antipatica, lo si capisce già dal modo in cui viene descritta: Se si togliesse il reggiseno imbottito di parecchi cm sarebbe piatta il culo, era piccolo e le gambe corte, il carattere era impossibile, le virgole sono riapparse dal nulla, gettando scompiglio della frase. Non si capisce bene infatti se è seno ad essere piatto o il culo, o se Leila usa il reggiseno come mutanda per farsi venire il culo brasiliano, e SOPRATTUTTO cosa… Era piccolo? Questa ragazza è un po' deforme, poveretta…

In ogni caso Rose non capisce perché Scorpius stia con un cesso del genere (ma azzarderei: lei glie la da), infatti il piccolo Malfoy Non aveva bisogno di farsi la Queen per essere popolare, era il ragazzo più ambito della scuola che avolte mi chiedevo come faceva ad essere ancora tutto intero dopo che tutte lo avevano mangiato con gli occhi.

Ma dai! Pensate che ero sicura che fosse un nerd sfigato coi brufoli, che provava ad abbordare le ragazze parlando in Klingon e veniva prontamente scaricato!

Rose cerca di filarsela, lasciandosi andare in pensieri abbastanza sconclusionati sulla sua amiciza particolare con Scorpius, in particolare su due dettagli, che vi illustro qui sotto:

La due cose più strane erano che io Rose Weasley ero Grifondoro e nesuno Mai aveva visto un'amicizia così intensa tra due persone Grifondoro e Serpeverde la seconda era il suo cervello Serpeverdiano, cioè aveva un'amica Grifondoro e la ragazza Serpeverde COMPLETAMENTE diverse, cioè io avevo i capelli rossi e ricci, lei mora e lisci, io ascoltavo Hip Hop e lei Pop, mi vestivo, pantaloni larghi maglietta senza manica con sopra una camicia e lei Mini gonna per cercare di allungare le sue gambe tacchi alti e maglietta scollata.

Prima cosa, la traduzione di questo pezzo possiamo riassumerla in "lei era Grifondoro e lui Serpeverde, che strano!" e "lui aveva gusti diversi per la ragazza e per la migliore amica".
In secondo luogo, concordo con Rose: anche io infatti scelgo le persone che frequento seguendo rigidissimi standard. Devono essere tutte alte 1.66, avere i capelli castani, mediamente mossi, lunghi 31 centimetri, devono ascoltare solo Cristina D'Avena e vestire sempre e soltanto Levis neri e maglietta rossa Benetton.

Altirmenti non ci parlo, non capisco perché non fermarsi all'apparenza delle persone. Insomma, volete mettere la comodità di aver per amici solo sette gemelli omozigoti? Non devi nemmeno imparare i nomi! È strana la gente che sceglie le sue amicizie secondo criteri diversi da "simile esteticamente è buono e giusto".

Ma poi, come diavolo si veste Rose? Da Hippoppara? Ma… La divisa? Quella bella cosa che rende tutti uguali all'interno dell'istituzione scolastica? La Mc Grannit l'ha abolita? Esiste il "venerdì libero"?

Il nonsense del cervello di Rose continua, forse è solamente Joyciana, forse era assente alla lezione della consecutio temporum e sicuramente è stata male tutto l'anno in cui hanno spiegato il congiuntivo.

Lui era completamente cieco, lui credeva che faceva la "gelosa" perché lo era davvero, ma dove? Probabilmente quando Scorpius se ne sarebbe andato a fare un giro con me a Hoagsmead lei avrebbe l'amante Tassorosso che poi doveva andare in biblioteca si sarebbe incontrata con Zabini e se lo sarebbe fatto.

Un minuto di lutto per la lingua italiana, che è appena spirata tra le nostre braccia. In realtà potremmo fare un grandissimo ritrovo per commemorare lei, la costituzione e il paese tutto… Però non portate Zabini, o finisce ad orgia, e non è nel nostro stile!

Comunque, questa Leila è proprio ragazzetta discinta, ha un'agenda piuttosto fitta per essere una sedicenne!

Menomale che Rose e Scorpius hanno sani principi, e nel tempo libero vanno a reppare a Hoagsmead, che è il comune vicino a Hogsmeade, secondo la cartina fornita insieme alla ficcina.

Rose e Scorpius finalmente decidono di andarsene e con un sospiro di sollievo usciamo dai pensieri di Rose che sono quanto di più sconclusionato e sgrammatico che io abbia letto negli ultimi tempi!

Uscimmo dal castello, quattro passi. 
Quattro passi? Così? Ma c'erano anche uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento… O solo questi quattro? Non si sentiranno soli, poverini?

Segue una conversazione assolutamente agghiacciante, in cui Scorpius, per gli amici Scorp (che sembra a metà tra il verso di un facocero e un rumore intestinale) si giustifica dello stare con "la puttanella di turno" perché anche il papy lo faceva.

-Si, certo… anche mio papà stava con le puttane, la Parkinson… ah e non solo era anche un Mangiamorte-

Scorpius inizia a piangere e a battere i piedi, così Rose cerca di consolarlo "mia madre era una secchiona so tutto io e io cosa sono? Una ribelle che si veste Hip-Hop??-

Si Rosie, sei proprio una ribelle! Che va in un collegio privato! Accidenti, una alternativa come te proprio non la si trova, in giro…

Segue lotta sull'erba, che già puzza di tensione sessuale tra i due pargoli, anche se loro OVVIAMENTE non si sono accorti di niente!

 

 -Rosie! Ti adoro! Sei l'unica letteralmente che mi fa ridere!- e osì dicendo mi prese in braccio per poi lasciarmi cadere sull'erba.  

 

Si, anche Georgie inizia così… Poi lo sappiamo tutti dove va a finire…


-Non è ancora finita Weasley- dissi prendendola per il bacino e mettendola sopra le mie spalle come se fosse un sacco di patate.

Malfoy mettimi giù! Dai Scorpius!! Non sto scherzando! Mettimi giùùù!!!- mi orinò ma feci finta di niente.

Oddiomio che cosa scurrile, gli ha davvero orinato sulle spalle?! Che cosa bondage, miei cari, questa ficcy sta prendendo una piega inaspettata! Tra l'altro "Mi orinò ma feci" è la combinazione di parole più infelice che abbia mai letto. E sono seria..

Che Rose abbia orinato su Scorpius o che gli abbia ordinato di metterla giù, finisce col sedere nel lago. Nel primo caso per un bidet, nel secondo perché Scorpius non è esattamente il miglior amico che una persona potrebbe desiderare.

-Cazzo Scorpius i miei pantaloni erano nuovi!!! Firmati anche da 50 cent! CAZZZO!!!- gli urlai addosso.

-Merda, non ho il cambio! Tutto è a lavare!- dissi tra me e me.

Firmati da 50 cent, mica pizza e fichi. Che poi, fossero firmati anche da qualcun'altro… Una firma sbiadisce comunque. Chi è il genio di che si fa firmare dei pantaloni e poi li usa, li lava, li stira, al posto che metterli sotto teca? Ma Rose, ovviamente!

Ora lancerò la mia solita sfida: che cosa sta per succedere?

A) Un elfo domestico appare dal nulla inforcando una lancia e li uccide entrambi

B) Gesù cammina sulle acque del lago, e moltiplica i Rose e gli Scorpius. Assistiamo poi a scene di cannibalismo tra gli studenti della scuola.

C) Scorpius offre a Rose di andarsi a cambiare nella sua stanza (privata, possibilmente) e le presta i suoi vestiti.

Ovviamente la risposta giusta è la…B!!!!!!!!!!!!

No, è la C, che noia.

Le pareti erano ricoperte di foto, di noi due, se non fossi stata la migliore amica di Malfoy le persone penserebbero che erano le foto della ragazza, c'erano foto delle nostre cazzate, avevamo fotografato perfino i nostri piedi, che scemi 5 anni in fotografie, inverno autunno estate e primavera…

Veramente credo che gli unici a non vederci nulla di MOLTO STRANO E SOSPETTO siano giusto loro due…

Rose si cambia, pulisce, parla un po'… E si sveglia nel cuore della notte, con Scorpius che le russa affianco. No, non è successo niente. È solo una coppia di dementi, che rischia di farsi sospendere senza che dietro ci sia una ragione valida. Roba di ordinaria amministrazione, insomma.

Fortunatamente Rose ha il mantello dell'invisibilità giusto nella borsa, quindi scappa via senza nemmeno svegliare Scorpius, troppo impaurita da cosa potrebbe fare Leila trovandola in una situazione scoveniente col suo "boy". Ovviamente non preoccupiamoci del preside, del guardiano e della sospensione: che sarà mai farsi trovare alle cinque della mattina nel letto di un serpeverde!

Comunque, la furbissima Rose, ormai chiusa fuori dal dormitorio di Grifondoro, se ne va alle cucine per farsi qualche cucchiata di caramello. Quando ecco, dal nulla appare… Dobby! È resuscitato! No, Scorpius.

Una figura alta in pigiama, aveva dei capelli… BIONDO PLATINO?

Chi altro a scuola aveva i capelli così biondi? Considerando che la scuola è ipoteticamente in scozia non mi pare un colore così improbabile da trovare sulla testa delle persone. Certo, può anche darsi che Hogwarts sia a Reggio Calabria e che nessuno di noi abbia mai scoperto questo mistero…

-Rose? Sei scema! Non puoi mangiare il gelato!- mi sgridò lui.

-Ma..-

-Niente ma, sei diabetica ricordi?

Giacobini, la tentazione di abbandorare la lettura è FORTE. Come cavolo fa uno a non ricordarsi di essere diabetico? È come dire "non hai una gamba, non ti ricordi?" Cioè… Come si fa a scordare una cosa del genere? Ma anche "scordandoselo" per finta, chi è il pirla che si fa di caramello col diabete! Questa è una cosa delle ficcine che non capisco, non tiriamo in ballo malattie serie, diavolo! O se lo si vuole fare, per lo meno si studi MINIMAMENTE quello a cui ci si vuole approcciare.

-Rose ti fa male lo zucchero! Non posso ogni notte venire qui per vedere se stai mangiando!- disse lui prendendomi per il braccio e mettendomi addosso il mantello.

-Scusa ma era una tentazione"

Ok Rose, allora ne riparliamo quando ti amputano un piede perché sta marcendo… Sicuramente una gamba di legno ti ricorderà a vita che forse non è il caso di farsi di zuccheri.
 

Nuovo giorno a Hogwarts! Prendete i vostri libri, le piume d'oca, le pergamene… E buttatele giù dalla finestra! Infatti non vi serviranno a una beneamata sega! Quando mai Hogwarts è stata luogo di studio? Forse solo in sette noiosissimi libri che la Salani si ostina a ristampare! Hogwarts è notoriamente più conosciuta come luogo ludico, luogo di piacere, di festini, di droga e sopratutto di drammi, consumati nel bel mezzo del corridoio.

Questa mattina Rosie proprio non c'è con la testa, è infatti giunta a una geniale conclusione:

la mia amicizia con Scorpius era appena andata aldilà del limite che avevo tracciato, infatti lo consideravo un'amico certo, ma anche un ragazzo estremamente figo che mi faceva perdere battiti ogni volta che mi abbracciava.

Questa si che è un'amicizia profonda! Lo considera un amico, ma è figo, quindi vuole anche farselo. Il mio cervello mi dice che forse questa è una delle rare situazioni in cui possiamo trovare il sentimento dell'ammore. Si vede che sono troppo vecchio stile, troppo sognatrice e sicuramente ho guardato troppe volte "La bella addormentata nel bosco".

Così, nello stupore generale, ribalta la sua avversaria nel bel mezzo del corridoio, lasciandola chiappe al vento. Scorpius non è certo contento di dividere la sua roba con gli altri e se ne va stizzito, chidendosi PERCHÈ MAI la sua amica del cuore si comporti così!

Rose vaga nei corridoi della scuola meditando e incontra Lily Potter per strada.

Nessuno ovviamente dice niente alle due lavative, nessun gatto avverte il custode, nessuno leva punti alla casa Grifondoro: insomma, la scuola è occupata. È dicembre, la riforma Gelmini, la cartaigenica dei bagni, è ora di occupare! Così mentre nelle aule con tutta probabilità gli studenti organizzano i collettivi, le due ragazze si mettono in un angolo del corridoio e se la chiacchierano amabilmente.

Lily, da brava impicciona rivela a Rose di sapere tutto sui suoi segretissimi sentimenti per Scorpius. In realtà credo che in tutta la scuola sia giusto Scorpius a non saperlo…

Il giovane Malfoy infatti proprio non capisce, cerca Rose per chiarire ma quando la trova finiscono a litigare e lei corre da brava bambina emo stupida a mangiarsi sto benedetto caramello, e sviene.

O almeno, sembra svenire, in realtà arriva Madama Chips e dice candidamente "Malfoy, è un'arresto cardiaco, vedrà che ce la farà la signorina Weasley, ma proprio non doveva mangiare…" Sono tutti comunque molto tranquilli, è solo un arresto cardiaco. Da "non esperta" in medicia mi viene da pensare che però un arresto cardiaco non sia esattamente qualcosa del genere "ma no, si è sbucciata il ginocchio!".
Se il cuore non pompa, in realtà, sei morto. Il sangue non circola pù, il tuo cervello soffoca e con lui tutte le cellule. Insomma, si può rianimare una persona dopo un arresto cardiaco ma è più che altro qui mancano urla, disperazione, gente che corre e impreca, pugni sul petto, piastre elettriche, panico e "abbiamo solo qualche minuto per salvarla". Si vede che ad Hogwarts le cose funzionano diversamente, oppure questa è:

Passa una settimana. Rose è in ospedale, in coma. Evidentemente sono riusciti a rianimarla, ma mentre Poppy faceva osservazioni sul caramello, Scorpius diceva "Io ti amo!" e Zabini si grattava la pancia, il sangue non ha circolato nel cervello di Rose e lei ha subito qualche danno. Per fortuna a un certo punto deve essere arrivato il personale del San Mungo e si è portato via tutti quanti smistandoli tra rianimazione e reparto psichiatrico…

Scorpius deve essere riuscito ad eludere la sicurezza delle infermiere, perché si trova a fianco del letto di Rosie, la bacia… E lei si rianima! Non è bene tutto quello che finisce bene? Non è bellissimo quando il principe pazzo sveglia la diabetica isterica con il bacio del vero amore?! Non vorrei dirlo, ma portatemi un catino, per carità!

Fortunatamente per ristabilire l'equilibrio dopo un momento di tale aulicità arriva la scenata isterica (subito dopo essersi svegliata dal coma, signori, un vero miracolo sta ragazza!).

Potevi lasciarmi morire!Tanto avevi la Queen no? Stai solo con lei non ricordi? L'ami no? Ecco e se io volessi morire?-disse con odio.

Infermiera, trasferisca pure questa nel reparto di psichiatria, grazie! Il tutto si conclude drammaticamente con "chiamami Weasley, io ti chiamerò Malfoy! È colpa tua se sono una diabetica isterica che va contro ogni prescrizione medica e si fa di caramello! Colpa tua e della tua ragazza!"

Insomma, il nonsense assoluto impera anche al San Mungo, gli infermieri si guardano scioccati dal fatto che una persona in stato comatoso fino a pochi minuti prima ora sia un'adolescente col ciclo, che stia incolpando della sua deficenza il primo che passa e che abbia così tante forze in corpo dopo essere restata in un letto di ospedale per una settimana, dopo un infarto… Anche io sono seriamente perplessa, sul serio…

In un lampo, come se nulla fosse successo, siamo di nuovo ad Hogwarts, dove sta per succedere un fattaccio: entra infatti in scena, apparendo dal nulla, un certo Nott (senza specificare un nome, che è fatica!).

-Da adesso Weasley, perchè so che potremo aiutarci a vicenda…- disse lui lanciandomi un'occhiata eloquente.

E le propone il piano malefico ficcinaro più quotato in assoluto: dividere Malfoy da Leila, ovviamente usando la tecnica della gelosia! Ma è furbissimo!

Rose è indecisa, a dire il vero da quando è riemersa dal coma, pare che una "seconda vocina" le parli da dentro il cervello, il che è decisamente preoccupante, io quasi quasi la riporterei dentro, giusto per farla vedere e per levarcela dai piedi!

Alla fine si, si, si, no, no, no, Rosie accetta di partecipare a questo piano malvagio e comincia una pseudo-relazione con Nott-senza-nome. Resta tuttavia ancora un po' dubbiosa, forse perché le voci che ora ha nel cervello la rendono più instabile di quanto già non fosse…

-ma se non funziona? Come fai a sapere che lui possa provare lontanamente qualcosa, eh?-chiesi sempre restando abbracciata a lui.

-Perchè se lui non provasse niente, a quest'ora non starebbe venendo qui pronto a darmi un pugno…- detto questo mi girai e vidi un Malfoy furioso che stava arrivando minacciosamente verso di noi.

E il piano funziona a meraviglia e in un battibaleno, insomma… Non c'è nemmeno un po' di suspance!

La ficcy al momento si conclude qui, con Nott preso a pugni da Molfoy e Rosie che lo porta in infermeria. Peccato che al momento mi senta elettrizzata al pari di una cassettiera. Il mio frigorifero sta prova più sentimento di me.

Miei giacobini, vi saluto, studiare le scimmie è più divertente. Sono quasi tentata di chiudere la clinica ed aprire una fattoria!

EDIT: corretti un paio di errori di formattazione, purtroppo splinder mi ha dato da penare questa volta 😦