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A Natale anche Voldy è più buono!

Ilari scherzi della mia mente ormai corrotta dal Male (quello con la M maiuscola!) come state?
È con grande orgoglio che vi presento la mia recensione di Natale (sì, sono in ritardo, e allora? Sapete quanto è difficile recensire ficcine dopo cenone e simili? Fanno un sodalizio col panettone per rimanerti sullo stomaco fino a capodanno…).
Ora.
Io propongo che, nelle antologie utilizzate dagli studenti delle scuole medie, inseriscano la categoria “ficcine”; non sto scherzando: sono dei testi a sé stanti che non rientrano in nessuna tipologia di testo scritto.
La logica (così come la trama) non esiste: tutti gli avvenimenti, tutte le decisioni, sono prese in funzione della protagonista.
I personaggi non sempre sono piatti solo per inettitudine di chi scrive: ci troviamo davanti ad una vera e propria scelta degli autori, che rendono tutti i caratteri utilizzati degli inetti, al solo scopo di mettere in risalto la protagonista.
L’ambientazione si modifica e si stravolge, le situazioni si ripiegano su se stesse, i personaggi cambiano idea senza apparente logica… In qualsiasi altro genere letterario sarebbero difetti, ma in questo caso l’incoerenza è una scelta stilistica, portata alle sue estreme conseguenze. I lettori di EFP l’hanno capito, ed hanno apprezzato questa nuova, interessante avanguardia artistica. Gli autori, d’altro canto, ci tengono particolarmente a lasciare al lettore il gusto di tuffarsi in una trama così caotica, tanto è vero che riducono gli avvisi al minimo, per non rovinare la sorpresa a nessuno.
Esempio lampante di ciò che voglio dire è “Ritorno dal passato” di kinderbuena89. http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=273657&i=1. Come da copione l’unico avviso è “what if?”
Mi trovo costretta a farvi un breve (breve un par di palle…) riassunto: vi rovinerà la lettura, forse, ma è l’unico modo che ho per capire a voi, ignorantoni che ancora non avete capito quanto questa sublime tipologia letteraria sia destinata al successo, qualcosa in questa storia.

Angelica (detta Hangie, con l’H… )è la figlia di Tom Riddle e di Macy, strega figlia di Cindy, un’altra strega, e Peter, un babbano.
Tom, che una volta era un mago buono (…), è diventato ora un mago oscuro e Macy decide di crescere la bambina da sola, con l’aiuto dei genitori.
Quando Angelica ha tre anni Tom va a trovare Macy, intimandole di affidare a lui la bambina. Macy si oppone e Tom, dopo averle detto che la ama la uccide (logico…) con una Avada Kedavra davanti agli occhi della figlia. Poi se ne va senza la bambina (anche questo è molto logico…).
Passano gli anni, Angelica viene cresciuta da Cindy e Peter. Ad undici anni le arriva la lettera di Hogwarts ma (MA!) i nonni le fanno sapere che non potrà andarci: le rivelano quindi una lettera del padre, in cui rivendica la bambina. Essendo loro solo i tutori non possono opporsi (sempre più logico!); Angelica dice loro che lo ucciderà (sa che ha ucciso mamma perché ha sognato il giorno della morte di Macy… O più probabilmente si è resa conto che la storia raccontata dai nonni non reggeva) appena diventata abbastanza potente per farlo.
Tom la conduce al suo castello, dove le presenta il suo basilisco, Nagini ( WHAT!?) ed i suoi compari: tra questi spiccano (probabilmente per i capelli) Lucius Malfoy e suo figlio Draco, promesso sposo di Angelica (ma chi lo avrebbe mai immaginato!).
Passano gli anni, Angelica rimane in contatto coi nonni perché Tom glieli lascia vedere durante i fine settimana. Sempre più convinta che Draco non le piaccia, finché l’immagine del ragazzo che canta una patetica canzone d’amore (“Un mare di guai” di Matteo Branciamore che… OGOSSANTISSIMO è quello che interpreta il figlio pirla dei Cesaroni) non le fa cambiare idea.
Il giorno del suo quindicesimo compleanno (che la ragazza festeggia a casa di Peter e Cindy) Draco si presenta a casa loro con un paio di regali di compleanno: un anello con diamante (forse un po’ prematuro, considerato che lui ancora non sa che lei non lo disprezza) ed un ciondolo pacchianissimo (poi vi fornirò la descrizione perché MERITA davvero!).
Sia Draco che Angelica detestano i loro padri e vogliono difendere il loro amore da essi.
Ora, fossero due persone intelligenti, farebbero finta di nulla, si comporterebbero da bravi bambini, si sposerebbero facendo felici le rispettive famiglie (infondo è l’unica cosa su cui sono tutti d’accordo!) e poi farebbero in modo di fuggire/ammazzarli/altro.
Ma Draco ed Angelica non sono intelligenti (oppure sono autolesionisti in maniera contorta): da quel momento, infatti, prendono coraggio ed iniziano ad opporsi ai rispettivi genitori. Tom si insospettisce (buon giorno Oscuro Signore… Ci siamo svegliati, finalmente!), Lucius fa delle ricerche e scopre che Angelica vuole uccidere suo padre. Draco e la ragazza sono costretti a fuggire, ma vengono riacciuffati dai padri, che decidono di cancellare loro la memoria e far tornare indietro il tempo (WHAT?!) di quattro anni per poterli educare meglio (coglioneggiare meno la prima volta no, eh?).
Ora, se fossero due persone intelligenti (sì, mi ripeto!), Tom e Lucius Crescerebbero personalmente i figli, plagiando le due giovani menti in modo da formare due maghi oscuri coi controcazzi.
Ma nemmeno Lucius e Tom sono intelligenti: Lucius cresce Draco esattamente come la prima volta (cocciuto!) mentre Tom ha la bella pensata di modificare tutti i ricordi della figlia, facendole credere di esser figlia di Peter e Cindy (che si fingerà babbana senza batter ciglio), con una nuova identità: Hermione Granger.
E ora calmatevi, i colpi di scena finiscono qui (e non è nemmeno un colpo di scena, dato che “[Personaggi: Draco/Hermione ]”  spicca nel riassunto su EFP); la fanfiction no, ma per ora ci fermiamo qui col riassunto per analizzare il racconto fin qui riportato.
Come avete potuto già capire, non c’è trama. O meglio, la trama c’è, da qualche parte, ma è stata rimaneggiata talmente tante volte che l’autrice si è dimenticata, da un capitolo all’altro, quello che aveva deciso. O forse non se ne è dimenticata, forse è proprio voluto: kinderbuena89 ha deciso di lasciare al lettore la possibilità di scoprire cosa si cela dietro al processo creativo, mettendo in evidenza le incongruenze che si creano quando la trama viene decisa in corso d’opera e senza una rilettura finale della storia. Geniale.

Ora vediamo nel dettaglio le parti migliori di questa fanfiction.

Hermione, nel capitolo primo, si rende conto che qualcosa non va perché fa degli strani sogni (che scoprirà essere legati al suo passato), e va a chiedere spiegazioni a quelli che crede essere i suoi genitori BABBANI. Perché non chiedere a Silente o a qualche altro mago adulto?
Ma perché serve la spiegazione con colpo di scena di Peter e Cindy, ovvio! Perché scrivere qualcosa di logico, se questo ci fa rinunciare al colpo di scena? Basta con questa rigidità, basta con l’ovvietà! Lasciamo che la trama pascoli dove voglia lei come una placida mucca in primavera!
Peter e Cindy, oltre a dimostrare una delicatezza alquanto discutibile nello spiegare alla nipotina che in realtà gli strani sogni che fa sono il suo passato, danno spiegazioni non convincenti:

“No, cara. Quello è ciò che Loro…e mi vergogno ad ammetterlo…anche noi, ti abbiamo creato facendoti credere che fosse vero.”
La ragazza scosse la testa. “Non ci posso credere…tu non puoi dire sul serio!”
“Cara, io e Cindy ci vergogniamo di aver fatto tutto questo, credimi!” disse Peter “Ma avevamo troppa paura di tuo padre…e dei suoi amichetti che lo seguivano come cagnolini! Lo ammetto, la verità è che siamo stati codardi…e così abbiamo fatto soltanto il suo sporco e spregevole gioco!”
Ma sappi che noi lo abbiamo fatto SOLO per il tuo bene, tesoro. Tu sei il nostro angioletto. E noi volevamo che tu stessi bene, solo questo.”, disse Cindy sorridendo. Poi sospirò. “Beh, a questo punto possiamo andare.”

I nonni di Hermione hanno fatto finta di nulla sul suo passato perché le volevano bene? Che significa? Che senso ha? La spiegazione di Peter ha senso, Voldemort è un mago potente e potrebbe minacciarli, ma in che modo mentire ad Hermione tenendola lontana dal mondo della magia (no, non da Voldemort: lui sa dove abitano e tutto il resto) potrebbe aiutarla? Lei, sia prima del lavaggio del cervello che quando riacquista la memoria, mostra più volte il desiderio di uccidere Voldemort: farle credere per undici anni di essere una normale bambina babbana, successivamente non aiutarla nell’apprendimento (fingendosi babbani non avranno potuto certo metter troppo il naso negli studi della figlia) non vedo come possa aiutarla a migliorarsi nel combattimento o nella difesa. Continuare a vivere la stessa vita di prima, senza cambiare indirizzo né cercare un modo per proteggersi da Voldemort è una mossa idiota.
Questo è quello che penserebbe una persona dotata di logica…
Ma la genialità di questa storia sta proprio in questo: perché mostrare delle persone assennate, perché perder tempo a studiare un modo per far funzionare la storia, quando possiamo limitarci a dire ciò che volevamo dire, cioè che i nonni di Angelica le vogliono bene e volevano proteggerla? Il succo, in fondo, è quello! Basta con tutti quegli orpelli inutili!
Ed ora, vediamo come trattare una storia d’amore tra due dei personaggi secondari:
Ore 23.00
Sembra una precisazione inutile, invece non lo è: serve a far capire quanto è puntuale Voldemort, che spacca il minuto delle ventitrè senza sforare nemmeno di un secondo.
Finalmente ti ho trovata, Macy…nn mi posso sbagliare…questa è la tua aura magica…
L’autrice ci dimostra tutta la sua originalità, qui: perché limitarsi alle nozioni che la Rowling ci ha dato in una saga di sette libri, perché non inventarci qualcosa di assolutamente nuovo?

Macy si svegliò di soprassalto. E i suoi occhi caddero sulla porta della stanza.
Il dramma di una ragazza madre divenuta cieca di colpo. Non siete commossi?
 “Macy, guardami. Sono ancora il ragazzo di cui ti eri innamorata! Non sono tanto diverso da come ero prima. Ho sempre saputo di essere diverso da tutti gli altri…di avere un futuro nella Magia Oscura…”
“No!” urlò Macy. I suoi occhi iniziarono a divenire lucidi. “Non è vero! Tu non eri affatto cattivo, prima… E il ragazzo di cui mi sono innamorata…non sei tu. Tu non sei il Tom Riddle che amo!”
Tom Riddle è arrivato ad Hogwarts già interessato alla magia oscura ed al potere. È cresciuto in un orfanotrofio, trattato male da tutti, e ciò ha inciso profondamente sul suo carattere e sulle sue ambizioni. Già prima di venire a sapere della magia aveva mostrato il suo lato oscuro. O Macy si è innamorata di lui quando aveva quattro anni o questo passaggio non si spiega.
Certo, non si spiega se guardiamo questa storia col paraocchi che ci contraddistingue. Se sapessimo vedere oltre, capiremmo che questa è l’ennesima prova della genialità di questo brano: kinderbuena89 riscrive la storia dei personaggi per dare un tocco originale alla sua fanfiction, per dar loro una nuova possibilità: i personaggi della Rowling sono così noiosi, perché non dar loro la possibilità di esprimersi fuori dagli schemi?
“Non costringermi a farti del male, Macy… Ti prego. Dammi la bambina, e me ne andrò. Non ti toccherò neppure con un dito, te lo prometto. Ti puoi fidare di me, lo sai.”
Arrivano i genitori di Macy:
“Che ci fai qui, Tom?” gli disse Cindy guardandolo con rabbia “Ti conviene uscire immediatamente da questa casa, signorino. Altrimenti…” tirò fuori la bacchetta.

Anche le date vengono stravolte ad ogni capitolo:nella storia originale Voldemort nasce il 31 dicembre del 1926. Hermione frequenta lo stesso anno di Harry (nato nel 1980), ma Voldemort le fa vivere quattro anni per una seconda volta, possiamo dire che Hermione è nata nel 1976. A questo punto della storia Hermione ha tre anni: è quindi il 1979.
Considerati questi calcoli, quale persona sana di mente si rivolgerebbe ad un cinquantenne apostrofandolo con “signorino”?
Eppure kinderbuena89 va oltre: a lei non interessano le date e i numeri, non le interessa che abbiano una attinenza con la trama originale. Creano inutili barriere, mettono paletti alla fantasia dell’autrice. Eliminiamo tutto ed inventiamone di nuovi. Non è geniale?
Tra le altre chicche, l’anno di nascita di Hermione non è né il 1976 né il 1980… provate ad indovinare che anno ha scelto kinderbuena89 per dare i natali alla sua Angelica-Hermione-Sue. Non è una cosa tenerissima?
No, non è self inserction, ma un modo per coinvolgere maggiormente i lettori! Possibile che non capiate nulla?
Tom sogghignò. “Cosa vorresti fare, Cindy? Uccidermi, forse? Lo sai che i tuoi poteri, benché tu sia più vecchia di me, sono nettamente inferiori ai miei.”
Peter lo guardò con odio. “Tu sei l’essere più disgustoso che abbia mai conosciuto, Tom Riddle! Va fuori dalla mia casa, subito!”
Perché far comportare coerentemente Tom, facendogli uccidere Peter? Peter ci serve vivo, quindi Tom ha un attacco di pietà –o di demenza senile- e lascia il babbano in vita.
 (…)Macy tornò alla culla, e vi rimise Hangie. E le sorrise. “Non preoccuparti, piccolina. La mamma non permetterà che quel signore cattivo ti faccia del male.”

“Io non sono un “signore cattivo”! Cavolo, sono suo padre!” urlò.
Questa è una fanfiction non vietata ai minori, quindi Voldemort è educato, impreca dicendo “cavolo” e si arrabbia perché Macy lo svilisce agli occhi della loro figlioletta di tre anni. Non è OOC, è Beatrix Bloxam che la (ri)disegna così.
“Sappi solo che ti amo, Macy Mendel. E ti amerò per sempre. Un giorno ci rincontreremo…amore mio.” Alzò la bacchetta…chiuse gli occhi… “Avada…Kedavra!
Voldemort la ama, ma i suoi scopi sono più importanti dell’amore che lo lega a lei. O forse parla a vanvera.
Ma l’importante, per l’autrice, è farci sapere che Voldemort ama Macy ma che la uccide lo stesso; le spiegazioni sono inutili, l’introspezione noiosa. Mettiamo sul piatto i fatti e lasciamo ai lettori il compito di inventarsi qualcosa in mezzo.
La ragazza spalancò gli occhi dalla sorpresa…dopodiché fece un mezzo giro su se stessa…guardò per l’ultima volta la sua meravigliosa bambina…e si accasciò a terra.
Signori e signore, l’Avada Kedavra col rallenting. La morte tramite l’“Anatema della Morte” (“anatema che uccide”, nei libri, ma perché limitarsi?) è troppo fredda ed impersonale, lasciamo il tempo a Macy di guardare per un’ultima, drammatica volta la figlioletta.
Quella volta fu la sola in cui Tom Riddle, dopo tanti anni…pianse.
Pathos.
Cindy non si perde d’animo (non perché non soffra… Ma sapete, loro sono in guerra, che ti schiatti l’unica figlia è una cosa talmente comune che nemmeno ci pensi più!) e, invece di dare l’allarme e mobilitare l’Ordine della Fenice, decide di insabbiare le vere cause della morte di Macy:
Cindy ci pensò un attimo. “Diremo… Sì, diremo che é morta per un’emorragia interna derivata dal parto. E che si è estesa stanotte…portandola alla morte. Non sospetteranno: capita, a volte.”
Certamente… al resto del mondo l’idea di una emorragia dovuta al parto, a tre anni dalla nascita della bambina, risulterà una causa di morte plausibilissima. Perché limitarsi a stravolgere il mondo della Rowling quando possiamo espandere i nostri orizzonti fino alla medicina ed alla anatomia?
Con un bel balzo temporale arriviamo agli undici anni di Angelica, alla lettera per Hogwarts ed alla lettera di Voldemort, che è uno dei pezzi migliori della fanfiction:

“Cari [il modo migliore per rivolgersi ai genitori della donna che hai ammazzato, oltretutto  davanti ai loro occhi! Ma è tutto calcolato: serve a far capire quanto ormai Voldemort sia alienato] Cindy e Peter. So che le parole che sto per dirvi, dette da me, vi sembreranno estremamente ipocrite. Ma sono la verità: io amavo Macy, e non avrei mai voluto farle del male[vedete? È ormai impazzito.]. Il nostro era un grande amore…e lo testimonia la piccola Hangie.
È lei il motivo di questa lettera. Angelica è mia figlia. E su questo non transigo. E la voglio con me. È un mio diritto, e voi non potete negarmelo. Vi ringrazio già da ora, perché so che la crescete meglio di chiunque altro.
Come ho già detto, voglio Angelica con me. Però, per il momento no. [Probabilmente Tom si è reso conto che crescere da solo una bambina di pochi anni è una gran rottura di palle… Vedete che una certa logica ancora c’è?]

Verrò a prenderla a mezzogiorno del suo 11° compleanno.
Tom Riddle.

Una persona normale chiederebbe aiuto all’Ordine della Fenice, agli assistenti sociali, ad un buon avvocato ed anche all’esercito, tentando in tutti i modi di non sacrificare la propria nipotina ad un mago sadico e senza cuore.

Sì, sarebbe un’ottima trama, ma allungherebbe il brodo; all’autrice non interessa farci avere un resoconto della vita dei suoi personaggi: ha uno scopo preciso, il resto non conta, quindi Angelica viene consegnata a Voldemort senza obiezioni, anzi:

“Tesoro, noi non vogliamo certo che tu vada con lui!” le disse Cindy “Ma devi capire che abbiamo le mani legate, purtroppo! Noi siamo soltanto i tuoi tutori, nonché tuoi nonni. Ma lui…benché mi faccia orrore dirlo…è tuo padre. E ha tutto il diritto di portarti con sé dove, e quando più gli piace.
Peter sospirò. “Angelica, tu lo sai che noi detestiamo tuo padre per ciò che ha fatto. E sappiamo bene che anche tu provi lo stesso odio per lui. Ma la lettera è chiara: oggi tuo padre verrà qui, per portarti con sé.”

Angelica espone quindi i suoi propositi di vendetta:

“Imparerò tutto quello che c’è da sapere…diventerò potente quanto la mamma…anzi, se riesco anche di più! E dopodiché…io la vendicherò. Ucciderò mio padre.”
Ma siccome Voldemort ci serve vivo ancora a lungo, Angelica passerà il tempo con lui in tutt’altra maniera. Ve l’ho detto che è una fanfiction per tutti, no?
“Io ti appoggio, nipote. Fallo fuori, quel farabutto. Vendica tua madre.”, disse invece Peter con uno sguardo colmo d’odio e di rabbia.
Cindy prese la mano della nipote. “Angelica, sappi che noi saremo sempre con te. Per qualsiasi cosa, chiama pure quando vuoi. Noi siamo qui per te.”

Nonni degeneri, allora ammazzatelo voi Voldemort! Probabilmente schiattereste nel tentativo, ma non sembrereste due imbecilli senza cuore che si nascondono dietro ad una bambina di undici anni!
No, scusate, sbaglio io: come posso non capire l’ovvio?
Peter e Cindy devono essere due vegetali parlanti, altrimenti rischierebbero di oscurare Angelica… E noi non vogliamo questo, vero? Quindi urrà urrà ai nonni conigli.
Siccome è bello dare qualche difetto ai propri personaggi, Angelica è bipolare: lo possiamo comprendere dalla sua risposta.
Hangie sorrise commossa. “Vi ringrazio, nonni cari! Ma ora voglio la mia torta…e il mio regalo! E se scopro che avete speso troppo, mi arrabbio! ”
Quando tornò, l’uomo aveva in mano un pacco lungo e fine. E sorrideva, sapendo che per Hangie quello sarebbe stato il regalo più bello che potessero mai farle! [Smettetela, bestiacce maliziose: non è quello che pensate voi!]“Ecco qua il tuo regalo. Sono più che sicuro…che andrà benissimo.”, disse.
Hangie lo prese fra le mani, eccitata. “Cos’è?”
“Beh…aprilo e lo scoprirai!” le disse la nonna “Sarà una bellissima sorpresa, per te.” 
Hangie guardò i suoi nonni felice, e aprì il pacchetto… La gioia che si accese nei suoi occhi era indescrivibile. Lì, tra le sue mani, c’era una bacchetta magica!
“La riconosci? È…la bacchetta della mamma.”, le disse Cindy.
Hangie la guardò con i suoi occhioni marroni pieni di lacrime. “Era…era della mamma?”
Peter annuì. “Esatto. Legno di quercia, 12 pollici, e un pelo di unicorno.”
“Tua madre avrebbe voluto che la avessi tu, ne sono certa.”, le disse Cindy con le lacrime agli occhi.
Come detto prima, gli autori di fanfiction amano lasciare la loro impronta nelle storie che scrivono; ed ecco quindi che tutta la parte in cui la Rowling spiega che sono le bacchette a scegliere il mago e non viceversa viene accantonata, nonostante nella saga sia una cosa fondamentale.
Ma ecco che arriva Voldemort:
La porta della cucina si aprì, ma senza sbattere.
Cindy e Peter scelgono appositamente di non chiudere quella porta: è la seconda volta che Voldemort entra in casa loro in tal modo.
“Buongiorno, Tom. Se puoi aspettare due minuti, Hangie arriva subito. È andata a prendere la sua valigia. Ci metterà poco.”
Cortesissimi, considerato che stanno parlando con l’assassino della loro unica figlia. Ma è tutto un trucco dell’autrice: come dimostrare l’odio di Angelica, se rischia di confondersi con quello dei nonni? Meglio mostrare gli altri cortesi e lei arrabbiata, così risalta!
“Peter. Cindy. Non temete, potrete vedere Hangie quando volete. Io che non ho avuto i nonni, so quanto possano mancarti [Eh, la demenza senile… ha ammazzato i suoi nonni paterni e suo padre, per poi far ricadere la colpa sul suo unico parente in vita da parte di madre. Non lo capite il dramma? Angelica imparerà a conoscere suo padre proprio mentre lui si dimentica tutto di lei… Non è triste?]…specialmente alla sua età. Bene. Andiamo, Angelica.”
(…)
Il castello di Tom Riddle era immenso e imponente.[ma mi pare il minimo!]
A prima vista sembrerebbe un castello dei film horror…
pensò Hangie tremando un bel po’. [Ha anche una cultura sui film babbani… vedete quanto è fantastica?]
E non appena fu entrata, i suoi sospetti divennero reali: era un vero castello dark [ma che figata, lo voglio anche il il castello dark… Coi maggiordomi in spolverino di pelle e le cameriere goth lolita, magari!]. Pieno di quadri che ritraevano Maghi Neri…pochissime fiaccole [Ma parecchie lampadine]… Insomma, era oscuro e spaventoso.
Non è che questa descrizione sia molto coinvolgente, ma sarà sicuramente voluto, no?
Ed ora kinderbuena strizza l’occhio ai lettori con una scena alquanto ambigua:

E mentre era lì ferma, all’improvviso sentì qualcosa strusciarle sui piedi…avvinghiarsi alle sue gambe…e salire piano…[Tentacle rape!]
Hangie si spaventò, e cacciò un urlo.
“Nagini, giù! Immediatamente!” urlò Tom
[Come coi cani…] correndo verso la ragazzina.
Hangie guardò in giù, e ai suoi piedi vide il più grosso serpente che avesse mai visto! E che la guardava con uno sguardo che pareva curioso.
“Oddio…” sussurrò lei “Questo è…è un Basilisco!
[Nagini dovrebbe ringraziare l’autrice: da serpente affetto da gigantismo a basilisco!] Cosa ci fa qui un Basilisco?!” la ragazzina si voltò e guardò sconvolta suo padre.
Lui sorrise. “Lei è Nagini. Il mio Basilisco
. [sì, è la versione bonsai di quello della camera dei segreti: quello sporcava troppo per tenerlo in casa!]
Hangie rise ironica. “Ah! Il tuo…il tuo Basilisco?! Ma sei impazzito?? Tu lo sai che i Basilischi sono essere diabolici..e che mangiano gli esseri umani?!?” [È per quello che gli piacciono…]
(…)
Il Basilisco lentamente se ne andò strisciando, e Tom guardò con fierezza il suo bel serpentone personale.
[bad images in my head.]<
Qua kinderbuena89 ci fa intuire nuovamente che qualcosa non va nel cervello di Tom:
 “Eh sì…la cara Nagini…” poi guardò la figlia. “Ora vieni con me. Ti voglio presentare i miei fedeli e bravissimi seguaci.”

Amici miei. Vi ho riuniti qui, in questo giorno, perché voglio presentarvi la mia unica erede, colei che abiterà qui con me, e con alcuni di voi, per gli anni a venire. Mia figlia… Angelica. Vieni.”
I Mangiamorte abitano con Voldemort. Come una comune hippy, solo senza peace and love; lui elargisce complimenti come una vecchia zia. È EVIDENTE che qualcosa non va!

La presentazione di Malfoy:
“Malfoy. Lucius Malfoy.” disse suo padre “Lucius è il mio migliore amico. Ed io mi fido di lui nella maniera più completa. È il mio braccio destro. Guarda, quello lì è suo figlio.”
Se fossimo canon ora si leverebbe questo coro, tra i mangiamorte:

Il papi le presenta  Draco e le comunica che è il suo promesso sposo, dalla nascita. In particolare i due padri gongolano come Guglielmo e Uberta:

Ma i doveri dei Mangiamorte sono altri:
“Bene. Signore, se vuole scusarci [NO.]… A nome di tutti, le devo dire che purtroppo adesso abbiamo molto da fare [Ora Voldemort fa una scenata strillando “questa casa non è un albergo!” agitando il matt… La bacchetta.]. Al Ministero della Magia c’é subbuglio per le solite faccende ordinarie.[Ma sì, le solite faccende ordinarie… Hai presente Voldy, no?]” 

Tom annuì. “Molto bene. Andate, miei seguaci [Partiamo subito Robin! … ah, non era Robin Hood? Sembrava…]. E portate un po’ di scompiglio nel mondo magico [ancora, la versione riveduta e corretta da Beatrix Bloxam…]… Ma mi raccomando! Tutto in modo discreto [Scusi, signor babbano, potrebbe gentilmente non urlare mentre la inseguo per ucciderla? Rischiamo di svegliare i vicini…]. Non vorrei ricevere nuovamente la visita di quell’idiota di Silente! [Silente, vergognati: non ci si presenta a casa d’altri senza nemmeno un cesto di biscotti!]

Come già detto in precedenza, gli anni passano, gli imbecilli crescono, i mentecatti invecchiano e la Mary Sue si innamora, ricambiata, di Draco.
Ed ora, parliamo un po’ dei gusti della nostra MarySue (no, non in fatto di uomini, tanto lì già sappiamo dove andrà a parare):

Hangie guardò la sua stanza e sorrise soddisfatta di se stessa. Sì, in quei quattro anni aveva fatto un lavoro eccellente!

Le pareti erano lillà chiaro, con disegni di fiordalisi (i suoi fiori preferiti, come sua madre). [Macy era un fiordaliso.]

Alla finestra aveva messo delle tendine rosa, e il soffitto era azzurro chiaro, con delle nuvole bianche disegnate, a rappresentare il cielo.

L’unico modo per sentirsi libera, era di stendersi sul letto…e guardare quel cielo, sebbene finto, e rilassarsi.

Accanto alla finestra, un grande armadio con sopra disegnate delle farfalle di tutti i colori.

Angelica è così originale da preferire una stanza da bambina di sei anni ad una normale stanza. kinderbuena89 non si limita a questo però: fateci caso. Nei prossimi capitoli ad Angelica verrà fatto il lavaggio del cervello e si crederà babbana. E qui sta la genialità dell’autrice: probabilmente quel cielo disegnato e non animato con una qualche magia (così come le farfalle) non sono che un presagio di ciò che accadrà tra breve.

Segue la parentesi canora di Draco con questa meravigliosa canzone:

Non vi sentite anche voi un po’ innamorati di lui, ora? Dai, ammettetelo…

E, naturalmente, come in ogni ficcina che si rispetti, non poteva mancare la piccola parentesi di violenza domestica in casa Malfoy:
Ma in quel momento, da un’altra ala del castello uscì tutto di fretta Lucius Malfoy.
Non appena lo vide, Draco si alzò. “Che vuoi?”
Senza pensarci due volte, Lucius tirò a suo figlio una bella botta, prendendolo per i capelli.
“Tu sei troppo…debole, Draco. Dovresti essere grato al Signore Oscuro! Ha accettato di prenderti tra noi Mangiamorte, sebbene tu sia ancora troppo giovane. E tu in cambio come lo ringrazi? Ti siedi qui e suoni questo stupido arnese!”
Draco tentò di divincolarsi, senza successo.
“Smettila! Non posso stare sempre ad allenarmi ventiquattro ore su ventiquattro!”
Lucius lo tirò ancora di più per i capelli, guardandolo minaccioso.
“E invece devi! Non sei altro che un pappamolle, Draco.” lo lasciò andare e gli lanciò uno sguardo di disgusto “Mi vergogno di avere un fallito come te per figlio. Nella tua vita non sarai altro che un perdente! Ricordatelo.”

(Sinceramente non me la sento di giudicare Lucius… Insomma, la canzone l’avete sentita anche voi!)
Angelica vede di nascosto ciò che sta accadendo:
Sta soffrendo. Lui non vuole esser così…è suo padre che lo costringe a essere qualcosa che lui non vuole essere! E pretende pure di poterlo trattare così!
La ragazza sospirò, e lo guardò di nuovo: indossava un paio di pantaloni a zampa di elefante neri, che gli stavano veramente da dio! E poi un maglione rosso, anche quello a collo alto.
[anche i pantaloni erano a collo alto? Chissà che fastidio!]

L’autrice ci da nuovamente prova dei problemi mentali di Angelica (è palese che non riesca a focalizzarsi su un particolare o su una situazione); oppure sta cercando di mostrarci quanto la sensualità di Draco sia dirompente, tanto da far perdere ad Angelica il filo del discorso.
Ed ora, come promesso, la descrizione degli orridi ciondoli:

Mise una mano nell’altra tasca della giacca, e ne trasse fuori due piccoli medaglioni.
Uno era d’oro, con delle striature rosa sopra, e inciso proprio nel mezzo un cuore con scritto, in azzurro, il nome di Hangie.
L’altro era d’argento, le striature non erano rosa ma blu, e sempre nel mezzo si trovava un cuore, dove dentro si poteva leggere ‘Draco’ scritto in rosso.
“Draco, è…cioè…sono bellissimi!”
[Ma anche no!]
“Beh, il mio buon gusto è ispirato dalla mia meravigliosa Musa personale. Sei tu. [Io mi offenderei.] Con te…sento che non rischio di affogare nell’oscurità che mi circonda. Sei la mia forza. Il mio Angelo.”
Prese fra le mani il ciondolo d’oro, e lo legò al suo piccolo collo.
“Sei perfetta…”
Hangie sorrise, e gli legò il suo al collo, sorridendo.
“Anche tu lo sei, amore.”
Il biondino prese fra le mani il suo ciondolo, e lo aprì: dentro c’era una cornice vuota, da una parte, e dall’altra parte un cuore color dell’arcobaleno, da cui l’arcobaleno (per Magia) usciva davvero!
[Non è un medaglione: è la versione pacchiana delle spille di Sailor Moon]E non appena l’ebbe aperto, aveva iniziato a suonare una dolce melodia…una melodia d’amore. [Ciò avvalora la mia tesi sulle spille.]

(…)

Il giorno dopo, i due ragazzi andarono a Diagon Alley, dove si fecero fare una piccola foto: usciti dal negozio, la inserirono dentro il medaglione.
Sopra la foto, una scritta che appariva e spariva…in verde, il colore della speranza…

Io e te…per l’eternità. [3MSC]

L’autrice utilizza poi un diversivo per farci capire le reali intenzioni ed i sentimenti dei Mangiamorte: Voldy li interroga.

Voldemort era riunito con tutti i suoi seguaci attorno a lui, pronto a fare uno di quei discorsi che si preannunciavano molto ‘intensi’…
“Miei cari amici e seguaci. Ogni volta che vi vedo qui…intorno a me…sentendovi così tanto fedeli e fiduciosi nei miei confronti…quasi mi commuovo! Se non fosse che sono il Signore Oscuro, il grande e potente Lord Voldemort…già sarei sciolto in lacrime! Tale comportamento, tuttavia, non si addice tanto a me, quanto a voi. Noi non abbiamo cuore per piangere… Chi mi sa dire il perché?”

Lucius Malfoy fece tre passi avanti

“Perché noi siamo la razza perfetta. Siamo dei Purosangue. Le nostre famiglie sono da generazioni le più pure che esistano. E gente come noi, che vuole il potere assoluto, non può permettersi un cuore.”

“Perfetto, Lucius! Come sempre sei stato chiaro e freddo, e questo ti si addice sicuramente, mio caro amico.” guardò gli altri “Nessuno…e niente, ci potrà mai cambiare da come siamo adesso.”
No, Voldemort non è Topo Gigio travestito e Lucius non è il Dracula di Van Helsing. Voi lettor chiedete troppo: volete dei personaggi cattivi coerenti con se stessi… non vi pare di esagerare? Voldemort non può essere sia un mago senza cuore che un padre protettivo? Come fate i difficili!
Il successivo litigio potrà sembrarvi stupido, ma in realtà non lo è.
Davvero.
Forse non potete arrivarci perché siete di mentalità ristretta… Cercherò di spiegarvelo:

“Porteremo avanti le nostre idee! Saldi sui nostri principi! E quando saremo troppo vecchi per mandare avanti la nostra causa, a farlo ci penseranno i nostri carissimi figli.”
Voldemort alzò il braccio verso Hangie, appoggiata al muro in disparte, che guardava con rabbia e disprezzo tutti.
“Scusa? Non ho seguito bene il discorso…”
Voldemort si avvicinò a sua figlia scotendo il capo.
“Eh…beata gioventù! Un giorno di questi mi farai saltare i nervi, Angeli…”
La ragazza si staccò dal muro e strinse i pugni.
“Ti ho già detto più di una volta di non chiamarmi così. Non ne hai il diritto, chiaro?”
Il sorriso di Voldemort si spense.
“Non osare mai più parlarmi con questo tono, chiaro? Sai che non mi piace affatto trattarti male…Hangie. Tu sei la mia unica figlia. Voglio soltanto il tuo bene. Mi dispiace sgridarti.

(…)

“AH, E’ COSI’?! VORRESTI FARMI CREDERE CHE TI E’ DISPIACIUTO ANCHE UCCIDERE LA MAMMA!? Ti è dispiaciuto togliermi il suo affetto…le sue risate…i suoi abbracci…le sue parole dolci….” gli occhi divennero lucidi e sentì il cuore stringersi “Non sei altro che uno schifoso ipocrita.”
Lo stesso scatto d’ira prese anche lui, che alzato il braccio le tirò uno schiaffone.
“NON ALZARE MAI PIU’ LA VOCE CON ME, SIGNORINA! E NON OSARE PIU’ NOMINARE QUELLA PUTTANA DI TUA MADRE, CHIARO?!?”

(…)

“Ti avverto: non farmi perdere la pazienza. E non pensare di poter fare e dire quello che ti pare.” mise via la bacchetta “Come punizione, d’ora in avanti vedrai i tuoi nonni soltanto una volta alla settimana [terribile…]. E non si discute. Non hai potere contro di me, signorina.”

 (…) 

Draco non aveva potuto fare niente: suo padre teneva un braccio davanti a lui.[Draco vigliacco: un barlume di IC!]

Sì, sembra senza senso, ma pensateci: non serve forse all’autrice un pretesto per farli litigare? Per far arrabbiare Voldemort con sua figlia e Lucius con Draco?
Non sarebbe troppo tempo per imbastire una trama?
Bene, e allora questa è la soluzione: un litigio senza né capo né coda, quattro persone che si infuriano e pungolano per il puro gusto di farlo! Non è geniale?

Draco litiga con suo padre. Angelica piange guardando l’album di fotografie con le foto di sua madre, regalo di compleanno dei nonni. Infine scappano, ma vengono catturati da Voldemort e Lucius.
“Vedete, ragazzi…quello che noi ora faremo, è di…cancellare la vostra memoria. Dopodiché, manderemo indietro il tempo. Facendovi ripartire dagli undici anni. E il passato che avrete…nelle vostre menti…come nel vostro cuore…sarà ciò che noi vi creeremo. Tutto chiaro?”

(…)

“Non potete farlo! Questo è…contro ogni morale d’umanità! Nemmeno voi potete essere così spietati…soprattutto con voi, i vostri figli!”
Lucius la guardò con un falso sorriso.
“Giusto… Ma sai cosa ti dico, Hangie? Che noi ce ne sbattiamo altamente di cosa ne pensate voi. Lo faremo senza rimorsi!”

(…)

“Ti amerò per sempre, Angelica Riddle. Il mio cuore sarà sempre tuo. Te lo giuro, amore mio.”
“E io amerò per sempre te, Draco Malfoy. Lo giuro. Avrai sempre il mio cuore, amore..”

Tom si fermò d’improvviso.
Il suo cuore cominciò a pulsare terribilmente…a battere addirittura!..e a diventare stranamente caldo…perché ricordi felici riaffiorarono nella sua mente, veloci come una tempesta…

Lui e Macy, in mezzo al giardino di casa di lei, che si giuravano amore eterno…
Le stesse parole…gli stessi identici gesti… Io e Macy eravamo come loro…innamorati, felici. Dove siamo finiti, poi?

E poi…

…il buio.

Senza dubbio, questa storia è un capolavoro, non trovate?
A presto con la seconda parte della recensione.

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I can’t get no… Satisfaction

Signori e signore, quest’oggi m’appresto a recensire con una certa trepidazione la fan fiction di un’autrice che ha già avuto l’onore di passare sulle pagine di questo blog.

La sua più recente pubblicazione su EFP sarà quella su cui poserò i miei affilati dentini.

Lo so che portano brutte malattie ma che devo farci? Azkaban non è Hogwarts e non si mangia altrettanto bene; ci si arrangia come si può. Scarafaggi, topi di passaggio e, appunto, fyccine.

Il “lauto pasto” di questa sera è Satisfaction di Noriko Dei Bey, autrice che avrebbe ottime possibilità come sceneggiatrice di “Fantasies” o “Hotel Erotica”… Vediamo perché.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=282369.

 

Siccome Noriko è della vecchia scuola, mette un bell’annuncio all’inizio della sua storia e ci fa sapere che ci saranno “scene di sesso che non hanno ne capo ne coda” (né accenti, noto), che lei ha una sua personalissima visione di Lucius Malfoy e che è una quasi Self-insertion, dato che il suo alter ego è Priscilla Burns (ovviamente gli intenditori già sanno di chi stiamo parlando). Insomma, cose che uno potrebbe tranquillamente evincere dalla presentazione della fan fiction, se fossero state segnalate (di “warning: OOC”non vedo traccia).

Ci consiglia di leggere la storia ascoltando un paio di brani, di cui vi passo i link (se state leggendo di notte o avete gente attorno vi consiglio di mettere le cuffie e tenere il volume basso) perché l’atmosfera di una storia va mantenuta integra:

http://www.youtube.com/watch?v=bMOBr49WdHQ

http://www.youtube.com/watch?v=r838pJCS2o0

Beh… Diciamo che, qualche volta l’atmosfera va mantenuta integra. Altre volte il silenzio è meglio.

rCapitolo Unico: (la “r” è, probabilmente, a scopo decorativo. Carina comunque.)

Il maschio Alfa di casa Malfoy -uomo di indubbia integrità morale, idealista e per nulla doppiogiochista (si nota l’ironia, vero?)- è fuggito da Azkaban, e se ne vergogna profondamente: il grande Lucius Malfoy costretto a strisciare in “cunicoli pieni di topo” (uno solo, probabilmente esploso nelle gallerie? Che schifo!).

Apro una piccola parentesi: come ospite di Azkaban posso confermarvi la presenza di numerosi tunnel, che vengono usati da noi ospiti per visitare le celle dei vicini all’ora del tea, per risparmiarci la poco romantica burocrazia delle visite coniugali tra detenuti e per dare ottimi spunti ai romanzieri (parlo di Dumas, non di Noriko). Nelle evasioni di massa, invece, non li utilizziamo: Voldemort ha preparato dei simpatici spettacoli pirotecnici –culminanti con l’apparizione del Marchio nel cielo- e s’intristirebbe troppo se dovessimo fuggire in maniera tanto discreta.

Il buon vecchio Malfoy, probabilmente ripulitosi dalle frattaglie di topo, non può presentarsi al suo Signore Oscuro: questi, infatti, lo ammazzerebbe per via della Profezia perduta; quindi, per non “strisciare verso la fazione opposta o dai suoi vecchi compagni d’arme”, corre da Severus Piton.

La stessa logica ferrea per cui, se non volessi ingrassare col mascarpone o peggiorare la mia insonnia col caffè, mangiassi Tiramisù.

Severus gli organizza un incontro con Silente (lo so, suona malissimo detto così!) il quale, dopo aver appreso che Malfoy Senior non ha alcuna intenzione di passare dalla sua parte e conferma le sue idee razziste, riesce a strappargli la promessa che, nel momento del bisogno, aiuterà la fazione opposta a Voldemort.

C’è da dire che, almeno, Lucius è coerente nell’incoerenza del suo pensiero.

Silente aiuta quindi Malfoy a lasciare l’Inghilterra e ad iniziare daccapo in “un continente barbaro e arretrato a vivere….rabbrividiva ancora al pensiero….da babbano”.

Il grande Lucius Malfoy (che ha una considerazione abbastanza alta di sé: è la seconda volta che si riferisce a se stesso come “grande”), è disgustato all’idea di vivere con quella feccia, ma tutti nel mondo magico sanno che faccia ha (ancora, trovo che questo Lucius Malfoy si sopravvaluti un pochino) ed il mondo babbano è l’unica soluzione:

“Lo avevano spedito in una città senza Dio.” E Lucius, che evidentemente è molto religioso, ne soffre. “New York che gli avevano detto , che la gente comune la chiamavano la grande mela. ”  …Eh?

Lucius prende un aereo (anzi, Aereo, che bisogna portargli rispetto!), ormai rassegnato al suo destino.

Ma siccome lui era , è e sarà sempre Lucius Malfoy ….” (aridaje! Ma un giretto dallo psicologo no?) “prima di imbarcarsi in quell’incubo aveva fatto una ricerca approfondita sulle abitudini della gente “anormale” che non conosceva la magia”  (Su Google? Dov’è che i maghi possono trovare informazioni approfondite sulla vita dei babbani? E soprattutto, serve essere Lucius Malfoy per saper fare una ricerca? ) “La cosa che lo aveva più sconvolto a parte l’intera e surreale situazione , erano i mezzi di strasporto” (sì, il Nottetempo è mooolto meglio!)  “e il fatto che la maggior parte delle persone si preparava da mangiare da soli oltre che farsi le pulizie.“ (Cosa che, per altro, fanno anche molti maghi. I Malfoy magari no, ma non mi sembra che cucinare sia una pratica così inusuale, almeno per Molly Weasley).

Ma qua c’è il pezzo forte:

“Inconcepibile. Aveva trovato anche una nota che parlava di certi Filippini che facevano tali lavori , ma non aveva capito se erano la versione degli elfi domestici babbana….si sarebbe ripromesso di scoprirlo”

Cioè… ARGH. Non riesco a capire se sia un commento ingenuamente razzista, un tentativo di risultare simpatica dell’autrice (in tal caso è fallito miseramente Noriko, mi spiace) o una provocazione per denunciare lo sfruttamento da parte dei paesi più ricchi di quelle popolazioni che, meno fortunate, si trovano a dover emigrare per sopravvivere, accontentandosi di lavori umili.

In ogni caso non sapevo che i filippini, in America, facessero solo i domestici come a casa Bisio.

Arrivato in America, Lucius si trasferisce in un bell’appartamento vicino ad un parco (scelto per lui da Silente) passando i primi tempi “elegantemente terrorizzato da quello che lo circondava, in fin dei conti era sempre un Lord.” Toh, si scoprono sempre cose nuove: oggi abbiamo appreso che si può essere terrorizzati in maniera elegante e che Lucius Malfoy è un Lord.

“Aveva preso l’abitudine di fare una passeggiata pomeridiana , in quel parco che c’era fuori casa…la prima volta era stato un sciok , soprattutto olfattivo , era passato vicino a un’aiuola che esponeva un singolare cartello e l’odore penetrante lo aveva colpito. Mentre cercava di riprendersi aveva capito da cosa era dovuto, quei babbani incivili e puzzolenti portavano lì i loro cani per poi farli evacuare…senza fare evanescere niente.”

Non so se sia voluto o meno, ma a me questa scena ricorda “Kate and Leopold”.

Due mesi dopo il signor (Lord!) Malfoy prende coraggio ed esce la sera, dato che “era stufo di stare in casa anche la sera a vedere quel trabiccolo quadrato che trasmetteva solo porcherie…”

Ma come, Silente gli arreda l’appartamento e nemmeno un televisore decente gli prende, ma un “trabiccolo”?

“Ci aveva messo un po’ a scegliere come vestirsi , aveva visto un documentario sulla CNN che si intitolava “Notti Brave a NY”  sulle ultime tendenze e sui locali più in voga.” Sicuri che fosse un documentario CNN e non un servizio di Lucignolo?

Siccome Silente gli ha fatto riavere i suoi fondi in conio babbano (lasciando Narcissa e Draco al verde, suppongo), Lucius decide di svestire i panni dell’“Uomo di Mezza età dichiarasi.” In favore di quelli da uomo in crisi di mezza età dichiarasi: “Era tornato con un bel paio di pantaloni di pelle nera molto attillati e una camicia anch’essa nera.”

Intendiamoci, io non ho nulla contro la pelle nera. Nulla contro i pantaloni di pelle nera che, su determinati sederi, fanno la loro porchissima figura (sì, ho visto di recente il Robin Hood della BBC, si nota?).

Però facciamo il punto:

Pantaloni neri. Camicia nera. Lunga chioma bionda… È Claudiano!

“Mentre gli provava aveva pensato che fossero un azzardo , ma una breve e veloce occhiata alla commessa gli aveva confermato che anche alla sua età si difendeva molto bene e che riempiva bene tutto il pantalone. ”

Interessante l’anatomia dei maghi, che ad una certa età incominciano a… Restringersi in determinate parti. Chissà Voldemort, Silente e Flamel!

Ma saltiamo alla descrizione del locale: un luogo con musica infernale (se è quella dei due link non posso che trovarmi d’accordo), scarsamente illuminato per garantire agli avventori l’anonimato, tavolini e neon.

… Ma voi ce lo immaginate Lucius Malfoy lì dentro?

No?

Idem: continuo a sostenere la teoria di Claudiano.

“Cameriere in “divise” succinte che non lasciavano molta libertà alla fantasia maschile, si muovevano come fantasmi sorridenti intorno alla gente , cariche coi loro vassoi con sopra ogni bevanda alcolica che si potesse immaginare.”

 Ma è una discoteca o un locale per scambisti?

Insomma, l’ambiente malsano e decisamente di cattivo gusto e la musica assordante impressionano favorevolmente Lucius che, mentre incede elegantemente nella sala, viene seguito dagli sguardi della gente.

“Più d’uno aveva indugiato sui suoi pantaloni , la commessa aveva visto giusto , ma questo modestie a parte , lo sapeva già , riempiva eccellentemente quei pantaloni.”

No fijo mio, non te guardano per quello. Si chiedono da che borgata tu provenga, gran pezzo di un coatto.

Il nostro borgataro chiede un drink e, nel dubbio, al barista “aveva detto che non era importante cosa gli desse , l’importante era che fosse  estremamente alcolico , non voleva fare la figura dello zotico che non conosce i nomi dei drink.”

Certo, la tecnica “dammi qualsiasi cosa di estremamente alcolico” non fa sembrare assolutamente uno “niubbo”: immagino il barista che, con aria accondiscendente, versa qualcosa di molto forte a Lucius, pronosticando entro quanti secondi il nostro biondo tamarro entrerà in coma etilico.

Lucius passa un paio d’ore a negarsi ad esponenti di ogni sesso, poi però qualcosa lo colpisce (e purtroppo per noi, non è né la sbronza né un grosso buttafuori tatuato): “Era stata un’immagine fuggevole e scintillante di biondo e fucsia.”

Toh, Barbie!

La pista da ballo, tra carne sudata e scomposta e faretti che la illuminano a tratti, ricorda incredibilmente le scene iniziali di Devilman.

… Mi chiedo dove sia Ryo, quando serve qualcuno che sfregi gente a bottigliate ed invochi demoni per fare piazza pulita.

Purtroppo l’unico biondo della situazione è Lucius che, lungi dal fare una strage, si concentra sulla … La nostra protagonista:

Era una ragazza , carne fresca si ritrovò a pensare , strizzata in un completino minimale fatto da una fascia che copriva appena i fianchi e un top.

Capì subito da dove era arrivato lo scintillio fucsia , dai suoi sedicenti vestiti che erano paiettatti oltre che di quel colore. La cascata bionda invece apparteneva ai suoi capelli ricci e lunghi fino alle spalle.

Si muoveva in maniera sinuosa , rendendo eleganti quei gesti sincopati e la musica stessa.

Non so a voi, ma a me questo sembra sempre più uno di quei film italiani anni novanta in cui il bavoso quarantenne in crisi di mezza età viene attratto dalla mign.. Ehm, sgualdrina di turno.

Vi risparmio il momento in cui Malfoy rimane abbagliato da cotanta cafonaggine. Vi risparmio le membra completamente esposte. Non vi risparmio il tatuaggio, perché l’associazione d’idee è favolosa:

“C’era un tatuaggio sulla sua schiena un drago….Malfoy lo prese come un segno del destino.”

Sì, ignobile coglione in forma di GoS: è un segno del destino che vuol dire “pensa a quelle povere anime di tua moglie e tuo figlio, emerita testa di cazzo fedifraga e tamarra”.

No, davvero, per quale malato feticismo un tatuaggio con la forma dell’animale da cui prende il nome tuo figlio dovrebbe essere un incentivo a scoparti una che, tra l’altro, pare pure avere l’età del pargolo?

Ma le coincidenze non finiscono qui!

La nostra tamarra ha infatti un braccialetto con dei teschietti: Lucius trova quindi dei rimandi al Marchio Nero sul suo braccio:

si ritrovò a pensare a quando la commessa del pomeriggi lo aveva visto e non aveva detto niente trovandolo probabilmente un capriccio di gioventù. Lì nessuno sapeva cosa volesse dire.

1)      È una babbana, quindi il Marchio Nero non saprebbe cosa sia nemmeno foste in Inghilterra.

2)      Da quando le commesse sono pagate per esprimere opinioni sui tatuaggi dei clienti?

3)      In tutta l’America magica, probabilmente, si saprà cosa sia il Marchio:  l’ombra di Voldemort è ancora lontana, ma comunque se un mago legge la gazzetta del profeta o giornali simili una qualche idea su come sia il tatuaggio dei Mangiamorte potrebbe comunque essersela fatta.

La sua attenzione venne risucchiata dalla ragazza , adesso la musica era cambiata si era fatta più , sexy e lei le era andata dietro aprendo le gambe e abbassandosi per la gioia di chi la stava fissando in un contorcersi di fianchi che lo fece trattenere il fiato.

A parte gli errori (“lo fece trattenere il fiato” è il mio preferito), credo che la nostra autrice si sia dimenticata qualcosa: il palo.

Davvero, sono sicura che Priscilla in questa fan fiction sia una lap dancer: la scena acquisirebbe più senso se la visuale fosse dal basso… Pensateci e ne converrete con me, perchè così sembra solo una che sta per fare la pipì nel bosco.

Su quei trampoli rosa metallizzati fatti si lacci che le arrivavano fin sotto le ginocchia , le sue gambe perfette sembravano ancora più lunghe.

Non era ancora riuscito a vederla in faccia , fin quando le sue preghiere silenziose erano state esaudite mostrandogli un petto prosperoso sodo e florido.

Non riesce a vederla in faccia finché… Non le guarda le tette. Una volta si diceva “avere la faccia come il culo”, ma pare dovremo aggiornarci.

Si ritrovò a fantasticare di avvolgere con le sue mani quel corpo perfetto e morbido , si immaginò di poter mordere la sua spalla e di divorarla in un crescendo di passione.

Ah, allora la scena della discoteca non era un caso: è veramente un crossover con Devilman… E ci vedo anche una punta di Wicked City.

Lucius fa quello che noi, donne navigate  del web (sì, anche tu Skeight!), presagivamo dall’inizio di questa patetica storia:si alza e va a ballare con lei.

Lui la circonda con un braccio e Priscilla, invece di tirargli un bel calcio nei testicoli (cosa che ogni donna sana di mente farebbe se un tizio sopra i quarant’anni vestito come un biker sfigato le mettesse le mani addosso) reagisce in maniera ben differente: sempre per parafrasare la Marchesini “la porcona ci sta”.

A questo punto consiglio a tutti i lettori di fare una cosa: sostituite automaticamente tutti i “Lucius” con “Lando” ed i “Priscilla” con Edvi… No, meglio di no o dalla regia mi ammazzano. Facciamo Pamela.

Si fermò solo un breve momento poi gli sorrise  e riprese a ballare con lui calamitandolo in quel ritmo che non conosceva e serrandolo nella sua morsa attraverso gli occhi che non lo lasciavano mai.

Aveva spostato solo per un breve momento i suoi occhi verso quelle labbra piene e non era riuscito a trattenersi dal baciarle , lei glielo aveva lasciato fare , sapeva di alcol ma era dolce…probabilmente qualche diavoleria alla frutta tanto in voga tra i giovani.

Mi piace come Noriko ci faccia sempre presente che Lucius è un vecchio e Priscilla una zoccola.

La ragazza sapeva baciare , si muoveva attorno a lui stuzzicandolo , sapeva cos’erano gli uomini , di questo Lucius non aveva dubbi.

Eh, lei di cetriolini sott’aceto ne ha provati tanti!

Una sua gamba era insinuata tra le sue e lei ci ballava sopra movendosi , strusciandosi facendo sfiorare i loro bacini. Il suo petto era strizzato contro il torace di Lucius che ne poteva approvare tutta la sua morbidezza. Le braccia lo circondavano seguendo i ritmi dettate dalle note , ogni tanto le mani di lei si posavano sulla sua ampia schiena per sgraffiarlo attraverso la stoffa e lui saggiava a piene mani la sua stupendosi per quanto fosse morbida .

E ancora non si sono detti “Ciao”.

Tirando lievemente i suoi capelli le fece alzare il capo e la guardò intensamente , con uno sguardo selvaggio che le facesse capire che arrivati a qual punto non poteva tirarsi indietro da lui.

Come prego? Questo vuol dire che, se per qualche strana congiunzione astrale finisco in una discoteca e mi metto a ballare con uno (se vogliamo definirlo “ballare”) devo finirci a letto insieme perché ormai ha le mutande che gli stanno strette?

Lei non sembrava impressionata ma invece gli prese la mano che le teneva il collo e se la portò verso la bocca facendo magie col suo dito e le sue labbra , guardandolo dritto negli occhi.

Lando, Pamela, se dovete scopare ora abbiate almeno la decenza di farlo in bagno!

Fortunatamente Lando decide di trascinare la ragazza al suo appartamento, e danno il via alle danze.

Fino adesso avevano giocato al buio , in quell’atmosfera fumosa del locale nessuno dei due si era riuscito bene a guardare in faccia. Lei sotto i riflettori nella semi oscurità era sembrata una fata.

Ed invece era un cesso?

Lui la precedette dentro l’appartamento , accese le luci e si girò trattenendo leggermente il respiro sperando che non avesse fatto una sciocchezza , invece nel momento esatto in cui posò gli occhi su di lei capì subito di non aver fatto un errore che quella che gli era sembrata una fata ora era una visione.

Lando, che ti han messo nel cocktail? Perché nessuno, a meno che non sia disperato o sbronzo, si porterebbe a casa una ragazza senza nemmeno controllare prima che non sia un roito.

Incorniciata dallo stipite della porta , strizzata in quegli scampoli di stoffa luccicanti e arrampicata su quei trampoli infiniti , stava una ragazza bellissima e giovane, una visione.

Noriko ha una passione per gli stipiti delle porte: due volte su tre, prima di una scena erotica, una sua protagonista è descritta in tale posizione.

Perfetta , ecco cosa aveva visto Lucius la perfezione di un angelo rinchiuso in un vestito da prostituta. Un mix intossicante.

Ve l’ho detto che lui è un vecchio e lei una zoccola! Lo dice anche l’autrice! L’angelo vestito da prostituta è uscito da Angel Sanctuary…

Priscilla zompa addosso a Lucius e…

Le sue mani presero a sbottonargli la camicia facendovi seguire una scia di baci umidi e piccoli morsi….sembrava che lo stesse divorando. I capelli di lei lo accarezzavano lungo i lati del torace man mano che la sua pelle veniva scoperta e vezzeggiata dalle labbra. Quando fece il cenno di volersi togliere la camicia lei lo guardò intensamente e scosse la testa in senso negativo , che fosse una piccola perversione della ragazza quello di fargli tenere la camicia? Glielo concesse in fin dei coni stava facendo meraviglie con la lingua al suo ombelico.

Da quando lasciare la camicia addosso ad un uomo durante il sesso è una perversione? Perfino come feticismo è insignificante! Poteva tirar fuori uno scudiscio (decidete voi da dove!) ed iniziare a darglielo sulle reni, poteva farsi leccare i lacci ed i tacchi dei sandali alla schiava, poteva farsi insultare, poteva farsi sculacciare con una spazzola o infilargli dello zenzero in qualche orifizio… No. La sua perversione è quella di lasciargli la camicia addosso. Vaaaabbé!.

La sua scia di baci si avvicinò verso la cintura che ancora racchiudeva la sua erezione (che strana cintura! Sarà una cintura con astuccio penico annesso?) , le mani abili la slacciarono in un batter d’occhio seguiti dal suono inconfondibile della zip (il suono della zip segue le mani… O segue la scia di baci? In ogni caso non c’è concordanza tra soggetto e verbo)

Calda , avvolgente , elettrizzante , soddisfacente , (è la pubblicità di una nuova aspirapolvere?)  si muoveva con abilità per tutta la sua lunghezza regalandogli sensazioni meravigliose (è un pompino… regalare sensazioni meravigliose è il suo scopo, non ci vedo nulla di speciale). Succhiandolo , leccandolo in un turbinio si rumori umidi e sospiri (ammettiamolo, Noriko ha una sua poesia nelle scene di sesso. Dove? Niuno lo sape, ma se dice!)

Spostò la mano verso i capelli che le nascondevano il viso , per farla alzare e attirarla in un bacio esigente , sentiva la propria essenza sulle sue labbra e questo gli fece perdere il controllo.

Lucius sente la propria essenza sulle labbra di lei, e non è ancora venuto…MA CHE SCHIFO, LAVATI!

La capovolse con un unico movimento , per schiacciarla sotto di se. (The Wrestler)

Il bisogno di sentire quel corpo caldo e morbido schiacciato sotto il suo era irresistibile  (attenzione bambini, non fatelo a casa: il breath control può essere pericoloso!)

La baciò sul collo sentendone i respiri bruciargli la pelle , assaporandola mentre la liberava dagli scampoli di stoffa che lei credeva fossero vestiti.

Scampolo: Piccolo taglio di tessuto che avanza da una pezza.

Normalmente, a parte per poche eccezioni, gli scampoli che si trovano in giro sono alti 1.40×1.40, quindi Priscilla è ben coperta (con quel consumo di stoffa una taglia 44 alta 1.80 avrebbe comunque un abito fino al ginocchio).

Voleva sentire nella sua bocca ogni centimetro della sua pelle ora calda a causa della passione.

Non so a voi, ma io in questo momento sto immaginando un boa in parrucca bionda che ingoia una vacca (no, la scelta del bovino non è casuale).

Fece scivolare via la biancheria, poté constatare che era veramente bionda quando si posò a baciarla  lì in mezzo e poi più in basso allargandole le gambe con un lieve tocco della mano.

Farebbe veramente differenza, ora, sapere che si tinge i capelli? Quanto è trash ed inutile questa precisazione in questo momento della storia?

Girò la testa verso la piega della gamba e continuò la sua esplorazione scendendo fino alla caviglia e su quel rilievo accanto al collo del piede.

Rilievo che si chiama malleolo; ce ne sono due per caviglia: mediale e laterale.

Sinuosa anche nel suo essere scomposta (inquietante: sembra l’abbiano smembrata!) a causa della passione, con le braccia abbandonate vicino alla testa reclinata (poverina, prima le strappano gli arti e poi li abbandonano come cani in autostrada!)  , circondata dai ricci scomposti (anche i ricci? Un sinonimo faceva brutto?) con gli occhi chiusi e le labbra aperte che lasciavano uscire i suoi gemiti (e ci credo! Se è ancora viva chissà che dolore!).

Mentre stava risalendo verso di lei , aprì gli occhi , verdi , non l’aveva notato prima.

Per forza, quando cercava di guardarla in faccia il suo sguardo veniva calamitato dalle tette!

Lucius la voleva vedere , voleva imprimersi quel copro che si adattava intorno al lui come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Sì beh, sono della stessa specie a quanto ne so… Sarebbe strano se il corpo di Priscilla si adattasse a quello di un elefante (forse).

Lucius inverte le posizioni e Priscilla gli “sgraffia” il torace. Non è un verbo meraviglioso?

E poi cominciò a sentirlo , l’orgasmo che cresceva in sincrono col suo , i sospiri che acceleravano i gemiti che si facevano più frequenti i movimenti che diventavano più frenetici , lui che si spingeva di più in lei per darle di più , per ricevere di più.

Amo la punteggiatura di questo periodo: pare che i sospiri accelerino i gemiti, i quali si facevano (più frequenti) i movimenti. La sincronia degli orgasmi è tanto tenera, così come la mancanza del complemento oggetto nell’ultima frase (presuppongo fosse “piacere”) che rende la situazione fortemente ambigua.

Eccola lì quell’energia che si spingeva fuori da lui tirandogli via il respiro , per riversarsi in lei in un crescendo di gemiti e membra scomposte.

Lo sperma non si chiamava sperma? Perché chiamarlo energia, se si chiama sperma? Forza, non è una parolaccia: sperma. S P E R M A. Non molto poetico, lo riconosco, ma allora perché scrivere una frase del genere?

A meno che l’energia di cui si parla non sia un modo meno crudo per dire “orgasmo” (giustificherebbe gemiti e respiro spezzato), ma… Un orgasmo si riversa da persona a persona? WTF?

Lucius (inesperto di rapporti occasionali) si addormenta con al fianco la sconosciuta (alla quale ancora non ha manco detto “ciao!”); nel mondo reale si sveglierebbe legato al letto e con l’appartamento svaligiato. Invece, essendo a ficcyland, assistiamo ad una scena surreale.

Diede una breve occhiata all’orologio era ancora presto , le sei del mattino. Con un elegante sforzo si mise a sedere nel letto aspettando che le sconosciuta uscisse dal bagno.

Dopo l’elegante terrore, eccoci l’elegante sforzo. Immagino che Lucius faccia anche pipì in modo elegante.

Lucius decise che era venuto il momento di chiederle almeno il nome , gli sembrava una cortesia , dopo la notte passata insieme.

Ah, le chiede il nome perché è cortese. Suppongo che in un qualche manuale di galateo vi sia un’indicazione sul chiedere il nome ad una donna dopo essersela portata a letto. Non dopo il pompino eh, dopo essersela portata a letto.

Lei si smise di allacciarsi la gonna e si girò , lo guardò per un lungo istante come se stesse decidendo qualcosa di vitale , assottigliò gli occhi e quella luce strana che glia aveva visto la prima volta quella sera riapparve. Increspò le labbra leggermente e appoggiò le mani sul letto gattonando verso di lui.

Sembra che stia per accadere qualcosa di importante, vero?

Gli si mise seduta in grembo a gambe larghe , lui non aveva smesso di fissarla affascinato.

La suspense non vi sta uccidendo?

Si sporse per mordergli il labbro e gli posò le mani sulle spalle , facendo scivolare via la camicia che ancora indossava.

Ah, la camicia!

Si volse a guardare il tatuaggio che aveva sull’avambraccio.

Suspense, suspense!

Si chinò a baciarlo.

E…?

Era comprensione quella che aveva visto nei suoi occhi? Non poteva essere lei era una babbana . Non poteva conoscere il simbolo dei Mangiamorte.

Io fossi in Lucius mi preoccuperei più del fatto di essere andato a letto con una babbana…

Una stretta gelida colpì allo stomaco Lucius.

Ancora suspense!

Lei alzò ancora le labbra su di lui , baciandolo  , insinuandovi la lingua , accarezzandolo e succhiandogli il labbro superiore , poi si spostò verso l’orecchio lasciandogli un breve scia di baci sulla barba mattutina fin quando si avvicinò al suo orecchio sussurrandogli – Io so chi sei Lucius Malfoy –

TADADAAAN!

Bel colpo di scena, non è vero?

No.

Vi risparmio altre righe in cui Lucius suda freddo e lei si riveste con calma.

Con tranquillità la sconosciuta si allacciò il primo sandalo , tutti quei lacci erano un’agonia per Lucius , vedeva che lei stava andando lenta apposta per creare l’atmosfera giusta per dirgli chi era.

ZZZzzzzzzzzZZzzzzzZZZzzzzzzzzzzzzz…

E poi accadde , tirò su l’atra gamba e vide una scritta apparire mentre allacciava il secondo sandalo.

Gryffindor

Era celato sotto un incantesimo di disillusione.

… Mi farò tatuare “Sezione G, L.A. Maffeo Olivieri” sul polpaccio: non trovate sia una cosa incredibilmente fine?

Priscilla se la ride, dice il suo nome a Lucius e se ne va ancheggiando.

Sapeva chi era quella piccola intrigante , ma non l’aveva mia vista. Era dello stesso anno di suo figlio.

Come avevo intuito. Non ti senti un filino un vecchio pervertito?

Sorrise dopo essersi ripreso dalla notizia , prima di andare lei gli aveva detto “tranquillo”.

Ah beh, allora…

Scosse la testa .

Non poteva aggiungere altro.

… Nemmeno io.

Va pensiero…

Piripiccoli miei,

questa notte Harry, in un turbinante monoblocco, tornerà indietro nel tempo e riscriverà la storia.

Male.

Ma tanto male eh!

 

se fosse andato in modo diverso di sharingan93

Chi sia andato non lo so, comunque il link è http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=303272&i=1

 

(pensiero di BellaLestrange) Dopo un anno dalla sconfitta di Voldy Harry segamentalizza sui morti della saga (ma solo quelli dell’ultimo libro, gli altri si attacchino!) ha mollato Ginny e si chiede se le cose non sarebbero andate diversamente se lui non fosse nato e se Voldemort non fosse impazzito (Voldemort, faccenda di Harry a parte, mi è parso sempre molto lucido in realtà!) finchè “?” (Sarà una delle magie non ancora assimilate in Final Fantasy?) non gli da la possibilità di tornare indietro nel tempo facendo credere a tutti di essere morto fino alla riuscita della sua impresa (ma come, li illudi così e poi gli dai questa brutta sorpresa?) ovvero salvare tutti dalla sua furia (cavallo del west, come Bad Horse?) viene quindi scagliato a migliaia di chilometri ha una velocità pazzesca (la velocità pazzesca è proprietà di Harry. Ho immaginato il protagonista con gli organi interni frullati dalla velocità.) ma nel frattempo continua a chiacchierare con ? che gli spiega che lui è stato scelto perché ha raggiunto una consapevolezza della vita e sa cosa vuol dire essere morti (no, niente “me cojoni”… Lo diciamo tutti insieme alla fine) poi ? chiude gli occhi e si ritrova a casa dei suoi 17 anni prima  ( sì, lo so che è Harry a chiudere gli occhi eccetera ma, se l’autrice non specifica, io sono autorizzata a pensare che a compiere le azioni sia il personaggio che per ultimo ha parlato.) vede quindi un uomo simile a lui ma con gli occhi differenti (come la sua banca?) che sembrano morti (gli occhi; il resto invece ha un po’ di influenza ma se la caverà con un’aspirina e tanto riposo.) quindi harry mormora har-rivitis (sì, so anche che “har” sta per Harry e che è il modo dell’autrice di indicare chi parla ma, forse, si potrebbe articolare meglio la frase e non mettere un pezzo del nome del soggetto ogni volta, no?) quindi James resuscita ma rimane incosciente poi Harry sente Lily urlare “ non te lo darò mai vol” (“vol” sta per Voldemort ed è un’indicazione ma, al solito, non si capisce. Detto così tra l’altro sembra che Lily non voglia dare Voldemort a qualcun’altro) e Voldemort dice allora muori (tié!) Harry si smaterializza e fa una har-practeo (come sopra) deviando l’incantesimo su un’altra persona cioè il se stesso di un anno (zitto tu, nonno di te stesso!) Lily vede il figlio morto, poi una luce accecante e jam (“Toe Jam” è una canzone veramente carina in effetti! O parliamo di Space Jam? O dei Pearl Jam?) che vedendo il figlio morto decide di chiamare Silente che dopo aver parlato con Lily e Jamens (chi è costui? James che, già che c’era, nel mondo dei morti ha deciso di cambiarsi nome?) Silente esce dalla casa profondamente addolorato perché aveva visto suo nipote Harry morto (è un omonimo, vero? È il fratello di Ifigenia?) l’Harry del futuro si palesa a Silente e questi nota che è simile a suo figlio james (ODDIO L’HA SCRITTO SUL SERIO!) ma notando gli occhi capisce che è un altro (in questa versione assurda James è figlio di Silen te e questi non sa riconoscerlo? Bel padre dimmerda… Tra l’altro, ora che ci penso, chi sarà la fortunata? Grindelwald Mpreg?) Harry saluta il nonno che gli chiede perché è vivo (ce lo chiediamo tutti, in effetti!) ed Harry gli spiega tutti gli avvenimenti del futuro (GRANDE GIOVE!) e del trip mentale che si sta facendo per riparare tutto tranne come attaccava negli anni (non l’ho capita…) poiché gli è permesso portare a conoscenza solo qualche persona e lui gli è sembrato il più adatto (fumato com’è, non ne dubito!) e gli dice di proteggerli veramente questa volta (grazie per la fiducia eh!) Piton compreso (mi pare il minimo!) e alla domanda di Silente su che fine abbia fatto Voldemort (no, non Piton, anche se, non essendo specificato, la frase è interpretabile…) ed Harry gli spiega che ora è diventato un (apostrofo, dove sei?) essenza spiritica (sì, poi facciamo il coretto di “me cojoni”, non preoccupatevi!) Sil-va bene stai attento Har-non ti preoccupare ne ho passate tantesì, voglio il coro di “me cojoini” e col contrappunto!) FINE (fine pensiero).

 

Bel casino leggere questa recensione, vero? La fanfiction è scritta nello stesso modo.

Ed ora, come promesso, il coro (col contrappunto).

 

Me cojoni!         
  
             

      

"The enemy of the “Happy End” must be destroyed! Canon must be exterminated!

Buonasera miei adorati Dalek dal lucente carro armato.

Ho appena finito la manicure e, con le mie unghiette lunghe lunghe e ben affilate, mi appresto a recensire quella che, per ora, è l’unica fanfiction a tema Doctor Who presente al Tempio.

 

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=265748&i=1

 

Un paio di precisazioni: la storia in questione, a detta di Lilylovesbones (colei che l’ha inserita sul “sito”), è una traduzione. Nonostante ciò il nome dell’autrice originale e l’archivio sulla quale è stata pubblicata in lingua inglese non compaiono da nessuna parte, quindi è impossibile per me giudicare se la fan fiction in questione fosse o meno così orrenda, se è la traduzione ad aver ammazzato la storia o altro.

“Giudicherò” il materiale che mi è pervenuto, per quanto esiguo sia.

 

Uno: la formattazione è inesistente e rende la fanfiction di difficile lettura.

B… No, due(e coglietemi la fine citazione!): vi sono errori di battitura decisamente grossolani, che perfino il malefico correttore di Word sistemerebbe in automatico.

Terzo (o C): la trama che va alla deriva (come il Titanic della puntata di natale che sto citando in questo momento) e l’OOC che dilaga, contagioso come malattie nella puntata “New Hearth”. Concentriamoci su questa.

 

Siamo nella stagione del duemilasei, a rigenerazione ultimata da poco. Rose ed il Dottore (il decimo, quello col musetto di Barty Crouch Jr. e la parlantina veloce veloce) hanno appena terminato una sanguinosa battaglia (a dispetto della BBC che lo vuole come programma per le famiglie).

Rose vorrebbe rimanere ad aiutare la povera gente che era rimasta sconbussolata dalla guerra (dalla guerra rimani solo scombussolato? Wow! Va bene programma per famiglie, ma qua stiamo esagerando!) e rimane senza parole quando il Dottore le fa capire che dovranno ripartire subito verso l’orizzonte e l’inf… No, scusate, quella è un’altra storia.

Dicevamo.

Rose è indignata, in quanto quello non era il suo Dottore, lui non era il vero Dottore. Il SUO Dottore avrebbe aiutato la povera gente.

Piccolo appunto per coloro tra i lettori che non seguono Doctor Who: il nono Dottore è quello famoso per l’appellativo “stupide scimmie” affibbiato agli esseri umani, per imprecare spesso e per non avere esattamente un carattere facile… In ogni caso, la puntata in cui il nono Dottore durante la seconda guerra mondiale delega al Dr. Constantine (un simpatico vecchietto non imparentato con John… Lo dico perché c’è chi ogni tanto si confonde!) il compito di spiegare ad un gruppo di londinesi  abbastanza sconvolti perché tutte le loro malattie son sparite e addirittura gli arti mancanti sono ricresciuti l’ho vista solo io, suppongo.

 

Rose dicevamo, è sull’orlo delle lacrime (e allora siamo in due!) perché non riesce a capire cosa sia successo all’uomo che ama (la posso capire: anche secondo me tutto questo OOC è immotivato! Cassandra avrà nuovamente preso possesso del suo corpo?).

Gli corse dietro e quasi finì dentro al Tardis (…) “Non fargli male, Rosey-Posey! Il Tardis è la mia casa, ricordi?”.

Qua mi sorgono dei dubbi: perché Rose dovrebbe far male al Tardis finendoci dentro (Capitain Jack Harkness, conosco quel sorrisetto e comprendo bene ciò che sta per asserire: eviti facili battute, per favore! E si ricordi che il Tardis è più grande all’interno!)? Ed anche in caso Rose si fosse semplicemente “sfracellata” contro la parete opposta alla porta (o ai comandi del Tardis, dato che sono in mezzo), quali danni potrebbe fare ad una macchina progettata per viaggiare nello spazio-tempo, abituata a schiantarsi un po’ ovunque contro cose ben più pesanti di una Tyler?

 

Rose, arrabbiata per il nomignolo (fino a due minuti prima era sconvolta per i poveri superstiti traumatizz… No, scusate, scombussolati dalla guerra, ma evidentemente “la donna è mobile, qual piuma al vento”), si siede a gambe incrociate, corrucciata. Questo evidentemente fa scattare il (famosissimo!) lato tenero del Dottore (il decimo… Quello risoluto, un po’ incazzoso in certe situazioni, che non si arrende fino all’ultimo e che, decisamente, sa benissimo come finirebbe una relazione con un essere umano): le sorride come un ebete e, dopo aver desistito dall’accendere il Tardis (che essendo vivo decisamente non si accende come un motorino!) sedendosi vicino a lei, le si dichiara.

 

 


 

Rincaro la dose: metto la citazione.

.
-C’è qualche cosa che credo dovresti sapere-iniziò lui. Guardò in basso, respiarando profondamente per molte volte-Stavo pensando, e dovrei dirtelo…non odiarmi per questo, ma…Io…Io ti amo-

Lui… Lui la ama, capite? Detto con questa enfasi, con quegli occhioni sbrilluccicosi che si possono notare tra le righe e con quel modo di rapportarsi alla vita un po’adolescenziale che ti fa pensare che, se ti dichiari a chi ami, questi senza dubbi ti odierà.

Insomma, come buttare al cesso quattro stagioni ed un personaggio complesso in tre righe. Non vedevo un OOC del genere dal tempo de “Lo stendardo verde e argento”.

 

Tra l’altro mi chiedo cosa diavolo c’entri il Dottore che si dichiara a Rose con Rose incazzata perché lui è cambiato e (secondo un’alquanto distorta visione del personaggio) la precedente incarnazione avrebbe aiutato della gente a superare i disastri causati da una guerra.

 

Il Dottore vide l’espressione sulla sua faccia e pensò immediatamente che lei stesse pensando " Che idiota!", ma quello che lei stava davvero pensando era " Ti amo anch’io!". Rose lo guardò e gli sorrise, ma il Dottore era troppo impegnato nell’aspettarsi il peggio per notare il suo sorriso smagliante.

 

Eh, volemossebbeneh!

Perché, perché, PERCHÉ il Dottore si comporta come una fanciullina alla sua prima cotta? Ha superato i novecento anni, le sue seghe mentali son ben altre (tra le quali “sono l’ultimo della mia razza”, “ho quasi finito le rigenerazioni” ed il sempiterno “lei può passare tutta la sua vita con me, ma io non posso fare altrettanto”) e sa benissimo che Rose non potrebbe mai ridere del suo amore: in primo luogo perché la conosce e non è così stronza ed in secondo luogo perché è palese che lei provi qualcosa per lui.

 

 

E come ultima cosa quattro, o D, o quel piccolo “iv” tra virgolette che si usa nelle note: il finale.

 I due si baciano e…

“Quando si separarono, il Dottore fece un sorriso sbeffardo a Rose, pianificando mentalmente il rsto della serata.”

Tralasciando il fatto che non ho mai, mai MAI visto il decimo dottore con un sorriso beffardo (anzi, m’inquieterei molto se lo facesse!), io NON VOGLIO SAPERE NULLA del resto della serata!

… Ops.

Tra impegni, progetti comuni e non comuni (in alcuni casi direi perfino peculiari!) e folle cazzeggio (di quello che da alla testa), il compleanno del blog è scivolato via.

Rimediamo in ritardo: si aprano le danze, si stappino i superalcolici (RRRRRRRRRRRRRRRRUM!), si dia inizio alla festa!

Vengo anche io!

Demoni dagli occhi gialli, cacciatori e proprietari di Roadhouse nel Nebraska, eccoci riuniti per piangere insieme la dipartita del buon senso in una serie che, già nel canon, di senso e logicità ne ha pochi.

 

Si tratta ovviamente di Supernatural, croce e delizia dei fans e, fin ora, poco sfruttato dai fanwriters del Bel Paese.

Lungi dall’eguagliare i capolavori (?) del fandom americano, abbiamo anche noi le nostre brave autrici, pronte a dare ai Wincester ciò che è dei Wincester… Solo che a volte fanno confusione ed il pene dell’uno finisce nello sfintere dell’altro.

Eccone un esempio:

 

-http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=192374-

Storia di maewe, titolo “Easy, tiger”

 

I nostri due affascinanti protagonisti si trovano in uno zoo; no, Sam non ha rotto le scatole a Dean perché voleva assolutamente vedere i fenicotteri rosa: i nostri eroi sono lì per lavoro.

 

“Di tutti i posti in cui potevano finire a cercare uno spirito, proprio in uno zoo.
Bel cazzo d’umorismo.”

L’autrice della recensione non afferra l’umrismo del simpatico spiritello, nonostante si sia applicata per comprenderlo: se qualcuno ha suggerimenti è pregato di darmi una spiegazione perché son giorni che ne discuto in chat con chiunque ma non abbiamo trovato spiegazioni.

 

Gira che ti gira per lo zoo abbandonato Dean inciampa malamente e finisce in uno stagno, Sam lo deride e ovviamente ci finisce dentro pure lui.

E fin qua, tralasciando un “Sam era botanicamente interessato” (che, dal punto di vista sintattico, potremmo definire “periodo logicamente errato”, per rimanere in linea con la struttura della frase citata) la storia non è male: classico scenario da film horror classico (come nella serie), classica figura di cacca di Dean, classico Sam che se la ride e poi finisce vittima del fratello.

Certo, i dialoghi non sono dei migliori, ma viene evitato l’uso dello “stile copione”, nemico di ogni fanfiction che si rispetti.

 

“Appena raggiunto il sentiero si fermò un attimo a riprendere fiato e si passò le mani sul retro dei jeans, trovandosele coperte di una densa poltiglia verde.”

Ricordatevi questo pezzo, miei piccoli reaper.

Dean, dimenticato forse che non era allo zoo per un capriccio, decide di andarsene; Sam ha altre idee purtroppo: inizia a malmenare il fratello (Sam più forte di Dean? Vabbè che lo ha preso alla sprovvista, ma cavolo…), tentando di procurargli un trauma cranico e, probabilmente, un infezione da Tetano.

Quando Dean si rende conto che l’aggressore è Sam si suicida per la vergogna.

No, non è vero: probabilmente lo farebbe se fosse fedele al Dean originale, ma la “follia” inizia più o meno in questo punto.

 Dean reagisce solo nel momento in cui realizza che l’aggressore è suo fratello (fosse stato lo spirito l’avrebbe lasciato fare?), ma non riesce a liberarsene.
D’altro canto Sammy è infuriato (fosse lo sherzo peggiore fattogli da Dean!), con un ammasso verdastro (parente forse del “cumulo umido”?) che gli penzola tra i capelli.

Dean toglie le alghe dai capelli a Sam (eh?), ma questi lo prende per un polso e gli ormoni di Dean vanno alle stelle: non importa che il fratellino puzzi come il Tamigi durante la rivoluzione industriale, “Dean non registrava più niente che non fosse la bocca di Sam a pochi centimetri dal suo viso”.

E Sam lo bacia.

Sì, così.

Dean, che è una personcina educata, saluta quel minimo di moralità che gli rimane, e ci sta.

Pomiciano un po’, ma quel golosone di Sam (che sappiamo tutti un uomo lascivo e che non sa controllare il suo istinto!) supplica di più.

“Lo sai che per te farei di tutto, Sam. Tutto…”

Quanti preamboli per un po’ di sesso orale…

 “Woah, woah. Piano, tigre.” Ridacchiò Dean,

Vabbè che siamo allo zoo, ma… Tigre. Dico solo questo.

No, in realtà aggiungo che manco è la prima volta che questi due finiscono a fare cosacce, da ciò che si evince da questa storia. Ma va bene, è una PWP, accontentiamoci della trombata.

Si appoggiò contro di lui, spingendolo contro la gabbia, prendendolo per il collo e leccandogli le labbra prima di scivolare lentamente verso il basso.”

Ce lo ricordiamo tutti che sono appena usciti da uno stagno puzzolente, vero? Capisco che Dean si fermi davanti a poche cose, ma penso che la melma potrebbe essere una di queste.

La melma e la certezza che suo padre, ovunque si trovi, non esiterebbe a rosolarlo nell’olio bollente insieme a Sam se solo osassero fare una cosa del genere.

 

Dean comunque, incurante dell’ira paterna e della fanghiglia, respira attraverso la stoffa dei pantaloni di Sam (che in questo momento probabilmente hanno la stessa fragranza di stracci usati e lasciati a marcire), e sente la classica erezione che preme, come al solito, contro il suo viso.

Se non è il viso p la coscia o il bacino, ma modificando quello è almeno la trecentesima volta che questa frase ritorna nelle fanfictions, e sempre con queste parole.

Dean abbassa i pantaloni a Sam ed assistiamo allo scambio di battute più romantico (ma soprattutto sensato) del secolo:

 “Quanto cazzo sei bello Sam, com’è che non scopi mai?” “F-fanculo Dean.”

1)      Una frase del genere accende proprio la libido, non vi è dubbio…

2)      Da ciò che si evinceva prima questi due non è la prima volta che si… Fanno le coccole, quindi che senso ha questa frase?

E qua assistiamo ad una scena erotica… Forse.

Perché, per un mutuo accordo col lettore, il complemento oggetto è implicito: Dean lo tira fuori dai pantaloni di Sam, lo prende in mano, e fa altro (siamo ancora in fascia protetta signori!).

Io continuo a sperare che si tratti di un bastoncino di zucchero rimasto nelle tasche dei jeans di Sammy dallo scorso Natale.

In ogni caso vorrei rammentare ai gentili lettori che…

 

 Giusto per puntualizzare, eh!

Dean si diverte un po’, Sam apprezza molto. John inizia a pensare che, tutto sommato, avrebbe preferito finire a far la plafoniera come sua moglie, piuttosto che leggere questa fanfiction e scoprire che non solo i suoi figli sono dei viziosi e finiranno all’inferno nonostante tutte le precauzioni da lui adottate per evitare questo tragico destino, ma si lasciano pure distrarre nel bel mezzo di una caccia, abbandonando il lavoro a metà e trastullandosi in una situazione potenzialmente critica.

Intanto Dean, che scopriamo essere un meraviglioso… Leccatore di bastoncini di zucchero, smette di lavorare di bocca per continuare di mano.

Sì, perché suo fratello è pieno di fanghiglia, ma lui si preoccupa che non gli venga in bocca.

Logico.

Mentre Sam è ormai in preda all’estasi (per utilizzare una frase tanto cara alle scrittrici di fanfictions), Dean dice la seconda frase topica:

““Forza” ringhiò, mordendogli un bicipite teso allo spasimo “Forza, Sammy. Per me.””

E sì che canon vuole che Dean abbia una certa esperienza sessuale… Che diavolo vuol dire “Forza Sammy. Per me.”? Da uno a dieci, quanto fa calare la libido uno che dice una frase del genere durante una amplesso?

Sam viene a comando, ma questo era intuibile: Dean non è forse un giovane GoS?

Mi spiace Sammy, a te nella serie è toccata la parte della MarySue da salvare…

“Ecco, ora questi jeans sono definitivamente da buttare.” Concluse Dean, con l’usuale tatto.
Sam gli si accasciò un po’ contro e rise, sommessamente.”

Beh, almeno non gli ha chiesto se gli è piaciuto… Con questa frase la fanfiction finisce, lasciando me abbastanza basita: ma come, scrivi una storia il cui unico pretesto è di mettere i due bei ragazzoni in situazioni compromettenti e nemmeno ‘na scopata?

Non ci sono più le PWP di una volta…

Un anno di Fastidious

Fastidious compie un anno.
I festeggiamenti, che dureranno tutta la notte, comprendono: una fiaccolata in onore dell’ Evil Gos ( con ceri a forma di fallo), seguito dal numero estremo de "il prestigiatore sopravvissuto", che si cimenterà nello spegnere tutti i suddetti ceri con le sue allenate terga. Successivamente fiumi di Rum scorreranno, per far dimenticare l’orribile visione.
Chi non ama gli spettacoli estremi ma apprezza la buona musica non rimarrà comunque deluso: per l’occasione Il Maestro ci onorerà di un concerto privato, durante il quale il nostro servizio di Catering "La pallida Cortigiana" provvederà a far degustare i Tea alla vaniglia più raffinati.