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Dieci anni e non sentirli.

Casa di riposo “La Vispa Teresa”.
Alba.

I primi raggi del sole illuminano dolcemente la scena, gli uccellini cinguettano e nell’aria c’è una dolce melodia…

All’improvviso una voce roca e decisamente incazzata : “Giovanotto, abbassi quella musica, che qui c’è gente che vuole dormire!”
“E va bene” ribatte l’infermiere chiudendo nuovamente le tende “vi lascio dormire un’altra oretta, ma poi dovete alzarvi.”
Gli risponde solo un russare asmatico, intervallato da qualche colpo di tosse.
L’infermiere scuote le spalle e se ne va.

Molte ore dopo.

Il sole tramonta dietro le colline, gli uccellini ritornano al nido, i gufi… gufano e alla casa di riposo “La Vispa Teresa” finalmente è l’ora delle visite.

Ad aprire la porta ai visitatori è un uomo alto e biondo, dallo sguardo altero che seduce. Osserva le persone in attesa che a loro volta osservano il suo sopracciglio, sogno erotico di intere generazioni…

“Allora, volete entrare o state sulla porta tutta la notte?”
“Oh, ci scusi infermiere Malfoy: ci eravamo distratti.”

I visitatori lo seguono lungo il corridoio ed entrano in una grande sala dove il chiacchiericcio copre la musica da camera: gli ospiti stanno ricordando i bei vecchi tempi.

L’infermiere Malfoy inizia il giro serale delle pillole, abbandonando i coraggiosi visitatori al loro destino.

Un’anziana donna seduta su una vecchia poltrona borbotta tra sé e sé, ma appena si accorge degli ospiti li richiama affabile. Ha gli occhi vispi incorniciati dagli occhiali e i capelli puntati in uno chignon disordinato tenuto fermo dai ferri da calza… di qualcun altro.

“Avvicinatevi, ragazzi…” mormora trepidante spargendo saliva -e qualche pezzo di broccolo, residuo della cena serale- sui malcapitati. “Sapete, oggi sono proprio contenta: esce l’ultimo libro di quel giovanotto che mi piace tanto… ora chiedo all’infermiere… Infermiere!”

Un uomo pallido dalle spalle larghe alza gli occhi scuri al cielo e si avvicina, tenendosi però appena fuori portata dalle mani rapaci della vecchia, che tenta inutilmente di palpargli il posteriore.

“Ma è uscito il nuovo di Martin?”

“No, signora Valpur, lo ha chiesto venti minuti fa e da cinque anni a questa parte la risposta è sempre la stessa”.

“Ah, giusto. Maaaa senta un po’, giovinotto: il nuovo di Martin è uscito?”

L’infermiere alza nuovamente gli occhi al cielo poi guarda i visitatori con la sua tipica espressione addolorata. Gli ospiti si allontanano senza fare domande: nonna Valpur sembra molto confusa e l’infermiere Snow, beh… conosciamo tutti la portata della sua ignoranza.

L’infermiera Granger si avvicina a una donna intenta a giocare una partita di scala quaranta che, nonostante tutto, non si è accorta dell’arrivo dei visitatori e le tocca una spalla per richiamare la sua attenzione.

“Signora Quinzell, lo vuole lo yogurt alla banana?”

“CHE? LUCIUS E DANANA?” urla la vecchia sorda, facendo sobbalzare i visitatori, che si allontanano prima di venire coinvolti nella conversazione.

Gironzolano per la sala senza meta, quando una signora fa loro cenno di avvicinarsi. Sorride e si sistema gli occhiali sul naso, prima di volgere lo sguardo alla finestra.
“Adoro gli uccelli”.

“Cos-” balbettano confusi.

“Mi piacciono gli uccelli.” ribatte seria. Un infermiere emaciato e chiaramente affetto da calvizie precoce si avvicina di corsa e zittisce la donna.

“Ma che ho detto di male, Draco?!” domanda Winola confusa.

“Dovete scusarla, proprio non ce la fa coi doppi sensi… è il suo fardello…”

“QUALCUNO HA DETTO CAMMELLO?” chiosa la signora Quinzell, e tutto nella sala si ferma per qualche istante, mentre i vecchi rimbalzano una serie di rime in -ELLO.

Draco sospira. “Dovete scusarli. È un gioco puerile tra di loro che va avanti da… da sempre. Non siamo riusciti a levargli il vizio!”

Un anziano lo guarda torvo. “Voi giovani non capite le tradizioni!” lo rimprovera.

“Ai miei tempi era tutta un’altra cosa!”

Una vecchia si aggiunge al discorso. Fa per alzarsi, tremolante sulle caviglie malmesse, e guarda il vecchio di prima con una muta richiesta negli occhi. Questi si alza con non poca fatica e sposta la carrozzina su cui è seduta la vecchia, che ora ha ricominciato a parlare.

“Una volta portavate rispetto, voialtri! Una volta eravate grati! Noi abbiamo fatto la guerra per voi, per la vostra sanità mentale” ricorda la vecchia stronza. “Fare gli spavaldi, ma noi ce lo ricordiamo come era qui… cioè, io non me lo ricordo, ma lei sì.” ammette, indicando la vecchia degli uccelli che al momento sta cercando di scavalcare la finestra con una corda di lenzuola sotto braccio. “Lei si ricorda di quando eravamo noi a prenderci cura di voi durante le vostre crisi d’identità! L’ex direttrice Abigale ha fatto tanto per voi, e voi adesso ci trattate come se fossimo rincoglioniti! Stronzi irriconoscenti!” spiega, mentre Fox, appoggiandosi alla sedia a rotelle, bandisce minacciosamente il bastone per enfatizzare i concetti espressi da Bella Lestrange.

A sedarlo ci pensa l’infermiere Snape, i cui capelli neri accendono dolci ricordi nella mente del vecchio.
“Mi dica, buon uomo…” mormora sistemando gli occhiali ormai inutili sugli occhi velati dalla cataratta “L’agente Prentiss è tornata? Al Bureau hanno bisogno di lei…”

L’interessante discussione viene però interrotta da un urlo: uno degli infermieri si allontana infuriato da nonna Valpur e dalla signora Quinzell, che si guardano ridacchiando e si danno il cinque.

“Basta, io me ne vado! Me ne vado! Quelle due vecchie mi molestano!”
Lucius Malfoy si avvicina per calmare il suo sottoposto.
“Avanti, infermiere Laufeyson, torni qua!” sbotta, facendo un cenno della testa a Zabini, che si avvicina alle due vecchiacce malefiche per separarle.

“Lei è proprio una ragazzina graziosa, sa?”

“Signora Quinzell, sono l’infermiere Zabini…”

“Come ti pare, cocca.”

L’infermiera Granger si avvicina e tenta di distrarre le due vecchiette.

“Signora Valpur, le ho portato la sua acqua.”

“Ma è piena di fervore? Sennò non la voglio!”

“Signora!” sbotta l’infermiera infastidita “La smetta!”

Poi si allontana di corsa, tallonata da Fox che brandisce minacciosamente il bastone mirando agli stinchi della malcapitata, rea di avergli servito verdure bollite per cena.

I visitatori, sempre più spaesati si avvicinano ad un altro vecchio, dall’aria decisamente più simpatica, ma vengono investiti da un olezzo (sensualissimo, eh!) di vaniglia, cannella, cioccolato e Chanel n.5.

Quando riprendono i sensi sono a terra con una vecchia incazzosa che troneggia su di loro, martoriandogli di calcetti gli stinchi e un gran mal di testa, non si sa se dovuto alla botta (“Nessuno che muoia accasciandosi con grazia!” bercia la vecchia) o al profumo che la pazza sta spruzzando ovunque.

“Oh! Ma siete ancora vivi? Oooh!! Infermieri, togliere queste persone morte dal tappeto! Qua la pulizia fa proprio schifo… E il personale! Sono tutti in disordine, calmi ma irrequieti e quei due non hanno nemmeno le curve al posto giusto!” sbraita Leochan, indicando gli infermieri Winchester, che stanno inutilmente tentando di convincere unanziana donna a ingoiare le pillole.

“Chiaramente è un caso di ficcynite” sta dicendo la vecchia “ora chiamo Brad e Jhonny, si prenderanno cura di voi e sarete presto come nuovi!”

“Signora Abigale, non è più la direttrice e Brad e Jhonny non lavorano più qui. Ora è una paziente e deve prendere le pillole.” sbotta Dean inutilmente, dato che la vecchia nemmeno lo ascolta e si allontana borbottando di cartelle cliniche da riordinare, terapie da assegnare e gravi casi di OOC cronico.

I due Winchester si scambiano uno sguardo rassegnato, poi si accorgono dei visitatori a terra e, mossi da pietà, allontano la pazza spruzza-profumo dai loro stinchi.

Finalmente liberi e con un mal di testa da primato, i malcapitati visitatori si avvicinano al vecchio dall’aria simpatica, sperando di non venire nuovamente malmenati.

“Sono un maschio!” esordisce il vecchio.

I visitatori si guardano perplessi.

“Sapete, sempre meglio specificare” continua imperterrito. Poi aggiunge, indicando le vecchie pazze sparse per la sala “per colpa loro sono anni che ho un’identità di genere confusa! E poi mi shippano con qualunque uomo passi di qua. Chiedete a Fox se non mi credete, è successo anche a lui…”

I visitatori si voltano verso il signor Fox, che sta agitando il bastone con aria minacciosa, e decidono di soprassedere. Nel mentre, la dottoressa Leila si avvicina al vecchio.

“Signor Skeight, l’infermiera di turno mi ha detto che ha rifiutato la cena…”

E lo credo bene! Da settimane chiedo di mangiare una cosa, e invece di nuovo patate lesse!”

Perché, cosa aveva chies-” inizia a chiedere la dottoressa prima di pentirsene subitamente.

“Patate scrisse.”

L’aria attorno all’uomo si fa improvvisamente gelida.
Se ne accorge anche Arwen che si alza felice, cercando di richiamare l’attenzione di Valpur

“Val! Vaaal! È l’Inverno! Sta finalmente arrivando!” esclama, ma Skeight scuote la testa. “Arwen, sono io…” borbotta.

I visitatori si allontano per non congelare, ma inciampano in una donna che, senza guardare dove cammina, lancia ordini a destra e a manca.

“TECNICO! LE LUCI! E vedete di inquadrare tutte le curve ai posti giusti, mi raccomando! Noi facciamo divulgazione scientifica!” esclama Hyena roteando le braccia.

“PUNIZIONE!” urla un’altra donna vestita di rosa, con vaporosi capelli biondi agitando una lunga bacchetta “NON SI INCIAMPA SUGLI INSEGNATI!”

“Signora Hyena, signora OdiolaRow, lasciate stare i visitatori, non sono né tecnici, né studenti” tenta di mediare l’infermiere Potter “o sarò costretto a sedarvi”.

“NON DEVI DIRE BUGIE” gli urla la vecchia vestita di rosa e l’infermiere Potter nasconde rapidamente la mano in tasca, con aria quasi impaurita.

I visitatori si guardano intorno straniti e decidono di cercare qualcuno più sano di mente.

Una nonnetta dall’aria furtiva sta girando tra i tavoli e ogni tanto si infila in tasca qualche lettera, ovviamente non sua.
Ad un certo punto si avvicina a all’infermiera Weasley e le allunga una delle lettere.

“Ha di nuovo rubato la posta, signora Civetta?” dice la Weasley.

“Rubato? Io non ho rubato niente, io sono Edvige la Civetta, io la posta la consegno, mica la rubo” ribatte la vecchia.

L’infermiera Weasley scuote la testa e torna a distribuire pasticcini alla vaniglia tra i tavoli.

“Signora Magnolia, vuole un pasticcino alla vaniglia?” domanda a un’altra vecchia, intenta a parlare, anzi urlare, con un attaccapanni.

“JETHRO, ORA DEVO ANDARE” dice all’attaccapanni e poi, rivolta all’infermiera “HERMIGLIA? PERDIO!”

“No signora, vaniglia, pasticcini alla vaniglia.”

“CHE? TEGAMINI AD HERMIGLIA? MA LA VOLETE PICCHIARE? MA ASPETTATEMI, MI RACCOMANDO!” strilla Steel Magnolia.

E a proposito di risse, proprio in quel momento si sente un rumore sordo.

VADO RETRO, PURITANO REPRESSO! TU E TUTTE LE TUE STRONZATE PATRIARCALI SULLA PROTEZIONE DELLE DONZELLE E SUL SESSO PREMATRIMONIALE!” esclama Irechan, ritta come un fuso e incazzata come una furia, brandendo l’asta porta-flebo -ormai deformata- contro l’infermiere Cullen. Sembra volerlo impalettare, pare si sia dimenticata che con loro non funziona.

Sempre più perplessi e ormai convinti che più che una casa di riposo quello sia un manicomio (e non hanno tutti i torti), gli ormai esausti visitatori tentano di guadagnare l’uscita senza essere visti, ma vengono immediatamente intercettati.

JETHRO” strilla in faccia a uno dei malcapitati la vecchia sorda, scambiandolo per, beh, l’attaccapanni “LA VUOI UNA MENTINA?” e gli ficca in mano una mentina appiccicaticcia a cui evidentemente è stato ciucciato lo zucchero che la ricopriva.

Richiamati dagli strilli gli altri vecchi si avvicinano chi minacciando col bastone, chi porgendo lettere, chi domandando se anche a loro piacciono gli uccelli, chi chiedendo notizie del libro di Martin, chi strillando indicazioni a un inesistente tecnico del suono.

I visitatori, sempre più frastornati, vengono salvati dall’infermiere Malfoy che con un’alzata di sopracciglio attira l’attenzione dei vecchietti.

L’ora delle visite è finita!”

I visitatori sollevati si allontanano dai vecchietti che continuano imperterriti i loro insensati discorsi, seguendo l’infermiere Malfoy (e il suo divino sopracciglio) verso l’uscita.

Alla casa di riposo “La Vispa Teresa” è ora di mettere a letto le mummie, l’infermiere Sparrow fa l’ultimo giro della sera distribuendo i pappagalli, tutto è pace, tutto è polvere, biscotti stantii e tisane digestive…

“Signori, ne ho trovata un’altra”

Con uno schiocco indefinito di legno e ossa, una voce vecchia, più acuta e stridula che mai risponde.

“HO CAPITO, HO CAPITO! VADO!

 

 

 

 

E niente, ieri era il decimo compleanno di Fastidious e questo è il nostro regalo per tutti quelli che ci hanno seguito in questi dieci anni.
Lo so che avreste preferito una recensione (abbiate fiducia, arriverà anche quella), ma neanche il compleanno ci ha reso meno culopesi e speriamo lo stesso di strapparvi un sorriso con questo er… delirio collettivo.

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Fastidious Special – Aspettando i White Walkers

ATTENZIONE! Questa recensione contiene spoiler relativi all’intera 5° stagione di Game of Thrones e al romanzo A Dance with Dragons. Siete stati avvisati.

Giacobini asserviti al sistema, usurpatori assortiti, frigide zoccole sul libro paga di Lord Baelish, eunuchi senza vita sociale e decadenti nobildonne, bentornati. Con l’arrivo dell’estate, cosa c’è di meglio di una nuova recensione per affrontare il caldo?

“Un Calippo!”
“Un bagno in mare!”
“Leggere Novella 2000 sotto l’ombrellone!”
“Una birra gelata!”
“Va bene anche della sugna! Tutto ma non la recensione!”

Zitti, maledetti ingrati!
Dicevamo… cosa c’è di meglio di una nuova recensione? Una recensione speciale! Per la vostra giuoia, i nostri ricercatori hanno individuato un esemplare che a prima vista può sembrare incompatibile con i canoni della nostra setta-a-delinquere; tuttavia, le caratteristiche di quest’opera – e che opera! – la rendono recensibile come una qualsiasi altra ficcy.
Che ne dite, quindi, di addentrarci in un’autentica enciclopedia di cliché, pessime scelte narrative, situazioni forzate oltre ogni limite, illogicità a non finire, grossolanità degne di un cinepanettone, personaggi talmente OOC da far girare la testa (e anche altro) e un Kattivo Sue di rara fattura, il tutto condito con l’immancabile violenza sessuale gratuita? Se la risposta è sì, potete trovare l’opera incriminata a questo indirizzo.

No, non ho sbagliato link. Al termine del nostro classico sabba durante una notte senza luna, noi delle alte sfere abbiamo deciso di considerare la serie l’equivalente di una ficcy dell’opera Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin. Pertanto, quest’ultima stagione è passibile di recensione. Siccome ciò che stiamo per esplorare sfida la logica e il buonsenso (anche il buongusto) dei più, consigliamo a chiunque abbia uno stomaco sensibile o voglia mantenere intatto il proprio ottimismo nei confronti dell’umanità di astenersi dalla lettura. Gli scafati misantropi, invece, sono pregati di seguirci in questo viaggio periglioso.

Al termine della quarta stagione, avevamo lasciato Westporno Westeros in condizioni tutto sommato decenti: Stannis era arrivato alla Barriera, Tywin aveva ricevuto un regalo inaspettato per la festa del papà e Tyrion si era preso una piccola vacanza. Nel Continente Orientale, Daenerys stava affrontando le prime avvisaglie di ribellione adolescenziale dei suoi draghi. Tutto normale. A parte quel piccolo dettaglio che ora ricordo vagamente… una cosa come lo stupro di Cersei, mi pare.
Comunque, la quinta stagione aveva la possibilità di esplorare nuove trame molto interessanti ma, per ovvi motivi, non vi era modo di farle entrare tutte in dieci episodi. Di sicuro, però, avrebbero trovato dello spazio per i Greyjoy. Ah, no, niente Greyjoy. I Manderly? Neanche. Le casate del Nord radunate a Grande Inverno? No. Lady Stoneheart? Ahahahahah, ma quando mai.

Vabbè, almeno ci siamo schivati Griff il Giovane.

Nonostante tutti questi tagli, il primo episodio lascia comunque sperare in qualcosa di buono: i Lannister rimasti si ritrovano per piangere (più o meno) la morte di Tywin, Tyrion arriva nel Continente Orientale e Varys gli offre di sostenere Daenerys (così forse la Madre dei Draghi smetterà di parlare fissando un punto indefinito nello spazio), Stannis rischia di far sciogliere la Barriera con il suo spropositato calore umano (più con quello di Mance, in realtà), Jaime e Bronn partono per Dorne, Sansa…

Fermi tutti! Perché mai Jaime dovrebbe andare a Dorne? A quanto pare, Cersei ha ricevuto un messaggio minaccioso e teme per la vita di Myrcella. Fin qui la cosa sarebbe comprensibile, ma perché incaricare una sola persona, per di più con una mano finta, di un’improbabile missione segreta quando sarebbe molto più semplice e sicuro mandare un’ambasciata? Ma perché così si possono combinare azione e divertimento, grazie alla presenza dell’impagabile Bronn come guardia personale di Jaime in questo viaggio periglioso! E poi Dorne = sesso sfrenato. Cosa c’è di meglio?

Koba, tieni pronto il catino da cinepanettone, me la vedo nera…

(Questa splendida immagine è stata realizzata da Uollascomix.)

Tra un “me cojoni” e un “anvedi ‘sto fijo de ‘na mignotta”, Jaime e Bronn partono per Dorne, dove una Ellaria Sand gravemente OOC decide di darsi una spuntatina ai capelli con una mietitrebbia e di vendicare la morte di Oberyn mutilando la povera Myrcella. La colpa della ragazza?

“Oberyn è morto e quella Lannister se ne va in giro per i nostri giardini, mangiando il nostro cibo, respirando la nostra aria!”

Meno male che non si è accorta che Myrcella beve anche la loro acqua, altrimenti Cersei avrebbe già ricevuto un orecchio della poverina per posta prioritaria. Consolati con questo, Ellaria: almeno non è andata dal tuo parrucchiere.

Nel frattempo, un’ignara Sansa si dirige a nord in compagnia di Ditocorto per un matrimonio combinato i cui dettagli non le vengono rivelati. Durante una sosta in una locanda, i due vengono notati da Brienne e Pod. Non avendo avuto abbastanza scene inutili durante la quarta stagione, Brienne decide di bruciare qualsiasi copertura le fosse rimasta e chiede a Sansa di seguirla, il tutto di fronte a Baelish e alle sue guardie. Com’era prevedibile, visti anche i precedenti con Renly, Catelyn e Arya, Sansa preferisce seguire Pedo Petyr, il quale si premura di mandare i suoi cavalieri a eliminare Brienne. Con l’aiuto (più o meno) di Pod, la donna riesce a salvarsi e decide di seguire Sansa. Cosa che avrebbe potuto fare da subito senza stare a creare del casino inutile e rendere Ditocorto consapevole della sua presenza al Nord.

Superato questo piccolo inconveniente, Sansa inizia a domandarsi tra chi sia questo matrimonio combinato e Petyr le dà una notizia meravigliosa: è stata promessa in sposa a Ramsay Bolton. Alle proteste di Sansa, Ditocorto risponde con una delle sue solite frasi prese dal Manuale del perfetto manipolatore:

“Non c’è giustizia al mondo a meno che non siamo noi a farcela. Amavi la tua famiglia. Vendicala.”

Tutto molto bello, eh, Petyr. Una bella frase, di grande effetto. Peccato solo che nel tuo piano ingegnosoh e machiavellicoh ci siano un paio di falle.
1) Tutti sanno che Roose Bolton ha partecipato alle Nozze Rosse, anche Sansa e Stannis.
2) Il dominio dei Bolton sulle terre del Nord è traballante, soprattutto a causa della fedeltà che il popolo e buona parte dei lord nutrono ancora verso gli Stark.
3) A giudicare dalla leggerezza con cui intendi dare in sposa Sansa a Ramsay, non sai una ceppa sul conto dello sposo. E dire che basterebbe chiedersi che fine abbia fatto Theon.
4) Stannis ha intenzione di attaccare Grande Inverno il prima possibile. Perché non aspettare la fine della battaglia e poi usare Sansa come merce di scambio con il vincitore, giusto per non lasciarla in un posto ad alto rischio con gente della quale, vorrei sottolineare il concetto, non sai una ceppa?

Queste domande sono destinate a rimanere senza risposta. I due raggiungono Grande Inverno, dove Sansa decide di iniziare la propria guerra psicologica contro i Bolton. La riverenza e il sorriso finto davanti a Roose le riescono bene. Il resto, come vedremo, decisamente meno.

Ci spostiamo rapidamente a Dorne, dove Ellaria viene informata dalle Serp… mmmph… dalle Serpi… no, non ce la faccio… dalle Serpi delle Sabbie ahahahahah! Fanno pena! La loro prima scena è una delle peggiori di tutta la serie fino a questo punto, e non dimentichiamo che Game of Thrones ci ha donato perle di un certo livello.

Le nostre serpentine, stavo dicendo, rivelano a Ellaria che Jaime è arrivato a Dorne. Dopo l’obbligatoria scenetta da “siamo faighe, siamo belle, siamo guerriere fotomodelle”, le ragazzine fomentate decidono di aiutare Ellaria a scatenare una guerra contro i Lannister. L’Ellaria dei libri rifiuta di perpetrare un circolo vizioso di vendette pur piangendo ancora la morte di Oberyn, ma questi sono dettagli irrilevanti di fronte al grande cinepanettone dorniano. Se ci fosse anche Davos, potrebbe rubare la scena a tutti gridando “Me chiamano Er Cipolla perché, si ve pijo, ve facco piagne!”.

Bronn e Jaime, in piena modalità stealth, si fanno subito beccare da un manipolo di guardie. I nostri due impagabili burloni decidono di ammazzarli tutti, giusto perché fra Approdo del Re e Dorne non c’era già abbastanza tensione. A nessuno è venuto in mente di scrivere due righe a Doran prima di montare su tutto questo putiferio?

L’intera storyline di Dorne riassunta in un’immagine.

Nel frattempo, Daenerys manda gli Immacolati a pattugliare le strade di Meereen dopo gli agguati compiuti dai Figli dell’Arpia. Ed è così che i soldati più temuti della Baia degli Schiavisti iniziano a cadere sotto i colpi di un gruppetto di aristocratici armati di maschere e pugnali. Siccome le disgrazie non vengono mai da sole, il povero Barristan Selmy decide di passeggiare per la città senza armatura. Potete già intuire il risultato, vero?

Con la morte di ser Barristan, la serie perde uno dei pochi cavalieri rimasti con un po’ di buonsenso, armatura a parte. Forse era proprio l’ultimo rimasto, giacché Brienne, colta da un senso di inutilità esistenziale, decide di seguire Sansa e al contempo giura di vendicare la morte di Renly avvenuta per mano di Stannis. Brienne, capisco che Renly abbia fatto il carino con te durante un ballo e che ti abbia trovato un posto nella sua guardia personale, ma continuare a ritenerlo il legittimo erede al trono è di un’ottusità stupefacente. Forse la morte di Robb Stark ha creato uno sbilanciamento nella Stupidità (ovvero la cugggina della Forza che lavora alla Postale) ed è stato necessario ridistribuirla fra gli individui rimasti.

Piccola digressione: a parte un paio di gentilezze, cos’ha fatto Renly per meritarsi la devozione di Brienne? Una donna così ligia all’onore e alle leggi ha giurato fedeltà ad un usurpatore nella cui breve carriera politica si può annoverare l’aver appoggiato la decisione di Robert di far assassinare Daenerys, l’aver abbandonato Ned nel momento del bisogno e l’essersi fatto radere il petto (crimine ancor più grave del tradimento).

Consci che questo dubbio non otterrà mai una risposta, torniamo a Grande Inverno per assistere alla lenta ma inesorabile trasformazione di Ramsay in un Kattivo Sue fatto e finito. Le prime avvisaglie si hanno con i cambiamenti apparentemente irrilevanti apportati alla famiglia Bolton. Il caso più emblematico è quello di Roose, anche perché Walda sarà comparsa in scena sì e no per venti secondi in totale.

Roose nei libri: Ramsay, sei tonto come un mulo e due volte più brutto. Se Domeric fosse ancora vivo, avrei già foderato il divano in soggiorno con la tua pelle. Sfortunatamente, il mio figlio legittimo era furbo come uno Stark e, per buona misura, hai pensato bene di farlo fuori. Aspetta solo che Walda mi dia un erede. Provo più simpatia per le sanguisughe che per te. Almeno prova a non sembrare appena uscito da un carcere di massima sicurezza. E impara un po’ di strategia, se non vuoi che i nostri nemici ci facciano un culo come un capanno.

Roose nella serie TV: Ramsay bell’e papà, anche se sono un po’ duro con te, lo faccio solo perché ti lovvo tanto. Certo, continua pure a scorticare la gente a piacere; io mi limiterò a darti qualche schiaffetto sulle mani di tanto in tanto. Sei così belloccio che, anche se non hai avuto il tempo materiale di guidare della gente in battaglia, voglio che tu mi aiuti ad affrontare l’armata di Stannis. Pensa che culo, hanno anche tolto Domeric di mezzo, perché non sia mai che qualcuno possa avercela con te.

Con la benedizione di papino, Sansa e Ramsay si sposano. E arriva la fatidica notte di nozze.

Non ho intenzione di soffermarmi sull’evento in sé: era inevitabile che Ramsay avesse questo in mente e, nei libri, a Jeyne Poole non va certo meglio. Quello che rende questa scena orribilmente gratuita, oltre al fatto che qualcuno abbia pensato che ci fosse ancora bisogno di umiliare Sansa e di mostrare quanto Ramsay sia depravato (c’è un punto oltre il quale la crudeltà diventa un ridicolo pleonasmo, e Ramsay ci era già arrivato vicino nella terza stagione), è il fatto che, almeno nella serie, questo sviluppo degli eventi si sarebbe potuto evitare. Nello stesso episodio, infatti, Ditocorto raggiunge Approdo del Re per comunicare a Cersei che Sansa si trova a Grande Inverno e promette di riconquistare il Nord con le armate della Valle, a patto di essere nominato Guardiano del Nord. Ora, siccome i Lannister vogliono la testa di Sansa e Petyr non è certamente intenzionato a permettere che ciò accada, è logico pensare che si solo in cerca di un pretesto per attaccare i Bolton e conquistare il Nord. Ma allora, e mi ripeto, perché non lasciare che Stannis e i Bolton si massacrino a vicenda prima di portare Sansa al Nord? Oppure, siccome i Lannister sono prossimi al tracollo e Petyr lo sa bene, perché non usare Sansa per unire le casate del Nord contro i Bolton? Ma soprattutto, perché lasciare la tua pedina più importante nelle mani di uno psicolabile del quale, non fa male ripeterlo, non sai una ceppa?

Perché gli ascolti valgon bene uno stupro, ecco perché. E poi guai a togliere spazio a Ramsue e alla Psicotica Inutile, ormai trasformati in grotteschi emuli di Joker e Harley Quinn, solo per nulla divertenti.

Per aggiungere la beffa al danno, vale la pena notare la velocità con la quale Ditocorto si sposta da una parte all’altra di Westeros, neanche usasse i suoi postriboli come hangar per dei jet privati. Manca solo che commenti con “Cersei, fai ballare l’occhio sul tic: da Grande Inverno ad Approdo del Re, 2 ore, 54 minuti e 27 secondi. Alboreto is nothing!”.

Nel mentre, Daenerys decide di rendere giustizia a Ser Barristan nel modo più logico e razionale possibile: facendo arrostire un nobile prigioniero a caso dai suoi draghi e minacciando Hizdahr di fargli fare la stessa fine. Poi cambia idea e lo obbliga a sposarla. La differenza sostanziale rispetto a quello che è successo a Sansa (e meno male che questa differenza c’è) è che almeno Daenerys non intende forzare Hizdahr a consumare il matrimonio. Si limiterà a piazzargli in testa un palco di corna da far invidia allo stemma dei Baratheon.

Torniamo a Dorne, dove il dinamico duo riesce finalmente a raggiungere i Giardini dell’Acqua. Jaime si rende conto che Myrcella corre un grave pericolo a star vicina a quel giovane bellimbusto di Trystane e cerca di portarla via, solo per essere interrotto da un raid delle Serpi. Il tutto in pieno giorno. In un posto pieno di guardie.

[youtube:https://youtu.be/E4HlWzVvR7s%5D

Siamo sicuri che il titolo dell’episodio non sia Mega Lannister vs. Giant Snakes?

Al termine di questa… cosa, le guardie circondano la congrega di disgraziati. Sconvolte dal non essere riuscite a spaventare le guardie con le loro ciarle, le Serpi si arrendono immediatamente. Mugugnando un “li mortacci”, Bronn e Jaime fanno lo stesso. In prigione, Tyene inizia a denudarsi per far salire la pressione (e anche altro) di Bronn. Mancava solo che il mercenario facesse la linguina da infoiato come Fantozzi e si sarebbe arrivati all’estasi mistica del trash. Già sentivo in lontananza gli angeli che intonavano Skatman’s World con le trombe.

Ma quello di Tyene non è altro che un piano malfaccio per far sì che il veleno entrato in circolo in seguito ad un piccolo taglio faccia effetto sul povero Bronn più velocemente. Non che la cosa mi dispiacesse particolarmente: dopo cinque stagioni a far da spalla comica per Tyrion e poi per Jaime, e sempre con battute di bassa lega, Bronn aveva ormai l’utilità della crema solare a gennaio e, a prescindere da questo, il suo assassinio sarebbe stato il primo gesto con un minimo di pianificazione da parte delle serpentine.

Il tempo di pensare questa cosa ed ecco che Tyene, un po’ per celia e un po’ per non (far) morire, si pente e somministra a Bronn l’antidoto giusto in tempo. Avventura, comicità, azione e un nuovo amore! Cos’altro può offrire la storyline di Dorne a questo punto?

Ellaria, hai mai pensato di sostituire le Serpi con il tuo parrucchiere? Qualcosa mi dice che sia più propenso alla crudeltà.

A questo punto potreste chiedervi perché io abbia continuato a guardare una serie che si stava trasformando sempre più rapidamente in un disastro ferroviario. Il motivo è semplice: avevo il sentore che questa ficcy glorificata non avesse ancora toccato il fondo e che riservasse i momenti peggiori per gli episodi finali.

Ah, quanto è orribile avere sempre ragione.

Anche se l’episodio di Aspra Dimora aveva risollevato almeno in parte le mie speranze, temevo fortemente per la nona puntata. Avevo già messo in conto che almeno un personaggio importante ci avrebbe lasciato le penne, e così è stato.

Cosa accade? Ramsue e un manipolo di venti uomini decidono di sabotare l’armata di Stannis distruggendone le provviste. Tuttavia Stannis è uno degli strateghi più esperti di Westeros e prende facilmente Ramsue in contropiede. Melisandre organizza un bel falò per il Capodanno e sono tutti contenti.

Questo se la serie seguisse ancora i dettami della logica. Siccome però il prezioso Ramsue deve sempre averla vinta, lui e i suoi allegri compari riescono tranquillamente a distruggere le provviste di Stannis senza che nessuno se ne accorga. Quel che è peggio, la scena non ci viene neanche mostrata. Forse, però, è un bene: se nella quarta stagione Ramsue aveva messo in fuga Yara Greyjoy e i migliori assassini delle Isole di Ferro senza indossare neanche un’armatura, c’era il rischio di vederlo girare per il campo di Stannis con le chiappe al vento a stordire le guardie a colpi di batacchio.

Koba, il catino! Muoviti!

Senza provviste e con la neve che blocca i movimenti delle sue truppe, Stannis si trova in grave difficoltà. Ricordiamo che, sotto il suo comando, cinquecento soldati resistettero per un anno intero a Capo Tempesta nonostante la fame e l’assedio continuo, e che per un assedio del genere è sempre necessario avere dei piani di riserva. Nei libri è dedicato molto più spazio al suo lavoro strategico. Qui, invece, decide di rimandare Davos al Castello Nero per chiedere delle provviste (ma non erano bloccati dalla neve?) e lascia che Melisandre bruci Shireen, l’unica erede legittima della casa Baratheon.

“Mel, non potremmo provare con le sanguisughe?”
“No.”
“Ma con tre sanguisughe abbiamo ammazzato due usurpatori, e Balon non è che se la passi benissimo…”
“No.”
“Non potresti portarti a letto un soldato per generare un’altra ombra e fare Roose Bolton allo spiedo?”
“Stannis, per quanto la prospettiva mi attizzi, devo dire di no.”
“Ma perché?”
“Perché devi farti odiare.”
“Giusto.”

E così anche la povera Shireen cade vittima di una pessima sceneggiatura. Almeno le circostanze che avevano portato alla morte di Ned e alle Nozze Rosse avevano una loro coerenza, erano stabili dal punto di vista logico e narrativo. Ora, invece, si è passati alle morti insensate volte solo a scioccare. Inoltre l’intera caratterizzazione di Stannis va allegramente a farsi arrostire sulla pira assieme a Shireen; una scelta più che voluta dai realizzatori, i quali in un’intervista (un po’ l’equivalente delle note dell’autore alla fine del capitolo) hanno dichiarato che Stannis è spinto dall’ambizione.

Koba, usa i pattini a rotelle! Velocizza il cambio dei catini! Siamo in piena emergenza!
… toh, il pandoro del ’95.

Fra un OOC e un altro, Daenerys e la sua corte (alla quale si è aggiunto anche Tyrion, giusto per fugare qualsiasi dubbio su chi sia destinato a conquistare il Trono di Spade) si apprestano ad assistere alla riapertura dei giochi gladiatori di Meereen. Siccome anche ad Essos la sicurezza sembra essere un optional, nessuno nota che i Figli dell’Arpia si sono infiltrati nell’intero anfiteatro (e dire che non sono difficili da notare) finché uno di questi non cerca di uccidere la regina. Nel tumulto che segue, grazie anche all’inutilità di Daario, il povero Hizdahr ci lascia le penne. Dopo aver visto il padre crocefisso senza prove di colpevolezza, essere schernito dal concilio della platinata, chiuso in prigione, minacciato di morte e costretto a sposare la causa di tutti i suoi problemi, era più che giusto che la sua parabola esistenziale si chiudesse al grido di “Hizdahr infame, per te solo lame!”.

Addio, Hizdahr. Ci mancherai. Ti ricorderemo come l’ultimo uomo ragionevole rimasto a Meereen, costantemente umiliato e costretto ad assistere impotente a decisioni insensate e dannose per tutti. Un po’ come noi spettatori di Game of Thrones.

Messe alle strette, Daenerys e Missandei decidono di affrontare la morte con dignità, si tengono per mano, chiudono gli occhi e… improvvisamente arriva Drogon, probabilmente evocato dal Potereh dell’Ammòreh. Invece di spargere morte e distruzione sugli spettatori e di bruciare i capelli di Daenerys, come accade nel libro, il draghetto ribelle si limita ad arrostire qualche Figlio dell’Arpia e poi porta in salvo la mammina, quest’ultima ancora con tutti i capelli al proprio posto (oltre che immobili nonostante le correnti che il volo di Drogon dovrebbe provocare, ma questo è un problema secondario).

E arriviamo così al finale di stagione. Secondo i nostri ricercatori, con questo episodio il maltrattamento ficcynaro subito da Stannis raggiunge l’undicesimo grado della scala PP (Pansy Parkinson): nel giro di un paio di scene, Lady Macbeth Selyse s’impicca in preda al rimorso per aver lasciato che sacrificassero Shireen (dopo tre stagioni passate a maltrattarla, mi sembra giusto un attimino forzato), Melisandre scappa per tornare al Castello Nero in un tempo da record, la cavalleria diserta di punto in bianco (anche se Melisandre, per qualche motivo, ha ancora un cavallo) e l’esercito, che era inizialmente formato da diecimila soldati esperti (meno i 250 disertori del settimo episodio e i 2-3 morti mentre asfaltavano i Bruti), si ritrova improvvisamente ridotto ad una masnada di questo livello:

[youtube:https://youtu.be/0uqOCMsCjdE%5D

E Davos gli ha pure cancellato per sbaglio gli episodi de La signora in giallo dall’hard-disk. Ma è bello essere arrivati a Grande Inverno, vero, padron Stannis?

Nonostante la caterva di sfighe, Stannis non si dà per vinto. Raduna i soldati rimasti (tutta fanteria, fra l’altro, neanche un arciere), squadra le truppe dei Bolton, sfodera la spada e… nel giro di cinque secondi, viene sconfitto. Wow. Much action, very climax.

Ma aspettate, c’è di più! Costretto alla ritirata, riesce a uccidere almeno due soldati nemici prima di accasciarsi, ferito e sfinito, contro un albero. E qui viene raggiunto da Brienne, la quale preferisce vendicare Renly (e aridaje con ‘sta storia del “legittimo re”) che aiutare Sansa a fuggire, pur avendo giurato di proteggere quest’ultima a qualsiasi costo. Ormai sfinito, più per la marea di boiate che per la battaglia, Stannis dice le sue ultime parole (traducibili come “A poraccia, ripijate”), Brienne sfodera la spada e… cambio di scena.

Intanto Sansa, che era riuscita a sottrarre un piccolo strumento di tortura, si decide a usarlo per aprire la serratura della camera nella quale è imprigionata… e poi lo lascia cadere invece di tenerlo come arma. Sansa, ma devi ricordarti di essere una Stark sempre nei momenti meno opportuni?

Il suo tentativo di fuga viene interrotto dalla Psicotica Inutile, la quale per fortuna viene scaraventata giù dalla balaustra da un Reek non più Reek (almeno si spera). Pur di non sopportare ancora le sevizie e la suosità di Ramsue, che nel frattempo sta facendo lo splendido sul campo di battaglia senza aver riportato neanche un graffio, i due decidono di tentare il tutto per tutto. Sperando che la neve attutisca la loro caduta, si gettano nel vuoto e… cambio di scena.

Daenerys e Drogon atterrano lontano da Meereen e vengono raggiunti da dei guerrieri Dothraki… cambio di scena.

Per aver ucciso Meryn Trant (per il quale c’era assolutamente bisogno di una scena da pedofilo, il pubblico già non lo odiava abbastanza) al posto di un altro uomo, Arya, dopo una scena che sembra presa da Shriek – Hai impegni per venerdì 17?, perde la vista e… cambio di scena.

Jaime e Bronn vengono finalmente liberati e le Serpi sembrano riconciliarsi con Doran. Ellaria addirittura dà un bacio d’addio a Myrcella prima che questa parta per Approdo del Re assieme a Trystane. Poco dopo, mentre è in viaggio, la ragazza inizia a perdere sangue dal naso a causa del veleno che Ellaria le ha passato con un bacio. Quanto sei trasgry, Ellaria. Peccato che tu ti sia dimenticata che adesso Trystane è nelle mani dei Lannister e che la nave potrebbe tranquillamente tornare indietro, se non in tempo per trovare un antidoto, almeno per convincere Doran a condannare a morte Ellaria e le Serpi. Però cioè, Myrcella è l’emblema dei Lannister. Cioè, zio, se non la avveleni sei un coglione.

Ah, già, c’è un altro cambio di scena. Sembra di essere sulle montagne russe. Almeno, la sensazione del vomito incombente è quella.

Penso che ci si possa fermare qui. Sono onestamente sconvolto dal modo in cui questa serie, che pure era sopravvissuta ad alcuni cambiamenti discutibili nella stagioni precedenti, sia deragliata nel giro di così pochi episodi. Le soluzioni escogitate non sono solo infime, sono controproducenti. Intere sottotrame sono state distrutte o stravolte, e viene spontaneo chiedersi cosa succederà nella sesta stagione. Probabilmente lunghi, interminabili scambi di battutine sarcastiche fra Tyrion, Varys (che è il minore dei mali) e Daario (che invece è il peggiore), scenette di Ramsue che dà la caccia a Sansa e Theon correndo a culo nudo nei boschi ed Ellaria con un mullet o una cresta da mohicano.

Avevo pensato di continuare a seguire la serie anche solo per deriderla, ma il travaso di bile provocatomi da questi ultimi episodi mi hanno spinto a rivedere la mia decisione. Vorrei però chiudere in bellezza con quella che considero la scena madre della stagione, quel momento che è riuscito a incapsulare perfettamente lo Zeitgeist di questi dieci episodi.

[youtube:https://youtu.be/Sggmx8vysoc%5D

I catini per gli ospiti sono in fondo a destra.

Serpentina e Spetteguless

Giacobini stercorari, coinquilini burloni e quote azzurre di Fastidious più solitarie delle particelle di sodio nell’acqua minerale, bentornati nella sala autoptica della setta-a-delinquere. Mi aggiravo per il laboratorio bevendo birra da discount e spolverando come un casalingo disperato sorseggiando champagne e sovrintendendo alle annuali pulizie di primavera della sala autoptica quando, improvvisamente, è suonato il campanello. Aprendo la porta, il fidato Koba ha trovato un cadavere fresco fresco, cortesemente recapitatomi da Fleur Isabelle Delacour. Il cartellino identificativo appeso all’alluce recava la scritta Fuck.
Potevo forse lasciarmi sfuggire una simile occasione?

No, no, non quello, malpensanti che non siete altro! Parlavo della recensione!
Il cadavere è stato prontamente sezionato e non potete immaginare la mia sorpresa al momento di determinare le cause del decesso. Mi sono reso conto di trovarmi di fronte ad una ficcynite hogwartsiana acuta come non ne vedevo da anni! Ci sono proprio tutte le tracce del caso: da una Mary Sue acida e spocchiosa ad una scuola di magia nella quale si copula anziché studiare, fino all’intramontabile festino nella Stanza della Necessità.
Ma bando alle ciance e procediamo a compilare il referto autoptico.

Protagonista della storia è Roxanne Alicia Kathleen Weasley, figlia di George e Angelina. La ragazza non solo non ha ereditato i tipici capelli rossi dei Weasley (cosa che, tutto sommato, è anche comprensibile), ma sembra cresciuta da una congrega di isterici, slavati Mangiamorte.

Odio la mia famiglia. Sì, li odio perchè io sono diversa da loro e loro non accettano questa mia diversità. Sono tutti Grifondoro, perfetti Grifondoro. Sapete il motto no? Audacia, fegato, cavalleria. Beh, è una cazzata. Quelli hanno manie d’eroismo. Audacia…direi più sventatezza. Fegato…istinti suicidi. Cavalleria…uhm, se cavalleria significa ‘faccio io state tranquilli’, allora è egocentrismo.

Ora. I Grifondoro non saranno i migliori strateghi del mondo (anche il piano megagalattico di Silente aveva le sue falle), ma trattarli come una manica di Robb Stark avventati sempliciotti è indegno, considerando le menti che hanno fatto parte di quella casa. Ça va sans dire, Roxanne è Serpeverde e non si sente affatto parte della famiglia Weasley.

servono dei requisiti per farne parte, e sono capelli rossi (fiera della mia chioma corvina), stupidità (mi dispiace per te ma ho tutte E e O) (te pareva) e…Grifondoro (sia ringraziato Salazar dato che non lo sono).

Dopo questo sfoggio di maturità degno di Draco Malfoy, la nostra amabilissima Roxanne si prepara per tornare a Hogwarts, indossando un completo decisamente adatto al settembre inglese: un paio di jeans, un top bianco e dei tacchi neri non troppo alti e, per concludere in bellezza, un paio di occhiali da sole grandi e neri (utilissimi). Abbigliata di tutto punto, Roxanne è pronta per la colazione.
Scendo le scale per fare colazione ed entro in cucina. Mamma sta preparando le uova e il bacon.
-Io le uova non le mangio: ingrassano- la informo freddamente quando si volta verso di me.
(Il bacon, invece, garantisce un vitino da vespa.)
Mi guarda. Porco Godric, odio questo sguardo! Ci leggo tenerezza e amore, ma anche delusione e tristezza. Mi fa quasi sentire sbagliata! (Poniti due domande, cara.)

-Buongiorno Freddie- lo saluta lei, sorridendogli.
Hahaha Freddie. E’ un nome da bambino di due anni e mio fratello lo sa.

j9vl7

Prima di accompagnare i figli a King’s Cross, George e Angelina li mettono al corrente di un lieto evento: Angelina sta aspettando un bambino.

Porco Godric. Già sopporto a malapena sti tre e ora ci si mette pure un marmocchio. Cazzo, no.
-Cari i miei trentottenni, lo sapete che esistono gli anticoncezionali? Il preservativo e la pillola per esempio, o più semplicemente gli incantesimi Anti-Fecondante o Anti-Concepimento- dico fredda e sarcastica.

In effetti avrebbero potuto pensarci sedici anni prima… se solo esistesse la televisione nel mondo dei maghi!

Terminate le amenità famigliari, finalmente si arriva a King’s Cross, dove Roxanne ritrova le sue due amiche del cu… ore, Helena Nott e Lucretia Greengrass.

Con loro mi sento a casa. Sono me stessa. Non devo tenere a bada il mio istinto di vipera (mentre a casa, come abbiamo appena visto, è l’angelo del focolare). Siamo Sepeverde per qualcosa. A loro voglio davvero bene.

In una nuova (de)generazione che si rispetti non può mancare un Nott maschio. Va da sé che il soggetto non ha ereditato la corporatura secca e l’aspetto conigliesco del Nott descritto dalla Rowling. Per carità!

Occhi blu scuro, capelli color mogano, sorrisetto strafottente e…bello…no, no…di più.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=atI5O9n_j18%5D

Durante il viaggio, Roxanne si diletta a offendere un gruppo di Grifondoro, il che sarebbe perfetto per una Serpeverde se solo lo facesse con un minimo di perfidia e di eleganza. Invece no, si limita a proferire qualche parolaccia e a minacciare di prendere a pedate la sventurata Alicia Baston, rea di aver saputo che Angelina è in dolce attesa. Alicia rientra nello scompartimento (mi piace pensare che stia scuotendo la testa alla ricerca di dieci… facciamo cinque motivi validi per non schiantare sul posto quell’emorroide verde e argento) e il terribile trio trascorre il resto del viaggio immerso in discorsi sul festino clandestino che abbiamo organizzato nella Stanza delle Necessità.

O gaudio, o tripudio! Quando mi sono trovato di fronte ad un simile must della ficcy, il mio cuore avvizzito ha avuto un sussulto. Il festino nella Stanza delle Necessità, per di più il giorno dell’arrivo a Hogwarts. Un esemplare di tutto rispetto da conservare sotto formalina nel Museo della Ficcy.

Dopo una nottata di canne, sigarette e Whisky Incendiario, Roxanne si prepara per il primo giorno di lezioni.

mi vesto con la divisa di Serpeverde, leggermente modificata (non avevamo dubbi): gonna grigia e piuttosto accorciata, maglioncino in cachemire dello stesso colore e camicia bianca. Non metto la cravatta, la odio (comincio ad avere nostalgia della Umbridge). Infilo delle ballerine nere e mi trucco: solo un po’ di eyeliner e del mascara nero.

Il suo ingresso nella Sala Grande è nientemeno che trionfale. Altrettanto trionfali, almeno dal punto di vista della nostra eroina, sono gli exploit con cui riempie le sue giornate: continuare a offendere Alicia, reputandola una troietta da quattro soldi, appendere Fred al soffitto con un Levicorpus e trasformare la capigliatura di una Tassorosso in un groviglio di serpenti. Tutte azioni che la fanno passare più per una bulla col cimurro che non per la quintessenza della casa Serpeverde che tanto si vanta di essere.

Tanta sublime malvagità non rimane impunita, comunque: durante un’uscita a Hogsmeade, Roxanne (che d’ora in poi chiameremo Serpentina) viene invitata da Freddie a raggiungere il resto della famiglia al negozio dei Tiri Vispi Weasley.

-Fratello, credevi veramente che io accettassi l’invito? Illuso-
-Roxie tu verrai: papà mi ha dato il permesso di usare Maledizioni Senza Perdono se non ti presenti-
-Come se papà fosse capace di far del amle a chicchessia-
-No, infatti: lui ha proposto un semplice Imperio-

Dov’è finita la buona vecchia regola secondo la quale l’uso di una Maledizione Senza Perdono, incluso l’Imperius…

Ti-procura-un-biglietto-di-sola-andata-per-Azkaban!

Gliel’avevo detto di non leggere questa ficcy, professor Moody…

Nell’amabile scenetta famigliare che segue, George viene a sapere che Serpentina frequenta il giovane Nott. Questo, tuttavia, non è che uno dei tanti pettegolezzi che si aggirano per Hogwarts e dintorni. E a chi è da imputare, secondo voi, questa mancanza di privacy?

a) Rita Skeeter, ancora rampante nonostante l’età e una serie ormai infinita di diffide
b) Varys, capitato a Hogwarts per sbaglio dopo aver confuso lo stemma dei Lannister con quello di Grifondoro
c) Signorini
d) La brutta copia di una serie TV già trash e pacchiana di suo

Mi dispiace per i numerosi fan di Signorini che seguono Fastidious, ma la risposta giusta è la d.

‘Gossip Hogwarts’ è una rivista di pettegolezzi della scuola. L’autrice è anonima e si firma ‘Gossip Queen’. Questo giornale parla della vita privata dell’elite, non tratta le faccende di normali studenti. Fatto sta che nessuno può tenere segreto niente ad Hogwarts.

Bei tempi quando c’era solo Colin Canon a stalkerare Harry.

Dato che ne ho appena trovata una copia ai piedi del mio baldacchino, osservo la copertina.
Ci sono io con una canna in mano. Porco Godric!

Ecco il problema principale della nostra protagonista. Fosse solo una stronza Serpeverde, nessun problema. Ma questa è una stronza Serpeverde stupida, che continua a fregiarsi del titolo di Regina delle Serpi (i poteri di questo monarca, creazione esclusiva del fandom, mi sono sempre sfuggiti) mentre si fa beccare una volta sì e l’altra pure a compiere azioni che garantirebbero a chiunque, se non l’espulsione, svariate notti di castigo nella Foresta Proibita.

Buon giorno Hogwartiane (la S si sta ancora riprendendo dai bagordi di ieri notte). È Gossip Queen (avanguardia pura) che vi parla, la vostra unica fonte di informazioni sulle scandalose vite dell’elite di Hogwarts (studiare mai, eh?). La Top Story sulla mia home page? (home page de che?) Roxanne Weasley, la numero uno, la più temuta da tutti (avranno paura che sia un virus), pur essendo appena tornata dopo una lunga estate, flirta senza timore con Maximilian Nott. Purtroppo per loro vengono interrotti dal gemello della Regina: quel figo assurdo del suo gemello Fred.

Serpentina dà prova ancora una volta della sua mirabile astuzia quando decide di fare una scommessa con Max.

-E sfida sia. Scommetto che entro un mese sarai mia-
-Oh, fai anche due, non sono così facile da conquistare- e gli sorrido velenosa.
-Fatta. Se vinco…non andrai più a letto con nessuno che non sia il sottoscritto- wow.
-E’ una proposta di matrimonio?- rido io.
-Può essere- ghigna lui. Si si, se vuoi morire giovane allora è la giusta strada: mio padre ti ucciderebbe all’istante.
-Ok…e tu invece, quando vincerò, mi accompagnerai ad Hogsmeade a fare shopping fino alla fine dell’anno- ok, ci sono andata piano.

Sei fortunata a non essere Babbana, Roxanne. Saresti una manna per le concessionarie d’auto usate.

Nel giro di una notte, la notizia arriva a Gossip Queen. Per complicare il tutto, Max decide di mettersi con Victoire, cugina di Serpentina, descritta dal Dipiù di Hogwarts come la ragazza più bella, più femminile, più intelligente di Hogwarts, ma c’è qualcosa di sbagliato a quel livello di perfezione… deve essere violato (non voglio sapere in che senso)

Fra amici che si carpiscono a vicenda i segreti con la Legilimanzia (un incantesimo che abbiamo visto praticare solo da maghi del calibro di Piton e Voldemort, ma pazienza), Roxanne che si accomoda su un divanetto in pelle di drago (magari di un Ungaro Spinato) e non un accenno alla vita scolastica che sia uno, arriva finalmente il Natale. Siccome Victoire ha lasciato Max, Serpentina decide di trascorrere le feste dai Nott, scatenando le ire del fratello Fred.

-Dai NOTT?! Non ti daranno mai il permesso! Roxie, va bene sei una viscida Serpe, ma ricordati che rimani sempre una Weasley- parole sbagliate fratellino. Io non sono come voi. Non sono una Weasley.
-Non osare! Io faccio ciò che voglio, non mi serve il permesso di nessuno. Non trascorrerò le vacanze con dei decerebrati babbanofili- tiè.
-Roxie ma ti senti?! Babbanofili?!-
-E’ quello che siete-
-E tu cosa sei allora? Una di quei razzisti Purosangue?-
-Sì- sono le mie idee, cosa c’entri tu?
-Mi fai schifo- oho, non osare parlarmi in questo modo Freddie.
-Sì un’altra volta una cosa del genere e andrai a fare compagnia a zio Fred- sibilo puntandogli la bacchetta sul petto. Devo fargli paura perchè non ribatte -E questo sarebbe il leggendario coraggio dei Grifoni?- infierisco.

Confesso che, prima di questo scambio di battute, provavo ancora un minimo di simpatia per Serpentina. Che volete farci, la bella vita e i piaceri dei piani alti possono rammollire. Finora, Roxanne mi era parsa poco più di una bulletta acida, riprovevole ma in qualche modo patetica, piena di sé ma tutto sommato risibile nei suoi tentativi di malfaccità, nel complesso un’adolescente “ribelle” destinata, prima o poi, a scontrarsi con la dura realtà. Ora invece si rivela essere una creatura di rara ingratitudine, incapace di mettere a frutto l’educazione che i suoi genitori le hanno dato. Insomma, George sarà stato anche un combinaguai non da poco, ma anche lui ha difeso Hogwarts e non possiamo neanche immaginare che trauma sia stato per lui, come per tutta la sua famiglia, la morte di Fred.

Un’altra cosa mi perplime: in questi primi sette capitoli (ce ne sono ben cinquantuno, per la nostra gioia) del mondo magico creato dalla Rowling si è visto ben poco, a parte il treno per Hogwarts e alcune magie, generalmente fuori luogo. Perché sprecare in questo modo un universo per dar voce alla megalomania di una Mary Sue che con quel mondo ha ben poco a che fare? Perché non scrivere una fanfiction direttamente su Gossip Girl o, al limite, un’originale? E quand’è che questi ninfomani trovano il tempo per studiare, visti i voti esorbitanti che prendono? Queste domande, ahimè, sono destinate a rimanere senza risposta. Possiamo però consolarci cercando la risposta a quesiti ben più importanti. Come andrà a finire tra Max e Rox (che carini, sembrano degli snack)? E chi si cela dietro lo pseudonimo di Gossip Queen? Lo scopriremo nella prossima puntata, se mai ci sarà.

-No principessa, adesso mi ascolti- sussurra con il volto ad un centimetro dal mio -Non sei una puttana, è vero, ma non sei nemmeno una suora. Non voglio che tu vada con altri, tutto qui-

-Ah, e perchè se posso saperlo?-

-Perchè tu sei mia-

Non poteva mancare qualche sfumatura di Gray… cioè Nott, vi pare?

Foxoxo, Gossip Fox

“Padrone, quella firma è davvero atroce…”
“Zitto, Koba, e pensa a lucidare il catino!”

La rivoluzione non è una crociera

Giacobine e giacobini, piccoli fili d’erba intirizziti nella desolata tundra del fandom, bentornati su questi lidi! Sono il vostro ospite di questa sera (se poi leggete di mattina, fatti vostri) e la pietanza di oggi è quanto di più appropriato ci possa essere all’epiteto che noi di Fastidious ci portiamo dietro da tempo immemore. In altre parole, la ficcyna del giorno è ispirata a Versailles no Bara, vale a dire Lady Oscar, ma noi siamo puristi e ci facciamo fighi con i titoli originali; anche se forse è meglio attenerci all’italiano, perché qui Versailles non la si vedrà nemmeno con il binocolo. Sto parlando di “Love boat” di Tetide, che potete trovare a questo link: http://efpfanfic.net/viewstoryv.php?sid=554388.
Noi di Fastidious siamo severi ma giusti, quindi iniziamo dando a Cesare quel che è di Cesare, ovvero notando che c’è l’avviso di OOC, e anche quello di AU: troppa grazia, Sant’Antonio! Sarebbe ancor più grazioso se l’OOC non fosse una scusa per prendere degli ebeti sconosciuti e appiccicarci sopra i nomi di personaggi famosi che però nulla c’entrano, ma in fondo siamo qui per questo, no?
Ciancio alle bande, quindi, e iniziamo a leggere. La storia inizia al porto di Barcellona, dove una folla di turisti si prepara a salire su una nave da crociera. E in mezzo a costoro…
“André, accidenti, ma dove cavolo hai messo i teli da mare? Nella borsa non riesco proprio a trovarli! Sono in valigia, per caso?”,
“Stà tranquilla, Oscar: non ci sono, semplicemente perché non li ho portati. Li troveremo in cabina”,
“E come fai ad esserne certo?”,
“Perché me lo ha detto il tizio dell’agenzia. Su queste navi fighe non ti fanno mai mancar niente. Te ne accorgerai”.
La gioia di vedere la coppia più tragica dei manga per una volta unita e felice ci può fare anche passare sopra questo e altri inutili dialoghi che allietano il primo capitolo; ma i due piccioncini non sono soli, infatti han deciso di portarsi dietro Rosalie, per l’occasione promossa a sorella di Oscar. Ma come mai questa compagnia? Forse per portare la giovine nell’unico posto dove di sicuro non può essere investita da una carrozza? Ebbene, no: lo scopo è in realtà aiutare Rosalie a riprendersi dalla depressione in cui è piombatada quando aveva sorpreso il suo fidanzato Bernard a fare sesso con la loro comune collega Jeanne, in ufficio per di più.
Ammetto che è forte la tentazione di andare sotto casa del fedifrago con uno striscione “Bernard, ti capiamo!”, ma resisto perché siamo ancora all’inizio.
Sin dal primo capitolo è subito chiaro che sulla nave da crociera si affolleranno, nei ruoli più disparati ma tutti rigorosamente out of character, tutti i personaggi dell’originale, a partire da colui che è stato nominato comandante della nave, Maximilien de Robespierre (sarebbe divertente conoscere i mezzi con cui mantiene la disciplina a bordo); in questa folla variopinta, la buona notizia è che Rosalie si distingue dall’originale in positivo, nel senso che non piange mai; la cattiva notizia è che, in compenso, è diventata una squilibrata.
Oddio, forse il termine è un po’ forte; diciamo che ha assunto numerosi altri difetti tra cui nevrastenia e una preoccupante predisposizione alle seghe mentali. Il primo capitolo è un fiorire di mugugni emo e resistenze all’idea di andare in crociera, e quando la sua amica Charlotte prova a suggerirle che potrebbe trovare un uomo durante il viaggio la risposta è: “Ah, no, eh? Non venirmi a parlare di uomini!! Sono stufa ed arcistufa!! Per un po’, non voglio nemmeno sentirne parlare, chiaro?” Fin qua, ci siamo. Naturalmente, siccome siamo tutti lettori scafatissimi, sappiamo già che dopo una frase così è scontato che Rosalie si innamorerà eccome. E volete sapere di chi?
Per scoprirlo, bisogna superare tutta la descrizione della fila dei personaggi alla reception – dove però l’uomo misterioso appare, ma per ora non ve lo svelo – nonché una mortale panoramica della stanza (La cabina era abbastanza grande per essere chiamata cabina, chicca che introduce 253 parole per dire che era spaziosa, luminosa e ben arredata), ma ecco finalmente che Uscì, chiudendo la porta della cabina, e si accorse di un profumo sempre più forte che veniva dal fondo del corridoio verso di lei; aveva un che di… conturbante, quel profumo: muschio selvatico misto a sandalo, un’impronta maschile fortemente seducente… ma… un momento… era desiderio, quello che aveva avvertito?
Questo degno emulo del Gos scambia qualche battuta con Rosalie, che nel giro di pochi istanti dimentica il suo rifiuto degli uomini appena enunciato: Ma per tutto il giorno, non era riuscita a toglierselo dalla testa; continuava a ripensare a quell’uomo, che l’aveva tanto incuriosita sin dal momento dell’imbarco e che… sì, doveva ammettere che le piaceva. Ma insomma, chi è questo Apollo dai capelli fulvi? A metà del secondo capitolo, bontà sua, si presenta: Louis Saint-Just. Con Rosalie.
Saint-Just. E Rosalie.
Con Saint-Just.
Provo a ripeterlo fino a che le parole, diventando semplici suoni senza significato, rendano più accettabile una simile accoppiata. Ma non siamo qui a discutere della liceità dei pairing, anche perché qui la cosa che veramente lascia perplessi è l’effetto che il nostro bravo rivoluzionario ha sulle donne. A riprova, ecco un florilegio di pensieri, parole, opere e omissioni di Rosalie:
1. Schizofrenia paranoide: Ma che vai a pensare, stupida? Ti stai facendo delle paranoie per uno che appena conosci! D’accordo, ti ha baciato la mano, è molto bello, e allora? A te non deve importare nulla: ti sei imposta di non interessarti agli uomini per un po’, e devi mantenere la tua promessa! Vuoi cadere in un’altra trappola? Vuoi che finisca come con Bernard, stupida inetta? Non provarci neanche!! Questa è un’altra trappola, non caderci! Non avvicinarti nemmeno!!
Pericolo, pericolo, pericolo!
Però, quel profumo… mi fa sentire caldo all’improvviso… e quello sguardo obliquo…
Basta, deficiente!! Tu vuoi proprio passare un guaio! Poi, non dire che non ti avevo avvertita, quando il tuo bell’ometto ti farà piangere per qualcun’altra: gli uomini sono tutti uguali, lo vuoi capire o no?!?
2. Sbalzi di temperatura: Rosalie si sentì invasa da un’ondata di calore, calore che aumentò quando si accorse che Louis indossava una camicia aperta fino all’ombelico (cioè… che tamarro è Saint-Just in questa storia?!).
3. I dialoghi della vagina: Ma che vado a pensare! Mi sto montando decisamente la testa! Stai buona, tu!! Non ne hai avuto già abbastanza con quel cretino, a Parigi?, disse mentalmente rivolta alla sua parte più intima sotto la lunga gonna di seta colorata a fiori, la quale al ricordo della camicia aperta di Saint-Just le aveva manifestato un deciso pizzicore.
4. Allergie olfattive: Un’altra fortissima ondata di profumo investì la povera Rosalie, mandando in subbuglio le sue parti basse.
5. Allarme tsunami: Non potevi trattenerti, vero? Non potevi cercare in qualunque modo di frenare l’alluvione che avevi sotto le sottane, iersera, vero? No!!

Bisogna anche dire, però, che Saint-Just non è da meno: oltre ad avere questo effetto erotico sulla giovane sembra voler fare lo sborone a tutti i costi e in ogni occasione. Così eccolo che, nel ristorante più chic della nave, si offre volontario, insieme a André e Alain, per “uno spogliarello in stile Full Monty” (avranno equivocato su quali fossero i cannoni necessari per abbattere la Bastiglia), poi nella sala del karaoke seduto su di uno sgabello sotto una fumosa e soffusa luce rossastra, senza la giacca e con le maniche della camicia rivoltate, cantava Cigarettes and Coffee, suonando una chitarra. Potrei andare avanti, ma il succo è che ovunque ci sia Rosalie c’è anche il nostro giacobino preferito, intento a farle la corte con una dedizione che rasenta lo stalking. Anzi, quando tutti scendono a visitare Casablanca e solo Rosalie resta sulla nave per non incontrare Saint-Just, e lui invece si fa trovare in piscina, direi che il confine è ampiamente superato.
(dalla cabina di betaggio, Hyena mi fa notare la somiglianza di comportamento con Edward Cullen, ma per il buon nome della Rivoluzione è meglio non sottolineare questo aspetto…)
Ma sembra che tanta insistenza alla fine dia dei frutti: soli in piscina, Saint-Just le si avvicina dicendole dolci parole, e…
Ma chi ha riscaldato all’improvviso l’acqua?!?
È l’emozione, suppongo, ma mi piace immaginare un Saint-Just burlone (tanto, OOC per OOC…) che si diverte a fare la pipì in piscina. E invece no, lo scambio romantico continua, si dilunga con una interruzione a opere di turisti spagnoli, l’ennesima fuga di Rosalie, un altro giro di riflessioni dolenti, ma ecco che finalmente, in chiusura del capitolo 4, i due si baciano, e il lieto fine chiude il libro di questo improbabile amore.
Chiude? Ah ah, stavo scherzando! Ci sono ancora sette capitoli, in cui Rosalie, nell’ordine: fa sesso con Saint-Just, in un tripudio di braccia calde e forti e labbra infuocate (avrà la malaria), si dispera per averlo fatto  e va a sfogarsi con Oscar (“Oscar, ti prego, non scherzare: sto affogando in mezzo alla merda!!”, “Ma non mi dire! E com’è che la tua merda profuma di muschio?”), decide di lasciare la crociera, scende ad Alessandria, sale su un taxi il cui autista è un drogato che cerca di violentarla (non c’è niente da fare, con i mezzi di trasporto della terraferma non va d’accordo), viene salvata da Saint-Just, che l’ha seguita sino a lì e picchia l’aggressore. E qui noterei che il salvataggio mette in secondo piano il fatto l’atteggiamento quanto meno morboso del nostro bonazzo: se Rosalie avesse beccato un taxi normale l’avrebbe seguita sino all’aeroporto?
Vabbe’, di fatto l’ha salvata e quindi tutti sono felici, Rosalie torna sulla nave, la sera i due dormono di nuovo insieme, ma senza fare nulla, tanto recuperano qualche giorno dopo con una tripla razione in un alberghetto a Rodi, prima in stanza e poi in piscina, e chissà la gioia degli altri clienti; dopo di che, per gli ultimi tre-quattro capitoli… non succede niente. Scene di vita in crociera, dialoghi al glucosio tra i due piccioncini che discutono di quanto è bello e profondo il loro amore, e l’unico brivido in chiusura quando tutti scendono e Rosalie trova ad aspettarla Bernard, che vorrebbe tornare con lei (ritiro gli striscioni), ma quando scopre di essere stato rimpiazzato da Saint-Just – e, obiettivamente, non c’è partita… – perde la testa, diventa manesco e dà un pugno all’incolpevole André, colpendolo all’occhio. Fortunatamente non con le conseguenze dell’originale.
No, in realtà il vero brivido di chiusura non è questo: è Rosalie, che dopo aver stabilito che Saint-Just e’ quello giusto […]. Non ci credevo, ma debbo ammetterlo, ora. Voglio presentarlo a mamma e papà (questa donna non conosce le mezze misure), gli dice “[…] siamo appena all’inizio, dovrai sopportarmi per i prossimi cinquant’anni!”
Dopo una frase così, persino il Terrore sembra più accettabile.

Eau de finesse.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
"Ancora?!" direte voi, senz’altro già sazi del notevole carnet che di recente vi abbiamo proposto.
Ebbene sì, miei cari, ce n’è ancora. I pout-pourri di Mary Sue interpretate da attrici piacenti ma attempate che vestono Dolce&Pakkiana e che si esprimono come la versione volgare di uno scaricatore di porto paiono non essere intenzionati a finire. E per ripicca dovere di cronaca, noi li riferiamo a voi.
A "normal" year at Hogwarts, opera prima di Jenn_and_Alex è consultabile in versione integrale all’indirizzo http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=453672 ed il suo contenuto è sconsigliato ai minori di 18 anni, alle donne gravide, ai cardiopatici, ai deboli di stomaco e a chiunque abbia un minimo di buon gusto. E ora capirete perché.
L’incipit della storia, ahinoi, segue l’abitudine ignominiosa di piazzare a secco, senza nemmeno un po’ di vaselina, il nome della/e protagonista/e con accanto il link al relativo prestavolto. Il che è abbastanza avvilente, perché una descrizione ben fatta, magari in medias res, vale più di mille immagini di attricette slavate e della sconclusionata lista della spesa con la quale pregi (tanti) e difetti (pochi) delle due protagoniste ci vengono esposti: Jennifer Dawson, una ragazza americana che vive sola con la madre a Los Angeles, mora con gli occhi azzurri, alta e magra, intelligente e furba, un po’ deboluccia di carattere mah, io un furbo non lo immagino proprio debole di carattere… il concetto di furbizia implica una certa dose di carisma e di abilità nel raggiro (giocare a D&D inizia a far male), il che implica a sua volta confrontarsi e averla vinta sugli altri… cosa che una persona debole di carattere non dovrebbe, per definizione, riuscire a fare molto dolce e sensibile, ma anche coraggiosa insomma, un incrocio tra Teddy Ruxpin e Rambo con poco stile nel vestire vedremo più avanti il discutibile concetto che l’autrice attribuisce alla parola stile anche se bellissima e affascinante come ragazza solo come ragazza: come bipolare malvestita, au contraire, non è credibile e Alexis Crawford che vive a Liverpool con la sua famiglia, molto bella anche lei ci mancherebbe, ci manche! bionda con gli occhi quasi color ghiaccio azzurri, insomma alta, magra, decisa, intelligente, simpatica, coraggiosa e anche con cerchi in lega, vernice metallizzata, climatizzatore, ABS, trazione anteriore e chiavi in mano un po’ stronza ma sì, andiamone fieri! D’altra parte, le autrici stesse tengono a specificare che vogliono solo raccontare la società giovanile d’oggi (…) perchè è inutile vivere nel mondo dei sogni dove tutti sono buoni, tranquilli e casti. Secondo questo principio, allora, è anche inutile scrivere di Harry Potter, per un’ottima serie di motivi (Dolores Umbridge mode: ON):
1. La società giovanile d’oggi non è quella di quando Harry è ad Hogwarts: lo sfregiato entra a scuola nel 1991;
2. Non si chiede che tutti siano buoni, tranquilli e casti, ma è anche vero che Hogwarts è una scuola molto, molto, MOLTO rigorosa e non ci sono sale comuni o stanze delle necessità che tengano anche se qualche studente ha l’impellente bisogno di lenire i propri pruriti: ad Hogwarts andare in bagno (Neville docet) ha più dignità di una sana trombata;
3. Visto che ormai è la regola piazzare in prima pagina foto varie ed eventuali dell’attrice che interpreta la/e Mary Sue di turno, perché non si schiaffano i volti di Daniel Radcliffe o di Tom Felton accanto ai nomi dei Gary Stu di una fanfiction originale ambientata in quella che sembra una scuola di magia ma che in realtà è uno squallido e sboccato lupanare? Anche perché a un certo punto vien fuori come un fungo un certo Nicholas Linley, ragazzo alto e muscoloso, capelli castani e occhi verdi, dal carattere molto simile a quello di Draco, per questo è il suo migliore amico, anche se forse era leggermente meno acido del quale la Rowling non ha mai parlato e del quale noi avremmo fatto volentieri a meno;
4. Ron che dice che ne dite facciamo un po’ di casino stasera in sala comune? Giusto per divertirci un po’ non è credibile nemmeno in un’OOC;
5. Hermione che dice merda non è credibile nemmeno in un’OOC.

Hogwarts non è turpiloquio, non è festini a base di alcol, sesso e rock ‘n’ roll, non è indossare il cavolo che si vuole e riceverne in cambio una smorfia al succo di limone. Ricordiamo tutti il Ballo del Ceppo e i Lumaparty: ad Hogwarts ci si diverte così. Mi rendo conto che siano situazioni poco piccanti, ma d’altra parte cambiare ambientazione è un attimo… visto e considerato che, nomi e aspetto fisico a parte, i protagonisti sono già stati belli che snaturati (Dolores Umbridge mode: OFF).
…so di avere spezzato il ritmo di una descrizione incalzante, miei piccoli lettori, ma non possiamo dimenticare che tale eviscerazione di vizi, di stili e di virtù ha luogo mentre le due donzelle stanno correndo verso l’aula di Difesa, in ritardo maximo come solo una (anzi, due) Mary Sue ha diritto d’essere.

Ma la sorpresa è dietro l’angolo: il professor Piton le punisce, infischiandosene bellamente della loro fulgida suosità. V’invito tuttavia a non esaltare, perché per il crudele volere del destino, sono in punizione anche Potter, Malfoy, Zabini e il succitato Linley. E la punizione è esemplare: scrivere un tema sul quanto sia sciocco non seguire le regole.
Tronfio e soddisfatto della durezza della pena da far scontare ai castigati, Piton in versione maestro unico abbandona sulla scrivania i cappelli di carta con le orecchie d’asino per chi sbaglia gli apostrofi e lascia da soli i suoi studenti, non immaginando di certo che di lì a poco un’aula di un’antichissima e rigorosissima scuola di arti magiche si sarebbe trasformata in un ghetto suburbano, dove austeri Serpeverde si trasformano in papponi che picchiano e prendono per i capelli stupide puttane (sic!) Grifondoro la cui massima capacità d’espressione è pregevolmente sintetizzata in un secco ti spacco il culo!
Dopo una rissa al confronto della quale Lil’ Kim diventa la regina Elisabetta con tanto di cappellino, e dopo una gratuita profusione di volgarità che non fa altro che aumentare l’irritante illegibilità della fyccina, l’attenzione si sposta sul covo dei Grifondoro dove, guardate voi il caso, Ron e Dean stanno organizzando un festino e Seamus Finnigan è alla disperata ricerca di una gamba con la quale accoppiarsi.
Ora, i veterani e non solo sanno bene che in genere la narrazione di un festino (alle Vestali piace dir così, eccheccevolemofa’) è preceduta da una nauseabonda quanto inutile descrizione di quel che la/e Mary Sue indosseranno per far cadere ai propri piedi la preda designata. Ed ecco quindi Alexis in pantaloncini corti bianchi, una maglia nera scollata a maniche lunghe e i tacchi. Jennifer invece si mise i suoi Jeans stracciati, le scarpe da tennis e una felpa nera. La voce narrante tiene a far sapere che Jennifer non aveva molti abiti di classe. Ma Alexis può star tranquilla: nemmeno lei ha abiti di classe.

La sala comune era ricca di alcool tra cui Vodka e Ruhm No, ccioè, voddka e rrumm, trooooooppo avanti, troooooppo ribbelle! Varie bottiglie di Limoncello Limoncello?? LIMONCELLO?!?! e alcune Burrobirre no, ccioè, trooooppo di contrabbando la bburrobbirra… e fu così che si scoprì che i Tre Manici di Scopa era in realtà uno dei peggiori bar di Caracas. Per i “santarellini” invece erano poggiati in un tavolino a parte succo di zucca e acqua. (l’eventualità che tra un superalcolico e un altro tu abbia bisogno di sedare l’arsura non è contemplata: se bevi acqua sei sfigato e punto). Ovviamente, la scena che ci viene proposta non è diversa dai millemila festini dei quali abbiamo letto tutti questi anni: fumo, scambi di effusioni, baci, abbracci, dormitori pieni di studenti che facevano sesso e sale comuni in cui alcuni addirittura si scambiavano “piaceri” in sala comune (dopo questa, non guarderò più con gli stessi occhi chi si presenterà dicendo "piacere!"), Ron mezzo ubriaco che ci prova con Jennifer, Alexis che fa la danza dell’amore con due innominati compagni di Casa… e notizie di concerti rock a Diagon Alley.
Alla fine della fiera ci resta solo uno sgradevole amaro in bocca, accentuato da due sconcertanti rivelazioni:
1. Jennifer ha un segreto (ooooooh) e Draco ovviamente sa tutto (come, non è necessario spiegarlo); 2. Tra uno stronzo, un cazzo, un idiota e un vaffanculo, in fondo in fondo, quello tra Alexis e Nick è un rapporto di “odio&amore” (che sembra troppo, ma troppo, il titolo di un libro di Moccia… no, no, signor Moccia, faccia conto che io non abbia detto niente!).
3. Stanca dei vestiti da verginella impaurita, Jennifer prende una decisione importante: tornerà quella di prima: capelli sciolti al vento, trucco visibile ma leggero e vestiti sexy e provocanti. La McGranitt ne sarà FELICE.

E fu così che, già il giorno successivo, Jennifer era tornata la “barbie” di sempre (…) Le ragazze erano sempre state invidiose di Alexis. E lo sarebbero state anche di Jennifer. Da quel giorno le due amiche, sarebbero state le più ammirate e invidiate di tutta la scuola, e non solo per l’aspetto fisico, andando ad allungare la lista di supermiglioriamichestrafichissime che ammorba il potterverse dacché è stato contagiato dal virus delle fyccine.
Come pronosticato, la mini-gonna, davvero MINI, la maglia che lasciava intravedere il piercing all’ombelico, le scarpe tacco 8 (il tacco 8 è fondamentale!) e tutto il resto dell’ambaradan liquidato con un accessori vari (quindi io sono in diritto di immaginare qualunque tipo di accessorio… e quando dico qualunque intendo QUALUNQUE) non risultano molto graditi alla McGranitt.
”Signorina Dawson! Le sembra l’abbigliamento corretto per presentarsi ad una lezione?”
”Beh no, ma è l’abbigliamento corretto per far colpo non trova prof?”
Ma la McGranitt (lei sì!) è donna di classe, e mentre un boato di risate si dileguò (dileguossi, lol! No, a parte lo scherzo, il verbo non c’entra una fava, ma d’altra parte controllare il vocabolario è troppo impegnativo) per tutta l’aula, arbitra la contesa tra una Jennifer ampiamente troia e un Draco punto nel vivo come un Pierluigi Collina del Mondo Magico, sventolando il cartellino giallo con tanto di punizione: entrambi verrete nel mio ufficio e passerete il tempo a scrivere “IO NON SONO IL PADRONE DELLA SCUOLA”.
Con la McGranitt, Hogwarts conta già due maestri unici. Solo che lei alle orecchie d’asino preferisce mettere gli studenti in castigo dietro la lavagna.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, abbiamo ormai appurato che in questa Hogwarts parallela, le ore di punizione sono più galeotte del libro e di chi lo scrisse. Volete quindi che Jennifer non si accorga di essere innamorata di Draco? Volete che Draco non riveli a noi assetati lettori che qualcuno, in passato, ha tentato di violentare Jennifer? Che Jennifer, per tutto questo tempo, era convinta di averlo ucciso quando invece Draco spiega che lo stupratore non solo non era morto, ma era anche un Mangiamorte? Volete che Draco non provi a baciare Jennifer dopo che quest’ultima lo invita a ficcarsi nel culo (sic!) false promesse non meglio specificate, rimediando solo un avvilente calcio nei coglioni (mi adeguo al registro della fyccina) che lo spedisce dritto dritto da Madama Chips?
Lo so che non volevate. Ma purtroppo è successo.

Dicembre arriva col suo carico di neve e con uno studente, un certo Eric, che nessuno ha mai visto prima e del quale nessuno ha capito l’utilità. In compenso, siamo nel giorno dell’annuale gita natalizia ad Hogsmeade e questo forse ci interessa un po’ di più… perché in una versione riveduta e scorretta infarcita di turpiloqui fuori luogo, ci riallacciamo al passo del Principe Mezzosangue in cui Potter con il libro di Pozioni Avanzate fa pure il bagno, va in paranoia con Mangiamorte-Malfoy e chiede a Jennifer di spiarlo da parte sua (è già stato sgamato troppe volte). Ooookkeeeei, quest’ultima parte nel libro non c’era. Però introduce nella fyccina un tema di grande attualità: il conflitto di interessi. E copre Draco di ridicolo: veniamo a sapere infatti che il figlio di Dio! Lucius si trova in infermeria per cause non meglio specificate e che, in preda al delirio, lascia in bella mostra il braccio marchiato. In questo modo non solo può scoprirlo non solo Jennifer (che lo fa, eh. Per puro caso, ma lo fa), ma tuuuuuuuuuuutta Hogwarts, Gazza compreso.
Nella vana speranza di mettere una pezza dopo essere stato sgamato (e ora Voldemort chi lo sente…), Draco gioca la carta jolly della fyccina: la carta emo. Tu non capisci. Non potrai mai capire. Per te sono solo stronzate certo, tu, Potter e tutti i tuoi amici mezzosangue avete vissuto una vita di merda. WTF? Mentre io sono sempre stato fortunato e viziato finalmente un Draco che non viene seviziato dal padre! quindi questo in confronto alle vostre sfortune è niente vero? Ma credimi quando ti dico che… STO MALE.. Ok, ho parlato troppo presto.
En passant Katie Bell rischia di morire, ma l’episodio della collana è nulla in confronto a quello che sta per succedere ad Alexis, che quella stessa sera ha un appuntamento con il bello e tenebroso Eric…


…sì, esattamente quello. Lui cerca di violentarla (però prima stanno per circa un’ oretta a parlare del più e del meno), ma dovete comprenderlo, insomma… appuntamento al lago, lei che indossa un paio di pantaloni attillati bianchi, una maglione non troppo scollato, un paio di converse chiare e un filo di? trucco e che per prima cosa dopo essere arrivata gli si inginocchia vicino (sic!)… va da sé, no? Soprattutto in un filone letterario in cui la gravità con la quale viene descritta una violenza sessuale è pari a quella con la quale si narrerebbe di uno sgambetto.
Alexis tuttavia riesce a scappare (ricorrendo come l’amica Jennifer all’espediente del calcio ai coglioni), ovviamente in lacrime, e chi volete che siano le prime persone che incontra una volta arrivata al castello? Nicholas "amore&odio" e l’ormai onnipresente Zabini.
E come se fosse normale che due Serpeverde diventino cavalieri serventi di una Grifondoro, Zabini porta Alexis in sala comune (Serpeverde, ovviamente), mentre Nicholas decolla per dare una lezione ad Eric. Scazzottate, direte voi? Non solo. In una scena liberamente ispirata a Uomini che odiano le donne, il nostro eroe con la bacchetta prima lo svestì no, purtroppo non è una scena slash e poi scrisse “SONO UN MALATO DI SESSO, IL MIO MIGLIORE AMICO VIVE TRA LE MIE GAMBE” nel suo petto.
Eric reagisce con dignità.
"No aspetta ti prego non lasciarmi qui…tra poco arriveranno tutti per la cena. Lo dico a mia madre eh?”
Nicholas se ne va lasciando Eric nudo e ferito. E, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, me ne andrei anche io perché da qui la storia prende una piega più prevedibile di quella che l’ha preceduta. E’ prevedibile che Nicholas resti a parlare con Alexis in sala comune e che parlino sospesi in un limbo d’ammoreh finché non cadono entrambi tra le braccia di Morfeo, è prevedibile che Pansy sia vittima di un bashing spietato, è prevedibile che Zabini s’invaghisca di Jennifer facendo ingelosire ammorte Draco… è prevedibile che, complice una canzone dei Low Shoulder (materializzati direttamente da Jennifer’s Body durante il concerto ad Hogsmeade… oddio, ora ho capito perché una delle due si chiama Jennifer o_O), Alexis e Nicholas coronino il loro sogno d’ammoreh e che nel frattempo, uscendo a prendere una boccata d’aria, Jennifer svenga e che con i suoi occhi si chiuda anche il capitolo. E, ci auguriamo, anche la fiera delle banalità.
Un sentitissimo grazie a .xXTsubakiXx. per la segnalazione!

L'amore rende stupidi e ciechi (e anche un po' Tokio Hotel).

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
pare che al Tempio si stia diffondendo una nuova moda: quella di gettare ai pesci la bozza per una fycci e di continuare a scriverla -se non iniziarla del tutto- nel caso in cui si riscontrino adeguati consensi.
Al di là della filosofia ti piace vincere facile? Bonzi-bonzi-bò-bò-bo, le perle che si raccolgono lasciano il discutibile tempo che trovano, e l’amore rende stupidi e ciechi di maby (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=487377&i=1) non è di certo l’eccezione che conferma la regola.
Volete per il dichiarato contenuto sessista (Ciao ragazze! Eccomi qui con una nuova storia!), volete perché sul tourbus di una boyband non ci vedo la girlfriend del frontman (su Fastidious siamo international), volete perché la girlfriend del frontman si accorge di non amarlo più proprio quando il frontman le chiede di sposarlo considerato oltretutto che la ragazza aveva avuto rapporti sessuali con Tom, il gemello; e per puro caso, compra un test di gravidanza e scopre di essere incinta. Ma di chi? Bill oppure Tom?… insomma, fate vobis.

E’ alla fine di uno dei soliti, sfiancanti concerti che inizia la fine (e la fycci): il giorno tanto atteso da lui e molto meno da lei (quando in genere *quel* giorno è MOOOOOOLTO atteso da lei e MOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLTO meno da lui).
Il moro (Otello!) entra nella stanza della girlfriend (andare in giro con il tourbus è una cosa, ma avere anche una stanza propria nel backstage non è un po’ eccessivo?), cogliendola pressoché di sorpresa mentre lei nasconde (sic!) qualcosa nella borsa. Il test di gravidanza, probabilmente.
“Hey, che fai?” (…)
“Hey, è già finito il concerto?”

HEEEEY!
In un momento di affettuosità nel quale riesce a vincere le leggi fisiche imposte dalla straordinaria capigliatura, Bill si tende per cingere la sua ragazza, ma lei lo rifugge con una formula che farebbe sudar freddo qualunque uomo. “Bill, ti devo parlare”
Jennifer non ha nemmeno il tempo di dire sonoincintamanonsonosicurachesiatuovistochemisonofattailtuogemelloquindimisachenonloscopriremonemmenoilgiornodelpartoahahahah, che Bill la interrompe.
“Aspetta, scusami ma mi vado a cambiare, la tuta pesa
E doveva essere una tuta ben pesante, dal momento che, mentre Bill si cambia, Jennifer ha tutta la calma per scrivere uno struggente biglietto in cui rivela che era incinta e probabilmente del gemello, e cosa peggiore e che non lo amava più. Quando si dice esser delicati e accorti!
Jennifer ha appena riposto il biglietto che il biondo Gustav entra -senza bussare- e le riferisce che Tom la vuole. Se le voglia parlare o la voglia e punto, non ci è dato sapere ancora.
Ma propenderei per la seconda ipotesi dal momento che, non appena Jenny lo raggiunge, le chiede così, su due piedi, di uscire con lui.
“Per poi andare a letto insieme? No grazie” (…)
“Puoi chiudere sta cazzo di porta per favore?” esortò di nuovo Tom
, con finezza e sicura conoscenza del significato del verbo esortare. Come Jennifer prima di lui, d’altra parte.
Prendendo il tempo necessario per mettere Tom a parte della probabile paternità (ovvero un secondo e mezzo, secondo i dettami standard di una fycci), Jennifer spiattella l’amara verità. E Tom la prende molto, ma molto bene.
“Oh cazzo! Siamo nella merda! Co…come cazzo si fa ora?!” esortò.
Ora, il fatto che i verbi esortare ed ESCLAMARE inizino entrambi per e non mi pare una scusa sufficiente per interscambiarli!
“Ti chiedo la massima segretezza su questa cosa..per favore, ho lasciato un bigliettino sul tavolo della mia stanza, che di sicuro è un luogo riservatissimo et nascosto! me ne andrò sta notte.
Pia illusione. Jennifer non ha nemmeno il tempo di pensare di scappare che Bill, vestito di una tuta in fibra, la placca e le chiede, giustamente, cosa avesse da dirgli.
“Ah, vero..ma non ti devo dire più niente..”
Incassando il colpo con magistrale nonchalance, Bill fa spallucce e chiede a Jennifer di seguirlo di sopra, ove darà una strafighissima notizia ai ragazzi: lo scioglimento della band si sarebbe andati a cena sta sera..in un ristorante.
Ma no! Pensavo che sarebbero andati a mangiare, che so, dal parrucchiere o dall’elettrauto.
Le feste, le cene, i party sono annoverati tra i momenti topici di ogni fyccina, e sapete perché? Perché per l’occasione le vestali si sentono giustificate ad addentrarsi nei meandri dei capi indossati dai protagonisti, descrivendone puntigliosamente ogni più notevole insignificatività. E infatti:
Bill voleva essere più elegante possibile, così optò per una maglia nera, un paio di jeans scuri e degli stivali alti. I capelli all’indietro e sopratutto quella sera non si sarebbe truccato, cosa che faceva raramente. Insomma, è Lady Gaga senza trucco.
Tom invece, era sempre della stessa idea, una cosa valeva l’altra, quella serata sarebbe stata come una festa, quindi lo stesso stile pop-urban.
PEZZENTE!
Georg, a parer suo era il più felice di tutti. Voleva molto bene a Bill quindi se era felice lui, lui lo era anche. Perché lui sa! Così si legò i capelli in una coda, una camicetta nera, e dei pantaloni scuri, e per finire un paio di scarpe di cuoio sempre di colore scuro. Se invece fosse stato triste o molto arrabbiato, si sarebbe vestito interamente di bianco, tipo lutto cinese.
Gustav, anche lui come Tom; maglia, pantaloncini e scarpe da ginnastica. Evidentemente non era troppo contento nemmeno lui.
E, per ultima, la protagonista della nostra storia. La Mary Sue che non può che essere piuccheperfetta.
Jennifer indossò un tubino di color rosso che metteva in risalto le prosperose forme eringraziamoilgoss che non sono perfette! tacchi neri senza scarpe! e qualcosa per ornare il proprio corpo, chiamansi banalmente accessori.

E in poco tempo arrivarono al ristorante.
Dopo aver ordinato silenziosamente, cade ancora di più un silenzio ostile, ingiustificato, tra l’altro, il quale venne rotto da Georg, che fece ridere tutti con una delle sue battute.
La serata procede più o meno tranquillamente (certo, c’è quel silenzio ostile che aleggia e che un po’ inquieta…) finché per Bill non arriva il momento tanto atteso: toccò la tasca della propria tasca è l’emozzzioooneh, poverino! assicurandosi che ci fosse lui sé medesimo o la tasca? Si alzò dal tavolo, fissato da tutti lui o il tavolo? e si avvicinò alla ragazza, dove si piegò alle sue gambe. Scritta così, mi fa pensare che alla ragazza sia un luogo alle pendici del quale Bill si è piegato
.
Jennifer ovviamente non capisce (le alternative erano o una proposta di matrimonio o l’invito a un’insolita pratica sessuale, per di più pubblicamente esibita). Bill, conoscendola, arriva subito al dunque, ma abbiamo appurato che Jennifer è una figa di legno e la cosa la stizzisce. La stizzisce Bill, la stizziscono i bodyguard che le sussurravano un lieve: “sì, sì!” e che, in una scena che è ritenuta imbarazzante dall’autrice stessa, prendono ad abbracciarsi affettuosamente. Ma io ritengo che più imbarazzante ancora sia la scena che segue.
“Lasciali stare, sono felici!”
“A me sembrano un po’, sai…fri fri” disse Gustav, continuandoli a fissare.
“Perché? Che hai contro i gay?” domandò Georg.
“Io? Niente! Niente! Anzi sono convinto che prima o poi tutti diventeranno così..” ammise il biondo.
“Tutti?” sorrise maliziosamente il piastrato.
E che è, il piastrato è un tipo di carne?
“Oh Geo!” esclamò Gustav sentendosi a disagio.



Nemmeno nel Potterverse ho letto di tali velate corrispondenze d’amorosi, slashosi sensi! Anche perché di punto in bianco i due bodyguard decidono di sbaciucchiarsi (sic). Se mi concedete una parentesi seria tra tanti amari sorrisi, mi chiedo perché ci si ostini a trattare il tema dell’omosessualità in modo così superficiale ed avvilente, ad infilarlo nei punti meno opportuni ed a considerarlo un fenomeno da baraccone giusto per dare un po’ di pepe quando si è palesemente nell’impossibilità di comprenderlo e gestirlo, sia anche nel contesto della scrittura amatoriale.
Ma torniamo a noi.
Già che aveva rovinato il momento della proposta di matrimonio, esibendosi in improbabili contorsioni davanti a tre totali brocchi, Bill decide di dare il caricone e di andare a festeggiare in discoteca. IN DISCOTECA, E CON ALTRE PERSONE ESTRANEE A LUI E ALLA FIDANZATA (ah, sì… dimenticavo: contrariamente ai pronostici, Jennifer ha accettato).
La serata iniziò con musica a palla, risate, alcol e sesso …tra chi? E in pubblico? o_O Quasi tutti erano completamente ubriachi hanno bevuto per dimenticare?
tutti tranne Georg, che a differenza di loro, era solamente brillo Cos’è, il carosello delle precisazioni inutili?

Jennifer a causa del troppo alcol si sentì male così Bill disse alle guardie di tagliarle la testa riportarla a casa.
Che caro, la donna alla quale hai appena chiesto di sposarti sta male e tu la fai riportare a casa da due energumeni perché devi continuare a goderti la serata… tenero! ^O^
Dopo un’ora gli venne un dubbio. Meglio tardi che mai…
“Starà bene? Meglio che vado a casa? Non lo so..” balbettò al gemello.
“Vuoi che vada a vedere?” domandò.
“Come vuoi, tanto ritorni vero?”
MA CHE STRONZI SONO, TUTTI E DUE?!
“Certo, allora vado a dopo..” salutò Tom allontanandosi.
Dieci punti alla Casa di chi mi riesce a dire chi dice cosa a chi. E possibilmente anche quando.

“Georg, puoi andare a vedere che è successo? Tom non è più ritornato e il cellulare di Jennifer e il suo sono spenti..ho paura che Jennifer si sia sentita male..” disse Bill a Georg. MA MUOVI IL CULO, RAZZA DI CHIAPPONE! “Anzi, vado io va..” aggiunse subito dopo. Ah, meno male…
“Nono, vado io, non ti preoccupare! Tu resta qui con Gustav” Georg uscì dal locale e si fece scortare fino a casa dalle guardie del corpo, che nel frattempo si erano moltiplicate, dal momento che non ci è dato sapere se quelle guardie del corpo fossero le stesse che avevano riaccompagnato a casa Jennifer. E che, nel secondo caso, saranno molto felici di rifare la strada altre due volte.
Comunque Bill è veramente senza dignità.
Oh, ma io penso sempre male. In realtà la riluttanza di Bill nell’andare da Jennifer è del tutto funzionale alla trama. Se così non fosse, infatti, Tom non potrebbe trovare Jennifer semi nuda sul divano, non potrebbe caderle *accidentalmente* addosso e non si sarebbe potuto figurare il seguente scenario. Entrambi erano ubriachi e inconsci, beh, inconsci mica tanto… Involontariamente la giuria tutta ci sta credendo, sì sì Tom portò una mano sul seno della ragazza, la quale questo gesto lo prese come se Tom volesse fare qualcosa, così portò una mano sulla lampo dei pantaloni di Tom. Osserverei cinque minuti di silenzio per l’italiano morto sul costrutto di quest’ultima frase ed altri cinque per la coerenza di Jennifer, morta sulla lampo dei pantaloni di Tom. “Mmm…” mugugnò “che vuoi fare?” domandò alzando gli occhi verso Jennifer.
Mah, boh, non saprei. Trivial Pursuit o Risiko? O magari Scarabeo?
“Non lo so..qualcosa! Bill, Bill non mi soddisfa mai abbastanza!” esortò e basta con queste esortazioni! Possiamo aprire un vocabolario, una volta ogni tanto, o dobbiamo solo concentrarci sulle lampo dei pantaloni altrui? calando lentamente la cerniera.
“Tanto siamo entrambi ubriachi, il giorno dopo non ci ricorderemo di niente..” disse
In realtà non erano fatti di alcol, ma di roipnol.
" nemmeno di questo..” sussurrò, infilando la mano dentro i boxer del chitarrista. Jennifer si sistemò a cavalcioni su di lui e abbassò completamente i boxer e gli fece una serie di “servizi” con mano e bocca. Perché tanto l’importante è non commettere l’irreparabile… di nuovo.
Tom raggiunse l’apice presto ma Jennifer continuò; come presto, anche, arrivò davanti casa Georg. Che raggiunge il luogo ove si sta consumando il delitto proprio mentre Tom sta entrando (sic!) nel corpo di Jennifer con la mano. E’ la mia prima scena di fhisting, sono emozionata!
Georg reagisce come una donnetta. Jennifer si precipita ad esortare il doveroso “Ti posso spiegare tutto! Non è come sembra!” E Tom rincara. “Georg io… non lo so che mi è preso… adesso Bill ha chiesto se la vuole sposare, lei è incita ma non sa di chi.. oddio è tutto un grande orrore errore!” Georg sbianca come chi sta per svenire, o vomitare. Ma il Paolo e la Francesca de noantri non sono ancora soddisfatti.
“Sì Georg…sono incinta” continuò lei.
“Di Bill?” chiese.

“Non lo so…perché ho avuto rapporti anche con…Tom (…) Georg, ti prego non dire niente finché non saprò di chi è! E’ possibile che sia anche di Bill! Chi lo sa!”
“E come fai a saperlo? Sono gemelli!” rispose Georg.
“Porterò con me Tom e faremo delle analisi del sangue. C’è sempre qualcosa di diverso..e li scopriremo di chi è!”

*Angolino dr House*
I gemelli omozigoti (e i Kaulitz, a occhio e croce, mi sembra che lo siano) hanno in comune non solo il codice genetico, ma anche quello epigenetico. Insomma, non li distingui, biologicamente parlando, nemmeno se preghi in aramaico.
*Fine angolino dr House*

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
a tutt’oggi non ci è dato sapere del destino di Bill, Tom e quella zoccola di Jenny.
Nell’attesa di ulteriori, scandalosi e sconvolgenti risvolti, io vi esorto: ESORTATE ANCHE VOI!

High School Hogwarts

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
ritorno ora da un lungo eremitaggio trascorso sulle più alte vette dell’Himalaya alla ricerca della pace interiore, dell’equilibrio e della tolleranza .
Il tempo passa, ma c’è qualcosa che immutabile è e immutabile resterà, anche quando ha orde di giacobini assetati di sangue rosa shocking glitterato (e non è la Bastiglia, quella è stata una facile conquista): la Fyccina e le Mary Sue che impenitenti ed imperterrite la infarciscono rigo per rigo.
Davanti ad una Fyccina, a nulla servono Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, ed i lunghi mesi passati a meditare e ad imparare le arti di mediazione e tolleranza sfumano d’improvviso in un bel flambé. Se poi la Sue, anzi, le Sue hanno i volti insipidi e brufolosi delle protagoniste dell’immondizia che mamma Disney ha deciso di propinarci al posto delle care, adoVabiliH storie di principesse, mi svesto del monacale abito arancione, salgo in cattedra e riprendo in pugno la mia amata bacchetta.
Ehm ehm. Punizione, Potter!

Sadica come mio solito, o forse troppo clemente, non vi anticiperò nulla se non quanto già rivelato nell’eloquente presentazione:
marti arriva a scuola, diventa migliore amica di pansy e daphne. si innamora corrisposta di malfoy!!! miley cyrus è martina. ashley tisdale è daphne. vanessa hudgens è pansy
Scritto da marti_XOXO, diretto da Federico Moccia e Silvio Muccino. Musiche di Marco Carta con la collaborazione di Gigi d’Alessio e Anna Tatangelo, costumi di Truzzo & Pacchiana. Solo nei migl… qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=415758&i=1

Ora, io so di essere pignola: il mio ministero me lo impone. E’ pur vero, però, che l’incipit di una qualsivoglia storia debba essere… un incipit, appunto. Non per forza un "c’era una volta", ma di sicuro non un elenco dei nomi dei protagonisti affiancato ai link fangherlosi ove trovare i rispettivi volti.
Anche perché si rischia di trovarsi orrori concettuali tipo:

1. Pansy Parkinson, che la Rowling sua propria manu associa ad un carlino  (e nel film sono stati anche troppo buoni, perchè avrebbe dovuto essere così), diventa una latina precoce dal dubbio talento.
2. Theodore Nott, che la Rowling sua propria manu definisce conigliesco, diventa un
casalingo disperato.
3. Blaise Zabini, che non esattamente la Rowling definisce giovane, bello ed anche abbronzato, diventa
il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi centocinquant’an… ops, sbagliato link. Dicevo, passa da così a così.
Ora, dal momento che in questa storia è preferita la forma (e di certo non quella grammaticale) alla sostanza, mi regolerò di conseguenza. Giacobini avvisati, mezzi salvati.

Il banchetto di ben tornato era già comparso di fronte a tutti gli alunni, che dopo le vacanze estive, si erano diretti nuovamente verso la loro scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.
Gli studenti del primo anno, invece, si nutriranno di muschi e licheni nel ripostiglio del sottoscala di casa Dursley.
Segue la scena che sta alla fyccina come la macchina impantanata nel fango sta ad un film di zombie: Albus Silente richiama l’attenzione dell’intera Sala Grande con la solita scusa degli annunci -tutti rigorosamente AU non segnalato.
Piton ottiene la Cattedra di Difesa contro le Arti Oscure. I Serpeverde son contenti come è giusto che sia. Agli altri alunni, la cosa non cambiava più di tanto. Certamente. Grifondoro in prima fila.
Il posto di Piton viene preso da una certa professoressa Smith non altrimenti specificata, ma tanto chissenefrega… perché quello dopo è il momento topico. Il momento di dare un altro ben venuto a un alunna che si è appena trasferita qui da noi, frequentava l’altra scuola in Scozia! Lei è al 7° anno, quindi frequenterà le lezioni con voi altri dell’ultimo anno. Una volta entrata sarà sottoposta al cappello parlante, come di normale procedura, per scoprire la casa che le farà da abitazione per il prossimo anno!
A parte il fatto che le scuole di magia non hanno filiali tipo CEPU (anche se le Sue del Potterverse pare abbiano studiato tutte con Valentino Rossi, Del Piero e l’uccellino), i nuovi studenti sono nuovi studenti e basta. Se al primo o all’ultimo anno, non fa differenza: tutti devono essere smistati? Lo siano tutti insieme. Anche se c’è da ammettere che a fare lo smistamento tutti insieme si perdono capolavori di involontaria ilarità.
La ragazza camminava lungo i tavoli delle varie casa, con lo sguardo dritto di fronte a se. Evidentemente, la ragazza deve avere quattro gambe a mo’ di tentacolo se può camminare contemporaneamente lungo i tavoli. Era alta, non molto, nella media Nella media di quale paese, esattamente? Perché la media italiana è molto al di sotto di quella svedese, eh. Ma figuratevi se davanti a cotal trionfo di beltà ci si possa crucciare per banali dati antropometrici: aveva dei capelli lunghi bellissimi ondulati, neri con qualche colpo di sole rosso (i colpi di sole sono SOLO biondi… perchè sono appunto colpi di sole. Tutto il resto è mèche, oltre che tediosa noia) qua e la, portava un ciuffo sull’occhio sinistro. Gli occhi, erano bellissimi anche loro bellissimi!, scuri, profondi, fieri. Il fisico era perfetto E te pareva. Aveva tutte le curve nei posti giusti e rette e semirette nei posti sbagliati, blablabla. Portava dei semplici jeans stretti, una canottiera bianca e un cardigan ficsia colore suesco della nuova collezione autunno-inverno
sopra, e ai piedi delle carinissime scarpe nere con un po’ di tacco.
Ed abbiamo anche la
documentazione fotografica.
Le reazioni:
1.
la faccio finita
2.
non guardare, cara, è solo una fyccina
3.
WTF?
Provando per un momento ad esser seri, Hogwarts è una scuola in cui una ragazza viene guardata male dagli insegnanti se non tiene i capelli raccolti. Esiste una divisa alla quale non è concesso alcun tipo di deroga. Chi si veste da zoccoletta der quartierino, secondo Canon, non dovrebbe neanche varcarne la soglia. Ma suvvia, cosa è questo sciocco Canon!
Martina Cyrus (Martina è un nome tipicamente scozzese, così come il Cyrus è da considerarsi del tutto casuale, invero) viene presentata allo strabiliato pubblico in sala, e davanti al pubblico in sala viene fatta accomodare per lo Smistamento. Dal quale il Cappello Parlante, ahinoi, purtroppo non si esime:
bene bene! Guarda che abbiamo qui. Bella mente, coraggio, voglia di amicizia, ma vedo anche…- il cappello non terminò la frase, perché la ragazza lo interruppe.
-no! Zitto! Non parlare di cose che non conosci!!- disse la giovane sibilando.
-e perché mai? Non vuoi che tutti sappiano che tu…-
-basta! Finiscila!-
-ok ok sarà meglio… Serpeverde!- annunciò il cappello, senza poi dire altro.
Ed è meglio così perché, francamente, non c’è nulla di più urticante di sentire il Cappello Parlante dire ok ok, enumerare le innumerevoli qualità della self insertion dell’autrice e svelare parte di un segreto insvelabile…


…scommettiamo che Martina è almeno almeno figlia segreta di Lord Voldie? Sorella putativa di Lucius Malfoy? Cugina illegittima di Bellatrix Lestrange?
Da notare il delizioso cameo di Albus Silente versione animatore Alpitour:
molto bene signorina Cyrus! Hogwarts le da il benvenuto! Spero si troverà bene qui!
Quasi quasi mi aspetterei il gioco aperitivo alle diciotto al Lago Nero. Martina raggiunge il tavolo dei Serpeverde, che per qualche straordinario motivo non la linciano nonostante l’abbigliamento pakkian-babban. Tutt’altro: un ragazzo della sua stessa età, con i capelli neri e dei bellissimi occhi blu, la fece accomodare accanto a lui. -piacere! Io sono Blaise Zabini, per qualsiasi informazione non esitare a chiedermelo! Sono Caposcuola, insieme a lui.- disse indicando un ragazzo seduto di fronte a lui.
Ricapitoliamo, per i distrattoni:
ragazzo con i capelli neri e bellissimi occhi blu vs Blaise Zabini. E nemmeno Zabini, da quel che ci narrano, pare abbia mai lavorato alla Alpitour.
Ma mentre noi ci scervelliamo per comprendere il perché di scelte non così tanto artistiche, sta accadendo l’irreparabile. Nessuno che abbia idea di chi fosse il ragazzo seduto di fronte a lui? E di che cosa stia per succedere? E’ facile, ma vi do un aiutino:
I loro sguardi per la prima volta si incrociarono. Bianco e nero. Giorno e notte. -Malfoy. Draco Malfoy, picere! Dal picere del primo incontro, è tutto un susseguirsi di surreali coccole alla saccarina fatte di un ariano Blaise che, dopo trenta secondi, chiama Martina Marti (suo nome abbreviato… usare diminuitivo sarebbe stato banale; poi, si sa che io sono particolarmente suscettibile, ma se qualcuno immediatamente dopo le presentazioni osa chiamarmi Odio anziché Odiolarow come dovrebbe essere, io mi irrito); di Pansy Parkinson e Daphne Greengrass che, ancora inebriate delle canzonette di High School Musical, sperano di diventare presto buone amiche di MartiSue…e di un la trovava bellissima che fa sempre pathos. Con una succulenta ciliegina sopra che altro non è che la parola d’accesso ai dormitori di Serpeverde: victoria forever. Che potrebbe essere intesa come:
1. Semper victoria: un misunderstanding delle reali intenzioni della Rowling e del suo latino un po’ maccheronico. Solo che non si sarebbe mai spinta fino a questo punto.
2. Forever victory: decisamente più tamarra della sua forma latina, sarebbe la negazione totale delle reali intenzioni della Rowling
3.
Victoria forever: la più papabile visto le alte punte di lirismo alle quali aspira la fyccina.
E infatti…
-bella parola d’ordine!- disse Marti entrando nella sala comune. Che vi avevo detto in merito alle alte punte di lirismo?
-bene Marti! Benvenuta ufficialmente a Serpeverde!!- disse pimpante Daphne. -vi ringrazio di avermi accolto subito!- disse la mora sorridendo. -e ora le presentazioni!- disse Pansy, rivolgendosi alla nuova amica. -Marti, loro sono Theodor Nott, Vincent Tiger e Gregory Goyle.- disse indicando i ragazzi ogni nome. -piacere ragazzi!- -piacere!- risposero in coro. -perfetto adesso che hai fatto la conoscenza di tutti i Serpeverde più importanti, ti portiamo a vedere la tua stanza, che poi è anche la nostra!- disse Daphne.
Sapete cosa mi piace delle fyccine? Che è tutto facile. Si può liquidare con tutti i Serpeverde più importanti il fatto che per la Rowling sarebbe stato difficile elencare uno per uno gli studenti Serpeverde, ed il fatto che di alcuni si parli nei libri e di altri no non implica necessariamente che siano i più importanti della Casa. Ma importanti in che senso, poi? In più, ti presentano una volta ed ecco che il tuo nome rimane impresso nella memoria di chi ti ha vista di sfuggita anche a distanza d’anni. Senza contare che fai colpo almeno su qualcuno. Di solito sul figo di turno e su uno o più sfigati, con relative polluzioni mentali del migliore amico del figo di turno:
-accidenti è proprio carina!! Quasi quasi inizio a farci in pensierino!!- annunciò Vincent. E una. E due e tre: Blaise di nascosto guardava il suo migliore amico. Sapeva che a lui stava iniziando a interessare la morettina (la moglie di quello del caffè?)
lo aveva capito dal modo in cui l’aveva guardata. (…) Lui aveva visto quegli occhi! E sapeva cosa volevano dire! Draco Malfoy voleva quella ragazza.
La vogliamo anche noi. Morta, però.
E mi piace anche il fatto che l’unica preoccupazione della adolescente media sia parlare di ragazzi e di chi sia stata con chi. E che il migliore amico lo trovi sempre dietro l’angolo. Anche se un’ombra oscura s’affaccia sul futuro di Martina… perché questa volta nulla sarebbe andato storto. No. Non lo avrebbe permesso. Non di nuovo. Quale ombra oscura, dite voi? Beh. Potrebbe essere quella prodotta dalla immensa mole di Millicent Bullstrode che, rea di non essere mai apparsa nei musical Disney, viene guardata con odio da TUTTI i nuovi amici di Martina solo perché chiede, legittimamente, perché abbia ordinato al Cappello Parlante di tacere. E perché, di conseguenza, il Cappello Parlante non l’abbia mandata nel ridente paese di Fanculo.
La domanda avviluppa ancor di più Martina nel suo velo di patetico mistero. E fa diventare lei e le sue nuove amyke forever un ibrido tra un camionista (non me ne vogliano i camionisti), uno scaricatore di porto (non me ne vogliano gli scaricatori di porto) una corteggiatrice di Uomini e Donne, ma più volgare, ed una naufraga dell’Isola dei Famosi ancora più volgare.
Ovviamente, la nuova corte organizzatasi attorno a MartiSue è indignata dal trattamento osceno che le è stato riservato dalla poco ocheggiante Bullstrode. Tutti la rispettavano. Tutti! Tranne quella stupida. Tanto che, se fossero mere leccaculo, nella scena che chiude il primo capitolo Pansy e Daffy sarebbero meno squallide. Dannata Bulstrode! Se la becco le faccio male! Come cazzo si è permessa? Cioè io e te che bene o male abbiamo instaurato un rapporto avete instaurato un rapporto in… quindici secondi netti? Va’ che instaurare un rapporto non vuol dire confrontarsi le unghie dei piedi per vedere chi le ha più lunghe!
non ci saremmo mai azzardate a fare una cosa del genere!(…)
-Sono contenta che sia con noi! Sono sicura che diventeremo grandi amiche! Mi è piaciuta da subito!

Un raggio di luce si posa candidamente sull’inizio del secondo capitolo, raggio di luce offuscato dal ricordo del litigio avuto con quella stronza; nulla che una sana, inutile descrizione di una tenuta da camera un po’ tamarra non possa in qualche modo lenire. E’ ancora presto per le lezioni, persino per indossare la divisa. E allora MartiSue fa quello che fa lo studente medio di Hogwarts: trascorre il suo tempo in sala comune a inseguire pensieri che come farfalline le svolazzano nella zucca vuota. E chi volete che incontri quando tutti ancora sono a dormire?
Malfoy.
Ecco, appunto. Ed è pure premuroso, lui. La Bulstrode è troppo pedante! disse colui che schifò Potter quando questi si rifiutò di stringergli la mano, prima di cadere nella trappola. Di MartiSue, non di Potter.
Draco pensò che il suo sorriso fosse uno di quelli più belli, che lui avesse mai visto. Quando rideva, le si illuminavano gli occhi. Era proprio una bella ragazza, simpatica, dolce..
“che cazzo pensi Draco??? Non c’è tempo per fare i sentimentali! Fra poco probabilmente verrò marchiato
Draco è una mucca o un vitello? o_O quindi niente distrazioni! Devo solo concentrarmi per trovare un modo perché questo non avvenga! Non voglio diventare un mostro come mio padre!"
Hem hem. Chi mi trova il momento storico in cui Draco Malfoy principe delle serpi ad honorem, considera un mostro il suo adorato padre? Non c’è? Bene, cinquanta punti a Serpeverde. E no, non mi interessa se a rispondere è stata la solita Tassorosso-kapò!
Il secondo ingresso in Sala Grande di Marti-Sue non è di certo meno trionfale del primo. E si chiede anche il motivo, l’ingenua Martina. Sarà il sobrio abbigliamento con il quale si è presentata la sera prima? Sarà il fatto che il Cappello Parlante ha voluto fare lo splendido e l’ha quasi pubblicamente sputtanata? Sarà che una come Martina sta a Serpeverde come Harry Potter sta ai California Dream Men? No. E’ per riuscire a capire come sei realmente!. Ed è per capire come sia realmente MartiSue che Harry Potter si trasforma da
paladino della giustizia un po’ sfigatello con il quale Madre Natura non è stata particolarmente benevola  a Harry Potter! Piacere di conoscerti! L’unica cosa che mi dispiace è che sei una Serpe, altrimenti avremmo potuto divertirci un po’.. non trovi? 
L’epilogo è dei più drammatici:
già è vero, non ci siamo presentati! Ma sinceramente visto che ho vissuto 18 anni senza conoscerti, credo di poter continuare a vivere lo stesso! Ciao ciao!- disse la riccia girandosi e lasciando il gruppo di Grifondoro a bocca aperta, mentre quello di Serpeverde la seguì, con un sorriso sulle labbra. Era proprio una vera Serpe. Per questo loro la trovavano così speciale!
Capito? Lei ha risposto male, lei è faiga! E’ Serpeverde d.o.c.!
Ora, io capisco che in un mondo fatto di uvetta passa e di canditi, il semplice fatto di avere "cazzo" in bocca una volta su due (e non parlo di una pratica sessuale) e di indossare stracci di dubbio gusto sia very alternative-cool e che tirarsela fino a strapparsela via sia motivo di vanto tanto da farci una spilletta; il problema è che qualunque persona non affetta da zoccolite cronica recidivante risponderebbe in quel modo ad un cafone che si approccia come a Martina si è approcciato il clone pessimamente riuscito di Potter. Non vedo in che modo una simile risposta potrebbe associarsi all’appartenere o meno ad una Casa di Hogwarts. Forse che le Tassorosso si fanno violentare? Le Corvonero sproloquiano di letteratura facendo allontanare il malcapitato? Le Grifondoro la danno via subito perché stanno sul culo alla protagonista?
La verità è che in questa storia, l’universo è stato stravolto perché secondo alcuni Tom Felton è carino, ed un ragazzo carino non può essere stronzo. Non in una fyccina perfetta, quantomeno. Così come, in una fyccina perfetta, non può esserci un ragazzo che abbia la pelle scura anziché gli occhi di cobalto. Così come, in una fyccina perfetta, le migliori amiche della protagonista strafiga non possono non essere strafighe anche loro. Così come l’antagonista dell’ammoreh della protagonista non può non essere stronzo/cafone/borioso. Il che è esattamente quello che è il VERO Draco Malfoy nel VERO Potterverse. Indipendentemente da Tom Felton. In questo modo, i Serpeverde diventano i buoni, i Grifondoro i cattivi -persino la McGranitt, da austera ed imparziale vicepreside, diventa la megera pettegola del paesello, giusto perché il vittimismo non può mai mancare- e in questo marasma di AU, What if e OoC, perfino una come Martina, la cui massima ambizione è pastrugnarsi un adolescente macilento o fare shopping ad Hogsmeade (non sapevate che Noi studenti maggiorenni possiamo andarci quando non abbiamo lezioni? Sapevatelo!), può ingrossare le fila dell’augusta Casa verde e argento.

Ah, siete ancora qui perché non potevate andare senza che Marti svelasse il suo segreto, giusto?
Va bene. Ma ricordatevi di accomodarvi sui lettoni piumosi dei vostri dormitori, di aggranfare cuscini e pelouche e di insonorizzare la stanza per non rischiare che le idiozie assortite che stanno per essere pronunciate vadano a far danno altrove.

(…)circa due anni fa, la mia vecchia scuola, faceva degli scambi tra studenti di altri paesi. Capitò quindi che un giorno arrivasse un ragazzo molto carino, di cui subito mi invaghì! Io mi invaghii. Lui si invaghì. All’inizio nessuno dei due si rivolgeva parola, poi però abbiamo iniziato ad uscire, e poi alla fine ci siamo innamorati.. Pausa lacrima solitaria che riga lo splendido volto e amiche affrante che consolano. (…) ma purtroppo pochi mesi dopo, lui dovette tornare alla sua scuola. Il giorno prima che lui partisse, io mi resi conto di essere.. di.. di essere.. incinta.. Pausa sconcerto amiche affrante. Così la mattina della sua partenza, io…. lo presi da parte e glielo dissi! Lui la prese malissimo! E te credo! Mi disse che non era un problema suo, in quanto non era vero che mi amava… mi disse che aveva la ragazza a casa e che si era solo voluto divertire con me! Pausa che grandissimo bastardo figlio di puttana!. E ora inizia il climax. Io ovviamente, non persi nemmeno un secondo in più e me ne tornai a casa. Sembrava che quello per me non fosse un bel momento, infatti appena tornata arrivò mia.. madre in lacrime a dirmi che papà non ce l’aveva fatta!- Marti si interruppe di nuovo perché aveva le lacrime avevano iniziato a scendere copiose. Non aveva retto alla notizia. Mio padre era il mio unico consigliere, perché con mia.. madre, non avevo un buon rapporto! Lei era attaccata al nome, al potere! Una sera decisi di parlarle del mio problema! Pensavo che almeno un po’ mi avrebbe capito e sostenuto! Invece, appena terminai di dirglielo, lei mi disse che era delusa, che mi ripugnava, che non voleva più saperne di me, che avevo infangato il nome dei Cyrus e che se avesse potuto mi avrebbe tolto il cognome!(…) mi puntò la bacchetta contro, e con un incantesimo uccise il mio bambino, e inizialmente credevo che avesse ucciso anche me! Ma così non fu.. in quanto mi sveglia alcuni giorni dopo all’ospedale dei maghi! Non so chi mi ci abbia portato, ma accanto al comodino trovai una lettera di quella donna, che diceva che non voleva più saperne di me, ne di quello che sarebbe stato il mio futuro. Per lei ero semplicemente morta!
Mi chiedo se in questo drammatico resoconto ci sia più Candy Candy, Georgie o Lovely Sara, o se se la giochino in parità.
D’altra parte, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero, la cosa è risaputa: se non sapete come raschiare il fondo del barile, ricorrete al jolly gravidanze/aborti/abusi, magari conditi da un po’ di autolesionismo gratuito, e vedrete che di legno non ne rimarrà neanche una scheggia.