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Lady Draco Awakens

Giacobini, giacobine, coinquilini burloni: benvenuti allo speciale di Natale di Fastidious Geographic, che siamo certi apprezzerete come i fan di Star Wars hanno apprezzato questo.

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Esiste davvero, anche se persino gli attori si ostinano a negarlo. Lucas non si vergogna di Jar Jar Binks, ma di questo sì.

Bel tentativo, ma le porte sono chiuse dall’esterno. Tornate a sedervi prima che vi schianti tutti.

Ecco, bravi. Dicevamo, la puntata di oggi è Bodyguard, di fefi97. Potete trovarla qui:
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3271438.

Tecnico, le luci!

Tanto tempo fa, in una galass– no, scusate. Sbagliato incipit.
Tanto tempo fa, in un passato senza magia (in cui però alcuni uomini a caso possono restare gravidi; non ci è dato sapere come), Draco è sposato con il conte Nott, un matrimonio profondamente infelice. Nott vuole un erede, un erede maschio che gli permetta di accedere al trono. Quando Draco rimane gravido,Nott, per la sicurezza del nascituro assume il capitano Potter come guardia del corpo di Draco.

Ovviamente noi, zoccole frigide e scafate, sappiamo già che sarà Draco a montare la guardia. Nott, che ha letto molte meno ficcy di noi, non ha invece la minima idea di star prenotando un elegante palco di corna.

Convocato Harry, Conte Nott di Casa Baratheon gli spiega la situazione.

-Mio zio, il re, è vecchio e senza eredi. I suoi fratelli, Vincent e Gregory, sono dei totali idioti, del tutto inabili a governare. Gli unici candidati possibili per il trono siamo io e mio fratello maggiore Marcus che, sfortunatamente- e il conte velò la parola di sottile ironia – ha sposato una donna che sembra irrimediabilmente sterile. […] – Il popolo vuole stabilità, capitano Potter, è terribilmente spaventato dai vuoti di potere, ed è mia opinione che il consiglio del re affiderà la corona a colui che per primo sarà in grado di dare un erede alla nazione.

Nel corso dell’incontro, Harry continua a pensare che vorrebbe tanto avere Hermione con sé, e fa bene: Hermione ci metterebbe un nanosecondo a fargli sapere che Nott non ha per nulla chiaro il funzionamento delle successioni dinastiche. Passi per i fratelli deficienti, che in effetti si possono tagliare fuori per manifesta incapacità, ma il trono andrebbe comunque al maggiore dei due nipoti, figli o meno. Poi, morto anche lui senza eredi, andrebbe al fratello minore. O al di lui figlio, se nel frattempo il suddetto fratello minore dovesse aver tirato le cuoia.

Il nostro esperto concorda?

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Si ringrazia l’Unico Vero Re di Westeros – che, contrariamente a quanto si mormora, NON HA bruciato la figlia – per la conferma.

-Suo marito è a conoscenza di questo, Milord? – domandò comunque Harry […]
-Mio marito è una delle principali ragioni per cui voglio una guardia del corpo, Capitano. Draco è troppo imprudente e indipendente, rischia di mettere a rischio [rischio al quadrato] questa già delicata gravidanza. Se lei accetterà l’incarico, oggi stesso la presenterò a mio marito in modo che possiate cominciare ad abituarvi l’uno all’altro. –

Vabbe’, Nott, dillo che li shippi anche tu! Siamo al livello di Silente che papponeggia costringendo due persone che si detestano a passare del tempo insieme per far sbocciare l’ammoreh. Le vuoi proprio, ‘ste corna.

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Foto d’archivio del Conte Nott.

Harry intuisce che Draco potrebbe non gradire la sua presenza, e Nott gli fa sapere subito che lui, dell’opinione di Draco, se ne fotte: del resto, Draco è buono solo per fare figli. Che, speravate di aver schivato questo clichè? Illusi.

Trattenendosi a malapena dallo sfancularlo, Harry sta per andarsene quando, improvvisamente, un paio di neuroni fanno contatto e gli viene in mente una domanda intelligente.

prima ha detto che suo marito è di nuovo gravido. Non ha già l’erede che tanto desidera? –
Harry rimase quasi sconvolto nel notare l’odio puro che corrose i tratti del conte […]
-Una femmina – sputò infine, con estremo disgusto.

Nott, amore della zia. Se le successioni funzionassero come dici tu – e no, non funzionano così, ma ammettiamolo per ipotesi – una figlia femmina ti sarebbe comunque sufficiente. Gli zii cerebrolesi sono esclusi a priori; tuo fratello non ha figliato e, a quanto pare, non lo farà in futuro (causa moglie sterile). Una figlia è meglio del nulla cosmico; sul trono inglese, in mancanza di eredi maschi, le donne ci salivano eccome anche ai tempi andati. Per ora il lasciapassare per il trono lo avresti già, batacchio o meno. Non hai motivo di schifarla tanto.

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‘Sup, bitches.

Ma il nome della pargola non è Elizabeth, bensì Lilian. Alla notizia, Harry rimane folgorato e accetta l’incarico.

-Perfetto, Capitano. Permetta allora che le presenta mio marito, dovrebbe trovarsi al piano di sopra, in questo momento. –
Harry annuì, lo sguardo vuoto e i pugni che tremavano leggermente, chiedendosi se non si fosse appena andato a ficcare in un enorme guaio.

Di sicuro, entro la fine di tutto questo, qualcosa verrà ficcato da qualche parte. Cosa e dove lo possiamo benissimo immaginare.

Nel secondo capitolo, veniamo a sapere che il cavallo di Draco è stato trovato con le zampe fratturate. Nott sospetta che sia opera del fratello Marcus, che chiaramente capisce il funzionamento delle successioni dinastiche male quanto lui e lo considera davvero una minaccia.

Nott fece una smorfia. -Chi altro se non lui potrebbe avere interesse a che Draco cada da cavallo? Non so come, ma sono convinto che sia venuto a sapere del bambino o che perlomeno sospetti che stiamo provando ad averne un altro.

Certo che, se spezzare le zampe a cavalli a caso è il piano malvagggio per far abortire Draco, questo Marcus si potrebbe tranquillamente escludere dalla linea di successione per manifesta imbecillità insieme agli zii. Se un cavallo ha piú zampe fratturate si vede: zoppicherebbe o sarebbe direttamente a terra, e nessuno sano di mente ci salirebbe sopra lo stesso. Non è proprio come sabotare i freni di un’auto, eh.

Mentre Nott va a controllare lo stato del cavallo, Harry ode una risata e va ad investigare. Si trova davanti, oltre ad un’improbabile McGranitt in versione governante, una scena zuccherosa da far venire il diabete.

C’era un ragazzo biondo al centro della stanza, gli dava le spalle, ma in braccio teneva una bambina sui cinque anni e la faceva volteggiare in aria ruotando velocemente su se stesso, i lunghi capelli neri di lei che si mescolavano con quelli biondi di lui, la sua risata gioiosa e bambina che invadeva l’aria.

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I capelli che si mescolano e invadono l’aria hanno un che di inquietante. Ora Lilian me la immagino così.

Estasiato dalla scena smielata, per nulla inquietato dai capelli che si mescolano, Harry si ritrovò a sorridere e appoggiò la spalla allo stipite della porta, per poter osservare meglio la scena.

– Mon petite fleur, je t’aime, mais tu le sais, n’est-ce pas, Amour? – mormorò il ragazzo con una dolcezza quasi insostenibile, mentre baciava su tutto il volto la ridacchiante e scalciante bimba.

Cosa che dovrebbe riempirgli la bocca di capelli, visto che un momento fa svolazzavano e si mescolavano a caso.

Mentre Harry si ingrifa nell’ascoltarlo parlare in francese, la McGranitt versione governante sbotta di non sopportarlo. Cosa strana, considerato che saper parlare francese era praticamente obbligatorio per qualsiasi nobile europeo. Forse non sopporta di sentirlo parlare male, visto che dalla regia mi dicono che Draco ha toppato l’aggettivo possessivo all’inizio della frase.

Dopo un altro po’ di melassa direttamente in vena, Lilian e Draco si rendono conto della presenza di Harry. Sapendo che la sua vita potrebbe essere in pericolo, Draco prende sorprendentemente bene il fatto di trovarsi di fronte uno sconosciuto armato in casa sua.

-Sei per caso qui per uccidermi? – domandò il ragazzo in tono sarcastico, indicando con una mano la spada di Harry, un po’ di nervosismo a sporcargli comunque la voce. – No, perché mio marito non credo ne sarà felice. – continuò inarcando un sopracciglio e condendo l’affermazione con palese ironia.

Il Draco che conosciamo avrebbe iniziato ad indietreggiare e declamare le cose orribili che suo padre il GoS potrebbe fare ad un eventuale aggressore nel caso gli torcesse anche un solo capello, essendo fondamentalmente un codardo. Qui, invece, non sembra nemmeno troppo preoccupato per l’incolumità dell’amatissima Lilian.

Harry ha comunque il tempo per trovare Draco estremamente gnocco prima che Nott faccia la sua comparsa, puntuale come la prozia che urla “Tombola!” quando a te manca un solo numero su ciascuna cartella.

Avanti, ne abbiamo tutti una. Non posso essere la sola. Mi rifiuto di accettarlo.

Affidata la bambina alla governante, la coppia di sposi inizia a litigare come… be’, come una coppia di sposi.

-Ti ho detto mille volte che non voglio che usi il bambino per sminuire Lily! – esclamò, furioso.
Nott ricambiò lo sguardo, imperturbabile – E io ti ho detto mille volte che non voglio che parli francese con lei, che non devi affaticarti e non devi prenderla in braccio, ma non mi sembra tu mi abbia mai dato retta.- replicò, calmo ma deciso.
Draco fece per aprire la bocca, ribelle, ma Nott lo interruppe con uno spazientito svolazzamento [non un cenno, uno svolazzamento. Praticamente sta scacciando mosche] della mano.
-Ad ogni modo, lascia che ti presenti Harry James Potter, Draco, Capitano delle guardie del re.

Ah, giusto. Nella sua immensa astuzia, Nott ha affidato questo compito segretissimo al capitano delle guardie del re. Che chiaramente non si chiederà affatto per quale motivo il suo capitano delle guardie non sia piú a palazzo. Nessuno a corte lo noterebbe. E, se mai qualcuno dovesse notarlo, mai penserebbe di chiedersi dove minchia se ne sia andato. È cosa nota che, se sei il capitano delle guardie reali, hai tutto il tempo del mondo per lavorare da freelance senza che nessuno lo noti.

Draco, prevedibilmente, non prende affatto bene la notizia di una guardia del corpo. Ma noi, perfidi membri della setta a delinquere, siamo maliziosi per natura e ci immaginiamo benissimo quanto bene prenderà altro in futuro.

Io, invece, mi prendo una fetta di pandoro. Concedetevela anche voi. Dopo questo, direi che– che dicono in regia? Tredicesima? Certo, certo. Nel duemilacredici. Prendetevi il pandoro e ringraziate, plebei.

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Il panettone no. Il panettone è bleah.*

 

*Dalla cabina di betaggio, Harl si dissocia fermamente. Ma tanto ho ragione io.

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Il figliol prodigo

Amanti dei Serpeverde trasgressivi, delle dee interiori e delle favole romantiche, siete ancora tra noi? Pensavate fossi andata in pensione?
In effetti…
In effetti pensavo fossero finiti i tempi delle fanfiction così brutte da risultare esilaranti. Già piangevo le ficcy divenute leggenda! Fortunatamente negli ultimi mesi ho dovuto ricredermi notando… un’inversione di tendenza, se vogliamo chiamarla così. Se non volessimo, però, potremmo usare la corretta definizione: ficcyne brutte da sembrare fake, roba che manco nel 2005 si trovavano cose simili.
Credevo che certi cliché fossero ormai caduti in disuso, conosciuti ed evitati persino dagli autori più inesperti, e invece… E invece eccomi qui a recensire una fyccyna, osservandola con gli occhi lucidi della vecchia zia che rivede la nipotina dopo tanti, troppi anni… Troppo pochi, a osservarla bene.

La nipotastra è Demons, di lady94; il link è qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3149185&i=1
(Le note sono lemon, OOC e what if?, dunque cercheremo di soprassedere alle assurdità della trama e ai personaggi stravolti… Più o meno.)

Harry ha ormai sedici anni e, come tutti gli adolescenti, attraversa quella fase in cui ci si atteggia e abbiglia da perfetti imbecilli in nome dell’originalità… No, non è diventato un hipster: è diventato MALVAGGGGIO.

Ebbene sì: Harry ha dato via la sua civetta e si è preso un pitone di “estrema bellezza” lungo tre metri (compensazione?) che risponde all’originalissimo nome di Death. Cioè, che Edvige sia stata data via lo suppongo io, giacché non sappiamo né sapremo mai che fine abbia fatto: potrebbe, in effetti, essere stata la prima cena di Death. Chissà.

Oltre ad avere un animaletto che difficilmente verrebbe ammesso a Hogwarts, Harry ha cambiato Casa:

infatti non era più uno stupido Grinfodoro ma un perfetto e spietato Serpeverde

1) Qualcuno qua non ha letto un solo libro di Harry Potter, se questa è la miglior definizione delle Case che sa dare.
2) In ogni caso, pure se Harry diventasse il re degli stronzi, rimarrebbe un Grifondoro. Peter Minus, tanto per fare un esempio, è rimasto a Grifondoro nonostante sia palese che durante quello smistamento il Cappello Parlante fosse in fase di trollaggio pesante.

 

La malvagità, comunque, si addice a Harry: è diventato più tonico, più alto, e quegli orribili occhiali erano scomparsi sul suo viso (mica l’avevo capito che quella di Harry fosse una voglia a forma di occhiali e non un accessorio!) adesso c’erano due stupendi smeraldi

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Ma la domanda che tutti ci poniamo è: le persone nascono malvagie, o la crudeltà viene loro crudelmente imposta? Dopotutto, lui aveva un padre. Aveva una madre, come tanti.¹ E proprio sua madre ci aiuta a capire cosa sia successo, grazie a una lettera che Petunia (che è peggio di Poste Italiane) avrebbe dovuto consegnare ad Harry “al suo primo anno” a Hogwarts.

Devi sapere che nel mondo magico sei famoso per aver ucciso Tom Marvolo Riddle alias Lord Voldemort (Lily doveva avere doti di preveggenza) ma devi sapere che la profezia non è del tutto vera Voldemort non ti uccise perché anche tu sei l’ erede di Salazaar Serpeverde ma sei anche il compagno di vita di Tom (VE LO AVEVO DETTO che questa è una ficcy come quelle di una volta!! Soulmates a cazzo, NON NE SIETE CONTENTI?!) […]devi sapere che io discendo dalla famiglia reaele dei demoni (Così.). Un’altra cosa tuo padre non è James Potter ma Lucius Malfoy, […] successe tutto in fretta quando venni a  sapere che dovevo sposare James (no, capito? Doveva. Per volere di chi non lo sappiamo, ma dubito che mamma e papà demoni reAEali abbiano combinato un matrimonio tanto scellerato, dunque boh… È che il matrimonio imposto faffigoh, suppongo), sono scappata e andai da Lucius lui era la persona che amavo più della mia vita e da quella sera sei nato tu piccolo, il tuo vero nome è Artemis Ambrax Malfoy (Narcissa sarà stata contentissima, immagino).[…] un ultima cosa non fidarti mai di Silente è un monipolatore e ti userà per farti uccidere di nuovo Tom come ha già fatto (Io non so cosa sia un mOnipolatore, ma se avrò dei figli ne vorrò assolutamente uno come babysitter, viste le strabilianti capacità nel convincere gli infanti a rinunciare alla propria libertà di scegliere cosa fare –piangere, piangere, piangere- per imporgli cose che tali poppanti non saprebbero altrimenti fare.) […]
Con affetto tua madre Lilly.^

Ah, Lilly, non Lily. Chissà chi sarà questa demone reAEale che si bomba Lucius alle spalle di Narcissa… E chissà se tra i demoni reAEali è uso comune sganciare bombe come “Tuo padre è più cornuto così che in forma animale e tu sei destinato ad essere il compagno di vita di un mago oscuro che hai ammazzato, o così sembra, ma in realtà l’hai solo quasi-ammazzato e adesso è una caccola pelata e senza naso ma devi trovarlo; siate felici” sui pargoli undicenni.
Harry, comunque, questa lettera la riceve che di anni ne ha sedici (non sappiamo il perché), dunque reagisce con calma, dignità e classe e, va detto, con grande capacità di sintesi, tant’è che quando Death gli chiede cosa ci sia scritto, Harry risponde:

~ sono figlio di Malfoy e sono il sovrano dei demoni e il mio compagno è Tom.~

In quel momento sentì un gran dolore al petto che fu talmente forte che vidi tutto nero e poi il buio 

E che avevo detto io? Calma, dignità e classe!
La mattina dopo, le cose vanno di male in peggio, anche se Harry non sembra notarlo, anzi, apprezza:

Si alzo dal letto e camminò vicino allo specchio, quello che vide era un’altro se stesso, i capelli erano diventati biondo platino e lunghi come a Lucius (a parte la terribile sintassi, capisco l’incantesimo per non far insospettire James ma non perché i capelli dovrebbero anche crescere: non è una cosa genetica!), i suoi occhi erano bicolori (David Bowie, io ti amo ma hai fatto più danni tu del Pon farr, fandomicamente parlando!) quello destro era blu ghiaccio (… Ossia?) e il sinistro verde come il colore della morte (… Va bene, torniamo al blu ghiaccio.), era cresciuto di 2 cm (non mi sembra un miglioramento tanto degno di nota, considerato che rimarrebbe comunque un soldo di cacio… Sempre se stiamo parlando dell’altezza, ovvio!), insomma era meglio di quando poteva immaginare (A me sembra la descrizione di un cesso a pedali che per fare l’alternativo ha messo due lenti colorate a caso, ma va bene: se ti piaci, Artemis, io non sono nessuno per giudicare).

Siccome il suo look alternativo non è abbastanza estremo, Harry indossa degli skinny aderenti (esistono gli skinny non aderenti? Soprattutto, la definizione “skinny” nel 1996?!) neri, una maglia blu e delle scarpe bianche, suppongo con l’intento di causare la prematura morte di Enzo e Carla.

Prese Death e lo mise intorno al collo. Uscito di casa chiamò il nottetempo.

Harry tesoro, sono dell’idea che ognuno debba vestirsi come preferisce, ma intorno al collo si usa il boa, non il pitone! 

Il Novello Divin Pargolo Numero Due incontra suo padre poco dopo, al Ghirigoro, sezione libri oscuri, dove Lucius dimostra un debole per chiunque gli somigli. Harry ha chiaramente preso il tatto di mamma nell’informarlo:

<< Grazie accetto il suo consiglio, padre>>
<< Cosa?>>

Harry gli sgancia la lettera e se ne va. Lucius legge la lettera e, colmo di gioia per il figlio ritrovato (suppongo abbia già deciso che Draco come erede è una sega), bypassando strategicamente la parte in cui viene informato che tal figliolo prima o poi farà sesso col suo capo, lo incontra il giorno dopo.

A parlare è Lucius, che si è però dimenticato come si fa:

<< Ho pensato se per te va bene, di venire a vivere al Malfoy Mannor, di conoscere Draco (Oh rincoglionito, si conoscono già!) e Narcissa (Che sarà contentissima di avere in casa il figlio bastardo del marito), sai come una famiglia >>
Harry è contento, perché sebbene sia MALVAGGIOH ciò che ha sempre desiderato è avere una famiglia, ma solleva dei dubbi legittimi (gli stessi che ci siamo posti noi). Lucius, però, ha già pensato a tutto:

<< A Draco farebbe piacere avere un fratello e Narcissa voleva tanto avere un’altro figlio >>
… Suppongo che l’avvertimento OOC sia piazzato per giustificare Draco contento di non essere più l’unico e viziato Malfoy e Narcissa contenta di indossare in pubblico un decorativo palco di corna.
Harry però vuole essere portato da Riddle, e Malfoy, da genitore responsabile, acconsente:
<< Sono d’accordo, ti porterò a Riddle Manor. Prendi le tue cose è andiamo a casa>>
Riddle Manor?!

Ma torniamo a noi, che qua abbiamo le presentazioni più assurde della storia
<< siediti Narcissa. Lui è Artemis, il figlio mio figlio e di Lilly DeLarose. Il suo vecchio nome era Harry Potter. La nostra migliore amica ed è tuo fratello Draco>>

… Giuro che mi è venuto il dubbio di aver incasinato io la frase mentre la copia-incollavo, invece è proprio un puzzle di suo. Ma porcocazzo, per certe cose basterebbe una rilettura veloce! Il lettore non dovrebbe faticare per rielaborare il tutto.
E comunque sì, LilLy era la migliore amica di Narcissa: pensate a come sarebbe andata se le fosse stata sul culo! Invece Cissa non sembra volergliene, accoglie Artemis in famiglia con tanto di abbraccio. Draco, dal canto suo, brama un fratello ma teme che Artemis lo rifiuti. Invece anche loro, dopo un breve chiarimento, si abbracciano.

vennero interotti da Narcissa dicendo che era pronto da magiare e che Lucy la sua elfa li avrebbe mostrato la sua camera

Io so che non è così, ma mi piace pensare che Narcissa si sia vendicata del marito dando il suo nome all’elfa domestica. Lasciatemelo credere.

Nell’ultimo capitolo pubblicato, Artemis viene portato da un Tom Riddle:

Dopo aver finito la colazione persero la polvere volante (… Rubata da Campanellino? E perché la perdono? Un refuso o un aborto di plot twist? Non lo sapremo mai… ) e si materilizzarono (… Perché avevano perso la polvere, appunto.) nella sala riunione del Manor. (riunionE, che se ne fa una sola in tutta l’esistenza. La cosa che mi sconvolge è che abbiano una sala “dedicata” in un maniero che si presume essere di un certo stile, con stanze per gli ospiti, salotti e una biblioteca, ma non una sala riunioni – o riunionE, che dir si voglia. Ok, ora prendo un bel respiro e trovo una logica in tutto questo: si tratta di bonifica e rivalutazione dell’edificio, una qualche supercazzola burocratica per non pagarci le tasse: si sa, Riddle ha le pezze al culo. Ecco, così ha senso: andiamo avanti) In quel momento vide Tom che stava crucianto Bellatrix (così, senza nemmeno darci un motivo, o lasciarci intendere se sia una punizione o se stiano provando qualcosa per scacciare la noia a letto… Niente.)
Harry spiega anche a Riddle la delirante lettera di sua madre, e quando Tom gli chiede cosa ci guadagni ad allearsi con lui, Artemis riesce a risultare ancora più inquietante, nonostante l’aspetto da freak-show (a proposito: ma il serpente che fine ha fatto?)

<< Ahahahhaha…Tom tu non puoi neanche immaginare cosa otterrò da tutto questo. Dico solo che alla fine il tuo cuore appartenerà a me come il mio a te. Perchè io e te Tom siamo compagni e amanti destinati a stare insieme per sempre.>>

 

Eh Tom? Stai sereno, che adesso Artemis ti prepara la torta dei sette vasetti!

 

 
¹Non ho resistito… Immaginatemi svolazzare in un’enorme bolla di sapone sulle note di Wicked.

 

 

 

 

 

 

A Natale anche Voldy è più buono – parte seconda –

Sì, sono finalmente tornata con la seconda parte.

Di cosa? Ma della fanfiction di Hangie! Quella di kinderbuena89 (ora LadyMerendina), ricordate?

Come no! Quella della figliadiVoldemortfidanzatadiDracoacuivienecancellatalamemoria! Dai che ve la ricordate, il link è questo: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=273657&i=1

Lo so, è passata una vita dalla prima parte ma cercate di capirmi: è da Natale (va bene, da Natale 2009, praticamente due anni fa… Che pignoli siete!) che guardo questo file con un misto di terrore e ribrezzo (intendiamoci: non tanto per la fanfiction in sé, che non è poi peggio di molte altre, ma proprio per la mole di lavoro… La prossima volta col cavolo che vi recensisco una long-fic!) senza nemmeno riuscire a rileggere gli appunti, ma ora è giunto il giorno.

Dopo tutto ve lo avevo promesso.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì…

Hermione scopre il suo passato con un viaggio nel tempo (un altro?) mentre è in visita dai genitori-nonni perché, com’è ben noto ai lettori della serie, gli studenti fanno spola tra Hogwarts (Scozia) e le proprie famiglie ogni pochi giorni.

Meglio, scopre quasi tutto: ancora non sa chi fosse il ragazzo di cui era innamorata… Come fai a fare un viaggio nel tempo e a non vedere un volto? Mistero della Ficcy! Non c’è da preoccuparsi, comunque: tra qualche giorno la nostra Hermione compirà quindici anni (per la seconda volta) e a quel punto si ricorderà tutto.

Ora, se pensavate che il resto dei personaggi riuscisse a sottrarsi al delirio, vi sbagliavate di grosso: Silente decide, infatti, di organizzare una festa per Hermione senza un motivo logico.

Albus alzò lo sguardo e sorrise.

“Proprio come avevo previsto! Bene, avremo un ottimo motivo per la festa.” Si alzò.

“La festa? Quale festa?”

Albus rise.

“Tra due giorni è il suo compleanno, ricordi? Come ben sai, proprio ieri Cindy le ha rivelato la verità. Per cui, adesso, quella povera ragazza è sotto pressione…e a dir poco scioccata!”

Minerva sospirò.

“Eh già…povera Angelica! Le ci vorrebbe proprio una distrazione!”

“Ed è quello che noi le daremo, cara Minerva. Le organizzeremo una festa spettacolare, con tanto di balli! Così magari…la aiuteremo anche a ricordarsi del suo grande amore! E per lei sarebbe un bene…”

No, il fatto che sia stata la migliore agli esami e che tra poco compirà gli anni non sono ragioni valide, e nemmeno che sia sotto pressione per via del suo passato è una buona scusa: dovrebbero esserci feste in onore di Potter ogni sera dell’anno, secondo lo stesso ragionamento! Quando Silente annuncia l’imminente festa, gli sguardi di Hermione e Draco s’incontrano.

Draco, infatti, si è ricordato del suo passato il giorno del suo quindicesimo compleanno (seguendo una timeline sana, è corretto: Draco compie gli anni a giugno e Hermione a settembre; peccato che nella fanfiction Angelica sia nata a marzo!) e non vede l’ora che anche Angelica si ricordi di lui. Nel frattempo langue d’amore per lei.

Hermione si presenta al ballo con un vestito rosa (forse quello del quarto film, forse un altro perché, da come si sviluppa questa trama, non sono solo convinta che l’autrice non abbia mai toccato un libro di HP, ma dubito seriamente abbia visto più di uno o due film; perlomeno non lo dimostra) e tutti sbavano (come previsto). Apre le danze con Harry sulle note di “Remember me this way” (e pensate, la fanfiction è stata scritta prima che venisse girato “I doni della morte”!), poi nota che i suoi nonni sono al ballo e, alle ventidue esatte, si ricorda di essere innamorata di Draco.

L’aria intorno a lei…fu come se fosse battuto il colpo di un grande gong…una grande voragine si aprì dentro di lei…ma non la vide minacciosa, perché di solito una voragine porta via le cose…

Quella le stava portando qualcosa…

Il resto dei suoi ricordi.

Lui si avvicina, lei si congeda da parenti e amici e iniziano a danzare sulla loro canzone: “When You Say Nothing at All” (suppongo nella versione originale del 1988, perché quella di Keating non era stata ancora incisa, nel 199… Ah, no, siamo nel 2004. Capita, con le ficcyne.).

Dai commenti, Wi Couch Potato mi fa notare che sarebbe comunque sbagliato, visto che Hermione è del ’79 ed ha quindi un anno in più dei suoi compagni. Chiedo perdono per la svista, potrei dare la colpa alla ficcyna che mi ha fuso il cervello, ma in realtà sono sempre stata così. Scusate.

I due si fermano, Draco le appioppa nuovamente l’orrorifico medaglione e al dito anulare sinistro di Angelica ricompare l’anello di fidanzamento (così, *puff!*, prima non c’era e adesso c’è, come ai Sims quando si sposano).

È dunque il momento delle spiegazioni: tra una sega mentale e l’altra, Hermione spiega la sua storia agli amici più cari.

“Lui alzò la bacchetta…e la colpì con l’Anatema Senza Ritorno…”

Cosa diavolo sarebbe l’Anatema Senza Ritorno? Proprio parlando di Voldemort, poi, a cui l’Avada Kedavra fa un effetto Boomerang pazzesco… Mah.

Draco e Angelica tornano in pista (sul brano “Favola” dei Modà…). Arrivati al ritornello, Draco inizia a cantarlo per Angelica. Il resto della scuola di mentecatti parte con gli applausi e la richiesta di bis (non sto scherzando, ora: c’è scritto).

La pace dei nostri idioti preferiti viene però interrotta a mezzanotte e mezzo: Tom e i suoi amici arrivano.

Le candele si spensero di colpo….le enormi finestre della Sala Grande si spalancarono e una forte folata di vento gelido si fece spazio fra gli studenti…a un tratto era calato un silenzio tombale…l’intera scuola rabbrividì, e se ne restò ferma; tutti si chiedevano “cosa succede?” Pensavano, forse, che fosse un ‘effetto speciale’ per la festa…ma poi…dalle finestre entrarono due o tre Mangiamorte…e uno in particolare, quello più alto, attirò l’attenzione di Draco…ma prima che il ragazzo potesse formulare anche un solo pensiero…ecco che l’immenso silenzio si trasformò in un gran rumore di grida e scalpiccii. Gente che fuggiva da tutte le parti, presa dal panico, professori che cercavano inutilmente di tranquillizzare gli studenti…

Quando però viene ricordato a Tom che è il compleanno della figlia, costui ha un tentennamento. Fortunatamente ci pensa quella idiota di Angelica a fargli tornare l’incazzatura.

Potrebbe cruciarla.

Potrebbe ucciderla.

Le tira uno schiaffo. No, in realtà nemmeno ci riesce, perché arriva Draco a fermargli la mano e a minacciarlo.Negli unici due secondi in tutta la fanfiction in cui Lucius dimostra un po’ di senno, dice a suo figlio che gli fa schifo.

Un’ultima scenata tra Tom e Angelica e poi i Mangiamorte se ne vanno (già, senza nemmeno una piccolissima strage…).

“Farai meglio ad andartene, padre. Voglio andarmene a dormire. Sono stanca morta…non sono come te, che non fai niente dalla mattina alla sera, sai?”

… Ma come, non cucina e rifà i letti a tutto i Mangiamorte, prima di preparare i discorsi di incitamento? Sfaccendato di un Voldemort!

Due mesi dopo, Angelica informa Harry del suo desiderio, frenato dalla paura, di fare l’amore con Draco. Harry le dice che non deve averne perché Draco è innamorato di lei (ma che palle, è la settordicesima volta che lo dice! Ormai l’hanno capito anche i sassi! Perché Hermione, che di solito è una persona intelligente, deve farselo spiegare da quel cretino di Potter?).

Dopo queste rassicurazioni, la ragazza informa Harry che quella notte rimarrà con Draco.

Complice un rave in Sala Grande (non c’è altra spiegazione: i Serpeverde tornano ai dormitori solo il mattino dopo!) i Nostri, tra candele, fiori e canzoni romantiche consumano il loro amore.

Draco le baciò la fronte.

“Shh. Calmati. Se non vuoi possiamo…”

Hangie scosse la testa.

“Voglio farlo, Draco. Però…potresti per favore tenermi le mani? È la sola cosa che ti chiedo.”

Draco deve aver imparato a volare… Poi si contorce come un lombrico e alla fine si addormentano. Il giorno dopo Angelica incontra i suoi amici e Luna si unisce a loro. Nota che Ron è cresciuto, rispetto all’anno precedente (secondo la linea temporale saremmo a maggio… Luna è meno sulle nuvole nei libri!). Nella stessa giornata, Angelica è costretta a farsi passare il compito di Incantesimi perché il terrore per suo padre le impedisce di concentrarsi (fino a due minuti prima non lo considerava quasi un problema… Qualcosa per gli sbalzi d’umore non le farebbe male).

Nelle note dell’autore kinderbuena LadyMerendina fa sapere che:

“So ke nei prox cap vi sembrerà la solita storiella d’amore…tutti baci e dichiarazioni…ma nn fatevi ingannare…è fatto apposta 😛 almeno così i personaggi vengono un po’ distratti dalle loro sofferenze e dai loro problemi…”

… E dove sarebbe la differenza con quanto scritto fino a ora?

Silente decide che è tempo, per Angelica, di fare outing davanti al resto della scuola (lui nisba, c’ha pensato la Rowling successivamente agli eventi narrati qui… Ma quella è un’altra storia, una decente).

Angelica dichiara quindi, davanti a tutti (durante la festa, quando Voldemort ha urlato “SONO TUO PADRE”, dormivano tutti) di essere la figlia di Voldemort. Siccome questa è una ficcina, il popolo ignorante e cafone passa dalla curiosità al disgusto in 0.5 secondi senza nemmeno passare dall’incredulità, dallo sgomento o da quel paio di reazioni umane che danno credibilità a una scena simile.

Nonostante le prime reazioni, appena Angelica assicura ai compagni che lei è buona e racconta loro la sua storia strappalacrime, tutti cambiano parere su di lei e parte pure l’applauso (logico: vivi per quattro, cinque anni con una persona e appena scopri che suo padre è un terrorista sospetti di lei, ma basta che lei ti parli del suo triste passato che parte la standing ovation. Non so Angelica, ma io questi allarmismi e questo patetismo alla Studio Aperto li trovo vagamente offensivi.)

Quella notte (o un’altra, non c’è dato saperlo), alle tre in punto (precise eh!) Lucius Arriva a Hogwarts; qualcuno lo vede? No. Arriva, dicevamo, col preciso scopo di insultare Angelica.

In realtà, non si capisce bene: arriva di notte, lui e Angelica si puntano rabbiosi le bacchette contro, si scambiano convenevoli, parlano di Draco, duellano, poi Lucius la mette sotto Imperio e le ordina di uccidersi.

Ginny arriva e riesce a dare l’allarme, Lucius lancia la spada contro ad Angelica e scappa.

“Non me ne andrò senza aver ucciso questa sporca Mezzosangue.” puntò la bacchetta verso la spada caduta a terra “Accio spada!” e una volta che l’ebbe avuta tra le mani…la lanciò verso Angelica!!

LadyMerendina, deciditi: o è mezzosangue o è figlia di Voldemort e di una strega.

Harry si lanciò in avanti, cercando di intercettare la spada…

Ma non riuscì a far sì che non colpisse la ragazza!

La spada la colpì proprio vicino al cuore!!

Ginny si lanciò verso l’amica a terra, in lacrime.

“ANGELICA!!”

Harry cadde a terra con l’amica tra le braccia.

Ron invece puntò la bacchetta verso Lucius…che però sparì subito.

La nostra protagonista viene portata in infermeria mentre nel resto del castello viene dato l’allarme. Draco giunge al capezzale di Angelica che, tra le smancerie del fidanzato e l’interrogatorio meno opportuno del secolo da parte di Silente, viene operata. Draco ottiene il permesso di rimanere a dormire con lei e si addormentano abbracciati (si sa che i punti non fanno male per niente…).

Quattro giorni dopo, Angelica è in piedi e pronta a sedurre Draco con il collaudato gioco della professoressa e l’alunno nella collaudata alcova da ficcy: la stanza delle Necessità.

La Stanza delle Necessità, come Angelica si aspettava, era vuota, e tutto era esattamente come lei lo aveva preparato e lasciato il giorno prima [è la Stanza delle Necessità, perché la prepari il giorno prima?]: le pareti erano azzurre, con nuvole bianche dipinte sul soffitto. C’era un piccolo divano in fondo alla stanza, e tutto intorno fiori, e candele a mezz’aria; il tocco di Angelica, erano i palloncini a forma di cuore che svolazzavano di qua e di là per tutta la stanza, che fecero sorridere Draco.[Oh, ora capisco: la stanza si è rifiutata di ricreare una stronzata simile!]

In questo luogo pacchiano, Angelica inizia la sua lezione:

“Allora… Primo. Amore, significa rispetto. Non devi offendere, o ferire, una persona che dici di amare, non pensi? Fino a qui tutto chiaro, credo. E poi, bè poi…ci vuole fiducia. Reciproca. Se ami una persona, devi fidarti di lei per tutto quanto. Non escluderla da niente.”

Angelica, non facevi prima a prestargli il Cioè?

“Quando stai con una persona, non devi soltanto essere suo amante…ma anche suo amico. Intendo un amico sincero. Il dialogo è la chiave dell’amore, e ricordalo sempre.” (…) “Draco. Ascoltami bene. Non dire mai più le cose che hai detto quel giorno, ok? Io non ho paura di loro. Cioè…sì, un po’… Ma tu sei la mia forza. Se ci sei tu, con me, io sono certa che riuscirò a batterli. E potremo finalmente stare insieme…ed essere felici.”

Stucchevole.

Nel capitolo successivo, Angelica va dai nonni, senza dire nulla a Draco (“il dialogo è la chiave dell’amore” ce lo siamo già dimenticato?). Questi cade così in una imboscata di suo padre e viene costretto a spiare Silente: se non lo farà, la vita di Angelica sarà in pericolo (ah, prima no?). Il marchio sul suo polso viene dunque risvegliato (Eh?); Draco è libero di tornare a Hogwarts, dove dovrà riuscire a mantenere il segreto con Angelica che, essendo empatica, potrebbe leggergli il pensiero (a parte che l’empatia funziona diversamente, ma… CE LO DICI AL DICIASSETTESIMO CAPITOLO CHE ‘STA RINCOGLIONITA È EMPATICA?); anche Angelica ha i suoi problemi: deve nascondere a tutti la sua Missione Segretissima e ha paura che Draco la scopra. E a me sono venute due palle come Bolidi a furia di queste paradossali situazioni nelle ficcy, ma andiamo avanti: abbiamo Draco e Angelica che parlano senza guardarsi negli occhi per paura di essere scoperti in un teatrino imbarazzante.

Angelica si confida con Harry, e anche qua mi sento imbarazzata, perché a furia di moine e bacini i due stanno quasi pomiciando.

Harry la abbracciò: i due erano molto legati, si sentivano come fratello e sorella. Sapevano di appartenere a due famiglie diverse, ma in un qual senso, era come se nelle loro vene scorresse lo stesso sangue, che li legava; in fondo erano Mezzosangue entrambi. [MA NOOOOOO!]

Harry se ne va, Angelica si mette a parlare con la madre morta, Draco la sente e pensa che sia pazza le dichiara ancora il suo amore, poi litigano, fanno pace, lui le mostra il marchio, lei s’incazza, lui le dice che l’ha fatto per proteggerla e si riappacificano ancora; Angelica svela il suo piano, si baciano, mi fanno venire il diabete. In pratica due capitoli con lo stesso spessore psicologico di una puntata di “Le magiche ballerine volanti” (ma almeno sono veloci e non ci smazziamo le seghe mentali dei protagonisti troppo a lungo).

Voldemort è invece nel suo castello e si sta congratulando con i Mangiamorte, quando Angelica fa la sua entrata nella stanza e chiede al paparino lezioni di difesa personale. Voldemort accetta. In realtà vuole metterla sotto Imperius e farla stronzeggiare in giro per Hogwarts, così che i suoi amici si allontanino.

Quella notte, Macy porta Tom nel mondo degli spiriti per cazziarlo. In una scena ancora più sbrigativa di quella tra Draco e Angelica, Voldemort si redime, bacia lo spirito della moglie e i due fanno pace.

Nel frattempo Angelica cammina in una maniera che a Harry non piace e i due iniziano a battibeccare (Voldemort non ha fatto in tempo a togliere la maledizione). Arrivano anche gli altri e, con buoni sentimenti e un bacio di Draco, l’incantesimo si scioglie. Angelica parla con suo padre, si riappacificano e lui le dice di aver visto sua madre, poi le raccontagli anni passati a vagare senza un corpo e… Questo dovrebbe essere un riassunto della fanfiction e per fare un riassunto si dovrebbe aver capito di cosa si sta parlando, ma l’unica spiegazione al pasticcio temporale qua descritto è che qualcuno abbia usato la Giratempo come in AVPS. Comunque, alla fine di questo capitolo, Tom e Angelica si lasciano da avversari ma non da nemici, Voldemort è ringiovanito e si è pure rincoglionito di parecchio.

Nel successivo capitolo, troviamo Angelica che segamentalizza: sua madre non è mai andata a farle visita dal mondo degli spiriti. La protagonista dunque passa quindici ore filate a deprimersi

“Capite? Mamma poteva portarmi da lei in qualsiasi istante…poteva vedermi…parlarmi…darmi dei consigli…o che so io!! E invece lei non l’hai mai fatto! Mi ha…abbandonata.”

poi Harry le svela che anche i suoi genitori non l’hanno mai contattato (né una cartolina né una telefonata né niente); Angelica non desiste e decide che, se Macy non la contatta dal mondo degli spiriti, sarà lei ad andarci. Detto questo, si taglia le vene e si lascia morire.

Fine della storia.

Scherzavo.

Per entrare nel mondo degli spiriti basta chiedere a Silente (si sa, le popolazioni antiche facevano uso di droghe per mettersi in contatto con i defunti… Chi meglio di Silente potrebbe conoscere il metodo?) E giacché Angelica è figlia di Maria, fuma in compagnia si porta dietro gli amici nel varco temporale per il mondo degli spiriti.

“Wow… Beh, Angelica, allora stanotte rivedrai tua madre! Da…quanti anni è che non…?”

“Tanti…12 anni per l’esattezza[No, zucchero, sono almeno sedici anni. Perché devo correggere io la linea temporale? Sono solo una lettrice, perché capisco meglio io la delirante trama di questa fanfiction dell’autrice stessa?]. Però…” guardò gli altri “Io non so… Beh, non la vedo da molto… Professore. Non è che gli altri potrebbero venire con me? Solo stavolta…”

Tra baci e abbracci le due inutili donne si riuniscono, poi Macy spiega ad Angelica che, per richiamarla a sé, doveva livellare un po’ come spirito: ora che è a livello ottanta e si è fatta l’armatura con pezzi viola, può fare un po’ come le pare, almeno finché non implementano Cataclysm.

Dunque si lamentano entrambe di Tom e, mentre Macy racconta al gruppetto come lei e Voldemort si sono innamorati, lui compare nel quadretto, bisticcia un po’ con la figlia, ma la moglie defunta devasta il momento di pathos dicendo che ha visto il futuro e che Tom porterà solo rogne. Angelica ha una crisi isterica ma Macy le dice che il futuro può cambiare (ho come idea che ci goda a far disperare le persone); tutti i ragazzini presenti fanno il loro discorsetto da gran finale della recita in oratorio, Voldemort amoreggia con Macy, piange un po’ e torna a casa. Anche Angelica e i suoi amici tornano a casa, e la ragazza giura di redimere suo padre.

Ma Voldemort colpisce Hogwarts proprio nel momento in cui i Nostri stanno marinando scuola(ed hanno incontrato nuovamente Macy che, implementato Cataclysm e arrivata al livello ottantacinque, è tornata in vita); decidono di tornare tutti a Hogwarts e lì incontrano anche Lily e James; il piano è semplice: travestirsi da Mangiamorte e tendere dunque un’imboscata all’”almeno un milione” di nemici. Sì, come in AVPS:

Arrivano anche Sirius e Remus (sempre in coppia, che carini!), il gruppo riesce nel suo piano sconclusionato (avevate qualche dubbio?) e arrivano da Voldemort, che sta personalmente controllando le catene dei prigionieri (oh, quanto è malvagio).

Scopriamo, dunque, che Voldemort non è cattivo: ha solo frequentato la gente sbagliata, tra cui Mortimer (CHI?), capo del Regno Infernale (COSA?) col quale stipola un contratto (QUANDO?). Voldemort aveva cercato, dopo aver ritrovato Macy nel regno degli spiriti, di recedere dal contratto, ma Mortimer era riuscito a soggiogarlo (in un modo descritto con una scelta di termini davvero infelice).

Le cose stavano così: Tom Riddle, all’apice del suo potere, fece un patto con il capo del Regno Infernale, perché lo aiutasse a mantenere il potere. Il patto era che Mortimer (questo il suo nome) avrebbe mandato le Forze Infernali verso Tom, con un incanto potente, che le avrebbe fatte entrare dentro [“dentro” è in corsivo nel testo!] Tom [Ci si chiede da che parte saranno entrate, ‘ste Forze Infernali!]. Ma il Signore Oscuro, dopo che nel Regno degli Spiriti aveva capito che la cosa più importante era la sua famiglia, si recò da Mortimer, scindendo il loro ‘contratto’; il furbo capo degli Inferi, però, diventato molto avido, e sperando in una parte del potere che Tom avrebbe ottenuto, aveva mandato le Forze Infernali…ancora una volta…dentro Tom.

Morty, forze infernali, a la smettiamo con ‘ste non-con gang bang? È una fanfiction per tutti, questa!

Ma Angelica ancora non lo sa (capisco la reticenza di Tom nel confidarsi… Dev’essere stato traumatico) e crede che Voldemort sia tornato un “cattivone”. E, mentre lui combatte contro le forze che lo governano, i marmocchi, gli adulti e i redivivi liberano i prigionieri (mentre la maggior parte dei Mangiamorte si gratta); Hogwarts è dunque libera (più che una battaglia seria sembra una partita di palla avvelenata). Dopo un’estenuante lotta e scaduto l’affitto di questo corpo idiota Tom si risveglia, e tutto finisce a tarallucci e vino (a Hogsmeade): persino Lucius abbandona l’ultimo barlume IC e si redime, dopo un discorsetto di Silente che pare Piero Angela.

La fanfiction si conclude con il classico “e vissero per sempre felici e contenti”, solo un po’ più lungo e zuccheroso:

Le guerre ci sono tutti i giorni, e le tempeste alle volte possono spazzare via i sogni, le speranze, i progetti di tutti. Ma se ci si crede con tutti se stessi, se si lotta con tutte le proprie energie per un mondo migliore, e per la pace, alla fine si ottiene tutto ciò che si vuole! E il Sole, come in questo caso, torna a splendere, più radioso e caldo che mai!!

… Oh mio dio, è finita DAVVERO. Stavo per morire. Certo, c’è ancora il seguito, ma dubito avrò la forza per recensire anche quello.

L'amore rende stupidi e ciechi (e anche un po' Tokio Hotel).

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
pare che al Tempio si stia diffondendo una nuova moda: quella di gettare ai pesci la bozza per una fycci e di continuare a scriverla -se non iniziarla del tutto- nel caso in cui si riscontrino adeguati consensi.
Al di là della filosofia ti piace vincere facile? Bonzi-bonzi-bò-bò-bo, le perle che si raccolgono lasciano il discutibile tempo che trovano, e l’amore rende stupidi e ciechi di maby (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=487377&i=1) non è di certo l’eccezione che conferma la regola.
Volete per il dichiarato contenuto sessista (Ciao ragazze! Eccomi qui con una nuova storia!), volete perché sul tourbus di una boyband non ci vedo la girlfriend del frontman (su Fastidious siamo international), volete perché la girlfriend del frontman si accorge di non amarlo più proprio quando il frontman le chiede di sposarlo considerato oltretutto che la ragazza aveva avuto rapporti sessuali con Tom, il gemello; e per puro caso, compra un test di gravidanza e scopre di essere incinta. Ma di chi? Bill oppure Tom?… insomma, fate vobis.

E’ alla fine di uno dei soliti, sfiancanti concerti che inizia la fine (e la fycci): il giorno tanto atteso da lui e molto meno da lei (quando in genere *quel* giorno è MOOOOOOLTO atteso da lei e MOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLTO meno da lui).
Il moro (Otello!) entra nella stanza della girlfriend (andare in giro con il tourbus è una cosa, ma avere anche una stanza propria nel backstage non è un po’ eccessivo?), cogliendola pressoché di sorpresa mentre lei nasconde (sic!) qualcosa nella borsa. Il test di gravidanza, probabilmente.
“Hey, che fai?” (…)
“Hey, è già finito il concerto?”

HEEEEY!
In un momento di affettuosità nel quale riesce a vincere le leggi fisiche imposte dalla straordinaria capigliatura, Bill si tende per cingere la sua ragazza, ma lei lo rifugge con una formula che farebbe sudar freddo qualunque uomo. “Bill, ti devo parlare”
Jennifer non ha nemmeno il tempo di dire sonoincintamanonsonosicurachesiatuovistochemisonofattailtuogemelloquindimisachenonloscopriremonemmenoilgiornodelpartoahahahah, che Bill la interrompe.
“Aspetta, scusami ma mi vado a cambiare, la tuta pesa
E doveva essere una tuta ben pesante, dal momento che, mentre Bill si cambia, Jennifer ha tutta la calma per scrivere uno struggente biglietto in cui rivela che era incinta e probabilmente del gemello, e cosa peggiore e che non lo amava più. Quando si dice esser delicati e accorti!
Jennifer ha appena riposto il biglietto che il biondo Gustav entra -senza bussare- e le riferisce che Tom la vuole. Se le voglia parlare o la voglia e punto, non ci è dato sapere ancora.
Ma propenderei per la seconda ipotesi dal momento che, non appena Jenny lo raggiunge, le chiede così, su due piedi, di uscire con lui.
“Per poi andare a letto insieme? No grazie” (…)
“Puoi chiudere sta cazzo di porta per favore?” esortò di nuovo Tom
, con finezza e sicura conoscenza del significato del verbo esortare. Come Jennifer prima di lui, d’altra parte.
Prendendo il tempo necessario per mettere Tom a parte della probabile paternità (ovvero un secondo e mezzo, secondo i dettami standard di una fycci), Jennifer spiattella l’amara verità. E Tom la prende molto, ma molto bene.
“Oh cazzo! Siamo nella merda! Co…come cazzo si fa ora?!” esortò.
Ora, il fatto che i verbi esortare ed ESCLAMARE inizino entrambi per e non mi pare una scusa sufficiente per interscambiarli!
“Ti chiedo la massima segretezza su questa cosa..per favore, ho lasciato un bigliettino sul tavolo della mia stanza, che di sicuro è un luogo riservatissimo et nascosto! me ne andrò sta notte.
Pia illusione. Jennifer non ha nemmeno il tempo di pensare di scappare che Bill, vestito di una tuta in fibra, la placca e le chiede, giustamente, cosa avesse da dirgli.
“Ah, vero..ma non ti devo dire più niente..”
Incassando il colpo con magistrale nonchalance, Bill fa spallucce e chiede a Jennifer di seguirlo di sopra, ove darà una strafighissima notizia ai ragazzi: lo scioglimento della band si sarebbe andati a cena sta sera..in un ristorante.
Ma no! Pensavo che sarebbero andati a mangiare, che so, dal parrucchiere o dall’elettrauto.
Le feste, le cene, i party sono annoverati tra i momenti topici di ogni fyccina, e sapete perché? Perché per l’occasione le vestali si sentono giustificate ad addentrarsi nei meandri dei capi indossati dai protagonisti, descrivendone puntigliosamente ogni più notevole insignificatività. E infatti:
Bill voleva essere più elegante possibile, così optò per una maglia nera, un paio di jeans scuri e degli stivali alti. I capelli all’indietro e sopratutto quella sera non si sarebbe truccato, cosa che faceva raramente. Insomma, è Lady Gaga senza trucco.
Tom invece, era sempre della stessa idea, una cosa valeva l’altra, quella serata sarebbe stata come una festa, quindi lo stesso stile pop-urban.
PEZZENTE!
Georg, a parer suo era il più felice di tutti. Voleva molto bene a Bill quindi se era felice lui, lui lo era anche. Perché lui sa! Così si legò i capelli in una coda, una camicetta nera, e dei pantaloni scuri, e per finire un paio di scarpe di cuoio sempre di colore scuro. Se invece fosse stato triste o molto arrabbiato, si sarebbe vestito interamente di bianco, tipo lutto cinese.
Gustav, anche lui come Tom; maglia, pantaloncini e scarpe da ginnastica. Evidentemente non era troppo contento nemmeno lui.
E, per ultima, la protagonista della nostra storia. La Mary Sue che non può che essere piuccheperfetta.
Jennifer indossò un tubino di color rosso che metteva in risalto le prosperose forme eringraziamoilgoss che non sono perfette! tacchi neri senza scarpe! e qualcosa per ornare il proprio corpo, chiamansi banalmente accessori.

E in poco tempo arrivarono al ristorante.
Dopo aver ordinato silenziosamente, cade ancora di più un silenzio ostile, ingiustificato, tra l’altro, il quale venne rotto da Georg, che fece ridere tutti con una delle sue battute.
La serata procede più o meno tranquillamente (certo, c’è quel silenzio ostile che aleggia e che un po’ inquieta…) finché per Bill non arriva il momento tanto atteso: toccò la tasca della propria tasca è l’emozzzioooneh, poverino! assicurandosi che ci fosse lui sé medesimo o la tasca? Si alzò dal tavolo, fissato da tutti lui o il tavolo? e si avvicinò alla ragazza, dove si piegò alle sue gambe. Scritta così, mi fa pensare che alla ragazza sia un luogo alle pendici del quale Bill si è piegato
.
Jennifer ovviamente non capisce (le alternative erano o una proposta di matrimonio o l’invito a un’insolita pratica sessuale, per di più pubblicamente esibita). Bill, conoscendola, arriva subito al dunque, ma abbiamo appurato che Jennifer è una figa di legno e la cosa la stizzisce. La stizzisce Bill, la stizziscono i bodyguard che le sussurravano un lieve: “sì, sì!” e che, in una scena che è ritenuta imbarazzante dall’autrice stessa, prendono ad abbracciarsi affettuosamente. Ma io ritengo che più imbarazzante ancora sia la scena che segue.
“Lasciali stare, sono felici!”
“A me sembrano un po’, sai…fri fri” disse Gustav, continuandoli a fissare.
“Perché? Che hai contro i gay?” domandò Georg.
“Io? Niente! Niente! Anzi sono convinto che prima o poi tutti diventeranno così..” ammise il biondo.
“Tutti?” sorrise maliziosamente il piastrato.
E che è, il piastrato è un tipo di carne?
“Oh Geo!” esclamò Gustav sentendosi a disagio.



Nemmeno nel Potterverse ho letto di tali velate corrispondenze d’amorosi, slashosi sensi! Anche perché di punto in bianco i due bodyguard decidono di sbaciucchiarsi (sic). Se mi concedete una parentesi seria tra tanti amari sorrisi, mi chiedo perché ci si ostini a trattare il tema dell’omosessualità in modo così superficiale ed avvilente, ad infilarlo nei punti meno opportuni ed a considerarlo un fenomeno da baraccone giusto per dare un po’ di pepe quando si è palesemente nell’impossibilità di comprenderlo e gestirlo, sia anche nel contesto della scrittura amatoriale.
Ma torniamo a noi.
Già che aveva rovinato il momento della proposta di matrimonio, esibendosi in improbabili contorsioni davanti a tre totali brocchi, Bill decide di dare il caricone e di andare a festeggiare in discoteca. IN DISCOTECA, E CON ALTRE PERSONE ESTRANEE A LUI E ALLA FIDANZATA (ah, sì… dimenticavo: contrariamente ai pronostici, Jennifer ha accettato).
La serata iniziò con musica a palla, risate, alcol e sesso …tra chi? E in pubblico? o_O Quasi tutti erano completamente ubriachi hanno bevuto per dimenticare?
tutti tranne Georg, che a differenza di loro, era solamente brillo Cos’è, il carosello delle precisazioni inutili?

Jennifer a causa del troppo alcol si sentì male così Bill disse alle guardie di tagliarle la testa riportarla a casa.
Che caro, la donna alla quale hai appena chiesto di sposarti sta male e tu la fai riportare a casa da due energumeni perché devi continuare a goderti la serata… tenero! ^O^
Dopo un’ora gli venne un dubbio. Meglio tardi che mai…
“Starà bene? Meglio che vado a casa? Non lo so..” balbettò al gemello.
“Vuoi che vada a vedere?” domandò.
“Come vuoi, tanto ritorni vero?”
MA CHE STRONZI SONO, TUTTI E DUE?!
“Certo, allora vado a dopo..” salutò Tom allontanandosi.
Dieci punti alla Casa di chi mi riesce a dire chi dice cosa a chi. E possibilmente anche quando.

“Georg, puoi andare a vedere che è successo? Tom non è più ritornato e il cellulare di Jennifer e il suo sono spenti..ho paura che Jennifer si sia sentita male..” disse Bill a Georg. MA MUOVI IL CULO, RAZZA DI CHIAPPONE! “Anzi, vado io va..” aggiunse subito dopo. Ah, meno male…
“Nono, vado io, non ti preoccupare! Tu resta qui con Gustav” Georg uscì dal locale e si fece scortare fino a casa dalle guardie del corpo, che nel frattempo si erano moltiplicate, dal momento che non ci è dato sapere se quelle guardie del corpo fossero le stesse che avevano riaccompagnato a casa Jennifer. E che, nel secondo caso, saranno molto felici di rifare la strada altre due volte.
Comunque Bill è veramente senza dignità.
Oh, ma io penso sempre male. In realtà la riluttanza di Bill nell’andare da Jennifer è del tutto funzionale alla trama. Se così non fosse, infatti, Tom non potrebbe trovare Jennifer semi nuda sul divano, non potrebbe caderle *accidentalmente* addosso e non si sarebbe potuto figurare il seguente scenario. Entrambi erano ubriachi e inconsci, beh, inconsci mica tanto… Involontariamente la giuria tutta ci sta credendo, sì sì Tom portò una mano sul seno della ragazza, la quale questo gesto lo prese come se Tom volesse fare qualcosa, così portò una mano sulla lampo dei pantaloni di Tom. Osserverei cinque minuti di silenzio per l’italiano morto sul costrutto di quest’ultima frase ed altri cinque per la coerenza di Jennifer, morta sulla lampo dei pantaloni di Tom. “Mmm…” mugugnò “che vuoi fare?” domandò alzando gli occhi verso Jennifer.
Mah, boh, non saprei. Trivial Pursuit o Risiko? O magari Scarabeo?
“Non lo so..qualcosa! Bill, Bill non mi soddisfa mai abbastanza!” esortò e basta con queste esortazioni! Possiamo aprire un vocabolario, una volta ogni tanto, o dobbiamo solo concentrarci sulle lampo dei pantaloni altrui? calando lentamente la cerniera.
“Tanto siamo entrambi ubriachi, il giorno dopo non ci ricorderemo di niente..” disse
In realtà non erano fatti di alcol, ma di roipnol.
" nemmeno di questo..” sussurrò, infilando la mano dentro i boxer del chitarrista. Jennifer si sistemò a cavalcioni su di lui e abbassò completamente i boxer e gli fece una serie di “servizi” con mano e bocca. Perché tanto l’importante è non commettere l’irreparabile… di nuovo.
Tom raggiunse l’apice presto ma Jennifer continuò; come presto, anche, arrivò davanti casa Georg. Che raggiunge il luogo ove si sta consumando il delitto proprio mentre Tom sta entrando (sic!) nel corpo di Jennifer con la mano. E’ la mia prima scena di fhisting, sono emozionata!
Georg reagisce come una donnetta. Jennifer si precipita ad esortare il doveroso “Ti posso spiegare tutto! Non è come sembra!” E Tom rincara. “Georg io… non lo so che mi è preso… adesso Bill ha chiesto se la vuole sposare, lei è incita ma non sa di chi.. oddio è tutto un grande orrore errore!” Georg sbianca come chi sta per svenire, o vomitare. Ma il Paolo e la Francesca de noantri non sono ancora soddisfatti.
“Sì Georg…sono incinta” continuò lei.
“Di Bill?” chiese.

“Non lo so…perché ho avuto rapporti anche con…Tom (…) Georg, ti prego non dire niente finché non saprò di chi è! E’ possibile che sia anche di Bill! Chi lo sa!”
“E come fai a saperlo? Sono gemelli!” rispose Georg.
“Porterò con me Tom e faremo delle analisi del sangue. C’è sempre qualcosa di diverso..e li scopriremo di chi è!”

*Angolino dr House*
I gemelli omozigoti (e i Kaulitz, a occhio e croce, mi sembra che lo siano) hanno in comune non solo il codice genetico, ma anche quello epigenetico. Insomma, non li distingui, biologicamente parlando, nemmeno se preghi in aramaico.
*Fine angolino dr House*

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti funzionari del Ministero
a tutt’oggi non ci è dato sapere del destino di Bill, Tom e quella zoccola di Jenny.
Nell’attesa di ulteriori, scandalosi e sconvolgenti risvolti, io vi esorto: ESORTATE ANCHE VOI!

Mary Sue a Nuova Luxor – Parte II

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Avete presente il déja-vu?
Sì, quella strana sensazione di cosa vista e rivista, che mette addosso un senso di disagio profondo dal quale ci si riesce a liberare dopo un tempo che pare infinito… ecco.
Continuando a bazzicare nella sezione del Tempio dedicata ai Cavalieri dello Zodiaco sono inciampata su la mia vita con i Cavalieri di Athena, di xxxArtemidexxx (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=217888&i=1): la storia di un’altra Mary Sue infilata a forza nella storia che ha il compito di proteggere a costo della vita uno dei Cavalieri di Bronzo e monitorare gli altri e che, come d’incanto, si troverà innamorata di Crystal il Cigno.
Ad ogni modo Airish (è questo il nome della protagonista) ha un pregio rispetto a Sabrina l’angelo bianco: è figlia di Nathaniel e Elsbeth di Crillyn, (…): loro sono la reincarnazione delle divinità Ares e Afrodite. In più, dichiara lei stessa: non sono una vera e propria divinità,e apparte controllare le energie fredde non ho un potere specifico da divintà anzi,posseggo solamente in me i poteri di Ares e quelli di Afrodite. Se poi aggiungete che il dolce fiore è la figlia (badate bene: figlia, non erede) di una delle più ricche famiglie del mondo
Un “me cojoni”, concederete, ci sta tutto.
…vi state chiedendo qual è il pregio che l’angelo bianco non ha? Beh. Perlomeno il concetto di “reincarnazione di divinità” è ben noto a chi segue la saga.
Per il resto, i cliché viaggiano su binari assolutamente paralleli:
1. anche Airish ha un’antipatia epidermica per Pegasus e Lady Isabel;
2. anche Airish vede per la prima volta Crystal in occasione dell’incontro con Aspides durante la Guerra Galattica;
3. anche Airish, in barba a sangue e imprecazioni, sente il cuore battere più forte e le guance accendersi come mai prima di quel momento solo dopo pochi istanti che i suoi occhi si sono posati sulla figura atletica ed abbronzata del Cavaliere del Cigno;
4. anche Airish pone gli avvenimenti ai quali assiste su un piano del tutto secondario rispetto al suo batticuore adolescenziale per il biondino col fascino del mammone sensibile;
5. anche Airish, che dovrebbe proteggere i Cavalieri, si rivela del tutto inconcludente (eccezion fatta per l‘angolo “posta del cuore“ con Andromeda che le confida come il fratello sia cambiato dai tempi dell‘infanzia… cosa che Sabrina aveva almeno condito con un po‘ di incantesimi random, anche se completamente Out of Universe), rivestendo così la parte della svenevole donnetta da salvare nonostante i grandi poteri che possiede. Un po‘ come la Isabel contro la quale le fanghèrl amano tanto berciare (…l‘invasione delle Sue mi sta facendo parteggiare per la dea tettona; ho seriamente bisogno di uno psichiatra).
Giusto durante lo scontro decisivo con Phoenix alle pendici del monte Fuji, giusto quando, immischiandosi in affari che ovviamente non le competono, rischia seriamente di tirare le cuoia, Airish si ricorda di avere in sé i poteri di Ares ed Afrodite. E, visto che il colpo “Perfect Brushing di Jean Louis David” non avrebbe granché effetto, la fanciulla decide di ripiegare su Furia della Guerra, come le ha insegnato papà. Phoenix ha appena il tempo di sbottare con un piccato WHAT THE FUCK che Pegasus riprende prontamente la situazione in mano, riportandoci alla storyline originale. Con la stessa cura per i particolari che avrebbe un chirurgo di guerra: il colpo andò a segno e Phoenix venne colpito mortalmente e Phoenix prima di morire rivelò a Pegasus che i Cavalieri di Bronzo erano tutti fratelli,tutti figli di Alman di Thule,Pegasus non ci credè e anch’io rimasi alquanto sconvolta,intanto un forte terremoto stava squotendo quelle grotte era ora di andare.
In tre righe e mezzo, siori e siore, non solo viene fatto fuori uno dei personaggi più forti della saga ma, con una carrambata che farebbe invidia alla stessa Carrà, viene spiattellata brutalmente la verità sul concepimento non di uno, non di due e nemmeno di tre, ma di ben cento pargoletti ormai giunti alle soglie dell’adolescenza. Il tutto condito non con uno, ma con due orrori grammaticali (che ho sottolineato per agevolare i distrattoni), simpatiche virgole a singhiozzo e punti latitanti.
Cosa ne sarà dei nostri eroi?
Sopravvivranno al crollo delle grotte?
Scopriranno mai chi sia Airish in verità?
Airish scoprirà mai qual è il Cavaliere che deve proteggere?
Quando la darà a Crystal (perché, come voi m’insegnate, con le Mary Sue non è mai questione di se, ma di quando)?
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, sono spiacente di non potervi dare una risposta.
La fyccina giace incompiuta tra le rovine del Tempio da quasi un anno, come un canovaccio perduto…
…e proprio io dovevo beccarla.

Corri vestale laggiù, vola tra lampi di Su…

Bene, bene, bene, carissime giacobine e carissimi sanculotti che scorrazzate liberi e felici per questo ameno sito… Buongiorno! Aprite le finestre, respirate l’aria primaverile, sorridete alla vita perché essa sorride a voi. Se così non è, vi trovate nella mia stessa identica situazione. Che c’è di meglio, dunque, di una nuova ficcyna per distrarsi dalle asprezze della quotidianità?
Nel caso specifico, nuova è una parola un po’ grossa, visto che la storia risale al 15 febbraio 2006 e sino ad ora ha riposato nel grembo umido e scuro del Tempio*, ma è anche vero che “a volte ritornano”, come ebbe a dire Stephen King, che non è proprio l’ultimo degli arrivati – e che, per inciso, ha di recente avuto il merito di stroncare in due parole la Vestale Ad Honorem Stephenie Meyer; ma non è il caso di rinverdire vecchie polemiche, quindi mi accingo a parlarvi di Una storia d’amore particolare di andra (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=71421&i=1).
Come molti di voi potranno prevedere, in realtà di particolare in questa storia c’è ben poco. Il fandom è quello di Saiyuki, e il racconto si apre infatti in una delle location tipiche di questo manga: il deserto. Ma a fare la prima apparizione non è né Genjo Sanzo né altri membri del suo gruppo, ma un personaggio nuovo, una ragazza che sbraita contro l’auto rimasta a secco in mezzo al nulla: Uaaah, non ce la faccio più, schifoso di un catorcio, ma ti rendi conto di dove mi hai abbandonata?
Non si vede perché sia colpa dell’auto se finisce la benzina, ma la nostra giovane pulzella a quanto pare ha bisogno di sfogarsi. Dà anche un calcio alla vettura, procurandosi un’unghia rotta e diversi bolli. Ohibò, è passata per l’ufficio postale? Mi viene in soccorso il De Mauro, che alla voce bóllo riporta, come quarto significato, “regionale, settentrionale, familiare: ammaccatura”.
Ah, e adesso che faccio, continuo a parlare con te e mi faccio morire di sete? No, forse è meglio di no, ho ancora a casa tre fumetti di GTO che non ho ancora letto, e non posso sopportare di morire prima di sapere come è finita! Forza, in cammino!
È bello avere degli obiettivi importanti, nella vita. Ma la giovine non fa nemmeno un passo, perché ecco che le arriva addosso una jeep, che si ferma a pochi centimetri da lei. E stavolta sì, sono proprio i nostri eroi in viaggio verso Ovest, che dovevano trovare il rimedio per sconfiggere l’anomalia che sta spazzando via il Togenkyo, e invece si sono imbattuti nell’ennesima Mary Sue.
Voi cosa chiedereste ad una persona che vi stava per investire? La nostra amica chiede un passaggio, tanto per far vedere che il sangue freddo non le manca. A questo punto segue un gustoso scambio di battute:
« Ma noi non abbiamo più cibo… » cercò di protestare Gojyo.
« Ah, questo non è un problema, ne ho per un reggimento. Ho appena lasciato la casa della Silvia, una mia amica, sapete, quella là mangia più di Goku… » disse quasi parlando tra se.
« E chi sarebbe questo Goku? » si intromise Hakkai.
« No, non fatemi caso, mi stavo riferendo al personaggio di un manga, Son Goku, un demone che mangia sempre a dismisura… » sorrise la ragazza, sventolando la mano con noncuranza.
« Ehm, credo che tu ti stessi riferendo a me » ridacchiò Goku.
La ragazza stette un attimo stralunata a fissare prima lui, poi gli altri tre.
« Quello che stai cercando di dirmi è… no, non è possibile… quindi » indicò il ragazzo al posto di guida « tu saresti Cho Hakkai, e tu Genjo Sanzo, e tu… » disse, indicando infine il quarto « … tu sei Sha Gojyo??? »
Già fermandoci qua di domande se ne potrebbero fare parecchie: come può la tipa essere nel mondo di Saiyuki? Come ha fatto a non riconoscere subito i quattro (che sono difficili da confondere…)? Come può essere in mezzo al deserto se ha appena lasciato la casa di un’amica?
Vuolsi così colà dove si puote, direbbe il Sommo Poeta, che forse ha ispirato la nostra autrice almeno per quanto riguarda la self-insertion: infatti, poco dopo Hakkai chiede alla ragazza di presentarsi, e lei: io sono Francesca, Francesca Bondoni, e indovinate qual è il vero nome che appare nel profilo dell’autrice su Efp? Non avete vinto niente, mi dispiace.
I quattro viaggiatori si stupiscono nel sapere che da qualche parte hanno scritto un manga su di loro (a dire il vero il fumetto è solo l’ultimo atto), ma non sembrano interessati ad approfondire la questione: non è poi così importante, del resto, al massimo scoprirebbero di essere persone inesistenti e frutto della fantasia altrui, che vuoi che sia. E così ripartono, accogliendo Francesca nel gruppo: Sha Gojyo la aiuta a salire, e i due si scambiano convenevoli in giapponese: « Taihen arigatoo gozaimashita, molto gentili! », « Doo itashimashite […]Yorokonde ». Ora, se vi state chiedendo anche voi in che lingua stessero parlando prima, come facesse Francesca a conoscere il giapponese o loro l’italiano, e soprattutto perché passare ad un altro idioma così tanto per, quando con quello precedente se la cavavano tutti benissimo… non chiedete a me, perché non lo so.
Non mi dilungherò troppo nel descrivere il prosieguo del loro viaggio, se non per dire che serve soprattutto a fare emergere la Suaggine della protagonista: lo spirito naturalmente frivolo di Francesca addolciva serenamente le lunghe giornate di viaggio. Tutti la ritenevano un ottimo acquisto per il gruppo, e stava simpatica a tutti (perfino al bonzo, ma lui non lo direbbe mai, neanche sotto tortura psico-fisica, ndA ^^). Miglioramenti rilevanti si potevano apprezzare su tutti i fronti (incluso quello culinario… Goku: “Era ora che si mangiasse decentemente!”).
A cosa porta questo successo? Ovviamente a finire tra le braccia di uno dei quattro ragazzoni, nel caso specifico di Gojyo. Il tenero incontro tra i due è descritto mirabilmente tramite gli occhi di Jeep: Femmina freddo. Movimento. Tremare. […]
Rosso freddo. Tutti freddo. Rosso. Coperta. Coprire femmina. […]
Rosso coprire femmina. […]
Rosso proteggere femmina freddo. Solo Jeep sapere. […]
Ci manca solo che dica “Gerdo, badrone biango”.
Insomma, in un modo o nell’altro i due consumano, e tutti sono felici e contenti. Copulano allegramente durante il loro turno di ronda, alla faccia della sicurezza – meno male che ora c’è il decreto del governo, se aspettavamo a ‘sti imboscati… – e il giorno dopo ritornano belli pimpanti dagli altri per cominciare una nuova giornata di viaggio.
« Dove andiamo oggi, di bello? »
« E che cavolo vuoi che ne sappia, io? » sbottò Sanzo.
No. La risposta esatta è “Verso ovest”, che è l’unica cosa sicura di tutto il manga.
Ricapitolando: Hakkai riesce ad andare a sbattere contro un auto in pieno deserto. Gojyo non fa il turno di guardia per darsi all’ippica (vabbè, alla cavallina, ci siamo capiti…). Sanzo ha dimenticato lo scopo primario del loro viaggio. Cos’altro ci possiamo aspettare da questa storia?
Nulla per fortuna, perché l’autrice poche righe dopo si congeda così: Devi perdonarmi, mio sventurato lettore, ma non riesco a scrivere una fine per questa storia.
Sullo sventurato concordo, ma in un certo senso sono più felice così.
 
*a chi coglie la citazione un buono pasto nel più lussuoso fast-food di Catanzaro (citazione anche questa XD)

Mary Sue a Nuova Luxor – Parte I

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Smielati latinisti convinti e ipocriti adoratori di grammatica e vocabolari,
Giacobini.
Le fyccine hanno il potere di farci viaggiare nel tempo, nello spazio e negli universi alternativi.
“Anche i libri”, direte voi. Ma c’è una cosa che i libri (in generale, poi ci sono eccezioni come Moccia e la Scavia che confermano la regola) non sono in grado di fare: desiderare di non aver mai avuto gli occhi per leggere. O, come in questo caso, di non aver mai avuto un’infanzia.
Dopo il grande successo di critica e pubblico raccolto dall’antico fandom dei Cavalieri dello Zodiaco (i piccioni di Piazza Duomo, tre burine cafone con gravi carenze lessicali… vi ricorda qualcosa?), ho deciso di concedervi il bis. Ma, questa volta, i morti restano al loro posto (anche perché non è ancora morto nessuno) e lasciano la scena ad Astris Knight (My version) di Sabry92 (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=266221&i=1). La protagonista è un mezzo angelo bianco che vaga per le vie di Nuova Luxor alla disperata ricerca di un taxi che la accompagni alla villa della ricca e viziatissima Isabel Saori che non si è degnata neanche di darle l’indirizzo della sua lussuosissima abitazione.
No, non siete i soli a chiedervi che cosa sia un mezzo angelo bianco. Per quel che mi riguarda, non ho nemmeno idea di cosa sia un angelo bianco tutto intero. Né lasciate che i vostri cuori palpitino nell’attesa di una spiegazione, perché non ne riceveranno. In compenso, consolatevi sapendo che la nostra peregrina ha sedici anni ed è bionda con gli occhi neri, alta all’incirca un metro e sessantacinque. Le classiche informazioni necessarie e sufficienti ad imbastire la trama di una fyccina standard, insomma: Mary Sue della quale si tende a far conoscere persino la lunghezza delle unghie dei piedi catapultata controvoglia nella vita del figo/fighi di turno.
Sclerando di brutto, il mezzo angelo bianco decide di sedersi su una panchina nella speranza che un taxi si muova a pietà. Ma a muoversi a pietà non è di certo il taxi: è solo il primo di una lunga serie di personaggi ai quali questa fyccina sconvolgerà l’esistenza.
"Comunque io sono Pegasus, tu sei…?”
“Sabrina"

Toh, la self-insertion. Quanti bei ricordi. Notare la completa assenza di cognomi nelle presentazioni. Sembra di assistere alla discussione tra il quarterback del liceo e la cheerleader un po’ svampitella.
Pegasus si offre di accompagnare Sabrina a casa Kido (cerco di fare un po’ d’ordine nel saltellare continuo tra nomi italiani e giapponesi; operazione non completamente impossibile, ma ci si potrebbe confondere), ove la maggiorata incarnazione della dea Atena spiega alla protagonista il motivo per il quale l’ha convocata.
“I miei cavalieri non hanno una vita abbastanza movimentata. Tra l’altro, manca la Sue di rito che faccia ribollire un po’ il testosterone nel sangue e che offra l’ennesima versione riveduta e corretta di quello che hanno dovuto passare dalla prima puntata del cartone/manga” è la sostanza. Diplomaticamente edulcorata con un “Tu dovresti essere l’angelo bianco, o nel tuo caso il mezzo angelo bianco, dei cavalieri di bronzo”.
Evidentemente a tutti, tranne che alla sottoscritta, è dato sapere cosa sia un angelo bianco. Ho provato ad immaginare un angelo azzurro senza blue curaçao ma, diamine, io adoro il curaçao!
“Sarai anche al corrente che io sono la reincarnazione della dea Atena, una delle più potenti dee greche”
…sono io l’unica a ricordare che Lady Isabel stava ceccando la mamma a Mylock quando, a prima serie inoltrata, rivela questo piccolo particolare ai cavalieri di bronzo?
Ed ecco che, in barba a prudenza e remore, il segreto viene rivelato all’ultima arrivata dopo cinque minuti (se ci si arriva) di blanda conversazione. Ma forse Isabel sapeva di poterglielo rivelare. Sapeva che il segreto era al sicuro.
“Fiducia incondizionata nell’angelo bianco”, dite?
No.
Certezza che l’unico pensiero trasmesso dai due neuroni della fanciulla sarebbe stato spero che gli altri cavalieri non siano brutti quanto Pegasus. Chissà… forse ce n’è uno carino.


Il primo match della Guerra Galattica al quale dovrà assistere Sabrina, l’inizio della fine per i nostri eroi, è giusto l’indomani. Si ritiene che, per prepararsi ad un evento di simile portata, che promette come premio nientepopodimeno che un’armatura d’oro, i duellanti necessitino di calma e concentrazione. Non certo di presentazioni a raffica e descrizioni che lasciano parecchio a desiderare: uno ha capelli neri e occhi neri, il secondo capelli castano chiaro e occhi uguali, mentre il terzo ha gli occhi verdi e i capelli simili.
Anch’io voglio gli occhi uguali ed i capelli simili!
Le persone con le quali sta parlando, di lì a poco, sputeranno sangue dagli occhi, ma il segnale elettrico trasmesso dai due neuroni dell’angioletto è sempre il solito: non ce n’è uno carino, povera me =(.
A farle cambiare idea è, dopo qualche minuto un ragazzo con capelli biondi, che gli arrivano fino alle spalle, e gli occhi incredibilmente azzurri: Crystal il Cigno. Il quale, dopo aver avuto facile ragione su Aspides come i più fedeli fan ricorderanno, raggiunge Sabrina non appena sceso dal ring, come i più fedeli fan NON ricorderanno:
“Ciao, sei nuova di qui?”
“Si, sono arrivata ieri ma non credo che t’interessi” (…)
“Capisco, comunque io sono Crystal”
“Io Sabrina” gli dico sorridendogli “Anche tu non sei di qui o sbaglio?”
“No, non sbagli, sono nato in Siberia, in un piccolo villaggio”
“Per quale motivo prima eri così presuntuoso e ora con me sei…” dico non riuscendo a finire la frase per l’imbarazzo.
“Sono come?” mi chiede curioso
“…Beh… sei adorabile, comunque perché?”
“Perché essere presuntuoso prima mi ha dato la possibilità di essere adorabile qui con te”

E’ una scena… beh. Romantica, non trovate?
Crystal bulletto di periferia appena uscito vincitore da una rissa che abborda la compagna di scuola che non ha mai frequentato (la scuola, non la compagna).

Alea iacta est, dunque. Sabrina ha finalmente trovato uno carino, tutto il resto passa in secondo piano.
Che Phoenix abbia fatto la sua entrata trionfale per rubare l’armatura è narrato con un’enfasi che non farebbe invidia nemmeno ad un tronista della De Filippi.
I concitati momenti che seguono, la strategia per recuperare i pezzi mancanti della Sacra Armatura trovano il loro culmine in dopo qualche noiosa e lunga ora che passo a pensare a quando torna Crystal (Ok, lo ammetto mi piace), ritornano i cavalieri con alcuni pezzi della sacra armatura. Spiega (chi? Noli me petere) loro perché sono lì e dice anche che sono metà strega e metà angelo bianco (…) Poi riprendono i loro discorsi su come riparare le armature e come recuperare il resto della sacra armatura, tutte cose che a me no interessano e che a stento ascolto, dato che sono occupata a fare altro, cioè a fissare Crystal. I successivi scontri con i Cavalieri Neri subirebbero l’identico, triste destino se non fosse che Sabrina… combatte.
Cioè, insomma. Lancia qualche incantesimo alla Harry Potter, come levitazione di sassi e materializzazione di serpenti. Il che farebbe un baffo persino allo sfregiato. Figuriamoci ad individui con fenomenali poteri cosmici in grado di muoversi alla velocità del suono (e questo nel peggiore dei casi).
Lo scontro, come immaginerete (sono buona e sensibile, ve lo risparmio volentieri!), è epico. La sua conclusione, sublime: quando spuntano altri tre cavalieri neri, l’altro lo segue e se ne vanno con la solita promessa che fanno tutti i cattivi, che sarebbero ritornati, che non finiva lì, bla bla bla, la solita solfa insomma.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, è straordinario come possa venir considerata solita solfa la conclusione di una battaglia in cui i Cavalieri di Bronzo devono affrontare praticamente se stessi e come invece non sia solita solfa il tubare (assolutamente OoC, ma figuriamoci se viene segnalato) di Crystal e Sabrina. Come non lo sia il fatto che Sabrina (nonostante la ben dimostrata poca utilità) venga trascinata a mo’ di portachiavi fino al luogo dello scontro finale con Phoenix, mentre la morte di Phoenix non è che un apostrofo rosa tra le parole e dopo questo penso si torni a casa, almeno spero, questo posto non mi piace per niente.
Ed è straordinario come questa Mary Sue, tra negozi di magia, smaterializzazioni e surrogati di Pozioni Polisucco riesca ad esser fuori luogo in modo irritante.