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A Stereotype of Ice and Fire

WARNING: potrebbero esserci degli spoiler (molto vaghi) relativi ad “A Song of Ice and Fire”. Io vi avviso, poi fate come vi pare, ma se poi venite a lamentarvi vi metto il toluene nel caffè.

All’ombra di una sgangherata veranda ornata da tralci di rovi e cespugli di ortiche morenti due sagome curve e minute si stagliano ingobbite su sedie dall’alto schienale. Sul tintinnio della porcellana si distinguono due vecchie voci cinguettanti.
Oh, siete voi.
Di nuovo.
Mph. Una signora non può prendere un tè di gramigna con una cara amica e pam! Eccovi lì a dar fastidio.
E va bene, va bene. Accomodatevi, se proprio dovete.
Non conoscete l’adorabile Lady Olenna, immagino. Non ve la presenterò, è perfettamente in grado di farlo da sola. E non chiedetele l’età, se ci tenete a vivere. Né perché la chiamino la Regina di Spine. E, so che sembra assurdo, ma siate accorti con i suoi regali.
Sapete, solitamente lei non si addentra nei meandri delle spaventevoli realtà che sorgono come bubboni attorno alle grandi storie che amiamo. D’altro canto al suo mondo è sempre stato risparmiato, almeno pubblicamente, tale tristo destino.
Ma, o tempora o mores!, la società si evolve, la tecnologia avanza, sbucano le serie tv di successo e Sean Bean indossa di nuovo piastre di metallo per fare lesto una brutta fine.
Sì, miei dolci acari della polvere –cui la vostra povera nonna Valpur è orrendamente allergica, quindi ora sapete quanto mi fa piacere che mi appestiate casa- sto parlando proprio di Game of Thrones. O meglio, di A Song of Ice and Fire, perché il vecchio zio George quando non è impegnato ad uccidere personaggi di successo fa ipotetiche retromarce riguardo i divieti di scrivere fanfiction sulle sue opere.
Pare. Forse. Non si sa.
Di fatto, dopo l’uscita della serie si direbbe che le fanfiction a riguardo siano fiorite come le verruche dopo una camminata a bordo piscina.
E con esse, puntuali che neanche la sindrome premestruale, arrivano le solite protagoniste improbabili.
Solite, proprio.

Never forget what you are, ci mette in guardia l’autrice (SyriaStark, tho che caso!). What, appunto. Nemmeno who. E cosa è, quindi, la immancabile protagonista?
Non ve lo dico neanche, tanto già lo sapete.
Questa graziosa fanciulla si chiama Syria. Nome originalissimo, come mi ha prontamente fatto notare un certo spadaccino Braavosiano che si portava dietro un enorme cane nero con gli occhi chiari.
Syria Snow. Una bastarda, quindi. Un’ennesima figlia di Stark che, dimentichi dell’onore e dei propri voti, piantano seme in ogni utero disponibile.
Questa volta, quanto meno, non si tratta del solito Ned (che per la cronaca NO non credo sia il padre di quel cumulo di sfiga di Jon Snow, NO) ma del fratello Brandon.
L’autrice si premura di fornirci una graziosa fotina della cara Syria, che sembra una Stark più o meno come Joffrey sembra un Baratheon. E no, non ha preso dalla madre.
Facciamo la conoscenza della mirabolante protagonista quando, tho che caso, Robb Stark e Theon Greyjoy le piombano in casa. Un Robb Stark coi poteri magicissimi:
Syria sgranò gli occhi grigi e rimase immobile come una delle statue nella cripta di Winterfell: in quel momento, un brivido percorse la schiena di Robb… la somiglianza era davvero innegabile, a quel punto.
Eh be’, un po’difficile a dirsi, vero, piccolo, stupido Robb? Non per altro, ma per quanto lo zio possa somigliare a papà tu… ecco… non lo hai mai visto. E’ morto tipo due anni prima della tua nascita, se i conti non mi tradiscono. E no, non aiuta il fatto che tu ci dica che l’hai riconosciuta dalle statue nella cripta di Winterfell. Anzi, direi che peggiora la situazione, perché ora io Syria me la immagino così:

La splendida Syria: grigia, granulosa, dai lineamenti indefiniti.

Syria, al di là dell’aspetto fisico, è proprio Starkissima: non solo non ha paura di Greywind (che, ricordiamolo, è una bestia incazzosa tutta denti e mascelle della dimensione di un bovino adulto di media stazza) ma possiede un metalupo.
Pure lei. E un po’si risente quando Robb se ne stupisce.
Stanno diventando più diffusi dei chihuahua all’epoca di Paris Hilton, vedrete se tra qualche anno i canili non saranno invasi di metalupi abbandonati perché passati di moda.
(Il problema è che se una creatura del genere ti fa la cacca al parchetto ti ci vuole una ruspa per rimuovere la deiezione).
Tale metalupo, comunque, si chiama Shadow ed è nero, tutto nero, che in contrasto con Ghost sta una meraviglia.
Ma torniamo alla protagonista. Poooovera stella, è orfana e vive in una baracca. Aveva le mucche e i polli ma sono morti.

Il bestiame di Syria si è suicidato preventivamente.
La dolce fanciulla ha giusto un orticello. Diciamo che quanto meno la sfiga che tende ad aleggiare attorno agli Stark è riportata abbastanza fedelmente.
Dopo esser stata oggetto della cavalleria di Robb (“Dormo per terra” “no dormo io per terra” “Ma guarda, insisto, dormo io per terra”) e del solito fascino da sventrapapere di Theon (“Scopatela Robb dai dai dai! Ihihi come sono malizioso ihihi non maschero assolutamente la mia frustrazione per una storia personale tragica e un padre rompiballe col machismo da operetta!”) pare scendere la calma su questa casa.
Ma no. Robb non dorme (credo abbia un principio di erezione che non gli permette di tenere giù le coperte), quindi si alza e va di là, dove Syria ronfa.
Si avvicinò, invece, in modo cauto e la scrollò per una spalla. Syria aprì un poco le palpebre, strofinandosi gli occhi, e si mise seduta. “Avete bisogno di qualcosa, ser?”
“No, volevo solo… parlare un po’”.

Fallo a me, bel roscetto, e ti pianto una scure nella fronte.
Syria, ovviamente, no. Si alza –sicuramente senza un minimo di fiatella mattutina- e ascolta pazientemente.
E Robb le rivela tutto l’ambaradan di chi potrebbe essere suo padre, e sai Syria è facile parlare con te e se andiamo avanti così prima di domani mattina ti avrò ingravidata.
Troppo facile, fin qui. Sorge il sole e il terzetto si dirige verso il campo così vediamo se qualcun altro riconosce ‘sta sciacquetta.
La cosa buffa è che c’è una frase preimpostata per salutare Robb quando non lo si vede da un po’, usata sia da Theon all’inizio che da Armigero Generico N°1. La formula rituale comprende “Per tutti gli déi!” e “Mi sono preoccupato/Eravamo preoccupati” e “Temo vi/ti avessero preso”. Segnatelo nel vostro prontuario “Come accogliere un signorotto feudale che non vedo per un periodo compreso tra i quindici minuti e le otto ore”.
I giorni passano e Syria si abbandona ai flashback.
Tipo quando si era seduta sulla tomba di mamma.
[…]si era seduta, fissando quella pietra tombale, e aveva aspettato per una reazione. “Cosa devo fare, madre? Sono davvero chi dice quel ragazzo?” aveva chiesto, ma sua madre non aveva risposto.
E ci mancherebbe altro. E’ morta. Certo, se fosse emersa dalla tomba in un tripudio di carni putrescenti e larve necrofaghe la trama ne avrebbe improvvisamente guadagnato.
(Meglio non dirlo troppo forte, che poi Martin mi prende sul serio. Sappiamo benissimo che non è nuovo a questo genere di cose!)
“Perché non me l’hai mai detto?” implorò, riferita al vento.
“Perché sono solo una corrente d’aria. Cosa vuoi da me? Sono solo di passaggio. Ciao.”
Vabbe’, dicevamo. Syria è lì che fa da zavorra al campo di Robb, che già ha i suoi problemi e ora si porta appresso questa qua che già si fa chiamare “una di famiglia”.
Viene –ovviamente- importunata da Theon che, come tutti ben sanno, non sembra essere in grado di tenere il pene nelle braghe. Ma la cosa qui si fa creepy. Shadow, essendo scontatamente astuto e dotato di proverbiale sesto senso, ringhia ogni volta che il giovane Greyjoy si avvicina.
Per una settimana intera, Theon non aveva fatto altro che corrergli dietro, neanche fosse un cane in calore.
Theon! Tieni giù le zampe dal metalupo o ti denunzio alla Protezione Animali!
La presenza di Syria, oltre a scatenare discutibili istinti zoofili nei rampolli del Kraken, rende scemi gli altri.
“È arrivata una lettera da King’s Landing” esclamò poi, in un sussurro dal tono quasi rabbioso.
“Dalla capitale?” fece ser Rodrik.

No, ser Rodrik. La nuova capitale è Ancona, non te l’avevano detto?
Giunge il momento delle presentazioni in famiglia. Era un po’anche l’ora, Robb. Sei il solito cafone.
Catelyn, cara lei, non la prende bene. E un po’la capisco, cornuta e mazziata prima dal promesso sposo mancato e poi (FORSE, sia chiaro) pure dal marito di riserva, morto pure lui.
Cat, porti rogna, lasciatelo dire.
Nel giro di una settimana Syria viene accolta dagli Stark (condoglianze), fa imbarzottire tutti i protagonisti under 30 e viene ufficiosamente nominata consigliera ufficiale di Robb.
Questo spiega un sacco di cose sull’esito della guerra. Bravo Robb, bravo. Grandi scelte strategiche.
Siamo ora in territorio Frey e i due mezzicugini disquisiscono di politica.
Quelle due parole, ′matrimonio′ e ′combinato′, non si sarebbero mai dovute trovare nella stessa frase, secondo lei: non riusciva a capire, o meglio non le piaceva, il pensiero di due persone che dovevano passare insieme il resto delle loro vite, dormire insieme e avere dei figli, per la decisione di qualcun altro.
Welcome to Middle Age, darling.
Si vira quindi sui massimi sistemi, su Syria che prevedibilmente è uno spirito libero, un’eccezione nel mondo in cui vive, una che ignora le consuetudini sociali e decide che si sposerà solo per amore.
Syria rimase immobile, poi abbassò lo sguardo e vide Shadow che la fissava. “Non guardarmi così, neanche io ci ho capito nulla” gli disse.
E non ce ne stupiamo. Anche tu, lascia stare quel povero metalupo che è ancora provato dal tentacle rape di Theon.
Il vecchio, adorabile Walder (feh!) pone le ben note condizioni. Nel giro di qualche anno Arya dovrà sposare uno dei suoi mocciosi, e Robb un’altra.
E qui Theon, per una volta, indirizza il suo torrente circolatorio verso il cervello invece che verso i corpi cavernosi.
Molliamo questa tizia, Syria, al vecchio e ci teniamo Robb. Tanto ormai l’avete ufficialmente presa in casa senza rifletterci troppo, no? A posto!
Invece no. Cat, che a quanto pare i cagnotti nel cervello li ha sempre avuti, preferisce tenersi una sconosciuta e mollare il figlio ai casini che seguiranno. Figlio che prende e va in battaglia e forse sotto sotto un po’spera di lasciarci le penne.
No, Shadow, nemmeno io ci sto capendo qualcosa. Riprenditi, però, ti prego. Quando te la sentirai ne possiamo parlare, non ti metterò fretta.
Dopo una discussione strappalacrime coi cagnotti di Cat che evidentemente sente così tanto la nostalgia delle sue figlie da fare le coccole a una semisconosciuta, le armate tornano.
Con Azzurr… ehm… Jaime.

Spot the differences.
Jaime che viene malmenato, fa il figo, viene malmenato di nuovo, poi se c’è tempo fa il figo ancora per un attimo, si piglia qualche altro schiaffo e poi nota Syria. Che oooh è uguale a suo padre.
Ci sarà stato ripetuto almeno ventordicimila volte.
L’ha capito pure Shadow, questo.
Giunge un corvo –versione Westerosi di Twitter- con un messaggio.

oOJeoffrey_BaratheonOo Just beheaded Stark moron asd @RobbWolfStark #frikkinasshole

Forse lo shock, forse si sono impupati e hanno smesso di dar fastidio, i cagnotti del cervello di Cat lasciano spazio ai neuroni.
Nel fitto del dolore condiviso tra una madre e un figlio che hanno perso l’uomo, il punto di riferimento, il marito e padre, Syria salta su per fare la consolatrice di stocazzo.
E Cat sbrocca un attimo.
“Qualsiasi cosa tu stia provando, o pensi di provare, per mio figlio, toglitelo dalla testa: lui si sposerà con una lady, alla fine di questa guerra”.
Là. Così si fa.
Ma Syria… non capisce. Mi odia? Ma come mai? Ma perché? Solo perché mio padre doveva sposare lei e invece ha ingravidato un’altra? Fa l’acida per questa inezia?
Sì.
Da brava prezzemolina, Syria viene poi invitata al concilio di guerra in quanto cugggina e poi perché i cagnotti sono ereditari e ce li ha anche Robb, che la vuole lì. Così, senza un motivo preciso.
E mentre il giovane lupo viene acclamato King in the North, Theon allunga il tentacolino e propone a Syria di sposarlo. Syria, un po’giustamente, lo sfancula.
Povero, povero calamaretto. Non te ne va bene una. Torna a molestare gli animali che forse hai più successo.
Dopo l’ebbrezza di aver tirato un due di picche all’uomo già più umiliato dell’intero continente, la nostra amichetta va a trovare Jaime. Che fa il figo nonostante sia stato, come detto poco fa, pestato come un tasso in un sacco.
Altra luuuunga chiacchierata su cose che chiunque abbia letto i libri sa già (ovvero: Aerys era fulminato, tuo padre è morto, ciao). Il povero Kingslayer ha preso delle botte in testa e quindi è confuso alla vista di Shadow.
“È un meta-lupo” affermò.
No, è un lemure.
Pure Syria non brilla per coerenza nelle risposte.
“È mio. Mia madre diceva che mio padre era venuto per proteggermi”
Jaime ha mandato una lettera tramite il suo legale per far presente che no, non gliene fregava una beneamata mazza della storia di ‘sto cane acromegalico. Si chiamano domande retoriche, dolcezza, presente?
Syria però decide di rischiarsela: sfida Jaime a una gara di figosità.
“Forse, Sterminatore, ucciderò te” disse in un bisbiglio appena udibile. “E sarò ricordata come colei che ha ucciso lo Sterminatore di Re” e sorrise.
Mettiti in coda, stellina. L’ultima che ha detto una cosa del genere ha finito per perdere pezzi di faccia e mettere ai saldi la propria verginità (che è, ahimè, rimasta invenduta).
Il povero Lannister è chiaramente alterato dal trauma cranico perché ha paura. E Syria lo lascia lì a delirare e presumibilmente a perdere il controllo delle funzioni fisiologiche per l’emorragia.
Riciccia fuori Theon che non è mai stufo delle palate di merda. Ha appena saputo di dover andare a Pyke e decide di riprovarci. E quale modo migliore per far capitolare una donzella che dirle “Ti scopi Jaime Lannister! Ah-ha!”

Tipico humor sottile delle Iron Island.
Syria lo sfancula. Di nuovo. E gli aizza contro Shadow.
“Stavi per stuprarmi, Theon” riuscì a dire. “Se Shadow non fosse arrivato, tu mi avresti stuprato”.
Stronza! Per salvarti dai in pasto il tuo cucciolo a quella bestia ingrifata! Vergogna! Denunzio anche te!
Una gitarella nel cervello di Theon ci rivela che Syria gli serve sia come svuotapalle che come scaricaparanoie, dopo esser stato cazziato dal padre.
Ma soprattutto, se Syria fosse stata con lui, a quell’ora avrebbe già sfogato tutta la frustrazione della giornata su di lei.
Vi risparmio ulteriori repliche abbastanza fedeli delle pagine dei libri, differenti solo per la spocchia di Syria che rovina gli stemmi dei Tully in quel di Riverrun. Capisco che la trota sia un po’discutibile come simbolo, ma tu Syria sei una cafona a cucirci sopra il blasone degli Stark.

Grandi scelte per i blasoni.
Il povero Jaime, portato a spasso come un gatto in un trasportino, risente ancora dei postumi del trauma.
Giunge un altro twitter:

StannisBADASSBaratheon: Cersei&Jaime twincesting. No rightful heir. WTF @Westeros

“Sei il padre di Joffrey, Tommen e Myrcella?” chiese a bruciapelo, guardandolo. Gli occhi dello Sterminatore si spalancarono, e non disse niente. “Allora? È vero quello che dice Stannis?”
“Stannis?”

No, banana. Ma ripigliati, dyo!
C’è di buono che sputtana Syria. Syria ama Robb, Syria ama Robb pappappero!
No ma non ce lo aspettavamo, no no.
Povero Robb, confermiamo l’ipotesi delle larve in testa. Soprattutto quando, a occhio non più di un mese dopo averla incontrata, il lupacchiotto la trasforma da Snow in Stark. Anche questo è inaspettato eh? Quasi come l’adipe dopo le vacanze di Natale.
E mentre Theon continua a progettare nuovi modi per fare figure imbarazzanti, ci trasliamo con un agile colpo di reni fino a King’s Landing.
Dove Cersei, radunato il consiglio ristretto, dimentica di essere se stessa e scorda le buone maniere.
“Oh taglia corto: Jamie è vivo o no?”
Eccheccazzo.
Il tema principale è lo stato dell’imene di Syria, se sia stato o meno lacerato da Jaime.
Il legale dei Lannister continua a mandare note in cui sottolinea che il suo cliente non tollererà altri attacchi alla sua reputazione. Assassino incestuoso sì, scemo no.
Purtroppo la storia è ancora in corso, e chissà quanto durerà.
Non sappiamo quindi ancora chi si prenderà la verginità di Syria, nonostante l’attenzione del narratore vaghi senza meta tra l’estremo Nord, casa Baratheon, Pyke, grufolando tra personaggi e avvenimenti e limitandosi a inserire il nome di Syria ogni volta che si rende possibile. Badando, ovviamente, a lasciarla sempre al centro dell’attenzione.
La vediamo nelle fiamme.
No, non esultate. Sono le fiamme di quella sciroccata di Melisandre, che per motivi che conosce solo lei e che credo siano riconducibili a disturbi cognitivi vorrebbe usare Syria come arma in mano a Stannis.
Ma anche no.
Ecco, mi avete fatto freddare il tè ora.
Vi lascio in sospeso e torno ad aspettare l’evolversi della faccenda.
Olenna, tesoro, hai ancora qualcuna di quelle deliziose caramelline viola?

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Sgradevolezza superflua

Una spianata deserta si allarga davanti a un nero cancello irto di guglie crudeli. Una figura in armatura rugginosa, in sella a un ciuco sciancato, marcia avanti e indietro di fronte a un esercito schierato. E male in arnese, per altro. Nel silenzio assordante di un temporale che si addensa, una voce stridula s’innalza.
Restate ferme! Restate… no, fermi, scusate, so che ci sono anche degli uomini all’ascolto. Restate fermi!
Giacobini di merda, asserviti al sistema, fratelli culi. Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore, se solo ne avessi uno.
Ci sarà una storia in cui Hogwarts sarà un rispettabile college per l’istruzione di giovani maghi, in cui verranno indossate divise e rispettati i superiori… ma non è questa storia!
Ci sarà una storia in cui i personaggi rispetteranno l’opera dell’autrice originaria, e in cui potremo rivedere scorci di quella storia che abbiamo tanto amato… ma non è questa storia!
Quest’oggi affronteremo una storia kattiva. Per tutto ciò che ritenete caro in questo vasto fandom, vi invito a resistere!
La figura si strozza con le ultime parole esplodendo in una tosse catarrosa e asmatica; si toglie l’elmo, più simile a un vecchio calderone malconcio, rivelando pelle vizza e qualche dente tra uno spazio e l’altro.
Oh, io vi ho avvisati. Anche l’autrice Roxelle, se è per questo. Gloria al nemico, come si suol dire.
Rimpiango i tempi in cui le protagoniste, figlie smaccate della self insertion, erano solo belle, belle in modo assurdo, avevano occhi cangianti, curve al posto giusto, ormoni da battaglia capaci di stroncare ogni maschietto nel raggio di chilometri.
Per questo vi ho convocati qui, oggi, davanti ai cancelli di questo luogo oscuro, di questo Mondo Capovolto: http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=185373&i=1

Siamo chiamati a combattere una creatura malvagia e pericolosa, affascinante e spietata, gradevole come le emorroidi e simpatica come l’herpes: Indil Seamoon.
Ma non è prudente avvicinarci subito a questa figura così inquietante: partiamo dai suoi minion. Il Principe, innanzitutto.
Chi? Chiederete voi. Ma sì, ma sì, il solito algido principe delle Serpi (che può fregiarsi di tale titolo solo in quanto figlio del Sovrano dell’Amplesso Focoso). Lo incontriamo nella Stanza delle Necessità con gli altri Serpeverde, che, veniamo a scoprire, da Casa in cui si possono trovare individui astuti, spesso di buona famiglia, talvolta ricchi, sicuramente snob si è trasformata nella casa dei metallari. Ricordo ancora con ribrezzo un’immagine di emo!Draco, questo nuovo sviluppo mi inquieta pure di più.
Un Draco, quindi, ribelle (?), innamorato come al solito di una Hermione che analizzeremo nel dettaglio più in là, intento a farsi fare un simpatico ciuccione da ragazzine a caso. Sì, nella Stanza delle Necessità è in corso un’orgia. Sesso droga e rock’n roll. Alleluia.
La stanza è invasa dal fumo, dai System of a Down a tutto volume. Ormai sembra proprio che questa Stanza speciale venga usata solo per i festini. Benissimo. Capisco che sia un “mondo capovolto”, ma Hogwarts in tutto questo non c’azzecca una ciolla. Così come non c’azzecca quello strano figuro con gli occhi di zaffiro che ha apparentemente rubato l’identità al solito grazioso ragazzo di colore che risponde al nome di Blaise Zabini. Ma ricordate, ricordate sempre: in questo strano posto in cui nemmeno io metterei piede (e quando ancora avevo sangue e non cenere nelle vene ne ho fatte di follie!) accadono cose strane: il Purosangue giovane Malfoy fa amicizia con la succitata pericolosa Indil (che già si fa viscida come un’alga al solo guardarlo) che gli propone, in pagamento di un certo favore di cui non potrò fare a meno di parlarvi, dei CD. A Draco, che disprezza tutto ciò che è Babbano, propone i CD. Che ad Hogwarts non funzionano nemmeno. Ma non siamo a Hogwarts, qui, vero? Vero? Ditemi di sì!
Ma passiamo ad un’altra figurina in quest’album degli orrori. Vi ricordate la presuntuosa, coraggiosa, intelligente Hermione Granger? Non fiori ma opere di bene, visto che pare aver fatto una brutta fine. C’è un’impostora al suo posto. Un’impostora per altro pure inquietante, con quegli occhi caramellosi che col caldo le appiccicano le ciglia e se piange le colano fuori dalle orbite.

I meravigliosi occhi di Hermione.

La sedicente Hermione è, in parole povere, una ninfomane squilibrata. Si è accoppiata pure con i gargoyle delle grondaie epperò ama così tanto il suo Ron, tanto scemo (ecco, lui un po’ lo riconosco) da crederla ancora vergine. E, infingarda, ha spezzato il cuore del povero Dracuccio, gli ha fatto lanciare il suo bratwurst nel suo traforo del Frejus, lui s’è innamorato e lei lo ha scaricato.
Draco, sei patetico. Hermione, o chiunque tu sia, un po’ zoccola.
Ora, però, riallacciamo le fila di questo zoo popolato di deficienti e psicopatici. Siamo partiti dall’indiscussa protagonista, Indil, e ora, dopo aver saltabeccato tra capitoli stile crisi epilettica, torniamo a lei.
Lei che è trasgressiva. Lei che fuma le Camel (ah be’). Lei che si mette le catene e si fa gli strappi nei jeans perché è emo e dark e goticona (uh, provate anche voi a scrivere quest’ultima parola in Word, il correttore automatico vi dimostrerà di essere più sveglio del previsto!) ed è troppo fica per indossare la divisa. Lei che ha i capelli di colori improponibili perché è speciale. Lei che risponde male ai professori, che poteva essere una Serpeverde perché è una cattiva ragazza ma che ha scelto (eccheppalle) Corvonero perché è troppo un genio. Lei che mi ha già sfarinato le gonadi, visto che non c’era davvero bisogno di tutto quest’ambaradan per attirare attenzioni su di sé.
Scopriamo, tipo alla quarta riga o poco più, che Indil ha deciso di odiare La Studentessa Precedentemente Nota come Hermione; dapprima la sottopone ad atti di bullismo tali che, fosse capitato a me, avrei chiamato Grop per far provare a questa Seamoon le gioie del sesso anale.
Atti di bullismo, per giunta, giustificati solo dal fatto che Hermione, da brava Caposcuola (ah, le maiuscole sono intermittenti), l’ha ripresa perché stava fumando dove non poteva. L’ Hermione che conosco io avrebbe risposto ai vari incantesimi barocchi di Indil con una sequela di Maledizioni da manuale, questa no. Indil viene punita, giustamente, dalla McGranitt (altresì nota come Vecchiaccia Frigida), per poi andarsene e a frignare nella Stanza delle Necessità da un Dracuccio Amoruccio persino più lagnoso.
‘Buuuu Hermione non mi fa più pucciare il biscotto e io non sono abbastanza uomo da fargliela pagare, Indil pensaci tu!’

Draco Malfoy, un uomo che non deve chiedere. Mai. Si limita a uggiolare.

Indil prende sul serio la questione, spargendo per la scuola dei sostanziali manifesti che sputtanano i facili costumi di quella che si fa passare per Hermione. E che, più si va avanti più lo si scopre, non è sicuramente lei, visto che per vendetta molla la bacchetta e prende la rivale a cazzotti.
Scusate? A cazzotti? Questa reazione me la sarei aspettata dal caro Voldemort, all’ennesima prova della non efficacia di certi incantesimi su quel cretino di Potter. Ma da Hermione, dai! Certo, ha tirato un ceffone a Draco, ma la roid rage mi sembra fuori luogo!

Hermione, troppi steroidi fanno male!

E invece no! Perché, a livello di trama, il pestaggio è essenziale per farci scoprire un dettaglio incredibile!
Il tuo sangue è argenteo?!
Ooooh! Incredibile! Indil non è solo super fichissima e intelligentissima e ribellissima, ma è… qualcosa di misterioso!
E ‘sti cazzi.
Confesso di aver comunque goduto un po’ nel vedere la beniamina delle mazze da baseball di tutti noi prendere una manica di botte.
Indil si sveglia in Infermeria.
Apro finalmente gli occhi. Silente mi guarda, preoccupato. Ha le occhiaie che gli arrivano fino alle ginocchia, anzi, fino al pavimento e degli occhi rossi da far paura. Sicuro che è Silente?
Sì, credo sia proprio lui, è solo sotto l’effetto del THC come suo solito. Invece non sono sicura dei tempi verbali.
La trama si complica, sorpresa sorpresa. Indil non si chiama Indil, ma Layana (che fa rima con… sultana, ovviamente) è un qualche tipo di prescelta, anche lei (Neo e Potter si imbronciano: ormai è diventato così mainstream!), dotata del potere di rimarginare le ferite. Lo fa giusto adesso, forse perché Silente sa che lei è speciale, forse solo perché vuole fare la più fyka di tutti mentre blatera di una Madre e di Sorelle e Artigiani e ConfConsumatori.
Lei sarà la vittima sacrificale.
Potter si imbroncia ancora di più, visto che quel ruolo doveva toccare a lui. Vai via, Potter, sei uno sfigato.
Dopo qualche capitolo di mestruo fine a se stesso, gossip e scenate da soap su cui non vi tedierò, salta fuori che, dopo aver riempito di sterco Hermione, Indil è riuscita nel suo intento: far sorridere di nuovo Draco. La nostra eroina si sta fumando una sigaretta di Draco; se la fuma per bene, e intanto chiacchiera col piccolo Malfoy che le fa una richiesta ardita: una canzone.
Il dialogo è delirante, assolutamente privo di senso, e sapete perché? Quella non era una sigaretta, era una pericolosissima canna di maria. Santi numi, era da almeno quindici anni che non sentivo chiamare così la marijuana. Mi stupisce che Indil, così navigata, non si renda conto al primo tiro che non è tabacco… insomma, se Draco deve assumere stupefacenti mi auguro che quanto meno abbia un pusher affidabile, e invece s’è fatto rifilare della cicoria.
E poi dovete sapere che…
Un campanello suona in lontananza.
Scusate, torno subito.
Ciabattare che si fa sempre più lontano, suono di voci concitate all’ingresso. Nonna Valpur torna.
Per tutte le menadi danzanti! Ci mancava giusto questo! Ora vi spiego brevemente. Draco, accompagnando Indil a un pianoforte di sua proprietà per farsi cantare quella cazzo di canzoncina, le mostra una ferita sul petto.
Un foro perfettamente circolare dal diametro di una decina di centimetri sanguina, abbastanza profondo da poter intravedere le ossa, troppo poco per ucciderlo.[…] “Mio padre…ha fatto questo, per ricordarmi che nella mia vita, dovrò ubbidirgli sempre. Non si rimargina mai. Non smette mai di fare male”.
Mi aveva fatto venire in mente qualcosa, questo passaggio, però non capivo cosa fosse. Alla porta, poco fa, erano due vecchi amici, Dalamar e Raistlin. Erano entrambi molto infastiditi, oserei dire incazzati, per il fatto che i loro metodi vengano sfruttati in simili abomini travestiti da storia. Mi hanno pregata di far presente questa cosa. Ecco cos’era, dunque!

Bitch please.

Che poi… risulta solo a me che i Malfoy siano due genitori fin troppo amorevoli nei confronti del loro bambino? E che nessuno dei due si permetterebbe mai di alzare un dito su Dracolino? No, lo chiedo perché ho un sacco di anni sulle spalle e la memoria fa cilecca.
Love is in the air tra i due, comunque, anche se ancora non sboccia come una rafflesia circondata da mosche.
Le due primedonne di questa storia, Indil ed Hermione, si incontrano nuovamente. Come se ce ne fosse bisogno riceviamo ulteriori prove del fatto che quella lì con le Alpenliebe incastonate nel cranio non è chi dice di essere:
“Semplicemente, non puoi essere umana. Allora, hai sangue di Banshee? Magari hai la nonna sirena? Mi sorprende che ti abbiano permesso di frequentare questa scuola. Sai, sei una creatura semiumana di intelligenza presumibilmente discreta, che dovrebbe baciare la terra dove noi, veri maghi, camminiamo”
Sono d’accordo con questa tizia sul fatto che Indil non sia completamente umana, e io propenderei per qualcosa come per metà stronza, per un quarto scaffale del ferramenta e per un quarto bottiglia di Anitra WC, ma quella manfrina sui veri maghi mi fa venire i conati. Posso tollerare tante cose, ma Hermione, stravolgetemela quanto vi pare, rimane una Mudblood, simili frasi dette da lei non hanno senso. Le due ricominciano con la loro catfight, quando appare un’altra sagoma che si spaccia per Ginny (ma ha gli occhi azzurri, cosa che a me non risulta) e che fa la leccaculo con Indil a livelli improbabili. Farà da PR per una festa con karaoke (che roba anni ’90!) e la McGranitt dovrà dare l’autorizzazione (e ridare la chitarra a Indil, che ce la mena da dieci capitoli con ‘sta chitarra che le hanno tolto eccheppalle).
Draco scopre della festa e schecca di brutto. ‘Ma coooome! Ma non ho il tempo di provare! E non ho niente da mettermiiih!’.
Di nuovo, la nostra Indil/Layana parla con un Silente strafatto, solita storia di Voldemort che è immortale (toh, qui ce l’ha fatta, son contenta per lui), guerra, morte e sindrome premestruale per tutti. Riciccia fuori ‘sto Artigiano misterioso, e non è che ce ne freghi granché.
Ma finalmente eccola, la festa! Che palle. Indil e Draco hanno attorno un alone violaceo che può essere una malattia sessualmente trasmissibile oppure è solo amore. Partono brani melensi e oh, così darkettoni, e Indil si ammazza si seghe mentali perché si è innamorata di Draco e non avrebbe dovuto ma si è innamorata lo stesso perché lui è così bellissimo e no lei è condannata e non dovrebbe eccetera eccetera. Noia a palate. Il capitolo dopo è praticamente identico, con tanto di brani copincollati per allungare il brodo, solo che siamo nel rimbombante cranio di Draco che si masturba cerebralmente a sua volta e capisce che l’ammmore è giunto anche per lui e ha dei pessimi capelli verdi.
Dopo ulteriori testi di canzoni di cui non sentivamo la mancanza si torna alla trama misteriosissima. Layana la Rana deve tornare indietro nel tempo e sconfiggere Voldemort prima della faccenda della profezia. Ci va con Harry, ripescato dal cilindro così, a caso.
E niente, Indil si sacrifica e Draco resta solo senza quella verruca attaccata alle chiappe. Per farla breve breve, insomma. Ma neanche così breve, il finale è proprio così.
Quindi… è finita? Ce l’abbiamo fatta? Abbiamo salvato la Terra di Me… la sanità mentale anche dopo tutte queste peripezie?
Pare di sì.
Ma non sospirate di sollievo, figli dei gatti di polvere sotto i mobili: c’è un seguito.
La lotta contro il cattivo gusto e i personaggi imbarazzanti non è finita.
Vigilanza costante!

Gloria in excelsis

Una grande casa.
Sembra vecchia. Lo è.
-Zoom-
La porta. Si apre e cigola.
Corridoio buio. Tappezzeria muffa e stinta.
In fondo, sul pavimento di legno sollevato dall’umidità, una botola.
-Zoom-
Una cantina. Soffitto a basse volte di mattoni anneriti.
Nell’angolo, a terra, un oggetto nero, lungo due metri circa.
Una cassa da morto.
Uno scricchiolio. Il coperchio si solleva.
E lì…

Cosa ci fate in casa mia? Eh? Una vecchia signora non può requiescere in pace, o farsi un sonnellino che dir si voglia, senza essere disturbata?
Mah, che tempi, che tempi!
Va bene, ormai sono sveglia. E non stupitevi, con la lombaggine che ho è proprio il caso che dorma sul duro.
Comunque. Prima di chiudere i miei presbiti occhietti coperti da graziose cataratte grigio pallido stavo leggendo. Questo: efpfanfic.net/viewstory.php?sid=468647&i=1, opera di Pinca.
Perché dovete sapere che sono nostalgica. Ah, i giorni di Hogwarts, quel vetusto castello pieno di spifferi, con le sue aule gonfie di ragnatele e conoscenza, con le stesse facce rassicuranti… almeno, credevo fosse ancora così.
A quanto pare a Hogwarts c’è una tipa nuova.
Ancora. Spuntano come verruche. Questa si chiama Gloria Weston.
Ci si presenta con una sequela di lagne senza fine: lei è serpeverde (perdona le maiuscole, Salazar, sono scivolate via dalla pagina), ma non piace a nessuno. La Parkinson la insulta, Zabini è sfacciato con lei (cosa che mi stupisce, era un ragazzo tanto posato e sulle sue!), e per farla breve la cricca di Malfoy le fa i dispetti. Cattivo Draco, dovrei sgridarti ma ti darò delle caramelline.
La dolcissima Gloria ci comunica che, quando non viene sfottuta, viene ignorata come un misterioso arazzo di Tonny il tonnone, noto solo a lei. Piccola cara, quella è la pescheria. Hogwarts è due traverse avanti.
Ma la povera fanciulla non viene mal tollerata solo dai suoi compagni di Casa: pure Ginny, che lei vede come “viziata” (mi sfugge come quei morti di fame dei suoi genitori possano viziarla, visto che vive di abiti smessi e libri di seconda mano), la ritiene origine di ogni male del mondo. E dire che la nostra cara Gloria ha persino salvato la vita a Potter, cosa di cui nessuno la ringrazierebbe.
E allora perché nessuno la sopporta? Perché di colpo da opossum morto spalmato sull’asfalto è diventata, a suo dire, mascotte dei Serpeverde e male elementale per tutti gli altri?
La risposta ci viene astutamente suggerita già nel primo, frizzante capitolo, ma solo nel secondo (ebbene sì, miei adorati licheni da lapide) questa scottante verità ci prende come un pugno e ci gela di sconforto.
Ma anche no.
Gloria è figlia di Voldemort.
Ora, ciccina, non è che questo ti renda speciale eh! Là fuori, nel cupo mondo delle ficcyne, pullula di rampolli più o meno ufficiali del Signore Oscuro (a lui ogni benedizione). Mettiti in coda.
Ma torniamo un attimo al primo capitolo.
Vi ricordate che vi avevo detto che i Serpeverde (sì, la S è maiuscola) ce l’avevano un pochino con lei? E magari non vi siete chiesti perché?
Lei vive in orfanotrofio e non è Purosangue.
Certo, non fa una grinza. Io me lo vedo proprio Tom Orvoloson Riddle, Lord Voldemort, il Signore Oscuro, Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato, quello che si vergognava di avere un padre Babbano tanto da ammazzare lui e relativa famiglia… dicevo, me lo vedo proprio questo protonazi senza naso che prende, va da una Babbana a caso e la ingravida.
Ma sono ingenua, non riesco a comprendere che questo improvvido accoppiamento darà alla luce nientemeno che… Gloria Weston. E sticazzi.
Silente, all’alba dei quindici anni della giovincella, la convoca; probabilmente nel suo ufficio aleggiava un dolciastro fumo azzurrino, e sulla scrivania facevano bella mostra di sé filtri, cartine lunghe, sigarette mezze svuotate e magari una elegante pipa ad acqua alta settanta centimetri.
Voglio credere che fosse sotto effetto di stupefacenti, visto che ha il tatto di dire a una sua – per quanto trascurabile – studentessa “Tuo padre è Lord Voldemort”.
“No ma comunque vai tra, tipella! Ti faccio proteggere dall’Ordine della Fenice!”.
Al che, considerato che la protagonista ha l’età di Harry&Co. O giù di lì, la reazione sarebbe dovuta essere “L’ordine di chi?”.
E invece no. Gloria non è che si sconvolga poi molto. Capisce di essere una pedina importante per entrambi gli schieramenti e fa i capricci.
Voglio entrare nell’ordine della fenice. Voglio sapere tutto ciò che c’è da sapere, altrimenti non mi farò problemi a cambiare fazione” e pappappero!
Non so cosa abbia fatto per convincere il vecchio Silly, magari gli ha sequestrato l’MDMA minacciando di non ridarglielo più. Il Preside non si scompone. Fa sostanzialmente spallucce e acconsente. Cioè, ammette in una segretissima organizzazione guerrigliera una tizia minorenne che ammette candidamente di poter passare al lato oscuro giusto per ripicca. Ah, la serietà.
Ah, forse non avete notato: la narrazione prosegue a scatti e voli pindarici; una riga qui, due nel futuro, tre paragrafi due anni prima, mezzo dopodomani. Quindi non stupitevi e mantenete i nervi saldi.
Riassumendo per chi ha ormai la nausea per tutti questi balzelli: Gloria si autodefinisce molto carina, al quarto anno scopre di essere figlia di Voldemort ed entra nell’Ordine, il quinto anno ha il Marchio Nero sul braccio destro. Ce lo comunica così, d’amblè, lamentandosi di nuovo perché fa sempre male.
Ma questo non ci deve interessare, non ancora.
Dopo la fatidica chiacchierata col vecchio cannaiolo Gloria sbuffa e si annoia nel suo vecchio orfanotrofio durante l’estate; una bella fetta di Ordine la raccatta e la porta… dai Weasley.
Che culo eh?
(Che poi io ve lo dico pure, un giretto alla Tana, ai miei tempi, me lo sarei pure fatto: tanti bei giovanotti nel fiore degli anni, e quello che cura i draghi e ti prego domami, e i due Battitori che su su battete un po’anche me, e quello che cerca tesori e potrebbe esplorarmi quanto vuole… insomma, ce n’è per tutti! Ormai sono avvizzita come una prugna e rimpiango i bei tempi in cui potevo camminare senza inciampare nelle tette.)
Scopriamo che Parassita Potter è sempre lì, parcheggiato dai Weasley. E scopriamo anche che s’è rincoglionito ulteriormente col tempo.
Non ha passato Pozioni, niente G.U.F.O.
Sfigato.
Lupin glielo comunica col tatto di una mietitrebbia che passa su un nido di allodole. E, con la stessa delicatezza, aggiunge che sarà Gloria a dargli ripetizioni in vista di un esame di riparazione con Piton. Il tutto mentre mastica cibo, visto che poco prima si era tuffato sulle tartine al formaggio senza fare complimenti.
No, spiegatemi una cosa: se andate male in una materia la scuola ordina a un tizio a caso, che a malapena conosci, di un’altra classe e, presumibilmente, più giovane di te di preparati per saldare il debito?
Va bene che da voi Babbani la scuola va un po’a donnine facili, ma non siamo ancora arrivati a questo livello. Per ora. Spero.
L’ideona, comunque, è di Silente. Ah-ha! Così me la paghi, ragazzina, che mi hai chiesto di entrare nell’Ordine e io ti ho detto di sì mentre ero scimmiatissimo!
Strana didattica, devo confessare.
Vabbe’, gli adulti se ne vanno, i due giovini fanno conoscenza: Potter è imbarazzante, Gloria fa la sostenuta ma si sta già bagnando, e alla pessima figura di Harry che le chiede se è a Tassorosso la fanciullina sente un suono. Avete presente il rumore del ghiaccio secco, quando si spacca? Ecco, quello!
Io ho sentito il ghiaccio incrinarsi, quello secco proprio mai, ma la nostra protagonista ha i superpoteri: sente lo spezzarsi dei gas, il rumore di una sola mano che applaude e ha persino contraddetto Chuck Norris sopravvivendo.
D’altro canto, la povera Gloria alla Tana è a disaggio.
I gemelli cercano di farle uno scherzo ma lei, prima fra tutti –tutti!- i personaggi anche solo citati nella saga, li fa fessi. Ooooh! Ma allora è furrrba! Gloria sopporta poco tutti quanti, tranne Hermione, cui probabilmente fa pena. In realtà la nostra originalissima e misteriosa protagonista pensa che lei e la Granger siano simili, infondo. Anzi, infondo io. Gloria si scopre essere una bustina di tè.
In una manciata di righe Gloria e Hermione si alleano, fiere dei loro cervelli (gassoso ed evanescente il primo, concreto e brillante il secondo, ma comunque unici nel loro genere), fanno argute osservazioni sulla nazionalità delle capre (turche o tibetane? Dipende dal clima, diamine!) per inculcare un po’di scienza nel cranio rimbombante di Harry; in tutto questo Ginny rosica e fa il broncio e ha le mestruazioni per tutta estate.
Fine, per ora.
Essì! Mi spiace deludervi, cari i miei Stafilinidi dall’addome olezzante, ma la storia si sospende, in attesa di nuovi, scintillanti aggiornamenti.
Come andrà avanti questo stillicidio di maiuscole fuggite dallo schermo?
Scommettiamo che a Gloria, nonostante la sua giovane età, verrà affidato un compito analogo a quello del ben più esperto (e sexy) Severus? E che il Marchio Nero sul braccio destro avrà un ruolo (sempre che non serva solo a dimostrare come i Mangiamorte siano spesso poco più che bestie prive pure della nozione destra-sinistra)? E che in breve finirà a copulare come un coyote con Potter? E che l’OOC non verrà mai segnalato?
Quanti interrogativi, quale ansia pervade le mie vecchie membra rattrappite!
Bene, ora una tisanina di cicuta e digitale per tutti e poi a nanna!
Non vorrete mica che la strega cattiva venga a portarvi via?
O, peggio, che Gloria Weston vi si infili nelle mutande?

A Natale siamo tutti più *O*

Natale.

Freddo nelle strade, e nelle case il calore delle famiglie, dei pranzi da colite, dei parenti inopportuni.

E i regali. Già, i regali.

Persino il panettone più stantio assume un sapore piacevole.

A Natale siamo tutti più buoni, giusto?

Sbagliato!

Uhuh, nulla di più lontano dal vero. Tutta questa melassa, il mascarpone e i bambini chiassosi mi fanno salire l’acidità e mi stimolano all’azione.

Avete presente il Grinch? In questo momento ce l’ho acciambellato ai piedi della sedia a dondolo; mi guarda con devozione.

Gli ho giusto giusto chiesto di portarmi qualcosa da sbranare, e lui sè presentato con questa (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=189837 ). Sul pacchetto c’è scritto “___.:Buon Natale Granger:.___”, a quanto pare parto di una tal mewlulu.

 

Da sotto le sopracciglia cespugliose ho aguzzato lo sguardo. Mi sono beccata in faccia una scarica di puntini di sospensione, fortunatamente a salve, sennò a quest’ora sarei morta, oh! E poi quella cattiva sono io…

Quando son riuscita a liberare le rughe e le grinze dagli infidi segni d’interpunzione la scena che mi si è presentata è questa: Hermione scodinzola perchè è quasi Natale ("Al 24 Dicembre mancavano solo tre giorni": come sprecare parole per dire che era il 21 del mese) e lei se ne andrà alla Tana con Lenticchia e lo Sfregiato.

Mentre piega mutande e calzini la Mezzosangue medita e ricorda… no, non già i tempi dorati dell’infanzia o i successi accademici. No, ricorda… gli insulti del Divin Pargolo.

In un medley di tempi verbali scaraventati lì a casaccio, con voli pindarici dal passato prossimo al remoto al presente senza ragioni sondabili, Draco sputa.

No, dico davvero, sputa! Pure a denti stretti, per trattenere i pezzettoni. Tra uno schizzo di saliva e l’altro, comunque, si intuiscono degli insulti rivolti alla Granger.

“Cosa c’è? Sei diventata anche sorda adesso? Allora facciamo il conto: Mezzosangue, brutta, so-tutto-io, amica di Potter e Weasley, ruffiana, antipatica e sorda? Certo questi non sono gli unici modi in cui posso chiamarti, ma sorda è decisamente avvilente come insulto (ma io non direi, la sordità è una malattia o un sintomo di qualcosa; se mi dicessero "ah-ha, sei sorda/cieca/muta" penserei di aver davanti un decerebrato, visto che palesemente non è vero… ) e…”

Che classe! Che stile! Che… schifo.

Il Divin Pargolo ha la proprietà di linguaggio e la profondità di un bambino dell’asilo. Avete presente quando, ancora immersi nella soffice bambagia dell’infanzia, gli insulti peggiori erano "sei brutta! Hai i pidocchi! Puzzi!"?

Ecco, nel mio caso era anche vero, ma per l’amor di Loki Draco, sfoggia la tua alterigia e abbi un briciolo di fantasia!

In tutto questo Hermione, coperta di bava e d’improperi, sta zitta.

Tace, fa la superiore, finchè Draco fa un passo falso.

No, non le punta la bacchetta addosso. No, non le fa nemmeno vedere un ipotetico Marchio Nero.

Le chiede se abbia mai baciato qualcuno e si risponde da solo di no (Krum è solo una figurina dell’album del Quidditch, non esiste nella realtà).

Hermione perde il controllo: tira un ceffone in piena faccia al povero Malfoy, che quando finalmente reagisce e sta per dedicarsi ad un insulto come Voldemort comanda si becca pure uno Schiantesimo.

Ma mi chiedo, miei deliziosi avanzi di centro d’igiene mentale, se le avesse chiesto "Me la dai?" che sarebbe accaduto? Lo avrebbe impalato sulla torre di Astronomia?

Sarebbe stato certamente meglio di quel che sta per accadere.

Preparatevi, giacobini e schiavi del potere: ciò che temete sta arrivando.

 

Un Silente in gran forma e reduce da un droga party con la Sprite siede al centro del proprio ufficio, con un bong in mano… ah, no, quello era dieci minuti prima.

Com’è ovvio Draco e Hermione sono stati condotti dal Preside per scontare la propria insolenza.

Mentre le sagome dei due giovini usufruitori di magia emergono dai fumi della cara erba pipa di Albus, vi faccio una domanda:  quale sarà la punizione? Punti sottratti alla Casa, spilla da Prefetto gettata nella turca, o forse compiti supplementari e serate con Gazza?

Ci avete pensato? Bene, sappiate che ogni vostra scelta si rivelerà errata.

Se in una normale scuola (ma società in genere!) una mancanza corrisponde ad una coerente espiazione, nell’Hogwarts dei lunghi colli, dei seni perfetti, dei capelli verdi e del sangue argenteo di improbabili punkabbestia salvatrici di Pottah ciò non avviene.

SIlente, semplicemente, schiaffa i due praticamente a contatto forzato per tutte le vacanze, forse nella speranza che si ammazzino a vicenda.

Ci speravo anche io, ma il mio caro elfo Cincinnatus mi ha guardata sconsolato dimenando il testone. Persino il Grinch era abbacchiato.

Sapete già cosa succederà.

 

Finalmente l’autrice ci delizia con una descrizione di Hermione. No, no, state buoni, bimbi miei: niente capelli crespi e schiena incurvata dal peso dei libri. Il tempo ha trasformato la sudicia Mezzosangue nella solita strafiga di turno.

"I capelli ribelli e sempre inciampati ora erano morbidi boccoli lucenti. I soliti denti sporgenti si erano sistemati, con una magia sì…Ma erano comunque perfetti ora. L’esile corpo da ragazzina era ormai il corpo di una donna: il seno incipiente cominciava a sporgere anche dai maglioni più larghi, le gambe slanciante erano impossibili da non osservare."

Eccheppalle! Ma perchè? Perchè non si dà un po’di giustizia ai fisici normali, ai capelli non perfetti e alle piccole pecche estetiche? E quel seno sporgente mi fa un po’impressione, sembra una malattia rara…

Gnocca quanto volete, comunque, ma Hermione è single. E vergine, pure.

Per poco: la Divina Progenie divide con lei la punizione, non vorrete mica che la possanza erotica dei geni Malfoy rimanga assopita! Momentaneamente, però, Draco si accontenta di farsi scaldare il letto da Pansy, buona giusto per "pomiciare".

Povera signorina Parkinson: le fanno sempre fare la figura della meretrice. Mah.

Dopo aver dato buca all’algida Sepreverde, Draco, al solito, si sfonda di seghe mentali.

Nel giro di mezz’ora l’odio inveterato che lo lega a Hermione sfuma nella curiosità e in una malcelata attrazione. Dico io, è mai possibile che il tempo passi così in fretta? Un minuto prima due persone si scannano, e il minuto dopo stanno copulando giurandosi amore eterno tra un gemito e l’altro…

Ah, starò invecchiando: inizio a rimembrare i tempi in cui l’odio era genuino, l’antipatia perdurava e gli insulti erano sinceri. Bei ricordi, bei ricordi…

Scusate, zuccherini miei alla stricnina, mi sono lasciata andare alla nostalgia. Torniamo alla ficcyna, vi va?

 

 

Sorge una nuova aurora;  Silente fa colazione con cilum e cappuccino corretto e inizia subito a delirare di prima mattina.

Il giorno 23 ci sarà una ulteriore gita ad Hogsmeade, per tutti tranne che per i due piccioncini in punizione. Ma non è tutto!

"Volevo poi scusarmi con tutti voi per aver tardato a donare un’atmosfera più natalizia alla scuola, a causa di contrattempi…Ma non preoccupatevi! Caso ha voluto che, dopo molte esortazioni da parte della mia collega Minerva Mc.Granitt a decorare questo posto il più presto possibile, dal momento che sarebbe bastato un semplice gesto di bacchetta, io abbia trovato le persone giuste per  farlo…” Schioccò due occhiate dolci a Hermione e Draco. "

Occhiate dolci? Occhiate dolci?!

Cincinnatus! Subito, quel cati… no.

Troppo tardi, è inciampato nel Grinch. Tratterrò il conato.

Vi rendete conto? Siamo passati dalla droga agli ammiccamenti a due minorenni! ma forse sono solo maliziosa: forse quello sguardo languido era solo spento ed offuscato dalla droga. Voglio sperarlo.

Come dunque avrete capito, Draco ed Hermione rimarranno a scuola a trastullarsi con  gli abeti da decorare. Che delizia eh?

Bleah.

 

Inizia il nauseante siparietto delle decorazioni della misteriosa Sala Grange (in onore di Hermione?). Facendo lo slalom tra gli abusati punti di domanda e tra l’ottimismo dilagante nel corpo docenti (gita all’Unieuro?) si deduce che Draco non abbia proprio voglia di appender "fronzoli", mentre Hermione sarebbe più propositiva. Di nuovo fingono di litigare, arrivando -oibò!- alle mani!

Draco prende Hermione e la sbatte al muro, con l’intento di proseguire con gli insulti. Ma…

-Cazzo Granger perché sei così bella?-

I pensieri di Malfoy sono sempre così profondi. Una risposta degna di questo livello sarebbe "E tu che cacchio vuoi?" seguita da un calcio nei maroni. Ma non qui.

Draco guarda Hermione.

Hermione guarda Draco.

Io mi ravano un’unghia incarnita e sbadiglio, e per poco non mi perdo il fatidico bacio!

Immaginatevi la scena:

*smack*

Silenzio.

Imbarazzo.

Frasi assolutamente prive di senso in questo contesto  (e in ogni altro, direi) e… di nuovo, ceffone di Hermione.

Dev’essere un tic.

Draco rimane lì come un pirla con "le palle di Natale" in mano (ne ha un paio per ogni ricorrenza, questa sì che è eleganza!) e si mette a decorare l’albero a casaccio. Checchè ne dica l’autrice, il risultato sarà ovviamente un capolavoro, in quanto il God of Sex veglia dall’alto sull’operato del figlio, indirizzandone le mani.

La Grifona (bleah!) ha l’ardire di dirgli "che schifo", o qualcosa di simile, bullandosi del bel lavoro fatto invece da lei. Ovviamente il tutto è una messinscena per celare l’emozione che le torce le viscere (ah no, quella sono io, e non è emozione, è gastroenterite) e la sua femminilità che lacrima di donna. Altrettanto ovvio è il fatto che Malfoy "baci da Dio" (e ci mancherebbe, è di divina discendenza!).

In due giorni l’ammore sboccia e la glicemia si impenna.

Mentre Hogwarts viene agghindata, Pansy nuovamente è esposta alla pubblica gogna. Già, lei è la solita “Puttana” (parole di Draco: io mai mi sognerei di additar così una inclita Purosangue) che si fa tutta la scuola (compreso Gazza, Mrs Purr e Hagrid immagino), mentre la vergine-ma-ancora-per-poco Hermione è tanto leale da prenderne, invano, le difese sotto la gragnola di insulti del biondo Serpeverde.

Dopo la singhiozzante scenata di Pansy, i due amorini discutono in toni deliziosamente zuccherosi:

“[…]Si fa tutta Hogwarts e non devo dire che non è una puttana?”
“E tu allora? Sei un puttaniere! Se non un puttano!”

Ah, il lirismo! Ah, i neologismi! Ah, l’orticaria!
Ma si può?

Terminata l’opera di decoro (due persone che decorano tutta Hogwarts? Che solerzia…) persino il Vecchio Cannaiolo ne ammira l’eleganza, lanciando uno “sguardo furbo” a Draco. Questi giochi di sguardi iniziano a spaventarmi…

Di fatto però i due maghetti hanno fatto talmente un buon lavoro che la punizione vien loro sospesa, alla faccia della reputazione della scuola. Draco è mortalmente depresso perché può “scordarsi la verginità della Granger”, Hermione perché dovrà privarsi dei “baci da sogno” del Serpeverde dall’algido incarnato.
Eh certo, perché due che si detestano, si menano, si insultano per cinque anni nel giro di un quarto d’ora diventano appiccicosi come cozza e scoglio. Me lo potrei aspettare da Draco (in fondo si tratta pur sempre di emulare le gesta paterne), ma… con la Mezzobabbana?

Ri-Mah.

Passa un’altra manciata di  minuti. Draco fuma fuori dalla Stanza delle Necessità, risvegliando gli ormoni della riccia (cannibale, tra l’altro, in quanto rea di divorarsi Malfoy con pure i bulbi oculari).

-Hermione quando fuma è orrendo, è orrendo ripetilo! E’ più brutto di Gazza…Aaaa! Non ce la faccio…E’ sexy…E’ dannatamente sexyyyy!-  

Consorelle, piccoli virgulti di male, assaporate la profondità dei pensieri di questa giovine. Kierkegaard le fa una pippa, a lei!

Il tempo di scambiarsi mezza parola, e le due lingue iniziano una danza appassionata. Lo spirito del divino Lucius aleggia nell’aria, perché è sufficiente un bacio sul collo per far gemere di piacere Hermione. Mica pizza e fichi eh!

I secondi si rincorrono, le righe della ficcyna anche, ma sono davvero poche. Via i vestiti, giù per terra e…

Stavano facendo l’amore.

Be’, mi par giusto sottolinearlo, visto che qualcuno potrebbe non averlo capito. Normalmente due adolescenti con gli ormoni in fregole, trovandosi da soli in una stanza vuota, ignudi e –come fandom insegna- belli, belli in modo assurdo cosa farebbero? Scopone scientifico, o forse ramino…

Il dolore iniziale della ragazza lasciò spazio al piacere che coinvolse i due giovani in un amplesso che sembrò infinito, finchè  non raggiunsero l’apice del piacere.

Ma certo! Perché Hermione, casta verginella, dovrebbe sentire male? Dopotutto mica gratta e brucia, no! Draco è magistrale nel deflorarla, e riesce persino a condurla all’orgasmo. E ci mancherebbe, dico io!

Però, ancora una volta, che babbo Lucius non lo venga a sapere: il giovane rampollo non deve sprecare il proprio seme con una simil feccia!

 

Ora però basta col voyeurismo e passiamo oltre.

Arriva Natale, e l’Espresso sta per partire. Forse speravate che questo scempio fosse finito… e invece no!
Ci sono i regali.
Se non si fosse capito, io il Natale lo detesto. Troppe smancerie, formalità, regalini idioti…
Sì, ho detto idioti, e nemmeno questo caso fa eccezione.
La tamarraggine impera, moderata nel pensiero della Granger (“un calamaio e una penna verdi scuro con incise in argento le iniziali del suo nome: ‘D.M.’”, per evitare che Draco si scordi le proprie cifre), plateale in quello di Malfoy (“Un braccialetto con scritto: H..G . & D.M.’).

Io gliel’avrei tirato dietro, ma se ciò che mi regalano non è trasparente, durissimo e derivato dal carbone non sono soddisfatta.
A ben vedere anche l’Hermione della saga della cara vecchia Rowling l’avrebbe fatto. Alla terza riga della ficcyna si sarebbe voltata verso la vestale, avrebbe incrociato le braccia e, battendo il piede a terra, avrebbe elencato una serie di riferimenti bibliografici che attestano la reciproca intolleranza tra lei e Draco . Dal canto suo, quest’ultimo avrebbe fatto un cenno secco del capo a Tiger e Goyle, scagliandoli come furie contro una storiella che l’avrebbe visto accoppiato con l’essere femminile a lui più sgradito sulla Terra.

E invece no. Basta mezza giornata per cancellare, senza spiegazioni di sorta, anni di astio; due personaggi vengono affiancati sono perché “pucciosi”, ignorando ogni logica. Nel finale, come è ovvio, si parla di innamoramento e si sente puzza di grani promesse laddove ci sarebbe stata bene solo una sana rissa.

Ma Santa Albus mi ha privata anche di questa piccola soddisfazione.

Ora vi lascio: il Grinch ha fame, e Cinci è lento a scappare.

 

Milano, città dell'ammore

Quando una vecchiaccia acida come me è afflitta dal catarro e dalla raucedine cosa fa?
Suffumigi? Tisane puzzolenti? Impacchi caldi?
No!
Una ficcyna: se non t’ammazza, ti rimette in piedi.
E in effetti, leggendo questa (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=172127) perla ho riso così tanto che mi si sono stappate le trombe di Eustachio e almeno una narice mi si è liberata.
"Draco e il concerto rock" è il titolo, e la madre dell’opera tal the fly.
Il fandom di riferimento è il sempreverde Harry Potter, fonte inesauribile di chimere improbabili.
L’opera in questione è pure una Draco/Harry: per me è stato come tornare al primo ammmore, e i peli del mio augusto naso si son messi a fremere per l’emozione!

Dicevamo: lo Sfregiato e il Divin Pargolo sono la tipica coppia gay del ventesimo secolo, e l’autrice ci delizia con uno spaccato struggente della loro vita coniugale.
Innanzitutto si sono trasferiti in via Monte Napoleone, a Milano. Sgranate gli occhi, su. Così… un po’di più… ecco, ci siamo.
Draco, con la scusa “io sono un Auror (!!!) e sono bravo quindi il Ministero mi manda a far base all’estero e non è assolutamente perchè c’è la settimana della moda eh!” ha insistito per prender casa nel capoluogo lombardo. E fa pure il modello, con gran scorno del consorte (qualcuno ha detto Zoolander?).
Harry è il solito, patetico babbanofilo checca fino al midollo. Non solo si fa recapitare vari quotidiani non magici (credo Novella 2000, visto il tipo) e ne impesta la casa, ma s’è trasformato, in un momento non meglio identificato, in una strillante fangirl.
Essì, perchè all’Alcatraz a Milano (locale che è notoriamente tappa di magici pellegrinaggi) suonano i 30 Second to Mars,e Harry vuole andare al concerto!
Ci sorbiamo così qualche riga (sempre troppe) di “DracoDracuccioAmorinoAmoruccio mi porti al concerto ti prego ti prego ti prego?” con tanto di occhioni sbrilluccicosi e broncio finale, quando il figlio del GoS dice, saggiamente, di no.

Ma non temete, giacobine Wikipediamaniache, il peggio deve ancora arrivare.
La gayosità della scena deve ancora esplodere in tutta la tua follia di strass e ombretto azzurro.
Draco, che pur essendo un pelino più virile del consorte si diverte a leggere i giornali babbani (ho detto proprio “leggere”, non “dar fuoco”) a causa della sezione moda, s’imbatte in un articolo su Jared Leto e compagnia.
Al Divin Pargolo non va bene niente: non l’aspetto del frontman, che ci viene sciorinato nei minimi dettagli (dai “capelli color dell’ebano lisci e lucenti con le punte rosso fuoco” agli “occhi azzurro intenso” passando per l’eye-liner e i “lineamenti fanciulleschi”, tutte che ai fini della storia sono futili come un accendino scarico), non i nomi degli altri membri, su cui Draco ironizza in maniera abbastanza goffa. Ma soprattutto il meglio:

“E poi, che cavolo, si stira i capelli come una donniciola!”

… il tutto esclamato con l’algido nasino arricciato, proprio un secondo prima che Potter entri ancheggiando in camera, con le fantomatiche lenti a contatto (non sentite la mancanza degli addominali scolpiti dal Quidditch?) e l’espressione sognante.
Ci sono anche gli uccellini che cinguettano, non potete sentirli solo perchè li ho abbattuti io con la lupara.
Caro Draco, fammi capire: ti spupazzi tutte le sere una specie di checca isterica zompettante e lagnosa, e te la prendi con un povero tizio solo perchè ha dei capelli ridicoli? No, ma complimenti per la coerenza eh…

Harry ricompare al fianco del consorte, bello come un dio greco col suo fisico forgiato da Quidditch eccetera eccetera.
Ma alt! C’è qualcosa che non va.
Harry non porta gli occhiali: quelle lenti a contatto, cosa all’apparenza innocua, sono causa di uno screzio tra i due piccioncini.
Draco è geloso.
Geloso non si sa bene di chi: si spara una sacrosanta pippa mentale (e non dite che è una mia fissazione, è davvero così! Lo fa sempre!), supponendo che l’amato bene si sia tolto gli occhiali per sbatter le ciglia ad un losco figuro incontrato per caso.
Ma non temete, amate luride femmine! Arriva Potter a salvare la situazione!
Il miele inizia a grondare, e la mia glicemia s’impenna.

“Lo vide avvicinarsi a lui sopra il tavolo imbandito e poco dopo sentì chiaramente le sue mani incorniciare il suo volto attirandolo verso di sé.
Oddio Potter era un baciatore formidabile e Draco si sciolse come un ghiacciolo al sole non appena la sua morbida lingua si attorcigliò alla propria trattenendola possessivamente per buona parte del bacio.”

Perchè nella testa mi è balenata l’immagine di un polpo avvinto alla preda? Non è affatto romantico… soprattutto se a questo aggiungiamo un Draco che si liquefa e cola al suolo.

Bene, dopo altre infinite righe di battibecchi, infarcite di “il moro”, “Il biondo”, un misterioso “Il grifone” (Harry si metamorfa in un animale e Draco diventa zoofilo? Argh.) e altre amenità sulle guance nivee del divin pargolo, salta fuori che:
a) Harry al concerto ci va lo stesso, pappappero;
b) A Draco Jared Leto non fa così schifo. Al contrario. E te pareva.

Mentre il Potterverse si trasforma in una succursale malriuscita di Casa Vianello, la storia ristagna.
Harry e Draco si scambiano accuse e pestano i piedi, si rinfacciano il rinfacciabile e si tengono vicendevolmente un po’di sano muso. Alla fine Harry se ne va dalla stanza, furente.
Per richiamarlo, Draco caro ha la brillante pensata di punzecchiarlo ancora un po’, affermando che la concerto ci saranno orde di pruriginose adolescenti dalle vocette acute.
Sapete cosa gli risponde il caro Pottah? Che non sarà ovviamente così, visto che il gruppo riscuote un buon successo anche tra i maschi.
E Draco si impanica.

“Sarebbe stato pieno di giovani gay disponibili che gli sarebbero saltati addosso complice la confusione generale!”

Oi, facciamo il punto della situazione.
A me i 30stm non piacciono neanche un po’, ma dubito fortemente che il loro pubblico sia composto da una marea di giovanotti pronti a strusciarsi contro il primo maschione di passaggio!
Sniff sniff… questa rappresentazione dell’universo gay profuma un po’troppo di sandalo e lillà…

Tornamo alla storia, vi va? Perchè il bello… oh sì, il bello deve ancora arrivare!
Draco sclera. Vuole assolutamente un biglietto per quel maledettissimo concerto, visto che si sta rodendo di gelosia. E ha senso, no? Un mago che può Materializzarsi a piacere, che può Confondere un bigliettaio deve per forza trovare un biglietto, sennò come fa a entrare all’Alcatraz?
Santi numi, ci si riesce anche senza magia!
Gira e rigira, il nobile rampollo non combina niente.
Poi… l’illuminazione. Finnigan!
Seamus, a quanto pare, fa il bagarino.
Bene, ora pensiamo un attimo alle buone maniere. Voi vi fiondereste mai in casa di chiunque senza prima, quantomeno, bussare?
Draco lo fa, nonostante si suppone abbia ricevuto un’educazione particolarmente curata.
Lo fa, appunto, e sbuca dal camino del caro Seamus.
In camera da letto.
E ovviamente lo becca in atteggiamenti che non si possono nemmeno definire ambigui –erano palesi- con Zabini (qui in versione occhi blu. Chissene se nel libro è di colore).
A questo punto una persona normale cosa farebbe? A parte meravigliarsi di quanto l’omosessualità sia di moda tra gli ex studenti di Hogwarts (colpa di Silente, vedrete che salterà fuori anche questo), indietreggerebbe furtivamente verso la porta e farebbe finta di non aver visto niente.
Draco rimane lì imbambolato finchè gli altri due non han finito. Solo allora si lascia cadere sul materasso (io non l’avrei fatto, considerato ciò che stava accadendo, ma deh, son pareri) e spiattella a Seamus tutta la storia.
Dopo un’altra sessione di seghe mentali, si scopre che di biglietti non ce n’è.
Blaise e Seamus sono stati anche troppo cordiali: io avrei fracassato il lampadario in testa all’idiota che mi avesse interrotta sul più bello, restando a guardare, ma si sa, sono acida.
Con le pive nel sacco, Dracolove torna a casuccia, meditabondo.

Arrivati a questo punto ci si potrebbe aspettare di tutto.
Invece no, la ficcyna riserva ancora una meravigliosa sorpresa: un salto fuori dal carattere del personaggio tale da trasformare Draco (che già, fin qui, non brilla per sicurezza di sè e padronanza delle proprie capacità mentali) in una vedovella affranta.
Draco implora Harry di non andare.
Avete letto bene. Lo implora. L’erede della nobile casa dei Malfoy, schizzinoso e snob come nessun altro, abbastanza orgoglioso da risultare fastidioso (perdonate la rima, ma m’è scappato il lirismo) si piega a gemere davanti all’amato bene cose come “Portami con te ti prego”, frignando che sarebbe “morto di solitudine” se abbandonato per qualche ora a se stesso (come un Tamagotchi, solo con gli occhi algidi e la pelle nivea) e lasciandosi andare ai peggiori capricci.
Ma Harry è dolcemente irremovibile: no, non ce lo vuole l’altro al concerto, eccheddiamine! E soprattutto non gli lascerà usare la magia per entrare. Tiè.
Il capitolo si conclude con l’insonnia di Malfoy e la consueta bava sul corpo di Harry.
C’è un secondo capitolo, non siete felici, care vecchie megere?
Prevedibilmente, Draco un maledettissimo biglietto lo trova, approfittando della malattia di una povera ragazzuola.
Giunge così, tra altri litigi e piccole rappresaglie (eccheppalle, questa coppia è davvero irritante!) il fatidico momento del concerto.
La Splendida Coppia Gay n°2 (Seamus e Zabini) sbuca dal caminetto di via Monte Napoleone, dove si intrattiene per qualche istante col caro Divin Pargolo, ancora tutto ringufato e imbronciato (ciclo mestruale? Probabile).
Harry si sta dando il belletto. Fa un così buon lavoro che, quando ricompare, gli ormoni corrono impazziti.

  “Harry era semplicemente da prendere e sbattere al muro lì al momento pensò quando lo vide arrivare.”


Se è per massacrarlo di botte sono pienamente d’accordo, eh.

“Quei jeans neri scoloriti avevano il giro vita più basso che avesse mai visto, il primo bottone era almeno a cinque centimetri sotto l’ombelico, riusciva a vedere le ossa del bacino spuntare deliziosamente (???) oltre il bordo dei pantaloni. Per non parlare della maglia bianca che sembrava una seconda pelle sul suo corpo asciutto e atletico. Gli occhi verde smeraldo del moro erano incorniciati dalla stessa sottile linea nera che Draco aveva visto la sera prima ed erano a dir poco abbaglianti. I suoi ribelli capelli color notte erano leggermente umidi e qualche ciuffo ricadeva sulla sua fronte lasciando intravedere appena la piccola saetta.
Il biondo notò anche due polsini rossi con degli strani simboli bianchi incisi sopra che avvolgevano i polsi del suo ragazzo.” 

… ed ecco a voi emo!Potter!
Basta coi conati, applaudite, da brave!
Credetemi, è stata dura andare avanti dopo la visione paradisiaca del bacino di Potter e del suo ombelico di fuori. Avrei preferito evitare, giuro…

Come potete comunque ben immaginare, alla fine Draco ci va, a questo dannatissimo concerto; Seamus si cammuffa per un attimo da fatina di Cenerentola, e a colpi di bacchetta (niente malizia, giurin giurello!)  trasforma il sobrio ma pur sempre elegante completo beige dell’algido Serpeverde in un… un… qualcosa… che non stonasse di fianco ad Harry: quindi via di pantaloni bianchi (brrr), maglia nera senza maniche e con collo a V (per lasciar intravedere le nobili clavicole del giovin signore) e l’immancabile matita nera agli occhi.Il tocco di classe però è il “ciondolo a forma di teschio pendente da una piccola stringa nera di caucciù”.
Draco si trasforma in un tamarro da periferia, in sostanza; già me lo vedo, il Sommo Padre Lucius Malfoy, che colpisce l’indegna prole sulle rotule con l’impugnatura del bastone.
E fa pure bene!

Torniamo all’Alcatraz: Draco raggiunge Harry e gli caccia la lingua in bocca. Scremando il testo delle inutili divagazioni su quanto sia sexy Jared Leto, il succo è questo.
Si riappacificano, i due amorini… non siete sollevate? Io no.

Il piccolo, grande capolavoro si conclude con un cambio scena: i due amanti, sfiniti dopo l’amplesso (sono i geni del GoS che si risvegliano) consumato ascoltando il cd del 30stm si scambiano paroline dolci.
Ma per “dolci” intendo proprio “nauseanti”.
Draco di nuovo si trasforma in qualcosa che ha pochissimo a che fare con il personaggio che dovremmo conoscere, e giunge a sussurrare… anzi, miagolare all’orecchio dello Sfregiato:

 “Ti avrò tutto per me, sempre?” disse il serpeverde con l’espressione innocente di un bimbo che supplica i suoi genitori di confermare l’esistenza di Babbo Natale” 

Argh.
Cincinnatus, questo è troppo anche per me. Catino, subito!

Siamo prossime alla conclusione, giacobine mie adorate. Propongo un attimo di raccoglimento per prepararci spiritualmente all’estasi delle ultime righe, dove Draco, definito “piccola serpe ingorda” (ma santo Chtulu! No, questo no! Che Pazoozo emerga dagli inferi e purifichi questi regni immondi!) propone ad Harry caro di cambiare posizione e di rimettere su il cd.

Io propongo di rimettere e basta.

Avere delle passioni è bello e lecito.
Io, personalmente, distillo veleni e amo, al contempo, dedicarmi alla cucina.
Questo per dire che, spesso, unire i due ambiti che fanno palpitare i nostri piccoli cuori carbonizzati non è una buona idea.
E non lo dico solo perchè Harry e Draco finiscono, in troppe ficcyne pseudoslash, per sembrare due checche improbabili, finite assieme in una casetta tutta rosa e frufru in barba ad anni di angherie e rivalità; non lo dico solo perchè il mio stereo rigurgita le note stridule dei Satyricon, e ciò che fa meno rumore per me non è abbastanza “true”… lo dico perchè il miscuglio indiscriminato di Potterverse e Jared Leto  senza uno straccio di avviso che dica “ehi, questi personaggi non c’entrano una beneamata mazza con quelli creati da mamma Rowling” (mi sarebbe bastato un OOC. Avrei riso lo stesso, ma senza troppa malignità…) è proprio una chimera bizzarra.

Bah.
Miei piccoli embrioni di ratto sotto formalina, torno nel mio antro a dar da mangiare ai miei Nepenthes.
Vi lascio una manciata di caramelline all’amanita, non strafogatevi, mi raccomando!

 

 

Abbattele prima che sia troppo tardi.

Noi anziani soffriamo il caldo.
Boccheggiamo come carpe tirate fuori dal fango al minimo accenno di canicola.
Io sono pure peggio, da brava, vecchia megera decrepita quale sono.
Ero lì, sul terrazzo, che oscillavo sulla mia sedia a dondolo sorseggiando una cedrata e sventolandomi con l’ultimo numero di "Arpia Oggi", nella vana ricerca di un attimo di sollievo… quand’ecco l’idea!
Forse, nella fresca penombra del Tempio, avrei trovato un briciolo di pace.

Ovviamente mi sbagliavo. Sono inciampata in una ficcyna e mi sono quasi rotta un femore.

Crudeltà estiva!
Perfide, crudeli ficcyne. Approfittarsi così di una vecchia.

 

a distanza di anni, un nuovo gruppo di studenti fà ingresso a Hogwrast e stringono un patto: Seguiremo le orme dei Maruders

Sorvolando sull’uso approssimativo delle maiuscole, non avete percepito un lungo brivido ghiacciato lungo la spina dorsale? Hogwrast (non potete capire quanta fatica ho fatto a scriverlo) mi suona tanto come l’urlo primordiale di una belva delle foreste nordiche (o come parte del testo di una canzone dei Cannibal Corpse). Maruders… chi saranno costoro? Una setta stile Ku Klux Klan? Un gruppo punck? Una branca laterale di CL?… quale che sia la risposta, io avrei paura.
Ora, miei piccoli gargoyle galoppanti, trattenete il fiato e pluff! Immergetevi con me nell’universo malato della storiella.
Collochiamo temporalmente la vicenda; i nostri vari Harry, Ginny e compagnia son cresciuti e si sono accoppiati come conigli, sfornando un numero notevole di pargoli.
Le coppie sono qualcosa di osceno. Draco s’è accasato con quella sgualdrina di Ginny (probabilmente attirata dalla scuderia di Malfoy Manor); si sono dedicati alle gioie del materasso e hanno prodotto due gemelline, Pam e Cassy (*sniff sniff* sì, puzza di Mary Sue), ovviamente bionde e con due grandi, calorosi occhi verdi (immagino significhi che quando incontrano qualcuno, gli occhi salutano con gran sorrisi e abbracci fraterni… e che schifo, diamine!).
Su, adesso pensate alla coppia più assurda che vi viene in mente. No, no, non Caramell/ Cooman… dai, ve lo dico.
Ron e Luna.
Quel Ron e quella Luna. Confesso di non aver mai notato la benchè minima attrazione tra i due, ma probabilmetne è perchè sono presbite e ho la cataratta.
Ovviamente anche loro hanno figliato; una ragazzina orribile con gli occhi sporgenti, Nancy, e *rullo di tamburi* un ragazzo "con l’aria da figo". Evidentemente Luna cornifica Weasley, altrimenti la cosa non si spiega.

Non manca qualcuno?

Sì, lo Sfregiato. Per un istante, un glorioso attimo ho sperato che ci fosse giustizia nel mondo e che Potter non avesse trovato una disperata da ingravidare…
Mi sbagliavo di nuovo.

In uno scompartimento c’è una nanerottola vestita strana.

una ragazzina minuta, dai lunghi capelli neri che le coprivano il volto e gran parte della schiena, portava dei vestiti bizzarri, una gonnellina a fantasia a scacchi, con una cintura di borchie, maglietta della Emily the strange e degli anfibi neri.

Non siete emozionate? Chi sarà costei, dalle unghie pittate di nero? Alla fine del capitolo scopriamo -che gioia!- che si chiama Emily Potter.
Cincinnatus, tu stai pronto che sento giungere un conato.
La candida autrice, nelle note a fondo capitolo (che, specifico, è tragicamente breve e abbastanza privo di grammatica) si chiede "
Chi sarà mai Emily Potter, e chi sarà la fortunata
(fortunata? Una che si è sposata Potter? Cielo…) madre di lei? "
Sweetheart… ma se non lo sai tu! Ah no, capito: era per creare suspence.
Io ho solo paura.

Avrei potuto chiudere la pagina e andare ad infilare un braccio nella vasca dei piranha; avrei potuto abbandonare la lettura e dedicarmi allo studio delle proprietà nascoste dell’Amanita Phalloides… e invece no. Sono andata avanti, cedendo al secondo capitolo.

Già nelle prime righe viene svelato l’arcano. La poser con la maglia di Emily, ovvero Emily (uhm…) è figlia di Harry e Hermione. È una delle coppie che più mi nauseano, ma insomma… pareri. Non mi spiego come una ragazza sveglia come la Granger possa anche solo remotamente considerare quell’ignobile adolescente complessato, ma i traumi cranici possono tutto.

Emily è così goth, così lugubre e incline all’isolamento… a undici anni. Io lo chiamerei disordine della personalità, e non è una cosa fika o trendy o chessò io. Emily è un’asociale, punto.
Come è logico che sia, nemmeno lei è figlia unica (ma cos’è questa storia? Due figli a coppia per mantenere il numero? Bah): sua sorella Anna è la sua nemesi,
così intelligente e così premurosa e coraggiosa insomma la degna erede dei Potter e dei Granger, quella ricoperta di mille complimenti e dei trofei più prestigiosi.

Stop. Pausa.

Siate sincere, quale idea vi state facendo di Emily, fino a questo momento? Oserei dire che sia un tentativo di creare un’ anti- Mary Sue: non dovrebbe essere popolare, affascinante, con i capelli profumati di sandalo e lillà.
L’esperimento è fallito: poche righe dopo emerge che Emily è "famosa":

A riscuoterla dai suoi pensieri ci penso Cassy che disse timidamente: “ ma allora tu sei la famosa Emily? Sei una specie di leggenda, per poco credevamo non esistessi!”
“mi fa piacere essere una specie di leggenda, infondo almeno qualcuno sa che esisto. Comunque per i malandrini va bene? Sono nella squadra?”

Trovate i 5 errori in questa frase e vincerete una bambolina voodoo di Emily.

Torniamo a noi: quando mai s’è accennato alla storia dei "malandrini" (minuscoli, ovvio)? Il dettaglio (che pare essere il fulcro attorno a cui ruota l’intera storia) salta fuori così, dal nulla, per bocca di una detestabile ragazzina lamentosa e vittimista. Cielo, Emily: sei così darkettosa che quasi mi fai paura.
Chiaramente la nanetta nera (definita fino a questo momento "ragazza del mistero" e "Black lady", con grande scorno di Bellatrix, Narcissa e Andromeda che mi hanno fatto pervenire le loro lamentele furenti) viene accettata dal gruppo: non può mica essere troppo isolata, altrimenti come farà ad essere la protagonista?
Il siparietto viene interrotto da Anna, che, forte della sua spilla da Prefetto, entra a rompere gli zebedei.
Colpo di scena! Emily non si chiama così. Si chiama Camilla! Woah, il mio piccolo cuore nero quasi non regge alla sorpresa!
La odio sempre di più questa ragazzetta: ma perchè "Camilla" non va bene come nome? Emily che rapporto ha con il vero nome di battesimo (a parte che fa fyko, ok)? E, per l’amor di Perkele, perchè diavolo vuoi farti chiamare "dark lady", malefica bimba sfigata? Muori!

Lasciatemi sbollire un attimo…
Bene, ci sono. Le mocciose riprendono a chiacchierare, chiedendosi in che casa finiranno. Emily ci delizia con una delle sue perle di saggezza: "
potrei sembrare la perfetta Serpe ma odio tutti i loro ideali
" ; afferma di voler finire a Grifondoro. Le altre ochette starnazzano la loro approvazione.

Sbam.

La porta si riapre e compare *lui*, quello con l’aria da figo, bello come "una specie di dio greco sceso in terra", Matt Weasley, portatore sano di un gatto nero tra le braccia. Emily sbava copiosamente. Io prendo a craniate la tastiera.
La sorella di Mr Universo, Nancy, prende a "
braccietto
" la catatonica giovane Potter, asserendo convitna che diverranno ottime amiche.
Ma anche no.

Il treno, purtroppo, non deraglia; sani e salvi i fastidiosi figli d’arte (… ma usare un preservativo, o dedicarsi al rubamazzetto, invece che copulare, eh? Harry, Draco… no, lasciate perdere) varcano le soglie di Hogwarts (che si chiama ancora così nonostante le storpiature).
La Mc Granitt cazzia un po’di gente a caso, ed infine il Cappello Parlante viene calcato sulle zucche vuote dei novellini del primo anno. Probabilmente Gazza l’ha lavato con la grappa, perchè l’oggetto si mette a blaterare di Case inesistenti, come "
SPERVERDE" o "GRIFONODORO".

Nancy, Pam, Cassy e La-Marmocchia-Precedentemente-Conosciuta-Come-Camilla vengono puntualmente scaricate a Grifondoro, che ultimamente pare esser diventata la pattumiera degli studenti non voluti.

Finalmente scende la sera. Lo Smistamento termina (ovvio, in fila c’erano forse cinque studenti…) e il branco si avvia al Dormitorio. Matt provola con Emily, che si scorda di avere solo undici anni e fa pensieri peccaminosissimi.
Giunta finalmente nella sua stanza, l’intollerabile Pottah jr è vittima di un tentativo di soffocamento da parte delle compagne, ma ovviamente fraintende il tutto e si diverte una cifra.
Nel giro di forse quindici ore la nostra gothicosa ha trovato l’amore della sua vita, delle vere amiche, una gang di cui far parte e dei lettori da ammorbare.

La ficciola non è finita: non siete felici di avere davanti a voi l’opportunità di godere di altri chappy così pucciosi?
Io volevo solo rinfrescarmi un po’ in questo afoso pomeriggio estivo; m’è salito il sangue alle tempie e mi si è alzata la pressione. Le Vestali mi vogliono morta, lo sapevo!
Ho sempre avuto un’antipatia viscerale verso codeste donzelle (mi riferisco a Camilla Potter, precisiamo) che, agghindandosi come vedove cyberpunk, si convincono di diventare automaticamente delle darkettone alternativone gothicone. No, no e no. Non bastano una maglietta di Emily (l’apoteosi del commerciale) o un paio di anfibi!

Sto invecchiando, decisamente. Torno alla mia cedrata, cullata dalla voce soave di Shagrath.

Saving Private Malfoy

 

Ho deciso.

Nonostante l’età veneranda, la gobba, la cataratta e la piorrea, scendo in guerra.

Sarà una dura battaglia, lo so, ma è necessario combatterla.

Schieratevi al mio fianco, consorelle adorate, e sguainate le spade… non so dirvi dove ceneremo stasera (ho provato a chiamare il ristorantino Da Ade, ma era tutto occupato), ma so che la nostra causa è giusta.

Battiamoci per ridare credibilità al Divin Pargolo Draco Lucius Malfoy.

Molte si staranno chiedendo il perchè di questo mio improvviso istinto belligerante… è una lunga storia; accomodatevi sulle vostre sedie a dondolo, stendetevi la copertina sulle ginocchia e ascoltatemi.

Vagavo per il Tempio, indisturbata, quando il mio stomaco è andato in subbuglio. Il buon Cincinnatus, il mio elfo del catino di seconda mano, è accorso prontamente.

Dapprima credevo si trattasse di… ecco… sapete, i soliti acciacchi dell’età e simili facezie.

Invece no… era una ficcyna!

Questa!

 

Deduco, dopo l’ennesima, masochista lettura, che ci troviamo nel bel mezzo della battaglia campale alla fine di “Harry Potter e il Principe Mezzosangue”.

Draco è scappato in cima alla torre di Astronomia. Non si sa bene come, visto che il castello era in preda alla frenesia della lotta, Piton se l’è trascinato dietro, Potter li insegue, mezzo Ordine della Fenice spara maledizioni in ogni direzione e i Mangiamorte fanno altrettanto.

Ma è il Figlio Unigenito, quindi forse lui può.

Arzille comari, forse vi starete chiedendo cosa ci fa il giovane rampollo in cima alla torre.

Sì, sì, esatto, avete indovinato.

Si ammazza di seghe mentali.

Strano, vero?

E invece è proprio così.

Non so nemmeno io bene cosa ci faccio quassu’, sulla torre di Astronomia, ma posso assicurarvi che e’ l’unico posto dove mi sento libero di pensare e di fare cio’ che voglio.
Come quella volta che ho spaccato il naso a Potter..ed eravamo proprio quassu’.

Piccolo mio, ma a me non risulta… non eravate forse nello scompartimento dell’Espresso quando, con la tua grazia innata, hai posto l’augusto piedino sul volgare volto dello Sfregiato?

Draco inizia subito a delirare: e sappiatelo, zuccherini miei intinti nell’assenzio, che è solo un assaggio.

A parte l’iniziale, incomprensibile sparata contro il Sommo Padre, il God of Sex: è lui ad essere un Mangiamorte, ad essere cattivo; io, suo figlio, sono buono e innocente, non acido, scontroso e potenzialmente pericoloso come mi dipingono. Ho avuto un’agghiacciante visione di Draco versione Jessica Rabbit à la “non sono cattivo, è che mi disegnano così”.

Sappiamo tutte cosa il nostro pupillo dovrebbe fare, in questo particolare frangente (no, non buttarsi di sotto… non ancora, almeno): Voldemort lo ha reclutato per ammazzare Silente, cosa di cui io gli sarei personalmente grata. Sappiamo altrettanto bene perchè non lo fa…

No, un attimo, questo forse non lo si sa con tutta questa certezza.

Già. Ciò che blocca la diafana mano del Divin Pargolo non è la paura, la pietà o la codardia.

Sono due elementi: Piton, che gli ordina di “tirarsi in sesto” (non so cosa significhi, ma dubito sia sinonimo di mettersi in ghingheri. Almeno spero.) e una fantomatica lei dagli occhi dorati.

Tremate. I vostri peggiori timori si avvereranno.

Ora sono qui e piango io.

E piangiamo anche noi, mi sa. Parte la saga delle paranoie.

Lucius è misteriosamente evaso da Azkaban, è ad Hogwarts e vuole far secco suo figlio.

Mi sono persa qualcosa, e non è la dentiera.

Fra pochi istanti arrivera’ mio padre e io saro’ soltanto cenere.
Si’, soltanto cenere.
Spero solo che tu, piccola mezzosangue, mi potrai proteggere e farmi crescere.
Io non sono grande

Siori e siore, benvenute alla fiera dell’ossimoro.

Innanzitutto i sospetti si fanno più corposi. È Hermione, la Mezzobabbana zannuta, l’oggetto dei desideri di Draco. Brivido, terrore e raccapriccio… ma proprio lei?

Sono quasi tentata di invocare, al tempo stesso, il Drago a Cinque Teste del Caos e Cincinnatus, ma per ora mi trattengo.

Draco finirà ridotto in un mucchietto di ceneri fumanti e la Granger dovrebbe anche farlo crescere? E come, di grazia? Spargendone i resti in un vaso di terriccio ben drenato ed innaffiandoli con regolarità?

Scendo dalla torre e, sotto gli occhi di tutti, mi avvicino a te.
C’e’ chi prende subito la bacchetta in mano, come Potter.
Oppure c’e’ chi ti si para davanti, come a proteggerti.

.. e com’è ovvio e giusto che sia, fatture e maledizioni sfrecciano attorno all’Inclito Rampollo senza sfiorarlo. Forse gli scompigliano il biondo, serico crine, ma non lo colpiscono. Certo, lui è Divino per discendenza paterna, quindi può permettersi certe cose… ma non riesco a scacciare un’immagine tragicamente simile a Matrix dal mio cervello.

Diamine, Potter prende la bacchetta… e basta? Come minimo, se non fosse la rapa che è, colpirebbe Draco con tutti gli incantesimi che conosce, prima trasfigurandolo in uno scarafaggio e poi schiacciandolo col piede.

E invece no. Gli punta contro la bacchetta e basta. Che lo Sfregiato non brillasse per acume si era intuito, ma fino a questi livelli no.

Mi avvicino lentamente a te e prendo il tuo candido viso tra le mie fredde mani.
Ti accarezzo la guancia, con estrema cautela[…]

Si’, ti sto baciando.
E tu non fai niente per impedirmelo.
Come potresti??
Tu mi ami.
Lo so che mi ami.

Cinci, il catino! Subito!

Non dite che non ve lo sareste aspettato.

Chi, nel mezzo di un combattimento efferato, privo di ogn iregola, non marcia in mezzo al nemico, indisturbato, e non caccia tre metri di lingua in bocca a una delle sue più acerrime avversarie?

Pregherei di notare come anche Hermione si sia bevuta il cervello: in condizioni normali avrebbe rifilato una ginocchiata nelle palle a Draco, lasciandolo poi in balia degli incantesimi e della rabbia di Ron. Qui invece si scioglie al contatto con le efebiche mani del magnifico Malfoy.

Le cose non possono peggiorare, no?

Illuse.

Ve l’avevo detto che il God of Sex era in giro per Hogwarts? Sì, se la memoria non mi inganna sì.

Così è: ma a quanto pare i suoi divini piani sono imprevedibili per noi indegne femmine mortali.

Non si scaglia, il Sommo, contro un Lupin o un Potter qualsiasi. Macchè!

La rabbia per l’affronto subito, il disgusto per aver visto il figlioletto pomiciare nel momento meno opportuno con l’indegna Mezzosangue sono così brucianti che… Zap!

Avada kedavra e ciao ciao trasmissione dei geni.

Pregherei di notare che l’Anatema è persino differito, in modo tale che il Pargolo Traditore capisca cosa gli sta succedendo… infatti Draco non muore subito; fa in tempo a sentire la formula, a guardare negli occhi la sua amata (?) e ad udirne l’urlo; si fa un quarto d’ora di immancabile masturbazione psicologica, con riflessioni sul tempo che non passa mai e alla fine muore.

Non so, a me ricorda molto una puntata di Holly e Benji.

Ma giustizia è stata fatta: meglio un Draco morto che un Draco piegato al volere delle Vestali.

Il GoS ha agito, inchiniamoci alla sua lungimiranza.