Che maledioza di fic!

Le feste di Natale sono una cosa bellissima: la neve che cade, Lucius che appende lucette di forma fallica fuori da Malfoy Manor, L che affetta il panettone lanciando strane occhiate al coltello, i regali, i fuochi d’artificio e tante fyccine per tutti.

Come promesso sono rimasta ben lontana dalle fyccy originali e ho cercato di immergermi nella gioiosa atmosfera vacanziera con un bel ritorno al mio fandom preferito; la stellina in questione è l’ultima opera di harrytat, http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=260476&i=1

Universo Potteriano, naturalmente.

 

Sapete, miei cari, alla Tana è Natale: girano dolci, doni e spinelli di cacca di Doxy, Harry e Ginny pastrugnano su ogni superficie piana e non, e tutti sevvoglionobbene. Manca solo Hermione, che non appena concluso il primo quadrimestre del settimo anno è partita alla volta l’Australia per raccattare i signori Granger che, ricorderete, erano stati mandati a ramengo senza memoria più di un anno prima. Insomma, invece di andare a riprenderseli una volta sconfitto Voldemort, la devota figliuola se l’è presa comoda di qualche mesetto; avrà voluto provare l’ebbrezza dell’indipendenza, chi siamo noi per sindacare?

Ma questo non è un Natale qualunque, Harry ha deciso di accasarsi ed ora vuole fare le cose per bene: prima di chiedere ai signori Weasley la mano di Ginny, o soprattutto a Ginny la mano di Ginny, ne parla all’inseparabile Ron.

 

         IO VOGLIO DOMANDARE A GINEVRA DI SPOSARMI… INSOMMA.. NON SUBITO… MAGARI FRA DUE O TRE ANNI.. MA VOLEVO FARLE UNA SORPRESA IL GIORNO DI NATALE…

 

Ohhh, che dolce, Harry! E il mio sogno nel cassetto che il mio fidanzato diciottenne mi metta in crisi durante uno splendido cenone chiedendomi di sposarlo nonostante entrambi non abbiamo ancora finito la scuola. E che dopo averlo fatto rettifichi: No, mica adesso, fossi fesso. Tra due anni. Tre. Magari quattro. Senti, ma vuoi incastrarmi!? Perché dovremmo sposarci!? No, basta, questa relazione è opprimente, lasciamoci!.

Ma siccome gli uomini vengono da Marte e le vestali dal Tempio, non stiamo a spaccare il capello in quattro e prendiamo le cose come vengono.

Ron ha qualche dubbio, difatti, ma viene presto rassicurato dal fatto che sarà Ginny a scegliere la data del matrimonio-lontano-lontano ed Harry comincia a pensare a quando potrà parlare con la fidanzata, quand’ecco che la mattina successiva una lettera di Hermione arriva a fermare i giochi.

 

Ok, sembrerebbe la classica dichiarazione dell’ultimo minuto alla “ti-amo-perdutamente-avrei-dovuto-dirtelo-ogni-giorno-da-che-ti-ho-incontrato-non-sposare-quella-troietta-rossa-ti-prego!”, ma è qualcosa di molto peggio.

 

CARO HARRY, (e fin qui)
COME SAI SONO ANDATA IN AUSTRALIA A RIPRENDERE I MIEI GENITORI….
(manco dovesse riprendersi il gatto)
BE’,IO HARRY
(tu Jane) NON SO COME DIRTELO MA HO SCOPERTO UNA COSA,CHE ALL’ INIZIO MI HA LASCIATA
SORPRESA,MOLTO SORPRESA MA POI RIFLETTENDOCI,HO CAPITO CHE PER ME NON CAMBIA NULLA…
INSOMMA,NON CAMBIEREBBE IL NOSTRO RAPPORTO… MA PENSO CHE CAMBIEREBBE LA TUA VITA….
(Cambia la tua vita: con New Giorno e Notte Plus con fucopure puoi!)

OH HARRY,.NON SO COME DIRTELO….
ANZI, NON TE LO DICO… 
(Ahò, stronza, e diglielo!)

TI ASPETTO QUA  IN AUSTRALIA sarò nuda sul letto,NON PORTARE NESSUNO CON TE ti voglio mio,E UNA QUESTIONE PRIVATA ti prego spogliati.RIGURDA TE,ME E IL NOSTRO FUTURO.

 

Insomma, dopo questa lettera misteriosa Harry, che è già “abbastanza allarmato di suo”, non può fare a meno di seguire il consiglio di Hermione: levarsi le mutande e partire alla volta dell’Australia!

 

MEZZO GIRO SU SE STESSO E QUANDO APRI’ GLI OCCHI VIDE HERMIONE

 

Uh. Giusto. Può Smaterializzarsi. E allora, di grazia, perché Hermione non si era Materializzata a sua volta alla Tana per parlargli, invece di mandare quella strana letterina inquietante?

Perché vi assicuro: d’accordo che non sta bene Materializzarsi nei salotti altrui, ma quello che Hermione deve dirgli non è mica una cosina da niente. Prova ne è il fatto che non appena se lo trova davanti non si perde in chiacchiere, ma trascina l’amico in cucina (?) dove uno sconvolgente spettacolo mette a dura prova il palpitante cuoricino di Harry.

Lily e James Potter, quelli morti stecchiti quasi da vent’anni, quelli per i quali Snape è rimasto rispettivamente vergine e complessato, quelli che in sette libri hanno più volte chiacchierato dall’aldilà con Harry caro, quei Potter, se ne stanno a ciondolare per la stanza (la fyccy è disgraziatamente sprovvista di notazioni descrittive). Sono sorprendentemente vivi, sorprendentemente in Australia, sorprendentemente in contatto con Hermione.

 

Because impossible is nothing: forever adidas.

 

Lily corre ad abbracciare il figliuolo ritrovato, singhiozzando la solita filastrocca (sei uguale a James, gli occhi sono i miei, ma quanto è bbello il tesoro di mamma tua), lacrime e abbracci si sprecano, ma per fortuna cè Hermione a ricordare a Lily di fornire una spiegazione.


-HARRY,LEI
(prego, i riflettori illuminino Hermione) E’ TUA SORELLA…
-MIA SORELLA??
(prego, i paramedici sorreggano Harry)

-SI,HARRY,SONO TUA SORELLA…
e ci siamo ritrovati ai confini della Galassia dopo aver sconfitto la Morte Nera!
-MA COME,QUANDO,DOVE PERCHE’…

 

Giuro, giuro, giuro: l’ultima frase non l’ho aggiunta io U_U

 

Veniamo a sapere, miei prodi compagni di sofferenze e intrighi, che i signori Potter non sono mai stati uccisi da Voldemort: l’hanno astutamente ingannato, non si sa come – non perché si glissi ma proprio perché non se ne sono accorti loro stessi – e non appena il Signore Oscuro si fu DISSOLTO NEL NULLA dopo essere stato colpito dalla sua stessa MALEDIOZA, scaricarono Harry ad Hagrid (un Mezzogigante, una garanzia: lasciate anche i voi i vostri figli nelle mani del nostro delicato amico!) e se ne fuggirono via. Ovviamente quello che ora cercano di dare a bere è che l’hanno fatto per proteggere Harry.

Da Voldemort che si era appena dissolto.

Non appena le cose sembravano migliorare.

Ha senso.

Credo che la maledioza di Tom abbia colpito un po’ tutti i presenti, eh?

Ma attenzione, l’avvincente racconto continua:

E NOI AVEVEMO, CON UNA POZIONE ,ALTRE SEMBIANZE E POI SIAMO DIVENTATI MR, E MRS GRANGER….(false identità Babbane con specializzazione odontoiatrica in saldo per tutti!)POI,DOPO  POCHI MESI DIEDI ALLA LUCE HERMIONE e SCELSI DI NON USCIRE ANCORA ALLO SCOPERTO…..

Ma ora è il momento di fare coming out, la società è pronta, il mondo li attende!

 

Qualsiasi cosa possiate protestare sul fatto che Hermione in realtà sia più anziana di Harry, non cominciate nemmeno: l’autrice ci informa graziosamente che la storia è sua e quindi le cose vanno come vuole lei. Approfitto dell’occasione per informarla dell’esistenza di Alternative Universe tra le avvertenze.

 

         POI TU SEI ANDATO AD HOGWARTS E HAI LEGATO SUBITO CON TUA SORELLA E CON RON WEASLEY VERO?

         Legato? Mamma, ma Hermione… è incinta di mio figlio!

 

No, non dice davvero così, ma sarebbe stato tanto più interessante ._.

 

Harry, devo ammetterlo, sta prendendo la faccenda piuttosto bene. E’ tranquillo, comprensivo e fa una bella domanda sensata: perché non l’hanno contattato, in tutti quegli anni? L’hanno lasciato solo ad affrontare Dissennatori, Malfoy arrapati, serpenti giganti (ovvero sempre Malfoy arrapati) e schiere di Mangiamorte (blabla, Malfoy arrapati, blabla). Come hanno potuto?

 

-HARRY,VOLDEMORT NON ERA MORTO E TU ERI IN PERICOLO… Dicasi strizza, capiscici! Che dovevamo fare, andare in diretta televisiva  a fare "ciao-ciao, Signore Oscuro, facci a fettine"?  E sai che palle quando abbiamo capito che pure tua sorella si era messa a fare la piccola investigatrice di maghi oscuri, non si può mai avere una vita tranquilla. E COSI’ DIVENTAMMO SILENZIOSI SPETTATORI DI QUESTA TUA PARTITA…..E POI VENIMMO A SAPERE (ah, non fosse per le voci di corridoio) CHE VOLDEMORT ERA STATO BATTUTO…. (in un duello mortale o a Spara Schioppo?)

 

Questo è troppo per il piccolo Potter, che esce di casa con le lacrime agli occhi, consapevole di non poter perdonare diciassette anni DI SILENZI,DI BUGIE,DI SOTTERFUGI,DI DOLORE.

Hermione gli corre dietro per consolarlo e assistiamo alla scena topica in Luke/Leila style: ci sono abbracci, ci sono profferte di amore fraterno, mancano solo gli Ewoks saltellanti e Han Solo in procinto di spaccare la testa a Harry.

Ora fratello e sorella devono essere forti e perdonare i genitori per tutte le loro menzogne, la loro schifosa vigliaccheria, gli orrendi capelli ereditari, il pessimo gusto estetico e la passione per il golf: ora sono una famiglia. E POI MEGLIO VIVI CHE MORTI NO?

 

Lultima, inoppugnabile argomentazione degna dellarguzia di Hermione convince Harry, che torna in cucina per abbracciare i genitori ritrovati e confessare che li perdonerà, se gli prometteranno una cosa.

Cosa?, gli chiede James. Cosa?, ci chiediamo tutti.

-NON ABBANDONATEMI PIU’!

 

 

 

Pirla, in un momento simile avrebbe potuto chiedere qualsiasi cosa e lui la butta sul sentimentale…

 

Beh, spero che vi siate goduti l’Australia, abbiate preso la tintarella e abbiate fotografato i canguri perché è ormai tempo di tornare alla Tana; dove, vi ricorderete, ci si accingeva a festeggiare il Natale e un fidanzamento.

Consiglierei di premere il tastino “avanti veloce” sui nostri telecomandi e di non soffermarci sulla reazione di Molly nel trovarsi i non defunti Lily e James sull’uscio di casa (qualcosa di molto simile a “Toh, siete vivi?”), né sul predicozzo che Ginny impartisce ai due, che si conclude con Lily che le molla un ceffone (saggio inimicarsi la futura suocera, saggio).

Passiamo invece a quel che fa Hermione: tutta eccitata per la novità, corre a condividerla col suo (segretamente) amato Ron. E, devo dire, lo aggiorna manifestando la delicatezza di uno Schiopodo incazzato: lo saluta, lui le dice che quando c’è lei si sente meglio (Casanova inside) e lei sgancia la bomba.

-Mi dona il cognome Potter?

A Ron viene una sincope, cominciano a ballargli davanti agli occhi tanti Harry&Hermione che gli fanno “gnegnegne” al di là di una torta nuziale, e con le lacrime agli occhi molla lì Hermione come una scema per andare a fracassare la testa a Potter. Il capitano Han Solo era stato molto più discreto; impara, Ron, impara.

Volano insulti (ti-trombavi-mia-sorella-e-ti-sposi-la-mia-donna-io-ti-uccido!) e botte da orbi, prima che riescano a chiarirsi in una nuvoletta di pucciose banalità.

A questo punto, lo ammetto, non ho più continuato la lettura; dicasi istinto di sopravvivenza, signori miei. Scorrendo i prossimi capitoli scoprirete che ci saranno morti, matrimoni e la mirabolante apparizione di un Draco innamorato: se sarete forti, saprete superare tutto questo.

Buone feste, miei adorati, e un 2009 ricco di perfide ispirazioni e azioni malvagie!

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Lo schiavo-bambola

Mie malevole consorelle, devo confidarvi un peso che mi opprime, non riesco più a nasconderlo: adoro le storie pucciose, piene d’amore, d’affetto familiare, di carità per il prossimo e di buoni sentimenti. Avrei dovuto saperlo che tutti quegli anni a guardare Heidi in tv non avrebbero portato a niente di meglio, che Anna dai capelli rossi era un veleno per l’anima.
 
Pensate che oggi, trasportata da questi sconsiderati sentimentalismi, mi sono imbattuta in una fyccy che indaga i rapporti familiari e le incomprensioni quotidiane nell’antica Roma. E’ AYAKAN, di vegigirls.
Qui, se volete favorire:
 
Il nostro protagonista pare figlio della letteratura di fine Novecento e come i suoi più grandi confratelli cartacei è un disadattato che porta una maschera di fronte alla società del suo tempo. Il fatto che non ci sia dato esattamente di conoscere gli anni in cui si svolgono i fatti deve essere indice dell’universalità che può avere il messaggio di questa storia. Ma siamo a Roma; non quella dei Cesaroni, credo, probabilmente un po’ più indietro.
Il suo nome è Nicias; sapete, in memoria della pace di Nicia, ma condito con aggettivo sassone, vezzo esotico. Come chiamarsi Anthonyo o Rebekka da queste parti.
Ma lui non è come tutti gli altri, gli dei gli avevano fatto un grande dono, quello della umanità (non ha le antenne verdi, insomma). E questo dono era per lui una grave condanna, poiché nell’antica Roma, stando alle illazioni della Vestale, se non eri stronzo, crudele e puttaniere ti chiedevano dov’è che avevi il batacchio.
Nicias si costringeva dunque a rifuggire dalle terribili abitudini di quegli anni ed aveva sempre rifiutato gli schiavi-bambola che gli regalavano i suoi amici. Un ragazzo che sa mettere in discussione gli amici per restare coerente con sé stesso mi sembra già una persona meravigliosa; in più scopriamo anche che possiede una generosità devastante: più volte aveva usato violenza su uno servo, ma non gli aveva mai fatti fustigare o torturare.
Se non è bontà d’animo questa…
Avere uno schiavo – uno! – che abbia la sola funzione di farsi inchiappettare non sarebbe solo degradante per entrambi, ma denoterebbe un imperdonabile egoismo.
Si, egoismo, signori miei. Nicias si dona al prossimo; perché dedicare il meraviglioso sé stesso ad un unico prescelto, quando ha la possibilità di rendere felici tanti ragazzi che già la vita ha voluto punire con la schiavitù? Dovrebbe anche privarli del piacere di un suo stupro?
Come diceva quella saggia ballata della nostra infanzia, fotti ragazzo laggiù! Tromba dappertutto su e giù! Rendi felici tutti gli ometti dell’umanità!
Che il mondo è bello perché è vario, eh.
 
La tragedia annunciata di Nicias si verifica in una triste mattinata estiva: dopo essersi fatto un ristorante bagno (dev’essere qualcosa di simile a un vagone ristorante), va a dare il buongiorno al padre, Mario Tulio Rione.
Dovete sapere che il buon Mario aveva seri problemi mentali che lo portavano ad essere violento e ad esigere che in casa sua si facesse quel che lui voleva. Pensate che pretesa, un pater famiglia che pensa di dettar legge. Inaudito.
Riconosco però che quest’uomo bistrattato dalla sorte e dall’autrice ha i suoi momenti di follia: “Figlio mio, ormai sei grande [e un giorno tutto questo sarà tuo, disse Mufasa] ma tu sai che io non ho nessuna intenzioni di farti sposare sino ai venticinque anni”.
Guarda, io proporrei il celibato fino ai quarantacinque, dato che ai vostri tempi si campava così a lungo.
Ma giacché il signorino non può avere una moglie, il babbo ha un regalo per lui: Mario si è detto “Toh, oggi compro un giocattolo sessuale a mio figlio!” e ha subito provveduto a fare quel che secondo lui era il bene della prole.
Si, miei infidi, è triste che un padre fatichi a comprendere il figlio fino a questo punto.
Ma dato che a papà manca qualche rotella e non gli si può dir di no, andiamo a fare la conoscenza del nostro schiavo-bambola: un efebo dal fisico glabro ed esile si mostrò a Nicias, vestito solo di un bianco gonnellino da tennista; azzardo l’ipotesi che abbia battuto Otowa di fronte a Munakata e per vendetta ella l’abbia venduto al mercante di schiavi che l’avrebbe poi ceduto alla Vestale. Al passo con la moda cinematografica, il nuovo arrivato indossa anche il parrucchino che si girano da tempo immemore Legolas, Lucius e Barbie Raperonzolo.
Apprendiamo da un informatissimo Mario che il tizio è vergine (da dove gli verrà tale certezza?) e pronto ad essere iniziato ai piaceri della carne. Nicias non riesce a rifiutare il dono, dimostrando però quanto sia seccato dalla trovata continuando a sbuffare e lamentarsi con modi da principino viziato. Ma tesoro mio, vattene da casetta se tutto ciò ti schifa a tal punto; sono certa che ci sia qualche barbaro da combattere, un po’ più a Nord.
Ma Nicias è uno smidollato e non riesce a reagire; resta muto e spaesato anche quando nota che il suo nuovo schiavo indossa una specie di collana in bronzo dalla quale pendeva una medaglietta […] e con guinzaglio.
Nicias afferra dunque il guinzaglio e trascina Fido in camera, sopportando lo sguardo dei suoi occhi selvaggi (i pinguini di Madagascar ballano il tip tap nelle sue pupille) per poi controllarne il nome sulla medaglietta. Non trovandolo e non potendo riportare Fido al canile, lo ribattezza con un nome di epica risonanza: Ajakan.
Nicias, certo che sei pressappochista, nel titolo era diverso!
Subito vorrebbe ignorarlo, ma Fido è talmente piccino e macilento (ma caro lui ç_ç) che il nostro buon protagonista vorrebbe iniziare la conoscenza abbracciandolo per tirarlo un po’ su – di morale, ovviamente, perché lui è pieno d’umanità.
Ma giacché non riescono ad interagire, i due finiscono per trasferirsi in sala da pranzo, dove ci imbattiamo in una notevole ricerca in campo storico artistico; è un peccato che la Vestale, dopo essersi tanto informata riguardo domus e triclinii, abbia lasciato alla mercé del Caso ben altri dettagli.
Il babbo però ha modi indiscreti e, mentre divora un arrosto, allunga noncurante la sinistra (ah, la mano del diavolo!) a fare pat-pat sul sederino di Fido. Non l’avesse mai fatto! Ajakan, liberandosi dai tentacoli, soffia di essere lasciato in pace, ma questo scatto di vita gli costerà caro: verrà fatto frustare, per poi essere riportato nella stanza del padroncino sanguinante e pieno di contusioni.
Questa situazione manda completamente fuori di testa Nicias, che non riesce più a pensare razionalmente perché, insomma, bisogna lavare Ajakan. E lo lascia lì? Non lo vuole! Ma deve… Può metterlo in equilibrio su un piede solo e fingere che sia parte dell’arredamento? Forse si, forse no. Magari con un’anfora in testa. E via su questa scia.
Mentre la servitù fa il bagnetto a Fido, Nicias va a strepitare da papà che però lo zittisce subito con uno scontro interiore che potremmo riassumere con la filosofia del signor Dalverme: “Io sono un genio e tu sei scemo, io sono grande e tu sei piccolo, io ho ragione e tu hai torto”.
Dando ragione al padre per non sbilanciarsi e ripetendo a se stesso che gli schiavi sono solo oggetti inutili, la feccia della feccia, va in cucina e chiede allo schiavo-chef se per favore, ma se ne ha voglia, eh!, non gli preparerebbe giusto qualcosina da mangiare, perché l’altro suo schiavo, quello col guinzaglio e di cui non gli importa nulla, non ha cenato, povero cucciolo.
In cucina tutti lo adorano (per via delle sveltine occasionali di cui si parlava all’inizio, immagino) e in quattro e quattr’otto gli preparano un po’ di carne.
Sbuffando come suo solito, come se gli avesse detto qualcun altro di farlo, Nicias va dunque a portare la pappa a Fido, lasciandogli il piatto sul pavimento e accorgendosi solo ore dopo che aveva le mani legate e non poteva mangiare.
Segue una scena dall’infinito potenziale erotico: invece di slegarlo, si siede a terra accanto a lui ed inizia ad infilargli lentamente tra le labbra i pezzetti di carne che l’altro aprì la bocca per accogliere *o* .
Non mi ha colpita tanto il fatto che usino una forchetta, stupendo oggetto affilato ed aerodinamico che da quelle parti non esisteva proprio, quanto piuttosto che pensare a quel piatto lì alla mercé delle mosche da mezza giornata rende un filino disgustoso il tutto.
Ajakan sbarrò gli occhi: da quando un patrizio imboccava un servo?
Fido, è triste per me rivelartelo, ma sei in una ficcyna; la prossima volta andrà meglio.
Datigli da bere e una grattatina dietro alle orecchie, Nicias intima ad Ajakan di star buono, perché lui ora ha intenzione di dormire, e si ritira in gran fretta perché si sente tutto scombussolato interiormente per ciò che ha appena fatto. E pare sia il momento della nanna.
Ma voi… ci credete?
Pfui.
Ha inizio un disperato gioco di sguardi furtivi che vede Nicias ossessionato dall’algida figura di Ajakan, gemente sul duro e freddo pavimento, che guarda pateticamente il cielo.
“Vieni qui con me”
Coff, lo sapevo. Tesoro, non è un fratellino minore da ospitare a ninna quando fa un brutto sogno, è un tizio assillato dal terrore che tu voglia stuprarlo.
Fido difatti è piuttosto sorpreso e imbarazzato, ma alle esortazioni del padroncino fa come gli viene detto. Nicias chiaramente chiude in bellezza maledicendo ancora una volta o due la propria straordinaria umanità, mentre l’altro cerca di analizzare i propri sentimenti: gli è grato, ma lo odia; prevedo un conturbante odi et amo per il prossimo capitolo.
E la narrazione si chiude qui, nell’attanagliante attesa che succeda qualcosa, che Nicias comprenda (come han tutti compreso da che è apparso il parrucchino biondo) quale dolce ossessione Fido sia per lui, mentre Ajakan lotterà contro i sentimenti avversi che lo abbrancano ferocemente.
Già.
Io con le originali storiche ho chiuso.
 

Il cucciolo di Draco e Hermione

Miei delicati piumini di cipria, siete per caso soffocati nel talco argenteo delle più raffinate Mary Sue?
Sono tornata per potarvi un po’ di sana dolcezza e rigida moralità, dopo i bagordi del Carnevale.
Siamo tutti nauseati dalla depravazione che regna nello scalcinato bordello di quella drag queen di Silente (cit.) ed in qualità di vedova, madre, zia, mangiamorte disoccupata, adepta al culto dei Gods of Sex, amica (oramai intima, mia cara Bellatrix) di un Time Lord, ho il dovere di presentarvi la nuova enciclica vestalica.
Canta anche tu!

E leggi, va!

Per convolare l’idilliaco messaggio, ci pieghiamo alle esigenze dei più ggggiovani, citando una canzone di Nek.
Se le vostre teste esploderanno, simile a quelle degli sventurati marziani di “Mars Attacks” di Tim Burton, potete evitate di cantare con la mano sul cuore la suprema aria.
Avete in mano la vostra cioccolata all’ assenzio?
Bene, procediamo, implumi rivoluzionari.
Il Pargol Divino sta per diventare padre a sua volta, una tappa fondamentale nella vita di ogni uomo, figuratevi per il figlio del Re dei talami!
L’idea di aver ingravidato la Mezzosangue deve averlo condotto alla pazzia, chiama il futuro erede “cucciolo” e sono d’accordo: l’unione con la Zannuta può portare unicamente alla nascita di un ibrido di cui i Malfoy non reggerebbero la vista; ciancia come un ubriaco ma non disdegna l’idea di truccarsi da donna per insegnare al suo indegno erede le più sottili armi della seduzione.
Cucciolo (lo chiameremo così) si agita nel corpo di Hermione, che naturalmente non vuole partorire una sdolcinata creatura, come lo è il padre ora.
La dignità dei Malfoy viene meno.
La sempre saggia Granger ha preso in considerazione l’idea di abortire un ibrido che già gioca nel suo corpo, ma come può uccidere il frutto del grembo suo, Cucciolo?
Draco cerca di dissuadere la ragazza: troverà un impiego pur essendo ricco, tanto per non restare addosso a Hermione come una cozza allo scoglio, venderà una motocicletta talmente truzza da far impallidire gli orologi d’oro da tre chili per comprare al nascituro profumi e balocchi.
Il che mi porta a credere che abbiano pignorato Malfoy Manor.
Una famiglia senza più un soldo e con un erede folle.
“Lui sta vivendo dentro di te, sta crescendo. Magari in questo momento sta anche ridendo, [un po’ come me?] o per lo meno ci sta provando, [perché è un feto e quindi non ha la bocca] per dimostrarti che lui è lì, che ti vuole bene perchè lo stai accudendo, [Envie, i Sali!] perchè lo proteggi dal freddo e lo fai vivere. [ma spero per poco…]Chissà se adesso starà dormendo. [i bimbi dormono molto più vanti, tu stai parlando ad un embrione] Magari invece è sveglio e ci sta ascoltando.”
In tal caso, opterebbe per l’aborto spontaneo.
Le raccapriccianti descrizioni proseguono, pulcini e dovrete farvi forza: Cucciolo si accuccerà fra i seni della Granger, a quanto pare piatti come bistecche, quindi berrà avidamente il latte materno, farà il ruttino, farà pipì e popò e verrà pulito. Posto fra i genitori, che non hanno i soldi per una culla, scalcerà sognando Fyccine ma poi la pianterà di rompere; inoltre a undici anni, Cucciolo Malfoy andrà a Hogwarts liberando il letto.
Questo porta alla felice conclusione: “Gioca, e ad ogni sua mossa tu sobbalzi, portandoti una mano sul pancione. Ma poi ti lasci andare in un sorriso, felice di aver fatto quella scelta importante, di aver tenuto il figlio. E ora non sei più sicura che questo sia il figlio che non volevi.”
E qui, persino la zietta si asciuga furtive lacrime che le gote solcavano, a causa di tanta banalità.

Buon San Valentino e speriamo siate tutte ingravidate.

Nuova pagina 1

Prego signori, entrino e si accomodino.

Lei, laggiù, così alto, non si sieda in prima fila, la prego…
E voialtri, vedete di non spargere popcorn ovunque, grazie tante.

Le luci in sala si spengono e sul grande schermo viene
proiettato il titolo del film di stasera:

 

Ritorno al futuro

 

Accompagnato da una musichetta cupa e minacciosa, vediamo un
libro capeggiare sul suo piedistallo, le pagine volteggiare mosse da una mano
invisibile.

Mi arrampico sul librone della Disney e mentre Doc si sistema
il camice bianco e si accomoda sul bordo del leggio, imbraccio il mandolino di
Cantagallo ed inizio a narrare.

 

Nelle fantasie di molti di noi, il sommo Lucius Malfoy può da
sempre fare ciò che vuole, come vuole e a chi vuole.

Chiaramente non è lo stesso che ci aspettiamo dalle
fanfiction: certe cose tanto fèscion sarebbero di cattivo gusto, specie se
finisse per trattarsi di rapporti tra un adulto e un minore.

Ma ormai tali restrizioni si possono aggirare.

Ora, grazie al grazioso espediente letterario di gokychan
ne La vendetta del serpente, possiamo gustare e miscelare i nostri
personaggi preferiti in salsa rosa, senza preoccupazioni.

Assaporateli qui:
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=136457

Siamo sfortunati e lo staff di
EFP ha già provveduto a correggere smsese ed assenza di html, altrimenti avremmo
avuto l’onore di rivedere il caro signor Monoblocco anche quest’oggi; mi dolgo
assai per tale perdita.

 

C’era una volta una lezione di Pozioni dove come di consueto
Harry Potter tentava di incassare in silenzio il sottile sarcasmo di Piton; ciò
che non è consueto è la sconcertante abitudine di Piton di dissertare sulle
origini Babbane di Mrs Potter davanti a tutti i suoi studenti, così come l’uso
di Harry di lanciare improperi con italiche inflessioni dialettali:

 


“ BRUTTO STRONZO STATTI ZITTO!!!”


 

E certo.

Tolto che Harry non ha mai risposto con tale soavità neanche
alla Umbridge, tolto che è ormai appurato che Piton non passasse le sue giornate
bofonchiando “Lily Evans, schifosa sanguesporco” su e più per il castello… Tolto
tutto ciò, nel sentirsi additato con certi appellativi un insegnante con un
minimo di decenza avrebbe appeso Potter per i pollici.

Nella Foresta Proibita.

Sopra ai figli di Aragog.

 

Harry invece rimedia solo di dover riordinare l’ufficio di
Gazza, presentato peggio del letamaio personale di Jabba e lamentandosi neanche
fosse la principessa sul pisello (ma guarda, il mio inconscio vi rammenta che
questa sarà una slash-fic).

Eppure, invece di fare il bravo Cenerentolo, Harry si mette a
giocherellare con un tale oggetto da identificare potenzialmente
pericoloso e lasciato lì per il primo che passa, ovvero un ciondolo con la forma
di serpente e due occhi di rubino: è il ciondolo Mary Sue *o*.

 

Non appena Potter lo tocca, quello si trasforma diventando
enorme (Chiave del Sigillo, rivelami la tua vera potenza!), inizia a
chiacchierare informando cortesemente il ragazzo di stare per vendicarsi – non
chiedetemi di cosa – e lo trasporta magicamente in una Hogwarts del passato. Doc
qui accanto sta starnazzando per convincermi che lui non c’entra niente.

 

Harry, in un primo momento scambiato per James, incontra
quasi subito i Malandrini che su queste pagine brillano dell’ardente profondità
emotiva di un cucchiaino da tè.

Potter Senior in primis: dopo che lui ed Harry svengono l’uno
alla vista dell’altro, istantanei come neanche Laura e Sophia hanno mai saputo
essere, passa dalle urla isteriche alle grida esultanti non appena il figlio gli
svela che riuscirà ad ingravidare la Evans.

Essendo un vecchio burlone, Silente presenta Harry alla
scolaresca come il gemello di James, perché tanto ormai tra sorelle di Draco,
cugini di Blaise e figlie di Sirius, gli studenti di Hogwarts sono abituati a
vedersi comparire tra i piedi i parenti dei personaggi più fyghi; poi, pur
sapendo che nel futuro Harry è un Grifondoro, decide di sottoporlo di nuovo allo
smistamento… Indovinate un po’ dove finirà *o*.

Ecco, vabbeh, chi ha risposto Tassorosso sparisca
cortesemente dalla mia vista: chiaramente è smistato a Serpeverde.

E così, umiliato per aver deluso Sirius e suo padre (che
invece sembrano fregarsene bellamente), Harry va verso il suo nuovo dormitorio e
si crogiola nell’angoscia finché un’apparizione straordinaria non si manifesta
innanzi ai suoi fondi di bottiglia: è finalmente Malfoy Senior, che aspettavamo
da capitoli di trepide aspettative.

Era alto,fiero,altero,e terribilmente sexy, come ogni
serpeverde che si rispetti
e soprattutto (ancora non ci credo) gioviale.

Poi, proprio a dirla tutta, dovrebbe anche aver già finito la
scuola.


 

Embè, tutto qui? Lucius uniformato alla massa? Lucius
equiparato ai progenitori di quei figoni di Tyger e Goile?

God of Sex, ma allora mi ha sempre ingannato. Ero certa che
già nella culla lei fosse eccelso e magnifico più di ogni altro, si mormorava
che avesse sedotto la sua stessa balia…

Non avrei mai detto che avrebbe potuto deludermi; non ha
neppure gli addominali scolpiti dal Quiddich, e quelli sono proprio merce in
saldo.

 

Harry reagisce a tale smacco iniziando a vantarsi del proprio
essere Serpeverde e quando Lucius gli porge la mano lui gliela stringe con
fierezza per non inimicarselo come aveva fatto con Draco (dev’essere un
siparietto di famiglia, me li vedo i Malfoy che fanno le prove). Che gioia, un
“Potter opportunista” mancava alla mia collezione; la prossima rarità di cui mi
metterò a caccia sarà un “Chiunque IC”.

Felice di aver chiarito la questione, Harry entra nel
dormitorio che dovrà dividere nientepopodimeno che con Severus Piton.

Questo perché la Vestale non ha ancora deciso se la fiction
sarà una Lucius/Harry o una Severus/Harry, come ci racconta candidamente nelle
note di fine capitolo.

 

Seppur pronto al peggio, Harry (che, povero tesoro, non
immagina nemmeno lontanamente a cosa sta andando incontro) si risolve ad entrare
e si ritrova di fronte ad un ragazzo sorridente e dagli occhi d’onice.
Spero che si alluda all’onice nera, mi inquieterebbe non poco vedere Piton con
le iridi bianche alle Marilyn Manson.

Il valente Potter si para subito il popò dicendo all’altro
che capirebbe il suo odio, visto come lo tratta James, ma lo strabiliante
Severus lo rassicura commentando che non odierebbe mai qualcuno per gli sbagli
di un suo parente (il Piton del futuro è un fesso); anzi, inizia subito a
raccontargli le sue pene, cioè che non ha amici oltre a Lucius (che però è un
GoS e dovrebbe valere doppio, come minimo) e vorrebbe tanto che Harry lo
chiamasse Sev e diventasse il suo orsetto del cuore.

 

Ora, capisco che ormai trionfa il credo secondo cui se un
buon personaggio non si trasforma in un’adolescente isterica in crisi
premestruale allora una fyccy non è degna di essere letta, ma davvero non
comprendo certe Vestali.

Voglio dire, quando hai un personaggio fiero, tenace,
drammatico e ambiguo quale è Severus Piton… perché cambiarlo?

Cosa ci guadagni nel trasformare un uomo simile in un
puccioso ragazzino strisciante che elemosina attenzioni dal primo venuto?

 

“Grazie per avermi notato” sputacchia Robin di Locksley
prostrandosi dinnanzi a un Harry piuttosto sorpreso. Poi si guarda attorno e
scuote il capo.

“Oh, scusate, sbagliato film. Sapete, stesso castello, poi
seguivo Alan e…”.

 

Insomma, una scena commovente che neanche Anna dai capelli
rossi:


“Ti va di essere mio amico?”
chise
tutto giulivo.


“Mi mostri le tue Barbie, Harry? Io ho Ken e Teresa, e la
casa ripiegabile!”.


 

Di fronte a un Piton così dolce e coccoloso, Harry si
stupisce di sentirsi come una tassorosso innamorata e promette senza
ulteriori indugi la propria sempiterna amicizia, ammettendo di accettare quella
di Severus con gran felicità.


 “ E così sono a due. Due
amici!!! È tantissimo!!! Grazie grazie grazie!!!”


 

Si, piccolo Severus, bravo. Ora vieni con la tata Ev e questo
gentile signore, che ti portano in un bel posto, okay?

Mentre Doc si accolla i compitacci e trascina Sev-Sev alla
Stregaccoglienza del San Mungo per chiedere a qualcuno di competente cosa abbia
potuto ridurlo così, noi continuiamo ed estasiamoci nel vedere Harry che, come
fyccyna vuole, cade tra le braccia di Morfeo.

Non so voi, ma io comincio a chiedermi se Morfeo non sia il
nome in codice di un qualche amante; forse invece di raccontare in giro di aver
giaciuto tra le braccia del GoS o di qualche altro Degno i personaggi si sono
inventati questo alibi mitologico.

Altro che "mammà, stanotte sto a guardare film da un’amica".
Prendete appunti, giacobine: le Vestali ci danno lezioni di vita e di
scaltrezza.

 

L’indomani Harry si sveglia di buon umore e, infischiandosene
dei sentimenti del Misterioso Signor Morfeo che probabilmente giace ancora al
suo fianco, si abbandona alla contemplazione del suo compagno di stanza per
alcuni indimenticabili istanti.

Riscossosi, il ragazzo scende in Sala Grande ed incontra
Lucius (amichevolmente chiamato “il biondino dall’autrice) che
manifesta ancora una volta la sua divinità: contemporaneamente fa un cenno per
salutare Potter, ghigna ironicamente, ma non malevolmente e resta compito; una
volta a colazione inizia però a divenire anche ansiogeno chiedendosi dove sia
Sev-Sev, sfoderando un linguaggio da bambino di prima elementare (Ma
dove cavolo è finito Sev?
Voglio il mio amichetto, uffiii) ed infine
afferrando Harry per un braccio e trascinandoselo dietro finché si odono le voci
dei Malandrini. <

 

Più tardi ci domanderemo perché Lucius Malfoy, Caposcuola e
carismatico Serpeverde, non abbia nessuno pronto a spalleggiarlo in difesa di un
suo compagno di casa; non ditemi che è perché tutti considerano Piton uno
sfigato, perché se Draco che è una mezzacalzetta ha due gorilloni ai suoi ordini
mi aspetto che Lucius avesse almeno i più valenti compagni di Casa al suo fianco
anche solo quando decideva di andare al gabinetto.

 

Tanto per cambiare i due trovano James che deride Snivellus
davanti a una folla festante, Piton che lancia improperi, Sirius che propone di
lasciarlo in mutande e la mirabolante Lily Evans, regina delle cause perse, che
arriva a fare la predica.

Che nostalgia, mi ricorda tanto la scena del Pensatoio; com’è
stata premurosa questa Vestale con noi lettori, ripetendo una scena amata invece
di crearne una nuova.

 

La differenza è che stavolta c’è Harry a salvare la
situazione *o*

Scopriamo subito che è consideratissimo, perché non appena
parla gli prestano orecchio tutti, nessuno incluso; è un eufemismo per
dire che non se lo filano neanche di striscio? Quale che sia l’attenzione del
pubblico, Harry libera con un incantesimo Piton che viene salvato dalle forti
braccia di Malfoy prima che possa sfracellarsi a terra.

Ma usare il buon vecchio vingardium leviosa? Qualcuno può
dire a Lucius che correre per afferrare qualcuno che cade dal cielo come un
sacco di patate non è elegante?

Per fare abbassare la cresta ai Malandrini, Harry mette in
pratica un incantesimo che non voglio sapere in che circostanze ha imparato: li
lascia con le chiappe al vento tra gli ansiti terrificati dei presenti
(qualche brutta sorpresa?).

 

Questo intervento fa guadagnare a Potter la gratitudine di
Severus (si, è lo stesso ragazzo che insulta la Evans quando lo difende) qui
tramutatosi da Pallida Cortigiana a Pavida Pulzella, l’ammirazione di Lucius che
per motivi misteriosi non era capace di liberarsi da solo di James e la
venerazione di Lily.

 

Gli occhi di Piton e Malfoy lampeggiano e guizzano di gelosia
mandando bagliori fluorescenti (perché, piccolo, potresti andartene dalle
miehh mani
) quando la Evans va a complimentarsi con Harry, che rimane
atterrito all’idea che sua madre possa essersi innamorata di lui.

Non per minare il tuo narcisismo, Harry caro, ma ti ha solo
ringraziato e la conosci da cinque minuti; al massimo puoi pensare che le
interessi.

 

Ma vi prego, abbandoniamo le elucubrazioni di Potter per
passare al suo momento di gloria: i provini per entrare nella squadra di
Quiddich di Serpeverde, inaugurati dal  “che la caccia abbia inizio” di
Madama Bumb. Cioè devono andare nella Foresta Proibita a procacciarle la cena?

 

Severus e Lucius hanno ovviamente seguito Harry come due
cagnolini ed ora sono sulle tribune che osservano quel giovane e attraente
corpo,
cosa che sta facendo anche Lily nascosta in un punto
imprecisato dello stadio. 

Pottolo mio, sei lì da due giorni e quanti fan che hai *o*

Presissimi osservano Nott disarcionare il loro Harry
che riesce però ad afferrare il Boccino prima di precipitare al suolo, dove
morirà eroicamente spiaccicato.

No, magari. Sopravvive.

 

Nessuno ha una bacchetta tranne Piton che evidentemente sta
dormendo in piedi e Lucius che sta escogitando una tecnica di seduzione
infallibile: sarà costretto a farsi avanti per circondare Harry con le
sue possenti braccia, sollevarlo di peso e sussurrargli con voce lieve:


“ Tranquillo piccolo adesso ti
portiamo in infermeria”

La scena si conclude con Piton e Malfoy che pensano pieni di
coraggio che proteggeranno sempre Harry da chiunque.

 


Un giorno, se il destino lo vorrà, sacrificherò la mia vita
per te. Te lo giuro, te lo giuro, Osc- Harry!

 

Vi risparmierò la descrizione di come l’indomani Sirius sia
offeso con Harry, che sente il proprio cuore scivolare in un limbo senza fine,
poiché rivedere il padrino lo aveva fatto rinascere (quand’è successo,
ciò?).

Sorvolerò sulla poca astuzia del GoS che adesca Harry in
camera per parlare e, spero, per rendere lo scritto degno
dell’appellativo "erotico" che c’è tra le avvertenze, ma che perdendosi in
chiacchiere da casalinga che mostra l’appartamento agli ospiti non ha ancora
combinato niente quando Piton li raggiunge.

E si, tacerò sul fatto che una certa fanciulla dai capelli
rossi si sia davvero invaghita di Harry.

Tu quoque, Lily!

Non vi ricorda qualcosa? Marty McFly che va nel passato e per
errore fa innamorare di sé la propria madre?

 

Eppure è in questa terribile incertezza che la fyccy è
sospesa.

 

Non sapremo mai se, come nel film, Harry riuscirà a fare
innamorare papà e mammà o se deciderà che tanto vale assecondarla.

Potrebbe benissimo accadere che le si conceda e la metta
inconsapevolmente incinta di un marmocchio riccioluto che porti il suo stesso
nome; tornato Harry nel futuro, Lily sarà costretta ad un matrimonio riparatore
con James, l’unico che somigli abbastanza al suo perduto amore? Se così fosse,
uno dei punti più incomprensibili della saga sarebbe chiarito.

 

Sono angustiata, miei infidi.

 

La raccomandata

Carissimi pulcini dalle penne verdi ed il sangue argenteo, voglio sancire la chiusura di un altro anno trascorso insieme con una splendida favola, che si potrebbe definire gotica. Ma anche no.
Un’emozionante e trasgressiva epopea scritta da CissYMalfoY dal titolo evocativo “Cuore di ghiaccio”, come la tradizione Harmony suggerisce.
Bene, stringetevi nelle copertine color topazio infuocato e fatevi trascinare a viva forza nella coinvolgente trama.

http://www.efpfanfic.net/viewuser.php?uid=25453 -> qui.

Entriamo subito nel cuore della vicenda; nella solita stanza avvolta dal manto dell’oscurità, un numero imprecisato di disgraziati sta celebrando un rituale, arcano e per fortuna sconosciuto.
Osserviamoli:
“molte avevano cappucci neri sulla testa, [siamo felici che non siano ben altri cappucci] altri erano a volto scoperto, al centro due uomini coperti da capo a piedi, [da ciò, ne arguisco che le altre otto anime sono nude] con solo gli occhi visibili [se li bendavano pure, facevano coppia con i poveracci incappucciati] stavano accendendo tredici candele bianche e quattro nere, [diciassette, numero che porta un poco sfiga, ma vedremo che s’intona con l’ambiente] l’uomo dagli occhi verdi si mise in piedi davanti a una porta mentre l’altro, dagli occhi azzurro cielo, si apprestò a sedersi”.
Interessante, davvero.
La numerologia sta gridando vendetta al mio fianco, mentre il buongusto storta il nasino per l’ accostamento fra candele bianche e nere.
In quel mentre, un altro maschio vestito fa entrare una femmina con lunga mantella e capelli “marroncini”, che cadevano a ciocche sul viso – segno evidente che serviva l’intervento di Cesare Ragazzi- naturalmente diafano; lo sguardo della signora indugia sui presenti, che non trovano di meglio da fare che prodursi in un imbarazzante: “Ave alla Dea Madre!”
*o*
Envie, i Sali presto!
Ora, fingerò che siate al corrente della cultura pagana, che niente ha a che spartire con tale pagliacciata e confido che l’autrice non creda sinceramente a codesta pantomima.
Proseguiamo.
La Dea Madre (e qui mi sorge dubbio: è stata eletta democraticamente? Si è autoproclamata tale? Qualcuno ha battuto la testa e gli altri si sono accodati al nuovo culto?) si lancia in un mirabolante monologo:
“in questa riunione festeggiamo il nostro primo anno di operato, [ho capito: è una congrega di parrucchiere] la nostra comunità di Deathwoman, [il nome porta una sfortuna pazzesca, non so voi, ma io non sarei felice di definirmi “Una donna morta”, ma è un titolo strong, un po’ punc e very trasgressive, yeah!]che da un anno [sì, abbiamo capito] si precorre lo scopo di ostacolare Voldemort e Potter… perché il vero potere è nostro, è delle donne, delle mangiamorte rinnegate!”
Sì!
*applausi in sala*
Date fuoco ai bustini vittoriani, ai reggiseni neri e marciate verso la libertà: lontano da Voldemort e da Potter (che ha l’autorità di un mollusco), prendete il potere e ribellatevi al God of Sex!
Uccidiamo Bellatrix e le altre giacobine asservite al sistema: noi siamo le Donne Morte!
*ovazioni da tutto il personale della clinica psichiatrica*
La Dea Madre (vabbè…) indica le nuove leve, raccattate in qualche bar di Caracas o trovate nello sgabuzzino di Gazza, insieme alle scope. L’ultima dalla Somma annunziata ha però qualcosa di speciale: è una bambina di circa undici anni ed è figlia della Dea.
“BUUUU! RACCOMANDATA!” urlano i più, ma signori miei tacete, perché non l’avete ancora veduta.
Sally Anne Perks è infatti una deliziosa e malevola riccioli d’oro, con pelle candita e ghiaccio nei bulbi oculari. La mocciosa, essendo una lattante, non sarà una Donna Morta ma una Ragazza Morta, dicasi “Deathgirl”.
*o*
Lo vorrei tatuato sulla natica destra e voi?
Il compito della raccomandata SallySue sarà controllare Pottah.
La motivazione di questa scelta?
“ha dimostrato potenziali capacità, freddezza fuori dal comune e determinata nei suoi scopi, vi presento la ragazza che ha preso il massimo dei punteggi ad ogni prova”.
Senti, Cosa Madre ma pretendi che ci creda?
Rispondi con sincerità. Avevi questa zavorra di marmocchia e hai pensato bene di darle un calcione ed infilarla nella setta, ma dato che sei la loro Vate (gente disperata, lo riconosco) hai inventato che SallySue non è soltanto capelli dorati e due occhi azzurri brillanti e vivaci, che vedono il mondo di rose fiorito, ma senza spine che pungano il dito.
C’è chi partorisce le sorelle Black, Luna Lovegood, Hermione Granger ed a te è toccata Sally: mi spiace.
La piccina, alla prospettiva di vegliare sullo Sfregiato “usci un bagliore di luce maniacale negli occhi” ad indicare:
a) La voglia di sedurre il figlio di Lily;
b) L’odio comprensibile verso mamma.
Ridendo e delirando siamo arrivati al rito di iniziazione delle novizie: Alina Heperkins si cosparge di Vagisil… Ehm… No, volevo dire che uccide la cugina mezzosangue; Tansy McDougal fa spirare la madre che l’aveva giustamente cacciata a pedate; Anbeta fa fuori l’amica delle elementari, una Magonò ma senza “rancore” perché l’amicizia va oltre queste quisquiglie; May Dolovh (parente mutilata dei Dolohov?) si leva dai piedi il fratellastro Benjy Fenwick e lo fa a pezzi per poi mangiarlo in allegria con le altre.
Il compito di Sally è uccidere il proprio adorabile coniglietto.
Sono allibita: posso capire che una stermini la propria famiglia, ne sventri i membri e se ne cibi, ma un indifeso coniglio, no!
La giustificazione?
“per Sally, siccome è una membro inferiore, ho deciso di non dargli da uccidere una persona”.
Questa smaccata spinta della Cosa Madre mi sta seccando, comunque, SallySue termina il battufolo di peli e va a dormire.
Pulcini miei, vi abbraccio tutti, sconvolta da tanta violenza!

I GoS ci liberino di queste scriteriate Donne Morte e torni a splendere  la potenza fallica.

Buon 2008!

Incubo al supermercato

Ditemi che è solo un incubo.
Ditemi che almeno i My Chemical Romance non agonizzeranno affogando in un mare di pucciosità slashose o strangolati da appiccicaticce MarySue. E cercate di essere convincenti.
Ditemelo, perchè quando stamattina ho aperto EFP cercando una cura spirituale al mio mal di stomaco (dato che la camomilla non sembrava sortire nessun effetto), ho trovato questo.

Il titolo è "Al supermercato" e l’autrice è The_death_in_the_nigthmare.
Guardiamo il commento di presentazione:
Vi avviso che questa ff è stata pubblicata sull’altro nick Demolition Lovers,che condivido con due mie amiche
La ff l’ho spostata su questo nick e leggermente modificata.
[Da notare: il commento è stato cambiato mentre io scrivevo la recensione. Prima, queste due righe erano in MAIUSCOLO. Le ha riscritte daccapo, ma l’errore rimane: l’Italiano, quel grande sconosciuto, impone uno spazio dopo qualsiasi segno di punteggiatura. E visto che siamo in argomento, permettimi di ricordarti l’importanza dei congiuntivi. Devo forse CapsLockarlo, affinché il messaggio arrivi?]
Tutte le attenzioni caddero su Frank Iero. [Di solito questa espressione si usa al singolare. Ma in effetti lui è famoso, dunque ne ha di più.]
Stava urlando. [Qualcosa doveva pur fare per attirare su di lui tanti sguardi interessati.]
In 1 supermarket. ["un" era decisamente troppo lungo, da scrivere.]
E per cosa?
Per un inutile e stupido mango.

Le tags mi avvertono che sarà un’opera comica, ma non per tutte le età (arancione).

La scena si apre con un Frank Iero (il chitarrista del gruppo My Chemical Romance) al supermercato. Giunto il suo turno, porge tre (maxi)pacchettoni di caramelle alla cassiera, premurandosi di renderla partecipe di un dubbio lacerante: basteranno fino all’indomani mattina? Ora o mai più: ridete, per favore. E’ una fyccy comica, questa.
Lei (personaggio assolutamente inutile) viene descritta con veloci pennellate. Così veloci che l’italiano piange – no, non citerò: sono contro la violenza gratuita, io. E’ una rossina, con lunghi capelli fluenti, lentiggini segna-età ed occhioni verdi sottolineati da un soffio di matita. Voilà la nostra Mary… Ma cosa andate a pensare! Mi sono forse dimenticata di dirvi che è una slash, questa? Beh, negli avvisi non c’era.
La donna rimane giustamente perplessa, ma come ogni brava cassiera non presta molta attenzione ai vaneggiamenti del cliente. Sennonché lo spettacolino è solo all’inizio: il nostro Frank viene presto raggiunto dal suo aMMore, Gerard Way (il cantante dei MCR), che da bravo salutista è andato a prendere anche un po’ di frutta. Il ragazzo ha in mano due sacchetti, probabilmente neri e senza scritte – come notamente si usa in tutti i supermercati del mondo -, poichè Frank deve chiedergli cosa contengano.
Il mistero è presto svelato: -Banane…Mele…e basta.-
Niente di personale, ma in effetti i sacchetti erano due. A meno che Gerard non si sia dato al taccheggio, non vedo il motivo della precisazione. Cioè, il motivo lo vedo anche, ma è dannatamente forzata.
La comicità si perde. Sarebbe stato più efficace un solo "e basta?", quello pronunciato da Frank.
Comunque sia, quell’ "e basta" è lo spunto per una perfetta crisi isterica made in Frank. Il nostro ex-chitarrista neo-moglie incinta e pronta a scattare per un nonnulla si mette a strillare contro il suo povero maritino che – lodiamone il singolare coraggio – è costretto a chiederle cosa diamine abbia dimenticato.
Nonostante abbia già tutte le ragioni per una scenata, Frank (che in fondo in fondo è ragionevole) tenta di venirgli incontro: -Immagino che il mango non c’era.-
Perchè – come tutti sanno -, i supermercati sono soliti tenere nei loro scaffali un solo esemplare di codesto frutto prelibato, da vendersi a discrezione del commesso, possibilmente in cambio di favori sessuali da parte del fortunato cliente.

Non dimentichiamo che la "felice" coppietta è ancora di fronte alla cassiera. La quale si guarda bene dall’interrompere una scena così dolce e comica (probabilmente è troppo occupata a prendere appunti per la sua prossima fyccy da pubblicare al Tempio). L’onere ricade dunque su un’acida vecchietta senza cuore, la quale sgarbatamente li attacca con un "Scusate… State bloccando la fila…" (che non è citazione in quanto qua l’ortografia è corretta).
Sfortunatamente l’anziana signora, nonostante i capelli nivei e gli occhialoni in bilico sul nasino, non riesce a catturare l’attenzione di Frank, che continua imperterrito ad incalzare il maritino sul perchè non abbia preso il dannato mango. Quest’ultimo (Gerard, non il mango) azzarda una debole difesa facendogli presente (a Frank, non al mango) che non gli aveva chiesto di comprarlo (il mango, finalmente).

Lezione #1 per maritini inesperti: quando siete colti in fallo non cercate di accampare scuse, non serve a nulla se non a peggiorare la situazione.
Ci fu una breve pausa che ogni marito conosce come la calma prima della tempesta, ma non la povera nonnina i cui neuroni sono stati intaccati dall’età: si azzarda infatti a ribadire il concetto di prima, cioè che la fila dietro di loro sta diventando chilometrica.
Stavolta il risultato è leggermente migliore: Mrs Iero la degna di un’occhiata fulminea (e qua ho un dubbio: non è che volesse fulminarla, piuttosto?) e si rigira verso Gerard, che ormai è davvero impaurito: Frank appare scocciato! Si salvi chi può!
-Allora vallo a prendere,ancora non ho pagato.- [eggià, e la gente dietro sta iniziando ad infilzare le bambole voodoo e ad affilare le asce.]

Lezione #2 per maritini inesperti: se avete la rara fortuna di individuare il problema prima della tempesta, non sprecate la vostra ultima possibilità con un’uscita sarcastica. Potrebbe succedervi questo:
-UN’INVITO A SPICCIARTI A PRENDERE IL MANGO GERARD ATRHUR WAY,UN CAZZO DI INVITO A PRENDERE QUEL CAZZO DI MANGO!!!!!!!-
… il che francamente non è bello. Soprattutto se la mogliettina in questione è facile all’ira e alle urla. Soprattutto se siete due celebrità in incognito e se lei tende a scordarselo urlando il vostro codice fiscale nel bel mezzo di un supermercato. Perchè potrebbe succedere che degli emo borchiati e tinti sbuchino fuori dalle loro tane nascoste tra gli anfratti degli scaffali, impazienti di incontrare il loro idolo.
Notare: i suddetti fan non saltano addosso a Gerard, non riconoscono i loro due "dei" e si limitano a chiedere stupidamente: "Dove? Dove?". Sospettavo che nello smalto nero ci fossero sostanze nocive alla salute, ma non pensavo che danneggiassero la cornea.
Fortunatamente qualcuno di "normale" c’è: la prode vecchietta, che ancora tenta di rendere nota la situazione ai nostri eroi. E stavolta ci riesce, purtroppo per lei:
-SENTA SIGNORA,SE LEI MI ROMPE UN’ALTRA VOLTA I COGLIONI IO LE PRENDO IL SUO CARRELLO PIENO DI SCHIFEZZE E PRUGNE SECCHE E GLIELO LANCIO IN TESTA!!!!!!!-
Che caro ragazzo Frank! Che raffinatezza! (E dire che è così gentile, nella realtà. *Ruka getta un’occhiata adorante al suo autografo e rivive quei magici momenti*).
La reazione della vecchia signora? Indovinate, su! Chi ha detto: il carrello in testa e le prugne secche dove non batte il sole? Tutti? Mi deludete davvero: si zittisce e si gira indignata. Abbiamo perso l’unico personaggio credibile della fyccy: un minuto di silenzio e un po’ di rispetto, per favore.

Lezione #3 per maritini inesperti: approfittate di qualsiasi mezzo per confondere le acque, disfarvi dei panni del cattivo ed allearvi con la moglie isterica. Prendete esempio da Gerard: con una voce rassicurante e carezzevole (dettaglio made in me), esorta Frank a calmarsi e gli promette di portargli non uno ma ben due mango! Uno anche per il cognatino! Scusate, devo asciugarmi la lacrimuccia di commozione… Che volete farci, anche noi streghe siamo sensibili ai Principi Azzurri (poi li imprigioniamo e torturiamo, ma questa è un’altra storia).
Dicevamo, cari neo-maritini, tenete bene a mente questo terzo consiglio. Funziona, e prova indiscutibile ne sono le ultime tre righe della fyccy: Frank sorride, improvvisamente calmo, rilassato e pieno d’aMMore per il suo uomo, tanto da schioccargli un bel bacio sulle labbra.

Ovviamente i ragazzi presenti sono così fan che non fanno foto, non svengono, non urlano "Yay! Do it again!" (perchè in effetti sono tanto miopi che non sono ancora riusciti ad individuare i loro idoli) e la gente, pur abbagliata da cotale concentrato di puccipuccilove, si disperde.
Ovviamente Frank rimane appiccicato alla cassa in attesa del suo Gee (non sia mai che perdano il posto e debbano rifare la fila!) e nessuno dice più nulla.
Ovviamente il mio mal di stomaco è peggiorato.

Rimane valida la mia richiesta di un Elfo del Catino, che intanto inizio a pensare al suo nome (bugiarda, so già come chiamarlo).

Ruka – che ringrazia di cuore Chezia per la betatura. Chu! >*<

Una ventata di novità… Real Person, gente!

Giuro, avrei tanto, tanto, tanto voluto presentarmi con una classica Mary Sue atterrata nell’oscuro Malfoy Manor o con un’altrettanto tradizionale H/D (non trovate che suoni molto meglio di D/H? E poi, parliamoci chiaro: non vale la pena di rendere Draco omosessuale se non è anche uke) … Purtroppo questo fandom mi ha stomacata.
Lo so, inizio male. Anzi, visto che siamo ancora nell’area "comunicazioni private di servizio": qualcuno gentilmente mi affitterebbe un Elfo del Catino?

Giusto per raccontarvi qualcosa di me, da un po’ di tempo mi sono rifugiata tra le RP. Ebbene, indovinate cosa va tanto di moda, da qualche mesetto a questa parte, su EFP? Esatto, le Real Person.
Allora, se io vi dico: ragazzine con gli ormoni alle stelle e RP, voi a cosa pensate? Tokio Hotel, of course.
La cosa buffa è che uno scappa da un fandom perché ormai disgustato dalle Yaoi/Slash fantascientifiche e dalle Mary Sue assurde, e che succede? Il "nuovo" fandom viene contaminato dallo stesso mortale virus. E’ triste, ma è la vita.
Per chi non ne fosse al corrente: in pochissimo tempo le fyccy (sì! Con due "y"!) sui TH sono dilagate a macchia d’olio, anche se forse dire che erano sui Tokio Hotel è inesatto dato che solo mezza band veniva presa in considerazione: erano Twincest, signori e signore! Poche o nulle Mary Sue, solo una marea di Twincest!
Tralasciamo il livello medio (basso) di codeste "creazioni". Di fronte a questo fenomeno assolutamente fuori controllo, l’amministrazione di EFP ha vietato la pubblicazione di RPS Twincest. Piazza pulita di questi orrori! Libertà?
No.
Vedendosi proibito l’amore incestuoso (che era così trendy, uffa!), le nostre giovani Vestali si sono presto consolate ripiegando su delle scelte naturalmente più classiche e banali (perché ammettiamolo, è difficile innovare, oramai!).
E così fiorirono le Mary Sue.

Tutta questa lunga e pomposa introduzione per presentarvi REDEN [http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=180348&i=1] di Lady Vibeke.
Il primo capitolo (nonché unico, per ora) è una narrazione in prima persona da parte di Tom Kaulitz, protagonista quasi assoluto della fanfiction, universalmente conosciuto come un (diciassettenne? Diciottenne? Quanti anni ha in questa fiction?) ninfomane sciupafemmine.
La presentazione è la seguente:
Lei mi guardava come se mi stesse compatendo, come se io fossi stato solo un mucchietto di ossa [Ora, che Tom e il fratello siano al limite dell’anoressia, sono d’accordo. Mucchietto d’ossa… orsù, non esageriamo!] senza significato che girava il mondo cercando un significato da attaccarsi addosso, uno scopo comprato con i soldi che guadagnavo a palate o con la fama che aveva reso il mio nome una specie di mantra [Eh?] internazionale [Addirittura!].
Avrei potuto odiarla – avrei dovuto – ma era una sfida servita su un piatto d’argento, e mai e poi mai avrei privato me stesso della soddisfazione di divertirmi con un giocattolo proibito. [Ah! La forza attrattiva delle Mary Sue!]
Giocare col fuoco era sempre stato uno dei miei vizi di prerogativa. [Dire "una mia prerogativa" sarebbe stato più che sufficiente.]
Non mi aveva mai nemmeno sfiorato la mente che un giorno avrei potuto scottarmi. [Quella madre snaturata che è Simone ti ha almeno detto di non accettare caramelle dagli sconosciuti e di lavarti le mani prima di pranzo?]
L’autrice avvisa che la fanfiction sarà una triste introspezione. Rating: verde.
Che il sipario si alzi.

I Tokio Hotel sono approdati anche in Finlandia, ma dato che i nostri quattro ragazzi amano le sfide difficili e sanno che è impossibile non adorarli, decidono di fissare un concerto in una piccola cittadina della Finlandia del sud, Kitee, che Google mi informa non raggiungere i 10.000 abitanti. Probabilmente vogliono sperimentare l’ebbrezza di suonare di fronte a delle seggiole vuote, dato che, come scopriremo in seguito, in questa landa desolata nessuno sembra conoscerli.
Il nostro giovine playboy si chiede perché diamine quell’idiota del loro manager li abbia costretti ad arrivare con tre giorni d’anticipo sulla data del concerto in quel luogo freddo ed inospitale. In effetti, secondo chiunque altro sarebbe stata solo una buona occasione per prenderci una bella polmonite. Brutto e cattivo David Jost che vuoi assassinare i tuoi protetti! Li fai dormire per strada senza giacche!
… Ovviamente le nostre quattro rockstar sono alloggiate in un non meglio specificato hotel e là decidono di approfondire la conoscenza della fauna locale (adesso qualcuno mi spieghi: PICCOLA cittadina e nessuno sembrava avere la più pallida idea di chi fossero i Tokio Hotel. Con chi socializzano ‘sti poveri ragazzi? Con le cameriere? Con le tessere magnetiche? Oh! Ho capito. David, non avendo mai studiato finlandese -male, male- ha prenotato quattro stanze in un bordello.)
Tom stranamente (mi cade un mito, davvero) quella sera ha voglia di restare solo. E allora che fa? Si chiude nella sua suite extra-lusso con un cartello Don’t disturb attaccato alla porta? Ovviamente, no.
Il chitarrista esce. L’atmosfera è molto da film di vampiri, ma non c’è l’avviso "soprannaturale" ed io mi fido.
Fa un freddo polare e giustamente non c’è un cane per strada, ma Tom continua a camminare, finché non si rende conto di stare rischiando l’ipotermia.
Et voilà, Tom decide che la solitudine ed il freddo non fanno proprio per lui: entra in un pub (ma sono sempre e solo io quella che quando cerca qualcosa non la trova mai?), e dato che quella sera si sente un po’ lunatico e giù di tono decide che la cura migliore è un mix di superalcolici e sesso. Sesso etero! Yay!
Dall’alto della sua decennale esperienza Tom ci informa che è il posto ideale per una sbornia, anche se non è il locale più in della città (se ne accorge – a colpo d’occhio, tra l’altro – a causa della scarsa clientela): un ex-vichingo prepara cocktail e due troll di montagna si scolano botti di birra. Botti, signori miei! Ma Tom, da bravo crucco, non si scandalizza e ordina in un inglese mnemonico (?) una miscela esplosiva, probabilmente una sostanza di 99 gradi detta "lakka" che ovviamente a lui non fa un baffo.
Lo confesso: sono astemia e quindi non parlo per esperienza personale, però mi lascia molto perplessa questo Tom che regge l’alcool meglio di Colin Farrell. Insomma, gli danno un superalcolico che stenderebbe un toro e lui che fa? Ne beve quattro di seguito! Per quanto lui possa essere assuefatto all’alcool (a diciassette/diciotto anni?), è un ragazzo di 180cm per 55Kg scarsi!
Ma, per citare, non me ne curai. Ecco, appunto, non curiamocene…

Ed ora attenzione! Che i violini attacchino una celestiale melodia, che gli angeli spargano petali candidi di ciliegio, che le ninfe profumino l’aria di incenso e pesca (e sandalo, e lillà, e quant’altro)!

Lei non vuole essere disturbata da nessuno ma purtroppo il locale si sta lentamente riempiendo, così finisce seduta accanto a Tom. Ma quale inaspettata ed imprevedibile coincidenza!
Con la coda dell’occhio, Tom scorge una fanciulla dalle mani ceree che sembra un’habituée del posto, data la confidenza con cui il barista la serve [Per chi avesse letto la fyccy, chiedo delucidazioni: come si fa a tagliare i capelli in ciocche liscissime? Anzi, come si fa a tagliare i capelli in ciocche?].
Costei è un perfetto esemplare di dea nordica dai capelli nivei, dagli occhi color verde acqua profondi, algidi e magnetici, dalla bocca a forma di cuore (il sommo GoS ci salvi). Ma scopriamo che un po’ di sangue umano scorre anche nelle sue vene: le labbra sono screpolate, il fisico perfetto non viene granché sottolineato dalla tuta blu sgualcita ed è anche un pochettino scarsa sul davanti (a me Word segnala "pochettino", non so a voi).
Capii subito [ma perché lo deve "capire"? Perchè?] che mi sarebbe piaciuta molto di più con una minigonna audace e un velo di trucco […].
Insomma, sarebbe anche una bella figa (perdonate il linguaggio scurrile), se solo si vestisse come ogni Mary Sue dovrebbe! Lo capisce pure Tom!
La nostra Mary-ancora-senza-nome-Sue (d’ora in avanti la chiameremo confidenzialmente Mary), che tra poco folgorerà Tom grazie all’indifferenza che sprigiona dai suoi occhioni, è coinvolta in un’accesa quanto breve discussione da un tizio inutilissimo e sfigatissimo che viene presto liquidato e che scompare con la coda tra le gambe. E’ una dura, la ragazza, e pure maleducata: per tutto il tempo non scolla gli occhi dal tavolo (perchè li tiene bassi) o dal barista (poichè sono anche fissi avanti a sé).
Improvvisamente Mary si gira verso Tom che nel frattempo aveva azzardato uno sguardo più intenso: essendo lei l’unica ragazza presente nel locale, Tom non può proprio far finta di star guardando da un’altra parte ed è colto in fallo.
La nostra eroina lo apostrofa con un brusco "Che hai da fissarmi?" e lui nemmeno si accorge subito che lei gli ha parlato in tedesco. Dato che è risaputo che i gemelli Kaulitz sono delle capre quando si tratta di parlare una qualsiasi lingua che non sia il crucco, mi chiedo se non abbia pensato di avere un traduttore automatico nell’orecchio. Massì, diamo la colpa all’alcool. In ogni caso ancora una volta le barriere della lingua cadono e la nostra Mary è accessoriata con un tedesco perfetto.
Finalmente Tom fa due più due e capisce che se la tizia gli ha – gentilmente – parlato nella sua (di Tom) lingua madre è perché lo conosce, almeno di fama. Anzi, dallo sguardo sprezzante di lei, Tom deduce di non esserle troppo simpatico.
Ma è solo un dettaglio che certo non basta a scoraggiarlo, al contrario: il playboy che vive in lui viene punto nell’orgoglio. Adesso lui la vuole:
La provocai, perché sapevo che era il solo modo di convincerla a parlare con me, e funzionò.

Dato che Tom Kaulitz non ha tatuato in fronte "sono crucco", la ragazza sa chi é. E posso anche accettare il fatto che, trovandoselo accanto in un pub finlandese in una sera gelida, lei associ subito la sua faccia alle foto di copertina del Cioè finlandese – sono solo io la svampita che non controlla ogni volta se il tipo che siede accanto a lei al bancone di un bar non sia per caso Tom Kaulitz? O forse in Finlandia non esistono rastari col piercing al labbro? Lei non lo ha nemmeno guardato bene (non sia mai che si abbassi a tanto!) ma già lo disprezza, fatto facilmente esplicabile: probabilmente la sua migliore amica è una pazza fanatica dei Tokio Hotel e le ripete cinquanta volte al giorno vita morte e miracoli di Bill&Co, dunque è al corrente del rapporto di Tom con le donne. Con un po’ di fantasia, regge.
Però ora qualcuno mi spieghi: perché lui dovrebbe sentirsi punto nell’orgoglio? Oh, giusto, non gli è svenuta ai piedi. Personalmente se una tipa che non ho mai visto prima mi guardasse sprezzante la manderei all’istante a quel paese, per essere delicati. Ma, ehi! Lei è già il centro del suo mondo.
E, se mi è concesso, come diamine fa a provocarla?
Improvvisa uno streap-tease?
La sfida a "Nomi cose animali"?
Boh?
Resta il fatto che iniziano a parlare di frivolezze come Claudia e Stacey del Club delle Baby-sitter (probabilmente Tom cerca di consigliarle la marca di ombretto del fratello) e poi aprono – aehm, pardon-, Tom apre il suo cuore e le racconta i suoi segreti per tuuuuutta la notte. La scena sarebbe stata senza dubbio più commovente se fossero stati sdraiati al buio, sotto delle coperte e con una torcia accesa fra loro, ma si sa: chi si accontenta gode.
[E qui potrebbe finire il capitolo ma la nostra autrice decide di approfondire, in linea con l’avviso "introspettivo"].
Tom, palesemente annebbiato dai fumi dell’alcool, si rende vagamente conto che la situazione è un po’ paradossale ma non ne fa un dramma, perché lei ha cambiato espressione! Eggià, ormai edotta della vita di Tom Kaulitz da Tom Kaulitz in persona, la nostra Mary lo compatisce!
Non ero niente, ai suoi occhi, perché non possedevo uno status universale [Un cosa?] […], e tutto ciò che lei vedeva era un giovane un po’ bizzarro come ne aveva visti a milioni [A milioni!?], e via di seguito.
Il povero Tom non se n’è accorto ma l’alcool gli ha mandato in pappa quei due neuroni che erano sfuggiti al congelamento.
Lei, che pur conosce perfettamente il tedesco, si limita a fissarlo: forse è shockata dalla scoperta che Tom Kaulitz è la cugina segreta di Britney Spears.
Mary prova anche a mettere fine alle sue sofferenze trafiggendolo con gli occhi! Purtroppo (per lui, per noi) fallisce. Cara, se gli avessi dato una forbice almeno si sarebbe tagliato i rasta, così, giusto per coronare la crisi esistenziale.
Vedeva la persona, non il personaggio, scrutava i difetti, non i pregi, e non era un dio che stava fissando, ma semplicemente un ragazzo. […]
Forse aveva ragione.
[Concedetemelo: O.o]

E lui che fa? L’ignora? Le sputa in un occhio ed ordina un quinto bicchiere di "lakka"? Se ne va dopo averle dato un pugno in faccia? Mi andrebbe bene anche un "la sbatte sul tavolo e la bacia violentemente". E invece no!
Tom resta immobile accanto a lei con una voglia […] di lasciarmi insultare liberamente [Così scoprimmo che Tom è masochista…] solo perché mi piaceva la sua voce calma e saputa e quel suo modo di tenere il bicchiere tra l’indice e il medio, […] come se un po’ la disgustasse quello che c’era dentro [E te pareva. Se non arriccia il suo nasino da Mary Sue non è soddisfatta].
Da notare, la tipa non apre bocca (o almeno non ci è dato saperlo) se non per insultarlo; questi sono tutti viaggi mentali del nostro chitarrista.
Non capisco bene dove Tom legga la sfida nell’atteggiamento di lei, ma decide di stare al gioco. Non sia mai che il prode Kaulitz getti la spugna, soprattutto di fronte a un frutto proibito!
Il sipario si chiude sulla profezia di ustioni di quarto grado a danno del povero Tom, naturalmente.

Ora: a parte l’uso improprio di alcuni vocaboli, la grammatica e l’ortografia reggono, quindi la ficcy in questione è di -molti- gradini sopra alle sue consorelle. La pagina è pulita, la lettura non viene intralciata da discutibili faccine, nemmeno nel disclaimer o nel commento finale dell’autrice.
I problemi giungono con la trama.
Tom è presentato come un amante dell’alcool e del gentil sesso, che normalmente considera solo in funzione ai suoi bisogni sessuali. Fin qua, nulla da ridire, è abbastanza in linea con la comune credenza.
L’autrice afferma che Tom ha raggiunto una certa fama, quindi suppongo che abbia almeno diciassette anni. Nel caso sia minorenne (ma anche se non lo fosse…) dubito che David lo lasci uscire -da solo!- di notte con venti gradi sotto zero all’esterno, non tre giorni prima di un concerto. Ma freghiamocene dei manager/tutori e passiamo ad un altro piccolo dettaglio: i Tokio Hotel, famosi ormai in "tutto" il mondo, per conquistare il pubblico finlandese partono da una piccola cittadina dove nessuno li conosce?! Io avrei puntato alla capitale, per lo meno. David, stai invecchiando.
Continuiamo.
Credo che non fosse davvero intenzione dell’autrice creare una Mary Sue, almeno a giudicare dal fatto che la divina fanciulla ha qualche difetto (ovviamente per vestiti e trucco non ci vuole molto a rimediare), ma qualcuno mi sveli il suo perché nella storia! Insomma, basta un’occhiata sprezzante (magari il barista ha solo dimenticato la menta nel suo drink) e puff! partono le seghe mentali?
Personalmente non butterei via una serata a "lanciare invettive" su uno che disprezzo o, se lo facessi, poi non inizierei a parlare con lui di frivolezze o altro! E visto che siamo in argomento, il "parlare" ("reden", il titolo). Cosa si dicono, esattamente? E, qualcuno mi illumini, cosa gli dice lei per insultarlo?
… E tanto meno mi metterei a raccontare la mia vita a una perfetta sconosciuta che mi ha guardato come se fossi un povero idiota e che, per quanto ne so, potrebbe essere una giornalista in cerca di uno scoop. Non critico il Tom complessato – abbiamo tutti diritto alle crisi esistenziali, soprattutto se hai passato l’adolescenza sotto i riflettori -, ma ha proprio bisogno di farlo sapere in giro? Tom sembra più che cosciente della sua posizione e del fatto che nel suo mondo basta un passo falso per rovinarsi. Ti pare che potrebbe esplodere e sfogarsi con una qualsiasi ragazza incontrata per caso?
In poche parole: quello che vorrei capire è se la ragazza compare in funzione della crisi di Tom o se la crisi di Tom arriva in funzione della ragazza.
Attendo il secondo capitolo per eventuali chiarimenti.

Ruka