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Lady Draco Awakens

Giacobini, giacobine, coinquilini burloni: benvenuti allo speciale di Natale di Fastidious Geographic, che siamo certi apprezzerete come i fan di Star Wars hanno apprezzato questo.

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Esiste davvero, anche se persino gli attori si ostinano a negarlo. Lucas non si vergogna di Jar Jar Binks, ma di questo sì.

Bel tentativo, ma le porte sono chiuse dall’esterno. Tornate a sedervi prima che vi schianti tutti.

Ecco, bravi. Dicevamo, la puntata di oggi è Bodyguard, di fefi97. Potete trovarla qui:
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3271438.

Tecnico, le luci!

Tanto tempo fa, in una galass– no, scusate. Sbagliato incipit.
Tanto tempo fa, in un passato senza magia (in cui però alcuni uomini a caso possono restare gravidi; non ci è dato sapere come), Draco è sposato con il conte Nott, un matrimonio profondamente infelice. Nott vuole un erede, un erede maschio che gli permetta di accedere al trono. Quando Draco rimane gravido,Nott, per la sicurezza del nascituro assume il capitano Potter come guardia del corpo di Draco.

Ovviamente noi, zoccole frigide e scafate, sappiamo già che sarà Draco a montare la guardia. Nott, che ha letto molte meno ficcy di noi, non ha invece la minima idea di star prenotando un elegante palco di corna.

Convocato Harry, Conte Nott di Casa Baratheon gli spiega la situazione.

-Mio zio, il re, è vecchio e senza eredi. I suoi fratelli, Vincent e Gregory, sono dei totali idioti, del tutto inabili a governare. Gli unici candidati possibili per il trono siamo io e mio fratello maggiore Marcus che, sfortunatamente- e il conte velò la parola di sottile ironia – ha sposato una donna che sembra irrimediabilmente sterile. […] – Il popolo vuole stabilità, capitano Potter, è terribilmente spaventato dai vuoti di potere, ed è mia opinione che il consiglio del re affiderà la corona a colui che per primo sarà in grado di dare un erede alla nazione.

Nel corso dell’incontro, Harry continua a pensare che vorrebbe tanto avere Hermione con sé, e fa bene: Hermione ci metterebbe un nanosecondo a fargli sapere che Nott non ha per nulla chiaro il funzionamento delle successioni dinastiche. Passi per i fratelli deficienti, che in effetti si possono tagliare fuori per manifesta incapacità, ma il trono andrebbe comunque al maggiore dei due nipoti, figli o meno. Poi, morto anche lui senza eredi, andrebbe al fratello minore. O al di lui figlio, se nel frattempo il suddetto fratello minore dovesse aver tirato le cuoia.

Il nostro esperto concorda?

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Si ringrazia l’Unico Vero Re di Westeros – che, contrariamente a quanto si mormora, NON HA bruciato la figlia – per la conferma.

-Suo marito è a conoscenza di questo, Milord? – domandò comunque Harry […]
-Mio marito è una delle principali ragioni per cui voglio una guardia del corpo, Capitano. Draco è troppo imprudente e indipendente, rischia di mettere a rischio [rischio al quadrato] questa già delicata gravidanza. Se lei accetterà l’incarico, oggi stesso la presenterò a mio marito in modo che possiate cominciare ad abituarvi l’uno all’altro. –

Vabbe’, Nott, dillo che li shippi anche tu! Siamo al livello di Silente che papponeggia costringendo due persone che si detestano a passare del tempo insieme per far sbocciare l’ammoreh. Le vuoi proprio, ‘ste corna.

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Foto d’archivio del Conte Nott.

Harry intuisce che Draco potrebbe non gradire la sua presenza, e Nott gli fa sapere subito che lui, dell’opinione di Draco, se ne fotte: del resto, Draco è buono solo per fare figli. Che, speravate di aver schivato questo clichè? Illusi.

Trattenendosi a malapena dallo sfancularlo, Harry sta per andarsene quando, improvvisamente, un paio di neuroni fanno contatto e gli viene in mente una domanda intelligente.

prima ha detto che suo marito è di nuovo gravido. Non ha già l’erede che tanto desidera? –
Harry rimase quasi sconvolto nel notare l’odio puro che corrose i tratti del conte […]
-Una femmina – sputò infine, con estremo disgusto.

Nott, amore della zia. Se le successioni funzionassero come dici tu – e no, non funzionano così, ma ammettiamolo per ipotesi – una figlia femmina ti sarebbe comunque sufficiente. Gli zii cerebrolesi sono esclusi a priori; tuo fratello non ha figliato e, a quanto pare, non lo farà in futuro (causa moglie sterile). Una figlia è meglio del nulla cosmico; sul trono inglese, in mancanza di eredi maschi, le donne ci salivano eccome anche ai tempi andati. Per ora il lasciapassare per il trono lo avresti già, batacchio o meno. Non hai motivo di schifarla tanto.

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‘Sup, bitches.

Ma il nome della pargola non è Elizabeth, bensì Lilian. Alla notizia, Harry rimane folgorato e accetta l’incarico.

-Perfetto, Capitano. Permetta allora che le presenta mio marito, dovrebbe trovarsi al piano di sopra, in questo momento. –
Harry annuì, lo sguardo vuoto e i pugni che tremavano leggermente, chiedendosi se non si fosse appena andato a ficcare in un enorme guaio.

Di sicuro, entro la fine di tutto questo, qualcosa verrà ficcato da qualche parte. Cosa e dove lo possiamo benissimo immaginare.

Nel secondo capitolo, veniamo a sapere che il cavallo di Draco è stato trovato con le zampe fratturate. Nott sospetta che sia opera del fratello Marcus, che chiaramente capisce il funzionamento delle successioni dinastiche male quanto lui e lo considera davvero una minaccia.

Nott fece una smorfia. -Chi altro se non lui potrebbe avere interesse a che Draco cada da cavallo? Non so come, ma sono convinto che sia venuto a sapere del bambino o che perlomeno sospetti che stiamo provando ad averne un altro.

Certo che, se spezzare le zampe a cavalli a caso è il piano malvagggio per far abortire Draco, questo Marcus si potrebbe tranquillamente escludere dalla linea di successione per manifesta imbecillità insieme agli zii. Se un cavallo ha piú zampe fratturate si vede: zoppicherebbe o sarebbe direttamente a terra, e nessuno sano di mente ci salirebbe sopra lo stesso. Non è proprio come sabotare i freni di un’auto, eh.

Mentre Nott va a controllare lo stato del cavallo, Harry ode una risata e va ad investigare. Si trova davanti, oltre ad un’improbabile McGranitt in versione governante, una scena zuccherosa da far venire il diabete.

C’era un ragazzo biondo al centro della stanza, gli dava le spalle, ma in braccio teneva una bambina sui cinque anni e la faceva volteggiare in aria ruotando velocemente su se stesso, i lunghi capelli neri di lei che si mescolavano con quelli biondi di lui, la sua risata gioiosa e bambina che invadeva l’aria.

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I capelli che si mescolano e invadono l’aria hanno un che di inquietante. Ora Lilian me la immagino così.

Estasiato dalla scena smielata, per nulla inquietato dai capelli che si mescolano, Harry si ritrovò a sorridere e appoggiò la spalla allo stipite della porta, per poter osservare meglio la scena.

– Mon petite fleur, je t’aime, mais tu le sais, n’est-ce pas, Amour? – mormorò il ragazzo con una dolcezza quasi insostenibile, mentre baciava su tutto il volto la ridacchiante e scalciante bimba.

Cosa che dovrebbe riempirgli la bocca di capelli, visto che un momento fa svolazzavano e si mescolavano a caso.

Mentre Harry si ingrifa nell’ascoltarlo parlare in francese, la McGranitt versione governante sbotta di non sopportarlo. Cosa strana, considerato che saper parlare francese era praticamente obbligatorio per qualsiasi nobile europeo. Forse non sopporta di sentirlo parlare male, visto che dalla regia mi dicono che Draco ha toppato l’aggettivo possessivo all’inizio della frase.

Dopo un altro po’ di melassa direttamente in vena, Lilian e Draco si rendono conto della presenza di Harry. Sapendo che la sua vita potrebbe essere in pericolo, Draco prende sorprendentemente bene il fatto di trovarsi di fronte uno sconosciuto armato in casa sua.

-Sei per caso qui per uccidermi? – domandò il ragazzo in tono sarcastico, indicando con una mano la spada di Harry, un po’ di nervosismo a sporcargli comunque la voce. – No, perché mio marito non credo ne sarà felice. – continuò inarcando un sopracciglio e condendo l’affermazione con palese ironia.

Il Draco che conosciamo avrebbe iniziato ad indietreggiare e declamare le cose orribili che suo padre il GoS potrebbe fare ad un eventuale aggressore nel caso gli torcesse anche un solo capello, essendo fondamentalmente un codardo. Qui, invece, non sembra nemmeno troppo preoccupato per l’incolumità dell’amatissima Lilian.

Harry ha comunque il tempo per trovare Draco estremamente gnocco prima che Nott faccia la sua comparsa, puntuale come la prozia che urla “Tombola!” quando a te manca un solo numero su ciascuna cartella.

Avanti, ne abbiamo tutti una. Non posso essere la sola. Mi rifiuto di accettarlo.

Affidata la bambina alla governante, la coppia di sposi inizia a litigare come… be’, come una coppia di sposi.

-Ti ho detto mille volte che non voglio che usi il bambino per sminuire Lily! – esclamò, furioso.
Nott ricambiò lo sguardo, imperturbabile – E io ti ho detto mille volte che non voglio che parli francese con lei, che non devi affaticarti e non devi prenderla in braccio, ma non mi sembra tu mi abbia mai dato retta.- replicò, calmo ma deciso.
Draco fece per aprire la bocca, ribelle, ma Nott lo interruppe con uno spazientito svolazzamento [non un cenno, uno svolazzamento. Praticamente sta scacciando mosche] della mano.
-Ad ogni modo, lascia che ti presenti Harry James Potter, Draco, Capitano delle guardie del re.

Ah, giusto. Nella sua immensa astuzia, Nott ha affidato questo compito segretissimo al capitano delle guardie del re. Che chiaramente non si chiederà affatto per quale motivo il suo capitano delle guardie non sia piú a palazzo. Nessuno a corte lo noterebbe. E, se mai qualcuno dovesse notarlo, mai penserebbe di chiedersi dove minchia se ne sia andato. È cosa nota che, se sei il capitano delle guardie reali, hai tutto il tempo del mondo per lavorare da freelance senza che nessuno lo noti.

Draco, prevedibilmente, non prende affatto bene la notizia di una guardia del corpo. Ma noi, perfidi membri della setta a delinquere, siamo maliziosi per natura e ci immaginiamo benissimo quanto bene prenderà altro in futuro.

Io, invece, mi prendo una fetta di pandoro. Concedetevela anche voi. Dopo questo, direi che– che dicono in regia? Tredicesima? Certo, certo. Nel duemilacredici. Prendetevi il pandoro e ringraziate, plebei.

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Il panettone no. Il panettone è bleah.*

 

*Dalla cabina di betaggio, Harl si dissocia fermamente. Ma tanto ho ragione io.

Approdo della Mary Sue

Signore e signori, giacobini e giacominkia, massa informe ripiena di cotechino, buonasera e buon anno! Benvenuti ad una nuova puntata di Fastidious Geographic. A causa di un piccolo incidente con l’Altofuoco, il galeone che abbiamo lasciato ormeggiato alla Baia delle Acque nere è ormai un ex galeone. Ma non preoccupatevi, una carissima signora vestita di rosso ci ha promesso un passaggio, gentilmente offerto da un tizio di nome R’hllor. In cambio abbiamo solo dovuto darle un paio di cameraman. Tanto possiamo farne a meno.

Mentre preparano la pira, approfittiamo della permanenza a Westeros per ammirare questa perla, gentilmente offerta da mrsfassfox.
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=2641793&i=1%5Dwww.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=2641793&i=1
Ci troviamo ad Approdo del Re, dove un’inedita sorella di Margaery si sta recando per assistere al matrimonio della sorella con re Joffrey il Sociopatico. Facciamo subito conoscenza con questo originalissimo personaggio.

Era sempre stata la pecora nera della famiglia, la ribelle, colei che non aveva fede negli dei o nelle casate, ma semplicemente nelle persone, almeno, cercava di trovarla.
Sorpresona, proprio.

Alyssa è la bastarda di casa Tyrell, ma non era una semplice bastarda. E te pareva. No, la nostra Alyssa è un fiocco di neve speciale perché nelle sue vene scorre del sangue Targaryen. Cosa che non dovrebbe renderla particolarmente gradita a corte (già il fatto di essere una bastarda basterebbe a farla schifare da tutti alla Fortezza Rossa: manco Ned Stark si è voluto portare il figlio bastardo a corte!), ma c’è di più. Il sangue Targaryen non le viene certo da qualche cugino di terzo grado della vecchia famiglia regnante: non sarebbe abbastanza faigo. Chi è stato, dunque, a fornire il DNA necessario a creare questa piaga?

Era nata dall’amore impossibile ma passionale di Mace Tyrell e Rhaella Targaryen.
Ora.
A parte il fatto che viene difficile pensare ad “amore passionale” guardando ‘sto tizio, la domanda sorge spontanea: come ha fatto il nostro barilotto ad ingravidare la regina, a prendersi la figlia e a non farsi mettere alla griglia? No, perché mi riesce difficile immaginare il Re folle che porta senza problemi più corna dello stemma dei Baratheon. L’avranno fatta passare per figlia sua? Ma allora perché non è stata fatta secca durante il saccheggio di Approdo del Re, insieme a TUTTI i Targaryen su cui sono riusciti a mettere le mani (ed Elia Martell, diciamo il nome se no Oberyn s’incazza)?

Ma che ce frega, ma che ce ‘mporta. Cioè, a noi fregherebbe, specie se l’oste ar vino cià messo l’acqua. Però niente spiegazioni. La tizia esiste, Mace non è stato messo alla graticola per aver ingravidato la regina e anzi, ha potuto avere e crescere la sua bastarda. Crescendola male, perché la nostra eroina, nel tentativo di sembrare ribbbbelle, si dimostra subito una cafona.

Arrivata ad Approdo del Re, trovò ad attenderla un ometto, con una cicatrice sul volto, che la guardava incantato (Tyrion, ripijati). Si schiarì la voce e la aiutò a scendere dalla carrozza.
Grazie, ma non ho bisogno dell’aiuto di un uomo.” Disse Alyssa rifiutando la mano del piccolo uomo.
Lo dicevo, che è ‘na cafona.

Ma Tyrion non si scompone (effettivamente ha avuto a che fare con gente peggiore), si presenta e da parte del re Joffrey le do il benvenuto ad Approdo del Re. Perché notoriamente qualsiasi bastardo di passaggio, oltre ad essere invitato alle nozze del re, riceve anche il benvenuto personale da parte del suddetto re tramite il di lui zio.
Ellaria Sand puzzava, sarà per questo che lei l’hanno schifata.

Data prova della propria cafonaggine, Alyssa non perde tempo a sfoggiare anche un’imbecillità che ha dell’epico, roba da far vergognare Ned e Robb Stark.

Ah, Joffrey Baratheon, mia sorella non ha mai avuto buon gusto nel scegliere uomini virili.”
A parte il fatto che lei non ha scelto nulla (Renly è morto e il re sul trono quello è, se si vuol fare l’alleanza quello le tocca), che cosa intelligente da dire in casa di uno psicopatico che sarebbe il re. A rigor di logica, questa ad Approdo del Re non dovrebbe durare un giorno.

Tyrion non se la passa molto meglio.
A quell’affermazione Tyrion rimase perplesso (e lo credo, trovarsi davanti un’aspirante suicida deve fare effetto), non era il solo a pensare che Joffrey non fosse adatto per essere un buon re.
A dire il vero lei ne ha commentato solo la virilità, eh, e di solito un regno non si governa col pene (Robert ci ha provato, e guarda che casino). Ma, Tyrion, ad Approdo del Re nessuno pensa che Joffrey sia adatto a fare il re. Nessuno tranne, be’, Joffrey. Manco sua madre, e pazienza se ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia. Solo che di solito sono un po’ più intelligenti di questa tizia e hanno voglia di tenersi la testa sulle spalle, ergo non vanno a declamarlo al mondo. Ned Stark docet.

Prevedibilmente, i due cominciano a passeggiare e a parlare del più e del meno. Nel senso che Alyssa blatera e Tyrion annuisce.

Sì, anche se venire qua, penso sia stato un grosso sbaglio. Ad Approdo del Re la gente è abile solo in due cose: uccidere e mentire. Non me ne vogliate signor Tyrion (signor Tyrion, meravigliosa. Tanto vale chiamarlo ragionier Tyrion o commendatore, nel contesto stona uguale), ma io con gente avara (… avida?) di potere non voglio averci a che fare.”. Disse Alyssa dura.
L’ipotesi si tratti di un’aspirante suicida mi pare sempre più fondata, se va parlando così al primo Lannister che incontra ad Approdo del Re pur avendo capito come funzionano le cose. (O vinci o muori, ma di solito muori.)

Chiacchiera che chiacchiera, Alyssa ha sete e i due finiscono in un ostello che si rivelerà essere un bordello. Sente i rumori di un’orgia, apre la porta e rimane imbarazzate nel vedere, pensate un po’, un’orgia.
Sempre più acuta. Tutta suo padre.

Tra i partecipanti abbiamo, ovviamente, Oberyn Martell, che immediatamente si rivolge alla nostra eroina.
E tu meravigliosa creatura, chi saresti?”
Meeeeravigliosa creatuuura, sei sola al mooondo
Meeeeravigliosa pauuuura…

Siparietti musicali a parte, la nostra Alyssa deve essere presentata a Oberyn. Ed ecco il colpo di scena. Avete presente tutta la palla sui bastardi che hanno un cognome predefinito a seconda di dove sono nati/dove vivono? Snow al Nord, Flowers all’ Altopiano, Rivers nelle Terre dei Fiumi, Sand a Dorne eccetera? Avete presente tutte le pippe mentali di Gionsnò che boohoo, non è uno Stark? Avete presente la logica?

Dimenticatela.

La bellezza dei sette regni, Alyssa Tyrell Targaryen.”

Si ringrazia il Re Oltre la Barriera per la sua pacata opinione.

Capito, signori? Questa non solo si prende il cognome del padre, ma pure quello della madre, in bundle. Perché? Perché boh. In teoria l’unico modo per un bastardo di essere legittimato ad usare il cognome paterno (e SOLO paterno, quello materno non contava una mazza) sarebbe per regio decreto, ma
a) a quel punto sarebbe figlia legittima e non una bastarda, come viene definita dall’inizio
b) fatico ad immaginare Robert Baratheon che legittima una bastarda Targaryen nata dalla precedente regina (ergo con possibili pretese sul trono una volta legittimata).
Bastarda Targaryen che, ricordiamolo, viene accolta ad Approdo del Re come una lady. Ariperché? Ariboh.

Dalla stanza uscì Oberyn, ma questa volta con una tunica oro con lo stemma della sua casta, un sole.
Lady Alyssa, ho sentito tanto parlare di voi.”
La gente parla troppo.” Disse fredda.
Beh ma di voi cosa c’è di male da dire? Siete bellissima, forte e Targaryen.”
No, ma continuiamo a sottolinearlo. Sarebbe solo la Casata a cui il, ehm, padre del re ha tolto il trono tentando poi di sterminarli fino all’ultimo. E comunque sì, Oberyn interrompe l’orgia apposta per dire ‘ste due cazzate alla tizia (nel caso non si fosse capito, lei è speciale) e per chiederle se sarà al matrimonio. Poi, grazie a Dio, Ellaria se lo riporta a letto.

I due salirono su di una carrozza e iniziarono a chiacchierare molto, c’era una strana sintonia e un legame tra loro, sembrava che si conoscessero da anni.
Tyrion, non per gufare, ma l’ultima volta è finita maluccio.
Sai Tyrion, sei davvero simpatico ed intelligente, spero solo che tu non sia anche un traditore.” Disse Alyssa.
Ah, e ci pensa adesso, dopo avergli spiattellato tutte le sue opinioni sul re sociopatico prima ancora che avesse finito di dire il suo nome?
Perché pensi questo?”
Mi sono stancata di essere tradita dalle persone che mi circondano.”
Di sicuro non hai imparato una sega.

Durante la cena tra Tyrell e Lannister, Alyssa dovette presentarsi ai Lannister.
Perché ai Lannister di questa bastarda dovrebbe fottere qualcosa.
Nel tavolo di fronte al suo c’erano proprio tutti: Tywin, Cersei, Jaime, Tommen, Myrcella e Tyrion.
Joffrey no, sta giocando ai pupazzetti con le teste sulle picche. In compenso abbiamo Myrcella, che dovrebbe essere a Dorne e invece no, rieccola qui senza motivo.
Provava molto disgusto per quelle persone, tranne ovviamente per Tyrion.
Così, anche i bambini. Tranne Tyrion, ovviamente, e non si sa per quale motivo: lo ha incontrato due ore fa e ha detto di non poter manco dire per certo che non sia un traditore (traditore de che?) pure lui!

Piacere di fare la vostra conoscenza, il mio nome è Alyssa Tyrell Targaryen.”
No, a rigor di canon dovresti chiamarti Alyssa Flowers. Al limite Alyssa Waters se sei nata ad Approdo del Re.
Ah, la bastarda.” Sussurò Cersei.
Finalmente qualcuno che non ha perso del tutto il senso del canon e si chiede che ci faccia qui ‘sta tizia.

Applausi in sala, prego

Lord Tywin si alzò e le porse i suoi saluti.

No, non così, purtroppo. So che ci speravate (e che la ficcy ne avrebbe improvvisamente guadagnato), ma niente: Tywin mostra preoccupanti segni di demenza senile e, non pago di darle ufficialmente il benvenuto, mette il figlio maggiore a sua disposizione senza una ragione logica.
“Benvenuta ad Approdo del Re, lady Alyssa. Se le servirà una guida può sempre far riferimento a mio figlio Jaime Lannister.” Tywin indicò Jaime che sembrava scocciato dalle parole del padre.
E lo credo bene, degradato da guardia reale a guida turistica per una bastarda a caso.
Tyrion, non è nemmeno arrivata che già le hai fatto la corte?” Cersei si divertiva a umiliare il fratello.
A dire il vero sta constatando l’ovvio. Finora Tyrion ha fatto uno splendido lavoro nell’umiliarsi da solo.

Dopo cena la Bestia mostra la biblioteca a Belle, che ne rimane incantata e… no, scusate, sbagliato storia. Dicevo, Tyrion mostra la biblioteca ad Alyssa, che ne rimane estasiata.
Ho pensato che una donna colta come te amasse leggere.”
In nessun momento di questa tortura medievale travestita da ficcy hanno parlato di libri o cultura, ma se lo dice lui ci credo.

A fine capitolo veniamo informati, con tanto di foto, che Alyssa La Bastarda Tanto Figa Da Avere Due Cognomi Alla Faccia Tua Jon ha il volto di Megan Fox. Al posto della Fox mi offenderei alquanto.

Nel secondo capitolo, dopo una passeggiata con Tyrion e chiacchiere sullo squallore del matrimonio combinato (benvenuta nel medioevo, baby), Alyssa Fox dimostra di essere tutto meno che una volpe, o quantomeno di star corteggiando la morte con una certa insistenza.
Quando si presentò al banchetto la maggior parte degli invitati era seduta, che beveva e discuteva felicemente. Quando arrivò si girarono tutti a guardarla, Alyssa vedeva nei loro sguardi un accenno di scandalo: stava indossando un vestito nero e rosso, per una volta avrebbe voluto far uscire la Targaryen che era in sé, che tanto faceva stupire e scandalizzare gli altri e intimorire i nemici.
Guarda, amore della zia, non credo nessuno ti calcoli abbastanza da considerarti una nemica. E ti conviene sperare che le cose restino così. Olenna, miseria ladra, ma non hai insegnato proprio nulla a ‘sta nipote illegittima?

Riciccia fuori Oberyn, che presente Ellaria ad Alyssa.
Lady Ellaria, lei sarebbe la sua compagna?” chiese Alyssa.
Unioni di fatto a Westeros.
“Ah ah ah, no sono una bastarda non c’è bisogno di chiamarmi così. Io e Oberyn siamo, ecco…” non concluse la frase perché continuò Oberyn.
Lei è la mia amante.” Rispose Oberyn.
Alyssa continuava a non capire cosa fossero davvero quei due insieme.
Ma se ti ha appena detto che è la sua amante, e li hai pure beccati a prendere parte ad un’orgia… vuoi un disegnino?

Oberyn congedò Ellaria e fece capire a Tyrion di andarsene.
Lady Alyssa?” chiese Tyrion, quasi come se non volesse lasciarla nelle mani del perverso e diabolico Oberyn.
Il perverso e diabolico Oberyn sarebbe uno dei pochi personaggi maschili a Westeros che considerano lo stupro una cosa aberrante e inaccettabile, eh. Mi sentirei più tranquilla sola in sua presenza che col 99% della popolazione del continente. A meno che non gli abbia fatto qualche dispettuccio tipo stuprare la sorella, ammazzarla e ammazzarne i figli.
Lady Alyssa non deve sentirsi minacciata da me, fidatevi, sarei l’ultima persona di cui doversi preoccupare.”
Ecco, appunto.
Beh, la fiducia si conquista con il tempo.” Risposi.
Se sei Tyrion Lannister bastano dieci minuti e quattro chiacchiere.

Chiacchiera chiacchiera, Oberyn fa un pippone su quanto belli siano i suoi occhi e praticamente la invita ad unirsi alla prossima orgia. Alyssa rifiuta (ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che non è una persona sveglia) e Oberyn rimase colpito da quelle parole, quasi fossero una sfida che avrebbe voluto a tutti i costi vincere.
Ed io che pensavo avesse altre bazzecole su cui concentrarsi. Tipo, che so, vendicare una sorella violentata e uccisa e i di lei figli.

La ficcy prosegue con la morte di Joffrey, l’arresto di Tyrion, Oberyn e la tizia che trombano come ricci (e meno male che ci voleva tempo per conquistarne la fiducia!).
La puntata si chiude qui, penso che il tecnico delle luci sia appena morto fulminato. Che seccatura, questo era quasi nuovo.
Proseguite l’esplorazione da soli, e buon 2015!

Disney’s A Game of Thrones

Giacobini, giacobine, membri della setta-a-delinquere e culi, nuove leve, donnacce di pessimi costumi ed esseri dal sesso incerto (ciao, Skeight!), buonasera e benvenuti alla puntata di Natale Fastidious Geographic. A ognuno il suo: ai Whovians un episodio speciale di Doctor Who, a noi sgualdrine frigide (la cui acidità, come abbiamo di recente appreso, è nota a tutto il cyberspazio) la recensione di Natale. Perché, come disse Hannibal Lecter, a Natale si è tutti più buoni.

Allacciate la cintura, perché in questa puntata lasceremo il pur interessante habitat di Sue e trame improbabili che la cara vecchia Hogwarts ci offre e andremo a visitare un luogo ben diverso: il continente di Westeros. Quindi avanti, tutti a bordo del veliero gentilmente messo a disposizione da Durmstrang. Non allarmatevi durante l’inabissamento, per cortesia, è così che si viaggia da queste parti. Ecco, bravi, così… e riemergiamo nella baia delle Acque Nere. Visto, non era poi così difficile: abbiamo perso solo una mezza dozzina di persone. Che volete, la piovra gigante esige un pedaggio, quindi non state a fare i sindacalisti. Ringraziate di essere tra i fortunati che ce l’hanno fatta e godetevi questa perla: A Lannister Always Pays His Debts, di Nina Lannister. Il fandom, nel caso non si fosse capito, è Il Trono di Spade.

Ordunque, la guerra per il Trono di Spade è finita da sette anni. Lasciandosi dietro una scia infinita di morti illustri, direte voi, memori delle tendenze sadiche del caro vecchio Martin. E invece no: a quanto pare una buona fetta dei personaggi principali è viva e vegeta. Il che, essendo finita la guerra dei Cinque Re, pare strano: non è che Cersei se ne fosse uscita con quel “o vinci o muori” tanto per il gusto di fare una battuta figa. Sarete perplessi: lo ero anch’io. Ma non preoccupatevi, andando avanti lo sarete sempre di più.

Apprendiamo così che Joffrey Baratheon era stato legittimato a sedervici [si parla del Trono, eh!] quando aveva sconfitto Stannis, con il lauto intervento del Primo Cavaliere Tywin Lannister [in sostanza il nonno ha fatto tutto mentre lui si grattava il culo, come al solito], e dopo aver sottoscritto un armistizio con Robb Stark. La pace era tornata nei Sette Regni.

Già dalle prime righe il nonsense impera. In poche parole ci viene detto che:
– personaggi da nulla come i Greyjoy e tutti i simpaticoni delle Isole di Ferro, Daenerys Targaryen e i suoi draghi, Popolo Libero ed Estranei sono spariti. Puff. Svaniti nel nulla. Evaporati. Perché chiaramente l’unica minaccia per il regno di Joffrey erano Stannis e Robb: tolti loro, tutto a posto.
– Joffrey Baratheon (troverete la sua foto sul dizionario accanto alla voce ‘sociopatia’), quello che “sono dei traditori, nessuna pietà, ammazziamoli tutti!”, ha accettato un armistizio. Perché?

La risposta arriva subito: a bersi il cervello non è stato Joffrey (che sarebbe comunque morto di sete). È stato Robb.
Il Nord aveva ricevuto la sua indipendenza, sebbene fosse ancora formalmente sotto il controllo della corona
Cioè è tornato tutto esattamente come prima: il signore di Grande Inverno a regnare sul Nord, ma a sue volta soggetto al controllo del re. Quindi la guerra è stata una gran perdita di tempo, magari Robb voleva solo avere un po’ di compagnia mentre portava Vento Grigio a spasso. Ma sì, movimentiamo un po’ le cose, inventiamoci uno slogan figo… Re del Nord, dite? Suona bene! Ma mica facciamo sul serio con ‘sta storia dell’indipendenza, eh! Giusto un po’ di casino e poi tutto come prima, me ne torno a casa a fare il lord. Sì, mi hanno decapitato papà, ma in fondo ‘sti cazzi.
Suona familiare.

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Si ringrazia Capoh per il lavoro di photoshop

Insomma, Robb è solo un allegro cazzone. O così o è profondamente deficiente. Ancora più di quanto non lo sia in canon, intendo.
… Gente, non guardatemi così: voglio tanto bene agli Stark, ma che né Eddard né Robb fossero proprio due volpi artiche era chiaro più o meno dall’inizio.

Intanto, l’Estate era ritornata a fiorire dopo un solo Inverno poco duraturo e poco glaciale.
E via, ecco liquidate così svariate migliaia di pagine passate a frullarcele con questa storia dell’Inverno che arriva, degli Estranei, del Re oltre la Barriera, del Popolo Libero, gente copritevi che mo’ fa freddo, ora arriva, aspettate un attimo, tirate fuori le sciarpe, giuro che mo’ arriva.

Dopo questa sequela di cazzate introduzione, ecco che la narrazione si focalizza su Sansa.
Sansa avrebbe potuto far ritorno al Nord, dai suoi fratelli e da Arya.
A dire il vero, da un fratello e basta. Posso immaginare che Arya sia riuscita a riunirsi alla famiglia una volta tornata la pace, ma con Bran e Rickon la cosa è più complicata: dal momento che Jaime nella storia è già monco canon vuole che Grande Inverno sia già stato raso al suolo e, di conseguenza, i due Stark più piccoli se ne siano entrambi andati a zonzo per il mondo.
Magari Rickon sarà stato riportato alla famiglia, ma Bran se n’è andato in Culandia oltre la Barriera e sarebbe bello sapere come diavolo lo hanno recuperato. A proposito di Barriera: no, nessuna notizia nemmeno di Jon Snow. Inutile chiedere a lui lumi sullo stravolgimento in corso a Westeros, comunque: con ogni probabilità non sa un cazzo di niente.

Tornando ad Approdo del Re, apprendiamo che Joffrey e Margaery sono sposati e hanno già un erede, Jams. Nome discutibile, ma dal momento che il caro vecchio Martin ha dato ai suoi personaggi nomi anche più improbabili (tipo Chett, che un giorno qualcuno mi dovrà spiegare) per questa volta transeat.

Il nostro Jams ha, ovviamente, capelli biondi e occhi verdi (i Tyrell non sono portatori di geni e sfornano solo cloni altrui) e a soli cinque anni prometteva di essere un vero Lannister.
Il che, considerato che Margaery è di nuovo incinta, potrebbe essere un problema. Altezza, se viene fuori una bimba speditela subito da qualche altra parte; ovunque purché lontana dal pargolo. Credetemi, è meglio così.
Ancora ignara del sesso del nascituro, Margaery è radiosa. Chiunque la osservasse, scorgeva in lei una gioia e un brio tali da ispirare ogni Lady all’interno della Fortezza Rossa.
Soprattutto Cersei.

Ma Margaery non è la sola nella Fortezza Rossa ad essere in dolce attesa: anche Sansa lo è.
Cazzo ci fa Sansa a Roma ladrona ad Approdo del Re a guerra finita? Tirate a indovinare.

Il matrimonio con Lord Tyrion Lannister non era ancora stato consumato, grazie alla bontà di cuore di suo marito, e la ragazza pura e casta avrebbe potuto risposarsi con un altro signore. Robb in fondo l’aveva pregata di farlo sette anni prima.
Più che di sposarsi subito con un altro signore penso che Robb le avrebbe chiesto di sfanculare i Lannister e tornare a casa, che ad eventuali matrimoni ci avrebbero pensato dopo.

Insomma, Sansa ha la possibilità di annullare un matrimonio che nessuno dei due voleva nella maniera più assoluta; eppure quando l’aveva guardato negli occhi, dinanzi a suo padre, a sua sorella, a suo fratello e ai suoi due nipoti, non aveva avuto cuore di lasciarlo.
Tengo a ricordare ai telespettatori che Tyrion aveva tanta voglia di sposarsela quanto di infilare l’uccello nelle fauci di un Metalupo. Dubito che non avere più attorno una moglie che lo ha sposato perché costretta lo ucciderebbe.
suo marito, seduto dinanzi al tavolo delle trattative, era sobbalzato sul posto, aveva sgranato gli occhi e l’aveva guardata come se avesse appena pronunciato un’assurdità.

Forse perché è esattamente quello che hai fatto, Sansa cara. Tyrion è buono e caro, ma
– tu non lo ami e lo hai sposato perché costretta
– lui non ti ama e ti ha sposata perché costretto
– la vita coniugale fin qui è stata deprimente per tutti e due
– il matrimonio è ormai inutile: vi siete dovuti sposare durante la guerra per permettere ai Lannister di mettere le zampe su Grande Inverno alla morte di Robb. A guerra finita e con Robb vivo non c’è trippa per gatti, figlia mia.

La reazione di sua madre fu la più contenuta
Faccio presente per chi si fosse sintonizzato solo ora che la reazione di Tyrion è stata un sobbalzo, occhi sgranati e un muto “ma che cazzo stai a di’?”, quindi è abbastanza contenuta di suo. E la reazione di Catelyn nel vedere la figlia maggiore che decide di restare ad Approdo del Re, moglie di Tyrion Lannister e circondata da chi ha fatto ammazzare Eddard e cercato di far assassinare Bran dopo averlo reso paralitico… sarebbe più contenuta di così?

La contenuta reazione di Cat

Perché va bene l’autocontrollo, ma a tutto c’è un limite.

Sette anni dopo la nostra Sansa non si è pentita della scelta, ma non so quanto sia il caso di prestare fede alla sua parola: la ragazza mi pare confusa, almeno abbastanza da non ricordarsi esattamente quando si sarebbe effettivamente innamorata del marito.
Suo marito le aveva donato un figlio due anni prima, quando s’era sentita pronta e innamorata tanto da concedersi a lui.
[…]
Era stato in quel momento, quando Tyrion aveva preso tra le braccia il loro bambino dopo il parto, che Sansa aveva realizzato di amarlo.

L’importante è crederci, Sansa. Ma del resto tu sei pur sempre quella che si è inventata un bacio mai avvenuto (‘tacci tua, Martin!) e ci credeva pure, quindi saremo comprensivi.

Tra l’altro, esattamente come Jams (che ha uno sguardo furbo, arguto e anche superiore), anche questo pupo – si chiama Tanos, by the way – mostra una luce di scaltrezza e di perspicacia degna di un Lannister.
Mi sfugge da dove venga questa fissa della scaltrezza come comune denominatore dei Lannister. Gli unici realmente scaltri nel mucchio sono Tywin e Tyrion, per il resto è abbastanza un pianto: Jamie risolverebbe qualsiasi problema a spadate, Cersei si crede furba ma infila cazzate su cazzate (ha “vinto” solo contro Robert e Ned, ma è stato come rubare caramelle a bambini tonti), Joffrey – Lannister che più Lannister non si può – è coglione come pochi altri a Westeros (non sono i geni Baratheon, non provateci!), Tommen è tanto caruccio quanto tonto… e, se non ricordo male, il padre dello stesso Tywin era noto per essere fondamentalmente un allegro coglione. Insomma, in quanto a scaltrezza siamo messi male: Tywin e Tyrion sono più che altro eccezioni.
Intanto Tyrion è ancora il Maestro del Conio, oltre che l’erede di Castel Granito, ed è al momento impegnato…

Macheccazz…?
Signori spettatori, scusate l’interruzione: pare ci sia un problema in sala di registrazione, dicono che è entrato un piccione… ah, non è un piccione? Un corvo? Ma che diav… Oh, un messaggio! Da parte di Tywin Lannister, dite? Date qui, non state a cincischiare! No, niente ospedale finché non avete finito il turno; tanto gli occhi sono due e il corvo si meritava un spuntino.
Dicevo, è un messaggio di Tywin Lannister; pare abbia a che vedere con l’affermazione secondo la quale Tyrion sarebbe l’erede di Castel Granito. Vediamo un po’…

*La carta è un po’ ingiallita, e sembra un pezzo di pagina strappato da un libro. Curioso, è come se avessero voluto scriverci in fretta e furia. Ci sono solo due parole che prendono tutto il foglio, vergate con tanta foga che la carta è stata quasi bucata in più punti. Ma queste due parole sono tanto sentite e profonde da far dimenticare tali dettagli.*
“COR CAZZO.”

Mi par di capire che Lord Tywin abbia qualcosa da ridire; in effetti mi pareva di ricordare che lui, prima di dare Castel Granito a Tyrion, si sarebbe tagliato le palle. C’è in allegato una missiva del suo avvocato: si dichiara che la voce secondo la quale Tyrion Lannister sarebbe erede di Castel Granito è priva di fondamento e che chiunque l’abbia messa in giro sarà perseguito severamente.

Lo spiritosone in sala audio che ha fatto partire Rains of Castamere è licenziato.

Dicevamo, in quanto Maestro del Conio Tyrion sta cercando di far quadrare i conti e ne sta uscendo matto. A complicare le cose ci sono le imminenti nozze della nipote.
« La piccola Myrcella ha deciso di sposarsi ad Approdo del Re, mia cara,» le comunicò con voce lieve prima di abbandonarsi contro lo schienale della sedia e chiudere gli occhi
Suvvia, potrebbe andare peggio. Pensa se avesse deciso di sposarsi alle Torri Gemelle, con Walder Frey come wedding planner, Roose Bolton al servizio catering e Gordon Ramsay Bolton ai fornelli.
Era un bell’uomo, suo marito, nonostante l’altezza. E il pezzo di naso mancante.
la presenza di Tanos l’aveva ringiovanito e badare a lui gli faceva brillare gli occhi verdi, segno distintivo dei Lannister.

Aggiunti gli occhi catarifrangenti ai segni distintivi dei Lannister, scopriamo che i rapporti tra Tyrion e Cersei sarebbero migliorati.
Non perdeva mai l’occasione per tormentare Cersei, sebbene il loro rapporto fosse divenuto più umano da quando lei e Jaime si erano ritrovati.
Ma sì, adesso tutto a posto. Lasciamo perdere il fatto che lei abbia tentato di farlo ammazzare e che lui lo sappia benissimo: son scaramucce tra fratelli, nulla di cui tener conto.
Non aveva sposato Loras Tyrell che era stato battuto in duello proprio da suo fratello, che l’aveva sconfitto anche senza la destra con una prontezza strabiliante, un giorno prima delle nozze.
Sì, anche a me risulta che Loras fosse con combattente coi controcoglioni e che Jamie con la sinistra fosse una miserabile pippa, ma non perdiamoci in dettagli. Chiediamoci piuttosto come possano Jamie e Cersei essere ancora vivi dopo una genialata del genere: immaginate la gioia di Tywin quando non solo il figlio ha fatto saltare un ottimo matrimonio, ma ha pure dato ulteriore credito alle voci di incesto tra i due gemelli duellando per impedire che Cersei si sposasse.

Ma non c’è tempo di angustiarci su dettagli quali intrighi di corte e alleanze tra potenti – dettagli del tutto secondari nella saga, come sappiamo – e passiamo al momento angst con Tommen Baratheon.
No, non il bimbo cicciotto e pacioccone che conosciamo: qui abbiamo un giovane ribbbelle, ma tanto ribbbelle che era andavo via, arrabbiato con il mondo intero. Aveva solo tredici anni e di lui non s’era sentito più nulla delle sue sorti per quasi un anno. Sapevano solo che era chiamato il leone solitario e che da solo aveva combattuto contro predoni e delinquenti sconfiggendoli e scacciandoli da molti territori del centro di Westeros. 
E tutto questo perché Joffrey lo ha trattato come un ragazzino stupido e inetto.

Ora. Avete presente Joffrey, sì? Il sociopatico, quello che da piccolo ha squartato una gatta incinta per tirare fuori i feti? Quello che fa ammazzare la gente tanto per? Che ha fatto picchiare Sansa perché gli girava? Lo avete presente, sì? Ecco, se dovessi vivere sotto il suo stesso tetto sarei immensamente felice di cavarmela così facilmente.
Eppure il solo aver trattato come un ragazzino il fratello costa a Joffrey uno schiaffo da parte della madre, che come noto si taglierebbe quasi più volentieri una mano. Da parte sua, Tyrion avrebbe dato lui stesso una lezione esemplare a quel ragazzino di suo nipote, ma suo padre l’aveva bloccato dicendogli che non era suo compito educarlo, ma di Cersei.
A parte il fatto che Tywin era perfettamente al corrente dell’incapacità di Cersei di controllare il figlio – e meditava di dargli una lezione lui stesso – mi pare un po’ tardino per delle lezioni: anni dopo gli eventi della saga Joffrey è adulto e dovrebbe, almeno ufficialmente, governare per conto suo. Il lasso di tempo valido per provare a dargli una raddrizzata (senza rimetterci la testa, s’intende) è bello che passato.
O forse, semplicemente, anche nonno Tywin concorda che trattare il fratello minore come un cretino non è certo il peggio crimine che quello psicopatico di suo nipote abbia mai commesso. Comunque sia, Tommen è tanto arrabbiato che non risponde nemmeno alla missiva della madre; inviata non si sa bene come, visto che nessuno sa dove trovare ‘sto benedetto ragazzo. Sarà stata una lettera aperta pubblicata sulla Gazzetta di Westeros?

Intanto Sansa è un po’ rattristata dal fatto che Myrcella non avrà il fratello accanto il giorno del suo matrimonio; considerato come funzionano le cose tra Lannister, francamente, mi pare meglio così.

Il capitolo, per ora l’unico pubblicato, si conclude con una bella iniezione di saccarina direttamente in vena tra Tyrion che se ne esce con roba tipo Come sta la mia splendida stella? e averla al suo fianco era la sua gioia e lo sarebbe stata per il resto della sua vita.
Per pietà, riprendetevi quest’orsetto gommoso – credibile quanto Robert Baratheon fedele e devoto – e ridateci Tyrion Lannister, quello che “se potessi pregare con il mio cazzo sarei un tipo molto più religioso”.

Il racconto termina qui, ma attendiamo con ansia il prossimo cap– ehi, dove state andando tutti? La nonna vi insegue coi resti del panettone? Ah, vi capisco. Pure la mia è così, finché non hai ingozzato tutto non è contenta. Il che mi ricorda che farei bene a levare le tende anch’io prima che mi trovi.

Che palle il Natale.

Kattiva Sue nel mondo della Matemagica

Giacobini, giacobine, membri della setta-a-delinquere, giacominkia, buonasera e benvenuti a questa nuova puntata di Fastidious Geographic. Siamo qui riuniti oggi per appenderti all’albero maestro, cane rognoso ammirare un tipico esemplare di Kattiva Sue nel suo habitat naturale. Il materiale è cortesemente fornito da senzaPH.

E parto subito con una confessione: per un terribile istante, questa puntata ha rischiato di non vedere la luce. Questo perché, appena aperta la pagina, i miei già malfunzionanti occhietti sono stati aggrediti da una gif sbrilluccicosa. La tentazione di gettarmi nel Tevere con una pietra al collo, lo confesso, è stata tanto forte da risultare irresistibile; non sarei qui se il salto non mi fosse stato impedito con la forza.
Sempre tra le palle, ‘sti poliziotti.
Superato questo momento di crisi ed evitando accuratamente di guardare la gif, possiamo proseguire. Oddio, non che quanto segue sia molto meglio.

Facciamo subito conoscenza con la nostra Sue: Chloe Kannady, Serpeverde, afflitta da seri squilibri mentali e prona a deliri d’onnipotenza, la quale ritiene opportuno presentarsi alla gente così.
<< chi mi credo di essere!? Sono gentile come un calcio sugli stinchi, sono la Furia Verde di Hogwarts, sono il peggior nemico che tu ti possa fare, sono la peggior migliore Serpeverde e ovviamente sono migliore di te in qualunque campo… >>

(Si ringrazia Fox Saint-Just per il link.)

Signori spettatori, un po’ di contegno! Smettetela di ridere! Smettetela… oh, al diavolo, fate pure. Solo fatevi un po’ da parte per far passare i paramedici, il signore laggiù si sta strozzando con la dentiera.
Ora. A parte il fatto che ho visto scarafaggi più minacciosi di lei, a parte il fatto che il soprannome “Furia Verde” mi fa venire in mente un improbabile accoppiamento tra questo e questo, o un crossover tra questa cosa e Lanterna Verde dei poveri, o semplicemente Furia il Cavallo del West dopo un incidente con la vernice… sarebbe interessante conoscere la reazione della nostra Sue all’accesso di risa incontrollabili che senza dubbio accoglierà ogni sua presentazione. Perché, diciamocelo, quale altra reazione sarebbe possibile? Suggerimenti?


…lo sospettavo.

Ormai lo avrete capito, dunque: ci troviamo di fronte ad una Sue kattiva, con la k che altrimenti non rende. Ma non è colpa sua, è che la disegnano così la verità è che si tratta di un sistema di autodifesa per proteggersi dai compagni di Casa. Perché? Perché Chloe, povera stella, è una Sanguesporco.

Chloe Kannedy, mezzosangue, Serpeverde. Credo mi aspetti almeno un applauso o non lo so qualcosa tipo una statua per i martiri che mi rappresenti avvolta dalle serpi e con una spada in mano nel nobile tentativo di liberarmi.
Il che potrebbe avere senso nell’Hogwarts ai tempi del colera Trio. Peccato che la ficcy sia ambientata successivamente, quando sono i figli dei protagonisti ad andare a scuola… e le cose sono un tantino cambiate, come detto la stessa Row:
“A Hogwarts, la Casa di Serpeverde è divenuta più tollerante e non è più un bastione per i Purosangue come era un tempo, sebbene mantenga la sua oscura reputazione.”
Curioso. E no, non ci provate: l’avviso AU non c’è.

Ovviamente, come ogni Mary Sue kattiva che si rispetti, Chloe ha una nemica mortale verso cui indirizzare tutta la propria kattiveria.
Ma non potevo certo darla vinta a quella baldracca della Boyle capace solo di effettuare perfette spaccate a 180° sui bacini dei ragazzi più ” In” del castello, e per le mutante di Merlino… era totalmente incapace di tenere quelle sue cosce ossute chiuse anche solo per 2 ore!
È sempre bello avere delle certezze nella vita, nevvero? Ed una di queste certezze è che, nelle pessime ficcy, l’antagonista femminile sarà sempre “una baldracca”. Non so voi, ma io della nemmeno troppo velata misoginia di questo stereotipo inizio ad averne piene le palle. Soprattutto se lo stesso giudizio morale non si applica ai maschietti che hanno provato tante patatine – in questo caso Scorpius Malfoy. Esatto, il rampollo di casa Malfoy non è stato risparmiato.

Prima della conclusione del primo capitolo, Chloe ci tiene a ricordarci quanto lei sia kattiva, trasgressive, faiga… e decisamente stupida.
dopo 4 anni di terrore ero riuscita a guadagnarmi una pessima fantastica reputazione grazia alla quale venivo rispettata e , se non bastasse ancora, i miei fedeli amici Pena e Panico – pugno destro e pugno sinistro – mi aiutavano a farmi rispettare anche senza l’utilizzo della mia bacchetta.
Cerrrrto. Su, tesoro, provaci ad usare i cazzotti contro gente dotata di bacchetta magica: sono certa che avrai la meglio. Soprattutto se perdi tempo a presentarli alla gente, in modo che prima di lanciarti una bella fattura facciano pure in tempo a farsi un piatto di spaghetti, pessimi come solo i bretoni possono farli.

Ricordo che da bambina, sui libri babbani di mio padre, lessi di un tale fisico che affermò << due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana e ho ancora dubbi sulla prima… >> sapete che vi dico? Cazzate! Delle grosse, colossali cazzate!
Dopo questa affermazione che la nostra Kattiva Sue non sembra essersi resa conto di aver completamente smentito nei fatti già nel primo capitolo (abbiamo una deficiente che pensa di poter combattere la magia a cazzotti: se non è infinita stupidità questa…), veniamo messi al corrente delle ragioni della sua rabbia: un atto di bullismo orchestrato dalla già citata Boyle.
Veniamo quindi catapultati in un flashback nel quale la nostra Sue – non ancora Kattiva – riceve un bigliettino dal ragazzo che le piace e si presenta all’appuntamento. E questo non perde tempo.
<< ciao, era da molto che… volevo vederti in privato >> mi sussurrò accarezzandomi il viso e facendomi rabbrividire << a..anche io… >> dissi in falsetto, lui ridacchiò divertito prendendo una benda di seta blue e mettendomela sugli occhi << voglio solo… provare una cosa… >> mi sussurrò all’orecchio mordicchiandomi un lobo… certo dannazione certo! nulla da obbiettare, hai il permesso di provare ciò che vuoi! Riuscii solo a pensare << o… ok >>.
Mi condusse dolcemente sotto le scale al sicuro da occhi indiscreti e dolcemente mi sbottonò la camicetta, mi sentii avvampare dall’imbarazzo e quando mi passò le grandi mani sui fianchi credo di essere andata a fuoco
A parte la poca furbizia (sei una paria tra i compagni di Casa, il tizio più faigo di Serpeverde chiede un appuntamento all’improvviso, ti benda… due domande fattele, sa di trappola lontano tre miglia!) nulla da eccepire: è roba che a quattordici/quindici anni si fa… però non è divertente come poi la soave fanciulla vada a dare della zoccola ad un’altra?

Ovviamente si tratta di una terribile trappola: la nostra si toglie la benda, e vede l’intera Hogwarts li davanti a sghignazzare, indicare e fischiare << però… carine le tue.. ciliegie… >> rise viperile la Boyle, organizzatrice di tutto l’orribile complotto.
Onestamente ho qualche dubbio sulla presenza dell’ “intera” Hogwarts alla scena: passi per i Serpeverde tutti stronzi (anche se a rigor di canon così non dovrebbe essere), ma possibile non ci sia uno studente, e sottolineo UNO in tutta Hogwarts (dove, giova ricordarlo, studiano anche undicenni) che non trovi la cosa per nulla divertente?
In effetti, uno studente contrario c’è. E chi sarà? Una studentessa brufolosa e un po’ sfigata che sa cosa vuol dire essere bulleggiati? Un secchione dagli incisivi sporgenti che si ritrova con la testa nel cesso un giorno sì e l’altro pure? Ma figuriamoci! Il suo cavaliere dalla scintillante armatura è… un parrucchino.

… no, seriamente, leggendo
trattenni a fatica le lacrime vedendo solo una chioma bionda che facendosi largo tra la folla ebbe la decenza di coprirmi col suo mantello e di sussurrarmi che sarebbe passato presto e che tutti avrebbero dimenticato l’accaduto in pochi giorni
che altro potevo pensare?
Il nostro parrucc… eroe è, ovviamente, Scorpius Malfoy.

Terminato il flashback, Chloe è di nuovo in preda ai deliri d’onnipotenza.
Uscii dalla stanza sbattendo la porta e trascinandomi dietro la cartella mi diressi con passo deciso alla classe di Trasfigurazione, i morbidi capelli mossi di un biondo spento sobbalzavano sulle mie spalle al ritmo delle ballerine che portavo ai piedi, la cravatta oscillava tra il mio seno formoso e la gonna accarezzava dolcemente le cosce toniche fino ad un palmo sopra al ginocchio [e già qui la McGranitt l’avrebbe gambizzata, ma come vedremo tra poco la nostra amata professoressa in questa ficcy risulta dispersa], dietro di me lasciai un delicato profumo di pesche e gli sguardi attoniti dei ragazzi che, chi per terrore chi per ammirazione chi per altro, non osavano neanche incrociare il vispo e tagliente scintillio dei miei occhi neri come la notte.
Chloe, odio darti questa notizia, ma è altamente probabile non ti guardino per evitare di scoppiare a ridere sguaiatamente.

Giunta in classe, Kattiva Sue si trova ad avere a che fare con una triste controfigura della McGranitt, che a quanto pare è Preside (cosa che, a sentire la Row, non dovrebbe essere; di sicuro non dopo l’epilogo) ma, al tempo stesso, è ancora insegnante di Trasfigurazione perché essere Preside di Hogwarts, si sa, non occupa per nulla tempo.
<< suvvia Minerva cara, sono solo venti minuti! E’ un drastico miglioramento rispetto ai quarantacinque dell’ultima volta >> risposi con insopportabile superbia accomodandomi al mio posto come se nulla fosse << nessuno! >> strillò indemoniata come un drago affamato << NESSUNO ha mai osato rispondermi cosi! 30 punti in meno a Serpeverde! >> strillò ancora più forte diventando paonazza, risi divertita per la sua buffa faccia rugosa che aveva assunto il color cremisi << avanti si calmi… Alla sua età le fa male agitarsi cosi >> asserii pacatamente scatenando in lei l’ennesimo moto d’ira
Suvvia, ci siamo divertiti, ma ora basta: riprendetevi questa vecchietta isterica e ridateci la McGranitt. Quella vera, per intenderci, che si mangerebbe questa patetica Sue per colazione se non fosse per il pessimo sapore. O che, in alternativa, potrebbe farla espellere. Esatto, da Hogwarts gli studenti si possono espellere e, a rigor di logica, la fanciulla in questione sarebbe dovuta essere sbattuta fuori a calci in culo da tempo.

Ma ovviamente la logica è morta, e non solo lei. La discussione serve infatti a far conoscere un lettore un altro dettaglio della storia di Kattiva Sue: la fanciulla è orfana. L’originalità mi uccide. Ma santo cielo, possibile che il mondo magico non abbia imparato la lezione dopo Voldemort? Gli orfani con poteri magici sarebbero da affogare nel lago prima di mettere piede nella scuola, altroché. Ci risparmierebbe un mucchio di grane. Tipo delle Mary Sue che si paragonano a pedate sugli stinchi mentre ricordano, più che altro, la gradevolezza delle emorroidi.

Segue un goffo espediente per far risaltare la stupidità della Boyle e la figaggine di Kattiva Sue quando la nostra (?) risponde alla domanda che la sosia della McGranitt aveva rivolto a Boyle. La domanda? “Cos’è la Trasfigurazione”.
È il momento del televoto, giacobini: votate per scegliere la cosa meno sensata!
1) Che una professoressa di Trasfigurazione faccia una domanda del genere a studenti che frequentano l’ultimo anno, avendo studiato la materia in questione per sei anni senza contare quello corrente. Un po’ come se all’ultimo anno di liceo classico vi venisse chiesto dall’insegnante che avete avuto per anni cos’è il latino.
2) Che una studentessa che deve per forza aver superato i GUFO, per quanto poco brillantemente, non sia in grado di descrivere la materia che ha studiato per, ricordiamolo, circa sei anni.
3) Che una studentessa si debba sentire tanto figa perché conosce la risposta ad una domanda che sarebbe più consona a studenti del primo anno, il primo giorno di lezione.
Votate, votate! I vincitori riceveranno… come dite? Nessuna delle tre cose ha senso?
‘Azzo, avete ragione. Benissimo, avete vinto tutti. Presto riceverete una bambola di Bellatrix Lestrange che canta Master of the House se tirate la cordicella. Un fortunato a caso avrà anche la bambola di Borat. Visto che a voi ci penso sempre?

Alla fine di tutte le mie lezioni mi diressi nell’ufficio della McGranitt per scontare la mia quotidiana ora di punizione – e con questa eravamo a quota 15000 ore in 4 anni, punto alle 20000
Come disse il saggio: c’è qualquadra che non cosa. Anche ammettendo che la nostra Kattiva Sue si sia fatta un’ora di punizione al giorno per quattro anni (senza nemmeno provare a calcolare vacanze estive, varie ed eventuali) si arriva a 1.460, circa dieci volte meno di quanto dichiarato. Per avvicinarci (non raggiungere: avvicinarci) alla soglia delle 15.000 ore in quattro anni Chloe avrebbe dovuto passare dieci ore al giorno in punizione… il tutto, ancora, senza nemmeno calcolare vacanze estive eccetera. Ci sono due spiegazioni possibili:
1) Kattiva Sue ha seri problemi con la matematica.
2) Kattiva Sue è una contapalle.

Appurato che Chloe alle 15mila ore non ci è mai arrivata e che alle tanto agognate 20mila mai arriverà (ma non diteglielo, voglio godermi la sua faccia quando se ne renderà conto!), scopriamo che anche il caro vecchio Silente, o meglio il suo ritratto, ha gravi problemi matematici.
<< ci rivediamo per la quindici millesima volta… >> esordì l’immagine del vecchio preside di Hogwarts>>
<<sa Silente? La verità è che il quadri che stanno zitti sono la miglior invenzione che abbiamo nel mondo babbano! >>
Perché le opere babbane non parlano per espressa volontà degli artisti, ovviamente, non perché i babbani, semplicemente, non possono animarle. A proposito: qualcuno, per cortesia, può andare a staccare il signor Buonarroti dal ginocchio del Mosè? Grazie.

Stendo un piumone pietoso su un borbottante figuro che dovrebbe essere il ritratto di Piton, faccio notare di sfuggita che anche la controfigura della McGranitt ha problemi matematici (<< 15000 signorina, sono bel 15000 ore di punizione in soli 4 anni, pare quasi che lei lo faccia di proposito >>) e passo al pezzo forte: la nostra Kattiva Sue è ovviamente un genio. Suvvia, non fate quelle facce sorprese che ve lo aspettavate tutti: è una Sue, quindi era scontato e ovvio che, nonostante le innumerevoli ore passate in punizione o a stronzeggiare in giro e nonostante la palese incapacità di eseguire anche una semplice moltiplicazione, la nostra (?) eroina (?) non sarebbe stata una studentessa nella media.

Eppure non mi sembra per niente stupida anzi! Non prende meno di O ad ogni test, il professor Lumacorno parla divinamente bene di lei e delle sue incredibili capacità in Pozioni e lo stesso vale per tutti gli altri docenti, quindi mi spiega perchè vuole mandare tutto a monte? Sembra quasi voglia farsi espellere da Hogwarts!
Ecco, mia cara Minerva tarocca, spiegami una cosa: perché non accontentarla? No, perché gli estemi per buttarla fuori ci sono tutti da anni e non è che mancherebbe a nessuno. Molto più probabile che gli studenti si mettano a fare una colletta per pagare loro stessi il suo biglietto di ritorno a Londra e fuori dai coglioni.

A questo punto la nostra Sue sragiona. Completamente.
<< ha idea di quello che ho passato? E lei? Voi? L’intero mondo magico? Voi “puro sangue” >> dissi con una vocina irrisoria << vi credete tanto migliori ma la verità è che anche voi, come i babbani, non imparate niente da i vostri errori, se è necessaria un’altra guerra per far in modo che impariate la lezione, la scatenerò io in persona! >>

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Ecco, ammetto che a questo punto Kattiva Sue mi ha fatto tenerezza. Non so dire se sia per la sua disarmante stupidità ingenuità o l’incapacità di comprendere quello che una guerra magica comporta (facile per te che sei sola come un cane e non hai nulla da perdere, ciccia, ma magari chi ha famiglia, amici e quant’altro gradirebbe non perderli grazie ad una pazza megalomane), ma mi è improvvisamente venuta voglia di sedermi accanto a lei e spiegarle, pazientemente, che sta sbagliando del tutto interlocutore. Questo perché la McGranitt non è purosangue manco per sbaglio: ha il papà babbano. Idem per Piton, con cui ha battibeccato prima. Tra le persone (e i ritratti) con cui ha parlato finora solo Silente è purosangue, ma lo stesso ha abbandonato certe pessime idea di superiorità della razza magica mooolti anni prima. Insieme ad ogni scampolo di vita sessuale, visto che dubito Gellert abbia ottenuto qualche permesso per visite coniugali, ma questo è un altro discorso.

Ma poi, Kattiva dei miei coglioni (ecco, la tenerezza è svanita; non mi avete persa!), credi di essere la sola Sanguesporco o Mezzosangue ad Hogwarts? No, perché a me risulta che i Purosangue siano in netta minoranza e gran parte dei maghi ha almeno un babbano in famiglia. Sostanzialmente, hai passato quattro anni stronzeggiando anche con potenziali alleati. Splendida mossa, sono certa che in guerra saresti una temibile stratega.
Ma anche no.

La McGranitt mi osservò timorosa
Cerrrrrto. Come no. La McGranitt – quella vera, quella che ha fronteggiato Voldemort senza il minimo timore – avrebbe un atteggiamento ben diverso davanti a ‘sta marmocchia isterica.

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Nuovo delirio:

<< e lei ha idea che in questa scuola dopo tutto quello che è avvenuto anni fa sono ancora presenti forti pregiudizi? Ha idea che ogni notte sono costretta a formulare un Incanto Gnaulante alla mia stessa stanza perchè non sono al sicuro nemmeno li? Ha idea di cosa voglia dire essere una sporca mezzosangue* in casa Serpeverde? Eh? No non credo proprio! >>
La Rowling sulla questione “pregiudizi ad Hogwards diciannove anni dopo” l’ho già quotata. Insisto solo a dire che l’avviso AU non ci starebbe male, almeno così non ci dovremo chiedere il perché di drammi che, a rigor di canon, non dovrebbero esserci o dovrebbero comunque essersi MOLTO limitati.
Tra l’altro: “la tua stanza”? Chloe, tesoro, tu non hai una “tua stanza”. Nessuno studente ad Hogwarts ha “la sua stanza”. Ci sono i dormitori. Al limite l’incantesimo lo puoi formulare al tuo letto a baldacchino.

La guardai con occhi ardenti di passione
Femslash? *__*
<< ed ora devo studiare >> conclusi sedendomi e aprendo il libro di Pozioni, nella stanza calò un freddo silenzio.
… no, niente colpo di scena. Un po’ ci avevo sperato, sarebbe stato qualcosa di diverso dalla solita minestra. Se non altro adesso sappiamo per quale motivo Kattiva Sue riesce ad avere ottimi voti nonostante le punizioni giornaliere: anziché pulire calderoni, travasare cervelli di ratti o incidersi il dorso della mano con una penna… lei studia. Cosa che dovrebbe fare comunque, quindi di preciso che razza di punizione è?

Non è un mistero, invece, che la nostra Kattiva Sue sia SPECIALE. Lo sono tutte, quindi non fate quelle facce sorprese: naturalmente Chloe è l’ennesima Prescelta dell’ultima ora. Ma ora che la minaccia di Voldemort è stata neutralizzata (e in maniera abbastanza ridicola) bisognava inventarsi qualche altra puttanata missione per salvare il mondo magico… ed ecco l’ultima invenzione: la Custode della Magia.
<< Minerva, lo sa già? >> << si Silente… da quasi tre anni è a conoscenza di essere la Custode della Magia…>> sospirò Minerva
Cos’è una Custode della Magia? La risposta più breve sarebbe “le farneticazioni di un vecchio rimbambito morente”, ma nella ficcy la cosa è più complicata. So che siete curiosi come scimmie (voi laggiù, la mano davanti alla bocca quando si sbadiglia!), ma dovrete pazientare fino alla prossima puntata.

Per concludere, beccatevi una botta di angst gratuita che pare arrivare dritta dritta da Candy Candy.
<< Mezzosangue, è una sporga mezzosangue… e le sporche mezzosangue non sono degne di vivere figuriamoci di stare nel nobile casato Serpeverde! >> disse sadica e palesemente divertita la Boyle, in un momento distrusse la mia vita e subito mi ritrovai gli sguardi funesti e schifati di tutta la mia casa, iniziarono a gridarmi contro e ad incitarmi di sparire, spintonandomi mi sbatterono fuori dalla Sala Grande, [quindi abbiamo dei ragazzi di età variabile tra gli undici e i diciassette anni che al primo “mezzosangue” che sentono, senza nemmeno avanzare il minimo dubbio sulla veridicità dell’accusa, si rivoltano in massa contro una persona che conoscono da anni? Persino nella Hogwarts ai tempi di Harry Potter non sarebbe una reazione credibile, quindi ho il vago sospetto abbia più che altro a che fare col fatto che Chole è una spina nel deretano, Sanguesporco o no] distrussero la mia stanza e i miei effetti personali strappando l’unica foto che avessi dei miei genitori [giusto perché la cosa non era già abbastanza patetica e inverosimile] e in tutto questo lui non aveva fatto niente, Scorpius si limitava ad osservare senza fare niente “saremo amici per sempre Chloe, nessuno ti farà mai del male” mi aveva detto. Balle. 

No, mi dispiace: non vincete nulla se indovinate a quale personaggio canon di sesso maschile la nostra Furia Verde attaccherà l’herpes nei prossimi capitoli.

Uomini e Donne

Giacobine, giacobini, buonasera e ben ritrovati per un nuovo appuntamento con Fastidious Geographic. Sì, so che il mio ritardo nel portare sui vostri schermi questa nuova puntata è imperdonabile, ma cercate di capirmi: girare e montare tutto da sola richiede tempo. Non mi ero mai resa conto quando importante fosse l’aiuto della troupe finché Bear Grylls non ha fatto irruzione nella sala di registrazione dichiarando che erano tutti ricchi di proteine. Presumo sia un complimento, quindi mi sono assicurata che tale affermazione fosse incisa sulle lapidi; sono certa che vedove e orfani apprezzeranno.

Ma bando alla tristezza e passiamo subito al capolavoro di questa puntata: Uomo: Severus Piton. Donna: Hermione Granger, di fredlove. Sì, come titolo è insolito, ma si tratta di una doverosa precisazione: dopo aver visto certe cose i lettori si potrebbero anche confondere.

La ficcy, ci viene fatto sapere, si svolge due anni appena dopo la fine della guerra…in un ipotetico settimo anno di scuola. E già qui qualcosa non torna: l’anno in cui la guerra è finita sarebbe stato, a tutti gli effetti, il settimo anno del Tiro dei miracoli. Canon vuole che Hermione sia stata la sola dei tre a tornare ad Hogwarts dopo la guerra, con un solo anno da recuperare; ergo, due anni dopo la fine della guerra dovrebbe aver finito. Salvo bocciature, certo, ma è di Hermione Granger che stiamo parlando; più probabile che zio Voldie abbia deciso di gettare il sudario alle ortiche e di girare per orfanotrofi babbani regalando caramelle.

O forse la fine della guerra è stata anticipata al quinto libro. Almeno spiegherebbe il motivo per cui, come ci informano, nessuno è morto. Tranne Voldie, si presume, essendo finita la guerra. Rimane il dubbio su come sia morto, visto che gli Horcrux sarebbero ancora in gran parte integri, ma pazienza; magari l’incantesimo di Bellatrix ha mancat Sirius, ha dribblato Lupin ed è scivolato tra le gambe di Moody per andare a spedire proprio zio Voldie oltre il velo. Tentativo di aiutare il suo Signore miseramente fallito. Mi ricorda qualcosa.

Comunque sia, siamo al settimo anno (o ottavo, o nono, non ci è dato saperlo esattamente) di Hermione a Hogwarts. L’ora di pozioni è appena finita; un redivivo Piton vuole tutti gli studenti fuori dalle scatole e tuona loro con voce melliflua e acida di andarsene.
Non solo doppiogiochista, quindi, ma anche finissimo ventriloquo: altrimenti non si spiega come abbia potuto parlare – anzi, tuonare – in maniera “falsamente dolce e cortese” e “aspra e astiosa” al tempo stesso.

Hermione, anziché cimentarsi nel suo consueto scatto da centometrista in direzione della biblioteca o verso l’aula dove si terrà la lezione successiva – cosa che, essendo una ripetente, non sarebbe una cattiva idea – rimane nell’aula che si va svuotando e sospira.
– signorina Granger, quale parola della frase ” sparite in fretta, prima che vi avveleni a cena” non ha capito? – la guardò di sottecchi, senza soffermarsi sulla sua figura.
Allora la guarda di sfuggita, non di sottecchi (che significa, banalmente, guardare qualcuno a palpebre socchiuse).
– adoro la calma….- disse sospirando ancora una volta, disse rivolta più al professore che a se stessa.
Be’, sì, di solito quando le persone parlano con qualcuno si rivolgono proprio all’interlocutore. È normale. Semmai è il contrario ad essere degno di nota.
Tra un sospiro e l’altro Hermione rimane tra le palle, e oltre a chiedersi per quale motivo la nostra eroina continui a sospirare il nostro Severus la fissa.

I capelli , a boccoli, (no. Sono crespi, non ‘a boccoli’) castani con riflessi dorati (no. Sono castani e basta) , sciolti sulle spalle. La fronte tesa, gli occhi dorati (no. Sono castani), un pò cupi – notò. (Si sarà resa conto di essere passata da studentessa più brillante di Hogwarts a ripetente. E ci credo che sospira.)
Certo rimaneva sempre petulante ed insopportabile.
Veramente ha detto sì e no tre frasi. Pardon, sospirato sì e no tre frasi. Sei tu a rompere le palle, Sev.
Insomma, sospira e sospira, il nostro professore di Pozioni preferito perde la pazienza, la butta fuori dall’aula e va a farsi una tisana alla cicuta, determinato a morire con dignità piuttosto che affrontare questa ficcy.
Ok, ora cancellatevi pure quelle espressioni sollevate dalla faccia: stavo scherzando.
– cosa c’è che non va? – la guardò attentamente. Si diede dello stupido, che cavolo gli doveva importare?

Povero caro, ancora non ha capito cosa significa questo strano odore di sandalo, vaniglia e lillà che aleggia attorno a questo sospirante essere che ha preso possesso del corpo di Hermione Jane Granger. Fate silenzio, lì dietro: non vorrete mica che questa temibile creatura ci senta mentre la osserviamo nel suo habitat. Mi rivolgo soprattutto ai maschietti: voi davvero non volete che rivolga le sue attenzioni a voi. Ha effetti devastanti sulla mente di un uomo, addirittura peggiori di quelli che può avere un pomeriggio di shopping forzato: si narra abbia il potere di cambiare drasticamente la personalità della vittima designata!

Forse per una volta poteva essere gentile.
…ecco, che vi avevo detto?
– Granger, mi guardi –
Lei lo fece. Oro e pece si mescolarono.

Ah, la magia… rende tutto possibile, anche mescolare i bulbi oculari! Ma se anche voi babbani volete provarci, ecco le istruzioni: cavate un occhio a voi stessi e alla vostra metà, metteteli nel frullatore e tenetelo in funzione per qualche minuto. Il risultato dovrebbe essere pressappoco questo:

Ormai incapace di sottrarsi al sortilegio che gli sta offuscando la mente, Piton le chiede – di nuovo – cosa c’è che non va.
– sono solo stanca…di Ron, di Harry…di Draco, Pansy…Ginny…devo continuare?
Visto che, a rigor di canon, di tutte queste persone nessuno avrebbe motivo di trovarsi a Hogwarts due anni dopo la fine della guerra (o sono tutti ripetenti?), ci basta sapere esattamente dove hai sbattuto la testa, Hermione. Anche perché tu mai nella vita ti sei riferita a Malfoy o Parkinson col loro nome di battesimo.
– lei, professore, non è stanco?-
Fu la volta di Piton, per sospirare – certo Granger. Come tutti del resto….ma si va avanti…- ” idiota, sembri Silente! Ma che cavolo blateri?” si disse mentalmente, mentre la fissava negli occhi.
Non riesco seriamente a decidermi: il povero professore è più OOC quando parla o quando pensa?

– Granger, quanti anni ha?- disse (ah, non lo sta chiedendo?) all’improvviso.
Anziché guardarlo con aria di compassione e dirgli che, essendo stato il suo professore da quando non aveva manco dodici anni, potrebbe anche di farsi due conti, Hermione chiede il motivo della domanda. Una richiesta logica, in effetti.
– perchè sto per fare qualcosa , che non avrei mai creduto di poter fare (la sta per uccidere, vero? Vero?) – la guardò – avanti, mi dica quanti anni ha? (punti interrogativi a caso).
– quasi venti, (lo dicevo che era ripetente: da Hogwarts si esce a diciassette anni, diciotto al massimo) perchè?-
– Granger, parla troppo per i miei gusti!-

Piton è uno psicolabile che fa domande e si fa girare le palle se riceve una risposta. Bene. Ok. Gli anni di doppiogioco qualche danno lo dovevano pur causare, dopotutto. Aspettatemi qui, chiamo il San Mungo… e anche con urgenza, perché qui va peggiorando.
Un sorriso, spontaneo.
Chiaro caso di stress post-traumatico.
– dannata ragazzina, petulante, saccente…- era a qualche millimetro dalle sue labbra – quanti anni, ha detto di avere?-
I traumi subiti in guerra hanno causato anche vuoti di memoria. O forse è colpa delle virgole sparse a manciate dove non dovrebbero stare: a me stanno facendo venire il singhiozzo.
– le ripeto che non si chiede l’età ad una donna…-
– mi risponda, nuovamente – ancor più vicino alle labbra.
– quasi venti….perchè?-

Perché? Hermione, un tempo eri una persona intelligente.
– Granger , già detto che parla troppo?-
Sì, professore, e senza una ragione logica. Ma non si preoccupi, colpa dei traumi. Qualche decennio al San Mungo e sarà come nuovo.
Un attimo dopo, aveva posato le sue labbra su quelle della ragazza.
Professore, la prego, ci dica che è una strategia per farla smettere di parlare!

Certo, non capita tutti i giorni che un professore prenda e baci un’alunna… di sicuro non a Hogwarts, e certamente non se il professore in questione è Severus Piton, per quanto traumatizzato. Quindi immaginiamo che Hermione avrà un milione di dubbi, domande, conflitti interiori e…
– professore…ma non mi ha detto la sua età! – borbottò, una volta staccatisi.
…è la prima domanda che viene in mente quando un professore prende e ti caccia la lingua in bocca, in effetti.
– trentasette…..-
Ma anche no. Nel settimo libro – 1998 – Severus Piton ha trentotto anni. Due anni dopo la guerra ne dovrebbe avere quaranta, non trentasette. Perché lui ringiovanisce mentre Hermione invecchia precocemente? Ingiustizia!
– strano, la credevo più vecchio! – azzardò.
Lo è. Ma non perdiamoci in dettagli, giacobini: dopotutto i nostri sono un professore ed una studentessa che si sono appena slinguati senza un motivo apparente, e di certo ne hanno di questioni da discutere…

…e invece no. Vanno a cena, e fine del capitolo.

Nel capitolo successivo scopriamo che, effettivamente, Hermione non è la sola ripetente: anche Ron e Harry – anzi, no: l’ idiota accanto all’altro semidiota – stanno ripetendo l’anno con lei. Ma almeno loro hanno la scusa del danno cerebrale chiaramente riportato durante la guerra, che li ha trasformati in una coppia di esseri belanti (- ti preeeeeeeeeeeeego -) incapaci di intendere semplici monosillabi come ‘no’.
Esasperata dai loro tentativi di farsi passare i compiti di Pozioni (il loro piano per ottenerli, a quanto pare, è belarle contro fino allo sfinimento), Hermione finge un mal di testa improvviso per andare in infermeria ed esce dall’aula. E chi incontrerà mai la nostra eroina mentre bivacca su una panca? Un piccolo aiuto: non è Gazza.

Il professore la guardò – cosa ci fa , fuori dall’aula? –
Dieci punti in meno a Grif…
Fortunatamente il professore, aveva allungato il braccio per sorreggerla – vada in infemeria, Granger –
Ah, no?
No.
Mi pareva troppo bello.
La nostra sospirante eroina giunge dunque in infermeria, dove riceve un analgesico da Madama Chips (le pozioni sono fuori moda, ormai) e si addormenta di botto.
Madama Chips, la prossima volta che decide di abbandonare le care vecchie pozioni in favore di medicinali babbani si assicuri di aver letto bene i dosaggi consigliati. Grazie.

Stranamente, tuttavia, questo errore di dosaggio si rivelerà provvidenziale: Hermione, in ritardo per la lezione di Pozioni, si metterà a correre verso i sotterranei. E, prevedibilmente, andrà a sbattere contro qualcuno, rovinando a terra.
Ancora una volta, no. Non è Gazza, piantatela di sperarci.
Ovviamente, anziché fracassarsi gli incisivi nello schianto, la nostra è finita a terra in una posa sexy che più sexy non si può.
Qualche ciuffo castano dorato, le cadeva intorno al viso ed appena davanti agli occhi dorati,le gote arrossate, il seno che si alzava e abbassava frenetico per la corsa, la gonna a tubino stretto , eccetto un lembo sollevato che mostrava la coscia liscia e soda, velata da un’ autoreggente, trasparente.
Come dite? Un tonfo? Ah, sì, giusto. È la McGranitt che ha appena avuto un collasso. Non temete, qualcuno del San Mungo sta già venendo a prenderla; si rimetterà. Ignorate pure i suoi deliri a proposito di una fantomatica divisa scolastica, prima o poi si rassegnerà anche lei.
Nonostante la gonna a tubino stretto (professoressa, smetta di urlare, la prego!) Hermione prova a rialzarsi, ma, fato beffardo, rischiò di crollare a terra, finendo invece tra le braccia del professore.
Il fato, già.
– Granger parla troppo – sbuffò, chinandosi su un ginocchio e infilandole la scarpa al piede, delicatamente, urtando appena con le dita la caviglia.
Severus, tesoro, mi sembri confuso. Tu sei il Principe Mezzosangue, non il Principe Azzurro. Sì, so che papà tuo era babbano, ma non è questione di sangue blu annacquato.

– sarà meglio andare …ora…- si allontanò ancora, senza successo. L’uomo l’aveva fermata per un braccio. Un movimento solo, e l’aveva tratta a sè per baciarla. Di nuovo – dopo una settimana.
– p..profesmppff…- i baci di lui la zittivano. Continuando come se niente fosse, incurante , se da un momento all’altro sbucasse qualcuno nel corridoio.
– professore – si staccò lentamente – c’è..una lezione – si allontanò ancora, indietreggiando, verso il muro – e dandosi della scema dopo.
– il ritardo è giustificato – la provocò di nuovo, baciandola.
– non..non c’entra…- borbottò, cercando lentamente di allontanarlo inutilmente.-
– Granger , merlino…non sta mai zitta o ferma?-

Vi prego di osservare attentamente la scena, signori spettatori. Cosa abbiamo qui? Abbiamo un professore, adulto, che si sta imponendo su una studentessa e continua a baciarla dicendole di stare “zitta e ferma” nonostante i suoi tentativi di tirarsi indietro.
Non so voi, ma ai miei babbanissimi occhi questo rientra tranquillamente nella categoria “molestie sessuali”. Sì, anche se lei poi dice di apprezzare i suoi baci.
Lo seguì in silenzio, fino all’aula- dove lui le tenne la porta aperta – prego Granger, sa la galanteria esiste ancora – le bisbigliò.
Non qui, però.

Nel corso della lezione, oltre ad incontrare altre facce note (Neville e Malfoy… ripetenti pure loro, com’è ovvio) scopriamo anche un dettaglio inedito: Piton sa leggere nel pensiero, una capacità malamente spacciata come Legilimanzia. Malamente spacciata perché, come ben sappiamo, la Legilimanzia non è lettura del pensiero: lo stesso Piton s’incazzò non poco con quando Potter si azzardò a definirla tale.
Ma aspettate, non avete sentito il meglio: questa misteriosa abilità non solo permette di leggere nel pensiero, ma anche di conversare telepaticamente.
No, non è un crossover con X-Men.
No, non siete nemmeno su Candid Camera.
Il tempo passa, la lezione è pallosa, e i nostri finiscono per avere – telepaticamente – dialoghi al limite dell’assurdo.

” non sono pensieroso…”
” professore, non si dicono le bugie…”
” confesso….”
” allora? ”
” allora…ho assolutamente, bisogno di…” la guardò, mentre lei faceva la vaga con Ginny ” di baciarti ”
” davvero?” sorrise appena.
” accidenti a te, Granger!”
” ci vediamo a lezione…tra un’ora…”
” si, si…vai prima che ti rapisca!!!” si trovò a dirle.

…per l’ultima volta: NO, l’OOC non è segnalato. Smettete di chiedermelo.

Prima che la scena si sposti nei sotterranei, abbiamo il dubbio piacere di rivedere i due gorilla con problemi di apprendimento che hanno preso il posto di Harry e Ron. Che riescono a non ricordare le lezioni del giorno anche se la scuola è ormai cominciata da almeno qualche settimana.
– allora Herm…che abbiamo oggi?-
– voi avete divinazione ed io babbanologia prima ora, poi pozioni insieme –
– po..po…po…-
– pozioni, Ron –
– po…pozioni, dimmi solo un ripasso…-
– tesi di due pagine sul Distillato della morte vivente, ed una sull’Artemisia –

Due pergamene, semmai. Ad Hogwarts si scrive su pergamena. O al limite cartapecora (cit.)

Lasciati i due gibboni a riflettere sul loro triste destino, Hermione raggiunge Piton nel sotterraneo. No, non è in punizione. No, non dovrà riempire barattoli di occhi di salamandra. Non siamo così fortunati.
-geniale…- un bacio – vorrei…averci…- due baci – pensato prima…- ancora baci. Sempre più appassionati, quasi affamati.
– lo ammetto…- bacio – mi – bacio – sono mancati…- bacio, ed ancora bacio.

Da mi basìa mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum
deinde usque altera mille, deinde centum…

Mi perdoni, signor Catullo, non ho saputo resistere. Non lo faccio più, promesso.

La sequela di baci (da non più di tre secondi ciascuno, a giudicare da quantità e frequenza) sta per diventare altro, ma – misericordia – bussano alla porta.
Aprì la porta – perchè stai bussando, ininterrotto? (… ininterrottamente?)– guardò il ragazzino. Forse uno del primo anno…del Tassorosso, dalla cravatta.
Cinquanta punti a Tassorosso.
– …Silente mi ha mandato…a chiamarla…mi scusi…-
Il motivo per cui il preside della scuola dovrebbe usare un ragazzino a caso come galoppino mi sfugge, ma poco importa, perché grazie a lui possiamo tirare un sospiro di sollievo: ci siamo risparmiati una pessima scena di sesso. Per ora.
Dopo arriva, non rilassatevi troppo.

Una volta tornato dallo studio di Silente (che a quanto pare si sta rimbambendo e voleva solo sapere da Piton dove fosse il suo cappello… il motivo per cui Piton dovesse saperlo mi sfugge; forse il vecchio pappone pensava il nostro insegnante di Pozioni preferito lo avesse preso per sbaglio al posto delle mutande dopo uno dei consueti droga party nello studio del Preside), Piton Si passò leggermente una mano tra i capelli neri – se prova ad appoggiarsi da qualche parte con quella mano scivola – e si dirige verso l’aula per la lezione.
ntanto Hermione è alle prese coi due cercopitechi che hanno preso il posto di Harry e Ron, infuriati perché la nostra non ha fatto copiare loro i compiti. Cosa che ha rifiutato loro innumerevoli volte nel corso di sette (e più, a quanto pare) anni scolastici senza che la cosa causasse tragedie greche… ma quando si deve fare character bashing, amici spettatori, non c’è logica che tenga. Almeno Harry prova ad essere conciliante, il che lo promuove al rango di Homo Habilis; quanto a Piton, nel corso della lezione assume l’inequivocabile atteggiamento dell’ Homo Erectus.

Guardando, Hermione che tamburellava il tavolo con le dita. Si era raccolta i capelli sulla nuca, con qualche ciocca che le sfuggiva sul collo. Deglutì.Sapeva che era liscio…e profumato. Quasi dolce.
Severus Cullen.

Il solco del seno, che intravedeva , visti i primi bottoni slacciati.
Dal San Mungo ci fanno sapere che la McGranitt è in preda a crisi isterica, ma non temete: è sopravvissuta a svariati Schiantesimi in contemporanea, supererà anche questo.
– dannata ragazza!- mentre , il suo…bassoventre accennava un leggero movimento – ok, sono fritto – borbottò, lasciandosi andare contro lo schienale della poltrona.
Ora, gentili spettatori, fate uno sforzo. Cercate di ignorare l’immensa tristezza di questo Piton in versione quarantenne arrapato e concentratevi sul fatto che ha detto ok, sono fritto. Parole che in bocca a lui stridono più delle proverbiali unghie sulla proverbiale lavagna.

La notte stessa – destino beffardo, per citare la ficcy – a Ron (degradato a protozoo, dal momento che non riesce nemmeno a capire il significato della parola ‘ripetizioni’) e Hermione tocca fare la ronda nei sotterranei. No, non vincete nulla se indovinate in chi s’ imbatteranno, ma potete divertirvi ugualmente a provarci. Tu, laggiù, con la mano alzata? NO, non Gazza. Piantatela di sperarci.
– signorina Granger, venga subito nel mio ufficio –
Avanti, potete smettere di fingervi sorpresi: sapevate sarebbe successo.
Brace yourselves: winter horribly written sex is coming.

Infastidito , piacevolmente dal contatto e dal fatto che lei lo stava eccitando , le sollevò la gonna, incontrando la mutandina di pizzo nero. Gliela strappò, affondando subito un dito dentro di lei.
Facciamo un gioco, giacobini. Sì, anche i maschietti.
Procuratevi delle mutande di pizzo e indossatele. Poi afferratele e provate a strapparle via.
Ci sono due risultati possibili:
1) Le mutande non si strapperanno e vi si incastreranno tra le chiappe.
2) Le mutande prima vi si incastreranno tra le chiappe, poi si strapperanno.
In entrambi i casi, prevedo gemiti. Di dolore.

La telecronaca:
Un movimento ed un gemito a seguire. Un’altro dito. Un’altro gemito. Affondando in lei, sempre di più. Aggiunse un terzo dito, portandola a gemere ancora di più.
[…]
Un attimo dopo, la penetrò con veemenza. Facendola inarcare ancora di più verso di lui. La baciò, affondando nuovamente. Portandola a gemere forte. Ancora un’affondo. Ancora gemiti.

Non so voi, ma io mi sto immaginando una narrazione tipo questa.
– da dio – ammise, prima di affondare nuovamente e per l’ultima volta, raggiungendo così l’orgasmo insieme a lei.
GOAL!
Abituatevi agli orgasmi sincronizzati, cari telespettatori. Questo è solo il primo di una lunga serie.
gli accarezzò i capelli neri – notando che non erano unti – portandoglieli indietro
Non erano…?
Ecco spiegato l’OOC! Per forza qualcosa non tornava: questo non è Piton. Elementare, caro Watson.

Il capitolo successivo sostanzialmente una gran sega mentale. Piton segamentalizza. E’ la sua coscienza che gli parla, prende vita.

(Veramente a prendere vita era il burattino, ma non stiamo a fare i pignoli.)

Hermione segamentalizza. Perché lui è un professore, lei è una studentessa, non dovrebbero eccetera – tutte cose ragionevolissime, peccato non ci abbiano pensato prima

– è colpa sua – disse ad alta voce – del suo essere donna, e non accadrà mai più –
Severus, tesoro, due cose. La prima: vaffanculo. Fino a prova contraria, tu sei il professore e tu hai cominciato. “Colpa sua” una sega.
La seconda: piantala, tanto lo hanno capito pure in guferia che nel prossimo capitolo trombate di nuovo.
E infatti, nonostante gli sforzi del professore per evitarla, lei gli va a sbattere addosso.
Ancora.
E l’Homo Erectus si risveglia.

Convincendosi di non guardarle la camicia sbottonata, il solco del seno…o la gonna appena sollevata , convincendosi di non guardarle le gambe. Cercò di far qualcosa,ma sbagliò. La prese per mano e la trasse a sè.
Baciandola con foga, accarezzandole la schiena per finire appena sul fondoschiena.

Giusto perché non sarebbe accaduto più. Sarò strana io, ma da un uomo che ha fatto il triplo gioco in una guerra magica per anni mi aspetterei un autocontrollo leggermente superiore a quello di una scimmia Bonobo.
– profmpfffpfff…-
In pratica gli sta sbuffando in bocca. Sexy.
Lottando con se stesso pur di non sbatterla – dolcemente , s’intende – contro il muro
Dolcemente, sì.
e annegare nuovamente in lei.
Se questo non è sufficiente a risvegliare un ricordo nelle perverse menti dei giacobini di vecchia data, ecco un piccolo aiuto: acqua piena di fervore.

Accarezzandosi, baciandosi, levandosi i vestiti lentamente, eppur in modo così urgente. Lei, interamente nuda sotto di lui, lo fece impazzire di desiderio, ancor di più. La baciò sul collo, scendendo sui seni. Baciandoli, leccandoli, succhiandoli, mordendoli. Continuare la discesa sul ventre, intorno all’ombellico, scendendo ancora, alternando a carezze e baci, sulle cosce toniche.
Attenzioneeee… INZAGHI!
… scusate, mi ero distratta.
Ancora baci lussuriosi, affamati, ancora sguardi e il piacere sopraggiunse. Per entrambi , allo stesso momento.
E due.
Ancora movimenti, per raccogliere il piacere ed incanalarlo nei loro corpi.
Sev, quello non si chiama “piacere”. E, a meno che Hermione non stia già prendendo le dovute precauzioni, il mio consiglio spassionato è di incanalarlo altrove.

Dopo l’amplesso, Piton tenta di rassicurarsi… recitando a se stesso il decalogo delle Scuse dello Stupratore, a quanto pare.
Cercava , in qualche modo, di dar colpa a lei – donna. Che sapeva destreggiarsi bene, usando le tanto declamate arti seduttrici di una donna. Ma l’uomo, si diceva, è debole davanti ad una donna. E se lei era bella, sensuale, seducente, e non dimenticando , intelligente (in canon, sì. In questa ficcy, no), il mix era perfetto. E lui è un uomo.
Dalla cabina di betaggio, Capoh ci fa sapere che è già dal primo “è colpa sua” che medita d’incularlo con la sabbia. Non posso darle torto.
Hermione, intanto, continua ad avere problemi con l’orango che ha preso il posto di Ron.
– ti ho detto di no, Ronald! – si volta a guardare il ragazzo e sibila scandendo le parole – ho detto di no, fatteli da solo i compiti!-
Insomma, secondo ‘sta ficcyna dovremmo credere che, per sette (e più…) anni Ron sia andato avanti copiando i compiti da Hermione. I pomeriggi passati a studiare insieme a Harry nei libri ce li siamo sognati tutti.
Ma, come prevedibile, si tratta solo di una scusa per far allontanare Hermione da Ron e Ginny e farla andare in biblioteca, a studiare finché non sarà ora di andare a lezione.

…no, non è vero. Finisce in un’aula vuota con Piton, ovviamente. E non per giocare a rubamazzo.
l’orgasmo li raggiunse nello stesso momento.
E tre.
– merlino…- disse dopo un pò, una volta ripreso a respirare con calma.
Sev, mi pare un pessimo momento per lasciarsi sfuggire il nome di qualcun altro.

Il giorno successivo a lezione, tra una provocazione e l’altra, Hermione sfancula Piton con gran sorpresa di Harry e Ron – o chi ne fa le veci.
– ma..ma..ma..Herm tu sei quella pacata, gentile…anche con Malfoy…-
Ron. Lo ha schiaffeggiato, Malfoy. Al terzo anno. Tu eri lì. E hai quasi avuto un orgasmo.
Voi, invece, sarete sorpresi di sapere che Piton ha approfittato della scusa per convocarla quella sera nel suo ufficio, ufficialmente per punizione.
Ah, non lo siete?
Neanche un po’?
Io ci ho provato.
Un movimento e la penetrò con vigore. Affondando in lei sempre di più. Muovendosi, all’unisono. Gemendo e sospirando.Si guardarono , prima ancora di raggiunger l’orgasmo, baciandosi ancora.
E quattro.

l sole, pallidamente, era penetrato dalla finestrella, illuminandolo pian piano.
Ma non erano nei sotterranei?
– non invado i tuoi spazi –
Lui si sollevò appena, portandosi una mano sotto la guancia per sorreggersi.- …ti sembrerà strano….ma potresti essere l’unica a poterlo fare –
– cosa?-
– invadere i miei spazi –

Ecco, se dopo quest’equivoca conversazione lei fosse uscita per tornare con un gingillo tipo questo, la ficcy avrebbe improvvisamente riguadagnato punti. E invece niente. Peccato.

Nel frattempo, dal momento che Hermione non è rientrata in dormitorio per la notte (gran furbata, ragazza), Ginny ha mangiato la foglia; a quanto pare la porzione di cervello tolta al fratello in questa ficcy se l’è presa lei. E, da brava Weasley, sonda con delicatezza il terreno.
– hai una relazione con il professor Piton!?-
Panico. Hermione contatta telepaticamente Piton (no, ancora non so come questo sia possibile); Piton quasi si strozza, poi le dice di negare. Un raggio di luce nelle tenebre, la sua prima azione intelligente dall’inizio della ficcy! Puoi farcela, Sev! Puoi–

era ” tipo appuntamento, ma solo per comprare degli ignredienti per le pozioni “.
…come non detto, lo abbiamo perso. Andato. Un abilissimo doppiogiochista e spia che allaccia una relazione clandestina con un’alunna e, dopo aver saputo che una studentessa ha forti sospetti su di loro, la porta ad Hogsmeade per uno pseudoappuntamento anziché stare doppiamente attento.
La successiva descrizione degli abiti e del trucco di Hermione è tanto inutile quanto pallosa, ma siccome sono brutta, acida e cattiva ve la propino lo stesso.
Quindi , optò per una maglia bordeaux, un paio di jeans scuri e delle converse che andavano da nero a bordeaux – che impermealizzò – ed una ghiacchetta di jeans scura. Legandosi i capelli in una coda, sottolineando lo sguardo con una matita nera, e ammorbidendo le labbra con un burrocacao dolce.
Nel caso qualcuno degli spettatori fosse più ferrato di me in moda, gradirei sapere cos’è una ghiacchetta. Potete mandare la risposta a zoccolafrigida@giacobinedimmerda.it.

Ok. Sapevano entrambi, che visti da lontano sembravano due ad un appuntamento. Ma insomma…lasciar perdere ciò che pensavano gli altri e godersi il loro rapporto, anche per andare a comprare solo degli ingredienti per le pozioni.
Il che avrebbe pure un senso se non fosse per il fatto che, almeno in teoria, starebbero cercando di tenere la cosa segreta. E per ottime ragioni.
Di nuovo, piangiamo la perdita di Severus Piton, abile doppiogiochista e spia che ha saputo ingannare l’Oscuro Signore per anni. Non che per ingannare l’Oscuro ci voglia molto, in effetti, ma son dettagli.
I nostri si avviano verso Hogsmeade e, nel mezzo del cammin di nostra vita, si rendono conto di essere seguiti. Io per un momento ho sperato fosse, non so, Fenrir Greyback pronto a sbranarli, ma non siamo così fortunati: sono Harry, Ron e Ginny. Non viene spiegato come li seguissero, ma si presume fossero avvolti nel Mantello dell’Invisibilità. Come Hermione abbia capito di essere seguita non ci è dato saperlo.
– prego signorina Weasley, signor Potter, oh…signor Weasley. Uscite fuori – I tre, chiamati, uscirono allo scoperto.
Mentre i due babbuini che fungono da controfigure per Ron e Harry – presumo avessero gli allenamenti di Quidditch – si limitano a balbettare e più spesso a stare zitti, Ginny è decisamente più diretta:
-veramente, professore, volevamo…ehmmm come dire. Seguirvi. …- guardò Hermione – qualcosa bolle in pentola… –

Ora, un uomo con mezzo cervello funzionante avrebbe finto di cadere dalle nuvole e avrebbe detto di non avere la più pallida idea di cosa si stesse parlando, suggerendo altresì alla signorina Weasley di fare un salto in infermeria ed informare Madama Chips del trauma cranico che ha chiaramente ricevuto.
Ma al nostro povero professore, purtroppo, non è rimasto nemmeno un quarto del cervello. Capita, quando tutto il sangue normalmente destinato alle cellule cerebrali è costantemente deviato verso l’inguine. E cosa risponde, dunque?
– signorina Weasley, se lo metta in chiare lettere stampate nella mente, depravata. Non ho nessuna relazione – extrascolastica – con la presente Granger. –
Che non è per niente una cosa sospetta da dire, soprattutto dal momento che Ginny si è limitata a dire che “qualcosa bolla in pentola”.

La sua spiegazione sul motivo della passeggiata è ancora più ridicola:
Le ho chiesto di accompagnarmi, soltanto per un parere di opinioni (eh?), in quanto la signorina Granger è molto più portata di voi.
Di loro, sì. Ma tu sei un pozionista, Sev. Sei IL pozionista. Le tue pozioni sanno fare pozioni. Sei il Nick Fury delle pozioni. Che ti serva l’assistenza di una studentessa (ripetente!) per scegliere gli ingredienti non la berrebbe nemmeno Luna Lovegood.
Ginny e gli scimpanzé si allontanano e, carramba che sorpresa…
-vuoi che ammetta…che è stata una scusa, per uscire….a cena, in una tavola calda, con te? – la guardò – ok, lo ammetto – disse schietto.

– cosa c’è tra noi due, Severus?-
– qualsiasi cosa sia, mi va di accettarla così come viene – ammise.
– e…se fosse…-
– amore?-
-si –
-lo accetterei comunque – la guardò – ti ho detto, che sei l’unica che può invadere i miei spazi –

Io insisto a dire che un dildo migliorerebbe di gran lunga la trama.

Il capitolo successivo è… è il nulla. Il vuoto cosmico, non succede niente di rilievo. Rientrano ad Hogwarts, si salutano, Hermione va da lui durante la notte (senza che nessuno se ne accorga, in camicia da notte, scalza e senza il minimo timore di essere beccata… vabbe’), scopano e si addormentano.
Noia, noia, noia.

l mattino seguente, a colazione, in Sala Grande c’è una nuova arrivata.
Era niente mentre sedeva al tavolo. Poi….sperò di star in mezzo ad un incubo. Vecchio…ma incubo. Silente stava dicendo qualcosa, riguardo la nuova commissione d’esami. Ma la sua attenzione era rivolta verso la donna seduta vicino al professor Piton.
Bella, a dir poco…rossa di capelli, occhi verdi, ed uno sguardo dolce. Sentì un gemito strozzato provenire dall’amico, sedutole affianco. Harry. Quella donna , assomigliava incredibilmente a Lily Evans. La mamma di Harry, la donna …amata in passato, per anni, da Severus Piton.

Ora, considerato che Harry si ritrova a guardare il clone della mamma morta, personalmente mi aspetterei da Hermione un minimo di empatia nei suoi confronti. Ma proprio un minimo, eh.

E invece no: dimentica di Harry e delle sue reazioni, si limita ad essere gelosa marcia per… al momento nessun vero motivo apparente, direi, a parte la sua somiglianza con Lily. Non abbiamo nemmeno modo di sapere in che modo lo stesso Piton la stia guardando, a dire il vero; ci è solo dato sapere che Hermione è tanto disperata da chiudersi in bagno e scoppiare in lacrime davanti a Ginny.
Me la ricordavo più controllata, la ragazza.

Segue un siparietto che farebbe ridere anche gli sceneggiatori di Beautiful:
Gin, sono innamorata di lui – ammise.-
-allora, farò di tutto per aiutarti…-
-no…grazie…-
-dai…-
-Gin…ho paura –
-hai paura, perchè hai ammesso di amarlo. Ma la paura che hai, ti darà la forza o la spinta per combattere…- le sorrise – è sempre quello che mi dici, no?-

Ma combattere cosa, per le mutande di Merlino? Cosa? La tizia – tale Evelyn Green, commissionante degli esami – somiglia a Lily, e basta. Non ha ancora detto né fatto nulla, eh. Né Piton è stato visto sbavarle dietro, quindi finora è pura paranoia. Ginny, se le sei davvero amica dille di farsi vedere da uno bravo. Anzi, avresti già dovuto capire che qualcosa non andava quando Hermione Granger ha cominciato a farti discorsi sdolcinati sulla paura e la spinta per combattere.

Piton la raggiunge, butta fuori Ginny e dà il via ad un’altra conversazione, il sui momento clou è questo:
– ….ami ancora Lily?-
L’ennesimo sospiro di lui, e poi – no.

Always.
Always.
ALWAYS.
…scusate, dev’essersi inceppato il disco.
– ti amo, Hermione – e la strinse a sè.
-…ti amo, anche io….- lo guardò e lo baciò sulla punta delle labbra – non piangerò più…prometto
-piangere non è debolezza…e ti rende più bella…-

Severus Piton – quello secondo canon – avrebbe un paio di parole da dire.

…toh, si è inceppato di nuovo il disco.

Nel capitolo successivo, tanto per dare un senso logico alla paure preventive di Hermione, questa Evelyn Green si struscia addosso a Piton. Letteralmente.
La nuova donna era ferma, davanti a loro, parlando con il professor Piton. Lo guardava, sognante. Cercando un contatto. Hermione, strinse le labbra, e strinse ancor di più il braccio all’amico. E peggio, fu quando Evelyn sorrise al professor Piton, avvicinandosigli e poggiando la mano sul suo petto, scendendo verso il braccio.
Ora.
Abbiamo una dipendente del Ministero della Magia che sta palpando un professore in mezzo al corridoio di una scuola; sono abbastanza sicura che tale professore – anche un professore capace di portarsi a letto una studentessa – avrebbe qualcosina da ridire. Almeno si scosterebbe, o direbbe qualcosa di sarcastico. E invece nulla. O, almeno, di presume: di nuovo, non ci è dato sapere quale sia la reazione di Piton… sempre che ce ne sia una.

Harry, intanto, ha capito tutto e si mette a dare consigli non richiesti.
– Herm, non permetterle di farti questo – le si avvicinò e l’abbbracciò –
Ma non le sta facendo nulla, Harry. Si sta strusciando addosso ad un professore, al limite è lui che potrebbe avere un’obiezione o due. Per quel che ne sapete, la tizia non ha la minima idea della relazione con Hermione. Ed è un’ottima cosa, perché con ogni probabilità costerebbe a Piton il posto di lavoro.
– so, benissimo e lo vedo…che hai una relazione con Severus – le bisbigliò in serpentese, sapendo che lei lo capiva.
Harry, riprenditi. Tu non hai mai chiamato Piton “Severus”. Mai. E perché parli in Serpentese? Hermione non…
Entrambi, infatti parlavano il serpentese…
Ma anche no.

Soltanto Harry parla Serpentese: Hermione non ha questa capacità. Ed Harry parla Serpentese solo perché ha un pezzo dell’anima di Voldemort in corpo; se Voldie è morto, e lo è, questo pezzo d’anima non dovrebbe più esserci, ed Harry dovrebbe aver perso con esso la capacità di parlare Serpentese.
Insomma, nessuno dei due dovrebbe capire una cippa di Serpentese, a questo punto.

Comunque sia, dopo tanto segamentalizzare ecco il primo contatto diretto tra Hermione e Evelyn Green. Un contatto da cui deduciamo che la tipa ha seri problemi.
-bene….oh, mi dica…- le si avvicinò – sa per caso …se il professor Piton è impegnato?-
Ed Hermione, anziché farsi qualche domanda sulla professionalità di una dipendente del Ministero che fa alle alunne domande sulla vita sentimentale dei professori – e possibilmente pensare di parlarne alla McGranitt – si sente gelosa… e basta.
– oh….non saprei….non è che siamo amici…e poi , perchè chiederlo a me? Lo chieda a lui….-
– certo…ma per bon ton, non sta bene che una donna lo chieda esplicitamente ad un uomo…-

Invece chiedere alle alunne lo stato sentimentale dei professori è tanto di classe.

Il successivo dialogo tra Piton e Hermione è un tale capolavoro di nonsense che non posso non riportarvelo per intero.
-è sbagliato –
-perchè?- si poggiò contro il banco.- perchè siamo noi – le disse.
– ma poco fa…-
– e lo ribadisco, ti amo…- la guardò – ma…ho una strana sensazione. Il marchio mi brucia…e lo odio…..- si toccò il petto – e qui dentro….giuro , che batte per te ora più che mai , ma ho paura…-
– di cosa?-
– appunto di questo, non so di cosa si tratta. – la guardò e le si avvicinò – ti amo, ma quella donna mi spaventa. Potrebbe…-
– combinare qualcosa? –
– forse. Quando mi ha toccato, ho sentito freddo. Freddo , glaciale – sospirò, poggiandole un bacio sulla fronte – e lo sento ancora…eppure mi sei vicino…-

Bene, ricapitoliamo.
La ama. Ma il Marchio brucia. Il cuore batte per lei, ma lui ha paura. E poi la sosia di Lily lo spaventa. Ha freddo.
Tra tutte queste informazioni ne vedete una importante, una che abbia senso?
Tu, con la mano alzata?
Esatto, il Marchio Nero brucia. E, con Voldie morto, il Marchio Nero non dovrebbe bruciare. L’ultima volta che ha bruciato dopo anni di quiete era perché l’Oscuro Signore, presunto morto, era tornato. Non mi sembra un segno da ignorare.
E Severus Piton, abilissimo doppiogiochista e spia, se ne fotte. Anziché filare da Silente per fargli sapere che oh, il Marchio Nero gli brucia all’improvviso da quando ‘sta tizia gli ronza intorno, rimane in aula a blaterare un polpettone romantico che sembra uscito da un pessimo Harmony; e, come unica precauzione, scarica Hermione. Avvertire Silente? Nah. L’Ordine? Macché. Scarica l’alunna e risolverai tutti i problemi.

– quindi…mi ami, ma non …-
– non c’è più un noi, Hermione –

Credo, a questo punto, di dovere al pubblico una spiegazione.
C’è un motivo per cui questa recensione chilometrica non si è conclusa pagine fa.
C’è un motivo per cui mi sono imposta di resistere fino a questo capitolo prima di farmi da parte e lasciarvi esplorare il resto della ficcy da soli.
E il motivo è che non potevo, non potevo non includere nella puntata questa gemma che infinite risa addusse ai giacobini (e va bene, lo ammetto, a me e a Capoh in primis).

Non c’è più un noi. E sì che la parola “noi” non è stata nemmeno pronunciata fino a quel momento. Se Hermione avesse azzardato un “ma noi” avrebbe avuto un senso, ma così questo “non c’è più un noi” ad minchiam ci sta come i cavoli a merenda.
Dovrebbe rattristarmi, e mi fa schiantare dalle risate. È… è sublime.
E contagioso, a quanto pare:
– non c’è più un noi, Harry. Ha chiuso….- singhiozzò.

Non temete, amici spettatori, questa non è che una crisi-lampo per aumentare il phatos: i due saranno l’uno nelle braccia dell’altra nel prossimo capitolo. Vedere per credere: la ficcy sapete dov’è.
Io mi fermo qui: la ficcy mi ha seriamente provata e necessito di riposo.

Si ringraziano annarita18 per la segnalazione, Capoh per il sostegno morale e i giacobini tutti per la betatura.
C’È UN NOI!

Il ritorno della pallida cortigiana – la vendetta

Giacobine, giacobini (ci sono momenti in cui rivolgermi ai nostri esimi colleghi uomini mi fa ancora uno strano effetto, sappiatelo), benvenuti. Prego, accomodatevi: sono lieta di potervi offrire una sistemazione migliore rispetto alla stanza d’ospedale dove ci siamo lasciati la scorsa puntata: a quanto pare il mio rattrappito cuore di megera acida ha reagito abbastanza bene all’infarto che mi colse tempo addietro, nel riscoprire questa ficcy che credevo ormai perduta nei meandri del Tempio. Aggiornata, naturalmente, perché le disgrazie capitano due a due come le ciliegie.

 

Ma bando alle ciance e riprendiamo la puntata. Dov’eravamo rimasti? Ah, giusto: al terzo capitolo di “Punto debole” di AngevilRickman  (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=151644)

Suggerimento: se odiate Renato Zero, amate il canon o siete diabetici, tutto questo non fa per voi. Se proprio volete continuare, vi consiglio di tenere a portata di mano elfo del catino e insulina. Ma tanta insulina, eh.

 

Severus Snape percorreva gli interminabili corridoi di Hogwarts

Immagino quindi che da questo momento il nostro professore di Pozioni sparirà dalla storia, essendo impegnato a percorrere dei corridoi che, in quanto interminabili, non finiscono mai. Ciò significa che non potrà strusciarsi addosso a Potter, andare a letto con Voldemort e provocare accessi di gelosia nel GoS. Un peccato, ma ce ne faremo una ragione.

…sentite, ma vi costa tanto lasciarmelo sperare?

 

Mentre il nostro eroe (?) percorre corridoi che tanto interminabili, purtroppo, non sono, veniamo informati della sua opinione nei confronti del vecchio pippaiolo.

lui lo vedeva solo come un essere subdolo per cui tutti sono sacrificabili, trattava le persone come i pezzi di una scacchiera da muovere correttamente per vincere la partita e Severus odiava essere trattato così

Se essere trattato così gli fa tanto schifo, perché tanta fretta di saltare di nuovo nel letto di di zio Vol…ehm, nel carrozzone dei Mangiamorte? Non mi risulta che l’ Oscuro Signore (il vero Oscuro Signore, santa pace, non zio Voldy) sia noto per preoccuparsi poi tanto dei suoi seguaci.

almeno Voldemort non usava quella falsa gentilezza di cui invece Silente abbondava.

Mistero risolto: alla Pallida Cortigiana il sesso piace violento, ed effettivamente il vecchio pappone è troppo avanti con gli anni per essere il macho della situazione.

Prendi un Severus,

trattalo male…

 

“Preside (una virgola qui faceva schifo, suppongo) le devo parlare (punto. No, non mi metterò a correggere tutta la punteggiatura, ci staremmo fino a domani.)

“Tra noi è finita, Albus.”

“Perché, Sev? Dimmi perché!”

“Non puoi soddisfarmi, Alby, io voglio essere maltrattato, mentre tu puoi a malapena…”

 …no, va bene, non è andata esattamente così.

“Dell’incontro che hai avuto con Voldemort?” chiede invece Silente, e Sev Sev intuisce che Potter lo ha già messo al corrente. No, non per tentare di mettere in guardia il mondo magico da una potenziale spia, che pensate?

era stato più ingenuo di un Tassorosso… (perché, si sa, i Tassorosso sono i fessacchiotti della situazione. Sempre. Gente come Cedric Diggory finisce lì solo per errore) Potter aveva capito ciò che provava per Voldemort e per qualche motivo aveva fatto il possibile per farlo tornare da lui..

 

Tu che hai alzato la mano, cosa dici? Sì, certo, lo so che è una cosa che non sta né in cielo né in terra, ma ehi, this is ficcy.

Tu che saltelli? Sì, mi rendo conto che una cosa del genere avrebbe più che altro avuto l’effetto di far finire la pallida cortigiana ad Azkaban in meno di dieci minuti che non quello ci farlo ‘tornare da lui’. Ma di nuovo, this is ficcy. La logica è un optional.

 

La pallida cortigiana, dunque, confeziona al volo una storiella per il vecchio cannaiolo (storiella da cui si evince che a qualunque ex Mangiamorte che abbia tradito lo zio Voldy basterebbe tornare e dire “ehi, sono di nuovo dei vostri!” per riavere la sua immediata fiducia) che ci casca con tutte le babbucce. Non solo, ma reduce dalla quotidiana dose di cannabis, comincia a blaterare:

 Ricordo la prima volta che arrivasti da me Severus, fu poco prima della caduta di Voldemort, una sera ti ritrovai nel mio ufficio con Minerva, eri depresso, sembrava che per te la vita non contasse più nulla, quando mi dicesti di essere un Mangiamorte sentii il tuo dolore…

Il discorsetto andrebbe avanti, ma sono buona e ho deciso di risparmiarvi. Sì, so che vi state chiedendo per quale motivo Silente dovrebbe ripetere tutta ‘sta pappardella visto che Sevvie ne è stato protagonista e sa benissimo come sono andate le cose, ma non sforzatevi troppo. Certe domande sono destinate a restare senza risposta.

 

Chiaramente seccato dalla tiritera (e chi non lo sarebbe?) Sevvie tenta di squagliarsela, ma non riesce a dribblare un’ultima domanda del vecchio pappone:

“Questa sera non ti farà del male giusto?”

No, gli darà la caramella col buco e il bacetto in fronte. Considerato che l’ha tradito e che il Silente ignora – beato lui! – la vera natura della loro relazione, la domanda corretta sarebbe “non credi che ti ammazzerebbero a vista?”

La risposta è illuminante: “Penso di essere punito per il tradimento ma nulla di grave, sa che devo essere in grado di tenere le lezioni.

Però, ed io che pensavo che i traditori venissero fatti secchi senza preoccupazioni per i loro futuri impegni. Ma d’altronde, non tutti i traditori sono impelagati in una storia di sesso violento con il capo. No, Bella, non tu – dopottutto, noi siamo più aperti dei Mangiamorte: tutti si paxano e/o slashano con tutti.

 

Lasciato l’ufficio del vecchio cannaiolo, un incontro con Potter è, temo, inevitabile. Dopo aver tolto punti a Grifondoro (uno sprazzo di IC, come un raggio di luce nelle tenebre! Puoi farcela, Sev!) ogni speranza di redenzione viene infranta in poche, sgrammaticate frasi:

Severus lo prese per i fianchi girandosi e premendo il ragazzo contro il muro, avvicinò le labbra al suo orecchio sussurrando “Invece sappiamo entrambi cosa vuoi Potter, mi odi, mi disprezzi ma mi vuoi. Vorresti starmi sopra non è vero?

Insomma, un solo raggio di luce prima che le tenebre dell’ OOC piombassero nuovamente sulla mente del povero professore. Risparmierò ai poveri spettatori la scena nella quale Sev si struscia un po’ contro Potter (sì, dopo aver piantato a Voldy un tragedia nelle precedente puntata  perché ‘si era scopato Bellatrix’) prima di andarsene, lasciandolo lì nel corridoio arrapato e incazzato come una biscia. Insomma, glielo fa annusare e poi non glielo da.

…santa pace, che brutta immagine. Mi sa che d’ora in poi userò questa frase solo al femminile…

 

A questo punto, miei cari spettatori (siete ancora lì? Ne avete di coraggio, devo ammetterlo), direi che ci meritiamo tutti una pausa. Seguitemi, ordunque: allontaniamoci dal presente – guisto per non sapere in che modo Harry risolverà l’ingombrante problema che Sev gli ha lasciato strusciandoglisi addosso – per assistere ad un mirabolante flashback. E non un flashback qualunque, bensì un flashback del GoS.

Un giovane dai lunghi capelli biondi, si trovava nella sua stanza privata, privilegio dei prefetti

Tu, con la mano alzata? No, Ron ed Hermione non hanno avuto una stanza privata quando sono diventati Prefetti. Solo il GoS ha avuto tale privilegio – non vi aspetterete mica che concupisca le vergini a lui destinate in un dormitorio pieno di guardoni, no?

Ma stavolta a presentarsi la creature tremebonda che entra nella sua stanze e si avvicina al suo giaciglio non è un’inutile femmina qualunque, bensì il giovane Severus.

…no, non vincete nulla se avete indovinato. Era troppo facile.

 

E no, il giovane Sev Sev non trema perché eccitato alla prospettiva di una notte col GoS (considerato che Lucius ha almeno sei anni più di Severus e che, di conseguenza, avrebbero rispettivamente qualcosa come diciassette e undici anni, è bello sapere che almeno la pedofilia l’abbiamo scampata): il piccolo Sev trema a causa della pioggia poche gli ricorda il giorno in cui gli Auror erano entrati in casa sua ad annunciare che il padre era entrato a far parte di un gruppo di pericolosi fanatici chiamati Mangiamorte e che era stato ucciso durante un conflitto. Severus non aveva mai smesso di odiare né gli Auror né la pioggia, adorava il padre, tutto ciò che sapeva lo aveva imparato da lui

No, spettatori, il fatto che Tobias Snape fosse un Babbano non ve lo siete sognato. E no, non vi siete sognati nemmeno il fatto che Severus non nutrisse per lui qualcosa anche solo vagamente simile ad ‘adorazione’. La Rowling è stata parecchio chiara su certi dettagli ma che volete farci – ancora una volta, this is ficcy!

 

Insomma, per motivi in chiaro contrasto col canon, il nostro Sevvie ha bisogno di conforto, che gli viene prontamente offerto da Lucius, che gli infila le mani sotto la maglietta e…

…ehi, non guardatemi così, ho già detto che almeno stavolta Lucius-il-pedofilo ci è stato risparmiato!

infilò le mani sotto la maglietta del ragazzo più giovane iniziando a fargli il solletico.

Visto? Del tutto innocente. Giacobine latiniste malpensanti che non siete altro!

Lucius gli posò un dolce bacio sulle labbra accarezzandogli lentamente la guancia poi se lo strinse al petto. “Dormi, ci sono io con te e quando saremo grandi sarò al tuo fianco nel momento in cui compirai la tua vendetta”

Va bene, ritiro tutto. Abbiamo visto di peggio, certamente, ma…sì, insomma, l’autrice lo SA che qui Severus può avere al massimo undici, dodici anni mentre Lucius ne avrebbe almeno diciassette, sì?

 

Insomme, Sevvie-Orsetto-Del-Cuore si addormenta, ed eccoci catapultati fuori dal flashback e di nuovo nel presente, per la precisione a Malfoy Manor. Ed ora, amici spettatori, è il momento della Posta del Cuore di Narcissa Black in Malfoy – il tutto sulle note di “Magari” di Renato Zero. Sì, sono seria. Sono l’unica ad avere problemi a collegare quella canzone a Lucius Malfoy e Severus Snape?

Tralasciando il testo della canzone (ho un cuore anch’io, per quanto malandato, quindi vi risparmio) ecco alcuni pezzi sparsi tratti da “La Posta del Cuore” di Narcissa:

“Dimentichiamo la sistemazione dei mobili, mi dici cos’è successo? E’ da quando sei tornato dal ministero che sei strano!”

Gli occhi di Lucius, di solito freddi, in quel momento mostravano solo malinconia e dolore. “Severus è venuto da me, penso voglia recuperare la nostra… amicizia”

E mo’ se chiama amicizia…

“Se fosse rimasto lì due minuti in più non sarei riuscito ad impedirmi di stringerlo e baciarlo fino a fargli dimenticare il suo nome”

Nulla da eccepire. Lui è il GoS. Lui tutto può.

“Capisco.. Lucius rispondi sinceramente: sei disposto a lottare per Sev?”

Contro Voldemort? Con rispetto parlando, sarebbe un suicidio.

 

A quanto pare, Narcissa Malfoy sta tentando di spingere il marito a farsi ammazzare. Le farebbe comodo, probabilmente: ovviamente Narcissa è sempre cornuta, ma non sembra turbata dall’infedeltà del marito in quanto lo cornifica a sua volta…e anche piuttosto apertamente, dal momento che il GoS  arriva a chiederle se almeno questo è carino. Che fa tanto quattordicenne intenta a spettegolare con la compagna di banco, ma tant’è. Certo, la risposta non è propriamente matura:

“Più di te sicuramente”. Pappappero, aggiungerei.

 Il GoS, tuttavia, non da alcun peso alle sue parole (perché dovrebbe? Sappiamo tutte che non è GoS per niente): a quanto pare, ha ben altro per la testa. No, non quello – ha un piano per rendere Severus do nuovo suo. Mi auguro che tra lui, Voldemort e Potter ci si possa mettere d’accordo, che i passaggi di proprietà possono essere una rogna se le parti in causa non concordano.

 

Ma adesso lasciamo il GoS e Renato Zero e torniamo a vedere cosa sta facendo Snape. Che in effetti a Renato Zero somiglia abbastanza nella versione cinematografica, ma son dettagli.

La riunione era prevista per mezzanotte. Alle 21:35 (accidenti, che precisione svizzera) Severus decise di non voler aspettare

‘azzo, figlio mio, sei proprio arrapato forte, eh.

Insomma, il nostro Sevvie arriva alla residenza dell’Oscuro con largo anticipo, ritrovandosi da solo con Voldemort. Se avete un brutto presentimento, sappiate che è fondato: dopo una breve discussione su un presunto doppiogioco di Greyback (sì, Greyback. Quell Greyback. Quello a cui interessa solo poter soddisfare la propria sete di sangue e che è entrato nelle file dei Mangiamorte solo perché gli lasciano sbudellare mezzosangue e babbani senza problemi. Ce lo vedo proprio, a fare il doppio gioco per Silente…) Lord Voldemort passa all’azione:

Il suo signore lo guardò divertito, facendolo alzare e conducendolo poi verso la sua camera da letto.“Direi che ne abbiamo abbastanza per rendere la serata interessante”

Non conosco le opinioni degli esimi spettatori, ma io direi che ne abbiamo abbastanza e basta.

 

Giacobine, giacobini, latinisti, questa puntata di Fastidious Geographic si chiude qui. Vorrei ringraziare il tecnico delle luci, EFP, la mamma e il computer per non essere esploso dopo le prime tre righe di ficcy – è stato anche grazie a loro se sono riuscita a portare questa puntata sui vostri schermi.

…come sarebbe a dire “non lo fare mai più”…?

Il ritorno della pallida cortigiana

Buonasera, giacobini, e benvenuti a Fastidious Geographic.
Mi rincresce essere comparsa sui vostri schermi in questo modo distogliendovi da tutti quei deliziosi preparativi (girare sotto pioggia/neve/grandine per acchiappare regali all’ultimo secondo senza rovinarvi, inciampare sulla presa elettrica delle lucine di Natale, riempirvi i vestititi d’ aghi nel fare l’albero…)che anticipano la venuta del Falso Natale (perché il Natale vero, lo sappiamo tutte, cade il giorno della nascita del nostro Divin Pargolo).
 
Vi ringrazio dunque per aver lascito a metà tali incarichi per seguire questa puntata nella mia stanza d’ospedale. Chiedo perdono se lo spazio è alquanto angusto e vi prego d’ignorare l’irritante beep delle macchine che si assicurano che il mio rattrappito cuore continui ad adempiere al suo incarico – so che è disagevole ma la ficcy, vi assicuro, merita.
 
Perchè mi trovo qui in ospedale, chiedete voi? Vedete, miei cioccolatini all’arsenico, io avevo già da tempo adocchiato tale meraviglia…e vedere adesso che nuovi capitoli sono stati nel frattempo aggiunti è stata un’emozione troppo forte per il mio malandato organo cardiaco.
Ma proseguo ora a mostrarvi questa fulgida gemma, chiaro esempio del fenomeno a noi tristemente noto come "Severus pallida cortigiana". La ficcy a cui mi riferisco è “Punto Debole” 
Già dall’introduzione veniamo informati che si tratta di una Severus/Harry Severus/Lucius Severus/Voldemort ed altri.
In sostanza, una Severus/tutti. I minorenni farebbero bene ad allontanarsi, la storia non fa per loro. 
 
Nel primo capitolo troviamo la pallid…ehm, il nostro professore di Pozioni nel suo studio, intento a dispensare pessimi voti. E fin qui, direte voi, è perfettamente IC.
L’idillio, purtroppo, si spezza quando una ‘figura’ fa irruzione nell’ufficio del professore e, senza una parola, gli salta addosso baciandolo famelico. Severus, probabilmente sotto effetto di allucinogeni, ricambia.
La figura famelica si rileva essere nientepopodimeno che Harry Potter. Sì, quel Potter.
La pallida cortigiana vorrebbe spupazzarselo un po’, ma le sue speranza sono presto deluse: “Non ho tempo di scopare, ci sono gli allenamenti oggi, sono passato solo per un saluto.”
All’anima del saluto…e poi, Harry, che celestiale delicatezza!
 
Deluso, Severus lo spedisce fuori dal suo ufficio, dopodiché procede ad informarci che no, loro non si amano (eh, lo avevamo notato…a partire dal primo libro, direi). La loro è una storia di solo sesso per calmare i bollori perché l’astinenza, si sa, gioca brutti scherzi e può far fare anche ai personaggi più intelligenti e controllati cose alquanto stupide…tipo, che so, invischiarsi in una storia di sesso con un alunno minorenne.
Temo il nostro Severus si sia perso il cervello, e non sono certa di voler sapere dove.
 
Veniamo anche informati del fatto che Severus aveva pensato qualche volta prima di Potter ad iniziare una qualche relazione per passare il tempo, in fondo era pur sempre un uomo ma non aveva mai trovato qualcuno che fosse adatto. Un paio di volte era arrivato a pensare persino a Remus Lupin ma se l’era velocemente tolto dalla testa; non fosse bastato il ricordo del tentato omicidio di quando erano ragazzi, il fatto di averlo visto più di una volta in posizioni inequivocabili in vari anfratti della scuola con Black gli aveva fatto scartare l’idea.
Il fatto che Lupin lo disgusti (non si fa problemi a dimostrarcelo già dal terzo libro…ma questo non dovrebbe essere un problema, dato che in questa ficcy fare sesso con le persone che più odia lo attizza parecchio) non conta, immagino. E no, non siete le uniche ad avere qualche problema ad immaginarvi Lupin che si struscia addosso a Black sotto gli occhi di terzi.
 
Qualche ora dopo Potter torna alla carica (bleah) e Severus sembra pronto a concupirlo, quando…
“Devi sempre essere così fiscale Sevvie?”
Mai parole furono più fuori luogo: in un mirabolante flashback, vediamo il professore di pozioni bisticciare come una dodicenne con qualcuno che, con sua grande irritazione, insiste a chiamarlo ‘Sevvie’. Finalmente (?) il suo interlocutore si stufa di battibeccare:
 
“Non usare quel tono con me, dovresti imparare a tacere qualche volta Sev oppure utilizzare la bocca per qualcosa di più piacevole” terminata la frase si avventò sulle sue labbra spostandosi lungo la mascella e mordendolo a sangue sul collo, lasciandolo poi eccitato ed imbambolato a sussurrare “Si, mio signore”.
…non so voi, ma personalmente preferivo il battibecco. E quel “mio signore” alla fine mi fa star male – è mai poi possibile che fosse Lord Voldemort il misterioso interlocutore? Sante pace…
Comunque sia, il flashback sconvolge Sevvie (ha sconvolto un po’ tutti, credo) che butta Potter fuori dalla stanza. Di nuovo. Intuendo che qualcosa non va (e questo si era capito dall’introduzione, credo) il nostro Harry consiglia a Sevvie di ‘parlare’ con colui o colei che è responsabile del suo turbamento.
 
Un momento, ma ‘sti due non si odiavano? Non era una storia di sesso tra persona che si detestano? Perché Potter dovrebbe dargli consigli a mo’ di “posta del cuore”?
Ovviamente il nostro Sevvie segue il consiglio…e i nostri peggiori timori trovano conferma: sì, si tratta proprio di lord Voldemort. Va bene, va bene, lo SO che non dovrebbe sorprendermi…
 
“Desideravo parlarti di noi…ciò che c’è stato in passato”
Immaginatevi il Severus Snape della Row’ rivolgere queste parole a Lord Voldemort. Io personalmente mi sono ribaltata sul lettino d’ospedale in preda ad un accesso di risa isteriche, strappandomi una flebo dal braccio.
Alla fredda risposta dell’ Oscuro, Sevvie risponde con un momento di pura poesia.
“Immagino che tu non abbia avuto problemi a rimpiazzarmi, io ho trovato molto appagante sbattermi Potter”
Pappapero, aggiungerei io.
 
In un improvviso momento di lucidità, Voldemort lo crucia. Snape gli chiede di ucciderlo…e, visto come è stato trattato il suo personaggio, tutti noi ci uniamo alla richiesta. In certi casi una morte dignitosa (?) è l’unica via d’uscita, signori miei.
Ma l’Oscuro non cede, e si limita a leggere la mente del nostro Sevvie. Veniamo così informati del VERO motivo per cui Snape aveva lasciato il servizio di Voldemort per unirsi alle file di Silente.
“[…]Stupendo ti sei scopato Bellatrix mentre stavi con ME una sola volta ora si che è tutto a posto”
“Severus lei non era nulla per me”
“E ALLORA PERCHE’ CAZZO TE LA SEI SCOPATA?”
Dovrebbe essere una scena drammatica, piena di patos, di quelle che fanno commuovere…sì, io mi sto ancora rotolando sul letto in preda ad accessi di risa.
 
Dopo una sequela alquanto prevedibile di scuse (lei non voleva dire nulla, è stata solo una volta, tu non c’eri ed io mi annoiavo, è stato un errore, tu sei tutto per me…), la romantica dichiarazione:
Lo strinse a sé è depose una scia di baci sul suo collo fino ad arrivare all’orecchio “Significa che se non sei troppo impegnato con quel presto-morto di Potter puoi tornare da me”
E Sevvie, ovviamente, si scioglie come un ghiacciolo nel microonde e accetta.
 
Nel secondo capitolo, Harry tenta disperatamente di convincere Silente che Severus li ha traditi ed è passato dall’altra parte (come esattamente lo abbia capito non ci è dato saperlo…Snape ha smesso di saltargli addosso?), ma il vecchio pippaiolo s’impunta: io mi fido di Severus, sei troppo giovane per capire, fila via che mi preparo un’altra canna.
 
Harry obbedisce, ma i suoi pensieri restano chiaramente rivolti a Sevvie del momento che comincia a fare sogni erotici che hanno per protagonista il succitato professore, fantasticando su ciò che accadeva nel suo studio durante le…punizioni.
Un momento quando cavolo aveva iniziato a masturbarsi? Non se ne era neanche accorto preso com’era da… dannazione ed era pure venuto pensando a lui! Ok era ufficialmente un cretino…
Almeno sul suo ultimo pensiero, concordo pienamente…
 
Dopo essere stati deliziati dalle fantasie di Potter, non poteva ovviamente mancare la scena di sesso tra Sevvie e Voldie, no? Ma vi vedo provato, quindi vi risparmierò questa scena emozionante, scritta in perfetto stile ‘telecronaca sportiva’ sportiva e con tanto di orgasmo lampo.
 
Il mattino seguente, Voldie convince Sevvie (non chiedetemi di usare i nomi dati loro dalla Rowling quando dei loro veri caratteri non resta nulla, vi prego. E’ troppo doloroso) a tornare ad Hogwarts come spia, e Sevvie accetta…a patto di poter prima passare a dare personalmente la notizia del suo ritorno fra i Mangiamorte a Lucius Malfoy “perché Lucius è Lucius”. E, dal momento che è del GoS che stiamo parlando, non possiamo dargli torto.
 
La reazione del GoS, tuttavia, non è propriamente entusiastica: “Ora cosa? Hai fatto pace con l’Oscuro quindi vieni a riprenderti anche me? Non sono il tuo giocattolo, Severus.”
Ovvio che no! Il GoS, un giocattolo? Non sia mai!
 
E, con un melenso flashback sui trascorsi scolastico di Sevvie e del GoS, si concluse il secondo capitolo. E qui, giacobini, il mio cuore inacidito comincia a dar segni di cedimento: credo chiamerò l’infermiera…ma non temete, la ficcy non finisce qui!
Nella prossima puntata scopriremo insieme come Lucius progetta, dietro consiglio di Narcissa (cornuta come sempre, ma almeno stavolta ne è felice) di riprendersi il suo Sevvie…il tutto sulle note di “Magari”, di Renato Zero.

…no, non sto scherzando.