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Incubi e Deliri

Miei carissimi pennuti in procinto di svernare per lande ben più temperate, rieccoci nuovamente dopo una lunghissima attesa a bordo della nostra amatissima Chevrolet Impala del ’67.

La vecchia radio sta diffondendo le note di “Sympathy for the Devil” del Rolling Stones, mentre mi accingo a scoprire cosa tale bsbina ha in serbo per i nostri due fratelli nel suo primo racconto sulla coppia Sam-Alice che potete trovare qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=408834&i=1

Se vi state per domandare chi sia costei, spegnete immediatamente le vostre “piccole scelluline grigie” (sì guardare Poirot costretta da mammà ha questi effetti, purtroppo), perché è la stessa autrice a prevenirvi nella descrizione lunga quanto un capitolo.

La vestale ritiene che nella serie manchi un tocco femminile, ergo ha inserito un personaggio ad hoc (che a me puzza tanto di self- inserction, dal momento che nell’unica storia che non tratta di Supernatural il personaggio creato da lei si chiama Alice) e ci consiglia di risparmiarci critiche tipo “Ah ma questa chi è?”,”Ma nel telefilm nn compare!” o altro… (tralasciamo che queste non sono critiche ma domande legittime quando si legge una storia con un personaggio che non si conosce? Sì, tralasciamo) tanto ciò che esce dalla mia testolina lo trasformo in racconto…. (ricordiamo a bsbina che i punti di interpunzione sono tre? Non due né quattro. Tre. E magari che dopo un qualsiasi segno di interpunzione ci va lo spazio?) le critiche costruttive le potrei prendere in considerazione…le critiche e basta…NO! (Io non so voi, ma l’ho quasi preso come un invito gratuito. Sì, sono stronza e me ne vanto)

Sto notando che ormai su EFP è di moda postare la presentazione della Sue di turno nella descrizione della trama, un arguto sistema per evitarsi di creare un capitolo a parte per raccontare la sua struggente e drammatica storia.

Alice, che fa Courteney di cognome e che ha la stessa età di Sammy, è una Sue come tutte le altre. Figlia di due hunters (dire “cacciatori” non fa feeeko) amici dei Winchester (non l’avrei mai detto…) morti, poverini, qualche notte prima di Mary W. (mi sembra di leggere un articolo su di un quotidiano: “Intervista a Mary W. che ha finalmente coronato il suo sogno di diventare una plafoniera umana”), uccisi anche loro casualmente dal demone dagli occhi gialli aka YED aka Azazel, che, sempre casualmente, ha “infettato” la piccola di famiglia (spazio) (cioè Alice) (spazio) con il suo sangue di demone (anche qui, non l’avrei mai detto). Vi chiederete che superfenomenali poteri cosmici abbia la nostra Alice. Be’… niente di particolare, telecinesi, divinazione… in pratica è la versione femminile di quel bel giovine dagli occhi da cane bastonato (cit.) di Sam. Ah, e poi c’è… no, dai, non ve lo dico, voglio costringervi a leggere tutta la storia per scoprire quanto sia Sue la nostra AliceSusanna.

Ma non usciamo troppo fuori dal seminato.

La nostra bimbetta viene affidata a nonno Michael, un altro hunter (aridaje… “cacciatore”. E’ così difficile da scrivere? Capisco che si sta scrivendo di una serie americana, ma si sta scrivendo in italiano. Se sono parole che tradotte non perdono assolutamente il proprio significato, perché non tradurle?), che le insegna a cacciare. A 12 (non “dodici”) anni conosce Dean e Sam. Ovviamente Sam-cane bastonato le risulta subito simpatico, Dean, invece, è troppo spaccone (leggasi tamarro-inside) per piacerle (attenta AliceSusanna, il motto dice: “chi disprezza compra”). John W. e Michael (trattasi di Johnny W. E Mike C., due nuovi rapper orginari del Kansas) durante una caccia affidano i due dodicenni alle amorevoli cure di Dean, talmente idiota da farsi trovare dall’essere cacciato, un vampiro, farsi scaraventare contro un muro perdendo i sensi e lasciando quindi i due ragazzini in balia del mostro.

Sì, lo so che nella serie originale i due Whinchester ignorano l’esistenza dei vampiri fino alla puntata venti della prima stagione, ma l’autrice ha messo un bel avviso AU, quindi non commenterò.

Cosa accade esattamente non ci è dato sapere (la povera vestale ha dovuto concentrare in poco spazio un’infinità di nozioni, povera stella; se le sfugge di accennare ad un dettaglio che diverrà fondamentale per capire il resto della storia, non è mica colpa sua!). Apprendiamo solamente che Alice salva Sam in qualche modo, venendo ferita lievemente e residuando dallo scontro una leggera cicatrice.

A 22 (e non “ventidue”) anni, come Sam e tutti quelli che ai tempi avevano ingerito il sangue dello YED, manifesta i suoi fenomenali poteri cosmici racchiusi in un minuscolo spazio vitale. Lo YED la cerca, la trova e uccide il nonno. La Sue promette sulla sua tomba di vendicare la famigghia e si dirige verso Stanford sperando di incontrare Sam, ma a quanto pare Sam non sta lì (e non si capisce perché visto che tutto si svolge prima della prima puntata della prima stagione – scusate le ripetizioni – e Sam a ventidue anni vive a Palo Alto con Jessica). Ma sono solo dettagli insignificanti per permettere alla nostra Alice di spostarsi di pochi km e di incontrare il futuro uomo della sua vita. Chi ha pensato che possa essere Dean alzi la mano. No, non c’è alcun premio in palio, visto che avevo sparso indizi in bella vista.

Ma analizziamo il tutto attentamente:

Arrivata a destinazione si incontra-scontra con lo stesso Dean che tanti anni prima detestava, il quale la riconosce dalla cicatrice che la ragazza ha (sul fianco) (dettaglio fondamentale non richiesto che apre la strada molti interrogativi, tipo: visto che solitamente da un incontro-scontro non si incappa in una svestizione casuale dei malcapitati, allora è il nuovo rituale di accoppiamento del Dean-mammifero? Sapevatelo, su rieduchescional ciannel!).

Lei vuole vedere Johnny W., ma Dean le spiega che è scomparso e lei accetta di seguirlo per ritrovare il padre di lui e per vendicare la sua famiglia. Ora, questa frase può essere interpretata in diverse maniere; barrate la risposta che vi sembra più corretta.

  • AliceSusanna ha dimenticato la promessa fatta sulla tomba del nonno e decide che è meglio vendicare la famiglia di Johnny W. (anche se Johnny W., Dean e Sam sono ancora vivi, ma avendo lei poteri di divinazione sa già che moriranno tutti a turno);
  • AliceSusanna, ignorando il corretto uso della grammatica italiana, perseguita ancora nel vendicare la PROPRIA famiglia, con l’aiuto di Johnny W.;
  • La vendetta per AliceSusanna è una mera scusa per potersi fare entro la fine delle storia tutti e tre i Winchester.

Nemmeno a dirlo, i due (Alice e Dean) si innamoreranno perdutamente nel corso della storia. Alla fine della II (e non “seconda”) stagione, quando Sam verrà imprigionato dallo YED a Cold Oak insieme agli altri bimbi prodigio (non è proprio la traduzione ideale per “psychic kids”, ma ci accontentiamo), anche Alice viene catturata (non fa una piega, è una psychic Sue) e, quando Jacob pugnala Sam, non lo fa perché sono rimasti solo loro due (ovvio, una Maria Susanna non può morire, e se muore, risorge), ma perché in realtà voleva colpire lei, e Sam si è semplicemente messo in mezzo.

Durante le III stagione, dopo aver scoperto quanto tempo gli rimane da vivere, Dean le chiederà di sposarlo.

Dean con molto self control si volta verso di me dal sedile del guidatore per esprimere la sua opinione in merito:

Dean, caro, non reagire così. Tutti quanti sappiamo che se sapessi di avere un solo anno di vita, ti daresti ai piaceri della carne e del cibo come mai nella tua vita (come è in effetti accaduto); ma, in fondo è solo una ficcyna. Poteva capitarti di molto peggio, potevi trovarti in una slash Winchest. Dean, per l’ultima volta… le vestali sanno che siete fratelli e… no, non le ferma neanche questo.

Coooomunque, la nostra adorabile (eh?) fanciulla accetterà con gioia la proposta, pur sapendo che il salvataggio di Sam non era dovuto a semplice amicizia… (vuoi vedere che la nostra incantevole – eh? – AliceSusanna ha fatto innamorare anche Sam?) poi dopo la morte di Dean… beh poi leggerete nella mia seconda fan fic!XD (anche voi fremete di leggere la sua seconda fan fic, vero, pennuti miei?)

Ma passiamo alla ficcina vera e propria; immancabile il monoblocco che tanto piace ai vostri occhi.

Ci troviamo sull’immancabile Impala, che scivolava silenziosa sull’asfalto bagnato dalla pioggia, come si può ben vedere da questo video girato da qualche fanghérl:

Oltre a scivolare, scopriamo anche che è il suo motore fa le fusa come un gatto; deve essere il primo prototipo di Kit, che solo dopo ha avuto il dono della parola. Dean russa beatamente sul sedile posteriore; anche Alice Sue (che d’ora in poi, per attenerci all’autrice, chiameremo Alice S.) se la dorme della bella, ma, ovviamente in modo più aggraziato, come si conviene ad una Sue. Ovviamente I rumori prodotti da Dean sono così forti che Sam è costretto a spegnere la radio per non alzare il volume e svegliare così la cognata.

Dean, è inutile che fai quella faccia inorridita. Te l’ho già detto che sei sposato.

Sam, il povero pirla di turno, invece, deve stare sveglio e attento, avendo il gravoso compito di guidare la creatura che il fratello considera molto più importante di una donna. Si lascia quindi andare ai ricordi e ripensa, con un po’ di invidia per Dean e Alice S. e a quello che hanno adesso, ai suoi passati amori: Jessica, Sarah, Madison… e invece no. Scopriamo che, in fondo non amava Jess, che era per lui alla stregua di un’amica (Un giovane Sam portabandiera della scopamicizia… ma ce lo vedete?), perché in realtà è sempre stato innamorato della figlia dei vicini, nonché amici di famiglia aka Alice S..

Il pezzo che spiega tutto DEVE essere citato per intero:

da piccolo, gli aveva raccontato il padre, lui era solito giocare con una ragazzina, la figlia dei loro vicini e migliori amici. (eccerto, perché in america i cacciatori del soprannaturale crescono sugli alberi come le pere e vivono tutti nello steso vicinato come un’allegra famigliola) Questa bimbetta con un incredibile sorriso e due occhioni blu cobalto (sembra Gollum) lo aveva stregato sin da piccolissimo e per lei aveva affrontato “prove” impossibili. (pretendo che mi si dica quali) Poi, dopo la morte dei nonni, gli avevano detto che la bimba era stata data in adozione ad un’altra famiglia e che non sarebbe più tornata. (Guh? Ma non era stata affidata al nonno-cacciatore, che era uno e non due, dopo la morte dei genitori? Ed il nonno non era morto quando lei aveva ventidue anni? Non era un po’ grande per essere affidata ai servizi sociali?) […]Che sorpresa quando, circa l’anno precedente (magari il “circa” leviamolo che non ci sta) se l’era trovata davanti la porta di casa insieme al fratello! (spazio) Quasi non era riuscito a riconoscerla! (spazio) Il fisico le si era modellato fino a donarle forme eleganti e sinuose (Mai che si parli di una Mary Sue piatta come una tavola. Però, devo ammettere che la Sue sinuosa mi era mancata! *_* E le curve al punto giusto dove le mettiamo?). Il viso le si era asciugato (E’ Victoria Beckam con le lenti colorate) e gli occhi blu (spazio) (questo lo ricordava benissimo!) (spazio) le illuminava (la discordanza fra soggetto e verbo è commovente)  il volto come stelle nel cielo.

E’ bello notare come Sarah e Madison non siano nemmeno lontanamente contemplate. Certo, se Jessica per lui era solo un’amica, loro due non hanno nemmeno motivo di essere menzionate; poco importa se l’una è la prima che riesce a fare realmente breccia nel cuore di Sam dopo la morte di Jess e l’altra è semplicemente la prima con cui fa sesso dopo la succitata morte.

Sam rasenta l’OoC quando, mentre guida, tenta di baciare la cognata ignara di tutto, rischiando di ammazzare tutti quanti.

No, Dean, purtroppo non ci riesce, la storia continua.

Puoi distrarti con la vostra nuova missione a San Diego; si tratta di una casa infestata, da quanto leggo qui. Di più, nin zo.

I tre si travestono da rappresentanti del Comitato Vigilanza Sicura, mostrano il loro tre distintivi fasulli alla tipica vecchietta inoffensiva e si presentano come agente Fich, Maryle e Johen. La vecchietta saluta solo Dean, come è logico che sia: “Salve, agente Fich, Maryle e Johen. Che cognome lungo che ha!”

Bugia questo l’ho aggiunto io.

Da brava vicina la vecchietta Mrs Witts li fa entrare e, mentre Dean chiede senza troppi preamboli se ha notato qualcosa di soprannaturale (Dean sa che se fa un domanda del genere a bruciapelo la gente chiama la vera polizia… di solito chiede cose del genere dopo due tre domande prive di risposte stranee con la sua solita faccia da schiaffi che tanto adoriamo) e lei risponde placidamente di non aver visto nulla, la casa viene circondata da gente posseduta.

Una trappola.

Uao, che suspence.

Anche l’anziana signora è posseduta, ovviamente, e si dirige non verso Dean, non verso Sam. Indovinate allora da chi? Ma verso Alice S., no?

Sam si para davanti a lei per proteggere l’amata (Dean, tira fuori le palle e proteggi tua moglie! Sì lo so che in realtà non sei sposato, ma non importa) e lancia contro la proprietaria di casa l’acqua benedetta ed il suo volto diventa un ammasso sfigurato, sfrigolante a causa del contatto con il liquido (si è fusa tipo il formaggio nell’olio bollente, quindi), ma non serve a niente, perché i tre vengono catturati in men che non si dica (Dean, vedi cosa succede a non fare un cacchio e a relegare tutto sulle spalle di quel pappamolle di tuo fratello?).

La Sue si risveglia, legata ad una parete (pretendo un disegno che mi mostri come fa ad essere legata ad una parete); Dean, come c’era da aspettarsi in questo caso, è ancora svenuto (cosa si fa pur di non salvare una Sue) e di Sam non c’è traccia (tranquilli, arriverà anche il suo momento di gloria da Gary Stu).

E’ in un’altra stanza anche lui, incatenato a petto nudo. Cerca di liberarsi, contranendo il muscoloso busto per lo sforzo (non dico a cosa mi fa pensare questa frase); Goccie (no comment) di sudore gl’imperlarono il torace nudo. Non riesce a muoversi, ma riesce comunque a studiare la sala soglia (credo intendesse “spoglia”, ma il dubbio rimane, eh) riuscendo a capire che le mura sono spesse (è un GaryStu, ha la vista a raggi x). Una porta si apre e una figura incappucciata (forse era troppo brutto per competere con Sam) trascina Alice S. nella stanza e la adagia su di una brandina vicino all’altare. E noi tutti in coro ci chiediamo: perché? Se, come ritengo trattandosi di una MarySue, dovrà essere sottoposta a qualche rituale, perché non adagiarla direttamente sull’altare? In realtà la Sue è una falsa magra e pesa centocinquanta chili? Sì, sì… sempre la storia che sono le ossa ad essere pesanti.

Ma voi vi starete chiedendo chi mai può organizzare tutto ciò e soprattutto, quale sarà il suo losco intento?

Suvvia, so che fremete dalla voglia di saperlo.

Eccovi accontentati: si tratta di Meg. Ed ecco spiegato anche Sam a torso nudo: Tutti i fan di Supernatural ben ricordano che la figlia di Azazel ha sempre avuto un debole per il nostro Sammy.

Anche lui si domanda perché Meg debba rompere loro le scatole pure in questa ficcyna, ma lei vuole tenerlo sulle spine. Lei sa che lui ama Alice e che vederla mentre si scambia effusioni con Dean (Sam, vergogna… anche vouyeur, adesso?) è una sofferenza per lui. Per farlo soffrire ancora di più, come se questa storia non lo stia torturando abbastanza, si avvicina a Alice S. e le tocca il volto, privo di vita (non gioite troppo presto, la nostra eroina non è morta).

Sam, in preda all’ira funesta crea con i suoi poteri da Gary Stu una sfera invisibile (WTF? E’ diventato un Sayan di quinto livello, adesso?) che colpisce il demone. Una delle tre figura incappucciate si avvicina a Meg, le sussurra qualcosa che al demone garba assai. Poi gli incappucciati sollevano la brandina e posizionano Alice accanto all’altare (in pratica la sollevano e la rimettono a posto, visto che era già posizionata VICINO all’altare) e Meg comincia a recitare un anatema che la vestale ci informa essere in latino: Exorte te, o demoa, vampiri figurae…vene nostrum te invoco…vene nostrum te invoco…

Siamo sicuri che sia proprio latino? E sì che sono parecchio arrugginita, ma dovrebbe essere più o meno: adhortor te, daemon, vampiri (massì, glielo concediamo) figura, invoco te, vene a nobis.

Ma proseguiamo.

A queste parole la Sue, che a Sam sembra morta, diventa improvvisamente la gemella di Edward Cullen: le labbra carnose erano più rosse (d)el solito, I capelli ora erano tendenti più all’oro che non al solito castano mielato. La pelle, infine, era pallida e diafana. Ad un tratto, Alice aprì gli occhi. Il blu cobalto che tanto amava, era stato sostituito da uno strabiliante color topazio, meno familiare ma conosciuto.

La parola “vampiri” fa supporre che Alice sia diventata un vampiro, ma a questo punto mi sovvengono alcune domande a cui spero sappiate dare una risposta:

  1. perché qualcuno si dovrebbe tramutare senza ragione in un vampiro semplicemente dopo che è stata recitata una formula tanto insulsa?
  2. perché un demone dovrebbe trasformare una Sue in un vampiro?
  3. e perché improvvisamente siamo piombati in un racconto della Meyer?

 I vampiri di Supernatural hanno un’identità ben definita. Una volta trasformati (quando il loro sangue umano viene a contatto con quello di un vampiro o quando ingeriscono sangue di vampiro) non cambiano colore di occhi, di capelli o di pelle. Semplicemente, diventano abili predatori dagli occhi iniettati di sangue e dalla bocca colma di aguzzi denti retrattili. Non una vera e propria bellezza, insomma. Il sole da loro fastidio, ma non li incenerisce, non vengono uccisi da paletti di frassino conficcati nel cuore e possono essere ammazzati solamente se si taglia loro via la testa. Sono creature senz’anima, che ricercano la lussuria. Non saranno fighi, ma hanno una loro dignità.

Il color topazio è quello degli occhi di Alice nella sua forma vampira (“vampiresca” no, eh?).

Perché questa Sue possieda una “forma vampira” non ci è dato sapere, né credo lo intuiremo mai. AliceSue si alza dalla brandina con la sete di qualcuno che ha vagato per anni nel deserto del Gobi, la gola pulsava convulsamente (ho bisogno di un disegnino anche qui per capire come una gola posa pulsare convulsamente. Le mie nozioni di anatomia mi hanno reso una frigida giacobina priva di qualsivoglia immaginazione) ma non è di acqua che ha bisogno, bensì di sangue. Meg le sussurra qualcosa in latino e gli occhi della sue diventano rosso rubino (‘sti cazzi. Una Maria Susanna con occhi normali  mai, eh?). Almeno la vestale stavolta ci risparmia altri strafalcioni che farebbero rivoltare nelle proprie tombe gli autori latini. Alice si alza, scruta la stanza, vede Meg incappucciata e la riconosce per quello che è, una vecchietta (anche la Sue ha la vista a raggi x) posseduta da un inutile demone.

Poi vede Sam.

Ricordiamoci che ha una sete della Madonna, quindi, giustamente pensa di affondare i propri dentini appuntiti nel collo di lui.

Meg vede la scena e gongola, perché forse, per una volta nella sua vita, il piano per uccidere i Winchester bros. sta per avere successo.

Meg, non gioire mai prima che tutto sia compiuto; è sempre dei Winchester che stiamo parlando. Se morissero (e non resuscitassero) le autrici di slash ne soffrirebbero.

Sam, che non a caso è il più intelligente dei due fratelli, capisce subito che Meg e gli altri incappucciati hanno evocato la bestia che dormiva beatamente dentro la Sue. Adesso capisco pure perché sia così incazzata: pure io se mi disturbano mentre dormo le ho girate per tutto il giorno e non ce n’è per nessuno.

Gary Stu-Sam cerca di far svegliare Alice, la cui coscienza è stata segregata da Meg, ma la Sue, ovviamente, non ci casca, va verso di lui ancheggiando come una lap dancer e lo bacia, quasi dispiaciuta per doverlo uccidere. Oddio… mi sorge il dubbio che tutto questo sia stato diabolicamente architettato per permettere alla Sue di farsi Sam senza commettere adulterio: tanto non era in sé in quel momento.

Lei, però, si limita a morderlo sul collo.

Sam non è felice di morire, ma lo rincuora il fatto che sarà per mano di Alice.

Non fa una piega. Anche io, se proprio mi devono uccidere, voglio che sia l’ammoreh della mia vita a farlo. Lo scriverò sul testamento.

Però stranamente non muore dissanguato.

Essì, perché la Sue mica può farsi infinocchiare così dal primo demone che passa (certo, il fatto che Meg abbia recitato una formula senza senso e con ogni probabilità priva di alcun potere forse ha aiutato un pochino); anzi, sussurra pure a Sam di fingere di essere morto.

Meg entra nella stanza raggiante, convinta di aver finalmente spedito Sam al Creatore, si dispiace di non aver offerto alla Sue anche il suo ex-marito, ma non si accorge della cosa più evidente: Alice non è assolutamente sporca di sangue. E i vampiri di Supernatural solitamente si sbrodolano. Ma tanto tanto, eh.

Alice S. finge di eseguire i nuovi ordini impartiti da Meg ed invece la azzanna alla gola e la uccide, anche se tecnicamente non può ucciderla, visto che è un demone, a meno che non usi la Colt o il pugnale di Ruby. Ma lei è una Merisù dalla forma vampirl… aehm, vampira, quindi può questo ed altro.

Dopo di che corre verso la sala dove Dean è tenuto prigioniero, privo di vita (No, Dean, non sei morto, come vuol far credere la vestale), prese un accendino e diede fuoco al fuoco del marito, come aveva dato ordine lui (eiah, questa non l’ho capita Se qualcuno dovesse giungere alla soluzione di questo intricato enigma, me lo faccia sapere).

Ma non è finita: Altri demoni giungono, Sam si piazza davanti alla Sue per difenderla (di nuovo… Dean, vuoi muovere un dito per difendere tua moglie? Se proprio non vuoi che sopravviva, fingi almeno di farlo!), non c’è più scampo… ma Sam, invece, si risveglia nell’Impala, per le urla di Dean che vuole evitare che Sammy li ammazzi tutti e tre.

Un sogno, un dejà-vu.

Sarà stato un sogno premonitore? La vestale fa intuire che lo sia.

Ma per me è stato solo un lungo incubo.

Thanks basket – Quando tutto è un'opinione

Carissimi pennuti, la vostra civetta preferita, finita in mezzo alla strada grazie a mamma Row, si è presa finalmente di coraggio e ha deciso di esplorare i più nascosti angoli del web, alla ricerca di perle rare degne di essere menzionate. E’ stato così che, svolazzando allegramente nel Tempio ho scovato questo barroco di inestimabile valore, dal toccante titolo di “Thanks basket” [un “to” fra le due parole sarebbe stato gradito, ma le vestali sono note per scrivere in lingue a loro sconosciute, tipo l’italiano], che potete trovare qui:

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=79116&i=1


Autrice? Tal Ran_Kotobuki, che ci introduce a quel mondo di sangue, sudore, lacrime e bonaggine che è Slam Dunk; e lo fa in un modo che noi tutte ignoriamo: non con una, ma con ben due Mary Sue (non ve lo aspettavate, ammettetelo!).

Prima di iniziare, la nostra vestale ci informa che ha deciso di aggiornare le sue fik e di cimentarsi nell’impresa di scriverne una nuova su un manga sul quale  non ho mai lavorato…Slum Dunk!!!

Che dite, la ringraziamo? Ma anche no, direi…

Bando alle ciance e passiamo al reale motivo per cui siamo qui, ammirare i pettorali torniti di Rukaw… ahem, commentare la ficcie, (o fik, che è anche più fyko).

Le nostre due giovani protagoniste sono di origine italiana e di aspetto vagamente Merisuesco: <b>Una di loro aveva dei capelli neri lunghi fino a sotto le spalle e dei profondi occhi blu. Era vestita con dei semplici jeans, un maglioncino di lana di varie sfumature d’azzurro e delle scarpe da ginnastica. L’altra aveva dei lunghi capelli mossi e biondi, con delle mesh castane [Che sono le mesh? Io ho sempre visto méches sui capelli]; e gli occhi verdi. Notare i segni di interpunzione presi a manciate e buttati a caso. C’è da dire che non sono le solite MS con gli occhi cangianti dai colori più assurdi… un plauso all’autrice per questo.

Ma continuiamo.

Le due si trovano all’aeroporto di Kanagawa [tralasciando che Kanagawa è una prefettura e non una città, ma l’aeroporto internazionale non è il Narita di Tokyo? Dettagli, ovviamente…] in attesa dei loro bagagli. La bionda, senza nome ed abituata agli aeroporti italiani, in cui non puoi distrarti un secondo che ti lasciano praticamente in mutande, comincia a sclerare già ad inizio del primo capitolo. Il motivo: teme che la propria valigia sia andata perduta. E solo perché sono in ritardo di cinque minuti cinque. Purtroppo i bagagli delle due ragazze uscirono per ultimi [e meno male. Ancora poco e stava per scoppiare un marisuesco incidente diplomatico col Giappone] .

Si guardano intorno in cerca di qualche anima pia giapponese che sia venuta a prelevarle ed a portarle a casa. E in mezzo allo stile copione che noi amiamo tanto, dove le due continuano a rimanere senza nome, spunta un certo Nigel Kamura assistente del coach della squadra del vostro futuro istituto.

Vedo due manine alzate là, in fondo all’aula. Avanti, non siate timidi. Come? Perché un giapponese dovrebbe chiamarsi “Nigel”? Perché è feeeeko, no? Altra domanda? Qual è la squadra di basket? Lo copriremo solo vivendo. OK, in realtà io non vorrei proprio scoprirlo, ma è un lavoro sporco e qualcuno deve pur farlo (ho comunque la mia idea in proposito…). Il ragazzo, hem…come posso dire…era pelato! [un oltraggio per una vestale… tant’è che riesce a descriverlo con difficoltà] Aveva dei piccoli occhialini da vista e si agitava molto facilmente, sudando molto.

Ed è così poco vestalicamente attraente che si asciuga in continuazione il sudore con un fazzolettino.

Grazie, Plasil, ma non ho ancora bisogno del catino. Sto cercando di resistere stoicamente.

Le due che si chimano <b>Giulia Mercuri piacere! e Nadia Grimaldi piacere! [papà Piacere! Deve essersi dato molto da fare… ma non poteva guardare la TV, invece?] sono impazienti di fare qualcosa e Nigel propone loro di lasciare le valigie nel loro appartamento e di portarle a vedere l’allenamento della squadra di basket del liceo. Personalmente, dopo un viaggio di dodici ore, non mi scomoderei a vedere un allenamento a meno che non ci fosse Michael Jordan in persona, ma tant’è.

I tre salgono su di un taxi e dopo circa una mezz’oretta arrivarono nel centro di Kanagawa. Aridaje… forse non mi sono spiegata correttamente, poco fa.

*Civetta inforca gli occhiali da maestrina, srotola una mappa del Giappone, che voi potete benissimo vedere qui:

qui


e comincia a puntarla con una bacchetta di metallo*

Il Giappone è suddiviso in regioni, a loro volta suddivise in prefetture, che corrispondono alle nostre province. Questa è la prefettura di Kanagawa:



La freccia in bianco indica il centro di Kanagawa (probabilmente il nulla). Tutto chiaro, adesso? Bene.

Continuiamo.

I tre arrivano nell’appartamento, il numero 707 (Uguale a quello di Nana! NdRan) [ma quanto sono carini i commenti degli autori in mezzo ad una storia! NdCive]. Sto cercando di tenere a freno la Osaki che minaccia di pestare la vestale, se osa ancora nominare una delle due Nana in questa ficcy. Le ho suggerito di rivolgersi a Yasu, che, in teoria fa l’avvocato. Non voglio spargimenti di sangue sul blog.

Ovviamente l’appartamento è superfeekyssimo e, stranamente per noi, l’ha scelto uno dei componenti della squadra. Be’, se la squadra è quella che penso io, c’è una sola persona che avrebbe potuto farlo… cosa? Volete sapere quale squadra e quale persona? Ma per chi mi avete preso? Io non spoilero mai! Vi basti sapere che il suo cognome inizia con “K” e termina con… cough… “ogure”. Ma io non iv ho detto niente, eh.

Spiegatemi solo una cosa: perché una scuola dovrebbe sobbarcarsi le spese dell’affitto di un appartamento a delle studentesse, seppur straniere? Perché quelli giapponesi devono essere discriminati?

Inizio del secondo capitolo, aggiornato dopo ben un anno dal precedente e che vede la scomparsa, per fortuna, del tanto amato stile copione (ma non dei segni di punteggiatura messi alla cieca, quasi si dovesse leggere in braille), ritroviamo le nostre eroine ed il povero pelato che suda come un maiale, intenti, dopo un fugace pranzo consumato a terra (la scuola paga l’affitto ma non l’arredamento, la sua politica amministrativa è degna dei migliori politici italiani *O*), a visitare la loro nuova scuola.

Lo Shohoku [l’avevo capito subito. Sono una veggente! *O*]

E qui continuo a chiedermi: come può una scuola pubblica frequentata per lo più da teppisti permettersi di pagare l’affitto di un appartamento? Mah, sono sempre più perplessa.

Senza contare che Nigel è l’assistente del coach della squadra di basket (cioè di Anzai). Ma il suo ruolo, oltre ad essere il lacché personale delle due MarySue, esattamente, qual è? Come manager c’è già Ayako, che basta ed avanza.

Ovviamente le due Sue non stanno nella pelle e vogliono assolutamente osservare i giocatori. I loro intenti sono più che nobili, come spiega Giulia: “Come Manu? Non hai ancora capito? Pensa a quanti bei giocatori di basket che possiamo ammirare mentre si allenano!”

Certo, perché notoriamente i giocatori giapponesi sono alti e belli, nonché degni rivali di Michael Jordan.

Vabbè che siamo in Slam Dunk, patria dei più fighi giocatori dell’intero universo dei manga, ma, in teoria, loro due mica dovrebbero saperlo!

Avviene l’incontro con i giocatori, ovviamente tutti rigorosamente OOC, sennò che ficcy sarebbe?

Il primo approccio è con Harukina cara, tanto inutile che, anche se risultasse IC, non me ne fregherebbe granché.

Subito dopo, approfittando di una pausa, Un ragazzo alto 1.88 dai capelli rosso fuoco si avvicinava a loro. [tralasciando l’imperfetto, grazie al quale mi immagino Hanamichi che cammina verso di loro e poi adorabilmente le supera, ma quando l’hanno misurato?]

Hanamichi fa il suo ingesso trionfale da grande Tensai del Basket qual è. Un ingresso un po’ inutile, a dire il vero, mera scusa per introdurlo, ma non lo dite in giro.

Ayako, invece, ci fa finalmente capire qual è il ruolo di Nigel in tutta ‘sta farsa: “Ci sono parecchi lavoretti da sbrigare pronti per te!” [Me la immagino mentre mette in mano del poverino secchio, strofinaccio e sturacessi e gli indica i bagni dello spogliatoio maschile. E so che ne sarebbe capace, per questo la adoro *O*]

Infine c’è la presentazione degli altri personaggi [ma non potevamo evitarcela?]

Miyagi, che afferma di frequentare il terzo anno. Poi il Goril… ahem, Akagi, Kogure, e Mitsui. Quest’ultimo è talmente OOC da litigare immediatamente con una delle due (non chiedetemi quale, ormai per me sono intercambiabili). Ma ce lo vedete Mitchi a dire ad una ragazza, per quanto possa essere Sue: “No è che…stavo notando il fatto che non sei molto alta, sarai stata una mezza sega come guardia.”? Soprattutto contando che ha Miyagi in squadra. Io, no. E, se anche fosse, Akagi gli avrebbe rifilato un cazzottone così potente che la prossima volta ci avrebbe ripensato due volte, prima di aprir bocca.

Che poi, tutto nasce da un errore colossale. La vestale è pienamente convinta che Hisashi sia una guardia.

Nein!

Chiunque abbia letto il manga lo sa, Mitsui, è una seconda guardia; se volete lo chiamiamo Shooting Guard, lo abbreviamo in SG che è anche più feeeeko, ma la solfa non cambia; la guardia o Point Guard o Playmaker (PG o PM… bello dissertare di basket *_*) è cosa ben diversa.

Che poi sia stato nominato MVP (per i nuovi: Most Valuable Player) non ricordiamoglielo, sennò si monta la testa.

Infine, ammiriamo l’unico giocatore ancora non apparso, abbastanza IC da sbattersene di tutte e due le straniere, ma non tanto da fare immediatamente breccia nel cuore di una delle due (quale, nin zo). Di chi sto parlando?

Ma del mio adorato Kaede Rukawa! Che, per inciso, nella ficcy frequenta il secondo anno.

*Civetta si asciuga un rivolo di bava all’angolo della bocca*

ALT! FERMI TUTTI!

Mi sovviene un dubbio atroce. Ma, se alla fine del manga Rukawa (e, di conseguenza Sakuragi) sono al primo anno, Miyagi è al secondo e Mitsui, Akagi e Kogure sono al terzo,  cazzarola ci fanno questi ultimi tre nella ficcyna?

Capisco Mitchi, che a scuola non era proprio un genio, e che magari è stato bocciato (ho delle riserve sul farlo stare in squadra, comunque), ma il Gorilla e Quattrocchi? Mi rendo conto che, visto il lavoro che la vestale ha fatto con Nigel l’assistente (de che?), sarebbe meglio evitare, ma inventare qualche altro personaggio in sostituzione dei tre?

Come? Poi come farebbe una delle due Merisù a farsi Mitsui? Ottima domanda, non ci avevo pensato…

Comunque, dopo un invito di Hanamichi per bere qualcosa insieme andato a buca, ed una delle due che rimane folgorata dal gioco di Mitsui (non è una novità), termina il secondo capitolo.

Al prossimo anno per il prosieguo.

Sapete com’è, ormai delle Sue non posso fare a meno.