In “The Middle” of nowhere

Ogni tanto succede: l’ingorda Fox toglie dalla cella frigorifera Chris Carter e manda in onda qualche nuovo episodio della serie complottara per eccellenza: X-Files.
Per chi fosse giunto da poco sul nostro pianeta, X-Files è una serie la cui trama non ha né capo né coda e in cui si ha un’unica certezza: della ship tra i due protagonisti, nonostante la UST palpabilissima, non verrà mostrato che qualche limone (e anche di quelli pochi, che non bisogna esagerare). La loro è una coppia dichiarata quasi sempre tramite terzi e sempre al passato: se bisogna fare il punto dopo qualche anno dall’ultimo episodio andato in onda, qualche comprimario butterà là: “ah, sì, stavano insieme fino a martedì scorso, ma pensa che peccato: adesso si sono lasciati!”
Ma non sono qui per recensire X-Files. Non che manchi il materiale, ma dovrei farne un rewatch e sarebbe troppo doloroso.

Torniamo a noi.

A gennaio la Fox ha mandato in onda una decina di episodi nuovi. Io me ne sono accorta una settimana fa (ops!) e ho iniziato a vederli. Tra il secondo e il terzo episodio (insomma, tra una battuta sulle manette e un Mulder sornione sulla porta) non dico di aver iniziato a sperare che anche l’ultima certezza di X-Files crollasse, ma mi è tornata voglia di leggere fanfiction su quei due. Magari fanfiction che ancora non hanno l’età per votare.

E niente, la prossima volta leggerò la solita fanfiction del 1999, quella che so a memoria.

La recensita di oggi è “The Middle”, di GiadaMatta95
La trovate nel solito ufficio ammuffito nel seminterrato: https://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3423386&i=1


L’autrice ci tiene a spiegare che la storia è di mezza dozzina di anni prima e che ha deciso di riprenderla in mano e sistemarla per pubblicarla, vista la carenza di fanfiction su X-Files su EFP.
In effetti la sezione di X-Files è vergognosamente scarna, ma vorrei che vi concentraste sul fatto che la fanfiction DOVREBBE essere stata rivista e corretta.

Preciso inoltre che, in una risposta a una recensione che le faceva notare l’OOC dei protagonisti, l’autrice risponde “Tempo al tempo.. le cose non sono come sembrano”. Purtroppo la storia è incompiuta e non sapremo mai come, di fatto, l’autrice intendesse spiegare i comportamenti di Mulder, il sessista (ok, questo non è totalmente OOC, specie rivedendo le prime stagioni) con POV da Nice Guy e di DanaBot, la replicante (la cui AI da bambola idiota sembra progettata da Wanner Mears) la cui tranquillità è imperturbabile (finché non compare l’ex fidanzato).

E ora smettetela di tirarmi pomodori, ho capito: basta premesse, via con la recensione!

Questa storia inizia con Fox Mulder perso in elucubrazioni, in un silenzio rotto solo dalla lancetta dei secondi dell’orologio.

Posso solo ascoltare il mio respiro che si adegua al movimento dell’orologio, lento ma costante, l’unica cosa che ancora mi da certezza di essere vivo.
Accarezzo le mie mani fasciate e lascio che il bruciore dei tagli si accentui e che il sangue si faccia sentire sulla garza, umido, chiaro e cristallino, come acqua appena piovuta.

Ora, sarà che sono all’antica, ma se mi crei una scena del genere le mie aspettative si alzano: dove sarà Mulder? Come mai quel silenzio, unito a quel senso di angoscia? Cosa è successo alle sue mani?

Ebbene, Mulder è in camera sua, il silenzio è incomprensibile (andiamo, nemmeno la TV accesa? Eppure sarebbe da lui!) e viene rotto dall’arrivo di Scully, venuta a medicargli le ferite.

Il cambio della garza è doloroso ma, una volta tolta, posso vedere e muovere liberamente le mani.
Soffio sulla ferita ed una piccola goccia di sangue finisce sulle gambe nude della mia partner, scorrendo ai piedi, fin dentro i suoi sandali.

Ci si domanda se abbia lottato con un puma, se a giorni di distanza (si intuirà poi) le ferite ancora buttano sangue; ci si domanda se nello scontro non abbia perso i pollici, visto che in pratica se ne sta fermo per ore in attesa dell’arrivo di Scully; soprattutto, ci si domanda come sia ancora vivo e non si stia lentissimamente dissanguando e come mai Scully, che è un medico, non abbia ancora fatto accertamenti per capire come mai non coaguli.

Forse però Scully ha cose più importanti a cui pensare, di recente:

Gin Barton, 48 anni, celibe.
Stimato marito e padre di famiglia, stimato medico chirurgo. Insospettabile.
Ha piazzato una dozzina di telecamere nella casa dell’Agente Scully per monitorare i suoi movimenti.. più intimi e celati.

Sono abbastanza sicura che fosse già successa, una cosa simile…

D’altra parte, X-Files può vantare una lunga tradizione di stranezze, poteri paranormali, replicanti alieni, e mutaforma, ma un uomo celibe che è contemporaneamente uno stimato marito mancava alla collezione.

L’ha rapita e portata nella sua cantina: quando l’abbiamo ritrovata non mangiava da 3 giorni, la luce del sole le faceva bruciare gli occhi così tanto da volerseli
quasi strappare.

(…)
La puzza, in quella stanza, dei cadaveri ammassati di quasi una ventina di donne, non è paragonabile nemmeno al più cattivo odore che abbiate mai sentito.

… no, fidatevi: questo lo commentiamo dopo.

Nel caso in cui ve lo chiediate: le ferite che ho sulle mani sono date dalla lotta con il pazzo omicida.

Strano, perché vista la posizione e le peculiarità, ero convinta fossero stigmate (non fosse che le stigmate non vanno medicate ogni due ore).
Già, due ore.

E Scully è una persona precisa, ma anziché trasferirsi nell’appartamento di Mulder (o portarlo da lei o lasciarlo in ospedale) fa la spola tra i loro appartamenti; non mi intendo di traffico nelle grandi città americane, ma sono abbastanza sicura che non le rimanga molto tempo per sé stessa.

Evidentemente quella donna è una martire, anche perché si prende cura di uno il cui POV comprende questa frase:

Incrocia le braccia permalosamente e storce il naso ma si sa che le donne non sanno stare agli scherzi, bisogna spiegarglieli.

Passi che il comportamento di Mulder, specialmente nelle prime stagioni, è stato da minchione sessista, ma non così sessista. Questo è il ragionamento di un quattordicenne che vuole fare il superiore con le ragazzine oppure di un cinquantenne le cui uniche capacità di approcciarsi all’altro sesso prevedono un’auto, una strada di notte e delle banconote.
Ah, giusto, l’autrice l’ha detto:
la verità è là fuori “le cose non sono come sembrano”.
Magari Mulder ha battuto la testa, di recente.

Lui le chiede di sedersi vicino a lui, lei lo fa:

Apro le braccia e la faccio entrare in me (… questa scelta di termini non la commento perché non ho dodici anni… ops, come non detto: l’ho appena fatto!) , in un disperato tentativo di proteggerla dall’aria che la circonda (si sa, l’ossigeno potrebbe esserle letale).

Mulder, da maschio che se ne intende di donne quale è, decide di cambiare ed iniziare ad essere gentile con lei. Le chiederà com’è andata la sua giornata? No (anche se immagino la risposta: “Benissimo Mulder: adoro vivere la mia vita tra l’auto, le tue bende e cercare parcheggio. Riesco a tornare venti minuti a casa ogni due ore circa… Pensa, prima sono riuscita persino a lavarmi un’ascella!”); le dirà che se vuole parlare di quanto le è accaduto lui è lì per lei, si offrirà di farle da confidente e buon amico come si suppone sia? Nope.
Il suo modo per essere carino con lei è farle complimenti sul profumo, sulle lentiggini e le dice (parafrasando) che quel giorno ha qualcosa di speciale.

Ricontrollo e no: non è una AU crossover con MadMen o con qualche serie anni ’50.

Scully si scansa (prima delle sue uniche due azioni coerenti in questa fanfiction):

Mulder, lasciatelo dire da te stesso, un po’ bastardo con le donne lo sei.
Sono tutte stronze alla fine, come Phoebe, quelle che ho incontrato fin’ora.
Scully invece è gentile con me, amorevole.

Mulder avrà i suoi difetti, ma non è un “Nice Guy”, porcocazzo.

– Cos’hai, un appuntamento? –
Le dico, sogghignando.
Guardo l’orologio, segna le 19:30.
(Sogghigna perché sa che ormai non ha il tempo per lavarsi la seconda ascella e dovrà uscire mezza puzzolente?)

– Questa sera sì, vado in un ristorante e non vorrei far tardi. Passo alle nove per cambiarti la medicazione. –

Scully deve vedersi con un amico di una sua amica, che ha ben deciso di combinarle l’appuntamento al buio dopo che questa è stata rapita, presumibilmente violentata o quasi, e costretta a rimanere rinchiusa con una ventina di cadaveri.
Che tempismo, amica di Scully, complimenti!

Anche Mulder ha le sue obiezioni da fare, ma sinceramente non mi sento di condividerle:

Non puoi rischiare che ti facciano del male, dovresti stare a casa e serrarti dentro. (Excuse me!?! Ma poi, se gira come una trottola per venirti a medicare le stigmate va bene, però se si tratta di avere una vita sua dovrebbe stare in clausura?)

Sai che questo tizio con cui esci non ti merita.
Che poi, esiste qualcuno che la merita davvero sulla faccia della terra?
(…questa cosa non è sana, affatto)
Forse io, sento il modo in cui mi tocca e vedo il modo in cui mi guarda.
Forse prova qualcosa per me, come lo provo io.

Devo dirlo, questa fanfiction riesce in qualcosa che non avrei mai immaginato possibile: rende BUONO E GIUSTO ogni episodio di X-Files in cui quei due non quagliano, perché questo Mulder merita di non vedere più una donna nuda in tre dimensioni, figuriamoci farci sesso.

Sembra sempre così gelida, così pronta a superare quello che le accade senza ripercussione alcuna sul suo stato emotivo.
(…)
Forse, semplicemente, non è in grado di manifestare le sue emozioni.

Questa fanfiction è ambientata dopo la quinta stagione, direi che le occasioni in cui Scully ha manifestato le sue emozioni ci sono state.

Forse, semplicemente, cerca qualcuno che sia sempre accanto a lei per evitarle il peggio.

Beh, certo, questa è la LOGICA CONCLUSIONE, Mulder.

Stacco a due ore dopo, due ore che il genio ha passato a guardare l’orologio, e passiamo al POV dell’agente Scully:

Vorrei non uscire, mi sento priva di potere decisionale sulla mia vita.
Mi sento incapace di trovare qualcuno che mi ami e di farlo da sola.

(…)
Non provo nessuna gioia nell’uscire con quest’uomo, solo perché mi è stato proposto da una mia amica che pensa che io non sia in grado di farmi una vita.
Mi sento normale, come un bambino che subisce, inerme, una sgridata per aver mangiato la colla stick ma, in fondo, a lui sembrava pure buona.
La mia vita/non vita mi sembra buona, non mi sento di sbagliare.
Non ho bisogno di qualche sconosciuto che parla ininterrottamente di cose che a me non interessano ma che comunque sono obbligata moralmente ad ascoltare.

DanaBot: fuori è l’agente dell’FBI che tutti conosciamo, dentro una casalinga anni ’50 che accetta controvoglia di uscire con un uomo (dopo una situazione decisamente traumatica, ripetiamolo in coro) perché, nonostante a lei la sua vita vada bene così, si sente emotivamente bisognosa di qualcuno accanto e impotente davanti alle convenzioni sociali.

Qua taglio un po’ il discorso: in sostanza, l’unico effetto del trauma riscontrato da Scully è che si sente bisognosa di “ciò che cerco da tempo”. Ma non è la bidimensionalità del personaggio, no: lei uno stato post-trauma del genere se lo mangia a colazione, perché è un cyborg costruito dall’uomo che fuma venuto dal futuro è stata rapita dagli alieni e il figlio di tale gravidanza le è stato portato via, e inoltre ha superato il cancro, quindi:

Non si può aver paura di un malato mentale reale dopo aver subito un rapimento da entità che non sono né visibili, né controllabili e tantomeno arrestabili per omicidio plurimo.
Con esseri così poco reali, non c’è giustizia che possa intervenire.

Quello che io qua vedo è una persona completamente distaccata dalla realtà, tanto da non temere per la sua stessa vita, probabilmente perché diventata fortemente paranoica a causa degli alieni e della malattia che, a differenza di un omicida, non può arrestare e dunque “controllare”.
Non so da quale psicologo un vicedirettore sano di mente la manderebbe dopo un rapimento+segregazione+convivenza con venti cadaveri, ma al suo posto non mi fiderei a mandare una persona in questo stato mentale in giro con una pistola.
Inoltre credo che in questi casi un periodo di congedo non sarebbe poi insensato.

Dopo uno scambio di battute piuttosto triste, Scully ci informa dei recenti cambiamenti nell’agente Mulder:

Dopo quanto accaduto, sembra essersi avvicinato sempre di più a me (ah, a me pareva fosse una cosa graduale negli anni, mi sarò sbagliata!)
Sempre preoccupato per quanto possa succedermi.
Questo mi lusinga estremamente, mi fa sentire bene, mi sento protetta, sento la sua presenza vegliare su di me in ogni momento.

Mulder, l’uomo che ti protegge con la forza del pensiero (come se in passato avesse funzionato, poi).

Mi guarda, sta guardando i segni che ho addosso.
Abbasso il viso: non guardarmi così Mulder, non sono nel pieno della mia, seppur misera, bellezza.

Cos- Qualcuno spenga DanaBot e porti indietro la tizia cazzuta che conosciamo da oltre vent’anni, per favore!

Scully inizia a porsi domande esistenziali, ma il provvidenziale squillo del telefono ci catapulta in un nuovo caso: Skinner, fattosi di colpo cretino, ha deciso di chiamare i due agenti, che secondo ogni logica dovrebbero essere in congedo, per affibbiare loro un caso sull’avvistamento di uno Yeti.
Oh, ma di fretta, eh! Come se gli X-Files fossero una priorità per l’FBI.

Scully, per la prima volta in… Troppi anni per contarli senza sentirmi schifosamente vecchia, è felicissima di andare a caccia di mostri: in questo modo ha una ragione valida per scaricare l’amico dell’amica (“no, grazie ma non sono interessata ad uscire con qualcuno in questo momento” pare essere una risposta troppo logica perché qualcuno in una fanfiction decida di usarla).

– Lasci che Mulder si prenda cura di lei in questa indagine: ne avete bisogno entrambi. –

No: Skinner, per quanto sia ormai uno shipper, non sta suggerendole di farsi dare una ripassata da Mulder. Vorrei crederci, ma…

Mulder ovviamente si esalta, corre all’armadio e inizia a cambiarsi…

Ma come, non aveva le mani ferite fino a due minuti fa? Guarito miracolosamente? Lo dicevo io che erano stigmate!

E con questo si conclude il primo capitolo. Ma io, che shippo Mulder e Scully e quindi sono abituata al dolore, vado avanti a leggere.

I nostri si recano dunque sul luogo dell’ultimo, recentissimo avvistamento (ad un paio d’ore da casa di Mulder, in un paesino) e Spooky Mulder impiega quel tempo a illustrare le più recenti teorie complottare sugli Yeti; Scully, prevedibilmente, si addormenta.
Non biasimiamola: non ci sono evidenze del fatto che qualcuno le desse il cambio la notte, per le scrupolosissime medicazioni a Mulder ogni due ore esatte.

Il dialogo, quando Mulder e Scully arrivano sul luogo, è sofferenza pura: sembra di trovarsi dentro l’episodio coi vampiri, solo che qua stiamo facendo sul serio.

In sostanza, Mulder introduce alla polizia sé stesso e la collega. Un panzuto poliziotto presenta sé stesso e il nipote, anch’egli poliziotto, concludendo la frase con “Saluta la signorina, Jonah!”, roba che farebbe imbarazzare anche un cinquenne, figuriamoci un uomo fatto. Jonah e Scully però già si conoscono, nonostante Scully stia praticamente sbavando (“con un sorriso che lascia intendere perfettamente i suoi pensieri.”, “Scully rimane inebetita e sorridente a guardarlo per qualche secondo.”)… Tenetelo a mente.

Intanto, lo zio fa apprezzamenti su Scully, definendola uno schianto; Mulder rosica, il poliziotto commenta il fatto che non crede che lei sia il suo tipo, perché lei sembra essere molto più giovane di lui. E quando Mulder fa notare che hanno pochi anni di differenza, il poliziotto ci informa che… Leggete voi:

– Beh, Agente Mulder, avrebbe dovuto pensarci prima a corteggiarla. Sappiamo bene che lavorate in coppia da 6 anni, vi abbiamo chiamati noi perché ci sembra proprio un X-File. Io e l’agente Scully ci conosciamo da circa 11 anni, ci perdiamo di vista ma la chiamo non appena ho un caso di suo interesse (in quale universo alternativo l’agente Scully potrebbe interessarsi di sua spontanea volontà ad un caso su uno yeti!?!).
In più, siamo qui per risolvere un caso, non per giocarci a pari o dispari la simpatia affettiva della sua collega
(tipica frase da tizio stronzo delle fanfiction, quello che deve risultare antipatico e fare gné gné al protagonista).
Sono morte due persone per mano di quest’uomo travestito da Yeti, vogliamo salvare il resto del nostro paese
(giusto, peccato che mi pare proprio che il suo intento fosse quello di fidanzare il nipote). Se vuole seguirci, collega (collega?).. –

Il simpaticissimo e relativamente bellissimo Jonah Dawn mi fissa insistentemente mentre cinge la vita di Scully con un braccio e fa per allontanarsi con lei.

Davvero, è l’episodio coi vampiri.

Per fortuna Mulder è un Agente Speciale, sa qualche mossa di arti marziali e dunque il caro Jonah, dopo un po’, sembra esserne intimorito e smette di tenere le mani addosso alla non proprio professionalissima Scully.
Quando Mulder sembra aver risolto il caso (rimanendo inascoltato) e Scully sta esaminando un cadavere, il poliziotto giovane si perde sul viale dei ricordi:

– Agente Scully non l’avevo notato prima, ottimo lavoro. Il suo viso mi fa venire in mente momenti magici, Dana.. –

Mulder fa una scenata di gelosia, mentre Scully non trova nulla di anomalo nel comportamento del poliziotto.
Ora, come ho già detto e ripetuto, questa potrebbe essere una fanfiction ispirata all’episodio scemo della quinta stagione (oh, come vorrei che fosse così!), ma vi faccio un paio di spoiler: il poliziotto è l’ex di Scully, e Dana vuole vendicarsi di lui (probabilmente, data la tecnica usata fino ad ora, sbavando sulla sua camicia preferita)… Questo scambio, anche volendo immaginare che il POV di Mulder esasperi i fatti, non ha senso.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì: Mulder fa una scenata di gelosia imbarazzante, Scully viene invitata a fare un giro del paese (ma non doveva esaminare dei cadaveri?) e noi passiamo dunque al suo POV, dove pensiamo (speriamo!) di sentire la versione dei fatti di Mulder smentita.
E invece.

Quando arrivano in albergo, Scully si premura di cambiare la medicazione a Mulder, mentre lui continua a comportarsi da minchione geloso, interrogandola sul pomeriggio passato in compagnia del poliziotto; mentre Scully arrossisce e ripensa a quanto sia fantastico il suo ex, considerando delle avances durante il lavoro come una cosa apprezzabile, Mulder diventa una vecchia zia bigotta:

– Dovresti star lontano da quel tipo, probabilmente vuole soltanto rivedere cos’hai sotto al vestito. Lascia perdere, dammi retta. –
(…)
– Io li conosco gli uomini Scully e quello lì, sono sicuro, vuole solo riandare a letto con te per poi lasciarti in balia di te stessa con frasi tipo “Non sei tu sono io..” e cose simili. – * prende una boccata di fiato e continua * – Sicuramente non è carino con te perché s’è innamorato ancora di botto, anzi, magari si è pure sposato! –
Ora: lei è una cogliona, ma lui è insopportabile.

Scully dunque dà in escandescenze riversando addosso a Mulder tutte le sue frustrazioni da casalinga anni ’50 fallita intrappolata in un’agente dell’FBI degli anni ’90. Poi scoppia a piangere.

– Non è una questione di necessità, certo è che la mancanza di qualcuno accanto si fa sentire. Anche io vorrei svegliarmi accanto a mio marito come la maggior parte delle mie coetanee. Anche io vorrei andare la domenica a fare la spesa. Vorrei poter avere dei figli che non posso avere e vivere una vita normale, che non posso vivere e se qualcuno mi si avvicina, qualcuno con cui ho condiviso un pezzo della mia vita, tu lo allontani. Come minimo, Mulder, dovresti essere felice per me. –

Mi sfugge il nesso, ma ok.

Mulder, sconvolto dalla reazione della sua collega, corre in bagno a prendere della carta. Per asciugarle le lacrime? No, per pulirle il vestito macchiato di mascara.
Cerca pure di mostrare un minimo di empatia, dicendole “so come ti senti”, ma qua parte il pippone (fortunatamente per Mulder, solo nella testa di Scully), sul fatto che lei non potrà avere altri figli. Non sarebbe OOC o improbabile, non fosse che le frasi pensate da Scully sono queste:

Poter provare cosa significhi non esitare un secondo a morire per il proprio figlio.
Eliminare la tua stessa vita per colui a cui l’hai data.

Questa donna ha bisogno di supporto psicologico se il suo primo pensiero all’idea della maternità è quello di sacrificare la propria vita.

Mulder, seppur geloso, cerca di mostrarsi contento per il riavvicinamento di Scully al poliziotto.

La mia gelosia però è quasi ingestibile: il pensiero di un altro uomo che sbeffeggia Scully e se ne appropria solo per piacere sessuale mi fa incazzare.

Vi eravate illusi che stesse riprendendo l’uso del cervello? AH! Ve lo avevo detto: in questa Fanfiction, Mulder è il tipico Nice Guy che si crede l’unico in grado di provare sentimenti per la sua partner, mentre gli altri avvicinano Scully solo per lussuria.

Ma lei ha idee diverse:

– Mulder, il mio è stato solo uno sfogo. Non ho intenzione di riallacciare con lui un rapporto che non sia lavorativo. Vorrei vendicarmi e basta. –

Deve essere davvero un’ottima attrice.

Mulder vuole aiutarla (Mulder oscilla tra il Nice Guy e il BFF gay). Per renderla felice, dunque, la porta al casinò… Beh, dai, poteva proporle di peggio (anche se avrebbe giustificato il rating rosso di questa cosa); visto che la sfiga ci vede benissimo, comunque, incontrano una ex amica di Dana, ma questo non prima che Scully vinca 5000 dollari e riceva il biglietto da visita di uno sconosciuto.

– Allora, come ci si sente a prendere un mucchio di soldi senza fatica alcuna? –
– Da dio! Non ho mai guadagnato così tanti soldi lavorando. –

Forse non in un mese, ma due mesi di stipendio di un Agente Speciale dovrebbero contemplarli, 5000 dollari. Pure a fine anni ’90.

I due si danno alle gioie dell’alcol, giocano a “obbligo o verità” e a quel punto compare l’amica di Scully… o meglio, l’amica dell’ex fidanzato, il poliziotto.

– Come te la passi, allora? Mi dispiace per te e Jonah.. anche io non sono stata la migliore delle amiche però. Beh, ormai sono passati anni! –
(…)
– Oh beh, immagino che siate qui per indagare sullo Yeti che ci tormenta. Mi ha fatto piacere rivederti anche se non credo sia lo stesso per te.. passaci sopra Dana. Ormai sono passati 6 anni, non puoi odiarmi a vita. –

Se vai dalla ex del tizio con cui andavi a letto e, senza manco sondare il terreno, dici qualcosa del genere, chiaramente il tuo più profondo desiderio è quello di morire di morte cruenta. Fortunatamente Scully è troppo ubriaca per rendersi conto della situazione e vorrebbe tornare a giocare con Mulder (… no, non in quel senso: da quel punto di vista, questa fanfiction è deludente quanto il telefilm a cui è ispirata); Mulder, invece, vorrebbe capire chi sia l’aspirante suicida, ma vengono interrotti: il casinò sta per chiudere.

Di fatto, tutto il siparietto con la ex-amica è stato quindi inutile ai fini della trama. Voleva essere divertente o dare una nota di colore? Non so, tutto questo cincischiare sta diventando particolarmente fastidioso da leggere.

(In tutto questo nulla, Scully stringe forte forte la mano di Mulder. Considerato che il giorno prima sembrava essere sul punto di dissanguarsi per aver sfiorato le bende, immagino una scena parecchio sanguinolenta, a questo punto. E invece no, niente. Coerenza, dove sei?)

Mulder, nel parcheggio, è pronto (per la seconda volta) a darci la spiegazione del caso, ma la rivelazione viene (per la seconda volta) rimandata: devono prima capire come tornare in albergo, ora che sono ubriachi come adolescenti alla prima uscita; la soluzione è facile: si fermeranno in un albergo lì vicino.

E sarebbe una scena sensata, se non avessero già avuto precedentemente un pretesto narrativo (…avanti, non fate i finti tonti) per cambiare hotel e trovarsi con un solo letto a disposizione: l’albergo precedente è stato descritto come una topaia disgustosa, con lenzuola macchiate, coperte sporche nascoste sotto letti che sanno di panni sporchi e cuscini unti.

– Mi dispiace, ho una singola e una matrimoniale. La singola però ha un divano letto, se vi adattate. –

Mi spiegate cosa ci fa un divano letto in una singola?

I nostri prendono l’ascensore, che però si ferma così bruscamente da farli cadere l’uno sopra l’altro; Scully riesce comunque a dribblare un incontro ravvicinato di qualsiasi tipo con le labbra di Mulder, ma è scombussolata. Entrano nella loro stanza e…

E non sapremo mai come reagisce una donna dalla sanità mentale precaria (un serial killer, la convivenza con venti cadaveri, la carenza di sonno causata dalle continue medicazioni al collega…), i cui nervi sono stati messi alla prova (l’incontro con l’ex, il monologo della tizia che si sbatteva l’ex che le consigliava di “passare sopra la faccenda”) e ubriaca alle avances di un collega: questa fanfiction è incompleta.

Un X-File, insomma.

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Il figliol prodigo

Amanti dei Serpeverde trasgressivi, delle dee interiori e delle favole romantiche, siete ancora tra noi? Pensavate fossi andata in pensione?
In effetti…
In effetti pensavo fossero finiti i tempi delle fanfiction così brutte da risultare esilaranti. Già piangevo le ficcy divenute leggenda! Fortunatamente negli ultimi mesi ho dovuto ricredermi notando… un’inversione di tendenza, se vogliamo chiamarla così. Se non volessimo, però, potremmo usare la corretta definizione: ficcyne brutte da sembrare fake, roba che manco nel 2005 si trovavano cose simili.
Credevo che certi cliché fossero ormai caduti in disuso, conosciuti ed evitati persino dagli autori più inesperti, e invece… E invece eccomi qui a recensire una fyccyna, osservandola con gli occhi lucidi della vecchia zia che rivede la nipotina dopo tanti, troppi anni… Troppo pochi, a osservarla bene.

La nipotastra è Demons, di lady94; il link è qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3149185&i=1
(Le note sono lemon, OOC e what if?, dunque cercheremo di soprassedere alle assurdità della trama e ai personaggi stravolti… Più o meno.)

Harry ha ormai sedici anni e, come tutti gli adolescenti, attraversa quella fase in cui ci si atteggia e abbiglia da perfetti imbecilli in nome dell’originalità… No, non è diventato un hipster: è diventato MALVAGGGGIO.

Ebbene sì: Harry ha dato via la sua civetta e si è preso un pitone di “estrema bellezza” lungo tre metri (compensazione?) che risponde all’originalissimo nome di Death. Cioè, che Edvige sia stata data via lo suppongo io, giacché non sappiamo né sapremo mai che fine abbia fatto: potrebbe, in effetti, essere stata la prima cena di Death. Chissà.

Oltre ad avere un animaletto che difficilmente verrebbe ammesso a Hogwarts, Harry ha cambiato Casa:

infatti non era più uno stupido Grinfodoro ma un perfetto e spietato Serpeverde

1) Qualcuno qua non ha letto un solo libro di Harry Potter, se questa è la miglior definizione delle Case che sa dare.
2) In ogni caso, pure se Harry diventasse il re degli stronzi, rimarrebbe un Grifondoro. Peter Minus, tanto per fare un esempio, è rimasto a Grifondoro nonostante sia palese che durante quello smistamento il Cappello Parlante fosse in fase di trollaggio pesante.

 

La malvagità, comunque, si addice a Harry: è diventato più tonico, più alto, e quegli orribili occhiali erano scomparsi sul suo viso (mica l’avevo capito che quella di Harry fosse una voglia a forma di occhiali e non un accessorio!) adesso c’erano due stupendi smeraldi

cucciolo-smeraldi

Ma la domanda che tutti ci poniamo è: le persone nascono malvagie, o la crudeltà viene loro crudelmente imposta? Dopotutto, lui aveva un padre. Aveva una madre, come tanti.¹ E proprio sua madre ci aiuta a capire cosa sia successo, grazie a una lettera che Petunia (che è peggio di Poste Italiane) avrebbe dovuto consegnare ad Harry “al suo primo anno” a Hogwarts.

Devi sapere che nel mondo magico sei famoso per aver ucciso Tom Marvolo Riddle alias Lord Voldemort (Lily doveva avere doti di preveggenza) ma devi sapere che la profezia non è del tutto vera Voldemort non ti uccise perché anche tu sei l’ erede di Salazaar Serpeverde ma sei anche il compagno di vita di Tom (VE LO AVEVO DETTO che questa è una ficcy come quelle di una volta!! Soulmates a cazzo, NON NE SIETE CONTENTI?!) […]devi sapere che io discendo dalla famiglia reaele dei demoni (Così.). Un’altra cosa tuo padre non è James Potter ma Lucius Malfoy, […] successe tutto in fretta quando venni a  sapere che dovevo sposare James (no, capito? Doveva. Per volere di chi non lo sappiamo, ma dubito che mamma e papà demoni reAEali abbiano combinato un matrimonio tanto scellerato, dunque boh… È che il matrimonio imposto faffigoh, suppongo), sono scappata e andai da Lucius lui era la persona che amavo più della mia vita e da quella sera sei nato tu piccolo, il tuo vero nome è Artemis Ambrax Malfoy (Narcissa sarà stata contentissima, immagino).[…] un ultima cosa non fidarti mai di Silente è un monipolatore e ti userà per farti uccidere di nuovo Tom come ha già fatto (Io non so cosa sia un mOnipolatore, ma se avrò dei figli ne vorrò assolutamente uno come babysitter, viste le strabilianti capacità nel convincere gli infanti a rinunciare alla propria libertà di scegliere cosa fare –piangere, piangere, piangere- per imporgli cose che tali poppanti non saprebbero altrimenti fare.) […]
Con affetto tua madre Lilly.^

Ah, Lilly, non Lily. Chissà chi sarà questa demone reAEale che si bomba Lucius alle spalle di Narcissa… E chissà se tra i demoni reAEali è uso comune sganciare bombe come “Tuo padre è più cornuto così che in forma animale e tu sei destinato ad essere il compagno di vita di un mago oscuro che hai ammazzato, o così sembra, ma in realtà l’hai solo quasi-ammazzato e adesso è una caccola pelata e senza naso ma devi trovarlo; siate felici” sui pargoli undicenni.
Harry, comunque, questa lettera la riceve che di anni ne ha sedici (non sappiamo il perché), dunque reagisce con calma, dignità e classe e, va detto, con grande capacità di sintesi, tant’è che quando Death gli chiede cosa ci sia scritto, Harry risponde:

~ sono figlio di Malfoy e sono il sovrano dei demoni e il mio compagno è Tom.~

In quel momento sentì un gran dolore al petto che fu talmente forte che vidi tutto nero e poi il buio 

E che avevo detto io? Calma, dignità e classe!
La mattina dopo, le cose vanno di male in peggio, anche se Harry non sembra notarlo, anzi, apprezza:

Si alzo dal letto e camminò vicino allo specchio, quello che vide era un’altro se stesso, i capelli erano diventati biondo platino e lunghi come a Lucius (a parte la terribile sintassi, capisco l’incantesimo per non far insospettire James ma non perché i capelli dovrebbero anche crescere: non è una cosa genetica!), i suoi occhi erano bicolori (David Bowie, io ti amo ma hai fatto più danni tu del Pon farr, fandomicamente parlando!) quello destro era blu ghiaccio (… Ossia?) e il sinistro verde come il colore della morte (… Va bene, torniamo al blu ghiaccio.), era cresciuto di 2 cm (non mi sembra un miglioramento tanto degno di nota, considerato che rimarrebbe comunque un soldo di cacio… Sempre se stiamo parlando dell’altezza, ovvio!), insomma era meglio di quando poteva immaginare (A me sembra la descrizione di un cesso a pedali che per fare l’alternativo ha messo due lenti colorate a caso, ma va bene: se ti piaci, Artemis, io non sono nessuno per giudicare).

Siccome il suo look alternativo non è abbastanza estremo, Harry indossa degli skinny aderenti (esistono gli skinny non aderenti? Soprattutto, la definizione “skinny” nel 1996?!) neri, una maglia blu e delle scarpe bianche, suppongo con l’intento di causare la prematura morte di Enzo e Carla.

Prese Death e lo mise intorno al collo. Uscito di casa chiamò il nottetempo.

Harry tesoro, sono dell’idea che ognuno debba vestirsi come preferisce, ma intorno al collo si usa il boa, non il pitone! 

Il Novello Divin Pargolo Numero Due incontra suo padre poco dopo, al Ghirigoro, sezione libri oscuri, dove Lucius dimostra un debole per chiunque gli somigli. Harry ha chiaramente preso il tatto di mamma nell’informarlo:

<< Grazie accetto il suo consiglio, padre>>
<< Cosa?>>

Harry gli sgancia la lettera e se ne va. Lucius legge la lettera e, colmo di gioia per il figlio ritrovato (suppongo abbia già deciso che Draco come erede è una sega), bypassando strategicamente la parte in cui viene informato che tal figliolo prima o poi farà sesso col suo capo, lo incontra il giorno dopo.

A parlare è Lucius, che si è però dimenticato come si fa:

<< Ho pensato se per te va bene, di venire a vivere al Malfoy Mannor, di conoscere Draco (Oh rincoglionito, si conoscono già!) e Narcissa (Che sarà contentissima di avere in casa il figlio bastardo del marito), sai come una famiglia >>
Harry è contento, perché sebbene sia MALVAGGIOH ciò che ha sempre desiderato è avere una famiglia, ma solleva dei dubbi legittimi (gli stessi che ci siamo posti noi). Lucius, però, ha già pensato a tutto:

<< A Draco farebbe piacere avere un fratello e Narcissa voleva tanto avere un’altro figlio >>
… Suppongo che l’avvertimento OOC sia piazzato per giustificare Draco contento di non essere più l’unico e viziato Malfoy e Narcissa contenta di indossare in pubblico un decorativo palco di corna.
Harry però vuole essere portato da Riddle, e Malfoy, da genitore responsabile, acconsente:
<< Sono d’accordo, ti porterò a Riddle Manor. Prendi le tue cose è andiamo a casa>>
Riddle Manor?!

Ma torniamo a noi, che qua abbiamo le presentazioni più assurde della storia
<< siediti Narcissa. Lui è Artemis, il figlio mio figlio e di Lilly DeLarose. Il suo vecchio nome era Harry Potter. La nostra migliore amica ed è tuo fratello Draco>>

… Giuro che mi è venuto il dubbio di aver incasinato io la frase mentre la copia-incollavo, invece è proprio un puzzle di suo. Ma porcocazzo, per certe cose basterebbe una rilettura veloce! Il lettore non dovrebbe faticare per rielaborare il tutto.
E comunque sì, LilLy era la migliore amica di Narcissa: pensate a come sarebbe andata se le fosse stata sul culo! Invece Cissa non sembra volergliene, accoglie Artemis in famiglia con tanto di abbraccio. Draco, dal canto suo, brama un fratello ma teme che Artemis lo rifiuti. Invece anche loro, dopo un breve chiarimento, si abbracciano.

vennero interotti da Narcissa dicendo che era pronto da magiare e che Lucy la sua elfa li avrebbe mostrato la sua camera

Io so che non è così, ma mi piace pensare che Narcissa si sia vendicata del marito dando il suo nome all’elfa domestica. Lasciatemelo credere.

Nell’ultimo capitolo pubblicato, Artemis viene portato da un Tom Riddle:

Dopo aver finito la colazione persero la polvere volante (… Rubata da Campanellino? E perché la perdono? Un refuso o un aborto di plot twist? Non lo sapremo mai… ) e si materilizzarono (… Perché avevano perso la polvere, appunto.) nella sala riunione del Manor. (riunionE, che se ne fa una sola in tutta l’esistenza. La cosa che mi sconvolge è che abbiano una sala “dedicata” in un maniero che si presume essere di un certo stile, con stanze per gli ospiti, salotti e una biblioteca, ma non una sala riunioni – o riunionE, che dir si voglia. Ok, ora prendo un bel respiro e trovo una logica in tutto questo: si tratta di bonifica e rivalutazione dell’edificio, una qualche supercazzola burocratica per non pagarci le tasse: si sa, Riddle ha le pezze al culo. Ecco, così ha senso: andiamo avanti) In quel momento vide Tom che stava crucianto Bellatrix (così, senza nemmeno darci un motivo, o lasciarci intendere se sia una punizione o se stiano provando qualcosa per scacciare la noia a letto… Niente.)
Harry spiega anche a Riddle la delirante lettera di sua madre, e quando Tom gli chiede cosa ci guadagni ad allearsi con lui, Artemis riesce a risultare ancora più inquietante, nonostante l’aspetto da freak-show (a proposito: ma il serpente che fine ha fatto?)

<< Ahahahhaha…Tom tu non puoi neanche immaginare cosa otterrò da tutto questo. Dico solo che alla fine il tuo cuore appartenerà a me come il mio a te. Perchè io e te Tom siamo compagni e amanti destinati a stare insieme per sempre.>>

 

Eh Tom? Stai sereno, che adesso Artemis ti prepara la torta dei sette vasetti!

 

 
¹Non ho resistito… Immaginatemi svolazzare in un’enorme bolla di sapone sulle note di Wicked.

 

 

 

 

 

 

Fifty Shades of Grey (Pants)

Se hai bisogno di soldi io ne ho molti…

Ti aspetto a casa mia.

Severus

… E questo è l’incipit della nostra favola di Natale, miei piccoli Mangiamorte. Una favola che parla di buoni sentimenti, di generosità… Nel miglior spirito di certe favole romantiche, se capite cosa intendo.

Solo per soldi”, di VelenoDolce

Il buon vecchio Lupin (ma potrebbe anche essere il buon giovane Lupin: per almeno due capitoli la fanfiction non ha una collocazione temporale precisa, se non che Severus e Remus hanno finito la scuola) si trova davanti alla fatiscente (ma solo in apparenza: scopriremo poi che all’interno le cose sono ben diverse) casa di Severus Snape.

Ho ancora stretta tra le mani la sua lettera. Poche parole mi hanno convinto a venire qui.

… Ora.
Chiunque, se Severus Snape millantasse un discreto patrimonio, gli riderebbe in faccia.
Chiunque, figuriamoci uno dei malandrini…
E, a questo proposito: James è davvero pieno di soldi, è risaputo. Chiedere ad un amico, invece che rispondere alla chiamata di un tizio che hai vessato per anni?
Anche perché il debito in questione è ingente:

“Quasi un milione di galeoni… Sono parecchi. Se vuoi io posso darteli.” Lo guardo stupito, cosa vorrà in cambio?

Eh, cosa vorrà mai…
Parlando d’altro, wiki alla mano, i Galeoni valgono parecchio: nel 2001 un Galeone valeva ben CINQUE sterline. Continuiamo a non sapere quando questa fanfiction sia ambientata, ma anche svalutandola di cinque volte il suo valore, si parlerebbe di un milione di sterline. Che sono un sacco di soldi, se qualcuno non lo sapesse.
Come ha fatto la famiglia di Lupin a indebitarsi tanto?
Severus caga oro?
Domande a cui non avremo, almeno a breve, risposta.

“Ma non sono gratis. Diventerai il mio schiavo finchè non mi avrai ripagato…” Sarò il suo schiavo?

“Non mi sembra così male come scambio. Ma devi decidere subito… Dimmi, accetti?” Come? Ora? Ma non ci posso pensare? Severus si alza e si avvicina alla porta. Devo decidere…

“Va bene. Sarò il tuo schiavo.” Non ho altra scelta. Se non pago i debiti i miei genitori andranno in carcere…

BAM. Così, nemmanco firmano una carta del formaggino Mio con scritte tre regoline e i termini dell’accordo. Nemmeno si stringono la mano dopo averci sputato sopra. NIENTE.
(Soprassiedo sul padre di Lupin, morto anni prima, perché è davvero un’inezia rispetto alla mancanza di assennatezza di DUE brillanti maghi).

“Signore deve fare doccia. Signore non deve disubbidire a padrone. Se signore ha bisogno chieda a Plin. Plin aiuterà. Plin bravo in tutto.”

Plin è l’elfo domestico di Severus, e io mi sto chiedendo cosa comprenda questo “tutto”. So di avere una mente perversa ma, ammettiamolo: viste le premesse, non ho forse ragione a preoccuparmi per la verginità degli orifizi di questa povera creatura magica?

Mentre si rotola in un morbidissimo accappatoio, Remus si chiede come Severus possa permettersi mobili costosi e lenzuola di seta, visto che ai tempi della scuola era palesemente un poraccio (sono abbastanza sicura che ci sarà una spiegazione poraccia quanto il Severus adolescente; ma non divaghiamo e non spoileriamoci la soluzione di questo avvincente mistero, suvvia); i suoi intelligenti pensieri vengono tuttavia interrotti dall’arrivo di Severus stesso.

“Forse non devo parlare se non me lo ordini prima tu?” Gli domando, spero non mi punisca…

“No, puoi parlare…” Tentenna. Vorrei proprio sapere cosa pensa. Si siede vicino a me. Sembra indeciso. Si gira e mi guarda negli occhi.

… A posto così: questo Severus fa tanto il figo, ma non si è nemmeno organizzato la prima serata da padrone/master/dom/quant’altro. Mi spiace pure un pochino: da Severus mi sarei aspettata qualcosa di meglio, non una copia-carbone di quell’inetto con velleità da dominatore di Christian Gray.
Ma, essendo un uomo pieno di impegni, Severus non può nemmeno godersi il suo schiavo quella prima sera: Lord Malfoy (addirittura?) esige la sua presenza, e Remus si addormenta pacificamente, come qualsiasi uomo che si è venduto ad un altro senza nemmeno firmare un contratto con delle clausole.
E, mentre il sospetto che persino Cinquanta sfumature di grigio sia più sensato di questa cosa diventa certezza, ci viene presentato il pov di Severus.

Ma sono impazzito a mandargli un messaggio simile? Se lo fa leggere ad Albus? Sarebbe proprio un guaio.

Ah, adesso ci pensi? Non eri la superspiatriplogiochista, Severus? E rischi di farti beccare così? I miei complimenti!

Apro il libro. Lo chiudo. Guardo fuori dalla finestra. In strada non c’è nessuno… Riapro il libro… Lo richiudo… Non viene? Scaglio il libro contro la finestra. Per fortuna è un vetro trattato con la magia e il libro rimbalza… Mi metto le mani fra i capelli. Possibile che Remus mi debba sempre ridurre in queste condizioni? [AWWWWWW, MaCHECCARIIIIIIINOOOoOOo!!1! :3 L’universo aveva proprio bisogno di leggere di un Severus tanto vulnerabile quando si tratta della sua cotta, vero? Com’è patato!] Guardo ancora fuori dalla finestra. Plin raccoglie il libro e lo posa sul leggio lontano da me.
(…)
Mi copro il viso e sorrido. Remus è qui! Con me… [AAAAAAAAAAAAW :3] Devo calmarmi. [… Questa non sarà la pallida cortigiana, ma io me lo sto immaginando mentre si fa aria con una aggraziata manina] Ritorno a sedermi sul divano. Cerco invano di far calmare il mio cuore [ODDIODDIODDIO!]. Ormai batte impazzito. Non deve… Remus è qui perché l’ho costretto [Ecco, meno male che ti ricordi questo particolare]. Se fosse stato per lui non sarebbe mai venuto. Sospiro e mi prendo il viso fra le mani. Merlino aiutami, cosa sto facendo? Lo sto costringendo con la forza a starmi accanto. Voglio davvero costringerlo a restare con me? Non ho altra alternativa. Ho bisogno di lui! Da solo non riesco più a resistere. Sospiro e mi alzo. Devo sembrare il solito, cattivo e stronzo. L’unico Severus che gli altri conoscono. Salgo le scale lentamente. A ogni gradino riacquisto un po’ della mia falsa freddezza.

Cccccccé, non lo capite? Povero Severus, è che lo disegnano così! È vittima di un complotto del crudele destino, DEVE comportarsi da stronzo e costringere l’uomo che ama a stare con lui col ricatto perché gli eventi della vita l’hanno portato a questo!
Non siamo tutti in pena per lui? Non gli vogliamo più bene del solito?

Voi due, là in fondo. Sì, voi che state annuendo commosse, alzatevi in piedi… CRUCIO!

… Stavamo dicendo?
Ah, sì: Severus Snape, novello Christian Gray con vaneggiamenti alla Elsa (conceal, don’t feel, don’t let them know eccetera) si reca nella propria camera, dove Remus lo attende. Però continua a comportarsi da adolescente con disturbi della personalità:

L’ho costretto a stare con me. Non dovevo. Ma non riesco più ad andare avanti. Ho bisogno di aiuto. Non posso passare i giorni a disperarmi come ho fatto finora. Poi è troppo difficile rimettermi la maschera di malvagio mangiamorte. Non che per me sia mai stato facile metterla… Ma ultimamente è sempre peggio. Sospiro ed esco dal bagno indossando l’accappatoio [… e la maschera di malvagio Mangiamorte l’ha lasciata vicino al bagnoschiuma?].

Alcune righe di piccoli problemi di cuore nati da un’inimicizia che profuma di cliché dopo, scopriamo che Malfoy è da Severus per conto del sommo (Voldemort, vedo che anche tu a disturbi mentali stai peggiorando!), che vuole vederlo.

“Ho saputo che Potter [Ci siamo, un riferimento temporale, per quanto vago!]è stato spostato dal luogo in cui lo tengono… Perché non mi hai informato?” Stringo i pugni, non lo sapevo…

“In questi giorni Silente è in viaggio. Gli altri hanno ritenuto superfluo avvisarmi. Quegli schifosi non mi ritengono alla loro altezza.” Dico fingendomi schifato. Ora mi punirà.

Severus comunque inventa una scusa che vorrebbe essere convincente e un piano che giustificherebbe la presenza di Remus in casa sua, ma Voldemort lo tortura lo stesso.

Perché?
Per la scena in cui Remus fa la crocerossina nel capitolo successivo, ovviamente:

(…) Deve stare molto male anche se non dice nulla. Stringe il mio pigiama, trema. Non posso fare nulla per lui… Posso solo scaldarlo col mio corpo. Gli accarezzo la schiena.

Lentamente sento che si rilassa e smette di tremare. Poco dopo si addormenta. Vorrei sapere cosa è successo. Deve essere stato sottoposto alla cruciatus per parecchio tempo per ridurlo in questo stato. Ora dorme tranquillo stretto a me.

… Io ora farò finta di nulla, negherò l’ovvio e parlerò di sindrome di Stoccolma. Ne va della mia sanità mentale.

Non so cosa fare. Si arrabbierà se vado a fare colazione? Forse non vuole che me ne vada in giro per la sua casa.

… Certo che Remus c’è proprio portato, per la “sindrome di Stoccolma”. O per quella borderline, visto che dopo avergli fatto le coccole nel sonno ed aver ammesso che

Il suo viso sembra quasi bello

Dice di non aver avuto altra scelta che vendersi a lui, che ha paura e che si fa schifo da solo.

Poi anche l’altro fulgido esempio di coerenza si sveglia e, nell’ordine:
Si incazza.
Tenta di limonare il suo schiavo.
Si incazza perché il suo schiavo non ci sta.
Dice che va in bagno, e che quando tornerà vorrà che il suo schiavo sia disponibile.
Torna, e dice al suo schiavo di cambiarsi ed andare a fare colazione.

Durante questo intero periodo, nel quale persino Ana Steel avrebbe capito che il riccastro è cotto e può rigirarselo intorno al dito mignolo, Remus non fa altro che temere per la propria vita. Persino quando Severus lo spedisce in cucina.

Un po’ mi sento in colpa per come l’ho trattato. Lui si alza e mi guarda con cattiveria. Dovevo fare di peggio.

… A scanso di equivoci, questo è ancora il POV di Remus.

Dunque Severus se ne va, dandogli la possibilità di uscire, di vedere Silente e un computer con trentadue giga di RAM ah, no, quello no. Ma comunque ci siamo capiti: Remus è schiavo tanto per dire.

Senza Severus in giro mi viene più facile sorridere…

… Vabbeh, Lupin, però sei un ingrato!

 

 

Quando MarySue dovrebbe rivedere le sue priorità… (prima parte)

Cari i miei Grinch e le mie Grinchesse (sembra un insulto, lo so; ma condivido con voi questo fardello, come quello di essere zoccola e frigida… Evidentemente siamo Grinchesse dalla personalità pepatissima e dal fascino sottile, visto che nonostante tutto siamo ancora in attività), cari Grinch e Grinchesse, dicevo, eccoci per la consueta recensione di Natal- Ehm, Santo Stefano.
Pensate, ancora qualche anno e sarà la tradizionale recensione di Capodanno.

Ed effettivamente, questa recensione sarebbe perfetta per Capodanno: c’è il solito cotechino dalla bianca cotica, e le solite lenticchie (trama insensata, personaggi snaturati e invertebrati, relazioni inutili e senza alcun senso) che si portano appresso tutti i pruriti del caso (parlavo dell’allergia, razza di depravati!). Sì, sarebbe una recensione perfetta per Capodanno, questa.
Bene, ci vediamo tra cinque giorni allora.

Ahi, AHI! Va bene, razza d’ingrati! E recensione di Santo Stefano sia!

*Il cenone di Capodanno anticipato è gentilmente offerto da EbbylineSwarovski, l’unta e bisunta trattoria che l’ASL chiuderebbe senza nemmeno varcare la porta è la solita unta e bisunta trattoria dove ceniamo ogni anno. Il tavolo è prenotato a nome “ Il ritrovo del cuore.”, ma se non riuscite a trovare la via consegnate questo ( http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=1445086&i=1) indirizzo al tassista: saprà dove portarvi.*

Il cotechino, dicevamo.

Ebbyline (sì, come l’autrice), strega quindicenne, subisce un grave lutto: la morte della sorella gemella. Invece di circondarsi dell’amore dei suoi amici, decide di cambiare scuola e trasferirsi nell’istituto frequentato dalla defunta sorella: Hogwarts.
Ah, Ebbyline è stata anche ad Azkaban, ma suppongo non stesse studiando lì.

“Che cosa sarà successo?” è quello che ci chiediamo noi.
L’autrice, invece, con la sua storia vuole svelarci ben altre risposte a domande che lei stessa pone:

Questa ragazza, riuscirà a riaprire il suo cuore al mondo?

Beh, magari intende dire che dopo il lutto è diventata una persona introversa…

O per lei è davvero finita?

Suvvia, sarà una giovane forte e nonostante il dolore si riprend-

Ci penserà un ragazzo, anzi, vari ragazzi.

… Io voglio pensare bene: starà sicuramente parlando di un gruppo di amici che saprà sostenerla e volerle bene!

Ma riusciranno nella loro impresa apocalittica?

Ancora, mi sembra un po’ troppo melodrammatico questo scenario…

Si farà degli amici e manderà a quel paese la tradizione di odio che si è sempre manifestata tra Serpeverde e Grifondoro.

Ma… E ‘sti cazzi no? Ma soprattutto: pure Lily Evans aveva un amico a Serpeverde, ma non mi sembra fosse questo il suo merito più grande!

Lei, l’unica persona al mondo in grado di usare la magia senza bacchetta, sarà accettata?
Unica, certo. Silente, la smetta di ridere: lei è morto, i morti non ridono. Si dia un contegno!

Lei, senza più una famiglia al mondo, verrà amata?
… Chi ha detto ai violinisti che potevano iniziare? Il concerto di Capodanno è tra sei giorni, eccheccazzo!

Lei, che cambierà il destino del mondo magico, ne sarà all’altezza?

Se già mi dici che lo cambierà perché dovrei pensare che potrebbe non esserne all’altezza? Dai, cazzo, mi hai già rovinato il finale!

Ebbyline Swarovski ritroverà la parte della sua anima che ha perduto in una notte nuvolosa d’estate?

Violinisti, TACETE, che adesso c’è l’angolo dell’autrice da riassumere!
In poche parole: l’autrice ha già scritto due libri su Harry Potter per noia e dunque adesso scrive una fanfiction che rispecchi pienamente ciò che voglio per il mio personaggio. No, non lo so cosa voglia dire, ma andiamo avanti.

Troviamo Ebbyline china sulla bara dell’amata sorella, sconvolta:

(…) gli occhi grigi serrati con le ciglia folte ricurvate dal trucco [però, che efficienza ‘ste onoranze funebri, pure il piegaciglia ed il mascara incurvante!], il naso che tante avrebbero bramato pallido come il resto del corpo [Rallegriamoci un po’ per la felice sorte di una contendente: basterà corrompere il guardiano del cimitero e procurarsi una pala, un seghetto ed un bisturi ed il tanto bramato naso andrà all’intrepida fanciulla!], le labbra rosee immobili [Sinceramente, è meglio così: solitamente se ad un morto si muovono le labbra non è un buon segno. Nel migliore dei casi potete aspettarvi uno sbavino scuro nonostante la tanatoprassi, nel peggiore… Mirate alla testa.], (…) Tutto di lei era stato curato nei minimi dettagli [Ci credo, con quel che costa un funerale!] eppure, niente di tutto quello lasciava trasparire che fosse… morta [Come dicevo, hanno fatto un buon lavoro].

Ma Ebbyline ha promesso alla sorella che non avrebbe pianto, al suo funerale, nonostante si senta come se metà della sua anima fosse morta.

Era come se avessi una mela e dopo averla tagliata la lasciassi li, per poi tornare e notare che solo una metà era marcita.

… A parte la metafora criptica… Ma se non aveva appena detto che sembrava viva? E adesso è marcita, tutta d’un tratto?

Ecco, lei si sentiva la metà che era rimasta bella e succosa [facile, quando ci si confronta con un cadavere]. (…) Avrebbe dovuto morire insieme a lei, come si erano ripromesse da piccole [Eh, certo. Proprio quei giuramenti intelligenti che uno fa a quattro anni]. Avrebbero fatto tutto insieme: il primo bacio [kinky!], il matrimonio [interessante prima notte di nozze…] e persino la morte.

E così, tra pessime metafore e ripetizione di concetti, ecco che Ebbyline ripensa a tutta la sua tragedia familiare:

Prima sua madre, malata di cancro, le aveva lasciate in custodia al padre. Poi suo padre, afflitto dal dolore, si era tolto la vita. A seguire il ragazzo che lei amava l’aveva tradita e scaricata. Adesso lei.

… E il cane, Pongo, è stato investito da una carrozza; il pesce rosso, Goldie, divorato dal gatto… ed il gatto si è strozzato con il pesce rosso, presumo [cit.].

Ma Ebbyline non può permettersi di crogiolarsi troppo nel dolore: deve commemorare la defunta con un discorso che parla per quelli che persino a lei paiono secoli, davanti ad una folla che si fa forza ascoltandola e vedendola lì. Tra di loro, defilato in un angolo remoto della chiesa, un ragazzo moro dagli occhi verdi (no, non Harry: questo è Mattew, il ragazzo della defunta. Lo si distingue da Harry perché Mattew ha lo sguardo saettante, non la saetta sulla fronte).

Ebbyline è sempre stata gelosa di loro due, ma felice per la sorella. Gelosia immotivata, comunque: come vedremo ora, Mattew è fuori di testa (o c’è finito per il dolore):

– Perché non mi ami più, Rose? – sussurrò il ragazzo fissando la ragazza.

– Io non sono Rose, Mattew – rispose la ragazza turbata da quel suo comportamento.

Lui la lasciò andare sofferente e chiuse gli occhi: presto sarebbe tutto finito.

Ma i più accorti avranno notato l’assenza di una lenticchia: conosciamo l’aspetto fisico di Ebbyline solo grazie alla descrizione della sorella defunta. Un abile trucco letterario, dite? Un totale disinteresse per un aspetto così frivolo, durante una scena tanto tragica e toccante, da me smontata con tanta cattiveria e battute di pessimo gusto?
No:

P.s: Qui trovate il vestito di Ebbyline al funerale: http://www.polyvore.com/cgi/set?id=60500445&.locale=it
P.p.s: Ebbyline è sempre vestita impeccabilmente e siccome non riesco mai a descriverla (sono un disastro!) metterò il link di Polyvore, dove creo io i set.

Ecco. E con questo ho il culo parato per ogni accusa di cattivo gusto durante questa recensione.

Stendiamo una pietra tombale pietosa (l’ho detto, ho il culo parato!) sulla scelta di inserire il link a Polyvore col vestito del funerale e passiamo al prossimo capitolo e lasciamoci travolgere dal nonsense.

Ebbyline torna a casa e si lascia investire dai ricordi: le due sorelle si volevano così bene che mai avevano litigato, pensate. E questo perché anche Rose, come la madre, aveva il cancro (“eh, ma è bello essere a casa, vero padron Robin?!”).

Da qui parte una bella divagazione sulle case a Durmstrang (scuola frequentata da Ebbyline):

Venivano smistati al secondo anno, dopo aver compilato un test d’intelligenza. Alfa, dove la ragazza era stata smistata, era
[ovviamente!]per quelli che anche se non studiavano prendevano voti eccellenti. [Insomma, quelli che potrebbero pure levarsi dalle palle e lasciare spazio ai comuni mortali: a che serve la scuola se sai già tutto? ]

Beta, Gamma e Delta erano per quelli con voti scarsi. La vergogna della scuola, diceva il preside.
La via di mezzo non esiste.

Per dare maggiori probabilità a quelli meno dotati ogni anno venivano dati dei test, e se li superavano venivano trasferiti nelle classi Alfa.

Gli altri a coltivar patate.

Aveva scelto di andare a Durmstrang perché la sua intelligenza nelle materie oscure era pari solo a quella di Voldemort [Voldemort non ha “un’intelligenza nelle materie oscure”: ha studiato le arti oscure ed è uno stronzo, fine.] e si sentiva decisamente sprecata in una scuola come Hogwarts [Nessun problema: non mancavi proprio a nessuno, razza di attention whore con aspirazioni da BAMF].

Dunque lei non vuole tornare a Durmstrang, perché la gente l’avrebbe guardata con pietà: meglio andare a Hogwarts (dove tutti la guarderanno come se avessero visto un fantasma, presumibilmente).

Qualcuno bussò alla porta interrompendo il filo dei suoi pensieri. Si tirò su dal morbido letto e, con ancora il vestito del funerale [per chi non se lo ricordasse, il link a polyvore è qua sopra], scese le scale per vedere chi fosse.

È Matthew (l’acca l’ha recuperata tra un capitolo e l’altro), ed assistiamo ad uno dei momenti WTF? Della ficcy: il giovane le dice che era lei, e non Rose, che avrebbe dovuto morire:

– Hai capito bene. Scommetto che muori dalla voglia di sapere perché l’ho fatto –

Pessima scelta di parole, a mio avviso.

– Ci sei arrivata, finalmente. Sai, al sicario avevo detto di chiamarti per cognome ma non credevo che avrebbe risposto Rose al telefono[omicidio telefonico?],… – il sorriso sul viso del ragazzo si allargò ancora di più – Rose non rispondeva mai al telefono [Ah, beh… Un piano infallibile!]. Quando sono arrivato e ho visto Rose tra la vita e la morte non capii immediatamente come potesse essere successo; e poi sei arrivata tu. L’hai presa tra le tue braccia. Ma in quel momento io dovevo prenderla tra le mie braccia, e così, me la sono presa con l’unica persona che si stava crogiolando del bel lavoro svolto… –

(…)
Non era sorpresa del fatto che Matthew volesse sbarazzarsi di lei [Ah, beh…]. Era geloso, e troppo innamorato per vedere oltre quell’amore asfissiante [ma nel capitolo prima non invidiava la storia tra lui e la sorella?]. Non avrebbe mai capito che Rose l’avrebbe lasciato seduta stante se lei fosse morta [Mi sono persa: l’avrebbe lasciato –comprensibilmente!- se avesse saputo che era lui il mandante o l’avrebbe lasciato e basta?].

Matthew mostra sempre più segni di sociopatia:

Ma, ripensandoci, ora che Rose è morta potrò finalmente avere ciò che puntavo da anni: te

Ricapitoliamo: Matthew era geloso del rapporto tra le sorelle, dunque decide di… uccidere quella che ama, per rimanere con la sorella che non ama ma con cui è fidanzato. Ma il sicario sbaglia ed uccide la fidanzata che per lui era un intralcio a loro due, dunque va dalla donna che ama e dice “Beh, poco male, adesso posso stare con te”.
Siamo sicuri che non sia un trucco per avere attenuanti quali la semi-infermità mentale?

Lei strabuzzò gli occhi. Lei? Come poteva volere lei dopo due anni insieme alla sorella?

Vai così, Ebbyline: è proprio questo il punto focale della situazione!

– Ma io non ho ma voluto Rose. Perché prendere la metà della mela marcia, quando potrei avere quella sana? –

Continua pure tu così, Matthew: stai perorando la tua causa con arguzia e sensibilità uniche!

Matthew le dice che voleva ucciderla perché non ricambiava il suo amore, Ebbyline lo rifiuta una volta ancora  e lui è pronto ad ammazzarla. Ebbyline coglie l’opportunità (prima cosa intelligente in tre capitoli!): lo disarma fantafigheggiando con gli incantesimi senza bacchetta e lo ammazza.

Presto quelli del Ministero sarebbero arrivati ad arrestarla per aver praticato la magia fuori dalla sua scuola.

Mica perché ha usato l’Avada Kedavra (che comunque era di legittima difesa).

Non le importava se sarebbe finita ad Azkaban.

Assassino di tua sorella, che già aveva cercato di uccidere la protagonista ed anche in quel momento era lì per ammazzarla… In effetti nemmeno io mi preoccuperei di finire ad Azkaban: nemmeno un coglione ti manderebbe ad Azkaban, in questo caso!
… nemmeno a dirlo, persino il processo è delirante. Ma quello ve lo propino la prossima volta, insieme al resto del quarto capitolo.

A Natale anche Voldy è più buono – parte seconda –

Sì, sono finalmente tornata con la seconda parte.

Di cosa? Ma della fanfiction di Hangie! Quella di kinderbuena89 (ora LadyMerendina), ricordate?

Come no! Quella della figliadiVoldemortfidanzatadiDracoacuivienecancellatalamemoria! Dai che ve la ricordate, il link è questo: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=273657&i=1

Lo so, è passata una vita dalla prima parte ma cercate di capirmi: è da Natale (va bene, da Natale 2009, praticamente due anni fa… Che pignoli siete!) che guardo questo file con un misto di terrore e ribrezzo (intendiamoci: non tanto per la fanfiction in sé, che non è poi peggio di molte altre, ma proprio per la mole di lavoro… La prossima volta col cavolo che vi recensisco una long-fic!) senza nemmeno riuscire a rileggere gli appunti, ma ora è giunto il giorno.

Dopo tutto ve lo avevo promesso.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì…

Hermione scopre il suo passato con un viaggio nel tempo (un altro?) mentre è in visita dai genitori-nonni perché, com’è ben noto ai lettori della serie, gli studenti fanno spola tra Hogwarts (Scozia) e le proprie famiglie ogni pochi giorni.

Meglio, scopre quasi tutto: ancora non sa chi fosse il ragazzo di cui era innamorata… Come fai a fare un viaggio nel tempo e a non vedere un volto? Mistero della Ficcy! Non c’è da preoccuparsi, comunque: tra qualche giorno la nostra Hermione compirà quindici anni (per la seconda volta) e a quel punto si ricorderà tutto.

Ora, se pensavate che il resto dei personaggi riuscisse a sottrarsi al delirio, vi sbagliavate di grosso: Silente decide, infatti, di organizzare una festa per Hermione senza un motivo logico.

Albus alzò lo sguardo e sorrise.

“Proprio come avevo previsto! Bene, avremo un ottimo motivo per la festa.” Si alzò.

“La festa? Quale festa?”

Albus rise.

“Tra due giorni è il suo compleanno, ricordi? Come ben sai, proprio ieri Cindy le ha rivelato la verità. Per cui, adesso, quella povera ragazza è sotto pressione…e a dir poco scioccata!”

Minerva sospirò.

“Eh già…povera Angelica! Le ci vorrebbe proprio una distrazione!”

“Ed è quello che noi le daremo, cara Minerva. Le organizzeremo una festa spettacolare, con tanto di balli! Così magari…la aiuteremo anche a ricordarsi del suo grande amore! E per lei sarebbe un bene…”

No, il fatto che sia stata la migliore agli esami e che tra poco compirà gli anni non sono ragioni valide, e nemmeno che sia sotto pressione per via del suo passato è una buona scusa: dovrebbero esserci feste in onore di Potter ogni sera dell’anno, secondo lo stesso ragionamento! Quando Silente annuncia l’imminente festa, gli sguardi di Hermione e Draco s’incontrano.

Draco, infatti, si è ricordato del suo passato il giorno del suo quindicesimo compleanno (seguendo una timeline sana, è corretto: Draco compie gli anni a giugno e Hermione a settembre; peccato che nella fanfiction Angelica sia nata a marzo!) e non vede l’ora che anche Angelica si ricordi di lui. Nel frattempo langue d’amore per lei.

Hermione si presenta al ballo con un vestito rosa (forse quello del quarto film, forse un altro perché, da come si sviluppa questa trama, non sono solo convinta che l’autrice non abbia mai toccato un libro di HP, ma dubito seriamente abbia visto più di uno o due film; perlomeno non lo dimostra) e tutti sbavano (come previsto). Apre le danze con Harry sulle note di “Remember me this way” (e pensate, la fanfiction è stata scritta prima che venisse girato “I doni della morte”!), poi nota che i suoi nonni sono al ballo e, alle ventidue esatte, si ricorda di essere innamorata di Draco.

L’aria intorno a lei…fu come se fosse battuto il colpo di un grande gong…una grande voragine si aprì dentro di lei…ma non la vide minacciosa, perché di solito una voragine porta via le cose…

Quella le stava portando qualcosa…

Il resto dei suoi ricordi.

Lui si avvicina, lei si congeda da parenti e amici e iniziano a danzare sulla loro canzone: “When You Say Nothing at All” (suppongo nella versione originale del 1988, perché quella di Keating non era stata ancora incisa, nel 199… Ah, no, siamo nel 2004. Capita, con le ficcyne.).

Dai commenti, Wi Couch Potato mi fa notare che sarebbe comunque sbagliato, visto che Hermione è del ’79 ed ha quindi un anno in più dei suoi compagni. Chiedo perdono per la svista, potrei dare la colpa alla ficcyna che mi ha fuso il cervello, ma in realtà sono sempre stata così. Scusate.

I due si fermano, Draco le appioppa nuovamente l’orrorifico medaglione e al dito anulare sinistro di Angelica ricompare l’anello di fidanzamento (così, *puff!*, prima non c’era e adesso c’è, come ai Sims quando si sposano).

È dunque il momento delle spiegazioni: tra una sega mentale e l’altra, Hermione spiega la sua storia agli amici più cari.

“Lui alzò la bacchetta…e la colpì con l’Anatema Senza Ritorno…”

Cosa diavolo sarebbe l’Anatema Senza Ritorno? Proprio parlando di Voldemort, poi, a cui l’Avada Kedavra fa un effetto Boomerang pazzesco… Mah.

Draco e Angelica tornano in pista (sul brano “Favola” dei Modà…). Arrivati al ritornello, Draco inizia a cantarlo per Angelica. Il resto della scuola di mentecatti parte con gli applausi e la richiesta di bis (non sto scherzando, ora: c’è scritto).

La pace dei nostri idioti preferiti viene però interrotta a mezzanotte e mezzo: Tom e i suoi amici arrivano.

Le candele si spensero di colpo….le enormi finestre della Sala Grande si spalancarono e una forte folata di vento gelido si fece spazio fra gli studenti…a un tratto era calato un silenzio tombale…l’intera scuola rabbrividì, e se ne restò ferma; tutti si chiedevano “cosa succede?” Pensavano, forse, che fosse un ‘effetto speciale’ per la festa…ma poi…dalle finestre entrarono due o tre Mangiamorte…e uno in particolare, quello più alto, attirò l’attenzione di Draco…ma prima che il ragazzo potesse formulare anche un solo pensiero…ecco che l’immenso silenzio si trasformò in un gran rumore di grida e scalpiccii. Gente che fuggiva da tutte le parti, presa dal panico, professori che cercavano inutilmente di tranquillizzare gli studenti…

Quando però viene ricordato a Tom che è il compleanno della figlia, costui ha un tentennamento. Fortunatamente ci pensa quella idiota di Angelica a fargli tornare l’incazzatura.

Potrebbe cruciarla.

Potrebbe ucciderla.

Le tira uno schiaffo. No, in realtà nemmeno ci riesce, perché arriva Draco a fermargli la mano e a minacciarlo.Negli unici due secondi in tutta la fanfiction in cui Lucius dimostra un po’ di senno, dice a suo figlio che gli fa schifo.

Un’ultima scenata tra Tom e Angelica e poi i Mangiamorte se ne vanno (già, senza nemmeno una piccolissima strage…).

“Farai meglio ad andartene, padre. Voglio andarmene a dormire. Sono stanca morta…non sono come te, che non fai niente dalla mattina alla sera, sai?”

… Ma come, non cucina e rifà i letti a tutto i Mangiamorte, prima di preparare i discorsi di incitamento? Sfaccendato di un Voldemort!

Due mesi dopo, Angelica informa Harry del suo desiderio, frenato dalla paura, di fare l’amore con Draco. Harry le dice che non deve averne perché Draco è innamorato di lei (ma che palle, è la settordicesima volta che lo dice! Ormai l’hanno capito anche i sassi! Perché Hermione, che di solito è una persona intelligente, deve farselo spiegare da quel cretino di Potter?).

Dopo queste rassicurazioni, la ragazza informa Harry che quella notte rimarrà con Draco.

Complice un rave in Sala Grande (non c’è altra spiegazione: i Serpeverde tornano ai dormitori solo il mattino dopo!) i Nostri, tra candele, fiori e canzoni romantiche consumano il loro amore.

Draco le baciò la fronte.

“Shh. Calmati. Se non vuoi possiamo…”

Hangie scosse la testa.

“Voglio farlo, Draco. Però…potresti per favore tenermi le mani? È la sola cosa che ti chiedo.”

Draco deve aver imparato a volare… Poi si contorce come un lombrico e alla fine si addormentano. Il giorno dopo Angelica incontra i suoi amici e Luna si unisce a loro. Nota che Ron è cresciuto, rispetto all’anno precedente (secondo la linea temporale saremmo a maggio… Luna è meno sulle nuvole nei libri!). Nella stessa giornata, Angelica è costretta a farsi passare il compito di Incantesimi perché il terrore per suo padre le impedisce di concentrarsi (fino a due minuti prima non lo considerava quasi un problema… Qualcosa per gli sbalzi d’umore non le farebbe male).

Nelle note dell’autore kinderbuena LadyMerendina fa sapere che:

“So ke nei prox cap vi sembrerà la solita storiella d’amore…tutti baci e dichiarazioni…ma nn fatevi ingannare…è fatto apposta 😛 almeno così i personaggi vengono un po’ distratti dalle loro sofferenze e dai loro problemi…”

… E dove sarebbe la differenza con quanto scritto fino a ora?

Silente decide che è tempo, per Angelica, di fare outing davanti al resto della scuola (lui nisba, c’ha pensato la Rowling successivamente agli eventi narrati qui… Ma quella è un’altra storia, una decente).

Angelica dichiara quindi, davanti a tutti (durante la festa, quando Voldemort ha urlato “SONO TUO PADRE”, dormivano tutti) di essere la figlia di Voldemort. Siccome questa è una ficcina, il popolo ignorante e cafone passa dalla curiosità al disgusto in 0.5 secondi senza nemmeno passare dall’incredulità, dallo sgomento o da quel paio di reazioni umane che danno credibilità a una scena simile.

Nonostante le prime reazioni, appena Angelica assicura ai compagni che lei è buona e racconta loro la sua storia strappalacrime, tutti cambiano parere su di lei e parte pure l’applauso (logico: vivi per quattro, cinque anni con una persona e appena scopri che suo padre è un terrorista sospetti di lei, ma basta che lei ti parli del suo triste passato che parte la standing ovation. Non so Angelica, ma io questi allarmismi e questo patetismo alla Studio Aperto li trovo vagamente offensivi.)

Quella notte (o un’altra, non c’è dato saperlo), alle tre in punto (precise eh!) Lucius Arriva a Hogwarts; qualcuno lo vede? No. Arriva, dicevamo, col preciso scopo di insultare Angelica.

In realtà, non si capisce bene: arriva di notte, lui e Angelica si puntano rabbiosi le bacchette contro, si scambiano convenevoli, parlano di Draco, duellano, poi Lucius la mette sotto Imperio e le ordina di uccidersi.

Ginny arriva e riesce a dare l’allarme, Lucius lancia la spada contro ad Angelica e scappa.

“Non me ne andrò senza aver ucciso questa sporca Mezzosangue.” puntò la bacchetta verso la spada caduta a terra “Accio spada!” e una volta che l’ebbe avuta tra le mani…la lanciò verso Angelica!!

LadyMerendina, deciditi: o è mezzosangue o è figlia di Voldemort e di una strega.

Harry si lanciò in avanti, cercando di intercettare la spada…

Ma non riuscì a far sì che non colpisse la ragazza!

La spada la colpì proprio vicino al cuore!!

Ginny si lanciò verso l’amica a terra, in lacrime.

“ANGELICA!!”

Harry cadde a terra con l’amica tra le braccia.

Ron invece puntò la bacchetta verso Lucius…che però sparì subito.

La nostra protagonista viene portata in infermeria mentre nel resto del castello viene dato l’allarme. Draco giunge al capezzale di Angelica che, tra le smancerie del fidanzato e l’interrogatorio meno opportuno del secolo da parte di Silente, viene operata. Draco ottiene il permesso di rimanere a dormire con lei e si addormentano abbracciati (si sa che i punti non fanno male per niente…).

Quattro giorni dopo, Angelica è in piedi e pronta a sedurre Draco con il collaudato gioco della professoressa e l’alunno nella collaudata alcova da ficcy: la stanza delle Necessità.

La Stanza delle Necessità, come Angelica si aspettava, era vuota, e tutto era esattamente come lei lo aveva preparato e lasciato il giorno prima [è la Stanza delle Necessità, perché la prepari il giorno prima?]: le pareti erano azzurre, con nuvole bianche dipinte sul soffitto. C’era un piccolo divano in fondo alla stanza, e tutto intorno fiori, e candele a mezz’aria; il tocco di Angelica, erano i palloncini a forma di cuore che svolazzavano di qua e di là per tutta la stanza, che fecero sorridere Draco.[Oh, ora capisco: la stanza si è rifiutata di ricreare una stronzata simile!]

In questo luogo pacchiano, Angelica inizia la sua lezione:

“Allora… Primo. Amore, significa rispetto. Non devi offendere, o ferire, una persona che dici di amare, non pensi? Fino a qui tutto chiaro, credo. E poi, bè poi…ci vuole fiducia. Reciproca. Se ami una persona, devi fidarti di lei per tutto quanto. Non escluderla da niente.”

Angelica, non facevi prima a prestargli il Cioè?

“Quando stai con una persona, non devi soltanto essere suo amante…ma anche suo amico. Intendo un amico sincero. Il dialogo è la chiave dell’amore, e ricordalo sempre.” (…) “Draco. Ascoltami bene. Non dire mai più le cose che hai detto quel giorno, ok? Io non ho paura di loro. Cioè…sì, un po’… Ma tu sei la mia forza. Se ci sei tu, con me, io sono certa che riuscirò a batterli. E potremo finalmente stare insieme…ed essere felici.”

Stucchevole.

Nel capitolo successivo, Angelica va dai nonni, senza dire nulla a Draco (“il dialogo è la chiave dell’amore” ce lo siamo già dimenticato?). Questi cade così in una imboscata di suo padre e viene costretto a spiare Silente: se non lo farà, la vita di Angelica sarà in pericolo (ah, prima no?). Il marchio sul suo polso viene dunque risvegliato (Eh?); Draco è libero di tornare a Hogwarts, dove dovrà riuscire a mantenere il segreto con Angelica che, essendo empatica, potrebbe leggergli il pensiero (a parte che l’empatia funziona diversamente, ma… CE LO DICI AL DICIASSETTESIMO CAPITOLO CHE ‘STA RINCOGLIONITA È EMPATICA?); anche Angelica ha i suoi problemi: deve nascondere a tutti la sua Missione Segretissima e ha paura che Draco la scopra. E a me sono venute due palle come Bolidi a furia di queste paradossali situazioni nelle ficcy, ma andiamo avanti: abbiamo Draco e Angelica che parlano senza guardarsi negli occhi per paura di essere scoperti in un teatrino imbarazzante.

Angelica si confida con Harry, e anche qua mi sento imbarazzata, perché a furia di moine e bacini i due stanno quasi pomiciando.

Harry la abbracciò: i due erano molto legati, si sentivano come fratello e sorella. Sapevano di appartenere a due famiglie diverse, ma in un qual senso, era come se nelle loro vene scorresse lo stesso sangue, che li legava; in fondo erano Mezzosangue entrambi. [MA NOOOOOO!]

Harry se ne va, Angelica si mette a parlare con la madre morta, Draco la sente e pensa che sia pazza le dichiara ancora il suo amore, poi litigano, fanno pace, lui le mostra il marchio, lei s’incazza, lui le dice che l’ha fatto per proteggerla e si riappacificano ancora; Angelica svela il suo piano, si baciano, mi fanno venire il diabete. In pratica due capitoli con lo stesso spessore psicologico di una puntata di “Le magiche ballerine volanti” (ma almeno sono veloci e non ci smazziamo le seghe mentali dei protagonisti troppo a lungo).

Voldemort è invece nel suo castello e si sta congratulando con i Mangiamorte, quando Angelica fa la sua entrata nella stanza e chiede al paparino lezioni di difesa personale. Voldemort accetta. In realtà vuole metterla sotto Imperius e farla stronzeggiare in giro per Hogwarts, così che i suoi amici si allontanino.

Quella notte, Macy porta Tom nel mondo degli spiriti per cazziarlo. In una scena ancora più sbrigativa di quella tra Draco e Angelica, Voldemort si redime, bacia lo spirito della moglie e i due fanno pace.

Nel frattempo Angelica cammina in una maniera che a Harry non piace e i due iniziano a battibeccare (Voldemort non ha fatto in tempo a togliere la maledizione). Arrivano anche gli altri e, con buoni sentimenti e un bacio di Draco, l’incantesimo si scioglie. Angelica parla con suo padre, si riappacificano e lui le dice di aver visto sua madre, poi le raccontagli anni passati a vagare senza un corpo e… Questo dovrebbe essere un riassunto della fanfiction e per fare un riassunto si dovrebbe aver capito di cosa si sta parlando, ma l’unica spiegazione al pasticcio temporale qua descritto è che qualcuno abbia usato la Giratempo come in AVPS. Comunque, alla fine di questo capitolo, Tom e Angelica si lasciano da avversari ma non da nemici, Voldemort è ringiovanito e si è pure rincoglionito di parecchio.

Nel successivo capitolo, troviamo Angelica che segamentalizza: sua madre non è mai andata a farle visita dal mondo degli spiriti. La protagonista dunque passa quindici ore filate a deprimersi

“Capite? Mamma poteva portarmi da lei in qualsiasi istante…poteva vedermi…parlarmi…darmi dei consigli…o che so io!! E invece lei non l’hai mai fatto! Mi ha…abbandonata.”

poi Harry le svela che anche i suoi genitori non l’hanno mai contattato (né una cartolina né una telefonata né niente); Angelica non desiste e decide che, se Macy non la contatta dal mondo degli spiriti, sarà lei ad andarci. Detto questo, si taglia le vene e si lascia morire.

Fine della storia.

Scherzavo.

Per entrare nel mondo degli spiriti basta chiedere a Silente (si sa, le popolazioni antiche facevano uso di droghe per mettersi in contatto con i defunti… Chi meglio di Silente potrebbe conoscere il metodo?) E giacché Angelica è figlia di Maria, fuma in compagnia si porta dietro gli amici nel varco temporale per il mondo degli spiriti.

“Wow… Beh, Angelica, allora stanotte rivedrai tua madre! Da…quanti anni è che non…?”

“Tanti…12 anni per l’esattezza[No, zucchero, sono almeno sedici anni. Perché devo correggere io la linea temporale? Sono solo una lettrice, perché capisco meglio io la delirante trama di questa fanfiction dell’autrice stessa?]. Però…” guardò gli altri “Io non so… Beh, non la vedo da molto… Professore. Non è che gli altri potrebbero venire con me? Solo stavolta…”

Tra baci e abbracci le due inutili donne si riuniscono, poi Macy spiega ad Angelica che, per richiamarla a sé, doveva livellare un po’ come spirito: ora che è a livello ottanta e si è fatta l’armatura con pezzi viola, può fare un po’ come le pare, almeno finché non implementano Cataclysm.

Dunque si lamentano entrambe di Tom e, mentre Macy racconta al gruppetto come lei e Voldemort si sono innamorati, lui compare nel quadretto, bisticcia un po’ con la figlia, ma la moglie defunta devasta il momento di pathos dicendo che ha visto il futuro e che Tom porterà solo rogne. Angelica ha una crisi isterica ma Macy le dice che il futuro può cambiare (ho come idea che ci goda a far disperare le persone); tutti i ragazzini presenti fanno il loro discorsetto da gran finale della recita in oratorio, Voldemort amoreggia con Macy, piange un po’ e torna a casa. Anche Angelica e i suoi amici tornano a casa, e la ragazza giura di redimere suo padre.

Ma Voldemort colpisce Hogwarts proprio nel momento in cui i Nostri stanno marinando scuola(ed hanno incontrato nuovamente Macy che, implementato Cataclysm e arrivata al livello ottantacinque, è tornata in vita); decidono di tornare tutti a Hogwarts e lì incontrano anche Lily e James; il piano è semplice: travestirsi da Mangiamorte e tendere dunque un’imboscata all’”almeno un milione” di nemici. Sì, come in AVPS:

Arrivano anche Sirius e Remus (sempre in coppia, che carini!), il gruppo riesce nel suo piano sconclusionato (avevate qualche dubbio?) e arrivano da Voldemort, che sta personalmente controllando le catene dei prigionieri (oh, quanto è malvagio).

Scopriamo, dunque, che Voldemort non è cattivo: ha solo frequentato la gente sbagliata, tra cui Mortimer (CHI?), capo del Regno Infernale (COSA?) col quale stipola un contratto (QUANDO?). Voldemort aveva cercato, dopo aver ritrovato Macy nel regno degli spiriti, di recedere dal contratto, ma Mortimer era riuscito a soggiogarlo (in un modo descritto con una scelta di termini davvero infelice).

Le cose stavano così: Tom Riddle, all’apice del suo potere, fece un patto con il capo del Regno Infernale, perché lo aiutasse a mantenere il potere. Il patto era che Mortimer (questo il suo nome) avrebbe mandato le Forze Infernali verso Tom, con un incanto potente, che le avrebbe fatte entrare dentro [“dentro” è in corsivo nel testo!] Tom [Ci si chiede da che parte saranno entrate, ‘ste Forze Infernali!]. Ma il Signore Oscuro, dopo che nel Regno degli Spiriti aveva capito che la cosa più importante era la sua famiglia, si recò da Mortimer, scindendo il loro ‘contratto’; il furbo capo degli Inferi, però, diventato molto avido, e sperando in una parte del potere che Tom avrebbe ottenuto, aveva mandato le Forze Infernali…ancora una volta…dentro Tom.

Morty, forze infernali, a la smettiamo con ‘ste non-con gang bang? È una fanfiction per tutti, questa!

Ma Angelica ancora non lo sa (capisco la reticenza di Tom nel confidarsi… Dev’essere stato traumatico) e crede che Voldemort sia tornato un “cattivone”. E, mentre lui combatte contro le forze che lo governano, i marmocchi, gli adulti e i redivivi liberano i prigionieri (mentre la maggior parte dei Mangiamorte si gratta); Hogwarts è dunque libera (più che una battaglia seria sembra una partita di palla avvelenata). Dopo un’estenuante lotta e scaduto l’affitto di questo corpo idiota Tom si risveglia, e tutto finisce a tarallucci e vino (a Hogsmeade): persino Lucius abbandona l’ultimo barlume IC e si redime, dopo un discorsetto di Silente che pare Piero Angela.

La fanfiction si conclude con il classico “e vissero per sempre felici e contenti”, solo un po’ più lungo e zuccheroso:

Le guerre ci sono tutti i giorni, e le tempeste alle volte possono spazzare via i sogni, le speranze, i progetti di tutti. Ma se ci si crede con tutti se stessi, se si lotta con tutte le proprie energie per un mondo migliore, e per la pace, alla fine si ottiene tutto ciò che si vuole! E il Sole, come in questo caso, torna a splendere, più radioso e caldo che mai!!

… Oh mio dio, è finita DAVVERO. Stavo per morire. Certo, c’è ancora il seguito, ma dubito avrò la forza per recensire anche quello.

(Wolf)stars kidnapped by clouds

Romantici pervertiti frutto della mia mente corrotta dal Male e dai troppi anni passati in prigione, buonasera.

Qualche giorno fa ho deciso di tornare nella sezione Harry Potter, non per trovare qualche succulenta preda da sbranare ancora calda, ma per rispolverare il mio personale peccato di gola: le Wolfstar.

Lasciate che vi parli un po’ di noi: abbiamo passato un brutto periodo, io e le Wolfstar, un po’ per via della coglionaggine dei protagonisti nel canon, un po’ perché la trama delle fanfiction erano sempre uguali. Sono passati anni e io sono una sentimentale: qualche giorno fa ho deciso di riprovarci e ho effettivamente trovato una fanfiction che soddisfacesse abbastanza le mie aspettative. Su EFP, però, per una fanfiction decente ce ne sono dieci da recensire su Fastidious; e, infatti…

 

My fairy king [Omaggio ai Queen o insulto omofobo a Sirius?], di Ladyally; http://efpfanfic.net/viewstory.php?sid=244086

Riassunto:


Nella parte della moracciona abbiamo un accaldato Lupin che, tentando di non svegliare <s>Antonio</s> Sirius,
Cammina a piedi nudi verso la sala e si ferma davanti alla finestra aperta: cerca le stelle in cielo, ma le nuvole le hanno rapite, avide della loro luce, mostrandole ai mortali solo per brevissimi istanti.

Arwen, là in fondo, smetti di sghignazzare!

Tornando a noi, qualcuno sa dirmi perché gli autori di EFP hanno questo feticcio per le metafore su stelle e fenomeni metereologici?

E, mentre Remus prega Dio per un soffio di tramontana, Sirius lo raggiunge:

“Eccoti qua.” Smuovono l’aria pesante parole piumate
.

Non sarà così pesante, quest’aria, per essere smossa da semplici parole piumate. Avrei capito se a smuoverla fosse stato un discorso a pale o un phon di voci, ma sono sicura che le parole piumate smuovano meno aria del ventaglio di metafore senza senso usato da quest’autrice.


Quella voce.. quella voce rimbomba come un tuono nella pace del suo cuore
.

Sirius, ma ti pare bello arrivare alle spalle delle persone e spaventarle con l’incantesimo Sonorus?

“Remus ride piano, facendo dono alla notte del suo riso[Basmati]  prezioso, scatenato, come sempre, dall’uomo che gli stava accarezzando l’addome.[Nel senso che soffre il solletico e ride ogni qual volta che un uomo gli accarezza l’addome?]
“Sai, credo che tu abbia ragione,
[i]Pads. Scusa se non sempre mi affido alla tua mente fine.”
Le mani di Sirius salgono e catturano i pettorali marcati
[Stiamo parlando dello stesso Remus? Perché quello che conosco io nemmeno ha i soldi per mangiare, figuriamoci per andare in palestra!], mentre la sua schiena si inarca, piegata dal suo tocco. Le mani bruciano la carne ove si posano – o è forse la sua pelle a bruciargli le mani? – [certo è che, con tutti questi canidi grigliati, potremmo aprire un ristorante cinese di stampo fantozziano].


Remus ardentemente si aggrappa al davanzale, stringe il legno e ne trae la forza necessaria per stare in piedi
[Remus, il tarlo mannaro].

(…)

Sirius gli sorride e alza gli occhi, i quali appaiono a Remus più caldi del sole stesso e, per colpa loro e di quella bocca che dentro di sé accoglie il suo membro, sente la schiena inumidirsi di goccioline salate[Stavamo leggendo le sensazioni di Remus, c’era davvero bisogno di specificare che il suo sudore è salato, in questo frangente? Ora sto immaginando Remus che, girandosi, sfodera una lingua da camaleonte e si da una leccata poderosa alla schiena. Diventa una Chimera sempre più interessante.], poi la lingua morbida danza attorno al suo sesso duro, lo avvolge [anche Sirius è un camaleonte, oppure Remus ha un pisellino incredibilmente sottile].

(…)

L’altro gli tende una mano, lo cattura a sé, fondendosi con lui in un bacio che è torrido e afoso [Gli starà alitando in bocca?] come quella notte di estate, e sente le orecchie ronzare [una mosca! Svelto, estrofletti la lingua!], colpite come da tuoni che spezzano l’aria ferma [credevo fosse un pompino e invece era un trauma acustico].

(…)

Sirius si stacca, si allontana da lui e si libera dei boxer, sdraiandosi a terra in attesa del suo amante; l’altro non esita, come un fulmine si abbatte su di lui[Succede, quando sfoderi il parafulmine e lo punti verso l’alto!]
(…)

Remus sussurra nel silenzio della notte parole incantate, quasi da loro abusate, e, quando fanno il loro effetto, il ragazzo scivola in lui facendo fermare il mondo[si tratterà di un incantesimo di lubrificazione o di dilatazione? Lettori, voglio i vostri pareri… E le possibili formule per evocare tali incantesimi, ovviamente].

(…)

I baci cadono pesanti sulla labbra di Sirius come grandi gocce di pioggia [Povero Sirius: prima i fulmini e ora anche l’acquazzone!]che si spezzano non appena con esse si scontrano; parole piacevoli scorrono sul corpo dell’altro[se sono piumate come quelle di prima gli faranno un certo solletico!] (…)Remus gli bacia il collo, contro di esso adagia la bocca e gusta il sapore salato della sua pelle; lo sente gemere e quasi ululare al cielo [Mi complimento con me stessa per la scelta del video-riassunto: c’è anche l’ululato!]Sirius apre gli occhi, completamente affogati nel desiderio, e li lega a quelli dell’altro [Abbrustolito, fulminato, fradicio, ora sta affogando ed è pure legato: Sirius, stai iniziando a farmi davvero pena!] mentre l’estasi lo raggiunge e lo percuote con un tremore che fa crollare anche Remus [tra Tramontana e le precipitazioni sparse mi sa che un bel raffreddore non glielo toglie nessuno].
Nulla si ode in quella notte di mezza estate se non il loro respiro che corre rapido nell’etere immobile
[dovrebbero usare un dialogo condizionatore, in estate fa miracoli], poi Remus si scosta, esce tristemente dal corpo dell’amato e accanto si adagia, subito cinto dalle sue braccia.

Mentre Sirius e Remus riposano, io proporrei qualche riflessione.

Innanzitutto, come mai a determinati autori piacciono le metafore ridicole? Capisco in pieno boom Anne Rice, quando Lestat suonava il violino ed Akasha si perdeva tra note sublimi e improbabili metafore (almeno Anne ci sapeva fare: a mio avviso è una palla mostruosa, ma non ho mai gridato “WTF?!” leggendo un suo libro), ma ritrovare una scrittura così pesante in una fanfiction del 2008 mi sembra davvero anacronistico, specie parlando di due personaggi che di barocco non hanno nulla.
Ah, i personaggi: dove sono? Ok, ci sono due tizi che trombano, ma nulla mi fa recepire che si tratti di Sirius e Remus, niente che mi faccia pensare “Ah, ma certo! Sono proprio loro”. Io qua visualizzo solo due tizi nudi che fanno cose davanti ad una finestra, il tutto condito coi termini aulici e le metafore.                In questo contesto nemmeno il porno in sé riesce a catturarmi: come si fa a prendere sul serio una scena di sesso quando le parole sono piumate e la gente chiude gli occhi durante l’amplesso come se il piacere potesse fuggire da essi? Il lettore sta visualizzando le parole dell’autrice, e l’immagine è rovinata da gemiti alati e occhi che secernono… Non lo so, qualcosa, ma sicuramente non è una visione sexy.

… Mi sa che non leggerò altre Wolfstar, per un po’.

*Sigh*