Archivi del mese: dicembre 2014

Fifty Shades of Grey (Pants)

Se hai bisogno di soldi io ne ho molti…

Ti aspetto a casa mia.

Severus

… E questo è l’incipit della nostra favola di Natale, miei piccoli Mangiamorte. Una favola che parla di buoni sentimenti, di generosità… Nel miglior spirito di certe favole romantiche, se capite cosa intendo.

Solo per soldi”, di VelenoDolce

Il buon vecchio Lupin (ma potrebbe anche essere il buon giovane Lupin: per almeno due capitoli la fanfiction non ha una collocazione temporale precisa, se non che Severus e Remus hanno finito la scuola) si trova davanti alla fatiscente (ma solo in apparenza: scopriremo poi che all’interno le cose sono ben diverse) casa di Severus Snape.

Ho ancora stretta tra le mani la sua lettera. Poche parole mi hanno convinto a venire qui.

… Ora.
Chiunque, se Severus Snape millantasse un discreto patrimonio, gli riderebbe in faccia.
Chiunque, figuriamoci uno dei malandrini…
E, a questo proposito: James è davvero pieno di soldi, è risaputo. Chiedere ad un amico, invece che rispondere alla chiamata di un tizio che hai vessato per anni?
Anche perché il debito in questione è ingente:

“Quasi un milione di galeoni… Sono parecchi. Se vuoi io posso darteli.” Lo guardo stupito, cosa vorrà in cambio?

Eh, cosa vorrà mai…
Parlando d’altro, wiki alla mano, i Galeoni valgono parecchio: nel 2001 un Galeone valeva ben CINQUE sterline. Continuiamo a non sapere quando questa fanfiction sia ambientata, ma anche svalutandola di cinque volte il suo valore, si parlerebbe di un milione di sterline. Che sono un sacco di soldi, se qualcuno non lo sapesse.
Come ha fatto la famiglia di Lupin a indebitarsi tanto?
Severus caga oro?
Domande a cui non avremo, almeno a breve, risposta.

“Ma non sono gratis. Diventerai il mio schiavo finchè non mi avrai ripagato…” Sarò il suo schiavo?

“Non mi sembra così male come scambio. Ma devi decidere subito… Dimmi, accetti?” Come? Ora? Ma non ci posso pensare? Severus si alza e si avvicina alla porta. Devo decidere…

“Va bene. Sarò il tuo schiavo.” Non ho altra scelta. Se non pago i debiti i miei genitori andranno in carcere…

BAM. Così, nemmanco firmano una carta del formaggino Mio con scritte tre regoline e i termini dell’accordo. Nemmeno si stringono la mano dopo averci sputato sopra. NIENTE.
(Soprassiedo sul padre di Lupin, morto anni prima, perché è davvero un’inezia rispetto alla mancanza di assennatezza di DUE brillanti maghi).

“Signore deve fare doccia. Signore non deve disubbidire a padrone. Se signore ha bisogno chieda a Plin. Plin aiuterà. Plin bravo in tutto.”

Plin è l’elfo domestico di Severus, e io mi sto chiedendo cosa comprenda questo “tutto”. So di avere una mente perversa ma, ammettiamolo: viste le premesse, non ho forse ragione a preoccuparmi per la verginità degli orifizi di questa povera creatura magica?

Mentre si rotola in un morbidissimo accappatoio, Remus si chiede come Severus possa permettersi mobili costosi e lenzuola di seta, visto che ai tempi della scuola era palesemente un poraccio (sono abbastanza sicura che ci sarà una spiegazione poraccia quanto il Severus adolescente; ma non divaghiamo e non spoileriamoci la soluzione di questo avvincente mistero, suvvia); i suoi intelligenti pensieri vengono tuttavia interrotti dall’arrivo di Severus stesso.

“Forse non devo parlare se non me lo ordini prima tu?” Gli domando, spero non mi punisca…

“No, puoi parlare…” Tentenna. Vorrei proprio sapere cosa pensa. Si siede vicino a me. Sembra indeciso. Si gira e mi guarda negli occhi.

… A posto così: questo Severus fa tanto il figo, ma non si è nemmeno organizzato la prima serata da padrone/master/dom/quant’altro. Mi spiace pure un pochino: da Severus mi sarei aspettata qualcosa di meglio, non una copia-carbone di quell’inetto con velleità da dominatore di Christian Gray.
Ma, essendo un uomo pieno di impegni, Severus non può nemmeno godersi il suo schiavo quella prima sera: Lord Malfoy (addirittura?) esige la sua presenza, e Remus si addormenta pacificamente, come qualsiasi uomo che si è venduto ad un altro senza nemmeno firmare un contratto con delle clausole.
E, mentre il sospetto che persino Cinquanta sfumature di grigio sia più sensato di questa cosa diventa certezza, ci viene presentato il pov di Severus.

Ma sono impazzito a mandargli un messaggio simile? Se lo fa leggere ad Albus? Sarebbe proprio un guaio.

Ah, adesso ci pensi? Non eri la superspiatriplogiochista, Severus? E rischi di farti beccare così? I miei complimenti!

Apro il libro. Lo chiudo. Guardo fuori dalla finestra. In strada non c’è nessuno… Riapro il libro… Lo richiudo… Non viene? Scaglio il libro contro la finestra. Per fortuna è un vetro trattato con la magia e il libro rimbalza… Mi metto le mani fra i capelli. Possibile che Remus mi debba sempre ridurre in queste condizioni? [AWWWWWW, MaCHECCARIIIIIIINOOOoOOo!!1! :3 L’universo aveva proprio bisogno di leggere di un Severus tanto vulnerabile quando si tratta della sua cotta, vero? Com’è patato!] Guardo ancora fuori dalla finestra. Plin raccoglie il libro e lo posa sul leggio lontano da me.
(…)
Mi copro il viso e sorrido. Remus è qui! Con me… [AAAAAAAAAAAAW :3] Devo calmarmi. [… Questa non sarà la pallida cortigiana, ma io me lo sto immaginando mentre si fa aria con una aggraziata manina] Ritorno a sedermi sul divano. Cerco invano di far calmare il mio cuore [ODDIODDIODDIO!]. Ormai batte impazzito. Non deve… Remus è qui perché l’ho costretto [Ecco, meno male che ti ricordi questo particolare]. Se fosse stato per lui non sarebbe mai venuto. Sospiro e mi prendo il viso fra le mani. Merlino aiutami, cosa sto facendo? Lo sto costringendo con la forza a starmi accanto. Voglio davvero costringerlo a restare con me? Non ho altra alternativa. Ho bisogno di lui! Da solo non riesco più a resistere. Sospiro e mi alzo. Devo sembrare il solito, cattivo e stronzo. L’unico Severus che gli altri conoscono. Salgo le scale lentamente. A ogni gradino riacquisto un po’ della mia falsa freddezza.

Cccccccé, non lo capite? Povero Severus, è che lo disegnano così! È vittima di un complotto del crudele destino, DEVE comportarsi da stronzo e costringere l’uomo che ama a stare con lui col ricatto perché gli eventi della vita l’hanno portato a questo!
Non siamo tutti in pena per lui? Non gli vogliamo più bene del solito?

Voi due, là in fondo. Sì, voi che state annuendo commosse, alzatevi in piedi… CRUCIO!

… Stavamo dicendo?
Ah, sì: Severus Snape, novello Christian Gray con vaneggiamenti alla Elsa (conceal, don’t feel, don’t let them know eccetera) si reca nella propria camera, dove Remus lo attende. Però continua a comportarsi da adolescente con disturbi della personalità:

L’ho costretto a stare con me. Non dovevo. Ma non riesco più ad andare avanti. Ho bisogno di aiuto. Non posso passare i giorni a disperarmi come ho fatto finora. Poi è troppo difficile rimettermi la maschera di malvagio mangiamorte. Non che per me sia mai stato facile metterla… Ma ultimamente è sempre peggio. Sospiro ed esco dal bagno indossando l’accappatoio [… e la maschera di malvagio Mangiamorte l’ha lasciata vicino al bagnoschiuma?].

Alcune righe di piccoli problemi di cuore nati da un’inimicizia che profuma di cliché dopo, scopriamo che Malfoy è da Severus per conto del sommo (Voldemort, vedo che anche tu a disturbi mentali stai peggiorando!), che vuole vederlo.

“Ho saputo che Potter [Ci siamo, un riferimento temporale, per quanto vago!]è stato spostato dal luogo in cui lo tengono… Perché non mi hai informato?” Stringo i pugni, non lo sapevo…

“In questi giorni Silente è in viaggio. Gli altri hanno ritenuto superfluo avvisarmi. Quegli schifosi non mi ritengono alla loro altezza.” Dico fingendomi schifato. Ora mi punirà.

Severus comunque inventa una scusa che vorrebbe essere convincente e un piano che giustificherebbe la presenza di Remus in casa sua, ma Voldemort lo tortura lo stesso.

Perché?
Per la scena in cui Remus fa la crocerossina nel capitolo successivo, ovviamente:

(…) Deve stare molto male anche se non dice nulla. Stringe il mio pigiama, trema. Non posso fare nulla per lui… Posso solo scaldarlo col mio corpo. Gli accarezzo la schiena.

Lentamente sento che si rilassa e smette di tremare. Poco dopo si addormenta. Vorrei sapere cosa è successo. Deve essere stato sottoposto alla cruciatus per parecchio tempo per ridurlo in questo stato. Ora dorme tranquillo stretto a me.

… Io ora farò finta di nulla, negherò l’ovvio e parlerò di sindrome di Stoccolma. Ne va della mia sanità mentale.

Non so cosa fare. Si arrabbierà se vado a fare colazione? Forse non vuole che me ne vada in giro per la sua casa.

… Certo che Remus c’è proprio portato, per la “sindrome di Stoccolma”. O per quella borderline, visto che dopo avergli fatto le coccole nel sonno ed aver ammesso che

Il suo viso sembra quasi bello

Dice di non aver avuto altra scelta che vendersi a lui, che ha paura e che si fa schifo da solo.

Poi anche l’altro fulgido esempio di coerenza si sveglia e, nell’ordine:
Si incazza.
Tenta di limonare il suo schiavo.
Si incazza perché il suo schiavo non ci sta.
Dice che va in bagno, e che quando tornerà vorrà che il suo schiavo sia disponibile.
Torna, e dice al suo schiavo di cambiarsi ed andare a fare colazione.

Durante questo intero periodo, nel quale persino Ana Steel avrebbe capito che il riccastro è cotto e può rigirarselo intorno al dito mignolo, Remus non fa altro che temere per la propria vita. Persino quando Severus lo spedisce in cucina.

Un po’ mi sento in colpa per come l’ho trattato. Lui si alza e mi guarda con cattiveria. Dovevo fare di peggio.

… A scanso di equivoci, questo è ancora il POV di Remus.

Dunque Severus se ne va, dandogli la possibilità di uscire, di vedere Silente e un computer con trentadue giga di RAM ah, no, quello no. Ma comunque ci siamo capiti: Remus è schiavo tanto per dire.

Senza Severus in giro mi viene più facile sorridere…

… Vabbeh, Lupin, però sei un ingrato!