Archivi del mese: aprile 2012

A Stereotype of Ice and Fire

WARNING: potrebbero esserci degli spoiler (molto vaghi) relativi ad “A Song of Ice and Fire”. Io vi avviso, poi fate come vi pare, ma se poi venite a lamentarvi vi metto il toluene nel caffè.

All’ombra di una sgangherata veranda ornata da tralci di rovi e cespugli di ortiche morenti due sagome curve e minute si stagliano ingobbite su sedie dall’alto schienale. Sul tintinnio della porcellana si distinguono due vecchie voci cinguettanti.
Oh, siete voi.
Di nuovo.
Mph. Una signora non può prendere un tè di gramigna con una cara amica e pam! Eccovi lì a dar fastidio.
E va bene, va bene. Accomodatevi, se proprio dovete.
Non conoscete l’adorabile Lady Olenna, immagino. Non ve la presenterò, è perfettamente in grado di farlo da sola. E non chiedetele l’età, se ci tenete a vivere. Né perché la chiamino la Regina di Spine. E, so che sembra assurdo, ma siate accorti con i suoi regali.
Sapete, solitamente lei non si addentra nei meandri delle spaventevoli realtà che sorgono come bubboni attorno alle grandi storie che amiamo. D’altro canto al suo mondo è sempre stato risparmiato, almeno pubblicamente, tale tristo destino.
Ma, o tempora o mores!, la società si evolve, la tecnologia avanza, sbucano le serie tv di successo e Sean Bean indossa di nuovo piastre di metallo per fare lesto una brutta fine.
Sì, miei dolci acari della polvere –cui la vostra povera nonna Valpur è orrendamente allergica, quindi ora sapete quanto mi fa piacere che mi appestiate casa- sto parlando proprio di Game of Thrones. O meglio, di A Song of Ice and Fire, perché il vecchio zio George quando non è impegnato ad uccidere personaggi di successo fa ipotetiche retromarce riguardo i divieti di scrivere fanfiction sulle sue opere.
Pare. Forse. Non si sa.
Di fatto, dopo l’uscita della serie si direbbe che le fanfiction a riguardo siano fiorite come le verruche dopo una camminata a bordo piscina.
E con esse, puntuali che neanche la sindrome premestruale, arrivano le solite protagoniste improbabili.
Solite, proprio.

Never forget what you are, ci mette in guardia l’autrice (SyriaStark, tho che caso!). What, appunto. Nemmeno who. E cosa è, quindi, la immancabile protagonista?
Non ve lo dico neanche, tanto già lo sapete.
Questa graziosa fanciulla si chiama Syria. Nome originalissimo, come mi ha prontamente fatto notare un certo spadaccino Braavosiano che si portava dietro un enorme cane nero con gli occhi chiari.
Syria Snow. Una bastarda, quindi. Un’ennesima figlia di Stark che, dimentichi dell’onore e dei propri voti, piantano seme in ogni utero disponibile.
Questa volta, quanto meno, non si tratta del solito Ned (che per la cronaca NO non credo sia il padre di quel cumulo di sfiga di Jon Snow, NO) ma del fratello Brandon.
L’autrice si premura di fornirci una graziosa fotina della cara Syria, che sembra una Stark più o meno come Joffrey sembra un Baratheon. E no, non ha preso dalla madre.
Facciamo la conoscenza della mirabolante protagonista quando, tho che caso, Robb Stark e Theon Greyjoy le piombano in casa. Un Robb Stark coi poteri magicissimi:
Syria sgranò gli occhi grigi e rimase immobile come una delle statue nella cripta di Winterfell: in quel momento, un brivido percorse la schiena di Robb… la somiglianza era davvero innegabile, a quel punto.
Eh be’, un po’difficile a dirsi, vero, piccolo, stupido Robb? Non per altro, ma per quanto lo zio possa somigliare a papà tu… ecco… non lo hai mai visto. E’ morto tipo due anni prima della tua nascita, se i conti non mi tradiscono. E no, non aiuta il fatto che tu ci dica che l’hai riconosciuta dalle statue nella cripta di Winterfell. Anzi, direi che peggiora la situazione, perché ora io Syria me la immagino così:

La splendida Syria: grigia, granulosa, dai lineamenti indefiniti.

Syria, al di là dell’aspetto fisico, è proprio Starkissima: non solo non ha paura di Greywind (che, ricordiamolo, è una bestia incazzosa tutta denti e mascelle della dimensione di un bovino adulto di media stazza) ma possiede un metalupo.
Pure lei. E un po’si risente quando Robb se ne stupisce.
Stanno diventando più diffusi dei chihuahua all’epoca di Paris Hilton, vedrete se tra qualche anno i canili non saranno invasi di metalupi abbandonati perché passati di moda.
(Il problema è che se una creatura del genere ti fa la cacca al parchetto ti ci vuole una ruspa per rimuovere la deiezione).
Tale metalupo, comunque, si chiama Shadow ed è nero, tutto nero, che in contrasto con Ghost sta una meraviglia.
Ma torniamo alla protagonista. Poooovera stella, è orfana e vive in una baracca. Aveva le mucche e i polli ma sono morti.

Il bestiame di Syria si è suicidato preventivamente.
La dolce fanciulla ha giusto un orticello. Diciamo che quanto meno la sfiga che tende ad aleggiare attorno agli Stark è riportata abbastanza fedelmente.
Dopo esser stata oggetto della cavalleria di Robb (“Dormo per terra” “no dormo io per terra” “Ma guarda, insisto, dormo io per terra”) e del solito fascino da sventrapapere di Theon (“Scopatela Robb dai dai dai! Ihihi come sono malizioso ihihi non maschero assolutamente la mia frustrazione per una storia personale tragica e un padre rompiballe col machismo da operetta!”) pare scendere la calma su questa casa.
Ma no. Robb non dorme (credo abbia un principio di erezione che non gli permette di tenere giù le coperte), quindi si alza e va di là, dove Syria ronfa.
Si avvicinò, invece, in modo cauto e la scrollò per una spalla. Syria aprì un poco le palpebre, strofinandosi gli occhi, e si mise seduta. “Avete bisogno di qualcosa, ser?”
“No, volevo solo… parlare un po’”.

Fallo a me, bel roscetto, e ti pianto una scure nella fronte.
Syria, ovviamente, no. Si alza –sicuramente senza un minimo di fiatella mattutina- e ascolta pazientemente.
E Robb le rivela tutto l’ambaradan di chi potrebbe essere suo padre, e sai Syria è facile parlare con te e se andiamo avanti così prima di domani mattina ti avrò ingravidata.
Troppo facile, fin qui. Sorge il sole e il terzetto si dirige verso il campo così vediamo se qualcun altro riconosce ‘sta sciacquetta.
La cosa buffa è che c’è una frase preimpostata per salutare Robb quando non lo si vede da un po’, usata sia da Theon all’inizio che da Armigero Generico N°1. La formula rituale comprende “Per tutti gli déi!” e “Mi sono preoccupato/Eravamo preoccupati” e “Temo vi/ti avessero preso”. Segnatelo nel vostro prontuario “Come accogliere un signorotto feudale che non vedo per un periodo compreso tra i quindici minuti e le otto ore”.
I giorni passano e Syria si abbandona ai flashback.
Tipo quando si era seduta sulla tomba di mamma.
[…]si era seduta, fissando quella pietra tombale, e aveva aspettato per una reazione. “Cosa devo fare, madre? Sono davvero chi dice quel ragazzo?” aveva chiesto, ma sua madre non aveva risposto.
E ci mancherebbe altro. E’ morta. Certo, se fosse emersa dalla tomba in un tripudio di carni putrescenti e larve necrofaghe la trama ne avrebbe improvvisamente guadagnato.
(Meglio non dirlo troppo forte, che poi Martin mi prende sul serio. Sappiamo benissimo che non è nuovo a questo genere di cose!)
“Perché non me l’hai mai detto?” implorò, riferita al vento.
“Perché sono solo una corrente d’aria. Cosa vuoi da me? Sono solo di passaggio. Ciao.”
Vabbe’, dicevamo. Syria è lì che fa da zavorra al campo di Robb, che già ha i suoi problemi e ora si porta appresso questa qua che già si fa chiamare “una di famiglia”.
Viene –ovviamente- importunata da Theon che, come tutti ben sanno, non sembra essere in grado di tenere il pene nelle braghe. Ma la cosa qui si fa creepy. Shadow, essendo scontatamente astuto e dotato di proverbiale sesto senso, ringhia ogni volta che il giovane Greyjoy si avvicina.
Per una settimana intera, Theon non aveva fatto altro che corrergli dietro, neanche fosse un cane in calore.
Theon! Tieni giù le zampe dal metalupo o ti denunzio alla Protezione Animali!
La presenza di Syria, oltre a scatenare discutibili istinti zoofili nei rampolli del Kraken, rende scemi gli altri.
“È arrivata una lettera da King’s Landing” esclamò poi, in un sussurro dal tono quasi rabbioso.
“Dalla capitale?” fece ser Rodrik.

No, ser Rodrik. La nuova capitale è Ancona, non te l’avevano detto?
Giunge il momento delle presentazioni in famiglia. Era un po’anche l’ora, Robb. Sei il solito cafone.
Catelyn, cara lei, non la prende bene. E un po’la capisco, cornuta e mazziata prima dal promesso sposo mancato e poi (FORSE, sia chiaro) pure dal marito di riserva, morto pure lui.
Cat, porti rogna, lasciatelo dire.
Nel giro di una settimana Syria viene accolta dagli Stark (condoglianze), fa imbarzottire tutti i protagonisti under 30 e viene ufficiosamente nominata consigliera ufficiale di Robb.
Questo spiega un sacco di cose sull’esito della guerra. Bravo Robb, bravo. Grandi scelte strategiche.
Siamo ora in territorio Frey e i due mezzicugini disquisiscono di politica.
Quelle due parole, ′matrimonio′ e ′combinato′, non si sarebbero mai dovute trovare nella stessa frase, secondo lei: non riusciva a capire, o meglio non le piaceva, il pensiero di due persone che dovevano passare insieme il resto delle loro vite, dormire insieme e avere dei figli, per la decisione di qualcun altro.
Welcome to Middle Age, darling.
Si vira quindi sui massimi sistemi, su Syria che prevedibilmente è uno spirito libero, un’eccezione nel mondo in cui vive, una che ignora le consuetudini sociali e decide che si sposerà solo per amore.
Syria rimase immobile, poi abbassò lo sguardo e vide Shadow che la fissava. “Non guardarmi così, neanche io ci ho capito nulla” gli disse.
E non ce ne stupiamo. Anche tu, lascia stare quel povero metalupo che è ancora provato dal tentacle rape di Theon.
Il vecchio, adorabile Walder (feh!) pone le ben note condizioni. Nel giro di qualche anno Arya dovrà sposare uno dei suoi mocciosi, e Robb un’altra.
E qui Theon, per una volta, indirizza il suo torrente circolatorio verso il cervello invece che verso i corpi cavernosi.
Molliamo questa tizia, Syria, al vecchio e ci teniamo Robb. Tanto ormai l’avete ufficialmente presa in casa senza rifletterci troppo, no? A posto!
Invece no. Cat, che a quanto pare i cagnotti nel cervello li ha sempre avuti, preferisce tenersi una sconosciuta e mollare il figlio ai casini che seguiranno. Figlio che prende e va in battaglia e forse sotto sotto un po’spera di lasciarci le penne.
No, Shadow, nemmeno io ci sto capendo qualcosa. Riprenditi, però, ti prego. Quando te la sentirai ne possiamo parlare, non ti metterò fretta.
Dopo una discussione strappalacrime coi cagnotti di Cat che evidentemente sente così tanto la nostalgia delle sue figlie da fare le coccole a una semisconosciuta, le armate tornano.
Con Azzurr… ehm… Jaime.

Spot the differences.
Jaime che viene malmenato, fa il figo, viene malmenato di nuovo, poi se c’è tempo fa il figo ancora per un attimo, si piglia qualche altro schiaffo e poi nota Syria. Che oooh è uguale a suo padre.
Ci sarà stato ripetuto almeno ventordicimila volte.
L’ha capito pure Shadow, questo.
Giunge un corvo –versione Westerosi di Twitter- con un messaggio.

oOJeoffrey_BaratheonOo Just beheaded Stark moron asd @RobbWolfStark #frikkinasshole

Forse lo shock, forse si sono impupati e hanno smesso di dar fastidio, i cagnotti del cervello di Cat lasciano spazio ai neuroni.
Nel fitto del dolore condiviso tra una madre e un figlio che hanno perso l’uomo, il punto di riferimento, il marito e padre, Syria salta su per fare la consolatrice di stocazzo.
E Cat sbrocca un attimo.
“Qualsiasi cosa tu stia provando, o pensi di provare, per mio figlio, toglitelo dalla testa: lui si sposerà con una lady, alla fine di questa guerra”.
Là. Così si fa.
Ma Syria… non capisce. Mi odia? Ma come mai? Ma perché? Solo perché mio padre doveva sposare lei e invece ha ingravidato un’altra? Fa l’acida per questa inezia?
Sì.
Da brava prezzemolina, Syria viene poi invitata al concilio di guerra in quanto cugggina e poi perché i cagnotti sono ereditari e ce li ha anche Robb, che la vuole lì. Così, senza un motivo preciso.
E mentre il giovane lupo viene acclamato King in the North, Theon allunga il tentacolino e propone a Syria di sposarlo. Syria, un po’giustamente, lo sfancula.
Povero, povero calamaretto. Non te ne va bene una. Torna a molestare gli animali che forse hai più successo.
Dopo l’ebbrezza di aver tirato un due di picche all’uomo già più umiliato dell’intero continente, la nostra amichetta va a trovare Jaime. Che fa il figo nonostante sia stato, come detto poco fa, pestato come un tasso in un sacco.
Altra luuuunga chiacchierata su cose che chiunque abbia letto i libri sa già (ovvero: Aerys era fulminato, tuo padre è morto, ciao). Il povero Kingslayer ha preso delle botte in testa e quindi è confuso alla vista di Shadow.
“È un meta-lupo” affermò.
No, è un lemure.
Pure Syria non brilla per coerenza nelle risposte.
“È mio. Mia madre diceva che mio padre era venuto per proteggermi”
Jaime ha mandato una lettera tramite il suo legale per far presente che no, non gliene fregava una beneamata mazza della storia di ‘sto cane acromegalico. Si chiamano domande retoriche, dolcezza, presente?
Syria però decide di rischiarsela: sfida Jaime a una gara di figosità.
“Forse, Sterminatore, ucciderò te” disse in un bisbiglio appena udibile. “E sarò ricordata come colei che ha ucciso lo Sterminatore di Re” e sorrise.
Mettiti in coda, stellina. L’ultima che ha detto una cosa del genere ha finito per perdere pezzi di faccia e mettere ai saldi la propria verginità (che è, ahimè, rimasta invenduta).
Il povero Lannister è chiaramente alterato dal trauma cranico perché ha paura. E Syria lo lascia lì a delirare e presumibilmente a perdere il controllo delle funzioni fisiologiche per l’emorragia.
Riciccia fuori Theon che non è mai stufo delle palate di merda. Ha appena saputo di dover andare a Pyke e decide di riprovarci. E quale modo migliore per far capitolare una donzella che dirle “Ti scopi Jaime Lannister! Ah-ha!”

Tipico humor sottile delle Iron Island.
Syria lo sfancula. Di nuovo. E gli aizza contro Shadow.
“Stavi per stuprarmi, Theon” riuscì a dire. “Se Shadow non fosse arrivato, tu mi avresti stuprato”.
Stronza! Per salvarti dai in pasto il tuo cucciolo a quella bestia ingrifata! Vergogna! Denunzio anche te!
Una gitarella nel cervello di Theon ci rivela che Syria gli serve sia come svuotapalle che come scaricaparanoie, dopo esser stato cazziato dal padre.
Ma soprattutto, se Syria fosse stata con lui, a quell’ora avrebbe già sfogato tutta la frustrazione della giornata su di lei.
Vi risparmio ulteriori repliche abbastanza fedeli delle pagine dei libri, differenti solo per la spocchia di Syria che rovina gli stemmi dei Tully in quel di Riverrun. Capisco che la trota sia un po’discutibile come simbolo, ma tu Syria sei una cafona a cucirci sopra il blasone degli Stark.

Grandi scelte per i blasoni.
Il povero Jaime, portato a spasso come un gatto in un trasportino, risente ancora dei postumi del trauma.
Giunge un altro twitter:

StannisBADASSBaratheon: Cersei&Jaime twincesting. No rightful heir. WTF @Westeros

“Sei il padre di Joffrey, Tommen e Myrcella?” chiese a bruciapelo, guardandolo. Gli occhi dello Sterminatore si spalancarono, e non disse niente. “Allora? È vero quello che dice Stannis?”
“Stannis?”

No, banana. Ma ripigliati, dyo!
C’è di buono che sputtana Syria. Syria ama Robb, Syria ama Robb pappappero!
No ma non ce lo aspettavamo, no no.
Povero Robb, confermiamo l’ipotesi delle larve in testa. Soprattutto quando, a occhio non più di un mese dopo averla incontrata, il lupacchiotto la trasforma da Snow in Stark. Anche questo è inaspettato eh? Quasi come l’adipe dopo le vacanze di Natale.
E mentre Theon continua a progettare nuovi modi per fare figure imbarazzanti, ci trasliamo con un agile colpo di reni fino a King’s Landing.
Dove Cersei, radunato il consiglio ristretto, dimentica di essere se stessa e scorda le buone maniere.
“Oh taglia corto: Jamie è vivo o no?”
Eccheccazzo.
Il tema principale è lo stato dell’imene di Syria, se sia stato o meno lacerato da Jaime.
Il legale dei Lannister continua a mandare note in cui sottolinea che il suo cliente non tollererà altri attacchi alla sua reputazione. Assassino incestuoso sì, scemo no.
Purtroppo la storia è ancora in corso, e chissà quanto durerà.
Non sappiamo quindi ancora chi si prenderà la verginità di Syria, nonostante l’attenzione del narratore vaghi senza meta tra l’estremo Nord, casa Baratheon, Pyke, grufolando tra personaggi e avvenimenti e limitandosi a inserire il nome di Syria ogni volta che si rende possibile. Badando, ovviamente, a lasciarla sempre al centro dell’attenzione.
La vediamo nelle fiamme.
No, non esultate. Sono le fiamme di quella sciroccata di Melisandre, che per motivi che conosce solo lei e che credo siano riconducibili a disturbi cognitivi vorrebbe usare Syria come arma in mano a Stannis.
Ma anche no.
Ecco, mi avete fatto freddare il tè ora.
Vi lascio in sospeso e torno ad aspettare l’evolversi della faccenda.
Olenna, tesoro, hai ancora qualcuna di quelle deliziose caramelline viola?

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Dossier 00013: Harmony&Splatter, nuove frontiere del vero amore.

Gentili pazienti del manicomio, onorati giacobini, pallide cortigiane e rigonfi cadaveri dei miei nemici (che galleggiano nel fiume sulla cui riva io sto seduta ad attendere), buona sera a voi.
Quest’oggi mi è stato recapitato il diario segreto di Hermione Granger, trovato sotto il materasso qui alla casa di cura.
Dentro c’era un foglietto tutto spiegazzato il cui inchiostro era sbavato da macchie sulla cui natura preferisco non indagare.
Ringraziamo l’assistente www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=862592&i=1 che gentilmente lo ha portato qui in direzione. L’opera è firmata Mikilily.
Il titolo che capeggia sul fogliettino è Calde Emozioni: non sentite il brivido torrido dell’Harmony correre lungo la vostra schiena? No? Forse è perché un brivido d’orrore, o forse è perché noi tutte siamo delle vecchiacce frigide. Si, anche i ragazzi.

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La nostra storia si apre con Draco ed Hermione che corrono alla torre dei Grifoni tutti accaldati dalla lunga corsa.
Perché i poveri grifondoro vengano sempre presi per animali io non lo so, magari è dovuto alle loro pessime abitudini a tavola. In ogni caso, incuranti della gente che presumibilmente si sta facendo i fatti propri nella sala comune, inforcano le scale già togliendosi i vestiti e corrono nella stanza privata della Caposcuola di Grifondoro.

Queste stanze private, assegnate agli studenti meritevoli, nell’ultimo periodo non fanno che mettere anche i ragazzi più ligi alle regole sulla via della perdizione. Si mormora che siano spesso utilizzate per le copulazioni improvvisate!
In una scuola seria e rispettata come Hogwarts tale tradizione va abolita: scriverò domani stesso a Silente sperando di trovarlo lucido e collaborativo.

Tutti noi sappiamo che certe cose è meglio farle in aule dell’ultimo piano, nella torre dei gufi o ai festini di Serpeverde nei sotterranei. Farlo nelle camere è proprio sconveniente!
Ma torniamo a noi e ai nostri protagonisti: i due piccioncini si guardano, lei accende il fuoco perché le piace l’atmosfera e Draco la trovava eccitante. Draco il gran romanticone, proprio in canon.
Bene, lo dirò una sola volta, poi la responsabilità di seguire il mio consiglio sta a voi: se siete deboli di cuore, se siete minorenni, se siete facilmente impressionati dall’assurdo e dagli inutili dettagli non procedete oltre.

I due si guardano imbambolati per qualche minuto, probabilmente rendendosi conto della figura fatta con la gente in sala comune, poi Draco a passo lento si avvicina ad Hermione e con un semplice gesto gli slegò i capelli. In un solo pronome ci viene reso noto che Hermione non è una lei ma bensì un lui: J.K.Rowling deve aver avuto un bel senso dell’umorismo per metterla nel dormitorio delle ragazze per ben sei anni!

I ricci ricaddero morbidi su esse e lì (sulle spalle) che Draco affondo le sue lunghe dita bianche. In un impeto di violenza passionale Draco affonda le sue lunghe dita dentro le spalle di Hermione, ma evidentemente a lei un po’ di sadomaso non dispiace visto che non fa una piega e Rimasero per un po’ in quella posizione senza dire e fare nulla poi i due Si guardarono, incatenando i loro occhi, fuoco e passione prorompeva da essi.
Oh che dolore, spero che per incatenare gli occhi abbiano usato acciaio chirurgico, altrimenti oltre che al dolore chissà l’infezione! Da questi occhi incatenati prorompono tale fuoco e passione che Silente ha già provveduto a chiamare i pompieri: non si sa mai che si debba intervenire d’urgenza per spegnere le fiamme prima che tutto il castello vada a fuoco!

Incuranti del fuoco e delle fiamme, resi ciechi dalla passione, i due non si fermano e Le mani di Hermione sfiorarono il petto scolpito da anni di quidditch, muscoli che io non ho mai capito come facciano a svilupparsi tanto stando seduti a cavallo di una scopa. Magari potrei capire i quadricipiti, ma i pettorali? Draco è un cercatore e come tale deve essere affusolato e leggero, quelli con le spalle grosse sono i battitori se vogliamo essere precisi.

Ma non interroghiamoci su questioni che mai avranno risposta: l’atmosfera si sta appena scaldando, ma mentre Hermione comincia a spogliare e accarezzare Draco, lui si perde in sogni da dolce fanciulla, odorando come un grosso San Bernardo il profumo di vaniglia di Hermione. Sì, vaniglia. Ancora.

E’ un po’ come le bambole: Ginny-fragola, Hermione-Vaniglia, ormai le fanno di serie!

Draco però sembra risvegliarsi un poco: con la flemma di un ottantenne toglie la camicia di Hermione Piano piano, bottone dopo bottone.

Inizio ad essere preoccupata: questo non è il normale comportamento di un diciassettenne arrapato.

Placido come una pasqua, mentre lei si contorce e cerca di strappargli i pantaloni, si lascia andare in digressioni senza senso: era ogni giorno più bella, ogni giorno più donna la sua stupenda Emi. Emi? Deve essere il soprannome della Hermione maschio di cui sopra. Tra l’altro come si fa ad essere ogni giorno più donna? Magari sono gli ormoni che assume?
Hermione tuttavia non ci sta, non vuole essere contemplata La sua pelle era sempre più calda, eccitata, pronta ad essere accarezzata, ad essere baciata, ad essere amata ancora. Insomma, penso che ci stiamo chiedendo tutti che cosa diavolo stia combinando Draco.

Baciò le mani, le braccia, le spalle e il collo da cigno(il collo di Hermione è lungo, bianco e piumato?)della bella riccia, poi uscì per portare a passeggio il cane, prendere un caffè al baretto dell’angolo, poi tornò alla torre e finita la passeggiata tornò in sé (adolescente, diciassette anni: un miracolo di pazienza sto ragazzo) sganciò il reggiseno accarezzando il seno morbido prima di dedicarsi ai capezzoli della ragazza rendendoli turgidi. Baciò con dolcezza la sua rosea corolla provocandole un piccolo brivido. Della rosea corolla volevo davvero saperlo. Grazie. Dopo che Draco è tornato dal bar la situazione sembra progredire un po’, i particolari aulici proprio si sprecano e tutti noi siamo davvero entusiasti di conoscere ogni più piccolo dettaglio… Draco comincio a leccare, mordicchiare e succhiare il suo piccolo e sodo seno mentre con la mano accarezzava e stuzzicava l’altro.


Si distesero nel tappeto di fronte al camino, uno di fronte all’altro

perché in effetti farlo ai due capi opposti della stanza pareva difficile, anche se Draco lo ha suggerito più volte.

Le mani di Hermione accarezzavano il petto del biondo dove incominciavano ad spuntare i primi peli, talmente biondi che si potevano scorgere solo al tatto. Signori, dita con visore incorporato, non le volete anche voi? Le vendono al sexy shop di Hogwarts, quello gestito dalla professoressa Sprite nelle serre.

Per un attimo Hermione torna a fare la parte della ragazzina romantica Forse, anche lui stava provando le sue stesse emozioni, forse anche lui stava togliendo le maschere e si abbandonava al piacere e forse un giorno si sarebbe abbandonato all’amore.
Forse non credo di aver capito bene il costrutto di questa frase, sicuramente però la risposta a tutti questi interrogativi è: NO, forse si è solo accorto di stare sopra a una ragazza mezza nuda.

Comunque, lasciata andare la vena romantica, Hermione torna all’attacco
sbottonò i pantaloni neri e avvolgenti del ragazzo lasciandolo i boxer, osservò con bramosia il rigonfiamento e lui le dice: <-Non subito, Emi->.
Le dice no. Le dice no perché <devo prima finire di assaporare la tua delicata pelle->
Questa storia inizia a sembrarmi un condensato dei quattro libri di Twilight, solo che in Twilight a un certo punto finiva con una testata di letto spezzata (molto ilare, devo confessare) mentre qui inizio a sospettare che finirà a giocare a rubamazzo.
Seppure in maniera incerta Draco procede verso la meta fino a sfiorare con le dita il bordo delle mutandine rosa della ragazza.
<- Non avevi previsto alcun incontro per oggi?-> Chiese osservando la biancheria intima poco seducente della riccia.

E a questo punto Hermione si rompe le scatole di questo parla-parla e della sua biancheria criticata, prende le sue cose e se ne va.
No, purtroppo no, bensì si ripromette di non usare più biancheria simile perchè troppo anonime rispetto al pizzo e alla seta che utilizzava di solito.

Hermione Granger, l’amica di Harry e Ron, la so-tutto-io, la denti da castoro, la capelli crespi senza speranza usa pizzo e seta? Avere a che fare coi Malfoy ti cambia, senza dubbio.

E poi ovviamente cerca di scusarsi <-Avevamo litigato->rispose con voce roca dovuta all’eccitazione.
Draco non aspettava altro che sentirsi dire che per lei era l’unico.
Sua, sua, solo e unicamente sua.

Quindi, fin dall’inizio, per dargli una svegliata bastava dirgli che indossava biancheria di cotone perché quando litigavano non la dava in giro? Ah bene, basta saperle certe cose!

Saputo questo Malfoy torna improvvisamente un adolescente arrappato e si avventa sulla povera Hermione che finalmente fa salti di gioia: Cominciò a stuzzicare con le dita la sua femminilità, ritrovandosi inebriato del suo particolare profumo. Impressionante, un profumo che invade tutta la stanza? Hermione, mia cara, cosa ne dici di una doccia?
Anche lei si sentì obbligata nel ricambiare quel fantastico piacere, sfilò i boxer del biondo prendendo tra le mani il suo membro e con movimenti lenti andava su e giù sfiorando di tanto i tanto con il pollice il glande.

Grazie dei dettagli, ancora. Lui almeno questa volta non le si rivolta contro gridandole “no, per carità divina, fammi assaporare la tua pelle!” o avrei cominciato a sospettarlo di cannibalismo.

Questa magnifica scena culmina Quando entrambi erano giunti al limite (Ma perché giungere al limite? Perché?) lei si sedette sopra le sue gambe e grazie al liquido che scorreva caldo nella sua piccola apertura L’elfo col catino, presto, svegliate l’elfo col catino!

Giunsero all’apice del piacere nello stesso identico momento (grazie, erano al limite, mi sorprende siano durati tanto e che lui non sia venuto immediatamente, visto che limite tende a significare… limite) e dopo aver riversato il liquido seminale dentro il corpo della ragazza rimasero ancora cosi, abbracciati stretti stretti. Questa frase è un misto di horror e grottesco. Comunque auguri e figli maschi. Grazie Igor, puoi portare via il catino.
Draco capì in quell’istante che quella ragazza gli era entrata dentro no, veramente è il contrario e che niente e nessuna gli avrebbe mai fatto provare le stesse sensazioni su di questo avrei qualche riserva, se permettete.
Dirglielo sarebbe stato troppo, anche se sapeva che lei voleva sentirsi dire le parole dolci, ma per quella sera il Sepeverde aveva parlato abbastanza, beh, almeno lo riconosce.
Nella migliore tradizione Harmony la ficcy non si conclude con una sigaretta ma con la doccia insieme scambiandosi ancora baci e carezze e infinea letto addormentandosi abbracciati.

Orbene, miei cari giacobini, vado a stendermi per un po’ perché questa miriade di dettagli non graditi hanno messo in subbuglio il mio povero stomaco.
Perdonate se di tanto in tanto ho abbandonato il mio contegno, ma sono rimasta un po’ basita da questo scritto. Sono abbastanza sicura che Hermione, la nostra virginea paziente, abbia bisogno di un po’ di svago. Settimana prossima le permetterò di andare in città con la sua minigonna preferita, magari ritorna con una visione più definita di certe questioni.

Edit finale by Blaze of Glory.