Archivi del mese: settembre 2010

Gloria in excelsis

Una grande casa.
Sembra vecchia. Lo è.
-Zoom-
La porta. Si apre e cigola.
Corridoio buio. Tappezzeria muffa e stinta.
In fondo, sul pavimento di legno sollevato dall’umidità, una botola.
-Zoom-
Una cantina. Soffitto a basse volte di mattoni anneriti.
Nell’angolo, a terra, un oggetto nero, lungo due metri circa.
Una cassa da morto.
Uno scricchiolio. Il coperchio si solleva.
E lì…

Cosa ci fate in casa mia? Eh? Una vecchia signora non può requiescere in pace, o farsi un sonnellino che dir si voglia, senza essere disturbata?
Mah, che tempi, che tempi!
Va bene, ormai sono sveglia. E non stupitevi, con la lombaggine che ho è proprio il caso che dorma sul duro.
Comunque. Prima di chiudere i miei presbiti occhietti coperti da graziose cataratte grigio pallido stavo leggendo. Questo: efpfanfic.net/viewstory.php?sid=468647&i=1, opera di Pinca.
Perché dovete sapere che sono nostalgica. Ah, i giorni di Hogwarts, quel vetusto castello pieno di spifferi, con le sue aule gonfie di ragnatele e conoscenza, con le stesse facce rassicuranti… almeno, credevo fosse ancora così.
A quanto pare a Hogwarts c’è una tipa nuova.
Ancora. Spuntano come verruche. Questa si chiama Gloria Weston.
Ci si presenta con una sequela di lagne senza fine: lei è serpeverde (perdona le maiuscole, Salazar, sono scivolate via dalla pagina), ma non piace a nessuno. La Parkinson la insulta, Zabini è sfacciato con lei (cosa che mi stupisce, era un ragazzo tanto posato e sulle sue!), e per farla breve la cricca di Malfoy le fa i dispetti. Cattivo Draco, dovrei sgridarti ma ti darò delle caramelline.
La dolcissima Gloria ci comunica che, quando non viene sfottuta, viene ignorata come un misterioso arazzo di Tonny il tonnone, noto solo a lei. Piccola cara, quella è la pescheria. Hogwarts è due traverse avanti.
Ma la povera fanciulla non viene mal tollerata solo dai suoi compagni di Casa: pure Ginny, che lei vede come “viziata” (mi sfugge come quei morti di fame dei suoi genitori possano viziarla, visto che vive di abiti smessi e libri di seconda mano), la ritiene origine di ogni male del mondo. E dire che la nostra cara Gloria ha persino salvato la vita a Potter, cosa di cui nessuno la ringrazierebbe.
E allora perché nessuno la sopporta? Perché di colpo da opossum morto spalmato sull’asfalto è diventata, a suo dire, mascotte dei Serpeverde e male elementale per tutti gli altri?
La risposta ci viene astutamente suggerita già nel primo, frizzante capitolo, ma solo nel secondo (ebbene sì, miei adorati licheni da lapide) questa scottante verità ci prende come un pugno e ci gela di sconforto.
Ma anche no.
Gloria è figlia di Voldemort.
Ora, ciccina, non è che questo ti renda speciale eh! Là fuori, nel cupo mondo delle ficcyne, pullula di rampolli più o meno ufficiali del Signore Oscuro (a lui ogni benedizione). Mettiti in coda.
Ma torniamo un attimo al primo capitolo.
Vi ricordate che vi avevo detto che i Serpeverde (sì, la S è maiuscola) ce l’avevano un pochino con lei? E magari non vi siete chiesti perché?
Lei vive in orfanotrofio e non è Purosangue.
Certo, non fa una grinza. Io me lo vedo proprio Tom Orvoloson Riddle, Lord Voldemort, il Signore Oscuro, Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato, quello che si vergognava di avere un padre Babbano tanto da ammazzare lui e relativa famiglia… dicevo, me lo vedo proprio questo protonazi senza naso che prende, va da una Babbana a caso e la ingravida.
Ma sono ingenua, non riesco a comprendere che questo improvvido accoppiamento darà alla luce nientemeno che… Gloria Weston. E sticazzi.
Silente, all’alba dei quindici anni della giovincella, la convoca; probabilmente nel suo ufficio aleggiava un dolciastro fumo azzurrino, e sulla scrivania facevano bella mostra di sé filtri, cartine lunghe, sigarette mezze svuotate e magari una elegante pipa ad acqua alta settanta centimetri.
Voglio credere che fosse sotto effetto di stupefacenti, visto che ha il tatto di dire a una sua – per quanto trascurabile – studentessa “Tuo padre è Lord Voldemort”.
“No ma comunque vai tra, tipella! Ti faccio proteggere dall’Ordine della Fenice!”.
Al che, considerato che la protagonista ha l’età di Harry&Co. O giù di lì, la reazione sarebbe dovuta essere “L’ordine di chi?”.
E invece no. Gloria non è che si sconvolga poi molto. Capisce di essere una pedina importante per entrambi gli schieramenti e fa i capricci.
Voglio entrare nell’ordine della fenice. Voglio sapere tutto ciò che c’è da sapere, altrimenti non mi farò problemi a cambiare fazione” e pappappero!
Non so cosa abbia fatto per convincere il vecchio Silly, magari gli ha sequestrato l’MDMA minacciando di non ridarglielo più. Il Preside non si scompone. Fa sostanzialmente spallucce e acconsente. Cioè, ammette in una segretissima organizzazione guerrigliera una tizia minorenne che ammette candidamente di poter passare al lato oscuro giusto per ripicca. Ah, la serietà.
Ah, forse non avete notato: la narrazione prosegue a scatti e voli pindarici; una riga qui, due nel futuro, tre paragrafi due anni prima, mezzo dopodomani. Quindi non stupitevi e mantenete i nervi saldi.
Riassumendo per chi ha ormai la nausea per tutti questi balzelli: Gloria si autodefinisce molto carina, al quarto anno scopre di essere figlia di Voldemort ed entra nell’Ordine, il quinto anno ha il Marchio Nero sul braccio destro. Ce lo comunica così, d’amblè, lamentandosi di nuovo perché fa sempre male.
Ma questo non ci deve interessare, non ancora.
Dopo la fatidica chiacchierata col vecchio cannaiolo Gloria sbuffa e si annoia nel suo vecchio orfanotrofio durante l’estate; una bella fetta di Ordine la raccatta e la porta… dai Weasley.
Che culo eh?
(Che poi io ve lo dico pure, un giretto alla Tana, ai miei tempi, me lo sarei pure fatto: tanti bei giovanotti nel fiore degli anni, e quello che cura i draghi e ti prego domami, e i due Battitori che su su battete un po’anche me, e quello che cerca tesori e potrebbe esplorarmi quanto vuole… insomma, ce n’è per tutti! Ormai sono avvizzita come una prugna e rimpiango i bei tempi in cui potevo camminare senza inciampare nelle tette.)
Scopriamo che Parassita Potter è sempre lì, parcheggiato dai Weasley. E scopriamo anche che s’è rincoglionito ulteriormente col tempo.
Non ha passato Pozioni, niente G.U.F.O.
Sfigato.
Lupin glielo comunica col tatto di una mietitrebbia che passa su un nido di allodole. E, con la stessa delicatezza, aggiunge che sarà Gloria a dargli ripetizioni in vista di un esame di riparazione con Piton. Il tutto mentre mastica cibo, visto che poco prima si era tuffato sulle tartine al formaggio senza fare complimenti.
No, spiegatemi una cosa: se andate male in una materia la scuola ordina a un tizio a caso, che a malapena conosci, di un’altra classe e, presumibilmente, più giovane di te di preparati per saldare il debito?
Va bene che da voi Babbani la scuola va un po’a donnine facili, ma non siamo ancora arrivati a questo livello. Per ora. Spero.
L’ideona, comunque, è di Silente. Ah-ha! Così me la paghi, ragazzina, che mi hai chiesto di entrare nell’Ordine e io ti ho detto di sì mentre ero scimmiatissimo!
Strana didattica, devo confessare.
Vabbe’, gli adulti se ne vanno, i due giovini fanno conoscenza: Potter è imbarazzante, Gloria fa la sostenuta ma si sta già bagnando, e alla pessima figura di Harry che le chiede se è a Tassorosso la fanciullina sente un suono. Avete presente il rumore del ghiaccio secco, quando si spacca? Ecco, quello!
Io ho sentito il ghiaccio incrinarsi, quello secco proprio mai, ma la nostra protagonista ha i superpoteri: sente lo spezzarsi dei gas, il rumore di una sola mano che applaude e ha persino contraddetto Chuck Norris sopravvivendo.
D’altro canto, la povera Gloria alla Tana è a disaggio.
I gemelli cercano di farle uno scherzo ma lei, prima fra tutti –tutti!- i personaggi anche solo citati nella saga, li fa fessi. Ooooh! Ma allora è furrrba! Gloria sopporta poco tutti quanti, tranne Hermione, cui probabilmente fa pena. In realtà la nostra originalissima e misteriosa protagonista pensa che lei e la Granger siano simili, infondo. Anzi, infondo io. Gloria si scopre essere una bustina di tè.
In una manciata di righe Gloria e Hermione si alleano, fiere dei loro cervelli (gassoso ed evanescente il primo, concreto e brillante il secondo, ma comunque unici nel loro genere), fanno argute osservazioni sulla nazionalità delle capre (turche o tibetane? Dipende dal clima, diamine!) per inculcare un po’di scienza nel cranio rimbombante di Harry; in tutto questo Ginny rosica e fa il broncio e ha le mestruazioni per tutta estate.
Fine, per ora.
Essì! Mi spiace deludervi, cari i miei Stafilinidi dall’addome olezzante, ma la storia si sospende, in attesa di nuovi, scintillanti aggiornamenti.
Come andrà avanti questo stillicidio di maiuscole fuggite dallo schermo?
Scommettiamo che a Gloria, nonostante la sua giovane età, verrà affidato un compito analogo a quello del ben più esperto (e sexy) Severus? E che il Marchio Nero sul braccio destro avrà un ruolo (sempre che non serva solo a dimostrare come i Mangiamorte siano spesso poco più che bestie prive pure della nozione destra-sinistra)? E che in breve finirà a copulare come un coyote con Potter? E che l’OOC non verrà mai segnalato?
Quanti interrogativi, quale ansia pervade le mie vecchie membra rattrappite!
Bene, ora una tisanina di cicuta e digitale per tutti e poi a nanna!
Non vorrete mica che la strega cattiva venga a portarvi via?
O, peggio, che Gloria Weston vi si infili nelle mutande?

Annunci