Archivi del mese: marzo 2009

Corri vestale laggiù, vola tra lampi di Su…

Bene, bene, bene, carissime giacobine e carissimi sanculotti che scorrazzate liberi e felici per questo ameno sito… Buongiorno! Aprite le finestre, respirate l’aria primaverile, sorridete alla vita perché essa sorride a voi. Se così non è, vi trovate nella mia stessa identica situazione. Che c’è di meglio, dunque, di una nuova ficcyna per distrarsi dalle asprezze della quotidianità?
Nel caso specifico, nuova è una parola un po’ grossa, visto che la storia risale al 15 febbraio 2006 e sino ad ora ha riposato nel grembo umido e scuro del Tempio*, ma è anche vero che “a volte ritornano”, come ebbe a dire Stephen King, che non è proprio l’ultimo degli arrivati – e che, per inciso, ha di recente avuto il merito di stroncare in due parole la Vestale Ad Honorem Stephenie Meyer; ma non è il caso di rinverdire vecchie polemiche, quindi mi accingo a parlarvi di Una storia d’amore particolare di andra (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=71421&i=1).
Come molti di voi potranno prevedere, in realtà di particolare in questa storia c’è ben poco. Il fandom è quello di Saiyuki, e il racconto si apre infatti in una delle location tipiche di questo manga: il deserto. Ma a fare la prima apparizione non è né Genjo Sanzo né altri membri del suo gruppo, ma un personaggio nuovo, una ragazza che sbraita contro l’auto rimasta a secco in mezzo al nulla: Uaaah, non ce la faccio più, schifoso di un catorcio, ma ti rendi conto di dove mi hai abbandonata?
Non si vede perché sia colpa dell’auto se finisce la benzina, ma la nostra giovane pulzella a quanto pare ha bisogno di sfogarsi. Dà anche un calcio alla vettura, procurandosi un’unghia rotta e diversi bolli. Ohibò, è passata per l’ufficio postale? Mi viene in soccorso il De Mauro, che alla voce bóllo riporta, come quarto significato, “regionale, settentrionale, familiare: ammaccatura”.
Ah, e adesso che faccio, continuo a parlare con te e mi faccio morire di sete? No, forse è meglio di no, ho ancora a casa tre fumetti di GTO che non ho ancora letto, e non posso sopportare di morire prima di sapere come è finita! Forza, in cammino!
È bello avere degli obiettivi importanti, nella vita. Ma la giovine non fa nemmeno un passo, perché ecco che le arriva addosso una jeep, che si ferma a pochi centimetri da lei. E stavolta sì, sono proprio i nostri eroi in viaggio verso Ovest, che dovevano trovare il rimedio per sconfiggere l’anomalia che sta spazzando via il Togenkyo, e invece si sono imbattuti nell’ennesima Mary Sue.
Voi cosa chiedereste ad una persona che vi stava per investire? La nostra amica chiede un passaggio, tanto per far vedere che il sangue freddo non le manca. A questo punto segue un gustoso scambio di battute:
« Ma noi non abbiamo più cibo… » cercò di protestare Gojyo.
« Ah, questo non è un problema, ne ho per un reggimento. Ho appena lasciato la casa della Silvia, una mia amica, sapete, quella là mangia più di Goku… » disse quasi parlando tra se.
« E chi sarebbe questo Goku? » si intromise Hakkai.
« No, non fatemi caso, mi stavo riferendo al personaggio di un manga, Son Goku, un demone che mangia sempre a dismisura… » sorrise la ragazza, sventolando la mano con noncuranza.
« Ehm, credo che tu ti stessi riferendo a me » ridacchiò Goku.
La ragazza stette un attimo stralunata a fissare prima lui, poi gli altri tre.
« Quello che stai cercando di dirmi è… no, non è possibile… quindi » indicò il ragazzo al posto di guida « tu saresti Cho Hakkai, e tu Genjo Sanzo, e tu… » disse, indicando infine il quarto « … tu sei Sha Gojyo??? »
Già fermandoci qua di domande se ne potrebbero fare parecchie: come può la tipa essere nel mondo di Saiyuki? Come ha fatto a non riconoscere subito i quattro (che sono difficili da confondere…)? Come può essere in mezzo al deserto se ha appena lasciato la casa di un’amica?
Vuolsi così colà dove si puote, direbbe il Sommo Poeta, che forse ha ispirato la nostra autrice almeno per quanto riguarda la self-insertion: infatti, poco dopo Hakkai chiede alla ragazza di presentarsi, e lei: io sono Francesca, Francesca Bondoni, e indovinate qual è il vero nome che appare nel profilo dell’autrice su Efp? Non avete vinto niente, mi dispiace.
I quattro viaggiatori si stupiscono nel sapere che da qualche parte hanno scritto un manga su di loro (a dire il vero il fumetto è solo l’ultimo atto), ma non sembrano interessati ad approfondire la questione: non è poi così importante, del resto, al massimo scoprirebbero di essere persone inesistenti e frutto della fantasia altrui, che vuoi che sia. E così ripartono, accogliendo Francesca nel gruppo: Sha Gojyo la aiuta a salire, e i due si scambiano convenevoli in giapponese: « Taihen arigatoo gozaimashita, molto gentili! », « Doo itashimashite […]Yorokonde ». Ora, se vi state chiedendo anche voi in che lingua stessero parlando prima, come facesse Francesca a conoscere il giapponese o loro l’italiano, e soprattutto perché passare ad un altro idioma così tanto per, quando con quello precedente se la cavavano tutti benissimo… non chiedete a me, perché non lo so.
Non mi dilungherò troppo nel descrivere il prosieguo del loro viaggio, se non per dire che serve soprattutto a fare emergere la Suaggine della protagonista: lo spirito naturalmente frivolo di Francesca addolciva serenamente le lunghe giornate di viaggio. Tutti la ritenevano un ottimo acquisto per il gruppo, e stava simpatica a tutti (perfino al bonzo, ma lui non lo direbbe mai, neanche sotto tortura psico-fisica, ndA ^^). Miglioramenti rilevanti si potevano apprezzare su tutti i fronti (incluso quello culinario… Goku: “Era ora che si mangiasse decentemente!”).
A cosa porta questo successo? Ovviamente a finire tra le braccia di uno dei quattro ragazzoni, nel caso specifico di Gojyo. Il tenero incontro tra i due è descritto mirabilmente tramite gli occhi di Jeep: Femmina freddo. Movimento. Tremare. […]
Rosso freddo. Tutti freddo. Rosso. Coperta. Coprire femmina. […]
Rosso coprire femmina. […]
Rosso proteggere femmina freddo. Solo Jeep sapere. […]
Ci manca solo che dica “Gerdo, badrone biango”.
Insomma, in un modo o nell’altro i due consumano, e tutti sono felici e contenti. Copulano allegramente durante il loro turno di ronda, alla faccia della sicurezza – meno male che ora c’è il decreto del governo, se aspettavamo a ‘sti imboscati… – e il giorno dopo ritornano belli pimpanti dagli altri per cominciare una nuova giornata di viaggio.
« Dove andiamo oggi, di bello? »
« E che cavolo vuoi che ne sappia, io? » sbottò Sanzo.
No. La risposta esatta è “Verso ovest”, che è l’unica cosa sicura di tutto il manga.
Ricapitolando: Hakkai riesce ad andare a sbattere contro un auto in pieno deserto. Gojyo non fa il turno di guardia per darsi all’ippica (vabbè, alla cavallina, ci siamo capiti…). Sanzo ha dimenticato lo scopo primario del loro viaggio. Cos’altro ci possiamo aspettare da questa storia?
Nulla per fortuna, perché l’autrice poche righe dopo si congeda così: Devi perdonarmi, mio sventurato lettore, ma non riesco a scrivere una fine per questa storia.
Sullo sventurato concordo, ma in un certo senso sono più felice così.
 
*a chi coglie la citazione un buono pasto nel più lussuoso fast-food di Catanzaro (citazione anche questa XD)

Mary Sue a Nuova Luxor – Parte I

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Smielati latinisti convinti e ipocriti adoratori di grammatica e vocabolari,
Giacobini.
Le fyccine hanno il potere di farci viaggiare nel tempo, nello spazio e negli universi alternativi.
“Anche i libri”, direte voi. Ma c’è una cosa che i libri (in generale, poi ci sono eccezioni come Moccia e la Scavia che confermano la regola) non sono in grado di fare: desiderare di non aver mai avuto gli occhi per leggere. O, come in questo caso, di non aver mai avuto un’infanzia.
Dopo il grande successo di critica e pubblico raccolto dall’antico fandom dei Cavalieri dello Zodiaco (i piccioni di Piazza Duomo, tre burine cafone con gravi carenze lessicali… vi ricorda qualcosa?), ho deciso di concedervi il bis. Ma, questa volta, i morti restano al loro posto (anche perché non è ancora morto nessuno) e lasciano la scena ad Astris Knight (My version) di Sabry92 (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=266221&i=1). La protagonista è un mezzo angelo bianco che vaga per le vie di Nuova Luxor alla disperata ricerca di un taxi che la accompagni alla villa della ricca e viziatissima Isabel Saori che non si è degnata neanche di darle l’indirizzo della sua lussuosissima abitazione.
No, non siete i soli a chiedervi che cosa sia un mezzo angelo bianco. Per quel che mi riguarda, non ho nemmeno idea di cosa sia un angelo bianco tutto intero. Né lasciate che i vostri cuori palpitino nell’attesa di una spiegazione, perché non ne riceveranno. In compenso, consolatevi sapendo che la nostra peregrina ha sedici anni ed è bionda con gli occhi neri, alta all’incirca un metro e sessantacinque. Le classiche informazioni necessarie e sufficienti ad imbastire la trama di una fyccina standard, insomma: Mary Sue della quale si tende a far conoscere persino la lunghezza delle unghie dei piedi catapultata controvoglia nella vita del figo/fighi di turno.
Sclerando di brutto, il mezzo angelo bianco decide di sedersi su una panchina nella speranza che un taxi si muova a pietà. Ma a muoversi a pietà non è di certo il taxi: è solo il primo di una lunga serie di personaggi ai quali questa fyccina sconvolgerà l’esistenza.
"Comunque io sono Pegasus, tu sei…?”
“Sabrina"

Toh, la self-insertion. Quanti bei ricordi. Notare la completa assenza di cognomi nelle presentazioni. Sembra di assistere alla discussione tra il quarterback del liceo e la cheerleader un po’ svampitella.
Pegasus si offre di accompagnare Sabrina a casa Kido (cerco di fare un po’ d’ordine nel saltellare continuo tra nomi italiani e giapponesi; operazione non completamente impossibile, ma ci si potrebbe confondere), ove la maggiorata incarnazione della dea Atena spiega alla protagonista il motivo per il quale l’ha convocata.
“I miei cavalieri non hanno una vita abbastanza movimentata. Tra l’altro, manca la Sue di rito che faccia ribollire un po’ il testosterone nel sangue e che offra l’ennesima versione riveduta e corretta di quello che hanno dovuto passare dalla prima puntata del cartone/manga” è la sostanza. Diplomaticamente edulcorata con un “Tu dovresti essere l’angelo bianco, o nel tuo caso il mezzo angelo bianco, dei cavalieri di bronzo”.
Evidentemente a tutti, tranne che alla sottoscritta, è dato sapere cosa sia un angelo bianco. Ho provato ad immaginare un angelo azzurro senza blue curaçao ma, diamine, io adoro il curaçao!
“Sarai anche al corrente che io sono la reincarnazione della dea Atena, una delle più potenti dee greche”
…sono io l’unica a ricordare che Lady Isabel stava ceccando la mamma a Mylock quando, a prima serie inoltrata, rivela questo piccolo particolare ai cavalieri di bronzo?
Ed ecco che, in barba a prudenza e remore, il segreto viene rivelato all’ultima arrivata dopo cinque minuti (se ci si arriva) di blanda conversazione. Ma forse Isabel sapeva di poterglielo rivelare. Sapeva che il segreto era al sicuro.
“Fiducia incondizionata nell’angelo bianco”, dite?
No.
Certezza che l’unico pensiero trasmesso dai due neuroni della fanciulla sarebbe stato spero che gli altri cavalieri non siano brutti quanto Pegasus. Chissà… forse ce n’è uno carino.


Il primo match della Guerra Galattica al quale dovrà assistere Sabrina, l’inizio della fine per i nostri eroi, è giusto l’indomani. Si ritiene che, per prepararsi ad un evento di simile portata, che promette come premio nientepopodimeno che un’armatura d’oro, i duellanti necessitino di calma e concentrazione. Non certo di presentazioni a raffica e descrizioni che lasciano parecchio a desiderare: uno ha capelli neri e occhi neri, il secondo capelli castano chiaro e occhi uguali, mentre il terzo ha gli occhi verdi e i capelli simili.
Anch’io voglio gli occhi uguali ed i capelli simili!
Le persone con le quali sta parlando, di lì a poco, sputeranno sangue dagli occhi, ma il segnale elettrico trasmesso dai due neuroni dell’angioletto è sempre il solito: non ce n’è uno carino, povera me =(.
A farle cambiare idea è, dopo qualche minuto un ragazzo con capelli biondi, che gli arrivano fino alle spalle, e gli occhi incredibilmente azzurri: Crystal il Cigno. Il quale, dopo aver avuto facile ragione su Aspides come i più fedeli fan ricorderanno, raggiunge Sabrina non appena sceso dal ring, come i più fedeli fan NON ricorderanno:
“Ciao, sei nuova di qui?”
“Si, sono arrivata ieri ma non credo che t’interessi” (…)
“Capisco, comunque io sono Crystal”
“Io Sabrina” gli dico sorridendogli “Anche tu non sei di qui o sbaglio?”
“No, non sbagli, sono nato in Siberia, in un piccolo villaggio”
“Per quale motivo prima eri così presuntuoso e ora con me sei…” dico non riuscendo a finire la frase per l’imbarazzo.
“Sono come?” mi chiede curioso
“…Beh… sei adorabile, comunque perché?”
“Perché essere presuntuoso prima mi ha dato la possibilità di essere adorabile qui con te”

E’ una scena… beh. Romantica, non trovate?
Crystal bulletto di periferia appena uscito vincitore da una rissa che abborda la compagna di scuola che non ha mai frequentato (la scuola, non la compagna).

Alea iacta est, dunque. Sabrina ha finalmente trovato uno carino, tutto il resto passa in secondo piano.
Che Phoenix abbia fatto la sua entrata trionfale per rubare l’armatura è narrato con un’enfasi che non farebbe invidia nemmeno ad un tronista della De Filippi.
I concitati momenti che seguono, la strategia per recuperare i pezzi mancanti della Sacra Armatura trovano il loro culmine in dopo qualche noiosa e lunga ora che passo a pensare a quando torna Crystal (Ok, lo ammetto mi piace), ritornano i cavalieri con alcuni pezzi della sacra armatura. Spiega (chi? Noli me petere) loro perché sono lì e dice anche che sono metà strega e metà angelo bianco (…) Poi riprendono i loro discorsi su come riparare le armature e come recuperare il resto della sacra armatura, tutte cose che a me no interessano e che a stento ascolto, dato che sono occupata a fare altro, cioè a fissare Crystal. I successivi scontri con i Cavalieri Neri subirebbero l’identico, triste destino se non fosse che Sabrina… combatte.
Cioè, insomma. Lancia qualche incantesimo alla Harry Potter, come levitazione di sassi e materializzazione di serpenti. Il che farebbe un baffo persino allo sfregiato. Figuriamoci ad individui con fenomenali poteri cosmici in grado di muoversi alla velocità del suono (e questo nel peggiore dei casi).
Lo scontro, come immaginerete (sono buona e sensibile, ve lo risparmio volentieri!), è epico. La sua conclusione, sublime: quando spuntano altri tre cavalieri neri, l’altro lo segue e se ne vanno con la solita promessa che fanno tutti i cattivi, che sarebbero ritornati, che non finiva lì, bla bla bla, la solita solfa insomma.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, è straordinario come possa venir considerata solita solfa la conclusione di una battaglia in cui i Cavalieri di Bronzo devono affrontare praticamente se stessi e come invece non sia solita solfa il tubare (assolutamente OoC, ma figuriamoci se viene segnalato) di Crystal e Sabrina. Come non lo sia il fatto che Sabrina (nonostante la ben dimostrata poca utilità) venga trascinata a mo’ di portachiavi fino al luogo dello scontro finale con Phoenix, mentre la morte di Phoenix non è che un apostrofo rosa tra le parole e dopo questo penso si torni a casa, almeno spero, questo posto non mi piace per niente.
Ed è straordinario come questa Mary Sue, tra negozi di magia, smaterializzazioni e surrogati di Pozioni Polisucco riesca ad esser fuori luogo in modo irritante.

Il ritorno della pallida cortigiana – la vendetta

Giacobine, giacobini (ci sono momenti in cui rivolgermi ai nostri esimi colleghi uomini mi fa ancora uno strano effetto, sappiatelo), benvenuti. Prego, accomodatevi: sono lieta di potervi offrire una sistemazione migliore rispetto alla stanza d’ospedale dove ci siamo lasciati la scorsa puntata: a quanto pare il mio rattrappito cuore di megera acida ha reagito abbastanza bene all’infarto che mi colse tempo addietro, nel riscoprire questa ficcy che credevo ormai perduta nei meandri del Tempio. Aggiornata, naturalmente, perché le disgrazie capitano due a due come le ciliegie.

 

Ma bando alle ciance e riprendiamo la puntata. Dov’eravamo rimasti? Ah, giusto: al terzo capitolo di “Punto debole” di AngevilRickman  (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=151644)

Suggerimento: se odiate Renato Zero, amate il canon o siete diabetici, tutto questo non fa per voi. Se proprio volete continuare, vi consiglio di tenere a portata di mano elfo del catino e insulina. Ma tanta insulina, eh.

 

Severus Snape percorreva gli interminabili corridoi di Hogwarts

Immagino quindi che da questo momento il nostro professore di Pozioni sparirà dalla storia, essendo impegnato a percorrere dei corridoi che, in quanto interminabili, non finiscono mai. Ciò significa che non potrà strusciarsi addosso a Potter, andare a letto con Voldemort e provocare accessi di gelosia nel GoS. Un peccato, ma ce ne faremo una ragione.

…sentite, ma vi costa tanto lasciarmelo sperare?

 

Mentre il nostro eroe (?) percorre corridoi che tanto interminabili, purtroppo, non sono, veniamo informati della sua opinione nei confronti del vecchio pippaiolo.

lui lo vedeva solo come un essere subdolo per cui tutti sono sacrificabili, trattava le persone come i pezzi di una scacchiera da muovere correttamente per vincere la partita e Severus odiava essere trattato così

Se essere trattato così gli fa tanto schifo, perché tanta fretta di saltare di nuovo nel letto di di zio Vol…ehm, nel carrozzone dei Mangiamorte? Non mi risulta che l’ Oscuro Signore (il vero Oscuro Signore, santa pace, non zio Voldy) sia noto per preoccuparsi poi tanto dei suoi seguaci.

almeno Voldemort non usava quella falsa gentilezza di cui invece Silente abbondava.

Mistero risolto: alla Pallida Cortigiana il sesso piace violento, ed effettivamente il vecchio pappone è troppo avanti con gli anni per essere il macho della situazione.

Prendi un Severus,

trattalo male…

 

“Preside (una virgola qui faceva schifo, suppongo) le devo parlare (punto. No, non mi metterò a correggere tutta la punteggiatura, ci staremmo fino a domani.)

“Tra noi è finita, Albus.”

“Perché, Sev? Dimmi perché!”

“Non puoi soddisfarmi, Alby, io voglio essere maltrattato, mentre tu puoi a malapena…”

 …no, va bene, non è andata esattamente così.

“Dell’incontro che hai avuto con Voldemort?” chiede invece Silente, e Sev Sev intuisce che Potter lo ha già messo al corrente. No, non per tentare di mettere in guardia il mondo magico da una potenziale spia, che pensate?

era stato più ingenuo di un Tassorosso… (perché, si sa, i Tassorosso sono i fessacchiotti della situazione. Sempre. Gente come Cedric Diggory finisce lì solo per errore) Potter aveva capito ciò che provava per Voldemort e per qualche motivo aveva fatto il possibile per farlo tornare da lui..

 

Tu che hai alzato la mano, cosa dici? Sì, certo, lo so che è una cosa che non sta né in cielo né in terra, ma ehi, this is ficcy.

Tu che saltelli? Sì, mi rendo conto che una cosa del genere avrebbe più che altro avuto l’effetto di far finire la pallida cortigiana ad Azkaban in meno di dieci minuti che non quello ci farlo ‘tornare da lui’. Ma di nuovo, this is ficcy. La logica è un optional.

 

La pallida cortigiana, dunque, confeziona al volo una storiella per il vecchio cannaiolo (storiella da cui si evince che a qualunque ex Mangiamorte che abbia tradito lo zio Voldy basterebbe tornare e dire “ehi, sono di nuovo dei vostri!” per riavere la sua immediata fiducia) che ci casca con tutte le babbucce. Non solo, ma reduce dalla quotidiana dose di cannabis, comincia a blaterare:

 Ricordo la prima volta che arrivasti da me Severus, fu poco prima della caduta di Voldemort, una sera ti ritrovai nel mio ufficio con Minerva, eri depresso, sembrava che per te la vita non contasse più nulla, quando mi dicesti di essere un Mangiamorte sentii il tuo dolore…

Il discorsetto andrebbe avanti, ma sono buona e ho deciso di risparmiarvi. Sì, so che vi state chiedendo per quale motivo Silente dovrebbe ripetere tutta ‘sta pappardella visto che Sevvie ne è stato protagonista e sa benissimo come sono andate le cose, ma non sforzatevi troppo. Certe domande sono destinate a restare senza risposta.

 

Chiaramente seccato dalla tiritera (e chi non lo sarebbe?) Sevvie tenta di squagliarsela, ma non riesce a dribblare un’ultima domanda del vecchio pappone:

“Questa sera non ti farà del male giusto?”

No, gli darà la caramella col buco e il bacetto in fronte. Considerato che l’ha tradito e che il Silente ignora – beato lui! – la vera natura della loro relazione, la domanda corretta sarebbe “non credi che ti ammazzerebbero a vista?”

La risposta è illuminante: “Penso di essere punito per il tradimento ma nulla di grave, sa che devo essere in grado di tenere le lezioni.

Però, ed io che pensavo che i traditori venissero fatti secchi senza preoccupazioni per i loro futuri impegni. Ma d’altronde, non tutti i traditori sono impelagati in una storia di sesso violento con il capo. No, Bella, non tu – dopottutto, noi siamo più aperti dei Mangiamorte: tutti si paxano e/o slashano con tutti.

 

Lasciato l’ufficio del vecchio cannaiolo, un incontro con Potter è, temo, inevitabile. Dopo aver tolto punti a Grifondoro (uno sprazzo di IC, come un raggio di luce nelle tenebre! Puoi farcela, Sev!) ogni speranza di redenzione viene infranta in poche, sgrammaticate frasi:

Severus lo prese per i fianchi girandosi e premendo il ragazzo contro il muro, avvicinò le labbra al suo orecchio sussurrando “Invece sappiamo entrambi cosa vuoi Potter, mi odi, mi disprezzi ma mi vuoi. Vorresti starmi sopra non è vero?

Insomma, un solo raggio di luce prima che le tenebre dell’ OOC piombassero nuovamente sulla mente del povero professore. Risparmierò ai poveri spettatori la scena nella quale Sev si struscia un po’ contro Potter (sì, dopo aver piantato a Voldy un tragedia nelle precedente puntata  perché ‘si era scopato Bellatrix’) prima di andarsene, lasciandolo lì nel corridoio arrapato e incazzato come una biscia. Insomma, glielo fa annusare e poi non glielo da.

…santa pace, che brutta immagine. Mi sa che d’ora in poi userò questa frase solo al femminile…

 

A questo punto, miei cari spettatori (siete ancora lì? Ne avete di coraggio, devo ammetterlo), direi che ci meritiamo tutti una pausa. Seguitemi, ordunque: allontaniamoci dal presente – guisto per non sapere in che modo Harry risolverà l’ingombrante problema che Sev gli ha lasciato strusciandoglisi addosso – per assistere ad un mirabolante flashback. E non un flashback qualunque, bensì un flashback del GoS.

Un giovane dai lunghi capelli biondi, si trovava nella sua stanza privata, privilegio dei prefetti

Tu, con la mano alzata? No, Ron ed Hermione non hanno avuto una stanza privata quando sono diventati Prefetti. Solo il GoS ha avuto tale privilegio – non vi aspetterete mica che concupisca le vergini a lui destinate in un dormitorio pieno di guardoni, no?

Ma stavolta a presentarsi la creature tremebonda che entra nella sua stanze e si avvicina al suo giaciglio non è un’inutile femmina qualunque, bensì il giovane Severus.

…no, non vincete nulla se avete indovinato. Era troppo facile.

 

E no, il giovane Sev Sev non trema perché eccitato alla prospettiva di una notte col GoS (considerato che Lucius ha almeno sei anni più di Severus e che, di conseguenza, avrebbero rispettivamente qualcosa come diciassette e undici anni, è bello sapere che almeno la pedofilia l’abbiamo scampata): il piccolo Sev trema a causa della pioggia poche gli ricorda il giorno in cui gli Auror erano entrati in casa sua ad annunciare che il padre era entrato a far parte di un gruppo di pericolosi fanatici chiamati Mangiamorte e che era stato ucciso durante un conflitto. Severus non aveva mai smesso di odiare né gli Auror né la pioggia, adorava il padre, tutto ciò che sapeva lo aveva imparato da lui

No, spettatori, il fatto che Tobias Snape fosse un Babbano non ve lo siete sognato. E no, non vi siete sognati nemmeno il fatto che Severus non nutrisse per lui qualcosa anche solo vagamente simile ad ‘adorazione’. La Rowling è stata parecchio chiara su certi dettagli ma che volete farci – ancora una volta, this is ficcy!

 

Insomma, per motivi in chiaro contrasto col canon, il nostro Sevvie ha bisogno di conforto, che gli viene prontamente offerto da Lucius, che gli infila le mani sotto la maglietta e…

…ehi, non guardatemi così, ho già detto che almeno stavolta Lucius-il-pedofilo ci è stato risparmiato!

infilò le mani sotto la maglietta del ragazzo più giovane iniziando a fargli il solletico.

Visto? Del tutto innocente. Giacobine latiniste malpensanti che non siete altro!

Lucius gli posò un dolce bacio sulle labbra accarezzandogli lentamente la guancia poi se lo strinse al petto. “Dormi, ci sono io con te e quando saremo grandi sarò al tuo fianco nel momento in cui compirai la tua vendetta”

Va bene, ritiro tutto. Abbiamo visto di peggio, certamente, ma…sì, insomma, l’autrice lo SA che qui Severus può avere al massimo undici, dodici anni mentre Lucius ne avrebbe almeno diciassette, sì?

 

Insomme, Sevvie-Orsetto-Del-Cuore si addormenta, ed eccoci catapultati fuori dal flashback e di nuovo nel presente, per la precisione a Malfoy Manor. Ed ora, amici spettatori, è il momento della Posta del Cuore di Narcissa Black in Malfoy – il tutto sulle note di “Magari” di Renato Zero. Sì, sono seria. Sono l’unica ad avere problemi a collegare quella canzone a Lucius Malfoy e Severus Snape?

Tralasciando il testo della canzone (ho un cuore anch’io, per quanto malandato, quindi vi risparmio) ecco alcuni pezzi sparsi tratti da “La Posta del Cuore” di Narcissa:

“Dimentichiamo la sistemazione dei mobili, mi dici cos’è successo? E’ da quando sei tornato dal ministero che sei strano!”

Gli occhi di Lucius, di solito freddi, in quel momento mostravano solo malinconia e dolore. “Severus è venuto da me, penso voglia recuperare la nostra… amicizia”

E mo’ se chiama amicizia…

“Se fosse rimasto lì due minuti in più non sarei riuscito ad impedirmi di stringerlo e baciarlo fino a fargli dimenticare il suo nome”

Nulla da eccepire. Lui è il GoS. Lui tutto può.

“Capisco.. Lucius rispondi sinceramente: sei disposto a lottare per Sev?”

Contro Voldemort? Con rispetto parlando, sarebbe un suicidio.

 

A quanto pare, Narcissa Malfoy sta tentando di spingere il marito a farsi ammazzare. Le farebbe comodo, probabilmente: ovviamente Narcissa è sempre cornuta, ma non sembra turbata dall’infedeltà del marito in quanto lo cornifica a sua volta…e anche piuttosto apertamente, dal momento che il GoS  arriva a chiederle se almeno questo è carino. Che fa tanto quattordicenne intenta a spettegolare con la compagna di banco, ma tant’è. Certo, la risposta non è propriamente matura:

“Più di te sicuramente”. Pappappero, aggiungerei.

 Il GoS, tuttavia, non da alcun peso alle sue parole (perché dovrebbe? Sappiamo tutte che non è GoS per niente): a quanto pare, ha ben altro per la testa. No, non quello – ha un piano per rendere Severus do nuovo suo. Mi auguro che tra lui, Voldemort e Potter ci si possa mettere d’accordo, che i passaggi di proprietà possono essere una rogna se le parti in causa non concordano.

 

Ma adesso lasciamo il GoS e Renato Zero e torniamo a vedere cosa sta facendo Snape. Che in effetti a Renato Zero somiglia abbastanza nella versione cinematografica, ma son dettagli.

La riunione era prevista per mezzanotte. Alle 21:35 (accidenti, che precisione svizzera) Severus decise di non voler aspettare

‘azzo, figlio mio, sei proprio arrapato forte, eh.

Insomma, il nostro Sevvie arriva alla residenza dell’Oscuro con largo anticipo, ritrovandosi da solo con Voldemort. Se avete un brutto presentimento, sappiate che è fondato: dopo una breve discussione su un presunto doppiogioco di Greyback (sì, Greyback. Quell Greyback. Quello a cui interessa solo poter soddisfare la propria sete di sangue e che è entrato nelle file dei Mangiamorte solo perché gli lasciano sbudellare mezzosangue e babbani senza problemi. Ce lo vedo proprio, a fare il doppio gioco per Silente…) Lord Voldemort passa all’azione:

Il suo signore lo guardò divertito, facendolo alzare e conducendolo poi verso la sua camera da letto.“Direi che ne abbiamo abbastanza per rendere la serata interessante”

Non conosco le opinioni degli esimi spettatori, ma io direi che ne abbiamo abbastanza e basta.

 

Giacobine, giacobini, latinisti, questa puntata di Fastidious Geographic si chiude qui. Vorrei ringraziare il tecnico delle luci, EFP, la mamma e il computer per non essere esploso dopo le prime tre righe di ficcy – è stato anche grazie a loro se sono riuscita a portare questa puntata sui vostri schermi.

…come sarebbe a dire “non lo fare mai più”…?

Parenti champignon

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Ultimamente vi ho portati in lande desolate e sconosciute, lontani dal nostro confortevole mondo fatto di sevizie, soprusi e libagioni ai danni dei luridi babbani. Ora schioccate le dita e fate accorrere i vostri elfi del catino, raccomandando loro di non scordare i fazzoletti d’organza. Perché quest’oggi, miei diletti, si torna alle origini.
Si torna al pluristuprato fandom di Harry Potter. Il mago che è riuscito a sconfiggere l’Oscuro Signore. E che non è riuscito a sconfiggere le Vestali.
L’ennesima -libera- interpretazione del destino che toccò ai nostri eroi dopo la battaglia di Hogwarts si trova tra le pagine del Tempio (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=293061), ove giulia malfoy ci narra l’incontro che cambiò la vita.
Di chi, vi chiedete?
Io ho i miei timori. Fareste bene ad iniziare a temere anche voi.

Son passati 5 (5, non cinque) anni da quando l’Oscuro è stato, ahinoi, sconfitto.
Hermione Granger ed Harry Potter sono due Auror del Ministero, mentre Ron aveva preferito la carriera sportiva, e ora era il portiere della nazionale inglese. Nazionale di cosa? Di Quidditch, presumo, ma sarebbe stato carino specificarlo. Magari, babbanofilo com’è, s’è convertito al calcio.
Harry Potter è felicemente sposato con Ginny Weasley, come lasciato scritto nel testamento della Rowling; inspiegabilmente, Hermione e Ron sono una coppia già scoppiata. Ad una domanda indiscreta del collega (com’era quell’avvocato con cui sei uscita a cena ieri sera?), infatti, la fanciulla rivela arrossendo nda che costui è un bravo ragazzo,simpatico intelligente,ma non fa per me.. perché dopo la storia con Ron non ho trovato nessuno che mi prendesse cosi..hai capito quello che voglio dire vero?Io voglio una storia,un amore come quello tuo con Ginny..dev’essere intenso avvolgente…
Un giorno di lavoro qualunque, quindi, fatto di pratiche e scartoffie che vanno smaltite, come nei migliori uffici statali che si rispettino. Un giorno di lavoro qualunque finché qualcuno non bussa alla porta. Finché non arriva lei
Entrò,la camminata regale, virgola, il viso perfetto, VIRGOLA, limpido,i capelli color del sole,pelle nivea,e gli occhi chiari,a prima vista sembrava un angelo caduto dal cielo a portare la lieta novella
Hem-hem.
Abbiamo -uh- questa sorta di Arcangela Gabriella schiantatasi al suolo dopo un’incomprensione con la torre di controllo (forse San Pietro era in pausa Lavazza con Bonolis e Laurenti) e che, nonostante lo schianto, non solo non ha riportato né un graffio né un bernoccolo bitorzoluto, ma anzi, appare come l’essere più bello visto sulla faccia della terra. Evidentemente, però, lassù nell’alto dei cieli, non conoscono l’educazione; tant’è che senza aspettare un invito a sedersi,si mise comoda nella sedia (cioè, ci è sprofondata dentro?) davanti la scrivania di Harry. Ma lei può. Lei è Giulia Cassiope Malfoy,da poco Zabini, (…) novella moglie di Blaise Zabini,nonchè figlia di Lucius e Narcissa Malfoy.
La reazione di Harry ed Hermione:

Comunque, nonostante sia pura fyccina, questa storia ha un pregio: quello d’abbattere le frontiere razziali. La bionda, nivea creatura dagli occhi cerulei, infatti, s’è data in moglie ad un individuo di origini non propriamente ariane.
Secondo un fascicolo classificato come X-File, infatti, risulterebbe che Blaise Zabini non sia un diafano angelo ribelle dai capelli neri e dagli occhi di cobalto. Eh, no. Sembrerebbe, e la Rowling pare pure d’accordo, che Blaise Zabini somigli più a Will Smith che a Gaspard Ulliel:

Ma chiudiamo questa lunga parentesi fotografica e torniamo alle mirabolanti avventure di Giulia Cassiope Malfoy in Zabini.
E sono qui per chiedervi aiuto,mio fratello Draco è scomparso.
“E ar popolo?” risponderebbero i due, dopo tutto quello che il rampollo dei Malfoy ha combinato in sette anni. E invece no. rimangono scioccati. Addirittura, Hermione in quel momento capi che l’aver conosciuto Giulia Malfoy Zabini le avrebbe cambiato la vita.
La giovin signora fornisce una spiegazione dettagliata di ciò che è accaduto negli ultimi cinque anni, ed anche prima, una spiegazione che oserei definire al cardiopalmo. Via, provate a leggere tutte d’un fiato le righe che verranno e ditemi se, alla fine, non avete bisogno di un defibrillatore anche voi:
..voi siete gli unici che potete aiutarmi a trovare mio fratello,sapete come è fatto come ragiona,ma in questi anni è cambiato.da quando ha tradito la causa di lord voldemort è stato considerato un traditore,come poi è successo anche a noi,quando anche mio padre tradi la causa per cui ha sempre combattuto,per amor nostro.Io e mia madre non abbiamo mai partecipato alla causa e alle riunioni,fin da piccola mi è stato insegnato il rispetto e l’ubbidienza che una buona figlia deve avere nei confronti dei propri genitori,ma devo pur dire di aver ricevuto amore e comprensione da loro,cosa che Draco non può dire,su di lui gravava il peso di essere l’erede maschio di una dinastia antica.Siamo cresciuti cosi,io amata e coccolata e lui torturato e mai un momento di pace.è cresciuto cosi,con degli ideali a cui non credeva ma imposti.non ha mai preso una decisione di suo pugno,fino a sei anni fa,il suo ultimo anno ad hogwarts,dove si denunciò a silente e chiese aiuto e protezione per lui me e nostra madre.
Che vi avevo detto?
Ma invece di aiutarla ad accomodarsi fuori e non a presentarsi più con simili generi di pretese, i due la stanno ad ascoltare. E non batton ciglio alla corrente continua di bestialità (anche grammaticali) che vengono sciorinate. Draco torturato? Un figlio di papà che crede che tutto gli sia dovuto, torturato? Un principino viziato che disconosce il concetto di umiltà, torturato?
Sì, certo, torturato Draco lo è, ma non dai genitori: dalle fyccine che infestano il Tempio.

Giulia si riserva di fornire ulteriori spiegazioni quella sera stessa, a cena, allo Zabini’s Manor di Godric’s Hollow. Dopo un’inutile panoramica sulle foto delle nozze Malfoy-Zabini – con tanto di Draco che sorride – veniamo messi a parte della tragedia che ha sconvolto queste due auguste famiglie: il giorno del matrimonio, dopo foto e brindisi, nella testa bacata del Divin Pargolo si fa strada quella che, a detta del signor Zabini, è una stronzata alla draco malfoy: decide di sparire. Ha scoperto qualcosa di così sconvolgente da far vacillare le fondamenta della Chiesa Catt… uh, scusate, mi sono confusa. Al neo-cognato non lascia che una lettera. Indirizzata alla sorella? No. Indirizzata alla madre? Nemmeno. "Per Hermione Granger". E, per assicurarsi che ad aprirla fosse esclusivamente la mezzosangue, draco deve aver fatto un incantesimo cosi che la lettera si aprisse solo tra le tue mani ad un mese preciso dalla consegna nelle mani di blaise..cioè un mese dalla scomparsa di draco...
Il testo è un continuo, estenuante singhiozzo di maiuscole ignorate e strafalcioni grammaticali. Ecco cosa succede a torturare babbani durante le ore di lezione:
"cara mezzosangue,hai visto?ti ho stupito..se hai ricevuto questa lettera è perchè mi hanno catturato,sono loro granger..i mangiamorte..pensavate di averli sconfitti ma ci sono pazzi peggio di mia zia bella..stanno cercando una cosa,posso darti solo degli indizi..non posso dilungarmi troppo,ho poco tempo..sono braccato da molti lati,in questo momento non abbiate cura di me..starò bene,e se mi eliminassero non sarebbe una tragedia..ma voglio che il segreto che porto dentro di me lo sappia qualcuno di cui mi posso fidare,e che sappia con cosa si potrebbe avere a che fare..mezzosangue dimentica tutte quelle bestiacce e pozioni che o piton o quell’incapace del mezzogigante ci hanno fatto studiare..se i mangiamorte entreranno in possesso di alcune pergamene apriranno l’inferno e i loro diavoli e demoni discenderanno sulla terra comandati da quel pazzo omicida che san potter ci aveva liberato tanto tempo fa.i.ho sparso degli indizi..ma per l’ultima parte so che avrai bisogno di me…raccogli tutte le informazioni che puoi sul segreto diabolico,mezzosangue segui la scia delle stelle,la volta celeste ti darà una mano.la nostra salvezza è nelle tue mani.ti prego hermione..aiutami.guardati dentro e scopri che non è tutto arido ciè che ci circonda.e proteggi la stella d’etiopia che mai fu più cara al diavolo in persona..
Draco Lucius Malfoy."




Mi sa che non mi ero sbagliata. Questo È il Codice da Vinci!!

Le pergamene che apriranno l’inferno sono i rotoli di Qumran?
…segui la scia delle stelle,la volta celeste ti darà una mano. Seconda stella a destra, questo è il cammino?
Hermione è Sophie Neveu?
Cosa sarà mai la stella d’etiopia?

L’inaspettato appello del Divin Pargolo è la prova inespugnabile (OMG, WTF??) che nel petto di draco batteva un cuore.. e lascia la nostra Hermione con mille e più interrogativi. E blay e giuls con la sana voglia di essere più di marito e moglie,più di migliore amici,più di due giovani amanti innamorati, di diventare una cosa sola a suon di baci lascivi sul collo,carezze intense di passione,e baci teneri e profondi sulla bocca, in una dolce e lenta danza ove si scaldano col fiato e il calore dei loro corpi (…) e i loro respiri all’unisono si confondevano all’interno della loro stanza da letto..

Quel che segue è un delirio di indizi astronomico-mitologici sparsi a caso tra le stanze di Casa Malfoy… e di parenti sparsi a caso (come Rose Sirrah Malfoy, sorellina minore di Draco Lucius Malfoy e Giulia Cassiope Malfoy in Zabini strappata troppo presto dal suo destino). E di punteggiatura sparsa a caso, e di maiuscole sparse a caso.
Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, in verità inizio a sentirmi un po’ sparsa a caso anch’io.