Archivi del mese: febbraio 2009

Dossier 0004 – La triste storia del Latin Lover in crisi

Miei  carissimi pazienti, come va?

Vi piacciono le nuove imbottiture delle camere di isolamento? Ero dell’idea che il bianco fosse passato di moda quindi ho sostituito la vecchia tappezzeria:  spero che il verde smeraldo sia di vostro gradimento.

Blaise Zabini si è quasi commosso, povero caro: dice che gli ricorda tanto la sala comune dei serpeverde!

L’altra notte, mi ha riferito Brad,(io e Jhonny stavamo…aggiornando l’archivio) hanno fatto una piccola festicciola in ricordo dei bei tempi: Piton spacciava dello “spaccabudella”(acqua frizzante), Draco  in perizoma  ballava su una sedia e  Blaise fumava la brochure informativa, sono così lieta quando li so felici!

Ma torniamo a noi, come alcuni miei consulenti sanno sono al momento impegnata ad esaminare le carte del caso “Severus Piton”.  Il lavoro che mi ero ripromessa di svolgere tuttavia si è rivelato più oneroso di quanto non credessi e ho quindi deciso di svagarmi un poco cercando nuove emozioni.

Che cosa ho fatto, vi chiederete, ebbene: ho passato frontiere che credevo non avrei mai valicato, mi sono lanciata verso luoghi ignoti, ho sfidato i più misteriosi abissi…si, ho deciso di leggere qualche ficcy post-settimo libro.

Che ardita, esclamerete! Ebbene, non sapete che ho trovato in questi luoghi misteriosi.

3…2…1…la solita pappa!

Che sorpresa!

E invece si, la storia andrà pure avanti(per vie abbastanza opinabili) ma le care cattive abitudini non sembrano lasciare il potterverse.

Sono state introdotte però alcune interessantissime innovazioni che intendo discutere insieme a voi. Allacciate le camicie di forza….si dia inizio alla terapia!

La nostra storia –http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=324943&i=1– si apre con un grazioso aneddoto dell’autrice.

Ci informa infatti che non avrebbe dovuto scrivere una nuova ficcy(secondo lo statuto della ficcina) visto che già ne ha in cantiere un’altra, tuttavia le pizzicavano le mani, e non ne ha potuto fare a meno.

La Nivea produce creme idratanti dal 1882, credo che sia cosa buona e giusta affidarsi alle cure della famosa industria cosmetica. Si eviterebbero sicuramente questo genere di errori…

Una cosa che balza subito all’occhio sono i titoli dei capitoli, così fantasiosi *_*

Ah, l’inglese, che magnifica lingua! Non romantica come il francese, ma tanto esotica! Perfetta quando noi vuoi rischiare con il giapponese maccheronico!

Ci troviamo davanti a un mirabilissimo esempio di New english, una nuova lingua inventata da alcuni luminari in questi ultimi tempi: l’autrice probabilmente si colloca all’interno di questa corrente!

Troviami innovazioni negli  accostamenti come:

Strong day- giorni forti-, New feeling,-nuovo sentimento- The war is open.. -la guerra è aperta-, Jealousy and arrogance -gelosia e arroganza- Repetitions and Lies -ripetizioni(scolastiche) e bugie- .

Tutto ovviamente senza l’articolo, perchè anche quando ci vuole ormai è demodé.

Tutto inizia nella nota(?!) stazione di King’s Crossing, dove un impalpabile venticello accompagna i viaggiatori per tutta la stazione. Probabilmente è uno scherzone di Silente…quel vecchio furbone pure da morto è in grado di sollevare le gonne delle gentili signorine!

Quel giorno lasciava perplessi milioni di passanti;decine e decine di famiglie si affollavano con carrelli pieni di bagagli verso il binario numero 9¾,una di queste famiglie era la famiglia Potter. Tutto ciò, concorderete, è decisamente plausibile.

Cosa c’è di meglio che farsi notare da migliaia di babbani? Forse nel libro passavano davanti al portale per il binario 9¾ come se nulla stesse succedendo, qui invece c’è proprio la folla davanti all’entrata: ogni volta che qualcuno attraversa la barriera parte l’applauso!

Al Quartier Generale degli Obliviatori e al Comitato Scuse ai Babbani saranno tutti felicissimi di questa innovazione!

La BBC probabilmente ha mandato anche una troupe ad intervistare il bambino sopravvissuto e la sua famiglia che correvano come scalmanati urlando e ridendo.

Perché si sa:  la BBC, il papa e pure l’autrice se ne fregano della concordanza.

Forse dovrei fregargliene anche noi!

Veniamo catapultati in questa avvincente storia, che mostra tratti stilistici davvero particolari e personaggi totalmente nuovi!

-Al per favore tieni quella valigia da un momento all’altra cadrà per terra!-strillò istericamente una donna dai capelli rossi mentre spingeva il carrello,Ginevra Weasley,-Per favore James smettila di stuzzicare Lily!- questa volta a parlare fu un uomo dai capelli corvini e gli occhi verde smeraldo,Harry Potter il bambino sopravvissuto.

Il carrello delle valigie, di nome Ginny Weaslely, è un tocco di genio! Ai bambini piacerà sicuramente, sai che soldi con il merchandise!

Harry Potter il bambino sopravvissuto -senza virgole- invece non deve sorprendervi: è un marchio registrato.

Punteggiatura? No grazie, porti il conto.

La famigliola entra dentro il muro e voilà:

ad aspettare i giovani Potter c’era l’Hogwatrs espress un treno nero e rosso che sbuffava vapore

Harry Potter ormai è così ricco e famoso che ha un treno tutto per i suoi figli: l’hogwatrs espress!!!

La fama…ogni tanto la penso come Piton, se devo essere sincera.

Segue commovente e sgrammaticato addio famigliare: Ginny Weasley che bisogna ammetterlo, è tutta sua madre, Harry Potter che probabilmente durante l’ultima battaglia ha subito un danno celebrale irriparabile e i loro allergri marmocchi che già mi viene voglio di prendere a scarpate in faccia: il figone, la troietta e poi un essere amorfo che al momento non si è ancora manifestato (ma è un figone pure lui, ve lo potrei assicurare).

Finalmente liberi dalle braccia di mammà, che se ne torna a spignattare in cucina, i tre pargoli possono esprimere il loro estro.

Il giovane James Sirius Potter si aggirava sorridente per il corridoio del treno,entrava nelle cabina lanciava sguardi ammiccanti e baciava qualche ragazza,gli piaceva vedere tanta ammirazione negli occhi di quelle fanciulle,per lui l’amore non esisteva era tutto un gioco.

Ma siamo sicuri che sia il figlio di Potter e non di Malfoy?

Un essere del genere deve essere forzatamente frutto di un’unione che ha reso cornuto(come il suo papà) ©Harry Potter il bambino che è sopravvissuto.

Continuando il nostro tour dell’hogwatrs espress ci imbattiamo in una serie di interessanti personaggi: uno splendido ragazzo biondo, che si, avete indovinato: è il figlio legittimo di Malfoy; una misteriosa ragazza castana col viso da bambina che però ha occhi che sono un miscuglio di verde grigio e azzurro,e un colore dorato contornava la pupilla, che si, avete indovinato: è proprio la Mary Sue di turno!

 Questo angelo parla come Fleur, al momento non ci è concesso sapere se è una mezza francese oppure se siamo davanti al solito caso di errore di battitura e sintassi: -Sono tute a cercare il loro famelico James Potter..e invece lui è venuto da loro!-

E voi vi chiederete, perché James è famelico? Si riferisce alla sua insaziabile fame?

Ci sono quindi migliaia di ragazze che corrono su è giù per il treno con vassoi carichi di ogni ben di dio?

Immaginate che casino quando il treno fa una curva…

O è un altro tipo di fame, quella di cui si sta parlando?

Oppure la parola appropriata era “famoso” o “famigerato”? Non ci è concesso saperlo.

Il nostro Latin Lover resta ammaliato da cotanta bellezza, sebbene l’angelo lo tratti peggio che una pezza da scarpe lurida.

In lui nascono sentimenti che prima gli erano sconosciuti: sulle prime balbetta ma poi ritrova sicurezza e ci prova con gran classe!

Per l’adolescente che aveva davanti il suo tono brusco ebbe l’effetto contrario,non si sentiva minacciato,anzi adorava come lo trattasse quella ragazzina,-Se vuoi tolgo il disturbo!?-fece ammiccando , -ciaooo!-lagnò la ragazza dagli occhi meravigliosi prima di chiudere con un tonfo un libro;-ok ok ti lascio stare solitaria!-disse il moro squadrandola,era davvero bella,longilinea con le curve al punto giusto,-ehm ehm-tossì sonoramente la ragazza accortasi dello sguardo rapito del sex simbol seduto davanti a lei.

Si, nel caso ve lo chiedeste è scritta tutta così…bello, eh?

Ma torniamo alla storia, visto che se volessi parlare dello stile l’unica cosa che potrei fare sarebbe inserire tante simpatiche virgole, che non sono poi così inutili.

Però si, visto che mancava giusto lui: ecco il congiuntivo a casaccio! E non è nemmeno un congiuntivo errato…è proprio buttato li in mezzo. U.u poverino.

Dicevamo, Maria De Filippi ci metterebbe la firma per una storia così!

La Sue OVVIAMENTE ha le curve al punto giusto, quindi ne deduco che non ha la gobba e il naso aduco(che sono curve al punto sbagliato) ma una quarta di seno e un culo brasiliano.

James è su di giri, FINALMENTE qualcuno non Le (James per l’emozione è diventato una donna) cade ai piedi come una pera marcia!

Perché lui ha sempre avuto ogni ragazza con un semplice gesto della mano, perché lui è James Sirius Potter…si, lo so che ci state pensando e avete paura: lo dicevano i due nomi che portava,ce lo aveva scritto nel sangue,lui era un latin lover..

Più che sangue al massimo l’anagrafe…

Cambio di scena, il viaggio prosegue per la bella Price(che non è il nuovo gatto di Gazza ma la nostra Sue) che si sta facendo una quantità indecente di seghe mentali a proposito dell’incontro da poco avvenuto.

Tra i suoi pensieri profondi ed intrigati spicca una novità, una cosa che proprio non avevo mai visto: “è arrogante presuntuoso e troppo pieno di sé…e odio quel sorriso malizioso che ha sempre stampato in faccia!” Lo amo e gli donerò la mia verginità deve essere più avanti…

Al ritorno delle sue due amiche, le veline(non sto scherzando), però nega ogni tipo di coinvolgimento emotivo con chicchessia…è forse un cuore di ghiaccio che non aspetta che l’amore, quello che scorgo?

Arrivati al castello lo smistamento ovviamente dà  esito “Grifondoro” per la giovane pulzella, che aimé, è praticamente perseguitata da Potter J.  !

Mi farebbe quasi tenerezza, se non fosse per le curve al punto giusto!

Dopo cena però la situazione precipita: James si propone di accompagnare la ragazza alla sala comune e lei declina l’invito, guadagnandosi un: ok stronza vai da sola!-  O_O quando si dice “Non saper accettare un no come risposta”.

Ignorando il precetto “le ragazze non si sfiorano neanche con un fiore” le zompa addosso con un riso maligno stampato in faccia(decisamente Malfoy) e prova a fare il sexy(riuscendoci proprio male, a mio modestissimo parere di zitella frigida ed acida).

Tuttavia la Sue è troppo impegnata ad essere bella per rendersi conto del fatto che ha davanti un vero e proprio coglione, e quando lui se ne va resta sola nel corridoio arrabbiata e allo stesso tempo  pentita di aver sostato quelle mani perfette dal suo corpo.

Ma è raccapricciante! James se n’è andato e le sua mani sostano ancora sul corpo della Sue! Dite che erano mani finte? E’ forse qui che nasce l’espressione “Mano morta”?

In ogni caso qui non possono sostare, presto, procediamo con la rimozione forzata!

Il terzo capito inizia con l’enigmatica frase “war is open” che deve essere la nuova hit di John Lennon, o una barbara traduzione babelfish…

Non passano che pochi giorni dall’inizio delle lezioni  che già viene organizzata la prima festa clandestina.

In realtà la storia della scuola di stregoneria è una scusa, l’abbiamo capito tutti: a pozioni ti insegnano a miscelare il drink perfetto, a trasfigurazione le basi della coordinazione degli abiti, il libro di incantesimi non è che il mantra per abbordare e difesa contro le arti oscure è utile per il post-party: hai nel letto un troll? Mal di testa da sbronza? Non ti ricordi nulla delle ultime 12 ore? Ci pensa il professor Lupin!
Erbologia e divinazione li lascio alla vostra immaginazione.
I grifondoro a quanto pare si sono specializzati nel campo dei party: le poltrone sono state spostate ai lati della stanza, la musica è soffusa, le luci basse: tutto molto bordello di alto rango.

Tra tutti spicca James Potter, davvero sexy, :pantaloni neri e aderenti,e una camicia bianca  che gli fascia il fisico atletico.  Per completare un catenaccio d’oro al collo e i denti d’argento…


davvero sexy

…cercate di autoconvincervi, magari funziona…

 

Scopriamo durante un lento con Potter j che la bella Price viene diretta diretta da Beaubatons-Francia, quindi spiegata la sua sintassi inesistente!

La nostra Mary Sue però non è contenta, non le piace il deodorante per ambienti utilizzato nella sala comune, quindi il giovane Potter propone di trasferirsi nella stanza delle necessità!
E lei, ovviamente, accetta.

Poteva anche finire in languidi sospriri, se non fosse che a Potter non sta più nei pantaloni e quindi le zompa addosso lungo la strada.

Un semplice bacio, poi le parole che farebbero impazzire ogni ragazza: verginella non pensavo avresti ceduto così facilmente!-  e James Sirius Potter andò in bianco.

Passano i mesi, le foglie cadono e  la piccola Sue riceve un nuovo invito ad una festa! Non pensano proprio ad altro, eh! Questa volta però è una festa comandata: Halloween, come rifiutare?

Le veline tirano fuori dai bauli luccianti costumi da angelo-secsi e pantera-secsi,  però la nostra piccola e pudica Sue non sa proprio come vestirsi! Ma niente paura, la bionda si è portata dietro tutte le deliziose “mise” degli stacchetti!

E dopo qualche esitazione Miss Price indossa pantaloncini neri,con un top striminzito dello stesso colore e infine un paio di orecchie da coniglio. (e le immancabili decolté, ovviamente)

-Non voglio neanche dire cosa sembro!-

Io invece lo direi…inizia per p e finisce con ana, e non è pantegana.

Ma non pensate male, lei deve vendicarsi di Potter!

Mi sfugge ancora il perché, forse ce l’ha ancora per il “verginella” oppure è incazzata perché non sono arrivati alla stanza delle necessità…

Ma lasciamo da parte queste cose, lanciamoci giù per le scale e giungiamo al dormitorio di serpeverde! Superato il buttafuori ci accoglie la più deliziosa delle canzoni:

I serpeverde ascoltano sempre il meglio, eh?(no, non chiudete youtube, ve la dovete ascoltare tutta)

Appena entrate nella sala le nostre eroine vengono raggiunte dai loro fighissimi compagni, Hogwarts, sempre più libertina, è invasa da adolescenti con scollature,tacchi vertiginosi e abiti striminziti.

Lo metteranno anche nelle brochure informative?

Con grande fatica e mezzucci mi sono procurata anche delle prove fotografiche della sera in questione: una istantanea della Sue Verginella e di Potter  Latin Lover, so che apprezzerete.


Tempo di un drink e ci ritroviamo nel dormitorio di grifondoro, tra baci, mani intrecciate, labbra rosse, magliette sollevate…e vendetta!

Lei gli salta addosso e sul più bello se la fila via:Si era vendicata,ma non è ciò che voleva vermante.

Non è nemmeno quello che volevo io, io avrei tanto desiderato un po’ di consecutio!!!

Ciò che segue è tratto senza ombra di dubbio dal copione di biuttifull : bellissime studentesse dai capelli dorati,gli occhi cristallini erano come zaffiri e la pelle sembrava fatta di seta per fare ingelosire lei, un povero sfigato per fare ingelosire lui e la Mc Grannit che ci mette lo zampino e affida la bella Price come tutore a Potter per recuperare trasfigurazione.

Pregustiamoci incontri notturni *per studiare*!

La mia proverbiale resistenza alla ficcy è ormai al collasso: molti altri capitoli verranno certamente pubblicati, ma noi possiamo tranquillamente fermarci qui.

Torniamo indietro di 19 anni, mi trovo più a mio agio ai tempi di ©Harry Potter il bambino che è sopravvissuto.

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La speranza è l'ultima a morire. Purtroppo.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Pensavate di averle viste tutte, nella Terra di Mezzo, ma proprio tuttetuttetutte: zingare di cocciantesca memoria che danzano attorno ai fuochi degli sterminati campi del Pelennor, sbarchi di suesche clandestine sulle sacre rive di Valinor, improbabili eredi acquisite di augusti sovrani elfici… ma no, non ancora. La speranza è l’ultima a morire, e Speranza è proprio il titolo dell’opera che questo tribunale si accinge a giudicare. L’autrice è PetaloDiCiliegio. Le coordinate, le seguenti: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=322349&i=1.

La Compagnia dell’Anello è stata formata; tutti son pronti a partire… ma manca qualcosa. Anzi, qualcuno. Anzi, qualcuna.
Sì, qualcuna che profuma di miele, sandalo e lillà. Qualcuna dalla quale dipendono le sorti della missione, della Terra di Mezzo e dell’Universo intero. Qualcuna che porta l’evocativo nome che inizia con Mary e finisce con Sue. Qualcuna senza la quale la compagnia non è ancora al completo…Gandalf, dovrai occuparti te (non so se a parlare a Gandalf sia Nek o Tiziano Ferro) del decimo membro della compagnia, partirete questa notte, giungerete fino al Bosco del Silenzio e lì sarà tuo compito convincerla a unirsi al gruppo…come tu sai già senza il suo aiuto non avrete alcuna speranza di giungere a Mordor e tanto meno di distruggere l’oscuro signore.
Ma a parlare no, non è né Nek né Tiziano Ferro. E’ Elrond.
E davanti a tale modo di parlare, più che alla notizia di doversi mettere sul groppone l’ennesimo pivello da svezzare, Gandalf perde ogni speranza:
-ebbene sia, partiremo questa notte e l’impresa sarà già ardua dall’inizio, convincerla a unirsi a noi non sarà affatto facile…
Aveva reagito meglio quando Frodo si era proposto di portare l’Anello a Mordor.
Senza contare che, al Consiglio di Elrond, hanno partecipato TUTTI i rappresentanti di TUTTI i popoli liberi della Terra di Mezzo. Perché nove persone devono scomodarsi ad andare a raccattarne una decima? Pesantezza di deretano, forse?
-è l’unica speranza che ci rimane…- sospirò Elrond sentendosi pronunciare quelle parole che tanto aveva temuto e che erano intinse fino al midollo della verità
Ah… uhm. Hem-hem. No! Insomma, no. L’unica speranza che rimane è che Frodo raggiunga il Monte Fato. Che lo raggiunga solo o con un’intera corte di persone che gli cambiano il pannolino, non ha importanza. L’unica speranza per la Terra di Mezzo è Frodo Baggins, non Mary Sue. No, nemmeno se suddetta Sue ha… no, non ve lo dico adesso. Voglio che vi venga un coccolone così come è venuto a me, in real time.
Ad ogni modo.
Come se a Gandalf non ne fossero successe abbastanza, è proprio lui che deve dare la lieta novella; tant’è che la recluta (recluta… avrà voluto dire reclutamento, vero? Sì, avrà voluto dire reclutamento) del nuovo membro aveva incuriosito e preoccupato i membri della compagnia. E non sono i soli, viste le premesse iniziamo ad esser preoccupati anche noi… nevvero, miei prodi? Quindi bandiamo le ciance, montiamo in sella ai nostri destrieri (…lo so che la spedizione contava solo un pony, ma l’ha ordinato Gandalf e gli ordini di Gandalf non si discutono) e prepariamoci a partire per il Bosco del Silenzio.
“E dove accipicchiolina sta il Bosco del Silenzio?“ si chiederanno i miei piccoli lettori.
Bene, miei cari, non dovete certo vergognarvi per la vostra piccola mancanza. Perché del Bosco del Silenzio non sa nulla nemmeno Aragorn. Sì, Aragorn. Il Ramingo. Quello che ha battuto in lungo e in largo la Terra di Mezzo, e che l’ha fatto per decenni. No, non lo sa nemmeno lui, e pertanto deve chieder delucidazioni all’amico Legolas… che brancola nel buio quanto e più di Aragorn stesso.
Tutto ciò che si sa di questo luogo è che dista cinque giorni a cavallo da Gran Burrone, percorrendo terre che neppure Aragorn aveva mai attraversato, lande desolate che sembravano condurre in zone remote e lontane, terre in cui il tempo sembrava essersi fermato, terre non più attraversate dagli uomini, dagli orchi, dai nani o da nessun altro, che solo pochi elfi (…) conoscono… perché  sono protette da un incantesimo, magia elfica… nessuna creature potrebbe mai giungere al Bosco Silenzioso se il sovrano di queste terre non glielo concedesse, potrebbe passare anni a girare in lungo in largo, potrebbe passare a pochi centimetri dal bosco ma non accorgersene…
Al che Boromir, che pare esser l‘unico con un po‘ di senno residuo, osa domandare chi mai abbia tanto potere. Ovviamente, ad averlo è proprio il decimo membro del gruppo.
Decimo membro del gruppo che, a quanto pare, non ne vuole proprio di accogliere la Compagnia dell’Anello nel suo reame. I nove eroi girano in tondo più e più volte, perdendosi in elucbrazioni mentali delle quali non vi metto a parte perché son buona, finché Gandalf, per sfinimento forse, rivela l’identità di chi si stanno invano affannando a cercare: Elenie (stella). Sì. Con tanto di traduzione a fianco.
Il nome dell’elfo è in grado di far perdere a Boromir quel po’ di senno residuo che avevamo decantato qualche riga fa: porta sfortuna viaggiare con una donna…
Vero. Se sei un marinaio e/o ti trovi su una nave.
E va di matto anche Aragorn: ho sentito alcune canzoni dedicate a questa dama…la descrivono come un’elfa dalla bellezza abbagliante, nonostante la giovane età, dicono che i suoi occhi sono più luminosi di una stella e che se li guardi ti perdi nel suo sguardo…
Ora vorrei che l‘augusta corte si ponesse un paio di domande:

  1. Quali sono i parametri per stabilire o meno che un elfo sia giovane?
  2. Tranne qualche licenza poetica, non vi sembra la descrizione di Galadriel?
  3. Perché Aragorn è passato dal non sapere nullanullanulla a rammentarsi addirittura di una canzone sulla regina di quelle terre?

Adesso, il turno della domanda intelligente è di Gimli: Gandalf, perché tanta importanza nel farla entrare nella compagnia?
-questa è una domanda saggia, Gimli figlio di Gloin, ma la risposta potrebbe turbarti il cuore, sei sicuro di volerla sapere?-

Allora, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero: siete sicuri di volerlo sapere? Perché, credetemi, da quando saprete le vostre notti ed i vostri giorni non saranno più gli stessi.
Qui si parla di rivelazioni più sconvolgenti di quelle contenute ne Il Codice Da Vinci; rivelazioni in grado di turbare le vostre coscienze, di farvi dubitare persino di aver mai letto le opere del professor Tolkien.
Beh.
Non dite poi che non v’avevo avvertiti.
 -come saprai, l’anello del potere è uno solo, quello che porta Frodo, ma prima di questo furono forgiati altri anelli, di questi solo tre sono ancora utilizzabili, uno è nelle mani di Elrond, uno della dama di Lorien e il terzo…-
Ce l’hai tu, Gandalf. Narya, l’Anello di Fuoco, ce l’hai tu. Non si chiama Estelle, non è a forma di stella. Si chiama Narya, è rosso ed è TUO!
– ce l’ha Elenie…- concluse in nano trattenendo il respiro come i suoi compagni
HO DETTO CHE CE L’HAI TU, GANDALF, MISERIA INFAME!
-esatto, devi sapere però che inizialmente l’anello era portato dal sovrano del Bosco del Silenzio, il padre di Eleine, ma l’anello è successivamente passato alla figlia nonostante lui sia vivo e vegeto…-
No. Inizialmente l’anello era di Círdan. Poi l’ha passato a te. A TE.
-i tre anelli elfici vennero dati ai re elfici con maggiore potere, tenere l’anello non è da tutti, bisogna avere una potenza sufficiente a poterlo gestire, e il padre di Eleine ce l’aveva, ma quando nacque Eleine tutti si accorsero dei suoi immensi poteri e il buon senso del padre ha fatto si che l’anello passasse a lei…se ciò non fosse avvenuto probabilmente il bosco che ci circonda e la pace di questo luogo sarebbe inesistente…



La notizia sconvolge le otto paia di orecchie di chi l’ha ascoltata. Sconvolge talmente che, i periodi che seguono, sono infarciti di strafalcioni lessicali peggio di un cannolo siciliano.
Tipo:

  1. non potevi trovare parole più sagge Gandalf..- sopraggiunse l’elfo della compagnia. Laddove, anziché sopraggiungere, l’elfo avrebbe dovuto soggiungere;
  2. la curiosità non era certo assopita ai membri della compagnia, mentre, in genere qualcosa non si sopisce in qualcuno;
  3. il silenzio si cimentò nel corpo e nell’anima dei compagni d’avventura (qui non riesco a trovare valide alternative assonanti) e in loro pervenne un senso di pace e tranquillità (…magari li pervase il benedetto senso di pace e tranquillità?);
  4. Al loro risveglio la compagnia (eccheè, la concordanza è un’utopia?) si trovò coricata in dolci cipigli (cipigli?? O_O) ai piedi di un albero;
  5. gli hobbit si avventarono sul cibo, seguiti dai loro compagni più ritegni… era con più ritegno, sì?


Per farla breve, dopo tanto peregrinare i nostri eroi cadono in un sonno profondo; al loro risveglio, una voce li conduce alla residenza dei sovrani del Bosco del Silenzio: una dimora talmente bella da fare impallidire persino la reggia di Lothlórien. Ed è lì, lì che, finalmente, il tanto agognato decimo membro si palesa agli occhi della Compagnia. 
E la creatura che si trovarono davanti agli occhi gli fece mozzare l’aria in gola (ovvero, il fiato)…un’elfa (sì lo sapevamo), dai lunghi capelli mossi lunghi fino alla vita raccolti in parte da una treccia ma con dei ciuffi sbarazzini (da quando in qua gli elfi possono concedersi qualcosa si sbarazzino?) sulla fronte (…) gli occhi della ragazza sembravano intrappolarli in un sogno, due pietre di un verde smeraldino profondo gli (…li) guardavano con interesse e curiosità (…) le maniche lunghe ma le spalle scoperte la facevano sembrare un miraggio che perfino il più valido cavaliere morto in battaglia non ne sarebbe ritenuto degno. L’ho sottolineata perché… beh. E’ meravigliosa.
Elenie, comunque ha una voce più dolce del miele. Ed è talmente tanto Sue che Gandalf le fa il baciamano.


Dopo le dovute presentazioni, Gandalf spiega ad Elenie-Sue il motivo per il quale la Compagnia si è scapicollata fino a quelle abbandonate lande. Blablabla, ho bisogno che tu ti unisca alla compagnia Elenie. Blablabla, io vorrei, non vorrei, ma se vuoi. Blablabla, eddaaaaai! Blablabla, ok vengo.
I Compagni dell’Anello, però, sono così discreti da attendere che Elenie-Sue si allontani prima d’iniziare a sbavarle dietro.
-mai i miei occhi hanno scorto creatura più bella…il suo nome si addice alla perfezione, lei è la stella della volta del cielo…- rispose Boromir ancora assuefatto
(assuefatto? Boromir, ci caliamo Vecchio Tobia come niente, eh!?) dalla presenza dell’elfa
-i suoi occhi..di quel verde così intenso…- borbotto fra sé Sam
-era come se potessero leggerti dentro..- concluse Frodo

-nessuno dei canti che avevo mai sentito poteva eguagliare la (bellezza della) creatura che ci si è parata dinnanzi..- continuò il ramingo
-come può una creatura così fragile all’apparenza possedere tanto potere?- interloquì Pipino

Pipino, che domanda ingenua. Mi fai tenerezza, davvero.
-questo perché non la conosci..è una vera furia….una forza della natura…- ridacchiò il mago – te ne stupirai Pelegrino Tuc…-
Mi viene difficile pensare ad un elfo come ad una furia. E poi… chi accidenti è Pelegrino Tuc?

Ed è così, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, che Elenie, il decimo membro, l’unica erede dei sovrani del Bosco Silenzioso, la stella più bella e la migliore guida del suo popolo, la portatrice dell‘anello del potere (sciò, Frodo, sciò… rubi la scena, sciò!), la principessa dal potere unico e strabiliante si unisce alla Compagnia dell’Anello.
Con il serio rischio di far diventare hobbit, uomini, elfi e nani cascamorti da manuale con gravi, gravissimi problemi di lessico.
Ancora una volta,


200.000 e non sentirli!

Giacobini e giacobine, giacobimbi e giacobbone,
si alzino i lieti calici che la bellezza indora e si brindi con assenzio, Rhum dei peggiori bar di Caracas e Burrobirra irlandese!
Le libagioni che inizieranno per festeggiare questo grandioso traguardo saranno accompagnate dalla musica eseguita dal Maestro, che ha composto per noi un’ Ode al nostro essere frigidi strumenti del Demonio (sì, anche i maschietti XD).

I ringraziamenti sono lunghi e doverosi.
A coloro che ci vedrebbero tanto bene in una bara -ma se fosse con un bel paio di aguzzi canini e fuori un bel vampiro tutto per noi…o bella vampira eh! Non dimentichiamoci dei nostri accoliti!-
A quanti continuano a dire che non facciamo niente di utile.
Alle Vestali che si arrampicano sugli specchi dimostrando che sì, sanno ridere di una nostra recensione perché tanto la loro ficcy è comica e noi si siamo dati da fare inutilmente.
A quelle di loro che qualcosa di buono hanno tratto.

Ai nostri Giacobini acquisiti, alle giacobine onorarie, agli amici, a quanti credono che un congiuntivo meriti la vita quanto una caratterizzazione IC.
A quanti passano di qua, leggono e forse riflettono.
Ai difensori del Canon, alle Mary Sue, al linguaggio SMS.
A noi che sicuramente non salveremo il mondo, non raddrizzeremo torti, ma saremo sempre scomodi come pulci e zecche pervicaci che ghigneranno :"GRAMMATICA! CARATTERIZZAZIONE! COERENZA!" con arguzia e satira…

Grazie.
Perché noi resistiamo. Al di là delle mode, degli imitatori, dei copiatori.
Auguri Fastidious!!

Lo Staff.

Don’t worry, be ficcy

Ave a voi, Giacobini, lunghi giorni e piacevoli notti!

Oggi andiamo a visitare un fandom che forse mai era apparso su questi lidi, pur godendo di un seguito non indifferente all’interno del Tempio: parlo di Inuyasha, l’interminabile saga che Madame Rumiko Takahashi ci ha propinato per dieci anni, prima di condurla a conclusione pochi mesi orsono.

Detto tra noi, sembra quasi ingiusto recensire negativamente fanfiction su questo manga, quando l’opera originale si chiude con un finale in confronto al quale i libri di Moccia sembrano I promessi sposi. Eppure, al peggio non c’è mai fine, come ci dimostra Le ferite del cuore possono guarire!!!! di ayra79 (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=322623&i=1). Già il simbolismo fallico della carovana di punti esclamativi non promette bene, ma tralasciamo.

Nuntio vobis gaudium magnus: habemus avvisum di OOC (perché quando scrivo in latino Word mi chiede se voglio installare il correttore ortografico del tedesco? Misteri della fede, per restare nell’ambito liturgico…). Gaudeamus, igitur? No, purtroppo. È apprezzabile che, per una volta, ci si ricordi di segnalare le divergenze dei personaggi rispetto all’originale, ma se leggiamo il prologo (che in realtà prologo non è, semmai una avvertenza) scopriamo che questa storia è ambientata nel nostro tempo. Umani, demoni e mezzo-demoni, vivono tutti pacificamente […], i genitori d’Inuyasha sono vivi. Kagome e Sango sono studentesse al quarto anno di liceo, sono nella stesa classe e si conoscono praticamente da sempre. Miroku e Inuyasha sono all’ultimo anno di liceo, ma in una scuola differente, da quella delle ragazze. […] Sesshoumaru lavora nell’azienda di famiglia col padre. La madre di Sesshoumaru dopo il divorzio con Inu no Taisho si è risposata con un umano rimasto vedovo e con lui ha generato un bambino, così per la gioia del nosrto amato principe dei demoni, lo ritroviamo con due fratellasrti, il primo è Inuyasha e il secondo….è Naraku!!! Anche il padre di Naraku possiede un azienda e anche lui lavora col padre (tutti che lavorano nell’azienda del padre… siamo in Giappone o nel distretto veneto del mobile?). A quanto detto, si aggiunga che Rin non è una bambina ma una adolescente, e che lei e Kagura sono grandi amiche di Kagome e Sango; in più, Kagura è fidanzata con Naraku, e Sesshoumaru e Inuyasha sono in ottimi rapporti. In altre parole, la quasi totalità dei rapporti umani dell’originale è capovolta. E allora, nella mia ingenuità, mi chiedo: d’accordo l’OOC, ma se dei personaggi restano solo i nomi (nomina nuda tenemus, direbbe Umberto Eco, perché qui a Fastidious facciamo qultura) allora non varrebbe la pena scrivere direttamente una storia originale? Mah.

Comunque, la ficcyna non sarà molto fedele al manga, ma in compenso è fedelissima al fandom di maggioranza, in cui le alternative universe ambientate nel presente sono tutte palesemente ispirate a Tre metri sopra il cielo, con Inuyasha teppista dal buon cuore (qui ha una moto nera e si dedica alle gare clandestine notturne solo per il brivido di portare al massimo l’acceleratore, nemmeno fosse Onizuka), Kagome studentessa tenera e indifesa, e Kikyo stronza al massimo grado, e nel caso specifico anche adulterina, visto che Inuyasha, dopo due mesi di fidanzamento con lei, aveva in testa un bel cesto di lumache!

Per chi non lo sapesse, Kikyo è il personaggio più tragico del manga, sacerdotessa che dopo aver dedicato la vita a proteggere il suo villaggio dai demoni, si innamora di Inuyasha e muore vittima di un terribile inganno ordito da Naraku. Evidentemente però prima di morire deve aver commesso qualche peccato, per essere condannata, nel fandom, a subire il contrappasso e diventare una pu****a.

La storia, da un punto di vista stilistico, non ci riserva grandi sorprese: dialoghi in stile copione (ma non sempre, varia da un capitolo all’altro); di tanto in tanto, sprazzi di scrittura sms (a onor del vero, molto diminuiti dopo una serie di commenti critici, ma qualche esemplare c’è ancora); punti esclamativi spesso e volentieri a gruppi di tre; uso del maiuscolo per indicare le grida. Anche i luoghi sono quelli classici: la scuola, il pub (tipico punto di ritrovo in Giappone; ah! la globalizzazione!).

La vicenda inizia proprio a scuola, con Sango che entra in classe e trova Kagome con il viso nascosto tra le mani; pensa che pianga per ciò che quel cretino ti ha fatto ieri, ma in realtà l’amica dorme.
S-MA SEI SCEMA!!!!IO MI PREOCCUPAVO E TU TI ERI ADDORMENTATA!!!- disse a metà tra lo sconvolta e l’offesa. Tenete a mente questa reazione.

Curiosi di sapere cosa sia successo il giorno prima e chi sia il cretino? Beh, dovremo aspettare qualche capitolo; intanto, per risollevare il morale di Kagome (che dorme perché non ha chiuso occhio tutta la notte a causa del misterioso dramma), Sango propone di passare la serata con Kagura e Rin a ubriacarsi.

Per una incredibbbbile coincidenza, quella sera anche Inuyasha (che vuole dimenticarsi di Kikyo), Miroku e Sesshomaru vanno a quel pub. Si scopre che è anche il loro locale favorito. Ma allora, se ci vanno tutti sempre, com’è che prima non si sono mai visti? A meno che questo discopub non sia lo Space di Ibiza, mi sembra difficile che gli avventori abituali non si incrocino mai. Vabbè, siamo nel mondo delle ficcy.

Kagome va a sedersi in un angolo con la bibita in mano, parla da sola, dando la colpa ad Hojo del suo stato d’animo, e viene “casualmente” sentita da Inuyasha, che si volta a guardarla. Qua, per un breve istante, il canon riemerge, nel senso che c’è una scopiazzatura della scena iniziale del manga: Inuyasha scambia Kagome per Kikyo, quando si accorge dell’errore dice che in fondo lei è più brutta e Kagome si arrabbia. Però subito dopo, con un savoir faire che nell’originale non ha mai avuto, Inuyasha si scusa, le offre da bere e attacca bottone. Nel capitolo successivo, già si baciano, forse memori della lezione di Lorenzo il Magnifico. Poco alla volta, nei pressi del loro tavolino si radunano tutti i vari amici ed amiche, e si formano già le scontate coppie: Inuyasha e Kagome, Miroku e Sango, Rin e Sesshomaru. Prima, però, le tre ragazze rinfacciano a Kagome una cosa: TI ALIENI DAL GENERE MASCHILE PER QUASI UN ANNO E POI DI PUNTO IN BIANCO TI RITROVIAMO ABBRACCIATA AD UNO SCONOSCIUTO!!!!

Bella faccia tosta, visto che subito dopo tutte iniziano ad ubriacarsi in compagnia di questi sconosciuti. Eh, le diciottenni d’oggi… per fortuna i personaggi maschili della ficcyna sono dei signori, e non osano approfittarne.

Un maschio meno signorile, però, c’è: Hojo. Hojo, che nel canon è la cortesia personificata, stravede per Kagome, cerca di conquistarla in maniera goffa ed ingenua. Bene, in questa storia è un viscido pariolino, che arriva al pub – pure lui! Ma gli altri son tutti chiusi? – verso le tre, e basta la sua apparizione per portare lo scompiglio: appena vede Kagome in compagnia di sconosciuti si arrabbia, mentre lei si accascia su se stessa piangendo come una disperata. Inuyasha rimane sconcertato, cerca di capire cosa Hojo abbia fatto alla sua nuova fiamma; Sango cerca di spiegare, ma viene interrotta più volte e pressata a far presto, e alla fine sbotta: RAZZA DI CRETINO COL CERVELLO SOTTOSVILUPPATO, CHE VUOI SENTIRE EH! QUELLO MALEDETTO CON UN SUO AMICO OTTO MESI FA’, L’HANNO CHIUSA NEL CAPANNO DEGLI ATTREZZI A SCUOLA, IL SUO AMICO LE HA PUNTATO UNA PISTOLA ALLA TESTA INTIMANDOGLI DI COLLABORARE O L’AVREBBE UCCISA ELUI NON HA ESITATO A VIOLENTARLA!!!!!!!!!!…E SE LO VUOI SAPERE, NON SI SONO LIMITATI A QUELLA VOLTA, L’ULTIMO EPISODIO RISALE A IERI! E’ QUESTO CHE VOLEVI SAPERE? BENE…SEI CONTENTO ORA!?!?

Bene. Ora cerchiamo di ricapitolare le cose.

Il buon Hojo è stato trasformato in un odioso stupratore, nonostante la presenza nel manga di altri personaggi che pure sarebbero stati molto più appropriati a questo ruolo. Vabbè, scelte dell’autrice, se si vogliono mortificare i personaggi in base ai gusti personali nessuno può dire niente.

Però.

Però Kagome subisce stupri da otto mesi. Sango lo grida in pubblico incurante di spifferare a degli sconosciuti incontrati per la prima volta, e a tutto il pub, il dramma dell’amica. E, pur conoscendo questa vicenda, a scuola si era “offesa” perché Kagome dormiva invece di piangere, e per consolarla la porta ad ubriacarsi ad un pub – l’ideale per una vittima di violenze; perché si sa, se siete state stuprate la sera prima, la cosa che più desiderate è andare a bere e a farvi baciare da un ragazzo che non avete mai visto prima. D’accordo, sono studentesse di liceo e non laureate in psicologia, ma credo che qualche opzione migliore per aiutare un’amica violentata potessero trovarla: che so, denunciare Hojo e compagni di merende alla polizia? Troppo difficile?

Per amore della pace evito di commentare le “nda” tra parentesi che ironizzano e fanno battute anche durante questa rivelazione e subito dopo: se sino a questo momento si è trattato un tema delicato come lo stupro in questa maniera dilettantesca non ci si può aspettare uno scatto di serietà su simili dettagli. E quindi non stupiamoci nemmeno se Hojo definisce Kagome, di fronte a tutti, ilmio giocattolino quando qualche ragazzina mi rifiuta e io mi voglio sfogare. In Italia se uno dice una cosa così in pubblico rischia seriamente il linciaggio (a meno che la vittima non sia straniera, in quel caso si becca gli applausi); e infatti Hojo viene pestato dalla gang di Inuyasha. E come commenta l’autrice questo pestaggio? Inutile dire come avevano ridotto il povero Hojou!!! Povero. Ha stuprato Kagome per otto mesi, la tratta come un oggetto, e se viene picchiato è “povero”; d’accordo, anche io sono contrario a chi si fa giustizia da solo, ma compatire uno stupratore mi sembra infame; ma è una parola troppo pesante: qui non c’è infamia. Solo irresponsabile leggerezza.

E comunque, c’è un altro motivo per cui Hojo non può essere commiserato: viene pestato, vero, ma non gli succede altro. Inuyasha vorrebbe ucciderlo, ma Sesshomaru interviene per impedire l’omicidio, e il capitolo si chiude con tutti i buoni che tornano a casa e Hojo che è stato persuaso a cazzotti a non avvicinarsi più a Kagome. Non è stato consegnato alla polizia, no, vorrete mica rovinare per sempre la vita ad un poveretto per una ragazzata, perfidi giustizialisti!

La chiudo qui, perché non c’è molto altro da aggiungere. Sarebbe bello evitare di affrontare temi che non si è in grado di gestire, ma a quanto pare è chiedere troppo. Però, se non altro, si garantisce un po’ di lavoro ad elfi e produttori di catini. In tempi di crisi, occorre accontentarsi di poco.

Tolkienverse: la Quarta Era del Crossover

Miei cari giacobini mafiosi, come ve la passate?
Inscatolato addobbi, calciato via Magi ritardatari dal presepio?
Avete ripreso a offrire Vestali Grifondoro ai vogliosi desideri del GoS?

Scommetto di sì, quindi non cianciamo oltre. Come Unici Difensori del Perculamento -è bello avere ammiratori che ci forniscono epiteti evergreen- dobbiamo continuare a perpetrare la nostra originalità e alzare fieramente i giacobini nasetti all’ insù  passando oltre a plagiatori e abili copiatori. Ma ammettiamolo pure, per un attimo: questo significa che siamo famosi! *O*
Finita l’ esultazione?
No, perché qui non c’è tempo da perdere.
Dobbiamo essere dinamici e veloci, pronti a colpi di scena serrati, personaggi che spuntano come funghi a ogni riga e a rigogliosi, intricati alberi genealogici tali da far impallidire un certo Docente di Oxford prima e un certo Sirius Black poi.
Ebbene sì; non è ancora tempo di tornare a Hogwarts o ripiombare sul sedile posteriore di nere macchine d’ epoca, scostando da sotto i nostri regali deretani bottiglie di acqua santa e sacchi di sale. Agenti del Mossad e virili esponenti di agenzie governative dovranno ancora attendere prima di dimostrare il loro vero cuore.
Un cuore di ficcynesca panna.

Rinnovate le scorte di Lembas, di Erbapipa e affilate le spade.



Prego l’ angolo slasher del blog di non ridere troppo, perché qui la vicenda è seria! E quando mai qualcosa non è minimo serio nella Terra di Mezzo?
Stiamo per addentrarci in una terra di magia, mistero e battaglie. Una terra che LadyArien (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=264970&i=1) ci propone con una marcia in più.


Ok, ok. La battuta stavolta ci stava tutta. Chiedo venia.

Noi tutti inutili recensori malefici e senza cuore abbiamo conosciuto le razze che popolano l’ immaginario creato dal caro Professore: Elfi, Uomini, Numenoreani, Hobbit, Orchi…ma dimenticavamo un importante tassello della piramide sociale.
Parliamo del popolo girovago per eccellenza. Degli zingari.
Sono ben conscia che mai, in tre libri, centinaia di appendici, un Silmarillion e svariate altre opere, Tolkien non abbia menzionato qualcosa di simile; e non vale dire che gli Esterlings nella trilogia filmica sono stati caratterizzati da una bella passata di kajal sugli occhi. E per una volta, miei machiavellici malpensanti, non possiamo fare ironia  a buon mercato.
No.
Proprio no.
…Ameno non subito.

Perché, incredibile a dirsi, questa storia presenta qualcosa di raro, rarissimo. Più raro di un congiuntivo usato correttamente.
Insomma, parliamo dell’ Arca dell’ Alleanza del ficcyverse.
Il disclaimer.
*Il Maestro, coinvolto per l’ occasione, fa partire una overtoure d’ uopo con l’orchestra al completo*

Un tempo obbligatorio, questo doveroso avviso è dovuto soccombere causa aumento di Vestali, Merisiù, Gheristiù e siti che mirano più alla quantità che alla qualità. Tra parentesi: meno male, miei cari. Altrimenti noi non potremmo fare il lavoro sporco e non avremmo rivelato al mondo l’ esistenza di Dio! Lucius Malfoy. Tanto per citarne uno. Ora però, diversi esemplari affiorano coraggiosamente; che sia merito di alcuni pazzi, pochi e sparuti, a cui nessuno dà retta quando dicono che il 90% del Tempio dovrebbe venir svuotato di tutti gli altari?
Ma non è il momento di divagare.
 Dicevamo: il disclaimer. Veniamo a sapere che i gitani alle porte di Gondor sono lì grazie a un crossover con un manga pubblicato molto tempo fa su una rivista famosa per rivendere come fumetti nipponici prodotti dell’ italico genio imbrigliato dal Moige. L’ opera in questione si chiama "La storia di Luna".

Bene, benissimo! No, dico davvero. Ma tali presupposti non devono farci dimenticare che, anche se debitamente avvisati, dei lettori che nulla sanno di Tolkien o del perché di un simile Crossover tra due realtà completamente all’ opposto si aspettano uno straccio di spiegazione. Un alito di vento appena accennato d’ introduzione.
Niente di niente.

E con questa granitica certezza, andiamo a cominciare a conoscere questa Corte dei Miracoli declinata nella Quarta Era del regno di Gondor.
In un campo gitano nelle pianure di Gondor una giovane si aggirava cantando, era allegra e spensierata. Era vestita come una zingara, ma la sua grazia e la sua bellezza la facevano sembrare una principessa. Aveva lunghi capelli neri, pelle chiara, occhi verdi e lineamenti delicati, al collo aveva un antico medaglione color ambra. La ragazza si chiamava (…Esmeralda) Aranel ed aveva sedici anni.
…Aranel? Ma siamo sicuri? Sicurisicurisicuri?
Allora metto via "Notre Dame de Paris" del Maestro Hugo, eh…
La fanciulla in questione trova nei pressi di un albero la sua cara zia, che piange. Brillantemente, Aranel deduce che tali calde lacrime sono dovute al peso di ricordi terribili per l’ anziana parente…e da qui in poi, la vicenda ingrana una figurata settima marcia e vola a vincere il Gran Premio di Montecarlo staccando Ferrari e McLaren di sette secondi buoni!
Pronti?…Via!
A quel nome la zingara si riscosse, fissò Aranel con i suoi profondi occhi neri e le disse: “Aranel, devi sapere che Lyrith non era veramente mia figlia!”
Ma come? E lo dici così, senza preavviso, senza comprensibili ritrosie, reticenze e quanto altro? E il seguito non è da meno.
“In una piovosa sera di sedici anni fa (Era una notte buia e tempestosa…), negli ultimi anni del regno di Re Elessar, una bellissima signora molto giovane venne verso di me piangendo, con una bimba in braccio. Prima di morire me l’affidò, perché la crescessi come figlia mia: quella bambina era Lyrith.” Ah, non Georgie? Ma…ma…la pioggia. La donna bellissima…
Lo stupore di Aranel cresceva:
“E chi era Lyrith in realtà, zia?”
“Era Luthien, la figlia del principe dell’Ithilien!”
->*O*!!!!!
Alt. Fermi tutti. Proviamo a ragionare. Sinisfildo, il mio fido Elfo del Catino, mi assiste porgendomi la mia copia del Signore degli Anelli. La sfoglio pure, al colmo del masochismo. Ah, ecco: Regno di Re Elessar. Quindi, nell’ Ithilien regnava Faramir con la sua signora, tale Eowyn sorella del sovrano di Rohan. Un certo Eomer. Li conoscete? A me sono famigliari, lo dico con modestia. Ora. Ce lo vedo  Faramir far abbandonare la propria progenie.
Forse sbaglio; ma ho il Fido Tomo con la trilogia completa al mio fianco! Consiglio a tutti di fare altrettanto, specie da questo momento in poi.
Aranel incassa con filosofia la notizia e torna alla vita di sempre ma il giorno dopo sua zia decide che ci vogliono ancora colpi di scena altrimenti, non si riesce a mettere on line un capitolo senza un minimo di un milione di svolte iiiincreddibbilii. Il milione è una cifra stimata dopo diverse statistiche e numerose esperienze nel ficcyverse.
Come ormai mia abitudine, sto per far partire l’ angolo più amato delle mie recensioni.
…Avete capito bene. Preparate le mascherine per l’ ossigeno…
Nel giro di poche righe la zia ciarlona rivela ad Aranel che pure lei è principessa dell’ Ithilien causa AnticoMedaglioneClassico che lei aveva da picciridda; Aranel frigna e ci regala un momento di puro "SonoUnaRagazzaLiberaEtSelvaggiaIo!"  fornitoci senza alcuna spiegazione -perché amava vivere come una "zingaaaaraa di cui nessuno sa nulla di lei?" – quindi fugge dal campo gitano e senza saperlo s’incammina lungo la strada che porterà a Minas Tirith che mille dolori inflisse alla cugina-che-cugina-non-era.
Piccolo momento di pausa, mentre vi cambio le bombole.
 Minas Tirith. Focalizzatela.
Una città su sette livelli scavata nel fianco di una montagna. Una enorme, colossale, gigantesca torta nuziale su sette piani, per dirla con l’impietosa descrizione di una Giacobina Onoraria. Stravisibile dalle pianure del Pelennor, figuriamoci da Osgiliath che è la città da cui poi si estente l ‘Ithilien.
…E Aranel non la vede. Manco una lucetta piccina picciò accendono questi Gondoriani! In fondo il capisco, dopo quella faccenda dei Fuochi di Segnalazione sono rimasti scottati.
Aranel vaga disperata lungo la strada e per poco non muore.
Perché, se si finisce sotto le zampe di un cavallo in corsa, la morte è sicura eh! Ma lei no. Cade e basta, subito soccorsa dal cavaliere che era in sella. Lui nota subito, al buio pesto solito citato poco prima, il medaglione.
 Nel giro di poche parole Aranel informa lo sconosciuto -che potrebbe essere un bruto ma oh, son pareri!- che ha il gioiello fin da piccola, che sua cugina-non-più-tale ne aveva uno uguale, che quest’ultima si chiamava Lirith e lei, a proposito, si chiama Aranel. Il nostro eroe per non essere da meno si presenta, si chiama Elboron e quale meraviglia!, lo stesso nome dell’uomo che avrebbe dovuto sposare la vera madre di Lirith il cui  nome è Laurelin che aveva un’ altra bimba di cui disgraziatamente l’appena conosciuto Principe dell’ Ithilien -…sì. Un altro – non ricorda il nome. Il tempo di prendere sotto la propria protezione la fanciulla zingara che-tale-non sembra- e scortarla a Gondor che veniamo a conoscere tutte le puntate di Beautiful- ehm, la complessa araldica dei regnanti della ridente regione che pullula di principi e principesse.
Il principe -arridaje!!- Minardil amava  Laurelin e per lei aveva scaricato la sposa designata, Elfwing Dama di Rohan; quindi la felice coppia aveva avuto due piccine, ovvero Luthien e una senza nome ma Elfwing, rancorosa e umiliata, voleva una strage e mandò i suoi sicari a perpetrarla così Laurelin, Luthien e SenzaNome sparirono dalla vicenda con grande sgomento del fratello minore di Elfwing, Elboron appunto. Principe sia del Mark che dell’ Ithilien -ancora??- . Minardil sposa Elfwing ma lui muore consumato dal dolore, da qui inizia la sfiga perché muore poco dopo pure il principe Faramir -cicciato fuori così per tentare di dare un senso a tutto ciò-, muore il figlio maggiore di questo, Elboron e il nipote figlio dell’ ultimogenita Silmariel, un altro Minardil, perciò il potere passa a quest’ultima.

…Ci siete ancora? Sappiate che vi ho privato della citazione in toto del blocco in questione per darvi modo di prendervi diversi emboli nel leggere tutto d’un fiato informazioni tali che di ficcy potevano nascerne dieci. E non è ancora finita…no. E questa volta…citiamo per un raffronto.
Poi, tre anni prima, era corsa voce che una delle bambine, (ovviamente. Chi è stata la Talpa?!) Luthien, era sopravvissuta, cresciuta in una famiglia di zingari con il nome di Lyrith,(Pure il nome falso sapevano! *_*) e che si trovava a Minas Tirith, ospite di una nobile famiglia. La principessa Silmarien aveva voluto incontrarla ed era avvenuto il riconoscimento, dopo di che Lyrith era andata a vivere in Ithilien. Lì Elboron aveva conosciuto Lyrith, si era innamorato di lei e l’aveva chiesta in sposa. Elfwing, la sua crudele sorella, avrebbe voluto opporsi alle nozze del fratello con la figlia della sua rivale di un tempo, ma in quei giorni era anche lei molto ammalata ed era morta poco tempo dopo. (In tutto questo, Elfwing è rimasta a far la zitellona in una Corte non sua?) Le nozze così erano state fissate. Nessuno però sapeva che Lyrith in realtà amava il giovane nobile che si era preso cura di lei a Minas Tirith, Artamir. La notte prima delle nozze, Artamir e Lyrith fuggirono dall’Ithilien a Minas Tirith, dove la principessa madre li ritrovò (…quanto ci mise, dal momento che da Osgiliath a Minas Tirith ci sono poche ore a passo di cavallo?) e li condannò a tre anni di esilio. Alla fine di questi tre anni Artamir era ritornato nella Città, ma senza la sua Lyrith, morta di febbre pochi mesi prima. (poche parole per liquidare un personaggio tanto importante. Comincio a credere che tale ecatombe serva a qualcosa. Cosa? …A dar luce solo alla protagonista, magari?) Il terribile colpo aveva indurito e invecchiato anzitempo la principessa Silmarien. Non avendo altri eredi diretti, la Dama aveva deciso di lasciare il regno a Elboron, che non assomigliava per nulla alla sua malvagia sorella (…ed era principe del Mark. Gondor perde i pezzi!), aveva tanto amato la defunta Lyrith e inoltre per uno strano scherzo del destino portava lo stesso nome del suo perduto fratello!
Non siete sconvolti da tutti questi stravolgimenti?
Non siete sorpresi che, a conti fatti, l’unica erede diretta è rimasta una certa Miriel? Sì, è il nome dell’ altra bimba! E anche lei forse è stata messa in salvo nella stessa tribù di zingari della sorellina!
E chiunque stia dicendo che forse siamo un po’ saturi di colpi di scena e siamo già giunti all’ovvissima conclusione, va punito perché sono inutili cavilli!
I pensieri del giovane si interruppero quando il suo cavallo giunse a Minas Tirith, e nella Città si recò subito verso il palazzo nel quale era stata ospitata Lyrith per studiare musica. Dopo la morte di Lyrith il comune dolore aveva avvicinato Elboron alla famgilia di Artamir e i due giovani erano diventati buoni amici.
Ovviamente. Sia mai che questa ficcy possa venir turbata da qualcosa che si possa definire "complessità dei personaggi", eh.