Archivi del mese: gennaio 2009

BiNbiminkia alla corte dei Tokio Hotel

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Il Tempio, si sa, è custode di splendide perle sapientemente modellate e polite dal tempo e dall’amorevole talento delle Vestali sue accolite. Questa ci è stata giacobinamente segnalata sul forum da Mondenkind, alla quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.

Meky 94 ci dice:
Questa è  la prima ff che scrivo, spero vi piaca,…buona lettura.
Sinceramente non so se sarà una buona lettura… non credo che questa storia mi piacherà molto. E credo non piacherà molto neanche a voi, che siete di bocca buona. Già il primo errore è nel titolo: Eins traum. La nostra linguista, Lady Ofelia, ci fa sapere che si dice “Ein Traum”. Ma, cara Ofelia, quando vengono bellamente ignorati italiano e buonsenso, cosa vuoi che sia una esse in più o in meno in una lingua ostica come il tedesco? Il tedesco è la lingua che va per la maggiore grazie ai Tokio Hotel, basta fingere di saperla e si è tanto, tanto fiqui comunque. N’est pas?

Il primo capitolo (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=303234&i=1) si apre sulla protagonista della nostra storia, che narra in prima persona. Quale sia il suo nome, non è dato sapere. Sappiamo però che due delle sue migliori amiche sono rika e yle. Strani nomi, nevvero? Soprattutto perché scritti in minuscolo. Soprattutto se, come in questo caso, non ci viene dato uno straccio di indicazione sul luogo ove si svolgono i fatti. Potrebbe essere la Germania, patria dei quattro talentuosi (*coff coff*… Haldir, catino!) giovanotti. Potrebbe essere l‘Italia, e in tal modo la fyccina non sarebbe che la trascrizione di un sogno ad occhi aperti dell‘autrice. Potrebbe persino essere la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, ed entro poche righe capirete il perché…
Nel bel mezzo di una vera e propria invasione di puntini di sospensione (che farebbe invidia a quella degli alieni de La Guerra dei Mondi… ma almeno in quel film c’era Tom Cruise e l’occhio godeva), l’innominata nostra eroina prende il proprio cellulare per chiamare yle.
– Yleee!!!!! preparati per domani !! si va al concertooooo!!! Le MAIUSCOLEEEEEEEEEEEEEEE!!! ieri dopo che ho messaggiato con te alle  18.00 (non è tenerissimo, questo neologismo? Senza contare che sapere che le due hanno messaggiato il giorno prima alle sei del pomeriggio è fondamentale ai fini della trama. Come tutto ciò che seguirà) ho chiamato l’ hotel e ho prenotato (…)
Ovviamente, una Mary Sue non deve preoccuparsi dell’eventualità di non trovare posto in albergo pur chiamando due giorni prima di partire. Per una Mary -Power- Sue c’è sempre posto, in qualsiasi albergo e in qualsiasi data. 
Neanche l’amica yle pare avere grossa dimestichezza con la lingua di Dante e Boccaccio:
– si va benissimo!! Hem-hem. Avete trovato i due piccoli errori? Va bene, si tratta di un accento e di una virgola, in fondo… robine piccine picciò, puntinini che magari nemmeno si vedono… ma che, ahimè, sono capaci di stravolgere una frase. Se io scrivo si va benissimo, lascio intendere che NOI si va benissimo, che stiamo alla grande. Se, invece, yle voleva rispondere che, sì, per lei andava benissimo la prenotazione dell’amica, avrebbe dovuto scrivere con l’accento e poi mettere una piccola piccola virgola. Ma la vestale ci spiega ben presto il motivo delle pecche grammaticali di yle: domani concerto e dopodomani si studia per la maturità!!! 
Giusto. Prima il concerto e poi la maturità. Ma no, non è come state pensando voi… non è disinteresse nei confronti di una tappa importante della vita. E’ una denuncia non troppo velata del sistema scolastico italiano, che costringe i poveri studenti a preferire ai libri un concerto tenuto da pischelli con gravi, gravissimi problemi d’immagine… capito Mary Star?
Ad ogni modo, è giunto proprio il momento di chiudere la gioiosa telefonata. Yle e Boh (battezziamola così finché non ne scopriremo il nome) si lasciano, dandosi appuntamento per le nove di quella sera alla passerella.
“Cosa, dove sarà mai la passerella?” si chiederanno i miei piccoli lettori. Non lo sappiamo, né lo sapremo mai temo. Di certo, yle è tanto conti all‘idea. Altra informazione che ci perviene sull‘ameno luogo di ritrovo scelto per la sera, è che richiede un abbigliamento di tutto rispetto.
allora…. come mi vesto sta sera??? penso ancora più sclerata di prima …..
Accidenti, deve essere proprio un posto importante per fare andare tanto in confusione Boh da farle dimenticare di usare un misero paio di virgolette per separare i pensieri dal resto dello scritto. All’assenza di maiuscole e alla Cesar salad di puntini di sospensione direi che ci siamo già abituati. Segue un puntiglioso resoconto della mise scelta per l’occasione, un inno all’eleganza ed alla sobrietà: jeans con gli stivali neri (i jeans portano gli stivali? O_O),maglietta arancione  fosforescente (quelle finesse, quel charme!) e, (questa virgola qui risveglierà orribili ricordi nei giacobini di lunga data e vecchio pelo) borsa arancione e nera (le freak c‘est chic), coda alta trucco pesante, tanto ci sto benissimo mi trucco sempre così !!!
Sappiate che mi sto sforzando proprio tanto per non associare la maglietta arancione fosforescente di Boh ad una qualche forma di segnale sul ciglio di una strada buia… magari di una tangenziale.
e per il concerto??? Giusto. È la parte fondamentale della storia, il concerto. È giusto che venga celebrato a dovere. mini di jeans decoltè color argento (a questo proposito, mi permetto di quotare il nostro capo: Ma le cazzo di virgole? Sono dieci minuti che mi scervello per capire che cazzo è una Mini decoltè, convinta che il color argento fosse spalmato (come andava qualche anno fa) sul jeans!) e maglia argentata (potrei imitare Edipo e cavarmi gli occhi in questo preciso istante), con la borsa nera e argento!!!  si !! sono una grande mi so vestire troppo bene !!! Qualcosa da ridire su questa moda gretta e burina?  Ma non è finita. Già che c’è, Boh ci informa pure sul bagaglio che porterà con sé in viaggio. Allora  mi porto lo zaino dell’EASTPAK arancione e dentro ci metto un paio di jeans e il top nero e le Vans nere e la borsa nera , poi metto i pantaloncini corti di jeans decoltè (che bello, i jeans decoltè devono essere un must dell‘ultima stagione. Io conoscevo le decolletè) nere e fuxia (sono in serio imbarazzo per Boh), maglia fuxia e borsa fuxia e non si sa mai faccia freddo mi porto un copri spalle nero…..allora dentro la borsa nera metto il biglietto dell’ aereo e poi domani metto le chiavi e il borsellino con i soldi (…)
Invece di mettere così tante cose nello zaino, l’autrice avrebbe potuto mettere un po’ più di virgole nel periodo. E lo zelo nel descrivere inutili orpelli sarebbe stato meglio indirizzato se avesse dato una ripassata a grammatica e segni d‘interpunzione.
Non ancora stanca dopo lo sforzo d’aver scelto cosa indossare per farsi notare come un albero di Natale a Ferragosto, Boh chiama rika, la seconda migliore amica. Ed è proprio da rika che veniamo finalmente messi a parte del vero nome di Boh: miky. Ovviamente, minuscolo anche lei.
Ma non importa: rika ha davvero grandi notizie: mia madre mi ha detto che vanno bene 2 giorni a Parigi quindi se domani mattina puoi chiamare l’ hotel per dire che stiamo un giorno in più io sarei più che felice!!!!
E certo. In una città che ha orde di turisti in qualsiasi periodo dell’anno, cosa volete che sia bloccare tre posti letto per un giorno in più con nemmeno ventiquattro ore d’anticipo?
Ad ogni modo, miky ha da protestare: ma scusa perchè non chiami tu??? lo sai il francese !! no????
– si !! ma non lo so come te!! e se poi sbaglio a dire qualcosa??
(sbagli a dire qualcosa… tipo decolletè? Peggio di miky, rika, non puoi proprio andare) in fondo tu sei quella che ha voluto fare il liceo linguistico per diventare un’ interprete!!!  Ma beeeeeeene. Spero che il massimo che miky faccia da grande sia interpretare Moccia durante le interviste. Perché se dovesse malauguratamente finire a lavorare alle Nazioni Unite, è la volta che scoppia la Terza Guerra Mondiale.
Davanti ad un’argomentazione di tale portata, comunque, miky non può proprio fare a meno di assecondare la richiesta di rika e la congeda con un ci vediamo al mec alle 21.30!!
Se mec sta per Mc Donald’s, consiglio a miky di lasciare il liceo linguistico e dedicarsi all’apicoltura. I piccoli lettori obietteranno “ma l’appuntamento non era alla passerella?”. Eh, sì. Evidentemente la passerella è tanto resistente che riesce a sostenere il peso di un fast food.
Terminata anche la telefonata con rika, miky ci confessa a bassa voce che la sua amica non viene tanto per vedere il concerto dei tokio hotel , ma viene di più perchè vuole distrarsi un pò dalla scuola (giusto; la maturità è stressante, il momento per distrarsi è proprio questo!) anche se mi ha confessato che un pò gli (rika è un uomo? O_O) piace Gustav!!!
Dopodiché ci viene introdotta (via sms) milena un’ altra mia migliore amica.
E così si chiude il primo capitolo.
La vestale si augura che ci abbia incuriosito… no, non lo ha fatto.
Ci chiede altresì di recensire. E su questo, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, noi non ci tiriamo mai indietro.

Il secondo capitolo è… imbarazzante. Seriamente imbarazzante. E’ imbarazzante come quando Sirius Black ci lascia le penne scivolando su una buccia di banana. La punteggiatura continua ad essere ignorata, così come la coerenza e l’economia dell’intera storia. Dobbiamo dribblare madri analfabete (ma dopo del mec dove andate???), descrizioni del discutibile abbigliamento delle amykette (pantaloni al ginocchio ballerine rosa con un pò di tacco e maglia rosa scollata più gli orecchini da una parte neri e da una parte rosa…), bollettini veterinari (abbiamo portato il piccione a fare una visita perche mia madre aveva lasciato un pezzo di chiave rotta vicino alla sua gabbia e lui l’ ha mangiata!!), viaggi in lande sconosciute (arriviamo al resentello…) e innamoramenti che si consumano a tempo di record prima di vedere il sole calare.
Come, prego? C’è chi mi sta chiedendo il motivo per il quale si dovrebbe sprecare (sì, sprecare) un intero capitolo per descrivere l’incontro al resentello di rampanti giovanotti in piena crisi ormonale? Perché c’è un poco di Hogwarts in ogni fyccina, miei cari. E perché il fatto che le sgallettate incontrino (vi pare che non li incontreranno dal vivo? Suvvia, this is fycci!) i Tokio Hotel quando ormai hanno dato in pegno il loro cuore ad altri rende il tutto più drammatico.
Certo, non drammatico quanto il francese della aspirante interprete:
-bonjou!! HOTEL MERIDIENE!!!
– bonjour je sui michela remoto je vudrai prolungée mon sojourn avec l’ hotel.. de une journ!!
– mais qui !!! se possible!! allor 2 chambe un multiple e ancor un single…puor deux journs!!! va bien???
– qui merci becoup!!!  A’ bientot!!!

Né quanto il vivaio di nuove conoscenze nelle quali siamo costretti ad imbatterci (kika, l‘ennesima amica, e lo zio SAKI -tutto maiuscolo, stavolta… mai che si trovi una via di mezzo- la guardia del corpo dei tokio…………. avete capito, miei cari? E’ la guardia del corpo. Guarda caso) o quanto altre relazioni che sbocciano con la stessa velocità alla quale Costantino cambia gel per capelli. O quanto cellulari col blotoot, o ancora milck scake da consumare in gelateria. Come se una real person sui Tokio Hotel con Mary Sue assortite non fosse già abbastanza pesante di per sé.

Terzo capitolo. Da Monaco (credo il Principato, per ovvietà geografica… sarebbe stato più corretto dire Montecarlo onde evitare equivoci), le nostre fanghèrl raggiungono l’aeroporto di Nizza, dove le aspetta zio Saki. Ovviamente con i Tokio Hotel. Bella guardia del corpo che si ritrovano: li porta in giro come cagnolini mentre sbriga le proprie commissioni!
Dopo un siparietto di presentazioni in pieno stile fyccina, dove tutti ben presto diventano amici di tutti (Tom si rivolge a miky chiamandola bambola)… anzi, dove miky diventa amica di tutti (davanti al trionfo di testosterone sprigionato dai quattro tedeschi, rika e kika diventano banali pianticelle di contorno), la carovana s’imbarca sull’aereo che raggiungerà Parigi. Il posto a sedere di miky, che sta
sclerando di brutto, è casualmente accanto a quello di Bill.
Ed ora, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, preparatevi ad entrare nel vivo della storia. Perché il dramma sta iniziando a consumarsi.
Dopo l’annuncio da parte del personale di bordo in un italiano quanto meno bislacco (preghiamo a tutti i passeggeri di spegnere i cellulari e di allacciare le cinture di sicurezza!), miky va nel panico più totale:
-no!!!!!!! dobbiamo spegnere il cellulare e se mi chiama Andrea????-
Perché la tratta Nizza-Parigi è seconda in lunghezza solo alla Londra-Hong Kong. Non si può tenere spento il cellulare per un periodo di tempo così lungo… ma non lasciatevi trarre in inganno, miei piccoli lettori. Anche questo è uno studiato espediente letterario, che ha il fine di introdurre il fantasma di Andrea nel rapporto che si instaurerà tra la protagonista e l’effeminato Bill Kaulitz:
– chi è Andrea????- domanda infatti il ragazzo, in uno sfarfallio di ciglia appesantite dal mascara.
– il mio ragazzo-
– ah!!….-mi sa che c’è rimasto male e infatti non mi ha dato più retta fin quando io non gli ho rivolto la parola..
Ne aveva anche motivo credo… se non rivolgi la parola a qualcuno, come fai ad aver data ragione o torto?
-ehi!! ti sei incazzato???-
– e per cosa????-
– perchè ho detto che sono fidanzata!!!!-

Ricordiamo alla gentile clientela che miky e Andrea si sono messi assieme due giorni orsono. E poi vi lamentate che i giovani d’oggi vogliono solo cazzeggiare senza impegnarsi e pensare al futuro!
– sai pensavo che avevo la strada spianata per stare con te!!!-mi dice facendo un sorriso a 32 denti
Non è romantico? Non appena ha visto miky, Bill ha subito deciso di stare con lei. Anche se c’è una strada da spianare… chissà perché, ho una nitida immagine di Andrea che finisce spiaccicato sotto un rullo compressore… tipo Wile E. Coyote. *Beep Beep!!*
– sai è la cosa che ho sempre sognato!!-
– cosa??-
– stare con te ! ma… ho sempre saputo che è impossibile stare con te!-
-perchè è impossibile stare con me???-
– perchè tu sei famoso???-

Mi chiedo poi perché si urlino a vicenda. Iniziano a farmi male le orecchie… Haldir! I tappi!
– no cazzo!! sbotta con femminea grazia Bill, avendo cura di rassettare la ciocca di capelli che copre l’occhio bistrato, non devi vedermi come un ragazzo famoso e che non potrai mai avere voglio che mi vedi come un ragazzo normale!!- Soprattutto, devi vedermi come un ragazzo sobrio, classico e dai sani principi… uno all’antica, insomma. Come il principe di Cenerentola. Che le ha rubato trucco e vestiti, però.
-peccato che non lo sei!-
– non dire così!! –
– dai basta!! devo dormire !! se no sclero-
Chissà qual è la traduzione tedesca per sclerare… perché i dialoghi sono in tedesco, vero?
– ok!!! allora buona notte!!! -si gira verso di me e mi bacia!!!! *O*
– ehi!! sono fidanzata!!non posso!!!- Meno male che se l’è ricordata… anche perché, meno di quarantott’ore prima, aveva brigato tanto per Andrea.
– dai ma ora non c’ è il tuo fidanzato!!!-
– lo so ma questo non vuol dire che siccome lui ora non c’è io posso fare cosa voglio!!!-
– dai smettila ! lo so che lo vuoi anche tu!!-
– lo so anche io !! ma …no posso !!-
– dai vieni qui! -lui si avvicina si avvicina sempre di più a me e… mi bacia dinuovo .. questa volta ci baciammo con molta foga
(e saltiamo dal presente al passato con allegria!) . sentivo il suo pircing (pircing? O_O) che strisciava contro la mia lingua
… non posso farlo! ma infondo andrea non era qua!!! e quindi… se faccio questo sbaglio lui non lo verrà mai a sapere!!! ma si!! cosa me ne frega !!! viviamoci la vita!!! (eccheschifo)
Ma sì! Viviamoci la vita! Slinguazziamoci col primo che incontriamo! Passiamo dal discorso diretto all’indiretto alla narrazione senza dar conto a niente e a nessuno, liberiamoci dal pesante vincolo della consecutio temporum! Allegria, amici ascoltatori!
– miky!!!! sei fidanzata cazzo!!! con il ragazzo della tua vita e vuoi rovinare tutto per stare con un ragazzo che dopo oggi non lo vedrai più????- mi dice rika interrompendo quel bacio molto speciale..
– e dai rika!!! tanto Andrea non lo verrà mai a sapere !! vero???-
– stai tranquilla da me non lo saprà mai !! questo e sicuro!! ma da ylenia non credo!! ti ricordi a jessica!!-
-e si!! che stronza che è stata!!!va bè l’ importante e che ylenia non lo sappia !!!-
– e si!! però se vedi che io mi bacio con Gustav…. non dire niente a Stefano!! ok???-
– e brava rika !!! continua così!! brava brava!!!-

Temo che queste righe si commentino da sole. Non viene da chiedersi per quale motivo l’autrice si sia affrettata tanto a far “fidanzare” le protagoniste della sua storia se poi, il capitolo successivo, spuntano più corna che in un cesto di lumache?
Ora che sono di nuovo soli, Bill continua la sua danza di seduzione. Si sa, l’aereo concede numerosi anfratti nei quali ci si può lasciare andare ad effusioni senza esser visti. E no, il fatto che la prima classe è prenotata solo per noi quindi non c’è nessuno apparte noi!!! non basta.
Tra mani che raggiungono reggiseni, mini che si alzano e s’abbassano come saracinesche e sorrisetti sexi… urge un bagno. No, non per vuotare il catino, Haldir ha imparato a farne a meno. Miky deve semplicemente rifarsi il trucco e i capelli. Con il suo idolo a lato, in un cunicolo claustrofobico di un metro cubo. Ed io inizio ad avvertire una fastidiosa puzza di gattamorta. Ed è proprio qui, sul " muretto" vicino al lavabo, a mille mila metri d‘altezza che il rituale di seduzione di Bill raggiunge momenti di puro lirismo:
mi abbassa la gonna e rimango con le culot (saranno la versione minimal delle coulotte?) con scritto " OPEN 24 OUR " (letteralmente, “APERTO 24 NOSTRO”)
Nonostante il suo approccio irresistibilmente fine e suadente, il nostro Bill non riesce a varcar la carnea soglia di miky. Quando la porta del bagno si riapre sono ancora candide colombe. E gemello dell’uno e zio dell’altra si sono appostati proprio là davanti per non perdersi le reazioni a caldo.
– divertiti???
– si tanto zio!!! mio zio mi guarda male

Ah beh. Meno male che ALMENO la guarda male. Capisco che bisogna essere famiglie moderne. Ma non so quanto piacere possa fare sapere che la propria nipote si sbombazza qualcuno in più e più posizioni a pochi centimetri dal posto in cui si è seduti.
– Bill non voglio che finisca come le solite ragazze che vi scopate !!!
Ma quanto è trendy e all’avanguardia questo zio! Dice le parolacce davanti alla nipote! Ora sì che abbiamo mostrato tutti la nostra fiquosità! *O*
– tranquillo Saki !! ah Tom fra 4 giorni si va a vedere l’ esame di maturità di miky e le altre!!
Quindi miky e le altre sono andate a sculettare per le strade del paesello e a far esplorare le tonsille ai maschietti della fauna locale -oltre che organizzarsi per il concerto- a meno di una settimana dall’esame di maturità?
Per usare un gergo che s’addica agli standard della fyccina:


Come, come non è, come a Mosé, i nostri eroi finalmente atterrano sul suolo parigino.
Sarà il profumo delle baguettes che lì si tengono rigorosamente sotto l’ascella sudata.
Saranno i croissant con lo champagne.
Saranno i velenosi fumi della Senna.
Sarà, sarà quel che sarà, a questo punto della storia inizia a non capirsi più niente. Tranne che:

  1. I binbiminkia (sì, è binbominkia anche lo zio) vengono smistati in due diversi furgoni. Speriamo siano portavalori e che subiscano una rapina a mano armata. Che non lasci sopravvissuti.
  2. Yle rivela ai cornuti a casa l’amara verità. A tempo di record.
  3. Rika riceve un sms di rara finezza (amore…. Cos’è sta sta storia che stai con un certo frocio ?? com’ è che si chiama… ah si!!! Gustavo???? sei una puttana!!!!). Sempre a tempo di record.
  4. Rika e Yle ingaggiano una rissa che manco in Smack Down vs Raw.
  5. Andrea ha i superpoteri:

Andrea mi richiama e questa volta con la video chiamata… io rispondo…- che c’è??? gli dico io
– ah!! ancora mi dici che c’è????
– senti andre non ci rompere il cazzo!!!
– io????sono io quello che va a Parigi per vedere un concerto e intanto ti fa le corna???
– basta!! finiamola qua!!! lo sapevo che non potevo stare con uno come te!!!
– allora ok!!!finiamola qua!! ciao!!

Un teatrino di bassa lega al quale non siamo abituati e per il quale ci indigniamo, nevvero Mangiamorte? Tali picchi di squallore non sono mai stati raggiunti, nemmeno nei vicoli dei più sperduti e degradati bassi babbani.

Si potrebbe pensare d’aver raggiunto il fondo. Di aver assistito al massimo che un’accozzaglia di atrocità potrebbe concedere. Ebbene, non è così.
A consolare miky non basta Bill, che sta male se lei sta male. Come un deus ex machina, squilla il cellulare. E chi è?
sono David Jost il menager dei Tokio Hotel!!
I colpi di scena si susseguono. Il primo è: come fa il mAnager dei Tokio Hotel ad avere il numero di una sbarbina qualunque?
– allora , lei farà l’ università studiando sul pulman con i ragazzi tramite un computer e… però inizierà già dal primo giorno che starà con loro a intraprendere la sua attività da interprete!!!!
Sapete chi ho chiamato per dare un senso a questa frase? Stephen H. Hawking. Ed anche lui ha avuto seri problemi a tradurre.
Dunque.
Ricapitoliamo.
Miky non ha ancora passato l’esame di maturità. Né lo passerà, perché ha una conoscenza delle lingue pessima. Così, dal nulla, il mAnager della boyband che va per la maggiore, la chiama per proporle di lavorare come interprete senza avere nemmeno una laurea. Laurea che acquisirà… studiando via computer in una carretta.
È una cazzata così colossale che la Rowling guadagna punti.

So quanto siete sensibili, miei cari. Non vi narrerò cosa accade dopo, credo d’aver raggiunto una controproducente saturazione.
D’altra parte, come si fa a non saturarsi quando ci si trova davanti ad un copione assolutamente sragionato e sragionevole, popolato da gallinacci isterici affetti da gravi forme di disturbo bipolare? Come si fa a torturare in pace un babbano quando si vedono maiuscole che mancano, quando le virgole vengono inghiottite da vere e proprie Voragini del Fato? Quando si presta più attenzione al colore delle scarpe tacco 10 che a colorare il carattere e il vissuto del personaggio del quale si scrive? Quando la trasgressione viene spinta ad un punto tale da non esser più trasgressione, ma mera, cieca, coatta stupidità?
Con questi interrogativi, Mangiamorte, Dissennatori e corrotti miei membri del Ministero, io vi saluto.
E non dimenticate di mettere la mini nel bagaglio a mano.



No, Haldir, non mi interessa se la Mini è una macchina. Ce l’ha fatta miky, a farla entrare nel bagaglio, DEVO farcela anch’io!

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Tolkienverse, questo sconosciuto.

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero,
Mi auguro che, in questi giorni di festa, vi siate deliziati abbastanza con libagioni di miele e sangue babbano… ma è ora di tornare alla cruda realtà.
Mettiamo da parte Pallide Cortigiane e Divin Pargoli dal biondo crine. Mettiamo da parte incestuosi fratelli su Impala, tenebrosi Fantasmi che si scaldano con del buon Ciobar nelle loro Dimore sul Lago ed emo!investigatori in torbide storie di sesso con affascinanti, grafomani assassini seriali per volare lontani nello spazio, nel tempo e nelle dimensioni per approdare ancora una volta nella Terra di Mezzo, che tanto lavoro ha dato e continua a dare ai nostri elfi del catino.
The Shadows of the Past (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=311417&i=1), di Chemical Lady, è storia (si dice poco o niente di vero sulla mia storia), è leggenda (c’è chi mi ricorda come una salvatrice, una sorta di essere sublime che si è immolato per salvare il loro mondo), mito (c’è anche chi mi ricorda come la Creatura che ha distrutto le loro famiglie… devastato i loro terreni)…
…insomma… è Sue. O una grossa locusta.
Infante orfanella sperduta dell’Itilien, ha l’immenso kewlo di venir trovata non da un uomo a scelto dal caso. Ma da un re.  Re Elrond di Gran Burrone.
Come, prego? Ah, sì… il fido elfo del catino Haldir, che è pratico della zona, chiede con la sua solita grazia cosa MINCHIA ci facesse Elrond nelle sperdute lande dell’Ithilien. A meno che, certo, l’Itilien non sia più a portata di casello dell’Ithilien.
Così fui chiamata Morwen, e scelta come la minore delle sue figlie.
Cinque per la precisione.

Tale notizia giunge nuova all’elfiche orecchie a punta del sovrano. Che, comunque, reagisce con la grazia propria del suo popolo:


Morwen cresce in virtù e bellezza, educata, raffinata, ma anche audace e testarda, curiosa ed impertinente, in una famiglia felice ed unita… nonostante la morte di nostra madre…
Lontano, nelle Terre Immortali, Celebrían fa i debiti scongiuri. Haldir sostiene che leggere le appendici e gli altri scritti di Tolkien è un po’ un casino, in effetti… no, rettifica: anche leggere il Signore degli Anelli è una faticaccia. Meglio andare a braccio.
L’introduzione alla storia di Morwen si chiude con un elfico invito alla lettura firmato Morwen, principessa di Grand (Marnier?) Burrone e Regina del…
No, vi giuro. I puntini non li ho messi io. E, credetemi, NON AVETE IDEA di quanto mi stia sforzando per NON completare la frase.



Posso almeno comprare una vocale, vero?
Ma basta con i preamboli, adesso. Entriamo nel vivo dell’azione. Seguiamo Morwen nelle sue meravigliose avventure alla corte di Re Elrond.
L’acqua correva lungo i fiumi cadendo lungo le pareti rocciose di Galadris.
Haldir, controlla la cartina! Non c’è nessun Galadris? Controlla se è vicino all’Itilien…
Per tutta la vallata sembrava regnare la pace, ma questa era solo l’apparenza delle cose.
In realtà per i saloni del palazzo del re vi era tutto, tranne che pace.
“Mio signore!” Minyen, la governante di corte, corse verso la biblioteca, ove re Elrond stava leggendo con passione un libro.

Forse, miei sanguinari accoliti, vi chiederete come mai Elrond possa appassionarsi tanto alla lettura di un libro. Ha vissuto abbastanza da legger più di una volta, e con tutta la calma possibile, ogni volume della propria biblioteca.
Sbaglio?

Chi ha detto “sì”?
Punizione, Potter!
Ma la situazione è grave, non temporeggiamo. Perché, come ci comunica ansante e preoccupata la governante, dama Morwen lo ha fatto di nuovo.
Vero è che l’autrice non specifica l’età esatta della sua pulzella.
Ma credo che sia un po’ tanto grandicella per continuare a farla a letto.
Elrond balzò in piedi guardando l’elfa esterrefatto “non oggi!! Stanno per arrivare i signori di tutte le terre libere e non permetterò a quella disgraziata di rovinare tutto! Minyen! Trovala a costo di rivoltare anche le rocce della montagna!”
E ora, le F.A.Q.:

  1. Elrond non ha forse il dono della preveggenza? Che ci vuole a scomodarsi per trovare la ribelle e selvaggia Fantagh… Morwen?
  2. Elrond non balza in piedi nemmeno quando Arwen torna dalla via per i Rifugi Oscuri.
  3. Se la grazia elfica è proverbiale, l’aggettivo disgraziata non è un cacofonico nonsense?
  4. Perché, se diamo altri cinque minuti a Elrond, si trasforma in un Super Sayan?

L’elfa fece un inchino frettoloso prima di uscire dalla stanza di fretta.
Sollevò appena la lunga veste per scendere agilmente le scale.
Agilmente, poi, era una parola: non era di certo giovane e ormai il suo bel corpo di in tempo si era un po’ sfatto, lasciandosi andare in una figura bassa e un po’ grassottella.

…ma abbiamo o no una vaga idea di cosa significhi essere Elfi? Alti, snelli, eterei, eleganti… che non invecchiano? Che non si stancano mai?
Qua stiamo descrivendo la balia della versione trash di “Romeo e Giulietta”!
La versione trash è quella con di Caprio.
Durante la corsa della sempre più affaticata governante, veniamo a conoscenza dei nomi delle sorellastre di Cener… Morwen.
Abbiamo Farea che, secondo l‘autrice, nel linguaggio degli uomini significava letteralmente ‘sufficienza’.
Non esattamente. Secondo il dizionario elfico, Farea sta per enough. Tutt’al più per sufficient. Che stanno per abbastanza, sufficiente, con accezione quantitativa. Che, come sappiamo, hanno un significato ben diverso da conceit, la sufficienza, la presunzione. Qualità che, appunto, distinguono Farea.
Non si dica che a Fastidious non la si fa cultura, chiaro!?
E ancora ci sono Sanwe, il cui nome significava ‘coscienza’ (in realtà, sanwe significa pensiero), e Lòte, ovvero il grande fiore semplice . In verità, la parola lòte non esiste né in Quenya né in Sindarin. Al massimo abbiamo loote,  o i prefissi lot– o loth– . Ma poi… il grande fiore semplice è una margheritona formato famiglia? E Nire, la lacrima, la favorita di Elrond. Inutile dire che nemmeno la parola nire figura in alcun luogo. Lacrima si traduce con nie o niire. I dizionari elfici vanno interpretati, ed interpretati bene, e per interpretarli bene ci vuol tempo, per Voldie! Diamo un po’ di credito al povero Tolkien, che ha impiegato una vita per creare una grammatica coerente?
Grazie!

Dopo questa mirabile successione di strafalcioni elfico-anglo-italici, ai nostri occhi si apre un secondo scenario: Legolas continuava a cavalcare accanto alla sontuosa carrozza della sua famiglia.
Come dici, Haldir? Che mai voi elfi siete stati associati ad una carrozza? Che anche chi non ha letto il libro può benissimo vedere che vi spostate a piedi e che al massimo adoperare i cavalli?
Via, quisquilie. Guarda Legolas, invece, che di problemi ne ha, ed anche grossi: non aveva trovato una sposa, quindi sarebbe stato costretto a sposare una delle figlie di Elrond, per assicurare anche una alleanza tra il padre e il signore di Gran Burrone.
Perché, si sa, gli Elfi sono una razza guerrafondaia. Tra Bosco Atro, Gran Burrone e Lothlórien è sempre corso cattivo sangue. Un matrimonio politico è giusto giusto quel che ci vuole per ristabilire l’armonia.
“ah mio amato fratello, non hai voluto tu essere coperto dagli onori, vestendoti di fama?”
Legolas lo fulminò con una occhiata piena di risentimento “Thrandred… lo sai anche tu meglio di me che la missione che intrapresi con la Compagnia non aveva fini egoistici…”

…con questi parenti che spuntano come funghi non ci fareste anche voi un buon minestrone? Magari con babbane frattaglie frattagliose?
Dunque, ora veniamo informati che la nostra storia si svolge dopo le vicende narrate ne il Signore degli Anelli.
Bene.
Le incongruenze si moltiplicano in modo esponenziale.
Perché gli Elfi hanno lasciato la Terra di Mezzo per non farvi più ritorno prima che si concludesse Il Ritorno del Re. Perché l’ultima nave per le Terre Immortali parte portando con sé Bilbo, Frodo, Gandalf, Galadriel… e, toh, Elrond. Perché dopo la distruzione dell’Unico Anello Legolas si mette a viaggiare con Gimli tra Fangorn e l’Ithilien.
Quindi… dove sta la necessità di un’elfica alleanza, se non è rimasto più nessuno?
Chi ha detto “per amor di fyccina?”
Bene, dieci punti a Serpeverde. No, non mi interessa se sei Tassorosso. Chiaro?

Indi torniamo a Gran Burrone, dove le elfiche sorellastre di Cener… Morwen, la stanno ancora cercando. Alla faccia della lunga vista degli elfi. A dar loro una mano… Arwen. Giunta da Gondor proprio per aiutare a trovarla. Ed è ad Arwen che la ribelle Morwen si rivela. Con la più becera, banale e patetica delle scuse: sfuggire all’oppressione di Elrond. Dopo Elrond-donnetta-isterica ed Elrond-Super-Sayan, ecco Elrond-padre-oppressivo:

 
Cui prodest?
Sinceramente, un capitolo incentrato su una massa di personaggi inutili e, nel migliore dei casi, snaturati, che danno la caccia ad una Mary Sue che si arrampica sugli alberi (ed anche un po’ sugli specchi) è più controproducente dell’olio di peperoncino sulle emorroidi.

E così, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, tra il sorriso sornione di Aragorn (ecco come DUE SEMPLICI parole possono mandare OoC un personaggio; comunque sì, il re di Gondor spunta all’improvviso così come ve lo sto introducendo io) e le elfiche sorellastre di Cener… Morwen che cercano di accaparrarsi il cuore di Legolas-Claudiano (del quale vi offriamo una diapositiva: ), tra mea (culpa?) govannen e cavalli per correre incontro hai cari ospiti, si conclude l’incipit della nostra storia.
Che ne sfsfarà di noi (detta alla Silvio Muccino), delle sette spose per i sette fratelli, di Elrond-Transformer e dei problemi vescicali di Morwen (speriamo non la faccia ancora!), lo scopriremo solo vivendo.



Ma anche no.

Uccelli di rovo… E mai titolo fu così ambiguo!

Miei piccole befane svolazzanti come uccelli di rovo, come state?

Avete sbrindellato le calzette dei bambini a voi assegnati? Avete progettato di mettere la colla nei camini, così che l’anno prossimo Babbo Natale rimanga incastrato lasciando a voi tutta la gloria delle feste?

Bene, me ne compiaccio, ma ora torniamo alle recensioni, per favore.

Questa sera parleremo di “The Unforgiven” di queenseptienna.

Prima di darvi il link vi avviso: parla di incest, e di rapporti sessuali in una chiesa e di canzoni dei Metallica usate male.

Parla anche di Harry Potter, ma questo è un dettagli insignificante.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=314932


La voce di Lucius risuona fredda, nella chiesa vuota.

No, davvero, Lucius: il Tempio è un’altra cosa, una chiesa cristiana è consacrata alla concorrenza… Non vorrai creare un incidente diplomatico, vero?

Lucius comunque va a confessarsi perché ha peccato.

Parlerà dei babbani ammazzati? Di quando ha mentito per salvare la sua reputazione nella comunità magica? Di quando ha corrotto, ferito, ricattato?

No.

Potrebbe (i peccati non gli mancano) ma non lo fa: parla di quando è andato a letto con suo figlio.

Sì, è bello sapere che nel ficcyword i classici non cambiano mai, nemmeno quando mamma Row tenta di indicarci una via: Blaise è stata l’unica eccezione, probabilmente perché gli autori avevano esaurito le possibili combinazioni di Zabini Transformer prima che la Rowling desse la giusta soluzione al puzzle.

Tornando a noi, Lucius è addolorato ed affranto (pentito? Naaa) per quanto successo e, per l’atto impuro commesso –un estratto da The Unforgiven dei Metallica dovrebbe calarci di più nella drammaticità del momento– ha bisogno dell’assoluzione.

E da chi andare se non dalla Pallida Cortigiana, oggi in versione Padre Ralph?

Non è stupito.

… Delle incest in casa Malfoy non si stupisce più nessuno!

Si… è un peccato gravissimo, fratello. L’incesto ti porterà all’inferno, lo sai?
Fuori dalla Grazia di Dio e, se descritta, da quella di EFP. Ma qua l’autrice è furba e l’incesto è solo un pretesto per una scopata con Padre Ral… Sev. Giusto per dare quel tocco scabroso in più che affascina i lettori.

Ma Lucius sa che andrà all’inferno: ha strappato le ali a suo figlio, dopotutto (addio Draco Angelo Tentatore… Ci mancherai.). Gli ha impedito di volare per sempre.

Io pensavo che in un rapporto sessuale tra due uomini le cose andassero differentemente: non avevo mai sentito parlare di ali. Dieci anni da slasher ed i racconti di alcuni amici e mi era sfuggito questo particolare saliente!

Mentre Lucius racconta delle ali strappate (come Angelo degli X-men!) Severus guarda un ritratto di Santa Rita, protettrice dei disperati (non era esattamente così: Santa Rita è considerata la “Santa dei casi impossibili, avvocata dei casi disperati”. Il che la fa da una parte la santa di tutte le ficcine, dall’altra l’avvocata della lingua italiana. Uno strano conflitto d’interesse insomma).

Severus chiede a Lucius se Draco era o meno consenziente. Malfoy guarda il quadro di Santa Rita (probabilmente chiedendo invano protezione dalle ficcy-writers) e –con un altro estratto da The Unforgiven –  e informa Sev del fatto che Draco era consenziente. Eccome.

Sev a questo punto alza gli occhi su di un crocefisso. Senza essere Legimens posso intuire il pensiero del Potion Master, ora, ed è qualcosa di simile a “Fa che cada un fulmine così che possa morire prima di sentire il resto”. Il Cristo morente gli ricambia lo sguardo, probabilmente sottintendendo “Sev, hanno slashato anche me, che pretendi? Perdonale perché non sanno quello che fanno!”.

Sev, scosso, se ne esce con un

-Hai peccato di troppo amore, fratello mio… ma questo non alleggerisce la tua pena.-

Padre Sev, un consiglio: dovrebbe smetterla di sniffare l’incenso.

-Ma ho scopato mio figlio… [Lucius, sei in Chiesa! Modera il linguaggio! ] lui mi ha supplicato… ha voluto che esaudissi il suo sogno più grande-

Io pensavo fosse vincere la coppa delle case, mettendolo metaforicamente nel sedere ai Grifondoro oppure umiliare Harry, mettendolo metaforicamente nel sedere al suo peggior nemico. Anche trovare una soluzione contro la calvizie precoce, magari, mettendolo metaforicamente nel sedere alla sua creatrice.

Invece il suo sogno più grande è farselo mettere nel sedere in modo NON metaforico da Lucius.

Lucius piange una sola lacrima (è Johnny Depp in Cry Baby *O*) E Severus l’asciuga e poi si lecca il dito. La lacrima è salata (ma dai?), ha un sapore pieno di sofferenza (cioè?), quasi insopportabile (WTF?!)

Insopportabile come la presenza di loro due in quel luogo sacro. Entrambi peccatori, entrambi esseri perversi.

…Entrambi incredibilmente OOC.

Altro estratto da The Unforgiven, tanto per giustificare il titolo, mentre Lucius tenta di giustificare suo figlio:

–Lui non ha peccato, padre. Lui mi ama e ha voluto essere solo amato intensamente. Gli ho dato quel che voleva.-

Draco è così Bohemien!

–Parlami di ciò che hai nel cuore, fratello.-

Che probabilmente, nel linguaggio da innamorati di Sev e Lucius, sta per “Slacciati i pantaloni e fatti scopare”, dato quello che accadrà a breve.

-Lui è… lui è così bello… è così simile a me….-

Lucius, non ti bastava una sega davanti allo specchio per placare questo tuo patologico narcisismo, vero?

Severus inizia a provarci e, tra altre citazioni dai Metallica, scopriamo che Severus sa da anni che il modo in cui geme un Malfoy è assolutamente delizioso da ascoltare… sorpreso, eccitato, vizioso… assolutamente perverso.

Me cojoni. Mica è GoS per niente!

Sev si siede a cavalcioni su Lucius (che, scritto così, potrebbe anche essere un movimento sensuale… Peccato che Sev in questa ficcy è un prete, e sedersi a gambe divaricate su qualcuno con una tunica stretta porta a manovre tutt’altro che provocanti, specie se è un uomo a doverlo fare…)

-Padre… come posso espiare i miei peccati? Sono un imperdonabile… sono un misero individuo…. padre… mio figlio mi ha chiesto un amore che non posso dargli…-

Lucius, per una volta nel ficcyverse sii uomo fino in fondo e abbi la decenza di piantarla con questo giochetto, prendere Severus e trascinarlo fuori da quella Chiesa, così da farti scopare in luogo non consacrato. E non tirare in ballo l’amore, che ciò che ti ha chiesto Draco è ben altro e comunque già glielo hai dato!

Seguono mani su visi, baci casti, braccia intorno al collo e lingue incrociate (gha?).

Le loro erezioni intense (oooh! *O*) si scontrano (deve far male…), si accarezzano (solo io sto immaginando due peni con le manine?) e scatenano reazioni al limite dell’umano (ma di che si son fatti prima di scopare? Acidi?).

-Perdono padre, perchè sto peccando……-

Ora sono io ad invocare un fulmine; e pure i Metallica lo invocano.

Si sono spogliati e sono nudi dentro la chiesa vuota. Il silenzio è intenso [“Intenso” è la parola del mese], sembra costruito ad arte per quella situazione. I santi li guardano con estremo disprezzo, disgustati dal quel comportamento contro natura [no, è che si son rotti pure loro di questa trasgressione così, tanto per fare]

Sev copre con un drappo tutte le raffigurazioni dei santi –dev’essere un drappo parecchio grande –, mentre la da sua personale versione di un’assoluzione. Ci chiediamo il perché di tanta premura: avete fatto trenta, fate addirittura trentuno, no?

Con un singhiozzo soffocato Lucius accoglie in se ogni centimetro dell’amore del suo amante…

Abbiamo capito: “Amore” è una raffinata metafora per dire cazzo. Il che ricorda quelle trucide frasi d’abbordaggio alla “Cara, ho trenta centimetri d’amore da darti!”

Lucius accetta di essere passivo nonostante detesti quella posizione, ma –Ehi!– Severus ci sa fare e

La nebbia del suo cervello si dissolve, lasciando solo immagini e suoni chiari, il piacere travolgendo dell’esperienza che sta provando.

Se Lucius è il Dio del Sesso, Severus è Lucifero, il portatore di luce o, in alternativa, un buon faro antinebbia.

Lucius cerca di averlo ancora più dentro più in là del possibile umano.

Qualcuno dica a questi due che non c’è bisogno di esagerare: il sesso può essere grandioso anche senza dover estremizzare tutto.

Il fulcro della storia pare essere non tanto il peccato dell’incesto, quanto il tradimento di Lucius. No, non nei confronti di Narcissa, piccoli illusi:

–Perdono padre, perchè ti ho tradito… perdonami amore mio… perdona se puoi, un imperdonabile essere… –

Perdonami buonsenso no? Eppure mi sembra che, in questa storia, sia quello che ne esce peggio, insieme al Canon.
In tutto questo, Lucius viene. E Pure Severus, tra frasi sconnesse (vi prego, preferisco pensarla così!), urlando come una bestia ferita. Detto così non è affatto bello, seppiatelo.

–La tua pietà e il tuo amore cancellano il marchio che volgare calunnia mi impresse sulla fronte…-
-Che importa se di me parlano bene o male, se tu sotterri il male e il bene riconosci?-

Severus, che ora è tornato “il pozionista” (teoria: era tutto un gioco erotico. La chiesa era in realtà l’ufficio del preside ad Hogwarts, i dipinti dei santi erano in realtà i quadri dei presidi e via dicendo.), continua a discutere in maniera poetica ed incomprensibile con Lucius; un certo linguaggio, a letto, è alquanto improbabile, specialmente considerando che non siamo in epoca elisabettiana e che quei due stanno ancora cercando di ricomporsi dopo una sessione di ginnastica da… Confessionale in cui hanno cercato di fare cose al di là del possibile umano e che li ha fatti venire urlando come bestie. In una situazione del genere nessuno si metterebbe a citare Shakespeare.

Tacciono, finalmente il silenzio, prima rotto dai loro gemiti, ora è tornato a regnare. Il suono del silenzio è di nuovo immutato.

Come potrebbe il silenzio non solo essere un suono, ma mutare? Il rumore può essere variabile, il silenzio è inalterabile o non è più silenzio.

Lucius riceve l’assoluzione (dopo aver ricevuto altro) e cammina al di fuori della chiesa di fianco a Severus.

E qua c’è la chicca. E ve la lascio per intero:

-Padre, ho una domanda.- dice Lucius, fermandosi di botto.
Severus si ferma a sua volta, inarcando curiosamente un sopracciglio. –Dimmi, fratello.-
Lucius si stampa in volto un’espressione maliziosa. –Padre… ma non è peccato fottersi il prete?-
Severus, dapprima serio, scoppia a ridere. –Beh… dipende dal prete!-

Ci voleva un tocco di finezza a questo punto, non trovate?

Tony è un piccolo orsetto del cuore.

Amici e amiche, quest’oggi la reccy vede, con la vostra Magnolia, la partecipazione straordinaria di un’esperta non comune nel campo in cui ci addentreremo, che per ragioni fiscali (cit.) decide di rimanere anonima.

Sappiate che abbiamo riso non poco scrivendo questo pezzo. In ogni caso, la storia che recensiremo la trovate qui:

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=139497&i=1

“Non lasciarmi!” Di Jud_91

Si tratta di un fandom inesplorato, dai tesori tutti ancora da scoprire: NCIS vi dice niente? No?

Crediamo che pure ai protagonisti di questa storia il termine non dica molto, non temete. Perché questi non sono i nostri beniamini, ma dei miserandi che si aggirano loschi tentando di prendere il posto degli autentici. Le prove? Il buon Ducky diventa improvvisamente Dacky, McGee muta forma in Mcghee e Tony fa di queste strane affermazioni: Io sono solo un po’ credente,su un 100% la mia percentuale di credenza è 30%. Siccome la nostra percentuale di armadio è invece dell’84,5%, crediamo che vi basti quanto sopra enunciato per convincervi a seguirci nel nostro mondo fatato per sognar.

 

Piccolo riassunto: Ziva, in missione con Tony e Gibbs, viene colpita da un proiettile. Trasportata in ospedale, è sotto i ferri mentre Tony segamentalizza.

Ed ora sono qui,da più di due ore ad aspettare che un maledetto dottore esca da quella sala infernale .

Certo, se dai del maledetto al dottore e dell’infernale alla sala operatoria, non è che poi puoi pretendere. Se va bene te la rimandano indietro con il colon al posto del pancreas e le vertebre al posto dei denti.

Tutti i colleghi si stringono a Tony, che, disperato, ci rivela che la pallottola avrebbe dovuto beccarsela lui, se Ziva coraggiosamente non gli avesse fatto scudo col suo corpo.

Il buon Tony (o quel che ne rimane) si aggira per i corridoi dell’ospedale finché non trova la cappella e vi entra a pregare. (Ce lo vedete? Noi no, ma la disperazione fa brutti scherzi.) E qui appare il coprotagonista di questa storia.

No, non è Gibbs che tenta di abusare di lui. Che cavolo, siamo in chiesa!

E’ il Signore.

Non il Signore del piano di sopra. Proprio Dio. L’onnivor… l’Onnipotente.

Lo strano personaggio è vestito con un jeans azzurro,scolorito sulle cosce e una felpa. Dio indossa jeans scoloriti? Allora da noi che vogliono? La prossima volta che ci faranno osservazione per i jeans a vita bassa risponderemo citando questa ficcy.

Comunque. Dopo un allegro siparietto (“Chi sei?” “Sono Dio!” “Io chi?” ecc), Tony osserva meglio l’Altissimo. I suoi occhi,mi fanno paura,nel senso buono di paura eh! Eh. Dopo il soggetto non va la virgola, capito? E si, anche noi quando vogliamo facciamo paura, ma nel senso buono di paura, non nel senso cattivo, nel senso che se ci impegniamo incutiamo terrore, ma non nel senso cattivo, nel senso che facciam presto a andar via di brocca… metteteci giù, siamo sane! Solo che facciamo paur… oh, insomma, basta!

Il signor Signore informa Tony che tutto fa parte di un piano, anche la morte di Kate (pace all’anima), di cui lui (Dio) aveva bisogno in Paradiso. “Le donne delle pulizie si erano licenziate, e dove ne vado a trovare di nuove, Tony? Qualificate, con delle referenze, non è mica facile! E poi non le posso mica pagare in nero, vogliono i contributi…” Ok, scherziamo. Dio non dice così, ma secondo noi l’ha pensato.

Tony ammette di amare la bella israeliana (Ziva, non Kate), e Dio si siede e rimaniamo in silenzio,fino a quando non sono io a romperlo.

Chi, Dio?

Tony, a quel punto, fa l’unica domanda sensata di questa ficcy: Ziva si salverà? Ma, sorpresa, l’Onnipotente non può rispondere. Ma perché, diciamo noi? A chi deve chiedere il permesso, al suo superiore? Al Direttore Galattico? A Darth Vader? Diamine, è Dio! Colui che tutto può!

Anzi no, è Colui Che Tutto Può Salvo Rispondere A Domande Di Tony. Ma vabbè. Tralasciamo e proseguiamo.

Dopo l’utilissimo consiglio di Dio (“zitto e prega”), e dopo aver snocciolato una sfilza di litanie tale da far impallidire la più pia delle vecchiette, ecco che Dio misteriosamente svanisce per essere sostituito da una personalità altrettanto carismatica: Gibbs. Quale posto poteva prendere il capo infatti, se non quello precedentemente occupato dall’Onnipotente in persona?

Ovvio poi che non può essere un semplice latore di buone notizie. E che lo diciamo a fà.  Ziva è in coma.

Tony si catapulta da lei, e qui la scena madre.

con una macchina che l’ aiuta a respirare e un’ altra che fa strani BIP,mi rendo conto che quei strani BIP emessi dalla macchina non sono altro che i battiti cardiaci della mia Ziva
Minchia, Tony, per essere un agente speciale dell’NCIS ne hai di intuito!

Gibbs va fuori dalle balle e Tony è così libero di piangere quanto vuole. Ce lo vediamo tantisssssssimo, ma così è. Dopo una sequela di lamenti (“Dovevo esserci io e non tu, è colpa mia, che fretta c’era, maledetta primavera”) giunge la fatidica domanda:

perché proprio quando capisco di amare una donna,questa deve sempre morire o rimanere ferita?

Perché porti sfiga, magari? Ora alzati e vattene prima che qualcuno sia colto da infarto leggendo questa recensione.

Che poi, Tony non è mai stato innamorato di Kate. Ma son dettagli, via!

Come nelle più belle fiabe, la principessa si sveglia alla promessa d’amore del bel fustacchione. Peccato che la principessa in questione sia un agente del Mossad capace di spezzare le gambine con un puntaspilli e uccidere con una graffetta. Ma siamo all’ NCIS, qui può succedere di tutto! Allegria!

 

Al termine della storiellina troviamo questo bell’idillio: Gibbs rincoglionisce che è una bellezza facendo il nonno a tempo pieno per nipotini non suoi: tre figlii (perché son tre, se erano due erano solo figli) di Abby e McGee, due dell’allegra coppia e un altro in arrivo. Li tirerà su con gaudio a suon di scappellotti (o meglio, di sprangate, dato che coi suoi pupilli gli scappellotti a quanto pare non hanno funzionato) costruendo con loro l’ennesima barca in cantina, che poi non riuscirà a tirar fuori di lì. E da qui si capiscono molte cose.

Ora, ci chiediamo: con tutte ‘ste donne in maternità, in squadra chi ci va? Palmer e la donna delle pulizie?

Con questo interrogativo aperto vi lasciamo, amori santi. Mille baci e felice Epifania dalle vostre Befane preferite!

Pensierino per il Nuovo Anno 

 

Piripiccoli miei, come state?
State pensando a come rimpinzarvi per queste feste?

Siete in prima fila per la micidiale tirata che è partita dal 25 e prosegue, in un tripudio di calorie e pandori, fino al primo di gennaio?

Sappiate che vi odio.

Così, random.

Io non potrò vedere un dolce farcito nemmeno dipinto e per questo vi -uh- odio!>.<

Giusto per dare nuova tempra acida alla mia amata orticaria cutanea, vi voglio aiutare la digestione con una deliziosa perla che da tempo ochieggiavo.

Questa volta lasciate a casa Ciobar, mappe della metropolitana magiche, abiti di Armani e nodose bacchette magiche. Sì, mollate pure Giratempo e i sempre pucciosi Dalek.

…Bella, ho detto di lasciar stare il Dalek. Guarda che lo riporto agli studios della BBC eh!

Ora che avete le manine belle sgombre, procedete a prendere sacchi di sale, acqua benedetta, fucili, libri di salmi e proiettili d’argento che danno un tocco fashion al tutto. Rubate un’auto -meglio se nera, perfetto se è un’ Impala, ottimo se è un pezzo originale degli anni Sessanta- apritene il baule e shiaffate dentro il tutto, in rigoroso disordine. Dean Winchester è allergico all’ordine così come alla fedeltà alla prima Merisiù.

Ebbene sì, stiamo per partire lungo le mitiche free road americane al seguito dei fratelli Cacciatori più affascinanti del momento; si consiglia per il viaggio una raccolta dei successi dei Metallica rigorosamente su nastro analogico! (Perché qui gli I-pod, al massimo, possono diventare proiettili non convenzionali)

Spianata la mappa, vediamo come arrivare nell’ Ohio e a indagare sui misteri di questa storia.

L’autrice è Kikatattauga.

http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=281395—>questo è l’indirizzo vergato dalla Sacra Mano di Santo John Winchester sulla sua agenda.

*La Direzione si premura d’informare i gentili lettori -giacobini e non, perché in fondo siamo buoni- che viene declinata qualsiasi responsabilità se vi sentirete attanagliati da continui, disturbanti sensi di deja vu dovuti alle frequenti ripetizioni nel testo originale. Potete sempre segnalare l’evento alla redazione di Voyager, per la gioia del signor Giacobbo!

La Direzione si premura d’informare i gentili lettori- giacobini e non, perché in fondo siamo buo-…ahehm, cerchiamo di proseguire!*

 

Al bar, come al solito, con la musica a tutto volume, come al solito, quella musica cubana dovuta a Juan, il proprietario dell

unico bar nelle vicinanze dellisolata cittadina dellOhio in cui ci trovavamo.

…Siete ancora tutti interi? E’ bello provare la sensazione d’inciampare in una frase a ogni parola e non potevo esimermi dal farlo provare a tutti voi. Il corsivo ovviamente è mio, ma il merito si limita a quello.

Era un posto isolato dal resto del mondo , ma in fondo, me lo avevo voluto io.

…e io mi ho voluto farmi male leggendo una cosa simile. Forse per guarire dai miei acciacchi di vecchia stregaccia non è il massimo ma sotto le feste mi trasformo in una piccola creatura infida, che volete farci?

La nostra protagonista, ancora senza nome, è un’esule riluttante dalla frenetica New York.
Nulla di strano fin qui; chi siamo noi per sindacare sulla fuga dalla grande metropoli? E in qualche maniera bisognerà rispettare l’ambientazione canon di Supernatural che prevede motel pacchiani, cittadine sonnolente immerse nel vasto nulla o ai limiti di grandi foreste…bene.

Le stranezze iniziano proprio qui, nella maniera più innoqua. Seguite le tracce con me e non vi troverete più nell’ Ohio ma molto più a Nord. Nel piovoso e uggioso Nord. Il cui posto dimenticato da Dio più famoso si chiama…Forks.
Non ci siete ancora arrivati all’anomalia? Tranquilli, sono qui per questo!

Mi avvicinai lentamente al bancone, per cercare di capire al meglio i due nuovi arrivati, e subito mi colpisce l’odore buonissimo di uno dei due, era così aspro, ma allo stesso tempo così piacevole, non era un vero profumo, era il suo odore, quello vero, e mi aveva stordita.

Giacobine e giacobini, le ipotesi sono due:
– Dean Winchester non si lava e quindi non si può dar torto alla povera fanciulla che è rimasta stordita dal suo olezzo.
– Dean Winchester in realtà ha gli occhi castani, capelli scuri, colorito sensualmente pallido e si chiama… Bella Swan. L’unica umana con un parfume irresistibile. Lo dice Edward Cullen, non io eh! Esaminiamo anche l’apposizione degli aggettivi, che ricorda tanto i "calmo ma infuriato", "pacifico ma anche collerico". Ormai tale costruzione grammaticale è stato classificato come chiaro indicatore della presenza di un personaggio orginale dai feeenomenali poteri cosmici. O il tentativo di caratterizzare in qualche modo un personaggio che piace tanto all’autore; in questo caso, il nostro caro Dean che deve risultare sescsiii ma anche Cacciatore vissuto perché ogni tanto ci si ricorda del Canon.

Proseguiamo nel narrare questa insolita serata che anima il solito bar sperdutissimo, desolatissimo, dimenticatissimo con il momento "Vi voglio bene, sapete che vi voglio bene vero?"
Perché io ve ne voglio. Sinceramente, eh. Sto preparandovi un set di bombole d’ossigeno per prepararvi al prossimo pezzo! I miei commenti dopo, ovviamente. Non vorrete che le mie pause vi aiutino a spezzare la grande tensione, la struttura narrativa e sintattica, nevvero?

Quindi silenzio, prendete le vostre mascherine e auguri.

Quando li vidi capii subito da chi proveniva l’odore, erano due ragazzi completamente diversi, uno altissimo, superava sicuramente il metro e novanta, aveva i capelli un po’ buttati sulla fronte, gli occhi scuri e una bocca piccola e sicura, aveva l’aria del ragazzo tremendamente bastonato. L’altro invece, anche lui era un ragazzo, ma aveva quell’aria così sicura, come di chi ne ha passate così tante che ormai non sarebbe mai cambiato niente nella sua vita, aveva occhi così profondi e verdi. Capii subito che il secondo era quello che mi aveva stordita, quella sua aria così sicura era sicuramente una facciata, nascondevano qualcosa, ma non riuscivo a capire cosa.

…Serve che commenti? Sì, perché amo cercare il pelo nell’ uovo. Mi chiedo come Sam Winchester -sì, quello con i capelli un po’ buttati sulla fronte, la bocca piccola e sicura– possa essere appunto, sicuro e avere l’aria del ragazzo tremendamente bastonato. Scopriamo poi che Dean, ma guarda, era anche lui un ragazzo -mi sarei preoccupata del contrario, in effetti… ma se davvero è Bella Swan il dubbio è legittimo- ma non solo: aveva quell’ aria così sicura, da scafato navigatore del Mondo…eppure, la nostra eroina è tanto sensibile da capire che il maggiore dei fratelli in realtà è così per una facciata.
Che colpo di scena!

Il temuto, tesissimo incontro tra la nostra Sue ancora senza nome segue il più classico dei copioni imposto dal ficcy-world.
Lei vede loro.
Lei fa una gaffe ridicola (ridicola per chi la legge, non per lei).
Loro la guardano. Dean in maniera più interessata, ovvio.
Lei esce dal locale tutta confusa (non mi spiego perché altrimenti continui a ripetere che deve andare a casa, che pagherà la birra a Juan la prossima volta, che deve tornare a casa, che pagherà la birra a Juan la prossima volta, che deve tornare a ca- scusatemi).
Loro la seguono. La fermano. (Perché è sera e c’è buio!! Non lo sapevate? Sapevatelo U_U)
Lei fa la sostenuta, perché è scafata-indipendente-forte.(risultanto di un’infantilità imbarazzante. Introspezione psicologica, portami via…)
Lei alla fine cede, naturalmente è riuscita a dare filo da torcere al nostro Dean e a conquistarsi le attenzioni di Sam che, tutto premuroso, le posa la giacca sulle fragili spalle.

…Ho già scritto che Sam non sa nemmeno il nome di questa ragazza?

Vi lascio con un utile, dilettevole esercizio che vi servirà e tenere attive le sinapsi tra un’ abuffata e l’altra. Prendete questo scarno riassunto schematico e divertitevi a sostituire i protagonisti con tutti quelli dei più svariati fandom. Otterrete la trama dell’ 80% delle storie del nostro amato Tempio e senza alcuna fatica!

Tornate pure a torroni, panettoni e pandori.
…Sappiate che vi odio, sempre random.
E che il secondo capitolo di questa appassionante avventura arriverà presto; crogiolatevi nell’ illusione che succeda qualcosa di orginale!