Lenta, come una fyccina…

Buonasera a giacobine e giacobini,

Natale è alle porte, il 2009 due passi indietro, e quadrimestri e semestri volgono alla fine. Eppure, oggi si parla del primo giorno di scuola. Ma non il primo giorno di scuola di un caruso qualsiasi, bensì di Matt di Death Note. La fiction in oggetto si intitola ..:: °° A Chocolate Love Story °° ::.. (notare i fini arabeschi della punteggiatura: è una ficcy liberty), di Ranky, e la trovate qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=295246&i=1.

La storia al momento conta nove capitoli. Come tutti sappiamo – e se non lo sapete, sappiatelo – quelli iniziali devono essere ritmati ed interessanti, per stimolare il lettore a continuare a leggere. L’incipit è questo: Quel giorno, sarebbe dovuto iniziare il mio primo giorno di scuola. Chissà che compagni avrei avuto. Mi sarei trovato bene??

L’orario, non sembrava pesante!

Ci sarebbero stati giorni in qui sarei uscito alle sei del pomeriggio da scuola.
Ma ,in compeso, altri in cui avrei fatto solo poche ore la mattina.

Può anche essere interessante.

Ma perché andare a capo dopo ogni frase?

E inoltre ricordo che la virgola, non va messa tra il soggetto ed il verbo.

Andiamo avanti.

Pensando e ripensando al mio primo giorno di scuola, mi rigiravo con un senso di ansia che partiva dallo stomaco.

A parte che probabilmente non è l’ansia, ma l’impepata  di cozze della sera prima, comunque tenete d’occhio la parola sottolineata: è l’ultima volta che la vedrete scritta bene.

Come avrete intuito, la storia è narrata in prima persona dal protagonista, Matt, che al momento sta poltrendo nel letto, fino a che la sveglia non lo riscuote. Normale routine, ma il suono mi aveva fatto paura. Quest’uomo deve avere dei ben tristi risvegli, ogni mattina.

Il freddo,essendo in mutande , si sentiva di piu fuori dalle coperte,la voglia di sonno aumentava, e con il mio corpo esile non mi proteggevo certo dal gelo dell’inverno. Detta così, sembra che il freddo indossi un paio di slippini, ma probabilmente Matt si riferiva a se stesso. Ora, a parte che dormire in mutande di inverno non è l’idea più furba per un ragazzo che, ic, è intelligentissimo, ma se ricordo bene la stagione in cui inizia la scuola è un’altra, correggetemi se sbaglio.

Comunque, da questo momento in poi, il primo capitolo è una mortale descrizione di ogni singolo gesto che Matt fa per prepararsi ad andare a scuola. La parola d’ordine è prolissità: ad esempio, quando si lava i denti non dice “Mi lavai i denti”, bensì: Afferri il tubetto del dentifricio e ne misi un pò sullo spazzolino.

Iniziai a strofinare.

Sciacquai lo spazzolino e lo rimisi al proprio posto,dopo essermi sciacquato anche la bocca.

E va avanti così per tutto il capitolo.

“Beh, almeno è chiaro” diranno i più indulgenti. E invece no, perché alcuni punti sono oscuri ed arcani. Ad esempio: Girai la manopola verso l’acqua calda e aspettai che si riscaldasse ,mentre con un movimento delle gambe,sembrava stessi contando i secondi, davo a vedere il nervosismo nell’attendere.Il vapore iniziò a fuoriuscire e la pelle d’oca sovrastò la mia pelle. In altre parole, inizialmente l’acqua è fredda; poi, quando diventa calda da spellarsi, gli viene la pelle d’oca. Qualcosa non torna, ma meglio soprassedere.

Tra un’azione e l’altra, Matt ci racconta anche qualcosa sul suo stato d’animo, e qui fa la sua prima apparizione una emozione sconosciuta: l’anzia. Che premeva ancora sul corpo.

“Non essere cattivo, sarà un errore di battitura!”. Avete ragione, può essere…

Ero sempre stato uno tra i primi nella classe,e andavo anche volentiri come suicida nelle interrogazioni, ma l’anzia derivava dal fatto che quel giorno sarei stato circondato da sconosciuti.

Lo ha rifatto! E, per inciso, se uno dei primi della classe scrive così, non oso pensare gli ultimi.

Sappiamo qualcosa anche sulla sua vita familiare. Matt, e almeno in questo si segue il canon, è orfano; non vive però alla Wammy’s House, ma con una zia.

Ricordo che ero uscito dall’orfanotrofio all’età di 9 anni. La mia mente aveva deciso di cancellare quei ricordi.Ancora non mi spiegavo come mai non fossi uscito da quell’inferno prima e mia zia mi avesse preso solo quando arrivai a quell’età. D’altronde i  miei erano già morti da molto tempo prima….da quando avevo 4 anni […] Se solo voleva poteva prendermi dalla nascita.

Ricapitoliamo: i genitori di Matt muoiono quando lui ha quattro anni. Logica vuole che solo allora vada in orfanotrofio, e allora perché la zia lo poteva prendere appena nato? Mistero, ma forse è dovuto al fatto che la mente aveva cancellato i ricordi (molto comodo, peraltro!).

Il lettore medio ha probabilmente abbandonato la lettura dopo l’ennesima descrizione inutile di un gesto, ma io sono stoico e vado avanti. Dopo aver fatto colazione, Matt esce di casa e va a scuola; sta per entrare, quando da un auto nera scende lui. Come “Lui chi”? Ma Mello, ovviamente! Non voglio fare induttivismo d’accatto, ma nelle ficcyne in cui c’è Matt c’è anche Mello, è una legge di natura. Sta di fatto che i due si incrociano: Mi guardò per un solo istante e il suo sguardo mi irrigidì subito. Non si irrigidisce nel senso che credete voi, malpensanti, ma non disperate, perché sono abbastanza sicuro che questo avverrà, nel continuo. Eh, sì, perché il primo capitolo è ormai giunto alla fine: Matt entra nella scuola e l’anzia, a quel punto, era ormai alle stelle, aridaje.

Cosa succederà nel vasto edificio scolastico? Non è molto difficile da immaginare, ma forse ne parlerò in una seconda parte. Stay tuned!

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13 risposte a “Lenta, come una fyccina…

  1. Io sono anZiosa di sapere come andrà a finire.
    Er popolo ringrazia delle notizie dall’interno.

    *odio, sempre no log*

  2. Pigio ogni singolo tasto, della tastiera, del mio computer, con un senso d’anzia, crescente, che mi, sovrasta, e mi, travolge, e mi sta, anche, salendo la pelle, d’oca. Muovo il, mouse, clicco, e l’anzia, sale, chissà cosa, succederà, poi.
    Ugh.

  3. Accidenti, uno stile che appassiona visceralmente i lettori.

  4. *Arwen si ridesta dopo aver letto questa appassionantissima ficcy che mette un’ anZia da pathos palpabile*
    …Guh?Sì sì capoh…appassionan-*collassa di nuovo, vinta dall’ anZia*

  5. Questa ficcy riempie d’anZia.
    Non credevo si potesse descrivere il lavarsi i denti a quel modo, ma EFP insegna tante cose nuove.

    Sto ancora cercando di capire la dinamica della doccia O_o

    Katerina

  6. Che anZia, che anZia… La zia che poteva reclamarlo da subito mi ha fatto paura 😄 Me la immagino a comparire minacciosa nella cameretta dove i genitori guardano amorevoli il piccolo Matt neonato ed esclamare “Me lo prendo alla nascita!”.

    Ev (potrei anche riloggarmi prima o poi)

  7. Oddio, questo autore è un genio del surrealismo!!! E tu, recensore, stazioni in quel limbo tra divino e umano, quanto mai prossimo al divino…

    Il “freddo in slippini” mi ha semplicemente fatta accartocciare su me stessa dalle risate!!!

    Meglio: “non appena i miei bulbi oculari giunsero anZiosamente a leggere ogni parola intarsiata dal ticchettio delle dita dell’autore sulla tastiera, una risata sgorgò dalla mia bocca vermiglia…”

    Bellissimo! You made my day!
    Diffindo

  8. Quest’avvincente ficcy mi ha messo addosso un’anZia terribile, è troppo intensa…non so se riuscirò a restare sveg…ehm, a reggere l’emozione nel leggere il prossimo, avvincente capitolo.

  9. oddio. il template. lol 😄
    buon natale, merde!

    *sempre odio no log*

  10. LOL sempre mitiche. Stupendo il template XD… auguri giacobinazze/i…

  11. A tutti voi feste liete…

  12. A chi si è fatto largo nella vita
    e a chi si è allargato nei fianchi…
    Auguri di Buone Feste

    glitter-graphics.com

  13. Ecco, ci mancava lo spam di S.Stefano!

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