Archivi del mese: dicembre 2008

Che maledioza di fic!

Le feste di Natale sono una cosa bellissima: la neve che cade, Lucius che appende lucette di forma fallica fuori da Malfoy Manor, L che affetta il panettone lanciando strane occhiate al coltello, i regali, i fuochi d’artificio e tante fyccine per tutti.

Come promesso sono rimasta ben lontana dalle fyccy originali e ho cercato di immergermi nella gioiosa atmosfera vacanziera con un bel ritorno al mio fandom preferito; la stellina in questione è l’ultima opera di harrytat, http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=260476&i=1

Universo Potteriano, naturalmente.

 

Sapete, miei cari, alla Tana è Natale: girano dolci, doni e spinelli di cacca di Doxy, Harry e Ginny pastrugnano su ogni superficie piana e non, e tutti sevvoglionobbene. Manca solo Hermione, che non appena concluso il primo quadrimestre del settimo anno è partita alla volta l’Australia per raccattare i signori Granger che, ricorderete, erano stati mandati a ramengo senza memoria più di un anno prima. Insomma, invece di andare a riprenderseli una volta sconfitto Voldemort, la devota figliuola se l’è presa comoda di qualche mesetto; avrà voluto provare l’ebbrezza dell’indipendenza, chi siamo noi per sindacare?

Ma questo non è un Natale qualunque, Harry ha deciso di accasarsi ed ora vuole fare le cose per bene: prima di chiedere ai signori Weasley la mano di Ginny, o soprattutto a Ginny la mano di Ginny, ne parla all’inseparabile Ron.

 

         IO VOGLIO DOMANDARE A GINEVRA DI SPOSARMI… INSOMMA.. NON SUBITO… MAGARI FRA DUE O TRE ANNI.. MA VOLEVO FARLE UNA SORPRESA IL GIORNO DI NATALE…

 

Ohhh, che dolce, Harry! E il mio sogno nel cassetto che il mio fidanzato diciottenne mi metta in crisi durante uno splendido cenone chiedendomi di sposarlo nonostante entrambi non abbiamo ancora finito la scuola. E che dopo averlo fatto rettifichi: No, mica adesso, fossi fesso. Tra due anni. Tre. Magari quattro. Senti, ma vuoi incastrarmi!? Perché dovremmo sposarci!? No, basta, questa relazione è opprimente, lasciamoci!.

Ma siccome gli uomini vengono da Marte e le vestali dal Tempio, non stiamo a spaccare il capello in quattro e prendiamo le cose come vengono.

Ron ha qualche dubbio, difatti, ma viene presto rassicurato dal fatto che sarà Ginny a scegliere la data del matrimonio-lontano-lontano ed Harry comincia a pensare a quando potrà parlare con la fidanzata, quand’ecco che la mattina successiva una lettera di Hermione arriva a fermare i giochi.

 

Ok, sembrerebbe la classica dichiarazione dell’ultimo minuto alla “ti-amo-perdutamente-avrei-dovuto-dirtelo-ogni-giorno-da-che-ti-ho-incontrato-non-sposare-quella-troietta-rossa-ti-prego!”, ma è qualcosa di molto peggio.

 

CARO HARRY, (e fin qui)
COME SAI SONO ANDATA IN AUSTRALIA A RIPRENDERE I MIEI GENITORI….
(manco dovesse riprendersi il gatto)
BE’,IO HARRY
(tu Jane) NON SO COME DIRTELO MA HO SCOPERTO UNA COSA,CHE ALL’ INIZIO MI HA LASCIATA
SORPRESA,MOLTO SORPRESA MA POI RIFLETTENDOCI,HO CAPITO CHE PER ME NON CAMBIA NULLA…
INSOMMA,NON CAMBIEREBBE IL NOSTRO RAPPORTO… MA PENSO CHE CAMBIEREBBE LA TUA VITA….
(Cambia la tua vita: con New Giorno e Notte Plus con fucopure puoi!)

OH HARRY,.NON SO COME DIRTELO….
ANZI, NON TE LO DICO… 
(Ahò, stronza, e diglielo!)

TI ASPETTO QUA  IN AUSTRALIA sarò nuda sul letto,NON PORTARE NESSUNO CON TE ti voglio mio,E UNA QUESTIONE PRIVATA ti prego spogliati.RIGURDA TE,ME E IL NOSTRO FUTURO.

 

Insomma, dopo questa lettera misteriosa Harry, che è già “abbastanza allarmato di suo”, non può fare a meno di seguire il consiglio di Hermione: levarsi le mutande e partire alla volta dell’Australia!

 

MEZZO GIRO SU SE STESSO E QUANDO APRI’ GLI OCCHI VIDE HERMIONE

 

Uh. Giusto. Può Smaterializzarsi. E allora, di grazia, perché Hermione non si era Materializzata a sua volta alla Tana per parlargli, invece di mandare quella strana letterina inquietante?

Perché vi assicuro: d’accordo che non sta bene Materializzarsi nei salotti altrui, ma quello che Hermione deve dirgli non è mica una cosina da niente. Prova ne è il fatto che non appena se lo trova davanti non si perde in chiacchiere, ma trascina l’amico in cucina (?) dove uno sconvolgente spettacolo mette a dura prova il palpitante cuoricino di Harry.

Lily e James Potter, quelli morti stecchiti quasi da vent’anni, quelli per i quali Snape è rimasto rispettivamente vergine e complessato, quelli che in sette libri hanno più volte chiacchierato dall’aldilà con Harry caro, quei Potter, se ne stanno a ciondolare per la stanza (la fyccy è disgraziatamente sprovvista di notazioni descrittive). Sono sorprendentemente vivi, sorprendentemente in Australia, sorprendentemente in contatto con Hermione.

 

Because impossible is nothing: forever adidas.

 

Lily corre ad abbracciare il figliuolo ritrovato, singhiozzando la solita filastrocca (sei uguale a James, gli occhi sono i miei, ma quanto è bbello il tesoro di mamma tua), lacrime e abbracci si sprecano, ma per fortuna cè Hermione a ricordare a Lily di fornire una spiegazione.


-HARRY,LEI
(prego, i riflettori illuminino Hermione) E’ TUA SORELLA…
-MIA SORELLA??
(prego, i paramedici sorreggano Harry)

-SI,HARRY,SONO TUA SORELLA…
e ci siamo ritrovati ai confini della Galassia dopo aver sconfitto la Morte Nera!
-MA COME,QUANDO,DOVE PERCHE’…

 

Giuro, giuro, giuro: l’ultima frase non l’ho aggiunta io U_U

 

Veniamo a sapere, miei prodi compagni di sofferenze e intrighi, che i signori Potter non sono mai stati uccisi da Voldemort: l’hanno astutamente ingannato, non si sa come – non perché si glissi ma proprio perché non se ne sono accorti loro stessi – e non appena il Signore Oscuro si fu DISSOLTO NEL NULLA dopo essere stato colpito dalla sua stessa MALEDIOZA, scaricarono Harry ad Hagrid (un Mezzogigante, una garanzia: lasciate anche i voi i vostri figli nelle mani del nostro delicato amico!) e se ne fuggirono via. Ovviamente quello che ora cercano di dare a bere è che l’hanno fatto per proteggere Harry.

Da Voldemort che si era appena dissolto.

Non appena le cose sembravano migliorare.

Ha senso.

Credo che la maledioza di Tom abbia colpito un po’ tutti i presenti, eh?

Ma attenzione, l’avvincente racconto continua:

E NOI AVEVEMO, CON UNA POZIONE ,ALTRE SEMBIANZE E POI SIAMO DIVENTATI MR, E MRS GRANGER….(false identità Babbane con specializzazione odontoiatrica in saldo per tutti!)POI,DOPO  POCHI MESI DIEDI ALLA LUCE HERMIONE e SCELSI DI NON USCIRE ANCORA ALLO SCOPERTO…..

Ma ora è il momento di fare coming out, la società è pronta, il mondo li attende!

 

Qualsiasi cosa possiate protestare sul fatto che Hermione in realtà sia più anziana di Harry, non cominciate nemmeno: l’autrice ci informa graziosamente che la storia è sua e quindi le cose vanno come vuole lei. Approfitto dell’occasione per informarla dell’esistenza di Alternative Universe tra le avvertenze.

 

         POI TU SEI ANDATO AD HOGWARTS E HAI LEGATO SUBITO CON TUA SORELLA E CON RON WEASLEY VERO?

         Legato? Mamma, ma Hermione… è incinta di mio figlio!

 

No, non dice davvero così, ma sarebbe stato tanto più interessante ._.

 

Harry, devo ammetterlo, sta prendendo la faccenda piuttosto bene. E’ tranquillo, comprensivo e fa una bella domanda sensata: perché non l’hanno contattato, in tutti quegli anni? L’hanno lasciato solo ad affrontare Dissennatori, Malfoy arrapati, serpenti giganti (ovvero sempre Malfoy arrapati) e schiere di Mangiamorte (blabla, Malfoy arrapati, blabla). Come hanno potuto?

 

-HARRY,VOLDEMORT NON ERA MORTO E TU ERI IN PERICOLO… Dicasi strizza, capiscici! Che dovevamo fare, andare in diretta televisiva  a fare "ciao-ciao, Signore Oscuro, facci a fettine"?  E sai che palle quando abbiamo capito che pure tua sorella si era messa a fare la piccola investigatrice di maghi oscuri, non si può mai avere una vita tranquilla. E COSI’ DIVENTAMMO SILENZIOSI SPETTATORI DI QUESTA TUA PARTITA…..E POI VENIMMO A SAPERE (ah, non fosse per le voci di corridoio) CHE VOLDEMORT ERA STATO BATTUTO…. (in un duello mortale o a Spara Schioppo?)

 

Questo è troppo per il piccolo Potter, che esce di casa con le lacrime agli occhi, consapevole di non poter perdonare diciassette anni DI SILENZI,DI BUGIE,DI SOTTERFUGI,DI DOLORE.

Hermione gli corre dietro per consolarlo e assistiamo alla scena topica in Luke/Leila style: ci sono abbracci, ci sono profferte di amore fraterno, mancano solo gli Ewoks saltellanti e Han Solo in procinto di spaccare la testa a Harry.

Ora fratello e sorella devono essere forti e perdonare i genitori per tutte le loro menzogne, la loro schifosa vigliaccheria, gli orrendi capelli ereditari, il pessimo gusto estetico e la passione per il golf: ora sono una famiglia. E POI MEGLIO VIVI CHE MORTI NO?

 

Lultima, inoppugnabile argomentazione degna dellarguzia di Hermione convince Harry, che torna in cucina per abbracciare i genitori ritrovati e confessare che li perdonerà, se gli prometteranno una cosa.

Cosa?, gli chiede James. Cosa?, ci chiediamo tutti.

-NON ABBANDONATEMI PIU’!

 

 

 

Pirla, in un momento simile avrebbe potuto chiedere qualsiasi cosa e lui la butta sul sentimentale…

 

Beh, spero che vi siate goduti l’Australia, abbiate preso la tintarella e abbiate fotografato i canguri perché è ormai tempo di tornare alla Tana; dove, vi ricorderete, ci si accingeva a festeggiare il Natale e un fidanzamento.

Consiglierei di premere il tastino “avanti veloce” sui nostri telecomandi e di non soffermarci sulla reazione di Molly nel trovarsi i non defunti Lily e James sull’uscio di casa (qualcosa di molto simile a “Toh, siete vivi?”), né sul predicozzo che Ginny impartisce ai due, che si conclude con Lily che le molla un ceffone (saggio inimicarsi la futura suocera, saggio).

Passiamo invece a quel che fa Hermione: tutta eccitata per la novità, corre a condividerla col suo (segretamente) amato Ron. E, devo dire, lo aggiorna manifestando la delicatezza di uno Schiopodo incazzato: lo saluta, lui le dice che quando c’è lei si sente meglio (Casanova inside) e lei sgancia la bomba.

-Mi dona il cognome Potter?

A Ron viene una sincope, cominciano a ballargli davanti agli occhi tanti Harry&Hermione che gli fanno “gnegnegne” al di là di una torta nuziale, e con le lacrime agli occhi molla lì Hermione come una scema per andare a fracassare la testa a Potter. Il capitano Han Solo era stato molto più discreto; impara, Ron, impara.

Volano insulti (ti-trombavi-mia-sorella-e-ti-sposi-la-mia-donna-io-ti-uccido!) e botte da orbi, prima che riescano a chiarirsi in una nuvoletta di pucciose banalità.

A questo punto, lo ammetto, non ho più continuato la lettura; dicasi istinto di sopravvivenza, signori miei. Scorrendo i prossimi capitoli scoprirete che ci saranno morti, matrimoni e la mirabolante apparizione di un Draco innamorato: se sarete forti, saprete superare tutto questo.

Buone feste, miei adorati, e un 2009 ricco di perfide ispirazioni e azioni malvagie!

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Lenta, come una fyccina…

Buonasera a giacobine e giacobini,

Natale è alle porte, il 2009 due passi indietro, e quadrimestri e semestri volgono alla fine. Eppure, oggi si parla del primo giorno di scuola. Ma non il primo giorno di scuola di un caruso qualsiasi, bensì di Matt di Death Note. La fiction in oggetto si intitola ..:: °° A Chocolate Love Story °° ::.. (notare i fini arabeschi della punteggiatura: è una ficcy liberty), di Ranky, e la trovate qui: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=295246&i=1.

La storia al momento conta nove capitoli. Come tutti sappiamo – e se non lo sapete, sappiatelo – quelli iniziali devono essere ritmati ed interessanti, per stimolare il lettore a continuare a leggere. L’incipit è questo: Quel giorno, sarebbe dovuto iniziare il mio primo giorno di scuola. Chissà che compagni avrei avuto. Mi sarei trovato bene??

L’orario, non sembrava pesante!

Ci sarebbero stati giorni in qui sarei uscito alle sei del pomeriggio da scuola.
Ma ,in compeso, altri in cui avrei fatto solo poche ore la mattina.

Può anche essere interessante.

Ma perché andare a capo dopo ogni frase?

E inoltre ricordo che la virgola, non va messa tra il soggetto ed il verbo.

Andiamo avanti.

Pensando e ripensando al mio primo giorno di scuola, mi rigiravo con un senso di ansia che partiva dallo stomaco.

A parte che probabilmente non è l’ansia, ma l’impepata  di cozze della sera prima, comunque tenete d’occhio la parola sottolineata: è l’ultima volta che la vedrete scritta bene.

Come avrete intuito, la storia è narrata in prima persona dal protagonista, Matt, che al momento sta poltrendo nel letto, fino a che la sveglia non lo riscuote. Normale routine, ma il suono mi aveva fatto paura. Quest’uomo deve avere dei ben tristi risvegli, ogni mattina.

Il freddo,essendo in mutande , si sentiva di piu fuori dalle coperte,la voglia di sonno aumentava, e con il mio corpo esile non mi proteggevo certo dal gelo dell’inverno. Detta così, sembra che il freddo indossi un paio di slippini, ma probabilmente Matt si riferiva a se stesso. Ora, a parte che dormire in mutande di inverno non è l’idea più furba per un ragazzo che, ic, è intelligentissimo, ma se ricordo bene la stagione in cui inizia la scuola è un’altra, correggetemi se sbaglio.

Comunque, da questo momento in poi, il primo capitolo è una mortale descrizione di ogni singolo gesto che Matt fa per prepararsi ad andare a scuola. La parola d’ordine è prolissità: ad esempio, quando si lava i denti non dice “Mi lavai i denti”, bensì: Afferri il tubetto del dentifricio e ne misi un pò sullo spazzolino.

Iniziai a strofinare.

Sciacquai lo spazzolino e lo rimisi al proprio posto,dopo essermi sciacquato anche la bocca.

E va avanti così per tutto il capitolo.

“Beh, almeno è chiaro” diranno i più indulgenti. E invece no, perché alcuni punti sono oscuri ed arcani. Ad esempio: Girai la manopola verso l’acqua calda e aspettai che si riscaldasse ,mentre con un movimento delle gambe,sembrava stessi contando i secondi, davo a vedere il nervosismo nell’attendere.Il vapore iniziò a fuoriuscire e la pelle d’oca sovrastò la mia pelle. In altre parole, inizialmente l’acqua è fredda; poi, quando diventa calda da spellarsi, gli viene la pelle d’oca. Qualcosa non torna, ma meglio soprassedere.

Tra un’azione e l’altra, Matt ci racconta anche qualcosa sul suo stato d’animo, e qui fa la sua prima apparizione una emozione sconosciuta: l’anzia. Che premeva ancora sul corpo.

“Non essere cattivo, sarà un errore di battitura!”. Avete ragione, può essere…

Ero sempre stato uno tra i primi nella classe,e andavo anche volentiri come suicida nelle interrogazioni, ma l’anzia derivava dal fatto che quel giorno sarei stato circondato da sconosciuti.

Lo ha rifatto! E, per inciso, se uno dei primi della classe scrive così, non oso pensare gli ultimi.

Sappiamo qualcosa anche sulla sua vita familiare. Matt, e almeno in questo si segue il canon, è orfano; non vive però alla Wammy’s House, ma con una zia.

Ricordo che ero uscito dall’orfanotrofio all’età di 9 anni. La mia mente aveva deciso di cancellare quei ricordi.Ancora non mi spiegavo come mai non fossi uscito da quell’inferno prima e mia zia mi avesse preso solo quando arrivai a quell’età. D’altronde i  miei erano già morti da molto tempo prima….da quando avevo 4 anni […] Se solo voleva poteva prendermi dalla nascita.

Ricapitoliamo: i genitori di Matt muoiono quando lui ha quattro anni. Logica vuole che solo allora vada in orfanotrofio, e allora perché la zia lo poteva prendere appena nato? Mistero, ma forse è dovuto al fatto che la mente aveva cancellato i ricordi (molto comodo, peraltro!).

Il lettore medio ha probabilmente abbandonato la lettura dopo l’ennesima descrizione inutile di un gesto, ma io sono stoico e vado avanti. Dopo aver fatto colazione, Matt esce di casa e va a scuola; sta per entrare, quando da un auto nera scende lui. Come “Lui chi”? Ma Mello, ovviamente! Non voglio fare induttivismo d’accatto, ma nelle ficcyne in cui c’è Matt c’è anche Mello, è una legge di natura. Sta di fatto che i due si incrociano: Mi guardò per un solo istante e il suo sguardo mi irrigidì subito. Non si irrigidisce nel senso che credete voi, malpensanti, ma non disperate, perché sono abbastanza sicuro che questo avverrà, nel continuo. Eh, sì, perché il primo capitolo è ormai giunto alla fine: Matt entra nella scuola e l’anzia, a quel punto, era ormai alle stelle, aridaje.

Cosa succederà nel vasto edificio scolastico? Non è molto difficile da immaginare, ma forse ne parlerò in una seconda parte. Stay tuned!

Il ritorno della pallida cortigiana

Buonasera, giacobini, e benvenuti a Fastidious Geographic.
Mi rincresce essere comparsa sui vostri schermi in questo modo distogliendovi da tutti quei deliziosi preparativi (girare sotto pioggia/neve/grandine per acchiappare regali all’ultimo secondo senza rovinarvi, inciampare sulla presa elettrica delle lucine di Natale, riempirvi i vestititi d’ aghi nel fare l’albero…)che anticipano la venuta del Falso Natale (perché il Natale vero, lo sappiamo tutte, cade il giorno della nascita del nostro Divin Pargolo).
 
Vi ringrazio dunque per aver lascito a metà tali incarichi per seguire questa puntata nella mia stanza d’ospedale. Chiedo perdono se lo spazio è alquanto angusto e vi prego d’ignorare l’irritante beep delle macchine che si assicurano che il mio rattrappito cuore continui ad adempiere al suo incarico – so che è disagevole ma la ficcy, vi assicuro, merita.
 
Perchè mi trovo qui in ospedale, chiedete voi? Vedete, miei cioccolatini all’arsenico, io avevo già da tempo adocchiato tale meraviglia…e vedere adesso che nuovi capitoli sono stati nel frattempo aggiunti è stata un’emozione troppo forte per il mio malandato organo cardiaco.
Ma proseguo ora a mostrarvi questa fulgida gemma, chiaro esempio del fenomeno a noi tristemente noto come "Severus pallida cortigiana". La ficcy a cui mi riferisco è “Punto Debole” 
Già dall’introduzione veniamo informati che si tratta di una Severus/Harry Severus/Lucius Severus/Voldemort ed altri.
In sostanza, una Severus/tutti. I minorenni farebbero bene ad allontanarsi, la storia non fa per loro. 
 
Nel primo capitolo troviamo la pallid…ehm, il nostro professore di Pozioni nel suo studio, intento a dispensare pessimi voti. E fin qui, direte voi, è perfettamente IC.
L’idillio, purtroppo, si spezza quando una ‘figura’ fa irruzione nell’ufficio del professore e, senza una parola, gli salta addosso baciandolo famelico. Severus, probabilmente sotto effetto di allucinogeni, ricambia.
La figura famelica si rileva essere nientepopodimeno che Harry Potter. Sì, quel Potter.
La pallida cortigiana vorrebbe spupazzarselo un po’, ma le sue speranza sono presto deluse: “Non ho tempo di scopare, ci sono gli allenamenti oggi, sono passato solo per un saluto.”
All’anima del saluto…e poi, Harry, che celestiale delicatezza!
 
Deluso, Severus lo spedisce fuori dal suo ufficio, dopodiché procede ad informarci che no, loro non si amano (eh, lo avevamo notato…a partire dal primo libro, direi). La loro è una storia di solo sesso per calmare i bollori perché l’astinenza, si sa, gioca brutti scherzi e può far fare anche ai personaggi più intelligenti e controllati cose alquanto stupide…tipo, che so, invischiarsi in una storia di sesso con un alunno minorenne.
Temo il nostro Severus si sia perso il cervello, e non sono certa di voler sapere dove.
 
Veniamo anche informati del fatto che Severus aveva pensato qualche volta prima di Potter ad iniziare una qualche relazione per passare il tempo, in fondo era pur sempre un uomo ma non aveva mai trovato qualcuno che fosse adatto. Un paio di volte era arrivato a pensare persino a Remus Lupin ma se l’era velocemente tolto dalla testa; non fosse bastato il ricordo del tentato omicidio di quando erano ragazzi, il fatto di averlo visto più di una volta in posizioni inequivocabili in vari anfratti della scuola con Black gli aveva fatto scartare l’idea.
Il fatto che Lupin lo disgusti (non si fa problemi a dimostrarcelo già dal terzo libro…ma questo non dovrebbe essere un problema, dato che in questa ficcy fare sesso con le persone che più odia lo attizza parecchio) non conta, immagino. E no, non siete le uniche ad avere qualche problema ad immaginarvi Lupin che si struscia addosso a Black sotto gli occhi di terzi.
 
Qualche ora dopo Potter torna alla carica (bleah) e Severus sembra pronto a concupirlo, quando…
“Devi sempre essere così fiscale Sevvie?”
Mai parole furono più fuori luogo: in un mirabolante flashback, vediamo il professore di pozioni bisticciare come una dodicenne con qualcuno che, con sua grande irritazione, insiste a chiamarlo ‘Sevvie’. Finalmente (?) il suo interlocutore si stufa di battibeccare:
 
“Non usare quel tono con me, dovresti imparare a tacere qualche volta Sev oppure utilizzare la bocca per qualcosa di più piacevole” terminata la frase si avventò sulle sue labbra spostandosi lungo la mascella e mordendolo a sangue sul collo, lasciandolo poi eccitato ed imbambolato a sussurrare “Si, mio signore”.
…non so voi, ma personalmente preferivo il battibecco. E quel “mio signore” alla fine mi fa star male – è mai poi possibile che fosse Lord Voldemort il misterioso interlocutore? Sante pace…
Comunque sia, il flashback sconvolge Sevvie (ha sconvolto un po’ tutti, credo) che butta Potter fuori dalla stanza. Di nuovo. Intuendo che qualcosa non va (e questo si era capito dall’introduzione, credo) il nostro Harry consiglia a Sevvie di ‘parlare’ con colui o colei che è responsabile del suo turbamento.
 
Un momento, ma ‘sti due non si odiavano? Non era una storia di sesso tra persona che si detestano? Perché Potter dovrebbe dargli consigli a mo’ di “posta del cuore”?
Ovviamente il nostro Sevvie segue il consiglio…e i nostri peggiori timori trovano conferma: sì, si tratta proprio di lord Voldemort. Va bene, va bene, lo SO che non dovrebbe sorprendermi…
 
“Desideravo parlarti di noi…ciò che c’è stato in passato”
Immaginatevi il Severus Snape della Row’ rivolgere queste parole a Lord Voldemort. Io personalmente mi sono ribaltata sul lettino d’ospedale in preda ad un accesso di risa isteriche, strappandomi una flebo dal braccio.
Alla fredda risposta dell’ Oscuro, Sevvie risponde con un momento di pura poesia.
“Immagino che tu non abbia avuto problemi a rimpiazzarmi, io ho trovato molto appagante sbattermi Potter”
Pappapero, aggiungerei io.
 
In un improvviso momento di lucidità, Voldemort lo crucia. Snape gli chiede di ucciderlo…e, visto come è stato trattato il suo personaggio, tutti noi ci uniamo alla richiesta. In certi casi una morte dignitosa (?) è l’unica via d’uscita, signori miei.
Ma l’Oscuro non cede, e si limita a leggere la mente del nostro Sevvie. Veniamo così informati del VERO motivo per cui Snape aveva lasciato il servizio di Voldemort per unirsi alle file di Silente.
“[…]Stupendo ti sei scopato Bellatrix mentre stavi con ME una sola volta ora si che è tutto a posto”
“Severus lei non era nulla per me”
“E ALLORA PERCHE’ CAZZO TE LA SEI SCOPATA?”
Dovrebbe essere una scena drammatica, piena di patos, di quelle che fanno commuovere…sì, io mi sto ancora rotolando sul letto in preda ad accessi di risa.
 
Dopo una sequela alquanto prevedibile di scuse (lei non voleva dire nulla, è stata solo una volta, tu non c’eri ed io mi annoiavo, è stato un errore, tu sei tutto per me…), la romantica dichiarazione:
Lo strinse a sé è depose una scia di baci sul suo collo fino ad arrivare all’orecchio “Significa che se non sei troppo impegnato con quel presto-morto di Potter puoi tornare da me”
E Sevvie, ovviamente, si scioglie come un ghiacciolo nel microonde e accetta.
 
Nel secondo capitolo, Harry tenta disperatamente di convincere Silente che Severus li ha traditi ed è passato dall’altra parte (come esattamente lo abbia capito non ci è dato saperlo…Snape ha smesso di saltargli addosso?), ma il vecchio pippaiolo s’impunta: io mi fido di Severus, sei troppo giovane per capire, fila via che mi preparo un’altra canna.
 
Harry obbedisce, ma i suoi pensieri restano chiaramente rivolti a Sevvie del momento che comincia a fare sogni erotici che hanno per protagonista il succitato professore, fantasticando su ciò che accadeva nel suo studio durante le…punizioni.
Un momento quando cavolo aveva iniziato a masturbarsi? Non se ne era neanche accorto preso com’era da… dannazione ed era pure venuto pensando a lui! Ok era ufficialmente un cretino…
Almeno sul suo ultimo pensiero, concordo pienamente…
 
Dopo essere stati deliziati dalle fantasie di Potter, non poteva ovviamente mancare la scena di sesso tra Sevvie e Voldie, no? Ma vi vedo provato, quindi vi risparmierò questa scena emozionante, scritta in perfetto stile ‘telecronaca sportiva’ sportiva e con tanto di orgasmo lampo.
 
Il mattino seguente, Voldie convince Sevvie (non chiedetemi di usare i nomi dati loro dalla Rowling quando dei loro veri caratteri non resta nulla, vi prego. E’ troppo doloroso) a tornare ad Hogwarts come spia, e Sevvie accetta…a patto di poter prima passare a dare personalmente la notizia del suo ritorno fra i Mangiamorte a Lucius Malfoy “perché Lucius è Lucius”. E, dal momento che è del GoS che stiamo parlando, non possiamo dargli torto.
 
La reazione del GoS, tuttavia, non è propriamente entusiastica: “Ora cosa? Hai fatto pace con l’Oscuro quindi vieni a riprenderti anche me? Non sono il tuo giocattolo, Severus.”
Ovvio che no! Il GoS, un giocattolo? Non sia mai!
 
E, con un melenso flashback sui trascorsi scolastico di Sevvie e del GoS, si concluse il secondo capitolo. E qui, giacobini, il mio cuore inacidito comincia a dar segni di cedimento: credo chiamerò l’infermiera…ma non temete, la ficcy non finisce qui!
Nella prossima puntata scopriremo insieme come Lucius progetta, dietro consiglio di Narcissa (cornuta come sempre, ma almeno stavolta ne è felice) di riprendersi il suo Sevvie…il tutto sulle note di “Magari”, di Renato Zero.

…no, non sto scherzando.

Va pensiero…

Piripiccoli miei,

questa notte Harry, in un turbinante monoblocco, tornerà indietro nel tempo e riscriverà la storia.

Male.

Ma tanto male eh!

 

se fosse andato in modo diverso di sharingan93

Chi sia andato non lo so, comunque il link è http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=303272&i=1

 

(pensiero di BellaLestrange) Dopo un anno dalla sconfitta di Voldy Harry segamentalizza sui morti della saga (ma solo quelli dell’ultimo libro, gli altri si attacchino!) ha mollato Ginny e si chiede se le cose non sarebbero andate diversamente se lui non fosse nato e se Voldemort non fosse impazzito (Voldemort, faccenda di Harry a parte, mi è parso sempre molto lucido in realtà!) finchè “?” (Sarà una delle magie non ancora assimilate in Final Fantasy?) non gli da la possibilità di tornare indietro nel tempo facendo credere a tutti di essere morto fino alla riuscita della sua impresa (ma come, li illudi così e poi gli dai questa brutta sorpresa?) ovvero salvare tutti dalla sua furia (cavallo del west, come Bad Horse?) viene quindi scagliato a migliaia di chilometri ha una velocità pazzesca (la velocità pazzesca è proprietà di Harry. Ho immaginato il protagonista con gli organi interni frullati dalla velocità.) ma nel frattempo continua a chiacchierare con ? che gli spiega che lui è stato scelto perché ha raggiunto una consapevolezza della vita e sa cosa vuol dire essere morti (no, niente “me cojoni”… Lo diciamo tutti insieme alla fine) poi ? chiude gli occhi e si ritrova a casa dei suoi 17 anni prima  ( sì, lo so che è Harry a chiudere gli occhi eccetera ma, se l’autrice non specifica, io sono autorizzata a pensare che a compiere le azioni sia il personaggio che per ultimo ha parlato.) vede quindi un uomo simile a lui ma con gli occhi differenti (come la sua banca?) che sembrano morti (gli occhi; il resto invece ha un po’ di influenza ma se la caverà con un’aspirina e tanto riposo.) quindi harry mormora har-rivitis (sì, so anche che “har” sta per Harry e che è il modo dell’autrice di indicare chi parla ma, forse, si potrebbe articolare meglio la frase e non mettere un pezzo del nome del soggetto ogni volta, no?) quindi James resuscita ma rimane incosciente poi Harry sente Lily urlare “ non te lo darò mai vol” (“vol” sta per Voldemort ed è un’indicazione ma, al solito, non si capisce. Detto così tra l’altro sembra che Lily non voglia dare Voldemort a qualcun’altro) e Voldemort dice allora muori (tié!) Harry si smaterializza e fa una har-practeo (come sopra) deviando l’incantesimo su un’altra persona cioè il se stesso di un anno (zitto tu, nonno di te stesso!) Lily vede il figlio morto, poi una luce accecante e jam (“Toe Jam” è una canzone veramente carina in effetti! O parliamo di Space Jam? O dei Pearl Jam?) che vedendo il figlio morto decide di chiamare Silente che dopo aver parlato con Lily e Jamens (chi è costui? James che, già che c’era, nel mondo dei morti ha deciso di cambiarsi nome?) Silente esce dalla casa profondamente addolorato perché aveva visto suo nipote Harry morto (è un omonimo, vero? È il fratello di Ifigenia?) l’Harry del futuro si palesa a Silente e questi nota che è simile a suo figlio james (ODDIO L’HA SCRITTO SUL SERIO!) ma notando gli occhi capisce che è un altro (in questa versione assurda James è figlio di Silen te e questi non sa riconoscerlo? Bel padre dimmerda… Tra l’altro, ora che ci penso, chi sarà la fortunata? Grindelwald Mpreg?) Harry saluta il nonno che gli chiede perché è vivo (ce lo chiediamo tutti, in effetti!) ed Harry gli spiega tutti gli avvenimenti del futuro (GRANDE GIOVE!) e del trip mentale che si sta facendo per riparare tutto tranne come attaccava negli anni (non l’ho capita…) poiché gli è permesso portare a conoscenza solo qualche persona e lui gli è sembrato il più adatto (fumato com’è, non ne dubito!) e gli dice di proteggerli veramente questa volta (grazie per la fiducia eh!) Piton compreso (mi pare il minimo!) e alla domanda di Silente su che fine abbia fatto Voldemort (no, non Piton, anche se, non essendo specificato, la frase è interpretabile…) ed Harry gli spiega che ora è diventato un (apostrofo, dove sei?) essenza spiritica (sì, poi facciamo il coretto di “me cojoni”, non preoccupatevi!) Sil-va bene stai attento Har-non ti preoccupare ne ho passate tantesì, voglio il coro di “me cojoini” e col contrappunto!) FINE (fine pensiero).

 

Bel casino leggere questa recensione, vero? La fanfiction è scritta nello stesso modo.

Ed ora, come promesso, il coro (col contrappunto).

 

Me cojoni!