Ho scritto Ti Odio sulla sabbia del gatto

Giacobini, giacobine, giacobimbi e giacobone, aprite bene le orecchie. Fatto? Bene, ora volendo potete anche chiuderle, visto che questa recensione non è in formato audio. Spero che non vi lamentiate di questa carenza tecnologica, anche perché non sempre la tecnologia porta a risultati positivi: come ricorda il compianto professor Fontecedro, dimentichiamo troppo spesso che l’invenzione del treno è stata anche l’invenzione degli incidenti ferroviari. Allo stesso modo, l’invenzione della scrittura è stata anche l’invenzione delle ficcyne.
Ma andiamo oltre, e  per la precisione rechiamoci nell’universo di Final Fantasy, ottavo capitolo. La primizia di oggi è New Entry di Rinoa_88 (link: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=254610).
L’opera è ambientata nel Garden di Balamb. O meglio, questo lo sa il lettore che conosce la trama del videogioco; chi invece non conosce bene le vicende vivrà nel dubbio amletico, visto che la nostra autrice dà tutto per scontato, ma vogliamo inchiodarla forse a simili inezie? Giammai! Quindi chiariamo per tutti che in Final Fantasy VIII i Garden sono istituti che forgiano i SeeD, truppe speciali con il compito di intervenire nei conflitti globali, i SeeD. Esaurito il momento “Fastidious Informations” passiamo alla fanfiction vera e propria, che si apre con la dichiarazione di intenti di non si sa chi:
”Io sarò in grado di salvaguardare il mondo dagli attacchi nemici e sarò capace di vincere le guerre, con la sentita speranza di porre finalmente un fine a tutte queste improduttive battaglie”
 
*O*
Subito dopo la scena cambia completamente – ammesso e non concesso che quella di prima si possa definire una scena – e inizia il primo capitolo, narrato in prima persona dalla protagonista, tale Haris, personaggio originale e matricola (ne ero sicuro, chissà perché!) del Garden. Se Haris sia nome, cognome o nickname su Netlog non è dato sapere, ma dal riassunto sappiamo che sconvolgerà i sentimenti di uno dei protagonisti della storia (CHI L’AVREBBE MAI DETTO), e sappiamo anche  che la ragazza odia svegliarsi presto la mattina.
All’ assordante squillo della sveglia sul comodino a fianco del mio letto, susseguì a fatica l’ apertura dei miei occhi, che venendo incontro all’ immagine del soffitto vuoto, mi avvertì del mio risveglio.
… con calma…
Se mi è chiaro il senso, quando suona la sveglia Haris apre a fatica gli occhi e vedendo il soffitto (vuoto, perché di solito il soffitto è utilizzato come ripostiglio a prova di gravità) capisce di essersi svegliata. Della serie “complichiamoci la vita”, come dimostrato poco dopo: mi sforzai nell’ intento di ruotare lo sguardo sul quadrante del mio orologio da tavolo e mi accorsi di che ore fossero: le sei in punto.
“Ma su una Punto potete essere massimo in cinque!”
Ok, scusate. ora che la personalità idiota di Skeight ha fatto la sua battutaccia torniamo a commentare la fanfiction; per la quale, comunque, la metafora automobilistica è molto appropriata: leggere questa storia è come guidare un auto da città su un terreno difficile, si procede a fatica, ci si ingolfa, per raggiungere luoghi poco distanti occorrono ore. Come si può definire altrimenti una frase come feci irruzione nello spazio che svolgeva alla porta di uscita, capeggiato da un longilineo tavolo?
Ma sto correndo troppo: prima di questa irruzione – evidentemente la ragazza si allena per entrare nelle forze d’assalto – Haris ha il tempo per un grosso sbadiglio colmo di torpore (dev’essere parente dell’acqua piena di fervore) e per raggiungere il bagno nella parete di fronte: se non sapessi che siamo a Balamb, crederei che la protagonista sia uno dei fantasmi che affollano le toilet di Hogwarts. Ma una volta uscita dalla sua stanza Haris incontra le sue amiche, Judy, Kim e Sarah.
Rinfrescatemi la memoria, siamo nel fandom di Final Fantasy o di qualche teen-movie della Disney?
Comunque, sta di fatto che la prima ad entrare in scena è Judy, sua compagna di stanza, che la aspetta nonostante il ritardo e le dà il buongiorno con schiettezza, cioè con una cosa che non c’entra niente con i saluti. Haris è felice che l’abbia aspettata: io al posto suo non l’avrei fatto. In effetti è sembre stupefacente scoprire che gli altri sono meno maleducati di noi. Veniamo a sapere che le due sono grandi amiche in quanto c’è tra loro una certa concordanza. E questo, converrete con me, apre numerosi interrogativi: che tipo di concordanza? Tra tempi o tra sostantivi e aggettivi? E chi delle due è la principale, e chi la subordinata? Chi è il nome, e chi l’attributo? Chi è Caino, e chi Abele? Chi è Peter, e chi è Parker?
Domande inquietanti, e nel frattempo la storia procede: arrivano Kim e Sarah, che al saluto della protagonista rispondono in coro Ciao!, al che Haris non può fare a meno di notare che è incredibile la coincidenza con la quale pronunciarono la stessa parola nello stesso, preciso istante. E santa pace, hanno detto solo “Ciao”! Avessero detto contemporaneamente “Buongiorno a te, cara Mary Sue dei miei ammenicoli”, allora sì che sarebbe stata una coincidenza impressionante.
Le quattro squinzie si mettono a parlare, ma il suono delle campane le riporta alla realtà. No, non della campanella, proprio delle campane. Avranno lezione di catechismo? Mah. Sta di fatto che allorquando tornammo a fissarci ci comunicammo con i sensi estetici qualcosa che tutte quante comprendemmo al volo. Per favore, non chiedetemi cosa siano questi sensi estetici; piuttosto, leggete questo pezzo e ammirate come venga resa alla perfezione la velocità con cui la protagonista corre per non fare tardi: Cominciai subito a correre al fine di raggiungere il più in fretta possibile l’ ascensore e mi diressi verso di esso, controllando di tanto in tanto che tutte quante le mie compagne fossero alle mie spalle e nel momento in cui fortunatamente mi rendevo conto che era così, salivo rapidamente la rampa di scale innanzi a me. Gradino dopo gradino, mi ritrovai dinanzi all’ ascensore, dove accedei con tutto il subbuglio che avevo in fisico.
Mi limito a segnalare che, se il Garden di Balamb non è stato ristrutturato di recente, le scale che portano all’ascensore sono tre gradini scarsi, ma vabbè.
Senza che nessuno se ne stupisca, le ragazze fanno ritardo. Entrano in aula, e vedono i loro colleghi già piazzati ai loro posti come studenti modello e che non facevano che contemplarci taciturni e quasi atterriti al posto nostro, ma mai atterriti quanto me di fronte a questa tortura della lingua. Per fortuna adesso la scena madre si avvicina, ma prima le nostre quattro amiche devono ascoltare il rimprovero della professoressa Quistis, che si voltò verso di noi e posò cautamente la sua stecca di legno sulla cattedra, con un estrinsecazione del volto parecchio seriosa (pietà…). La prof è piena d’ira per quello che è il terzo ritardo delle quattro, e fa una paternale di mezzora in cui le minaccia di espellerle dall’istruzione alla maturità (eh?) se ne faranno altri due. Certo. E se fa tutto questo per qualche ritardo di pochi minuti, allora a Seifer che ha solo abbandonato una postazione da difendere dagli invasori di Galbadia che doveva fargli, decapitarlo di fronte alla classe? Domanda lecita, ma occorrono due precisazioni:
1)      le ragazze non sono in ritardo, ma in non puntualità, come scrive Quistis sul registro. Del resto, anche questa ficcyna non è scritta con i piedi, ma “non con le mani”.
2)      Seifer in realtà è in aula. Ma poco prima l’autrice ci ha detto che Quistis era tornata sulla sua decisione di abbandonare l’insegnamento, decisione che nella storia gioco veniva presa dopo l’esame, quando ormai Seifer con le lezioni aveva poco a che fare. E allora come può avvenire la scena che stiamo leggendo? Forse ce lo chiarirà la prossima puntata di Voyager.
Quello che ora importa è che il posto di Haris è, per una incredibile coincidenza, a fianco di Seifer, e, contro ogni previsione, la giovane Sue lo odia.
*cerca di trattenere sbadiglio*
Per amore di precisione, la nostra Haris sostiene che Seifer sia molto bello e affascinante esteticamente, ma indubbiamente ripugnante interiormente. Infattamente, non si può negare che spessatamente Seifer ripugni, purtroppamente, come direbbe l’onorevole Cetto La Qualunque.
Ora, che Seifer prenda in giro Haris ci sta, è proprio del personaggio. Ma che per farlo canti amò di filastrocca “In fondo non è mica colpa sua se non c’è più la mammina che la chiama alla mattina!” grida vendetta. Ma adesso arriva lo spannung: Quistis intima a Seifer di smetterla di ridere e disturbare, lui non parve nel proposito serio di finire di ridacchiare, e l’istitutrice è così costretta a sopraggiungere colui che stava rumoreggiando.
Mi sembra di essere in uno dei momenti più drammatici di Torna a casa, Lessico, ma qui non c’è il lieto fine, ahinoi.
Seifer insulta Quistis, che reagisce con violenza: gli si para di avanti per non farlo andare via (e qui l’autrice si dà la pena di farci sapere che comunque lui non sarebbe mai fuggito, vista la sua capienza di essere valoroso) e, di fronte alla calma del giovane, perde le staffe e dopo qualche secondo di taciturnità svolge una delle mani. Perché dico “svolge”? Perché stando alla storia, poco prima le mani erano avvolte in pugni. Non divaghiamo: con la mano svolta Quistis schiaffeggia Seifer, dimostrando così pochissimo autocontrollo, incapacità di gestire le situazioni difficili e scarsa fiducia in se stessa. Insomma, tutto il contrario di ciò che una brava insegnante dovrebbe essere. Non solo, ma dopo lo scatto ha pure il coraggio di mettere un due in condotta al giovane ribelle, e di invitare gli altri studenti a non imitare mai esseri come Seifer. Esseri! Alla faccia del rispetto. A questo punto, non posso che rammaricarmi che abbiano rifiutato le sue dimissioni. Forse i dirigenti del Garden avranno pensato che non era giusto giudicare una lavoratrice in base ad una ficcyna.
Il primo capitolo giunge ormai a termine, dopo aver lasciato sul terreno i cadaveri di molti elementi di lingua italiana. Sto per rilassarmi nel chiudere la recensione; anche l’atmosfera della storia, tesissima dopo lo schiaffo, si rilassa con un ritorno alla normale lezione e con una interrogazione di Haris sui Guardian Force, che va a buon fine (però mi chiedo come faccia la ragazza a sapere che i G.F. causano una perdita di memoria, visto che è una informazione tenuta segreta persino ai comuni SeeD), tanto che Quistis le mette un buon voto: – Brava Haris. – dichiarò l’insegnante, denotandomi un punto in più sul registro.
Un sospiro di malinconia mi accompagna mentre preparo le valigie per il weekend alle Isole Funiculì Funiculà.
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27 risposte a “Ho scritto Ti Odio sulla sabbia del gatto

  1. Oddio, che mattone. Fosse almeno scritto con un briciolo di consapevolezza…
    In ogni caso grazie per aver animato il blog dopo secoli di silenzio. 😄 Bella recensione.

  2. Non amo leggere recesioni, per di più ironiche e pungenti, su fanfiction che non ho letto. Sono capitata per la prima volta in questo blog per caso, perchè una ragazza era distrutta moralmente per le vostre critiche spietate.
    Sinceramente, non riesco a capire.
    Ogni vostra recensione è un lavoro assurdo, davvero ammirevole. Precise e anche divertenti, con le citazioni appropriate.
    Più di una volta mi sono trovata a sorridere, leggendovi.
    Non apprezzo però il modo in cui trattate le autrici, che dire? Pura-ironia-se-ti-piace-e-bene-sennò-fregati.
    Ognuno scrive quel che gli pare, come gli pare. Se sbaglia, glielo si fa notare, cercando di correggere l’errore in futuro.
    Non lo so. Mi avete confusa. >_>
    Non capisco nemmeno se la mia è un’offesa o un complimento.
    Siete malefiche >_>
    Scrivo fanfiction su EFP, stesso nick. Sarebbe oltremodo divertente leggere una vostra recensione 😀 anche se mi piacerebbe non poter rientrare in una possibile vittima; di nuovo un controsenso.
    Non chiedetemi di far pace con il cervello U_U
    Bai

  3. In realtà non ho capito quello che vuoi dire, non si è mai insultato apertamente un’autrice, anzi, se vogliono migliorarsi siamo i primi a far notare cosa si può fare. Io ho letto qualche fanfiction, su EFP appunto, dove un’autrice ringraziava le recensitrici di questo blog per gli appunti che le avevano fatto.
    Non mi pare il caso di “distruggersi moralmente” per una critica, fatta comunque per far notare tanti errori in una fanfiction.
    Il fatto del “se una scrive, scrive come gli pare”, mi sembra esagerato. Siamo italiani e ci insegnano le regole basi della grammatica da quando siamo in prima elementare, da quando abbiamo, cioè, sei anni. Arrivare alla veneranda età di 14, 15, o 16 anni, dopo cioè quasi 10 anno di studio, senza sapere nemmeno le regole base della doppia “z” o del congiuntivo, o la semplice subordinazione di una frase, mi sembra solo denotare una scarsa stima per questa bella lingua(Per non dire di peggio).

    Tornando alla recensione, bel lavoro! Premettendo che la storia di FF la conosco solo a spanne e solo relativa a qualche numero in particolare, la ff era già di suo molto ostica da leggere… Un tripudio di passati remoti, davvero, sembravano una fioritura di belle di notte, che ti si abbarbicano dovunque e non riesci più a toglierle nemmeno pregando in giapponese 😄
    Ironia ottima come sempre 😄

    .:.Nemesis.:.

  4. …La ragazza era per caso BlackRose? No, perchè ho letto il suo lacrimoso post di mancata fiducia in sè stessa e blablabla sul DNZone -___-
    Comunque!’Sta tizia (l’autrice di questa fanfic)… ma che problemi ha? Perchè scrive in modo così arcano? (Ar cane? E chi je ha detto niente ar cane?…scusate xD). Non capisco proprio per quale motivo uno dovrebbe scrivere
    “All’ assordante squillo della sveglia sul comodino a fianco del mio letto, susseguì a fatica l’ apertura dei miei occhi, che venendo incontro all’ immagine del soffitto vuoto, mi avvertì del mio risveglio.”
    quando si potrebbe dire anche
    “Sentii il rumore prodotto dalla sveglia e, aprendo faticosamente gli occhi mi svegliai.”
    o simili… dico, perchè? PERCHE’??
    bravissima comunque!

  5. scusate se scrivo ancora, ma ho letto la fanfic originale e… bè, qualcuno mi può gentilmente spiegare che vuol dire “La salutai, approssimandomi a lei”? O__o

  6. Non fraintendete, non mi riferisco alla grammatica, ci mancherebbe O_O
    Odio chi non usa il congiuntivo dopo il “che”, oppure mette il condizionale dopo il “se”, e altre varie.
    E..boh, va beh >_> tolgo il disturbo, sono a corto di parole.

  7. Comunque!’Sta tizia (l’autrice di questa fanfic)… ma che problemi ha?
    Ricordate che qua critichiamo le fanfiction, ma rispettiamo gli autori

    bravissima comunque!
    Se ti rivolgi all’autore della recensione, sappi che è un maschio (e, per inciso, sarei io xD)

  8. Eh, se non fosse per il nostro giacobino che tiene alta la bandiera… HO DETTO LA BANDIERA.
    La reccy è lol. Dal YES WE CAN, alla battuta sulla Punto, a torna casa lessico, all’acqua piena di fervore (che c’entra sempre)… all’intervento dell’onorevole Cetto.
    Un applauso a Skeight, che sta riuscendo egregiamente a superare l’handicap che il suo cromosoma Y gli causa.

    Tornando seri per un momento, anche se fa caldo e non è proprio facile facile… ho trovato questa storia fastidiosa. E no, non per via della classica Sue che riuscirà a sedurre il classico figo.
    L’ho trovata fastidiosa perché è pesante, nella scelta dei termini (alcuni assolutamente inappropriati) e della sintassi. Dà come l’idea di voler mostrare una cultura e un dire forbito che l’autrice in questo contesto non dimostra di avere.
    All’ assordante squillo della sveglia sul comodino a fianco del mio letto, susseguì a fatica l’ apertura dei miei occhi, che venendo incontro all’ immagine del soffitto vuoto, mi avvertì del mio risveglio.
    A parte il fatto che susseguire è del tutto inappropriato come termine… apertura degli occhi? Che avverte del risveglio?
    Non era molto più logico e fluido scrivere “la sveglia sul comodino mi svegliò col suo trillo, e quando aprii gli occhi mi ritrovai a fissare il soffitto” o qualcosa del genere?
    mi sforzai nell’ intento di ruotare lo sguardo sul quadrante del mio orologio da tavolo e mi accorsi di che ore fossero: le sei in punto.

    “Mi sforzai di guardare la dannata sveglia ecc…”? Iamme bell’, su!
    feci irruzione nello spazio che svolgeva alla porta di uscita, capeggiato da un longilineo tavolo?

    A parte il fatto che “longilineo” non lo considero un aggettivo adatto ad un tavolo, ma poi… chiunque scriva sa che adoperare determinati aggettivi rallenta l’azione narrata? Questo “longilineo” fa a pugni in maniera atroce con “irruzione”. Così come la corsa verso l’ascensore: quante parole inutili? Quanti dettagli fanno sembrare che quella corsa duri mezz’ora buona?
    E ancora, sensi estetici? Estrinsecazione del volto? Ora, è bello voler usare delle parole diverse. Ma non basta aprire il dizionario “sinonimi e contrari” per ottenere l’effetto desiderato. Il sinonimo non è sempre ed esattamente la stessa cosa alla quale si riferisce il sostantivo corrispondente, quindi sarebbe buona norma stare un po’ a riflterrere, anziché riportare il primo che capita sotto il naso.
    sopraggiungere colui che stava rumoreggiando.
    Questa frase, per esempio, pare sia uscita dal Babelfish dei sinonimi (esiste?).
    Sopraggiungere non vuole il complemento oggetto, suvvia! Rumoreggiare?
    La capienza di essere valoroso equivale alla capacità? Ma capienza è sinonimo di capacità intesa come unità di misura, non di altro!
    Di taciturnità non si parla dai tempi di Baretti.
    I punti sul registro, di solito, non si denotano.

    Questo per dimostrare che, se alla base non c’è un’idea valida, nemmeno il più strampalato dei linguaggi può sollevare le sorti di una fyccina.

  9. Scusa Skeight ç___ç mi sto frustando con il cilicio per il mio errore, soVVy davveVo.

    Quoto in tutto Odio, ha espresso perfettamente quello che frullava nella mia testolina ma che non riuscivo a esprimere con parole dal minimo significato italico… mi approssimo a te nell’affermare che il linguaggio contenuto in codesta fanficsion è non molto…vabbè, la smetto. Scusa ancora Skeight ç__ç

  10. Complimenti Skeight, sei riuscito a rendere sopportabile la lettura di questa ficcyna…Troppi passati remoti, troppi termini presi dal De Mauro e inseriti a casaccio…

  11. Torna a casa, Lessico
    me l’ero perso 😄
    Geniale X°

  12. Oddio… non è che l’autrice è in realtà Joey Triviani sotto mentite spoglie? Questa ficcy mi ricorda troppo la lettera di raccomandazione che scrisse per Monica e Chandler in non ricordo quale puntata dell’ultima serie, utilizzando per ogni parola il dizionario dei sinonimi.
    Ogni singola frase mi fa tornare sempre in mente: “Homo sapiens dal muscolo cardiaco aureo”… 😄
    Comunque, Odio ha centrato il punto: troppi termini elaborati messi a casaccio, quasi a voler mostrare una conoscenza del lessico che evidentemente non si possiede.
    Io approvo appieno l’uso del dizionario dei sinonimi (o di babelfish per sinonimi, sempre che esista XD), ma con cognizione di causa!
    Dimenticavo: bravo Skeight! Torna a casa lesicomi ha stesa!

  13. Ovviamente era torna a casa lesSico.
    Il maledetto splinder mi ha fatto partire il commento priam che lo rileggessi…

  14. E la citazione era da Friends…

  15. Non ho parole…
    Va bene dilettarsi con la fantasia, va bene darsi un’aria da persona che “conosce” i sinonimi….
    ma povero criterio, é stato snobbato di brutto! Poverino, vieni dalla mamma, ci penso io a consolarti!
    La frase di Skeight é da 10 e lode (Lessico, mi manchi! XD)!
    Bella recensione!

    Serenity

  16. Oh oh oh oh oh miei cari figliuoli, quanto tempo, che giUoia rileggere una succulenta recensione grondante ironia dopo mesi di siccità e orride ficcyne impunite…meno male che Skeight con virile fermezza ha rimesso in moto gli ingranaggi, altro che noi inutili femmine, tsk.

    Ahh, Final Fantasy VIII, quanti ricordi: il mio primo gioco per Playstation, la mia prima cotta virtuale (eh, Squall…tipico di una quindicenne), la prima volta che ho intensamente desiderato che un personaggio prendesse vita per poi ucciderlo a randellate (eh, Rinoa…tipico di ogni essere umano con Q.I. a due cifre). Ci sono tanti modi per rovinare un bel ricordo, ma una fyccina è sempre il migliore…in tutta la mia decennale carriera di lettrice acida e tracotante non ho mai visto una storia dove ci sia stato un così massiccio ed ingenuo utilizzo della funzione “sinonimi” di Word; voglio dire, io l’ho appena usata per scrivere “tracotante” XD, ma da qui a sperare che un programma di videoscrittura colmi gli immensi vuoti lasciati da lessico e grammatica ce ne vuole, eh.

  17. Ops. Il commento di sotto è mio.
    Chris

  18. La considerazione sulla virile fermezza mi commuove profondamente *O*

  19. Più che altro, non ha la pallida idea del significato della parole che scrive.
    Sicuri sicuri che non sia un fake?
    (Più che altro spero che sia un fake.

    Noes (vostra fedele lettrice, poco assidua commentatrice. Pardon T_T)

  20. Recensione magnifica, skeight.
    E “torna a casa lessico” mi ha fatto sghignazzare per una mezz’ora buona.

    Hyena

  21. Mi unisco anche io al momento nostalgia di Chris…ah, Squall…non ho ancora buttato via il poster che comprai alla mia prima fiera di Lucca *O*

    Il mio primo gdr Square, il mio primo pianto per un finale di suddetto gdr…e le smadonnate perché non riuscivo a sconfiggere Edea al secondo cd, o Artemisia nel finale!E mi mancava sempre un nulla…>.<

    Tornando al presente, quoto in pieno quanto ha scritto la nostra Odio; questa ficcyna mi sa tanto di voler strafare senza sapere come. In certe frasi ho voluto sperare che fosse una storia tradotta con il mitico Babelfish, lo giuro. In più, da un’autrice che addidirittura si ricorda che la camera da letto di uno studente al Garden è preceduta da un’anticamera (descritto malissimo qui, ma il tavolo c’è…) mi aspettavo un minimo di coerenza su come siano finiti i personaggi dopo la Compressione Temporale e la sconfitta di Artemisia…e Quistis aveva annunciato di lasciare l’insegnamento ancora nel primo cd.

    Ottima recensione Skeight, davvero!^_^

    Arwen

  22. Eggià che Splinder non accetta certi caratteri… era:
    Final Fantasy ♥
    Final Fantasy ♥
    Final Fantasy ♥
    *saltella come un’imbecille*

    Final Fantasy. Maltrattata in questo modo, martoriata, dilaniata. Perché? Solo questo, chiedo io. Perché?

  23. Mi lavai i denti, poi mi detersi il viso con del sapone e lo sciacquai con dell’ acqua gelida, opportuna per riprendermi dal sopore

    ._.

    Sopore? o_ò

    – Per caso siete diventate gemelle? – domandai scherzosamente.
    – Spiritosa! – borbottò Kim maliziosamente.

    Ma questa è una di quelle che legge doppisensi ovunque? °_°

    { intendo il personaggio }

  24. aaaah dimenticai di lasciai il mio nome >_>

    coff 😄

    BagnagnaH, Novella Lettrice

  25. Non so se sia peggio la fyccina o la faccia di quel macaco di Obama sparata a tutto campo…
    M.

  26. Non so se sia peggio la fyccina o la faccia di quel macaco di Obama sparata a tutto campo…
    Possibile risposta: tra le due, è peggio il tuo commento razzista
    Skeight non loggato

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