Archivi del mese: giugno 2008

Ai fil iu, OOC

Amici del club giacobino, in un recente passato abbiamo appurato assieme che non esiste posto come Londra. Quel che ancora non sapete, e che io mi appresto a rivelarvi, è che i mortiferi complici Benkamin Barker aka Sweeney Todd e Nellie Lovett, nel loro intimo, sono vivaci e zuzzurelloni quanto ragazzini di terza media, se non di terza elementare. Prova ne è che non appena se ne presenta l’occasione si prestano ad attività istruttive quanto acchiapparello, nascondino e il gioco della bottiglia, e vi assicuro che invece che a simili passatempi preferirei saperli dediti a un gioco di ruolo ambientato nella Londra vittoriana (a loro contemporanea).
Ce lo racconta GIOCHI DI MEZZANOTTE, di nellie89.

E’ ormai calata la mezzanotte su Fleet Streat quando il nostro barbiere preferito si sveglia di soprassalto, desideroso di bere del gin. Non meravigliatevi di ciò, evidentemente il controllo del Super Io sul suo Es è ormai piuttosto labile, visto anche che senza indugi il nostro s’alza e va a procurarsi il prezioso bicchiere; ma nel buio (nella notte e nel buio) della bottega, o meglio del negozio, scorge una sagoma umana seduta al tavolo. Ne vede addirittura gli occhi, chiusi, e le labbra incurvate in un piccolo sorriso.

Non d’un ladro si tratta ma di Madama Lovett, che prontamente propone a doppia B di giocare. "A cosa?" domanda l’infelice, che ancora non sa cosa lo aspetti. "Obbligo o verità" , risponde pronta la letale panettiera, che in un impeto di generosità si premura anche di spiegare al suo compagno le regole del gioco.

Era ubriaca. Era evidente che lei fosse ubriaca. Le opinioni di Sweeney mi trovano perfettamente d’accordo, come pure le sue azioni: difatti si dirige verso l’uscio, probabilmente in preda al panico più totale. Col trucco più vecchio del mondo l’astuta Lovett è capace di richiamarlo indietro: insinua che Sweeney abbia paura, al che, naturalmente, l’idiotico barbiere di Fleet Street non può che cedere e partecipare al gioco.
La prima domanda la pone lui: chiede se Mrs Lovett desiderasse davvero diventare fornaia. La risposta è illuminante:

“Che razza di domanda è questa Mrs Todd?” “Adesso tocca a me fare domande piccola” “Bene, si” “Il mio turno…obbligo o verità?” “Verità” “Perché mi odiate Mr T?”
Non ho capito un cetriolo di quanto è avvenuto tra i due, ma ho il sospetto che sia stato qualcosa di brutto brutto brutto, neh.
Lo psicotico imbecille di Fleet Street, l’omonimo ma-no-che-non-sono-Sweeney-gli-somiglio-solo-un-sacco, afferma di non odiarla. In effetti, piuttosto che odio mi sembra provi un completo disinteresse per la volonterosa signora, che tuttavia è scettica di fronte a una simile risposta. Forse per questo decide di sobbarcarsi l’obbligo, e su ordine del sadico barbiere assaggia uno dei suoi pasticci.

Poi tocca a lei prendere le redini dell’emozionante attività ricreativa, e Sweeney si dichiara disposto all’obbligo.
Serata di gala da Chi vuol essere giacobino: venti milioni di franchi a chiunque riesca a indovinare cosa la perfida Lovett obbligherà lo spaurito barbiere a fare.
Lei, signora? Sentiamo. No, mi spiace, non lo costringerà a ricamare a punto croce. Lei, con la mano alzata? No, non lo forzerà a scrivere una NC-17 Turpin/Anthony/il bastone di Bamford. Lei che saltella? Mi scusi, non credevo volesse semplicemente andare al bagno.
“Io vi obbligo a…baciami!”
Arriverà direttamente a casa di voi arguti giacobini che l’avevate subodorato la bambola del messo Bamford che dice "excuse me my Lord", "gioca con me" e "mamma" quando la schiacci.
Todd è ritroso, ma si fa coraggio e imprime le labbra su quelle della graziosa signora. L’esperienza si rivela meno peggiore di quanto pensasse: Dopotutto erano 15 anni che non baciava una donna.

Dovevamo pensarci prima. E’ per via dell’astinenza che Sweeney Todd, nello scontare la sua pena, s’è ridotto così male. Avrebbero potuto essere abbastanza pietosi da lasciargli una bambola di gomma. No, non quella del messo Bamford.

Il bacio si fa approfondito (sic) e duraturo, tanto che al suo termine Mrs Lovett sospira soddisfatta. Il gioco si rivela terminato – per nostra fortuna – e il barbiere si avvia su per le fatidiche scale.
“Buona notte piccola mia” “Buona notte Mr T"
I dialoghi sono degni del migliore Kiss me Licia, come pure il "ti amo" pronunciato con decisione da Nellie Lovett poco prima che il socio varchi la soglia.
Se servono catini, Ozzy li noleggia a 10 pence al minuto all’angolo di Fleet Street.

La mattina dopo Mrs Lovett si sveglia con un gran mal di testa, un bicchiere vuoto di fronte e oppressa dalle premurose cure del giovane Toby. Per far luce sulla misteriosa emicrania pensa bene di tener chiusa la bottega e, dopo aver comunicato tale decisione a Toby, torna in camera sua e si distende sul letto. In un crescendo di disperazione, ricorda gradatamente ogni evento della sera precedente e sceglie di dirigersi verso gli appartamenti di Sweeney, mentre il cuore sembrava stesse per uscirle dal petto.

La stessa mattina (ogni mattina, a Londra, un Todd si sveglia…) un tristo barbiere è stato incapace di prendere sonno per l’intera notte. Lo vediamo rimuginare, ruminare e rimasticare gli spaventosi (per noi anzitutto) avvenimenti della sera innanzi, e dialogare con la sua voce interiore (schizofrenico oltre che psicopatico).
”Povera Nellie??? Da quando sciocco barbiere ti preoccupi per lei? Da quando è diventata il centro dei tuoi pensieri?”
Da mai. Pertanto torna IC, sciocco barbiere, altrimenti ti ci facciamo ritornare noi a suon di sonore mazzate.
Fortuna che il nostro torna a pensare a Johanna (Johaaaaaaaaaaanna) e a Lucy, rassicurandoci non poco. Ma siccome vuol continuare a farsi del male (cit.), con un guizzo il suo pensiero devia verso Mrs Lovett, descrivendo i suoi capelli come neri come l’ebano e non privi di ciocche rosse.
Sweeney Todd, signori, è ufficialmente diventato daltonico.

D’improvviso la porta della sua stanza scatta.
Desiderosa di sapere in che posizione si sia classificata per i 100 metri, stendo un velo pietoso e faccio calare il sipario sugli intrattenimenti preferiti di un barbiere e una fornaia della Londra vittoriana (perché le carte, attenzione!, erano fuori moda).