Archivi del mese: maggio 2008

The exorcism of Nate 'Near' River

Sapevate che uno dei testi base del corso di Sociologia delle fanfiction è La partenogenesi del fandom?

Se la risposta è sì, avete preso una solenne cantonata: Sociologia delle fanfiction non esiste. Però la partenogenesi ci deve essere, altrimenti non si spiegherebbe la nascita di certi sotto-fandom che ormai fanno storia a parte rispetto alle storie originarie. Un buon esempio è Death Note, in cui la corrente delle ff dedicate ai gai (non gay – anche se, insomma, a volte sembrerebbe…), insomma, ai lieti passatempi della Wammy’s House ha ormai quasi monopolizzato quella sezione del Tempio, e forse anche di altri archivi. Bisognerebbe analizzare questo fenomeno per capirne i motivi.
Tutta questo discorso pseudo-accademico ha due obiettivi: allenarmi alla tesi e introdurre Lovely Bet di Serenity, long-fiction dedicata ai successori di L: si tratta infatti di una MelloXNear e una NearxMello, come ci informa, con grande amore per le sfumature, l’autrice. La suddetta ci informa anche che il linguaggio è un pò colorito,ma non è così fastidioso da urtare la vostra sensibilità. Mi fa piacere che la vestale ci conosca tutti così bene, spero solo che non sia una agente della CIA o, visto il contesto, dell’SPK. Infine, prima di lanciarci nella storia vera e propria, veniamo informati che nella fic (“Vesty, mi fai vedere la fic?” “Ma come ti permetti? Maiale! Porco!” “Ma che hai capito? Intendevo la fanfiction…”) Mello e Matt hanno quindici anni, e Near quattordici. Considerato che Mello lascia l’istituto quando Near ha tredici anni, questa notazione non sembra avere altro scopo se non quello di voler inserire a viva forza un anacronismo, ma non cerchiamo il pelo nell’uovo.
Non fatevi ingannare dalla definizione “commedia” e “comico”: questa fanfiction in realtà è la cronaca di un dramma, il dramma di un fanciullo innocente che cerca disperatamente di restare IC, ma purtroppo finisce per soccombere al diktat shonen ai che sembra vigere nel fandom dell’agendone killerone.
La storia inizia infatti con un Near con le migliori intenzioni, desideroso di trascorrere un pomeriggio con il suo puzzle monocromatico e i suoi robot giocattolo. Certo, molti potranno pensare che a quattordici anni sarebbe ora di cercare modi migliori per passare il tempo, ma ricordate che Near è più intelligente di tutti noi messi insieme, e sa bene che in quella succursale di Hogwarts che è diventata la Wammy’s House gli svaghi disponibili non sono adatti ad un giovinetto ancora illibato, quindi meglio restare per i fatti propri e non andare a cercare guai.
Pia illusione! Sono i guai che lo trovano, sotto forma di Matt, che lo raggiunge per fargli una proposta:
“E’ semplice: tu mi toglierai questa soddisfazione e io ti ricompenserò adeguatamente.”

So a cosa state pensando, ma tranquillizzatevi: è qualcosa di peggio. Matt vuole infatti fare uno scherzo memorabile a Mello, e questo scherzo dovrebbe consistere in un bacio a tradimento affibbiatogli dal suo grande rivale, vale a dire proprio Near. Memorabile davvero. Ma perché Matt vuole dar sfoggio di questo “brillante” senso dell’umorismo? Per vendicarsi dell’amico che gli ha cancellato una partita alla PSP.
Se L è un emo e Mello un truzzo, Matt si riserva un posto d’onore nella categoria dei bimbiminkia.
Near resiste stoicamente alla direzione che la trama sta prendendo, e risponde proprio come ci si aspetterebbe da lui: “Non se ne parla”.
A quel rifiuto,Matt assunse un’espressione esterreffatta
. Ovvio: un personaggio di manga che rifiuta di scambiare effusioni con il suo acerrimo nemico? È inaudito! Ma dove andremo a finire?
Di fronte alle insistenze del tossicomane, che lo tenta promettendogli un vecchio Game Boy argentato (quasi in tinta con Near), il nostro eroe cerca di ricorrere a spiegazioni logiche per evidenziare l’assurdità dell’idea e la pericolosità della reazione di Mello. A questo punto Matt, sconfitto sul piano dei ragionamenti – anche se in questo caso lo avrebbe battuto pure Matsuda – passa al piano di riserva: si inginocchia ed inizia a implorare: “Posso anche addossarmi tutta la colpa,ma non dirmi di no! Ti prego,ti prego,ti prego, ti prego!”
Illuso! Figuriamoci se di fronte a questa scena raccapricciante – e alla mancanza di spazi dopo le virgole – Near cederebbe, glaciale com’è!
“Immagino di non avere molta scelta. Accetto la tua scommessa.”

I beg your pardon?

Near, per carità! Come sarebbe a dire che non hai scelta? Puoi chiamare Roger e denunciare Matt per istigazione alla prostituzione, puoi fingere una crisi epilettica dovuta ai riflessi del sole sul puzzle bianco, puoi semplicemente continuare a rifiutarti, ma non puoi cedere così dopo esserti difeso così tanto e così bene dai tentacoli dell’OOC!
Niente da fare, Matt esulta e se lo trascina dietro come se fosse un orsacchiotto di pezza, e insieme vanno alla ricerca di Mello.
Lo trovano nel giardino, appoggiato ad un albero, addormentato e con un libro di poesie di Shakespeare al suo fianco. Non leggevo una descrizione così impregnata di lirismo dai tempi di Melissa P.
Alla vista del Mello addormentato nel bosco Near sente il cuore battere più velocemente, e non riuscì a spiegarsi il perché di ciò. Io una spiegazione ce l’avrei, ma vorrei tanto non fosse quella giusta.
Il tredicenne è esitante, ma il bimbominkia lo esorta all’azione, ed estrae una macchina fotografica.
“Allora siamo d’accordo: io mi nasconderò dietro ad un albero con la macchina fotografica e tu ti avvicinerai a Mello senza svegliarlo ed incollerai le tue labbra alle sue per un paio di minuti,giusto il tempo di fare,diciamo,tre o quattro scatti,dopodichè ce ne andremo alla svelta nelle nostre camere prima che si svegli. Hai capito tutto?”

Io ho capito che le vere intenzioni di Matt sono quanto meno equivoche.
Meglio non indagare, anche perché in tutto questo la cosa veramente sconcertante è che Near si presti al gioco. Eccolo che si avvicina al volto di Mello, e sente aumentare ulteriormente le palpitazioni, avverte il profumo dei suoi capelli,una fragranza delicata che invadeva piacevolmente le narici del naso. Near chiuse gli occhi per assaporarla a fondo e per ascoltare il ritmo regolare del suo respiro.
Potrei stare ore e ore qui

Ad accarezzare

La tua bocca ed i tuoi zigomi

Senza mai parlare

Senza ascoltare altro, nient’altro che

Il tuo respiro crescere

Senza sentire altro che noi

Nient’altro che noi
*O*
Ora sappiamo che alla Wammy’s House trasmettevano a ripetizione Max Pezzali, il che spiega anche la capacità di L di assorbire quantità industriali di zuccheri. Tra l’altro, dalla regia Red Ronnie mi segnala che ne La regola dell’amico tutti “prendon posto accanto a te / accanto ai tuoi capelli che / hanno quel profumo…”, quindi i casi sono due: o negli orfanotrofi Max rules, o l’ormai leggendario “biondino degli 883” è Mello.
Tornando alla storia, Near, mischinu, è preda dello smarrimento.
Possibile che bastasse così poco per provocargli quella reazione?

No.
Che si stesse innamorando di lui?

Neanche.
Si decise che avrebbe riflettuto con calma sulla situazione in camera sua.

Ecco, bravo, ritirati nella tua stanza e rifletti sulle prossime mosse per sconfiggere l’OOC.
Purtroppo, questo non avviene. Near continua ad indugiare sul volto di Mello, forse un po’ troppo visto che Matt, con il tatto di un orango, gli bisbiglia di muoversi. E così il successore del più grande detective del mondo indugiò per un secondo,indeciso se varcare una soglia che celava segreti sconosciuti,poi,con dolcezza,posò le labbra su quelle di Mello.
L si sta rivoltando nella tomba, e ora mi tocca rimboccargli la lapide.
Potremmo stendere un velo pietoso sulla sconfitta di Near, che perde tutto ciò che era rimasto del suo personaggio originale. O meglio, vorremmo, ma non possiamo, perché non è finita qui. Il laido Matt, infatti, gioisce per la sua vendetta e scatta le foto compromettenti, ma quando avverte Near che tutto è finito, l’altro non se ne accorge nemmeno, e continua a baciare Mello.
Improvvisamente capisco tutta la faccenda degli elfi del catino.
Matt lo richiama, ma Near persiste nel bacio. A questo punto è lecito supporre che sia stato posseduto dal GoS. Il bimbominkia, terrorizzato da ciò che Mello potrebbe fare se si svegliasse, alza la voce e inizia a sbracciarsi in maniera grottesca, ma niente, servirebbe un esorcismo per liberare il giovane River dal malefico influsso vestalico che ormai lo domina.
La situazione precipita quando Mello sta per svegliarsi: i due complottardi se ne accorgono, Matt scattò in avanti e corse verso il ragazzo dai capelli bianchi [perifrasi che aiuta davvero a esprimere la rapidità del tutto] Afferrò il collo della camicia con tutta la forza che aveva in corpo [e quanta forza ci vuole per afferrare una camicia?] e,con una velocità degna di un pilota di Formula 1 [qui ci vuole la forza!],lo trascinò,precipitandosi a nascondersi dietro ad un angolo dell’orfanotrofio e lasciando dietro di sé una scia polverosa [alla Wammy’s House non puliscono spesso, a quanto pare].
Mello si sveglia lentamente, come l’ippopotamo in tutù di Fantasia, e mentre si stiracchia si accorse di avere qualcosa di umido sul mento […] saliva… che non era sua e che non era fuoriuscita dalla sua bocca!
Ora, tralasciando il disgusto per l’immagine mentale di Near che sbava come un cane idrofobo – concediamogli l’attenuante del primo bacio – come diamine fa Mello a sapere che quella saliva non è sua? La riconosce dal sapore? Spero di no, perché vorrebbe dire che se la rimette in bocca, e c’è un limite a tutto; allora per il colore? Già più probabile, con tutta la cioccolata che mangia Mello deve avere una saliva marroncina, o al più beige, quindi se è di colore normale non è sua.
Sta di fatto che il nostro si infuria come un toro, e non ha tutti i torti, e inizia a gridare ai quattro venti in cerca del molestatore. Matt e Near ascoltano le sue urla dal loro nascondiglio, spaventati; ma se Near comunque cerca di dominare la paura e di mostrarsi impassibile, Matt invece è terrorizzato, e questo nonostante abbia convinto l’altro a prestarsi allo scherzo garantendo che Mello non sarebbe andato oltre qualche schiaffo, e che comunque lo avrebbe protetto da eventuali rappresaglie. L’abisso tra la spavalderia a parole e la paura nei fatti lo fissano per sempre nel ruolo di bimbominkia.
Su questa scena vagamente ispirata a Shining si chiude il primo capitolo. Che dire? Per parlare in tutta onestà la ff non è malaccio, è adeguata a ciò che si propone di essere, una storiella comica senza troppe pretese, a parte lo stile un po’ zoppicante in certi punti procede in maniera scanzonata come si addice ad una commedia, e la scena del bacio che non si interrompe è anche una trovata divertente. In più l’autrice spesso mostra ciò che avviene, più che descriverlo, ed è certo un punto a favore.
Solo che… Near!
Era riuscito a mantenere la sua dignità, grazie al grande successo del pairing Matt x Mello, speravo che almeno lui si salvasse, e invece niente, è stato posseduto anche lui, e come se non bastasse si comporta da perfetto allupato come nemmeno L in TransPub. In più, ora la sua vita è alla mercè di Kira, visto che è venuto meno lo scudo protettivo della mancanza di foto. Quindi ricapitoliamo: reputazione infranta, incolumità fisica in pericolo, vita a rischio. Danno, beffa e cocci, che altro si può desiderare dalla vita? E nonostante tutto questo, nonostante abbia accettato la proposta di Matt senza nessun motivo logico, nonostante abbia compromesso l’operazione baciando Mell oltre i limiti della decenza, il giovane Wert… Near ha anche il coraggio di prendersela con il suo compagno (di sventura, intendiamoci!) dicendogli, in chiusura di capitolo, “Te l’avevo detto”.
Ma inutile tergiversare: non ho scritto questa recensione per lodare Near, ma per seppellirlo: lievi gli siano la terra e, soprattutto, l’OOC.

Harmony a Hogwards, Capitolo Secondo

Questa recensione può essere seguita in onde medie su RadioFastidious e con i sottotitoli alla pagina 777. Trattasi di recensione con contenuti espliciti, poco adatti ad un pubblico minorenne. Come si dice dalle mie parti, fatevene in conto.

 

Riassunto della puntata precedente: Una nuova, fighissima Sue stimola le voglie dell’esimio Snape, più OOC di un piccolo orsetto del cuore che si dedica al traffico internazionale d’organi. Si scopre poi che il suddetto Snape ama nascondersi nel buio (corre, corre, è Batman Baaaaatman) e palpeggiare il sedere alla nostra protagonista. I due si scambiano un bacio appassionato, dopodiché la Sue scappa.

Link alla puntata odierna: http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=211068&i=1

 

La nostra fanciulla si ritira nelle sue stanze, in preda ad un conflitto interiore senza pari:

Sentivo due parti emergere dentro di me, l’una l’opposto dell’altra.[Lilian è una trans.]

Una mi diceva di andarmene, di finire questo gioco che mi avrebbe solo fatto del male; l’altra desiderava continuare, andare fino in fondo, fino a sentire il piacere che mi avrebbe fatto conoscere quel mondo di malizia…

Malizia, profumo d’intesa!

La nostra figherrima protagonista non sa che fare: è maggiorenne, vaccinata, ma rimane una studentessa di Hogwarst (sic!). La poverina è piuttosto confusa, e continua a porsi il dubbio amletico ( e intelligentissssssimo): “Ma siamo sicuri che fosse Snape? Non l’ho visto in faccia, dopotutto.”

Ma porca paletta, riflettiamo.

Porno-Lilian si reca nell’ufficio di Snape e gli fa delle esplicite avances facendo palesi le sue sordide intenzioni (e non mi dite che massaggiarsi il petto non è provarci. Almeno avesse avuto il Viks Vaporub, gliel’ avrei tenuta buona).

Lui è visibilmente agitato.

In giorno seguente la guarda come Silvestro guarda Titti il canarino.

Appena se ne va a gironzolare da sola un losco figuro la assalta.

Chi potrà mai essere? No, dico, ragioniamo insieme! Voi avete un’altra idea plausibile? Devo avvertirvi che io non sono stata di sicuro, ho un alibi per quel giorno e quell’ora. E preferisco gli uomini.

Le Sue me le ricordavo più intelligenti.

 

A fugare i dubbi di Lilian è l’incontro successivo, nell’ufficio del professore: ella è imbarazzata, e fissa il pavimento. Tesoro, mi sembra un po’ tardi per imbarazzarsi: ci hai già slinguazzato, con Snape, non vedo come la situazione possa farsi più compromettente. (Si, signori/e, abbiamo appreso che la calda striscia è la lingua. Ringraziamo tutti insieme il nuovo giacobino onorario che ci ha aiutato nel rebus, il mio uomo).

Lilian ha voglia di lui (anzi, per dirla alla Moccia, HVDL). Lui passa in maniera imbarazzante dal tu al lei. Tripudio di virgole a caso. E poi accade questo, che mi ha lasciata più basita di tutto ciò che segue (e ce ne vuole, eh!)

Snape si avvicina sempre più, poggiando come l’ultima volta le sue mani sui bracci della sedia, fino a farmi sentire il suo caldo alito annacquarmi il volto.

I bracci della sedia sono un po’ come i diti nel naso, e il volto annacquato dall’alito caldo mi ha fatto ricordare quel vecchio rimedio che mia nonna utilizzava per farmi passare il raffreddore: viso sopra una pignatta d’acqua bollente e asciugamano in testa. Mai provato? Ve lo consiglio. Una goduria.

Snape la smena tre quarti d’ora con la storia del cazzeggio durante la lezione, e io comincio ad innervosirmi. Lo sappiamo tutti dove vuoi arrivare, Bell’ Antonio, quindi vediamo di muoverci, che ho da fare (Non è vero, ma fa’ tanto fyko).

Ma Snape pare costipato, e non se ne fa nulla. Io comincio a vedere uno spiraglio di luce. Forse il Nc-17 rimarrà una dichiarazione d’intenti non realizzata!

(Lilian, tanto per cambiare, HVDL. Ancora.)

 

E invece no.

Ritiro tutto e mi batto il cilicio sulla schiena.

Lilian decide di infrangere le regole ed esce dalla sua stanza in piena notte. Che mossa assolutamente prevedibile, penso io, e non sono l’unica a pensarla così: la solita ombra di cui sopra la osserva. Solo che stavolta si manifesta: ed è proprio Snape, pelle bianca e lunghi capelli corvini. (E unti, aggiungo io. E naso a becco d’aquila).

Carramba, che sorpresa! E lui dove la porta? No, non ad un raduno di fricchettoni pentiti, e neppure a cogliere le nespole. La porta nel suo ufficio per fare le porcate.

Si, lo so, siete basiti. Ma in qualche modo dovevo dirvelo, e “via il dente, via il dolore”, no?

 

Ora signori/e, dovrei porvi una domanda. Non vi imbarazzate, per favore.

Sono solo io che quando vado a dormire adotto delle mise assolutamente terrificanti? Tipo pigiama con scritta imbarazzante del tipo “You are so… Chick!” e il disegno di una gallina, pantofole di Paperina e crema da notte sul muso per idratare la pelle e prevenire le rughe? Si, lo so, io non sono esattamente un bel bocconcino (diciamo pure che sono cessa), ma anche se fossi una bel pezzo di figliuola dubito che mi abbiglierei come tale Lilian per una sana notte di riposo. A meno che una non abbia in mente il celeberrimo sport del fiki-fiki… Solo allora, forse, indosserebbe una corta camicetta da notte di seta, color verde smeraldo e con una larga scollatura. Ma i gusti sono gusti, e non si discutono. E le Sue sono Sue, non si sindacano. Andiamo avanti, che qua si fa tardi e non siamo ancora arrivati al punto.

Snape, da Batman che era, diventa in un batter d’occhio il cugino primo del Conte Dracula, avido di saziare le sue voglie, ecc ecc. Lilian si avvicina, i loro occhi si incrociano, pathos incredibile, ormoni a mille e frase che non sono sicura di aver compreso:

(…) ma soprattutto sembrava piacergli la mia mano strusciargli invogliata in petto.

Una mano invogliata? Che sarà mai? A me viene in mente un sofficino che va su e giù sulla camicia… Si apre il televoto, al primo che risponderà in modo plausibile in regalo un set di tergicristalli nuovi e una camicia da notte uguale a quella di Lilian.

 

Allora, siete pronti? Siete saliti tutti in corriera? Devo fare l’appello? Dai, veloci, che dobbiamo andare alla Fiera del Pornosoft. Se poi ci avanza tempo vi porto anche a fare un giretto a Fiabilandia, contenti? E non vi azzardate a cantare “Se succede un incidente muore solo il conducente”, che dopo ci lascia tutti in autogrill come l’ultima volta.

Partiti!

A destra osservate mani che afferrano ai fianchi e voglia che cresce. A sinistra potete vedere  mani che passano sul seno e poi sul collo e fiato ansimante. A destra, ora, abbiamo mani che vanno in basso, poi in alto, poi in qua, poi in là… Ahò, autista, piano, che non ci sto più dietro! Vogliamo lasciarlo respirare ‘sto povero uomo?

Ora potete ammirare le vere attrazioni turistiche:

 

Genialata n. 1.

Mentre lentamente scivolavo in quell’eccitamento solenne

Lo voglio anch’io un eccitamento solenne! Come sarà? Immagino mezzosoprani che intonano un’aria in si bemolle e campane che suonano.

 

Genialata n. 2.

mi lasciai andare tra le sue forti braccia, soppesando tutta me stessa su di lui

Magari non soppesando, ma appoggiando. Che c’è una sottile ma fondamentale differenza, eh.

 

Genialata, n. 3.

con un piccolo tocco, quasi innocente, sfiorò la mia lei

La sua… LEI??? Ma dico, nemmeno mia nonna (quella di prima, del rimedio dell’acqua calda), che ha ottantadue anni ed è molto morigerata saprebbe creare una siffatta espressione! Al massimo direbbe “laggiù”, oppure “dove non batte il sole”.

 

Genialata, n. 4 (quel che c’è in mezzo ve lo risparmio, sono troppo frigida per capirne la poesia):

facendo uscire fuori da me un’acqua piena di fervore

Questa è ancora meglio di “lacrimava di donna”! Giacobbini, il vostro cuore non esulta col mio?

Ma perchè l’eccitazione femminile deve sempre sembrare un’esperienza pari ad un autolavaggio a gettoni, ad una cascata dei laghi di Plitvice, ad un gavettone? Perché? Rispondetemi, esigo una risposta!

 

E dopo ciò, amici, vi saluto. Parto. Vado a cercare la mia Lei.

 

 

 

 

 

 

 

 

Federica, la mano amica

 

Onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero

Mettete da parte le vostre bacchette nodose e turgide, perché non vi serviranno. Prendete, piuttosto, paletto di frassino e acqua santa, oltre al solito tegamino di pazienza: il nemico che ci accingiamo ad affrontare, infatti, non è soltanto una Mary Sue; è il braccio destro di Dio. E noi l’accompagneremo nel suo periglioso viaggio in Transilvania, ove è destinata a sconfiggere uno dei figli del Conte Dracula. Laggiù la nostra scoprirà di essere di essere la madre del mostro che deve uccidere, nonché suocera della moglie del mostro che deve uccidere, nonché moglie proprio del Conte, padre morto del mostro che deve uccidere. Nonché nonna della figlia del mostro che deve uccidere.

Suvvia, perché dopo esservi sorbiti la moglie di Frankenstein, l’amante di Lady Chatterley e la cognata di Jeeg Robot d’acciaio vi state formalizzando tanto?

Lo spettacolo è gentilmente offerto da inuyasha1989 a questo indirizzo: http://www.manga.it/fanfic/view.php?c=64762

 

Il sipario (sì, oggi sono artisticamente ispirata), si apre sul confessionale di Città del Vaticano. Ooocchei, scritto così pare che si tratti del confessionale del Grande Fratello, ma

Roma, Città del Vaticano,una giovane ragazza misteriosa entra nel confessionale

vi sembra tanto meglio?

Io dico di no.

Tale giovane (ma va?) ragazza (ma va??) misteriosa (ma va???), ha peccato.

Alla sua implicita richiesta d’esser perdonata, il confessore risponde:

Non è una novità Dafne…quando ti vedo entrare in chiesa è la prima cosa che mi viene in mente!

Quando si dice la reputazione, eh?

Che poi, comunque, si tratta di un peccatuccio da niente, Dafne tende a formalizzarsi per TROPPO poco: cosa volete che sia l’aver distrutto il Ponte Vecchio di Firenze per dare la caccia a quel lupo mannaro!

Aveva finito i proiettili d’argento.

E comunque, non mi pare che nelle tavole della Legge sia mai stato inciso “non distruggere il Ponte Vecchio di Firenze per dare la caccia ai Lupi Mannari”. Cioè, distruggere il Ponte Vecchio è un peccato. Ma non nel senso di “peccato”; nel senso di “peccato!”.

Indi apprendiamo che Dafne, in quanto braccio destro di nostro Signore (lo ripetiamo per chi si fosse messo in ascolto soltanto adesso), è immortale… e, visto che Dio è immortale, lo è anche il suo braccio destro. Sillogismo che, formalmente, non fa una grinza. Peccato che:

1.        Dio sia incorporeo

2.        Il “braccio” sia comunque inteso in senso puramente metafisico

3.        Dafne non sia la mano, e che non si chiami Federica

4.        per uccidere Dracula occorre un Uomo Lupo! dove CAVOLO lo trovo un uomo lupo?

Vescovo: Non imprecare Dafne!!! (suvvia, ha detto CAVOLO, che è pure un ortaggio e tiene al calduccio i bimbi appena nati… mica ha elencato i possibili nomignoli dell’organo riproduttivo maschile, tipo, che so, batacchio, ciollazza, nerchia o vermiceddu, no, ha detto CAVOLO!!) conosco un uomo che ha perso la memoria per i peccati commessi in passato (avrà detto CAVOLO pure lui), prega i Dio (i Dio sono… un gruppo musicale, tipo gli Who?) che non succeda la stessa cosa a te!

Ma a Dafne non solo la cosa è già successa; sta infatti per subire lo stesso delirio nel quale hanno fatto impelagare il suo ben più illustre predecessore. E, come sostegno morale, le rifilano il solito Carl. O Karl. Al vostro buon cuore, insomma.

Il povero fraticello ha bisogno di metabolizzare la cosa: la sua ultima avventura in Transilvania non è stata tra le esperienze che un uomo sano di mente vorrebbe ripetere, e Dafne gli concede il tempo di prepararsi spiritualmente. Anche perché, se così non facesse, non potrebbe certo uscire dalla stanza segreta quando un uomo con un grande cappello (perché non ci vuole un cappello grande, ma un grande cappello!) la urta facendola cadere a terra. (Poi Mirko finita la pioggia s’incontra e si scontra con Licia e cosiiiiiiii…)

Già dal primo incontro, Feder… ehm, Daphne e Gabriel Van Helsing (chi volevate che fosse con un così grande… ehm… cappello?) dimostrano d’essere due anime gemelle da antologia: nessuno dei due ricorda nulla della vita passata (scarabeo stercorario lui e cozza attaccata allo scoglio lei?), ed entrambi hanno perso qualcuno di importante. Questi due sono destinati a diventare più affiatati di Mastella e consorte, eh!

D’altra parte, braccio destro lei, braccio sinistro lui… forse c’è la possibilità di ritrovare la memoria di entrambi!

Basta trovare un cervello, anche in comune, e dovremmo essere a cavallo.

 

Giunti in quel di Transilvania, i nostri eroi scoprono che Dafne è, guardacaso, fondamentale per riportare in vita il… marito. Sì, il marito. Insomma, Dracula. E non lo dico io, eh, lo dice la pergamena che il… figlio sta cercando per riportare in vita il papà:

"Per riportare su questo mondo il Conte Vladislaus Draculia occorre qualche goccia del sangue dell’l’unica persona che esso abbia mai amato nonostante la sua eterna devozione a Satana, versate le gocce di sangue sulla bara del Conte e pronunciate la seguente formula:" In nome del Diavolo fate tornare su questo mondo la creatura demoniaca che abitava questa sacra bara!"

E non dimenticate di mescolare colla vinilica e acqua in parti uguali… solo così il vostro attacco d’arte diverrà duro come una roccia!

Ma di chi sarà mai questo sangue?

Dafne: Credo di essere io (…) ho sentito nella mia testa la voce del Conte, mi diceva che ero la sua sposa e che ero l’unica persona che aveva mai amato….. (questi sì che son colpi di scena) i conti tornano…. (i conti?? Quanti Dracula ci sono??) Il Conte mi ha detto che un altro uomo mi amava……un certo….. (io lo so! Io lo so! IO LO SO!!) Gabriel (ve l’avevo detto, io…).

Ma sappiamo tutti che Van Helsing è un uomo e, in quanto tale, si deve scatenare l’inferno perché si assuma le proprie responsabilità. Solo dopo che Dafne è stata rapita dalla sua allegra famigliola, infatti, gli giunge una visione…una visione del mio passato! Ora ricordo! Io Amo Dafne! Ci dovevamo sposare ma Dracula me la portò via. IO LA AMO!!!!!

Maschi… arrivano sempre in ritardo. O in anticipo. Insomma, mai che becchino la coincidenza!

 

A proposito di tempismo… quando braccio sinistro e frate riescono a raggiungere la loro Dafne, il conte Dracula è già bello che resuscitato. C’è lui, c’è Dafne (che, nonostante sia stata sgozzata e abbia perso sangue, è pimpante e già smozzicata), c’è il loro premuroso figlioletto Vladimirius, la di lui solerte sposa Adrienna, e la piccola nipotina Griet. Dopo questa lettura, sfido chiunque a lamentarsi della propria famiglia.

E ora… pathos. Patite tutti:

Dafne: Gabriel!

Van Helsing: Dafne!

Dafne: Gabriel!

Van Helsing: Dafne!

Dafne: Gabriel!

Van Helsing: Dafne!

Dafne: Gabriel!

Van Helsing: Dafne!

Dafne: Gabriel!

Van Helsing: Dafne!

Ciuchino: Ciuchino!

Dafne: E’ tutta colpa mia Gabriel, ti prego perdonami…….perdonami… (non so, non credo ti perdonerò, sai che fatica, star dietro a ‘sta fycci?)

Van Helsing: Troverò il modo di liberarti da questa maledizione….te lo prometto (la bacia) (ma non è vero, gli uomini promettono, promettono e non mantengono mai)

Dafne: Qualunque cosa succeda ricordati che ti amo e che ti amerò per sempre! (lo abbraccia) Per sempre! AAAAHHHHH!!!(ccattatevillo)

Van Helsing: Dafne! Dafne!

Dafne: Sto cominciando a trasformarmi, (con le lacrime agli occhi (le abbiamo anche noi)) scappa Gabriel! Non voglio farti del male….scappa!

Van Helsing cerca di fuggire (ma che vigliacco merdoso è?? o_O) ma Dracula lo blocca (eh, ci sarebbe mancato altro).

Ora, onorati Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, ricordate tutti cosa diceva Dafne all’inizio? Che per accoppare un vampiro ci vuole un lupo mannaro. Un lupo mannaro dal… grande cappello, e non dal cappello grande. E come fai a crearti un lupo mannaro ex novo? Ma con l’infuso del Vescovo, no?

 

*spot*

Quando il vampiro ti sorprende,

sorprendilo con l’infuso del Vescovo!

È piccolo e pratico, puoi portarlo in viaggio con te e superi anche i controlli in aeroporto.

Ti trasforma in lupo mannaro per un’ora:

se a sconfiggere il vampiro ci metti di più, so’ cazzi tuoi.

Se, per caso, nella lotta ci rimette le penne una persona innocente, rimani lupo mannaro a vita.

Anche mò so’ cazzi tuoi.

Il Vescovo declina ogni responsabilità.

Ma proprio ogni, eh!

*fine spot*

 

Signori miei, vi assicuro che, anche se si tratta di uno spot, non ho aggiunto nulla d’ingannevole: i nostri si sono DAVVERO portati da Roma l’infuso del Vescovo, che DAVVERO trasforma in lupo mannaro per un’ora, e DAVVERO rende la trasformazione irreversibile se chi lo beve dovesse, per caso, ammazzare un’innocente.

Il nostro eroe beve e si trasforma.

E si dà il via ad un confronto epico.

Van Helsing contro Dafne, Van Helsing contro Dracula, Van Helsing contro il figlio di Dracula e contro la di lui consorte… Van Helsing contro tutti. E Fracchia contro Dracula.

Lo scontro è impietoso, crudele, all’ultimo sangue.

Ognuno lotta per la propria vita, o non-vita.

Ognuno lotta per difendere ciò in cui crede, che sia sacro o blasfemo.

Sono solo Van Helsing e Dracula, adesso. Solo loro due. Faccia a faccia, occhi negli occhi. Sangue nel sangue.

Finché…
Griet: Nonno! Nonno! Guardate qua!

Il conte si distrae e Van Helsing approfitta della situazione per ucciderlo per la terza volta.

Dracula: Nooooooo!!!!!! Perchè l’hai fatto Griet? Perchè mi hai distratto?

Griet: L’ho fatto perchè sono stanca di essere una vampira, voglio essere una bambina come tutte le altre e non voglio fare del male a nessuno! IO ODIO I VAMPIRI!!!!!

Dracula: NOOOOOOO!!!!!!! AAAAHHHH!!!!

Dracula muore e le sue ceneri si dissolvono nel nulla. Van Helsing torna ad essere un uomo.
Io… non ho avuto il cuore di interrompere una scena così drammatica. Sarebbe stata un’offesa al vostro senso artistico, al vostro bisogno di compenetrarvi nel pathos che solo il culmine di una battaglia dal vago sapore ancestrale può possedere.

Dafne, comunque, muore.

Fa sempre piacere quando una Sue tira le cuoia, vero?

Ebbene Mangiamorte, Dissennatori e corrotti membri del Ministero, attendete prima di festeggiare sgozzando un babbano a caso: la piccola Griet, infatti, che tanto è stata utile prima, adesso torna con la Vera Verità: se ami veramente la mia nonna allora devi baciarla, solo così potrà tornare in vita ed io e il mio papà potremo tornare esseri umani! (…) sta per scoccare l’ultimo rintocco della mezzanotte, se la baci dopo la mezzanotte l’incantesimo non avrà più effetto e perderai la nonna per sempre.

Mi sa che la bimba ha fatto un po’ di confusione tra Cenerentola, Biancaneve e la Bella Addormentata… ma è solo un’impressione.
Van Helsing bacia Dafne, appena le loro labbra si toccano l’ultimo rintocco della mezzanotte scocca. Una luce abbagliante appare sopra le loro teste e una voce dall’alto si rivolge a Van Helsing.

Dio: Gabriel!

Van Helsing: Chi sei?

Dio: Sono L’onnipotente (Van Helsing: quello che mangia di tutto?; Dio: Quello è l‘onnivoro, CRETINO!), hai fatto un ottimo lavoro e per questo la tua amata avrà salva la vita. Inoltre farò tornare esseri umani Vladimirus e Griet, sono gli unici vampiri a cui ho concesso di avere un animo umano e loro non hanno mai smesso di credere in me.

Questo non è Dio. È Albus Silente.

Che, con un colpo della magica bacchetta di sambucA, salva Dafne e trasforma in esseri umani Vladimirius e Griet.

Vladimirus: Che bella sensazione sentire di nuovo il calore del sole sulla pelle.

Griet: Avete ragione padre, d’ora in poi potremo sentire questa sensazione per tutta la vita.

Van Helsing: Torniamo a casa.

Dafne: Ma Gabriel noi non abbiamo una casa!

Van Helsing: Ce l’avremo Dafne, la costruirò io per te su una verde collina (dove nascono speranze?? O_o), (si inginocchia) Dafne…..vuoi sposarmi?

Dafne: Sì Gabriel! Ti sposerei anche 10 (non dieci… 10!!) volte se potessi.

Tutti partono per tornare in Italia (pure Vladimirius e Griet?? E poi ci lamentiamo della Bossi-Fini, vero?? Che poi vengon qui, a rubare il lavoro agli ex-vampiri italiani!), Van Helsing e Dafne finalmente si sposano e vissero tutti felici e contenti per l’eternità.

Ecchecculo…

No place like London

Vi sono degli assiomi che stanno alla base dello scibile umano. Il primo: ogni volta che viene inaugurata una nuova sezione del Tempio, una marmotta muore. Raccogliendo pietosamente la creatura stramazzata ai miei piedi vi invito, mio stimatissimo pubblico di rivoluzionari, a non attendere la venuta dei moscardini ingozzandovi dei salatini del rinfresco, bensì a seguirmi attraverso la soglia marmorea che reca l’insegna “Sweeney Todd”.
Ad accoglierci, LA FINE CHE CI HA UNITO di Tonks94.
Comincio col dire che la storia contiene SPOILER MASSICCI per chiunque non fosse arrivato a vedere l’ultima, splendida opera di Burton dal principio alla fine (o comunque non conoscesse la storia per altre vie), ergo vi consiglio vivamente di correre a vedere il fil… di nn lggr se nn v piace… no… di chiudere immediatamente la finestra del browser se non avete prima visionato la pellicola.

…siete ancora qui? Sciò, ho detto. Sciò!

Il corpo di Lucy, l’ormai sfigurata consorte del barbiere, giace a terra in una pozza di sangue innocente. Proprio lei, disgraziata creatura, motivo scatenante della vendetta del tristo Sweeney, colei che credeva morta, invece era viva, ora morta.
Fermiamoci un momento.
Dal momento che dal Singleton, dal Getto e da Scevola Mariotti suona occupato, sono lieta d’introdurvi alla domanda da un milione di dollari della serata: che scuola ha frequentato Sweeney To… no, che vorrà mai dire il nostro feroce e sanguinario tagliagole?
Avanzo ipotesi:
– Lucy è morta. Poi è risorta. Poi è morta di nuovo.
– Lucy era viva. Adesso è morta, ma per un disguido non si trova sull’Acheronte bensì a Busto Arsizio.
– Lucy era viva, poi è morta, poi è tornata in vita, poi è morta, poi ha prenotato una sdraio al limbo con cinquanta pence di mancia a Caronte.
Sweeney si dispera, il suo pensiero sfiora abissi tali da spingerlo a formulare acute considerazioni sulla brevità della vita e sulla sua sanguinolenta metà. “E pensare, che fino a poco tempo fa… era viva!” geme lo sciagurato, dimostrando di avere le idee assai meno chiare delle nostre.
Quindi, com’è giusto, non riesce a perdonarsi il terribile gesto; sotto gli occhi protettivi di Mrs Lovett, ormai incapace di trattenersi, sbotta: LO UCCISA IO PER COLPA TUA!
Il dramma è tale da far dimenticare al barbiere le più elementari norme linguistiche (no, non è una svista, è la seconda volta che l’espressione compare sulle sue labbra emaciate in questa esatta forma). Evidentemente Anthony si è curato della salute dell’uomo ma non d’insegnargli la grammatica, e andrebbe ripreso senza fallo se non fosse troppo impegnato a intonare “I feeeeeeel you, Johaaaaaaaaaaanna”.
Altro dettaglio interessante: le battute del dialogo non sono chiuse da virgolette ma introdotte da due punti, che svolgono la graziosissima funzione di addobbo al lato sinistro della pagina. Ma più della forma poté il contenuto, degno del migliore Beautiful.
Cantate con me:
Tuttuttuturu- tutturu
Tu-tu
Tututtuturu-turutu-turutu-tuttuttututturu-tutturu
Tuu-tuu
Tu-tuttutturu-tu-tuuuu…
Ripreso fiato? Sì? Bene. A voi:
:è TUTTA COLPA TUA! È SOLAMENTE COLPA TUA!! MI HAI MENTITO!
:no
:SI INVECE
:Sweeney, io credevo…
:TU CREDEVI COSA!?

“Io credevo che tu avessi lasciato Brooke, Sweeney!”
“E io credevo che tu e Dawson vi foste vicendevolmente abbandonati!”
“Ma io ti amo quanto una donna non potrà mai amare un uomo!”
“E io quanto un uomo non potrà mai amare un uomo!”
“Oh, Benj…”
“Parlami d’amore, Loviù”.
…no, d’accordo, le ultime battute sono una mia personale aggiunta, ma ammetterete che ben s’intonano al resto. Il tedio prosegue, con Mrs Lovett che attribuisce alla forza dell’aMMore la sua imperdonabile manchevolezza e pone una mano sulla spalla di Sweeney.
Il signore, dal canto suo, è un tantino maldisposto:
:IO AMO SOLTANTO UNA DONNA, E QUELLA NON SEI TU!
A Sweeney il copione deve averlo scritto Venditti, ma questo poco importa a Nellie Lovett che, scossa dal suo sguardo denso d’odio e assieme di tristezza, pensa bene d’implorare perdono. Il barbiere non vuol concederglielo, s’intende, né ha intenzione di disinserire il caps lock.
Pertanto leva una lama (WUT?) in direzione della Lovett, mancandola (WUT?, e due) e dandole modo di fuggire in direzione del campo.
Amici, giacobini, concittadini. Ci troviamo in Fleet Street, Londra. Dove accidenti sarebbe, il campo? La Lovett possiede una piantagione (di cosa, lo immagino) nascosta nel sottoscala? Ma soprattutto, che ne sa lei di un campo di grano?
Risolviamo il paradosso:
To somewhere that’s safe and sunlit, and serene… oh! And absolutely green.

:è INUTILE CHE SCAPPI NELLIE! IO MI VENDICHERÒ!
Il diabolico maniaco del caps lock di Fleet Street non mente: egli la inseguirà sino a ferirle la gola, a vedere il suo sangue zampillare, finché il suo cuore non smetterà di battere.

Nel prossimo episodio: Sweeney tenta d’insinuare in Anthony il sospetto che Adolfo Pirelli abbia sparato ai suoi genitori. Nel frattempo, Mrs Lovett è gelosa della nuova ragazza di Toby: quale sarà la sua scelta? Il giudice Turpin e il messo Bamford sono divenuti ben più che semplici amici. Ma Johanna ha filmato l’ultimo loro incontro ed è pronta a pubblicarlo sul web…
Restate con noi. Pubblicità!
…no, there’s no place like London.

Indovina chi dorme a casa

Ah, il brivido dell’ignoto, il fascino dell’estraneo, la tauromachia!
Ok, forse quest’ultima c’entra come i cavoli a merenda, sebbene dopo qualche anno di vita universitaria l’orario dei pasti è talmente ballerino che non mi stupirei di vedere i suddetti ortaggi serviti insieme al the delle cinque. Ma come altro definire quello stato d’animo che spinge ognuno ad abbandonare le proprie comode certezze per addentrarsi nell’altro da sé, che convince i sedentari a partire per il Tibet, gli indifferenti a manifestare per la pace, gli amanti del cinema a guardare Vacanze sul Nilo?
Tutto questo per dire che qualche giorno fa, spinto proprio dal brivido dell’ignoto e dal fascino eccetera, mi sono addentrato nella sezione del Tempio dedicato alle celebrità, sottosezione cantanti. Ho iniziato a scorrere l’elenco delle storie più recenti, leggendo i nomi dei protagonisti: Tokio Hotel, Tokio Hotel, Tokio Hotel, My Chemical Romance, Tokio Hotel, My Chemical Romance, Tokio Hotel, Tokio Hotel, Tokio Hotel, Tokio Hotel, My Chemical Romance, Tokio Hotel, Muse e Placebo, Tokio Hotel, Tokio Hotel…
Muse e Placebo?
Il premio per aver attirato la mia attenzione va a Strana convivenza… di PrinzexKikka.
Prima di iniziare la lettura della storia, un disclaimer ci avvisa che i commenti sono pen accetti, e già il lapsus fa intuire quello che aspetta il lettore.
La vicenda si svolge presumibilmente a Modena, città di una delle due protagoniste, Marianna, Meme per gli amici. O almeno, per la sua coinquilina Federica, voce narrante di questo capitolo, che apre le danze con un urlo belluino per svegliare l’amica. Infatti è il giorno in cui Meme deve fare la prova pratica per la patente, e Fede, già patentata, ha l’oneroso compito di accompagnarla alla scuola guida.
Un avvertimento è d’obbligo: visto che nella fanfiction le protagoniste vengono nominate con un carosello di Marianna, Meme, Fede e Federica, la recensione manterrà la confusione originaria in segno di omaggio alla storia recensita.
La mattinata delle due non inizia male, nonostante il comprensibile nervosismo di Meme per l’esame – anche se, con un po’ di incoscienza, ha passato la notte precedente a disegni – e nonostante qualche incertezza di Federica su consecutio temporum e apostrofi (Mi guardai allo specchio […] Lancio uno sguardo al mio riflesso, soddisfatta […] Però un ombra dietro l’angolo delle scale mi fece smettere di fantasticare). Tuttavia, la situazione inizia a precipitare quando le due salgono in auto. Fede, infatti, accende il lettore cd, e appena sente una canzone dei Muse decide di cantarla, ma viene fermata subito dall’amica che le tappa la bocca con una pezza gialla.
MEMEEEEEEEEEEEEEEE!!!! Io odio il giallo, lo sai, e te che fai? Mi tappi la bocca con la pezza gialla!!! Mettiamo in chiaro una cosa: io l’esame nun te lo faccio fare se continui così!!!
Perché, ovviamente, se le avesse tappato la bocca con un drappo rosso, un kleenex verdognolo o un lembo di carta igienica usato lei non avrebbe protestato assolutamente, lo avrebbe anzi accettato con un sorriso riconoscente.
Voglio almeno sperare che l’auto non sia già in moto, perché in tal caso il gesto sarebbe anche pericoloso per la sicurezza stradale, nonché del tutto inappropriato per una ragazza in procinto di sostenere l’esame di guida. Ma Marianna-Meme sembra avere tutt’altro per la testa, infatti giustifica il tappamento con la necessità di ascoltare la canzone in silenzio, sennò non imparerò mai a suonare la batteria.
Terminata una gustosa rievocazione dei tempi andati della scuola – almeno, essendo coinquiline suppongo che ora siano all’università – le due ragazze arrivano alla scuola guida che poi era grande quanto la pista di Imola, e Federica si sistema sugli spalti per assistere all’esame. L’ingegnere probabilmente deve essere Jean Todt e l’istruttore Michael Schumacher, vero?
Ai miei tempi la prova pratica si faceva per le strade cittadine, e le scuole guide erano piccoli locali con una scrivania, una saletta per le lezioni e un ufficio che fungeva anche da laboratorio per la visita oculistica ma, come direbbe qualcuno più esperto di me nel settore, this is ficcy *O*
Ma i Muse e i Placebo cosa c’entrano in tutto ciò? Aspettate, giacobini di poca fede. Infatti, dopo che Meme passa l’esame (su una pista di Formula 1 senza auto e incroci ci riuscirebbe anche il capitano Ahab) le due amiche si dedicano a del sano shopping per festeggiare, e poi tornano a casa, dove avviene il patatrac: dopo 3 lunghissimi minuti di giramenti di serrature varie Federica apre la porta della sua stanza (è una porta o una cassaforte?) e si trova di fronte a 3, e ripeto 3 ragazzi, completamente belli come madre natura li ha fatti.
Ogni scarrafone è bello a ‘a mamma sua.
I tre dormono della grossa, e le ragazze, ovviamente spaventate, decidono non di chiamare la polizia e la buon costume, ma di andare a controllare se anche nella stanza di Marianna ci sono presenze inaspettate. Indovinate un po’? Ci sono. Sempre tre ragazzi. Sempre dormienti. Sempre nudi. E uno dei tre, a detta di Marianna, sembra una femmina. Federica vuole controllare di persona, come se fosse la cosa più importante in quel frangente, e conferma l’impressione dell’amica con queste parole: Anche a me questo lascia seri dubbi… Ma l’ermafrodito in realtà è sveglio, e gela le comari con un secco …femmina a chi?
Considerando che la parola "femmina" era stata pronunciata almeno cinque minuti prima, la reazione del naturista mi sembra come minimo a scoppio ritardato. Evidentemente il nostro deve avere i riflessi lenti, o forse è ancora un po’ stordito per il sonno, del resto chi è perfettamente lucido dopo una dormita? Soprattutto se si dorme nudi nella casa di persone sconosciute, di sicuro non si è reduci da esperienze riposanti…
Comunque ormai il tizio è sveglio, Federica si inventa una scusa assurda per giustificare le parole di poco prima e inizia a litigare con Marianna, e nel corso della lite le due citano di sfuggita un disco dei Placebo. Questo accende subito l’interesse del ragazzo, e non può essere altrimenti, visto che altri non è che Brian Molko.
Quel Brian Molko? Il frontman dei Placebo? Quello dello spettacolo di Sanremo?
Sinceramente, una fan che ha tutti i dischi non penso citerebbe proprio la performance nel festival nazionale. D’accordo con me è Brian, anche se lo dice con un linguaggio leggermente infantile (Possibile che tutti mi ricordate per quel cazzosissimo spettacolo? Tranquillo, i fan veri ti ricordano per le cose serie, qua siamo in ambito vestalico!); Fede lo tranquillizza dicendo che ha ravvivato la kermesse, e il cantante reagisce con genuina felicità, saltandole addosso e abbracciandola.
Sì, è sempre nudo.
Devo ammettere che invidio a Federica questa capacità di non essere imbarazzata dalla tenuta adamitica delle persone dell’altro sesso, ma forse si tratta di semplice scollamento dalla realtà. Comunque, sta di fatto che la ragazza si divincola dall’abbraccio e va a cercare dei vestiti per i Placebo, ma prima passa per camera sua dove trova Meme che litiga con uno degli altri tre per convincerlo a vestirsi (ma quando si è allontanata?). Ormai avrete capito che questi sono i Muse, e il biondino sveglio è il batterista Dom Howard. Il quale per qualche motivo si rifiuta di indossare i boxer che Meme gli porge sbraitando. Perché non vuole coprirsi? Esibizionismo oppure semplice questione di igiene, visto che quelle mutande appartengono al fratello della ragazza? Se il motivo è quest’ultimo, il lodevole scrupolo sanitario di Howard è quanto mai fragile, visto che appena Federica gli sventola davanti agli occhi un paio di jeans a sigaretta color giallo banana il batterista, pur di averli, accetta di indossare i prima vituperati boxer.
Molko che gioisce come un bambino per il complimento di una fan, Howard che obbedisce docilmente per ottenere dei pantaloni di pessimo gusto… devo dire che nelle loro canzoni nascondono bene questo infantilismo!
Comunque il capitolo si chiude con le due ragazze che vanno a cercare altri boxer per vestire gli altri naturisti in giro per casa e si danno appuntamento a dieci minuti dopo per decidere sul da farsi.
Se era per dieci minuti potevano decidere sin da subito, ma occorreva lo stacco temporale per chiudere il capitolo, suppongo.
Allora, non siete curiosi di scoprire come è successo che i membri (nel senso di componenti, maliziose!) di due grandi gruppi musicali inglesi siano improvvisamente apparsi nudi nella casa di due comuni studentesse italiane? No? Beh, siete in buona compagnia, visto che nemmeno le protagoniste si sono date molta pena per scoprirlo. Così come non sappiamo cosa facciano queste giovani nella vita, visto che a parte la prova della patente si sa solo che Federica ha una lezione di inglese a cui nemmeno si presenta, e per il resto parlano molto della scuola che dovrebbe essere del passato, ma per nulla di ciò che fanno nel presente. In assenza di spiegazioni, e di un secondo capitolo per chiarirsi le idee, provo dal mio meschino punto di vista maschile a dare una spiegazione: fantasia sessuale di adolescenti in erba. O in funghetti allucinogeni, che nella prima parte della storia vengono citati più volte, e non sarà un caso.
Ora scusatemi, ma vado a fare un giretto all’Ipercoop, sperando al ritorno di trovare in camera mia le Destiny’s Child al completo.

Cthulhu insegna: cacciare demoni fa male alla sanità mentale.

Bene miei fidati amanti di auto nere dotate di mangianastri, bagagliaio adibito ad armeria e sedili anteriori occupati da sederi maschili di tutto rispetto, questa sera ci dedicheremo ad una fanfiction di Aida intitolata “Scuse vigliacche”. L’indirizzo a cui trovarla è efpfanfic.net/viewstory.php?sid=228072&i=1

Si tratta di una one-shot di 737 parole (poteva importarcene di meno? Non credo), a rating PG 15 (piggì QUINDICI? Mi sa che devo aggiornarmi con ‘sti nuovi rating!), corretta da ben due beta (non si nota per nulla, considerati il ridondante saltellare dal passato al rpesente), di genere Angst (ormai sinonimo di Emo), incest, con paring Dean/Sam (bravi, fottiamocene del regolamento!).

Ogni riferimento a persone, fatti e bla bla bla…

 

 Partiamo dunque con due citazioni a canzoni italiane.

Una di Massimo di Cataldo, l’altra di Domenico Mugugno.

Come? Il cantante famoso si chiamava Domenico Modugno?

Eh, lo so anche io, ma questo è di Domenico Mugugno.

Sì, sto mugugnando anche io.

Ma non ci si poteva sforzare nel cercare qualcosa di più vicino ai personaggi? Una canzone citata in una fanfiction dovrebbe, di norma, fare il punto della situazione, far intendere al lettore il pensiero dei personaggi, il loro stato d’animo o la situazione in cui si trovano.

 Ora, perché descrivere i sentimenti di Dean con un sdolcinato:

 “Dio, come ti amo / mi vien da piangere / in tutta la mia vita / non ho provato mai / un bene così caro / un bene così vero. / Chi può fermare il fiume / che corre verso il mare / le rondini nel cielo / che vanno verso il sole / chi può fermare l’amore/ l’amore mio per te? / Dio, come ti amo”

Quando a disposizione, inserita tra i brani che Dean ascolta in macchina e molto più nel suo stile (andiamo, le rondini nel cielo? Al massimo potrebbe preoccuparsi che non gli ammollino ricordini sul parabrezza!) abbiamo un:

“Well, Im hot blooded, check it and see / I got a fever of a hundred and three / Come on baby, do you do more than dance? / Im hot blooded, Im hot blooded /

Hot blooded, every night / Hot blooded, youre looking so tight / Hot blooded, now youre driving me wild / Hot blooded, Im so hot for you, child / Hot blooded, Im a little bit high / Hot blooded, youre a little bit shy / Hot blooded, youre making me sing / Hot blooded, for your sweet sweet thing /”

Così, per dirne una a caso…

 Ma iniziamo a parlare della fanfiction.

 Dean guida (anzi, guidava) l’Impala e sta avendo una parentesi Angst. Non mi dilungo su questa parte: parlare delle seghe mentali di Dean e di Sam riguardo loro stessi, la loro famiglia, la loro missione, il loro rapporto eccetera lo hanno già fatto gli sceneggiatori della serie.

 Dean comunque si sente tanto giù da passare, senza accorgersene, dall’imperfetto al presente: avrà superato le ottanta miglia orarie? (Ah, giusto, quella capita solo con la DeLorian: i repentini salti dal passato al presente in questa fanfiction non son causa dell’alta velocità ma della disattenzione dell’autrice e delle DUE beta-reader).

Segamentalizza che segamentalizza, arriviamo al punto cruciale: Dean vorrebbe che Sam fosse completamente suo.

 

. Piangerebbe ancora una volta il suo tormento, il suo dolore, ma non vuole disturbare il sonno dell’altro. Per questo Dean sorride sempre, scherza sempre e cambia ragazza ogni sera, perché ha bisogno di dimenticare se stesso e smettere di lottare, di sperare in qualcosa di sbagliato, perché ha capito che oltre la loro ricerca di vendetta lui può ben poco sugli eventi; ma di giorno e nelle notti di lavoro combatte lo stesso per cercare di avere indietro i pezzi del suo cuore, invece nelle notti fiacche cerca una donna e prova a dimenticare.

Cerchiamo di fare mente locale: presupponendo che Dean possa provare attrazione per Sam, il nostro cacciatore dovrebbe essere gay, o comunque bisessuale… Propendiamo per quest’ultima per una questione di logica (se fossi innamorata di un ragazzo ma non potessi per un qualche motivo stare con lui non mi consolerei certo con delle donne. Lo stesso ragionamento lo farebbe un uomo gay). Dicevamo: Dean è bisessuale. Possibile che non lo si sia mai visto con un uomo? Non voglio essere per forza attaccata al canon come una cozza allo scoglio ma qua ci vorrebbe qualcosa di più di un perentorio “È innamorato di Sam. Quando è depresso va a donne”, perché senza una spiegazione questa cosa non regge.

Sam mugola (no, non mugugna!) e Dean si riprende un po’ dai suoi pensieri da Emo, torna a guidare tranquillamente la sua Impala fischiettando gli AC/DC e la ficcy finisce.

Ci siete cascati?

Dean in realtà si deprime perché prima o poi Sam vorrà tornare alla sua vita e lui vuole tenere la famiglia unita ma in caso non ci riesca sceglierà di stare col suo amato fratello, che prima o poi sarà suo (John, ti prego, metti giù la Colt!). E farà di tutto per averlo: “in fondo, è un egoista e gli egoisti prendono sempre ciò che vogliono”.

Io farei di tutto per un po’ di coerenza in certe fanfictions ma non funziona mai, probabilmente son troppo poco egoista… Chiederò a Dean di darmi qualche lezione in proposito.

ogni notte sia che stia con Sam che nel corpo di una ragazza qualsiasi, lui chiede perdono nel suo cuore sanguinante, non ancora cicatrizzato dal primo tradimento, per i suoi desideri e i suoi sbagli.

Signori, di che cosa stiamo parlando? Cos’è quella storia del primo tradimento? Perché questa fanfiction sembra una serie di frasi messe a caso, spesso non inerenti a Supernatural?

Dean quindi, perfettamente in sintonia con l’incoerenza dilagante in questa storia, si mette a chiedere scusa a Sam (ancora nel mondo dei sogni) per quello che prova. Nonostante sappia di essere un vigliacco perché il fratello non può sentirlo, nonostante sia in un momento angst, Dean ha una voce ridente (tipo la Marchesini quando interpreta “l’attrice di teatro impegnato”?) .

E la ficcy finisce.

Senza un senso logico, già.